“DIVINA COMMEDIA”. - Campo de'fiori

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“DIVINA COMMEDIA”. - Campo de'fiori

FRANCO

FASANO VA

“FORTISSIMIS-

SIMO”.

Il nuovo album.

“DIVINA

COMMEDIA”.

Il musical di

Antonio Spaziano

“LA CADUTA

DELL’IDEA”.

La mostra di

Gianluca Bagliani


2

SOMMARIO

Editoriale:

Walking in the rain........................................3

L’intervista:

Franco Fasano va

“Fortissimissimo”...4-5

“DIVINA COMMEDIA”

il viaggio di un uomo tra

gl’inferi e il cielo. Il musical di

Antonio Spaziano........6-7

Curriculum vitae:

Loris Iannamico............................................9

Roma che se n’è andata:

La Cappella Sistina: 500 anni ma non li

dimostra...............................................10-11

Suonare Suonare:

PINO DANIELE......................................12-13

In forma con ... il web!!!.........................14

Campo de’ fiori”

al Teatro Sistina

con la Miconi e Laganà per

la regia di Quartullo.....15

Cine Parade:

Ted............................................................16

Ecologia e ambiente:

Veicoli veloci ... lentezza politica..................18

VINTAGE: la moda del momento,

il fascino del passato..............................20

Saper adattare un Apparecchio Acustico.

Un lavoro da Professionisti.....................21

L’uomo è il luogo della manifestatività

dell’essere................................................22

Concessione pacheggio invalidi ed

esonero cinture di sicurezza..................24

Come eravamo:

TURIDDO MADAMI ... questo sconosciuto....25

Sua Eccellenza Divo Zadi da

Montefollonico........................................26

Yoga.........................................................27

Maria Rita Innocenti alla ricerca della

Campo de’ fiori

I NOSTRI RECAPITI UTILI

luce con amore e passione negli occhi di

San Francesco.........................................28

Che somaro! Le eccezioni che

confermano la regola..............................29

Le trasformazioni di Civita Castellana...30

Trucco d’epoca:

Gli anni ‘60 ...............................................31

Campagna pubblicitaria sul ponte di

Civita di Bagnoregio...............................32

Carbognano.

Occupazione tedesca.

Anno 1944.

Geltrude Ceccarelli una

donna coraggiosa.............33

Il Fumetto:

March Story...............................................34

L’angolo del collezionista.......................35

Nel cuore.................................................35

Un favola bellissima................................36

Il Lions Club di Civita Castellana - Falerii

Veteres....................................................37

Una donazione di 2.100 per “I ragazzi

del girasole”............................................38

Indulgenza plenaria per il biennio giubilare...........................................................38

Una “Fabrica di ricordi”:

Peppa e Nina lo camposanto......................39

Una nuova casa famiglia e centro diurno

a Faleri.....................................................40

“La caduta dell’idea”

di Gianluca

Bagliani................41

News.............................................42-43-44

I concorsi della nostra rivista................45

Le proposte editoriali di Campo de’

fiori..........................................................46

I nostri amici...........................................47

Agenda...............................................48-49

Messaggi............................................50-51

Angolo del poeta.....................................52

Roma com’era.........................................53

Album dei ricordi........54-55-56-57-58-59

Annunci gratuiti................................60-61

Oroscopo.................................................62

Selezione offerte immobiliari ..........63-64

Foto di copertina di ELISA MORETTI

SEDE OPERATIVA:

OPERATIVA : PIAZZA DELLA DELLA LIBERAZIONE, 2 - CIVITA CASTELLANA (VT)

TEL/FAX 0761.513117 - info@campodefiori.biz

SEDE RAPPRESENTATIVA: VIALE MAZZINI, 140 - ROMA


Campo de’ fiori 3

Walking

in the rain

Piove, piove a dirotto e l’acqua bagna le

strade, scivola sui tetti, sui vetri e le finestre,

e si fa mille fili d’argento alla luce dei

lampioni.

Mi vien voglia di uscire, mi copro bene, prendo

l’ombrello grande, vado in centro. Le vie sono

deserte ed il tamburellare dei milioni di gocce

sulla mia testa mi fa compagnia. Mi sento bene

a camminare da solo, con questa oscurità che

di Sandro Anselmi

mi avvolge e mi protegge. Ogni pensiero triste si

allontana come lavato dalla pioggia e mi riapproprio,

per un po’, di me stesso; è come quando guardo il cielo

infinito, la neve che scende, il tramonto sul mare profondo, il

fuoco del camino: bisogna uscire di tanto in tanto dal se stessi di

tutti i giorni. Dalle finestre illuminate, appannate dal calore, figure

si stagliano in controluce. Cammino cercando di non passare

dove sono già passato, e mi perdo nel dedalo dei vicoli. Dai canali

dei tetti l’acqua sbocca copiosa sul selciato e ruscella nei tombini

con un sonoro gorgoglìo. I cammini accesi disperdono nell’aria

tersa il loro fumo. Incrocio un viandante solitario quanto me;

i nostri ombrelli quasi si toccano; mi saluta fugacemente scomparendo

nell’oscurità . Questo è tutto profondamente nobile ed infinitamente

poetico! Eppure d’un tratto m’assale l’immancabile tristezza

ed il desiderio di piangere: mi sembra di non meritare tutto

questo. Mi scivola una lacrima e si perde fra le infinite gocce di

pioggia. È come se mi fosse venuto il rimorso per il mio comportamento

inappropriato, inadeguato, non consono al momento,

una vera mancanza di responsabilità! Non posso distrarmi, devo

obbligatoriamente onorare quella enorme fetta di debito pubblico

che io, irresponsabilmente, ho creato con le mie stesse mani!

Vedo la faccia perennemente triste dei miei governanti, le loro

lacrime, il loro rammarico di avere solo giovani sudditi, mammoni

e choosy! Loro si stanno sacrificando per me: si sono ridotti gli

stipendi, i rimborsi, i benefit… Come Churchill non hanno da offrire

che “sangue, fatica, lacrime e sudore”. (Vedi i nostri poveri

Bossi, Penati, Lusi, Fiorito, Maruccio …)

Ed io? Me la passeggio sotto la pioggia?!

Altro che “mille sfumature di grigio”! Una sola tinta decisa: il

nero!


4

Campo de’ fiori

FRANCO FASANO VA

“FORTISSIMISSIMO”!

In uscita il nuovo album con le rivisitazioni di alcuni dei suoi più grandi successi

Io amo, Ti lascerò , Mi manchi e

tante altre canzoni di successo come

queste, forse non tutti sanno che

sono state scritte da un autore di grande

talento e grande qualità quale Franco

Fasano che incontriamo nella sua casa

romana proprio in concomitanza dell’uscita

del suo nuovo lavoro “Fortissimissimo”

che contiene alcuni dei sui più

grandi successi rivisitati.

Franco, come è nata l’idea di un

nuovo disco dopo oltre 10 anni da

“Scherzando Scherzando” (2000)?

“E’ stata una cosa che non è nata da un

progetto discografico ma dalla voglia di

festeggiare una data importante, quella

dei miei 50 anni che viaggiano con i 30

anni di attività ed ho deciso di invitare al

mio compleanno le mie canzoni. E la cosa

più bella è stata che, insieme alle mie

canzoni, ho ritrovato gli amici che ho

conosciuto grazie alla musica. Devo dire

che stava per nascere uno spaccato dagli

anni ‘80 ai giorni nostri, che avrebbe potuto

diventare un vero documento testimoniale

attraverso le canzoni che io ho scritto

e che in tempi remoti (ma non tanto

remoti!) sono diventate pietre miliari trovando

rispettate in questo lavoro le loro

origini in modo molto sincero. Perché canzoni

come Io amo, Mi manchi, Ti lascerò

, Regalami un sorriso, Certe cose

si fanno, Ti voglio senza amore o addirittura

Colpevole, sono canzoni che io ho

scritto apposta per il “Festival di Sanremo”

o per altre occasioni, e difatti non le ho

scritte per chi le ha cantate ma le ho scritte

per il gusto di scriverle e solo successivamente

mi sono accorto che interpretate

da quell’artista avevano più comunicabilità

. Mi manchi, per esempio, in questo

mio cd ha una strofa che a Sanremo era

stata eliminata perché reputata troppo

lunga; Ti lascerò, invece, il cui titolo originale

era Le Ultime Tre Cose, riacquista il

finale che trovo bellissimo scritto da

Fabrizio Berlincioni. Insomma, a questo

lavoro hanno preso parte quasi 350 addetti

ai lavori tra musicisti, cantanti, grafici,

fonici e autori e sono veramente contento

di aver fatto un’ antologia sonora del mio

pensiero!”

Una delle canzoni più belle e forse

passate nel tempo inosservate è Una

Piccola Parte di Te, cantata a

Sanremo 2009 da Fausto Leali...

“La canzone era nata nel 2008 quando mi

sono ritrovato da solo con mio figlio a

Milano e lui si era addormentato sul divano.

Il giorno dopo sarebbe dovuto andare

a scuola ed alle due di notte, l’ho preso in

braccio per portarlo a letto, dimenticandomi

che era più alto di me rendendomi

conto che era cresciuto... Lui si è svegliato

all’improvviso dicendomi tante parolacce...Quella

sera non sono riuscito ad

addormentarmi ed ho tirato giù questa

canzone pensando al rapporto tra padre e

figlio e la difficoltà di riuscire ad accettare

il fatto che i ragazzi vivano la propria

vita e bisogna essere comprensivi anche

quando non ti danno ascolto.”

Se ti dico E Quel Giorno non mi perderai

più?

“E’ un brano a cui sono legato (terzo al

Festival di Sanremo) ed è del 1989. Era

la 2° volta che andavo a Sanremo come

interprete. La prima fu con Un Isola alle

Hawaii. Avrebbero dovuta cantarla la Oxa

e Leali ma durante i provini Fio Zanotti,

che li produceva, decise che non andava


ene per le loro voci e volle propormi

come nuova proposta. Accettai e nacque

quella canzone che ritengo sia stata la

dimostrazione che non era sempre vero,

come mi dicevano i discografici, che le

canzoni che scrivevo dovevano cantarle i

personaggi famosi. A distanza di tempo

quella canzone ha lasciato un segno e mi

fa piacere perché mi ha dato la forza di

tornare a cantare”.

L’anno successivo Franco Fasano arriverà

secondo alle spalle di Masini con “Vieni a

Stare Qui“. E’ del 1994 l’incontro con

Paolo Zavallone e Maria Perego (l’ideatrice

di Topo Gigio), che lo porta a collaborare

Campo de’ fiori

con lo Zecchino D’Oro, scrivendo

Goccia dopo Goccia

che diventerà la sigla per

oltre 300 puntate dello

Zecchino. Nel frattempo le

sue canzoni continuano a trovare

spazio in manifestazioni

tipo San-remo: Colpevole

(Nicola Arigliano, 2005), Una

Piccola Parte di Te (Fausto

Leali, 2009), Ti Voglio Senza

Amore (Iva Zanic-chi, 2009).

Collabora con Bruno Lauzi

(Piccolo Angelo) e scrive per

Fiordaliso, Drupi, Mina,

Califano e tanti altri grandi

interpreti.

Ma torniamo al disco

nuovo “Fortissimissimo”:

come è stato realizzato?

“Devo dire che queste canzoni

sono state arrangiate senza fare riferi-

mento ai pezzi originali anche perché

c’era il divieto di riarrangiare se stessi.

Tredici grandi firme della storia della musica,

da Stefano Barzan a Fio Zanotti, da

Pippo Caruso a Pinuccio Pirazzoli ed altri,

mi hanno aiutato a realizzare il disco che

spero arrivi al cuore di chi mi ascolta, proprio

come l’ho pensato io. Ho voluto altresì

escludere i duetti con colleghi tranne

nel caso di Il giorno che la musica finì,

scritta in collaborazione con Gatto

Panceri“.

Insomma, sicuramente con l’arrivo del

nuovo anno attenderemo anche il ritorno

live di Franco Fasano nella nostra regione.

E state certi che ve lo comunicheremo in

anteprima!

Sandro Alessi

5


“Divina Commedia” è un musical

composto da 36 brani inediti composti

da Antonio Spaziano liberamente

ispirati alla “Divina Commedia” di Dante

che ne cura anche la regia. Lo spettacolo

traccia il percorso dell’uomo nel prendere

coscienza della morte da cui scaturisce,

poi, il vero significato della vita. A guidare

Dante in questo percorso, oltre a Virgilio e

Beatrice, è l’amore mostrato nelle sue

molteplici forme. Incontriamo gran parte

del cast nella sala prove Santinelli in Roma

e, in un momento di pausa, incontriamo

l’autore e regista Antonio Spaziano e la

coreografa Antonella Perazzo.

Antonio, da quanto tempo state lavorando

su questo musical?

“Stiamo provando dal mese di maggio,

ma il nostro lavoro è iniziato ancor prima,

da marzo, quando abbiamo cominciato a

lavorare sul casting. Abbiamo fatto un’anteprima

a Giugno ed ora siamo finalmente

pronti.”

Antonella, come viene scelto il cast

per un musical?

“Il cast di Divina Commedia è composto

da 9 interpreti: 5 cantanti e 4 danzatori ,

tra cui anch’io; alcuni di loro interpreteranno

anche personaggi diversi.”

Antonio, quando è nata l’idea?

“L’ idea è nata 4/5 anni fa e la mia intenzione

era di comporre un melodramma in

chiave moderna che avesse come tema

Da sx: l’autore e regista, Antonio Spaziano,

Sandro Alessi e la coreografa, Antonella Perazzo

un’opera letteraria del passato;

ho scelto la Divina Commedia

perché avevo riscoperto col

tempo l’amore per questa

opera, liberandomi del retaggio

scolastico che ne limitava la

conoscenza, ed una volta finite

le composizioni mi sono accorto

che anche i brani musicali si

prestavano bene ad un musical.“

Antonella, è stato difficile

trovare gli interpreti giusti?

“Abbiamo fatto delle selezioni

molto dure... si sono presentate

più di 200 persone ed abbiamo

dovuto scegliere bene.

Abbiamo selezionato anche in

base alla capacità espressiva,

al di là della bravura tecnica dei

danzatori. Oggi la compagnia è

formata da Marco Pasquetti

(Dante), Andrea Meli Marco

Gandolfi Vannini (Virgilio),

Vita Rosa Pugliese e

Claudio Crisafulli (Anime),

Serena Troiani (Beatrice),

Eugenio Picchiani (Caronte,

Lucifero, etc), Pamela

Scarponi (Francesca) ed i

danzatori Antonella Perazzo,

Roberta Guerrini, Vincenzo

Gambuzza e Angelo Recchia.“

La prima assoluta sarà il 10 Novembre al

Teatro Moderno di Latina, poi a Roma

dal 30 Novembre al 2 Dicembre al Teatro

Roma, e ci saranno altre date tra cui 14-

15-16 Dicembre a Fabrica di Roma (VT)

al Teatro Palarte e da Gennaio 2013 in

tournèe per l’Italia.

Sandro Alessi


Campo de’ fiori

Curriculum vitae

In questi giorni si tiene a Roma

“Fonopoli in scena”, e, tra le tante proposte

di giovani esordienti, vogliamo

parlarvi di Loris Iannamico. Già all’età

di 10 anni si avvicina allo studio del pianoforte

ed anni dopo si sente attratto dallo

studio dei grandi cantautori italiani, da

Battisti a De Andrè , da Guccini, a De

Gregori e molti altri.

Abruzzese, prende parte a numerosi concorsi

canori regionali e nazionali riuscendo

anche a formare un gruppo Pop Rock

Rifugio 41, ricoprendone il ruolo di voce

ed autore. Il brano presentato quest’anno

alla rassegna si intitola “Se fosse stato”

e, se nel suo primo lavoro “Che favola

sei”, Loris ci ha parlato di amore, colpi di

fulmine e sentimenti forti ed improvvisi, in

questo brano lo spazio è tutto per una

riflessione antropologica su chi fa musica.

Questo singolo, proposto anche in videoclip,

si pone dunque un difficile obiettivo:

capire come e quanto è cambiata la musica

italiana, in particolare quella passata

Loris Iannamico

dalle grandi firme

degli anni Sessanta

e Settanta ai talenti

‘costruiti’ in studio,

che occupano in

maniera massiccia le

prime serate dei

palinsesti televisivi

nazionali ed esteri.

Ricordiamo che, nel

corso della sua formazione

canora, ha

avuto modo di intraprendere

un percorso

di studio con la

cantante Edda Dell’Orso, voce strumentale

di Ennio Morricone, Roberta

Petteruti e la cantautrice Chiara Grillo.

Siamo in attesa dell’uscita del suo album

“Il mondo a testa in giù”, che presenterà

presto nel suo tour 2012/2013.

Sandro Alessi

9

Inviate il vostro Curriculum

vitae! Verrà pubblicato sulle

pagine della nostra rivista per

dare ancor più lustro al vostro

lavoro di attore, attrice,

cantante, suobrette. L’indirizzo è

info@campodefiori.biz


10 Campo de’ fiori

Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi

LaCappella Sistina : 500 anni ma non li dimostra

di Riccardo

Consoli

Johann Wolgang von

Goethe, durante il suo

viaggio in Italia, dopo

avere ammirato la

Cappella Sistina, ebbe a

scrivere: “ … senza aver

visto la Cappella Sistina

non è possibile formare

un’idea apprezzabile di

cosa un uomo sia in

grado di ottenere … “.

Giorgio Vasari, per parte sua, sosteneva

che: “ … quest’opera è stata veramente

un faro della nostra arte … nessun pittore

potrà mai superare Michelangelo … “, probabilmente

ciò non è vero, qualcuno lo

ha superato, e questo qualcuno è lo stesso

Michelangelo, egli soltanto è riuscito ad

oscurare la volta della Cappella Sistina

dipingendo sulla parete dietro l’altare il

“Giudizio Universale”.

E pensare che Michelangelo non si considerava

neanche un pittore, come noto,

infatti, non era la pittura la principale attività

di questo indiscusso protagonista del

Rinascimento Italiano, a riprova di ciò ,

esiste una lettera del gennaio 1509, indirizzata

da Michelangelo Buonarroti al

padre in cui l’artista affermava: “ … ellavoro

mio non va innanzi in modo che a me

paia meritare, e questa diffichultà del

lavoro e ancora el non esser la mia professione

…”.

Michelangelo, fino al quel momento non

aveva maturato alcuna esperienza nella

tecnica dell’affresco, tant’è che, all’inizio,

ricevuto quell’incarico, dovette chiedere

aiuto ad alcuni suoi collaboratori fra cui un

pittore, tale Francesco Granacci, lo stesso

che lo aveva introdotto nella bottega del

Ghirlandaio.

Dedicata alla Vergine Assunta in Cielo,

costruita per volere di Sisto IV, Francesco

della Rovere, 1471 - 1484, dal quale prende

il nome, che ne ordinò la costruzione

facendo restaurare l’antica Cappella

Magna, di forma rettangolare, la Cappella

Sistina misura metri 40.93 x 13.41 per

un’altezza di metri 20.70, le identiche

dimensioni del Tempio di Salomone a

Gerusalemme.

Il programma delle decorazioni pittoriche

prevedeva: in basso, lo zoccolo con finti

tendaggi, un secondo ordine con scene del

Vecchio e Nuovo Testamento e, in alto, la

rappresentazione di Pontefici martirizzati,

la volta, infine, venne decorata con un

cielo stellato secondo una consolidata tradizione

medievale.

Numerosi i pittori e le loro “Botteghe”

Il Giudizio Universale

impegnati, anche per merito di Lorenzo de’

Medici Signore di Firenze che, nell’ambito

di una politica di riconciliazione con il

Papa, volle invitare i migliori artisti presenti

sulla scena fiorentina chiedendo loro di

intervenire come “Ambasciatori di bellezza”;

fu così che Sandro Botticelli, Luca

Signorelli, Perugino, Domenico Ghirlandaio,

Cosimo Rossetti, Pinturicchio, Piero

di Cosimo, Bartolomeo della Gatta, accettarono

di partire alla volta di Roma.

L’esecuzione degli affreschi originari ebbe

inizio nel 1481 e furono portati a termine

nel 1482; nell’agosto del 1483, Sisto IV

poteva consacrare la nuova Cappella.

Nel 1503 sale sul Soglio Pontificio Giulio II,

Giuliano della Rovere, 1503 - 1513, nipote

di Sisto IV il quale decide di modificare l’originario

progetto commissionando a

Michelangelo Buonarroti la ripittura della

volta; il cielo stellato dovrà essere sostituito

con la raffigurazione dei dodici

Apostoli ospitati in altrettante “lunette”.

Ben presto, però , il Pontefice si rende

conto che, per la migliore riuscita dell’opera,

era opportuno concedere “libertà di

progetto” a Michelangelo, anche perchè

l’artista aveva avuto “l’ardire” di rappresentare

al Pontefice il proprio punto di

vista: egli considerava la rappresentazione

dei soli dodici Apostoli, una idea davvero

“poverella”.

Esiste uno scritto dello stesso

Michelangelo, del 1523, che si riferisce al

contratto stipulato: “ … Papa Giulio missemi

a dipingere la volta di Sisto, e facemmo

a patti tremila ducati. E’l disegno prima di

detta opera furono dodici Apostoli nelle

lunette, e’l resto un certo patimento ripieno

d’adornamenti come si usa … dipoi

cominciai detta opera, mi parve riuscissi

cosa povera, e dissi al Papa, come facendovi

gli Apostoli soli mi parea che riuscissi

casa povera. Mi domandò perché : io gli

dissi, perché furon poveri anche loro.

Allora mi dette nuova commissione ch’io


Il soffitto

facessi ciò che io volevo, e che mi contenterebbe,

e che io dipingessi fino alle

storie di sotto … “

Ha così inizio la grandiosa opera di ripittura

della volta della Cappella Sistina, un

decoro che interessa interamente l’enorme

spazio con scene della Creazione del

mondo, Profeti, Sibille, testimoni della

Rivelazione Divina, per un totale di più di

trecento figure in luogo dei dodici Apostoli

iniziali; completato il lavoro, Michelangelo

poteva affermare: “ … io ho finita la

Chappella che io dipingevo: el Papa resta

assai ben soddisfatto … “

Ma vediamo adesso come l’artista fiorentino

si sia approcciato alla realizzazione di

questa grandiosa opera e in quali condizioni

egli sia stato costretto a lavorare.

Innanzi tutto doveva mettere a punto un

ponteggio idoneo a quell’impresa, la volta

da affrescare si trova a 25 metri da terra.

Per la verità ricevette diversi consigli non

sempre disinteressati ma, capita l’antifona,

Michelangelo decise di costruirsi da solo

l’impalcatura affrontando quell’immane

lavoro soltanto con l’aiuto di pochi fidatissimi

collaboratori.

I problemi non tardarono a manifestarsi, lo

strato d’intonaco steso sulla volta cominciò

subito a ammuffire a causa della troppa

acqua impiegata nella preparazione

della malta, per cui dovette ricominciare

daccapo rimuovendolo e stendendone uno

nuovo che, questa volta,

resistette molto bene; per

quattro lunghi anni fu

costretto a dipingere assumendo

una postura innaturale,

ossia con la testa girata

indietro tanto che, ultimato il

lavoro, per alcuni mesi,

dovette “stare storto” non

riuscendo a tenerla eretta,

tra l’altro, a causa della posizione

tenuta per così lungo

tempo, contrasse una scoliosi,

ma soffrì anche di una

fastidiosa infiammazione agli

occhi a causa dei colori che

gli gocciolavano sul volto.

Ritratto di Michelangelo

Campo de’ fiori 11

Il 17 ottobre 1509 Michelangelo scrive: “…

io sto qui in grande afanno e chon grandissima

fatica di corpo, e non ò amici di

nessuna sorte, e non ne voglio; e non ò

tanto tempo che io possa mangiare el

bisogno mio … “

Come se tutto ciò non bastasse, è sempre

senza soldi e, quindi, impossibilitato a

comperare i materiali occorrenti per portare

avanti i lavori, tutto ciò a causa di

Giulio II che, impegnato nelle sue campagne

militari, ritarda i pagamenti al

Buonarroti che deve anche provvedere alle

necessità di una famiglia bisognosa.

Il 15 settembre 1510 scrive al padre: “ …

ellui (il Papa) se partito di qua e non m’à

lasciato ordine nessuno, imodo che mi

trovo senza danari, ne sso quello m’abbia

a fare … io non ò danari. Questi che io vi

mando, me gli cavo dal cuore e anche non

mi par lecito domandarne, perché , io no

fò lavorare e lavoro poco … “

“Non fo lavorare e lavoro poco” perché

Michelangelo non aveva operai sotto di lui

a differenza degli artisti che, degni di questo

nome, possedendo una propria

“Bottega” tenevano sotto di loro altre persone;

non era questo il caso di

Michelangelo che “non fa lavorare” gli altri

con la conseguenza che porta avanti il

lavoro da solo e l’avanzamento di questo è

unicamente commisurato alle sue forze.

Giulio II che, da un lato non corrisponde

con puntualità la giusta mercede

all’artista, dall’altro non

manca di recarsi assiduamente

presso la Cappella,

accompagnato dalla sua

Corte, per chiedere a

Michelangelo a che punto

fossero i lavori; la domanda

è sempre la stessa:

“Michelangelo, ma quando

finisci?”, sempre uguale la

risposta: “Santità finisco

quando il lavoro è finito!”

