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Costruzioni n. 756 febbraio 2022

VITALI DEMOLISCE TORRE TINTORETTO Il residenziale pubblico anni Ottanta fa spazio all’housing sociale in classe A by Studio MAB PERFORATRICE 100% ELETTRICA Bauer presenta un versatile modello di fascia media “alla spina”. Si chiama eBG 33 e lavora in modalità plug-in WALKAROUND CASE 921G Evolution MINIGRU TUTTO SULLA NUOVA JEKKO SPX 650

VITALI DEMOLISCE TORRE TINTORETTO
Il residenziale pubblico anni Ottanta fa spazio all’housing sociale in classe A by Studio MAB

PERFORATRICE 100% ELETTRICA
Bauer presenta un versatile modello di fascia media “alla spina”. Si chiama eBG 33 e lavora in modalità plug-in

WALKAROUND CASE 921G Evolution

MINIGRU TUTTO SULLA NUOVA JEKKO SPX 650

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ostruzioni

Febbraio 2022

Casa editrice la fiaccola srl

1952/2022 settant’anni

WALKAROUND

CASE 921G Evolution

VITALI DEMOLISCE

TORRE TINTORETTO

Il residenziale pubblico

anni Ottanta fa spazio

all’housing sociale

in classe A by Studio MAB

PERFORATRICE

100% ELETTRICA

Bauer presenta un versatile

modello di fascia media

“alla spina”. Si chiama eBG 33

e lavora in modalità plug-in

MINIGRU TUTTO SULLA NUOVA JEKKO SPX 650

9

ISSN 0010-9665

770010 966504

0 0 7 5 7 >


PERFORMANCE

TOTALE


ISSN: 0010 - 9665

costruzioni

rivistacostruzioni

COSTRUZIONI

COMPIE SETTANT’ANNI

Dal 1952 la nostra rivista non

si è mai arrestata nel diffondere

la cultura delle costruzioni, delle

macchine e attrezzature

da cantiere. Non siamo nati ieri...

ATTUALITÀ&PRODOTTI

6 Anni Cinquanta

Ripercorriamo i primi anni d’attività

della nostra rivista

6 Piccolo spazio pubblicità

Le prime inserzioni pubblicitarie

16 Costruzioni post pandemia

La filiera secondo lo studio AGCS

22 Bauma il ritorno

A Monaco da 24 al 30 ottobre

23 Trasporti, si cambia

Nuove regole per gli eccezionali

24 Ben omologati

Vredestein ok per Liebherr

25 Molto più vigile

UFI Filters dice no ai contraffatti

26 Oltre i confini altoatesini

Niederstätter fattura 40 milioni di euro

27 Crescita del 30%

Il mercato italiano secondo Unacea

28 Anteprime mondiali

Strade di calcestruzzo con Wirtgen

29 Vittoria bis

Premio internazionale per Idrobase

MACCHINE&COMPONENTI

48 Con noi da sempre

Le pale gommate CASE fanno storia

50 Svedesi alla spina

Le prime due macchine movimento

terra Volvo 100% elettriche

54 Elettrica d’alte prestazioni

La prima Bauer che lavora alla spina

54

57 Livrea rossa per Yanmar

Il primo “maglia rossa” è il ViO17

8

58 Nuova era d’assistenza

La nuova App Liebherr XpertAssit

dedicato alle macchine di Nenzing

60 Promossi in Serie A

I cingolati Hyundai compatti

diventano Stage V

64 È green nell’anima

Bobcat lancia il primo skid elettrico

al mondo sul mercato USA

66 Squadra al completo

I nuovi escavatori Doosan Serie 7

66

72 Piccola e molto capace

Le prestazioni Massenza si fanno

compatte con la MI1

74 La spiaggia dolomitica

Gerotto vince un’altra sfida

RICICLAGGIO&DEMOLIZIONE

78 Arcobaleno polverizzato

Vitali demolisce la Torre Tintoretto

al quartiere San Polo di Brescia

CAVE&CALCESTRUZZO

84 Pronte nuove, grandi sfide

La storia di Mapei, 85 anni di successi

e cantieri nel mondo intero

88 Soluzione green e duratura

La strategia 2025 del Gruppo Holcim

SOLLEVAMENTO&NOLEGGIO

90 Flessibilità e assoluta

sicurezza

Due Potain MDT 319 in Olanda

91 Assistenza e noleggio

Le funzionalità estese WayToRental

92 Nuove altezze da record

La nuova autogrù Liebherr

multistrada LTM1300-6.3

94 Licenza di noleggiare

Il nuovo telescopico rotativo

JCB 555-260R

97

97 Minigru Jekko

La nostra analisi AWPerformance

è dedicata alla nuova SPX650CDH

da 5 t di capacità e 23,5 m

d’altezza di lavoro

TRUCK&ALLESTIMENTI

106 Ritratto di famiglia

Sulle piste impossibili dell’Offroad

park con tutti i modelli fuoristrada

Iveco. Al centro dell’attenzione

il T-Way per il cantiere duro

106

WALKAROUND

[2] febbraio 2022 Costruzioni

30

Tutte le novità

della pala

gommata CASE

921G Evolution

ostruzioni

Fondato nel 1952

da Giuseppe Saronni

757 2 FEBBRAIO 2022

DIRETTORE RESPONSABILE

Lucia Edvige Saronni

lsaronni@fiaccola.it

DIRETTORE EDITORIALE

Matthieu Colombo

mcolombo@fiaccola.it

COORDINAMENTO EDITORIALE

Fabrizio Parati

fparati@fiaccola.it

REDAZIONE

Mauro Armelloni, Edvige Fornara,

Emilia Longoni

costruzioni@fiaccola.it

COLLABORATORI

Damiano Diotti, Antonio Fargas,

Gianenrico Griffini (responsabile

sezione veicoli e allestimenti),

Eliana Puccio, Isabella Visentin

SEGRETERIA

Jole Campolucci

jcampolucci@fiaccola.it

segreteria@fiaccola.it

IMPAGINAZIONE

Studio Grafico Page

AMMINISTRAZIONE

Francesca Lotti flotti@fiaccola.it

Margherita Russo

amministrazione@fiaccola.it

ABBONAMENTI

Mariana Serci

abbonamenti@fiaccola.it

TRAFFICO E PUBBLICITÀ

Giovanna Thorausch

gthorausch@fiaccola.it

AGENTI

Giorgio Casotto

T 0425 34045 - cell. 348 5121572 -

info@ottoadv.it

per Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto

Adige, Veneto, Emilia Romagna

(escluse Parma e Piacenza)

Mensile - LO-NO/00516/02.2021CONV

Reg. Trib. Milano N. 2562 del

22/1/1952

STAMPA

Colorshade - via Colombo 7

Peschiera Borromeo (MI)

ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE

STAMPA N.01740/Vol. 18/Foglio

313 21/11/1985 Roc 32150

PREZZI DI VENDITA

abb. annuo Italia Euro 90,00

abb. annuo Estero Euro 200,00

una copia Euro 8,00

una copia Estero Euro 16,00

È vietata e perseguibile per legge la riproduzione

totale o parziale di testi, articoli, pubblicità ed

immagini pubblicate su questa

rivista sia in forma scritta sia su supporti magnetici,

digitali, ecc.

La responsabilità di quanto espresso negli articoli

firmati rimane esclusivamente agli Autori.

Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list

esclusivamente per l'invio delle nostre comunicazioni

e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento

UE sulla Privacy N.2016/679. Qualora non desideri ricevere

in futuro altre informazioni, può far richiesta alla

Casa Editrice la fiaccola srl scrivendo a: info@fiaccola.it

Organo di informazione e documentazione

Unione Costruttori Italiani

di Macchine per Cantieri Edili,

Stradali, Minerari e Affini

Questo periodico è

associato all’Unione

Stampa Periodica Italiana:

numero di iscrizione 14440

Casa Editrice

la fiaccola srl

20123 Milano

Via Conca del Naviglio, 37

Tel. +39 02 89421350

Fax +39 02 89421484

casaeditricelafiaccola@legalmail.it

MARKETING E PUBBLICITÀ

Sabrina Levada RESPONSABILE ESTERO

COSTRUZIONIWEB.COM

slevada@fiaccola.it

Cinzia Rosselli

crosselli@fiaccola.it


Casa editrice la fiaccola srl

Il residenziale pubblico

anni Ottanta fa spazio

all’housing sociale

in classe A by Studio MAB

Bauer presenta un versatile

modello di fascia media

“alla spina’. Si chiama eBG 33

e lavora in modalità plug-in

9

ISSN 0010-9665

770010 966504

0 0 7 5 7 >

Partner

23 eberspaecher.it

III Cop gic-expo.it/

49 iveco.com

21 kubota-eu.com

47 niederstaetter.it

29 olmark.com

77 scaispa.com

5 takeuchi-italia.it

ostruzioni

Febbraio 2022

WALKAROUND

CASE 921G Evolution

VITALI DEMOLISCE

TORRE TINTORETTO

MINIGRU TUTTO SULLA NUOVA JEKKO SPX 650

1952/2022 settant’anni

PERFORATRICE

100% ELETTRICA

n Anno nuovo, testata nuova, redazione

più forte ed evoluzione dei contenuti. Con

il 2022 Costruzioni compie settant’anni

di pubblicazione continua, un traguardo

importante che in Italia non ha pari tra

le riviste tecniche dedicate a macchine,

tecnologie e attrezzature da cantiere.

Anche a livello europeo, Costruzioni ha

fatto la storia della stampa tecnica di settore

confrontandosi con le prime testate

prima tedesche e inglesi, poi con le più

giovani riviste francesi e spagnole.

Oggi abbiamo ancora più voglia di crescere

per offrirvi contenuti di qualità.

IN COPERTINA

IV Cop liebherr.com

1 merlo.com

105 transpotec.com

II Cop volvoce.it

MAGGIO 1996

La pala gommata

CASE 921 è già stata

protagonista

della nostra

copertina!

Sono però passati

26 anni ed era un

modello Serie B.

Aziende citate

A

Acciaierie Falk . . . . . . . .15

AGCS . . . . . . . . . . . . . . .20

Agriservice . . . . . . . . . . .48

Apollo Tyres . . . . . . . . . .24

Atlas . . . . . . . . . . . . . . . .14

Autostrada del Sole . . . .13

B

Ballast Nedam . . . . . . . .90

Bariello . . . . . . . . . . . . . .15

Bauer . . . . . . . . . . . . . . .54

Bim . . . . . . . . . . . . . . . . .74

Bobcat . . . . . . . . . . . . . .64

C

Carlo Ferro . . . . . . . . . . .15

Carpano . . . . . . . . . . . . .15

Case-CE . . . . . . . .30,48,80

Cerretti . . . . . . . . . . . . . . .9

Ceta . . . . . . . . . . . . . . . .14

D

Doosan . . . . . . . . . . . . . .66

E

Edilmac . . . . . . . . . . . . . .14

F

Fiat . . . . . . . . . . . . . . .11,14

Fiorentini . . . . . . . . . . . . .9

G

Gerotto . . . . . . . . . . . . . .76

Gruppo Wirtgen . . . . . . .28

H

Holcim . . . . . . . . . . . . . .88

Honda . . . . . . . . . . . . . . .73

Horsa . . . . . . . . . . . . . . .91

Hyundai . . . . . . . . . . . . .60

I

Idrobase Group . . . . . . .29

Iveco . . . . . . . . . . . . . . .106

J

JCB . . . . . . . . . . . . . . . . .94

Jekko . . . . . . . . . . . . . . .98

L

Leprotto . . . . . . . . . . . . .14

Liebherr . . . . . . . .24,58,92

M

Manitowoc . . . . . . . . . . .90

Mapei . . . . . . . . . . . . . . .84

Massenza . . . . . . . . . . . .72

N

Niederstaetter . . . . . . . .26

P

Peri . . . . . . . . . . . . . . . . .16

S

Sogene . . . . . . . . . . . . . .14

T

Tanfani . . . . . . . . . . . . . . .9

U

Ufi Filters . . . . . . . . . . . .27

V

Vitali . . . . . . . . . . . . . . . .78

Volvo -CE . . . . . . . . . . . .50

Vredestein . . . . . . . . . . .24

Y

Yanmar . . . . . . . . . . . . . .57

Vieni a trovarci presso

i nostri concessionari.

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www.takeuchi-italia.it

TB217

[4] febbraio 2022 Costruzioni


MacchinadelTempo

MacchinadelTempo

1950-1960

1950-1960

anni Cinquanta

Inizia con questo numero il racconto, per blocchi

decennali, della storia dell’attività di COSTRUZIONI

carattere immutabile

che, in rapporto alle mode

C’è un

editoriali e ai rovesci del settore

della carta stampata, appare e

scompare con l'andamento di un fiume

carsico per metà aereo e per

metà sotterraneo e che merita d'essere

ricordato: da 70 anni, le pagine

di COSTRUZIONI raccontano la vita

in cantiere di uomini, macchine e tecnologie,

riuscendo a mantenersi ancorate,

con ben delineata fisionomia, a due

modi di operare: indipendenza nel giudizio

e capacità d'indagine aggiornata.

È dalla primavera del 1952 che il perno

su cui gira l'attività di COSTRUZIONI è

il cantiere e tutto ciò che ne è corollario.

Nel corso di quest'anno, per i 70 anni

di COSTRUZIONI, daremo, qui, il resoconto

di questi decenni di scrittura.

Detto per inciso, si tratta di una scrittura

(fortunatamente) non inebetita,

negli ultimi anni, dalla retorica di quanto

sia sempre bella e buona la comunicazione

sul Web. I mondi digitali e fisici

si uniscono, il metaverso incombe,

ma COSTRUZIONI c'è. Al caschetto di

realtà virtuale, noi affianchiamo (e vor-

remo affiancare) il caschetto da cantiere.

Nei fascicoli del 2022, suddivideremo

l'analisi della nostra attività editoriale

in blocchi decennali. La volontà,

come già precisammo celebrando i nostri

primi cinquant'anni, è quella di “riferire”,

anzitutto a noi stessi, le considerevoli

parole scritte in oltre 700

fascicoli di COSTRUZIONI.

Celebrare i 70 anni della nostra rivista

vuol dire orientare lo sguardo alla nostra

identità, per avviarci, grazie a Voi affezionati

e benevoli lettori, ad aggiuntivi

traguardi di consenso.

La nascita di COSTRUZIONI

Marzo – aprile 1952, una copia L. 350.

Abbonamento annuo L. 2.000, direttore

Guido Ferraresi. È l'atto di nascita

della rivista COSTRUZIONI, pubblicata

dalla casa editrice la Fiaccola, di

Milano. COSTRUZIONI nasce, a Mi -

lano, nel decennio dei favolosi Anni

Cinquanta. Anni che per l'Italia (e non

solo) saranno favolosi, certamente,

ma anche, per certi aspetti, problematici.

E problematici soprattutto per

Milano, Torino (“non si affitta ai meridionali”,

e, a fatica, si tollerano pole-

Casa Editrice la Fiaccola, Milano

La casa editrice fu fondata nel 1944 da tre esponenti del Partito

d'Azione, il filosofo Mario Dal Pra, Fermo Sobri e Italo Romanelli.

Nel 1945, ai tre si aggiunse Ferruccio Parri. Il nome la Fiaccola

si rifà al simbolo presente tra le due iniziali delle brigate partigiane

di Giustizia e Libertà.

Nelle intenzioni dei fondatori c'era la volontà di dare una

forte valenza politica all'attività della casa editrice: non è

un caso, infatti, che la Fiaccola ristampò la terza serie dei quaderni di

Giustizia e Libertà del 1943 (precedentemente stampati in clandestinità,

in Piemonte, a Torre Pellice, e sempre dai tre soci citati sopra).

Finita la guerra la casa editrice si indirizzò verso pubblicazioni di carattere

culturale, in particolare edizioni teatrali. Nel 1947, la Fiaccola fu acquistata

da Eugenio Magnai, Giuseppe Saronni e Paolo Mariotti. I tre

nuovi proprietari, pur aderendo ai principi ideali che ispirarono la nascita

della casa editrice, seguirono nuovi indirizzi editoriali. L'originario

taglio politico culturale fu totalmente abbandonato e le pubblicazioni

della casa editrice si rivolsero verso settori tecnico produttivi.

RADIO ARGO W/50 - Watt Radio;

Torino, con indicatore di sintonia.

LE COREE Quartieri, sviluppati su terreni a Nord della città, in qualche misura

veri e propri ghetti in cui trovano alloggio gli immigrati.

Marzo - Aprile 1952

La copertina del primo numero

della rivista COSTRUZIONI.

Novembre - Dicembre 1952

Copertina con il cantiere per

la costruzione dell’edificio

di Corso Sempione, 43

a Milano. Gru Loro e Parisini.

Marzo - Aprile 1953

Campeggia in copertina

l’escavatore Ansaldo - Magutt

AM/10 al lavoro.

Costruzioni febbraio 2022 [7]


MacchinadelTempo

1950-1960

È successo nel 1952

Un mese prima della nascita di COSTRUZIONI, cioè il

10 febbraio del 1952, inizia il regno di Elisabetta II.

God save the Queen (e COSTRUZIONI). Sempre in

Inghilterra, nell'ottobre del 1952, viene effettuato il primo

test atomico in un Paese europeo. Di là dell'oceano,

grazie anche alla fama d'eroe nazionale, il figlio

dell'umile famiglia contadina, Dwight David

Eisenhower, vince le elezioni politiche americane, mentre

a Cuba, il 10 marzo, con un colpo di stato militare,

Fulgencio Batista conquista il potere.

Il 1952 è anche l'anno in cui il ricercatore scientifico

Paul Zoll inventa il pacemaker (fu impiantato solo nel

1958, però, su un paziente in Svezia), e l'anno del prototipo

"Gibson Les Paul", vale a dire la prima chitarra

elettrica.

Nel 1952 compiano anche libri che sono tra gli immortali

del cosiddetto “canone occidentale”: Altre inquisizioni,

di Jorge Luis Borges (in Italia arriverà solo

nel 1963), Lettere al padre e Lettere a Milena di Franz

Kafka, Il Vecchio e il mare di Hernest Hemingway (uscito

sulle pagine della rivista Life).

Così (e molto altro ancora) nel mondo, mentre in Italia,

il 18 ottobre del 1952, il governo di centro in carica approva

la "Legge truffa" (legge elettorale maggioritaria

che consentiva di assegnare il 65% dei seggi del

Parlamento alla coalizione che superava il 50% dei

voti), mentre il 28 giugno si approva la legge Scelba,

per vietare la riorganizzazione di partiti e gruppi neofascisti.

Il 20 novembre, muore a Napoli Benedetto

Croce. Filosofo ai vertici della cultura italiana del ventesimo

secolo. Una perdita vera della cultura italiana,

che, tuttavia, nello stesso anno, guadagna la pubblicazione

de Il mestiere di vivere, di Cesare Pavese, e I

racconti, di Alberto Moravia.

Dal 28 al 30 gennaio 1952, si ha, a Sanremo, la seconda

edizione del festival della canzone italiana.

Trasmesso dal secondo programma radiofonico, in

diretta, dalle ore 22 alle 22:45, con ripresa alle 23:45

fino alle 00:15.

La canzone vincente, Vola colomba interpretata da

Nilla Pizzi, è un brano dedicato al ritorno di Trieste

all'Italia, ma la canzone di maggior successo sarà la

seconda classificata, Papaveri e papere, scritta da

Mario Panzeri che, raccontando dei papaveri alti alti

alti delinea una metafora dei potenti di fronte a cui i

poveri, nati paperini, non possono fare nulla.

Ma non solo canzonette: nella cinematografia italiana

compare il capolavoro di Fedrico Fellini, Lo sceicco

bianco, con Alberto Sordi (l'Albertone nazionale

che, nel corso degli anni, porta sullo schermo, sdrammatizzandoli,

i peggiori e cronici difetti delle Genti

Italiche). E poi Totò a colori, uno dei primi lungometraggi

italiani a colori.

IL VECCHIO E IL MARE.

Il romanzo, del 1952, ricevette

il premio Pulitzer. Fu l'ultima grande

opera di Hemingway.

sani e veneti) e Roma (con le borgate).

La “febbre edilizia” che interessa le

grandi città italiane, che diventano in

questi anni degli immensi cantieri edili,

non impedisce che molti cittadini

non riescano a trovare una sistemazione

dignitosa. Il canone di affitto delle

nuove abitazioni non è alla portata

delle tasche delle famiglie di immigrati.

Ma restiamo a Milano, che è il palcoscenico

di COSTRUZIONI: qui nascono

le Coree. Quartieri, sviluppati su terreni

a Nord della città, in qualche

misura veri e propri ghetti (chiamati

Coree perché fanno la propria comparsa

negli anni della guerra di Corea,

1950-53), in cui trovavano alloggio gli

immigrati da altre regioni d'Italia. Al

prezzo di 150-200 lire al m 2 , gli immigrati

ne acquistano, di solito, 200/300

m 2 . Su di essi, si costruiscono da soli

le proprie abitazioni.

Gli anni Cinquanta sono, in ogni modo,

gli anni in cui si accende il fervore della

resurrezione. L'Italia, dopo i colossali

danni del secondo conflitto mondiale,

emulando l'esempio americano,

si avvia a diventare una moderna società

capitalistica e consumistica. Si

ha un graduale, inarrestabile cambiamento

della dimensione quotidiana

della vita. Dai grandi cambiamenti

(l'inurbamento) a quelli più “effimeri”.

LA TORRE VELASCA

(a sinistra) fu costruita in 292

giorni in un’area di Milano distrutta

dai bombardamenti. È alta 26 piani

per 106 metri.

STAZIONE DI SERVIZIO AGIP

Edificio che esprime la fiducia

con cui si guardava l'industria

dei trasporti e il mondo dei motori

all'inizio degli anni Cinquanta.

Maggio - Giugno

1953 Copertina con

gru a torre “Cicogna”

GT 36 in funzione

nel cantiere milanese

dell’impresa SCIC.

Novembre - Dicembre 1953

Escavatore Fiorentini FB 50 attrezzato

a gru, per la costruzione del porto

di Fasano (Brindisi).

Maggio - Giugno 1954

La centrale termoelettrica

di Palermo. Compagnia Siciliana

Appalti e Costruzioni.

Novembre - Dicembre 1954

Escavatore Fiorentini FB 35

al lavoro in una cava di breccia.

[8] febbraio 2022 Costruzioni

Settembre - Ottobre 1953

Il grattacielo di Milano durante la

costruzione con le gru a torre Breda.

Gennaio - Febbraio 1955

Teleferiche Cerretti e Tanfani

impiegate per il trasporto

di cemento in bidoni.


MacchinadelTempo

1950-1960

VESPA fin dai suoi esordi ha accompagnato il cammino

di emancipazione di generazioni di giovani di tutto

il mondo. A lato, slogan pubblicitario degli Anni 50.

ETA DELL’ORO DELLE COMPAGNIE AEREE il volo aereo,

in quegli anni, era un sistema di trasporto molto esclusivo.

MOTORIZZAZIONE DEGLI ITALIANI Fiat 500

Giardiniera Belvedere. Fu proposta al mercato nel 1955.

IMMAGINE DI MILANO Corso Buenos Aires, importante strada commerciale

di Milano, con il negozio Motta, un Ghisa e il traffico automobilistico.

Arrivano anche da noi, e in tutti i ceti

sociali (pur con impatti diversi a seconda

del ceto sociale), le lavatrici, i

frigoriferi, le cucine economiche (e,

quindi, la meccanizzazione della casa,

che favorisce un maggior impegno

extradomestico delle donne), la moda

(i vestiti a quadretti di Brigitte Bardot,

il vestito a tubino di Audrey Hepburn,

i pantaloni, i collant, ecc.), i detersivi

e il televisore. Per anni, il televisore non

è che il simulacro dell'emancipazione,

GLI ANNI 50 significano anche

la comparsa di frigoriferi, di lavatrici

e di cucine economiche.

perché i programmi sono strettamente

regolati da un conformismo distribuito

a piene mani. Tuttavia, come

ricorda Paul Ginsborg, nel proprio (memorabile)

saggio Storia d'Italia dal dopoguerra

ad oggi, esso diventa, in

modo del tutto imprevisto, anche un

mezzo che, attraverso le immagini

che riproducono gli stili di vita, attrae

le popolazioni meridionali e rurali verso

le grandi città del Nord, che di questi

stili di vita sono il palcoscenico.

La cultura della rinascita

Per tornare a Milano: la cosiddetta “cultura

della rinascita” coinvolge, a Milano,

l'architettura (basti ricordare il distributore

Agip, del 1952, a Milano, la Torre

Velasca, il Grattacielo Pirelli), il design

(con le Triennali del 1951 e 1954 si consacra

agli occhi del mondo il “Bel design”

italiano), la politica, l'arte, il cinema,

il teatro, la filosofia, i trasporti privati (la

Vespa con “Vespiz zatevi”, ma anche la

Fiat 600 e la Fiat 500 che motorizzano

l'Italia) e l'editoria.

Qui, per ovvie ragioni di contingenza al

nostro mondo e per necessità di sintesi,

vogliamo guardare con particolare

attenzione al mutamento del panorama

editoriale.

Sono molte le riviste che, nel dopoguerra,

iniziano le pubblicazioni:

“Metron”, “La Nuova Città”; “La Città”;

“Cantieri”; “Lo Stile”; “Il Politecnico”;

“Tracciati”; “A-Cultura della Vita”; “Agorà”;

“Comunità”. Riprendono le pubblicazioni

anche le gloriose “Casabella” e

“Urbanistica”, mentre “Domus”, nata

nel 1928 e sempre uscita anche durante

la guerra, prosegue la propria attività.

