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Costruzioni n° 760 maggio 2022

NUOVE TECNOLOGIE VERMEER. PIÙ EFFICIENZA E PRODUTTIVITÀ IL NUOVO MIDI BOBCAT E88 R2 La Lince presenta un midiescavatore da 9 t progettato e sviluppato al 100% in casa LE MAXI TRALICCIATE DELL’EHINGEN WERK Abbiamo toccato con mano la nuova gru cingolata LR 12500-1.0 da 2500 t di capacità di sollevamento WALKAROUND IL MINI VOLVO ECR25 ELECTRIC

NUOVE TECNOLOGIE VERMEER. PIÙ EFFICIENZA E PRODUTTIVITÀ

IL NUOVO MIDI BOBCAT E88 R2
La Lince presenta un midiescavatore da 9 t progettato e sviluppato al 100% in casa

LE MAXI TRALICCIATE DELL’EHINGEN WERK
Abbiamo toccato con mano la nuova gru cingolata LR 12500-1.0 da 2500 t di capacità di sollevamento

WALKAROUND IL MINI VOLVO ECR25 ELECTRIC

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ostruzioni

Maggio 2022

Casa editrice la fiaccola srl

1952/2022 settant’anni

NUOVE TECNOLOGIE

VERMEER. PIÙ EFFICIENZA

E PRODUTTIVITÀ

IL NUOVO MIDI

BOBCAT E88 R2

La Lince presenta

un midiescavatore da 9 t

progettato e sviluppato

al 100% in casa

LE MAXI TRALICCIATE

DELL’EHINGEN WERK

Abbiamo toccato con mano

la nuova gru cingolata

LR 12500-1.0 da 2500 t

di capacità di sollevamento

WALKAROUND IL MINI VOLVO ECR25 ELECTRIC

9

ISSN 0010-9665

770010 966504

0 0 7 6 0 >


Costruzioni 4.0

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ISSN: 0010 - 9665

costruzioni

rivistacostruzioni

COSTRUZIONI

COMPIE SETTANT’ANNI

Dal 1952 la nostra rivista non

si è mai arrestata nel diffondere

la cultura delle costruzioni, delle

macchine e attrezzature

da cantiere. Non siamo nati ieri...

ATTUALITÀ&PRODOTTI

6 Anni Ottanta

Ripercorriamo i primi anni di attività

della nostra rivista: il decennio del

secondo miracolo economico

14 Piccolo spazio pubblicità

Inserzioni pubblicitarie d’epoca

16 Galleria strategica Alto Garda

Un cantiere per il collegamento

stradale con sfide e criticità

22 Segnali positivi su più fronti

I dati di crescita di Unacea

23 Qualità in vetrina

Triangle Tyre ad Autopromotec

24 Assistenza 360°

Service potenziato per Haulotte

25 Passione rinnovata

IMER compie 60 anni

26 Hanno i fianchi più robusti

Nuova gamma per Goodyear

27 Sviluppo sostenibile

Parte il progetto green di CTE

28 Si torna a brillare

Marmomac accende i motori

30 Oltre 600 espositori

Fari puntati su Hillhead 2022

MACCHINE&COMPONENTI

16 50

50 Una spina nel fianco

Il nuovo midiescavatore E88 R2 di

Bobcat è progettato e sviluppato al

100% in casa

6

62 Un nuovo mondo

Tecnologia Terrain Level di Vermeer:

efficace, rapida e sicura. perr cave e

sbancamenti

62

RICICLAGGIO&DEMOLIZIONE

70 Alta separazione

L’impianto Stadler e Zen Robotics per

recuperare rifiuti da C&D ed industriali

74 Piccole grandi sfide

Riqualificare i suoli per recuperarne il

valore ambientale

78 Ancora più Hard Rock

Brokk 900 è il più grande e potente

demolitore al mondo

82 Alto, compatto e stabile

Demolizione selettiva con

Sennebogen 830E che sfida il cantiere

scolastico in Baviera

CAVE&CALCESTRUZZO

86 Parola d’ordine unità

Intervista al neo presidente di

Assobeton, Alberto Truzzi. Con

mandato sino al 2025

92 Lavoro di squadra

Mobicat MC110i EVO2 e Mobicat MCO

90i EVO2, insieme sono vincenti

SOLLEVAMENTO&NOLEGGIO

98 Green Solutions

Tadano lancia la prima gru elettrica

100 Evoluzione continua

Gru maxi tralicciate su cingoli di

Liebherr che entrano in gamma.

Toccate con mano nello stabilimento

TRUCK&ALLESTIMENTI

100

106 Mission impossible

Sulle Apuane con l’Astra 8x6 per il

trasporto di blocchi di marmo in

percorsi mozzafiato

106

58 Migliorare per crescere

Avanza il service di Kubota per

soddisfare al meglio il cliente finale

68 Dumper connessi

Col sistema telematico di Mecalac

WALKAROUND

32

Tutto sul nuovo mini

Volvo ECR25 Electric

[2] maggio 2022 Costruzioni

ostruzioni

Fondato nel 1952

da Giuseppe Saronni

760 5 MAGGIO 2022

DIRETTORE RESPONSABILE

Lucia Edvige Saronni

lsaronni@fiaccola.it

DIRETTORE EDITORIALE

Matthieu Colombo

mcolombo@fiaccola.it

COORDINAMENTO EDITORIALE

Federica Lugaresi

flugaresi@fiaccola.it

REDAZIONE

Mauro Armelloni, Edvige Fornara,

Emilia Longoni

costruzioni@fiaccola.it

COLLABORATORI

Paolo Cosseddu, Antonio Fargas,

Gianenrico Griffini (responsabile

sezione veicoli e allestimenti),

Fabrizio Parati, Eliana Puccio,

Isabella Visentin

SEGRETERIA

Jole Campolucci

jcampolucci@fiaccola.it

segreteria@fiaccola.it

IMPAGINAZIONE

Studio Grafico Page

AMMINISTRAZIONE

Francesca Lotti flotti@fiaccola.it

Margherita Russo

amministrazione@fiaccola.it

ABBONAMENTI

Mariana Serci

abbonamenti@fiaccola.it

TRAFFICO E PUBBLICITÀ

Giovanna Thorausch

gthorausch@fiaccola.it

AGENTI

Giorgio Casotto

T 0425 34045 - cell. 348 5121572 -

info@ottoadv.it

per Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto

Adige, Veneto, Emilia Romagna

(escluse Parma e Piacenza)

Mensile

LOMBARDIA/00516/02.2021CONV

Reg. Trib. Milano N. 2562 del

22/1/1952

STAMPA

Colorshade - via Colombo 7

Peschiera Borromeo (MI)

ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE

STAMPA N.01740/Vol. 18/Foglio

313 21/11/1985 Roc 32150

PREZZI DI VENDITA

abb. annuo Italia Euro 90,00

abb. annuo Estero Euro 200,00

una copia Euro 8,00

una copia Estero Euro 16,00

È vietata e perseguibile per legge la riproduzione

totale o parziale di testi, articoli, pubblicità ed

immagini pubblicate su questa

rivista sia in forma scritta sia su supporti magnetici,

digitali, ecc.

La responsabilità di quanto espresso negli articoli

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esclusivamente per l'invio delle nostre comunicazioni

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UE sulla Privacy N.2016/679. Qualora non desideri ricevere

in futuro altre informazioni, può far richiesta alla

Casa Editrice la fiaccola srl scrivendo a: info@fiaccola.it

Organo di informazione e documentazione

Unione Costruttori Italiani

di Macchine per Cantieri Edili,

Stradali, Minerari e Affini

Questo periodico è

associato all’Unione

Stampa Periodica Italiana:

numero di iscrizione 14440

Casa Editrice

la fiaccola srl

20123 Milano

Via Conca del Naviglio, 37

Tel. +39 02 89421350

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MARKETING E PUBBLICITÀ

COSTRUZIONIWEB.COM

Sabrina Levada RESPONSABILE ESTERO

slevada@fiaccola.it

Cinzia Rosselli

crosselli@fiaccola.it


Casa editrice la fiaccola srl

La Lince presenta

un midiescavatore da 9 t

progettato e sviluppato

al 100% in casa

Abbiamo toccato con mano

la nuova gru cingolata

LR 12500-1.0 da 2500 t

di capacità di sollevamento

9

ISSN 0010-9665

770010 966504

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II Cop. cgt.it

97 conexpoconagg.com

91 fassi.com

25 messersi.it

99 niederstaetter.it

23 olmark.com

ostruzioni

Maggio 2022

NUOVE TECNOLOGIE

VERMEER. PIÙ EFFICIENZA

E PRODUTTIVITÀ

IL NUOVO MIDI

BOBCAT E88 R2

1952/2022 settant’anni

WALKAROUND IL MINI VOLVO ECR25 ELECTRIC

LE MAXI TRALICCIATE

DELL’EHINGEN WERK

n Questo mese la protagonista della copertina

è una Vermeer Terrain Leveler T1255III

con sistema GPS/laser integrato e tecnologia

“vacuum” per l'abbattimento automatico

del 95% delle polveri generate durante i processi

di lavoro senza l’utilizzo di acqua.

Costruzioni ha assistito alla prima dimostrazione

italiana svoltasi nella cava di Ecoin, in

località Primosole, a Catania. A pagina 62 vi

raccontiamo come queste innovazioni esaltino

la tecnologia Vermeer di sbancamento

per la coltivazione delle cave o cantieri infrastrutturali.

IN COPERTINA

77 geocycle.com/it

21 boschrexroth.com

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Via Adige, 21- 37060 Nogarole Rocca (Vr)

Tel.: +39 045 670 2625

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29 scaispa.com

I Cop

vermeeritalia.it

81 hillhead.com

27 sovatec.it

49 volvopenta.com

31 komatsu.eu

5 takeuchi-italia.it

1 wheeliot.com

13 kubota-eu.com

57

69 triangletire.cn IV Cop yanmar.com

Aziende citate

A

Astra. . . . . . . . . . . . 106

B

Bobcat . . . . . . . . . . . 50

Brokk . . . . . . . . . . . . 78

C

CTE . . . . . . . . . . . . . . 27

D

Daf Trucks . . . . . . . . 11

F

Fiat . . . . . . . . . . . . . . . 7

G

Goodyear . . . . . . . . . 26

Gruppo Farben. . . . . . 8

H

Haulotte . . . . . . . . . . 24

I

Imer . . . . . . . . . . . 10,25

K

Kleemann. . . . . . . . . 92

Kubota . . . . . . . . . . . 10

Kubota . . . . . . . . . . . 58

L

Liebherr . . . . . . . . . 100

Loro&Parisini . . . . . . . 9

M

Mecalac . . . . . . . . . . 68

Mecbo. . . . . . . . . . . . . 7

Merlo . . . . . . . . . . . 9,11

R

Rocchetti . . . . . . . . . . 9

Ruggerini . . . . . . . . . 10

S

Saim Dumper . . . . . . . 7

Sennebogen. . . . . . . 82

Società Consortile

Martinelli &Benoni. . 18

Stadler . . . . . . . . . . . 70

T

Tadano . . . . . . . . . . . 98

Triangle Tyre . . . . . . 23

V

Vermeer . . . . . . . . . . 62

Volvo. . . . . . . . . . . . . 32

Z

Zenrobotics . . . . . . . 70

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TB290-2

[4] maggio 2022 Costruzioni


MacchinadelTempo

1980-1990

Anni Ottanta

Il decennio dell’apparente “secondo miracolo

economico”. Ma il brusco risveglio si ha nel 1987

1980-1990

Nel 1980, il Corriere dei Co strut -

tori, cioè il settimanale dell'Ance

(Associazione Na zionale Co -

struttori Edili), pubblica un accurato rapporto,

di un gruppo di giornalisti del

«Financial Times», sulle macchine per

l'edilizia. Il rapporto è rivolto, in particolare,

all'industria europea.

L'attendibile stima del giornale inglese

mette in evidenza che, il mercato

europeo dell'inizio degli anni Ottanta,

aggirandosi sui 4.000 miliardi di lire

annui (esclusi i paesi del Comecon),

è al secondo posto dopo l'America del

Nord, che assorbe oltre il 40% della

produzione mondiale.

È una cifra, tutto sommato, scarsa.

D'altronde, la vendita di macchine per

cantieri è legata e soggetta alla dinamica

dell'attività delle imprese di

costruzione e, ancora agli inizi degli

anni Ottanta, tale attività è in difficoltà,

sia in Italia sia in Europa, anche a

causa della nota crisi petrolifera in

corso.

L'Italia è quarta, dopo Germania,

Inghilterra e Francia, per capacità produttiva

di macchine movimento terra.

La macchina da cantiere, nel frattempo,

sta diventando sempre più

sofisticata, con l'applicazione di complesse

apparecchiature di automazione,

di comandi e controlli elettronici,

a favore di maggiori rendimenti,

di un'accresciuta sicurezza d'uso, di

un minor costo d'esercizio e di un

ampliamento delle funzioni: di tutto

ciò si ha esatta percezione dall'edizione

del Bauma, di Monaco di Ba -

viera, del 1980.

Alla fiera tedesca COSTRUZIONI è

presente per registrare tutti i suddetti

cambiamenti. Novità che la rivista

annota nelle proprie pagine associandole

al prezioso consuntivo sulla

58° Fiera di Milano. La Fiera mila-

nese si inaugura con l'augurio del

Capo dello Stato, Sandro Pertini, per

una ripresa che “consente di guardare

con ottimismo al futuro”.

Sguardo sull’Italia e, come sempre,

panoramica anche sul mondo. Nel

NUOVI MONDI

La caduta del

muro di Berlino

ha segnato una

tappa nella

storia mondiale.

A suo modo,

anche Motorola

con il primo

telefono

cellulare

presentato

al mondo,

ha cambiato

il corso della

storia mondiale.

1981, il numero 310 della rivista riporta

le caratteristiche del progetto

Aurland e le tecnologie impiegate.

Nato nel 1969, il progetto Aurland in

Norvegia è stato senza dubbio uno

degli interventi più ambiziosi al mondo

per numero di dighe previste (ben

dieci), per gli interventi infrastrutturali

al contorno e per potenza complessiva

prodotta (850 MW). Del resto,

lo shock petrolifero della fine

degli anni Settanta aveva portato in

tutta Europa alla corsa verso la generazione

autarchica dell’energia: le

politiche di tutti i Paesi più industrializzati

erano rivolte verso la diminuzione

della dipendenza dal petrolio,

allora prodotto esclusivamente o

quasi in Medio Oriente. Le fonti rinnovabili

erano sicuramente una delle

vie più semplicemente praticabili

e, in tutta Europa, sorgevano nuove

centrali idroelettriche di potenza sempre

maggiore.

Altro fenomeno che origina dagli anni

Settanta e che incide sugli Ottanta:

la tecnologia di perforazione conosce,

a partire dali anni Settanta, un

deciso impulso verso l’innovazione

tecnologica e di processo. Marchi internazionali

e realtà italiane si sfida-

LE PAGINE DI COSTRUZIONI

(a lato) hanno sempre documentato

le eccellenze (e i record) dei cantieri

italiani e mondiali.

PELLICOLE E MUSICA

The Wall fu l’album più venduto, nel

1980, negli Stati Uniti. E uno degli

album doppi più venduti nella storia.

Il film Il tempo delle mele (immagine

a lato): emblema d’una generazione.

[6] maggio 2022 Costruzioni

Luglio 1981

Condotta imbullonata sezione

circolare “Fracasso” installata

sulla S.S.2 Cassia - lotto 2°.

Dicembre 1981

Autoarticolato “Mezzo d’Opera”

P.T.T. 56 tonn. Semirimorchio

Saim dumper agganciato al

trattore Fiat 330.35.

Giugno 1982

Pompa per calcestruzzo

Mecbo, Gamma Aut. 5.28

con braccio da 28 m.

Costruzioni maggio 2022 [7]


MacchinadelTempo

1980-1990

Gli anni Ottanta nel mondo

Il decennio non inizia nel migliore dei modi: muore ucciso

da un fan pazzo John Lennon, il leader dei Beatles.

Nel 1980, scompaiono anche altre due figure chiave del

Novecento: Alfred Hitchcock e Jean Paul Sartre. "The

wall" dei Pink Floyd è l'album dell'anno. Il 30 marzo del

1981, il neopresidente americano Ronald Reagan è ferito

in un'aggressione a mano armata subita all'uscita di

un albergo. Il 13 maggio dello stesso anno, si ha l'evento

mediatico più importante del decennio: Papa Giovanni

Paolo II è colpito da due proiettili sparati dall'attentatore

turco Ali Ağca. La NASA, intanto, lancia lo Shuttle, cioè

una navicella in grado di tornare a terra come un aereo

di linea. Cominciano anche i viaggi del treno superveloce,

il TGV. Nell'agosto del 1981 compare MTV, un canale

che trasmette musica e che condizionerà la vita di milioni

di ragazzi. Ragazzi che saranno conquistati anche

dal videogioco Pacman. Tre anni dopo (nel 1984) esce

Tetris, che conquista anch'esso milioni di videogiocatori.

Cominciano anche le trasmissioni della CNN, che rivoluzionerà

il modo di fare giornalismo negli anni a seguire.

L'evoluzione prosegue, nel 1981, con la comparsa

del primo personal computer, con 64 kbytes di RAM e un

disco floppy da 5,25 pollici, firmato IBM. Esce "Il tempo

delle mele". Un film che sarà centrale per più di una generazione.

L'evento che caratterizza il 1982 è la guerra nelle Isole

Falklands tra Inghilterra e Argentina. Muore Grace di

Monaco e la Philips annuncia l'uscita del compact disc.

Ma esce anche "Thriller", di Michael Jackson, cioè l'album

più venduto della storia. Nel 1983 si affaccia all'attenzione

internazionale il leader del sindacato polacco

Lech Walesa: riceve, infatti, il Nobel per la pace. Ma l'attenzione

dei più giovani (e non solo) è catturata anche

da un fenomeno che diverrà mondiale e che tale rimarrà

per anni: si affermano gli orologi Swatch. Ma, soprattut-

to, nascono due mezzi che rivoluzioneranno la storia dell'umanità:

Internet e il Motorola DynaTAC 8000X, vale a

dire il primo telefono cellulare al mondo.

Nel 1984 viene isolato il virus HTLV-III, responsabile dell'aids.

Il 1985 fa registrare la nomina di Mikhail Gorbaciov

a segretario del PCUS, con il conseguente cambiamento

epocale della politica dell'Unione Sovietica. La Microsoft

rilascia la prima versione di Windows.

Alta densità di tragedie caratterizzano il 1986: dall'esplosione

dello Shuttle a quella della centrale nucleare

di Chernobyl, in Ucraina. È il peggior disastro nucleare

della storia. Non solo tragedie, per fortuna: Desmond Tutu

diventa il primo arcivescovo di colore della chiesa anglicana

del Sudafrica. Si tratta di un primo passo verso la

fine dell'apartheid. Lo scorcio del decennio riserva altri

problemi: il 19 ottobre del 1987 è il lunedì nero delle borse

mondiali. È una crisi economica paragonabile a quella

del 1929. Ma c'è chi spende: il quadro I girasoli, di Van

Gogh, è battuto all'asta per 38 milioni di dollari. Nel 1988

si ha il disastro aereo sopra i cieli di Lockerbie. Intanto,

George Bush è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Il decennio

si chiude con i carri armati in piazza Tien an men

e con la caduta del muro di Berlino.

no a colpi di nuovi sistemi di perforazione

(sistemi tutti documentati

sulle pagine di COSTRUZIONI). Si tratta

di una gara continua a spingersi

sempre più in basso e, il tutto, a costi

sempre più competitivi.

La storia di COSTRUZIONI segna un

passaggio molto significativo nel

1983. In quell'anno c'è un “congedo”

che pesa: “Quasi trent'anni di vita passati

accanto, e in collaborazione, con

le principali Imprese d'Italia, mi hanno

permesso di assistere al meraviglioso

sviluppo di quest'attività, di grandiose

opere pubbliche e private. (…)

Sono fiero di aver condotto, per tanti

anni, un mezzo di illustrazione di questa

grandiosa e multiforme attività”:

questi sono alcuni dei passaggi dell'editoriale

con cui Guido Ferraresi,

Direttore di COSTRUZIONI per oltre

trent'anni, si congeda dai propri lettori.

A un Direttore che, dal momento che

ne ha assunto la guida dalla nascita,

è stato legislatore di successo della

rotta della rivista, succede, nell'analogo

ruolo, l'Ing. Giuseppe Saronni.

Prosperità è il termine che scandisce

la vita socio-economica italiana della

seconda metà degli Ottanta: l'inflazione

scende rapidamente al 4,6 % nel

1987; il Pil cresce di oltre il 2,5 % annuo

nel periodo 1983-87; discesa del

dollaro e calo dei prezzi internazionali

del greggio favoriscono il riassetto

della bilancia commerciale italiana; si

compie una ristrutturazione produttiva

e l'incidenza del costo del lavoro sul

fatturato scende (ritorna alle percentuali

degli anni Sessanta); tra il 1982

e il 1987, la Borsa di Milano aumenta

la propria capitalizzazione di oltre

quattro volte; conta la caduta del prezzo

del petrolio e conta il miglioramento

dei tassi di crescita un po' in tutti i pae-

si d'Europa, così come ha importanza

il volume complessivo degli scambi

commerciali e un referendum popolare

che conferma la decisione del

governo di congelare parzialmente la

"scala mobile"; declino del terrorismo

e stabilità politica fanno il resto.

L'economia italiana si riprende in modo

rilevante, a tal punto che qualcuno par-

Agosto 1983

Escavatore Rock

200, da 29 ton, con

potenza netta 200

CV. Capacità benna

rovescio da 2 m 3 .

Gennaio 1984

Impianto per conglomerati bituminosi

S.I.M. della capacità di 250 ton./h.

L’impianto era dotato delle

apparecchiature più moderne.

Febbraio 1984

Il DMR Loro & Parisini. Impianto

mobile per riciclaggio in situ,

utilizzato sull’Autobrennero.

Luglio 1984

Autobetoniera autocaricante

Merlo DBM 2500 attrezzata

con dispositivo Strada-Rotaia.

[8] maggio 2022 Costruzioni

Novembre 1983

Nuovo escavatore idraulico cingolato

Rock 150 prodotto

dal Gruppo Farben di Torino.

Agosto 1985

Impianto per conglomerati

bituminosi di Rocchetti

Costruzioni Meccaniche.


MacchinadelTempo

1980-1990

Gli anni Ottanta in Italia

Il decennio dell'edonismo, in Italia si apre con ben più

di una tragedia: Piersanti Mattarella, presidente della

regione Sicilia, viene assassinato; nel febbraio del 1980,

le Brigate Rosse uccidono, in un attentato all'università

La Sapienza di Roma, Vittorio Bachelet, vicepresidente

del CSM, mentre, a giugno, un DC9 dell'Itavia

esplode sopra i cieli di Ustica, per cause che ancora

oggi non sono note. Il 2 agosto del 1980, una terribile

pagina della cronaca nera della nostra Italia: un attentato

alla stazione ferroviaria di Bologna provoca la

morte di 85 persone. L'anno funesto si conclude, a novembre,

con un fortissimo terremoto tra Irpinia e

Basilicata: 3.000 morti, oltre 10.000 feriti, quasi 300.000

senzatetto. Nel 1981, esplode il caso P2, la loggia massonica

che molto ha influenzato la vita politica italiana.

A maggio dello stesso anni, con un referendum popolare

il 70% degli italiani conferma la legge sull'aborto

del 1978. Caduto in un pozzo artesiano da cui purtroppo

non verrà estratto in tempo, si consuma la tragedia

del piccolo Alfredino Rampi. Tragedie e “commedie”:

sugli schermi della Tv, in Italia, arriva la serie

televisiva Dallas, che segnerà l'intero decennio. Sempre

il 1981 vede un successo letterario mondiale targato

Italia: esce "Il nome della rosa", di Umberto Eco. Nel

1982, nasce il fast food italiano con Burghy che, con

il proprio punto vendita in piazza San Babila, a Milano,

diventa sede ufficiale del "movimento paninaro" italiano.

L'82 è, però, soprattutto l'anno dell'indimeticabile

vittoria italiana ai mondiali di calcio di Spagna. L'Italia

è campione del mondo di calcio superando la

Germania per 3 a 1.

Successi sportivi si associano a successi scientifici

nell'Italia di metà anni Ottanta: nel 1984, Carlo Rubbia

ottiene il Nobel per la fisica. Intanto, arriva anche in Italia

il cubo di Rubik, che toglierà il sonno a un'intera generazione.

