Marzo - Ex-Alunni dell'Antonianum

exantonianum.com

Marzo - Ex-Alunni dell'Antonianum

ff

Sped. Abb. Postale Gruppo IV

PADOVA - VIA DONATELLE), 16 - MARZO 1363

TRIMESTRALE DEGLI EX ALUNNI, DEL COLLEGIO UNIVERSITARIO

DELLA SCUOLA DI RELIGIONE E DEL PETRARCA - NUOVA SERIE


Dalla festa Lazzarini

nel Palazzetto dello Sport

SOMMARIO

— LA NOSTRA PASQUA

— GRANDEZZA DELLA SCIENZA E

POVERTÀ' DELLA MORALE

— LA LETTERA DEL P. GENERALE AGLI

EX-ALUNNI

— CONTESTAZIONI NELLA CHIESA

— CHE COSA E' IL PAPA

— I COLLEGI OGGI

— TAVOLA ROTONDA SU MARCUSE

— INCONTRO COI GIURISTI

— INCONTRO COI MEDICI

— DAL COLLEGIO UNIVERSITARIO

— DALLA SCUOLA DI RELIGIONE

— SOTTO IL VESSILLO DELLA VERGINE

— CINEFORUM

— CENONE DI CARNEVALE

— NOTIZIE VARIE

— CI HANNO LASCIATO...

— U.S. PETRARCA

— VARIE

Redattore : CIFRIAMO CASELLA S. J.

Direttore responsabile: ANTONIO COVI S. J.

NUOVA SERIE - N. 29

DEL 1969 - N. 1 (MARZO)

Tip. A. Bolzonella - Piazza del Santo 14, Padova

EX ALUNNI - COLLEGIO UNIVERSITARIO

SCUOLA DI RELIGIONE - PETRARCA

La nostra Pasqua

Come sempre è «il Cristo immolato sui nostri altari» come canta

la Chiesa. Alla sua celebrazione l'Antonianum prepara i suoi alunni e

i suoi amici richiamandoli alla meditazione delle grandi verità quaresimali.

E' anzitutto col pensiero della morte che un giorno gremiva

di pubblico le cattedrali dei grandi oratori.

« O mors bonum est judicium tuum ». Quanto è salutare, o morte,

la tua valutazione delle realtà terrene. Che contestazione magnifica

sarebbe la tua nell'umanità intera se tu potessi eliminare tutto ciò,

come faceva S. Luigi Gonzaga, che non concordava con la vita futura

alla quale siamo tutti chiamati.

Che dire di quei popoli comunisti che addirittura considerano un

delitto contro lo Stato il pensiero dell'Aldilà, di una vita futura?

Il secondo pensiero è quello della preghiera e della penitenza. Ricordate

le parole famose dette da Gesù agli Apostoli che gli domandavano

come mai alcuni Galilei fossero stati uccisi proprio mentre

offrivano il sacrificio?

« Pensate voi che questi Galilei fossero peccatori più che tutti gli

altri Galilei perché ebbero a sentire tali cose? No, vi dico io, ma quelli

che non faranno penitenza periranno allo stesso modo. O forse pensate

che quei diciotto sui quali cadde la torre di Siloè uccidendoli siano

colpevoli più dì tutti gli altri abitanti di Gerusalemme? No, vi dico

io, ma chi non farà penitenza perirà come essi » (Luca 13, 15).

I castighi di Dio colpiscono non soltanto i cattivi ma anche, i

buoni se non si scuotono dal loro torpore e non vivono di mortificazione

e di preghiera.

II terzo pensiero della Quaresima, in preparazione alla Pasqua, è

quello del Figliai Prodigo. Un invito a piangere i propri peccati davanti

a un confessore.

Tutti santi diedero massima importanza alla Confessione.

Corre voce che in certe zone della Chiesa del nord va diffondendosi

l'uso di andare anche alla Comunione senza confessarsi. Naturalmente

costoro non credono più a Cristo eterno giudice il quale

terrà conto perfino di una parola di offesa detta ad un altro e credono

ancora meno alle parole dette da Cristo a San Pietro: « Tutto

ciò che avrai sciolto sulla terra, sarà sciolto anche nel Cielo dove sarà

ritenuto ciò che avrai ritenuto sulla terra ».

Molti giovani credono di potersela passare con Cristo come con

un compagno «beai» di strada.

La Pasqua sarà veramente per noi l'incontro filiale col Cristo sacrificato

sui nostri altari se ci accosteremo a Lui con la devozione e

pietà che tutti i maestri di spiritualità e l'esempio dei Santi ci hanno

sempre insegnato. C.

«CRISTO RISUSCITI IN TUTTI I CUORI!» è l'augurio pasquale dei

Padri e Fratelli dell'Antonianum a tutti gli Alunni, Ex Alunni, Congregati

Professionisti ed Amici deH'«Antonianum» e loro Famigliari.


II nuovo Tabernacolo nella Cappella della Scuola di Religione

Vigilia Pasquale aWAntonianum

Per i professionisti e laureati

Preparazione alla Santa Pasqua organizzata dai

Laureati Cattolici e dalla Congregazione Mariana

Professionisti dell'Antonianum - col seguente programma

:

— Giovedì 27, Venerdì 28 e Sabato 29 Marzo, alle

ore 2.1 : Meditazioni del Rev. Don Divo Barsotti

nella Chiesa di S. Lucia. - Dopo la Meditazione

del Sabato, S. Messa valevole per la Domenica,

con Comunione Pasquale.

Per gli universitari interni

— Giornate di ritiro a Bassano del Grappa dal 24

Febbraio ai 24 Marzo, divisi in gruppi di dodici

persone circa.

Verrà in seguito fissata la S. Atessa con Comunione

Pasquale.

Per gli universitari esterni

— Un ritiro di preparazione il Venerdì Santo.

Per gli sportivi del «Petrarca»

— Ritiro il Venerdì di Passione, 28 Marzo, e il Venerdì

Santo, 4 Aprile.

Scuola di Religione

Ritiro spirituale col seguente ordine:

— Giovedì Santo : Quinta Elementare - Prima, Seconda

e Terza Media;

— Venerdì Santo: Prima, Seconda, Terza, Quarta,

Quinta Superiore:

Mattino ore 9.45 - Pomeriggio ore 15.

4 —


ì-

NELLE CASE DI ESERCIZI fuori Padova

Bassano del Grappa, Villa S. Giuseppe, tei. 22143

(Vicenza) : dal 29 Marzo al 1° Aprile, Corso per universitari,

predicato dal Rev. P. Paride De Luca.

— Dal 2 al 5 Aprile : Corso di Esercizi Spirituali

per Professionisti, predicato dal Rev. P Giuseppe

Mellinato S. J.

Villa Sacro Cuore, 20050 Triuggio (Milano), tei.

30101 (0362) : Corso per universitari e professionisti

dal 1° al 4 Aprile.

Villa Mater Dei, 21100 Varese, tei. (0332) 38530:

Ritiro il Venerdì di Passione, 28 Marzo, ed il Venerdì

Santo, 4 Aprile.

FUNZIONI DELLA SETTIMANA SANTA

NELLA CHIESA DELL'ANTONIANUM

Giovedì Santo:

ore 18: Messa Solenne Vespertina «in Coena Domini»

nella Chiesa dell'Antonianum.

Processione e trasporto del SS. Sacramento

per la Adorazione nella Cappella della

Scuola di Religione.

Venerdì Santo:

ore 18: Solenne Azione Liturgica.

Adorazione della S. Croce - Comunione anche

dei fedeli.

Sabato Santo:

ore 23 : Benedizione del Fuoco e del Cero Pasquale

- Canto dell'«Exultet» - Litanie dei Santi

- Rinnovo delle Promesse Battesimali -

S. Messa Solenne.


Il S. Padre ha regalato a Barman copia della Bibbia di Borsa d'Este, di cui l'originale è conservato in Vaticano.

Grandezza della Scienza

Povertà della morale

La scienza sperimentale ha raggiunto oggi altezze

tali da strabiliare tutto il mondo.

Il raggiungimento della luna operato dagli aviatori

Borman, Lowel e Anders con l'astronave Apollo

è un fatto così impressionante da costituire ad-

* dirittura - come molti hanno scritto - l'inizio di un

nuovo evo.

Evo astrale si potrebbe chiamare per la vittoria

sulle immense distanze che ci separano dagli astri.

Noi non sappiamo ancora che conseguenza porterà

l'abitazione sulla Luna, se verrà effettuata ; come

potranno essere sfruttate dall' uomo le sue mito

stenosi sostanze ; se potrà essere davvero uno scalo

efficace per elevarsi fino ad astri abitabili come la

Terra.

Abbiamo però toccato con mano la sapienza infinita

di Dio nella creazione del mondo sidereo. Come

anche esso possa essere una sede di una umanità

capace di dare a Lui onore e gloria.

COME E' GIUNTA LA SCIENZA

AD ELEVARSI ALLE PRESENTI ALTEZZE ?

Con uno studio accuratissimo delle leggi date da

Dio all'Universo onde conoscerle con matematica esattezza;

con una cura infinita di adeguare a tutte

queste leggi gli strumenti necessari all'ascesa.

— 5


Sono oltre due milioni i pezzi che compongono

l'astronave, intonati a tutte le condizioni atmosferiche

che la nave avrebbe attraversato. Ed è meraviglioso

che esse abbiano potuto funzionare senza

interruzione.

Borman parlando con il Papa ha fatto accenno

alla meravigliosa costanza dei termometri e la riferiva

ad un particolare tratto della Divina Provvidenza

: qualunque arresto avrebbe potuto essere fatale!

PERCHE' INVECE LA MORALITÀ'

VA SEMPRE PIÙ' DECLINANDO ?

Perché, purtroppo, invece di studiare le leggi di

Dio e conformarsi ad esse non si è mai cercato altro

che di scalzarle e demolirle.

Dio ha scritto nel cuore dell'uomo una legge di

natura che poi ha promulgato col Decalogo di Mosè.

«Adorerai il Signore Dio tuo e a Lui solo servirai»

dice il primo comandamento. Ma l'uomo invece

è caduto ben presto nella idolatria, adorando le

pietre, le belve, i tiranni.

Anche oggi quanti non credono più nella creazione

da parte di Dio che è dalla scienza ignorata

perché non è sperimentabile sensibilmente ! Tutte

le creature sarebbero frutto di magiche emanazioni

della materia. Einstein, dopo aver passato tutta la

sua vita per ricercare nell'universo una causa intrinseca

del suo essere, nei suoi ultimi anni era giunto

alla conclusione che solo una causa estrinseca - Intelligenza

e Potenza infinita - poteva spiegarlo. Oggi

invece fa testo la ridicola concezione freudiana del

mostro primitivo capo dell'umanità che si sarebbe

riservato l'uso di tutte le donne. Sarebbe poi stato

ucciso per questo dai figli che concependo più tardi

un rimorso di tale delitto, lo avrebbero trasmesso

per ereditarietà all'umanità intera. Di qui l'origine

della nostra coscienza e delle sue contestazioni tra

il bene e il male.

Naturalmente quando si trascura Dio, si finisce

per sostituirlo con l'orco dei bambini.

Dio aveva comandato «onora il padre e la madre

e rispetta l'autorità», ma oggi trionfa la contestazione

che è di tutti e contro tutti.

Dio aveva detto all'inizio, appena benedetto il

primo matrimonio dell'umanità: «L'uomo non separi

ciò che Dio ha congiunto». Oggi invece anche

nei popoli cristiani, che pure conoscono la posizione

contraria di Gesù, il divorzio dilaga in una maniera

spaventosa.

Dio condanna la sessualità che intacca l'onestà

della donna altrui o addirittura può manomettere

la stessa facoltà generativa ; ma oggi si fa propaganda

sfacciata anche delle forme più brutali di libidine

e si è giunti a domandare in alcuni Paesi di allargare

la legge del divorzio col diritto della poligamia

C 1 ).

Naturalmente la Morale con queste sue aberrazioni

conduce non ai Cieli, ma all'abisso estremo che

Cristo denuncia all'Umanità con le Sue profezie sulla

fine del mondo. La fine del mondo non sarebbe

6 —

mai stata fissata così spaventosa se l'uomo non avesse

ripudiata la fede e fosse stato fedele alla Legge

di Cristo.

L'UMANITÀ' E I DISEGNI MIRABILI DI DIO

Cicerone nel suo « Sogno di Scipione » pensava I

già che l'umanità fosse stata destinata dopo la mor- '

te a salire sempre più in alto per raggiungere sempre

meglio la bellezza infinita di Dio.

Nelle Sacre Scritture abbiamo invece degli accenni

molto più precisi. Vi si parla di un albero della

vita per cui l'uomo non sarebbe morto, ma avreb- ]

be continuato a vivere di questa vita con soli fenomeni

di crisalidazione.

Vi era poi un « albero della scienza » il cui uso

Dio avrebbe permesso più avanti quando l'umanità,

sfruttata la terra e le sue risorse, avrebbe potuto

prendere la via degli altri astri con trasformazioni

anche fisiche adattate a diversi climi ed altri continenti.

S. Marco riferisce una frase di Gesù impressionante:

«Cadranno le stelle del Ciclo» (Me., 13, 25).

Quali astri cadranno? Perché non pensare che cadranno

gli astri che l'uomo, se non avesse peccato,

sarebbe andato ad abitare? Venuto meno l'uomo e

la sua missione, non avrebbero più ragione di sussistere.

Caduto l'uomo nell'abisso del peccato egli potrà

con l'umiltà e la penitenza rendersi degno di una

risurrezione gloriosa dopo morte ; ma che avverrà di

quelli che rigettano il Cristo in questa vita e diventano

schiavi, di quegli orribili demoni che in continua

ribellione a Dio vorrebbero distruggere i Suoi

disegni di elevazione eterna dell'Umanità ?

C.C.

PREGHIERA DI BORMAN DAL CIELO LUNARE

« Sia la luce, e la luce fu. E Dio vide che la luce

era buona e separò la luce dalle tenebre... » (Genesi

1, 3-5).

« I cicli narrano la gloria di Dio e il firmamento

proclama l'opera delle Sue mani. Il giorno ne

trasmette la parola all'altro giorno, la notte la fa

sapere all'altra notte». (Salmo di David, 18, 1).

(') Togliamo dal giornale «II Cittadino» di Monza la seguente

notizia (31 ottobre 1968):

In Danimarca comunisti e socialisti hanno proposto una

legge per autorizzare la poligamia: alle naturali obiezioni

che la proposta ha suscitato hanno risposto che dopo il divorzio

sono cresciute non solo le nuove famiglie legali ma

anche le relazioni extra coniugali : la poligamia regolarizzerebbe

dopo tutto un costume già esistente.

Ciò che è legalizzato è pulito: se non lo era prima davanti

alla coscienza e all'opinione pubblica, ora diventa pulito.

Ciò suppone che la legge abbia lo scopo di far licito ciò che

è libito : ma lo scopo della legge non è questo. E non è neppure

civile: la civiltà consiste nell'aiutare l'uomo a vincere

le passioni e le tendenze animalesche, non ad assecondarle.


Lettera del M.R.P. Generale

Pietro Arrupe agli Ex Alunni

della Compagnia

Cari Ex-Alunni,

da molto tempo e da ogni -parte sono sollecitato a rivolgermi con una lettera

agli Ex-Alunni dei Collegi e Istituti superiori della Compagnia. Ciò non

poteva non farmi piacere. Ma nello stesso tempo rimanevo incerto per il modo

come avrei dovuto scrivervi, principalmente perché nelle Scuole della Compania,

operanti in quasi tutti i Paesi del mondo libero, vengono educati giovani e

ragazzi di differenti culture, crederne religiose e condizioni sociali. Vi era perciò

da temere che le medesime affermazioni giungessero ad alcuni come valide

e significative, mentre ad altri potevano riuscire di scarsa importanza o addirittura

inopportune.

GLI EX: MOLTISSIMI COMPAGNI DI VIAGGIO

Ho pensato quindi di scrivervi nella forma più personale possibile, così che

ciascuno, per quanto lo consentono le parole, possa sentire che scrivo proprio

per lui individualmente, e perciò nel leggere questa mia lettera, lo faccia come

se fosse personale per lui.

Quasi dappertutto gli Ex-Alunni si trovano indifferentemente nei vari raggruppamenti

sociali in cui si distìnguono gli uomini. Si pensi solo alla lingua

materna: l'arabo, il bengalese, il cinese, il danese, l'etiopico... e così di seguito

passando per ogni letera dell'alfabeto.

Differenti sono pure le condizioni sociali, che riflettono la diversità delle

classi propria della condizione umana.

La maggior parte si ispira nella fede religiosa della dottrina di Cristo come

è insegnata dalla Chiesa Cattolica. Ma non pochi appartengono ad altre confessioni

cristiane. Altri sono ebrei, musulmani, buddisti, indù, scintoisti, o professano

altra credenza. Altri non si sentirà più di professare l'insegnamento religioso

ricevuto nell'infanzia, o si accontenta di un umanesimo laico, ovvero insifte

ancora nella fase di ricerca

Non è il caso di dilungarsi in altri particolari per mettere in risalto le grandi

differenze che vi distinguono gli uni dagli altri, e per conseguenza l'impossibilità

di configurare un «tipo» unico di Ex-Alunno. Di qui anche le mie perplessità

e difficoltà di fondo, bissandovi, perciò, con animo paterno, non vedo

che ciascuno di voi, nella sua singolarità caratteristica, ma fatto con tutti compagno

di viaggio nel cammino della vita.

IN TUTTI UNA BASE: LA RETTA SCIENZA DELLA VITA

Ciò che vi unisce indistintamente in quanto Ex-Alunni della Compagnia è

di essere stati tutti educati nelle nostre Scuole elementari, secondarie o di grado

superiore. Molti me l'hanno esplicitamente attestato con espressioni di gratitudine;

ma spero che tutti, senza eccezione, abbiate trovato nell'educazione ricevuta

la solida base di quella scienza della vita che deve durare fino alla morte.

I vostri educatori, è vero, si ispiravano alla dottrina di Cristo e all'insegnamento

della Chiesa Cattolica, e da essi traevano motivo e sprone per la loro fatica.

Ala erano anche intimamente persuasi di interpretare rettamente le leggi

più profonde e le insopprimibili esigenze della sana natura insegnandovi a considerare

la vita come ricerca di tutto ciò che è vero e buono e bello. Essi erano

bensì consapevoli che questo per loro e per quanti ne condividevano la fede si

identificava col Dio nel quale credevano. Ma erano pur certi che solo nella libertà

responsabile l'uomo può continuare in siffatta ricerca nel corso della vita,

e da questo sovrano motivo attingevano la forza di rispettare le convinzioni e

gli ideali dei singoli.

Voi d'altra parte, scegliendo le scuole della Compagnia, altro non vi aspettavate.

La vostra aspirazione era di ricevere una solida istruzione ed una retta

8 —

Incontri

degli £x Alunni

INCONTRO DI ROMA (3-9 Gennaio)

TRA ASSISTENTI, RETTORI

E DIRIGENTI EX ALUNNI

Un incontro interessante, presenti

gran parte degli Assistenti delle Associazioni

Ex Alunni d'Italia, parecchi

Rettori e Dirigenti responsabili : il Presidente

Sapio, il Segretario Generale

della Confederazione Sala e molti altri.

Da sottolineare che, per un'intera giornata

del Convegno, presiedette le discussioni

il Rev. Padre Arrupe, Generale

della Compagnia.

Sono stati messi in luce i rapporti tra

«movimento ex» e Associazioni: il movimento

promosso dalle Associazioni e

dalla Federazione ha lo scopo di tenere

vicini tutti coloro che frequentarono le

scuole dei Gesuiti. Sul nostro piano nazionale

(realizzato anche altrove) lo scopo

è raggiunto essenzialmente con la

AGENDA; in proposito, pare che specificando

per categoria professionale gli

elencati, si avrebbe il vantaggio di offrire

un orientamento pratico a chi abbisogni

di competenze professionali, nei

diversi settori.

Le Associazioni locali, affiancate dalla

Federazione nazionale, propongono agli

aderenti iniziative che continuano la

formazione personale, sia sul piano religioso

che su quello culturale e profes

sionale (convegni di categoria) e promuovono

la presenza responsabile degli

Ex nelle opere dell'Istituto al quale appartennero.

E' evidente che se il primo

compito è affidato alle intuizioni e alla

dedizione degli Assistenti, gli Ex con la

loro presenza vicino all'opera dei Padri,

costituiscono una mediazione di concretezza

e di realismo per la intelligenza

dei problemi, per la impostazione dei

metodi.

Al limite - qualcuno ha affermato - i

Padri dovrebbero avere come "direttore

spirituale" qualche Ex, per una maggiore

intelligibilità delle situazioni, per

una più pratica adattabilità dei principi

del Vangelo. Si è aggiunto autorevol-


educazione per la vita. Con ciò dimostravate di avere fiducia nell'opera dei vostri

educatori, gesuiti e non gesuiti, e confermavate pure la vostra disposizione

e il vostro proposito di affrontare la vita in coerenza con gli ideali ai quali venivate

formati.