È anche in conformità a questo

clima che COSTRUZIONI nasce.

Nell'editoriale del primo numero della

rivista (numero doppio: marzoaprile

1952), il direttore Guido

Ferraresi scrive: “(...) mi sono spesso

chiesto perché, in Italia, dove pure

si pubblicano bellissime riviste tecniche

riguardanti altri campi, non esistesse,

come: Engineering e Con -

struction, negli Stati Uniti, Travaux, e

Le Tecnicque Moderne, in Francia,

Tecnique des Travaux, in Belgio,

Bauwirtschaft, in Germania, Con -

tractors Recors, in Inghilterra, e molte

altre, una pubblicazione particolare

sulle costruzioni, che illustrasse

come si concepisce e realizza

un'opera. L’ideazione di un determi-

Marzo - Aprile 1955 Costruzione

della diga di San Giuliano sul fiume

Bradano. Impresa Cidonio, di Roma.

Maggio - Giugno 1955

Veduta panoramica del settore

macchine edili e stradali alla XXXIII

Fiera di Milano.

Luglio - Agosto 1958

Ponte sul fiume Po

a Casalmaggiore. Posa in opera

di una trave prefabbricata.

Maggio - Giugno 1959

Il grattacielo Pirelli in via

di ultimazione. Si vedono ancora

le due gru a torre alte 150 metri.

[10] febbraio 2022 Costruzioni

Gennaio - Febbraio 1958

Copertina con il grattacielo Pirelli

in avanzata fase di costruzione.

Settembre - Ottobre 1958

Costruzione dell’autostrada Brescia

Padova. Centrale di betonaggio

e trasportatori-agitatori di calcestruzzo.


MacchinadelTempo

1950-1960

nato manufatto, in base alla funzione

ad esso assegnata nel quadro

dell'utilità pubblica e privata, i concetti

tecnici seguiti dal progettista

nello studiare i piani di costruzione,

l'impiego di nuovi mezzi d'opera e di

nuovi materiali per eseguirlo, sono

tutti elementi importanti, che investono

un vastissimo campo di varie

attività, e la cui conoscenza interessa

ed è utile ad una numerosissima

categoria di tecnici.

La rivista che nasce con questo primo

numero ha perciò la non modesta

pretesa di supplire a questa mancanza,

ed io voglio sperare che gli

intendimenti, che hanno animato gli

iniziatori, siano apprezzati ed aiutati

dai Progettisti, Costruttori, Fab -

bricanti di macchine ed impianti di

cantiere e di materiali d'opera, i quali

solo, con la loro collaborazione, potranno

fornirle il prezioso materiale.”

Luglio - Agosto 1959 Centinatura

strada Savona - Ceva. Impresa

Sogene. Ponteggi tubolari CETA.

La cultura del cantiere

COSTRUZIONI, pertanto, nasce, agli

inizi degli anni Cinquanta, colmando

una lacuna dell'editoria tecnica italiana.

Anche nel nostro Paese, con

COSTRUZIONI si dispone, finalmente,

di una rivista capace di informare

accuratamente, sia i lettori sia gli addetti

ai lavori, delle scelte tecniche e

culturali che contribuiscono a creare,

DANTE

GIACOSA

(sopra) tra i più

grandi ingegneri

italiani. Fu il

responsabile dei

progetti di quasi

tutte le auto Fiat

prodotte dal

1936 al 1970.

Tra di esse, la

Fiat 600: l’auto

che motorizzerà

gli italiani.

Novembre - Dicembre 1959

Costruzione nuova cementeria

di Arquata Scrivia delle Cementerie

del Tirreno.

nel secondo dopoguerra italiano, la “cultura”

del cantiere.

Sulle pagine di COSTRUZIONI compaiono,

con scrupolosi resoconti, i mutamenti

delle tecniche costruttive, delle

macchine da cantiere, ma sulle

pagine della neonata rivista si registra

anche la voce dei protagonisti che in

cantiere ci lavorano e delle associazioni

di categoria.

A partire dal primo numero della rivista

si illustra la nascente pratica

della meccanizzazione del cantiere,

con lo spazio dedicato al Primo

Convegno Nazionale della Mec caniz -

zazione del Cantiere, ma, soprattutto,

si dà spazio a un tema che sarà

trattato con diligente costanza negli

anni a seguire: i grandi lavori in corso

sia in Italia sia all'estero: dalla diga

di Valle di Cadore agli impianti di cantiere

per la costruzione del nuovo aeroporto

di Genova (1956); dalla costruzione

del padiglione della società

Breda, negli spazi della Fiera Cam -

pionaria di Milano, al cantiere per la

costruzione dell'Auto strada del Sole,

dal cantiere per la costruzione del

Gratta cielo Pirelli (con annessa la riflessione

sul fenomeno della nascente

standardizzazione del processo

edilizio) a quello della Torre

Velasca. Con queste, molte altre

grandi opere, per tutto il corso degli

anni Cinquanta, troveranno ospitalità

sulle pagine di COSTRUZIONI.

Accanto alla descrizione dei cantieri

delle grandi opere si ha l'analisi dei

mezzi da cantiere. Si parla, ad esempio,

con sorprendente anticipazione,

degli scrapers (ruspe). Da poco tempo

largamente impiegati nel nostro

Paese per la costruzione delle dighe

in terra di Poggio Cancelli e del Resia

e nei lavori di sistemazione idraulica

del Polesine, gli scrapers sono presentati

al lettore con la forza di una

puntuale analisi tecnica (si parla anche

di tecnica di guida e di manutenzione).

Mezzo, in quegli anni, ancora poco

noto e impiegato in Italia, ma già sotto

la lente di COSTRUZIONI: il dumper.

Se ne parla nel numero di settembreottobre

del 1955.

In sintesi, sin dai primi fascicoli e per

tutto il corso degli anni Cinquanta, CO-

STRUZIONI si struttura sempre più se-

TOPOLINO è una rivista periodica

che pubblica storie a fumetti con

personaggi Disney. Edita dall'aprile

1950 per iniziativa dell'Arnoldo

Mondadori Editore in collaborazione

con la Walt Disney Company;

ha preso il posto della precedente

versione a giornale edita dal 1932

a differenza della quale presenta

storie solo con i personaggi della

Disney in parte estere e in parte

italiane, le quali col tempo sono

diventate preponderanti.

condo ambiti tematici (quelli che poi

diverranno veicolo d'identità per la rivista):

si parla di lavori e progetti, di attività

di cava, di mezzi di cantiere, di

macchine per il calcestruzzo e il sollevamento

di materiali, di benne per

la demolizione e dell'evoluzione dei

linguaggi costruttivi. COSTRUZIONI

è stata capace, con i propri articoli, d'illustrare

i caratteri costitutivi (sotto più

angoli di vista) di quella formidabile

epoca storica di rinascenza.

L’AUTOSTRADA DEL SOLE

fu inaugurata il 4 ottobre del

1964. Collega Milano a Napoli

ed è lunga 755 chilometri.

Nella prima immagine sotto,

la posa della prima pietra: siamo

a San Donato Milanese ed è il 20

maggio 1956. Nella successiva

immagine, le diramazioni sud

e nord in prossimità di Lodi. L’A1,

cioè la spina dorsale della rete

autostradale italiana, fu costruita

in otto anni. Conta 113 ponti

e viadotti, 572 cavalcavia, 38

gallerie e 57 raccordi. Furono

impiegati 100 miliardi di lire.

Settembre - Ottobre 1959

Centrale di betonaggio per la

costruzione della MM di Milano.

[12] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [13]


MacchinadelTempo

1950-1960 Anni Cinquanta

Piccolo spazio pubblicità

Durante il lavoro di consultazione del

nostro archivio per la ricerca di

materiale da proporre per celebrare

gli anni Cinquanta abbiamo pensato

che potesse essere interessante

recuperare alcune inserzioni

pubblicitarie apparse su

COSTRUZIONI nel corso del

decennio. Si tratta, in fondo, di un

cospicuo patrimonio di idee,

macchine, e abitudini commerciali

di un’epoca di rinascenza.

L’ATLAS DIESEL (a sinistra) presenta una serie di

compressori mobili, di costruzione svedese, che vengono

decantati per la propria robustezza. Nella pagina accanto,

il trattore diesel Leprotto. Si mette in moto con mezzo giro

di manovella eliminando gli inconvenienti della candela.

INDUSTRIE MECCANICHE LOMBARDE

rappresentante generale per l’Italia di Deutz Diesel

pubblicizza (immagini a destra) motori diesel Deutz

raffreddati ad aria e ad acqua, gruppi elettrogeni,

locomotori a scartamento ridotto

e motosaldatrici trasportabili.

BOEHLER pubblicizza perforatori, demolitori,

vibratori, trapani rotativi, fioretti con tagliente

in metallo duro. Nella pagina accanto, le Acciaierie

e ferrerrie lombarde Falck, promuovono funi per

tonnare, funi di acciao per pesca, funi per dotazioni

di bordo e trefolini per cavi misti.

FINITRICE

per conglomerati

bituminosi Vogele

(a sinistra).

La macchina si

muove su cingoli

e su ruote

gommate.

Importata in Italia

da Simacos.

LE GRU EDILMAC interamente fabbricate in Italia su

licenza Pingon. Si distingono, dice la pagina

pubblicitaria, per rapidità e sicurezza di montaggio,

facilità di trasporto e elevata velocità di lavoro.

ALECTA E JCB A sinistra, il compensato

per casseforme Alecta. A destra, la promozione

della Jcb Hydra-Digga/Loadall 65

GRU CARLO FERRO

(immagine sotto).

Cinque modelli per

una gamma ricca

e completa. Nella

pagina accanto, una

“vistosa” inserzione

pubblicitaria di

perforatrici Atlas.

RULLO COMPATTATORE e, nella pagina a destra,

la promozione dei nuovi grassi al litio di uso universale:

gli Shell Alvania Greases. Si usano sia nella lubrificazione

bloccata sia in quella generale e centralizzata.

Sono pubblicizzate le loro eccezionali qualità

che ne permettono l’impiego in condizioni severissime

di compressione, temperatura e velocità.

[14] febbraio 2022 Costruzioni

BIRRA E CAFFÈ Lo slogan “Chi beve birra campa 100

anni" nasce in Italia nel 1929. Qui viene parodiato

con “chi beve birra ha sempre vent’anni”. A lato, caffè

in casa come al bar: cambiano abitudini e consumi.

ALCOLICI E PASTA Il Vermouth Rosso Carpano:

un classico on the rocks da aperitivo. A lato, la pasta Barilla.

Azienda, quest’ultima, specchio d’Italia con i propri

145 anni di storia.

Costruzioni febbraio 2022 [15]


Attualità&Prodotti

Studi di settore

COSTRUZIONI

post pandemia

Una forte crescita a livello globale porta con

sè nuove sfide legate in gran parte agli obiettivi

di riduzione delle emissioni di CO 2

a cura della redazione

Alivello globale il settore delle costruzioni si prepara ad

un periodo sostenuto e di forte crescita post pandemia,

spinto dalla spesa di governi per rigenerare o creare

le infrastrutture e dalla non più procrastinabile transizione

verso una società “net zero”, in cui l’obiettivo è l’annullamento

e la compensazione delle emissioni di CO2. Il passaggio a

edifici e infrastrutture più sostenibili, l'aumento degli impianti

a energia pulita e l'adozione di metodi di costruzione moderni

saranno al centro dei processi di trasformazione del panorama

dei rischi in ragione di cambiamenti radicali nella

progettazione, nei materiali e nei processi. Lo spiega nel dettaglio

il rapporto Construction risk after Covid elaborato da

Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) per esplorare le

tendenze di rischio della filiera sia a breve che a lungo termine.

A queste sfide si aggiungono le difficoltà delle filiere

di approvvigionamento di materie prime e materiali, ma anche

la mancanza di manodopera specializzata

e l'aumento dei costi di costruzione. Il rapporto

AGCS evidenzia quali sono le aree di rischio su cui lavorare

spiegando come negli ultimi 5 anni gli indennizzi riconducibili

al settore dell'edilizia e dell'ingegneria siano stati

di 11 miliardi di euro di cui il 26% riconducibili a incendio ed

esplosione, il 20% a difetti di costruzione e manodopera scadente

e 20% a eventi naturali estremi dovuti al cambiamento

climatico.

“La pandemia di Covid-19 ha portato una nuova era per il settore

delle costruzioni”, ha dichiarato Yann Dreyer, Global

Practice Group Leader per le costruzioni nel team globale

Energy & Construction di AGCS. “Se i progetti di costruzione

sono continuati durante la pandemia, e un'ulteriore crescita è

in arrivo, l'ambiente generale è cambiato radicalmente. Il settore

deve affrontare nuove sfide legate alla volatilità della supply

chain e all'aumento dei costi dei materiali, alla carenza di

forza lavoro qualificata e alla maggiore attenzione alla sostenibilità.

Inoltre, il dispiegamento

Una sfida

USA Cina

a suon

di maxi

infrastrutture

accelerato di strategie di riduzione

dei costi e l'implementazione di nuove

tecnologie e progetti potrebbero

comportare un'accelerazione dei rischi

sia per le imprese di costruzione

che per gli assicuratori".

PERI GMBH

Le immagini che

abbiamo scelto

a supporto dell’articolo

sono firmate PERI

e mostrano le soluzioni

di casseforme

e impalcature utilizzate

per la ricostruzione del

City Palace di Berlino.

Oltre ai rapidi tempi

di casseratura

e riposizionamento,

il supporto progettuale

fornito dagli PERI

in loco ha permesso

di rispettare le serrate

tempistiche di cantiere.

www.peri.de

[16] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [17]


Attualità&Prodotti

Studi di settore

Il Programma

delle Nazioni

Unite

per l'ambiente

coinvolge

le costruzioni

Rapporto AGCS

Allianz Global Corporate & Spe -

cialty (AGCS) è uno dei principali

assicuratori globali, fornitore di soluzioni

assicurative aziendali e una

delle principali unità operative del

Gruppo Allianz.

Il core business della società è fornire

consulenza sui rischi, soluzioni

assicurative Danni/RC e di Alter -

native Risk Transfer per un’am pia

gamma di attività commerciali,

aziendali, ma anche per rischi speciali.

Uno dei rapporti AGCS più recenti

è dedicato a “Il settore delle

costruzioni post pandemia” ed

analizza le tendenze di rischio sia

a breve che a lungo termine del

settore. Le più grandi aziende al

mondo (Fortune Global 500) o i privati,

passando per le piccole e medie

imprese si rivolgono ad AGCS

per ottenere risposte di eccellenza

per i rischi più grandi e complessi

in un ambiente di business

dinamico e multinazionale. La

grande esperienza di AGCS in

tema di risarcimento dei danni è

trasversale a ogni settore e permette

di tutelare i più grandi marchi

di beni di consumo conosciuti

in tutto il mondo, come le aziende

tecnologiche, l'industria globale

dell'aviazione e del trasporto marittimo,

ma anche produttori vitivinicoli,

operatori satellitari o attori

di Hollywood. AGCS è presente in

31 Paesi al mondo, conta circa

4.440 dipendenti, di oltre 70 nazionalità

diverse. Nel 2020, la raccolta

premi lordi globale di AGCS

è stata pari ad un totale di 3 miliardi

di euro.

www.agcs.allianz.com

L’Europa c’è ma non è trainante

Le forti prospettive di crescita del settore si basano su una

serie di fattori, come l'aumento della popolazione nei mercati

emergenti e gli investimenti significativi in forme alternative

di energia come l'eolico, il solare e l'idrogeno, così

come i sistemi di stoccaggio e trasmissione dell'energia.

Il passaggio al trasporto elettrico richiederà investimenti

in nuovi impianti e strutture di produzione di batterie e infrastrutture

di ricarica. Si prevede che gli edifici non solo

miglioreranno la loro impronta di carbonio, ma richiederanno,

in molte aree esposte alle catastrofi, anche migliori

difese contro le inondazioni costiere e di difesa dai sistemi

fognari o di drenaggio per prevenire danni da eventi

meteorologici estremi.

Allo stesso tempo, i governi di molti paesi stanno pianificando

grandi investimenti pubblici in grandi progetti infrastrutturali

sia per stimolare l'attività economica dopo la crisi

pandemica che per guidare la transizione a basse

emissioni di carbonio. Negli Stati Uniti, un pacchetto di in-

frastrutture da più di mille miliardi di dollari copre tutto, dai

ponti e le strade ai sistemi nazionali di banda larga, acqua

ed energia. Allo stesso tempo ha annunciato piani per

investire in una serie di grandi progetti infrastrutturali in tutto

il mondo nel 2022 in risposta all'ambiziosa Belt And Road

Initiative, della Cina, che potrebbe estendersi dall'Asia orientale

all'Europa. Quattro paesi - Cina, India, Stati Uniti e

Indonesia - dovrebbero rappresentare quasi il 60% della

crescita globale delle costruzioni nel prossimo decennio.

L’Europa c’è ma non è trainante nonostante gli impegni per

l’efficientamento energetico delle costruzioni esistenti e i

grandi progetti infrastrutturali incentivati anche dalle politiche

comunitarie.

I lati negativi del boom edilizio

Il previsto boom apporta sfide specifiche oltre ai benefici.

Nel medio termine, improvvise impennate della domanda

potrebbero mettere le supply chain sotto ulteriore pressione

ed esacerbare le carenze esistenti di materiali e di

manodopera qualificata, causando sforamenti dei tempi

e dei costi. Inoltre, molti nell'industria potrebbero aver bisogno

di accelerare l'implementazione di misure di efficienza

e di controllo dei costi qualora i margini di profitto

siano stati colpiti nell'economia di Covid-19, che spesso

può compromettere i livelli di qualità e manutenzione e aumentare

la suscettibilità agli errori. L'analisi di AGCS mostra

che i difetti di progettazione e la cattiva esecuzione

sono una delle cause principali delle perdite nel settore dell'edilizia

e dell'ingegneria, rappresentando circa il 20% del

valore di quasi 30.000 reclami del settore esaminati tra il

2016 e la fine del 2020.

La maggiore sostenibilità e l'attenzione alla “net zero” influenzeranno

fortemente il tradizionale panorama dei rischi

nel settore delle costruzioni. Secondo il Programma

delle Nazioni Unite per l'ambiente, gli edifici e l'industria delle

costruzioni sono responsabili del 38% di tutte le emissioni

di anidride carbonica legate all'energia. Per ridurre le

emissioni di carbonio, gli edifici esistenti dovranno essere

ristrutturati e riutilizzati. Inoltre, nuovi materiali e metodi di

costruzione dovranno essere introdotti sul mercato in periodi

di tempo relativamente brevi.

Questo porterà presumibilmente ad un aumento del rischio

di difetti o potrebbe avere conseguenze inaspettate per la

sicurezza, l'ambiente o la salute. Per esempio, come materiale

sostenibile ed efficiente dal punto di vista dei costi,

l’uso del legno nelle costruzioni è aumentato negli ultimi

anni. Tuttavia, questo ha implicazioni per i rischi di

incendio e di danni causati dagli allagamenti. Come anticipato,

infatti, l’analisi dei sinistri di AGCS mostra che i risarcimenti

per incendio o esplosione pesino ben il 26% del

valore totale degli indennizzi di costruzione e ingegneria

negli ultimi cinque anni.

L’energia verde porta nuove incognite

“Gli enormi investimenti nell'energia verde significheranno

maggiori valori a rischio, mentre la rapida adozione della

tecnologia dei prototipi, dei metodi di costruzione e dei materiali

richiederà una stretta collaborazione tra la sottoscrizione,

i sinistri e l'ingegneria del rischio in-house, così

come tra gli assicuratori e i loro clienti”, afferma Olivier

Daussin, Construction Underwriting Lead nel team globa-

[18] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [19]


Nuovo U36-4

Studi di settore

La

Temperatura

giusta

suoi vostri cantieri!

Foto: City Palace di Berlino by PERI

le Energy & Construction di AGCS. Detto in altre parole,

l'espansione dell’energia pulita porta anche nuove sfide

tecniche e tecnologiche quindi nuovi rischi.

I progetti eolici offshore stanno crescendo in dimensioni,

spostandosi più al largo e in acque più profonde, il che significa

che i costi associati a eventuali ritardi o riparazioni

stanno aumentando. Anche i parchi eolici offshore, così

come i progetti eolici e solari onshore, possono essere

esposti a perdite in serie. Un difetto di progettazione o di

produzione in una turbina, per esempio, può avere un impatto

su molti progetti. Sono state anche registrate, ad

esempio, grandi richieste di risarcimento per fondazioni difettose

in parchi e fattorie solari. Le riparazioni dei cavi sottomarini,

che pesano migliaia di tonnellate e richiedono

navi speciali per la posa, possono richiedere più di un anno.

Una stazione di conversione offshore da sola può costare

fino a 1,5 miliardi di dollari, paragonabile a una piattaforma

petrolifera. Anche in questo caso un incendio o un’esplosione

che coinvolge un convertitore, come si è visto di recente

in Cina, può provocare una perdita totale.

Le due facce della costruzione modulare

In definitiva, i moderni metodi di costruzione e produzione

hanno il potenziale per trasformare radicalmente l'edilizia,

trasferendo più rischi fuori sede e incorporando un maggiore

uso della tecnologia. La costruzione modulare, in particolare,

offre molti vantaggi, come una gestione della qualità

controllata in fabbrica, meno rifiuti di costruzione, una

tempistica di costruzione dimezzata rispetto ai metodi tradizionali

e un disturbo ridotto per l'ambiente circostante.

Tuttavia, solleva anche preoccupazioni di rischio per gli

scenari di perdita ripetitiva.

"C'è un rischio maggiore di perdite seriali con i metodi modulari

e prefabbricati, poiché la stessa parte potrebbe essere

usata in diversi progetti prima che venga scoperto un

guasto", spiega Daussin.

La carenza di manodopera qualificata nella filiera delle costruzioni

probabilmente favorirà la tendenza verso la produzione

fuori sede e l’automazione. Allo stesso tempo, la

digitalizzazione della costruzione crea esposizioni informatiche

contro le quali le società di ingegneria e di costruzione

devono rafforzare le loro difese. Oggi, le numerose

parti coinvolte in un cantiere sono interconnesse

attraverso varie piattaforme IT condivise, il che aumenta

la loro vulnerabilità. I rischi informatici possono andare dai

tentativi malevoli di accedere a dati sensibili, all'interruzione

del controllo del sito del progetto e al furto associato,

all'interruzione della catena di fornitura, alla potenziale corruzione

dei dati di progettazione, con conseguenti ritardi

e, infine, rischi di reputazione per le parti coinvolte.

Cantieri protetti contro calamità naturali

La necessità di ridurre le emissioni di gas serra non solo

guiderà un approccio più sostenibile agli edifici residenziali

e commerciali e alle infrastrutture, ma potrebbe anche accelerare

la tendenza mentre l'industria cerca di ottenere

efficienza e ridurre al minimo i rifiuti. I cantieri dovrebbero

anche cercare di mitigare l’impatto degli eventi causati

dal clima, come incendi, inondazioni improvvise e frane.

L’analisi dei sinistri elaborata da AGCS mostra come i rischi

naturali siano già la seconda causa più costosa delle

perdite della filiera edilizia, dopo incendi ed esplosioni, e

rappresentano il 20% del valore dei sinistri negli ultimi cinque

anni. Nel frattempo, gli allagamenti continuano ad essere

una delle principali fonti di perdita durante la costruzione.

AGCS ha visto una serie di perdite enormi dovute

a fughe d’acqua pressurizzata di sistemi antincendio che

non vengono rilevate o si verificano al di fuori dell’orario

di lavoro. In questo caso i sistemi di rilevamento e monitoraggio

delle perdite d’acqua possono aiutare a ridurre la

frequenza e la gravità dei danni causati dall'acqua, mitigando

le riparazioni costose e i ritardi del progetto.

[20] febbraio 2022 Costruzioni

www.kubota-eu.com


Attualità&Prodotti

Fiere 2022

Bauma, il ritorno

Mancano 9 mesi

prima

dell'apertura del

bauma a Monaco dal 24

al 30 ottobre, la

principale fiera mondiale

di macchine edili,

macchine per materiali

da costruzione,

macchine da miniera,

veicoli da costruzione.

Si prevede un livello di

partecipazione molto

elevato: il 97% dello

spazio espositivo

disponibile è già stato

confermato dalle

aziende espositrici.

I numeri hanno fornito a

Klaus Dittrich,

Presidente e CEO di

Messe München, un

motivo per essere molto

ottimisti sulla prossima

fiera: “Questo feedback è

un chiaro segnale

dell'intenzione dei nostri

clienti di partecipare al

Bauma. Nelle

conversazioni personali

che abbiamo con

espositori e visitatori,

sentiamo ripetere un

concetto più e più volte:

non vedono l'ora di avere

discussioni faccia a

faccia e, naturalmente,

di vivere l'atmosfera

speciale che solo il

Bauma può creare. Sono

davvero fiducioso che la

situazione sarà presto

migliorata al punto che

saremo in grado di

organizzare una

entusiasmanteedizione

del Bauma che attirerà

un gran numero di

aziende e visitatori

internazionali”.

L'industria mineraria,

un'area in cui Bauma è

leader in Europa, sarà

ancora una volta ben

Torna Bauma 2022 dal 24 al 30 ottobre,

Monaco accoglierà visitatori da ogni parte

del mondo. Oltre ai vecchi e fedeli ritorni,

sono previste delle novità

rappresentata.

