Arcobaleno 03/2018

assoraider3

ARCOBALENO

voci e percorsi delle branche assoraider

Periodico dell’Associazione Italiana di Scautismo Raider - www.assoraider.it N° 3 Anno XXIV - luglio 2018

Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/03 (conv. in L.27/02/2004) n° 46 art. 1 comma 1 - DCB Cagliari

all’interno:

La Dialettica delle Scelte

Kaa-Pacità

Il Campo Estivo

Il Cammino e la Strada

CFQ 2018

Workshop WFIS ‘18


Associazione Italiana

di Scautismo Raider

“ASSORAIDER”

Sede Centrale

00071 Pomezia (RM) - Italy

Via Cavour, 28/B

Tel. +39 06 9122550

Fax + 39 178 2254948

segreterianazionale@assoraider.it

www.assoraider.it

ARCOBALENO

voci e percorsi delle branche assoraider

ARCOBALENO

è dedicata ai giovani

e a tutti coloro che

intendono reagire

al dilagare di egoismi e

vogliono dimostrare la

possibilità di una

fraternità mondiale

come quella scaut.

La rivista contiene inserti

riservati ai lupetti,

esploratori ed esploratrici,

rover e scolte,

raider e nautici.

Arcobaleno - Redazione e Amministrazione c/o Salvatore Roggero:

09122 Cagliari - Via Marini, 11 - naz.pubblicazioni@assoraider.it

Anno XXIV - Numero 3 - Luglio 2018. Autorizzazione del Tribunale di

Cagliari n. 24 del 23.06.1995. ASSORAIDER - Associazione Italiana di

Scautismo Raider. Iscritta nel Registro degli Operatori di Comunicazione

in data 13/07/2011 con numero 21321 presso Ufficio ROC del Corecom

Lazio. Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale

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Direttore Responsabile: Salvatore Roggero

Direttore di Redazione: Vittorio Sanese

Redazione/Capiredattori:

ARCOBALENO

voci e percorsi delle branche assoraider

arcobaleno@assoraider.it

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vogliadistrada@assoraider.it

ARCOBALENO

vuole assolvere alla

funzione di collegamento

fra tutti gli iscritti

all’Associazione

nonché con i

genitori dei più

giovani iscritti

perché seguano

quanto viene offerto

ai loro figli in fatto

di formazione del

carattere del

futuro cittadino.

osare@assoraider.it

cfq@assoraider.it

Immagine di Copertina: Reparto Livingstone - Sezione “Deri” Taranto 1

Grafica, realizzazione e allestimento: FB @simonettiantoniografico

Questo numero è stato consegnato alla stampa il 25.06.2018

La tiratura di questo numero è di 2.500 copie.

Impegnano la responsabilità della rivista solamente gli editoriali e

gli articoli non firmati. Per gli articoli firmati la responsabilità rimane

all’autore. La riproduzione di articoli, foto e disegni pubblicati su

questa rivista è ammessa a condizione che ne venga citata la fonte.

Il materiale inviato ad Arcobaleno non si restituisce.

ARCOBALENO è una rivista inviata gratuitamente agli iscritti dell’Assoraider

- Associazione Italiana di Scautismo Raider. Tesseramento

Anno Scaut 2017/2018 Euro 40,00 - pagamento con bonifico - IBAN:

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ad ASSORAIDER Associazione Italiana di Scautismo Raider con

Causale: censimento. Abbonamento annuale alla rivista “ARCOBALENO”

(4 numeri) - Euro 12,00 - Il pagamento dell’abbonamento si può effettuare

con le stesse modalità del tesseramento con Causale: abbonamento riviste.


La Dialettica delle Scelte

...

perché, quale che sia la scelta del verbo, gli scarponi non smettono mai di

tenere il passo, si tratti di solcare l’ingresso della propria sede


ritirarvelo sia il piatto: ricordo ancora

il lapidario cartello che ci accolse

A

nella sala refettorio di un indimenticabile

Ecorover e il dubbio interpretativo

che ci colse sul momento, acutizzato

dall’espressione sconcertata di una scolta

autoctona – che sarebbe poi diventata

complice di anni e anni di burlate – e che

esclamò perentoria “ma è italiano, cosa

c’è da capire?!”. Il dubbio ci accompagnò

per le restanti giornate e la scoperta

del fatto che dovessimo “provvedere

da noi alle stoviglie”, segnò una tappa

fondamentale del nostro viaggio. E ciò

perché aldilà del significato vi era ormai

un destino che il nostro percorso aveva

incrociato chiuso in quel bizzarro significante:

il senso delle parole che scandiscono

le tappe della nostra crescita

non come vuoti contenitori bensì come

saggi maestri, capaci di invertire il passo

delle nostre scelte o svelarne il più impensabile

destino. Capii qualche anno

dopo che, decennali studi in scuole più

o meno avvezze alle lettere classiche,

nulla potevano in confronto alla potenza

della Strada poiché aldilà del suono

sterile delle lettere, buttate a casaccio

in una frase come tante, si cela un universo.Quell’ignaro

cartello d’oltre mare

segnò dunque il debutto in un melting

pot linguistico che da lì in poi, per anni

e anni, avrebbe abituato il mio orecchio

al fatto che un oggetto si potesse “scen-


dere” o “salire” a seconda della direzione

del “moto a luogo o moto da luogo”; che

“secco” non era un tipo molto magro ma

un amico fraterno con cui, condiviso il

corso preliminare alla scuola, si celebrava

una sorta di patto di sangue, e ancora che

“nè”, “aò” e “eja” non erano strani suoni

gutturali, ma preziosi alleati espressivi

perché in grado di coprire una moltitudine

di vuoti di parole o ancor meglio, economizzarne

l’estensione.

Vi era tuttavia un dilemma letterale che

rimaneva irrisolto, nonostante lo scorrere

del tempo, relativo al dubbio che agli

scaut “ci si andasse” o più sinteticamente

“si fosse”.

Perché se nell’età infantile e adolescenziale

la declinazione appare alquanto

scontata, non di poco conto

è la riflessione nella dimensione di

un raider.

È più spontaneo infatti, tra liane, sentieri

e strade dire di “andare agli scaut” poiché

la ritualità del modo di tenere fede

alla promessa fatta, agevola la scelta: si

va a scuola, a karate, a lezione di piano e

agli scaut (appunto).

E neanche in fondo appare un problema

degno di nota quello definitorio perché,

quale che sia la scelta del verbo, gli scarponi

non smettono mai di tenere il passo,

si tratti di solcare l’ingresso della propria

sede o guadare un fiume. Il difficile arriva

con l’età adulta quando, aldilà se ci sia o

meno un posto dove andare, non si tratta

di informare un coetaneo, variamente

interessato, sul nostro programma settimanale,

ma occorre rendere il conto di

una scelta di vita. Come se non bastasse

infatti, il peso di una spietata responsabilità,

fatta di scelte da fare e decisioni

da prendere che caratterizza la vita personale

di uno scaut che entri nell’età di

raider, si appesantisce di un ulteriore fardello:

l’andare o l’essere scaut?

Perché si può andare in tanti posti, da

soli o in compagnia, vicini o lontani, piacevoli

o da dimenticare, si possono visitare

luoghi, conoscere persone, scegliere

fini, mezzi e compagni di vita ma, una

volta divenuto Raider non vi è scelta: si

può solo Essere – o Non Essere - Scaut.

