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Export e meccatronica - B2B24 - Il Sole 24 Ore

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Più effi cienti

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e meccatronica

verso il 2013

n. 5 - Novembre/Dicembre 2012


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Guardare oltre

S

di

Massimiliano

Cassinelli

ta per chiudersi uno degli anni

più difficili per l’economia italiana

e internazionale. Un anno in

cui, come emerge da uno studio

della Banca d’Italia, il 30% delle

aziende italiane registreranno un

bilancio negativo. Le prospettive

macroeconomiche, nel frattempo,

lasciano poco spazio all’ottimismo.

In questa situazione, per un

imprenditore, è difficile guardare con ottimismo al

futuro. Anche nei momenti di crisi, però, si aprono

interessanti opportunità, che è necessario saper

cogliere tempestivamente. In particolare, nelle ultime

settimane, due notizie offrono prospettive positive

per il settore dell’assemblaggio. Il Governo ha

infatti dichiarato che il settore farmaceutico rimane

strategico per l’Italia e che, per tale ragione, sarà

necessario investire per mantenere nel nostro Paese

le strutture produttive.

L’intenzione di mantenere la produzione in Italia è

stata espressa anche nel piano industriale di Fiat, che

ha annunciato, per i prossimi anni, il lancio di una

serie di nuovi modelli. Questo significa che, anche a

fronte del continuo calo di vendite, sarà necessario

predisporre nuove linee di produzione, sia all’interno

degli stabilimenti sia nell’indotto, con interessanti

opportunità per quanti operano in questo ambito.

Seizing

new opportunities

One of the most difficult years for Italian and worldwide

economy is coming to its end. According to Banca

d’Italia, 30 percent of Italian companies will be

reporting a negative balance in 2012. Macroeconomic

outlooks, too, are getting worse. In such a scenario,

it’s hard to look ahead with optimism and believe that

future will be better. It’s nevertheless true that even in

sluggish moments new opportunities arise and they

should be seized promptly.

Recently, there are some good news for the assembly

market. The Government stated that pharma

confirmed to be a high strategic industry for Italy: it

urges to invest in order to keep manufacturing plants in

our country.

Fiat announced that new car models are going to be

released in next years and suggested the priority to

keep production lines in Italy. This means clearly that,

even if sales are still decreasing, new production lines

should be planned, both in Fiat plants and in its satellite

car industries.

Assembly market players could be seizing new

interesting opportunities.

novembre/dicembre 2012 soluzioni di assemblaggio 5

editoriale


sommario

30

robotica e visione

per il controllo qualità

di Roberta Tosi

Aumenta la diffusione di sistemi di visione capaci di

integrare, in un’unica piattaforma, la guida robot e il

controllo qualitativo

editoriale

Speciale

sistemi di visione

5 GuARdARe olTRe

di Massimiliano Cassinelli

senza frontiere

12 SpiRAGli di RipReSA

dAllA 28.BiMu

di Alice Alinari

14 FiAT è AnCoRA

un Buon ClienTe

di Massimiliano Cassinelli

16 l’inTeRnAzionAlizzAzione

ConTRo lA CRiSi

di Adolfo Violante

19 nuoVe noRMe

peR l’expoRT in RuSSiA

di Roman Maluntsev

10

6 soluzioni di assemblaggio novembre/dicembre 2012

22 MeChA-TRonikA 2013

inTelliGenze in FieRA

di Valeria Villani

23 SeMpRe più CAliBRATi

di livio Giumelli

energia e ambiente

24 RiSpARMio eneRGeTiCo

l’AnAliSi è d’oBBliGo

di paolo Chiastra e Alberto Mazza

28 piAno eneRGeTiCo

Al ViA lA ConSulTAzione

di livio Giumelli

sistemi di visione

34 l’AlTA RiSoluzione

Che oTTiMizzA i CoSTi

di Roberta Tosi

36 RASSeGnA pRodoTTi

a cura di Franco Gori

AppliCAzioni

40 i Moduli di piAnTAGGio

Che CReAno eFFiCienzA

di Roberta Tosi

informa

crescere per competere

di Adolfo Violante

Migliorare la propria cultura aziendale e conoscere

nuove realtà sono strumenti fondamentali per proporsi

al meglio sul mercato


44

applicazioni

AssemblAggio

in sicurezzA

di giorgia andrei

Soluzioni di automazione e safety integrate

in linee di assemblaggio e incollaggio

permettono uno svolgimento automatico

ed efficiente dei processi

48 Un robot in farmacia

di adolfo Violante

tecnologie

54 Più efficienti

con la meccatronica

di roberto loce

50

56 Progettare il fUtUro

di adolfo Violante

59 brUshless

o Passo-Passo?

di massimiliano cassinelli

diritto

62 le aziende

al temPo della crisi

di matteo de marco

66 Paese che Vai

legge che troVi

di massimiliano cassinelli

dal mercato

68 news

a cura di franco gori

78 mitsUbishi electric

gioca il sette

di livio giumelli

80 solidworks 2013

Progettare con facilità

di adolfo Violante

agenda

82 eVenti del settore

tecnologie

un soffio

di futuro

di massimiliano cassinelli

La pneumatica sarà sempre più utilizzata

nell’assemblaggio, ma occorre investire sulle

tecnologie più innovative

novembre/dicembre 2012 soluzioni di assemblaggio 7

sommario


ABBIAMO PARLATO DI...

Le aziende citate

AC&E ________________________ 21

AIdAM ________________________ 10

Anie _________________________ 75

Chiastra & Mazza ________________ 26

Cognex _______________________ 68

Control Techniques _______________ 77

Denso Manufacturing Italia _________ 42

Fiat __________________________ 15

Frost & Sullivan ______________ 23, 52

Health Robotics _________________ 49

Ice _______________________ 69, 75

Image S ______________________ 37

Ims Research __________________ 76

Keyence Italia __________________ 35

Kistler ________________________ 42

Mecha-Tronika _________________ 22

Ministero dello Sviluppo Economico __ 29

Miro’ Solutions _________________ 72

Mitsubishi Electric _______________ 79

Inserzionisti

National Instruments _____________ 68

Num _________________________ 71

Omron ________________________ 36

Panasonic Electric Works __________ 61

Pilz __________________________ 46

Rockwell Automation _____________ 55

R-Tech _______________________ 35

Rustandard ____________________ 21

Sensormatic ___________________ 38

Sick _________________________ 39

Siemens Plm Software ____________ 73

Sike _________________________ 64

Sim Automation _________________ 46

SolidWorks ____________________ 81

Tritecnica _____________________ 38

Ucimu ________________________ 13

Unioncamere Lombardia __________ 67

Vea __________________________ 33

Victor Technologies ______________ 69

Vision Engineering _______________ 37

ABL Automazione _____________________________________ 47

Automatismi Brazzale__________________________________ 27

Camozzi ___________________________________________ 11

Cognex _______________________________________33-39-71

Festo ___________________________________________IV COP.

Framos Italia ________________________________________ 45

Image S ___________________________________________ 43

Kistler Italia __________________________________________9

K.L.A.IN Robotics _____________________________________3

Mitsubishi Electric Europe ___________________________ II COP.

Sick ___________________________________________III COP.

Sinta _____________________________________________ 53

SMC Italia ___________________________________________4

8 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

Anno I - Numero 5 - Novembre/Dicembre 2012

DIRETTORE RESPONSABILE Pierantonio Palerma

REDAZIONE Valeria Villani (Responsabile di Redazione),

Virna Bottarelli, Massimiliano Luce

COLLABORATORI Alice Alinari, Massimiliano Cassinelli, Paolo Chiastra,

Matteo De Marco, Livio Giumelli, Franco Gori, Roberto Loce, Roman Maluntsev,

Alberto Mazza, Roberta Tosi, Adolfo Violante

COMITATO TECNICO SCIENTIFICO Massimiliano Cassinelli, Marco Diani, Roberto

Gorlero, Fabio Greco, Federico Guarneri, Pierantonio Palerma, Franco Perico,

Massimo Vacchini

PROGETTO GRAFICO Luca Rovelli

IMPAGINAZIONE Elisabetta Delfini (coordinatore), Walter Tinelli,

Elisabetta Buda, Patrizia Cavallotti, Elena Fusari, Laura Itolli, Cristina Negri,

Diego Poletti, Luca Rovelli

DIRETTORE EDITORIALE BUSINESS MEDIA: Mattia Losi

PROPRIETARIO ED EDITORE: Il Sole 24 ORE S.p.A.

SEDE LEGALE: Via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano

PRESIDENTE: Giancarlo Cerutti

AMMINISTRATORE DELEGATO: Donatella Treu

SEDE OPERATIVA: Via Carlo Pisacane, 1 - 20016 PERO (MI) - Tel. 02/3022.1

UFFICIO TRAFFICO: Tel. +39 02 30226060

STAMPA FAENZA INDUSTRIE GRAFICHE S.r.l.

Via Vittime Civili di Guerra, 35 - 48018 Faenza (RA)

Prezzo di una copia 5,00 euro

Registrazione Tribunale di Milano n.74 del 10-02-2012

ROC n. 6553 del 10/12/2001

Informativa ex D. Lgs 196/3 (tutela della privacy)

Il Sole 24 ORE S.p.A., Titolare del trattamento, tratta, con modalità connesse ai fini, i Suoi dati personali,

liberamente conferiti al momento della sottoscrizione dell’abbonamento od acquisiti da elenchi

contenenti dati personali relativi allo svolgimento di attività economiche ed equiparate per i quali si

applica l’art. 24, comma 1, lett. d del D.Lgs n. 196/03, per inviarLe la rivista in abbonamento od in

omaggio. Potrà esercitare i diritti dell’ art. 7 del D.Lgs n. 196/03 (accesso, cancellazione, correzione,

ecc.) rivolgendosi al Responsabile del trattamento, che è il Direttore Generale dell’Area Professionale,

presso Il Sole 24 ORE S.p.A., l’Ufficio Diffusione c/o la sede di via Carlo Pisacane 1 - 20016 Pero (Mi)

Gli articoli e le fotografie, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Tutti i diritti sono riservati;

nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa in nessun

modo o forma, sia essa elettronica, elettrostatica, fotocopia ciclostile, senza il permesso scritto

dall’editore. L’elenco completo ed aggiornato di tutti i Responsabili del trattamento è disponibile

presso l’Ufficio Privacy, Via Monte Rosa 91, 20149 Milano. I Suoi dati potranno essere trattati da

incaricati preposti agli ordini, al marketing, al servizio clienti e all’amministrazione e potranno essere

comunicati alle società di Gruppo 24 ORE per il perseguimento delle medesime finalità della raccolta,

a società esterne per la spedizione della Rivista e per l’invio di nostro materiale promozionale.

Annuncio ai sensi dell’art 2 comma 2 del “Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati

personali nell’esercizio della attività giornalistica

“La società Il Sole 24 ORE S.p.A., editore della rivista Automazione Industriale rende noto al pubblico

che esistono banche dati ad uso redazionale nelle quali sono raccolti dati personali. Il luogo dove è

possibile esercitare i diritti previsti dal D.Lg 196/3 è l’ufficio del responsabile del trattamento dei dati

personali, presso il coordinamento delle segreterie redazionali (fax 02 39646095)”


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CresCere

per competere

Migliorare la propria cultura aziendale e conoscere

nuove realtà sono strumenti fondamentali

per proporsi al meglio sul mercato

di Adolfo Violante

Per potersi confrontare con

un mercato sempre più

globalizzato ed esigente,

le aziende italiane hanno la necessità

di modificare radicalmente

il proprio approccio, facendo

crescere le competenze interne e

aprendosi ai mercati internazionali.

Due obiettivi sui quali AIdAM sta

investendo in modo significativo.

Il mese di novembre, infatti, si è

chiuso con due importanti missioni

in Tunisia e in Marocco. I

paesi del Nord Africa sono caratterizzati

da una relativa vicinanza

all’Italia, ma, soprattutto, dalla

necessità di acquisire innovative

tecnologie per sfruttare al meglio

il proprio potenziale produttivo.

Alle nostre aziende, però, risulta

difficile proporsi autonomamente

in simili realtà, mentre il contesto

associativo offre un’importante

opportunità per conoscere le specifiche

realtà locali in modo strutturato

e convincente.

Indipendentemente dalle singole

caratteristiche e dagli obiettivi

aziendali, un approccio a livello

di gruppo permette di prendere

primi contatti e, in alcuni casi, di

proporsi anche come autentico

sistema, capace di offrire tecnologie

innovative e caratterizzate da

un’elevata efficienza. I processi di

assemblaggio automatizzato, infatti,

sono sempre più richiesti in

Paesi caratterizzati da un significativo

tasso di crescita e da mercati

interni ricettivi.

Culture e tecnologia

La missione in Tunisia e in Marocco,

che sarà seguita da un’analoga

iniziativa in Turchia, nel prossimo

febbraio, rappresenta il concretizzarsi

di un percorso associativo

che, oltre a offrire direttamente

opportunità di aprire nuovi settori

di business, punta alla crescita dei

manager e del personale interno

delle singole aziende.

Per questa ragione, nelle prossime

settimane, verrà reso noto anche

il calendario dei corsi di AIdAM

Academy. Una serie di iniziative

destinate proprio agli associati,

che potranno accedere a opportunità

di crescita a tariffe agevolate.

In particolare, già nei primi mesi

del 2013 l’attenzione sarà focalizzata

su temi quali ‘La vendita del

valore – Management by Actions’.

10 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

Cambiare il proprio approccio alle

attività di business, infatti, è fondamentale

per ottimizzare l’organizzazione

aziendale, ma anche

per aprirsi a nuove opportunità

imprenditoriali.

Per questa ragione verranno trattati

temi quali le mappe mentali,

comunicare per vendere, gestione

sviluppo risorse umane, metodo

goal, comunicazione efficace e capacità

relazionali.

Oltre che al management, la formazione

sarà indirizzata anche alle

tematiche più tecnologiche, per

consentire alle aziende di disporre

di personale in grado di sfruttare

le più moderne tecnologie di programmazione

e progettazione.

I primi temi proposti, quindi, saranno:

programmazione plc, disegno

tecnico 2 e 3 D, robotica e

visione.

Sempre nell’ottica di una crescita

e di un continuo scambio tra gli

associati, come accaduto nel corso

del 2012, anche il prossimo anno

alcune riunioni del consiglio direttivo

si terranno presso le sedi degli

associati, consentendo così una

reciproca conoscenza e uno scambio

di opinioni sempre più costruttivo

tra i singoli associati.

Per tale ragione, le aziende che desiderano

ospitare una delle riunioni,

possono scrivere direttamente

alla segreteria di AIdAM, che sta

predisponendo il calendario degli

appuntamenti 2013.

AIdAM www.aidam.it


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ad anello aperto.

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un controllo della portata ad anello aperto, in ambito di miscelazione di gas,

controllo di flussi liberi o soffi e per il controllo dello svuotamento

di camere per mezzo del vuoto. Grazie all’impiego dei solenoidi standard

con un ED del 100%, queste valvole sono anch’esse idonee ad un ED al 100%.

Le valvole proporzionali Serie AP sono realizzate al fine di ottimizzare e minimizzare

frizioni ed effetto stickslip. Il flusso in uscita è proporzionale al segnale

di comando, in PWM o in corrente. Poichè possono lavorare anche con il vuoto,

non è necessaria una pressione minima di lavoro.

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senza frontiere

La ventottesima edizione di Bimu,

promossa da Ucimu-Sistemi

per Produrre, l’associazione

dei costruttori italiani di macchine

utensili, robot e automazione, è stata

l’occasione per fare il punto sulla

situazione economica del Paese e

per fotografare un settore, quello

della macchina utensile, nel quale

l’Italia da sempre gioca un ruolo

fondamentale in qualità di quarto

produttore e terzo esportatore di

macchine utensili nel mondo.

Al convegno inaugurale del

2 ottobre, in apertura della

manifestazione, Luigi Galdabini,

presidente di Ucimu, Alberto

Quadrio Curzio, professore

emerito di Economia Politica

dell’Università Cattolica di Milano,

Corrado Passera, il ministro per lo

12 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

Spiragli

di ripreSa

dalla

28.Bimu

Un’affluenza che sfiora

le 59mila visite per la biennale

della macchina utensile lo scorso

ottobre a Milano.

Moderato ottimismo per uno

dei settori che mostra ancora grinta

e volontà di crescere

di Alice Alinari

Sviluppo Economico, Infrastrutture

e Trasporti, hanno contribuito a

tracciare un quadro dell’attuale

situazione economica del Paese.

In estrema sintesi, tra le maggiori

criticità del Paese, Quadrio Curzio

ha incluso l’elevata pressione fiscale

e il sommerso, che sottrae entrate

al fisco, la caduta degli investimenti

fissi lordi e la crescita inarrestabile

della disoccupazione. Per superarle,

il professore ha ipotizzato come

prioritario un cambio di strategia:

anziché puntare al rilancio dei

consumi, occorre rilanciare gli

investimenti, soprattutto nelle

infrastrutture, che potrebbero

avere un forte ‘effetto-traino’ anche

su tutti gli altri settori industriali.

Riferendosi alle macchine utensili,

Quadrio Curzio ha ricordato

anche l’eccellenza di questo settore

nell’export e nell’innovazione,

“un’innovazione che spesso

viene direttamente iniettata nei

processi industriali e negli impianti,

senza passare attraverso i canali

tradizionali o essere rilevata dalle

statistiche internazionali”. Anche

Luigi Galdabini si è espresso

sull’eccellenza del settore,

“strategico per il Paese”, che “deve

essere sempre più competitivo,

continuando a internazionalizzare

e a presidiare nicchie tecnologiche

strategiche”. Il ministro Corrado

Passera si è mostrato concorde

con Quadrio Curzio: “Non si può

definire una politica industriale

efficace basandola solo sullo stimolo

della domanda”, al contrario

“occorre rilanciare gli investimenti


e sostenere le imprese nel percorso

di internazionalizzazione”. Le

macchine utensili sono, secondo il

ministro, un settore che dimostra

“come sia ancora possibile

crescere in Italia con la giusta

combinazione di innovazione e

internazionalizzazione” e “come la

globalizzazione sia un’opportunità

e non una minaccia per l’intero

Paese”.

un’ottima affluenza

Che il settore delle macchine utensili

sia ancora capace di tendere verso

l’innovazione e possa contribuire

a trainare l’economia del Paese lo

ha dimostrato anche l’andamento

della manifestazione che lo riguarda.

Dopo la chiusura di Bimu, lo scorso

6 ottobre, gli organizzatori hanno

infatti comunicato un’affluenza di

58.875 visitatori, con un’offerta di

oltre 1.160 imprese espositrici, su

una superficie espositiva totale di

90mila m 2 .

Nel commentare l’affluenza,

Galdabini si è espresso in termini

di cauto ottimismo. “Nonostante

il contesto difficile e la recessione

che interessa buona parte dei Paesi

dell’Eurozona, Bimu ha conservato

le sue dimensioni e ha superato il

traguardo raccogliendo un cauto

ottimismo che fa ben sperare per il

prossimo futuro. Al di là dei numeri,

in linea con quelli dell’edizione

precedente, sono le impressioni

degli operatori intercettati agli stand

a confermare la buona riuscita

della mostra che, dopo il 2010,

anno di profonda crisi, è tornata a

raccontare di un settore che investe

in innovazione e crede nella ripresa

del mercato italiano attesa, come

emerge dai dati Oxford Business of

Economics, per la seconda metà del

2013”.

In merito al convegno inaugurale,

al quale lo stesso Galdabini era

presente in qualità di relatore, il

presidente di Ucimu ha dichiarato:

“La presenza del ministro Corrado

Passera, alla cerimonia inaugurale,

che ha ospitato la tavola rotonda

‘Industria e manifattura: il futuro di

Italia e Europa oltre la crisi’, è stata

per noi costruttori italiani motivo

di grande orgoglio e conforto,

testimonianza che le autorità di

governo sono consapevoli del

lavoro svolto dalle imprese del

settore. La visita del ministro è stata

occasione per sottolineare la volontà

delle stesse imprese di continuare

a operare ai massimi livelli,

investendo, per quanto possibile, in

innovazione e ricerca, attività che

ha impatto diretto su tutta la filiera

produttiva”.

Da sinistra, Luigi Galdabini, Corrado Passera e Alberto Quadrio Curzio al convegno inaugurale dello

scorso 2 ottobre

un mercato da mezzo

miliardo di euro

L’ampia offerta di tecnologie di

produzione in mostra a Bimu si è

concretizzata in circa 3mila macchine

esposte, per un valore pari a circa

mezzo miliardo di euro. Ad arricchire

il panorama tecnologico hanno

contribuito eventi collaterali come

Quality Bridge, la rassegna degli

otto convegni specialistici dedicati

all’approfondimento tecnico, e la

speciale Mostra Evento dal titolo

‘Gli Oggetti del vivere. Le tecnologie

del fare’, pensata per documentare

l’impatto delle macchine utensili

sulla vita quotidiana. Allestita

nel padiglione 18, la mostra ha

coinvolto negli incontri, organizzati

quotidianamente, alcuni nomi di

spicco dell’industria manifatturiera

italiana, da Alberto Bombassei

(Brembo) a Umberto Quadrino

(Fondazione Edison), da Marco

Biagioni (Avio) a Carlo Malugani

(Ferrovie Nord). La mostra, costruita

come percorso interattivo e reale

tra alcuni prodotti realizzati con

macchine utensili, è stata evento di

richiamo anche per gli studenti, che

quest’anno, sono stati 5.806, circa

il 10% in più rispetto all’edizione

precedente.

Per un settore votato

all’internazionalizzazione non

potevano infine mancare azioni

di promozione del made in Italy

settoriale, sostenute da Ucimu in

collaborazione con il Ministero dello

Sviluppo Economico e Ice, che hanno

previsto l’organizzazione di un ciclo

di incontri tra gli espositori italiani

e circa 60 imprese di utilizzatori di

tecnologie provenienti da Brasile,

Cina, India, Russia e Turchia, i Paesi

più interessanti in termini di business

per questo settore.

La prossima edizione di Bimu sarà

nel 2014, dal 30 settembre al 4

ottobre.

Ucimu www.ucimu.it

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 13

senza frontiere


SENZA FRONTIERE

Fiat è ancora

UN BUON CLIENTE

Il piano industriale del gruppo automobilistico apre a nuovi

modelli e, quindi, offre nuove prospettive agli Oem italiani

di Massimiliano Cassinelli

Il settore dell’automotive

rappresenta uno degli

sbocchi di riferimento per le

aziende italiane attive nell’ambito

dell’assemblaggio. Per tale

ragione era attesa con una certa

trepidazione la presentazione del

nuovo piano industriale di Fiat.

Malgrado i non incoraggianti

dati di mercato, infatti, le linee

di produzione necessitano

continuamente di nuove soluzioni

o di aggiornamenti degli impianti

esistenti e, per tale ragione,

diventa fondamentale, a livello

strategico, comprendere quali

sono gli obiettivi del costruttore

italiano di riferimento.

Il punto centrale dell’intervento

di Sergio Marchionne è stato,

ovviamente, l’intenzione di non

chiudere fabbriche in Italia.

Nuovi modelli in arrivo

Partendo da questa premessa,

entro il 2016 Fiat proporrà sul

mercato 17 nuovi modelli. I primi

tre saranno disponibili già dal

prossimo anno, sei seguiranno

nel 2014, cinque nel 2015 e tre nel

2016. Interessante notare come,

oltre ai numeri, Fiat scommetterà

anche su modelli di prestigio,

che dovrebbero garantire un Il Gruppo Fiat torna a puntare sulle autovetture di prestigio

14 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO NOVEMBRE/DICEMBRE 2012


margine maggiore e giustifi care

il mantenimento degli impianti in

Italia.

Parlando di auto di prestigio è

immediato pensare ai marchi Alfa

Romeo e Maserati, che dovranno

tornare a rappresentare un ‘sogno

possibile’ per gli automobilisti. Da

qui l’idea della nuova Quattroporte

dell’Alfa Romeo, ma anche di due

nuovi modelli a marchio Maserati.

Il mercato a cui guarda Fiat non

è più limitato ai confi ni nazionali

o europei ma, grazie al rapporto

con Chrysler, che ha portato allo

sviluppo di nuove piattaforme,

Marchionne punta sempre più

al Nord America e alla regione

Asia-Pacifi co, con una particolare

attenzione per i mercati emergenti.

Anche per questo non verranno

abbandonati i marchi e i prodotti

generalisti, che da sempre

posizionano Fiat tra i marchi

di riferimento nel ‘segmento

A’. In particolare, detto del

successo di Panda, un ruolo

fondamentale sarà occupato

anche da 500, che dovrebbe dar

vita a una vera e propria famiglia

di prodotti indirizzati ai mercati

internazionali.

Dubbi, invece, sul destino di

Lancia, per la quale rimane

centrale solo il ruolo della Ypsilon,

mentre gli altri modelli verranno

valutati soprattutto attraverso

un’integrazione con la gamma di

auto derivate dalla produzione

Chrysler.

Discorso a parte, infi ne, per

le piccole Jeep ‘europee’, che

punteranno sempre più al

mercato entry level. E, per tale

ragione, rivestiranno un ruolo

determinante del supportare un

export extraeuropeo che dovrà

assorbire almeno il 15% della

produzione nelle fabbriche del

Vecchio Continente.

Fiat www.fi at.it

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO 15

SENZA FRONTIERE


SENZA FRONTIERE

L’internaziona

Per reagire alla diffi cile situazione economica nazionale, il Governo lancia iniziative concrete

Risale allo scorso giugno

l’approvazione, da parte

del Consiglio dei Ministri,

del “pacchetto contenente un

ventaglio di misure urgenti e

strutturali che realizzano una

parte ulteriore dell’Agenda per la

Crescita sostenibile”.

Il provvedimento, si legge in una

nota del Governo stesso, “punta ad

attivare molteplici leve necessarie

per stimolare il rafforzamento

della competitività, la ripresa della

domanda, lo stimolo al dinamismo

imprenditoriale: dall’attrazione di

capitali privati all’accelerazione e

semplifi cazione delle procedure

per recuperare il ritardo

infrastrutturale accumulato”.

