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Libro Poeti

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LORENZO BORGHINI

Poeti in

Toscana

duemilaquindici


Poeti in

Toscana

duemilaquindici

A cura di

LORENZO BORGHINI


COLLANA

Poeti in Toscana

2

Diretta da

FABRIZIO BORGHINI

Coordinamento editoriale

LUCIA RAVEGGI

CHIARA SCALI

Il volume è realizzato da

Iª edizione dicembre 2015

ISBN 978-88-6039-367-8

Tutti i diritti riservati

© Copyright Associazione Toscana Cultura

e Masso delle Fate Edizioni

Masso delle Fate Edizioni

Via Cavalcanti, 9 - 50058 Signa (FI)

www.massodellefate.it

Finito di stampare nel mese di dicembre 2015

presso la Nova Arti Grafiche

Via Cavalcanti, 9/D - 50058 Signa (FI)

www.novaartigrafiche.it


“Non importa che sia polvere o sabbia

importa questo faticoso andare

verso la striscia bianca esplodente

che è cielo fatto liquida onda

che è sguardo immobile animato.

La striscia bianca che mi taglia.

Taglia la terra mia taglia le ansie.

Una mano mi porta che è cercante

lega ed esprime proprie distrazioni.

Noi siamo grigi verdi e blu

e siamo l'aria nel passaggio eterno.

Siamo in un moto che erige e distrugge”

Alberta Bigagli

La prima pubblicazione di “Poeti in Toscana”

nel 2014 ha consentito l'instaurarsi

di un ininterrotto rapporto

fra Toscana Cultura e i poeti presenti nel

libro, che è sfociato in un susseguirsi di

occasioni in cui la poesia è stata presente

sia durante numerose mostre d'arte sia

nel corso di manifestazioni culturali di varia

natura.

In questi frangenti è stata più volte sollecitata

l'uscita di un secondo volume che

consentisse la pubblicazione di nuove liriche

da parte dei poeti ormai “storicizzati”

e l'inserimento di altri autori che avevano

perso, per vari motivi, l'opportunità di es-

sere presenti nel primo volume.

Per venire incontro alle tante istanze e per

ottemperare alle finalità della nostra associazione

che ha nella promozione della cultura

il suo motivo ispiratore, abbiamo deciso,

ancora con Giubbe Rosse e Masso

delle Fate, di pubblicare questo secondo

volume che i lettori troveranno, al pari del

primo, ricco di stimoli e generoso di umori

poetici anche distanti, per cifra stilistica e

anagrafica, fra loro. In questa ricchezza,

sta il fascino della pubblicazione.

Lorenzo Borghini


Poeti in Toscana 2015


Indice

Andrea Aterini pag. 5

Valentina Bagnoli ” 6

Anna Balsamo ” 7

Grazia Maria Barbieri Felicetti ” 9

Gabriele Bellucci ” 11

Paola Beretta ” 12

Adua Biagioli Spadi ” 14

Giancarlo Bianchi ” 15

Mary Bianchi ” 17

Ubaldo Bitossi ” 19

Daniele Boganini ” 21

Lorenzo Borghini ” 23

Lucio Bussolini ” 25

Silvano Callaioli ” 28

Franco Cappellini ” 30

Stella Cappellini ” 32

Ester Cecere ” 35

Alba Centoni ” 36

Bruno Chiarini ” 39

Giuseppe Colapietro ” 43

Maria Beatrice Coppi ” 44

Maria Teresa Corsi ” 48

Fedora D'Errico ” 50

Anna Maria Dall'Olio ” 53

Donatella De Vincentiis Fazzino ” 54

Roberta Degl'Innocenti ” 55

Guerriero Dell'Orso ” 57

Adriano Diani ” 58

Mara Faggioli ” 60

Paolo Fanfani ” 62

Giuliana Filindassi Bartolini ” 66

Bianca Maria Gaddini Pagliai ” 69

Antonina Giammarinaro Monti ” 71

Leda Giannoni ” 73

Mirco Giarrè ” 75

Stefania Giordano Vespucci ” 77

Andrea Gradi ” 79

Anna Maria Guidi ” 80

Roberta Incerpi pag. 81

Daniele Lari ” 83

Haydée Lazzeri ” 86

Leonora Leonori Cecina ” 89

Annalisa Macchia ” 90

Michelangelo Marsili ” 92

Gabriella Martino ” 93

Donato Massaro ” 94

Giuseppe Mastrantoni ” 97

Daniele Minucci ” 99

Alessandro Mirannalti ” 101

Lina Moretti Nesticò ” 103

Roberto Mosi ” 104

Clara Nistri ” 106

Alessandro Pesci ” 107

Monica Petroni ” 109

Luisa Puttini Hall ” 111

Silvia Ranzi ” 113

Marisa Rastrelli ” 115

Massimo Rosati ” 118

Paola Rosati ” 122

Littorio Rossi ” 126

Antonio Sabatino ” 129

Veniero Scarselli ” 131

Enzo Scortica ” 134

Umberto Sereni ” 137

Donatella Sestini ” 138

Rossana Sirletti ” 140

Giovanna Spolveri ” 141

Patrizia Tofani ” 143

Caterina Trombetti ” 146

Liliana Ugolini ” 148

Lenio Vallati ” 150

Clotilde Vesco ” 152

Annamaria Vezio . . . . . . . . . .” 155

Manola Viti ” 156

Paraskevi Zerva ” 159



Andrea Aterini

andrea.aterini@hotmail.it

Poeti in Toscana 2015


Scrive poesie in modo ermetico,

ma con sfondo ottimistico.

Molte sue liriche sono state premiate

in concorsi nazionali ed internazionali,

ed hanno vinto svariati premi,

in coppe, diplomi e medaglie.

È presente con sue opere in tante antologie,

ha fatto pubblicare a sue spese 2

librettini di poesie.

Fa anche cabaret con l'amico Marco,

con testi scritti da loro stessi.

Buon Natale

Bestiario è il genere che

Uomo si fa per rendersi

Operoso ma

Non convince molto.

Non si può vivere di solo

Amore per gli altri

Tra tanti, che si ricevono,

Auguri natalizi, che sembrano

Leali, ma sono solo

Effimeri scambi di parole, per quel giorno.

5


Poeti in Toscana 2015

Valentina Bagnoli

bagnoli.valentina@virgilio.it



Ad Alvaro

Sei caduto, mio eroe,

lento e inesorabile

come la cenere dei tuoi sigari

sulla morbida bergère.

Abbandonato

su aride lenzuola

che altri abitarono prima di te,

ora, a macchina spenta

ti nutri del prezioso ricordo di quel che fosti.

Mi lasci la mano,

ti lascio un sorriso,

e mentre cade

la malaugurata perla,

perdi il senso che avevi di te.

Raccolto,

in quel letto che non t'appartiene

te ne stai, offeso

cercando nel pollice

il gusto del tabacco.

Ti bacio

dall'altra parte del vetro,

mentre tu già mi aspetti

dall'altra parte della vita.

Valentina Bagnoli, classe 1989. Diplomata al

liceo classico N. Machiavelli e laureanda in

Discipline dell'Arte, della Musica e dello

Spettacolo presso l'Università degli Studi di Firenze

con una tesi in Storia del teatro medievale. Fin

da giovanissima ha dimostrato una predilezione

per la scrittura, ricevendo un premio come terza

classificata al concorso di poesie Il Chiacchierone,

anno 2002, con la poesia I Difetti. Nel 2012 ha frequentato

un corso di Scrittura Creativa presso l'U-

NIFI, sede via San Gallo, tenuto dalla dottoressa

Serena Bedini. Sempre nel 2012, ha scoperto l'amore

per il teatro. Ha frequentato un laboratorio di

Tecniche gestionali per lo spettacolo tenuto dal

dottor Marco Giorgetti presso il Teatro della Pergola

e ha iniziato a scrivere brevi recensioni teatrali.

Sta svolgendo un laboratorio di critica teatrale,

Lo spettatore critico, tenuto dal giornalista e critico

Massimo Marino proposto dal Teatro Metastasio

di Prato, attivo fino ad aprile 2016. Ha collaborato

con Il Cartello nel novembre 2015 pubblicando

una recensione sullo spettacolo teatrale Non Dirlo.

Il Vangelo di Marco, di e con Sandro Veronesi.

Ancora nel novembre 2015, ha pubblicato una recensione

su Il Tirreno (Prato-Pistoia-Montecatini)

dal titolo Porcile. Umile dramma umano e campo

di battaglia generazionale. Al momento, si sta dedicando

alla realizzazione di un blog che possa

ospitare recensioni e visioni critiche di spettacoli

in scena sui palcoscenici italiani. Infine, si è avvicinata

al ramo editoriale e sta per diplomarsi al corso

di formazione editoriale proposto dell'agenzia

letteraria Herzog, sede di Firenze.

6



Anna Balsamo

Poeti in Toscana 2015


La tenerezza forte della vita

Apologo animalista, ispirato dalla novella spersa

della poetessa e scrittrice Stefania Giordano

Vespucci, liberamente versificata

da A. Balsamo col consenso della Vespucci

Anna Balsamo risiede ed opera a

Firenze. Scrive fin da giovanissima.

Negli anni Ottanta è stata

redattrice capo della rivista letteraria

“Firme Nostre” di A. De Lorenzo. Anni

Novanta e Duemila: per la Camerata

dei Poeti, prima è consigliera, poi vice

presidente di Marcello Fabbri (1922-

2015), e, dopo undici anni di conduzione,

date le dimissioni, emerita. Dal 1999

al 2001 uno spazio redazionale è stato

a cura di A. B. per conto della Camerata,

sulla rivista fiorentina “Viva Piazza”

intitolato da A. “Sal8 di Carta”. Dal ’98 è

socia operativa, poi anche onoraria, del

Centro d’Arte Modigliani di Scandicci

di Roberto Cellini. Svolge tutte queste

attività per scelta di volontariato.

PREMI: svariati, nel corso degli anni i

premi letterari, si rivolge solo a quelli

che ritiene idonei alle loro finalità. Annovera,

tra l’altro, al “Firenze Europa” la

targa intestata a Mario Conti fondatore

del Premio stesso, oltre a un “Fiorino

Stefania!

Quando misero nella cucina

dei tuoi suoceri,

in una tinozza,

un’anguilla a sciaguattare

-quel dì pescata proprio da tuo suoceroe

sapesti che si meditava

“Con che ricetta cuocerla domani?”

Oh, no! Oh, no!

Di notte ti recasti nella stanza

e, nell’acqua, ondulata appena, mossa

dalle spire nel torcersi silente,

allungasti la mano a carezzare

l’ignara stupita creatura

prigioniera che al tatto era

liscia e dolce come seta

e d’affetto rispondeva,

così fidente di tornare trepida

al suo iter misterioso:

non sai per quali e quanti mari e quali

sotterranei fiumi vengono

le anguille e per quali oceani vanno

al richiamo d’amore!...

Centinaia e centinaia di chilometri

7


Poeti in Toscana 2015


Anna Balsamo

dai lontani Sargassi!

Leggenda, forse. Comunque, era complice

tuo marito e l’oscurità: volevi

salvarla!

Dalla barca, in notturno, restituiste,

sacro emblema di rituale,

al lago Trasimeno

l’anguilla: “Va! A vivere

e generare!”

