CERAMICA TEVERE s.r.l. - Campo de'fiori

campodefiori.biz

CERAMICA TEVERE s.r.l. - Campo de'fiori

Sandro Anselmi

Immobiliare - Finanziaria

Assicurazione Gan Italia

Contabilità - Pubblicità

Pza della Liberazione, 2

Civita Castellana (VT)

Tel./Fax 0761.513117

sandro_anselmi@libero.it

Agente Generale

SandroAnselmi

P.za della Liberazione, 2

Civita Castellana (VT)

Tel. e Fax 0761.513117

e-mail:

Sandro.ANSELMI@GAN.IT

Flash Jeans

di Antinori S.

Via Roma, 42 -Tel. 0761.568045

Fabrica di Roma (VT)

Venite a Trovarci

e troverete

PREZZI DA SBALLO

INFISSI IN ALLUMINIO

PORTE BLINDATE

DIERRE

TENDE DA SOLE

TEMPOTEST

CURVATURA INFISSI

01033 Civita Castellana (VT)

Via Corchiano, 9

Tel. Fax 0761.515903

Periodico di Politica, Cultura, Attualità

edito dall’Associazione Accademia Internazionale D’Italia (A.I.D.I.)

Anno II, n. 6 distribuzione gratuita

Sommario

Pag.2 - F: Bracconeri

Pagg.4.5.28.29.31

Ricordando Carnevale

Pag. 7 - Festa di Natale

Pag.10 - Aurora

Pag. 14 -Germano Nataloni

Pag.21 - Giochi antichi

Pagg. 3 . 30 - Vita......

Pag.6 - I ragazzi del

collegio - Edicole ...

Pag.9 - La psicologa

-Il medico: Diabete

Pagg.12.13.19 Album

Pag. 16 - come eravamo

Pag. 22- La musica

Pag. 24 - Ronciglione

Pag. 26 - Vignanello

Per quanto possa pensare e

ripensare agli eccezionali

risultati ottenuti da Campo

de’ fiori in sole cinque uscite,

non mi sembra ancora vero

d’aver ricevuto così tanti consensi

e così tanta considerazione

da parte di tutti. Vi confesso,

comunque, che ciò è

molto gratificante per me e

per tutti i bravissimi collaboratori,

che ringrazio tantissimo.

La passione, la grinta che

anima tutti, lascia ben sperare

in una crescita sempre

costante e duratura. Campo

de’ fiori, dal primo numero,

ha triplicato il numero di

pagine e la tiratura ed è

distribuito a Civita Castellana,

Fabrica di Roma, Corchiano,

Vignanello, Valleranno, Cane -

pina, Soriano, Viterbo, Va -

sanello, Gallese, Nepi, Castel

Sant’Elia, Monterosi, Ronci -

glione, Caprarola, Carbo -

gnano, Campagnano, Sacro -

fano, Trevignano, Bracciano,

Anguillara, Faleria, Mazzano,

Calcata, Sant’Oreste, Rignano

Flaminio, Morlupo, Castel -

nuovo di Porto, Riano, Fiano,

Magliano Sabina, Collevec -

chio…….

Ringrazio tutte le persone che

gentilmente hanno telefona-

Sandro Anselmi

to per dire di essersi riconosciute

nelle foto da noi pubblicate,

come L’Ing. Enrico

Giacobbe, che ha chiamato

da Piacenza, il Sig. Mario

Iannoni da Siena, il Sig.

Antonio Costantini da

Formia, il Dott. Secondiano

Zeroli da Bolsena, il Sig.

Elio Mosca da Bolzano, il

Sig. Gino Galligani da

Treviso…… L’A.I.D.I. (ACCA-

DEMIA INTERNAZIONALE

D’ITALIA) ha già realizzato

oltre venti tra feste di piazza

e al coperto ed ha promosso

iniziative sociali e culturali.

Pag. 25 - nonna Ersilia

Pag. 27 - Scopri l’Arte

CERAMICA TEVERE s.r.l.

Stab: SS. 315 km 3,500 - Gallese S. (VT)

Sede Sociale : P.za della Liberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT)

P.Iva e Codice Fiscale: 01463760569- C.C.I.A.A. n. 0088105 Tribunale n. 10303 - C.Sociale i.v. E. 10.200,00

Tel./Fax 0761.496702 e-mail: ctevere@inwind.it


Campo de’ fiori

Ci è stato segnalato, da alcuni

operatori commerciali, di

essere stati contattati per l’inserzione

pubblicitaria delle

loro attività su Campo de’

fiori, da persone a noi sconosciute.

Comunichiamo pertanto

che le persone incaricate a

qualsiasi titolo, da Campo de’

fiori, dovranno essere munite

di autorizzazione su carta

intestata, debitamente firmata

e contenente i dati anagrafici

dell’incaricato stesso.

Grazie di aver risposto in tanti…… abbiamo ricevuto molte richieste riguardo i corsi di teatro, siamo perciò lieti di

comunicarvi che fra breve inizieranno. Abbiamo scelto una lettera tra le tante arrivate che simpaticamente vi pubblichiamo.

Rivolgendo a tutti i più cari saluti, vi invitiamo a contattarci al solito indirizzo. (Campo de’ fiori : Tel./Fax

0761.513117 e-mail: sandro_anselmi@libero.it) A presto Fabrizio Bracconeri

Simpaticissimo Signor Bracconeri, sono una ragazza di diciannove anni che si chiama Stefania ed abito a _____,

un piccolo paese nei pressi di Civita Castellana, e sono una romanista al 100% . Ricordo molto bene “I ragazzi della

terza C”, anche se allora ero una bambina, perché adoravo quel telefilm; mi ricordo soprattutto di lei, ed è per questo

che, anche se ora la serie non viene più trasmessa, spero un giorno di rivederla in TV, magari proprio nella mitica

Terza C. Ricordo che due o tre anni fa, passando per Faleria, un paese vicino al mio, l’ho vista in piazza di sfuggita,

ed ora, sfogliando “Campo de’ fiori”, mi ha colpito la sua lettera e mi ha preso subito il desiderio di collaborare

con lei e tanti altri ragazzi, per iniziare dei corsi di recitazione e, chissà, magari intraprendere proprio la sua

stessa professione. Infatti, fin da bambina, ho avuto sempre un sogno nel cassetto: quello di recitare, ed ora, a

diciannove anni, il sogno non è cambiato. Vorrei recitare al teatro o in televisione ma, purtroppo, vivendo in un piccolo

paese, le opportunità non sono molte. Dovrei andare a Roma, ma viaggiare non è molto facile. Se iniziassero

dei corsi a Civita Castellana sarebbe molto più semplice ed io sarei felicissima. Ok, ora la devo lasciare. Aspetterò

con ansia una sua risposta. A presto !!! Stefania P.

P.S. Lei è veramente “forte” ed è un grande attore.

Stop al Fumo

Se fumate un pacchetto di sigarette al giorno, in un

mese avete speso circa € 110,oo . Basta non fumare

per due mesi e, con quello che avrete risparmiato,

l’agenzia Mondo Nomadus vi farà trascorre un

fine settimana da sogno nelle più belle città Europee.

(3 giorni + 2 notti)

E SE FUMATE DI PIU’ ? .....

Mondo Nomadus snc

P.zza della Liberazione, 3 - Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.599393/4 Fax 0761.599393

EUROPA 2000

Presenta:

Campo de’ fiori

Periodico di Politica, Cultura, ed

attualità editi dall’Associazione

“Accademia Internazionale

d’Italia”

(A.I.D.I.) - senza fini di lucro

Presidente fondatore:

Sandro Anselmi

Direttore:

Sandro Anselmi

Direttore Responsabile:

Sandro Anselmi

Segretaria di Redazione:

Cristina Evangelisti

Impaginazione e Grafica:

Cristina Evangelisti

Reg. Trib. VT n. 351 del 2/6/89

Stampa: Tip. I.B.

00135 Roma- Via G.Boffito, 24

La realizzazione di questo giornale

e la stesura degli articoli sono

liberi e gratuiti ed impegnano

esclusivamente chi li firma.

Testi, foto, lettere e disegni, anche

se non pubblicati, non saranno

restituiti se non dopo preventiva

ed esplicita richiesta da parte di

chi li fornisce.

L’editore non risponde delle informazioni

degli inserzionisti.

I diritti di riproduzione e di pubblicazione,

anche parziale, sono

riservati in tutti i paesi.

Direzione, amministrazione, redazione,

pubblicità ed abbonamenti:

P.za della Liberazione n. 2

01033 Civita Castellana (VT)

c/c PT n. 42315580

Tel. e Fax 0761.513117

e-mail:

sandro_anselmi@libero.it

GRANDE ESPOSIZIONE IN VIA CASSIA KM 28,500

Tel. 06.9042042 4 linee r.a.

ESPOSIZIONE E VENDITA VEICOLI COMMERCIALI

Officina assistenza Tel. 06.9044161 - Magazzino ricambi Tel. 06.9044227

Pag.2


Campo de’ fiori

Vita Cittadina

FabricanDoFestival. Manifestazioni musicali nel Comune di Fabrica di Roma. Padrino del Festival Roberto Vecchioni

Civita Castellana. Concorso presepi Natale 2003

a sx, il primo classificato, è della Frazione Sassacci.

Al centro (fuori concorso) il presepe costruito dai bambini delle scuole elementari XXV Aprile.

A dx il presepe fatto da Michele Moscioni e Giusy Mulè

Carnevale di Nepi 25 Gennaio 2004

30.1.04 firma della Convenzione tra la Soprintendenza

per L’Etruria Meridionale ed il Comune di Fabrica di

Roma per la gestione della Chiesa di S.Maria di Falleri

Dott.ssa De Lucia - Dott. Scarnati - Dott.ssa Moretti

Pag.3


Campo de’ fiori

Ricordando Carnevale.......

di Roberto Moscioni

Che bello era il carnevale di una volta….. fatto di

arte e di semplicità, “quel carnevale” allegro ed

innocente, impresso oramai soltanto nei ricordi ed

in vecchie fotografie, in cui le generazioni moderne

hanno potuto conoscere quegli anni intrisi di magia

e spensieratezza, dove tutto era pensato per far

divertire grandi e piccini, come il copione di un

grande varietà. Sono passati molti anni da quando

le ceramiche civitoniche hanno smesso di partecipare

al carnevale con i loro coloratissimi e meravigliosi

carri allegorici, adorati da tutti , lasciando

così quell’insopportabile amaro in bocca che, a

distanza di anni, non accenna ancora a scomparire.

Come dimenticare i carri realizzati dagli operai

delle ceramiche: Astra, Flaminia, Simas, Faleri ed

altre. Come non ricordare i carri della stazione della

Roma Nord ed in particolare quelli realizzati dall’indimenticabile

Don Giuseppe Bodini, maestro di

molte generazioni di ragazzi e grande sostenitore

del carnevale civitonico che, grazie al suo ingegno

ed al suo carisma, riusciva ad arruolare molti giovani,

insegnando loro l’arte del carnevale e non

solo. Con questa rubrica vogliamo rendere omaggio,

attraverso delle rare fotografie, a tutti coloro

che hanno fatto la storia del carnevale civitonico,

tramandandoci quella passione fatta di colori e cartapesta……Grazie

!!!

Si ringraziano i signori Carlo Profili, Fabrizio

Moscioni, Pino Malatesta e Nenne Ferretti

per l’aiuto che ci hanno dato mettendoci a

disposizione le loro foto.