Rientra in questo disegno anche il

sostegno all’internazionalizzazione

di imprese e consorzi. La norma,

infatti, riordina e semplifi ca le

procedure relative al Fondo per

l’internazionalizzazione istituito

dalla Legge 394/81 e gestito

da Simest, creando inoltre una

CONTRO LA CRISI

a supporto delle aziende italiane che guardano oltre i confi ni nazionali

riserva pari al 70% delle risorse

per le Pmi.

Una delle novità più interessanti

è rappresentata dai consorzi per

l’internazionalizzazione, la cui

mission sarà indirizzata alle nuove

forme di internazionalizzazione,

alla formazione e alla promozione

del Made in Italy nel mondo. A

questo si aggiunge la conferma

dei contributi del Ministero dello

Sviluppo Economico a sostegno di

progetti di internazionalizzazione.

Con questa nuova organizzazione

e, “al fi ne di evitare la dispersione

delle risorse in interventi di

ridotta entità”, i contributi

per sostenere i progetti per

l’internazionalizzazione

di vari Enti, Organismi

o Associazioni sono ora

concentrati solo sui progetti

realizzati dai nuovi Consorzi per

l’internazionalizzazione, dalle

Camere di Commercio italiane

all’estero e dalle associazioni di

categoria.

16 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

di Adolfo Violante

Un fondo per crescere

Uno dei primi interventi

concreti, in questa direzione,

è rappresentato dal “Fondo

Startup”, operativo dal 25

ottobre. Si tratta, in pratica, di

un nuovo strumento, dedicato

alle Pmi singole o aggregate,

creato per favorire la fase di avvio

(startup, appunto) di progetti di

internazionalizzazione sui mercati

extra Ue.

Il Fondo rotativo è nato con

l’obiettivo di rafforzare il sostegno

pubblico alle Pmi nel loro processo

di internazionalizzazione. Il nuovo

strumento, in particolare, si

concretizza nella partecipazione al

capitale sociale di società costituite

ad hoc (NewCo) con sede sociale

in Italia (o in altro Paese Ue

qualora necessario per lo sviluppo

del progetto).

I destinatari del fondo, nello

specifi co, sono le singole Pmi o i

raggruppamenti di Pmi costituite

sotto forma di società di capitali.


lizzazione

A queste realtà viene concesso un

contributo tramite la sottoscrizione

al capitale in caso di NewCo o la

sottoscrizione di un aumento di

capitale di una NewCo costituita

da non più di 18 mesi dalla data di

presentazione dell’istanza. É però

importante sottolineare che la

partecipazione del Fondo non può

superare il 49% del capitale sociale

e ogni singolo intervento a valere

può raggiungere un massimo di

200mila euro.

Interessante, in un periodo in cui

è diffi cile ottenere fi nanziamenti,

il fatto che non sia prevista alcuna

garanzia bancaria e assicurativa

sulla quota di partecipazione

del Fondo, la cui durata è però

compresa tra un minimo di due e

un massimo di quattro anni. Solo

in casi particolari, la durata può

essere prorogata sino a sei anni,

qualora la specifi cità del progetto

lo richieda, previa delibera del

Comitato Ministeriale.

Nella valutazione della richiesta

assume un’importanza

determinante il fatto che il

progetto della società destinataria

abbia una previsione di redditività

ragionevole nel medio-lungo

periodo.

In ogni caso, le modalità e le

condizioni di acquisizione della

partecipazione al capitale sociale

della società destinataria, della

gestione e della successiva

cessione della partecipazione a

valori di mercato, sono defi niti nel

contratto tra il soggetto gestore e i

soci proponenti.

Agli stessi soci proponenti, inoltre,

non possono essere richieste

garanzie reali a fronte dell’obbligo

di riacquisto della partecipazione

del Fondo. Anche se, in caso di

mancato riacquisto alla scadenza,

il gestore ha la possibilità di

negoziare con terzi la cessione

della propria partecipazione.

In ogni caso i soci proponenti

possono esercitare il diritto di

opzione per il riacquisto anticipato

della partecipazione del Fondo.

Analogo diritto di opzione è

previsto per la cessione anticipata

della partecipazione.

La remunerazione del Fondo

stesso è data dai dividendi sugli

utili della società destinataria,

maturati durante il periodo di

partecipazione, e spetta al Fondo

anche l’eventuale plusvalore

derivante dalla cessione della

quota di partecipazione.

Le richieste di intervento devono

essere presentate, dalle imprese

interessate, a Simest, che provvede

all’istruttoria ed effettua in nome

proprio e per conto del Ministero

dello sviluppo economico tutte le

attività necessarie. In ogni caso,

entro 60 giorni dalla presentazione,

le richieste di intervento complete

di tutti gli elementi utili alla

valutazione del progetto e della

relativa istruttoria sono trasmesse

al Comitato di indirizzo e controllo,

che delibera al riguardo nella

prima riunione utile.

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO 17

SENZA FRONTIERE


senza frontiere

la regia dell’export

Nel frattempo continua l’attività

di tipo istituzionale. Il 22

ottobre, presso il Ministero dello

Sviluppo Economico, si è infatti

riunita la Cabina di Regia per

l’Internazionalizzazione, presieduta

dal ministro Corrado Passera e

dal ministro degli Affari Esteri

Giulio Terzi, con la partecipazione

del ministro per il Turismo

Piero Gnudi. A testimonianza

dell’attenzione nei confronti

dell’internazionalizzazione,

all’incontro erano presenti anche il

presidente dell’Ice Riccardo Monti

e il presidente dell’Enit Pierluigi

Celli, oltre ai rappresentanti

di Palazzo Chigi, del ministero

dell’Economia, del ministero

delle Politiche Agricole, della

Conferenza delle Regioni e delle

Province Autonome e di Sace.

Alla Cabina hanno inoltre preso

parte i massimi rappresentanti di

Confindustria, Abi, Unioncamere,

Rete Imprese Italia e Alleanza

Cooperative Italiane.

In particolare, per quanto

riguarda gli investimenti fuori

dai confini nazionali, è stato fatto

il punto sullo stato di attuazione

e funzionamento di Desk Italia.

Dal Governo arrivano nuove iniziative per favorire l’internazionalizzazione

Si tratta dello sportello unico,

recentemente istituito dal secondo

Decreto Crescita, per rafforzare gli

investimenti diretti esteri nel nostro

Paese. I responsabili ministeriali

hanno ricordato che sono già

state avviate le prime forme di

semplificazione, per una gestione

più efficace del rapporto con

possibili investitori internazionali.

Tra queste spicca la costituzione

di un pool dedicato alle imprese

internazionali presso i tribunali

delle imprese o l’attivazione di

sistemi di tutoraggio presso

l’Agenzia delle entrate.

Il Governo ha promosso una Cabina di regia a favore delle aziende italiane che guardano oltreconfine

18 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

In parallelo si sta lavorando al

processo di razionalizzazione

e di messa a sistema della

rete estera, partendo

dall’integrazione delle reti

di Ice ed Enit, per ottenere

significativi risparmi e maggiore

integrazione tra promozione

territoriale e di prodotto. Un

ruolo importante, in questo

contesto, dovrà essere svolto

dalla valorizzazione della

componente culturale, attraverso

il coinvolgimento degli Istituti

di Cultura Italiana, in particolar

modo per quanto riguarda la

promozione nelle aree Design,

audiovisivi, Food e Wine.

Per ottenere risultati concreti è

però indispensabile disporre di

adeguati capitali. Per tale ragione

è stata decisa una maggiore

convergenza tra le strategie e

le politiche di Simest, Sace e

Cdp e il potenziamento delle

attività di export financing. Il

tutto per rafforzare il ruolo del

sistema bancario nel supportare

l’internazionalizzazione. In

particolare, Cdp, Simest e Sace

metteranno a disposizione

delle imprese strumenti tra loro

coordinati e complementari, oltre

che organizzati per ‘taglia’ e per

settori.


Nuove Norme

per l’export

in Russia

È giunta la fine dei certificati Gost R per la gran parte

dei prodotti esportati in Russia. Da febbraio le nuove norme

di Roman Maluntsev*

La Russia rappresenta il

quinto mercato, in termini

di fatturato, per l’export

delle macchine realizzate dagli

Oem italiani. Per questa ragione

i costruttori devono essere

particolarmente attenti alle novità

normative imposte dalle autorità

locali.

In questo contesto, anche se

ancora poco noto, è importante

sottolineare che, proprio nei Paesi

dell’ex blocco sovietico, si va

verso un’armonizzazione con la

legislazione dell’Ue in materia di

normazione tecnica.

Uno dei primi atti concreti, in

tale ambito, è rappresentato dal

fatto che anche in quest’area si

comincia ad avere l’approccio

europeo nella valutazione di

conformità del prodotto. Il sistema

Gost, ormai datato, prevedeva

infatti la certificazione obbligatoria

della maggior parte dei prodotti,

indipendentemente dal loro

potenziale livello di rischio.

Con la nuova normativa, al

contrario, ciò non è più tassativo

nei regolamenti tecnici dell’Unione

doganale. Infatti per i prodotti con

un basso livello di rischio, viene

abolito il regime certificativo,

che era previsto nel sistema

Gost R, adottando invece una

serie di Regolamenti Tecnici

che introducono un regime

dichiarativo.

Particolarmente significativo, in

particolare, è quanto stabilito dal

Regolamento Tecnico dell’Unione

doganale (RT UD) 010/2011

sulla sicurezza delle macchine e

attrezzature. Una sorta di Direttiva

Macchine valida in Russia,

Bielorussia e Kazakistan. Con la

sua entrata in vigore, infatti, per

la maggior parte dei prodotti

non è più richiesto il certificato

obbligatorio, ma è sufficiente

la dichiarazione di conformità,

che sostituisce il certificato

obbligatorio.

Un’attenzione particolare riguarda

le macchine da impiegare negli

impianti industriali pericolosi,

per le quali viene introdotto il

certificato di esame del tipo, sulla

base del quale verrà formalizzata

la dichiarazione di conformità.

L’insieme di queste riforme

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 19

senza frontiere


senza frontiere

ha l’obiettivo di stipulare con

Ilac(International Laboratory

Accreditation Cooperation) e

Iaf (International Accreditation

Forum) accordi di mutuo

riconoscimento dei documenti

di conformità rilasciati dagli

Organismi di Certificazione e dai

laboratori di prova dell’Unione

doganale in altri Paesi della Wto.

Cosa accade agli ordini

In una fase di transizione come

l’attuale, uno degli aspetti che

desta maggiore preoccupazione

è ovviamente legato alle

ripercussioni sugli ordini già

sottoscritti e in consegna nelle

prossime settimane. Un aspetto

che, al momento attuale, non è

ancora stato definito, in quanto è

necessario attendere l’emanazione

di specifiche circolari, identificate

come ‘Regolamenti di attuazione’,

che spieghino tecnicamente

l’applicazione dei nuovi

Regolamenti Tecnici.

In attesa di questi documenti,

al momento attuale si possono

fare solo deduzioni dettate da

quanto stabilito nei mesi scorsi,

in occasione dell’applicazione dei

Regolamenti Tecnici dell’Unione

doganale entrati in vigore dal

01/07/2012 (RT UD 005/2011

sulla sicurezza degli imballaggi,

RT UD 007/2011 sulla sicurezza

dei prodotti per bambini e

adolescenti, RT UD 008/2011

sulla sicurezza dei giocattoli, RT

UD 009/2011 sulla sicurezza dei

prodotti di profumeria e cosmesi,

RT UD 017/2011 sulla sicurezza

dei prodotti dell’industria

leggera). In questi casi, infatti,

le macchine fabbricate prima

dell’entrata in vigore dei nuovi

Regolamenti Tecnici hanno

le date di entrata in vigore

20 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

goduto di un periodo transitorio,

durante il quale è stato possibile

immettere sul mercato o

commercializzate comunque

tali prodotti. Appare invece

poco probabile che verranno

concesse deroghe per le macchine

fabbricate successivamente

alla data dell’entrata in vigore

dei Regolamenti Tecnici, che

dovranno quindi possedere tutti i

nuovi requisiti.

mai più da soli

Da un’attenta lettura delle norme

sinora emanate emerge un

potenziale problema per le aziende

italiane impegnate in questo

mercato: i nuovi Regolamenti

Tecnici prevedono che la richiesta

di rilascio del certificato di

conformità non possa essere

presentata da fabbricanti stranieri.

Per ottenere l’autorizzazione

alla commercializzazione è

infatti necessario disporre di un

“Rappresentante del fabbricante

nelle questioni inerenti la

conformità e la marcatura del

prodotto, soggetto di diritto

dell’Unione doganale”.

Quindi, contrariamente al passato,

un’azienda italiana non potrà più

far certificare i propri prodotti e

Dal 15 febbraio 2013 entrano in vigore:

1) Regolamento Tecnico dell’Unione doganale (RT UD) 004/2011 sulla

sicurezza delle apparecchiature di bassa tensione;

2) Regolamento Tecnico dell’Unione doganale (RT UD) 010/2011 sulla

sicurezza delle macchine e attrezzature (Direttiva Macchine della Russia,

Bielorussia e Kazakistan);

3) Regolamento Tecnico dell’Unione doganale (RT UD) 011/2011 sulla

sicurezza degli ascensori;

4) Regolamento Tecnico dell’Unione doganale (RT UD) 012/2011 sulla

sicurezza della apparecchiature per atmosfere potenzialmente esplosive;

5) Regolamento Tecnico dell’Unione doganale (RT UD) 016/2011 sulla

sicurezza delle apparecchiature funzionanti a combustibile gassoso;

6) Regolamento Tecnico dell’Unione doganale (RT UD) 020/2011 sulla

compatibilità elettromagnetica (EMC).


ottenere un certifi cato intestato

a se stessa. Dovrà invece affi dare

questo compito al suo importatore,

trovandosi in un certo senso in

una condizione di soggezione,

perché al cambio dell’importatore

si dovrà ripetere la procedura di

certifi cazione, o nel caso di più

importatori, si dovranno fare

più pratiche di certifi cazione per

ciascun importatore.

Le norme in vigore, però

offrono un’ulteriore alternativa,

che consiste nel nominare un

Rappresentante Autorizzato,

il quale si prenderà cura

dell’adeguamento del prodotto alla

normativa vigente in loco ed alla

sua marcatura.

Un secondo problema riguarda

l’aumento sostanzioso del costo

dei servizi dei laboratori di prova

ed enti di certifi cazione. Negli anni

scorsi, infatti, numerose aziende

hanno ottenuto l’accreditamento e

offrivano servizi di certifi cazione.

L’aumento della concorrenza ha

così indotto un abbassamento

generale prezzi ma anche, in alcuni

casi, della qualità. Per invertire

una simile tendenza, garantendo

un adeguato livello qualitativo, è

stato creato un nuovo soggetto

amministrativo: Servizio

Federale per l’Accreditamento

“Rosakkreditazya” – analogo

dell’Accredia italiana. Tale Ente

si è posto come obbiettivo la

riduzione del numero degli

Organismi di Certifi cazione e

dei laboratori di prova. Questo

ha comportato che se prima il

certifi cato di conformità Gost

poteva essere rilasciato da 30

differenti enti di certifi cazione,

spesso con prove su campioni

‘virtuali’, i Regolamenti Tecnici

dell’Unione doganale hanno

ridotto a soli tre gli enti, con

l’ulteriore imposizione di visite

ispettive in produzione e di prove

su campione vere e proprie. Ciò ha

portato alla creazione di una sorta

di monopolio, il quale incide anche

sul costo dei servizi.

Unica nota positiva, di contro, è

offerta dal fatto che i documenti

UN RUSSO

IN ITALIA

Rustandard, che vanta una

sede a Verona e dispone di

persone che conoscono sia

la lingua russa che quella

italiana, è una delle prime

aziende a offrire il servizio di

‘Rappresentante Autorizzato’

ai nostri costruttori. È quindi

in grado di assumersi

l’incarico dell’adeguamento

del prodotto alla normativa

vigente e alla sua marcatura.

La stessa Rustandard, anche

attraverso AC&E Consulting,

è inoltre disponibile a fornire

gratuitamente informazioni e

aggiornamenti sulle norme

vigenti nell’Unione doganale.

di conformità rilasciati nell’ambito

dell’Unione doganale sono validi

sul territorio di tre Stati: Russia,

Bielorussia e Kazakistan. Di

conseguenza, sarà suffi ciente

munirsi di un unico documento

per commercializzare prodotti

nei tre Paesi. Quindi, da un

lato osserviamo un aumento

generale dei prezzi per i servizi

di certifi cazione, ma dall’altro

la riduzione del numero dei

documenti richiesti.

Qualche consiglio…

Per prepararsi al meglio all’entrata

in vigore dei nuovi regolamenti

è opportuno tenersi sempre

aggiornati sulla normativa vigente

nell’Unione doganale. Molti dei

Regolamenti Tecnici, disponibili

in lingua inglese, permettono

infatti ai costruttori di capire senza

diffi coltà quali siano i requisiti

obbligatori da rispettare in fase di

progettazione e realizzazione di un

dispositivo o una macchina.

Dal punto di vista pratico, di

contro, è opportuno provvedere

da subito alla certifi cazione del

materiale che è già stato realizzato

ed è in attesa di essere spedito

in Russia. Per i fabbricanti che

lavorano solo con la Russia,

inoltre, è necessario provvedere

subito alla certifi cazione seriale

per evitare sorprese o fermi alla

dogana.

*Business Development Manager

di Rustandard

AC&E www.aceconsulting.it

Rustandard www.rustandard.com

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO 21

SENZA FRONTIERE


senza frontiere

Mecha-Tronika 2013

intelligenze in fiera

Integrazione, intelligenza e meccatronica i temi chiave

della nuova fiera per la produzione industriale

che debutterà nell’ottobre 2013 a Milano, sommando

eredità ed esperienze delle precedenti Bias e Bimec

di Valeria Villani

“Nel settore

manifatturiero si

delineano processi

sempre più orientati all’efficienza,

alla flessibilità e alla sostenibilità”,

dice Luigi Galdabini, presidente

di Ucimu e di Efim, Ente Fiere

Italiane Macchine, nel presentare

ufficialmente la fiera Mecha-

Tronika, in programma dal 23 al

26 ottobre 2013. “Questi processi

sono caratterizzati da una crescente

complessità e richiedono un

livello elevato di integrazione fra

le diverse tecnologie, hardware

e software”. Oggi, più che mai,

nei processi di produzione e

assemblaggio è fondamentale

stabilire delle connessioni sempre

più strette e immediate

tra le tecnologie, a livello

di impianto, di logistica,

di processo e di gestione

del business. Servono,

nei contesti industriali,

tecnologie ‘interconnesse’

e, dunque, ‘intelligenti’,

capaci cioè di istaurare

dialoghi bidirezionali e, in

un certo senso, ‘interattivi’.

Sono questa integrazione

e questa intelligenza i temi

chiave della nuova fiera Mecha-

Tronika, definita da Enrico Pazzali,

amministratore delegato di Fiera

Milano, “l’expo delle intelligenze

per la produzione industriale”,

organizzata da Efim e Fiera

Milano, e promossa e patrocinata

da diverse associazioni, che

rappresentano anche le diverse

aree merceologiche coinvolte:

AIdAM, associazione italiana

di automazione meccatronica,

Assodel, associazione nazionale

fornitori di elettronica, Gisi,

associazione imprese italiane

di strumentazione, Imvg,

Italian Machine Vision Group,

Siri, associazione italiana

robotica e automazione, e

22 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

Ucimu, associazione costruttori

italiani macchine utensili, robot,

automazione e di prodotti a questi

ausiliari.

Le merceologie coinvolte nella

manifestazione, che ha cadenza

biennale, comprendono:

robot industriali, montaggio,

movimentazione, manipolazione,

sistemi di visione, misura e controllo,

logistica e movimentazione,

controllo dei processi e delle

lavorazioni, software e hardware

per lo sviluppo di sistemi e prodotti

(plm), impiantistica componenti e

accessori, sicurezza e ambiente,

sfortec-subfornitura tecnica, sensori,

rilevatori, trasduttori, strumenti di

prova e misura, sistemi di fieldbus

e di comunicazione, informatica

per l’industria, sistemi software

per l’automazione e la produzione,

automazione della produzione

elettronica, servizi, manutenzione.

“Protagonista indiscussa della

fiera è ovviamente anche la

meccatronica, intesa come sintesi di

tecnologia elettronica e informatica

applicata alla meccanica”, rileva

Alfredo Mariotti, direttore della

manifestazione.

“La meccatronica è il tavolo

su cui si gioca la partita per

il futuro di tutto il settore

meccanico”, aggiunge infine

Galdabini, “un settore che

complessivamente vale

il 36% del Pil del Paese,

con oltre due milioni di

addetti”.

Mecha-Tronika

www.mechatronika.it


Sempre più calibrati

I servizi di calibrazione saranno sempre più richiesti,

anche a causa di norme particolarmente rigorose

di Livio Giumelli

Con l’irrigidimento

delle normative sulla

calibrazione, è prevedibile

una crescita dei servizi connessi

a questa attività. A confermarlo

sono gli analisti di Frost &

Sullivan, secondo cui, a fronte

di un fatturato di 1,09 miliardi di

dollari nel 2011, nel 2018 questo

mercato raggiungerà gli 1,55

miliardi. Una crescita significativa,

della quale gioveranno laboratori

interni, case produttrici e

rivenditori di terze parti, che

attualmente si dividono la quasi

totalità del mercato.

Come essere

protagonisti

Per essere protagonisti, in

un settore particolarmente

esigente, è fondamentale

rispondere alla principale

richiesta del mercato:

la rapidità. I clienti, in

una fase in cui devono

necessariamente ridurre

gli investimenti, chiedono

infatti di abbattere i

tempi, per evitare che

i tempi di calibrazione

incidano negativamente

sulla produttività. Per

tale ragione, il tempo

richiesto per produrre dei

risultati, senza incidere

sulla qualità, rappresenta

uno dei principali criteri di

selezione del fornitore di servizi di

calibrazione.

Una caratteristica sulla quale

appare opportuno investire,

soprattutto in considerazione

del fatto che, come spiegano gli

esperti, nel prossimo futuro la

domanda di servizi di calibrazione

sarà elevata, anche per il

progressivo irrigidimento delle

normative.

Scorrendo lo studio è interessante

notare come la calibrazione in

situ, che offre tempi di disservizio

minimi, viene considerata

più conveniente in termini di

Si prevede una forte crescita dei servizi di calibrazione a livello mondiale

costi da parte degli utenti finali,

specialmente nelle industrie di

processo come quelle chimiche e

farmaceutiche. L’importanza della

manutenzione preventiva, inoltre,

accrescerà ulteriormente il valore

dei servizi di calibrazione, nei quali

rivestiranno un ruolo fondamentale

anche le case produttrici.

É inoltre interessante sottolineare

come una delle tendenze in atto sia

rappresentata dall’esternalizzazione

dei servizi di calibrazione, sempre

più spesso affidati anche ad aziende

di servizi e laboratori specializzati.

Una scelta dettata, soprattutto, da

ragioni operative, poiché l’azienda

che esternalizza il processo rimane

comunque responsabile della

gestione e del mantenimento dei

registri relativi alla calibrazione.

Anche per questa ragione si

aprono interessanti prospettive

per l’utilizzo di software destinati

alla gestione della

calibrazione e che, quindi,

permettono di tracciare

gli ordini di servizio e gli

appuntamenti.

Un’ultima considerazione

riguarda il fatto che le

case produttrici presenti

sul mercato con prezzi

di fascia alta incontrano

maggiori difficoltà rispetto

ai fornitori di terze parti,

compromettendo talvolta i

propri margini di profitto

e influenzando così la

crescita complessiva

del mercato. Di contro,

l’elevata pressione dei

prezzi limita anche le

piccole aziende.

Frost & Sullivan www.frost.com

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 23

senza frontiere


energia e ambiente

RispaRmio eneRgetico

l’analisi

è d’obbligo

L’energia elettrica è il vettore energetico per eccellenza. Necessaria per processi

produttivi specifici, illuminazione, sistemi Ict, condizionamento,

trasporti interni, essa è versatile, universale e costosa. Una semplice analisi dei consumi,

tuttavia, può aiutare le aziende a risparmiare

di Paolo Chiastra e Alberto Mazza

Aria, cibo e bevande sono

i vettori che trasportano

l’energia dall’esterno

all’interno dell’organismo e ne

permettono il sostentamento. Per

fortuna, a differenza di quanto

accade con l’energia elettrica, essi

non devono essere misurati: il

corpo umano si regola, abbastanza

bene, in modo automatico.

Anche l’azienda, come

l’organismo, si mantiene grazie

all’immissione di una serie di

componenti, tra i quali l’energia

che, come l’aria, il cibo e le

bevande, viene assunta senza

una misura. Eppure, essa non

dovrebbe essere assolutamente

24 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

trascurata, soprattutto dal punto

di vista quantitativo, perché il suo

utilizzo costa e gli eventuali sprechi

sono una tara per la produttività.

Purtroppo la conduzione di

un’impresa richiede molti sforzi e

dirottare i pensieri sulle questioni

energetiche può essere percepito

come uno sperpero di risorse


tabella 1 – Consumi mensili [kWh]

Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic

13200 14000 11248 12324 12189 15600 14689 1500 13500 12341 12789 13121

o, quanto meno, non un’attività

prioritaria, a meno che rappresenti

un fattore di produzione primario.

Azionare o utilizzare i più diversi

dispositivi alimentati dall’energia è

un gesto abitudinario, al quale non

si fa caso.

analizzare

i consumi elettrici

Nella maggior parte dei casi il

controllo delle bollette avviene

a livello Ufficio Acquisti o in

Contabilità, dove essenzialmente

si verifica che l’onere non sia

eccedente il valore statistico medio.

Alla fine dell’anno finanziario

si esegue la contabilizzazione

complessiva da inserire a bilancio,

dalla quale dovrebbe emergere

anche il peso percentuale di questa

voce sul totale delle spese e sul

totale del fatturato.