Il 18 febbraio del 1984 la religione cattolica cessa

di essere religione di Stato e si apre nel Paese la li-

bertà a ogni culto. Pochi mesi dopo, muore una delle

più importanti figure politiche italiane, Enrico Berlinguer.

Nel giugno del 1985, Francesco Cossiga è eletto

Presidente della Repubblica. Il 19 luglio, la tragedia della

val di Stava: la più grave catastrofe industriale degli

ultimi anni in Italia. Altra tragedia, che si consuma all'estero

ma che ha a che fare con il nostro Paese: il 29

maggio allo stadio Heysel di Bruxelles la Juventus conquista

la sua prima coppa dei campioni, in una tragica

serata funestata dalla morte di 38 tifosi italiani.

Altro successo della scienza italiana. È il 1986, quando

Rita Levi Montalcini si aggiudica il premio Nobel per la

medicina. Il decennio si chiude con il maxiprocesso alla

mafia, con il varo dell'alta velocità ferroviaria, con il primo

Pendolino, e con i successi sportivi di Alberto

Tomba.

la di un secondo "miracolo economico".

COSTRUZIONI continua a riconoscere

e anticipare il cambiamento,

annotando, ad esempio, che l'industria

europea delle macchine per le costruzioni

non teme ormai più quella

americana e giapponese. La rivista re-

Ottobre 1985

Skid Steer Loader “Asso 325” della

azienda Imer. Motorizzazioni Kubota

o Ruggerini. Portata di 325 kg.

«Tomba

la bomba»

fu un punto

di riferimento

per l’Italia

sportiva e no.

gistra con ricorrente esattezza i decisivi

rintocchi che segnano le progressive

mutazioni del mondo delle

macchine da cantiere, occupandosi

del più grande sollevamento effettuato

in Italia con una gru cingolata tradizionale,

presso la Centrale Nucleare

Gennaio 1986

Gru idraulica fuoristrada P&H-Hyco RT

95, con capacità di sollevamento di 20

ton.

IL PICCONATORE

Ottavo Presidente della Repubblica

italiana. Nella seconda fase del

suo mandato, iniziò una polemica

politica per «picconare il sistema».

Marzo 1987

In copertina, un esemplare della

nuova gamma DAF trucks di veicoli

per la distribuzione.

I PANINARI

Nascono a Milano nei primi anni 80.

La moda si diffuse poi in tutta Italia.

A lato: locale che fu al centro

del fenomeno di costume.

di Montalto di Castro e, nell'ottobre del

1985, del nuovo record mondiale in altezza

di una pompa per calcestruzzo.

Nel 1984 la FIFA assegna all'Italia l'organizzazione

dei Mondiali del 1990,

a cinquantasei anni di distanza dal

Mondiale di calcio voluto da Mussolini:

dal 1986 in avanti si avviano i lavori

per l'adeguamento degli stadi e delle

infrastrutture. COSTRUZIONI argo-

Febbraio 1989

Un’insolita copertina di Costruzioni.

Riporta, anziché mezzi da cantiere,

un cantiere di ristrutturazione.

[10] maggio 2022 Costruzioni

Luglio 1986

Un’apripista Fiatallis FD40 al lavoro in

una miniera di rame di Nchanga,

in Zambia.

Agosto 1988

La copertina riporta la gamma

dei sollevatori telescopici prodotti

dall’azienda Merlo.


1980-1990

I miniescavatori più venduti in Europa.

POLITICA E CALCIO

Nell’82 l’Italia vince i Mondiali

di calcio in Spagna: Nell’84

scompare Enrico Berlinguer.

menta dalle proprie pagine i lavori condotti

nei maggiori cantieri aperti per

Italia '90. Nel grande giro dei lavori infrastrutturali

per i Mondiali '90 anche

gli aeroporti hanno la loro parte: in un

articolo, si descrive anche il lavoro effettuato

per il prolungamento della pista

dell'Aeroporto di Orio al Serio. Nel

settembre 1988, si scrive di produttori

europei e italiani che, per la prima volta

in Europa, esportano macchine movimento

terra in Giappone, cioè nel

"covo dei fabbricanti".

Si torna a guardare al mercato italiano

"con affettuosa cura e rinnovato

entusiasmo", nella seconda metà degli

Ottanta COSTRUZIONI si fa particolarmente

attenta nel confezionare

"indagini", pur senza cercare l'aneddoto

o l'inchiesta a tono "intelligente".

Nel marzo 1988, alcune pagine trasmettono

l'esatto quadro,

a partire dai risultati

dell'indagine ISTAT sulle

concessioni edilizie

rilasciate dai comuni, dei

lavori in edilizia: nel 1986,

diminuisce di quasi

50.000 unità il numero

delle abitazioni progettate

e la flessione si traduce

in appena 154.406

abitazioni progettate

(erano 200.758 nel 1985). Se la quantità

diminuisce, la "qualità", intesa

come tecniche di costruzione, è in netta

evoluzione: nel 1986, ad esempio,

si nota una discreta ripresa (sia in termini

di fabbricati sia di volume) delle

nuove costruzioni in pietra e mattoni

e la costante diminuzione dell'uso di

strutture in cemento armato prefab-

USTICA

La strage di

Ustica è stato

un incidente

aereo, del 27

giugno 1980,

nel Mar Tirreno

meridionale,

nel tratto tra le

isole di Ponza

e Ustica.

Fu coinvolto

un volo della

Itavia. Ancora

oggi, non sono

stati chiariti

alcuni aspetti

della tragedia.

bricato e precompresso.

Tutte le maggiori imprese

italiane, in raggruppamento

o in consorzio,

si cimentano nella riqualificazione

e nel recupero

del patrimonio

abitativo, si crea l'occasione

per nuove idee,

nuovi prodotti e, a tutti i

livelli, per nuove iniziative

imprenditoriali. Le elaborazioni

ANCE registrano, stando al

1987, che gli investimenti in riqualificazione

hanno fatto registrare un aumento,

in termini reali, del 4 %. Non è

poco e, in omaggio a questo vitalissimo

segmento dell'attività edilizia, in

tutte le sue molteplici componenti, CO-

STRUZIONI dedica, anche per consolidare

una tradizione già avviata da

qualche anno, il primo numero di primavera,

appunto COSTRUZIONI di

aprile 1988, al tema del Recupero, facendo

il punto della situazione sui nuovi

prodotti, sulle più recenti tecnologie,

sui mezzi meccanici impiegati nel cantiere

di ristrutturazione.

Proprio per la sua presenza costante

sul mercato editoriale dal dopoguerra

ad oggi, COSTRUZIONI rappresenta

l’unica realtà editoriale in

grado di documentare la storia di tutte

le società che hanno operato e che

operano nel mondo del movimento

terra e delle cave. Si tratta di una mole

di informazioni ciclopica, che consente

di avere una visione panottica

e superiore, in molti casi, persino a

quella delle singole case produttrici.

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No.1

MINI

ESCAVATORI

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Per 25 anni ci siamo guadagnati la posizione di miniescavatori più venduti in

Europa. Il tutto costruito su una reputazione di eccezionale affidabilità, prestazioni

comprovate ed eccellente valore residuo. Il tutto supportato da un'assistenza

post-vendita di prima classe da parte di una rete di concessionari europei.

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[12] maggio 2022 Costruzioni


MacchinadelTempo

1950-1960 Anni Ottanta

Piccolo spazio pubblicità

Negli anni Ottanta Costruzioni

guadagna sempre più colore,

ma le pubblicità delle aziende

iconiche o d’impatto sono poche.

La tendenza resta sempre quella

di promuovere l’esperianza maturata

sul campo, come fa ad esempio

Despe per il settore della

demolizione, o di spiegare una nuova

tecnologia, come potete vedere

nella pubblicità Liebherr dedicata

al primo Litronic per autogrù

MADE IN GERMANY A sinistra una pubblicità della Loro

Parisini di Milano, distributrice dei maxi escavatori Demag.

In parallelo, una più diffisa autogrù multistrada Gottwald

AMK 70-41 con braccio da 62 m. Era distribuita dalla CiBi

di Zingonia (BG).

ATLAS COPCO Sicuramente originale la scelta

di Atlas Copco che, per riassumere la gamma

di macchine e i differenti contesti applicativi, punta

sulle “Bande dessinée”, sulle illustrazioni.

BOBCAT E MARINI La comunicazione dell’allora

americana Bobcat era all’avanguardia. Lo specialista

dello stradale Marini puntava all’immagine di full liner.

MERCEDES BENZ... La scelta della ragione. Era lo

slogan per lanciare i 1922 K/AK, 2628 K/AK, 2636 K/AK

e 2636 S. Tutti garantiti due anni.

L’ARSENALE POCLAIN Ancora oggi, che il marchio

francese è sparito da decenni, alcuni escavatori rossi

restaurati vengono esposti in fiera. La pubblicità

punta tutto su attrezzature e qualità idrauliche.

3B6 E DESPE L’azienda di Castelletto Ticino,

specializzata in sistemi elettroidraulici, promuove già

limitatori di caricoe sistemi antiribaltamento.

La bergamasca Despe, tra le prime a specializzarsi

nella sola demolizione, pubblica inserti di 8 pagine

ogni mese. Per fare scuola...

LIEBHERR EHINGEN L’elettronica sviluppata dalla

Casa tedesca per gestire al meglio l’idraulica

è battezzata Litronic. Sulle multistrada di oggi siamo

alla terza generazione di questa tecnologia.

PALAZZANI E TAMROCK L’azianda di Brescia, oggi

conosciuta nel mondo per le piattaforme aeree a ragno,

promuoveva la Serie ‘80 delle pale gommate e le terne

rigide. Per la specialista in carri da perforazione Tamrock

il plurale di Jumbo era... Jumbi !

[14] maggio 2022 Costruzioni

PROFUMO E PULITO Arrivano profumi “moderni”

anche per l’universo maschile e forse il primo prodotto

italiano “biologico” che lava con fermenti naturali.

A TUTTO SPORT Il richiamo alle prestazioni e le appendici

aerodinamiche arrivano fino alle auto utilitarie e ai “tuboni”

cinquantini. L’importante è sognare e apparire.

Costruzioni maggio 2022 [15]


Attualità&Prodotti

Nuove opere

Galleria strategica

PER L’ALTO GARDA

SCATTO

SUGGESTIVO

Un imprevisto

idrogeologico

ha coplito

il cantiere.

Il cantiere per la costruzione del collegamento

stradale Passo San Giovanni – Località Cretaccio

si inserisce nel contesto di una sfida

che comprende un’insieme di opere a servizio

dell’Alto Garda e dell’intero Trentino

endemico problema di traffico. Una criticità

che si accentua dall’inizio della primavera sino a

C’è un

protrarsi all’inizio dell’autunno. Siamo nelle Prealpi

Gardesane Orientali, in provincia di Trento, laddove si è

reso indispensabile, per ovviare al problema suddetto, un

intervento di adeguamento complessivo del “Collegamento

stradale Passo S. Giovanni – Località Cretaccio: si tratta

di un nuovo asse stradale che, bypassando l’abitato di

in collaborazione con

leStrade

Aeroporti Autostrade Ferrovie

LS

Nago, mette in collegamento la SS240, in corrispondenza

del Passo San Giovanni, con la Piana dell’Alto Garda

sulla SS249 all’altezza della località Cretaccio.

L’intervento, che oltre allo snellimento del traffico (si formano

code, a volte, lunghe svariati chilometri) sarà in grado

di assicurare una maggiore attrattività̀del territorio, è

stato scomposto in più parti funzionalmente autonome.

Si sta ora procedendo alla realizzazione dell’unità auto-

noma e funzionale UF2 - “Unità Galleria”, che è frazionata

in tre distinti interventi: la realizzazione della galleria artificiale

e naturale sotto l’abitato di Nago, l’intersezione con

la S.S. 240, in località Passo S. Giovanni, e la bretellina di

collegamento alla SS 240 dir in località Maza.

Descrizione dell'opera

La galleria in costruzione ha uno sviluppo di 2,8 km, più un

cunicolo di servizio, anch’esso di 2,8 km. Unitamente a questo

tratto in galleria ci sono dei tratti in rilevato e un ulteriore

piccola galleria, la C9, che è del ramo di svincolo. Dopo

un’ampia curva, con raggio di curvatura di circa 530 metri,

subito dopo l’ingresso nell’ammasso roccioso al passo

San Giovanni, l’andamento è quasi rettilineo sino all’imbocco

sul lato della Maza. La pendenza massima del tunnel

è del 5%. La galleria naturale e quella artificiale hanno

due corsie di marcia da 3,75 metri nelle due direzioni, una

corsia aggiuntiva di 3,5 metri in salita, per i veicoli lenti, e le

banchine da 1,5 metri. La piattaforma pavimentata complessiva

è, pertanto, larga 14 metri. Per ogni senso di marcia,

ogni 600 metri si avrà una piazzola di sosta. La via di

fuga è data da un cunicolo di sicurezza, distinto rispetto al

tunnel stradale, con un diametro di 5 metri e collegato alla

galleria stradale tramite by-pass pedonale in corrispondenza

di ogni piazzola di sosta, in modo tale che ogni 300

metri si abbia un’uscita di emergenza.

La galleria termina, sul lato di Arco, con una rotatoria (con

raggio di 20 metri) che andrà ad occupare l’area dell’esistente

impianto di discarica “Maza”. Questa rotatoria è collegata a

quella soprastante , prevista sulla statale 240 dir, da una bretella

stradale, che si sviluppa per 620 metri lungo la fascia

di versante compresa tra il confine di monte della discarica

e la soprastante strada statale. La pendenza media è del

4,6%, con pendenze massime del 6,5%. Nel tratto terminale

le due corsie della bretella stradale si diramano e si raccordano

in maniera indipendente con la statale 240 dir.

La voci del cantiere e la complessità

Per avere un quadro aggiornato dello stato di avanzamento

dei lavori, «le Strade» ha sentito la voce del direttore tecnico

del cantiere per il Consorzio stabile SAC - Gruppo Rillo,

[16] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [17]


Attualità&Prodotti

Nuove opere

l’ing. Antonello Mignogna: “Ad oggi, Ufficio Responsabile:

sono stati scavati circa 1.500 m lineari

del cunicolo d’emergenza, e 900 m lineari

della galleria principale. In questo

Direttore Lavori:

frangente, gli imbocchi sono realizzati

con scavo tradizionale (infilaggi metallici

e rivestimento di prima fase con

Impresa Esecutrice:

centine), mentre l’avanzamento in galleria

è eseguito con l’impiego di esplo-

Direttore Tecnico:

sivo. L’approccio realizzativo della SAC

è sempre volto al rispetto della compatibilità

ambientale”. Il cantiere del costruendo tunnel stradale

Passo San Giovanni – Cretaccio ha preso il via nel

2018. L’associazione Temporanea di Imprese che si è aggiudicata

l’appalto, il Consorzio Stabile SAC Costruzioni

Società̀Consortile e Martinelli & Benoni, nel corso dei lavori,

necessariamente rallentati per la sospensione imposta

dalla pandemia, ha riscontrato un imprevisto idrogeologico

(rinvenimento importante di una venuta idraulica).

Il cartello lavori dell’opera

Stazione Appaltante:

Provincia autonoma di Trento PAT

Servizio Opere Ferroviarie e Stradali

Responsabile del Procedimento:

ing. Raffaele De Col

ing. Carlo Benigni

Assistenza Direzioni Lavori: ing. Luca Flaim - ENDES Engineering

Coordinatore sicurezza fase esecutiva: ing. Lorenzo Franch

Consorzio Stabile SAC, Costruzioni Società

Consortile, Gruppo Rillo e Martinelli & Benoni

ing. Antonello Mignogna

Importo Complessivo dei lavori: 74.150.623,10

La condotta idroelettrica

Ci siamo rifatti alle considerazioni dell’ing. Mignogna anche

per illustrare gli aspetti di maggiore complessità del

cantiere: «La sfida principale è indubbiamente legata alla

lunghezza, alla sezione della galleria e alla variabilità dell’ammasso

roccioso nel sottosuolo che ha generato criticità

realizzative in ragione dell’imprevedibilità del comportamento

dei materiali incontrati, occorre poi ricordare

l’interferenza con la galleria idraulica in pressione, di proprietà

della società Hydro Dolomiti Energia», che ha un diametro

interno di 5,90 m ed è rivestita in calcestruzzo.

La galleria in costruzione transita in attraversamento alla

condotta idroelettrica, ma a quota inferiore: la differenza di

quota tra le due strutture è di circa 48 m. La galleria idraulica

ha una sezione di circa 30 m 3 e ha una portata davvero

considerevole di circa 30 mila litri/secondo. È stata posta,

pertanto, particolare attenzione alla gestione di questo

aspetto del cantiere: “È stato sviluppato, infatti, un idoneo

sistema di monitoraggio, sia vibrazionale sia estensimetrico,

topografico e di misurazione della portata della condotta,

che consente di valutare gli effetti dell’interferenze fra

la galleria in avanzamento e la condotta idraulica. Con il progressivo

avvicinamento alla condotta, in rapporto alla natura

della risposta ricevuta, si andranno ad eseguire degli

interventi di ottimizzazione dello scavo”.

L’imprevisto idrogeologico

L’altra grossa problematica che è stata riscontrata nel corso

dello scavo è una importante venuta d’acqua, di circa

50/60 litri/secondo, il Direttore Lavori ing. Carlo Benigni ci

riferisce “La presenza dell’acqua costituisce un imprevisto

geologico che ha indubbiamente comportato notevoli difficoltà

aggravate dal fatto che lo scavo della galleria, nella

sezione di intercettazione dell’acquifero, procede da monte,

imbocco S. Giovanni a est, verso valle, imbocco della

località Maza a ovest. L’elevata pressione, superiore ai 7

Bar, rendeva di difficile soluzione la realizzazione di interventi

di sostegno provvisorio”.

“Si è dunque reso necessario dapprima un approfondimento

geognostico con sondaggi in avanzamento al fine

di meglio conoscere le caratteristiche dell’acquifero. Sulla

base delle evidenze di tali sondaggi, mantenuti attivi con

funzione di dreno, è stato possibile progettare un intervento

di pregrouting con cementi microfini che ha dato buoni

risultati e ha reso possibile il superamento della tratta caratterizzata

da maggiore alterazione delle caratteristiche

geomeccaniche dell’ammasso e quindi da maggiore permeabilità.

La contemporanea azione dei dreni in avanzamento

ha reso possibile l’abbattimento della pressione interstiziale

e il controllo delle portate”.

“La realizzazione del cunicolo di emergenza in anticipo rispetto

alla galleria principale, caratterizzata da dimensioni

decisamente importanti, ha agevolato la situazione”.

Queste, dunque, le principali problematiche che caratterizzano

il cantiere in essere.

UNDERGROUND Dall’alto in senso orario: il caricamento

di una volata, la perforazione per l’iserimento

delle microcariche e l’attività di riprofilatura e smarino.

Opera interessante

Per arricchire le considerazioni sul cantiere e guadagnare

un quadro descrittivo del contesto generale di mobilità in

cui l’opera si inserisce, abbiamo sentito anche la voce del

Dirigente Generale del dipartimento Infrastrutture e mobilità

della Provincia Autonoma di Trento, l’ing. Raffaele De

Col: “Il quadro viabilistico si inserisce nella connessione fra

la valle dell’Adige e il lago di Garda (area trentina) che ha

una considerevole potenzialità turistica (circa sei milioni di

turisti l’anno). Al di là della bellezza in sé, è un’area che ha

un’alta appetibilità per chi si cimenta in pratiche sportive:

dagli sport praticati sul lago alla mountain bike e, soprattutto,

è tra le palestre naturali più importanti del mondo per

l’arrampicata sportiva. È un’area che, fortunatamente, esercita

un forte richiamo per il mondo tedesco, e comunque

nordico, e ultimamente è apprezzatissima anche dagli italiani,

soprattutto per la ciclabilità”.

Tutta questa capacità di attrazione ha un risvolto negativo.

Di che entità sia lo precisa De Col: “Produce un contesto

di intasamento per la pendolarità giornaliera, per chi è

residente. Si tratta di un fenomeno esteso anche nel tempo:

per il periodo che parte dalla Pentecoste, da quando arrivano

i primi turisti tedeschi, fino ai primi di ottobre, cioè

quando si conclude l’afflusso turistico”.

La situazione viabilistica problematica è legata a una connessione

all’autostrada, posta sulla valle dell’Adige, che poi

si restringe a una strada ordinaria, a due corsie. Questa

strada sale verso Passo San Giovanni, attraverso un disli-

[18] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [19]


Nuove opere

Il tracciato del collegamento stradale Passo

San Giovanni – Località Cretaccio.

Il progetto in numeri

vello che porta a monte della Valle del Garda, per poi scendere

nella stessa valle (con circa 200 m di dislivello) e arrivare

sull’area di Riva del Garda, laddove c’è un’attività di distribuzione,

perché la rete strutturale viabilistica è già

completata. “L’obiettivo dell’opera è quello, pertanto, di superare

questo dislivello con una galleria e di portare contestualmente

la viabilità fuori dall’attraversamento dei centri

abitati che sono attualmente collegati su quegli assi

stradali, che nello specifico sono l’abitato di Nago-Torbole

e Arco. La nuova viabilità, con una galleria che passerà alla

base di questo valico, arriverà direttamente nella piana attraverso

un altro lotto funzionale (non è quello di cui stiamo

parlando). Verrà realizzato a valle, verso il Garda, alla

conclusione della rimozione di una discarica”.

Quantità degli scavi mc 975.000

Calcestruzzo mc 310.000

Acciaio pe ca kg 6.634.106

Esplosivo kg 650.000

Micropali ml 10.500

Tiranti ml 6.700

Opera interessante

Contestualmente alla costruzione del tunnel stradale Passo

San Giovanni – Cretaccio - precisa l’ing. De Col - stiamo

bonificando, sullo sbocco verso il Garda, la discarica della

Maza, cioè una discarica storica di quasi 1 milione e

mezzo di m 3 ”. Nota a margine: il trattamento tramite vagliatura

dei rifiuti è condotto con avanguardistici macchinari

per la separazione delle plastiche. Ci sono cinque macchine

al mondo del genere. Due di esse stanno lavorando

nel cantiere della discarica della Maza.

“Su quell’area bonificata – prosegue De Col - troverà spazio

la terza unità funzionale, che dall’uscita della galleria

arriverà sulla piana. Questo è il contesto generale. Ci saranno

poi altri interventi, ma questi di cui abbiamo parlato

sono i principali”. Il risultato che si otterrà sarà quello di

“avere una mobilità non veloce, ma proporzionata al contesto

formato dal punto d’uscita dell’autostrada che si salda

con il recettore dell’alta valle del lago di Garda. Non è

un recettore strutturato con strade di grande mobilità, ma

con grandi strade di diffusione e, quindi, sostanzialmente

di ultimo miglio, salvo la connessione verso il lago di Garda

lombardo, quindi la Gardesana occidentale e la Gardesana

orientale”.

Nel contesto generale di mobilità accuratamente descritto

dall’ing. De Col, la parte strutturale che ha caratterizzato

la scelta – precisa ancora De Col - “è un’opera interessante

dal punto di vista ingegneristico, perché non abbiamo

scelto di fare una doppia canna, ma, proprio per accompagnare

il superamento dei veicoli lenti in salita, si è

deciso di fare una canna a tre corsie”.

“Due corsie in salita e una in discesa: consentono di avere

il superamento in salita dei mezzi lenti e, soprattutto,

di mantenere un flusso di traffico che è proporzionato

al fatto che all’uscita verso la valle dell’Adige abbiamo ancora

sette chilometri di strada a due corsie e non a quattro.

Si ha quindi la necessità di mantenere velocità media

e capacità d’ingresso sulle strade esistenti in modo che

non si abbiano tratti veloci e poi lenti. All’uscita dell’autostrada

è del tutto inutile arrivare con una strada a quattro

corsie che poi, all’ultimo miglio, sia senza capacità di ricezione“.

È invece opportuno disporre di una strada regolare a una

velocità costante che abbia capacità e sicurezza. In discesa,

pertanto, c’è una corsia sola avendo la possibilità̀

di mantenere una velocità media. Accanto alla galleria c’è

un tunnel di sicurezza con ingressi disposti ogni 150 m

e percorribile dai mezzi di soccorso”.