Solo l’utilizzo di questo verbo ausiliare

infatti, talmente usato, da risultare

ridondante o banale, rende il senso del

nostro impegno: spontaneo, desiderato,

consapevole. Talmente intenso da

sfidare il tempo che non basta, le idee

che spesso avvertono la stanchezza dei

nostri pensieri, sopravvivere a mille partenze

e mille ritorni, sempre uguali ma

comunque diversi, sparsi nelle nostre

giornate come tentativi di svoltare o più

semplicemente, di adempiere a un qualcosa

da fare, dire, rispettare.

Impegni tradotti nell’appunto “riunione

raider”, che campeggia in fondo alle

disordinate pagine delle nostre agende,

e che ci fa infilare quel foulard blu, nel

cruscotto dell’auto o nel bauletto della

moto perché, “se la lezione finisce tardi”

o la “tangenziale come al solito dopo lavoro

è un inferno, alla peggio vado direttamente

agli scaut”.

Eccolo, ritorna il moto a luogo, ma

stavolta è diverso. È solo un incipit

di un pensiero più profondo e tanto

più grande, che spogliatosi di ogni

banalità dinamica, attira a sé l’unico

verbo possibile: l’Essere. L’essere

talmente scaut, da scegliere liberamente

di osare e stavolta, senza

l’ausilio del gruppo o dell’ebrezza

che regala il senso dell’avventura

nell’età giovanile ma con cognizione

di causa, consapevoli che la miscellanea

delle parole cela la dialettica

di una scelta che, adesso, sostituisce

al dubbio tra “l’essere” e “l’andare”,

la certezza dell’Osare.

Raffaella Grisafi


RUBRICHE ALL’INTERNO:

RUBRICHE ALL’INTERNO: Hathi Racconta

Hathi Racconta Gioca pag. con 5 Bagheera

Gioca con Bagheera pag. Baloo 6 Risponde

Baloo Risponde Girnalista pag. 7 del Mese

La Zampa di Akela pag. La 8/9 Zampa di Akela

Disegnando qua e là ... pag. 10

Kaa-pacità

Kaa-pacità pag. 11/12

5

Mowgli era con il branco di Seeonee da molto tempo ormai e aveva vissuto

molte estati lì nella Giungla, ma quell’anno era diverso. Il grande caldo

aveva persino fatto evaporare parte dell’acqua del grande della

Waingunga e molti abitanti della Giungla si erano spostati in altre zone

dal clima più mite. Alcuni dei , suoi fratelli, si erano allontanati per lo

stesso motivo, dopo un ordine di Akela. Mowgli era rimasto quindi molto

solo, la sua unica fonte di compagnia era il vecchio Baloo, che ormai

si muoveva poco ed era sempre molto stanco. Un giorno, proprio mentre

Mowgli si dirigeva verso la tana, dopo aver trascorso il pomeriggio con

Baloo, vide un che zompettava allegramente sul .

Era sicuro che non fosse di quelle parti, così si avvicinò, per capire chi fosse.

Quando l’animale vide il cucciolo ebbe paura e rimase impietrito

sul posto. Mowgli si dispiacque dell’effetto che aveva sortito sull’ ,

così spiegò lui tutta la sua storia e l’ , dapprima intimidito, si trovò

ad essere molto interessato e quando Mowgli ebbe terminato, il piccolo

animale fece un gran sorriso.

“Anche io, cucciolo , ho una storia molto strana: sono stato allevato

da un ed ho passato alcuni anni con un branco di e una

volta ho provato a volare con i , senza riuscirci ovviamente, aahah”

raccontò gioviale , “però, durante tutte queste mie avventure non mi

sono mai sentito solo, né triste, anche quando ero molto lontano da casa e

la mia famiglia non era con me. Sai perché, cucciolo ? ”Mowgli scosse

la testa in senso di diniego. L’ riprese allora ”perché in realtà la mia famiglia

era sempre con me, ovunque andassi, così erano anche i miei amici

e la mia . Finchè pensi a loro e non vedi l’ora che tornino loro saranno

con te e ogni luogo assomiglierà un po’ a tua, perché i tuoi pensieri

renderanno più piacevole e familiare ogni posto in cui sarai. L’estate è solo

una stagione, sii felice e lieto, divertiti con chi è rimasto e gioisci per chi è

andato, fra poco torneranno e sarete ancora e sempre amici”.

Mowgli guardò l’animale che andava via allegramente e capì che era stato

stupido a rattristarsi. L’estate era solo un periodo dell’anno e anche se era

rimasto da solo nella Giungla, non lo era veramente, perché il pensiero dei

suoi amici lo accompagnava ogni giorno. Si voltò allora e cominciò a correre

felice. Doveva divertirsi come poteva con chi era rimasto, per raccontare

tutte le avventure che aveva vissuto ai suoi amici quando fossero tornati!


6

SUDOKU

naturale

...Gioca con

Bagheera

Inserisci

i simboli

a lato

in modo

tale che

in una

riga non

si ripetano

MAI!!

PARTIAMO COL BRANCO IN CACCIA,

FRATELLINO BUONA CACCIA!!!

Lupi, siete pronti ad affrontare una NUOVA AVVENTURA? Ricordate tutto l’occorrente per

cacciare con il branco. Cerchiate tutte le parole che sicuramente conoscete. CALZETTONI,

GAVETTA, ORECCHIE, PONCHO, PROMESSA, SACCO A PELO, TORCIA, UNIFORME.

P

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BRANCO Del pOpOlO liBeRO - Sez. Di ROMA 4


Baloo Risponde

7

Baloo…

Franci sta

piangendo!!

Franci che succede?

Sei inciampato?

No Baloo, mi

mancano tanto

mamma e papà…

Franci è

normale,

è la prima

volta

che dormi con gli

altri fratellini senza

i tuoi genitori,

anche a loro manchi

molto!

Baloo per

favore, posso

chiamarli???

Anche a me

manca Mamma…

anche io voglio

chiamarla!!!

Lupi, i

vostri

genitori

sanno che

se li chiamiamo

vuol dire che c’è

qualcosa che non

va e si preoccupano!

Vogliamo farli

preoccupare?

No Baloo…!!!

Franci non preoccuparti,

se

vuoi andiamo a

giocare insieme

adesso! Così vedi

che mamma non ti

manca più, anche

a me alle prime

vacanze di branco

mancavano tanto i

miei genitori, ma poi

i fratellini mi hanno

preso per mano e

mi hanno portato

a giocare, mi sono

divertito e non ci ho

più pensato!

Bravo

Luca,

vedrete

lupi che non

appena inizierete

a giocare non ci

penserete più, e se

doveste pensarci

ci abbracceremo

forte forte e la tristezza

sparirà!

BRANCO ROCCiA DellA pACe - Deleg. Di OSTiA


8

Giornalista

Branco della Bianca Luna

Sezione di Ittiri

Le favole da

del mese

tutto il Mondo

BRANCO DellA lUNA pieNA - Sez. Di TARANTO 2


Branco

“La Rupe delle Sorti”

Delegazione - Acqui Terme

Giornalista

del mese

Le Olimpiadi dei Lupetti

9


10

La Zampa

Buona Caccia Lupi !!!

O

gni volta rimaniamo sempre più stupiti della vostra

preparazione e della vostra bravura. Riuscite sempre,

con quelle belle zampe forti, a costruire delle

cose che nemmeno noi riusciremmo mai a fare.

Siete stati numerosissimi, ma come sapete dobbiamo comunque

stilare una classifica per decretare il Consiglio di

Akela vincitore di questa avvincente ZAMPA. Per tutti gli

altri un quarto posto meritatissimo dopo il podio, ma che ci

ha comunque permesso di valutare lo splendido lavoro fatto.