Se ci si limita, tuttavia, a questo

livello, risulta impossibile rendersi

conto di eventuali inefficienze

che, se opportunamente corrette,

influirebbero positivamente sui

bilanci futuri.

Figura 1 - Grafico dei consumi mensili in cui si evince un

consumo medio di 13.000 kWh

È abbastanza ovvio che

l’implementazione di un sistema

di metering energetico (anche

senza arrivare a un Sistema di

Gestione dell’Energia secondo

gli standard) permetterebbe,

se ben utilizzato e con una

valida analisi dei dati raccolti,

di scoprire più facilmente le

incongruenze e di trovare le

possibili contromisure. Anche

senza un sistema di questo tipo,

i primi indizi, relativi alle fonti di

consumo e alla razionalità con

cui il consumo stesso avviene,

si possono ricavare dall’analisi

dei dati contenuti nelle bollette:

si tratta, in sostanza, di trovare

eventuali anomalie attraverso

semplici e non costosi esami di

base.

La successiva correzione

avviene, di solito, attraverso

la modifica di abitudini

comportamentali e procedure

operative che non implicano

interventi strutturali, con il

positivo esito di richiedere

investimenti molto limitati.

dal consumo annuo

a quello giornaliero

Se i consumi mensili ricavati

dalla bolletta elettrica fossero

esaminati come nella forma della

Tabella 1, non risulterebbero né

molto interessanti né significativi,

e non ci comunicherebbero

immediatamente informazioni

utili.

Riportando invece gli stessi dati

su un grafico come rappresentato

nella Figura 1, è immediato e

non difficoltoso dedurre alcuni

fatti: in agosto la ditta era

probabilmente chiusa, in giugno

e luglio, probabilmente si è fatto

uso di sistemi di condizionamento

e il consumo medio, escludendo

agosto, si colloca intorno ai 13.000

kWh (linea verde).

Nonostante la chiusura in agosto,

si sono verificati dei consumi non

trascurabili (linea rossa) per un

valore approssimativo di circa

il 10% rispetto ai mesi a più alto

consumo. Ci si potrebbe anche

domandare se questo carico sia

stato sempre presente anche negli

Figura 2 - Grafico che rileva l’andamento di una tipica mattinata di lavoro

in un’azienda manifatturiera con 100 kW impegnati

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 25

energia e ambiente


energia e ambiente

Figura 3 - Grafico

che mostra che il

consumo, nell’arco

della mattinata,

è dovuto a due

lavorazioni diverse

altri mesi, da cosa sia provocato

e se sia eliminabile o, quanto

meno, riducibile. È chiaro che

stiamo trattando un esempio

limite, che quasi sicuramente non

è possibile portare a zero per tutti

i mesi dell’anno questo ‘zoccolo’

di consumi. Analisi e valutazioni

ancora più efficaci potrebbero

ottenersi estendendo il confronto

ai dati di consumo attuale con

quelli degli anni passati e in più

rapportandoli all’andamento della

produzione.

Molte più informazioni potrebbero

essere desunte dai grafici dei

consumi settimanali o giornalieri.

Nell’esempio di Figura 2 si

rileva l’andamento di una tipica

mattinata di lavoro in un’azienda

manifatturiera con 100 kW

impegnati.

Se ne deduce che alle 8:00

inizia la giornata lavorativa e

che alle 10:00 si parte con una

lavorazione importante, che si

riduce più o meno alle 11:30 per

concludersi definitivamente alle

12:30. Inoltre si ottiene una base

di assorbimento in anticipo sulle

ore più energivore. Nel contempo,

scopriamo che abbiamo sforato

il limite di potenza imposto (linea

rossa tratteggiata) e che per tale

motivo, tra le 10:00 e le 11:30,

il fornitore ci ha addebitato la

tariffa massima. Chiamando il

responsabile della produzione,

scopriamo poi che in svolgimento

non era attivo un solo processo,

come avevamo precedentemente

desunto, ma che il consumo era

dovuto a due separate lavorazioni,

mostrate più chiaramente nella

Figura 3. Per il contatore generale,

i due distinti consumi erano

cumulati e quindi indistinguibili.

Parlando con il nostro

responsabile, scopriamo anche

che una delle lavorazioni potrebbe

essere traslata nel pomeriggio,

senza alcun problema, realizzando

una redistribuzione dei carichi

energetici che non implica

nessun particolare onere. Rimane

comunque da capire che cosa

provoca i consumi prima delle

8:00: le luci esterne ? Quelle

interne? Dispositivi elettronici

lasciati accesi? Pompe elettriche

delle fontane esterne? Dispersioni?

ulteriori fonti di notizie

I due esempi precedenti non

sono esaustivi; esistono svariate

possibilità di indagine in funzione

degli obiettivi e del livello con

cui la ricerca deve essere spinta.

Sarà comunque utile e poco

dispendioso concentrarsi in analisi

statistiche riguardanti costo

della bolletta, livello dei consumi,

sforamento del picco di potenza,

consumi nelle fasce orarie,

tendenze mensili e annuali.

Un aspetto più tecnico, ma

26 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

potenzialmente remunerativo, è

la misura delle potenze reattive

impegnate con le eventuali extra

tariffe che derivano da bassi

fattori di potenza: è possibile,

infatti, richiedere al fornitore di

energia informazioni di vario tipo

e di maggior dettaglio di quelle

presenti nelle normali bollette

ricevute in azienda. Si possono

richiedere i tabulati al quarto d’ora

che, nel caso non si disponga di

strumenti propri di misura, sono

molto utili per la potenza attiva.

Per una grande azienda è

abbastanza facile istituire un

sistema di gestione dedicato

all’energia e tenere sotto controllo

i propri consumi attraverso

la supervisione di un Energy

Manager, mentre per una

impresa piccola o media, anche

la semplice analisi delle bollette

e di un minimo di dati consente

di ricavare utili informazioni

che portano alla conoscenza del

consumo, dell’uso e dell’efficienza.

In entrambi i casi, si tratta di

compiere un passo importante

per avvicinarsi a una cultura

energetica che porta benefici

all’interno e all’esterno della

struttura.

L’approccio successivo è

condurre audit mirati, che

permettano l’individuazione di

eventuali inefficienze e sprechi

e stendere un successivo piano

di miglioramento. In questi

casi è bene sottolineare che gli

investimenti necessari e i relativi

pay back sono in generale ridotti.

I vantaggi interni si riflettono, nel

breve, sull’economia aziendale,

quelli esterni sono legati al

risparmio energetico nazionale,

a vantaggio della bilancia

commerciale e alla percezione,

da parte dei clienti, di un’azienda

sensibile e green oriented.

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La velocità non giova a nulla

se si corre nella direzione sbagliata

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EnErgia E ambiEntE

Piano energetico,

al via

la consultazione

L’efficienza energetica rimane il principale strumento

per ridurre i consumi e, di conseguenza,

la nostra dipendenza energetica dai Paesi esteri

di Livio Giumelli

Piano Energetico

varato in Italia risale al

L’ultimo

lontano 1987: venticinque

anni nei quali molte cose sono

cambiate. Dopo una lunga e, per

molti versi, inspiegabile vacanza,

all’inizio di novembre il Governo

ha presentato un nuovo Piano

che, nelle intenzioni dell’esecutivo,

si pone l’obiettivo di ridurre i

costi energetici, puntando anche

al pieno raggiungimento e al

superamento di tutti gli obiettivi

europei in materia ambientale,

senza trascurare l’attenzione alla

sicurezza di approvvigionamento

e allo sviluppo industriale del

settore energia. Tutti obiettivi che,

secondo il Ministro dello Sviluppo

economico, delle Infrastrutture

e dei Trasporti Corrado Passera

potranno essere raggiunti

proprio partendo dal documento

recentemente presentato al

Consiglio dei Ministri.

obiettivi ambiziosi

Il documento assume

un’importanza

strategica, sia perché

ha come obiettivo il

2020, sia perché il costo

dell’energia grava in

modo significativo sulle

aziende italiane e riduce

la loro competitività sui

mercati internazionali.

Con il Piano, nelle

Presentato il nuovo Piano

Energetico (fonte: kk89)

28 soluzioni di assEmblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

dichiarazioni dei ministri, si punta

così “a far sì che l’energia non

rappresenti più, per il nostro

Paese, un fattore strutturale

di svantaggio competitivo e di

appesantimento del bilancio

familiare, tracciando un percorso

che consenta al contempo di

mantenere e migliorare i nostri

già elevati standard ambientali e

di sicurezza, grazie a investimenti

consistenti attesi nel settore”.

In particolare, sei sono gli obiettivi

qualificanti del documento:

- allineamento dei prezzi

all’ingrosso ai livelli europei

per tutte le fonti energetiche:

elettricità, gas e carburanti;

- riduzione di circa 14 miliardi di

euro/anno di fattura energetica

estera (rispetto ai 62 miliardi

attuali), con la riduzione dall’84 al

67% della dipendenza dall’estero,

grazie a efficienza energetica,

aumento della produzione di

rinnovabili, minore importazione

di elettricità e maggiore

produzione di risorse nazionali;

- 180 miliardi di euro di

investimenti, da qui al 2020, sia


nella green e white economy

(rinnovabili ed efficienza

energetica), sia nei settori

tradizionali (reti elettriche e

gas, rigassificatori, stoccaggi,

sviluppo idrocarburi). Si tratta

di investimenti privati, in parte

supportati da incentivi, e previsti

con ritorno economico positivo

per il Paese;

- riduzione di circa il 19% di

emissioni di gas serra, superando

gli obiettivi europei per l’Italia

pari al 18% di riduzione rispetto

alle emissioni del 2005;

- 20% di incidenza dell’energia

rinnovabile sui consumi finali

lordi (rispetto al 10% circa del

2010). Sui consumi primari

energetici l’incidenza equivale

al 23%, mentre si ha una

riduzione dall’86 al 76% dei

combustibili fossili. Inoltre, ci

si attende che le rinnovabili

diventino la prima fonte nel

settore elettrico, pareggiando o

superando leggermente il gas,

rappresentando il circa 36-38%

dei consumi (rispetto al 23% del

2010);

- riduzione di circa il 24% dei

consumi primari rispetto

all’andamento inerziale al 2020

(ovvero, -4% rispetto al 2010),

superando gli obiettivi europei di

-20%, principalmente grazie alle

azioni di efficienza energetica.

Questi risultati, sempre nelle

intenzioni del Governo, saranno

accompagnati da benefici in

termini di crescita economica

e occupazione primariamente

per effetto del recupero di

competitività nei settori a più

elevata incidenza di consumi

elettrici e di gas, del risparmio di

risorse attualmente utilizzate per

l’importazione di combustibili,

degli importanti investimenti nel

settore energetico e nell’indotto

e del rilancio della ricerca e

dell’innovazione nel settore.

Ecco le priorità

Per il raggiungimento di questi

risultati la strategia si articola

in una serie di priorità, con

specifiche misure concrete a

supporto, avviate o in corso di

definizione:

1) promozione dell’efficienza

energetica, strumento ideale

per perseguire tutti gli obiettivi,

per la quale si prevede il

superamento degli obiettivi

europei;

2) promozione di un mercato del

gas competitivo, integrato con

l’Europa e con prezzi a essa

allineati, e con l’opportunità di

diventare il principale hub sudeuropeo;

3) sviluppo sostenibile delle

energie rinnovabili, per le quali

si intende superare gli obiettivi

europei (‘20-20-20’), contenendo

al contempo l’onere in bolletta;

4) sviluppo di un mercato elettrico

pienamente integrato con quello

europeo, efficiente (con prezzi

competitivi con l’Europa) e con

la graduale integrazione della

produzione rinnovabile;

5) ristrutturazione del settore

della raffinazione e della

rete di distribuzione dei

carburanti, verso un assetto più

sostenibile e con livelli europei

Efficienza ed energie alternative sono alla base

del documento strategico

di competitività e qualità del

servizio;

6) sviluppo sostenibile della

produzione nazionale di

idrocarburi, con importanti

benefici economici e di

occupazione, nel rispetto dei più

elevati standard internazionali

in termini di sicurezza e tutela

ambientale;

7) modernizzazione del sistema

di governance del settore,

con l’obiettivo di rendere più

efficaci e più efficienti i processi

decisionali;

8) priorità assegnate all’efficienza

energetica, alle fonti rinnovabili

e all’uso sostenibile di

combustibili fossili richiedono

la ricerca e lo sviluppo di

tecnologie d’avanguardia.

L’intero documento è attualmente

disponibile sul sito del Ministero

dello Sviluppo Economico,

offrendo così a chiunque la

possibilità di consultarlo e di

inviare osservazioni e commenti

sino al 30 novembre. Nel

frattempo sono iniziati una serie

di incontri le principali istituzioni

interessate, tra cui parti sociali e

associazioni di categoria.

Ministero dello Sviluppo Economico

www.sviluppoeconomico.gov.it

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assEmblaggio 29

EnErgia E ambiEntE


SiStemi di viSione

Robotica e visione

per il controllo

qualità

I sistemi di visione che integrano in un’unica piattaforma

sia la guida robot sia il controllo qualitativo sono sempre più utilizzati

di Roberta Tosi

Oggi gli utenti chiedono impianti

semplici da usare, affidabili,

flessibili al cambio di prodotto,

con poca manutenzione, ma al contempo

dotati di una serie di strumenti statistici e

di controllo estremamente tecnologici, che

diano la sicurezza sulla qualità del prodotto

finale. Non ultimo, e spesso elemento

fondamentale, desiderano che ovviamente

l’impianto abbia un costo basso. “Espresso

in questi termini sembra di essere di fronte

al classico caso di ‘botte piena e moglie

ubriaca’, ma se consideriamo Checkbox, la

linea di celle robotizzate compatte capaci

di eseguire controlli qualitativi, misure,

analisi di superfici ed oggettivazione dei

controlli, non siamo così lontani dalla

realtà”, dichiara Fabio Rosi di Vea.

Nella progettazione di CheckBox, Vea ha

avuto molta cura nell’integrare in modo

stretto robot, sistemi di visione e altre

tecnologie. “Gli impianti così costruiti

hanno vari vantaggi. Primo fra tutti la

flessibilità. Una macchina che utilizza

un robot controllato da un sistema di

visone (guida robot) è molto più versatile;

possono essere presi e lavorati pezzi di

forma diversa senza che questo comporti

onerose messe a punto meccaniche.

CheckBox è una linea di celle robotizzate compatte

30 Soluzioni di aSSemblaggio Novembre/dicembre 2012


L’impianto diventa semplice da

usare e questo favorisce una

manutenzione con costi bassi se

non addirittura inesistenti”, dice

ancora Rosi. “L’utilizzo di vari

sistemi di visione per il controllo

della qualità del prodotto nelle

varie fasi di lavorazione permette

di garantire con sicurezza

la bontà del prodotto finale.

Una serie di dati statistici e di

produzione rendono l’impianto

completo e attuale anche dal

punto di vista della sua gestione.

L’interfaccia uomo macchina è

veramente innovativa e naturale,

risiede infatti in un unico grande

monitor touch che permette di

comandare in modo agevole e

immediato tutte le funzioni della

macchina. L’unità CheckBox

può essere completamente

riprogrammata direttamente

dal cliente per analizzare pezzi

completamente diversi, con

indubbi vantaggi di tempo ed

economici”.

La linea CheckBox può essere

fornita in versione Oem, per

integratori di automazione, e in

versione ‘finita’ già ottimizzata e

programmata secondo l’esigenza

dell’utilizzatore finale. La

versione Oem consiste in una

cella funzionante composta da

robot antropomorfo, sistema

di visione con guida robot,

plc e pannello operatore, ma

può essere integrata con altra

strumentazione o asservimenti.

Controllo robot, visione,

plc e pannello integrati

“La particolarità di queste

linee è nell’integrazione tra

i vari elementi con soluzioni

già predisposte e collaudate”,

aggiunge Rosi. Un unico

dispositivo, infatti, include

l’interfaccia ai robot, i sistemi

di visione di diversa tipologia,

un plc, un’interfaccia operatore

25,00

20,00

15,00

10,00

5,00

0,00

Sistema Visione Integrato Tecnologia classica

programmabile (Hmi), un pc

industriale, un punto di accesso

remoto, un sistema statistico

per l’analisi della qualità e

un terminale di produzione.

“L’impianto così costituito ha

diversi vantaggi. I costi risultano

essere contenuti perché è

una singola apparecchiatura,

i tempi e, quindi, i costi di

programmazione si riducono

notevolmente, mentre anche

l’affidabilità complessiva del

sistema aumenta: con poco

sforzo si riescono a modificare

le funzionalità della macchina in

modo semplice e intuitivo”.

una guida robot ripetitiva

è indispensabile

L’asservimento tramite robot riesce

a dare il massimo dei risultati

se è affiancato a un sistema di

visione che indica la posizione

esatta del pezzo da prendere:

si tratta, appunto, di sistemi di

visione definiti ‘guida robot’,

capaci di portare sugli impianti di

■ Interfacciamento dispositivi

■ Cablaggio

■ Pannello operatore

■ Sw statistico

■ Integrazione al plc

■ Programmazione SV

■ Smartcamera CQ 3

■ Smartcamera CQ 2

■ Smartcamera CQ 1

■ Smartcamera guida robot

■ Sistema Visione Integrato

L’integrazione di interfaccia di robot, visione, plc e Hmi permette di ridurre i costi dell’impianto

automazione vantaggi legati alla

flessibilità nel cambio prodotto,

alla semplicità costruttiva e, di

conseguenza, alla maggiore

affidabilità meccanica e alla ridotta

manutenzione. I robot possono

prendere da nastro o addirittura

direttamente da contenitori grazie

alla guida robot 3D.

Il sistema di visione di guida robot

deve saper mostrare una certa

versatilità nel riconoscimento,

perché non sempre i pezzi

possono essere nelle migliori

condizioni di visibilità. I pezzi

possono presentarsi sporchi,

bagnati e anche il nastro o il

supporto possono macchiarsi o

segnarsi con il tempo, mentre

le condizioni luminose esterne

possono variare: tutto questo

non deve influenzare il sistema

di visione che deve garantire la

sua continuità di funzionamento.

“Grazie all’utilizzo di logiche

ibride i sistemi di visione guida

robot Vea non risentono di queste

condizioni e sfruttano logiche

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 Soluzioni di aSSemblaggio 31

SiStemi di viSione


SiStemi di viSione

Il sistema di visione di guida robot deve essere versatile nel riconoscimento, perché non sempre i pezzi possono essere nelle migliori condizioni di visibilità

di intelligenza artificiale per

calcolare l’esatto punto di presa

anche in condizioni avverse”,

dice Rosi.

Controllo dimensionale

e dei filetti

Il controllo dimensionale con

la visione è sicuramente un

valido sostituto dei sistemi

meccanici. I suoi punti di forza

sono la flessibilità, che lo rende

utilizzabile per prodotti di tipo

diverso, la molteplicità delle

quote da rilevare e la velocità

di rilevazione che può superare

le 2mila quote al secondo”,

prosegue Rosi. “Il sistema di

visione permette di eseguire

misure in linea con precisioni

dell’ordine del centesimo

risolvendo in modo automatico

tutte quelle problematiche legate

alla produzione quali sporco,

posizionamenti approssimativi

dovuti dalle tolleranze dei

32 Soluzioni di aSSemblaggio Novembre/dicembre 2012

Il controllo

filetti prevede

anche il

conteggio

del numero

di creste e la

rilevazione di

schiacciature,

ammaccature

e filetti doppi

punti di appoggio, qualità

della superficie del materiale

da controllare, illuminazione

variabile”.

La ripetibilità e l’attendibilità

della misura si ottengono

con particolari algoritmi che

valutano con precisione il

punto discernendo tutto ciò

che potrebbe dare una falsa

misura (un’ombra, un riflesso,

una piccola bava, un’opacità o

una colorazione leggermente

diversa).

È possibile eseguire un

controllo filetti che va dal

semplice controllo di presenza

e correttezza del passo al più

sofisticato controllo dimensionale

del singolo filetto con conteggio

del numero di creste e rilevazione

di schiacciature, ammaccature,

filetti doppi e così via.

il difetto è in superficie

La difettosità delle superfici

è spesso rilevabile solo sotto

particolari angolazioni di luce.

Tra l’altro, tutte le superfici

non planari o con colorazioni

eterogenee aumentano la

difficoltà di analisi. “Con il

sistema Hqv sono stati superati

questi problemi, grazie a una


* no ad esaurimento scorte

serie di strumenti di analisi

espressamente creati per risolvere

situazioni reali in ambiente

industriale”, dettaglia Rosi.

“Questi sistemi rilevano porosità,

graffi e opacità sulle superfici,

anche su piani e angolazioni

diverse su oggetti pressofusi,

plastici e sinterizzati. Viene anche

analizzata l’eventuale presenza

di trucioli e sfogliature; queste

ultime sono normalmente poco

visibili, in quanto rimangono

schiacciate sulla superficie del

pezzo, ma tramite un software

che sfrutta le reti neurali

autorganizzanti Som (Self-

Organizing Map)”.

La verifica

dell’assemblaggio

La verifica finale che un oggetto

sia correttamente assemblato

è un elemento fondamentale

dell’analisi qualitativa del pezzo.

“Nel caso del nostro impianto

il corretto montaggio delle

guarnizioni viene controllato dal

sistema di visione”, aggiunge

Rosi.

Tramite analizzatori sonici a

frequenza variabile è possibile

rilevare la presenza di cricche

o rotture su oggetti metallici.

Al termine dell’operazione di

controllo è spesso richiesta

l’oggettivazione dello stesso.

Normalmente questo viene fatto

tramite marchiatura laser o altra

tecnologia.

Una logica ibrida

aumenta l’affidabilità

Nella produzione industriale

il concetto di alta affidabilità

si quantifica spesso con errori

espressi in ppm (parti per

milione). “Per raggiungere

questo obiettivo sono stati creati

i prodotti della serie Hqv-Ppm

con algoritmi a logica ibrida,

capaci di compensare variabilità

ambientali e di processo”,

conclude Rosi.

“Questi sistemi compensano

variazioni della luce ambientale,

hanno un sistema di

autotracking dell’oggetto che

permette di eseguire analisi

su oggetti posizionati in modo

non ripetitivo o in movimento,

hanno uno stabilizzatore di

immagini digitale per annullare

gli errori dovuti dalle vibrazioni

sui macchinari, logiche neurali

a controllo differenziato

per aumentare l’affidabilità

dell’analisi e la precisione

della misura, algoritmi Xvr

(eXtended Virtual Resolution)

per aumentare la risoluzione

della telecamera senza perdita di

informazioni.

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SISTEMI DI VISIONE

L’ALTA RISOLUZIONE

che ottimizza i costi

R-Tech ha installato in Peugeot un sistema di controllo

di conformità dei pannelli delle portiere delle automobili,

eseguito con una sola telecamera per lato

di Roberta Tosi

34 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO NOVEMBRE/DICEMBRE 2012


I

pannelli delle portiere della

Peugeot 508 sono fabbricati

su linee semiautomatiche.

Per ogni vettura, sono

impegnati tre operatori su

quattro linee differenti che

assemblano degli elementi

che saranno successivamente

saldati. Le quattro portiere

anteriori e posteriori sono così

assemblate secondo 24 opzioni

differenti. Gli elementi montati

includono maniglie, stemmi,

pulsanti lavavetro, schiuma

dell’altoparlante, tessuti, similpelle

o pellami, il tutto ricoperto da un

fi lm plastico di protezione.

Tra le sfi de più importanti che

devono affrontare in Peugeot

c’è il controllo di conformità

in linea, soprattutto in ragione

dell’intervento umano. Oltre alla

presenza/assenza dei diversi

elementi, è necessario avere

soprattutto una risoluzione

suffi ciente per distinguere i

colori e le trame e, soprattutto,

per distinguere le diverse

rivettature. La

variazione

di tono

più fi ne è quella fra la similpelle

(Tep) e la pelle naturale.

Di fronte a distinzioni tanto

fi ni, R-Tech, azienda francese di

Marignier, ha proposto a Peugeot

un sistema di visione Keyence.

Rispetto a progetti basati su

una serie di telecamere, tre su

ciascun lato, i tecnici di R-Tech

hanno proposto una soluzione

alternativa che permetteva di

ridurre il numero di pezzi da

installare. “Pensiamo che la

soluzione migliore sia quella di

integrare un’unica telecamera

su ciascun lato”, spiega Nicolas

Galmiche, direttore di R-Tech.

“Con Keyence, benefi ciamo di una

soluzione unica sul mercato in

termini di risoluzione e di velocità

di elaborazione”.

Il sistema di visione scelto è la

serie CV-5000 Edizione 2. Con

5 milioni di pixel (2.432 x 2.050

pixel) e capacità di elaborazione

in 61 ms, la serie è controllata da

un motore di elaborazione delle

immagini a colori ad alta velocità e

da una unità centrale Risc ad alta

velocità associati a due processori

Dsp, specifi ci all’elaborazione

delle immagini, che utilizzano

quattro processori al fi ne di

eseguire l’elaborazione parallela

e la velocità di elaborazione più

elevata possibile.

Anche la presenza di fessure sulla

parte frontale della portiera e

la presenza di un Led erano dei

punti delicati del progetto. Per

facilitare questo rilevamento,

R-Tech ha ideato un’illuminazione

specifi ca: i due lati sono illuminati

in successione, permettendo di

rilevare più facilmente le fessure,

le immagini sono poi fi ltrate in

modo da apparire in bianco e nero

e, infi ne, l’illuminazione è spenta,

in modo da isolare facilmente il

Led.

“L’altro vantaggio, sia per noi sia

per il nostro cliente, è quello di

avere lavorato su un tool standard.

