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Marzo - Ex-Alunni dell'Antonianum

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TRIMESTRALE DEGLI EX ALUNNI, DEL COLLEGIO UNIVERSITARIO<br />

DELLA SCUOLA DI RELIGIONE E DEL PETRARCA - NUOVA SERIE<br />

Sped. Abb. Postale Gruppo IV<br />

MARZO 1366


In copertina :<br />

II Giubileo <strong>dell'Antonianum</strong> in Cattedrale.<br />

SOMMARIO<br />

— AGGIORNARSI, NON DISORIENTARSI<br />

— VIGILIA PASQUALE<br />

— DAL MONDO DEGLI EX ALUNNI<br />

— NOSTRI INCONTRI E NOSTRI PRO-<br />

GRAMMI<br />

— SPUNTI ANTIATEISTICI<br />

— MORALE DELLA SCIENZA E MORALE<br />

CRISTIANA<br />

— LA POESIA INDIANA<br />

— CASA DELLA MADONNA AD EFESO<br />

— GIUBILEO DELL'ANTONIANUM<br />

— DAL COLLEGIO UNIVERSITARIO<br />

— DALLA SCUOLA DI RELIGIONE<br />

— SOTTO IL VESSILLO DI MARIA<br />

— CI HANNO LASCIATO<br />

— CINEFORUM<br />

— CENONE DI CARNEVALE<br />

— PETRARCA<br />

— VARIE<br />

NUOVA SERIE - N. 17<br />

DEL 1966 - N. 1 (MARZO)<br />

Direttore responsabile: ANTONIO COVI S. J.<br />

Redattore: CIPRIANO CASELLA S. J.<br />

Tip. A. Bolzonella - Piazza del Santo 14, Padova<br />

EX ALUNNI - COLLEGIO UNIVERSITARIO<br />

SCUOLA DI RELIGIONE -PETRARCA<br />

Aggiornarsi, non disorientarsi !...<br />

Il Regno di Dio, la Chiesa, è come una pianta, dice il Vangelo.<br />

Nasce da un piccolo seme e cresce sempre verso il ciclo offrendo ricetto<br />

alle anime che desiderano trovare in Lei riposo e salvezza. E<br />

come ogni albero anche Lei sente il clima, le circostanze del tempo<br />

e degli avvenimenti. Seccano a poco a poco i rami vecchi ma ne nascono<br />

sempre nuovi, adatti alle esigenze della missione che il fondatore<br />

Le ha affidato. Di qui l'eterna novità della Chiesa destinata<br />

a dare salvezza agli uomini tutti di buona volontà fino agli estremi<br />

confini della terra, fino alla fine del mondo.<br />

L'ETERNO NELLA CHIESA<br />

Di qui la necessità dei fedeli di aggiornarsi con la Chiesa per<br />

vivere della sua eterna giovinezza sull'esempio del Concilio ultimo.<br />

Come abbiamo detto nei numeri passati, egli adattò le organizzazioni<br />

apostoliche alla più vasto cognizione che oggi abbiamo del mondo ed<br />

al maggior livello di cultura ed alle variazioni di costume raggiunto<br />

dai popoli civili. Ma come tutte le altre piante, la Chiesa ha un<br />

tronco, insostituibile, inattaccabile. E' dato dalla somma degli eterni<br />

principi del Vangelo : « Andate in tutto il mondo a predicare il Vangelo<br />

: chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà<br />

condannato» (Marco 16, 15); «Se vuoi salvarti osserva i Comandamenti»<br />

(Matteo 19, 17); « Che giova all'uomo guadagnare tutto<br />

il mondo se perde l'anima?» (Matteo 16, 26); « Chi mangia la mia<br />

carne e beve il mio sangue avrà la vita eterna e lo risusciterò all'ultimo<br />

giorno » (Giovanni 6, 55); « Chi si ribella alle leggi della Chiesa<br />

ed ai suoi richiami ti sia come scomunicato » (Matteo 18, 17); « Amerai<br />

il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima,<br />

con tutte le tue forze... » (Matteo 27, 37) ; « Bisogna pregare sempre<br />

e non venir mai meno » (Luca 18, 1); « Se non farete penitenza<br />

perirete tutti » (Luca, 13, 3).<br />

Appartengono al tronco inattaccabile della Chiesa i Santi Sacrarità<br />

= Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, che impongono<br />

molta cautela nella vita per non naufragare nella fede, per non lasciarsi<br />

trascinare al male dai cattivi.<br />

ESATTA INTERPRETAZIONE DELLE INNOVAZIONI<br />

Tenendo presenti questi principi basilari non saranno di disorientamento<br />

per nessuno le innovazioni proposte dal Concilio, delle<br />

quali alcuni sembrano scandalizzarsi.


Le innovazioni liturgiche se hanno dato maggior risalto al culto<br />

diretto verso la persona del Cristo, non hanno assolutamente diminuito<br />

lo stimolo alle devozioni sia verso la Madonna che verso i<br />

Santi, né intaccate le pratiche devote che alimentano la pietà cristiana<br />

e rendono cara la Preghiera.<br />

Il Santo Padre ci da esempio luminosissimo di una pietà continua,<br />

filiale alla Vergine Santa. La comunitarietà spirituale cui esorta<br />

la liturgia non comporta certo un imprudente accomunamento<br />

di ragazzi e ragazze. Il richiamo del laico a quel rango sacerdotale di<br />

cui parlava già S. Pietro, nel senso che laico e sacerdote sono sullo<br />

stesso piano di apostolato, distinti solo dalla varietà delle mansioni,<br />

non significa certo un invito ai laici ad alienarsi dal Sacerdote. Il laico<br />

è stato vicino al Sacerdote in passato per i Sacramenti e le pratiche<br />

liturgiche a lui riservate, per la direzione spirituale. E questo si<br />

avvererà sempre fino alla fine dei tempi per coloro che pensano sul<br />

serio a salvarsi l'anima. Il maggior apostolato dei laici non li allontanerà<br />

ma li accosterà sempe più al Sacerdote.<br />

Il maggior scandalo è dato dal dialogo. Ma solo perché è travisato<br />

nel modo più strano. Non è l'abolizione delle salvaguardie imposte<br />

nel passato contro l'errore e l'immoralità.<br />

NATURA DEL DIALOGO<br />

II dialogo ammesso dal Concilio è la libertà di discutere anche<br />

in fatto di religione con chi ne è lontano. Mentre prima era proibito<br />

discutere cogli eretici e coi nemici di Dio oggi, che anche i laici vengono<br />

incitati all'apostolato nel proprio ambiente, era necessaria questa<br />

libertà. Ma il dialogo va organizzato e condotto con somma prudenza.<br />

1 ) Deve essere fatto con persone della stessa vostra cultura e<br />

che sono veramente desiderose di verità, non con sofisti, non con fanatici,<br />

non con capziosi. Bisogna poi essere ben preparati sugli argomenti<br />

che si mettono in discussione. Per gli atei ci vuole una logica<br />

del tutto particolare perché si giunge a Dio soltanto mediante<br />

la metafisica che esige speciale preparazione scolastica.<br />

Il dialogo non significa affiatamento ed amicizia. E' assai doloroso<br />

che oggi tanti, anche Cattolici, inclinino ad un'amicizia coi comunisti<br />

fino ad auspicare una rottura delle forze politiche cattoliche<br />

onde ottenere un governo in unione con loro. Costoro si sono dimenticati<br />

che il fine dell'uomo sulla terra è conoscere Iddio e amarlo sopra<br />

ogni cosa e che il maggior delitto che l'umanità abbia compiuto<br />

dall'inizio del mondo ad oggi è la mostruosa campagna combattuta<br />

dal comunismo per estirpare la conoscenza di Dio dal mondo, indirizzando<br />

all'odio di Dio le sue masse, istruendo all'odio di Dio milioni<br />

e milioni dei suoi giovani.<br />

Si parla tanto contro le armi, contro la fame nel mondo come i<br />

maggiori pericoli dell' umanità. Il peggiore pericolo dell' umanità è<br />

questa voragine di odio contro Dio che si va allargando con la tacita<br />

acquiescenza, se non con la simpatia, di una parte immensa deiumanità,<br />

perduta negli infiniti suoi problemi particolari, incurante<br />

del suo massimo problema : il culto di Dio e il suo Regno sulla terra.<br />

Certi delitti Dio non li perdona e li fa scontare con le più disastrose<br />

calamità anche in questa vita. C.<br />

!) Vedi l'opuscolo del P. G. De Rosa S.J. , «II .dialogo con gli atei», Editrice<br />

Stella Matutina - Roma.<br />

4 —<br />

CORSI VARI DI ESERCIZI<br />

PER PROFESSIONISTI<br />

E UNIVERSITARI<br />

Villa S. Giuseppe (Bassano del<br />

Grappa - Vicenza) tei. 22.143<br />

— 1 aprile sera - 5 mattina<br />

(Universitari)<br />

— 6 aprile sera - sabato 9<br />

pomeriggio (Medici)<br />

— 23 aprile sera - 25 sera<br />

(Amministratori)<br />

— 6 giugno sera - 9 giugno<br />

(uomini politici)<br />

Centro S. Cuore (Reggio Em.)<br />

•— 31 marzo sera - 3 aprile<br />

sera (fidanzati)<br />

— 22 aprile sera - 25 sera<br />

(professionisti)<br />

— 1 giugno sera - 4 sera<br />

(impiegati)<br />

Villa S. Cuore - Triuggio (Milano)<br />

tei. 30101 - Seregno<br />

— da Mercoledì Santo sera a<br />

Sabato Santo sera: tre corsi<br />

contemporanei per Professionisti,<br />

per Universitari<br />

e per Giovani.<br />

« Siamo convinti che gli Esercizi<br />

Spirituali di S. Ignazio sono un mezzo<br />

privilegiato per aiutare i laici a<br />

scernere e discernere ciò che è più<br />

conforme al bene degli uomini e alla<br />

gloria di Dio e per suscitare numerose<br />

vocazioni di apostoli di cui il<br />

nostro tempo ha tanto bisogno. Per<br />

tale motivo noi ci auguriamo che la<br />

Compagnia di Gesù in occasione della<br />

Congregazione Generale ricerchi e<br />

avvalori i mezzi adatti a promuovere<br />

gli Esercizi per dare una formazione<br />

adeguata alla situazione dei laici nel<br />

mondo ».<br />

(Dalla lettera mandata dai<br />

rappresentanti laici di tutte le<br />

Congregazioni Mariane di tutta<br />

Europa adunati a Londra<br />

dal 15 al 18 gennaio scorso<br />

al R. P. Generale Pedro Arrupe<br />

S. J.).


LK tatti i cnazl I»<br />

o, i auaatia paàauatc dei (fadzi<br />

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C,<br />

e tata<br />

ati {/zo^eààiawlàtL ea<br />

I Q0> JL<br />

aatt v/T<br />

Bartolomaeus Meister (1500) Colonia<br />

Apparizione di Gesù a San Tommaso<br />

Per i professionisti e laureati di Padova<br />

Preparazione alla Santa Pasqua organizzata dai<br />

Laureati Cattolici e dalla Congregazione Mariana<br />

Professionisti <strong>dell'Antonianum</strong> - col seguente programma<br />

:<br />

- Venerdì 1 aprile e Sabato 2 ore 21 : Conferenza<br />

di P. Pelagio Visentin O.S.B. sul tema: «Cristo<br />

nostra Pasqua».<br />

— Domenica 3 aprile, ore 11: S. Messa di S. Ecc.<br />

Mons. Vescovo in Duomo.<br />

(La pratica di questo Ritiro da la possibilità di acquistare<br />

il S. Giubileo a coloro che interverranno anche alla<br />

Conferenza sul Concilio tenuta da P. Balducci nella<br />

Sala Pio X la sera del 31 marzo alle ore 21).<br />

Per gli universitari esterni<br />

Conferenze di preparazione e Ritiro del Venerdì<br />

Santo a Fraglia.<br />

Per gli sportivi del Petrarca<br />

Ritiro il Venerdì 8 aprile.<br />

Scuola di Religione<br />

Ritiro spirituale col seguente ordine:<br />

— Giovedì Santo : Prima e Seconda Superiore, Prima<br />

Media e Quinta Elementare ;<br />

— Venerdì Santo : Terza, Quarta, Quinta Superio-<br />

re, Seconda e Terza Media :<br />

Mattino ore 9A5 — Pomeriggio ore 15.<br />

FUNZIONI DELLA SETTIMANA SANTA<br />

NELLA CHIESA DELL'ANTONIANUM<br />

Giovedì Santo :<br />

ore 18: Messa Solenne Vespertina «in Coena Domini<br />

»<br />

Processione e riposizione del SS.mo Sacramento.<br />

- (Adorazione fino a mezzanotte e<br />

dalle ore 7 del mattino seguente).<br />

Venerdì Santo:<br />

ore 18: Solenne Azione Liturgica.<br />

Adorazione della S. Croce - Comunione anche<br />

dei fedeli.<br />

ore 21 : Solenne « Via Crucis », nel parco (In caso<br />

di cattivo tempo si farà nell'atrio <strong>dell'Antonianum</strong>)<br />

- predicata dal Rev. P. Messori<br />

Roncaglia S. J.<br />

Sabato Santo:<br />

Benedizione del fuoco e del Cero Pasquale<br />

- Canto dell'«<strong>Ex</strong>ultet» - Litanie dei Santi<br />

- Rinnovo delle Promesse Battesimali -<br />

S. Messa Solenne.<br />

Nota bene. - Incominciando dalla prima Domenica dopo Pasqua nella Chiesa <strong>dell'Antonianum</strong> verrà recitato<br />

il Rosario alle ore 19 e subito dopo sarà celebrata una S. Messa.


IL CONGRESSO MONDIALE A ROMA<br />

E' stato indetto il Congresso Mondiale degli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong><br />

della Compagnia di Gesù, a Roma, per la fine<br />

d'Agosto 1967; il primo era stato adunato dieci anni<br />

orsono a Loyola, patria di S. Ignazio, in occasione del<br />

centenario della sua morte.<br />

Suo scopo è quello soprattutto di esaminare i documenti<br />

del Concilio Vaticano sull'attività dei Laici e<br />

proporre al Sommo Pontefice Paolo VI, già alunno del<br />

Collegio Arici di Brescia, un programma di attività secondo<br />

i Suoi desideri per il prossimo decennio, fino<br />

cioè all'adunanza del nuovo Congresso Mondiale.<br />

Tema del Congresso sarà « il ruolo degli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong><br />

nel mondo di oggi » in conformità al decreto Conciliare<br />

dell'Apostolato dei laici, nel quale si dice : « I<br />

laici si sforzino di acquistare una perizia professionale,<br />

senso famigliare e civico e tutte le virtù che fanno<br />

prosperare la vita sociale... Vocazione propria dei<br />

laici è trattare delle cose temporali, ordinandole in<br />

modo che servano al regno di Dio sulla terra ».<br />

Il tema "del Congresso verrà svolto con questo programma<br />

: Verranno distinte quattro sezioni : Giuridico<br />

ed umanistica - Medico e scientifica - Tecnica ed<br />

industriale - Economica e commerciale.<br />

Per ognuna parleranno <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> esperti per dare<br />

direttive opportune. Verrà istituita anche una Commissione<br />

per lo studio dei problemi della famiglia alla<br />

quale parteciperanno anche le Signore degli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong>.<br />

Una Commissione inoltre dei giovani per risolvere<br />

i problemi che particolarmente li riguardano.<br />

Si invitano fin d'ora gli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> a mandare le<br />

relazioni che potrebbero essere utili.<br />

Il Congresso è consacrato alla memoria di S. Stanislao<br />

Kostka. <strong>Ex</strong> Alunno del Collegio di Vienna, passò<br />

al Noviziato della Compagnia di Gesù ove morì<br />

nel 1568 a 18 anni ed è sepolto nella Chiesa'di San<br />

Andrea al Quirinale. E' il primo <strong>Ex</strong> Alunno elevato<br />

all'onore degli altari e di cui ricorre il IV. centenario<br />

della morte. Proprio nello stesso anno della sua mor-*<br />

te nasceva a Castiglione delle Stiviere S. Luigi Gonzaga,<br />

di cui ricorre quindi il centenario della nascita.'<br />

Per iniziare i festeggiamenti verrà proposto durante<br />

il Congresso Mondiqle una gita - pellegrinaggio a Castiglione<br />

- Padova - Venezia.<br />

IL PRAESIDIUM EUROPEO<br />

DEI GIOVANI EX ALUNNI<br />

E' stato costituito nello scorso anno a Bad-Godesberg<br />

in occasione del Congresso Europeo degli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong>.<br />

Detto Praesidium tende a favorire una attività<br />

prettamente giovanile quanto ad interessi ed aspettative<br />

nel campo d'azione degli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong>. Esso si compone<br />

di un Presidente, attualmente Ettore Moretti, di<br />

DAL MONDO<br />

Papa ci attende<br />

un segretario generale, D. Hoffman, del segretario<br />

aggiunto e rappresentante per I' Italia, Gilberto Sala,<br />

e dei rappresentanti i paesi aderenti alla Confederazione<br />

Europea.<br />

Gilberto Sala annunciando con apposita lettera la<br />

sua nomina a tutte le Associazioni a" Italia scrive :<br />

« Onde detto movimento giovanile, possa concretarsi,<br />

è necessario che in ogni Sede di Associazione<br />

sia eletto un incaricato che si faccia interprete ed esponente<br />

del pensiero dei giovani <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong>, con il<br />

quale è mia viva intenzione creare uno stretto contatto<br />

per una proficua collaborazione.<br />

Ai fini dell'imminente Congresso Mondiale dell'estate<br />

1967 a Roma, durante il quale i giovani avranno<br />

la possibilità di riunirsi e discutere alcuni problemi<br />

di interesse specifico, ritengo sia già fin d'ora necessaria<br />

la viva collaborazione di tutti.<br />

Per la preparazione culturale e organizzativa dell'intervento<br />

dei giovani al Congresso, si è costituita a<br />

Milano una Commissione, la quale si attende da voi<br />

qualunque consiglio o proposta vogliate farle pervenire.<br />

Attendo quindi al più presto il nominativo del vostro<br />

incaricato »._<br />

Gilberto Sala abita a Milano - Via S. Andrea 11,<br />

e gli si può scrivere a casa o all'Assoc. <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> del<br />

Collegio Leone - Via Leone XIII, 6.<br />

DAL BOLLETTINO DELLA CONFEDERAZIONE<br />

EUROPEA DEGLI EX ALUNNI :<br />

• A Montreal, nel Canada, verrà tenuta nel 1967 un'Esposizione<br />

Universale che interesserà assai. Le Confederazione Europea si sta<br />

interessando perché gli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> dei Gesuiti che vorranno recarv/si"<br />

trovino facilitazioni di viaggio ed ospitalità a prezzi di favore.<br />

Daremo a tempo notizie dei risultati delle trattative.<br />

• II Presidente della Confederazione Americana degli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong><br />

dei Gesuiti, Josè Antonio Uribe Portocarrero, è stato nominato Am-<br />

"basciatore di Colombia in Belgio. <strong>Ex</strong> Alunno del Collegio di Via<br />

Franklin, a Parigi, sostenne sempre calorosamente il movimento<br />

<strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong>, collaborando al buon esito del Congresso di Vienna.<br />

• L' Università Cattolica di Cordoba, fondata dieci anni fa dai<br />

Gesuiti su richiesta dell' Episcopato Argentino, conta ora 1800 allievi,<br />

divisi in sei facoltà e due istituti specoli. Questa Università,<br />

aiutata in modo speciale dalle Confederazioni <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong>, è stata<br />

visitata dai Sovrani del Belgio, Ba/dov/no e Fabiola, che goderono<br />

da parte dei Padri e degli studenti la più entusiastica accoglienza.<br />

Visitarono con accuratezza l'organizzazione sceintifica e si interessarono<br />

soprattutto dell'organizzazione per gli studi sociali.<br />

• Sono stati pubblicati nel 1965 tre bolli in onore dei Gesuiti.<br />

Due in Ispagna per il Ven. P. de Anchieta (che fu grande Apostolo<br />

del Brasile) e uno per S. Giovanni Berchmans, di cui ricorre<br />

il centenario della beatificazione, in Belgio. - La Confederazione<br />

sarà grata a quanti la terranno informata di eventuali francobolli<br />

pubblicati in onore di Gesuiti o delle loro Chiese ed opere.