Orbene, sono questi stessi ideali che i vostri educatori di ieri sperano e

pregano che continuino ad ispirarvi e a guidarvi nelle alterne vicende di un

mondo non privo di insidie e di mali.

MOVIMENTO E INIZIATIVE

Mi consta che in molti Paesi le vostre Associazioni di Ex-Alunni sono bene

organizzate e fiorenti di opere, e so che ve ne servite anche per sostenere in diversi

modi la vostra scuola, sia mandandovi i vostri figliuoli, sia fondando borse

di studio e raccogliendo fondi per sostenere le sue attività, sia tutelandone

la libertà e i diritti legittimi, e in tante altre forme degne di encomio. Mi è anche

noto che molti dì voi vi riunite intorno ai vostri educatori in periodici incontri,

per mantenervi in mutuo contatto e per confortarvi vicendevolmente negli

impegni della professione e in quelli più vasti e profondi detta vita.

È questa una prova evidente che siete convinti come l'educazione ricevuta

dalla Compagnia debba continuare a vantaggio dei giovani e come la vostra Scuola

possa esservi utile in tanti modi vecchi e nuovi. La conservazione dei rapporti

con la propria Scuola, coi compagni di classe e specialmente con gli antichi-insegnanti,

che si mantiene coi vostri incontri periodici, non può che portare preziosi

frutti di bene.

Vi è anzi necessaria per compiere l'opera educativa iniziata nella Scuola per

quanto riguarda il suo naturale sviluppo e le varie applicazioni che vengono via

via richieste dalle nuove realtà in cui vi trovate immersi e delle quali dovete essere

i protagonisti responsabili, sia pure in diversa natura.

Dall'insegnamento dei vostri maestri avete imparato quali debbano essere

i rapporti dell'uomo con Dio, ma insieme avete appreso che derivano dalla legge

naturale inscindibili doveri di solidarietà verso tutti gli uomini, i quali, fino

agli ultimi confini della terra, sono divenuti «prossimo» di ciascuno di noi, sia

per la diffusione dei mezzi di comunicazione e la facilità e rapidità dei trasporti

e dei dislocamenti, sia per l'influsso immediato e universale che qualsiasi azione

ria in ogni parte del globo.

L'uomo, vi è stato insegnato, non nasce solo per sé; ha un carattere intrinsecamente

sociale. In forza di una morale integralmente umana e schiettamente

cristiana molto devono dare coloro cui molto è stato elargito. Le cosiddette «opere

di misericordia», nelle quali secondo la tradizione cristiana venivano fin

qui compendiati i doveri sociali dell'uomo, devono ora estendersi fino ai confini

della terra e divenire obblighi anche delle collettività e dei popoli. Il progresso

e lo sviluppo delle nazioni sono condizionati dall'equa distribuzione dei beni:

una loro ordinata partecipazione secondo la misura dei bisogni è sintomo di vita

in tutti i gradi sociali.

URGENZA DI QUALIFICATA PARTECIPAZIONE

Che cosa significa tutto questo per voi Ex-Alunni della Compagnia nelle

presenti condizioni di bisogno materiale e spirituale dell'umanità intera? Significa,

a mio avviso, che dovete dare nuova vita alle vostre Associazioni, anzitutto

aprendole anche ad altri problemi che non siano soltanto quelli della vostra Scuola

e dei vostri organismi; interessandole cioè a quei bisogni dell'umanità, sia nei

vostri Paesi, sia negli altri, i quali possono essere soddisfatti solo a condizione

che tutti gli uomini di buona volontà uniscano le loro energie In uno sforzo

comune.

Non destino stupore queste mie parole, né suonino come un appello vano

a un'impresa utopistica. Neppure significhino minore apprezzamento di quanto

già fate in favore della vostra scuola. Tutto ciò è degno di somma lode e deve

continuare, anzi intensificarsi dove è possibile.

Comprendo bene come ciascuno di voi preso singolarmente debba sentirsi

scoraggiato, constatando la propria impotenza di fronte a cosi grandi e impellenti

problemi del mondo. Ma uniti fra voi e rollaborando con altre forze sane

già all'opera potete portare un contributo non spregevole. Soprattutto se vi sarà

dato di fomentare questo spirito, partecipando ad altre organizzazioni politiche,

sociali, economiche, culturali, religiose, grande sarà il vostro apporto alla costruzione

di un mondo migliore.

mente che l'opera educativa oggi non si

realizza senza l'integrazione offerta dai

Genitori ; quindi la necessità di strutturare

consultazioni di "padri di famiglia"

e di educatóri. In molti Istituti,

inoltre, è già in atto, per tutti gli altri

sarebbe sommamente desiderabile l'assunzione,

da parte degli Ex, delle mansioni

amministrative.

Queste proposte suppongono un graduale

tirocinio nella vita delle Associazioni;

in Italia parecchie sono ancora

agli inizi. Padre Casella che delineò la

esperimentale fatica di chi comincia da

zero e procede con perseveranza incrollabile,

propose ai presenti, Dirigenti e

Assistenti, il programma lungimirante

di qualche Ente o Società per azioni

tra gli Ex, anche su piano federativo, se

si vuole arrivare, con una concreta base

economica, a realizzare qualche benemerita

opera sociale.

INCONTRI A ROMA

P. Alberto De Marco, Assistente della

Federazione Italiana degli Ex Alunni

della Compagnia di Gesù, si augura

di interpretare un diffuso desiderio degli

Ex Alunni dei Collegi di altre città

residenti a Roma, invitandoli a un comune

incontro per il GIOVEDÌ' SAN-

TO, 3 APRILE.

L'incontro avrà un doppio carattere,

religioso e amichevole, nel senso che vi

sarà la funzione della Comunione Pasquale,

preceduta da una o due conferenze

di preparazione tenute da Padre

Messori, e successivamente una agape

fraterna, dove i partecipanti avranno

la possibilità di consolidare antichi rapporti

o di conoscersi sia tra Ex Alunni,

del proprio e di differenti Collegi, sia

con i Padri della Compagnia che negli

stessi Collegi hanno lavorato.

Egli ha in progetto anche una seconda

riunione di Ex Alunni non romani

in occasione della « Giornata dell' Ex

Alunno », che, come tutti sanno, è stata

fissata dal Secondo Congresso della

Unione Mondiale, il 31 Maggio - festa

di Maria Regina. Questa riunione dovrebbe

avvenire insieme con gli Ex Alunni

delle due Associazioni romane del

Massimo e di Mondragone, nel modo

che stabiliranno i loro Dirigenti.

A questo proposito egli raccomanda

ai Padri Assistenti di fare in modo che

la « Giornata dell' Ex Alunno » venga

celebrata con manifestazioni atte a richiamare

sul nostro Movimento e sulle

sue finalità l'attenzione e l'interesse

degli Ex Alunni, specialmente dei

giovani e dei meno vicini alla Associazione

e, dove sono i nostri Collegi,

ad interessare ed attirare alla Associazione

gli alunni specialmnte delle .ultime

classi. Forse converrà spostare la

celebrazione al giorno precedente, dati

i due giorni festivi dopo il 31 maggio,

che quest'anno capita di sabato.

— 9


Un notevole giovamento vi potrà venire dalle vostre Associazioni, mediante

le quali più stretti possono diventare i vincoli di solidarietà e gli sforzi dei

singoli possono essere avvalorati dalla simpatia e collaborazione degli altri.

FUNZIONE LOCALE ED ECUMENICA DELL'ASSOCIAZIONE

Le vostre Associazioni devono inoltre aiutarvi a mantenere in più stretti

rapporti gli Ex-Alunni delle singole Scuole tra loro e con quelli delle altre Scuole

della Compagnia, dello stesso e di altri Paesi, creando oppure dando nuovo

vigore alle Federazioni Nazionali e partecipando attivamente al programma dell'Unione

Mondiale degli Ex-Alunni, il cui scopo principale è, secondo gli Statuti,

«dì unire in uno sforzo comune le energie spirituali e culturali degli Ex-

Alunni della Compagnia di Gesù, associati nelle loro organizzazioni locali, nazionali,

soprannazionali».

Né dovete dimenticare il movimento confederativo con altre organizzazioni

di Ex-Alunni, che hanno i medesimi ideali o aspirano a obiettivi affini.

Non spetta a me suggerire i modi concreti in cui attuare questi diversi gradi

di cooperazione. La vostra intelligenza, la vostra esperienza, l'impulso apostolico

che vi anima sono sicuro che vi faranno progredire oltre ogni speranza nel

rinvigorire le strutture pur già consolidate delle vostre Associazioni e stringere

sempre più i vincoli e rapporti tra gli Ex-Alunni nelle loro organizzazioni nazionali

e internazionali.

Come Superiore Generale della Compagnia di Gesù sono più che convinto

dell'insufficienza e manchevolezze delle nostre forze. Ma nello stesso tempo mi

sento fortemente a disagio quando non mi è possibile accogliere le richieste di

aiuto che da ogni parte del mondo mi giungono, personalmente o attraverso altri

Padri: per esempio, di aprire una scuola, o di offrire la nostra assistenza a

un programma di sviluppo di risorse umane o ad iniziative in favore dell'ecumenismo.

LA COLLABORAZIONE DEGLI EX

E' NECESSARIA ALLA COMPAGNIA

Forse mai come oggi furono così numerose le possibilità di lavoro che si

ofr-ono a noi Gesuiti. Né so se in altri tempi i gesuiti sarebbero stati capaci, da

soli o con l'aiuto di altri sacerdoti e religiosi, portare avanti le molte e varie

opere oggi affidate alla Compagnia. È certo però che. salvo rare eccezioni, al

presente ciò non è possibile né è desiderabile. In tanta moltitudine e varietà di

opere la vostra collaborazione di Ex-Alunni ci è necessaria, perché il nostro lavoro

sia veramente efficace per il bene del mondo.

Infine desidero rivolgere una parola in particolare agli Ex-Alunni cattolici,

ai quali è potuto sembrare che il mio invito atta cooperazione per il bene del

prossimo non tenga conto sufficiente delle istanze della loro fede religiosa. Vorrei

ripetere le parole dell'apostolo Paolo al discepolo Timoteo: «persegui la giustizia,

la fede, la carità, la pace, in unione con tutti quelli che invocano con puro

cuore il nome del Signore» (Tim. 2, 22). Mantenete viva la vostra fede religiosa,

fate che diventi operosa nell'amore, un ardente amore per Cristo e per

il mondo. Sarà questa fede che vi renderà tanto più volonterosi a lavorare per

il trionfo detta giustizia, della carità e della pace tra gli uomini, insieme con

tutti quelli che credono come voi nel Vangelo o soltanto credono in Dio con

sincerità di cuore, ad essere presenti in ogni iniziativa destinata ad aiutare gli

uomini a ritrovare Dio netta verità e a partecipare alla vita che Cristo ha portato

sulla terra. Non dimenticate che la Chiesa Cattolica, specialmente dopo il

Concilio, vi vuole suoi collaboratori. Una fede operante nell'amore vi porterà

ad offrire voi stessi con generosità nel grande campo della Chiesa per gli stessi

fini della gloria di Dio e nella salvezza delle anime per cui fu fondata e opera

la Compagnia.

Poiché questa mia lettera parte la vigilia di Natale e vi giungerà nell'anno

che sta per cominciare, auguro ad ognuno di voi e alle vostre famiglie giorni

pieni di serenità e di letizia, frutto di una purezza di cuore vi invoco nella preghiera

con sentimenti di Padre.

Pietro Arrupe, S. J.

Preposito Generale d. C. d. G.

Roma, 24 dicembre 1968

10 —

DELEGATI PREPOSTI AI SETTORI

DI ATTIVITÀ' DESIGNATI DAL

CONSIGLIO DIRETTIVO

PER L'ASSOCIAZIONE DI PADOVA

1 ) Rapporti con la Compagnia di Gesù

Avv. Giorgio Malipiero

Via Altinate 16 - 35100 Padova

tei. 20763

2) Attività Normativa-Culturale

Prof. Vittorio Zaccaria

Via S. Pio X 45 - 35100 Padova

tei. 33796

3) Problemi Universitari

Dr. Francesco Macry

Via De Medici 4 - 35100 Padova

tei. 25867

4) Attività dei Giovani

Dr. Prof. Nino Carenza

Via Luca Belludi 2 - 35100 Padova

tei. 25550

5) Mutuo Aiuto

Dr. Annibale Pugina

Via A. Cerato, I/bis - 35100 Padova

tei. 44048

6) Censimento e Agenda

Mazzo Nob. Cav. Silvio

Via Porciglia 18 - 35100 Padova

tei. 35545

7) Informazioni

Monnet Rag. Cav. Augusto

Via XX Settembre 27 - 35100 Padova

tei. 28859

8) Sport

Zannini Dr. Ing. Franco

Via J. Stellini 6 - 35100 Padova

tei. 34512

9) Turismo e Attività ricreative

Cazzola Dr. Ing. Luciano

Via A. Cavvalletto 23 - 35100 Padova

tei. 31720

10) Studio di Problemi organizzativi

Smania Dr. Ing, Amedeo

Via Vesovado 23 - 35100 Padova

tei. 39705

I NOSTRI INCONTRI CON GLI

EX ALUNNI DELL'ANTONIANUM

FUORI PADOVA

Purtroppo in questo periodo invernale

non è stato 1 possibile radunarci secondo

il desiderio di molti.

A Milano ci sarà un raduno di preparazione

pasquale la Domenica delle

Palme al Collegio Leone XIII. - Santa

Messa e Meditazione ore 9.30.

Dopo Pasqua penseremo agli incontri

nelle altre Città.


Spunti Antiateistki t

La Chiesa contestata „

Secondo il presente articolo della Civiltà Cattolica

Tanto nei regimi democratici dell'Occidente

quanto in quelli totalitari dell'Est,

la contestazione è stata così forte

e radicale nel 1968 da caratterizzarlo

come l'«anno della contestazione globale».

Nel mondo occidentale il processo

contestativo ha investito tutti i settori

e gli aspetti della società, ma, in particolare,

ha preso di mira l'autoritarismo

in tutte le sue manifestazioni e l'assetto

neo-capitalistico e impcrialistico della

società moderna, ritenendo che autoritarismo

e neo - capitalismo imperialista

fossero i due pilastri, le due strutture

portanti del «sistema», che è l'oggetto

ultimo della contestazione.

Anche la Chiesa è stata investita dall'ondata

contestatrice : questa non è sopraggiunta

dall'esterno, ma è sorta dall'interno

di essa. A contestare la Chiesa

sono taluni dei suoi stessi figli migliori

e più impegnati. Talvolta, tra i più accesi

contestatori troviamo dei giovani

preti, pieni di entusiasmo e di buona

volontà. In realtà, un tempo la Chiesa

era contestata soprattutto dal di fuori;

oggi lo è anche dal di dentro. Questo

fatto sconcerta e scandalizza non pochi,

i quali, però, farebbero bene a riflettere

che la contestazione interna non è

mai mancata nella Chiesa, ed in forme

ben più radicali di quella di oggi, giacché

assai spesso è sfociata nell'eresia e

nella rottura dell'unità della Chiesa: si

pensi ai Fraticelli ed agli Spirituali, ai

Valdesi, a Wiclef ed a Huss, a Luterò

ed a Calvino, ai giansenisti ed ai modernisti.

CHE COSA SI CONTESTA OGGI

ALLA CHIESA?

Quattro cose, soprattutto: il suo carattere

«autoritario» ; il suo «istituzionalismo»;

il legame che essa avrebbe

con la società capitalistica ed il suo inserimento

nelle strutture capitalistiche

della società moderna ; infine, il suo

«costantinianesimo».

Cerchiamo di chiarire brevemente ognuno

di questi punti.

Il carattere «autoritario» della Chiesa

apparirebbe evidente dal fatto che

12 —

nella Chiesa di oggi il «popolo di Dio»

conterebbe poco 1 o nulla : non parteciperebbe,

infatti, ali' elaborazione delle

decisioni che lo riguardano; d'altra parte,

non si terrebbe conto di quello che

esso pensa né si farebbe attenzione ai

suoi carismi. Insomma, la Chiesa sarebbe

ancora troppo «clericale», perché

tutto il potere è nelle mani della gerarchla,

essa stessa eletta dall'alto, senza

che il «popolo di Dio» possa intervenire

nella scelta dei suoi Pastori.

L' «istituzionalismo» si manifesterebbe

nel prevalere della Chiesta-istituzione

sulla Chiesa-mistero, della Chiesa

della legge sulla Chiesa dei carismi,

della Chiesa-gerarchia sulla Chiesa-popolo

di Dio; insomma nel prevalere

dell'«istituzione» in ciò che essa ha di

fisso, di statico^, di legalistico, di sclerotizzato,

sull'« avvenimento », che è

presenza continuamente rinnovantesi

della grazia degli inizi, quando la Chiesa

era libera da strutture soffocanti, aperta

al nuovo.

Si contesta, in terzo luogo, alla Chiesa

di oggi di essere legata e gravemente

compromessa col capitalismo, al quale

fornirebbe una sorta di copertura

morale, divenendo in tal modo una delle

strutture portanti del .sistema capitalistico

e complice dello sfruttamento

che il capitalismo oggi compie a danno

dei poveri, particolarmente del Terzo

mondo. Ora, dicono i contestatori, finché

la Chiesa non si dissocia dal capitalismo,

e non proclama la sua radicale

estraneità ed opposizione nei suoi riguardi,

finché non fa una scelta precisa

a favore dei poveri, non può essere

la Chiesa di Cristo, cioè la «Chiesa dei

poveri».

Infine, si contesta alla Chiesa il suo

«costantinianesimo», cioè il fatto che

essa sarebbe legata e compromessa col

potere civile, anche quando questo si esercita

in forme dittatoriali o non rispettose

della libertà e della coscienza;

essa farebbe una politica di «potenza»;

sia comportandosi come una «potenza»

tra le altre potenze mondane, sia eser-

citando forme di neo-temporalismo, sia I

creando strutture cristiane, potenti e

grandiose, capaci di competere con le

strutture laiche e di espandere l'influsso

della Chiesa sugli uomini.

La conclusione che da queste critiche

rivolte alla Chiesa i contestatori traggono

è la seguente : «Vi è contraddizione

tra l'essere reale della Chiesa, il Cristo

vivente in essa, e le apparenze dj

questa Chiesa, nella quale nessuno può

riconoscere — benché lo sia — il Corpo

del Signore» (Lettera di 744 preti e laici

francesi a Paolo VI, 30 nov. 1968).

Cioè, la Chiesa di oggi non è signum levatum

inter nationes — vessillo 1 di Dio

innalzato tra i popoli — per chiamarli

alla salvezza, il segno della presenza di

Cristo tra gli uomini, anzi la prova della

sua divinità.

Non è nostra intenzione, qui, riprendere

ognuna di queste contestazioni per

farne la critica, mostrando quello che

in esse è da respingere e quello che è

accettabile. Questo lavoro, tanto necessario,

non mancheremo di farlo in seguito.

Per ora, vogliamo limitarci a dare

una valutazione globale del fenomeno,

così ampio e radicale, della contestazione

nella Chiesa.

COM'E' NATA LA CONTESTAZIONE

Prima, però, di tentarne una valutazione,

è necessario' sforzarsi di indagare

i 'motivi che l'hanno fatto 1 nascere.

Alcuni vedono in certi gesti di Papa

Giovanni e soprattutto nel Concilio la

radice dell'attuale contestazione ecclesiale:

il Concilio avrebbe scoperchiato

il vaso di Pandora, contenente i serpi

della contestazione, tenuto fino allora

sigillato con mano di ferro, e i padri k

conciliari con la loro spregiudicatezza

nel parlare e nel criticare il passato, sarebbero

stati gli apprendisti-stregoni,

che evocano spiriti e forze di distruzione

senza essere capaci di dominarli e

di imbrigliarli. Dobbiamo dire con franchezza

che questo non è vero. Certamente,

il Concilio ha contribuito a crea-


e nella Chiesa un clima di maggiore libertà

e un senso più vivo di corresponsabilità

di tutto il popolo di Dio ; ha suscitato

una problematica ed ha immesso

nel corpo della Chiesa un nuovo spirito,

la cui penetrazione non può non

incontrare resistenze e originare contrasti

dolorosi tra il vecchio e il nuovo. Cosicché,

è giusto dire che taluni motivi

della contestazione attuale hanno la loro

origine nel Concilio. Ma «taluni» —

si badi — non tutti, e neppure i più essenziali.

Quando taluni contestatori di

oggi mettono in causa le verità più fondamentali

della fede, quando mostrano

di tener poco o nessun conto del magistero

della Chiesa, quando sognano una

Chiesa de-istituzionalizzata, carismatica,

quando negano la necessità e la validità

delle istituzioni e delle strutture

cristiane, quando puntano su una Chiesa

talmente fusa col mondo da non potersi

più distinguere da esso, quando riducono

la missione della Chiesa alla lotta

sociale a favore dei poveri e degli

oppressi, non solo si pongono fuori del

Concilio, ma addirittura contro la lettera

e lo spirito del Concilio. Inutilmente,

perciò, essi si appellano al Concilio

per giustificare le loro contestazioni.