Ricordate che avete lavorato per tutto il vostro Branco

e avete creato perla tana dei fantastici raccoglitori

per differenziare i rifiuti, un lavoro davvero egregio


di Akela

che vi rende non solo lupetti valorosi ma anche Buoni Cittadini.

A salire al primo posto sul podio abbiamo il:

- CDA del Branco dei Lupi del Gurgo di Andria.

A pari merito al secondo posto i:

- CDA dei Branchi Alba d’Oro e Giungla Viva di Barletta.

Al terzo posto il:

- CDA del Branco del fiore Rosso di Elmas.

A pari merito al quarto posto gli altri partecipanti … e guardate

che super costruzioni. ….

Bravissimi ...

e alla prossima Zampa !!!



CDA dei Branchi

Giungla Viva e Alba d’Oro - Barletta

CDA del Branco

dei Lupi del Gurgo

Andria

CDA del

Branco del fiore Rosso - Elmas

Pomezia

Branco della Waingunga

Roma 4 - Branco del Popolo Libero

Taranto 1 - Branco

del Fiore Rosso

Messina - Branco

della Grande Quercia

4° 4°

Statte - Branco di Seeonee

Ardea - Branco dell’Antica Rupe

Cirò Marina

Branco della

Waingunga


Kaa-pacità

BBuona caccia a tutti voi lupetti!!! Oggi vi parlerò

di una capacità molto interessssssante.

Conosssscete per caso Giocatore di Squadra???

Ecco oggi vi dirò come un buon giocatore di

squadra potrà creare delle belle cacce per tutto il branco.

11

P

rima di tutto dobbiamo capire che tipo

di caccia vogliamo fare. Ad esempio:una

staffetta, un torneo, un gioco con la

palla o anche una semplice ma sempre divertente

corsa coi sacchi. Mi raccomando queste

sono solo poche idee, ricordate che vi servono

almeno due squadre per poter organizzare

una caccia di qualsiasi tipo.

D

opo aver scelto il tipo di caccia è bene pensare

alle regole. Ogni regola dev’essere pensata

e spiegata alla perfezione senza lasciare nulla

al caso e non dimenticare che bisogna trovare il

modo per rendere interessante ogni caccia con imprevisti

o premi.

E

cco qui pronta la vostra caccia! Ora vi rimane

solo da preparare il materiale occorrente alla

caccia, non dimenticate nulla e cercate di portare

sempre qualcosa in più ;-) Per preparare il campo da

gioco vi consiglio di arrivare prima dei vostri amici.

Così potrete sistemare tutto quanto con l’aiuto di un

Vecchio Lupo e non appena tutti saranno arrivati

spiegherete la vostra fantastica caccia a tutto il branco.

IMPORTANTE:

Ricordate le mie parole a

tutti quanti prima di

cominciare a cacciare

perché un cuore leale ed

una lingua cortese Vi faranno

fare strada nella Giungla!!!

N

on dimenticate che sarete uno degli

arbitri e che conoscete ogni regola a

memoria.Segnate tutti i punti e decretate

il vincitore alla fine della caccia.

Buona Caccia!!


12 Kaa-pacità

Lupiiiii oggi vi racconterò una sssssstoria ...

mmmh anzi ripensandoci bene, facciamo

qualcosa di diverso, perchè non raccontate

voi qualcosa a me???O ancora meglio,

raccontatela a tuuuuutttiiii quantiiiiii!!!! Pensiamo,

pensiamo, come potreste raccontare le vostre

caccie a tutti, ma proprio tutti tutti i vosssstri

fratellini anche delle giungle più lontane???!!! Ma

siiii, un ARTICOLO DI GIORNALE è proprio quello che

ci vuole!!! E Voi la sssssapete sssscrivere???? È sssssemplicissssimo,

basta rispondere alle domande di 5 nostre amiche, le 5 W!!! Con

il loro aiuto sarà facilisssssssimo scrivere l’articolo!!! E giocheremo anche con l’inglese.

La prima è l’amica Who? Chi è il protagonista del nostro

articolo??? Il vostro branco in caccia, un vostro fratellino, un

vecchio lupo,etc..

La seconda è la fedele What? Cosa è successo??

Siete andati in caccia in un luogo fantastico, il fratellino

di tana ha vinto il premio come miglior saltatore del mondo,

il vecchio lupo vi ha portato ha fare un viaggio nello spazio.

La terza è la mitica When? Quando èsuccesso???

Ieri, oggi, nella preistoria, nel medievo.

La quarta è la fantastica Where? Dove è successo??

In tana, in una giungla lontana, in una galassia lontana.

La quinta è la stupenda Why? Perchè è successo???

Avete trovato una mappa del tesoro e dovevate assolutamente

scoprire dove protava, i vecchi lupi volevano tornare in tana ma

siete stati teletrasportati nel passato.

Ma c’è un’altra grande amica che ci aiuterà a scrivere, la bella How??Come è successo???

e qui potete sbizzarirvi a spiegare a tutti come è andata tutta la vostra avventura, e soprattuto

come è andata a finire, perchè noi siamo curiosssissimi di conoscere la fine!!! IMPORTANTE:

dopo aver scrittoil vostro articolo dovrete trovare un TITOLO che parli della vostra storia, ma che

attiri anche l’attenzione dei fratellini, per esempio VIAGGIO NELL’IPERSPAZIO, oppure ANDREA

CAMPIONE DEL MONDO DI BANDIERINA FRANCESE.

E alloraaaaaa...3...2...1...viaaaaaa..........


Mr. Casson, scrivendo nella rivista Teacher’s World, così descrive quel complicato

prodotto della natura che è il ragazzo: “[... ] Ridere, lottare, mangiare!

Ecco i tre elementi indispensabili al mondo del ragazzo. [... ]

Un ragazzo non è un animale da tavolino, e non è fatto per restare sedu-

-

dica,

pieno di allegria, di combattività, di appetito, di audace monelleria,


Se no, è un anormale. [... ]”


Campo Estivo

14

Il

Finalmente siamo pronti, si parte! Saliamo

sul pullman, sul treno, o sulla

nave, poco importa, ci siamo tutti,

e siamo tutti in uniforme, con un sorriso a

trentadue denti…

No, aspetta un attimo. Forse è il caso di fare

qualche passo indietro…

Come si prepara un Campo Estivo?

Beh, il campo è di certo la conclusione di tutto

l’anno Scaut, quindi è abbastanza intuitivo

che il campo si prepara nel corso di tutto

l’anno precedente. Le Imprese e i materiali

necessari, i progetti, va tutto preparato nel

vostro angolo durante le riunioni che farete

nel corso della primavera, vi dovrete anche

preparare acquisendo le specialità necessarie,

migliorando le vostre capacità come

cuochi, raffinando il meccanismo che sono

gli Incarichi e i Posti d’Azione. Oltre a questo

c’è la preparazione del materiale!

In tanti si ricordano solo a Giugno che sono

finiti i picchetti, o che il telone è strappato,

e a quel punto manca il tempo per trovare i

soldi per sopperire da soli, e dovrete magari

chiedere al Capo Reparto. Non sarebbe meglio

che il magazziniere vi segnali subito le

mancanze, e con tutta calma, dopo il Campo

Invernale cominciate già a prepararvi con

attività di autofinanziamento e di revisione

del materiale? Tutto questo riuscirete a farlo

con le riunioni in sede, ma anche con le

uscite che farete durante l’anno, che altro

non sono se non dei piccoli periodi di prova

del campo vero e proprio. Al campo vivrete

in maniera autonoma insieme alle altre pattuglie,

per cui sarà vitale che i Posti d’Azione

funzionino al meglio, ciascuno di voi, ma tu

in particolare, ha la sua porzione di responsabilità

perché tutto vada per il meglio.

