Giugno - Ex-Alunni dell'Antonianum

exantonianum.com

Giugno - Ex-Alunni dell'Antonianum

Sped. Abb. Postale Gruppo IV

PADOVA - VIA DONATELLO, 16 - GIUGNO 19

TRIMESTRALE DEGLI EX ALUNNI, DEL COLLEGIO UNIVERSITARIO

DELLA SCUOLA DI RELIGIONE E DEL PETRARCA - NUOVA SERIE


Coloro che non sono

ancora iscritti

sono pregati

di affrettarsi

L. 3000 iscrizione semplice

L. 4000 iscrizione con l'Agenda

Cari Ex Alunni,

aiutatemi a far bene l'Antonianum,

sì che possa uscire regolarmente

ogni tre mesi sempre più bello ed interessante

!

Aiutatemi mandandomi notizie interessanti,

fotografie che possono essere

gradite, segnalandomi articoli di attualità

che ritenete bene far conoscere a

tutti. Soprattutto voi professionisti arrivati,

mandatemi qualche articolo sulle

vostre esperienze professionali che saranno

lette volentieri oltre che dagli amici,

dai giovani che aspettano direttive

per la vita, frutto più che di teorie

studiate sui libri, sbocciate dalla realtà

scottante del giorno.

Aiutatemi anche finanziariamente

perché non ho nessun fondo a disposizione.

I famosi milioni dei Gesuiti oggi,

non si sa per quale magica metamorfosi,

si sono trasformati in un fondo di debiti...

senza fondo.

Vivo di giorno in giorno, di quello

che mi manda la Provvidenza attraverso

Voi.

Come aiutare l'Antonianum ?

Con la regolare iscrizione.

Con qualche offerta sostenitrice, coloro

che lo possono.

Pubblicheremo d'ora innanzi i nominativi

di quelli che faranno qualche cosa

in più della semplice iscrizione.

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IN COPERTINA :

CONCORSO IPPICO IN CAMPO TRE PINI

SOMMARIO

• RESPONSABILITÀ' DEL SAPERE

PROGRAMMI

• MESSAGGIO DI P. ARRUPE

UTILITÀ' DELLA TESSERA

IMMORTALITÀ' DELL'ANIMA

DECENNALE DEL PROF. STEFANINI

NO AL DIVORZIO

FILOSOFIA DELL'ALTERITA'

MARCIA DELLA FEDE

FESTA DEI NEO-LAUREATI

NUOVA SCUOLA DI RELIGIONE

PRIME COMUNIONI

LETTURE E VACANZE

ZANZARE PERNICIOSE

SAN VINCENZO

CONGREGAZIONI

CINEFORUM

LA MIA MISSIONE

ANCORA CAREZZA

PETRARCA

VARIE

NUOVA SERIE - N. 18

DEL 1966 - N. 2 (GIUGNO)

Direttore responsabile: ANTONIO COVI S. J.

Redattore: CIPRIANO CASELLA S. J.

Tip. A. Bolzonella - Piazza del Santo 14, Padova

EX ALUNNI - COLLEGIO UNIVERSITARIO

SCUOLA DI RELIGIONE -PETRARCA

Responsabilità

del sapere

(PAROLE DI P. CASELLA AI NEO - LAUREATI.

ED ANCHE AGLI ALTRI).

Cari Amici, la vostra parola di grazie rivolta ali' Antonianum prima di lasciarlo,

per cominciare la carriera della vostra vita, sento il dovere di contraccambiarvela

con un grazie a voi rivolto. Grazie perché avete perseverato fino

alla vostra laurea nell' ambiente della nostra grande famiglia spirituale i cui

valori avete così dimostrato di apprezzare.

L'Antonianum non è un semplice Collegio o Pensionato, neppure un centro

di puro snobismo scientifico. E' soprattutto un emporio di vita spirituale, culturale

e ricreativa dove, perseverandovi, si sente di essere educati a un tenore

di vita simile a quella che sarà la vostra di domani, nella famiglia, nella Chiesa,

nella società. Negli atrii e nelle sale del Collegio, come nelle aule della Scuola

di Religione e nei nostri campi di giucco voi incontrate amici dediti alle loro

pratiche religiose ed al loro impegno scolastico spesso con una fedeltà degna

di encomio; trovate dei Professionisti ligi da vari anni alle pratiche devozionali

apprese all'Antonianum come garanzia di salvezza; trovate degli Ex-Alunni che

sacrificano tante ore preziose del loro tempo per organizzare i ragazzi della Scuola

di Religione nelle associazione scautistiche, artistiche, formative; trovate i Dirigenti

Sportivi del Petrarca che vi danno il raro esempio di sostegno allo sport

per avviare verso una vita sana, masse di gioventù che abbandonate a sé stesse

si corromperebbero nel vizio. Trovate, soprattuto, Padri, Fratelli col tormento,

nel cuore, dell'apostolato in favore vostro e del mondo che ci ambienta.

Lo so che anche all'Antonianum non mancano deficienze e difetti. Ma non

siate della schiera delle anime piccole, che sanno cogliere delle cose e delle persone

solo il lato inferiore.

Gli auguri miei sono quelli dei vostri Cari che vi hanno mille volte ripetuto

insieme a tutti gli amici: siate felici nella nuova vita di famiglia che presto vi

creerete; siate fortunati nella vostra carriera perché vi porti ai successi migliori

desiderati dai vostri ideali.

LA NOBILTÀ' DELLA LAUREA

Nella ricerca di questi ideali però non dimenticate mai i ranghi di nobiltà

che Dio vi ha dato con la vostra laurea e di cui dovete renderne conto l'ultimo

giorno; nobiltà che nessuna democrazia, per quanto fanatica, riuscirà mai

a sopprimere senza condannare l'umanità alla degradazione.

Tre sono le nobiltà che Dio vi ha dato con la vostra laurea.

La prima è la partecipazione alla Autorità di magistero data dal Creatore

al primo uomo. Ricordate i commenti del Catechismo al IV comandamento che

dice «onora il padre e la madre»? In questo comandamento è riconosciuto l'obbligo

di obbedire a tutte le autorità, sia religiose che civili e scolastiche, perché

— 5


contenute all'inizio nei primi genitori, passate poi e sviluppatesi

nelle varie autorità secondo le esigenze sociali.

La vostra laurea non è altro che una partecipazione a

questa autorità magistrale per cui ogni laureato dev'essere

maestro della sua scienza e della sua arte per coloro che

non hanno avuto dalla Provvidenza la fortuna come voi di

laurearsi.

La seconda nobiltà è quella che nasce dalla natura stessa

del sapere che quando è vero è luce che illumina. Il concetto

di nobile — come sapete — significa qualche cosa di

«notabile» e «distinto» nel campo del merito. Ora che cosa

vi è di più «notabile» della luce, che non solo si fa vedere

ma aiuta a vedere anche le altre cose?

La terza nobiltà è data dalla distinzione stessa con cui

siete generalmente onorati nella società e per la quale vi

onora Dio stesso. Quel Dio che promette posti distinti agli

Apostoli che si consacrano a lui (sarete giudici sopra i popoli)

promette posti distinti anche ai Professionisti e detentori

di autorità. «Coloro che insegnano la giustizia splenderanno

come stelle per l'eternità» (Deut. 12, 3) dice la Scrittura.

Nella parabola degli invitati alla cena il Padre Celeste

invita ai primi posti le persone più distinte. E' solo quando

questi si ribellano che si volge al popolo, ai mendicanti.

LA RESPONSABILITÀ'

Ciascuno di questi gradi di nobiltà sono però per voi una

fonte di responsabilità.

Dal fatto che siete detentori di un grado della autorità

magistrale nasce in voi una missione sacra verso i bisognosi

del vostro aiuto. Sia pure che voi abbiate il diritto alla

giusta mercede del vostro lavoro, dovete però compierlo secondo

il disegno per cui Dio ve l'ha dato, senza lasciarvi

corrompere dalle tentazioni umane.

Laureati in Legge dovete tenere presenti le divine leggi

della giustizia; Medici dovete risanare secondo le leggi più

sicure della vostra scienza, senza azzardarsi in esperienze

arbitrarie od a richieste insane degli ammalati; Ingegneri

dovete impegnarvi secondo le esigenze individuali e sociali

e con il giusto decoro; Insegnanti dovete essere veri maestri

ed educatori. In una parola gli uffici devono essere esercitati

con quello spirito per cui dalla Paternità Divina vi

sono stati assegnati.

Dalla seconda nobiltà della scienza che consiste nell'essere

luce che illumina, nasce il dovere di tener questa luce

sempre accesa senza acciecarla per superbia o per viltà nella

menzogna tanto in voga dell'ateismo.

Dovete inoltre alimentarla, per non restare fanalino di

coda nei progressi della scienza, che oggi sono impressionanti.

II P. Victor Yanitelli, rettore del Collegio Universitario

«S. Peter» di New Yersey, in una conferenza agli Ex-

Alunni così metteva in luce questo fenomeno:

« II sapere ha oggi un incremento tale ( gli esperti lo definiscono

"esponenziale") da modificare radicalmente l'intera

struttura della nostra società.

In Ingegneria, per esempio, il 50 per cento del bagaglio

scientifico del laureato tipo del 1950 è oggi già superato,

mentre il 50 per cento delle conoscenze di cui avrà bisogno

l'ingegnere del 1975 non è ancora disponibile.

Un docente americano, il prof. Gordon Brown, della "M.

I.T. School" di Ingegneria fa notare che materie come "automazione

dei processi di controllo", "tecnologia dei calcolatori

elettronici", "fisica ed elettronica dello stato solido",

"fisica del plasma", più un'altra mezza dozzina di discipline,

si sono affiancate alle altre materie di insegnamento o

le hanno sostituite nel normale curriculum di studi.

Neil W. Chamberlain, professore di Economia a Vale, in

un articolo pubblicato su "Atlantic" dal titolo "Rifare il filo

della mente", sottolinea come la rapida crescita del sapere

non ha creato solo problemi economici e sociali come

l'automazione, la disoccupazione, e il bisogno di riqualificazione

che ne consegue. Egli afferma che questi fenomeni altro

non sono che sintomi superficiali di una più profonda

crisi per cui i non-qualificati e i non-specializzati si vedono

insensibilmente, ma inesorabilmente tagliati fuori dalle posizioni

socialmente più avanzate fino a non avere posto alcuno

nella società. Sembra quasi che egli preveda un futuro

non lontano in cui per i non-qualificati e i non-specializzati

non ci sarà più assolutamente posto ».

Ma più grave ancora la responsabilità che nasce in voi

dalla terza nobiltà, quella che deriva dalla distinzione che

godete per la vostra scienza. Questa distinzione esige che

voi camminiate sulla via della virtù che la vostra scienza

religiosa oggi più che mai illumina e che oggi Cristo stesso

mediante la voce del Concilio insinua più fortemente ai

nostri cuori.

Voi, cari Amici, entrate oggi in una società tremenda

che il succitato P. Yanitelli così vi descrive :

« In questa atmosfera, quella che Frank Gibney chiama

la "società geniale", dove 'cavarsela' è l'unica virtù e 'farla

buca" l'unico peccato, persine il buon gusto è in pericolo.

Quando la legge civile consente a della porcheria di circolare

come arte, è segno che un cedimento è iniziato persine

nel buon gusto, per non dire della moralità pubblica. Quando

ogni personale ghiribizzo diviene giustificazione di se

stesso senza alcuna relazione a criteri oggettivi di sorta, in

nome della libertà è segno che il seme della decadenza ha

gettato radici nella nostra società. Quando l'omosessualità,

ogni bestialità e perversione sono state tirate fuori di sottobanco

e collocate con tutta naturalezza in una normale

sala di aspetto, è segno che un germe sottile è stato iniettato

nel sangue stesso della società... Ogni accenno alla libertà

in termini di responsabilità è oggi assolutamente fuori

moda. Il mondo ha rinunziato alla volontà in favore della

bizzarria. Ogni capriccio si può spiegare, in una terminologia

freudiana, e un determinismo a base sessuale è sempre

a portata di mano per placare la coscienza, deteriorare

il gusto e scusare ogni aberrazione. Oggi, è di moda spiegare

come neuropatia persino la santità ».

Noi non sappiamo fino a che punto di corruzione giungerà,

in nome della libertà, la «società moderna».

Ma è la società in cui dovete «entrare» senza farne parte.

« Vi mando nel mondo — dice Gesù — ma non dovete

essere del mondo ». Dovete anzi esserne il sale per arginarne

la corruzione e risanarlo. Dovete rispondere ai suoi bisogni

come ad una vocazione divina, mantenendosi al più

alto livello di buon gusto e di responsabilità, con un impegno

che dev'essere passione, come dice Dante, guidata dagli

sproni e dalle briglie della ragione.

DOBBIAMO CREARE UN MONDO NUOVO

Naturalmente in questa vostra missione troverete l'odio

del mondo che per la vostra adesione al Vangelo non vi riconosce

più tra i suoi. Ma è eterna legge di salvezza per i

singoli e per l'umanità intera questa catarsi cristiana. Le

antiche civiltà, giunte al benessere massimo, sono tramontate

perché l'uomo sa soffrire, ma non godere a lungo onestamente

senza un virtù eroicamente cristiana. Ed io sono

convinto che una delle forze maggiori per una rinascita cristiana

del mondo dobbiamo essere proprio noi ex-Alunni della

Compagnia di Gesù. P. Yanitelli calcolava che nell'America

del nord centosessantaseimila ex-Alunni ogni anno sono

educati nelle Scuole dei Gesuiti. Di questi tré-mila Gesuiti

nei loro vari gradi di formazione e 129 mila studenti

Universitari. Se tutti uscissero da queste nostre Scuole veramente

consapevoli del compito che loro spetta nel mondo

come cristiani, vedremmo presto fiorire speranze assai

belle.

E' questo che io spero, cari amici, anche da voi. Per questo

mi riprometto di spronarvi e sostenervi con questo Antonianum

che vuoi essere il vostro amico spirituale. Per

questo vi ho dato — come ricordo — il quadro della Madonna.

La cara Madre Celeste vi sia sempre vicina nelle difficoltà

della lotta e vi dia successo, Lei che è la Regina delle

vittorie sul mondo.

C. CASELLA S.J.


Montecastello (m. 700 s. m.) sulla riva del Carda, oltre Cordone.

Casa di Esercizi e Santuario della Madonna.

Programma estivo

• Mercoledì 13 luglio chiusura dell'attività

annuale della Associazione

Ex-Alunni; ci raccoglieremo ad

Este ricordando il 50" della morte

del nostro ex-Alunno Guido Negri.

Ore 19.30: S. Messa nel Santuario

della Madonna delle Grazie celebrata

dal Rev. P. Messori. Brevi

parole commemorative del Capitano

Santo. Cena sociale nel nuovo

Ristorante «Beatrice» al Castello.

i Domenica 14 agosto, ore 10.30 :

S. Messa nella Chiesa delle Or soline

nell'«Hotel Faloria» a Cortina.

Conversazione spirituale - pranzo

per coloro che si prenoteranno in

tempo.

Sì raccomanda agli Ex-Alunni che

si troveranno quel giorno a Cortina,

di lasciare il loro indirizzo per

poter loro inviare un richiamo a

tempo opportuno.

si troveranno nella Valle di Passa

e adiacenze.

• Corso annuale di SS. Esercizi. -

Verrà organizzato anche quest'anno

verso la fine di settembre in

una delle due Case che qui presentiamo.

- Manderemo a tutti il programma

dettagliato appena ci sarà

possibile.

• La visita al S. Padre che doveva

aver luogo nel mese di maggio

non è ancora stato possibile organizzarla

per le continue attività del

Santo Padre.

Ci è stato promesso che potremo

realizzarla agli inizi del prossimo

mese di ottobre; manderemo anche

per questa un programma dettagliato

verso la metà settembre.

Si spera di poter organizzare subito

dopo il Ferragosto anche un incontro

a Carezza per gli Amici che. Casa di Esercizi, già eremo dei Camaldolesi, a Rocca di Carda, sopra Bardolino (Verona).

— 7


Il Messaggio

di Padre - Arrupe

agli Ex Alunni

di tutti i Collegi Cattolici

II R. P. Pietro Arrupe, Generale della Compagnia di Gesù, invitato all'Assemblea Generale della Confederazione

Nazionale delle Associazioni Ex-Alunni delle Scuole Cattoliche (Roma, 21 gennaio 1966), pronunciava

il seguente discorso :

E' per me un onore parlare alla

presenza di illustri personaggi; è

una gioia intrattenermi con questi

giovani, che mi richiamano^ altri,

innumerevoli Ex-Alunni dell'Estremo

Oriente e mi fanno ricordare

che io pure sono Ex-alunno della

Scuola Cattolica. Penso che voi, cari

giovani, dolete forse sapere con

quale occhio io — nuovo dell'ambiente

romano — veda questa vostra

assemblea e questo nostro incontro.

Ve lo dirò subito.

Vedo con l'occhio che misura,

dalla vostra presenza, la riconoscenza

sincera che vi lega alla

scuola in cui foste educati; vedo

la fiducia nelle vostre famiglie negli

Educatori che in essa vi formarono

; vedo la riuscita della

scuola che in voi continua e si

manifesta in voi come frutto verso

la maturità.

Mi accorgo che la vostra Associazione

è efficiente e, favorendo

la continuità dell'assistenza della

scuola dei singoli, vi collega tutti

nella unità e nella potenza della

Confede razione.

Siate lievito della società

Con l'occhio, poi, che penetra

più a fondo ed oltre le strutture

organizzative, rilevo che voi siete

una forza sana, un lievito nella

Società di oggi, tanto bisognosa

— in tutti i Paesi — di una gioventù

animata da forti idee, da ideali

grandi, da vita coerente, capace

di resistere agli urti violenti

del male e di influire efficacemente

in tutti i settori del bene privato

e pubblico.

Ma vi pare che possa essere diversa

la gioventù cristiana di que-

sti tempi? Dico dell'epoca conciliare.

E' così esplicitamente che vi vedo,

cari Ex-alunni ed Ex-alunne,

con l'occhio illuminato dalla luce

nuova del Concilio Ecumenico, che

ha chiuso le ufficiali, caratteristiche

attività, ma ha aperto ora le

più grandi attese e immense speranze.

Verso tutti; ma più — evidentemente

— verso coloro che la

Chiesa educa, come madre, nelle

sue scuole.

Il Concilio

e l'educazione cristiana

Vi è certo noto che il Concilio

ha trattato in diversi testi, della

educazione cristiana, confermando

principi e indicando criteri applicabili

a tutto il vastissimo campo

di educazione. In particolare nella

specifica «Dichiarazione» ha espressamente

ribadito che « la

scuola cattolica conserva tutto il

suo valore apostolico » (n. 8). E

questo sia nei Paesi di antica cristianità

che in quelli di recente

conversione e nelle missioni; possiede

infatti la scuola cattolica

(siatene persuasi) inestimabili valori

che essa applica ai fini autenticamente

educativi dell'uomo come

uomo e come cristiano.

Voi siete già passati per la ricca

via della prima formazione;

germi preziosi di vita sono stati

seminati nella vostra anima, quali

i principi d'una sicura formazione

culturale, umana, spirituale e pratica.

Questo è il tempo in cui dovete

saper marciare da soli e rendere

una percentuale proporzionata

di frutto. A questo punto della

vostra vita, la Chiesa del Concilio

Ecumenico rilancia voi — come

tutti i laici — verso nuovi compiti

e, con vivo desiderio che ne acquistiate

coscienza, vi dice che ha

bisogno di voi per un'attiva partecipazione

al suo «ministero di salvezza».

Voi, educati nelle sue aule

e nella sua casa, siete in grado —

anzi in dovere — di comprendere

e adeguarvi agli alti compiti che

Lei, la Madre Chiesa, vi affida fiduciosamente

per la «Consecratio

mundi».

Ritengo che vi siano note le precise

dichiarazioni della Costituzione

dogmatica «De Ecclesia» là dove

si parla dei laici impegnati nel- *

l'apostolato.

« La Santa Chiesa — è detto —

(n. 32-33) è per divina istituzione

organizzata e diretta con mirabile

varietà... Comune è la dignità

dei membri... comune la grazia dei

figli, comune la vocazione alla perfezione,

una sola salvezza, una sola

speranza ed indivisa carità... I

laici, radunati nel Popolo di Dio

e costituiti nell'unico Corpo di Cristo,

sotto un solo Capo, sono chiamati

membri vivi a contribuire

con tutte le forze ricevute dalla

bontà del Creatore e della grazia

del Redentore, all'incremento della

Chiesa e alla sua continua ascesa

verso la santità.

L'apostolato dei laici è quindi

una partecipazione alla stessa salvifica

missione della Chiesa, ed a

questo apostolato sono destinati

dal Signore stesso per mezzo del

Battesimo e della Confermazione...

I laici sono soprattutto chiamati

a rendere presente ed operosa la

Chiesa in quei luoghi e in quelle

circostanze in cui essa non può


diventare sale della terra se non

per meno loro. Così ogni laico,

per ragione degli stessi doni ricevuti,

è testimonio e insieme vivo

strumento della stessa missione

della Chiesa « secondo la misura

con cui Cristo gli ha dato il suo

dono» (Ef.4, 7).

