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Iaom Conference & Expo Las Vegas Nevada

19-23 Aprile 2010

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MOLINI PASTIFICI MANGIMIFICI SILI

Fondato nel 1950

da Pasquale Barracano

N. 4 ANNO LXI

APRILE 2010

Direttore Editoriale

UMBERTO SACCO

Direttore Responsabile

CLAUDIO VERCELLONE

Coordinamento

LUCA BORGHI

Pubblicità

MASSIMO CARPANELLI

Comitato di redazione

PIER LUIGI PIANU

TULLIO PANDOLFI

RANIERO FINICELLI

LAURA PIERANDREI

EDIZIONE, DIREZIONE, REDAZIONE,

PUBBLICITÀ E AMMINISTRAZIONE

Milano - Bologna

Via Riva Reno, 61 - 40122 BOLOGNA

Tel. +39 051 6564311 (r.a.)

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P.Iva 03563450372

C/C postale 18182402

d’Italia

Tipografi a

Sate - Ferrara

Autorizzazione del Tribunale di Bologna

del 31 luglio 1992 n. 612

Spedizione in abbonamento postale 45%

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e successive modifi cazioni ed integrazioni.

La ricevuta di pagamento del conto corrente postale

è documento idoneo e suffi ciente ad ogni effetto contabile.

La redazione non si ritiene responsabile

per variazioni e/o imprecisioni di date e notizie

ORGANO

UFFICIALE

DELL’ITALMOPA

Editoriale

Fiere, convegni e tavole

rotonde: l’impegno

di Italmopa a favore

dell’industria molitoria

di Umberto Sacco

Associazione Industriali

Mugnai d’Italia

www.italmopa.it

APRILE 2010 / 5

7

———————————————————————

Attualità

Fatti e Notizie 11

Mercati

Internazionali 17

Eco di Bruxelles 21

World Grain 23

———————————————————————

Articoli

“La nostra Associazione

compie 50 anni:

confrontiamoci sul futuro

della PAC”

di Michele Pontecorvo

25

———————————————————————

Grano duro e micotossine:

il Nord è più a rischio

di Daniele Di Stefano

36

———————————————————————

Produzione mondiale

da record per il grano duro

di Delia Sebelin

43

———————————————————————

“L'industria molitoria

francese è sempre

in ottima salute”

di Mario Marsero

53

———————————————————————

Sommario

———————————————————————

Crisi alimentari: serve una

governance globale

di Francesca Benetti

59

———————————————————————

Le semine di grano duro

aumentano del 4%

di Luca Borghi

63

———————————————————————

Agroindustria: 30 milioni

di euro in nome

della competitività

di Sergio Pesci

73

———————————————————————

24 aprile 2010: PastaTrend,

l’Italia della pasta

scende in campo

di Luca Borghi

79

———————————————————————

Rubriche

Le Aziende

Informano 87

———————————————————————


OCRIM


Fiere, convegni e tavole rotonde:

l’impegno di Italmopa a favore

dell’industria molitoria

Nel corso dei prossimi mesi, la nostra Associazione

sarà chiamata, nel suo ruolo di rappresentanza

dell’industria molitoria nazionale, a partecipare

attivamente a numerosi eventi che costituiscono per

il settore appuntamenti di assoluta rilevanza.

La partecipazione alle tavole rotonde che si svolgeranno

in seno a PastaTrend a Bologna, la cinquantesima

Assemblea generale e la conferenza Semouliers europei

organizzate da Italmopa a Polignano a Mare, la conferenza

Italmopa nell’ambito del Siab di Verona, l’Assemblea

generale annuale Italmopa, la conferenza dell’International

Grains Council di Londra nel corso del quale

Italmopa sarà chiamata a presentare una relazione sulla

fi liera del frumento duro in Italia e il congresso dell’European

Flour Millers a Bled costituiranno appuntamenti

- e non saranno gli unici - di primaria importanza per accrescere

ulteriormente la necessaria visibilità e l’infl uen-

di Umberto Sacco

Il Presidente di Italmopa, Umberto Sacco.

Editoriale

APRILE 2010 / MOLINI

7

d’Italia


STORCI


APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

Editoriale

za di Italmopa a livello nazionale, ma ancora di più, in

un contesto di globalizzazione delle politiche, a livello

comunitario ed internazionale.

Appuntamenti che, per il loro susseguirsi, appaiono anche

particolarmente gravosi ed impegnativi - anche perché

portati avanti, con convinzione, dalla sola struttura

associativa -, ma che consentiranno alla nostra Associazione

di promuovere autorevolmente, in sedi di diversa

natura, il proprio bagaglio di conoscenza, di responsabilità

e di proposte credibili su temi di particolare interesse

per l’industria molitoria nazionale a frumento tenero

e a frumento duro.

Un’attività ricca, densa, costruttiva, a servizio e a difesa

degli interessi della categoria e dei suoi associati.

Un’attività che, come nel passato, richiederà, per garantirne

il successo, anche, e soprattutto, il convinto sostegno

e supporto delle aziende associate e che, infi ne, ci

consentirà fi eramente di ribadire che Italmopa è veramente

una piccola, grande Associazione. ■

9


per salvare il Made in Italy”

“Prosegue con energia il nostro lavoro

per concludere con successo i negoziati

in ambito Wto, per evitare che

vengano liberalizzati prodotti fondamentali

del nostro primario. Sia chiaro

che difenderemo l’agroalimentare

Made in Italy con tutte le forze.

Continueremo la nostra battaglia per

salvaguardare l’agricoltura identitaria

italiana e non permetteremo che

vengano cancellate produzioni di im-

portanza strategica, che sono diretta

espressione dei nostri territori e delle

nostre comunità locali.” ” Lo ha detto

il Ministro delle Politiche Agricole,

Alimentari e Forestali, Luca Zaia,

a proposito dei negoziati in sede di

Wto sulla lista dei prodotti tropicali

e la possibilità di togliere i dazi su alcuni

prodotti, che entrerebbero così

in massa nel mercato europeo ed italiano,

sconvolgendone gli equilibri. ■

Meccanizzazione: rimane

stabile l’occupazione

L’indagine congiunturale del IV trimestre 2009 ha coinvolto 420 aziende

associate ad Anima, la Federazione delle Associazioni nazionali

dell’industria meccanica varia ed affi ne. Le risposte hanno messo in

evidenza che per il 39% delle aziende il fatturato è aumentato rispetto

al trimestre scorso, mentre per il 15% la situazione ha subito un declino.

L’indagine qualitativa rileva che per la maggior parte degli interrogati

(46%) il fatturato è rimasto invariato.

Lo scorso trimestre il 27% delle aziende indicava un miglioramento

nella produzione nel totale (mercati nazionale ed estero) mentre il

24% lo ritenevano peggiorato. Dalle risposte ricevute per l’indagine del

IV trimestre si delinea una condizione favorevole dell’indice di fi ducia.

Il 29% del campione ritiene che il fatturato potrebbe migliorare in breve

tempo mentre solo il 18% prevede un peggioramento.

Una voce concorde (86%) denuncia che il trend negativo dell’occupazione

rimane stabile rispetto a una minima percentuale (8%) che dichiara

nuove assunzioni rispetto al trimestre precedente.

Dall’indagine risulta che le aziende continuano a investire nella formazione

e nella ricerca: tale dato conferma la necessità degli imprenditori

di aggiornamenti e sviluppo, ingredienti indispensabili per incrementare

il fatturato. ■

Elaborazione Uffi cio Studi Anima

Destagionalizzato Base 2006=100

Colore arancione = Italia

Il Ministro Luca Zaia.

L’agricoltura

chiede

alla Gdo

un “Codice

di condotta”

Fatti & Notizie

Tempi di pagamento concordati entro

un termine massimo; prezzi minimi

netti che coprano almeno i costi

di produzione, ma anche “angoli

del contadino” gestiti direttamente

dai produttori agricoli del territorio,

per la vendita di frutta e verdura

a km zero. Sono alcune delle buone

pratiche che gli Assessori regionali

all’agricoltura chiedono di adottare

alla Grande distribuzione italiana

per fare fronte alla grave crisi del

comparto agricolo.

Il “Codice di condotta” è al centro di

una proposta al Governo, approvata

con voto unanime dalla Commissione

Politiche Agricole della Conferenza

delle Regioni.

“Chiediamo alle principali catene distributive

italiane un segnale di collaborazione

e di responsabilità sociale

- spiega una nota degli Assessori -:

il diverso potere contrattuale che esiste

tra la Gdo e il mondo agricolo, infatti,

fa sì che troppo spesso vengano

imposte ai produttori condizioni di

fornitura troppo penalizzanti che non

fanno che accrescere le condizioni di

diffi coltà del settore”. ■

APRILE 2010 / MOLINI

11

d’Italia


OVERALL

PROJECT


Dall’Emilia Romagna 22 milioni

di euro per la granicoltura

Un grano con una più elevata

quantità di amilosio, un amido benefi

co per la salute perché capace

di svolgere una funzione prebiotica

nell’intestino e di contenere l’indice

glicemico. Varietà di frumento

tenero particolarmente resistenti

alla fusariosi della spiga, una patologia

fungina che provoca l’accumulo

di micotossine dannose per la

salute. Sono due dei progetti realizzati

grazie al fi nanziamento della

Regione Emilia Romagna e della

Fondazione Cassa di Risparmio di

Bologna che, dal 2004, hanno av-

viato una collaborazione per fi nanziare

la ricerca e l’innovazione agricola

e agroalimentare. Il protocollo

d’intesa, appena rinnovato per il

prossimo biennio, ha permesso anche

di sostenere uno studio per la

mappatura genetica del grano duro,

con l’obiettivo di mettere a punto

strumenti innovativi per la selezione

di varietà più resistenti alla

siccità, alle malattie e con migliori

caratteristiche nutrizionali e di costituire

una fi liera di grano tenero

particolarmente adatto alla industria

dolciaria. ■

Prezzi

della pasta:

le Pmi

dal Garante

Fatti & Notizie

“L’industria della pasta, con le sue

problematiche ed evoluzioni, rispecchia

la situazione che coinvolge l’industria

alimentare di piccole e medie

dimensioni nel suo complesso”.

Così il Presidente di UnionAlimentari-Confapi,

Renato Bonaglia, risponde

alle polemiche che coinvolgono

il settore della pasta e che mettono

sotto accusa il suo prezzo d’acquisto.

Polemiche che hanno portato il Garante

per la sorveglianza dei prezzi,

Roberto Sambuco, a convocare UnionAlimentari-Confapi

e tutti gli operatori

coinvolti nella fi liera della pasta

ad un tavolo di confronto sulle dinamiche

di formazione del prezzo di

vendita presso il Ministero dello Sviluppo

Economico. ■

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APRILE 2010 / MOLINI

13

d’Italia


MILL

SERVICE


BMTI sfonda

il milione

di tonnellate transate

Anno da record per la Borsa Merci Telematica Italiana

che ha chiuso il 2009 con una netta crescita

delle contrattazioni che hanno superato il milione di

tonnellate transate, raddoppiando così il dato sulle

quantità scambiate nel 2008.

Ottimi risultati anche per il numero di contratti registrati

nell’ultimo anno che raddoppiano, oltrepassando

i 6 mila, e per il valore transato, che supera i 250

milioni di euro. Ciò conferma la crescente fi ducia degli

operatori nei confronti di questo nuovo strumento

di commercializzazione, volto sempre più a soddisfare

le esigenze di quanti operano nel settore agroalimentare.

Inoltre sta per decollare il nuovo servizio fi nanziario

che consentirà agli operatori professionali di ottenere

fi nanziamenti a sostegno della propria operatività.

La Borsa, attraverso questi passaggi, si prepara

a vincere una sfi da ancora più importante: aprirsi

al mercato internazionale e realizzare la prima Borsa

Agroalimentare Telematica, progetto cardine dell’Expo

2015, che consentirà agli operatori di contrattare

sul mercato internazionale, pur restando dietro al

monitor del proprio computer. ■

Confezionamento

e imballaggio:

riprende l’export

Prosegue l’attività di monitoraggio degli effetti della crisi

economica sul settore delle macchine automatiche per il

confezionamento e l’imballaggio, condotta da Ucima.

La raccolta ordini, alla fi ne del 2009, ha mostrato la tendenza

alla stabilizzazione, dopo una fase di recupero iniziata

a settembre. Dal confronto con lo stesso periodo dell’anno

precedente, mesi in cui gli effetti della crisi economica internazionale

si erano già manifestati sul settore, si è registrato

un incremento di circa 15 punti rispetto ai mesi di ottobre

e novembre 2008. Questo dato potrebbe essere interpretato

come un parziale recupero rispetto alla contrazione degli ordinativi

dei mesi appena citati.

Per quanto riguarda la distribuzione degli ordinativi tra mercato

estero ed interno, emerge che il peso di quest’ultimo è

andato progressivamente diminuendo a partire dal mese di

settembre, tornando su valori normali grazie alla ripresa degli

ordinativi acquisiti sui mercati esteri. ■

Fatti & Notizie

APRILE 2010 / MOLINI

15

d’Italia


L'export si ferma a 14 milioni di tonnellate

L

e prime proiezioni ancora

provvisorie indicano una

notevole riduzione degli investimenti

a grano in Australia

per la campagna 2010/11,

per effetto soprattutto del rafforzamento

del dollaro australiano sul

mercato dei cambi e dei meno remunerativi

prezzi mondiali.

La superfi cie complessivamente investita

a frumento, infatti, non dovrebbe

superare i 13 milioni di ettari contro

il livello record di 13,8 milioni seminati

nell’annata precedente.

Nonostante questo calo, il nuovo dato

costituirebbe comunque il quinto per

ampiezza nella storia recente di questo

Paese, essendo, inoltre, superiore

di circa mezzo milione di ettari rispetto

alla media dell’ultimo decennio.

Altri fattori che hanno contribuito

a determinare questa fl essione degli

investimenti, in aggiunta a quelli

già evidenziati, sono stati un recupero

della consistenza degli allevamenti

ovini (con la necessità di ampliare

le superfi ci a pascolo) e l’esigenza

per molti agricoltori di effettuare

un’idonea rotazione.

