4 - Aeronautica Militare Italiana

aeronautica.difesa.it

4 - Aeronautica Militare Italiana

F/J


Le incessanti piogge di Marzo hanno lentamente lasciato

spazio ad un timido sole primaverile che ha iniziato

a riscaldare le giornate ogni volta un po’ più a lungo. In

una scuola civile si cominciano a programmare i giorni

utili da marinare per godersi i primi anticipi d’estate; in

una scuola militare si sfrutta il bel tempo intensificando

le prove per il Giuramento e l’intero Istituto si mobilita

per la riuscita dell’evento, fermandosi unicamente per

lasciare spazio alla riflessione. Siamo allo sprint finale,

quello in cui ogni muscolo va teso al raggiungimento

dell’obiettivo e la possibilità di risparmiare le energie

non va neanche presa in considerazione. Bisogna impegnarsi

ogni giorno al massimo per potersi guardare la

mattina nello specchio e dire “sto dando tutto me stesso

per ottenere quello che voglio”; nonostante possa sembrare

una motivazione e uno stimolo sufficienti, ultimamente

mi sono resa conto che l’autoconvincimento e il

conseguente profitto non lo siano affatto. Di fronte alle

reali difficoltà e alle prove che la vita ci pone inaspetta-

Numero 4 Marzo / Aprile

Anno 2012/2013

Sede: Viale dell’Aeronautica, 14 - 50144 Firenze

Direttore Col. Claudio Icardi

Vice Direttore Cap. Sergio Paparelli

Capo Redattore All. Chiara Boccone

All. Giuseppe Iannelli

In Redazione All. Francesco A. Borello

All. Lorenzo Giansante

All. Roberto Giovanzanti

All. Matteo Ingrosso

All. Camilla Matrigali

All. Tiziano Mazza

All. Gabriele Tarascio

Grafica & Impaginazione

All. Giorgio Morbis

L’Editoriale

Le idee espresse in questo giornalino sono la libera manifestazione del solo pensiero degli allievi

I

tamente davanti, i voti scolastici e i giudizi militari non

sono molto d’aiuto nell’affrontarle, se non sono sostenuti

dalla sostanza. “E’ il carattere che dura, non la

ricchezza. E’ il carattere che ci resta fedele e ci aiuta a

sopportare i mali: l’ingiusta ricchezza, in mano a gente

da poco, s’invola dalla casa, dopo breve splendore”, affermava

Euripide nella tragedia Elettra, trasmettendo

un messaggio universale e applicabile ad ogni aspetto

della vita umana. Nel nostro caso, questa massima

dovrebbe rappresentare un invito a crescere e a svilupparsi

come alberi, ovvero trarre le energie per far

maturare dei buoni frutti dall’humus delle proprie capacità,

ma, prima di tutto, alimentare il proprio tronco,

ossia il proprio carattere, per farlo diventare resistente

e robusto; in tal modo, infatti, possiamo resistere persino

a quelle tempeste così violente che fanno cadere

tutti i frutti, mentre un tronco esile o marcio può spezzarsi

anche soltanto per il peso delle sue stesse foglie.

La Redazione

la versione digitale del giornalino è presente

on-line sul sito dell’Aeronautica Militare

www.aeronautica.difesa.it/douhet


1-2

finalmente

il ghibli

3

visita ai

reparti

4

nella villa

di d’annunzio

5-6

intervista al

comandante

7-8 11-14 17-18

dietro

l’angolo

9-10

thunderbirds

interscuole

15-16

giovani

ciceroni

II

non solo

musica

19-20

gioca

douhet


finalmente, il ghibli

Emozioni e impressioni del corso che ha appena giurato

Giovedì 11 Aprile si è svolto il giuramento del

Corso Ghibli in piazza della Signoria. Dopo un

lungo ed estenuante periodo di prove è giunto

il momento che aspettavamo dall’inizio dell’anno,

il coronamento di tutto il nostro impegno profuso in

questi mesi. Non si può descrivere l’emozione che ci

ha accompagnato in ogni momento, dalla preparazione

fino a quando abbiamo gridato “Lo giuro!”. La

mattina di quel fatidico giorno eravamo tesi ed euforici

in vista di quello che avremmo fatto poco dopo.

Nonostante questo grande di turbinio di sentimenti,

tuttavia, siamo entrati in Piazza della Signoria senza

esitazione, orgogliosi, e abbiamo mostrato il meglio

di noi stessi. Il brivido che abbiamo percepito tutti

nel momento in cui abbiamo stretto un così forte legame

con il nostro Paese è difficile da esprimere: in

quell’occasione ci siamo assunti un enorme carico di

responsabilità e senso del dovere che porteremo per

tutta la nostra vita futura, qualsiasi strada decideremo

di intraprendere. La consegna del gagliardetto che ci

rappresenta ci ha dato la possibilità di avere un simbolo

da far sventolare sempre più in alto e un motto

da gridare all’unisono: siamo le prime scintille di un

futuro che sarà ricco di successi, le primae favillae

1

fati lucentis. Alla cerimonia di giuramento e battesimo

del corso Ghibli hanno preso parte il Prefetto di

Firenze, Luigi Varrata, il Sindaco della città, Matteo

Renzi, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare,

Generale di Squadra Aerea Pasquale Preziosa,

il Vice Comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare,

Generale di Divisione Aerea Vitantonio Cormio,

Autorità civili, militari e numerosi cittadini. La loro

partecipazione e il loro grande coinvolgimento, unito

a quello dei nostri familiari e dei nostri amici, è stato

per noi uno stimolo e ci ha reso ancora più fieri di

un impegno che non tutti prendono alla nostra età.