Onore e responsabilità

Vi renderete conto, cari giovani,

che è un onore, incomparabile

onore; ed insieme responsabilità

grande. Lo riconosce lo stesso Documento

quando soggiunge: «Grava,

quindi, su tutti i laici il glorioso

peso di lavorare perché il divino

disegno di salvezza raggiunga

ogni giorno più tutti gli uomini,

di tutti i tempi, e di tutta la terra»

(n. 39). Lasciate allora che a

questo punto io vi dica: A voi è

stato dato con I' educazione ricevuta

nelle scuole della Chiesa, è

stato dato molto ; non certo per

privilegio personale, chiuso, ma

per serio impegno di capitale da

far rendere a frutto proporzionato

e generoso. Se non fosse così,

e i laici, voi, non vivessero la loro

«missione» nella Chiesa, nel mondo

tormentato d'oggi, chi potrebbe

misurare i danni, le conseguente

per secoli?

E questo il tempo di dare e di

dare molto.

... Con la validità incontestabile

dei fatti voi testimonierete che la

Chiesa ha avuto ragione quando

nel Concilio ha con fermezza esplicitamente

dichiarato : « La scuola

cattolica conserva tuttora il suo

valore apostolico » (Dichiarazione

n.8).

A un dato momento il R. P. Arrupe

lasciava il testo preparato in

lingua italiana e, improvvisando

in spagnolo, rispondeva a una obbiezione

che era stata fatta durante

l'adunanza, riguardante la Gerarchla

che avrebbe troppo poca

cura degli Ex-Alunni nell 'assegnare

gli Assistenti. Ponendo in rilievo

l'importanza, data dal Concilio

ai laici, conchiudeva affermando

il loro dovere di supplire anche in

questo campo alla mancanza di

Sacerdoti.

UTILITÀ*

DELL'AGENDA

TESSERA

Questo mio articolo, frutto della mia -personale esperienza, interesserà tutti quegli

alunni ed ex-alunni dei Gesuiti che avessero intenzione di recarsi prossimamente

negli U.S.A. per un soggiorno di vacanza o di studio-

Come tutti sanno, esistono v'ari centri, come I'«American Field Service» etc. che

si occupano di organizzare il soggiorno di studenti italiani presso famiglie americane,

sia durante l'anno scolastico che durante le vacanze estive.

Quello che i nostri alunni ed ex-alunni forse ignorano è che ad essi è aperta una

altra semplicissima via per trovare una sistemazione ideale, presso una famiglia americana,

conosciuta e presentata dai Padri gesuiti d'oltre oceano e che offre quindi le migliori

garanzie sotto tutti i punti di vista.

Quando, nella primavera del 1961 stavo organizzando un mio prossimo soggiorno

a New York, sfogliando le prime pagine della «Agenda degli Ex-Alunni» mi venne

l'idea di scrivere personalmente ad alcuni dei Padri, incaricati delle Associazioni nelle

Scuole e Università di New York 'ivi elencate. Nella mia lettera domandavo se per

caso non fosse possibile, tramite i loro buoni uffici e le loro conoscenze, trovare famiglia

disposta ad ospitare me e nella quale ci fosse un giovane, desideroso di recarsi

contemporaneamente od in epoca successiva in Italia, ospite della mia famiglia per

ugnai periodo di tempo.

Accludevo un messaggio personale (in latino, sic!) del mio Professore di lettere,

Rev. Padre Alfieri, che mi raccomandava caldamente al ben volere del destinatario.

Nel breve volgere di una settimana mi giungeva una risposta affermativa dal

Rev. Padre Thomas Healy della Fordham University, che mi comunicava il nome e

l'indirizzo di una famiglia di New York, da lui ben conosciuta, pregandomi di mettermi

direttamente in contatto con essa.

Tutto si svolse poi nel migliore dei modi e del mio soggiorno nuovaiorchese, che

si protrasse dall'Agosto fino a Novembre inoltrato, conservo meravigliosi ricordi.

I Chisari (questo è il nome della famiglia che mi ospitava, di origine italiana)

mi accolsero e mi trattarono subito come un figlio ed io ebbi modo, oltre che di approfondire

la mia conoscenza della lingua, di vivere per qualche mese la stessa vita

dei miei coetanei americani.

Sempre grazie all'interessamento del Padre Healy mi fu poi concesso di seguire

come « auditor » (auditore) alcuni corsi alla Fordham University, dove il giovane

Chisari, mio coetaneo, frequentava il primo anno di medicina, partecipando a tutte

le manifestazioni studentesche, così tipiche della vita universitaria americana, come

per esempio quello spettacolo pittoresco e variopinto che è una partila di «American ;

football» tra due università tradizionali nemiche.

Due parole sulla Fordham University, fondata nel 1841 e diretta dalla Compagnia

di Gesù fin dal 1846.

Come tutte le università cattoliche essa gode di una solida reputazione per la

serietà del suo curriculum accademico ed è frequentala da varie migliaia di iscrìtti.

La F. U. si trova a Bronx, uno dei quartieri di New York e copre un vasto appezzamento

di terreno.

Mi hanno particolarmente colpito per la loro imponenza ed efficienza due nuovissime

costruzioni, il cosidetto « Ratzkellar », enorme e modernissimo edificio, comprendente

un grande ristorante self-service, un supermerca'to per l'acquisto di libri,

cartoleria, articoli sportivi e di abbigliamento etc., sale di lettura, di divertimento,

con televisori, ping-pong etc. ed il gigantesco « Gimnasium » (palestra), capace di

ospitare qualche migliaio di persone per gli incontri di pallacanestro, scherma etc., e

ali'Decorrenza trasformato in sala da ballo per le grandi feste studentesche.

La Fordham University comprende varie facoltà, Legge, Economia, Lettere, Filosofia,

Farmacia, Biologia ed altre.

Le facoltà di Legge_ ed Economia, se non vado errato, sono ospitate in un nuovissimo

complesso di edifici, facenti parte del « Lincoln Center » a Manhattan.

Per ritornare al nostro argomento, dirò che spesse volte ho discusso con Padre

Healy della possibilità di ripetere questi scambi di visite tra alunni ed ex-alunni italiani

e americani, attraverso le associazioni degli ex-alunni.

Ho potuto anche riscontrare, a suo tempo, tra i coetanei americani il più vivo

interesse ad una simile iniziativa e da allora la moda di passare l'estate in Europa

(e in Italia) è diventata sempre più popolare tra gli studenti americani. D'altra parte

la mediazione dei Padri Gesuiti tranquillizza le famiglie e le rende anche più favorevoli

all'idea di un soggiorno dei figli all'estero.

Oltre alla soluzione della famiglia, esiste anche quella del « college », in una

Università dei Padri Gesuiti, specialmente durante la stagione estiva, quando si rendono

vacanti i posti degli studenti, non residenti, che ritornano alle loro famiglie.

Per terminare, un suggerimento a tutti gli Ex-Alunni: « quando viaggiate non

dimenticate di portare con voi l'Agenda e la Tessera Ex-Alunni ». G. TABASSO

(Da «Incontri» - Aprile 1966)


Lucio Anneo Seneca

(Berlino - Museo)

Grande e nobilissima cosa è l'anima

umana, e non accetta che le si pongano

altri confini se non quelli che ha comuni

colla divinità. Anzitutto essa non accetta

una patria umile, sia essa Efeso o

Alessandria o altra terra, se vi sia, anche

più popolosa e più bella : la patria

sua è l'universo intero, è l'ampia cinta

entro cui giacciono i mari e le terre,

entro cui è questa aria che distingue

congiunti l'umano e il divino e vegliano

tante luminose essenze tutte disposte

al compimento ciascuna della sua

funzione. Inoltre l'anima non accetta

per sé un chiuso limite di tempo. Essa

afferma: «Tutti gli anni sono miei; nessuna

età rimane chiusa per i grandi ingegni,

nessun tempo è impervio al loro

pensiero. Quando arriverà quel giorno

che tracci una separazione in questa

mescolanza del divino e dell'umano, lascerò

questo corpo là dove l'ho trovato,

e tornerò fra gli dèi. Neanche adesso

sono del tutto staccata da essi, ma il

peso della materialità terrena mi trattiene

in basso».

La seconda nascita

Attraverso questi periodi di vita mortale

essa si prepara a quell'altra migliore

e più lunga vita. Il grembo materno

ci tiene nove mesi, non per sé ma per

prepararci a quel luogo nel quale dobbiamo

venire, per farci capaci di respirare

e di vivere all'aria libera; e parimenti

lungo questo tempo che va dalla

infanzia alla vecchiezza noi ci maturiamo

per un'altra nascita. Ci attende un

altro principio di vita, un altro ordine

di cose. Ancora non possiamo sostenere

l'immediato aspetto del ciclo, abbiamo

ancora bisogno di una certa distanza.

Guarda dunque senza paura quella

grande ora decisiva, che è l'ultima per

Spunti Antiateistici

l'immortalità INI

il corpo ma non per l'anima. Considera

tutte le cose che ti stanno intorno come

arredi di una casa dove ti trovi ospite,

e pensa che bisogna passare oltre.

Natalizio dell' Immortalità

La natura ci esamina e decide di noi

così nel momento in cui ritorniamo via

dalla vita come nel momento che vi entriamo

: non è lecito portar via più di

quello che vi hai portato, anzi persine

di quello che vi hai portato devi deporre

gran parte. Ti saranno tolti codesta

tua pelle che tutto ti cinge, ultimo' tuo

vestimento, ti saranno tolti e la carne

e il sangue diffuso e scorrente per tutto

il corpo, ti saranno tolte le ossa e tolti

i nervi che stanno a sostegno degli elementi

liquidi e scorrevoli. Il giorno che

tu paventi come l'ultimo della vita è invece

il giorno natalizio dell'immortalità.

Deponi il peso; ma perché indugi? Non

sei già uscito un'altra volta dal corpo

abbandonato in cui stavi nascosto? Tu

resti fermo e resisti ; ed anche allora sei

stato messo fuori con un grande sforzo

della madre. Tu ti lamenti e piangi; e

il piangere è cosa naturale in chi nasce,

e tu meritavi di essere scusato perché

appena venuto in questo mondo eri ancora

ignaro e inesperto di tutto. Uscito

dal caldo morbido nido delle viscere

materne, hai sentito lo spirare di un'aria

più libera: ma poi hai sofferto il

contatto di una mano dura e, tenero ancora

e privo d'ogni esperienza, hai guardato

con stupore le cose ignote che ti

erano intorno: ora non ti riesce nuovo

separarti da questo mondo di cui sei

stato parte.

Staccati serenamente dal corpo

Da' dunque un addio a cedeste membra

inutili e abbandona questo corpo

in cui hai fatto lunga dimora. Esso sarà

squarciato, sotterrato e distrutto :

ma perché te ne rattristi? Così avviene

: gl'involucri che prendono quelli che

nascono, col tempo periscono. Perché

tu ami codesto corpo come se fosse intimamente

tuo? Tu te ne servi per co-

SOSPIRI E LAMENTI CON DIO Oh 0! . .,

Oh, non opprimermi!

prirti, ma verrà il giorno che ti afferrerà

e ti trarrà fuori dall'abitazione di

quello sconcio e fetido ventre.

E anche ora cerca quanto puoi di estraniartene,

abbandona i piaceri che

non sono collegati a precise necessità,

ed eleva il pensiero a superiori meditazioni.

Un giorno ti si scopriranno i misteri

della natura, si dissiperà codesta

nebbia, e una chiara luce ti avvolgerà

da ogni parte. Immagina quale fulgore

sarà quello prodotto da tanti astri che

fonderanno insieme la loro luce. Nessuna

ombra farà mai velo al sereno, ogni

regione del ciclo splenderà ugualmente

; il giorno e la notte sono vicende di

un'atmosfera inferiore. Tu dirai di essere

vissuto fino allora nelle tenebre

quando con tutto te stesso potrai mirare

tutta la luce, quella luce che ora

tu vedi diminuita attraverso l'angusto

spiraglio degli occhi e che tuttavia pur

da lontano contempli con meraviglia:

ti apparirà la divina luce quando potrai

contemplarla nel centro delle sue

verità. Questo pensiero bandisce dall'animo

tutto ciò che vi possa essere di L

brutto, di basso e di crudele: ci afferma

che gli dèi sono testimoni di tutte

le cose nostre, ci comanda di cercare la

loro approvazione e di prepararci ad incontrarli

nell'altra vita e di pensare all'eternità.

Chi ha ben chiaro in mente

questo concetto non ha più paura degli

eserciti e delle trombe di guerra, non

teme più alcuna minaccia. Non può sentire

alcuna paura nella vita colui che

spera di morire, anche colui che crede

che l'anima esista solo finche si mantiene

legata al corpo e appena disciolta

subito si disperda, se opera in modo che

possa essere utile anche dopo la morte.

Infatti, benché egli sia stato sottratto

ai nostri sguardi, sempre «torna all'animo

suo la grande virtù dell'uomo e la

grande nobiltà della sua gente». Pensa

quanto ci giovano i buoni esempi, e saprai

che dei grandi uomini non è meno

utile la presenza che il ricordo.

(da: L. A. Seneca, «Lettere a Lucilio»,

a cura di Balbino Giuliano.

Bologna, Zanichelli, 1955-57, 3 vv.)

Oh, non volgerti a me Poiché guai profitto può darti il tuo servo infermo?

Dopo i miei peccati! Non guardare al mio deserto

Ma alla tua gloria! Allora Tu mi riformerai

E non mi respingerai :poiché Tu so/o sei

II sommo Iddio; io, un semplice verme.

Io ho predato il tuo bestiame, distrutto i tuoi boschi,

Svuotato i tuoi granai; mi son torturato il cervello

Finché non ho escogitato come sperperare i tuoi beni.

Oh, non flagellarmi!


L'immortalità dell'anima è cosa che

ci importa talmente, che ci riguarda così

profondamente, che bisogna aver perduto

ogni sensibilità se ci torna indifferente

di saperne qualcosa. Tutte le nostre

azioni e i nostri pensieri debbono

prendere vie così diverse, a seconda che

vi siano a sperare dei beni eterni oppure

no, che è impossibile fare un passo

con senso e con giudizio se non regolandolo

sull'idea di questo punto, di 'quello

che deve essere il nostro fine ultimo.

Il nostro primo interesse

: il nostro primo dovere è d'informaribene

su questo argomento, da cui dinde

la nostra condotta. Ed è per questo

che, tra quanti non ne sono persuasi,

lo faccio una estrema differenza tra

coloro che s'affaticano con tutte le loro

forze per istruirsene e coloro che vivono

senza turbarsene e senza pensarci.

Non posso avere che compassione per

coloro che gemono sinceramente in questo

dubbio, che lo considerano come la

suprema delle sventure e che, non risparmiando

nulla per venirne fuori, fanno

di questa ricerca la loro principale

e più seria occupazione.

Ma, quanto a coloro che passano la

vita senza pensare a questa fine estrema

della vita e che, per questa sola ragione

che non trovano in se stessi i lumi

che persuadano la loro mente di ciò,

trascurano di cercarli altrove, di esaminare

a fondo se tale opinione è di quelle

che il popolo riceve per una credula

semplicità oppure di quelle che, sebbene

oscure di per se stesse, hanno tuttavia

un fondamento ben solido e incrollabile,

io li considero in un modo tutto

diverso.

Negligenza mostruosa

Questa loro negligenza in una questione

in cui si tratta di loro stessi, della loro

eternità, di tutto il loro essere, mi irrita

assai più che impietosirmi : mi stu-

dell'anima

Oh, non accecarmi!

Io ho meritato che un divino flagello

Affievolisca i miei poteri; poiché la mia sensualità

Ha sparso foglie di fico per escludere la tua luce.

IMa io sono fragilità e già polvere.

Oh, non annientarmi!

Oh, non colmarmi

Col vaso dell'amara tua collera!

Poiché Tu hai altri vasi pieni di sangue

lina parte dei quali il mio Salvatore ha vuotato

fino alla morte, e per il mio bene lo fece.

e secondo PASCAL

pisce e mi spaventa, è una cosa mostruosa

per me. Non già ch'io dica questo

per il pio zelo di una devozione spirituale.

Al contrario: intendo dire che

si deve avere questo sentimento per un

principio di interesse umano e per un

interesse di amor proprio; e che per

questo non occorre vedere se non ciò

che vedono le persone anche meno illuminate.

Non occorre avere un'anima molto elevata

per comprendere che quaggiù

non esiste alcuna soddisfazione veritiera

e solida, che tutti i nostri piaceri

non sono che vanità che i nostri mali

sono infiniti, e che infine la morte, che

ci minaccia ad ogni istante, deve infallibilmente

entro pochi anni metterci

nell'orribile necessità di essere per l'eternità

o annientati o infelici.

Spavalderia inutile

Non c'è nulla di più reale di questo,

né di più terribile. Facciamo sin che vogliamo

gli spavaldi : ecco la fine che è

preparata alla più bella vita del mondo.

Ci si rifletta un poco sopra e dopo

si risponda se non è indubitabile che

non c'è altro bene in questa vita all'infuori

della speranza di un'altra vita, che

non si è felici se non quanto più ci si

avvicina ad essa, e che, come non vi sarà

più infelicità alcuna per coloro che

abbiano una piena certezza dell'eternità,

così non e' è ombra di felicità per

coloro che non ne hanno alcun barlume.

E' dunque sicuramente un gran male

trovarsi in questo dubbio; ma s'impone

almeno il dovere indispensabile di

cercare, quando si è in questo dubbio;

e quindi colui che dubita e non cerca

è insieme assai infelice e assai ingiusto;

e se con tutto ciò egli è tranquillo e soddisfatto,

se arriva a dichiararlo apertamente

ed infine a mostrarne una certa

vanità, e se è proprio di questo stato

.,

I . . '

Ritratto a sanguigna di B. Pascal

eseguito dal Domat.

medesimo ch'egli fa l'oggetto della sua

gioia e della sua vanità, ebbene io non

ho termini per qualificare una così stravagante

creatura.

Come si possono alimentare certi sentimenti?

jQuale motivo di gioia si prova

a non attendere più altro che miserie

senza riparo? Quale motivo di vanità a

vedersi entro oscurità impenetrabili, e

come può mai dirsi che tale ragionamento

alberghi in un uomo ragionevole?...

Eternità formidabile

Niente è così importante per l'uomo

come la sua condizione, niente è per

lui così formidabile come l'eternità; e

quindi, che si trovino degli uomini indifferenti

di fronte alla perdita del loro

essere o al pericolo di un'eternità di

miserie, questo non è affatto naturale.

Essi sono ben diversi riguardo a tutte

le altre cose : hanno timore perfino per

le più lievi, le prevedono, le sentono; e

quello stesso uomo che passa tanti giorni

e notti nella rabbia e nella disperazione

per la perdita di una carica o per

qualche offesa immaginaria al proprio

onore, è quello stesso che sa di dover

perdere tutto con la morte, e vi pensa

senza inquietudine e senza commozione.

E' una cosa mostruosa vedere nel medesimo

cuore e nello stesso tempo una

tale sensibilità per le cose minime e

questa strana insensibilità per le più

grandi. Vi è in ciò un incantesimo incomprensibile,

ed un assopimento soprannaturale,

che da indizio di una forza

onnipotente che lo produce.

(da: B. Pascal, «Pensieri», trad.

di V. E. Alfieri. Milano, Biblioteca

Universale Rizzoli, 1952)

Oh, non uccidermi!

Ma liberami dal male!

Poiché Tu hai vita e morte al tuo comando,

Tu sei Giudice e Salvatore, Festa e Verga,

Cordiale e Corrosivo: non metter la tua mano

Nell'amaro scrigno; ma, o Signore,

Signore, liberami dal male!

GEORGE HERBERT (1593-1633)

Poeta inglese, appassionato musicista

e uomo di corte con Giacomo I.


Nello scorso gennaio si sono compiuti

dieci anni dalla morte del compianto

prof. Luigi Stefanini, della nostra

Università. La Società filosofica

- sezione padovana - ha invitato a

commemorarlo il prof. M. F. Sciacca,

che ne ha rievocato con accenti

commosi il pensiero e l'opera, suscitando

nei presenti viva emozione,

nel ricordo affettuoso e riverente di

un uomo che fu, prima ancora che

di filosofia, maestro di vita e di costume

morale e civile.

Sia permesso ad un affezionato,

antico alunno del prof. Stefanini (lo

ebbi professore in Liceo di storia e

filosofia negli ormai lontanissimi anni

tra il 1932 e il 1935) di scrivere

qui qualche riga per riassumere —

sulla linea del discorso del professar

Sciacca — i termini fondamentali

della personalità del grande Maestro.

So di non avere diretta competenza

per trattare il tema; ma mi spinge a

tentarlo l'affetto e la devozione che

porto nel cuore per chi mi diede,

negli anni dell'adolescenza, un nutrimento

sano e sostanzioso di pensiero

e di cultura, preparandomi ancor

più che all'Università, al gran

cimento della vita.

A questo aspetto della personalità

di Stefanini, «uomo buono» e

«uomo vivo», per le doti di cuore,

per l'animo aperto e per la vasta eredità

d'affetti lasciata tra amici e

discepoli, si è riferito, esordendo, lo

Sciacca : quasi a stabilire — prima

14 —

Luigi

dell'esame dell'opera — un clima di

serena disposizione nell'uditorio, entro

il quale è stata possibile una rassegna

profonda, e semplice insieme,

dei singoli libri del filosofo.