“Si stanno terminando - conclude De Col- le ultime simulazioni

sulla compatibilità̀con la normativa antincendio

in galleria e complete dei diagrammi di compatibilità̀

per la sicurezza antincendio e delle analisi degli scenari di

rischio. Questa soluzione di sicurezza rafforzata rispetto

a una scelta di una canna a tre corsie può̀rappresentare

una anomalia rispetto a una doppia canna, ma, d’altra parte,

consente anche un’ottimizzazione di rapporto fra volumi

di scavo e costi ed è al contempo bilanciata con l’esigenza

dei flussi di traffico presenti”.

[20] maggio 2022 Costruzioni


Attualità&Prodotti

Unacea

Rispetto allo scorso anno,

Unacea ha registrato una

crescita della vendita

di macchine pari al 34%.

Positive anche le importazioni

Segnali positivi su più fronti

Cresce il mercato

italiano di

macchine della

filiera construction.

Sono 5.051 le macchine

per construction che - nel

primo trimestre del 2022 -

sono state immesse sul

mercato italiano, con una

crescita del 34% rispetto a

quanto rilevato nello

stesso periodo dello

scorso anno.

Precisamente, sono 4.866

le macchine movimento

terra vendute (+33%), e

185 le macchine stradali

(+34%). I dati, elaborati da

Unacea sulla base delle

vendite dichiarate delle

aziende di produzione e di

importazione del settore,

sono stati presentati nel

corso della conferenza

stampa tenutasi nel mese

di aprile. Ma anche sul

fronte internazionale i

segnali sono piuttosto

positivi. Secondo quanto

emerge dall’ultimo Report

commercio estero

Unacea-CER.

[22] maggio 2022 Costruzioni

MERCATO ITALIANO GENNAIO-MARZO 2022

gen - mar 2021 gen - mar 2022

Apripista 14 11 -21%

Escavatori cingolati 721 953 32%

Escavatori gommati 73 71 -3%

Pale gommate 271 299 10%

Terne AWS 15 22 47%

Terne rigide 15 26 73%

Miniescavatori 2.160 2.931 36%

Minipale compatte 199 273 37%

Minipale compatte cingolate 166 265 60%

Dumper articolati 11 15 36%

Tot. Macchine movimento terra 3.645 4.866 33%

Rulli 85 121 42%

Frese stradali nd 23

Vibrofinitrici 53 64 21%

Tot. Macchine stradali 138 185 34%

Tot. Macchine per costruzioni 3.783 5.051 34%

dei prezzi nel settore della prefabbricazione in Italia.

A gennaio 2022, le

esportazioni di macchine

e attrezzature per

costruzioni hanno infatti

raggiunto il valore di 177

milioni di euro, con una

crescita del 18% rispetto

al gennaio 2021.

Positive anche le

importazioni che

raggiungono i 167 milioni

di euro con una crescita

del +129%. Il saldo della

bilancia commerciale

rimane positivo, seppure

ceda l’87% su base annua.

Unacea ha partecipato al

recentissimo GIC -

Giornate italiane per il

calcestruzzo. “La

collaborazione con Gic si

inserisce nella più ampia

attività di Unacea sul

mondo delle macchine per

il calcestruzzo, in

particolare per quanto

riguarda la campagna sul

calcestruzzo sicuro – ha

dichiarato Luca Nutarelli,

segretario generale di

Unacea. Gic, grazie alla

specificità settoriale e alla

modalità convegnistica,

rappresenta il luogo di

incontro ideale per

discutere le tematiche del

settore coinvolgendo tutti i

principali attori coinvolti”.

www.unacea.org

Pneumatici

Qualità in vetrina

Triangle Tyre parteciperà alla prossima

edizione di Autopromotec, la fiera

internazionale delle attrezzature e

dell’aftermarket automobilistico, tra le più

specializzate in Europa, che si terrà a Bologna

dal 25 al 28 maggio e vedrà come protagonisti

produttori e operatori da tutto il mondo.

La fiera torna a distanza di 3 anni dall’ultima

Dai progetti fluidodinamici

di tecnologia

integrata

deriva il nostro

impegno nel

promuovere

soluzioni

ibride

affinchè

l'esperienza

virtuosa possa

diventare sistematica

garantendo i molteplici vantaggi

dell'esecuzione in unica soluzione di tubo

rigido e flessibile. PLUS: unico codice dell'insieme, facilità

di gestione, riduzione lead-time d'installazione, risparmio

economico e semplificazione della gestione ricambi.

edizione e Triangle Tyre partecipa con

l’obiettivo di confermare la propria presenza

sul mercato italiano, al fianco del proprio

partner storico Sunebo, distributore per l’Italia

dei prodotti Triangle autocarro e movimento

terra. Nel padiglione 20, presso lo stand

Triangle-Sunebo, saranno esposti il nuovo

modello "TRD09”, prodotto trattivo per

autocarro presentato inizialmente nella misura

295/80R22.5, mentre per il movimento terra

sarà disponibile anche il profilo TL559S+ nella

diffusa misura 20.5R25 L5.

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«Chi ha occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.»

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Attualità&Prodotti

Servizi

Assistenza a 360°

Haulotte Italia potenzia la sua struttura

di assistenza per il mercato nazionale.

Cresce la squadra di tecnici e, in parallelo

al supporto telefonico, ci sono moderni “tool”

Più uomini, più

mezzi, più rapidità

ed efficienza per

Haulotte Italia. L’azienda

potenzia i servizi di

assistenza per il mercato

italiano. Dopo questi

primi due anni di

rinnovato approccio

service, che hanno

registrato eccezionali

risultati sia in termini

di efficienza e rapidità di

intervento che di

soddisfazione dei clienti,

Haulotte Italia compie un

nuovo passo in avanti

attraverso un ulteriore

potenziamento della rete

di assistenza: “Confortati

dai risultati, abbiamo

voluto incrementare l’area

del Service con più

uomini, più mezzi,

un’organizzazione

gestionale ancora

migliore e migliori servizi

– afferma Nicola Violini,

Direttore Generale di

Haulotte Italia - per

rendere l’investimento dei

clienti nelle macchine

Haulotte ancor più

profittevole”.

Assistenza completa e a

360 gradi, in grado di

differenziare il marchio

sul mercato non solo

nella percezione ma

anche nell'esperienza di

utilizzo quotidiana e a

lungo termine della

macchina da parte dei

clienti; il tutto inserito in

una strategia di

ottimizzazione del Total

Cost of Ownership (TCO)

che, soprattutto grazie a

tale potenziamento, ha

un impatto

particolarmente rilevante

nel caso delle

piattaforme aeree

articolate e telescopiche,

con risparmi che

possono arrivare anche

fino al 35%.

“Grazie a questa nuova

iniziativa la struttura di

assistenza Haulotte vedrà

affiancare allo staff

tecnico di assistenza sei

nuovi tecnici esterni

dotati di officina mobile,

che copriranno

direttamente le aree di

Milano, Venezia, Bologna

e Roma, quattro ulteriori

tecnici presso l’officina

centrale Haulotte dotata

di carroponte, area

lavaggio e dei più moderni

tool di diagnostica e

riparazione e due figure

tecniche dedicate al

supporto telefonico –

precisa Nicola Violini –

Accanto al nuovo staff

lavoreranno due figure

tecnico-commerciali già

presenti in azienda

dedicate all’area ricambi,

che nel 2001 hanno

gestito oltre 5.000 ordini,

e una figura tecnicocommerciale

itinerante

totalmente dedicata allo

sviluppo dell’area

Service”.

Il collaudato workflow

della struttura di

assistenza rimane

invariato: in caso di

necessità il primo

contatto è con la

struttura di supporto

telefonico, un vero e

proprio "first aid" grazie

al quale l'utilizzatore della

macchina è in grado

di risolvere le

problematiche più

semplici. Nell'ipotesi di

interventi più complessi,

la nuova struttura di

assistenza Haulotte

interviene invece

direttamente in sito, o

provvede al trasporto

della macchina presso

l'officina centrale,

a seconda della

complessità del

problema e delle

esigenze operative.

www.haulotte.it

Traguardi storici

Passione rinnovata

Gruppo toscano, IMER,

celebra il traguardo dei

60 anni di attività e

realizza un restyling del

marchio per rafforzare la

presenza sul mercato con

una nuova immagine attuale

e distintiva.

Per l’occasione, è avvenuto il

restyling del logo e inserito un

marchio speciale dedicato al

60° anniversario.

Elemento focale

dell’immagine aziendale è da

sempre il pittogramma delle

tre “i” ruotanti all’interno del

cerchio, che rimane al centro

della strategia comunicativa

del Gruppo.

Accanto a questo, la parola,

IMER si presenta oggi in una

veste più attuale e distintiva,

TC120-e

grazie al moderno font

Montserrat e all’unione

grafica delle lettere M ed E.

Paolo Salvadori, CEO di IMER

Group ha dichiarato:

"Raggiungere un traguardo

così ambizioso è stato

possibile grazie alla passione

che accomuna le persone che

lavorano all’interno del nostro

Gruppo. Comunicare in modo

più diretto significa ridurre la

distanza tra l’impresa e il

cliente, parlare la stessa

lingua, con particolare

riferimento agli strumenti

utilizzati dalle nuove

generazioni “digitali”, ed

essere sempre flessibili verso

un mercato in continua

trasformazione”.

www.imergroup.com

TRASPORTATORE CINGOLATO A BATTERIA - CARICO UTILE 1200 KG

SEMPRE AL LAVORO, SENZA RUMORE

E SENZA EMISSIONI

Z ERO E MISSION

[24] maggio 2022 Costruzioni

MESSERSÌ S.p.A. tel+39 071688771 - fax+39 071688586 www.messersi.it - comit@messersi.it


Attualità&Prodotti

Pneumatici

Hanno i fianchi più robusti

Goodyear lancia la nuova gamma

di pneumatici OTR Powerload ® . Maggiori

prestazioni e longevità dedicate a pale

gommate compatte e macchine livellatrici

Goodyear ha

presentato

Powerload®, una

nuova gamma di

pneumatici OTR

caratterizzata da una

tecnologia di sviluppo

all’avanguardia e di

modelli sviluppati

espressamente per

ottimizzare le prestazioni

di pale gommate

compatte, medie e di

macchine livellatrici.

Questi mezzi sono

principalmente impiegati

in attività pertinenti la

filiera delle costruzioni,

ma anche quella della

logistica in cava come nei

magazzini edili. In questi

contesti, la versatilità

degli pneumatici è una

caratteristica chiave di un

buon prodotto, insieme

alla trazione, alla longevità

e al comfort che devono

garantire al conducente.

La nuova gamma

Powerload integra la

nuova Smooth Guard

Technology, che

comprende uno strato di

protezione in gomma

ultra-spessa nella zona del

fianco. Questa tecnologia

all’avanguardia fornisce

agli pneumatici della

gamma una maggiore

robustezza per garantire

una migliore resistenza a

possibili tagli e una miglior

protezione della carcassa.

Inoltre, la nuova gamma

presenta anche una

costruzione rinforzata dei

fianchi che offre una

maggiore stabilità e una

maneggevolezza

superiore. La nuova

gamma si caratterizza per

il design degli intagli che

contribuisce anche a

velocizzare il montaggio e

la sostituzione degli

pneumatici, riducendo al

minimo il tempi di fermo

veicolo. "Goodyear -

spiega Octavian Velcan,

amministratore delegato

OTR e Aviation di

Goodyear EMEA - lavora

per fornire agli operatori

del settore i migliori

pneumatici possibili, dotati

di tecnologie

all’avanguardia – che

possano supportare le

operazioni quotidiane in

maniera sempre più

efficiente e sostenibile”.

www.goodyear.eu

Macchine elettriche

Sviluppo sostenibile

CTE si impegna per dare il proprio

contributo per la salvaguardia

dell’ambiente e per rispondere alle

contingenti esigenze dal mercato di

piattaforme aeree in grado di svolgere attività

di manutenzione urbana riducendo le

emissioni di gas inquinanti e rumori fastidiosi.

Porta avanti la sua visione dando vita a un

progetto interno denominato Green

Innovation, che racchiuderà tutte le attività

aziendali legate all’ambito della sostenibilità.

A partire dallo sviluppo di nuovi modelli con

caratteristiche di basso impatto ambientale e

di efficienza energetica full-electric e, per

perseguire questo obiettivo, l’azienda ha

individuato in Green-G - Electric Vehicles il

partner ideale. Marco Govoni, vicepresidente

Direttore Commerciale e Marketing CTE,

dichiara: “Credo che oggi non sia più sufficiente

continuare a rimarcare quanto sia importante

lavorare per la salvaguardia del nostro pianeta

e per il futuro delle nuove generazioni. Tutti

dobbiamo fare qualcosa di più. CTE, in

concomitanza con il nuovo Piano Industriale,

ha l’onere e il dovere di proporre non solo ai

propri dipendenti ma anche ai propri clienti

soluzioni di avanguardia ed eco sostenibili.

Ecco perché l’impegno a sviluppare una nuova

proposta “full electric” vera, che preveda anche

un veicolo non oltre i 3,5 t completamente

elettrico”.

www.ctelift.com

[26] maggio 2022 Costruzioni


Fiere

Si torna a brillare

Ai blocchi di partenza la fiera veronese Marmomac,

in programma dal 27 al 30 settembre.

In programma sia eventi live, sia digitali. Molti gli

espositori che hanno già confermato la presenza

Marmomac, fiera di

riferimento per

quel che riguarda

il settore litico

internazionale è al lavoro

per l’organizzazione della

cinquantaseiesima

edizione in programma a

Verona dal 27 al 30

settembre 2022.

Tornano i venti dall'estero:

riparte l’Asia con le

adesioni di India, Corea

del Sud e Giappone, il

nord America con gli Stati

Uniti, ottimi segnali anche

dal Brasile, e

avvicinandosi

geograficamente dalla

Turchia, dal Libano e

dall’Egitto. L’Europa è di

nuovo compatta.

Ai blocchi di partenza

anche la promozione

visitatori con un

programma di Incoming

attraverso la rete dei

delegati di Veronafiere e

ICE Agenzia. In più, non

solo una fiera fisica, ma

anche il digitale con

Marmomac Plus, il

portale della stone

community internazionale

dove consultare i

company profile dei top

player del settore, scoprire

i nuovi prodotti, le

tendenze del mercato

lapideo e le possibili

applicazioni della pietra

naturale in architettura e

nel design. Oltre 900

aziende da 41 nazioni

hanno già rinnovato

l’abbonamento.

Per quanto riguarda il live,

come di consueto,

Marmomac si arricchisce

di progetti sperimentali

destinati alle tecnologie e

all’innovazione, e adatta lo

spazio espositivo per

accogliere e guidare il

visitatore in un percorso

esplorativo in grado di

rispondere tanto alle

esigenze dell’architetto e

del designer, quanto a

quelle del tecnico e del

distributore. Sono quattro

i progetti culturali che

accoglieranno espositori

e visitatori nel quartiere

fieristico veronese.

Tornano le mostre

all’interno del quartiere,

con il coinvolgimento di

alcuni importanti brand

dell’arredo sono i filoni sui

cui si sviluppano i

concept delle mostre.

Continua la

collaborazione con ADI,

l’Associazione per il

Disegno Industriale.

E ancora, torna

Brand&Stone curata da

DDM, e ancora Visionary

Stone a cura di Raffaello

Galiotto che promuove lo

sviluppo di opere d'arte

sperimentali in pietra

lavorate con tecnologia

numerica.

www.marmomac.com

[28] maggio 2022 Costruzioni


Hillhead 2022

Oltre 600 espositori

Link

all’elenco

espositori

completo

Hillhead, è l’evento

inglese biennale

dedicato a

macchine, attrezzature,

impianti mobili e soluzioni

per cave, miniere e

riciclaggio di terre e rocce

da scavo. L’edizione 2022

è in programma dal 21 al

23 giugno alla cava

Tarmac Hillhead, a

Buxton, non distante da

Manchester e, dopo

l’annullamento

dell’edizione 2020 per

pandemia, l’attesa è ai

massimi livelli. L’evento,

andato in onda per la

prima volta nel 1982 è

infatti uno tra i più

interessanti del settore

minerario, anche grazie

all’area dimostrativa

dedicata a macchina

movimento terra e

impianti mobili di

A quattro anni di distanza dall’ultima edizione,

a giugno torna la biennale inglese dedicata

al settore delle cave e del trattamento inerti.

L’edizione potrebbe entrare nella storia

frantumazione e

vagliatura. Nell’arena della

cava inglese che si

estende su una superficie

di circa 150.000 m 2 , e

dove Costruzioni è stata

più volte, si riuniscono ii

protagonisti di differenti

filiere come quelle di cave,

miniere, del riciclaggio, del

calcestruzzo, dell’asfalto e

della movimentazione dei

materiali. Si tratta di

un’occasione per vedere

gli ultimi impianti e le

nuove macchine e

attrezzature, impegnate in

dimostrazioni pratiche su

un vero fronte di scavo.

tra le novità annunciate

per l’edizione 2022, c’è la

connessione wifi offerta

dalla Spillard Safety

Systems, storico

espositore dell’evento. Gli

espositori accreditati per

l’edizione 2022 hanno

superato il numero record

di 600. Tra questi, in

rigoroso ordine alfabetico:

Ammann, ATG, Bell

Equipment, Bobcat,

Bomag, Case

Construction, CDE,

Doosan, Duo, Epiroc,

Finning, Hidromek,

Hitachi, Hyundai, Isuzu,

Leica, Liebherr, Liugong,

Magotteaux, Marubeni-

Komatsu, McLanahan,

McCloskey International,

Metso Outotec, Michelin,

Powerscreen, Pronar,

Renault Trucks,

Rubblemaster, Sandvik

Mining & Construction,

Sany, Scania, Shell

International, SMT GB

(Volvo), Sunward Europe,

Terex Finlay,

TotalEnergies, Volvo

Trucks, Wacker Neuson,

Weir Minerals, Wirtgen e

Yanmar.

hillhead.com

Komatsu HD605-8

L’HD605-8 integra l’ultima tecnologia motori Komatsu,

per una maggiore potenza e un ridotto consumo di

carburante. La produttività è massimizzata e i costi sono

ridotti. I freni a dischi multipli in bagno d’olio a comando

idraulico e il rallentatore conferiscono all’operatore una

grande controllabilità e la nuova cabina spaziosa ed

ergonomica crea un ambiente di lavoro di prima classe.

[30] maggio 2022 Costruzioni

komatsureteitalia.it


ostruzioni

ostruzioni

WALKAROUND

[32] maggio 2022 Costruzioni

Peso (+ lama)

Motore

Potenza di picco

2.730 kg

Elettrico

18 kW

Testi di Matthieu Colombo

VOLVO ECR25 Electric


ostruzioni

Volvo ECR25 Electric

1

2

Macchina movimento terra

elettrica, prodotta in serie, già

testata in cantiere da imprese del

Nord Europa. L’ECR25 Electric

è il primo di una gamma “green”

Macchina unica nel segmento

2,5/3 t perchè unisce i concetti

zero emissioni e girosagoma.

Emissioni sonore ridotte per

lavorare in interni e centri urbani

6

La coppia del motore elettrico

è elevata sin dal regime minimo.

Anche in modalità Eco, il nuovo

Volvo ha una reattività superiore

al modello diesel da cui deriva

7

Macchina a emissioni zero

che permette di lavorare in aree

off limit a macchine tradizionali.

IdealE per lavorare in silenzio

e senza emissioni allo scarico

ostruzioni

Volvo commercializza

il primo mini elettrico

girosagoma da oltre 2,5t.

Ha le prestazioni

del diesel ma con

emissioni zero per lavorare

in città o al chiuso.

L’autonomia è di 4 ore

di lavoro continuo.

A breve, anche due modelli

da 1,8 t di peso

3

Il ECR25 Electric è basato sul

quasi omonimo modello diesel di

cui mantiene al 100% le prestazioni.

La coppia del motore elettrico è

limitata per ottimizzare l’autonomia

8

Con la rete domestica da 230V-

10A si ricarica in 8 ore e assicura

autonomia per 4 ore continuate.

Con il caricatore fast charger

380V 32A si ricarica in 1,15 ore

4

Progetto sviluppato con molta

attenzione grazie alla

collaborazione con le differenti

divisioni di Volvo Group.

Componenti di prima scelta

9

Idraulica collaudata, con suluzioni

esclusive. Macchina con linee aux

(1° proporzionale) di serie e kit

sollevamento opzionale con anello

su biella e valvole di sicurezza

5

Il motore elettrico AC sincrono

a magnete permanente InMotion

è compatto, leggero e molto

efficiente. È studiato esattamente

per queste applicazioni

10

Grande silenziosità e assenza

di vibrazioni rivoluzionano

l’esperienza di lavoro. Cresce

l’attesa per i modelli di classe

1,5-2 t, a costi più accessibili

Costruzioni maggio 2022 [35]


Volvo ECR25 Electric

COMPATTO

ANCHE SUL

FRONTALE

È raro vedere

un mini che

eseguendo

filomuro a destra

e sinistra non

eccede

la larghezza

del carro

al posteriore

e nemmeno

all’anteriore.

FILOMURO

PERFETTO

Il cilindro

di brandeggio

a sinistra

permette di non

toccarlo mai

accidentalmente,

anche perchè

è sempre sotto

agli occhi

dell’operatore.

Si eseguono

filomuro più

semplicemente

senza

riposizionare

la macchina.

Volvo ha scelto l’apprezzato ECR25D

e lo ha “elettrificato” con tre moduli batteria

agli ioni di litio e un motore sincorono

AC a magneti permanenti. Le prestazioni

potenziali sono superiori al diesel

Il primo 2,7 t elettrico

girosagoma di serie

ECR25D (DIESEL) VS ECR25 ELECTRIC

15,6 KW POTENZA DI PICCO 18 KWH

CURVA DI PROGRESSIONE COPPIA MOTRICE SUBITO ELEVATA E COSTANTE

2.490 KG PESO OPERATIVO 2.730 KG

2.230 daN FORZA DI STRAPPO 2.230 daN

1.730 daN FORZA DI PENETRAZIONE AVAMBRACCIO 1.100 MM 1.780 daN

760 KG CAPACITÀ DI SOLLEVAMENTO 760 KG

(0 H, R 2 M, FRONTALE, LAMA SU)

A sinistra il motore diesel

dell’ECR25D tradizionale.

IDENTICO AL DIESEL Esteticamente il nuovo

mini elettrico Volvo si differenzia dalla

versione tradizionale solo per la griglia

di destra con baffo e logo Electric e per

la presa di alimentazione sul lato sinistro.

NON SI

GRATTA MAI

La zavorra

è identica alla

versione diesel,

ma la macchina

pesa 240 kg

in più per

la differenza tra

peso del motore

termico

e di quello

elettrico

sommato a quello

delle batterie.

SBALZO POST. NULLO

VIA IL DIESEL, VIA IL RUMORE I progettisti dello

stabilimento di Belley (Francia) hanno

scelto di adattare agli ingombri del tre

cilindri termico Volvo D1.1A il power pack

elettrico composto da un motore e 3 moduli

batteria, figli dell’esperienza maturata con

la tecnologia full electric del settore truck

e automotive. Le 3 batterie sono agli ioni

di litio con impianto in parallelo

(se una ha problemi si lavora sempre)

a bassa tensione (48V) che alimentano

un motore elettrico a magneti permanenti

assemblato negli Stati Uniti.

BLOCCO DI BRANDEGGIO IN FUSIONE

MACCHINA ASSOLUTAMENTE GIROSAGOMA, ANCHE SUL FRONTALE DESTRO

CONO DI ROTAZIONE DI SOLI 2.305 MM

[36] settembre 2020 Costruzioni

Costruzioni settembre 2020 [37]


Volvo ECR25 Electric

Per molti, non per tutti

La versione Electric non

sostituisce quella diesel ma

è LA soluzione per lavorare

in contesti dove le emissioni

zero sono la regola e dove

la rumorosità è un problema

QUANDO IL GIOCO VALE LA CANDELA Il mondo construction

e delle macchine operatrici conoscono l’alimentazione

elettrica da anni, soprattutto sfruttata per applicazioni

stazionarie in miniera e in impianti di movimentazione

materiali. La sfida di oggi è lavorare senza essere attaccati

alla spina, con la stessa versatilità e mobilità di una

macchina diesel. Di fatto un miniescavatore o una pala

gommata compatta elettrica hanno ancora, per ora, costi

di produzione e vendità molto più elevati. Essenzialmente

la clientela che oggi sceglie questi modelli lo fa per ottenere

lavori in condizioni speciali che permettono di ripagare

l’investimento in pochi anni. Le batterie sono garantite 5 anni.