Il Generale Preziosa, durante il suo intervento, ha affermato:

“Siete in un momento formativo molto importante:

questa scuola tenterà di darvi il metodo per il

vostro futuro, avrete a disposizione i migliori formatori

in termini di insegnanti della scuola pubblica e di militari

per le attività proprie. Cercheranno di insegnarvi

che da soli nella vita non si vince. Vi insegneranno che

un’ala nella vita è in dotazione al singolo individuo, l’altra

invece appartiene a chi vi sta vicino nella vita o nel

lavoro. Solo in due, solo in squadra si riuscirà a volare.”

Il Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, a sua volta,

ha dichiarato: “Le scuole militari hanno un’ambizione.


"... Un unico possente grido si è levato nel cielo azzurro

e tutti noi ci siamo legati in un vincolo indissolubile ..."

E non è quella di formare bravi militari. Ma brave

Donne e Uomini, bravi cittadini che sappiano

fare propri i valori che contano, quelli che alla

Douhet assimilerete. […] Abbiamo bisogno di

Voi, siete il nuovo che avanza. Fateci sognare!”.

Anche il Comandante della nostra Scuola,

il Colonnello Claudio Icardi, si è rivolto

direttamente a noi, dicendo: “A voi allievi

vengono offerte sempre maggiori

attività formative per accrescere le vostre

capacità di analisi e critica ed acquisire competenze

per le sfide che dovrete affrontare

[…] Allievi del corso Ghibli, siamo fieri di voi”.

2

E’ con questo incoraggiamento che siamo

pronti ad affrontare le sfide che ci riserva il

destino, senza alcun timore, ma sempre con

maggior determinazione e ambizione. Il traguardo

del giuramento è in fondo solamente

una tappa del nostro lungo cammino, le difficoltà

ci saranno sempre e ne abbiamo una

grande consapevolezza. Insieme, però, con il

continuo contributo di ognuno e lo sguardo

sempre rivolto a vette più alte, sappiamo non

ci sono limiti a ciò a cui possiamo aspirare.

All. Edoardo Bruno

Focus ON


Nei giorni fra il 16 e il 20 aprile

noi allievi del Corso Fides ci siamo

recati in visita a tre stormi

del nord Italia, più precisamente il 3°

Stormo, il 6° Stormo e il 51° Stormo.

Presso il 3° Stormo abbiamo avuto

modo di sperimentare interessanti

porzioni di addestramenti destinati

al personale operativo AM, tra cui

il corso di guida OFF ROAD, quello

di guida sicura, il corso per il rilevamento

e il riconoscimento degli IED.

Il giorno successivo ci siamo recati al

6° Stormo di Ghedi; la missione principale

di questo Stormo è l’attacco di

obiettivi al suolo che può essere svolto

in due modi diversi: o mediante una

missione di attacco pianificata e senza

l’utilizzo di personale a terra oppure

sotto forma di Close Air Support (CAS),

in italiano Supporto Aereo Ravvicinato.

Inoltre abbiamo potuto vedere da

vicino un Tornado, analizzandone le

parti, le quali ci venivano spiegate dal

Comandante della Scuola, il Colonnello

Icardi, assieme al Magg. Giuseppe

Bellomo, comandante del 102° Gruppo

del 6° Stormo; L’ultimo tappa della

nostra visita è stata il 51° Stormo, che

visita ai reparti

Il Corso Fides al 3 o , 6 o e 51 o Stormo

ha alcuni punti in comune con il 6°

in quanto anche questo ha, fra i suoi

compiti, il CAS. I compiti principali del

51° Stormo, che ha in forza i velivoli

AMX, sono la ricognizione, tramite

pod fotografici montati sotto i velivoli,

e il Close Air Support. Anche questo

Stormo è stato davvero interessante

in quanto ci ha fornito la cognizione

di come l’Aeronautica non sia solo il

singolo pilota che sale sulla macchina

e compie la missione, ma sia in realtà

tutto un meccanismo composto da

uomini che contribuiscono in maniera

fondamentale alla buona riuscita della

missione: dall’ufficiale intelligence che

fornisce al pilota tutte le informazioni

di cui ha bisogno e con cui pianifica

la missione, al personale addetto alla

torre di controllo, passando per gli uomini

che tengono i contatti a terra con

il pilota e continuano a fornirgli in volo

informazioni vitali, senza dimenticare

tutti coloro che lavorano affinché il

velivolo sia sempre al 100% delle sue

potenzialità e sempre sicuro. Infine, la

sera del 19 aprile, presso il Circolo Ufficiali

del 3° Stormo si è ufficialmente

concluso il viaggio d’istruzione. All’e-

3

vento, presieduto dal Comandante di

Stormo, il Colonnello Marco Maistrello,

erano presenti il Comandante della

Scuola, il Procuratore Militare della Repubblica

di Verona, Dott. Enrico Buttitta,

il Dirigente dell’Ufficio Scolastico

Regionale del Veneto, Dott. Stefano

Quaglia e altre Autorità scolastiche, oltre

a studenti appartenenti ad alcune

scuole superiori di Verona e provincia.

