Arcobaleno03/2017

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ARCOBALENO

voci e percorsi delle branche assoraider

Periodico dell’Associazione Italiana di Scautismo Raider - www.assoraider.it N°3 Anno XXIII - Giugno 2017

Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/03 (conv. in L.27/02/2004) n° 46 art. 1 comma 1 - DCB Cagliari

all’interno:

Curiosi CUB

In partenza per il CNE

Verso il Rover Moot

Il CFQ del Cinquantesimo


Associazione Italiana

di Scautismo Raider

“ASSORAIDER”

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ARCOBALENO

è dedicata ai giovani

e a tutti coloro che

intendono reagire

al dilagare di egoismi e

vogliono dimostrare la

possibilità di una

fraternità mondiale

come quella scaut.

La rivista contiene inserti

riservati ai lupetti,

esploratori ed esploratrici,

rover e scolte,

raider e nautici.

ARCOBALENO

voci e percorsi delle branche assoraider

Arcobaleno - Redazione e Amministrazione c/o Salvatore Roggero:

09122 Cagliari - Via Marini, 11 - naz.pubblicazioni@assoraider.it

Anno XXIII - Numero 3 - giugno 2017. Autorizzazione del Tribunale di

Cagliari n. 24 del 23.06.1995. ASSORAIDER - Associazione Italiana di

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in data 13/07/2011 con numero 21321 presso Ufficio ROC del Corecom

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ARCOBALENO

vuole assolvere alla

funzione di collegamento

fra tutti gli iscritti

all’Associazione

nonché

con i genitori dei più

giovani iscritti

perché seguano

quanto viene offerto

ai loro figli in fatto

di formazione del

carattere del

futuro cittadino.

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Immagine di Copertina: “Scelti” della Sezione di Taranto2

Servizi di grafica, realizzazione e allestimento: simonettiantoniografico

Questo numero è stato consegnato alla stampa il 26.06.2017

La tiratura di questo numero è di 2.000 copie.

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gli articoli non firmati. Per gli articoli firmati la responsabilità rimane

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RUBRICHE ALL’INTERNO:

RUBRICHE ALL’INTERNO: Hathi Racconta

Hathi Racconta Gioca pag. con 5 Bagheera

Gioca con Bagheera pag. Baloo 6 Risponde

Baloo Risponde Girnalista pag. 7 del Mese

La Zampa di Akela pag. La 8/9 Zampa di Akela

Disegnando qua e là ... pag. 10

Kaa-pacità

Kaa-pacità pag. 11/12

Le “Curiosi Cub”

3

Era notte e non riusciva a dormire. Si era svegliato più volte ed alla fine

aveva deciso di uscire dalla tana. La Giungla era silenziosa nella notte e

si incamminò giù per il sentiero. Raggiunse dopo poco il primo e vi

si arrampicò. Passò di in , saltando da un all’altro, finché

raggiunse una piccola radura. Al centro dello spiazzo circondato dagli

c’era una delle , il popolo senza legge. Sembrava ferita e sbuffava

rumorosamente, come se stesse soffrendo. Vicino a lei giacevano delle

in frantumi. Probabilmente era stata vittima di uno di quegli scherzi

che alle piacevano molto. Esse bisticciavano fra loro in continuazione,

si denigravano e schernivano. La poveretta doveva essere stata bersagliata

da alcune che le altre sue simili avevano lanciato per puro

divertimento. Ora quella povera giaceva lì, immobile ed ansimante.

ripensò a quando, da ragazzo, aveva creduto di poter trovare

saggezza nelle . Aveva imparato, dopo la sua esperienza, che delle

scimmie non ci si poteva fidare. Quasi gli sembrava di sentire ancora la

voce di , il vecchio orso, che lo metteva in guardia dal popolo senza

legge. Decise che sarebbe stato meglio andarsene, ma poi, appena si voltò,

gli venne in mente che le potevano anche non avere una legge, ma

lui la aveva. Lui seguiva la Legge della Giungla. Non poteva abbandonare

così la . Doveva aiutarla. Scese allora dall’albero e spostò la

all’ombra degli stessi, per ripararla dalla che stava

cominciando a cadere dal cielo. Preparò con alcune grandi foglie che trovò

in giro un giaciglio e fabbricò, intrecciando e foglie, delle coperte di

fortuna, che pose sopra la . Si era addormentata, ora, ed anche se

non aveva ricevuto un ringraziamento, sapeva di aver fatto la cosa

giusta. Risalì nuovamente sull’ dal quale era sceso e ritornò alla sua

tana, dove riuscì finalmente ad addormentarsi.


4

...Gioca con

Bagheera

ari personaggi a voi molto familiari

Vsi sono persi nella giungla qualcosa,

aguzzate la vista per trovarli!!! Baloo l’orso

vecchio e saggio va matto per qualcosa,

ma cos’è?

Chil il postino ha perduto un messaggio

importante, dove sarà? Bagheera dopo una

caccia nella giungla ha lasciato un pezzo

della sua succulenta preda per Mowgli, ma

dove sarà? Mamma Raksha ha smarrito

un suo cucciolo se guardi bene lo troverai

sicuramente! Mowgli è coraggio e sconfigge

Shere Khan, cerca bene e troverai la sua

arma segreta! Le Bandar sono molto golose

di cosa? Ne avranno lasciata qualcuna il

giro, troviamola!

BRANCO Delle SORti - Deleg. Di CASSiNe


Baloo Risponde

5

Lupi siete carichiiii??

Fra pochi giorni

partiamo per le

Vacanze di Branco!!!!

SIIIIIIIIIII!!!

Baloo ci divertiremo un

sacco!!! Non vediamo

l’ora!!!!

Baloo io ho

un po’ paura…

non so cosa

facciamo, e se

mi mancano i

miei genitori?

Non ti preoccupare

Marta!

Facciamo

tantissime

cacce per tutto il giorno,

mangiamo e dormiamo

tutti insieme, facciamo

laboratori, facciamo i giochi

d’acqua, e ci saranno

tante sorprese che non

vi aspettereste mai! Non

avrai il tempo di pensare

ai tuoi genitori perché ti

divertirai un sacco!

Si Marta è

così! Anche io

l’anno scorso

avevo un sacco

paura, però mi

sono fatto coraggio

e sono andato,

poi non volevo

più tornare a casa ma

volevo rimanere al campo

con i miei fratellini!

Ci siamo noi con te!!!

Bravo Tommy!

Ma ditemi un po’,

lo zaino lo state

preparando?

Mamma lo sta

facendo, è praticamente

pronto, mi

ha detto che deve

finire di mettere la

roba per lavarmi!

E no! Lupi

lo zaino

lo dovete

fare anche

voi con i vostri genitori,

se no poi una volta arrivati

al campo non trovate

nulla e buttate tutto

alla rinfusa per la tana!

Io l’anno scorso

non trovavo

le magliette,

ma quest’anno ci

siamo organizzati

con mamma,

lei mi passa la roba

e la metto io nello zaino,

così so dove è!

Perfetto!!!! Capito

lupi? Cercate

di farlo con i

vostri genitori

lo zaino! Ma ripetetemi

una cosa: SIETE

PRONTI PER LE VACAN-

ZE DI BRANCO????

SIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!