Quieta si defilò

verso il fondo tra l’alghe.

Le avevi dato / nome di donna:

ma non me lo dici:

perché ‘sta fiaba vera, dopo scritta

l’hai smarrita, lasciata sguisciar via:

anche per infinita libertà…

d’Oro” poesia inedita ed un “Fiorino

d’Argento” poesia edita. Nel ’97 consegue

il Primo Premio Narrativa, con pubblicazione

dell’opera, da Ibiskos Editrice

Empoli.

Opere edite: atto unico da Gastaldi Ed.

(MI) opera assai giovanile; “Cielo e Terra

e ancora Primavere” silloge Agemina

Ed. (FI); “11 avventure d’anima” Ibiskos

Ed. Empoli; “Taj Mahal Passion-Love

Story romanzata in versi” Ibiskos Ulivieri

Ed. (Empoli). Poi la silloge del 2011

“Qui è Scalo di Spiriti della Memoria”

prefazione di Duccia Camiciotti (1928-

2014) e nel 2013 “Stanotte pazzi / capricci

da inseguire / caleidoscopio”

(recitativo haiku per i Préludes I e II volume

di Claude Debussy, grafiche di

Sergio Rinaldelli - CD con stralci musicali

al flauto traverso di Laura Manescalchi);

“ Corymbos poesia” Ed. Polistampa,

Firenze. Prefazione di Franco

Manescalchi.

A. Balsamo è anche socia di “Novecento

Poesia” e di “Sguardo e Sogno” e frequenta

la Casa di Dante. Da qualche

anno trova di grande interesse le iniziative

di Fabrizio e Lorenzo Borghini. Negli

ultimi anni è stata due volte giudice

nel Premio Papini, nel 2015 era nella

giuria di “Abbiate il coraggio di essere

felici” concorso di poesia organizzato

dal generoso entusiasmo di Anna Maria

Vezio, ispirato da una frase di Papa

Francesco.

IL 23 settembre 2015 ha letto sue poesie

abbinata alla poetessa Mary Bianchi,

ad "Artisti dal mondo a Firenze"

Toscana Expo 2015

8



Grazia Maria Barbieri Felicetti

Tel. 055 8218155

grazia-barbieri@libero.it

Poeti in Toscana 2015


Chi siamo, dove andiamo?

Chi siamo, dove andiamo?

E’ un tuo dipinto

dove un cavallo avanza

verso l’Infinito.

Nata a Firenze, risiede attualmente

nel Comune di San Casciano

in Val di Pesa.

Laureata in Pedagogia ha inoltre conseguito

il Diploma di perfezionamento

C.S.I.M. ai corsi per il Mosaico, sotto il

patrocinio dell'Accademia di Belle Arti

di Ravenna.

Iconografa. Mosaicista. Ama la pittura

e la poesia.

È socia artista del Circolo degli Artisti-

Casa di Dante Firenze. Ha pubblicato

due raccolte di poesia, molte sue liriche

sono presenti in varie antologie

letterarie.

Ora sei giunto là

amato fratello

dove ogni Verità è svelata,

tu adesso sai:

chi Siamo e dove Andiamo.

Inarrestabile procede il tempo

verso l’ineludibile meta.

Nel ricordo e nel rimpianto

ti accompagna per sempre

il mio accorato saluto

Addio, Addio.

9


Poeti in Toscana 2015


Grazia Maria Barbieri Felicetti

Acqua di lago

Della tua riva amica

mi è rimasto tutto lo splendore,

angolo illuminato in fondo al cuore,

colori preziosi di tavolozza antica.

Nei momenti miei più dolenti

amo tornare alle tue rive...

sulla punta del gigante abete

proprio sull'orlo del più alto

braccio, ritrovo la notturna stella.

Nel salire dell'alba

sento il richiamo festoso delle anitre,

il fruscio gentile del cigno che maestoso

e lento va lungo l'approdo di pietra porosa.

“Se poeta è colui che, mosso da forti

passioni, da fervida fantasia e da nobili

sentimenti, sa trasmettere i suoi

pensieri con l'apprezzabile linguaggio

dell'armonia metrica, Grazia M. Barbieri

Felicetti è una poetessa di eccelsa

levatura.

Le sue opere sono permeate dalla nostalgia

del passato, ma oltremodo impegnate

nelle problematiche di questo

attuale mondo, con anelito costante

alla ricerca di spirituale trascendenza.

Oltretutto i suoi versi hanno una godibilissima

scorrevolezza come una dolce

musica”.

Rino Pavolini

Con il pensiero inseguo

un grande battello e la sua scia...

Solo il gabbiano che vola alto e libero

percorre la mia via.

Nella quotidiana sua ricerca ansiosa

va lontano e torna...senza posa.

10



Gabriele Bellucci

Poeti in Toscana 2015


Firenze 1971 - Fiesole 1994

Studi classici presso i Padri Barnabiti

del Collegio fiorentino “Alla

Querce” - Figlio della poetessa

fiorentina Clara Nistri inizia a scrivere

poesie fin da tenera età.

Prestigiosi premi fra cui: Zirè d'Oro -

Città di Penne - Paestum - Lerici Pea

- Città di Pompei - Fiorino d'Oro, per

citarne alcuni.

Figura in varie antologie quali: Ah! Poesia,

Poesia (Florence Art) - Parole di

Pace (Polistampa) - I Poeti dell'Arca

(Bastogi) - Poeti Italiani nel Mondo

(Book edit.) - antologia bilingue inglese

italiano.

Il suo nominativo è inserito in La Città

Scritta di Franco Manescalchi (ediz.

EDIFIR), in Storia della Letteratura Italiana

del XX secolo (ediz. Helicon) e

nel Dizionario Autori Contemporanei

(Guido Miano Editore).

Ha pubblicato i libri di poesia: Verrà

l'Inverno di Neve (Ediz. Ibiskos) - Campane

sull'Alba (ediz. Ibiskos) - Shirim

(Corymbos) e il romanzo breve Il Talismano

(Polistampa).

Hanno parlato di lui , per citarne alcuni,

Mario Luzi, Carmelo Mezzasalma, Rodolfo

Doni, Mario Specchio, Stefano

Mazzacurati, Anna Balsamo, Vera Franci

Riggio, Paola Lucarini, Don Giorgio

Mazzanti, Sandro Angelucci, Gabriella

Fiori, Anna Vincitorio.

La mia sera

Gli occhi asprigni del tempo

vegliano il peso dell'inverno

sulle foglie del platano

avvizzite

e solchi d'erba esausta.

Bacche gelate sui rovi,

come perle di fiume,

dipingono di indolenti colori

la mia sera.

Respira l'aria

favole di vento.

Si fanno penombra i rumori

e i rintocchi della campana

del Vespro.

Amo questo momento

nell'incedere maestoso

dell'inverno

prima che faccia scuro.

Prima che il lupo

ululi alla luna

e il gufo artigli

l'ombra della notte.

… La mia pena è durare

oltre quest’attimo.

1986

Mario Luzi

11


Poeti in Toscana 2015

Paola Beretta

paul_etta@hotmail.com



Frustrazione

Cercare conforto nelle parole

Quando nulla abbiamo da dire.

È sempre vivo in me quel grumo

Di incertezze giovanili, il dolore

Della mia ignoranza del mondo.

Sono frustrata da anni di impotenza,

dalla rassegnazione,

ora ansiosa ora spensierata.

È triste avere

Poca saggezza da tramandare,

è triste sapere

che inganniamo i figli dicendo:

anche quello è tuo fratello.

Il nostro cammino è recente

Ma già dai secoli futuri nessun conforto,

neppure a questa generazione

la serenità di una vecchiaia è assicurata,

se anche domani può spargersi il seme

dell'orrore e della totale distruzione.

Paola Beretta, nata a La Spezia,

vive in provincia di Pistoia. Nella

sua vita ha combinato l’insegnamento

con la pittura, per poi divenire

autrice di un libro di narrativa, racconti,

poesie. Oltre a varie personali ha esposto

alla Biennale di Firenze, a quella di

Venezia in occasione del centenario, a

Padova, New York, Basel, Cancun.

Nelle sue opere possono essere visti

tre differenti aspetti: innanzi tutto il

suo forte temperamento, il suo dinamismo

si manifestano nell’uso di una

vivace gamma cromatica. Pur individualmente

espressi, si riconoscono qui

influenze Fauves, del Post-cubismo, del

Futurismo.

In alcune opere la sensualità del suo

carattere diventa il motivo prevalente,

i colori si fanno morbidi e tenui, le

figure, chiaramente definite, si stagliano

in atteggiamenti pensosi contro

sfondi ambigui. Vi si respira un senso

di tenerezza astratta, di meditazione

filosofica.

Altre volte l’autrice vuole evidenziare,

12



Poeti in Toscana 2015

Paola Beretta

non senza ironia, contraddizioni e paradossi

della nostra società, tensioni della

vita moderna, confrontandoci con

gli eterni problemi dell’esistenza per

poterli trascendere.

Come autrice, ha pubblicato nel 2008

con A. Car “Da Quanto Tempo Non Mi

Ascolti”, finalista al XXVIII Premio Firenze

e I˚ premio per la Narrativa a Tropea;

alcune sue poesie sono state inserite

nel “Coro”, antologia poetica pubblicata

da Luna Nera.

Un attimo

Pesante e fredda come un mantello bagnato

La solitudine scende e copre il mio animo.

Ogni eco di comunicazione precluso,

Il mondo si è fatto fantasma.

Ritorna l'angoscia che ben conosco,

Per un poco ne sarò prigioniera.

Unico sostegno le parole,

A esorcizzare un attimo di inganno.

Ascolto... ruvida e lenta scende la sabbia,

Grano a grano, attimo per attimo.

Di questa vita che scorre torno consapevole.

E con lentezza mi riafferra il senso del miracolo

Di me, del mio essere ora, unita e unica,

Nel grembo di Chi incondizionatamente ama.

Solitudine

Quando riflettiamo in noi stessi sentiamo

il valore della nostra solitudine

e ne sentiamo il peso.

Nel profondo siamo soli e nulla ci raggiunge,

Nel profondo l'animo è ancora un feto.

Ringrazio questa sublime malinconia,

così dolce e così vera e mi lascio condurre.

In trasparenti acque azzurre osservo

L'animo mio che sogna.

Come tutto gli è estraneo!... Indifferente

In quella liquida oscurità vive

Incompreso, autonomo, inascoltato.

E gli altri?

Estranei a noi stessi,

come supporre reali i rapporti con gli altri?

Forse ti peso già come un dovere,

Amore mio, tu così riservato.

Ma dimmi, sono davvero un'indiscreta?

Noi e le cose che possediamo...

Strano rapporto, temo l'unico

reale della nostra vita!

Ecco l'origine del vuoto che sempre crea,

moltiplica gli oggetti del desiderio.

Mai ho posseduto me stessa,

Polverizzata in mille immagini,

come in una stanza di specchi.

13


Poeti in Toscana 2015


Adua Biagioli Spadi

audabi2008@yahoo.it

stellinavu@yahoo.it


Pistoia

Brilli incurante dei miei

sospiri Pistoia,

guardiana di un lago ormai spento.

Ti svegli, sbadigli sei fatta di nebbia

di acquosi e tiepidi grani.