Spesso, all’interno della Scuola, ci

viene ripetuto come la Douhet non

sia l’Aeronautica operativa, tuttavia

è una cosa estremamente difficile da

comprendere senza conoscere reparti

come quelli che abbiamo visitato;

il sudore, la fatica, le soddisfazioni e

anche la passione che si possono respirare

nei reparti operativi rendono

davvero l’idea di come sia straordinaria

l’Aeronautica Militare, di quale risorsa

essa doti il Paese e di come tutti

coloro che ogni giorno contribuiscono,

anche stando a migliaia di chilometri

dalle persone che amano, al suo buon

funzionamento rendano un servizio

estremamente importante all’Italia.

All. Federico Lagrasta


nella villa di d’annunzio

Durante il viaggio di istruzione in Veneto il Corso Fides

si è recato in visita al Vittoriale degli Italiani

Il Vittoriale degli Italiani ha costituito una suggestiva

tappa per noi allievi del Corso Fides durante

la visita istruzionale nel Nord - Est della Penisola.

La Prioria, primo monumento in cui ci siamo

addentrati, era il nucleo residenziale originario

acquistato dal poeta vate, così chiamata

poichè la sua facciata fu realizzata su

modello di quella del Palazzo dei Priori ad Arezzo.

Le sue stanze sono meravigliose custodie per

un pululare di oggetti dal potere immaginifico

e fortemente evocativo. Il collezionismo trova

in D’Annunzio un’ alta espressione: quadri,

sculture,libri, manufatti di ogni sorta affollano

le sale secondo una disposizione in gruppi

tematici. Ricorrenti sono le manifatture di

ispirazione michelangiolesca: D’Annunzio infatti

avvertiva nel suo intimo un’affinità elettiva

di genio con l’eccelso artista fiorentino.

L’ambiente che più ha eccitato la nostra immaginazione

è stato l’Officina, tempio consacrato

alla Cultura. L’angusto ingresso, che ci ha obbligati

ad un reverenziale inchino al cospetto del

Sapere, ci ha introdotti in uno spazio affollato

di copie di importantissime opere dell’antichità

classica ed ellenistica e del Rinascimento fiorentino,

circondate da una fitta schiera di volumi.

Terminato il percorso all’interno della Prioria ecco

pronto ad accoglierci palazzo Schifamondo, residenza

concepita dal poeta (lo suggerisce lo stesso

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nome, ispirato a quello della villa estense “Schifanoia”)

come rifugio dal viver mondano a favore di

un solitario raccoglimento: lo stile qui diviene più

sobrio in assonanza con la funzione dell’edificio. Si

passa così dall’eclettismo tardo ottocentesco alla

novecentesca art deco , in sale caratterizzate prevalentemente

da una colorazione gialla, rossa e

blu, tratta da quella della bandiera della tanto agognata

Fiume, e da un’architettura in cui riecheggia

quella delle navi da crociera. Oggi sede di una

mostra permanente dedicata alla figura di “D’Annunzio

Eroe”, ci ha permesso di venire a contatto

con una collezione di divise e oggetto d’epoca per

noi molto significativi, poichè correlati al mondo

militare e in particolare alla Regia Aeronautica.

A conclusione del percorso museale abbiamo attraversato

i meandri del sepolcro monumentale

di D’Annunzio e delle personalità a lui vicine in

vita, fatto realizzare su modello delle descrizioni

dantesche dei gironi infernali e, dulcis in fundo,

affacciandoci dalla prua della nave Puglia

abbiamo goduto di un ricco panorama in cui

si spiegavano tutte le meraviglie del Giardino.

Meraviglioso esempio del “viver inimitabile” del

poeta, il vittoriale costituisce l’oggettivazione

dell’ideale estetico che, tematizzato nel romanzo

Il Piacere, fu leightmotiv della sua esistenza tutta:

“fare la propria vita come si fa un’opera d’arte”.

All. Domenico Tota

Focus ON


intervista al comandante

Comandante,

quali sono le Sue impressioni,

ad oggi, relativamente alla

Dirigenza Scolastica ed al Comando

della Scuola Militare

Aeronautica “Giulio Douhet”?

Come sapete ho questo “doppio

cappello”: Comandante

della Scuola ma anche e soprattutto

Dirigente Scolastico.

Come ufficiale dell’AM, dopo

27 anni di servizio ero pronto

per svolgere un ruolo di comando

e di conseguenza è stata

una piacevole sorpresa ri-

Rivolgiamo al Col. Claudio Icardi alcune domande

a termine del Suo primo anno di comando

trovarmi preside di una scuola

del Ministero dell’Istruzione.

Come ci si sente? Sicuramente

responsabili e partecipi

della vostra crescita

e del vostro futuro.

Pensa che questo incarico

possa rappresentare per Lei

una significativa esperienza

umana e professionale?

Certamente si possono trarre

grandi soddisfazioni. Anche se

l’attività è completamente diversa

da quella di un reparto

operativo, riesce ad essere in-

5

calzante allo stesso modo perché

bisogna seguire le esigenze

di voi giovani, cercando di allargare

lo spazio delle possibilità

che vi sono offerte. Questo

permette di giocare sulla fantasia,

di poter creare e guardare

al futuro: fornire nuove

e stimolanti opportunità. Sul

lato umano, invece, è decisamente

toccante avere un rapporto

con voi ragazzi: raggiungendo

il vostro spirito si può

fare molto, instaurando un

rapporto profondo e proficuo.


"... Siete all'apice della crescita,

sfruttate il tempo per scoprire il vostro talento ..."

Quali prospettive intravede per noi giovani

che abbiamo scelto questo percorso

così particolare e impegnativo?