Le recenti abbondanti precipitazioni,

soprattutto nell’Australia meridionale,

oltre a provocare isolate inondazioni,

hanno arrecato benefi cio alla

maggior parte dei terreni, sofferen-

Australia: crollano

gli investimenti a grano

ti per la prolungata siccità degli anni

scorsi. Si tratta, però, di fenomeni

atmosferici sopraggiunti troppo tardi

per infl uire sulle semine del raccolto

AUSTRALIA

Esportazioni di grano (tonnellate)

Mercati Internazionali

2010/11, ma che peraltro hanno arrecato

benefi cio in termini di rese attese

per il prossimo raccolto. La produzione

prevista di grano per l’anna-

Destinazione 2007 2008 2009

Indonesia 1.498.732 1.946.636 2.578.568

Iran 0 120.000 1.456.509

Vietnam 380.287 469.087 1.074.431

Giappone 951.565 900.049 929.378

Irak 0 348,680 887,577

Malaysia 439.665 703.909 856.581

Sudan 438.235 485.140 851.511

Corea del Sud 784.626 648.444 814.907

Yemen 253.579 329.717 750.112

Bangladesh 45.565 72.826 443.175

Egitto 287.091 310.670 418.812

Italia 11.722 31.754 383.607

Tailandia 117.549 277.051 380.735

Cina 8.121 32.963 366.126

Kuwait 216.850 248.162 364.805

Taiwan 47.849 214.978 292.611

Nuova Zelanda 302.871 249.416 255.863

Emirati Arabi Uniti 72.278 202.499 255.267

Filippine 9.887 45.708 215.204

TOTALE MONDO 6.758.216 8.278.014 14.965.663

APRILE 2010 / MOLINI

17

d’Italia


3000000

2500000

2000000

1500000

1000000

500000

0

ta 2010/11 si colloca, quindi, attorno

ai 22 milioni di tonnellate, solo leggermente

inferiore a quella ottenuta

nel 2009/10 (22,5 milioni).

Le esportazioni australiane di grano

nel 2010/11 dovrebbero attestarsi

sui 14 milioni di tonnellate, contro i

circa 15 stimati per il 2009/10.

Come si evince dalla tabella, gran

parte dell’export australiano di grano

è destinata a Paesi dell’aria asiatica,

con solo due importanti eccezioni;

l’Africa Nord Orientale (Sudan

ed Egitto), che nel 2009 ha assorbito

quasi 1,3 milioni di tonnellate, e l’Italia,

che ha acquistato lo scorso anno

quasi 400.000 tonnellate di grano

australiano, di cui più della metà

costituito da grano duro.

Come si è accennato, il rafforzamen-

APRILE 2010 /

Indonesia Iran Vietnam Giappone Irak Malaysia Sudan Corea

de del Sud

MOLINI

d’Italia

Australia: esportazioni di grano (tonnellate)

to del dollaro australiano ha notevolmente

ridotto le prospettive degli

introiti derivanti dalle esportazioni,

le quali assorbono in media circa i

due terzi del raccolto complessivo interno.

La rimuneratività degli alleva-

Mercati Internazionali

Yemen Bangladesh Egitto Italia Tailandia Cina Kuwait Taiwan Nuova Emirati

Zelanda ea da Arabi Uniti Filippine

2008

2009

menti ovini, inoltre, sembra aver recuperato

dopo un periodo di prolungata

crisi, dando così adito nei prossimi

anni ad un assai probabile contenimento

delle semine dei principali

cereali. ■

19


I

n concomitanza con la più lunga

e grave recessione nella storia

dell’Unione europea, l’attesa

strategia “Europa 2020”,

messa a punto dalla Commissione

presieduta da Josè Manuel Barroso,

individua le grandi sfi de per il prossimo

futuro.

È un documento mastodontico, quello

reso dall’Ue il 3 marzo scorso. Sot-

to i rifl ettori c’è, in modo particolare,

la crisi che ha ha messo a nudo le gravi

carenze di un’economia europea resa

ancor più fragile dalla globalizzazione,

dal progressivo depauperamento

delle risorse e dal costante invecchiamento

demografi co. Ostacoli che

possono essere superati, secondo la

Commissione, solo a certe condizioni.

Insomma, la via d’uscita, a parere

di Barroso, è rappresentata da un

mercato verde e innovativo, che pro-

Il Presidente della Commissione europea, Josè Barroso,

è stato accusato di aver dimenticato il settore agricolo,

quale comparto trainante dell’economia dell’Ue, all’interno

delle strategie “Europa 2020”.

muova a tutti i livelli il benessere sociale.

Una strategia che poggia già su

alcune priorità: il sostegno, da parte

dell’Ue, alle industrie a basse emissioni

di CO , l’investimento delle ri-

2

sorse nello sviluppo di nuovi prodotti

e la promozione dell’economia digitale

che, necessariamente, passa attraverso

l’ammodernamento di istruzione

e formazione.

E l’agricoltura? Niente, nemmeno una

parola. parola Immediate le reazioni. reazioni Alcuni

membri della Commissione ammettono,

infatti, che il non citare il comparto

agricolo tra i settori determinanti,

o quantomeno trainanti, delle future

strategie è stato un vero e proprio errore

diplomatico e strategico. Si potrà

riparare, secondo gli anti-Barroso, solo

nelle prossime sessioni ministeriali

con iniziative dei singoli Governi per

richiedere impegni più precisi a favore

dell’agricoltura.

Partecipando a un workshop sul tema

della PAC dopo il 2013, svoltosi

a Bruxelles, il Presidente della Commissione

Agricoltura del Parlamento

europeo, Paolo De Castro, ha sottolineato

che “siamo tutti d’accordo sulla

necessità di contribuire alla costruzione

di una Politica Agricola Comune

capace di giocare un ruolo importante

all’interno dei grandi cambiamenti

della società moderna. Dobbiamo

lavorare tutti insieme per una Riforma

ambiziosa, capace di affrontare le

Eco di Bruxelles

Il Presidente della Commissione Agricoltura del Parla-

mento europeo, Paolo De Castro.

nuove sfi de in cui il ruolo dell’agricoltura

è fondamentale per la costruzione

di prospettive di crescita sostenibile.

Fatti che, non sempre, appaiono

tra le priorità, come dimostrano l’assenza

di questi temi all’interno della

prima bozza della strategia Ue per il

2020. Stesso discorso vale per il budget

comunitario che rischia di marginalizzare

la portata di temi importanti

per il futuro dell’Europa”. ■

APRILE 2010 / MOLINI

21

d’Italia


MULMIX


L'

impresa

una società internazionale

APRILE 2010 /

commerciale agricola

statale sudcoreana ha

dichiarato di voler creare

di distribuzione e acquisto di cereali

che sia in grado di proteggere meglio

il Paese dal ribasso dei prezzi dopo le

impennate a livello mondiale.

Il piano prevede che la nuova società

di lavorazione cerealicola crei una

rete distributiva internazionale nei

prossimi dieci anni. Così sostengono

i funzionari della Korea Agro-Fisheries

Trade Corp. Ciò consentirebbe di

acquistare i prodotti direttamente

dagli agricoltori all’estero per poi distribuire

grano, mais e fagioli per il

mondo. Inoltre, la società potrà investire

direttamente nelle aziende agricole

all’estero o controllare le parte-

MOLINI

d’Italia

cipazioni nelle operazioni agricole.

Attualmente, la Corea del Sud dipende

quasi completamente da società

come Cargill, ADM, Louis Dreyfus

LCD e Bunge che controllano il mercato

cerealicolo mondiale. Un recente

rapporto realizzato dall’Istituto coreano

per l’economia rurale sostiene

che il Paese paga, spesso, un prezzo

superiore per i cereali acquistati rispetto

a quanto pagherebbe se li acquistasse

sul mercato libero.

Korea Agro-Fisheries Trade Corp dichiara

che la nuova società potrà essere

creata inizialmente con 200 miliardi

di won di capitale (172 milioni

di dollari statunitensi) che consentirebbero

di acquistare silos o silos granari

meccanizzati in prossimità delle

zone produttive o dei porti, nonché di

World Grain

avviare le attività commerciali presso

la Chicago Board Of Trade.

I cereali acquistati potranno essere,

dunque, spediti in Corea del Sud, Paese

che deve importare la maggioranza

dei propri prodotti alimentari

all’estero, venduti agli acquirenti

d’oltremare e alle società di lavorazione

dei generi alimentari oppure

contrattati sul mercato dei futures

che può generare ulteriori utili.

Saranno possibili, infi ne, alcune partecipazioni

nei mercati di grano e fagioli

dell’Ucraina, ancorché sforzi simili

saranno profusi in Paesi come il

Kazakhstan, l’Indonesia e l’Argentina.

In Brasile, invece, la futura società

acquisterà un’azienda cerealicola

locale per poter accedere direttamente

al mercato. ■

23


ASB


Intervista al Presidente dell’Unione dei Semolieri europei

“La nostra Associazione

compie 50 anni: confrontiamoci

sul futuro della PAC”

di Michele Pontecorvo

P residente

“ Le Assemblee

generali si terranno

a Polignano

a Mare dal 20

al 22 maggio” .

CON LA SPONSORIZZAZIONE DI

Sacco, l’Unione delle

Associazioni dei Semolieri dell’Ue

ha compiuto 50 anni e l’evento

merita di essere sottolineato...

“Il cinquantesimo anniversario

dell’Unione dei Semolieri

europei costituisce indubbiamente

un traguardo prestigioso

per un’Associazione che si

era volontariamente costituita

a seguito della creazione della

Politica Agricola Comune e

che è riuscita, nel corso degli

anni, ad accrescere la sua visibilità

e la sua credibilità nei

confronti degli interlocutori comu

nitari.

L’abbraccio delle mura, il candore

della calce, il fascino della campagna

inviolata e gli ulivi secolari in essa

incastonati. BORGO BIANCO è un

resort hotel 5 stelle nel cuore della

Puglia che accoglie i suoi ospiti nello

stile e lo charme di una antica masseria

che consente di immergersi nelle

deliziose atmosfere di Puglia.

Le Assemblee Generali Annuali e la

Conferenza Semouliers Un.a.f.p.a. si

svolgeranno in questo quadro mera-

Italmopa, che rappresenta di gran lunga l’industria

molitoria a frumento duro di maggior rilevanza

nell’Unione europea, non poteva non

rivendicare, nei confronti degli amici Semolieri

degli altri Paesi comunitari, l’organizzazione

della cinquantesima Assemblea generale annuale

dei Semouliers in Italia, e più in particolare

in Puglia, regione leader nella produzione

e nella prima trasformazione del frumento

duro.

Questa nostra richiesta testimonia, senza alcun

dubbio, l’importanza che riconosciamo ad

un’Associazione chiamata a tutelare gli interessi

dell’industria europea della prima trasformazione

del frumento duro, in particolare per

quanto riguarda il suo approvvigionamento in

materia prima frumento duro”.

Sede delle Assemblee

BORGOBIANCO

Resort & spa

*****

POLIGNANO A MARE, 20 - 22 MAGGIO 2010

APRILE 2010 / MOLINI

25

d’Italia

Articoli

viglioso offrendo l’opportunità a tutti i

produttori europei di semola e di pasta

di incontrarsi in una Regione, la

Puglia, conosciuta come la più importante

zona mondiale per la produzione

e la trasformazione del grano duro,

ma anche per le emozioni, i colori e i

profumi che offre ai suoi visitatori.

Un ricco programma sociale consentirà

di rendere indimenticabile le

giornate e le serate dei Delegati e

degli Accompagnatori.


Le Assemblee generali annuali Semouliers e Un.a.f.p.a.

saranno anche quest’anno accompagnate, così come

verifi catosi nel corso degli ultimi anni, da una Conferenza

congiunta su una problematica di comune interesse

per il settore molitorio e pastario?

“La Conferenza Semouliers costituisce un momento di confronto

tra gli operatori europei della prima e della seconda

trasformazione del frumento duro su una tematica di comune

e rilevante interesse. La prossima apertura di un pubblico

dibattito sulla PAC del dopo 2013 costituisce un momento

di primaria importanza e i Semolieri ritengono di dover apportare,

così come nel passato, il loro fattivo contributo sulle

politiche comunitarie che possono interessare direttamente

o indirettamente il settore del frumento duro.

Il preoccupante andamento dei mercati cerealicoli, e del

mercato del frumento duro in particolare, constatato nel corso

degli ultimi anni e le sue conseguenze sul settore della

trasformazione necessita delle risposte in grado di ovviare gli

eccessi recentemente constatati. La PAC del 2013 non potrà

non contemplare delle risposte ad una situazione che potrebbe

sempre di più necessitare, nel futuro, l’applicazione di

strumenti innovativi in grado di gestire la volatilità del mercato

e le situazioni di crisi che saranno probabilmente chiamate

a ripetersi, nel futuro, con sempre maggior frequenza.

Il frumento duro, tenuto conto delle peculiarità economiche,

produttive ma anche culturali di questo cereale, merita, a no-

APRILE 2010 / MOLINI

27

d’Italia

Articoli


ITALPACK


stro parere, un’attenzione particolare. E sarà cura della nostra

Unione richiamare l’attenzione dei decision makers comunitari

su proposte concrete, auspicabilmente condivise da

tutti gli attori della fi liera, volte a garantire un maggior equilibrio

del mercato del frumento duro”.

Il rapporto con gli altri attori della fi liera è, pertanto,

una priorità nell’attività dell’Unione?

“L’iniziativa, assunta e tenacemente perseguita dai Semolieri

europei, relativa alla costituzione di un comitato operativo

frumento duro a livello comunitario, con la partecipazione

di tutti i principali attori della fi liera - produttori agricoli, cooperative

e pastai - è chiamata, mi auguro, a tradursi in una

nuova fase di rapporti all’interno della fi liera. Sono profondamente

convinto che un approccio unitario della fi liera europea

possa essere in grado di infl uire sui futuri orientamenti

della Commissione Ce per quanto riguarda le politiche frumento

duro.