1972

Carnevale 1932-33 : Ceramica Vincenti

1975: New Orleans Jazz Band

1969 : Alla Corte del Re Carosello

organizzato da Don Giuseppe Bodini

1970

1974 : Pinocchio - carro della Roma-Nord

1973 L’osteria dei mejo

Pag.4


Campo de’ fiori

anni ‘70 : I fotografi dell’ ‘800

1979 : L’italia che affonda (ceramica Micas

anni ‘70: carnevale dei bambini

La rustica degli anni ‘70

1977: I pompieri

anni ‘80

La rustica degli anni ‘80

1980: Pagliacci su marte

Ceramica Astra

1982: La vispa Teresa

Ceramica Astra

Le sorelle bandiera degli anni ‘70

Alfredo e Peppe Rossi

...Continua a Pag.28

Pag. 5


Ronciglione

Campo de’ fiori

I Ragazzi del Collegio

I Ragazzi del Collegio

da sx : Francesco Pinelli, Elisa Angeli, Simone Balletti, Lucia Palozzi,

Maria Teresa Moretti, Giuseppe Mascini, Giulio Maltempi, Remo Stella,

Andrea Pinelli, Federico Bruziches, Gabriele Morandi (seduto)

Nel 1996, dopo aver assistito alla rappresentazione

de “L’ avaro” di Molière da parte

di una compagnia amatoriale di adulti, un

gruppo di ragazzini delle quinte elementari

di Ronciglione, coadiuvati dalle proprie

insegnanti, decise di proporre a loro volta la

commedia durante la recita di fine anno

scolastico. Furono talmente carini e bravi

che venne loro proposto di rappresentare la

commedia alla Sala del Collegio , vicina

all’attuale scuola media, adibita di volta in

volta a sala mostre o conferenze ma,

soprattutto, dotata di un palcoscenico con

Civita Castellana - Via San Gregorio

Fede ed arte nelle

edicole votive di Civita Castellana

C’è un profondo legame, nel corso dei Tremila

anni di storia cittadina, che unisce Civita

Castellana ed i suoi abitanti: il forte sentimento

religioso dei fedeli. Gli atti di devozione, il culto

e le cerimonie celebrative, insieme alle ricorrenze,

scandiscono l’incessante passare del tempo,

dal periodo dei nostri avi Falisci sino ai nostri

giorni. Poco importa se nel corso di questo

lungo viaggio sono cambiati i riti, le religioni ed

i soggetti di divinazione; fondamentale, nel

legame arte e religione è leggere anche nella

sovrapposizione stilistica delle nostre chiese, il

lungo ed incessante cammino dei credenti

“Civitonici.”. Il Duomo, dedicato alla Madonna

Annunziata, senza dubbio è il simbolo artistico

Pag. 6

adiacenti camerini, particolarmente

adatti ad ospitare spettacoli teatrali

e di vario genere. A questo punto fu

chiesta la collaborazione dei protagonisti

de “L’ avaro” visto dai ragazzi

e cioè la mia (M.Stella Neri) e

quella del Sig. Mario Palozzi, genitori

di una ragazza del gruppo.

Insieme ad altri genitori, io e Mario

, aiutammo i ragazzi alla realizzazione

del loro spettacolo, e così, fu l’inizio

di tutto. Presi dall’entusiasmo,

i ragazzi scoprirono subito un’altra

divertente commedia di Molière, “Le

furberie di Scapino”, si attribuirono

i ruoli e vollero rappresentarla sempre

alla Sala del Collegio durante il

carnevale del 1997, replicandola ai

giardini pubblici di Ronciglione a

Luglio dello stesso anno. Si diedero anche

un nome:”I ragazzi del Collegio”. Così

ogni anno è stata preparata e rappresentata

una commedia diversa: a Settembre ’98

“Il Bugiardo” e nel Febbraio del 2000 “Gli

innamorati”, entrambe di Goldoni. A

Febbraio del ’99 alcuni ragazzi parteciparono

al “Don Giovanni”, rappresentato dal

Centro Teatro Ricerca di Ronciglione, in un

adattamento di Carlo Altomonte. Nel frattempo

i ragazzi sono cresciuti, hanno

lasciato le scuole medie per le superiori ma

Le Edicole Votive

e religioso più rappresentativo

di Civita

Castellana. La sua

costruzione, voluta

dalla comunità cittadina

proprio per

affermare l’identità

cattolica e la crescente

importanza

economica di Civita

Castellana, inizia sin

dalla metà del XII

secolo. Secondo un’iscrizione

in marmo

(Lapide del Vescovo

Leone - 871 d.C.),

Sant’Anna e la Madonna bambina murata all’esterno

del Duomo, la chiesa di S. Maria del Carmine,

citata come S. Maria dell’Arco, risulta essere la

prima cattedrale di Civita. Se per i fedeli la bellezza

artistica e l’importanza del Duomo, S.

Maria del Carmine ecc. costruiti da maestranze

specializzate per volere della comunità, testimoniano

il sentimento e l’unione dei parrocchiani,

non vanno trascurate le espressioni di fede più

intime e personali che scaturiscono dalla devozione

dei cittadini e che si manifestano in piccole

costruzioni sparse per Civita: le edicole votive.

La parola edicola deriva dal latino “aedicola”:

piccole strutture a forma di tempietto di cui

abbiamo testimonianza in diverse pitture di

Pompei ed Ercolano. Con una salubre passeggiata

nei quartieri cittadini, nelle vie e piazze,

potrete trovare molte di queste costruzioni

architettoniche, generalmente addossate ad un

edificio maggiore che accolgono nel loro interno

una statuina o un’immagine sacra. Realizzate

la loro passione è rimasta e seppure nel

gruppo si siano alternati oramai diversi

ragazzi, resta sempre la presenza fissa di

cinque o sei di loro che hanno fondato il

gruppo. Nel 2001 hanno preparato due

divertenti atti unici in dialetto

Ronciglionese, tratti da due opere di un

autore napoletano contemporaneo, Matteo

Ricciardi, dal titolo “I stracciaroli” e “O becchino

cojonato”. Nel 2002 hanno rappresentato

in costume una commedia di A.R.

Lesage: “Turcaret”. A dicembre dello stesso

anno si sono riproposti in un’altra commedia

in dialetto Ronciglionese, questa volta

tradotta da un’opera di E.Scarpetta: “I nipoti

de’ ‘o sindico”. Quest’anno si sono voluti

cimentare in un classico giallo di Agata

Christie, “Diceci poveri negretti”, divertendosi

a creare un’atmosfera densa di tensione

e di mistero. Tutti gli spettacoli sono

stati diretti da Mario Palozzi, coadiuvati da

me stessa e non è mancato, però, anche il

prezioso apporto di alcuni genitori dei

ragazzi. Tutto ciò è stato reso possibile dalla

disponibilità del Comune di Ronciglione che

ha sempre concesso l’uso gratuito della

Sala del Collegio e dall’appoggio dell’

A.GE.R. (Associazione Genitori Ronciglione)

che, tramite la sezione cultura e giovani, ha

patrocinato tutte le manifestazioni.

Maria Stella Neri

di Raniero Pedica

con pochi mezzi e le mani dei fedeli, le edicole

votive sono delle piccole opere d’arte e devozione.

Viva espressione del sentimento, le edicole

votive rappresentano il ponte tra la religiosità

familiare (Chiesa domestica) e la Chiesa parrocchiale.

Alle edicole votive, fiduciosi, gruppi di

fedeli dei vari rioni ci si rivolgevano e rivolgono

con preghiere verso uno specifico protettore

(Santi Patroni – Madonna - Sant’ Antonio - S.

Giuseppe ecc.) per ottenere grazie, guarigioni e

per grazia ricevuta. In un interessante libro

della prof. Patrizia Fantera (Religiosità popolare

delle Edicole rionali di Civita Castellana), a cui và

il merito di aver aperto uno spaccato su questa

manifestazione di religiosità popolare, l’autrice

ha, con cura e zelo, descritto e fotografato tutte

le edicole votive di Civita. Tra le tante edicole

del centro storico, a nord e sud di piazza

Matteotti e nella parte nuova di Civita, ho scelto

di presentare ai lettori di Campo dè fiori, l’edicola

di Sant’Anna, situata in via di San Gregorio

n° 25. L’archetto a tutto sesto è realizzato in

ceramica dipinta su cui spiccano quattro bianchi

visi di putti alati. La cornice esterna, composta

da verdi foglie è completata da un trionfo di rose

bianche, gialle e rosse: al centro una nicchia

dipinta con l’immagine di Sant’Anna, madre

della Vergine Maria, mentre insegna a leggere al

frutto del suo amore. Una delicata pensilina delimitata

da una piccola ringhiera in ferro, contiene

fiori freschi e lumini votivi. Il culto di

Sant’Anna e suo marito Gioacchino, genitori

della Beata Vergine è molto antico e assai celebrato

soprattutto nel mondo greco. Già nel sec.

VI si trovano tracce di devozione a Sant’Anna,

culto diffuso in occidente dal X secolo con massima

diffusione nel XV secolo.

...continua a pag.15


Campo de’ fiori

Festa di Natale 21 Dicembre 2003

E’ passato solo poco tempo dalla festa di

Natale organizzata dall’ A.I.D.I. (Accademia

Internazionale D’Italia) e da Campo de’ fiori

e sento già una sottile nostalgia per i bei

ricordi di quella giornata speciale trascorsa

con i nostri ragazzi “diversi” . Grazie ai THE

BLACK SILVER, ai SARANNO BAVOSI, a

SILVY, a ROBERTA, a OSVALDO, a ROSANNA

DARIDA, a tutte le mamme, ai volontari e a

Mons. Don Mario Valeri per l’ospitalità .

Grazie ancora a Adriano, alla ditta Personal

Style per i doni offerti e un grazie di cuore al

grande FABRIZIO BRACCONERI,

che ha voluto regalare momenti di gioia e di

grande entusiasmo a tutti.

Pag.7


Vivaio Piante

“Serena”

Piante da Frutto-d’appartamento

Ornamentali-da giardino

Via Lambruschina snc

Loc. Borghetto

Civita Castellana (VT)

Tel. 0761. 540 733

Campo de’ fiori

Magnolia stellata

della famiglia delle

Magnoliacee. Assume una

forma di fitto cespuglio con

foglia caduca. Proviene dal

giappone e i suoi fiori sono

piccoli, numerosissimi e profumati, adatta appunto per un

giardino giapponese. Cresce bene su un terreno acido e

ricco di materia organica in una posizione fresca. Si moltiplica

per talea di legno in estate e per innesto in inverno.

01033 Civita Castellana (VT)

Via Falisca,89 Tel.0761.598182

Fax 0761.591579

P.zza Matteotti,16 Tel. 0761.518145

Tessuti

Via Rio Fratta, 11

Civita Castellana

Tel. 0761.513946

Abbigliamento - Calzature

Attrezzature Sportive

Via Santa Felicissima, 40/42

Civita Castellana

Tel. 0761.59.90.07

Via Nepesina, 35/a

Civita Castellana (VT)

Ceramiche

Perazzoni

Tel. 0761.514686

0761.599810

www.ceramicheperazzoni.com

ceramicheperazzoni@libero.it

Telefoni Cellulari

Ricariche

Attivazioni Telefoniche

accessori - telefonia fissa - cordless - fax

tv -hi/fi -dvd - video registratori

dolby sourround

Orario di Apertura

tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20

Sabato e Domenica dalle 9 alle 20 - non stop

Trevignano Romano

Via della Rena 5 (di fronte Bar Chalet)

Tel. 06.9999576 Fax 06.9999870

C.so Bruno Buozzi , 42 - 44

Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.513231

Via Flaminia Km 58

01033 Civita Castellana (VT)

Tel./Fax +39.0761.540067

luigi.di.giovenale@genie.it

Pag.8

Luigi Di Giovenale

Officina autorizzata

Assistenza nuovo ed usato

Soccorso stradale

Carte da parati - Vernici - Quarzo - Pitture a calce per centri storici

- Legnami - Moquettes - Hobbistica - Cartongesso Controsoffitti

01033 Civita Castellana (VT)

Via Fontana Matuccia

Tel. 0761.513128 Fax 0761.518078

AGOSTINO CELESTE

ASSICURAZIONI

Consulente Assicurativo e

Finanziario

Via Roma, 78 - Fabrica di Roma (VT)

Tel. 0761.569195

Perizie e Stime

di

Zenoni Marco

Via Madonna delle Rose, 1/B

Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.599066

Cell. 335.8223138


L’angolo della

psicologa

Dott.ssa Sara Petrucci

L’importanza

comunicazione

della

L’uomo, per sua natura essere

sociale, è portato ad incontrare e

convivere con l’altro. Le relazioni

che instaura, si stabiliscono principalmente

attraverso la comunicazione

di un’informazione o di un

messaggio, che diviene un aspetto

essenziale dell’interazione umana,

ed assume un ruolo fondamentale

nella determinazione del comportamento.

La comunicazione segue un

processo circolare pertanto non può

essere a senso unico, infatti il comportamento

di un individuo esercita

sempre un effetto sull’altro e viceversa.

La comunicazione può avvenire

con se stessi, come una sorta

di dialogo interiore, caratterizzato

da riflessioni su sé, sugli altri e sull’ambiente

e questa si definisce

comunicazione INTRAPERSONALE,

Dott Maurizio Martini

Il Diabete: una patologia

in preoccupante crescita.

Campo de’ fiori

Glossario psicologico

PSICOSOMATICA = disciplina che studia le malattie di origine psichica con sintomi somatici (riferito al

corpo).

AGGRESSIVITA’ = inclinazione della personalità ad aggredire, a dominare, ad emergere, a produrre. E’ una

reazione frequente alla frustrazione.

ANSIA = tensione apprensiva, o irrequietezza, che sorge dal sentire come imminente un pericolo, sia pure vago

e di ordine sconosciuto.

FRUSTRAZIONE = condizione in cui si trova l’individuo quando si imbatte in un ostacolo che non gli permette

di soddisfare una tendenza o di raggiungere una meta.

TABU’ = forma di proibizione sociale associata alla minaccia di punizioni.

oppure può avvenire con altre persone

e questa viene definita comunicazione

INTERPERSONALE.