Tra gli espositori, pesi

massimi del settore

come BHS Sonthofen,

Herrenknecht, Komatsu,

Liebherr, Schulte

Strathaus e Zeppelin

Baumaschinen. Saranno

presenti anche Matrix

Design Group dagli Stati

Uniti, Resemin dal Perù,

INNOVATION AWARD

Nuove categorie si aggiungono alla nuova

edizione del Bauma Innovation Award. Sarà

possibile registrarsi per partecipare fino al

3 maggio. Per rendere giustizia al progresso

tecnico e agli sviluppi sociali oltre che

Roco9 dalla Gran

Bretagna, Tesab

Engineering dalla Gran

Bretagna e Weber

Mining & Tunneling dalla

Francia.

Tornerà Minerc Systems

dall'Australia, un

mercato chiave per

l'industria mineraria.

Ma non si parla solo di

minerario. Bauma attrae

anche un altro pubblico.

La fiera è considerata

un’inconfondibile hub

mondiale

dell'innovazione grazie

all'enorme numero di

innovazioni che gli

espositori presentano.

Questa condizione

speciale sarà

sottolineata quest'anno

dalla sala

dell'innovazione LAB0,

un'area che includerà

aree speciali come il

forum bauma, la realtà

virtuale, il MIC 4.0, le

startup e un hub

scientifico.

bauma.de

politici, i membri responsabili della task force

hanno rivisto le categorie: Protezione clima;

Digitalizzazione; Ingegneria meccanica;

Edilizia; Ricerca.

Il tutto è chiaramente indicato sul portale

www.bauma-innovationspreis.de

Novità per gli eccezionali

Trasporti, si cambia

Lo scorso 10

novembre è entrato

in vigore il Decreto

121/2021 (cosiddetto

decreto Infrastrutture)

che ha introdotto

significative novità per i

trasporti eccezionali.

È stato modificato

l’articolo 10 comma 2 bis

del Codice della strada

che riduce le portate e

introduce il pezzo

indivisibile. Nel dettaglio,

è stato confermato il

A WORLD OF COMFORT

limite già previsto delle

38 tonnellate per gli

isolati a tre assi e delle 48

tonnellate per gli isolati a

quattro assi, ma

introdotto il limite di 72

tonnellate per i complessi

veicolari a cinque assi e

ridotto a 86 tonnellate il

limite per i complessi a

sei o più assi. Non è più

prevista la massa fino a

108 tonnellate per

complessi di veicoli a

otto assi. Questi limiti si

possono superare solo in

caso di trasporti di un

unico pezzo indivisibile.

Non è più possibile

trasportare pezzi che non

siano della stessa

categoria merceologica.

Fino a prima dell’entrata

in vigore del D.L 121/202

era possibile caricare

fino a sei unità di “blocchi

di pietra naturale, di

elementi prefabbricati

compositi e

apparecchiature

industriali complesse per

l’edilizia nonché di

prodotti siderurgici coil e

laminati grezzi”. La

modifica è stata accolta

con un’alzata di scudi da

parte degli operatori del

trasporto che hanno da

subito denunciato un

vuoto normativo e

autorizzativo che non ha

precedenti e, in alcuni

casi, la volontà di

RISCALDATORI E SISTEMI DI CONDIZIONAMENTO

astenersi dal servizio,

salvaguardando i

committenti, i caricatori e

tutta la filiera del

trasporto. Qualche

rassicurazione ha

provato a fornirla

Alessandro Morelli, Vice

Ministro Infrastrutture e

Mobilità Sostenibili, in

occasione dell’evento

‘Revisioni al bivio’

organizzato da

Vie&trasporti. “Oggi

registriamo notevoli

criticità per i trasporti

eccezionali. Il Decreto

Infrastrutture ha creato

una situazione di forte

disagio. La soluzione a

cui si è arrivati non è

equilibrata. Posso

garantire che il MIMS sta

lavorando per cercare

una soluzione a questo

argomento con tutti i

Ministeri competenti”.

mit.gov.it

DAL PROGETTO AL TEST:

IL VOSTRO CLIMA SU MISURA

Il gelo dell’Artico o il deserto infuocato: qualunque sia l‘ambiente nel quale operate,

Eberspächer è pronta a raccogliere la s 昀 da con la competenza del leader di mercato. Una

gamma completa di prodotti per il riscaldamento e il condizionamento, un team di progettisti

e i più avanzati strumenti di test sono a vostra disposizione per sviluppare soluzioni di

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il mondo, Eberspächer combina in modo unico la prossimità al Cliente in

fase di progettazione con un servizio di assistenza a livello globale.

Al vostro 昀 anco per farvi lavorare al meglio, in ogni condizione.

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[22] febbraio 2022 Costruzioni


Attualità&Prodotti

Pale gommate

Sistemi di filtraggio

Molto più vigile

UFI Filters, azienda

leader nella

filtrazione e nel

thermal management,

continua la sua lotta alla

contraffazione ricambi,

adottando misure di

sorveglianza ed

estendendo a livello

globale l’attività di

Internet Business

Intelligence affiancata

da CONVEY, società

UFI Filters rafforza le misure nella lotta alla

contraffazione. La propria esperienza degli

anni passati ha permesso di estendere

i criteri di sorveglianza a livello globale

così il rischio di un

ulteriore incremento

delle transazioni illegali.

Grazie a un servizio di

sorveglianza in continua

espansione, esteso a

brevetto sui principali

mercati mondiali e

attraverso la

sorveglianza doganale,

ovvero mediante la

registrazione degli asset

proditti UFI. La stessa

azienda garantisce che il

prodotto sia stato

sviluppato per

mantenere elevati

standard di separazione

acqua anche in

condizioni più severe

rispetto a quanto

previsto nelle normative.

Non solo gasoli sporchi,

ma anche biofuel.

I filtri UFI sono

progettati e prodotti con

gli esclusivi materiali

filtranti FormulaUFI e già

tecnologicamente

studiati, sviluppati e

prodotti per far fronte ai

Liebherr e Apollo Tyres hanno concluso

un accordo per la fornitura di pneumatici

Vredestein riguardanti alcuni modelli di pale

gommate. Produttività assicurata

Ben omologati

Liebherr ha firmato

un accordo con

Apollo Tyres per la

fornitura di pneumatici

Vredestein per diversi

modelli di pale

gommate. Gli

pneumatici Vredestein

Endurion e Flotation

Trac sono stati

omologati per i modelli L

504, L 506 ed L 508.

Vredestein Endurion è

ideale per i terreni duri.

La carcassa

estremamente

resistente e il robusto

battistrada offrono la

massima stabilità

radiale e laterale e un

comfort ottimale.

Per la pala gommata

telescopica L 509 Tele

sono stati omologati gli

pneumatici Flotation

Trac di Vredestein,

progettati con esclusivi

tasselli trasversali non

paralleli che

garantiscono una

trazione continua, anche

nelle condizioni più

difficili. La sezione

centrale rinforzata con

gomma disposta nella

direzione di marcia

assicura un

comportamento di guida

stabile e una lunga

durata degli pneumatici.

La robusta struttura del

tallone consente un

elevato grado di

affidabilità, e quindi una

produttività ottimale.

Grazie alla loro potenza

e versatilità, le pale

compatte Liebherr

sono in grado di

gestire un'ampia

gamma di materiali

diversi favorendo un

elevato livello di

produttività.

Sono prodotte a

Bischofshofen, in

Austria, cioè nella sede

del centro di

competenza Liebherr

per questo tipo di

prodotto.

Sono note al pubblico

per essere macchine

sicure, affidabili e adatte

all’impiego in vari settori.

Le misure omologate

sono: VREDESTEIN

Endurion 340/80 R18

IND 143 A8/B;

VREDESTEIN Endurion

400/70 R18 IND 147

A8/B; VREDESTEIN

Endurion 400/70 R20

IND 149 A8/B;

VREDESTEIN Flotation

Trac 560/45 R22.5 IMP

160D.

Le prime sono già

disponibili sul mercato

da inizio 2022.

vredestein.com

torinese attiva nei servizi

di Internet e Brand

Protection.

Proprio grazie all'attività

di monitoraggio messa

in atto con quest’ultima

ha permesso di

intercettare oltre 2,5

milioni di transazioni

illegali sui principali

market place a livello

globale. Il sistema di

monitoraggio e

repressione attivato

consente di bloccare le

attività illecite sul

nascere e minimizzare

tutti i market place a

livello globale, UFI Filters

ha ottenuto la rimozione

di oltre 8 mila inserzioni

commerciali, pubblicate

su 33 piattaforme e-

commerce e

scongiurato un fatturato

potenziale di oltre 5

milioni di euro in merce

contraffatta.

Dal 1972, UFI Filters è

impegnata nella tutela

dei propri prodotti grazie

alla registrazione di

marchi e al deposito di

nuove domande di

di Proprietà Intellettuale

del Gruppo presso le

Autorità Doganali dei

singoli Paesi. Attività

rafforzata con specifici

training svolti presso le

Agenzie Doganali più

sensibili, come quelli

dalla famiglia ONE di UFI

Filters.

I filtri della famiglia ONE

sono fondamentali per

la protezione del motore

dai residui di acqua

presenti nel carburante.

Questo spinge il 95% dei

costruttori ad affidarsi ai

più elevati standard di

bio-componenti nei

carburanti, come ad

esempio i biodiesel B30

PME, contenenti fino al

30% di olio di palma,

recentemente introdotti

nel Sud Est Asiatico.

I sistemi di filtrazione

UFI Filters, infatti, sono

dotati dei materiali più

evoluti resistenti ai

cosiddetti “bad fuel” e ai

biodiesel, e prodotti con

le migliori materie prime

e tecnologie.

ufifilters.com

[24] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [25]


Attualità&Prodotti

Innovazioni

Oltre i confini altoatesini

Fatturato verso i 40

milioni per l’azienda

Niederstätter e

nuove aperture nel

Nord Italia. Così

l’azienda si prepara

ad affrontare il 2022,

andando sempre più

incontro alle

esigenze del cliente

industriale. L’azienda si è

spinta oltre i confini

altoatesini, trentini,

veneti e friulani,

andando a intercettare

anche il mercato

lombardo. Niederstätter

ha inaugurato un nuovo

centro clienti a Castelli

Calepio (Bergamo), e

rinnovato il centro di

formazione della

Niederstätter Academy a

Vadena (Bolzano)

all'interno del Safety

Park. Questo ha

permesso all’azienda di

assumere nuovo

personale, raggiungendo

gli 80 dipendenti totali.

"Ora guardiamo al futuro

- commenta Daniela

Niederstätter, membro

del Consiglio

d'Amministrazione

dell'azienda - con più

entusiasmo. Vogliamo

concentrarci sulla

sostenibilità, una

maggiore consulenza al

cliente e il focus sullo

sviluppo di tecnologie

innovative capaci di

migliorare il settore

edile. Cercheremo di

rafforzare la nostra

Mercato macchine per costruzioni

Crescita del 30%

Nel 2021 sono state

immesse sul mercato

italiano 22.000 macchine

per costruzioni, con una

crescita del 30% rispetto

al 2020. Questi i dati

presentati da Unacea

Niederstätter,

azienda

altoatesina

operativa nel mercato

del noleggio di

macchinari edili, ha

salutato l'anno 2021 con

un fatturato record che

si attesta intorno ai 40

milioni di euro. Risultati

ottenuti grazie a un

intenso lavoro svolto su

più fronti: dalle aperture

delle nuove sedi, una in

Veneto e l'altra in

Lombardia, all’impegno

quotidiano fornito

per digitalizzare e

innovare il comparto

edile, stradale e

presenza in Lombardia e

migliorare il

posizionamento nel

settore dell'industria e

del recycling".

Tra le innovazioni

previste c'è

il BIM, Building

Information Modeling,

metodo integrato per la

pianificazione,

l'esecuzione e la

gestione di un fabbricato

o di un cantiere con

l'aiuto di un specifico

software.

niederstaetter.it

Il 2021 è stato un

anno proficuo per il

mercato delle

costruzioni. Sono state

immesse sul mercato

italiano 22.000

macchine con una

crescita del 30% rispetto

al 2020.

Commenta il risultato

raggiunto Luca Nutarelli,

segretario generale di

Unacea (Unione italiana

macchine per

costruzioni):

"Il 2021 si chiude con un

risultato sicuramente

positivo per il settore

delle macchine per

costruzioni. La crescita,

sperimentata in tutti i

trimestri dell’anno, ha

certamente contribuito a

recuperare parte di

quanto perso con la crisi

iniziata nel 2008.

Restano inoltre positive

le aspettative per il

2022. D’altra parte, le

dinamiche

inflazionistiche, il

crescente costo

dell’energia e le difficoltà

di approvvigionamento,

rischiano di

compromettere la fase

espansiva in corso,

riducendo la

profittabilità delle

aziende nel medio

periodo. Ci auspichiamo

quindi che questi aspetti

possano essere presi in

seria considerazione

dalle autorità pubbliche,

al fine di non vanificare

lo sforzo del piano di

rilancio del sistema

paese".

I dati sono stati

presentati da Unacea e

commentati da CER

Centro Europa Ricerche,

nell’ambito di una

conferenza stampa

patrocinata da GIC -

Giornate italiane per il

calcestruzzo, svoltasi lo

scorso 1° febbraio. Più

in dettaglio, le macchine

movimento terra

vendute nel 2021 sono

21.107 unità (+30%), 893

le macchine stradali

(+26%). Sono positivi

anche gli scambi

internazionali di settore

secondo il Report

commercio estero

Unacea-Cer, con l’export

che tra gennaio e

ottobre 2021 ha

raggiunto i 2,3 miliardi di

euro, con una crescita

del 19% rispetto allo

stesso periodo del 2020.

Positive anche le

importazioni che

crescono del 42%, per

un valore di 1,2 miliardi

di euro. Positivo per oltre

1 miliardo il saldo della

bilancia commerciale,

avanzo che cresce del

2% su base annua.

Unacea sarà inoltre

presente al Bauma 2022

con un’area espositiva

dedicata alle aziende

italiane oltre che con

uno suo stand

istituzionale.

Lo stand sarà allestito

nel padiglione A5 e

ospiterà le aziende

italiane non ancora

assegnatarie di uno

spazio espositivo

individuale.

"Grazie all’area di

Unacea - spiega

Nutarelli - le aziende in

lista di attesa potranno

essere ammesse alla

manifestazione,

migliorando ancora la

già robusta presenza

dell’industria italiana di

settore alla

manifestazione di

Monaco di Baviera”.

unacea.org

[26] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [27]


Attualità&Prodotti

Pavimentazioni stradali

Anteprime mondiali

Il gruppo Wirtgen ha

presentato due

anteprime mondiali al

World of Concrete 2022,

nel mese di gennaio.

Si tratta del nuovo

caricatore laterale

(Placer/Spreader) Wps

102i, e la finitrice a

casseforme scorrevoli

Sp 94i con l’innovativo

sistema Telemold, che

rende i cantieri più

efficienti grazie alla

possibilità di modificare

in modo flessibile e

rapido le larghezze di

lavoro durante la stesa.

Soluzioni innovative e orientate

al mercato per la pavimentazione stradale

in calcestruzzo precisa ed economica.

Le innovazioni firmate Wirtgen presentate

all’evento World Concrete 2022

sull'armatura d'acciaio

pre-posizionata davanti

alla finitrice a

casseforme scorrevoli e

alla macchina per

l'indurimento di

strutture. Un camion

alimenta il calcestruzzo

lateralmente e il

piazzatore/spanditore

lo distribuisce in modo

uniforme su tutta la

larghezza di

completamente

modulare con attacchi

idraulici a cambio rapido

standard, il WPS 102i

può essere riconfigurato

rapidamente e

facilmente come il suo

"fratello minore", il WPS

62i. Ciò garantisce un

trasporto veloce da un

cantiere all'altro e la

massima disponibilità

della macchina.

Il WPS 102i può essere

controllato con

precisione tramite la

scansione della

linea di fili, le

applicazioni 3D senza fili

o l'Autopilot 2.0 di

Wirtgen.

La SP 94i è una finitrice

a casseforme scorrevoli

a incasso (di 10 m)

completamente

modulare che colpisce

per l'enorme varietà di

applicazioni per le quali

può essere utilizzata

nella costruzione di

strade larghe e

autostrade, piazzali

aeroportuali, taxiway e

piste. Il TeleMold è

dotato di un sistema di

cambio rapido per la

saracinesca di dosaggio

e gli attacchi del

vibratore. Le squadre

possono spianare e

riconfigurare la

larghezza di lavoro tutto

nello stesso giorno. Il

sistema può essere

montato su finitrici a

casseforme scorrevoli

SP 64i, SP 94i e SP 124i.

wirtgen-group.com

Premiazioni

Vittoria bis

n Idrobase Group si

aggiudica un nuovo

riconoscimento

internazionale. Premiata

nel 2020 come “azienda

di valore” per le sue

soluzioni antivirus

adottate da Pechino,

l’azienda ha ricevuto

quest’anno il China

Award, assegnato dalla

Fondazione Italia-Cina; il

riconoscimento è stato

nella sezione “Top

Investors” per la joint

venture “Daerg China”,

nata dalla collaborazione

con “Daerg Chimica”, per

offrire una soluzione

combinata fra

detergente rispettoso

dell’ambiente ed

attrezzature per il “car

washing” finalizzata al

mercato cinese

dell’autolavaggio.

A ricevere il “China

Award”, consegnato a

Milano, sono stati Bruno

Ferrarese, co-presidente

di Idrobase Group ed

Ercole Giorgi presidente

di Daerg Chimica.

“La vittoria di quest’anno

– commenta Ferrarese –

premia la strategia di

una piccola azienda

italiana, attenta a dare

risposte alle esigenze più

sentite nel grande Paese

asiatico: dal “respirare

aria sana”, come recita il

nostro claim aziendale,

ad abbattere

l’inquinamento anche in

prassi quotidiane come il

lavaggio di automezzi in

un mercato che cresce

di 21 milioni di

autoveicoli all’anno. La

scelta vincente è offrire

qualità italiana a prezzi

cinesi.”

idrobasegroup.com

natdesign.eu

Le soluzioni

presentate allo

stand del Wirtgen

Group sono

completate dalle finitrici

offset SP 15i e SP 25i.

Quando le superfici

stradali e i percorsi sono

pavimentati su

un'armatura in acciaio

pre-posizionata, spesso

il calcestruzzo può

essere fornito alla

macchina solo

lateralmente. I

placer/spreader di

Wirtgen sono la scelta

ideale per questo

compito. In qualità di

macchina leader in un

treno di stesa, viaggiano

lavoro.

Il nuovo WPS

102i è l'ultima

aggiunta di Wirtgen

alla sua gamma di

placer/spreader a due

tracce. Il calcestruzzo

può essere posizionato

per larghezze di lavoro

da 4 a 12 m con

spessori fino a 500 mm.

Grazie al design della

macchina

L’innovativo

sistema Telemold

rende

i cantieri più efficienti.

Due brand come OLMARK e MARKHIP messi insieme

rappresentano un'accoppiata vincente in tema di

componentistica delle connessioni ad alta pressione

per caratteristica applicativa. Attendibilità mai in ombra,

neppure nelle più estreme condizioni di servizio.

METTETECI ALLA PROVA!

WWW.OLMARK.COM

VICTORY

is in your hands

[28] febbraio 2022 Costruzioni


ostruzioni

ostruzioni

WALKAROUND

Testi di Matthieu Colombo

921G Evolution

STAGE V

Peso operativo

20,55 ton

Potenza max

190 kW

Capacità benna standard 4 m 3

Carico ribaltamento max art. 15.020 Kg

[30] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [31]


CASE 921G Evolution

ostruzioni

1

Discendente di una concezione

innovativa e riuscita. Prima della

categoria a raggruppare

gli scambiatori di calore dietro

cabina per arretrare il baricentro

3 4

Rapporto tra peso operativo,

carico di ribaltamento e forza

di strappo da riferimento...

con motore ricco di coppia

e di cilindrata contenuta

2

Motore FPT Industrial “di casa”

ultra collaudato in applicazioni

movimento terra e al massimo

dell’efficienza anche Stage V. Post

trattamento senza manutenzione

Nuova modalità di lavoro adattiva

“Smart” che in base alle condizioni

di lavoro sceglie in tempo reale

la migliore mappa motore

e gestisce anche i cambi marcia

L’evoluzione ultima della dinastia di pale gommate CASE

è l’espressione massima di un progetto. Ai vertici della

categoria delle pale da 4 m 3 per prestazioni, efficienza e costi

di manutenzione, offre il massimo con pesa Payload connessa

5 6

TCO in netto calo. Solo in termini

di manutenzione, grazie a intervalli

più lunghi anche del 100%

il risparmio calcolato è del 20%.

Il resto lo fa la telematica

Cabina sicura, anche come

accesso, confortevole, ben rifinita,

con una pressione acustica

interna di 69 dB(A), ai vertici della

categoria. Clima super efficiente

7

L’ottimo monitor diventa touch

screen e capacitivo, ma

è soprattutto uno strumento con

cui regolare prestazioni, reattività

e monitorare la manutenzione

8

Sistema di pesatura Payload

integrato e connesso disponibile.

Per chi lavora in cava permette

di ottimizzare la produttività

e di non sovraccaricare camion

9

Connessione 4G avanzata

bidirezionale grazie al nuovo

Processing & Connetivity Module

che implementa il numero di dati

trasmessi al sistema SiteWatch

10

Prodotta integralmente a Lecce

in stabilimento CNH collegato alla

linea ferroviaria nazionale per

limitare il trasporto su gomma alle

sole macchine fuori sagoma

[32] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [33]


WALKAROUND di

ostruzioni

CASE 921G Evolution

POWER INCH Questa funzione esalta

la potenza del convertitore di coppia.

Anche sulle pendenze più accentuate

la 921 G Evolution non rischia di arretrare

grazie alla funzione ‘hill holder’ come

sulle auto con cambio automatico.

LOCK-UP È una frizione interna

al convertitore di coppia che

annulla le perdite di giri tra

motore e trasmissione.

Quando si inserisce il lock-up,

l’olio del convertitore

si raffredda e la macchina

consuma meno carburante.

Il peso al posto giusto...

per prestazioni ai vertici

La qualità progettuale delle pale gommate CASE fa la differenza in termini

di prestazioni sul campo. La 921G Evolution ha telai di pari misura rispetto alla

821G, ma più pesanti, vanta assali specifici e una catena cinematica adattiva

che sceglie la curva di coppia motore e la reattività della trasmissione

AUTOBLOCCANTE AL 100%

Gli assali Heavy Duty di serie

possono essere forniti con

differenziale anteriore di tipo

"aperto" o in versione

autobloccante al 100%

automatico che può essere

inserito anche con comando a piede.

ZF MT-L 3105 II L’assale anteriore è uno ZF heavy duty

per macchine di peso operativo superiore alle 21 t,

disponibile con autobloccante. Al posteriore l’assale

è lo stesso della 821G, ovvero un ZF MT-L 3095 II.

Si possono montare pneumatici pieni.

SEMBRA MA NON È UNA 821 A volte

la similitudine estetica è un limite. È il caso

della CASE 921G Evolution che esteticamente

è uguale alla sorella minore, ma sottopelle

ha tanta sostanza in più. In realtà pesa 2.350

kg in più e offre un carico di ribaltamento alla

massima articolazione superiore del 18% con

15.020 kg dichiarati. Anche la forza di

strappo alla benna della 921 è del 18%

superiore a quella della 821.Il valore di

17.337 daN dichiarati è da podio della

sua categoria.

ADATTIVA

L’elettronica della

trasmissione ZF

Ergopower adatta

il cambio di marcia

alla mappa motore

(scelta in automatico

o dall’operatore),

all’inclinazione

macchina e al peso

del carico trasportato.

al TOP della categoria

• CARICO DI RIBALTAMENTO FRONTALE 17.440 KG

• CARICO DI RIBALTAMENTO MAX ART. 15.020 KG

• PESO OPERATIVO

20.550 KG

• FORZA DI STRAPPO BENNA 17.377 daN

• POTENZA MASSIMA @ 1.600 GIRI/MIN 190 KW

• COPPIA MAX @ 1.300 GIRI/MIN 1.300 NM

al TOP della categoria

POTENZA SMART Tra le novità delle CASE

G Evolution c’è una nuova modalità di potenza

adattiva che sceglie automaticamente,

in tempo reale per rispondere alle condizioni

operative, sia la curva di coppia motore sia

le logiche di cambiata del cambio. Questa

nuova formula d’efficienza che sfrutta

la grande coppia ai bassi del motore N67

funziona sia con la trasmissione ZF 4WG-260,

sia con la versione a 5 marce con lock-up.

5 MARCE

CON LOCK-UP

Oltre alla

trasmissione ZF

4F/3R di serie,

si può avere la

versione

a 5 marce

(sempre 3R)

con lock-up

inseribile dalla

2° alla 5° marcia.

Costruzioni febbraio 2022 [35]


WALKAROUND di

ostruzioni

CASE 921G Evolution

Semplice

potenza

Con 190 kW erogati a soli 1.600 giri/min

il 6 cilindri FPT Industrial da 6,7 litri

ha la potenza specifica più elevata della

categoria. Con 1.300 Nm la coppia

è al top della categoria ed è disponibile

già a 1.300 giri/min

1

2

POTENTE E AFFIDABILE Il motore FPT

Industrial N67 (qui in versione

F4HGE613E) vanta un monte ore

in applicazioni movimento terra

notevole. Oltre che potente

ha dimostrato di che pasta è fatto

COMMON RAIL, TURBO, NO EGR L’iniezione

diretta piezoelettrica è affidata

a un common rail a iniezioni multiple

che lavora fino a 180 MPa di pressione.

L’assenza di ricircolo dei gas e il turbo

con wastegate ne esaltano l’efficienza.