La preparazione è lunga e difficile, non

sempre i pattugliotti sono tutti presenti

e quando ci sono... quanto è difficile farli

lavorare per il fine comune... possibile

non capiscano che se non lavoriamo ora

non coglieremo poi il giusto premio durante

il Campo?


Buona caccia!! dal piede tenero

al Capo Pattuglia il campo estivo sarA’

una buona occasione per GIOCAREEEe!!

15

L’ISOLA DESERTA

Segnate sul terreno - all’aperto - il contorno

di un’isola immaginaria tracciando

un cerchio di circa 4 metri di diametro. lì

vi “abbandonate” la pattuglia naufragata

col materiale che giudicate necessario

per completare l’avventura, tempo a disposizione:

mezz’ora.

Temi dell’avventura

2. Tentare di lanciare un “SOS” in Morse

a mezzo fumate (non è facilissimo).

3. Costruire un “lancia sagola” a molla

secondo il progetto che trovate sotto

(la molla è ricavata da una vecchia

camera d’aria di bicicletta).

b)

a)

e)

1. Preparare un fuoco, tagliare a metà

una grossa patata, scavare l’interno

dei 2 pezzi e in un uno di essi colare

il cun uovo. Ricostruire la patata tenendo

unite le 2 metà con uno stecco

appuntito; cuocerla per 20 minuti.

c)

d)

b)

f)

a) quattro bastoni legati assieme; b) supporti ottenuti da 2 barattoli di latta entro i quali deve girare liberamente

la barra trasversale; c) camera d’aria; d) barra trasversale; e) sasso; f) sagola.

IL RAGNO “CIECO” E ... LE MOSCHE

Ogni partecipante al gioco tiene per una estremità una corda fissata in alto dall’altro

capo. Uno dei partecipanti è bendato e tenta di mettere “fuori gioco” gli altri - toccandoli;

va fuori gioco anche chi si lascia sfuggire ala corda di mano. Ogni partecipante

al gioco fa da ragno - a turno per 10 minuti; vince chi elimina più “mosche”.


18

Il Coraggio di

guardarsi negli occhi

La Pattuglia Giaguaro del Reparto

Hogwarts il giorno 12 maggio 2018

presso Madonna di Pasano a Sava ha

svolto il bivacco di pattuglia. Questa uscita è

la più importante per una pattuglia, perché

si trascorre del tempo solo con i componenti

del gruppo e si instaurano o si migliorano i

rapporti con e fra i pattugliotti; di fatti quando

si svolgono le uscite di reparto si creano

i gruppetti e lo spirito di pattuglia non trova

mai il tempo di crearsi!

Alle ore 16:00 del pomeriggio eravamo tutti

in loco e dopo il nostro forte urlo di pattuglia

ci siamo affrettati a costruire il nostro rifugio

notturno, successivamente per scaricare

l’adrenalina abbiamo giocato a roverino;

dopo esserci divertiti abbiamo iniziato l’attività

fulcro della nostra uscita “L’impresa

pioneristica”.

Nelle riunioni di pattuglia precedenti al bivacco

abbiamo deciso di costruirci una tenda

sopraelevata, ci affascinava molto l’idea

che dopo la realizzazione di questa struttura

avremmo potuto dormirci sopra, perciò

abbiamo selezionato i pali che occorrevano

per la costruzione e ci siamo messi subito a

lavoro; come prima cosa abbiamo creato la

postazione dove ci sarebbero stai i tre letti e

con una legatura a testa e spirito di pattuglia

il primo step è stato superato con facilità.

Il secondo step è stato forse il più divertente

ma il più faticoso consisteva nel trivellare il

terreno, a causa delle pietre questo lavoro è

diventato ancora più duro, e la più brava è

stata Valentina Damasi che con la sua forza

è riuscita a tirar fuori le pietre dalla terra.

Questo lavoro ha occupato tutto il pomeriggio

e non ci siamo resi conto che era già

ora di cena che ci ha permesso di rilassarci

un po’. Subito dopo la mezzoretta di relax,

abbiamo ripreso come da programma le attività

ed era il momento del fantastico gioco

notturno, che consisteva in un nascondino;

anche se alcuni componenti del gruppo avevano

paura del buio, ci siamo fatti forza a

vicenda divertendoci tanto. Il gioco prevedeva

che due si nascondessero mentre gli altri

senza l’utilizzo di torce dovevano trovarli; i

primi dovevano tramite segnali visivi indirizzare

i cercatori verso di loro.

Dopo questo momento di svago abbiamo

svolto la veglia, momento molto bello e importante

che aiuta a conoscerci meglio, capire

la personalità altrui, potersi esprimere

liberamente senza essere giudicati. Ci siamo

sistemati in cerchio seduti su dei tronchi

perché è bello guardarsi negli occhi mentre ci

si parla dato che ora ci si confronta solo dietro

uno schermo. Il tema della nostra veglia

è stato costruttivo perché ci ha insegnato a

saper riconoscere i propri difetti e non solo

quelli degli altri. L’argomento è stato introdotto

da un brano che ha dato il via al nostro

confronto e successivamente tramite un gioco

ognuno doveva dire un pregio e un difetto

di ogni componente della pattuglia; questo

ci ha aiutato a capire ciò che dovremmo piano

piano migliorare di noi stessi. In seguito

a questa bellissima veglia siamo andati tutti


Questa uscita E’ la piu’ importante per una

pattuglia, perche’é si trascorre del tempo solo

con i componenti del gruppo e si instaurano o si

migliorano i rapporti con e fra i pattugliotti.

19

a dormire ma prima di addormentarci

non poteva mancare la lotta per le

caramelle. La sveglia è suonata alle

sette del mattino, il sole era già alto e

subito ci siamo preparati. E dopo aver

fatto colazione abbiamo continuato

la nostra tenda sopraelevata.

Gli ultimi due step sono stati i più

faticosi e lunghi e grazie all’aiuto

delle altre pattuglie abbiamo fissato

i quattro pali portanti e i due per il

telone, dopo di che abbiamo sollevato

la base che è stata fissata tramite

legature ben strette ai quattro pali.

Subito dopo aver ben saldato la base

io e Gabriele ci siamo arrampicati in

cima alla struttura per legare il telone

che ci ha coperti dal sole cocente di mezzo

giorno durante l’ultimo step.

Ormai il gioco era fatto ma mancava un’ultima

cosa da fare cioè le reti che sarebbero

state i supporti sulle quali stenderci. La realizzazione

delle reti è stato un lavoro per

pochi perché ci vuole calma, pazienza e concentrazione

è stato un lavoro mol Una volta

terminata la nostra costruzione siamo subito

corsi a mangiare e dopo un bel pranzetto

rigenerante ci siamo nuovamente recati

alla costruzione e ci siamo stesi sui nostri

bellissimi letti constatando che erano davvero

comodi. Siamo stati tutti molto felici

soddisfatti e orgogliosi di noi stessi per essere

riusciti a concludere il nostro bellissimo

progetto. Quindi una volta conclusa questa

fantastica attività ci siamo lasciati trasportare

dalla voglia di stare insieme e di farci un

po’ di scherzetti perciò in queste situazioni

quando ci sono colori a dita a disposizione è

meglio stare in allerta perché dopo qualche

secondo li abbiamo presi iniziando a dare

un tocco di colore per poi finire nel colorarci

a vicenda. Sembravamo molto carini così e

abbiamo deciso di aspettare un po’ prima di

cancellare quei capolavori.