Esistono due tipi di comunicazione:

una verbale, basata sull’utilizzo

della parola (parlata o scritta, come

ad es. una lettera o un sms) e la

non verbale, che non necessita

dell’uso della parola, che si basa su

modalità espressive, caratterizzate

dai movimenti del corpo, dai gesti,

dall’espressione del viso, l’inflessione

della voce, la cadenza delle

parole (mimica, gestualità e postura

del nostro corpo). Se osserviamo

il modo di parlare di una persona, le

espressioni del viso, la posizione del

corpo, il suo modo di vestire, l’acconciatura,

la scelta di un hobby, gli

interessi, la scelta di letture, l’ascolto

di canzoni, tutto ci comunica

qualcosa di suo. In alcune circostanze

accade che la comunicazione

non sia adeguata, ciò si ripercuote

negativamente nella relazione

in atto: le persone dicono qualcosa

ma in realtà ne vogliono dire

un’altra, oppure dicono una cosa e

ne pensano un’altra o pensano

qualcosa ma non vogliono dirla, o

Il diabete mellito rappresenta una

delle malattie croniche più diffuse

al mondo e purtroppo la sua incidenza,

soprattutto nei paesi sviluppati

o in via di sviluppo è in rapida

crescita. Il diabete è uno stato di

iperglicemia cronica, o meglio, il

paziente che soffre di diabete ha un

cronico aumento della concentrazione

di glucosio nel sangue. Il glucosio

è lo zucchero che le nostre

cellule utilizzano come principale

fonte di energia, ed è fondamentale

per il nostro metabolismo e per

la sopravvivenza del nostro organismo.

Quando mangiamo infatti, il

nostro organismo utilizza o trasforma

gli alimenti in glucosio e trasporta

poi questo zucchero a tutte

le cellule tramite il sangue. La distribuzione,

la concentrazione nel sangue

e il metabolismo di questo zucchero

sono regolati da un preciso

sistema neuroendocrino in cui l’insulina,

ormone prodotto dal pancreas,

ha un ruolo centrale. Dal

punto di vista clinico esistono fondamentalmente

due tipi di diabete:

il diabete insulino dipendente, o

giovanile e il diabete insulino indipendente,

o senile. Il primo tipo di

diabete insorge di solito in giovane

età ed è dovuto alla mancanza o a

bassi livelli di insulina. L’insulina è

fondamentale per le nostre cellule,

che, senza questo ormone, non

sono in grado di assumere il glucosio

che arriva tramite la circolazione.

La mancanza di insulina, prodotta

dal pancreas, è dovuta alla

distruzione di specifiche cellule

(endocrine di tipo beta) presenti in

questo organo ad opera del sistema

immunitario che, con un tipo di

meccanismo autoimmune, non le

riconosce più. In altre parole il

sistema immunitario (che ci difende

dalle infezioni) in questi pazienti

distrugge le cellule del pancreas che

producono insulina, perché pensa

che siano delle cellule estranee.

Questo tipo di diabete presenta una

forte componente ereditaria, per cui

è molto facile trovare intere famiglie

non riescono a dirla. In questo caso

avviene un vero e proprio blocco, la

comunicazione s’inceppa e nascono

l’incomprensione e la chiusura che

creano, nel tempo, distanza tra le

persone, isolamento e solitudine. In

queste situazioni la persona assume

comportamenti che possono

avere, come unico scopo, quello di

evitare o sfuggire un rapporto; in

realtà la persona ci stà comunicando

un suo disagio che non sempre

riusciamo a comprendere chiaramente.

Anche noi possiamo comunicare

qualcosa a parole che poi

contraddiciamo nei fatti, con un

atteggiamento, con uno sguardo.

In quei momenti, forse, non siamo

consapevoli di ciò, ma gli altri, se

sono attenti, riescono a percepire

qualcosa che và oltre alle nostre

parole e i sentimenti che le accompagnano,

e ciò spaventa.

Spesso ci sentiamo inadeguati a

dialogare con l’altro in maniera efficace,

eppure il bisogno di raccontarsi

di condividere le proprie esperienze

e soprattutto trovare delle

risposte coerenti ai dubbi quotidiani

, è grande e grida forte…ma pochi

lo sanno e, se lo sanno, non lo

ammettono con facilità! In realtà, il

confronto comunicativo con se stessi,

consente di acquisire una maggiore

sicurezza personale, grazie

alla comprensione ed elaborazione

delle proprie idee, delle emozioni e

dei desideri; ciò facilita il confronto

con gli altri e quindi, un dialogo più

adeguato. Esiste un modo corretto

di comunicare?

Tutti abbiamo il diritto di esprimere

le proprie emozioni, le nostre idee,

in maniera decisa e chiara, ma

abbiamo la responsabilità di farlo

senza offendere gli altri, senza

adottare un comportamento

aggressivo che denota semplicemente

una forte insicurezza, debolezza.

Allora sforziamoci, proviamo

a dire le cose che sono nascoste

dentro di noi, che spesso, anche se

belle, non abbiamo il coraggio di

dire: il rischio è che se non lo facciamo

al momento giusto, potremmo

non avere più l’opportunità di

farlo e potrebbe risultare troppo

tardi… qualcuno ha suggerito

“Carpe diem” ovvero “cogli l’attimo!”.

che presentano questa malattia. Il

diabete insulino indipendente insorge

invece in età avanzata. Diciamo

subito però che questa soglia di età

negli ultimi decenni si è abbassata

sensibilmente, per cui non è difficile,

specie nelle società più industrializzate

trovare persone intorno

ai trenta, quaranta anni che soffrono

di questa patologia. Nel diabete

di tipo insulino indipendente, l’iperglicemia

non è causata dalla mancanza

dell’ormone dell’insulina che

di solito è presente, addirittura ad

alti livelli, ma dalla resistenza che le

cellule offrono a questo ormone.

Abbiamo detto prima che l’insulina

è fondamentale affinché le cellule

del nostro organismo siano in grado

di assumere glucosio. Ebbene nei

soggetti con diabete di tipo insulino

indipendente le cellule non sono in

grado di rispondere all’insulina e

quindi il glucosio rimane ad alte

concentrazioni nel sangue. Questo

tipo di diabete presenta una componente

ereditaria, ma molto minore

di quella presente nel diabete

giovanile. Inoltre esso si associa frequentemente

all’obesità, che con

meccanismi ancora non del tutto

chiari è in grado di predisporre l’organismo

alla iperglicemia e quindi al

diabete. Proprio l’aumento di questa

patologia, l’obesità, sembra

essere all’origine dell’aumento dell’incidenza

del diabete nei paesi sviluppati

o in via di sviluppo. Ma

anche la dieta, o meglio il sempre

maggiore consumo di dolciumi conteneti

zuccheri a rapida assimilazione,

come appunto il glucosio, fin

dalla prima infanzia, sembra poter

influire nel determinare una più

rapida e precoce insorgenza di questo

tipo di patologia. Dal punto di

vista clinico il diabete è una malattia

silente, che si presenta con una

serie di manifestazioni cliniche

dovute alle alterazioni metaboliche

causate dall’iperglicemia e con vere

e proprie lesioni patologiche gravi e

irreversibili che colpiscono diversi

organi, ma che si osservano solo

dopo molti anni di malattia. Le alterazioni

metaboliche si osservano

principalmente nei soggetti affetti

da diabete di tipo giovanile e sono

dovute alla mancanza di zucchero

nelle cellule, che provoca nell’organismo

uno stato di chetoacidosi che

se non scoperto immediatamente,

può condurre al coma e alla morte.

Le lesioni patologiche in diversi

organi, sono invece correlate alla

precoce aterosclerosi che si osserva

nei soggetti con alti tassi di glicemia

nel sangue. L’aterosclerosi è una

patologia del sistema vascolare che

provoca una diminuzione della elasticità

e una riduzione del calibro dei

vasi arteriosi.

...Continua a Pag. 21

Pag.9


Campo de’ fiori

In questo numero vi presentiamo la storia dell’orchestra

“Aurora”

Il ritorno

di

Max

di Peppe Rossi

LA MITICA

ORCHESTRA “AURORA”

Come le ciliegie, una notizia tira

l’altra, non importa chi prima o

chi dopo, il nostro orgoglio è

“comunque, prima o poi”. Nel

numero scorso di “Campo de

Fiori” abbiamo parlato

dell’Orchestra Hot Jazz e subito

ci è stato rimarcato il fatto che

a Civita Castellana esisteva

un’altra orchestra, l’Orchestra

“Aurora” molto più anziana

dell’Hot Jazz . E’ proprio per

questo che è più difficile trovarne

materiale fotografico.

Grazie ai familiari dei componenti

della “Mitica” Orchestra

siamo riusciti a costruire la storia

di questi amici, che un giorno,

decisero di far divertire la

gente non soltanto locale, ma

anche quella dei paesi limitrofi,

in particolare Vignanello.

Proprio tra Civita Castellana

(Sala Cicuti) e Vignanello (Sala

Pietrò), Giovanni Rossigni,

detto “Giovanni de Giggiò”, fu

l’indiscusso e continuo direttore

dell’orchestra per via della sua

passione per il violino, si vuole,

infatti, che i direttori di orchestra

vengano da questa scuola.

Ma di direttori saltuari l’orchestra

“Aurora” ne ha avuti tanti,

tra i quali Alfredo Crestoni e

il maestro Madonia, anche

loro suonatori di violino.

I componenti dell’Orchestra

Aurora erano: Tommaso

Rossi “O Ciommo”, suonatore

di uno degli strumenti di nuova

concezione, all’epoca, il trombone

a tiro che importò

dall’America durante la crociera

con l’Amerigo Vespucci, nave

scuola della Marina Militare, di

cui Tommaso Rossi era parte

dell’equipaggio, poiché elemento

della Banda della Marina

quale suonatore di Bombardino,

Nino Ciarrocchi “o fornaro” al

Sax, Attilio Mancini, attualmente

residente a Latina, al

Sax Tenore, Roberto Mei al

Sax Baritono, Bino Lemme al

clarino - questi ultimi due elementi

in seguito passarono

all’Hot Jazz - Edeocle

(Edecole) Carabelli, alla

Batteria, Clemente Fantera

“Pistello”, suonatore di Bongo,

Alfredo Cima “Cimetta”, suonatore

di contrabbasso non

elettrico, strumento simpaticamente

chiamato “a Mattara”

(* Vedi Nota), oggi ancora conservata

dagli eredi e chiamato

così per l’immenso volume dello

strumento, Siro Spreca “o

Tassinaro”, che in maniera saltuaria

suonava strumenti a

percussione: “nacchere” e a

scuotimento: “maracas”, Nello

Valeri detto “Nello o Zappò”,

Giovanni Basili, detto

“Giuvannetto o Barbiere”, abile

clarinettista e sassofonista,

Ediberto Manoni, polistrumentista,

alla fisarmonica, al

mandolino ed, infine, chitarra

elettrica, Otello Ammannato,

“o capo stazione”, al violino,

Pag.10


Campo de’ fiori

Lorenzo Picchetto, al Sax,

Antonio Gelanga, alla tromba,

Luigi Silveri “Giggiò”, alla

fisarmonica, Fausto Sedan,

alla fisarmonica ed infine Plinio

Mei, alla batteria. Il gruppo

dell’Orchestra Aurora, quindi

ha avuto nel tempo un’alternanza

di elementi che per

numero era paragonabile

all’imbattibile Orchestra radiofonica,

poi televisiva Angelini,

di Cinico Angelini. Nato nel

primo dopoguerra, è intorno

alla metà degli anni ’50 che il

gruppo si fa conoscere e stimare

in provincia. A Civita

Castellana l’Aurora era regina e

con lei si partecipava ai pomeriggi

musicali, chiamati “The

Danzanti”, o si organizzavano

serate danzanti e veglioni, sia

all’interno della Sala Cicuti, sia

nel salone delle feste

dell’Albergo Flaminio. Gli

appuntamenti erano vari e le

feste danzanti erano curate un

po da tutti, si poteva partecipare

al “Veglione dei Cacciatori”,

a quello “Dei Signori” all’interno

del Circolo d’Elite con sede nel

palazzo Trocchi. Il “Veglione

Rosso” organizzato dall’allora

Partiti della Sinistra ; quello

Comunista e quello Socialista,

che si svolgeva all’interno del

Palazzo Baroni, oggi Palazzo

Montalto-Belei. Riguardo il

Partito Comunista, questo si

avvaleva anche dei vasti locali

del circolo E.N.A.L. “Giovanni

Amendola” avente la sede in

Corso Bruno Buozzi nei locali

oggi sede della Banca di Roma.

Il paese dove si poteva ballare

con l’Orchestra Aurora, fuori

dalle mura cittadine era

Vignanello. Le sedi: il cinema

Cimino e la sala interna ed

esterna nei locali - terrazza di

Pietrò. Ogni domenica pomeriggio

le coppie si formavano e

crescevano a suon di Beguine,

Fox Trot, Rumbe e Sambe. Non

esistevano gli attuali “Balli di

Gruppo” e l’Hully Gully era di là

da venire, qualche lento era la

gioia e delizia delle coppie presenti.