DEGLI EX ALUNNI<br />

Nostri incontri e programmi<br />

E' in progetto un'udienza <strong>dell'Antonianum</strong> con la<br />

rappresentanza di tutte le sue opere, al Santo Padre<br />

Paolo VI. - Vogliamo presentarGli il nostro omaggio,<br />

ringraziarlo per quanto ha fatto e fa per la Pace e<br />

contro la fame che tormenta tanta umanità. Vogliamo<br />

assicurarGli la nostra piena adesione attiva al decreto<br />

Conciliare sui Laici nella Chiesa. Abbiamo già<br />

avute buone promesse dal!' Ecc.za il Maestro di Camera,<br />

Mons. Mario Nascili Rocca, ed attendiamo con<br />

ansia la data possibile e le modalità. Speriamo anche<br />

che ci guidi il Sen. Lodovico Montini, fratello di Sua<br />

Santità. Dirameremo gli inviti appena saremo in possesso<br />

della data.<br />

LA LOTTA CONTRO L'ATEISMO<br />

E' la grande missione che il Santo Padre ha affidato<br />

alla Compagnia di Gesù e quindi anche a noi <strong>Ex</strong><br />

<strong>Alunni</strong> e che dobbiamo ad ogni costo perseguire.<br />

Abbiamo fatto varie inchieste in proposito :<br />

a Padova dove in due Venerdì dello Spirito parlarono<br />

il prof. Corion e l'avv. Perissinotto sul mondo Medico<br />

e Giuridico ed i proff. Dalla Porta e Sabbadini sul<br />

mondo Scientifico.<br />

a Milano dove parlarono per il mondo Scientifico il<br />

prof. Ronzi dell'Università e per il mondo del lavoro<br />

il P. Messori, basato sulle esperienze raccolte nei vasti<br />

contatti avuti in tutta Italia con operai e dirigenti<br />

interessati alle Relazioni Umane.<br />

a Venezia ci radunammo in due sedute del Consiglio<br />

presiedute dall'ing. Usigli, Presidente della Camera dì<br />

Commercio, e dal prof. Angelo Spanio, Preside dell'Istituto<br />

di Cultura Cini. Si è prospettata la possibilità<br />

di far tenere nel prossimo maggio alcune conferenze<br />

contro l'ateismo, e tutti ne furono entusiasti.<br />

a Modena si sono radunati la sera del 5 marzo, accompagnati<br />

dalle Signore, gli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> nostri ivi residenti<br />

(ingg. Scianti, Orrea, Rossi, l'avv. A. Barbieri,<br />

il dr. Viviani e l'ing. R. Barbieri di Reggio Emilia) per<br />

riferire sulla situazione locale.<br />

Dappertuto si è d'accordo che, se è vero che non<br />

si trovano nuclei aperti promotori di ateismo, è necessario<br />

però mettere in bocca alla gente la risposta agli<br />

slogan dei quali si servono i comunisti per negare Iddio.<br />

Oggi che è ammesso il dialogo coi comunisti occorre<br />

essere ferrati per poterlo affrontare.<br />

A CONCLUSIONE QUINDI RITENIAMO OPPORTUNO INDIRE PER DOPO PASQUA TRE CONFERENZE<br />

PUBBLICHE SULL'ARGOMENTO, CON PROFESSORI RINOMATI. VERRANNO MANDATI A TEMPO OPPOR-<br />

TUNO GLI INVITI A TUTTI ED ESPOSTI MANIFESTI PER LA CITTA'.<br />

Noti:<br />

A Roma per interessamento del R. P. Messori coadiuvato<br />

del Dr. Gaietti, dal Prof. Giorgio Meggioni e<br />

dal sempre dinamico Rag. Costante Frigo, si sono radunati<br />

presso la Chiesa del Gesù, alla fine di gennaio,<br />

gli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> <strong>dell'Antonianum</strong> residenti a Roma.<br />

Parlò il R. P. Grasso, Professore dell' Università Gregoriana<br />

e Teologo del Concilio, sul vero significato del<br />

Decreto Conciliare sui Laici. Celebrò la S. Messa il<br />

R. P. Messori. La discussione sull'interessante problema<br />

si protrasse tra i numerosi interventi fino a dopo<br />

la cena, presa insieme, in un vicino ristorante.<br />

Si concluse rilevando l'opportunità d isimili incontri<br />

sui problemi attuali. Ne venne fissato uno per la<br />

fine di marzo in cui avrebbero parlato il Prof. Pasquale<br />

Permisi di S. Margherita ed il Prof. Augusto Pino<br />

sul tanto discusso problema dei figli illegittimi.<br />

A Trento l'<strong>Ex</strong> Alunno Dr. Aldo Salvadei, Primario<br />

pediatria dell'Ospedale infantile «Angeli Custodi», dopo<br />

35 anni di servizio, durante i quali tre generazioni<br />

di Trentini erano ricorsi alle sue cure prestate con<br />

generosa dedizione e amore paterno, è stato calorosamente<br />

salutato da tutto il Corpo Accademico e da tutta<br />

la cittadinanza. Anche il S. Padre volle farsi vivo<br />

con telegramma di congratulazione, auguri e Benedizione.<br />

Il Dr. Salvadei partecipò valorosamente alle due<br />

guerre mondiali. Legionario Trentino durante la prima<br />

guerra, Tenente medico nella seconda, fu due volte<br />

al fronte russo donde è tornato come invalido di<br />

guerra.<br />

A Lui presentano da queste pagine un saluto di<br />

ammirazione e di augurio per nuove attività beneficine<br />

i Padri e gli amici <strong>dell'Antonianum</strong>.<br />

L'On. Lia Carli Miotti ha pubblicato con nuove docomentazioni<br />

una seconda edizione del volume «Giovanni<br />

Carli e l'Altipiano di Asiago». Moglie della Medaglia<br />

d'Oro Ing. Giovanni Carli caduto nel 1945, vuoi<br />

ricordare ai figli, ai parenti e agli amici l'indimenticabile<br />

Estinto dopo 20 anni dal suo sacrificio ed a 25<br />

anni dal Matrimonio. Tutti gli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> <strong>dell'Antonianum</strong><br />

che ricordano il carissimo Carli coi sensi di<br />

perenne ammirazione, esprimono alla sempre desolata<br />

moglie i più vivi sentimenti di circostanza.<br />

L'On. Senatore Umberto Merlin è stato commemorato<br />

nel secondo anno dalla sua morte con la pubblicazione<br />

delle parole pronunciate l'anno scorso, in occasione<br />

del primo anniversario della morte, dal Sen.<br />

Giovanni Gronchi. Lo ricordiamo qui con sentimento<br />

di affetto verso il P. Mario Merlin e verso i parenti<br />

ed amici dell'indimenticabile Estinto.<br />

— 9


Siamo tutti soggetti a patire a cagione<br />

di un intricato e artificiale reticolato<br />

dietro al quale si nasconde una forza,<br />

una potenza che per essere vaga ed<br />

indelineata ci appare anche, più che<br />

spettro, paurosa. Cerca il potere di assumer<br />

forme sempre più temibili, ostacolando<br />

il mondo intero, ed è cagione<br />

di una lotta immensa. Meglio assai è<br />

per noi di non entrar nella lotta, ma di<br />

rimaner fedeli a noi stessi, di agire naturalmente<br />

senza far caso di quello che<br />

pensi o faccia il mondo, di rimaner fermi,<br />

di vivere nella fede in alcunché di<br />

perfetto, di bene, e di vero. Questo continuo<br />

attacco contro la negazione è inutile<br />

fatica. Non si può combattere l'oscurità<br />

con armi materiali. Bisogna evocare<br />

la luce, che è cosa semplice. Non<br />

si può contendere con le potenze dell'oscurità,<br />

ma si può illuminarle colla luce<br />

della nostra anima. Si dirà che il<br />

mezzo non è eroico, ma se possiamo vivere<br />

costantemente coscienti di una<br />

Bontà e di una Verità infinita, vivere<br />

semplicemente, tutto potrà compirsi.<br />

E' bene venire ogni giorno a contatto<br />

con l'Infinito. Dobbiamo esser fedeli,<br />

per quanto ci possa sembrar arduo di<br />

mantenersi calmi davanti ali' agitato<br />

movimento dei nostri giorni, davanti a<br />

questa forza di gravitazione chiamata<br />

progresso. Codeste» progresso non è altro<br />

se non forza di inerzia in movimento,<br />

che non sa dove s'arresta. Come una<br />

folla che preme sulle prime file che a<br />

loro volta non sanno dove e perché vanno.<br />

E' nostro compito rimaner saldi<br />

contro la corrente e trovare il sereno<br />

contatto coli' Infinito, e affondare nel<br />

cuore dell' Infinito a ogni nuova giornata,<br />

e rinnovar la fede prima che le<br />

fatiche della giornata la rendano macchiata<br />

o sminuzzata.<br />

10 —<br />

Spunti Antiateistici<br />

Bisogna trovare Dio<br />

nel proprio cuore<br />

Iniziarne la giornata col farci mondi;<br />

se non sappiamo rinnovare ogni<br />

mattina la fede nostra noi ci stanchiamo<br />

nel calor della lotta e del subbuglio.<br />

Ogni giorno dovremmo immergere<br />

il cuore nella fontana della pace. Noi<br />

popoli dell' India abbiamo fede nella<br />

meditazione, nella grande efficacia di<br />

questo rinnovellamento di vita che<br />

prendiamo ogni giorno detergendoci nel<br />

cuore della Verità. Così realizziamo la<br />

permanenza di ciò che è eterno, e non<br />

ci lasciamo turbare e sopraffare nella<br />

grande lotta. Questa nostra atmosfera<br />

ci manca qui (in Europa): a Santiniketan<br />

1 ) è abitudine nostra vedere ogni<br />

giorno il sole alzarsi dall'oscurità, portando<br />

luce nuova e nuova vita. Abbiamo<br />

così dall'alto una nuova sicurezza<br />

del rinnovarsi della luce e della sconfitta<br />

dell'oscurità. Ogni alba porta a noi<br />

questo messaggio, così per noi viandanti<br />

questo è un momento di oro puro.<br />

S. AGOSTINO<br />

Penso che ognuno di noi debba con<br />

qualche fatica scoprire da sé il suo Dio.<br />

Poiché troppo facile e comune ci hanno<br />

reso la religione , perché troppo facilmente<br />

si parla di Dio, non troviamo<br />

più aiuto nella religione. Dio ha da rivelarsi<br />

a ciascuno di noi per diverse<br />

vie, e ciascuno deve sinceramente trovare<br />

il suo Dio. Una religione stereotipata<br />

non ci aiuta, può guidarci ad una<br />

specie di pietà, ma non può essere religione<br />

vera. In ciascuno di noi si trova<br />

una stanza segreta che Dio stesso<br />

deve schiudere, e noi dobbiamo incontrarlo<br />

nel più recondito segreto del nostro<br />

cuore. Nessun Curo (straniero) deve<br />

potervi penetrare. Dobbiamo compiere<br />

noi soli i nostri sbagli, e scoprire<br />

il nostro segreto, e offrirlo al nostro<br />

Dio. Rabindranath Tagore<br />

(1861-1941)<br />

(Dallo scritto « La Religione » tradotto<br />

da Gallarati Scotti su originale consegnatogli<br />

dall'Autore).<br />

Dio dimora in me, purché lo desideri!<br />

Ho corso tra le cose visibili e quelle<br />

invisibili come una pecora smarrita, e<br />

sono stato assai travagliato cercandovi<br />

fuori di me, Voi, la cui unica dimora<br />

è in me, purché io vi desideri. Sono andato<br />

per tutte le piazze e tutte le strade<br />

delle grandi città del mondo, per<br />

cercarvi, e non vi ho trovato, perché<br />

cercavo all'esterno ciò che era nell'interiorità<br />

della mia anima. Al mio ordine,<br />

tutti i miei sensi esteriori si sono<br />

messi alla ricerca, e non vi ho incontrato,<br />

in quanto la ricerca era priva di<br />

regola. Mio Dio, mia dolce luce, in virtù<br />

dei vostri raggi mi accorgo che la<br />

causa del mio errore risiede nell'esservi<br />

Voi insinuato nel mio intimo senza<br />

che questi stessi raggi abbiano segnato<br />

il punto preciso del vostro entrare in<br />

me. Gli occhi assicurano che se Voi non<br />

avete colore, ciò non dipende dalla loro<br />

visibilità ; gli orecchi dicono : se Egli<br />

non è esploso, si può forse, per questo<br />

motivo, sospettarci di colpevole silenzio?<br />

il naso protesta : se Egli non ha odore,<br />

non posso fornirne alcuna traccia ;<br />

il gusto non tollera che lo si interroghi,<br />

se non esiste sapore ; il tatto aggiunge :<br />

se Egli non ha massa corporea, non attendetevi<br />

nulla dalle mie mani. E' dun-<br />

que vero, mio Dio, che tutto ciò non è<br />

reperibile nella vostra divina Natura.<br />

Quando cerco il mio Dio, non cerco<br />

la squisita grazia dei corpi, i bei giorni<br />

delle belle stagioni, né la luce così<br />

dolcemente amica dei nostri occhi. Non<br />

sono gli incantevoli accordi della musica,<br />

né i sentori dei profumi, dei fiori e<br />

di tutti gli altri effluvi : non è la manna<br />

né il miele, né una carne liscia e<br />

gradevole al tatto, né tutto quanto ha<br />

una gradevole relazione coi nostri sensi,<br />

ciò ch'io cerco. Non tengo davvero<br />

a spartire coi bruti un bene sì grande.<br />

E tuttavia amo una certa luce, e un<br />

certo vago odore, e una certa voce, e<br />

qualche deliziosa vivanda, e una gradevole<br />

levigatezza, quando amo il mio<br />

Dio, luce, armonia, odore, bellezza e<br />

carne... Ecco il mio Dio, e nulla, al suo<br />

confronto, può colpirmi: io cerco questo,<br />

quando cerco il mio Creatore : è<br />

questo che amo, quando lo> amo.<br />

Sant'Agostino<br />

(Da «Soliloqui e Meditazioni»<br />

Nicolas Gros, 1697).<br />

- Parigi,<br />

1 ) Centro di studi e di ricerche dove insegnò Rabindranath<br />

Tagore in India.