Non abbiamo realizzato alcun

sviluppo specifi co e il nostro

cliente dispone di una soluzione

che non è proprietaria”, precisa

Galmiche. La connessione avviene

attraverso la rete Ethernet. Il

riferimento della portiera è

indicato grazie a un lettore di

codici a barre. Esso trasmette

l’informazione al sistema di

visione che effettua i controlli

adeguati. L’informazione viene

raccolta dal sistema di controllo

centrale dell´azienda. La cadenza

è di circa 12 secondi per effettuare

tutti i controlli. “La velocità della

telecamera Keyence segue questo

ritmo senza problemi”.

La produzione è organizzata

secondo un fl usso rapido, su una

base di tre ore tra il comando

elettronico e la consegna sulle

linee Psa. Il sistema di visione

funziona senza interruzioni

fi n dalla sua messa in servizio

all’inizio del 2010.

Con la Serie CV-5000 Edizione 2,

Keyence ha potenziato anche la

sua proposta software di funzioni

di elaborazione. Si può citare, per

esempio, il fi ltro ShapeTrax, un

tool di ricerca di forme o motivi

che permette di rispondere alle

esigenze di rilevamenti stabili

senza infl uenze da parte della luce

ambientale o di zone d’ombra sul

prodotto con una ripetibilità fi no

a 1/40 di pixel. “Abbiamo visto

evolvere le soluzioni Keyence

in termini di software. Oggi, ne

siamo perfettamente soddisfatti.

Il sistema è molto intuitivo e

affi dabile, mentre i nuovi fi ltri

sono davvero molto utili. La messa

in opera è stata un successo. È

probabile che lo installeremo su

altri siti del gruppo”, conclude

Galmiche.

Keyence Italia www.keyence.it

R-Tech www.r-tech.pro

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO 35

SISTEMI DI VISIONE


sistemi di visione

Visioni personalizzate per applicazioni complesse

Caratterizzato da programmazione drag-and-drop,

da Hmi pronti all’uso personalizzabili e da una

libreria estesa di macro, il sistema di visione Xpectia

FJ di Omron permette di sviluppare soluzioni di

visione personalizzate, anche per le applicazioni più

complesse, e offre un’ampia scelta di telecamere,

controllori e sistemi di illuminazione, tutti compatibili.

Nello sviluppo, gli utenti possono scegliere tra 60 tool

di ispezione e di elaborazione delle immagini, quindi

selezionarli e trascinarli tramite drag-and-drop per

creare il ciclo di ispezione e misura richiesto. Allo

stesso modo, per eseguire calcoli e altre funzioni, è

possibile caricare nel ciclo anche le macro pronte

all’uso, nel caso in cui la funzione richiesta non sia

compresa nella suite del software Xpectia FJ; gli utenti

possono sviluppare in proprio algoritmi tramite Visual

Studio di Microsoft e Application Producer di Omron.

Il sistema è inoltre compatibile con la libreria di

algoritmi Halcon. Nello sviluppo dell’interfaccia utente

per i sistemi Xpectia FJ, gli utenti possono scegliere

tra una libreria di tasti da posizionare in qualunque

punto dello schermo e aggiungere le immagini dalla

telecamera con un semplice clic. In più, è possibile

salvare fino a otto layout indipendenti.

I controllori della gamma Xpectia FJ sono pc industriali

aperti basati su sistema operativo Windows, in grado

di eseguire programmi pc standard per l’analisi di dati

aggiuntivi o anche controllare robot, che impiegano

36 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

la memoria Flash e non le unità disco, garantendo un

funzionamento affidabile anche in ambienti operativi

più difficili. Il supporto Ethernet integrato permette di

interfacciare i sistemi Xpectia FJ a macchine di tutti

i tipi e consentono il monitoraggio in remoto per le

applicazioni di manutenzione e analisi dei guasti. Nella

gamma Xpectia FJ è possibile scegliere tra 20 differenti

telecamere digitali, compresi i modelli compatti

intelligenti e caratterizzati da elevata velocità, e diversi

tipi di illuminatori con tempi di illuminazione e potenza

gestiti dal controllore.

omron http://omron.it

impianti sotto esame grazie al conteggio dei pixel

ifm electronic propone dualis, un

sensore di visione con controllo

dei pixel per l’ispezione ottica di

oggetti nel controllo di imballaggi,

produzione e qualità specialmente

per i mercati dell’industria

alimentare, automobilistica e della

plastica. Il sensore, Cmos nero e

bianco 640x480 pixel, autonomo,

con illuminazione integrata e analisi

in un involucro robusto IP67, è

adatto per applicazioni industriali

in un campo di temperatura da -10

a +60 °C, ha una portata da 50 a

2.000 mm e permette di controllare

l’oggetto con caratteristiche variabili.

Grazie al conteggio dei pixel, infatti,

analizza le caratteristiche selezionate

dell’oggetto per verificarne la

presenza, la dimensione, la

posizione e il numero. Per la

programmazione, è previsto un

software di configurazione guidata,

mentre l’interfaccia Ethernet Tcp/

IP e IP integrata permette di

visualizzare e salvare le immagini, i

dati di valutazione, nonché procedere

all’aggiornamento del firmware del

sensore.

Ifm

www.ifm.com


MISURE IN 3D PRECALIBRATE

Oggi, i processi manifatturieri richiedono sempre più

l’ispezione di parti ad alta velocità e con un grado

elevato di precisione. Le soluzioni di visione artifi ciale

concepite per impieghi nella produzione industriale

possono essere complesse da progettare, confi gurare

e installare e spesso richiedono personale specializzato

con una formazione tecnica. Le soluzioni 2D progettate

per risolvere problemi di misura tridimensionali sono

complicate, costose e può capitare che non producano

i risultati desiderati. Il 2D non può, infatti, tenere conto

delle variazioni di altezza senza scendere a compromessi

sui costi, sulla qualità o sull’affi dabilità. “Anche se le

soluzioni 3D sono tradizionalmente considerate costose

o complesse da confi gurare, la famiglia di prodotti

Gocator di Lmi Technologies, che Image

S distribuisce in Italia, semplifi ca

notevolmente la misura in 3D

nell’automazione di fabbrica”,

dicono i responsabili di

Image S. “Gocator è una

famiglia di sensori

intelligenti 3D allin-one

concepiti

per la massima

facilità d’uso

abbinata a

potenza elevata”.

I sensori

Gocator sono

forniti già

precalibrati

e, senza codici né regolazioni complesse, sono

accessibili a utenti con qualsiasi livello di competenza.

“Dal personale di produzione in fabbrica a tecnici e

ingegneri, l’interfaccia integrata nel browser di Gocator

accompagna tutti gli utilizzatori dalla confi gurazione alla

misurazione in pochi minuti”, spiegano in azienda. “I

sensori possono essere confi gurati facilmente attraverso

l’interfaccia intuitiva: bastano pochi minuti per effettuare

misure in 3D su caratteristiche come larghezze, spessori

e angoli, monitorando la produzione con estrema

precisione; la suite di strumenti di misura integrati in

Gocator agevola l’ispezione di materiali, migliora il

controllo di qualità e consente di sviluppare soluzioni

di automazione di fabbrica a costi contenuti”. Per gli

sviluppatori è disponibile un kit per la programmazione

completa sia di Gocator sia dell’interfaccia utente.

Image S www.imagessrl.com

ATTENZIONE AI PARTICOLARI

PLASTICI E MECCANICI

Prodotto da Vision Engineering, Makrolite

è il nuovo sistema video digitale ad alta

defi nizione che permette di analizzare le

immagini degli oggetti in modo rapido ed

effi ciente.

L’esteso campo visivo di Makrolite permette

la visualizzazione di campioni più grandi,

passando dalla visione d’insieme a quella

del dettaglio microscopico. È quindi un

sistema utile per le applicazioni in cui è

fondamentale l’ispezione, come nel caso

della ricerca di difetti quali bave, cricche e

così via.

La telecamera digitale ad alta risoluzione

di Makrolite permette di ottenere immagini

ingrandite da 5 a 150 volte con sistema di

messa a fuoco motorizzata e automatica.

In questo modo si ottengono immagini

di qualità elevata e si visualizzano i

componenti in modo dettagliato su un

monitor HD da 22”. Makrolite è dotato di

comando remoto intuitivo che permette di

gestire gli ingrandimenti e la messa a fuoco

semplifi cando e velocizzando l’ispezione.

Come tutti i sistemi di Vision Engineering,

anche Makrolite è confi gurabile in

base alle applicazioni; esistono diverse

tipologie di supporti e di illuminazione, è

possibile associarlo a un pc, aumentando

ulteriormente le funzioni: attraverso un

software intuitivo, le immagini possono

essere acquisite, archiviate, modifi cate.

Il software permette di realizzare semplici

misure in 2D con i relativi report.

Vision Engineering www.visioneng.it

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO 37

SISTEMI SISTEMI DI VISIONE


SISTEMI DI VISIONE

LE TELECAMERE

SI SPECIALIZZANO

I sistemi di visione Optex proposti da

Sensormatic danno la possibilità di

controllare la qualità e riconoscere

gli oggetti secondo le principali

caratteristiche con alta precisione e alta

velocità.

Il modello PM confronta ciò che ‘vede’

con il campione di colore memorizzato,

riconosce le caratteristiche di colore,

colore e forma, gocce o chiazze, profi lo e

differenza di fi gure stampate. Il modello

EM è in grado di misurare lunghezze,

distanze tra i bordi, profi lo di bordi

e interasse tra i pin dei componenti

elettronici. Il modello Ocr riconosce

testi stampati, come ad esempio la

data di scadenza sui medicinali o sui

prodotti alimentari, il numero del lotto di

produzione e così via.

Le tre telecamere si interfacciano con

un unico dispositivo di controllo Mvs

che integra i loro segnali e mantiene in

memoria i programmi di controllo che

possono essere richiamati attraverso il

plc. I comandi al controllore Mvs sono

trasmessi attraverso un touchscreen che

comprende dieci pulsanti. L’interfaccia

del controllore è Usb, Ethernet e RS232.

Attraverso il modulo Mvs si alimentano

i dispositivi d’illuminazione delle tre

telecamere.

Sensormatic www.sensormatic.it

38 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

ISPEZIONI INTEGRATE

PENSATE PER GLI OEM

Dedicato a Oem e applicazioni di visione industriale

con elevate esigenze di fl essibilità e integrazione nella

macchina, il sensore di visione Inspector PI50 di Sick si

distingue per la semplicità di creazione delle interfacce e

la possibilità di essere utilizzato da qualsiasi pc o pannello

operatore con browser web standard, grazie al web

server integrato.

Gli utenti più esperti possono progettare la propria

interfaccia operatore in modo completamente autonomo,

grazie all’Api web che fornisce i comandi per progettare

funzioni personalizzate, come la visualizzazione di

immagini per la supervisione durante il funzionamento, la

gestione della confi gurazione per il cambio prodotto, la

modifi ca dei parametri per la gestione e la confi gurazione

del dispositivo, e per le funzioni di sostituzione in campo

e clonazione.

Inspector PI50 contiene un set di strumenti per la

localizzazione e il posizionamento dell’oggetto. Si

MONITORIAMO ANCHE I MICRODIFETTI

Visor, acronimo di Vision Sensor, è il nome della nuova

famiglia di sensori di visione Sensopart proposta da

Tritecnica, e include Object Detector, Code Reader e Solar

Sensor. Dotato di processore di ultima generazione e ottiche

custom sviluppate da Sensopart, Sensopart, Visor Object è indicato

per esigenze d’identifi cazione e

classifi cazione oggetti, controllo

presenza e posizionamento, pick &

place, controllo integrità e difettosità.

La soluzione prevede rilevamento

del contorno in 30 ms, scalabilità

dell’immagine, profondità profondità di campo

aumentata, fi ltri ltri antidisturbo, algoritmi

combinabili, inseguimento oggetti, 10

linee di I/O I/O programmabili, Ethernet e

RS422. Tra le funzionalità di Visor Code Code Reader, invece, invece, vi vi sono

la decodifi ca multipla 1D e 2D, fi no a cinque differenti codici

per immagine acquisita, e algoritmi per il controllo oggetti

che consentono di verifi care l’integrità del prodotto, oppure

di validare date di scadenza e numeri di lotto. Visor Solar è un

sensore dedicato all’industria del fotovoltaico per il controllo di

qualità delle celle in silicio, in grado di monitorare microdifetti,

bus bar, crepe, dimensioni e posizionamento.

Tritecnica www.tritecnica.it


* no ad esaurimento scorte

possono utilizzare lo strumento Locator

basato su un oggetto oggetto appreso, lo strumento

Blob per oggetti di forma libera e la funzione

Poligono per oggetti di forma poligonale o

linee. Il sensore è dotato anche di strumenti

per il controllo qualità quali Blob, Pattern,

contatore di pixel e di transizioni.

Inspector PI50 supporta la gestione

completa dei risultati e del controllo mediante

EtherNet/IP o Tcp/IP. Ciò consente una

semplice comunicazione con i plc o pc pc host. host.

Tramite Tramite uno uno scambio scambio di di parametri parametri e e comandi comandi

è è possibile possibile avere il controllo della della macchina, macchina, la

creazione di di statistiche, il triggering dell’immagine,

l’apprendimento esterno e e la selezione dell’oggetto

di riferimento. Queste funzionalità funzionalità permettono

il controllo centralizzato del dispositivo e la

modifi ca dei parametri per la gestione della della

confi gurazione. La nuova nuova funzione di calibrazione

supporta la correzione dell’immagine in modo

che i risultati siano esattamente allineati

con le coordinate di riferimento della

macchina, anche con il sensore inclinato

o dotato di ottiche con ampio campo,

dove altrimenti l’immagine potrebbe essere

distorta. Inspector IP50 è disponibile con

luce bianca o IR, a scelta. Entrambi sono

progettati con custodia easy ‘Flex’ che

fornisce un metodo veloce per il cambio

lenti, fi ltri e diffusore Dome per le diverse

esigenze ottiche.

Inspector PI50 è ideale per applicazioni quali il

controllo del posizionamento nella produzione di

beni di consumo e il controllo qualità integrato

nelle macchine per il confezionamento, la guida

robot calibrata, l’allineamento di wafer nel settore

del solare e il rilevamento di celle danneggiate,

l’allineamento di fi ducia nell’elettronica.

Sick

www.sick.com

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO 39

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SISTEMI DI VISIONE

IL METODO

COGNEX

BATTE

LA LETTURA

LASER

10 A ZERO!

Goal n°7

Cognex ID assicura assoluta

semplicità di con gurazione

e implementazione

COGNEX

id


applicazioni

I modulI

dI pIantaggIo

che creano

efficienza

Kistler ha realizzato due moduli di piantaggio elettromeccanici speciali da integrare

in un impianto automatizzato ad alta cadenza per il settore automotive

di Roberta Tosi

Kistler ha progettato e

costruito per Denso

Manufacturing Italia

due moduli di piantaggio

elettromeccanici speciali, ognuno

con capacità di spinta fino a 600

kN, con un tempo ciclo di 4,5

secondi, senza alcuna fermata,

completamente integrati in un

impianto automatizzato ad alta

cadenza per il settore automotive.

Avviato con l’emissione delle

prime specifiche del cliente nella

primavera del 2011, il progetto è

proseguito nel corso dell’estate ed

è stato sottoposto a precollaudo

per accettazione da parte del

cliente nella fabbrica di Kistler a

Lorch, in Germania, nel dicembre

2011. A gennaio 2012 le due

unità sono state consegnate

all’integratore.

La soluzione proposta da Kistler

ha la finalità di eseguire due

operazioni di accoppiamento per

l’assemblaggio del nucleo rotore di

un nuovo modello di alternatore,

essenziali per la qualità del

prodotto finito e realizzate in

precedenza con sistemi idraulici: la

compattazione delle giranti polari

e del nucleo di rame sull’albero e

la clinciatura per il fissaggio del

nucleo completo sull’albero.

Diverse sono le esigenze che il

cliente ha presentato a Kistler,

prima fra tutte quella legata alle

prestazioni: la soluzione doveva

sviluppare forze fino a 600 kN

con un sistema elettromeccanico

invece che idraulico, essere

flessibile nell’utilizzo e precisa sia

nelle operazioni di piantaggio (le

quote del ciclo di piantaggio sono

liberamente programmabili e

l’asse si posiziona con precisione

di 0,01 mm) sia nella misura

dei valori di processo (l’unità di

piantaggio è dotata di un sensore

di forza progettato per questa

specifica esigenza che garantisce

un’accuratezza


idraulici, i moduli elettromeccanici

di piantaggio non richiedono

centraline sempre accese o

accumulatori di olio che devono

riempirsi e che generano nocive

nebulizzazioni di olio, a volte

anche impercettibili ma comunque

presenti, senza necessità di

gestire e pulire stillicidi rendendo

l’ambiente di lavoro senza dubbio

più salubre.

Infine, per il cliente era

fondamentale il tema dell’energy

saving: ottimizzare i costi relativi

al consumo di energia è possibile

grazie al fatto che le unità

elettromeccaniche di piantaggio

richiedono energia elettrica solo

quando si effettua il processo

e, grazie anche ai sistemi di

azionamento di cui sono munite,

l’energia sviluppata in frenata

ritorna in rete recuperandola

anche durante il processo stesso.

In tutti gli altri casi, fermate al

cambio del pezzo, al cambio

del tipo o fermate generate per

anomalie su altre unità, il modulo

elettromeccanico di piantaggio

non richiede energia.

controllo totale

della produzione

Grazie alla loro semplicità

di integrazione, sin dalle

prime fasi di avviamento

delle due unità di piantaggio

è stato possibile rilevare un

incremento dell’efficienza

operativa dell’impianto. Grazie

al controller Dmf-P A310 è stato

possibile eseguire la messa a

punto meccanica delle unità

(allineamenti, quote ecc.) rispetto

al resto della macchina, prima

ancora che il software di gestione

fosse implementato: alimentando

semplicemente gli azionamenti, è

possibile gestire completamente

le unità dal controller

indipendentemente dal plc.

Dato che i due moduli di

piantaggio sono sistemi

servocontrollati, essi permettono

di ottimizzare il ciclo di lavoro in

modo molto semplice e, quindi,

di impostare le esatte quote di

compattazione e cianfrinatura

senza alcuna modifica

all’attrezzatura, mantenendo

una precisione finale di

posizionamento pari a 0,01 mm.

Ogni ciclo è ben monitorato, così

come lo è l’andamento delle forze

in gioco rispetto alla posizione dei

componenti del processo (curve

di carico/corsa). Il monitoraggio,

eseguito per ogni ciclo, consiste

nel determinare sulla curva i

tratti importanti e controllarli

impostando delle finestre di

controllo: queste condizioni,

qualora non fossero soddisfatte,

evidenziano a fine ciclo uno

scarto.

Analizzando questa curva e

questi dati, l’operatore può

determinare azioni correttive o

addirittura decretare il lotto di

componenti da assemblare non

idonei al processo, evitando così

di proseguire una produzione

che risulterebbe comunque non

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 41

applicazioni


applicazioni

conforme nelle fasi successive.

In questo modo, si ottiene un

controllo totale della produzione

e una qualità costante dei

componenti prodotti.

dall’idraulica

all’elettromeccanica,

si risparmia energia

I precedenti sistemi idraulici

utilizzati richiedevano anche

l’uso di oli, filtri, valvole e altri

componenti che andavano ad

aumentare il consumo energetico

complessivo della linea. Con la

scelta dei due moduli di piantaggio

elettromeccanici Kistler, che per

funzionare richiedono solo energia

elettrica, in parte anche rigenerata

e rimessa in rete durante la fase di

frenatura, Denso Manufacturing

Italia ha percorso la strada di un

maggiore risparmio energetico.

a KisTleR

l’ai aWaRd 2012

La seconda edizione dell’Automazione

Industriale Award, l’iniziativa che

premia i progetti in cui l’automazione

contribuisce a migliorare sicurezza,

efficienza e sostenibilità, ha confermato

il successo del 2011, sia per la qualità

dei progetti, sia per i contenuti del

convegno conclusivo che, tra gli altri,

ha visto la partecipazione di Enrico

Loccioni, fondatore dell’omonima

azienda. L’iniziativa, organizzata

da Automazione Industriale, rivista

di Gruppo 24ORE, con il supporto

di ImageS, Cognex e Omron, ha

ricevuto anche il patrocinio della

Consulta Regionale dell’Ordine

degli Ingegneri della Lombardia. La

giuria ha assegnato il primo premio

a Kistler che, in ambito automotive,

ha creato una soluzione per passare

dalla tecnologia idraulica a quella

elettromeccanica, migliorando le

prestazioni, a fronte di minori consumi

energetici ed elevati livelli di sicurezza

del personale.

Provando a sintetizzare un

confronto tra i costi energetici dei

precedenti sistemi idraulici e dei

nuovi moduli Kistler, in termini di

euro/anno, assumiamo come valori

comuni: 250 giorni lavorativi, 24

ore di lavoro, un costo dell’energia

di 0,10 euro/kWh.

Nel caso del sistema idraulico,

per effettuare operazioni che

richiedono 600 kN di forza,

possiamo considerare una

centralina con una pompa da 12

kW. La spesa annuale per l’energia

richiesta per il funzionamento del

sistema idraulico è:

12 kW x 24h x 250 giorni x 0,10

euro/kWh = 7.200 euro x 2 unità =

14.400 euro.

Calcolando che i sistemi Kistler

richiedono potenza pari a 5 kW, il

calcolo è:

5 kW x 24h x 250 giorni x 0,10

euro/kWh = 3.000 euro x 2 unità =

6.000 euro.

È evidente che il risparmio

energetico annuo ottenuto è

superiore al 50%.

Oltre al risparmio energetico,

è stato possibile migliorare

ulteriormente i livelli di

efficienza gestionale di tutto

l’impianto. Un esempio a questo

proposito è il confronto tra

le spese di manutenzione dei

sistemi idraulici e di quelli

elettromeccanici Kistler.

La manutenzione minima richiesta

per il sistema idraulico è di otto

interventi, ognuno di quattro ore/

anno/due sistemi, con un costo del

lavoro pari a 60 euro/ora. Il costo

totale annuo di manutenzione

in questo caso è dunque di

1.920 euro. La manutenzione

massima richiesta per i moduli

di piantaggio Kistler invece è di

due interventi, ognuno di tre ore/

42 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

anno/due sistemi, con un costo del

lavoro pari a 60 euro/ora. Il costo

totale annuo di manutenzione in

questo secondo caso è di 360 euro.

Riassumendo, il costo energetico

e di manutenzione dei sistemi

idraulici, esclusi i prodotti di

consumo, è di 16.320 euro, mentre

le stesse voci di costo per i sistemi

elettromeccanici Kistler sono di

6.360 euro. Il risparmio totale

ottenibile in un anno è quindi di

10.000 euro.

nessuno scarto

e più sicurezza

Altri vantaggi ottenuti dall’utilizzo

dei moduli Kistler riguardano

l’assenza di materiali di scarto

ed emissioni e un migliore livello

di safety dell’impianto. Con

l’uso dei moduli di piantaggio

Kistler, l’incidenza dei rischi è

infatti ridotta ai minimi termini,

in quanto il sistema è conforme

alle normative CE, per essere

inserito in un contesto automatico

certificabile, dall’integratore,

nel rispetto delle vigenti

normative (PLd/PLe) grazie anche

all’opzione ‘safety integrated’

sull’azionamento di fornitura

standard con i sistemi Kistler.

Ulteriori elementi che

contribuiscono a incrementare la

sicurezza riguardano: semplicità di

installazione; assenza di tubazioni

e di circuiti ad alta pressione;

nessun rischio di interferenza

con mezzi di trasporto per la

movimentazione dei materiali

o con il camminamento degli

operatori, grazie al fatto che

non ci sono unità esterne o

serbatoi per alimentare le unità;

miglioramento dell’area di lavoro

per assenza di fumi nocivi.

Denso Manufacturing Italia

http://denso-europe.com

Kistler

www.kistler.com


applicazioni

AssemblAggio

in sicurezza

Soluzioni di automazione e safety integrate in linee

di assemblaggio e incollaggio permettono uno svolgimento

automatico ed efficiente dei processi

di Giorgia Andrei

Le soluzioni integrate di

automazione e di sicurezza,

se progettate correttamente,

possono rappresentare un

prezioso aiuto per i costruttori

di macchine speciali. Sensori di

sicurezza perfettamente compatibili

tra loro e sistemi di sicurezza

Sim Automation ha sviluppato una linea di

produzione che lavora in modo razionale ed

efficiente blocchi di silicio, per ottenere lingotti

da cui ricavare wafer per celle solari

configurabili, in combinazione

con moduli decentralizzati per la

periferia, consentono di evitare

qualsiasi problema legato alle

interconnessioni e rappresentano

un indiscutibile vantaggio anche

per gli utilizzatori. A dimostrarlo

è il caso di Sim Automation, filiale

44 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

della società in partecipazione

Julius Thyssen di Mülheim an der

Ruhr (Germania), specializzata

nella realizzazione di sistemi di

montaggio, gestione e ispezione,

che soddisfano esigenze specifiche

dei clienti.

Sim Automation, lo scorso anno,

è stata incaricata di sviluppare

una linea di produzione che

lavora in modo razionale ed

efficiente i blocchi di silicio, in

modo da ottenere lingotti da cui

ricavare wafer per celle solari.

Per trasformare questi riquadri in

numerose celle per la produzione

di energia, sono necessarie diverse

fasi di lavorazione e produzione.


In questo caso specifico, la soluzione richiesta

consisteva in una linea di assemblaggio e incollaggio

che gestisse anche il telaio di montaggio dei pezzi e i

cosiddetti ‘glass beam’, ossia le lastre di vetro.

Insieme agli specialisti Pilz, Sim Automation ha

realizzato una soluzione di automazione e sicurezza:

per ogni area di lavorazione, quattro stazioni

collegate tra loro controllano il telaio, le lastre di

vetro e i blocchi di silicio. Allo stesso tempo, diverse

procedure di misura e verifica garantiscono processi

produttivi precisi e prodotti finiti pregiati. In

precedenza, queste fasi erano gestite manualmente.

i vantaggi della sicurezza integrata

Tutte le stazioni sono protette in modo passivo

tramite ripari di protezione contro accessi

indesiderati. Anche in questo impianto, tuttavia,

secondo quanto prescritto dalla Direttiva Macchine,

era necessario identificare e gestire eventuali rischi

potenziali: rischi relativi, ad esempio, sono connessi

alla gestione manuale dei magazzini.

