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Jakob Philipp Hackert - Quaderno 20 - gennaio 2022

Jakob Philipp Hackert, tra i più grandi paesaggisti tedeschi del suo tempo e ricercato a livello internazionale, lavorò per la maggior parte della sua vita in Italia e dal 1786 come pittore di corte a Napoli per il re Ferdinando IV di Borbone, producendo un'enorme quantità di immagini del paesaggio mediterraneo. Fu un inventore figurativo del Regno di Napoli e Sicilia, tra le cui vedute di scene portuali, paesaggi costieri e fluviali, parate e scene di caccia, non mancano le rappresentazioni di Paestum e della reale tenuta di Persano, una delle località predilette dal re. Persano era un luogo di primo piano nel panorama del Regno, con funzioni militari, amministrative ed economiche, in stretto rapporto anche con la valorizzazione di Paestum. La caccia non era solo un'occasione di svago, di festa, di spettacolo e di ritrovi mondani, ma anche di incontri diplomatici e politici con numerosi personaggi illustri - tra imperatori, principi, ministri e ambasciatori - in cui si stipulavano trattati e si stringevano alleanze che ebbero ripercussioni sulla storia dell’intera Europa.

Jakob Philipp Hackert, tra i più grandi paesaggisti tedeschi del suo tempo e ricercato a livello internazionale, lavorò per la maggior parte della sua vita in Italia e dal 1786 come pittore di corte a Napoli per il re Ferdinando IV di Borbone, producendo un'enorme quantità di immagini del paesaggio mediterraneo. Fu un inventore figurativo del Regno di Napoli e Sicilia, tra le cui vedute di scene portuali, paesaggi costieri e fluviali, parate e scene di caccia, non mancano le rappresentazioni di Paestum e della reale tenuta di Persano, una delle località predilette dal re.
Persano era un luogo di primo piano nel panorama del Regno, con funzioni militari, amministrative ed economiche, in stretto rapporto anche con la valorizzazione di Paestum. La caccia non era solo un'occasione di svago, di festa, di spettacolo e di ritrovi mondani, ma anche di incontri diplomatici e politici con numerosi personaggi illustri - tra imperatori, principi, ministri e ambasciatori - in cui si stipulavano trattati e si stringevano alleanze che ebbero ripercussioni sulla storia dell’intera Europa.

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J. P. Hackert

Paestum e Persano

nel Regno di Napoli

I Quaderni


Jakob Philipp Hackert. Paestum e Persano nel Regno di Napoli

Costabile Cerone

Jakob Philipp Hackert fu uno straordinario vedutista

al servizio della corte borbonica, nominato da re Ferdinando

IV “ Pittore di Paesi, Cacce e Marine” del

Regno di Napoli e Sicilia (fig. 1).

Nacque nel 1737 a Prenzlau, distretto di Brandeburg

nel Regno di Prussia, da una famiglia di pittori,

apprendendo i primi rudimenti dell'arte dal padre per

poi specializzarsi nella pittura di paesaggio

all'Accademia delle Belle Arti di Berlino. Completò

la sua formazione in giro per l'Europa fino a giungere

in Italia, stabilendosi a Roma nel 1768. In città, dove

eseguiva quadri commissionati dai visitatori stranieri,

conobbe l'agente d'arte russo Johann Friedrich

Reiffenstein, punto di riferimento e guida per tutti i

nobili viaggiatori provenienti dal Nord Europa. Grazie

a lui conobbe il generale russo Ivan Šuvalov che,

nel 1770 e per volere di Caterina II, imperatrice di

Russia, ordinò ad Hackert i primi due quadri sulla battaglia

navale di Çeşme, nella quale la flotta russa

aveva vinto su quella turca. In questa occasione, il

conte Orlow, comandante della flotta russa, fece saltare

in aria una vecchia nave da guerra nel porto di

Livorno affinché l'artista potesse immaginare la

scena e studiare l'effetto dell'esplosione per poterla

rappresentare nei suoi quadri (fig. 2, 3).