Idealismo cristiano : primo periodo

della "filosofia stefaniniana " e

primo gruppo di scritti pubblicati in

«Convivium» e poi raccolti in volume

nel 1931. Contro l'idealismo immanentistico

di Hegel e il neo-Hegelismo

di Gentile e di Croce, Stefanini

rivendica la dimensione più aperta

e profonda dell'autocoscienza cristiana.

Idealismo anche la conoscenza

cristiana, perché nella conoscenza

è sempre implicita la conoscenza

di sé, l'autocoscienza (conosciamo

conoscendoci e ci conosciamo conoscendo).

Ma" non ci esauriamo —

come per Gentile e Croce — nella

conoscenza, perché questa non può

adeguare tutto il nostro essere. Siamo

creati da Dio, siamo prima e dopo

di noi; partecipiamo dell'infinità

di Dio, ma non possiamo avere di

noi una conoscenza intera e concreta.

Qualcosa dell'infinito che è in

noi sopravvanza alla conoscenza,

sempre finita, che possiamo avere

di noi e dellla realtà. Compito della

conoscenza nel suo suo fine ultimo,

più immanente alla profondità metafisica

dell'uomo, è la trascendenza,

quell'intelligenza che fa del nostro

spirito, non uno specchio passivo

della realtà (Aristotele), ma una

perenne attività ri-creatrice (S. Tom-

Stefanini

(a dieci anni

dalla morte]

maso). Creati per ri-crearci, per collaborare

con Dio (cercandolo, scoprendoLo,

intendendoLo), noi «siamo»

se con-sistiamo nell'impegno di

portare il nostro essere-al livello della

Sua immagine.

Il filosofo che vive il dramma della

scepsi, ricerca indomabile che mai

riesce a raggiungere la verità assoluta,

è Piatone, sulla cui opera lo

Stefanini medita e studia, approdando

ai due fondamentali volumi

del 1932 e 1935.

L' idealismo cristiano si completa

con il libro (1933) Mens cordis, un

«giudizio sull'ateismo contemporaneo»,

che è insieme un tentativo di

chiarire ulteriormente i termini del

problema della conoscenza. Il conoscere

come ri-creare supera l'antinomia

tra pensiero e azione, teoria e

prassi nell'atto umano che è conoscenza

d'amore e volontà di pensiero.

Le cose non si risolvono nel mio

atto, perché c'è in me qualcosa che

trascende sempre il mio atto; di conseguenza

l'uomo non si risolve nelle

sue opere (Croce), perché egli consiste

in una sostanza della quale il suo

atto non può toccare il fondo.

L' immaginismo è la formula del

secondo momento del pensiero stefaniniano.

Il concetto della conoscenza,

intesa come ri-creazione «ad

similitudinem», comporta una rivalutazione

del concetto di immagine.

Lo scavo del concetto è condotto ancora

sulla scia di Piatone. Per esso


l'apparire non era un fatto puramen-

\ te fenomenico, anzi l'idea che si manifesta

attraverso 1 il sensibile.

La corrispondenza tra il platonico

apparire e la ri-creazione di Stefanini

consiste in ciò: le cose valgono più

per quello che nascondono che per

quello che fanno vedere; più per il

valore cui rimandano che per quel

I che sono. Perciò l'importanza della

immagine, sia sensibile che intellettiva,

risiede nel fatto ch'essa rimanda

ad un valore che la trascende, al

di là del sensibile e dell'intellegibile:

ad una realtà trascendente. Ne consegue,

di grado in grado: a* che la

immagine è il ponte tra sensibile e

sovrasensibile; b) che il processo immaginativo

è quasi una rivelazione

di Dio a noi attraverso l'immagine;

e al tempo stesso di abissale trascendenza

di Dio rispetto a noi.

L'immaginismo non potè svilupparsi

oltre il volume (1936) dallo

stesso titolo; ma costituisce il punto

di partenza per il terzo momento

fondamentale del pensiero dello Stefanini,

il più alto e compiuto: il personalismo.

Il personalismo trova il suo immediato

precedente, tuttavia, in un'altra

definizione e sistemazione del

pensiero stefaniniano : lo spiritualismo

cristiano. La nuova sigla è in

funzione del mutato atteggiamento

della filosofia contemporanea che si

è sostituita all'idealismo: l'esistenzialismo.

Logica conseguenza dell'idealismo

hegeliano, l'esistenzialismo

mette ancora l'assoluto nel finito: e

Stefanini oppone che, mettere l'assoluto

nel finito, della vita o della

storia, significa perdere e il primo e

il secondo, romperne l'armonia, ren-

derli entrambi inintellegibili: significa,

soprattutto, rompere la reciproca

trascendenza del rapporto tra l'/o

e il tu (tu è l'altro io, solo se si pone

in termini di trascendenza, ossia come

comunione d'anima).

in questo momento della attività

dello Stefanini si inseriscono — nel

momento più tragico della storia

contemporanea (1943-44) — i due

vo-lumi La Chiesa cattolica e Vincenzo

Gioberti: riflessione, la prima, sul

valore eterno della Chiesa, come unica

salvezza dell'umanità; difesa,

il secondo, della parte positiva del

pensiero giobertiano, contro I' interpretazione

di Spaventa e Gentile.

Dal 1948 al 1956 le opere del

Personalismo : Metafisica dell'arte

C948), Metafisica della forma C49),

Personalismo sociale C52), Personalismo

educativo ( 1955), Esistenzialismo

ateo ed esistenzialismo cristiano

(1955).

L'essere è personale. La persona

è un'unità irrepetibile e inconfondibile

che non si può né scambiare, né

barattare. Questi i due articoli dello

statuto personalistico stefaniniano.

Con esso si chiude il ciclo del suo

pensiero. Chiusura circolare, nella

quale troviamo sviluppati e condotti

a termine i due momenti essenziali

delia sua ricerca: la metafisica e l'estetica.

La persona è creativa: crea

ri-creando, ri-crea con la parola. La

arte è assolutezza espressiva. Ma

l'assoluto dell'arte non abolisce la

filosofia, non la metafisica; perché

la ragione filosofica sormonta l'arte

e ne trae la più adeguata immagine

dell'Assoluto.

La rapida rassegna delle opere

dello Stefanini (s'intende delle più

Gì ANNI

M AL ATESTA

PADOVA-VIA MANZONI 64 - TEL. 23345

importanti), ha messo in evidenza

che un concetto rimane costante

nello svolgimento del suo pensiero :

quello dell'uomo come creazione ineffabile

di Dio: come supremo capolavoro

del Creatore. Di fronte all'infuriare

di dottrine e di ideologie

— più o meno disinteressate — il

pensiero di Stefanini regge «come

torre ferma che non crolla», armonizzandosi

con le recentissime scoperte

o verifiche delle scienze fisiche

e naturali. E impone all'uomo il

rispetto di una dignità che da Dio

direttamente gli viene.

Lo ricordo commosso nelle lezioni

degli anni trenta di Luigi Stefanini al

«Tifo Livio»: quand'egli della storia

o della filosofia trapassava alla poesia,

quasi invadendo il campo che

non gli spettava (mai dove non può

spaziare il vero Maestro?): e ci leggeva

Dante e ci imprimeva — a me

almeno — nella mente e nell'animo

quei versi immortali del Paradiso

(XIX, 40 - 66)

« ... Colui che valse il sesto

a lo stremo del mondo, e dentro ad esso

distinse tanto occulto e manifesto,

non potè suo valor sì fare impresso

in tutto l'universo, che 'I suo Verbo

non rimanesse in infinito eccesso...

Però ne la giustizia sempiterna

la vista che riceve il vovstro mondo,

com'occhio per lo mare entro s'niterna;

che, ben che da la proda veggia il fondo,

in pelago noi vede; e nondimeno

èli,ma cela lui l'esser profondo.

Lume non è se non vien dal sereno

che non si turba mai; anzi è tenebra,

od ombra della carne o suo veleno... ».

VITTORIO ZACCARIA

IMPIANTI D'ASCOLTO

DISCHI ALTA FEDELTÀ

REGISTRATORI

MAGNETICI REVOX

— 15


m

ili•...-... i i

L'Onorevole Carli, il Prof. Carrara, il P. Guidetti e l'Onorevole Betriol al dibattito del 16 maggio.

TI vero motivo del "no,,

al divorzio In Italia

II dibattito organizzato all'Antonianum

sul problema del Divorzio

oggi in Italia, in cui hanno

parlato l'on. prof. G. Bettiol, l'on.

Lia Miotti Carli, il prof. Luigi Carrara

e il P. A. Guidetti S. J. del

Centro Culturale S. Fedele di Milano,

è stato frequentato da molto

pubblico ed ha suscitato molti

interventi che hanno portato a

fondo le conclusioni.

Ha parlato per primo il P. Guidetti

il quale ha analizzato il contegno

della Chiesa lungo il corso

dei secoli, la posizione di pura tolleranza

che ebbe a sostenere colla

Chiesa Orientale che ammetteva il

divorzio per causa di adulterio, basata

sul tanto discusso passo del

Vangelo di S. Matteo che sembra

discordare da quello di S. Marco

e di S. Luca che escludono l'an-

16 —

nullamento del matrimonio.

Il Concilio di Trento ha definito

il matrimonio insolubile sia

per la sua natura di sacramento,

simbolo della perenne unione di

Cristo con la sua Chiesa, sia per

la sua natura protesa alla generazione

che esige la perenne concordia

dei coniugi, perché i figli possano

essere educati convenientemente.

Le chiese protestanti che dopo

essersi rese arbitre dell' interpretazione

delle scritture Sacre acconsentirono

al Divorzio introdotto

dai governi, lo fecero per un

minor male e oggi sarebbero tutte

disposte ad eliminarlo se fosse

possibile.

Del resto l'oratore notava che il

motivo per cui la Chiesa s'è mossa

a condannare il Divorzio è so-

li

prattutto per gli inconvenienti di

ordine sociale che il Divorzio comporta,

tema sul quale si è fermata

anche l'on. Miotti Carli.

Quando anni fa nel Wurtenberg

è stata fatta una statistica sulla

pazzia è stato trovato che su centomila

pazzi, coniugati erano 283

(140 uomini e 143 donne), celibi

460 (236 uomini, 224 donne), vedovi

676 (338 uomini, 338 donne),

i divorziati erano 2994 ( 1484 uomini,

1510 donne).

In proporzioni uguali sta anche

il suicidio e per la donna la prostituzione.

C'è un trauma psichico

nei divorziati che rende la loro

vita disagiata fino al punto da indurii

alla ricerca della morte.

Peggiore ancora lo stato dei figli

che spesso non si sentono più

figli, ma figliastri quando i geni-

i


tori passano ad altre nozze, ed allora

cercano addirittura nel delitto

la loro sistemazione di vita.

E In America è stato notato che il

5ì% dei piccoli criminali viene da

genitori divorziati, il che significa

(tenendo conto dei numero limilato

dei figli di divorziati) che essi

danno alla delinquenza il quadruplo

rispetto ai figli dei non divorziati.

Quindicimila fra giudici

e psichiatri ed educatori americani,

interrogati quale fosse secondo

loro la prima ragione delle trecentomila

traduzioni annue di ragazzi

americani da 10 ai 19 anni davanti

ai giudici e delle 100.000 incarcerazioni

risposero concordi : «il crescente

numero dei divorzi americani

». Il numero della vasta delinquenza

minorile dei figli dei divorziati

e riscontrabile ovunque è

il divorzio. Nella Costarica, ad esempio,

proviene da famiglie di divorziati

il 62 9c dei delinquenti prima

dei diciotto anni. Nel Belgio il

57,89'-,, nell'Austria il 50%, nella

Francia il 27,46% ecc.

L'on.le Miotti Carli proseguiva

impegnando le famiglie a vigilare

piuttosto sul matrimonio dei figli

per evitare certi sbagli che hanno

per conseguenza l'impossibilità di

convivenza.

L'on. Bettiol ha esaminato invece

le disposizioni della Costituzione

e la sua convenienza coi Patti

Lateranensi che non permettono il

Divorzio in Italia senza un conflitto

con la Chiesa, così come hanno

dichiarato anche i Giudici Costituzionali.

Insisteva però, ed insieme

con lui anche il prof. Carrara, nella_risposta

agli interventi col pubblico,

che il motivo non era semplicemente

religioso, ma la natura

stessa del matrimonio, il suo significato

sociale che intacca la base

stessa della famiglia la quale deve

essere stabile per il bene della

società tutta. Non ha significato la

obbiezione che la Chiesa si tenga i

suoi insolubili, lasci ad altri che

non credono o non sono cristiani

la loro libertà di divorziare. Il matrimonio

valido anche dei non cristiani

è insolubile di natura sua,

perché Iddio lo ha creato così, ed

ha un lato di sacralità sociale per

cui dev' essere da tutti rispettato.

Ciò non toglie che anche lo Stato

possa modificare le sue leggi riguardanti

il matrimonio (come la

Chiesa che ammette molti impedimenti

dirimenti) in modo da poter

dichiarare invalidi certi matrimoni

dei non cristiani, contratti

irragionevolmente, senza le debite

formalità.

11 dibattito ha lasciato in tutti

ottima impressione.

Delizie dii/orzisticlie

A complemento di quanto è stato detto

sul divorzio durante il dibattito sue-

sposto, riportiamo alcuni dati sul matrimonio

degli adolescenti negli Stati Uniti,

tolti dall'articolo sul «Gazzettino»

del 19 maggio di Graziano Sarchielli.

« Ogni anno si sposano negli Stati Uniti

più di 600.000 giovani al di sotto

dei venti anni e spesso le nozze vengono

celebrate a titolo di riparazione. Assai

spesso le ragazze rimangono incinte

e quando si sposano stanno già attendendo

un figlio. L'assurdo è che i matrimoni

vengono fatti senza una situazione

economica chiara e quando i ragazzi

sono ancora alla Scuola superiore.

Lo Stato per fronteggiare il pericolo

mette a disposizione, con le Università,

case con affitti bassi e aiuta anche nella

scelta del lavoro manuale all'interno

della Scuola stessa. Sono così sorti i

«campus» che sono veri villaggi di giovani

studenti con case prefabbricate,

comode in tutto.

« Le statistiche dicono che i divorzi

fra giovani studenti sono tre volte superiori

che nel resto della popolazione,

e cioè un matrimonio su tre finisce con

un divorzio, dopo pochi anni. Qualcuno

fugge dai genitori prima della nascila

del figlio. Ed è accertato che i giovani

anche dopo risposati sono poco adatti

a condurre avanti una famiglia. Le conseguenze

sono che essi così spesso si

isolano, sfuggono i coetanei, non vogliono

più studiare e continuano, per sopravvivere,

a preferire il lavoro manuale,

e se hanno figli intraprendono azioni

legali per averli in custodia. Tra questi

giovani divorziati la delinquenza è

molto alta ».

Il pubblico accorso al dibattito


II Rev. Padre Albino Babolin è stato nominato recentemente

Libero Docente di Storia della Filosofia moderna e

contemporanea dell'Università di Bologna e docente di Storia

della Filosofia all'Universsità di Parma.

Mentre gli porgiamo congratulazioni e auguri rammentiamo

qui il bel volume scritto recentemente e pubblicato

dalla Gregoriana di Padova su: «Essere e Alterila in Martino

Buber» (filosofo tedesco nato a Vienna nel 1878, morto

a Gerusalemme nel 1965).

Il Padre Babolin ha preso i nconsiderazione la filosofia

di Buber, per quanto ebreo, perché rivela una religiosità ed

ecumenicità sorprendenti. Il prò/. Primo Montanari che ne

estende la recensione dopo aver riportato il pensiero di Padre

Babolin sulla Phenomenologie di Husserl e la Existenzphilosophie

di Heidegger, che presentano un essere circoscritto

in modalità diverse nell'ambito dell' io senza alcuna

pronuncia di trascendentale alterila, indica invece nella filosofia

del Buber la problematica dell'alterila più coslrulliva.

Conlinua quindi con i seguenli accenni :

La filosofia dell'alierilà, invece, secondo Martin Buber,

rivendica all'essere nella concreta apparizione e rivelazione

umana un movimento di ulteriorità e non di chiusura in

rapporto alla dimensione dello statuto storico dell'uomo.

La filosofia dell'alterila parte dalla persona, inserita nell'essere

e aperla nell'essere. Infatti, noia Padre Babolin, per il

Irascendimenlo operalivo nella semplice Irasparenza di se

a se slessa, l'alio di sé personale viene a rivelare a sé anche

la radicale condizione di sé : lutto ciò che è, è dato. Essa

è da un Allro, è da ciò che determina sé, costruendola

come è. Ciò che è e come è, non è da sé. Il fondamenlo

di sé implica una derivazione nell'essere da ciò che è l'Essere,

e quindi Tessere-persona da un essere-persona in modo

assoluto, sicché lutto il movimento dell'io, come lale, è

scandito dalla misteriosa rivelazione del Tu, presenza assolula

di un pronunciamento perenne avvolgente in uno slattilo

irriducibile un io aperto slrulluralmenle al Tu assoluto.

L' Essere assoluto, configuralo in rapporto all'io come

Tu assoluto, condiziona l'essere nel quale assumono consistenza

per partecipazione all'essere lutti gli enli personali

( 1 ) A. BABOLIN, Essere e alterila in Martin Buber, Ed. Gregoriana,

Padova 1965, 8", pp. 280.

18 —

LA FILOSOFIA

DELL'ALTERILA'

IN

MARTIN BUBER

e non personali: l'Allro è principio eli lutto ciò che ha l'essere.

Perciò lutti gli enli sono orientali all'Essere per derivazione

ontologica, la persona invece è orienlala al Tu paradigmalico,

assoluto per posizione vocazionale. Tulli gli

enli possono comunicare Ira loro a diversi livelli perché

tutti hanno qualcosa in comune: non solo l'essere ma l'essere

orientali verso l'Assoluto, però sollanto la persona può

dialogare, ma per poter far questo è necessaria la Persona

che pone la condizione di possibilità dell'alterila inlerpersonale.

L'essere quindi è il fondamenlo radicale di ogni ente,

e in questo modo è posla la condizione originaria del comunicare.

E' anche il Tu assoluto della persona o delle persone,

cosliluile come io, e perciò paradigma fondanle ogni

alterila, perché in una priorilà ontologica, l'Io assoluto è

capace di cosliluire un lu, come risposta a sé, formulata

con libera e consapevole responsabililà. Come si vede, Marlin

Buber è senza dubbio il filosofo dell'alierilà, e il suo discorso

nell'ambito della filosofia dell'alterila occupa uno spazio

singolare e originale.

Diversi furono i pensatori che influenzarono la ricerca

del Buber, e il Padre Babolin ne ricorda alcuni Ira i quali

lo Jacobi, Kierkegaard, Barlh, Guardimi e allri. L'originalilà

dello Jacobi, per esempio, consiste nell'aflermare il suo

realismo come una connessione radicale e originaria tra

l'uomo e l'ambiente, tra l'io e il tu, più che tra soggetto e

oggetto. Ed è proprio questa temalica della immediatezza

dell'essere, articolalo in un rapporto fecondo : io - lu, che

colloca, secondo il Buber, il discorso dello Jacobi in una

posizione diversa e opposla alla monocorde melafisica dello

Spinoza, e alla filosofia Irascendenlale di Kanl. E' nella

immediatezza dell'essere, rivelalo e rilevalo dall'alto di coscienza

umana, che nasce la nuova dialettica ontologica.

Ma Buber avvertì ancor più la lemalica di Kierkegaard,

in cui il discorso è scandito dall'esperienza religiosa, cioè

dalla rivelazione dell' essere nella sua profonda e assoluta

presenza. La differenza assoluto rivela la relazione assoluta

tra l'io e il Tu assoluto. Di conseguenza, la differenza assolula

pone la condizione della singola esislenza, sicché nell'ambito

dell'essere l'apertura dell' io al Tu è esclusiva, come

è irripelibile l'essere nella sua presenza concrela e articolala.

Buber ha seriamente avvertilo la temalica del Kier-


kegaard. E' terribile il momento dell'esistenza: l'uomo e

l'Assoluto. In questo contesto, però, il Buber ha pensato bene

di non dimenticare l'incidenza dell'apertura dell'allenta,

cioè la presenza anche della comunità. La persona vive in

un contesto ontologico interpersonale Non bisogna dimenticare

o diminuire il valore della condizione interpersonale:

l'uomo non è davanti a Dio «da solo». E' anche il rappresentante

degli altri, perché anche Dio non è solo davanti

all'uomo. E' l'Assoluto che tutto da, perché è il Tu di tutti.

Come si vede, l'immediatezza dell'essere dello Jacobi è diventata

nell'esperienza religiosa di Kierkegaard rapporto interpersonale

nella differenza qualitativa. L'uomo ha scoperto

in sé la spia misteriosa del Tu assoluto. L'io e il Tu assoluto

vivono implicati nella differenza assoluta.

E, senza dubbio, ha sollecitato la ricerca del Buber a

fondare una vera e autentica alterila, anche l'annullamento

da parte del Barlh del valore dell'uomo nell'ambito della

teologia dialettica. Il Tu assoluto, infalli, non polrebbe

assumere un vero significalo radicale se la consislenza ontologica

dell'io, fosse posla sollanlo in senso diallelico e non

anche in senso positivo. Un arco inlerpersonale non può essere

fondato, crilicamenle, se non nell'aulenlica irreversibilità

dell'opposizione inlerpersonale.