Per lavorare di notte i fari a led sono essenziali e... consumano pochissimo

DOVE L’ELETTRICO PERMETTE DI LAVORARE

COMPETENZE CONDIVISE

Per il gruppo Volvo

l’autotrazione elettrica non

è cosa di ieri e la condivisione

delle tecnologie con

le differenti divisioni

ha permesso di accumulare

un’esperienza superiore

alla media. Nei prossimi

anni saranno lanciati

diversi modelli Construction

100% elettrici.

INTERNO STRUTTURE ZONE A DIVIETO EMISSIONI AREE SCARSA AERAZIONE

Fast charger da muro

(nel tondo, per uso

interno IP21) oppure

da cantiere con armadio

protettivo a norma IP54

per un peso

complessivo di 130 Kg.

Di giorno in giorno o anche fast

Caricando la macchina da rete a 230V le batterie assorbono massimo 3kW/h e

il tempo di carica varia da un minimo di 5 ore con intensità di corrente di 16A

a un massimo di 13,5 ore con intensità 6A. Con intensità 10A

contate 8 ore. Sono poi disponibili soluzioni fast charger

DC sia da parete in ambiente chiuso, sia da esterno.

In entrambi i casi, il voltaggio trasmesso alla macchina

è di 400V e scegliendo la versione da

360A di intensità si arrivano a trasmettere alla

macchina 17,3 kW/h.

Essenziale se si ha più di una macchina

da gestire o se si utilizza molto il martello,

il fast charger ricarica l’ECR25 Electric

in 1 ora e un quarto o fino all’80% in soli

55 minuti. La presa “fast” è sotto al cofano

posteriore, vicino alle batterie.

KIT STANDARD L’ECR25

Electric è fornito con cavo

da 5 metri che da un lato

ha il connettore alla macchina

Type 2 a sette poli e dell’altro

due tipi di prese industriali

16/32A o la domestica

Schuko. Il cavo da 5 metri

include un modulo che

da una parte analizza

in automatico l'ingresso

da rete per determinare

il tempo necessario alla

ricarica e dall’altra funziona

come interruttore salva vita

per anomalie.

ostruzioni

4 ORE DI LAVORO CONTINUO

È questa l’autonomia dichiarata

da Volvo con lavoro in condizioni

di utilizzo reale in fase

di scavo e carico.

Equivale

ad una giornata

di lavoro.

PRESA E CAVO TIPO MENNEKES

Sopra, la presa d’alimentazione a sette

poli del Volvo ECR25 Electric con il cavo

standard. Quando inizia la ricarica,

la macchina blocca meccanicamente

e in modo automatico il cavo nella spina

per motivi di sicurezza. Non si sbaglia.

• Zero costi per monitorare

emissioni e studiare l’impatto

ambientali del cantiere

• Emissioni zero a tutela

per un contestio di lavoro salubre

• Pieno rispetto delle norme

• Basse emissioni acustiche per

autorizzazioni a lavori in notturna

• Possibilità di lavorare in aree

vietate a motori termici

• Lavoro vicino a persone

e operatori a terra

• Nessun costo per estrazione

fumi in tunnel o sotterraneo

• Si lavora anche in ambienti

chiusi e angusti o interni

• In ambienti attigui a strutture

ospedaliere e sanitarie

[38] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [39]


1 2

Volvo ECR25 Electric

FUSIBILI IMPIANTO 48V

Il Volvo ha il pregio di avere uno schema

a “soli” 48V. La formazione specifica dei

tecnici resta d’obbligo ma non si tratta

certo di un impianto ad alta tensione da

400V e oltre come sulle auto.

1

3

6

5

8

7

4

4

3 MODULI PER 20 KWH DI CAPACITÀ

Le batterie prendono parte del vano

motore e lo schema elettrico

è in parallelo. Se una batteria registra

anomalie il BMS la può escludere

e far lavorare (con meno autonomia).

2

5

BMS E COOLING Il battery

management system ottimizza

la ricarica proteggendo le batterie

da sbalzi di calore e tensione.

Al suo fianco il radiatore dell’olio

idraulico con ventola elettrica che

estrae aria anche dal vano batterie.

L’ECR25 Electric

fatto a pezzi

Stacca batterie per operazioni service

FAST

CHARGING

PLUG Questa

presa permette

di caricare

a un voltaggio

di 400V

indirizzando

il flusso

al convertitore

da AC

a DC a 48V.

.

12V L’impianto elettrico di base della macchina resta un classico 12V

a cui fanno capo il display, l’accensione, le luci di lavoro, le elettrovalvole

di sicurezza. Se la classica batteria è a terra, ci vogliono i cavi.

3

Garantite 5

Volvo CE stima una durata di vita di circa

10 anni del battery pack formato dalle

3 unità agli ioni di litio laminate al manganese.

Lo fa stimando il numero di cicli

di ricarica che le unità arrivano a gestire

senza cali di prestazioni.

Sono le stesse batterie utilizzate per la

pala L25 Electric (6 moduli), realizzate

con tecnologie collaudate da Volvo

Group. Detto questo, le batterie sono

esenti da manutenzione, ma va tenuto

conto che non apprezzano i lunghi

tempi d’inattività. Quando il livello di carica

scende al di sotto del 10% (valore

sotto il quale è bene non andare, per evitare

il blocco della macchina) l’ECR25

Electric passa automaticamente in Eco

Mode mettendo un tetto di 1.800

giri/min al motore elettrico che solitamente

arriva a 2.050 giri/min. La macchina

è garantita 2 anni, le sue batterie

5 anni.

SVEDESE MA DEL GRUPPO ZAPI Per l’ECR25 Electric, Volvo

ha scelto un motore elettrico a magneti permanenti

InMotion della serie GSM. Questa tipologia di motori può

essere definita lo stato dell’arte per applicazioni in ambito

automotive. Rispetto ai classici motori elettrici

di derivazione industriale, quelli sincroni a magneti

permanenti sono più efficienti: tecnicamente lo statore

è azionato da un campo magnetico permanente creato da

elementi perimetrali che permettono di azionare il rotore in

modo istantaneo (coppia immediata). Sull’ECR25 Electric

il rotore gira fino a 2.400 giri/min (Boost) azionando la

pompa idraulica a portata variabile come fosse un motore

termico, ma la coppia potenziale di cui è capace è più alta.

8

MOTORE

INMOTION

Il motore

elettrico

è simile

a quello che

le auto ibride

48V utilizzano

per avere

maggiore

coppia alla

trasmissione.

6

ON BOARD CHARGER Converte

la corrente alternata AC della rete

elettrica in continua DC 48V.

7

INVERTER Converte la corrente DC 48V

in DC 12V per gestire tutte le

funzioanlità elettroniche della macchina.

[40] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [41]


IL SINGOLO O DOPPIO...

...effetto della linea ausiliaria

si regola manualmente,

direttamente dalla cabina.

Volvo ECR25 Electric

VERSATILE

La vocazione

dell’ECR25 Electric

è lo scavo

in contesto urbano

e il florovivaismo.

Ma anche l’utilizzo

di un martello

all’interno

di un ambiente

o di benne bivalve

sono interessanti.

L’ECR25 Electric

può essere

allestito con

doppia linea aux

e attacco rapido

idraulico.

Idraulica tradizionale

A cofano aperto l’ECR

va in sicurezza

Maxi filtro olio

idraulico accessibile

L’impianto del Volvo ECR25 Electric è identico

al modello diesel. Una singola pompa idraulica

a portata variabile che aumenta il flusso d’olio

in modo proporzionale alla richiesta

del distributore load sensing flow sharing

LAVORA COME UN ECR25D Il serbatoio dell’olio

idraulico è plastico (nessun fenomeno di

corrosione per condensa) ed è montato non

distante dalla pompa (ma ad una altezza

superiore per evitare cavitazioni).

Il distributore è a centro chiuso LS flow sharing

Bosch Rexroth con spole compensate

in pressione. Dalla cabina si può regolare la

portata delle linee aux (anche simmetricamente)

e memorizzare differenti settaggi.

D

Distributore LS flow sharing a centro chiuso

con spole compensate in pressione

POMPA

A PORTATA

VARIABILE

La portata

nominale della

pompa è di 58

litri/min e arriva

a ben 25 MPa di

pressione

massima.

Per la prima

linea idraulica

ausiliaria

proporzionale

Volvo dichiara

50 litri/min di

portata, mentre

per la seconda

23 litri/min.

ROBUSTA

E SCATOLATA

La lama è curata,

con molti rinforzi

e ha schiena

scatolata.

Di qualità anche

l’attacco

al sottocarro.

BEN COLLAUDATO Apprezzabile

anche la fattura del sottocarro con

testate di supporto ruota folle

in fusione, una lavorazione unica

nella categoria dei mini.

La macchina ha la seconda marcia

e scala automaticamente.

Filtro sui ritorni idraulici brevettato

Rabbocco

olio idraulico

Livello

olio

Singola pompa a portata

variabile da 58 litri/min

ESCLUSIVO A destra, in primo piano, il filtro dell’olio idraulico brevettato

attaverso il quale corre tutto l’olio proveniente dagli impianti di ritorno

di circuiti ausiliari, motore di rotazione, pompa, comandi e motori

di traslazione. Questo filtro dell’olio idraulico trasparente protegge

al meglio l’impianto idraulico dell’ECR25 Electric. Tutti i drenaggi sono

filtrati e le impurità sono anche visibili a occhio nudo.

Ritorni impianto

idraulico

Costruzioni maggio 2022 [43]


WALKAROUND di

ostruzioni

Volvo ECR25 Electric

Guida smart

Un display lcd su un miniescavatore

non è mai stato così utile. Quando non

si sente il motore girare, uno sguardo

al monitor dà sicurezza. L’interfaccia

aiuta anche a gestire l’autonomia

Lavorare zen

PRESTAZIONI SILENZIOSE Il nuovo Volvo ECR25 Electric ha una

potenza motore (elettrico) e un valore di coppia massima

erogabile con un alto potenziale, ma limitati per offrire

prestazioni in linea con la versione diesel. La reattività

del compatto Volvo elettrico è però superiore al modello

tradizionale e può essere regolata tramite tre modalità

operative: Eco (1.800 giri/min), Standard (2.050 giri/min)

e Boost (2.400 giri/min). Quando le batterie scendono sotto

al 20% di carica la macchina suggerisce di lavorare in Eco

Mode, ma sotto al 10% di carica il Volvo ECR25 Electric

attiva da solo la modalità più risparmiosa.

Biella e richiamo in fusione

Punti ingrassaggio protetti

QUALITÀ BEN VISIBILE

Il braccio è lo stesso

dell’ECR25D. Molti i dettagli

in fusione per garantire

robustezza e rigidità

torsionale. I cilindri idraulici

hanno la testa saldata per

frizione (allineamento

perfetto nel tempo, nessun

trafilamento nel tempo)

e quello di sollevamento

è protetto integralmente.

FUSIONE A PROFUSIONE Blocco

di brandeggio, base e testa del braccio,

testa e punta dell’avambraccio...

La fattura del braccio è molto curata,

esattamente come sull’ECR25D.

PANORAMICA A monitor si vede

il regime del motore elettrico con

attorno il livello di carica.

SOTTO AL 10% È ECO Quanto il livello

di carica cala, la macchina suggerisce

e poi impone di lavorare in Eco.

MONITORAGGIO Come per un diesel

il consumo dipende dal carico

idraulico richiesto. Tutto è a monitor.

ATTREZZATURE L’interfaccia spiega

all’operatore come variare

le impostazioni. A prova di noleggio.

PRONTO A LAVORARE Il monitor

conferma l’accensione del sistema

e indica come iniziare a lavorare.

CARICA TERMINATA Quanto non

c’è più autonomia, un alert acustico

e visivo richiama l’attenzione.

REGOLAZIONE ASIMMETRICA

Il flusso idraulico della linea X1

è regolabile in modo asimmetrico.

CARICA STANDARD Quando si vuole

ricaricare, la macchina indica

la sequenza operazioni da seguire.

COME IN STANDBY Se non si toccano

i comandi, il BMS “stacca” il motore

elettrico, pronto a ripartire al secondo.

IN CARICA FAST La schermata

evidenzia la potenza assorbita, il livello

di carica e l’autonomia raggiunta.

HOME PAGE Da questa schermata

base si ha sempre un quadro

complessivo di stato e impostazioni

della macchina.

CARICA FAST Nel caso si imposti

la carica con fast charger il sistema

ricorda di utilizzare la presa posteriore.

Impostazione grafica monitor notte/giorno automatica

Costruzioni maggio 2022 [45]


WALKAROUND di

ostruzioni

Volvo ECR25 Electric

SOLO

72 dB(A)

A BORDO

Protetti anche

dal freddo

L’ECR25 Electric è disponibile solo in versione cabina,

senza clima, ma con modulo di riscaldamento. Le ampie

vetrature (apribili) garantiscono un’ottima visibilità

ROPS, TOPS, OPG LEVEL I La cabina

è la stessa dell’ECR25D, realizzata con

guscio di base in materiale composito,

e unita al telaio con supporti elastici.

L’unica differenza è il monitor lcd

da 5 pollici che guida l’operatore

nell’esperienza full electric

tramite la nuova pulsantiera

con controller rotativo.

Il sedile è un Grammer con

sospensione meccanica

regolabile, i manipolatori

Bosch Rexroth. A sinistra della

postazione c’è una presa da 12V

con vano per inserire uno smartphone.

Velocità su leva lama

Soglia cabina antiscivolo funzionale

e non troppo aggressiva

SILENZIOSO

E NON VIBRA

La pressione

acustica

dichiarata,

pari a quella

di un escavtore

da 20 t,

non rende

giustizia

al silenzio

e al comfort

che si riscontra

sull’ECR25

Electric in ogni

condizione

di lavoro: dalla

traslazione, allo

scavo veloce.

Qualità verificata

in fabbrica

Sospensione sedile regolabile

4 supporti elastici cabina bidirezionali

PULSANTE DI RICARICA Unica

differenza rispetto al modello diesel

il pulsante per avviare la ricarica.

Una gamma

zero emission

TRE MINI, DUE PALE ARTICOLATE

Oltre all’ECR25 Electric, entro l’anno

arriveranno in Italia anche l’ECR18

Electric girosagoma da 1,8 t

(in foto a destra la versione diesel)

e anche la versione di pari peso ma

con torretta tradizionale EC18 Electric,

che dovrebbe avere più autonomia del

modello compatto. Al loro fianco sono

disponibili anche la due pale gommate

articolate L20 e L25 (benna da 0,7 e 0,9 m 3 )

caratterizzate da un motore sincrono

a magneti permanenti da 32 kW di potenza

di picco per l’idraulica di lavoro e di uno

asincrono da 36 kW per la trasmissione.

LOCALIZZAZIONE SATELLITARE E TRASMISSIONE DATI

CARETRACK Il sistema di localizzazione

gps è parte dell’allestimento di serie.

Si può integrare con la trasmissione dati

gprs che permette di monitorare

da remoto l’ECR25 Electric come altri

modelli Volvo in flotta. La centralina

CareTrack è protetta dietro al modulo

BMS, mentre l’antenna (in foto,

a sinistra) è montata in posizione

protetta, dietro la fiancata destra

removibile. Il sistema permette

di monitorare da remoto le ore effettive

della macchina, l’autonomia residua,

i termini delle manutenzioni da fare

ed eventuali anomalie. È disponibile

anche la funzione geofencing.

DIAGNOSTICA COMPLETA

L’elettronica dell’ECR25

Electric è più articolata

del modello diesel.

Molti i dati diagnostici

disponibili via portale

CareTrack e connettendosi

con l’OBD accessibile

stando seduti in cabina.

[46] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [47]


New D8 for power generation

Reliable, Powerful, Compact.

Available for all power gen application.

Volvo ECR25 Electric

Il Volvo ECR25 Electric in numeri

Peso operativo

Potenza di picco (continua)

Motore elettrico InMotion

Tipo

Caratteristica

Gestione

Regime (max)

Modalità operative

Numero batterie

Tipologia

Ricarica rete 230V 6A (16A)

Ricarica fast 400V 16A (32A)

Autonomia dichiarata

Emissioni allo scarico

Pressione acustica

Pompe

Portata (Aux 1)

Regolazione pompa

Distributore a cassetti

Pressione massima

Profondità di scavo

Profondità plinto

Dist. scavo a terra

Altezza di carico

Forza strappo

Forza penetrazione

Velocità traslazione

Velocità rotazione torretta

Passo/lunghezza carro

Rulli d’appoggio

Larghezza sottocarro

Larghezza dei cingoli

Sbalzo posteriore

Scavo disassato (sx-dx)

Lungh. trasporto

Altezza trasporto

Lama (W-H)

Sollevamento-abb. lama

Sbalzo lama

Batteria accensione

Sistema/serbatoio idraulico

2.730

18 (14,7)

Serie GSM

AC sincrono

magnete permanente

elettronica BSM

2.050 (2.400)

Eco, Std, Boost

3

ioni di litio

13,3 (5) ore

1,55 (1,15) ore

4 ore continuative

nulle

72 dB(A)

1 portata variabile

58 (50)

LS flow sharing

press. comp.

23,5

2.965

2.119

4.602

2.957

2.233

1.497

2,4 - 4,5

9,4

1.440/1.906

3

1.550

300

750

496-784

4.525

2.535

1550 - 312

239 - 225

1.365

70 - 12 V

33/23

kg

kWh

giri/min

l/min

MPa

mm

mm

mm

mm

daN

daN

km/h

giri/min

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

Ah

l

Garanzia anche estesa

MANUTENZIONE ESPERTA L'ECR25 Electric

ha una garanzia completa di 2 anni

che include 2 anni di assistenza gratuita

(1.000 ore/1° anno e 2.000 ore/2°anno)

esclusi i soli costi di trasferta

del tecnico. Al termine dei 2 anni

è possibile estendere la garanzia

gratuitamente contro i difetti per altri

3 anni e, per godere della copertura

aggiuntiva di 3 anni su batterie

e componenti elettronici, bisogna

sottoscrivere un contratto di manutenzione

con il concessionario Volvo CE.

INTERVALLI DI MANUTENZIONE

• FILTRO OLIO IDRAULICO 1.000 ore

• OLIO IDRAULICO 1.000 ore

• RIDUTTORI TRAZIONE 500 ore

• INGRASSAGGIO BOCCOLE 50 ore

Industry-leading power density and a compact size

Volvo Penta’s D8 Stage II and IIIA/Tier 3 genset engine has been built with a high power-to-weight

ratio, giving it industry-leading power density and an extremely compact design for its power class.

It has been designed for quick, easy, and economical installation as well as ease of operation and

maintenance.

100% RELIABILITY

high tech solution make this compact smooth powerful engine for power generation. Hundreds of

thousands of testing hours to guarantee 100% reliability.

FUEL EFFICIENCY

The D8 features state-of-the-art, high-tech diesel fuel injection and charging systems with low internal

losses, contributing to excellent combustion, low fuel consumption, and an extremely attractive total

cost of ownership.

EASY SERVICE & MAINTENANCE

Easily accessible service and maintenance points contribute to the ease of service of the engine.

BASED ON PROVEN TECHNOLOGY

The new D8 industrial genset engine is based on mature technology concepts that have undergone

hundreds of thousands of testing hours and real-world use in a wide variety of applications across the

Volvo Group. Volvo Penta engineers have perfected the design and optimized the D8 for the power

generation segment, allowing customers to benefit from proven, reliable components.

LOW NOISE

This 8-liter power generation engine has been developed to produce smooth and vibration-free

operation with low noise levels. The lower noise emissions have been achieved by choosing more

sophisticated fuel injection technology and by adding a top-of-the-line Visco fan clutch. Noise

reductions of up to 2.5% – compared to previous products – have been measured.

TESTED TO THE MAXIMUM

To verify performance, reliability, and durability, the D8 was tested to the maximum – at temperatures

of -25ºC through to 60ºC of sweltering heat – in real-world field tests with customers. This extensive

testing ensures the engine functions with the required performance and reliability levels in all the

applications, climates, and environments Volvo Penta customers operate in.

For more information please visit: www.volvopenta.com

www.volvoce.it

Si ringrazia per la collaborazione Volvo CE Italia.


Macchine&Componenti

Midiescavatori

UNA SPINA

nel fianco

Bobcat cambia le carte in tavola

lanciando l’E88 R2, un midi progettato

e sviluppato al 100% internamente.

Darà del filo da torcere ai concorrenti

Testi e foto di Matthieu Colombo

[50] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [51]


Midiescavatori

L’arrivo in gamma dell’E88 R2 è per Bobcat Europe una

svolta epocale, figlia di una strategia pianificata da tempo

per consolidare, migliorare e ampliare l’offerta della

Lince che, tra l’altro, ha iniziato a prendere le distanze dai

cugini del mondo Doosan distinguendo le reti commerciali

nei differenti Paesi europei, ma anche distinguendo in modo

netto le squadre di lavoro interne.

Il nuovo midiescavatore E88 R2 è il perfetto testimone di questi

cambiamenti visto che, a differenza dell’E85 uscente, progettato

e costruito da Doosan, questo midi Bobcat è stato

progettato negli Stati Uniti, in sinergia con Bobcat Europe per

avere un prodotto all’altezza delle aspettative dei clienti europei

in termini di sensibilità idraulica e allestimento, ed è prodotto

in un unico stabilimento al mondo, oltreoceano.

Ciononostante, la qualità percepita, le finiture, gli allestimenti

326 MM

Il nuovo

Bobcat E88 R2

ha il carro largo

2.200 mm

e in rotazione

la zavorra

posteriore

oltrepassa

il cingolo

di 326 mm.

Con la zavotta

Heavy sono

468 mm.

e le innovazioni che abbiamo visto su uno dei primi esemplari

di E88 R2 arrivati in Europa sono perfettamente in linea

con la produzione dello stabilimento europeo di Dobris in

Repubblica Ceca. L’esemplare che potete osservare in foto,

lo abbiamo in Sicilia, grazie alla collaborazione della concessionaria

Betra.

Da anatroccolo a cigno

Diciamolo, l’E85 ha avuto un successo globale non trascurabile

ma ormai portava il segno degli anni in termini di

design e livello di confort assicurato.

Molto atteso, il nuovo E88 R2 ci ha colpito per la qualità

complessiva. Saranno il tempo e i cantieri a decreteranno

o meno il successo del modello in Italia, ma di certo si

tratta di un midi che ha un design moderno, una abitabilità

superiore al passato, un comfort elevato, un’interfaccia

operatore con monitor lcd tra le migliori della catego-

ria (secondo noi con il monitor opzionale da 7” diventa la

migliore del segmento) e un allestimento idraulico al top

studiato per soddisfare anche la clientela del centro Europa

e dei Nordics.

L’estetica del Bobcat E88 R2 si allinea totalmente al resto

della gamma, completandola alla perfezione visto che entro

il 2022 arriverà anche la versione con braccio triplice

caratterizzato da una cinematica che noi definiamo “alla

tedesca”, ossia con cilindri nella parte inferiore del braccio.

Fino al suo arrivo, sarà comunque disponibile alla vendita

l’attuale E85 triplice.

Cabina e comfort

Dal punto di vista dell’operatore la grande rivoluzione è in

cabina. Più spazio, una visibilità decisamente superiore a

360°, un sedile migliore con sospensione meccanica, comandi

joystick Bosch Rexroth che lavorano in concerto con

le pompe di pari marca, ma soprattutto un display Lcd a colori

da 5 pollici che permette di monitorare lo stato della

macchina, regolare le impostazioni delle linee idrauliche ausiliarie

e visualizzare le immagini della retrocamera.

A richiesta, il monitor da 7 pollici touch screen capacitivo

accoppiato a ulteriori funzionalità e possibilità di regolazione

(leggete la pagina dedicata alla nuova interfaccia).

Potenza efficiente, fatta in casa

Al top della gamma di midi escavatori compatti della Lince,

il nuovo E88 R2 è anche motorizzato Bobcat con il potente

4 cilindri D24 turbo Stage V da 2,4 litri di cilindrata (prima

era un 3,3 aspirato) che ha già dato prova d’affidabilità in

applicazioni movimento terra sotto ai cofani del fratello minore

E60, ma soprattutto di skid gommati, skid cingolati e

pale gommate articolate. Grazie al nuovo motore che, tra

l’altro, permette ai concessionari Bobcat di gestire internamente

ogni procedura di diagnosi e garanzia, la potenza

del peso massimo Bobcat è del 10% superiore rispetto

all’E85, arrivando a 48,5 kW erogati a 2.100 giri/min, mentre

la coppia massima cresce del 5% arrivando a 249 Nm

a soli 1.600 giri/min.