Ciò è tanto vero che alcuni contestatori,

ritenendo che il Concilio Vaticano

II sia già superato, auspicano il

Concilio Vaticano III !

« l'assimilazione della vita cristiana al costume

profano e mondano, l'orientamento, così

detto orizzontale, della religione rivolta non

più al primo e sommo amore e culto di Dio,

ma all'amore e al culto dell'uomo, la sociologia

come criterio principale e determinante del

pensiero teologico e dell'azione pastorale, la

promozione d'una presunta ed inconcepibile

"repubblica conciliare"». È da notare, ha continuato

il Papa, che l'interesse per il rinnovamento

è stato da molti rivolto alla trasformazione

esteriore e impersonale dell'edificio ecclesiastico,

e all'acccttazione delle forme e dello

spirito della Riforma protestante, piuttosto

che a quel rinnovamento primo e principale

che il Concilio voleva, quello morale, quello

personale, quello interiore; quello cioè che deve

ringiovanire la Chiesa nella coscienza del

suo mistero, nella sua adesione a Cristo, della

sua animazione per virtù dello Spirito Santo,

della sua compagine fraterna e gerarchica,

della sua missione nel mondo, della sua ultraterrena

finalità che la rende pellegrina, povera

e buona nel suo passaggio nel corso del

tempo» (Oss. Rom. 16 gennaio 1969).

CLIMA CULTURALE

TRAUMATIZATO

In realtà, l'attuale ondata contestataria

ha la sua origine nel clima culturale

in cui l'uomo di oggi è costretto a

vìvere. E' un clima traumatizzante : infatti,

la nostra generazione che è già

sotto l'influsso della vertiginosa accelerazione

impressa alla storia dal progresso

scientifico-tecnico ed è scossa e

frastornata dall'enorme quantità di in-

formazioni che riversano su di essa ogni

giorno la stampa, la radio e la televisione,

subisce i traumi della guerra

— Vietnam, Nigeria - Biafra, Medio

Oriente —, delle guerriglie e del terrorismo;

i traumi della dittatura e del

soffocamento della libertà in tutte le

forme : quelle dell'imperialismo politico,

quelle dell' imperialismo del denaro,

quelle dell'autoritarismo in tutte le

molteplici sue espressioni; subisce il

trauma della povertà e della fame di

due miliardi di uomini; vive nell'angoscia

della distruzione atomica. Insomma,

si sente minacciata e schiacciata

da forze impalpabili e misteriose : di

qui, la contestazione che investe tutto

il « sistema », allo scopo di abbatterlo

e crearne uno nuovo, da cui siano espulse

per sempre la guerra, l'oppressione,

lo sfruttamento. Il trauma spirituale

che scuote l'uomo di oggi ha colpito

anche i cristiani, soprattutto i più

giovani : di qui, l'ansia di vedere scomparire

nella Chiesa ogni ombra di autoritarismo

e di coazione spirituale, di

vedere la Chiesa lottare a fianco dei poveri

e degli oppressi e rompere ogni legame

con le potenze del danaro, di vederla

lavorare con tutto l'impegno alla

edificazione di un mondo, in cui finalmente

regnino la pace, la libertà e la

prosperità per tutti. Ansia, che diviene

impazienza e che poi si muta in contestazione

«globale» della Chiesa, perché

questa è restia a muoversi nel senso

della storia, perché non ha il coraggio

di lasciarsi dietro le spalle il suo passato,

perché è cieca e sorda ai segni

dei tempi...

Di fronte a queste critiche che non

tengono conto dell'efficace presenza della

Chiesa nel mondo di oggi, alcuni avrebbero

voluto che il Papa fosse intervenuto

con gesti più energici e, all'occorrenza,

drastici. Paolo VI non ha mancato

di rispondere alle contestazioni,

chiarendo le posizioni della Chiesa su

tutti i problemi discussi, con bontà e

pazienza; ma non ha voluto prendere

misure drastiche. Il motivo l'ha spiegato

egli stesso, parlando il 7 dicembre

ai professori ed agli alunni del Seminario

Lombardo di Roma :

« Tanti si aspettano dal Papa gesti clamorosi,

interventi energici e decisivi. Il Papa non

ritiene di dover seguire altra linea che quella

della confidenza in Gesù Cristo, a cui preme

la sua Chiesa più che non a qualunque

altro. Sarà Lui a sedare la tempesta. Quante

volte ha ripetuto Gesù: Confidile in Deum.

Credile in Deum, et in me credile. Il Papa

sarà il primo ad eseguire questo comando

del Signore e ad abbandonarsi, senza ambascia

o inopportuna ansietà, al gioco misterioso

della invisibile ma certissima assistenza di

Gesù alla sua Chiesa » ( Oss. Rom. 8 dicembre

1968).

LA CONTESTAZIONE

PROVA PER LA CHIESA

Questa fiducia di Paolo VI non si radica

solo nell'assistenza di Gesù alla

sua Chiesa ; si fonda anche sulla convinzione

che la contestazione ecclesiale

va guardata con attenzione e vigilanza,

ma anche con apertura mentale e fiducia.

Essa, infatti, è una prova per la

Chiesa, tanto che questa « si trova in

un'ora d'inquietudine, di autocritica, si

direbbe perfino di demolizione » (ivi),

ma nello stesso tempo esprime aspirazioni

e fermenti positivi che bisogna saper

cogliere. Perciò l'atteggiamento da

assumere di fronte al grave fenomeno

della contestazione ecclesiale è quello

che Paolo VI ha fatto proprio, quando

nell'allocuzione ai cardinali, il 23 dicembre

1968, ha affermato:

« Siamo sempre aperti alla comprensione

sincera di disagi, di aspirazioni, di impazienze,

che possono assumere talvolta toni ed aspetti

quasi di rivolta e di sfida; e siamo desiderosi

di rispondervi nel miglior modo possibile,

ma nello stesso tempo doverosamente

solleciti di salvaguardare il sacro deposito di

verità e di norme di vita che alla Chiesa è

stato affidato dal suo Fondatore e che Noi

dobbiamo conservare essenzialmente indenne,

così come ci è stato tramandato, pur presentandolo

e applicandolo alle necessità del mondo

di oggi » ( Oss. Rom. 23-24 die. 1968 ).

In realtà nell'attuale fenomeno della

contestazione ecclesiale è necessario distinguere

il modo e la forma dalla sostanza.

Il modo in cui la contestazione

si esprime non è, certamente, accettabile

: è duro e violento, e niente affatto

intonato all'umiltà e alla carità cristiana;

è spesso parmigiano ed intollerante,

irrispettoso non solo verso la gerarchla,

ma verso la coscienza di coloro che, avendo

nella Chiesa il ministero di magistero

e di governo, si sentono in dovere

di prendere certe decisioni; manca

il senso storico, cosicché i contestatori

non s'accorgono di contestare cose

già tante volte contestate nel passato e,

dando l'impressione di avere finalmente

trovato l'infallibile ricetta che, dopo

tanti errori, metterà una volta per sempre

la Chiesa sulla via della fedeltà al

Vangelo, finiscono per apparire piuttosto

presuntuosi e faciloni. Dispiace, soprattutto,

lo spirito con cui si contesta

la Chiesa : è lo spirito di chi giudica -

e condanna - la Chiesa, ponendosi al di

sopra e al di fuori di essa, quasi non

ne facesse parte e, anzi, dando talvolta

l'impressione di essere effettivamente

distaccato e lontano da essa. Non è un

mistero per nessuno l'esistenza, ali' interno

della Chiesa «istituzionale», d'una

Chiesa « catacombale », « sotterranea »,

che raccoglie i « dissenzienti », taluni

dei quali — purtroppo — si sentono ormai

spiritualmente fuori della Chiesa

« istituzionale ».

— 13


LA CHIESA GERARCHICA

E' VOLUTA DA CRISTO

Quanto alla sostanza della contestazione,

non potremo mai accettare che

si metta in questione la Chiesa come

istituzione gerarchica, in cui l'autorità

di magistero e di governo, certo, a servizio

del popolo di Dio, è direttamente

concessa da Cristo al Papa ed ai Vescovi,

ai quali, tutto il Popolo di Dio,

pur nella corresponsabilità della vita e

della missione della Chiesa, deve amore

filiale e ubbidienza cordiale e rispettosa

: in questo punto, non è tanto in causa

il principio d'autorità, quanto quello

ben più importante della «comunione»,

poiché «dove è Pietro, là è la Chiesa».

Neppure potremo accettare il cosiddetto

«orizzontalismo», che riduce il

cristianesimo all'amore del prossimo e

la Chiesa esclusivamente a una forza di

rivoluzione e di progresso sociale a favore

dei poveri e degli oppressi : la missione

della Chiesa è e deve restare essenzialmente

religiosa, e la sua azione

deve essere soprattutto volta a introdurre

gli uomini nel Regno di Dio, mediante

l'annunzio del Vangelo e l'effusione

della grazia per mezzo dei segni

sacramentali.

(Civiltà Cattolica - 1 febbraio 1969)

Ci sembra, tuttavia, che l'attuale contestazione

ecclesiale, nonostante le sue

esagerazioni ed i suoi errori — taluni

davvero gravi — contenga anche esigenze

reali, fermenti vitali e intuizioni valide,

che possono contribuire al lavoro

di rinnovamento e di purificazione, che

la Chiesa, come ci insegna la « Lumen

gentium », deve continuamente intraprendere,

poiché, pur essendo «santa»,

per la presenza in essa di Cristo, della

Parola di Dio e dei sacramenti, «comprende

nel suo seno i peccatori», e perciò,

nel suo essere «storico», non corrisponde

mai pienamente alla vocazione

di sposa di Cristo, ma ha sempre bisogno

di purificarsi e di rinnovarsi (cfr.

n. 8).

APPELLO AL CONTINUO

RINNOVAMENTO

L'attuale fenomeno contestatario

può, quindi, essere visto dalla Chiesa

come un appello a quel continuo rinnovamento

a cui la Chiesa è chiamata precisamente

dal suo vivere nella storia e

dal subirne i condizionamenti e gli schemi

di vita e di pensiero, che non sempre

sono conformi al Vangelo; può essere

considerato come un « segno dei

tempi », che va letto con attenzione, u-

Onorificenze ai Congregati

COMMENDA PONTIFICIA

Della Commenda Pontificia di S. Gregorio

Magno, è stato insignito il nostro

benemerito Dr. Ing. Alessio De Besi.

MEDAGLIA D'ORO DELLA C.I.D.A.

ALL'AVV. GIORGIO TONZIG

L'Avv. Giorgio Tonzig, Direttore Gen.

della Cassa di Risparmio di Padova e

Rovigo, è stato insignito della medaglia

d'oro al merito direttivo per l'anno

1967, nel corso di una solenne cerimonia

svoltasi a Roma nell'Auditorium

della Confederaz. Italiana Dirigenti di

Azienda (CIDA). Erano presenti il Presidente

del Senato Fanfani, personalità

del Governo, del mondo parlamentare,

politico, sindacale, della cultura,

dell'economia e del lavoro.

All'Avvocato Tonzig e agli altri premiati,

tutti dirigenti di aziende di vari

settori, s'è rivolto nel suo discorso celebrativo

il presidente della CIDA sen.

Togni, che disse tra l'altro:

14 —

«II significativo riconoscimento è toccato

a un dirigente che indubbiamente

l'ha meritato per competenza, capacità,

dedizione e umanità.

L'avvocato Giorgio Tonzig ha lasciato

un segno netto e preciso, in qualunque

campo egli abbia profuso le sue doti di

uomo intelligente, profondo, versato, di

uomo «tutto d'un pezzo». A lungo consigliere

comunale, poi vice Sindaco sino

all'ultima legislatura, Prefetto dei

Professionisti deH'«Antonianum» ormai

da tanti anni, l'avv. Tonzig — direttore

generale della Cassa di Risparmio

di Padova e Rovigo — continua a costituire

un esempio eccellente di forza

direttiva e di autorevole e allo stesso

tempo umana guida».

MEDAGLIE D'ORO

PER MERITO DEL LAVORO

A VARI CONGREGATI

Sono state consegnate dalla Camera

di Commercio, Domenica 16 febbraio,

miltà e pazienza, in modo che sia per

la Chiesa un'occasione per una spinta

rinnovatrice secondo le linee indicate

dal Concilio Vaticano II. E' necessario,

perciò, che nella attuale contestazione

ecclesiale si sappia pazientemente e coraggiosamente

sceverare quello che c'è

di valido da quello che valido non è,

senza lasciarsi prendere dall'irritazione

o dal dispetto, senza lasciarsi turbare

dalle intemperanze, soprattutto senza

lasciarsi prendere dal panico e reagire

alla contestazione con la condanna in

blocco di tutto il movimento contestatario.

Non bisogna mai dimenticare che

nella Chiesa di Dio il grano cresce sempre

frammisto al loglio e che occorre

saper aver pazienza ed attendere l'ora

della messe, per non sradicare col loglio

anche il grano. Quando verrà quest'ora

per la Chiesa, non lo sappiamo;

ma sappiamo che verrà.

Nell'attesa, dobbiamo tutti lavorare a

pacificare gli animi, evitando — mediante

un dialogo fraterno, ispirato alla

comprensione, alla carità e alla stima

reciproca, che chiarifichi le posizioni

e smussi le punte polemiche — di

approfondire le divisioni che già ora ci

sono nella Chiesa e che potrebbero, Dio

non voglia, portare a rotture irreparabili.

alla Presenza del Ministro On. Gui, le

medaglie d'oro per merito di lavoro ai

nostri Congregati : Rag. Giuseppe Piatto

(36 anni alla Banca Popolare); Rag.

Carlo Fagnani, Mestre (46 anni alla I talcementi);

Rag. Mario Peruzzi (42 anni

alla Cassa di Risparmio); Dott. Carlo

Alberto Daniele, rappresentante di commercio;

Luigi De Zuccate, Agente generale

Assicurazioni.

IL DOTT. SALCE

NUOVAMENTE PRESIDENTE

DEL COLLEGIO NOTARILE

Si è riunita nei giorni scorsi l'assemblea

degli iscritti al Collegio notarile

della città, per procedere alla nomina

del nuovo consiglio per il triennio 1969-

1971. Il Dr. Giuseppe Salce è stato rieletto

Presidente; il Dott. Cav. Rodolfo

Mazzoncini, segretario; il Dott. Giorgio

Piovan, tesoriere ; consiglieri : Dr. Giuseppe

Benacchio, Dott. Giulio Meneghini,

Dott. Francesco Pomello Chinaglia.


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I


Che cos'è il Papa.P

Anche lasciate da parte le intemperanze

e le inesattezze di linguaggio, emerge

oggi un fatto: il Papa è considerato

da molti come un «dotto» che

parla in base alla sua intelligenza, alla

sua mentalità, alla sua indole, alle informazioni

avute, alle preferenze personali

(per quanto rispettabili). Su di

lui — stando alla maniera con, cui ci

si esprime a suo riguardo — premono

molti influssi ed egli si equilibra o cede,

secondo che l'opportunità gli suggerisce.

Il Papa sarebbe perciò un uomo

con vaste possibilità d'influsso sul

mondo, un manovratore delle «forze

cattoliche», una potenza da temere o

da esaltare soprattutto perché è l'unica

che si possa appellare «alla coscienza».

Come e perché questo succeda,

viene quasi da tutti taciuto.

tuità, del valore e della natura del sacro

Primato del Romano Pontefice e

del suo infallibile Magistero, il santo

Concilio la propone di nuovo a tutti

i fedeli perché sia fermamente creduta

» (Cost. Lumen gentium, 18).

« II Collegio o corpo episcopale non

ha autorità, se non lo si concepisce insieme

col Pontefice Romano, successore

di Pietro, quale suo capo, ed integra

restando la sua potestà di Primato

su tutti, sia Pastori che fedeli. Infatti

il Romano Pontefice, in forza del suo

ufficio, cioè di Vicario di Cristo e Pastore

di tutta la Chiesa, ha su questa

una potestà piena, suprema e universale,

che può sempre esercitare liberamente

» (Ih., 22).

« In questa Chiesa di Cristo, il Sommo

Pontefice, come successore di Pie-

posseduto dal Sommo Pontefice a vantaggio

del Popolo di Dio; chi lo giudica

senza tener conto dell'assistenza

divina che il Papa — e solo il Papa —

gode. Qui non si tratta di «pietismi»

o di semplicismi: si tratta di fede, e

perciò di oggettività e di realtà. Non

è davvero intelligente né fondato in

teologia o in conoscenze bibliche chi

giudica il Papa col solo metro naturale

e terreno !

INDICAZIONI CONCILIARI

PRATICHE

II Vaticano II aveva in programma

di trattare dei Vescovi, continuando

quel discorso che il Concilio precedente

aveva dovuto troncare dopo avere

parlato del Papa. Tuttavia il Vaticano

«Se il Signore darà a me vita lunga e modo di essere prete di qualche profitto

nella Chiesa, voglio che si dica di me, e me ne glorierò, più di qualunque

titolo, che sono stato un sacerdote di fede viva, semplice, tutto di un

pezzo col Papa, e per il Papa, sempre, anche nelle cose non definite, anche

nei più minuti modi di vedere e di sentire».

Giovanni XXIII, dal «Giornale dell'anima»

Ma per un cattolico il Papa è tutto

questo, è solo questo, è esattamente

questo?

Rispondiamo trascrivendo qualche

testo del Vaticano II.

« Questo sacrosanto Sinodo, sull'esempio

del Concilio Vaticano primo,

insegna e dichiara che Gesù Cristo, Pastore

eterno, ha edificato la santa Chiesa

e ha mandato gli Apostoli come Egli

stesso era stato mandato dal Padre, e

volle che i loro successori, cioè i Vescovi,

fossero nella sua Chiesa pastori

sino alla fine dei secoli. Affinchè poi lo

stesso Episcopato fosse uno e indiviso,

propose agli altri Apostoli il beato Pietro

e in lui stabili il principio e il fondamento

perpetuo e visibile dell'unità

della fede e della comunione. Questa

dottrina della istituzione, della perpe-

16 —

tro, a cui Cristo affidò,, perché li pascesse,

le sue pecore ed i suoi agnelli,

è per divina istituzione rivestito di una

potestà suprema, piena, immediata e

universale, a bene delle anime. Egli

perciò, essendo stato costituito Pastore

di tutti i fedeli, per promuovere sia

il bene comune della Chiesa universale,

sia il bene delle singole Chiese, detiene

la suprema potestà ordinaria su

tutte le Chiese » (Decreto ChristUS

Dominus, 2).

Di qui (anche trascurando altre citazioni,

come quella sulla infallibilità

papale contenuta nella Lumen gentium,

25) appare evidente che non vede

il Papa nella giusta luce chi dimentica

che egli è Vicario di Gesù Cristo,

investito di autorità su tutta la Chiesa;

chi scorda il carisma particolare

II ha chiari riferimenti ai doveri del

cattolico nei confronti del Papa. Il più

esplicito è quello sull'obbligo di sottostare

al suo magistero, anche quando

non è infallibile. Se ne parla nella Costituzione

dogmatica sulla Chiesa (numero

25), dove leggiamo: « I Vescovi,

quando insegnano in comunione col

Romano Pontefice, devono essere da

tutti ascoltati con venerazione quali testimoni

della divina e cattolica verità;

e i fedeli devono accettare il giudizio

del loro Vescovo dato a nome di Cristo

in cose di fede e morale, e aderirvi

con religioso rispetto. Ma questo religioso

rispetto di volontà e di intelligenza

lo si deve in modo particolare

prestare al magistero autentico del Romano

Pontefice, anche quando non parla

ex cathedra, così che il suo supremo


magistero sia con riverenza accettato,

e con sincerità si aderisca alle sentenze

da lui date, secondo la mente e la volontà

da lui manifestata, la quale si palesa

specialmente sia dalla natura dei

documenti, sia dal frequente riproporre

la stessa dottrina, sia dal tenore della

espressione verbale ».

Il Concilio ha poi alcuni indirizzi

per i sacerdoti. Nel Decreto Presbylerorum

Ordinis (al n. 15) viene detto

che la carità pastorale esige che i presbiteri...

coll'obbedienza facciano dono

della propria volontà nel servizio di

Dio e dei fratelli, ricevendo e mettendo

in pratica con spirito di fede le prescrizioni

o le raccomandazioni del Sommo

Pontefice »; e si aggiunge poi che

« per poter dare una risposta esauriente

ai problemi sollevati dagli uomini

d'oggi, è necessario che i presbiteri conoscano

a fondo i documenti del Magistero

— specie quelli dei Concili e

dei Romani Pontefici — e che consultino

le opere dei teologi seri e di dottrina

sicura » (n. 19). L'atteggiamento

del sacerdote secondo il Concilio è

perciò quello di essere fedele interprete

e portavoce degli insegnamenti pontifici,

in modo che il Popolo di Dio li

conosca e vi ispiri la propria vita.

