L’Eucaristia

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Notiziario della Comunità Parrocchiale di Chiari - N. 9 - Novembre ...

medesimo pane” (1 Cor. 10,17). I discepolierano assidui nel frequentareogni giorno tutti insieme il tempio,e spezzando il pane nelle loro case,prendevano cibo con gioia e semplicitàdi cuore, lodando Dio e godendoil favore di tutto il popolo” (Atti2,46-47).Accostiamocicon cuore sinceroCarissimi Clarensi,la lettera pastorale del vescovo“Un solo pane, un unicocorpo”, ci invita a riflettere sull’Eucaristiae la celebrazione della SantaMessa nel giorno del Signore, comeriferimenti importanti dell’impegnodi ogni cristiano, che si sente convintodi appartenere alla vita comunitariaparrocchiale. A questo propositola lettera agli Ebrei ci dice: “Accostiamocia Cristo, nostro sommo sacerdote,con cuore sincero nella pienezzadella fede, con cuore purificato daogni cattiva coscienza e il corpo lavatocon acqua pura. Manteniamosenza vacillare la professione dellanostra speranza, perché Lui è fedele.Cerchiamo anche di stimolarci a vicendanella carità e nelle opere buone”(Eb 10, 19 - 23). Infatti il sanguee il corpo di Gesù sono la via nuova evivente da Lui inaugurata per entrarein comunione con Dio e con il prossimo.L’Eucaristia è comunionefraterna che edifica la chiesa, qualeregno di Dio in Cristo e nello SpiritoSanto, che ogni comunità ama, inquanto è richiamo a una partecipazioneintensa di vita e di grazia nelSignore, frutto dell’ascolto vivo e autenticodel suo messaggio. Gesù Cristonell’Eucaristia è fonte di vita, diunità e di carità, da cui tutti attingonoe in cui tutti si incontrano.La Messa è la più perfettaattuazione della ChiesaI cristiani pienamente uniti a Gesù nell’Eucaristiaper ciò stesso sono strettamenteuniti tra loro e in ragione di questosacramento vengono a costituire ilcorpo di Cristo che è la Chiesa. L’Eucaristia,dunque, fa la Chiesa. E, perusare le parole del Concilio VaticanoII, “la Chiesa di Cristo è veramentepresente nella comunità locale deifedeli. In essa, con la predicazionedel Vangelo, vengono radunati i fedelie si celebra il mistero della Cenadel Signore. Nella comunità cristianaè presente Cristo, in virtù del quale siraccoglie la Chiesa una, santa, cattolica,apostolica” (LG. 26). Non siamomai tanto Chiesa come quando partecipiamoall’Eucaristia.La Messa è la celebrazione che contienein sintesi ciò che c’è di essenzialenella vita della Chiesa. In altreparole: la vita della Chiesa è uno sviluppodella Messa. Nella Messa, infatti,si hanno, in maniera completae strettamente collegati tra loro, i treelementi fondanti la Chiesa: la Paroladi Gesù, l’offerta pasquale del suoCorpo e del suo Sangue, la comunionedei fedeli con il Risorto, presentein mezzo a loro. Se dovessimoriferirci a un’immagine biblica,potremmo ripensare a Gesù “dopola sua risurrezione, mentre camminacon i due discepoli di Emmaus,spiega loro le Scritture, spezza loro ilpane, facendo di quei due, tristi e sfiduciati,una nuova comunità di amicie di apostoli” (cfr. Lc 24,13-35).In ogni Eucaristia Gesù risorto è presentenella proclamazione della Parola,nella spiegazione di essa, si offrenel pane e nel vino per noi, fa dinoi una comunità di amici e fratelli.Sia pure dispersi e provenienti da diversedirezioni, conveniamo in unacomunione convinta e condivisa. Infatti“noi formiamo un sol corpo, puressendo molti; tutti partecipiamo delL’Eucaristia realizza in noie per noi la presenza di CristoL’episodio della frazione del panein presenza dei due discepoli a Emmausci porta con la mente al banchettoeucaristico, al quale prendiamoparte ogni volta che ci comunichiamo.Il banchetto eucaristico ciunisce tra noi in Cristo risorto: si realizzal’unione degli spiriti. L’Eucaristiacelebrata e ricevuta riunisce ognigiorno i cristiani intorno a una stessatavola, allo stesso banchetto: i primidiscepoli “erano assidui allo spezzaretra loro il pane”, alle riunioni reciproche,all’ascolto della Parola, alla condivisionee solidarietà fraterna.È il sacramento dell’unità: comei chicchi di grano si macinano insiemee formano un solo pane, così i cristianidiventano uno, un unico corpoin Cristo. Nel discorso di Cristo sull’Eucaristiae sulla fede diventa chiaroche la fede nella presenza reale diCristo nell’Eucaristia e nella sua dinamicadi speranza è interamente legataalla effusione dello Spirito. “è loSpirito che vivifica, la carne non giovaa nulla; le parole che vi ho dettesono spirito e vita” (Gv 6, 62-63).“L’Eucaristia deve essere vista nellaluce dell’alleanza che costituisce ilcuore del vangelo. L’alleanza è sigillatanella morte e risurrezione di Cristo.Cristo ha vissuto fino alla mortela verità dell’amore e della solidarietà.È tramite il medesimo Spirito cheil pane e il vino diventano per noi ilcorpo e il sangue di Cristo, così chediventiamo un solo corpo e un solospirito e possiamo entrare pienamentenell’alleanza della morte sacrificalee della risurrezione di Cristo”(da una riflessione di Papa BenedettoXVI sull’Eucaristia come sacrificio).Ricevendo il corpo e il sanguedel Signore risorto diveniamo semprepiù coscienti della sua presenza:egli è con noi sulla strada della vitache porta sempre a lui.3


Rapporti reciprocitra Eucaristia e ParrocchiaSe l’Eucaristia realizza in noi la presenzadi Cristo Signore, nostra salvezza, eci richiama il valore della santa Messacelebrata in Chiesa, nasce in noi lapercezione che Eucaristia e Chiesa sirichiamano a vicenda da qualunqueparte si guardino: per unirci a Cristoinfatti noi dobbiamo passare attraversola Chiesa; è lei che ci prepara lamensa eucaristica, ci invita, ci donail Cristo, lei sola ha ricevuto il poteredi rinnovare il suo sacrificio. Primadi unirci a Cristo dobbiamo sentirciuniti nella comunità cristiana comeamici e fratelli. Tutto dunque si manifestacome comunione nella Messa:già il formarsi dell’assemblea cristiana,che al suono delle campane entrain Chiesa, il pregare insieme, il cantare,l’agire insieme, l’ascoltare la Paroladi Dio, è una comunione vera,un incamminarci verso la unione conCristo, che si riversa poi nella comunionereciproca di tutti i fedeli partecipantiall’assemblea comunitaria presentenella Chiesa, in Parrocchia.La Messa è un mistero di comunionedi tutti i fedeli che si accostanoalla stessa mensa, che ci donaTaddeo Gaddi, CenacoloBasilica di Santa Croce (Firenze)l’unico corpo di Cristo, cibo spiritualedell’anima. La celebrazione dell’Eucaristiasintetizza tutti gli elementiessenziali della vita della Chiesae si dispiega in solidarietà, dialogo,servizio fraterno nei confronti di tuttie di ciascuno e inoltre è la radice,la sorgente e il motore della vita dellaChiesa. In ogni Messa chiediamoche lo Spirito Santo ci faccia entrarenella molteplicità delle ricchezze delmistero eucaristico con occhi pieni distupore e con il cuore colmo di riconoscenza.Le Chiese sussidiariesono un valore aggiuntoDurante gli anni della mia presenzacome sacerdote in Chiari, nel mio ministeropastorale sono entrato in moltissimefamiglie, ho pregato presso icari defunti, ho incontrato ammalatie anziani, ho visto i piccoli e i ragazzi,ho salutato i giovani, ho incontratotanti volti, ho dialogato con tutti: viassicuro che è un’esperienza di grandesoddisfazione: fa piacere sentirsiaccolti e benvoluti; vi posso volentieriascoltare e da tutti imparo qualcosadi buono, di bello e di edificante.Presso le vostre case si trovano tantechiese, che chiamiamo suburbaneo sussidiarie e presso di esse vivetela preghiera e l’incontro comunitarioin giorni feriali e anche la domenica.Sono una trentina e in alcune si puòvivere il precetto festivo della partecipazionealla Santa Messa, avendonela possibilità. Queste si identificano:San Bernardino, San Bernardo, SanGiovanni, il Santellone, Monticelli,chiesa dell’ospedale, chiesa dellaCasa di riposo, Emmaus al Centrogiovanile. Nelle conversazioni in famiglieho sentito: io frequento in tuttoSan Bernardino; io vado a Messain San Bernardo, io mi reco volentierialla Messa in San Giovanni, faccioparte della comunità del Santellone,vado a Messa all’ospedale, alla Casadi riposo. Tutto questo fa piacere edè certamente una cosa buona. Sonotutte Chiese tenute bene e vi si trovanocomunità locali molto affiatate,ben organizzate, e molto disponibili.Quando nelle varie ricorrenze o festivitàcelebro in esse una funzione, mitrovo molto bene: si respira un climasereno e familiare, con raccoglimentointeriore e partecipazione viva. Èpositivo chiedere il dono di vivere intensamentequeste realtà clarensi diChiesa, così come ci è dato di poterlesentire dentro di noi. A nulla varrebbevivere intensamente il misterodella Chiesa, se non fossimo dispostia fare qualcosa per essa.La Parrocchiaè un valore necessarioLa nostra riflessione ci porta ora afare un passaggio: dalle varie Chieseguardiamo alla grande Chiesa, che èla Parrocchia. La Parrocchia si diceche è la concretizzazione della Chiesadi Cristo che è in Chiari: ad essa siorientano i vari gruppi, le associazioni,i movimenti ecclesiali, i camminidi catechesi, le famiglie, tutte le altrepiccole comunità locali. La Parrocchiaè l’insieme di tutti i fedeli del territoriodi Chiari: la Parrocchia quindiè unica e deve essere unita, solo inessa si ricevono i sacramenti. A Chiarisolo il Duomo, con la Cripta e SantaMaria, ha il titolo di Parrocchia:solo in essa dovrebbero essere celebratii riti principali della passione,morte e risurrezione di Cristo e altrericorrenze e festività. Anche se amia-4


mo le nostre Chiese, siamo chiamatia prenderci cura della Parrocchia,perché a tutti e a ciascuno devestare a cuore. San Paolo ci invitaad essere uniti nel lavoro ecclesiale,per servire il Signore: “Superando levarie divisioni, vogliamo essere collaboratoridi Dio nel suo campo e noisiamo il campo di Dio” (cfr. 1 Cor. 3,9). Noi, come Chiesa di Cristo, siamosuo edificio, il cui fondamento unicoè Cristo Gesù. Ancora San Paoloci dice: “Il calice della benedizioneche noi benediciamo, non è forsecomunione con il sangue di Cristo?E il pane che noi spezziamo, non èforse comunione con il corpo di Cristo?Poiché c’è un solo pane, noi, puressendo molti, siamo un corpo solo:tutti infatti partecipiamo dell’unicopane” (1 Cor. 10, 16-17). Dalle paroledi San Paolo il sacramento dell’Eucaristiaprende anche il nome di comunione.I cristiani sanno che il panespezzato e il vino versato è comunionecon il corpo e il sangue di Cristo ecrea comunione tra tutti i credenti.Il volto di Cristodona luce alla ChiesaAscoltiamo Cristo che ci parla peredificare con la preghiera la consapevolezzache là dove viviamo la Messacome comunione, costruiamo la Parrocchiacome la sua Chiesa: “Chiedetee vi sarà dato; cercate e troverete;bussate e vi sarà aperto; perchéchiunque chiede riceve e chi cercatrova e a chi bussa sarà aperto. Il Padrevostro che è nei cieli darà cosebuone a quelli che gliele domandano”(Mt 7, 7-11). Se seguiamo con attenzionele preghiere eucaristiche delMessale troveremo la risposta della liturgiadella Chiesa al consiglio e allapromessa di Gesù. Scopriremo quantecose buone chiediamo ogni giornoal Padre, e ci uniremo alla preghieraunanime dei santi e delle anime delpurgatorio, che hanno pregato nellaloro vita durante la Messa, e di tuttala Chiesa che ancora si trova sullaterra. Metteremo la nostra costanzanel chiedergli la pace e la protezioneper la Chiesa, e che la rendaunita e che sia sempre Lui a guidarla.Parteciperemo alla richiesta di ricordarsidei suoi fedeli, di tutti i presentie dei loro cari. Per tutti chiederemoil dono della redenzione, la sicurezzadella vita e la salute. Ci uniremo alcelebrante che chiede a Dio di donarcisempre aiuto e protezione, di disporrenella sua pace i nostri giorni,di salvarci dalla dannazione eterna eaccoglierci tra i santi del cielo. Ci renderemoconto che in ogni angolo dellaterra, durante la preghiera eucaristica,si supplica il Padre di concederea tutti i credenti la pienezza di ognigrazia e benedizione del cielo. NellaMessa chiediamo con fede la perfezionedell’amore per la sua Chiesa, eper noi la misericordia che ci conducaalla vita eterna. Con desiderio invochiamoche, attraverso la comunionecon il corpo e il sangue diCristo, ci venga concessa la pienezzadello Spirito Santo per diventarein Cristo un solo corpo eun solo spirito.Con audacia preghiamo di diventarenoi stessi un sacrificio perenne alui gradito. E ancora chiediamo al Padrepace e salvezza per il mondo interoe la conferma nella fede e nell’amoreper la sua Chiesa pellegrinasulla terra. Chiediamo che accolganel suo regno i nostri fratelli defuntie tutti i giusti che nella sua pace hannolasciato questo mondo, e faccia sìche ci troviamo insieme a godere persempre della sua gloria.Capire la Parrocchianella Chiesa come MisteroCapire la Chiesa come mistero, comesacramento, strumento in cui Dioopera realmente e invisibilmente. Capirlacome mistero vuol dire non impicciolirla,non fermarsi in pettegolezzi,maldicenze, giudizi talora meschiniche rischiano di chiudere le comunitàin se stesse, di chiudere i gruppie i consigli. Tutte le volte che perdiamodi vista la grandezza del misteroe ci mettiamo a considerare la piccolezzadi una persona, la fragilità di ungruppo, la povertà di questo momentodella Chiesa, di questa iniziativa oproposta, noi ci perdiamo in piccolecose per difetto di vista, per incapacitàdi contemplare l’infinito mistero diDio che opera attraverso queste realtàpiccole e povere, perché noi, comeChiesa, siamo poveri e però ricchidella ricchezza di Dio. Quando i nostriocchi si aprono, cessano i giudizi,le piccinerie, le mormorazioni e ilcuore si allarga. Quando la fede diventaopaca, striminzita, il cuore siraggela e la Chiesa, come ogni altrasocietà, si riempie di pettegolezzi edi dicerie, rivelandoci che siamo assailontani dalla visione del mistero eche stiamo vivendo la povertà dellaChiesa non come dono gratificato daDio bensì come miseria triste e pocoattraente.Come cristiano sono chiamato a vivereintensamente la vita dellaParrocchia, ad essere disponibilea servirla e a promuoverla,magari a difenderla, se occorre ea comprenderla come mistero, concuore grande, giudicando, valutando,incoraggiando con quell’amore econ quell’intensità di entusiasmo chenasce dal contemplare in essa il misterodi Dio e la comunione con Cristorealizzata nella grazia dello SpiritoSanto.Città collocata sopra un monte“Voi siete la luce del mondo, nonpuò restare nascosta una città collocatasopra un monte” (Mt 5,14).Gesù invita i suoi discepoli ad esserela luce del mondo. La luce di Gesù,che dall’Eucaristia illumina il mondo,non può restare nascosta, deve esserecome una città collocata sul montedella nostra vita. Anche la Parrocchia,come Chiesa di Cristo Signore èla città collocata sul monte, effonde lasua luce sull’intera comunità e soprale nostre case. Nella Parrocchia incontriamoCristo presente come Eucaristianel tabernacolo: trovano postolì tutte le ansie e le preoccupazioni,i progetti e le debolezze, le personetutte. La sua presenza benedice,incoraggia, ammonisce. Dal tabernacoloGesù guarda ciascuno, segueil nostro andare, i nostri pensieri, lapena e la gioia, gli eroismi e le virtù.Protegge coloro che stanno per sviarsi,ritrova le pecore perdute, accompagnai nomadi allontanati, confortai lavoratori in cassa di integrazioneo addirittura licenziati, allevia le penedelle famiglie che si vedono rimaneresenza le loro case e la loro campagnaper far posto alle sovrastrutturedel progresso avanzante, di chi nonriesce più a pagare l’affitto o il mutuodella casa.5