BRANCO DellA Rupe - SeZ. Di SORA


6

Giornalista

del mese

deBoRah

Sezione

di Statte

SeZiONe Di BARlettA


Giornalista

del mese

7

LaRa

delegaz.

di Cassine

SAN giORgiO 2017


8

La Zampa

di akela

S

The

WINNeRS

iete stati

numerosissimi

....... Vi

aspettiamo per

altre divertentissime

cacce

per il concorso

della Zampa di

Akela …........

Buona Caccia, fumettisti... anche

questa Zampa di Akela è terminata e

come sapete un gruppo di vecchi lupi ha

esaminato attentamente i vostri meravigliosi

lavori e ha decretato i 3 vincitori

di questa edizione del concorso.

Il premio che riceverete sarà la bellissima

maglietta della Zampa, che vi consegnerà

direttamente Akela. Inoltre vedrete

pubblicate sul giornalino le vostre

storie a fumetti, ma non quelle dei vincitori....

ebbene si , vista la fantasia, l’impegno,

e la bellezza dei vostri lavori abbiamo

deciso di pubblicarli tutti, ovviamente a turno,

aspettate quindi gli altri numeri e vedrete pubblicato

il vostro fumetto. In questo numero sarà pubblicato

quello del primo classificato …..........3................2..............1.......... il

premio per la prima posizione se lo aggiudica la lupetta

Rebecca Basile del Branco Seonee

di Statte il premio per il II° posto se lo aggiudica il

lupetto Michele Spinazzola del Branco Giungla Viva di

Barletta e al III° posto con pochissimi punti di differenza

dal secondo sale sul podio il lupetto Nicola Cabiddu del

Branco Roccia della Pace di Cagliari 24.

Buona Caccia a Tutti !!!!!


Kaa-pacità 9

BUONA CACCIA a Tutti CARI LUPI ! ssssscommetto che

durante le vosssstre Vacanze di Branco avete fatto delle

caccie bellissssime. Vi va di raccontarci quelle che avete

trovato più incredibili ? Però prima dobbiamo imparare a

ssssscrivere un articolo come un vero giornalissssta!

OCCORRENTE:

Una Penna, un foglio di carta

Conclusione

Bene!

Ora che sapete

come scrivere

un bell’articolo,

non resta che

raccontarci

delle

entusiasmati

cacce

che avete

condotto nelle

vostre Vacanze

di Branco!!!

1

3 2

Ora dovrete scegliere

una cosa

importantissima per il

vostro articolo,

il Titolo!

Scegliere un bel titolo

è molto importante,

perché deve attirare

e catturare l’attenzione

di chi sta leggendo!

Scrivete sul foglio di carta tutto ciò che

vi ricordate di quello che avete fatto o

che avete visto, non è importante che sia

tutto ordinato in questa fase, ci servirà‡ per

avere una brutta copia dell’articolo. Ricordate

di rispondere alle famose 5 “W”!

Riordina le informazioni che hai scritto

al passo precedente seguendo l’ordine

della piramide nell’immagine accanto.

Metti all’inizio le informazioni

importanti, devi far capire di cosa stai

parlando, nella parte successiva

racconta bene tutto quello che hai

fatto o visto e infine puoi inserire

dettagli e approfondimenti!


10 Kaa-pacità

Carisssssimi lupi, è cominciata l’essssstate!!!

Ed esstate per me ssssignifica cambio della pelle,

ma anche Vacanze di Branco!!!! Per conssssservare

i ricordi delle vacanze di branco dovremo fare

tante belle foto, ma anche avere un luogo ssssicuro in

cui cusssssstodirle sssenza che si sssgsssualcisssscano, in

modo da poterle guardare quando vogliamo!!! Io ne ho appena

cosssstruito uno... Ora vi faccio vedere come in 4 sssssemplici

mosssssse. Ci servono: 4 o più buste di carta (da pane o frutta, dimensioni

almeno 20 x 35). Bucatrice. Nastro colorato o spago. Forbici. Colla.

1

Metti le buste una sopra l’altra,

alternando il bordo chiuso

con il bordo aperto. Poi piegale

a metà... Cerca di essere preciso

e di renderle molto sottili!

Incolla le buste nei bordi delle

parti aperte.

2

Prendi il nastro e fallo passare attraverso i buchi. Puoi fare

un fiocco o un nodo, usare lo spago o il nastro del colore

che vuoi: questa sarà la rilegatura del tuo album!

Ora puoi personalizzarlo: decora la copertina come ti piace

di più, oppure se le buste sono grandi puoi ritagliarle e

avere tutti i bordi delle pagine frastagliati!

Usa la bucatrice per fare

due buchi sul lato della

piega.

3

4

Ora non ti rimane che fare

tante taaaante foto,

stamparle e incollarle nell’

ALBUM PERSONALIZZATO

delle Vacanze di Branco!!!


Le "Curiosi Cub"

dai Voli di Chil

"La Fuga di SaveGaGa"

“Siamo dello stesso sangue, fratellino tu ed io”

11

SAVEGAGA era un bimbo che abitava su un pianeta lontano dalla Terra. Questo pianeta

si chiamava VIOLETTA e ogni città aveva un nome che conteneva la parola

VIOLETTA. SAVEGAGA conosceva BALLAVIOLETTA , DORMIVIOLETTA , … e così

via, un pianeta tutto color viola, e guai a chi osava utilizzare parole che non contenessero la

parola VIOLETTA. Il suo villaggio era circondato da grandi alberi viola, con braccia e occhi per

impedire a chiunque di oltrepassare quella linea di confine del pianeta e ogni cosa all’interno

era stranamente di colore scuro. Tutti gli anziani del villaggio non avevano voglia di parlare

dell’esterno e si limitavano a sapere che li a casa loro andava tutto bene e non avevano bisogno

d’altro. Persino il cielo era viola, ma in realtà non era cielo ma una enorme copertura di

vetro che impediva a tutti di sapere come fosse realmente il suo colore.

A cena c’erano solo lamponi, prugne, patate viola, uva viola.

Ma questo villaggio era troppo strano per SaveGAGA, che era un bambino molto curioso e

a volte anche disubbidiente, perché cercava ripetutamente di oltrepassare gli alberi animati

protettori del villaggio per vedere cosa ci fosse aldilà di quelle grandi chiome viola. Ma nulla

non ci riusciva mai, veniva riconsegnato dai rametti poliziotti ai suoi genitori che lo rimproveravano

in continuazione.

Ma un giorno tutto avrebbe potuto cambiare la sua vita, il meccanismo della copertura del

villaggio aveva qualcosa che non andava e il vento cominciò a soffiare talmente forte che

parte della copertura si staccò e avreste dovuto vedere quante erano le cose che fluttuavano

nell’aria. Uno spettacolo insolito e destabilizzante per gli abitanti di VIOLETTA tanto che fu

ordinato loro di rinchiudersi nelle proprie case ( sempre viola) e non uscire per tutta la durata

dell’uragano. Fu proprio questo

che suscitò curiosità in SAVE-

GAGA , che al posto di chiudere

le finestre al piano di sopra

della sua abitazione, le lasciò

spalancate e rimase immobile

sul cornicione della finestra ad

ammirare il magnifico fenomeno.

Il vento soffiava talmente

forte che SAVEGAGA stava

per perdere l’equilibrio mentre

gli si catapultava addosso una

enorme palla di un colore diverso

dal viola ma soprattutto

aveva le piume e SAVEGAGA

non sapeva nemmeno cosa fossero

le piume. Era un tacchino


12

Le "Curiosi Cub"

dai Voli di Chil

gigante, bianco e grigio catapultato dal

vento nella stanza del bambino. Una

volta ripresi i sensi il tacchino si accorse

che SAVEGAGA lo stava analizzando

e l’aveva legato alla sedia. Potete

immaginare quanta curiosità suscitava

in SAVEGAGA quel tacchino bello grassottello.