Prestazioni trasportabili più facilmente

Rispetto al precedente E85 che era quasi un girosagoma,

l’E88 R2 è uno short radius (la zavorra posteriore sbalza di

CILINDRO A SINISTRA Come sui Bobcat più compatti,

il nuovo E88 R2 ha il blocco di brandeggio con cilindro

di azionamento a sinistra, sempre sotto gli occhi

dell’operatore e mai esposto (non visibile) sul lato destro.

[52] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [53]


Macchine&Componenti

Midiescavatori

5 POLLICI DI SERIE Il nuovo

Bobcat E88 R2 ha di serie

un monitor lcd a colori

da 5“ controllabile con

selettore rotativo,

ma scegliendo il Deluxe

touch screen capacitivo da 7”

si accede a quella che

secondo noi è la migliore

interfaccia della categoria.

Al monitor di serie non

mancano funzionalità,

ma poter selezionare

e scorrere i menu con un dito

è un altro mondo.

DEPTH CHECK SYSTEM®

SBANCAMENTO

Con benna e lama a terra

si parametra la quota zero.

Si imposta quindi la profondità

a monitor e si scava fino al limite.

Per ricominciare il ciclo si alza

e abbassa la lama.

Colore di sfondo monitor adattivo secondo la luminosità esterna.

5 POLLICI CON

SELETTORE ROTATIVO

Se non avessimo toccato

con mano la versione con

monitor touch screen

capacitivo, avremmo

apprezzato molto questo

monitor “base” perchè

in linea con

i migliori concorrenti.

Il non plus ultra della categoria

326 mm oltre i cingoli) ed offre prestazioni e forze superiori.

La macchina con zavorra standard dimostra di essere

più stabile che in passato nonostante il carro sia più stretto

di 100 mm (ma in appoggio laterale compensa grazie

a grandi rulli a doppia flangia) e più corto di 100 mm. In compenso

lo sbalzo lama, ora molto più robusta e profilata

per accumulate molto materiale, aumenta passando dai

1.910 a 2.009 mm.

Analizzando le prime forze di sollevamento indicate dal costruttore

possiamo intuire che l’E88 R2 ha prestazioni superiori

alla media di categoria e superiori all’E85 anche

dell’8%. Se poi, si allestisce l’E88 R2 con la nuova zavorra

supplementare imbullonata da 407 kg di peso (468 i mm

di sbalzo oltre cingolo) le prestazioni in sollevamento laterale

vanno alle stelle. Nel complesso, abbiamo un midi da

8994 kg di peso operativo con bilanciere standard da 1.840

mm (quello lungo da 2.180 mm pesa 37 kg in più), che con

zavorra supplementare arriva a 9.400 kg circa. La versione

con braccio triplice attesa per la fine dell’anno si avvicinerà

quindi alle dieci tonnellate.

In termini di forze quella si trappo è dichiarata in 5.560 daN,

mentre quella di penetrazione è di 3.910 daN con bilanciere

standard da 1.840 mm, mentre con quello lungo da 2.180

mm il costruttore dichiara 3.530 daN.

[54] maggio 2022 Costruzioni

GRIGLIA

FRONTALE

L’allestimento

Italia include

la griglia

di protezione

superiore,

mentre

a richiesta

si puà montare

la frontale.

TRINCEA Si parte con

uno scavo verticale (parete)

si punta la benna a quota zero

e alla quota massima verticale

desiderata. Poi si procede con

la trincea.

ANCHE CON LASER

Se avete una stazione laser

potete acquistare un kit

“semaforo” che si monta sul

penetratore e indica con luci

rosse e verdi quando la quota

impostata è raggiunta.

Sensori Depth Check System su braccio e avambraccio

BIANCO O NERO Lo sfondo del monitor

varia in base alla luminosità esterna per

assicurare sempre la massima

leggibilità. Il contrasto è sempre ottimo.

AUTO IDLE REGOLABILE

Con il monitor da 7”, il ritorno al regime

minimo del motore è regolabile dai

4 secondi (Standard) fino a 270 secondi.

TUTTO SOTTO CONTROLLO

Il sistema memorizza la manutenzione

di tutti i liquidi e tutti i filtri. Le anomalie

rilevate sono visibili al service.

IDRAULICA AL CENTRO In base alla

tipologia di attrezzatura idraulica

selezionata, la macchina propone

la regolazione del flusso delle linee aux.

PRESSIONE E TEMPERATURA OLIO

Tra i parametri rilevati dall’elettronica,

anche la pressione, la temperatura

dell’olio idraulico e il consumo medio.

MULTIMEDIALE... Il sistema integra

un vero e proprio infotainment con

radio, predisposizione per lettura

di fonti esterne e interfaccia bluetooth.

MULTIFUNZIONE SEMPLICE Il nuovo

monitor semplifica molto la gestione

delle funzioni idrauliche tramite

una iconografia semplice e intuitiva.

SI INTERFACCIA CON I LASER

È possibile sincronizzare il sistema

di aiuto allo scavo Depth Check con

le differenti stazioni laser in cantiere.

LIBRERIA MUSICALE La musica

e i podcast che avete sul telefono

o su un cloud può essere ascoltata

grazie alla connessiona bluetooth.


Midiescavatori

MOTORE YANMAR?

ORA LA GARANZIA DURA 5 ANNI!

Bobcat E88 R2 Stage V in numeri

Peso operativo

Potenza

Motore Bobcat

Cilindrata

Cilindri

Alesaggio x corsa

Regime di taratura

Velocità del pistone

Valvole per cilindro

Distribuzione

Iniezione common rail

Fasi d'iniezione

EGR controllo elettronico

Trattamento gas di scarico

Alimentazione aria

Pompa

Portata (Aux1/Aux2)

Regolazione pompa

Distributore a cassetti

Pressione

Profondità di scavo (lungo)

Prof. plinto (lungo)

Dist. scavo a terra (lungo)

Altezza di carico (lungo)

Forza strappo

Forza penetrazione (lungo)

Velocità traslazione (scala)

Velocità rotazione torretta

Passo/lunghezza carro

Rulli d’appoggio

Larghezza sottocarro

Larghezza suole

Sbalzo post. (zav. opt)

Scavo disassato (sx-dx)

Lungh. trasporto (lama ant.)

Altezza trasporto

Lama (W-H)

Sollevamento-abb. lama

Sbalzo lama

Batteria

Alternatore

Serbatoio gasolio

Sistema/serbatoio idraulico

[56] maggio 2022 Costruzioni

8,89

48,3

D24 Stage V

2,4

4

90 x 94

2.100

6,4

2

convenzionale

180 MPa

multi

si raffreddato

Doc + Dpf

turbo

singola variabile

149(95/62)

LS flow sharing

press. comp.

25

4.519 (4.859)

2.587 (2.883)

7.087 (7.418)

4.537 (4.765)

5.560

3.910 (3.530)

2,5 - 4,4 (auto)

n.d.

2.311/2.896

5

2.200

450

326 (468)

622-907

6.329 (6.341)

2.540

2.200 -462

470 - 410

2.009

n.d.

n.d.

116

n.d.

ton

kW

l

mm

giri/min

m/s

l/min

MPa

mm

mm

mm

mm

daN

daN

km/h

giri/min

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

Ah

A

l

l

Garanzia estesa e manutenzione extra

Al pari degli altri escavatori compatti della Lince, il nuovo

E88 R2 è garantito due anni o 2.000 ore da fabbrica. Sono

poi disponibili delle soluzioni di estensione di garanzia

Bobcat Protection Plus che possono coprire la macchina

fino a un massimo di 5 anni o 6.000 ore.

Il grande valore aggiunto di queste formule opzionali è che

segue il numero di telaio del midiescavatore, anche se viene

venduto dal primo proprietario, fino al raggiungimento

dei termini di garanzia a contratto. È una piccola attenzione

all’acquisto che può fare la differenza al momento

della vendita in termini di valore residuo della macchina.

A complemento sono disponibili anche contratti di manutenzione

BobCARE PM per dormire sonni tranquilli e

ridurre la possibilità di fermi macchina.

MOTORE STAGE V Già ben collaudato, il 4 cilindri turbo

common rail di Casa ha già dato prova di forza.

Oltre alla potenza specifica di cui è capace, il punto

di forza è la diagnostica aperta alla rete service Bobcat.

5.000 ORE DI GARANZIA GRATUITA SUI MOTORI

YANMAR PER MACCHINE DA COSTRUZIONE

Basta con la preoccupazione di fermi macchina. YANMAR offre i migliori motori nella

classe di potenza fino a 155 kW. YANMAR è il giusto partner per l’efficienza del vostro

veicolo ed ora rinnova il suo impegno fornendo una garanzia di 5 anni. La nuova

garanzia gratuita fino a 5.000 ore è disponibile per tutti i nuovi motori immatricolati

della serie TN. Una nuova garanzia per la massima affidabilità, e la vostra macchina

sarà sempre operativa.

‘22

SALA 4 STAND 425

yanmar.com/eu/industrial/it/5-anni-garanzia


Macchine&Componenti

Reti assistenza

NUMERO 1

DA 25 ANNI

Nel 2022,

Kubota

è stato

il costruttore

che ha

venduto

in Europa

più “mini”

nella fascia

da 0 a 6 t.

E lo ha fatto

per il 25°

anno

consecutivo.

DREAM TEAM Sopra, da sinistra, Salvatore Romano Trainer & Service Support

Kubota, Carlo Massimo Sevà, Service Manager Italy e Construction Machinery

Division Kubota Holding Europe e Gianluca Chiesa Trainer & Service Support

Kubota. Sopra a destra un momento del Service Manager Meeting 2022 a Roma.

25

25ANNI

No.1

MINI

ESCAVATORI

Migliorare

per crescere

La rete d’assistenza di Kubota Italia si prepara

ad affrontare nuove sfide tecniche e formative

per ottimizzare il servizio al cliente finale

Testi di Matthieu Colombo

Oggi vi presentiamo quella

che hai nostri occhi è

la rete service più avanzata

nell’ambito delle macchine

movimento terra compatte in Eu -

ropa. Non intendiamo fare un me ro

paragone tra le diverse “squadre” in

termini di forze sul campo o di uomini,

ma piuttosto mettere sul piatto della bilancia

sia la visione a lungo termine di un

costruttore, sia la sua strategia di sviluppo

dei servizi di assistenza per rafforzare

la propria rete di distribuzione, che considerare

il livello della preparazione tecnica specifica

sui singoli modelli, ma anche gli strumenti

scelti per consolidarla.

Veniamo al punto. Scoprire l’impegno con cui Kubota Europe

sta sviluppando da oltre vent’anni una strategia after sales

lungimirante, ispirata per certi versi alle logiche del settore

automotive, ci ha sorpreso nonostante sapessimo bene

qual è il ruolo da leader di mercato che Kubota gioca da anni

nel Vecchio Continente in termini di vendite di miniescavatori.

Ad aprirci le porte del Service Kubota, un mondo a noi

KUBOTA

ITALIAN

DEALER &

SERVICE

NETWORK

[58] maggio 2022 Costruzioni


Macchine&Componenti

Reti assistenza

finora sconosciuto, è stato Carlo Massimo Sevà, service manager

constructon machinery business unit di Kubota Holding

Europe, nonché service manager della divisione MMT Italia

di Kubota Europe. Abbiamo incontrato Sevà all’indomani del

Service Manager Meeting Kubota Italia tenutosi a Roma lo

scorso 15 aprile. Si tratta di un evento periodico, a cadenza

minimo annuale, dedicato agli uomini della rete di assistenza

Kubota formata dai concessionari italiani che oggi contano

44 sedi sul territorio.

Dagli anni ‘90 alla Kubota University

Il primo corso di formazione organizzato per il service da

Kubota Italia risale al 1999. Da allora, con un crescendo

proporzionale se non superiore al successo in termini di

Garanzia estesa

Alla garanzia standard di 2 anni o 2.000

ore, è possibile aggiungere dei programmi

di estensione Kubota Care con

coperture fino a 5 anni o 5.000 ore.

Queste formule di estensione di garanzia sono possibili eseguendo

le manutenzioni programmate in rete ufficiale e, per

conseguenza, permettono di certificare le effettive ore di utilizzo

e la cronologia di manutenzione. Al momento della rivendita,

questo si traduce in un valore residuo della macchina

sicuramente più elevato.

quote di mercato, è stato sviluppato un pacchetto di soluzioni

per favorire ed incentivare la formazione tecnica,

nonché un ventaglio sempre più ampio di strumenti per

diffondere la cultura dell’assistenza di qualità con un’escalation

iniziata dai supporti cartacei, poi digitali, quindi sviluppatasi

in rete con l’intranet KubotaNet e oggi integrata

con corsi video e tutorial.

Proprio questo tipo di corsi da remoto fruibili dal sistema

LMS - oggi che la preparazione tecnica della rete Service

di Kubota Italia è elevata e si pone obiettivi sempre più ambiziosi

- sono ad esempio la chiave di volta per iniziare a

formare nuovi tecnici senza rallentare le squadre d’assistenza

più performanti nella corsa verso gli ambiziosi obiettivi

del progetto europeo “Road to 2025”, un piano d’azio-

L’IMMAGINE CONTA

Il grande sforzo che Kubota Europe

sta facendo in termini

di omologazione della rete

di assistenza in termini

di formazione, attrezzature

tecniche richieste e conformità

delle officine, passa anche

per l’acquisto di tute Kubota.

ne articolato sia sulla crescita del service

in termini di volumi, formazione e

professionalità, sia sullo sviluppo di un

modello di business incentrato sul noleggio

da parte dei concessionari ufficiali

Kubota.

KES, un sistema analitico e incentivante

Per motivare i concessionari e i loro tecnici d’assistenza

a seguire la visione Kubota, uniformare la qualità del loro

operato, omologare il livello tecnologico delle strumentazioni

utilizzate in e fuori officina e, non ultima, legare la loro

immagine al marchio Kubota, la divisione service del costruttore

ha perfezionato negli anni il sistema analitico

di confronto Kubota Evaluation System che motiva e premia

di anno in anno (anche economicamente) i concessionari

che si distinguono per gli obiettivi raggiunti dal servizio

di assistenza.

Il sistema di valutazione prevede una classificazione

in classi oro, argento e bronzo. Ogni anno, sul gradino

più alto del podio salgono i concessionari che raggiungono

un livello compreso tra l’80 e il 100 degli obiettivi,

al secondo posto quelli tra il 79 e il 60 per cento e

con la maglia di bronzo chi non supera il 59% degli obiettivi.

D’altro canto Kubota è al fianco dei concessionari per

supportarli nelle strategie di sviluppo, come anche nella

crescita del service, sia in termini di investimenti in “hardware”,

sia in formazione.

Oggi, ad esempio, ogni service ufficiale Kubota deve avere

il sistema di ricerca guasti KOBD-ACE con relativa licenza,

il sistema diagnostico Digimaster per i motori a

controllo elettronico, strumenti specifici a modelli di recente

introduzione (come ad esempio i K008-5 e U10-5)

e, ovviamente, tute Kubota.

Kubota Tracking System

Anche Kubota propone un suo sistema di localizzazione

GPS e trasmissione dei dati 3G/4G dei

parametri di telemetria per consentire il monitoraggio

da remoto delle macchine, tramite portale

web dedicato consultabile dal cliente finale

come dal service ufficiale Kubota. Il KTS che sarà

progressivamente installato sulle macchine, è un

sistema di trasmissione dati.

Attualmente fa parte dell’allestimento di serie del

KX080-4 e permette di localizzare la macchina

(con funzione geofencing e recinzione ad orari

prestabiliti ed avvisi anomalie via email), di monitorare

il monte ore operative e lo stato d’uso della

macchina tramite i principali dati di diagnosi e

quindi pianificare gli interventi di manutenzione.

Obiettivi a breve termine e dialogo

Per il 2022, i concessionari hanno obiettivi “comuni”, come

avere due tecnici delegati al servizio su macchine Kubota

e disponibili a seguire tutti i corsi di formazione (in presenza

e da remoto) a calendario. Inoltre, a seguito di una

puntuale analisi delle strutture d’assistenza della rete italiana,

Kubota ha identificato obiettivi “individuali” per uniformare

le singole realtà sul territorio in termini di sicurezza,

spazi, attrezzature, aree dedicate o disponibili a

momenti normativi e, ovviamente, una visibilità del marchio

Kubota all’altezza di un concessionario.

Sempre nel 2022, i responsabili service di ogni concessionaria

saranno chiamati a partecipare a videoconferenze

semestrali di aggiornamento,

a valutare il rapporto con Kubota tramite due audit, a suggerire

eventuali miglioramenti operativi e a una verifica periodica

degli obiettivi secondo tempistiche concordate.

Corsi 2022 LMS e in presenza

Dal punto di vista della formazione, quest’anno saranno

online nuovi corsi e tutorial sulla piattaforma LMS che vanno

a integrare quelli disponibili dal 2021 (Diagmaster,

Idraulica di base, KC300HR-5, KX080-4alpha2, Pale gommate

serie R ed RT) e anche nuovi tutorial (nel 2021 sono

stati sui Serie-5, sul nuovo monitor lcd dei Serie-5, sui dispositivi

Dpf e sul rinnovo della licenza Diagmaster).

Sono poi in programma in date multiple dei corsi erogati

in presenza presso le nuove aule attrezzate della filiale

italiana di Kubota a Milano. I temi 2022 sono: Serie Mini,

Serie Midi, Corso Motori, Corso strumenti digitali e Corso

ricerca guasti.

I responsabili del servizio della rete concessionari Italia

hanno apprezzato molto il meeting di Roma, anche come

occasione di ritrovo e condivisione. Inoltre, i partecipanti

all’evento hanno dimostrato di condividere i temi trattati

e compreso l’importanza di un impegno comune per

raggiungere gli obiettivi prefissati e offrire così un servizio

sempre più attento e di qualità ai Clienti Kubota.

[60] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [61]


Macchine&Componenti

Frese

È tra i metodi più efficaci, più rapidi

e più sicuri per la coltivazione delle

cave e per gli sbancamenti

infrastrutturali. È la tecnologia

Terrain Leveler di Vermeer

Testi e foto di Fabrizio Parati

Pierluigi

Lelli,

Presidente

di Vermeer Italia.

UN NUOVO

La cava, in località

Primosole, a Catania,

di proprietà

dell'azienda Ecoin,

è stata il perfetto

palcoscenico

dell'iniziativa

organizzata da

Vermeer.

mondo

Colorita ed estrosa vitalità che si è accompagnata a

una precisa e meditata esperienza conoscitiva delle

macchine attraverso un'analisi sul terreno condotta

con una sistematicità lodevole. È questa la sintesi dell'iniziativa,

che si è tenuta il 7 e l'8 aprile 2022, promossa da

Vermeer, a cui Costruzioni ha partecipato. Con noi, specialisti

da tutto il mondo si sono incontrati in Sicilia, tra Catania

e Lentini, nei “nivei” spazi della Cava Primosole, di proprietà

della società Ecoin, di Catania. Spazi allestiti, per l'occasione,

con aree d'accoglienza e di ristoro per gli ospiti e con postazioni

dedicate ai workshop tecnici. Le prove pratiche delle

macchine, condotte per due intere giornate, associate a

sessioni teoriche di approfondimento tecnico, hanno configurato

in modo eloquente il quadro dei pregi delle protagoniste,

vale a dire due frese Vermeer: la Terrain Leveler

T1055III, con allestimento “chain drive”, e la Terrain Leveler

T1255III, con allestimento “direct drive”, e con il sistema d'abbattimento

delle polveri “Vacuum”.

Le apprezzate novità

Il sistema Terrain Leveler è espressione di una tecnologia

apprezzata e consolidata, nata da diversi anni, e che nell'ultimo

decennio ha trovato sempre più campi di applicazioni:

movimento terra, coltivazione di cave, sbancamen-

La Terrain Leveler T1255III (a sinistra

nell'immagine) e la Terrain Leveler

T1055III (a destra). Si nota in modo

evidente, dal confronto tra le due

macchine, quanto la T1255III, grazie al

proprio sistema “vacuum” di abbattimento

delle polveri, lavori in modo “pulito”.

Sono state due giornate interessanti sia per noi sia per la

clientela e la potenziale clientela che ha partecipato alla

nostra iniziativa a Catania. Abbiamo registrato una partecipazione

interessante sia dal punto di vista dell'utilizzatore

finale sia dal punto di vista delle istituzioni (quali i

settori minerari delle varie regioni). L'iniziativa si è dimostrata

particolarmente interessante anche per noi, perché

attraverso l'occasione di un ulteriore contatto con il cliente

che sta utilizzando questa macchina in questa cava

abbiamo imparato qualche cosa di più a livello pratico.

Questo è stato un vero banco di prova per avere un ulteriore

riscontro sulla validità della tecnologia Terrain Leveler.

Quel che è stato importante è che il cliente che usa la macchina

[l'azienda Ecoin] abbia parlato agli ospiti in visita fornendo

dei dati molto interessanti. E ancor più interessanti

perché forniti non da chi le macchine le vende, ma da

chi se ne serve quotidianamente. È stata significativa, ad

esempio, l'esposizione del confronto tra il costo al m3 che

si ha con l'utilizzo dei mezzi tradizionali e il costo, ben più

vantaggioso, ottenuto dall'uso delle nostre macchine.

[62] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [63]


Macchine&Componenti

Frese

ti per lavori stradali e ferroviari. Ma, nella due giorni in Cava

Primosole, si è avuta occasione di vedere, per la prima

volta in Italia, una Terrain Leveler T1255III arricchita con

gli ultimi ritrovati della ricerca Vermeer, che aprono un

nuovo mondo: dal sistema GPS/laser integrato, che accresce

ulteriormente la linearità della lavorazione, al dispositivo

“vacuum” per l'abbattimento automatico del

95% delle polveri generate durante i processi di lavoro.

Con il “vacuum”, che richiede una bassa frequenza della

manutenzione ordinaria (ogni 1.000 ore circa), si elimina

anche la gravosa operazione di rifornire le cisterne di

acqua dei sistemi che vorrebbero essere ad esso alternativi:

i kit di nebulizzazione. L'efficacia di questi ultimi, tra

l'altro, in caso di clima avverso, può essere ampiamente

ridotta.

Nell'area prove, durante le sessioni di lavoro dimostrative,

l'uso delle due macchine ha persuasivamente evidenziato

i plurimi vantaggi che il sistema Terrain Leveler

di Vermeer permette di ottenere nella coltivazione delle

cave, in rapporto ai metodi tradizionali per mezzo dell'uso

di esplosivi e di martelloni, e nei lavori di sbancamento

per la costruzione di infrastrutture.

La prima macro distinzione necessaria: la tecnologia

“chain drive” (catena), presente sulla Terrain Leveler

T1055III, si identifica con un gruppo fresante a trasmissione

a catena che consente di scavare pareti verticali a

filomuro, mentre la più recente tecnologia “direct drive”

(di cui si avvantaggiava la Terrain Leveler T1255III da noi

vista al lavoro in cava) è data da un gruppo fresante a trasmissione

idrostatica diretta capace di assicurare una

maggiore potenza sul tamburo (il motore idrostatico è

montato a lato del rullo). Tra le due macchine ci sono anche

altre differenze, a partire dalla di motorizzazione. La

T1255III, che pesa 120 tonnellate, ha un motore Caterpillar

da 600 CV e consumi che si attestano tra gli 80 e i 100

litri/ora. L'altra, invece, cioè la più piccola T1055III, disponibile

esclusivamente con la trasmissione a catena,

ha un motore da 400 CV, e pesa 70 tonnellate. Altre differenze:

il tamburo, la parte fresante della macchina stesa,

sulla T1055III è largo 3,20 metri, mentre quello della

T1255III è di 3,60 metri, per una profondità massima di

70 centimetri a passata.

Giorgia

Compagni,

Sales and

Marketing

Assistant, per

Vermeer Italia.

L'idea era quella di mostrare dal vivo il

funzionamento della tecnologia Terrain

Leveler. L'ambizione era quella, pertanto,

di avere uno spazio che ci permettesse

di mostrare tutto quello che possono fare le nostre

macchine. Catania si è dimostrata la sede ideale per l'evento,

proprio per il tipo di spazio che offre la cava in località

Primosole e per l'esemplare disponibilità offerta dall'azienda

Ecoin (proprietaria della cava stessa).