Un significativo cenno al Papa vien

fatto dal Concilio nel Decreto Optatam

totius a proposito della formazione spirituale

dei chierici. Essi devono essere

« uniti in umile e filiale amore al Vicario

di Cristo » (n. 9).

Non insistiamo su quanto il Vaticano

II afferma a proposito dei Vescovi

nei riguardi del Papa, « successore di

Pietro che è il supremo Pastore della

Chiesa» (Decr. Ad gentes, 5) e capo

del Collegio Episcopale (cfr. Cost. Lumen

gentium, passim ) : vogliamo piuttosto

passare ad alcune conclusioni pastorali.

QUALCHE RILIEVO

PASTORALE

La « devozione al Papa » o — se si

preferisce — l'amore e l'attaccamento

al Vicario di Cristo è un segno di genuina

cattolicità. Chi ritiene il Papa

per quello che è e che gli è docile, ammette

necessariamente il complesso di

tutte le più fondamentali verità della

fede; per quanto i fedeli, se nutrono

verso il Sommo Pontefice un attaccamento

illuminato, possiedono e conservano

il loro cristianesimo. Vale per analogia

dell'amore al Papa quando si

asserisce della devozione alla Madonna:

se è quella genuina, presuppone le

verità principali che riguardano Dio,

Gesù Cristo e la Chiesa.

Il cattolico attaccato al Papa coltiva

poi necessariamente la fede nella presenza

di Dio nel mondo: crede cioè in

concreto nella Provvidenza del Signore

e in specie all'assistenza dello Spirito

Santo al capo visibile della Chiesa.

Perciò inculcare l'attaccamento al

Papa, mentre è un dovere specifico che

non si può trascurare, costituisce pure

un'arma contro l'indebolimento della

fede. Va tuttavia aggiunto in maniera

esplicita e chiara che oggi l'attaccamento

al Papa è diventato un dovere particolarmente

urgente. Ogni giorno i fedeli

sentono tante voci che si pronunciano

anche in modo strano, discordante,

inaudito e — sia detto senza equivoci

— in modo errato su tante questioni

di fede e di morale. Quale criterio

ci resta per discernere ciò che è da

ritenere da quanto rappresenta invece

un cedimento? Di fatto la via sicura è

questa: stare col Papa.

È strano e sorprendente che parecchi

critici del Sommo Pontefice non esitino

a trinciare giudizi molto perentori

e «dogmatici» su di lui, senza om-

DI RUBINI CAV. SEVERINO

bra d'incertezza. Sono forse «infallibili»?...

Non discutiamone, ma pensiamo

alle anime dei cristiani (e — perché

no? — anche alla nostra): come cavarcela?

che cosa credere? come giudicare?

La risposta è quella già data: sliamo

col Papa, perché Dio guida la sua

Chiesa per mezzo di lui.

E per inculcare l'attaccamento al Papa

un modo pratico è quello di presentare

sistematicamente ai fedeli i documenti

pontifici che li interessano e di

far pregare per lui, pubblicamente e

privatamente.

Sia lecito terminare riferendo un

passo del Giornale dell'anima di Papa

Giovanni XXIII. La bonarietà dell'espressione

non deve velare la validità

del pensiero, che è ben diverso da quello

di troppi giudici del Papa. Leggiamo

dunque questa nota intima del chierico

Roncalli:

« Se il Signore darà a me vita lunga

e modo di essere prete di qualche profitto

nella Chiesa, voglio che si dica di

me, e me ne glorierò più di qualunque

altro titolo, che sono stato un sacerdote

di fede viva, semplice, tutto di un

pezzo col Papa, e per il Papa, sempre,

anche nelle cose non definite, anche nei

più minuti modi di vedere e di sentire.

Voglio essere come quei buoni vecchi

sacerdoti bergamaschi di una volta,

la cui memoria vive in benedizione e

che non vedevano e non volevano vedere

più in là di quanto vedeva il Papa,

i vescovi, il senso comune, lo spirito

della Chiesa ».

P. Ugo Rocco S. J.

(da II Pennisi degli ex, n. 2, 1968)

Gioielleria-Argenteria-Orologeria

VIA DEL SANTO N, 4 - TELEFONO N. 25.288 - 351OO PADOVA


I Collegi oggi

Roma ' Collegio Massimo

Date le chiacchiere maligne che si fanno anche in ambienti che si dicono cattolici contro i Collegi catto-

lici, riteniamo conveniente riportare l'articolo pubblicato dal R. P. Pro/. Pietro Mìllefiorini S. J., nuovo

Rettore del Collegio Massimo di Roma.

Il problema fondamentale della

scuola cattolica in tutto il mondo

e nei vari paesi secondo le diverse

condizioni riguarda la sua stessa

esistenza. Nell'attuale contesto

storico - sociologico-religioso la

scuola cattolica creata in altri

tempi conserva un suo valore apostolico?

Il Vaticano II, che ha dedicato

una dichiarazione ali' educazione

della gioventù, cosi si esprime :

« la scuola cattolica, essendo in

grado di contribuire moltissimo

allo svolgimento della missione

del Popolo di Dio e di servire al

dialogo tra la Chiesa e la comunità

degli uomini con loro reciproco

vantaggio, conserva la sua somma

importanza anche nelle circostanze

presenti ». Finito il Concilio,

il Papa ha rivolto un appello

ai rappresentanti della scuola religiosa

in Italia : enumerate le

difficoltà da questa attraversate,

Paolo VI, « a chiarimento di un

pesante dubbio », ha detto : « Bisogna

andare avanti ! ».

In questi ultimi anni si è sviluppata

una letteratura sull'argo-

18 —

mento (un'utile sintesi in Didattica,

n. 154).

Mi sembra che le obiezioni contro

la scuola cattolica, e in particolare

contro il Massimo, si possano

ridurre a due principali :

1 ) questa scuola è frutto dell'integralismo

cattolico di altri

tempi : tende a dare agli alunni

una visione rigidamente «cattolica»

della vita e della cultura, ispirando

loro, nei confronti degli «altri»,

un atteggiamento intransigente

contrario allo spirito del

dialogo, ali' ecumenismo, alla libertà

religiosa, al pluralismo consensuale

democratico. Li isola così

in un «ghetto» angusto anziché

aprirli alla molteplicità e varietà

della vita e dei contatti umani.

2) questa scuola è classista: si

apre solo ai ricchi e rifiuta i poveri,

in contrasto non solo con lo

spirito egualitario che è alla base

di ogni forma di democrazia, ma

soprattutto con il Vangelo. Per alcuni

l'unica scuola che i cattolici

potrebbero organizzare sarebbe

del tipo di quella di Barbiana di

don Milani.

Di fronte a queste obiezioni osservo

rapidamente :

1 ) La taccia d'integralismo è

aprioristica: si sa che la scuola

dei preti è così ; ma non ci si

preoccupa di guardare quello che

siamo nella realtà, al di fuori delle

categorie mentali di alcune persone,

né quello che intendiamo. Il

cristiano che noi vogliamo formare

è quello descritto dal Concilio

nella costituzione sulla Chiesa è il

mondo contemporaneo, che presenta

un atteggiamento così «aperto»

(mi si passi il termine logorato

dall'uso superficiale e dall'abuso),

a servizio del dialogo tra

la Chiesa e la comunità degli uomini,

secondo le parole di un altro

documento, sopra riferito, del

Vaticano II proprio a proposito

della scuola cattolica. Quello che

gli istituti religiosi sono stati in

altri tempi, quando i cattolici si

sentivano come assediati dal mondo

circostante a loro ostile, è que-


stione diversa: non ha senso polemizzare

contro un'istituzione attribuendole

arbitrariamente caratteri

propri di altri periodi storici.

Perciò niente integralismo, ma

cristianesimo ricco di fermenti

per tutta la vita umana: «coordinare

l'insieme della cultura umana

con il messaggio della salvezza,

sicché la conoscenza del mondo,

della vita, dell'uomo, che gli

alunni via via acquistano, sia illuminata

dalla fede» (Vaticano II,

dichiarazione citata sull'educazione).

Che i nostri ragazi imparino

ad impegnarsi nelle realtà terrestri

insieme a tutti e come tutti,

sorretti dalla visione e dalle idealità

cristiane, nel rispetto dell'autonomia

del temporale ma senza

attribuire ad esso valore unico ed

assoluto.

Su questa linea specie in questi

ultimi anni abbiamo incoraggiato

gli studenti ad ampie e varie letture,

abbiamo promosso libere discussioni,

incontri tra nostri alunni

ed ex con ragazzi e ragazze di

altra provenienza; anzi, abbiamo

accolto anche alunni di religione

non cattolica. E ci ripromettiamo

di camminare ulteriormente sulla

strada del colloquio aperto a tutti.

Però sia ben chiaro che il rispetto

per gli altri, il desiderio di

fruttuosi scambi di idee e di reciproco

arricchimento non può suonare

in nessun modo rinuncia alla

verità e alla Verità increata che

si è rivelata: non l'imponiamo a

nessuno, ma la presentiamo chiaramente

a tutti, senza indulgere a

rispetti umani o a forme varie di

agnosticismo, anche se questo

contrasti con le mode culturali.

La verità nella carità.

2) L'accusa di essere « scuola

dei ricchi » è un amaro sarcasmo.

Viene rinfacciata a noi un'ingiustizia

commessa ai nostri danni

proprio quando noi, a prezzo di

pesanti sacrifici, tentiamo se non

altro di attenuare le conseguenze.

Nonostante la «piena libertà» assicurata

dalla Costituzione (art.

33) per tutte le scuole, lo Stato

rifiuta di impiegare il denaro dei

contribuenti per l'istruzione dei

figli di quei cittadini che non rinunciano

alla libertà di scelta della

scuola. Chi vuole esercitare la

libertà la deve pagare. E' la dife-

sa del privilegio dei ricchi contro

il diritto di tutti.

Di fronte a tale situazione che

ci impone di richiedere rette alte

(ma inferiori alla spesa che lo

Stato sostiene per ogni alunno

della scuola pubblica), compiamo

tutti gli sforzi per non limitarci

ai «ricchi»: oltre all'istituzione di

borse di studio (purtroppo assai

poche ! ) da noi più volte sollecitata,

facciamo numerose agevolazioni

a ragazzi meritevoli le cui

famiglie non riescono a far fronte

ali' intera retta : agevolazioni

che incidono sul bilancio per oltre

7 milioni. Accennerò in seguito

alle difficoltà economiche in

cui ci dibattiamo : e si vedrà quale

sacrificio rappresentino per noi

queste agevolazioni. L'incoraggiare

ragazzi di altre scuole a incontrarsi

con i nostri alunni vuole avere

anche questo valore : la formazione

di un ambiente che non

sia caratterizzato da discriminazioni

sociali ed economiche ma da

nobili interessi comuni.

Dato che siamo costretti, nostro

malgrado, a rivolgerci prevalentemente

ad un ceto benestante, vogliamo

presentare il Vangelo genuinamente,

vogliamo inculcare,

proprio nei «ricchi», una coscienza

sociale sostenuta non da odi e

faziosità, bensì da superiori ideali

che la Chiesa non si stanca di

riproporre. Ma che dobbiamo

chiudere i battenti per cacciare i

ricchi non sembra ragionevole né

cristiano : anche i ricchi hanno

un'anima, e non meno bisognosa

del messaggio evangelico di quella

dei poveri. Soluzioni più radicali

che offrano un finanziamento

che consenta di accogliere tutti,

allo stato attuale mi sembrano utopistiche

: è necessaria prima di

tutti la sensibilizzazione dei laicato

cattolico al problema scolastico.

Mentre siamo impegnati in una

situazione così poco facile, siamo

amareggiati dall' asprezza e dalla

virulenza di una polemica (che

non rifugge neanche da termini

offensivi) condotta da persone spiritualmente

a noi vicine. Costoro,

mentre si scandalizzano perché

noi facciamo la scuola dei ricchi,

non fanno mistero delle loro simpatie

per le personalità e le forze

politiche che con maggiore accanimento

hanno voluto privare i

poveri del diritto alla libertà della

scuola. Nelle loro posizioni mi

sembra ravvisare residui di fermenti

laicisti di stampo ottocentesco

(vivi oggi in alcuni settori

politico - culturali ) trasportati in

un humus di profetismo protestatario

ed anti - gerarchico di antichissima

ascendenza, in cui l'ispirazione

pauperistica porta non già

all'umiltà e mitezza cristiana ma

ad un violento e intransigente disprezzo

di ogni persona e cosa che

esuli dai propri schemi mentali.

VILE RINUNCIA

Di fronte alla scristianizzazione

del costume e della cultura, in un

momento di acuta crisi della gioventù

specie studentesca, rinunciare

ad alcuni centri di vita e di

educazione cristiana che vanno

contro corrente sarebbe certo assai

comodo, ma forse vile e poco

apostolico. In questo, nessun massimalismo

: non ci riteniamo indispensabili.

Non vogliamo per «onore

di bandiera» arroccarci su

posizioni insostenibili quando si

profilino concrete e valide alternative,

che offrano cioè garanzie

oggettive e verificabili di risultati

più fecondi. Ma oggi non vediamo

queste alternative.

A noi interessano relativamente

le sottili distinzioni teoriche tra

educazione e scuola o le astratte

congetture su varie forme educative

ipotizzabili ma che rappresentano

concrete possibilità d'attuazione.

Sta di fatto che nelle

condizioni attuali abbiamo in mano

un mezzo, tutt'altro che perfetto

ma neanche del tutto inefficiente

: adattiamolo al nuovo contesto

sociologico, alle esigenze pedagogiche

e pastorali d'oggi, così

diverse da quelle non solo di alcuni

secoli ma anche di qualche

decennio fa, però non distruggiamo

quello che abbiamo di valido

senza sapere se e come poter ricostruire.

Dal periadico «II Massimo», p. 10

— 19


Avv. Aldo Perissinotto

Attratti da un argomento di attuale interesse, la sera del

6 febbraio u.s., si sono riuniti, al Ristorante «La Siesta» di

Albignasego, una quarantina di ex Alunni giuristi (avvocati,

magistrati, notai) per ascoltare la lucida ed acuta conversazione

dell'Avv. Aldo Perissinotto sul tema: «Riforma

del diritto di famiglia e matrimonio».

Dopo un rapido cenno storico dell'evoluzione del concetto

di famiglia dalla Genesi alla nostra Costituzione («società

naturale fondata sul matrimonio» art. 29, e. 1), l'oratore

ha commentato il progetto dell'ex Guardasigilli onorevole

Reale, ponendo in luce le principali modifiche degli aspetti

tipici dell'istituto familiare, tradizionalmente fondato

sulla patria potestà e sulla potestà maritale.

Motivo ispiratore centrale della riforma è la affermazione

contenuta nella Costituzione, secondo la quale «il matri-

Uavv. Perissinotto

intrattiene i Giuristi

sul tema :

"Riforma del diritto

di famiglia

e matrimonio „

monio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi,

con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità

familiare» (art. 29, e. 2), formula che rappresenta il riconoscimento

della posizione raggiunta dalla donna nel movimento

di evoluzione non solo nell'ambito familiare, ma nella

società contemporanea.

La realizzazione di tale principio postula la partecipazione

della moglie ai poteri familiari, già attribuiti esclusivamente

al marito. Questi non sarà più «il capo della famiglia»,

libero di fissare la residenza, dove riterrà, a suo insindacabile

giudizio, più opportuno (art. 144 C.C.); non eserciterà

più da solo la potestà sui figli minori (art. 316 C.C.).

Anche la moglie avrà la direzione del «governo familiare»:

si legge infatti nel progetto Reale che «i coniugi stabiliscono

d'accordo l'indirizzo unitario della vita familiare e fissa-

Tavolate dei presenti


no la residenza della famiglia in considerazione delle esigenze

e degli interessi di questa» (art. 3); inoltre, che la potestà

sui figli è «esercitata da entrambi i genitori» (art. 19).

È ovvio però che la pari contitolarità non annulla gli

inevitabili contrastanti punti di vista dei coniugi nell'esercizio

delle potestà familiari. Questa realtà non è sfuggita al

«riformatore», che si è affrettato a soggiungere che, «in caso

di disaccordo, prevale la decisione del marito» (artt. 3

e 19); ma, accorgendosi che così sarebbe tornato tutto come

prima, ha sancito che «la moglie, nel caso che le decisioni

del marito siano gravemente pregiudizievoli per la vita

della famiglia (o per i figli) può ricorrere al giudice, prospettando

la soluzione che considera adeguata» (artt. 4 e

19); questi deciderà se ha ragione il marito o la moglie.

La soluzione è densa di drammatici interrogativi: oggi

si fa ricorso al giudice quando la vita familiare è gravemente

compromessa e la separazione dei coniugi rappresenta ormai

la soluzione pressoché inevitabile; orbene, dare la possibilità

di ricorrere al giudice ogni qualvolta vi è un disaccordo

tra marito e moglie su una delle numerosissime questioni

familiari (che, anche le più banali possono rivestire

grandissima importanza) non rappresenta il gravissimo peticolo

di inasprire la tensione? Riuscirà poi il giudice a risolvere

la questione prospettatagli, di cui potrà difficilmente

rendersi conto delle sfumature tanto importanti? Come

ne uscirà il coniuge, il cui punto di vista è stato bocciato?

Ma quale «esecuzione» potrà avere la «decisione» del giudice?

Passando poi a trattare le proposte relative alla filiazione

illegittima, l'Avv. Perissinotto ha in particolare sottolineato

le gravi perplessità che desta l'introduzione di una

«specie» di riconoscimento dei figli adulterini, con il quale

essi assumono uno « status » rilevante anche nei confronti

della famiglia legittima, attraverso l'assunzione del cognome

e l'introduzione nella casa del genitore, assieme ai figli

legittimi.

In realtà, nel progetto di riforma, i gravi pericoli che

presenta tale innovazione non sono sottovalutati, ma i rimedi

apprestati a tal fine non paiono sufficienti, in quanto,

se è pressoché scontato che uno dei presupposti per la «di-

al raduno dei Giuristi

chiarazione» (art. 14) è la separazione coniugale, la decisione

sulla questione è in definitiva rimessa alla manifestazione

dell'opinione espressa dai figli legittimi, verosimilmente di

età assai giovane, i quali non possono essere in grado di valutare

appieno le conseguenze connesse al loro «consenso»

(per i maggiori di anni 14) ovvero alla loro opinione (per

i maggiori di anni 8).

Per quanto attiene infine ai rapporti patrimoniali, la riforma,

in particolare, modifica il regime vigente, fondato

sul criterio della separazione dei beni, introducendo, come

regola generale, quello della comunione dei beni, quale sostanziale

riconoscimento dell'apporto economicamente produttivo

del lavoro della moglie, svolto sia tra le mura domestiche,

sia fuori di esse.

Nell'ultima parte della conversazione, l'Avv. Perissinotto

ha commentato il noto progetto sul divorzio dell'on. Fortuna,

rilevando soprattutto il demagogico tentativo di far

credere che esso incida solamente sugli effetti del matrimonio,

mentre esso ne modifica radicalmente la sostanza: l'introduzione

di esso costituirebbe pertanto una patente violazione

dell'istituto matrimoniale, del quale la indissolubilità

è carattere precipuo.

F. A.

L'Avvocato era stato presentato dal Presidente Avv.to

Malipiero. L'invito al raduno era partito da alcuni rappresentanti

del gruppo Avvocati, del gruppo Notai e di quello

dei Commercialisti.

Dopo la conferenza l'Avvocato aprì la discussione che

si dovette però differire a un'altra serata (ebbe luogo nella

Sala degli Ex Alunni la sera del 20 Febbraio). Vennero

quivi fatte osservazioni sulla legge del divorzio soprattutto

dall'Avvocato Grasselli e dall'Avvocato Colpi.

Concluse la discussione P. Casella ricordando che la

legge della indissolubilità del Matrimonio è stata pronunciata

(come testimonia Gesù nel Vangelo) direttamente dal

Padre Celeste quando benedisse il Primo Matrimonio dell'Umanità:

Quod Deus coniuxit homo non separet. Chiunque,

quindi, riconosca l'esistenza di Dio non può mai approvare

una legge sul divorzio.


II Prof. Giuseppe Pezzuoli

I motivi che hanno portato l'attenzione

del mondo medico e non medico

sul susseguirsi dei fenomeni che si

svolgono nella imminenza del passaggio

dalla vita alla morte, per potere

essere in grado di fare una diagnosi

precoce di morte senza aspettarne gli

evidenti segni trasformativi, sono due:

I medici, ascoltano le precisazioni

del prof. G. Pezzuoli, su morte

clinica e morte biologica

i progressi della rianimazione e la possibilità

di realizzare i trapianti d'organo.