A cadere quasi stanca

spumi gigante

e nel furtivo timido attimo

spuntano appena le

astrali ginocchia.

Intravedo le ciglia velate

folte cornici di occhi più grandi

così arresi, spalancati alla luna,

quasi sottile lama che sbircia.

Come un mistero emergi più viva

nell’intreccio accurato di stelle.

Pistoia,

già dormi smarrita ed è tardi,

lo scorcio tuo sbriciola chiaro

e non esiste più niente al mondo

dalla porta mia infinita che pende,

se non il rosso dell’orizzonte

che lento in te viene sfumando.

Frantuma e seduce il mio volto

allagato nella tua brina,

nel cielo perduto scemando.

Adua Biagioli Spadi,

maestra d’arte e Operatrice

Culturale,

poetessa, dopo aver conseguito

studi umanistici in Lettere

e Filosofia presso l’università

di Firenze, partecipa a

reading poetici ed a concorsi

letterari, nazionali e internazionali

di poesia e prosa. Socia

del Cenacolo Accademico

Europeo Poeti Nella

Società e dell’Accademia Vittorio Alfieri,

è presente in numerose pubblicazioni di

Agende letterarie, collane letterarie (Le

Schegge d’Oro - Montedit ed.) e antologie

di Premi letterari, tra le quali AM-

BROSIA, presentata in anteprima ad

EXPO’ 2015 a Milano, a giugno 2015 pubblica

il primo libro di poesie “L’alba dei

papaveri” - Poesie d’amore e identità -

ed. La Vita Felice (MI) all’interno della

collana “Agape”.

Tra i premi letterari si ricordano:

Primo premio per la narrativa al concorso letterario

De Leo-Bronte - con un racconto inserito in Antologia

Bronteana 2014 e sui siti Internet Internazionali BronteBlog

e BrontePersonalBlog.

Ambiart 2014 Premio Letterario Nazionale di poesia -

Milano - conferimento del Premio Regionale Unico

per la Toscana - Poesia “Nell’uomo” che è nella raccolta

poetica pubblicata.

Finalista al Premio Letterario Internazionale Città di

Cattolica con la silloge poetica inedita “SOLE” - 2014.

Quarta tra i finalisti al premio Nazionale Letterario

Città di Follonica 2014 “Il Cipressino d’Oro”;

Finalista e Primo Premio Ex-Equo per merito alla poesia

Inedita - Premio Letterario Internazionale Città di

San Marcello Pistoiese 2015.

14



Giancarlo Bianchi

Cell. 340 5390873

g.bianchi@email.it - www.novecentopoesia.it/autori.htm

Poeti in Toscana 2015


L’essenza di tutto

Apro gli occhi e rendo grazie.

Guardo un filo d’erba

e vedo qualcosa oltre.

Sono contento di questo

e scopro l’essenza di tutto

Da “Poesie” Ed. Gabrieli Roma 1971

Scrive in prosa e poesia fino dalla

più tenera età. Ha pubblicato

numerosi libri di cui è uscita recentemente

un’antologia di 280 pagine

dal titolo “All’ancora del tempo”. Il

suo profilo artistico può essere consultato

su Wikipedia free e novecento

poesia.it/autori. Ha ricevuto da La Pergola

Arte i premi: fiorentinità 2010 e

poesia e religione 2015. I Fiorini d’argento

al Premio Firenze nel 2005 per la

poesia inedita e nel 2014 per tutta la

sua opera che copre ad oggi oltre un

quarantennio di attività letteraria. Ed il

Premio Firenze Capitale

Europea della Cultura 1986

medaglia d’oro. In occasione

dei Mondiali di Ciclismo

a Firenze su strada

2013 ha curato il volume

Poeti in bici” insieme a

Franco Manescalchi, un lavoro

di ricerca che è stato

definito da Eugenio Giani

in occasione della presentazione

come un testo importante destinato

a passare alla storia del ciclismo

e della poesia.

Io la vita l’ho goduta

perché mi piace anche

l’inferno della vita, e la

vita è spesso un inferno…

Per me la vita è stata bella

perché l’ho pagata cara.

Alda Merini

15


Poeti in Toscana 2015


Giancarlo Bianchi

Per Alda Merini

(inedita)

La gente oggi non sogna più,

leggere le tue poesie

è come sognare.

Ci hai donato il tuo dolore

e lo hai trasformato in

purissima poesia.

Amore, follia poesia

al centro di una bufera,

parola incorruttibile

non in vendita, riconoscibilissima

forgiata nel crogiuolo della vita.

Fai poesia per sfinimento

dicesti in un tuo verso,

il sigillo della vera Poesia

libera da infrastrutture,

ci hai donato versi immortali.

La tua lucida ispirazione

è simile a rugiada mattutina,

nessuno in manicomio ti ha mai

dato un bacio, dicesti.

Ora è tardi, sei partita

per altri sconfinati e sacri lidi

In riferimento al riconio da parte del

Comune di Firenze del Sigillo della

Pace ne ha curato l’aspetto numismatico

(vedi Cronaca Numismatica gennaio

1995). Attualmente si sta occupando

dell’opera letteraria di Duccia Camiciotti

e Vanna Bonta. Fa parte della

segreteria di “Pianeta Poesia” fondato

e diretto da Manescalchi e del consiglio

direttivo dell’Associazione Città

Ciclabile.

con quella tua nave sei salpata

oltre le cascate di luce,

hai preso con te soltanto

la tua anima simile a diamante

per andare al cospetto di quel dio

che ti creò immortale

come i tuoi versi purissimi

dono delle muse.

Teniamoci per mano Alda

e non congediamoci mai più.

16



Mary Bianchi

mg.bianchi545@gmail.com

mary.bianchi@alice.it

Poeti in Toscana 2015


Maria Grazia Bianchi, omonimo in poesia

Mary, è nata a Firenze e residente a Firenze.

Lauree in Pedagogia e Lettere e Filosofia.

Dottoressa in Scienza Storiche - Storia Moderna

Iscritta all’Albo dei Pedagogisti ANPE dal 1991. Senatrice

della Poesia - Sezione antropologica dell’Accademia

degli Etruschi di Vada, Livorno e Orbetello

dal 1997 e premiata dal poeta Edoardo Sanguineti

per il libro “La nebbia sfianca la collina” al 1° posto

della classifica.

- Finalista al Concorso Nazionale di Poesia “Premio

Firenze” nel 1998 con la poesia: “Nella stagione dei

versi tristi”;

- Premiata ad exquo nel 3° posto ha ricevuto la Medaglia

di Bronzo nel Salone dei Cinquecento dal Sindaco

di Firenze nel Concorso di Poesia indetto

dall’Associazione Culturale Firenze-Europa “Mario

Conti” nel 2000 con la poesia Senza niente chiedere;

- Finalista al Premio Letterario Internazionale “Maestrale

San Marco” a Sestri Levante per la poesia

“Dove dormono le onde” e “Il cappello di paglia” dal

libro “Quel tratto di matita” pagg. 18 e 32.

Alcune poesie sono state tradotte in inglese e francese

in varie antologie letterarie dal 1997 ad oggi

vedi: “Poeti e Narratori…anche Noi” p. 78 nel 1998;

Antologia “Poeti d’oggi”, ed. Orione, Sestri Levante,

pag. 30, nel 1999; etcc…

La chiocciola

In una qualsiasi alba

osservo una piccola chiocciola

passi lenti…

in pensieri schiumati:

io vivo, io respiro

nelle spire della tua conchiglia.

Che senso ha rincorrerti se

sei dentro di me da sempre?

Inseguo nuovi giorni

lentamente, molto lentamente e

tacendo

io scrivo di te!

Notte silente

Respingo il bagliore

di una luna di ghiaccio.

onda di luce

intorno a me Donna.

Ombre, fantasmi

suoni attutiti

con occhi rassegnati

nel mio volto smagrito.

Il corpo fragile guscio

affatica le parole. Domani

ci sarà un nuovo raggio di sole?

17


Poeti in Toscana 2015


Mary Bianchi

Accarezzo la Luna

Con l’alta marea

Sulla punta dei piedi

Accarezzo la Luna!

Con la mia voce rombante

le stelle cadono a capofitto

sul mio amore per te!

Quando accadrà che del tuo

colore azzurro sarò?

L’anima mia quanto dista

da un singhiozzo di affetti perduti

in petali di rosa

rosso tramonto? …

e galleggio, galleggio nei ricordi...

ancor oggi non so cosa ho perso

e alla sera…quanto vorrei dormire

senza gocce di rugiada!

Un pomeriggio

Era un pomeriggio di primavera

che persi la testa… ma

tu sei lì, uomo amato,

ora ritrovato in me!

- Premio con coppa ricevuto dall’AUSER del Q.4

per le poesie “Il cappello di paglia” e “Vestiti d’aria”

in Quel tratto di matita pagg. 32 e 34 che sono

state pubblicate nell’antologia “Poeti e Narratori…anche

Noi”, pag. 71 nel 1998;

- Premiata con coppa dall’Associazione Culturale

Marzocco per il libro Le parole finestre dell’anima

nel 1999;

Varie poesie sono state pubblicate in internet e

nella rivista del CRAL dipendenti del Comune di

Firenze di cui è stata Presidente nel 1999;

- Ha collaborato con le Associazioni Pianeta Poesia

di Franco Manescalchi e La Camerata dei Poeti

con la poetessa Anna Balsamo (Fiorino d’Oro

“Ala” nel 2000);

- Antologia “Poeti in Toscana” è stata pubblicata

la poesia Nel cerchio della luna, a cura di Lorenzo

Borghini ed. Masso delle Fate, 2014, pag. 15; e con

la partecipazione di Toscana Tv trasmissione diretta

da Fabrizio Borghini “Incontri con l’arte”-

Presidente dell’Associazione Toscana Cultura.

Diversi riconoscimenti ha ricevuto dai sindaci

Mario Primicerio e Leonardo Domenici del Comune

di Firenze; dal prof. d’arte Ugo Barlozzetti;

da vari assessori del Comune di Firenze tra i quali

il Presidente del Consiglio Regione Toscana Eugenio

Giani, Gianni Conti, Paolo Coggiola, Laura

Grazzini e altri amici come l'on. Riccardo Nencini,

il Vice Sindaco di Firenze Alberto Brasca, il prof.

Adalberto Scarlino, il dr. Ugo Caffaz che hanno

scritto le loro recensioni e articoli nei libri pubblicati

dalla poetessa Mary Bianchi e donati alla

Biblioteca Nazionale di Firenze e alla Biblioteca

Marucelliana di Firenze.

Libri di poesie pubblicati con i disegni del figliopittore

Michele Calvanelli, la Private Banking

Mediolanum Francesca Pinosio e il camerunense

George Togo.

1) Le parole finestre dell’anima, 1997

2) La nebbia sfianca la collina, 1997

3) Quel tratto di matita (stampate 2 edizioni

nell’anno 2000)

4) S … fuma il tempo, 2000

5) Io sono colei, 2002

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Ubaldo Bitossi

ubaldo.bitossi@virgilio.it

Poeti in Toscana 2015


Le tue spalle

Chiaro di luna steso sulle mie mani

e le tue spalle di terra fresca arata:

prendo da dietro i tuoi fianchi

mentre ti appoggi alla notte ondeggiando

fra tenerezze e fantasmi…

profumo di tigli e i resti di un urlo…

e poi solo… e solo… pace vitale

Ubaldo Bitossi è nato a San Mauro

a Signa (Firenze) il 26 novembre

1958 e attualmente vive, con la

sua famiglia, a San Casciano Val di Pesa

(Firenze).

