anteprima key west

exquis

․02


Hart

Crane

Key

West

e altre

poesie

traduzione e introduzione

di Pietro Pascarelli

testo originale a fronte


indice

I

XXV

introduzione

bibliografia

1 Key West,

an island sheaf

/ Key West,

uno sciame d’isole

2 O carib isle!

/ O carib isle!

6 The mermen

/ Il tritone

8 To the cloud juggler

/ Al giocoliere delle nuvole

10 The mango tree

/ L’albero del mango

12 Island quarry

/ La cava sull’isola

14 Old song

/ Vecchia canzone

16 The idiot

/ L’idiota

18 A name for all

/ Un nome per tutti

20 Bacardi spreads the eagle’s wing

/ Il Bacardi apre l’ala dell’aquila

22 Imperator victus

/ L’imperatore sconfitto

24 Royal palm

/ Palma reale

26 The air plant

/ La pianta d’aria


28 The hurricane

/ L’uragano

30 altre poesie

32 Eternity

/ Eternità

38 Key West

/ Key West

40 And bees of paradise

/ E le api del paradiso

42 To Emily Dickinson

/ A Emily Ddickinson

44 Moment fugue

/ Fuga di un momento

46 By Nilus once I knew…

/ Accanto al Nilo una volta conobbi…

48 To Shakespeare

/ A Shakespeare

50 Carmen de Boheme

/ Carmen de Boheme

54 C 33

/ C 33

56 October-November

/ Ottobre-Novembre

58 The hive

/ L’alveare

60 Fear

/ Paura

62 Annunciations

/ Annunciazioni

64 Echoes

/ Echi

66 The bathers

/ Le bagnanti


68 Modern craft

/ Arte moderna

70 Exile

/ Esilio

72 Postscript

/ Poscritto

74 Forgetfulness

/ L’oblio

76 Meditation

/ Meditazione

78 Medusa

/ Medusa

80 To Portapovitch

/ A Portapovitch

82 Legende

/ Legende

84 Interior

/ Interno

86 Episode of hands

/ Episodio di mani

88 Porphyro in Akron

/ Porphyro in Akron

94 A persuasion

/ Una fede

96 Three locutions des Pierrots

/ Tre locuzioni dei Pierrot

100 The great western plains

/ Le grandi pianure dell’ovest

102 America’s plutonic ecstasies

/ Estasi plutoniche dell’America

104 Interludium

/ Interludio

106 So dream thy sails…

/ Così sognano le tue vele…

108 March

/ Marzo


110 Havana rose

/ Havana rose

104 Purgatorio

/ Purgatorio

116 Tenderness and resolution

/ Tenerezza e decisione

118 Hieroglyphic

/ Geroglifico

120 The broken tower

/ La torre spezzata

125 note alle poesie


introduzione

Pietro Pascarelli

I. Hart Crane. Cenni biografici

(Harold) Hart Crane nacque a Garrettsville (Ohio)

il 21 luglio 1899, e morì il 27 aprile 1932, lanciandosi in

mare dal ponte della nave Orizaba, con cui tornava da un

viaggio di studio in Messico, nelle acque dei Caraibi. Anche

se per lo più le fonti parlano di morte per suicidio, non è

del tutto certo che si trattò di un suicidio vero e proprio. 1

Sulla possibilità di interpretazioni diverse del suo gesto troviamo

ampi dettagli nell’intervento di Allen Tate su Crane

1. In D. M. Epstein, Doomed but Aeternal, in «New York Times» del

14.7.2002, leggiamo infatti: «He leaped into the Gulf of Mexico 300 miles

north of Havana at noon on April 27. Whether he was frenzied or truly

suicidal, no one could determine. His body was not recovered».

I


in un’antologia di critica letteraria. 2 Secondo il suo amico

Waldo Frank, infine, Crane, prima di gettarsi in acqua, ripiegò

accuratamente l’impermeabile. 3

A Isle of Pines, a sud di Cuba, Crane era stato nell’inverno

del 1916 con la madre, a casa del nonno Hart, e vi aveva

fatto, come racconta Waldo Frank, 4 la sua prima esperienza

del mare. Vi tornerà undici anni dopo, alla ricerca di un rifugio

dalla città, in cui scrivere il suo poema epico, The Bridge. Il

mare fu simbolo per lui di potenza e di resa, di abbandono che

trasfigura, di amore e morte. Ma il mare fu per Crane anche

simbolo di libertà dall’ipocrisia e dal conformismo, dall’indifferenza

di un mondo disumanizzato. Crane sognava potesse

ancora esserci sul mare un riparo per lui, un porto franco in

cui vivere come libera avventura umana l’immaginazione e la

passionalità. Nel ritiro dei Caraibi Crane concepì anche testi

poetici diversi da The Bridge e di non minore importanza e altezza,

scritti in parte in loco e in parte al ritorno nei luoghi della

sua vita metropolitana, cosa che del resto vale un po’ per tutte

le sue poesie (ricordiamo qui che Cape Hutteras, parte rilevante

dello stesso The Bridge fu scritto nel soggiorno francese offertogli

dagli amici americani delle edizioni “Black Sun”).

A Key West, estrema propaggine di terra della Florida

protesa con l’omonimo immenso arcipelago nel Golfo

del Messico, collocava la sua ultima frontiera del sogno su

questo pianeta così inospitale per lui, un poeta descritto come

2. M. D. Zabel, (a cura di), Antologia della critica americana del Novecento,

Tate Allen, Hart Crane, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1961.

3. W. Frank, Hart Crane in The Complete Poems and Selected Letters

and Prose of Hart Crane. Edited With An Introduction And Notes by

Brom Weber, Garden City, New York, Anchor Books, Doubleday and

Company, Inc., 1966. Qui si legge: «On April 27, 1932, a few moments

before noon, Hart Crane walked to the stern of the Orizaba. The ship

was about three hundred miles north of Havana, leaving the warm

waters which fifteen years before he had first known and sung as a

mythic haven of rest. He took off his coat quietly, and leaped» (p. 273).

4. Ivi.

II

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