In ogni modo, ritengo nuovamente opportuno sottolineare

che solo un confronto pragmatico tra tutti gli altri attori della

fi liera frumento duro e rispettoso delle loro rispettive esigenze

consentirà alla fi liera frumento duro di affrontare, con

successo, le numerose criticità, che purtroppo la contraddistinguono,

e le nuove sfi de che la attendono”. ■

APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

Articoli

29


your Successful Choise


APRILE 2010 /

50 anni di Assemblee generali annuali

a difesa degli interessi dell’industria

della semoleria europea

1961 Roma ..................................Italia

1962 Firenze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Italia

1963 Baden Baden . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Germania

1964 Nizza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Francia

1965 Aja . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Olanda

1966 Taormina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Italia

1967 Monaco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Germania

1968 Bruxelles .............................Belgio

1969 Chateau d’Artigny. .................Francia

1970 Roma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Italia

1971 Wiesbaden . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Germania

1972 Zanvoort. ............................ .Belgio

1973 Aix Les Bains. .......................Francia

1974 Sorrento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Italia

1975 Londra ...........................Inghilterra

1976 Berlino ............................Germania

1977 Znokke Le Zoute . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Belgio

1978 Saint Paul de Vence . . . . . . . . . . . . . . . .Francia

1979 Firenze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Italia

1980 Peebles . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Inghilterra

1981 Heidelberg . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Germania

1982 Schveningen ........................Olanda

1983 Atene ................................ .Grecia

1984 Bordeaux . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Francia

1985 Ferrara . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Italia

MOLINI

d’Italia

1986 Bath. ........................... ..Inghilterra

1987 Costanza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Svizzera

1988 Anversa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Belgio

1989 Nizza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Francia

1990 Estoril . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Belgio

1991 Barcellona . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Spagna

1992 Taormina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Italia

1993 Hanbury Monor. ................Inghilterra

1994 Colonia ...........................Germania

1995 Lussemburgo. . . . . . . . . . . . . . . . .Lussemburgo

1996 Marsiglia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Francia

1997 Porto .............................Portogallo

1998 Siviglia ......................... .... . Spagna

1999 Dresda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Germania

2000 Sorrento ........................... . . .. Italia

2001 Norwich ......................... Inghilterra

2002 Brugge . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Belgio

2003 Biarritz . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Francia

2004 Lisbona . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Portogallo

2005 Monaco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Germania

2006 Firenze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Italia

2007 Strasburgo ........................ . .Francia

2008 Londra ......................... ..Inghilterra

2009 Madrid . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Spagna

2010 Polignano a Mare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Italia

Articoli

31


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Articoli

I risultati del progetto Micocer

Grano duro e micotossine:

il Nord è più a rischio

di Daniele Di Stefano

“ Il fenomeno,

secondo il Cra,

36

L e

è meno presente

al Sud e

nelle isole” .

caratteristiche della stagione agricola

(sbalzi di temperatura e piovosità)

e quelle pedo-climatiche delle singole

zone di coltivazione. Sono questi i

fattori determinanti per la genesi di micotossine

(soprattutto il Deossinivalenolo, il DON) nel

frumento duro. Un fenomeno che colpisce, in

media, quasi il 90% del prodotto

al Nord, il 67% al Cen-

tro e il 35% al Sud e nelle isole.

Con valori medi sui campioni

positivi che, in una stagione

dal clima ballerino come il

2008, sono di 2.211 parti per

milione al Nord, 480 al Centro

e 57 al Sud. Grazie al progetto

Micocer - fi nanziato dalla Regione

Lombardia e coordinato

dal Consiglio per la sperimentazione

e la ricerca in agricoltura

(Cra), che ha coinvolto per

APRILE 2010 / MOLINI

d’Italia


Articoli

3 anni 15 regioni, insieme all’Istituto

Superiore di Sanità e all’ISPA del

Cnr - ora disponiamo di un termometro

attendibile sulla situazione micotossine

(i prodotti tossici del metabolismo

secondario di alcuni funghi, tra

i principali contaminanti delle colture

cerealicole) in Italia.

I rischi per il grano duro:

la fusariosi della spiga

Proprio di frumento duro si è discusso

durante il recente incontro, tenutosi

a Roma e ospitato dal Consiglio

per la sperimentazione e la ricerca in

38

Brera: “Le micotossine?

Dei killer silenti”

Dottor Carlo Brera (primo ricercatore del reparto Ogm e micotossine dell’Istituto Superiore di

Sanità) lei defi nisce le micotossine dei killer silenti...

“Esattamente, perché non c’è ancora un adeguato livello di conoscenza, né tra i consumatori né trra gli aaddet etti

ai lavori. Va detto che oggi l’attenzione è molto più alta di quanto non fosse dieci anni fa: grazie alla noormaativa

comunitaria, ai controlli sul territorio e alla cura che tutta la fi liera, soprattutto quella cerealicoolla, ha aavutto

nei riguardi di queste sostanze. Purtroppo, il problema non è di facile risoluzione: servono grossi innvestimmentti.

E dobbiamo ricordare che il pianeta sta andando verso un surriscaldamento globale, verso condiziooni che favooriranno

la produzione in campo di micotossine, soprattutto di afl atossine. Un aspetto non da poco:: dovreemmmo

cercare di attivare tutte quelle azioni preventive per intervenire coi dovuti rimedi sul campo”.

Oggi siamo in grado di fare prevenzione?

“Sicuramente sì: c’è una serie considerevole di attività da mettere in gioco. L’unico problema è chee quest ste at attività

dovrebbero essere applicate in modo integrato: una sola misura isolata non riesce a conteneere lo sv svilupppo

di micotossine. È fortemente necessaria una sinergia di attività per raggiungere effetti positivi ssuulla saalubrrità

delle colture”.

Quanto è effi ciente la catena di trasmissione tra la ricerca e il mondo produttivo?

“Secondo me, facciamo ancora fatica. Abbiamo tanti progetti di ricerca che ci hanno fornito elementti impoortannti

per capire il fenomeno della contaminazione e individuare le attività che dovrebbero essere esercitaate sull cammpo

per intervenire in maniera preventiva. Ma manca ancora un reale trasferimento di queste informmazionni aggli

operatori della fi liera agroalimentare: c’è ancora un gap fra il mondo della ricerca e il mondo produttttivo chhe doovrebbe

mettere in pratica le informazioni acquisite”.

Qual è l’anello che non tiene?

“Forse la comunicazione. E poi c’è l’aspetto economico: per poter esercitare tutte le azioni preventiv ive ci vvooglioono

capitali. E se l’agricoltore non riesce a ricavare abbastanza dalla propria coltura, aumentare i cossti è unn prooblema.

Con i prezzi attuali, insomma, c’è poco spazio per azioni preventive. Se ci fosse un premioo econoomicco

per chi favorisce percorsi produttivi più salubri il discorso cambierebbe”.

Lei è delegato nazionale per le micotossine in ambito europeo: cosa si muove su questo fronte?

“Su questo settore c’è un’attenzione molto puntuale. Tutte le micotossine, per quanto riguarda il coompartto allimentare,

sono normate: tranne le tossine T-2 e HT-2, per le quali siamo in via di defi nizione delle norrme, chhe doovrebbero

essere approvate entro l’anno. Quanto alla mangimistica, anche in questo caso i limiti staanno ppeer eesssere

emanati (le eccezioni sono l’afl atossina B1, già regolamentata da molti anni, e l’ocratossina A,, per laa quaale

l’Italia ha fi ssato livelli massimi tollerabili diversifi cati per specie animale): nel 2010 quasi sicurammentee si ddisporrà

di un Regolamento comunitario che comprenderà tutte le micotossine nelle varie tipologie ddi manngimmi,

dunque per tutte le principali specie animali”. ■

agricoltura. Per il grano duro, spiega

Gabriella Aureli del Cra, gli attacchi

fungini più frequenti sono legati alla

fusariosi della spiga, malattia della

quale sono responsabili numerose

specie fungine. “All’infezione di specie

di Fusarium produttrici di Deossinivalenolo

può seguire l’accumulo di

questa micotossina nel seme - spiega

-, nel quale può permanere fi no alle

fasi successive al raccolto, dunque la

conservazione e la trasformazione”.

La concentrazione di questa tossina

nel frumento non ha una distribuzione

omogenea all’interno della carios-

side. “È più alta nei tegumenti esterni,

che dopo la molitura vanno a costituire

i cosiddetti prodotti di scarto

(soprattutto crusca), rispetto alle

zone interne dalle quali ha origine

la semola”. Il DON, inoltre, “tende a

concentrarsi nelle frazioni con granulometria

più piccola - aggiunge Gabriella

Aureli - le quali, se eliminate,

permettono un signifi cativo abbattimento

della tossina”.

La valutazione del rischio

Nella valutazione del rischio, pertanto,

“è importante anche considerare

APRILE 2010 / MOLINI

d’Italia


Articoli

l’aspetto tecnologico e la destinazione d’uso degli sfarinati.

In particolare, il processo di molitura - sottolinea la

ricercatrice - comporta un abbattimento di DON pari al

63% nella semola di grano duro e al 74% nella farina di

grano tenero, fatto 100 il valore relativo al frumento non

pulito”. ” A causa delle caratteristiche di idrosolubilità del-

la molecola, poi, “si ha un’ulteriore perdita della tossina

nell’acqua di cottura della pasta, che comporta una riduzione

complessiva dell’80% rispetto al livello iniziale”.

I risultati di Micocer

Veniamo ai risultati del progetto Micocer, ricordando

che in base alla normativa europea (Regolamento CE n.

1881/2006) i limiti massimi ammissibili di DON nella granella

di frumento duro sono di 1.750 ppb (parti per milione).

Il monitoraggio si è svolto nel triennio 2006-2008,

con campionamenti in aziende agricole e centri di stoccaggio

e nei campi sperimentali della Rete nazionale di

confronto varietale del frumento duro. Piemonte, Lombardia,

Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche,

Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Sardegna

e Sicilia: queste le regioni coinvolte.

Dagli esami condotti nelle aziende agricole e nei centri si

stoccaggio, relativi al Centro (436) e al Sud e isole (651)

“risulta evidente il maggior grado di contaminazione rile-

vato nelle aree centrali rispetto a quelle meridionali”, ” sot-

tolinea ancora Gabriella Aureli. Anche l’andamento climatico

ha avuto ricadute evidenti sulla presenza di DON,

40

“Ecco come i percorsi colturali

possono contenere le contaminazioni”

Dottoressa Maria Grazia D’Egidio (Unità di ricerca per la valorizzazione qualitativa dei cereali

del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura), grazie al progetto Micocer, l’Italia

ha fi nalmente un quadro sulla situazione micotossine nei cereali.

Quali sono le novità di Micocer?

“Le micotossine in Italia si studiano da tanti anni. Ma in modo frammentario, quanto a risorse e rrisultatti, coon

una copertura limitata di territorio, per tempi spesso brevi e con metodiche analitiche difformi. E, quuindi, ccon rrisultati

parziali e disomogenei. Sottolineerei, dunque, l’armonizzazione metodologica introdotta conn Micoccer, ddi

campionamento e analisi, che rende poi fruibili i risultati ottenuti. Uno dei problemi principali per quuanto riiguaarda

le ricerche sull’argomento, come dicevo, è quello del campionamento e delle metodologie: i risuultati ppossoono

essere tanti, ma non confrontabili fra loro”.

Le ricadute “sul campo” della vostra ricerca?

“Estremamente importanti. Abbiamo fi nalmente una fotografi a sulla situazione italiana, a livello lo azieendalle

(centri di stoccaggio e aziende) e sperimentale. Un fatto decisivo, soprattutto per il frumento duro, per il qqualle

prima di questo progetto si pensava che il problema del DON (Deossinivalenolo) non esistesse. Quuesto pperchhé

non era mai stato fatto un monitoraggio così esteso e comprensivo delle diverse realtà regionali. Oraa cerchhiammo

di far arrivare il messaggio all’agricoltore, attraverso incontri e pubblicazioni: la coltivazione del fru rumentto duuro

in alcune zone è particolarmente tranquilla e fortunata, come nelle aree meridionali, in altre, al l Centro ro e aal

Nord, si deve avere maggiore accortezza nelle pratiche agronomiche, soprattutto nelle annate piovo vose coon caaldo

nella fase di fi oritura. Percorsi colturali idonei possono aiutare a contenere la contaminazione”.

Per il futuro?

“La ricerca in questo settore deve continuare: non si può abbassare la guardia su un problema ddi salutte de del

consumatore”. ■

APRILE 2010 / MOLINI

d’Italia


Articoli

42

TABELLA 1 - CAMPIONI POSITIVI AL DON SUL TOTALE

Anno

Aziende

e Stoccaggio

Rete Nazionale

Centro Sud - isole Nord Centro Sud - isole

2006 40% 25% 65% 50% 15%

2007 57% 35% 97% 72% 57%

2008 85% 29% 100% 79% 33%

Media 61% 30% 87% 67% 35%

Fonte: progetto Micocer, Ente Cra.

TABELLA 2 - CONTAMINAZIONE DA DON NELLA RETE NAZIONALE

FRUMENTO DURO

PRESENZA MEDIA DON NEI CAMPIONI POSITIVI (ppb)

Nord Centro Sud

2006 291 225 62

2007 174 155 88

2008 2.211 480 57

Fonte: progetto Micocer, Ente Cra.

“con valori medi e massimi più alti

nel 2008 nelle regioni centrali,

mentre al Sud i valori medi dei campioni

positivi sono pressoché irrilevanti,

perché inferiori a 100 ppb”.

Quanto ai campioni (1.643) provenienti

dai campi della Rete nazionale

frumento duro “mostrano un for-

te grado di contaminazione nelle zone

del Nord rispetto ai restanti areali,

sia per quanto riguarda i valori medi

(per tutti e tre gli anni, ma soprattutto

il 2008) sia per i valori massimi

raggiunti (1.280 ppb nel 2006 e

6.764 ppb nel 2008)”, ” continua la ri-

cercatrice del Cra.

Al Centro “il livello massimo è risultato

pari a 4.613 ppb nel 2008, a

fronte di un minor numero di campioni

positivi rispetto agli altri due

anni”. ” Nelle regioni meridionali e

insulari, infi ne, “la contaminazione

media si mantiene sempre su valori

inferiori a 100 ppb, e con valori massimi

che non superano i 500 ppb”.