Di professione medico anestesista, svolge

dal 1997 la sua attività professionale

nell’ Area Ostetrico-Ginecologica del

Dipartimento di Anestesia e Rianimazione

dell’Azienda Ospedaliero Universitaria

di Careggi (Firenze). Appassionato di

musica sacra è stato organista liturgico

in varie chiese della Toscana.

Per quanto attiene alla sua attività letteraria

ha già pubblicato tre raccolte di

poesie: “Il Sogno su Eleonora” quaderni

di Pietraserena Ed. Masso delle Fate, “L’Isola

sul Vento” e “Inquieto andare” sempre

per l’Ed. Masso delle Fate.

È stato inserito nell’antologia “Nostos”,

curata da F. Manescalchi “Poeti degli

anni Novanta a Firenze” (Ed. Polistampa

Firenze).

Ha collaborato, inoltre, alla rivista Pietraserena

coordinata da Walter Nesti.

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Poeti in Toscana 2015


Ubaldo Bitossi

Il ladro del tempo

Son venuto dal limitar del bosco

deciso ad incantarti l’anima

con le note di questo antico violino:

tese corde di cristallo pizzicate dal tuo sguardo!

Prendo il tuo tempo con la distrazione

da cose umane e ragioni vane,

prendo il tuo cuore quando ti volti

dall’altra parte povera di parole,

ingoio il tuo perdono quando il tempo

consumato si arrende alla colpa

che ti infliggi!

Ti dono però in fondo al posto del tempo

un luogo infinito in me per rinascere

in piena differenza

alle note di questo antico violino.

20



Daniele Boganini

Prato

fwboga@tin.it

In questo momento

In questo momento

mi sento come una foglia

che scende grazie al soffio fresco

di cui non so

né da dove proviene né dove va

Poeti in Toscana 2015


Nato a Firenze l’8 giugno

del 1975 è residente a

Prato.

Lavora come impiegato presso la

CDR Italia - La Casa del Radiatore

srl di Prato.

Ha come hobby il teatro e la scrittura

creativa di cui frequenta i

corsi da anni presso la Nuova Colmena

di Prato.

Ha pubblicato un libro di poesie

“Sogni e Ricordi” edito da Masso

delle Fate (2013).

sentiamoci tutti noi foglie cadenti in questo autunno

voliamo e atterriamo sul prato

lasciamoci accarezzare dal vento fresco

anche se non siamo più su questi alberi

per sempre saremo ricordati

dalla gente che va e viene

un fiume di parole sarà poi scritto o cantato

amiche foglie cadute

regalateci la dolce visione di voi

che planate formando un mosaico

su questo prato

su questa strada

su questa piazza

21


Poeti in Toscana 2015


Daniele Boganini

Sorride il fiume

Sorride il fiume

mentre s’immerge nel mare

cantano

quest’oggi nel cielo e tra le foglie verdi

gli stormi

all’orizzonte

lentamente

passa una barca

Dice il fiume:

“Son felice perché divento mare

finalmente le nuvole rifletto

prima le lenze dei pescatori

mi facevano il solletico

e d’autunno ricevevo l’elemosina

di foglie morte

dai rami nella foresta”

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Lorenzo Borghini

lorenzoborghini0@gmail.com

Poeti in Toscana 2015


Lorenzo Borghini è nato nel 1988.

Dal 2010 inizia a collaborare al

settimanale Metropoli e successivamente

al quotidiano Metropoli

Day fino al 2011. Nell'aprile dello stesso

anno partecipa alla nona edizione del

Korea Film Festival in veste di membro

della giuria designata a premiare le pellicole

in concorso.

Dal luglio 2012 è iscritto all'Ordine

Nazionale dei Giornalisti (tessera n.

148284) e dal dicembre dello stesso

anno è redattore del mensile La Toscana.

Il 20 agosto 2012 un suo racconto

intitolato L'amico speciale viene pubblicato

sul quotidiano Il Tirreno.

Nel 2013 si laurea in Discipline delle

Arti, della Musica e dello Spettacolo

alla facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università

degli studi di Firenze con una

tesi sul cinema coreano contemporaneo

e l'opera di Lee Chang-dong.

Durante il mese di giugno 2014 compie

un viaggio in Cina, dove realizza

un reportage fotografico e un diario

di viaggio.

Nel luglio 2014 realizza il suo primo

Anime perse

Elmetti caduti,

pioggia incessante,

sputi di rabbia,

spari da ogni dove,

vite che si ammassano

come scatole di cartone,

fango nelle scarpe,

nella bocca,

ancora spari,

anime cadute,

fiocchi di neve,

freddi come la morte,

spietata,

atroce,

fili d'erba sulle orecchie,

sigarette masticate,

il cuore che batte

veloce

come passi sull'acqua,

acqua sporca di lamenti,

colpi volano sopra le teste

volano su queste anime perse.

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Poeti in Toscana 2015


Lorenzo Borghini

Angeli sporchi

Angeli sporchi di terra,

voli ancestrali

sporcati da residui umani

intrappolati in girandole emozionali,

emozioni troppo forti,

barlumi di bagliori,

silicio di colori,

variegati cantori,

è il canto di un diavolo spento,

un angelo in pensione

multiforme nella sua perversione

perverso nel suo candore,

sboccia come un lampo,

un grido

tepore

ancora un grido,

dolore.

cortometraggio L'attesa, che vince la

Menzione d'onore al Montecatini International

Short Film Festival.

Dal settembre 2014 è Art Director

dell'associazione culturale "il Cartello",

un ente che si posiziona come promotore

di innovazione culturale e che agisce

con l’obiettivo di ridurre il gap tra

cultura e tecnologia. Ad oggi, il principale

strumento attraverso il quale l’associazione

agisce è il magazine online

(www.ilcartello.eu). Un magazine culturale,

giovane e dai contenuti originali

ed underground; un luogo di incontro,

dove vengono condivise esperienze di

vita, opinioni e idee. Sulle sue pagine

vengono settimanalmente trattate

società, cinema e musica. L’intrattenimento

dei lettori è poi stimolato dalla

rubrica di saggistica e letteratura, dalla

sezione dedicata al mondo dell’audiovisivo

e dalla controversa pagina intitolata

dipendenze.

Da dicembre 2014 a marzo 2015 compie

il tirocinio di insegnamento presso il

Centro Internazionale Studenti Giorgio

la Pira. Ad aprile svolge l'esame DITALS

di I livello prendendo l'abilitazione per

insegnare italiano L2 (lingua seconda).

Nel maggio 2015 realizza il suo secondo

cortometraggio In vino veritas, che

è attualmente distribuito dalla Kahuna

Film, società di produzione indipendente

romana.

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Lucio Bussolini

Cell. 338 2868766

luciobussolini@teletu.it

Poeti in Toscana 2015


Lucio Bussolini nasce a Firenze nel

1965.

È laureato in Medicina e Chirurgia

presso l'università di Firenze.

Impegnato socialmente nell'ambito

dell'equitazione con particolare interesse

all'ippoterapia per bambini diversamente

abili.

Un invito a La sua poesia è un sentiero

iniziatico, un percorso carismatico che

l'autore compie addentrandosi nei

meandri del mondo interiore alla ricerca

della pietra miliare e alla comprensione

dell'essenza della verità: è

un'esperienza rivolta alla propria interiorità

non da intendersi come ripiegamento

interiore autoanalitico, semmai

come un'acquisizione di consapevolezza

del mondo circostante alla luce

delle esperienze trascorse. È un invito

a guardarsi dentro privi delle incrostazioni

della vita quotidiana alla ricerca

di verità fondamentali, occultate dalla

nostra mente da una mitologia virtuale

di largo consumo.

Ha pubblicato due raccolte poetiche

“Passi nel cielo”, “Peccati perseveranti”

Edizioni Masso delle Fate ed è stato

inserito nell'antologia Poeti in Toscana

2014.

Suggestioni

Il mare incantato

sembra un leone

e mentre le onde

si infrangono sugli scogli

i gabbiani sono spettatori

i fulmini di una recondita tempesta

fanno capolino

sulla terra i

i bambini spaventati

sono cerbiatti

che corrono al riparo

i fiori appena sbocciati

sono increduli e ignari

del pericolo scampato

le gocce d’acqua sembrano lacrime

che si infrangono sull’erba

lasciano impronte profonde

che sembrano orme

abbandonate da un uomo

in corsa.

25


Poeti in Toscana 2015


Lucio Bussolini

Seppie

Conchiglie nude

abbandonate nella dura sabbia

relitti umani

mummificati

relegati all’oblio eterno

da un insolito destino

lambite da un ritmico

fluido danzante

inebriati e traditi

dalle fantasie umane

illusi di assaporare

una eternità

come fossili cullati

dalle profondità

della sabbia inerme

Limbo

La seduzione

Del tuo animo incantato

Mi trascina

In un vortice di passione

Smarrisco

Ogni riferimento

Senza consuetudine e coscienza

Galleggio sospeso

Nel firmamento

Di lucide stelle

Perdo la gravità della ragione

Plano come piuma

Ondulante

Nel limbo

Del tuo amore

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Poeti in Toscana 2015

Lucio Bussolini

Perdizione

Anime dannate

Danzano

Intorno al mio animo

Lingue di fuoco

Lambiscono

Le mie carni

Accecano la mia vista

Opprimono il mio respiro

Il rostro adunco

Assapora gocce

Del mio sangue

Inanimato

Non reagisco

Mi ribello

divelgo

La catena

Con la forza

Della luce

Vita graffiante

Ruvide parole

Graffiano l’animo mio

Gemente di sangue silenzioso

Solo e abbandonato

Oscilla

Tra guerrieri

D’inquietudine estinta

Non si rassegna all’oblio secolare

Dei sensi

Ardisce

Con combattente ostinazione

Alla luce del crepuscolo

Affonda le membra

Nel cielo

Vaneggia

Sospeso

Nella perseveranza

Dell’inganno

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Poeti in Toscana 2015


Silvano Callaioli

San Casciano in Val di Pesa (FI) - Tel. 331 5268150

silvanocallaioli@yahoo.it - www.silvanocallaioli.wordpress.com


Partigiani

Tornarono a piccoli gruppi

armati ma stanchi e laceri nell’aspetto

lo sguardo a tratti perso

ancora nell’orrore di battaglie…

Cantavano solenni tuttavia

convinti come non mai

di avere scritto con il sangue un patto

tra tutti indissolubile.

Andammo loro incontro quasi increduli

e nel festoso abbraccio che seguì

vestimmo quei compagni di bandiere.

Si sentiva da lontano un miglio

che la parola patria aveva assunto

il volto dolce di persone care

l’odore familiare dei cortili

dove poc’anzi giocavamo insieme

ed era diventato il campo arato,

la messe che imbiondiva all’orizzonte

d’allora in poi

per tutti gli ipotetici invasori

confine invalicabile, ospitale

abbraccio caloroso per gli amici

per i reietti in cerca di salvezza.