Un altro appuntamento

che vedeva l’Orchestra Aurora

quale attrazione fissa, erano le

feste di San Giovanni nel quartiere

di Catamello, dove oltre ai

nomi già fatti si potevano

aggregare con l’orchestra

anche elementi che facevano

parte della Banda Cittadina,

come Francesco Sacchetti, altro

brillante clarinetto già avanti

con l’età, e altri bravi strumentisti,

la musica rendeva tutti

giovani. C’è da dire che il gruppo

che formava l’Orchestra

Aurora era legato in ogni modo

da una forte amicizia che continuava

anche fuori dagli appuntamenti

canonici, si potevano

ascoltare divertiti nelle feste di

“Villa Padella”, l’abitazione privata

di Alfredo Cima in Via

Rosselli, oggi via transitata ma,

50 anni fa, vera periferia come

l’intera zona di Catamello,

oppure in Via Pistola dove esistevano

degli orti e tra questi

quello di proprietà di Giggiò,

suocero di Giovanni Rossini. I

componenti dell’orchestra

Aurora non hanno mai mostrato

pretesa di notorietà, a tutti

bastava un piccolo introito,

anche di natura mangereccia,

visti i tempi di carestia che il

dopoguerra regalava a profusione,

e come ci si rimaneva

male quando si andavano a

fare “i servizi” e sul palco dei

musicanti non arrivava ne

materiale commestibile ne alcolici

vari, visto che lo slogan ufficiale

del gruppo era “ Dio ce ne

scampi della sete dei musicanti”.

L’orchestra Aurora è stata la

colonna sonora di moltissime

coppie ancora viventi, che

attualmente hanno compiuto

una bella manciata di anni,

intorno la settantina. Ragazzi

18enni allora che si raccomandavano

agli strumentisti di eseguire

molti lenti, perché…?

Facile immaginarlo.

Tempi andati, tempo che fu, ma

una cosa è certa, le orchestre

da ballo hanno sempre continuato

ad essere uguali, senza

mutare nel tempo e mantenendo

sempre lo stesso potere di

attrazione.

NOTA

* “mattara” - era così chiamata in dialetto

la madia, il mobile che serviva alle

nostre nonne per custodire l’impasto

della farina e lievito per confezionare il

pane e conservarne la base acida,

appunto la pasta lievitata).

Pag.11


Campo de’ fiori

Album dei ricordi

Correva l’anno 1957

Giovani civitonici festeggiano il carnevale

presso la sala F.Cicuti di Civita Castellana

Questa bella fotografia ci è stata data dal Sig. Gai Lamberto

Chi sono questi piccoli scolari ??......

Se vi riconoscete in queste foto, venite in redazione e riceverete un simpatico omaggio.

Se desiderate vedere pubblicate le vostre foto, portatele presso la redazione di Campo de’ fiori

Pag.12


Campo de’ fiori

Album dei ricordi

Correva l’anno 1950: V elementare

la foto ci è stata data dalla Sig.ra Lucia Vaselli

Correva l’anno 1950 : bambini di Civita Castellana che hanno ricevuto

la prima comunione presso la Cattedrale S.Maria Maggiore

Pag. 13


Campo de’ fiori

L’uomo Lancia

NATALONI il pilota che ha vinto più gare al mondo di Sandro Anselmi

fatto un patto con il diavolo ed è bello e salutare

discutere con un giovanotto così vivo e carico

di energie. La sua storia e la sua carriera

sono ricche e copiose e perciò non basterà questo

numero di Campo de’ fiori per raccontarvele.

Incominciò, da quando suo padre, grande

appassionato di auto, gli prestava la macchina

per poter seguire la Mille Miglia che passava a

Civita Castellana e, quando ancora, gli si faceva

complice per poter eludere la madre, invece

contraria, per poter partecipare di nascosto alle

prime gare. A diciotto anni guidava già una

Aurelia B21. A soli venti anni partecipa alla sua

prima Mille Milla. Ad appena ventuno anni vince

la coppa del Cimino con la Lancia Aurelia 2000.

La Lancia appunto, questa grande casa che sposerà

e con la quale otterrà il novanta per cento

dei suoi successi. Ha successi clamorosi, duraturi,

infiniti.

Quando si ha la velocità nel sangue e questa si

trasmette con il DNA, si verifica allora che diverse

generazioni diano alla storia dei campioni e,

nella famiglia Nataloni, questo è. Germano

Nataloni, però, la velocità nel sangue l’ha solo

per quel che riguarda l’automobilismo e non

certo per il significato medico del termine.

Questo superbo campione di oltre settant’anni

di età, è senz’altro più giovane di oltre venti

anni di ciò che dichiara l’anagrafe. E’ simpatico,

cordiale, giavanilissimo ed è un vero gentleman.

Ha gli occhi vivi di un uomo che ha sempre vissuto

nella velocità, dove non è permessa nessuna

distrazione, dove tutto è adrenalina e

coraggio e dove la sana voglia di vincere, che è

innata nell’uomo, non viene mai meno. Siamo

nell’ufficio di Nepi della sua prestigiosa azienda

che conduce insieme al figlio Nello (altro campione

del quale parleremo in seguito) e, orgoglioso

del suo lavoro e della sua fulgida carriera,

mi mostra, grazie all’amicizia che ci lega da

quando andavo a trovarlo per discutere di assicurazioni,

(una delle mie attività storiche) una

quantità esagerata di coppe, targhe e trofei

tanto da restarne abbagliato.

Germano è rimasto come allora, sembra aver

Pag. 14


Campo de’ fiori

Il primato ad esempio di aver vinto, tra l’altro,

ventitre titoli italiani consecutivi. Altro esempio,

che avvalora ancor più la straordinaria bravura

di questo super campione, è quello che nel

1992, per la classe oltre 2500 e nel gruppo A,

vince tutte le undici tappe da Biella a Madonna

di Campiglio. Germano era un pilota ricco di

temperamento ma anche dotato di molta tecnica.

All’arrivo aveva spesso i calzini lacerati per la

forza con cui azionava i pedali del freno e della

frizione, ma era spesso anche sfinito per l’esatta

applicazione delle strategie vincenti che

usava in gara. Nella Mille Miglia di Monza, alla

guida di una Beta Montecarlo Turbo, sotto una

pioggia battente, schizza subito in testa e vince

davanti a piloti come Patrese e Alboreto. Sui

giornali dell’epoca veniva denominato “il drago”

ed era frequente il paragone con il leggendario

Nuvolari, tanto che alla fine delle gare, coperti

ancora dalla tuta, venivano scambiati l’uno per

l’altro. ...continua sul prossimo numero

...continua da pag.6

L’anno 1584 sancisce la consacrazione della

festività di Sant’Anna; S. Gioacchino celebrato

dapprima il 20 marzo dello stesso anno, si celebra

nel nuovo calendario liturgico il 26 Luglio

insieme a Sant’Anna. Uno scritto del II sec. traccia

la storia di Sant’Anna, che dopo una lunga

sterilità ottiene dal Signore la nascita di Maria.

Da allora le trepidanti mamme in attesa del

parto celebrano e invocano la protezione di

Sant’Anna.

Breve storia della religiosità

di Civita Castellana

Attraverso una lettura dei reperti archeologici e

dalle testimonianze letterarie possiamo ricostruire

la religiosità e la devozione dei nostri

antenati sino all’era cristiana. Ricordiamo le bellissime

decorazioni in terracotta dei templi urbani

di Vignale e Scasato e suburbani, come Sassi

e Celle. La loro bellezza ed imponenza, ancora

visibile nei reperti esposti nel Museo romano di

Villa Giulia è dimostrata dalla notevole espressività

della statua frontonale raffigurante Apollo (

fine IV – inizi III sec. a.C.) e di Giunone Curite,

proveniente dal santuario di Minerva allo

Scasato. Giunone somma divinità protettrice

del popolus Falisco rimane oggetto di culto e

divinazione anche dopo la fine del fiero popolo

Falisco.

I potenti Romani colonizzatori e vincitori, nel

241 a.C. distruggono Falerii Veteres e trasferiscono

i pochi superstiti in una nuova città,

Falerii Novi. Come ricordare il loro passato, la

loro identità e religione?. Con una solenne processione

che da Falerii Novi attraverso un cammino

di fede per la via Sacra, raggiunge il

Tempio consacrato a Giunone Curite, edificato

sin dal VI sec. a.C. in località Celle, lungo il

corso del Rio Maggiore (sotto l’ospedale

Andosilla). Una giovane sposa, originaria di

Falerii Veteres porta il suo uomo, Ovidio, poeta

latino del tempo di Ottaviano Augusto nei luoghi

della sua infanzia ed il poeta, compose una

coreografica descrizione negli AMORES III, 835”

I Sacerdoti stavano preparando i sacri riti di

Giunone con giuochi solenni e con bue locale.

Fu gran premio alla mia permanenza ivi, benché

sia scoscesa la via che vi conduce” della singolare

e sentita processione per la Via Sacra. All’

ubicazione stessa del Tempio di Giunone Curite

si è giunti tramite questo scritto di Ovidio ed al

ritrovamento fortuito di ex voto in un luogo

sacro, dentro le gelide acque del “Fosso dei

Cappuccini”. Una lapide in bronzo, ritrovata a

Falerii Novi nel 1870, rappresenta la devozione

di alcuni cuochi falisci “ A Giove, a Giunone, a

Minerva i Falisci che si trovano in Sardegna offrirono

in dono” ed un’altra rinvenuta presso Porta

Giove, ci indica presumibilmente l’ubicazione del

Tempio di Minerva, venerata dai discendenti dei

Falisci. Nell’area di Falerii Novi nasce il messaggio

evangelico. Il cristianesimo, col pesante tributo

di sangue e fede dei primi martiri, lascia in

quelle ancor possenti, quanto abbandonate

mura, il sacrificio di due martiri del terzo secolo,

Santi Gratiliano e Felicissima, probabili patroni

della ricostruita Civita nell’Alto Medievo. Nella

zona dei templi pagani sorsero le prime chiese

rupestri tra cui quella di Sant’Anselmo e S.

Ippolito, vicino al tempio dello Scasato. Intorno

all’anno 1000 il Vescovo di Civita, Crescenziano,

seguendo le orme e gli scavi dell’imperatore

Ottone III, trova le spoglie dei martiri Marciano

e suo figlio Giovanni presso la chiesa di S.

Teodora a Rignano Flaminio. Con la traslazione

delle reliquie a Civita Castellana, dapprima nella

chiesa di S.Ippolito, si narra di episodi ed eventi

prodigiosi ( acqua purissima che all’improvviso

sgorga dall’immagine di S. Teodora - gigli che

in pieno inverno fioriscono ed erba che rinverdisce

). Tra i fedeli inizia il culto dei nuovi SS.

Martiri. La volontà popolare, la devozione dei

fedeli e per decisione del Vescovo Crescenziano,

i Santi Marciano e Giovanni diventano i protettori

di Civita Castellana.

Pag.15


Campo de’ fiori

Come eravamo di

Alessandro Soli

Anno scolastico 1958-1959 scuola media II C.

prima fila in piedi da sx: Emanuela Fantera, A.Rita Eroli, Gabriella Berardi, Mauro Cipriani,

Enzo Pegoraro, Prof.Luigi Paolelli (disegno), Prof.ssa Elena D’Angiolini (lettere),

Sergio Angeletti, Silvano D’Ascanio, Ermanno Nelli, Maria Mancini, Gabriella Fantera.

seconda fila in ginocchio da sx: Pifferi, Alessandro Soli, Franco Masciangelo, Mario Russo,

Biagio Caccialupi, Rolando Polidori, Fabrizio Fontana, Sergio Conti.

terza fila seduti da sx : Mario Ginevoli, Sergio Bertolini, Michele Abbate.

Quale migliore occasione per fissare i ricordi

di una “infanzia Civitonica”, che per me,

ormai ultra cinquantenne,rappresentano qualcosa

di molto importante, infatti essi entrano a

far parte di quel bagaglio, che la tradizione e

la cultura popolare riescono a malapena a

conservare. Allora non perdiamolo, questo

bagaglio, e se qualcuno l’ha smarrito, spero di

dargli la sensazione e la gioia di averlo ritrovato.

Permettiamoci perciò questi “Flash

back”(Lampi di cose vissute), che tanto bene

fanno alla mente e allo spirito.

Dividerò questo “lavoro”, in varie sezioni, iniziando

dalla scuola, per continuare con i giochi,

e via via tutte le tradizioni civitoniche,

degne di essere conservate e (perché no?), fatte

conoscere alle nuove generazioni.