Vapori

olio turbina

recuperati

in coppa

VALVOLA ALLO SCARICO Questa

valvola parzializza i gas caldi in uscita

dal turbo per gestire la temperatura

di post trattamento. Nessun fermo

macchina e nessuna manutenzione.

L’intero sistema di scarico è montato su telaio removibile

STAGE V E NESSUNA MANUTENZIONE Il sistema HI-eSCRoF2

è caratterizzato da iniezioni di urea nel Pipe mixer,

ad alta turbolenza, dove il flusso di scarico trasforma il

liquido in ammoniaca e vapore acqueo. Il sistema SCRoF

(SCR-on-Filter) della 921G Evolution integra un filtro

antiparticolato che è soggetto a rigenerazioni

“trasparenti”. Intendiamo dire che le rigenerazioni del filtro

avvengono sempre durante i normali cicli di lavoro, senza

che l’operatore sia mai costretto a fermare la macchina.

L’SCRoF è “built-for-life”. Non necessita di manutenzione

e ha un’aspettativa di vita minima di 8.000 ore.

3

CONSUMA IL 10% MENO La CASE

921 G Evolution introduce lo Smart

mode che sceglie in automatico

la mappa motore migliore momento

per momento. Spinge forte,

ma consuma meno. Disponibile anche

la modalità Max per impieghi severi.

MAXI FILTRO ARIA Il filtro aria a cartuccia a valle del

prefiltro ciclonico è lo stesso della 1021G e include

un estrattore di polvere per depressione (effetto Venturi).

Valvola by pass per riscaldare il circuito urea con climi rigidi

INIETTORI PIEZOELETTRICI

La gestione elettronica Bosch

del motore permette di ottimizzare

l’iniezione multipla di gasolio.

SCRoF

Pipe mixer

DOC

Serbatoio gasolio “basso” sotto il motore

Centralina SCR

Bosch Denoxtronic

2.0 ultra collaudata

ECU RAFFREDDATA La centralina

motore è ben ventilata e raffreddata con

flusso costante di gasolio proveniente

dallo scambiatore dedicato.

HI-eSCRoF 2 La tecnologia

di post trattamento dei gas

di scarico, di seconda generazione,

riduce le emissioni

tramite modulo DOC, iniezioni

di urea in condotto “pipe mixer”

e innovativo modulo SCRoF2

(Selective Catalytic Reduction on Filter).

Serbatoio Urea

Costruzioni febbraio 2022 [37]


Condensatore

climatizzatore

WALKAROUND di

ostruzioni

CASE 921G Evolution

CUBO APRIBILE Sul fondo del cubo è posizionato

il serbatoio dell’olio idraulico. Lo si vede aprendo il telaio

su cui è montato il condensatore del climatizzatore.

Intercooler turbo

Refrigerante

motore

Condensatore

cimatizzatore

Scambiatore

gasolio

SOFFIANTE E REVERSIBILE

La ventola di raffreddamento

è azionata idraulicamente.

L’aria è aspirata dai lati e dalla parte

superiore del cubo e soffiata

nel vano motore. Invertendo

il senso di rotazione si espellono

le impurità dai radiatori. I fianchetti

laterali con le tre microgriglie

si rimuovono i pochi secondi.

Punto di forza

ADATTA AD APPLICAZIONI HD La disposizione dei

radiatori sulle pareti del “cooling cube” migliora

il loro raffreddamento dei singoli elementi

rispetto a una classica disposizione in serie.

Gli scambiatori disposti a cubo, dietro la cabina,

permettono inoltre di montare il motore a sbalzo

dell’asse posteriore e ottenere una disposizione

dei pesi ottimale per una pala gommata

e un baricentro arretrato. Le superfici radianti

della 921G Evolution sono suddivise

su 4 dei 6 lati del cubo. Sul fondo è posizionato

il serbatoio dell’olio idraulico.

La manutenzione

costa 20% meno

TCO IN NETTO CALO Gli intervalli di manutenzione

prolungati, la sensoristica di monitoraggio

imbarcata (monitoraggio TPMS incluso),

il sistema, la connessione della pala che

permette interventi da remoto tramite Remote

Service Tool, il monitoraggio dei parametri

tramite piattaforma web SiteManager. Tutti

questi elementi riducono i fermo macchina da

programmare e prevengono quelli di altro tipo.

A conti fatti CASE dichiara un risparmio sui costi

totali di manutenzione del 20%.

Cofano motore

ad apertura elettrica

Olio

idraulico

Olio

trasmissione

TPMS È disponibile anche

il sistema di monitoraggio pressione

pneumatici per ottimizzarne l’usura

e allungarne la vita utile.

CONNESSIONE 4G

Serie G Evolution

significa anche

connettività avanzata

bidirezionale.

Il nuovo Processing

& Connetivity Module

Implementa il numero

di dati trasmessi,

inclusi quelli rilevati

in tempo reale del

sistema di pesatura

Payload!

AVVIAMENTO D’EMERGENZA Dietro

al parafango posteriore sinistro

c’è un vano (chiuso a chiave) con stacca

batterie e punti per eventuali avviamenti

d’emergenza molto ben accessibili.

Nello stesso scomparto c’é il comando

per l’apertura elettrica del cofano.

INTELLIGENTE

Dietro la ruota posteriore

sinistra sono raggruppati gli

scarichi di olio motore, liquido

di raffreddamento e olio

idraulico. Oltre che ridurre

i tempi di manutenzione,

questa soluzione evita

dispersioni di liquidi a terra.

TENSIONE

AUTOMATICA

C’è un’unica cinghia poly-v

dei servizi (compressore clima,

alternatore...) ed è ben

accessibile da terra rimuovendo

un semplice e leggero carter.

Il tensionatore automatico della

cinghia garantisce la massima

efficienza nel tempo.

I tagliandi

si dimezzano!

INTERVALLI DI MANUTENZIONE LUNGHI IL DOPPIO

• OLIO MOTORE E FILTRO

• FILTRO GASOLIO

• FILTRO SEPAR. ACQUA/GASOLIO

• FILTRO SERBATOIO UREA

• FILTRO OLIO IDRAULICO

• FILTRO OLIO TRASMISSIONE

• OLIO TRASMISSIONE

• OLIO SPECIALE CLIMI RIGIDI

• OLIO IDRAULICO

• LIQUIDO REFRIGERANTE

1.000 ore

1.000 ore

1.000 ore

1.000 ore

2.000 ore

2.000 ore

2.000 ore

3.000 ore

4.000 ore

6.000 ore

[38] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [39]


Microfono viva voce

Cielo cabina rivestito

ostruzioni

CASE 921G Evolution

Cover tetto

isolante

15 aeratori

orientabili

Braccioli e joystick

solidali con il sedile

SOLO

69 dB(A)

IN CABINA

Sedile pneumatico

con ammortizzazione

orizzontale

Comandi elettro idraulici

(no olio in cabina)

Comfort da riferimento

Qualità funzionale

PRESSURIZZATA La cabina della 921G

è integralmente nuova e unita al telaio

posteriore della pala con 4 sospensioni

elastoviscose. Presentata nel 2017,

offre una qualità della vita

a bordo elevata. Anche la qualità

percepita, grazie alle finiture curate,

è elevata, così come la visibilità

garantita dal parabrezza integrale

e 6 fari a led. L’ambiente di lavoro

è pressuriuzzato (Cat. 2) e monta

un filtro ai carboni attivi.

FUSIBILI

PROTETTI...

...e accessibili

o dalla cabina

o dal vano

motore, lato

destro. In ogni

caso la legenda

adesiva

è presente

e leggibile.

STERZO

JOYSTICK

REGOLABILE

Lo sterzo

elettrico

opzionale si controlla

con un comodo joystick

e la sua reattività può

essere regolata

da monitor su 3 livelli:

slow, medium o fast.

ABITABILITÀ RASSICURANTE Salire a bordo della 921G

Evolution è un piacere. L’abitabilità della cabina

è esaltata dalla superficie vetrata. Una volta seduti

si apprezzano le consolle laterali solidali

al sedile pneumatico e regolabili in altezza.

Il protagonista indiscusso è il nuovo monitor touch

screen, ma lo sterzo joystick merita grande

attenzione. Anzitutto non esclude la presenza

del volante (sempre prioritario), poi si distingue

per la leva di generose dimensioni e la reattività

regolabile su 3 livelli per adattarsi alla sensibilità

dei singoli operatori e alle condizioni operative.

Parabrezza integrale e ottimo tergicristallo a pantografo

È SICURA

L’attenzione per

la sicurezza

è evidente,

al di là della

certificazione Rops

Fops. Apprezziamo

i mancorrenti,

la scaletta

ben inclinata,

gli specchi esterni

doppi e convessi,

i 6 fari a led di serie

e soprattutto

il parabrezza

integrale

(sostituirlo costa

come quello in 3

pezzi della Serie F).

Sbrinatore, tergicristallo e tenda anche al posteriore

PRATICITÀ

REALE

La consolle

di destra che

integra

la pulsantiera

multifunzione

ha una profonda

vasca porta

oggetti per riporre

e ricaricare

il telefono,

due vani porta

bevande

e una rete porta

documenti.

Presa multimediale con usb e Jack audio

Costruzioni febbraio 2022 [41]


CASE 921G Evolution

3 i pulsanti

personalizzabili

PERSONALIZZABILE Ai bottoni 1,2 e 3

si possono ricondurre molteplici

funzionalità per velocizzare il lavoro.

SPEGNIMENTO FARI RITARDATO...

...e regolabile a motore spento.

Per allontanarsi dalla pala in sicurezza.

PORTATA REGOLABILE Il flusso della

linea idraulica Aux 1 può essere regolata

da 5 a 100% (5 unità alla volta).

Questa è la grande “Evolution”

È una delle migliori interfaccia macchina-operatore del settore. Ora è touch screen

capacitivo (si scorrono le schermate) ed è davvero intuitivo e permette di regolare molti

parametri operativi. Tre i pulsanti personalizzabili. Mancano solo i comandi vocali!

DIAGNOSI E MANUTENZIONE Il

sistema allerta in caso di anomalie, rende

visibili tutti i parametri rilevati a monitor.

SENSORI MOTORE Temperature,

pressioni di olio e turbo, temperature

degli scambiatori di calore. C’è tutto!

TRASMISSIONE È la prima interfaccia,

a noi nota, che differenzia la temperatura

olio tra convertitore e in coppa.

INFO MACCHINA L’operatore ha

a disposizione una quantità importante

di dati tecnici in tempo reale.

TEMPERATURE E PRESSIONI Tra

i parametri disponibili la temperatura

urea o la pressione della turbina.

MAI VISTO Sono presenti anche

la temperatura del convertitore di coppia

e la velocità ventola di raffreddamento.

IDRAULICA Viene monitorata a 360°,

da quella di lavoro, fino ai parametri

dell’impianto frenante nel dettaglio.

CHECK CONTROL È possibile anche

verificare l’efficienza della ventola

di raffreddamento tramite un test.

RIDE CONTROL Anche il funzionamento

del sistema antibeccheggio è verificabile

tramite test. Il sistema guida l’operatore.

SENSORE PER SENSORE

La diagnostica non ha segreti e ogni

parametro è riportato in tempo reale.

SU MISURA L’operatore può impostare

molteplici funzionalità per ottenere

la pala perfetta per ogni applicazione.

MOTORE Sopra si nota la nuova

modalità di potenza Smart e la modalità

“comfort cabina” attivabile.

INTERVALLI A SISTEMA Ogni intervallo

di manutenzione è segnato in parallelo

al rispettivo “conto ore” alla rovescia.

4000 ORE Il filtro della centralina

AdBlue, ad esempio, va sostituito ogni

4.000 ore. Appena sotto, le ore mancanti.

RESET FACILE Nel caso di sostituzioni

fuori manutenzione ordinaria è possibile

resettare i valori. Tutto è memorizzato.

TRASMISSIONE A PIACERE Si possono

impostare la marcia minima di lavoro

e la marcia massima di funzionamento.

REATTIVITÀ BRACCIO-BENNA

L’operatore può scegliere tra modalità

base, moderata o aggressiva.

INVERSIONE VENTOLA È di serie,

può essere disattivata e regolata per

cadenza e durata di funzionamento.

LA CARTA A MONITOR Il manuale

operatore completo di schemi tecnici

(772 pagine) si sfoglia anche a video.

TELECAMERA POSTERIORE È sempre

attiva, ma l’operatore può impostare

l’attivazione immagine a monitor.

ALTA RISOLUZIONE L’immagine

a monitor è di qualità. Le linee guida

aiutano a valutare la distanza.

[42] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [43]


CASE 921G Evolution

BRACCIO STANDARD O XR La cinematica Z-BAR

standard della 921G Evolution non cambia

rispetto ai model year 2017 ed è sviluppata

per applicazioni gravose con Z più compatta

(visibilità sull’attrezzo) e angolo di chiusura

benna perfezionato per trattenere il materiale

in benna. Sempre disponibile la versione

XR Long Reach con altezza al perno benna

incrementata di 440 mm, fino a 4.560 mm.

Ricetta di produttività

NUOVA ZAVORRA Le CASE 921G

Evolution 2022 hanno una nuova

zavorra posteriore dal profilo

interiore assottigliato per

ottimizzare l’angolo

d’uscita e la velocità nel

cumulare materiale.

Il nuovo elemento integra

e protegge a dovere sia i due

occhioni parte del telaio,

sia i fanali posteriori a led.

MASSIMA STERZATA Le Serie G

Evolution si riconoscono dall’esterno anche

per i nuovi tamponi tra telaio anteriore

e posteriore che ammortizzano fisicamente il fine

corsa dello sterzo. Più confort e feeling di sterzo.

FUNZIONE EH PARALLEL

Tra le novità anche

un pulsante che attiva

il parallelismo per

lavorare con forche.

CARICHI PRECISI E VELOCI

Sviluppato internamente,

il sistema CASE Payload

assicura una precisione pari

o superiore alle migliori

concorrenti. L’elettronica

permette di leggere

e registrare tutti i carichi

in benna e impostare il lavoro

selezionando nome

del cliente, targa o codice

del camion, tipo di materiale

caricato e molto altro. Da una

parte l’operatore dedica più

tempo al cliente nuovo, ma

dall’altra ne guadagna

moltissimo con tutti quelli

che fanno più di due carico

e ancora di più con quelli

abituali. I settaggi a monitor

sono semplici e intuitivi.

TARATURA GESTIBILE Anche in caso

di cambio benna l’operatore può

velocemente ritarare il sistema Payload.

WALKAROUND di ostruzioni

Pesa integrata

Le nuove Serie G Evolution sono disponibili

anche con sistema Payload connesso

in rete tramite portale SiteWatch. Si carica

veloce, senza sovraccaricare e tutto

è documentato e trasmesso in tempo reale

TUTTO

IN UNA

SCHERMATA

A sinistra

la home del

sistema

Payload.

Si visualizza

il peso da

caricare, quello

già caricato

e quello del

materiale

in benna.

CHIARO E SEMPLICE Ogni passaggio

per la taratura è indicato a monitor.

Sistema realizzato molto bene.

Angolo di braccio e benna memorizzabili in pochi secondi dalla cabina

CARICHI DELLO STESSO CLIENTE

Sopra, riportiamo una schermata cliente

che riassume i carichi in cronologico.

DETTAGLI LAVORO Dalla schermata

“dettagli lavoro” del Payload si accede

a tutti i sotto menu utili in un istante.

SEMPRE CONNESSO 4G Il sistema

permette di trasmettere in tempo reale

tutti i dati al reparto amministrazione.

INCLINOMETRI E SENSORI DEL SISTEMA PAYLOAD

TUTTO BEN PROTETTO

La parte hardware

del Payload non teme

nulla. Nella sequenza,

da sinistra a destra,

i componenti che

dalla testa del braccio

alla punta, permettono

il funzionamento

di pesa e richiamo

parallelismo EH.

[44] febbraio 2022 Costruzioni

febbraio 2022 [45]


CASE 921G Evolution

La CASE 921G Evolution in numeri

Capacità benna

Carico ribalt. max art.

Peso

Potenza

Motore FPT Industrial

Cilindrata

Cilindri

Alesaggio x corsa

Regime di taratura

Velocità del pistone

Valvole per cilindro

Distribuzione

Iniezione

Fasi d'iniezione

Egr

Trattamento allo scarico

Alimentazione aria

Pompe

Portata massima

Regolazione pompa

Distributore a cassetti

Pressione

Trasmissione

Marce

Velocità massima

Differenziali

Freni

Pneumatici

Passo

Carreggiata

Articolazione

Raggio sterzo alla benna

Cinematismo benna

Max alt. perno benna (XR)

Forza di strappo

Larghezza benna

Lunghezza max

Altezza trasporto

Batteria

Alternatore

Serbatoio gasolio (urea)

Serbatoio idraulico

4

15.020

20,55

190

N67

6,73

6

104 x 132

1600

7,92

2

conv

CR

multi

no

DOC+SCRoF

turbo

var

240

LS neg

c c press

comp 25

Powershift 4+3

(5 + 3) 40

front 100%

4 oil disc

23.5x25

3,34

2,23

40

6,7

Z

4,12

18886

2,98

8,07/8,56 3,45

2 x n d

65

288 (41,3)

180/91

www.casece.com

m 3

kg

kg

kW

litri

mm

giri/min

m/s

l/min

MPa

km/h

mm

mm

mm

mm

mm

daN

mm

mm

mm

Ah

A

litri

litri

Fatti, non parole

È SEMPRE CONNESSA CASE offre

ai propri clienti la possibilità di accedere

ad un’offerta completa di servizi

telematici, qui esaltati dal nuovo

Processing & Connetivity Module della

CASE 921G Evolution. Tramite computer

o dispositivo mobile si consultano

i valori di pesa integrata, consumo

carburante, diagnostica, pressione delle

gomme, stato della manutenzione

e si ottimizzano i costi operativi.

UN MADE IN ITALY DA RIFERIMENTO

Dal punto di vista logistico

e ambientale è importante

sottolineare come lo stabilimento sia

collegato alla linea ferroviaria

nazionale per limitare il trasporto

su gomma alle sole macchine fuori

sagoma. Oltre a favorire una

pianificazione logistica, la scelta

intermodale sottolinea la politica

di contenimento d’impatto ambientale

di CNH Industrial in Italia come nel mondo.

Si ringraziano per la collaborazione

la concessionaria CMO - Centro Macchine Operatrici

di Treviolo (BG) e Case Construction Equipment.

Niederstätter Academy – corsi per operatori

di macchine edili e sulla sicurezza!

La Niederstätter Academy, il centro di formazione Niederstätter ricco di tanti anni di

esperienza, offre un programma completo di corsi per operatori di macchine da lavoro e

sulla sicurezza. I corsi di formazione sono rivolti alle imprese edili e artigiane, all’industria

e agli enti pubblici. Innumerevoli aziende di tutto il nord Italia si sono convinte della

qualità e mandano periodicamente i loro dipendenti e collaboratori a frequentare i corsi

di formazione e aggiornamento organizzati dalla Niederstätter Academy che, dal 2014,

è un’istituzione accreditata. L’azienda Niederstätter, da sempre attenta alle innovazioni

e alle novità nel campo dell’edilizia, vanta una gamma di strumentazioni uniche in Italia,

attivamente impiegate all’interno della Niederstätter Academy di Vadena (Bolzano).

Oltre a diversi corsi di formazione, attualmente sono infatti a disposizione un simulatore

per la guida e l’uso virtuale di macchine edili e uno speciale esoscheletro, strumenti che

promettono di rivoluzionare il cantiere del futuro.

Vi aspettiamo in una delle tre sedi della Niedersätter Academy:

Bolzano (Safety Park), Bergamo (Castelli Calepio) e Treviso (Povegliano).

Per Info: Niederstätter SpA

T +39 0471 061128

E academy@niederstaetter.it

W n-academy.it


Macchina del tempo

Con noi da sempre

Il marchio CASE è sulle pagine della nostra

rivista dagli anni Sessanta. La macchina

protagonista del WalkAround

di questo mese l’abbiamo vista crescere...

MAGGIO

1996

La pala

gommata CASE

921 è già stata

protagonista

della nostra

copertina!

Sono però

passati 26 anni

ed era

un modello

Serie B.

In alto una W5

senza cabina,

sotto una W26.

HI-TRACTION

PER CONDIZIONI

REME

CASE CE ha

introdotto la prima

pala gommata nel

1958. Si chiamava W9 e

si distingueva per la

trazione integrale.

I modelli W10 e W12 a

trazione integrale e la

pala caricatrice W5 a

trazione anteriore (foto

in alto) seguirono a

breve distanza. Da allora

sono passati oltre 60

anni. Negli anni '60 e '70

la serie W crebbe fino

all’introduzione della

gigantesca W26 da 15

tonnellate (foto in alto).

Si trattava della prima

pala gommata articolata

di CASE e la più grande

dell'epoca. Tutte Serie W

avevano le cabine

montate sul telaio

anteriore. Con

l'introduzione del

modello 621 nel 1987,

l'intera linea di pale

CASE venne inserita

nella Serie 21, con un

design più robusto e

cabine moderne

montate

posteriormente. I

modelli della Serie 21

sono stati sviluppati

nell'ambito di un nuovo

processo ottimizzato,

interfunzionale e

simultaneo, che divenne

il punto di riferimento

per il resto dell'impresa

nel corso del XXI secolo.

In seguito a ulteriori

innovazioni in termini di

produttività, facilità di

manutenzione e comfort

per l'operatore, le pale

della Serie F divennero le

prime macchine

movimento terra pesanti

a impiegare una

soluzione Tier 4 Interim

senza filtro

antiparticolato, con

tecnologia di riduzione

ANNI ‘70 Sopra una

CASE 740 costruita

già in Europa.

A destra un’altra

pubblicità uscita

su Costruzioni.

Il distributore CASE

per l’Italia era

la Agriservice di Milano.

catalitica selettiva (SCR)

delle emissioni. Oggi è in

commercio la Serie G

Evolution di cui potete

leggere nelle pagine

precedent esul sito web

del costruttore.

www.casece.com

CON IVECO E HI-TRACTION IL TUO LAVORO NON SI FERMA MAI

Per le mission più sfidanti, su ogni tipo di terreno, la trazione idrostatica aggiuntiva HI-TRACTION garantisce, all’occorrenza,

una migliore manovrabilità del veicolo e la sicurezza del conducente. Il dispositivo è disponibile sulla gamma IVECO X-WAY e sulla

gamma IVECO T-WAY, veicoli pensati per operare in condizioni di off-road leggero e in quelle più estreme. Entrambe coniugano

le migliori tecnologie IVECO in termini di efficienza dei consumi e sicurezza, con la leggendaria robustezza off-road dei veicoli

più resistenti, per offrire un’elevata produttività, con un eccezionale costo totale d’esercizio.

[48] febbraio 2022 Costruzioni

IVECO. L’ITALIA CHE VINCE.


Macchine&Componenti

Elettriche

SVEDESI

alla spina

Arrivano in Italia le prime macchine compatte

100% elettriche della gamma Volvo CE.

Sono il mini ERC25 Electric e la pala L25 Electric

Testi di Matthieu Colombo

2,5 T DI PESO OPERATIVO Il nuovo Volvo

ECR25 100% elettrico offre le prestazioni del

modello diesel, ma con emissioni locali nulle.

GAMMA

ELETTRICA

L’offerta

di Volvo 100%

elettriche

si amplierà.

In Italia è atteso

anche l’ECR18

Electric.

Allo scorso Bauma, nel 2019, l’allora neo Presidente di

Volvo CE Melker Jernberg presentò alla stampa internazionale

i prototipi delle prime macchine 100%

elettriche sviluppate internamente: il mini escavatore ERC25

Electric oggi prodotto a Belley in Francia e la pala gommata

articolata compatta L25 Electric oggi prodotta a Konz, in

Germania. Da allora queste due macchine a emissioni zero,

derivate dai rispettivi modelli con motore termico, sono state

testate sul campo da clienti selezionati e in ogni applicazione

e condizione climatica. Sono quindi state ottimizzate

per essere poi prodotte in serie, commercializzate. E se a

fine 2021 le Volvo 100% elettriche vendute e consegnate a

clienti finali nel mondo erano oltre 400, oggi arrivano in Italia

i primi esemplari. In parte sono macchine acquistate da clienti

che le utilizzeranno in applicazioni speciali o contesti urbani

e in parte sono esemplari che Volvo CE Italia offrirà a

noleggio presso la sede di Carpiano (MI) per dare modo alla

clientela di scoprire concretamente, in cantiere, le potenzialità

che questa nuova tecnologia offre.

Sostenibili ma per lavorare

L’attenzione per l’ambiente dimostrata da Volvo CE è un

dato di fatto. Basti dire, a titolo d’esempio, dal 2012 è tra I

membri del World Wide Fund for Nature (WWF) Climate

Savers program impegnandosi tra l’altro a contenere le

emissioni di CO2 nel mondo e sviluppare tecnologie che

lo permettono e contrastano il surriscaldamento climatico.

Non pensiate però che l’ECR25 Electric e la L25 Electric

siano delle semplici porta bandiera della transizione ecologica.

Le nuove Volvo elettriche sono state sviluppate soprattutto

per ridurre l’impatto dei cantieri in ambito urbano

e migliorare le condizioni di lavoro in ambienti chiusi o a

basso ricambio d’aria come le gallerie o le molteplici applicazioni

industriali. Rispetto ai modelli con motore termico,

che rimangono attualmente a catalogo (la pala ha

prestazioni vicine a quelle della L30G), l’ECR25 Electric e la

L25 Electric offrono prestazioni uguali se non superiori, costi

di manutenzione più bassi e un’esperienza di lavoro migliore

per gli operatori, più gratificante.