Dopo una decina di minuti siamo corsi ai vasconi

e li è arrivato il bello perché il colore era

ormai asciutto e non veniva via facilmente

dal corpo e così abbiamo colto l’attimo per

bagnarci e schizzarci a vicenda.

Dopo esserci ripuliti era ormai ora di andare

via abbiamo smontato tutto,raccolto i materiali

e fatto il nostro grido!

È stata un’uscita piena di divertimento e

speriamo che ce ne siano ancora, ora aspettiamo

con ansia il campo estivo.

Giulia Dellisanti VCP Giaguaro


20 mandate le Vostre foto a: arcobaleno@assoraider.it


Reinhold Messner


Il Cammino e la Strada



Tutti abbiamo chiara l’importanza

della “Strada” nella metodologia

del roverismo, e ci riferiamo

alla nostra esperienza di scautismo, sia

come rover sia come capi.

Vivere l’esperienza della strada in modo

vero, indica moltissimi aspetti del Cammino,

del Camminare, della Strada, e ne

mette - anche in evidenza - le possibili

contraddizioni, e complessità. La strada

è luogo dove bighellonare stupidamente,

o dove cercare esperienze. Ci sono

persone che camminano verso una meta

precisa e non vogliono esserne distratte,

per loro la strada non è luogo d’incontro

e di confronto ma tragitto necessario

verso il risultato. Ci sono persone per le

quali la strada, la strada vera, quella che

è luogo importante di crescita personale

attraverso la fatica, l’incontro con altri e

la condivisione. Capire perché la Strada

è così importante nel metodo educativo

scaut, soprattutto “Il camminare” è una

componente primaria, ma la strada è faticosa,

richiede pazienza e tenacia; per

questo oltre ad essere una modalità di

vita è un mezzo educativo importante.

In branca R/S la strada è insieme spiritualità

e strumento del metodo. Per

quanto riguarda la spiritualità - nella

storia del Roverismo italiano, di fatto, fra

i quattro elementi del metodo di branca:

strada, ambiente, spiritualità e servizio;

è stata la strada l’elemento attorno al

quale si concentra la figura del rover e

della scolta. Proviamo a riflettere sull’argomento

“da spiritualità della strada a

spiritualità dellaricerca”.

Il camminare parte da un luogo, e ha

come meta un altro luogo. Il secondo è

l’interpretazione della spiritualità della

strada che attribuisce un valore a tutto

ciò che accade nella vita a seconda delle

persone che hai modo di incontrare, delle

storie che nascono, e delle esperienze

che si vivono (vedi il Rover Moot).

Consideriamo ora la strada come strumento

del metodo R/S. Il primo si riferisce

alla strada come “ambiente” della

vita delle compagnie e il secondo riguarda

le uscite, gli hike e le veglie; strumenti

irrinunciabile del metodo R/S.

Lo stile di vita della compagnia e il modo

di stare nel mondo è quello del servizio, il

luogo proprio della vita della compagnia

è la strada. La strada è la sua casa. Quando

nella vita di compagnia si fa “poca

22 VOGLIA DI STRADA


strada”, non è compagnia. Una compagnia

non può decidere se fare strada o

meno! Una compagnia fa strada per sua

natura, altrimenti viene inesorabilmente

condannata ad essere un’altra cosa.

La strada mette il giovane e ognuno di

noi di fronte al fatto reale che la vita realizza

le sue promesse di bellezza a prezzo

di molta fatica. Lo scaut sa bene questo,

lo accetta, lo vive con serenità, non

perde la gioia e giunge alla meta.

Sotto questo profilo la strada concretamente

percorsa è una straordinaria possibilità

di formazione del carattere.

Proprio dove la strada è più dura e verrebbe

voglia di cambiare meta o di tornare

a casa; proprio dove le ragioni del

continuare a camminare vengono meno

e resta solo il passo dopo passo, là succede

che le persone forgiano la loro interiorità.

È sapienza del capo costruire hike che

forzano che spingono più avanti la resistenza

psicologica e spirituale dei rover

e delle scolte.

Ciascuno di noi, può raccontare la sua

storia, ripercorrere la sua vita, sui sentieri

che ha faticosamente, gioiosamente,

tristemente, frettolosamente percorso.

Il cammino e la strada, non sono soltanto

delle metafore ma sono e divengono

scuola di vita. Quando si è piccoli si fa

fatica a capire del perché si deve andare

a fare una passeggiata, perché si deve

far fatica, percorrere sentieri in salita con

la promessa che manca poco per giungere

alla meta, (quante volte mi è capitato

di dirlo ai miei Rover) i piedi che fanno

male, la pioggia o il troppo sole. Lo scaut

è un uomo di frontiera. Ma dove sono

oggi le nuove frontiere, in un mondo

globalizzato? Credo che le vere frontiere,

oggi le troviamo dentro di noi, quasi

come barriere da abbattere, da riconoscere

per andare oltre.

Non possiamo sapere a priori cosa incontreremo,

chi ci accompagnerà lungo

la strada, dove troveremo sollievo alle

nostre fatiche e gioie inaspettate lungo

l’itinerario prefissato, ma tutto dovrà essere

letto nella scoperta e di una avventura

nuova. Le paure, le angosce, i dubbi

di questo procedere sono e divengono il

sale di questa scelta, inizialmente entusiastica

ed appassionante, che a tratti,

diviene faticosa e quasi insopportabile.

Si cerca il bisogno di sicurezza, dei punti

fermi e certezze, che diano un senso a

quanto stiamo facendo, quasi fosse una

ricerca di conferma a ciò che stiamo percorrendo,

con il grosso rischio di fondare

la propria vita su questo bisogno.

Più si diventa adulti, più questa ansia di

trovare certezze e punti di riferimento

stabili e sicuri diventa crescente. Allora

viene spontanea la domanda, ma perché

cammino, ma soprattutto per chi?

La strada è lì che ci aspetta con la sua

durezza e la sua povertà, per darci la

ricchezza di una vita vissuta alla ricerca

di nuovi orizzonti con l’incontro di altri

uomini e di altre esperienze, che inesorabilmente

segneranno la nostra vita

dascaut.

Buona Strada Alce Curioso

VOGLIA DI STRADA 23


Il CAMPO mobile











TROVA IL TUO RITMO

TROVA IL TUO RITMO NEI

PRIMI PASSI DI UN HIKE

24 VOGLIA DI STRADA

Ognuno ha

un proprio

ritmo naturale.

Trova il

tuo durante

i primi passi

di un cammino.

Esso

dovrebbe essere

corretto:

mantieni una respirazione ritmica, fai

oscillare le braccia e dai una giusta lunghezza

al passo. Mantenere il ritmo può

essere difficile. I più lenti davanti a te

rallentano il tuo passo. Quelli più veloci

ti mettono fretta. Stare un po’ distanti

l’uno dall’altro aiuta, ma il proprio ritmo

non può essere più veloce di quello

di un qualsiasi componemte più lento

della tua compagnia. È estremamente

importante che la compagnia stia unita.

In caso contrario, quando i primi, più

veloci, vanno troppo oltre nel percorso,

c’è il rischio che quelli più lenti, rimasti

indietro, si possano trovare in pericolo

non potendo ricevere aiuto tempestivamente.

IN SALITA...

In salita fai passi più corti ma mantieni

il tuo ritmo. Se nel percorso incontri

ostacoli non fare forza su di essi, ma

scavalcali. Salire e scendere da pietre e

NEI TRATTI IN SALITA

MOLTO RIPIDI

PROVA IL PASSO-PAUSA

tronchi,

infatti, fa

consumare

maggiori

energie. Nei

tratti ripidi

in salita si

può fare il

cosiddetto

passo-pausa:

ad ogni passo stendi bene il ginocchio

della gamba che restadietro, fino quasi

a fermarti per un secondo, e porta tutto

il peso su questa gamba. Serve a rafforzare

la muscolatura delle gambe e riposarsi

un po’mentre si cammina.


