Christoph Heinrich Kniep - Quaderno 14 - aprile 2021
Alla ricerca della classicità greca perduta, lo scrittore Johann Wolfgang von Goethe intraprese un fondamentale viaggio di esplorazione nel Meridione d'Italia. Ad accompagnarlo, il suo connazionale Christoph Heinrich Kniep, disegnatore di paesaggi, noto per l'estrema leggerezza del tratto e l'accuratezza dei dettagli, elementi distintivi del suo stile. Prima di avventurarsi in Sicilia, i due si recarono a Paestum, l’antica città dei templi, un’escursione che il poeta annotò sul suo celebre diario di viaggio con la data 23 marzo 1787. In quel capolavoro della letteratura odeporica, Italienische Reise, Goethe mise in luce il sodalizio artistico: “Il rapporto con Kniep s’è ora delineato e rafforzato su un piano pratico. Siamo stati insieme a Paestum, dov’egli ha fornito, come pure nel viaggio di andata e di ritorno, ottime prove quale disegnatore, eseguendo una magnifica serie di bozzetti”. Giunto in Italia nel 1781, l’artista scelse di non tornare in Germania e si stabilì a Napoli per il resto della sua vita. Qui lasciò una notevole produzione di disegni, oggi conservati in importanti collezioni private e in numerosi musei italiani e internazionali.
Alla ricerca della classicità greca perduta, lo scrittore Johann Wolfgang von Goethe intraprese un fondamentale viaggio di esplorazione nel Meridione d'Italia. Ad accompagnarlo, il suo connazionale Christoph Heinrich Kniep, disegnatore di paesaggi, noto per l'estrema leggerezza del tratto e l'accuratezza dei dettagli, elementi distintivi del suo stile.
Prima di avventurarsi in Sicilia, i due si recarono a Paestum, l’antica città dei templi, un’escursione che il poeta annotò sul suo celebre diario di viaggio con la data 23 marzo 1787. In quel capolavoro della letteratura odeporica, Italienische Reise, Goethe mise in luce il sodalizio artistico: “Il rapporto con Kniep s’è ora delineato e rafforzato su un piano pratico. Siamo stati insieme a Paestum, dov’egli ha fornito, come pure nel viaggio di andata e di ritorno, ottime prove quale disegnatore, eseguendo una magnifica serie di bozzetti”.
Giunto in Italia nel 1781, l’artista scelse di non tornare in Germania e si stabilì a Napoli per il resto della sua vita. Qui lasciò una notevole produzione di disegni, oggi conservati in importanti collezioni private e in numerosi musei italiani e internazionali.
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C. H. Kniep
Il viaggio a Paestum con
Johann Wolfgang von
Goethe
I Quaderni
Christoph Heinrich Kniep. Il viaggio a Paestum con Goethe
Costabile Cerone
Goethe sognava da tempo di visitare Roma e le sue
antiche rovine. Aveva ascoltato i racconti del padre
ed era cresciuto nella vecchia casa di Francoforte, circondato
dalle incisioni di Piranesi. Così, un bel giorno,
stanco del lavoro e della routine quotidiana, decise
di compiere un viaggio in Italia con la speranza di
ritrovare sé stesso.
All'insaputa di tutti partì sotto falso nome da
Karlsbad alle tre di mattina del 3 settembre 1786, infilandosi
in una carrozza postale soltanto con un portamantello
e una valigia, identificato sul passaporto,
esibito ai passaggi di frontiera, come il pittore Johann
Philipp Möller. “Parto solo, sotto nome incognito e,
da questa impresa stravolgente, mi riprometto il
meglio possibile”.
Così scriveva Johann Wolfgang von Goethe in una
lettera inviata al duca Carlo Augusto di Weimar, in
cui spiega che varie circostanze lo avevano indotto a
non farsi conoscere e riconoscere, confidando
nell'utilità di un viaggio “ in apparenza stravagante”.
La sua permanenza in Italia doveva durare pochi
mesi, invece si trattenne circa due anni, tornando in
Germania nel giugno 1788, carico di appunti, di
schizzi, disegni e di impressioni indelebili, che solo
molti anni dopo pubblicò nel resoconto del suo
“ Viaggio in Italia”.