Vi faccio innanzitutto una raccomandazione:

non focalizzatevi su un futuro

troppo lontano, altrimenti potreste correre

il rischio di ricevere delusioni oppure

fare una scelta incompleta. Adesso

siete all’apice della vostra crescita, per

questo vi consiglio di capitalizzare questo

periodo e sfruttare il tempo che avete

cercando di ottenere ciò che può offrirvi

la società. Scoprite il vostro talento

e seguitelo: in questo modo arricchirete

la vostra conoscenza. Da parte mia c’è

il rischio di indirizzarvi verso scelte non

concordi con il vostro futuro. Cercate,

quindi, di tenere a mente: tanta curiosità

per avere sempre voglia di scoprire.

Possiamo chiederLe dei consigli?

Cosa si sente di suggerirci?

La scuola potrebbe sembrarvi ristretta e

INTERVISTE

chiusa, ma cerca di offrirvi sempre più

possibilità: si rafforzano i progetti già

esistenti e se ne aggiungono altri per

realizzare un ambiente il più possibile

piacevole e stimolante per voi. Questa è

una scuola sia militare che aeronautica:

tutti i giorni avete modo di sperimentare

la vita militare con alcune caratteristiche

fondamentali di quella aeronautica:

la flessibilità, per mettere in discussione

le proprie idee e quindi vincere con

agilità la repulsione al cambiamento,

che è sempre un ostacolo difficile da superare;

la professionalità, capacità che,

alimentata dalla curiosità, si realizza

attraverso un impegno e un approfondimento

continui. Così volano gli aerei

e così si muove l’Aeronautica Militare.

All. Matteo Ingrosso

All. Gabriele Tarascio

All. Tiziano Mazza

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dietro l’angolo

Curiosità, fatti di cronaca e avvenimenti di attualità

provenienti da tutto il mondo

RICERCA: PER SCOPRIRE NUOVI MONDI

E SALVAGUARDARE IL NOSTRO

Grazie alle osservazioni fatte dal centro di

ricerche Ames della Nasa, guidate dall’americano

William Borucki, tramite l’utilizzo

del telescopio spaziale Kepler, sono stati scoperti i

pianeti più simili al nostro, mai identificati sino ad

oggi. Si tratterebbe di due “sosia” della Terra situati

nella Via Lattea a una distanza dalla stella Kepler-62

che rende possibile la presenza di acqua liquida

nonché il formarsi della vita. Scoperti grazie

alla tecnica dei transiti, che analizza le fluttuazioni

nella luminosità di una stella nel momento in cui

un pianeta le passa davanti, eclissandola parzialmente,

i due pianeti ricevono dalla stella un flusso

di luce simile a quello che Venere e Marte ricevono

dal Sole e questo lascia supporre che possano

ospitare un’atmosfera e acqua liquida.

Analizzando le dimensioni di questi pianeti insieme

alla loro distanza dalla stella, i ricercatori hanno

ipotizzato, infatti, che i due pianeti potrebbero

avere nella loro atmosfera gas come azoto, anidri-

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de carbonica e acqua.

Kepler-62e e Kepler-62f, così sono stati denominati

i due pianeti in questione, si trovano in un

sistema di cinque mondi extrasolari nato intorno

alla stella Kepler-62, molto simile al nostro Sole,

distante da noi circa 2.000/3.000 anni luce, e hanno

raggi rispettivamente 1,61 e 1,41 volte il raggio

della Terra.

La scoperta, annunciata ufficialmente nella rivista

Science, è stata così commentata dall’astronomo

Raffaele Gratton, dell’Osservatorio di Padova

dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf):

“Il risultato mostra che i pianeti simili alla Terra

esistono e che vale la pena continuare a condurre

questo tipo di ricerche […]. Scopo ultimo di queste

ricerche è capire se ci sono probabilità che questi

sistemi ospitino la vita e magari trovarne le testimonianze”.

All. Gabriele Tarascio


"... Il risultato mostra che i pianeti simili alla Terra esistono

e che vale la pena continuare a condurre questo tipo di ricerche ...."

Colto in flagrante nel mezzo della sua

“semplice” reazione chimica mentre

distruggeva il nostro amico O 3 ,

il Bromo è stato scoperto da un gruppo di

ricercatori statunitensi coordinato dall'Università

di Purdue che ha pubblicato i risultati

sulla rivista Nature Geoscience.

Con l'arrivo della primavera polare le

concentrazioni di ozono negli strati bassi

dell'atmosfera tendono a ridursi fino a

scomparire, mentre aumentano parallelamente

i livelli dei composti del bromo.

Ma da dove proviene? Questa la domanda

che ha animato la vasta campagna di analisi

sulle distese di neve in Alaska al termine

della quale i ricercatori statunitensi hanno

verificato per la prima volta che la sorgente

di bromo sarebbe la neve stessa: il suo

scioglimento nella stagione primaverile porterebbe

alla liberazione di molecole Br2 che,

attraverso una complessa reazione, portano

alla distruzione delle molecole di ozono.

DAL MONDO

MONDO

All. Gabriele Tarascio

DAL

8


thunderbirds

Air demonstration squadron of the United States Air Force

The Thunderbirds are based at Nellis AFB in Las

Vegas, Nevada. They tour the United States and

much of the world, performing aerobatic formation

and solo flying in specially marked aircraft. The

name is taken from the legendary creature that appears

in the mythology of several indigenous North American

cultures. They are the fastest flying (multiple jet)

flight demonstration team in the world.