Pag.16

LA SCUOLA

I banchi in legno, con il foro centrale per il

calamaio in vetro, che la bidella riempiva

ogni mattina di inchiostro, dove il “pennino”,

(favoloso quello fatto a torre), diventava

una lancia bluastra che trafiggeva il

foglio del quaderno con la copertina nera e

i bordi rossi. Il cancellino della lavagna, che

veniva lanciato in classe (quando era possibile),sulle

spalle del compagno di banco

che all’improvviso si trasformava in

“apprendista mugnaio”, malgrado il sinaletto

nero. L’ora di ricreazione, con il formaggino

“Ferrero”, quello triangolare al cioccolato

e nocciole tritate, oppure il più classico

“pane burro e marmellata”. I primi anni

delle elementari, con intere pagine di quaderno,

riempite a noia e fatica, di lettere

A,B,C, e numeri 1,2,3.

Eravamo sempre muniti di penna e calamaio,

con l’immancabile”carta assorbente”,

che ci salvava da macchie e “sbrodolamenti”

vari. Poi, di colpo, la rivoluzione nella

scrittura: la penna “Biro” (dal nome del suo

inventore), ovvero la penna a sfera. Non

riuscivamo a capire perché l’inchiostro non

si “seccava” in quella cannuccia di plastica

, e perché quella piccola sfera non scappava

mai via. Quante volte l’abbiamo tolta,

afferrandola magari con le pinze, macchiandoci

le mani d’inchiostro così denso,

che neanche il sapone fatto in casa dalla

nonna, con grasso e cenere,riusciva a cancellare.

I corridoi della scuola, con i manifesti

dei Funghi Velenosi e Commestibili,

ma noi eravamo affascinati da quelli che

raffiguravano i pericoli che si potevano

incontrare in

campagna.

Essi evidenziavano

i vari

residuati bellici,

come

bombe, mine

antiuomo e

anticarro,

ancora inesplose,

con il

monito di non

toccarle, scritti

in stampatello

e a caratteri

cubitali.

L’interno della

classe, austero

e spartano,

con la cattedra e i banchi in

legno, la lavagna un po’ distanziata

dal muro, quel tanto che bastava

ad accogliere il “discolo di

turno”, e le pareti, tappezzate di

cartine geografiche ormai logore,

ma pur sempre affascinanti.

Guardando quelle dei continenti

extraeuropei, la nostra fantasia

navigava verso terre lontane e

sconosciute. Di colpo ci sentivamo

“Tigrotti del fiume Treia”, agli

ordini di Sandokan, nella “Foresta

del Quartaccio”. Il suono della

campanella, che ci riportava alla

realtà, con la promessa di “darsele

di santa ragione” all’uscita della

scuola, quando le “borzate” non

volavano più, e rimaneva il rammarico

per battaglie mai fatte.

I profumi della scuola, tipico e

inconfondibile quello della grafite,che

emanava la matita appena

temperata, la cui punta si spezzava

a ripetizione. Questa operazione

veniva fatta con il temperino

classico a volte sostituito dalla

“Gillette”usata di papà, che ci

dava la sensazione di essere più

grandi. C’era poi il profumo della “gomma

dura”, che cancellava i nostri errori, ma

spesso bucava i quaderni, incontrando la

resistenza dell’inchiostro.

Ci sarebbero non mille, ma milioni di ricordi

legati alla scuola, ma il più affascinante

resta quello che ci riporta al primo giorno

di scuola, quando con il grembiule stirato,

mostrando con orgoglio l’asta di stoffa

cucita sul braccio destro (marchio in numero

romano che ci catalogava in prima elementare),

armati di borsa in pelle e cestino

per la colazione, entravamo a far parte di

quel mondo che una vita intera non sarà

sufficiente a scoprire veramente.

.... continua sul prossimo numero

E’ proprio il caso di dire: prendi carta, penna e calamaio (1952)


Campo de’ fiori

Cari amici

Noel sta crescendo e

la sua storia si arricchisce

di nuove

avventure. Vi consigliamo

di conservare

tutti gli inserti.

Buona lettura dai

vostri

Cecilia e Federico

continua.....

XVI


Campo de’ fiori

Selezione Offerte Immobiliari

Sandro Anselmi

P.zza della Liberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT)

Tel./Fax 0761.51.31.17

e-mail : sandro_anselmi@libero.it

-Affitto appartamento

uso ufficio di

mq 90 circa. Impianti

a norma termoautonomo.

Ampia reception.

Caratteristiche

di lusso. Balconato.

Civita Castellana Via

Torquato Tasso.

-VENDO a Civita

Castellana porzione

di villa bifamiliare con

ingresso indipendente.

Mq 120 con garage

di mq 30 e

magazzino di mq

100. Giardino, veranda,

pozzo, altri terreni

annissi mq 700 +

mq 300. Altre aree di

pertinenza.

Termoautonomo.

1 Km dal centro.

-VENDO o AFFIT-

TO a Corchiano villino

di campagna su

due livelli. Quattro

camere, cucina, salone,

due bagni.

Terrazzo panoramico,

terreno di mq 500

circa. Enel, Pozzo,

pozzo nero.

Vero Affare !!

2 Km dal centro.

-AFFITTO un mini appartemento ed un monolocale al centro storico

di Civita Castellana, preferibilmente a persona sola.

-AFFITTO appartamento di mq 50 in Via della Repubblica di

Civita Castellana.

-AFFITTO ampio locale per usi diversi in zona industriale di Civita

Castellana.

-VENDO azienda industriale a porte chiuse, o solo stabile in

Civita Castellana.

-CEDO agenzia di pratiche auto avviatissima a Civita Castellana.

Prezzo interessante.

-CEDO negozio di abbigliamento a Fabrica di Roma a prezzo di

realizzo.

-CEDO a Civita Castellana circolo ricreativo, gastronomico, culturale.

-CEDO a Civita Castellana attività di pizzeria-rosticceria-tavola

calda. Affare.

-CEDO attività di Bar-Gelateria in locale di mq 105. Licenze per

somministrazione di allcolici e superalcolici, pasticceria fresca e

secca, vendita al minuto. Concessione suolo pubblico.

-VENDO o AFFITTO a Civita Castellana locale commerciale di

mq 220 al piano primo. zona centralissima.

-VENDO villino da ristrutturare di mq 90 con giardino.

- VENDO a Gubbio

41 ettari di terreno

con ruderi.

Diverse le possibilità

di contributi e di realizzazione

immobiliare.

-VENDO a Fabrica di Roma terreno di mq 4.000 con progetto

approvato per la realizzazione di una villa bifamiliare. Bucalossi

pagata. Dato inizio lavori.

-VENDO a Fabrica di Roma in posizione panoramica, villa con

ampio giardino e piscina di due piani fuori terra.

Ampia taverna e locali di servizio al piano seminterrato.

PREZZO INTERESSANTE.

Pag.18

-VENDO villa in

via di finitura, fra

Civita Castellana e

Fabrica di Roma,

con 1 ha di terreno

circostante.

Rifiniture eccezionali.


Campo de’ fiori

Album dei ricordi

Correvano gli anni ‘50 : colonia estiva

Correvano gli anni ‘40 : giovani civitonici

Correvano gli anni ‘70: donne civitoniche in gita a Firenze

Correvano gli anni ‘50: giovani al ballo di carnevale

In questa foto di contadini fabrichesi pubblicata

nel 4^ numero sono stati riconosciuti : Ing.

Enrico Giacobbe che ha chiamato da Piacenza,

Elisena Stefanucci, Letizia Giacobbe, Teresina

Stefanucci, Francesco Pacelli

In questa foto pubblicata nel 5^ numero sono

stati riconosciuti, oltre a Franco Arpini, che ci ha

dato la foto, Gino Galligani, Claudio Corazza,

Elio Mosca che ci ha chiamato dalla provincia di

Bolzano, Franco Ricci, Celeste Innocenzi e

Franco Sorge.

In questa foto pubblicata nel 5^ numero sono stati riconosciuti:

prima fila in alto da sx: Antonio La Marca, Antonio

Madeddu, Gino Micheli, Mario Talia, Aldo Cerri.

seconda fila, centrale da sx: Verano Sestili, Ivo

Sinibaldi, Lorenzo Stinchelli, Carlo Basili, Nino Coramusi,

Sandro Moscioni, Lamberto Santucci.

terza fila, seduti da sx: Vittorio Salvucci, Vincenzo

Marini, Arnaldo Profili, Sergio Talia, Mariso Massaccesi,

Sandro Severini.

In questa foto pubblicata sul 5^ numero sono state riconosciute: Suor Imperia,

Corina Ceroni, Loriana e Floriana Pinardi, Maria Barduani, Scopetti, Assunta Vegni,

Giuliana Cerri, Mirella Marcantoni, Graziella Guazzaroni, Anna e Mina Vaselli,

Sandra Mezzanotte, Mirella Cirioni, Bonina Ercolini, Giovanna Rossi, Anna Rosa

Angeletti, Fiorella Corteselli , Vera Tontoni, Gina Mancini, Anna Mozzicarelli, Anna

Laurenti, Dirce Gomiero, Nelli, Maria De Petris, Anna Polacchi, Maria Federici,

Emiliana Anzellini e sua cugina, Maria Fantera, Vincenza Micheli, Leda Fiora,

Gabriella Lerin, Ornella Smargiassi, Rosanna Malatesta, Orlanda Dionisi, Leida

Tribolati, Giuseppa Ercolini, Ines Stinchelli.

Pag. 19


Campo de’ fiori

Poesia

CARNEVALE

‘Na manciata de coriandoli in bocca,

te fanno assaporà che nun è male,

er sapore dorce de sto carnevale.

E’ la festa de tutti, de li padri e de li ragazzini,

che se trasformeno come burattini.

Sarteno, balleno, fanno gran cagnara,

dimenticanno l’affanni de ‘na vita amara.

Baci, abbracci, ognuno è tu’ fratello,

poi, domani, s’aricomincia cor cortello.

L’omo cambia, ma la maschera è sempre quella:

Arlecchino, Colombina, Purcinella.

Ogni anno, puntuali, aritorneno pe’ strada,

pe’ fà ride chi piagne de dolore,

pe’ cconnì a solita zuppa,

e dajie più sapore !

Alessandro Soli, 14.02.1985

Buon San Valentino

A te che sei tutto e tutto è racchiuso in te.

Gabry per Michy

Non ci sono parole per dirti

Ti amo....Luca (per la mia Valeria)

Ho sempre bisogno di te. Romina

Ogni giorno che sorge il sole rafforza il mio amore per te. F.B.

L’amore è come il fuoco di un camino, per ardere ha bisogno di legna....io

ne ho un mare. Giusy per Marco

Un uomo che non sà amare non può vivere......io vivo. Roberto

Pag.20


...continua da Pag. 9

A lungo andare i vasi colpiti non

sono in grado di trasportare al

meglio il sangue agli organi che

quindi diventano sofferenti e mal

funzionanti. La progressione di questa

patologia vede una chiusura

completa del vaso con danno ischemico

dell’organo colpito. Purtroppo

gli organi che ne sono colpiti principalmente

sono il sistema nervoso

centrale e periferico, il sistema cardiovascolare,

i reni e gli occhi.

Organi questi di vitale importanza.

Basti pensare che è stato calcolato

che il rischio di infarto nei pazienti

diabetici è circa il doppio di quello

del resto della popolazione. Il diabete

fino a pochi decenni fa costituiva

ancora una malattia contro cui

si poteva poco o nulla. Soprattutto

le persone malate di diabete di

primo tipo, avevano una attesa di

vita, cioè una sopravvivenza media

rispetto alla popolazione generale,

molto bassa e con notevoli problemi

medici. L’introduzione prima dell’insulina

estratta dal maiale e poi

quella umana sintetizzata in laboratorio

hanno completamente rivoluzionato

la cura e le speranze di vita

di questi pazienti. L’inoculazione

dell’ormone mancante è infatti in

grado nei diabetici di primo tipo di

abbassare il livello di glucosio nel

sangue e di far entrare questo zucchero

nelle cellule. La terapia del

diabete insulino indipendente si

basa invece su un’attenta dieta, che

Campo de’ fiori

riduca prima il soprappeso e che poi

controlli strettamente l’introduzione

di zuccheri preferendo quelli a lenta

assimilazione presenti nella pasta a

quelli altamente assimilabili presenti

nei dolciumi e nelle lavorazioni da

forno, per esempio. Oltre che sulla

dieta la terapia di questo tipo di diabete

si basa anche sull’esercizio fisico

che è in grado di far ridurre i

livelli di zucchero e colesterolo nel

sangue e su alcuni farmaci che

sono in grado di diminuire la resistenza

delle cellule all’insulina o di

regolare con complessi meccanismi

i livelli di glucosio nel sangue mantenendoli

più bassi. Purtroppo l’incidenza

del diabete insulino indipendente,

come ho già detto è in

aumento considerevole, e questo

Giochi Antichi

sembra dipendere fondamentalmente

dalla nostra dieta che negli

ultimi venti anni si è arricchita di

prodotti industriali ad alto contenuto

di zuccheri e calorico, determinando

un aumento sensibile dell’obesità

e di riflesso del diabete. In

questo senso è importante, anzi

fondamentale per arrestare l’aumento

di questa patologia la prevenzione

dietetica, limitando l’assunzione

di alimenti ad alto contenuto

calorico e di zuccheri semplici

altamente assimilabili, e adottando

invece una dieta varia, ricca in fibre

e carboidrati complessi, assunti

naturalmente nelle dovute quantità

e senza mai esagerare.