Nel complesso, dunque, i livelli di

concentrazione di Deossinivalenolo

tendono a crescere progressivamente

dal Sud verso il Nord, dove la percentuale

di campioni positivi ha raggiunto,

nel 2008, il 100% di quelli

analizzati. “Le caratteristiche climatiche

dell’annata - aggiunge Aureli

- hanno un’incidenza molto pronunciata

al Nord e al Centro, mentre al

Sud il clima svolge un ruolo determinante

nel contrastare in modo effi cace

la diffusione della fusariosi e l’accumulo

di DON, a conferma, quindi,

della tradizionale vocazione di questi

territori”. ■

APRILE 2010 / MOLINI

d’Italia


I risultati dell’ultimo rapporto Usda

Produzione mondiale

da record per il grano duro

di Delia Sebelin

“ Nonostante

il calo di Italia

e Canada,

i raccolti

sono cresciuti

dell’8%” .

APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

Iraccolti di grano duro 2009 hanno sfi orato

i 32 milioni di tonnellate. Un trend

di crescita che si conferma pe il secondo

anno consecutivo, nonostante i risultati

negativi dei due principali

poli produttivi mondiali: Ca-

nada e Italia.

Le stime

I dati dell’Usda, il Dipartimento

statunitense dell’Agricoltura,

attestano la produzione globale

di grano duro, nella campagna

2009-10, a quota 31,9

milioni di tonnellate. Un quantitativo

superiore ai livelli 2008-

09 di circa l’8%, che erano a loro

volta superiori del 13% alla

precedente campagna. Un picco,

quello di quest’anno, che ha

lasciato agli annali, secondo gli analisti americani,

il secondo miglior risultato storico, dopo il record

assoluto del 2004-05, quando la produzio-

Articoli

43


SEA


APRILE 2010 /

RACCOLTO MONDIALE DI GRANO DURO

(MILIONI DI TONNELLATE)

Anno 2008/09 2009/10 Var. %

Canada 5.519 5.400 -2,2

Italia 4.200 3.500 -16,7

Usa 2.281 2.968 +30,1

Turchia 2.000 2.500 +25,0

Algeria 1.700 2.400 +41,2

Siria 2.300 2.300 =

Francia 2.210 2.210 =

India 2.000 2.000 =

Marocco 1.027 2.000 +94,7

Spagna 1.150 1.250 +8,7

Russia 1.400 1.400 =

Messico 1.200 1.200 =

Tunisia 975 975 =

Grecia 900 900 =

Australia 400 500 +25,0

MONDO 29.643 31.919 +7,7

MOLINI

d’Italia

Fonte: Usda.

Articoli

45


FAVA


FAVA


ne aveva sfi orato 33,3 milioni di tonnellate.

La genesi del trend

A spingere al rialzo l’output mondiale

è stata quest’anno l’ottima performance

di resa. Con la produttività

balzata ai massimi storici in Usa (oltre

3 tonnellate per ettaro in media)

e valutata su livelli elevati anche nei

granai canadesi, dove all’aumento

dei rendimenti si è, però, contrapposta

una fl essione delle superfi ci investite

(-8%), associata ai frequenti casi

di abbandono causati dalla siccità.

La fl essione in Italia e Canada

Le stime del Dipartimento america-

APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

Raccolto mondiale di grano duro

(milioni di tonnellate)

no indicano, nei prospetti previsionali,

una riduzione di oltre 2 punti percentuali

in Canada, scesi a 5,4 milioni

di tonnellate, e del 17% in Italia,

a 3,5 milioni. Un risultato, quest’ultimo,

determinato da un brusco taglio

degli investimenti, scesi di 220 mila

ettari (-16%), a fronte di rese solo

in lieve fl essione rispetto alla scorsa

stagione, ma ancora al di sopra della

media storica.

Le crescite

Negli Usa, terzo produttore mondiale,

i 3 milioni di tonnellate indicati

dagli analisti americani segnano un

progresso nell’ordine del 30%.

A doppia cifra, anche la crescita in

BSP

Turchia, dove le stime dell’Usda accreditano

una produzione di 2,5 milioni

di tonnellate (+25%). Buone rese

e qualità.

Ai massimi storici i rendimenti in Nord

Africa, grazie alle abbondanti precipitazioni.

Con 2 milioni di tonnellate in

Marocco, un quantitativo quasi raddoppiato

a distanza di un anno, e 2,4

milioni in Algeria: +40%, record assoluto.

Non cambia il dato positivo in Siria,

nei granai francesi e indiani. Fermi sui

livelli della scorsa campagna anche

Messico e Russia (+9% la Spagna).

Da segnalare un forte progresso in

Australia, risalita a quota mezzo milione

di tonnellate (+25%) grazie al-

Articoli

49


FASOLI


APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

l’effetto congiunto di un miglioramento

di resa e di una crescita delle

superfi ci, ancora distanti dai livelli di

inizio decennio.

Il quadro globale

Su scala mondiale, calcola l’Usda, gli

investimenti hanno riguardato complessivamente

un’estensione di 13,4

milioni di ettari. Poco meno del 2008-

09, quando si erano raggiunti 13,7

milioni di ettari, a causa soprattutto

dei tagli in Canada e Italia, compensati

solo parzialmente dagli aumenti

di Australia e Marocco.

Il primato, anche in termini di superfi

ci investite va a Ottawa, con 2,2 milioni

di ettari. A pari merito seguono

Turchia e Algeria, con 1,3 milioni.

Paesi, entrambi, che hanno scavalcato

l’Italia, scesa a un milione 160 mila

ettari, incalzata ormai anche da Russia

e Marocco, a quota un milione.

Per quanto attiene alle rese, il primato

mondiale resta ad appannaggio

del Messico, con 5,2 tonnellate per

ettaro. Solo di poco inferiore il dato

della Francia, a 4,9 tonnellate, seguita

da Stati Uniti e Italia, entrambi con

rendimenti che in media hanno superato,

seppure di un soffi o, le 3 tonnellate

per ettaro. ■

Articoli

51


UMBRA

PACKAGING


Raggiante il Presidente di ANMF

“L’industria molitoria

francese è sempre

in ottima salute”

di Mario Marsero

APRILE 2010 /

L a

“ Nel 2009, sono

state esportate

687 mila tonnellate

di farina di grano

tenero in 90 Paesi” .

MOLINI

d’Italia

Francia è il terzo Paese produttore di

farina di grano tenero in Europa, dopo

Germania e Regno Unito. Nel 2009,

l’industria molitoria d’oltralpe ha trasformato

5,7 milioni di tonnellate

di frumento, producendo

4,4 milioni di tonnellate

di farina.

Il settore è composto da numerose

piccole e medie aziende

(376), in prevalenza a conduzione

famigliare e situate

in zone rurali, con 451 unità

produttive distribuite sull’intero

territorio a stretto contatto

con i 33 mila panifi catori che

rappresentano i principali utilizzatori

di farina.

La composizione del settore

Il settore molitorio è il punto di forza della fi liera

cerealicola francese composta da:

• 4 industrie, operanti a livello nazionale e internazionale,

che dispongono di 49 molini

con una capacità di trasformazione superiore

a 300 mila tonnellate (il 55,2% del

grano macinato a livello nazionale): Nutrixo

Moulins Souffl et, Ariane Meunerie e Grands

Moulins de Strasbourg (GSM);

• 9 industrie presenti a livello multiregionale

(17,3%): Dijon Céréals Meunerie, Terrena-Evelia

Groupe Nicot, Gers farines, Hébert

SA, Minuterie Girardeau, Groupe Maurey,

Moulins Dumée, Minuterie Forest;

• 69 aziende presenti a livello regionale con

76 molini (21,2%);

• 294 aziende che operano a livello di dipartimenti

con 295 molini (6,2%).

La maggior parte di questi molini aderiscono

al ANMF, (Association Nationale de la Meunerie

Française), una delle più antiche organizzazioni

professionali (fondata nel 1886) di questo

Paese.

I numeri della panifi cazione

Nel settore della panifi cazione si concentra il

maggiore consumo di farina di grano tenero

(65,4%) così ripartito: 38,7% alla panifi cazione

artigiana, 20,7% a quella industriale e 6%

Joseph Nicot, Presidente di ANMF.

Articoli

53


S.COM


Francia: evoluzione della produzione di farina e numero di unità produttive.

agli “atelier” presenti nelle grandi

catene distributive. Gli altri mercati di

sbocco del settore molitorio sono le

industrie di seconda trasformazione

(26,6%), il confezionamento in pacchetti

(6,4%), l’alimentazione animale

e le amiderie (1,5%).

Il pane è l’alimento più consumato

dai francesi. Anche se a partire dal

2003 il consumo di pane è leggermente

diminuito, il 48% dei francesi

lo mangia almeno due volte al giorno

e il consumo medio giornaliero è

di 136 grammi per gli adulti (163, 7

grammi per gli uomini e 110,7 g per

le donne), 96,3 grammi per gli ado-

lescenti e 50 grammi per i bambini.

Nonostante siano presenti diversi tipi

di pane, la classica baguette è in assoluto

il pane più consumato (75%).

Il Presidente di ANMF

“La Francia è leader mondiale nell’esportazione

di farina e primo esportatore

europeo - spiega Joseph Nicot,

Presidente di ANMF -. Il volume delle

esportazioni resta sostenuto, nonostante

la concorrenza di alcuni Paesi,

come la Turchia, e la costruzione

di numerosi molini tradizionali in Paesi

importatori”.

Nel 2008, ANMF ha esportato 687

mila tonnellate verso più di 90 destinazioni

nel mondo. Tradizionalmente,

i principali clienti sono i Paesi

africani (60% del grano esportato,

con in testa Angola 15,9%, Libia

11,9%, Guinea 7,8%, Ciad 5,3%,

Benin e Repubblica Democratica del

Congo), seguiti dai Paesi dell’Unione

europea (29,4%). La Symex (Syndicat

Français de la Meunerie d’Exportation)

è il sindacato unitario che riunisce

le principali industrie esportatrici

di farina: Grands Moulins de France

(Groupe Souffl et), Grands Moulins

de Paris, Grands Moulins de Strasbourg,

Toulousaine des Farines, SIE-

PA ed Evélia.

La classifi cazione delle farine

Come in Italia, le farine sono classifi

cate in base al tenore di ceneri e

comprendono i seguenti tipi:

• Tipo 45: molto bianca, per la pasticceria,

panetteria e preparazioni

domestiche;

• Tipo 55 e 65: per pane e biscotti;

• Tipo 80: per pani speciali o di

grossa pezzatura (pain de campagne);

• Tipo 110 e 150: per pani alla crusca

e integrali (pain complet).

I panifi catori utilizzano in prevalenza

APRILE 2010 / MOLINI

55

d’Italia

Articoli


COLOMBO


Francia: utilizzo del grano tenero nella campagna 2008/2009.

Francia: evoluzioni dei consumi di grano tenero.

APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

farina tipo 65 con un tenore di ceneri s.s. compreso tra

0,62% e lo 0,75%.

Poiché l’industria molitoria francese utilizza circa il 98%

di grano prodotto internamente, da sempre esiste un’elevata

sensibilità a livello di fi liera nello sviluppare varietà

di frumenti teneri che rispondano a specifi ci criteri sia

agronomici sia tecnologici. Non a caso, per promuovere

una cultura del frumento panifi cabile di qualità superiore,

ANMF pubblica ogni anno un elenco dei grani (blés

meuniers) che comprende due tipologie: BPMF (blés pour

la meunerie française) grani che i molini possono utilizzare

in miscela per la produzione di farine per panifi cazione

e biscotteria e VRM (variétés recommandées par la

meunerie), una selezione di varietà di grani che, utilizzati

puri, sono adatti a produrre pane “francese” e biscotteria

di qualità.

La fl uttuazione dei prezzi

Nelle precedenti campagne granarie le frequenti fl uttuazioni

del prezzo del frumento hanno comportato, anche

in Francia, la chiusura di unità produttive marginali e una

leggera perdita in termini di volumi prodotti. In merito alla

volatilità delle quotazioni del frumento Joseph Nicot

precisa: “il frumento è diventato sul mercato mondiale un

valore speculativo e la nostra fi liera ne è vittima.

Le quotazioni del frumento non devono più essere oggetto

di speculazioni fi nanziarie senza limiti. Il mercato a

lungo termine Euronext, presentato come uno strumento

di regolazione dei mercati, non gioca questo ruolo poiché

varia sia sotto l’infl uenza del mercato a termine di Chicago,

sia sotto quella dei mercati borsistici”. ■

Articoli

57


CAPITANIO


Alimentazione sostenibile

Crisi alimentari: serve

una governance globale

di Francesca Benetti

“ Le proposte

del Barilla Center

For Food

and Nutrition

per scongiurare

la food crisis” .

I PREZZI DELLE COMMODITY

(INDICE FAO: 2000=100)

2006 2007

Grano 135 206

Mais 104 135

Riso 266 278

Soia 228 319

Carni 99 98

APRILE 2010 /

R

afforzare i meccanismi di governance

globale, favorire lo sviluppo economico

e incrementare la produttività

agricola, adeguare la fi liera produttiva

al fi ne di gestire la volatilità

dei prezzi delle materie agricole.

È la ricetta lanciata dal Barilla

Center For Food and Nutrition

per scongiurare le future

crisi alimentari mondiali ed

evitare che si ripetano situazioni

simili al 2008. Le proposte

sono state fornite durante

il 1° Forum internazionale su

cibo e alimentazione.

Questi suggerimenti sono il

frutto di mesi di lavoro e di

studi del Barilla Center For Food

and Nutrition che, nel corso

del 2009, ha pubblicato

cinque ricerche sui temi della crescita sostenibile,

del cambiamento climatico, della salute e

(Fonte: Fao)

MOLINI

d’Italia

dell’accesso alle risorse alimentari e ha raccolto

contributi e idee da opinion leader di tutto

il mondo. “Se è diffi cile pensare di fermare

l’evoluzione del pianeta, abbiamo però il dovere

morale di suggerire indirizzi e di fare proposte

che contribuiscano a uno sviluppo soste-

nibile per tutti”, ” spiega Guido Barilla, parlando

dell’attività svolta dal centro di ricerca.