Quando, nell’agosto del

1511, in occasione di una

visita ufficiale alla presenza

del Papa Michelangelo potè

osservare per la prima volta l’insieme della

sua opera da terra, riuscì a restare molto

insoddisfatto e decise di apportare una

serie di cambiamenti, soprattutto alle

dimensioni dei personaggi; tutto ciò in

virtù della sua capacità di “sentire” lo

spazio, in questo luogo, infatti, la pittura

prende “forma” perchè l’artista fiorentino

è riuscito a trasportare nella pittura le fondamenta

della sua immensa arte di scultore.

Il 31 ottobre 1512 la volta della Cappella

Sistina è completata, Michelangelo ha soltanto

38 anni.

Successivamente Gregorio VII, Giulio de

Medici, 1523 - 1534, decide l’ultima grande

decorazione della Cappella commissionando

allo stesso Michelangelo l’enorme

affresco del “Giudizio Universale” realizzato,

in gran parte, sotto il Pontificato di

Paolo III, Alessandro Farnese, 1534 -

1549.

La prima testimonianza circa le intenzioni

del Pontefice, trova riscontro in una lettera

del 17 luglio 1533, nonostante le iniziali

resistenze di Michelangelo, nel 1533

queste sono vinte e l’artista decide di

lasciare definitivamente Firenze.

Il “Giudizio Universale” fu oggetto di disputa

fra il Cardinale Carafa e Michelangelo

accusato di immoralità e intollerabile oscenità

, avendo egli dipinto figure completamente

nude; “questo dipinto si addice più

ad un bagno termale che a una Cappella”

sosteneva il Maestro delle Cerimonie del

Papa, Biagio da Cesena; Michelangelo non

perdette l’occasione e raffigurò i suoi tratti

nella figura di Minosse giudice degli inferi;

quando Biagio da Cesena se ne lamentò

con il Pontefice, questi candidamente

rispose che la sua giurisdizione non si

applicava all’inferno.

Sembrerebbe che nella definitiva versione

i tratti caricaturali di Minosse siano quelli di

Pierluigi Farnese, figlio di Paolo III, noto

per essere un sodomita violento e per

avere abusato sessualmente di un giovane

ecclesiastico causandone la morte.

In questo dipinto risalta tutta la capacità

di Michelangelo di concepire le figure

come fossero sculture, ossia in modo tridimensionale,

i corpi dipinti nella parete

sembrano librarsi nell’aria, qui emerge il

“peso” dei corpi dei dannati e la “lievitazione”

di quelli dei redenti, apparendo tutti

naturalmente “sospesi”.

Durante la Santa Messa celebrata l’8 aprile

1994 in occasione della fine dei lavori di

restauro del “Giudizio Universale”,

Giovanni Paolo II, durante l’Omelia, ha

voluto porre l’accento sulla Sacralità di

quel luogo in cui i dipinti, come fossero

immagini di un libro, servono a rendere

più comprensibili le verità espresse nelle

Sacre Scritture: “ … Gli affreschi che qui

contempliamo ci introducono nel mondo

dei contenuti della Rivelazione. Le verità

della nostra fede ci parlano qui da ogni

parte. Da esse il genio umano ha tratto la

sua ispirazione impegnandosi a rivestirle di

forme di ineguagliabile bellezza …”.


12

Campo de’ fiori

di Carlo Cattani

P I N O D A N I E L E

Dal vivo all’Auditorium Parco della Musica Sala “Santa Cecilia” 9 ottobre 2012

“Il feeling è sicuro”

La prima e...penultima volta che

ho visto Pino Daniele in concerto

risale al 1981 … fu in quel del

Palazzo dello sport nel quartiere Eur a

Roma. Già noto per aver accolto negli anni

precedenti memorabili concerti rock, il

PalaEur si presentava gremito in ogni

ordine di posti; a me era toccato di annidarmi

in “piccionaia”, ammassato com’ero

lassù nel terzo anello, con una visione

“spaziale”… nel senso che la notevole

distanza dal palco era tale da

aver, davvero, la necessità di un

telescopio per individuare gli

artisti sulla scena! Meno male che

“il Pino” era vestito di bianco,

portava una foltissima capigliatura

nera ed era più “rotondetto”,

elementi che lo contraddistinguevano,

in lontananza, tra quel

groviglio di amplificatori, strumenti

e musicisti … già i musicisti!

Quelli che accompagnavano

in quel memorabile tour organizzato

in concomitanza della pubblicazione

del quarto album di Pino

Daniele, ”VAI MO’ ”, rappresentavano,

nei rispettivi strumenti, delle eccellenze

della scena musicale italiana: Tony

Esposito e Tullio De Piscopo, alle percussioni

e batteria, James Senese ai fiati, Joe

Amoruso alle tastiere e Rino Zurzolo al

basso …dei veri “caterpillar” del pentagramma

ed esponenti tra i più autorevoli

del cosiddetto “Naples power”, il movimento

cultural musicale degli anni ’70 che

coinvolse un folto gruppo di artisti

Partenopei: un incubatore per i musicisti

più talentuosi della scena di Napoli e dintorni!

Immerso tra “fumi di bionde e

…tanto fumo di pakistano nero” (ci si

sarebbe potuto fare un film: “I cannoni

del Palasport”), ricordo che ogni brano

della scaletta di quella serata era sulla

bocca di tutti noi, testimoniando, quindi, il

grandissimo momento di popolarità della

musica di Pino Daniele, affermatasi con la

pubblicazione di appena 4 album.

Il concerto sarebbe stato ancor più

apprezzato se non avessimo dovuto fare i

conti con la pessima resa acustica della

struttura che ci creò seri problemi di

ascolto, conseguenti a continue distorsioni

e rimbombi, tipici di un ambiente architettonicamente

inadeguato per ospitare

eventi musicali. Oltre trentanni dopo quella

serata “palazzesca”, mi ritrovo di nuovo

ad un concerto di Pino Daniele ma questa

volta, praticamente, a 7-8 metri dal

bordo del palco, comodamente

accolto in una “poltronissima”

di quarta fila della

splendida sala “Santa

Cecilia” dell’Auditorium

Parco della Musica, con biglietto

acquistato già da maggio (molto oculatamente

(!), vista, poi, la folta partecipazione

all’evento), per evitare un nuovo

posto “da nido dell’aquila” . L’atmosfera è

composta, il pubblico è mediamente

attempato e c’è una leggera

patina di fumo sul palco

che, creata da un

macchinario dietro la

s t r u m e n t a z i o n e ,

servirà ad ammorbidire

la luminosità e

dare profondità ai

giochi di luce previsti

nel corso dell’esibizione.

La sala cala nel

buio alle 21,15 e subito,

dalla destra del palcoscenico,

un debole fascio

di luce bianco della

torcia di un roadie anticipa

la strada al passo di Pino Daniele

che,accolto da una fragorosa

ovazione, fa il suo ingresso sulla scena

già con la chitarra elettrica a tracolla.

Tutto è pronto e le luci si alzano

mostrando Pino al centro del palco in

“total black” con giacca-maglietta-pantaloni

“Armani style” e capelli bianchi corti;

non è solo perché alle sue spalle, in alto

su di una pedana, è montata la batteria e

c’è il suo “percussore “ di colore, Michael


Baker, già seduto dietro le “pelli”, pronto

per il segnale di avvio, il classico “one,

two, three, four...”, da parte di Pino. Gli

applausi sfumano e, così, loro due da soli

aprono il concerto mantenendo la scena

con “chitarra-voce-batteria” per una decina

di minuti. Segue, quindi, l’entrata del

resto della band completata da due

tastieristi sistemati su delle pedane

rialzate ai due lati del palco; si tratta di

Elisabetta Serio e Giancarlo Podio,

quest’ultimo dall’aspetto un po’ troppo

“professorale” e, appena dietro Pino,

c’è Rino Zurzolo al

basso e contrabasso

elettrico, accanto a

Daniele sin dalla

“prima ora” , che vederlo

all’opera con quella

partecipazione così

evidente nella sua mimica

facciale durante

tutto il concerto , ripaga

già da sola i soldi spesi

per la serata. Il pubblico

inizia a scaldarsi con le

note di “Quando”, un brano

ancor più ancorato alla

memoria collettiva perché

incluso nella colonna sonora del film di

Troisi “Pensavo fosse amore invece era un

calesse”. Seguono “Se mi vuoi” del 1995,

“Putesse essere allero” dal secondo album

del 1979 ed arrivano anche

brani dall’ultimo album,il

primo indipendente e pubblicato

per la propria etichetta la

“Blue Drag”, uscito agli inizi di

quest’anno, ”La grande

madre”: ”Coffee time”, ”O

Fra”, ”Melodramma”, che

ricevono calorosi applausi.

Si continua con “Sara” del

2001,brano che fornisce l’

occasione a Pino di dedicare

il concerto ai 5 figli

presenti in sala; e poi “ A

testa in giù” del 1980, la

mitica “Napule e’”, brano

di apertura del primo

disco del 1977 “Terra

mia”, ”Dubbi non ho”,

”Che male c’è ” (canzone

vincitrice del Festival Bar del ’95),

“Quanno chiove” …. poi si leva un grido

vigoroso dalla galleria: e il nostro, seduto su di uno

sgabello al centro del

palco, se la ride e

ringrazia, introducendo

nella sua esibizione

una parantesi

blues con la chitarra

acustica.

A seguire le notissime

“Je so’

pazzo” e “A me

me piace o’blues”

; quindi cambio

di chitarra,

un’elettrica bianca, per

l’esecuzione dell’hit single “Io per lei”

Campo de’ fiori 13

Accadde il 2 novembre del 1976 dai microfoni dell’emittente radiofonica “Eurosound”,

103,900 mhz in modulazione di frequenza, oggi non più in attività ma all’epoca una delle

radio “pioniere” della radiofonia privata romana. II testo che segue è una sintesi del ricordo

di quanto avvenne un venerdi di 36 anni fa, protagonista il giovane conduttore della trasmissione

“40° Parallelo”, l’allora ventitreenne Franco Mauro, che si ritrovò inconsapevolmente

a realizzare un’intervista ad un ragazzotto poco più che ventenne di nome Pino

Daniele….., quasi sicuramente alla sua prima intervista radiofonica. Il ricordo di quella serata

così come la registrazione di quell’intervista sono integralmente riportati sul sito

www.broadcastitalia.it. (andateci !!!). Grazie FRANCO per avermi concesso la

possibilità di proporre la tua testimonianza ai nostri lettori. GRAZIE !


tratto dall’album di gran successo “Non

calpestare i fiori nel deserto” del 1995,

godendoci un gran bel lungo

assolo! Ancora,

“Che Dio ti benedica”….in

tutti i

sensi ,caro Pino ,e

finale con la trascinante

“Yes I know

my way” da “Vai

mò ” del 1981. Sono

le 22.50, Daniele ci

saluta ma noi non ne

vogliamo ancora

sapere di tornare a

casa. Le luci sono

ancora spente in sala e brillano i tanti led

dell’amplificazione sul palco…buon

segno….di solito tornano, mi dico, e così

è ! Pino impugna il microfono e annuncia

e giù musica per la “La

grande madre” dall’album omonimo di

quest’anno, condita da un altro poderoso

assolo di chitarra. Scoccano le 23 e di

rock, blues, funky e jazz dal nostro Pino

ne vorremmo sentire a josa ma la “Santa

Cecilia“ ha detto basta, tutti a nanna

…domani si lavora (per fortuna!!!)!

Carlo Cattani©Words &pics-novembre

2012


14

di Patrizia

Caprioli

Avevamo già pensato

di trovare

nel Web tanti siti

di Fitness, consigli per

diete forzate, palestre

online solo per noi, ma

la tecnologia è andata

oltre: al già esistente

si è aggiunto un

nuovo modo di monitorare

il nostro corpo.

Attraverso le Applicazioni scaricabili gratis

o pagamento sul nostro Smartphone ( I

Phone o Galaxy o altro!), possiamo controllare

varie parti del nostro corpo e

tenerle costantemente sotto controllo,

specie quando siamo sotto sforzo per un

allenamento quotidiano.

Incominciamo con

iStethoscope Expert

che trasforma il nostro

telefonino in un vero

stetoscopio usando il

microfono.

Appoggiando il cellulare

sul petto, l’applicazione

è capace di analizzare

i parametri cardiaci

e di fornire anche

una semplice interpretazione

dei risultati

ottenuti.

Sotto le stesso profilo troviamo anche

Mypulse-Heart Rate Monitor, un’applicazione

che fornisce il battito cardiaco

appoggiando l’indice della mano sulla fotocamera

del nostro smartphone.

Campo de’ fiori

In forma con … il Web!!!

Teniamo sotto osservazione il nostro corpo attraverso semplici applicazioni

scaricabili sullo Smartphone

Misurare i battiti

del cuore, l’udito,

la vista, l’umore ...

fare yoga ...

meditare ...

smettere di fumare

è possibile

semplicemente con

il nostro telefonino!

Se vogliamo imparare a respirare

in modo corretto attraverso

una vera e propria tecnica yoga,

l’applicazione Universal

Breathing – Pranayama, ci

insegnerà il modo giusto attraverso

una serie di esercizi,

accompagnati da suoni ed animazioni.

Due applicazioni utili a chi ha

davvero voglia di smettere di

fumare sono: My Stop Buddy

che usa tecniche psicologiche,

test e 150 esercizi fisici; ed

QuitNow! che fa i conti in

tasca al fumatore, calcolando

quanto risparmierebbe se smettesse

di fumare sulla base di

quanti pacchetti

di sigarette il soggetto

compri in

un dato periodo

di tempo!

Test dell’udito è un’applicazione

che riproduce

un’autentica audiometria:

basta dotarsi di un paio di

cuffie ed ascoltare attentamente

i suoni che il programma

ci manda sotto

varie tonalità per verificare

il nostro grado di ascolto.

Per i test per la nostra vista

c’è Vision Test, che permette di auto

misurare il nostro grado di visione attraverso

varie forme, figure e quant’altro.

Moodscope permette di misurare il

nostro umore attraverso il metodo PANAS,

test usato dai psicologi. Attraverso un

gioco di carte online è possibile misurare i

nostri stati d’animo e comprenderne gli alti

e bassi.

Infine l’applicazione Headspace offre ben

270 ore di esercizi per la meditazione,

questo è un servizio che richiede un piccolo

abbonamento mensile.

Non ci resta che consigliarvi un uso parsimonioso

di queste tecnologie che possono

aiutare molto le persone a tenersi in

forma, ma per questioni di salute più serie

rivolgetevi al vostro dottore, anche se un

giorno non mi meraviglierei di trovarlo in

formato Applicazione!!!

Buona forma a tutti!

Glossario di Informatika

Moderna!!

Mini-spazio dedicato ai termini più in uso nel mondo

della Tecnologia e della Rete!

A cura di Patrizia Caprioli.

Tablet: è un computer portatile che può avere dimensioni che variano tra i 20 o 30 cm! Per interagire con tale strumento

basta un pennino di gomma o semplicemente le nostre dita, poiché la superficie dello schermo è formata da

sensori che captano la nostra pressione sui comandi posti su di esso. I tablet più commercializzati al mondo sono gli

I Pad e i Samsung.


Campo de’ fiori 15

CAMPO DE’ FIORI

AL TEATRO SISTINA

Con Milena Miconi e Rodolfo Laganà per la regia di Pino Quartullo.

Finalmente arriva al Sistina di Roma la

commedia musicale più attesa dell’anno,

con una produzione interamente

italiana, dedicata alla più bella piazza

di Roma ed attualmente al centro della

movida romana: Campo de’ Fiori.

Rodolfò Lagana (Cesare il fruttarolo) e

Milena Miconi (Claudia la fioraia), diretti

magistralmente da Pino Quartullo, si

conoscono da bambini e da sempre litigano,

non riuscendo a dichiararsi l’amore

l’uno per l’altra. Gianni Quinto e lo stesso

Laganà ne curano i testi e le canzoni

inedite, scritte da Roberto Giglio, che

esprimono immagini di poesia ed attualità.

La compagnia è completata da Marco

Passiglia, Renato Raimo, Tonino

Tosto e lo stesso Gianni Quinto, accompagnati

dalle coreografie di sei bravissimi

ballerini. Ci accoglie un Laganà in grande

forma e soddisfatto della prima, tenutasi il

giorno precedente, e subito ci viene spontanea

una domanda.

Sei uscito dal laboratorio teatrale di

Gigi Proietti, hai lavorato con attori

romani quali Giorgio Tirabassi, Paola

Tiziana Cruciani, lo stesso Proietti e

tanti altri, ma cosa significa la tua

romanità ?

“Per me Roma è tutto, è la mamma, la

moglie... ed io mi sento di rappresentare il

tipico romano un po’ pacioccone, come il

mio personaggio, che si vede passare la

vita accanto e non riesce a prendere un

treno al volo, che da sempre è innamorato

di una donna ma mai riesce a dichiararsi:

prendersi delle responsabilità è più

faticoso o più pericoloso? Però alla fine

succede qualcosa che gli cambierà la vita

e che non posso rivelare ai vostri lettori

che aspetto numerosi a teatro...”

Insomma un po’ come la tua filosofia

“Smaranza”!

“Bravo, è quella che ho cercato di evidenziare

nei miei spettacoli che da tantissimi

anni presento al pubblico. E’ la filosofia del

prendersela comoda, indica una situazione

divertente, rilassante, tranquilla, è quella

di chi ha capito che nella vita l’importante

non è vincere, ma non partecipare proprio!“

Campo de’ fiori non ha nulla a che vedere

con il famoso film interpretato da Fabrizi

e la Magnani, è tutta un’altra storia. Uno

spaccato della vita di Roma di oggi, popolata

da giovani che vivono la piazza di

notte. Insomma Campo de’ fiori è una

commedia musicale brillante e romantica

che, in alcuni momenti, tocca alti toni di

poesia, grazie alla notevole interpretazione

di un Laganà che porta in scena se stesso

e ad una Milena Miconi a suo agio nella

ragazza romana un po’ ingenua, ma che

alla fine riesce a percepire tutto ciò che la

circonda. Insomma una commedia che

mancava e che restituisce alla nostra città ,

tanto bistrattata negli ultimi tempi, tutta

quella onestà , romanticismo e brillantezza

che gli appartiene. Da non perdere!

Sandro Alessi

Da sx:

Rodolfo Laganà e

Sandro Alessi


16

a cura di

Catello Masullo

Campo de’ fiori

John Bennett è un bambino di 8 anni. Riceve in dono

dai genitori un orsetto di peluche al quale da il nome

di Ted. Va a letto esprimendo il desiderio che il suo

orsetto possa parlare davvero. Essendo la notte delle

stelle cadenti, il desiderio si avvera. La mattina l’orsetto

si anima, si muove e parla come un essere umano.

Diventa in poco tempo una star televisiva. Fino a quando,

con la stessa rapidità, i riflettori si spengono. Ma

resterà amico a vita di John. 27 anni dopo John ha 35

anni, convive da 4 con Lori. Ma non è mai cresciuto del

tutto, e vive ancora con il suo inseparabile orsacchiotto

Ted…

Attenzione, il fatto che il protagonista del film sia un orsacchiotto parlante,

non significa che siamo dalle parti di Winnie the Pooh. Questo orsacchiotto è

programmaticamente il massimo del politicamente scorretto. Sboccacciato,

greve, puttaniere, cannaiolo, e chi più ne , più ne metta. Il film è volgare,

sguaiato, a tratti coprofilo. Sembra un cinepanettone italiano classico, in

salsa USA. Forse per questo ha sbancato i botteghini d’oltre oceano ed è

primo degli incassi pure in Italia. Non manca qualche gag riuscita e qualche

battuta azzeccata. Ma, nel complesso, è un film da dimenticare. Per tutti, a

cominciare dai bravi (e sprecati) Mark Wahlberg, Mila Kunis e Giovanni Ribisi.

Curiosità, nelle versione originale, a dare la voce all’orsacchiotto Ted è lo

stesso regista Seth MacFarlane, che con questo film ha portato sul grande

schermo la irriverenza della sua maggiore creazione televisiva, i Griffin.

FRASI DAL CINEMA

“Ho deciso, ti chiamerò Ted!”. (Bretton Manley a Ted).

“Per quanto tu possa fare colpo in questo mondo, che tu sia un enfant prodige,

una star televisiva, Justin Beaver, o un orsacchiotto parlante, in fondo, a

nessuno gliene frega un cazzo!”. (Voce narrante).

“Oggi sono 4 anni che stiamo insieme, non credi che debba pensare a qualcosa

di particolare?

Tipo sesso orale?

Ma no! Tipo una cosa tonda da mettere al dito!

Ma non dire stupidaggini! Sono solo 4 anni. Noi stiamo insieme da 27, dov’è

il mio anello?”. (Mark Wahlberg e Ted).

VALUTAZIONE SINTETICA (in decimi) 5.5/6

Leggenda: CAPOLAVORO**** quattro stelle: equivalente in decimi: 10

DA NON PERDERE*** tre stelle: equivalente in decimi: 8

DISCRETO** due stelle: equivalente in decimi: 6

EVITARE* una stella: equivalente in decimi: insufficiente: meno di 6

TED

TITOLO: TED

REGIA: Seth MacFarlane

INTERPRETI PRINCIPALI:

Mark Wahlberg ... John Bennett

Mila Kunis ... Lori Collins

Seth MacFarlane ... Ted (voice)

Joel McHale ... Rex

Giovanni Ribisi ... Donny

Patrick Warburton... Guy

Matt Walsh ... Thomas

Jessica Barth ... Tami-Lynn

Aedin Mincks ... Robert

Bill Smitrovich ... Frank

Patrick Stewart ... Narrator (voice)

Norah Jones ... Herself

Sam J. Jones ... Himself

Tom Skerritt ... Himself

Bretton Manley ... Young John

Ralph Garman ... John’s Dad

Alex Borstein ... John’s Mom

John Viener ... Alix

Laura Vandervoort... Tanya

Robert Wu ... Asian Man ‘Ming’

Ginger Gonzaga ... Gina

Jessica Stroup ... Tracy

Melissa Ordway ... Michelle

Max Harris ... Greenbaum Kid

Zane Cowans ... Kid #1 / Young Ted’s Voice

T.J. Hourigan ... Kid #2

Owen Clarke ... Kid #3

Kristina Ellery ... Heavenly

Katelyn Lorren ... Cherene

Chanty Sok ... Angelique

Sarah Fischer ... Sauvignon Blanc

Cassie Djerf ... Waitress

Joe Sirani ... Guy at Table #1

Pat Shea ... Guy at Table #2

Paul Campbell ... Guy in Line

Josh Duvendeck ... Guy #1

Chris Cox ... Guy #2

Henry Penzi ... Partygoer (Ted’s Buddy)

Talí a Cabrera ... Girls at Party

Colton Shires ... Teenage John

Viera Andrea Moya ... Plymouth PR Worker

Haejee Kim ... Club Girl

Lydia Hannibal ... Ellen

Shawn Thornton ... Crazy Guy

Eric Weinstein ... Stagehand

Danny Smith ... Waiter

Mike Nikitas ... Newscaster

Robin Hamilton ... Female Newscaster

Mike Henry ... Southern Newscaster

Johnny Lee Davenport ... Husband

Christina Everett ... Wife

ORIGINE: USA

DISTRIBUZIONE: UNIVERSAL PICTURES INTERNA-

TIONAL ITALY

DURATA: 106’

SOGGETTO: COMMEDIA, FANTASY


18

di Giovanni

Francola

Non c’è un giorno

o un fine settimana

che sul

nostro territorio nazionale

non si verificano

drammatici incidenti

stradali, per evitare

queste “mattanze di

giovani vite”, credo

che occorre agire su

tre fronti: il primo è

quello di avviare e sostenere una più incisiva

educazione stradale nelle scuole di

ogni livello, e maggiore informazione in

tutti quei luoghi frequentati dai giovani,

per diffondere un etica di guida imprescindibile

e non più rimandabile, convinto che

su questo si debba e si possa fare molto,

ma molto di più di quello che

si è fatto fino ad ora. E’ indispensabile

far comprendere

al meglio che la voglia di

velocità , comportamenti individuali

arroganti, privi di ogni

buon senso di chi si mette

alla guida, non sono altro che

un terreno arido che non produrrà

nessun frutto.

Il secondo punto è quello di

rendere le infrastrutture idonee e non

carenti in sicurezza per la nostra viabilità ,

“basta guardarci intorno per rendersi

conto in che stato riversano molte strade

e incroci” e la dove sussistono situazioni

Campo de’ fiori

Ecologia e Ambiente

Veicoli veloci…lentezza politica

Intervenire su tre

fronti per salvare le

vite di tanti giovani:

educazione stradale,

infrastrutture

idonee, ridisegnare

i veicoli

di immediato pericolo o,

ancor peggio, di una

inaudita e totale inoperosità

, occorre tempestivamente

intervenire.

Ultimo punto è quello di

ridisegnare radicalmente

i nostri veicoli,

“intendo in termini di

caratteristiche costruttive”,

troppo spesso al di

fuori di ogni razionalità e

reale necessità .