Dopo aver attraversato velocemente alcune città, tra
cui Trento, Verona, Venezia e Firenze, Goethe giunse
a Roma, dove si trattenne quasi un anno (fig. 1). Qui
strinse amicizia con il pittore tedesco Johann Heinrich
Wilhelm Tischbein, autore del suo celebre ritratto
nella campagna romana (fig. 2), e con cui si recò a
Napoli il 22 febbraio 1787. Il pittore aveva già raccontato
a Goethe di un suo amico artista, loro connazionale,
un giovane di eccezionale talento e grande
abilità nel disegno di paesaggio, Christoph Heinrich
Kniep (fig. 3), un paesaggista tedesco che si era trasferito
a Roma nel 1781, stabilendosi poi per tutta la
vita nella città partenopea, dove venne nominato professore
al Reale Istituto di Belle Arti, ma senza ricevere
uno stipendio.
Così, su suggerimento di Tischbein, Kniep accompagnerà
il poeta in visita nelle terre di Sicilia, seguendolo
nei giorni precedenti in alcuni luoghi di Napoli
(fig. 4) e dei suoi dintorni, tra cui Caserta, dove visitarono
il connazionale Jakob Philipp Hackert, il più
famoso paesaggista dell'epoca al servizio del re, e poi
si diressero verso Pompei, Ercolano e Paestum, rag-
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giunta nel mese di marzo a bordo di un calesse alternandosi
nella guida. Attraversata Cava dei Tirreni,
dove Kniep si trattenne per disegnare una veduta
della contrada con “il grande ponte sul quale si va a
Pesto” e le alte montagne sullo sfondo (fig. 5), sostarono
a Salerno per la notte, tornandovi la sera del giorno
successivo dopo la visita all'antica città dei templi.
Il poeta visiterà Paestum per la seconda volta al
rientro dalla Sicilia, i cui edifici sacri ritenne fossero
meglio conservati rispetto a quelli che aveva visto
nell'isola.
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Fig. 1. Johann Heinrich Wilhelm Tischbein (1751-
1829)
Goethe alla finestra del suo appartamento a Roma, 1787
Matita, acquarello, gessetto
Freie Deutsche Hochstift, Goethe-Museum, Francoforte
Fig. 2. Johann Heinrich Wilhelm Tischbein (1751-
1829)
Goethe nella campagna romana, 1787
Olio su tela (206 x 164 cm)
Collezione Städel Museum, Francoforte
Fig. 3. Christoph Heinrich Kniep (Hildesheim 1755 -
Napoli 1825)
Auto ritratto, 1780 ca.
Disegno in gesso rosso (23,8 x 32,5 cm)
Roemer and Pelizaeus Museum, Hildesheim, Germania
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Nel suo “Viaggio in Italia”, alla data 23 marzo 1787,
Goethe annoterà l'esperienza, offrendo una descrizione
vivida: “L'indomani, di primo mattino, su strade
pessime e sovente paludose, ci dirigemmo verso
due montagne di bell'aspetto, procedendo tra rivi e
fiumane da cui ci fissavano trucemente gli occhi
sanguigni di bufali simili ad ippopotami. La campagna
si faceva sempre più piatta e solitaria, le rare case
attestavano una misera agricoltura. Finalmente,
incerti se stessimo avanzando tra rupi o macerie,
finimmo col riconoscere in alcune grandi, lunghe
masse quadrangolari che avevamo già avvistate da
lontano, i templi e i monumenti superstiti di
un'antica, fiorente città. Kniep, che strada facendo
aveva ritratto le due pittoresche montagne calcaree,
s'affrettò a ricercare un punto donde quel paesaggio
tutt'altro che pittoresco potesse venir colto e raffigurato
nel suo carattere peculiare. (…) E così trascorsi
l'intera giornata, mentre Kniep non cessava dal disegnare
profili accuratissimi.”
Goethe stesso descrive Kniep come un artista lento
ma estremamente attento e preciso nella rappresentazione
della natura e del paesaggio: “non trascura mai
di avvolgere la carta su cui si deve disegnare in un rettangolo
ad angolo retto, affilare le migliori matite
inglesi e affilarle più e più volte, è quasi un piacere
per lui quanto disegnare; in cambio, tuttavia, i suoi
contorni sono ciò che si può desiderare. (…)”
Degli schizzi a matita eseguiti da Kniep a Paestum si
è preservata soltanto una veduta di Porta Sirena con
in lontananza il tempio di Poseidone, oggi custodita
al Klassik Stiftung Weimar.