Comincio a fargli mille domande

, ma il tacchino impaurito era stizzito,

ma sembrava capisse ogni singola

parola del bambino. SAVEGAGA capì di

averlo spaventato e si calmo, gli diede dell’acqua color viola da bere e lo mise a suo agio.

Il tacchino aveva capito tutte le domande e piano piano incominciò a rispondere. Proveniva

dall’altra parte della collina da un pollaio di una fattoria e il vento aveva fatto volare tutti gli

altri polli e tacchini, infatti era preoccupato per gli altri. Il tacchino si guardò intorno e chiese

a SAVEGAGA il motivo per il quale era tutto viola e il perché attorno al villaggio ci fosse un

cerchio di alberi con grandi chiome e rami viola che abbracciavano la città.

SAVEGAGA era stizzito, stava parlando con qualcuno che non era del suo villaggio, o meglio

non pensava esistessero altre forme di vita oltre i suoi simili. Il tacchino gli raccontò che il

suo era un paese felice con mille colori, tanto cibo e molto sole (cosa che savegaga nemmeno

conosceva) , il tacchino capì che il villaggio di SAVEGAGA era strano e gli propose di portarlo

via con se, vedendo e capendo che era una vera e propria prigione. Si accordarono che non

appena passata la bufera e la notte sulle sue spalle il tacchino l’avrebbe portato via da li, sperando

che l’enorme buco spazio temporale creatosi con la bufera non si fosse chiuso definitivamente.

L’indomani partirono e una volta in volo la gente di VIOLETTA alzava lo sguardo e

capì che uno del loro villaggio stava scappando, i genitori uscirono urlando il nome di savegaga,

ma nulla lui non ascoltava nessuno, aveva capito

ce c’era dell’altro nel mondo, il suo cuore era pieno di

gioia e voleva solo fuggire, Il tacchino volò talmente

alto che nemmeno le chiome degli alberi poterono

fermarlo e fu così che passando dall’apertura della

cupola rotta, entrarono o meglio uscirono da quella

prigione e davanti agli occhi di SAVEGAGA una immensità

di cose che non aveva mai visto compreso il

grande cerchio nero di cui parlava il tacchino.

Dovevano sbrigarsi e raggiungerlo, solo così sarebbero

potuti tornare sulla terra.... passando dal buco

nero però SAVEGAGA si smaterializzò e sparì.

Fu così che il Tacchino fu così triste da inviare messaggi

a tutto il mondo per ritrovare il suo amico Savegaga

e magari aiutarlo per il resto della sua vita....

ops... suonano alla porta è arrivata la lettera del tacchino,

ci chiede di aiutare SAVEGAGA.

SAVEGAGA però strappò un ciuffo di piume e il tacchino

era certo che lo avrebbe trovato laddove avesse

seguito la scia delle sue piume.


AVVENTUREVERSOILSUCCESSO

CN

EE

RS

DUEMILADICIASSETTE

Il Campo Nazionale EE del 2017 si basa

sulle stesse parole scelte come motto:

“Beat your limits”... Supera i tuoi limiti

Località “Maraschiata”

Alpe del Nevegal - Ponte nelle Alpi (BL)

5-12 Agosto 2017


14

Lo Spirito del

Beat your limits

CAMPO

Il Campo Nazionale Esploratori del 2017 si basa

sulle stesse parole scelte come motto: “Beat your

limits”, supera i tuoi limiti. Ogni PTG quando affronta

una Missione, un’Impresa o una Avventura

deve superare i propri limiti per portarla a compimento.

E allora quale tema più azzeccato per il nostro

CNE?? Il nostro scopo è quello di far convergere tutte

le nostre Pattuglie nel Piano del Nevegal per far vivere

loro, insieme ai nostri fratelli scaut esteri, un raduno

fuori dai soliti schemi ricco di Avventura.

Pensiamo che questo sia uno dei punti di forza del

nostro Campo, l’internazionalità. Stiamo provando

a dare continuità dallo scorso CNE aumentando il

numero dei partecipanti

del contingente

estero per

dare un respiro più

ampio alle nostre

attività e portare

avanti il processo

di internazionalizzazione

iniziato con

l’ingresso in WFIS.

Questo non comporterà

una perdita

di identità: infatti

il contingente di ospiti sarà limitato, così da non rischiare

di sacrificare le nostre peculiarità metodologiche.

Svilupperemo un tema che verterà sulla ricerca,

da parte delle nostre PTG, del proprio supereroe.

Questo non deve essere inteso come scegliere il proprio

Avenger preferito o quale membro della Justice

League sia il più forte, bensì una ricerca del supereroe

di tutti i giorni. Quello che fa qualcosa per cambiare

il mondo tenendo fede ai propri ideali...in pieno Stile

Scaut! Riteniamo che la partecipazione vostra e dei

vostri ragazzi sia un grande gesto di fiducia nei confronti

della PTG Nazionale e dell’Associazione tutta.

Sappiamo che ci potranno essere errori da parte nostra,

ma ci auguriamo che comprendiate il nostro

sforzo per rendere tutto ottimale: il lavoro è tanto e

continuerà senza sosta da qui alla fine del Campo.

Crediamo che le premesse sono buone, sicuramente

il nostro morale è alle stelle!

Per fare in modo che la Missione

riesca nel modo migliore e

soprattutto con Stile basterà

seguire questi semplici consigli:

1 La Pattuglia marcia in fila con il capo

davanti e il vice a chiudere dietro...

Questo è Stile;

2 é bene che nessun elemento della Pattuglia

si allontani dagli altri (perdersi

durante un hike potrebbe non essere

divertente!);

3 la Pattuglia rispetta la natura, evitando

grida e facendo attenzione a

non rovinare piante e ciò che vive nel

bosco;

4 per portare a termine una Missione è

bene rispettare il percorso da svolgere

(senza inventare fantasiose “scorciatoie”)

e il tempo dato per svolgerla;

5 in caso d’infortunio di un componente

la Pattuglia si rispettano le indicazioni

date dal Capo Unità rispettando le

regole del primo soccorso;

6 durante la marcia è bene seguire il

passo del fratello Scaut più debole;

7 scegliere il posto dove accamparsi è

importantissimo... l’esperienza del

Capo Pattuglia aiuterà. Quando si dorme

all’addiaccio bisogna avere cura di

proteggere tutti gli indumenti dall’umidità

della notte sistemando tutto

nello zaino. Chiudi bene il sacco a pelo

... e con un cappello sarai sicuramente

più caldo;

8 dove è consentito è bene accendere

un piccolo fuoco per scaldarsi e godere

della calda atmosfera delle fiamme.

Avendo poi cura di spegnerlo prima di

dormire;

9 ricordati lo Scaut lascia sempre il

posto migliore di come l’ha trovato;

10 l’hike è avventura e rispettando

queste semplici regole, sarà la tua

avventura più bella.


Passare una notte

all’ADDIACCIO

Beat your limits

15

Per trascorrere una confortevole

notte nel mezzo della natura, se non

si ha a disposizione una tenda, è

necessario tenere a mente dei piccoli

accorgimenti....