Ma se la lemalica del Barlh viveva nella crisi ira l'uomo

e l'Assoluto, essa Irovò il suo facile superamento nel

pensiero di Romano Guardini. Il superamento, infalli, della

dialettica del rapporto Ira l'uomo e Dio è scandito dalle

categorie della rivelazione crisliana, senza bisogno di alcuna

riduzione. Filosofia e Teologia sono momenli indicativi

della complessila del rapporto, ma rivendichiamo il significalo

e il valore di autonomia sia dell'uomo, sia di Dio

senza alcuna prelesa di dommalicilà. Solo la manifeslazione

dell'essere nel contesto storico può condizionare e sostenere

le proposizioni della filosofia, e una teologia che lenii

di negare ciò che la ragione umana afferma, dopo una ricerca

critica, non può essere presa in seria considerazione.

Secondo il Guardini, dice Padre Babolin, è nella comunicazione

sincera di sé a se slesso che viene rivelala l'apertura

verso l'interno «ulteriore», cioè verso ciò che fonda tutta

la dimensione entitativa di sé, e verso l'interno «esteriore»,

cioè verso ciò che non è sé, e quindi è distinto da sé,

ma come se stesso, cioè dato dall'essere, rilevato all'essere

e quindi sempre condizionato dall'essere. Infatti, se l'essere

è comunicazione, la frattura del rapporto e la riduzione dell'uomo

al principio originario di sé, come sono indicali dal

Barlh, sono semplicemente superati. L'orizzonte dell'essere

diventa, in Guardini, spazio d'incontro. L'io, necessariamente,

è condizionalo dal Tu assoluto. Ma dire condizionamento

nell'essere non imperla, né implica riduzione dell' io all'Essere

assoluto, ma indica piuttosto tensione nell'interno

dell'essere. Ed è precisamente l'alterila dell'io e del Tu assoluto

che dona fecondila e garanzia al termine esistenziale

della persona umana, configurala in un determinalo statuto

storico. .,

Come s'è visto, dice il Padre Babolin concludendo il

suo lungo studio, il discorso del Buber sia nella ricerca della

fondazione ontologica dell'alterila, sia nella ricerca del

fondamento ontologico dell'alterila nel suo principio originario,

cioè nell'Assoluto ha rilevalo alcuni punii fondamentali

per la slessa filosofia dell'alterila, caralterislici nella

cultura ledesca contemporanea. Il fondo del suo pensiero è

sempre radicato nella tensione di superare la dottrina filosofica,

soprattutto quella di Kanl e di Hegel. Egli infalli,

critica ogni lenlalivo riduzionislico della consislenza autonoma

della persona, ma la sua dottrina in fondo è coslrultiva,

perché le islanze aulenliche reperibili sia nell' idealismo

sia nell'esistenzialismo, sono da lui ricuperate in una

sana ontologia metafìsica e non con un'ontologia formale.

Sono le prospettazioni che variano, dice Padre Babolin;

ma in quesla variazione viene appunto a delinearsi la sles-

sa problematica originale del Buber: l'esistenza storica della

condizione umana. Anche il motivo kierkegaardiano ritorna,

ma con un ritmo diverso, perché la persona non è

più collocata in un unico e singolo rapporto con l'Allro,

ma è inserila in un contesto di radicale apertura verso tutte

le configurazioni dell'essere. Il mondo è rivolto alla persona

e la persona è rivolla al Tu eterno e assoluto.

Il Buber radica la sua prospettazione ontologica nell'essere

divaricalo nell'arco della opposizione polare-personalc.

L'essere, in sé e per sé, è articolalo nello slaluto della persona.

E questo, dice Padre Babolin, è proprio l'apporto originale

del Buber alla filosofia dell'alterila dell'essere, dopo

le ardile e sistematiche prospettazioni di Kanl e di Hegel

da una parte e di Husserl e di Heidegger clall'allra. Certo,

la dottrina dell'essere formalizzalo fu vivificala dalla categoria

dell'esistenza singolare di Kierkegaard. Ciò che è singolare,

è rivolto al concreto e al particolare, è un'esistenza

carica di circoscrizione e di autolimitazione. Ma così non

era esclusa la sottesa aporia dell'isolamento ontologico, an-

Martin Buber

zi addirittura dell'aporetico fondamento ontologico. In Marlin

Buber, invece, viene affermala la priorilà dell'essere rispello

al pensare, e nell'essere viene scoprla l'alterila ontologica

e personale. La declinazione di ciò che ha l'essere è

scandite da ciò che è l'essere, in un contesto personale carico

di responsabilità e di destino, perché l'essere vive nella

dimensione della persona. La temporalità, dice Padre Babolin,

logora ogni fissazione dell'essere. Solo dal Tu assoluto

deriva la fondazione originaria dell' io, sicché soltanto il

Tu misterioso può placare l'invocazione dell'uomo nella sua

avvenlura esistenziale.

Quesla è la filosofia dell'allenta in Marlin Buber, presto,

ci avverte Padre Babolin, avremo la filosofia dell'alterila

in Romano Guardini.

— 19


Marcisi della fede

Le automobile passavano veloci sulla Cassia superiore,

quasi timorose di turbare il raccoglimento e la

pace del primo mattino. Camminavo, e pensavo alle

parole che avevo letto in Epoca, scritte dal Direttore

in risposta ad una lettera: « II nostro tempo è ricco di

ragazzi... ma noi li conosciamo solo... se i loro amici

ce ne parlano ». lo intendo parlarvi dei miei amici: di

tutti quei giovani che ho incontrato alla marcia della

Fede: di quelli che ho sentito amici e vicini, anche se

di persona non li ho incontrati o conosciuti.

A Bologna, nella Piazza di San Petronio, avevo visto

manifestarsi una spensieratezza ed un entusiasmo

goliardico; ora, camminando verso Siena, vedevo un impegno

raccolto e consapevole: il desiderio di chiedere

un aiuto reciproco, di far assaporare la propria felicità

agli altri, di essere fratelli nel Cristianesimo. Uniti nella

fraternità di questa esperienza di marciare verso una

meta comune, i giovani cattolici italiani mostravano la

loro fede. Ciascuno sapeva di non essere solo nella sua

fatica, anche fisica, accentuata dal disagio della notte

in bianco, nella testimonianza di una certezza. Ognuno

recitava le stesse preghiere del compagno vicino e di

quelli lontani che convergevano a Siena da tutta l'Italia.

Non era un semplice trovarsi insieme: perché, mai

come oggi, ci si sente soli e nessuno conosce l'altro, anche

se gli è fisicamente vicino. Era l'amicizia fatta non

di gesti o parole: l'amicizia vera, fatta di sensazioni interiori.

Cercare di capirci nei nostri limiti, di scoprire i

lati positivi di coloro che ci stavano accanto,di passar

sopra a superficiali simpatie o antipatie, con un'apertura

«conciliare »del cuore e della mente.

E poi, giunti a Siena, la gioia di vedere confluire da

tutte le direzioni schiere di cappelli a punta e ogni volta

salutarli allegramente coi fischietti; chiamare, distribuendo

amichevoli manate. Non dimenticherò presto i

volti della gente di Siena affacciata alle finestre o ferma

ai lati delle strade: un misto di stupore, di incredulità,

di ammirazione, nonostante non fosse la prima

volta che la «marcia» arrivava in quella Città.

Ecco che cos'è la «Marcia della Fede»: una manifestazione

di giovinezza, di amicizia; una testimonianza

di impegno e di carità: un cammino che raffigura

quello della Chiesa perennemente giovane verso I' Eterno.

G. ZACCARIA

DITTA BONAITI GIUSEPPE VIA NICOLO TOMMASEO 78 TEL. 24162 PADOVA

TRAFILERIE

CORDERIE

RETI METALLICHE

VITERIE


Dal Collegio

Universitario

La S. Messa celebrata dal R. P. Sala

La festa dei Neolaureati

Come abbiamo pubblicato nell'ultimo numero

dell'Antonianum, quest'anno è stata celebrata più

solennemente del solito la Festa dei Neo-Laureati,

la Domenica in Albis, 17 aprile. Era stato mandato

a tutti un invito speciale con il programma :

ore 10.30 - S. .Messa celebrata dal R. P. Sala S.J.;

11.30 - Vermout d'onore offerto dalla Presidenza

della Associazione ex-Alunni ; Saluto

del Presidente Avv. Giorgio Malipiero e

conversazione programmatica ;

13.00 - Pranzo.

Ognuno poteva venire accompagnato da qualche

familiare.

Convennero alla Festa anche alcuni Consiglieri

dell'Associazione ed altri Amici. Purtroppo i Neo-

Laureati non furono tutti presenti perché trattenuti

dalla vita militare e qualche altro da impegni

imprescindibili.

Quelli che intervennero furono assai soddisfatti.

P. Sala parlò loro della professione che stavano per

abbracciare: delle attrattive, dei pericoli, della necessità

di tenersi in contatto coi compagni di scuola

con vincoli eli amicizia cristiana.

L'Avv. Malipiero presentò a tutti i più fervidi

auguri e consegnò a ciascuno dei Neo-Laureati la

22 —

Vista complessiva del pranzo

lettera eli acccttazione nell'Associazione ed una immagine

con cornice d'argento della Madonna del

Pensionato, esortando tutti alla fedeltà verso l'Associazione.

Al pranzo presentò gli auguri a tutti il

R. P. Rettore.

P. Casella lesse a tutti la lettera di acccttazione

dove, tra l'altro, si dice :

«Dal giorno che voi lasciate la scuola per la professione

non siete più considerati alunni dell'Antonianum.

Non restate però con questo stroncati dal

suo clima spirituale. Vi si apre subito la porta dell'Associazione

Ex Alunni sorta da ormai un ventennio.

Essa vuole coltivare i vincoli di amicizia che vi

stringono ai Padri di vostra confidenza ed ai vostri

compagni di studio e ricreazione. Vuole anche darvi

subito la sensazione di non essere abbandonati da

coloro che hanno avuto a cuore la vostra formazione

spirituale ed intellettuale o dagli amici proprio

nel momento crìtico in cui dovete affrontare una decorosa

sistemazione della vostra vita.

Oltre che nella premurosa attenzione dei Padri

dell'Antonianum troverete nella vasta cerchia dei

suoi Ex Alunni, sparsi orinai per tutte le città d'Italia,

anime buone disposte ad aiutarvi amichevolmente

a superare le vostre difficoltà».


atipia

Norme per l'accettazione

al Collegio Universitario

Le matricole che vogliono essere accettate

ali'Antonianum devono farne

domanda al più presto possibile in carta

semplice alla Direzione dell'Antonianum,

specificando a che facoltà desiderano

essere iscritti .

I documenti che devono portare sono

1) II regolamento dell'Antonianum, che

verrà loro mandato appena fatta la

domanda, ili-mato;

2) Pagella dell'ultimo anno di Liceo o

Scuola affine (libretto per i già universitari)

;

3) Due fotografie;

4) Lettera di presentazione del Parroco

o Direttore del Collegio dove hanno

studiato ;

5) Certificato medico;

6) Ricevuta dell'Amministrazione dell'Antonianum

di L. 3.000 per spese

di segreteria.

Ogni «matricola» deve sostenere un

saggio scritto e un colloquio sulla preparazione

scientifica e religiosa col P.

Assistente di Facoltà: lo scopo non è

solo di selezionare, ma di prevenire false

scelte di Facoltà, e risparmiare eventuali

perdite di anni universitari.

Secondo la specifica della facoltà che

la matricola vuoi frequentare, la Direzione

manderà gli stampati per prepararsi

al saggio che dovrà essere superato.

Vi sono due date per il saggio.

Gli studenti di Medicina avranno il

saggio il 3 o il 20 ottobre.

Gli studenti di Ingegneria, Matematica,

Fisica, il 1" o il 17 ottobre.

Gli studenti eli Giurisprudenza, Filosofia,

Lettere, il 3 o il 17 ottobre.

Gli studenti di Chimica Pura, Chimica

Industr., Farmacia, Agraria e Scienze

biologiche, il 3 o il 18 ottobre.

Le domande di ammissione di «anziani»

saranno prese in considerazione solo

se lo studente è in pari di esami, e

l'accettazione avrà luogo solo dopo un

colloquio sulla preparazione scientifica

e religiosa del candidato.

Ogni decisione sull'accettazione è riservata

alla Consulta dei Padri Assistenti

del Collegio.

1 - II Presidente Malipiero consegna la lettera

di acccttazione ed il quadro ricordo.

2 - 3 - 4 - Visioni varie del pranzo.


LA NUOVA SCUOI

Come abbiamo già pubblicato altre volte, tra gli Istituti educativi di Padova va presa in considerazione la Scuola di Religioni d

gli studenti Universitari di Padova. Essa si associò immediatamente alle sorti del Collegio Universitario destinato soprattutto^li

turale e ricreativa di tutti gli studenti di Padova. Essa non si è accontentata infatti, fin dall'inizio, di semplici lezioni scolasti*

Congregazioni Mariane per studenti medi, universitari e per professionisti; sezioni di cultura, sezioni missionarie, sezioni nettati'

stiche per l'estate e per l'inverno, gite turistiche. Tutto è stato iniziato e sviluppato con un senso di proprietà e distinzione che i)ì

visori da cinquant'anni a questa parte, non è più in grado di assolvere così com'è ai compiti creati dalle esigenze di oggi. Presttt

Relazione tecnica

A base del progetto si son dovuti porre alcuni dati

preliminari:

1") il piano regolatore generale della Città, che

prevede il mantenimento a verde privato della intera

proprietà, consentendo la edificazione, più o meno secondo

l'attuale complesso di fabbricati, con le norme

della zona residenziale intensiva A, e cioè con altezza

massima di 15 metri e con quattro piani abitabili;

2") la Sovrintendenza ai monumenti medioevali

e moderni, alla quale il progetto dovrà essere sottoposto,

e che senz'altro' pretenderà il rispetto dell'ambiente

a parco, il contenimento dei volumi entro sagome

le più modeste possibile, e forse il rispetto di

talune membrature architettoniche ottocentesche esistenti;

3°) il sentimento comune dei vecchi Allievi dell'Antonianum,

che pur vedendo la necessità di un radicale

rinnovamento, desiderano la assicurazione di

una certa continuità con il passato, sia pur recente,

senza bruschi «colpi di spugna».

4°) la necessità sentita dai Progettisti, di valorizzare

il carattere ambientale del parco, realizzando un

complesso il più basso e articolato possibile, e aprendo

visuali anche sullo splendido Orto Botanico retrostante;

5") una nuova impostazione dei percorsi esterni,

con accesso dal Prato della Valle e l'esigenza di mantenerli

distinti dai percorsi interni fino alla Scuola, in

vista di attività esterna, tipo riunioni culturali con altre

comunità, incontri misti ecc.

A tal fine e in attuazione del preciso program-

ma formulato dalla Direzione della Scuola di Religione,

il progetto come appare chiaramente esplicato

nelle allegate tavoJe di disegno, si articola in:

1" - VIALE DI INGRESSO, recintato, dalla portineria

sul Prato della Valle fino al vecchio ponticello

verso il Collegio: qui si apre un primo atrio porticato

da cui si potrà accedere in maniera indipendente alla

Cappella (capace di oltre 160 posti, con sacrestia

e celle per confessioni), alla sezione grandi (auditorium)

e al parco interno.

2" - ATRIO VERO E PROPRIO, interamente vetrato

e trasparente verso l'Orto Botanico, costruito dopo

i due palazzetti restaurati. Da tale atrio, nodo baricentrico

dell'intero complesso e su cui si affaccia direttamente

la portineria, con centralino telefonico' e

servizio di Bar, si accede indipendentemente alle seguenti

sezioni:

~ nei palazzetti ad Ovest a piano terra la sezione

soggiorno grandi, costituita dalla sala Bar, spazio ritrovo,

variamente divisibile a sala auditorium capace

di novanta poltroncine; al primo piano sezione culturale

grandi con due stanze per Padri spirituali, cinque

o sei salette per associazioni, una sala riunioni e

uno studio adiacente;

~ nell'ala verso sud: a piano terra la direzione, con

studio per il Padre direttore, per il suo Vice, per la

Segreteria (archivio e amministrazione) e una vasta

stanza per il Fratello: questa accessibile anche direttamente

dall'esterno, per il servizio agli sportivi. Al

primo piano la sede dell'Unione Sportiva Petrarca con

due segreterie, l'ufficio di Presidenza e una sala di

riunioni;

~ nell'ala verso la montagnola, cioè a est: a piano

terra la sezione piccoli, con due grandi spazi, diver-

Progetto principale della nuova Scuola di Religione progettato dagli Ingg. Baroni - Morassutti I


U DI RELIGIONE

e tì'Antonianum fondata ancora nel 1910 dai Padri Leonardi, Roi e Magni per l'assistenza agli studenti delle Scuole Medie e per

aglsludenti Universitari che venivano a Padova da altre città. Divenne ben presto centro importante di formazione religiosa, culhe

i religione, ma affrontò subito la organizzazione di quanto poteva far progredire la gioventù nella vita culturale e religiosa:

:al!ted artistiche, scoutismo, campi di giucco ed attrezzature per tutte le manifestazioni sportive del tempo, organizzazioni alpinis'Mii

un'attrattiva entusiastica per tutta la gioventù studentesca di Padova. - La Scuola di Religione ora con i suoi edifici, provemnio

qui il progetto varato dagli Architetti per la nuova Scuola che speriamo possa essere realizzata presto, coll'aiuto dei buoni.

somente divisibili, aperti sul patio interno e con un

lungo portico verso il parco. Sono controllabili direttamente

dalla stanza del Fratello. Inoltre un complesso

di locali per la Direzione del Gruppo Scouts, con

sedi adeguate per il Branco Lupetti e per il Clan Rovers

(mentre il Reparto Esploratori va sistemato in un

«cottage» indipendente, tra la montagnola).

Al primo piano tre grandi aule per lezioni.

~ Tutto il settore est è poi rialzato in modo da ricavare

un ampio seminterrato dove sono ubicate la centrale

termica, la infermeria, la falegnameria, le rimesse

per auto e per biciclette, magazzini e depositi

vari.

~ Nella Mansarda dei palazzetti saranno ricavati gli

alloggi per il personale di custodia.

IL COLLEGAMENTO tra i vari settori qui illustrati,

situati oltretutto a livelli sfalsati, è ottenuto con un

sistema di ampie rampe di scale affiancate; in tale

«nodo» sono concentrati, ai vari livelli, i servizi igienici

e gli spogliatoi necessari.

Come appare dai disegni di progetto si è cercato

di ottenere un complesso di edifici che, mantenendo

i una sua unità sia compositiva, sia di percorsi e quindi

di controllo, assicuri una indipendenza di tutte le

varie e differenti sezioni.

I PROGETTISTI

Comerà bella la mia scuola di Religione!

Ti ricordo nel tuo verde intenso, semideserta, negli afosi

pomeriggi estivi degli anni trenta. Eravamo in pochi

allora, che rimasti in città, passavamo le vacanze sulle rive

del tuo laghetto o sotto ai Tre Pini.

Ibi, con la collaborazione del Geometra O. Meneghetri

Allora non mi rendevo conto dell' impronta che si andava

scavando dentro di me sotto gli sforzi costanti dei Padri

e Fratelli. Erano brevi colloqui, erano inviti al Rosario

0 alle tre Ave Maria (già, allora si usava sostare un attimo

alla Grotta entrando e uscendo dalla S. d. R.), erano profondi

sondaggi che mettevano in luce l'indole, le aspirazioni,

1 problemi di ciascuno di noi, era l'impegno assunto con la

San Giovanni Berchmans, era la Messa ascoltata al mattino,

erano i Ritiri o gli Esercizi Spirituali.

E i tuoi frutti maturavano. Nuove famiglie cristiane,

eroi nell'imminente guerra, vocazioni sacerdotali...

Nella scala dei valori, dei doni che ci elargivi al primo

posto c'era una solida formazione cristiana, il resto, tutto

il resto (giochi, attività sportiva, teatro), veniva in secondo

piano, quasi a premiare tangibilmente il buon accoglimento

del tuo primo dono.

Una cosa che mi rimase sempre impressa fu l'invito a

entrare a far parte della Congregazione Mariana nel lontano

1940. Erano tempi di guerra e forse l'incertezza del domani

ci spinse allora a legarci alla Congregazione Mariana

in modo veramente totale e definitivo. Quanti di noi, carichi

di devozione niariana, partirono per i vari fronti senza

tornare; quanti, tornati, vissero ancora fra noi alcuni anni

ed ora sono sparsi nel mondo a vivere la loro professione.

Ci sentiamo, Vi sentiamo tutti uniti, ogni venerdì sera

ai piedi della Vergine; Ci sentiamo, Vi sentiamo sempre

Congregati mariani, fedeli all'unico ideale: l'Amore per la

Madonna.

Ti saluto, vecchia, cara Scuola di Religione, stai per

cambiare veste per adeguarti ai tempi, ma rimani, ti prego,

rimani dispensatrice di linfa genuina, cristiana e mariana.

Resto sempre il tuo off .mo

FRANCESCO

WNV.V

.


. =- ' ;

Che cosa leggerò nelle vacanze?

Si riproduce parte di un articolo di «Letture» di alcuni anni fa, diretto ai ragazzi di IV ginnasio,

di liceo ed ai Professionisti. Gli Universitari, durante le vacanze, più che letture preferiscono...

case da costruire, viaggi, esperienze...