Si conservano invece diversi disegni realizzati in studio
a Napoli dopo la visita all'antica città, tra cui una
veduta da ovest della pianura di Paestum datata 1787
all' Albertina Museum di Vienna, dove in lontananza
sono delineati i due templi di Era, Nettuno e la cosiddetta
Basilica, ed in primo piano una famiglia di contadini
con la donna seduta su di un grande concio in
pietra (fig. 6).
Una replica di questa veduta, dello stesso anno ma
con alcuni dettagli della vegetazione disegnati in
modo diverso, è un acquerello conservato a Düsseldorf
al Goethe Museum (fig. 7). Una terza versione,
datata 1796, è la veduta conservata ad Oxford al
Ashmolean Museum, dove in primo piano, sul lato
sinistro, è presente un pastore e il suo gregge accanto
a resti di colonne doriche, tra cui un capitello e un
rocco scanalato, e sullo sfondo sono invece visibili
tutti e tre i templi.
Nella residenza storica di Blickling Hall a Norwich
in Inghilterra è presente un'altra variante della veduta
dei “Templi di Paestum”, un disegno firmato e datato
Napoli 1788, dove in primo piano è raffigurato un
gruppo di visitatori in conversazione con un abitante
del luogo (fig. 8, 9).
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La particolarità compositiva di queste quattro vedute,
caratterizzate soltanto con pochi alberi e arbusti, è
la spaziosità della pianura pestana maggiormente
accentuata dal cielo terso che sovrasta le antiche
architetture doriche poste in lontananza.
Dopo la visita a Paestum, il maestoso tempio di Poseidone,
divenne per Kniep uno degli elementi caratteristici
delle sue composizioni paesaggistiche di
invenzione spesso ornate con antiche scene mitologiche,
che per distinguerle dalle vedute realistiche, lo
stesso artista le definiva “composizioni eroiche”;
vedute di paesaggi ideali ambientati in un luogo idilliaco,
in un'antica Arcadia, il mitico luogo dove uomini
e natura dimoravano in perfetta armonia. Graziose
e limpide composizioni eseguite con elegante delicatezza
che l'artista sviluppò dopo la visita alle antiche
vestigia della Magna Grecia e di Sicilia, dove rimase
affascinato dalla particolare luminosità e atmosfera
dei paesaggi naturali.
Di questa produzione è particolarmente rappresentativo
un disegno proveniente da una collezione privata
francese, il “Paesaggio ideale con il tempio di Nettuno”,
che al contrario delle precedenti vedute di Paestum
si presenta ricco di vegetazione. Un gruppo di
giovani donne, tra cui una ragazza con la ghirlanda
sulla testa che suona la lira, segnano il primo piano
del tranquillo paesaggio inquadrato tra due grandi
alberi, mentre sulla destra è riconoscibile il tempio di
Paestum immerso nel verde in prossimità di un'ansa
del fiume che attraversa l'intera composizione (fig.
10).
Una replica del disegno, donata da Ludwig Rinn al
Klassik Stiftung Weimar è conservata al Goethe
National Museum, distinguendosi dal resto della collezione
presente nel museo proprio per la delicatezza
del tratto e la fragrante luminosità.
La caratteristica ricorrente in questi disegni, tipica
delle vedute di Kniep, è l'accurata rappresentazione
della vegetazione alla quale dedicò anche una serie di
studi molto dettagliati pubblicati nel 1811 con la collaborazione
dell'incisore Ludwig Friedrich Kaiser, in
una raccolta dal titolo " Elementi di Paesaggio", sul
modello dell'amico Hackert che aveva pubblicato
Fig. 4. Christoph Heinrich Kniep (1755-1825)
La baia di Napoli da Posillipo, sullo sfondo il Vesuvio,
1798 ca.
Grafite, inchiostro bruno e acquarello marrone (88,5 x
64,5 cm)
Collezione privata, Francia
Fig. 5. Christoph Heinrich Kniep (1755-1825)
Veduta di Cava dei Tirreni, 1788 ca.
Penna e pennello con inchiostro marrone (85 x 60 cm)
Collezione privata, Roma
5
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una serie di incisioni per imparare a disegnare vedute
paesaggistiche.