Per scegliere dove accamparsi, costruire

una capanna o un rifugio è

necessario tener presente alcuni punti

fondamentali:

1 Scegli un posto che sia abbastanza

pianeggiante per poter dormire comodamente.

2 Cerca di sistemarti in un punto che sia

facilmente raggiungibile da eventuali

mezzi di soccorso.

3 Evita di accamparti nel letto di un torrente

(anche se privo di acqua; sotto una

parete rocciosa da cui potrebbero cadere

sassi o sotto alberi isolati.

4 Scegli un posto in prossimità di una

sorgente di acqua potabile e con disponibilità

di legna.

La costruzione di un riparo di fortuna

necessita di piccole cose, ma ben fatte.

Ovviamente la cosa fondamentale

è la realizzazione di una copertura

per potersi riparare dall’umidità della

notte e da un’eventuale pioggia.

Se si ha a disposizione un telone impermeabile

e si trovano quattro alberi questo

può essere legato ai quattro alberi avendo

cura di legarlo più basso da un lato in moda

da far scolare l’acqua piovana; se non si

trovano quattro alberi come nel caso precedente

bisogna trovare comunque un modo

per mantenere sollevata la copertura come

illustrato a lato.


16

Vita da

CAMPO!

Beat your limits

UTILIZZARE UN BIDONE IN

METALLO COME CUCINA

Prendete un bidone di latta o di lamiera

ed utilizzatelo in verticale. Realizzate

in basso un’apertura per infilare la

legna ed in alto praticate quattro buchi

per gli alari. Questo sistema è molto

buono perché il fuoco resta concentrato

ed il calore non si disperde.

Consigliamo di fissare

i bidoni alla

struttura della cucina

con del fil di

ferro. Accendere un

fuoco può sembrare

semplice. Non è

sempre così. Non

sempre si dispone dei moderni mezzi

di accensione. Prendiamo pertanto in

esame il materiale occorrente ed i me-

todi per l’accensione di un fuoco.

Vi ricordiamo che è VIetAtO accendere fuochi con l’aiuto di materiali

pericolosi (alcool, benzine, petrolio, ecc.) e sotto gli alberi

per il pericolo di incendi improvvisi!

Accendere un fuoco può sembrare semplice.

Non è sempre così. Non sempre si

dispone dei moderni mezzi di accensione.

Prendiamo pertanto in esame il materiale

occorrente ed i metodi per l’accensione

di un fuoco. Esca: è composta

principalmente da materiale asciutto,

facilmente infiammabile. Alcuni esempi

di buone esche: paglia, rami sottili, pigne,

polvere di legno, felci, carta, cotone,

ecc... Accensione: per legna da accensione

si intendono rami, tronchi, assi o

tavole di limitate dimensioni che favoriscono

lo svilupparsi della fiamma.

Per far sviluppare correttamente il fuoco

e mantenerlo, fate attenzione a non

soffocarlo; evitate di mettere sull’esca o

sul materiale d’accensione legna troppo

pesante.

Mantenimento: il materiale di mantenimento

è costituito da tronchi o rami

di generose dimensioni, più adatti alla

produzione di braci. Il fuoco deve essere

alimentato costantemente e senza

sprechi, NON UTILIZZANDO LIQUIDI IN-

FIAMMABILI!!!


Vita da

CAMPO!

Beat your limits

17

COME PREPARARE

UN’ESCA PER IL FUOCO:

Prendi alcune pagine di un quotidiano

arrotolalo e taglialo a strisce.

Lega dello spago, ogni 5-6 cm, intorno

al rotolo di carta, lasciando la corda

lunga una decina di centimetri dopo il

nodo (servirà da “miccia”). Squaglia in

un pentolino a bagno-maria delle candele...

non usare un pentolino “buono”

perché - dopo, non riuscirai mai a pulirlo

del tutto.

Taglia il rotolo di carta lasciando le micce

al centro di ogni pezzo. Immergi i rotolini

di quotidiano nella cera fusa, reggendoli

per il cordino, e adagiali su un

IL CAPPELLONE. Un simbolo

dell’esploratore è sicuramente il nostro

cappellone, il CNE è l’occasione di riscoprire

quanto sia bello, utile e funzionale,

il nostro tradizionale copricapo. Il Cappellone

a tese dritte era molto amato dallo

stesso B-P, che ne riconosceva molteplici

funzioni. Ma il cappellone va tenuto e

conservato bene, la prima cosa è preservare

la sua forma, la sua punta e le tese

dritte. Ogni esploratore dovrebbe curare

la manutenzione del suo cappellone, per

conservare la sua migliore forma è sufficiente

bagnarlo e farlo asciugare al sole

appoggiandolo su una superficie piatta,

le tese torneranno magicamente dritte,

mentre per rifare al meglio la sua punta...

una volta bagnato possiamo aiutarci con

delle mollette e dei panni per impedire

che rimangano i segni della molletta sul

cappellone. Ogni Cappellone deve essere

segnato con il fregio metallico opportuno,

un esploratore apporrà al centro il “giglio”,

foglio di carta forno a freddare.

Una volta che la cera si è solidificata

prendi i rotolini e riponili in un contenitore

per portatelo al campo... questa

esca è fantastica, fa bruciare la legna

più ostinata e dura parecchio tempo!

mentre un’esploratrice userà il “trifoglio”.

Anche il laccetto di cuoio che assicura il

cappellone al nostro capo, merita una particolare

cura, magari attraverso un nodo

particolare che possa fare bella mostra di

se sulla tesa anteriore, io consiglio un po’ a

tutti il nodo “Carrik”, che è un nodo molto

bello ...anche se richiede una certa abilità.

Stile ... Facce da scaut a confronto

Cappellone

Sorriso a

52 denti

Sguardo

attento

Fazzolettone

Distintivi

testa al sole

Inespressione

Niente

distintivi,

nessuna

volontà

Mani in tasca.

é obbligatorio!!

Sguardo

“vi sto

facendo

un favore”

Albero

di natale

al collo


Sedia da campo!

TAVOLI!!

Angolo giorno

Angolo notte


Verso il

Rover Moot


20 VOGLIA DI STRADA

Chi viene da noi, viene per Servire, chi sceglie

di Servire liberamente, è un uomo Libero

L’essenzialità della strada - Rover Moot 2017

Il Roverismo è un modo di essere, di concepire le cose, di pensare e di

agire. Ma prima di tutto il Roverismo è preparazione alla vita e ricerca della

vita. La Compagnia lo vive costantemente a livello comunitario infondendolo

poi, in ogni suo singolo componente. Così ciascun R/S diventa

attore della propria formazione.

Dalla Strada verso il Successo, testo base del Roverismo, che voi tutti

ben conoscete, apprendiamo, tra l’altro, uno dei maggiori insegnamenti

di Baden-Powell: “I Rover si fanno da soli carico di sè stessi. Riducendo,

poco a poco il ruolo del gruppo...” Il Roverismo è gioia nel far bene

le piccole cose e nel vivere con

amore l’essenzialità della strada,

ossia lo spirito del pellegrinaggio

inteso come viaggio alla ricerca

di sè stessi. Sicuramente, all’interno

di una compagnia, si vive il

Roverismo tanto in sede quanto

durante le imprese. Ma la massima

espressione della formazione

R/S non possiamo che trovarla

attraverso l’asprezza della strada,

nell’essenzialità che da essa ne

deriva e nella formazione spirituale

che deriva dal senso stesso del

pellegrinare. Il Roverismo è uno stile di vita che, se pienamente incarnato,

fa dei R/S uomini e donne Liberi. Chi viene da noi, viene per Servire... Chi

sceglie di Servire liberamente, è un uomo Libero! Compagnia, Servizio e

Strada sono i tre punti cardine della nostra formazione; formazione che

non è fine a sè stessa ma che porta i R/S ad entrare nel mondo adulto.