I cantieri in Italia e nel mondo

Partiamo subito dall'illustrare i vantaggi offerti dalle due

Vermeer, precisando che - se pure ce ne fosse bisogno - trovano

fondamento anche in argomentazioni coralmente suffragate

dalle testimonianza più autorevoli, vale a dire da diversi

casi di applicazioni, in America Latina (Cile e Brasile),

ma anche più vicino a noi: ad esempio, nel cantiere, durato

tre anni, per l'allargamento, da tre a quattro corsie, per una

lunghezza di 4,5 chilometri, della S.S. 172 dei Trulli, a Martina

Franca, in provincia di Taranto (ente appaltante, Anas), oltre

alla costruzione di cinque rotatorie. Nel cantiere pugliese

l'obiettivo era lo sbancamento e la riduzione di banchi roc-

[64] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [65]


Macchine&Componenti

Frese

La nostra società è un'impresa generale di costruzioni. Nasce, nel 1995, dall'iniziativa

mia e di mio fratello Emanuele. Non siamo figli d'arte. Abbiamo iniziato facendo

lavori pubblici, mentre ora ci occupiamo solo di edilizia privata. Il cuore della nostra

attività sono le grandi opere, le infrastrutture, i magazzini, i piazzali e i parcheggi, di

qualsiasi dimensione. Siamo impegnati anche nella produzione e commercializzazione

di calcestruzzo preconfezionato: gestiamo due impianti di produzione. Grazie

ad un ampio e variegato parco mezzi di proprietà siamo in grado di eseguire ogni tipo

di intervento: sbancamenti, bonifica terreni, scavi a sezione, costituzione di rilevati.

L'azienda, che ha 250 dipendenti, tra le altre, si occupa anche dell'attività mineraria.

Gestiamo tre cave. Una, di materiale vulcanico, che si trova a Belpasso (CT). Una cava

di sabbia. E quella in cui ci troviamo oggi per l'evento, che è di calcare. Un materiale

della durezza giusta per essere aggredito dalle frese Vermeer. Questa cava l'abbiamo

acquistata da circa cinque anni. All'inizio, ci siamo serviti del metodo di coltivazione

tradizionale con esplosivo. Ci siamo resi conto, in seguito, che il mercato ci

chiedeva materiale più raffinato. Due anni fa ci siamo orientati, pertanto, sulla scelta

della tecnologia Terrain Leveler. È stata una decisione mossa dalla nostra interna

esigenza, certo, ma anche sollecitata dalla grande disponibilità (associata alla

competenza) di Vermeer. Ci hanno convinti anche portandoci le macchine in prova

e sono stati anche molto bravi nel formare un nostro operatore. È da un anno che lavoriamo

con questa tecnologia e ci stiamo lavorando bene.

ciosi (anche molto compatti) e alti tra i 12 e i 15 metri, con

conseguente reimpiego del materiale prodotto per la formazione

di rilevati per il raggiungimento della quota necessaria

per la formazione della nuova corsia stradale. La

richiesta della committenza: operare la frantumazione del

materiale nell'area di lavoro, per evitare il trasporto ad un

campo base e il successivo ritorno in cantiere per la posa in

opera. La scelta, proposta dalla società esecutrice (ATI

Bulfaro – Murano Costruzioni Generali) e condivisa con Anas,

si è orientata sulla T1255III Terrain Leveler. Testata in un

campo prove allestito in cantiere, la macchina Vermeer si

è dimostrata in grado di frantumare il materiale nella pezzatura

adeguata a soddisfare le richieste del capitolato Anas.

La T1255III Terrain Leveler di Vermeer ha certificato, anche

in questo esemplare cantiere pugliese, la possibilità di

Gaetano

Caruso,

titolare

dell'azienda

Ecoin, di Catania.

sostituire, producendo tutti i benefici del caso, i tradizionali

sistemi impiegati per le operazioni di sbancamento (martellone

e lo scavo con gli esplosivi). Risparmio di tempo, contenimento

dei costi, aumento della produzione, minor numero

di mezzi impiegati in cantiere. E poi benefici ambientali:

il Terrain Leveler può essere utilizzato anche in prossimità

di strade trafficate e di centri abitati, grazie al già citato sistema

(opzionale) di abbattimento polveri “vacuum”.

Va sottolineato, inoltre, un altro aspetto comune a molti

cantieri, per fare capire un ulteriore beneficio dato dall'uso

della Terrain Leveler: mi riferisco alla consueta condizione

della variabilità del materiale. Il tipo di roccia e le sue proprietà

determineranno, infatti, il modo in cui il materiale si

frantuma, in base alle forze di compressione e tensione.

Ed è qui che si esprime appieno il vantaggio di una con-

La cabina, interamente

sospesa su efficaci

ammortizzatori

pneumatici, è silenziosa

e perfettamente

climatizzata.

A destra, quadro

comandi presente nella

cabina della Terrain

Leveler T1255III.

sulenza in “tempo reale”,

che si modula sulla natura

del materiale per adeguare

i parametri operativi

della macchina, offerta

dalla competenza dei tecnici

di Vermeer. In base a

quelle che sono le esigenze

del cliente, i tecnici

specializzati di Vermeer

possono anche ridisegnare

la disposizione degli utensili, personalizzandola sulle

necessità del cliente. Scegliere di lavorare con una Terrain

Leveler significa anche avere sempre al proprio fianco il

provvidenziale supporto del service Vermeer.

La realizzazione delle virtù delle frese Vermeer non è esclusivo

appannaggio dei lavori di sbancamento, ovviamente.

Gli stessi vantaggi si hanno nella coltivazione delle cave.

Contenimento dei costi di manutenzione, di gestione, del

L'area della Cava Primosole con gli

spazi allestiti da Vermeer.

personale, perché se si usa una Terrain Leveler l’insieme

del parco macchine per gestire una cava si riduce a pochi

macchinari. Questa tecnologia consente di liquidare

l'uso dell'esplosivo, con il sollievo di evitare procedure che

richiedono grande cautela, alti costi e complessità varie, e

permette anche di eliminare molti passaggi nella lavorazione

del materiale. La pezzatura del materiale omogenea

non richiede il ricorso alla frantumazione primaria.

[66] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [67]


Connessione

Pneumatici Movimento Terra

Dumper connessi

Una soluzione

intelligente per la

gestione da remoto

di una flotta. È questo il

sistema telematico

MyMecalac Connected

Services che permette ad

imprese ed operatori di

ridurre i tempi di fermo e

di ottimizzare la

produttività in cantiere,

grazie ai dati trasmessi

dalle macchine in tempo

reale come ad esempio:

consumo di carburante,

produttività, allarmi e

promemoria relativi agli

interventi di

manutenzione,

funzionalità di geofencing

e diagnostica da remoto.

Disponibile sui dumper da

stabilimento o in kit, ma

anche sugli escavatori

12MTX, 15MWR, 15MC e

sulle pale caricatrici

AS1600, AS210e, questa

opzione garantisce a

pieno regime il

monitoraggio dell'intero

parco macchine.

Costituito da un portale

web (MyMecalac.com) e

da un’app mobile,

MyMecalac Connected Services,

il sistema telematico della Casa francese,

è ora disponibile sui dumper articolati

‘MyMecalac’, il sistema

telematico risolve una

serie di punti critici del

settore macchine

movimento terra.

Evidenzia le macchine su

cui è necessario

intervenire

immediatamente e

fornisce ai tecnici

informazioni preziose per

prevenire i guasti.

“MyMecalac Connected

Services - spiega la Casa

francese - offre a

proprietari e operatori uno

strumento estremamente

avanzato per gestire le

loro macchine.

L'implementazione di una

soluzione all'avanguardia

sull'intera gamma di

dumper permetterà ai

professionisti delle

costruzioni di aumentare

ulteriormente la

disponibilità operativa

delle macchine e di

massimizzare la

produttività”.

Oltre alle funzionalità

telematiche, MyMecalac

Connected Services

include anche un sistema

di avviamento con codice.

Si tratta in pratica di un

tastierino attraverso il

quale l'operatore deve

immettere un codice per

poter avviare il motore.

Grazie alla possibilità di

assegnare un codice

univoco ad ogni utente, e

di poterlo cambiare in

qualsiasi momento, e di

programmarne la

scadenza, questo sistema

garantisce il controllo

totale dell'accesso alle

macchine. Poiché la

sicurezza delle macchine

è fondamentale, in

particolare quando si

tratta di flotte a noleggio,

l’avviamento con codice

evita utilizzi da personale

non autorizzato

semplificando la gestione

del cantiere in totale

sicurezza.

mecalac.com

25-28 Maggio 2022

PADIGLIONE 20-A43

Distributore per l’italia

[68] maggio 2022 Costruzioni


Demolizione&Riciclaggio

Rifiuti da C&D

ALTA

separazione

Unico nel suo genere,

l’impianto finlandese

di recupero materiali,

integra le linee di rifiuti da C&D

con quelle commerciali

e industriali. Per riciclare

in prodotti di alta qualità

Test di Federica Lugaresi

Ottenere uno scarto sempre più selezionato e un prodotto

finale sempre più puro. Questa è la tendenza.

Per far sì che la materia prima seconda resti

in circolo il più possibile e si crei un anello chiuso a livello

mondiale. Sono i presupposti del nuovo impianto

di Remeo Oy, azienda di servizi ambientali, che vede il

connubio tra STADLER e ZenRobotics che hanno, rispettivamente,

progettato l’impianto e fornito le tecnologie

di selezione basate sulla robotica AI.

La struttura, situata nella regione finlandese di Greater

Helsinki, si distingue non solo per l’alto livello di automazione,

ma anche per l’integrazione delle linee di rifiuti da costruzione

e demolizione con le linee di rifiuti commerciali

e industriali, novità assoluta nel settore.

Due in uno

Sicuramente si tratta di un impianto dalle sfide di progettazione

uniche e complesse. Per il fatto di essere il primo

a mixare rifiuti da C&D (da 30t/h) con rifiuti commerciali

e industriali (da 15t/h) con un altissimo livello di automazione.

Il risultato è un progetto che combina separatori balistici,

tamburi di vagliatura, tamburi 3D, selezionatori ottici,

separatori ad aria, robot di selezione, magneti, correnti

parassite e i robot ZenRobotics.

L’impianto Remeo è dotato di 12 bracci robotici che raccolgono

oggetti tra i rifiuti ingombranti da C&D, che possono

pesare fino a 30 Kg e complessivamente eseguono

fino a 24.000 prelievi all’ora. In pratica, i robot eseguono

il lavoro più pesante che non sarebbe né sicuro, né fat-

Carta d’identità

STADLER® si dedica alla progettazione, produzione

e montaggio di sistemi e componenti per

lo smaltimento e il riciclaggio di rifiuti in tutto il

mondo. Il suo team di oltre 450 dipendenti qualificati

offre un servizio completo su misura, dalla

progettazione concettuale alla pianificazione,

produzione, modernizzazione, ottimizzazione,

montaggio, messa in funzione, trasformazione,

smontaggio, manutenzione e assistenza delle

singole macchine e degli impianti di selezione.

La sua gamma di prodotti comprende separatori

balistici, nastri trasportatori, vagli rotanti e delabeler.

Fondata nel 1791, l'attività e la strategia

di quest’impresa a conduzione familiare, insieme

alla responsabilità sociale, sono sostenute dalla

sua filosofia di qualità, affidabilità e soddisfazione

del cliente. w-stadler.de

[70] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio aprile 2022 [71]


Demolizione&Riciclaggio

Rifiuti da C&D

SELEZIONARE

Vaglio

a tamburo

rotante

di Stadler.

ALTA AUTOMAZIONE Con il braccio robotizzato

di ZenRobotics, si raccolgono oggetti tra i rifiuti

da C&D che possono pesare sino a 30 Kg e viene

effettuata la selezione dei materiali ferrosi.

tibile per gli operatori. La capacità annuale del trattamento

dell’impianto è pari a 120.000 t di rifiuti edili e

60.000 t di rifiuti industriali. Che poi verranno riciclati in

prodotti di alta qualità, ottime alternative a materiali vergini,

dando una seconda vita e riducendo la necessità di

incenerimento.

Stretta collaborazione

"La combinazione della nostra esperienza con la linea dei

rifiuti da costruzione e demolizione, la solida familiarità di

STADLER con la linea dei rifiuti commerciali e industriali

e la profonda e vasta conoscenza della robotica di Zen -

Robotics hanno reso questa una cooperazione eccellente

con i migliori risultati", ha dichiarato Mauri Lielahti, Business

Director, Processing di Remeo.

"Abbiamo apprezzato la capacità di STADLER di essere innovativa,

la loro disponibilità a cercare nuove soluzioni e la

disponibilità ad ascoltare le specifiche esigenze del cliente.

Lavoriamo a stretto contatto con ZenRobotics dal 2014

e abbiamo una cooperazione di sviluppo continua. Grazie

alle conoscenze acquisite sul nostro precedente impian-

TECNOLOGIA D’AVANGUARDIA Separatori balistici

presso l’impianto Remeo. La capacità annuale

e complessiva dell’impianto consente di trattare

120.000 t di rifiuti edili e 60.000 t di rifiuti industriali.

to di riciclaggio, sapevamo come procedere e cosa non

dovevamo o volevamo fare. È stato facile lavorare insieme”.

Pensare prima

Il design ideato poi è assolutamente innovativo e può essere

descritto con il principio “Form from Function”. “La funzione

delle linee è stato lo spunto per ogni decisione di design”

ha spiegato Nikolaus Hofmann, ingegnere di STADLER. Per

esempio, i rifiuti da costruzione e demolizione tendono a intasarsi,

specialmente nei passaggi a 90 gradi sui trasportatori.

Motivo per il quale sono stati eliminati il più possibile dal

progetto. “Per adattarci a ciò, è stato progettato un edificio

lungo e stretto, piuttosto che una struttura quadrata” ha continuato

Hofmann. La scelta del design ha inciso anche sulla

qualità, fruibilità e facilità con cui si può manutentare l’impianto:

quasi tutti i motori sono accessibili da passerelle e

piattaforme di manutenzione ed il sistema di depolverazione

- con punti di aspirazione multipli - contribuiscono ad una

maggiore pulizia della struttura. “Questo approccio si è rivelato

efficace nel tradurre le richieste del cliente e soddisfa in

pieno le sue aspettative” ha concluso Mauri Lielahti.

SUL CAMPO, AL COMANDO Mauri Lielahti, Business

Director, Processing di Remeo.

[72] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [73]


Demolizione&Riciclaggio

Recuperi ambientali

Piccole GRANDI

SFIDE

Riqualificare suoli

e relativi siti identifica

una materia attuale

ed in continua

evoluzione. Svariate

sono le tecniche e tutte

supportate dalle norme.

Ma il concetto di base

è quello di recuperare

i valori ambientali

Dott. Biologo Gian Franco Gaggino

ANALISI Campionatura

del suolo per verificarne

la compatibilità con

la destinazione d’uso.

Le cause principali di inquinamento che interessa le

diverse matrici ambientali sono gli eventi accidentali,

le attività industriali, i serbatoi interrati, le discariche

abusive, ecc.

La normativa prevede, per definire un sito contaminato

o non contaminato, due step successivi: il primo è un

confronto con limiti tabellari (CSC) ed il secondo l’applicazione

dell’Analisi di Rischio Sito Specifica (AdR), che

valuta i valori di contaminazione riscontrati in funzione

delle caratteristiche dell’area ed in base all’utilizzo definitivo

del sito.

Recuperare. In tutti i sensi

La norma è basata, giustamente, sul concetto che bisogna

recuperare i valori ambientali definiti di fondo.

Questo porta a pensare ai siti di grandi dimensioni dove

erano insediate aziende chimiche, metallurgiche, petrolifere

ecc. che hanno colpito l’immaginario collettivo:

Stoppani, Falck, Petrolchimici di Pero, La Spezia, Taranto,

Porto Torres o ai grandi poli industriali.

Siti dismessi e/o siti che svolgono attività che comportano

rischio quindi censiti, studiati, valutate le tecniche di bonifica

in parte bonificati o in procinto di essere bonificati.

Per contro esiste tutta una serie di numerosi piccoli o molto

piccoli siti dove spesso si scopre la necessità di intervento

quasi per caso.

Si tratta di piccoli laboratori artigianali, officine, depositi di

materiali, abitazioni obsolete dove per incuria, abbandono

e concatenazioni di vendite della dimensione che varia da

30 a 150 m 2 dove la cisterna dell’olio combustibile ha cominciato

a perdere, dove sono utilizzate scorie e macerie

per rispristinare il piano campagna ecc.

L’acquirente, che vuole trasformare il sito in residenza, deve

accertarsi della compatibilità dei suoli all’ uso residenziale

e molto spesso risulta che i suoli non sono conformi

all’uso e che deve attivare un intervento di bonifica.

[74] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio aprile 2022 [75]


Recuperi ambientali

MINI CANTIERE

Area di bonifica

del cortile interno.

Se le concentrazioni dei contaminanti, la tipologia del suolo,

distanza della falda, la impermeabilizzazione della superfice

lo consentono, si può applicare l’Analisi di rischio,

in caso contrario bisogna procedere alla rimozione della

contaminazione con la tecnica di bonifica che meglio risponde

alla solita equazione costi-benefici.

Non solo grandi dimensioni

Il progetto di bonifica deve prevedere tutta una serie di accorgimenti

relativi a spazi di lavori angusti, sottomurazioni,

scavi armati, mezzi operativi adatti, che fanno lievitare i

tempi ed i costi di intervento.

Di seguito alcuni esempi per meglio chiarire il problema. In

un’area si sono trovati

due hot spot dove

la contaminazione

era spinta fino a 4,5,

per una superfice nette

di 25 m 2 , dal piano

campagna e si doveva

scavare per tutta

la distanza due fabbricati

che avevano 2

metri scarsi fondazione.

Si è proceduto alla

costruzione di due

STRETTO

STRETTO Evidenza

delle dimensioni

dell’hot spot

(che era della

medesima

larghezza della

strada).

HOT SPOT Scavo armato con travi ed assi di legno

per la creazione di finestre, che hanno consentito

il campionamento di collaudo.

pozzi realizzati con travi legno ed armati con pali di legno

che ha consentito la creazione di finestre per la realizzazione

del campionamento di collaudo.

Il materiale, scavato, è stato portato in superficie mediante

l’utilizzo di un paranco e cestelli e mediante mini pala è

stato accatastato sotto il capannone in sicurezza.

A Milano in una ex officina, sita all’interno di un cortile di

una casa di inizio ‘900, a seguito del sondaggio dei suoli

si sono ritrovati dei superamenti per gli idrocarburi C>12

e quindi si è reso necessario programmare un’azione di

bonifica. Presa visione del computo metrico la proprietà

aveva esposto alcune perplessità sull’ammontare totale

dell’opera. Durante l’esecuzione delle indagini sono state

evidenziate diverse difficoltà logistiche tali per cui non è

possibile l’utilizzo di mezzi di lavoro usati normalmente.

Infatti le dimensioni ridotte del passaggio d’ingresso all’area

(androne e cortile) e della strada d’accesso (tipica

via del centro città), non permettono la sosta di un camion

a tre assi e di un cassone scarrabile, utili per il trasporto

del materiale rimosso con uno o due viaggi.

Di conseguenza si è scelto un nuovo piano di intervento

che prevede: utilizzo di mini escavatore, utilizzo di una

mini pala per trasportare il materiale scavato dal cortile

alla strada e scaricare il terreno in cassone di un mezzo

da 5 ton per il trasporto (previsione 6 viaggi). Le difficoltà

operative identificano l’elemento che ha causato l’aumento

dei costi e, la ricerca della soluzione che ottimizza

l’equazione costi e benefici, ha comportato uno

slittamento dell’inizio dei lavori. Le modifiche sopra riportate

hanno comportato anche un aumento dell’onerosità

prevista per l’intervento di bonifica pari a circa il

20% di aggravio di spese.

Rethinking Waste

[76] maggio 2022 Costruzioni


Demolizione&Riciclaggio

Robot da demolizione

Ancora più

HARD ROCK

Testi di Eliana Puccio

Brokk presenta

il nuovo 900, il robot

semovente

da demolizione più

grande e potente

al mondo. Più potenza

in un pacchetto

compatto

e intelligente

BROKK 900

Ha una rotazione

continua a 360 gradi con

movimenti fluidi per

la massima precisione

ed è protetto

termicamente per

lavori in refrattario

rovente negli impianti

metallurgici.

Brokk Connect 2.0

Si tratta della nuova versione della piattaforma

online per i robot Brokk lanciata all'inizio di quest'anno.

Nuove funzionalità, come un sofisticato

sistema di geofencing, la personalizzazione della

piattaforma da parte dell’utente e un nuovo rapporto

sullo stato settimanale di ogni robot che

aiuta i proprietari di Brokk a rimanere aggiornati

sullo stato della propria flotta. La soluzione include

hardware e software ad hoc, per soddisfare

i requisiti specifici del funzionamento e della

gestione dei robot di demolizione.

Brokk presenta il nuovissimo Brokk 900, il robot da demolizione

più grande e potente del mondo. Pro -

gettato per migliorare le già apprezzabili prestazioni

del suo predecessore, facendo un grande passo avanti

in termini di potenza e versatilità, il Brokk 900 ha il 25% di

potenza in più rispetto al precedente top di gamma, e soddisfa

il nuovo benchmark del settore in termini di affidabilità

grazie alla nuova tecnologia SmartPower. Il nuovo

900 è disponibile in due versioni, la standard con il demolitore

più potente mai montato su un robot da demolizione

e quella Rotoboom caratterizzata da un sistema di braccio

rotante ad alta precisione. Un design tutto nuovo e una

struttura completamente riprogettata per supportare carichi

superiori e la maggiore potenza sono alla base del

nuovo posizionamento di mercato della 900, mantenendo,

tra l’altro, le medesime dimensioni e lo stesso peso operativo

del robot di precedente generazione.

Il Brokk 900 Rotoboom è stato concepito per assicurare la

massima versatilità, anche in contesti operativi ristretti,

in cui l'accesso alla posizione di lavoro è già una sfida e

dove la precisione operativa è più importante della potenza.

Il 900 ha anche protezioni termiche studiate per poter

lavorare in impianti metallurgici senza problemi e viene fornito

anche un demolitore idraulico, protetto dal calore con

sistema brevettato Brokk. Anche se la macchina è grande,

con un peso di oltre 11 tonnellate, è progettata per essere

allestita da una sola persona.

“Tutto sommato, il nuovo Brokk 900 rappresenta ciò per cui

siamo conosciuti. Più potenza in un pacchetto compatto

e intelligente. E questo rimane vero anche per il nostro più

grande robot da demolizione", afferma Martin Krupicka,

CEO di Brokk. “Entrambi i modelli 900 sono disponibili con

l'opzione di propulsore elettrico o diesel”.

[78] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio aprile 2022 [79]


Robot stazionari

La più grande fiera per

i settori di costruzione,

estrazione e riciclaggio

del Regno Unito

21 – 23 giugno

Hillhead Quarry | Buxton

Derbyshire | Regno Unito

MESSO SUL piedistallo

Brokk Pedestal Boom è un sistema di braccio demolitore

compatto e stazionario progettato per

massimizzare la produttività nei grandi impianti

fissi di frantumazione, tipici dell'industria mineraria e delle

grandi cave di inerti.

Offre una gamma di movimento senza rivali, abbinando

il rivoluzionario sistema di bracci in tre parti di Brokk con

la rotazione a 360 gradi per la massima versatilità nelle

applicazioni sotterranee. L'unità può essere azionata con

il telecomando collegato o da una sala di controllo.

A seconda della configurazione della rete, la macchina può

essere manovrata da una distanza di 2.000 metri o più, utilizzando

il monitoraggio e il funzionamento video per aumentare

la sicurezza e l'efficienza. Il design è robusto con

un ingombro ridotto, ideale quindi per gli spazi ristretti.

"Abbiamo sviluppato una tecnologia potente, compatta,

flessibile e facile da installare", ha spiegato Martin

Krupicka, presidente e CEO di Brokk Group. “Il nuovo Brokk

Pedestal Boom fornisce una soluzione plug-and-play per

fetta per spazi sotterranei con altezza libera ridotta o altri

vincoli di spazio. Stiamo sfruttando i nostri 45 anni di

esperienza e piattaforme tecnologiche collaudate per creare

una soluzione intelligente, sicura e di facile utilizzo”.

Il Brokk Pedestal Boom si basa sul collaudato sistema

di bracci e sull’alimentatore dei robot di demolizione.