Il gioco della trottola sembra che risalga a

circa 6.000 anni fa. Alcuni esemplari di

trottola sono stati ritrovati negli scavi dell’antica

Troia, a Pompei, in alcune tombe

etrusche ed infine in Cina, Giappone e

Corea. Il gioco della trottola ha davvero

fatto divertire i bambini di ogni parte del

mondo e il nome attribuitole, cambiava di

paese in paese. Il tipo di trottola che vi

proponiamo veniva chiamata in dialetto

civitonico piccolo e la versione più grande

piparola. In altri paesi come a Fabrica di

Roma il suo nome era pitolo e stornello a

Canepina. In altri ancora spacca strommola,

in quanto, una variante del gioco,

Annunci Gratuiti

-Tutto Cambia: cambia anche tu con aziende di vendita

diretta per proporre i suoi articoli di alta bigiotteria, cura

della pelle, accessori moda, cosmetica e biancheria intima.

SI CERCANO signore e ragazze. Se sei spigliata, ti piace

vendere e vuoi soprattutto guadagnare, offriamo lavoro da

svolgere nella vostra zona di residenza.E’ semplice e divertente,

ma soprattutto gratificante e si offrono ambiziose,

ampie possibilità di crescita professionale. Per saperne di

più: 333.6796810 - 380.7313167

-Scambio o acquisto vecchi calendari. Rivolgersi in

redazione.

-CERCO

Lavoro come baby sitter o per impartire

ripetizioni. c/o redazione.

consisteva nel fatto che, mentre un bambino

ne faceva girare una, un secondo

bambino ne lanciava un’altra cercando di

centrare quella che stava già girando, la

quale, con l’urto violento, veniva spaccata.

Questo tipo di trottola, rigorosamente

in legno, veniva costruita a mano e, sulla

parte più stretta, le veniva inserito un piccolo

puntale di ferro che le permetteva di

girare. La trottola veniva lanciata trattenendo

fra le dita un lembo dello spago

precedentemente avvolto attorno alla

stessa. Lo srotolarsi dello spago, dopo il

lancio, dava alla trottola la necessaria

forza centrifuga per roteare.

Per i vostri annunci gratuiti potete rivolgervi in redazione o

mandare un fax al n. 0761.513117 o una e-mail all’indirizzo

sandro_anselmi@libero.it

-VENDO PC + monitor + stampante + modem

+tavolo porta computer € 150,00 trattabili.

Tel. 338.5366948 o rivolgersi in redazione.

-CERCO libri che parlino dell’antico Egitto. c/o

redazione.

-VENDO N.2 mountain bike mai usate. c/o

redazione.

-CERCO Lavoro come baby sitter, ampia disponibilità

di orario. Silvana 0761.574594

-CERCO Lavoro come badante. Massima serietà

e disponibilità. c/o redazione.

Vuoi essere sicuro di ricevere sempre Campo de’ fiori a casa tua ?

Puoi versare 15 Euro direttamente in redazione o sul c/c PT n. 42315580 intestato

all’Associazione ACCADEMIA INTERNAZIONALE D’ITALIA

Il versamento dà diritto all’iscrizione all’Associazione stessa, a partecipare a

tutte le sue iniziative e all’abbonamento per un anno a Campo de’ fiori

Pag.21


Campo de’ fiori

Storia della musica a Fabrica di Roma di Doriano Pedica

Nessuno mai si è cimentato nell’ impresa,

magari difficile, ma certamente non ardua, di

fare una specie di “storia della musica” a

Fabrica di Roma. Certo, diversi presupposti e

diverse basi sulle quali lavorare esistono,

basta cercare nell’archivio storico del

Comune, nelle carte della banda Musicale

Raffaele Poleggi, nella memoria dei molti

musicanti e musicisti di Fabrica, nell’archivio

di immagini del locale Circolo Artistico

Fotografico. E piu’ in generale, in tantissimi

cittadini che sicuramente hanno da dire e da

raccontare molto. Per la verità un lavoro esiste,

ed anche abbastanza completo e documentato,

quello fatto da Giuseppe Bianchini,

storico locale, esperto di cose antiche, studioso

della comunità fabrichese . Bianchini già da

tempo ha redatto un manoscritto con la storia

della banda musicale R.Poleggi, che vive

ormai da ben tre secoli.

Lavoro pregevole e senza dubbio degno della

massima attenzione, che prima o poi dovrà

trovare un mecenate che lo dia alle stampe.

Ma la storia della musica a Fabrica parla

anche della musica cosiddetta “ leggera”,

quella che ha vissuto di intrattenimento, di

divertimento, di sogni, di amori e di ribellione,

di nuove idee e di grandi progetti. Forse

tutto questo potrebbe partire dagli anni 60,

ma anche in precedenza Fabrica ha prodotto

qualcosa, anzi piu’ di qualcosa, che ha fatto

divertire e ballare intere generazioni, dalle

prime tracce ante e post belliche, quando

bastava una fisarmonica e qualche strumento

Pag. 22

a fiato per fare musica semplice, fatta di rime

baciate e di ritornelli se vogliamo un po’ elementari.

Forse solo nel dopoguerra, con l’arrivo

in massa della musica mondiale, americana

in particolare, qualcosa di piu’ consistente

si è visto.

I primi gruppi stabili, con orientamenti che

avevano preso spunto dalle formazioni jazz,

ma che producevano musica leggera italiana

è quanto andava di moda all’epoca. Chi non

ricorda i mitici “ Brazil” che poi erano quasi

tutti, se non tutti, componenti della banda

musicale cittadina? Hanno raccolto pubblico e

consensi , tanto da scavalcare mezzo secolo.Poi

da metà degli anni 60 nascono le formazioni

“Beat” che già sono state analizzate

assai esaurientemente anche dalle colonne di

questa pubblicazione, ma questo fenomeno

segno’ il passaggio dagli strumenti tradizionali

a quelli elettrici.

La pianola, la chitarra elettrica ed il basso

elettrico. Per una musica nuova, che cambiava

i gusti ed i modi di essere di una generazione.

Non piu’ nomi, per non fare torti a nessuno,

ma sicuramente un movimento che ha

aperto una nuova traccia nella musica fabrichese.

E da quei tempi, dalle balere all’aperto

su spazi improvvisati, dall’epoca dei fazzoletti

al collo come Battisti e dei “capelloni” sono

nate generazioni di giovani appassionati che

pizzicando corde , pigiando i tasti bianchi e

neri o battendo sulle pelli dei rullanti, hanno

dato un fermento musicale che mai si è arrestato.

Che ha conosciuto forse periodi di stanca,

ma diverse formazioni si sono sempre

alternate nelle preferenze dei giovani che via

via crescevano. Ora siamo nel nuovo secolo,

da “ ciliege rosa” con la mitica tromba dei

Brazil ne è passata di acqua sotto i ponti, ma

a Fabrica rimane qualcosa, anzi molto, che si

vede negli appuntamenti musicali, quando c’è

la rassegna estiva che coincide con la festa

della birra, ad agosto. Forse questa parte, questo

aspetto della cultura fabrichese merita di

piu’, molto di piu’, merita uno studio importante

e non ci meraviglierebbe se qualche giovane

intraprendente, che si vuole laureare in

specialità moderne, facesse una ricerca a tappeto,

su Fabrica, sui paesi vicini, per vedere

quanto c’è di buono e di importante nei giovani

che sempre hanno fatto musica, moda, opinione

e che hanno contribuito a creare la vita

di un paese, di una zona piu’ o meno omogenea.

Forse potrebbe trovare consensi ed incoraggiamenti.

In fondo la musica dalle nostre parti

l’abbiamo nel sangue ;non siamo lontani

discendenti di quegli Etruschi che duemila e

cinquecento anni fa si immortalavano con

dipinti che rappresentavano scene di musica ?

Questo, come tanti da questa rivista, è un

ennesimo sasso nello stagno. Le acque fin

troppo calme che ci hanno preceduto in questi

ultimi anni vanno agitate, movimentate, provocate:

E nelle vesti di provocatore mi ci trovo bene,

magari qualcuno chiedesse, cercasse, volesse.

Si potrebbe fare bene. Proviamo ?

L’A.I.D.I. (ACCADEMIA INTERNAZIONALE D’ITALIA)

e Campo de’ fiori

selazionano giovani ambisesso, per ampliare le proprie strutture

organizzative e per avviarli ad una promettente carriera

professionale.

Tel. 0761.513117 e-mail: sandro_anselmi@libero.it


Erminio Cipriani

Torneo di Basket in onore di Maurizio Mascioli

CIAO ANGELO

A volte succede…

Apparentemente senza

una ragione!!!

Incontri una persona e ti

affezioni…

Ti trasmette dei valori…

Ti aiuta…

Conosci il suo modo di

vivere

(è simile al tuo)

Ti fa piacere

vederla…anche se ogni

tanto

...Peccato non averti mai

detto queste cose.

Sei scomparso in maniera

imprevedibile,

sostituendo nei nostri sentimenti

la gioia che avevamo nel

Angelo Fantera - (primo a sx)

conoscerti,

con un profondo dolore.

Ci mancherai molto…

Ci mancherà molto

IL MARESCIALLO…

Mai cattivo…

Mai volgare…

Ci mancherai molto

ANGELO…

Grazie di avere attraversato

la nostra vita

Di avere lasciato la tua

traccia.

Grazie di averci fatto

conoscere

Una persona VERA.

Un saluto

Campo de’ fiori

In ricordo di.....

GLI AMICI

Maurizio Mascioli

La pagina dedicata allo sport del nostro

Campo de Fiori”, su questa uscita, non

parlerà di sport in attività nella Città delle

Ceramiche, ma sarà dedicata in ricordo di

tre concittadini che, nel 2003, ci hanno

lasciato in maniera tragica ed improvvisa:

Erminio Cipriani, Maurizio Mascioli e Angelo

Fantera. Tre uomini che hanno dedicato la

loro vita allo sport; il Rugby per Erminio e

Angelo e il Basket per Maurizio. Il nostro

non vuole essere un necrologio, ma un

ricordo da conservare insieme al nostro

giornale. Di Maurizio ne parleremo anche

nel prossimo numero, inserendolo nella

storia del Basket Civitonico poiché militante

nella squadra di Gianni Santi e del patron

Enzo Brunelli: l’AS Basket Civita Castellana

affiancabile al nome di Hydra. La giovane

età di Maurizio ci racconta poco della sua

vita sportiva, ma la volontà di superare l’impedimento

che un male incurabile lo stava

minando, è lodevole. Egli, non solo ha continuato

a fare agonismo mettendocela tutta

e indossando la maglia numero 9 della

squadra del coach Fabbri, ma si è voluto

anche diplomare a tutti i costi. E’ proprio

per questo motivo, a simbolo di un personaggio

da emulare, che l’Istituto Tecnico

Commerciale “Fabio Besta”, dove Maurizio

si è diplomato, gli ha voluto dedicare la

palestra di proprietà dell’Istituto stesso,

oggi, appunto, palestra “Maurizio Mascioli”.

La società di basket gli dedicherà, nell’anniversario

della sua morte, un memorial

che ha già esordito con la presenza delle

squadre di basket: la Pegaso di Tarquinia, la

Stella Azzurra di Viterbo, Fortitudo Roma

1908, e l’Hidra Basket. A Maurizio Mascioli

sarà dedicato anche il torneo Esordienti

Provinciale 2003\2004 con al partecipazione

di 7 squadre provinciali A.S.BASKET

PEGASO TARQUINIA, VIRTUS CAPRANICA

BASKET, U.S MURIALDO, S.ROSA VITERBO,

STELLA AZZURRA VITERBO, VIRTUS

MARTA, AS.BASKET CIVITA CASTELLANA,

che si svolgerà a primavera. Erminio

Cipriani, invece, ha vissuto un’attività spor-

di Peppe Rossi

tiva molto più intensa e promiscua, avendo

più anni di Maurizio, prodigandosi tra il

pugilato e il Rugby. Chi ha avuto modo di

leggere le puntate dedicate al pugilato pubblicate

nei numeri precedenti, avrà più volte

letto il nome di Erminio quale collaboratore

della palestra pugilistica civitonica, affiancata

al circolo “Giovanni Amendola” di

Civita Castellana. Erminio è stato, per anni,

il secondo di bordo ring degli atleti della

boxe locale, per tutti gli anni in cui la palestra

ha operato in tutto il suo splendore.