La spiritualità del Roverismo si realizza proprio in questo continuo protendere

la propria mente verso l’alto, discostandosi il più possibile dai

falsi valori del materialismo, imposti dalla società consumistica in cui viviamo.

Avventura, essenzialità della Strada, Compagnia, Servizio, verranno

così spogliati della loro condizione strumentale-materiale per rivestire

una dimensione di profondità dell’essere.

Nell’asprezza della strada i R/S coglieranno i valori della fisicità, dell’amore

verso il proprio io, in rapporto alla stanchezza ed alla durezza della

vita. Attraverso l’avventura e la vita all’aria aperta, se ben preparata e ben

vissuta, i R/S impareranno ad essere prudenti ed accorti nel compimento

dei propri passi discernendo il valore del bene oggettivo e scegliendo il

giusto sentiero da seguire per il suo raggiungimento.

Nella vita comunitaria, quella di Compagnia, incarnerà il senso di giusti-


zia e quello di solidarietà,

necessari consiglieri

nei rapporti con il prossimo

e fonte di semplicità,

ed ordine nelle

relazioni con la società.

Il Roverismo non è un

fine (guai a considerarlo

tale), ma strumento

e veicolo di crescita e

formazione. In quanto

tale esso è un aiuto, un

sostegno ma anche uno

stimolo per il Rover/

Scolta a cui fornisce forza

e coerenza. B.-P. immagina la vita come una canoa che scivola lungo

un fiume impetuoso dal quale affiorano, di tanto in tanto, pericolosi scogli.

Sono gli scogli della vita; alcuni facili da vedere ed aggirare, altri, più

insidiosi, sono meno visibili e quindi più pericolosi.

Il Roverismo insegna a governare con fiducia in sè stessi e negli altri, la

propria canoa: “rema nella tempesta con la testa, il cuore e i nervi saldi,

senza scostarti dalla tua rotta”.

Non ci sono molte alternative: o farsi trascinare o essere trascinatori.

La prima ipotesi è sicuramente la più “comoda”: non richiede scelte precise

e consente di uniformarsi passivamente a tutte le novità e mode del

momento. Vita vissuta all’insegna della mediocrità, monotona, fatta di

stimolazioni artificiali e videocomandate ma tutto sommato tranquilla.

La seconda scelta è sicuramente più impegnativa: richiede carattere, spirito

d’avventura, intraprendenza, e non ultima, la conoscenza delle insidie

che si celano tra le facili promesse di una

società consumista. Il Roverismo deve preparare

a questa seconda scelta, altrimenti è un

gioco temporaneo ed inutile. Attraverso la formazione

personale in tutti i suoi aspetti, il Roverismo

punta a fare del ragazzo/a abili esperti

nella conduzione della pro-pria canoa, affinché

sia da esempio e guida per chi dalla corrente si

è sempre e solo fatto trascinare.

Formazione personale vuol dire anche formazione

culturale: essa non deve essere sottovalutata.

Conoscere ed approfondire tematiche sociologiche, fatti storici

e contemporanei rientra perfettamente nel piano di formazione di terza

branca. Tutto questo con il preciso scopo di partecipare concretamente

alla realizzazione dell’utopia di... Lasciare il mondo migliore di come è

stato trovato.

VOGLIA DI STRADA 21


NEWS ROVER MOOT 2017

I luoghi che ci ospiteranno dal 5 al 11

agosto 2017 per il prossimo Rovermoot.

Il nostro campo base sarà in località Nevegal, comune di Belluno, nota

meta turistica estiva ed invernale. Quest’altipiano si estende sulle Prealpi

Bellunesi, rivolgendosi verso nord alle Dolomiti, con altitudini attorno ai 1000

m s.l.m. (coordinate campo base 46° 05’ 52.0” N – 12° 16’ 14.5” E). Il Nevegal

è il Colle di Belluno:

la terrazza della città

sulle Dolomiti che

si aprono a schiera a

nord e che sovrastano

la valle del Piave.

Distante poco più di

mezz’ora dal centro

cittadino, il Nevegal

con le sue cime

tra i 1000 e i 1700 m

s.l.m. del Col Visentin,

offre un’interessante

proposta turistica adatta a chiunque voglia trascorrere delle giornate

all’insegna dello sport, del divertimento e del contatto con la natura.

Nella stagione invernale piste da sci con impianti ben attrezzati sia per i

grandi che per i più piccoli, offrono la possibilità di godere della neve a due

passi da Belluno; lo sci alpinismo, lo snowboard e i pendii per lo slittino insie-

22 VOGLIA DI STRADA


me ai percorsi con le ciaspe e le racchette arricchiscono l’offerta.

Un comprensorio che offre 30 chilometri di piste perfettamente battute,

con una comoda seggiovia che porta gli sciatori verso la cima del Nevegal da

dove si può ammirare la Valbelluna scendendo comodamente con gli sci o lo

snowboard anche in notturna lungo una pista illuminata.

Inoltre, dalla primavera fino all’autunno, i numerosi sentieri di varie difficoltà

soddisfano la passione degli escursionisti di ogni età con panorami

mozzafiato verso i monti dell’Alpago, il lago di Santa Croce, le Dolomiti, la

pianura veneta, fino a scorgere, nelle giornate più limpide, la laguna di Venezia.

Bicicletta, nordic walking, arrampicata, orienteering, calcio, tiro con

l’arco sono solo alcuni degli sport e dei passatempi che si possono praticare

in Nevegal, oltre alla possibilità di assaporare piatti tipici e gusti tradizionali

nei rifugi e nei punti di ristoro che si incontrano su tutta l’area del Colle. Gli

amanti delle quattro ruote non possono perdere la Cronoscalata dell’Alpe del

Nevegal, gara automobilistica in salita di assoluto rilievo europeo organizzata

annualmente in agosto.

Il campo mobile ci porterà a scoprire luoghi di grande interesse storico e

naturalistico, come i percorsi nella zona del Parco Nazionale delle Prealpi

Bellunesi (patrimonio dell’Unesco), Belluno (città in cui riposa il nostro fondatore

Aldo Marzot), Longarone e la Diga del Vajont con le vicende legate a

questi suggestivi luoghi. Non mancheranno forti momenti di Spiritualità, di

Servizio, e attività tecnico-ludiche.

Belluno, Belùn in veneto bellunese,

Belum in ladino è un comune italiano

di 35.876 abitanti, capoluogo della

provincia omonima in Veneto. Fondata

come municipium romano nel I

secolo a.C. è attualmente il comune

più abitato della provincia e il settimo

e più settentrionale tra i capoluoghi di

provincia del Veneto. La città è situata

alla confluenza del torrente Ardo e del

fiume Piave, posizione difensiva strategica

per la quale è stata protagonista

nelle due guerre mondiali.

L’area più settentrionale del territorio

comunale fa parte sia del Parco nazionale

delle Dolomiti Bellunesi dal 1988

(si tratta, tra l’altro, dell’unico capoluogo

di provincia in Italia il cui territorio

comunale sia in un Parco nazionale),

sia del patrimonio dell’umanità delle

Dolomiti dichiarato dall’UNESCO nel

2009. Belluno inoltre è stata insignita

del titolo di città alpina dell’anno 1999.