Fu prima che dal volto trasparisse

che accanto ad essi ci sentimmo grandi.

Silvano Callaioli è nato nel comune

di San Casciano in Val di Pesa,

dove ancora vive e lavora. Di origine

contadina, dopo aver seguito studi

di vario indirizzo ed esercitato le

professioni più diverse, è tornato a seguire

la passione più costante della sua

giovinezza: l'amore per la storia e per

la letteratura.

Ha cominciato a pubblicare alla fine

del Novecento, producendo finora, in

una successione sorprendente, quattro

volumi di storia e memorialistica

(Memorie di pace e di guerra di Gino

Pulidori, 2005; Storie di guerra e prigionia,

2008; Gli anni del silenzio, 2012; La

saggezza dei padri, 2013), tre volumi di

narrativa per oltre 1700 pagine (L'ultima

stirpe, 2 volumi, 2011 e Il tempio di

Arun, 2015) e due raccolte di poesia

(Ballata per un compagno e altre poesie,

2010; Domestica Musa, 2013).

(Tratta da: Ballata per un compagno e altre poesie)

28



Poeti in Toscana 2015

Silvano Callaioli

A Pulcherie

(ragazza burkinabé)

Ti ho conosciuta quando eri bambina

fragile e dolce come un uccellino.

Quanto ho desiderato coccolarti

tenerti sopra al cuore per parlarti!

Ma la distanza che ci separava

mi apparve come un baratro infinito.

Il tempo corse via come un giaguaro

l'ottusa cecità mi rese ignaro.

Che strano padre chi tra le sue braccia

non stringe i figli, chi non si concede

tonico eletto da esibire e mescere

esempio che conforta e aiuta a crescere?

Eppure tu sai bene quanto t'amo

quanto ho desiderato esserti accanto.

L 'affetto che mi doni mi perdona

la tua spontaneità solleva e sprona.

Vicino a te, ora che sei cresciuta

mi scopro vergognoso, e l'armonia

del tuo esser donna quasi mi sgomenta

e quanto di te ho perso mi rammenta.

Tu sei di un bellezza che mi inquieta

- orgoglio senza pari esserti padre -

sei il sole nero dell'Africa sincera

snella e prestante come una pantera.

Se decidessi di restarmi accanto

nient'altro potrei più desiderare.

Farei di tutto per darti giorni lieti

perché i tuoi sogni fossero completi.

Ma so che non potrai fare una scelta

sei troppo generosa per tentare.

Son due le terre cui ti senti unita

che amerai sempre al pari della vita.

Sono argomenti che esigono rispetto

la libertà non cede a condizioni.

Dovunque andrai sarai sempre mia figlia

per te sarà il mio cuore una conchiglia.

(Tratta da: Domestica Musa)

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Poeti in Toscana 2015

Franco Cappellini

Cell. 377 5060896



La rosa nel vaso

Di fronte a me

un vaso di cristallo,

dentro una vistosa

rosa scarlatta,

la guardo meravigliato,

sento il suo olezzo;

sono certo

è la tua bocca

bella da baciare.

Franco Cappellini, “scultore” nato

a Vicchio, nel 1957, vive ed opera

da trent'anni a Scandicci.

Questa volta è presente anche come

poeta. Le sue liriche sono scritte di

getto, spontaneamente, a contatto

del suo vissuto.

Piove

Piove

amore mio,

piove sui tetti

porporei

di questa

mia città

intrisa d'arte,

piove sul nostro

amore incommisurabile

ed infinito.

30



Poeti in Toscana 2015

Franco Cappellini

Fari nella notte

Nei

tuoi occhi

ancora,

per sempre...

Tu per me

La mia vita

è niente,

tu

sei tutto,

l'aria,

l'acqua,

il sole,

il vento;

tu sei oltre,

sei il firmamento.

Sinfonia

Ti sei

stretta a me,

ho sentito

il battito

del tuo cuore

e in sincronia

col mio

abbiamo eseguito

un sublime

concerto d'amore.

31


Poeti in Toscana 2015

Stella Cappellini

stellacappellini@live.it



Acqua furiosa

Acqua furiosa

Acqua stanca di essere perduta

Acqua arrabbiata per essere comandata

Acqua annoiata di andare ai ricchi e non anche ai poveri

Acqua di paura di esser nera marea

Acqua disperata di essere prigioniera

Acqua che ha sete e sete di giustizia

Acqua che prega di non esser cieca nel suo potere

Acqua di suono Acqua di lotta

Acqua che viene da ciò che è più profondo

Acqua cristallina e necessaria

Acqua misteriosa Acqua turbolenta

Acqua pacifica

Acqua per la mia sete d’amore

Ostinata vita

Nel pallido oro del passato

navigano i sogni infranti

Nel fulgido argento del presente

sguazza la vita con gioie e dolori

Nella coppa di cristallo del futuro

il fragile e potente fragore

dei giorni rivolti all’infinito

dell’ostinata vita che vale la pena

Musicista, laureata in

Sassofono e in Musica

Jazz presso il

Conservatorio Statale di Musica

di Bologna, compositrice

di musiche e testi. Insegna

educazione musicale nella

scuola statale. Ha pubblicato

poesie in diverse antologie

dei poeti di Bologna, nelle antologie

di Aletti Editore e un

volume di poesie dal titolo “Il

Giardino della Musa” (Giraldi

Editore Bologna 2009) che ha

ricevuto il primo premio nel

Concorso di Poesia “Maribruna

Toni”. All’attività di strumentista

affianca quella di

corista in vari gruppi vocali

toscani di musica sacra e popolare.

32



Poeti in Toscana 2015

Stella Cappellini

In memoria delle vittime di ogni guerra

e del terrorismo globale

Così avevamo ragione

La guerra porta guerra

La violenza genera violenza

I fiumi di rabbia e parole e sangue

non cambiano questa realtà

Le città, le nazioni, i popoli, portano le ferite a lungo

E a lungo andare niente viene dimenticato

nonostante il fango delle menzogne

Abbiamo profetizzato e ci avete elargito insulti e calunnie

in risposta alle verità che dovete nascondere

Mentre noi duriamo lo spazio di una canzone

le vostre armi hanno riempito il mondo di lacrime e di paura

E voi avete un colore solo, il colore dei soldi e del potere

Per questo la polvere vi attende per coprirvi

mentre la nostra canzone di pace

echeggia fra le galassie.

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Poeti in Toscana 2015


Stella Cappellini

Spiagge al sole

Sconcertato leggere notizie

Segreti di stato, manovre strane

La gente si gode le spiagge al sole

La marina lecca la costa ovest

nel vento longitudinale

Magari sapere bene dove si è, perché si è,

i punti cardinali generali e profondi,

insomma la vita!

E mentre mormora e sciacqua il mare,

oso i miei versi al mondo - dispersione

incauta -

a lambire la pace e l’abisso ancora lì

Nel frinire delle cicale volli essere una nota

La tenerezza mi colpisce come un pugno

Per lunghi attimi navigo nel cielo

Fatto di umili pezzi un inaspettato omaggio

alla sabbia e al bosco, alla conchiglia e

all’amore

Non so chi sei ma se sei qui

condividi la polvere e la sotterranea tristezza

Distratta perdo tesori

Un fiore bianco, giglio di mare,

mi pugnala senza sosta.

E’ invaso dall’incerto lo spazio tra l’anima

e il tempo che ci separa dalle nostre radici,

in cui ci perdiamo senza più chiedere a

nessuno,

senza cercare ragioni, senza forza né debolezza

E forse non c’è troppa differenza

tra noi e il cane randagio, magnifico di gioco

e solitudine,

che un padrone stronzo ha abbandonato.

All’improvviso

ci ricordiamo il vero profumo del mare

fuso all’odore della macchia,

Ascoltiamo le luci del cielo mormorare i

mantra eterni.

34



Ester Cecere

Cell. 348 7804395

www.estercecere.weebly.com

Poeti in Toscana 2015


Nata il 30 aprile 1958 a Taranto dove

vive e lavora come ricercatore presso

il Consiglio Nazionale delle Ricerche

occupandosi di biologia marina. È sposata e ha

due figli. Ester ha due grandi passioni la scrittura

e il mare. Scrive da quando era bambina.

La scrittura è una sua esigenza innata di cui non

può fare a meno. Anche il mare è parte della sua

vita ed esso ricorre spesso nelle sue poesie e nei

suoi racconti come espressione del suo sentire.

È autrice di tre libri di poesia:

- “Burrasche e Brezze” che è la sua opera d’esordio

in campo letterario (Il Filo, Roma, 2010)

- “Come foglie in autunno” con prefazione di

Ninnj Di Stefano Busà (Ed. Tracce, Pescara, 2012)

- “Fragile. Maneggiare con cura” con prefazione

di Nazario Pardini (Kairòs Ed., Napoli, 2014) e di

una raccolta di racconti:

- “Istantanee di vita” (Kairòs Ed., Napoli, 2015)

che è la sua opera d’esordio in narrativa.

Partecipa ai concorsi letterari ricevendo molti

riconoscimenti. Ha altresì ottenuto lusinghieri

apprezzamenti sia di pubblico che di critica. Di

lei, infatti, hanno scritto alcuni tra i maggiori

poeti e critici letterari. E’ riportata in diversi

volumi sulla letteratura italiana contemporanea

e in molte antologie e riviste letterarie per

cui ha scritto e scrive.

Da dove vengono le lacrime?

Da dove vengono le lacrime

se stagni secchi

sono gli occhi,

legnoso nocciolo

il cuore,

e l'anima

l'esuvia d'un serpente?

Forse,

sono gocce di primaverile pioggia.

Forse,

sono stille di rugiada mattutina.

Sono le lacrime del mondo,

cadute su di un viso

duro come cuoio

per donargli ancora

un po' d'umanità.

Segnalazione alla 34ª Ed. del Premio Letterario

“Città di Moncalieri” (Moncalieri, TO)

35


Poeti in Toscana 2015


Madre mia

La morte

sul tuo viso non c’era.

Nei tuoi occhi

messaggi d’infinito……

un brillante.

Alla tua bocca senza voce

un sorriso di pace…

senza tempo.

Sola ti guardavo

aspettando

che mi prendessi per mano.

Alba Centoni

Viale P. Mascagni, 1 - 50054 Fucecchio (FI)

Tel. 0571 242097

Alba Centoni, pittore, grafico, poeta.

Nata ad Altopascio nel 1929, vissuta a

Lucca, dove ha conseguito il diploma

di Maestro d’ Arte all’Istituto A. Passaglia nel

1947. Approfondisce i suoi studi, conseguendo

presso il Magistero Artistico di Firenze,

l’abilitazione all’insegnamento nella Scuola

d’Arte con premio di profitto, nel 1951.

Nel 1952 si sposa. Dopo una lunga parentesi,

dovuta ad esigenze familiari, durante la quale,

nonostante le difficoltà, non cessa mai di

pensare e lavorare intorno alla ricerca pittorica,

finalmente ritrova la forza e l’autenticità

della sua esistenza, dedicando completamente

all’arte quello slancio vitale che per

lunghi anni aveva nutrito in segreto.

Nel 1968 inaugura la sua prima personale alla

“Galleria l’ Incontro” di Arezzo, incoraggiata

dai coniugi Borgogni, amici della stessa città.