La sosta a Roma fu interrotta da numerosi viaggi,

come nella primavera del 1770 (fig. 4), quando, con

una lettera di presentazione all'ambasciatore britannico

a Napoli Sir William Hamilton - raffinato

collezionista, geologo e studioso di scienze naturali -

si recò per la prima volta nella città partenopea. Tuttavia,

a causa di una malattia, fu costretto a trascorrere

una lunga convalescenza a Vietri sul Mare e a Cava

dei Tirreni, impiegando il tempo a definire alcuni

paesaggi osservati durante la visita (fig. 5, 6).

In questo primo soggiorno a Napoli probabilmente

ebbe l'opportunità di visitare Pompei e forse anche

Paestum. Durante le sue escursioni realizzava numerosi

schizzi che completava in studio con inchiostro e

lavature in grigio o seppia. Due di questi disegni, che

rappresentano le rovine del tempio di Nettuno, sono

firmati e datati Paestum 1770, realizzati dunque a

seguito di una possibile visita non documentata al

sito archeologico, oppure basandosi su opere visive

di altri autori (fig. 7, 8). Le due vedute, provenienti

dalla collezione dell'antiquario e viaggiatore inglese

2

2


Sir Richard Colt Hoare, sono conservate nella tenuta

di Stourhead House, nel Wiltshire in Inghilterra, oggi

di proprietà del National Trust, un'organizzazione

per la conservazione e la protezione dell'eredità storica

e naturale del Regno Unito.

Sarà di persona a Paestum il 13 aprile 1777 durante la

spedizione in Sicilia in compagnia di due amici

inglesi, Charles Gore e Richard Payne Knight.

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Fig. 1. Immagine di copertina

Augusto Nicodemo (1761-1807)

Ritratto di Jakob Philipp Hackert, 1797

Pittura a olio (42,1 x 55,8 cm)

Galleria Nazionale dei musei statali di Berlino

Fig. 2. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

Dipinto della cosiddetta “Serie Chesme”, 1771

Battaglia della città di Patrasso. Episodio della prima

spedizione della flotta russa nell'arcipelago

Olio su tela

Sala Chesme del Great Peterhof Palace, Peterhof,

Russia

Fig. 3. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

La distruzione della marina turca durante la battaglia

navale di Cesme, 1771

Olio su tela (220 x 162,5 cm)

Museo Statale Ermitage, San Pietroburgo

Fig. 4. Johann Tobias Sergel (1740-1814)

Ritratto di Jacob Philipp Hackert, 1770

Disegno a matita

Collezione a Stoccolma

3

3


Partiti da Napoli a bordo di una feluca, durante il tragitto

approdarono ad Agropoli per visitare le antiche

rovine della vicina colonia greca di Poseidonia. Alla

fine del viaggio, durato circa tre mesi, ritornarono a

Roma carichi di schizzi e disegni eseguiti durante i

sopralluoghi.

A Paestum, Hackert realizzò un disegno a penna e

acquerello raffigurante la Basilica e il Tempio di

Nettuno, con il punto di vista verso il mare (fig. 9),

oggi conservato in una collezione privata in Germania.

Il compagno di viaggio Charles Gore (pittore

dilettante che illustrerà l'intera spedizione con moltissime

vedute) sulla base di questo disegno eseguì

una delle tante vedute di Paestum oggi conservate

presso il dipartimento dei disegni della Klassik Stiftung

di Weimar (fig. 10), contraddistinta dalla scritta

in basso a destra “ by Mr. Hackert”, una precisazione

per omaggiare l'opera del suo maestro.