Il Barilla Center For Food and Nutrition è strutturato

in quattro aree tematiche: food for health,

food for all, food for sustainable growth

e food for culture, ed è presieduto dai membri

dell’Advisory board, organismo che ne garantisce

l’indipendenza e identifi ca i temi di interesse

ed elabora contenuti distintivi e scientifi

camente validi, avanzando raccomandazioni

e proposte. Ne fanno parte Barbara Buchner,

ricercatrice presso l’Iea (International environment

agency) di Parigi, Mario Monti, economista,

Gabriele Riccardi, endocrinologo, Camillo

Ricordi, chirurgo e scienziato, Joseph Sassoon,

sociologo, e Umberto Veronesi, oncologo.

Articoli

59


Articoli

Evitare la “Food crisis” del 2008

Nel 2008 i prezzi delle principali

commodity alimentari sono cresciuti

del 40% rispetto al 2007 e del 76%

rispetto al 2006. Il grano è aumentato

del 55%, la soia del 36%, lo zucchero

del 110%. E a livello internazionale,

ricorda il position paper sulle

sfi de della “food security”, non si è

riusciti a evitare che la crisi dei prezzi

si traducesse in un’emergenza alimentare

globale.

L’aspetto più evidente è stato il signifi

cativo aumento del numero delle

persone sottonutrite che nei Paesi in

via di sviluppo è passato da 923 milioni

nel 2007 a 963 milioni nel 2008.

A inasprire questa situazione, è intervenuta

la crisi fi nanziaria globale nella

seconda metà del 2008, immediatamente

a ridosso dello shock dei

prezzi. Il conseguente rallentamento

economico ha fatto sì che, nonostante

il prezzo delle materie agricole cominciasse

a ridursi, il numero di sottonutriti

abbia continuato ad aumentare

superando il miliardo di persone.

“La situazione potrà solo peggiorare

- sottolinea Mario Monti, Presidente

dell’Università Bocconi di Milano - se

non si interviene con un’azione correttiva.

Da un punto di vista economico,

le speculazioni fi nanziarie stanno

60

infl uenzando le quotazioni alimentari,

i consumi e i meccanismi di distribuzione

dei redditi. Serve una governance

globale, bisogna incrementare

gli investimenti privati e puntare

su politiche commerciali più equilibrate”.

Una politica coordinata

Oltre ai fenomeni speculativi, nella

formazione dei prezzi delle commodity,

spiega l’economista Mario Monti,

sono intervenuti, dopo il 2008, altri

nuovi fattori: lo sviluppo dei biofl uel,

la crescita impetuosa di India e Cina,

i cambiamenti climatici. “Lo strumento

del G20 - conclude Monti - è la sede

giusta per rafforzare una politica di

gestione coordinata. Ma spicca l’assenza

del tema alimentare. Bisogna

tornare a dare al cibo una posizione

centrale nell’agenda internazionale”.

La volatilità dei prezzi

nei cereali

Per il Direttore della divisione Commercio

e mercati della Fao, Alexander

Sarris, nel lungo periodo la volatilità

dei prezzi dei cereali non sembra essere

aumentata. “Negli ultimi 20 anni

- spiega Sarris - si è assistito ad

una stabilizzazione dei prezzi alimentari.

I cali dell’ultimo periodo non so-

LA NUOVA LAMPA snc

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Costruzione, trasformazione, aggiornamento tecnologico, revisione, manutenzione.

no effetto di una distorsione, ma della

dinamica domanda-offerta.

Alla base c’è un incremento della produttività

totale dei fattori, cresciuta

più velocemente che in altri settori,

grazie alla globalizzazione della ricerca

agricola. L’incidenza della produttività

aumenta molto per i consumatori,

attraverso prezzi più bassi, e poco

per i produttori”. ” La volatilità, quin-

di, si è manifestata solo nel momento

della crisi: nell’immediato non c’è una

tendenza al rialzo dei prezzi. Questo

non signifi ca che il futuro non sia più

incerto e che le fl uttuazioni non aumenteranno.

Gestire i rischi

Come evitare, dunque, future fl uttuazioni

e speculazioni? “La soluzione -

dice Sarris - non è nel tentare di cambiare

i fondamentali del mercato globale,

né nella creazione di possibili riserve

mondiali. Sarebbe, invece, necessario

lavorare per gestire i rischi

sulle importazioni dei Paesi in via di

sviluppo, trasferendoli attraverso sistemi

di assicurazione. I produttori

spesso chiedono di cambiare le Borse

merci per frenare le speculazioni.

Ma, in realtà, le speculazioni acuiscono

situazioni preesistenti e non sono

la causa scatenante della crisi”. ■

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APRILE 2010 / MOLINI

d’Italia


MORIONDO


BA.CO


Le previsioni dell’Istat smontano gli allarmismi

Le semine di grano duro

aumentano del 4%

di Luca Borghi

“ La perfomance

migliore si registra

al Centro con

un rassicurante

+10%” .

APRILE 2010 /

B

asta con gli allarmismi: in Italia non

ci sarà alcuna fuga dalla coltura del

grano duro. A mettere defi nitivamente

la parola fi ne alle previsioni nere e

disarmanti degli ultimi mesi, è l’Istat che ha appena

pubblicato le cosiddette

“intenzioni di semina” relative

MOLINI

d’Italia

al 2009-2010. Risultato: non

solo non ci sarà la ritirata degli

agricoltori, anzi le superfi ci

coltivate a grano duro aumenteranno

di circa il 4%.

Una previsione dal sapore più

che reale, dal momento che è

perfettamente in linea con le

indicazioni (rilasciate in tempi

non sospetti) da Italmopa.

Articoli

63


CPS


L’industria molitoria, infatti, nonostante la crisi economica

e le quotazioni di prodotto inchiodate al ribasso, aveva

pronosticato una sostanziale tenuta degli ettari coltivati

a grano duro. Una fotografi a che, complice l’andamento

climatico favorevole e l’atteso recupero in quelle regioni

del Centro Sud che erano state fortemente penalizzate

dal maltempo nella scorsa campagna, permette al comparto

di ragionare su dati positivi e lusinghieri. Vale a dire:

le superfi ci a grano duro si manterranno al di sopra degli

1,3 milioni di ettari. Merito, sostiene l’Istat ancora una

volta in linea con l’analisi targata Italmopa, della crescita

nelle regioni centrali (+10%) e del recupero (+1,4%) che

sarà registrato al Sud e nelle isole. Sostanzialmente invariate,

invece, le superfi ci coltivate al Nord che continuano

ad attestarsi attorno all’1,4%.

La PAC e le coltivazioni

La genesi delle previsioni analitiche dell’Istat, che smentiscono

in toto gli allarmismi dei produttori, è consegnata

a una nota: “nell’annata agraria 2009-2010, le intenzioni

di semina delle principali coltivazioni agricole risentono

di alcuni fattori che hanno, almeno in parte, caratterizzato

la passata campagna agraria. E cioè: il consolidarsi

della nuova Politica Agricola Comune, la perdurante

instabilità dei mercati e la conseguente diminuzione

dei prezzi di vendita dei principali prodotti agricoli.

Questo aspetto, in particolare, ha reso più diffi cile per

gli agricoltori l’organizzazione delle semine della campagna

agraria corrente, com’è dimostrato anche dall’aumento

dei terreni dichiarati a riposo e di quelli sui quali

viene effettuata una manutenzione minima in attesa di

valutare se procedere alla semina e, dunque, su quali coltivazioni

puntare”.

In aumento anche il grano tenero

L’Istat fa sapere che, oltre al grano duro, anche il tenero

farà registrare un aumento delle superfi ci coltivate

APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

(+1,1%). In ascesa, infi ne, il riso che segna un +2,1%.

Note negative, invece, per il mais da granella (-4,4%) e

il sorgo che precipita del 33,2%. Le altre declinazioni dei

cereali non godono di buona salute: l’Istat prevede una

sensibile contrazione delle semine per l’orzo (-14%) e per

l’avena (-6,2%). Le stastistiche non sembrano positive,

inoltre, per le superfi ci destinate a semi oleosi: girasole

(-15,1%) e colza (-3,8%). Solo la soia si salva, con un incremento

del 2,4%.

Articoli

65


LO PORCARO


L’Igc: semine positive

in tutto il mondo

L’offerta di frumento, nella campagna

2010-2011, si manterrà su livelli

decisamente buoni. È la previsione

dell’Igc: l’International grain council,

nel primo outlook 2010, stima, infatti,

solo una leggerissima fl essione

per superfi ci e raccolti. Inezie, che

non andranno ad intaccare i risultati

positivi degli ultimi anni.

Secondo gli analisti inglesi, le condizioni

climatiche complessivamente

favorevoli nei Paesi dell’emisfero

Nord avrebbero agevolato le operazioni

di semina dei cereali autunnali.

Per il frumento, in modo molto particolare,

le previsioni 2010 indicano,

a livello mondiale, un’estensione di

221 milioni di ettari, in calo di nemmeno

un punto percentuale rispetto

al 2009.

Una valutazione che, nell’ipotesi di

rese allineate alla media ormai stori-

APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

ca degli ultimi anni, proietta la prima

stima sul raccolto 2010 a quota 653

milioni di tonnellate.

Un dato che, sebbene inferiore di 21

milioni di tonnellate rispetto a quello

dell’ultima annata (-3,1%), attribuirebbe

al nuovo raccolto il terzo miglior

risultato storico dopo il record

assoluto del 2008-2009 (686 milioni

di tonnellate).

Lo stato di salute dell’Ue

L’Unione europea può dormire sonni

tranquilli. Merito delle buone condizioni

meteo che hanno agevolato le

operazioni di semina. Per il frumento,

infatti, le primissime indicazioni sono

orientate a una crescita delle superfi

ci, preannunciando di contro una riduzione

degli ettari destinati alla coltivazione

dell’orzo. La situazione è,

invece, più complessa e preoccupante

nell’ex Unione Sovietica.

Colpa delle continue ondate di ge-

lo che hanno ostacolato, in diverse

aree, le semine.

L’import nel 2009

Il grano proveniente dall’estero, nel

2009, ha fatto la parte del leone.

Le importazioni, infatti, hanno fatto

registrare un trend in continua crescita,

toccando quota 3,6 milioni di tonnellate.

Il che, tradotto in punti percentuali,

signifi ca il 21% in più rispetto

al 2008. Ma vediamo i numeri

nel dettaglio: l’import di frumento

tenero si è attestato a 2,3 milioni

di tonnellate, mentre il grano duro

si è fermato a 1,3 milioni di tonnellate.

Volumi in crescita, rispettivamente

del 18 e del 29%, secondo l’Istat,

rispetto all’anno ancora precedente.

Ma, in termini monetari, il giro ha generato,

complessivamente, un esborso

inferiore a 730 milioni di euro, alleggerito

del 22% rispetto al 2008.

Nel comparto del duro, dalle frontie-

Articoli

67


SEVEN


APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

re sono arrivati soprattutto grani canadesi.

I volumi importati nel 2009

sono lievitati: da 146 a 370 mila tonnellate.

Niente male le performance

dei grani messicani (183 mila tonnellate)

e di quelli australiani (180 mila

tonnellate).

Sparisce il premio qualità

per il frumento duro

Le semine sono andate oltre le previsioni,

anche se dal 1° gennaio la Riforma

“health check” della PAC ha

cancellato il premio qualità destinato

ai produttori di grano duro. Un colpo

basso, che ha scatenato un mare di

reazioni e di polemiche. Ma Bruxelles

è stata ferrea: indietro non si torna.

Quindi?

Quindi, lo stanziamento disponibile

per questo regime di aiuto confl uirà

nel cosiddetto regime del pagamento

Articoli

69


ZANIN


unico aziendale, andando ad arricchire il valore o il numero

dei titoli disaccoppiati in portafoglio dei produttori che

hanno usufruito di tale premio negli anni scorsi.

I Regolamenti 73/2009 e 1.120/2009 hanno poi stabilito

tutti i criteri che, a livello nazionale, bisognerà seguire

per procedere correttamente nella direzione indicata

dall’Unione europea e per ricalcolare gli importi di riferimento

e i titoli a favore dei benefi ciari.

Entriamo, allora, nello specifi co: le disposizioni europee

stabiliscono che l’integrazione degli importi erogati nel

regime del pagamento unico deve avvenire scegliendo

un periodo di riferimento, compreso nell’ambito del quadriennio

2005-2008.

Il plafond dell’Italia

L’Italia dispone di un plafond fi nanziario complessivo di

42,5 milioni di euro. Un “tesoro” che dovrà essere ripartito

tra i produttori che, in passato, hanno avuto accesso al

regime del premio qualità grano duro. In realtà, il massimale

avrebbe potuto essere più consistente e sostanzioso

se l’Italia avesse sfruttato del tutto la superfi cie massima

a disposizione, pari a oltre 1,6 milioni di ettari. Nel periodo

di tempo preso in considerazione dall’Unione europea

per calcolare l’entità delle risorse da assegnare all’Italia,

invece degli 1,6 milioni di ettari disponibili che avrebbero

sviluppato un massimale di 65 milioni di euro, sono state

presentate domande per circa un milione di ettari. Un gap

che ha provocato la perdita di risorse fi nanziarie.

Gli importi di riferimento

Gli agricoltori che benefi ciano della ripartizione del massimale

di 42,5 milioni di euro derivante dall’ex premio

qualità frumento duro sono tutti coloro che hanno incassato

l’aiuto per almeno un’annualità nel periodo di riferimento,

compreso appunto tra il 2005 e il 2008.

APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

A chi è in possesso di questi precisi requisiti, è assegnato

un importo di riferimento pari alla media quadriennale

delle superfi ci ammissibili al premio specifi co per la qualità,

per l’importo di base di 40 euro per ettaro. In deroga

a questa regola, per i nuovi agricoltori che hanno iniziato

l’attività durante il periodo di riferimento 2005-2008

la media è calcolata considerando solo ed esclusivamente

l’anno o gli anni nei quali è stata svolta l’attività.