Sotto ai cofani

Per entrambe le Volvo elettriche sono state scelte batterie

agli ioni di litio. Da 20 kWh per il mini e da 39 kWh per la

pala gommata. In entrambi i casi l’impianto è un bassa tensione

da 48V, di più semplice gestione rispetto ad un alta

tensione (la maggior parte delle auto elettriche hanno impianti

a 400V di tensione) e ben collaudato in macchine

operatrici come i carrelli elevatori. In quanto ai motori elet-

[50] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [51]


Macchine&Componenti

Elettriche

BENNA

DA 0,9 M 3

La L25 Electric

ha un peso

operativo

di 5.080 kg

e un carico

di ribaltamento

alla massima

articolazione

di 3.300 kg.

trici il mini escavatore ne ha uno solo sincrono a magneti

permanenti (tipicamente molto efficiente quando lavora a

regimi di rotazione bassi) da 18 kW di potenza di picco e

14,7 kW in continuo. La pala L25 Electric ha invece due motori:

un primo sempre sincrono a magneti permanenti da

32 kW di potenza di picco dedicato all’idraulica di lavoro

e un secondo di tipo asincrono, da 36 kW di potenza, dedicato

alla trasmissione.

RICARICA STANDARD La presa di ricarica della L25

Electric di tipo Mennekes tipo 2 è sul lato sinistro della

macchina in vano aerato e chiuso a chiave, mentre la

presa CCS Combo 2 per ricarica in DC è all’interno

del vano posteriore che ospita le batterie.

Autonomia e ricarica

Per il mini ECR25 Electric Volvo CE dichiara 4 ore di lavoro

continuo, che plausibilmente corrispondono in media a una

giornata di lavoro in cantiere, a fronte di un tempo di ricarica

con caricatore standard e rete “domestica” di 10,5 ore

(220V-240V e 16A), mentre per la pala gommata l’autonomia

arriva a 8 ore (il pacco batterie raddoppia) e a pari rete

il tempo di ricarica dichiarato è di 12 ore. Queste prestazioni

sono calcolate sfruttando il convertitore AC/DC a bordo

macchina. Per entrambi i modelli è possibile scegliere anche

la ricarica off board in cui la conversione DC è fatta dalla

colonnina, tipicamente si parla di fast charger. In questo

caso, ad esempio, Volvo CE dichiara la ricarica completa

della L25 Electric con rete 400 V AC 32A in sole 2 ore!

La visione globale

A chiusura di questa presentazione sintetica, in attesa di

vedere al lavoro uno dei primi esemplari in Italia, riportiamo

le parole di Melker Jernberg, Presidente di Volvo CE:

“Stiamo ottenendo risultati tangibili nel proprio impegno

di ‘costruire il futuro’, assumendo la leadership nell’ambito

della mobilità elettrica e proponendo soluzioni sostenibili

a supporto del successo del cliente. La tecnologia

che abbiamo sviluppato è ora piuttosto solida: di conseguenza,

contestualmente ai cambiamenti nel comportamento

dei clienti e a un contesto normativo rafforzato, questo

è il momento giusto per rendere la mobilità elettrica il

futuro delle nostre gamme compatte”.

[52] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [53]


Macchine&Componenti

Perforatrci elettriche

ELETTRICA

d’alte prestazioni

La eBG è la prima perforatrice elettrica prodotta

da Bauer. Appartiene al segmento di fascia media

della gamma ed è adatta a molte applicazioni

Testi di Damiano Diotti

La eBG è la prima perforatrice elettrica prodotta da Bauer.

La macchina è decisamente silenziosa, e dunque perfetta

per l'uso nelle città. “Lavoriamo da tempo con l'elettrificazione",

spiega Christian Heinecker, capo della divisione

Drilling Equipment presso Bauer Maschinen. "In passato,

tuttavia, questo approccio è stato adattato alle richieste o a

specifici progetti dei nostri clienti”.

Gli esordi

In precedenza, l'elettrificazione delle apparecchiature Bauer

veniva applicata solo in casi specifici come il Dive Drill, cioè

una piattaforma di perforazione azionata da navi per perforazioni

subacquee in cui erano installate centraline idrauliche

azionate elettricamente, o nell'area della tecnologia

di perforazione profonda.

Bisogna risalire al Bauma 2019 di Monaco di Baviera per

la presentazione della prima gru duty-cycle con motore

elettrico: la Bauer MC 96, con fresa per scavi, adatta sia

per l'edilizia urbana sia per la costruzione di pozzi di metropolitana.

Per cantieri di grandi dimensioni e durata

Il nuovo eBG 33 rientra nel segmento di fascia media della

serie di perforatrici con una potenza di azionamento di

oltre 400 kW, e quindi nell'intervallo da 280 a 390 kNm coppia.

Di conseguenza, copre una gamma molto ampia di

applicazioni. Oltre alla classica perforazione Kelly, la eBG

33 può essere utilizzata per metodi ad alte prestazioni: dalla

miscelazione del suolo con fresa (CSM) alla perforazione

con sistema a doppia testa. È anche possibile collegare

una fresa per scavi Bauer.

In preparazione allo sviluppo dell'impianto di perforazione

elettrico, l'analisi di Bauer ha rivelato che il consumo medio

di diesel è significativamente più alto per la BG 28 e per

le apparecchiature più grandi rispetto alle più piccole. E ciò

è dovuto al fatto che la BG 28 viene impiegata, circa un terzo

delle volte, anche per metodi ad alte prestazioni, oltre

che per frequenti perforazioni Kelly. “Ed è proprio su questo

punto che ci siamo concentrati", afferma Christian

Heinecker. “In effetti, la nostra analisi ha anche dimostrato

che, in particolare in questo intervallo, i costi operativi

La eBG

in azione

[54] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [55]


Macchine&Componenti

Perforatrici elettriche

La eBG 33 ha le stesse capacità

prestazionali di una Bauer BG

convenzionale con motore

diesel.

Mini escavatori

Livrea rossa per Yanmar CE

Non un colore

a caso, ma lo stesso

dei super tecnologici

trattori agricoli della

Casa. Il primo

modello a portare

la “maglia rossa”

è l’apprezzatissimo

girosagoma ViO17

Guarda

il nuovo

Yanmar

Vio17

in video

potrebbero essere enormemente ridotti per il funzionamento

a lungo termine di un eBG rispetto a una perforatrice

diesel". Per fornire la stessa capacità di una Bauer BG

convenzionale con motore diesel, l'eBG 33 è stata sviluppata

utilizzando una soluzione di alimentazione diretta. Il

motivo: i sistemi di batterie attualmente disponibili non sarebbero

in grado di gestire la capacità in questa classe di

dimensioni. Di conseguenza, i lavori preparatori in loco devono

essere pianificati su un certo numero di mesi per garantire

che sia fornita anche l'alimentazione elettrica. L'uso

dell'eBG è quindi vantaggioso principalmente nei cantieri

di grandi dimensioni e di lunga durata, poiché i vantaggi

complessivi, come i costi operativi notevolmente ridotti,

possono essere sfruttati appieno per un periodo di tempo

più lungo.

Più punti forti

Dall'esterno, la eBG non sembra diversa dai suoi “parenti"

tranne che per il colore. All'interno è una storia diversa: al

posto del motore diesel è stato installato un motore elettrico

e la distribuzione dell'energia si trova dove si troverebbe

il serbatoio.

Il motore richiede ben 690 volt, mentre sono necessari 400

volt per l'aria condizionata e il riscaldamento. Inoltre, una

presa da 230 V offre la possibilità di collegare in loco parti

di fissaggio aggiuntive, come, ad esempio, strumenti a

percussione. I comandi di bordo richiedono 24 volt come

di consueto.

Il sistema idraulico, gli elementi di controllo e la progettazione

del software sono implementati in modo convenzionale

e consolidato. L'operatore non ha bisogno di adattarsi

perché il funzionamento dell'attrezzatura è lo stesso

di tutte le altre Bauer BG. I vantaggi del pluripremiato sistema

Energy Efficient Power (EEP) di Bauer sono completamente

disponibili anche per la eBG elettrificata. Il sistema

EEP fissa ormai da anni nuovi standard, soprattutto

in termini di emissioni e consumo di gasolio.

Un altro punto forte è il metodo di funzionamento dell'argano

principale: il concetto di argano EEP consente di recuperare

energia durante l'arretramento nel foro di trivellazione.

“Lo sviluppo della eBG 33 è stato possibile grazie alla stretta

collaborazione con i nostri clienti e soprattutto grazie all'enorme

dedizione del nostro team di progetto: non possiamo

ringraziarli abbastanza", sottolinea Christian

Heinecker.

Sono in consegna i

primi Yanmar

ViO17 con

motorizzazione Stage V,

ossia animato

dall’efficiente tre cilindri

di casa 3TNV70-XBV da

10 kW di potenza netta

massima. Grande

sorpresa, per i clienti

che lo hanno ordinato

nel 2021, la nuova livrea

rossa che sarà

progressivamente

estesa a tutte le

macchine movimento

terra della Yanmar.

Tra i modelli più

apprezzati della sua

classe in Italia, il nuovo

ViO17 è venduto in

allestimento

standard con un

braccio di scavo più

lungo che estende

il suo raggio operativo

e conferma un peso

di trasporto dichiarato

di soli 1.695 kg. Al fine

di garantire una

maggiore flessibilità di

lavoro, gli operatori

possono anche

scegliere un

contrappeso aggiuntivo

di 83 kg, che insieme al

carro con larghezza

variabile (955 mm-

1.280 mm) assicurano

una stabilità

eccezionale anche

in estreme condizioni

operative. Con una

forza di penetrazione

di 9,6 kN (avambraccio

corto), una forza di

scavo benna di 16,1 kN,

una forza di trazione di

16,9 kN in prima marcia

e due velocità

di traslazione (2,1 o 4,3

km/h), il nuovo ViO17

offre prestazioni ai

vertici della categoria.

La risposta pronta,

progressiva e fluida nei

movimenti

contemporanei è figlia

dell’esclusivo sistema

idraulico ViPPS

caratterizzato da una

doppia pompa a pistoni

a cilindrata variabile,

una pompa ad

ingranaggi ed una

per i pilotaggi. Il flusso

idraulico massimo

erogato dal girosagoma

giapponese è di 48,4

l/min con una pressione

massima d’esercizio di

21 MPa. Le linee

idrauliche

supplementari (terza

standard e quarta

opzionale) sono dotate

di comandi

proporzionali e possono

utilizzare potenziometri

che ne definiscono la

portata massima.

www.yanmar.com

[56] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [57]


Macchine&Componenti

Service

NUOVA ERA

d’assistenza

Liebherr ha ulteriormente sviluppato

il proprio portafoglio di servizi remoti per fornire

un supporto ancora migliore ai propri clienti

Testi di Fabrizio Parati

Liebherr migliora la propria app XpertAssist di servizio

remoto e porta l’offerta di supporto ai clienti a un

livello di raffinatezza superiore. XpertAssist non è

solo una connessione audio-video, ma combina il servizio

remoto e l'esperienza tecnica tradizionale con una serie di

strumenti tecnici per fornire supporto avanzato ai clienti.

Il nuovo servizio è disponibile per gru cingolate, attrezzature

per fondazioni profonde e gru marittime.

Basato su abbonamento annuale, XpertAssist combina

diversi strumenti di servizio per fornire maggiori vantaggi

come la riduzione dei tempi medi di riparazione e,

di conseguenza, dei costi. Il supporto in tempo reale, rapido

ed efficace è fornito da esperti Liebherr in tutto il

mondo con supporto di backup di secondo livello con

OEM. Maggiore disponibilità, maggiore durata e costi di

assistenza ridotti sono i vantaggi per ciascuna macchina

registrata con XpertAssist.

Tempi e costi ridotti in modo sensibile

Dopo il successo e l'elevata richiesta dello strumento

Remote Service, introdotto lo scorso anno, Liebherr, con

XpertAssist, combina ora la consulenza, in tempo reale,

di tecnici esperti con un'ampia gamma di strumenti tecnici

attraverso una connessione audiovisiva. L'analisi immediata

e qualificata dei guasti e la risoluzione dei problemi

online, supportate da istruzioni dettagliate,

consentono di massimizzare l'assistenza e ridurre al minimo

le presenze in cantiere.

Quando è necessario intervenire direttamente in cantiere,

il servizio è ottimizzato tramite chiamate audio-video,

per predefinire i requisiti e aumentare così il tasso di precisione

di primo intervento. Un debriefing tramite teleconferenza

audio-video per spiegare il lavoro svolto o per

affrontare possibili risultati è parte integrante di questo

nuovo prodotto. Il tempo medio per la riparazione viene

ridotto fino al 50 % e i costi di assistenza sul campo

fino al 20 % all'anno.

Il livello di servizio successivo

XpertAssist si estende ai consigli di manutenzione predittiva

e ai report su singole macchine o intere flotte: ad esempio,

report sulla sicurezza o sull'utilizzo di macchine e motori.

La revisione interattiva delle prestazioni e i consigli sulla

manutenzione preventiva garantiscono un'elevata disponibilità

della macchina e la possibilità di formulare una precisa

pianificazione del budget.

I tecnici dell'assistenza trascorrono normalmente fino al

45% del proprio tempo nei viaggi di andata e ritorno per

raggiungere i luoghi in cui si trovano le macchine stesse.

Una condizione, quest’ultima, che implica spese di

tempo e denaro. Grazie a XpertAssist, molti viaggi diventano

evitabili.

I tecnici hanno così più tempo per occuparsi delle esigenze

dei clienti. Meno viaggi, meno emissioni di CO2:

anche l'ambiente trae sensibile vantaggio dalla riduzione

dell'impronta di carbonio.

La recente esperienza in Medio Oriente sottolinea l'importanza

di una tecnologia rapida ed efficiente quando

i progetti sono a migliaia di chilometri di distanza dalla

base.

"Per la nostra azienda, che ha tutte le operazioni e i progetti

al di fuori del nostro paese d'origine, la Turchia, tale

servizio remoto è perfetto", spiega Levent Ekmekcioglu,

Company Manager di Rem Engineering Construction

and trade co. E aggiunge: “L'assistenza è stata fornita da

Liebherr da remoto in Giordania senza costi di viaggio o

alloggio e senza ritardi. Il problema è stato risolto immediatamente

con nostra massima soddisfazione e siamo

molto grati per questa assistenza estesa”.

Basso investimento, alto rendimento

Tutto ciò che serve per XpertAssist è un abbonamento

annuale, disponibile per ogni singola macchina o per

intere flotte. Come opzione, Liebherr offre un tablet preinstallato

(LiTAB) di alta qualità e pronto all'uso, che consente

di avere la documentazione digitale della macchina,

il facile download dei dati di processo, il monitoraggio

remoto del funzionamento (solo per citare alcuni dei numerosi

vantaggi).

[58] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [59]


Macchine&Componenti

Escavatori cingolati

TRIPLICE A CILINDRO INFERIORE I tre nuovi

Hyundai sono disponibili anche con braccio

posizionatore “alla tedesca”che ha il suo peso,

ma assicura forze vicine alla soluzione monobraccio.

Per Hyundai Construction Equipment l’evoluzione in

“Serie A” degli escavatori HX, in Europa, equivale a dire

Stage V. Distinguere le macchine coreane del nuovo

corso è molto semplice, anche da lontano, perché i codici

della nuova livrea vogliono gli elementi braccio color grigio

scuro (che in Hyundai chiamano deep blue). La transizione

della gamma a Stage V è iniziata nel 2020 dai modelli della

fascia 20 t e va completandosi quest’anno.

Oggi vi presentiamo tre nuove macchine, tutte disponibili a

richiesta anche con braccio triplice e lama dozer. L’HX130A

LCR e HX145A LCR sono escavatori cingolati con torretta

compact radius e pesi operativi che in configurazione Italia

variano da 13,2 a 14,1 t per il primo e da 14 a 15,2 t per il secondo

in base all’allestimento braccio scelto combinando

tre diversi avambracci sia al braccio monolitico sia a quello

posizionatore. Ai due modelli compatti si affianca poi

l’HX140A L caratterizzato da torretta tradizionale (sbalzo posteriore

di 820 mm superiore ai modelli CR) con peso operativa

variabile da 14,2 a poco più di 15 t.

Evoluzione di sostanza

In tutti e tre i casi sono modelli già presentati dal 2019, che

evolvono a Stage V e noi, sbagliando, avevamo immaginato

un semplice aggiornamento delle motorizzazioni precedenti

per contenere ulteriormente le emissioni. Tutto falso.

In Hyundai hanno scelto per il cambio radicale e hanno

trapiantato motori Cummins anche nei modelli più compatti!

Sotto al cofano gira ora il quattro cilindri common rail

F3.8. Per l’HX130A LCR il 3,8 litri è in versione aspirata tarata

a 55 kW di potenza massima a 2.200 giri/min e 400

Nm di coppia massima già a 1.300 giri/min (DOC+DPF),

mentre gli altri due modelli mettono il turbo e passano a

ben 100 kW di potenza sempre a 2.200 giri/min e ben 550

Nm di coppia erogata a 1.500 giri/min (DPF+SCR).

In numeri significa che l’HX130A LCR è più potente del 5%

e più efficiente del 19% rispetto al modello precedente. Per

l’HX145A LCR la potenza sale 15% e l’efficienza del 6%,

mentre per il tradizionale HX140A L a fronte di un 5% di potenza

motore in più l’efficienza migliora complessivamente

dell’11%. Come avrete capito, per questi tre modelli non è

cambiata solo la livrea. Va anche detto che il nuovo motore

è compatibile con olio long life che permette il cambio

olio a ben 1.000 ore operative e l’idraulica è compatibile

anche con olio biodegradabile.

Dal punto di vista dell’impianto idraulico è l’elettronica del

sistema EPIC a farla da padrona ottimizzando in tempo

PROMOSSI

in Serie A

Un trapianto di cuore eleva le prestazioni dei tre

cingolati Hyundai da 13-15 t. L’efficienza cresce,

i costi di manutenzione calano. Triplice disponibile

Testi di Matthieu Colombo

[60] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [61]


Macchine&Componenti

Escavatori cingolati

AAVM DISPONIBILE

I tre modelli si possono

allestire con sistema

di videocontrollo

perimetrale

(4 telecamere birdview)

e sistema IMOD di

rilevamento degli

oggetti in movimento

intelligente che allerta

l’operatore.

LA NOSTRA SCELTA Dopo aver analizzato i tre

modelli, noi sceglieremmo un HX145A LCR con lama,

braccio triplice e sistema AAVM.

Per un parco noleggio potete puntare su un più

semplice HX130A LCR con mono e lama dozer.

reale il flusso e la portata delle singole pompe in modo

indipendente per rispondere al carico idraulico richiesto.

Una nuova modalità di sollevamento migliora la messa a

punto e la capacità di sollevamento, tramite riduzione del

regime motore, attivazione dell'incremento di potenza e

controllo del flusso delle pompe migliorato. Tra le novità

anche un sistema di controllo della velocità di rotazione

opzionale che permette di attenuare il movimento del braccio

ai finecorsa durante la rotazione della torretta. Inoltre,

attivando la funzione di priorità del braccio, l’operatore può

impostare la velocità di sollevamento del braccio in relazione

alla velocità di rotazione. È poi possibile mettere a

punto la velocità dell'avambraccio attivando e disattivando

la funzione rigenerativa del cilindro dedicato.

Cabina 13% più grande e monitor top

Le cabine delle tre macchine sono caratterizzate da una

abitabilità superiore del 13% rispetto ai modelli precedenti

e hanno corrimano di disegno migliorato per incrementare

la sicurezza in salita e discesa dall’escavatore. A proposito

di sicurezza, le strutture cabina della Serie HX A sono

ottimizzate per assicurare livelli di sicurezza elevati anche

in caso di ribaltamento (ovviamente ROPS) e opzionalmente

possono montare dispositivi FOG.

Una volta a bordo si trova uno dei migliori monitor della categoria,

ovvero un lcd a colori da 8 pollici touch screen di

tipo capacitivo che offre all’operatore la possibilità di gestire

le impostazioni di lavoro, ma anche di fruire di contenuti

multimediali, comandare l’acceleratore e impostare

il climatizzatore. Il sistema può essere controllato anche

con selettore rotativo di tipo automotive.

Schema tradizionale

L'HX140A L è l’escavatore Hyundai con torretta convenzionale

più piccolo della gamma. Anche se noi

preferiamo gli LCR, dobbiamo riconoscere che la

possibilità di allestirlo con lama dozer non è da tutti

e che tecnologicamente è all’altezza dei suoi fratelli.

Hyundai lo presenta nel segmento delle 13-15

t di peso operativo come la soluzione per sviluppare

forza di scavo massima a vantaggio della produttività.

Un’altra freccia all’arco dell’HX140A L è la

facilità di manutenzione grazie all’accesso agevole

da terra a tutti i filtri e punti di rifornimento e al

maggiore spazio nel vano motore.

[62] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [63]


Macchine&Componenti

Elettriche

È GREEN

nell’anima

Il primo skid elettrico al mondo non

ha nemmeno l’olio idraulico. Bobcat

lo ha sviluppato per gli USA assieme

alla Green Machine Equipment

Testi di Matthieu Colombo

Chi è stato alla ConExpo di Las Vegas delle ultime edizioni

o ha letto i nostri report speciali sulla manifestazione

statunitense ricorderà di certo le trasformazioni

100% elettriche di macchine movimento terra compatte

realizzate dalla Green Machine Equipment per rispondere

alla domanda di macchine zero emission da parte di concessionari

e noleggiatori nordamericani.

A inizio anno è stato presentato il primo skid cingolato full

electric mai realizzato al mondo, il nuovo Bobcat T7X. La

presentazione - ça va sans dire – è avvenuta sempre a

Las Vegas durante il CES 2022 la più importante fiera

mondiale sull'innovazione tecnologica. Il gruppo Doosan

Bobcat ha infatti collaborato con gli specialisti americani

della Green Machine per mettere a punto il rivoluzionario

T7X che non richiede idrocarburi di nessun

genere (motori di traslazione elettrici e cilindri elettrici).

PROTAGONISTA AL CES 2022 DI LAS VEGAS

La pala 100% elettrica Bobcat T7X è stata insignita

di due Innovation Award al CES 2022, nelle categorie

Vehicle Intelligence & Transportation e Smart Cities.

Ioni di litio e BMS adattivo

La pala cingolata compatta Bobcat T7X è stata sviluppata

per il mercato nordamericano, in particolare per rispondere

alle esigenze del noleggiatore Sunbelt Rentals che ha

garantito l’acquisto di diversi esemplari, ma la sua commercializzazione

in area EMEA non è esclusa. Attualmente

sono infatti in corso test interni e presso clienti selezionati

per raccogliere i feedback e valutare il potenziale commerciale

della Lince full electric nel Vecchio Continente.

“La Bobcat T7X - citiamo la Casa costruttrice - è la prima

pala compatta cingolata 100% elettrica al mondo. È alimentata

completamente a batteria ed è stata progettata

da zero per essere più produttiva grazie all’azionamento e

alla propulsione elettrica, più silenziosa con una coppia ad

alte prestazioni e più potente di qualsiasi altra pala cingolata

diesel, il tutto eliminando qualsiasi emissione di carbonio.

Sulla pala T7X, il tradizionale gruppo di lavoro idraulico

è stato completamente sostituito da un sistema di

trasmissione elettrica costituito da cilindri e motori di azionamento

elettrici, il che significa praticamente assenza

di fluidi. La nuova pala Bobcat T7X 100% elettrica usa meno

di un litro di refrigerante rispetto ai circa 216 litri necessari

per un modello diesel/idraulico equivalente”.

Il cuore della nuova T7X è una potente batteria Green

Machine Equipment agli ioni di litio da 62 kW. I test evidenziano

come una carica può supportare le comuni attività

di lavoro quotidiane e come l’elettronica adattiva consenta

fino a 4 ore di funzionamento continuo o un'intera

giornata di utilizzo intermittente. Il sofisticato sistema BMS

(battery management system) è programmato per rilevare

l'aumento del carico e interrompere l'alimentazione, quando

non necessaria. Obiettivo: preservare il consumo energetico

e prolungare il tempo di funzionamento della

macchina. Ad oggi nessuna scheda tecnica è disponibile

e non è chiaro se il T7X sarà mai in grado di alimentare

attrezzature idrauliche come le frese.

[64] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [65]


Macchine&Componenti

Escavatori

Nel 2021 Doosan

ha rinnovato l’offerta

di escavatori lanciando

l’evoluzione Stage V

di 17 modelli, tra

cingolati e gommati,

di peso inferiore alle 25 t

SQUADRA

al completo

Testi di Matthieu Colombo

Troppo a lungo e per troppo tempo i reparti di ricerca

e sviluppo dei costruttori di macchine movimento terra

sono stati impegnati ad adattare le tecnologie esistenti

a ospitare motorizzazioni dalle emissioni contenute

per rispondere alle normative per contenere le emissioni allo

scarico. I risultati sono notevoli e fanno del settore movimento

terra uno dei più virtuosi in tal senso, ma ora che in

Europa abbiamo raggiunto il massimo livello di post trattamento

delle emissioni con lo Stage V, torna lo spazio per

creare nuovi modelli, implementare la gestione idraulica, aumentare

la sicurezza attiva e passiva delle macchine, far fruttare

il potenziale dato dalle macchine connesse con sistemi

ora con trasmissione dei dati bidirezionale. Tutto questo si

riflette perfettamente nella rinnovata gamma di escavatori

Serie 7 sviluppati da Doosan perseguendo nuovi obiettivi in

termini di sicurezza, comfort, efficienza e sostenibilità. Nel

2020, partendo dal DX300LC-7 per arrivare al DX800LC-7 è

stata rinnovata l’offerta dei maxi (che tra poco sarà impreziosita

da un DX1000LC-7 lanciato sei mesi fa negli Stati

Uniti), mentre nel 2021 è arrivato il momento dei modelli con

peso operativo compreso tra le 14 e le 25 t.