Può esistere una morale della scienza<br />

contraria ad una morale Cristiana ?<br />

Ugo Spirito, professore di filosofia<br />

all'Università di Roma, in<br />

un articolo pubblicato sul « Corriere<br />

della Sera » del 17 agosto '65,<br />

intitolato «II progresso scientifico<br />

e la morale - L'albero del bene e<br />

del male» riassume un lungo studio<br />

reso noto sul Giornale critico<br />

della Filosofia Italiana (III serie,<br />

voi. 17°, anno XLII, 1963), in cui<br />

cerca di insinuare come salvezza<br />

dell'umanità futura sarà<br />

La morale del passato<br />

Egli esalta anzitutto la morale<br />

del senso comune ed in particolare<br />

la morale evangelica :<br />

« La parola evangelica dell'amore s'è<br />

posta a fondamento di ogni positivo agire<br />

umano. Il regno dei cieli è aperto<br />

a tutti e la carità accomuna nello stesso<br />

destino e nello stesso valore l'uomo<br />

più umile e più dotto, la donnetta e lo<br />

scienziato. Non v'è da filosofare, ma da<br />

amare, e la sapienza del secolo può addirittura<br />

essere di ostacolo alla vera vita.<br />

Con il cristianesimo il senso morale<br />

tradizionale e stabile raggiunge la<br />

pienezza di una formulazione che può<br />

dirsi definitiva. Nell'invito ad amare il<br />

prossimo come sé stesso, la consapevolezza<br />

del bene perviene alla sua fase<br />

culminante e l'umanità può riconoscere<br />

il punto di riferimento costante del<br />

suo agire. Se si riflette, infatti, sulla<br />

storia del pensiero umano dopo Cristo,<br />

si deve convenire che la parola evangelica<br />

non è stata mai seriamente smentita,<br />

e che, anche quando è caduta la<br />

fede religiosa, anche quando il pensiero<br />

moderno è giunto alle forme più oltranziste<br />

del laicismo, il messaggio cristiano<br />

ha permeato di sé ogni ideale etico<br />

e politico ».<br />

Ben presto però egli cambia linguaggio<br />

e sostiene che la morale<br />

del passato ha ormai superato il<br />

suo ciclo e si va preparando una<br />

morale non più basata come la<br />

passata sulla filosofia e la teologia<br />

ma su qualche cosa di più attuale<br />

:<br />

« Tra morale del passato e morale del<br />

futuro si va determinando un abisso,<br />

che non può non dividere in due la storia<br />

dell'umanità, così come in due essa<br />

si va dividendo con il sorgere e l'affer-<br />

marsi della nuova epoca. Allora bisognerà<br />

riconoscere che la morale cristiana<br />

è destinata a chiudere definitivamente<br />

il suo ciclo, che è il ciclo stesso<br />

della civiltà nel cammino finora percorso,<br />

e che una morale essenzialmente<br />

diversa è destinata a dare un nuovo<br />

significato ai concetti di amore e<br />

di bene ».<br />

La morale della scienza moderna<br />

Naturalmente la nuova morale<br />

sgorgherà dalla scienza moderna<br />

la quale riparerà il più grande assurdo<br />

della morale antica che ha<br />

preso poco sul serio il comandamento<br />

del Vangelo che dice : non<br />

giudicare. La morale dell' umanità<br />

antica ha sempre giudicato inesorabilmente<br />

tra buoni e cattivi,<br />

condannando inesorabilmente gli<br />

uni e premiando gli altri. Lo faceva<br />

in nome di principi eterni di<br />

giustizia e di onestà. La morale<br />

propostaci dalla scienza moderna<br />

ha un concetto superiore di giustizia<br />

e di libertà perché accomuna<br />

tutti nello stesso anelito di amore.<br />

Essa infatti non mi autorizza a<br />

condannare nessuno fuori di me.<br />

« Se altri compie un'azione che ritengo<br />

riprovevole posso accusarne soltanto<br />

la mia deficiente volontà. Ho posto<br />

un programma, una norma, una legge,<br />

che non ho saputo realizzare in concreto<br />

in quel mondo che costituisce il mio<br />

essere. Non v'è un altro che sia colpevole,<br />

ma io che l'ho reso colpevole. Se<br />

egli ha agito come ha agito, vuoi dire<br />

che la mia norma non era come la sua<br />

norma e cioè che io non ho saputo far<br />

diventare sua la mia norma. Fare un<br />

altro responsabile di non adeguarsi alla<br />

legge stabilita da me non può avere<br />

altro senso che l'arbitrio e la violenza.<br />

Il giudice (o la società) che condanna<br />

in nome della legge, compie, appunto,<br />

un atto di arbitrio o di violenza. Ma la<br />

colpa di tale atto di violenza non può<br />

ricadere a sua volta, che su di me, perché<br />

sono io che pongo l'ideale o il programma<br />

del non giudicare e sono io<br />

che non riesco a realizzare una società<br />

in cui i giudici acquistino coscienza del<br />

valore della mia norma.<br />

Il nuovo concetto di responsabilità,<br />

dunque, non soltanto non attenua il<br />

mio senso di responsabilità, ma lo ingigantisce<br />

all'infinito. Esso mi da la<br />

consapevolezza precisa dell'arbitrio di<br />

ogni mia condanna e mi fa assumere<br />

la paternità di tutto ciò che nel mondo<br />

considero come negativo. Sono io,<br />

infatti, che distinguo negativo da positivo,<br />

in funzione di un programma che<br />

è il mio programma e di me soltanto<br />

posso dolermi se esso non è condiviso<br />

dagli altri. Scambiare il mio programma<br />

con la norma o la legge, che tutti<br />

debbono rispettare, costituisce l'equivoco<br />

fondamentale che ha sempre sorretto<br />

l'etica del giudizio. Né la situazione<br />

cambia quando, sulla base del<br />

dualismo di io e Dio, attribuisco a Dio<br />

il mio programma, e pretendo ch'esso<br />

venga attuato in nome di Dio ». (pag.<br />

442-443).<br />

« L'azione del cattivo appartiene, per<br />

10 meno in eguai misura, a quella del<br />

buono, e distinguerne la responsabilità<br />

non può avere giustificazione di sorta.<br />

11 cattivo è fatto cattivo soprattutto<br />

dai buoni che si vogliono liberare della<br />

responsabilità scaricandola su di lui.<br />

E' fatto cattivo dalla società che lo giudica,<br />

estraniandolo da sé, con un atto<br />

costitutivo di quella cattiveria che condanna.<br />

Anzi, se di una separazione di<br />

responsabilità potesse comunque parlarsi,<br />

essa dovrebbe condurre alla conclusione<br />

che responsabili davvero sono<br />

i così detti buoni, e cioè coloro che si<br />

rifiutano di riconoscere la propria partecipazione<br />

alle colpe deprecate ». (pag.<br />

438).<br />

Argomenti strani<br />

Se noi ora domandiamo come<br />

mai la scienza ci porti a questi risultati<br />

ci troviamo di fronte a tre<br />

argomenti.<br />

Il primo è che la scienza coll'astronomia<br />

ha distrutto il sistema<br />

tolemaico e quindi Dio perché gli<br />

uomini hanno inventato Dio guardando<br />

il sole che illumina 1' universo<br />

e domina le stelle.<br />

« L' uomo aveva sempre creduto alla<br />

terra come centro dell' universo e tale<br />

centralità aveva caratterizzato la vita<br />

stessa dell'uomo. La terra al centro del<br />

mondo, e poi l'uomo al centro della<br />

terra, e poi io al centro dell'umanità.<br />

Geocentrismo, antropocentrismo, ego-<br />

— 11


centrismo sono i tre termini che accompagnano<br />

l'uomo nel lungo cammino<br />

storico fino all'epoca moderna.<br />

Si tratta di una visione prospettica<br />

che trova implicita consacrazione nel<br />

racconto biblico e che sfocia nelle convinzioni<br />

fondamentali del sole e dei<br />

cieli che girano intorno alla terra, dell'uomo<br />

che è re e scopo della natura,<br />

dell' io come anima e principio eterno.<br />

Sono tre convinzioni che formano sostanzialmente<br />

il contenuto di ogni religione<br />

e di ogni metafisica precopernicana,<br />

saldamente ancorate nella coscienza<br />

degli uomini con la forza che<br />

è propria dell'evidenza. Poi, a un tratto,<br />

si scopre che il sole non gira intorno<br />

alla terra. L'evidenza ed il senso comune<br />

si rivelano illusori. Tutto da rifare<br />

». (pag. 447).<br />

Caduto Dio naturalmente cade<br />

la legge eterna cardine della morale<br />

antica.<br />

Il secondo argomento è tolto<br />

dalla psicanalisi e dalla psichiatria<br />

che come hanno dimostrato<br />

che non esiste più il diavolo perché<br />

gli indemoniati sono risultati<br />

ammalati psichici così domani dimostrerà<br />

che non c'è più anima<br />

distinta dal corpo e quindi non vi<br />

sarà più intelligenza né volontà<br />

libera, ma semplice attività fatale<br />

e senza alcuna responsabilità.<br />

Perfino la personalità non è altro<br />

che una congerie di incontri<br />

fatali :<br />

« Un quadro del Perugino è espressione<br />

della sua personalità. Ma oltre il<br />

Perugino, v' è, appunto, Perugia. E Perugia<br />

appare nel suo profilo e nella sua<br />

fisionomia inconfondibile : nella sua<br />

personalità. E' opera fatta dagli uomini,<br />

come il quadro del Perugino, ma<br />

non da un uomo solo: da tanti uomini.<br />

Non per questo, tuttavia, è meno<br />

una, è meno bella, meno personale. Se<br />

poi dall'alto della città, guardiamo la<br />

sottostante vallata, un'altra realtà peculiare<br />

appare ai nostri occhi: la realtà<br />

di un panorama fatto certamente<br />

dagli uomini, ma, si dice, anche e soprattutto<br />

dalla natura. Il Perugino, gli<br />

uomini, la natura: tre artefici che non<br />

riusciamo a distinguere bene, anzi che<br />

non possiamo e non dobbiamo distinguere<br />

». (pag, 440).<br />

Il terzo argomento è più significativo<br />

ed è una paura tremenda<br />

dell'inferno. Nell'universo non c'è<br />

cosa più assurda, secondo lui, che<br />

un giudizio universale quale lo<br />

concepisce il cristianesimo che<br />

pure ha creato la civiltà moderna<br />

e la scienza moderna.<br />

12 —<br />

« II dualismo più grave è quello che<br />

concerne la distinzione degli uomini in<br />

buoni e rattivi. Che si sia un po' tutti<br />

buoni e cattivi non toglie poi che il più<br />

e il meno scompaiano di fronte al giudizio<br />

complessivo. Vero è che il cristianesimo<br />

insegna a non giudicare ma non<br />

esclude il giudizio ed anzi fa del giudizio<br />

l'epilogo della storia dell' umanità<br />

: il giorno del giudizio o il giudizio<br />

universale. E quel giorno, appunto, non<br />

si tratterà di più o di meno, ma soltanto<br />

di aut-aut: buoni o cattivi. Alla destra<br />

di Dio andranno i salvati, i beati;<br />

alla sinistra i dannati, i maledetti. Merito<br />

e santità, da una parte; colpa e<br />

peccato, dall'altra. Tutta la logica della<br />

religione è dominata da questa alternativa<br />

che da significato alla vita<br />

terrena e a quella dell' al di là. Tutto<br />

il mondo è visto in funzione della responsabilità<br />

e il destino dell'uomo è<br />

riassunto nella punizione o nella beatitudine<br />

eterna. L'epilogo del dualismo<br />

di io e mondo è nel dualismo di inferno<br />

e paradiso, di dannazione e di salvezza.<br />

La religione dell'amore si arresta<br />

a un certo punto di fronte alla responsabilità<br />

del malvagio e il suo ripudio<br />

eterno non consente più alcun<br />

margine a ciò che dell'amore è costitutivo.<br />

Siate maledetti per sempre. E'<br />

la condanna annunziata dal Vangelo.<br />

Se poi si aggiunge la traduzione del<br />

dualismo in termini quantitativi di una<br />

massa damnationis e di pauci £Ìecti, il<br />

principio dell'amore subisce un'ulteriore<br />

sconfessione che rasenta addirittura<br />

l'assurdo ».<br />

Scienza o fantascienza?<br />

Che cosa possiamo rispondere<br />

a simili strabilianti affermazioni?<br />

Anzitutto osserviamo essere assai<br />

improbabile che la vera scienza<br />

porti ad un'umanità senza leggi.<br />

Proprio essa che studia le leggi<br />

dell'universo e ne trova una rete<br />

infinita dominante tutti gli esseri<br />

dall'atomo agli astri dell'universo,<br />

è possibile che giunga alla<br />

conclusione che l'umanità sia abbandonata<br />

senza leggi ai capricci<br />

di un cieco destino?<br />

In secondo luogo facciamo notare<br />

che l'illustre professore parla<br />

non di oggi, perché oggi si crede<br />

in Dio, anche da parte degli<br />

scienziati come forse mai, si crede<br />

nell' anima e molto più nella<br />

responsabilità. A questo poi credono<br />

soprattutto i popoli che ufficialmente<br />

negano Dio. Se vivesse<br />

ancora la buon'anima del Giusti<br />

potrebbe continuare a cantare<br />

ora più che mai la sua «ballata»<br />

sulla macchina a vapore, inventata<br />

in Cina, per tagliare la testa ai<br />

«centomila - messi in fila».<br />

Di che tempo si parla allora?<br />

del futuro? e di fra quanti millenni?<br />

Ma allora significa questo<br />

non fare della scienza ma tutt'al<br />

più della fantascienza, ed anche<br />

questa di assai cattivo gusto per<br />

i dati assurdi dai quali parte.<br />

Quando - ad esempio - ci dice<br />

che il concetto di Dio e dell' io<br />

nell' uomo è nato dalla vista del<br />

sole circondato da stelle, fa venire<br />

in mente quell'antropologo che<br />

voleva convincere i suoi discepoli<br />

che l'omazione (l'intelligenza dell'uomo)<br />

era nata dal fatto che<br />

qualche antropoide delle caverne<br />

era riuscito a camminare in piedi<br />

ed aveva cominciato a vedere<br />

lontano le cose belle della natura.<br />

Si sentì naturalmente rispondere<br />

che se l'intelligenza nascesse solo<br />

del vedere la natura e le sue bellezze,<br />

le giraffe dovrebbero essere<br />

gli animali più intelliggenti del<br />

mondo !<br />

Curiosa poi la notizia che le religioni<br />

sono nate dal sistema tolemaico.<br />

Sia pure che qualche religione<br />

ritenesse i suoi re discesi<br />

dal sole o dalla luna, ma la Sacra<br />

Scrittura scritta da Mosè molti<br />

secoli prima di Tolomeo osserva<br />

subito in principio che Iddio<br />

creò i cieli, la terra, il sole, gli astri<br />

colla Sua parola onnipotente.<br />

Il Vangelo poi non solo non<br />

si basa sul sistema tolemaico, ma<br />

dichiara apertamente che gli astri<br />

cadranno, mentre S. Giovanni<br />

parla di nuovi cieli e di nuove<br />

terre.<br />

Che la psicanalisi, la psichiatria,<br />

poi abbiano eliminato il diavolo<br />

per il solo fatto che hanno<br />

riconosciuto l'origine naturale di<br />

alcune malattie attribuite a infestazione<br />

satanica, non prova affatto<br />

che tutti i fenomeni siano<br />

spiegati naturalmente. L' esistenza<br />

del diavolo del resto non è stata<br />

rivelata da fatti psichici straordinari,<br />

ma dalla S. Scrittura che<br />

ci mette al corrente dell'esistenza<br />

di potenze demoniache spingenti<br />

l'uomo ad una malvagità cui non<br />

arriverebbe con le sue sole forze<br />

naturali e contro le cui insinuazioni<br />

bisogna rinforzarsi con la<br />

preghiera.


La salutare paura<br />

Conveniamo con Ugo Spirito<br />

che l'inferno eterno minacciato<br />

dal Vangelo a chi persiste nella<br />

negazione di Dio e della sua legge<br />

fa veramente paura. I mostri<br />

danteschi della città di Dite sono<br />

orribili. Ma che cosa vi è di più<br />

orribile e ributtante di quel mostro<br />

di natura che ci viene presentato<br />

come «dio della scienza»<br />

per il futuro? Un mostruoso essere<br />

viscido che non è né materia<br />

né spirito, senza intelletto e senza<br />

cuore, senza tempo e senza eternità,<br />

che si diverte a produrre<br />

miliardi e miliardi di uomini, con<br />

una intelligenza soggetta ad ogni<br />

inganno, ma senza volontà e libertà,<br />

con la pretesa che si tengano<br />

responsabili di quanto c'è di negativo<br />

nell'universo? Che fa vivere<br />

miliardi di uomini nelle più penose<br />

condizioni di vita per scaraventarli<br />

poi con la morte nel fan-<br />

Scivere o telefonare all'<strong>Ex</strong> Alunno:<br />

Dr. R. GARDIN - IL SOLE<br />

Kinderheim - Cortina<br />

Telefoni 2425 - 2103<br />

go (verso il quale hanno una infinita<br />

ripugnanza) senza speranza o<br />

conforto, unicamente per il giuoco<br />

stupido di un onnipotente bestione<br />

che si diverte del male degli<br />

altri?<br />

Se noi accettiamo la vita come<br />

oggi è, è perché crediamo che esiste<br />

un Dio giustizia sì infinita, ma<br />

soprattutto bontà infinita che accoglie<br />

tutti quelli che si rivolgono<br />

a Lui, come è significato dalla parabola<br />

del figliuol prodigo e dalla<br />

promessa al buon ladrone, e sopratutto<br />

dall'amore di Cristo Figlio<br />

di Dio che si sacrifica per la<br />

umanità. Perché sappiamo che la<br />

vita qui è puramente di prova, che<br />

Dio sa giudicare le responsabilità<br />

con una scienza infallibile e siamo<br />

animati dalla speranza di una<br />

vita futura di felicità divina.<br />

Ma se nella vita non ci fosse alcuna<br />

speranza ; se la miglior sorte<br />

dell' uomo consistesse nell' abbracciare<br />

la malvagità dei cattivi<br />

per non creare divisione di sorta<br />

tra gli uomini, la vita diventerebbe<br />

una bolgia tale di corruzione,<br />

di sangue, di atrocità che il desiderio<br />

della morte diventerebbe insuperabile.<br />

Naturalmente noi non crediamo<br />

che Ugo Spirito abbia scritto sul<br />

serio, ma noi lo consigliamo a non<br />

insistere in certe stravaganze che<br />

per il popolo possono essere incentivo<br />

all'incoscienza e al delitto.<br />

In quanto all'inferno per evitarlo<br />

non basta negarlo. Questa è la<br />

via più diretta per finirvi. L'inferno<br />

si evita meditandolo come hanno<br />

fatto i santi (S. Francesco Borgia<br />

lo meditò per due anni varie<br />

ore al giorno) ed umiliandosi come<br />

loro ai piedi del Giudice Supremo<br />

infinitamente misericordioso.<br />

A CORTINA D'AMPEZZO<br />

\JL<br />

KINDERHEIM<br />

casa per bambini<br />

da uno a sei anni di età<br />

aperta tutto l'anno<br />

è una villa padronale,<br />

sita sui prati di Ronco,<br />

con ampio parco.<br />

Dispone di soli venticinque<br />

posti<br />

II pediatra - puericultore<br />

vive in casa<br />

C.<br />

— 13


Raccolta della paglia di miglio in India. - II miglio, con la dura, costituisce uno dei prodotti base dell'alimentazione. E' usato in sostituzione<br />

del riso e del frumento.<br />

Qualche cenno sulla poesia indiana<br />

// P. Spirituale delt'Antonianum, P. Domenico Ferrali S.J. ha festeggiato ultimamente i suoi scssant'anni di vita religiosa<br />

nella Compagnia di Gesù, dei quali quaranta ha trascorsi in India. Ivi fu professore nell'Università di Mangalore<br />

fino all'ultima guerra, quando è staio fatto prigioniero dagli inglesi e poi rimpatriato. Venne a Padova dove si era laureato.<br />

Scrittore di varie opere di carattere storico o filosofico, scrisse per la nostra Rivista l'articolo sulla poesia indiana<br />

che qui pubblichiamo presentando a lui, anche da queste pagine, i migliori auguri.<br />

