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Prodotti l’isolatore

Prodotti l’isolatore sismico progettato per i magazziNi verticali Modula, azienda specializzata nel settore dei magazzini verticali automatici, ha sviluppato un importante dispositivo antisismico. L’attività di ricerca e sviluppo è iniziata nel 2012, in seguito al terremoto che aveva colpito in modo significativo l’Emilia, la regione in cui Modula ha la sua sede italiana. In seguito all’evento sismico, l’azienda si è adoperata nello studio di un dispositivo capace di dare la possibilità ai clienti di poter riprendere la propria attività subito dopo l’evento sismico o nella ipotesi peggiore dopo un veloce intervento da parte dei tecnici Modula. Sono serviti 4 anni di studi approfonditi, Nel maNifatturiero, si coNosce davvero l’iNglese? La nuova Rivoluzione Industriale si gioca in fabbrica e si chiama Industry 4.0. Per raggiungere un’interconnessione assoluta tra macchine e processi è necessario che, in primo luogo, siano le persone a poter interagire tra di loro, e questo è possibile solo parlando la stessa lingua. In questo scenario, EF Corporate Solutions presenta i dati dell’EF EPI-c, unico indice, a livello mondiale, relativo alla competenza linguistica delle aziende, secondo cui i dipendenti del settore manifatturiero, nel mondo, presentano una debole conoscenza della lingua inglese che arriva a malapena al livello B1, con un punteggio medio di 51,41/100. L’analisi intraziendale di questo settore mostra un’ampia differenza in termini di competenze linguistiche nelle varie posizioni lavorative. Nello specifico, il punteggio medio per i lavoratori che ricoprono funzioni di logistica e stoccaggio è 38 (livello A2, ovvero una conoscenza scolastica dell’inglese), mentre chi si occupa di ricerca scientifica totalizza il punteggio più alto del settore (56, livello intermedio B1). In produzione, contabilità ed amministrazione la conoscenza dell’inglese è elementare, mentre il personale dei reparti marketing e PR, HR, IT e la Direzione registrano livelli di competenza più elevati, in quanto più esposti al clima di internazionalizzazione in cui verte oggi il settore produttivo. L’English Margin Report di EF, associato a questa ricerca, mostra come l’88% dei clienti sia disposto a pagare un extra a quelle aziende con una padronanza dell’inglese migliore, mentre l’81% prenderebbe in considerazione la possibilità di scartare partner con una scarsa padronanza dell’inglese. Nel caso dell’Italia, il basso livello di competenza linguistica si riflette inevitabilmente anche sulla percezione delle nostre imprese all’estero: per puntare all’internazionalità è infatti necessario investire prima nella formazione linguistica dei lavoratori.4 calcoli e simulazioni computerizzate, con il massimo impegno da parte dell’Ufficio R&D di Modula, con il supporto di Multiprojecta, uno studio di ingegneria di grande esperienza con sede ad Imola, per arrivare allo sviluppo di un dispositivo antisismico davvero innovativo. Calcoli e simulazioni a computer sono stati validati medianti appositi test presso l’Eucentre di Pavia (ente di ricerca e formazione nel campo della riduzione del rischio sismico) ottenendo risultati di grande rilievo. Il sistema studiato da Modula protegge le persone, le macchine e le merci. Uno degli aspetti significativi di questa soluzione è rappresentato dal breve tempo di ripristino della macchina in seguito al terremoto. Grazie al sistema elettronico che entrerà in funzione con l’evento sismico, la macchina si bloccherà fino alla fine del sisma, per poi fare una procedura di diagnosi che analizzerà il corretto posizionamento dei cassetti. Nel caso in cui i cassetti siano posizionati in modo corretto, la macchina potrà essere riavviata riprendendo la normale operatività. In caso contrario, il ripristino da parte dei tecnici avviene in tempi molto brevi. L’isolatore è composto da un sistema di contatto ad attrito controllato, da un sistema di richiamo con molle progressive, da un dispositivo antiribaltamento e da un sistema elettronico di bloccaggio. Il suo funzionamento entra in gioco solo in caso di terremoti ed è importante sottolineare che in situazioni non sismiche il dispositivo non incide sul corretto funzionamento del magazzino.4 22 NEWSMEC - Gennaio/Febbraio 2017 PubliTec