Due infornate di novità

La prima infornata era composta dai tre modelli da circa

21 t di peso operativo DX210-7, DX210LC-7 e DX210NLC-

7 (carro stretto dedicato all’Italia), in classe 23 t lo strategico

(a livello globale) DX225LC-7 con idraulica adattiva

D-Ecopower, mentre da ben 25 t, il prestante DX245NHD-

7, espressamente sviluppato per l’Italia con l’obiettivo di

garantire le massime prestazioni in un formato largo massimo

2.500 mm per essere facilmente trasportato anche

sulle nostre strade. In parallelo sono stati presentati anche

due escavatori gommati, molto importanti per il centro

Europa, i DX140W-7 e DX160W-7. In tema gommati

sono poi seguiti i DX170W-7, DX190W-7 e DX210W-7 e,

prima assoluta per rispondere alla concorrenza fisicamente

prodotta in Europa, il compatto DX165WR-7.

A completare la squadra sono poi arrivati i cingolati da 14-

16 t DX140LC-7, DX140LCR-7 e DX160HT-7 (con torretta

DEDICATO A QUELLI CHE...

...lavorano su Alpi o Appennini.

Il DX245NHD è caratterizzato da

elevate forze e prestazioni, carro HD

ma stretto. Ha mercato solo in Italia.

Doosan

presenta

il dx245nhd-7

in video

[66] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [67]


Macchine&Componenti

Escavatori

Guarda il video

doosan dedicato

ai nuovi dx-7

Concentrato urbano

Il DX140LCR-7 raggruppa tutte le caratteristiche

e le qualità dei Doosan più grandi e si distingue per

il rapporto tra ingombri operativi e prestazioni. Oltre

alla torretta a sbalzo ridotto, questo modello è caratterizzato

da un raggio di rotazione frontale molto

contenuto sia con braccio mono, sia con braccio

posizionatore. La grande novità introdotta dal

DX140LCR-7, oltre a quelle comuni ai Doosan Serie

7, è il motore Doosan D34. Si tratta di un 4 cilindri

da 3,4 litri di cilindrata accreditato di 81 kW a

2.000 giri/min e 460 Nm di coppia massima a

1.400 giri/min. Lo Stage V è ottenuto senza Egr,

con DPF e sistema SCR con iniezioni di urea.

IL DOOSAN CHE VERRÀ Tra i modelli

annunciati per il mercato globale,

c’è anche il DX225-7X, espressione

massima della tecnologia Doosan oggi disponibile visto

il sistema idraulico D-Ecopower gestito elettronicamente

per rispondere in modo adattivo alla richiesta di potenze

e il sistema Machine Guidance Control 2D e 3D, pesa

integrata, Lift Assist e muro virtuale (limite in rotazione).

rialzata per applicazioni industriali) e i tre modelli di congiunzione

con la gamma heavy DX235LC-7, DX235LCR-

7 e DX255LC-7, tutti con carro più largo di 2.500 mm.

Solitamente, a questo punto, le imprese italiane preferiscono

un DX300L-7 con carro da 2.990 mm di larghezza

che a pari costo di trasporto offre prestazioni ben superiori.

In realtà, oggi il compact radius più grande della gamma

DX235LCR-7 attira l’attenzione di chi cerca grandi prestazioni

in spazi ristretti come, ad esempio, i lavori in galleria.

Evoluzione comune

I nuovi modelli DX-7 di medie dimensioni offrono prestazioni

più elevate degli attuali Serie 5 anche grazie all’idraulica

gestita elettronicamente al 100%: dai comandi elettroproporzionali

fino al distributore, passando per

l’inclinazione del piatto delle pompe. I Serie 7 combinano

un maggiore comfort, una maggiore versatilità di utilizzo

di accessori e una nuova tecnologia di assistenza all'operatore,

con nuove funzionalità per aumentare l'efficienza

dei consumi e ridurre i fermo macchina ottimizzando il ritorno

sull'investimento. Gli intervalli di manutenzione dei

filtro DPF, ad esempio, è stata notevolmente ridotta e ora

la prima pulizia è consigliata a 8000 ore. Tra le caratteristiche

comuni a tutti gli escavatori Serie 7 Doosan citiamo:

il nuovo monitor Smart Touch da 8 pollici, l’avviamento a

pulsante grazie alla Doosan Smart Key

che permette anche l’apertura a distanza,

il sedile a sospensione pneumatica

completamente regolabile e riscaldato

(disponibile a richiesta con

ventilazione attiva), le 8 luci di lavoro a

LED di serie (4 ulteriori led a richiesta),

la possibilità di scegliere il sistema AVM

Around View Monitor 360 gradi già dal

più piccolo modello DX140-7. Altra novità,

sono i comandi elettroproporzionali

in cabina e la possibilità di impostare

la modalità di lavoro Tiltrotator

che ottimizza i flussi dei circuiti ausiliari

tramite elettrovalvole. A braccetto delle

attrezzature idrauliche più pesanti va

la disponibilità di zavorre heavy. Alle zavorre

maggiorate, strizzano l’occhio anche

le bielle con occhione certificato

per il sollevamento di serie.

LA NOSTRA SCELTA Qui sopra, la parte “bassa” della gamma Serie 7 Doosan.

I modelli cerchiati sono quelli che in versione Serie 5 sono piaciuti di più

in Italia. Per noi la ciliegina sulla torta è il nuovo DX245NHD-7 largo 2.540 mm.

Doosan pensa all’Italia

Tra i nuovi modelli, al nostro occhio merita

attezione il DX140LCR-7 che ora ha

tutto dei modelli di classe superiore in

termini di affidabilità e allestimento, ma

i nuovi DX210NLC-7 e soprattutto

DX245NHD-7. Il nuovo DX210NLC-7, che non esisteva in

versione Serie 5, è il classico escavatore medio italiano da

poco piùdi 20 t di peso operativo con torretta e carro standard

che non eccedono i 2.500 mm. Adatto al noleggio

avrà sempre un elevato valore di rivendibilità.

Di tutta altra stoffa è invece il DX245NHD-7, il non plus ultra

per i clienti che lavorano in aree montane in Italia, In sostanza

si tratta di un DX235LC-7 ma con torretta rinforzata

e sottocarro stretto di struttura heavy duty, arricchito

con tutte le componenti mobili di un modello da 30 t di

peso operativo e pattini da roccia a tripla costola larghi 550

mm per contenere la larghezza massima a 2.540 mm.

Per il DX245NHD-7 il braccio perfetto è il posizionatore con

avambraccio da 2.400 mm (2.900 mm disponibile).

[68] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [69]


Macchine&Componenti

Escavatori

Gamma su gomma

Con sei escavatori gommati più due movimentatori MH e due midi

escavatori gommati, Doosan ha una delle offerte più ricche su gomma

Dopo aver lanciato i DX140W-7 e DX160W-7 a inizio

2022, Doosan introduce i tradizionali DX170W-7,

DX190W-7, DX210W-7 e, dulcis in fundo, il fuoriclasse

DX165WR-7 caratterizzato dalla torretta a sbalzo posteriore

ridotto.

Gli escavatori gommati DX170W-7, DX190W-7 e DX210W-

7 animati dal collaudato motore sei cilindri Doosan DL06V

Stage V con DPF ed SCR attivi in serie (rispettive tarature di

potenza a 111, 121 e 141 kW) portano al debutto di un nuovo

impianto idraulico intelligente che offre un miglioramento

delle prestazioni nell’utilizzo delle linee linee idrauliche ausiliarie

per alimentare attrezzature e accessori multifunzionali.

Il nuovo sistema assicura sempre la portata idraulica ottimale,

anche movimenti combinati di bilanciere e accessorio,

grazie a una nuova elettrovalvola prioritaria ed a una linea

idraulica aggiuntiva.

Il DX170W-7 e il DX190W-7 montano entrambi di serie un

contrappeso standard da 3,2 t, ma il DX170W-7 può essere

equipaggiato con un contrappeso opzionale da 3,7 t.

La versione con braccio monoblocco del DX210W-7 monta

un contrappeso standard da 4,0 t, quella con braccio articolato

un contrappeso da 3,2 t. Sono inoltre disponibili contrappesi

opzionali da 4,5 t per il modello con braccio monoblocco

e da 4,0 t per quello con braccio articolato.

Con i contrappesi opzionali più pesanti, i DX170W-7 e

DX210W-7 risultano particolarmente adatti per il lavoro con

gli accessori più pesanti, come i rotatori inclinabili. Per tutti

e tre i modelli sono disponibili anche assali extra larghi (2.750

mm) per incrementare la capacità di sollevamento a 360°.

IL COMPATTO DX165WR-7 ...diventa Serie 7.Sotto

al suo cofano motore rimane saldo il motore quattro

cilindri da 4,4 litri di cilindrata Perkins 1204J.

Le emissioni sono contenute associando DPF ed SCR.

Il fuoriclasse DX165WR

Il DX165WR-7 utilizza lo stesso carro del nuovo modello

Stage V DX160W-7 che offre un baricentro ottimale grazie

al passo lungo e alla distribuzione ottimizzata dei pesi, ma

è caratterizzato da una torretta più compatta, con ingombro

posteriore ridotto del 20%.

Il DX165WR-7 ha di serie un contrappeso da ben 3,3 t, sia

per la versione con braccio monoblocco che in quella con

braccio posizionatore, ma può anche montare un contrappeso

opzionale maggiorato a 3,8 t. Queste scelte contribuiscono

alle superiori capacità di scavo e sollevamento

offerte dal DX165WR-7 rispetto alle macchine della

precedente generazione. Con il contrappeso opzionale del

15% più pesante, il DX165WR-7 risulta particolarmente

adatto per il lavoro con gli accessori più impegnativi, come

i rotatori inclinabili.

Per accogliere il contrappeso più pesante, il

DX165WR-7 monta assali per impieghi gravosi

ZF3060. Anche la torretta è nuova e fornisce

lo spazio e la robustezza necessari per

il maggior peso dei contrappesi standard e

opzionale e per i bracci articolati. Il ricorso all'assemblaggio

imbullonato degli elementi di

stabilizzazione (carro e lama) ha portato a un

aumento della sporgenza del carro anteriore/posteriore,

a vantaggio della stabilità. Per

sfruttare al meglio la maggiore stabilità fornita

dai nuovi contrappesi, il DX165WR-7 utilizza

un nuovo impianto idraulico intelligente

EPOS che offre un miglioramento di circa il

30% nel portata dell'accessorio rispetto ai precedenti

modelli di escavatore.

Tra le novità introdotte con l’evoluzione Serie

7 c’è anche lo sterzo joystick è invece una nuova

opzione e permette all'operatore di sterzare

la macchina con il solo pollice (fino a 20

km/h), agendo sulla rotella del joystick, senza

usare il volante.

Il bell’anatroccolo

Doosan ha lanciato un midi escavatore gommato

da 10,7 t di peso operativo. Si chiama DX100W-

7 ed è stato espressamente sviluppato per realizzare

lavori in contesti urbani e in cantieri per la

manutenzione stradale. Il braccio con brandeggio

del DX100W-7, in configurazione posizionatore,

con avambraccio lungo, assicura un’area

operativa molto ampia, che Doosan dichiara “superiore

alle altre macchine della stessa classe”.

A controbilanciare la cinematica c’è una zavorra

integrata da 1,35 t. Il nuovo midi ha due ruote

sterzanti di serie, ma è possibile avere la sterzata

integrale attivabile a geometria concentrica o

a granchio. Il DX100W-7 è anche equipaggiabile

con il sistema opzionale con telecamere panoramiche

a 360° e l'associato sensore a ultrasuoni

opzionale, un’ esclusiva su una macchina di

queste dimensioni.

[70] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [71]


Macchine&Componenti

Perforatrici

- Motore diesel Honda GX 390

- Potenza 11,6 Hp (8,7 kW) a 3.600 Rpm

- Serbatoio gasolio da 6,1 litri

- Antenna ripiegabile per la posizione di trasporto

e con estensione opzionale per utensili fino a 2 m

- Estrattore aste idraulico con forza di sollevamento

fino a 15 t

PICCOLA

e molto capace

Ha dimensioni ridotte (è lunga 2,4 m e alta 1,4 m),

peso contenuto (780 kg) ed è indicata per tutte

le applicazioni geotecniche a profondità ridotte

Testi di Damiano Diotti

Più potente e versatile di un penetrometro, ma anche

più leggera ed economica delle altre perforatrici

Massenza, la nuova MI1 è la soluzione perfetta per

tutti i clienti che cercano una macchina compatta per applicazioni

geotecniche da eseguirsi a profondità ridotte.

Si tratta, più precisamente, di una perforatrice per applicazioni

geotecniche, piccola e compatta, idraulica e montata su

carro cingolato. La macchina è alimentata da un motore Honda

GX 390 con 8,7 kW di potenza.

La nuova perforatrice Massenza MI1 può eseguire prove penetrometriche

con SPT (massa battente da 63,5 kg), campionamento

dinamico (DPL, DPM, DPH e con carotiere) e indisturbato

(massa battente fino a 128 kg), campionamento

a percussione e “Direct Push” con martello idraulico, ma può

anche montare una testa di rotazione per carotaggi superficiali

e perforazioni ad eliche.

Sistema di perforazione

- Sistema a masse battenti modulabili e corsa regolabile

per test DPL, DPM, DPH e SPT (peso totale

63.5 kg)

- Martello idraulico peso 25 kg (1500 colpi/min,

energia per colpo 95 J) per campionamento indisturbato

- Massa battente, peso 128 kg, per campionamento

dinamico a maggiore profondità

- Dispositivo per carotaggi (fino a 350 mm di diametro)

- Testa di rotazione (coppia massima 1350 Nm,

velocità massima 300 rpm)

- Lunghezza: 2400 mm

- Larghezza: 790 mm

- Altezza: 1400 mm

- Altezza antenna: 2900 mm (in posizione di lavoro)

- Peso: 780 kg (senza massa battente e attrezzatura)

Con un peso totale di soli 780 kg (calcolato in assenza della

massa battente e dell’attrezzatura), la nuova macchina

di Massenza ha, in posizione di trasporto, dimensioni incredibilmente

ridotte, grazie al proprio montante pieghe-

- Prolunga antenna

- Valvola a inversione automatica

- Braccio a sbalzo smontabile

- Argano manuale, elettrico o idraulico

- Massa battente DIN 50 kg

- Gabbia di sicurezza

- Carro cingolato allargabile

- Contenitore laterale per aste

- Supporto per martello demolitore

- Radio comando

vole. L'altezza antenna, in posizione di lavoro, è di 2.900 mm

Sono molte le scelte opzionali possibili offerte dal costruttore:

si va dalla dalla prolunga dell'antenna alla valvola

ad inversione automatica, dal braccio a sbalzo smontabile

all'argano manuale, elettrico o idraulico, dalla gabbia

di sicurezza al carro cingolato allargabile, dal contenitore

laterale per le aste al supporto per il martello demolitore,

dal radiocomando all'olio idraulico bio.

[72] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [73]


Macchine&Componenti

Escavatore a risucchio

LA SPIAGGIA

dolomitica

La sinergia fra

Escavatore a risucchio

e Mini Robot Escavatore

ha permesso di pulire

la rete fognaria

del lago Santa Caterina

ad Auronzo di Cadore

Testi di Fabrizio Parati

Bim Gestione Servizi Pubblici - una società interamente

pubblica, partecipata al 100% da Comuni bellunesi

– ha scelto di avvalersi dei mezzi e dell’esperienza dell’azienda

Gerotto Federico, di Campodarsego (PD), per eseguire

la pulizia di una tratta di fognatura che costeggia il lago

artificiale (risalente alla prima metà del secolo scorso) di

Santa Caterina, ad Auronzo di Cadore, in provincia di Belluno,

cioè nella cosiddetta “spiaggia delle Dolomiti”. L’azienda

Gerotto ha messo in campo una combinazione fra gli escavatori

a risucchio e i mini robot escavatori. L’accoppiata vincente

ha consentito di svolgere il lavoro in tempi ristretti e di

poter ripristinare le funzionalità della tratta impedendo fenomeni

di intasamento, con conseguenti possibili allagamenti

della zona.

Operazioni complesse

Ostruita da strati di materiali sabbiosi e ghiaiosi trasportati

dalle frane e dalle piogge nel corso del tempo, la condotta

circumlacuale (una tratta estesa di fognatura mista) si

sviluppa, a sei metri di profondità e con tratti di 60-70 metri

di lunghezza e un diametro di 600Ø, in modo poco lineare

e con molti tratti che corrono al di sotto di case e di

cisa e puntuale. Gerotto Federico è un player all’avanguardia

per quanto riguarda le tecniche di aspirazione pneumatica

e la produzione e l’utilizzo di robot radiocomandati

per accedere a spazi confinati. L’azienda di Padova, infatti,

ha fornito mezzi e operatori che, in poco meno di un mese,

hanno completato il lavoro in due tranches. Grazie all’utilizzo

dell’escavatore a risucchio - un automezzo con potenza

di aspirazione fino a 42 mila m 3 /h e una massima

depressione di 55 mila Pascal, in grado di risucchiare il materiale

fino a 150 metri di distanza e per una profondità di

massimo 30 metri - è stato possibile l’aspirazione del materiale

(di consistenza solida, liquida e fangosa) presente

all’interno della condotta. Aspirato con una tubazione

DN250, il materiale è stato convogliato nella cassa contenitrice

del mezzo, che, raggiunta la capacità massima di

8 m 3 , è stata scaricata per ribaltamento laterale in una cassa

scarrabile posizionata all’interno delle pertinenze di cantiere.

L’impiego del robot Lombrico XXS, comandato da remoto

e alimentato idraulicamente, ha permesso di operare

nelle condizioni più difficoltose di accesso riducendo al minimo

qualsiasi impatto ed interferenza (e quindi il rischio

per persone e cose). Questo Mini Robot Escavatore è un

modello compatto e versatile: grazie ad ugelli, coclee fronfabbricati

o in zone non trafficabili dai mezzi. A queste

caratteristiche, si è aggiunto il fatto che il materiale ostruttivo

era concentrato in punti strategici e in snodi nevralgici

della condotta. Tutto ciò ha reso particolarmente complesse

le operazioni di asportazione dei detriti.

Player all’avanguardia

L’opzione più efficace, rispetto a scavi tradizionali che avrebbero

comportato un aumento di costi e tempi, nonché un

disagio importante per la collettività, è stata quella di scegliere

delle tecnologie no-dig per intervenire in maniera pre-

[74] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [75]


Escavatore a risucchio

PIU’ CHE MAI

i territori

“hanno oggi

bisogno

di cura e di

manutenzioni,

e i robot mini

escavatori,

insieme agli

escavatori

a risucchio,

sono soluzioni

innovative, 4.0

e sostenibili

che permettono

di intervenire

efficacemente

in contesti

ad alta

complessità”,

sottolinea

Alessandro

Gerotto.

tali e naso aspiratore ha permesso di aspirare qualsiasi

tipo di materiale e di lavorare soprattutto sui punti di difficile

accesso. Le lavorazioni sono state eseguite garantendo

la messa in asciutto della condotta attraverso l’uso di palloni

otturatori e pompe di aggottamento per i necessari sezionamenti

della linea e relativi by-pass.

Territorio pulito anche a livello sotterraneo

In poco meno di un mese di lavoro sono stati complessivamente

puliti, verificati nello stato di conservazione e

video-ispezionati circa 950 metri di rete fognaria principale,

190 metri di rete secondaria e monitorati 23 pozzetti

di linea. Sono stati 10 i m 3 di materiale sabbioso e

ghiaioso rimosso e conferito in discarica.

La scelta di utilizzare tecnologie trenchless ha permesso,

inoltre, durante l’attività, che la raccolta dei reflui immessi

in rete sia potuta avvenire con assoluta regolarità.

Sottolinea Alessandro Gerotto, Procuratore Speciale

di Gerotto Federico: “Siamo orgogliosi di essere stati scelti

come partner tecnologici di questo progetto e ringrazio

i nostri tecnici di cantiere e gli operatori. Oggi più che

mai i territori hanno bisogno di cura e di manutenzioni e

i robot mini escavatori, insieme agli escavatori a risucchio,

sono soluzioni innovative, 4.0 e sostenibili che permettono

di intervenire efficacemente in contesti ad alta

complessità”.

[76] febbraio 2022 Costruzioni


Demolizione&Riciclaggio

Housing sociale

Arcobaleno

AUTORIMESSE

E NEGOZI

A seguito della

bonifica, Vitali ha

iniziato la

demolizione del

blocco basso

in cui erano stati

realizzati spazi

autorimessa

e, lato strada,

spazi commerciali.

Testi di Matthieu Colombo

POLVERIZZATO

Vitali demolisce la Torre

Tintoretto di San Polo,

icona del residenziale

pubblico anni Ottanta.

Spazio all’housing

sociale, ma in classe A

Un nuovo modo di abitare: più inclusivo, più sostenibile,

più collaborativo. È ispirandosi a questi valori che

Brescia si lascia alle spalle la Torre Tintoretto del quartiere

San Polo, disabitata da ben otto anni, per fare spazio

a un progetto articolato in sei edifici per un totale di 270 appartamenti

di nuova concezione. Il cantiere per la demolizione

graduale dell’edificio e alla conseguente riconversione

dell’area, è iniziato nel luglio 2021 a seguito della puntuale

bonifica sia della struttura sia del terreno di pertinenza.

Regista e protagonista assoluta di questo simbolico cantiere,

che segna un momento storico per la città di Brescia,

è l’impresa Vitali che per gli addetti ai lavori non ha bisogno

di presentazioni. Quello della Torre Tintoretto è l’ennesimo

progetto di bonifica e demolizione che conferma come l’esperienza

in demolizioni di Vitali sia ormai da definirsi consolidata

e quanto il team con la maglia giallo fluorescente stia

investendo in macchine e attrezzature che permettono sempre

di fare la differenza.

La struttura anni Ottanta

Il complesso della Torre Tintoretto, un’immobile di edilizia

residenziale pubblica, costruito tra il 1984 e il 1987, nell’ambito

dell’attuazione del Piano di Zona A/9 San Polo, è

composto da due blocchi: la Casa Alta e il Padiglione monopiano

prefabbricato in cui erano state realizzate sia autorimesse

sia spazi per servizi commerciali. La Torre era a

sua volta suddivisa in tre macrosettori. Al piano terra ed al

primo piano trovavano spazio i locali tecnici e polifunzionali

come la centrale termica, la sala contatori, la hall con

reception, spazi comuni per il ricovero di biciclette, cantine

pertinenti agli appartamenti e perfino un Bar con affaccio

sulla retrostante area verde. Dal secondo piano fino al

sedicesimo c’erano ben 195 unità abitative da tre a cinque

vani, mentre al diciassettesimo piano erano state realizzate,

come fossero dei solai, delle ulteriori cantine. I lavori

di bonifica e demolizione della torre eseguiti da Vitali sono

iniziati lo scorso anno e i primi elementi a essere demoliti

sono stati corpi bassi, mediante la tecnica di demolizione

top-down con l’utilizzo di escavatori demolition con peso

[78] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [79]


Demolizione&Riciclaggio

Housing sociale

ULTRA HIGH

REACH

Lo speciale

braccio

telescopico

da demolizione

dell’ED1200

è stato

realizzato per

Vitali dallo

specialista

inglese

Kocurek.

Con i due sfili

estesi arriva

a 50 m d’altezza

al perno,

ma ritraendo gli

sfili permette

di lavorare

sempre con

geometrie

ottimali.

L’asso nella manica

operativo compreso tra le 40 e le 120 tonnellate. Al loro

fianco Vitali ha utilizzato tutte le tecnologie necessarie per

ridurre al minimo l’impatto ambientale delle operazioni sia

a livello acustico, sia per quanto riguarda l’emissione delle

vibrazioni e delle polveri con moderni sistemi d’abbattimento

con acqua nebulizzata. L’obiettivo, ça va sans dire,

è ridurre al minimo il disturbo arrecato ai residenti dell’area,

alle attività commerciali e ai servizi attualmente attivi restringendo

prima di tutto le fasi di cantiere più intense tra

le sette del mattino e le diciotto.

Nelle immagini di Torre Tintoretto la macchina

da demolizione ED1200 della Vitali è protagonista.

Si tratta di un modello realizzato su misura

per l’azienda italiana dall’inglese Kocurek sulla

base di un maxi escavatore CASE. Grazie al carro

allargabile idraulicamente e al braccio telescopico

la macchina sfiora i 50 m operativi, si trasporta

facilmente e passa dal carrellone alla

configurazione massima in appena due ore.

Demolire, selezionare, rigenerare

Il materiale inerte generato dalle fasi di demolizione meccanica

delle strutture in calcestruzzo è stato tutto gestito

da Vitali in cantiere. In una prima fase è stato riutilizzato

temporaneamente per l’esecuzione di un piano

rialzato, con idonea rampa, per realizzare un piano di lavoro

in grado di supportare il maxi escavatore demolition

da 120 tonnellate con braccio high reach demolition. In

seguito all’uso funzionale degli inerti di risulta, Vitali ha

completato la selezione dei materiali in modo curato, progressivo

e anche parallelo al lavoro di demolizione meccanica.