La poesia classica dell'India fiori nel<br />

Regno di Kaniksha, di Harsha e in altri<br />

Stati ai primi secoli dell'era cristiana.<br />

Questi prìncipi sebbene non fossero<br />

molto potenti in armi, pure gareggiavano<br />

nella pompa, nello splendore<br />

della loro corte, nella protezione che<br />

davano ai letterati e poeti. Le loro capitali<br />

erano centri di arte come forse<br />

Atene al tempo di Pericle, e Firenze<br />

durante i Medici.<br />

Poeti e letterati le chiamavano «Nagaras»,<br />

e il loro splendore rendeva ancora<br />

più abbietta la sorte dei lavoratori<br />

dei campi e dei poveri. Vari poemi<br />

e drammi descrivono la magnificenza<br />

delle «Nagaras», ma forse il più completo<br />

è il «Nagarasarva» del Buddista<br />

Padmasrsi il cui poema è il Vademecum<br />

di un giovanotto elegante che, ricco<br />

di mezzi, vive in una villa splendida,<br />

in magnifico giardino.<br />

Si alza tardi la mattina e si mette a<br />

studiare, dopo la toilette, e provvisto<br />

in abbondanza di foglie di Betel, in cui<br />

ha avvolto della calce viva, e che masticherà<br />

tutta la giornata. Ma lo studio<br />

non dura molto, e, venuti gli amici giocano<br />

una partita su un tavolo special-<br />

14 —<br />

mente preparato, poi scendono a vedere<br />

una lotta interessante fra i galli o<br />

i cani. Giungono poi le amiche, musici<br />

e baiadere. Si divertono tutti, cantano<br />

e danzano.<br />

Ma non sarebbero indiani, se ai pia-<br />

-ceri dei sensi non congiungessero anche<br />

lo studio di antichi poemi, come il Mahabarata<br />

e il Ramajana, e tentativi di<br />

comporre qualche poesia. Opere in prosa<br />

del V o VI secolo avanti Cristo sono<br />

rarissime. Il famoso Valrnichi aveva<br />

composto i suoi poemi immortali in<br />

un romitaggio, ora invece il giovane<br />

poeta, o perché è ricco, o perché si è<br />

già fatto un nome, ha accesso ai palazzi<br />

dei nobili, ed entrato in una stanza<br />

ben ammobigliata, accompagnato da valente<br />

segretario, si sdraia su di una specie<br />

di sofà, e detta le sue poesie. La<br />

massima parte di queste son dedicate<br />

all'amore, ai giochi, oppure celebrano<br />

la grandezza del principe, le sue vittorie,<br />

i suoi divertimenti, le sue cacce nelle<br />

foreste o nelle sterminate compagne.<br />

La lingua è il Sanscrito, venuto dal<br />

cielo, parlato dagli dei. Più tardi si faranno<br />

strada anche altre lingue, spe-<br />

cialmente il Tamulico, ricchissimo di<br />

poemi e di lavori filosofici.<br />

Il primo grammatico è Agastya, e i<br />

poemi più antichi sono l'Agapporul,<br />

che descrive l'amore e la vita di famiglia,<br />

e il Parapporul, dedicato alla vita<br />

pubblica.<br />

Gli Indiani sono profondamente religiosi,<br />

e il giorno non si cominciava<br />

mai senza una preghiera. I poeti si rivolgevano<br />

di preferenza alla dea Saraswatt,<br />

qualche ora del giorno la spendevano<br />

all'Accademia, o in qualche Biblioteca<br />

dove, consultati antichi poeti,<br />

dettavano alcuni versi.<br />

I poeti non vivevano soli, ma insieme<br />

ad altri, cui leggevano le loro poesie,<br />

e le correggevano insieme.<br />

I principi, non solo i potenti, ma anche<br />

i più modesti cercavano sempre<br />

qualche poeta che ne celebrasse il. valore<br />

e la gloria. C'erano spesso gare e<br />

competizioni fra i poeti. Per esempio<br />

un giorno cantò il re Bhojas. « II sole<br />

si nasconde nel mare verso sera » e il<br />

poeta Bana, usando le stesse sillabe,<br />

canta pure: « L'ape ben pasciuta si riposa<br />

nel calice del Lotos », e Maeswa-


a: « L'uccello si nasconde in un albero<br />

della siepe », e Kalidasa: « L'amore<br />

lene lene scende nel cuore della fanciulla<br />

».<br />

Kalidasa, secondo la tradizione indiana,<br />

fu contemporaneo del re Vikramoditya<br />

di Uyani nel 50 - 58 prima di<br />

Cristo, ma più probabilmenete visse nel<br />

IV o V secolo dopo Cristo. Della sua<br />

vita si conosce ben poco. Fu Bramino<br />

di nascita? Abbandonato, si guadagnò<br />

da vivere per qualche anno come pastore<br />

di vacche? Non si sa. Questo è certo,<br />

che il suo genio lo porta alla corte<br />

del re, dove scrive e si diverte per parecchi<br />

anni. Fu ucciso ancora giovane<br />

da una danzatrice o Bayadera. È autore<br />

di molti poemi lirici epici, drammatici.<br />

In India sono famosi il Kumasambava,<br />

il Raghuvansa e specialmente le<br />

poesie liriche contenute nel Meghaduta.<br />

Goethe e Humboldt ne sparsero la<br />

fama in Europa.<br />

Il Kumarasambhava, incomincia con<br />

una magnifica descrizione dei re dei<br />

monti, l'LIimalaya, la cui figliola Urna,<br />

0 Parvati, dopo vari incidenti, diviene<br />

la sposa del dio Siva. Kalidasa ne descrive<br />

l'amore. Veramente, se le scene<br />

fossero state composte da un poeta di<br />

minor valore, sarebbero state condannate<br />

perché contrarie alle prescrizioni<br />

dell'Arte Poetica, ma al g:nio di Kalidasa<br />

tutto si perdona. Il poema consta<br />

di 8 canti, però l'ultimo è incompleto.<br />

I canti del Raghuvansa, sono 19, e<br />

sono interessantissimi, per le descrizioni<br />

di un romitaggio, della splendida<br />

corte del re di Ayodha, della marcia<br />

del suo esercito contro il nemico, dello<br />

sposalizio di Urna col figlio del re.<br />

1 canti 10-15 sommarizzano il Ramyana<br />

ma alcune scene bellissime sono proprie<br />

dell'autore.<br />

Nell'Agnivarna, l'ultimo canto si descrive<br />

la vita di un despota indiano.<br />

Pranzi, danze, divertimenti, finché il<br />

re vittima dei suoi eccessi, cade ammalato<br />

irrimediabilmente. La prima regina,<br />

sconsolata, sogna che le nubi le porteranno<br />

un erede, che salirà sul trono.<br />

Ma l'opera termina improvvisamente e<br />

nulla si sa dell'erede e del susseguirsi<br />

degli eventi, e ciò è in contraddizione<br />

col buon gusto e i dettami dell'estetica<br />

indiana.<br />

Più completo è il Meghaduta, o messaggio<br />

delle nubi. Un principe, esiliato<br />

dal Nord al Sud della penisola, ritorna<br />

alla sua patria. Alle nubi affida un mes-<br />

saggio di speranza e d'amore per la sua<br />

sposa. Questo gli da l'opportunità di<br />

descrivere i colli, le foreste, le campagne<br />

dell'India, con una poesia veramente<br />

meravigliosa. Il poema consiste in<br />

111 strofe, tutte nel metro dolce e soave,<br />

chiamato Mandakranto. Dopo una<br />

breve introduzione, le nubi si fermano<br />

sopra Alaka, bella città, e lì c'è la casa<br />

della sposa, addolorata e afflitta per<br />

l'assenza dello sposo. Il dolore della<br />

sposa è descritto in maniera commovente.<br />

Finalmente si riuniscono, e allora<br />

la gioia, l'amore fanno dimenticare<br />

le afflizioni della separazione.<br />

Eppure, una cosa difficile intendersi<br />

per noi Europei, altre spose attendono<br />

10 sposo, e sebbene l'amore è descritto<br />

con tanto i timo affetto, non è unico.<br />

Il Meghadula è uno dei poemi più<br />

amati in India. È stato spesso imitato,<br />

e perfino i «yaina» ne hanno inserito<br />

molte strofe nei loro poemi in onore<br />

dei loro venerati fondatori, Tirttankaras.<br />

Fra i poemi ispirati dal Meghaduta<br />

si possono menzionare il Rtusamhara,<br />

nel quale il dolore della sposa per<br />

l'assenza del marito è profondo e commovente,<br />

e molte poesie liriche ed erotiche<br />

contenute nel famoso Raksasakavya.<br />

Per gli Indiani Kalidasa è il «Mahakavi»,<br />

o poeta per eccellenza. Conosce<br />

profondamente le Sastras, ossia l'arte<br />

poetica, in ogni verso si distingue in<br />

lui l'abilità nell'uso delle similitudini e<br />

11 buon gusto, evita espressioni complicate<br />

e oscure. L'uso dei versi è appropriato,<br />

e ben lontano dalle artificiosità<br />

di tanti contemporanei. Il sole che sorge<br />

forma sulle onde un ponte d'oro, i<br />

palazzi di Alaka rassomigliano alle nubi<br />

splendenti, il re Pandya, ricorda col<br />

suo corpo dipinto le montagne illuminate<br />

dal sole nascente, le donne ricordano<br />

con la loro bellezza i lampi che<br />

accompagnano le nubi.<br />

Forse per noi Europei tante immagini<br />

possono sembrare esagerate, ma per<br />

gli Indiani, che conoscono il Sanscrito<br />

a perfezione, son come gioielli che adornano<br />

una fanciulla e ne rendono più<br />

armoniosi i movimenti.<br />

Ci siamo intrattenuti a lungo su Kalidasa,<br />

ma l'India può vantare tanti altri<br />

poeti, che rendono immortale il suo<br />

penio poetico. Però, come l'Italia ha avuto<br />

il '600, così in India troviamo esagerazioni<br />

e artificiosità. Per esempio<br />

ci sono poesie dove i versi cominciano<br />

tutti col B, e con 1' M, o i versi sono<br />

disposti in tale maniera, che sembra a<br />

metà salire sopra un colle, e l'altra metà<br />

discendere e così via.<br />

I due grandi eroi Rama e Krishua.<br />

Krishua, il dio dell'amore, spesso descritto<br />

nelle sue danze e giochi e canti<br />

con le irtine o pastorelle. Certo, molti<br />

di queseti inni sono esageratamente erotici,<br />

ma il Missionaraio tedesco dott.<br />

Mogling, ne ha tradotti 402 dal Dasara<br />

Padagulu, uno più bello dell'altro.<br />

Sono dedicati a Krishna, con intimo<br />

senso di devozione; mostrano un profondo<br />

desiderio di rinunzia alle vanità<br />

chi mondo e di dedicazione al servizio<br />

della divinità. Un Cristiano non li può<br />

leggere senza commuoversi, e sentire<br />

un senso di tristezza che inni così belli.<br />

e così veramente religiosi siano dedicati<br />

a quella caricatura del Redentore,<br />

ch° è Krishna. L'Induismo è certo una<br />

religione idolatrica, ma tanto nella sua<br />

abbondantissima letteratura quanto nei<br />

suoi templi mostra spesso un sentimento<br />

profondamente religioso.<br />

P. Domenico Ferro!! S. J.<br />

Chi è passato per Puri e ha visto la<br />

devozione degli innumerevoli pellegrini<br />

non può non sentirsi commosso.<br />

Nel Rasakalloba si tratta della vita<br />

di Krishna in 34 canti. In un inno, dove<br />

ogni verso incomincia con la stessa<br />

lettera, si dice: « Può un uomo contare<br />

le stelle che brillano nei cicli? Può<br />

— 15


egli numerare le gocce d'acqua che cadono<br />

sulla terra? Può egli rendersi conto<br />

del numero delle onde che agitano<br />

i mari? Anche se lo potesse fare, sarebbe<br />

però pur sempre impossibile descrivere<br />

la grandezza, l'immensità di Krishna<br />

».<br />

Per molti secoli la lingua adoperata<br />

nella poesia indiana è stato il Sanscrito.<br />

Ma poi, dovuto specialmente a bardi e<br />

cantori ambulanti, cominciavano ad usarsi<br />

anche altre lingue, come il Tammulico,<br />

il Kanarese, l'Urdù e così via.<br />

Alle liriche succedettero lavori in prosa,<br />

drammi, romanzi.<br />

Per esempio quasi ogni tempio d'importanza<br />

possiede una letteratura poetica;<br />

come già accennato, il tempio di<br />

Puri è famosissimo, e innumerevoli sono<br />

i pellegrini che vi concorrono, e allorché<br />

danzano e cantano in onore di<br />

ya.ganath fanno grande impressione per<br />

l'entusiasmo e la fede che mostrano.<br />

In un lavoretto come questo è impossibile<br />

esaminare i lavori filosofici e<br />

teologici, che son numerosi, e d'importanza<br />

capitale. Pur lasciando le opere<br />

dei Buddisti, che secoli fa erano numerosissimi<br />

in India, ma che ora hanno<br />

dovuto ritirarsi al Nord, nel Tibet, op-<br />

pure nell' Est, nella Birmania, e fino<br />

alla Cina, troviamo altre opere filosofiche<br />

di Sankara, Ramanuya e Madhava.<br />

Filosofi Inglesi e Tedeschi le hanno tradotte<br />

e commentate. Di lavori Italiani<br />

ne troviamo ben pochi.<br />

Io mi augurerei che specialmente le<br />

università si dedicassero di più a questi<br />

studi, così importanti, non solo dal<br />

punto culturale, ma anche per stabilire<br />

qualche legame fra 1' Italia e 1' India.<br />

Fra gli Italiani colti ce ne sono molti<br />

che hanno sentito nominare Rabindrath<br />

Tagore (premio Nobel) e qualche altro,<br />

ma l'India, come tale, è un continente<br />

chiuso. Il prof. Lorenzo Di Napoli ha<br />

tradotto il Bilhana; il Pavolini ci ha<br />

fatto conoscere varie parti del Mahabharata,<br />

si è distinto come traduttore di<br />

vari lavori di Hindi.<br />

E dei Missionari che dobbiamo riferire?<br />

Di grammatiche e vari testi di<br />

scuola ne hanno composti molti.<br />

Ma non posso fare a meno di nominare<br />

il P. Beschi, famoso in India per<br />

il Tempavani o leggende su S. Giuseppe,<br />

poema scritto in lingua purissima.<br />

Egli nacque a Castiglione nel 1680, entrò<br />

nella Compagnia a 18 anni e nel<br />

La fame nell'India<br />

1708 si recò in India. Divenuto Missionario<br />

fra i Tamulici, ne imparò a<br />

perfezione la lingua, e popolare e classica.<br />

Vari sono i metri usati nel poema,<br />

che è diventato famoso anche fra<br />

Indù.<br />

Alcuni anni fa io fui presente alla<br />

moderna Università di Chidanbaram<br />

dove con grande solennità si scoprì un<br />

magnifico quadro in onore del P. Beschi.<br />

Ha scritto anche varie altre opere,<br />

didattiche e poetiche. Famoso il Paramarrtagurù,<br />

satira giocosa sui sacerdoti<br />

pagani.<br />

Egli vestiva al modo indiano, si cibava<br />

di riso condito all'indiana, e popolarissimo<br />

al suo tempo, la sua fama<br />

è ancora fresca. Certo che la conquista<br />

dell'India da parte degli Inglesi, ha avuto<br />

una grande influenza sullo sviluppo<br />

culturale della nazione, la quale, unita<br />

adesso e libera, può competere<br />

non solo con altre nazioni orientali, ma<br />

anche con l'Occidente. I Missionari Europei<br />

e Indiani sono abbastanza numerosi,<br />

e, garantita loro libertà di culto<br />

e di evangelizzazione preghiamo riescano<br />

a diffondere sempre più la verità evangelica<br />

fra queseto popolo così vario<br />

e religioso.<br />

Da alcuni anni l'India va soggetta a catastrofiche siccità che<br />

affamano gran parte della sua popolazione.<br />

Anche i Antonianum ha corrisposto alla campagna di carità<br />

promossa dal Santo Padre e cospicue offerte vennero raccolte sia<br />

tra gli studenti interni sia alla Scuola di Religione.<br />

L'India però sarà sempre soggetta al tormento della fame fin<br />

tanto che dureranno le assurde superstizioni religiose che privano<br />

delle carni gli abitanti e lasciano gli animali tiranni della situazione<br />

alimentare. L'organizzazione castale poi, che condanna a<br />

una schiavitù obbrobriosa innumerevoli persóne è quanto vi è di<br />

più inumano nel mondo.<br />

Vari giornalisti hanno incominciato la battaglia contro simile<br />

situazione (vedi ad esempio Ricciardotto in «Epoca» del 6-3-1966)<br />

disastrosa, e speriamo che riescano a qualche risultato prima che<br />

i comunisti facciano scempio della situazione odierna.


LA CASA<br />

DELLA<br />

MADONNA<br />

AD EFESO<br />

L'<strong>Ex</strong> Alunno Luciano Cazzala ha fatto, alcuni mesi fa, una gita in Terra Santa. La sua attenzione è stata attirata dalla<br />

Casa della Madonna ad Efeso e pubblichiamo qui la sua relazione.<br />

Per raggiungere la Casa della Madonna<br />

ad Efeso ci si può servire di<br />

^inodi e moderni pullman cne puitono<br />

da Smirne parecchie volte al<br />

giorno.<br />

Il Governo Turco in questi ultimi<br />

anni ha migliorato molto le comunicazioni<br />

con Efeso, soprattutto per<br />

incrementare il turismo verso quella<br />

zona archeologica e non certamente<br />

per permettere un maggiore<br />

afflusso verso la sacra dimora.<br />

Dopo 70 Km. di moderna autostrada<br />

che conduce nella zona degli<br />

scavi un cartello laterale con la scritta<br />

«Pana/a Kopu/a» (Casa della Vergine)<br />

ci fa percorrere una strada che<br />

inerpicandosi lungo la dorsale di un<br />

monte ci fa arrivare in un picco/o<br />

spiazzo con una stupenda vista sul<br />

mare e su/l'isola di Sami.<br />

Qui sorge il Santuario di Merjem<br />

Ano (la Madre Maria) dove secondo<br />

la tradizione, Maria SS. 4 o 6 anni<br />

dopo l'Ascensione avrebbe trascorso<br />

gli ultimi anni della Sua vita terrena.<br />

Indipendentemente dalle tradizioni<br />

che vogliono la S. Vergine morta<br />

ora ad Efeso od a Gerusalemme, un<br />

fatto è innegabile: percorrendo quel<br />

piccolo Viale che conduce alla Casa<br />

dove abitò Maria ci si sente pervasi<br />

da un senso di misticismo, dì intensa<br />

commozione, di desiderio di pregare,<br />

il che effettivamente comprova<br />

che questi luoghi selvaggi furono<br />

abitati da persone sante.<br />

D'altra parte, anche, le affermazioni<br />

della Veggente Caterina Emmerich<br />

pienamente confermate dal<br />

sito e dalle rovine e le affermazioni<br />

di Papa Benedetto XIV « la Santa<br />

Vergine era morta ad Efeso, da dove<br />

s'involò verso il C/e/o », possono<br />

far testo in materia.<br />

Sulle fondamenta della Casa della<br />

Vergine sorge una vetusta Cappella<br />

bizantina scoperta nel 789i,<br />

che venne un anno dopo adibita al<br />

culto, su permesso dell'Arcivescovo<br />

di Smirne Mons. Timoni.<br />

Questa cappella semplicissima è<br />

costituita da un'entrata che conduce<br />

alla nicchia del focolare entro il<br />

quale è disposto un piccolo altare.<br />

A destra di esso si passa nella camera<br />

da letto con il posto del tettuccio<br />

sotto la finestra, mentre a sinistra<br />

si passa in una stanza adibita<br />

a vestiario.<br />

Nella semplicità di questa dimora<br />

ancora una volta sì rivela il senso di<br />

umiltà in cui volle sempre vìvere Maria<br />

SS., scegliendosi un luogo solitariro<br />

e nascosto lontano dalla turbinosa,<br />

corrotta e pagana vita della<br />

opulenta Efeso, onde vivere nel ricordo<br />

e nell'anelito dì raggiungere<br />

il Suo Figlio Divino.<br />

La piccola statua della Vergine<br />

posta sopra l'altare incute una commozione<br />

grandissima fino alle lacrime.<br />

Ella tende le Sue braccia monche<br />

verso di noi, come per chiedere il no-<br />

stro aiuto ed il nostro appoggio.<br />

Durante la prima guerra mondiale<br />

qualcuno rimosse la statua e la<br />

fece precipitare sul greto del fiume;<br />

essa fu ritrovata senza mani.<br />

I Padri Monfortiani, che attualmente<br />

curano la conservazione del<br />

Santuario, non possono in alcun modo<br />

predicare o fare opera missionaria<br />

: essi sono dei semplici custodi<br />

in abito civile. Purtuttavia l'afflusso<br />

dei pellegrini è in continuo aumento,<br />

specialmente ortodossi e mussulmani,<br />

mentre permane ancora vivo<br />

il ricordo della visita fatta molti anni<br />

fa dall'alloro Nunzio Mons. Giovanni<br />

Ronca///.<br />

Vicino ali' altare si accumulano<br />

stampelle, bastoni di povera gente<br />

dei dintorni miracolosamente guariti<br />

dalla «Marjem Ana» (Madre Maria)<br />

mentre presso due sorgenti miracolose<br />

sgorgate sotto la casa della<br />

Madonna è un continuo accedere<br />

di pellegrini assetati di salute e di<br />

grazie.<br />

Tutti i giorni devoti Mussulmani<br />

accedono alla Camera della Madonna<br />

per fare il loro «namaz» o preghiera<br />

rituale secondo il Corano, con<br />

lo sguardo rivolto verso la Mecca.<br />

Anch' essi ringraziano e pregano a<br />

modo loro la Bianca Signora, apportatrice<br />

di tante grazie!<br />

Possa Ella portare alla fede del<br />

Suo Diletto Figlio queste sue genti<br />

devote!<br />

— 17


S. Messa concelebrata da S. E. Mons. Vescovo insieme con P. De Mie-lesi, uno dei nuovi Padri venuti all'Antonianum, e con P. Pagello<br />

che pochi giorni prima aveva solennemente celebrata la sua Professione Religiosa.<br />

Solenne giubileo <strong>dell'Antonianum</strong><br />

nella festa della Madonna di Lourdes<br />

Com'era stato programmato nel numero scorso,<br />

tutto l'Antonianum (<strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong>, Congregati Professionisti,<br />

Universitari interni ed <strong>Alunni</strong> della Scuola<br />

di Religione colle loro famiglie e gli Amici <strong>dell'Antonianum</strong>)<br />

si radunarono per l'acquisto del Giubileo,<br />

nella S. Messa celebrata in Duomo da S. Ecc.<br />

Mons. Vescovo nel pomeriggio di Venerdì 11 febbraio.<br />

L'invito era stato mandato a tutti dal Rev.<br />

P. Ambrogio Tremolada nel quale aveva scritto :<br />

«II Giubileo donato dal Santo Padre all'umanità<br />

in conclusione del Concilio è una grande grazia<br />

del Signore offerta a tutti i fedeli di buona volontà.<br />

Particolare purificazione dell'anima, che anticamente<br />

si poteva acquistare solo attraverso lunghi pellegrinaggi<br />

e penitenze, è insieme un'elevazione dello<br />

spirito a compiere la grande missione che il Signore<br />

ci ha affidata su questa terra.<br />

Non lasciamo passare inutilmente questa particolare<br />

ondata di grazia. La Madonna ci assista perché<br />

questo Giubileo sia benefico non solo a noi, ma<br />

anche alle anime dei nostri Defunti ai quali le indulgenze<br />

giubilari portano particolare sollievo.<br />

18 —<br />

Attendendovi tutti alle manifestazioni per voi organizzate,<br />

vi saluta cordialmente ».<br />

La circolare d'invito portava anche le parole di<br />

S. Ecc. il Vescovo di Padova sulle finalità del Giubileo<br />

e sulla sua sede colle parole : compiere il dovere<br />

di ringraziare pubblicamente Iddio degli immensi<br />

benefici, che ha concesso alla sua Chiesa, sia<br />

nel tempo della trepida e gioiosa attesa, sia durante<br />

le fasi laboriose e feconde della quadriennale celebrazione<br />

del Vaticano II ; — implorare il divino<br />

aiuto ora soprattutto, quando un fremito di letizia<br />

e di attesa in tutte le anime fa nutrire speranze che<br />

molti saranno i frutti, che si preparano all'epoca<br />

nostra; — offrire ai cattolici di buona volontà una<br />

singolare opportunità di spirituale conversione, che<br />

porti all'auspicatissimo rinnovamento della vita individuale,<br />

familiare, pubblica e sociale, a cui mirava<br />

il Concilio.<br />

E' stabilito che il Giubileo abbia come sua naturale<br />

sede la chiesa Cattedrale e si svolga intorno<br />

al Vescovo Padre e Pastore del suo gregge.


Questo perché la Cattedrale si distingue per la<br />

sua dignità di contenere la cattedra del Vescovo,<br />

che è fulcro di unità, di ordine, di potestà e di autentico<br />

magistero in unione con Pietro ; perché raffigura<br />

il tempio spirituale che intcriormente si edifica<br />

in ciascuna anima, nello splendore della grazia;<br />

perché la Cattedrale è anche possente simbolo<br />

della Chiesa visibile di Cristo, che in questa terra<br />

prega, canta e adora ; di quel Corpo Mistico, in<br />

cui le membra diventano compagine di carità, alimentata<br />

dalla linfa della grazia.<br />

Ci si era preparati alla funzione conclusiva con<br />

tridui appropriati da parte degli studenti delle<br />

scuole medie e con una conferenza sul Papa Giovanni<br />

XXIII e la sua attività in ordine al Concilio<br />

ecumenico. La conferenza ebbe luogo alla sera<br />

di Giovedì 10 febbraio, frequentata da un pubblico<br />

che gremiva la Sala del Teatro e le adiacenze,<br />

rivivendo commosso le circostanze della vita del<br />

grande Papa che l'ex Segretario Mons. Capovilla ci<br />

seppe rendere nella sua perenne giovinezza.<br />

La Messa concelebrata da S. Ecc. Mons. Vescovo<br />

coi Padri Pagello e De Mielesi, le parole del Vescovo<br />

adatte al solenne momento, lasciarono in tutto<br />

il pubblico, che si accostò numerosissimo alla S.<br />

Comunione, una profonda impressione.<br />

Gli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> che affollarono il Duomo.<br />

RINNOVAMENTO INTERIORE ! - E' VENUTO IL<br />

TEMPO DI ESSERE CRISTIANI VERI E FORTI!<br />

I sentimenti che dobbiamo cogliere dal Giubileo<br />

sono quelli che espresse il S. Padre nel discorso ai<br />

rappresentanti dell'Azione Cattolica il 18 marzo di<br />

quest'anno :<br />

« // rinnovamento dev' essere innanzi tutto ulteriore.<br />

Rinnovati gli spiriti, vi sarà più facile rinnovare<br />

i programmi. Noi pensiamo che ciò sia già davanti<br />

a voi; Noi vi raccomandiamo in modo speciale<br />

i problemi della vita giovanile, quelli della scuola<br />

e dello spettacolo e ancor più quelli della famiglia e<br />

del mondo del lavoro; e come dimenticare la stampa<br />

cattolica con tutte le sue necessità? Vedete quante<br />

cose! Dovremmo dire quante difficoltà, quanti fastidi,<br />

quante spese, quanti ceppi alla propria pacifica<br />

libertà! Ma no: sappiamo quanto siete buoni e<br />

generosi e sappiamo come avete capito il nostro tempo<br />

come una grande ed impellente vocazione cristiana:<br />

è venuto il tempo di essere cristiani e forti; benedite<br />

il Signore che vi ha chiamato a quest'ora grande<br />

e pericolosa della nostra storia. Non tornate indietro!<br />

non disertate le file! abbiate fede e coraggio ».


Dal Collegio Universitario<br />

ti, BP<br />

Laureati dal Giugno 1965<br />

W^J<br />

Agostini dr. ing. Antonio Baccaglili! dr. ing. Guido Chiesa dr. Gianfranco Cremano dr. Giuseppe Ciscato dr. ing. Silvano<br />

Daretti dr. ing. Giovanni Delia dr. ing. Guido Fanti dr. Alberto Gurion dr. Giorgio La Rosa dr. Vittorio<br />

Ore 10,30 S. Messa -<br />

Domenica 17 aprile<br />

11 Vermouth offerto dal Consiglio degli<br />

Consegna del quadro ricordo<br />

Lesa dr. Franco tacchini dr. ing. Carlo Macca dr. Cario Moscaio dr. Gianfranco Mulacchie dr. Alessandro<br />

j^^pP^^^HS^SI|Bk<br />

«•,«!,<br />

Osele dr. Mario Prinzivalli dr. Aldo Rizzali dr. Giuseppe Rossi dr. ing. Cioncarlo Stoppa dr. Silvano<br />

'•-•


e dalla Scuola di Religione<br />

al Febbraio 1966<br />

Benino dr. Carlo Baraccarti dr. Vittorio Carenza dr. Mario Checchini dr. Aldo Dalla Costa dr. Alessandro<br />

Della Porta dr. Cioncarlo Giacomelli dr. ing. Pietro Liccardo dr. Mario Macry dr. Francesco<br />

festa dei Neolaureati<br />

<strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> - Saluto del Presidente Avv. Malipiero<br />

dell'antonianum - ore 13 Pranzo<br />

Menegazzo dr. Federico Pedrazzoli dr. Sergio Ferrino dr. Giampietro Riello Pera dr. Luigi Ronconi dr. Giorgio<br />