Considerando che 85%

delle autovetture sul

mercato raggiungono

i 200 Km/h e il 77% i 220 Km/h, la

cosa si commenta da sè , anche perché

come tutti sanno, i limiti

di velocità imposti su le

principali reti stradali,

sono ben al di sotto di tali

velocità . A che serve tutta

questa potenza?

Intervenire su questi tre

aspetti, non solo è fondamentale

e doveroso per

mettere fine a queste tragedie

umane, ma è indispensabile

per gettare un seme per un

concreto cambiamento di tendenza

soprattutto tra i giovani, e per risanare

una società che vive spesso passivamente

e impotente questi ulteriori drammi fami-

gliari, all’interno di comunità grandi o piccole

che siano. Troppo spesso ci si interroga

solo dopo che si è verificato il dramma!

Se è vero che la gran parte degli incidenti

stradali sono riconducibili a queste tre

cause, mi rimane davvero difficile comprendere

per quale motivo tutta questa

lentezza politica a intraprendere iniziative

che vadano in tal senso. Prevalgono forse

gli interessi delle lobby?

Contrastare la sottocultura della “velocità ”

come unica regola di vita vincente su

tutto e su tutti, è dovere di noi cittadini,

delle istituzioni e di chi opera ogni giorno

in questo campo.

Occorre intervenire subito, fare tutto quello

che è possibile, senza più rimandare.


20

di

Giuseppe Ferone

è la

parola più

“Vintage”

usata del

nuovo millennio. Non è

soltanto una moda e

non è nemmeno un

semplice inglesismo in

voga tra gli adolescenti.

Il Vintage è molto di

più: è uno stile di vita.

Ve la faccio breve. Un

tempo a Roma ci si poteva anche azzardare,

magari sotto le feste, ad entrare in uno

dei negozi di via Condotti e comprare un

capo firmato. Era un investimento. Un

lusso che ci si concedeva almeno una volta

l’anno, o comunque molto raramente.

Poi è arrivata la crisi economica. La gente

non arriva a fine mese con mille euro. Non

c’è più lavoro, il Made in Italy è un lusso

per soli benestanti. Si compra cinese, si

veste acrilico. Gli anni’80 sono tramontati

da un pezzo. Che fare?

Semplice, c’è il Vintage. Un soprabito di

Burberry originale in puro cashmere a soli

26 euro vi sembra un ottimo affare? Allora

dovete sicuramente partecipare ad uno dei

numerosi eventi Vintage che si tengono

ogni mese nella capitale ma anche in ogni

altra città della Penisola. Al Circolo degli

Artisti, ad esempio, in via Casilina vecchia,

si tiene ogni domenica pomeriggio il

“Vintage Market”, dove è possibile trovare

occasioni veramente uniche.

Ma andiamo per ordine: cos’è veramente

il Vintage? Il nome è nato per indicare una

qualità di alcuni vini, ossia la loro annata

di pregio, e deriva dal francese antico

“vendenge”. Oggi serve a dare ad un qualsiasi

oggetto l’attributo di retrò , d’epoca.

Un aggettivo che indichi non soltanto la

vecchiaia e l’antichità dell’oggetto in questione,

ma anche il suo fascino e la sua

qualità superiore rispetto agli oggetti prodotti

negli ultimi anni.

Il Vintage nasce per qualsiasi campo di

produzione. in campo automobilistico, ad

esempio, modelli come la nuova Fiat

Cinquecento, oppure la nuova Citroen DS,

sono state create negli ultimi anni con la

stessa filosofia di cui abbiamo parlato

sopra. Se guardiamo l’estetica della nuova

Cinquecento, infatti, ci accorgiamo subito

che quest’ultima è molto più simile alla

storica 500 degli anni Cinquanta che al più

recente modello degli anni Novanta. Un

vero e proprio ritorno al passato. E’ il fascino

dello stile d’epoca.

Passando per il campo dell’ottica ci accorgiamo

che anche qui il Vintage si è reso

protagonista assoluto. Quali sono i modelli

più in voga nell’ultimo anno? Modelli d’e-

Campo de’ fiori

VINTAGE: LA MODA DEL MOMENTO,

IL FASCINO DEL PASSATO

poca. Chi non ricorda i mitici Persol rotondeggianti,

oppure i leggendari Ray Ban

Wayfarer? Sono gli occhiali da sole indossati

dai divi di Hollywood nei film degli

yuppies degli anni Ottanta, e sono gli stessi

identici modelli che sono stati riproposti

quest’anno e che continuano a sbancare

tra i giovani e gli adulti.

Ma possiamo trovare il Vintage davvero in

ogni ambito. Negli ultimi anni si è passati

dal Cd all’mp3? Dall’elettronico al digitale?

Nessun problema. Da oggi si torna al caro

vecchio giradischi, con i 33 ed i 45 giri.

Numerosi modelli sono infatti stati riproposti

in chiave moderna con tanto di porta

usb per inserire gli mp3, e con i modelli

più costosi è possibile anche convertire i

45 giri in mp3.

Ma senza dubbio il campo più in voga

rimane quello dell’abbigliamento. E se credete

che il fenomeno del Vintage sia solo

un vocabolo anglosassone usato per dare

una nota di originalità al vecchio mercatino

delle pulci, per vendere di più ed attirare

clienti, sbagliate di grosso. Pensiamo

alla tipica clientela dei vecchi mercatini

dell’usato: gente comune. Cittadini medi.

Appassionati e collezionisti. Il fenomeno

del Vintage invece ha colpito proprio tutti,

anche e soprattutto classi benestanti e

quelle signore snob che fino a qualche

anno fa guardavano ai mercatini dell’usato

come un qualcosa per le classi povere.

Oggi sembrano essere invece le maggiori

fan dei mercati Vintage. Così Il tanto vecchio

ed amato mercatino delle pulci diventa,

negli anni ’10 del nuovo millennio, un

fare d’alto bordo.

Non ci credete? Beh, allora non vi ho ancora

parlato della case d’asta. Il Vintage

infatti ha spopolato nel campo dell’abbigliamento

e della moda sotto forma di tre

principali luoghi d’incontro: i classici mercatini

del vintage, che possono essere

negozietti, chioschi o banchi di mercato,

diffusi per tutto il territorio della città e

dov’è possibile trovare capi firmati ed

autentici, usati, a basso prezzo. Poi ci sono

le case d’asta, ossia il “Vintage d’alto

bordo”; il punto centrale resta sempre lo

stesso: abbigliamento d’epoca, capi usati,

firmati. Ma nelle case d’asta è ammessa

soltanto una clientela particolare fatta da

stilisti, miliardari, persone di spicco nel

campo della moda e del business, e vip

dello spettacolo. La casa d’aste Drouot, ad

esempio, è uno degli indirizzi più esclusivi

di Parigi. E se nei mercatini del Vintage è

possibile acquistare un soprabito di

Burberry usato a 26 euro, nelle case d’asta

ci si può aggiudicare per cifre spaventose

un vecchio abito da cerimonia utilizzato da

Marylin Monroe in persona.

Infine si può sempre partecipare ad uno

Swap Party. Il terzo luogo di diffusione e

compravendita dell’abbigliamento Vintage.

Letteralmente, lo Swap Party (Baratto-

Party) indica una festa dov’è possibile

scambiare e barattare oggetti. In effetti è

proprio questo lo scopo: shopping a costo

zero. L’unica regola sono i capi d’abbigliamento

i quali devono essere rigorosamente

in buone condizioni. Un vero colpo

basso per la crisi economica. In uno Swap

Party potremo finalmente dare via quella

nostra cravatta Hermes che ci avevano

regalato venti anni fa e che non ci è mai

piaciuta, con qualcosa di più adatto a noi

ed allo stesso tempo pregiato come la

nostra cravatta. Magari un bel paio di

Oliver Peoples.

Insomma, il Vintage sembra essere l’investimento

del futuro. La moda del momento.

Il fascino del passato. E se anche il

famoso ed italianissimo Sigaro Toscano si

inventa dei nuovi pacchetti in edizione

limitata per i sigari, e decide di chiamarli

“Vintage” riprendendo lo stile degli antichi

pacchetti con cui venivano confezionati i

sigari nei primi anni del Novecento, significa

che questa è davvero l’era del retrò .

Forse il fenomeno del Vintage è un capriccio

della società . Un segno di ribellione

che sembra volerci dire sottovoce “Che

nostalgia di quegli anni. Di quando si stava

bene”.

Campo de’ fiori vi propone,

in esclusiva, l’elenco dei

maggiori negozi Vintage che

è possibile trovare a Roma.

I più visitati e gettonati:

Pifebo Vintage Shop - San Lorenzo

Via dei Volsci 101

Pulp – Via del Boschetto 140

Le Vesti di Messalina – Via Leonina 24

Twice Vintage Shop - Via di San

Francesco a Ripa 105/A

Abiti usati - Via del Governo Vecchio 35

Vecchia America - Via Ostilia 4

Greemour - Via Magliano Sabina 60

Banco 193 – Mercato di Via Sannio


Saper adattare un Apparecchio Acustico.

del Dott.

Stefano

Tomassetti

Un lavoro da Professionisti.

Saper adattare un apparecchio

acustico è

il frutto di tante componenti.

Questo lavoro è di esclusiva

competenza dell’ Audioprotesista.

E’ una qualifica che si consegue

attraverso un percorso

universitario dell’Area

Sanitaria Medica.

Sono oltre 25 anni che svolgo questa professione

e nel tempo tante cose sono cambiate.

Le conoscenze e le ricerche in tutti

gli aspetti dei problemi di udito hanno

migliorato non solo i dispositivi all’interno

degli apparecchi acustici ma hanno permesso

anche di capire meglio come agire,

cosa si deve regolare e come per avere

successo migliorare l’udito e di conseguenza

la vita delle persone

che hanno un problema

di comprensione.

Le aziende che producono

gli apparecchi

acustici non sono moltissime.

Anzi nel

tempo sono diminuite.

La crescente necessità

di finanziamenti per

costosi laboratori di

ricerca ha determinato l’accorpamento in

cinque o sei principali costruttori che producono

il 90% degli apparecchi acustici di

qualità .

I centri dove lavorano gli Audioprotesisti

hanno quindi a disposizione diverse soluzioni,

diverse marche dove ognuna ha

delle caratteristiche precise e che la fanno

preferire per risolvere questo o quell’altro

problema di udito.

L’Audioprotesista è come un medico che

deve scegliere una medicina ed è meglio

se dispone di diversi tipi di medicine che

una sola.

Certo la marca di un apparecchio acustico

è importante perché è sinonimo di serietà

conquistata nel tempo. I marchi più

importanti oggi sono: Oticon,

Starkey, Siemens, GnResound,

Phonak, ma il migliore apparecchio

acustico è decisivo solo per il 30%

del risultato.

Ma cosa determina un buon risultato

di un adattamento uditivo ?

Per raggiungere il miglior risultato ci

vuole, come in tutte le professioni, la

competenza e l’esperienza, che equivalgono

a più del 50% del risultato,

e anche una assistenza post-adattamento,

che segua il paziente dopo

Bisogna saper

scegliere l’apparecchio

acustico più adeguato.

Ognuno di noi ha un

modo di vivere

diverso.

Campo de’ fiori 21

l’acquisto.

La competenza e l’esperienza sono

determinanti, fondamentali.

I molti anni di lavoro, i tanti casi trattati e

il continuo aggiornamento obbligatorio

oggi nelle professioni sanitarie, sono indispensabili

per saper comprendere il problema

di udito di una persona e le sue

diverse esigenze.

Una perdita di udito non è come un

abbassamento della vista che basta correggere

i gradi che mancano e i problemi

sono risolti.

Per prima cosa bisogna saper scegliere

l’apparecchio acustico più adeguato. Una

soluzione per l’udito che abbia le caratteristiche

tecnologiche più appropriate per il

tipo di persona che lo deve adattare e il

suo stile di vita, che sappia adattarsi agli

ambienti sonori in cui questa persona vive

e lavora.

Ognuno di noi infatti ha

uno modo di vivere

diverso. C’è il manager

che ha molte riunioni di

lavoro, il commerciante

che incontra ugualmente

molte persone ma in

ambienti molto diversi,

in negozi o per la strada,

o la persona che

invece ha una vita più

semplice.

Queste persone possono avere lo stesso

difetto di udito ma situazioni di ascolto ben

diverse da dover risolvere e per questo

motivo l’Audioprotesista dovrà scegliere

modelli di apparecchi acustici differenti.

Una volta individuato il modello più adeguato,

è importante la capacità del professionista

Audioprotesista di saperlo

regolare correttamente.

I nuovi apparecchi acustici sono dei veri e

propri computer che hanno moltissimi

comandi che l’Audioprotesista, con i suoi

studi e la sua esperienza, deve saper far

lavorare nel modo più idoneo per consentire

l’ ascolto migliore.

Diverse volte ho sentito delle persone che

si dicevano indecise se acquistare un

apparecchio acustico perché avevano sentito

dire che danno fastidio, che si sentono

confusione o fischi o altri disturbi ancora.

E’ facile dimostrare che con i nuovi apparecchi

acustici questi problemi non ci sono

più da tempo. Probabilmente a queste

persone non è stato adattato un apparecchio

acustico in modo adeguato oppure

che solamente non è stato regolato bene.

A volte le aspettative di chi prende un

apparecchio acustico non sono realistiche

o possibili da soddisfare. Ci sono problemi

di udito difficili da risolvere e sordità profonde

dove non si può recuperare oltre

una certa percentuale di suoni. In questi

casi la situazione va spiegata subito in

modo che, appunto, la persone abbia

coscienza delle sue possibilità di recupero

reali.

L’Audioprotesista ha il compito di rendere

comprensibile quali sono i possibili traguardi

da raggiungere e quali no.

Ricordiamo un dato emerso da una indagine

effettuata dall’istituto di ricerca nazionale

Censis nel 2012. Quasi 9 persone su

10 con problemi di udito hanno dichiarato

una migliore qualità di vita attraverso l’uso

dell’apparecchio acustico.

Sentire bene è vivere meglio.


22

del Prof.

Massimo

Marsicola

Il Logos, unitario

all’origine, a motivo

della frantumazione

dell’essere nel mondo

in molti enti, si articola

esso stesso in modo da

poter accompagnare

gli enti (che sempre

sostiene e tiene nelle

sue mani), con la dialettica.

La dialettica è il

dispiegarsi del Logos

unitario, il dipanarsi della sua verità nel

discorso e mediante il discorso. Il dispiegarsi

e il dipanarsi sono necessari a motivo

della finitudine delle cose cui si riferisce.

La finitudine degli enti, indica il dissolvimento

dell’unità e la manifestazione

dell’alterità nell’altro. In questo altro l’essere

rimane unitario come fondo comune

a tutti gli enti, ma nella realtà , esso stesso

è scivolato al di qua, nell’altro, dandosi

come molteplice. La parola vien a sostenere

un discorso che deve provvedere a

portare alla luce la verità . Con la verità , il

discorso dialettico si posa già presso la

sua sorgente. Il discorrere è lo stesso che

“l’incarnarsi del pensiero”. E’ il venire al di

qua per dire ciò che di qua si cerca ed è

atteso. Il pensiero nuovo che si produce è

un passare dell’essere che sempre si rinnova.

In tal modo l’essere passa sempre e

nuovamente dall’ascosità alla presenza. E’

un continuo transitare. Ma qual è il luogo

dove il pensiero è concepito? Qual è l’organo

o la funzione mediante la quale perviene

all’idea? Non è forse esso stesso,

secondo una modalità differente, già

presso l’idea? Ma rispondere a queste

domande, per l’economia dell’articolo, per

il momento è improprio.

Il giudizio che attiene al dispiegarsi del

Logos al di qua mediante il discorso, abbisogna

della verità . L’incontro con la verità

è immissione nell’essere unitario che per

la molteplicità degli enti è come tolto. Per

questo si dice che è trascendente. Per il

Campo de’ fiori

L’uomo è il luogo

della manifestatività dell’essere

suo non essere più nella sua unitarietà . La

totalità degli enti, infatti, non è ancora l’unitarietà

dell’essere. Questi sono soltanto

una porta d’accesso all’essere. Porta d’accesso

mediante la parola, il giudizio, il discorso.

Tutte queste cose sono per l’uomo

possibilità di riunione con il Logos. Porta

che soltanto l’uomo, mediante il verbo,

può aprire. L’essere ha nell’uomo il

suo luogo di manifestazione in quanto

l’uomo è dotato del logos, di ciò

che è l’essere nella sua unitarietà .

Nell’uomo l’essere trova accesso e transito,

stanza di-stanza. Ma è l’uomo il fulcro

della manifestatività dell’essere.

Nell’uomo e soltanto in lui può avvenire il

risalimento, ovvero la ricostruzione del

percorso inverso. Se, in un certo qual

modo, l’esistenza stessa è modalità della

manifestatività dell’essere, all’uomo attie-

Essere / Logos unitario

Essere come molteplice / Ente

Essere unitario come ritorno-ricostruzione / Logos del singolo

ne questo riconoscimento e la costruzione

del percorso inverso quale suo compito:

dalla molteplicità e caducità dell’ente,

all’unità ed eternità dell’essere. Anzi, in

quanto chiamato alla vita, l’uomo è chiamato

a superare la mera esistenza in direzione

di Colui che solo è l’origine di ogni

cosa: la vita stessa. Il risalire all’origine è

la condizione dell’andare avanti. Il non

risalire verso l’origine, il non decidersi di

camminare in questa direzione, significa

non solo non avanzare ma errare, errabondare.

Il Logos si caratterizza specialmente per la

verità . E quello umano, che già da sempre

si trova al di qua, per poter diventare conforme

al Logos d’origine, deve incontrare

quest’origine. L’incontro avviene nella verità

, per mezzo della verità .


24

del Dott. Sergio

Funicello

Analizziamo oggi il

problema del

“cartellino” per il

parcheggio invalidi

che, da ora, chiameremo

semplicemente

PARKING. E’ una questione,

a mio avviso,

d’educazione civica

che stenta ad essere

accettata, parlo di

tutta Italia, semplicemente per scarsa sensibilità

verso chi per motivi di nascita, per

sopraggiunte malattie o per infortunistica

si è trovato in una posizione di svantaggio

sociale per quanto alla deambulazione.

Questa scarsa sensibilità si tramutava in

grandi danni per i veri portatori di handicap

locomotorio.

Tale convinzione è stata il caposaldo della

mia decisione di limitare ESCLUSIVAMEN-

TE agli aventi diritto questo piccolo vantaggio.

La convinzione che chiunque, essendo

invalido, ne avesse diritto si basava su un

errore degli utenti e su un pressappochismo

d’alcuni medici addetti alla certificazione.

Spesso ciò accadeva in buona fede, a

volte per motivi d’immagine.

Ne so qualcosa io di quest’ultima motivazione

essendomi ritrovato ad essere odiato

da cittadini che non volevano, e non

vogliono, accettare la perdita di questo

privilegio.

Non fa nulla, sono convinto che chi agisce

in buona fede capirà e rivedrà il suo giudizio,

mentre degli altri non mi interessa.

Una precisazione però va fatta ed è

importante

DOBBIAMO CAPIRE COSA

S’ INTENDA PER CAPACITA’

ALLA DEAMBULAZIONE.

GRAVEMENTE IMPEDITA Essa non è

riferibile solo a patologie neurologiche od

ortopediche o traumatologiche, ma a tutte

quelle condizioni che direttamente od indirettamente

inficino in maniera molto grave

la stessa.

CIECO CIVILE O GRAVEMENTE IPO-

VEDENTE MALGRADO LA CORREZIO-

NE. Questa condizione dovrà essere attestata

dalla certificazione della commissione

“ciechi civili” o da certificato medico

specialistico (OCULISTA) di STRUTTURA

PUBBLICA

Campo de’ fiori

Concessione

parcheggio invalidi

ed

esonero

cinture sicurezza

INSUFFICIENZA RENALE IN FASE

TERMINALE OVVERO PER SOGGETTI

IN TERAPIA EMODIALITICA Questa

condizione dovrà essere attestata dalla

certificazione della commissione invalidi

civili o da certificato medico specialistico

(CENTRO CUI IL PAZIENTE AFFERISCE

PER LA DIALISI)

PATOLOGIA ONCOLOGICA CHE

NECESSITI DI CHEMIOTERAPIA O IN

FASE PRE TERMINALE Questa condizione

dovrà essere attestata dalla certificazione

della commissione invalidi civili o da

certificato medico specialistico con indicazione

dei tempi previsti per la stessa (CEN-

TRO CUI AFFERISCE PER LA CHEMIOTE-

RAPIA O CERTIFICATO ONCOLOGO)

PATOLOGIE PSICHIATRICHE GRAVI

Questa condizione dovrà essere attestata

dalla certificazione della commissione

invalidi civili o da certificato medico specialistico

(DSM CUI IL PAZIENTE AFFERI-

SCE)

CARDIOPATIE GRAVI III E IV CLAS-

SE NYHA COMPRESI I TRAPIANTATI

Tale condizione dovrà essere attestata

dalla certificazione della commissione

invalidi civili o da certificato medico specialistico

pubblico (CARDIOLOGO CON

ECG E CLASSE NYHA SPECIFICATA E

MOTIVATA)

GRAVI ARTERIOPATIE ARTI INFE-

RIORI Questa condizione dovrà essere

attestata dalla certificazione della commissione

invalidi civili o da certificato medico

specialistico pubblico (ANGIOLOGO O SPE-

CIALISTA CHIRURGIA VASCOLARE CON

ESAME ECOCOLORDOPPLER ARTI INFE-

RIORI)

GRAVISSIMA IPOACUSIA O SORDI-

TA’ TOTALE Questa condizione dovrà

essere attestata dalla certificazione della

commissione invalidi civili o da certificato

medico specialistico pubblico (ORL

ACCOMPAGNATO DA ESAME AUDIOME-

TRICO)

CRISI EPILETTICHE NON TOTAL-

MENTE CONTROLLABILI CON LA

TERAPIA Questa condizione dovrà essere

attestata dalla certificazione della commissione

invalidi civili o da certificato

medico specialistico pubblico (NEUROLO-

GO ACCOMPAGNATO DA ELETTROENCE-

FALOGRAMMA)

PATOLOGIE PEDIATRICHE GRAVI

PSICOFISICHE Anch’esse accompagnate

da certificazione pediatrica o dello spe-

cialista specifico di struttura pubblica con

esami idonei attestanti

QUALUNQUE ALTRA PATOLOGIA che

non risultasse tra le suddette dovrà essere

attestata o da certificazione di commissioni

invalidi civili o Legge 104/92 o da

specialisti pubblici con idonei esami correlati

PAZIENTI NEUROLOGICI ED ORTO

REUMA TRAUMATOLOGICI Stesse

regole varranno anche in questi casi e

dovranno, comunque, presentare certificato

d’invalidità civile attestante le patologie

o, in assenza o a richiesta del medico legale,

certificazione specialistica idonea

E’ ovvio che il medico legale potrà anche

avocare a se la decisione

PLURIPATOLOGIE Se concorrenti tra

loro e capaci, nella somma., di causare

una condizione di necessità saranno valutate

dal medico legale.

Si tenga presente che sarà segnalata

la patente auto per revisione della

stessa che potrà arrivare fino alla

revoca (il non possesso dovrà essere

autocertificato)

Un piccolo accenno alla concessione esonero

cinture di sicurezza.

Viene concesso a:

DONNE IN GRAVIDANZA Solo con

gestazione a rischio segnalata da un ginecologo

essendo considerata protettiva. Il

ginecologo è tenuto ad insegnare come

indossarle.

PORTATORI PACE MAKER E DEFI-

BRILLATORE

MASTECTOMIZZATE In base all’interessamento

della mammella destra o sinistra

si autorizza la “non cintura” nel caso di

passeggera o, nella seconda ipotesi, se dal

lato guida e, se posto posteriore, gli equivalenti.

Si ricorda che è obbligatoria anche

per chi siede dietro

ESITI INTERVENTI CHIRURGIA

TORACICA O CARDIOCHIRURGIA

(STERNOTOMIZZATI ad esempio)

GRAVI OBESITA’ La cintura di sicurezza

è uno dei migliori metodi per salvare la

vita nostra e dei nostri cari, per questo

motivo troverete severità nella concessione

affinché , questa volta severità significhi

serenità .La presenza di air bag aumenta

la necessità della cintura.

Per chiarimenti sergio.funicello@gmail.com


Come dicevo nell’articolo

precedente, il

materiale epistolare

di Alessandro Soli

che ho a disposizione è

notevole, pensate che

Turiddo dal giorno della

sua partenza scriveva

una lettera o cartolina

postale, ogni due o tre

giorni, gioco forza ho

dovuto fare una scelta

ben precisa, tralasciando

il periodo che va dall’inizio del 1941,

quando il suo reggimento sostava in

Jugoslavia, prima dell’avvicinamento al

fronte Russo, per soffermarmi su tutto il

1942, l’anno dell’avanzata verso l’obiettivo

principale di quella guerra micidiale : la

conquista della Russia e la conseguente

Campo de’ fiori

Come eravamo

Turiddo Madami... questo sconosciuto

….. avvicinamento e avanzata verso il fronte Russo

vittoria delle truppe italo-tedesche.