… E IN DISCESA

IN DISCESA, PIEGA

LEGGERMENTE LE

GINOCCHIA E POGGIA

BENE I PIEDI A TERRA

La salita è

premiata con

una meritata

discesa.

Ma, contrariamente

a

quanto si

possa pensare,

la discesa

è spesso più

difficile in quanto è ci sono maggiori

possibilità di procurarsi delle lesioni.

In un percorso in discesa è utile piegare

leggermente le ginocchia in modo che

esse assorbano parte della tensione

scaricata sui piedi e sulle articolazioni

delle gambe. Poggiare i piedi per terra

richiede perciò maggiore attenzione in

modo da avere una più corretta e sicura

aderenza al suolo.

SOSTE

La durata delle soste è varia. In un percorso

sotto il sole e in salita è consigliato

fare una sosta di 5 minuti ogni circa

30 minuti di cammino; giusto il tempo

per riaggiustare lo zaino (solo se è necessario)

e bere un po’ d’acqua.

IN SOSTA: ALLENTA

LE CINTURE E GLI

SPALLACCI

Soste più lunghe

tendono a

irrigidire i muscoli

e dopo

diventa più

difficile riprendere

il ritmo

del percorso.

Non togliere

lo zaino dalla

schiena, ma allenta semplicemente la

cintura e gli spallacci; in modo da evitare

il sollevamento che fa perdere troppe

energie in una sosta così breve.

Siediti e dai ai tuoi piedi un po’ di riposo.

Stai rivolto verso la discesa in modo

che lo zaino, poggiato sul terreno più in

alto di te, non ti pesi. Dopo aver bevuto

un po’ sarai pronto a riprendere il cammino

con un passo costante.

una Mano

d’Aiuto

Un Alpenstock

(bastone da montagna) può

aiutare mentre si guada un piccolo

corso d’acqua o si affrontano

ostacoli lungo il sentiero.

Puoi costruirti un alpenstock in

legno, personalizzato, da portare

con te in ogni hike. Anche

l’uso dell’alpenstock ti aiuta a

mantenere un ritmo costante.

VOGLIA DI STRADA 25


Il RISPettO di se stessi


Il rispetto di se stessi è un elemento

importante del carattere e un uomo

che non sa rispettare sé stesso (l’ubriacone,

il pigro, il bugiardo, o il mendicante

non sanno farlo) non può aspettarsi

di essere rispettato dagli altri. È qui

che entra in gioco una piccola debolezza;

fondata da quindici secoli, che si avvicina

molto ai nostri cavalieri del medioevo.

L’ideale che li dirige è il Bushido, che

raccomanda ai suoi membri: la povertà

invece della ricchezza; l’umiltà invece

dell’ostentazione; la riservatezza invece

della pubblicità; il sacrificio invece

la mancia. Uno scout deve fare la sua

Buona Azione verso il prossimo per pura

cortesia e buona volontà e non deve accettare

alcun compenso. L’uomo che accetta

una mancia si abbassa al livello di

un mendicante che accetta l’elemosina.

Sono stato terribilmente desolato nel

veder da qualche anno in qua, divenire

cosa normale dare la mancia ai guidatori

di taxi, ai portieri d’albergo, ai camerieri,

ed altri sempre affamati di qualche soldo

dai loro clienti. E pertanto come uomini,

avrebbero vergogna di essere a carico degli

altri e di ricevere la carità.

La mancia apre la via in posizioni meglio

retribuite, alle cosiddette “gratifiche” e,

per le persone ancor più altolocate, ai regali,

alla corruzione. Finora siamo stati

troppo vili e troppo rispettosi di noi stessi

per abbassarci fino a questo punto;

che si possa dire ancora a lungo “non si

corrompe un inglese”. I Samurai sono in

Giappone una confraternita di cavalieri

dell’egoismo; gli interessi dello stato invece

degli interessi personali. Tutto ciò

unito al coraggio, alla fortezza, alla lealtà,

alla moderazione.

Spunti per una Veglia

L’abbandono inteso come

trascuratezza verso chi

dipende da noi (ad esempio

un bambino, un animale, una

pianta, la natura, ecc.) può

essere considerato come di

mancanza di rispetto?

Se per me il valore più

importante è il rispetto,

come posso comportarmi

se sento che qualcuno

si rivolge a me non

rispettandomi, ad esempio

mentendo o comportandosi in

maniera non corretta?

26 VOGLIA DI STRADA


La stagione dei campi è tornata,

le belle giornate ed il caldo ne sono il preludio,

e questo vuol dire che ancora più rapidamente

arriverà il consueto appuntamento per la nostra

Formazione che come gli esami della vita,




Quadri dell’Assoraider


51° CFQ - Corsi Estivi

ADVENTUR CAMP RESORT MONTI ERNICI

COLLEPARDO (FR)

Carissimi, Vi comunico che il 51° Corso

di Formazione Quadri si svolgerà dal

19 al 27 agosto 2018 presso la struttura

“Adventure Park” a Collepardo (FR).

L’accreditamento avverrà nella mattinata

del 19 agosto mentre la Cerimonia di Apertura

avrà inizio con l’Alzabandiera alle 15.30

e alle 17,30 avranno inizio le sessioni.

La cerimonia di chiusura del corso avverrà

alle ore 15.30 del 27 agosto.

Per la partecipazione ai corsi occorre compilare

la scheda, che viene trasmessa a tutte le

Sezioni e Delegazioni, ed effettuare il bonifico

della quota di partecipazione che è pari

ad € 135,00 sul conto corrente associativo

IBAN IT45N0501803200000011373289 con

causale: quota partecipazione CFQ.

La scheda compilata in tutte le sue parti a

cura del Presente o Delegato, completa di

foto e copia del bonifico effettuato devono

essere inviate a:



entro e non oltre il 20 luglio 2018.

Gli allievi dovranno essere in perfetta uniforme

scaut e muniti del necessario per dormire

in tenda ed inoltre dovranno essere in

possesso di posate e della tazza per la colazione.

Si ricorda che verrà fatto il rimborso

delle spese di viaggio - secondo tabella dei

rimborsi - per la parte che eccederà i 40,00 €

e, pertanto, occorrerà presentare in segreteria

la copia dei titoli di viaggio.

Vorrei sottolineare l’importanza della scheda

di partecipazione, che va compilata anche

per gli allievi che hanno già partecipato

al CFQ negli anni precedenti. Attraverso la

scheda la scuola e i docenti possono conoscere

i partecipanti ai corsi, la loro esperienza

e l’attività che svolgono in sezione o delegazione.

Confido nella consueta collaborazione

dei Presidenti Commissari e Delegati

per favorire un’ampia partecipazione

ai corsi di formazione che

costituiscono una parte vitale della

nostra vita associativa.

Il Direttore dei Corsi

Loretta Angelini

28 IL MASTIO


Come raggiungere

Collepardo ... e altro

PER CHI VIAGGIA IN TRENO+BUS

Collepardo è raggiungibile in vari modi sia

in treno TRENITALIA (www.trenitalia.com)

sia con i mezzi pubblici gestiti dalla COTRAL

(www.cotralspa.it).

Per chi decidesse di arrivare in treno è consigliabile

arrivare alla stazione di Frosinone e

da lì prendere l’autobus per Collepardo.