Conosce i lavori di tutte le scrivanie,le compravendite di tutti i negozi, imovimenti nelle piazze, il calore dellecase; soffre per le durezze che sono làdove egli vorrebbe amore e serenitàe ascolta la preghiera di tutti i cuori.L’Eucaristia è città collocata da ciascunosul monte del proprio giorno,sulla vetta della settimana, nella sommitàdell’anno.Entriamo allora in chiesa, in Parrocchia,nel nostro splendido e solenneDuomo, prostriamoci ai piedi del tabernacolopresso il magnifico altaredel Santissimo, circondato da silenzio;ascoltiamo le voci delle preghieredelle generazioni passate.Riceviamo la sua luce, discreta, manon nascosta. Ameremo sempre piùla nostra Parrocchia. Ci riempiremodi luce da diffondere nella città degliuomini, nella nostra città di Chiari,che vive con generosità un camminodi preparazione alle prossime MissioniPopolari.Un’ultima parola: accostiamoci semprecon cuore aperto e sincero allanostra Parrocchia, che volentieri sosteniamoe che amiamo.don Rosario, vostro PrevostoAddio, Padre Basilio«Servo buono e fedele, sei stato felice nel poco,ti darò potere su molto;prendi parte alla gioia del tuo padrone».(Mt 25, 21)Il 23 luglio 2009 è tornato allacasa del Padre celeste l’animabuona di Padre Basilio Barbariga,nato a Chiari il 28 maggio 1925.Egli, per seguire Cristo, ha sceltola vita francescana mettendosial servizio della Chiesa e, ricevutoa Milano il libro dei Vangeli il28 giugno 1953, ne è diventatoannunziatore appassionato in piùaree di azione. Per qualche annofu vice commissario per la TerraSanta in Milano. Svolse l’ufficiodi economo nel convento diSant’Antonio di Milano, presso ilFranciscanum di Brescia, nel conventodi Saiano, di Merate e diBergamo. Per undici anni diressefr. Basilio (Romolo) Barbariga28/5/1925 - 23/7/2009la casa alpina dei Frati presso il passo del Tonale. Fu pure superiore nelConvento di Bergamo e in quello di Cividino.A Bergamo per parecchianni svolse l’ufficio di assistente dell’Oratorio presso la parrocchia diSant’Antonio in Valtesse, e per tre anni fu parroco della stessa parrocchia.Fu superiore nel Convento santuario di Santa Maria delle Graziea Monza dove prestò un prezioso servizio. Padre Basilio restituisce lavita a Dio quando si trova a Sabbioncello di Merate (Lecco).Caro zio Padre, avrai guardato il volto di Colui che hai amato e servitoper tutta la tua vita: con umiltà, obbedienza ed amore ti sarai abbandonatofra le sue braccia perché Lui ti ha voluto bene e con infinitatenerezza ti ha accolto. È sempre stato il tuo modello, la tua legge, latua guida e con il tuo cuore e con le tue mani hai operato per Lui condevozione e amore.Mettendoti nelle mani di Maria e confidando nel Signore avrai contribuitoa tante conversioni sincere.Caro zio ricordati e proteggi il tuo caro fratello Padre Rocco che continuala sua missione di Pastore di anime e proteggi noi, tuoi nipoti, coni quali hai sempre condiviso i momenti felici e tristi della vita.Grazie zio, sarai sempre nei nostri cuori.I tuoi nipotiApostolato della PreghieraIntenzione per il mesedi novembre:“Perché tutti gli uomini e ledonne del mondo, specialmentequanti hanno responsabilitàin campo politico ed economico,non vengano mai meno alloro impegno nella salvaguardiadel creato”.Questa intenzione generale dipreghiera ci ricorda che Dio haaffidato all’uomo il mondo e lanatura, affinché se ne serva perfarla fruttificare a proprio vantaggioin una specie di comodatogratuito. Perciò noi uomini,grati per questo dono, dobbiamofare in modo di preservaretutto al meglio e coloroche ne hanno il potere, e il dovere,dovrebbero vegliare suglialtri perché non si producanodanni ambientali di ogni genere,ispirati di solito dall’incuriae dall’avidità di denaro. Lamaggior parte dei disastri ambientaliche poi colpiscono tantepersone, sono infatti la conseguenzadei maltrattamentiche gli uomini producono sulloro ambiente naturale, comeincendi dolosi, disboscamentidissennati e inquinamentodell’acqua e dell’aria in moltimodi. Ogni qualvolta succedeun disastro ambientale si sentonodiscorsi di vario genere epropositi di interventi, ma poipoco o nulla avviene a livellolocale. Per questo siamo invitatia pregare.Ida Ambrosiani6


Consiglio Pastorale ParrocchialeInizia il nuovo anno pastoraleDopo l’interruzione estiva, ha avutoluogo al Centro Giovanile 2000 laprima riunione del Consiglio PastoraleParrocchiale nella serata di mercoledì30 settembre 2009.L’Ordine del Giorno prevedeva i seguentipunti principali: La SettimanaMariana; la programmazione delnuovo anno pastorale, anche in vistadelle Missioni Popolari del 2010; lanuova Lettera Pastorale del Vescovo.Ha introdotto la riunione Mons. Verzeletti,sottolineando l’importanzadi questa prima riunione del nuovoanno pastorale 2009-2010 per gli avvenimentinotevoli che sono previsti:l’incontro col Vescovo Luciano aOspitaletto, la sera del 9 ottobre, coni Consigli Pastorali della Zona, coni Consigli per gli Affari Economici, isacerdoti e le suore. Avremo poi lavisita del Papa a Brescia l’8 novembrenel 20° anniversario della mortedel Papa Paolo VI. Il Papa inaugureràil nuovo Istituto “Paolo VI”.Noi avremo una veglia di preghiera aSan Bernardino, dove Paolo VI avevastudiato.In ottobre viviamo la preparazioneprossima alle Missioni Popolari, cheavranno luogo nel marzo 2010. Dellapreparazione fanno parte anche i dueincontri - con il Vescovo e con il Papa- e la presa di coscienza della nostraComunità vive questi momenti comeun annuncio che aiuta il crescere dellanostra fede, per viverla e poterla testimoniare.Nei mercoledì di dicembre ci sarannoalcuni incontri biblici, trasmessi ancheda Claronda.Riguardo alle Missioni, le fasce prioritariesaranno i ragazzi cresimandi epost-Cresima, i diciottenni e le coppiedi giovani sposi degli ultimi tre anni.Avremo alcuni momenti di riflessionesull’Enciclica del Papa “Caritas in veritate”,alla quale è già stata dedicatauna serata di presentazione a metàsettembre..La scelta Pastorale di quest’anno èsull’Eucaristia. L’anno prossimo saràa cura di Ida Ambrosianisulla comunità che vive il dono di sé.Il Consiglio Pastorale verrà rinnovatodopo le Missioni, nel maggio2010, secondo le indicazioni del Vescovo.Verranno rinnovati anche ilConsiglio Pastorale Zonale e quelloDiocesano.È stata distribuita l’Agenda Pastoralee don Fabio ha illustrato gli intendimentie gli impegni che vengonoprevisti durante l’anno. Il calendariodovrebbe permettere alle varie associazionidi non sovrapporre le iniziative.Tra le date previste si nota cheil 21 novembre il Vescovo incontrerài cresimandi della nostra Zona a SanBernardino. In gennaio sono previstitre incontri per il mese della pace- giovedì 14, 21 e 28 - sui rapportitra i cattolici e le altre religioni. Il22 sera ci sarà ancora la celebrazionein rito bizantino, in Santa Maria,alle 20.30. Il Vescovo dovrebbe esserepresente alla chiusura delle Missioni,il 14 marzo.L’adorazione del primo giovedì delmese si svolgerà soltanto in Duomo(non più alla Casa di Riposo o in altrechiese); la Messa del Corpus Dominiverrà celebrata il giovedì alle 20.00con la relativa processione.Ogni venerdì fino a Natale ci sarà unaMessa per i giovani al Centro Giovanile,con l’ora di adorazione e la possibilitàdella confessione. È un’occasionein più che viene offerta ai giovaniin preparazione alle Missioni.Quest’anno non ci saranno le PrimeComunioni in seguito al nuovo percorsodi Iniziazione Cristiana. Per lostesso motivo ci sarà una doppia celebrazionedi Cresime incontrandosiil cammino ordinario con quellonuovo.Le Missioni del 2010 - ha precisatoMons. Verzeletti - non sono unaripetizione di quelle del 2000 che tenevanoconto della situazione di allora.Per questo si sono scelte tre fascedi persone come priorità, ma naturalmenteanche tutto il resto della comunitàverrà considerato. I Padri visiterannole famiglie delle giovani coppiee le famiglie vicine potrebbero approfittarne.Intendiamo la Missione non solocome l’andare verso gli altri facendosì che essi siano un valore per noi,ma una consapevolezza personalenel verificare la nostra fede, la nostrapratica cristiana, se davvero questafede sta maturando, se è visibile e sepuò essere trasmessa alle nuove generazioni.La famiglia è importantein questo senso e il tema dell’educazionesarà considerato nel decennio2010 - 2020. Accanto ai catechisti eagli educatori ci sono i genitori, chesono importantissimi nell’educazionedei figli, sia in senso umano checristiano.La Lettera Pastorale del Vescovoha per tema “Un solo pane, un solocorpo. L’Eucaristia nella vita della comunità”.È di facile lettura e comprensionee sottolinea l’importanzadella Messa domenicale, il valore deigesti, dei riti, dello stare in piedi, sulmettersi seduti, del modo di riceverel’Eucaristia: quando la si riceve sullamano, si deve subito metterla in bocca,non portarsela in giro.C’è un articolo di Mons. Verzeletti suL’Angelo di ottobre, sulle varie personeche contribuiscono alle celebrazioniliturgiche. Si prospetta la possibilitàche ci siano dei diaconi, come inpassato.Stanno per terminare i lavori di restaurodel tetto del Duomo e dellaParte vecchia dell’Oratorio. Allafine se ne conoscerà la spesa. A questoproposito i consiglieri sollecitanoun’informazione pubblica, affinchétutta la Comunità si senta chiamataa contribuire.La sera del 9 ottobre, a Ospitaletto,il teatro dell’Oratorio era gremito diConsiglieri della Zona. Il Vescovo Lucianoha spiegato a grandi linee lasua Lettera Pastorale e, alla fine, harisposto pazientemente alle domandedi alcuni presenti. In particolare,a proposito delle coppie irregolari, hafatto notare che la Chiesa, pur nonconcedendo loro l’Eucaristia, le accoglienormalmente e sollecita un’accoglienzacomprensiva da parte dellaComunità. 7


a un’unica celebrazionedel triduo pasquale che culminanella Veglia solenne.Quante sono le parrocchie di Chiari?La ricchezza di fede della nostracomunità clarense è davverogrande. Oltre al tessuto popolareradicato nelle famiglie e ai segnivisibili sul territorio, ecco il valoreaggiunto portato da istituti, movimentie associazioni. Penso alle suore,così preziose e rare; ai focolarini,i neocatecumeni, agli scout, all’azionecattolica con i loro carismi; pensoalla curazia salesiana, con l’esperienzadella formazione scolastica egiovanile, e alle varie frazioni conle loro caratteristiche. Penso a tantealtre realtà che non riporto qui soloper sostituire un elenco che sarebbealquanto lungo con alcune riflessioniche attingo dalla scrittura e dal magisterodella chiesa.Uno per tuttiCiascuna realtà è chiamata a ricercarela volontà di Dio più ancora chefare del proprio meglio. La volontà diDio è il meglio. Concretamente, perdirla in maniera corale, conta di piùascoltare la voce di chi ho accanto piùche accentuare la propria.La buona battaglia della fede la sigioca qui, cercando di rendere coroun gruppo di ottimi solisti. Perché lemembra siano ricondotte all’unicocorpo, i tralci all’unica vite, le acqueall’unica sorgente, occorre tendere aulteriori forme di partecipazione e dicomunione. L’impressione a volte èche il divisore (diavolo) cerchi di interveniremoltiplicando (disperdendo)e giustificando: meglio fare così,la gente vuole così, si è sempre fattocosì, due rende più di uno, questa iniziativa(o persona) è mia…Probabilmente questi argomenti riguardanosolo in minima parte la nostraparrocchia, anche se un certo stuporel’ho provato quando mi è statochiesto: Quante parrocchie ha Chiari?oppure don Rosario è anche il mioparroco?…Proprio così. Chiari è la parrocchiapiù grande della diocesi di Brescia edè affidata alla cura (e responsabilità)pastorale del prevosto. Gli altri sacerdotisono chiamati a servire in sintoniacon lui.Tutti per unoCome segno di comunione le parrocchiesono tenute ad adottare alcuneiniziative pastorali che esprimano megliola comunione cui tendono.LiturgiaIn ambito liturgico vanno consideratedue definizioni:«Le azioni liturgiche non sono maiazioni private, ma celebrazioni dellaChiesa, sacramento di unità» (SacrosantumConcilium, 26) e, riguardoalla veglia pasquale:«Si favorisca la partecipazione deigruppi particolari alla celebrazionedella veglia pasquale, in cui tutti i fedeli,riuniti insieme, possano sperimentarein modo più profondo il sensodi appartenenza alla stessa comunitàecclesiale» (CONGREGAZIONE PER ILCULTO DIVINO, Lettera circolare “Preparazionee celebrazione delle feste pasquali”,anno 1988 n. 94).Quindi è auspicabile:CatechesiLa diocesi ha indicato, e la zona pastoraleha recepito con chiarezza, modalitàe contenuti dell’Iniziazione Cristianae più in generale delle catechesiin vista di matrimoni e battesimi. Ilvescovo Luciano a riguardo ha esortatoa “mettere in atto con ogni sforzopossibile il nuovo modello” per poipoterlo così realmente verificare traqualche anno. Le famiglie coi loropiccoli vanno aiutate a sentirsi partedi un solo cammino fatto insieme nonsolo all’interno della parrocchia, maanche con le parrocchie vicine.Luoghi di condivisionee indirizzoConsiglio Pastorale e Consiglio per gliAffari Economici sono i due organismidi cui ogni parrocchia deve dotarsi.Recependo le indicazioni diocesane,essi hanno il compito di:□ delineare le scelte pastorali;□ ricavare e destinare le risorse economiche;□ far conoscere e percepire con avvisie riviste l’unico cammino pastorale.Ogni iniziativa nata da singole personeo realtà misura la propria bontà ela propria pertinenza e opportunitàpastorale dalla vicinanza in termini diriflessione e decisione con questi duegruppi che rappresentano tutta la comunità.Tutti unoRingraziamo il buon Dio per tutti isuoi doni e cerchiamo di essere buoniamministratori: «a chi fu affidatomolto, sarà richiesto molto di più» (Lc12,48).Lo Spirito di sapienza ci renda disponibilie obbedienti perché diventiamouna cosa sola.E l’eucarestia che celebriamo, non siriduca a sterili parole:«Guarda, o Padre, questa tua famigliache ricongiungi a tenell’unico sacrificio del tuo Cristo,e donaci la forza dello Spirito Santo,perché vinta ogni divisione e discordiasiamo riuniti in un solo corpo».(MESSALE ROMANO, Preghiera eucaristicadella Riconciliazione I)don Alberto8