Anzitutto, caro il mio sbarazzino di

quarta, un po' di cultura dell'anima, ne

hai bisogno anche tu. Libero dal peso

scolastico devi essere ancora più generoso

col Signore. Se il corpo riposa coi

bagni di sole sulla roccia o sulle sabbie

marine, coli' agitarsi fra i flutti o

col protendersi sulle vette nevose, l'anima

si riposa ai bagliori della verità

eterna e coi voli radenti dell' infinito.

I nostri padri affrontarono pellegrinaggi

eroici pur di baciare la terra benedetta

dagli sguardi di Gesù o camminare

sulle piste apostoliche, sulle zolle

che bevvero il sangue dei Martiri e maturarono

le prime spighe cvangeliche.

Tu puoi rivivere i loro palpiti leggendo

qualche bella vita di Gesù, i romanzi

di Lourdes e di Fatima, escursioni

meravigliose alle oasi fiorite al sorriso

di Maria nel deserto del materialismo

moderno. Anche qualche bella vita di

santo, quella del recentissimo Domenico

Savio, ad esempio, ti farà bene. Sarà

per te raggio di sole mattutino che

illumina il cammino delle vette.

In quanto ai libri ricreativi poi, tieni

presente che il riposo della mente,

che in queste vacanze soprattutto tu

cerchi, non sta tanto nel porre in un

canto i libri quanto nel rilassarti dall'astrazione

che la scuola ti impone.

Hai sete di sapere. Estinguerla è un

sollievo quando lo sforzo richiesto non

avvelena l'attrattiva. Hai bisogno di

un sapere visualizzato, quindi, di una

scienza drammatizzata, di una letteratura

metapsichizzata che ti faccia trovare

Dante con Catone a Pian dei Fiacconi

e con Virgilio sulla parete sud della

Marmolada ; Enea sugli strapiombi

del Boè in traccia delle porte dell'Ade ;

26 —

DOMENICA 15 MAGGIO

Da sinistra a destra:

Prime

— FAGGIOTTO ALBERTO

— DALL'AGNOLA PAOLO

— SCURO ALBERTO

— POZZA ALESSANDRO

— ZOTTI ALBERTO

— MAZZUCCATO FRANCESCO

— CHIAROTTO ROBERTO

— ROMARO MARCO

— CONTARELLO UMBERTO

Per la Prima Comunione si presentarono quest'anno oltre una ventina

di ragazzi. Il Padre Buffa S. J., che si prese cura di prepararli alla Fé-

i logaritmi, scherzosi come camosci giovanetti,

sulle torri del Vaiolet ; Archimede

alle prese colle acque colanti dalle

Vedrette di Soi ; S. Agostino, Piatone

e Leonardo da Vinci appollaiati sulle

cime di Lavaredo per spiare il volo

dell'aquila ;le formule chimiche natanti

sotto lo specchio ghiacciato dell'Antermoia

o distese a mosaico sullo sfondo

dei tuoi tuffi marini.

E' quello che vorrebbero le collezioni

per la gioventù che trovi presso qualunque

libreria e fra le quali farai utilmente

la tua scelta. Sono le fiabe per

la tua età non meno belle che quelle

della nonna, popolate di orchi e di fate.

Sono il tuo folklore animato di leggende

non meno bizzarre che quelle dei

Monti Pallidi o del Regno dei Fanes. i)

Un po' di poesia poi, di lirica soprattutto,

non manchi di stuzzicare le tue

risorse artistiche, di spronarti a condensare

nella parola rimata il canto dell'anima

al contatto della natura aureolata

ancora delle sfumature dell'infinito.

Qualche bella antologia della lirica

moderna da delibarsi al rezzo delle conifere,

ai margini del laghetto alpestre

costellati di rododendri e di brunelle

profumate, portala con te. Ti ispirerà

colloqui insospettati colle nevi eterne

riflesse dallo specchio lacustre, coi massi

erratici un dì palleggiati dai Titani,

colla densità dell'azzurro sconfinato. 2 )

RITORNO DALL'ESILIO

Per te, caro liceista, che cominci a

capire come la scuola è la spiaggia della

vita e che domani ti troverai a combattere

non più coi granchietti che ti

pizzicano la scalza epidermide, ma con

gli squali che tumultuano paurosi negli

oceani neri di tempesta, è bene che anche

le letture di vacanze ti mettano in

contatto, per quanto blandamente, con

la problematica di oggi. La scuola per

forza deve mantenerti sul terreno del

passato, sul percorso della civiltà lungo

i millenni. Nella formazione dello

spirito, più ancora che in quella degli

organismi corporei, l'ontogenesi è ricapitolazione

della filogenesi. Non potresti

mai gustare il brivido di sentirti re

del creato se non ti fossi allenato a sollevarti,

colla storia, fino al vertice dei

tempi, per dominare di là anche il futuro,

di cui il passato non è che saggio

profetico.

L'apporto dei secoli poi, nel mondo

del tuo spirito pesterebbe sterile massa

caotica, morena infeconda ai margini

dell'inconscio, qualora non perseguissi

detto apporto nel suo divenire per

farlo scienza tua, sanguinata conquista

personale. E' questo il significato dei

tuoi sudati corpo a corpo con Pindaro

e Grazio, Tucidide e Cicerone, Omero

e Dante.

Naturalmente questo... vagabondare

nel passato costituisce per te un esilio

stucchevole, esacerbato dall'astrattismo

delle formule filosofiche e scientifiche

che ti mettono a contatto solo con lo

scheletro dell'essere e ti pesano come

la reclusione in una necropoli.

Per questo è a te particolarmente saporosa

la libertà delle spiagge e dei

monti che ti comunicano il tripudio

dei tuoi diciott'anni e la ebbrezza delle

stelle alpine saziate di sole e di polvere

astrale.

Le tue letture di vacanza, per esserti

care, devono quindi favorire il tuo tuffo

nel concreto presente, anche quelle

che riguardano la tua vita spirituale,

che ha forse bisogno di supernutrizione

più ancora che la vita del corpo. Ti

consiglio quindi qualcuno di quei libri

che mettono subito in contatto con Dio.

Qualche bella versione dei Salmi; l'Imi-


Comunioni

DOMENICA 22 MAGGIO

Da sinistra a destra:

- RICCI MATTEO

- AGOSTINI ENRICO

- BERTI ANTONIO

- MIOLA GIORGIO

- MORASSUTTI STEFANO

- PEGORARO MASSIMO

- TRIVELLATO MASSIMO

- VOLPI ANTONINO

- LUCI CLAUDIO

- TONO GIANDOMENICO

- AGOSTINI MARCO

sta, dopo un accurato corso di lezioni, preferì celebrarla in due sezioni

: una alla Domenica 15 maggio; l'altra alla Domenica 22 maggio.

fazione di Cristo colle sue linfe di freschezza

eterna ; qualche bella vita di

Gesù che te lo presenti nella immediatezza

del Padre tra i palpiti della estasiata

natura ; un San Paolo prospettato

nella luce della sua sempre scottante

problematica divinamente umana;

qualche cosa di Thomas Merton che

nella stepposa giungla delle passioni americane

va ricostituendo oggi le oasi

mistiche tanto care a Brunone eli Cistercio

ed a Bernardo di Chiaravalle.

Per la tua lettura ricreativa, invece,

pur con prudente cautela, stendi la mano

ai classici della romantica moderna

dove le passioni scatenate creano le

grandi epopee della personalità che,

nella illusione di diventare demiurgica,

come in Raskolnikov di Dostojcvski, finisce

incatenata sulla roccia del suo

peccato col cuore dilaniato dagli avvoltoi

dell'antico Titano.

Di fronte all'invadenza di uno psicanalismo

esistenzialistico che ti vorrebbe

far credere uomo soltanto chi spezza

le dighe a tutti gli impulsi della natura

ed aprirsi anarchicamente il varco

attraverso la massicciata dell'essere

morto perché normalizzato, le grandi

lezioni delle creazioni romantiche ti saranno

salutari come quelle della storia

stessa.

Finirai col convincerti come sullo

strapiombo della vita, gravida di destini

eterni, hanno successi non effimeri

soltanto coloro che si attengono ben

cauti sulla cengia stagliata dei pionieri

folgorati di saggezza divina.

Quello che dico a te lo ripeto anche

al tuo amico matricola preoccupato, più

ancora che di sfuggire alle reti dei famelici

«faseoli», di scendere dal piedistallo

di ieri per scegliersi il cammino

di domani. E' il passo arduo che configura

e localizza l'esistenza. E' la scelta

della banca meno suscettibile di fallimento

per mettervi a frutto i talenti

che Dio ci ha dati. Più luce invocherai

dall'alto, amico, più mediterai sulle tue

responsabilità eterne, più felice sarà la

tua scelta e duratura la scia del tuo

passaggio sulla terra di Dio. Vi sono

oggi vari scritti di orientamento professionale.

Potrai consultarli con frutto.

Vi sono anche buoni romanzi che

prospettano le varie professioni incarnate

e autobiografate. Anch'esse daranno

luce al tuo passo.

IL RIPOSO DELLO SPIRITO

Tu invece, caro professionista, non

spasimi certo per un'immersione nella

vita di oggi. Come il proverbiale cane

alla catena non vedi l'ora di tagliare la

corda ed evadere dall'atmosfera asfissiante

di materialismo dove registri,

rapporti più o meno burrascosi col direttore,

beghe con i dipendenti, lettere

d'ufficio, strilli di telefono e di radio,

spoglio di giornali ; e .quando vai in

casa, lagni della moglie, piagnistei di

bambini, conti del droghiere e della

sarta sono arpie che flagellano l'attimo

del tuo respiro. Vorresti come Astolfo

poter inforcare l'ippogrifo e via nella

luna prima che la bomba atomica mandi

in fumo anche lei.

Ebbene, qualche buon ippogrifo lo

puoi trovare tra i libri per evadere, se

non nella luna, almeno in qualche regione

di più respirabile aere spirituale.

Dalla tua stazione climatica, raccolto

sui declivi profumati di verbena e resinati

di conlfere, potresti risalire ad esempio,

con Jòrgenscn ai giorni di S.

Francesco e di S. Caterina; od, ancora

più in alto, inserirti con Daniel - Rops

nelle intimità di S. Benedetto e di S.

Gregorio Magno per ritrovare il clima

eroico dei pionieri che trasmutarono feroci

distruttori del nord in cavaliereschi

costruttori di castelli e di cattedrali

; cupe foreste popolate di demoni

in Abbazie ritrovo d'asceti e di sapienti.

m

Alla tua età però il vero riposo dello

spirito esige soprattutto luce di verità.

I rosei fantasmi che formavano lo scenario

sgargiante di tua vita giovanile

sono ormai diventati foglie secche, colorate

di novembre. Sono le convinzioni

vìve che danno riposo come il ceppo

sul focolare quando cade la neve o

come le coltri alle membra spossate

dalla febbre.

E' geniale intuizione del Frank nella

sua Logoterapia: per fugare le neurosi,

veleno della vita moderna, più ancora

che nei sedimenti dell'inconscio come

vuole Freud, è importante mettere ordine

nei sedimenti del pensiero.

Una serena Weltanschauung che fa

vedere avvenimenti e cose, per quanto

paradossali come la bomba al cobalto,

al guinzaglio del Padre senza il cui permesso

non cade capello dal nostro capo,

dissipa ansie, ricrea l'anima nel vero

senso della parola restituendo alle sue

energie primordiali il nativo vigore.

Ti aiuterà a questo il pensiero di S.

Agostino rapito alle sue «Confessioni»

donde cola l'ambrosia della celeste sapienza

come il miele dalle arnie quando

il tiglio è in fiore. Anche le belle

sintesi del pensiero di San Tommaso

(quelle del Sertillanges ad esempio, o

di Garrigou-Lagrange), le meditazioni

su Gesù Cristo di Romano Guardini,

le opere di Fulton Sheen ti daranno

conforto.

Pure la sapienza profana presenta

qualche manuale prezioso. La recente

traduzione dei Dialoghi di Piatone e le

belle antologie del pensiero indù e cinese

commentate da L. Yutang, sono

sorgenti veramente dilettose per chi

ama la saggezza come patria dell'anima.

') Carlo Felice Wolff, «Regno dei Fanes -

Monti Pallidi», Bologna, Cappelli.

-) «Antologia della lirica moderna» - Dal

Carducci al 1940 - Torino, S.E.I.

— 27


s.

Vincenzo

... già costruiti, come ha fatto qualche anno fa a Siena

quando vi si è recato colla «Marcia della Fede»,

e... da costruirsi, come fa ora con le umili casette che

si è messo in testa di costruire in Solesino per delle

povere famiglie ivi senza casa.

Ha radunato attorno a sé un buon gruppo di universitari

dai vari Collegi Universitari della città ed ha

lanciato questo appello a tutti gli studenti dell'Università

di Padova:

« Siamo un gruppo di Studenti Universitari decisi

a costruire una casa per due famiglie estremamente

disagiate di Solesino.

Lavoreremo dal lunedì 25 luglio al sabato 3 settembre

1966.

Ti chiediamo, senza preclusioni di tessera e di

ideologia, di collaborare, nel limite delle tue possibilità.

Le forme di collaborazione sono le seguenti:

1) offrire una settimana o alcuni giorni di lavoro;

2) procurare del materiale da costruzione o arredamento;

3) offerta in denaro per acquisto del materiale.

Per informazioni, adesioni e offerte rivolgiti a uno

dei seguenti indirizzi:

Notizie Varie

ASSEMBLEA DI BRESCIA

L'ultima domenica di maggio, l'Associazione degli Ex Alunni

del Collegio Arici di Brescia ha tenuta la sua Assemblea

per la rinnovazione delle cariche. E' stata rieletta la

lista del Consiglio precedente. L'ing. Minelli ha però pregato,

di sostituirlo nella carica di Presidente perché impedito

da impegni gravi. E' stato chiamato a sostituirlo l'avv.

Capretti.

Durante la discussione nella seduta presieduta dal Presisdente

Onorario Senatore Albino Donati è stato proposto

di stringere maggiori relazioni con le altre Associazioni Ex

Alunni, almeno con quelle dipendenti dai Collegi della Provincia

Lombardo Veneta della Compagnia di Gesù.

P. Casella, presente, fece notare che si presentava un'ottima

occasione per questi contatti. Nel marzo del 1968 ricorre

il centenario della nascita di S. Luigi Gonzaga. A Roma

c'è il progetto di celebrarlo solennemente questo centenario,

insieme con quello della morte di S. Stanislao avvenuta

in quello stesso anno. Si tratta dei primi Ex Alunni

elevati agli onori degli Altari. Dopo una manifestazione di

• i un i

:^;.-./.. •

PADRE CIMAN

si aggrappa volentieri ai muri

Zarbon-Giardini - Antonianum, Via donatello 16

tei. 51.444;

Fellin-Antonucci - Collegio Morgagni, Via S. Massimo,

tei. 56.592;

Pascoli - Casa dello Studente «Arnaldo Fusinato»,

Via Marzolo, tei. 38.981;

Goi - Casa dello Studente «Ippolito Nievo» Via

C. Moro, tei. 22.789;

Bixio - Collegio Ederle,. tei. 63.661.

* * *

Sappiamo che già vari studenti promisero la loro

adesione entusiasta.

Hanno già cooperato con offerte in denaro: S. E.

il Vescovo, S. E. il Prefetto, il Magnifico Rettore dell'Università,

i professori Arslan, Siliprandi, Trabucchi,

Ferrarino, Patrassi, Bonsembiante, Rostagni, Palucchini,

Ravasini, Santonastaso e vari altri.

Hanno invece già cooperato con offerte in materiale:

la S.A.V.I.C., il Cementificio Piove, le Fornaci

Beich, le Fornaci Sirena, le Fornaci Caretta, la Ditta

Pilli, la Ditta Zanette.

Purtroppo manca ancora parecchio sia in denaro

che in materiale e P. Ciman aspetta che chi può gli

venga incontro...

devozione durante il Congresso Mondiale che, come abbiamo

già comunicato, avrà luogo a Roma nell'agosto del '67,

si terranno varie manifestazioni a Roma ed a Costigliene

delle Stiviere.

Acconsentirono applaudendo insieme con i PP. Assistenti

di Milano e di Piacenza, anch'essi presenti alla Assemblea,

alla proposta di riunirsi in autunno i rappresentanti dei

quattro Collegi Ex Alunni (stretti attorno, si può dire, a Castiglione)

per decidere un programma di manifestazioni comuni

in onore del caro Santo cui era particolarmente devoto,

fin da piccolo, lo stesso Sommo Pontefice Paolo VI, Ex

Alunno di Brescia.

INCONTRO ROMANO

Per interessamento del Rev. P. Messori, coadiuvato dal

Prof. Giorgio Maggioni e dal Rag. Costante Frigo, è stato

indetto un incontro per gli Ex Alunni e famiglie nel vecchio

Collegio di Mondragone, sopra Frascati, trasformato ora in

Scuola Apostolica ed in ambiente per ritiri famigliari.

Il buon numero degli intervenuti, dopo la S. Messa celebrata

da S. E. il Vescovo di Frascati, e le meditazioni tenute

dal R. P. Messori, si fermarono a pranzo e si trattennero

nel magnifico oliveta che si protrae fino al monte Tuscolo,

in famigliare conversazione fin verso sera.


La Congregazione Mariana dei Professionisti dopo

i Ritiri Pasquali e la Conferenza del P. De Mielesi

sull'Apostolato dei Laici nei Decreti del Concilio,

è rientrata nell'ambito delle consuete adunanze

settimanali rese più intense dal mese mariano che

stimolava a particolari fioretti.

Merita speciale attenzione il Ritiro stagionale

indetto per Giovedì 19 maggio, festa dell'Ascensione,

predicato dal Rev. Padre E. Guidubaldi S. J.

Il Ritiro era stato organizzato a Villa Immacolata,

in accordo con i Laureati Cattolici della città che

vollero unirsi con noi. P. Guidubaldi intrattenne efficacemente

sul vero spirito della devozione alla Madonna

e della devozione al S. Cuore secondo la dottrina

del Concilio.

La fine del mese di maggio si è conclusa, anche

quest'anno, con la tradizionale processione Eucaristica

attraverso il Parco fino alla Grotta della Madonna

di Lourdes. Accorse molto pubblico e riuscì

veramente devota.

La Congregazione chiuse le sue adunanze ufficiali

con l'ultimo venerdì di giugno. Le riprenderà con il

mese di ottobre. Anche durante le vacanze però tutti

i venerdì sera i Congregati presenti in città si raccolgono

volentieri in Cappella o alla Grotta per la

recita in comune del S. Rosario.

Una funzione alla Grotta l'ultimo di Maggio.

G. B. PIAZZETTA : « Trinitatis Deliciae Virgo Mariae »

E' come sempre raccomandato ai Congregati in

vacanza di festeggiare le feste principali della Madonna

e cioè: la Madonna del Carmine (16 luglio),

l'Assunta e la Festa del Cuore Immacolato di Maria

(15-22 agosto), la Natività della Madonna, il

Nome di Maria, la Madonna Addolorata (8-12-15

settembre).

Si ricorda pure a tutti i Congregati di disporsi

ai SS. Esercizi che avranno luogo nel mese di settembre.

INCONTRO EUROPEO DELLE CONGREGAZIONI

A Parigi, ha avuto luogo il 15-16 aprile scorso l'annuale

incontro delle Congregazioni Mariane dei Professionisti :

un gruppo scelto di 14 laici e alcuni padri dei seguenti Paesi:

Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Lussemburgo,

Olanda, Spagna.

Tema dell' incontro : « la inserzione delle Congregazioni

Mariane di professionisti nel mondo scristianizzato del pensiero

». Relazione affidata alla delegazione italiana.

Ha aperto i lavori il P. Ribes, Direttore della Rivista

« Etudes », il quale faceva una serie di interessanti considerazioni

su « le nostre attitudini dinanzi al fenomeno dell'ateismo

».

« Quel che si attende dalla Chiesa è la fede, l'adesione di

tutto l'essere alla verità rivelata che ricrea di continuo l'essere.

Fede autentica che deve passare attraverso la Chiesa

all'umanità. Accettare Dio che è trascendente non significa

che l'uomo possa o debba negare la sua appartenenza alla

umanità. Per fare la Chiesa occorre fare l'uomo e l'uomo

si fa potenziando in lui il suo bisogno di libertà. La fede

deve attraversare l'uomo, come prima passava attraverso il

timore riverenziale e il rispetto dell'universo creato. Non libereremo

l'uomo se non prenderemo coscienza del valore

religioso dell'umanità, se la nostra religione non è anche la

religione dell'uomo. Dio è presente nell'uomo e là dobbiamo

anche cercarlo. Il mondo è scristianizzato — concludeva

P. Ribes — perché i cristiani si sono disumanizzati ».

29


L' Ex Alunno Dr. Don Donini col Dr. P. Ambrosoli.

La Missione di Kalongo, dei Padri

Comboniani, di cui sono ospite da ormai

più di un anno, si trova, in Uganda,

nella parte più a nord del distretto

abitato dalla tribù degli Acioli, al

confine col Sudan.

Sorge alle falde di un monte chiamato

con nome arabo Gebel - el - avur :

monte del vento, che dopo avere accolto

larga estensione di terreno le numerose

costruzioni Missionarie, erge

con maestoso piglio dolomitico il suo

tronco roccioso.