Prodotti lavorare in maniera più effiCiente AutoForm Engineering, fornitore di soluzioni software per lo stampaggio della lamiera, ha annunciato la decisione della divisione stampi della Volkswagen di usare il software AutoForm-ProcessDesigner forCA- TIA per la progettazione di processo. Questa decisione strategica si basa sugli ottimi risultati ottenuti nel corso di un progetto congiunto. Utilizzando il software AutoForm-ProcessDesigner forCATIA , che comprende una metodologia standard per la progettazione di processo in ambiente CATIA, il lavoro quotidiano presso la divisione stampi della Volkswagen può essere svolto in modo ancora più efficiente. AutoForm-ProcessDesigner forCATIA è stato sviluppato in collaborazione con la Volkswagen. L’obiettivo principale di questo progetto è stato quello di sviluppare un prodotto software avanzato per la progettazione dei processi che permetta agli utenti di creare rapidamente superfici dello stampo di alta qualità CAD, che sono necessarie per le lavorazioni. Al fine di garantire che il nuovo prodotto soddisfi le molteplici esigenze dei diversi reparti, il software è stato sottoposto a una valutazione interna. I risultati ottenuti nel corso di diversi test comparativi e di benchmark, effettuati con CATIA nativo e AutoForm-ProcessDesigner forCATIA , sono stati incoraggianti e stimolanti. Un incrementodivelocitàfinoacinquevolteraggiunto in questi test consente all’utente di creare rapidamente superfici di elevata qualità, di ottimizzare il progetto iniziale e le eventuali modifiche.4 in una sostanziale fase di stallo: per evitare questo pericolo è necessario attivarsi in maniera sistematica per garantire formazione di professionalità che abbina le cosiddette “digital skills”, senza dimenticare, aspetto importante, la nostra realtà economica produttiva caratterizzata in particolare da piccole e medie imprese. ALDAI-Federmanager (la maggiore organizzazione territoriale del sistema Federmanager, polo di competenze e punto di riferimento per i servizi ai manager oltre che partner integrante del sistema industriale) punta i riflettori sull’importanza di assicurare ai manager tutti gli strumenti utili a mantenere le competenze che vengono loro universalmente riconosciute: la concretezza esecutiva, il pensiero prospettico e la capacità di risolvere i problemi. “Per gestire la rivoluzione del digitale, c’è bisogno di una vera grande cabina di regia che sappia mettere insieme tutti gli attori e al cui tavolo siano presenti anche i manager”, spiega Bruno Villani, Vice Presidente ALDAI-Federmanager. “Nella cabina di regia del Piano Nazionale Industria 4.0 i manager che sono i veri portatori e attuatori del cambiamento non ci sono. L’obiettivo è mettere in sinergia le persone e le risorse disponibili, fare sistema, mettendo a disposizione del Paese tutte le diverse competenze disponibili partendo anche da “un’analisi” 4.0 che individui, anche a livello internazionale, le best practice da diffondere”. Già fin dall’ultimo World Economic Forum di Davos è emerso che il cambiamento epocale dettato dall’Industria 4.0 porterà il 65% dei bambini oggi alle elementari a fare lavori che attualmente non esistono: per questo è indispensabile prevedere investimenti massicci in formazione e informazione. ALDAI-Federmanager sta andando in questa direzione con la formalizzazione tra gli altri di accordi con autorevoli Business School e Università, per assicurare ai propri associati un accesso preferenziale a formazione e informazione strategicamente distintiva e ponendo la massima attenzione al tema anche in ottica di “dinamizzazione” della materia.4 in italia i manager 4.0 sono anCora troppo poChi Mentre l’Industria 5.0 è già oggetto di discussione, l’Industria 4.0 deve fare i conti con una carenza ad oggi di Manager 4.0 in grado di rispondere appieno alle specifiche esigenze imposte dal processo di trasformazione in atto. Sul fronte del digitale e imprenditorialità l’Italia rischia di trovarsi nell’arco di pochi anni