Vivere il vangeloin solidarietà6 settembreVisita alla città di Viterbo“I credenti seguano il Vangelo. In politicasi deve operare pensando al benecomune e non ai favoritismi privati”. IlPapa lancia un monito durante la suaprima visita a Viterbo, la città dei Papi,e a Bagnoregio sulle orme di San Bonaventura.“Portare i valori del Vangeloin ogni ambito della vita politica;impegnarsi a costruire una umanitànuova priva di egoismi, di discriminazionie di ogni forma di esclusione;dedicare più attenzione al prossimo,alla dignità dell’uomo, specialmente ilpiù debole e il più bisognoso”.Lezione teologico-pastorale, con fortiaccenti socio-politici destinata “acristiani e a uomini di buona volontà”.Lezione evocata anche in unodei momenti più solenni della Messa,quando si è pregato anche “perle autorità civili perché, senza favoritismipersonali, cerchino il bene di tutti”.Ma anche quando Benedetto XVI,nel ricordare i 70 anni dell’inizio dellaseconda guerra mondiale, ha ulteriormenteinvitato i cristiani a battersicontro “ogni forma di totalitarismo, dirazzismo e di sopraffazione”.Le famiglie allargateconfondono i bambini25 settembre - Visita “ad limina” deivescovi brasilianiAllarme “famiglie allargate” per divorzisempre più frequenti e allarmeper i modelli ritenuti non edificantiofferti da film e produzioni televisive.Lo ha lanciato Benedetto XVI che hadenunciato il moltiplicarsi dei “nuoviorfani: non più i figli senza genitori,ma figli che ne hanno troppi”. IlPapa non ammette spazi in tema dia cura di A. P.divorzi e convivenze: “Con tutta lacomprensione che la chiesa può provare,non esistono coniugi di secondaunione, ma solo di prima unione; l’altraè una situazione irregolare e pericolosa”.Le coppie si sposano sempredi meno, “l’unico fondamento riconosciutosembra essere il sentimento, ola soggettività individuale che si esprimenella volontà di convivere. In questasituazione diminuisce il numero dimatrimoni perché, con una premessatanto fragile e incostante, nessunoimpegna la propria vita, crescono leunioni di fatto e aumentano i divorzi.In questa fragilità si consuma il drammadi tanti bambini privati del sostegnodei genitori, vittime del malesseree dell’abbandono, e si diffonde il disordinesociale”.“La Chiesa non può restare indifferentedi fronte alla separazione dei coniugie al divorzio, di fronte alla rovinadelle famiglie e alle conseguenze che ildivorzio provoca sui figli”. Questi - hasottolineato il Papa - per essere istruitied educati, hanno bisogno di puntidi riferimento estremamente precisi econcreti, vale a dire genitori determinatie certi che, in modo diverso, concorronoalla loro educazione”.Il Pontefice ne è convinto: proprioquesto principio - che “la pratica deldivorzio sta minando e compromettendocon la cosiddetta famiglia allargatae mutevole - che moltiplica i ‘padri’e le ‘madri’, fa sì che oggi la maggiorparte di coloro che si sentono ‘orfani’non siano figli senza genitori, mafigli che di genitori ne hanno troppi”.Monito in difesadella terza età11 ottobreOmelia nella Basilica di San Pietro“Sono tante, troppe, le persone anzianeche soffrono a causa di povertà,solitudine e per gli abbandoni daparte delle loro famiglie”. Questo èil monito di Benedetto XVI in difesadella terza età. L’occasione è statal’omelia pronunciata per i cinquenuovi santi elevati ieri agli onori deglialtari, uno dei quali - la franceseMaria della Croce, al secolo JeanneJugan - dedicò proprio agli anzianibuona parte della sua esistenza.“È ormai necessario - ha esortatoil Papa - riscoprire il posto e l’apportounico offerto alle nostre societàda chi è avanti negli anni, seguendol’esempio di Santa Maria della Croceche si prese cura non solo delle piaghee delle sofferenze degli anziani,ma soprattutto della dignità dei suoifratelli e delle sue sorelle in umanitàresi vulnerabili dall’età, riconoscendoin loro la persona stessa di Cristo”.Della nuova santa, il Pontefice ha elogiato,in particolare, il “servizio gioiosoe disinteressato, svolto con dolcezzae umiltà di cuore accanto agli anziani,facendosi con discrezione poveratra i poveri… fino alla morte”.Analoghi apprezzamenti anche pergli altri quattro nuovi santi. “Campionidi santità e di carità cristiana cherinunciando ai beni terreni hannomesso al centro della loro vita gli ultimie i poveri, scegliendo, controcorrente,di servire il Vangelo”. Le nostre trasmissioniDomenicaIl Clarondino - ore 12.15a seguire: L’erba del vicinoLunedìIl Clarondino - ore 10.00L’intervista - ore 18.00MartedìChiari nei quotidiani - ore 18.00GiovedìL’erba del vicino - ore 18.00VenerdìChiari nei quotidiani - ore 18.00SabatoChiari nei quotidiani - ore 10.00L’erba del vicino - ore 10.309


a cura di Elia Facchetti“Pozzi” di energiaper la zona n. 9Aovest il Santellone, a sud laferrovia e poi su verso Colognee Coccaglio… tutto questoè la zona numero nove! Percorrerlain una giornata d’autunno, quandola natura abbandona la baldanzaprimaverile e l’opulenza dell’estateper prepararsi al riposo invernale, èincantevole. Via Belve, via Villasche,via Bosco Levato fanno a gara nelcercare le più insolite tonalità di coloreper prati e piante. Senza parlare divia Fame e Principio e di tutte quellealtre strade che si incrociano.Ecco un vecchio pozzo, poi campiche profumano di terra appena rivoltata,granoturco d’un marroneramato; ogni tanto il verde dell’erbache ancora non s’arrende all’avanzaredel tempo ed alla nebbiolina chesale dalla roggia, quasi impercettibile,appena accennata com’è.C’è silenzio e poca gente nei campi,solo qualche trattore, qua e là, inutilmenteinseguito da una polvere semprepiù annoiata ed appesantita; cespuglidi gialli topinambur mi accompagnanoe si frappongono tra me edil mont’Orfano appena visibile.Pedalo senza fretta. Attraversandostradine e cavedagne raggiungovia Cattarello che percorro a ritrosofino alla santella della Madonna dellatempesta.Ed è qui che mi appare l’altra facciadella zona.Dov’è finita quell’aria bucolica chefinora mi ha accompagnato? Sparita!D’un tratto mi trovo a percorrerevillaggi di recente costruzione,zone residenziali ultimate e non ancoraabitate o in via di ultimazione.Un cartello si ripete costantemente:vendesi.Da sinistra, in senso orario: visione panoramica della zona n. 9; un vecchiopozzo; un affresco della chiesa di San Pietro, recentemente ritrovato; l’esternodella scuola dell’infanzia Mazzotti-Bergomi.Anni fa era la tessitura della Niggelere Kupfer a delimitare il centro abitato:oltre c’erano solo la campagna epoche cascine.Ora tanti villaggi le fanno corona, daogni lato, e solo l’acqua della roggiaè rimasta immutata: continua a scorreresempre uguale lambendo i balconidelle case di via Buffoli.E se la N.K. quasi si mimetizza nell’ambienteche la circonda, altrettantonon si può dire dell’altro colossoche domina la zona: le TrafilerieCarlo Gnutti, con tutti i pro ed i controche comporta. L’impatto visivoè enorme: chi arrivava a Chiari unavolta vedeva dapprima la torre, oraincontra quel capannone fuori terrache sovrasta il paesaggio e, devodire, non è altrettanto piacevole.Bellezza e utilità spesso non vannod’accordo, come è il caso di questarealtà produttiva che, se da una parteha portato lavoro e benessere, dall’altraha stravolto il territorio e nonha certo contribuito a rendere salubrel’aria che respiriamo.Ma questo è un altro problema la cuisoluzione non spetta a noi, ma che,tuttavia, non può lasciarci indifferenti.Alla sua ombra, più che a quella degliangeli piazzati in mezzo alla rotondaantistante, sono stati edificati alcuniservizi fondamentali, dall’asiloinfantile (o devo dire scuola dell’infanzia?)alle scuole medie superiori.Senza parlare di quell’altra realtàconfinante alle trafilerie medesimeche è l’Istituto Salesiano di San Bernardino:chiesa, oratorio, centro caritativo,scuole.Ai salesiani di San Bernardino è stataaffidata dal Vescovo la cura pastoraledella popolazione di Chiari che10


abita a nord della ferrovia, quellache compone questa zona, ed è donGianni Pozzi, con la collaborazionedei confratelli, che segue la curazia.Una curazia e non una parrocchia asé, come a volte erroneamente vieneintesa da qualcuno, il cui curato operain comunione con il nostro parroco:quindi una ricchezza per la chiesaclarense.Non mi dilungo sulla storia di questocomplesso, che già fu sede dei benedettini;è lì da vedere e da visitare,con la sua chiesa ristrutturata ed ilchiostro che è un vero gioiello.Ma i clarensi questo lo sanno e nonnecessitano di mie indicazioni: chi dinoi non è mai andato almeno unavolta a celebrare il perdon d’Assisi inquella chiesa? E chi non ricorda lecare figure di preti che negli anni sisono avvicendati? Senza dimenticarele Figlie di Maria Ausiliatrice e dellaloro importantissima presenza.Visitando la zona numero nove sonodavvero tante le santelle e le chieseche s’incontrano, e la Madonna la fada padrona. C’è la santella all’iniziodi via Palazzolo, quella sulla roggia invia due ponti, quella presso la cascinadei Quaranta, poi in via Cattarelloe la Madonna della tempesta, senzacontare le tante Madonnine nellenicchie all’ingresso delle cascine.Sono i simboli della fede profonda diquesta gente che si affida al Signoresempre, ma soprattutto nei momentipiù dolorosi e drammatici, cometestimonia la chiesetta presso la cascinaRusmina con i cinque cipressia ricordo di una solidarietà che, trasformatasiin tragedia, si prese d’uncolpo i cinque fratelli Sirani. Evocasofferenza e serenità questo tempiettoeretto nel 1700, lì il dolore terrenosembra fondersi con la speranza,anzi la certezza, di una consolazioneeterna.La nostra destinazione oggi non ècomunque questa chiesa, dobbiamoproseguire ancora un poco fino ad arrivareai “mulì de san Pedér”. I nostrivecchi così chiamavano quei mulinifacendo riferimento alla chiesa dedicataai Santi Pietro e Paolo che sorgeproprio sul piazzale di questo complesso.Questa chiesa, già chiesa dicampagna della quadra di Villatico,ora è di proprietà della famiglia Piantoniche lì svolge la propria attività.Dal 1400, data presumibile della suaedificazione, osserva l’andirivienitra Chiari e Cologne e ne ha visti dicambiamenti, da quando i contadiniarrivavano al mulino con carri trainatidai buoi, fino ad oggi, ai grossiautomezzi che faticano a manovrarenel pur ampio piazzale. L’edificioora si nota meno perché la sua vistaè parzialmente ostruita dagli imponentie moderni silos e la torre è stataabbattuta per motivi di sicurezza,ma visitarlo è stato come scoprire ungioiellino inaspettato.Un portichetto accoglie il fedele esembra invitarlo ad entrare, ad andareoltre l’apparenza. L’interno ècomposto da un’unica navata con ilpresbiterio rialzato da un gradino esormontato da un arco e, sul fiancodestro, una cappella con l’altare laterale.Sull’altare principale è appesoun dipinto raffigurante la Madonnacon gli apostoli Pietro e Paolo, è unabella tela del 1600, opera del Tortelli.Sull’altare laterale, dove una voltac’era una tela di autore ignoto, oraè visibile un affresco raffigurante laMadonna con il bambin Gesù e sanPietro. È particolarmente interessantequesto Bimbetto che, pur essendoin braccio a Maria, è raffigurato inpiedi, con in mano un mazzo di spighedi grano, proprio come quell’altroGesù Bambino della tela di autoreignoto che fino a qualche tempofa ne celava l’esistenza.Con questo affresco ne è venuto allaluce un altro, sulla parete d’ingresso,raffigurante una annunciazione lacui disposizione fa supporre che forse,inizialmente, lì fosse posizionatol’altare e l’accesso alla chiesa fossealtrove. L’ipotesi è avvalorata anchedal fatto che il portichetto d’ingressoè chiaramente di un periodo successivoal 1400.Oltre a queste opere, le pareti sonoabbellite da due affreschi che raffiguranoSanta Caterina della ruota e sanDamiano, realizzati dal nostro concittadinoG. Carlo Marconi. Al centrodel presbiterio, rivolto verso i fedeli,c’è un altare in pietra.La mia descrizione è senza dubbiocarente (chiedo scusa a Michelangeloche con disponibilità mi haaccompagnato) e ben lo sa la gentedel luogo che ancora si reca in questachiesetta per il rosario nel mese dimaggio e quando si celebra solennementela festa di san Pietro. 11