VOGLIA DI STRADA 23


24 VOGLIA DI STRADA

VajONT 9 OTTOBRE 1963 UNa CaTaSTROFE

IMMaNE, UNa TRaGEDIa UMaNa*

L’evento fu dovuto ad una frana caduta dal versante settentrionale del

monte Toc, situato sul confine tra le province di Belluno (Veneto) e Udine

(all’epoca dei fatti, ora Pordenone, Friuli-Venezia Giulia), staccatasi a

seguito di un inopportuno innalzamento del lago artificiale oltre quota

700 metri (slm), che combinato a una situazione di abbondanti e sfavorevoli

condizioni meteo (forti precipitazioni), sommato a gravi negligenze,

consapevoli e colpevoli, nella gestione dei

possibili pericoli dovuti al particolare assetto

idrogeologico del versante del monte Toc, innescò

il disastro.

Alle ore 22.39 di quel giorno, circa 270 milioni

di m³ di roccia (un volume quasi triplo

rispetto all’acqua contenuta nell’invaso) scivolarono,

alla velocità di 30 m/s(108 km/h),

nel bacino artificiale sottostante creato dalla

diga del Vajont (che conteneva circa 115 milioni

di m³ d’acqua al momento del disastro),

provocando un’onda di piena tricuspide che

superò di 100 m in altezza il coronamento

della diga e che in parte risalì il versante opposto

distruggendo tutti gli abitati lungo le

sponde del lago nel comune di Erto e Casso,

in parte (circa 25-30 milioni di m³) scavalcò il

manufatto (che rimase sostanzialmente intatto

seppur privato della parte sommitale)

riversandosi nella valle del Piave, distruggendo

quasi completamente il paese di Longarone

e i suoi limitrofi. Vi furono 1910 vittime

di cui 1450 a Longarone, 109 a Codissago e

Castellavazzo, 158 a Erto e Casso e quasi 200 originarie di altri comuni.

Lungo le sponde del lago del Vajont, vennero distrutti i borghi di Frasègn,

Le Spesse, Il Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana, San Martino, Faè e la

parte bassa dell’abitato di Erto. Nella valle del Piave, vennero rasi al suolo

i paesi di Longarone, Pirago, Maè, Villanova, Rivalta. Profondamente

danneggiati gli abitati di Codissago, Castellavazzo, Fortogna, Dogna e

Provagna.

Danni anche nei comuni di Soverzene, Ponte nelle Alpi e nella città di

Belluno dove venne distrutta la borgata di Caorera, e allagata quella di

Borgo Piave.

Nel febbraio 2008, nel corso della presentazione dell’Anno internazionale

del pianeta Terra (International Year of Planet Earth) dichiarato

dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il 2008, il disastro del

Vajont fu citato - assieme ad altri quattro - come un caso esemplare di

“disastro evitabile” causato dalla scarsa comprensione delle scienze della

terra e - nel caso specifico - dal «fallimento di ingegneri e geologi nel

comprendere la natura del problema che stavano cercando di affrontare».


SpUNTI DI VEGLIa

L’uomo dovrebbe rispettare l’ambiente in cui vive e, ritenendolo la sua

casa, instaurare con esso un rapporto privilegiato di sana convivenza, evitando

di usarlo indiscriminatamente.

Nel considerare l’ambiente solo una risorsa da sfruttare senza alcun limite

si rischia di minacciarne la capacità ospitale soprattutto per le future

generazioni. Se questo vale per tutti gli abitanti del pianeta, per noi Scaut

il rispetto della natura diventa impegno ineludibile.

L’uomo, è considerato custode responsabile dell’ambiente in cui è posto

a vivere. E quindi, l’uso di “casa” e di “risorsa” della natura è quello di un

oculato e saggio depositario e non di un padrone assoluto.

La somma, la risultante delle azioni umane sull’habitat naturale rappresenta

l’ambiente in cui viviamo, il corretto agire nei confronti del creato

e la tutela dell’ambiente – a partire dalle azioni locali – costituiscono

un imperativo morale del quale dovremmo prendere coscienza tutti.

È necessario acquisire il concetto che la responsabilità etica investe le

nostre azioni e quindi il nostro “ambiente”. La questione ambientale è

questione sociale, perché coinvolge la vita e lo sviluppo dell’umanità

A nostro avviso, se vogliamo invertire questa nefasta tendenza della distruzione

dell’habitat naturale, dobbiamo convicerci che: “tutti siamo responsabili

della protezione e della cura del creato. Perciò, anche in questo

campo, è fondamentale l’educazione: per imparare a rispettare la natura,

orientarsi sempre più a costruire la pace a partire dalle scelte di ampio

raggio a livello personale, familiare, comunitario e politico”.

*[…] Io ho trascorso una vita felicissima e desidero che ciascuno di voi

abbia una vita altrettanto felice. Credo che il Signore ci abbia messo in

questo mondo meraviglioso per essere felici e godere la vita.

La felicità non dipende dalle ricchezze né dal successo, né dalla carriera,

né dal cedere alle nostre voglie.

Un passo verso la felicità lo farete conquistandovi salute e robustezza

finché siete ragazzi, per poter essere utili e godere la vita pienamente una

volta fatti uomini.

Lo studio della natura vi mostrerà di quante cose belle e meravigliose Dio

ha riempito il mondo per la vostra felicità. Contentatevi di quello che avete

e cercate di trarne tutto il profitto che potete. Guardate al lato bello delle

cose e non al lato brutto.

*Tratto da “L’ultima lettera di Baden Powell”

VOGLIA JEDI STRADA 27 25


EqUIpaGGIaMENTO pERSONaLE

A delle Compagnie esperte come le vostre è inutile indicare un elenco

dettagliato dell’equipaggiamento personale da inserire nello zaino.

Sicuramente occorrerà ricordare ai ragazzi di essere ben equipaggiati

per far fronte sia a climi troppo caldi che a quelli più freschi.

Essendo l’acqua un bene quanto mai prezioso lungo il cammino, si suggerisce

di portare con sé anche una seconda borraccia quale riserva.

Come riempire lo zaino da trekking

Riducendo all’essenziale il materiale da portare e preparando lo zaino nella

maniera adeguata, il trasporto del carico risulta più semplice. Fondamentale

posizionare nell’ordine giusto i diversi oggetti, sistemando, ad esempio, le

cose leggere come il sacco letto e i vestiti sul fondo dello zaino, e gli articoli

pesanti come gli utensili da cucina, i viveri o la tenda, nella parte superiore,

in modo tale che aderiscano il più possibile al dorso. Occorre fissare un limite

di peso proporzionato alle proprie forze fisiche e alla durata dello

sforzo: generalmente per un’escursione lunga e dovendo camminare

per molti giorni di continuo, non bisogna superare i 12

kg; per una marcia media si può arrivare a 15 kg; per una marcia

corta a 20 kg.

Ecco alcune regole per riempire uno zaino:

SI !!!

1. Riponete gli oggetti che utilizzate più raramente, come i

soldi, le chiavi e i documenti, nella tasca porta documenti

posta all’interno del cappuccio.

2. Nelle tasche laterali e del cappuccio sistemate tutto

quello che vi serve sempre a portata di mano: carta igienica,

vestiti extra, borraccia, cartine topografiche, bussola,

snack.