Sulla base di una collaborazione consolidata, Sim

Automation ha selezionato Pilz per avere una

soluzione completa di automazione standard e

di sicurezza: sono stati utilizzati gli interruttori

di sicurezza magnetici PsenMag che, grazie alle

dimensioni compatte, sono particolarmente efficaci,

e gli interruttori di sicurezza PsenMech, con blocco

tramite molla. Insieme all’interblocco meccanico

PseNbolt, questi interruttori rappresentano

una soluzione completa per ripari mobili. La

combinazione d’interruttore di sicurezza, maniglia

e chiavistello è particolarmente adatta a ripari

mobili, che vengono aperti e chiusi frequentemente,

poiché in questo caso l’inserimento dell’attuatore

nell’interruttore avviene in maniera meccanica. Il

dispositivo di protezione optoelettronica PsenOpt

protegge dall’accesso indesiderato nella zona

pericolosa.

la safety passa dal software

Per la gestione della sicurezza è utilizzato il sistema

liberamente configurabile PnozMulti, grazie al

quale non sono più necessari numerosi moduli,

sistemi e collegamenti. Il sistema elabora i segnali

di sicurezza, che arrivano dalle quattro stazioni

tramite la periferia decentralizzata Pdp con grado di

protezione IP67.

Nella stazione 1 è necessario incollare al telaio le

lastre di vetro che si trovano in quattro contenitori

a cassetti. Il robot a sei assi che gestisce questa

fase può operare nella stazione interna anche

machine vision on

applicazioni


applicazioni

quando uno dei contenitori

viene estratto. L’interruttore di

sicurezza magnetico senza contatto

PsenMag in questo caso segnala

lo stato ‘aperto’, e il robot non può

accedere a quel cassetto.

Quando un cassetto è aperto, c’è

la possibilità di accedere alla zona

pericolosa del robot. Gli interruttori

di sicurezza magnetici, posti sulla

parte frontale del contenitore,

segnalano l’apertura e allo stesso

tempo attivano il dispositivo

di protezione

optoelettronico

PsenOpt (la barriera

fotoelettrica) posto

sul retro; questo è

in grado di rilevare

immediatamente

qualsiasi tipo di accesso

e, quindi, arrestare

il robot in sicurezza.

In assenza di accessi,

il robot può, invece,

raggiungere i cassetti

chiusi e lavorare al

telaio senza alcuna

interruzione.

interazione sicura

uomo-robot

In linea di massima, lo stesso

concetto espresso sopra vale per

i quattro contenitori estraibili

delle lastre di vetro: una volta che

il robot ha messo in posizione

corretta il telaio e vi ha applicato,

per mezzo di un’unità erogatrice

completamente automatica, del

materiale adesivo, accede ai

contenitori chiusi delle lastre

di vetro. Lo stato di ‘aperto’ o

‘chiuso’ in questo caso è segnalato

mediante due corrispondenti

interruttori di sicurezza PsenMag

posti su entrambi i lati del cassetto.

Una volta incollate le lastre di vetro

al telaio, una navetta trasporta il

prodotto intermedio alla stazione

2, nella quale, su un tavolo rotante

dotato di quattro postazioni,

Il dispositivo di protezione optoelettronica PsenOpt protegge

dall’accesso indesiderato nella zona pericolosa

si procede alla misurazione,

alla verifica, alla pulitura e al

posizionamento dei blocchi di silicio

sull’unità composta da telaio e lastre

di vetro. Un operatore sistema

a intervalli regolari il quadrato

di silicio da lavorare, accedendo

alla zona protetta da un riparo

mobile. Questo riparo è controllato

mediante l’interruttore di sicurezza

PsenMech e il chiavistello con

blocco meccanico PsenBolt. Solo

dopo aver comandato lo sblocco del

riparo è possibile aprirlo e accedere

alla stazione.

I blocchi, uniti in maniera

permanente, sono trasportati,

quindi, a un deposito intermedio.

Nella stazione 3 il conglomerato

passa in una serie di forni. Nella

stazione 4, i blocchi si raffreddano e

sono estratti mediante un sistema di

46 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

Grazie alle dimensioni compatte, gli interruttori

di sicurezza magnetici PsenMag sono

particolarmente efficaci

movimentazione. Dopo un controllo

finale, il sistema di movimentazione,

tramite una stazione rotante,

posiziona i blocchi su carrelli che

vengono prelevati da un operatore

attraverso un riparo mobile (protetto,

come nella stazione 2, mediante

l’interblocco di sicurezza PsenMech e

il blocco meccanico PsenBolt).

Nonostante le grandi dimensioni

dell’impianto, l’impiego di sensori e

sistemi di controllo – PnozMulti e i

moduli Pdp utilizzati nella periferia –

ha consentito di eliminare quadri di

comando e di cablaggio intermedi.

Poiché quasi tutti i componenti

utilizzati sono connettorati, è stato

possibile eliminare anche molti

cavi. Inoltre, è stata implementata

una diagnostica di livello elevato,

grazie alla capacità di PnozMulti di

elaborare molti segnali. Anche la

possibilità di collegare sensori di

sicurezza alle Pdp ha giovato alla

diagnostica e ha evitato la posa di

numerosi cavi per tutta la linea.

Pilz www.pilz.it

Sim Automation www.sim-automation.de


caffelatte.cc

l’equilibrio di una interazione perfe ta

macchine e impianti per assemblaggio automatico

La solidità di una lunga esperienza emerge dai numeri:

in 15 anni abbiamo installato oltre 500 impianti

in 25 paesi nel mondo servendo più di 100 clienti

nei più svariati settori applicativi. Dalla piccola

tavola rotante di assemblaggio manuale al

grande impianto “chiavi in mano” possiamo

seguirvi con attenzione e competenza.

If you have an assembly problem call us

we accept the challenge

ABL Automazione SpA

Via Mandolossa 102/b 25064 Gussago (Bs) - Italy

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applicazioni

Un robot

in farmacia

Una soluzione robotica risponde ai bisogni di sicurezza

ed efficienza nell’allestimento e nella distribuzione

di farmaci iniettabili

di Adolfo Violante

Lo scorso maggio, l’Istituto

Nazionale dei Tumori di

Milano ha scelto Health

Robotics per la fornitura di un

sistema automatizzato per le

preparazioni chemioterapiche.

Questo perché la sicurezza e

l’efficienza nel compounding e

nella distribuzione di farmaci

iniettabili rappresentano

crescenti preoccupazioni per

l’assistenza sanitaria in tutto

il mondo e, in particolare,

nella somministrazione di

farmaci delicati come quelli

chemioterapici. Il tutto anche

in considerazione del fatto che

errori nella terapia, sviste di un

medico, crescente consapevolezza

dei pazienti e budget limitati si

sommano a prescrizioni sempre

più complesse e rigorose.

Un insieme di fattori che

contribuiscono ad aumentare

la pressione sul personale

della farmacia ma, soprattutto,

creano situazioni potenzialmente

pericolose per i pazienti, per i

quali un’errata somministrazione

potrebbe avere effetti anche letali.

Una soluzione a questo delicato

problema arriva da i.v.Station,

firmato appunto da Health

Robotics, che utilizza una

rivoluzionaria tecnologia robotica,

sviluppata appositamente

per la preparazione e la

somministazione automatizzata

di farmaci iniettabili. Il tutto in

un ambiente Iso 14644-1 Classe

5, nel quale ricadono anche i

farmaci che richiedono processi

di ricostituzione polvere e di

diluizione in serie. Un compito

reso possibile dall’impiego di

un robot Denso serie VP, dotato

di braccio antropomorfo a sei

assi. Il robot è infatti in grado di

prelevare e posizionare una siringa

su un dosatore. A questo punto,

attraverso un driver meccanico a

elevata precisione, il pistone della

siringa stessa arretrata replicando,

con estrema precisione, il

movimento di un operatore umano.

Un compito relativamente

semplice per un operatore umano,

che è però esposto al rischio di

errori, anche banali, che possono

avere ripercussioni drammatiche

su un paziente sottoposto alla

terapia. Un secondo controllo

gravimetrico, oltre a quelli affidati

a sistemi di visione artificiale,

esclude infine la possibilità di

errori indotti da fattori esterni

come vibrazioni o disturbi in rete.

L’i.v.Station è inoltre in grado di

48 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

adattarsi alle richieste di flussi

di prepazione caratterizzati da

un’elevata variabilità, tipica

delle farmacie centralizzate,

delle ubicazioni di cura paziente

decentralizzate o di una farmacia

satellite, senza il rischio di

commettere un errore, in quanto

tutte le operazioni sono gestite da

sistemi elettronici ridondati.

l’automazione in corsia

Proprio partendo dall’esperienza

maturata nell’ambito della

robotica di tipo industriale,

i.v.Station rappresenta la

soluzione in grado di soddisfare i

bisogni di sicurezza ed efficienza

nell’allestimento e distribuzione

di farmaci iniettabili. Il sistema

è infatti in grado di realizzare

automaticamente il dosaggio

medicale per vari contenitori

commerciali. A questo si aggiunge

la capacità di ricostruire, senza il

supporto diretto di un operatore, i

farmaci in polvere, aggiungendo i


singoli diluenti necessari per ogni

ricetta.

Al termine della preparazione,

inoltre, il sistema identifica

il singolo contenitore finale,

indipendente dal fatto che si tratti

di siringhe o sacche, applicando

le relative etichette bar code.

Il tutto nel rispetto del ciclo di

gestione delle fasi di preparazione

all’interno di un ambiente di

qualità dell’aria Iso 14644-1 Classe

5, mentre il controllo di sterilità

‘Overnight’ viene assicurato da

lampade UV-C.

accessi sotto controllo

Pur operando in modo

completamente autonomo,

la corretta impostazione dei

singoli parametri rappresenta

un presupposto essenziale per il

corretto funzionamento dell’intero

sistema e, quindi, di preparazioni

tanto accurate. I progettisti, anche

nel rispetto dei severi criteri

imposti dalla norme internazionali,

Un sistema robotizzato previene

il rischio di errori nella preparazione

dei farmaci chemioterapici

hanno quindi implementato

moderni sistemi di identificazione

e tracciamento. Per tale ragione,

nella versione base, ogni singolo

accesso viene controllato, in

tempo reale, attraverso i classici

sistemi di autorizzazione basati

su ID e password. In funzione

delle singole esigenze è però

possibile adottare anche soluzioni

più sofisticate, come i lettori

di badge magnetico o RfId,

arrivando sino agli apparecchi

per il riconoscimento facciale

biometrico.

Benché una macchina sia in

grado di prevenire gli errori

tipici degli operatori umani, non

è possibile escludere a priori

la possibilità di un guasto o

di un malfunzionamento, che

potrebbero essere indotti anche

dall’impiego di componenti non

perfettamente conformi. Per

tale ragione, alla fine del ciclo di

preparazione sono stati aggiunti

una serie di sistemi di controllo,

in grado di intercettare eventuali

confezioni non conformi.

In questa fase si rivelano

fondamentali anche le classiche

apparecchiature in grado di

scansionare i codici a barre, così

come i più moderni sistemi di

lettura dell’etichetta applicata a

ogni singola fiala. Soluzioni per

evitare lo scambio accidentale

di farmaci o preparati finali, che

in caso di errore potrebbero

essere indirizzati al paziente

errato. La nuova frontiera

è infine rappresentata dalle

tecniche di ‘computer vision’,

incaricate di rilevare errori

accidentali verificatisi nel corso

del caricamento di componenti:

flaconi con capsula, siringhe senza

ago, siringhe danneggiate, fiale

non conformi ecc.

affidabilità al top

L’impiego delle tecnologie

sviluppate nell’ambito

dell’automazione industriale

è evidente anche nell’ambito

del controllo, in quanto tutte le

operazioni della macchina sono

gestite attraverso un intuitivo

pc touchscreen. Un simile Hmi

rende possibile assegnare la

corretta priorità alle preparazioni

urgenti, la cui precedenza può

essere definita a priori, in base a

specifiche regole già pianificate,

o ‘forzata’ direttamente da un

operatore abilitato. Il tutto, nel

pieno rispetto delle norme sulla

privacy, integrandosi anche con

il sistema informativo aziendale,

con il quale può scambiare

una serie di informazioni

sullo stato della macchina

stessa, così come sui composti

preparati o da preparare, con

l’ulteriore vantaggio di realizzare

direttamente anche il processo di

tracciabilità.

Health Robotics www.health-robotics.com

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 49

applicazioni


Tecnologie

Un soffio

di futuro

La pneumatica sarà sempre più utilizzata

nell’assemblaggio, ma occorre investire

sulle tecnologie più innovative

di Massimiliano Cassinelli

Quale elemento è

più facilmente ed

economicamente

disponibile dell’aria? Si tratta

di una risorsa praticamente

illimitata anche se, in realtà, nelle

condizioni ambientali, con il 78%

di azoto, il 20-21% di ossigeno

e percentuali variabili tra l’1

e il 2% di gas rari e anidride

carbonica, ha ben pochi utilizzi

in ambito industriale.

Eppure basterebbe riflettere

sulla forza scatenata da una

raffica di vento per comprendere

quanto l’aria, in determinate

condizioni, possa divenire un

elemento fondamentale anche

nei processi industriali. L’aria

è un eccellente vettore di forze,

sfruttato, in particolare, nella

movimentazione di oggetti

fragili o con la superficie

deteriorabile. Offre infatti

il vantaggio di prevenire il

contatto fisico diretto, oltre

a possedere una dinamica

decisamente elevata. Si rivela

così ideale per la realizzazione

di sistemi di movimentazione

con trasporto pneumatico o di

sollevamento con cuscini d’aria.

A ciò si aggiunge la possibilità di

impiego nella regolazione e nel

controllo di utensili pneumatici,

come trapani e avvitatori. Il

tutto senza dimenticare che la

formatura di contenitori plastici

o in vetro è necessariamente

affidata a questo elemento.

L’assenza di cariche elettriche

e possibili strofinii, in ambienti

classificati ‘Ex’, offre un indubbio

vantaggio in termini di sicurezza,

in quanto l’aria, trasportata

attraverso le tubazioni, non

comporta il rischio d’innescare

esplosioni.

Proprio la facilità di trasporto,

anche a distanze relativamente

elevate, rappresenta un

altro dei vantaggi dell’aria

compressa, che, attraverso la

predisposizione di specifici

filtri, può raggiungere un

grado di purezza adatto agli

impieghi in ambito alimentare e

farmaceutico.

Da sottolineare, infine, come

questo vettore, a differenza

di altre forme di energia,

può essere agevolmente

immagazzinato e utilizzato in

funzione delle effettive necessità.

50 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

Paghiamo anche l’aria

Il realtà, però, alla pressione

atmosferica l’aria è praticamente

inutilizzabile e la sua

compressione rappresenta

un processo estremamente

costoso, come dimostra uno

studio promosso nell’ambito

dell’iniziativa Motor Challenger.

Dall’analisi emerge che il

funzionamento dei compressori,

in Italia, assorbe ben 12 TWh

di elettricità. Ma è ancora

più emblematico il fatto che,

nelle fabbriche, l’11% dei

consumi elettrici sia imputabile

proprio alla produzione di aria

compressa, che impegna anche il

17% dell’energia necessaria per

far funzionare i motori elettrici.

L’impatto dell’aria compressa

sui costi aziendali appare

quindi elevato. Così, complici

la necessità di tagliare le spese

e una maggiore sensibilità

ecologica, negli ultimi anni è

cresciuta progressivamente

l’attenzione nei confronti dei

consumi.

Al contrario di quanto avveniva


in passato, quando l’aria

compressa era considerata

un’utility e l’unica valutazione

era riferita al costo di acquisto

del compressore, l’attenzione

è ora focalizzata sugli sprechi.

Basti pensare che la somma

delle perdite di aria da un foro

di soli 10 mm, in un impianto

a 6 bar, comporta un aggravio

economico di circa 30mila euro

all’anno.

L’assenza di cariche

elettriche e possibili

strofinii offre un indubbio

vantaggio in termini di

sicurezza (fonte kk89)

Oltre che alla produzione,

quindi, le aziende sono sempre

più attente all’integrazione

delle innovazioni elettroniche

e di quelle prettamente

pneumatiche. L’integrazione con

le tecnologie di automazione,

infatti, consente innovativi

impieghi della pneumatica,

soprattutto nelle applicazioni

in cui è necessario gestire la

cresce la domanda

di pneumaTica efficienTe

Lo sviluppo dell’elettronica, in parallelo a quello della pneumatica, offre una

serie di opportunità nelle linee di assemblaggio automatizzato. Uno studio

firmato da Frost & Sullivan prevede che, nei prossimi anni, le apparecchiature

pneumatiche a elevata efficienza energetica saranno sempre più richieste

dal mercato. Rispetto ai 3 miliardi di dollari fatturati nel 2011, nel 2018 si

raggiungerà quota 4,38 miliardi.

Demand for energy-efficient pneumatics is expected to grow

Developments in electronics and in pneumatic equipment offer a wide range

of opportunities for automatized assembly lines. According to a recent

analysis from Frost & Sullivan, the demand for energy-efficient pneumatic

equipment will be growing. The market earned revenues of 3 billion dollars in

2011 and is estimated to reach $4.38 billion in 2018.

movimentazione di carichi

non particolarmente pesanti.

I sistemi basati su questa

tecnologia sono caratterizzati da

un costo limitato e da un’elevata

affidabilità, che si ripercuoto

positivamente sui costi e

sull’efficienza produttiva.

Lo sviluppo dell’elettronica,

in parallelo a quello della

pneumatica, offre oggi una

serie di nuove opportunità

nelle linee di assemblaggio

automatizzato, anche se

ha indotto una crescente

complessità nei circuiti di

comando. Per questa ragione, i

produttori propongono spesso

isole di elettrovalvole, montate

modularmente in batteria

e già dotate dei necessari

collegamenti elettrici. In questo

ambito, in particolare, è utile

ricordare la differenza tra i

sistemi tradizionali, basati su

collegamenti punto - punto

con due fili elettrici per ogni

elettrovalvola, e i più moderni

collegamenti seriali, in cui un

unico cavo a due fili comanda

l’intera isola.

la pneumatica

guarda avanti

Proprio in considerazione di

questi pregi, secondo uno studio

firmato da Frost & Sullivan, nei

prossimi anni le apparecchiature

pneumatiche a elevata efficienza

energetica saranno sempre

più richieste dal mercato.

Un trend in controtendenza

rispetto al declino nel 2009. Dal

2010 al 2011, infatti, il mercato

europeo delle apparecchiature

pneumatiche ha assistito a una

crescita positiva. Di contro

quest’anno, a causa del debito

europeo, è previsto un calo

nella crescita del mercato,

ma un aumento delle entrate

complessive.

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 51

Tecnologie


TECNOLOGIE

In particolare secondo l’analisi,

fi rmata dagli esperti dell’istituto

di ricerca e intitolata ‘Analysis

of the European Pneumatic

Equipment Market’, il mercato ha

prodotto entrate per 3 miliardi

di dollari nel 2011 e stima che

questa cifra raggiungerà quota

4,38 miliardi di dollari nel 2018.

Ovvero una crescita che sfi ora il

50% nel volgere di soli sette anni.

“La crisi economica globale e

la crisi del debito sovrano in

Europa hanno creato un clima

di insicurezza e una riduzione

degli investimenti di capitale

previsti nei prossimi due anni”, ha

commentato l’analista di Frost &

Sullivan Sriram Balasubramanian.

“L’impatto di questa tendenza

sarà signifi cativo nel breve e

medio periodo, mentre si prevede

che gli investimenti di capitale

aumenteranno nel lungo periodo,

in seguito al recupero del

mercato”.

Vince l’effi cienza

In questo scenario appare

comunque innegabile

un’attenzione ai costi nel tempo

e, in particolare, agli aspetti

di Roi. Si prevede, infatti, che

le apparecchiature effi cienti

dal punto di vista energetico

saranno cruciali per sostenere la

Per la pneumatica sono previste

signifi cative crescite di mercato

nei prossimi anni

crescita durante questo periodo

volatile. Il risparmio energetico

può infatti aiutare gli utenti a

ridurre sensibilmente i costi (in

alcuni casi, fi no al 50%) il che,

conseguentemente, farà crescere

la domanda, le entrate e i profi tti

per gli operatori del mercato.

L’analisi evidenzia, però,

come i produttori europei di

apparecchiature pneumatiche

facciano fatica a mantenersi

competitivi. Per tale ragione una

sfi da chiave sarà l’affermarsi

di prodotti elettronici

ed elettromeccanici con

52 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

Lo sviluppo dell’elettronica, in parallelo a quello

delle pneumatica, offre una serie di opportunità

nelle linee di assemblaggio automatizzato

caratteristiche multidimensionali.

Per far fronte alla competizione

da parte del settore elettronico,

gli operatori del mercato saranno

quindi chiamati a integrare

le proprie apparecchiature

pneumatiche con prodotti di tipo

elettronico. Un’altra strategia

per i nuovi operatori potrebbe

essere quella di concentrarsi su

un’elevata personalizzazione dei

prodotti, mentre gli operatori già

affermati potrebbero puntare a

prodotti pneumatici che offrano

un elevato valore aggiunto agli

utenti. “La crescita futura del

mercato delle apparecchiature

pneumatiche europee”, ha

sintetizzato Balasubramanian,

“sarà guidata dalla maggiore

integrazione dei prodotti con

l’elettronica. Una maggiore

effi cienza energetica, la

diffusione delle tecnologie

verdi, l’aumento dell’attenzione

all’ambiente e delle migliori

caratteristiche di sicurezza e

controllo saranno di importanza

critica per sostenere la crescita

del mercato a lungo termine”.

Frost & Sullivan www.frost.com


Tecnologie

Più efficienti

con la meccatronica

La capacità di integrare competenze ed esperienze significativamente diverse

riduce i tempi di progettazione e consente di proporre sul mercato

macchine sempre più performanti e affidabili

di Roberto Loce, Solution Architect Motion control di Rockwell Automation

La meccatronica è definita

come la sinergia tra

diverse discipline,

ovvero ingegneria meccanica,

elettronica e informatica, ma il

vero valore di questa sinergia è

rappresentato dal risultato, ossia

una progettazione ottimizzata

per controlli ad alte prestazioni.

Tradizionalmente, infatti,

l’attività prevedeva dapprima

una progettazione cad, a cui

si aggiungevano funzioni di

programmazione del Motion

Control, completate dall’impiego

di specifici strumenti per la

selezione della componentistica

adeguata. Partendo da questi

elementi, veniva realizzata

l’apparecchiatura nella sua forma

‘definitiva’ delegando la soluzione

di eventuali problemi agli

operatori sul campo.

Una modalità che, come intuibile,

risulta poco efficiente e poco

efficace nell’ottimizzazione dei

risultati.

la progettazione si evolve

L’evoluzione di un simile

approccio è rappresentata

dalla progettazione integrata,

in cui il tool di selezione dei

componenti interagisce con

l’ambiente di progettazione

cad, per ottimizzare e risolvere

gli aspetti più problematici

dell’applicazione. Il risultato

finale di una simile modalità

operativa è la legge in moto più

adatta alle scelte fatte, che viene

implementata direttamente nel

programma del controllore.

Questo permette, all’atto pratico,

una sensibile riduzione dei

tempi di progettazione ma,

soprattutto, offre la garanzia

dell’ottimizzazione del risultato.

Il software, quindi, diventa

il collettore che permette a

chi progetta le macchine di

condividere le competenze dei

singoli professionisti e delle

diverse specializzazioni coinvolte,

evitando il rischio che l’attività

svolta in ambienti differenti induca

la perdita di specifici elementi di

condivisione. Ciò rende necessaria

una progettazione integrata anche

a livello di cicli macchina.

Negli ultimi anni la necessità

di ottimizzare i tempi di

progettazione è particolarmente

sentita, in quanto i clienti sono

diventati sempre più esigenti,

in termini sia di prestazioni

sia di tempi di consegna.

Questo significa, esasperando

54 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

la situazione, che oggi le

aziende non hanno più il tempo

necessario per progettare e

testare adeguatamente una

macchina. Al contrario, in molti

casi, viene venduto un ‘prototipo’,

non sempre ottimizzato. Questo

significa che non sempre una

macchina, anche del valore

di milioni di euro, garantisce

immediatamente le condizioni

ideali, che spesso vengono

individuate per approssimazioni

successive.

il valore della simulazione

Una risposta concreta è fornita

dal Motion Analyzer proposto

da Rockwell Automation.

Si tratta di un software che

riceve, in ingresso, i dati di

progettazione del costruttore

della macchina e fornisce, come

risultato, il coordinamento drive/

motore consigliato. Contiene

infatti una serie di tool utili per

l’ottimizzazione, la simulazione e la

revisione delle prestazioni. Questo

perché, grazie a un rapporto di

collaborazione con SolidWorks, la

piattaforma è in grado di sfruttare

la simulazione del movimento

della struttura meccanica, con

l’obiettivo di generare una serie


di profili di velocità e di coppie

meccaniche, anche complessi,

da analizzare in ogni dettaglio

in funzione delle specifiche

configurazioni, scegliendo

anche i singoli prodotti Rockwell

Automation adatti alle specifiche

esigenze.

L’esempio più banale dei vantaggi

offerti dall’integrazione è fornito

dall’identificazione del massimo

numero di giri a cui può operare

una specifica apparecchiatura.

Graficamente, infatti, è possibile

visualizzare le curve di ogni

singolo componente e, sulla base

di questa indicazione, capire

qual è l’elemento più ‘debole’

dell’intera catena, valutando poi

l’opportunità di sostituirlo con

una soluzione maggiormente

performante o, al contrario, di

scegliere quel valore come limite

per l’intera apparecchiatura.

scegli la tua taglia

Più complessa, invece, appare

l’attività di dimensionamento,

soprattutto quando è necessario

comprendere le inerzie dei

La meccatronica permette una sensibile riduzione dei tempi di progettazione ma, soprattutto, offre la

garanzia dell’ottimizzazione del risultato

singoli componenti. In questa

fase progettuale, infatti, un

buon Cad meccanico garantisce

un valido supporto, ma è il

Motion Analyzer a offrire un

reale vantaggio competitivo, in

quanto permette di definire i

profili di moto e i relativi profili

di forze, verificando quindi la

capacità degli elementi meccanici

di supportare simili condizioni.