Questo modus operandi rappresenta una buona

pratica di economia circolare visto che di fatto ha permesso

di ridurre di molto il trasporto di materiali da e per il cantiere

e il relativo impatto sulla viabilità locale.

A tal proposito il cantiere per la demolizione della Torre

Tintoretto è anche stato dotato di un sistema lavaggio delle

ruote dei mezzi d’opera prima dell’accesso alla strada

per assicurare le idonee condizioni di sicurezza alla circolazione

pubblica in prossimità del cantiere.

[80] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [81]


Demolizione&Riciclaggio

Housing sociale

RASO AL SUOLO

Nelle immagini

la Torre Tintoretto

è per la maggior parte

demolita e la cabina

centrale ascensore,

solitamente elemento

a struttura rinforzata,

è stata già rimossa.

Operazione da 45 milioni di euro

Come anticipato, la Torre Tintoretto era un simbolo dell’edilizia

popolare bresciana anni Ottanta e lascia spazio

oggi a un nuovo progetto che marca una svolta cruciale

nella cultura del living.

La rinascita dell’area è stata affidata da Aler alla società

di investimenti immobiliari Redo SGR Società Benefit

di Milano, nell’ambito del Fondo Immobiliare di Lombardia

– Comparto Uno (FIL1), che investirà circa €45 milioni,

in stretta sinergia con l’Amministrazione Comunale bresciana

e con l’Os servatorio Tintoretto a cui prendono parte

con cadenza mensile i presidenti dei Consigli di

Quartiere San Polo Cimabue, San Polo Parco, San Polo

Case e San Polino.

Cosa sarà

Al posto dei 18 piani di Torre “arcobaleno” è stato scelto

di realizzare sei edifici per un totale di 270 appartamenti

di nuova concezione, in classe A, in parte affittati

in housing sociale e in parte venduti a prezzo calmierato.

I nuovi edifici sono stati progettati dallo studio MAB ar-

Mezzi Vitali in cantiere

- 1 macchina demolitrice ED1200 su base CASE

- 1 macchina demolitrice CASE CX370D

- 2 macchine demolitrici CASE CX350D

- 1 pompa autocarrata Cifa K40 (acqua)

- 2 fog cannon - abbattimento polveri

- 1 autogrù per posizionamento teli protettivi

- 1 dumper articolato Volvo A30G

chitettura (mabarquitectura.com) e sono ideati per coniugare

elevati standard abitativi, tecnologici ed energetici

a costi contenuti di realizzazione e gestione. Il progetto

presenta tecnologie impiantistiche e costruttive

innovative che permettono di raggiungere per ogni appartamento

un’elevata qualità architettonica e ambientale.

Espressione dell’attuale edilizia residenziale, saranno

i diversi spazi comuni a disposizione degli inquilini, le

due corti semi-pubbliche aperte al quartiere e integranti

negozi e servizi, aree verdi, giochi per bambini, zone fitness

e percorsi.

[82] febbraio 2022 Costruzioni

Estratto dalla rivista Costruzioni n.757 | Febbraio 2022 | Anno LXX

Casa Editrice la Fiaccola srl | Via Conca del Naviglio, 37 | 20123 Milano

Costruzioni febbraio 2022 [83]


Cave&Calcestruzzo

Aziende

PRONTE

nuove, grandi sfide

La storia di un’azienda

italiana, nata a Milano,

con lo sguardo orientato

sul mondo. Una storia

di 85 anni di succesi

Testi di Damiano Diotti

Nel 1937 Rodolfo Squinzi fonda a Milano Mapei -

Materiali Autarchici per l’Edilizia e l’Industria, dedicata

alla produzione di pitture, con il supporto della moglie

Elsa Banfi. Presto la parola “Autarchici” viene sostituita

con “Ausiliari” in riferimento all’utilizzo dei materiali a supporto

dell’edilizia. La sede storica di Via Cafiero, che ospitava

allora sette dipendenti, è oggi il Centro di Ricerca Corporate

di Milano, cioè il luogo destinato alla ricerca e allo sviluppo

di nuove soluzioni Mapei.

Il primo prodotto realizzato da Mapei, il Silexcolor, è una pittura

ai silicati destinata a diventare una delle più apprezzate

di tutta la gamma. Successivamente, l’azienda si dedica alla

produzione di adesivi e prodotti per la posa di materiali resilienti.

Grazie alla ricerca, che è sin dall’inizio nel DNA dell’azienda,

nasce Adesilex. Si tratta di un adesivo che permette

la posa del linoleum.

Anni 1947 – 1956

In questo decennio viene prodotta Pianolina: una rasatura

a base di gesso magnesiaco pronta all’uso e in grado di alleviare

il lavoro dei posatori. Intuendo il grande potenziale

della ceramica, Mapei introduce Adesilex P, che è il primo

adesivo per piastrelle a base di solvente, supportato poi da

un altro successo: Adesilex PM.

ADESILEX P introdotto sul mercato tra gli anni Quaranta

e Cinquanta. È il primo adesivo per piastrelle a base

di solvente, seguito da un altro successo: Adesilex PM.

Anni 1957 – 1966

Giorgio Squinzi, laureato in chimica industriale, è ancora

studente quando inizia a lavorare in azienda e contribuisce

al suo successo inventando una serie di prodotti innovativi

a livello internazionale. Nasce Adesilex L1, l’adesivo alcolico

per il linoleum, per farlo aderire al sottofondo, che libera

i posatori dalla necessità di portare i sacchetti pieni

di sabbia al piano di posa. Viene prodotto Adesilex P5, l’adesivo

bituminoso in solvente per i pavimenti in piastrelle. E

poi il suo successore, Adesilex P7, a base elastomerica a

presa rapidissima, e Adesilex P9 il super adesivo per piastrelle

che può essere utilizzato perfino dopo mezza giornata

dall’impasto, tuttora prodotto e molto apprezzato per

le proprie prestazioni tecniche.

Anni 1967 - 1976

Mapei è proiettata nel futuro con Kerabond, che è il primo

adesivo cementizio senza polimero. Con l’introduzione

di Keralastic le piastrelle di ceramica si possono applicare

a diverse superfici: dall’intonaco cementizio alle

superfici metalliche. Il Sigillante 3433, siliconico - og -

gi Mapeisil AC - è creato per la sigillatura elastica dei giunti

dei rivestimenti di ceramica. Nel 1971 Mapei stupisce

al Saie, il salone internazionale dell’edilizia, appendendo

al soffitto una Fiat 500 fissata su una piastrella con la sola

colla Mapei Adesilex P9.

Anni 1977 – 1986

La prima fase di internazionalizzazione inizia nel 1978 con

l’apertura del primo stabilimento a Laval, in Canada, e la

fondazione di Mapei Inc. e, successivamente Mapei

NEL 1971 MAPEI STUPISCE AL SAIE

di Bologna, appendendo al soffitto una Fiat 500 fissata

su una piastrella con la sola colla Mapei Adesilex P9.

Corp. negli Stati Uniti. Parallelamente viene introdotto il sistema

Kerabond + Isolastic che permette per la prima volta

la posa di ceramiche su sottofondi di legno compensato.

Nel 1984, Giorgio Squinzi subentra al padre Rodolfo

nella direzione imprenditoriale con la presenza e il supporto

della sorella, l’avvocato Laura Squinzi. Al fianco di Giorgio,

la moglie Adriana Spazzoli assume la gestione delle attività

di marketing e comunicazione del Gruppo.

Anni 1987 – 1996

Mapei lancia i massetti Mapecem e Granirapid e introduce

Ultracolor. Nascono nuove soluzioni per il recupero del

calcestruzzo e la linea Mape-Antique.

Aquaflex è la prima guaina liquida impermeabilizzante pronta

all’uso per terrazzi e bagni alla quale segue il rivoluzionario

Mapelastic. Nel 1993 nasce la squadra Mapei di ciclismo

professionistico, per anni ai vertici delle mag giori

competizioni internazionali.

[84] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [85]


Cave&Calcestruzzo

Aziende

NEL 1984 Giorgio Squinzi subentra al padre Rodolfo nella

direzione imprenditoriale. Qui sopra, Giorgio Squinzi

e la moglie Adriana Spazzoli. A lato, la famiglia Squinzi.

La seconda metà degli anni Novanta vede un nuovo passaggio

generazionale: l’ingresso dei figli Marco e Veronica in

azienda, che rinnova così i suoi impegni nei settori chiave

del gruppo: ricerca & sviluppo e internazionalizzazione.

Anni 1997 – 2006

Nel 1997 nasce Mapei Sport Service e nel 1998 il team

professionistico di ciclismo Mapei trionfa alla Parigi-

Roubaix. Nel 2003, l’azienda acquista l’U.S. Sassuolo

Calcio e nel 2006 è sponsor portafortuna della Nazionale

di Calcio Italiana, che vincerà il quarto Mondiale della sua

storia. Vengono formulati Adesilex P4D, Keraflex Maxi

ed Elastorapid per la posa di ceramica e materiale lapideo

e Mapequick per opere sotterranee e subacquee.

Mapetherm protegge la casa da caldo e freddo e genera

risparmio energetico. Mapegrid e FRP consolidano le

strutture degli edifici esistenti. Per i pavimenti industriali

cementizi e a base di resina arrivano le malte Ultratop

e Mapefloor.

Anni 2007 – 2016

Le consociate Mapei crescono, e crescono le linee di prodotto.

Lo stabilimento di Mediglia, in provincia di Milano,

ospita nuovi impianti tra cui quelli dedicati al confezionamento

in sacchi in plastica ecologici. Si inaugurano

un Laboratorio UTT per i prodotti dedicati ai lavori in sotterraneo

e un nuovo Laboratorio Itinerante Edilizia dedicato

agli additivi. Mapei continua a progettare sostenibilità

e formulare prodotti sempre più performanti. Re-Con

Zero rispecchia questa visione e risolve il problema del calcestruzzo

reso, contribuendo all’economia circolare. Un

impegno per la tutela dell’ambiente e della salute che si

esprime anche nella realizzazione di stabilimenti con materiali

locali ed ecosostenibili.

Nel 2016 Mapei realizza il primo Bilancio di Sostenibilità

per condividere con gli stakeholder i risultati raggiunti.

Dal 2017 ad oggi

Nel 2019 i figli Veronica e Marco succedono al padre

Giorgio assumendo la direzione dell’azienda come amministratori

delegati. Oltre a loro, l’attuale Consiglio di amministrazione

vede quale membro la cugina Simona

Giorgetta e alla presidenza l’avvocato Laura Squinzi.

Mapei dimostra di essere un’azienda solida ma flessibile, in

grado di adattarsi al cambiamento in modo efficiente pur rimanendo

sempre fedele alla propria storia e strategia aziendale.

Grazie a un’offerta in grado di soddisfare tutte le esigenze

del mondo dell’edilizia con una particolare attenzione

NEL 1997 nasce Mapei Sport Service e, nel 1998,

il team professionistico di ciclismo Mapei trionfa

alla Parigi-Roubaix.

OGGI MAPEI

progetta e formula

prodotti sempre più

performanti. Re-Con

ZerØ, ad esempio,

rispecchia questa

visione e risolve i

l problema del

calcestruzzo reso,

contribuendo

all’economia

circolare.

Nell’immagine sotto,

Veronica e Marco

Squinzi.

alla sostenibilità, durabilità e qualità delle soluzioni, il Gruppo

continua a crescere e a investire affrontando le nuove sfide

con la passione di sempre.

Dal 2019, l’avvocato Laura Squinzi è presidente del Consiglio

di amministrazione, di cui fanno parte gli amministratori

delegati Veronica e Marco Squinzi, e Simona Giorgetta. Le

considerazioni di Laura Squinzi: “Viviamo questo importante

traguardo più come un nastro di partenza. Siamo

pronti ad affrontare le nuove sfide, sapendo che possiamo

contare su una squadra di grande valore. Mapei è un’azienda

con il cuore in Italia e lo sguardo sul mondo.

Dal primo passo compiuto da nostro nonno nel 1974, con

la realizzazione delle piste di atletica per le Olimpiadi di

Montreal, non abbiamo mai smesso di investire in nuovi

mercati. Oggi siamo presenti con novantuno aziende consociate

in cinquantasette paesi e non abbiamo nessuna

intenzione di fermarci.

Recentemente abbiamo acquisito la francese Resipoly e

in questo momento stiamo realizzando cinque nuovi stabilimenti

dagli Stati Uniti alla Cina”.

Marco Squinzi aggiunge: “Anche il grande impegno nell’innovazione

e nella ricerca rimane un punto saldo nella

strategia dell’intero Gruppo. Siamo un’azienda chimica

di prodotti per l’edilizia e l’obiettivo dei nostri trentadue

laboratori di Ricerca è trovare soluzioni all’avanguardia

per contribuire a un’edilizia sempre più sostenibile, seguendo

la strada della durevolezza e della qualità.

Crediamo che allungare il ciclo di vita degli edifici esistenti

sia la strategia vincente per consumare meno risorse

e produrre meno rifiuti in discarica. Il nostro impegno

è volto anche a utilizzare sempre più materie prime

a basso impatto ambientale o materie prime seconde,

in un’ottica di economia circolare, cercando di ridurre al

minimo l’utilizzo di sostanze pericolose, per salvaguardare

l’ambiente, ma anche la salute degli operatori”.

[86] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [87]


Cave&Calcestruzzo

Cemento

SOLUZIONE

green e duratura

Accelerazione della

crescita sostenibile:

è la «Strategia 2025»

del Gruppo Holcim.

ECOPlanet è un tassello

La determinazione a percorrere la strada della sostenibilità

è netta in casa Holcim. Lo testimonia anche il lancio,

da parte di Holcim Italia, di ECOPlanet IIB4. Una

nuova offerta che arricchisce la gamma dei prodotti

ECOPlanet, la famiglia di cementi sostenibili, performanti e

in linea con i principi dell’economia circolare.

Recentemente annunciata dal Gruppo Holcim la nuova

"Strategia 2025 - Accelerazione della crescita sostenibile"

(ECOPlanet elemento fondamentale di questo percorso)

si basa su quattro valori chiave: accelerare la crescita at-

Testi di Fabrizio Parati

ECOPlanet IIB4 è caratterizzato da ottime

resistenze iniziali ed è stato studiato per offrire

gli stessi benefici di un cemento portland

al calcare di Tipo “A”, ma con un'importante

riduzione della CO 2 emessa.

traverso soluzioni sostenibili ed innovative; ampliare la

gamma di prodotti e soluzioni; essere leader in sostenibilità

ed innovazione attraverso tecnologie ecologiche e

all’avanguardia e, infine, riuscire a raggiungere ambiziosi

obiettivi finanziari.

Il lancio della gamma dei cementi ECOPlanet, che offre dal

30% fino al 100% di riduzione della Carbon Footprint, è una

chiara dimostrazione del continuo, sostenuto impegno

di Holcim verso un futuro net-zero. Una strategia pensata

per ottenere un ambizioso traguardo: diventare il leader

globale nella fornitura di soluzioni innovative e sostenibili

per il settore dell’edilizia.

Le prestazioni “ambientali” diECOPlanet sono ottenute grazie

all'uso di materie prime innovative e a basse emissioni

(tra di esse ci sono anche i rifiuti da costruzione e demolizione

riciclati), e dall’impiego di combustibili alternativi

nei processi industriali.

Holcim Italia ha lanciato, di recente, ECOPlanet Prime (di

cui parlammo): un cemento altamente performante che,

grazie all’utilizzo della pozzolana naturale calcinata e alla

riduzione del fattore clinker, consente la diminuzione

delle emissioni di CO2 di oltre il 50% rispetto

ad un cemento portland.

Ora l’azienda prosegue il proprio percorso con il

lancio di ECOPlanet IIB4, caratterizzato da ottime

resistenze iniziali e studiato per offrire gli stessi

benefici di un cemento portland al calcare di Tipo

“A”, ma, anche in questo caso, con un’importante

riduzione della CO2 emessa. Il prodotto, altamente resistente

ad attacchi chimici e capace di offrire una notevole

qualità nel «faccia a vista», risulta ideale per il confezionamento

di elementi ad alto valore estetico. Anch’esso,

come del resto tutti i cementi della famiglia ECOPlanet, è

prodotto nell'ottica del risparmio delle risorse naturali e

dell’economia circolare, grazie all’utilizzo degli scarti da costruzione

e demolizione nel suo ciclo produttivo.

Lucio Greco, Amministratore Delegato di Holcim Italia, riconferma

il tenace impegno dell’azienda nel perseguire e

raggiungere gli obiettivi delineati dalla “Strategia 2025”. Le

sue considerazioni: "ECOPlanet è la gamma di cementi del

Gruppo Holcim disponibili su larga scala, ad alte prestazioni

e adatti ad un'ampia gamma di applicazioni che vanno

dall'edilizia residenziale al complesso progetto infrastrutturale.

Si tratta di un ottimo esempio del nostro

impegno volto ad offrire ai clienti e partner soluzioni per

accelerare lo sviluppo di un’edilizia sostenibile e per contribuire

già da oggi a rendere realtà la trasformazione “ecologica”

delle nostre città”.

[88] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [89]


Gru a rotazione alta

Flessibilità e assoluta sicurezza

Il design topless

del modello MDT

con CCS permette

installazioni

complesse con

l’utilizzo di più gru.

Tutte le fasi

di montaggio,

di trasporto e anche

di manutenzione

sono più rapide

Sollevamento&Noleggio

Software

Assistenza e noleggio più efficenti

Attraverso la

propria

controllata

Heddes Bouw &

Ontwikkeling, la società

di costruzioni

olandese Ballast

Nedam si è servita di

due gru Potain MDT

319 a rotazione alta nel

cantiere per la

costruzione di due

residenze

studentesche presso il

Leiden Bio Science

Park, in Olanda. Le gru

a torre Potain sono

state messe in servizio

a settembre 2021 e

rimarranno in cantiere

fino a giugno 2022.

I nuovi edifici, di 23.000

m 2 di superficie

abitabile, avranno 703

residenze

studentesche

indipendenti. "Potain

era l'unico marchio di

gru adeguato a

svolgere il nostro tipo

di lavoro", ha affermato

Eric Tukker, specialista

di gru a torre, da oltre

25 anni, presso Ballast

Nedam. L'altezza

massima degli edifici è

di 43 m. La gru più

bassa doveva avere,

pertanto, un'altezza

minima sotto il gancio

di 54 m, e poiché la

distanza tra il centro

delle gru doveva essere

di 52 m, il braccio della

gru più alta doveva

essere almeno 10 m

più alto. In altre parole,

l'altezza di questa gru

doveva essere di

almeno 64 m.

La gru Topless Potain

MDT 319 CCS (Crane

Control System) è

progettata per

installazioni complesse

di più gru e rende il

trasporto e la

manutenzione facili e

veloci. L’alta

produttività associata

alla sicurezza fanno

delle gru MDT con CCS

di Potain la migliore

alternativa per tutti gli

utenti e noleggiatori.

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Sul mercato da più di 20 anni, Microsoft

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ERP più utilizzati dalle PMI nel mondo con

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funzionalità

di Microsoft Dynamics

365 Business Central ai

processi tipici delle

aziende che vendono,

noleggiano e

forniscono assistenza

su mezzi e attrezzature,

integrandoli con tutti gli

altri processi aziendali.

La direzione

commerciale per la

propria rete vendita o il

commerciale stesso

interroga l’elenco dei

clienti o dei potenziali

clienti da visitare,

fornito dal modulo CRM

di WayToRental, e

organizza i propri

appuntamenti,

telefonando e visitando

l’azienda presso la sede

o presso il cantiere per

il sopralluogo. Prima

dell’incontro o della

telefonata, ovunque si

trovi, grazie alle APP per

smartphone e tablet, si

prepara utilizzando le

informazioni che

WayToRental gli

fornisce. Se è un

potenziale cliente: le

informazioni raccolte

sulla tipologia di

azienda, i mezzi che

potrebbe noleggiare, i

cantieri su cui opera e i

concorrenti da cui

noleggia. Se è già un

cliente: il fatturato

sviluppato nell’ultimo

periodo suddiviso per

famiglia di mezzi

noleggiati e di tipologia

di contratti, la “qualità”

dei pagamenti e se vi

sono insoluti, i prezzi

applicati nei precedenti

contratti, le promozioni

offerte, gli eventuali

problemi legati

all’assistenza che il

cliente ha avuto in

passato e se vi sono

ticket di assistenza

aperti. Durante

l’incontro o la

telefonata, analizzando

il planning può

verificare i mezzi della

famiglia richiesta

disponibili nel periodo

e, se il noleggio è a

caldo, anche la

disponibilità

dell’operatore; di

conseguenza può fare il

preventivo, confermare

la prenotazione e/o il

contratto.

La prenotazione o il

contratto inseriti

aggiornano in tempo

reale il planning e, di

conseguenza, sia il

back office

commerciale del

documento appena

stipulato sia l’officina

per la preparazione del

mezzo. Se il noleggio è

“a caldo” viene

aggiornato il planning

dell’operatore

informandolo sul

servizio da svolgere.

Qualora sia previsto il

trasporto, chi se ne

occupa in azienda può

organizzarlo sia

verificando la

disponibilità dei mezzi

di trasporto interni sia

inviando un ordine al

trasportatore esterno.

horsa.com

[90] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [91]


Sollevamento&Noleggio

Autogru

Nuove altezze

LA ZAVORRA MASSIMA DELLA LTM 1300-6.3

è di 88 t. Le piastre di zavorra da 10 t,a destra e a sinistra

sono compatibili con i modelli LTM 1230-5.1 e LTM

1250-5.1: soluzione economicamente conveniente

per le aziende che hanno questi modelli nella loro flotte.

DA RECORD

Liebherr presenta l’autogru LTM 1300-6.3.

Una macchina che non teme rivali, con una

lunghezza del braccio telescopico (di 90 m)

Testi di Fabrizio Parati

base e con 7 sfili telescopici. Si ha una sezione in più rispetto

ai modelli equivalenti di questa classe. Per ottenere

la configurazione stradale con tutto il braccio, con gli stabilizzatori,

con il bozzello e con un carico per asse di 12 t

per le strade pubbliche, è stata integralmente riprogettata,

con la finalità di renderla più leggera, l'intera struttura in acciaio

della gru.

La LTM 1300-6.3 dispone di un’ampia gamma di falconi

tralicciati: falcone doppio da 11,5 a 20 m, due elementi tralicciati

da 7 m (come estensione del braccio telescopico),

falcone fisso, da 39 m, e falcone regolabile idraulicamente

da 43 m. Ciò permette di raggiungere altezze di

sollevamento fino a 120 m. Tra l’altro, diverse sezioni tralicciate

sono compatibili con altri modelli della gamma

Liebherr.

Liebherr stabilisce un nuovo record mondiale, con la presentazione

dell’autogru LTM 1300-6.3: è la prima volta

che si porta un braccio telescopico di 90 m su una gru

mobile con un carico per asse di 12 t.

La nuova Liebherr da 300 t completa la gamma di gru a

6 assi Liebherr. Le ultime innovazioni del produttore tedesco

sono integrate nella LTM 1300-6.3: ECOmode,

ECOdrive, VarioBase®Plus, VarioBallast®, Auto-Ballast,

concetto a motore singolo e Windspeed Load Charts

Nuova

caratteristica

sulla LTM 1300-

6.3 (disponibile

come optional) è

il sistema

di lubrificazione

centrale del

carro per i perni

di articolazione

degli assi.

In questo modo,

i 24 punti

di articolazione

sui 6 assi

dell’autogrù

si lubrificano

in automatico.

Disponibili

anche sei

proiettori

di retromarcia

a LED.

(Grafici di carico della velocità del vento).

Come modello d’ingresso alla categoria di autogrù con falconi

a volata variabile, resta in gamma la LTM 1300-6.2. Con

un braccio telescopico di 78 m, la LTM 1300-6.2 offre già

capacità di carico straordinarie per una gru mobile a 6 assi.

Ma ora c’è di più. C’è, per l’appunto, la LTM 1300-6.3, che

è progettata come una gru a montaggio rapido con alte

prestazioni ad altezze di sollevamento elevate e a braccio

impennato. Caratteristiche, queste, che fanno della nuo-

va Liebherr la macchina meglio indicata per il montaggio

di gru a torre, di antenne e per la manutenzione delle turbine

eoliche. Per la LTM 1300-6.3 Liebherr ha ideato diverse

configurazioni di guida di carichi sugli assi e pesi totali.

I bracci telescopici e gli stabilizzatori possono essere

montati e smontati facilmente e rapidamente, per ottenere

carichi sugli assi inferiori a 12 t. Di particolare interesse

è la possibilità di smontare con rapidità le singole

parti con il sistema di sgancio degli elementi telescopici

("Teletrennung"). Si agevola, in tal modo, una condizione di

guida con un peso totale inferiore a 60 t e con carichi sugli

assi inferiori alle 10 t. Liebherr offre una soluzione di

auto-assemblaggio che permette di smontare alcune parti

telescopiche senza una gru ausiliaria. Questa soluzione

è compatibile con altri tipi di autogrù: con la LTM 1650-

8.1 e con il modello LTM 1450-8.1. L’incremento di flessibilità

ed efficienza economica è notevole.