Il “Paesaggio arcadico” con un tempio dorico è illustrato
in diverse altre composizioni, tra cui il disegno
datato 1790 conservato a Washington alla National
Art Gallery (fig. 11), quello del 1797 di una collezione
privata svizzera dal titolo “Diana e Endimione sul
monte Latmos” (fig. 12), e in un successivo disegno
di una collezione londinese, “Il sogno di Endimione”,
dove al centro della composizione è raffigurato
sullo sfondo il tempio di Poseidone a Paestum, presente
inoltre in un album di studio del 1816 conservato
a Hildesheim nel Roemer-Museum.
Alla sua morte, avvenuta a Napoli l'11 luglio 1825,
sul necrologio di Haller pubblicato sulla rivista
Kunstblatt, che si rivela un importante scritto per ricostruire
la biografia e l'opera di Christoph Heinrich
Kniep, veniva messo in evidenza proprio questo particolare
aspetto dell'artista: “Egli si intendeva della
teoria dell'arte, dell'alta architettura e delle regole
della prospettiva: i templi venerandi di Paestum
erano nella loro forma il suo modello sublime, e li
inseriva con piacere nei suoi paesaggi, sempre al
posto giusto”.
I templi li rappresenterà anche in vedute realistiche,
come l'acquerello del tempio di Poseidone conservato
in Germania nella collezione grafica del Klassik
Stiftung Weimar (fig. 13), e la veduta datata 1810
proveniente dalla collezione di Walter Bareiss, attribuita
all'artista, con i due templi di Hera visti da ovest
(fig. 14).
Dopo il viaggio in compagnia di Goethe, qualche
anno dopo Kniep ritornerà di nuovo a Paestum, ricordando
con entusiasmo la memorabile notte trascorsa
tra le rovine illuminate dalla luna in compagnia di
Bertel Thorvaldsen (1770-1844) (fig. 15), lo scultore
danese tra i massimi esponenti del Neoclassicismo e
il maggiore rivale di Antonio Canova, che nella primavera
del 1804 era di soggiorno a Napoli. In quello
stesso anno Kniep lo accompagnerà anche in visita a
Pompei, dove eseguirà un disegno ritraendo lo scultore
mentre partecipa ad uno scavo archeologico.
Nella collezione di antichità di Thorvaldsen, oggi
conservata a Copenaghen nel museo a lui dedicato, è
presente un gruppo di statuette in terracotta provenienti
da Paestum, tra cui una statuetta votiva del V-
IV secolo a.C., raffigurante un giovane che con una
mano tiene sospeso un maialino per le zampe posteriori
e con l'altra una ciotola di frutta (fig. 16),
entrambi tipici sacrifici a Demetra. Non è noto se
Thorvaldsen l'acquistò a Paestum in occasione della
sua visita, o successivamente a Napoli o a Roma,
dove un gran numero di queste statuette, spesso ritrovate
dalla popolazione locale, venivano vendute ai
visitatori e ai mercanti d'arte di tutta Europa.
6
6
Fig. 6. Christoph Heinrich Kniep (1755-1825)
Piana di Paestum con il Tempio di Poseidone e la
cosiddetta basilica, 1787
Inchiostro nero, pennello in marrone (73,8 x 52,8 cm)
Firmato "C. H. Kniep. Fec. 1787. Napoli:"
Albertina Museum, Vienna
7
Fig. 7. Christoph Heinrich Kniep (1755-1825)
I Templi di Paestum, 1787
Inchiostro e acquerello
Goethe Museum, Düsseldorf
8
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Fig. 8. Christoph Heinrich Kniep (1755-1825)
I Templi di Paestum, 1788
Lavaggio seppia su carta (72,5 x 51,5 cm)
Collezione Blickling Hall, Norfolk, Regno Unito
Fig. 9. Particolare del dipinto di fig. 8
8
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Fig. 10. Christoph Heinrich Kniep (1755-1825)
Paesaggio ideale con il Tempio di Paestum
Inchiostro, grafite, acquerello grigio e marrone
(95 x 63,4 cm)
Firmato: C. Kniep inv. / Et del. Napoli
Collezione privata francese
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Fig. 11. Christoph Heinrich Kniep ( 1755-1825)
Paesaggio arcadico con un tempio dorico, 1790
Penna, grafite, inchiostro bruno e acquarello marrone
(56,5 x 39,2 cm)
National Art Gallery, Washington
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Fig. 12. Christoph Heinrich Kniep (1755-1825)
Paesaggio arcadico con Diana e Endimione (sul monte
Latmos), Napoli, 1797
Penna, grafite, inchiostro bruno e acquarello marrone
(86,5 x 61 cm)
Collezione privata Koller, Zurigo
(Provenienza: Castello di Derneburg, Germania)
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Fig. 13. Christoph Heinrich Kniep (1755-1825)
Tempio di Poseidone a Paestum, XVIII sec.