3. Fissate gli oggetti lunghi come la paleria o i bastoncini da

trekking (se non vi servono) con le cinghie di compressione

sul lato dello zaino, in modo che le estremità siano

inserite nelle tasche. Fissate gli oggetti più ingombranti

materassino isolante, tenda) con le cinghie di compressione

all’esterno dello zaino.

4. In mezzo sistemate invece gli utensili da cucina, i viveri, i

vestiti e gli oggetti personali, facendo attenzione a mettere

in alto le cose più pesanti, il più vicino possibile alla

schiena. Le cose che utilizzate più di rado (sacco bivacco

ecc.) possono essere riposte sul fondo, mentre il set di

pronto soccorso e gli indumenti protettivi devono essere

sempre a portata di mano, nella parte alta dello zaino.

5. Nel comparto inferiore, mettete gli oggetti leggeri come

il sacco letto o eventuale biancheria di ricambio.

NO !!!

26 VOGLIA DI STRADA


50 Anni e non Sentirli

La formazione in Assoraider

quest’anno festeggia il mezzo

secolo di vita: cinquant’anni

in cui sono racchiusi un mix di ideali,

esperienze, speranze, capitale

umano. E obiettivi. Perché poter oggi

contare e ricontare sulle dita di una

mano, il lungo viaggio fatto è segno

di conquista; è la prova che la perseveranza

fa andare lontano e che non

esiste futuro senza cultura, intesa

quale processo continuo di formazione

ed osservazione, acquisizione di

nuove tecniche e metodologie, quale

processo di rigenerazione.

Si rigenerazione. Perché inevitabilmente

i “50 fanno sentire il loro peso”

e potrebbero far correre il rischio di

pensare che la formazione sia un progetto

vecchio, non attuale, in fondo

superfluo. In una società che si nutre

della velocità del web in cui si impara

a navigare come in mare aperto, potrebbe

infatti crearsi l’illusione che

basti interrogare un motore di ricerca

o scaricare conoscenza per aver tutto

il necessario, commettendo così un

grave errore di valutazione. Perché

siamo sempre più avvezzi all’espressione

di pareri senza contraddittorio

colpiti dalla miopia sulle conseguenze

che ogni atto genera. Perché si pensa

che per “guidare qualcuno” serva saper

fare un nodo o avere qualche abilità

pratica.

Ma mai come oggi abbiamo bisogno

di modelli formativi che superino le

criticità degli strumenti contemporanei

e salvaguardino il valore del confronto,

dell’approfondimento e della

lentezza: come quella che sembra

far scorrere alle ore l’intera durata di

una scuola capi, quando un campo si

trasforma in una parentesi spaziotemporale

in cui si recuperano abilità

spesso sopite quale il confronto e la

riflessione. L’andare in profondità, il

fermarsi a riflettere, riscoprire la cu-

IL MASTIO 27


iosità di voler imparare qualcosa di

nuovo infatti rifioriscono all’ombra

di un fuoco di bivacco e fanno riassaporare

il gusto “dell’apprendere per

sapere domani donare”. E questo perché

quando si accede al percorso di

formazione non si sta sperimentando

una qualcosa di personale ma si sta

avviando un processo di generosità

che si traduce nel servizio dell’essere

Capi a propria volta, formatori.

Ecco che allora i cinquanta anni di

formazione non sono semplicemente

una ricorrenza, una data da commemorare

ma la formula di una missione

che continua a porsi obiettivi

ambiziosi, non accontentandosi di

reperire le informazioni utili al netto

di ogni sforzo, ma creando esperienze

di apprendimento. Anche al costo di

misurarsi con i propri limiti e le proprie

debolezze. E questo perché non

esiste percorso di crescita senza sacrificio

e non può esserci formazione

senza consapevolezza.

La missione formativa dunque non

si limita a trasferire nozioni ma ad

alimentare l’evoluzione: dei singoli e

dell’associazione che oggi non guarda

ai suoi “primi 50” come un traguardo

ma come un punto di partenza, in cui

questi cinque decenni non sono solo

che un assaggio del meglio che deve

ancora arrivare.

Il Centrale alla Formazione Quadri

2016 - Brownsea Park - Villavallelonga

2016 - Brownsea Park - Villavallelonga

2016 - Brownsea Park - Villavallelonga

2016 - Brownsea Park - Villavallelonga

28 IL MASTIO


Gli anniversari del

Corso Formazione Quadri

Tutto ha inizio il 21 Agosto del

1967 al Mastio di Pratomagno

– Diaceto (FI) dove Aldo Marzot

apre e dirige il 1° Corso di Formazione

Quadri dell’Assoraider. Ai corsi

partecipano 12 Scaut, tra i quali: Anna

Maria Adelfio Ronga (PA), Salvatore

Giambelluca (PA), Mario Ronga (PA),

Mimmo Basile (NA).

Quando il 30 Agosto si chiudono i

corsi, inizia la lunga storia della Formazione

Quadri dell’Assoraider che

ci porterà, il prossimo 21 agosto a

Pomezia all’apertura del 50° Corso di

Formazione Quadri.

29 IL MASTIO

JEDI 29


Dal 28.12.1977 al 4.01.1978 a Monte

Arrubiu – Soleminis (CA) organizziamo

il 10° Corso Corso di Formazione

Quadri. Nel 1987 per il ventennale del

CFQ abbiamo 2 momenti d’incontro

uno invernale a Matera e il consueto

appuntamento estivo in Agosto in

Loc. Sambuco – Bracciano (RM).

Per il trentennale del CFQ ci ritroviamo

dal 22 al 30 Agosto 1997 in Loc.

Bosco Mazzocca – Riccia (CB) in quella

che, ormai da anni, è la naturale

casa dei Corsi.

Passano gli anni e dal 23 al 31 agosto

2007 torniamo a Riccia (CB) per il

40° Corso di Formazione Quadri.

Non sembra vero ma da quel 21 agosto

1967 sono passati 40 anni e più

di 3500 scaut, in tutti questi anni,

hanno partecipato ai corsi. Per l’occasione

la Formazione edita il libro

“1967-2007 Quarant’anni di Scuola

Capi” un mix di: foto, disegni, pensieri

ed immagini tra le più significative

a ricordo di tanti CFQ. Sempre per i 40

anni della Scuola -viene composta la

canzone “40 anni di CFQ” …

Quarant’anni son passati dal primo

CFQ una favola che continua e non si

ferma più. Tra sessioni e chiacchierate

le giornate son passate ed ognuno

infine lascia un po’ di se.

Ritornello: Corso Formazione Quadri

quarant’anni son passati con un unico

ideale, tutti insieme ad Osare.

Ogni anno ci ritroviamo, una nuova

metà abbiamo con l’accetta ed il

tizzone è la nostra tradizione. Una

fiamma sempre accesa, che ci spinge

a continuare questo sogno ad occhi

aperti. Non veniteci a svegliare…

Ritornello: Corso Formazione Quadri

quarant’anni son passati con un unico

ideale,tutti insieme ad Osare.

Ed eccoci ad oggi, ricchi del nostro

bagaglio di esperienze e ricordi, ci

ritroveremo a Selva dei Pini – Pomezia

(RM) dal 21 al 29 agosto 2017 per

il 50° Corso di Formazione Quadri

dell’Assoraider.