Il rianimatore vuole sapere quando

il suo intervento è ancora valido o

quando può sospendere il mantenimento

artificiale di funzioni vitali fondamentali

come il respiro; il trapiantatore

vuoi sapere quando il corpo a

sua disposizione è morto per fare il

prelievo al più presto, prima che l'organo

sia deteriorato dai fenomeni postmortali.

È difficile, per non dire impossibile,

stabilire l'esatto momento del passaggio

dalla vita alla morte e quindi fare

una diagnosi precoce di morte. Anche

quando il cuore è fermo ed il respiro

sospeso e la funzione del sistema nervoso

centrale arrestata (morte biologica),

almeno per qualche minuto non

si può parlare di morte perché il fenomeno

è reversibile se il paziente è

rianimato. Solo quando queste funzioni,

ed in particolare quella del sistema

nervoso centrale, sono arrestate in modo

irreversibile per alterazioni anatomiche

si può parlare di morte (morte

biologica ) ; si tratterà di morte, anche

se il moto del cuore ed il respiro saranno

artificialmente mantenuti, quando

il sistema nervoso centrale sarà irreversibilmente

morto. La morte dell'individuo

coincide con la morte del

La tavolata dei medici raccoltisi per ascoltarlo

suo sistema nervoso centrale (s.n.c.).

Per la diagnosi del s.n.c. un grande

progresso si è avuto con l'uso dell'elettroencefalogramma:

la mancanza assoluta

di attività elettrica cerebrale per

un «ragionevole» periodo di tempo è

sinonimo di morte. (Ancora oggi si discute

se la morte del s.n.c. debba riguardare

la sola corteccia o ad essa si

debbano aggiungere i centri subcorticale

e bulbopontini ).

È facile capire come notevoli problemi

morali si pongano in una materia

così delicata: mezzi eroici di rianimazione

e trapianti. Per risolverli, si

deve considerare da un lato il dovere

di conservare la salute e la vita, dall'altro

i limiti a questo dovere fissati nella

«ordinarietà» dei mezzi necessari.

Per i trapianti, pure leciti, si richiede,

se si tratta di un organo unico, come

il cuore, la certezza assoluta della morte

del donatore.

Il Professore è stato salutato ali' inizio

dal Presidente avv. Giorgio Malipiero, il quale

però quella sera non ha potuto fermarsi

con noi. La presentazione venne fatta dal Dr.

Prof. Cacciavillani.

Dopo la conferenza venne aperta la discussione

nella quale intervennero il Prof. Introna,

il Medico Provinciale Dr. Levino, il Prof.

Bovo e Dott. Poggi. Questi fece soprattutto

osservazioni sulla difficoltà pratica di indirizzare

tempestivamente gli ammalati bisognosi

di cure quali accennate dal Professore nei luoghi

di cura dove pottessero essere curati con

urgenza.


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Padre V. Fagone S. i.

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Avv. Pro}. Giuseppe Opocher

Rettore Magnifico dell'Università di Padova

Dr. Prof. G. Santinello

Padre Fagone, ed il Prof. Santinello, presieduti dal

Rettore Magnifico dell'Università, svolgono la Tavola

Rotonda su la contestazione di Herbert Marcuse

La Tavola Rotonda su Marcuse presieduta

dal Rettore Magnifico dell'Università,

s'è svolta in una serata che minacciava

sulle prime di avere uno sviluppo

di contestazione poco simpatico

ma che poi si calmò lasciando lo svolgimento

della serata con la sala gremita

di gente calma e dignitosa.

Presentati dal R. P. Rettore, il Padre

Fagone S. J. e il Prof. Santinello

svolsero il tema: «Marcuse e la contestazione

globale».

P. Fagone si introdusse con le seguenti

dichiarazioni:

« Che Herbert Marcuse sia un filosofo

alla moda, è un fatto incontestabile.

Il suo nome ricorre con frequenza

nella cronaca dei quotidiani, associato

alla protesta studentesca che si rifa dichiaratamente

alle sue teorie. Termini,

quali «la contestazione globale», «la

società repressiva», «l'integrazione al

sistema», che hanno un significato preciso

nel contesto del suo pensiero, rischiano

di essere trivializzati nel linguaggio

di un facile anticonformismo.

A torto o a ragione, Marcuse è diventato

il profeta di un vasto movimento

d'insofferenza e di rivolta che agita gli

ambienti giovanili contro le strutture

della società contemporanea.

Il fatto ha indubbiamente qualcosa

di straordinario. Che una filosofia, non

priva d'impegno speculativo, trovi una

così entusiastica risonanza nella coscienza

giovanile, è un fenomeno non

comune, che pone il problema delle ra-

gioni di un tale imprevedibile successo.

Fino a qual punto la fortuna di

Marcuse dipende dalle oscillazioni di

una moda effimera, legata a certe forme

pittoresche ed anticonformiste del

costume giovanile, e fino a qual punto

essa risponde a reali esigenze dell'attuale

momento storico?

È fin troppo ovvio che il valore di

una filosofia non può essere misurato

col metro volubile della moda. In

quanto ricerca della verità, essa non

può essere condizionata dalle mutevoli

avventure del gusto e del costume. Pur

vivendo nel tempo, essa trascende, nella

sua tendenza più profonda, le trasformazioni

contingenti del divenire

storico, sforzandosi di coglierne l'intimo

significato nel costante confronto

con valori metastorici.

E tuttavia, una filosofia che non voglia

eludere il suo compito di rendere

sempre più umano l'uomo, di contribuire

attivamente alla costruzione di

un mondo che sia alla misura dell'uomo,

non può circoscrivere la sua ricerca

nell'iperuranio di verità astratte, isolandosi

dalla vita e dalla storia; ma

deve impegnarsi concretamente nella

realtà storica, cercando di coglierne le

esigenze più profonde, denunziandone

gli aspetti irrazionali, prospettando le

soluzioni più consone all'autentica natura

dell'uomo. In questo senso è vero

quanto affermava Hegel, che la filosofia

è la coscienza e lo «spirito del

tempo».

Occorre pertanto distinguere tra una

«moda culturale», destinata ben presto

ad esaurirsi in una società dai rapidi

consumi, e ^«attualità storica» di un

pensiero che si fa portavoce di un disagio

spirituale, già largamente avvertito,

individuando alcune ragioni della

crisi del nostro tempo e fornendo dei

capi d'accusa all'insofferente idealismo

dei giovani.

Per giudicare il valore oggettivo del

pensiero di Marcuse occorre liberarlo

dalle deformazioni cui è esposto nel

suo incarnarsi in azione rivoluzionaria;

per cogliere la misura esatta della sua

attualità storica bisogna decantare le

sue vere ragioni dalle infatuazioni di

una moda effimera. Questo lavoro di

ridimensionamento non può essere

condotto che su un piano filosofia),

che è il terreno in cui costantemente

si muove Marcuse, anche quando discute

di politica e di economia, di sociologia

e di psicanalisi.

Non sarà quindi superfluo individuare

le matrici ideologiche della sua

negazione, che ha per oggetto le strutture

socioeconomiche della civiltà contemporanea,

ma che trova la sua motivazione

ultima nella dialettica hegeliana.

ORIGINE DELLA

CONTESTAZIONE GLOBALE

P. Fagone passava poi in analisi le

filosofie matrici del pensiero di Marcuse,

insistendo soprattutto sulla sua di-


pendenza da Hegel e dai filosofi a lui

ancorati, scostandosi da loro infine colla

sua contestazione globale che secondo

P. Fagone ha una duplice origine:

« in un piano teorico essa trae la sua

ispirazione ultima dal momento negativo

della dialettica hegeliana e dalla

sintesi tra il marxismo e la psicanalisi;

in un piano storico essa pretende

trovare una concreta giustificazione nel

carattere «totalitario» della società industriale

avanzata. Proprio perché questa

oggi come un tutto unitario, capace

di assorbire e di unificare nell'unica

dimensione della razionalità tecnologica

ogni forma di opposizione e di contenere

negli schemi dell'ordine costituito

ogni possibilità di un mutamento

qualitativo, la «teoria critica della

società» si configura anzitutto come

un rifiuto radicale del sistema vigente

nella sua totalità.

Ci è impossibile seguire nei particolari

la ricca analisi fenomenologica che

Marcuse traccia della società industriale

avanzata. È un quadro a forti tinte,

ottenuto mediante semplificazioni ed esasperazioni,

ma che non manca di una

sua drammatica coerenza. Ci limiteremo

a coglierne le linee fondamentali,

sottolineando lo sforzo di ricondurre a

un'unica matrice, che è in fondo di natura

politica, i molteplici aspetti contraddittori

della civiltà tecnologica.

All'interno della società industriale

altamente, sviluppata (il modello d'elezione

esaminato da Marcuse è quello

offerto dalla società americana) i

conflitti tra le diverse classi sembrano

placarsi e risolversi in un'armoniosa

collaborazione; gli interessi privati coincidono

apparentemente con quelli

pubblici, le divisioni sociali tovano un

elemento di coesione nell'efficienza della

produzione industriale, che tende a

ripartire i beni di consumo in misura

sempre più vasta ai produttori immediati,

e nella paura di un pericolo esterno

(il Nemico), che serve da catalizzatore

politico all'interno dello stesso

sistema.

Questa unificazione delle forze sociali,

una volta antagoniste, in un unico

apparato produttivo, che non è privo

di concreti vantaggi economici e di

un'apparente libertà, è dovuta a due

fattori principali: la progressiva meccanizzazione

della produzione tecnica e

la minaccia esterna del comunismo, che

rende gli stessi sindacati interessati all'allestimento

di un apparato bellico

sempre più micidiale, ma insieme sem-

24 —

pre più capace di assorbire e di remunerare

una manodopera qualificata.

Infatti, la meccanizzazione della produzione

tecnica toglie anzitutto al lavoro

il suo carattere disumano di prestazione

fisica, biologica. Esso tende a

trasformarsi sempre più da lavoro manuale,

che implica un grado di asservimento

immediato agli utensili, in lavoro

mentale, di controllo e di guida,

dei processi meccanici, cui è richiesta

la principale erogazione di energia fisica.

Ciò conduce al graduale attenuarsi

della differenza tra operai ed impiegati,

tra «colletti blu» e «colletti bianchi»,

con la conseguente scomparsa

della diversità tra le varie mansioni

produttive. Isolato dal contatto immediato

con la materia, l'operaio ritrova

nell'insieme della produzione una

più vasta dimensione sociale, che va al

di là degli stessi compagni di lavoro.

Inserito nella «corrente» del processo

produttivo, egli si sente corresponsabile,

con gli esponenti delle altre professioni

e con la stessa gerarchia amministrativa,

dell'efficienza del tutto.

L'articolarsi sempre più complesso

ed interdipendente dei processi meccanici

di produzione ha inoltre per effetto

di attenuare l'opposizione tra operaio

e datore di lavoro. La figura del

padrone scompare dietro il vasto apparato

amministrativo. «Il dominio prende

veste di amministrazione». La dialettica

tra schiavo e padrone, così come

era stata descritta da Hegel e da

Marx, finisce col perdere i suoi tratti

caratteristici, privando l'odio e la ribellione

dell'operaio del suo bersaglio

immediato.

D'altra parte, la minaccia di un pericolo

esterno, che richiede la mobilitazione

di tutte le energie della nazione,

fa passare in secondo piano i conflitti

interni al sistema. Ciò ha per conseguenza

l'attenuarsi di quelle forme di

pluralismo su cui si fonda la società

democratica, e l'assenza della volontà

popolare da quelle decisioni che riguardano

il suo destino, come la dichiarazione

di una guerra atomica. Inconsapevolmente,

l'uomo della società

industriale lavora alla produzione degli

strumenti di una sua eventuale distruzione,

e concorre al contenimento

di ogni trasformazione qualitativa delle

strutture economiche e sociali.

Per compenso, la mobilitazione generale

che è richiesta dalla tensione tra

i due maggiori blocchi politici, esercita

una funzione stimolante all'interno

di ciascun sistema. In maniera immediata,

nella misura in cui lo sforzo

produttivo richiesto dalla preparazione

bellica offre maggiori possibilità d'impiego;

ed indirettamente, favorendo,

attraverso la competizione economica,

l'elevazione del livello di vita. Per continuare

ad esistere e a svilupparsi, ciascun

sistema ha bisogno dello spettro

dell'altro, che non è soltanto una minaccia

esteriore, ma che si trasforma in

un principio interno di coesione e di

efficienza. Si ha così il tragico paradosso

dello «Stato del benessere» reso possibile

dallo «Stato belligerante», di una

pace fittizia fondata sul reciproco timore

e sulla corsa crescente agli armamenti,

di una prosperità precaria che fiorisce

sull'abisso di un'incombente distruzione

totale. E tuttavia, questa situazione

assurda non è che l'espressione

più vistosa di una contraddizione originaria,

l'estrema conseguenza di quella

falsa razionalità che si annida nelle

pieghe più segrete del sistema».

Naturalmente a noi non è possibile

seguire qui l'analisi di tutte le conseguenze

tragiche che seguirebbe, secondo

Marcuse, da questo stato di cose

contro il quale non può nulla nemmeno

il Comunismo che si è ribellato a

Marcuse ed ha proibiti i suoi libri in

Russia.

La sua ricerca di libertà assoluta nella

quale sola potrebbe svilupparsi l'umanità

ideale in base ad una trasformazione

della natura umana in un essere

di puro piacere, di pura sensazione

estetica, è una concezione fantastica

che può sognare soltanto chi si dimentica

che la natura umana è creata

da Dio per superiori destini. In questo

senso la sua contestazione universale

non può essere che un sogno e chiunque

si avviasse per quella strada non

farebbe che distruggere veramente la

natura umana.

Chi desidera conoscere più a fondo

il pensiero di P. Fagone lo rimandiamo

a due articoli suoi scritti recentemente

sulla «Civiltà Cattolica» (Anno

1968, voi. li, p. 526-542; voi. Ili, p.

26-40).

Dopo P. Fagone, ha parlato il Proj.

Santinello su Marcuse e la psicanalisi,

tema sul quale è intervenuto anche il

Co. Papafava presente alla discussione.

La serata è terminata con una discussione

degli studenti col Magnifico

Rettore il quale ha benevolmente risposto

alle loro obiezioni ed alle loro

pretese anche quando erano azzardate.


•'?,

Dal

Collegio

Universitario

Da sinisfra: Barrolozzi - Rubini - Lovisatti -

Mattielio - Bonacina - Giordani - Cipriani -

Calvelli - Prati - Gervasio.

La consulta del Collegio col nuovo sindaco

Sindaco : Calvelli Lorenzo

Ministro Interni : Trabucchi - Cipriani - Cadelli

Ministro Turismo : Benini - Fiorina - Brandolese

Ministro Goliardia: Prati - Benini - Segna

Ministro Esteri : Bonacina - Giordani - Caselli

Ministro Cultura : De Marco - Sauro - Prelez

Ministro Sport : Malliello - Bortolozzi - Pengo

Giornale : Gervasio - Lovisatti - Dell'Acqua - Costanza

NUOVA FORMA DI INCONTRO

COI GENITORI

In occasione del S. Natale il Padre Direttore del

Collegio, scrivendo ai genitori degli alunni, proponeva

una novità : mentre in passato si soleva indire

un incontro coi genitori invitandoli a venire al Pensionato,

quest'anno pensa di trovar maggior frutto

dall' incontro andando lui, con qualche altro Padre,

a trovarli nella loro stessa città.

« Ci sembra più pratico e simpatico — scrive —

che i Padri vi vengano a trovare nelle vostre rispettive

città che non invitare Voi stessi qui all'Antonianum.

L'incontro si svolgerebbe in questa forma semplice

: un pranzo comune in un locale adatto ; durante

e dopo il pranzo ci sarà modo di scambiarci

notizie ed impressioni, e di contrarre e di consolidare

utili amicizie. Pensiamo che i Genitori degli

studenti della stessa città e provincia possano gradire

e avere vantaggio reciproco a conoscersi tra di

loro e a conoscere i compagni di studio dei loro figli,

presenti allo stesso pranzo ».

Egli propose loro senz'altro il seguente calenda-

rio di incontri :

Sabato o domenica, 22 o 23 Febbraio :

incontro con i genitori degi studenti di Brescia

e provincia, a Brescia;

Sabato o domenica, 1 o 2 Marzo :

incontro a Treviso ;

Sabato o domenica, 8 o 9 Marzo :

incontro a Venezia;

Sabato o domenica, 15 o 16 Marzo:

inconto a Udine o a Pordenone per quelli delle

rispettive città e province;

Mercoledì 19 Marzo:

incontro a Balzano per le famiglie di Trento e

Bolzano ;

Sabato o domenica, 22 o 23 Marzo :

incontro a Verona;

Sabato o domenica, 29 o 30 Marzo :

incontro ali'Anlonianum per le famiglie di Vicenza

e Rovigo.

I genitori degli studenti delle città non elencate

potranno unirsi al gruppo della città più vicina : per

esempio, quelli di Mantova e Cremona possono unirsi

al gruppo di Brescia o di Verona.

Invitiamo i genitori a notificarci, al più presto,

per lettera, quale giorno preferirebbero, se il sabato

o la domenica, e quale data tra quelle qui proposte.

— 25


w&^MS^HK

, ; .'

: • :Af *

11 Vescovo di Padova col P. Pretto, P. Provinciale, P. Messori insieme con gli Ingegneri Baroni e Morassutti e Dott. Salce per l'ultima

revisione alla nuova Cappella e sue attrezzature.

Dalla Scuola di Religione

Inaugurazione nella nuova Cappella

del Tabernacolo

VENERDÌ 7 FEBBRAIO Mons. Luciani,

Vescovo di Vittorio Veneto, ha

parlato ai Congregati professionisti su

l'Eucarestia con riferimento alle impostazioni

del nuovo «catechismo» olandese.

Una prima impressione. Il Presule

ha parlato con tono di pacatezza e di

serenità, ispirando ai presenti il vero

senso della santità. Più volte Egli ha

ripetuto di essere personamente amico

di uno dei compilatori del Catechismo

e di non poter dubitare della sua buona

fede.

Da questa enunciazione, come da

tutto il discorso, spirava un senso di

bontà, di tolleranza, di cristiana comprensione

che edificava. Di fronte alla

confusione e al turbamento che in tutti

oggi è suscitato da proteste varie e

ribellioni, più o meno violente, è stato

per me motivo di consolazione sentir

parlare un Vescovo con accento di

mitezza e di umiltà e insieme colla sicurezza

dettata da una Fede maturata

e convinta. Molti «contestatori» avrebbero

avuto da imparare dove incomincia

o come può cominciare un discorso

cristiano.

Egli ha anzitutto dimostrato che la

novità del Concilio in materia teologica

sull'Eucarestia sono, più che di so-

Mons. Albino Luciani,

Vescovo di Vittorio Veneto

stanza, di tono e di accento. Oggi si

pone in risalto maggiore l'aspetto comunitario

del mistero eucaristico. Ma

se è vero che l'Eucarestia è banchetto,

convito nel quale i cristiani si cibano

del Corpo di Cristo, è anche vero che

essa è indissociabile dal Sacrificio. La

Comunione prende forza e vigore in

quanto rientra nel Sacrificio della Messa:

e da ciò discende l'opportunità di

non distribuire, salvo casi di necessità,

la Comunione ai fedeli, se non nel contesto

della Messa.

L'Eucarestia è anche «Commemoratio».

Non solo della Resurrezione, bensì

anche dei momenti che l'hanno preceduta:

la passione e la morte di Cristo.

Dimenticare quest'aspetto — come

tendono a fare gli autori del catechismo

olandese — significa dimenticare

i testi di S. Paolo.

Il punto critico sull'Eucarestia, nel

catechismo olandese, è quello della presenza

reale. Si può ammettere che gli

autori del catechismo olandese, abbiano

inteso ribadire la posizione dogma-


i • i

. m

»

I Congregati in Cappella con la conferenza di Mons. Luciani

fica del Cattolicesimo con un nuovo

linguaggio più accessibile e più accettabile

all'uomo moderno scaltrito e affinato

dalle scoperte della scienza e assetato

di verità sul piano dell'evidenza

e della certezza. Ma bisogna altresì dichiarare

con fermezza che le formulazioni,

forse proprio per insufficienza di

linguaggio, possono ingenerare equivo-

ci e spingere all'errore. Non si può scivolare

su posizioni luterane o calvinistiche,

spostando il problema della presenza

reale dal piano, appunto, della

realtà a quello del simbolo. Non può

dirsi che Cristo è presente nel cristiano,

dopo la Comunione, solo per il fatto

che insieme col pane vive in esso il

suo Spirito: e che la particela è segno

Ne inutile ne inosservato...

.... passerà il Centenario della Nascita di S. Luigi

Gonzaga. Commento attualistico alla commemorazione

centenaria la MOSTRA MULDER vuoi provocare

l'attenzione su temi di fondo della vita spirituale

dei giovani di oggi, perché — come dice Paolo

VI — anche oggi esiste l'aspirazione al Bene totale.