« La corona di alloro che si è posata<br />

sulla vostra fronte sia per voi<br />

incitamento a cose belle e grandi<br />

nella vita! ».<br />

E' il fervido augurio di tutti i Padri<br />

ed amici <strong>dell'Antonianum</strong>.<br />

1 Et 4L<br />

Peratoner dr. Leopoldo<br />

Ci è mancata la fotografia del Dr. Pamio<br />

Umberto - anch'egli laureato quest'anno.<br />

La pubblicheremo in un prossimo numero. Tonzig dr. Alberto Zatti dr. Paolo


Esperienze Giovanili<br />

La San Vincenzo degli Studenti Interni<br />

Chi ha occasione di entrare, il lunedì<br />

verso le 21, all'Antonianum, nota senz'altro<br />

un insolito via vai che anima il<br />

corridoio centrale : sono i membri della<br />

S. Vincenzo, una quarantina in tutto,<br />

quasi tutti studenti, che danno subito<br />

l'impressione di formare un gruppo<br />

molto affiatato.<br />

La loro attività è presto detta : alla<br />

sera del lunedì s'impegnano, nell'atmosfera<br />

allegra della Sala <strong>Ex</strong>, in preghiera<br />

comunitaria e discussioni vive sui<br />

problemi assistenziali e spirituali più<br />

urgenti. Durante la settimana, a gruppi,<br />

li potete trovare in un povero quartiere<br />

oltre il Brenta mentre portano un po'<br />

di conforto e qualche aiuto materiale<br />

ad alcune tra le famiglie più povere di<br />

Padova. In mezzo a tanta miseria essi<br />

non perdono l'entusiasmo giovanile, ma<br />

cercano di stabilire un contatto umano<br />

comunicando il loro affetto ed il loro<br />

ottimismo alle famiglie che li aspettano<br />

con gioia per questo appuntamento<br />

settimanale.<br />

Il mercoledì si ritrovano quasi tutti<br />

nella Cappella <strong>dell'Antonianum</strong> riuniti<br />

in preghiera attorno all'Altare per il<br />

consueto «Cenacolo». Essi chiedono al<br />

Padre comune di far fruttificare la parola<br />

che hanno dispensato e di far progredire<br />

loro stessi nell' amore verso i<br />

fratelli e nella comprensione delle cose<br />

del Regno di Dio.<br />

Ma la loro attività non si limita a<br />

portare un aiuto materiale o spirituale<br />

Un fiore che spunta fra le roccie fa sempre più spicco<br />

di quello nato fra i campi e quasi la sua presenza meraviglia.<br />

Così è stato un po' per la Mostra di Pittura che anche<br />

quest' anno i ragazzi della Lega Missionaria hanno voluto<br />

organizzare fra tutte le scuole di Padova.<br />

24<br />

ai poveri : anche fra loro e nell'ambiente<br />

dove svolgono la loro attività quotidiana<br />

cercano di essere dei testimoni<br />

del Vangelo. E' per questo che si riuniscono<br />

il lunedì agitando strani problemi<br />

e citando libri e nomi complicati.<br />

Parlano di «Umanesimo integrale»<br />

e del dovere dell' inserimento dei<br />

cristiani nelle strutture del mondo, leggono<br />

scritti del Can. J. Leclercq o di<br />

J. Maritain, citano E. Mounier e i Decreti<br />

del Concilio. Non solo, ma si impongono<br />

impegni di carità reciproci<br />

per poter veramente dire di formare<br />

una « comunità ». A questo scopo essi<br />

cercano di vivere assieme almeno una<br />

parte della loro vita religiosa e del loro<br />

impegno cristiano. Per questo si trovano<br />

riuniti tra loro e col Sacerdote<br />

di fronte a Dio. Per questo vanno insieme<br />

a trovare i fratelli meno fortunati<br />

e dimenticati. Per lo stesso motivo<br />

comunitario, per rafforzare cioè i<br />

legami della carità e prendere sempre<br />

più coscienza dei problemi che li troveranno<br />

impegnati nella vita e dei doveri<br />

che loro competono come laici cristiani,<br />

prendono l'occasione di qualche<br />

campeggio per incontrarsi nella serenità<br />

e bellezza delle Dolomiti. Solo una<br />

decina di giorni, è vero, con passeggiate<br />

durante il giorno e discussioni e canti<br />

la sera: ma da essi ciascuno ritorna<br />

con l'animo ripieno d'entusiasmo col bisogno<br />

di continuare a donarsi.<br />

In virtù di tale atmosfera di reciproca<br />

stima e simpatia, è naturale che molti,<br />

i quali, durante il periodo degli studi,<br />

non possono tornare spesso alle loro<br />

famiglie, trovino tra i membri della comunità<br />

i loro migliori amici, coi quali<br />

trascorrere le ore serene delle feste, dell'ultimo<br />

di Carnevale, delle lauree, ecc.,<br />

e con i quali si ritrovano in amicizia<br />

sincera e cristiana anche ad esprimere<br />

l'esuberanza goliardica della loro età.<br />

Nei rapporti coll'Antonianum i membri<br />

della S. Vincenzo nutrono un'aspirazione:<br />

quella di divenire, mediante<br />

la forza di un Cristianesimo vissuto,<br />

autentici testimoni del Cristo in seno<br />

al Collegio. Consci del pericolo che la<br />

comunità si frantumi in una molteplicità<br />

di individui isolati o di gruppetti<br />

a raggio assai limitato, sentono la necessità<br />

di comunicare i benefìci e vantaggi<br />

spirituali della loro esperienza comunitaria<br />

agli amici che condividono<br />

ogni giorno la loro vita all'interno del<br />

Collegio e nell'ambito dell'Università.<br />

Ecco, per sommi capi, la fisionomia<br />

intrinseca della S. Vincenzo <strong>dell'Antonianum</strong>.<br />

Non vi ho parlato dei suoi successi,<br />

della richezza degli aiuti che distribuisce<br />

o dello spirito di sacrificio<br />

dei componenti. Ve l'ho presentata come<br />

un'esperienza dì giovani che vivono<br />

in comunità di idee, di amore, di<br />

culto. Merita senz'altro di essere conosciuta.<br />

. • G. T.<br />

La mostra di pittura<br />

dei Liceisti<br />

«S. Giustina», il quadro che ha vinto il primo premio.<br />

Era un' iniziativa quasi nuova, spuntata fra le varie attività<br />

sportive, quasi a dimostrare la volontà di aprire ai<br />

nostri ragazzi tutte le vie che sono possibili per il loro arricchimento,<br />

dalle attività più comuni dello sport, a quelle<br />

appunto della cultura e dell'arte, fino a quelle di carat-


P. Pretto consegna il premio al vincitore.<br />

Da anni si discute sulla necessità che sia ricostruita<br />

una nuova Scuola di Religione secondo criteri di funzionalità<br />

e di igiene ambientale intonati alle moderne<br />

esigenze. Finalmente sembra che questo desiderio ampiamente<br />

legittimo e giustificato dei Padri e degli <strong>Alunni</strong><br />

possa essere realizzato. Il progetto dei nuovi locali<br />

curato in ogni dettaglio con passione di ex <strong>Alunni</strong><br />

e qualificata competenza di valenti professionisti, sta<br />

per essere ormai compiuto.<br />

Ma intanto è ancor più vicino il giorno della posa<br />

della prima pietra della prima opera muraria della nuova<br />

Scuola di Religione che sarà rappresentata dal cottage<br />

degli Scouts <strong>dell'Antonianum</strong>. Questo piccolo edificio<br />

troverà posto sulla vecchia montagnola che fu<br />

il compo di battaglia dei «veci» <strong>dell'Antonianum</strong>, in<br />

una naturale meravigliosa cornice di verde : I' ultimo<br />

verde risparmiato dalla marcia inesorabile del piccone<br />

demolitore.<br />

L'idea della nuova sede è sorta negli Scouts all'indomani<br />

della terribile disgrazia che nella scorsa estate<br />

si è abbattuta sulle montagne di Carezza dove un<br />

fulmine, durante una improvvisa burrasca, ha strappato<br />

alla vita la prorompente giovinezza di Roberto<br />

Garcea. Gli Scouts <strong>dell'Antonianum</strong> hanno subito pensato<br />

di eternare il ricordo di questo loro indimenticabile<br />

carissimo amico nella nuova Sede che sorgerà per<br />

loro e che sarà appunto il primo momento della nuova<br />

Scuola di Religione.<br />

La prima commovente offerta fu rappresentata dai<br />

piccoli risparmi di Roberto, portati dal suo Papa assieme<br />

al proprio personale contributo. Poi la lista si è allungata<br />

rapidamente in una spontanea generosa processione<br />

di Scouts, di amici di Roberto e del Suo Papa<br />

Vanni Garcea. Il Padre Pretto ci ha fornito il seguente<br />

elenco di amici che hanno inviato la loro offerta<br />

tere religioso.<br />

Ora, dopo averla portata a termine, dobbiamo dire che<br />

questa Mostra è riuscita come speravamo, ha trovato una<br />

rispondenza piena fra i ragazzi di Padova, da tutti è stata<br />

lodata ed incoraggiata, ne hanno parlato i giornali, è stata<br />

visitata da ragazzi e genitori, è stata apprezzata nello sforzo<br />

dei giovani artisti, criticata (e quando non è così?) nelle<br />

assegnazioni dei premi: insomma, se ne è discusso, e ciò<br />

ci ha fatto piacere, perché con questo essa dimostra di essere<br />

un' iniziativa valida.<br />

Quest' anno la giurìa, composta dal prof. Carlo Travaglia,<br />

dal P. Bassan e da Bruno Limena, ha assegnato il primo<br />

premio, un magnetofono, a Oscar Passarella del «Marconi».<br />

Pure premiati sono stati Andrea Corsini, Maria Tridenti<br />

e Michele Sambin.<br />

Questo Premio di Pittura, giunto quest'anno alla sua seconda<br />

edizione, appare ai più come una iniziativa lodevole<br />

e valida. Per parte nostra siamo grati a tutti quelli che la<br />

hanno voluta incoraggiare, con la speranza di veder sorgere<br />

qui, nel nostro Antonianum, accanto alle numerose attività<br />

di altro genere, anche un centro di cultura per i ragazzi<br />

delle nostre scuole. B.<br />

N.S.I<br />

COTTAC<br />

SCOUT<br />

ROBERT<br />

5- GARCE<br />

sempre accompagnata da parole di sincera ammirazione<br />

per l'opera instancabile dei Padri a favore dei<br />

giovani <strong>dell'Antonianum</strong> e di commossa nostalgia per<br />

i tempi della giovinezza spensierata trascorsa all'indimenticabile<br />

Pensionato :<br />

Associazione Paracadutisti di Padova - Babetto Arrigo<br />

- Belloni prof. Giuseppe - Bianchi ing. Camillo -<br />

Caldera dr. Eugenio - Castellani dr. Alfonso - Chiarbori<br />

Gianfranco - Ciralli dr. Bruno - Dal Porto cav. Alberto<br />

- De Lucchi Toti - Favaretti rag. Giorgio - Favaretti<br />

rag. Giampietro - Galeazza Michelangelo - Giuriatti<br />

rag. Franco - Grassivaro ing. Enzo - Limena Paolo -<br />

Luise prof. Renato - Mariotto geom. Giovanni - Masini<br />

Angelo - Mazzucato dr. Secondo - Melanotte prof.<br />

Pieruigi - F.lli Ottolini - Peron Massimo - Peruzzi rag.<br />

Ennio - Peruzzi dr. Gastone - Puglisi dr. Alfredo - Sottanino<br />

dr. Angelo - Schiesari ing. Pietro - Todeschini ing.<br />

Antonio - Zaccaria dr. Mario - Zaccaria prof. Vittorio<br />

- Zannini ing. Franco.<br />

— 25


VITA Dì CONGREGAZIONE<br />

M. Venzo S. J. : L'Addolorata<br />

La Congregazione Mariana Professionisti ha iniziato<br />

rdls consuste riunioni settimanali lo studio de! Decreto<br />

Conciliare sull'Aoostolato dei Laici. Intende in tal<br />

modo inserirsi nel processo evolutivo in corso oggi nella<br />

Chiesa per chiamare anche i Laici ad un apostolato<br />

efficace sul mondo laico e marxista che tenta di<br />

sopraffarci. Solo con una più profonda formazione culturale<br />

e spirituale saremmo in grado di sostenere un<br />

dialogo conquidente.<br />

Purtroppo il laicato cattolico è in genere ancora<br />

troppo povero di cultura per risolvere i molti problemi<br />

del mondo odierno. Siamo troppo affetti da individualismo<br />

borghese, da noncuranza per gli interessi pubblici<br />

e la situazione politica attuale. Per inserirci nella<br />

missione della Chiesa, come forza operante nella vita<br />

culturale e soprattutto nelle strutture sociali, dobbiamo<br />

correggere il nostro individualismo, far molto<br />

conto della dinamica di gruppo e soprattutto della<br />

Chiesa che è il Cristo in terra. La devozione al Cristo<br />

e alla Madonna che impariamo nella Congregazione<br />

deve attaccarci sempre più alla Chiesa e alla Sua opera<br />

oer la santificazione individuale e socilae.<br />

LA /VOSTRA VOCE CON GLI ALTRI<br />

Un nostro amico Congregato nell'esprimere la sua<br />

impressione sulla lezione tenuta recentemente dal P.<br />

De Mielesi diceva di sentire la necessità di ricevere dalla<br />

Congregazione, se ciò fosse desiderio comune, una<br />

formazione che parta dal catechismo più elementare<br />

e spicciolo, dal «chi è Dio», perché oggi sentiamo forse<br />

troppe prediche, anche belle, ma che non riescono<br />

a penetrare nel vivo della nostra coscienza. Abbiamo<br />

bisogno di sentire che voce abbiamo, noi Congregati,<br />

non nel corridoio, a gruppi, parlando di come vanno<br />

le nostre cose (cosa buona certamente), ma parlare 'e<br />

discutere, ed approfondire la nostra fede. In fatto religioso<br />

siamo dei bambini, ma non possiamo continuare<br />

ad esserlo.<br />

La nostra vita per compiere tutto questo sforzo di<br />

rinnovamento che il Signore ci chiede, deve essere carità,<br />

non solo fatica o tormento o ansia. Se non amo,<br />

a che serve la fatica, l'ansia, il tormento?<br />

O. M.<br />

SPIRITUALITÀ' IGNAZIANA E CONGREGAZIONE<br />

La spiritualità - che scaturisce dagli Esercizi ignazioni<br />

e si è incarnata con svariatissime configurazioni<br />

nella storia della Chiesa - offre la linea genuina della<br />

C. M. : un metodo oltre che una istituzione, un'ispirazione<br />

oltre che una organizzazione, con una grande<br />

flessibilità, per formare cristiani autentici a livello della<br />

responsabilità e della disponibilità. I! richiamo a Maria<br />

è in questa linea.<br />

La validità e la freschezza di questa formula appare<br />

dal fatto che la C. M. induce a impostare la propria<br />

vita secondo l'esperienza religiosa della fede (e la<br />

fede è di sempre), fuori della pura esteriorità (esigenza<br />

costante dell'uomo di fede), radicata nelle esigenze<br />

permanenti della vita inferiore e dell'apostolato.<br />

P. Insolera<br />

E' vicino il mese di' Maggio! Il mese più bello delle Congregazioni!<br />

Ricordiamo a tutti la S. Messa alla Grotta, ogni giorno alle ore 7.30 ed il Fioretto in Chiesa alle ore i 9,<br />

la Giornata Mondiale delle Congregazioni, la solenne Processione nel Parco per la fine del mese.<br />