Nuovo importante progetto per la pinacoteca RepossiUna sala permanenteper l’esposizione delle stampeLa collezione calcografica dellapinacoteca Repossi (riconosciutamuseo dalla RegioneLombardia) è bene culturale “universale”per la rarità e il valore artisticodei fogli incisi (circa 3000). Lestampe, per ragioni di tutela e correttaconservazione, sono attualmentecustodite in cassettiere nel Gabinettostampe, per cui la loro fruizione èparziale ed occasionale (ad esempioper chi ne faccia esplicita e motivatarichiesta o per esposizioni temporanee).La richiesta di “vedere le stampe” èinvece generalizzata e proviene dallamaggior parte dei visitatori, informatisul nostro notevole patrimonioincisorio dalle più accreditate guidemuseali, da comunicazioni on line,dalla consultazione del nostro sitoweb e del sito web dei Beni culturalidella Regione Lombardia, siti in cuisono pubblicate tutte le schede catalografichecon relativa riproduzionefotografica delle stampe.Il Consiglio di Amministrazione, permigliorare il servizio e potenziare lavalorizzazione delle opere d’arte, ritieneche sia necessario ed urgentedotare il museo di una sezione dedicataall’esposizione ciclica, per blocchiomogenei (a tema, per Scuole;per secoli), dei fogli; ciò non solo permetteràdi valorizzare e far conoscerela collezione calcografica clarense,pur salvaguardandone tutela e conservazione,ma permetterà pure unapiù ampia, efficace e razionale fruizionedelle opere. Caratterizzando ilmuseo nei suoi spazi espositivi, dotandolodi una sala molto suggestivae quasi misteriosa (buia, con illuminazionemonitorata; teche di cristallo,a parete e verticali), si miglioreràanche la qualità del servizio.In considerazione di tale necessità,scelto lo spazio da dedicare a questastraordinaria esposizione permanente,con gli architetti della DittaEurostands (Cambiago) del clarenseFlavio Riva, abbiamo approntatoun progetto che è già stato approvatodalla Soprintendenza per ibeni storico-artistici: eleganti teche,orizzontali e verticali, permetterannol’esposizione, a rotazione trimestrale,di 50/80 stampe (a seconda delleloro dimensioni).Lo spazio così allestito, proprio perle sue caratteristiche espositive e diilluminazione, ne permetterà un utilizzovario e flessibile, soprattutto perl’esposizione di altre “carte” (qualipergamene, manoscritti, incunabolied edizioni rare e speciali della BibliotecaMorcelliana), anch’esse raramentemostrate proprio per ragionidi tutela e di conservazione.Nostro compito è ora reperire i finanziamentiper il progetto, il cui costosi aggira sui 45.000 euro! A talfine stiamo organizzando una lotteriache vedrà in palio 20 opere d’artegenerosamente donate alla Fondazione(proprio per contribuire alfinanziamento dei progetti culturali)da noti artisti (o dai loro eredi) quali:Floriano Bodini (1933-2005), AlbertoCropelli (1948), Cesco Dessanti(1926), Franca Ghitti (1932),Fabio Maria Linari (1959), LeonardoMartinazzi (1939), Felice Martinelli(1962), Eugenio Molinari(1936), Giulio Mottinelli (1943), VittorioPelati (1916-1995), GiovanniRepossi (1929), Giuseppe Rivadossi(1935)… e speriamo che altri se neaggiungano!Da queste pagine il nostro ringraziamentoagli artisti e a coloro che,acquistando un biglietto della lotteria(5 euro), contribuiranno a renderesempre più bello ed importante illoro/nostro museo…Ione BelottiPer prendere visione del progetto,delle schede catalografiche e delle riproduzionifotografiche di ogni stampapuoi collegarti a:www. morcellirepossi.itwww.lombardiabeniculturali.it12


Il sacerdote è un mistero. Per quantosi dica e si parli di lui, non riusciremoa comprenderne l’identità. Èun mistero come gli altri, cioè veritàche non si finirà mai di comprendere.Il SacerdoteVive ed opera nel mondo, ma nonappartiene al mondo.È figlio di uomini, ma ha l’autorità direnderli figli di Dio.È povero, ma ha il potere di comunicareai fratelli ricchezze infinite.È debole, ma rende forti i deboli colpane della vita.È servitore, ma davanti a lui si inginocchianogli Angeli.È mortale, ma ha il compito di trasmetterel’immortalità.Cammina sulla terra, ma i suoi occhisono rivolti al cielo.Collabora al benessere degli uomini,ma non li distoglie dalla meta finaleche è il Paradiso.Il SacerdotePuò fare cose che neppure Maria egli Angeli possono compiere: celebrala S. Messa e perdona i peccati.Quando celebra ci sovrasta di qualchegradino, ma la sua azione toccail cielo.Quando assolve rivela la potenza di Dioche perdona i peccati e ridona la vita.Quando insegna propone la Paroladi Gesù: “Io sono la Via, la Verità ela Vita”.Quando prega per noi il Signore loascolta, perché lo ha costituito “Pontefice”,cioè ponte di collegamentotra Dio e i fratelli.Quando lo accogliamo diventa l’amicopiù sincero e fedele.Il SacerdoteÈ l’uomo più amato e più incompreso;il più cercato e il più rifiutato.Il Sacerdotea cura di don DavideÈ la persona più criticata, perché deveconfermare con il suo esempio l’autenticitàdel messaggio.È il fratello universale, il cui mandatoè solo quello di servire, senza nullapretendere.Se è santo lo ignoriamo; se è mediocrelo disprezziamo.Se è generoso lo sfruttiamo; se è “interessato”,lo critichiamo. Se siamonel bisogno, lo assilliamo; se vengonomeno le necessità, lo dimentichiamo.E solo quando ci sarà sottratto comprenderemoquanto ci fosse indispensabilee caro.È sorprendente!Il Sacerdote, dopo Dio, è tutto!È dono e mistero; è umiltà e grandezza;è perdono e grazia! È luogo di incontrotra il cielo e la terra.È meraviglioso!Nel sacerdote Gesù si fa vicino e camminacon noi.Chi tornava da Ars, dopo aver vistol’umile Parroco, esclamava constupore: “Abbiamo visto Dio in unuomo!”.Per questo, ogni sacerdote deve pregarecosì: “Signore, fa che coloro chevedono me, riconoscano Te!”.Quando penso… a quello che i sacerdotifanno per noi, ho la certezzache qualunque ricompensa sia inadeguata.Il nostro grazie più vero consistenel pregare per loro e nel sostenerlicon la nostra amicizia”.In ogni primo giovedì del mese, quia Chiari, in parrocchia, dalle ore 20alle 21, si farà un’ora di adorazionee di preghiera per i sacerdoti e perle vocazioni sacerdotali e religiose.Sono tutti invitati, specialmente noiSacerdoti, Religiosi Salesiani, Religiose,tutti i gruppi ecclesiali (Neocatecumenali,Ministri straordinari della Comunione,Focolarini, Azione Cattolica,gruppo di preghiera di P. Pio, collaboratorie animatori dell’Oratorio,catechisti, genitori…) tutti, tutti, propriotutti!Non è forse un pretendere troppo?Se si conoscesse chi è e cosa devefare un sacerdote e l’inadeguatezza ela debolezza di tutti noi, si capirebbequanto abbiamo bisogno di preghiere,noi preti.Se un prete non è impegnato e orientatoalla santità vale niente.Un prete santo, crea santi dappertutto.E allora ?!? Mondo femminileAntoniettaSi discuteva sulle difficoltà cheuna donna deve affrontare quandoperde il marito e il riferimentoerano le donne dei Paesi fondamentalistimussulmani, in cuiuna vedova, se non ha un parentemaschio che può accompagnarla,non deve uscire sola,non può andare a lavorare. Senon ha redditi, è costretta a chiederel’elemosina all’uscita dallamoschea.Per fortuna da noi le donne sisono emancipate, studiano e lavorano.Un’amica ha ricordatoAntonietta che un sabato, ritornataa casa dalla spesa, avevatrovato suo marito per terra,morto, in cortile, caduto dal balcone.Era sparita la busta-pagache aveva in tasca, per cui siera supposto che un malviventel’avesse spinto per derubarlo.Antonietta si trovò di colpo solacon quattro figli piccoli da allevare.Le tre femmine venneroaccolte dalle suore Morcelliane,come interne; il maschietto dal“Conventino”. Lei dovette trovarsiun lavoro in città, facendola pendolare ogni giorno e,in questo modo poté far frontealla situazione di disagio che leera piombata addosso. Diventatiadulti, i figli lavorarono e l’aiutaronoper il resto della sua vita.Ida Ambrosiani13


Le Ancelle della CaritàQuali sono i requisiti richiestiad una “clarensità”: forsel’appartenenza alla comunitàda tanti anni? Oppure una storiada raccontare? O ancora essere protagonistio testimoni di esperienzepiù o meno importanti? Se i requisitisono questi, allora le Ancelle dellaCarità meritano a pieno titolo unospazio nella nostra pagina.Arrivarono a Chiari quando ancoraera in vita la loro fondatrice, santaMaria Crocifissa, al secolo Paola diRosa. Nata a Brescia il 6 novembre1813, figlia di un industriale, orfanadi madre ancora in tenera età, questafanciulla condivise con le operaiedel padre l’esperienza della filanda.L’epidemia del colera del 1836 e legrandi difficoltà che ne seguirono,insieme ad una intensa vita spirituale,fecero maturare in lei la vocazioneal servizio verso gli ammalati.Nel 1839, esattamente 170 anni fa,promosse la fondazione delle Ancelledella Carità le cui regole venneropoi approvate l’anno successivoe, nel 1841, queste suore sono giàa Chiari, a prestare servizio pressol’Ospedale Mellini. Nel novembredel 1897 arrivano anche alla Casadi Riposo e da allora vi lavoranocon dedizione e professionalità.In questi anni tante sono le suorepassate presso l’istituto Cadeo ed ilgrazie che ora rivolgiamo a suor Tomasina,suor Laura, suor Teresa esuor Ida lo estendiamo anche a tuttequelle che le hanno precedute.Suor Tomasina è la direttrice, è entratanelle ancelle all’età di 19 annied è tornata a Chiari, dopo una brevepermanenza dal 1985 al 1987,nel 1990. Si muove leggera nei reparti(il suo fisico minuto glielo permette)e credo di non sbagliare affermandoche vede anche al di là diquanto la sua vista permetta.Suor Laura è di Crema; a 23 annisi è fatta suora ed il suo primo serviziofu presso l’ospedale di Cremona,per 11 anni, poi presso l’ospedalepsichiatrico per 36 anni, successivamentepresso la casa di riposo diPiacenza ed infine, da 18 anni, è aChiari. Avete fatto i calcoli? Non èeducato dire l’età, ma suora Lauraha 86 anni e fa ancora la volontaria.Poi c’è suor Teresa. La sua è unavocazione adulta e si definisce “operaiadell’ultima ora”. È già infermieraprofessionale presso l’ospedale diMantova quando diventa Ancella eper 25 anni rimane a Mantova, responsabiledella divisione specialistica.Poi va a Cremona per tre annie da 8 è a Chiari.Infine c’è suor Ida. Ha 18 anni quandoentra in convento e la sua primaesperienza è fra i bambini sordomuti.Sono 17 meravigliosi anniche ancora ricorda con l’entusiasmoe lo stupore che provava allora difronte ad un bimbo che, per la primavolta, riusciva a dire “mamma”.È a Chiari da trent’anni ed ha vistocrescere e cambiare la realtà dellanostra Casa di riposo; segue la lavanderiaed il guardaroba, fa la sacrestanae specifica “è la suora deimorti” in quanto, con grande caritàcristiana, accompagna l’ultimo viaggiodegli ospiti.La giornata per le nostre quattrosuore inizia presto: in piedi alle cinque,poi in chiesa per la meditazione,le lodi e il rosario. È il pienodi energia per affrontare la giornata.Colazione alle sette poi ognunaai propri compiti fino alle 12.30,quando si ritrovano per l’Ora mediae per il pranzo. Alle 15 e un quartoc’è la messa, poi ancora nei repartifino alle 18 e trenta.Seguono i Vespri e la cena ed, infine,un po’ di tempo per aggiornarsisu quanto succede nel mondo, leggere,riflettere. Un tempo per la veritàmolto limitato visto che alle 10di sera si spengono le luci.Sante e perfette? Forse no, ma chi loè? Come tutti avranno difetti e difficoltàe proprio per questo le sentiamopiù vicine, più sorelle.Serene? Questo sì perché, dicono,“Chi accoglie la chiamata di Dio, inqualsiasi situazione si trova bene”.E. F.14


Pellegrinaggioalla Madonnadella CoronaNon ha particolare bellezza quellaimmagine: una Madonna,come tante, che accoglie il Cristomorto.La fattura non è eccelsa… eppurea Lei accorrono migliaia dipellegrini ogni anno.È la Madonna della Corona, inquel di Verona, dove siamo andatia pregare prima della settimanamariana.Un solo giorno, ma sufficienteper rimanere affascinati dalla sacralitàdel luogo e da quel santuarioincastrato nella roccia, cheben ci rappresenta.Come il campanile svettanteverso il cielo è il nostro desideriodi innalzare lo sguardo a Dio,ma le pareti formate dalla stessaroccia della montagna sonocome il peso della nostra umanità,con i limiti e le difficoltà diogni giorno che ci tengono ancoratial suolo.Sospesi, come quel santuario,tra terra e cielo, ma con la certezzadi non franare a valle finchélo sguardo rimane innalzatoalla Vergine Maria ed a suo Figlio:così ci siamo sentiti e così cisiamo riconosciuti.Ed il ritorno a casa ci ha trovatidiversi.E. F.A Lourdes nell’anno di santa BernardetteLourdes chiama sempre. Anche quest’anno, 41 pellegrini sono partitida San Bernardino per Lourdes, attirati dalla Madonna alla Grotta diMassabielle. Bernadette, definita “l’icona della Vergine”, ci fa scoprire ilmistero di Lourdes attraverso la sua vita, le sue sofferenze e le malattieche costituiscono il “centro” del messaggio che la Madonna ha consegnato150 anni fa nell’umida Grotta di Massabielle.Il contatto con il mondo della sofferenza a Lourdes ti coinvolge, ti accompagnae ti insegna a non aver paura. Lourdes ti fa scoprire cheognuno si deve accettare per quello che è e ti porta al desiderio dellaconversione interiore, che ti fa passare dal tuo egoismo all’amore di Dioe dall’amore di Dio all’attenzione ai fratelli.A vivere questo dono, e ogni pellegrinaggio è un dono, mi hanno aiutatoquelli del gruppo soprattutto con la loro serena e profonda testimonianza.Ho goduto e gioito nel vederli ben animati e impegnati nei momentiforti della preghiera.Il 7 ottobre, festa della Madonna del S. Rosario, ci siamo ritrovati quasial completo per onorare la Vergine Maria con la recita del S. Rosario.Il prossimo incontro del Gruppo - Lourdes sarà il 7 dicembre, vigilia dell’Immacolata,alle ore 20.30.“O Maria, se tu sarai con noi, questa valle di lacrime ci sembrerà menotriste, e il cammino meno faticoso”.don Gianni15