Allo scioglimento del team pugilistico, ed il

suo trasferimento a Magliano Sabina, inserito

nella Polisportiva del centro Reatino,

Erminio scelse di collaborare con la neonata

squadra di Rugby locale che si fece grande

spazio nelle collocazioni gerarchiche di

militanza del settore, fino alla conquista

della serie “B”, prima come giocatore, poi

come dirigente. “Lupo”, come veniva chiamato

Erminio, ha dovuto subire l’amara

sorte della malattia, letale anche per lui,

che lo costrinse a muoversi in carrozzina

per diversi anni, ma stoicamente Erminio

non ha mai ceduto alla rassegnazione ed

alla depressione, continuando a frequentare

il campo sportivo “Carlo Angeletti” (altro

grande sportivo immaturamente scomparso)

con il grande aiuto morale che potevano

dargli i “vecchi” amici. Di Erminio si conservano

poche fotografie, poiché personaggio

schivo alla celebrità e molto riservato,

non volle neanche farsi fotografare durante

il torneo delle Nazioni, organizzato dal Club

Civitonico, e svoltosi a Gallese. A molti

rimane un buon ricordo di Erminio Cipriani,

per noi la speranza è che qualcuno si ricordi

di lui nel tempo e ne conservi i valori

morali e di vita vissuta in nome dello sport

e dell’agonismo. Per Angelo Fantera la

causa della fine dei suoi giorni non è stata

una malattia, ma un tragico incidente ferroviario.

Capotreno di professione, Angelo

Fantera, ormai 36enne non si schierava più

con la squadra di Rugby di Via Minio, ma ne

faceva parte e per questo la sua mancanza

si è sentita molto. Ad Angelo non dedichiamo

meriti sportivi, che non potrebbe vantare,

ma lo inseriamo ben volentieri in questo

ricordo, perché Angelo ha lasciato un grande

vuoto, non solo ai suoi famigliari ma

anche ai suoi amici che gli hanno dedicato

delle splendide frasi che pubblichiamo.

L’intera redazione di “Campo di Fiori”, ringrazia

le famiglie dei citati, mogli , genitori

e amici per aver concesso questa opportunità.

L’opportunità di fissare un ricordo

da mantenere sempre vivo nel tempo, il

ricordo di tre grandi amici e concittadini.

Dalla prossima uscita di Campo de’

fiori l’Avv. Aldo Piras sarà a vostra

disposizione per qualsiasi tipo di quesito

che vorrete porgli .

L’Avvocato Piras vi risponderà direttamente

e le domande di utilità sociale

verrano pubblicate insieme alle risposte

del legale. Per i vostri quesiti

potete mandare un fax al n.

0761.513117 o una e-mail a sandro_anselmi@libero.it

Pag.23


Campo de’ fiori

Chiesa Collegiata

S.S. Pietro e Caterina

Vicende costruttive del Duomo di Ronciglione

1629 - 1736

del Prof. Arch. Enea Cisbani

soprannomi

Ringraziamo il Sig. Francesco

Sorge che ci scrive da Castel

Sant’Elia, per comunicarci

nuovi soprannomi.

L’11 Luglio del 1629 segna una tappa

fondamentale nel contesto delle vicende

storiche e costruttive del Duomo di

Ronciglione, meglio noto come Chiesa

Collegiata dei S.S. Pietro e Caterina:

con Atto Notarile, a firma del Notaio

viterbese Celestino Pizzuti, viene rogato

il Capitolato delle opere del Duomo

realizzato per volontà del Duca

Odoardo Farnese, in particolare di sua

moglie Madama Margherita dei Medici,

per la necessità che si aveva di costruire

una nuova Chiesa Collegiata, sia per

l’aumento della popolazione che per le

rinnovate necessità liturgiche della

Chiesa ronciglionese. Il progetto iniziale

fu elaborato dall’Architetto

Girolamo Rainaldi (1560 – 1655),

assistito dall’Architetto Francesco

Peparelli, suo collaboratore, sotto la

direzione del Cavalier Carandino

fiduciario del Duca Odoardo Farnese.

Gli anni che vanno dal 1629 al 1640

vedono la realizzazione delle fondamenta

e dei muri perimetrali del

Duomo. La scelta del sito non è casuale

in quanto l’opera faceva parte di un

dettagliato programma edilizio e urbanistico

di espansione di Ronciglione

voluto da casa Farnese: il Duomo, infatti,

sorge vicino al Borgo Farnesiano con

episodi architettonici tipici dell’architettura

del XVI secolo e realizzati per ordine

del Cardinale Alessandro Farnese.

Dal 1640 – al 1670 i lavori vengono

sospesi in quanto cominciano a delinearsi

problemi di carattere costruttivo,

cedimento di parte delle fondazioni del

Duomo nel fronte verso il Rio Vicano, e

politico con la Guerra di Castro del

1649. Il 1642 vede la fine della giurisdizione

di Casa Farnese nello Stato di

Castro e Ronciglione, e tutti i loro possedimenti,

vengono ceduti allo Stato

Pontificio. Il 30 Marzo 1642 la Comunità

di Ronciglione chiede alle Autorità

Pontificie di abbandonare la costruzione

della vecchia fabbrica farnesiana e di

costruire il nuovo Duomo in un sito più

sicuro ed idoneo: la Sacra

Congregazione del Buon Governo boccia

il nuovo sito e invita la comunità a

completare le opere di costruzione del

Duomo nel sito attuale. Il 12 Luglio

1672 gli Architetti Pontifici Carlo

Rainaldi e Girolamo Penna, con un

nuovo progetto e capitolato delle

opere, indicano i tempi e le fasi edilizie

di completamento della fabbrica del

Duomo ed i lavori possono così riprendere

tanto che, nel 1680, la Chiesa può

dirsi ormai completa nelle coperture,

nelle volte a crociera dell’interno e nel

completamento del tamburo della

Cupola, che viene terminata nel 1682.

Nell’anno 1712 vengono eseguiti gli

altari interni, gli stucchi e le decorazioni

delle navate, la cupola viene rivestita

con lastre in piombo, la pavimentazione

è ormai totalmente realizzata,

viene costruito il vecchio campanile e

poste in opera le cornici dei portali d’ingresso.

Nel 1728 iniziano i lavori della facciata

che nel 1730 può dirsi ormai completa.

Nel 1732 viene terminata la sacrestia e

l’attuale campanile su progetto

dell’Architetto romano Sebastiano

Cipriani. Nel 1736, dopo cento anni di

fatiche e assiduo lavoro, la fabbrica del

Duomo può dirsi conclusa. Il Duomo di

Ronciglione nasce e si delinea architettonicamente

con il classico impianto a

croce latina, a tre navate, con tre cappelle

per ogni lato, copertura con volta

a botte nella navata centrale e cupola

Racchio

iaio

Ciscaio

Sorgiaretto

Costante o bocchisiere

Fammecantà

Lillò

A Negusa

o Veneziano

Sterzo

Lorenzino

Impicialetti

Fanello

Bruscolino

L’OGGETTO MISTERIOSO

nel centro

della crociera.

Progettato

d a

Girolamo

Rainaldi e

Francesco

Peparelli,

sotto la

committenza

della Famiglia Farnese, si trova

nel pieno del periodo Barocco che, in

quel periodo così fecondo per la storia

dell’arte, lascia innumerevoli capolavori

nel nostro territorio. I successivi interventi

progettuali degli Architetti romani

Carlo Rainaldi, figlio di Girolamo, e di

Mattia De Rossi, allievo prediletto del

Bernini, permettono di completare il

progetto iniziale di Girolamo, così sofferto

e sottovalutato nella sua immagine

complessiva.

Il carattere stilistico dei due Architetti è

chiaramente avvertibile, il primo, nel

felice trattamento delle cornici e dei

capitelli delle paraste interne, il secondo,

in particolare negli altari, dichiara

ispirazione e matrice Berniniana.

L’evidente impostazione classica del

Duomo è poi ripresa nel 1732

dall’Architetto Sebastiano Cipriani

nella realizzazione del nuovo campanile

in pieno accordo formale e stilistico con

l’architettura del Classicismo romano

del ‘700. Un ruolo determinante nella

fabbrica del Duomo è svolto da due

insigni Prelati: il Cardinale Giulio

Spinola, Vescovo di Nepi, Sutri e

Ronciglione nel corso del ‘600 e dal

Cardinale Giuseppe Renato

Imperiali, che dal 1702 al 1734 è la

figura chiave di tutte le vicende architettoniche

ed edilizie nel nostro territorio

nel corso di quegli anni così fecondi

di realizzazioni architettoniche altamente

significative. Non si deve tralasciare

la grande funzione innovatrice e culturale

svolta dalla Famiglia Farnese, in

particolare il Cardinale Alessandro ed il

Duca Odoardo Farnese, sotto il cui

dominio i territori da loro governati

conobbero anni di ricchezza e splendore,

testimoniati da grandi opere tra cui

il Palazzo Farnese e la Chiesa con

annesso convento di Santa Teresa in

Caprarola, la cui Pala d’Altare è opera di

Guido Reni e vide la partecipazione del

dimenticato Pittore Civitonico Pietro

Giuliani.

Natalò

o Pilastro

Zachetto

Pocaluce

Gnagna

o Ciociaro

o Moro do carillo

Via della Repubblica, 34

Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.518262

Pag.24

Vi invitiamo ad indovinare

l’oggetto misterioso riprodotto

nella foto accanto. Il

primo di voi che lo identificherà

e ne darà comunicazione

in redazione, avrà

diritto a ricevere un premio

offerto da:


Campo de’ fiori

Vorrei incontrarti fra cent’ anni.....

I PRIMI 102 ANNI DI

NONNA ERSILIA LEMME

di Peppe Rossi

Se cento anni vi sembrano pochi…se ne

possono avere anche 102, un secolo e 24

mesi, è questo il tempo accumulato da

nonna Ersilia Lemme che venne alla luce il

7 Gennaio 1902 a Civita Castellana dai

genitori Paolo Lemme e Ninetta Rossini,

genitori, che oltre ad Ersilia, fecero crescere

Rosa, Belarda, Giulia, Santina, Santo,

Paolo, Gerardo e Sabatino, più altri figli

stroncati dalla spagnola, la micidiale

malattia che falcidiò molti bambini all’epoca.

A differenza dei maschi le femmine

della casata Lemme hanno tutte toccato e

superato la veneranda età dei novant’anni.

Nonna Ersilia, vedova di Guido Carlo Eroli,

abita da sempre in Via Don Minzioni, in

quella casa dove nacquero Nevia e Agata,

che infoltirono l’albero genealogico con i

rami del casato Marcantoni e Morganti.

Di nonna Ersilia si può raccontare poco perché

il periodo trascorso fino ad oggi non le

ha dato la possibilità di grande cose, ma

per nonna Esilia il periodo più bello è stato

quello del matrimonio e della vita matrimoniale

con l’energico Eroli Guido Carlo,

maresciallo di Polizia Penitenziaria e, per

due legislature, anche Assessore al

Comune di Civita Castellana.

“Un periodo quello del matrimonio -racconta

lucidamente nonna Ersilia - dove io e

il mio Carlo non ci siamo fatti mancare

nulla, nonostante i tempi e le magre

entrate economiche, e sinceramente non

potevamo lagnarci. Qualche viaggetto in

Italia, infatti, lo abbiamo fatto, per visitare

le città più rinomate come Venezia, Roma e

Milano.

Città che 50 anni fa erano soltanto

una meta per la luna di miele di pochi

eletti.

Oggi nonna Ersilia è ancora quasi

autosufficiente, il quasi, viene dall’impedimento

all’udito, una grave

sordità avvenuta per una infezione.

La vista si affievolisce ogni giorno di

più, e neanche gli occhiali sono di

ausilio, ma per il resto ha un fisico da

ventenne, non una vena varicosa,

ma soprattutto neanche un filo di

artrosi, tanto da far restare allibiti i

medici del reparto di radiologia

dell’Andosilla, dove alcuni giorni fa si

è dovuti ricorre, per una caduta accidentale

che faceva presagire qualche

rottura d’arto.

Ma “niente di niente” e questa l’invidiabile

dichiarazione da parte dei

medici. Sia le articolazioni che il cuore

sono le cose più funzionali, debitamente

“revisionate” da Danilo

Mecarocci, medico curante che raramente

ha dovuto mettere le mani su

questo eccezionale chassis, un medico

meticoloso che costantemente la

sorveglia e fa si che niente intacchi la

sua salute. Nonna per tre generazioni,

vale a dire bis-nonna per la nascita di

Lodovica ultimogenita di Calca Morganti.

L’ amore le viene inoltre esternato da

Antonio, Franco, Fernando e naturalmente

Carla, che non mancano mai di dare il proprio

sostegno all’amatissima nonna.

Di parenti complessivamente se ne contano

130, tanti erano alla festa del centenario di

nonna Ersilia.

Grilli per la testa nonna Ersilia non ne ha

mai avuti, ma alimenta ancora oggi il pregio

o difetto, che è proprio della “vanità di

donna” e che sono soprattutto la cura della

persona e il vestire che vuole sobrio e colorato;

“ed è anche ambiziosa”, ci dice la

figlia maggiore Agata.