Volgendo le spalle alla montagna, la

Missione domina con riposante veduta

un'estesa vallata ora boscosa ora savana

all'orizzonte coronata da una pittorica

cinta di monti.

Rimanda le sue origini all'ormai lontano

1934, quando un nuovo centro di

irradiazione evangelica si rendeva necessario

ed improrogabile per raggiungere

i molti pagani del vasto territorio

e per assistere i già numerosi cristiani

lontani anche più di cento chilometri

dalla loro Missione.

Venne dedicata al Cuore di Gesù e ai

Martiri d'Uganda e l'invocato intervento

dell'amore di Dio s'è manifestato a

Kalongo in modo del tutto singolare e

imprevedibile soprattutto per chi non

vede negli accadimenti umani l'elemento

di Provvidenza.

Struttura della Missione

La Missione si struttura con le sedi

delle sue svariate attività, secondo lo

INCONTRO EX ALUNNI BRESCIANI

A Brescia, su iniziativa soprattutto del Dr. Pozzi, vennero

invitati per un incontro amichevole gli Ex Alunni Bresciani

dell'Antonianum la sera dell'11 giugno.

Eravamo oltre venti. Ci radunammo in una saletta riservata

della Birreria Wuhrer. II Dr. Pozzi fece una breve commemorazione

del povero Dr. Cenimi, scomparso dopo l'ultimo

incontro avvenuto' qualche anno fa. Parlò poi delle re-

32 —

schema in uso in tutte le missioni del

mondo :

Al centro, ha la chiesa, il cui profilo

per quanto esile, attesa la penuria di

mezzi e di materiale, si vale tuttavia di

uno stile ben definito cosi da offrire ai

nativi col suo aspetto di puro romanico-lombardo,

anche elementi per un sano

gusto artistico;

da un lato, ci presenta la Casa delle

Suore (Pie Madri della Nigrizia di Monsignor

Comboni), gli alloggi delle ragazze,

le catecumene, attendenti cioè alla

istruzione catechistica in ordine alla recezione

del Battesimo, poi, la Casa d'abitazione

delle Suore indigene, e i vari

ambienti delle scuole Camminili;

dall'altra parte della Chiesa, la Casa

dei Padri, quella per i medici, le costruzioni

per le scuole maschili a tipo elementare

e tecnico professionale e alloggi

per gli alunni e per i maestri.

Dietro la Chiesa sorge il «compound»

della « St. Mary's Midwifery School »

(scuola per ostetriche) e alla destra di

questo la triplice lunga teoria di «buildings

dell'ospedale.

E l'attività della Missione come si

struttura? Dall' accenno agli ambienti

se ne deduce facilmente la sua poliedricità.

Dall'attività parrocchiale ormai

impostata sul tipo di quella italiana, all'istruzione

dei catecumeni, all'accostamento

delle famiglie presso le loro abitazioni

(per restare nell'ambiente spirituale)

passiamo a quella dell'istruzione

scolastica e professionale e quindi alla

assistenza sanitaria. Questa a sua volta

si vale di svariate prestazioni: visita e

ricovero delle partorienti, istruzione alle

mamme circa il modo di allevare i

loro bambini, vaccinazioni agli stessi,

pronto soccorso, visite ambulatoriali,

dispensa e somministrazione di medicinali

e infine il funzionamento dell'ospedale.

Questo coi suoi 200 letti, con

sezione radiologica, laboratorio di analisi,

ecc., ha un reparto chirurgico che,

diretto dalla perizia del Dottar Padre

Ambrosoli, vanta una fama che ha varcato

i confini della Nazione. Non è infrequente

infatti annotare tra i presenti,

ammalati provenienti anche dalle regioni

confinanti.

La mia attività

La mia attività? La debbo vedere e

valutare nel contesto di quella di tutti

i Missionari di qui: Padri, Fratelli e

Suore, lo sono arrivato per ultimo e

tutto guanto ho detto della Missione

era già da anni in attiva funzione. Son

venuto ad aiutare il Padre Dottar Ambrosoli,

il quale, dovendo da solo interessarsi

di tutte le prestazioni ospedaliere,

aveva bisogno di essere alleviato

da una parte almeno del suo lavoro.

Così io mi occupo della sezione di medicina

e di pediatria. A volte è utile pure

il lavoro di odontoiatria. Qui al nord

non c'è nessun dentista e grazie al cielo,

provvidenziale è il soccorso anche in

questo senso.

Poiché avevo esercitato in modo assai

ristretto la medicina, essendo diventato

Sacerdote dopo alcuni anni dalla

laurea, prima di assumere l'assistenza

medica in questo ospedale, ho frequentato

per un anno vari reparti dell'ospedale

di Brescia onde riprendere nozioni

dimenticate ed apprenderne di nuove.

Non ho dimenticato, naturalmente,

la mia qualità di Sacerdote che rende

confortante l'incontro con l'anima del

paziente.

Lascio alle cifre la relazione sull'entità

del lavoro sanitario che in un anno

viene risolto al Kalongo Hospital. Si

arriva a 2500 ricoverati in ospedale; 40-

45.000 presenze al dispensario; 1400 per

la maternità; un migliaio di operazioni

chirurgiche; dalle 12 alle 17.000 visite

ambulatoriali.

Da tutto l'insieme di dati e di comportamento

abbiamo la sensazione che

la gente gradisca la presenza dell'ospe-

lazioni tenute con 1' Ex Alunno Dr. Don Palmiro Donini recatosi

in Missione nell' Uganda, per il quale ha raccolto dagli

amici varie centinaia di migliaia di lire e del quale abbiamo

riportata una lettera.

P. Casella parlò a tutti della necessità che abbiamo di

organizzarci sempre meglio, in contatti soprattutto 1 spirituali,

per compiere il grave dovere apostolico che ci spetta come

Ex Alunni.


date missionario, finora raggiunto, peraltro,

a volte anche da familiari di autorità.

Ne è prova .del resto il latto che

15 corriere settimanali che scaricano a

Kalongo il loro carico sofferente camminano

200 Km. ed oltre prima di raggiungere

il nostro ospedale e ne lasciano

sul loro percorso altri dove la degenza

è del tutto gratuita, mentre qui

è richiesto un contributo.

I Forse susciterà sgradita meraviglia la

affermazione che si richieda un contributo

a gente che ricca non è, ma povera,

spesso misera. Intendiamoci, quanto

è pagato non corrisponde minimamente

a quanto è dato in assistenza e

in medicine e, peraltro, non si nega a

nessuno tutta quell' assistenza che il

I «caso» richiede, prescindendo sempre

dalle disponibilità finanziarie del malato

quando si tratta di lebbrosi, di mi-

\seri, o dei cosiddetti casi urgenti. Non

è possibile rinunciare come regola alla,

sia pur impopolare, modalità di un contributo

alle inderogabili necessità amministrative

dell'ospedale.

Del resto, a parte le benefica incidenza

educativa per la gente «in via di sviluppo»

del pagare anche in entità «simbolica»,

quanto riceve, a parte pure l'apporto

terapeutico dato dalla medicina

pagata che fa sempre meglio di quella

gratuita, sta la esigenza insostituibile,

imprescindibile del finanziamento dell'ospedale.

E' pur vero che i due medici e le

Suore che vi prestano servizio non sono

stipendiati, ma disgraziatamente il

viaggio in Africa non li ha privati dello

stomaco che reclama i suoi diritti

con tenacia e regolarità. Regolarmente

dev'essere stipendiato il personale dello

«Staff»: infermiere, inservienti, guardie

notturne, eco. E le fatture di medicinali,

dello strumentario di sostituzione,

del carburante per i motori della luce,

dell'acqua, della biancheria, del materiale

di restauro, ecc., anche nel terìzo

mondo esigono purtroppo di essere

pagate. Dove trovare il denaro per tutte

le suddette necessità?

Quando ero scolaro in Italia raccoglievo

la carta stagnola per le Missioni...

Ora sento che i ragazzi sono più

generosi e danno alle Missioni anche il

cioccolato. Ma si pensi quanto si diluisce

fino a perderne il sapore, mettendolo,

sia pure onestamente, tutto nel

gran mare delle Missioni!

Soltanto per il funzionamento dell'ospedale

di Kalongo occorrono milioni

ogni anno. Solo in Uganda di ospedali

diretti da Missionari ce ne sono una

ventina. L'assistenza ospedaliera poi

non è che uno, e non il principale, aspetto

dell' attività dei Missionari. Le

Missioni in Uganda sono centinaia; e

in tutte le altre nazioni dell'Africa, nel

mondo?

E allora come si regge l'amministrazione?

1 ) Risparmiando fino «all'osso» nell'uso

del materiale sanitario (con una sola

garza Ambrosoli asciuga non so quante

volte il suo campo operatorio, i tubi delle

fleboclisi fanno a gara a servire il

maggior numero di pazienti, e così via).

2) Facendo i «reazionari» con le «paghe»

dei medici e delle Suore.

3) Accettando di buon grado offerte

e contributi vari da amici italiani.

L'anno scorso una dottoressa bresciana,

Dr. M. Brunelli, specialista di analisi,

è venuta qui a sue spese, ha fatto

parte della sua preparazione a Suore di

questo e di altro ospedale e ha chiesto

come ricompensa... di poter offrire del

materiale di laboratorio...

Seminaristi di Brescia hanno offerto

14 lettini per piccoli pazienti; i Professori

di quel Seminario un apparecchio

per anestesia (300.000 lire). Il Dr. Teodoro

Lechi un magnifico elettrocardiografo.

Da un paese del Bresciano - Castenedolo-

100.000 lire per medicinali, e lungo

sarebbe l'elenco da, cui non posso omettere

il discreto ma, tanto generoso e

provvidenziale contributo che i familiari

del Dott. Padre Ambrosoli offrono per

le innumerevoli necessità dell'ospedale

.e della Missione.

Si riesce a stare in piedi. Ma purtroppo

le esigenze di questo attivissimo centro

di carità vanno aumentando giorno

per giorno. Non diminuisce però la nostra

fiducia nella Provvidenza che non

mancherà di trovare magari anche tra

i lettori chi vorrà contribuire all'attrezzatura

di nuovi padiglioni eretti per ricoverare

i sempre più numerosi malati

che si rivolgono a noi. Sono centinaia

di migliaia di lire per letti, materassi,

lenzuola, ecc. Sono cifre che oltrepassano

il milione, per assicurare qualche

ora di più al giorno l'acqua spesso desiderata

invano dai pazienti e dal personale

di assistenza.

* * *

Quando leggo la corrispondenza degli

amici lasciati in Italia mi chiedo se

davvero sono diventato un personaggio

importante se non proprio dal punto di

vista professionale almeno da quello ascetico

o eroico. Espressioni carne questa:

«Invidio la tua generosità che ti

spinge a compiere grandi sacrifici, ecc.»

le leggo frequentemente, ma basta che

storni l'attenzione dalle lettere e abbozzi

una verifica dei sullodati eroici sacrifìci,

che non li vedo, non li so trovare;

infatti l'ambiente dei Missionari è sempre

sereno, familiare, simpaticissimo;

potrà a volte pesare la fatica del lavoro.

Ma e chi non deve lavorare a questo

mondo? Forse potrà impressionare

il fatto che il nostro non ottiene retribuzioni

nel senso dello stipendio. Impressione

sprecata che non soltanto al

27 del mese ma ogni giorno otteniamo

quella retribuzione invano cercata da

chi dispone solo di ricchezze.

Voglio alludere a quel senso di serenità,

di gioia che ci pervade intimamente,

dono certamente del Signore il

quale vedendosi servito (anche se non

a dovere) nei nostri «Fratelli» poveri

e miseri, ricambia da par Suo.

* * *

Anche se il mio discorrere può sembrare

«predica» non posso non dire che

il nostro lavoro deve e vuole avere uno

«stile» cristiano se vuole attingere in

completezza la sua finalità. Intendo alludere

a quel modo, a quel tratto di cui

anche l'attività sanitaria deve contraddistinguersi,

e che deriva dal riconoscere

nel paziente non solo il caso interessante

dal punto di vista scientifico ma

secondo la valutazione evangelica, un

vero nostro fratello anche se di razza

diversa.

Ora mantenere una valutazione siffatta

non è facile, che troppo spesso

viene attentata, insidiata da contingenze

le più impensate, le più strane. Ad

esempio si accorre con passo affrettato

dal bimbo dispnoico, ansimante per una

brutta polmonite onde controllarne le

reazioni di farmaci somministratigli all'arrivo,

e vi sentite dire che la mamma

l'ha portato dalla strega per chiederle

se è il caso di tenerlo all'ospedale

o no. Al suo ritorno, se il Signore non

aiutasse non ci si comporterebbe con

essa in modo precisamente evangelico;

oppure, mentre la mamma dovrebbe dare

un minimo di collaborazione per difendere

il suo piccolo paziente da tutto

quanto gli può nuocere, fa tutto il

contrario di quanto è suggerito dalle

più ovvie norme igieniche: così lo espone,

indifeso, al freddo pungente di

certe sere «poco africane», o gli nega

la bevanda necessaria a reidratare il

corpicino essiccato dalla diarrea e via

su questo tono, a mille si potrebbero

citare i casi il cui incontro mette a dura

prova la pazienza del sanitario e il

suo tatto che malgrado tutto deve restare

intonato alla carità evangelica.

Se difficoltà ho trovato nel lavoro, sono

proprio in tale direzione : avere cioè

la sensazione di soccorrere invano dei

malati, quasi a loro dispetto, perché

ancorati a superstizioni, chiusi in mentalità

incomprensibili, diremmo illogiche.

Pertanto anche a tale riguardo è preziosa,

direi indispensabile, la fraterna

collaborazione degli amici.

L'offerta in denaro ci procura i mezzi,

gli strumenti, la possibilità del lavoro,

una preghiera, un fioretto ottiene

di arricchire il lavoro stesso di quell'inconfondibile,

genuino stile cristiano

che rende sempre gradita la nostra

attività, e che fa credere al nostro cristianesimo.

PALMIRO DONIMI

Kalongo Hospital

P.O. Parabongo (Via Lira)

(East Africa) UGANDA

— 33


Alberto e Paolo in « Giovani sotto inchiesta ».

FLASH su la

"Vita - Film,,

• L'Associazione patavina «Vita-Film»

ha organizzato una serata, invitando Autorità,

Soci ed Amici, per 1' anteprima

del mediometraggio in formato normale

«Giovani sotto inchiesta», il 18 marzo.

Buona eco della serata riportò la

stampa locale, mettendo in rilievo la

fluidità e vivacità del film che, volendo

vedere « dal di fuori » gli Esercizi

Spirituali ignaziani, ne ha tracciato un

quadro arioso e invitante.

La serata fu ripetuta, insieme con i

precedenti short prodotti dalla stessa

Associazione («11 lungo viaggio», «Parlerai»)

l'il maggio, con un simpatico

concorso di persone.

Così il pubblico padovano ha potuto

rendersi conto, in diverse riprese, delle

finalità e delle tendenze della «Vita-

Film», apprezzandone il coraggioso sforzo

per una produzione sana ed intelligente.

• ATTUALMENTE due film prodotti

dall'Associazione girano l'Italia.

— Parlerai, di Giovanni Tessaro, avendo

ottenuto dal Ministero dello spettacolo

la «programmazione obbligatoria»,

è proiettato in tutte le sale pubbliche

d'Italia ed è stato abbinato dapprima

a «Soldato sotto la pioggia» e poi a «My

fair Lady».

— Giovani sotto inchiesta, di P. Antonio

Covi, dato il carattere spirituale del

film si limita per ora, in Italia, alle sale

cattoliche. Essendo stato prodotto col

34 —

- Padova

concorso di alcune Case di Esercizi fu

da esse richiesto. Tuttora il film gira

l'Italia in 17 copie, di cui 3 in formato

normale ed il resto in 16 mm. Ogni Casa

provvede poi alla propaganda locale

o in diocesi. Le lettere che sono pervenute

alla Associazione sono lusinghiere.

Per ora le città che dispongono del film

sono: Milano, Padova, Bologna, Torino,

Varese, Feltre, Reggio E., Bari, Napoli,

Agrigento, Bassano, Bergamo, Lodi, Pordenone.

Altre richieste sono in corso.

• Come di consueto, per valorizzare i

suoi film, la Associazione li invia a qualche

Festival. A fine luglio «Giovani sotto

inchiesta» parteciperà alla «Mostra

del film documentario» di Venezia, sperando

in un premio. Il film è stato inserito

nella Sezione dei «Film di vita

contemporanea e di documentazione sociale».

• NUOVI PROGETTI sono allo studio;

da tempo. Sul piano organizzativo quello

di istituire, in seno agli Ex-Alunni,

una Sezione dei Mezzi di Comunicazione

Sociale, che affianchi il lavoro della

«Vita-Film». In tal senso il Presidente

della Associazione Ex-Alunni, Avv. G.

Malipiero, ha inviato una lettera a tulli

i Soci. Quanto-ai film è in fase avanzata

di progettazione uno short dal tema

«I ciechi vedono...» (sull'Istituto L

Configliachi di Padova) e due soggetti

sui Colli Euganei. Per questi ultimi è

sorto un apposito Comitato, che studia

l'iniziativa presso Enti e privati, onde

far convergere gli interessi diversi su

due short dignitosi culturalmente e spiritualmente.

Titoli dei documentari :

«Terra che risana» e «Colline della pace».

• VARIE ADESIONI di Soci ed Amici,

alla Associazione, sono giunte in queste

ultime settimane. Ci auguriamo che altri

ancora seguano il buon esempio... La

« Vita - Film » ha bisogno dell'aiuto di

tutti !

Buona annata

per il Cineforum - Antonianum

Nella prima decade di maggio si è

concluso il XIX anno d'attività del nostro

Cineforum con un insieme rispettabile

di ventiquattro incontri, cioè 20

film, due serate di documentari e due

dibattiti pubblici (sui film «Giulietta

degli spiriti» e «Africa, addio!»). Dopo

il ciclo «L'uomo di fronte a se stesso»,

«Volti dell'America, ieri ed oggi», il Cineforum

ha concluso con un riuscito ciclo:

«Vero e falso spiritualismo nel cinema»,

tra cui oltre al delicato film di

A. Segai Al di là della vita e quello fieramente

protestatario di H. Colpi Sangue

al sole (Codine) si è aggiunto l'ultima

fatica di Bergman, tematicamente

ardua, ma non priva di un approdo

alla speranza. Molto apprezzati : America,

America di E. Kazan e Soltanto un

uomo, di Rohemer, valido esempio del

nuvo cinema libero U.S.A.

Potrà interessare i nostri lettori saper

ora il risultato del referendum del

pubblico, almeno in riferimento ai primi

film in classifica.

Il giudizio complessivo artistico risulta

dalla media del voto delle signore

e degli uomini. Eccolo :

1" - E venne un uomo (voto: 8,16) —

2" - Amieto (7,55) — 3° - America, America

(7,54) — 4" - Soltanto un uomo (voto:

7,41) — 5" - II giorno e l'ora (7,36)

— 6" - Sangue al sole (7,17) — 7° - Zorba

il greco (7,12).

A Ermanno Olmi, vincitore del Referendum,

col poetico film su Papa Giovanni

«E venne un uomo», è stata subito

inviata la notizia della sua bella vittoria

e un premio del Direttivo del Cineforum.


La stagione del Cinefonim dei Soci

Professionisti ed Universitari (Mercoledì

e Martedì) fu completata, come negli

anni scorsi, dalla sezione dei Liceali

(Sabato) che discusse 12 film, tra cui

piacquero di più : Un treno è fermo a

Berlino, Soldato sotto la pioggia, lo e.

la donna, Billy il bugiardo, II giardino

di gesso, Lazzarillo di Tormes ecc. Merito

della riunione della sezione Liceale

i va dato al nuovo Consiglio Esecutivo,

che, in seguito a votazione, risultò così

formato: A. Todeschini (Segretario), L.

Rosa (V. Segretario), G. Benettin (Inc.

culturale), G. Motta (Inc. propaganda),

e dai Consiglieri : F. Mattarolo, A. Lovisetto,

M. Fornasiero, F. Licci, P. Peruzzi,

L. Carretta, A. Ferri, M. Piatto.

Il Cineforum Antonianum ha dovuto

modificare il suo Statuto e Regolamento

per adeguarlo a quello della Federazione

nazionale e così beneficiare dei

vantaggi della nuova legge del cinema

(n. 1920). Ebbero così luogo le elezioni

interne, dalle quali risultò confermato

nella carica di Presidente il prof. Fiorenzo

Viscidi della nostra Università;

furono eletti: Antonio Rcposo (V. Presidente);

Renato Bassignano (Segretario);

Consiglieri: Gianandrea Bianchirli,

Amedeo Bonini, Ezio Mazzega ; Consiglieri

supplenti : Attilio Angelini, Mario

Benettin.

Accanto al Consiglio Direttivo fu eletto

il Collegio dei Probiviri, che risulta

ora formato da: Avv. Giorgio Belloni

(Presidente), dall'Avv. Piero Giudice e

dal Dott. Gabriele Testa.

Perché - infine - l'opera del direttivo

fosse più spedita, essa fu affiancata eia

quella di un Consiglio Esecutivo del Cineforum

Professionisti, diretto da G.