La Mostra si visita nella sede della Scuola di Religione,

dal 20 marzo al 6 aprile ; un « volantino »

propone un questionario; le risposte verranno esaminate

da una giuria composta da Don Contran, di-

Notizie Varie

LA NOSTRA STAGIONE DI SCI

Si è svolta quest'anno con cinquanta liceisti in

un Albergo di Alba di Canazei e una sessantina di

piccoli a Carezza.

Forse non è stata molto indovinata la scelta di

del corpo di Cristo anche se Cristo

non è realmente in essa. Bisogna ribadire

che il Cristo, dopo la consacrazione,

è nel pane, qualunque sia poi il

modo di spiegare il processo della transustanziazione

(parola difficile e ostica,ereditata

dal linguaggio della scolastica,

ma che non può essere sostituita

se non con altra che affermi il concetto

di una presenza reale ).

L'argomento è difficile e non può affidarsi

a una interpretazione puramente

razionale. Senza la Fede — è ovvio

— non si può ammettere quello

che, nonostante tutto, ed anche nella

proposta luterana, rimane un mistero.

Sono intervenuti nella discussione

- gentilmente concessa dal Vescovo -

i Revv. Padri Colombo, Casella e Ciman,

il sottoscritto, il dott. Ronconi.

A tutti il Presule ha risposto con amabile

semplicità e insieme con profonda

dottrina. Io credo di aver capito

— se mai mi fosse stata necessaria

una dimostrazione — che la Sapienza

nasce proprio da un atteggiamento di

semplicità e da un bisogno di chiarezza

che può venire solo dalle anime che

sempre umilmente cercano di servire

Dio: non da quelle che credono di possederlo,

come per un privilegio acquisito

per sempre.

V.Z.

rettore de «La Difesa del Popolo», dal Prof. Vittorio

Zaccaria, Preside, dal Dott. Augello, giornalista;

i migliori elaborati saranno premiati con un viaggio

a Lourdes e partecipazione a Convegni giovanili.

Ricordiamo inoltre che, positivo richiamo aloysiano,

un CORSO ESERCIZI SPIRITUALI sul tema

della SANTITÀ' OGGI, secondo la dottrina del Concilio

(Lg. e. V) verrà tenuto dal nostro Padre Ceroni

a Villa Immacolata di Torreglia i giorni 25 - 27

Aprile. Il Corso è offerto a tutti i giovani di impegno

dai 17 ai 25 anni.

Alba; ma in complesso quelli che vi sono stati

hanno potuto sciare.

Un altro gruppo di sciatori Universitari e Professionisti

si è recato a Carezza nel periodo di Carnevale

e furono abbastanza fortunati col favore della

neve. Si aspetta però sempre una sistemazione

proporzionata all'esigenza dei tempi perché l'Antonianum

possa fare le sue manifestazioni estive ed

invernali in ambienti sempre più atti e decorosi.

27


Nella Congregazione Marìana

CHIARIFICAZIONE SULLA FISIONOMIA CC. MM.

Sapete tutti della promulgazione ufficiale dei nuovi

« PRINCIPI GENERALI », norme statutarie di tutte le

CC. MM. del mondo (Segreteria di S. S., 25 marzo 1968).

Sapete tutti che, conforme al paragrafo 23 di detti Principi,

una Commissione costituente della Federazione Italiana

CC. MM. si è riunita in novembre u. s. per elaborare un

« documento aggiuntivo » di esplicitazioni ed aggiunte più

adatte alle esigenze culturali e spirituali della società e della

Chiesa italiana.

Anche a noi, affezionati alla C. M. e pure aperti alle

nuove esigenze del tempo, parecchie espressioni dei PRIN-

CIPI GENERALI sembravano troppo generiche e quasi disorientanti.

Il DOCUMENTO AGGIUNTIVO ITALIA-

NO — di cui attendiamo la pubblicazione ufficiale — è un

commento autorevole alla sostanza dello spirito dei PRIN-

CIPI, garantendo alla loro applicazione nelle Congregazioni

italiane un contesto di concretezza e di autenticità.

1) Quale è il concetto essenziale da tutelare nella

fisionomia del Congregato, secondo il «documento

aggiuntivo»?

Un concetto di integrazione e di equilibrio tra vita spirituale

e impegno umano. È evidente che ci si deve impegnare

«dentro il mondo» nella tecnica, nella cultura e nel

progresso, in funzione di «collaboratori della creazione»: in

ciò è valida la passione che il mondo «diventi più umano»,

per tutti, vicini e lontani. Ma non fino al punto di convincerci

che niente c'è di sacro al di fuori della umanità. Si

avverte nelle istanze ecclesiali di oggi la mancanza di pro-

30 —

CARRA' - La Vergine Addolorata

lezione soprannaturale, anche individuale. In parole povere:

non potrò «testimoniare» Cristo in mezzo al mondo,

non riuscirò a riconoscerlo tra i fratelli di qualunque tipo,

se prima non lo vivo in me e attraverso Lui non tendo al

Padre comune che è nei cieli, là donde viene la luce e la

salvezza e dove siamo destinati.

La spiritualità del Congregato, destinato a permeare la

sua azione è autenticamente questa. Come insegna S. Ignazio,

l'uomo responsabile e libero è misura della realtà che

gli sta intorno, della sua stessa storia di uomini e di eventi

di cui vive, in quanto in essa e per essa si conduce al Cristo

e col Cristo va a Dio (1 Cor., 3, 22); il Regno di Dio,

che è regno dei cuori, di armonia, di pace si instaura, senza

dubbio, sulla terra; ma i suoi metodi, le sue realizzazioni

si commisurano ai valori definitivi che sono di là, che

sono di dentro.

2) La spiritualità «mariana» secondo il «documento

aggiuntivo».

La linea «formativa» dettata dal «documento» batte

queste tappe: Esercizi spirituali, come orientamento specifico

per giungere alla spiritualità cattolica, assunto poi come

metodo di vita; rapporto personale con Maria come veicolo

della nostra unione con Cristo: la Madonna è non solo

esempio perfetto di questa unione a Cristo, ma «via», causa

agente, oltreché impetrante, di questa «unione col Cristo»

(Advocata et Mater): la Consacrazione del Congregato

per le mani della Madonna, ratifica cosciente del comune

battesimo, viene vissuta in un dinamismo spirituale e apo-


stolico sostenuto dalla coerenza e dalla fedeltà promessa alla

Madonna.

Da questa struttura spirituale prende vigore il nostro

«senso della Chiesa»: Maria ne è il tipo perfetto (L. G.).

Non possiamo esimerci da un inserimento partecipato nella

fede, nel servizio nell'ubbidienza a Pietro e agli Apostoli,

perché sono essi le colonne della Chiesa del Cristo.

Le Congregazioni Mariane d'Italia — dichiara il «documento»

— possono conservare la denominazione tradizionale

con un titolo mariano, come fu sempre in passato: la

Congregazione dei Professionisti di Padova si intitola alla

«MADRE DELL'AMORE DIVINO» Mater divini Amoris.

3) Contenuto e interpretazione dell'aspetto comunitario

delle CC. MM.

Salta agli occhi, nei Principi generali, la preoccupazione

di avanzare un documento di struttura intelligibilmente

«moderna»: «i nostri gruppi sono comunità cristiane»... il

dono di noi stessi si vive in una comunità determinata, liberamente

scelta... (n. 6) ha il suo centro nella Eucarestia

e attua una esperienza concreta di unità nell'amore e nella

azione»... (ivi).

Le espressioni sono piuttosto generiche: l'interpretazione

si presta ad un varco di realizzazione che va dai gruppi

laicali di perfezione alle indiscriminate «comunità ecclesiali»

che si incontrano per la Messa domenicale, si salutano,

complimentano, e vanno per i loro affari.

La commissione di studio domanda, e giustamente, approfondimenti

biblici, teologici, sociologici ed esistenziali

del concetto di comunità.

Si propone alle Congregazioni lo studio di questa affermazione:

«la possibilità di realizzare il servizio cristiano nel

mondo — nell'unità di cui è Sacramento la Chiesa — è garantita

da una forma di vita cristiana comunitaria».

Dettaglio del Tabernacolo

Anche noi intuiamo che un maggiore sentirci uniti, un

più confidenziale dialogo su diversi piani: della vita religiosa

e dei problemi concreti che suscita, sul piano educativo

che interessa le nostre famiglie e la Scuola di Religione da

sentire «più nostra» nelle sue mète e nelle sue realizzazioni,

ci stimolerà a quel servizio ecclesiale che diventa esigenza

se siamo convinti di formare «un solo corpo» in Gesù

Cristo.

CONGREGAZIONI MARIANE :

ATTUAZIONI E PROGRAMMI

•^ I giovani professionisti si incontrano il lunedì con Padre

Ceroni. Si sta ricomponendo il gruppo della «lettura biblica»;

si stanno coagulando i gruppi di spiritualità familiare;

ci si orienta per una assunzione di responsabilità per la

organizzazione di attività culturali nella Scuola di Religione.

Vogliamo, presto, dare ai giovani la possibilità di una sala

di lettura attrezzata, con riviste qualificate dal punto di vista

ecclesiale-crìstologico e buoni libri... il locale c'è già, come

tutti sanno, mancano le strutture in ferro e vetro e un

po' di fondo... buono: libri ed enciclopedie. C'è qualche...

intelltttuale che voglia aiutarci? Telefonate, per esempio, a

Giorgio Ronconi.

^ Non parliamo di... vecchi; diciamo che gli «anziani»,

con l'esser ligi al sistema, evitano l'alto-basso delle avventure.

Di positivo c'è che nella loro preghiera «abituale» del

Venerdì fanno qualcosa per chi prega... poco. Hanno esaminato,

col P. Direttore, alcune delle affermazioni della Professione

di Fede formulata da Paolo VI (30 giugno 1968),

nello sforzo di intendere l'ortodossia o almeno la buona

volontà di chi parla meno chiaro o in modo ambiguo.

Classica è stata la lezione di Mons.Luciani, Vescovo di

Vittorio Veneto, sui punti (contestati?) della «dottrina eucaristica,

oggi»: spostamento di prospettive, diceva Monsignore,

con un certo prudenziale «eufemismo»; abbiamo capito

che l'adorazione eucaristica e la comunione convergono

sul rinnovarsi del Sacrificio del Signore, rendendo logica

la partecipazione attiva del Popolo di Dio, nelle rispettive

diverse mansioni.

Anche la enciclica «Humanae vitae» ha richiamato la

nostra attenzione: due conversazioni: l'una sui relativi problemi

di coscienza, trattata con chiara dialettica da Mons.

Chiavacci, l'altra sulla paternità responsabile da un punto

di vista delle prospettive mediche, con la partecipazione

competente dei Dott. Ultsse Drago e Renzo Finotto.

Un particolare grazie a questi amici medici per il loro

contributo di competenza e di convinzione cristiana. Il discorso

deve continuare.

Di Quaresima, ci sforziamo di leggere insieme e di commentare

il Vangelo; l'anno scorso qualcosa di S. Giovanni;

quest'anno, con S. Matteo, ricerchiamo sul «discorso della

montagna» Si può parlare di illuminazione, o anche di scoperte...

ma senza pretese, con umiltà.

• I Congregati promuovono la PREPARAZIONE PA-

SQUALE nel mondo dei Professionisti: TRE SERE con

conversazione di Don Divo Barsotti, biblista, nella CHIE-

SA DI SANTA LUCIA, 27, 28, 29 Marzo.

^ DOMENICA 11 MAGGIO con le CONGREGAZIO-

NI DEL NORD - EST (Veneto-Lombardia) tutti a TRIE-

STE (decimo anniversario del TEMPIO MARIANO AL

CUORE DI MARIA - Monte Grisa).

— 31


Gli incontri del Cinefonim

Un buon avvio ha avuto la stagione

1968-1969 del Cinefonim Antonianum,

nelle sue tre sezioni settimanali, la prima,

aperta ad ogni pubblico, la seconda

agli Universitari e professionisti, la

terza ai Liceali (circa 1.500 iscritti in

tutto).

Nel primo ciclo, dedicato a «I miti

della violenza» sono stati discussi da

esperti e dal pubblico i film «A sangue

freddo», «/ protagonisti», «Banditi a

Milano», «Gioco di massacro». Tra gli

altri, hanno partecipato ai dibatti il

direttore della Cineteca Italiana di Milano,

dott. Walter Alberti, il dott. A.

Fais, Procuratore della Repubblica, il

prof. F. Viscidi, vice-Presidente della

Federazione Italiana «Cinefonim», e il

prof. G. Pullini della nostra Università.

Il secondo ciclo, sul tema: «Psicologia

e psicanalisi, oggi» ha messo in discussione

opere di alto livello, come

«Manchette» di R. Bresson, «L'ora del

lupo» di I. Bergman, «Playtime» di J.

Tati, «Privilege» di P. Watkins, ecc.

Notevole l'afflusso degli iscritti e la

loro presenza ai vari dibattiti, compreso

quello dei Liceali.

La serata più importante fu quella

organizata in collaborazione con la «Vita-Film»

e il Centro Italiano Relazioni

Umane di Roma con l'anteprima del

film di Melo Risi «Diario di una schizofrenica».

Il regista ricevette il «Timone

d'oro», assegnatogli a Venezia

dalla Giuria del Centro R. U. che gli

fu consegnato dal Direttore dell'Ufficio

studi P. Carlo M. Messori, dopo che

l'aw. Pallaro lesse la motivazione del

premio. Al lungo, vivace dibattito oltre

al regista intervenne anche il dr.

G. Ferlini che commentò gli aspetti

psicologici e scientifici del film, che

ottenne un vasto consenso del pubblico.

terzo corso di Cinema

II Terzo Corso per direttori di dibattiti

cinematografici, organizzato sotto

la guida della Commissione Diocesana

dello spettacolo, ha preso' l'avvio dalla

seconda metà di Febbraio, in due Sezioni

distinte, una alla «Casa Pio X»,

al Sabato pomeriggio, dalle ore 15 alle

18.30, una Sezione all'Antonianum,

al Martedì sera, per il film e dibattito

metodica del dibattito.

Vari esperti nelle singole scienze sono

e al Mercoledì pomeriggio, alle 18.30,

per la lezione.

IL TEMA degli incontri (dieci circa

per ogni Sezione) è diverso da quello

dell'anno scorso — dedicato all'estetica

e critica del film —; riguarda il cinema

sotto l'aspetto psicologico, sociologico

e morale. Continuano tuttavia

alcune lezioni di storia del cinema e

stati invitati a parlare al Corso in quelle

« conversazioni-dibattiti » che lo ca-

ratterizzano; alcuni di essi sono stati

chiamati anche da altre città (Torino,

Roma, Venezia).

IL TESTO del Corso è diverso per

gli allievi del primo e del secondo anno;

gli iscritti che concludono il «biennio»

(1968-1969) adotteranno il recente

testo del dott. Michele Serra, edito in

questi giorni dalla Gregoriana di Padova,

dal titolo «Lo spettatore di fronte

al film».

IL CARATTERE di tale scuola per direttori

di dibatitti è di saper unire sapientemente

lo studio teorico del cinema

alla pratica concreta dei dibattiti;

l'uno è come sussidio culturale indispensabile

all'altro. I docenti, infatti,

«verificano» le doti di «Direttore di dibattito»

degli allievi facendoli dirigere

(quelli di secondo anno) le discussioni

dei film e via via intervenendo nella

correzione metodica del dibattito.

Dato che in Padova e Provincia stanno

prendendo sviluppi inattesi le attività

dei Cinefonim e Gruppi di cinema,

è giusto provvedere a preparare

i quadri culturali direttivi di tali opportune

iniziative. In tal senso il Corso

risponde ad una vera esigenza di

base.

La prova di tale vitalità dei Corsi è

data dalle cifre. Nel corso del 1968 si

sono avuti circa 120 allievi (tra cui i

soli Uditori). Ben 68 hanno affrontato

la prova del Corso, di cui 42 alla Sezione

del «Pio X» e 26 all'Antonianum

Gli allievi del Primo Corso furono 21

(13 al Pio X, 8 all'Antonianum); quelli

del Secondo, 47 (di cui 29 al Pio X,

18 all'Antonianum). Questa cinquantina

di giovani che hanno «biennato» è già

al lavoro da mesi in varie località.

Auguriamo ai dirigenti e allievi del

Corso la miglior riuscita della proficua

iniziativa.

— 33


Anche

quest'anno

Carnevale

alle

Padovanelle

17 - 2 - 1969

Favoriti - come l'anno scorso - dalla

gentilezza del Dr. Ing. Ivone Grassetto

(con un prezzo benevolo, per il quale

gli siamo molto grati), ci siamo trovati

là in circa duecento Ex, Alunni. - Di

alcuni gruppi presentiamo qui accanto

la fotografia con tanti amici che resero

cara la serata.

Interessanti i doni mandati da varie

Ditte di Amici ai quali siamo molto

grati. Soprattutto attraente il «Califfo»

gentilmente offerto dal Comm. Rizzato.

Pubblichiamo qui l'elenco degli offerenti

in segno della nostra gratitudine.

DISTINTA PREMI SORTEGGIATI

Profumeria Beghin, via Zabarella: Profumi

Scozzesi;

Ghinea Mario - DI.CO.MA., Corso Milano:

Dischi ultimi successi;

Profumeria Desiré, via Altinate: Sali da

bagno e saponi;

Valigeria Giannina, via 8 Febbraio: Portafogli

in pelle;

Azienda di Cura, Abano: Volume «Affreschi

del '500 in Padova»;

Ditta Kofler, via Bronzetti, Schiuma da

bagno ;

Ottico Giordani, P.zza Garibaldi: Macchina

fotografica;

Grandi Magazzini Coin, via Altinate:

Giacca a vento ultima moda;

Vanotti Elettrodomestici, via Roma:

Radio Transistor;

VIS - Dr. Bastianello, via Trieste: Biglietti

d'ingresso Cinema Mignon;

Fam. Canale, P.zza Frutta: 1 materasso

«Permaflex»;

Banca Antoniana, via 8 Febbraio: Volume

«Ville Venele»;

Rossetto Bimbi, riv. Ponti Romani:

Portapigiami bimbi in peluche;

Cassa di Risparmio, Piazza Eremitani:

Volume «Palazzo della Ragione»;

Vanotti Gioielleria, Piazza Erbe: Porta

soldi in oro;

ITO Viaggi - Oscar Inglese, Gali. Zabarella:

Viaggio aereo Venezia-Roma;

Maglificio Emmebi, di Murer Luigi, vicolo

Cigolo: Giacca lana crociera;

Sig.ra Puggina: Quadro con -firma;

Presidente: Porta grissini in peltro;

Regalpeltro: via Altinate: Porta dolci.

PREMIO SPECIALE: CICLOMOTORE

«CALIFFO» OFFERTO DALLA DIT-

TA CESARE RIZZATO.


II Ministro

Qui

in visita

alla

Bolzonella

sessantasette anni di attività

Un traguardo non facile da raggiungere se si pensa che il

Cav. Bolzonella è tuttora sulla breccia con i suoi 82 anni.

L'evoluzione nell'arte della stampa di questo scorcio di secolo

è rispecchiata nell'arco di attività di questa Tipografia.

La modernità dei macchinar! e l'esperienza acquisita in tanti

anni di serio lavoro, si riflettono nella produzione di alta

qualità che distinguono questa Azienda specializzata in lavori

a colori.

Il Ministro si è vivamente compiaciuto che nella sua Città,

l'arte della stampa sia così bene rappresentata e che il nome

di Padova grafica sia affermato in campo Nazionale ed

Estero.

Padre Casella, che si trovava presente per la pubblicazione

dell'ANTONIANUM, ebbe modo di mostrare i primi numeri

della rivista da lui redatta nel lontano 1927.

Il cordiale incontro con dirigenti e maestranze si è concluso

con un brindisi e l'augurio di sempre maggiori successi.


Comm. Dr. Giacomo Gai-bagnati

La giornata di Gino Garbagnati (Gino

era il nome corrente) ebbe giovedì

24 ottobre 1968 il suo compimento. La

chiamata dell'Angelo della Vita, certo

non lo colse impreparato, pronta come

era per ricca riserva di tante belle doti,

la vivida luce della lampada in attesa

del grande incontro.

Parlando di un industriale, parrebbe

logico un cenno alla sua attività in questo

campo dove si vide immesso, appena

ventiquattrenne (Garbagnati nacque

a Manza il 20-10-1883) con la fondazione

della Società Garbagnati & C.

avvenuta nel 1907 ad un paio di anni

dalla laurea in chimica ottenuta presso

l'Università di Pavia (1905).

Pur non difettando di dati, preferiamo

che dell'industria sì parli in altre

sedi. Tuffai più potremmo sottolineare

quel certo suo paterno e sollecito

modo di conduzione che gli permise di

avere sempre intorno a sé, la grande

affezione dei suoi dipendenti fino a trovarli

promotori, senza che il principale

lo sapesse, di una Commenda da lui

apprezzata più per la derivazione che

per la onorificenza in se stessa.

Di parecchio altro invece si può dire

e proprio a provare come quando si voglia

e sappia, si possan condividere imprese

economiche e opere sociali e, caso

Garbagnati, studi speculativi.