Al contrario degli artisti precedenti, mossi da una

visione idealizzata del paesaggio e delle antiche rovine,

Hackert propone una lettura naturale del luogo,

con un'osservazione attenta non solo ai caratteri storici,

ma anche a quelli topografici, geologici e atmosferici,

segnando un punto di svolta nella rappresentazione

pittorica del paesaggio. È emblematico il confronto

con la fotografia di fine Ottocento ripresa dallo

stesso punto di vista dal fotografo tedesco Giorgio

Sommer (1834 - 1914) (fig. 11), dove i monumentali

templi sono immersi in un paesaggio rimasto essenzialmente

immutato dopo circa un secolo. Hackert

aggiunse solo figure accessorie, di staffage - le figure

umane raffigurate nella scena che, aggiungendo

profondità al dipinto, forniscono una scala proporzionale

per gli elementi della composizione.

La descrizione più attenta dell'opera pittorica

dell'artista è contenuta nella biografia scritta

dall'amico Johann Wolfgang Von Goethe, incontrato

a Napoli nel 1787 e pubblicata postuma con il titolo

“Schizzo biografico redatto per lo più in base ai suoi

stessi scritti” ( Biographische Skizze). Il poeta afferra

con molta lucidità il valore dell'opera figurativa di

Hackert, comprendendo che l'artista osservava la

realtà, il mondo fisico, con un occhio razionale e illuminista,

rappresentandola nei suoi diversi aspetti

fino a giungere a un'esaltazione preromantica della

bellezza della natura. Hackert è quindi un pittore neoclassico

e illuminista, ma che apre la grande stagione

del paesaggismo romantico.

L'artista giunse di nuovo a Napoli nel 1782 quando,

presentato dall'ambasciatore russo, il principe

Andrey Razumovsky, a Ferdinando IV di Borbone,

ottenne un primo incarico per la realizzazione di quattro

vedute delle località più care al re, utilizzate per

arredare lo studio del Palazzo Reale a Caserta, dove

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oggi sono esposte: la mietitura a San Leucio, la Reggia

di Caserta vista dal belvedere dei Cappuccini, e la

casina di caccia a Persano (fig. 13) con il traghetto sul

Sele (fig. 14), uno dei luoghi più amati dal sovrano.

La gouache ritrae la Reale Casina, realizzata tra il

1752-54 dal padre Carlo III, grande appassionato di

caccia, immersa nella verdeggiante pianura, ricca di

boschi e selvaggina. È attraversata dalla strada che da

Eboli conduceva al passaggio sul fiume e quindi a

Paestum, percorsa nel dipinto da un cavaliere al trotto

(fig. 16). Un'altra versione della veduta, finora

inedita, è un olio su tela proveniente dalla collezione

francese Saint Chamant, dove l'artista introdusse in

primo piano un pastore e un gregge di pecore, con un

infittimento dei gruppi vegetali laterali così da focalizzare

l'attenzione sulla parte centrale della composizione

(fig. 22).

Di questa veduta esiste anche un'incisione intitolata

“ Veduta di Persano dalla strada verso Paestum”, realizzata

da George Abraham Hackert (1735-1805), il

fratello minore che lavorò come incisore ed editore

delle sue opere. A Napoli lavorò nella Real Officina

Topografica, formando una nuova scuola di incisori

napoletani, fedeli eredi della visione pittorica di Philipp,

tra cui il pittore e incisore Vincenzo Aloja, suo

allievo diretto, autore dell'incisione “Veduta dei Templi

di Pesto presa da Ponente”, realizzata sulla base

di un disegno di Hackert, in precedenza riprodotto

anche dal fratello George con incisione di Giovanni

De Grado (fig. 12).

La veduta di Paestum disegnata dall'artista nel 1789,

con i tre templi ripresi da ovest, le montagne di

Capaccio sullo sfondo e un grande albero in primo

piano (tra i soggetti principali dei suoi paesaggi), fu

ugualmente duplicata ad incisione da Francesco

Morelli per il volume “Raccolta degli antichi monumenti

esistenti nella città di Pesto e di alcune altre

vedute appartenenti alla medesima città”, pubblicato

a Roma intorno al 1800 (fig. 23).