Officers serve a two-year assignment with the squadron,

while enlisted personnel serve three to four years.

As the squadron performs no more than 88 air demonstrations

each year, replacements must be trained

for about half of the team each year, in order to provide

a constant mix of experience. The Thunderbirds

typically perform during air show season, from March

to November of each year. The months in between are

the training season, where new pilots hone their skills

and mesh with the rest of the team to ensure safe, flawless

performances for the upcoming year. They start

out by flying in two-seat F-16D models, allowing a veteran

Thunderbird to join them as they train. But once

they’ve passed a series of checks and inspections, they

must demonstrate to Thunderbird 1 and the team that

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they’re ready to fly in the Diamond formation on their

own. In addition to their air demonstration responsibilities,

the Thunderbirds are part of the USAF combat

force and if required, can be rapidly integrated into an

operational fighter unit. After six months training in an

unofficial status, the Thunderbirds were activated on

May 25, 1953 as the 3600th Air Demonstration Team

at Luke AFB, just west of Phoenix, Texas. They were officially

activated as the USAF Air Demonstration Squadron

on February 13, 1967.

The Thunderbirds also carry on the lineage of the 30th

Bombardment Squadron, with which they were consolidated

on September 19, 1985.The 30th was originally

known as the 30th Aero Squadron, and was established

on June 13, 1917 to serve in France during World War I.

The squadron was later reconstituted and redesignated

the 30th Bomb Squadron of the 19th Bomb Group, and

saw combat in the Pacific theater during World War II

as both a B-17 Flying Fortress and B-29 Superfortress

squadron, and in the Korean War flying the B-29. It then

became a component of the Strategic Air Command,

equipped with B-47 Stratojet and B-52 Stratofortress

bombers before its inactivation in 1963.


"... Aim High... Fly-Fight-Win ...."

In 1983 the team switched to the F-16A Fighting

Falcon. The team sat out the 1982 airshow season

and spent that year retraining and transitioning

over to the new aircraft to ready themselves

for the 1983 season. In rebuilding the

Thunderbird Team, the Air Force recruited previous

Thunderbird pilots, qualified each in the

F-16A, and had them begin by flying “two-ship”

maneuvers, then expanded the program one

airplane at a time up to the full six airplanes.

The team continues to fly the F-16, having swi-

tched from the F-16A to the F-16C in 1992.

Only a few minor modifications differentiate a

Thunderbird from an operational F-16C. These

include the replacement of the 20 mm cannon

and ammunition drum with a smoke-generating

system, including its plumbing and control switches,

the removal of the jet fuel starter exhaust

door, and the application of the Thunderbirds’

glossy red, white, and blue polyurethane paint

scheme.

All. Roberto Giovanzanti

DAL MONDO

10 DAL MONDO


Dal 28 Febbraio al 3 Marzo,

la Scuola ha partecipato

alla 6^ edizione dei Giochi

Interscuole Militari, ospitata

quest’anno dalla Scuola Militare

“Nunziatella” di Napoli. Oltre alla

rappresentativa della scuola ospitante

napoletana e della Douhet,

il torneo ha visto la partecipazione

delle altre scuole Militari italiane,

la “Teuliè” di Milano ed il

“Morosini” di Venezia. Il torneo,

che si svolge ogni due anni, è risultato

da subito avvincente in

ogni sua fase.

Innanzitutto la nostra rappresentativa,

composta da 49 atleti-allievi,

accompagnati dagli istruttori

e dagli ufficiali, dopo tanti e

duri allenamenti nelle diverse discipline,

è arrivata a Napoli, animata

da un enorme entusiasmo

e dalla convinzione di essere una

interscuole

pallavolo

squadra vera, forte ed unita con

tanta voglia di vincere! Ebbene

si, in aggiunta a quanto molti sostengano

citando “l’importante

è partecipare“ del celebrato de

Coubertin, siamo partiti con la

ferma determinazione di mettercela

veramente tutta per vincere,

con lealtà e sportività.

L’agonismo, infatti, spinge sempre

e comunque gli atleti a dare

il massimo di sé, a superare se

stessi ed i propri limiti per ambire

ai massimi livelli della competizione.

E così è stato anche per

noi. E, come già accaduto in altre

occasioni, legate al mondo sportivo

e non, questa esperienza ci ha

nuovamente messo in gioco ed ha

rappresentato una nuova opportunità

per noi tutti per fare squadra

nel vero senso della parola.

Ci siamo sentiti veramente uniti

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attraverso le fortissime emozioni

che insieme abbiamo vissuto.

Abbiamo condiviso la tensione

per ogni gara da affrontare e la

gioia della tanto sospirata vittoria.

Per ognuno che ha vinto, tutta

la squadra ha vinto, ma a tutti

quelli che hanno perso, tutta la

squadra è riuscita, con gioia ed

entusiasmo, ad addolcire l’amaro

della sconfitta. La prima giornata

è stata completamente assorbita

dal torneo di pallavolo, che ci ha

visti, purtroppo, uscire sconfitti

da tutte le partite, ma rinsaldati

nel desiderio di impegnarci ancora

di più nelle successive competizioni.

Le partite si sono svolte

presso il Palabarbuto di Napoli,

che si è sentito scuotere fino alle

fondamenta per l’entusiasmo delle

tifoserie.

All. Gianluca Nappo


E’ stato solo un terzo posto

quello ottenuto dall

a s q u a d r a d i b a s k e t .