Il corpo della macchina viene montato su un piedistallo,

[80] maggio 2022 Costruzioni

anziché su un carro cingolato. Ciò consente di installare

la macchina in posizione stazionaria, accanto a un

frantoio o in qualsiasi area in cui è necessaria la rottura

primaria, in modo da favorire lo smaltimento rapido di

blocchi di materiale.

Il sistema Brokk Pedestal Boom integra il

braccio e una torretta ultra compatta

ed è alimentato elettricamente con

un semplice cavo di alimentazione.

Non è necessario alcun

alimentatore esterno o collegamenti

di tipo idraulico.

BROKK

PEDESTAL BOOM

Maggiore flessibilità

nelle applicazioni

sotterranee

e in spazi ristretti.

I sistemi azionati

in remoto sono dotati

della tecnologia

SmartRemote di Brokk.

Registrati gratuitamente

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Tel.: +44 (0) 115 945 4367

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Demolizione&Riciclaggio

Macchine demolition

Testi di Paolo Cosseddu

Alto, COMPATTO

Il Sennebogen 830E fa sfoggio

delle sue qualità in Bassa Baviera, nel grande

cantiere scolastico in cui è impegnato

l’italianissimo Gruppo Ferraro

E STABILE

Il Sennebogen 830E

del Gruppo Ferraro in azione

nel cantiere di Deggendorf,

in Germania.

Come sul set di un film di Michael Bay o Roland

Emmerich (ma senza le esplosioni), il Gruppo

Ferraro mette alla prova il Sennebogen 830E nella

demolizione di un complesso di vecchi edifici scolastici

a Deggendorf, nella Bassa Baviera. Niente effetti

speciali qui, tutto vero: una première della dimostrazione

di forza di questa macchina, in un cantiere che è aperto

dal 2015 e che alla fine porterà alla ricostruzione del

polo scolastico.

Demolire per ricostruire, meglio di prima: il demolition

Sennebogen è particolarmente adatto allo scopo, in quanto

specializzato nella demolizione selettiva di componenti

edilizi: può separare le masse in acciaio, facilitando

l’estrazione e la prima cernita del calcestruzzo

demolito. Di questo, circa il 70% viene frantumato sul sito

stesso, permettendone così il riuso senza dover impiegare

altra sabbia e ghiaia: un processo sostenibile che

salvaguarda l’ambiente, con uno spiccato (e prezioso,

anche dal punto di vista economico) recupero di risorse.

[82] maggio 2022 Costruzioni


Demolizione&Riciclaggio

Macchine demolition

PUNTI DI FORZA Con il suo braccio

capacedi arrivare fino a 19 m

d’altezza, l’830E domina la cima

degli edifici del cantiere, sempre

con la massima stabilità garantita.

La cabina elevabile fa la differenza

in termini di visibilità e quindi

di sicurezza operativa.

Un cantiere complesso, quello di Daggendorf, con molti

materiali diversi e un edificio alto 16,5 m assolutamente

alla portata della 830 Demolition con il suo sbraccio che,

a seconda dell’attrezzatura montata, arriva fino a 19 m: i

cingoli telescopici (fino a 4,5 m, con cabina elevabile, la cui

stabilità è il marchio di fabbrica della Casa), l’elevata capacità

di carico e il campo di lavoro a 360° sono indispensabili

nella gestione di manovre necessarie ma comples-

se. Durante la demolizione, infatti, alcune pareti devono restare

in piedi fino alla fase finale del lavoro, mentre la macchina

estrae lastre di cemento armato o armature per caricarle

poi trasversalmente al sottocarro.

All’830E, che fa parte della flotta Ferraro di cinque macchine

- in espansione - si affianca la 6300 HD Demolition,

sempre di casa Sennebogen, una gru cingolata con capacità

di carico di 300 t e palla da demolizione da 10 t, per al-

tezze fino a 118 m. Una wrecking ball che, secondo il costruttore,

in futuro renderà possibile la demolizione di grattacieli

fino ai 50 m di altezza.

Grande soddisfazione per Ferraro, che si giova del bollino

del made in Germany delle macchine impiegate - simbolo

di affidabilità - e contemporaneamente di una ricetta

tutta italiana: «Ci siamo semplicemente concentrati sull'industria

giusta», spiega l’AD Giuseppe Ferraro. «Dopo circa

35-40 anni, lo smantellamento di impianti industriali o

edifici ad uso commerciale è generalmente più economico

di costose ristrutturazioni, e di conseguenza non restiamo

mai senza lavoro. Con i nostri macchinari siamo

in grado di operare anche in tutta Europa. E teniamo sempre

d'occhio i costi: di conseguenza, investiamo regolarmente

in macchinari moderni per lavorare in modo ancora

più efficiente ed economico».

[84] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [85]


Cave&Calcestruzzo

Associazioni

Parola d’ordine

Ingegner Alberto Truzzi,

neo presidente di Assobeton.

UNITÀ

QUALITÀ MONITORATA Assobeton riunisce

i produttori di manufatti in calcestruzzo off-site,

ossia prodotti finiti e di qualità garantita, frutto

di un impegno costante nel miglioramento

e controllo dei processi produttivi.

Nella mission di Alberto

Truzzi, neoeletto

presidente di Assobeton,

l’importanza di fare lobby,

«per essere tutti più forti.

Specialmente in una fase

di crisi come questa»

Testi di Francesco Palma

Lo scorso febbraio i soci Assobeton, l’associazione

che riunisce il comparto italiano dell’edilizia industrializzata

in calcestruzzo (un settore che conta oltre

10mila addetti e un fatturato di 5 miliardi di euro), hanno

scelto come loro nuovo Presidente Alberto Truzzi,

amministratore unico dell’azienda mantovana Truzzi S.p.A.

Nel suo mandato, che durerà fino al 2025, tutte le sfide di

un momento molto particolare dell’economia mondiale,

denso di nubi ma anche di opportunità e di innovazioni. Ne

abbiamo parlato direttamente con lui.

Ingegnere, veniamo da due anni di pandemia e proprio

mentre la situazione sembrava finalmente migliorare è

scoppiata una guerra che, anche se non ci coinvolge direttamente,

di certo influenza pure l’andamento dell’economia.

Insomma, il lavoro che la attende come presidente

di Assobeton sembra impegnativo.

«Siamo dentro una fase che si sta prolungando molto a

lungo, e che dipende soprattutto da fattori esterni. Nel 2017

il nostro comparto aveva registrato una crescita dovuta ad

alcune misure, penso ad esempio al super ammortamento,

che aveva avuto effetti positivi e portato a nuovi investimenti.

Già dopo le elezioni del 2018, col nuovo Governo

e la revisione di alcune politiche di stimolo, era iniziata una

fase calante, ma la mazzata è arrivata con l’inizio della pandemia.

Nei due anni appena trascorsi abbiamo fatto molta

fatica, la nostra peraltro non era stata considerata attività

essenziale, negli stabilimenti così come nei cantieri,

e siamo stati costretti a lunghe pause. Certo, poi è iniziata

la cosiddetta fase post-pandemia, dico cosiddetta perché

in realtà che l’emergenza sia davvero finita è ancora da capire,

e la ripresa dopo la metà del 2021 è stata anche su-

[86] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [87]


Cave&Calcestruzzo

Associazioni

LA DOMANDA VISTA CON INDICE ASSOBETON

Materiali Cemento Ferro Acciaio

Periodo Indice % Indice % Indice %

Dicembre 2019 277,55 rif. 316,49 rif. 168,53 rif.

Dicembre 2020 278,35 0,3% 354,05 11,9% 168,05 -0,3%

Giugno 2021 284,92 2,7% 519,01 64,0% 235,14 39,5%

Dicembre 2021 286,22 3,1% 560,14 77,0% 317,61 88,5%

Marzo 2022 341,69 23,1% 742,60 134,6% 381,47 126,4%

Note: l’indice dei costi di prefabbricazione di Assobeton è frutto del sistematico

monitoraggio dell’andamento delle variazioni percentuali delle principali voci

primarie di costo della struttura prefabbricata posata in opera e delle opere

di finitura e materiali per coibentazione. Negli anni l’indice è diventato

un riferimento attendibile ed affidabile per analizzare la dinamica

dei prezzi nel settore della prefabbricazione in Italia.

Veniamo ad argomenti più tecnici, gliene sottoponiamo

alcuni che sembrano caratterizzare la discussione intorno

al vostro comparto: iniziamo dalla stampa 3D del calcestruzzo.

«È vero, se ne fa un gran parlare, ma al momento non è che

si sia visto poi granché. Personalmente ho l’impressione

che questa tecnologia non sia ancora del tutto matura.

Forse si adatta all’industria della logistica, i capannoni sono

dopotutto, spesso se non sempre, scatoloni che devono

rispondere soprattutto a un requisito, quello di essere economici.

Ma gli edifici industriali sono già tutto un altro paio

di maniche, sono più ottimizzati, personalizzati, progettati

sulla base di layout specifici che non consentono di usare

la stampa 3D, se non forse per piccoli manufatti.

Insomma, dove c’è molta personalizzazione, il lavoro manuale,

diciamo così, è ancora molto importante».

periore al previsto. Nei mesi precedenti alcuni settori, in

particolare nella logistica e nella vendita on line, avevano

conosciuto un significativo incremento del loro giro di affari,

ma con la produzione che però era rimasta al palo: ora

che l’attività è ripartita per tutti ci si scontra però con il rincaro

dei materiali. Questo rappresenta un problema molto

pesante per una categoria come la nostra che lavora

con grande anticipo, con tempi dilatati. Dal momento della

firma a quello della realizzazione i costi si impennano

– basti pensare che nel solo mese di marzo sono saliti del

7 % – e in qualche caso si arriva addirittura a veder annullati

alcuni contratti. I fornitori avvertono meno il problema,

i loro tempi tra ordine e consegna sono ravvicinati

e anzi, alcuni di loro stanno guadagnando bene, ma per

noi trasformatori è diverso. Ma il problema è che se le prospettive

non sono belle per i clienti finali, prima o poi ci rimettono

tutti, anche chi oggi è un po’ più tranquillo, e credo

che in generale il sistema Paese vada incontro

all’ennesima crisi, e di nuovo a una minore predisposizione

all’investimento».

Sembra di capire che non vi aspettiate grandi cose nemmeno

dal fatidico Pnrr.

«In effetti no, anzi, siamo molto preoccupati, e per diverse

ragioni. La prima, se vogliamo, forse egoistica, ma non

per questo ingiustificata, visto che vediamo pochissima

propensione verso gli investimenti in attività produttive. C’è

molto sul risparmio energetico, molto sulle infrastrutture,

sul Meridione, ma ben poco sull’industria di trasformazione

che dal nostro punto di vista costituisce il traino del Paese.

C’è una decisa concentrazione di risorse su pochi grandi

appalti, e solo su alcuni comparti. Col dubbio che, con i tempi

che caratterizzano la nostra macchina burocratica, e dubitando

che si possa replicare sistematicamente il “modello

Genova” usato per ricostruire il ponte, sarà difficile rispettare

il termine del 2026, che appare molto vicino».

Lo stesso si potrebbe dire per la qualità, e per la capacità

di garantirla.

«Come produttori di manufatti off-site siamo sicuri di poterla

garantire, mettiamo grande impegno nel costante miglioramento

e controllo dei processi produttivi. Per noi questa

è la regola, in particolare a proposito del controllo della

qualità del calcestruzzo, che poi è essenzialmente il controllo

del rapporto acqua-cemento. È anche una questione di sostenibilità

e di risparmio del materiale, tema oggi inaggirabile.

L’unica questione che nessuno ha ancora avuto il coraggio

di affrontare riguarda i costi, di questa sostenibilità: siccome

costa di più, chi la paga? Perché l’utente finale non sembra

intenzionato, e dall’altra parte il settore del cemento ha già

messo le mani avanti presentando proiezioni secondo cui vi

saranno aumenti fino al 70 %: qualcuno li dovrà pur coprire».

[88] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [89]


Associazioni

DRIVING INNOVATION

SAFETY&CONTROL

SU MISURA I manufatti in calcestruzzo prodotti off-site

non sono più solo standardizzati, ma possono essere

progettati sulla base di layout specifici, personalizzati.

Ma non potrebbe, questa della citata sostenibilità, essere

anche un’occasione di sviluppo?

«Certamente, anzi, ci tengo a precisare che se dalla mia risposta

precedente qualcuno dovesse desumere che quindi

io sono contrario sappia che non è così: non solo sono

favorevole, ma penso che sia necessaria. Ma serve una

presa di coscienza generale, un bilancio serio che tenga

presente i costi. Ciò premesso, concordo che sia uno stimolo,

è certamente un must richiesto dal cliente, e lo sarà

sempre più, e chi non saprà adeguarsi verrà semplicemente

espulso dal mercato. Nel frattempo, però, i governi e le istituzioni

europee dovrebbero impegnarsi di più nella gestione

di questa che è una delicata transizione. E per il momento

non lo fanno a sufficienza».

Parliamo di filiera made in Italy.

«Noi, e con noi intendo noi italiani, siamo trasformatori brillantissimi.

Forse siamo stati poco furbi, se posso, quando

abbiamo iniziato a esportare tecnologia, riducendo il gap

di Paesi che hanno un minore costo del lavoro, che sono

più competitivi, in cui è più conveniente produrre. Va detto

che però, nel frattempo, la pandemia ha un po’ messo in

crisi la globalizzazione, oggi tutti concordano sulla necessità

di ridurre la supply chain perché hanno visto quanto

può diventare difficile la situazione se la catena degli approvvigionamenti

da remoto si inceppa, come è appunto

successo in questi ultimi due anni. In ogni caso, tornando

a noi, penso che non abbiamo altra scelta se non quella

di continuare a innovare e a investire in tecnologia».

Un’ultima domanda per entrare nello specifico del suo

nuovo incarico come Presidente di Assobeton: che situazione

trova, in seno all’associazione, e che mission

si è dato per il suo mandato?

«Grazie, perché questa è la domanda per la quale, più di

tutto, ho accettato volentieri di fare l’intervista con

Costruzioni. Guardando indietro, il nostro settore ha vissuto

una crisi terribile tra il 2008 e il 2009, come conseguenza

della crisi dei subprime. All’epoca, questo aveva

portato alcuni a credere di poter fare i “lupi solitari”, se mi

si passa l’espressione, insomma a far da soli, a pensare

solo a sé stessi. Col risultato di indebolirci tutti, perché senza

attività di lobby siamo tutti più fragili, e oggi finalmente

inizia a esserci una maggiore consapevolezza di questo.

Anche chi ha puntato molto sulla leva del prezzo, penso

ad esempio a chi ha lavorato con la logistica, ora è in crisi

e si rende conto che star da soli non paga nel medio periodo».

È l’eterna questione della piccola e media impresa italiana,

che fa fatica a fare sistema.

«Esatto, ma non c’è alternativa: con un’associazione forte

siamo più forti tutti, con un’associazione debole a nostra

volta siamo tutti più deboli».

Fassi lavora ogni giorno con lo sguardo rivolto al

futuro. Lo fa percorrendo la strada dell’innovazione

digitale e della meccatronica, introducendo

applicativi e tecnologie a supporto del lavoro

dell’uomo. Si tratta di dispositivi sviluppati internamente

da Fassi, e attivabili da radiocomando o

con selettori, in grado di aiutare l’operatore sia

sul fronte del controllo che della sicurezza.

Diagnostica predittiva, connettività tra macchine,

controllo degli spostamenti dei carichi e sicurezza

della cabina sono solo alcune delle innovative

funzionalità presenti che danno ancora più valore

e centralità al lavoro dell’operatore.

[90] maggio 2022 Costruzioni

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Cave&Calcestruzzo

Frantoi mobili

Lavoro

DI SQUADRA

Un frantoio a cono

Mobicone MCO 90i EVO2

ed un frantoio

a mascelle Mobicat

MC 110i EVO2 formano

una squadra perfetta

Testi di Matthieu Colombo

Lo scorso giugno abbiamo seguito al lavoro in cantiere

uno dei primissimi Mobicat MC 110i EVO2 arrivati in

Italia. Era l’esemplare consegnato alla NordBau, impegnata

nella realizzazione di un’opera di compensazione

del Tunnel di Base del Brennero, ovvero la realizzazione

di un bacino di accumulo acque.

In quell’occasione abbiamo potuto osservare come il nuovo

impianto mobile di generazione EVO2 riuscisse a processare

a gran ritmo del granito di Bressanone, con emissioni

sonore contenute. In quelle condizioni operative la

produttività stimata dall’impresa, nelle condizioni più favorevoli,

era di ben da 400 t/h.

Viaggia anche in coppia

In queste pagine vi presentiamo lo stesso impianto mobile

a mascelle, ma al lavoro con un’altra novità della gamma

Kleemann, ovvero l’impianto di frantumazione a cono

Mobicone MCO 90i anch’esso EVO2. Entrambi i modelli

sono stati sviluppati per garantire prestazioni molto elevate

con costanza, efficienza e una flessibilità di configu-

TOUCH SCREEN Il quadro lcd a colori

del sistema di controllo degli impianti

mobili Kleemann (in foto a sinistra)

fà coppia con un radiocomando

completissimo con cui controllare

gli impianti da remoto.

A completare l’allestimento, un mini

radiocomando che permette

di controllare l’operatività

direttamente da un escavatore.

[92] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [93]


Cave&Calcestruzzo

Frantoi mobili

MCO 90I EVO2 Nelle due immagini il nuovo impianto

di frantumazione a cono di generazione EVO2

in azione a valle del frantoio primario

MC 110i EVO2. La produttività in formato versatile.

razione che apre le porte di differenti applicazioni in cava

e nei cantieri dove è richiesta la riduzione granulometrica

di grandi quantitativi, ma anche in quelli di demolizione con

la possibilità di gestire il riciclaggio del materiale inerte in

loco. È Kleemann ad avere ideato, sin dalla fase progettuale,

due macchine che assieme possono gestire sia le

operazioni di frantumazione primaria, sia quelle di frantumazione

secondaria, lavorando in tandem.

I due impianti di frantumazione della nuova generazione

EVO2 sono perfettamente compatibili tra loro in termini di

prestazioni, altezze variabili dei nastri estrattori e altezza

delle bocche di alimentazione. Il frantoio a mascelle Mobicat

MC 110i EVO2 offre tutta la potenza e la produttività necessaria

per sfruttare in modo ottimale il frantoio a cono

l'MCO 90i EVO2 nella frantumazione secondaria.

Il corretto livello di riempimento di un frantoio a cono è particolarmente

importante per produrre granulometrie di qualità

ottimale con un'usura minima delle componenti. L'MC

110i EVO2 consente di regolare l’apertura delle mascelle

di frantumazione, fino a 180 mm di apertura, in modo completamente

idraulico. Per contro, l'MCO 90i EVO2 porta al

debutto una serie di nuovi utensili di frantumazione, completamente

ridisegnati, ed ha una bocca di alimentazione

con una luce variabile da 6 a 45 mm. A seconda del materiale

in entrata, con un impianto di vagliatura collegato a

valle del frantoio primario, è possibile fare una reale produzione

da cava ottenendo una rosa di granulometrie che

soddisfa la produzione di calcestruzzo, ma anche quella

di nero stradale.

Una coppia intelligente

Il processo di frantumazione di entrambi gli impianti è ottimizzato

automaticamente e sincronizzato grazie all'innovativo

controllo di alimentazione CFS (Continuous Feed

System) in modo tale che il materiale sia sempre convogliato

attraverso le macchine con la massima efficienza.

Nella fattispecie, il livello di riempimento delle camere di

frantumazione viene monitorato. Se il livello di riempimento

raggiunge un'altezza impostabile definita, l'alimentazione

del materiale della macchina viene adeguata. La nuova tec-

nologia messa a punti da Kleemann consente un accoppiamento

intelligente di una catena di impianti. Le sonde

disponibili opzionalmente sul nastro di scarico e/o sul nastro

di scarico fini della macchina collegata a monte monitorano

il livello di riempimento dell'unità di alimentazione

della macchina rispettivamente collegata a valle. Da un

punto di vista della sicurezza operativa, tutti gli impianti

di frantumazione e di vagliatura sono collegati tra loro via

cavo e se, in caso di necessità, viene premuto un qualsiasi

arresto d'emergenza sulla catena di impianti, tutte le macchine

si arrestano in contemporanea. Una sicurezza.

Il vantaggio di essere connessi

Gli impianti mobili di generazione EVO2 sono offerti di serie

con il sistema Spective Connect per trasmettere in rete

tutti i dati rilevati dall’elettronica di bordo. Livello del gasolio

e dell'urea, consumo medio di carburante, rendimento,

regolazione attuale della fessura, grado di utilizzo e molti

altri importanti dati del processo possono essere visualizzati

in qualsiasi momento, oltre che dal quadro della macchina,

anche via web o via App. Questa funzione non serve

solo per controllare la produzione dalla scrivania, ma

anche agli operatori per verificare l’efficienza dei processi

senza uscire dalla cabina dell’escavatore. In caso di anomalia

rilevato dell’impianto, il sistema Spective Connect

non solo la segnala, ma indica i componenti interessati e

suggerisce come risolvere il problema. L'operatore può raggiungere

il punto dove si è verificato il problema portando

con sé lo smartphone e seguire passo dopo passo le

istruzioni sul display. Spective Connect genera report ben

strutturati sui consumi, sul rendimento e sul grado di utilizzo

dell'impianto.

Questi report possono anche essere inoltrati tramite

Messenger o per e-mail. Tutto il processo, quindi, è sempre

trasparente per azienda e operatori.

Le novità dello Spective Connect

I suggerimenti offline per la risoluzione dei problemi possono

essere visualizzati anche da un manutentore o un addetto

all'assistenza, ad esempio, che possono così offrire

[94] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [95]


Frantoi mobili

Come funziona

il sistema

Spective

Connect

SPECTIVE CONNECT di Kleemann è disponibile

da subito, a richiesta, per i frantoi ad urto MOBIREX MR

110/130(i) EVO2, per il frantoio a mascelle MOBICAT MC

110(i) EVO2 e il frantoio a cono MOBICONE MCO 90(i)

EVO2. L'app può essere installata su smartphone sia con

sistema operativo iOS, sia di tipo Android.

supporto all'operatore della macchina da remoto. Me se

un guasto non è risolvibile dall’operatore stesso, Spective

Connect genera un report di assistenza, che può essere

inoltrato al responsabile di cava e anche direttamente all'assistenza

Wirtgen. Il report è come un quadro clinico del

paziente che riassume i dati principali con ore di esercizio

e messaggi di errore. In presenza o in remoto, al tecnico

basta inserire a sistema il codice errore e il tipo di impianto

per iniziare un processo di diagnosi. Le nuove funzioni

sono accessibili tramite l’App Spective Connect disponibile

per i sistemi operativi più diffusi.

PORTIAMO L’EDILIZIA

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EVO2 anche ad urto

L'intuitivo sistema di monitoraggio da remoto Spective

Connect è disponibile anche per i frantoi ad urto semoventi

Mobirex MR 110/130(i) EVO2. Il modello MR 130 EVO2 è

un impianto versatile, in grado di produrre una pezzatura

finale di qualità eccellente. Con una larghezza di bocca di

alimentazione del frantoio di 1.300 mm, nomen omen, il

nuovo Kleemann raggiunge produzioni effettive finora

ottenute soltanto con impianti di frantumazione di dimensioni

superiori. Detto in altri termini, i frantoi a urto

Mobirex della serie MR EVO2 rappresentano un nuovo standard

di potenza ed efficienza nella loro classe. Gli impianti

convincono per la flessibilità negli impieghi con la pietra

naturale e il riciclaggio.

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di attività, uscirai da CONEXPO-CON/AGG con nuove

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America, ma è un evento che porta il settore edile a

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Una partecipante del 2020: Missy Scherber di

T. Scherber Demolition & Excavating


Gru elettriche

Green Solutions

Tadano è al lavoro con diversi fornitori

e partner del settore per ottimizzare l’offerta

di una autogru fuoristrada elettrica

entro il 2023. Al vaglio i carburanti HVO

Tadano Ltd.

annuncia la messa

in commercio della

prima gru elettrica

fuoristrada del mondo.

La gru, attualmente in

fase di sviluppo, sarà in

grado di raggiungere il

cantiere di lavoro e di

completare tutte le

operazioni di

sollevamento con zero

emissioni, utilizzando

alimentazione elettrica o

a batteria invece che

diesel. Il nuovo modello

sarà un vantaggio

significativo per i clienti

che spesso devono

lavorare in aree urbane

congestionate

rispettando i regolamenti

sul rumore, permettendo

di portare a termine

lavori di sollevamento di

[98] maggio 2022 Costruzioni

notte e in luoghi chiusi.