Al 1782 risale un disegno a matita e inchiostro del

paesaggio “a Persano vicino Paestum”, con in primo

piano un'ansa del fiume Sele e sullo sfondo i monti

Fig. 5. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

La costa vietrese, 1770

Matita, penna, lavaggio marrone (52,7 x 37,9 cm)

Collezione disegni dell'Hamburger Kunsthalle, Museo

di Amburgo, Germania

Fig. 6. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

Marina di Vietri, 1775

Olio su tela (87 x 63 cm)

Collezione privata, Germania

6

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Alburni, disegno preparatorio al dipinto a olio realizzato

qualche anno dopo (fig. 19), entrambi in collezioni

private.

L'altro dipinto della serie delle quattro vedute ordinate

dal re raffigura la scafa utilizzata per attraversare il

fiume Sele - un'imbarcazione in legno collegata a un

cavo teso tra le due sponde del corso d'acqua - con a

bordo diversi viaggiatori in attesa di transitare

sull'altra sponda, dove altri stanno aspettando per

essere trasportati sulla riva opposta. Lo scorrere

lento del flusso d'acqua conduce lo sguardo

dell'osservatore sullo sfondo, dove, oltre un fitto

bosco, si innalzano i monti di Eboli (17). La scafa di

Persano verrà successivamente rappresentata in un

disegno a penna e inchiostro bruno (18), presente in

una collezione privata, eseguito da Hackert durante

un viaggio a sud di Salerno nel maggio 1795, spingendosi

fino ad Auletta (fig. 24), probabilmente il

luogo più lontano da Napoli visitato durante

l'escursione.

Con la prima serie di vedute di Persano cominciò per

Hackert un periodo fecondo, con la realizzazione di

numerose vedute destinate a decorare le grandi residenze

reali dei Borbone. Ricevette inoltre, nel 1787,

la supervisione del trasferimento di molte opere della

collezione Farnese da Roma a Napoli nelle sale del

Palazzo che avrebbe ospitato il “Real Museo Borbonico”

(l'odierno Museo Archeologico Nazionale),

appositamente ristrutturato ed ampliato con la direzione

dell'architetto Pompeo Schiantarelli (fig. 15).

È dello stesso anno la grande commissione dei “Porti

del Regno”, che lo tenne impegnato fino al 1793 ed è

considerata l'impresa più significativa affidatagli dal

re. Tra le vedute dei porti realizzate in Campania

appariva anche quella di Salerno (fig. 20), un dipinto

sparito ma riapparso a Londra in una vendita all'asta

nel 2019 ed esposto alla Reggia di Caserta per la

mostra “Da Artemisia a Hackert. Storia di un antiquario

collezionista alla Reggia”.

Nella vasta produzione dell'artista, tra le grandi vedute

topograficamente esatte e distinte da meticolose

descrizioni dei dettagli osservati in natura, non mancano

paesaggi idealizzati e composizioni inconsuete

e di fantasia, con la presenza di antichi monumenti

come il tempio dorico di Nettuno a Paestum (fig. 21).

Gli anni trascorsi al servizio di Ferdinando IV furono

tra i più produttivi di tutta la sua vita. Poi, nel 1799,

con la venuta dei francesi a Napoli, lasciò definitivamente

la città per trasferirsi in Toscana, dove morì

nel 1807 nella sua dimora di San Pietro a Careggi.

Fig. 7. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

Il Tempio di Nettuno, Paestum, 1770

Penna, inchiostro e lavaggio grigio (46,4 x 34,9 cm)

Stourhead, Wiltshire, Inghilterra

6

Fig. 8. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

Il Tempio di Nettuno, Paestum, 1770

Penna, inchiostro e lavaggio grigio (46,4 x 34,9 cm)

Stourhead, Wiltshire, Inghilterra


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8

7


Fig. 9. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

La Basilica e il Tempio di Nettuno, Paestum, 1777

“A Paestum dans le Royaume de Naples 1777 Ph.

Hackert. f.”