Seguono numerose mostre personali e rassegne

con premi e importanti riconoscimenti.

Dal 1976 approda a espressioni grafiche, dedicandosi

particolarmente alle varie tecniche

dell’incisione, puntasecca, acquaforte, litografia.

Ha ottenuto premi e riconoscimenti

di rilievo ai concorsi a cui ha partecipato. Sue


36



Poeti in Toscana 2015

Alba Centoni

opere si trovano in collezioni in Italia, Austria,

Inghilterra, Belgio e California.

Invitata dal Gruppo Donatori di Sangue “Frates”

ha dipinto i “Cenci” per il Palio Città di

Fucecchio del 1984 e del 1992.

Fa parte dell’Accademia Alternativa, per la

poesia “Il Quadrato”, Milano 1996 e dell’Accademia

Internazionale Lucia Mazzocco Angelone,

Isernia 2001, con la seguente nomina di

merito: “Per le sue luminose ed esemplari prove

di maturità artistica nella rappresentazione

del reale, filtrato attraverso una vena poetica

ricca di risonanze interiori”.

Il Quadrato di Milano le assegna i seguenti

riconoscimenti: David del Verrocchio 2000,

con la seguente motivazione: “A questo Artista

tenace costruttore di opere che lo rendono

protagonista dei nostri tempi e tenace

continuatore della grande tradizione del Rinascimento

Italiano.”

All’artista protagonista (2002): “A testimonianza

della sua attività svolta nel campo

dell’arte e portata a segno di grande civiltà

umana.”

Ha ricevuto la proposta di candidatura al conferimento

dei premi: “Premio Michelangelo

2010” e “Premio Speciale per i Diritti Umani

Salvo d’ Acquisto 2010”, rispettivamente con

i seguenti giudizi:

1° “Per il messaggio contenuto nella sua Opera,

ineguagliabile e imparagonabile, che è frutto

del suo esclusivo impegno intellettuale,

concettuale e professionale.”

2° Per l’ autorevolezza con cui ella esprime,

attraverso la sua Opera, il più ampio pensiero

di libertà.” Italia in Arte, Brindisi.

I suddetti giudizi critici la incoraggiano e la

inducono a continuare la sua opera, nell’intento

di sostenere e migliorare (con un fil di

voce) la condizione dell’uomo, sia morale che

materiale.

Vecchio capanno in collina

Il nuovo sommerge il vecchio.

Il verde più denso

non è riuscito a nasconderti,

a nutrirsi di te.

Conservi ancora nelle gradazioni

del rosso Pozzuoli

il ricordo d’ autunno.

Impotente accogliesti cacciatori,

cacciatori di frodo.

Dal tuo grande occhio fronzuto

la fiamma della violenza.

Morivano piccoli esseri

creati per la libertà.

Sei rimasto lassù perché ti guardassero

testimone a ricordo

di un autunno che tornerà;

e guardandoti prenderemo coscienza.

37


Poeti in Toscana 2015


Alba Centoni

4 novembre 2003

Garruli gabbiani stasera

solcano il cielo

inebriati di sole… di cibo… di mare.

Tramonto vivace…

a bocca d’ Arno.

Tra i marmi bianchi incisi,

preziosi, nascosti reperti,

ricordi di vite segrete,

ricordi…

che il mare amico riporta.

storie di abbandoni, d’ addio…

storie di violenze…

storie…storie e radici.

Come radici di quercia vogliose di luce,

io tremo e cerco e temo

l’ultimo raggio di sole.

Stasera la luce tarda a morire…

a tre quarti la luna

meditabonda scruta benevola

gli smarriti ultimi gatti

vagabondi.

Il sole rosso colora le nubi;

come veli da sposa…

lo avvolgono lievi sognanti

nell’ultimo abbraccio.

Ed è subito sera.

38



Bruno Chiarini

Via Rodolfo Morandi, 1 - Tavarnuzze (FI)

Tel. 055 2022659

Poeti in Toscana 2015


Ho dipinto le mie tele frugando

nei misteri della vita. Le ho

esposte, alla curiosità dei passanti,

nei giardini tra le case o nelle gallerie

dove il prestigio ha il sapore

dell'ambizione, ma le mie opere sono

vive della loro vita soltanto mentre le

dipingo, con la mente e il cuore presi

da quell'incanto che forse ebbe il “Signore”

nei giorni quando creativo

esplose il Suo potere. In quei momenti

io sono “Lui”, solo con me stesso e il

mio potere. E quando torno a guardarle,

appese ai muri dello studio, rivivo il

mio diario con le pagine della memoria

e la mia vita torna mia, in questo angolo

microscopico, tra le ali tese di un infinito

che neppure gli astronomi sanno

misurare, ma io si.

La visione

Nello studio, impegnato alla lettura

me ne stavo, quando alzai lo sguardo,

per dar riposo agli occhi ed alla mente,

la memoria non l'ebbi così netta

da fermare in se stessa tal ricordo

che tutt'ora m'accende di emozione,

postuma al fatto che nel dopo affiora

e ne rivive quanto ancor m'accora.

E fu allora che, oltre la porta

ch'apre allo studio il proprio ingresso,

vidi attraversarlo una figura

che per la consuetudine accettai

esser Luciana nel solito suo

attivo casalingo sfaccendare.

Ci fu, però qualcosa che mi prese

la riflessione e nel cuor s'accese.

Quel che mi spinse fu verificare

qualcosa che di strano avea sapore

e non dava riscontro al consueto:

Luciana non godeva tal statura

né di tal veste, lunga fino ai piedi,

che pareva di seta trasparente.

Lei si muoveva senza alzare i passi,

e giunse a ridosso della porta,

ancor solenne, ferma come morta.

39


Poeti in Toscana 2015


Bruno Chiarini

D'un tratto nel pensiero fu concreto

quello che non avevo mai creduto

esser vero, oltre che nel mistero

che suol vibrare nella fantasia,

Non so chi fosse né chi mai potesse

tal presenza mostrare in quel suo modo,

meravigliosa nel suo quieto andare

breve il tragitto, lieve come il mare.

Era vicina a me, quel tanto ch'io

negarmi non potessi la visione

Su tutti quanti quei particolari

ch'han fatto ricomporre la figura,

quella figura alta e ben composta

nelle sue mosse e nella sua natura,

diversa all'altre della mia famiglia,

per, come s'usa dire, mille miglia.

Se non l'avessi visto co' miei occhi

quell'essere vagar per la mia casa

difficile sarebbe raccontarne

senza tenere conto, nel ricordo,

di tutti quei particolari ch'io

mi porto nella mente ancor vivaci

e nel mio raccontar freme un tremore

per quello che agli occhi dà splendore.

Tutti i pensieri miei, da quel momento,

tesero a valutare le ragioni

e i perché di quel che fino allora

s'era taciuto entro il falso e il vero,

e perché, proprio a me, fosse toccato

scorger qualcosa di quell'oltre vago

e non tal'altra che mi avesse aperto

un rapporto più valido e più certo

40



Poeti in Toscana 2015

Bruno Chiarini

Il nonno e la guerra (del ’15 -’18)

Il nonno sui monti

faceva la guerra

nascosto in trincea

sparava il fucile,

sparava il nemico

la mitragliatrice,

sparavano tutti

e il nonno morì.

Forse non sapeva

che la guerra vuol dire

morire, morire,

morire cantando

“Fratelli d'Italia”

ma sempre lo scopo

è quello di fare

i ricchi più ricchi.

Ma chi muore, muore.

Sparisce nel nulla.

Disteso in trincea

con l'acqua gelata

fin sopra ai ginocchi,

gli mancò il tempo,

quel mezzo secondo,

d'abbassar la testa.

E quando il segnale

fù dato, balzaron,

fuor dalla trincea,

con la bomba in mano,

da lanciar contro

la mitragliatrice.

Morirono tutti.

Distesi per terra.

Eran più di cento

Sol uno mancava,

rimasto in trincea,

coperto di neve.

Una bomba a mano

colpì la mitraglia

ma subito un'altra

tempestivamente

dispose il nemico

e ancora sparò.

Il nonno non ebbe

alcun funerale

non ebbe la bara

ma tra le trincee

sui monti imbiancati

di neve una fossa

al nonno col nome

purtroppo mancò.

La nonna al paese,

il nonno aspettava

ma lui per la Patria

mai più ritornò

41


Poeti in Toscana 2015


Bruno Chiarini

il Re nella villa

faceva l'amore

perché la regina

l'erede darà.

La neve e il vento

nascosero il nome

e il nonno in trincea

ignoto restò.

Finita la guerra,

a Roma l'avello

del milite ignoto

la gloria premiò.

In uno scenario

di marmi la Patria

del nonno memoria

per sempre fermò.

Fu uno dei tanti

spariti nel nulla

il gioco di guerra

si gioca così.

E pur la memoria

nei libri di storia

di tutta la guerra

tre righi tracciò.

Sul muro in salotto

c'è un attestato

che un fante da eroe

in guerra morì.

Accanto c'è pure

la fotografia

di nonna col velo

che dice di sì

felice lo sposo

le infila l'anello

la benedizione

il prete gli dà.

E lasciò per gli altri

la Gloria e gli onor.

Sul Grappa, sul Piave,

l'Isonzo e Bassano

fin oltre Gorizia

la terra tremò,

Fratelli d'Italia

ma senza italiani,

son tutti sepolti nel letto

tra il Piave e Caporetto.

42



Giuseppe Colapietro

Firenze - Cell. 388 7621243

giuseppe.colapietro@alice.it

Poeti in Toscana 2015


Il respiro dell’oltre

Continuerò a parlare al mare e al vento

nel tempo dell'allodola e del gelso

s'involeranno ali di preghiera

e donerà la terra

la sua maturità.

Saranno forse vaghe le parole

foglie avvizzite

ma danzeranno ancora

la loro melodia.

Giuseppe Colapietro, nato a Pietramelara,

in provincia di Caserta,

nel 1948, vive da molto tempo

a Firenze dove ha svolto i suoi studi

professionali, diplomandosi Geometra.

Appassionato alla poesia fin dall'adolescenza,

ha iniziato a rendere pubbliche

le sue opere soltanto da pochi anni, riscuotendo

ampio consenso della critica

e aggiudicandosi prestigiosi riconoscimenti

nazionali ed internazionali. Partecipa

attivamente alla vita culturale fiorentina

nelle sue diverse espressioni.

Frequenta l'Accademia Alfieri di Firenze

ed è impegnato nello studio costante

del verso come enigma e sapienza. È

membro di giuria di concorsi letterari. I

suoi raffinati scritti poetici trovano larga

diffusione in antologie e riviste specializzate.

Ha pubblicato recentemente il

suo primo libro “Lucerna di Versi”, edito

da Masso delle Fate Edizioni, Medaglia

di bronzo al Premio Firenze 2011, XXIX

edizione e Primo classificato (ex aequo)

al Premio Lilly Brogi - La Pergola Arte - di

Firenze, VI edizione 2014.

Non mi rattrista più la porta chiusa

ora che il tempo ha cancellato il tempo.

Respirerò nell'aria il tuo respiro,

sarò per te leggio.

La chiarità

sconfina gli orizzonti degli affanni.

Noi, prigionieri ancora di inquietudini

vivremo i nostri cieli nebulosi

ma guarderemo là

verso la tua galassia.