Centro Ricreativo AnzianiUna opportunità per sentirsi un po’ meno soliUn piccolo pensiero per un’ASA,che ha collaborato al progetto delCentro Ricreativo Anziani...Il Centro Ricreativo Anziani è unprezioso strumento, attivato dall’Assessoratoai Servizi Socialidel Comune di Chiari, che offre attenzionee sostegno alla popolazioneanziana clarense. Il Centro è perl’anziano un’opportunità di comunicazionee di incontro; un’occasionedi socializzazione e di ricreazione, alfine di prevenire situazioni di chiusurae isolamento. Il Centro Ricreativooffre agli anziani la possibilità di trascorreredei pomeriggi in compagnia,tra un po’ di ginnastica, un lavorettomanuale, la merenda e l’immancabiletombola e, inoltre, permette loro,attraverso attività motorie, ludico-ricreativee di manipolazione, di coltivarepassioni e mantenere vive capacitàpsico-fisiche che con l’età tendonoad attenuarsi. Il Centro proponeanche altri momenti di aggregazione,che sono ormai diventati appuntamentifissi, come il pranzo di Natale,il pranzo di Pasqua, il Pranzo dichiusura prima delle vacanze estivee alcune gite, che hanno come metapreferita i Santuari.Visita al Santuario di Caravaggio1 ottobre 2009Il primo ottobre, ad esempio, in occasionedella festa dei Nonni, è stataorganizzata una gita al Santuariodi Caravaggio, a cui si riferiscela fotografia allegata. In quest’occasione,72 anziani, con loro grandegioia, hanno avuto la possibilità ditrascorrere un’intera giornata, dalleore 10.30 alle ore 17.00, tra la spensieratezzadelle chiacchiere in pullman,la convivialità di un pranzo incompagnia al ristorante e la spiritualitàdelle preghiere nel religioso silenziodel Santuario. Per alcuni di loroè stata un’occasione per trascorrereuna giornata diversa dal solito, peraltri una possibilità di svago, ma sicuramenteè stata per tutti un’esperienzaspeciale, perché, in quel giorno,nessuno di loro si è sentito solo.Assessorato Servizi SocialiAssessorato Servizi SocialiCittà di ChiariCENTRO RICREATIVOANZIANIpresso la Villa Mazzottiattivo nei giorni:• martedì: dalle 14,00 alle 17,00• giovedì: dalle 14.00 alle 17,00Il servizio è aperto a tuttiPossibilità di trasporto gratuitoPer informazioni e iscrizioni:Ufficio Servizi SocialiP.za Martiri della Libertà’, 26tel. 030 7008237fax: 030 7008258email: servizisociali@comune.chiari.brescia.itAssessore ai Servizi SocialiAnnamaria BoifavaTel. 030 7008238email: a.boifava@comune.chiari.brescia.itA PinucciaTe ne sei andata in silenzio, cosìcome eri tu: semplice, discreta,ma nello stesso tempo molto determinata.Sei stata per noi una collega, masoprattutto un’amica preziosa. Insiemeabbiamo percorso un pezzodella nostra vita e insieme continueremoa fare tesoro di quantoabbiamo imparato e condivisoinsieme.Le colleghe e amichedei Servizi SocialiPersino la memorianon è necessaria all’amore.C’è un paese dei vivie un paese dei mortie il ponte fra l’unoe l’altro è l’amore,l’unica sopravvivenza,l’unico significato.Thornton Wilder16


Rustico BelfioreDal Rustico Belfiore... ai fiori di MonetAtermine del progetto svolto“Storia dell’Arte” di cuivi abbiamo già fatto partecipiin un precedente articolo, ora viraccontiamo della visita alla mostraconclusiva al museo di palazzo Realea Milano.L’attività svolta settimanalmente consistevain lezioni teoriche e praticheche ci hanno visti partecipi di laboratoriinterni ed esterni, visite a musei,gallerie d’arte e castelli.Sono stati trattati temi di archeologia,architettura, arte antica e contemporanea,gli animali nell’arte e ilFuturismo. I suddetti argomenti hannosuscitato in noi particolare interessee gradimento, partendo dallostudio della civiltà e mitologia grecae l’approfondimento della civiltà egizia,all’ampliamento della conoscenzadell’architettura dei castelli e dellavita delle diverse figure che lo abitavano,fino alla scoperta della bellezzadel mosaico e alla curiosità perl’arte contemporanea.Il progetto viene concluso trattandoil tema dell’Impressionismo; attraversoalcune lezioni abbiamo conosciutoartisti appartenenti a questo“Movimento” come Monet, Manet,Renoir.Nella visita conclusiva a palazzo Realea Milano abbiamo approfondito laconoscenza delle opere di Monet, inmodo particolare i dipinti rappresentantile Ninfee che l’artista amavaritrarre cogliendo la realtà del momentonel giardino della sua villa inFrancia.La mostra è stata apprezzata da tutti,la bellezza dei dipinti consiste nellaparticolarità dell’artista di rappresentarelo stesso soggetto in diversimomenti della giornata.È possibile così ammirare i dipintidove colori e sfumature cambianoVita Socialetonalità per la luce creata dall’aurora,dal tramonto o dalla sera.Questa esperienza di studio dellaStoria dell’Arte: le lezioni teoriche, ilaboratori e le visite ai Musei e Galleried’Arte, hanno suscitato in noiinteresse, emozioni, ci hanno a voltesorpresi, altre colpiti, sempre entusiasmati;di questo ringraziamo il RusticoBelfiore per averci dato questaopportunità, in particolar modo lanostra insegnante Claudia per avercicoinvolti in questa interessante attivitàoperando con competenza,semplicità e disponibilità.I ragazzi del Rustico BelfioreGruppo Al-Anon, familiari e amici di alcolistiQuesta Associazione degli alcolisti anonimi, tanto “nascosta” quantopreziosa, opera anche a Chiari da circa 25 anni. Ogni anno scelgonoun sabato di settembre per fare la loro festa di compleanno disobrietà, alla quale, come invitato in rappresentanza delle Acli, hocercato di partecipare per esprimere l’apprezzamento ed il sostegnoper il loro grande impegno di Gruppo. Durante la Festa annuale glialcolisti raccontano la loro storia e come sono riusciti a superare ladipendenza da bevande alcoliche partecipando agli incontri settimanalidel Gruppo.Non mancano mai i ringraziamenti, sinceri, verso la propria famigliache, con paziente attesa, ha contribuito a far riprendere, con serenità,il cammino della vita. Anche il riferimento al trascendente ed al sostegnospirituale è molto frequente nelle loro spontanee testimonianze.Il Prevosto, portando il suo saluto come massima autorità religiosa diChiari, ha sottolineato l’importanza della forza d’animo e della solidarietàreciproca nel voler ricostruire ed esprimere il meglio di sé stessi,per cui ha auspicato che il Gruppo continui a credere nel valore diquesto itinerario educativo, anche perché sa offrire a tutta la comunitàun messaggio di fiducia e di speranza.L’incontro è terminato con questa magnifica preghiera: “Signoredammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, laforza ed il coraggio di cambiar quelle che posso e la saggezza di conoscernela differenza”.Ho voluto stendere queste brevi note perché qualsiasi persona chepossa essere caduta nell’alcolismo sappia che c’è il gruppo degli A.A.Al-Anon al quale è possibile rivolgersi e partecipare presso il CentroGiovanile il martedì e venerdì dalle ore 20. 30 alle 22.30.Per contatti telefonici: 030 7009866 e 030 84467.Una delle opere esposte alla mostraMonet - Il tempo delle NinfeeSarebbe molto importante che il sostegno morale delle altre associazionicon finalità educative e sociali non mancasse, durante tuttol’anno, a questa importante organizzazione umanitaria che, nell’anonimato,opera con tanto successo.Giuseppe Delfrate17


Patto educativoSi è ormai iniziata la Scuolanei suoi diversi ordini ed indirizzi.I ragazzi hanno ripresoil loro lavoro abituale con impegno,com’è doveroso. Ogni inizio è sempredi buon auspicio. Si sono moltiplicatele raccomandazioni dellefamiglie e i messaggi delle autorità.Purtroppo sono ancora tanti i problemiche assediano la Scuola, problemidi ogni genere che si trascinanodi anno in anno a cui si cerca dimetter rimedio, purtroppo sempre acarattere provvisorio. Le riforme siassommano a riforme, creando disagie problemi di ogni genere.Fra i messaggi mi ha colpito quellodel Vescovo di Brescia, Mons. LucianoMunari, perché orientato positivamente- parla della “gioia dell’educare”- e perché suggerisce unatteggiamento, a mio modo di vedere,efficace. Non intende certamenteimmettersi nei vari problemiche creano tensioni e incertezzenel “ricco e variegato mondo dellascuola”. Né tanto meno vuole raccoglierele sfide riguardanti “l’emergenzaeducativa”, ma, appellandosiall’Eucarestia pienamente celebratae vissuta, propone “un autenticopatto educativo che sappiaridare slancio alla progettazione edalla costruzione di un futuro caricodi speranza, per tutti i nostri figli”.La novità dell’intervento è rappresentatadalle motivazioni, soprattuttoreligiose: “… siamo invitati afar scaturire da un’Eucaristia pienamentecelebrata e vissuta quellagioia che significa passione, entusiasmo,coraggio, fiducia per rilanciareil grande obiettivo dell’educazionedelle giovani generazioni”.Patto tra la Scuola, le famiglie e soprattuttociascuna delle comunitàecclesiali e sociali.Si deve partire da una premessache la famiglia è la prima ed ultimaresponsabile della educazione enon può cedere tale diritto-dovereper nessun motivo.Qualsiasi istituzione assume un caratteredi collaborazione a questocompito dei genitori, non pensaredi sostituirli o di supplirli. D’altraparte la Scuola va rispettata nelruolo culturale. Tante volte non sirispettano questi ambiti. Ognunoporta il proprio contributo specificoalla conoscenza dell’allievo, base diogni educazione, caso mai con ilconcorso dello psicologo.Periodicamente deve esserci il contattotra genitori e scuola, al di là diogni problema, un contatto serenoe costruttivo. Di fronte ad eventualidifficoltà nel cammino formativodel figlio, di comune accordo si cercanole cause ed il rimedio. Devedominare la stima vicendevole e lafiducia nei colloqui. Questo favoriràl’incontro con la famiglia. L’allievonon deve essere consideratoun sacco da riempire di nozioni ocome un automa da abilitare ai diversicompiti, indicati dai programmigovernativi. È una persona dacoinvolgere sistematicamente nell’azioneeducativa. È al centro degliinteressi e dei colloqui sia dei genitoriche dei docenti, è il soggettooggettodel patto educativo.Come poi le comunità ecclesialio sociali possano concretamentestringere questo patto educativocon la scuola dipende dalle situazionilocali.I docenti dovrebbero inserirsi attivamentenel territorio e sentirsi accoltiper il loro apporto qualificatoal suo futuro e sposarne le problematiche,specie giovanili.Il contributo che la Scuola può recaread una comunità è veramentenotevole.Prof. Felice RizziniChi ben incomincia…è a metà dell’operaUno dei momenti più significatividell’anno scolastico ededucativo è quando ci si trovatutti insieme, allievi, docenti,educatori, genitori a invocarelo Spirito Santo sull’iniziodella nuova attività. Lo sifa tradizionalmente in tutte leScuole Salesiane. A Chiari SanBernardino lo si è fatto venerdì25 settembre alle ore 14.15nel palazzetto dello sport “DonElia Comini”, unico ambientecapace ormai per raccoglieretutti. Vi si è arrivati attraversouna lunga preparazione. Nellesettimane precedenti la ScuolaSecondaria di 1° grado hafatto il Ritiro Spirituale, classeper classe. Le quattro classi primesi sono recate a Cevo, nellacasa di vacanza in montagna,per un Campo-scuola da venerdì11 settembre a domenica13 settembre per facilitare lamutua conoscenza e per ambientarsinella nuova tappa diformazione.Per la Scuola primaria la preparazionevenne fatta dalledocenti, classe per classe, seguendol’orario normale. Per laScuola Secondaria di 2° grado(Liceo e Istituto ProfessionaleGrafico) si sono alternate classeper classe recandosi al CentroGiovanile 2000 per la Giornatadi Ritiro Spirituale.Particolarmente curata la preparazionedelle classi primenel Campo-scuola a Cevo, inVal Camonica, da venerdì 1818


settembre a domenica 20 settembre.Si è favorita così la socializzazionee l’ambientamentodella nuova scuola. Eccoli,perciò, distribuiti per indirizzidi scuola, raccolti nella preghiera,nei canti, nell’ascoltodella Parola e soprattutto nellaComunione. Celebra il VescovoMons. Giovanni Zerbini,Vescovo Salesiano emeritodi Guarapuava in Brasile.Egli prende l’avvio dalla Paroladi Dio per scendere a consiglimolto semplici e pratici perchél’anno risulti proficuo, non soloper le capacità intellettuali, maper la formazione alla bontà eda tutti i valori umani e cristiani.Si vede che è salesiano e parlasemplicemente e concretamente,mettendo a disposizione deiragazzi e dei giovani le ricchezzedella lunga esperienza di insegnantee di educatore.Prima di essere consacrato Vescovoha passato lunghi anninella scuola, accanto a migliaiadi giovani. Anche da missionario,continuò in tale esperienza.È come un buon papà, chefa di tutto perché i suoi figlioliascoltino e mettano in praticale sue parole.Ha il dono di farsi capire da tuttie di comunicare a tutti l’amoreper il proprio dovere, la predilezionedi Maria SS, la gioiadi voler bene a Gesù nel nomee sull’esempio di Don Bosco.Era bello vedere la palestra stipatada tanti bambini, ragazzie giovani, lasciarsi trasportaresull’onda di canti tradizionali esentire la voglia di stare attentie di unire la propria voce alcoro generale. Anche l’aspettospettacolare contribuisce all’educazionedegli allievi; il fattosi imprimerà nella loro mentee le parole dureranno più alungo nel loro cuore e maturerannofrutti di buona volontà edi impegno nel nome di DonBosco.don FrancoL’Angelo CustodeDa un po’ di tempo è stato collocato in presbiterio a San Bernardinoil quadro restaurato dell’Angelo Custode. Precedentementesi trovava nella cappella dell’Immacolata. L’Angelo in volo prendeper mano il bambino, che, spaurito dalle vicende della vita, guardaa lui con uno sguardo di fiducia e di abbandono. I colori vivacirendono ancora più immediata la lettura.Il quadro non porta nessuna firma. Afferma la restauratrice EmanuelaMontagnoli Vertua: “Il dipinto di soggetto devozionale potrebbeessere di scuola veronese, influenzato dalla numerosa produzionedel Cignaroli (1706-1770), pur di semplice fattura”.Allo stesso soggetto è dedicato nella chiesa di Santa Maria un quadro,opera del bolognese Franceschini. Così in Duomo è presenteun analogo soggetto.E questo testimonia un’antica e costante devozione da parte dellapopolazione clarense, come nella Chiesa. Creati da Dio, gli Angelifurono sottoposti anch’essi alla prova. La stragrande maggioranzariuscì vincitrice, mentre altri decaddero dalla dignità di Angeli efurono demoni.Gli Angeli sono a servizio diretto di Dio. Un certo numero furonodestinati da Dio a custodi delle nazioni e di ogni uomo per guidarlie sorreggerli nella fedeltà a Dio. Essi ci stimolano all’amore di Dioe del prossimo, ci custodiscono dai pericoli spirituali e materiali, cisostengono nella lotta contro il demonio, raccolgono le nostre operebuone e le preghiere, e le presentano al Signore. L’Angelo Custodeè come fratello maggiore, che gode già della gloria del Paradiso,e fa di tutto perché noi lo possiamo raggiungere. La Chiesaha dedicato ad essi una preghiera specifica e una festa liturgica, il2 ottobre di ogni anno.Le nostre mamme hanno la tradizione di affidare all’Angelo Custodeogni bambino che nasce perché sentono la necessità di essereaiutate nel loro difficile compito di mamme.Mettono sulla culla una sua immagine, per farla baciare al figliofino da quando incominciaa sorridere. Per facilitarequesta tradizione si è volutoa San Bernardino diffonderela nostra rappresentazionein formato immaginee di quadretto.È stata anche riprodotta sutela in formato 20x30 cm.Al compito dell’AngeloCustode non si sono mostratirestii anche gli adultiche, dopo averlo pregato,hanno messo la sua immaginenel portafoglio, nellafiducia di essere preservatidai pericoli, pericoli distrada, pericoli della cattiveriaumana.don Gianni19