Ccncorriamo tutti al migliore trionfo di Maria!<br />

— 27


La «VITA - FILM », in collaborazione<br />

col «Cinefonim Antonianum», ha organizzato<br />

venerdì 18 marzo una serata di<br />

proiezioni a carattere artistico-culturale.<br />

In quella occasione è stato presentato<br />

in «anteprima» il film « GIOVANI<br />

SOTTO INCHIESTA », prodotto dalla<br />

VITA - FILM di Padova e girato a Roma<br />

sotto la regia di Padre Antonio Covi<br />

S. J. e con la sceneggiatura di Luigi<br />

De Santis. La proiezione, avvenuta<br />

alla presenza delle Autorità cittadine,<br />

è stata preceduta da un'intervista del<br />

dr. Renato Rizzo a P. Covi e ad Attilio<br />

Angelini. L'intervista ha messo in<br />

luce le finalità del cortometraggio, che<br />

vuoi essere un invito per tutti i giovani<br />

a conoscere meglio se stessi facendo<br />

gli Esercizi Spirituali. Il film riporta le<br />

impressioni di moltissimi giovani, di operai,<br />

di signorine, rifacendosi ai risultati<br />

di un'ampia inchiesta fatta in varie<br />

città d'Italia (prima di girare il<br />

film).<br />

Per collegare le varie immagini, raccogliere<br />

le impressioni dei partecipanti<br />

il soggettista è ricorso alla figura di<br />

un giornalista ,e si trovò in Attilio Angelini<br />

un sicuro interprete. Attraverso<br />

una sobria interpretazione egli ha condotta<br />

la sua indagine per trasmettere<br />

al pubblico la scoperta di quella miniera<br />

d'oro che sono gli Esercizi Spirituali,<br />

che i vari ospiti descrivono via via<br />

come « un allenamento al coraggio ed<br />

alla forza », « una palestra dell' animo,<br />

una clinica dello spirito, una fiammata,<br />

una revisione della propria vita, un po'<br />

di relaxe »... La scelta dello sfondo, in<br />

cui si muovono i personaggi, non poteva<br />

essere più indovinata, armonizzando<br />

con la religiosità che prorompe da tutta<br />

la pellicola: ali'E.U.R. (il Collegio<br />

«Massimo»), all'ombra delle cupole di<br />

S. Pietro, nei pressi di Castelgandolfo.<br />

Dall' intervista è emerso poi che Angelini<br />

ha svolto, oltre alla parte di interprete,<br />

la funzione di auto-regista del<br />

mediometraggio (dura quaranta minuti,<br />

che passano assai svelti); in tal modo<br />

ha collaborato a dare al film uno<br />

stile giovanile, moderno. Chi fa la parte<br />

del P. Predicatore è un vero prete<br />

(e non un attore, che il film non ne<br />

conta nemmeno uno): è il P. Gesuita<br />

28 —<br />

romano P. Giachi, assai disinvolto e signorile<br />

nel suo ruolo.<br />

Questo film, che è costato due settimane<br />

di ripresa e tre mesi tra montaggio<br />

e doppiaggio, si aggiunge ora agli<br />

altri prodotti dalla VITA-FILM, come<br />

«Fonte viva», «Parlerai» (formato normale,<br />

a colori); esso mostra ormai la<br />

«maturità produttiva» dell'Associazione<br />

patavina. In quest'ultimo film «Giovani<br />

In anteprima ali'Antonianum<br />

sono USTI<br />

I prodotto dalla VITA-FILM<br />

Un momento di meditazione.<br />

sotto inchiesta» (che ha un ottimo doppiaggio)<br />

il regista ha saputo rendere<br />

con indubbia semplicità un tema che<br />

si presentava quanto mai arduo e difficile.<br />

Diamo atto a P. Covi di esserci<br />

riuscito e ci associamo al suo desiderio<br />

che questo film conduca molti giovani<br />

sulla via degli Esercizi Ignaziani.<br />

ANTONIO R. CANANZI<br />

Ermanno Olmi eì risponde<br />

Carissimo Padre Covi,<br />

desidero ringraziarti ancora per la<br />

bella serata di Padova, per quello che<br />

è stato detto sul film, per l'accoglienza<br />

del pubblico, ed anche, naturalmente,<br />

per il graditissimo «Timone d'oro». Tu<br />

sai che mi costa proprio -fatica parlare<br />

in pubblico, ma poi, quando superalo<br />

l'imbarazzo riesco ad esporre « le mie<br />

ragioni», allora mi rendo conto di quanto<br />

siano utili queste quattro chiacchere<br />

col pubblico alla fine della proiezione.<br />

Nella tua «lettera aperta», sul numero<br />

4 di «Antonianum», mi poni due domande<br />

circa l'incontro del pubblico,<br />

anzi di «ogni pubblico» come dici tu,<br />

con il film « E venne un uomo », dove<br />

la scelta di una soluzione narrativa e<br />

rappresentativa particolare costringe lo<br />

spettatore ad un impegno di «lettura»<br />

che normalmente non gli viene richiesto.<br />

Cosa succederà?<br />

Di solito, si dice, lo spettatore non<br />

vuole fare sforzi culturali, né porsi problemi:<br />

vuoi vedere, emozionarsi, e basta.<br />

Naturalmente se dietro l'emozione<br />

e' è un discorso valido, con l'emozione<br />

arriverà anche il contenuto.<br />

Nel film « E venne un uomo », salvo<br />

la prima parte del mondo contadino,<br />

non c'è stata nessuna intenzione di emozionare<br />

lo spettatore, né sul piano<br />

della poesia, né tanto meno su quello<br />

spettacolare. Le nostre intenzioni era-<br />

no semmai di procurare un' emozione<br />

sul piano delle idee. Idee, pensieri che<br />

al cinema ci diano un' emozione?... è<br />

possìbile?...<br />

Noi, responsabili del film, abbiamo<br />

avuto questa presunzione, nell'atteggiamento<br />

di rispetto che il personaggio esigeva.<br />

Le reazioni del pubblico e di gran<br />

parte della critica le conosci. Ma non<br />

mi sono abbattuto. San sicuro che molti<br />

degli stessi spettatori, un po' delusi<br />

dal film, qualcosa si saranno portati<br />

via del pensiero e della spiritualità di<br />

Papa Giovanni e quello 1 che ci rimane<br />

dentro prima o poi torna fuori, maga- I<br />

ri senza sapere più da che parte ci è<br />

venuto, quasi fosse nostro e basta.<br />

Ma va benissimo così : quello che conta<br />

è sempre il risultato ultimo.<br />

Per quanto riguarda la tua seconda<br />

domanda, credo sia senz' altro meglio,<br />

ove sarà possibile, fare una premessa<br />

introduttiva al film, affinchè lo spettatore<br />

rivolga il suo interesse non tanto<br />

alla rievocazione di una simpatia umana,<br />

ma appunto a quei valori che Lui<br />

ha indicati, che sono patrimonio di tutta<br />

l'umanità e quindi anche nostro, se<br />

lo vogliamo.<br />

Ti ringrazio ancora e ti saluto cara- I<br />

mente<br />

tuo<br />

ERMANNO OLMI


Ricordando l'Ing. Piero Rodighiero<br />

Lo sapevamo ricoverato all'ospedale<br />

da diversi mesi per un male serio<br />

che lo faceva soffrire immensamente.<br />

Eravamo preoccupati per le<br />

sue condizioni ma speravamo che la<br />

sua forte fibra ne avesse il sopravvento.<br />

Dio ha voluto diversamente.<br />

E' morto il 22 gennaio giorno di<br />

San Vincenzo, il Santo della carità,<br />

confortato dai Sacramenti - purificato<br />

dalle sofferenze sopportate con<br />

santa rassegnazione.<br />

Aveva so/tanto 57 anni.<br />

La sua dipartita da questo mondo<br />

ha lasciato un vuoto incolmabìle<br />

nella famiglia dell'Anotnianum -<br />

ha profondamente addolorato tutti<br />

noi che gli eravamo amici e gli volevamo<br />

bene - ha rattristato tutti<br />

quelli che con lui avevano rapporti<br />

professionali e lo stimavano.<br />

Per noi era un cristiano profondamente<br />

convinto - per tutti era un galantuomo,<br />

un professionista stimato,<br />

un apprezzato funzionario dello Stato.<br />

In un'epoca in cui il compromesso<br />

e l'inefficienza sono elevati a sistema,<br />

la sua onestà e la sua rettitudine<br />

in piena coerenza con i suoi<br />

prìncipi, ridavano un senso di fiducia<br />

negli uomini.<br />

Il suo cristianesimo aveva un fascino<br />

speciale: Buono e cordiale con<br />

tutti - discreto e prudente nei giudizi<br />

- fiducioso e sereno anche nelle<br />

avversità e nelle contrarietà della vita<br />

che sapeva superare con animo<br />

forte e paziente - generoso ed indulgente,<br />

accettava gli uomini come sono<br />

e non come desiderava che fossero.<br />

In tanti anni di cordiali amichevoli<br />

rapporti che ebbi con lui non lo<br />

ho mai sentito dir male di nessuno.<br />

E questa, lasciatemelo dire anche se<br />

il dirlo mi fa arrossire, è, tra le virtù,<br />

una «perla» molto rara!<br />

La sua amicizia infondeva coraggio<br />

e ottimismo e dai colloqui con<br />

lui si usciva sempre rasserenati.<br />

L'Antonianum lo ebbe tra i suoi<br />

alunni in età giovanissima per un privilegio<br />

riservato ai fratelli di quelli<br />

che già frequentavano la Scuola, e<br />

all'Antonianum era affezionatissimo.<br />

- Giocatore di primo piano del<br />

«Petrarca» quando questo, ai tempi<br />

andati, primeggiava nelle classifiche<br />

dei campionati regionali; goliardo esuberante<br />

ma senza equivoci e senza<br />

compromessi; congregato attivo<br />

ed ex alunno sempre presente quando<br />

era nelle possibilità di esserlo.<br />

La sua rapida carriera professionale<br />

lo portò da ingegnere di sezione<br />

a ingegnere capo a ispettore ge-<br />

nerale del Genio Civile senza insuperbirlo<br />

ma conservando sempre<br />

quella semplicità e quella cordialità<br />

di rapporti con il prossimo che erano<br />

particolari doti del suo carattere<br />

e singolare tratto della sua umiltà.<br />

Questo era il nostro caro ed indimenticabile<br />

« Pieri n» come familiarmente<br />

ed amichsvolmente veniva<br />

chiamato.<br />

Scrivendo di lui su queste pagine<br />

del periadico di casa nostro che gli<br />

era tanto caro ed in molte occasioni,<br />

sia verbalmente che per iscritto<br />

quando era lontano, me ne diede<br />

testimonianza e conferma, è mia intenzione<br />

di onorarne la memoria. E<br />

vorrei che mi leggessero soprattutto<br />

i giovani affinchè sapessero che in<br />

questa nostra grande famiglia <strong>dell'Antonianum</strong>,<br />

ci sono stati dei loro<br />

predecessori che meritano di essere<br />

presi a modello; e tutti assieme lo<br />

ricordassimo in gratitudine e in preghiera<br />

che certamente lui da Lassù<br />

ricambierà con quella carità che gli<br />

è rimasta nel cuore perfezionata alla<br />

luce della verità che già lo illumina<br />

nel gaudio eterno. P. L.<br />

OPEROSITÀ' GENIALE<br />

Funzionario integerrimo e preparatissimo<br />

nel campo professionale,<br />

ha lasciato in tutti gli impegnativi<br />

incarichi assolti durante la Sua brillante<br />

carriera ampia ed importante<br />

traccia delle Sue rare doti e capacità.<br />

Particolarmente appassionato<br />

di problemi di idraulica ha dedicato<br />

gli ultimi anni della Sua vita allo<br />

studio di un grossissimo problema<br />

la cui soluzione gli stava sommamente<br />

a cuore: le irrigazioni del Veneto<br />

Occidentale e del Mantovano<br />

con le acque d'Adige e Mincio regolate<br />

dal Lago di Gare/o. Comprese<br />

come lo sviluppo di tante zone<br />

agrìcole altamente depresse del nostro<br />

Veneto, era realizzabile soltanto<br />

attraverso l'estendersi di una razionale<br />

irrigazione. Conscio, per laboriose<br />

ricerche eseguite, dell'assoluta<br />

insufficienza delle scarse risorse<br />

ancora disponibili, pensò, con intuito<br />

straordinario, di realizzare la<br />

reperibìlità di «acque nuove» attraverso<br />

la regolazione - durante il periodo<br />

irriguo da aprile a settembre -<br />

del naturale fluente dell'Adige mediante<br />

saltuarie derivazioni a Mori<br />

(a mezzo della Galleria Mori-Torbole)<br />

delle acque di «supero» dell'Adige<br />

(acque altrimenti destinate a<br />

fluire inutilizzate al mare), la loro<br />

regolazione nel Lago di Carda e la<br />

successiva restituzione in Adige. Occorreva<br />

un canale da costruirsi da<br />

Sa/ionze a Cà di David fino ad innestarsi<br />

nel canale dell'impianto idroelettrico<br />

di Sor/o. Le acque dell'Adige,<br />

così regolate, si sarebbero<br />

quindi rese disponibili per essere distribuite<br />

nel Veneto Occidentale a<br />

mezzo della fitta rete di fiumi o canali<br />

che interessa detto territorio.<br />

La genialità della soluzione intravista<br />

da «Pierino» Rodighiero sta, usando<br />

le Sue parole, «nell'inserire,<br />

per così dire, il Lago di Carda nell'Adige,<br />

e utilizzare quel gran complesso<br />

di risorse ed opere (galleria<br />

Mori-Torbole, Lago di Carda, fitta<br />

ed estesissima rete di canali e fiumi<br />

solcanti il Veneto Occidentale)<br />

che esistono e sono utilizzabili e che<br />

sono quindi a gratuita disposizione<br />

dei Veneti affinchè questi possano<br />

risolvere il loro problema irriguo.<br />

Quando si pensi che con le «acque<br />

nuove» insorgenti dalla regolazione<br />

proposta, Piero Rodighiero<br />

prevedeva la possibilità di estendere<br />

od integrare l'irrigazione a circa<br />

200.000 ettari, si ha subito il senso<br />

dell'enorme interesse che la realizzazione<br />

del progetto potrebbe avere<br />

per l'economia del nostro Veneto.<br />

Piero Rodighiero aveva consacrato<br />

ogni sua energia ed ogni risorsa<br />

del suo eccezionale intelletto per la<br />

messa a punto del progetto: la morte<br />

l'ha colto quando questa immensa<br />

fatica di ricerche e di studi era<br />

pressoché compiuta.<br />

L' eredità che egli lascia è preziosa<br />

ed essa è stata raccolta dai<br />

bonificatori Veneti che si sono proposti<br />

di fare quanto possibile per<br />

tradurre in operante realtà, nel Suo<br />

nome, le Sue geniali intuizioni.<br />

A. P.


A. DE BONI<br />

Uno stupendo pomeriggio di una<br />

domenica di fine settembre dello<br />

scorso anno, su//a terrazza dell'aeroporto<br />

«Marco Polo».<br />

Dalla laguna, che un eie/o terso<br />

e luminoso colorava di un carico azzurro,<br />

lunghe folate di brezza facevano<br />

presagire l'ormai prossimo autunno.<br />

Appoggiati alla ringhiera della<br />

terrazza, ci godevamo quel!' ultimo<br />

brandello di estate morente, scambiandoci<br />

gli infiniti ricordi della nostra<br />

lunga amicizia, riesumando insieme<br />

fatti, persone, aneddoti... tutta<br />

una vita, la nostra vita.<br />

Fu l'ultima volta che ebbi la fortuna<br />

di godere a lungo della tua<br />

compagnia.<br />

Poi, \\ ^ tuo viaggio a Lourdes e,<br />

quindi, l'improvvisa, violenta esplosione<br />

del male inerorabile, a lungo<br />

covato, che in breve tempo ti doveva<br />

strappare all'amore della tua Jote,<br />

all'affatto di noi amici, alla stima<br />

e alla simpatia di tutti coloro<br />

che ti conoscevano.<br />

Eri un uomo che si faceva amare,<br />

perché eri intimamente, profondamente<br />

buono.<br />

La grande generosità del tuo animo,<br />

l'inimitabile bonomia del tuo carattere,<br />

la profonda umanità e semplicità<br />

del tuo senso della vita, ti<br />

rendevano caro a chiunque ti avvicinava.<br />

Noi, che fra gli amici tuoi ti siamo<br />

stati più vicini; che, bambini ancora,<br />

con te ci siam otrovati alla<br />

Scuola di Religione ed insieme vi siamo<br />

cresciuti; che, fatti adulti, nella<br />

diuturna pratica professionale abbiamo<br />

approfondita e rinsaldata la<br />

nostra fraterna amicizia, più grande<br />

ed incolmabile sentiamo il vuoto<br />

che hai lasciato.<br />

Caro, indimenticabile « Debo » .'<br />

Siamo ancora i « Ciancia », i « Samuele<br />

», / « Danie », i « Julo », i<br />

« Neno », / « Lo/a », i « pugj », /<br />

« Checche »,... siamo ancora i «pulcini»<br />

del « Petrarca » di trentacin-<br />

que anni fa, i compagni spensierati<br />

di tanti giochi da te ideati e organizzati,<br />

che con infinito rimpianto<br />

ti ricordano e in te e per te ricordano<br />

la loro giovinezza.<br />

Ora che immaturamente ci hai<br />

lasciati, mentre con cristiana umiltà<br />

ci inchiniamo al supremo volere<br />

di Colui che nei suoi imperscrutabili<br />

disegni ti ha chiamato a Sé, cen-<br />

tiamo che in noi qua/cosa si è spezzato;<br />

e con te anche una parte dì<br />

noi, della nostra vita, se ne è andata.<br />

Per sempre.<br />

E ci sentiamo più so/i. F. S.<br />

GIOVANNI SAGGIO<br />

(Giugno i 896 - Gennaio 1966)<br />

Alunno fin da piccolo alla Scuola<br />

di Religione, restò sempre fedele<br />

all'Antonianum ed all'Associazione<br />

<strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> cui ogni anno fedelmente<br />

si iscriveva. Amante del Petrarca fu<br />

da giovane corrispondente delle sue<br />

vicende con i giornali cittadini.<br />

Impiegato alla Morassutti e fedelissimo<br />

ai lavoro, meritò nel 1956 la<br />

medaglia d' oro che la Camera dì<br />

Commercio dona agli anziani che<br />

prestarono lungo periodo di servizio<br />

e si distinsero per merito e diligenza.<br />

Di carattere mite e buono è scomparso<br />

improvvisamente lasciando in<br />

quanti l'avevano conosciuto il grato<br />

ricordo di un'anima che passo cristianamente<br />

e serenamente la sua<br />

vita sulla terra.<br />

LUCIANO ZANNINI - studente<br />

del secondo anno di Matematica all'Antonianum<br />

- morì in seguito ad<br />

una operazione cardiaca il 17 febbraio.<br />

Riportiamo qui il saluto che<br />

rivolse a lui il Sindaco <strong>dell'Antonianum</strong><br />

nella cerimonia funebre al Bo;<br />

« E' l'ultimo saluto che noi, amici<br />

<strong>dell'Antonianum</strong>, ti diamo in questo<br />

luogo che avrebbe dovuto coronare<br />

le tue aspirazioni di brillante<br />

studente universitario.<br />

E' difficile renderci conto che la<br />

tua giovane esistenza sìa stata così<br />

improvvisamente troncata.<br />

Vogliamo solo ricordarti per quell'aspetto<br />

che più ci ha colpito: l'innocenza<br />

unita alla serenià che ha<br />

caratterizzato ogni tua manifestazione<br />

della nostra vita comunitaria.<br />

Sappiamo che la tua geniale vivacità<br />

era l'involucro di una esemplare<br />

maturità di giovane, e conferma<br />

dì ciò ne è il sereno coraggio<br />

con cui hai affrontato questa ultima<br />

prova terrena.<br />

Appunto ricordando quello che<br />

sei stato col tuo esempio, ci siamo<br />

accorto di quanto bene ci hai donato:<br />

questo per noi sarà motivo di<br />

riconoscenza e di ricordo ».<br />

Aveva detto commosse parole<br />

commemorative anche il P. Bassan<br />

durante le esequie in Chiesa.


Cov. Uff. LUIGI TESTI PANE DAL CIELO<br />

Insieme ai nostri <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> sentiamo<br />

il dovere di ricordare uno dei<br />

buoni amici <strong>dell'Antonianum</strong>, il cav.<br />

uff. Luigi Testi scomparso la mattina<br />

del 25 gennaio.<br />

Anima tutta dedita alla famiglia<br />

cai lavoro, distintamente affabile e<br />

gentile aveva una comprensione delicata<br />

di tutte le opere buone.<br />

Con gusto squisito di artista si appassionò<br />

al collezionismo e fu il primo<br />

Presidente Nazionale dei Collezionisti<br />

Italiani, che egli animò e sostenne<br />

coraggiosamente con la parola<br />

e soprattutto con l'esempio.<br />

Prendendo lo spunto dall'attività<br />

della sua Ditta (da lui fatta rifiorire<br />

dopo le vicende burrascose della<br />

guerra) che si occupa anche di giocattoli<br />

per bambini, egli si dedicò<br />

alla collezione di soldatini, figurine<br />

e stampe militari.<br />

Il suo «museo» organizzato nella<br />

sua villa di Ponte di Brenta con<br />

magnifiche collezioni del genere, è<br />

l'unico in Italia e uno dei primissimi<br />

in Europa, sì che rese l'autore<br />

noto ai collezionisti del mondo.<br />

Lo ricordiamo varie volte nella<br />

nostra Cappella a domandare l'aiuto<br />

della Madonna. A Lei ora lo raccomandiamo<br />

perché abbia a trovare<br />

con la Sua benedizione la pace<br />

dei giusti.<br />

Anche I' <strong>Ex</strong> Alunno GIOVANNI<br />

ROBUSCHi è morto improvvisamente<br />

il 1" febbraio all'età di 61 anni,<br />

proprio nel giorno del suo compleanno.<br />

Lascia nel lutto la moglie, sorella<br />

del compianto Dr. Alberto Bertin<br />

rapito dalla morte tre anni fa.<br />

Era stato alunno della Scuola di<br />

Religione dove è ricordato da vari<br />

amici.<br />

Sabato 26 marzo sono stati celebrati<br />

nella Chiesa del Torresino i<br />

funerali del P. Giuseppe Tessarolo.<br />

Era stato vari anni Professore nel<br />

Collegio Leone XIII a Milano e anche<br />

qui a Padova era conosciuto da<br />

molti per alcune permanenze all'Antonianum.<br />

Passato alla Diocesi<br />

di Ravenna fu là per vari anni Professore<br />

stimatissimo del Seminario<br />

Diocesano. Colto dal terribile male<br />

che non perdona, si rifugiò presso<br />

il Fratello, Parroco del Torresino.<br />

Morì compianto da quanti lo hanno<br />

conosciuto per la sua bontà e genialità.<br />

Piangono<br />

la morte della mamma:<br />

10 studente interno Angelo Toaiari e<br />

il clr. Giuseppe Corradi.<br />

la morte del papa:<br />

11 geom. Sandro Puricelli e lo studente<br />

della Scuola di Religione Luigi Peroni,<br />

il dr. Nico Tedeschi.<br />

Piange la morte della moglie :<br />

il Barone dr. Francesco Beneventano<br />

di Catania.<br />

Il Signor Zaccaria Giuseppe piange<br />

la morte della sorella Margherita.<br />

I fratelli Ing. Eugenio, M. Ettore, Avv.<br />

Mario Gracis piangono la morte della<br />

sorella Maria Teresa che nel mese di<br />

febbraio perì tragicamente in uno scontro<br />

automobilistico. Particolari condoglianze<br />

alla Famiglia funestata, alcuni<br />

anni fa, per la morte allo stesso modo<br />

tragico, di un figlio.<br />

/ Padri <strong>dell'Antonianum</strong> e gli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong><br />

porgono alle desolate famiglie le<br />

più sentite condoglianze ed assicurano<br />

preghiere per i Cari Estinti.<br />

Non una cosa, non una io ne. mangio<br />

Che non abbia gustato la morte,<br />

che il crudele coltello e l'ancor più<br />

Colpo di martello I crudele<br />

Non abbia uccisa.<br />

Il grano che il contadino reca<br />

Vivente nel campo<br />

È schiacciato a morte, prima che, fonte<br />

Di vita e nutrimento,<br />

Acquieti in me la fame.<br />

Ciò che è morto in me rivive,<br />

In nte riprende corpo;<br />

Ma senza di te, o morte, la pulsante<br />

Danza delle vene<br />

Non mi farebbe battere il cuore.<br />

Ciò che è abbattuto risorge e ricresce.<br />

E dal fatale morire<br />

Pingui e freschi fiori<br />

Di vita tu in luce<br />

Porti, o morte.<br />

Iddio stesso, inchiodato alla croce,<br />

Prima che tutto fosse finito,<br />

Anch'Egli ha vuotato sino in fondo<br />

L'amaro calice:<br />

E ha conosciuto la morte.<br />

Anche Lui doveva rendersi pasto<br />

Alle nostre anime;<br />

II pasto che solo si mangia vivo,<br />

E che ci avrebbe guarito<br />

Dall'infermità della fame.<br />

O Dio, che battuto come grano<br />

Cadesti sotto la trebbia,<br />

Concedimi, te ne prego, questo pane<br />

Tutti i giorni,<br />

Prima che il cuore si disanimi.<br />

O Dio che, qual nobile frumento<br />

Triturato finemente, nel forno<br />

Sei entrato sulla croce, e, di colore<br />

Simile al pane,<br />

Lì pendesti arrossato,<br />

O Manna angelica, sostanzioso<br />

Nutrimento dell'uomo, dammi<br />

Vigore, quand'io sia morto, di venire,<br />

Onnipotente Dio,<br />

Là dove eterno Tu vivi!<br />

GUIDO GEZELLE<br />

(1830-1899)<br />

Squadre di gioco cui parteciparono il Geom. De Boni<br />

e I' Ing. Rodighiero.<br />

Foto a sinistra (da sinistra a destra e dal basso<br />

in alto): Meneghini, Sentinelle, Frasson, Caldera, Danieletto,<br />

Carli, Borsetto, De Boni, Cardin, Letter, Giordani (1933-34).<br />

Foto sotto (settembre 1924): i vecchi giocatori del Petrarca :<br />

Fratelli Romaro, Fratelli Gallo, l'Avv. Malipiero, Pierino Rodighiero,<br />

ed altri amici.


Cenane di<br />

Carnevale<br />

Anche quest'anno la bella sala dell'Hotel<br />

Smeraldo di Abano ci vide raccolti<br />

in ceritoquaranta per la serata rievocante<br />

il vecchio carnevale.<br />

E' una serata di amicizia la nostra,<br />

che ricorda i tempi passati quando all'Antonianum<br />

si sapeva dosare opportunamente<br />

il tempo di lavoro intenso<br />

e di penitenza con svaghi che tengono<br />

conto di tutta la gamma necessaria di<br />

sentimenti che rendono meno penosa<br />

la vita.<br />

Anche quest'anno molti amici hanno<br />

concorso con bellissimi regali da trarre<br />

a sorte ,a rendere più gioioso il Cenane.<br />

Ne diamo qui l'elenco, ringraziando<br />

sentitamente i donatori.<br />

Ringraziarne soprattutto l'avv. Malipiero<br />

al quale va il maggior merito per<br />

lo splendido esito della serata e volle<br />

offrire un mazzolino di fiori a tutte le<br />

Signore intervenute.<br />

ELENCO DEI DONI<br />

hlienda Cura Abano: Serie di stampe<br />

e un «fanghino» per tutte le Signore.<br />

Antichità Bucceri: Gallina (padovana).<br />

Mario Bernabei: Tessera libero ingresso<br />

piscina coperta scoperta Hotel <strong>Ex</strong>celsior.<br />

DI.COMA di Mario Ghinea: 35 dischi.<br />

Ente Prov. del Turismo: Volume Donatelle.<br />

Maglificio Emmebi di Murer Luigi: Modello<br />

cappotto in lana per signora.<br />

Ditta Morassutti: Due centri da tavola.<br />

Pedrocchi - Comm. Piccoli: Due flaconi<br />

ciliege sotto spirito.<br />

Sig.ra Puggina: Quadro firmato autrice.<br />

Comm. Antonio Stefanelli: Tessera libera<br />

circolazione autoservizi Siamic.<br />

Ditta Testi: Sei calici per liquore.<br />

Comm. Torresini: Bicicletta Torpado.<br />

Vmolti Gino - Gioielleria: Accenditore<br />

re argento a gas.<br />

Vanotti Giovanni - Casalinghi: Rasoio<br />

elettrico Philips.<br />

Ditta Voltan: Bottiglia Profumo.<br />

Nelle foto: 1) II Presidente Molipiero consegno<br />

la bicicletta alla Signora Santinello. -<br />

21 L'Avv. Benetrin assicura al Dr. Dal Pro,<br />

come premio delia serata, l'assistenza gra-<br />

- ad un processo civile. - 3) Tavolata del<br />

Petrarca. - 4) II Comm. Stefanelli consegna<br />

olla pittrice Signora Puggina un biglietto<br />

grotis annuale per tutte le corse dei suoi<br />

pullman. - 5) la Signora Castorina con in<br />

dosso il premio del Maglificio Emmebi.


34 —<br />

Petrarca<br />

INCONTRI<br />

CAMPIONATO DI PALLACANESTRO<br />

9/1/66 - Partenope-Petrarca 60-72<br />

16/1/66 - Petrarca - Simmenthal 66-60<br />

Con la partita Petrarca - Simmenthal<br />

termina il girone di andata che vede il<br />

Petrarca in testa alla classifica generale<br />

a pari punti (18) con il Simmenthal<br />

e l'Ignis-Varese.<br />

23/1/66 - Petrarca - Oransoda 94-75<br />

30/1/66 - Pesaro - Petrarca 57-52<br />

6/2/66 - Petrarca - Candy Boi. 66 - 54<br />

12/2/66 - Reyer - Petrarca 51-47<br />

20/2/66 - Petrarca - Ali' Onestà 77-67<br />

26/2/66 - Ignis Varese - Petrarca 82 - 72<br />

13/3/66 - Petrarca - Libertas B. 92-64<br />

20/3/66 - Stella Azzur. - Petrarca 69 - 71<br />

27/3/66 - Petrarca - Alcisa 100-78<br />

Al termine del campionato mancano<br />

ancora 2 partite sulle quali si riferirà<br />

nel prossimo numero.<br />

INCONTRI<br />

CAMPIONATO DI RUGBY<br />

9/1/66 - C.U.S. Roma - Petrarca 5-0<br />

16/1/66 - Petrarca - Livorno 15-6<br />

23/1/66 - Petrarca -Partenope 3-3<br />

30/1/66 - Metalcrom-Petrarca 6-3<br />

6/2/66 - Rovigo - Petrarca 19-6<br />

20/2/66 - Fiamme Oro - Petrarca 6 - 3<br />

13/3/66 - Petrarca - Parma 21-9<br />

20/3/66 - Petrarca-Frascati 9-3<br />

AI termine del campionato mancano<br />

ancora da disputare 4 partite. Col prossimo<br />

numero pubblicheremo i relativi<br />

risultati.<br />

CALCIO<br />

Al momento attuale la prima squadra<br />

di calcio si trova nelle prime posizioni<br />

di classifica con probabilità anche<br />

di terminare il campionato vittoriosa.