Disegno a penna e acquerello (51,5 x 40,5 cm)

Collezione privata, Braunschweig, Germania

Fig. 10. Charles Gore (1729-1807)

I Templi di Paestum, 1777

Grafite, penna in grigio e nero, pennello acquerellato

(37,3 x 12,7 cm)

Klassik Stiftung Weimar, Collezione grafica del

Goethe-Nationalmuseum, Weimar

(Disegno originale di Jakob Philipp Hackert)

Fig. 11. Giorgio Sommer (1834-1914)

Pesto - Tempio di Nettuno, 1868-70 ca.

Fotografia numero di catalogo 2066

Stampa all'albume (25,5 x 20,5 cm)

Collezione Albertina Museum, Vienna

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9 11

9


12

Fig. 12. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

Veduta di Templi di Pesto, 1790

Incisione (60,5 x 46,5 cm)

Incisore Giovanni de Grado con la direzione di Georg

Abraham Hackert (1755-1805)

Österreichische Nationalbibliothek, Biblioteca

nazionale austriaca, Vienna

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Fig. 13. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

Casino di caccia a Persano, 1782

Pittura a tempera su carta (47 x 70 cm)

Collezione Palazzo Reale di Caserta, Galleria di S.M. il

Re Ferdinando IV di Borbone

Fig. 14. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

La scafa di Persano, 1782

Pittura a tempera su carta (70 x 47 cm)

Collezione Palazzo Reale di Caserta, Galleria di S.M. il

Re Ferdinando IV di Borbone

12


Fig. 15. Johann Heinrich Wilhelm Tischbein (1751-

1829)

Jacob Philipp Hackert e l'architetto Pompeo Schiantarelli

con il re Ferdinando IV di Napoli, 1787 ca.

Olio su tela

Klassik Stiftung Weimar

15

13


16

Fig. 16. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

Casino di caccia a Persano, 1782

Pittura a tempera su carta (47 x 70 cm)

Collezione Palazzo Reale di Caserta, Galleria di S.M. il

Re Ferdinando IV di Borbone

14


15


17

Fig. 17. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

La scafa di Persano, 1782

Pittura a tempera su carta (70 x 47 cm)

Collezione Palazzo Reale di Caserta, Galleria di S.M. il

Re Ferdinando IV di Borbone

16


17


18

Fig. 18. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

La scafa di Persano, 1795

Penna e inchiostro bruno, lavaggio (73 x 53 cm)

Collezione privata, Germania

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19

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Fig. 19. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

Paesaggio vicino Persano. Vista sul Sele e sui Monti

Alburni, 1788

Olio su tela (88,8 x 65,5 cm)

Collezione privata Koller, Zurigo, Svizzera

21


20

Fig. 20. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

Porto di Salerno, 1797

Olio su tela (221,6 x 135,7 cm)

Collezione privata, Londra (Galleria d'arte Cesare

Lampronti)

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Fig. 21. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

Capriccio. Paesaggio ideale con tempio greco, 1781

Un improbabile scorcio in cui sono

contemporaneamente visibili un fiume e le rovine di

Paestum.

Olio su tela (98 x 65 cm)

Hermitage, San Pietroburgo, Russia

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Fig. 22. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

Veduta di Persano, 1782

Olio su tela (97 x 66 cm)

Collezione Ancienne Saint Chamant, Parigi

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24

Fig. 23. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

Veduta di Templi di Pesto, 1790

Incisione di Francesco Morelli, ca. 1800

Veduta generale di alcuni antichi monumenti della Città

di Pesto dal volume “Raccolta degli antichi monumento

esistenti nella città di Pesto e di alcune altre vedute

appartenenti alla medesima città”

Fig. 24. Jakob Philipp Hackert (1737-1807)

Veduta di Auletta, 1795

Matita, penna, lavaggio marrone (69,8 x 47 cm)