Esperienza di volontariato in ParaguayQuesta estate dal 25 luglio al8 settembre ho vissuto unaesperienza di volontariato inParaguay col VIDES. La sigla sta perVolontariato, Internazionale, Donna,Educazione e Sviluppo. È stata fondatadalle Figlie di Maria Ausiliatrice.Il 25 luglio comincia l’esperienza. All’aeroportodi Asuncion ci attendevaSuor Ausilia Marion, una suora italiana.Era notte e faceva freddo. La cosache mi ha fatto venire subito la pelled’oca è stato il vedere tanti bambinie ragazzini da soli per la strada e dinotte. Vagano soli o a gruppetti per lestrade della città senza una meta precisa,alcuni erano sdraiati ai bordi deimarciapiedi, altri raggruppati attornoal fuoco; altri ancora si stavano prostituendo.Siamo rimaste nella capitalesolo 3 giorni. A Nu Apu’ A ci aspettavano.Il viaggio per raggiungere il collegio,situato nel mezzo della foresta, non èstato semplice. Dopo 14 ore di viaggiosiamo arrivate a Toro Pampa. Inostri zaini erano irriconoscibili, pienidi terra rossa, sporchi. Dopo averpercorso un ultimo tratto nel mezzodella foresta sul cassone di un camionsiamo arrivate al collegio. Non dimenticheròmai quel momento. Subitoci sono corsi incontro una marea dibambini. Erano felicissimi di vederci.Ci hanno preso per mano ed accompagnatoin giro per l’internado e fattoconoscere suor Margherita e suorCarmen, le due suore coordinatricidel collegio.Siamo rimaste a Nu Apu’ A per 15giorni. Il collegio è molto povero e iritmi delle giornate abbastanza duri.I bambini e i ragazzini che vivonoqui hanno un’età compresa tra i 4-5 anni e i 17-18 anni, con alle spallestorie di vita difficili. La maggior partedi loro non hanno uno dei due genitorioppure hanno troppi fratelli ei genitori non li possono mantenere.La lingua parlata è il guaranì e pochiparlano e comprendono il castigliano(spagnolo).Le difficoltà principali che ho incontratosono dovute alla mancanzadi acqua e di corrente elettrica,ma anche l’alimentazione che è saltuariae poco ricca. L’acqua che vieneusata per bere è quella piovana.Non c’è igiene. Per non parlare delclima. Il periodo era quello invernale.L’escursione termica è terribile edogni giorno è diverso dall’altro.I dormitori, così come la cucina ele aule, sono costruiti con tronchidi palma, attraverso i quali entranopolvere e animali. Ci si sveglia prestola mattina (circa verso le 6), ci siincontra nel “patio” centrale per lapreghiera e, dopo una veloce colazione,ognuno ha un compito precisoda portare a termine.Purtroppo il tempo che abbiamo trascorsocon i bambini non è stato moltissimo.Ma sfruttando alcune pausedi questi orari rigidi e la ricreazioneed il tempo libero, abbiamo trascorsodei bellissimi momenti.Mi ha colpito molto vedere che nonostantela vera povertà, il contestoin cui vivono, le loro storie di vita...sono tutti felici e gioiosi. Hanno sempreil sorriso sulle labbra, i loro occhiriflettono gioia di vivere e la lorogentilezza e generosità è infinita.La seconda tappa del viaggio è stataCarmelo Peralta. Siamo giunte aCarmelo dopo 4 ore di macchina.Quando piove le strade sono impraticabiliper giorni. A Carmelo abbiamoalloggiato nella casa delle suoree la situazione è migliorata decisamente.Suor Maria Conception, suorGraciela e suor Eustasia sono fantastiche.Con loro abbiamo svolto molte attività,tra le quali quella principaleè stata quella di stare con i bambini.Anche qui, però, abbiamo potutovedere e toccare con mano la povertà,ma la differenza è che CarmeloPeralta è una cittadina affacciatasul fiume Paraguay ed al confine colBrasile. Qui gli scambi commerciali ele comunicazioni sono migliori e frequenti.Abbiamo fatto visita a molte famiglie,ai malati, agli anziani e alle donneche avevano da poco partorito.L’esperienza che mi ha colpito, e chemi ha lasciato un forte segno, è stataquella dell’incontro con gli indigeniAyorei. Vivono ancora nella forestae hanno pochi contatti con la gentedel luogo. Comunicano poco e tra diloro parlano un idioma incomprensibilee basato su suoni nasali difficilida pronunciare. Le loro baracchesono circondate da immondizia.Non hanno servizi igienici. Per bere elavarsi utilizzano l’acqua del fiume oquella piovana. La maggior parte diloro ha problemi ai denti per la mancanzadi calcio e vitamine e, praticamente,tutti hanno i pidocchi. Lacosa che mi ha sorpreso di più è chela maggior parte di loro non conoscela sua età e alcuni addirittura nonsanno i nomi dei propri figli.L’attività principale che io ed Angelaabbiamo svolto qui è stata quella dilavare i bambini, cercare di spidocchiarliil più possibile e tagliar loro leunghie. Non è stato certo semplice,ma la loro felicità nell’averli aiutati ciha arricchito il cuore. A Carmela Peralta,ci siamo fermate 15 giorni, poisiamo ripartite per la capitale. Anchequi il viaggio non è stato per nientefacile; 24 ore di barca e 5 ore di autobusprima di ritornare ad Assuncion.Giunte nella capitale, siamo dovuteripartire. Questa volta però, solo perpochi giorni. Destinazione Villarica,in una comunità di circa 30 bambinecon delle storie di vita... inimmaginabili.La maggior parte di loro sonostate abbandonate ed altre sono stateaddirittura violentate. Qui abbiamoconosciuto la direttrice della comunitàsuor Teresa e 7 volontari spagnoli.Con loro e le bambine abbiamotrascorso dei bellissimi momenti.Sono stata contentissima di aver vistoqueste realtà e di aver conosciutodelle ragazzine così speciali. Questesono state le tre tappe principalidella nostra esperienza che non scorderòmai per tutta la vita. Ho ricevutodelle emozioni fortissime e moltoprofonde. Ho fatto cose che nonavrei mai pensato di fare. Ho vistocose che non avrei mai pensato divedere. Sono cresciuta interiormente.Sono diventata più responsabileriguardo alle scelte da fare e alle situazionida affrontare. Mi sento piùforte di prima e con meno paure.Questa esperienza mi ha fatto maturare.Sono davvero contenta di averfatto questa esperienza e ringrazio dicuore tutti coloro che mi hanno sostenutoper la realizzazione di questo“sogno”.Greta Cima20


Vogliamovedere Gesù...Perché il desiderio si realizziIl cammino educativo e pastoraleche come oratorio salesiano quest’annocercheremo di vivere e realizzareinsieme, parte dalla richiestache un gruppo di greci rivolge agliapostoli: “Vogliamo vedere Gesù”.Ma perché questa richiesta? Voglionorendersi conto di persona setutto quello che si dice sul giovanerabbi corrisponda al vero: risuscitarei morti, moltiplicare il pane, parlaredi perdono e di amore e insegnarea pregare. Non conosciamo,perché l’evangelista Giovanni nonlo dice, la reazione dei greci e tantomeno quello che Gesù fa o dice.Ciò che colpisce di questo brano èla richiesta dei greci, il desiderio cheli guida: avranno fatto un camminodi conversione e di avvicinamentoal Signore Gesù e scoperto in lui larisposta autentica alle loro domandedi senso. Hanno sicuramente vistoe incontrato la verità che libera,che salva e che conduce a felicità.Verrebbe da dire: fortunati loro chehanno potuto incontrare e parlarecon Gesù, che hanno potuto ascoltarela sua parola e vedere il suovolto!Ma questo può accadere anche pernoi. Proprio quest’anno. Dobbiamofare in modo che tutto quello chesaremo chiamati a fare e a dire, tuttele attività e le iniziative che verrannoproposte e attuate portino ad unautentico incontro con Gesù, doveogni persona, dalla più piccola allapiù grande, possa veramente farel’esperienza che può cambiare lasua vita, rendendola bella e felice.Per fare questo non dobbiamo soloaspettare di vedere Gesù, dobbiamofare in modo che Gesù ci veda,ascolti la nostra voce che ci chiama,veda i nostri occhi che lo cercano.Ma come può accadere tutto questo?Come rendere possibile questoincontro? Se ci pensiamo bene, dalpunto di vista umano, potrebbe risultaredifficoltoso e per qualcunoforse inutile. Ma per chi è cristiano evuole vivere la sua vita come Gesùha detto e mostrato, l’incontro conlui è indispensabile. E come puòavvenire: sicuramente con la partecipazioneall’Eucarestia dove Gesùsi dona a noi con il suo corpo e ilsuo sangue, con l’ascolto della suaParola che indica la strada da percorrere.Con la partecipazione allavita della comunità cristiana, condividendole proposte e le iniziativedell’oratorio: il Catechismo che faconoscere sempre più Gesù, le attivitàformative, il gioco, l’amicizia,l’accoglienza e la condivisione.Sarebbe bello che ogni persona chefrequenta Samber sperimentasse losguardo di Gesù attraverso il sorrisoe l’accoglienza, la simpatia e lagioia.Gesù ci promette che sarà così, perchélui è con noi, ci dona il suo SpiritoSanto perché ci accompagni nelcammino.Andranno fatte scelte e dovrannoessere prese decisioni perché il Signorepossa essere visto e seguito.Per questo ci fidiamo di DonBosco e ascoltiamo quello che cidice,guardando al suo esempio vogliamofare quello che il Signore cichiederà di fare per il nostro bene eper il bene di tutti. E allora apriamobene gli occhi e mettiamoci in camminoperché vedendo Gesù possiamosperimentare la vera felicità.don Luca CastelliA.A.A. Amici cercasiGratuitamente avete ricevuto,gratuitamente dateQuesto passo del Vangelo piùche un’esortazione è un consiglioevangelico di quelli tosti. Gesùsapeva bene quello che diceva:voleva la misericordia e l’amoreper i fratelli più che i sacrifici e ifiumi di parole travestite da preghiere.Anche don Bosco era di questaconvinzione; per questo ha coinvoltotante persone che lo aiutasseronella sua opera a favore deigiovani.Ogni aiuto era ben accetto e ancheoggi cerchiamo di seguirel’affidamento alla Provvidenzadel santo dei giovani… e i miracolierano all’ordine del giorno.Senza pretendere tanto, ancheoggi l’oratorio di Samber si affidaall’opera e al servizio di tantivolontari che dedicano un po’22


del loro tempo e in modi diversiall’educazione e alla formazionedei giovani, oppure nel mantenimentodelle strutture, perchésiano sempre funzionali e al serviziodi chi frequenta Samber,dato che Samber è di coloroche gli vogliono bene e nondi quelli che dicono che è la lorocasa ma poi non lo dimostranocon i fatti concreti.Per questo sono ben accetti tutticoloro che vogliono dare il lorocontributo come:• catechisti e catechiste• servizi vari• pulizia degli ambienti dell’oratorio• altre attività che possono essereutili per i bambini, ragazzi egiovani dell’oratorio.Per qualsiasi informazione ochiarimento contattare lo 0307000959 oppure venire in oratoriodurante i turni di segreteria,tutti i giorni (tranne il giovedì)dalle 16.30 alle 18.30.Don Bosco diceva che bisognavafare il bene, e anche tanto, e nonci si sarebbe mai pentiti e ancheMadre Teresa sosteneva che nonsapremmo mai il bene che unnostro gesto di bontà può fare.E allora forza! Per fare il benec’è posto per tutti e non bisognaavere particolare capacità, senon quella di servire il Vangeloe i fratelli.don Luca CastelliTerra Santa: benvenuti a casa!Quest’anno le nostre vacanze estive ci hanno portatoalle origini della nostra fede cristiana. Il 6 agostosiamo partiti alla volta della Terra Santa splendidamenteguidati da don Luca e da Daniele Vaccari.Volutamente li citiamo perché immenso è il “grazie”che tutti noi vogliamo rivolgere loro per averci fatto vivereun’esperienza indimenticabile. Molti dicono: “Una volta nella vitaè necessario andare in Terra Santa”. È vero, assieme alla bellezza e alla sorpresaquotidiana di paesaggi sconvolgenti, di incontri con mondi e popolazioniinteressanti, con religioni diverse, per il cristiano costituisce l’avventurairripetibile di ripercorrere le strade e i luoghi “dove Lui è passato”.Trovarsi sul monte Carmelo, a Nazaret, sul lago di Tiberiade, a Gerusalemme,a Betlemme per un cristiano significa ripercorrere le tappe, i postie i fatti che sono dentro al suo cuore e che fin dall’infanzia sono, o dovrebberoessere, roccia sicura d’identità e di riferimento morale.“Benvenuti a casa”: sono queste le parole pronunciate da Daniele, il nostroaccompagnatore, appena sbarcati a Tel Aviv. Il primo impatto potrebbenon farti sentire proprio a casa: infiniti controlli dei documenti, un ambientebrullo così diverso da quello italiano a cui siamo abituati, paesi e cittàblindate e sorvegliate dai militari. Eppure è stato proprio così: tutti ci siamosentiti a casa nostra nei sette giorni di pellegrinaggio in Terra santa, là neiluoghi dove si è svolta la vita di un uomo straordinario: Gesù. Tutto quelloche abbiamo visto, sentito, toccato; tutto quello che abbiamo vissuto in queigiorni; tutti i sentimenti che ci hanno pervaso di volta in volta hanno contribuitoa creare fra noi pellegrini un clima di serenità e gioia che ci ha fattisentire fin da subito come una grande famiglia.In questa settimana ci siamo lasciati alle spalle tutto quello a cui siamo abituatiper immergerci nello spirito di quella terra e viverlo pienamente, conmomenti di riflessione e preghiera (indimenticabile quella sul Santo Sepolcro),di confronto con culture e religioni diverse dalle nostre (come il muezzindi Betlemme, che puntualmente ci svegliava alle 4 e 20 del mattino),di divertimento e allegria. Ed ancora l’incontro con le comunità religiose (isalesiani a Betlemme, le suore a Cremisan o a Gerico) che nonostante ledifficoltà e le vicissitudini che comporta il vivere in Israele, ci hanno accoltoe, attraverso il loro sorriso, ci hanno testimoniato la gioia del Cristo risorto.In quei giorni, vivendo astretto contatto con altreconfessioni, abbiamo capitopiù che mai quanto siaimportante che nel nomedi Cristo non ci sia divisione,ma rispetto, fratellanzae, soprattutto, unione.È stato questo che, più diogni altra cosa, ci ha fattosentire a casa e che, almomento del ritorno, ciha fatto lasciare la TerraSanta con una promessa:quella, se ne avremol’occasione, di ritornarciancora per respirare nuovamentel’aria di “casanostra”.I partecipantial pellegrinaggio23