Il cammino della nostra

squadra è stato difficile: a

gennaio abbiamo iniziato

gli allenamenti e le prestazioni

erano mediocri,

ma, dopo soli due mesi, il

gruppo è totalmente cambiato

e durante il torneo

abbiamo dimostrato di

e s s e r e u n a v e r a s q u a d r a .

Nei tre incontri disputati

abbiamo commesso alcuni

errori, poivhè eravamo

inferiori tecnicamente

rispetto alle altre squadre.

Tuttavia ci ha distinto

la voglia di dare sempre

il meglio di noi per

un obiettivo comune, che

però nella prima partita

è stata un po’ frenata

dalla paura di sbagliare e

dalla tensione. Purtroppo

anche noi non siamo riusciti

ad esultare in campo

a l l a f i n e d e l p r i m o m a t c h .

La situazione non è cambiata

di molto il giorno

seguente nella partita disputata

contro la Teuliè:

riuscivamo ad attaccare

ma non a difendere e così

Basket

abbiamo accumulato uno

svantaggio di dieci punti

nell’arco del primo tempo.

Ma l’intervallo di metà partita

è stato determinante:

il coach Marcheselli che ci

ha ricordato che non avevamo

niente da perdere e

solamente tanto da vincere.

La squadra è così tornata

in campo con animo

nuovo e formata, proprio

come urlava il tifo, da “cinque

leoni” che non hanno

fatto altro che correre e in

un solo minuto siamo riusciti

a recuperare lo svantaggio

e a portarci avanti

di qualche punto fino alla

fine della partita. Al fischio

finale dell’arbitro tutta la

scuola è scesa in campo

a festeggiare la vittoria:

è stato come liberarsi da

un grande peso. Infatti,

nell’ultimo match siamo

entrati in campo sempre

concentrati ma anche molto

sereni, pur sapendo che

stavamo per affrontare la

squadra più preparata del

torneo: il Morosini, vincitore

della competizione,

che si era imposto sulle

altre due squadre con un

12

grande vantaggio. Noi invece

siamo riusciti a tenere

testa agli avversari

fino alla fine dell’incontro.

Sicuramente quest’esperienza

ci permetterà di

migliorare ancora in vista

del prossimo appuntamento

a Milano fra due anni.

All. Antonio Rossi

ESPERIENZE


Anche in questa edizione

del Torneo Interscuole,

la squadra di atletica

della nostra Scuola ha lasciato

il segno, conquistando la coppa

della disciplina, nonostante

la grande tensione e il tempo

avverso (è stata infatti l’unica

giornata senza il sole!). Grazie

all’appoggio dato dal tifo,

e non solo, abbiamo sfruttato

al massimo le nostre capacità,

raggiungendo il podio in

ogni specialità. In particolare

atletica

nei 100 m. maschili si è classificato

1° l’All. Marco Plebiscito

e 2° l’All. Alberto Betti; nei

100 m. femminili si è classificata

al 2° posto l’All. Daniela

Albertin, mentre nei 1000 m.

maschili abbiamo conquistato

il 2° con l’All. Andrea Iachini;

Ci siamo quindi aggiudicati il

2° posto nei 1000 m. femminili

con l’All. Benedetta De Salve e

un 3° e 4° ex – equo nel salto

in alto con gli allievi Francesco

Cosmani e Gianluca Nappo.

13

Concluse le gare individuali è

giunto il momento culminante

e più atteso della giornata: la

staffetta 4x100, che ci ha definitivamente

assicurato il primo

posto. Così, stanchi ma soddisfatti

per la vittoria, siamo tornati

in Accademia confidando

nell’ultima e decisiva sfida che

si sarebbe tenuta il giorno seguente:

il nuoto.

All. Daniela Albertin

All. Matteo Forasassi


L’ultima giornata del VI Torneo

Interscuole Militari è

stata dedicata alle gare di

nuoto. Tutte le squadre si

sono raccolte al completo

per sostenere e spronare

la propria rappresentativa,

consapevoli che quest’ultima

giornata avrebbe decretato

il vincitore del trofeo.

La Scuola Militare Aeronautica

G. Douhet, come ormai

consuetudine, è riuscita a

distinguersi bene in questa

specialità, portando a casa

numerosi successi e guada-

nuoto

gnando un soddisfacente 2°

posto complessivo. Abbiamo,

innanzitutto, conquistato

per merito dell’All. Ludovico

Massafra il 1° posto nel

dorso e nel delfino, quindi il

3° posto nello stile con l’All.

Lorenzo Salvatori e la medaglia

di bronzo nella rana,

vinta dall’All. Manfredi Cartocci.

Le gare si sono concluse

con la staffetta 4x66,

in cui abbiamo raggiunto

un soddisfacente 2° posto.

E così, anche questa avventura

è terminata. Sia-

14

mo ritornati a Firenze con

le nostre medaglie ma, soprattutto,

con la certezza

di essere riusciti nell’intento

di aver formato una vera

squadra. Siamo riusciti a

sfruttare questo momento

di aggregazione come ulteriore

occasione per cementare

l’unione di ragazze

e ragazzi che condividono

quotidianamente la speranza

e la fatica di costruire lealmente

il proprio futuro.

All. Giorgio Morbis

ESPERIENZE


Allievi della Douhet

giovani ciceroni

Fantastiche giornate vissute da noi allievi durante il fine settimana

Tra le tante esperienze

della Scuola Militare

Douhet, non poteva

mancare la partecipazione degli

allievi alle giornate del FAI.