Collezione disegni dell'Hamburger Kunsthalle, Museo

di Amburgo, Germania

Cesare De Seta, L'Italia del Grand Tour: da Montaigne a

Goethe, Electa Napoli, Napoli, 1992

Paolo Chiarini, a cura di, Il paesaggio secondo natura. Jacob

Philipp Hackert e la sua cerchia, Catalogo della mostra,

Artemide Editore, Roma, 1994

Thomas Weidner, a cura di, Jacob Philipp Hackert. Paesaggi del

Regno, Catalogo della mostra, Caserta, Palazzo Reale, (25

ottobre 1997-10 gennaio 1998), Artemide edizioni, Roma 1997

Federica Mazzara, “Viaggio in Sicilia” di Richard Payne Knight,

in Nuove Effemeridi n. 52, Edizioni Guida, Palermo, 2000

Giovanni Pisano, Serena Pisano, Vanvitelli e Hackert a Persano

con i Borbone, Habitat, Eboli, 2000

Cesare De Seta, a cura di, Grand Tour: viaggi narrati e dipinti,

Electa Napoli 2001

Riferimenti bibliografici:

Wolfgang Krönig, Vedute dei luoghi classici della Sicilia. Il

Viaggio di Philipp Hackert del 1777, Ed. Sellerio, Palermo, 1987

Johann Wolfgang von Goethe, Philipp Hackert: Biographische

Skizze, Meist nach Dessen Eigenen Aufsätzen Entworfen,

Tübingen, 1811. Ed. italiana: Johann Wolfgang von Goethe,

Philipp Hackert: la vita, a cura di Magda Novelli Radice, Napoli,

1988

Cesare De Seta, a cura di, Hackert. Vedute del Regno di Napoli,

Milano 1992

Renate Müller-Krumbach, Un ritratto di Hackert non

riconosciuto nel Museo Nazionale Goethe di Weimar, in Goethe

Jahrbuch (Annuario Goethe), Volume 125, Wallstein Verlag,

2008

Luca Mansueto, La natura e le atmosfere nelle istantanee en

plein air di Paestum, in Annali Università degli Studi di Ferrara,

Voll. 1-2, 2011

Claudia Nordhoff, Jakob Philipp Hackert, Brieffe (1761-1806),

Gottingen, 2012

Nadia Parlante, Corte borbonica e "real caccia" di Persano.

Rituali, cerimoniali, funzioni, vita quotidiana, Edizioni Il Saggio,

Eboli, 2018

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Jakob Philipp Hackert, tra i più grandi paesaggisti

tedeschi del suo tempo e ricercato a livello internazionale,

lavorò per la maggior parte della sua vita in

Italia e dal 1786 come pittore di corte a Napoli per il

re Ferdinando IV di Borbone, producendo

un'enorme quantità di immagini del paesaggio mediterraneo.

Fu un inventore figurativo del Regno di

Napoli e Sicilia, tra le cui vedute di scene portuali,

paesaggi costieri e fluviali, parate e scene di caccia,

non mancano le rappresentazioni di Paestum e della

reale tenuta di Persano, una delle località predilette

dal re.

Persano era un luogo di primo piano nel panorama

del Regno, con funzioni militari, amministrative ed

economiche, in stretto rapporto anche con la valorizzazione

di Paestum. La caccia non era solo

un'occasione di svago, di festa, di spettacolo e di

ritrovi mondani, ma anche di incontri diplomatici e

politici con numerosi personaggi illustri - tra imperatori,

principi, ministri e ambasciatori - in cui si stipulavano

trattati e si stringevano alleanze che ebbero

ripercussioni sulla storia dell'intera Europa.

Immagine di copertina

Augusto Nicodemo (1761-1807)

Ritratto di Jakob Philipp Hackert, 1797

Pittura a olio (42,1 x 55,8 cm)

Galleria Nazionale dei musei statali di Berlino

collana

I Quaderni dell’Arte

a cura di Costabile Cerone

Quaderno 20 - gennaio 2022

Jakob Philipp Hackert

Paestum e Persano nel Regno di Napoli

Copyright: © 2022 PAESTUMinARTE

Questo è un articolo ad accesso aperto distribuito secondo i termini della Creative Commons

Licenza 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0 IT)

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