Le vestaglie per esempio, le sceglie lei e

devono essere di buon gusto. Non ha grandi

memorie o aneddoti nonna Ersilia ma

conserva gelosamente e ben riposti i vestiti

di gioventù e una montagna di fotografie

scattate nel tempo.

Questa è nonna Ersilia Lemme, 102 anni

vissuti serenamente ed alla quale , se non

fosse un’esagerazione, ne vorremmo

augurare altri cento, ma questo certo non

dipende da noi…anzi. Auguri vivissimi a

nonna Ersilia da parte di tutta la redazione

di “Campo de’ Fiori”

Via Nepesina, 35a

Civita Castellana (VT)

Ceramiche

Perazzoni

www.ceramicheperazzoni.com

ceramicheperazzoni@libero.it

Tel. 0761.514682

0761.599810

Assicurazioni e

Finanza personale

Agente Generale

Cristiana Barduani

Via della Repubblica, 4

01033 Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.513733

Compravendite - Stime gratuite

Recapito Notarile - Mutui case

Via Roma, 15a - Fabrica di Roma(VT)

Tel. 0761.576556/568514 Cell. 333.3408443

e-mail: immobiliare.lecase@libero.it

Ristorante-Pizzeria

Sala da ballo - cerimonie -

meeting

Il Sabato

liscio - latino americano

balli di gruppo

Via F. Petrarca snc - 01033 Civita astellana

Tel. 0761.514186 Cell. 334.3073679

e-mail: ilsoledinotte@tiscali.it

MESSAGGI

Auguri a Gian Luca Mancini che si è laureato

in Ingegneria Meccanica con un punteggio di 107,

da parte dei parenti, amici e dalla redazione di

Campo de’ fiori.

Pag.25


Vignanello

Campo de’ fiori

14 Febbraio 2004 alle ore 21.00

Sala ex Cinema Comunale di Vignanello

Gran Veglione con

Max e l’Accademia Internazionale D’Italia e i

THE BLACK SILVER

“rievocando gli anni 60 - 70...”

Serata indimenticabile con l’elezione di

“Miss Campo de’ fiori”

Pro Loco - Amministrazione Comunale Vignanello

classe 3 ° elementare maschile 1930

L’oggetto Misterioso

Vi invitiamo ad indovinare l’oggetto

misterioso riprodotto nella foto

accanto. Il primo di voi che lo idinteficherà e ne darà

comunicazione in redazione avrà diritto a riceve un premio

offerto da Foto Studio Claudio Capulli

P.zza della Repubblica, 12

Vignanello - Tel. 0761.755454

matrimonio degli anni ‘40

Cip hi fi

impianti elettrici civili e industriali

CIP di Bracci Romolo e C. snc

P.zza Cesare Battisti 1/2 - 01039 Vignanello

Tel. 0761.754764 - Cell. 339.2345666

I prezzi più bassi d’Europa

Pag.26


Campo de’ fiori

Scopri l’Arte di

Cristina Evangelisti

Vidi a Settembre dello scorso anno ,

per la prima volta, le opere di

Moreno Lanzi e, quella che catturò

immediatamente la mia attenzione,

ritraeva il monte Soratte, bello,

imponente e dominante come solo

esso sa essere, visto (secondo me)

da un balcone, sul davanzale del

quale sono appoggiati, quasi ad

ornare il monte stesso, due drappi

di colore bianco e verde, con dei

girasoli a dir poco reali. Non conoscevo

il pittore e non potevo immaginare

che a Civita Castellana, considerata,

per sentir dire, una cittadina

poco attenta alla cultura e

all’arte, esistessero invece tanti

talenti. La mostra era una collettiva

e pertanto insieme a Moreno Lanzi

esponevano altri pittori, sempre

civitonici, dei quali, in tutta sincerità

, pur conoscendoli quali compaesani,

ne ignoravo completamente la

natura artistica e dei quali spero di

parlare sulle prossime uscite di

Campo de’ fiori. Chiedo a Moreno se

posso fotografare la sua opera per

poterla pubblicare su Campo de’

fiori in occasione delle feste patronali

e lui acconsente con orgoglio.

Parlando con lui scopro che si accorge

di avere questa passione per la

pittura fin da ragazzo e, con lei, una

mano felice e portata al disegno. E’

soltanto in età adulta, però, che inizia

a dipingere e a dar sfogo all’innato

talento.

Innato talento

in quanto

Moreno non

ha frequentato

nessuna

scuola artistica,

a parte un

corso di nudo

tenuto a

Viterbo ed un

corso di restauro di dipinti antichi e

moderni, e ciò che imprime sui suoi

quadri gli viene così da una naturale

ed innata voglia di dipingere. La

tecnica usata da Moreno Lanzi è

quella di pittura ad olio con uno stile

figurativo moderno e i soggetti dei

suoi quadri sono paesaggi, nature

morte, ritratti e nudi. Mi racconta di

aver esposto nel 1994 a Roma nella

Galleria Spazio Visivo; sempre nel

1994 ha partecipato alla Rassegna

“2° Trofeo A.C.C.A.” ; a Civita

Castellana ha esposto le sue opere

nel 1999 presso la sala Pablo

Neruda ed ha partecipato a diverse

collettive, inoltre è stato vincitore di

un concorso indetto dalla prestigiosa

Galleria romana “Forum

Interart”, ed ha ricevuto anche il

Timbro d’Autore. Moreno Lanzi è

presente su molte riviste d’arte,

periodici, quotidiani e stampa specializzata

ed è citato da noti critici

come Imperatori, Cencini,

Alessandri,

Urru, Minerva

e molti altri.

Di lui

R.Gnagnarini

ha detto

“L’artista predilige

ritrarre

nature morte,

fiori e paesaggi,

soggetti

figurativi nei quali trasferisce le

atmosfere, gli odori e le magie del

borgo di Civita Castellana. Il linguaggio

usato risente della maniera

classica con particolare attenzione

al colore ed al disegno, elemento

costruttivo dei soggetti raffigurati”.

Incontro nuovamente Moreno

Lanzi ad una mostra a Corchiano,

durante il periodo natalizio e, questa

volta, con mio grande orgoglio,

mi accorgo che su un tavolo, insieme

a tante recenzioni, c’è anche

una pagina aperta di Campo de’

fiori, la stessa dove avevo pubblicato,

qualche tempo, prima la foto

del suo bel quadro.

Pag.27


Campo de’ fiori

1982 1979

anni ‘80

di Bruno Bruni

Via Fontana Matuccia, 12

01033 Civita Castellana (VT)

Tel. e Fax 0761.599384

Cell. 335.8477704

e-mail:carbruno@mbox.thunder.it

1984 Italia che casinò

Ceramica Astra

1978

Delegazione

di Civita Castellana

SARA Assicurazioni spa

Assicuratrice ufficiale

dell’Automobile Club

d’Italia

EMMEGI SERVICES sas DI MARIO MAURIZIO & C

Studio di consulenza automobilistica

Via della Repubblica, 24

Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.517602/514251 Fax 0761.591362

anni ‘80

Trattamento per cotto

FILA

Via della Repubblica, 98

Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.598450

Via Nepesina 35/A

Civita Castellana (VT)

Ceramiche

Perazzoni

www.ceramicheperazzoni.com

ceramicheperazzoni@libero.it

1990 Rosina

butta la treccia

1989 big band

Tel. 0761.51.46.82

0761.59.98.10

Bar Alessandrini

snc di

Alessandrini B.e C.

Via Vincenzo Ferretti, 86

Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.518298

Pag. 28

Via della Repubblica, 6 - 01033 Civita Castellana (VT)

Tel e Fax 0761.51.32.17

P.Iva 00055910566


Campo de’ fiori

1983 1992 L’anno del

dragone

Ceramica Simas

I marchi dei nostri prodotti:

-Caciotta alla civitonica

-Caciotta dolce amerina

-Caciotta della Castellana

-Marzolino Falerino

-Pecorino Falisco

-Pecorino Fiore della Tuscia

-Caciotta Piccantina

-Ricotta Fresca Chiodetti

Via Flaminia 79

01033 Civita Castellana

Tel.0761.540005

formaggichiodetti@tin.it

Pasta all’uovo fresca

Mille specialità

Lasagne - Cannelloni -

Crepes.....

Via della Repubblica 24 - Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.599808 Lunedì chiuso

1998

1992 i Maraja

1994 I Carillon

Protegge i tuoi valori

Silvia Malatesta - Via S. Felicissima, 25

01033 Civita Castellana (VT)

Tel.0761.599444 Fax 0761.599369

silviamalatesta@libero.it

1995 i lumaconi

2003

1995

pinco pallo

2003

AUTOTRASPORTI

CALCINARI

Trasporti - Movimento Terra

Autogru con Cestello

Loc.tà Faleri Novi

Fabrica di Roma (VT)

Tel./Fax 0761.574002

ENGEL HAUS PUB

Via A. Meucci, 8 - Rignano Flaminio (RM)

Tel. 328.8645431

...continua a pag. 31

Pag. 29


Campo de’ fiori

Vita Cittadina

I palloncini della pace.

Manifestazione organizzata dalla Coop Tevere di

Civita Castellana dove i bambini hanno lasciato

volare dei palloncini colorati con sopra scritti i loro

nomi.

Maratona dei tre comuni : Civita Castellana, Castel

Sant’Elia, Nepi

Inaugurzione dello svincolo di Terrano

sulla strada di scorrimento veloce a

Civita Castellana

A.I.D.I. e Campo de’ Fiori : Festa della Befana

Sala della Parrocchia San Giuseppe Operaio

Sviluppo e Stampa colore (24 ore) e B/N

Fototessera (anche a domicilio)

Fotocopie - Fax - Materiale fotografico

Servizi Matrimoniali

Via Marcantoni,3 - Civita Castellana

Tel. 339.36.22.80

A.I.D.I. e Campo de’ Fiori : Festa della Befana

Sala della Parrocchia San Giuseppe Operaio

21.12.2003 Festa di Natale organizzata da Campo de’

fiori e dall’A.I.D.I. per i ragazzi meno abili

Distributore

TAMOIL

Antonio Salvati

Via Falisca, snc

01033 Civita Castellana

21.12.2003 Festa di Natale organizzata da Campo de’ fiori e dall’A.I.D.I. per i ragazzi meno abili

Via F. Rosselli, 10 - 01033 Civita Castellana (VT) Tel. 0761.515676

Pag.30


Campo de’ fiori

2001. Aladino

2002 2003

P.za S. Pertini, 43

Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.513076

Miss Frutta

della Porta Amilcare

P.za Sandro Pertini, 15/16

Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.51.52.80

Pane e Latte & Co.

P.A.C. & C.

P.zza S. Pertini, 1/2/3

Civita Castellana - T. 348.9338820

Via dei Castagni, 30/A

Vignanello - T. 348.8747373

Viale Trieste, 1

Vallerano - T. 0761.751486

Toto’s Bar

di Anna e Monica

Bar - Gelateria

P.zza Sandro Pertini, 28-29-30

Civita Castellana (VT)

Tel. 338.6385303

P.za Sandro Pertini, 25/26

01033 Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.51.41.63

Cell. 338.47.33.774

Taglie Forti

dalla 48 alla.....

Abbigliamento-Civita Castellana (VT)

P.za S. Pertini 13

Tel. 0761.513036

P.za S. Pertini 5 - Civita Castellana (VT)

Frutta e Verdura

Arcuti Paolo

Via San Giovanni snc

Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.515345

01033 Civita Castellana

Via Ferretti, 101

Tel. 0761.513465

www.mignolo.it

Pag.31


Campo de’ fiori

Rieti

Via Molino della Salce,15

Tel.0746/204727

Fax 0746/270391

Ristorante Sabina

Via Flaminia Km 65,500

Magliano Sabina (RI)

Tel. 0744.919990-921528

Uscita Autostrada A1 - Magliano Sabina

Civita Castellana-VT

S.S. Flaminia Km. 57.200

Tel. 0761/540065.6

Fax 0761/540061

Ufficio amministrativo e stabilimento

- Via Flaminia Km 57,300

01033 Civita Castellana (VT)

Tel. 0039 0761 540028

Fax. 0039 0761 540286

Sede legale

_ Piazza Martiri di Belfiore, 2

00195 Roma

www.scarabeosrl.com

scarabeo@ medianetgroup.it

Ottica, Optometria, Contattologia

01033 Civita Castellana: Via Giovanni XXIII,

28-28a Tel. 0761.517951

00169 Roma: C.Commerciale Casilino - Via

Casilina, 1011 Tel. 06.23260306

01100 Viterbo: P.za Verdi, 2a Tel. 0761.347651

C.Comm.le Tuscia-Tangenziale Ovest

Tel. 0761.390013

01030 Vallerano: Via Don Minzoni, 58

Tel. 0761.751551

Grandi proposte

Piccoli Prezzi

SS. Flaminia Km. 57,250 - Loc. Sassacci

01033 Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.540316 www.salvatoriarredamenti.com

Pag.32

More magazines by this user
Similar magazines