Nel caso fosse superato il massimale fi nanziario, si applica

una riduzione lineare degli importi di riferimento

da assegnare ai benefi ciari. A questo punto, si procede

all’adeguamento dei titoli in portafoglio che può avvenire

o attraverso l’aumento del loro valore unitario oppure,

per i benefi ciari privi di titoli PAC, attraverso l’assegnazione

di nuovi diritti. ■

Articoli

71


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L’Emilia Romagna investe e promuove la ricerca

Agroindustria:

30 milioni di euro

in nome della competitività

di Sergio Pesci

“ I fi nanziamenti

sono destinati ad

agevolare l’accesso

al credito delle

imprese e a

sostenere qualità

ed innovazione

delle produzioni” .

APRILE 2010 /

T

renta milioni di euro in più per le imprese

del comparto agroindustriale

dell’Emilia Romagna. Il plafond deriva

dalle recenti modifi che del Programma

di sviluppo rurale, per il quale la dotazione

fi nanziaria è aumentata di oltre 122 milioni

portando l’entità dell’aiuto pubblico, nel periodo

2007-2013, a oltre un mi-

MOLINI

d’Italia

liardo di euro. Una quota delle

risorse aggiuntive, pari appunto

a 30 milioni, è stata destinata

a incrementare la “Misura

123”, fi nalizzata all’accrescimento

del valore aggiunto

dei prodotti agricoli e forestali

e destinata a sostenere il

sistema agroindustriale regio-

nale. “Questa scelta a - sottoli-

nea la Regione - vuole dare,

innanzitutto, una risposta alle

numerose imprese che avevano

aderito in modo signifi cativo

al bando e che non hanno

potuto accedere agli aiuti

pur avendo presentato progetti

validi. Considerati i pochi

mesi che sono trascorsi dalla

defi nizione della graduatoria, questi progetti

rappresentano ancora una concreta possibilità

di investimento e sviluppo e permetteranno

di contrastare, nell’immediato, il rischio di perdita

di competitività delle aziende, mettendo le

basi per la loro ripresa”.

La ripartizione dei fondi

I fondi in questione si affi ancano ai 34 milioni

già stanziati per analoghi interventi nell’ambito

dei progetti di fi liera di cui è si appena conclusa

la raccolta delle domande. Con i 30 milioni aggiuntivi,

che saranno ripartiti tra i diversi setto-

Articoli

73


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i produttivi, sarà possibile sostenere

la realizzazione di altri 32 progetti

di ammodernamento agroindustriale

per un totale di investimenti, tra contributo

pubblico e contributo privato,

pari a oltre 90 milioni di euro.

Il progetto Ager

Nel contesto degli investimenti, rientra

anche e soprattutto l’adesione

della Regione al progetto Ager per la

valorizzazione della ricerca e dell’innovazione

in agricoltura.

L’iniziativa, nata sotto l’egida di 13

Fondazione bancarie italiane, può contare

su una dotazione fi nanziaria di 27

milioni di euro.

La collaborazione è stata siglata dall’Assessore

regionale All’agricoltura,

Tiberio Rabboni, e dal Presidente della

Fondazione Cariplo, capofi la dell’Associazione

che riunisce la diverse Fondazioni

aderenti al progetto, Giuseppe

Guzzetti, alla presenza del Presidente

della Fondazione Carisbo, Fabio Roversi

Monaco.

“Per rendere sempre più competitiva

la nostra agricoltura e per contrastare

la crisi i - spiegano i fi rmatari dell’ac-

cordo - servono più ricerca, qualità e

innovazione. Una ricerca che risponda

all’interesse generale e che sia in

grado di dare una risposta ai cambiamenti

climatici, alla riduzione delle risorse

naturali, alla crescita demografi

ca, ai mutati stili di vita. L’adesione

ad Ager rappresenta, per l’Emilia Romagna,

la prosecuzione di un impegno

forte su questo fronte, che ci ha

permesso di raggiungere già da tempo

l’obiettivo del 2,5% del PIL agricolo

destinato allo sviluppo della conoscenza,

fi ssato dalla strategia di Lisbona

per il 2010. In un settore come

quello della ricerca, è fondamentale

saper costruire collaborazioni e

promuovere sinergie per fare massa

critica e supplire, per quanto possibile,

alla cronica carenza di risorse che

purtroppo caratterizza il settore nel

nostro Paese”.

“Così si migliora

la qualità dei prodotti”

Per il Presidente della Fondazione Cariplo,

Giuseppe Guzzetti “Ager è un

grande progetto che punta a dare risultati

di cui tutti possiamo benefi -

ciare, migliorando la qualità dei no-

APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

stri prodotti. Per questo nasce basato

sulla logica delle partnership con altre

Fondazioni e per questo ogni iniziativa

che si propone di allargare la

partecipazione, come quella che abbiamo

presentato in Emilia Romagna,

viene salutata con grande favore”.

Ager, acronimo di agroalimentare e

ricerca, ha durata triennale e punta

a sostenere - attraverso bandi, progetti

di ricerca con forti potenzialità

di ricadute concrete - diversi settori

TABELLA 1

SETTORE % RISORSE (milioni di euro)

Lattiero-caseario 20% 6,00

Bovini 3% 1,00

Suini 18% 5,30

Avicoli-uova 4% 1,20

Ortofrutta 21% 6,20

Vitivinicolo 21% 6,20

Cereali 6% 1,90

Foraggere 4% 1,20

Altri settori 3% 1,00

strategici per l’agricoltura italiana ed

emiliano romagnola: grano duro; suinicolo;

ortofrutticolo; vitivinicolo.

Le Fondazioni aderenti a Ager

Insieme alle 4 Fondazioni emiliane

e a Fondazione Cariplo nel ruolo di

capofi la, completano il gruppo Ager:

Ente Cassa di Risparmio di Firenze,

Fondazione Cassa di Risparmio della

Provincia di Teramo, Fondazione Cassa

di Risparmio di Cuneo, Fondazione

Articoli

75


SIAT


Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo,

Fondazione Cassa di Risparmio di

Trento e Rovereto, Fondazione Cassa

di Risparmio di Udine e Pordenone,

Fondazione Cassa di Risparmio di

Vercelli e Fondazione di Venezia.

“Così le imprese accederanno

al credito più facilmente”

Un milione e 300 mila euro per le imprese

agricole dell’Emilia Romagna.

Dopo le misure sul credito varate

nell’ultimo anno per i comparti maggiormente

in crisi (lattiero-caseario,

suinicolo e frutta), la Regione ha approvato

un nuovo programma operativo

rivolto all’insieme delle imprese,

senza distinzioni tra settori di produzione,

attraverso la concessione di un

aiuto de minimis sotto forma di concorso

interesse sui prestiti di conduzione

da concedere attraverso gli Organismi

di garanzia (Confi di agricoli).

“L’obiettivo dell’iniziativa è quello

di aiutare le imprese agricole a superare

le grosse diffi coltà che incontrano

ad accedere ai prestiti bancari

- spiega la Regione - in conseguenza

della stretta creditizia che caratterizza

il mercato fi nanziario mondiale.

In un contesto segnato anche da una

consistente riduzione delle entrate e

quindi dei redditi agricoli, i produttori

APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

devono ricorrere al credito per reperire

i capitali di anticipazione necessari

alla conduzione aziendale”.

Il programma, pubblicato sul Bollettino

Uffi ciale della Regione, ha una

dotazione fi nanziaria di 1 milione e

300 mila euro che serviranno ad abbattere

il costo del denaro fi no a due

punti percentuali rispetto ai tassi applicati

normalmente dalle banche. È

suddiviso in due graduatorie per dare

maggiore fl essibilità temporale ai bisogni

delle imprese che potranno così

presentare domanda alla propria

Banca e al Confi di di appartenenza

fi no al 30 aprile.

Occhi puntati sul Piano

regionale di sviluppo rurale

Settanta progetti in tutti i principali

settori produttivi, con un importo

complessivo di spesa di 300 milioni

di euro, a fronte di 114 milioni di euro

di contributi pubblici, la partecipazione

di 2.018 imprese di cui oltre

1.600 aziende di conduzione agricola.

Sono i risultati fi nali del bando per

i progetti di fi liera del Piano regionale

di sviluppo rurale.

Il bando ha rappresentato la misura

più innovativa del Piano regionale

di sviluppo rurale: un’iniziativa unica

nel panorama nazionale.

L’obiettivo è stato quello di promuovere

l’aggregazione, intorno a un

progetto comune, dell’intera fi liera

agricola, mettendo insieme chi produce,

chi trasforma e chi commercializza.

Le domande sono distribuite in

tutto il territorio regionale e in tutti

i settori, a partire da quello lattierocaseario,

per il quale sono stati presentati

ben 21 progetti di fi liera e da

quello dell’ortofrutta con 14 progetti.

Oltre la metà dei contributi sono andati

all’ammodernamento aziendale,

ma signifi cativo è stato anche il successo

riportato dalla ricerca e dagli

interventi di promozione.

I limiti minimi e massimi di spesa del

singolo progetto di fi liera variano da

un minimo di 200 mila euro per settori

minori, quali quello forestale e

quello dei prodotti biologici, ad un

massimo di 10 milioni di euro per i

settori principali.

Per quanto riguarda le forme aggregative,

sono tre le tipologie prevalenti:

rafforzamento di aggregazioni già

costituite (cooperative, organizzazioni

di prodotto); allargamento di aggregazioni

già costituite a nuovi soggetti

attraverso rapporti di tipo economico-commerciale;

creazione di

nuove aggregazioni, come raggruppamenti

temporanei di impresa. ■

TABELLA 2 - MISURA 121: DATI PROVINCIALI SULL'AMMODERNAMENTO AZIENDALE

PROVINCIA DOMANDA Spesa ammissibile Contributo richiesto

BOLOGNA 155 17.520,868,61 6.521.792,71

FORLI’-CESENA 130 11.779.987,47 4.257.745,94

FERRARA 89 11.564.557,50 4.312.620,09

MODENA 140 26.492.747,08 9.966.687,22

PIACENZA 199 45.621.833,84 16.991.759,82

PARMA 60 15.458.375,85 5.964.639,29

RAVENNA 401 30.098.435,05 10.970.998,31

REGGIO EMILIA 83 22.878.191,84 8.962.649,98

RIMINI 9 2.265.210,24 869.335,56

TOTALE 1.275 183.680.207,48 68.818.228,92

Articoli

77


TECNOBINS


Bologna capitale della fi liera alimentare

24 aprile 2010: PastaTrend,

l’Italia della pasta

scende in campo

di Luca Borghi

“ È il primo evento

che promuove

l’assoluta leadership

del Made in Italy

tecnologico,

molitorio,

pastario e

gastronomico” .

APRILE 2010 /

M

ai nessuno, prima d’ora, aveva

pensato a un Salone dedicato alla

pasta e al mondo che le ruota attorno.

Un universo di conoscenze,

esperienze e sapori che da oggi confl uisce in un

unico, grande evento: PastaTrend.

La prima mostra sulla regina

MOLINI

d’Italia

delle tavole. Riduttivo racchiudere

il concetto nella parola

fi era. PastaTrend vuole, infatti,

essere il punto di riferimento

internazionale per affermare

il primato italiano del processo

produttivo che permette

al chicco di grano di diventare

pasta. Un percorso affascinante

che si snoda dai campi

alla tavola, mettendo in luce

l’assoluta leadership del Made

in Italy tecnologico, molitorio,

pastario e gastronomico.

Un incredibile mix di competenze

che dà vita all’arte della

pasta: un patrimonio che tutto

il mondo ci invidia.

PastaTrend ha conquistato

l’interesse del mondo

Il Grande Salone della Pasta ha via via saputo

conquistare l’interesse degli operatori professionali

e dei buyers di mezzo mondo. I numeri

di PastaTrend parlano da soli: più di 1.500

buyer accreditati, in rappresentanza di 34 Paesi:

Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Croazia,

Egitto, Francia, Germania, India, Inghilterra,

Iran, Irlanda, Giappone, Olanda, Nigeria, Pakistan,

Perù, Polonia, Portogallo, Russia, Slo-

Articoli

Uno degli appuntamenti formativi è incentrato sui processi

tecnoligici per la pastorizzazione della pasta fresca.

79


ZINDO


L’innovazione tecnologica è protagonista a PastaTrend.

vacchia, Spagna, Suriname, Svizzera,

Taiwan, Turchia, Ucraina e Stati Uniti.

Tutto ciò perchè PastaTrend conta

sulla presenza dell’intera fi liera grano

duro-pasta, 35 congressi nazionali

ed internazionali destinati a soddisfare

le esigenze degli operatori e

oltre cinquanta appuntamenti per il

consumatore.

PastaTrend,

il Salone professionale

PastaTrend è un Salone professionale.

Per tutti. Diciamolo: oggi, non esiste

più il cosiddetto consumatore generi-

APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

co. Esiste un consumatore che vuole

scegliere. Ma, per saper distinguere

e discernere, deve conoscere e vedere

dal vivo la ricerca, la tecnologia e

gli investimenti che stanno dietro un

pacco di pasta. E questa è proprio la

fi losofi a su cui poggia PastaTrend che

mira a formare chi opera nel settore

affi nchè anche il consumatore diventi

un professionista dell’acquisto, andando

così ad orientare, con le proprie

scelte, la produzione e la distribuzione.

Un concetto di marketing

agroindustriale che vuole diventare

l’anello di congiunzione della fi liera,

per la fi liera. Perchè operatori professionali,

buyer e consumatori italiani

e stranieri sono persone che possono

diventare i nostri ambasciatori nei loro

rispettivi Paesi. Come? Importando

i nostri prodotti e, soprattutto, imparando

a utilizzarli al meglio delle

loro potenzialità.

PastaTrend apre, dunque, le porte al

pubblico per accompagnare i visitatori

in un viaggio di saperi e sapori,

alla scoperta di cosa c’è davvero dietro

un piatto di pasta italiana.