PER CHI VIAGGIA IN AUTO

presenta un aspetto tipicamente medievale:

case, vicoli e piazzette sono raggruppati

attorno al Palazzo Comunale ed alla Chiesa

parrocchiale (XV sec.). Tutto intorno una circonvallazione

panoramica, con resti dell’antica

cinta muraria, nella quale si aprono tre

porte e si distaccano sei torri. All’interno interessanti

i portali di molte case, le bifore e

l’antica Rocca dei Colonna (sec. XIV), che si

fregia di un magnifico portale del 1606 costruito

dalla famiglia Tolomei di Siena.

Collepardo è facilmente raggiungibile dal

tratto Roma-Napoli dell’Autostrada del Sole

A1. Uscendo al casello di Anagni, si prende la

superstrada 155 per Fiuggi. Da Fiuggi, dopo

circa 15 km. in direzione di Alatri, si incontra

sulla sinistra il bivio per Collepardo, che

si raggiunge dopo 5 km. di strada provinciale

panoramica.

Uscendo invece al casello di Ferentino, si imbocca

la superstrada per Sora e si esce alla

prima o alla seconda uscita (direzione Alatri).

Raggiunta la statale 155, si supera Alatri

e si trova - questa volta sulla destra - lo

stesso bivio per Collepardo.

Da Frosinone si imbocca direttamente la

statale 155, si supera Alatri e quindi si raggiunge

il medesimo bivio di cui sopra. Collepardo

si può raggiungere anche da Veroli,

dirigendosi verso “Prato di Campoli”: giunti

al bivio di S. Maria Amaseno, si sale per Civita

- S. Nicola e quindi si passa per la Certosa

di Trisulti.

IL PAESE

Collepardo è un piccolo, grazioso paese del

Lazio meridionale: nel suo territorio si possono

ammirare bellezze artistiche e naturali

di grande interesse, che ne fanno una località

di particolare richiamo turistico. Il paese

DA VEDERE NEI DINTORNI

Inserite all’interno del Parco Naturale Regionale

Monti Ausoni e Lago di Fondi, le Grotte

di Pastena sono definite tecnicamente come

“grotte di attraversamento”, completamente

percorribili (il ramo attivo solo da spele-

29 IL MASTIO


ologi) dall’inghiottitoio fino alla risorgenza.

L’inghiottitoio (l’attuale antro d’ingresso) nel

quale si gettano le acque del fosso Mastro,

è conosciuto da sempre dalla popolazione

locale: alto 20 m e largo 12 m, le testimonianze

del suo utilizzo, fin dalla preistoria,

sono numerose. Durante il secondo conflitto

mondiale vi trovarono rifugio centinaia di

profughi, fuggiti dai paesi circostanti.

A circa 1 km dall’abitato di Collepardo, alle

pendici dei monti La Monna e Rotonaria, nel

complesso degli Ernici: è una grandiosa voragine

di origine carsica (diametro superiore

di circa 140 m, perimetro superiore 370 m,

profondità circa 60 m) creatasi a seguito dello

sprofondamento della volta di una grotta.

Attualmente il punto più depresso della cavità

e a -43 m, dove tra grandi massi franati

dalla volta le acque piovane scompaiono in

un cunicolo, impraticabile anche per gli speleologi.

Le pareti strapiombanti presentano

numerose stalattiti interessate ancora da

stillicidio, alcune delle quali sono curve, generate

probabilmente dal vento proveniente

dai cunicoli laterali, che modifica la deposizione

dei cristalli di calcare. Il fondo è coperto

da una ricca e lussureggiante vegetazione,

con alberi alti fino a 20 metri. Secondo

un’antica tradizione e fino a qualche decennio

fa dai pastori vi venivano calate le pecore

e lasciate per mesi a pascolare. La voragine

ha ispirato curiose leggende: una di esse

narra che nel luogo dove è situato il pozzo,

un tempo ci fosse un’aia dove alcuni contadini

miscredenti, non onorando la festività

della Madonna dell’Assunta, vollero battere

il grano anche in questo giorno sacro. Per punirli

la divina provvidenza fece sprofondare

l’aia, dando vita all’enorme cavità.

LA GROTTA DI COLLEPARDO

La Grotta di Collepardo, visitata anche dalla

Regina d’Italia Margherita di Savoia nel

1904, affascina con le maestose volte ricche

IL POZZO D’ANTULLO

di stalattiti multiformi, che spesso si collegano

alle stalattiti che si innalzano verso

di loro, in un processo lentissimo e ancora

attivo (mediamente con una crescita che

varia da minima di 1 mm ogni 20 anni ad 1

mm ogni 3 anni, dell’intensità dello stillicidio,

cioè dalla velocità di gocciolamento

dell’acqua). Lo spettacolo delle stalattiti e

stalagmiti è di un fascino ineguagliabile: per

la singolarità delle forme che riecheggiano

figure umane ed animali, furono denominate

“Grotte dei Bambocci”.

Oltre le grotte, Collepardo è il punto di

partenza ideale per esplorare il paradiso

escursionistico delle Valli di Capo Rio, di

Capo Fiume, del M. Monna, del M. Rotonaria,

di Pizzo Deta, del Ponte dei Santi, del

Lago di Canterna.

Buon CFQ e Buona Caccia

30 IL MASTIO


Campo in Onore

di San Giorgio 2018

Bene, abbiamo chiuso finalmente la

Sede! Anche questa è fatta. Il materiale

è in magazzino centrale, le

tende per fortuna si sono asciugate e quindi

le abbiamo potute riporre nel magazzino di

reparto. Con la spesa è andato tutto bene,

abbiamo mangiato in abbondanza senza

avanzi o sprechi. Certo che è proprio vero,

o che un campo sia di 10 o di 3 giorni, alla

fine lo sforzo di base è lo stesso. Pensandoci

bene, saremmo potuti

restare lì, alla Guardiola,

nella magnifica Murgia,

ancora per una settimana

come se si trattasse di un

campo estivo. Anche i numeri

erano poi quelli di un

campo estivo; i due reparti,

le due compagnie, il raid

e i due Consiglii di Akela,

in totale aravamo 95 partecipanti!

E pensare che

mancavano tutti gli altri

lupetti, ma effettivamente

l’attività era rivolta solo ai

lupetti più grandi. Il branco

al completo ha vissuto già

l’esperienza del San Giorgio a San Severo. Eh

sì perché le date alla fine erano quelle e non

si poteva fare diversamente; così la domenica

mattina sveglia presto e con tre pullman

siamo partiti per San Severo dove ci siamo

incontrati con tutti gli altri fratelli scaut, in

totale circa 450 partecipanti; all’interno di

un bel giardino pubblico, si sono svolte cacce,

attività e percorsi, oltre il servizio per i rover.

Al termine della cerimonia dell’Ammaina

Bandiera, dopo i gridi che hanno squarciato

il cielo, lo scambio dei ricordini e le fotografie

di rito, tutti in viaggio verso la Murgia.

Solo due pullman però, il terzo con i lupetti

più piccoli era diretto a Barletta, per loro

il San Giorgio finiva lì. Una squadra di prodi

logisti è partita in anticipo per predisporre

vasconi, luci e attivare la cucina e all’arrivo di

tutti i ragazzi era tutto pronto. Tutto quello

che si poteva preparare, perché esploratori e

rover dovevano impiantare i loro sottocampi.

Più fortunati i lupetti che dovevano solo

sistemarsi in accantonamento. Insomma il

primo giorno era alle spalle, nei sacchi a pelo

tutti dormivano profondamente.