Sulla base di tali indicazioni,

poi, lo stesso software offre

una serie di suggerimenti

anche sulla taglia del motore

adeguato a rispondere alle

specifiche esigenze progettuali,

in modo particolarmente rapido

ed efficace, con l’ulteriore

possibilità di analizzare,

contemporaneamente, una serie

di fattori che, tradizionalmente,

venivano valutati solo in una

seconda fase. È il caso, ad

esempio, del dimensionamento

elettrico dei singoli componenti

che, al crescere della

potenza impiegata, possono

essere soggetti a rischio di

surriscaldamento. Proprio la

temperatura, e il corrispondente

modello termico, riveste

un’importanza fondamentale

quando una macchina è

destinata a operare in ambienti

o in Paesi caratterizzati da

temperatura e grado di umidità

particolarmente elevati, che

potrebbero compromettere il

corretto raffreddamento di alcuni

elementi. Tutto questo, a sua

volta integrato con gli strumenti

utilizzati per la manutenzione,

permette di identificare i

componenti soggetti a maggior

usura e, quindi, di intervenire in

modo preventivo, così da evitare

improvvise interruzioni del ciclo

produttivo.

Rockwell Automation

www.rockwellautomation.it

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 55

Tecnologie


tecnologie

Progettare il futuro

Le tecniche di progettazione possono ottimizzare l’attività di un’azienda

di Adolfo Violante*

Negli ultimi anni

abbiamo registrato

una progressiva

evoluzione dai sistemi meccanici

a quelli meccatronici. Per

competere su scala globale,

infatti, le aziende sono

passate dagli ingranaggi alla

meccatronica, dove l’elettronica

di controllo rappresenta

un fattore distintivo, con

l’ulteriore capacità di sfruttare

al meglio anche i sistemi di

comunicazione.

A questo si è aggiunto il fatto

che oggi i proprietari delle

macchine non sono più disposti

a tollerare malfunzionamenti.

Serve quindi un approccio

alla progettazione del tutto

nuovo, che comporta difficoltà,

ma anche significative

opportunità per i progettisti

dell’assemblaggio.

scegli il tuo obiettivo

Gli impianti sono sempre

più complessi, perché sono

sofisticate le macchine, con

controlli molto precisi. Di contro

la preparazione delle università

e degli istituti tecnici è rimasta

teorica e poco pratica, con la

conseguenza di immettere sul

mercato del lavoro personale

che non è in grado di offrire

un reale contributo in poco

tempo, alle effettive esigenze di

un’azienda.

Alla difficoltà nel reperimento

del personale si aggiunge

la mancanza di una visione

56 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

strategica del cliente. Sempre

più spesso, infatti, proprio

il cliente non sa cosa vuole.

La corretta scelta di un Oem,

quindi, può rivelarsi strategica

per un’azienda che deve

implementare una nuova

macchina o una nuova linea.

Queste ultime, tipicamente, non

sono standard, e rappresentano

una soluzione personalizzata,

che può rispondere alle reali

esigenze solo se queste vengono

espresse correttamente.

Una considerazione alla

quale si aggiunge il fatto che

attualmente i prodotti hanno

una vita utile molto breve e chi

si rivolge a un costruttore ha

solo un’idea e, spesso, nemmeno

un progetto definitivo. Diventa

quindi difficile progettare

un impianto senza avere il

prodotto, ma solo un disegno e

magari nemmeno un progetto

finale, a fronte dell’esigenza

di macchine sempre più

flessibili. Una modalità che

comporta grossi rischi, che

vengono mitigati solo in parte

dall’impiego di strumenti

informatici e di simulazione.

Un ulteriore fattore di

complessità è rappresentato

dall’importanza della

manutenzione e dall’esigenza

di standardizzare e ridurre i

costi. Tutti obiettivi facili da

raggiungere se si ha tempo e


denaro da investire. Oppure

quando i costi possono essere

spalmati su più macchine. Al

contrario in caso di macchine

speciali, come quelle richieste

agli Oem, tutti i costi ricadono

su un’unica macchina. Per

questo serve una modalità di

progettazione che consenta di

controllare e ottimizzare i costi.

Quali le soluzioni?

La prima risposta a questa

delicata situazione è

rappresentata dalla formazione,

soprattutto interna, al nostro

personale delle singole

aziende, che deve conoscere

la tecnologia. Del resto il

capitale umano costantemente

formato è vitale per chi voglia

rimanere competitivo nel

tempo. Anche per questa

ragione la formazione deve

essere poliedrica, per offrire

strumenti adatti a interpretare

problemi sempre diversi. Al

collaboratore di un Oem è oggi

chiesto di saper rispondere ai

cambiamenti. L’innovazione,

quindi, deve aiutare il

progettista a condividere le

proprie conoscenze con i

colleghi. Non possiamo più

avere, in azienda, il progettista

che tiene nel cassetto un

‘libricino’, di cui è molto geloso,

in cui è condensato tutto il suo

know-how. Oggi i progetti

devono essere condivisi da

tutto l’ufficio tecnico, che oltre

ad essere in contatto con il

marketing di prodotto, lo è

anche con gli uffici tecnici,

elettrico e meccanico, e con

l’ufficio acquisti, che procura

i componenti necessari a

realizzare le macchine.

Una poliedricità e un’apertura

mentale che consentono ai

progettisti di affrontare le

variabili del proprio lavoro, tra

cui la capacità di confrontarsi

con clienti spesso privi delle

necessarie competenze. Le

figure prive delle necessarie

competenze tecniche, infatti,

chiedono solo i risultati, spesso

senza nemmeno capire il reale

principio di funzionamento

di una macchina. Un aspetto

che va oltre alla mera velocità,

efficienza e affidabilità misurata

in un breve lasso di tempo.

La mancanza di competenze

porta così, inesorabilmente,

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 57

tecnologie


tecnologie

alla mancanza di una decisa

definizione dei requisiti e di un

progetto.

il valore del progetto

Il progettista di macchine di

assemblaggio è chiamato a

risolvere i problemi del proprio

cliente anche sui singoli

prodotti. La collaborazione,

per individuare le soluzioni,

diventa così totale. Un rapporto

di collaborazione che sfocia in

autentica partnership solo se

si riescono a condividere gli

obiettivi.

Un rapporto difficile da creare

perché, già in fase preliminare, il

cliente chiede di firmare patti di

non concorrenza e riservatezza:

i tecnici dell’automazione

devono così trattare come

notizia estremamente riservata

tutti i ‘segreti industriali’ di

cui vengono a conoscenza. Di

contro è legittimo domandarsi

quanto i clienti siano disposti

a non far conoscere ad altri i

segreti delle tecnologie utilizzate

per equipaggiare le macchine.

Per questo i nuovi progetti

dovrebbero essere protetti, in

quanto rappresentano spesso il

valore di un’azienda. Un valore

da proteggere insieme alle

competenze interne.

Si rende quindi necessaria

un’adeguata analisi preliminare,

che preveda numerosi incontri

con il cliente, con l’obiettivo di

conoscersi e confrontarsi, sin

dalle prime fasi, per capire le

reali esigenze di tutto lo staff.

Questo perché l’ordine di una

macchina viene firmato dal

proprietario di un’azienda,

ma sono poi gli operatori

che la devono far funzionare

quotidianamente e, spesso,

hanno esigenze e abitudini

ignorate dalla proprietà stessa.

Il confronto diretto con tutte

le figure, quindi, previene il

rischio che una serie di esigenze

emerga solo al momento

dell’installazione, quando

ogni modifica costa in termini

economici e, in alcuni casi,

anche prestazionali.

In un simile contesto è

necessario che il cliente

percepisca il valore di questi

aspetti, che devono essere

condivisi da tutto il loro

personale. È così fondamentale

far comprendere al cliente il

valore e l’importanza di impianti

equipaggiati con interfacce

grafiche evolute, che offrono

grandi vantaggi in fase di

utilizzo e manutenzione, in

quanto risultano ‘amichevoli’

per l’operatore che, quindi, si

approccia positivamente alla

macchina. Pertanto, tutte le sue

esigenze devono essere definite

e soddisfatte prima del collaudo.

58 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

Al contrario, spesso, i tecnici

del cliente compaiono solo al

momento dell’installazione e

iniziano a fare richieste difficili

da soddisfare alla fine del ciclo

di realizzazione.

Al di là delle definizioni, per un

progetto meccatronico serve

personale con competenze

globali e non settoriali. La

vastità dei moderni impianti

comporta conoscenze

trasversali, che vanno dal

layout alla logistica, passando

attraverso la sicurezza e l’analisi

delle singole abitudini locali.

Da questo processo di

ottimizzazione non sono

ovviamente esenti i fornitori

di tecnologie informatiche ed

elettroniche. A questi soggetti,

infatti, viene chiesto di proporre

prodotti e tecnologie innovative,

che gli Oem devono imparare a

conoscere. Anche per questo la

formazione deve essere continua

anche sulle nuove piattaforme,

coinvolgendo i progettisti, così

come tutte le figure che operano

su un impianto: dai progettisti

ai montatori e ai manutentori,

tutti coloro che intervengono

su un impianto, devono

possedere le competenze per

saperlo fare in modo autonomo.

Un’esigenza dalla quale non

possono prescindere nemmeno

i fornitori, che aiutano i clienti

a trovare e implementare nuovi

prodotti.

*Tratto dalla presentazione di

Franco Perico, responsabile

commissione tecnica AIdAM,

nel corso del convegno

‘Automazione e innovazione

per la sicurezza, l’efficienza e

la sostenibilità’, organizzato da

Automazione Industriale-Gruppo

24ORE il 30 ottobre 2012

presso il Mercedes-Benz Center

di Milano.


Brushless

o passo-passo?

La corretta scelta del motore, anche a fronte di coppie relativamente limitate,

ha un impatto significativo sulle prestazioni di un impianto automatizzato

di Massimiliano Cassinelli*

Nel corso dell’ultimo

decennio, i motori passopasso

hanno goduto di

alterne fortune. Complici una

serie di innovazioni tecnologiche,

stanno però tornando

prepotentemente alla ribalta.

Del resto la peculiarità dei motori

passo-passo (noti anche con il

termine inglese di ‘stepper’),

consiste nella loro capacità

di convertire gli ingressi,

costituiti da numerosi impulsi,

in altrettanti piccoli movimenti

dell’asse, sfruttando fenomeni

di attrazione e repulsione

tra le parti magnetizzate. Le

soluzioni stepper offrono

inoltre un’elevata robustezza

meccanica ed elettronica,

oltre a una considerevole

precisione. Caratteristiche

esaltate dalla capacità di operare

agevolmente anche a basse

velocità, senza la necessità

di implementare soluzioni di

feedback. Particolarmente

interessante, anche per la

necessità di garantire sempre

elevati livelli di sicurezza, risulta

la possibilità di sviluppare una

coppia di tenuta anche in assenza

di alimentazione, prevenendo

così il rischio di movimenti

imprevisti. Inoltre, essendo

privi di spazzole e componenti

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 59

tecnologie


tecnologie

soggetti a sovraelongazione,

viene garantita una buona durata,

a cui si aggiungono i vantaggi

di una limitata manutenzione. I

motori passo-passo richiedono

però un’elettronica sofisticata

e mettono a disposizione

ridotte capacità in termini di

accelerazione e velocità. Simili

caratteristiche, in passato, li

avevano resi poco apprezzati

in ambito industriale, dove le

esigenze sono sempre più spinte.

Il tutto senza dimenticare che

simili apparecchi non tollerano la

presenza di vibrazioni.

un’alternativa

senza spazzole

In un simile contesto, si sono

progressivamente affermati

motori brushless, ovvero

privi di spazzole e di tutte le

problematiche indotte da tali

componenti, soprattutto in fase di

manutenzione.

Questi motori sono in grado di

dissipare agevolmente il calore

prodotto e hanno dimensioni

compatte. Mettono così a

disposizione coppie e velocità

elevate. Anche il loro modello

matematico risulta semplice, con

l’ulteriore vantaggio di poter

essere alimentati sia in corrente

continua sia in alternata.

Dal punto di vista funzionale, un

motore brushless è costituito da

uno statore con avvolgimento

trifase, che dà quindi vita a un

campo magnetico statorico

uniformemente rotante. Inoltre,

per il controllo, viene utilizzato un

trasduttore di posizione, in grado

di misurare la posizione angolare

del rotore. Un convertitore,

infine, effettua la commutazione

elettronica delle fasi.

Le sue dimensioni compatte, oltre

a un peso contenuto, mettono

a disposizione un momento

d’inerzia contenuto che, quindi,

consente di gestire in modo

ottimale anche situazioni di

accelerazione elevata. Inoltre

le prestazioni dinamiche si

sommano ad un buon rapporto

potenza/peso e potenza/

dimensioni.

Le caratteristiche sin qui

elencate potrebbero far ritenere

i motori brushless ideali per

ogni applicazione. In realtà

è necessario sottolineare la

necessità di un complesso

controllo in retroazione e la

difficoltà nell’erogare valori

di coppia costanti nel tempo.

Il tutto senza dimenticare che

la contemporanea necessità di

magneti permanenti, trasduttore

ed elettronica di elevato livello,

rappresentano significative

aggravanti in termini di costi

totali dell’apparecchio. A questo

si aggiunge l’incapacità di

tollerare temperature superiori a

150 °C, poiché in queste situazioni

viene raggiunta la cosiddetta

temperatura di Curie, che

provoca la smagnetizzazione del

componente.

60 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

L’evoluzione tecnologica mette a disposizione interessanti opportunità nell’ambito

dei motori passo-passo

un passo avanti

Dovendo confrontare le due

differenti tipologie di motore,

soprattutto in un’applicazione di

motion control, non possiamo

dimenticare che i motori passopasso

sono caratterizzati da un

movimento tipicamente non

continuo, anche se può essere

reso multiplo di una frazione di

giro. Proprio riducendo al minimo

simile frazione, si realizza un

controllo sempre più preciso,

anche se necessariamente limitato

a ‘un passo avanti o un passo

indietro’. Nel caso non possiamo

trascurare il fatto che l’elettronica

di comando e il convertitore

utilizzato risultano particolarmente

semplici e, quindi, consentono

di ridurre i prezzi totali che, in

questa fase economica, richiedono

un’elevata attenzione da parte

dell’intero personale.

Da un punto di vista più

strettamente legato all’accuratezza

del posizionamento, fondamentale

nell’ambito del motion control,

simili soluzioni, se correttamente

dimensionate nella differenza


tra due passi successivi, godono

di un accurato posizionamento,

anche senza trasduttori. Per ogni

singolo giro, infatti, si può arrivare

sino a un elevato numero di passi,

il che corrisponde ad angoli

significativamente ridotti, anche a

fronte di una precisione angolare

non sempre perfetta e di una

velocità relativamente bassa.

Il tutto in soluzioni in anello

aperto, con l’ulteriore vantaggio

di non cumulare gli errori di

posizione. Errori che, comunque,

non registrano peggioramenti

nel tempo, in quanto l’assenza di

spazzole, soggette a usura, limita

questa tipologia di problema. Non

possiamo però dimenticare che

simili soluzioni possono avere

irregolarità di funzionamento,

note con il nome di ‘perdita del

passo’. Inoltre la potenza messa

a disposizione è necessariamente

limitata e, quindi, non possono

essere impiegati per movimentare

carichi significativi.

tre passi tra i motori

Da un punto di vista squisitamente

tecnologico, i motori passopasso

vengono oggi distinti in tre

famiglie di riferimento: a magneti

permanenti, a riluttanza variabile

e ibridi.

Nel primo caso, ovvero delle

soluzioni a magneti permanenti,

il motore è caratterizzato da un

basso costo e da un basso numero

di passi che, nella migliore delle

ipotesi, arriva sino 60, consentendo

così una limitata precisione in

termini di movimentazione.

Una situazione ulteriormente

aggravata dalla bassa velocità che

caratterizza simili soluzioni. Giudizi

negativi, in numerosi casi, dipende

anche dal fatto che simili soluzioni

sono caratterizzata da una bassa

coppia e da una limitata precisione

angolare.

Di contro i motori passo passo

a riluttanza variabile sono in

grado di supportare anche

un aumento del numero di

passi al giro (che può arrivare

sino a 200), semplicemente

realizzando espansioni con

dentature su più piani. Il tutto

con l’ulteriore vantaggio di poter

far funzionare un simile motore

indipendentemente dal verso

della corrente. Tutto questo si

traduce in un’elevata velocità e

in una bassa inerzia del motore.

Rimangono però basse anche la

coppia residua e lo smorzamento,

mentre il costo può essere

considerato medio alto.

Per coniugare i vantaggi delle

due soluzioni, limitando al

minimo gli aspetti negativi, sono

stati proposti i motori passopasso

ibridi. Da un punto di

vista prettamente meccanico, il

rotore è costituito da un magnete

permanente interno e da due

corone di denti, una Nord e una

Sud. In questo modo il passo

meccatronica per l’automazione

Ritornerà il 13 marzo 2013 il workshop ‘Meccatronica per l’automazione’,

organizzato da Panasonic Electric Works Italia presso la sua sede di

Bussolengo (VR). Un’intensa giornata di approfondimento in cui i progettisti

di macchine si possono confrontare con la scelta della giusta tecnologia e

della corretta soluzione, dovendo decidere tra differenti opzioni progettuali.

In questo contesto il controllo del movimento è particolarmente critico, in

quanto può influire in maniera fondamentale sull’efficienza e sulla produttività

dell’intera macchina.

polare risulta essere uguale

all’angolo tra due denti, mentre

i denti delle due corone sono

sfasati di mezzo passo polare.

Considerando inoltre uno statore

con espansioni polari dentate

dotate di due avvolgimenti (fasi),

lo sfasamento tra le fasi è pari a

n+1/4 di passo polare. In pratica

questo comporta che, eccitando le

fasi come per un motore a magneti

permanenti, ottengo avanzamenti

di 1/4 di passo polare. Questo

significa poter disporre di un

elevato numero di passi per ogni

singolo giro, mettendo così a

disposizione una buona precisione

di posizionamento, che si somma a

una coppia più che accettabile.

Fai la tua scelta

A fronte di queste caratteristiche,

i motori brushless rispondono

egregiamente alle esigenze tipiche

degli assi di robot industriali

o di macchine da stampa.

Analogamente si dimostrano

adatti a essere impiegati negli

azionamenti in macchine

automatiche ad alta dinamica e

per i servoazionamenti.

Di contro, nell’ambito

dell’assemblaggio, i motori passopasso

soddisfano le esigenze

tipiche dei sistemi caratterizzati

da una limitata velocità e da

bassa coppia. Tipico, in questo

caso, il settore degli azionamenti

di posizionamento, così come le

piccole automazioni in genere fino

a potenze di qualche centinaio di

Watt.

*Tratto dall’intervento di Monica

Tiboni, dell’Università di Brescia,

durante il workshop ‘Meccatronica

per l’automazione’, tenutosi presso

Panasonic Electric Works Italia, a

Bussolengo (VR)

Panasonic Electric Works

www.panasonic-electric-works.it

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 61

tecnologie


diritto

Le aziende

al tempo della crisi

La Legge 134/2012

introduce importanti

novità per la continuità

operativa delle imprese

in crisi, ma anche per quanti

intrattengono rapporti

commerciali con realtà

in affanno

di Matteo De Marco

Un’impresa italiana su

tre (ovvero il 30%)

chiuderà il 2012 con un

bilancio negativo. Il dato, frutto

di un’indagine congiunturale

condotta dalla Banca d’Italia sulle

imprese industriali e dei servizi,

non lascia spazio dall’ottimismo.

Questo dato conferma, in

negativo, la chiusura del 2011,

quando i conti ‘in rosso’ erano

stati presentati ‘solo’ dal 24%

delle aziende. A questo si

aggiunge, in prospettiva, il fatto

che si prevedono la chiusura o

il ridimensionamento del 2,5%

degli impianti localizzati all’estero

e del 7,8% di quelli attualmente

attivi in Italia. Il saldo percentuale

tra le imprese che indicano un

incremento della domanda di

prestiti e quante ne segnalano una

riduzione si è ridotto rispetto alla

scorsa primavera (a 12,5 punti

percentuali da 17), ma risulta in

lieve aumento nelle valutazioni

prospettiche (14,4 punti).

Si tratta di numeri preoccupanti

che, nei mesi scorsi, hanno indotto

il Governo ad assumere una serie

di decisioni, anche drastiche,

62 soluzioni di assemblaggio novembre/dicembre 2012

nell’ambito del diritto societario. È

accaduto così che, dopo il Decreto

Legge 83/2012, più conosciuto con

il nome di ‘Decreto Sviluppo’, lo

scorso 7 agosto è stata varata la

Legge 134/2012.

Si tratta di una legge destinata


ad avere un significativo impatto

sugli assetti societari e che ha

suggerito agli organizzatori

della fiera Save di promuovere

una sessione formativa dedicata

proprio alle novità in materia,

per fornire alcuni punti fermi alle

Il 30% delle

aziende italiane

chiuderà il 2012

con un bilancio

negativo

aziende chiamate a fronteggiare

questa difficile situazione.

La sessione è stata affidata

all’avvocato Gioacchino

Massimiliano Tavella, partner

tecnico di Sike e tra gli esperti

di diritto d’impresa dello studio

CT Law. “La Legge n. 134 del

7 agosto 2012”, spiega Tavella,

“ha introdotto importanti

modifiche alla Legge Fallimentare,

apportando una serie di

significative novità volte alla tutela

della continuità aziendale delle

imprese in crisi nonché interessanti

opportunità per gli operatori che

si trovano ad intrattenere rapporti

commerciali con esse”.

Come è possibile preservare

l’operatività quando i bilanci

appaiono decisamente negativi?

Il legislatore ha operato in modo

da favorire la possibilità di

affrontare la crisi preservando la

continuità dell’azienda in difficoltà.

A tale scopo, tra le novità previste

dalla novella legislativa, di sicuro

interesse sono quelle riguardanti

il concordato preventivo, che

oggi può essere presentato al

Tribunale anche ‘in bianco’ ai

sensi dell’art. 161 VI comma della

Legge Fallimentare, con riserva

di presentazione del piano di

soddisfazione dei creditori in un

termine che può variare da 60 fino

a 180 giorni.

Una simile opportunità ricorda

l’automatic stay, tipica del diritto

statunitense?

In effetti la Legge si ispira

proprio alle norme americane,

soprattutto perché consente

all’imprenditore avveduto di

beneficiare degli effetti del

deposito della domanda di

concordato, come la sospensione

delle iniziative individuali delle

controparti o l’inopponibilità delle

ipoteche, fin dal momento in cui

si prende coscienza dello stato di

crisi. In questo modo è possibile

pianificare una serie di interventi,

senza il rischio che una simile

attività sia inficiata dal pericolo di

ricevere decreti ingiuntivi, istanze

di fallimento e iscrizioni ipotecarie.

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 63

diritto


diritto

Dal punto di vista dei pagamenti,

invece, quali possono essere le

ripercussioni?

Nel caso di scelta dello strumento

del concordato cosiddetto ‘in

continuità’ sarà possibile, ad

esempio, prevedere trattamenti

differenziati per i creditori le cui

forniture risultano funzionali

al proseguimento dell’attività.

Si potrà quindi prevedere

il pagamento integrale di

debiti anche pregressi verso

fornitori ‘strategici’ che si

impegneranno a proseguire i

rapporti commerciali. Sempre al

fine di favorire la prosecuzione

dell’attività anche di soggetti

che intrattengano rapporti con

le amministrazioni pubbliche,

il legislatore ha espressamente

previsto la possibilità, per la

società che accede alla procedura

di concordato, di partecipare a

gare di assegnazione di contratti

pubblici.

Oltre a questo, quali sono le

altre novità più significative?

Ulteriori e interessanti novità

introdotte dalla Legge 134/12,

sono riferite agli accordi di

ristrutturazione del debito,

che in precedenza facevano

riferimento all’ex art. 182bis

della Legge Fallimentare. In

particolare con riferimento

ai termini di pagamento per i

creditori che non aderiscono al

piano proposto, che sono stati

estesi fino a 120 giorni dalla data

di omologazione dell’accordo

in caso di debiti pregressi e fino

a 120 dalla scadenza per quelli

non ancora scaduti alla data

dell’omologazione. Anche tali

interventi risultano conformi alla

ratio dell’intervento legislativo,

che è volto a

consentire all’impresa

in crisi una stabile e

proficua continuazione

dell’attività.

Le opportunità offerte

da questa legge sono

accessibili a tutti gli

imprenditori?

Le novità introdotte

dalla legge n. 134

del 7 agosto 2012

riguardano sia le

aziende in crisi,

sia i partner che

64 soluzioni di assemblaggio novembre/dicembre 2012

Gioacchino Massimiliano Tavella, avvocato

esperto di diritto d’impresa

con tali aziende intrattengono

rapporti commerciali. Del resto

è noto come, per qualsiasi

azienda chiamata a operare sul

mercato, sia sempre maggiore

l’importanza di ben valutare e

monitorare la situazione dei propri

partner; anche per i fornitori di

aziende in crisi. Pertanto tutti gli

imprenditori hanno l’esigenza

fondamentale di conoscere le

opportunità consentite dalla legge,

sia per tutelare i propri crediti

pregressi, sia le forniture future.

Come devono porsi le aziende di

fronte a questa Legge?

Per le aziende in tensione

finanziaria, o già in stato di crisi,

è quanto mai opportuno valutare i

costi e i benefici delle opportunità

consentite dalla Legge, al fine di

permettere la ristrutturazione

aziendale e la conservazione

della continuità produttiva.