Logicamente per motivi di spazio, non

posso pubblicare le lettere in modo

integrale, mi limiterò pertanto a proporvi

degli stralci che sicuramente renderanno

l’idea, le sensazioni e i sentimenti

di questo nostro concittadino, e

lo faranno finalmente conoscere per

essere rivalutato attraverso quello che

scriveva dal fronte. Inizio appunto con

la lettera del 9.8.41 XIX (diciannovesimo

anno era fascista) scritta sicuramente

ai confini tra Jugoslavia e Russia

e arrivata a Civita Castellana (vedi

bollo originale sulla busta) esattamente

il 19.8, pensate solo dieci giorni,

incredibile, considerando la distanza e

il tempo impiegato e soprattutto con la

guerra in corso. Scrive Turiddo:

“Cari genitori ò ricevuto le vostre due cartoline, con la data del 29 e 30. Piacere mi fa sentire che

state bene, soltanto vi resta il pensiero di me. Ma miei carissimi, io sto molto bene, la mia salute è

ottima, e mamma cara cerca di farti coraggio e non pensare a me, stai tranquilla che vi farò sapere

sempre mie notizie. Caro papà ci stiamo portanto verso la Russia, ma non pensare a male, che le cose

vanno abbastanza bene e presto anche la Russia sarà annientata. Stai tranquilo che mi farò coraggio

come ò fatto altre volte. Riguardo queste parti sono abbastanza vaste di terreno ma poco coltivate, la

gente à tuttaltro modo di fare, ma verso di noi sono molto gentili. Spesso e volentieri facciamo dei

grazziosi pasti. Compriamo galline e pollastri, e ce li magnamo che è una bellezza, con le uova faccio

la cura de quante me ne magno. Dunque come vedete che tanto male non me la passo. Soltanto che

qua quando piove fa un po freschetto, ma quando ce il sole, e molto caldo. Dunque non ò niente a

lagnarmi. Come vi ripeto fatevi coraggio e non datevi pensiero, che io sto molto bene. E che presto la

vittoria sarà nostra, e così sarò di nuovo tra voi. Anche oggi ho ricevuto notizie di Primetto(1), anche

lui dice che sta bene, e che presto verrà in licenza. Vi prego di scrivermi sempre e fatemi sapere qualche

notizia della nostra bella Italia. Fatemi sapere se Primetto si trova in licenza. Non ò altro da

dirvi. Saluti alle vicine di casa. Saluti a Beatrice e Remondo, insomma a tutti, tanti bacetti a

Sandra a Teresa e Arnoldo. Saluti a Primetto e Rina. Un forte abbraccio e tanti baci vostro figlio

Turiddo.”

(1) Primetto era il fratello, ma era militare in Italia

Per la precisione Sandra è la nipotina di

Turiddo, figlia di Teresa, colei che ha

messo a mia disposizione questo importante

materiale. Contrariamente a quanto

detto all’inizio, questa lettera l’ho trascritta

integralmente, copiandola così com’è ,

con la sua grammatica e il suo lessico, per

darvi un’idea di quello che provavano i

nostri militari, convinti di una celere avanzata

e di una altrettanto celere vittoria.

Certo era il mese di Agosto ed il povero

Turiddo ancora non immaginava che

avrebbe poi avuto a che fare con il

Generale Inverno. (continua)

Turiddo militare (secondo in piedi da dx)

25

Busta originale contenente la lettera

sopra trascritta


26

Campo de’ fiori

Sua Eccellenza Divo Zadi da Montefollonico

Con lo sguardo rivolto verso le sue origini

Montefollonico, frazione del Comune

di Torrita di Siena, è un Borgo

sorto sulla cima di un colle a quota

580 metri, fra la Valdichiana e la Val

d’Orcia.

L’abitato si sviluppò fra il XII e il XIII

secolo, in un primo momento con la fondazione

della Pieve di San Leonardo da

parte dei monaci Circestensi del vicino

Monastero, quindi, come Borgo fortificato

della Repubblica Senese poiché , la sua

particolare posizione, ne faceva un utile

avamposto contro Montepulciano alleato

di Firenze.

Ne 1543 si arrese all’esercito imperiale di

Carlo V entrando così a far parte del

dominio fiorentino dei Medici.

In questo piccolo Borgo, il 15 gennaio

1931, nasce Mons Divo Zadi, nominato

Vescovo il 10 marzo 1989 ed eletto alla

sede di Civita Castellana dove fa il suo

ingresso il 13 maggio dello stesso anno.

Trascorrono velocemente 19 anni e Mons

Zadi, il 16 febbraio 2008, diviene Vescovo

Emerito.

Non è questa la sede per ricordare le

innumerevoli opere realizzate per iniziativa

del nostro amato e indimenticato Vescovo

che, ultimato il suo Ministero, ha deciso di

far ritorno nella propria terra di origine,

dove il suo cuore è sempre rimasto legato,

pur mantenendo la sua saltuaria presenza

a Civita Castellana.

Oggi Mons Vescovo Divo Zadi, avendo più

tempo a disposizione, può nuovamente

passeggiare per gli stretti vicoli del Borgo

nativo rivivendo i giorni della sua adolescenza,

qui si ferma spesso a parlare con i

suoi amati concittadini che continuano a

chiamarlo semplicemente “Don Divo”.

Tutto ciò rientra nella normalità delle

cose, ma Mons Vescovo non è persona da

restare ferma e, come osserva il Vescovo

di Montepulciano Mons Rodolfo Cetoloni,

egli ha pensato bene di investire “i suoi

risparmi, frutto del lavoro degli anni di lontananza

da casa”, per dare corso ai lavori

di restauro dell’Oratorio della Compagnia

di Santa Caterina d’Alessandria di

Montefollonico, “la casa di Dio, che lo ha

visto bambino e giovane sacerdote, dove

lo portava per mano la sua mamma”.

Il 30 giugno u.s. è il giorno dell’inaugurazione

del restaurato Oratorio della

Compagnia di Santa Caterina

d’Alessandria, una bella, intensa, toccante

cerimonia, svoltasi alla presenza di molte

personalità e di un gruppetto di persone in

rappresentanza di Civita Castellana intervenute

a seguito invito di Mons Vescovo.

Non si poteva di certo mancare! Ancora

grazie Eccellenza per tutto ciò che Ella ha

fatto.

Riccardo Consoli

Ho letto con piacere il libro gentilmente donatomi da S.E. Reverendissima, e nel

leggerlo sono tornato indietro di qualche anno. Mi sono immerso nei ricordi di

un giorno speciale, a quando, con molta generosità , il Vescovo ospitò il Coro

della Cattedrale di Civita Castellana nella sua Montefollonico, che ebbi occasione di

apprezzare, per la prima volta, in quella circostanza.

La bellezza del luogo, la pace che regnava, la poesia di quei vicoli e dei meravigliosi

vasti, aerei panorami, le bellissime chiese con la loro intima sacralità … e poi il concerto

del Coro in quella chiesa arrampicata su di un colle infinito da cui si scorgeva

il mondo… e l’arrivo della sua amata madre, Sig.ra Armida, che non volle mancare

all’evento. Non cantavo ancora nel coro e fui molto impegnato a catturare le immagini

più importanti.

L’eccellente cena al ristorante fu il degno epilogo.

Quest’opera preziosa e rara, che lo riguarda, dimostra il profondo attaccamento per

il suo amatissimo paese natio.

Va doverosamente ricordato quanto S.E. abbia fatto anche per la nostra diocesi

durante tutto il suo mandato.

Talmente forte è il legame che lo lega ad entrambe le cittadine, l’una per avergli

dato i natali, l’altra per averlo accolto con osservanza ed amore a svolgere il suo apostolato,

che a tuttora si divide fra le due.

Il volume intitolato La chiesa della compagnia di S. Caterina d’Alessandria a

Montefollonico. Storia e restauri è stato curato da Laura Martini, con i testi della

medesima e di Mariano Marziali e Gabriele Rossi. È stato editato nel 2012 dalla

Società Bibliografica Toscana.

Sandro Anselmi


Campo de’ fiori 27

Yoga

La disciplina che unisce il corpo allo Spirito

Respirazione yogica

La pratica dello yoga consente di ottenere

benefici sul piano fisico, mentale e spirituale,

ma soprattutto costituisce una via di

ricerca dell’UOMO INTERIORE.

Oltre alle pratiche fisiche, descritte con

qualche esempio nei numeri precedenti,

una delle pratiche più importanti e spesso

sottovalutate è la respirazione yogica.

Ecco come ne descrive i vantaggi Swami

Sivananda, grande Yogi orientale:

«Con la respirazione yogica il corpo diventa

forte e sano; il grasso superfluo scompare,

il viso si fa luminoso, gli occhi scintillano,

un fascino particolare emana da

tutta la persona. La digestione si svolge

con facilità . Il corpo si purifica interamente

e la mente diviene calma, obbediente.

La pratica costante apporta felicità e

pace.»

La respirazione completa consiste in tre

fasi successive legate da un unico e

armonico atto e costituisce la respirazione

ideale:

- respirazione addominale o diaframmatica;

- respirazione toracica o media;

- respirazione clavicolare o alta.

La tecnica

Per eseguire la respirazione completa,

questa deve essere calma e profonda e

non deve essere praticata a scatti o forzatamente.

L’inspirazione yogica completa

unisce i tre modi di inspirare e li integra in

un unico movimento ampio e ritmico. Il

diaframma nell’ispirazione si abbassa

verso gli organi addominali, dopodiché si

effettua una breve ritenzione a polmoni

pieni. Segue l’espirazione completa e

quindi una breve ritenzione a polmoni

vuoti.

Questo ritmo respiratorio, effettuato senza

forzature, non comporta alcun rischio e

non ha controindicazioni, salvo casi di

gravi disturbi patologici.

Effetti benefici della respirazione

yogica.

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Il diaframma è un muscolo potente e nella

sua contrazione ritmica procura un eccezionale

massaggio agli organi interni, quali

cuore, stomaco, intestino.

Correggendo la respirazione abituale otteniamo

una rivitalizzazione dell’organismo

nei confronti della fatica fisica e della

depressione mentale.

Una persona che respira in fretta è agitata

mentalmente, di conseguenza respirare

correttamente comporta calma e serenità

mentale, con enormi riflessi positivi sui

problemi della vita quotidiana.

Vi invitiamo vivamente a porla in pratica in

qualsiasi momento della giornata e per la

prima volta ci si accorgerà di quali energie

enormi aspettano di essere rivelate in noi.

Anche tramite il nostro sito

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28

Il giorno 04 ottobre 2012

presso la Chiesa di San

Sebastiano della cittadina

di Vignanello in provincia

di Viterbo, il Consigliere

dell’Associazione Artistica

IVNA, Maria Rita Innocenti

è presente nella

Santa Messa dedicata a

San Francesco d’Assisi.

Un Rito religioso semplice

e sentito, parole che ispi-

rano all’umiltà e alla pace quelle proclamate

dal Parroco Don Giuseppe Aquilanti,

il quale, con garbo e delicatezza dovute al

caso, ringrazia l’Artista Maria Rita

Innocenti per aver anche questa volta

messo a servizio della Comunità il talento

del quale è dotata, restaurando la statua

di San Francesco d’Assisi, da tempo mal

ridotta. Maria Rita Innocenti è nota per i

suoi mirabili interventi di “rinnovamento”

su numerose oggettistiche e anche su

opere sacre del locale “patrimonio” parrocchiale:

già tre anni fa si era cimentata con

risultato ammirevole nel restauro della

statua di San Antonio Abate accompagnata

in processione con amore e fede dal

popolo di Dio di Vignanello.

L’abilità e la competenza di restaurare

oggetti, statue, monili, attrezzi antichi e

mal ridotti, riportandoli allo splendore originale

rappresentano, questa volta, l’occasione

per Maria Rita di riportare all’ antica

Campo de’ fiori

Associazione Artistica Ivna

MARIA RITA INNOCENTI ALLA RICERCA DELLA LUCE

CON AMORE E PASSIONE NEGLI OCCHI DI SAN FRANCESCO

della Prof.ssa

Maria Cristina

Bigarelli

luminosità e al rinnovamento la Statua di

San Francesco. Guardandola possiamo

essere rapiti dagli occhi del Santo che

sembrano irradiare una luce tale da renderli

impressionanti ed espressivi con il

loro guardare in alto, verso infiniti orizzonti,

oltre il terreno e l’immanente. La tecnica

utilizzata è sicuramente efficace, come

efficaci e rinnovatrici sono le mani dell’artista

guidate dalla testa e dal cuore. Un

concetto questo che ci riporta a una frase

attribuita da alcune fonti allo stesso San

Francesco, da altre fonti a Michelangelo e

da altre ancora a San Tommaso: “Chi

lavora con le mani è un operaio, chi

lavora con le mani e con la mente è

un artigiano, chi lavora con le mani,

con la mente e con il cuore è un artista”.

Qualunque sia l’origine e la

paternità di questa citazione, possiamo

considerarla ottima per encomiare

il lavoro manuale di tante persone

che lavorano con l’anima e per chi,

come Maria Rita Innocenti, mette il

cuore oltre che i talenti a lei donati …

per chi come lei, con umiltà , semplicità

, capacità e passione, sa trasformare

un oggetto grezzo e imbruttito

dall’incuria del tempo, in opera dignitosa

e lucente.


Che somaro!

Lo diciamo di chi va

male a scuola. A parte

che mi pare ingiusta

l’accezione negativa al

nome di un animale utilissimo,

intelligente,

magari sì, un po’ testar-

Paolo Balzamo do, ma fedele e forte

mallevadore di fatiche

dei nostri nonni contadini e soldati (somaro,

ossia “portatore di soma, di carico”).

Noto che ancor peggio è andata al figliastro

più grande e forte, il mulo, disprezzato

bastardo (portatore di basto, di carico

pesante, e poi proprio per indicare il mulo,

figlio illegittimo).

Ma ciò che proprio non capisco è la prima

accezione: chi non studia, chi va male a

scuola è un somaro.

Qualche fatto storico.

Primi anni ‘60. Un ragazzo in America

viene espulso dal college perché bocciato

all’esame di filosofia. Si vendica impersonando

il più famoso archeologo dello

schermo, Indiana Jones. Era Harrison

Ford.

Primi del ‘900 Il

Politecnico federale di

Zurigo boccia all’esame

di ammissione un giovane

che poi viene assunto

come impiegato all’ufficio

brevetti. È Albert

Einstein.

I suoi professori lo bocciano più volte definendolo

”scaldabanchi”. Diventa non solo

insegnante di letteratura francese nei licei

parigini, ma anche uno degli scrittori di

maggior successo di fine secolo: Daniel

Pennac.

Metà ‘800, nell’Ohio (Stati Uniti) un dodicenne

viene espulso dalle scuole medie

perché assolutamente non in grado di

capire la matematica ed incapace di concentrarsi.

Per ripicca batterà il record di

brevetti scientifici attribuiti ad una perso-

Campo de’ fiori 29

Che somaro!

Le eccezioni che confermano la regola

na singola: 1.086! Era Thomas Edison

(lampadina, fonografo, cinema, auto elettriche,

ecc.)

...menomale che queste cose succedono

solo all’estero, in Italia proprio no!

Primi anni ‘50, alla Bocconi, esame di

“Economia 1”. Un professore boccia un

esaminato dicendo “Lei non ha nemmeno

idea di cosa sia l’economia!”. L’esaminato

aveva un doppio cognome, si chiamava

Padoa Schioppa e forse dell’economia

non aveva idea, ma ne diventò ministro

(e dei migliori!)

Fine ‘800, uno studente viene espulso per

scarsi risultati dalla Facoltà di lettere

dell’Università La Sapienza di Roma e continua

gli studi a Bonn. Più tardi riceverà il

Nobel per la letteratura. Era Luigi

Pirandello.

Al liceo viene bocciato il futuro presidente

della Repubblica Luigi Einaudi.

Deve ripetere la terza media un ragazzino

che preferisce il pallone (e la Roma) al latino

e al greco: diventerà il senatore a vita

Giulio Andreotti.

Campionessa di salto in alto e salto in

lungo ai Littoriali del ‘42, era definita

“deboluccia in matematica” (e venne più

volte rimandata) la nostra meravigliosa

astrofisica Margherita Hack.

Diventa perito elettrotecnico solo a 22

anni (anziché a 18) a causa di tre bocciature.

Diventerà presidente della Camera;

è Fausto Bertinotti.

Nel 2005 l’Università di Foggia conferisce

la laurea Honoris causa a Renzo Arbore.

Cinquant’anni prima lo stesso Arbore

aveva cominciato a suonare perché il

severo padre gli aveva tagliato i viveri

dopo la solenne bocciatura in terzo liceo,

sempre a Foggia!

Scarsa lungimiranza dei docenti? Semplice

“ravvedimento” dei ragazzi temporaneamente

sbandati? Inadeguatezza dei programmi

scolastici e della scuola in generale?

O inevitabile legge di natura?

Forse l’insieme di tutto questo, ma ne parleremo

sul prossimo numero e vedremo

come collegare gli ambasciatori Aztechi e

l’evoluzione della vita.

Hasta la vista

P.s. Se qualche studente svogliato legge

queste brevi note, non ne tragga consolazione:

è statisticamente dimostrato che la

percentuale di retribuzione da adulti è

proporzionale al grado di istruzione percorsa!

Le eccezioni sono, appunto, eccezioni!


30 Campo de’ fiori

Le trasformazioni di

di Francesca

Pelinga

Civita Castellana

Il primo nome di

Civita Castellana fu

Castellum, poi

Massa Castellania,

che ebbe un ruolo strategico

per la difesa del

nascente Stato Pontificio,

ed in fine Civitas

Castellana come risulta

da un atto del monastero

di Farfa che risa-

le al 994. Nel 998 ottenne ufficialmente il

nome di Civitas Castellana. Fu verso il

Millecento che la città si cominciò a popolare

intorno a Porta Lanciana, porta che

immetteva alla Madonna delle Piagge.

Venne costruito il Duomo e da lì partiva

l’asse viario. Poi vi era piazza Quintana,

che era molto piu grande di oggi; il nome

deriva forse dalla giostra di cavalli che vi si

teneva. Piazza San Clemente, dall’ ononima

chiesa, era probabilmente sede del

mercato. In Via Panico vi erano silos scavati

nel tufo per conservare granaglie,

soprattutto grano. In Via di Corte vi erano

gli uffici pubblici. A Via della Tribuna vi si

annunciavano i bandi e le ordinanze. Via

delle Palme era forse sede di una corporazione

che forniva le palme durante la pasqua.

Via del Vinciolino deve il nome all’omonima

chiesa soppressa nei primi del

Novecento. In Via Corsica vi erano, con

probabilità, gli alloggi dei gendarmi Corsi.

A Via del Tiratò si tiravano le corde e si

stendevano i panni. Durante il

Milletrecento si incominciò a sviluppare

anche piazza Prato (oggi piazza Matteotti)

che da zona agricola, dove si sgranavano i

cereali e si tenevano le fiere, divenne il

luogo di maggiore concentrazione di botteghe

artigianali, con arcate tutte intorno,

ancora visibili in alcuni negozi. Verso la

fine del Millequattrocento venne costruito

il Forte Sangallo e cambiò di nuovo l’asse

viario che partiva dalla rocca e comprendeva

anche piazza di Massa, chiamata cosi

perché vi si adunavano i cittadini.

Nacquero nel Tardo Medioevo le case torri,

costruzioni ad un unico ambiente, di pianta

circolare o poligonale, sviluppate esclu-

sivamente in altezza, scarsamente

illuminate nelle parti

inferiori e medie, traforate alla

sommità da aperture. quelle

che ancora possiamo vedere

sono in Via Panico, Via di Corte, Via

Garibaldi, Piazza San Clemente, Piazza San

Gregorio, Piazza Matteotti, Via del

Borguccio, angolo Porta Rupe. Nella prima

metà del 1500 venne costruito su volere di

papa Leone X il Municipio e, nel 1565,

venne redatto lo Statuto Comunale, che si

occupava dell’ordinamento civico di Civita,

il quale era composto da sei libri: la Tavola

degli Offici,la Tavola dei Civili, la Tavola dei

Malefici, la Tavola del Danno Dato, la

Tavola degli Extraordinari e le Riformanze.

Uno dei compiti dello Statuto era quello di

tutelare i prodotti locali e le varie categorie

di lavoratori riuniti in Corporazioni, istituzione

nata nel secolo XI. I membri che

ne facevano parte esercitavano la stessa

professione e si impegnavano all’assistenza

reciproca e alla difesa degli interessi

comuni. Aveva un carattere giuridico riconosciuto,

ci si iscriveva e si pagava una

quota sociale. Dalla Tavola degli Offici

abbiamo anche l’ordine di sfilata durante

le processioni, nell’ordine: i calcaroli, i

molinari, i vascellari, i pizzicaroli, i tavernari,

gli ostieri, i barbieri, i muratori, i sartori,

i porcari, i macellari, i carpentieri, i

fabbri, i calzolari, i boattieri, gli speziali, i

mercanti.

Le cariche pubbliche erano: Consiglio

Generale composto da 38 membri e dal

consiglio Segreto di 12 membri. I consiglieri

venivano eletti direttamente dal

popolo. Anche il Podestà, prima di assumere

la carica, prestava giuramento sulle

scale della chiesa di San Francesco con

una solenne cerimonia. All’alba del giorno

del giuramento l’artiglieria del Forte salutava

il nuovo eletto, mentre nel Municipio,

al momento dell’insediamento, veniva suonata

la campana allo squillo delle trombe.

Il Podestà era a capo della giustizia e, con

lui, venivano eletti, sempre dal Consiglio

Generale, altri funzionari: il Cancelliere

(segretario), che dirigeva la segreteria

comunale; il Camerlengo (tesoriere), che

riscuoteva dazi, pedaggi e gabelle e durava

in carica tre mesi così da non poter

essere corrotto. Provvedeva anche alla

pulizia di Piazza Prato almeno una volta

nei mesi di maggio, giugno, luglio ed agosto

e, per il resto dell’anno, ci pensava la

pioggia. Il Massaro (economo) sopraintendeva

alle spese e teneva in consegna le

bolle. I Viali (periti) sorvegliavano le strade

e le opere edilizie e stimavano i danni.

I Giurati erano un corpo armato di 20 persone

e accompagnavano il Podestà durante

alcuni mesi dell’anno per la verifica dei

confini territoriali. I Pacieri erano due incaricati

di concludere pacificamente le vertenze

fra cittadini. I Portari erano tre e

conservavano le chiavi di Civita. Il

Pesatore della farina controllava il peso del

grano che veniva consegnato ai molinari.

Il Capitano delle Fiere, con dieci uomini,

doveva mantenere l’ordine durante le

fiere. Lo Statuto Comunale riporta anche

i nomi di quattro rioni divisi in contrade:

Rione di Prato, che comprendeva l’attuale

Piazza Matteotti e vicinanze; Rione di

Mezzo, che comprendeva Piazza San

Clemente, Piazza Quintana e le vie vicine;

Rione di Massa che includeva la zona circostante

il Forte; Borgo Alessandrino, a

sud di Civita, fatto edificare da papa

Alessandro VI e distrutto dai

Lanzichenecchi. Nel 1527, fu costruito il

palazzo Petroni-Andosilla (palazzo

Trocchi), attribuito ad Antonio Sangallo il

giovane. Porta Falisca sotto l’ospedale era

l’ingresso principale per entrare a Civita;

Porta Lanciana conduceva alla Madonna

delle Piaggie e verso Nepi; Porta

Postereula, una delle piu antiche, portava

nella valle dei mulini. Sempre dallo Statuto

Comunale, nel Libro dei Malefici riguardante

i delitti di sangue, si legge che gli

assassini venivano bruciati vivi sopra una

grossa pietra a piazza Prato. continua...


Trucco depoca

Campo de’ fiori 31

Trend degli ultimi sessantanni...

Make-up,outfit,acconciatura,manicure,figura della donna

di Ilaria Palanga

Anni’60. Le donne durante il boom economico

Figura della donna: Periodo massimo dell’espressione di una società consumistica, gli elettrodomestici entrano a far parte della

vita di tutti i giorni, come anche la fotografia a colori comincia ad essere diffusa. L’epoca di un immagine nuova e nuovi canoni: non

più donna giunonica, prorompente, né glamour; le donne non vogliono più assomigliare alle madri: i capelli vengono sciolti e le gonne

si accorciano per mettere in mostra le gambe. Le dive non sono più solo le attrici, ma anche le modelle, difatti vige il canone eccessivo

di “magrezza”. Nascono le prime manifestazioni femministe. Epoca dei “Mods” (il termine mod, abbreviativo di modernism , fa riferimento

alla cultura giovanile che si sviluppò a Londra e nel regno Unito in quegli anni). Le ragazze “Ye Ye”, che ballavano il twist e

spendevano i soldi in vestiti e belletti, avevano come punto di riferimento Biba, famoso negozio di abbigliamento londinese di quel periodo.

I Surfers, i surfisti, punti di riferimento i Beach Boys.La musica ascoltata era quella dei Rolling Stones, Beatles, Pink Floyd, capiscuola

di tutta la musica rock a venire. Nel ‘68 iniziano le manifestazioni studentesche e si diffonde il movimento degli “Hippy”. Nel ‘59

nasce la prima Barbie.