II Prof. Arslan in visita al Santo Padre con la sua famiglia.<br />

QUESTO PETRARCA GIUDICHIAMOLO NOI/<br />

La tavola rotonda del «Petrarca», ovvero<br />

il suo Consiglio generale, ha deciso<br />

durante ima delle sue ultime sedute<br />

di procedere a un'indagine critica presso<br />

i propri membri. Sentiamo e leggiamo<br />

spesso critiche — si è detto — in<br />

campo tecnico e organizzativo, così come<br />

leggiamo e sentiamo lodi incondizionate.<br />

Perché dunque non l'are noi<br />

un'autocritica, perché non approfondire<br />

noi stessi quelle che riteniamo essere<br />

delle lacune, delle manchevolezze?<br />

Dalle Molle era stato esplicito: «senza<br />

peli sulla lingua».<br />

Ho tentato, quindi, ricevutone incarico,<br />

di «esplorare» l'opinione di ciascun<br />

Consigliere. Avrebbero dovuto essere Lina<br />

trentina di brevi interviste, ma, ahimè,<br />

questo si è rivelato un castigo : i<br />

Consiglieri del «Petrarca» sono persone<br />

che misurano il tempo col contagocce<br />

ed è difficile, anche per telefono, rintracciarle<br />

e parlare. Confesso che riuscì<br />

più facile, tanti anni fa, intervistare S.<br />

M. Maria Josè in Svizzera che ventisette<br />

miei sia pur autorevoli .concittadini.<br />

Nel giro, però, di un paio di settimane<br />

appena, con qualcuno ho già parlato e,<br />

col prossimo numero, spero poter riportare<br />

i giudizi di altri Consiglieri.<br />

L' U. S. Petrarca vive all'ombra dei<br />

Tre Pini e dei tre palloni. Quando nacque<br />

c'era un solo pallone, quello più<br />

piccolo del calcio. E il «Pelrarca» Calcio<br />

seguiva la bella e romantica moda<br />

di allora quando i suoi campioni, come<br />

nelle altre squadre, dovevano addirittura<br />

acquistarsi scarpe e magliette.<br />

Il primo nato del «Petrarca» doveva fatalmente<br />

assumere un ruolo sempre<br />

meno importante col mutare dei lempi,<br />

col dilagare delle esplosive passioni<br />

delle masse e co! turbinìo di «farfalle»<br />

da miliardi.<br />

La capi bene questa radicale trasformazione<br />

Giacomo Galtarossa che fu uno<br />

dei primi, se non il primo, a suggerire<br />

di separare 1' U. S. Petrarca in tre Sezioni,<br />

con preventivi e con bilanci distinti<br />

perché distinte e mutevoli sono<br />

le necessità di ognuna. « Non lo sport<br />

deve seguire noi — ripeteva giustamente<br />

Galtarossa — ma noi adattarci ad<br />

esso ». E fu così che, per seguire l'andazzo,<br />

si concentrò buona parte dell'at-<br />

tenzione al basket, divenuto ormai spettacolo<br />

per professionisti con grandiosi<br />

interessi in ballo, e un po' meno al rugby<br />

che fortunatamente è rimasto fra i<br />

pochi sport a base dilettantistica pura,<br />

fi calcio si accontentò di andare all'ablativo,<br />

lui che impera ed imperversa<br />

solo che si oltrepassino i cancelli del<br />

«Tre Pini».<br />

Ma è così che l'U. S. Petrarca è rimasto<br />

il sodalizio che, per finalità morali<br />

e sportive, per serietà, per numero<br />

e qualità di atleti, è senz'altro il<br />

più invidiato d'Italia. L'unico.<br />

O*O*O<br />

fi Presidcntissimo, sissignori, prima<br />

di tutti parliamo di lui, del prof. Michele<br />

ARSLAN. Il regno del «Petrarca»<br />

è nato e si è sviluppato sotto una dinastia,<br />

quella degli Arslan. E' dal 1910<br />

che, prima il padre prof. Yervant, quindi<br />

il prof. Michele reggono con dedizione,<br />

con passione, con amore questo<br />

Sodalizio e non saprei a questo punto<br />

indicare se il «Petrarca» è nato con gli<br />

Arslan oppure gli Arslan col «Petrarca».<br />

Si tratta, in ogni caso, eli un non<br />

comune connubio e l'attuale situazione<br />

parla chiaro.<br />

— 35


Ora che mi accingo a farlo, mi accorgo<br />

di una cosa : è difficile parlare<br />

del prof. Arslan. La sua personalità, la<br />

sua bonomìa, la sua arguzia, il suo desiderio<br />

di essere informato di tutto e<br />

di tutti, pur con gli innumerevoli impegni,<br />

la sua presenza ove necessiti, la<br />

sua franca parola quando tocchi, lo classificano<br />

nel non folto stuolo degli uomini<br />

di fascino.<br />

Per tutti noi è dunque il Presidentissimo.<br />

Se non ci fosse il prof. Arslan, il<br />

«Petrarca» dovrebbe inventarlo.<br />

Ecco quindi come il Presidente Generale<br />

mette a fuoco la situazione, con<br />

nostalgici ricordi di tempi assai lontani<br />

e con un richiamo ai più alti valori<br />

dello sport :<br />

« La non più giovane età, se evoca<br />

qualche rammarico, permette (in compenso)<br />

giudizi più obbiettivi e più pacati.<br />

Spero perciò che non sia errato il<br />

giudizio che qui formulo sull' Unione<br />

Sportiva Petrarca: in realtà, esso è il<br />

frutto di riflessioni lungo un arco di<br />

tempo che fa quasi coincidere le due<br />

evoluti verso quelle forme moderne di<br />

svago e di spettacolo che richiamano<br />

esigenze della società moderna di eguale<br />

valore di quelle del lavoro.<br />

Desidero sottolineare solo un aspetto<br />

di tale evoluzione: ed è un aspetto che<br />

dimostra in modo sicuro il valore di<br />

una continuità delle direttive che I' 17nione<br />

Sportiva Petrarca ha ricevuto, e<br />

tuttora riceve, da quella Compagnia di<br />

Gesù cui dobbiamo la meravigliosa istituzione<br />

dedicata alla gioventù universitaria<br />

di Padova: il Pensionato di<br />

Via Donatella.<br />

E questo aspetto è precisamente il<br />

seguente: la storia dell'Unione Sportiva<br />

Petrarca rivela il suo costante adeguarsi,<br />

pur con modi e metodi diversi<br />

nei vari periodi, alle necessità educative<br />

e formatrici dei giovani che, nell'agitato<br />

fluire dei tempi e nella tragica<br />

situazione di due guerre mondiali, hanno<br />

subito così vistose trasformazioni.<br />

Ma, allora come oggi, intatto è rimasto<br />

lo spunto animatore di quelle direttive:<br />

porsi al fianco dei nostri gia-<br />

re sulle spalle. Sono poco al corrente.<br />

Ma mi pare che la pallacanestro sia<br />

diventata lo sport principe nel «Petrarca».<br />

Galtarossa è un uomo encomiabile,<br />

ha molta passione e penso sia suo<br />

il merito maggiore. Del rugby so veramente<br />

poco, non ho mai avuto molta<br />

dimestichezza con questa disciplina, e<br />

per quanto riguarda il calcio posso dire<br />

che non è mai vissuto bene nel «Petrarca».<br />

Non c'entrano le persone - tu<br />

mi capisci - ma è la dinamica di questo<br />

gioco meraviglioso che non ha avuto<br />

fortuna con i colori bianconeri. Aggiungerei<br />

che il calcio e il «Petrarca»<br />

non possono andare d'accordo. Fra di<br />

essi esiste... incompatibilità di carattere<br />

».<br />

Per l'ing. Giacomo GALTAROSSA<br />

Padre Casella doveva concedermi almeno<br />

mezza pagina. Galtarossa è uno<br />

degli uomini più dinamici, seri e preparati<br />

eh' io abbia conosciuto. Lo desidererei<br />

socio in affari o colonnello del<br />

Canale Carrara Casi-amia Dalle Molle Pacco<br />

nascite, quella del giudicante e quella<br />

del giudicato. Mezzo secolo è ben sufficiente<br />

per qualificare i significati d'una<br />

trasformazione dei costumi umani; e<br />

quindi anche dello sport.<br />

I miei più lontani ricordi d'infanzia<br />

vedono infatti un Campo Tre Pini molto<br />

più incolto, molto più lussureggiante<br />

di alberi e di verde: e vedono una ventina<br />

di ragazzi, vestiti nelle foggie più<br />

dimesse e più domestiche, rincorrere<br />

un pallone sdrucito ed ammaccalo, sollevando<br />

qua e là, da un terreno disuguale<br />

e scabro, delle nuvole di polvere.<br />

Qualche Domenica c'era la partita:<br />

ma con un'aria familiare e povera, con<br />

un pubblico disposto a corona attorno<br />

al campo, senza rete di divisione, e senza<br />

alcuna di quelle comodità che oggi<br />

rendono luogo di lunghe soste e di domenicali<br />

vacanze i più moderni ed attrezzati<br />

campi sportivi.<br />

Sono passati quasi sessant' anni da<br />

quei ricordi; ed anche gli sports del<br />

nostro Petrarca (che è così diverso da<br />

altri Sodalizi o Società sportive), sono<br />

36 —<br />

vani fratelli, perché non si smarriscano<br />

nel diffìcile inizio della loro vita ».<br />

O*O*O<br />

II gr. uff. Bruno POLLAZZI è un condottiero<br />

nato, uomo tenace e caparbio<br />

come la terra che lo considera suo figlio<br />

adottivo, ma brillante e dall' inesauribile<br />

vena inventiva, come la terra<br />

che i natali invece glieli ha dati.<br />

Chi non lo ricorda a capo del «Calcio<br />

Padova» negli anni ruggenti? Chi<br />

non lo ricorda dirigente di non so quanti<br />

clubs, circoli sportivi, o associazioni<br />

o enti? Sinceramente non ho mai capito<br />

(fui un tempo suo severo critico,<br />

ma non se ne dolse) come facesse a<br />

star dietro a tutto. Una cosa incredibile.<br />

Forse per essere stato in cavalleria,<br />

sapeva che un sacco di strada si<br />

può fare al passo e al trotto, ma per<br />

correre bisogna usare l'andatura più<br />

veloce, il galoppo. Ecco, Pollazzi ha<br />

sempre galoppato.<br />

« Ora — mi dice — sono un po' giù<br />

di corda per via delle troppe primave-<br />

mio reggimento. Possiede una virtù<br />

grandiosa. Afferra immediatamente la<br />

questione, sintetizza e agisce. Ma lo fa<br />

in un determinato modo. Attira a sé<br />

gli uomini come una calamità il ferro,<br />

e se questi non fanno, fa lui. Vi pare<br />

niente? E' una sorta di cuscinetto a<br />

sfere e su di sé fa rotolare tutto, uomini<br />

e cose.<br />

Guardate la « Ciclisti Padovani », la<br />

società ciclistica più premiata e più<br />

« iridata » di tutto il mondo. Si può<br />

dire, quindi, che Giacomo Galtarossa<br />

è l'uomo del cerchio e dei cerchi olimpici.<br />

Ma il fatto è che ha risolto il problema<br />

della quadratura del cerchio anche<br />

nel «Petrarca».<br />

Quand'è entrato ha capito e, col prezioso<br />

ausilio di altri Consiglieri, Stefanelli,<br />

Dalle Molle, Longato, Buffo, ha<br />

fatto.<br />

« Mi pare di andare abbastanza bene<br />

— esordisce modestamente l'ing.<br />

Galtarossa —. La scissione fra le tre<br />

Sezioni del «Petrarca» è risultata una<br />

unione ed oggi non esiste più l'anta-


gonismo di un tempo. Non si possono<br />

certo pretendere sempre grossi risultati,<br />

bisogna saper aspettare.<br />

E' necessario invece — prosegue Galtarossa<br />

— essere più severi con i giovani,<br />

dato anche l'ambiente in cui vivono.<br />

Proporrò addirittura per la prossima<br />

stagione che tutti i nostri giovani<br />

atleti sottoscrivano un impegno morale.<br />

Può diventare molto educativo ».<br />

Per quanto concerne il rugby l'ing.<br />

Galtarossa ritiene si debba continuare<br />

| sulla strada intrapresa giacché questo<br />

•settore vive fortunatamente ancora nel<br />

pieno dilettantismo. E' indispensabile,<br />

tuttavia, un allenatore professionista.<br />

« II calcio — continua l'ing. Galtarossa<br />

— non ha quasi più senso nel «Petrarca».<br />

Possiamo arrivare fino ad un<br />

certo punto e poi siamo bloccati. Se<br />

fosse possibile, vedrei una sola squadra<br />

ragazzi, ad alto livello tecnico, ma<br />

i ciò suppone l'esistenza di un campionato<br />

ragazzi, sul tipo del torneo di Viareggio<br />

».<br />

Destino dei numeri. Il dott. Marcella<br />

PACCO reca con sé quello dell'uno. Il<br />

numero uno, infatti, lo portava sulla<br />

maglia bianconera quando difendeva<br />

fra i legni della porta i colori petrarchini,<br />

numero uno lo è diventato nel<br />

campo della cartellonistica e numero<br />

uno lo è della nostra tifoseria. Credo<br />

che pacco sia anche l'unico Consigliere<br />

che non abbia perduto una sola partita<br />

di Moe e compagni sia in casa sia<br />

in trasferta, lui «footballeur» nato. Col-<br />

I labora con Pizzo alla direzione del settore<br />

calcio.<br />

Pacco è dell'avviso che bisognerà, tosto<br />

o tardi, prendere una decisione, re-<br />

•ptare cioè dilettanti o diventare intera-<br />

I mente professionisti. Oggi il «Petrarca»<br />

Riesce ad ottenere dei buoni risultati,<br />

I ma fino a quando? Per il dr. Pacco, in-<br />

I somma, sono necessari mezzi finanziari<br />

i e dirigenti capaci che riescano, ognuno<br />

nel proprio settore, a galvanizzare attor-<br />

[ no a loro l'attenzione dei giovani e seguirli,<br />

inquadrarli.<br />

Merita attenzione un episodietto se-<br />

gnalato da Pacco. Prima di una partita<br />

di calcio ci si accorge dell'assenza di<br />

un giocatore. Per telefono si viene a sapere<br />

che costui è partito per i colli col<br />

padre per acquistare del vino. Velocissima<br />

puntata in auto, ripreso il ragazzo<br />

e portato al «Tre Pini». La gara, adesso,<br />

può incominciare.<br />

O*O*O<br />

L'aspetto morale è ribadito anche da<br />

uno dei Consiglieri di fresca nomina, il<br />

dott. Ferruccio STOCCHI il quale, volendo,<br />

può misurare le sue virtù tennistiche<br />

anche al «Tre Pini».<br />

Brillanti sono, secondo lui, le iniziative<br />

del «Petrarca» per lo sviluppo dello<br />

sport puro, ma la tendenza al potenziamento<br />

del professionismo ovunque,<br />

rende difficili queste iniziative. Del settore<br />

«cestistico» Stocchi è entusiasta.<br />

« Penso che a Padova più di così non<br />

si possa pretendere. Un elemento di<br />

grande valore ha suscitato l'emulazione<br />

dei suoi compagni. Nella pallaovale<br />

consiglierei una vasta azione capil-<br />

gnifichi un indiretto amichevole rimbrotto<br />

alla liberalità di Padre Pretto.<br />

Amedeo Dalle Molle aggiunge che anche<br />

il rugby e il calcio, senza rimproveri<br />

a chicchessia si capisce, dovrebbero<br />

avere allenatori pagati e dirigenti<br />

come Galtarossa nel basket. Il che non<br />

è facile.<br />

O*O*O<br />

Angelo MOCELLINI, ragioniere, persona<br />

seria. E' uno dei Consiglieri «freschi».<br />

Egli già vede il «Petrarca» in funzione<br />

algebrica. Esempio : il calcio più<br />

il rugby al quadrato non sono ancora<br />

uguali al basket. Una specie di teorema<br />

di Pitagora alla rovescia. « Vorrei<br />

— dice Mocellini — che il rugby fosse<br />

come la pallacanestro, ma ravviso la necessità<br />

di una nuova ristrutturazione<br />

(vocabolo classico da ragioniere) tecnica.<br />

Per il calcio, invece, non si può sperare<br />

di più ». Guai se Mocellini applicasse<br />

la partita doppia al «Petrarca».<br />

Barci sicuramente farebbe pagare un<br />

biglietto doppio.<br />

Gavogni Mocellini Pollazzi Stocchi<br />

lare di propaganda per creare un vivaio<br />

di giovani. Per quanto, infine, riguarda<br />

il calcio, sono del parere che sperare<br />

in risultati maggiori è impossibile ».<br />

O*O*O<br />

II comm. Amedeo DALLE MOLLE è<br />

uno sportivo di razza. Non ricordo manifestazione<br />

sportiva in tanti anni alla<br />

quale Dalle Molle non sia stato presente,<br />

come spettatore ma più spesso come<br />

dirigente appassionato. Non si arrabbia<br />

(per forza, possiede l'antidoto...)<br />

ma mette subito il dito su una questione<br />

pratica:<br />

«— Oh, siamo al «Tre Pini» oppure in<br />

Portogallo?<br />

— Non capisco.<br />

— Bisogna, caro mio, organizzare le<br />

entrate sia al «Palazzetto» che in campo.<br />

Qua, «a macca o con 'na pacca» entra<br />

una barca di gente che non paga ».<br />

Per la verità è una questione che lo<br />

stesso Dalle Molle e il comm. Stefanelli<br />

avevano già sollevato durante alcune<br />

riunioni del Consiglio. Non so se ciò si-<br />

Anche il cav. Remolo CANALE non<br />

può essere al corrente delle faccende<br />

bianconere, essendo stato eletto Consigliere<br />

solo recentemente. Ciononostante<br />

Canale si è già fatto un'idea. Gli sembra<br />

che la squadra di pallacanestro sia<br />

ben registrata e che occorrerebbe, semmai,<br />

rinforzarla in vista dei maggiori<br />

sforzi organizzativi delle altre società.<br />

Anche Canale vedrebbe un allenatore<br />

professionista nel rugby.<br />

O*O*O<br />

II «Petrarca», secondo il comm. Rino<br />

CARRARO, ha il grande merito di essere<br />

una polisportiva che tiene fede al<br />

principio dilettantistico e nello stesso<br />

tempo ottiene ottimi risultati.<br />

« Soprattutto — sostiene Carraro —<br />

è una società modello sotto il profilo<br />

morale, di formazione dei giovani: ad<br />

essi infatti viene offerta la possibilità<br />

di svolgere un'attività sportiva preferita<br />

in un ambiente sano, come in una<br />

grande famiglia che molto da e niente<br />

in pratica chiede. Il presidente genera-<br />

— 37


le prof. Arslan è un insostituibile esempio<br />

ed un trascinatore per dirigenti e<br />

atleti. Un grande merito spetta alla<br />

Scuola di Religione nel cui clima familiare<br />

i giovani crescono sani, robusti<br />

e leali ».<br />

O*O*O<br />

La serenità fatta persona, ovvero il<br />

I dr. Armando GAVAGNI. Un uomo fermo,<br />

deciso, dalle idee chiare. Un diplomatico<br />

sorridente. Tutta l'attività sportiva<br />

del «Petrarca» il dr. Gavagni la inserisce<br />

nel suo alveo naturale, vale a dire<br />

rapportandola agli scopi morali <strong>dell'Antonianum</strong>,<br />

mantenere la gioventù in<br />

un clima sano. Questa è la base.<br />

« Le singole articolazioni di questa attività<br />

sportiva — dice il dr. Gavagni —<br />

debbono adeguarsi a questi scopi ed alle<br />

reali possibilità di successo. Non alimentiamo<br />

l'ambizione di arrivare allo<br />

scudetto, se non si può ; manteniamoci<br />

invece in una via di mezzo che dia soprattutto<br />

soddisfazione agli atleti i quali,<br />

non essendo professionisti, vivono solo<br />