La nostra collaborazione con

l’interessante iniziativa culturale

si è svolta sabato e domenica

23 e 24 marzo. L’attività

ha interessato tutti e tre i corsi

e si è svolta presso la sede

dell’Istituto di Scienze Militari

Aeronautiche, nel cuore del

parco delle Cascine e presso il

museo Stibbert. Due peculiari

realtà artistiche del territorio

fiorentino; in particolare, il

museo Stibbert è molto importante

per le collezioni di armi,

arredi di gusto impero, nonchè

opere pittoriche. Il fondatore

di questo museo era un collezionista

di fine ‘800 di nome

Friedrik Stibbert, figlio di un

colonnello inglese, che continuò

a coltivare la passione del

padre verso l’armamentario

bellico. Di particolare importanza

le armature di molteplici

epoche storiche, decorate in

vari modi e provenienti da ogni

parte del mondo. Le numerose

stanze del museo sono tappezzate

da quadri che rispecchiano

il gusto del collezionista.

Un pezzo di grande valore storico

è il mantello indossato da

Napoleone Bonaparte in occasione

della sua coronazione a

re d’Italia nel 1805. La nostra

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partecipazione prevedeva la

conoscenza dei beni artistici

della struttura per poter fare

da ciceroni ai visitatori, accorsi

a migliaia. Si è trattato

di un’iniziativa che all’inizio ci

sembrava di difficile realizzazione,

sia per l’iniziale imbarazzo,

dovuto all’inesperienza

in questo tipo di attività, sia

per la mole di conoscenze da

assimilare in breve tempo; nonostante

le preoccupazioni iniziali

si è rivelata un’avventura:

eravamo così tanto coinvolti

che, nonostante la stanchezza,

ci è dispiaciuto che il turno

fosse già finito.

All. Francesco A. Borello


"... Nonostante le preoccupazioni iniziali

si è rivelata un'avventura interessante ..."

Noi allievi della IV A, invece, abbiamo

collaborato coi colleghi della III A e

III C per illustrare, nelle giornate FAI,

le bellezze, ai più sconosciute, di quello

che era l' Istituto di Formazione Della Regia

Aeronautica, ora ISMA, e nota a Firenze

come "Scuola di Guerra Aerea". Spesso gli

impegni che riempiono le nostre giornate ci

impediscono di cogliere le bellezze del luogo

in cui viviamo, che abbiamo visitato interamente

la prima volta durante il nostro

"apprendistato da ciceroni", accompagnati

dalla nostra insegnante di storia dell’arte,

la prof.ssa Federica Chiacchia, che ci ha fornito

un supporto costante sia nella preparazione

dell' evento che durante le visite.

In particolare, abbiamo iniziato con lei

una fase di preparazione che non si è limitata

alle opere di Raffaele Fagnoni, architetto

che ha curato la costruzione dell'

Istituto, ma che ha trattato, in linea generale,

di tutta l' epoca razionalista, permettendoci

di comprendere meglio lo stile

dell’artista. Inoltre la Direzione Studi

ci ha fornito gli elementi di studio. Finita

la fase delle lezioni è iniziata quella dello

studio individuale ci sono stati mostrati

angoli della base che finora non avevamo

mai avuto l' opportunità di vedere, tra

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cui la meravigliosa "Palazzina Comando",

simbolo dell’intero complesso, dandoci

l' opportunità di provare a descriverli.

Il giorno tanto atteso finalmente arriva.

Alle ore 10 iniziano a partire i primi gruppi,

formati da due allievi e circa 30 visitatori,

tra cui compare, nascosto tra la folla,

qualche ufficiale venuto ad assistere

all'esposizione dei suoi allievi, di cui è sicuramente

rimasto soddisfatto, accompagnato

dalla professoressa, che ha potuto

ammirare il frutto del suo duro lavoro.

A supporto di noi allievi si affiancavano i

fedelissimi dell' Associazione Arma Aeronautica,

che si sono divertiti ad ascoltarci

e ad approfondire le nostre spiegazioni

con la loro esperienza alla SGA.

Dopo due giorni di visite i cancelli dell'I-

SMA vengono nuovamente chiusi al pubblico,

e i ciceroni sono stati soddisfatti del

gran numero di visitatori. La giornata FAI

è finalmente conclusa. A cena i ciceroni

dell'ISMA e quelli dello Stibbert si scambiano

le loro impressioni e raccontano le

loro giornate, tanto dure quanto emozionanti,

e ognuno spera di poter rivivere

quest'esperienza, magari a ruoli invertiti.

All Salvatore De Simone

ESPERIENZE


non solo musica

Dalla musica alla letteratura: un viaggio attraverso l'arte

“Venuto al mondo”

di Margaret Mazzantini

Un viaggio di risposte o solamente di ricordi, un

amore senza regole che nasce quando meno te

lo aspetti, una maternità ricercata e negata; e

ancora una guerra tra fratelli, tra uomini di una stessa

nazione, con il dolore e la volontà di rinascita perché

solo così si può andare avanti: questo e altro ancora è

“Venuto al mondo”, il romanzo di Margaret Mazzantini.