Out fit: I primi Mods non usavano riunirsi in gruppi, né seguire uno stile ben preciso, ma si può comunque ritrovare un look comune

negli abiti sartoriali: giacche strette a tre o quattro bottoni, e pantaloni stretti e affusolati che non terminavano mai a più di due centimetri

dalla scarpa. Sulla base dell’attrazione per lo stile italiano prese piede l’utilizzo di scooter come la Vespa e la Lambretta come

mezzo di trasporto; per proteggere gli abiti sartoriali durante gli spostamenti in motorino, i Mods iniziarono allora ad indossare i giacconi

Parka, già comuni tra gli scooter boy. Mary Quant e la sua minigonna, creata per le giovanissime, ma successivamente apprezzata

anche dalle donne più mature, stravolge la moda femminile. Lo stilista Pierre Cardin con le tute spaziali: in lattice, lurex ecc.; nonché

stilista preferito dai Beatles. Per i tessuti ci si ispira ai quadri d’arte con l’uso di eccessivo colore. Fantasie dei tessuti optical. Il taglio

degli abiti ignora totalmente il punto vita con la forma a trapezio. Emilio Pucci, uno stilista italiano brevetta l’Emilio Form un tessuto

elastico a metà tra Jersey e la seta. Paco Rabanne utilizza pinze, chiodi, metallo,ecc. Vanno di moda gli stivali e la zeppa.

DIVE/ ICONE: La modella inglese Twiggy Lawson, (all’anagrafe Lesley Hornby), tipica per la sua eccessiva magrezza,

inoltre prima tra tutte che si disegnava le ciglia inferiori. Jacklyn Kennedy (Jacqueline Lee Bouvier, detta Jackie Kennedy)

coniugata in prime nozze con John Fitzgerald Kennedy, vedova, sposò poi l’armatore greco Aristotele Onassis. Grazie alla sua

grazia, cultura ed eleganza, è rimasta un idolo per le generazioni successive. Brigitte Bardot (Brigitte Anne Marie Bardot,

anche conosciuta come B.B.) un’attrice modella e cantante francese considerata un’icona sexy. Barbara Straisard (nome d’arte

di Barbara Joan Streisand) cantante, attrice, compositrice e regista nonché produttrice cinematografica statunitense.

Natalie Wood (nome d’arte di Natal’ja Nikolaevna Zacharenko) attrice statunitesne. Rita Pavone, cantante e attrice italiana,

naturata svizzera, fu soprannominata Pel di carota per via del colore rosso della sua capigliatura. Caterina Caselli cantante,

produttrice discografica, attrice e conduttrice televisiva italiana,conosciuta anche come Casco d’oro per la particolare

acconciatura che la distingueva nel periodo di maggior successo. Barbara Bouchet, pseudonimo di Barbara Gutscher,attrice

cinematografica tedesca naturalizzata italiana, diventata famosa in Italia nel periodo d’oro della commedia sexy all’italiana.

Edwige Fenech, un’attrice, produttrice cinematografica, conduttrice televisiva francese naturalizzata italiana. Mina (nome d’arte

di Mina Anna Mazzini) considerata una delle piu grandi cantanti italiane di tutti i tempi naturalizzata svizzera, è nota per

le qualità della sua voce che si possono definire di soprano drammatico d’agilità , pur non avendo l’impostazione accademica

del soprano classico. Patty Pravo (nome d’arte di Nicoletta Strambelli ) è una cantante italiana, conosciuta anche con il

soprannome “La ragazza del Piper”. Raffaella Carrà (nome d’arte di Raffaella Pelloni) è una conduttrice televisiva, show girl,

attrice, cantante, ballerina e autrice italiana, famosa anche all’estero soprattutto in Spagna e America Latina. Ancora.... Liz Taylor

(nome d’arte di Elizabeth Rosemond Taylor) è stata un’attrice inglese considerata l’ultima grande diva dell’era d’oro di

Hollywood per le sue doti recitative e la singolare avvenenza. Sofia Loren (nome d’arte di Sofia Villani Scicolone ) attrice italiana

riconosciuta universalmente come una delle più celebri attrici della storia del cinema italiano e mondiale. E si anche...

Orietta Berti (nome d’arte di Orietta Galimberti) cantante italiana, particolarmente amata dal grande pubblico soprannominata

“la marmotta di Cavriago”

Copia il look (trucco, acconciatura, manicure)

L’incarnato è naturale, le sopracciglia indefinite, piuttosto annullate e sottili, a volte depilate completamente come Mina, che passavano in

secondo piano rispetto agli occhi. Gli occhi sono valorizzati e ingranditi da lunghissime ciglia finte dette “a ragno”, usate anche per la rima

inferiore dell’occhio, e spessi tratti di matita o khol. Fanno la loro prima apparizione l’ombretto e la matita bianchi per occhi, con la palpebra

mobile chiara e opaca con l’inclinazione leggermente cadente. Tanto uso di eye liner che finiva con la ciglia al lato. Anche la piega della palpebra

a volte era più in alto o veniva allungata, eyeliner finiva con la prima ciglia

al lato e ci si discostava parecchio dall’angolo esterno naturale (es. Sofia Loren).

Uso feroce di ciglia finte e a volte ci si disegnavano addirittura i peletti delle ciglia

inferiori un esempio ne è Twiggy. La bocca era annullata con colori chiari e iridescenti:

pastello rosati, albicocca e solo un po’ di gloss, l’attenzione era puntata tutta

sugli occhi. I blush o fard venivano sfumati fino ai capelli. Il taglio dei capelli più

popolare era il carrè con i capelli lisci e morbidi o con caschetti e cotonature es.

Caterina Caselli ( inventato dal parrucchiere ebreo-inglese Vidal Sassoon, recentemente

scomparso). Sono gli anni della french manicure (la lunetta bianca smaltata

che evidenzia la parte libera dell’unghia) che conosciamo tutti molto bene dato

il boom del momento degli anni da poco passati, molte di voi probabilmente credevano

che fosse una novità ma è proprio vero che le mode ritornano!

Jacklyn

Kennedy

Brigitte

Bardot

Mina


32

di Secondiano

Zeroli

Fa piacere il constatare

come un

imprenditore così

amante dell’arte, della

filosofia e della bellezza

in generale, abbia scelto

Civita di Bagnoregio

per la sua campagna

pubblicitaria. Stiamo

parlando di Brunello

Cucinelli, definito dal

Financial Times, “il re

del cashmere”, un imprenditore umbro di

Castel Rigone, presso Perugia, che per le

sue capacità manageriali, ma anche per le

sue doti di cultura, si è

visto conferire, nel 2010,

dall’ateneo della sua

città , una laurea honoris

causa in filosofia ed etica

delle relazioni.

Vi dicevamo, dunque,

che per presentare la

propria collezione di

cashmere uomo-donna,

per la stagione autunno-inverno, il dottor

Cucinelli ha scelto la patria di San

Bonaventura come immagine di fondo.

Una scelta davvero importante per tutto

l’Alto Lazio, se solo pensiamo che nelle

precedenti stagioni le indossatrici e gli

indossatori venivano immortalati nientedimeno

che davanti al Teatro Greco di

Taormina!

Ma chi è Brunello Cucinelli?

Si può rilevarlo dalla sua scheda biografica

nel riquadro al lato, ma la vera sorpresa

la si coglie nel leggere le sue risposte

agli inviati dell’Espresso e del Corriere

della Sera, che lo ascoltano devotamente,

nel vasto salone della sua casa di

Solomeo: un vero castello che si sviluppa

su tre piani con grandi terrazze e con pile

di libri che occupano le parti più incredibili

dei vari locali; nell’ingresso, ad esempio,

c’è l’enciclopedia Treccani a dare il benvenuto!

Ma la cosa che più stupisce di questo

capitalista venuto dal nulla, è la filosofia

che guida il suo impegno professionale.

Campo de’ fiori

Campagna pubblicitaria sul ponte

di Civita di Bagnoregio

Cucinelli, come Papa Ratzinger, rapito da San Bonaventura?

Cucinelli paga i

suoi dipendenti il

venti percento in

più rispetto alle

tariffe sindacali del

settore

“I profitti del mio lavoro – dice – li divido

in quattro parti: la prima resta all’impresa,

la seconda va alla mia famiglia, la terza

alle persone che lavorano con me, la quarta

è destinata ad abbellire il mondo, sia

aiutando chi è in difficoltà , sia edificando

una chiesa o un teatro”.

E ancora si scopre che Cucinelli paga i suoi

dipendenti il venti percento in più rispetto

alle tariffe sindacali del settore e che lui

conosce personalmente tutti i settecentocinquanta

suoi collaboratori.

Riguardo alla politica non se ne cura e a

tale proposito cita Socrate quando dice :

“Ho conosciuto un poeta. Si è messo in

politica e ha rovinato la

poesia e la politica”.

Però è bello quando, parlando

della sua giovinezza,

la ricorda come “oziosa

e vissuta quasi interamente

al bar” che è stato

la sua grande scuola di

vita.

Al bar, si sa, si parla di

donne, di sport, di politica, ma anche di

religione e perfino di teologia.

Tutte cose che sono poi servite per la sua

azienda e per la sua vita.

I giornalisti sono soliti citare, parlando di

Brunello Cucinelli, filosofi e pensatori

anche perché nella sua dimora vengono

notate sculture ispirate ai miti antichi e

moderni (Pericle, Costantino, Adriano,

Marco Aurelio, Kant… perfino il presidente

Obama), ma io sarei davvero curioso di

chiedergli se alla base della scelta di Civita

di Bagnoregio per la sua campagna pubblicitaria

(Cucinelli non fa mai le cose così

per caso), ci sia un po’ del pensiero mistico

di San Bonaventura.

Una domanda che, prima o poi, qualche

giornalista, magari un po’ più acuto e speculativo,

gli dovrà pur fare…

Dal papà operaio all’exploit in Borsa

1953 Brunello Cucinelli nasce il 3 settembre in una famiglia contadina di Castel Rigone, in provincia

di Perugia.

1968 il padre trova lavoro come operaio a Perugia e si trasferisce con moglie e figli. Brunello frequenta

l’istituto per geometri e poi la facoltà di Ingegneria, che lascia dopo un solo esame.

1978 Ha l’intuizione di tingere con colori vivaci il cashmere e comincia a produrlo artigianalmente

in un laboratorio di pochi metri quadri.

1982 Dopo un lungo fidanzamento, sposa Federica Brenda dalla quale avrà le figlie Camilla e

Carolina, che oggi hanno 29 e 21 anni e lavorano in azienda.

1985 Acquista il castello del piccolo borgo trecentesco di Solomeo, paese natale della moglie, che

trasforma nella nuova sede dell’azienda. Nel corso degli anni acquista e restaura la maggior parte

delle case esistenti e vi aggiunge la costruzione di quello che chiama “Foro delle Arti” composto di

un teatro, un anfiteatro, un’accademia e una biblioteca.

1986-2009 Il suo marchio si afferma progressivamente nel settore del lusso fino a diventarne uno

dei più prestigiosi al mondo. Conquista i mercati esteri che assorbono via via la maggior parte della

produzione.

2010 Riceve dall’Università di Perugia la Laurea Honoris causa in Filosofia ed Etica delle relazioni.

2012 Quota l’azienda in Borsa con un successo clamoroso e un rialzo del 50 per cento in poche

ore. Oggi la Brunello Cucinelli Spa dà lavoro a 750 persone, ha 70 negozi monomarca e in franchising

diffusi in tutto il mondo. Nei primi sei mesi dell’anno ha fatturato 140milioni di euro.

Fonte l’ Espresso


di Arnaldo Ricci

arnaldo_ric@yahoo.it

Premessa: l’episodio

di seguito descritto, è

realmente accaduto a

Carbognano, durante

la seconda guerra

mondiale; esso è stato

anche citato dal giornalista

scrittore Franco

Giustolisi, nel suo

libro “L’armadio della

vergogna “, insieme ad altri episodi di violenza

avvenuti durante l’occupazione tedesca

fra il settembre 1943 e l’aprile 1945.

Prima di scrivere questa vicenda, voglio

ringraziare mia Zia Maria Allegrini nonché il

sig. Eraldo Biondini di Fabrica di Roma; loro

mi hanno gentilmente fornito preziose

informazioni nonché foto per la ricostruzione

storica dell’avvenimento.

Per quanto mi riguarda, l’episodio in oggetto

è stato sempre da me conosciuto, molto

prima che venisse pubblicato sul libro di

Giustolisi; ne è stata una protagonista mia

zia Maria Allegrini; lei ancora oggi, lo ricorda

e lo narra con estrema lucidità . Durante

l’occupazione tedesca, Carbognano è stato

un comune molto presidiato, dato che in

zona era ubicato un importante comando

della Luftwaffe (Aeronautica militare germanica).

Qualche anziano del posto afferma

che erano presenti più soldati tedeschi

che popolazione! ebbene, in questo contesto

è avvenuto l’episodio che segue:

Carbognano, ore 19.00 del 07 giugno

1944: Un bel giovane di venti anni si sta

recando verso un fontanile dove sorge fresca

acqua potabile in località chiamata “

tenuta Morciano”. Il suo nome è Italo

Biondini, figlio di Giovanni e di Giulia Poloni.

Il giovane è nato a Monte Cassiano in provincia

di Macerata il 5 luglio 1924 ed è

componente di una famiglia marchigiana

trasferita a Carbognano negli anni tra la

prima e la seconda guerra mondiale. Erano

gli anni dove molte famiglie marchigiane

emigravano nel Lazio.

Mentre Italo cammina canticchiando verso

la sorgente che non è lontano dalla sua

casa, sopraggiunge una giovane ragazza di

nome Adelina Rossi ( Italo la conosce

bene); insieme si incamminano per prendere

dell’acqua che sarebbe servita per la

cena. La sorgente era utilizzata da tutto il

vicinato per attingere acqua fresca. Mentre

i due giovani camminano chiacchierando,

sopraggiungono alcuni soldati tedeschi

armati fino ai denti che fermano i due

ragazzi con modi bruschi; poco dopo iniziano

a fare pesanti apprezzamenti verso la

ragazza e la prendono per un braccio; Italo

intuisce che vogliono farle violenza e reagisce

con estrema energia avventandosi

come una furia contro i soldati che molto

probabilmente erano ubriachi; ne segue

Campo de’ fiori 33

CARBOGNANO - OCCUPAZIONE TEDESCA.

ANNO 1944

Geltrude Ceccarelli, una donna coraggiosa

una violenta colluttazione

nella quale Italo viene si

sopraffatto ma la sua reazione,

consente alla ragazza

di divincolarsi e di scappare

dietro incitazione dello stesso.

Adelina scappa attraverso

alcuni noccioleti sparendo

alla vista dei soldati;

poco lontano sorge il casale

di Geltrude Ceccarelli vedova

Allegrini, conosciuta a

Carbognano con l’appellativo

di “Tuta”. La signora

Tuta è intenta a fare alcuni

lavori nel cortile insieme

alle due figlie Maria e

Candida; Maria di 22 anni e Candida di 18.

Ovviamente Adelina era conosciuta molto

bene da Tuta e da tutta la sua famiglia; la

ragazza sopraggiunge di corsa e con respiro

affannato, racconta l’accaduto a Tuta,

aggiungendo che Italo è in mano ai tedeschi

e mentre lei fuggiva sentiva dei colpi di

arma da fuoco. Tuta, capisce immediatamente

la situazione e consiglia ad Adelina

di non andare a casa ma di fermarsi da

loro; con estrema decisione, velocità e

coraggio, prende poi per un braccio la

ragazza e la porta dentro ad una grotta dietro

al suo casale (presumo che questa grotta

sia ancora lì). L’entrata della grotta è ben

celata dietro folti cespugli e non è visibile a

nessuno, eccetto per quelli che la conoscono.

Dopo pochi secondi che ha nascosto

Adelina, Tuta, pensa che era meglio fare la

stessa cosa per le due sue figlie: Maria e

Candida; non esita minimamente e con

voce bassa ma tono imperioso, dice alle

due figlie “……sbrigatevi…….andate anche

voi in grotta!......

Nè Tuta nè nessun altro abitante di

Carbognano, in quel momento, è al corrente

che il giorno dopo sarebbero andati via i

tedeschi e sarebbero arrivati gli americani!

Ore 09.00 dell’8 giugno 1944: Il sig.

Giovanni Biondini, papà di Italo è alla ricerca

del figlio fin dalle ore 02.00 di notte; egli

è preoccupatissimo, non vedendolo rientrare

come di consueto. Purtroppo lo trova con

la faccia rivolta a terra, sul ciglio della strada

Carbognano – Roma, in località

Capannelle; successivamente fu costatato

che Italo Biondini fu ucciso con due colpi di

pistola alla nuca; aveva vent’anni! Nel preciso

istante che viene ritrovato il cadavere

di Italo, Adelina è ancora nascosta nella

Grotta insieme alle figlie di Tuta.

Ore 10.00 dell’8 giugno 1944: Il primo

carro armato alleato entra in Carbognano,

seguito da una Jeep con 3 soldati a bordo

(mia zia dice che erano americani ma dalla

mia ricerca mi risultano Canadesi, a quei

tempi la popolazione non distingueva fra

canadesi, americani, sudafricani, australiani

Italo Biondini, classe 1924 -

foto del sig. Eraldo Biondini.

Geltrude Ceccarelli, classe

1892 - foto della sig.ra Annarita Marinozzi.

o inglesi; venivano chiamati tutti americani).

La mamma del giovane ucciso, appena

vede la Jeep americana si posiziona davanti

al mezzo e lo costringe a fermarsi;

abbracciando il cofano del motore esclama

“…..perchè non siete arrivati prima!!!...”;

un sottufficiale scende dal mezzo (probabilmente

non capisce assolutamente l’esclamazione

della donna) e gli porge una tavoletta

di cioccolato dicendo “…..do you like a

chocolate?...” (“……gradisce un cioccolato?.....”).

Maria Allegrini - durante la guerra sposò

mio zio materno Mario Marinozzi ed andò

ad abitare a Civita Castellana, dove ancora

attualmente vive, avedno raggiunto la considerevole

età di 91 anni, amorevolmente

accudita dalle due sue figlie Annarita e

Carla.

Candida Allegrini - è anche lei ancora in

vita ed ha raggiunto l’età di 87 anni ; attualmente

vive a Carbognano con la figlia.

Geltrute Ceccarelli – mamma di Maria e

Candida, ha vissuto sempre a Carbognano

dove è morta il 09 dicembre 1960 all’età di

68 anni. La sua figura, come quella di Italo,

non sia dimenticata dalle generazioni future.

In quella vicenda potevano lavarsene le

mani come Ponzio Pilato……ma non lo fecero!

Eraldo Biondini – nel 1944 non era ancora

nato; attualmente ha 64 anni ed è nipote

della vittima Italo Biondini; il suo papà era

fratello di Italo; attualmente Eraldo vive a

Fabrica di Roma con la sua mamma.

Adelina Rossi – dalle mie ricerche risulta

si sia trasferita da Carbognano in altra località

, subito dopo la guerra; non sono in

grado di affermare se Adelina attualmente

sia ancora in vita e dove eventualmente

abita; posso invece dire che se fosse ancora

viva, avrebbe un’età molto vicina ai 90 anni!

La sorella di Italo, Maria Biondini successivamente

si sposò e dette il nome di

Italo al suo primogenito; il destino volle che

anche questo ragazzo morì a vent’anni

come lo zio, in seguito ad un grave incidente

stradale!


34

Campo de’ fiori

“Il Fumetto”

LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA

MARCH STORY di Kim Hyang-Min e Yiang Kyung-Il

edito da Panini Comics – 4 volumi, in corso

di

Daniele Vessella

Misterioso e coinvolgente. XVIII secolo, Europa orientale.

Il Male ha trovato un modo subdolo per insinuarsi negli

uomini, annidandosi in oggetti di raffinata bellezza: uno

specchio dorato, una collana di perle, un candelabro d’argento

possono solleticare l’avidità delle persone fino a far perdere

loro il senno. In pochi conoscono i segreti di questa diabolica

malia e l’ultima speranza di salvezza ricade su un’anima dannata.

(trama ripresa dal sito dell’editore). Quest’opera

racchiude in sé un senso di malinconia agghiacciante perché

abbinata a tinte gotiche che rendono il tutto fosco e cupo, toccando

lati reali dell’introspezione umana. A prima vista può

sembrare un fumetto già visto che sfrutta il successo di altre

opere di genere sovrannaturale-gotico-vampiresco, ma non è

così ; March Story è dotato di una trama originale, matura e

ricca di colpi di scena, dovuti soprattutto ai risvolti amorosi e ai siparietti comici che

spezzano quell’atmosfera oscura che caratterizza tutto il fumetto. Pagina dopo pagina,

le tenebre sembrano avvolgerti grazie anche ad un disegno superbo che si abbina

perfettamente alla storia. Un gioiellino che non può mancare agli amanti del

genere.

Lascio l’indirizzo del mio blog: http://danielevessella.blogspot.com/

Campo de’ fiori

è la rivista che entra ogni

mese in tutte le case

e perciò è la

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Con questo nuovo

incontro cominceremo

un viaggio

attraverso il mondo

del collezionismo.

Capita sempre più frequentemente,

infatti,

di imbattersi in merca-

di Letizia Chilelli tini o in veri e propri

negozi di antiquariato

dove è possibile fare

ottimi affari, soprattutto se si è sempre

alla ricerca di oggetti che completano una

collezione o se è proprio da quell’oggetto

che la nostra raccolta prenderà il via.

Prima però di parlare delle vere e proprie

collezioni, credo sia giusto partire dall’evoluzione

storica del collezionismo: dai

reperti archeologici, si è potuto scoprire

che già i Faraoni dell’Antico Egitto amavano

collezionare e circondarsi di oggetti

preziosi, e così Sumeri, Assiri e Babilonesi

(famosissima è la biblioteca di

Assurbanipal); nella Grecia Antica, i templi

più celebrati Delfo, Olimpia, Samo, erano

depositari di grandi collezioni d’opere d’arte,

in genere bottini di guerra utilizzati

anche come merce di scambio: si poteva

parlare allora di un collezionismo pubblico

Campo de’ fiori 35

Langolo del Collezionista

o “statale”. Solo a Roma, negli ultimi tempi

della Repubblica, l’iniziativa di raccogliere

opere preziose passa ai privati cittadini, e

il collezionismo assume le caratteristiche

che rimangono praticamente invariate fino

ad oggi; la base delle collezioni è sempre

formata da oggetti tratti da bottini di guerra,

ma con l’epoca imperiale hanno inizio

anche regolari importazioni di opere d’arte

dall’Oriente, tanto che un intero quartiere

della città viene dedicato agli antiquari e

ai librai. Dopo la parentesi del Medioevo,

col Rinascimento si osserva un nuovo

risveglio di interessi: il collezionismo si

indirizza ora anche verso le testimonianze

del passato, gli studiosi si interessano di

raccogliere incunaboli, pergamene e

manoscritti.

Dalla fine del XVIII secolo il gusto della

collezione si diffonde in tutta Europa, il

numero dei raccoglitori, prima limitato a

persone di censo elevato e a studiosi, si

allarga: per le mutate condizioni economiche

e sociali, il collezionismo diventa prerogativa

della classe borghese e si iniziano

raccolte di oggetti anche di valore limitato.

Il campo del collezionismo è ancora oggi

molto vasto: accanto alle raccolte di maggior

valore, quali quelle di quadri, preziosi,

Nel cuore

tappeti, mobili,

sculture, troviamo quelle di francobolli,

monete, libri; e ancora raccolte a

carattere naturalistico, di insetti, piante,

conchiglie, oggetti curiosi, orologi, strumenti

musicali, bastoni, pipe, cartoline,

biglietti di invito e di auguri, menù, partecipazioni…

Il fenomeno, ormai diffusissimo, assume

aspetti e caratteristiche complesse: interessi

estetici, culturali, finanziari sono

spesso collegati fra loro e difficilmente dissociabili.

Spesso, soprattutto ai giorni nostri il collezionismo

si rivela un buon investimento di

denaro: gli oggetti raccolti moltiplicano il

loro valore con il passare del tempo, sia

per l’inevitabile rarefazione degli esemplari,

sia per il diffondersi della moda collezionistica

anche per motivi di prestigio.

Indubbiamente l’interesse degli uomini per

le raccolte “in serie” è un fatto istintivo e

ha largamente contribuito alla conservazione

di opere d’arte e all’approfondimento

della conoscenza dei fatti storici, politici

e di costume.

(Storia del Collezionismo, Enciclopedia

Universale Fabbri Editori, 1980)

Uno zio straordinario

Vorrei poter esprimere tutto quello che mi esce dal cuore ma l’emozione è troppo

grande che non so se riuscirò a descriverti come meriti,forse uno scrittore avrebbe

usato parole più belle,ma sappi che le mie sono quelle del cuore e le parole del

cuore non hanno bisogno di tanti giri ,sono semplici e vere come lo eri tu ed è così

che ti voglio ricordare.Tu zio sei stato una presenza importante della mia vita,sono

certa che se non fossi esistito avrei mancato alla più bella e alla più gratificante

esperienza umana fatta di grandi valori e grandi affetti.Sono ben poche le occasioni

della vita che possono offrirci gratifiche maggiori.Ricordo con nostalgia la tua umiltà

, la tua allegria, il tuo sorriso, ti ho sempre ammirato perché tu come lo zio Pino

avevate tutte le qualità che avrei voluto avere anch’io.Nel tuo breve cammino hai

seminato il tuo amore verso gli altri e soprattutto hai arricchito i nostri cuori nell’averti

vicino.Hai lasciato un vuoto incolmabile in tutti noi,ma nonostante il dolore

sono orgogliosa di averti avuto accanto anche se per pochi anni,ed è qui nel mio

cuore che conserverò ogni attimo vissuto insieme come il momento più prezioso

della mia vita.Grazie per avermi voluto un mondo di Bene!