Nell'ambito delle Tadano

Green Solutions, una

delle principali iniziative

per abbattere le

emissioni dovute ai

nostri prodotti è il

passaggio

all'alimentazione

elettrica per la linea di

prodotto gru fuoristrada.

Altre iniziative

nell'ambito delle TGS

sono l'adozione del

sistema Tadano E-Pack

(in foto) e la possibilità

per la maggior parte

delle gru Tadano

prodotte in Europa, di

utilizzare carburanti a

emissioni ridotte come

l'olio vegetale

idrotrattato (HVO) senza

necessità di modifiche.

www.tadano.com

L'E-Pack permette di utilizzare

l'autogrù senza accendere

il motore diesel. Si tratta

di un sistema elettroidraulico

che funziona collegato a una

rete da 400 V / (32 A) e 63 A.

Una nuova Demag AC 3.060-1, con braccio principale

maggiorato di 16 m, per Polita Sollevamenti.

Velocità e affidabilità con le

gru Liebherr EC-H e i servizi

Niederstätter per la Antonio

Basso S.p.A.

Il reparto gru Niederstätter S.p.A. e il team Liebherr hanno

sviluppato una soluzione vincente e potente, ma allo stesso

momento salvaspazio, per il ciclo produttivo dell’azienda Antonio

Basso impiegando una gru Liebherr 1000 EC-H 50 Litronic. La

gru è ormai in azione da due anni come anello fondamentale nella

movimentazione di grandi strutture prefabbricate in calcestruzzo.

Le gru del tipo High-Top sono la scelta migliore quando si tratta

di gestire elevati carichi di sollevamento. Specialmente nella

costruzione di ponti, centrali elettriche o impianti in generale.

Pur essendo una gru di grande portata, la Liebherr 1000 EC-H

si comporta come una normale gru da cantiere, veloce e facile

da usare. Ciò che rende speciale questa nuova gru è proprio il

sistema traslante su portale, che si muove su rotaie, permettendo

di sfruttare diverse migliaia di metri quadrati di superficie in più

come magazzino. Inoltre, la grande innovazione è stata di avere un

binario che segua la pendenza naturale del terreno. Utilizzando

il sistema ABB, che limita automaticamente i campi operativi,

permette di assicurare che i carichi non sorvolino sopra zone

di pericolo. La gru lavora dodici ore al giorno, cinque giorni alla

settimana soddisfando le richieste in termini di velocità, portata e

tipologia strutturale.

Niederstätter, con sedi a Bolzano, Verona, Treviso e Bergamo,

concessionaria ufficiale delle gru a torre Liebherr, offre un vasto

ventaglio di servizi che completano il pacchetto d’acquisto o di

noleggio di gru a torre per grandi cantieri edili e industriali.

Per Info: Niederstätter S.p.A.

Bergamo – Bolzano – Verona – Treviso

T +39 0471 061107

E crane@niederstaetter.it

W niederstaetter.it


Sollevamento&Noleggio

Gru cingolate

Viaggio all’Ehingen Werk

per riscoprire l’impero

che oggi rappresenta

un quarto del fatturato Liebherr.

Iniziamo con il presentarvi

le maxi tralicciate su cingoli

Testi di Matthieu Colombo

EHINGEN

GERMANIA

Dalla nostra prima

visita nel 2004,

lo stabilimento

è quasi raddoppiato!

A destra la

LR 12500-1.0

configurata

con braccio

da 155 m

e zavorra

Derrik.

A sinistra,

la base del

prototipo.

Evoluzione

CONTINUA

Abbiamo toccato con mano la nuova gru cingolata

LR 12500-1.0 sul piazzale collaudi dello storico stabilimento

di Ehingen. Modello da 2500 t di capacità

massima di sollevamento, espressamente sviluppato per

l’allestimento di stazioni eoliche offshore (mantenendo comunque

una versatilità di configurazioni senza pari), la

nuova maxi gru cingolata si inserisce in gamma tra l’ammiraglia

LR 13000, da 3.000 t di capacità massima e la LR

11350, da 1.350 t. Il primo esemplare della LR 12500-1.0

andrà alla belga Sarens. Nell’unica foto che possiamo rendere

pubblica (a sinistra), si vede la base del prototipo della

gru con il braccio posteriore rivolto in avanti. Il nuovo

braccio principale si chiama ora High Performance Boom

ed è lungo 110 metri; ovviamente può essere implementato

con falconi e differenti soluzioni a volata variabile.

La nuova LR 12500-1.0 raggiunge la sua massima altezza

di gancio di circa 200 metri con 100 metri di braccio

principale e 108 metri di falcone a volata variabile.

Montando il falcone con una lunghezza ridotta, si ottiene

la configurazione a volata variabile “WV”, particolarmente

potente per applicazioni nel petrolchimico.

Nel progettare LR 12500-1.0, gli ingegneri di Liebherr hanno

adottato un approccio completamente nuovo per facilitarne

l’allestimento. Il braccio base High Perfomance

da 110 m di lunghezza, ad esempio, si monta in modo più

semplice sulla torretta grazie a una sezione anteriore ridisegnata,

che viene trasportata su un pianale ribassato.

A stupire, come potete immaginare, sono le dimensioni

ma ancora di più il prezzo della LR 12500-1.0 e il numero

di camion per trasferirla su strada. Stiamo parlando di una

Liebherr che in base alla configurazione costa dai 22 ai 25

milioni di euro e si trasporta con un numero di camion variabile

da 150 a 200! Il tutto tenendo conto che la LR 12500-

1.0 è stata progettata per una larghezza di trasporto di 3,5

m e che solo due dei moduli della nuova gru hanno una

larghezza di trasporto di 4 m.

[100] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [101]


Sollevamento&Noleggio

Gru cingolate

352 Tsollevate in tandem

Da ormai sei anni due Liebherr LR 11350 sono messe alla frusta nel Nord

della Danimarca per simulare il montaggio di turbine eoliche offshore

Nel nord della Danimarca, a Østerild, a pochi chilometri

dalla costa dello Skagerrak, c’è un centro prove

con nove aree operative utilizzate per simulare

sollevamenti funzionali all’allestimento di nuove turbine

eoliche, anche dedicate ad applicazioni offshore.

Da ormai 6 anni due Liebherr LR 11350, da 1.350 t di portata

massima, della danese BMS Heavy Crane sono impiegate

per montare e smontare ripetutamente, quasi ininterrottamente,

questo tipo di impianti e , nonostante le

impegnative raffiche di vento tipiche della zona, non sono

mai emerse criticità.

Il paese dei balocchi

Ad oggi sono anche stati eseguiti sollevamenti in tandem

da record, ossia con un carico complessivo massimo di

ben 352 t sollevato da due Liebherr LR 11350. Il Crane

Supervisor Espen Andersen, della BMS Heavy Crane, dal

2015 coordina tutte le operazioni di sollevamento a

Østerild. Questo professionista vanta decenni di esperienza

nella gestione delle gru ed è un esperto di tutte le

gru cingolate Liebherr, fino alla LR 11350. Inoltre, ha familiarità

con le autogrù dalle 100 tonnellate fino al modello

LTM 1750-9.1.

“Uno dei modelli più potenti di gru è sempre presente sul

nostro campo prove. Sono venuto qui con la prima LR

11350 di BMS oltre sei anni fa e da allora sono stato qui

più o meno ininterrottamente”, spiega Andersen. “Da allora,

abbiamo installato e poi smantellato oltre una dozzina

di turbine eoliche”. Dopo un massimo di due anni, gli

impianti vengono sostituiti da nuovi, più moderni e di so-

176 TONNELLATE PER OGNI GRU

Sopra, la traversa speciale

quale dispositivo di ancoraggio per

sollevare carichi importanti.

A destra, le gru in azione.

lito più grandi. “Solo l'anno scorso abbiamo avuto nei vari

cantieri anche le gru tralicciate mobili LG 1550 e LG 1750,

la LR 1750 e una telescopica LTM 1750-9.1. E per l'assemblaggio

di queste grandi gru, naturalmente, sono presenti

anche diverse gru cingolate mobili e telescopiche più

piccole di Liebherr”, continua Andersen.

La punta dell’iceberg

Se state pensando che la BMS Heavy Cranes abbia trovato

pane per i suoi denti, lavorando presso il campo prove

di Østerild, vi sbagliate! Le due gru cingolate LR 11350

in foto solo la punta di diamante di una flotta di circa 640

gru. Solo nel 2021, il gruppo danese, attivo a livello globale,

ha acquistato da Liebherr 23 gru con una capacità di

sollevamento di oltre 7.000 t. Oltre ai soliti incarichi nel settore

delle gru, con filiali in tutta la Scandinavia, la società,

che è in espansione, ha ampliato le proprie attività nel campo

dell’allestimento di centrali eoliche in tutto il mondo: dall’

Australia agli Stati Uniti passado, ovviamente, anche per

la Russia. Le gru tralicciate Liebherr LR 11350 di BMS stanno

lavorando a grandi parchi eolici in corso di sviluppo in

Vietnam e a Taiwan.

Espen

Andersen

Crane

Supervisor

di BMS.

Stiamo lavorando con due Liebherr LR 11350, che abbiamo

allestito a un'altezza gancio massima di 185 m. Ogni

gru è equipaggiata con il doppio braccio "PowerBoom" e

380 t di zavorra derrick. Questo ci permette di sollevare in

tandem carichi complessivi di oltre 350 t sulla torre della

turbina alta 155 m. Arriviamo a un carico complessivo di

176 t per ogni gru. Con uno sbraccio di 32 m, usiamo quasi

tutta la capacità di sollevmento delle due LR 11350!

Costruzioni maggio 2022 [103]


Sollevamento&Noleggio

Gru cingolate

PRODUTTIVITÀ

MASSIMA

La velocità

di esecuzione della

LR11000 è esaltata

dal sistema

di zavorra V-Frame

che permette

di cogliere l’attimo

in cantiere.

La produttività

cresce.

DERRICK A TERRA Grazie a V-

Frame, la zavorra Derrick da 450 t

serve soltanto ad allestire sulla

LR11000 il braccio tralicciato.

BOOM delle rinnovabili

il gruppo austriaco Felbermayr ha messo in servizio la sua terza gru Liebherr

modello LR 11000 per rispondere alla crescente domanda di parchi eolici

Dieci mesi fa, il gruppo austriaco Felbermayr ha messo

in servizio la sua terza gru Liebherr modello LR

11000. Da allora, questa gru cingolata installa le turbine

eoliche del produttore Enercon nel Burgenland, un sito

a circa mezz'ora di auto a sud-est di Vienna, quindi alle porte

della capitale slovacca Bratislava.

In questo cantiere la LR11000 lavora in coppia con una LR

1750/2, la gru cingolata da 1.000 tonnellate sta installando

un totale di trenta turbine eoliche. A maggio, Felbermayr

invierà un'altra LR 11000 ai parchi eolici nella zona di confine

tra Austria e Slovacchia, a supporto dei lavori nell’area

funzionali allo sviluppo di un parco eolico che dovrebbe

essere completato entro la fine del 2022.

Lotta contro il... vento

L'ammiraglia della flotta blu, l’ultima delle tre LR 11000

Felbermayr, nonché una LR 1750/2 equipaggiata con la

configurazione del braccio SX, hanno montato per mesi

turbine eoliche con altezze del gancio fino a 160 metri.

Le gru sollevano tre segmenti di torre in acciaio su segmenti

di torri in cemento prefabbricate e poi installano la

culla d’alloggiamento della turbina, il generatore, il rotore e

infine le pale. Ovviamente si tratta di un lavoro condizionato

dalle condizioni meteo e dalla velocità del vento. Nel

caso della LR 1750/2, il suo braccio SX più resistente consente

di elevare la velocità massima del vento consentita

da nove a dieci metri al secondo, garantendo meno tem-

Oliver Masch

responsabile

del progetto

per Enercon.

Le finestre temporali con le velocità

del vento alle quali possiamo sollevare

e assemblare i componenti spesso

si aprono e si chiudono rapidamente,

a volte anche a intervalli di un’ora.

In queste condizioni operative, i tempi per lo zavorramento

della macchina rappresentano un freno. Ecco perché il

sistema V-Frame in dotazione alla LR 11000, fa assolutamente

la differenza in termini di produttività. Anche il

capo cantiere della Felbermayr Jan Kürner, in passato

operatore della prima LR 11000 blu, riconosce il grande

valore aggiunto del sistema V-Frame di Liebherr.

pi morti durante i lavori di montaggio. In questa pianura

ventosa del cosiddetto "Bacino di Vienna", tempi di attesa

a volte lunghi settimane mettono a dura prova gli accessori

delle gru e le squadre di montaggio.

Il nuovo parco eolico austriaco dovrebbe essere completato

entro la fine dell’anno. Per rispettare l’ambiziosa tabella

di marcia, a breve arriverà in cantiere una seconda

gru cingolata da 1.000 tonnellate. Saranno quindi due le

Liebherr LR 11000 blu al lavoro sullo stesso sito, ma lavoreranno

in parallelo, a pochi chilometri di distanza.

[104] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [105]


Truck&Allestimenti

Astra HD9 86.50 8x6

Mission

IMPOSSIBLE

di Gianenrico Griffini

Sulle Alpi Apuane

a bordo di un 8x6

del costruttore italiano

per trasportare a valle

giganteschi blocchi

di marmo su strade

impossibili, fra tornanti

e pendenze mozzafiato

Una panoramica

della strada

d’accesso alla

cava Gioia

Cancelli,

che permette

di apprezzare

le difficoltà

del percorso

che l’Astra HD9

deve affrontare

tutti i giorni.

A fianco, l’Astra HD9 8x6 in movimento sulle

difficili strade del bacino marmifero.

Sopra il cassone sono posizionate due travi

in legno longitudinali sulle quali poggia il blocco

di marmo, che viene caricato verso il tandem

posteriore per una corretta ripartizione dei pesi.

Le pendenze del 20% e i numerosi

tornanti rendono la guida molto impegnativa.

Cesare

Antonioli

titolare

della cava

Da tre generazioni - spiega Cesare

Antonioli, uno dei titolari della Fratelli

Antonioli - la nostra azienda è specializzata

nell'estrazione e nel commercio di blocchi di marmo

prodotti dalla cava di proprietà Gioa Cancelli, situata

nel Bacino di Colonnata, nel cuore della Alpi Apuane che

rappresenta il complesso più antico ed importante del

comprensorio marmifero carrarese. Il cantiere principale

si sviluppa in sotterranea, con una galleria di circa 250 metri,

dalla quale si estrae marmo bianco Venato e Venatino.

Il punto di escavazione è a 550 metri sul livello del mare.

[106] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [107]


Truck&Allestimenti

Astra HD9 86.50 8x6

Il cuore dell’HD9

Sopra

e a fianco,

le fasi di carico

di un blocco

di marmo

e il suo trasferimento

a fondovalle

per il taglio

e le lavorazioni finali.

Il sei cilindri in linea Cursor 13 di Fpt Industrial è

il cuore pulsante di tutti i modelli per l’offroad duro

della gamma HD9 di Astra. Le motorizzazioni

sono proposte con tarature di potenza di 450 Cv,

500 Cv e 560 Cv, cui corrispondono coppie di picco

rispettivamente di 2.200, 2.300 e 2.500

Newtonmetro. Il Cursor 13 è dotato di sistema

d’iniezione common rail. Il propulsore monta un

turbo a geometria variabile controllato elettronicamente

(EVGT). E’, inoltre, dotato di un freno motore

potenziato a decompressione.

Da zero a 38 tonnellate di carico in una frazione di secondo.

E poi, via verso il fondovalle con un blocco di

marmo di 3,5 metri di lunghezza, largo e alto 2 metri,

lungo strade di arroccamento sterrate, con pendenze e tornanti

da brivido. E’ questa la mission impossible di un Astra

HD9 86.50 8x6 in servizio presso la Fratelli Antonioli, un’azienda

di Colonnata di Carrara (Massa Carrara), che gestisce la

cava Gioia Cancelli nel bacino delle Alpi Apuane.

L’HD9, allestito con un pianale per il trasporto di marmo, è omologato

come veicolo eccezionale a 57 tonnellate di complessivo,

anziché a 48 tonnellate che è lo standard dei mezzi a

quattro assi utilizzati nei giacimenti di Carrara. L’extrapeso, ammesso

dal Ministero dei trasporti su richiesta dell’Asso ciazione

Cavatori di Carrara, permette di ridurre il numero di viaggi dalle

cave a fondovalle, di limitare l’inquinamento ambientale e

di sfruttare meglio, ai fini delle lavorazioni, i blocchi di marmo.

L’Astra HD9 86.50 monta un Cursor 13 di 12,9 litri da 500 Cv

e 2.300 Newtonmetro di coppia di picco, abbinato al cambio

automatizzato Zf Astronic 16AS2630TO a 16 rapporti e al rallentatore

idraulico (Intarder) integrato alla scatola cambio.

La catena cinematica è completata da un ripartitore che suddivide

la coppia motrice con un rapporto di 1:2,6 fra l’asse anteriore

e il tandem di trazione posteriore.

La versione ‘Carrara’ del quattro assi

L’azionamento congiunto del retarder e del freno motore potenziato

a decom pressione del Cursor 13 generano l’azione

di rallentamento indispensabile per affrontare le lunghe discese

che conducono al fondovalle, senza surriscaldare

l’impianto frenante. Che è a dischi anteriormente e a tamburi

con camme a Z e recupero automatico del gioco sul tandem

di trazio. L’impiego extra-gravoso in cava ha richie-

sto l’adozione di soluzioni tecniche particolari per l’HD9

della Fratelli Antonioli. A cominciare dal telaio e dai ponti

rinforzati, fino all’abbassamento di 10 centimetri della

sospensione posteriore, per migliorare la stabilità.

Telaio super-rinforzato

L’ultimo assale può essere sollevato per aumentare il grip

in salita. I longheroni del telaio da 10 mm, che hanno

un’anima di 320 millimetri d’altezza e piattabande da 90

mm, sono dotati di un rinforzo interno a C di 6 mm di

spessore. Una sicurezza in più in fase di discesa è data

dalla possibilità di disinserire il sistema di antibloccaggio

delle ruote in frenata (Abs). Funzione molto utile quando

non tutti i pneumatici aderiscono al fondo stradale.

Il pianale fisso per la movimentazione dei blocchi di marmo

è completato da due travi longitudinali in legno.

[108] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [109]


Truck&Allestimenti

Astra HD9 86.50 8x6

Prova di FORZA

Un tour attraverso l’Europa e, prossimamente, in

Australia per dimostrare l’affidabilità e la robustezza

strutturale dei propri camion per l’offroad duro.

E’ questo il significato dell’Extreme by Nature Tour, un’iniziativa

itinerante organizzata da Astra con due cabinati 8x6

- uno della gamma HD9 ed uno della serie HHD9 - per offrire

agli operatori del cantiere di Spagna, Germania e Italia

l’opportunità di vedere all’opera e di testare due mezzi a elevata

mobilità progettati per il fuoristrada estremo.

Cursor 13 e cambio automatico Allison

Mossi da un sei cilindri il linea Cursor 13 - di 12,9 litri di cilindrata

realizzato da FPT Industrial da 500 Cv (e 2.300

Newtonmetro di coppia di picco) accoppiato ad un cambio

Allison completamente automatico a 7 marce con retarder

integrato, i due 8x6 dimostrativi presentano soluzioni

tecniche particolari.

Che contribuiscono ad incrementare la robustezza, l’affidabilità

e la durata di vita del prodotto, massimizzando così

la produttività negli impieghi gravosi in cava e in miniera.

Ogni singolo componente è stato progettato e sviluppato

per sostenere gli utilizzi più severi ed impegnativi in fuoristrada:

dagli assali e ponti rinforzati con portate fino a 11

tonnellate sull’anteriore e fino a 40 tonnellate sul tandem

posteriore, fino al telaio speciale heavy duty costituito da

ABITACOLO PROTETTO L’omologazione dumper dei

due veicoli dimostrativi richiede l’installazione di uno

specifico dispositivo di protezione della cabina di guida.

PRONTI A TUTTO Sopra e nella

pagina a fianco, i veicoli

protagonisti dell’Extreme by Nature

Tour, organizzato da Astra con tappe

in Spagna, Germania e Italia.

due longheroni in acciaio a elevata resistenza

con sezioni di grandi dimensioni

e rinforzato internamente.

A tutto ciò si aggiunge l’esclusiva configurazione

power ring per il tandem posteriore,

che contribuisce ad aumentare

la robustezza dell’intero telaio.

L’HHD9 presenta, inoltre, ponti posteriori

con carreggiata speciale di 2,9 metri

di larghezza, che garantisce una maggiore

stabilità durante la guida e nella

fase di scarico del cassone (realizzato

dallo specialista Can toni) a ribaltamento

posteriore.

Con la protezione cabina

I due 8x6 dell’Extreme by Nature Tour,

proposti in versione dumper, sono grado

di sostituire, se la specifica missione lo consente, due

tradizionali dump truck di pari portata. Lo fanno incrementando

la produttività, con costi operativi per tonnellata

di carico trasportato inferiori fino al 50% nei confronti di

un dumper rigido o articolato. Il propulsore Euro VI, insieme

a uno specifico cassone ribaltabile e al dispositivo di

protezione della cabina Defender (anch’esso realizzato da

Cantoni) in caso di ribaltamento (Rops, Roll over Protection

Structures) o di caduta accidentale di materiali dall’alto

(Fops, Falling-object Protection Structures) e ad altre dotazioni,

permettono agli 86.50 di ottenere la certificazione

CE secondo la Direttiva Macchine 2006/42. Che regolamenta

le specifiche tecniche delle macchine operatrici. Gli

equipaggiamenti aggiuntivi per la certificazione CE includono

la telecamera posteriore con monitor in cabina, la

traversa posteriore e il gancio di traino da 250 ton, il gradino

di salita a 600 mm dal suolo con maniglia addizionale,

un sedile di guida specifico, il martelletto di sicurezza

all’interno dell’abitacolo e altre dotazioni.

[110] maggio 2022 Costruzioni

Costruzioni maggio 2022 [111]


9

ISSN 0010-9665

770010 966504

0 0 7 6 0 >

Costruzioni settembre 2020 [37]

n. 760 | anno LXX 5 maggio 2022

ostruzioni

Maggio 2022

Casa editrice la fiaccola srl

1952/2022 settant’anni

032_048_Walk_VOLVO-Elettrico_Oscar.qxp_Layout 1 16/05/22 16:13 Pagina 37

IDENTICO AL DIESEL Esteticamente il nuovo

mini elettrico Volvo si differenzia dalla

versione tradizionale solo per la griglia

di destra con baffo e logo Electric e per

la presa di alimentazione sul lato sinistro.

FILOMURO

PERFETTO

Il cilindro

di brandeggio

a sinistra

permette di non

toccarlo mai

accidentalmente,

anche perchè

è sempre sotto

agli occhi

dell’operatore.

Si eseguono

filomuro più

semplicemente

senza

riposizionare

la macchina.

VIA IL DIESEL, VIA IL RUMORE I progettisti dello

stabilimento di Belley (Francia) hanno

scelto di adattare agli ingombri del tre

cilindri termico Volvo D1.1A il power pack

elettrico composto da un motore e 3 moduli

batteria, figli dell’esperienza maturata con

la tecnologia full electric del settore truck

e automotive. Le 3 batterie sono agli ioni

di litio con impianto in parallelo

(se una ha problemi si lavora sempre)

a bassa tensione (48V) che alimentano

AFIDABILITÀMADEINITALY

NON SI

GRATTA MAI

un motore elettrico a magneti permanenti

assemblato negli Stati Uniti.

SBALZO POST. NULLO BLOCCO DI BRANDEGGIO IN FUSIONE

NUOVE TECNOLOGIE

VERMEER. PIÙ EFFICIENZA

E PRODUTTIVITÀ

La zavorra

è identica alla

versione diesel,

ma la macchina

pesa 240 kg

in più per

la differenza tra

peso del motore

termico

e di quello

elettrico

sommato a quello

delle batterie.

CONO DI ROTAZIONE DI SOLI 2.305 MM

Costruzioni

IL NUOVO MIDI

BOBCAT E88 R2

La Lince presenta

un midiescavatore da 9 t

progettato e sviluppato

al 100% in casa

LE MAXI TRALICCIATE

DELL’EHINGEN WERK

Abbiamo toccato con mano

la nuova gru cingolata

LR 12500-1.0 da 2500 t

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WALKAROUND IL MINI VOLVO ECR25 ELECTRIC

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