La bavieraviera a dei papà(papà in Baviera)È l’una di notte del 19 settembre: alCG2000 ci troviamo in 38 papà prontia partire, con la guida spirituale donAlberto, alla volta di Monaco di Baviera.Un viaggio programmato e desideratoda tempo, come occasione diincontro e condivisione tra papà e i figliimpegnati nei cammini di catechesiordinaria. Il viaggio si prospetta lungo,la notte ha ormai preso il sopravventoe il pullman lascia una Chiarideserta nel pieno del sonno. Tra unsonnellino e l’altro, nella scomodità diun rigido sedile, dopo un paio di soste,intorno alle 8 del mattino arriviamoa Monaco di Baviera.Bellissima città Monaco, con più di 1milione e 300mila abitanti. La cittàpiù amata della Germania meridionale,grazie alle residenze reali, agliimmensi parchi, ai suoi musei, allechiese barocche, al folklore bavareseancora molto vissuto. Scopriamoche proprio in quella giornata ha inizioil famoso Oktoberfest: che fortunatacoincidenza... Ogni anno, dal1810, per due settimane, Monaco diventala capitale mondiale della birra.Una visita alla città e, tra una viuzzae l’altra, ci imbattiamo nella Hofbräuhaus(HB), la birreria più famosaal mondo, per lungo tempo unodei principali “teatri” della politicatedesca dove, triste ricordarlo, trovòla ribalta la magnetica arte oratoriadi Adolf Hitler. Peccato non entrarci:siamo i primi avventori e ci gustiamouna insolita colazione a base di birra,wurstel, crauti, Brezel (tipico panetedesco, intrecciato, di colore ambratocon grani di sale grosso in superficie),formaggi… la giornata si prospettalunga e faticosa perciò megliocaricarsi di energia. C’è la sfilata inauguraledell’Oktoberfest e qualcuno sidirige subito nella zona della festa aTheresienwiese, un grande spazio all’apertonella periferia di Monaco,dove si trovano gli stand delle principalifabbriche di birra che da secolihanno la loro sede proprio a Monaco.Per dare un’idea, si ricorda che nei 15giorni dell’Oktoberfest più di 6 milionidi persone affollano questi enormistand (che possono contenere anche7mila persone). Difficile trovare postosubito: alcuni ci riusciranno solo il 2°giorno! Alla sera tutti al pullman per ilmeritato riposo in albergo. Siamo alloggiatinella ridente cittadina di Ettal,90 km a sud di Monaco, a circa 1000metri di altitudine, ma nessuno sembrasoffrire per la frescura serale!Qui sopra e in alto, folklore bavarese all’Oktober Fest.Nella pagina accanto, due immagini della visita a Dachau.Domenica 20 settembre: svegliapresto, colazione abbondante e veloceperché alle 9 ci attendono a Dachau,a nord di Monaco, per la visitaguidata al campo, simbolo dei campidi concentramento nazisti (più di200mila prigionieri vennero qui internati).Le guide ci accompagnano percirca 2 ore all’interno del campo: unpercorso straziante, commovente, caricodi emozione e, a tratti, di disgustoper il grande male che l’uomo puòarrivare a compiere quando si allontanada Dio e dall’amore. Celebriamola Messa nella chiesa del Monasteroadiacente al Campo: le letture


danno continuità a quanto appenavisto e sentito. Abilmente don Albertoci accompagna nella riflessione. Lavolontà di essere primi a tutti i costi,si sa, porta a situazioni in cui uno dominae gli altri servono, uno è reso felicee gli altri infelici, uno esce vincitoretutti gli altri sconfitti. E a Dachauci siamo resi conto con quali risultatil’ideale del superuomo fu attuato daHitler, così come tutti i mali dell’umanità.L’angosciosa e perenne domandadella seconda lettura “Da che cosaprovengono le guerre?” trova rispostada Gesù nel Vangelo: dal desiderio dipredominio! Predominio di un popolosu un altro, di una razza sull’altra,di un partito sugli altri, di un sessosull’altro, di una religione sull’altra…Nel servizio invece tutti beneficianodella grandezza di uno. Chi è grandenel servizio, è grande lui e fa grandianche gli altri. Questo è il grande insegnamentoche ci portiamo via daDachau mentre silenziosi, pensierosi,commossi ritorniamo a Monaco.Siamo di nuovo nel centro della città,è l’ora di pranzo; ci dividiamo ingruppetti per dare ristoro alle stanchemembra e rinfrancare lo spirito: Hofbräuhaus,Augustiner, sono alcunedelle birrerie che ci hanno visti protagonistiattivi nel consumare i prodottitipici locali. C’è il tempo per visitareancora la città, seguire lo spettacolodell’orologio a carillon della magnificaMarienplatz, fare acquisti perle mogli… (accidenti, è domenica ea Monaco i negozi sono chiusi: peccato!),ritornare all’Oktoberfest perun’ultima visita agli stand e degustarequanto ancora di buono non siamoriusciti a trovare.Lunedì 21 settembre: ultimo giornoin terra tedesca. Colazione alle 8poi partenza: destinazione l’Abbaziabenedettina di Andechs, situataa qualche decina di kilometri a sudovestdi Monaco. Dal 1455 i Benedettinidi Andechs erano già gastronomipreoccupati per il benessere dei pellegrinivisitatori e da allora a tutt’oggisolo loro hanno continuato a far birracome nessun altra abbazia in tuttala Germania. Ce ne accorgiamo subito:l’odore di birra si sente già parecchiedecine di metri prima di arrivareall’Abbazia. La tentazione di entraresubito in birreria è forte, ma diamola precedenza alla visita della chiesadel Monastero; non manca la ritualefoto di gruppo. Lo stomaco cominciaa brontolare e in men che non si dicaraggiungiamo l’ampio cortile allestitocon tavoli e sedie, gettandoci, più omeno avidamente, su stinchi di maiale,polli, crauti ed altre leccornie locali:l’ottima birra Doppelbock e la buonaSpezial Hell dell’abbazia si accompagnanobenissimo a quanto mangiamo.Quasi stremati dal lauto ultimopranzo in Baviera ci dirigiamo alpullman per fare ritorno a Chiari.Il viaggio scorre veloce, un paio di sostee per le 19 arriviamo a casa. Alcunemogli e figli ci attendono al CG2000e ci accolgono con gioia e soddisfazione.Anche noi siamo contenti diritrovare i nostri cari e non vediamol’ora di raccontaretutto quantoaccaduto…beh quasi tutto!Esperienza bellissimadi condivisione,di divertimento,di riflessione,di ricarica. Certamente da ripetere:non potrebbe essere altrimenti vistoche molti si sono già prenotati per ilprossimo anno. Un grazie a tutti per imomenti passati insieme e un grazieall’instancabile don Alberto per averfavorito, organizzato e condiviso connoi questi giorni in terra di Baviera.Ein prosit, ein prosit der Gemütlichkeit.Salute, salute per stare beneinsieme.Un papà25


Ogni tanto sisente lamentareche la comunitàparrocchialeè poco sensibilealla questione sociale. Non che lelamentele provengano da attori protagonistidella pastorale (anche se“vicini” alla parrocchia): difficile percostoro andare oltre qualche dibattitoo qualche articolo polemico digiornale. Chiacchiere.Questa non è la strada che l’oratorio,e più in generale la parrocchia,intendono percorrere. La riflessionedi questi anni ha cercato di concretizzarsiin atteggiamenti e fatti visibilie, se possibile, educativi.Parrocchia rocchia e ambienteCammini di fedeNon sono poche le occasioni per sottolineare,a partire dai testi sacri, l’importanzadella cura dell’ambiente.I racconti della creazione per esempioriconducono alla volontà divinache quanto creato dal nulla in manierabuona (compreso l’essere umano)venga custodito e coltivato.I salmi descrivono attraverso le meravigliedella natura la grandezzadi Dio e la sua amorevolezza versol’umanità.Nei vangeli riceviamo la buona notiziadella risurrezione di Gesù: Dio hacreato il mondo per venirci ad abitare(incarnazione) e l’essere umanoper elevarlo accanto a sé nella gloria.Questa opera redentrice di Dioattraverso Gesù spiega il perché dellacreazione e traccia anche il sensodella vita di ciascuno e del mondostesso. La terra vale anche perché èla casa di Dio oltre che dell’uomo.Pulizia e ordineChi entra in oratorio trova un luogopulito e curato. Quale accoglienzapotrebbe esserci diversamente? Ciònon è costato poco: l’investimentoannuo per attrezzature, materiale epersone è aumentato sensibilmente.La provvidenza ha permesso cheaumentassero anche i volontari coinvolti.Verso i ragazzi e i giovani non ci si dimenticadi sottolineare il rispetto perl’ambiente, oltre che per le persone.Qui la strada è in salita!Tuttavia non passerà inosservato ilgesto di raccogliere una cartaccia difronte a chi l’ha appena gettata interra.Caccia agli sprechiLa presenza attenta di ulteriori figurediventa anche prevenzione nell’uso enella gestione di strutture e materiali.Dallo spegnere le luci (anche grazieall’istallazione di timer) al chiudere irubinetti, dalla regolazione del riscaldamentoalla precisione delle prenotazioniambienti…Ogni spreco è uno sgarbo all’ambiente,oltre che al portafoglio!Raccolta differenziataLo sporco raccolto viene differenziatoper favorirne il riciclo e lo smaltimento.Operazione più complicatadurante l’estate, per il resto dell’annorientra nella prassi e nella metodologiaordinaria.Recupero energeticoDi recente, gli organismi parrocchialihanno approvato il progetto di installareun impianto fotovoltaico importantesu una zona del tetto dellacasa del giovane. Ora si attendono ipermessi di comune e curia, prima diprocedere a un’opera che non soloporterà sollievo economico e piùavanti un vero e proprio reddito, madiventerà anche un segno ben visibiledi questo percorso di attenzione esensibilità all’ambiente.A riguardo, per chi fosse interessatoè possibile partecipare al “Gruppo diacquisto”: una specie di cordata chepermette al privato di condividere lecondizioni godute dall’oratorio, e alladitta di aumentare la vendita.Per qualsiasi informazione è possibilerivolgersi alla segreteria dell’oratorio:030700731.Per dirla con un sillogismo:io tengo in ordine la mia casa;il creato (anche la città e l’oratorio!) èla nostra casa;teniamo in ordine il creato (anche lacittà e l’oratorio!).Buone pulizie, fuori e dentro.don Alberto26


a cura di Bruno MazzottiA che gioco giochiamo?Quanti sono a ricordare il nostrocorrere per i campi, saltarefossi, lanciare sassi, arrampicarsisugli alberi, rotolarsi nell’erbae nuotare nelle seriole? Era il nostrosport. Era la nostra fortunata condizionedi divertirci, acquisire abilità motorie,stare con gli amici e crescere sani.Ora, in situazione molto diversa, unadelle preoccupazioni più sentite daigenitori è quella di trovare lo sportpiù adatto per i propri figli. È un atteggiamentopositivo in un tempo in cui,spesso, i bambini non hanno più lapossibilità, per vari motivi (ritmi di vitae situazioni abitative, ad esempio), disviluppare liberamente gli schemi motorifondamentali quali correre, saltare,lanciare. Aggiungiamo anche unelemento abbastanza importante qualel’abitudine alla sedentarietà di bambinie ragazzi che trascorrono troppeore davanti alla televisione o giocandocon play station o computer. Consideriamoanche che è in aumento continuoil fenomeno dell’obesità infantile.Ma a giustificare la necessità delfare sport vi sono anche motivi di ordinepsicologico e sociale. Infatti occorrecurare anche l’equilibrio personalee la capacità di socializzare e lavorareinsieme per un obiettivo comune. Infinebisogna porre attenzione all’aspettoauxologico (tutto ciò che riguardala crescita). Sia ben chiaro che quantoscrivo non ha la pretesa di essere unaserie di consigli: propongo solo delleconsiderazioni.Una delle giuste istanze dei genitori èquella di trovare il cosiddetto “sportcompleto”. Quello che cioè rispondein tutto e per tutto alle esigenze delbambino. Assodato, e confermato, chelo sport completo non esiste né per ibambini né per gli adulti, occorre capirese la richiesta di svolgere un’attivitàfisica organizzata proviene dal bambinoo dal genitore. Spesso il bambinodimostra semplicemente una decisa enaturale volontà di muoversi, mentreè del genitore il desiderio di iscriverload un corso piuttosto che ad un altro.La prima indicazione è questa: ilbambino deve divertirsi a fare quelloche fa. Non sarei contrario neanchead aderire alle richieste del bambinodi cambiare sport anche nel corso dell’attività.Si tratta di capire se sia capriccio,instabilità o insoddisfazione siaverso l’attività che nei confronti dell’ambientein cui essa si svolge. Nonbisogna fissarsi che una certa attivitàsarà portata avanti per tutta la vita: èspesso una fantasia dei genitori che illoro figlio diventerà un campione inuna data disciplina. Naturalmente alloratorna la necessità di supportare lescelte del piccolo seguendo sempre laregola di guidare senza indirizzare.Si pone poi un altro dilemma: è megliouno sport di squadra o uno sportindividuale? Secondo gli esperti glisport di squadra favorirebbero la capacitàdi socializzare e di inserirsi nelgruppo, mentre gli sport individualipromuoverebbero maggiormente lecapacità del singolo di assumersi laresponsabilità del risultato finale. Mapenso che questa distinzione non abbiaancora peso nell’età infantile consideratoanche che un buon insegnantedi sport sa creare clima di squadra,di solidarietà e di partecipazione anchein sport individuali.Vi sono due fattori primari che agisconoda molla sul bambino: il gioco el’agonismo. L’agonismo non va sottovalutatoperché traduce in realtà, a livellosimbolico, bisogni della personadel tutto naturali, soprattutto in questaetà, collegati all’aggressività, all’autoaffermazione,all’interazione con larealtà. L’agonismo, se viene vissuto inun contesto organizzato, se viene gestitoed adeguatamente controllato favoriscela crescita psichica ed emotivadell’allievo. I fattori secondari e deleteridell’agonismo sono più forti e presentinegli adulti. Per i bambini il sopravventodegli aspetti agonistici suquelli ludico-formativi rappresenta unmeccanismo discorsivo.Accanto al piccolo sportivo vi è sempreun adulto che funge da istruttore.Questa figura è importante non soloper le sue competenze e conoscenzetecniche, ma anche per la sua capacitàdi seguire e comprendere il bambinoin tutte le sfaccettature di una personalitàche si va sviluppando. Deveessere consapevole che egli è guida emodello nello sport e nel comportamento.Infine sarà lui il tramite tra l’allievoe i genitori con i quali manterràun dialogo aperto e sereno, disponibilead affrontare le problematiche chesi presentano.Pongo anche questa notazione. Hoavute molte occasioni per osservareche lo sport dei bambini può essereun’ottima occasione di socializzazioneanche tra le famiglie: cercare di organizzarsiper accompagnare ed andarea prendere a turno i bambini può esserepiù comodo che fare i tassisti a tempopieno. Assistere insieme alle manifestazionio aspettare dialogando lafine degli allenamenti offre l’opportunitàdi incontri e di nuove amicizie.A Chiari c’è un ampio ventaglio di proposte:ginnastica artistica, danza, calcio,atletica, basket, pallavolo, rugby,pallamano. Sono opportunità offerteda organizzazioni, società sportive, iniziativeprivate ed oratori. C’è qualcosadi adatto per ogni bambino. 27