E' noto come Gino Garbagnati coltivasse

attenzioni a studi filosofici, partecipando

a incontri, promovendo pubblicazioni,

arricchendo sempre più la

sua biblioteca di opere di pensiero non

perfettamente consoni ad una pur impegnativa

attività industriale.

Alunno per qualche anno del Collegio

«Rosmini» di Domodossola, aveva

compreso la grandezza e il valore del

patrimonio spirituale e culturale di Antonio

Rosmini. Alla munificenza sua si

deve la possibilità di istituire il noto

«Centro Internazionale di Studi Rosminiani»

sorto a Stresa nella casa dove

Rosmini visse gli ultimi anni e santamente

spirò.

Dai Rosminiani, ai Gesuiti, ai Barnabiti

la presenza di Garbagnati fu sempre

attiva e produttiva. Fu infatti l'intervento

di Gino Garbagnati a permettere

la istituzione del «Centro S. Cuore»

dei PP. Gesuiti a Reggio Emilia.

Pure lui a promuovere la costruzione

della Scuola di Religione del Collegio

Universitario di Padova (dove attualmente

risiede il figlio Antonio S.J.) e,

vedi coincidenza, inaugurato sabato 26,

il giorno dopo i funerali di chi tanto

vi collaborò. Lo volevano presente alla

cerimonia. Lo era, benedicente, dal cielo.

Con i Gesuiti lo troveremo pure per

la Rivista «Aggiornamenti Sociali» edita

dal Centro Studi di S. Fedele.

Per venire a noi, ricordiamo Gino

Garbagnati per parecchi lustri Consigliere

di Amministrazione del Collegio

San Giuseppe (Villoresi) del quale fu

confondatore il fratello Don Guido.

La Pro Cultura Monzese lo ebbe promotore,

con P. Gaffuri, P. Gonfalonieri

e chi scrive, della estensione su piano

cittadino di tale Associazione in un primo

tempo operante nell'ambito ristretto

di una associazione giovanile. Garbagnati

fu pure animatore di quel «Salotto»

cui convenivano uomini di diversa

derivazione ideologica ma intenti alla

sincera ricerca della verità. Chi conosce

certe confidenze sa di quale efficacia

fosse quel «Salotto». Opere barnabitiche,

Casa del Soldato, Teatro Villoresi

lo avranno sempre presente anche

quando, per esempio, il Villoresi e

la attuazione non verrà considerato di

programma avveniristico non scevra di

qualche amarezza.

Garbagnati fu uno dei soci fondatori

della Associazione degli Industriali

di Manza e della Brianza, risorta nel

1945. Fondò pure nel 1945, con altri sei

colleghi del ramo, l'Associazione Nazio-

Due cari amici del

nale degli Industriali Tintori, Stampatori

e Finitori.

Fu promotore a Milano, con l'ingegner

Angelo Testori, doti. Enrico Falk,

Enrico e Serafino De Capitani, rag. Molteni

di Lambrugo, e dott. Cerletti, del-

I' U.C.I.D. (Unione Cristiana Imprenditori

e Dirigenti) poi diventata nazionale

e internazionale.

Garbagnati fu pure dei primissimi

promotori della «Solidale», la Società,

sorta per iniziativa di Mons. Arciprete,

allo scopo di costruire case assolutamente

libere da intendimenti speculativi.

Amante del paesaggio, e particolarmente

della nostra Brianza, fonderà

con l'amico dott. Alberto Airoldi di Erba,

l'Associazione «Amici della Brianza».

In Brianza acquisterà quella «Villa

Annunciata» di Casaglia che poi cederà

all'Opera Madonnina del Grappa

per essere Casa di Esercizi, Ritiri, Corsi

di aggiornamento con particolare attenzione

alla formazione spirituale delle

famiglie. L'Associazione Monzese delle

Famiglie Numerose se ne avarrà per

i diversi incontri di studi per i propri

associati.

Anche da questi rapidi cenni si può

arguire che Gino Garbagnati fu insieme

uomo di consiglio e di pratico aiuto

economico. «Metà pare e metà dané»

si usa dire. Garbagnati in questo

non fece difetto. Consiglio saggio, osservazione

anche critica sempre accompagnati

da motti arguti, immancabile

sorriso a fior di labbro e, all'occorrenza,

scivolo di busta per meno apparire.

Accenneremo (però di sfuggita perché

stanno in un ambito di riserbo) a

certi sensibili interventi anche in sede

chiamiamola, di sano orientamento sociale.

Diremo invece apertamente del

coro di benedizioni che in questi giorni

fu dato sentire di tante persone e

famiglie assistite in assoluto segreto

(vi furono sorprese anche per i familiari)

del caro nostro Gino. E' un coro

di riconoscenza, ma insieme aurea testimonianza

che sale al Sommo Rimuneratore

a perorazione di più largo gaudio

al servo buono e fedele.

S.D.C.

(da // Cittadino di Monza - 31-10-1968)


l'Antonianum scomparsi

II Grande Ufficiale Ferdinand.» Stimamiglio

è stato un vero amico del «Petrarca».

In un articolo del numero unico

«Tutto Petrarca», pubblicato per l'inaugurazione

del Palazzetto dello 1 Sport

(ottobre 1958) si cercavano le radici di

questo suo affetto, mettendo in rilievo

la sua passione sportiva fin da piccolo.

« Chi di noi — incominciava l'articolista

— non ha cominciato la sua carriera

sportiva dando dei calci a un pallone?

Non è stata una eccezione Ferdinando

Stimamiglio, padovano puro sangue,

che nella squadretta del «Marco Foscarini»

di Venezia fece appunto conoscenza

con il primo amore di tutti gli

adolescenti. Poi, col passare degli anni,

qualche brevissimo «flirt» con la boxe e

il ciclismo (Girardengo era un agente

pubblicitario di eccezione); ma, appunto,

roba da poco conto.

II « suo » sport Ferdinando Stimamiglio

lo incontrò negli anni che seguirono

il primo dopoguerra, ed era uno degli

sport ancora in fasce, in Italia, pur

già contando seguaci di classe eccelsa :

il motociclismo. Erano i templi gloriosi

della moto, quando le strade non asfaltate

rendevano assai problematico

l'equilibrio, prima ancora che le elevate

velocità. Erano i tempi in cui le moto

non avevano ancora la frizione, e i freni

agivano sulle ruote nella stessa maniera

oggi seguita per le biciclette. Erano

i tempi in cui saltare a cavallo delle

rombanti « Sacoche », « Indian », « G.D. »

significava, prima di ogni altra cosa,

possedere un cuore grande così e non

avere paura di niente.

E fu appunto cavalcando questi rombanti

cavalli d'acciaio che Stimamiglio,

per un decennio, partecipò ad innumerevoli

competizioni (di velocità, di regolarità,

di cross-country) affermandosi

più volte come un pilota di indubbio valore.

La Trieste - Poggioreale, il Gran Premio

Marzotto, la Coppa della Vittoria a

Bassano del Grappa (in compagnia di

Omobono Tenni e Carlo Baschieri) non

sono che i primi di una lunga fila di

successi che troppo lungo sarebbe enumerare.

«Non sono le vittorie i mie ricordi

più cari: quello 1 di cui vado maggior-

mente fiero, è di aver corso anche con

Varzi e Nuvolari quando venivano qui

a Padova a fare il circuito di Brentelle,

allora prova di campionato italiano. Mi

ricordo che una volta, proprio in questa

competizione, mentre ero in ottima

posizione, mi trovai di colpo abbracciato

ad un platano : con le moto e le strade

di allora era una cosa di ordinaria

amministrazione. Me la presi con me

stesso dicendomi che non valevo niente:

ma mi consolai presto quando successivamente

seppi che anche «Nuvola»

e Varzi erano usciti di strada... ».

Cessata l'attività agonistica, Ferdinaiido

Stimamiglio non abbandonò lo

sport, che ormai gli era entrato nel sangue.

Fu consigliere per moltissimi anni

del «Moto Club Padova» ; ispettore nazionale

della Federazione Ciclistica Italiana,

consigliere dell'Automobile Club,

dell'Ass. Calcio Padova, della Soc. Ciclisti

Padovani, dell' U. S. Petrarca. Al

Petrarca fu particolarmente affezionato,

perché ha visto in lui un nucleo

che con onore sapeva tener alto il nome

di Padova, meritevole quindi di essere

seguito e sempre più incoraggiato.

La figura più elevata del caro buon

Ferdinando ci appare nel suo spirito

cristiano di sacrificarsi per dare lavoro

agli operai, stimolato anche dalle esortazioni

del Vescovo di Padova che

subito dopo la guerra si prese a cuore

la condizione tragica di povertà in cui

tanti si trovavano. Stimamiglio, anche

nelle cariche pubbliche che egli ha esercitato

(cinque anni Presidente dell'Ente

Provinciale del Turismo; per parecchi

anni consigliere dell'Ente Fiera;

Vice Presidente del Rotary) ha sempre

promosso ed incitato quanto poteva favorire

il benessere della città.

Il benessere degli operai egli lo proseguì

soprattutto nelle cariche di lavoro.

Presidente del Gruppo Commissionari

C.M. A.I.C.P.A.; Consigliere dell'Istituto

finanziario Automobilistico, egli

non ebbe mai altra preoccupazione che

quella di favorire il lavoro e l'occupazione

di maggior gente possibile. Non

si devono dimenticare le sue iniziative

nel Basso Polesine ancora nel 1936 per

la ricerca del metano onde favorire lo

sviluppo industriale ed automobilistico.

Oggi si parla di geni industriali che

sanno con arte tutta loro scoprire nuo-

Grand'Uff. Ferdinando Stimamiglio

vi campi di lavoro e sfruttarli a bene

comune. Ferdinando Stimamiglio fu ,di

certo uno di questi, sempre animato 1 da

una visione serena della vita che ispirava

anche negli altri col suo costante

sorriso.

Mi volle un giorno con sé a Pomezia

per visitare quel suo impianto colossale

in una vasta zona solitària. Mi piaceva

pensare ad un continuatore degli

antichi impresari romani che lavoravano

affascinati dal desiderio di rendere

sempre più bella la città che dominava

il mondo.

L'Antonianum ha ricordato il defunto

con una S. Messa nel trigesimo della

sua morte cui intervennero i Consiglieri

del Petrarca e i Petrarchini, mentre

i Padri continuano a ricordarlo nella

preghiera per suo suffragio e conforto'dei

suoi Cari.

C.

PIANGONO LA MORTE

— della moglie : Dr. Alfredo Puglisi ;

— del papa : Dr. Ing. Renato Tormene ;

Battistini Franco ; F.lli Dr. Antonio

e Paolo Sambin;

— della mamma : Tognon Pierluigi ; Gr.

Uff. Dr. Giancarlo Rossi.

Le condoglianze più sentite da parte

degli Amici e dei Padri dell'Antonianum

che ricordano i cari Estuiti nelle

loro preghiere.

— 37


Salute e Sport in Italia

Su invito del Prof. Enrico Rubai telli

Consigliere Nazionale dell'A.M.C.I. e del

Dr. Piero Pellegrini, Presidente dell'Ordine

dei Medici di Padova, il Prof. Antonio

Venerando, Presidente della Federazione

Medici Sportivi Italiani tenne,

Lunedì 10 Marzo, nella Sala Teatro

dell'Antonianum una Conferenza sul tema:

«Salute e Sport in Italia».

Vi intervennero parecchi Medici Sportivi

di Padova. Dopo di lui parlarono

anche P. Pretto e il Dr. Malagoli, giornalista

de «II Gazzettino». A noi piace

riportare qui un brano della conferenza

del Prof. Venerando che può interessare

tutti.

Dopo aver definito col Serpilli la salute

come «condizione di armonico sviluppo

funzionale, fisico e mentale dell'individuo

dinamicamente integrato

nel suo ambiente naturale e sociale» e

che, quindi la salute non è semplicemente

un equilibrio anatomo-funzionale,

ma anche uno stato di vera efficienza,

egli proseguiva :

GLI ADATTAMENTI PROMOSSI

DALL'ALLENAMENTO

« Orbene, essendo il concetto di salute

ampliato nei termini illustrati, il

rapporto con lo sport può ora venire, a

mio avviso, meglio 1 inquadrato ed analizzato;

sia che per sport vogliamo intendere

la attività fisica ludica, quella

formativa o quella agonistica, oppure

quella cosidetta di mantenimento, adatta

cioè a mantenere la salute ovvero a

recuperarla.

Le azioni fisiologiche del moto — essendo

il movimento la fondamentale

proprietà biologica dell'organismo animale

— sono talmente ovvie da non memeritare

un'approfondita analisi; analisi

che viceversa vorremmo dedicare

agli effetti che il progressivo ripetersi

di atti motori induce nell'organismo ed

il cui insieme costituisce il fenomeno

dell 'allenamento.

Si intende per allenamento il processo

fisiologico attraverso il quale la continua

e regolare pratica della attività fisica,

cioè una giusta dose di essa, rende

l'individuo capace di una migliore

prestazione motoria conferendogli mag-

gior forza, aumentandone le capacità di

lavoro e di resistenza alla fatica. Questo

processo si realizza attraverso una

serie di modificazioni progressive a carico

di quasi tutte le funzioni fisiologiche

degli apparati interessati all'attività

muscolare.

L'allenamento si identifica perciò negli

adattamenti da esso promossi consistenti

in:

a) aumento della forza muscolare;

b) migliore coordinazione neuromuscolare,

che conduce a maggior destrezza

del movimento;

e) potenziamento delle funzioni respiratorie,

e soprattutto della ventilazione

polmonore ;

d) potenziamento della funzione cardiocircolatoria

;

e) aumento della potenza muscolare,

cioè dell'energia sviluppata nella unità

di tempo;

f) minore produzione di sostanze che

generano la fatica;

g) miglioramento delle facoltà volitive,

per cui l'individuo è capace di sforzi

intensi, concentrati e ripetuti ;

h) rapido e completo ritorno alle condizioni

di base dopo uno sforzo;

i) migliorata dispersione del calore e

della regolazione della temperatura durante

lo sforzo;

I) sincronismo della attività dei vari

organi ed apparati durante lo sforzo.

Tali adattamenti fisiologici danno ragione

dell'efficienza motoria dell'atleta

e possono spiegarci i portentosi risultati

che attraverso l'allenamento sportivo

raggiunge la macchina umana.

Per prendere in esame gli interessi

collettivi o di massa verso l'esercizio fisico,

si deve considerare tutta l'intera

serie delle azioni utili che quest'ultimo

svolge, di carattere igienico, psicologico,

preventivo e terapeutico.

L' allenamento all'esercizio fisico, infatti,

aumenta i poteri di difesa dell'organismo

verso le aggressioni microbiche

e quelle indotte dalle variazioni climatiche;

la resistenza al freddo, al caldo,

agli altri agenti del clima è un fatto

empiricamente noto da tempo, che

ha ricevuto di recente conferme sperimentali.

L'ALLENAMENTO

DELL'ESERCIZIO FISICO

Analogamente 1' allenamento all'esercizio

fisico permette l'ordinato svolgimento

delle funzioni del ricambio e col

rinnoverei armonico delle strutture cellulari

evita o contiene, in primo luogo,

quelle lesioni biochimiche che costituiscono

la base di processi cosidetti degenerativi,

denominatore comune di diverse

malattie cardiovascolari, metaboliche,

ecc., nelle quali la carenza dT movimento

è un riconosciuto fattore patogenetico.

E' così importante l'efficienza del movimento

nella prevenzione e nella terapia

di tale numeroso gruppo di malattie

che attualmente la chinesiterapia,

nell'ambito della medicina fisica e riabilitativa,

sta trovando sempre nuovi

indirizzi applicativi. In essi la sportterapia

— come è denominata dagli

autori di lingua tedesca — sfrutta le

motivazioni agonistiche per la cura e

la rieducazione degli handicappati dell'apparato

locomotore e nei neurolesi

(amputati, paraplegici, ecc.), ma trova

indicazioni anche nel trattamento degli

enfisematosi, degli obesi ecc.

D'altro canto è noto che al sedentarismo

e alla conseguente iperalimentazione

si guarda, oggi che sono divenuti

così marcati e diffusi, come a cofattori

di malattia di non certo secondaria

importanza. Patologi e clinici hanno

messo infatti in evidenza come la

carenza di movimento sia responsabile

di variazioni umorali e di alterate

risposte funzionali che predispongono,

quando non ne siano addirittura la causa

diretta, ai processi patologici più frequentamente

riscontrabili oggi, dal diabete

all'arteriosclerosi ed alle loro conseguenze

vascolari.

Ma nell'adulto la pratica regolare di

una giusta dose di attività fisica deve

trovare motivazioni ludiche, cioè incentivi

psicologici sotto forma anche agonistica,

benché al termine in quest'ambito

vada assegnato un significato più

generale ed aspecifico di quello proprio

dell'attività sportiva agonistica in senso

stretto ».

IL TROFEO «LODOVICO SALA» ALL'ANTONIANUM: // Presidente Nazionale degli Ex-Alunni e il Comitato Promotore

del Centro Schuster ai quali è affidata l'organizzazione del Trofeo hanno deciso che la X" 1 edizione venga disputata presso

l'Antonianum di Padova nei giorni 25 e 26 aprile 1969.

Spetta quindi ora al Delegato Nazionale Dr. Ing. Franco Zanini mettersi all'opera per la complessa organizzazione.

— 39


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Comunicati della Segreteria

RISULTATI DEL GIRONE DI ANDA-

TA E DEL GIRONE DI RITORNO AL-

LA DATA DEL 2 MARZO 1969

BASKET

Girone di «andata»:

Boario Petrarca - Candy Bologna 62-59

Butan Gas Pesaro - Boario Petr. 78-58

Boario Petr. - APU Snaidero Udine 76-73

Boario Petr. - Stella Azz. Ramazz. 67-55

Partenope Napoli - Boario Petrarca 87-60

Ignis Varese - Boario Petrarca 83-75

Simmenthal Milano - Boario Petr. 98-79

Boario Petr. - Eldorado Bologna 88-57

Reyer Venezia - Boario Petrarca 69-62

Girone di «ritorno»:

Candy Bologna - Boario Petrarca 74-60

Boario Petr. - Butan Gas Pesaro 75-80

Snaidero Udine - Boario Petrarca 80-70

Boario Petrarca - Oransoda Cantù 74-52

RUGBY

Girone di «andata»:

Petrarca-CUS Milano 13- 5

Olimpie '52-Petrarca O- 3

Petrarca - Rugby Rovigo 3- O

Petrarca - Rugby Parma 9- 3

Fiamme Oro-Petrarca 3- 6

Petrarca - Ignis Partenope 6 - O

Rugby Brescia - Petrarca 5-28

Petrarca - L'Aquila Rugby O- O

Buscaglione - Petrarca 3 - 3

Petrarca - Esercito 14 -12

Metalcrom - Petrarca O - 3

Girone di «ritorno»:

CUS Milano-Petrarca 3-15

Petrarca - Olimpie '52 9-3

Rovigo - Petrarca 6 - 6

Rugby Parma - Petrarca Rinviata

Petrarca - Fiamme Oro O- 3

CALCIO

Girone di «andata»:

Caminese - Petrarca 1 - 3

Petrarca - Monselice 2 - 3

Saccolongo - Petrarca 1-2

Petrarca - Vigonza 2 - O

Solesino - Petrarca 1 - 3

Petrarca - Este

Albignasego - Petrarca

Petrarca - Maserà

Pernumia - Petrarca

Petrarca - Virtus

Esedra DB-Petrarca

Petrarca - Montegrotto

Petrarca - Redentor

Conselve - Petrarca

Petrarca - Cadoneghe

Girone di «ritorno»:

Petrarca - Caminese

Monselice - Petrarca

Petrarca - Saccolongo

Vigonza - Petrarca

Petrarca - Solesino

Impressioni sulla partita con l'Oransoda

PETRARGA-BOARIO - ORANSODA GANTÙ (2 marzo)

Non è stata e non poteva essere una

bella partita. Ma per la prima volta dall'inizio

di questo campionato ci troviamo

nell'imbarazzo di non sapere quali

nomi citare nelle file del Petrarca-Boario,

per indicare gli artefici principali di

questo successo sui campioni d'Italia,

considerato alla vigilia indispensabile

per poter mantenere concrete speranze

di salvezza.

2-1

1-1

0-0

1-1

4-1

0-2

3-1

2-0

0-3

3-0

1-0

3-0

0-0

0-1

1-1

E' stata davvero una vittoria «voluta»

per tutti i ragazzi di Fabiano e da quest'ultimo

diretta magistralmente in panchina,

con una serie di cambi azzeccatissimi,

così come perfetto è stato il passaggio

alla zona in un momento molto

delicato della gara, quando, dopo 5' dall'inizio

del secondo tempo, una valanga,

di falli ha portato precauzionalmente in

panchina Bernardini, Bariviera, Peroni.