L’ampia offerta congressuale

PastaTrend inaugura un nuovo modo

di fare expò, affi ancando alla parte

espositiva un ampio ventaglio congressuale

dove scienza e aggiornamento

professionale diventano momento

di incontro tra genetica agraria,

medicina, economia e sociologia

dei consumi. E poi spettacoli, degustazioni,

mostre a tema.

Tra gli obiettivi di PastaTrend, l’informazione

(e la formazione) professionale

occupano una posizione essenziale

nella logica e nella dinamica organizzativa

dell’evento, intendendo

per “informazione professionale” il

complesso intreccio di conoscenze

ad uso di tutti gli operatori e dei protagonisti,

diretti ed indiretti, della fi -

liera pasta.

Il panorama informativo proposto

dalla prima edizione di PastaTrend

coinvolge tutte le aree espositive delineate

dal lavoro di organizzazione

del Salone (pasta, dal grano alla pasta,

la grande gastronomia, accessori

e cucina), aree nelle quali il confronto

e gli incontri tra operatori specializzati,

tra questi e il pubblico generico

dei consumatori e i professionisti

della comunicazione, potrà proporre

opportunità, fi no ad ora mai

sperimentate, di acquisizione incrociata,

da parte dei frequentatori, dei

valori espressi dal Salone medesimo.

Ma è soprattutto nel vasto e articolato

programma congressuale allestito

per PastaTrend che l’obiettivo dell’informazione

professionale potrà raggiungere

i più signifi cativi livelli di interesse

per la qualità dei contenuti,

delle partecipazioni, delle specifi cità

dei temi e, al tempo stesso, fornire indicazioni

e motivazioni per le successive

edizioni del Salone.

Articoli

81


CIMBRIA


L’informazione e formazione professionale occupano una posizione di primo piano nella dinamica di PastaTrend: saranno le basi su cui poggerà

il confronto e l’incontro tra gli operatori specializzati.

Le Commissioni scientifi che

Il lavoro congressuale di PastaTrend

è stato gestito da sei Commissioni

composte da personalità ed esperti

di alto profi lo nei rispettivi ambiti di

pertinenza:

1. Commissione agricoltura, genetica

e ricerca;

2. Commissione fi liera produttiva;

3. Commissione diritto alimentare;

4. Commissione medicina e salute;

5. Commissione gastronomia, formazione,

ristorazione;

6. Commissione le scienze animali e

la pasta.

La Commissione fi liera produttiva ha

predisposto, per il proprio ambito di

competenza, un programma congressuale

composto da una decina

di eventi, equamente distribuiti tra

simposi, convegni, giornate tecniche,

workshop, corsi e seminari di aggiornamento.

Tra questi, preme soprattutto

approfondire le motivazioni e i contenuti

di due corsi di aggiornamento

e di un workshop: “Valorizzazione e

APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

de fi nizione di una pasta artigianale”

a cura del dottor Paolo Rocchi; “Variazione

delle proprietà chimico-fi siche,

reologiche e microstrutturali degli

impasti durante il processo di pastifi

cazione”, a cura della dottoressa

Donatella Peressini; “Impianti tecnici

e processi tecnologici per la pastorizzazione

della pasta fresca: uso proprio

della terminologia e orientamenti

per la ricerca e lo sviluppo”, a cura

del professor Alessandro Sensidoni.

PASTATREND

Impianti tecnici

e processi tecnologici

per la pastorizzazione

della pasta fresca

Il settore è orfano di un protocollo

culturale adeguato al profi lo complessivo

del prodotto “pasta fresca”.

Proprio in relazione a queste considerazioni

il workshop si propone di

avviare ed indirizzare un confronto

comune tra le varie componenti

del sistema produttivo e commerciale

della pasta fresca confezionata:

in pratica una disamina corale di ciò

che manca e di ciò che è opportuno

sia fatto, partendo dallo stato attuale

dell’arte per delineare una prospettiva

chiara e logica di aggiornamento

del sistema stesso. Dalla correttezza

del lessico e della terminologia tecnica

e commerciale, all’identifi cazione

di un itinerario congruo per la ricerca

e gli approfondimenti scientifi ci.

Dunque, si tratta di un interesse collettivo

che coinvolge tutti i protagonisti

del comparto, senza alcuna mar-

Articoli

83


VOMM


Fresco, genuino, italiano:

il pomodoro protagonista a PastaTrend

Che uno dei sodalizi più felici del mondo, quello fra

pasta e pomodoro, non corresse pericoli di fratture, lo

si sapeva. Ma che il tradizionale connubio tutto italiano

fra spaghetti e rigatoni con sughi, passate e polpe

rosse attraversasse un vero e proprio periodo d’oro è

una novità.

Il 2009 è stato, infatti, per l’Italia, un anno record per

la produzione di pomodoro: 86 mila ettari coltivati -

il 23% in più rispetto all’anno prima -, 5,7 milioni di

tonnellate di materia prima lavorata nei 175 stabilimenti

per la trasformazione disseminati nella penisola,

con un incremento del 16% sul 2008. E un giro

d’affari (stimato) di oltre 3 miliardi di euro che colloca

l’Italia, insieme a Cina e California, fra i primi produttori

del mondo.

Un comparto vivace, sano, ma soprattutto capace di

rinnovarsi e di imporsi anche sui mercati stranieri.

La chiave del successo? Mantenere inalterato il gusto,

la corposità e il profumo del pomodoro Made in

Italy anche nel barattolo. In una parola: eccellenza. Il

trait d’union che ha portato il top della produzione di

“oro rosso” a PastaTrend, l’evento ideale per celebrare

il connubio perfetto tra pasta e pomodoro e penetrare

nelle maglie evolutive dei mercati globali.

Una battaglia che l’Italia del pomodoro può continuare

a vincere solo con la passione. La stessa che,

da 60 anni, è l’anima del marchio Graziella. Un’azienda

che, da tre generazioni, tramanda di padre in fi -

glio non solo il 100% dell’assetto societario ma anche

l’arte di coltivare, raccogliere, pelare ed inscatolare

il pomodoro Roma.

Marcello Saviano, Ceo dell’azienda con sede a San

Valentinio Torio, nel Salernitano, parla dei 10 milioni

di barattoli di pomodoro che produce come se fosse-

ro tutti fi gli suoi. “La nostra fi losofi aa

- ammette con

determinazione e semplicità - è la stessa da 60 anni.

Essere i testimoni dell’antica ricetta del pomodoro

pelato a mano, coltivato senza additivi chimici e con i

canoni di una fi liera interamente certifi cata”.

Ma c’è di più: dal campo al barattolo, non passano

più di dodici ore. Tempi da record, in nome della qualità.

Che si esprime anche nel confezionamento: “i

nostri barattoli non sono rivestiti dalla classica e normale

banda stagnata che, nel tempo, viene corrosa

delle componenti acide del pomodoro - svela Saviano

-. Il gusto e il profumo del pomodoro Graziella rimane

sempre integro grazie alla pellicola di ceramica

che avvolge tutte le confezioni”.

Innovazione, ricerca, investimenti, rispetto dell’ambiente:

ecco le parole d’ordine del “re” dei pomodori

pelati. Una mission perseguita in tutti i processi produttivi

che, dal 2005 ad oggi, ha permesso all’azien-

APRILE 2010 /

MOLINI

d’Italia

da di perseguire trend di crescita del 100%. I dati di

fatturato non hanno bisogno di commenti: dai 4,9

milioni di euro di un lustro fa, il marchio Graziella ha

chiuso il 2009 con 10,4 milioni di euro.

Un impero che, oggi, dà lavoro a 400 addetti, conta

su 350 fornitori e compare in 30 insegne della Gdo,

oltre a esportare in Venezuela, Cile, Inghilterra, Hong

Kong, Emirati Arabi, Francia, Russia e Germania. Senza

dimenticare che l’azienda è fornitrice uffi ciale del

Vaticano.

A PastaTrend, Graziella proporrà la sua gamma di

prodotti sfornando qualcosa come 3 mila piatti di pa-

sta al pomodoro da gustare. “Perchè noi ssiamo ffatti i

così - tiene a precisare Saviano, la cui azienda è l’unica

del settore riconosciuta dalla Federazione italiana

cuochi -: prima assaggi e poi compri. TTant’è cche,

nel cuore della stagione, le nostre porte sonno apeerte::

il consumatore può entrare in azienda e veedere ccon ii

propri occhi come nascono i barattoli Grazieella. Il pproblema

attuale, infatti, è che il normale connsumattoree

non trova sugli scaffali della Gdo prodotti sselezioonati,

ma di prezzo. Noi ambiamo a imprimerree un nnuo-

vo mercato, andando a colmare il bisogno di quaalità à

ed eccellenza richiesto dalle fasce centrali ddei connsumatori”.

” Una sfi da che parte proprio da PastaTrend. ■

Marcello Saviano, Ceo dell’azienda che commercializza il mar-

chio Graziella.

Articoli

85


ginalità di ruolo: produttori, costruttori,

tecnici, distributori commerciali,

gestori di servizi accessori alle attività

del comparto stesso, consumatori.

La Giornata Tecnica ANTIM

Innovazione, qualità e stoccaggio:

ecco i punti cruciali del comparto

molitorio che saranno affrontati nel

corso della Giornata Tecnica ANTIM.

L’Associazione Nazionale Tecnici Industria

Molitoria ha, infatti, scelto il

“contenitore” offerto da PastaTrend

per passare sotto la lente d’ingrandimento

il fi lo conduttore della produzione

di semole e farine.

“Dal frumento alla pasta”. Insomma,

la Giornata Tecnica ANTIM analizzerà

tutta la fi liera grano duro-pasta.

I lavori sono in calendario per sabato

24 aprile, a partire dalle 9.15, con

la relazione introduttiva del Presidente,

Maurizio Monti. “La qualità della

produzione di frumento e lo stoccaggio

differenziato nella realtà italiana”

sarà l’argomento trattato da

Daniela Sgrulletta del Cra.

Gianluca Allodi, Responsabile molini

a grano duro della Barilla, parlerà,

invece, delle dinamiche della fi liera

in relazione alla qualità della materia

prima: “Dal grano alla pasta.

La qualità della semola in funzione

del suo impiego”.

86

“Materie prime ed essiccazione: come

intervenire sui parametri che infl

uenzano la qualità della pasta” sarà

il tema trattato da Armando Ba-

rozzi, Direttore tecnico ricerca e sviluppo

del gruppo Fava Spa. Infi ne,

Justo Bonetto, Segretario dell’Associazione

Produttori Pasta Fresca. ■

APRILE 2010 / MOLINI

d’Italia

Articoli


La tracciabilità e rintracciabilità alimentare,

le nuove frontiere della tecnologia

Cosa signifi ca, propriamente, “tracciare”

o “rintracciare” un prodotto?

“Tracciare” un prodotto (dall’inglese

to trace) e signifi ca “lasciare una

traccia, un’impronta”; “rintracciare”

(dall’inglese to track) kk indica, invece,

la capacità di ritrovare la traccia.

“Tracciare un prodotto” indica, pertanto,

l’insieme delle attività con cui

si registrano e si documentano le

varie fasi di lavorazione lungo tutto

il percorso della fi liera produttiva.

“Rintracciare un prodotto” vuol dire,

al contrario, poter ripercorrere a ritroso,

passo per passo, gradino per gradino,

tutta la sua storia.

Alla base di questa necessità, vi sono

essenzialmente due ordini di fattori:

da un lato, quello di tutelare la sicurezza

del consumatore e di garantire

il rispetto dei parametri minimi igienico-sanitari;

dall’altro, quello di certifi

care la massima qualità dei prodotti,

simbolo del Made in Italy nel

mondo.

La tracciabilità/rintracciabilità di un

prodotto non corrisponde solamente

a un generico bisogno di una singola

azienda o di un gruppo di aziende:

essa si situa all’interno di una ben

precisa cornice normativa, che vede

coinvolta l’Unione europea e i suoi

Stati membri e più in generale tutto

il mondo occidentale 1 . Il quadro normativo

risulta essere, tuttavia, piuttosto

variegato e complesso, tanto che

è piuttosto diffi cile fornire in questa

sede una trattazione completa ed

esaustiva dell’argomento.

All’aspetto normativo è seguita l’evoluzione

qualitativa delle tecniche di

tracciabilità e tutela del consumatore.

Al fi ne di garantire un prodotto

di qualità, diventa di fondamentale

importanza controllare il percorso

di coltivazione di un alimento, il ciclo

di vita di un animale, o il processo

di lavorazione di qualsiasi prodotto

che entra a far parte della fi liera

alimentare attraverso le fasi di produzione,

trasformazione e distribuzione.

Questo signifi ca ottimizzare le

tappe della fi liera stessa,

e ciò può avvenire in

primis attraverso l’utilizzo

di software specifi ci

che si adattano al processo

produttivo.

L’utilizzo di una tracciabilità

cartacea, infatti, è

divenuta una tecnica piuttosto limitata

che pone problemi relativamente

ai tempi di aggiornamento e di rintracciabilità

delle informazioni, nonché

all’interscambio dei dati con gli

altri attori della fi liera.

Sicuramente i software sono più appropriati

a rispondere alle esigenze

di una moderna azienda agroalimentare

e si prestano a un effi cace interscambio

di dati. Se opportunamente

progettati per la codifi ca dei marcatori

logistici (etichette, tag RFID etc.

etc.) consentono di tracciare la storia

di ogni singola confezione di prodotto.

È cronaca di questi giorni il fatto che

grandi gruppi industriali stanno richiamando

lotti precisi della loro

produzione per eseguire particolari

test di controllo sui prodotti messi in

commercio. Questa attività è sinonimo

di qualità ed effi cienza nei sistemi

di controllo interno e della tracciabilità

della produzione, i quali hanno

permesso di identifi care un determinato

lotto di produzione, che potrebbe

non rispondere a pieno a tutti i

requisiti di qualità interni all’azienda

costruttrice. Anticipando i tempi

di un possibile danno, il costruttore è

in grado di effettuare un’azione mirata

su un determinato numero di colli

prodotti ed effettuare idonee azioni

correttive.

Un centro di eccellenza

In Provincia di Venezia, a Cazzago di

Pianiga, ha sede una società di automazione

industriale, che si è ritagliata,

in questo campo, una propria nicchia

di eccellenza.