Merlini Paola

Un ricordo particolare a Mauro Anselmi, fratello del nostro direttore,

a sei anni dalla sua dipartita (01.11.2006).

La sua disponibilità ed i suoi modi educati

sono sempre vive nella nostra mente!


36 Campo de’ fiori

Una favola bellissima

Storia di una piccola società diventata poi una delle più grandi della nostra provincia

... continua dal numero 96

Il 1997 fu per la

società A.D. Fabrica

- Carbognano un

anno veramente irripetibile.

La nostra Prima

squadra vince il Cam-

di Sergio Piano

pionato Regionale di 2°

categoria e la Coppa

Disciplina del proprio

girone, ed è finalista di Coppa Lazio, il cui

incontro finale si svolge a Genzano (RM).

Dovevamo confrontarci con la società

“Torrice” proveniente da Rieti, e potete

immaginare lo stato di agitazione che si

era venuto a creare: per la prima volta due

piccoli comuni del viterbese andavano a

giocarsi la prestigiosa Coppa Lazio, messa

in palio dal Comitato Regionale Lazio del

presidente Melchiorre Zarelli.

Per l’evento organizzammo due pullman

e,così , armati di trombe e bandiere, partimmo

alla volta di Genzano per conquistare

l’ambito trofeo. La partita fu bellissima

e molto combattuta, ma alla fine ci

vide soccombere per 2 a 1. Quella fu la

prima ed unica volta che partecipammo

alla finalissima di Coppa Lazio, anche se vi

furono altre partecipazioni

a

questo torneo.

Intanto, gli anni

successivi, mentre

la nostra

Prima Squadra

si alternava fra

la 1° e la 2°

categoria, il settore

giovanile

non smetteva

più di vincere.

Nella stagione

2000 -2001,

partecipammo con la Categoria Esordienti

al prestigioso torneo “Mario Frastalupi”,

che si teneva ad Orvieto (TR). Nel nostro

girone venne inserita anche la squadra

Esordienti del Perugia, società che allora

militava in serie A.

Ricordo ancora la tensione che c’era tra i

ragazzi nello spogliatoio! Qualcuno diceva

di aver paura di giocare, qualche altro era

sicuro che avrebbero subito almeno venti

gol. Noi eravamo lì per cercare di tranquillizzarli

ed a ricordare loro che, in

fondo, si trattava solo di una partita di calcio

e la cosa importante era essere lì per

confrontarsi con altri ragazzi, ma soprattutto

per divertirsi. Entrati in campo,

però , i nostri ragazzi si trasformarono e,

giocando un calcio vero, vinsero il primo

incontro per 3 a 1. Passammo il turno sia

noi che gli Esordienti del Perugia e per

effetto dei risultati ottenuti, ci rincontrammo

nella finalissima. Stavolta, però , vinsero

loro partita e torneo, liquidandoci con

un secco 5 a 1.

Questa è un’altra pagina memorabile,

scritta dai più piccoli che rimane indelebile

nei nostri cuori.

continua sul prossimo numero...


Campo de’ fiori 37

Il Lions Club di Civita Castellana – Falerii Veteres

A 25 anni dal suo riconoscimento, ecco le conquista passate ed i progetti futuri.

Sono ormai trascorsi 25 anni dalla

nostra prima conviviale nella quale ci

fu consegnata ufficialmente la

“Charter”, documento che sancisce il riconoscimento

del nostro “Club Lions Civita

Castellana – Falerii Veteres”. Era la sera

del 7 dicembre del 1988, ed eravamo 26

amici, soci fondatori.

I “Lions”, chi sono, cosa fanno?

Cerchiamo di renderlo più chiaro a chi non

li conosce. La nostra è la più grande associazione

di volontariato del mondo, l’unica

che viene riconosciuta dalle Nazioni Unite

(ONU), come la più affidabile e concreta; i

Lions nel mondo sono unmilionetrecentocinquantamila

circa, costituiti in quarantaseimila

club diffusi in ben duecentosei

nazioni nel globo. In Italia i soci Lions sono

quarantottomila, più quattromila Leo (che

sono i giovani dai sedici ai trent’anni) suddivisi

in milletrecentoventidue club. Il

nostro motto dice in concreto chi siamo,

esso recita: “WE SERVE” (noi serviamo).

I temi e le problematiche che i Lions

affrontano sono molteplici, i nostri impegni

sono umanitari, civici, sociali; i campi dove

operano sono salute, ambiente, diritti

umani, beni culturali, etica, giovani, scuola,

anziani, poveri, inabili, calamità ,

miglioramento della società e delle istituzioni.

I Lions vengono riconosciuti come

“Cavalieri dei non vedenti”, infatti i numeri

che seguono lo testimoniano:

- bambini assistiti con cure oculistiche:

100.000.000;

- persone curate contro la cecità ed il tracoma:

137.000.000;

- bambini sottoposti a screening oculistici:

10.000.000;

- interventi di cataratta: 7.500.000;

- occhiali usati distribuiti in tutto il mondo:

33.000.000.

I Lions hanno una fondazione (LICF) con

sede a Chicago (USA), che ad oggi ha distribuito

sussidi in tutto il mondo per un

numero di circa 10.000 e per un importo di

circa 730.000.000 di dollari per cercare di

aiutare che ne ha bisogno ed intervenendo

immediatamente laddove catastrofi

naturali abbiano creato danni e bisogni per

le persone.

L’elenco dei campi d’azione e di intervento

sono tanti e di varia natura ed è quindi

impossibile citarli tutti. Tra di essi, due

dedicati ai giovani: gli scambi giovanili,

dove ragazzi di ogni nazione vengono

ospitati per tre settimane da famiglie Lions

in maniera totalmente gratuita; ed il

poster della pace, dove i ragazzi delle

scuole medie inferiori creano disegni con

motivi di pace e fratellanza fra i popoli ed

i migliori vincono premi in denaro ed un

viaggio negli Stati Uniti.

L’ultimo fiore all’occhiello è la raccolta di

quindicimilioni di dollari per combattere il

morbillo nel mondo ed entro quest’anno

riusciremo a raggiungere il traguardo ed

iniziare questa ulteriore battaglia con la

volontà e la determinazione che i Lions

hanno nel loro DNA.

Ma essere Lions, oltre che tutto questo,

vuol dire essere presenti nel proprio territorio

di appartenenza e di operare per il

bene della gente più vicina e soprattutto di

quella che è più debole e più bisognosa di

aiuto.

I progetti portati a termine dai Lions di

Civita per Civita, sono ovviamente tanti.

Ne citiamo alcuni:

- raccolta fondo per il raddoppio della sala

intensiva (cifra raccolta 162.000.000 di

lire, che risultò sufficiente per la realizzazione

dell’opera). Questo con l’aiuto

dell’AVIS, della Croce Rossa, delle Aziende

Ceramiche, dei cittadini.

- Restauro di due dipinti murari della

Chiesa Cattedrale (pareti laterali del presbiterio).

- Progetto per il restauro della Fontana di

Papa Gregorio XIII del 1585 (fontana di

Piazza Matteotti).

- Donazioni alla casa per diversamente

abili Rosa Merlini Frezza.

- Conferenze per debellare la silicosi e per

informazioni riguardanti le malattie professionali.

- Distribuzione gratuita dei diari scolastici

presso la scuola media Dante Alighieri.

- Conferenze sul diabete, con relativa

manifestazione in piazza per analisi glice-

miche.

- Convegno sulla giustizia.

- Conferenza-dibattito sulla crisi del

distretto ceramico.

- Donazione di duecento alberi di ulivo alla

comunità per tossico-dipendenti di

Anguillara.

- Conferenza del Cardinale Fiorenzo

Angelini sulla Enciclica papale “Evangelium

Vitae”.

- Raccolte Theleton.

- Piantumazione di Tigli a Civita località la

Penna e tanti, tanti altri services e conferenze

che non è possibile elencare tutti.

L’ultimo service nel quale ci stiamo cimentando

è anch’esso assai impegnativo, ma

sicuramente molto entusiasmante, e cioè

terminare il progetto “Dopo di Noi” della

casa protetta Rosa Merlini Frezza, completando

le camere con gli arredi e gli impianti.

Per fare questo abbiamo chiesto alla

nostra fondazione un contributo del cinquanta

percento del totale delle spese di

trentamila euro, gli altri trentamila euro

siamo sicuri che li raccoglieremo conoscendo

la generosità della gente civitonica.

Siamo in attesa di una risposta, che speriamo

e ci auguriamo positiva, da parte

della nostra fondazione LICF; ci ripromettiamo

di informarvi sugli sviluppi di quanto

ci verrà comunicato.

Sandro Pedica

Presidente Lions Club Civita Castellana –

Falerii Veteres


38

Campo de’ fiori

Una donazione di 2.100

per “I ragazzi del girasole”

Sandro Anselmi, in qualità di rappresentate

di una ex associazione delle famiglie

dei ragazzi disabili di Civita Castellana e

del circondario, in accordo con quest’ultime

ha donato alla neo associazione “I

Indulgenza plenaria per il biennio giubilare

A Bolsena e ad Orvieto attesi migliaia di pellegrini

Fervono i preparativi ad Orvieto e a

Bolsena in vista del biennio giubilare

che ricorda il 750° anno dell’istituzione,

da parte di Papa Urbano IV,

dell’Eucarestia. Le amministrazioni comunali

e la curia, si apprestano a calendarizzare

gli interventi e raccordare le iniziative

da mettere in campo per il prestigioso

evento.

Aiuteranno a gestire la struttura del Dopo di noi

ragazzi del girasole”, onlus dei familiari dei

diversamente abili, la somma di 2.100,00

, già frutto di offerte raccolte negli anni

precedenti, durante manifestazioni varie a

loro dedicate.

La consegna è avvenuta in data 25 ottobre

2012 a mezzo bonifico bancario.

L’attuale presidente, Claudio Pisani, ha

accettato di buon grado, dichiarando che

All’inizio del 2013 ci sarà l’apertura delle

Porte Sante nelle basiliche di Orvieto e di

Bolsena. Nella cittadina lacuale il compito

setterà al Cardinale Ennio Antonelli mentre

sulla rupe, ad aprire la Porta Santa,

sarà il Cardinale Giovanni Battista Re, prefetto

emerito della congregazione per i

Vescovi. Il nuovo Vescovo della diocesi di

Orvieto-Todi, Mons. Benedetto Tuzia, a

quattro mesi dal suo insediamento, nei

suoi primi incontri con il clero, ha parlato

di un grande evento a cui l’intera comunità

dovrà rispondere con la più massiccia e

consapevole partecipazione. Il sindaco di

Bolsena Paolo Dottarelli, in completa sintonia

con il primo cittadino di Orvieto

Antonio Concina, ha assicurato che il

comune offrirà la massima disponibilità

logistica e strutturale, coinvolgendo anche

le associazioni presenti ed attive sul territorio.

Ricordiamo che il Giubileo Eucaristico avrà

inizio a Gennaio 2013 e si concluderà nel

mese di Novembre 2014. La benedizione

papale con annessa indulgenza plenaria,

Da sx: Sandro Anselmi e Claudio Pisani

la somma ricevuta verrà utilizzata per

attrezzare e gestire la struttura del Dopo di

noi, in base alle esigenze che verranno

fatte presenti durante la prossima assemblea

con i membri dell’associazione.

Un gesto significativo che ci auguriamo

sarà di esempio per altre, speriamo,

numerose offerte.

viene inoltre concessa dal Sommo

Pontefice al Vescovo della diocesi di

Orvieto – Todi e ai Cardinali Giovanni

Battista Re ed Ennio Antonelli, che avranno

il compito, come già detto, di aprire le

Porte Sante delle basiliche di Orvieto e

Bolsena.

Secondiano Zeroli


- Ah Pe’, te ricordi ‘sta poraccia? Ha lavorato

pe’ lavorà , s’è levata o sangue e o pà

da bocca pe’ i fiji, e o marito ‘nvece ‘a trascurava

sempre. Esso penseva solamente

a beva cull’amici la cantina de Checco.

Edera posta fissa! ‘Gni vorta che ce passevo

dinanzi o freghevo che stava a iempì o

bicchiere! Jà fatto mancà ‘nfinente damagnà

e la menata ‘nco! Ha vorsuto scriva

‘sta bugia su a lapide, ma nun se vergogne?!

Pora Lisetta, s’è sempre comportata

be’ e ha gnottito tutto, pure ‘e corna

che ‘sto zozzo li metteva. Certo che ce vole

‘mbello coraggio a scriva ‘ste fregnacce. Si

riscappasse fora jò direbbe io chi dè o

marito e avarebbe da cancellanne pure o

nome ch’ edè redicolo. Se pò chiamà uno

‘Varisto? ‘N se po’ propro sentì !

- Ah Ni’, ce ne simo parecchie de vedove e

tante de noi manco ce meritammio i mariti

che c’avemmio, erino troppo boni. Tista,

‘nvece, ch’edera ‘na santa, l’ha mannata là

prima de esso.

- È vero Pe’, ‘Ntogno mio ed’era troppo

bono, nun me pozzo perdonà come ‘gni

poco o trattavo e mo me rincresce.

Quanno stemmio ‘nseme litigammio sempre,

mo ch’edè morto me manche!

- C’hai ragiò Ni’, simo rimase sole, ‘ntanto

lli fiji nun li freghe gnente, pe’ nu dì di

nipoti! Meno male che potemo ‘na lo centro

anziani armeno dicemo quarche fregnaccia.

Pensa che l’antra sera me s’è

ccostato ‘Varisto e m’ha ditto che ancò

so ‘na bella femmina… Poro scempriciotto!...

(Nina, a questa confidenza, resta sconcertata

e...)

Campo de’ fiori 39

Una “Fabrica” di ricordi

Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma

Peppa e Nina lo camposanto

Fabrica di Roma - Cimitero

2 Novembre 2012, ore 14.00

È il giorno dei morti e due comari, vicino agli ottanta,

vanno a far visita ai loro cari, al cimitero. È nel sole del

primo pomeriggio che si accompagnano fra le tombe, nei

vialetti, a cercar le facce di quanti hanno conosciuto in

vita. Vista la loro età , sono molti i volti sulle lapidi a loro

di Sandro Anselmi noti, e, nonostante la mestizia del luogo e della ricorrenza,

non si risparmiano nel dare giudizi e fare critiche e

commenti verso coloro che, per l’evidente condizione in

cui si trovano, non possono più rispondere.

Peppa e Nina, sono i loro nomi e, mentre camminano lentamente appoggiandosi

l’una all’altra, si fermano interessate davanti ad una lapide dalla

quale sorride un bel viso di donna; la scritta, a lettere dorate, riporta, oltre il

nome e le date di nascita e di morte, un epitaffio: “Madre esemplare e sposa

perfetta, lascia un vuoto incolmabile”.

- Ah Pe’, ah Pe’, ma che t’ho

ditto prima, allora nu me

senti?! Va be’ jamo giù all’ossara

va, che cossì preghemo

pe’ tutti, che edè mejo! Però

famme poggià che me coce a

cavolla.

- A mi so du’ giorni che me

coce o luffo. ‘Na fortuna che

me so’ messa ‘st’ abbituccio

più pesante e prima de scappà

me so’ buttata su ‘e spalle

‘sta mantellina, sinnò cu ‘sta currente …

Versione in italiano.

- Peppa, ti ricordi di questa poveraccia? Ha

lovarato per lavorare, si è tolta il sangue ed

il pane dalla bocca per i figli, ed il marito

invece l’ha trascurava sempre. Lui pensava

soltanto a bere con gli amici alla cantina di

Checco. Era cliente fisso! Ogni volta che ci

passavo davanti lo sorprendevo a riempire il

bicchiere! Le ha fatto mancare perfino da

mangiare e l’ha pure picchiata. Ha voluto

scrivere questa bugia sulla lapide, ma non si

vergogna?! Povera Lisetta, si è sempre comportata

bene ed ha inghiottito tutto, pure le

corna che questo sporcaccione le metteva.

Certo che ci vuole un bel coraggio a scrivere

queste stupidaggini. Se tornasse in vita le

direi io chi è il marito e dovrebbe cancellare

anche il nome che è ridicolo. Una persona si

può chiamare Evaristo? Non si può proprio

sentire!

- Nina, siamo tante di vedove e molte di noi

neanche ci meritavamo i mariti che avevamo,

erano troppo buoni. Questa, invece, che era

una santa l’ha fatta morire prima di lui.

- E’ vero Peppa, Antonio mio era troppo

buono, non mi posso perdonare come ogni

tanto lo trattavo e adesso mi rincresce.

Quando stavamo insieme litigavamo sempre,

ora che è morto mi manca.

- Hai ragione Nina, siamo rimaste sole, intanto

ai figli non interessa nulla di noi, per non

dire dei nipoti! Meno male che possiamo

andare al centro anziani, almeno diciamo

qualche frescaccia.

- Pensa che l’altra sera mi si è avvicinato

Evaristo e m’ha detto che ancora sono una

bella donna… Povero sempliciotto!...

(Nina, q questa confidenza, resta sconcertata

e...)

- Ah Peppa, ah Peppa, ma cosa ti ho detto

prima, allora non mi ascolti!? Va bene, andiamo

all’ossario (tomba comune nella quale

vengono deposte le ossa dei defunti riesumati)

vai, che così preghiamo per tutti, che

è meglio! Però fammi appoggiare che mi fa

male la caviglia.

- A me sono due giorni che fa male il fianco.

Per fortuna mi sono messa questo vestito più

pesante e prima di uscire ho indossato questa

mantellina, altrimenti con questa corrente

(trapasso d’aria)…


40 Campo de’ fiori

Una nuova casa famiglia e centro diurno

per anziani e disabili a Faleri

“Gioia e felicità” è l’associazione che gestirà la struttura

Giorgia Colonna

“Gioia e felicità ”, questo è il nome della

costituenda associazione che gestirà la

nuova casa famiglia di Via Santa

Felicissima a Faleri (Fabrica di Roma).

L’obiettivo è quello di creare una casa

famiglia e centro diurno per anziani e

ragazzi disabili, seguiti molto da vicino e

tenuti impegnati attraverso tante attività ,

scelte proprio sulla base dei desideri e

delle attitudini degli ospiti. La terapia

occupazionale vuole essere alla base del

progetto. “Non vorrei più dover vedere

ragazzi o anziani abbandonati a se stessi,

lasciati lì in disparte ad

aspettare che termini la

giornata. Devono essere

invogliati ed aiutati a

poter fare tante di quelle

cose che noi, persone

normali, facciamo quotidianamente.”

Ci dice

Giorgia Colonna, una

delle volontarie più attive,

fondatrice dell’asso-

Terapia occupazionale

e attività ludico

ricreative per

gli ospiti.

Cinque posti letto a

disposizione e

centro diurno ad ore

ciazione, che ha avuto precedenti esperienze

in case famiglie della zona. Fin da

ragazzina, seguiva sua nonna che andava

spesso a far visita alle persone anziane ed

in difficoltà , dedicando loro tanta cura da

La casa famiglia di Via Santa Felicissima

ricevere, dalla città di

Orte, il “Premio bontà ”. È

stata un grande esempio

per lei, da seguire ed imitare.

Altre volontarie si sono

unite al progetto, giovani

motivate ma anche

mamme dei disabili stessi

che, nonostante i limiti,

vorrebbero dare ai propri

figli qualcosa in più, facendoli socializzare

e dando loro la possibilità di imparare e

conoscere, anziché essere costrette a

tenerli chiusi in casa per la maggior parte

del tempo. Il centro diurno vorrebbe offrire

anche un servizio ad ore, poiché spesso

accade che le mamme non sappiano

dove poter lasciare i propri figli per uscire

e sbrigare le loro faccende.

La struttura, che dispone di un ampio giardino

per le belle giornate estive, si compone

di una grande sala hobby per le attività

ludico ricreative come la pittura, la lettura,

la musica, la televisione, i giochi da

tavolo e quant’altro gli ospiti vorranno

poter fare; la cucina e la sala mensa per

consumare i pasti e anche cinque posti

letto per anziani o disabili rimasti soli.

“Vorremmo organizzare, oltre ad attività

interne, anche gite fuori porta. Vorremmo

accudire e prenderci cura di chi ha bisogno

in maniera individuale, perché ogni persona

è diversa dall’altra, non possiamo considerarle

tutte uguali solo perché spesso

hanno difficoltà ad esprimersi o temono di

dare disturbo a chi è lì per lavoro e

dovrebbe svolgerlo anche per passione,

quindi con amore e disponibilità .

Purtroppo spesso in televisione si assiste a

scene raccapriccianti ed ingiustificate di

maltrattamenti verso i più deboli. Se non si

ha la pazienza necessaria è meglio rimanere

a casa che svolgere il lavoro di assistente

o educatore!”.

Lodevole l’iniziativa e lo spirito che la

anima. Auguriamo ogni bene all’associazione

ed a questa nuova casa famiglia.

Ermelinda Benedetti


Campo de’ fiori 41

La caduta dell’idea di Gianluca Bagliani

L’ex palazzo comunale di Soriano nel

Cimino, oggi intitolato a Fabrizio De

Andrè , nel cuore del centro storico, ai

piedi del Castello degli Orsini, ha ospitato

la suggestiva mostra del giovanissimo

Gianluca Bagliani, durante l’ultima edizione

della Sagra della Castagna. Punto centrale

dell’esposizione le tre sculture che

riproducono i volti di alcuni personaggi fortemente

legati a questa cittadina: Fabrizio

De Andrè , Luigi Pirandello e Pier Paolo

Pisolini, di impressionante bellezza per la

verosimiglianza con “gli originali”. La stessa

Dori Ghezzi, che ha visitato personalmente

la mostra, è rimasta incredula di

fronte al volto, unico nel suo genere, del

marito. Accanto a quelle dei tre grandi

artisti contemporanei, le teste di altri due

importanti figure storiche italiane:

Giuseppe ed Anita Garibaldi. Ma Bagliani,

oltre ad essere molto bravo nel riprodurre

con l’argilla, la realtà , è altrettanto bravo

a dare forma ai pensieri, a concretizzare

l’astratto, a materializzare le idee della sua

mente, a dare corpo a quei concetti notoriamente

impalpabili. Non a caso il titolo

della mostra è “La caduta dell’idea”, dal

chiaro eco cinematografico, proprio a voler

Ricordi ed idee dal corpo di argilla

quasi ironizzare sul fatto che

in realtà anche quello che ci

sembra irraggiungibile ed

extraterreno, può essere

tragicamente plasmato, e

per di più conla la terra stessa,

l’argilla. Nel brevissimo

incontro che ho avuto con

l’artista, mi è sorto spontaneo

rivolgergli una domanda,

vista anche la sua giovane

età : quando hai scoperto

questa tua passione

per la scultura? “Avevo

cinque anni. Ero sulla riva

della spiaggia, a Tarquinia, e

vidi un uomo che con la sabbia

stava realizzando la

sagoma di un leone. Mi misi

al suo fianco e pian paino

anch’io iniziai a modellare

quei granelli. Poi crescendo

ho cercato di perfezionarmi

fino ad arrivare a questi

risultati”. Ma dietro le doti

naturali e la tecnica di

Bagliani, c’è anche un grande

lavoro di introspezione

nel proprio io più profondo,

che permette a chi si pone di

fronte ai suoi lavori di fare

altrettanto, o almeno di

chiedersi in pochi minuti:

come immagino io quest’idea,

anche per me è così ?

Ed è bello perdersi nei

meandri della propria

mente, gustando con gli

occhi la bellezza di ciò che

si ha davanti. Una forte simbologia

ed un legame trascendentale con

la mitologia classica unisce a filo doppio

l’artista con le sue opere d’arte. Senza

nulla voler assolutamente togliere a ciascuna

delle altre, la mia attenzione è stata

rapita da una di esse: La sapienza. Una

donna (e non a caso il sostantivo che la

indica è di genere femminile) che fuoriesce

dalla tempia di un uomo, o meglio,

Zeus, divinità al di sopra di ogni altra, che

genera sua figlia Atena, forte e combattiva.

Un’interpretazione davvero singolare

che, oltre che per la sua bellezza scultorea,

mi ha colpita per il suo esclusivo mix

di originalità e classicità .

Ermelinda Benedetti


42

Campo de’ fiori

NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS N

Quattro giorni di festeggiamenti in onore della Madonna della Vittoria!