A quel punto, il Petrarca-Boario ha giocato

con un quintetto «di emergenza»

sulla carta, composto dai «vecchi» Stefanelli,

Korac, Varotto, Pizzicherai e

Pozzecco; eppure quel quintetto ha lasciato

segnare ai canturini solo 6 punti

in 7' di gioco, mentre è riuscito a metterne

a segno a sua volta 8 (si è così

passati dal 47-36 al 5' al 55-42 al 12').

Una resistenza leonina, insomma. A

quel quintetto, dunque, vanno non meno

lodi che a Jessj, il quale oggi ha giocato

solo quindici minuti complessivamente,

ma ne a giocato dieci talmente

bene da dare praticamente la svolta

determinante al risultato (16-13 all'ir

della sua entrata in campo, 38-22 al 1'

della ripresa: quattro centri su cinque

tentativi, tre palle recuperate).

RUGBY: FORMA SPLENDIDA

Rugby Parma - Petrarca ( 9 marzo )

Petrarca Rugby felice : il secondo recupero

ha confermato la piena salute

dei bianconeri, che in tal modo si sono

avvicinati alla capolista Aquila. Un punto

separa ora il Petrarca dal quindici

abruzzese. Ma non è tanto questo importante

avvicinamento alla vedetta del

campionato che favorisce l'ottimismo

in casa petrarchina, quanto la dimostrazione

di forza psicologica, atletica e tecnica

data dal complesso patavino sul

terreno parmense. Alla vigilia, in casa

del Parma si è chiaramente parlato di

possibile vittoria; con molta umiltà, come

sempre, il Petrarca s'è armato di

tanto coraggio e progressivamente ha

assunto il ruolo del rullo compressore.

E' passato sopra al Parma con disinvoltura.

La festa lazzarini nel "Palazzetto,,

Offerta di baccalà e damigiane di vino

Petrarca : basket, rugby, calcio. Come

dire tante teste, tanti cervelli, tante personalità

diverse. In una polisportiva «unica»

come la petrarchina, ci possono

essere giornate completamente liete oppure

possono coincidere le tristi esperienze

delle varie sezioni. Si va in campo

per vincere, è ovvio; ma non sempre

si vince.

Comunque la vittoria è di rito quando

è chiamata in causa la condizione

prima, che è alla base di tanta attività

sportiva: lo spirito formativo cui si ispirano

i giovanicestisti, rugbisti o calciatori.

Ed è una vittoria che accomuna

gli gli uni agli altri, non c'è ombra

di dubbio.

Le dimostrazioni - del resto - non

mancano. Basterà ricordare quanto è

accaduto per la singolare manifestazione

voluta da uno dei consiglieri, Alfredo

Lazzarini, per festeggiare la nascita

della sua bambina. Al Palazzetto dello

sport il pretesto di un buon assaggio di

«polenta e baccalà» (con piccanti contorni

e con vini prelibati) è bastato per

riunire in un'unica semplice festa di

gioventù gli atleti delle diverse sezioni,

i dirigenti, i Padri. Tutti si sono sentiti

tanto giovani, tutti anno compreso il

genuino significato dell'iniziativa, tutti

hanno colto' l'occasione per sottolineare

come siano sempre i fatti che contano

(non le parole vuote e senza senso),

per il giusto bene di tanti ragazzi

operanti nell'orbita dell'«Antonianum»,

della sua «Scuola di Religione». La pratica

sportiva, specie quella «di squadra»

per i sacrifici che impone, per il costante

invito alla collaborazione, è indubbiamente

un fatto positivo. E tutto questo

si fa per favorire questa pratica sportiva,

per accrescere i «tesori» della famiglia

petrarchina («tesori» d'ordine umano

e d'ordine morale) è pure un fatto

positivo. La stessa iniziativa di Alfredo

Lazzarini aveva soltanto questo scopo.

Ben vengano altre idee simili, altri

motivi di accrescimento dei già buoni

risultati ottenuti in seno alle attività

del Petrarca. Ci sarà sempre qualcosa

da imparare. Per tutti.

C. Malagoli


ABBONATI ALL'ANTONIANUM FINORA PER L'ANNO 1968-1969

NE MANCANO ANCORA MOLTI : AFFRETTATEVI !

Agusson dr. Antonio

Al ber in i gen. Raoul

Alfonsi dr. ing. Aurelio

Alfonsi cav. Giuseppe

Ambrosetti dr. ing. Luigi

Andò sen. avv. Oscar

Apergi Elio

Apergi comm. rag. Sergio

Armiento rag. Mario

Azzolin cav. Aurelio

Baccaglini prof. Mario *

Baggio ing. Francesco

Baggio prof. Paolo

Boiardi dr. danni

Barbe dr. Marcella

Barbieri dr. prof. Bruno

Barbieri dr. Enzo

Barbieri dr. ing. Riccardo

Barcelloni Corte nob. ing. Vinc.

Bartolomei dr. prof. Giuseppe *

Battalliard dr. Alberto

Bazolo Giorgio

Bedin rag. Giampietro

Belloni avv. Giorgio

Belloni prof. Giuseppe

Benacchio prof. Luigi

Benacchio dr. Mario

Beneventano Della Corte bar.

dr. Francesco

Bertoldini dr. Tullio

Bertolissi dr. ing. Mario

Bidoli Giovanni

Brunelli nob. avv. Giovanni

Bocchese dr. ing. Franco

Bodini dr. Giovanni

Boldrin dr. Bruno

Bolzonella dr. ing. Antonio

Bolzonella Carlo

Bonerdì Raffaele

Bonifazi rag. Giuseppe

Sonino dr. prof. Raffaele

Bordigato col. Gino

Boschi dr. Giorgio

Bruni dr. Carlo

Busnardo dr. Benedetto

Caldera dr. Eugenio *

Calore geom. Goìvanni

Calzolari dr. Guido

Canavotto dr. ing. Giuseppe

Candeo dr. ing. Antonlorenzo

Carbone dr. ing. Ernesto

Coniato Giampaolo

Conte/e dr. Francesco

Caporali dr. Guido

Carbognin rag. Giunio

Carbognin prof. Giovanni

Carenza dr. prof. Nino

Carenza dr. Mario

Caretta rag. Guglielmo

Caron dr. sen. Giuseppe

Carpenedo ing. Diego

Cartolari dr. Cristoforo

Casarotti Nino *

Castagna Bernardi Giuseppe

Castellani di Sermeti dr. Luigi

Catemario di Quadri duca ing. G.

44 —

Cavagnis dr. Vittorio

Cavallari de Caballaria prof. V.

Cazzala dr. ing. Luciano

Ceschi dr. ing. sen. Stanislao *

Chasen dr. Wolf

Chiesa dr. Domenico *

Chinaglia gr. cr. dr. Antonio

Chinaglia dr. Lino

Chinea Mario

Chino dr. Alberto

Chiavato Sergio *

Ciralli dr. Bruno

Corazzi dr. prof. Luigi

Coin dr. Antonio

Co/ucci prof. Giuseppe

Covi rag. Pietro

Croatto dr. prof. Lucio

Cursore Gino

Da Col dr. Antonio

Dal Brun comm. Lucio

Dal Covalo mons. prof. Antonio

Dal Prò dr. ing. Paolo

Daniele dr. Carlo Alberto

Danieletto dr. Raffaele

Daodiace avv. gr. uff. Giuseppe

De Bastioni dr. prof. Giovanni

De Boni Bruno

De Fraia dr. ing. Mario

De Lucchi Tati

De Marco dr. Alberto *

De Marco ing. Carlo *

,De ,,SJsti comm. rag. Gino

De foni dr. ing. Arnaldo

De Vivo dr. Giovanni

De Zuccata nob. Luigi

Della Penna dr. Alessandro

Di Nicolo ing. Antonio *

Domeniche/// rag. Silvio *

Doriguzzi Aldo *

Dormo/ dr. Lamberto

Fabbri Colabich comm. dr. P. G.

Fabbri Colabich dr. ing. Giuseppe

Fagnani rag. Carlo

Fognarii dr. ing. Sandro

Fa/orno ing. Castone

Fantecchi dr. Antonio

Fattori ing. Mario

Ferlini dr. Giorgio *

Ferrante prof. Angelo

Ferro prof. Nino *

Ferri ing. Francesco

Feruglio dr. prof. Francesco Sav.

Filippi dr. Silvio

Flores D'Arcais prof. Franco

Fontana Giovanni *

Foratti dr. Fausto

Fracanzani dr. ing. Lodovico *

Franceschetto dr. Giuseppe

Frasson dr. Franco

Frasson dr. Paolo

Fregnan rag. Cesare

Fritegotto cav. rag. Giulio

Furiali ing. Luigi

Gaìotti dr. Angelo

Golfo prof. Federico

Galimberti dr. Antonio *

Galimberti dr. Giulio

Gallo dr. ing. Mario *

Garcea ing. Antonio

Garcea ing. Anse/mo

Garcea ing. Giampaolo

Gaspari (famiglia)

Gentile dr. prof. Francesco

Ghezzo prof. Floriano

Giacomelli avv. Vittorio

Giordani dr. Michele

Giron dr. Giampietro

Giuriato ing. Arturo

Ciurlato rag. Franco

Gnutti dr. ing. Paride *

Gracis avv. Mario

Cromo dr. Giorgio

Guaran Guido

Guzzon dr. prof. Vittorio

Kertely dr. ing. Ivo

Lazzarin prof. Antonio

Lecchi e.te dr. Francesco

Letter dr. Eugenio

Locatela cav. Pietro

Lorato rag. Guido

Loredan c.te ing. Iseppo

Lorenzi prof. Gianlorenzo

Lorenzoni avv. Luigi

Lotti dr. Francesco

Lavo dr. Paolo

Lui ing. dr. Guido

Luise dr. prof. Renato

Maggia dr. prof. Alessandro

Maggia dr. ing. Marcella

Maggia avv. Gino

Meggioni dr. Giuseppe

Magnano di S. Lio ing. Pasquale

Magrini dr. Carlo

Malatesta Franco

Mancini dr. Guido

Mangili! avv. Ferdinando

Mantovani avv. Annibale

Marangoni dr. Carlo

Marasca dr. Egidio

Mari prof. dr. Luigi

Marcozzi avv. Alberto

Marson dr. prof. Gianbattista

Martini Giacomo *

Marzolo dr. ing. Paolo

Maseri dr. Attilio

Mazzacurati dr. ing. Giovanni *

Mazzo cav. Silvio

Mazzoncini col. Renzo

Mazzucato dr. Guido

Mazzucato prof. Ugo

Mazzucato dr. Giorgio

Mazzucato Vittorino

Mazzucco dr. G. Gabriele

Menegazzi Antonio

Meneghini dr. Cioncarlo

Menin dr. Luigi

Menini dr. Bruno

Mingatti rag. Edoardo

Mingatti dr. Cioncarlo

Mingatti rag. cav. Giovanni

Mingatti Paolo

Mesirca dott. ing. Renato

Messenio dr. Pietro

Michelon dr. Gìanni

Mioni prof. Giovanni

Missaglia Ferruccio

Missaglìa cav. Orione

Mistrello comm. Pietro

Molena rag. Pietro

Monnet dr. Adriano

Monnet cav. Augusto

Montesi dr. //ano *

Morandi ing. don Francesco

Morassutti rag. Federico *

Morassutti Paolo

Mugani dr. Nane/o

Munar/ dr. prof. Franco

Nagliati cav. Mario

Nat in dr. Edoardo

Nalìn dr. Ettore

Narpozzi dr. prof. Aure/lano

Negro rag. Ugo

Orzali dr. Vittorio

Paccagnella dr. prof. Bruno *

Parenzan dr. prof. Lucio

Pasello Pietro

Pavan dr. Giorgio

Pavoni dr. Gianfranco *

Ferale avv. Agostino

Pen'n cav. Antonio *

Ferino Remigio

Fertile prof. Giovanni

Fertile Ivo

Perucca dr. Icillio

Peruzzi rag. Ennio

Perù zzi dr. Castone

Peruzzi cav. rag. Mario

Fintassi Mario *

Piccoli dr. ing. Giuliano

Piussi comm. rag. Antonino *

Palano dr. Sergio

Poliedri dr. Pietro

Ponchìa Ivano

Porro dr. Mario

Pretto dr. Graziano

Pugina dr. Annibale

Puglisi dr. Alfredo *

Quaglio prof. Gianluigi

Rabaioli dr. Pietro

Raimondi cav. Giacinto

Ramigni cav. Leone

Ravagnan dr. Giampaolo

Rasi dr. Pierandrea *

Riccato ing. Giorgio

Ricci dr. prof. Vincenzo

Ricciardi ing. prof. Dante

Riedel dr. Alfredo

Riva dr. ing. Filippo

Rizzo rag. Gino

Robuschi dr. Riccardo

Rodighiero dr. Vincenzo *

Ronconi Antonio

Rossi Luigi

Rubini avv. Vittorio

Ruzza rag. Luigi

Ruzzante rag. cav. Antonio

Sacco dr. Carlo

Sacchetto cav. uff. Tullio

Saggin dr. ing. Francesco


Sogg/n on. dr. Mario

Saggin dr. Mario /'un.

So/mozo dr. Giorgio

Sambo dr. Mario

Sattin dr. Paolo

Saulle ing. Lazzaro

Savoini dr. ing. Carlo

Scalco dr. Luigi

Schiomo col. Emilia *

Schiesari ing. Pietro

Schirato Giovanni

Sebastiani dr. Antonio

Stivanello Bruno

Se/lani ing. prò/. £zio *

Semenza prof. Edoardo

Sguotti ing. Antonio

Silvestrini dr. Donilo

Simonetti Antonio

Sivieri dr. Arnaldo

Shvich dr. Enrico

Solìmbergo rag. Diego

Tanzi ow. Nulla

Tararne///' prof. Virgilio

Tavan dr. Mario

lessare comm. Giovanni

Testo/in dr. Renzo

Toìdo cav. Antonio

Joniolo dr. prof. Gianfranco

Tonio/o dr. Giuseppe

Tonzig comm. avv. Giorgio

Jorresini rag. gr. uff. federico

Vedua Angelo

Venture///' dr. Renzo

Venturini geom. /Antonio

Venturini ing. Pietro

Veronesi dr. ing. Gaetano

Vettore G/ampoo/o

Vìanello dr. Attilio

FIORI D'ARANCIO

Visentini Aldo

Volpi geom. E manuale

Zoocoria dr. Mario

Zaccaria prof. Vittorio

Zancan prof. Lanfranco *

Zaupa dr. ing. Paolo *

Zancan Carlo

Zancan prof. Lanfranco

Zannini dr. ing. Franco

Zannini dr. Luigi

Zanovello rag. Giulio

Zaffa prof. Pierluigi

Zeni prof. Guido

Zerman dr. Andrea

Zillo dr. Alberto

Zocca dr. Arrigo

Zotti dr. prof. Enzo

Zotti dr. Francesco *

Ricevono l'«Antonianum»

per la pubblicità :

Accordi dr. C. - Testini dr. G.

Baggio dr. ing. Edoardo

Baggio dr. ing. Ignazio

Bonaiti ing. Giuseppe

Bonaiti ing. Alfredo

Bonato Marco

Sonato dr. Bernardo

Boschetti Renzo

Briganti dr. cav. uff. Rino

Caporali dr. Guido

Carenza dr. Alberto

Carenza dr. Mario

Carrara gr. uff. Giuseppe

Casarotti N. - Viola A.

Casale dr. Enzo

Castelletto dr. ing. Albano

Castelletto dr. Pietro

Si sono uniti in matrimonio:

DICEMBRE 1968

Zancan Riccardo con la Sig.na Elisa Luisa Causa, Bolzano.

FEBBRAIO 1969

Vigna Pier Sandro con la Sig.na Maria Luisa Bottecchia -

Bassano del Grappa.

Donati dr. Giancarlo con la Sig.na Daniella Villani - Roma.

CULLE

Hanno annunziato la nascita di :

Dolcini avv. Walter

De Poveri Tron rag. Nildo

Filippi rag. cav. Castone

Filippi dr. Silvio

Pacchi dr. Andrea

Gabbato Angelo

Grassetto dr. ing. Ivone

Grassetto dr. ing. Giancarlo

Luxardo dr. Franco

Malatesta Gianni

Mariotto geom. Giovanni

Merlin dr. Luigi

Molena gr. uff. Francesco

Morassutti comm. dr. Stanislao

Morass'Jtti comm. dr. Franco

Morassutti comm. Antonio

Olivi dr. Marcella

Pighin ing. Giovanni

Pretti dr. Gustavo

Protti dr. Giampietro

Rossetto cav. Antonio

Rossetto rag. Ermanno

Ramigni cav. Leone

Rubini cav. Severino

Sambin dr. Antonio

Sgaravatti dr. Alberto

Sormani dr. Giuseppe

Direzione Banca Cattolica

Ricevono l'«Antonianum»

in omaggio i Consiglieri

del «Retrorea».

Arslan dr. prof. Michele

Allegro comm. dr. Ubaldo

Bisello gr. uff. Benvenuto

Bedeschi cav. Rino

Bottacin geom. Renzo

Buffo comm. Fortunato

GIOVANNI MARIOTTO

PADOVA - VIA CHIESANUOVA 9 - TELEF. 57 377

Canale Remolo

Carraretto Francesco

Carraretto dr. Paolo

Carrara comm. Rino

Castorina rag. Giacomo

Corion dr. pof. Carlo

Dalle Molle comm. Amedeo

Dagnini dr. prof. Giorgio

Pacco dr. Marcella

Galtarossa ing. Giovanni

Galtarossa ing. Giacomo

Galtarossa geom. Carlo

Longato Giuseppe

Lazzarini rag. Alfredo

Lionello dr. ing. Mario

Miotti dr. prof. Benito

Mocellin rag. Angelo

Peroro ing. Bruno

Pitassi rag. Renzo

Pollazzi gr. uff. Bruno

Radici dr. ing. Lionello

Rizzato comm. Cesare

Rossi dr. Giancarlo

Schiavo dr. ing. Emilio

Stefanelli comm. Alfonso

Stocchi dr. Ferruccio

Valle dr. Antonio

Hanno inviato offerte per

l'«Antonianum>>:

De Boni Jole

Caldera comm. Enzo

Nardone Forni Maria

Famiglia Napoli

Famiglia Gasperi

Famiglia Rodeano *

Oesch ing. Alessandro

Perucca dr. Icillio

Angiola Carlotta : i fratelli Lelio, Lionello e Pamela Lazza-

Giovanni: Antonio con i genitori Mimmo e Laura

Sturare ;

Franco Andrea: Stefanella, Marco e Paolo con i genitori

Adelina ed Agostino fioatto;

Marco : Michela Cardini con i genitori ;

Giorgio Manuel: Stefania con i genitori Valerio e Marisa

Bresquar ;

Alberto: Paolo e Chiara Canton;

Paolo: Roberto con i genitori Fernando e Fulvia

Casarotti.

Benedetta: Luisa e Paolo Zatti.

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MONTAGGI E APPLICAZIONI


L'ANNO SOCIALE 1968-69

è iniziato col mese di ottobre

Date la vostra adesione con

l'offerta - abbonamento :

L. 4000

per la rivista

L. 5000

per la rivista con l'agenda

L'Agenda è uscita verso la fine di

novembre: ce ne sono ancora a di-

\ sposizione per chi desidera averla.

JLa rivista Antonianum per vivere

ha bisogno di soccorso da parte

di tutti gli Ex Alunni.

Come potete aiutarlo?

Con l'abbonamento regolare;

Con qualche offerta sostenitrice,

coloro che lo possono.

Pubblicheremo d'ora innanzi i

nominativi di quelli che faranno

qualche cosa in più della semplice

iscrizione.

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presente ricevuta non è valida se non porta nell'apposito spazio

il cartellino gommato numerato.

Servizio dei Conti Correnti Postali SERVIZIO DEI CONTI CORRENTI POSTALI Servizio dei Conti Correnti Postali


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Con la pubblicità sia sull' «Antonianum»

che sull'Agenda.

L' « Antonianum » va a circa tremila

indirizzi di professionisti, in gran parte

a Padova, nel Veneto e nella Lombardia,

ma anche a Torino, Genova, Roma,

Napoli, Sicilia. E' una buona pubblicità!

Con un amico si tratta più volentieri.

L' Agenda va diffusa tra tutti gli Ex

Alunni dei Gesuiti d'Italia, che sono varie

migliaia. Va inoltre ai Segretariati degli

Ex Alunni della Compagnia che esistono

nelle principali città del mondo,

per cui la pubblicità sull'Agenda assume

un valore internazionale, molto apprezzato.

Per la pubblicità l'Antonianum mette

a disposizione annualmente o intere facciate

o frazioni di facciata. Per le formalità

intendersi direttamente con la Re-

dazione.

LEGGI VOLENTIERI

« L'ANTONIANUM » ?

Sì, perché mi fa rivivere tante

belle ore della mia giovinezza al-

l'Antonianum e mi rituffa in un

ambiente che rasserena e rida fi-

ducia nella vita!

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