Bagnariol, P. A. Rubini, G. Bosi, E. Bellavitis,

F. Zoppellaro, R. Ferlin.

L'8" CORSO DI CINEMA

Con un nutrito programma di lezioni

e di film, discussi a « carrefour », il

Corso di Cinema si è concluso con le

solite prove orali. Hanno finito il biennio

del Corso nove giovani e cioè:- P.

Zccchinato, F. Bilò, M. G. Pule-io, G.C.

Babolin, A. Zignol, G. Scoglio, P. A. Rubini,

G. C. Benettin, M. Baracco.

Undici partecipanti al Corso hanno

superato la prova del primo anno. Essi

sono: C. Monfort, F. Petris, M.C. Marcos,

L. Carrara, G. Barca, M. L. Zecchinato,

M. A. Corderà, Dott. P. Gulini, E.

Meo, E. Sivieri, R. Fabbris.

Data la frequente richiesta di «Direttori

di dibattito» da parte dei numerosi

Cineforum della città e Provincia e

dei «Centri di Lettura», queste nuove

leve potranno essere subito disponibili

per un così moderno e fruttuoso apostolato

intellettuale, che fu espressa-

La bella opera di Padre Pasinetti

Tra le opere apostoliche coltivate dall'Antonianum,

fin dagli inizi, c'è l'assistenza agli

operai della Stanga, della Zedapa, dell'Ingap,

come pure dei ferrovieri e dei dipendenti dell'Acap.

E' interessante conoscerne la portata e ne.

daremo uno studio ben sviluppato nel prossimo

numero ricordando i Padri vari che se ne

occuparono.

Per ora ci accontentiamo di pubblicare la

ialografia del Padre Mario Pasinetti S.J. venuto

da due anni a continuare tale opera. Insieme

con lui si trova il Cav. Emilia Borgo

(Cavaliere di S. Gregario Magno) che da dieci

anni ha collaborato vivamente all'opera apostolica

dei Padri e continua ancora anche

adesso che è andato in pensione per raggiunti

limiti di età.

A lui presentiamo anche da queste pagine

i nostri ringraziamenti per quanto ha fatto e

gli auguriamo ancora molti anni di proficua

attività spirituale nelle varie Istituzioni alle

quali egli volentieri si dedica.

mente incoraggiato dal Concilio Vaticano

II, nel Decreto sui Mezzi di Comunicazione

sociale («Inter Mirifica»).

Buona annata, dunque, questa del Cineforum.

Non solo per la accurata scella

dei film, per la efficace partecipazione

ai dibattiti di critici qualificati, ma

soprattutto per la positiva conclusione

della maggior parte dei dibattiti, sia

quello del Martedì (cui tanto contribuirono:

Ezio Franz, Alberto Rasi, Antonio

Reposo) e del Mercoledì (cui parteciparono,

a turno, i dirigenti d'jl Cineforum

e del suo Consiglio). Fruttuoso

sempre l'esito del Corso di cinema e

del Cineforum dei Liceali.

Rinnovata la struttura organizzativa

del Cineforum, co! nuovo Statuto e Direttivo,

spetterà ora il lavoro più importante

: quello di una accurata scelta

dei film, di una eventuale revisione dei

metodi del dibattito (sempre suscettibili

di «aggiornamento»). Ciò che conforta

quanti dirigono o partecipano a

questa opera è la consapevolezza di lavorare

non per una sterile ricerca estetica,

ma per studiare il fenomeno del

cinema in tutte le sue componenti vitali

: culturali, sociali, spirituali. E' per

questo che l'ideale sostiene e accresce

il nostro entusiasmo...

CIACK!

— 35


Zanzare perniciose

Purtroppo non si trovano soltanto nei Licei italiani, ma

qua e là in tutti i Licei del mondo. Adottati certi criteri di

libertà per la stampa anche dei ragazzi, si troverà sempre

qualche spinto avventuroso per inchieste che finiscono per

svelare passionalità morbose, disposizioni amorali di incitamento

ai peggiori disordini sessuali.

Dappertutto si corre ai ripari. Nella Germania federale

ad esempio, su iniziativa di due medici d'Ulm, 400 medici

hanno indirizzato un memorandum al Ministro della Sanità

della Germania Federale in cui afermano che il problema

della sessualità sfrenata e degli aborti è di vitale importanza

per il mondo intero: domandano di intervenire energicamente

e drasticamente e suggeriscono di accrescere V integrità

morale della nuova e vecchia generazione.

Il memorandum è articolato in tre sezioni. Nella prima

parte oltre a raccomandare un intervento concreto da parte

del Ministro della Sanità contro gli aborti e la loro causa,

ossia la sessualità sfrenata, suggeriscono specificamente in

che cosa dovrebbe consistere l'intervento della Sanità: interdizione

di pubblicità per i mezzi antifecondativi; controllo

delle pubblicazioni di massa affinchè rispettino tale dispositivo;

le pillole antifecondative rilasciabili soltanto su ordine

medico: impedire ogni operazione di sterilizzazione senza

prescrizione medica.

Nella seconda parte i 400 medici giustificano le loro richieste

: le forze creatrici dell'uomo si estrinsecano nella

possibilità di creazione, sviluppo e conservazione della persona

e, per trascendenza, della civiltà; pertanto l'uomo moderno

ha obblighi verso i suoi successori e non deve dare

alla sua esistenza il solo significato di soddisfacimento dei

suoi istinti di benessere e di piacere. Poiché il giusto soddisfacimento

sessuale implica la conservazione della razza,

esso non deve essere un'espressione unilaterale ed egoista,

che degraderebbe e distruggerebbe i valori della persona

umana. Da ciò risulta che lo sfruttamento fisico del prossimo

non è naturale. Esso è generalmente provocato da una

pervertita campagna pubblicitaria che si realizza con: l'uso

del corpo femminile a scopi pubblicitari; la propaganda del

nudismo; la sbagliata impostazione dell'educazione sessuale,

impartita in modo da provocare cinismo; il ridicolo gettato

sulla castità e la leggerezza con cui vengono considerati i

rapporti pre- ed extra-matrimoniali, lutto ciò snaturalizza

le sensibilità normali, facendo perdere il rispetto per la vita

nascente. L'idea di combattere il problema sociale degli

aborti mediante una messa a disposizione pubblica dei mezzi

e prodotti antifecondativi non favorisce altro che la sfrenata

sessualità.

IL RIMEDIO MIGLIORE

II rimedio migliore però è fondamentalmente la vera li-

'


VILLA PIO X apre anche quest'anno

le porte ai nostri ragazzi. Speriamo di

trovare qualche stanza nelle Pensioni

vicine per le famiglie che desiderano

venire anche loro a Carezza come gli

altri anni. Il programma già emanato

da qualche mese è preceduto da questa

annotazione :

Quest'anno verrà praticata una retta

«tutto compreso», conglobando cioè nel

prezzo anche la tassa di soggiorno e di

iscrizione, i contributi per i giochi ccc.

Anche la biancheria da letto, compresa

nella pensione, verrà fornita a tutti.

Con questo operiamo una effettiva riduzione

delle rette, come si può notare

confrontandole con quelle dell'anno passato

(cui andavano aggiunti gli «extra»)

e introduciamo una maggiore semplicità

di calcolo.

Desideriamo inoltre sottolineare la

convenienza, sotto tutti gli aspetti, che

i ragazzi vengano iscritti al Soggiorno

per turni interi.

Segue il programma dettagliato:

Primo turno:

27 giugno (lunedì) - 16 luglio (sabato)

Rette :

iscritti alla Scuola di Relig. . L. 39.000

non iscritti L. 41.000

inferiori ad anni dieci, sconto L. 2.000

Secondo turno:

16 luglio (sabato) - 4 agosto (giovedì)

Rette :

iscritti alla Scuola di Relig. . L. 41.000

non iscritti L. 43.000

inferiori ad anni dieci, sconto L. 2.000

Terzo turno:

4 agosto (giovedì) - 23 agosto (martedì)

Rette :

iscritti alla Scuola di Relig. . L. 39.000

non iscritti L. 41.000

inferiori ad anni dieci, sconto L. 2.000

Fuori turno:

retta giornaliera per tutti . L. 2.300

(sconto di L. 100 per gli inferiori a dieci

anni)

a coloro eh faranno meno di tre giorni

completi verrà praticata la retta di lire

2.600 giornaliere.

Servizio Pullman riservato

In coincidenza con la partenza e il ritorno

di turni, cioè alle date sopra indicate

del 27 giugno, 6 luglio, 4 agosto e

23 agosto, verrà predisposto un servizio

diretto di pullman con i seguenti orari :

Partenza da Pd., via Donatelle ore 7.30

Arrivo a Pd., via Donatelle ore 19,30

Viaggio andata e ritorno . . L. 4.500

Viaggio singolo di andata o rit. L. 2.500

Per informazioni e iscrizioni rivolgersi

alla Direzione della Scuola di Religione

via Donatelle, 16 - Padova - tei. 24241 -

51444. - Telefono di Carezza n. 61034.

L'iscrizione dovrà essere accompagnata

dal versamento di almeno metà retta.

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I Fratelli Giacomo, Cario e Giovanni Galtarossa consegnano la coppa del Trofeo Pietro Galtarossa

al capitano della «Virtus» di Bussano, prima classificata.

li i I

Consuntivo di una brillante annata sportiva

I campionati sono dunque terminati. Si può subito affermare

che l'annata agonistica 1965-66 è stata per l'U.S.

Petrarca una delle più brillanti, dal punto di vista dei risultati,

foriera di ben più ambiziosi traguardi.

II basket innanzitutto. Questo settore, abilmente organizzato

dal Galtarossa, sotto la direzione tecnica di Nicolic e

con l'innesto del grande Moe, è quest'anno esploso nel vero

senso della parola, suscitando nell'intera città un interesse

mai verificatosi prima, e destando grande ammirazione su

tutti i campi d'Italia. Basti dire che, subito a ridosso delle

due grandi, cioè Simmenthal e Ignis, è giunto il quintetto

bianconero che, a sua volta, ha distanziato gli altri. Il Petrarca

basket pertanto, si e inserito fra le migliori formazioni

del campionato italiano, giungendo persine a minacciare

il primato di Simmenthal e Ignis. Questo, appunto è

il fatto più importante, il fatto, cioè, che una squadra di

dilettanti col solo apporto di un giocatore professionista,

molto abile e molto serio, abbia avuto la possibilità di inserirsi

nel gioco e nelle ambizioni delle più quotate società,

fatte e costruite su modelli pubblicitari e professionistici.

Un grazie perciò alla nostra direzione del basket, un grazie

a Nicolie ed a Moe, ma un grazie doppio a lutti gli altri

giovani atleti che con l'americano hanno ciato vita a un

avvincente campionato. Nicolic e Moe, come tutti sanno, sono

stati riconfermati anche per la prossima stagione, e non

v'ha dubbio che anche le soddisfazioni saranno riconfermate.

La squadra di rugby ha compiuto un cammino piuttosto

travagliato e, in determinati casi, non molto fortunato, ma

è giunta al terzo posto, alle calcagna della Partenope e del

Cus Roma. Con particolare riguardo deve essere segnalata

l'affermazione di due società del centro-sud, in una disciplina

che era stata fino a due anni fa completamente dominata

da squadre del nord, il che dimostra il crescente entusiasmo

in Italia anche per la palla ovale.

Meriterebbe far dei nomi, ma sono tanti nel Petrarca, e

vanno pertanto accomunati in un grande elogio, compresi

gli appassionati responsabili tecnici.

Si è verificato, nel frattempo, un fatto nuovo ed importante

dal punto di vista organizzativo. Giuseppe Longato è

42 —

subentrato, nella presidenza della sezione rugby, al prof.

Arslan che, come «presidentissimo» del Consiglio Generale,

coordinerà da par suo le tre sezioni. Il passaggio, diciamo,

ufficiale delle consegne è avvenuto durante una simpatica

riunione conviviale al ristorante delle «Padovanelle», e qui,

fra gli applausi dei polverizzatori di atomiche bistecche, patetiche

consegne di ricordi da parte di Geremia al prof. Arslan

e dei rugbysti a Geremia, il prof. Arslan, non senza una

punta di commozione, si è detto felice di cedere il comando

a Longato, dichiarandosi comunque col pensiero e col

cuore vicino ai «suoi rugbysti».

Longato, per non venir meno alla sua tenacia, si era da

tempo messo all'opera e, come qualcuno sa, e come lo stesso

Longato ha dichiarato ai giocatori, vuoi fare del Petrarca

Rugby una squadra modello dalla quale tutto il rugby

italiano dovrebbe trarre vantaggio. Longato era già in trattative

con un allenatore francese, ex giocatore del Tolone,

ma purtroppo non sono giunte a soluzione. Ne sono state

avviate delle altre, in altra direzione, e sembra che questa

volta si arrivi in porto.

Anche il calcio, infine, ha dato ottimi risultati. La squadra

si è classificata nelle primissime posizioni, vincendo il

campionato provinciale pulcini, dopo aver eliminato dodici

concorrenti. La situazione della sezione calcio è quella che

tutti conoscono, e nemmeno il simpatico Leonzio Pizzo nutre

eccessive illusioni. Nel nostro Petrarca il calcio può ambire

a traguardi che sono delimitati dall'attuale andazzo di

questo sport in Italia. Pizzo, giustamente, e sulla scorta dei

risultati di quest'anno, desidera intensificare l'attività giovanile.

Aumentare e migliorare il vivaio, seguire le varie

squadre maggiormente dal punto di vista tecnico - disciplinare,

partecipiare ai vari tornei giovanili. Il calcio, quindi,

la cosiddetta «cenerentola» del Petrarca, potrà dare, nel limite

che tutti sappiamo, ancora maggiori soddisfazioni.

Questo il consuntivo di un'annata sportiva brillante dalla

quale i nostri bravi dirigenti traggono gli auspici per un

futuro ancora più promettente.

A. L.


il concorso ippico

Si svolse in Campo Tre Pini dal 2 al 5 giugno, organizzato

dalla Scuola Padovana di Equitazione e per cura particolare

della Baronessa Treves e dei Conte Avv. di Panigai

sempre presenti allo svolgimento delle gare.

I pessimisti temevano che l'interruzione per due annate

del Concorso Ippico di Padova ne compromettesse il successo,

ma i timori si sono rivelati del tutto infondati.

Infatti quasi tutti i cavalieri partecipanti al concorso

del 1963 (che insistentemente avevano chiesto se ne effettuasse

la seconda edizione) erano presenti al Tre Pini con

il risultato che fra «anziani »e «matricole» il numero dei

cavalli iscritti superò i 200.

Ma più che per la quantità, il successo del Concorso di

Padova venne assicurato dalla qualità dei cavalieri e delle

amazzoni : dal prestigioso olimpionico Mancinelli al positivo

Zanuso e al brillante Triossi che hanno dato vita a

competizioni piene di «suspense».

Fra le amazzoni in particolare evidenza la Sig.ra Laura

Zanuso e fra i militari il cap. Guiierrez e il s.ten Carli.

Particolarmente avvincente la gara di potenza nella quale

Mancinelli in sella a Guappo ha superato una triplice di

due metri.

Un pubblico scelto e numeroso faceva particolare «tifo»

per gli allievi della Scuola Padovana di Equitazione sempre

in lizza con i migliori.

Appuntamento per il 1967 !

QUESTO PETRARCA GIUDICHIAMOLO NOI...

Continuando la rubrica iniziata lo scorso numero, abbiamo

intervistato il Presidente della Sezione Calcio, Leonzio

PIZZO. Tutti sanno in mezzo a quante difficoltà si dibatte

oggi il calcio nel Petrarca ed è forse per questo che Pizzo

ha voluto giudicare solamente il suo settore. Ecco quindi

la vibrante difesa del calcio sostenuta dal suo ottimo e volitivo

presidente:

« Oltre che un fatto sportivo, il Petrarca è un fatto sociale:

tanti giovani — considerandolo un mezzo utilissimo

di formazione — praticano lo sport con la maglia bianconera,

con una maglia gloriosa che fu indossata per la prima

volta da una pattuglia di ardimentosi e provetti calciatori.

« E sono convinto che proprio il calcio — lo sport cioè

all'origine del "Petrarca" - abbia conservato negli anni la

sua funzione, anche se le circostanze sembrano averlo ridotto

ad un ruolo secondario. Del resto, sovente le apparenze

ingannano. E' giusto che anche il calcio abbia la sua dignitosa

parte nella difficile rappresentazione del Petrarca,

di una società che deve continuare ad essere una meravigliosa

famiglia; ed o giusto che il calcio reciti questa parte

potendo con lare su una supcriore considerazione soprattutto

sul piano pratico.

« Un maggiore contributo economico, insomma, potrebbe

confortare il lavoro di chi guida la sezione, tanto più che

fortunatamente l'attività delle squadre può valersi di collaboratori

appassionati e diligenti. I tempi non sono agevoli ;

le esigenze e le difficoltà del calcio al giorno d'oggi sono

tali che ormai è indispensabile assicurare all'ambiente almeno

un'importante garanzia (un allenatore di prestigio) e

altre essenziali condizioni, come l'organizzazione logistica e

la sistemazione dei campi e degli spogliatoi. Specialmente

il problema dei campi eli gioco va affrontato con decisione

e possibilmente risolto. E non dimentichiamo: il calcio nel

Petrarca non accetta il ruolo della comparsa; perché è partito

prim'attore e tale intende rimanere ».

Il Presidente del Calcio Petrarca Leonzio Pizzo consegna la

coppa ai secondi classificati nel Trofeo Pietro Galtarossa. >-

Ippolifa Ghedini, figlia minore del Consigliere degli Ex Alunni

Avv. Ghedini, in sella ad Amajog.

Lionello Lazzarin, figlio del Consigliere del Petrarca Alfredo Lo/

zarin, in una sua manifestazione ippica.

Lelio Lazzarin, fratello di Lionello.


Relazione del segretario Bare!

Siamo giunti al momento di fare un breve consuntivo dei

risultati conseguiti dalle nostre squadre durante il campionato

1965-66.

Iniziarne dal Basket che ha fornito una prestazione eccellente

conquistando il terzo posto ed inserendosi fra le

grandi del campionato. Risultato veramente sorprendente

anche per il Presidente ing. Galtarossa che ali' inizio del

campionato aveva dichiarato, forse per scaramanzia, che

si sarebbe accontentato che la squadra si salvasse... Non è

il caso di fare quindi degli elogi particolari ma è doveroso

ringraziare tutti i giocatori, l'allenatore e i dirigenti di questa

Sezione per aver dato al Petrarca una così grande soddisfazione.

Se il Basket ha dato quest'anno lustro e immense soddisfazioni

al Petrarca, non da meno hanno voluto essere le

Sezioni Rugby e Calcio, classificandosi parimenti al terzo

posto della classifica. Il nostro plauso e ringraziamento a

tutti gli atleti per la serietà e buona volontà dimostrata, ai

tecnici e ai dirigenti che hanno avuto la capacità e la costanza

di insistere per ottenere tali traguardi.

Annata perciò sì per il Petrarca quella del 1965 - 66 !

Ci auguriamo che le prossime siano migliori. Le premesse

ci sono per tutte e tre le sezioni. Il Basket ormai naviga

benissimo guidato dall'ing. Galtarossa. Il Rugby e il Calcio

stanno studiando anche una riorganizzazione di sezione che

darà maggiori frutti nel futuro. E' di recente la nomina del

rag. Longato a Presidente della Sezione Rugby e siamo certi

che con la sua iniziativa e capacità di valente dirigente

industriale il Rugby petrarchino prosperirà.

Il sig. Pizzo fa di tutto per incrementare la Sezione Calcio

e siamo fiduciosi che anche questa Sezione troverà la

strada giusta per ritornare ai vecchi prestigi del Petrarca

calcio.

Possiamo concludere dicendo che è stata un'annata di

proficuo lavoro da parte di tutti coloro che amano il Petrarca

e ad esso dedicano energie, tempo e amore.

Un grazie riconoscente e sentito ai signori Consiglieri

Generali dell' U. S. Petrarca per averci dato la possibilità

di svolgere una così soddisfacente attività sportiva.

FIORI D'ARANCIO

Hanno annunciato il loro matrimonio:

APRILE

Merlo dr. Gino Antonio con la sig.na Ileana Artico - Spresiano

(Treviso)

Zotti dr. prof. Enzo con la sig.na Elisabetta Valle

Busnardo dr. Benedetto con la sig.na Maria Giovanna Benacchio

MAGGIO

Tantini dr. Gianni con la sig.na Cristina Fraccaroli - Lavagne

(Verona)

Menegazzi Sergio con la sig.na Mari ella De Martini

Perinotto dr. G. Antonio con la sig.na Paola Caramel - Como

LUGLIO

Ravagnan dr. Alberto con la sig.na Maria Luisa Moscardi

Boroni nob. avv. Giovanni con la prof.ssa sig.na Claudia Bellabono

- Bergamo

Delia Russel dr. ing. Guido con la sig.na Federica Leardini

(Zerman di Mogliano)

44 —

il trofeo "Galtarossa,,

Anche quest'anno, come è ormai consuetudine, abbiamo

dato il via alla 3" edizione del Torneo Internazionale Giovanile

di Calcio «Trofeo Pietro Galtarossa» che si è svolto

dal 10 al 18 giugno con la partecipazione di otto squadre

tecnicamente dotate: Radnicki-Nis (Jugoslavia), Atalanta

Calcio, A. C. Padova, A. C. Verona, A. C. Treviso, A. C. Olympia,

Virtus Bassano e U. S. Petrarca. - II Trofeo per l'anno

1966 è stato aggiudicato alla Virtus Bassano, mentre si sono

classificate in ordine A. C. Treviso, A. C. Atalanta e A. C.