Sarò per sempre figlio

e tu per sempre madre.

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Poeti in Toscana 2015


Maria Beatrice Coppi

Cell. 335 5499264 - mbcoppi@gmail.com

www.coppimariabeatrice.it


A Marco

Quando brilla nel cielo la tua stella

il mio cuore si fonde alla sua luce.

La forza dell'amore che ci univa

è un cordone che non si può spezzare.

È una simbiosi più che viscerale,

è una parte di me che resta in te,

è un afflato di te che vive in me;

è una vita tessuta di ricordi,

è un amore più grande della morte,

forma un ponte sospeso fra due mondi.

È lo spirito eterno che ci lega,

senza confini, in unità di spazio,

che si dilata fino all'infinito

e si restringe fino alla mia carne.

Presentazione di Vittorio Vettori.

“... Ho qui sotto gli occhi una

scheda introduttiva, pensata e

scritta nella passata primavera, dietro

l'impulso - in verità molto energico -

del mio primo vero incontro esteticoesistenziale

con l'arte di Maria Beatrice

e del conseguente proposito di rispondere

e corrispondere il più possibile

adeguatamente agli stimoli di pensiero

e di vita che me ne derivano in modo

e in misura quanto mai coinvolgenti e,

per ragioni che mi appresto a dichiarare

più avanti, perfino un po' sconvolgenti.

Ecco intanto la scheda:

Maria Beatrice Coppi, modenese di antico

e illustre casato trasferita a Firenze

senza mai dismettere né dimenticare

il nativo e abituale habitat - mentale,

ambientale, morale - nobilmente emiliano,

è soprattutto nota e apprezzata

come originale e vivace pittrice capace

di esprimersi compiutamente in

una duplice tematica di umani volti

incisivamente significativi e parlanti e

di ariose battaglie gloriosamente incentrate

su quella eroica e così spesso

fraintesa madre di tutte le battaglie

che ha messo a fronte direttamente

Cielo e Terra e che è stata, e incancellabilmente

rimane, la crocefissione

di Gesù Cristo, rivissuta umilmente in

prima persona a livello di quotidianità

sofferente, per quel tanto di Christus

patiens che palpita e respira in ciascuno

di noi, nella vivente vita di ognuno.

Da qui proviene l'idea su cui si regge

l'intero discorso da me dedicato alla

44



Poeti in Toscana 2015

Maria Beatrice Coppi

non comune presenza artistico-letteraria

di Maria Beatrice e che si può in

breve formulare così: la vera madre di

tutte le battaglie è in buona sostanza

la VITA nella sua duplice realtà ritmicoimmaginativa

di Verbo e di Figura, tra

pathos e logos, tra memoria e speranza,

tra imitazione morale di Cristo ed

embriogenesi mitopoietica e o mitobiografica

di nuovi Vangeli...

… Io leggo , approvo, m'informo con la

medesima autrice per alcuni particolari

dati di fatto e richiami, rilevo non senza

un partecipe sentimento tra entusiasmo

e commozione la sottile nonché

originale e vibrante vena ungarettiana

dei versi di Maria Beatrice, quindi finalmente,

d'accordo con Maria Beatrice

stessa e con l'amico editore, decido:

questi versi usciranno quanto prima

– quando? Oh no, il tempo non conta

– come numero 18 della collana ovviamente

orfica e recheranno il seguente

titolo IL MIO FIUME E ALTRI VERSI...

… Quel che rimane da dire è che Maria

Beatrice mi si è presentata in primo

luogo come scrittrice, chiedendo il

mio “debol parere” - se mi è permesso

di citare il grandissimo don Lisander,

autore di un romanzetto, dirà poi

Beppe Giusti, dove si parla di promessi

sposi - su di una serie di componimenti

poetici dove la politezza della lingua

e la sicurezza del ritmo andavano perfettamente

d'accordo con la dinamica

intensità del pensare e con la verità

perfino tragica del sentire, del soffrire,

dell'offrire nell'innocenza primigenia

della passione e del dono...

… Maria Beatrice si aggira con discorsi-

Guerra-Apocalisse

Brulicare di vermi sul terreno,

nell'odore dolciastro della pioggia.

Il sangue raggrumato sopra l'erba

ammorba l'aria con fetor di morte.

Non un uccello o un canto di colomba,

solo il frusciar del vento fra le fronde

e il fragore lontano dei tormenti.

La natura spalanca la sua gola

in un urlo inumano senza voce,

mentre s'annuncia al suono della tromba,

dei quattro Cavalieri la venuta.

45


Poeti in Toscana 2015


Maria Beatrice Coppi

La veste scarlatta

Corri con me

nella notte

la cavalcata

più dolce del mondo.

Lombi di fuoco

e pelle di conchiglia,

fra sete strappate

e lenzuola contorte.

A terra

una veste scarlatta.

va disinvoltura nell'onirico Nonluogo

dov'è ospitata la Mostra e - abbondando

senza fatica né ostentazione

di riferimenti e richiami in analogie e

connessioni tra sincronia e diacronia

- mi permette di cogliere contestualmente

nell'arte di Maria Beatrice la

tensione interiore che unisce l'epicità

tipicamente emiliana della “officina

ferrarese” così vicina congenialmente

al genio interpretativo di Roberto

Longhi, alle moderne suggestioni europee

dell'iconografia cristologica di

Rouault, l'influsso prestigioso di Arturo

Martini a quello non meno intenso ed

energico di Lorenzo Viani, la musicalità

policroma e ascensionale della pittura

di Henri Matisse, alla rigorosa essenzialità

neoetrusca e neogreca di Marino

Marini e di Francesco Messina, la monumentalità

inquieta di Mario Sironi e

quella senz'ombre e senza incertezze di

Emilio Greco.

A questo punto non mi resta che chiudere

con un duplice grazie.

Grazie Sergio!

Grazie Maria Beatrice! ”

46



Poeti in Toscana 2015

Maria Beatrice Coppi

Maremma

Dolce Maremma,

Maremma cane,

selvatica di macchie

e di pinete

olezzi di lavanda

e rosmarino,

mischiati all'acre odore

della torba.

Il sole

ti s'intreccia

nel padule

e sotto il manto

d'una etrusca sposa

la folaga

si scontra

col cinghiale,

cavalli bradi

ed ali di gabbiano.

Tramonto

Quando il cielo si tinge di rosa

e la pace acquieta le ore,

posso aprire lo specchio del tempo

e intravedo un afflato d'Eterno.

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Poeti in Toscana 2015

Maria Teresa Corsi

Cell. 377 4467935



Signora umanità

(Signora con dolore)

Lungo la via la folla in fila silenziosa procede.

Tra il muto muovere dei passi

Qualche grido scomoda lo spazio greve.

Nessuno si volta. Qualcuno cade sui duri massi.

Una piccola signora dallo sguardo mite e nobile

Bagna i volti con l'acqua pura, cristallina,

Accarezza chi è rimasto immobile.

Solo lei è “viva” - come lo era prima.

Pietre (Fragilità della vita)

Se muoiono le pietre - rinascono poi come noi

O costrizione le imprigiona... Stare immobili

Fino a che non si sgretoleranno da sole - per l'eterno?

Cosa avete - gemiti indomabili,

Che non traspariscono - almeno - a tracce indistinte -

All'esterno?

O rassegnazione rimane o un sonno forzato perenne?

Oh, vedo una goccia su superficie non grezza!...

... Acqua? Rugiada? ...O testimone di pianto d'inerme?

Laureata in Creazione e Progettazione

degli spazi verdi

urbani. Ha lavorato nei laboratori

di sperimentazione e ricerca.

Ha lavorato come interprete e traduttrice.

Ha studiato pianoforte e

danza. Ha ottenuto numerosi premi

nei concorsi di poesia, narrativa,

grafica, vignette umoristiche, in

particolar modo per il nuovo tipo

di collage di propria ideazione (tra i

concorsi-quelli a Firenze, Palazzo

Vecchio, per anni; a Prato, a Pisa, a

Castiglioncello, a Lucca, a Roma).

Ha partecipato alle esposizioni collettive

(tra cui a Firenze, Salone in

Piazza del Carmine) e personali - dei

suddetti generi artistici. È inserita in

varie antologie letterarie (in alcune,

oltre alle poesie, con i collage). Ha

delle pubblicazioni in un quotidiano

e un periodico. Ha ricevuto premi

per due romanzi gialli. Ha partecipato

alle letture (anche personali)

delle proprie opere. Ha avuto un

riconoscimento all'attività letteraria

“per una produzione letteraria

significativa”. Ha frequentato: la

scuola di recitazione al Teatro

dell'Oriuolo a Firenze; vari gruppi

teatrali, partecipando agli spettacoli

come attrice e con i propri lavori

artistici. Ha partecipato a varie

campagne di raccolta firme, come a

quella contro la pena di morte nel

mondo, quella in difesa del Parco di

Piazza Mercatale a Prato ed altre.

Ha preso parte alle attività dei Comitati

Cittadini di Prato.

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Poeti in Toscana 2015

Maria Teresa Corsi

La barca (Il seguente istante)

La barca, lievemente dondolando,

Ovattata dalla quiete eterna - si addormenta...

Per vivere ancora in un seguente istante.

No!

Non voglio vedere le “grigie” dirare,

Le casse per i corridoi dell'ospedale...

Non voglio sentire stridore di ruote,

Rumori confusi con varie carrozze,

Che portano pacchi, che portan arance,

Che portan malati, che portan sbilanci.

Sbilanci d'umore, che chiamano allarmi...

...Le casse, che sembrano...portavivande...

Le portavivande del fato crudele.

Non è ristorante...La vita è breve?

Due foglie nell’inverno

Due foglie arrugginite

Tutto l'inverno sul ramo tremavano, infreddolite.

Coperte dal nevischio nella pungente ovatta

Al più non posso strinte l'una all'altra.

Sperando di riveder la primavera agognata.

Nascondersi volevano a vicenda dal vento e dal ghiaccio

...Le due foglie dopo il crudele inverno, con coraggio,

Sopravvissute sono in quell'abbraccio.

Vivido è il sole

È così tutto fragile, ahimè,

Ogni vita e palpito che nel mondo vi è!

Ma...c'è la forza di insistere dentro,

Sotto la scorza vivido è il sole mai spento.

Fragile è l'Essere, l'esistere, il respirare.

Perdere lacrime e ridere anche se il dolore assale.

Quando i venti saranno padroni del cuore -

L'anima freddo più non avrà. Ella mai muore.

Ma...c'è la forza di insistere dentro,

Sotto la scorza vivido è il sole mai spento!

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Poeti in Toscana 2015

Fedora d’Errico

elianastasi@gmail.com



Tramonto

Di porpora, avvolto nel suo velo,

salutava - Egli - i fior dall’altra riva

allontanandosi nell’infinito.

Splendevano i riverberi nel Cielo,

ancora limpido nell’ora estiva,

che preludevano l’arcano rito

e sopra il poggio, con ansia ribelle,

urlava quella voce: - Non dormire!... -

- Lascia ch’io vada incontro alle mie stelle ! -

cantò la Luce prima di sparire.

Ignavia

… ma tu

se solo smettessi

di bere

nella coppa cristallo

e provassi

ad accostare le labbra

alle fresche acque

di limpida sorgente

vedresti - ti assicuro -

all’istante la Luce.