Il campo era iniziato, ma per metà, perché

non era partita a pieno regime la vita

da campo. Si respirava comunque nell’aria

quell’odore che solo i campi hanno, nel silenzio

della sera, sotto un cielo di stelle godendo

della frescura.

Alza bandiera! Ora sì che iniziamo a ragionare.

Il campo è al 100% del suo ritmo e della

sua vita, attività, cacce, pranzo, siesta e

cena. I fuochi bruciano e le pentole bollono

con i pasti degli esploratori. I consigli di Akela

sono instancabili e le compagnie frizzanti

più del solito. Per noi, cambusa, cucina e

approvvigionamenti… non un momento di

sosta.

31 ASSONOTIZIE


Questo campo di San Giorgio è stato fortemente

voluto da tutto il Tecnico di Sezione,

per avere un momento per stare tutti insieme,

svolgere delle attività link per i ragazzi

che da una branca all’altra sarebbero passati,

e poi per fare una specie di “prova generale”

in vista del campo.

Il clima ci è stato di aiuto, mettendo alla prova

tutti con un temporale degno di nota. Dal

cielo acqua a catinelle e torrenti che si formavano

ovunque. Il tutto è durato un paio d’ore

con tanto di mancanza di corrente. Programmi

di riserva per il maltempo, verifica della

tenuta delle tende (solo 2 si sono leggermente

allagate, come da migliore tradizione)

cena a lume di candela… Scherzi a parte

si è fatto fronte all’imprevisto nel miglior

modo possibile e la corrente è tornata molto

presto. Tutto è volato in un batti baleno,

ammaina bandiera con i genitori che sembravano

la stampa internazionale, brevetti,

promesse e categorie consegnate ai meritevoli;

tutto da smontare e portare a casa.

Un mini campo

ci voleva, abbiamo

potuto

testare l’efficienza

dei due

nuovi reparti,

nati dal James

Cook, far lavorare

le compagnie

insieme

in attività di

a n i m a z i o n e ,

creatività e canto. La Sezione ha vissuto una

bella esperienza ma già si programmano le

successive, perché non ci possiamo fermare

mai. La voglia di scautismo chiama.

Grillo Loquace

S. Giorgio Calabria 2018

Nei giorni 21 e 22 Aprile, la Sezione di

Cirò Marina e le Delegazioni di Catanzaro

e Borgia, si sono ritrovate

presso la sede della sezione di Cirò Marina,

per festeggiare insieme il San Giorgio. I ragazzi

di Borgia e Catanzaro sono arrivati il 21

pomeriggio e, dopo i saluti, tutto il gruppo

si è spostato verso il palazzetto dello sport

32 ASSONOTIZIE

dove, mentre le compagnie di Cirò e Catanzaro

organizzavano i vari giochi per l’indomani,

reparto e lupi invece si preparavano

ad animare il fuoco. La mattina del 22 le tre

sezioni sono ritornate nuovamente alla sede

di Cirò Marina sita nel parco giochi, dove si

sono svolte le attività. Esploratori e Lupetti

sono stati divisi in 8 squadre da 10, mentre

la compagnia, aiutata dai capi, si è impegnata

per far si che tutti potessero divertirsi

durante lo svolgimento dei giochi. Dopo il

pranzo, portato dai genitori, ha avuto luogo

il quadrato con la consegna dei fazzolettoni,

il rinnovo della promessa e dove la sezione di

Cirò Marina ha consegnato alle altre due un

ricordino delle due giornate. Dopo l’ammaina

bandiera e le consuete foto di rito, tutti

ci siamo lasciati con l’augurio di ritrovarci al

più presto.

Compagnia Excalibur

Sezione Cirò Marina


Workshop Spagna

Madrid 2018

Quest’anno l’annuale Workshop

della WFIS si celebrerá

a Madrid. Abbiamo scelto un

posto molto speciale per tutti coloro

che conoscono la cultura spagnola:

Alcalá de Henares.

Cittá natale di Miguel de Cervantes,

scrittore di uno dei libri piú famosi e

pubblicati nella storia “Don Quijote

de la Mancha” (Don Chisciotte).

Da parte di ASIM (Asociación Scouts Independientes

de Madrid) vi invitiamo a partecipare

a questo evento, e ci auguriamo

che le attività offerte siano interessanti e

divertenti! Il termine ultimo per l’iscrizione

al Workshp è fissato al 14 Settembre 2018.

Non appena riceveremo la richiesta di participazione,

manderemo tutte le informazioni

dettagliate sul Workshop.

L’idea del Workshop è quella di poter condividere

le proprie conoscenze in modo che,

una volta tornati a casa, si possano riproporre

le stesse attività ai castori, lupetti, esploratori

e rover. Il workshop è organizzato in 3

giorni: venerdi arrivo, sabato (laboratori, visita

culturale e fuoco) e domenica (mercato

scout, scambio di distintivi e arrivederci).

giornata di accoglienza.

ci si potrà muovere tra i distinti laboratori

organizzati durante la mattina ed il

pomeriggio, e poter usufruire di una visita

culturale della città.

Come visita culturale abbiamo organizzato

un tour della città di Alcalá de Henares,

che ci porterà alla scoperte delle sue strade

e dei suoi posti più emblematici. Ci saranno

due turni durante la mattina e due turni nel

pomeriggio. In serata vogliamo organizzare

un fuoco di bivacco dove poter condividere il

nostro repertorio Scout. Qualsiasi strumento

musicale è ben accetto!

Dopo colazione ci sarà un piccolo

Mercato Scout dove si potranno acquistare

33 ASSONOTIZIE


oggetti da atri gruppi e scambiare distintivi.

A metà mattinata ci sarà la cerimonia

di chiusura con relativa foto di tutti i partecipanti.

Il costo del workshop è di 65€ per

persona. Questa quota di partecipazione

include alloggio, vitto e tutto il materiale

per il workshop. È importante che si indichi

“Workshop Madrid” come oggetto del bonifico

bancario

Nombre Banco: Bankia

IBAN: ES38 2038 1027 5260 0095 2906

Destinatario: Asociacion de Scouts Independientes

de Madrid).

Qualsiasi comunicazione relazionata con la

partecipazione al Workshop si realizzarà con

la seguente mail:

workshop.madrid18@gmail.com

Non vediamo l’ora di ricevere la tua iscrizione

e darti il benvenuto a Madrid! Ulteriori informazioni

su:

Alcalá de Henares si trova 30 km a nord-est di Madrid e 25 km dall’aeroporto Adolfo Suárez-Barajas. Alcalá

de Henares è una città importante per la sua storia. In questa città puoi trovare resti preistorici e insediamenti

romani (s. AC), arabi e ebrei (s. XIV)). Uno dei principali monumenti urbani è la sua università (1293),

che si estende in tutta la città. Lo scrittore Miguel de Cervantes, autore di El Quijote, nacque (1547) ad

Alcalá de Henares.



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Le "Curiosi Cub"

dai Voli di Chil

CARI LUPI, eccolo è pronto!!!

Siamo orgogliosi di annunciarvi l’arrivo del primo libro di storie scritto proprio dai Vostri

Vecchi Lupi. È il racconto di un bambino e del suo cagnolino che si trovano catapultati in


dei Pittori più famosi del mondo. Un mix tra avventura e cultura alla portata dei più piccoli.

Chiedetene una copia ai Vostri Vecchi Lupi e provvederanno ad acquistarla… saremo velocissimi

con le spedizioni!!!

Buona Caccia e Buona lettura!


Vogliamo che gli uomini della prossima

generazione siano di più ampie vedute e

che si considerino reciprocamente come


parte del mondo, quale che possa essere

il loro credo religioso, il colore della

casta.

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