Per tale ragione è necessario

prestare attenzione a una serie

di indicatori che consentano

una tempestiva presa in carico

della situazione, con l’obiettivo di

limitare al minimo i danni della

crisi e scegliere gli strumenti

più adeguati per affrontarla.

Di contro, per le aziende che

intrattengono rapporti con

fornitori in crisi, occorre una

concreta attenzione alle condizioni

dei propri partner e la gestione

comune delle problematiche

inerenti la crisi, in modo da

consentire la conservazione del

rapporto commerciale anche

per il futuro, in condizione di

trasparenza e creando solidi

legami che potranno durare nel

futuro.

Sike www.istitutosike.com


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Diritto

Paese che vai

Legge che trovi

Nei rapporti commerciali internazionali è fondamentale

definire a priori la legislazione che sarà applicata

in caso di controversie

di Massimiliano Cassinelli*

Sempre più spesso, complice

la difficoltà del mercato

interno, le pmi italiane sono

costrette a guardare oltre confine,

cercando nuove opportunità in

altri Paesi. In queste situazioni,

oltre agli aspetti tecnici e

normativi, assume un’importanza

determinante anche il fattore

legislativo, soprattutto in sede

di stipula del contratto, che

deve sottostare a regole locali.

Un aspetto, quest’ultimo da

valutare anche a livello dei Paesi

europei, in quanto la materia

della contrattualistica non è

disciplinata da norme comunitarie

uniformi.

La fase di negoziazione

e redazione dei contratti

66 soluzioni Di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

internazionali richiede quindi

attenzioni particolari, in quanto

comporta problematiche

più complesse di quelle

relative agli scambi interni.

In un rapporto internazionale

sono infatti coinvolti

sistemi giuridici differenti,

che presentano numerose

variabili aggiuntive rispetto

al rapporto ‘interno’. Prima

di sottoscrivere un contratto,

quindi, un imprenditore deve

necessariamente porsi una serie

di domande, anche per sapere

qual è la validità del contratto

stesso e cosa potrebbe accadere

in caso di controversia.


La Legge non è uguale

per tutti

Il tema è ovviamente sterminato

e, in genere, è necessario fare

ricorso a singoli esperti. In

termini generali, però, il primo

problema da affrontare riguarda

la determinazione della legge

applicabile. Esclusi rari casi,

infatti, non esistono norme

‘sovranazionali’ applicabili

ai rapporti commerciali tra

imprese di diversi Paesi. Al

contrario, il punto di riferimento

è praticamente sempre costituito

da norme nazionali, con la

conseguenza che vi saranno, per

defi nizione, differenti leggi (almeno

quelle dei Paesi delle due parti)

potenzialmente applicabili allo

stesso contratto internazionale.

L’applicazione di diverse leggi

può incidere sensibilmente sui

contenuti di un contratto, non

solo per quanto riguarda i punti

non regolati dalle parti (che

saranno integrati da una differente

normativa, a seconda della legge

applicabile al contratto), ma

anche con riguardo agli aspetti

espressamente disciplinati, ove

le norme ad essi applicabili

abbiano carattere imperativo (e si

impongano quindi sulle pattuizioni

delle parti).

In generale, quindi, in assenza di

esplicita indicazione, il contratto

viene regolato dalla legge

dello Stato con cui presenta il

collegamento più stretto, che si

presume sussistere con il Paese in

cui risiede la parte che deve fornire

la prestazione caratteristica. A una

tale presunzione, però, si deroga

spesso per i contratti relativi a beni

immobili e per quelli di trasporto

di merci che vengono sottoposti,

rispettivamente, alla lex rei sitae

e alla legge dello Stato in cui il

vettore ha la sua sede principale

al momento della conclusione del

contratto.

In molti altri casi è però diffi cile

prevedere la decisione del giudice,

anche se la legge applicabile sarà

tipicamente, nell’ordine:

a) quella del Paese in cui si verifi ca

il danno;

b) quella del Paese in cui risiedono

abitualmente sia il presunto

responsabile, sia la parte lesa

nel momento in cui il danno si

verifi ca;

c) quella del Paese con cui il fatto

illecito presenta collegamenti

manifestamente più stretti

rispetto ai Paesi di cui sopra.

Per tale ragione è opportuno

scegliere la legge applicabile

attraverso la previsione di

un’espressa clausola contrattuale.

Ciò andrà fatto, possibilmente,

prima di redigere il contratto,

in modo da tener presente la

normativa in questione già

in questa fase. In particolare

è opportuno evitare di fare

confusione tra legge applicabile e

foro competente. Si tratta, infatti,

di due nozioni distinte: la prima

riguarda le regole applicabili al

contratto e l’altra l’individuazione

del soggetto chiamato ad applicarle

in caso di controversia. In

particolare non è affatto vero, come

molti credono, che scegliendo il

foro competente in un certo Paese,

ne discenda l’applicazione del

diritto di questo Paese.

Quale la legge giusta?

Quanto alla legge da preferire,

si tratta di una decisione che

dipende da valutazioni di

opportunità e, naturalmente,

dalla possibilità di raggiungere

un accordo con la controparte.

Tra le possibili alternative

possiamo indicare: la legge

italiana, quella del Paese

della controparte, quella

di un Paese terzo e infi ne

il ricorso alla cosiddetta

lex mercatoria, e cioè

ai principi generali ed usi del

commercio internazionale.

Nel primo caso, la legge italiana

è tipicamente conosciuta e,

comunque, facilmente accettabile,

anche se potrebbe risultare

sgradita alla controparte, senza

dimenticare che potrebbe essere

troppo onerosa.

La legge in vigore nel Paese

della controparte, di contro, è

normalmente gradita proprio alla

controparte, ma potrebbe risultare

poco nota e di diffi cile gestione.

Un problema analogo, per molti

versi, si avrebbe anche scegliendo

la normativa di un Paese terzo.

Anche se, in questo caso,

entrambe le aziende coinvolte si

troverebbero allo stesso livello.

L’ultima opzione, quella della

Lex mercatoria, ha il vantaggio

di superare i limiti delle leggi

nazionali, non sempre compatibili

con le esigenze del commercio

internazionale, ma i suoi contenuti

appaiono scarsamente prevedibili,

senza dimenticare che il suo

funzionamento è comunque

dipendente dall’arbitrato.

*Tratto dalla ‘Nuova guida

all’export’, reali zzata con il supporto

di Unioncamere Lombardia

Unioncamere Lombardia

www.lom.camcom.it

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO 67

DIRITTO


dal mercato

In produzIone

la lettura è portatIle

Il computer portatile DataMan 9500 è stato

studiato appositamente per essere utilizzato

negli stabilimenti produttivi: è piccolo e

leggero, perfetto per essere tenuto in una

mano, grazie anche ai comandi ergonomici, ed

è dotato dell’algoritmo 2DMax, un sistema di

decodifica avanzato per codici 2D di difficile

lettura. Il dispositivo si connette direttamente

alle reti aziendali mediante i protocolli a/b/g

802.11 sulle frequenze 2,4 GHz e 5 GHz per

comunicazioni wireless in tempo reale, ed è

dotato di Internet Explorer e di un simulatore

di tastiera integrato per l’esecuzione di un

browser Web e di applicazioni basate su Html.

Il sistema operativo è CE 6.0 di Microsoft

Windows.

“In applicazioni quali rilavorazione di pezzi

semi-assemblati, riparazione o manutenzione,

gestione degli inventari o monitoraggio dei

processi, è importante riuscire a leggere

codici 2D e fornire un feedback in tempo reale

all’operatore che si trova presso lo stabilimento

produttivo”, ha affermato Carl Gerst, Business

Unit Manager per i prodotti ID di Cognex.

“Oggi, grazie a DataMan 9500, persino i codici

Dpm più difficili possono essere letti e inviati

alla rete aziendale mediante Wi-Fi, per una

raccolta dati in tempo reale”.

cognex

www.cognex.com

68 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

labVIew 2012 mIglIora

la scalabIlItà deI sIstemI

dI mIsura e controllo

NI LabView 2012, l’ultima versione del software

di progettazione di sistemi per tecnici e

ingegneri presentato da National Instruments

in anteprima ad Austin, in Texas, lo scorso

agosto, e poi in Italia alla fine di settembre,

consegna a tutti gli utenti della community

una nuova serie di funzioni pronte all’uso per

una vasta gamma di applicazioni LabView e

l’accesso a opzioni formative, che consentono

di migliorare la qualità dei sistemi. Le nuove

caratteristiche testimoniano il continuo

impegno di National Instruments nel fornire

una piattaforma che dia un impulso al successo

in qualsiasi sistema di controllo e misura e

assicuri agli utenti la capacità di innovare in

tutta sicurezza.

“Realizzare rapidamente un sistema è

importante, così come realizzarlo correttamente:

questo implica l’utilizzo di architetture solide e

pratiche di sviluppo consolidate”. Ad affermarlo

è il Dr. James Truchard, presidente, Ceo e

co-fondatore di National Instruments. “Le

nuove caratteristiche e risorse di LabView 2012

promuovono la formazione e incentivano lo

sviluppo di pratiche per consentire ai clienti di

fornire sistemi ad alte prestazioni ed elevata

qualità, in meno tempo e riducendo i costi di

sviluppo e manutenzione”.

Tra le funzioni di LabView 2012 sono inclusi:

template e progetti d’esempio; corsi on-line di

autoapprendimento; stabilità ottimizzata; nuovi

strumenti per analisi ad alte prestazioni ed

elaborazione immagini avanzata; produttività

ottimizzata grazie alla comunità degli

utilizzatori; app mobili per la visualizzazione e il

controllo su iPad.

national instruments

www.ni.com/labview/whatsnew/i


Victor technologies inaugura

la nuoVa sede di s. giuliano Milanese

L’azienda americana Victor Technologies,

attiva nella fornitura di tecnologie avanzate di

saldatura e taglio dei metalli, investe risorse

e guarda con fiducia al futuro dell’industria

italiana inaugurando la nuova sede di S. Giuliano

Milanese (MI). Si tratta di una struttura completa

di showroom per le dimostrazioni delle tecnologie

di saldatura e taglio, sala per training, magazzini

di apparecchiature e ricambi, oltre agli uffici

commerciali e amministrativi.

Victor Technologies è il nuovo nome di

Thermadyne, una holding che raggruppa la

galassia dei prodotti Thermal Dynamics, Tweco,

Arcair, Victor, Ocim, Thermal Arc, Stoody,

Turbo Torch, oltre alla recente acquisizione della

finlandese Robotronic ‘ProMotion Controls’,

azienda attiva nel settore dell’elaborazione

software e nella produzione di hardware per

impianti di taglio automatici. “Il motivo principale

della scelta del nuovo nome”, dichiara Franco

Monechi, General Manager Victor Technologies

Emea, “è nel fatto che Thermadyne era la

denominazione della holding, non legata ad alcun

marchio di prodotto, mentre il marchio Victor è

legato a prodotti di grande tradizione e successo,

con particolare enfasi sul mercato americano”.

Tutti i marchi del gruppo Victor sono legati ad

aziende con svariati decenni di esperienza, che

devono il loro successo a invenzioni originali

dei loro fondatori, veri pionieri delle tecnologie

che hanno consentito di

raggiungere il livello attuale

di qualità e affidabilità dei

prodotti oggi sul mercato. Il

nuovo marchio riposiziona

strategicamente l’azienda

sul mercato globale come

fornitore di soluzioni ad

alta tecnologia nel taglio

avanzato, la saldatura e le

apparecchiature di controllo

dei gas.

La presenza globale Victor

si basa su unità produttive

dislocate in Asia, America

ed Europa, 1.500 dipendenti,

con filiali dirette in più di 20

nazioni. Il fatturato è distribuito tra clienti in 105

Paesi, con attività crescente nei paesi emergenti,

come Cina, Brasile, Messico, Europa dell’Est. In

Europa l’organizzazione Victor può contare su

centri di produzione e distribuzione nel Regno

Unito e Italia, demo center in Italia, Regno Unito e

Olanda, per un totale di 70 dipendenti.

Victor technologies

www.victortechnologies.com

bene l’import

dagli usa

Secondo i dati di Ice-Istituto del Commercio Estero,

gli Stati Uniti continuano a essere un partner

commerciale di primaria importanza, nonostante il

rallentamento della domanda globale, con un valore

delle importazioni dall’Italia di 34 miliardi di dollari nel

2011. I dati dei primi otto mesi del 2012 confermano

tale positiva tendenza, con un import dall’Italia pari

a 25 miliardi di dollari e un incremento del 9,8%

rispetto alle stesso periodo del 2011.

ice

www.ice.it

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 69

dal mercato


DAL MERCATO

IL CONTROLLORE CHE NON SI PROGRAMMA

A seguito del succe sso della gamma di attuatori elettrici di semplice programmazione, Smc

ha reso le prestazioni operative dell’attuatore più veloci con il lancio del nuovo controllore

senza programmazione della serie Lecp1. Sviluppato per l’uso con la gamma di attuatori

LE, il nuovo controllore, fornito con i parametri già impostati, elimina completamente le

operazioni di programmazione semplifi cando e riducendo così i tempi di confi gurazione

dell’attuatore. Grazie all’impostazione della della velocità, dell’accelerazione e del posizionamento

dell’attuatore mediante mediante un trimmer presente presente sul pannello di controllo dell’unità Lecp1, non è

più necessario collegare la stessa a un pc o a un terminale portatile.

Grazie alla semplicità di confi gurazione del controllore, la velocità e l’accelerazione

dell’attuatore possono essere regolate mediante sedici passi opzionali, con quattordici punti

di posizionamento più una selezione di tre opzioni per la forza di presa e di spinta a seconda

dell’attuatore selezionato.

Adatto per l’uso con le gamme di pinze, unità di traslazione, attuatori a stelo e senza stelo LE, compresi i nuovi modelli

di unità rotanti Ler, il controllore senza programmazione Lecp1 offre prestazioni operative dell’attuatore elettrico davvero

veloci per numerose applicazioni di trasferimento e di movimentazione.

Smc Italia

www.smcitalia.it

I SERVOMOTORI OTTIMIZZANO

I COSTI DI PRODUZIONE

Num ha annunciato due nuove linee di servomotori

brushless, Shx e Spx, per applicazioni su macchinari a

cnc che eliminano la necessità di un cavo per encoder

separato. In questo modo, i costruttori di macchine

possono ora usare un singolo cavo tra drive e motore

per ciascun asse, riducendo il cablaggio, aumentando la

velocità dell’installazione e della messa in servizio.

Disponibili nelle grandezze 75, 95, 126 e 155 mm in tre

diverse lunghezze, i nuovi servomotori brushless Shx e

Spx presentano una vasta scelta di potenze e velocità.

Entrambe le linee di motori hanno alti momenti di

inerzia rotorici, ottimizzati per assi di movimentazione

di macchine utensili. La gamma Shx è stata pensata

principalmente per applicazioni

70 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

sensibili al costo e comprende modelli con erogazione

di coppia continua da 1,2 a 20 Nm. Per applicazioni

che esigono motori con il massimo rapporto potenza/

volume e un alto grado di protezione (IP67), come nelle

macchine utensili di fascia alta, rettifi catrici e robotica,

la gamma Spx offre unità con prestazioni di coppia

continua da 1,4 a 23 Nm.

Sviluppati per l’impiego con i prodotti dell’ultima

generazione di Num, come i servodrive digitali

NumDrive X e la piattaforma CncFlexium+, i

servomotori brushless Shx e Spx richiedono solo un

cavo per la connessione. Un innovativo schema di

interfaccia digitale integrata permette all’alimentazione

dell’encoder e ai dati di retroazione di posizione

insieme alle informazioni di diagnostica e ai dati

termici dal sensore di temperatura del motore di

essere trasferiti in soli due conduttori schermati

contenuti all’interno dei cavi di potenza del motore.

Questo approccio ha un vantaggio signifi cativo per

i costruttori di macchine. Oltre al ridotto costo

del cablaggio, le catene di cavi sono più piccole

e più leggere, l’impegno oneroso di installare

e verifi care il percorso dei cavi si completa in

un tempo molto inferiore, e il ridotto numero

di interconnessioni migliora l’affi dabilità e

principalmente per applicazioni dell’encoder e ai dati di retroazione di posizione


* no ad esaurimento scorte

l’immunità alle interferenze elettromagnetiche.

Tutti i servomotori brushless Shx e Spx offrono la

scelta tra encoder digitale a singolo giro oppure

multigiro con una risoluzione di 20 bit (1.048.576

posizioni per giro) e una precisione di più/meno 60

arcosecondi. Sostenuto dalle capacità di precisione

nel controllo del nuovo kernel cnc Flexium+ di

Num, questo livello di prestazioni di encoder

facilita l’esecuzione di profili interpolati con elevata

precisione e una fine regolazione di velocità. Entrambi

gli encoder sono disponibili anche in versione ‘safe’,

forniscono al drive i dati della posizione e della

posizione ridondata, usando un protocollo certificato

sicuro, e rispondono alle prescrizioni delle normative

per la sicurezza funzionale EN 61800-5-2 a livello Sil2.

Num sta anche sviluppando una gamma di encoder

digitali ad alta risoluzione a 23 bit, con una precisione

migliore di più/meno 45 arcosecondi, per applicazioni

che esigono un posizionamento ultra preciso.

I progettisti che implementano gli schemi di sicurezza

delle macchine ottengono considerevoli benefici

dalla stretta integrazione funzionale dei servomotori

Shx/Spx e dei servodrive NumDrive X. Ogni modulo

drive può incorporare una varietà di funzioni di

monitoraggio del movimento sicuro come Safe Torque

Off, Safe Stop 1 and 2, Safely-Limited Speed, ecc, con

tutte le operazioni di sistema critiche supervisionate da

un plc di sicurezza centralizzato che è parte integrante

del sistema cnc Flexium+ cnc.

I motori Shx, come standard, hanno una carcassa

verniciata a impregnazione con un grado di protezione

IP64, e i loro alberi hanno protezione IP54. I motori

Spx hanno un rivestimento speciale resistente alla

corrosione, e sia la carcassa che l’albero hanno un

grado di protezione IP67. Se è richiesto un livello di

protezione ancora maggiore per l’albero in caso di

applicazioni che richiedono l’esposizione diretta ai

fluidi come gli oli da taglio, i motori possono essere

pressurizzati con la connessione di aria compressa.

Tutti i servomotori brushless Shx e Spx sono disponibili

con albero liscio oppure con chiavetta, un freno di

stazionamento a magnete permanente ad azionamento

elettrico in opzione, e una scelta di configurazioni

per gli avvolgimenti di statore. Progettati per l’uso a

temperatura ambiente tra 0 e 40 °C, i motori possono

anche funzionare fino a 55 °C con un appropriato

declassamento.

num

www.num.com

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 71

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DAL MERCATO

LA LIBRERIA MECCANICA CHE SI ACQUISTA ON-LINE

Lo scorso luglio 2012 Miro’ Solutions,

azienda informatica che è ‘Competence

Center’ di MechWorks e ‘Solution

Partner’ di DS SolidWorks Corporation,

aveva annunciato l’uscita di IngWorks,

la libreria meccanica per SolidWorks

dotata di informazioni tecniche e

strumenti di calcolo integrati, rivolta a

tutti gli utilizzatori di SolidWorks come

una soluzione realmente funzionale

e a basso costo. Ora l’innovazione è

anche commerciale: dalla fi ne dello

scorso settembre, infatti, IngWorks è

acquistabile on-line sulla sulla piattaforma web

www.ingworkslibrary.com, una scelta scelta che

ben ben sposa la natura tecnologica, modulare

e di largo consumo della libreria, contribuendo

alla massima riduzione dei costi. IngWorks è stata

sviluppata dagli ingegneri di Miro’ Solutions,

con esperienza ventennale nella realizzazione di

soluzioni per le aziende manifatturiere, maturata

sia come sviluppatori, sia come

utilizzatori. IngWorks propone

una soluzione modulare per

comporre la libreria meccanica

sulla base delle esigenze aziendali,

offrendo massima fl essibilità

anche nell’offerta commerciale.

La versione base (Confi gurator)

prevede un set di componenti

unifi cati e standard; la versione

avanzata (Engineered) arricchisce

le funzionalità della versione

base con informazioni tecniche e strumenti di

calcolo integrati. Il motore di confi gurazione è

integrato al 100% nel TaskPane di SolidWorks e gli

inserimenti sono immediati tramite trascinamento

72 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

(drag’n’drop) nell’assieme. I parametri

di scelta sono disponibili nell’albero

delle proprietà (property manager). I

vincoli sono inseriti automaticamente e

suggeriscono il tipo di accoppiamento.

Compatibile al 100% con MechWorks

Pdm, IngWorks consente una gestione

Pdm ‘nativa’. La designazione del

componente proposta nella forma

indicata dalla normativa può essere

automaticamente inserita in una colonna

nella Distinta Componenti tramite

un’impostazione iniziale. IngWorks

consente la gestione dei materiali e delle

classi di resistenza (il database dinamico di

IngWorks consente di modifi care il materiale senza

dover duplicare manualmente il componente), due

informazioni fondamentali per l’approvvigionamento.

Permette poi il calcolo automatico del peso e

l’inserimento automatico delle proprietà nella

distinta standard aziendale. IngWorks possiede

un’architettura software ottimizzata, in grado

di utilizzare il motore come confi guratore

indipendente e utilizzare un componente per

modellazioni e lavorazioni successive senza i

vincoli di libreria.

Sviluppato su database Sql, IngWorks

dispone di versioni native a 64 e 32 bit, per

ottimizzare le prestazioni sulle omologhe

piattaforme, e di algoritmi proprietari

ottimizzati (Smart Bridge) per la gestione di

numeri elevati di parametri per confi gurare

i componenti, garantendo prestazioni

superiori e massima velocità nell’inserimento.

Si può comporre la libreria con un approccio

modulare. Ogni modulo è disponibile negli standard

Iso (internazionale), Uni (norme italiane), Din

(norme tedesche) e, da ottobre, anche negli standard

statunitensi (Ansi). IngWorks è stato pensato come

prodotto di qualità al minimo costo, secondo il

principio del pay-per-use. Grazie alla modularità,

è infatti facile comporre librerie personalizzate,

corrispondendo l’importo per i soli moduli scelti.

Attualmente sono disponibili nove moduli per

ciascuno standard (norme Uni, Din, Iso, Ansi).

Miro’ Solutions

www.mirosolutions.it

www.ingworkslibrary.com


Il plm dI SIemenS va Sulla nuvola

Siemens Plm Software ha annunciato la disponibilità del

software Teamcenter in ambiente cloud, aggiungendo così

un’altra piattaforma alle opzioni disponibili per i clienti di

Teamcenter. Fornito attraverso un modello Infrastructure

as a Service (IaaS), ‘Teamcenter on the cloud’ amplia

ulteriormente la strategia di ‘libera scelta della piattaforma’

di Siemens Plm Software e conferma l’impegno dell’azienda

a fornire prodotti basati su architetture pronte per il

futuro, elemento chiave della visione HD-Plm (Plm ad alta

definizione). Teamcenter si basa su un’architettura aperta

che lascia ai clienti la libertà di scegliere la piattaforma

tecnologica e il fornitore di loro preferenza.

Teamcenter on the cloud consente alle aziende di trasferire,

completamente o solo in parte, la loro infrastruttura

informativa a un fornitore di servizi cloud, invece di

investire in hardware di proprietà. I clienti hanno così

accesso, a condizioni

economicamente

vantaggiose, a

un’infrastruttura e a

risorse IT adeguate

alle esigenze

di un’azienda,

senza sostenere

spese capitali.

Siemens supporta

ora Teamcenter sui tre servizi cloud

principali: Microsoft Windows Azure, Ibm SmartCloud

Enterprise+ e Amazon Web Services. L’azienda ha portato

a termine un programma di certificazione e abilitazione

per l’implementazione di Teamcenter su ciascuna delle

piattaforme IaaS di questi provider. La scalabilità dinamica

di Teamcenter on the cloud accelera il time-to-value e riduce

i costi di gestione per i clienti.

Teamcenter sul cloud consente un’implementazione veloce

e flessibile di ambienti Teamcenter virtuali, con la possibilità

di scalare dinamicamente l’infrastruttura, potenziandola

o riducendola in base alle esigenze di ciascun progetto. I

clienti possono usare il servizio per attivare istantaneamente

risorse infrastrutturali senza investimenti significativi a

monte. L’implementazione di Teamcenter sul cloud consente

la gestione centralizzata delle applicazioni da parte di team

di esperti, liberando le risorse IT dei clienti per focalizzarsi

su servizi a valore aggiunto di livello superiore, ad esempio

‘portare a bordo’ del sistema anche fornitori e partner.

siemens plm software

www.siemens.it/plm

www.plm.automation.siemens.com/it_it/products/

teamcenter/cloud-plm.shtml

guida cei 91/68,

per orientarsi

nell’assemblaggio

elettronico

Pubblicata lo scorso ottobre, la nuova Guida Cei

91/68, che sostituisce la precedente Guida 52-35

del 2000, rappresenta per i tecnici uno strumento

indispensabile e di rapida consultazione per

orientarsi nell’ampio ventaglio di norme Cei, Iec e

Cenelec relative all’assemblaggio elettronico. La

Guida tratta 114 norme riguardanti il settore della

progettazione, della produzione, dell’assemblaggio

elettronico, e l’utilizzo delle schede elettroniche

Pcb, dei materiali e dei componenti.

Negli ultimi anni il repertorio normativo del Comitato

91, che supporta la tecnologia dell’assemblaggio

elettronico, è stato oggetto di un profondo

rinnovamento e ampliamento come conseguenza

dell’introduzione di funzionalità e prestazioni

sempre più elevate e dell’adozione delle tecniche

di saldatura senza piombo, dei relativi effetti

sui materiali e sui processi di assemblaggio. La

disponibilità di una guida in questo ambito è quindi

quanto mai opportuna e tempestiva.

La Guida si presenta sotto forma di prontuario

organizzato in schede riepilogative divise in sei

aree logiche per famiglie di norme: Progettazione,

Materiali di base (laminati e substrati per circuiti

stampati), Tecniche di montaggio e assemblaggio,

Metodi di prova, Tecniche di saldature e di

connessione, Norme generali.