Braccio da primato

La nuova LTM 1300-6.3 raggiunge la lunghezza record di

90 m con un braccio telescopico a 8 sezioni, una sezione

Windspeed Load Charts

La LTM 1300-6.3 ha tabelle di carico in funzione delle diverse

velocità di vento massime ammissibili, per assicurare

massima sicurezza e perfette tempistiche operative

in presenza di vento. Al calcolo delle tabelle di carico delle

autogrù si applica generalmente una velocità delle raffiche

di vento fino a 9 m/s. Per garantire l’operatività in sicurezza

anche con venti più forti, Liebherr ha calcolato

tabelle di carico per velocità massime del vento superiori

e le ha programmate nel sistema di controllo della gru. Sulla

gru mobile LTM 1300-6.3, per esempio, possiamo trovare

tabelle di portata con vento fino a 11,2 m/s e 13,4 m/s

con configurazioni di braccio combinati a sezioni tralicciate.

Operando invece solo con il braccio telescopico, si

aggiungono anche tabelle con 15,6 m/s di vento.

Risparmio di peso e potenza

VarioBase®Plus: gli stabilizzatori posteriori a doppia trave

raggiungono una larghezza di stabilizzazione di 9,4 m, cioè

2 m in più rispetto alla parte anteriore, e ciò migliora ulteriormente

la prestazione sugli stabilizzatori posteriori. Gli

stabilizzatori anteriori mono trave consentono di risparmiare

peso, a vantaggio della lunghezza del braccio.

ECOdrive: un motore diesel Liebherr a otto cilindri con 455

kW/619 CV e una coppia di 3.068 Nm fornisce all’autogrù

LTM 1300-6.3 tutta la potenza di cui ha bisogno, essa

viene trasmessa agli assi tramite un sistema di trasmissione

con il cambio ZF TraXon a 12 velocità. Un convertitore

di coppia 2/5 permette una manovrabilità ottimale.

Nella modalità ECOdrive, può essere selezionato in modo

specifico un assetto di guida che consente di ottimizzare

il risparmio di carburante e di ridurre la rumorosità.

La riduzione di peso totale che si ottiene con l’installazione

di un unico motore è stata utilizzata per ottenere un

braccio telescopico più lungo restando entro il carico massimo

per asse di 12 t.

[92] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [93]


Sollevamento&Noleggio

Telescopici

VISIBILITÀ Al pari del modello 555-210R,

il nuovo JCB ha di serie una telecamera posteriore

e può essere allestito sia con kit luci di lavoro

supplementari, sia con ulteriori telecamere,

tra cui una posizionata in testa al braccio per facilitare

il posizionamento preciso dei carichi in quota.

Aoltre due anni dal lancio del suo primo sollevatore telescopico

rotativo, JCB ne lancia una versione dalle

prestazioni superiori in termini di altezza massima,

che arriva ora fino a 26 metri operativi, ma sempre da 5,5 t

di portata massima.

Rispetto al 555-210R lanciato nel 2019, il nuovo 555-260R

ha sempre un braccio a quattro elementi con tre sfili telescopici

a catena, ma integralmente ridisegnato per guadagnare

i cinque metri di altezza dichiarata supplementare e

gli oltre tre metri e mezzo di sbraccio massimo in più che gli

permettono di toccare i 21,4 metri.

Per accogliere il nuovo braccio i progettisti hanno lavorato

si sulla base del 555-210R, ma adeguando sia la rigidità della

torretta sia la distribuzione dei pesi, calibrando tra l’altro

una zavorra di pari dimensioni ma di peso superiore. Il peso

operativo dei due modelli è rispettivamente di 17.960 kg e

19.400 kg. Dati alla mano si scopre come in posizione di trasporto

o traslazione il 26 metri sia un metro più lungo del 21

metri. La struttura del carro, i componenti principali, l’elettronica

di gestione, la cabina e gli stabilizzatori del 555-260R

sono esattamente quelli del fratello “minore”.

In sostanza i due JCB rotativi sono la stessa macchina, ma

la versione 555-210R da 20,5 m d’altezza alle forche privilegia

la capacità di carico in tutta l’area di lavoro, mentre la 555-

260R si distingue per sbraccio e altezza. Le prestazioni restano

tanto elevate che il costruttore dichiara che “in

numerose configurazioni d’impiego il 555-260R offre performance

fino al 10% superiori rispetto ai concorrenti”.

Tutto sotto

Baricentro più basso possibile per incrementare stabilità

e capacità di sollevamento. Questo è il concetto base su

cui i progettisti hanno lavorato scegliendo soluzioni innovative

come quella di posizionare il motore termico JCB

Dieselmax Stage V da 112 kW e le principali componenti

idrauliche nel telaio inferiore, come già sperimentato con

l’escavatore gommato Hydradig. Osservando i rotativi JCB

si nota infatti una struttura inferiore importante, un passo

lungo e una torretta “leggera” con braccio montato in posizione

ribassata che favorisce la visibilità dell’operatore

sul cantiere a 360°. La scelta di montare il motore a pochi

centimetri da terra rende inoltre più semplici e sicuri sia

i controlli giornalieri, sia gli interventi di manutenzione.

Facile, versatile e sicuro

Come per tutti i sollevatori telescopici JCB, anche il 555-

260R vanta un’ampia gamma di attrezzature e accessori

che ne esaltano le prestazioni. Tra queste, differenti tipi di

forche, un argano di sollevamento da 5,5 tonnellate, un argano

jib da 2 tonnellate di capacità massima e 2 metri di

estensione, un jib a estensione ridotta, un gancio da 5,5

LICENZA

di noleggiare

Il nuovo telescopico rotativo JCB 555-260R da 5,5 t,

porta ben 2 t a 25,5 m d’altezza. Grandi prestazioni,

ma sempre facili e accessibili in tutta sicurezza

Testi di Matthieu Colombo

[94] febbraio 2022 Costruzioni


ostruzioni

Telescopici

Capacità massima di sollevamento 5 t

Altezza massima di lavoro 23,5 m

ARGANI E PIATTAFORME DI LAVORO

Oltre che con le forche, il 555-260R è compatibile con

un’ampia gamma di attrezzature con sistema RFID.

In questo modo gli accessori vengono identificati dalla

macchina che seleziona automaticamente il diagramma

di carico corretto per ogni applicazione.

Vincitrice del premio

ILTA-Italian Lifting and

Transportation Awards

2021 nella sezione

«innovazione di prodotto»

[96] febbraio 2022 Costruzioni

tonnellate, una benna per impieghi leggeri, forche rotative

a 360 gradi e una gamma di accessori per forche.

A queste attrezzature si aggiunge una gamma di piattaforme

aeree di lavoro che esaltano la versatilità del 555-

260R, una macchina che riunisce le caratteristiche dei sollevatore

telescopico, delle autogrù fuoristrada e delle

piattaforma aeree. Ciliegina sulla torta, la possibilità di controllare

da remoto il 555-260R tramite radiocomando.

La gamma di accessori dedicati JCB utilizza inoltre la tecnologia

di riconoscimento automatico tag RFID, grazie a

cui gli accessori vengono riconosciuti dalla macchina che

seleziona automaticamente il diagramma di carico corretto

per ogni applicazione. Altra freccia all’arco del 555-

260R sono i tempi di configurazione ridotti all’osso con il

set-up automatico in funzione dei diagrammi di carico memorizzati

a sistema e grazie al sistema di livellamento automatico

della torretta “one-touch” che regola in automatico

lo sfilo di ogni stabilizzatore.

AWPERFORMANCE

Testi e foto di Fabrizio Parati

Mini gru cingolata Jekko SPX650CDH


AWPERFORMANCE

Jekko SPX650

J7

100%

capacità max

J0

TOP 5

ostruzioni

Lanciata nel 2020 nella versione elettrica con batteria al Litio,

la mini gru SPX650 di Jekko, su grande richiesta dei clienti,

è ora disponibile anche in modalità bi-energy (diesel + elettrico).

Maturata dall’esperienza della SPX532, la SPX650 è la macchina

che mancava sul mercato.

1

Grande capacità di lavoro con

misure contenute. Larga 980 mm,

la SPX650 si muove in spazi molto

stretti con uno braccio di 23 m e

una portata, a 20 m, di ben 150 kg

2

3

Infinite opzioni di stabilizzazione

variabili e adattabili alle

più diverse situazioni di lavoro.

Stabilizzatori a X con doppia

estensione (cilindro e catene)

Tutti gli accessori sono a bordo

macchina (jib manuale, idraulico,

bozzelli, radiocomando, ecc.).

La macchina arriva in cantiere con

tutto ciò che serve per lavorare

4

5

Il radiocomando Jekko, con display

LCD e software sviluppato

internamente, consente, con totale

semplicità, di gestire con otto leve

tutte le funzioni della mini gru

Facilità e rapidità di installazione

del jib idraulico (tre estensioni e

capacità di 1,2 t). Lavora anche

con angolo negativo di 15°,

a gancio o a fune

[98] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [99]


DIMENSIONI CONTENUTE E GRANDI PRESTAZIONI IN QUALUNQUE CANTIERE

Jekko SPX650

Jib a gancio orientabile

verso l’alto o verso il basso

Larghezza di soli 980 mm

Arriva

ovunque

Colma il divario tra la SPX532 e la SPX1280. È lunga 4,47 m, alta 2,05 m ed è larga

soltanto poco meno di un metro (0,98 m). 5 ton abbinate a 23,5 m di braccio con il jib

e a una macchina compatta con infinite possibilità di stabilizzazione: il risultato è quello

di avere a disposizione una tra le mini gru più versatili presenti, ad oggi, sul mercato.

IL LIMITATORE GEOMETRICO

della minigru SPX650 legge l’angolo di

rotazione della colonna, l’angolo del

braccio principale, l’estensione del

telescopico, ogni singola posizione degli

stabilizzatori e la pressione sul cilindro di

sollevamento. In base ai dati, il limitatore

elabora la capacità massima di

sollevamento consentita in quella

configurazione. Questo permette di

sfruttare al massimo la geometria della

gru, offrendo rendimenti di sollevamento

prima inarrivabili. Un ulteriore vantaggio è

che, prima ancora di arrivare in cantiere o

su qualsiasi area di intervento, è possibile

fare valutazioni preventive per trovare la

configurazione di stabilità migliore per

svolgere qualunque tipo di lavoro.

1

2

TRE MODALITÀ

La SPX650 dispone di un jib

idraulico, da 1,2 ton, a tre sfili,

e di un runner jib da 2 ton.

Il jib idraulico può essere

stoccato nella slitta, a bordo

(ripiegato sotto il braccio

principale) o a terra.

3

L’INSTALLAZIONE

del jib idraulico è semplice

e veloce. Si estrae la slitta, si

rovescia la biella e si procede

con l’installazione dei perni.

Seguono il collegamento

della doppia attivazione

idraulica e elettrica.

TRE TIPI DI CONFIGURAZIONE

Con il jib idraulico si hanno

tre tipi di configurazione: tiro

a gancio, tiro a fune in linea

singola o tiro doppio. La fune

è una 800 kg. In tiro doppio

si arrivano quindi a coprire

i 1.200 kg di portata.

0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

800

750

650

550

12 13 14 15

m

16 17 18 19 20 21

25

900

800

1000

700

480

650

1200

1000

600 450

82° 1200

480

550

2000

450

780

70°

450

1950

1000 750 550

1800

450

1700

60°

720

1450

2600

580

2200

50°

1200

2850

1800 1100

1000

2650

1300

940

40°

900

1950

3000

1100 850

1700

700

2750

1000

30°

2450 1350

950

750 280 250 230 210

3400

2100

950 600

830

130 120 100 100

1200

1200

820

3000 1700 1150

20°

4000

2550

850

650

1100 700

550

4000

1400 980

2200

5000 3200

10°

24

23

22

21

20

19

18

17

16

15

14

13

12

11

10

9

8

7

6

5

5000

4

3


2

4000 2850 1850 1300 1100 760 600 200 200 170 150

860 600 480 100 100

1

0

0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 m

4

CONDIZIONI STANDARD CON

ROTAZIONE CONTINUA A 360°

90°

PERFORMANCE EXTRA

CON STABILIZZAZIONE RIDOTTA

44°

90°

90°

Il massimo sbraccio della

macchina con, in punta, 150 kg

a 20 m. Flessione minima

del braccio telescopico.

90°

44°

[100] febbraio 2022 Costruzioni

44°

44°


Jekko SPX650

La SPX650 è disponibile

nella versione elettrica

e nella versione bi-energy

L’OPERATORE GESTISCE LA MACCHINA DAL RADIOCOMANDO

DETTAGLI ESCLUSIVI

AWPERFORMANCE

LA JEKKO SPX650 bi-energy può,

come la versione elettrica, lavorare

anche in spazi chiusi, grazie al

propulsore diesel, al motore ell’elettrico

e ai cingoli bianchi antitraccia.

Tutto sotto controllo

IL RADIOCOMANDO multifunzione a otto

leve. È lo stesso, nuovo radiocomando

della SPX532 e della SPX1280. Utilizzando

i selettori, attraverso schermate di facile

e immediata lettura, tutto è nelle mani

dell’operatore.

[102] febbraio 2022 Costruzioni

Plug & play: ogni accessorio è riconosciuto

automaticamente dal limitatore

Ottimizzazione degli spazi. Argano

alloggiato all’interno della colonna

Le calzatoie esagonali,

a bordo macchina,

si incastrano perfettamente

nel copro macchina stesso

TUTTO DAL RADIOCOMANDO

Grazie ad un comodo selettore di funzione,

è possibile scegliere la modalità operativa

e gestire il tutto dal radiocomando: cingoli,

stabilizzazione, gru, pick&carry. L’innovativo

controllo della dinamica dell’argano permette di

selezionare fra modalità veloce (poco peso,

massima velocità), lenta (molto peso, velocità

minima) o automatica (la macchina determina

il corretto funzionamento in base al peso

sollevato). In caso

di uso errato o di

malfunzionamento,

sul display viene

restituita una

descrizione

testuale dell’errore

o dell’allarme.

Tutti gli accessori sono a bordo

macchina. Qui: bozzello

Motore elettrico

Jekko offe

la possibilità

di scegliere

se avere la mini

gru SPX650 in

versione elettrica

oppure quella

con motore diesel

a cui è possibile

abbinare il motore

elettrico (220 V 0

380 V), per poter

lavorare, quando

dovesse essere

necessario,

servendosi

della corrente.

I CINGOLI ESTENSIBILI sono azionati

dal radiocomando (consentono la modalità pick & carry).

Due le velocità: da 1,9 a 2,9 km orari. In seconda velocità,

pertanto, non c'è da annoiarsi. E non ci sono

i tipici saltelli che si vedono sui cingolati, grazie

ai motoriduttori a doppia cilindrata (all'erogazione)

che non hanno picchi d'olio e quindi scaricano tutta

l'energia per terra.

Il sistema di stabilizzazione è uno dei punti

di forza della mini gru SPX650

Ogni stabilizzatore ha una

doppia estensione idraulica

IL MOTORE DIESEL

STABILIZZATORI

a X con doppia

estensione

(tramite cilindro

e catene)

direttamente

controllati dal

radiocomando.

In rapporto

all’angolo

d’apertura

e dell'estensione, il

software può

definire in tempo

reale la condizione

di lavoro ottimale.

L'apertura degli

stabilizzatori

va da - 1 grado e

mezzo a 72 gradi.

Chiudendo a

meno un grado e

mezzo (e non a

zero) consentono

di avere delle

dimensioni della

macchina ancora

più contenute.

Tutte le aree

di stabilizzazione

sono visibili dal

radicomando.

La nuova mini gru

SPX650CDH ha un

motore, da 18,5 kW,

senza DPF e AdBlue,

che offre diversi pregi:

è silenzioso, consuma

poco, è semplice

da manutentare

e da tagliandare.

Del resto, i temi cruciali

del contenimento dei

costi di manutenzione

e di gestione delle

macchine sono sempre

al centro dell’azione

progettuale di Jekko.


Jekko SPX650

Jekko

SPX650

Alta precisione

BRACCIO A SEI SFILI

estremamente rigido (monosaldatura),

preciso (sia in salita sia in discesca),

leggero e senza oscillazioni.

Lo si capisce con chiarezza anche

dalla sequenza di queste immagini.

Tra i punti di forza della macchina, anche

il raffinato sistema idraulico con distributore

oleodinamico proporzionale PVG 16

di Danfoss, che assicura movimenti fluidi

e “millimetricamente” precisi.

CILINDRI

PROTETTI

sono tutti

all’interno

del braccio.

Sviluppare

un progetto con

i cilindri interni

ha un sostenuto

costo. Sarebbe

più semplice

installarli sopra

il jib. Jekko ha

scelto, invece,

di investire su

questa scelta,

per consentire di

usare la SPX650

con il jib anche in

applicazioni con

pochissimo

spazio di lavoro

a disposizione.

X

J7

AREA DI

STABILIZZAZIONE

Braccio

principale

con Jib

X 2,2 m 2,7 m

Y 5,8 m 5,7 m

Runner jib stoccato a bordo macchina

Y

J2

J2

J7

Stabilizzazione e misure della SPX650CDH

Manipolatore vetro

Manipolatore travi

IL DISTRIBUTORE IDRAULICO

Grazie ai moduli digitali Danfoss, sono

consentiti movimenti della mini gru fluidi

e precisi e la possibilità di lavorare

contemporaneamente con quattro funzioni.

www.jekko-cranes.com


Truck&Allestimenti

Iveco offroad

RITRATTO

di famiglia

Gianenrico Griffini by

Sulle piste impossibili dell’Offroad park

di Monte Capuccio a Varano de’ Melegari (PR)

in azione tutti i modelli fuoristrada di Iveco.

Al debutto il T-Way per la cantieristica dura

Provare per credere. E’ la lezione che scaturisce dalle

evoluzioni sulle piste ‘impossibili’ dell’Offroad park di

Varano de’ Melegari, in provincia di Parma, con l’intera

gamma fuoristrada di Iveco: dai Daily a trazione integrale

agli Eurocargo 4x4 per i compiti di manutenzione alle infrastrutture,

agli elettrodotti e ai cantieri in aree difficilmente

raggiungibili fino agli X-Way multiruolo per gli impieghi misti

strada-cantiere e ai mezzi d’opera della serie T-Way per le

missioni offroad più gravose. E proprio l’Iveco T-Way, introdotto

sul mercato ad aprile 2021 come successore del

Trakker - un’eredità pesante, vista la fama di robustezza e affidabilità

conquistata dal predecessore in Italia e in Europa -

è stato uno dei protagonisti dell’evento di Varano. Anzi, i protagonisti

sono stati due, poiché erano presenti due 8x4 allestiti

con cassone ribaltabile: un AD510T51, dotato di cambio

manuale ZF Ecosplit a 16 rapporti, e un altro AD510T51

equipaggiato, però, con l’automatizzato Zf TraXon (Iveco lo

chiama Hi-Tronix) 16 TX 2440 TO, anch’esso a 16 marce, con

software di cambiata offroad selezionabile a richiesta dal

conducente.

UN IVECO T-WAY AD410T51 in

configurazione 8x4, dotato di cambio

meccanico ZF Ecosplit a 16 rapporti.

In alternativa, è disponibile anche

il cambio automatizzato ZF TraXon

(Hi-Tronix) a 16 marce.

[106] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [107]


Truck&Allestimenti

Iveco offroad

C’è anche il retarder idraulico

Per entrambi i mezzi d’opera la motorizzazione è identica,

basata sul super-collaudato Cursor 13 Euro VI a sei cilindri

in linea di 12,9 litri di cilindrata. Che è in grado di erogare 510

Cv nell’intervallo da 1.525 a 1.900 giri/min, a fronte di un a

coppia di picco di 2.300 Nm disponibile già in ‘basso’ da 1.000

a 1.525 giri al minuto. I due T-Way montano, inoltre, il retarder

idraulico integrato al cambio Intarder azionabile, come il

freno motore a decompressione, agendo sulla leva multifunzione

a più stadi posta sul lato destro della colonna dello

sterzo. Uguali anche gli abitacoli, basati sulla AD Active

Day stretta (2.300 mm in larghezza), corta e a tetto basso, e

il settaggio veicolare Off, studiato per le missioni off-road. La

IL QUATTRO ASSI sopra, un Iveco T-Way AD410T51

dotato di motorizzazione Cursor 13 da 510 Cv e 2.300

Newtometro di coppia massima. A fianco, gli interni.

guida in fuoristrada, soprattutto sui tratti più impegnativi

dell’Offroad park caratterizzati salite e discese con gradienti

anche del 10% e oltre, richiede un approccio anticipatorio.

Nel caso del mezzo d’opera con l’automatizzato ZF Traxon

è indispensabile passare all’azionamento semi-automatico,

premendo brevemente una seconda volta il pulsante D (Drive)

posto sulla plancia. Occorre, poi, selezionare (spostando la

leva multifunzione verso l’alto o verso il basso a scalare) la

marcia più adatta alle difficoltà e al profilo altimetrico del

tracciato da affrontare e, infine, inserire a bassa velocita (o

da fermo) i bloccaggi dei differenziali. Prima quello longitudinale,

per poi passare a quelli trasversali. Il Cursor 13 si conferma

brillante sia in salita, sia in fase di rallentamento, grazie

all’energica azione del freno motore (a partire dai 1.900

giri/min) in combinazione con il retarder idraulico flangiato

al cambio. Positive anche le note sul comfort di bordo, grazie

all’azzeccata taratura delle sospensioni (quelle anteriori

sono a tre foglie paraboliche per assali da 9 t con axle drop

di 72 mm) e al corretto abbinamento della cabina al telaio di

10 mm di spessore per gli impieghi heavy duty. L’abitacolo

del T-Way ha, fra l’altro, recentemente ottenuto per i suo design

un importante riconoscimento da parte del German

Design Council per la categoria Utility vehicles. Anche sulla

gamma T-Way il costruttore italiano propone il compagno di

viaggio digitale Iveco Driver Pal, sviluppato insieme ad

Sopra e a destra, un Iveco X-

Way AS360X57Z con

configurazione veicolo On+

per impieghi misti stradacantiere.

Monta il top di

gamma Cursor 13 di 12,9 litri

di cilindrata, tarato a 570 Cv.

[108] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [109]


Truck&Allestimenti

Iveco offroad

L’EUROCARGO 4X4 150E28 W

Ha un massa totale a terra di 15 ton.

Monta un Tector 7 a sei cilindri in linea

di 6,7 litri di cilindrata, tarato a 280 Cv.

DAL GRANDE

AL PICCOLO

Sopra, un Iveco

X-Way

AD360X48Z HR

OFF con motore

Cursor 11

da 480 Cv.

A fianco,

un Daily 4x4

70S18HA8 V

WX furgone.

SI ARRAMPICA

OVUNQUE

A fianco, un

altro Daily 4x4

in versione

autotelaio

cabinato,

allestito con

ribaltabile

trilaterale. Ha

un peso totale

a terra di 7 ton.

Amazon Web Services (Aws) e al team Alexa Auto. Driver

Pal mette a disposizione le funzionalità My Iveco e My

Community. La prima consente all’autista di interagire con

il veicolo tramite comandi vocali per ottimizzare il percorso,

effettuare un controllo dei sistemi di bordo, esaminare i

dati delle prestazioni del camion e molto altro. My Community

permette, invece, al driver di scambiare messaggi con gli altri

conducenti o di ascoltare informazioni sulle condizioni sul

traffico. Sulle piste dell’Offroad park erano presenti anche tre

X-Way, due 8x4 - un AS360X57Z HR ON+ e un AD360X48Z

HR OFF - oltre a un cabinato 4x2 AD200X48/P HR OFF. Si

tratta di veicoli che rappresentano l’anello di congiunzione

Un X-Way AD200X48/P con motore Cursor 11 da 480 Cv,

sospensioni pneumatiche posteriori e trazione anteriore

inseribile, allestito con gru idraulica dietro cabina.

fra i pesanti stradali della serie S-Way e i mezzi d’opera della

gamma T-Way. Praticamente infiniti i compiti di trasporto

che possono essere affidati agli X-way. Comprendono la cantieristica

leggera, con allestimenti con cassone ribaltabile,

cassone e gru retro-cabina, pompa per calcestruzzo al trasporto

legname, l’autospurgo, agli scarrabili, fino agli impieghi

municipali. Sono missioni che prevedono percorrenze

su strade asfaltate per il 90% del chilometraggio totale e

per il rimanente 10% sui fondi a bassa aderenza.

Un X-Way molto particolare

Interessante la soluzione sviluppata da Iveco sull’X-Way

AD200X48/P, dotato di sospensioni pneumatiche posteriori,

riduzione epicicloidale ai mozzi (HR), di settaggio veicolare

Off per impieghi prevalentemente fuoristrada e di trazione

anteriore inseribile Hi-Traction. Quest’ultima entra in

funzione (e rimane attiva fino a 22 km/h) in caso di slittamento

delle ruote posteriori sui fondi a bassa aderenza. La

motorizzazione è basata sul sei cilindri in linea Cursor 11 da

480 Cv e 2.300 Newtonmetro di coppia massima. Il propulsore

è abbinato al cambio automatizzato Hi-Tronix 12TX

2410 TO (lo ZF-Traxon) dotato di retarder idraulico integrato.

Completano il parco veicoli per i test offroad un

Eurocargo 4x4 150E28 W e due Daily a trazione integrale di

7 tonnellate di massa totale a terra, uno in versione cabinato

(70S18HA8 WX) e un furgone lamierato (70S18HA8 V WX).

Sono mezzi per utilizzi particolari, che trovano impiego soprattutto

negli interventi di manutenzione degli elettrodott,

degli impianti telefonici o delle infrastrutture situate in aree

montagnose difficilmente raggiungibili. L’Eurocargo 4x4, che

ha un peso totale a terra di 15 tonnellate, monta un Tector 7

di 6,7 litri di cilindrata da 280 Cv e 1.000 Newtonmetro di coppia

massima.

[110] febbraio 2022 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2022 [111]


ISSN 0010-9665

9 770010 966504

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