Acquerello
Klassik Stiftung Weimar, Bestand Museen, Germania
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Fig. 14. Christoph Heinrich Kniep (1755-1825)
Il tempio di Nettuno a Paestum, 1810
Acquerello (30 x 21,5 cm)
Collezione privata, Monaco
(Provenienza: Collezione Walter Bareiss)
Fig. 15. Vincenzo Camuccini (1771-1844)
Ritratto di Bertel Thorvaldsen, 1808 ca.
Olio su tela (80 x 100 cm)
Collezione privata, Roma
Fig. 16. Statuetta di un uomo con maialino e
fruttiera, V-IV sec. a.C.
Colonia greca di Paestum
Terracotta (H 26,9 cm)
Museo Thorvaldsen, Copenaghen
Fig. 17. Johann Heinrich Wilhelm Tischbein (1751-
1829)
Paesaggio ideale con Tempio dorico
Inchiostro, acquerello e matita su carta (99 x 61,5 cm)
Roma, Museo Casa di Goethe
Fotografia: Bibliotheca Hertziana - Max-Planck-Institut
für Kunstgeschichte (Enrico Fontolan)
Riferimenti bibliografici:
Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia (Italienische
Reise), traduzione di Emilio Castellani, Oscar Mondadori, 2006
Patrick Kragelund, Mogens Nykjaer (a cura di), Thorvaldsen.
L'ambiente, l'influsso, il mito, L'Erma di Bretschneider, Roma,
1991
Lucio Fino, La costa d'Amalfi e il Golfo di Salerno (da Scafati a
Cava da Amalfi a Vietri da Salerno a Paestum). Disegni
acquerelli stampe e ricordi di viaggio di tre secoli, Grimaldi,
Napoli, 1995
Georg Striehl, Der Zeichner Christoph Heinrich Kniep (1755-
1825), Landschaftsauffassung und Antikenrezeption, Olms,
Hildesheim, 1998
Yvette Deseyve, Viaggio in Italia di Goethe, Artisti a Roma:
Christoph Heinrich Kniep, Goethezeitportal, 2006
Claudia Nordhoff (catalogo di), Paesaggi italiani dell'epoca di
Goethe. Disegni e serie di acqueforti della Casa di Goethe,
Roma, 2007
The Thorvaldsens Museum Archives
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Alla ricerca della classicità greca perduta, lo scrittore
Johann Wolfgang von Goethe intraprese un fondamentale
viaggio di esplorazione nel Meridione
d'Italia. Ad accompagnarlo, il suo connazionale
Christoph Heinrich Kniep, disegnatore di paesaggi,
noto per l'estrema leggerezza del tratto e
l'accuratezza dei dettagli, elementi distintivi del suo
stile.
Prima di avventurarsi in Sicilia, i due si recarono a
Paestum, l'antica città dei templi, un'escursione che
il poeta annotò sul suo celebre diario di viaggio con
la data 23 marzo 1787. In quel capolavoro della letteratura
odeporica, Italienische Reise, Goethe mise
in luce il sodalizio artistico: “Il rapporto con Kniep
s'è ora delineato e rafforzato su un piano pratico.
Siamo stati insieme a Paestum, dov'egli ha fornito,
come pure nel viaggio di andata e di ritorno, ottime
prove quale disegnatore, eseguendo una magnifica
serie di bozzetti”.
Giunto in Italia nel 1781, l'artista scelse di non tornare
in Germania e si stabilì a Napoli per il resto
della sua vita. Qui lasciò una notevole produzione di
disegni, oggi conservati in importanti collezioni private
e in numerosi musei italiani e internazionali.
Immagine di copertina
Christoph Heinrich Kniep (Hildesheim 1755 - Napoli 1825)
Piana di Paestum con il Tempio di Poseidone e la cosiddetta basilica, 1787
Inchiostro nero, pennello in marrone (73,8 x 52,8 cm)
Albertina Museum, Vienna
collana
I Quaderni dell’Arte
a cura di Costabile Cerone
Quaderno 14 - aprile 2021
Christoph Heinrich Kniep
Il viaggio a Paestum con Johann Wolfgang von Goethe
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