30 IL MASTIO 30 JEDI


Il Cinquantesimo

Corso Formazione Quadri

Il 50° Cfq - come già

comunicato - si terrà

a Pomezia, presso la

struttura Selva Dei Pini I

Corsi avranno inizio lunedì

21 agosto con Cerimonia di

apertura alle ore 17,00 e si

concluderanno martedì 29

agosto con la Cerimonia di

chiusura alle ore 12,30. Si è

scelto di iniziare il 21 agosto

in maniera tale da tenerci

per quanto possibile lontano

dal termine delle attività nazionali (CNE

e ROVERMOOT). Come ogni anno la Scuola

richiede a tutti noi uno sforzo maggiore

nella puntualità con cui farete pervenire le

schede di adesione, che Vi preghiamo di far

compilare in ogni suo campo avendo cura di

sottolineare eventuali intolleranze/allergie

alimentari o altre particolari necessità.

Ricordiamo inoltre che: possono accedere

al Corso Preliminare gli scaut in regola con

il censimento che abbiano completato il

percorso formativo in Compagnia ed abbiano

in ogni caso compiuto il diciannovesimo

anno di età. Possono accedere al Corso Tecnico

e Superiore coloro i quali avranno partecipato

e superato positivamente il corso

precedente (dunque Corso Preliminare per

accedere al Corso Tecnico e quest’ultimo

per partecipare al Corso Superiore).

Le adesioni dei partecipanti dovranno pervenire

via mail agli indirizzi indicati di seguito

entro la data del 20 luglio 2017 unitamente

alla ricevuta dell’avvenuto bonifico

della quota di partecipazione alla Scuola

Capi che si ricorda è di euro 135,00 (l’IBAN

è lo stesso che si usa per i censimenti - IN-

DICARe NellA CAuSAle - SCuOlA CAPI

2017 e NOMINATIVO Del PARTeCIPANTe).

le mail a cui inviare il tutto sono: direttore.cfq@assoraider.it

e centrale.cfq@assoraider.it

(vanno inviate ad

entrambe le mail).

Per quanto riguarda i rimborsi

relativi alle spese

di viaggio - verranno rimborsate

le spese oltre i 50

Euro - con modalità che

verranno comunicate successivamente

dal Centrale

alla Formazione quadri. Per

qualsiasi ulteriore richiesta

di informazioni non esitate

a contattare il Centrale

alla Formazione Quadri. Come sempre si

rinnova l’invito ai Tizzonati della nostra

Associazione previa comunicazione entro il

termine su indicato “a partecipare”; con la

certezza del significato importante che una

tale presenza potrebbe avere per tutti oltreché

costituire una preziosa occasione di

trapasso di nozioni ed esperienze.

Come arrivare: da Roma attraverso via

Pontina (Autobus dalla stazione metro

Laurentina) si scende alla fermata del

Cimitero Tedesco per poi arrivare al Campus.

Oppure, sempre da Roma, treno fino

alla stazione ferroviaria di Santa Paolomba

e poi autobus locale n. 1 oppure 41.

Attenzione la domenica non effettuano

il servizio. Per chi viene in macchina dal

Raccordo Anulare prendere la 148 Pontina

fermarsi al km 30,00.

IL MASTIO 31


1987 - Bracciano

1991 - Castel Bottaccio

1983 - Palena

1991 - Castel Bottaccio

1985 - Moruzzo

1977 - Monte Arrubiu

1990 - Pomezia

1976 - Il Mastio


1990 - Taranto

2005 - Montecastrilli

1997 - Riccia

2009 - Riccia

2005 - Riccia


Dal 1967 al 1976 - Mastio di Pratomagno (FI)

1977 Monte Arrubiu - Soleminis (CA) • 1978 Mastio di Pratomagno (FI)

1979 S. Margherita del Guagno (UD) • 1980 la Crocetta - Pomezia (RM)

1981 Floresta (ME) • Dal 1982 al 1983 - Fonte della Noce - letto Palena (CH)

1984 Cirella (CS) • 1985 Moruzzo (uD)

1986 Su Cantareddu - S. Antonio di Macomer (Nu) / Sanbuco - Bracciano (RM)

1987 Matera / Sanbuco - Bracciano (RM)

1988 Marta (RM) / Catanzaro Marina (CZ) / Opicina (TS)

1989 Perd’e Pibera - Gonnosfanadiga (CA)

1990 Batteria Cattaneo - Leporano (TA) • 1991 Castel Bottaccio (CB

1992 Baruffini - Tirano (SO) • 1993 Monti Mannu - Villacidro (CA)

1994 Torre di Ruggero (CZ) • 1995 Pratica di Mare - Pomezia (RM)

Dal 1996 al 2003 - Bosco Mazzocca - Riccia (CB)

2004 Milano • 2005 Montecastrilli (TR)

2006 San leonardo - Santulussurgiu (OR)

Dal 2007 al 2008 - Bosco Mazzocca - Riccia (CB)

2009 Selva dei Pini - Pomezia (RM) • 2010 Bosco Mazzocca - Riccia (CB)

2011 Selva dei Pini - Pomezia (RM) / Bosco Mazzocca - Riccia (CB)

2012 Funtanamela - laconi (OR) / Brownsea Park - Villavallelonga (AQ)

2013 Perticaro (KR) / Gallico (RC) / Bosco Mazzocca - Riccia (CB)

2014 Bosco Mazzocca - Riccia (CB) • 2015 Ficuzza (PA)

2016 Brownsea Park - Villavallelonga (AQ)

2017 Selva dei Pini - Pomezia (RM)


Sponsor Rover Moot 2017

Dear brothers ans sisters in Scouting, this years´annual workshop will take place in

Solanas / Sardegna. The organising team set up a number of workshops for you - you

just need to register and choose the activity you like to do. So please register for the

workshop as soon as possible. You will find the invitation documents attached to this

email (also available as download from http:

//www.wfis-europe.org/wordpress/?p=1453&lang=it)

Use some extra days around the workshop to explore Sardegna.

It is possible to stay at the venue before and after the workshop.

Please contact - workshop2017@raiderismo.it - about costs and accomodation availablilities.

The workshop fee is 60,00 Euro. Do not miss this unique event.

Hope to see many of you at the Workshop.

Yours in traditional Scouting on behalf of the organising team

Marco Landsberger

WFIS-Europe e.V. - Secretary

Please pass this information on to your members


Cinquant’anni di Formazione Quadri

... Conviene proseguire. Proseguire colpevoli di

camminare per una strada dura, impopolare,

svalutata; disinteressandoci dei compatimenti

e delle ammirazioni e vedere anticipare ciò che

gli altri ritengono utopia. Bene!!

Una campionatura di quest’anticipazione la

troverete in un’isola, isola non in senso geografico,

ma figurativo che stiamo creando sulle pendici

del Pratomagno, in Toscana, proprio fra l’Arno

bambino del Falterona e l’Arno adulto di Firenze.

Fra le macchie di castagni, vicino ad una

sorgente, aggirato da un torrentello che ogni tanto

indugia recuperando con balzi gorgoglianti,

troverete un rifugio dove vige la nostra Legge,

e dove l’accoglienza scaut è già stata,

ma soprattutto continuerà ad essere fraterna,

secondo la nostra tradizione ...

Tratto da: “Il Mastio di Pratomagno”

Anticipazione di un’Utopia

Aldo Marzot - 1967

1967-2017

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1967

ASSOCIAZIONE ITALIANA

DI SCAUTISMO RAIDER

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