Ogni scheda riassume il contenuto di ciascuna

norma riportando le codifiche identificative, i titoli e

i sommari sia in lingua italiana sia in lingua inglese,

con alcune tabelle e immagini. I documenti presenti

nella Guida Cei 91/68 sono principalmente norme

tecniche, ma vi sono anche documenti individuati

come TR (technical report), Pas (documenti tecnici

condivisi) e TS (technical specification).

La Guida contiene, inoltre, diversi allegati in

cui sono elencate norme Iec riguardanti la

progettazione elettronica con strumenti cae, cad

e cam, l’avionica e la sua componentistica. È

presente anche un ampio glossario in italiano e in

inglese dei principali termini e definizioni usate in

ambito dell’assemblaggio elettronico.

Cei

www.ceiweb.it

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 73

dal mercato


DAL MERCATO

ELETTRONICA ED ELETTROTECNICA

ALLA CONQUISTA DEL SUD AFRICA

Tra il 21 e il 25 ottobre si è svolta

un’importante missione imprenditoriale

di Confi ndustria Anie in Sud Africa.

All’iniziativa, realizzata in collaborazione con

la sede Ice di Johannesburg, hanno aderito

10 imprese della Federazione che hanno

effettuato circa 100 incontri d’affari con

aziende locali operanti nel campo dell’energia,

dell’automazione, dei trasporti ferroviari e

della sicurezza.

Le imprese italiane attive in Sud Africa sono

circa una cinquantina con una quota sul totale

degli investimenti diretti esteri implementati

nel Paese pari al 3%. Complessivamente, al

2011 il nostro Paese ha realizzato in Sud Africa

investimenti diretti esteri pari a 500 milioni

di Euro. I principali settori che coinvolgono

gli investitori italiani sono la meccanica

strumentale, la componentistica, i mezzi di

trasporto, la chimica e il tessile-abbigliamento.

Esportazioni Italia > Sud Africa 2011

Elettrotecnica ed Elettronica (156,0 milioni di euro)

Elettrotecnica

119,5 milioni di euro

(77%)

Elettronica

36,5 milioni

di euro (23%)

Fonte: elaborazioni Confi ndustria Anie su dati Istat

74 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

Nel 2011, l’Italia fi gura al decimo posto

complessivo nella graduatoria dei principali

Paesi fornitori del Sud Africa, con una quota

del 2,7%, in crescita del 33% rispetto al 2010.

Le esportazioni italiane verso il Sud Africa

hanno superato la soglia di 1,7 miliardi di

euro. Anche per il 2012 il trend dovrebbe

confermarsi positivo, con un rialzo intorno ai

10 punti percentuali.

Nel 2011 l’export italiano nei settori

dell’elettrotecnica e dell’elettronica ha inciso

per il 9% sul totale esportato dalle nostre

imprese verso il mercato sudafricano. In

particolare, a fi ne 2011 le esportazioni

italiane di tecnologie elettrotecniche ed

elettroniche verso il Sud Africa ammontavano

a 156 milioni di euro. Nello stesso periodo il

saldo della bilancia commerciale Italia/Sud

Africa dell’Elettrotecnica ed elettronica è

risultato attivo per 73,4 milioni di euro. Nel

primo semestre del 2012 le esportazioni di

elettrotecnica ed elettronica dall’Italia verso

il Sud Africa hanno toccato i 75,4 milioni di

euro.

Nell’arco dei prossimi nove anni, il Governo

sudafricano ha stanziato una cifra pari a 320

miliardi di euro per migliorare le infrastrutture

del Paese. Il programma prevede, in

particolare, investimenti massicci nel settore

dell’energia e in quello dei trasporti. Degli 84

miliardi di euro di investimenti già stanziati

per i prossimi tre anni, infatti, 30 miliardi

andranno al settore energetico e 26 miliardi

a quello dei trasporti. Gli investimenti

saranno garantiti da istituzioni pubbliche in

partnership con soggetti privati. Tra i progetti

a lungo termine fi gura anche la costruzione di

una linea ferroviaria veloce tra Johannesburg

e Durban.

Molto promettente appare soprattutto il

settore elettrico. Il Sud Africa fornisce

infatti 2/3 dell‘energia elettrica dell‘intero

continente africano. Tra gli obiettivi primari

del Governo sudafricano vi è quello di

aumentare la capacità produttiva da fonti


alternative promuovendo il settore delle

energie rinnovabili e il nucleare. Il Sudafrica

sta sollecitando investimenti per 125,1 miliardi

di dollari per la costruzione di sei centrali

nucleari entro il 2030.

Nel 2010 il Governo ha lanciato l’Integrated

Resource Plan (Irp2010). Il progetto proietta

le esigenze energetiche del Sudafrica nei

prossimi 20 anni, puntando a realizzare

una potenza elettrica aggiuntiva da fonti

rinnovabili pari a 17.800 MW entro il 2030,

corrispondente al 42% del totale della nuova

generazione elettrica. La ripartizione dei

progetti prevede 1850 MW per l’energia

eolica, 200 MW per la solare termica

concentrata, 1.450 MW per il fotovoltaico,

12,5 MW per produzione da biomasse/

biogas, 25 MW per gas da rifiuti, 75 MW per

piccole centrali idroelettriche e altri 100 MW

Due istituzioni tradizionalmente al servizio

dell’internazionalizzazione del Sistema Italia

lavoreranno insieme costituendo un punto di

riferimento sinergico per le imprese italiane

che vogliono affrontare i mercati internazionali.

È quanto stabilito nell’accordo siglato tra

Simest e Ice, in base al quale Simest trasferisce

il proprio ufficio di Milano presso la sede

milanese dell’Ice-Agenzia per la promozione

all’estero e l’internazionalizzazione delle

imprese italiane.

Strategica la scelta della sede milanese

dell’Agenzia Ice che, grazie alla presenza del

personale Simest, rappresenta un supporto

fondamentale per la realtà economica del Nord

Italia e in particolare della Lombardia, principale

regione esportatrice del Paese: oltre 60 mila il

numero degli operatori con l’estero, 104 miliardi

di euro il valore delle merci esportate, con un

incremento pari al 10,8% registrato nel corso del

2011 rispetto all’anno precedente.“È un deciso

passo in avanti in direzione di quel Sistema Italia

che consentirà alle imprese del Nord di trovare

nello stesso luogo, la nostra sede di Milano,

per progetti su piccola scala. L’investimento

complessivo è pari a circa 9 miliardi di euro.

Infine, nel dicembre 2011 è stato avviato

il progetto ‘Kathu Solar Facility 75 MW’,

dichiarato a tutti gli effetti il più grande

progetto di fotovoltaico attualmente in essere

in Sud Africa. Nel giugno 2012 ha preso il via

la fase di costruzione: si stanno perfezionando

la definizione dei componenti e la

progettazione esecutiva. La pipeline africana

risponderà, per un totale di 690 MW di

progetti fotovoltaici ed eolici, ai nuovi step di

sviluppo deliberati dal Governo Sudafricano

che prevedono, entro il 2013, la realizzazione

di centrali a energie rinnovabili per un totale

di 3,7 GW.

anie

www.anie.it

Ice e SImeSt InSIeme all’InSegna

dell’InternazIonalIzzazIone

uno sportello per i servizi e i finanziamenti

all’internazionalizzazione”, ha commentato

il presidente di Ice Riccardo Monti. “Questa

intesa va considerata all’interno di un più ampio

programma di razionalizzazione di tutte le

strutture di supporto all’internazionalizzazione,

programma che sta vedendo la sistematica

integrazione all’interno di una vera e

propria ‘Casa Italia’ di tutti i pezzi del nostro

Sistema Istituzionale”. “La nostra presenza

presso gli uffici Ice di Milano”, ha aggiunto

Massimo D’Aiuto, amministratore delegato

di Simest, “consentirà una maggiore sinergia

a tutto vantaggio delle imprese lombarde

che sosteniamo e affianchiamo con i nostri

strumenti e servizi di assistenza specialistica.

Siamo certi, infatti, che la collaborazione con la

nuova agenzia Ice sarà sempre più proficua e

che potrà dare maggiore impulso allo sviluppo

dei progetti di internazionalizzazione delle

aziende del territorio”.

ice

www.ice.it

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 75

dal mercato


DAL MERCATO

MACHINE VISION, COME CAMBIA IL MERCATO

Secondo le proiezioni di Ims

Research, le regioni asiatiche,

Giappone incluso, saranno le

principali aree di fatturato per

il machine vision da qui al 2016.

Il Giappone è sempre stato il

mercato più importante per il

machine vision in tutta l’area

dell’Asia-Pacifi co”, dice John

Morse, l’autore dell’ultimo report

di Ims Research sul machine

vision. “Negli ultimi 40 anni

in Giappone si sono raggiunti

livelli eccellenti nell’industria

del manufacturing anche

grazie all’utilizzo di tecniche di

machine vision nelle più svariate

applicazioni, prime fra tutte

l’ispezione e il controllo robot.

Nonostante ciò, la crescita economica complessiva

del Paese è in signifi cativo rallentamento,

soprattutto a causa del calo dell’export, un trend

destinato a continuare anche nei prossimi cinque

anni. La posizione di leadership del Giappone

è ‘minacciata’ da altri Paesi nella regione Asia-

Pacifi co che stanno incrementando il livello di

automazione dei propri impianti”.

In Figura 1 sono mostrate le tre principali aree del

mercato mondiale del machine vision. Includendo

Figura 2. Il mercato mondiale del machine vision nelle tre aree Emea, Americhe e Asia-Pacifi co

(incluso il Giappone)

76 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

Figura 1. Il mercato mondiale del machine vision nelle tre aree Emea, Americhe e Asia-Pacifi co

anche il Giappone, si nota che la regione

Asia-Pacifi co è quella più vasta e importante,

da parecchi anni. Se si tolgono i fatturati del

Giappone, invece, come è mostrato in Figura 2,

la situazione è diversa: si prevede che il resto

dell’Asia raggiungerà globalmente un fatturato di

720 milioni di dollari nel 2012, superando quelli

generati nelle Americhe. Questa crescita rapida

è prevista in crescita, superando i fatturati della

regione Emea di 1 miliardo di dollari a partire dal

2015.

Nel report di Ims Research si

stima che la crescita del machine

vision sarà più forte in Cina,

Corea del Sud e Taiwan. La

costante esigenza di tagliare i

costi di produzione e diventare

più competitivi sarà una delle

principali leve di adozione dei

sistemi di machine vision. “La

regione Asia-Pacifi co resta un

focus molto importante per

i produttori di soluzioni di

machine vision, sia in termini

di volume di mercato sia di

potenziale di crescita”, dice

Morse.

Ims Research

www.ims.com


FLESSIBILITÀ IN SETTE VERSIONI

Alla fi era Sps/Ipc/Drives 2012 di

Norimberga Control Techniques

lancia la nuova famiglia di

convertitori Unidrive M, la cui

commercializzazione è attesa

per i primi mesi del 2013. I nuovi

convertitori, studiati da Control

Techniques per le esigenze

specifi che di controllo motore

nell’industria manifatturiera,

sono ispirati, spiega Carlo

Previderè, il direttore generale

di Control Techniques Italia, “a

un’idea generale di ‘fl essibilità

estrema’ e di ‘apertura alle

esigenze future’ degli utilizzatori

nell’ambito dell’automazione

applicata alla produzione

industriale”. La serie include

sette modelli orientati a risolvere

problematiche specifi che diverse.

I modelli (M100, M200, M300,

M400, M600, M700, M800)

sono stati pensati proprio con

diversi livelli di prestazione e

funzionalità per applicazioni di

controllo motore in un range da

0,25 kW a 1,2 MW, per svariati

tipi di motori industriali, dai

motori ca a induzione standard,

ai motori lineari altamente

dinamici, motori a magneti

permanenti ad alta effi cienza o

servomotori ad alte prestazioni.

Tra gli aspetti più innovativi

seguiti da Control Techniques

nello sviluppo degli Unidrive M,

Previderè menziona il protocollo

Ethernet real-time

integrato con Precision

Time Protocol, secondo Ieee

1588 V2 e gli strumenti di

interfaccia uomo/macchina. Il

protocollo Ethernet permette

di incrementare il controllo

macchina con comunicazioni

rapide e fl essibili, per ottenere

velocità di sincronizzazione in

rete inferiori a 1 µs e velocità di

aggiornamento fi no a 250 µs.

Gli strumenti software PC

tools di Control Techniques

permettono all’utilizzatore di

ottimizzare la messa a punto del

convertitore, creare un backup

dei parametri di confi gurazione

ed eseguire più rapidamente

la diagnosi dei guasti. I

software di programmazione

utilizzano i linguaggi in

ambiente CoDeSys basati sullo

standard aperto Iec61131-3, per

soddisfare i requisiti applicativi

dell’automazione industriale.

Un’attenzione specifi ca è

stata data ovviamente anche

alla sicurezza. Le funzioni di

Machine Safety ottimizzano

l’effi cienza produttiva della

macchina, proteggendo

persone e beni materiali, e

contribuiscono a soddisfare

i requisiti di Sil3 (Safety

Integrity Level 3). I sette

modelli di Unidrive M offrono

livelli alternativi di funzioni

di sicurezza integrata per

soddisfare le varie esigenze

produttive, riducendo i

componenti esterni e i costi

complessivi della macchina.

Control Techniques

www.controltechniques.it

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO 77

DAL MERCATO


dal mercato

Mitsubishi ElEctric

gioca il sette

La multinazionale giapponese ha presentato

in Bimu una serie di macchine cnc in grado di sfruttare

le più recenti innovazioni tecnologiche

di Livio Giumelli

Per chi, come Mitsubishi

Electric, da oltre mezzo

secolo rappresenta un punto

di riferimento nel mercato della

macchine a controllo numerico,

l’appuntamento di Bimu ha

rappresentato l’occasione per

mostrare le più moderne tecnologie

del settore.

Lo spazio della multinazionale

giapponese si è così aperto a

sette demo cnc, in grado di

illustrare le lavorazioni avanzate

rese possibili da macchine

utensili complesse quali centri

per tornitura, fresatura, rettifica

e macchine transfer multiasse e

multicanale equipaggiate proprio

dal’azienda nipponica. Non tutte

le apparecchiature, però, hanno

trovato posto all’interno della

fiera. Così, per dimostrare la reale

efficacia di simili linee, i tecnici di

Mitsubishi Electric hanno allestito

78 soluzioni di assemblaggio NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

Le macchine

cnc richiedono

un’automazione

sempre più

sofisticata

una postazione multimediale dove,

attraverso monitor Lcd da 32”, i

visitatori hanno potuto osservare

le singole macchine nel proprio

ambiente di lavoro. È il caso della

Cnc Serie M700VW, un esempio

di macchina per fresatura a cinque

assi interpolati per la lavorazione

di stampi. Una soluzione in cui le

cpu Risc di ultima generazione

consentono un’elevata rapidità di

esecuzione e precisione.

La Cnc Serie M70V, una macchina

rettificatrice, ha invece fornito un

esempio di come la possibilità di

creare complessi cicli e pagine

video, personalizzate sui cnc

Mitsubishi Electric, renda questo

prodotto ideale per l’applicazione su

macchine ‘non convenzionali’ come

rettifiche e macchine transfer.


La Cnc Serie C70, basata su

piattaforma iQ, è invece una

macchina transfer a tutti gli

effetti. La simulazione proposta

ha così mostrato un’applicazione

cnc dedicata, per macchine con

elevato numero di assi e canali

indipendenti quali macchine

transfer, torni multimandrino e

linee di produzione.

La Cnc Serie M730VS è un

esempio di controllo nanometrico

completo per lavorazioni ad

altissima precisione. La soluzione

ha permesso di mostrare la

movimentazione di assi con

funzioni di controllo adatte

a realizzare lavorazioni più

performanti come soluzioni ad

alta qualità, ad alta precisione

e ad alta velocità. Il controllo

nanometrico completo consente

di effettuare tutte le elaborazioni

in unità nanometriche, da quelle

per il funzionamento NC al

servoazionamento, conseguendo i

massimi risultati di lavorazione.

È invece una soluzione per

torni integrati multiasse, adatta

per applicazioni complesse,

la Cnc Serie M70VU. Una

macchina scelta per mostrare il

funzionamento di sistemi multiasse

e multicanale e il controllo

costante dell’anello di posizione

del mandrino. Con la prima

funzione è possibile controllare

fino a quattro mandrini in un

sistema con un massimo di 11 assi

e due canali indipendenti. Grazie

ad azionamenti che integrano

fino a tre assi servo/due mandrini,

Mitsubishi Electric offre un

sistema ottimizzato per macchine

con le più svariate configurazioni

di assi. Con la seconda funzione,

il controllo costante dell’anello di

posizione del mandrino elimina

il tempo di ritorno al ‘punto zero’

durante la commutazione da

mandrino ad asse C (controllo

High-gain). La decelerazione

avviene sempre con la coppia

massima, per minimizzare il tempo

di orientamento del mandrino.

la complessità

non spaventa

Per lavorazioni complesse a

cinque assi, ad alta velocità

e alta precisione, la risposta

di Mitsubishi è la Cnc Serie

M700VS, macchina ‘Takumi-

Kun’. Quest’ultima ha mostrato

l’applicazione della funzione di

controllo Sss (Super Smooth

Surface) che permette di

ottenere: finiture perfette e senza

scalfitture nella lavorazione di

stampi; riduzione del tempo di

lavorazione dal 5 al 30% rispetto

al sistema tradizionale, con un

miglioramento specialmente

alle alte velocità; alta stabilità

nella lavorazione e una qualità

virtualmente indipendente dalla

forma della superficie o dalla

velocità; ottimale controllo della

velocità, applicato anche in caso

di programmi con piccoli errori

presenti, garantendo superfici

perfette in tempi ridotti. Sulla

stessa macchina, inoltre, è stato

possibile osservare le funzioni di

controllo del centro punta utensile

per il posizionamento nel sistema

di coordinate del programma,

per ottimizzare la qualità

della superficie e conservare

il massimo dinamismo. Le

soluzioni proposte, accanto a

una serie di strumenti software

di ausilio alla programmazione,

parametrizzazione, taratura e

personalizzazione hanno ribadito

la posizione di Mitsubishi

Electric tra i principali fornitori

di controlli numerici. Una

competenza riconosciuta dal

mercato, al punto che i principali

costruttori di macchine utensili

utilizzano le soluzioni firmate

dalla multinazionale giapponese.

Il successo presso questi

costruttori è spesso frutto, oltre

che dei risultati tecnologici

ottenuti, di una capillare rete

di assistenza tecnica in tutto il

mondo, in grado di rispondere

tempestivamente alle esigenze di

manutenzione e service.

Mitsubishi Electric

www.mitsubishielectric.it

Il software rappresenta

un fondamentale ausilio

alla programmazione, alla

parametrizzazione, alla taratura

e alla personalizzazione

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 79

dal mercato


DAL MERCATO

SOLIDWORKS 2013

progettare

con facilità

Con la release 2013 dell’omonimo software, SolidWorks

si spinge oltre la progettazione meccanica 3D

puntando a facilitare la comunicazione e la collaborazione

fra i reparti aziendali

di Adolfo Violante

La release 2013 del cad 3D

SolidWorks, presentata

dal Vice President Sales

SolidWorks Eemea Luca Rossettini,

offre strumenti di progettazione

avanzati per ottimizzare la

collaborazione, accelerare la

creazione dei modelli e semplifi care

il processo di sviluppo dei prodotti.

A ciò si aggiungono nuove

funzionalità di disegno, simulazione

di sottomodelli, stime dei costi,

rendering di rete, condivisione più

ampia e connettività incrementata.

Per lo sviluppo della release la

multinazionale americana si è

affi data ai ‘suggerimenti’ degli

utenti, resi parte attiva nel processo

grazie a una community di rete

forte di oltre 2 milioni di iscritti.

“SolidWorks 2013 testimonia

quanto sia importante ascoltare

le esigenze dei clienti in modo

da fornire i miglioramenti e le

funzionalità che sono loro necessari

per semplifi care i processi e creare

prodotti di massima qualità” ha

sottolineato Rossettini.

Dotato della piattaforma

3Dexperience di Dassault Systèmes,

SolidWorks 2013 combina la facilità

di utilizzo con elevati livelli di

personalizzazione, per consentire

ai nuovi utenti di apprendere

80 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

con maggiore velocità e agli

utenti esperti di incrementare la

produttività nello svolgimento di

attività precedentemente complesse

e sofi sticate. In particolare, risulta

semplifi cato il passaggio delle

idee dei progettisti dai concetti

alla produzione grazie ad avanzati

strumenti di simulazione e analisi

estesa dei costi e dell’impatto

ambientale. Solo per citare alcune

delle oltre 200 innovazioni presenti,

il modulo ‘SolidWorks Costing’

consente ai clienti di determinare

automaticamente il costo di più tipi

di parti, creare quotazioni precise

e rispettare il budget; ‘SolidWorks

Sustainability’ permette invece di

confrontare l’impatto fi nanziario

delle materie; ‘SolidWorks

Flow Simulation’ elimina poi la

complessità dai progetti di fl usso,

poiché consente di visualizzare

il fl usso dei fl uidi intorno a

geometrie con più sfaccettature e di

confrontare i risultati dell’analisi tra

più confi gurazioni del progetto con

maggiore facilità.

Effi cienza

sin dalla progettazione

Sono inoltre disponibili prodotti

aggiuntivi che permettono di

creare e modifi care geometrie

complesse in modo più facile

e veloce grazie a modelli 3D e

disegni 2D più effi cienti. Altri

strumenti permettono agli utenti

di ottimizzare le prestazioni di

un’installazione SolidWorks e


SolidWorks scommette su strumenti di progettazione avanzati

per ottimizzare la collaborazione

incrementare la produttività del

team di progettazione. Per esempio,

la dashboard di amministrazione

Cad semplifica la gestione e la

risoluzione dei problemi per gli

ambienti aziendali SolidWorks

multiutente da una singola

vista aggregata; la funzione

di sottomodellazione della

simulazione e mesh incrementale

consente l’esecuzione di analisi di

simulazione più precise per aree

specifiche di modelli complessi e

di grandi dimensioni; il rendering

di rete PhotoView 360 permette

di risparmiare tempo grazie al

rendering più rapido di immagini

fotorealistiche tramite più pc di rete,

per la condivisione del carico di

elaborazione.

Per risolvere i problemi

riscontrati dai membri dei team

di progettazione che lavorano

in luoghi diversi, SolidWorks

2013 ottimizza la collaborazione

introducendo una

maggiore connettività,

funzionalità di

visualizzazione ottimizzate

e condivisione estesa

di progetti e dati.

L’interoperabilità

assicurata con le versioni

precedenti facilita la

collaborazione con clienti,

fornitori e team interni,

con la possibilità di

aprire i file SolidWorks

2013 direttamente in SolidWorks

2012 (SP5), il che riduce i ritardi

e agevola la transizione all’ultima

release. L’integrazione di DraftSight

con SolidWorks Enterprise Pdm

consente poi di accedere ai file dwg

in SolidWorks Enterprise Pdm

dall’interfaccia utente di DraftSight

e di utilizzare i dati 2D nel processo

di progettazione.·Infine, eDrawings

consente agli utenti di misurare,

selezionare e inserire annotazioni

nei progetti da qualsiasi luogo

tramite un dispositivo mobile.

Plastics ed electrical

due pacchetti aggiuntivi

integrati

L’introduzione dei pacchetti

SolidWorks Plastics e SolidWorks

Electrical permette agli utenti di

prendere decisioni più informate

e garantire progetti semplificati,

riduzione degli errori e time-tomarket

più veloce. In particolare,

La corretta progettazione è alla base dell’efficienza

Più persone possono lavorare contemporaneamente

sullo stesso progetto

SolidWorks Electrical, basato

sulla tecnologia di Trace Software,

è un componente aggiuntivo

che consente di connettere gli

schemi 2D a livello di sistemi di

SolidWorks Electrical in modelli

3D progettati con SolidWorks.

Rileva gli errori in tempo reale per

ridurre costosi scarti e rilavorazioni;

consente la creazione di schemi

grazie a una libreria che contiene

oltre 500mila parti elettriche

standard; permette a più persone

di lavorare sullo stesso progetto

contemporaneamente. SolidWorks

Plastics, basato sulla tecnologia

Simpoe Sas e completamente

integrato in SolidWorks, consente

ai progettisti di parti in plastica

o stampi di effettuare modifiche

ai progetti durante le prime fasi

di sviluppo. Assicura il corretto

funzionamento dello stampo sin

dall’inizio, riducendo o eliminando

la necessità di rieseguire il lavoro,

migliora la qualità delle

parti e offre agli utenti

competenze utili a

valutare se le modifiche

alla geometria del pezzo,

alla progettazione di

stampi, alla selezione dei

materiali o alle condizioni

di trattamento, avranno

un impatto positivo sulla

produzione.

SolidWorks www.solidworks.it

NOVEMBRE/DICEMBRE 2012 soluzioni di assemblaggio 81

dal mercato


AGENDA

Eventi DEL SETTORE

IPVS 2012

Industrial pumps, valves and systems

14-16 dicembre

Pune, Maharashtra – India

Orbitz Exhibitions

Tel. +91 2224102801-04

Fax +91 2224102805

www.ipvs.in

info@ipvs.in

VISION PHARMA 2013 –

MODERN PROCESSES –

INNOVATIONS AND SOLUTIONS

5-7 febbraio

Karlsruhe – Germania

Inspire

Tel. +49 (0) 6251706068

wuersching@inspire-eventmanagement.de

82 SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

INNOROBO – THIS IS ROBOTICS

19-21 marzo

Lione – Francia

Innoecho

Tel. +33 (0) 483076281

contact@innoecho.com

MECSPE – TECNOLOGIE

PER L’INNOVAZIONE

21-23 marzo

Parma

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Tel. 02 332039470

Fax 02 39005289

www.senaf.it

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