La Chiesa della Madonna della Vittoria (o del Salvatore) che si trova nel Rione

“Borgo” di Fabrica di Roma risale agli inizi del Seicento, ed è da moltissimo

tempo che ogni anno, nella settimana che cade nella seconda domenica d’ottobre,

iniziano i festeggiamenti in onore della Madonna della Vittoria. Quattro

giorni dedicati alla preghiera ed alle messe che si svolgono nell’antica Chiesa,

che per l’occasione viene addobbata a festa! Centinaia sono le persone che

partecipano all’evento, soprattutto i bambini che vengono coinvolti con giochi

come la Gara dei Pignatti, in cui ognuno di loro rompe un vasetto di coccio che

ha la forma di una vera e propria pigna per scoprire all’interno se c’è o meno

la sorpresa che può essere una caramella, un dolcetto o un giocattolino!

Negli anni ‘50 è nata l’Associazione Madonna dellaa Vittoria, che si occupa di

preparare i festeggiamenti dall’inizio alla fine, con la collaborazione

dell’Amministrazione Comunale; il Comitato è formato dai sempre attivi e presenti

Mariano Mariani e Massimo Ricci, insieme ai loro indispensabili collaboratori

che si adoperano fin dalle prime ore del mattino affinché questa festa sia sempre ben organizzata. Anche quest’anno i festeggiamenti

sono iniziati giovedì 11 ottobre con il Triduo della Santa Messa officiata dal Parroco Don Terzilio Paoletti, proseguiti durante la

settimana fino ad arrivare all’apice, Domenica 14 ottobre, quando, dopo la Messa delle 11.15, si è svolta la Benedizione e la distribuzione

dei Melograni, antica tradizione anche questa che vede in questo frutto, che matura nella stagione autunnale, il simbolo dell’opulenza

e della prolificità .

Alle 15.30 si è tenuta la famosa Gara dei Pignatti, come sopra spiegata, e qui ci sono state risate ed allegria da parte di tanti bambini

che si cimentavano nel gioco, ben bendati dai loro genitori!

Dopo la Messa serale si è svolta la Processione vera e propria: centinaia sono state le persone che pregando hanno cseguito il corteo

per tutta via San Rocco fino ad arrivare a Piazza Duomo e poi ritornare alla Chiesa della Vittoria.

Emozionante è stato il momento in cui la figura del quadro della Madonna, portato a spalla, ha varcato la soglia della Chiesa ed è iniziata

la bengalata in suo onore!

La Banda Musicale “R. Poleggi” ha accompagnato con le sue musiche solenni tutta la Processione, terminata con un bellissimo lancio di

un Pallone aerostatico, a cui è affidato l’incarico di portare il messaggio della Salvazione per tutto il mondo.

Tra le rappresentanze istituzionali, erano presenti il Comandante dei carabinieri, Ignazio La Bella, e il Comandante della polizia municipale,

Stefano Pacelli.

La serata non poteva che essere limpida, chiara e cordiale in onore della Madonna della Vittoria!

Patrizia Caprioli

Civita Castellana saluta la Mostra Through Foreign Eyes.

Civita Castellana – Si è conclusa l’11 novembre la mostra internazionale intitolata Through

Foreign Eyes (Con gli occhi degli artisti stranieri), inaugurata il 27 ottobre, che ha visto protagonisti

22 artisti che hanno dipinto il panorama della città con tutte le sue più belle sfumature paesaggistiche

ed archeologiche. La mostra si è tenuta nella cappella papale di Forte Sangallo, un’occasione

in più per visitare il magnifico monumento. Tale evento è stato

organizzato grazie al grande impegno dell’Associazione culturale Argilla

e con il patrocinio e contributo dell’amministrazione comunale.

Numerosi sono stati i visitatori provenienti anche da più parti d’Italia,

che hanno percorso un lungo cammino artistico attraverso la storia

della città di Civita Castellana.

Patrizia Caprioli

Piazza San Clemente: assegnati i lavori di sistemazione dell’area

L’ Amministrazione comunale di Civita Castellana ha assegnato i lavori per la sistemazione

della pavimentazione stradale in piazza S. Clemente, via Panico e via Vinciolino. I lavori,

che prenderanno il via entro breve tempo, prevedono la rimozione dell’ intero selciato

romano, una nuova pavimentazione di piazza S. Clemente con l’ utilizzo di lastre in pietra

lavica e travertino; lo spostamento della fontana pubblica esistente, la realizzazione di

sedute continue e una nuova pavimentazione in via Panico e via Vinciolino con il selciato

recuperato. “Con questo intervento andiamo a completare la riqualificazione del settore

sud est del centro storico –ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica di

Civita Castellana, Gianluca Cerri - Zona che ha visto, con il recupero delle ex carcerette e

il nuovo parcheggio della ghiacciaia, di prossima apertura, un interesse particolare dell’amministrazione

comunale”

L’ obiettivo del progetto, realizzato dall’ arch. Vincenza Basco, è quello di recuperare

l’ invaso della piazza S. Clemente restituendole la dignità di un luogo della memoria, caratteristica dei centri storici.

L’ intervento in piazza S. Clemente – si legge nella relazione dell’ arch. Basco - scaturisce dall’ analisi e dal rilievo del sistema esistente

di relazioni visive, dimensionali, di fruizione, di interconnessione con gli edifici e con le strade al contorno. L’ intento è quello di

migliorare la qualità di uno spazio pubblico, tutelando il suo organico segno d’ insieme, quindi escludendo ogni sovrastruttura e/o

“monumentalismo” che sovrasterebbe con l’ armonia delle parti esistenti nell’ invaso attuale. Per l’ arch. Basco il progetto vuole ridefinire

un “vuoto” urbano, attualmente destinato a parcheggio, facendogli acquistare una propria centralità e un luogo privilegiato per

scambi culturali e sociali.

ERRATA CORRIGE. Sul precedente numero di Campo de’ fiori, nella news relativa al 18° Motogiro “Franco Dragoni”, i nomi

dei promotori dell’evento riportati erano errati. Di seguito il direttivo degli Amici in Moto che ha organizzato la manifestazione: PROIET-

TI DANILO, BAIOCCO TIBALDO, DOMINICIS FABIO, ACHILLI GIANCARLO, FERRAMONDO SIMONE.


Campo de’ fiori 43

S NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS

Civitonici i due ragazzi che hanno conquistato il podio del Campionato italiano trial.

Sono di Civita Castellana i due giovanissimi sportivi che hanno partecipato, con

ottimi risultati, al Campionato italiano trial.

Il più è piccolo Francesco Marchetti, “Francois” così lo chiamano nel trial, ha

12 anni e guida una moto 125 cc beta. Fa parte del Miton top trial team ed ha

partecipato al Campionato italiano trial juniores, categoria C1, dove ha lottato

gara su gara, vincendone due: Lazzate e Castellinaldo. Due terzi posti, invece,

a Chiuduno e Vittorio Veneto ed un secondo posto a Val Chiampo. Marchetti si

è aggiudicato così un meritatissimo secondo assoluto a fine campionato,

rispettando il suo obbiettivo prefissato. Resta, comunque, il

rammmarico di non aver vinto visto il bel campionato svolto fino

all’ultima gara, dove il piccolo civitonico era a pari punti con il vincitore,

in classifica generale di campionato. Si è aggiudicato

comunque la vittoria nel Campionato centro sud. Siamo certi che

continuando su questa strada i successi saranno garantiti!

Il più grande, invece, Davide Zaccagnini, soprannominato da compagni

ed avversari “Zacca”, ha 19 anni e guida una beta 290 cc. Fa

parte del Miton top trial team ed ha partecipato al Campionato italiano trial “CITO” e al campionato italiano

”CIHT” categoria tr3, vincendoli entrambi. Nel CITO ha vinto ben tre gare: Oliveto Citra,

Crevacuore, Valmalenco. Si è aggiudicato, invece, due secondi posti: Montoso e Berceto ed un terzo

posto a Branzi. Zaccagnini è riuscito brillantemente a portare a termine l’ obbiettivo prefissato ad inizio

campionato: diventare campione italiano tr3, rimanendo sempre al vertice della classifica di campionato,

nonostante i suoi impegni scolastici (esami di maturità compresi!). Francesco Marchetti e Davide

Zaccagnini sono due importanti promesse del trial italiano! Congratulazioni ed in bocca al lupo ad entrambi per una carriera sportiva

costellata di successi memorabili! E.B

Bracciano: studenti di Amburgo ricevuti dall’amministrazione comunale

Protagonisti di un gemellaggio scolastico con il liceo Vian

Sono stati ricevuti nella mattinata di ieri in aula consiliare

dal sindaco di Bracciano Giuliano Sala e dall’assessore

all’Ambiente e ai Gemellaggi Paola Lucci una ventina di studenti

tedeschi di Amburgo e Neusass protagonisti di uno

scambio culturale con il liceo Ignazio Vian.

Un gemellaggio tra scuole nato a seguito delle iniziative che

il Comune di Bracciano ha avviato da tempo nell’ambito dei

gemellaggi con la città francese di Chatenay Malabry e la

città tedesca di Neusass. Ringraziamenti sono arrivati dai

tedeschi per l’accoglienza che gli studenti hanno avuto presso

le famiglie braccianesi presso le quali sono stati ospiti. I ragazzi hanno inoltre potuto ammirare il territorio grazie ad un tour in battello

sul lago e il Museo Storico dell’Aeronautica. Molto importante l’invito rivolto ai ragazzi italiani di recarsi ad Amburgo anche per effettuare

stage in grande aziende del posto tra le quali la Siemens. L’Europa è stata l’accenno di tutti gli interventi. Ha parlato di una “Europa

unita che non sia solo finanza” il sindaco Sala, di una grande comunità europea il presidente del Consorzio Lago Bracciano Rolando

Luciani, di “amicizie fraterne tra i gemelli europei” l’assessore Paola Lucci mentre l’auspicio della dirigente scolastica Stefania Chimenti

rivolto agli studenti è stato quello che “L’Europa possa diventare la casa dei vostri progetti di vita”.

fuoridalcomune@comune.bracciano.rm.it - 06/99816375

L’AIV Lazio promuove la Carta Giovani.

L’Associazione Italia Verde Lazio in collaborazione con l’EYCA (European Youth Card:

http://www.eyca.org ) promuove una Carta Servizi dedicata ai giovani dai 14 ai 30

anni (non compiuti) che permette di usufruire di sconti vantaggiosi presso i negozi

convenzionati e di poter aderire ai tanti progetti messi in campo dall’Associazione

Carta Giovani, per una panoramica completa su ciò che offre tale servizio vi invitiamo

ad andare sul sito www.cartagiovani.it . Se volete sottoscrivere la Carta Giovani potete rivolgervi

all’AIV Lazio scrivendo all’indirizzo aivlazio@yahoo.it . La Card è patrocinata dalla Regione Lazio e dal

Governo Italiano, valida in tutto il territorio italiano e nei 41 paesi europei aderenti al progetto! Se volete aderire come negozi per stipulare

la convenzione potete sempre rivolgervi all’AIV Lazio. Entrambi i servizi sono del tutto gratuiti!

Facebook: www.facebook.com/associazione.Italia.Verde Email: aivlazio@yahoo.it Indirizzo: Via A. Cencelli n. 7 – Fabrica di Roma (VT).

“Variante Mignolò”: consegnati i lavori

Sono stati consegnati mercoledì 10 ottobre i lavori per la cosiddetta “Variante Mignolò ”, la variante stradale di collegamento tra la “S.P.

Braccio lungo treia e la S.S. 311 Nepesina”. A breve si aprirà , quindi, il cantiere per una delle opere pubbliche più importanti di Civita

Castellana, che oltre ad alleggerire il traffico su una delle vie fondamentali di transito verso il centro storico, creerà circa cinquanta parcheggi

in più a servizio della parte antica della città . “E’ un’opera importantissima e di ampio respiro che siamo riusciti a portare a compimento

– ha affermato l’assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica di Civita Castellana, Gianluca Cerri – dopo l’aggiudicazione definitiva

della gara d’appalto che ha visto più di novanta ditte partecipanti, abbiamo consegnato lo scorso mercoledì i lavori all’impresa Edil

Fema SRL.Adesso aspettiamo quanto prima l’avvio del cantiere”. L’ impresa Edil Fema srl di Roma si è aggiudicata la gara d’appalto con

un ribasso del 29,06% e, quindi, per l’ importo netto di euro 351,811,59 oltre agli oneri di sicurezza. Con la predetta aggiudicazione le

economie di gara risultano pari ad euro 158.526,46 IVA al 10% compresa.


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Campo de’ fiori

NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS

IL COMUNE DI CIVITA CASTELLANA DONA UNA SONDA ECOCARDIO ALLA ASL VT5

Questa mattina con una cerimonia semplice ma molto significativa il sindaco di

Civita Castellana, Gianluca Angelelli, ha donato una nuova sonda ecocardio adulti

multifrequenza al poliambulatorio VT5 situato presso la “Cittadella della salute”, in

via Petrarca.

Alla cerimonia hanno partecipato, oltre al sindaco Angelelli, il direttore sanitario del

distretto, dott. Alfredo Canonici, il cardiologo, dott. Bruno Pifferi, il consigliere

comunale, Angelo Pescitelli, ed altre persone..

Il dott. Canonici ha ringraziato l’ amministrazione comunale di Civita Castellana per

la donazione fatta “ In un momento difficile per le risorse economiche disponibili sul

territorio. – ha detto il mdott. Canonici- Questa donazione arriva al momento

opportuno perché bisognava dirottare i pazienti su altri ecografi. Con questa donazione

possiamo riprendere a pieno ritmo l’ attività ecocardiografica con circa 100

prestazioni settimanali: “ Anche il sindaco Angelelli ha manifestato la sua soddisfazione

per la donazione fatta grazie alla segnalazione ed all’ impegno del consigliere comunale Angelo Pescitelli.”Un piccolo dono –

ha detto Angelelli – però importante fatto alla Asl e in particolare al dott. Bruno Pifferi che gli consente di effettuare gli ecocardio a

pieno ritmo: Colgo l’ occasione per ringraziare il dott. Pifferi per il lavoro che svolge con grande professionalità e dedizione:

Orto di Miretto: consegnati i lavori

Con la consegna dei lavori per la sistemazione dell’ area sita in via Belvedere Falerii Veteres, il

cosiddetto orto di Miretto, une delle zone di maggior interesse ambientale del centro storico di

Civita Castellana presto assumerà un aspetto più accogliente e consono al ruolo che ricopre. L’

amministrazione comunale il 10 ottobre scorso ha consegnato alla Impresa Colosimo Francesco

di Cotronei (Crotone), vincitrice dell’ appalto, i lavori per la sistemazione dell’ area. L’impresa

Colosimo Francesco si è aggiudicata l’ appalto per un importo complessivo di 267.261,50 comprensivo

di oneri di sicurezza pari ad 6.069,86 determinato mediante ribasso dell’ 11,65% sull’

importo a base d’ asta.

“Dopo un intenso lavoro svolto dall’amministrazione comunale durato diverso tempo –ha spiegato

l’assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica di Civita Castellana, Gianluca Cerri - siamo prossimi, finalmente, all’inizio dei lavori.

Prima di effettuare la gara abbiamo dovuto: correggere il progetto eliminando quella parte di intervento che andava a modificare in modo

consistente i terrazzamenti dell’orto verso via del Tiratore; acquisire i tre quarti della proprietà ; espropriare il restante quarto; ottenere

i nuovi pareri dalla Soprintendenza Archeologica e dalla Soprintendenza ai Monumenti e infine ottenere un contributo di 88.000,00 euro

dalla Regione Lazio. Il progetto così modificato prevede la sistemazione a verde del fossato e il recupero dei terrazzamenti dell’orto. La

realizzazione di una scalinata di accesso sul lato di via del Tiratore, il marciapiede lungo via Belvedere Falerii Veteres, una “piazza ovale”

in erba per lo svolgimento di manifestazioni e concerti, un percorso illuminato che attraversa tutta l’area. Spero che a breve la città possa

godere di questo straordinario spazio pubblico che – ha concluso Cerri - non dobbiamo dimenticare, era il fossato di difesa della città di

Falerii Veteres e quindi una testimonianza importantissima del sistema urbano falisco“.

ADDIO ALL’ULTIMO ED UNICO SEMAFORO DI

CIVITA CASTELLANA. E’ stato sostituito da una

più moderna “rotatorietta”!

Proprio in questi giorni è stato aperto il cantiere per la realizzazione di una rotatoria all’

incrocio di via Giovanni XXIII, via Petrarca, via Corchiano e via E. Minio, che sostituirà lo

storico semaforo di Civita Castellana. I lavori di realizzazione sono stati affidati alla

Impresa Rocchino Mario s.r.l. di Orte e la direzione all’ ing. Luciano Venanzi di Viterbo.

L’ Impresa Rocchino Mario s.r.l. si è aggiudicata l’ appalto per l’ importo di 99.489,12,

con un ribasso d’ asta del 31,33% sull’ importo del progetto che era di 138.713,61. La

consegna dei lavori è prevista entro il 5 gennaio 2013. Con la realizzazione di

questa opera attesa da anni la giunta Angelelli mette in sicurezza uno degli incroci più

pericolosi e transitati del centro urbano. Infatti la presenza di un semaforo non è sufficiente ad evitare incidenti più o meno gravi che

accadono sovente, specialmente nelle ore notturne, quando il semaforo che segnala solamente la pericolosità dell’incrocio viene spesso

ignorato dai conducenti degli automezzi.

GLI ABITANTI DEL QUARTIERE SAN GIOVANNI DI CIVITA

CASTELLANA VOGLIONO RICORDARE CON QUESTA FOTO

GLI ULTIMI CASSONETTI PRIMA DI ESSERE MESSI

IN DISUSO, RINGRAZIANDOLI PER L’EGREGIO LAVORO

SVOLTO PER TANTI ANNI!

Porta a porta: ottimo avvio delle zone 2 e 3

E’ iniziata anche nelle zone 2 e 3 di Civita Castellana la raccolta porta a porta con risultati ottimi. Ormai

oltre il 50% della popolazione civitonica è interessata al servizio e entro i primi mesi del prossimo anno

si espanderà anche nelle zone del centro storico e della zona nord est della città . Gli abitanti delle zone

di Borghetto Sassacci, Cenciani e Casale Ettorre e tutti coloro che risiedono nelle zone 1-2-3 di Civita

che ancora sono sprovvisti dei kit devono recarsi presso il centro di distribuzione situato in via Togliatti

(di fronte alla scuola media D. Alighieri) per venirne in possesso onde evitare di incorrere in pesanti sanzioni.


Campo de’ fiori 45

1° Concorso

Letterina di Natale

per Campo de’ fiori

Invitiamo tutti i bambini ad inviare le loro letterine di Natale

presso la nostra redazione attraverso tutti i nostri recapiti e contatti

(P.zza della Liberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT) / info@campodefiori.biz)

entro il 5 Dicembre 2012.

Tre di esse verranno selezionate e pubblicate sulle pagine del prossimo

numero ed i vincitori riceveranno in regalo un abbonamento di un anno

alla nostra rivista, insieme al diploma di merito!

Le aspettiamo numerose!!!

Termine ultimo 18 Novembre 2012!! Affrettatevi...

info@campodefiori.biz


46

Scegli tra i nostri libri

il tuo regalo di Natale!

Campo de’ fiori

LE PROPOSTE EDITORIALI DELLE COLLANE DI CAMPO DE’

L’Associazione Accademia Internazionale d’Italia Editore

presenta il nuovo libro del Prof. Massimo Marsicola

“RE PER UN ANNO”

Dopo il successo editoriale de “IL BULLISMO. COME

RICONOSCERLO E COMBATTERLO” del Prof.

Massimo Marsicola, edito dall’Associazione

Accademia Internazionale d’Italia nel 2010, l’A.I.D.I. Editore

presenta la nuova pubblicazione dell’autore: “RE PER UN

ANNO”.

Il volume di appena una quarantina di pagine, da leggere tutto

d’un fiato, verrà distribuito gratuitamente. Chiunque fosse

interessato può ritirarlo anche presso la nostra redazione in

Piazza della Liberazione, 2 a Civita Castellana o può riceverlo

direttamente a casa con spese di spedizione postale a

proprio carico.

Il progetto prevede la realizzazione di una trilogia a carattere

filosofico-politico di grande utilità comune, che verrà pubblicata

via via nel tempo.

Un dialogo filosofico-politico sulla crisi,

che può anche essere rappresentato a teatro

(commedia in atto unico).

Il primo di una serie di discorsi volti a dare un

nuovo impulso al dibattito culturale nel nostro

Paese, giusto viatico per una ripresa in ogni

campo e settore produttivo.

Utile per chi avesse a cuore un reale

rinnovamento della Politica e delle Istituzioni.

Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo

è un libro unico nel suo genere.

Un manuale guida per cercare di arginare questo male dilagante!

E’ possibile averne una copia acquistandolo nelle librerie della zona, nelle edicole o

presso la nostra redazione. Potete anche ordinarlo versando l’importo di 10.00,

sul c/c postale n. 42315580, intestato ad Associazione Accademia Internazionale d’Italia.

E’ un’occasione da non perdere, soprattutto per gli insegnanti, che possono inserirlo

nel P.O.F. d’Istituto e nella programmazione educativa annuale del docente, ma anche

per i genitori e per tutti gli educatori sociali.

L’apparenza, a volte, è la maschera perfetta di una realtà ben diversa. L’incontro con un giovane che racconta di essere

quello che non è , stravolgerà , almeno temporaneamente, la vita di una famiglia perbene, che si offre di accoglierlo

ed ospitarlo. La fine di un vecchio amore da parte del protagonista, per la nascita di uno nuovo e non ricambiato,

spezzerà il cuore della giovane che lo aspettava da tempo e spaventerà l’ingenua fanciulla, che diventa l’oggetto di

un suo desiderio morboso. La descrizione accurata e particolareggiata che l’autore fa della storia, rende la narrazione

coinvolgente ed intrigante. Sembra di essere lì presenti, e, quasi come spettatori di una rappresentazione teatrale,

i lettori possono immaginare i personaggi muoversi su di un palcoscenico ben allestito. Una storia ambientata in un

tempo neanche troppo lontano, che ci ricorda i racconti dei nostri nonni di campagna. Ermelinda Benedetti

NOTA DELL’EDITORE

In questo romanzo Augusto Stefanucci narra il sentimento morboso e mortale di un personaggio fantastico della sua

Fabrica di altri tempi. La scrittura bella e diretta tratta la forza dell’egoismo di un amore ossessionato, che fa ineluttabilmente

scivolare nella disperazione e nel dramma il protagonista. Qui c’è tormento, ambiguità e violenza, ma

soprattutto amor fatale! Sandro Anselmi

AVETE UN VOSTRO SCRITTO NEL CASSETTO E VORRESTE VEDERLO PUBBLICATO???

CHIAMATECI SUBITO!!!! REALIZZEREMO IL VOSTRO DESIDERIO! 0761.513117 - info@campodefiori.biz


Micetti dolcissimi di di circa 3 mesi. Sono a

Sutri. Maria tel 0761635616 - 3393403875

PAULY

E' vivace, tanto che non

riesce a stare tranquillo e

tende a scappare ...E' giovane

e pieno di energia quindi

l'ideale sarebbe un giardino

ben recintato oppure qualcuno

in appartamento che

avrebbe tempo e pazienza

per educarlo... Diamogli una

seconda possibilità : è già

stato salvato dai pericoli della

strada. Taglia piccola di circa 11 Kg. Forse 1/2 Anni.

Trovato a Montefiascone, prima dell'estate, vagava ai

bordi di una strada con macchine che gli sfrecciavano

pericolosamente vicino , ora ha recuperato tranquillità

e forma fisica, ma vive in una grotta e a catena:

SOLO 24 ore al giorno; buono con altri cani e

gatti. Molto affettuoso (quasi "appiccicoso")

Arriva l'inverno, e...se nevica?????

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Campo de’ fiori 47

La AS YOU ARE, azienda

giovane e affermata,

nella produzione di

gioielli qualche mese fa

ha lanciato nel suo shop

on line la sua collezione

“i Cuccioli” - anelli, ciondoli,

orecchini con zampette

di cani e/o gatti,

ottenendo molto successo

tra il numeroso

pubblico di amanti degli

animali.

Alla luce di questa accoglienza

da parte di animalisti e non l’Azienda ha pensato di aiutare

chi salva dalla strada e dai pericoli, piccoli esseri indifesi che pagano solo perchè

sono nati e non hanno fatto nulla di male per meritare l’ergastolo del

Canile. AS YOU ARE ha deciso, in maniera totalmente autonoma, di non premiare

le grandi e celebri Associazioni, quelle che già percepiscono contributi,

ma alcune di piccole o semplici volontari/e che non percepiscono aiuti da

parte delle Istituzioni e Autorità.

Un lavoro di scrematura è stato fatto da persone competenti che si trovano ad

affiancare giornalmente queste persone così generose e verranno rese note

dall’Azienda attraverso la fanpage di Facebook e il sito stesso.

Magari non avrete mai sentito nominare le Associazioni e i volontari che verranno

aiutati e infatti è anche un modo per far conoscere il loro lavoro.

Per tutto il mese di novembre per ciascun articolo acquistato on line dal sito

www.shop-asyouare.com della “Collezione i Cuccioli” - cinque euro verranno

devoluti a :- INCROCIAMOLEZAMPE ONLUS di Civita Castellana (Viterbo)

Lazio. L’iniziativa avrà certamente un seguito sempre grazie a Voi che date

fiducia ad una giovane azienda che ha preso a cuore il problema dell’animalismo

attraverso le sue creazioni.