Battesimi69. Rodolfo Paolo Ferrari70. Andrea Gritti71. Anita Marzani72. Laura Toledano Diaz73. Lorenzo Toledano Diaz74. Roberta Anna Zerbini75. Sergio Belotti76. Alessandro Casà77. Antonio Dall’Olio78. Federico Machina79. Leonardo Pasinetti80. Bianca AndreoliMatrimoni38. Dario Lazzaronicon Emanuela Cortellini39. Franco Claretticon Maria Luisa Briola40. Roberto Viganòcon Nadia Bosis41. Giorgio Manenticon Roberta Gozzini42. Amos Partegianicon Elisabetta Terzi43. Michele Cucchicon Teresa Ravagna44. Marco Zeziolacon Laura Franzetti45. Adriano Serlinicon Nicoletta D’Ascenzo46. Alberto Carsanacon Alessandra SerinaMo.I.Ca informaHanno trascorso un pomeriggio di divertimento le numerose persone chehanno assistito alla commedia brillante “Sganarello” di Molière, presentataal Rota il 30 settembre scorso dalla Compagnia “La Lampada” di Pompiano.Il pover’uomo che si credeva tradito ha provocato applausi e ilarità.In ottobre abbiamo collaborato con la presidenza nazionale alla preparazionedell’assemblea europea di Londra, in cui ogni associazione comela nostra presenta una sintesi dei propri problemi e delle iniziative intraprese.Ci relazionerà Tina Leonzi in occasione dell’incontro di domenica15 novembre, presso la nostra sede. Siamo tutte convocate.Nel frattempo abbiamo ricevuto l’invito ufficiale a prendere parte allacerimonia di premiazione del Premio Letterario “Voci di casa” che avràluogo a Roma in Campidoglio nel pomeriggio del 27 novembre. È interessanteil fatto che sia stata selezionata, fra le numerosissime opere partecipanti,una poesia del nostro Gruppo.Arrivederci.Anagrafe parrocchialedal 16 settembre al 18 ottobre 2009Ida Ambrosiani47. Marco Simonicon Roberta Zani48. Giovanni Colnaghicon Emanuela Rossi49. Alberto Cavalletcon Eleonora MarellaDefunti122. Stefano Iore 88123. Amedeo Martinazzi 74124. Ugo Piantoni 76125. Silvana Poletti 64126. Rosa Arrighetti 93127. Angelo Goffi 79128. Caterina Olmi 99129. VigilioMombelli Serina 82130. Federico Moraschi 83131. Suor Lucia Gozzini 74132. Giuseppina Baldini 61133. Rita Caranna 67134. Anna MariaBosetti 92135. Giulio Festa 83136. Faustino Guarneri 87137. Carolina Simoni 84138. Amabile Burni 95139. Angela Recaldini 87140. Marinella Vertua 62141. Benedetta Galluccio 80142. Rosa Metelli 66143. Maddalena Parma 84Ricordo di DavideCaro Davide, un giorno, il 5 settembredel 2007, dietro una miarichiesta, mi scrivesti:“Ho letto e riletto il tuo messaggioche mi ha sorpreso in tuttii sensi. È certamente un compitoarduo, difficile e dolorosoma, al tempo stesso, un onore.Tuttavia, io non mi sento, poi,così degno di tanta stima ma, sesei certo di aver fatto la sceltagiusta, non posso rifiutare. Comunquevada, un giorno, ci incontreremoe mi dirai se le tueaspettative sono state disatteseo meno, tanto indietro per rimediarenon torneremo. Grazie.”Ti chiedevo se te la sentivi, ungiorno di leggere, per me, lemie memorie ed invece sonoio a doverlo fare per te oggi esono onorato di farlo, gigantedi bontà a cui anche la personapiù cattiva non poteva che arrendersie che innanzi all’amicodiventava esempio.Caro Davide, voglio dedicartiuna poesia che significa e definisceper te per me e per il nostroclub, il club dell’amico, la nostramissione ed il nostro sogno: Lentamente...di Pablo Neruda.Infatti, la morte ti ha colto inpiedi, e seguendo il nostro motto,frangar non flectar, non ti seispezzato, ma solo piegato al voleredi Dio.E con questa rima ti saluto:caro Davide,caro amico e fratello mio,caro angelo di lucecaro poeta dell’animaMauro Gregorellied il club dell’amico28


In memoriaAngela Pitozzi1/8/1931 - 11/9/2009Rimarrai sempre nei nostricuori.I tuoi cariMarzia Mariniin Bariselli24/2/1959 - 5/11/2005Ciao Marzia, è trascorso un altro anno,sento tanto la tua mancanza ma ti sentosempre vicina, sorridente e bella.Con la tua bontà hai lasciato così tanti beiricordi che ancor oggi, a distanza di quattroanni, attraverso me numerose personeti fanno i complimenti per il tuo carattere ela tua forza.Guardo la tua fotografia e ti parlo di tantecose, e tu mi rispondi con un bel sorrisosincero che mi fa capire più di mille parole.Ti bacio e ti stringo fortemente al cuore.La tua mammaMario Betti27/5/1928 - 8/11/2007Papà, aiutaci a percorrere isentieri della vita con saggezza.Grazie.Fermo Vezzoli6/8/1907 - 29/11/1990Valeriano Zerbini16/4/1934 - 11/8/2009Serafina Cadeo9/3/1911 - 1/11/2007Il tuo ricordo è sempre vivonei nostri cuori, per noi seistata una mamma esemplaree importanteCon l’aiuto di Dio cercasempre di proteggere i tuoifigli e tutti i nipoti.Con tanto benee affetto, i tuoi figliEsterina Zanni27/11/1908 - 12/11/1996Ferdinando Vezzoli8/10/1932 - 17/5/2006Adolfo Mura25/3/1918 - 10/11/1998Aldo Donna27/10/1924 - 21/11/200029


OFFERTEdal 16 settembre al 19 ottobre 2009Opere ParrocchialiN. N. 250,00N.N. in memoria dei defuntiAldo Festa e famiglia Olmi 100,00Gruppo Volontari del Soccorso 150,00N. N. 50,00N. N. 50,00Benedizione famiglie 50,00Coniugi Tonoli e Belottinel 40° di matrimonio 150,00Gruppo di preghiera P. Pio 300,00Classe 1941 50,00Restauro Santa MariaCassettina Chiesa domenica 13 settembre 22,00Cassettina Chiesa domenica 20 settembre 10,00Cassettina Chiesa domenica 27 settembre 23,00Cassettina Chiesa domenica 4 ottobre 8,00Cassettina Chiesa domenica 11 ottobre 4,00Vendita libri “5 anni con Mons. Rosario” 100,00M. G. per l’anniversario di Salvatore Castrianni 50,00N. N. in memoria dei propri defunti 50,00In memoria della mamma Ida 150,00In memoria di Cirillo Massetti,Natalina e Giuseppe Volpi 100,00In memoria di Giulio Festa 50,00N. N. in ricordo del marito 50,00M. G. in memoria del marito Giovanni 50,00N. N. 40,00Classe 1929 50,00I nipoti Sigalini in memoriadella nonna Caterina 500,00N. N. 25,00N. N. 100,00Benedizione famiglie 30,00Restauro OrganoCassettina Chiesa domenica 13 settembre 15,00Cassettina Chiesa domenica 20 settembre 1,00Cassettina Chiesa domenica 4 ottobre 5,00Cassettina Chiesa domenica 11 ottobre 1,00Tetto DuomoCassettina Chiesa domenica 13 settembre 18,00Cassettina Chiesa domenica 20 settembre 24,00Cassettina Chiesa domenica 27 settembre 12,00Cassettina Chiesa domenica 4 ottobre 33,00Cassettina Chiesa domenica 11 ottobre 65,00Vendita libri “Settimana Eucaristica” 938,00N. N. 25,00N. N. in memoria di Tiziana Girelli 100,00Fam. Iore Claudio e Linanell’anniversario di matrimonio 50,00In memoria di Amedeo Martinazzi 50,00Ass. Naz. Artiglieri d’Italia sez. Chiari 100,00C. A. 100,00N. N. 25,00Benedizione famiglie 70,00I. R. in memoria dei propri defunti 200,00Offerta Chiesa Ospedale 400,00N. N. 20,00Offerte domenica 27 settembre 3289,60N. N. 300,00N. N. 500,00In memoria di Angela Pitozzi 600,00Centro GiovanileCassettina centro Chiesa 36,00N. N. in ricordo di Simone e Giovanni 100,00Ditta O.F.B.M. in memoriadel defunto Giulio Festa 200,00T. M. in ricordo di Marzia 100,00In memoria di Mura Adolfo 250,00Chiesa del CimiteroN. N. in ricordo di Bortolo Camoni 100,00Da Angelo e famiglia in memoriadel cognato Giovanni 150,00M. G. per anniversario di Salvatore Castrianni 50,00ClarondaI nipoti in memoria della zia 200,00Pensionata B. C. 10,00In ricordo di Tiziana Girelli 300,00Colleghe di Luisa in ricordo di Tiziana 190,0030


Calendario liturgico pastoraledal 7 novembre al 5 dicembre 2009a cura di don FabioMese di novembreDomenica 8 novembreXXXII del Tempo OrdinarioVisita del Papa a BresciaMartedì 10 novembreore 20.30 Incontro di spiritualità per i giovani(a Trenzano) Si parte dal CG alle 20.10Mercoledì 11 novembreOre 20.30, Scuola della Parola di Dio, presso la casacanonica in Via Morcelli, 7 (Lettura e riflessione sulla Paroladi Dio della domenica successiva)Sabato 14 novembreRaccolta di S. Martino (CG 2000 - dalle 14 alle 18)Domenica 15 novembreXXXIII del Tempo OrdinarioMercoledì 18 novembreOre 20.30, Scuola della Parola di Dio, presso la casacanonica in Via Morcelli, 7 (Lettura e riflessione sulla Paroladi Dio della domenica successiva)Sabato 21 novembreore 20.45 il Vescovo incontra i cresimandi e cresimatidella nostra zona pastorale (a Samber)Domenica 22 novembreSolennità di Cristo ReGiornata del RingraziamentoSanta Messa di ringraziamento (ore 10.00 in Duomo)Presentazione della domanda per i Cresimandi (ore11.15 in Duomo)Ritiro conclusivo per corso dei fidanzati A (CG 2000)Mercoledì 25 novembreOre 20.30, Scuola della Parola di Dio, presso la casacanonica in Via Morcelli, 7 (Lettura e riflessione sulla Paroladi Dio della domenica successiva)Lunedì 30 novembreore 20.45 Consiglio Pastorale Parrocchiale (CG 2000)Mese dicembreMercoledì 2 dicembreore 20.30 Incontro biblico in preparazione al Natale ealle Missioni popolari, rivolto in particolare agli adolescenti(CG 2000)Giovedì 3 dicembre: primo giovedì del meseOre 20.00 Adorazione Eucaristica con e per i sacerdoti(in Duomo: momento di preghiera particolareper i sacerdoti e per le vocazioni in questo Anno Sacerdotale)Venerdì 4 dicembre: primo venerdì del meseDopo la S. Messa delle 9.00, Esposizione del SS e Adorazionefino alle 11.00 (in Sant’Agape)Ore 20.45 Incontro per genitori, padrini e madrine deibattezzandi del mese di dicembre (al CG 2000)Tutti i venerdìDalle 9.40 alle 11.00: adorazione eucaristica(in Duomo – da novembre in S. Agape)Alle ore 20.00: S. Messa, segue Adorazione Eucaristicae possibilità delle Confessioni (al CG 2000)Ogni sabato pomeriggioPossibilità delle Confessioni (in Duomo dalle 15.30)Dal 17 al 24 giugno 2010, la Parrocchia diChiari organizzerà un pellegrinaggio in TerraSanta. Per maggiori informazioni rivolgersi all’UfficioParrocchiale.Venerdì 27 novembreOre 20.45 Incontro genitori, padrini e madrine per i battesimidi domenica 29 novembre (al CG 2000)Sabato 28 novembreRitiro conclusivo per corso fidanzati B (a Samber)Domenica 29 novembreInizio nuovo anno liturgicoI domenica di avvento - Giornata del PaneBattesimi (ore 11.00 e 16.00)31


l’Angelo 2010OrdinarioOrdinario postaleSostenitorea partire da 20 euro30 euroa partire da 30 euro“Se tu conoscessi il dono di Dio”Gv 4, 10Parrocchia dei Santi Faustino e Giovita - ChiariMissioni Popolari27 febbraio - 14 marzo 2010

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