In esso l’autrice non si limita a focalizzare su temi

molto discussi, ma che ancora richiedono attenzione

(come la guerra, la fecondazione assistita eccetera);

l’autrice si ripropone, infatti, di trasmetterci le emozioni

di ogni singolo personaggio costituendo un filo

diretto tra noi e i suoi pensieri. Certamente colpiscono

alcune riflessioni sviluppate dalla scrittrice che aderiscono

al complesso caratteriale e comportamentale

dei suoi personaggi principali o secondari, proposti a

noi sia nelle loro debolezze che nei punti di forza:

“L’aria è bianca. Il proiettile ha raggiunto la nuca, il

bambino è caduto a faccia sotto. Gli altri scappano, lasciano

gli slittini e corrono come conigli spaventati. Il

cecchino torna sul luogo, butta un occhio sulle orme

rimaste. Gli piace quel silenzio, quando controlla il suo

lavoro, quando restano soli lui e il suo centro. Controlla

il foro sulla nuca, perfetto. Il bersaglio piccolo è morto

sul colpo, non è nemmeno scivolato un po’ sui gomiti.

Il cecchino non ha bisogno di sprecare altri colpi per

finirlo. E’ come sparare sui conigli, sorride. Poi la crosta

della faccia si indurisce e resta quel misero stupore,

quello del diavolo che guarda se stesso.”

In assoluto le descrizioni della guerra rimangono maggiormente

impresse per la normalità con la quale la

Mazzantini le presenta: il leggero distacco che lei impone

tra scena e lettori permette di visualizzare le

stesse scene come dall’alto, mentre noi, consapevoli o

no di ciò che sta per accadere, raggeliamo davanti alla

sua immediatezza; proprio in questo modo, infatti, ci

leghiamo ancora di più alla vicenda, ma soprattutto ai

personaggi.

E’ molto penetrante, poi, il ruolo che alcuni mestieri,

al mondo d’oggi spesso considerati ‘di relativa importanza’,

ricoprono nella trattazione. Attraverso Diego,

giovane fotografo genovese, e Gojko, poeta sarajevita,

l’autrice sembra affermare che il mezzo più efficace per

trasmettere la violenza e gli orrori della guerra sia l’arte:

infatti, in onore e in ricordo dell’artista italiano, verrà

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organizzata una mostra con tutte le sue opere scattate

durante la guerra. Le poesie del serbo, invece, variano

a seconda del periodo in cui sono state scritte: passano

dalla disillusione iniziale, data dall’età del bosniaco,

non più giovanissima, ma comunque spensierata, fino

alla presa di coscienza dello stesso durante e dopo la

guerra riguardo alle aberrazioni che l’essere umano e

la sua natura malvagia possono compiere; toccano nel

profondo per la semplicità e la concretezza degli argomenti

che trattano. Ne è chiaro esempio l’epigrafe che

Gojko fa incidere sulla lapide della sorella e della madre

morte insieme durante un bombardamento:

Tieni un capo del filo, / con l’altro capo in mano / io

correrò nel mondo /. E se dovessi perdermi / tu, mammina

mia, tira.


"... How many times must the cannon balls fly...

Before they're forever banned? The answer is blowin' in the wind ..."

BLOWIN IN THE WIND

BOB DYLAN

How many roads must a man walk down

Before you call him a man?

Yes, ‘n’ how many seas must a white dove sail

Before she sleeps in the sand?

Yes, ‘n’ how many times must the cannon balls

fly

Before they’re forever banned?

The answer, my friend, is blowin’ in the wind,

The answer is blowin’ in the wind.

How many times must a man look up

Before he can see the sky?

Yes, ‘n’ how many ears must one man have

Before he can hear people cry?

Yes, ‘n’ how many deaths will it take till he knows

That too many people have died?

The answer, my friend, is blowin’ in the wind,

The answer is blowin’ in the wind.

How many years can a mountain exist

Before it’s washed to the sea?

Yes, ‘n’ how many years can some people exist

Before they’re allowed to be free?

Yes, ‘n’ how many times can a man turn his head,

Pretending he just doesn’t see?

The answer, my friend, is blowin’ in the wind,

The answer is blowin’ in the wind.

18

Da un’altra epoca, da un altro contesto, proviene

il seguente brano di Bob Dylan, Blowin’ the

wind, celebre canzone scritta nel 1962. Il contenuto,

esplicitamente pacifista e antimilitarista,

denuncia un mondo insensibile ai temi sociali,

in quanto impegnato soltanto in una guerra di

posizione e nella ricerca di quei valori personalistici,

propri del liberismo, emblematicamente

personificati dal mito del “self-made man”; in

ciò in fondo, continua Dylan, sta il senso bieco

dell’uomo e della sua condizione, della sua incapacità

di respingere nella testa e nel cuore ogni

forma di angheria e di sopraffazione. Al tempo

stesso, in Blowin’ in the wind, Bob Dylan rileva

ancora una flebile e lontana speranza per un

mondo di giustizia e di pace, straordinariamente

esemplificata dalla frase “How many roads

must a man walk down before you call him a

man?”, ossia “Quante strade deve percorrere un

uomo prima di essere chiamato uomo?”.

All. Camilla Matrigali

All. Lucrezia Pitoni

SVAGO


gioca douhet

Per concludere, dieci minuti di pausa

con un passatempo a tema Douhet e la vignetta del mese

9 3 5 8 4 1

1 9

7 9

4 3 8 7 6

1 4

2 9 3 1 8

9 4

6 2

5 9 1 2 6 4

Rebus (5,2,6)

19

7 4

5 2 8

4 3 6 9

9 8

5 4 2 3

4 5

1 7 6 4

6 4 3

2 5


20

SVAGO


www.aeronautica.difesa.it/douhet

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