di queste soddisfazioni. Sono del parere<br />

che dobbiamo fare del dilettantismo<br />

puro e, se con questo non possiamo<br />

sopravvivere, ricorriamo a pochi<br />

giocatori professionisti. Io sono della<br />

vecchia guardia e la penso così ».<br />

In sostanza, il dr. Gavagni è un possibilista.<br />

Se riusciamo a resistere ed a<br />

ben figurare così come siamo, tanto di<br />

guadagnato. Un professionismo larvato<br />

come «extrema ^atio», nel caso si aprisse<br />

qualche falla e rischiassimo di andare<br />

a picco.<br />

O*O*O<br />

Un capitolettto a parte, se non andassi<br />

fuori tema, lo meriterebbero senz'altro<br />

coloro che nel «Petrarca» lavorano,<br />

gli Èrcoli di questa organizzazione latta<br />

di cento, di mille piccole cose; così<br />

dovrei parlare dell'ineffabile, dell'insostituibile,<br />

del grande Padre Luigi Pretto,<br />

detto anche il James Bond dell'Anlonianum<br />

nel senso che lui la spunta<br />

sempre, perfino a tressette.<br />

Dovrei parlare del ragionier Barci<br />

e dei suoi collaboratori, di Fresca, di<br />

Valvassori, di Ponchia, di Geremia, della<br />

Regina, perché no?, insomma di tanta<br />

e tanta gente per cui non è difficile<br />

dimenticarne qualcuno.<br />

Fra queste brave persone, e già l'avevo<br />

scordato, c'è il nostro comm. Giacomo<br />

CASTORINA, uno appunto di coloro<br />

che hanno «lavorato» e lavorano. Per<br />

questo dobbiamo essergli doppiamente<br />

grati.<br />

Castorina, in sostanza, ripete quello<br />

che hanno detto altri Consiglieri e cioè<br />

che la situazione nei tre sport è sostanzialmente<br />

cambiata. I calciatori ed i<br />

rugbysti guardano all'esempio del basket,<br />

e in cuor loro vorrebbero imitare<br />

i successi del settore oggi più in auge.<br />

« Ma — sottolinea Castorina — o ci accontentiamo<br />

di un rugby e soprattutto<br />

di un calcio così come sono, oppure rivediamo<br />

completamente le strutture interne,<br />

l'organizzazione. Ribadisco che<br />

in questi due settori sono indispensabili<br />

gli allenatori professionisti, perché<br />

non si tratta solo di insegnare ai ragazzi<br />

come si passa la palla, ma occorre<br />

conoscere le reali possibilità di ognu-<br />

Le folle che frequentano il «Palazzetto»<br />

no, studiarne il temperamento, seguirli,<br />

incitarli, correggerli ».<br />

Queste le opinioni di una parte dei<br />

Consiglieri. Avete capilo come la pensano,<br />

cosa suggeriscono, come trepidano<br />

per le sorti delI'U. S. Petrarca. Ma<br />

già esistono dei progetti. Primo, l'ampliamento<br />

del «Palazzetto» e, dopo la<br />

riconferma di Moe e Nicolic per il prossimo<br />

campionato, se tale progetto sarà<br />

portato a termine in tempo utile, molti<br />

più spettatori potranno venire ospitati.<br />

Si farà il drenaggio del «Tre Pini», probabilmente<br />

dopo il concorso ippico di<br />

giugno. Ed è stato ventilato anche un<br />

progettino del comm. Longato per quanto<br />

riguarda il rugby. Incomma, c'è parecchia<br />

carne al fuoco.<br />

Un'ultima osservazione. Il «Petrarca»<br />

è nato con la Pensione e per la Pensione<br />

Universitaria. I suoi giovani ospiti<br />

dovrebbero essere più assidui non solo<br />

alle gare ma alla partecipazione di esse,<br />

vivere più intensamente la vita dello<br />

sport. « Mens sana in corpore sano ».<br />

La Pensione, l'Antonianum, il Petrarca<br />

hanno in sé tutti gli elementi principali<br />

per diventare ancora più grandi,<br />

una specie di «college» all'italiana. Questi<br />

giovani, ed è tutto per loro che si<br />

fa, hanno la loro guida spirituale, hanno<br />

una tradizione, hanno le attrezzature,<br />

hanno i mezzi finanziari, hanno un<br />

loro pubblico. Viviamo dunque insieme,<br />

questa è la nostra famiglia, — come diceva<br />

il prof. Arslan — questo è lo sport<br />

come mi pare l'intendete voi e come<br />

l'intende anche il vostro<br />

ALFREDO LAZZARINI


ISCRITTI 1965 - 1966<br />

ELENCO RIASS.VO DEGLI ISCRITTI DALL'OTT. 1965 IN POI<br />

Accordi dr. Carlo<br />

Aggogeri Luigi<br />

Agusson dr. Antonio<br />

Alberini gen. Rao'jl<br />

Alfonsi ing. Aurelio<br />

Alfonsi cav. Giuseppe<br />

Al'.prandi Giovanni *<br />

Aìocco ing. Vittorio<br />

Altichieri dr. Luciano<br />

Ancona ing. Guido<br />

Andò on. avv. Oscar<br />

Apìrgi rag. Sergio<br />

Avanzi Renzo<br />

Avi/o dr. Giuseppe<br />

Azzolin cav. Aurelio<br />

Babighian dr. Gregario<br />

Baccaglini prò/. Mario *<br />

Baggio Giovanni<br />

Saggio ing. Ignazio<br />

g/o ing. Leonardo<br />

gio prof. Paolo<br />

Barbe dr. Marce/lo<br />

Barbieri avv. Antonio<br />

Barbieri prof. Bruno *<br />

Barbieri prof. Egisto *<br />

Barcelloni Corte Adriano<br />

Baroni dr. Franco<br />

Baroni ing. Giorgio<br />

Bartolomei prof. Giuseppi<br />

• Bauce dr. Alcide<br />

Bedin rag. Giampietro<br />

Bedini geom. Èrcole<br />

Belloni prof. Giuseppe *<br />

Benacchio prof. Luigi<br />

Benettin avv. Giorgio *<br />

Bidoli Giovanni<br />

Bocchese ing. Franco<br />

Bodini dr. Giovanni<br />

Bolzonel/a ing. Antonio<br />

Bolzonella Carlo<br />

Sonato dr. Piero *<br />

Bonini dr. Consuelo<br />

Bonino dr. Raffaele<br />

Sonora dr. Mario<br />

Sordigato col. Gino<br />

Barelli dr. Giorgio<br />

Borgnino dr. Cesare<br />

Bovo prof. Guerrino *<br />

Brune/// avv. Giovanni<br />

Buceri/ prof. Renato<br />

Bozzini dr. Renato<br />

Calzolari dr. Renzo<br />

Candelpergher ing. Giuseppe<br />

Coniato Giampaoìo<br />

Cantaruttì prof. Federico *<br />

Caldera dr. Eugenio<br />

Caporella Amedeo<br />

Capovilla dr. Giorgio<br />

Coppellato prof. Mario *<br />

Carbognin dr. Giusto<br />

Cardin dr. Giuseppe *<br />

Cardin dr. Giorgio *<br />

Carenza prof. Nino *<br />

Caretta rag. Guglielmo<br />

Caretta Mario<br />

Corion dr. prof, Carlo *<br />

Caron sen. dr. Giuseppe<br />

Cartolari dr. Cristoforo<br />

Casale dr. Renzo<br />

Castagna Bernardi Giuseppe<br />

Castellani di Sermeti dr. Luigi<br />

Castellani Antonio<br />

Castelletto dr. Albana<br />

Catsmarìo ing. Guido<br />

Cavaggioni dr. Nino<br />

Cavagnis prof. Giovanni<br />

Cazzo/a ing. Lamberto<br />

Cazzala ing. Luciano<br />

Cecone Adriano<br />

Cavinato Carlo<br />

Cestarollo ing. Giannì<br />

Chiesa dr. Domenico *<br />

Chiesa dr. Mario<br />

Chino dr. Alberto<br />

Cioccio prof. Giacinto<br />

Cipriani dr. Franco<br />

Coìazzi dr. prof. Luigi *<br />

Comin Alberto<br />

Covi rag. Luigi<br />

Covi rag. Pietro<br />

Da Col dr. Antonio<br />

Dal Brun comm. Lucio<br />

Dal Cavolo mons. Antonio<br />

Dalla Palma dr. Ludovico *<br />

Della Penna ing. Sandro<br />

Dal Porto cav. Alberto<br />

Dal Prò ing. Paolo<br />

Daniele dr. Carlo Alberto<br />

Dar/os dr. Rina<br />

Daodìace gr. uff. Giuseppe<br />

De Antoni Paolo<br />

De Besi ing. Alessio<br />

De Biasi dr. Sergio<br />

De Lucchi Ottorino<br />

De Maio prof. Domenico<br />

De Marco ing. Alberto *<br />

De Marco ing. Carlo *<br />

De Pretto Francesco<br />

De Sanctis geom. Giuseppe<br />

De Sisti cav. rag. Gino *<br />

De Zanche ing. Giampietro<br />

Dezza dr. Giovanni<br />

Di Bello dr. Carlo<br />

Di Nicola ing. Antonio<br />

Dolcetta dr. Walter<br />

Dolfin avv. Pasquale<br />

Dormo/ dr. Lamberto<br />

Ederle mons. Guglielmo<br />

Fqano d'Arzignano co. Mario<br />

Estrafallaces dr. Aldo<br />

Fabbri Colabich comm. dr. G/'ov.<br />

Fabbri Colabich ing. Giuseppe<br />

Fognar)/' rag. Carlo<br />

Fantecchi dr. Arturo *<br />

Favaretti rag. Giuseppe<br />

Favaretti Giorgio<br />

Ferrara dr. ing. Paolo<br />

Ferri ing. Francesco<br />

Ferro dr. Bartolomeo<br />

Ferro prof. Ottone *<br />

Feruglio prof. Francesco<br />

Filippi rag. Castone *<br />

Filippi dr. Silvio<br />

Flores d'Arcais dr. Franco<br />

Fontana Giovanni *<br />

Foratti dr. Fausto<br />

Fossato dr. Renzo *<br />

Franceschstto dr. Giuseppe<br />

Frasson p. co. Franco *<br />

Furiali dr. ing. Gianluigi<br />

Gaia Giovanni<br />

Galimberti dr. Antonio *<br />

Galimberti dr. Giulio<br />

Garcea dr. ing. Anse/mo<br />

Garcea ing. Giampaoìo<br />

Gardellin dr. Vittorio<br />

Gare/in dr. Romeo *<br />

Gennari dr. Alberto<br />

Geremia ing. Mario<br />

Ghedini avv. Giuseppe *<br />

Ghezzo dr. Floriano<br />

Giocamela dr. Pietro<br />

Giocameli! avv. Vittorio<br />

Giordani dr. Michele<br />

G/'ron dr. Giampietro<br />

Gnutti ing Paride *<br />

Grassi rag. Carlo<br />

Gregoretti dr. ing. Carlo<br />

Griffoni rag. Giuseppe *<br />

Guaran Guido<br />

Guerra dr. Luigi<br />

Guzzon prof. Adalgiso<br />

Guzzon prof. Vittorio<br />

Kull Padovani dr. Gianni *<br />

Inga dr. Enzo<br />

Lechi dr. Francesco<br />

Letter dr. Eugenio<br />

Lorato rag. Guido<br />

Loredan co. ing. Iseppo<br />

Lorenzi prof. G/an/orenzo *<br />

Lorenzoni prof. Renzo<br />

Lorini cav. Bruno<br />

Lotti dr. Francesco<br />

Lubian rag. Ugo *<br />

Lui dr. ing. Gianluigi<br />

Luise prof. Renato<br />

Maggia prof. Alessandro<br />

Maggia avv. Gino<br />

Maggia ing. Antonio<br />

Maggia ing. Marcellino<br />

Maggia avv. Piero *<br />

Maggioni prof. Giorgio *<br />

Maggioni dr. Giuseppe *<br />

Magnano dr. ing. Pasquale<br />

Magrini dr. Carlo<br />

Ma/atesta Gianni *<br />

Malipiero avv. Giorgio *<br />

Manani dr. Giovanni<br />

Mancini dr. Guido<br />

Marcozzi avv. Alberto<br />

Marcucci dr. ing. Franco<br />

Marino cav. Luigi<br />

Mazzucato Giorgio<br />

Mazzucato dr. Saturno<br />

Mazzucato dr. Ugo<br />

Mazzucco dr. Giangabrielo<br />

Mazzucato Vittorino<br />

Mar/otto geom. Giovanni *<br />

Marfori Savini rag. Attilio<br />

Martini Giacomo *<br />

Massignan prof. Luigi *<br />

Mazzo cav. Silvio *<br />

Menini avv. Bruno<br />

Menini dr. Luigi<br />

Mercatali Luigi<br />

Mesirca ing. Renato<br />

Mingatti rag. Edoardo<br />

Mingatti geom. Cioncarlo<br />

M.ngatti cav. rag. Giovanni<br />

Mingatti Paolo<br />

Mioni prof. Giovanni<br />

Missaglia Ferruccio *<br />

Missaglia Italo<br />

Missaglia Orione<br />

Miste dr. Domenico<br />

Mistrello comm. Pietro *<br />

Molena rag. Pietro *<br />

Molinario ing. Vittorio<br />

Monari dr. ing. P/erg/org/o<br />

Monnet dr. Adriano<br />

Monnet cav. Augusto *<br />

Montalto dr. Vittorio<br />

Montanari cav. Valentino<br />

Montesi dr. //ano<br />

Moritesi dr. Leonardo *<br />

Monti dr. Attilio *<br />

Morassutti dr. Antonio<br />

Morassutti comm. Giuseppe *<br />

Morassutti Paolo *<br />

Morassutti dr. Franco *<br />

Moretti dr. Enzo<br />

Munegato ing. Antonio<br />

Murar! dr. Piero<br />

Nalin dr. Antonio *<br />

Nalin dr. Edoardo<br />

Nalin avv. Ettore<br />

Napoli avv. Guido<br />

Negro rag. Ugo *<br />

Orzali dr. Vittorio<br />

Parenzan prof. Lucio<br />

Pasello Pietro<br />

Passi co. Marco<br />

Pavan Gianfranco<br />

Pavan dr. Giorgio<br />

Pavoni dr. Gianfranco *<br />

Pecchini ing. Carlo *<br />

Pecchini Gianfilippo *<br />

Pedrazzoli ing. Giuseppe<br />

Perin Antonio<br />

Perini Luciano<br />

Fertile prof, Giovanni<br />

Perù zzi dr. Castone<br />

Peruzzi rag. Ennio<br />

Peruzzi cav. rag. Mario<br />

Piatto rag. Giuseppe<br />

Pere/zzo prof. Luciano<br />

Poliedri dr. Pietro<br />

Piccone col. Giulio<br />

Piussi comm. rag. Antonio<br />

Poggi ing. Giorgio<br />

Ponchia Ivano *<br />

Prandstraller dr. Leone *<br />

Puchetti avv. Dar/o *<br />

Puggina dr. Annibale *<br />

Pugl:si dr. Alfredo<br />

Quaglio prof. Giovanni<br />

Rabolini ing. Claudio *<br />

Raimondi cav. Giacinto<br />

Rampazzo-Malii dr. Giuseppe<br />

Rasi dr. Pierandrea *<br />

Ravagnan dr. G/ampao/o<br />

Ricci prof. Vincenzo<br />

Riedel dr. ' Alfredo<br />

Riel/o Pera dr. Antonio<br />

Rizzo Rino<br />

Rodighiero ing. Piero<br />

— 41


Rodighiero dr. Vincenzo *<br />

Rohr dr. ing. Alberto<br />

Rohr dr. Antonio<br />

Romaro ing. Tomi-naso<br />

Ronco dr. Arnaldo<br />

Ronconi Antonio *<br />

Rostoni ing. Tino<br />

Ruzza rag. Luigi<br />

Ruzzante rag. Antonio<br />

Sacchetto cav. uff. Tullio<br />

Saggin ing. Francesco<br />

Saggin on. Mario *<br />

Sala ing. Silvio<br />

Sa/vadei dr. Aldo<br />

Salvini prof. Michele *<br />

Sambo cav. uff. Francesco<br />

Sandri dr. Plinio<br />

Sottanino dr. Angelo<br />

Scalco dr. Luigi<br />

Scarpari dr. Silvio<br />

Schiano col. Emilia *<br />

Schiesari ing. Pietro<br />

Sembeni geom. Giuseppe<br />

Semenza dr. Edoardo<br />

Sgaravatti rag. Fausto *<br />

Si/va prof. Camillo *<br />

Simonetti prof. Luigi *<br />

Smania ing. Amedeo<br />

Smania ing. Luigi<br />

Solimbergo dr. Bruno<br />

Sormani dr. Giuseppe<br />

Stoppato dr. Luigi<br />

Stoppato avv. Renzo *<br />

Suppi dr. Giorgio<br />

Tessaro comm. Giovanni<br />

Testa ing. Alfredo *<br />

Testo/in dr. Renzo<br />

Tiso Carlo<br />

Todeschini ing. Antonio '<br />

Toffano dr. Giorgio<br />

Toni dr. Agosto<br />

Toniolo dr. prof. Gianfranco<br />

Tonìolo dr. Giuseppe<br />

Toniolo prof. Lucio<br />

Tonzig avv. Giorgio *<br />

Trabucchi prof. Cherubino<br />

Trentin rag. Giovanni<br />

Vaccata prof. Emani Aurelio<br />

Vanzo dr. Giorgio<br />

Vedua Angelo<br />

Venturini geom. Antonio<br />

Venturini dr. Eugenio<br />

Venturini dr. ing. Piero<br />

Veronesi ing. Gaetano<br />

Visentini Aldo<br />

Viviani dr. Otello<br />

Volpato geom. Luigi<br />

Volpi geom. Emanuele<br />

Zamperlìn dr. Giuseppe<br />

Zancan prof. Lanfranco *<br />

Zaninì dr. Adriano *<br />

Zanni geom. Mario<br />

Zannini dr. Luigi *<br />

Zanovello rag. Giulio<br />

"Latta prof. Pierluigi<br />

Zaupa dr. ing. Paolo *<br />

Zerman prof. Andrea<br />

Zillo dr. Alberto<br />

Ziiiotto dr. Umberto<br />

Zocca dr. Arrigo<br />

Aggiungiamo anche gli iscritti<br />

negli ultimi due mesi dell' anno<br />

1964 - 65 :<br />

Busnardo dr. Benedetto<br />

Boatta dr. Agostino<br />

De Toni ing. Arnaldo<br />

Formentin dr. Piero<br />

Giudice avv. Pietro<br />

Puchetti prof. Or/o<br />

Rivoltella dr. Roberto *<br />

Zancan prof. Bernardo<br />

L'asterisco segnala coloro che hanno versato una quota d'iscrizione superiore o sovvenuto alla Rivista con interessamento pubblicitario.<br />

Hanno mandate offerte per l'Antonianum gli Amici : Borgnino dr. Cesare - Cabrini rag. Renato - Fontana Attilio - Gloria avv. Roberto<br />

- Famigliar! Monselesan - Nardone Marcella - Oesch Alessandro - Signorina L. Olivieri - Perucca dr. Icilio - Signora Fresca -<br />

Signora Riondato - Semenzato dr. Ferruccio - Silva prof. Camillo - Tagliabue Enrico - Travain gr. uff. Aldo - Vacca avv. Arrigo.<br />

FIORI D'ARANCIO<br />

Hanno annunciato il loro matrimonio:<br />

GENNAIO<br />

Varese dr. Alberto con la sig.na Roberta Cengarle - Padova<br />

Macola Mario con la sig.na Vanna Casale - Padova<br />

FEBBRAIO<br />

Cascioli Gian Fausto con la sig.na Fiorinda Rezzonico - Mazzo<br />

Milanese (Milano)<br />

Guzzon dr. prof. Adalgiso con la sig.na Maria Giuseppina<br />

Draghi - Milano<br />

Orfanelli dr. ing. Evandro con la sig.na Maria Teresa Esposito<br />

- Milano<br />

Rizzotti dr. ing. Silvio con la dr. Enrica Paus - Roma<br />

Gallinoni avv. Vincenzo con la sig.na Paola Pagani - Milano<br />

CULLE<br />

Annunciano la nascita di:<br />

Maria Chiara:<br />

Francesco Giovanni<br />

Maria Laura:<br />

A tutti le più sincere congratulazioni ed auguri di felicità nella vita.<br />

42 —<br />

Diego Alessandro:<br />

Alessandra :<br />

Luisa :<br />

Francesco :<br />

Claudia :<br />

Giovanna Maria:<br />

Luisa :<br />

Giorgio :<br />

Lorenzo:<br />

Donatella :<br />

Mauro :<br />

Gì ANNI<br />

M AL ATESTA<br />

PADOVA-VIA MANZONI 64 - TEL. 23345<br />

Gabriella e Antonio Comelli<br />

Carlo e Maria Luisa Sonati Savorgnan<br />

Milano<br />

Alberto, Marco, Andrea e Alessandro<br />

Saggio<br />

Hilde e Paolo Mortillaro - Mestre<br />

Giampaolo e Maria Lorenza Cortine<br />

Giorgio e Maria Sacco - Roma<br />

Giampiero e Franca Giron<br />

Luisa e Dina De Benetti Valeggia<br />

Lucia e Vittorio Ravagnan - Adria<br />

i fratelli Giuseppina e Paolo Battalliard<br />

Dani e Mario Dal Piaz - Genova<br />

Carlo e Maria Savoini - Belluno<br />

la sorellina Simonetta Frescura, Treviso<br />

il fratellino Giampietro Mcneghetti<br />

IMPIANTI D'ASCOLTO<br />

DISCHI ALTA FEDELTÀ<br />

REGISTRATORI<br />

MAGNETICI REVOX


Coloro che non sono<br />

ancora iscritti<br />

sono pregati<br />

di affrettarsi<br />

L. 3000 iscrizione semplice<br />

L. 4000 iscrizione con l'Agenda<br />

Cari <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong>,<br />

aiutatemi a far bene l'Antonianum,<br />

sì che possa uscire regolarmente<br />

ogni tre mesi sempre più bello ed interessante<br />

!<br />

Aiutatemi mandandomi notizie interessanti,<br />

fotografie che possono essere<br />

gradite, segnalandomi articoli di attualità<br />

che ritenete bene far conoscere a<br />

tutti. Soprattutto voi professionisti arrivati,<br />

mandatemi qualche articolo sulle<br />

vostre esperienze professionali che saranno<br />

lette volentieri oltre che dagli amici,<br />

dai giovani che aspettano direttive<br />

per la vita, frutto più che di teorie<br />

studiate sui libri, sbocciate dalla realtà<br />

scottante del giorno.<br />

Aiutatemi anche finanziariamente<br />

perché non ho nessun fondo a disposizione.<br />

I famosi milioni dei Gesuiti oggi,<br />

non si sa per quale magica metamorfosi,<br />

si sono trasformati in un fondo di debiti...<br />

senza fondo.<br />

Vivo di giorno in giorno, di quello<br />

che mi manda la Provvidenza attraverso<br />

Voi.<br />

Come aiutare l'Antonianum ?<br />

Con la regolare iscrizione.<br />

Con qualche offerta sostenitrice, coloro<br />

che lo possono.<br />

Pubblicheremo d'ora innanzi i nominativi<br />

di quelli che faranno qualche cosa<br />

in più della semplice iscrizione.<br />

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