Verona. Purtroppo il Padova ed il Petrarca sono state eliminate

in fase di qualificazione.

il torneo Interbar

Per l'attività ricreativa di ogni anno è attualmente in atto

il Torneo Interbar 1966. Partecipano n. 8 squadre di Bar

cittadini divisi in due gironi da quattro. Durata del Torneo

dal 30 giugno al 9 luglio. La squadra che si classificherà prima

guadagnerà un magnifico Trofeo a ricordo della manifestazione.

PER IL COTTAGE DEI BOY SCOUT

Continuano le offerte per il Cottage dei Boy Scout, ora

in pieno sviluppo di lavoro. A quelle già pubblicate nell'ultimo

numero aggiungiamo le seguenti : Babetto Francesco,

Bertin Pietro, Cappellate Paolo, Cardin Giuseppe, Dott. Da

Col, Geremia Guglielmo, Fratelli Mosconi, Dr. Peruzzi Castone,

Ponchia Ivano, Fratelli Sambo, Sturare Paolo, Avv.

Siller, Fratelli Trabucchi, Travaglia Silvio.

CULLE

Annunciano la nascita di:

Gabriele: la sorellina Maria Bonaiti di Alfredo

Marina : Alberto e Gianna Dal Porto

Carlo: Lia e Silvio Filippi

Andrea: i fratellini Giorgio e Alessandra Miola

Alessandra: Leone Ramigni e Signora

Igino: la sorellina Alessandra con i genitori Lamberto

e Inger Cazzola (Stoccolma)

Carla: Gaetano e Angela Maria Veronesi

Giovanni: Francesca e Luciano Zanovello

Elena: Matteo e Silvana Silini

Claudia: i fratellini Riccardo e Silvia Miazzo

Marco: • la sorellina Stefanella coi genitori Adelina ed

Agostino fioatto (Bologna)

Simone: i fratellini Umberto e Guido Romaro

Errata corrige. Il nome del fratellino che nel passato numero

ha annunciato la nascita di Mauro era Gianluigi invece

che Giampietro Meneghini.


ELENCO COMPLESSIVO DEGLI ISCRITTI (Dall'ottobre '65 al luglio 66)

Accordi dr. Carlo

Aggogeri Luigi

Agosto dr. Toni

Agusson dr. Antonio

Alberini gen. Raoul

Alfonsi ing. Aurelio

Alfonsi cav. Giuseppe

Aliprandi Giovanni *

Alocco ing. Vittorio

Altichieri dr. Luciano

Ambrosetti ing. Luigi *

Ancona ing. Guido

Andò on. avv. Oscar

Andreo/i dr. Edoardo

Apergi rag. Sergio

Anniento rag. Mario

Avanzi Renzo

Avi/a dr. Giuseppe

Azzolin cav. Aurelio

Babighìan dr. Gregario

Baccaglini prò/. Mario *

Saggio Giovanni

Saggio ing. Ignazio *

Baggio ing. Leonardo *

Saggio prof. Paolo

Barbe dr. Marcella

Barbieri avv. Antonio

Barbieri prof. Bruno *

Barbieri prof. Egisto *

Barcelloni Corte Adriano

Barettoni ing. Guglielmo

Barnabò ing. Silvano

Baroni dr. Franco

Baroni ing. Giorgio

Barto/omei prof. Giuseppe

Barucchello dr. Bruno

Battallìard rag. Castone

|6ouce dr. A/cide

Bedin rag. Giampietro

Bedini geom. Èrcole

Bel/oni prof. Giuseppe *

Benacchio prof. Luigi

Benettin avv. Giorgio *

Beneventano bar. Francesco *

Bianchini dr. Francesco *

Bido/i Giovanni

Bisello rag. Benvenuto

Bocchese ing. Franco

Bodini dr. Giovanni

Bolzonella ing. Antonio

Bolzone/la Carlo

Bonaiti ing. Alfredo *

Bona/ti ing. Giuseppe *

Boriato dr. Piero *

Bonini dr. Consuelo

Benino dr. Raffaele

Sonoro dr. Mario

Bordigato col. Gino

Barelli dr. Giorgio

Boschetti avv. Ezio

Boschetti Renzo

Boschi dr. Giorgio *

Bovo prof. Guerrino *

Bozzini dr. Renato

Erigenti dr. Rino *

Brunelli avv. Giovanni

Bacchi prof. Renato

Busnardo dr. Benedetto

Caldera dr. Eugenio

Calzolari dr. Renzo

Canavotto ing. Giuseppe

Candelpergher ing. Giuseppe

Candeo ing. G. Lorenzo

Coniato Giampaolo

Cantarutti prof. Federico *

Cantele dr. Francesco

Caporella Amedeo

Capovilla dr. Giorgio

Coppellato prof. Mario *

Carbognin dr. Giusto

Care/in dr. Giuseppe *

Cardin dr. Giorgio *

Carenza prof. Nino *

Caretta rag. Guglielmo

Caretta Mario

Corion dr. prof. Carlo *

Caron sen. dr. Giuseppe

Carrara avv. Giuseppe *

Carrara prof. Luigi *

Cartolari dr. Cristoforo

Casale dr. Renzo

Castagna Bernardi rag. Giulio

Castagna Bernardi Giuseppe

Castellani di Sermeti dr. Luigi

Castellani Antonio

Castelletto dr. Albana

Catemario ing. Guido

Cavaggioni dr. Nino

Cavagnis prof. Giovanni

Cavarzerani avv. Costantino

Cavinato Carlo

Cazzala ing. Lamberto

Cazzala ing. Luciano

Cecone Adriano

Cestarollo ing. Gianni

Chiesa dr. Domenico *

Chiesa dr. Mario

Chinaglia dr. Antonio

Chino dr. Alberto

Cioccio prof. Giacinto

Cipriani dr. Franco

Cojazzi G. Giorgio

Coiazzi dr. prof. Luigi *

Co/ucci prof. Giuseppe

Comin Alberto

Composte/fa avv. Pietro

Covi rag. Luigi

Covi rag. Pietro

Crestani dr. Venceslao

Cusimano Luigi

Da Col dr. Antonio

Dal Brun comm. Lucio

Dal Covalo mons. Antonio

Dalla Palma dr. Ludovico *

Della Penna ing. Sandro

Dal Porto cav. Alberto

Dal Prò ing. Paolo

Daniele dr. Carlo Alberto

D'Arcaìs prof. Giuseppe *

D'Arcais dr. Ino *

Darios dr. Rina

Daoc/iace gr. uff. Giuseppe

De Antoni Paolo

De Besi ing. Alessio

De Biasi dr. Sergio

De Boni Bruno

De Fraja ing. Mario

De Lucchi Ottorino

De Maio prof. Domenico

De Marco ing. Alberto *

De Marco ing. Carlo *

De Pretto Francesco

De Sanctis geom. Giuseppe

De Sisti rag. Gino *

De Toni ing. Arnaldo

De Zanche ing. Giampietro

Dezza dr. Giovanni

Di Bello dr. Carlo

Dolcetta dr. Walter

Dolcini dr. Walter

Do/fin avv. Pasquale

Dorma/ dr. Lamberto

Ederle avv. Giuseppe *

Ederle mons. Guglielmo

Egano d'Arzignano co. Mario

Estrafallaces dr. Aldo

Fabbri Colabich dr. P. Giovanni

Fabbri Colabich ing. Giuseppe

Fagnani rag. Carlo

Fantecchi dr. Arturo *

Fantin Mario

Favaretti rag. Giuseppe

Favaretti Giorgio

Ferrante prof. Angelo

Ferrara dr. ing. Paolo

Ferri ing. Francesco

Ferro dr. Bartolomeo

Ferro prof. Ottone *

Feruglìo prof. Francesco

Filippetto avv. Mario *

Filippi rag. Castone *

Filippi dr. Silvio

Flores d'Arcais dr. Franco

Fontana Giovanni *

Foretti dr. Fausto

Fossato dr. Renzo *

Francese/letto dr. Giuseppe

Frasson p. co. Franco *

Frigo rag. Costante

Furio/i dr. ing. Gianluigi

Gaia Giovanni

Gaia dr. Pietro

Galimberti dr. Antonio *

Galìmberti dr. Giulio

Garcea dr. ing. Anse/mo

Garceo ing. Antonio *

Garcea Felice *

Garcea ing. Giampaolo *

Gardellìn dr. Vittorio

Gardin dr. Romeo *

Gennari dr. Alberto

Geremia ing. Mario

Ghedini avv. Giuseppe *

Ghezzo dr. Floriano

Giacomelli dr. Pietro

Giocamela avv. Vittorio

Giordani dr. Michele

Giron dr. Giampietro

Gnutti ing. Paride *

Gabbato dr. Alberto

Gabbato Angelo *

Grassi rag. Carlo

Grassi dr. Guido

Gregoretti dr. ing. Carlo

Griffoni rag. Giuseppe *

Gramo dr. Giorgio *

Guaran Guido

Guerra dr. Luigi

Guzzon prof. Adalgiso

Guzzon prof. Vittorio

Kull Padovani dr. Gianni *

Inga dr. Enzo *

Laverda dr. Francesco *

Lechì dr. Francesco

Letter dr. Eugenio

Lorato rag. Guido

Loredan co. ing. Iseppo

Lorenzi prof. Gianlorenzo *

Lorenzoni prof. Renzo

Lorini cav. Bruno

Lotti dr. Francesco

Lubian rag. Ugo *

Lui dr. ing. Gianluigi

Luise prof. Renato

Luxardo dr. ing. Franco

Maggia prof. Alessandro

Maggia ing. Antonio

Maggia avv. Gino

Maggia ing. Marcel/ino

Maggia avv. Piero *

/Vlaggioni prof. Giorgio *

Maggioni dr. Giuseppe *

Magnano dr. ing. Pasquale

Magni dr. Pietro

Magrini dr. Carlo

Ma/atesta Gianni *

Malipiero dr. Francesco

Malipiero avv. Giorgio *

Manani dr. Giovanni

Mancini dr. Guido

Marchetti ing. Antonio

Marcozzi avv. Alberto

Marcucci dr. ing. Franco

Marino cav. Luigi

Mastropasqua ing. Renato

Marson prof. G. Battista

Mazzucco dr. Giangabriele

Mazzucato Giorgio

Mazzucato dr. Saturno

Mazzucato dr. Ugo

Mazzucato Vittorino

Mariotto geom. Giovanni *

Marfori Savini rag. Attilio

Martini Giacomo *

Massignan prof. Luigi *

Mazzo cav. Silvio *

Meneghini ing. Mario

Menini avv. Bruno

Menini dr. Luigi

Mercatali Luigi

Merlin avv. Luigi *

Mesirca ing. Renato

Mingatti rag. Edoardo

Mingatti geom. Giancarlo

Mingatti cav. rag. Giovanni *

Mingatti Paolo

Mioni prof. Giovanni

Mìssaglia Ferruccio *

Missaglia Italo

Missaglìa Orione

Miste dr. Domenico

Mistrello comm. Pietro *

Molena rag. Pietro *

— 45


Mo/erra gr. uff. Francesco *

Molinario ing. Vittorio

Monari dr. Ing. Piergiorgio

Monnet dr. Adriano

Monne* cav. /Augusto *

Montalto dr. Vittorio

Montanari cav. Valentino

Montesi dr. Ilario

Montesi dr. Leonardo *

Monti dr. Attilio *

Morassutti dr. Antonio

Morassutti comm. Giuseppe *

Morassutti Paolo *

Morassutti dr. Franco *

Moretti dr. Enzo

Mosconi dr. G. Rodolfo

Munegato ing. Antonio

Murar! dr. Piero

No/in dr. Antonio *

Nalin dr. Edoardo

No/in avv. Ettore

Napoli avv. Guido

Negro rag. Ugo *

Nicolis ing. Lino

Nicolo ing. Antonio

Olivi avv. Marcella *

Orzali dr. Vittorio

Paccagnella rag. Igino

Parenzan prò/. Lucio

Pasello Pietro

Passi co. Marco

Pavoni dr. Gianfranco *

Pavan Gianfranco

Pavan dr. Giorgio

Pecchini ing. Carlo *

Pecchini Gianfilìppo *

Pedrazzoli ing. Giuseppe

Peghin ing. Giovanni *

Perego dannino

Perin Antonio

Perini Luciano

Fertile prof. Giovanni

Peruzzi dr. Castone

Peruzzi rag. Ennio

Peruzzi rag. Mario

Peruzzo prof. Luciano

Piatto rag. Giuseppe

Piccone coj. Giulio

Fintassi Mario *

Piussi comm. rag. Antonio

Polesello ing. P. Vincenzo

Poliedri dr. Pietro

Poggi ing. Giorgio

Ponchia Ivano *

Prandstraller dr. Leone *

Prottì dr. Gustavo *

Proti/ dr. G. Pietro *

Puchetti avv. Dar/o *

Puggina dr. Annibale *

Puglisi dr. Alfredo

Quaglio prof. Giovanni

Rabolini ing. Claudio *

Raimondi cav. Giacinto

Ramigni cav. Leone

Rampazzo-Malin dr. Giuseppe

Rasi dr. Pierandrea *

Ravagnan dr. Giampaolo

Revoltella dr. Roberto

Ricci prof. Vincenzo

Riedel dr. Alfredo

Riello Pera dr. Antonio

Rizzo Rina

Rodighiero ing. Piero

Rodighiero dr. Vincenzo *

Rohr dr. ing. Alberto

Rohr dr. Antonio

Romaro ing. Tommaso

Ronco dr. Arnaldo

Ronconi Antonio *

Rossetto cav. Antonio *

Rostoni ing. Tino

Ruzza rag. Luigi

Ruzzante rag. Antonio

Sacchetto cav. uff. Tullio

Saggin ing. Francesco

Saggin on. Mario *

Sala ing. Silvio

Salvadei dr. Aldo

Salvini prof. Michele *

Sambo cav. uff. Francesco

Sandri dr. Plinio

Sottanino dr. Angelo

Scalco dr. Luigi

Scarpari dr. Silvio

Schiano col. Emilia *

Schiesari ing. Pietro

Sembeni geom. Giuseppe

Semenza dr. Edoardo

Sgaravatti rag. Fausto *

Silvestrini dr. Donilo

Simonetti prof. Luigi *

Sivieri dr. Arnaldo

Smania ing. Amedeo *

Smania ing. Luigi

Solimbergo dr. Bruno

Soranzo Giampaolo

Sormani dr. Giuseppe *

Squarcino col. Mario

Stoppato dr. Luigi

Stoppato avv. Renzo *

Suppi dr. Giorgio

Talaretti geom. Italo

Tanzi avv. Nulla *

Tartarini rag. Mario

Tessero comm. Giovanni

Testa ing. Alfredo *

Testo/in dr. Renzo

Tiso Carlo

Todeschini ing. Antonio *

Toffano dr. Giorgio

Toniolo dr. prof. Gianfranco *

Toniolo dr. Giuseppe

Toniolo prof. Lucio

Tonzig avv. Giorgio *

Torresini gr. uff. Federico *

Trabucchi prof. Cherubino

Trentin rag. Giovanni

Vaccata prof. Emani Aurelio *

Vanzo dr. Giorgio

Vedua Angelo

Ventura Franco

Venturini geom. Antonio

Venturini dr. Eugenio

Venturini dr. ing. Piero

Veronesi dr. Andrea

Veronesi ing. Gaetano

Visentini Aldo

Viviani dr. Otello *

Volpato geom. Luigi

Volpi geom. Emanuele

Zamperlin dr. Giuseppe

Zancan prof. Bernardo

Zancan prof. Lanfranco *

Zanni geom. Mario

Zanini dr. Adriano *

Zannini Gian Antonio

Zannini dr. Luigi *

Zanovello rag. Giulio

Zatta rag. Giorgio *

Zatta prof. Pierluigi

Zaupa dr. ing. Paolo *

Zennari dr. Bruno

Zerman prof. Andrea

Zillo dr. Alberto

Ziliotto dr. Umberto

Zocca dr. Arrigo

Elenco dei Neolaureati

(giugno 1965)

ISCRITTI GRATIS ALL'ASSOCIA-

ZIONE PER IL PRIMO ANNO:

Agostini dr. ing. Antonio

Baccag/ini dr. ing. Guido

Sonino dr. Carlo

Boraccetti dr. Vittorio

Carenza dr. Mario

Checchini dr. A/do

Chiesa dr. Gianfranco

Ciscato dr. ing. Silvano

Cremona dr. Giuseppe

Dalla Costa dr. Alessandro

Daretti dr. ing. Giovanni

Delia dr. ing. Guido

Della Porta dr. Giancar/o

Fanti dr. Alberto

Fontana dr. Emilio

Giacerne///' dr. ing. Pietro

Gurion dr. Giorgio

La Rosa dr. Vittorio

Lesa dr. Franco

Liccardo dr. Mario

Lucchini dr. ing. Carlo

Macca dr. Carlo

Macry dr. Francesco

Menegazzo dr. Federico

Moscaio dr. Gianfranco

Mulacchie dr. Alessandro

Ose/e dr. Mario

Pedrazzo/i dr. Sergio

Peratoner dr. Leopoldo

Ferrino dr. Giampietro

Prinzivalli dr. Aldo

Riello Pera dr. Luigi

Rizzali dr. Giuseppe

Ronconi dr. Giorgio

Rossi dr. ing. Giancar/o

Stoppa dr. Silvano

Tonzig dr. Alberto

Zatti dr. Paolo

L'asterisco segnala coloro che hanno versato una quota d'iscrizione superiore o sovvenuto alla Rivista con interessamento pubblicitario.

Hanno mandate offerte per l'Antonianum gli Amici : Borgnino dr. Cesare - Cabrini rag. Renato - Fontana Attilio - Gloria avv. Roberto

- Famigliari Monselesan - Nardone Marcella - Oesch Alessandro - Signorina L. Olivieri - Perucca dr. Icilio - Signora Fresca -

Signora Riondato - Semenzato dr. Ferruccio - Silva prof. Camillo - Tagliabue Enrico - Travain gr. uff. Aldo - Vacca avv. Arrigo.

I nostri morti

• E' giunta la dolorosa notizia della morte tragica dell' Ex

Alunno VITTADELLO PIETRO investito da una macchina,

il 5 aprile, mentre attraversava in bicicletta il Piazzale S.ta

Croce. Egli aveva 64 anni ed era stato per sette-otto anni

giocatore appassionato del Petrarca al tempo dei Romaro,

Gallo, Malipiero. - II Vittadello trasportato ali' ospedale vi

moriva dopo tre - quattro giorni.

• Ci giunge anche la notizia della scomparsa dell'Ex Alunno

N. H. avv. NAPOLI GUIDO defunto a Salerno il 25-5-66.

L'egregio avvocato era stato interno al Pensionato durante

i suoi studi di legge. Affezionatissimo all'Associazione Ex-

Alunni, si è molto interessato e prodigato per la Confede-

razione Nazionale di tutte le Associazioni Ex-Alunni delle

Scuole cattoliche. Ne daremo più dettagliata notizia nel numero

prossimo.

• Piangono la morte della mamma : lo studente interno Lorenio

Burli; gli Ex Alunni dr. Rodolfo, ing. Renato, colonn.

Renzo Mazzoncini; prof. Isidoro, avv. Dante, avv. Aldo, prof.

Lionello Pellizzaro; gli alunni della Scuola di Religione Sandro

Prosdocimi ; Sandro e Marco Suman; lo studente interno

Sandrino Sommariva.

• Piangono la morte del papa: il Consigliere del Petrarca

Giuseppe Longato e l'alunno della Scuola di Religione Cesare

Pagura.

I Padri dell'Antonianum e gli Ex-Alunni porgono alle

desolate famiglie le più sentite condoglianze ed assicurano

preghiere per i Cari Estinti.


Ultimi avvisi !.,

• Ci giunge ali' ultimo momento questa

fotografia di una classe del Pro/.

Stefanini di cui abbiamo ricordalo il

decennale della morte. La pubblichiamo

qui perché vi sono acclusi parecchi

Alunni della nostra Scuola di Religione.

* Ci sono stati indicati i due seguenti

libri come molto utili ed attuali per le

vacanze :

«L'uscita di sicurezza» di I. Silone

«Peso delle anime» di Bernard de Kerault.

Sono acquistabili in tutte le librerie.

PER AUTO.

. u • Già circolano le auto di nostri con


,.

Ha avuto

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concreta

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attuazione

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Videa

in

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alto

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a

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destra

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Idi

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chi

, •

sia al

,

volante

,

i

di un più facile riconoscimento tra a- detto stemma

mici ex alunni.

L'idea è parsa molto buona e degna

Non basta il distintivo ali' occhiello, di plauso ed è stata accolta in tutta

ecco che è comparso il DISTINTIVO Europa.

Durante l'estate scorsa nel Congresso

Europeo degli Ex Alunni attraverso la

Germania, abbiamo potuto constatare

che è una vera occasione di incontri e

di rapporti amichevoli, quanto mai simpatici.

Lo Stemma lo potrete trovare presso

la Segreterìa dell'Associazione.

SAGGIO

CERAMICHE

DA

P A V I M E N T I

R I VESTIM ENTI

TEL. 54.544 - VIA RIALTO, 9 - PADOVA

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