Tekno Data s.r.l. nasce nel 1997 per

iniziativa di tre giovani e intrapren-

1 Precursori delle tematiche sulla tracciabilità risultano essere gli Stati Uniti e il Giappone.

Le Aziende Informano

denti professionisti informatici con

l’obiettivo di sviluppare e fornire prodotti

e servizi software e hardware

per l’automazione, il controllo e la gestione

di processi industriali. In breve

tempo, l’azienda si specializza nello

sviluppo di soluzioni informatiche per

il settore agroalimentare, divenendone,

così, uno dei principali attori.

“L’obiettivo, che Tekno Data ha raggiunto

tramite le proprie soluzioni”,

afferma l’ingegner Giuliano Trincanato,

Presidente dell’azienda, “è la realizzazione

di un sistema informatico

composto da un insieme di servizi

personalizzabili, che permettono di

rispondere in modo completo a tutte

le esigenze produttive dei propri

clienti. La capacità di coordinarci e di

inserirci nel tessuto tecnologico produttivo

dei nostri clienti, adeguandoci

alle esigenze delle loro singole realtà

produttive, assieme alla realizzazione

di soluzioni customer-oriented

a partire da situazioni di base generalistiche,

sono i fattori fondamentali

che permettono il successo di tutte le

applicazioni Tekno Data”.

A più di dieci anni di distanza dalla

sua fondazione, la società è una realtà

dinamica, conosciuta ed apprezzata.

Headquarters della società è ancora

la sede in provincia di Venezia,

con una struttura ultra-tecnologica

a servizio dei clienti, mentre si è aggiunta

una nuova sede a Trieste per

fronteggiare nuovi progetti di ricerca

e sviluppo in collaborazione con

l’università locale e per meglio seguire

le strategie di internazionalizzazione.

Tra i suoi principali clienti fi gurano

ora alcuni dei maggiori gruppi italiani

ed esteri nel settore della lavora-

APRILE 2010 / MOLINI

87

d’Italia


Le Aziende Informano

zione dei cereali e della pasta (Molino Quaglia, Grandi

Molini Italiani, Molino Alimonti, Molino Pastifi cio Tomasello),

e del caffe (Pacorini Silocaf, Pellini Caffè).

Logitrack, un software studiato

per le esigenze di traccibilità

del settore alimentare

Proprio per il comparto alimentare, Tekno Data lancia, nel

2006, il primo software MES, denominato Logitrack, sviluppato

per le specifi che esigenze di tracciabilità e rintracciabilità

di questo settore.

Questo applicativo è in grado di connettere i dati provenienti

dalla fi liera produttiva con quelli gestionali ed amministrativi,

permettendo così, di mantenere un controllo

e una gestione costante di tutte le informazioni strategiche

per i clienti. Il software, funzionante in ambiente

MS Windows ® , è di tipo modulare e personalizzabile e

viene confi gurato sulla base dei criteri del manuale qualità

del cliente.

La struttura di base, è costituita da un data connector, che

in maniera orizzontale coordina le attività di una serie di

moduli verticali specializzati nei singoli processi aziendali,

permettendo di connetterli logicamente al gestionale

amministrativo.

Logitrack è in grado di controllare e coordinare contemporaneamente

- e in tempo reale - tutta una serie di processi

produttivi, quali per esempio:

• laboratorio analisi organolettiche,

• gestione delle materie prime in ingresso,

• programmazione isole produttive con dati di lavoro,

• confezionamento e stampa identifi cativa con codifi ca

automatica,

• gestione magazzino sussidiari e prodotti fi niti,

• logistica,

• indici prestazionali,

• tracciabilità e rintracciabilità della fi liera interna,

• manutenzione preventiva,

• reportistica di ogni singola lavorazione.

88

In cosa si può desumere l’effi cienza

del sistema ed il risparmio?

Disporre in tempo reale di tutte le informazioni che caratterizzano

l’area produttiva dell’azienda, permette al management

di gestire effi cacemente la propria competitività

nel mercato, potendo pianifi care e coordinare decisioni

secondo le dinamiche che lo stesso impone.

La delocalizzazione della produzione trae benefi cio in termini

di connettività dei dati dai centri di produzione da e

per la sede centrale dell’azienda, dove sono direttamene

accessibili ai sistemi gestionali e non richiedono di essere

trascritti da mail o fax.

L’impiego di Logitrack permette di eliminare il supporto

cartaceo come tramite di condivisione dei dati, consentendo

a tutta la fi liera produttiva di visionarli contemporaneamente

ed in tempo reale. La prima conseguenza

fondamentale è l’eliminazione degli errori introdotti dalla

componente lettura/scrittura, e l’azzeramento dei tempi

di trascrizione da un sistema (MES) all’altro (ERP).

L’applicazione puntuale, tramite procedure informatiche

automatiche, delle regole di produzione defi nite nel manuale

qualità di ogni singola azienda, consente all’azienda

di: a) ridurre al minimo gli errori di produzione causati

dagli operatori, b) mantenere al suo interno il proprio

know how tecnologico.

Questo si concretizza con una maggiore effi cienza della

produzione, una riduzione dei costi per errata produzione,

ed una ottimizzazione dei costi del personale. I risparmi

così ottenuti possono essere reinvestiti in azienda in

termini di formazione sulla sicurezza e/o corsi di specializzazione

interna.

Il futuro dell’automazione è nel Web 2.0

Nella sede di Trieste vengono programmate e sviluppate

soluzioni per la diffusione dei dati ed il monitoraggio da

remoto in modalità WEB 2.0. Cosa signifi ca? Che presto

si potrà tenere sotto controllo l’azienda anche a distanza

e direttamente da dispositivi palmari attraverso il canale

comunicativo più utilizzato: Internet.

La connettività delle soluzioni MES di Tekno Data

è un processo che ha superato i confi ni fi sici

dell’azienda, in quanto grazie ai servizi messi

a disposizione dalla rete mondiale internet, non

ha più signifi cato parlare di ubicazione fi sica di

un provider di dati se non per fi ni di supporto

tecnologico. Questo signifi ca che i dati prodotti

dal provider locale, possono essere condivisi

con altri provider in altri Paesi, tramite policy

di security, appartenenti allo stesso dominio

aziendale.

È questo il caso di aziende con quartier generale

ubicato in una posizione geografi ca, diversa

dai siti produttivi posti in altre regioni o nazioni.

Con ciò stiamo assistendo di fatto ai primi passi

verso la dematerializzazione dell’informazione

che porterà, nell’immediato futuro, a disporre

dovunque dei dati necessari per amministrare

complesse realtà produttive o complesse fi -

liere di lavorazione. ■

APRILE 2010 / MOLINI

d’Italia


SIAB


Le Aziende Informano

90

Sergio Passaro è il nuovo responsabile

Italia per il Gruppo Ocrim

Il gruppo Ocrim, azienda leader nell’attività

di progettazione, produzione

e realizzazione di impianti molitori,

mangimifi ci e trasporti per cereali,

presente in tutti i mercati mondiali,

rafforza la propria presenza

commerciale.

Stefano Mazzini, attuale responsabile

Italia, cede il proprio mercato

ad un nuovo responsabile e, grazie

alla lunga ed importante esperienza

maturata in Ocrim, ricoprirà

il nuovo ruolo di coordinatore commerciale.

Suo sarà il compito di organizzare

al meglio gli area manager

che operano in tutte le aree del

mondo e creare una nuova struttura

in modo da realizzare appieno le

aspettative dei clienti e soddisfarne

le molteplici esigenze.

Come suo successore, Ocrim ha scelto

la qualifi cata professionalità e

l’en tusiasmo di Sergio Passaro. Dopo

una lunga e positiva esperienza

in Buhler, e un breve ma signifi cativo

periodo come responsabile Italia per

un’azienda leader nella trasformazione

del legno in pellet, ha abbracciato

il progetto Ocrim con passione

e responsabilità accettando l’incarico

di guidare l’area commerciale

Italia.

Sergio Passaro gestirà il mercato nazionale

coadiuvato da un pool di persone

composte da tecnologi, progettisti

nonché dei rinnovati costumer

service e ricambi, in piena sintonia

con la fi losofi a aziendale, sempre

alla ricerca del miglioramento

tecnico e tecnologico del proprio

mercato e del pieno rispetto delle

esigenze dei clienti. Ocrim rafforza

la propria competitività sul mercato

nazionale, che nelle strategie

Stefano Mazzini è il nuovo coordinatore commerciale del Gruppo Ocrim.

del Gruppo cremonese sarà uno dei

mercati di riferimento per il prossimo

futuro. ■

Sergio Passaro è il neo responsabile Italia

del Gruppo Ocrim.

APRILE 2010 / MOLINI

d’Italia


24 ASB | www.asbautomation.com

62 BA.CO. | www.ba-co.it

19 BELOTTI | www.belotti-online.it

16 BONTÀ INFINITE | www.bontainfi nite.com

27 • 29 BORGHI | www.borghigroup.it

45 BOSCARO | www.boscaropasqualino.it

49 BSP | www.bspengineering.it

II COPERTINA • 1 BUHLER | www.buhlergroup.com

58 CAPITANIO | www.capitanio.it

56 COLOMBO | www.colombopietro.it

82 CIMBRIA | www.cimbria.com

64 CPS | www.cpscucitrici.it

26 CUSINATO | www.cusinato.com

13 DIA | www.diaengineering.com

50 FASOLI | www.offi cinefasoli.com

46 • 47 FAVA | www.fava.it

9 FOSS | www.foss.it

18 IMPAC | www.impac.it

28 ITALPACK | www.italpack.net

ELENCO INSERZIONISTI

III COPERTINA ITALSAVE | www.italsave.it

60 LA NUOVA LAMPA | www.nuovalampa.com

IV COPERTINA LANDUCCI | www.landucci.it

66 LOPORCARO | www.loporcaro.it

57 MARANI | www.marani.it

55 MAZZETTI | www.mazzettisas.com

14 MILL SERVICE | www.ms-italia.com

61 MORIONDO | www.moriondo.com

22 MULMIX FACCO | www.mulmix.it

4 NICCOLAI | www.niccolai.com

6 OCRIM | www.ocrim.com

2 • 3 OMAS | www.omas-srl.com

12 OVERALL PROJECT | www.overallproject.com

31 PAF | www.paf-aspirazione.com

37 • 39 • 41 PAGLIERANI | www.paglierani.com

COPERTINA PAVAN | www.pavan.com

15 PERTEN | www.perten.com

34 PI.SA. | www.pi-sa.it

32 RADIS | www.radis.it

10 RAM | www.ramelettronica.it

51 RI.MA. | www.rimapack.it

48 SARP | www.sarp.it

54 S.COM | www.sicom-italy.com

44 SEA | www.seasort.com

68 SEVEN | www.sevensrl.it

89 SIAB | www.siabweb.com

76 SIAT | www.siat.it

74 SIMA | www.simaimpianti.net

8 STORCI | www.storci.com

30 TECALIT | www.tecalit.it

78 TECHNOBINS | www.technobins.it

72 TECNOGRAIN | www.tecnograin.com

20 TEKNO DATA | www.teknodatasrl.com

52 UMBRA PACKAGING | www.umbrapackaging.it

84 VOMM | www.vomm.it

70 ZANIN | www.zanin-italia.com

80 ZINDO | www.zindobaresina.com

APRILE 2010 / MOLINI

91

d’Italia


Fiere & Convegni

92

24/27 APRILE 2010

BOLOGNA

PASTATREND - Il Grande Salone della Pasta

Avenue Media · Via Riva di Reno, 61 · Bologna

tel. 051 6564311

e.mail info@pastatrend.com

web www.pastatrend.com

27/29 APRILE 2010

NORIMBERGA ( GERMANIA)

POWTECH - Salone sulle tecnologie per le polveri

e i prodotti granulari

NürnbergMesse Italia · Via Hajech, 45 · Milano

tel. 02 28510106

e.mail stefania.calcaterra@nm-italia.it

22/26 MAGGIO 2010

VERONA

SIAB - Salone internazionale dei prodotti da forno

Fiere di Verona · V.le del Lavoro, 8 · Verona

tel. 045 8298111

e.mail info@veronafi ere.it

8 GIUGNO 2010

LONDRA (GRAN BRETAGNA)

Conferenza annuale del Consiglio Internazionale

dei Cereali

IGC · 1 Canada Square · Canary Wharf · Londra · Gran Bretagna

fax +44 20 75130630

e.mail igc@igc.org.uk

8/11 GIUGNO 2010

RIMINI

PACKOLOGY - Salone delle tecnologie per il packaging

e il processing

Rimini Fiera · Via Emilia, 155 · Rimini

tel. 0541 744111

e.mail riminifi era@riminifi era.it

9/10 GIUGNO 2010

BOLOGNA

Le Giornate di Ipack-Ima

Tecnologie per la sicurezza alimentare

Ipack-Ima · C.so Sempione, 4 · Milano

tel. 02 3191091

e.mail ipackima@ipackima.it

10/12 GIUGNO 2010

BLED (SLOVENIA)

Congresso dei mugnai europei

Gospodarska Zbornica Slovenije · Dimiceva 13 · Lubiana · Slovenia

fax +386 1 5686704

e.mail efm2010@gzs.si

24/26 SETTEMBRE 2010

NAPOLI

TIAM - Mostra delle tecnologie per l'industria agro-alimentare

mediterranea

Ipack-Ima · C.so Sempione, 4 · Milano

tel. 02 3191091

e.mail ipackima@ipackima.it

26/29 SETTEMBRE 2010

LAS VEGAS (USA)

IBIE - Salone internazionale per l'industria della panifi cazione

Bema · 7101 College Blvd. · Suite 1505 · Overland Park · KS · USA

fax +1 913 3381327

e.mail info@bema.org

12/13 OTTOBRE 2010

VERONA

FUTURLAB - Mostra convegno internazionale

del laboratorio chimico

EIOM · V.le Premuda, 2 · Milano

tel. 02 55181842

e.mail eiom@eiomfi ere.it

APRILE 2010 / MOLINI

d’Italia

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