AS YOU ARE - Va del Progresso, 36 – 36100 VICENZA

P. Iva 02954880247 -Tel. 0444-960377 - info@asyouare.eu - www.shop-asyouare.com

Ciao a

tutti!!!!

Mi chiamo

Yole, ho

circa 4/5

anni. Sono tg

piccola piccola

4/5 kg.

Vivo in un

recinto.....e

NON sono felice. Cerco un amico

umano per la VIta.. So dare amore,

tanto amore in cambio di pappa,

coccole e liberta'. Sono vaccinata,

sterilizzata e chippata. Mi trovo in

prov di Viterbo ma posso

raggiungerTi ovunque. RITA

339/1123663

Sollecitati da diversi nostri lettori, lanciamo un appello a tutti i

possessori di cani, affinchè li tengano

al giunzaglio quando si trovano a passeggiare in luoghi pubblici,

per evitare spiacevoli, imprevedibili incidenti.


48

Campo de’ fiori

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

“BarbaBlù” in scena al Palarte di

Fabrica di Roma per la Giornata contro

la violenza maschile sulle donne

Il prossimo 25 novembre - Giornata contro la

violenza maschile sulle donne - non può e

non deve essere ancora una volta una ricorrenza

rituale, poiché il fenomeno della violenza

di genere (che troppo spesso coinvolge anche

i figli) è in costante aumento ed è un problema che affligge gravemente

l’Italia, incide pesantemente sul raggiungimento di una

reale parità e dignità delle donne, sui meccanismi sociali che regolano

la qualità della vita di entrambi i generi. Per questa giornata,

l’Associazione Fab(b)rica delle Donne ha organizzato un’

iniziativa importante per richiamare l’attenzione delle istituzioni

e della cittadinanza su una realtà così devastante, una delle

maggiori cause di morte ed invalidità per le donne dai 15 a i 40

anni e in aumento preoccupante nel nostro Paese. L’Associazione

presenterà lo spettacolo teatrale “BarbaBlù” (destinato la

mattina agli alunni della scuola media e la sera ad un pubblico

adulto) creato e diretto dalla compagnia “Il Cerchio

Invisibile “ di Sandro Nardi, una trasposizione della favola di

Perrault che tratta del tema della violenza sulle donne avvalendosi

dei toni e della prospettiva della favola, con momenti di riflessione

e forte tensione drammatica. La serata è organizzata per

Venerdì 23 Novembre, al Palarte di Fabrica di Roma, alle

ore 21,15 e il ricavato della serata sarà devoluto al Centro

Antiviolenza Erinna , unico centro di Viterbo e provincia che ha

come scopo il contrasto, la prevenzione della violenza sulle donne

15° RASSEGNA MUSICA DA CAMERA

CITTA’ DI RONCIGLIONE

dal 4 Novembre al 22 Dicembre

Non è un refuso, quell’apostrofo. Cinque professori

dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma che hanno scelto

come motto “Il peso della leggera, la leggerezza della classica”,

presentandosi al pubblico in modo autoironico, intelligente. Senza

nulla togliere a chi segue la tradizione. Ma l’arte, si sa, è soprattutto

libertà d’espressione. Così i due violini di Rosario Genovese

e Ruggiero Sfregola, la viola di Giovanni Leonetti, il violoncello di

Francesco Di Donna, il contrabbasso di Andrea Pighi si sono fusi

con lo scopo di produrre mezzo chilo di musica, sia essa classica,

moderna, jazz, pop, folk, rock e quant’altro. Parte così domenica

4 novembre la 15° Rassegna Cameristica della Città di

Ronciglione, nella tradizionale sede della chiesa di S. Sebastiano,

alle 17,30. Seguiranno, l’11 il ‘Trio Clarinetto-Violoncello-

Pianoforte”, il 17 ‘Recital Pianistico’ di Aldo Ragone, il 24

al Teatro Comunale ore 12.00 ‘Festive Wind Ensemble’. Si

ritorna alla chiesa di S. Sebastiano il 25 novembre con il

‘Quartetto Farnese’, 1 dicembre ‘Recital Pianistico’ di

Annalisa Bellini, il 2 ‘Il trio nella forma classica’, l’8 ‘Coro

polifonico T. Cima e D. Massenzio’, il 9 ‘Orchestra di tromboni

Blow Pipes’. Per la Rassegna Giovani il 15 ‘’Duo tromba

e pianoforte”, il 16 “Duo voce e pianoforte”. Conclude il

Concerto di Natale alle 21.00 del 22 dicembre al Teatro

Comunale. L’importante Rassegna è organizzata dall’Istituzione

Musicale Comunale S. Verzari di Ronciglione, curata dal Direttore

Artistico Prof. Fernando De Santis, in collaborazione con

l’Assessore alla Cultura Daniela Sangiorgi, con il patrocinio del

Comune di Ronciglione, Assessorato alla Cultura e Settore

Turismo, Provincia di Viterbo, Regione Lazio.

Roberto Ragone – Addetto Stampa Istituzione Musicale Comunale ‘S. Verzari’


Campo de’ fiori

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

Bracciano: Quattro pomeriggi

culturali con “Un the al Museo”

Fare cultura ma non solo. L’obiettivo è anche far conoscere alla comunità

figure professionali di spessore che hanno scelto di vivere a

Bracciano, tutto sorseggiando un buon the nei pomeriggi uggiosi d’inverno,

alle 16.30 nella sala dell’archivio storico comunale. Torna con

questi scopi al Museo Civico di Bracciano la manifestazione “Un the al

Museo”, quattro appuntamenti-conferenza. Ampio il ventaglio delle

materie trattate, si va dagli approfondimenti sulla storia locale, alla

musica e all’arte. “Il Museo ospita, con l’intento di presentarli, alla

comunità di Bracciano valenti cittadini” commenta il direttore del

Museo Cecilia Sodano.

Questo il programma delle conferenze:

- 4 novembre L’Annunciazione in terracotta invetriata del

Museo Civico di Bracciano Cecilia Sodano. Un viaggio attraverso i

percorsi del revival rinascimentale a partire da un’opera del museo

- 11 novembre Protagonista: il violoncello Francesco Storino. Un

percorso attraverso la storia della musica raccontato, tra voce e melodie,

da un professionista del violoncello

- 18 novembre Arte contemporanea: esperienze e tecniche di

restauro Paola Carnazza. Esperienze di restauro del contemporaneo

dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma

- 25 novembre Mino Delle Site aeropittore futurista Francesco

Rinaldi. L’esperienza artistica di Mino Delle Site raccontata da un suo

allievo

fuoridalcomune@comune.bracciano.rm.it - 06/99816375

49

Il VII municipio di Roma

per il poeta Achille Serrao,

il 23 novembre 2012

Venerdì 23 novembre 2012, dalle

ore 17, presso la Sala “Lucio Conte”,

in via Prenestina 510 (angolo con

viale Palmiro Togliatti su iniziativa

del VII municipio di Roma Capitale

si terrà la commemorazione del

poeta Achille Serrao nel trigesimo

della sua dipartita.

L’evento, dopo i saluti istituzionali

del Presidente del VII Roberto Mastrantonio, dell’Assessore

alla Cultura Leonardo Galli, del presidente della Commissione

Cultura della Provincia di Roma Pino Battaglia, prevede la lettura

di testi di Achille Serrao in napoletano da parte di

Federico Carabetta e Loredana Mauro ed in italiano dei poeti:

Leopoldo Attolico, Manuel Cohen, Ferdinando Falco, Aurora

Fratini, Giovanna Giovannini, Vincenzo Luciani, Roberto

Pagan, Claudio Porena, Laura Rainieri, Cosma Siani,

Rosangela Zoppi e l’esecuzione di brani musicali degli artisti:

Fabiana Avoli, pianoforte, Andrea Salvi, flauto, Andrea

Allocca, chitarra, Paolo Cozzolino, contrabasso, e delle cantanti

Angela Di Gaetano e Nicoletta Chiaromonte.

Parteciperanno la moglie di Achille Serrao, Paula Gallardo, i

figli, la sorella, il fratello e i famigliari.

SONO APERTE LE ISCRIZIONI AL CORSO B.L.S.D. PER L’USO CORRETTO DEL DEFIBRILLATORE, organizzato

dal Comune di Corchiano in collaborazione con la C.R.I. italiana. Il corso si terrà SABATO 1 DICEMBRE

2012 presso la Sala Consiliare del Comune.La partecipazione è aperta a tutti quanti fossero interessati ad offrire

un piccolo servizio alla comunità. E’ possibile iscriversi entro il 24 Novembre presso la locale sezione

della Croce Rossa. L’apparecchio è stato donato ai cittadini di Corchiano dall’Associazione U.N.I.T.A.L.S.I.

“Talenti quotidiani”: un concorso nazionale di

microscrittura dedicato alla donna

Un concorso nazionale di micro-scrittura creativa dedicato alla valorizzazione

della figura femminile e delle pari opportunità e al rifiuto di ogni

forma di discriminazione di natura sessuale. E’ questo lo spirito di

“Talenti Quotidiani - Racconti di fretta per narrare l’avventura di

essere donna”, il progetto promosso dall’Arci provinciale di Siena e

finanziato dalla Regione Toscana grazie al bando della legge 16 del 2009

sulla cittadinanza di genere. Il concorso è aperto a tutti e prevede la presentazione,

entro il 30 gennaio 2013, di un breve elaborato in qualsiasi

forma narrativa - racconto breve, diario, poesia, narrazione e favola - della

lunghezza massima di 10! 0 parole e dedicato alla valorizzazione della

figura femminile in qualità di eroina della quotidianità , con punti di vista

originali e diversi. Il concorso si chiuderà con la pubblicazione degli elaborati

vincitori selezionati dalla giuria e il volume sarà presentato nel

corso di un evento che vedrà anche la premiazione ufficiale dei vincitori.

I racconti saranno pubblicati anche sul sito dell’Arci provinciale di Siena e

sul blog del progetto www.talentiquotidiani.it. L’iniziativa conta anche sul

supporto dell’Associazione Culture Attive di San Gimignano;

dell’Associazione Arcisolidarietà Colibrì di Ville di Corsano;

dell’Associazione Movimento pansessuale Arcigay di Siena e

dell’Associazione Archivio UDI della provincia di Siena. I racconti devono

pervenire entro il 30 gennaio 2013 presso l’Associazione Arci

Provinciale Senese, in Piazza Maestri del Lavoro, 27, a Siena. Non fa fede

il timbro postale. Per ulteriori informazioni sulle modalità di partecipazione,

è possibile scaricare il bando dal sito www.talentiquotidiani.it,

scrivere un’e-mail all’indirizzo talentiquotidiani@gmail.com oppure chiamare

il numero 0577.247510. “Talenti quotidiani” è presente anche sui

social network, con una propria pagina Facebook e un profilo Twitter.


50 Campo de’ fiori

Auguri alla nostra piccola

peste Fabiola che il 10

novembre compie 2 anni da

mamma, papà, Chiara, i

nonni, gli zii e i cugini.

La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri

Ad Alessio

per i suoi 17

anni, da

mamma, papà,

Lella e Chiara.

Tantissimi

auguri di buon

compleanno.

Giulia il 31 ottobre ha

compiuto 18 anni.

Per te inizia una nuova

fase della vita che ti

vedrà coinvolta in responsabilità maggiori, potrai

decidere autonomamente del tuo futuro, provare

nuove emozioni e imbatterti in nuove avventure

che ti vedranno protagonista. I tuoi genitori ti

augurano tanta felicità e serenità.

Tantissimi

auguri di

una felice

vita

insieme a

Martina e

Andrea

che il 13

ottobre

2012 hanno coronato il loro

sogno d’amore....Vi vogliamo

bene!!!! I vostri amici

Tantissimi

auguri di

buon compelanno

a

Samuel

Testa che

il 13

Novembre

compie 8

anni, da

chi ti vuole tanto bene...

mamma e papà.

Tanti tanti auguri al

nostro Cristian Cesare

che il 23 novembre compie

due anni dal nonno

Sandro Cesare, la nonna

Anna e la bisnonna Enrica

Tanti auguri di

buon compleanno a

don Claudio

Monarca che il 22

ottobre ha

compiuto 60 anni, da tutti i parrocchiani di

Corchiano ed in particolare dagli oratoriani

Tanti auguri

ai ragazzi

del ’55 di

Carbognano!

Tanti auguri a Francesco

Generali che il 9 ottobre

ha compiuto 5 anni, dalla

sorella Benedetta, il papà

Enrico, la mamma Paola, la

nonna Antonella, il nonno

Checchino, gli zii ed i cugini

Congratulazioni

ad Ileana

Baldassi per

aver vinto la

Borsa di

Studio alla

scuola musicale il C.E.T. di MOGOL ad

Avigliano Umbro (TR), messa in palio

dalla Provincia di Viterbo, per soli 10

aspiranti artisti. Un grande IN

BOCCA AL LUPO per la sua carriera

musicale dai suoi familiari e amici.

Tantissimi auguri

a Giacomo

Pastorelli che il 19

Novembre compie

il suo 1° anno! Con

amore da nonna

Antonietta

e gli zii.


L’ALLEGRA BRIGATA DEL ‘67

Un sabato qualunque di un mese d’autunno ci

siamo rincontrati sotto lo stesso tetto, seduti

uno accanto all’altro per condividere una

serata di piacere. E’ bastato qualche minuto,

che ci siamo ritrovati in un turbine di emozioni,

che a stento siamo riusciti a frenare, così

uno staff di artisti, come, cantanti, cabarettisti

e soprattutto ballerini, hanno dato vita

ad una simpatica e divertente serata che,

solo il tempo tiranno, purtroppo, ha interrotto.

All’allegra brigata del ‘67 senza fare un

vademecum, mando un solo e semplice augurio

di grandissima felicità.

Un’amica ‘67

Tantissimi

auguri al nostro

dolcissimo

Niccolò

Costantini che il

26 ottobre ha

compiuto 5 anni.

Da parte di

mamma, papà, il

piccolo Mirko, i

nonni e le zie!

Tanti auguri

al piccolo

Yuri

Ceccarelli,

che il

giorno 28

Ottobre

2012 ha

ricevuto il

sacramento

del

battesimo,

con tanto amore da

mamma Pamela, papà

Graziano, i nonni e gli zii

Tanti auguri a nonna Teresa

la migliore gelataia di tutti i

tempi che il 1 Novembre

compie 64 anni! Ma soprattutto

è la migliore nonna del

mondo e l’unica donna che sa

capirmi in ogni situazione...Ti

voglio un bene dell’anima!

Tanti auguri.... Stefano

Campo de’ fiori 51

Tantissimi auguri alla

piccola Martina Ruzzi

che compie 1 anno il 3

Dicembre, dalla mamma

Anna Maria, il papà

Enrico, i nonni, gli zii e

tutti quelli che le

vogliono un gran bene.

Tanti auguri al nostro

piccolo grande amico

Luca che ha ricevuto il

Sacramento della

Cresima, da Stefano e

Piera.

Diego e Samir augurano

buon compleanno alla loro

mamma Antonella

Magnarelli che ha compiuto

gli anni il 14 Ottobre. Cara

mamma ti ringraziamo per

tutto quello che hai fatto

per noi, per averci cresciuti

da sola, per averci fatto

studiare e parlare tre lingue,

ti ringraziamo per tutti i sacrifici che hai

fatto per noi e per i ragazzi che ci hai fatto

diventare. Grazie mamma!

Il giorno 27

ottobre

hanno

festeggiato

60 anni di

matrimonio

NANDO e

ROSA di

Fabrica di Roma.

Tanti auguri da tutti i familiari.


52

Campo de’ fiori

L’angolo del poeta

Nella foto al lato,

Ebe Di Stazio, figlia

di Umberto Di

Stazio, che ci ha fatto

recapitare in redazione

questa deliziosa

poesia del padre

(nella foto in alto).

CARTOLINA DI ABBONAMENTO ANNUALE

SI desidero abbonarmi a : Campo de’ fiori (12 numeri) a 25,00

Umberto Di Stazio - Pizziribbecchi

SOSTENETE CAMPO DE’ FIORI CON IL VOSTRO ABBONAMENTO

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Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n. 675 del 31.12.1996 in materia di

“Tutela dei dati personali”. Titolare del trattamento dei dati è Campo de’ fiori - P.za della Liberazione,2 - 01033 Civita

Castellana (VT)

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Per abbonarti puoi spedire questa cartolina a Campo de’ fiori - P.za della Liberazione, 2 - 01033 Civita

Castellana (VT) o puoi trasmetterla per fax allo 0761 . 513117


Campo de’ fiori

Campo de’ fiori 53

Roma com’era

Articolo tratto dalla testata giornalistica “La Tribuna illustrata”(Anno XI), di domenica 29 novembre 1903.

Abbiamo recuperato questa copia ultracentenaria da un rigattiere, consunta e vissuta, ma ancora piena del suo fascino

originario. La foto ci mostra un Lungotevere diverso da come è oggi, privo delle alte palazzine nobiliari e con un viale

alberato assai giovane. Ma l’articolo ci racconta molto di più e la foto è tutta da leggere!


54

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Album de

Civita Castellana. Squadra di Rugby - 1978.

In piedi da sx: Angeletti, Midossi, Cingolani, Ceccarelli, Basili, Mancini, Nelli, Ceccani, Gemma, Pichilli, Basili,

Stinchelli, Ceccani e Nobili.

In basso da sx: Rovinetti, Cicconi, Antonelli, Cavalieri, Rossi, Bonifazi, Quirini, Coracci, Principalli e Martelletti.

Foto tratta dal libro “50 anni di strani rimbalzi a Civita Castellana” di Ugo Baldi.


ei ricordi

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Civita Castellana. Anno 1965. Classe prima elementare. Foto della Sig.ra Matudina Perazzoni.

Civita Castellana, metà anni ‘60. Da sx: Filomena e suo

marito Fernando Ricci, Franco Lanzi e sua moglie Giacinta.

Campo de’ fiori

Civita Castellana. Anni ‘70. Giuliana Valeri.

55


56

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Album de

Fabrica di Roma. Anno 1978. Rossana Di Caprio, Eleonora Capitoni, Rosa Bozzo, Adele Labruzzo, Eleonora ..., Sabrina Alessandrini,

... Vincenzi, Ornella Angeletti, Maria Luisa Marigliani, Anna Testa, Assunta Ricci, Sandra Vannini.

Foto del Sig. Massimo Ricci.


ei ricordi

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori 57

Fabrica di Roma. Anno 1939. Famiglia Pietro Baldassi. Foto della Sig. ra Verena Baldassi.

Fabrica di Roma.

Anni ‘60.

In alto da sx:

…, Massimo Ferlicca, …,

Stefano Carofei, … .

In basso da sx:

Carlo Drogo, Nicola Chiossi,

Attilio … , Giorgio Cencelli, …,

Carlo Testa.

Foto del Sig. Giorgio Cencelli.

Campo de’ fiori


58

Campo de’ fiori

Ronciglione.

Anni ‘30.

La famiglia Marini sulla scala

per i lavori sul tetto dell’abitazione.

Campo de’ fiori

Album de

Corchiano.

Anni ‘40.

Da sx: Tertuliano Battisti e Pompeo Nardone.

Campo de’ fiori


Campo de’ fiori 59

ei ricordi

Campo de’ fiori

Civita Castellana. 10 giugno 1966. Classe III media, sez. D.

In piedi da sx: Luca Carosi, Alberto Sacchi, Claudio Castiglia, Massimo Mancini, Sergio Pescetelli, Giuseppino Brunetti, Giovanni Sciamanna,

Mauro Santori, Domenico Mariani, Giorgio Flori, Angelo Marini.

In basso: Giacomo Chiuderini, Alfredo Gasperini, Aldo Ricci, Bernardino Di Lorenzi, Giovanni Gezzi, Giammarco Massari, Renzo Lemme.

Insegnanti: ... Pandimiglio e Gabriella Augugliaro.

Foto del Sig. Luca Carosi.


60

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62 Campo de’ fiori

Oroscopo di Novembreby Cosmo

ARIETE 21 marzo - 20

aprile La coerenza è probabilmente

ciò che più vi pesa

mantenere, soprattutto in questo

momento. Volete impegnarvi

in progetti troppo alti e

faticosi. Non saltate a conclusioni affrettate,

non reagite agli impulsi emotivi e non abbandonatevi

a stati altalenanti di umore. Diventate

docili e dolci, morbidi con voi stessi e con il

prossimo.

TORO 21 aprile - 20 maggio

: Il momento è impetuoso,

rovente, dovete dunque

scendere in campo e farvi

sotto. La pigrizia non passerà

inosservata e gli egoismi

avranno il loro prezzo. E’ l’ora mettere a vantaggio

del prossimo le vostre risorse. Dovete

stabilire delle urgenze. Fermate le abitudini malsane

e intraprendete una nuova routine, fatta di

ordine e disciplina.

GEMELLI 21 Maggio - 21

giugno Quando de stelle vi

chiedono di “dominare la

natura selvaggia”, non intendono

dire di negarla, ma significa

non intellettualizzare i

piani bassi, primitivi, profondi, a favore di un

prestabilito concetto, idea o logicità . La scelta

di fare ordine nella propria vita, ha scopo e

valore solo quando però sono lasciate fluire le

irrazionalità e le assurdità di cui l’uomo è artefice.

CANCRO 22 giugno - 22

luglio Dedicatevi a voi stessi

e mettete l’attenzione sulla

professione, sul vostro impegno

quotidiano. Ritiratevi dalla

scena, dalla mondanità , dalle attese e dalle

aspettative sentimentali e affettive. Questo è il

momento per entrare in contatto profondo con

voi stessi. Occupatevi del vostro bene, curate

l’alimentazione, seguite uno stile di vita attento

LEONE 23 luglio - 22

agosto C’è bisogno di un

cuore ragionevole che sceglie

come amare, come educare,

come costruire. Travolgere gli

eventi, le circostanze se stessi

o il prossimo non è necessariamente un bene

o sinonimo di amore. Siate cauti e attenti nella

gestione delle relazioni, non correte, né aggredite,

siate consapevoli, un amore consapevole

non farà mai errori.

VERGINE 23 agosto - 22

settembre Se volete fare

rivoluzioni, allora aspettate di

aver un maggior controllo sul

vostro stato interiore. Il

silenzio è ciò che dovrebbe

farvi da padrone, non disperdete energie in

parole e chiacchiere distorte e confuse, vane.

Concentrate l’attenzione sull’ascolto e su cosa

c’è da fare e non da dire. Non dite, non esprimetevi,

anche quando la circostanza vi sembra

obbligata.

BILANCIA 23 settembre

- 22 ottobre La pigrizia

mentale è il limite più grande

all’evoluzione dell’essere.

L’accontentarsi, il rimanere

nel piccolo rassicurante spazio

noto, privi di stimoli e iniziative può essere

un grave limite. Allo scopo di accedere alla forza

e alle bellezze che risiedono forti e potenti all’interno

della vita stessa è necessario aprirsi a

quella curiosità .

SCORPIONE 23 ottobre

- 21 novembre I

tempi sono pressanti e il

fagocitante modo di stare e

vivere nel mondo non permette

l’accrescersi e il

manifestarsi dei grandi

talenti di cui siete portatori. Scegliete il ritiro,

preferite stare in silenzio nel vuoto dell’apparente

niente. Grandi saggezze e poteri sono nel

vostro io più profondo, coltivateli.

SAGITTARIO 22 novembre

– 21 dicembre I tempi

sono pressanti e il fagocitante

modo di stare e vivere nel

mondo non permette l’accrescersi

e il manifestarsi dei

grandi talenti di cui siete portatori. Scegliete il

ritiro, preferite stare in silenzio nel vuoto dell’apparente

niente. Grandi saggezze e poteri

sono nel vostro io più profondo, coltivateli e

vedrete sbocciare il fiore che è in voi.

CAPRICORNO 22 dicembre

- 19 gennaio I pianeti

intendono esortarvi a un

nuovo approccio verso la vita.

Cercate di vivere una quotidianità

ricca di senso e profondità

oltre l’aridità del vivere comune. Uscite dalla

routine che vi ha attanagliato finora, solo così

potete sperare in qualcosa di nuovo e soddisfacente.

I consigli di chi vie è vicino possono

essere indispensabili.

ACQUARIO 20 gennaio -

18 febbraio Se vi sembra che

la vita si sia dimenticata di voi

o peggio, l’abbia con voi,

ebbene sappiate che non è

così . Avete perso di vista

forse che anche il mondo intorno a voi ha bisogno

del vostro riconoscimento, materiale, emotivo

e affettivo. Siate generosi, benevoli e comprensivi,

sovvertite lo stato di frustrazione in

gentilezza.

PESCI 19 febbraio - 20

marzo Potrebbe andare

meglio, ma potrebbe anche

andare peggio! Siete in un

fremente circuito di possibilità

, dettate da stimoli forti,

importanti, unici, magari

eccessivi e a tratti paralizzanti, ma potete uscirne

bene, anzi vittoriosi. I concetti, le teorie e i

voli pindarici non vi consentiranno di trovare la

vostra verità , quella capace di rendervi appagati.


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