Fedora d’Errico giunge a Firenze

negli anni ancora giovanili per

svolgere, con passione, per quasi

trent’anni, le attività a lei congeniali

tra gallerie d’arte, associazioni culturali,

giornalismo, concorsi letterari,

antologie, dizionari critici letterari, libri

di poesia e di saggistica e infiniti

trattati di ricerca.

I suoi studi ed interessi: filosofia e mitologia

greca ed orientale, storia delle

arcaiche religioni pre-cristiane, (autrice

del libro ‘Le Divinità sepolte’) e Storia

dell’Arte, (molte le sue recensioni a pittori

e scultori di ogni lingua e nazione).

È stata, infatti, promotrice delle prime

esposizioni di opere pittoriche nella

Biblioteca Nazionale Centrale in via

Tripoli a Firenze

Tra i vari libri di poesia e saggistica -

editi ed inediti - giace da anni nei cassetti

ricolmi, un trattato inedito di Metrica

latino-italiana, dal bisillabo al

sonetto, all’endecasillabo saffico con

l’accenno alla struttura della rima greco-latina,

(esametro e pentametro), rivolti

ai giovani poeti che oggi molto

poco sanno di vera poesia, di armonia,

di suoni e di linguaggio. Da sempre si

dedica alla ricerca costante di miti, di

storia, di filosofia e di arte.

Ama la quiete e l’isolamento volontario

e detesta ogni specie di esibizionismo:

non ama apparire…

50



Poeti in Toscana 2015

Fedora d’Errico

Terrorismo

Levai lo sguardo

- in alto –

e in cima all’acroterio

scorsi un alone,

nebuloso, vago

che s’espandeva

quasi a dismisura

sull’intero perimetro

del Tempio.

Immanente cortina

avvilupparsi, – parvemi, –

alle colonne, ai marmi

immacolati, all’atrio

ove eteree figure divine

ondeggiavano lievi

- forse planavano

nell’aria immota,

orfana di vento -.

Diafana, nell’abbraccio,

circondò l’intero Tempio,

la cortina

tanto che all’occhio umano

sparve per magia

- come l’isola ai tempi d’Avalon

per amor di Morgana -.

Firenze

Lontana,

come una silfide,

svetta

la torre d’ Arnolfo

accanto

all’opera opulenta

del grande Filippo,

mentre il giottesco

campanile

signoreggia trionfante

fra i Titani.

E…qui, sul terrazzo

del grande piazzale,

David, ci sei Tu,

sbiadita copia

del genio folle

al quale l’estro arrise.

Nell’aria dolce

un suono di campane

s’innalza,

pare un canto elegiaco

e come una nenia

suadente

culla Firenze

nell’ora crepuscolare.

Strenua fu la difesa

contro insane follie.

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Poeti in Toscana 2015


Fedora d’Errico

Moi, je suis la France

Normandia - Solidarietà per la Francia

(dalla Silloge ‘I barbari del 2000’)

Era lucido e chiaro ad Honfleur

il selciato bagnato:

si specchiavano armoniche tele

degli artisti nouveaux.

Tra i terrazzi fioriti e bistrots,

sulle rampe cintate

si perdevano i passi

e scendeva,

tra i raggi dorati,

umido e molle, uno sciame.

Dolciastro il profumo

languiva nei cantucci dei bar

dove il soffice umore dell’aria

allietava la vita.

Ragione o follia?

Oh! no, no!

fuggi da me

lucida ragione

e fa che la follia

sia la sola a darmi

la Pace!

Vendemmie lontane

Scorreva a rivoli l’acqua alla fonte

velando di rigagnoli il selciato

bianco e scosceso verso ponentino.

Brevissimo era il tratto che dal ponte

conduceva al piazzale smarginato

dove l’uva fremeva dentro il tino.

Quelle mura consunte e scolorite

s’accendevano d’un cupo vermiglio,

come in Maremma le pietre scalfite

all’emanar del solare sbadiglio.

Cristo Portacroce di Michelangelo

(Santa Maria sopra Minerva - Roma)

Lo scoprii quella sera, lì, a Caprese,

come un sogno di gloria portatore,

titanica, incredibile figura.

Velo d’acqua, il Suo volto mi sorprese

a scoprire la forza, oltre il candore,

della divinità, in forma pura.

E allor giurai nell’antica casa

di ricercare il Cristo prediletto.

A Roma corsi, da passione invasa

innanzi al bianco marmo benedetto.

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Anna Maria Dall'Olio

Cell. 329 1944402

adallolio59@gmail.com

Incastonata

In Val di Chiana

arroccata Cortona

incastonata.

Soffre la penna

il pennello lavora

solo silenzio.

Soffre la storia

incalza la violenza

ritmo ruggente.

Poeti in Toscana 2015


Anna Maria Dall’Olio (Pescia,

1959). Laureata in Lingue e Letterature

Straniere e in Lettere,

esperantista dal 2003, si è dedicata

alla scrittura drammaturgica, alla poesia

e alla narrativa breve, con testi presenti

in antologie e calendari, riviste

on line e agende letterarie, e-book e

pamphlet.

Ha pubblicato “Latte & Limoni” (La Vita

Felice, 2014), “L’Angoscia del Pane” (LietoColle,

2010; 2a edizione 2013), e 20

poesie nella rivista “Calamaio” (anni

2009 e 2011). Tra le varie produzioni, il

racconto in mp3 Orizzontale (Vox

Company, Padova, 2008). Da segnalare

il dramma Tabelo (Edistudio, Pisa,

2006), scritto in esperanto.

Spara il francese

s’arrampica la Spagna

spara il tedesco.

Presente grigio:

luccica lussuriosa

striscia del sole.

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Poeti in Toscana 2015


Donatella De Vincentiis Fazzino

donadevi_2001@yahoo.it

donatella.devincentiis@beniculturali.it


Le tue mani

A mio padre

Da quando non mi sorridi più sulla terra

ampi sorrisi dorati si aprono nei cieli

e mani di nuvola che sostengono i soli.

Il tuo ricordo come un paesaggio dolomitico

è forte, imponente, solenne, a volte impervio,

di sconvolgente bellezza.

Attraverso il tuo sguardo invisibile

contemplo e respiro la vita,

come sorsi di acqua trasparente.

Le tue mani che hanno innalzato case e chiese

ci hanno protetto per tutto il nostro tempo.

Sei radice d’ulivo, mente tenace, coraggio di essere

e sei il frutto, olio prezioso del vivere quotidiano.

Laureata in Giurisprudenza è funzionario

amministrativo del Ministero

dei Beni delle Attività

Culturali e del Turismo presso il Polo

museale regionale della Toscana. La

sua scrittura nasce da una ricerca filosofica

che attinge alla mistica di oriente

e occidente, nel costante riferimento

al suo maestro, il musicista eremita

Juri Camisasca. Ha scritto su L’Ulivo,

Rivista di ascetica e mistica, Alla Bottega,

Argilla, Notiziario dell’Accademia

Internazionale d’arte moderna, in antologie,

come Ninfee di fuoco, Almanacco

delle Muse, Pensieri d’autore 7, 8,

9, Agenda della poesia e di recente Impronte

per Pagine dove partecipa con

sette poesie. Il primo racconto Itinerarium

memoriae è finalista nell’antologia

del Premio “Domenico Rea” 2003;

Pleniluni vince il primo premio Naturamica

ed. 2005. Il primo libro di poesie

Vita umbratilis, Ibiskos 2003, con prefazione

di Juri Camisasca, ottiene un premio

speciale al Concorso internazionale

Città di Salò 2004. Nel 2006 pubblica

la seconda silloge Falena e fiamma e

nel 2009 Profondo logos per Polistampa

con un ampio saggio introduttivo di

Giuseppe Panella, pubblicato anche su

Retroguardia e nota critica di Franco

Manescalchi. Ha organizzato eventi

culturali, conferenze e mostre.

Dipinto ad olio di Benedetta Fazzino

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Roberta Degl’Innocenti

Cell. 338 3516431 - http://www.robertadeglinnocenti.it

robertadeglinnocenti@gmail.com

Poeti in Toscana 2015


Roberta Degl’Innocenti è nata e

vive a Firenze. Poetessa, scrittrice,

critico letterario.

Ha pubblicato 11 libri di cui cinque di

narrativa: Il Venditore di Palloncini e altre

storie, L’azalea, Donne in fuga, La

Luna e gli Spazzacamini (Fiabe per

Grandi e Piccini), Pisolina, la befana pigra

(Fiabe per Grandi e Piccini), cinque

raccolte di poesia: Il Percorso, Colore di

donna, Un vestito di niente, D’aria e

d’acqua le parole, I graffi della luna. Il

suo ultimo libro Come un piccolo sogno

è narrativa e poesia. Ha vinto importanti

e prestigiosi primi premi, sia

per l’edito che per l’inedito, tra i quali

Formica Nera, Rabelais, Giuseppe Caprara,

Cesare Orsini, più volte Il premio

Cenacolo Accademico Europeo Poeti

nella Società Delegazione Svizzera Tedesca

di Basilea. In totale 32 i primi premi

fra edito e inedito. È presente in

tante antologie. Molte le testimonianze

espresse su di lei. Membro di giuria

in concorsi di poesie e narrativa.

È presentatrice presso il Caffè Storico

Letterario Giubbe Rosse, Palazzo Vecchio

presso la Sala della Miniatura (ora

Firenze Capitale) e le librerie.

Ballata dei poeti

Acchiappo versi come le farfalle,

mi sfuggono da un lato e li riprendo,

li stiro bene con un gioco di sillabe

e poi li allungo ancora. Mi basta poco,

davvero, per essere felice.

I poeti non conoscono la fame,

mangiano ingiurie e bevono bestemmie,

se li incontri per strada non temerli,

in fondo sono dei perdenti docili.

A volte vincono, però, la sfida col destino

e appaiono nei secoli a venire.

Sono buffi, talvolta indecorosi.

Vestono abiti larghi sui corpi allampanati.

Se li vedi un po’ assorti lasciali pensare.

Un verso, basta un verso, per essere felici.

I poeti sono tutti un po’ bastardi, non hanno

patria né rancori forti, affondano la vita

senza mordere e se lo fanno è solo per diletto.

Per scrivere usano fogli riciclati, ormai vecchi,

stracciati. Però i poeti sono anche angeli, volano

le tempeste sopra il cielo, sono puri davvero.

Si specchiano nei lembi di sorgente, soffiano

sopra i sogni dei bambini e li volano, li volano

per sempre.

Un verso, basta un verso, per essere felici.

Un verso, anche sbiadito,

che vinca la paura della morte.

Roberta Degl’Innocenti è presente nel prestigioso sito di poesia:

http://www.italian-poetry.org/degl'innocenti_roberta.html

e sull’Atlante Letterario Italiano www.literary.it).

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Poeti in Toscana 2015


Roberta Degl’Innocenti

Chiaroscuri

Nel giorno che confonde i chiaroscuri

la luce si fa breve, il passo incerto.

Danza di ombre liquide, furtive.

Fantasmi della notte si ritirano

in geometrie di grigio, umide al sonno.

Impudente il respiro.

La penna amore è torpore e grida,

fruga gli anfratti, modella le lenzuola,

mi ritma il battito quasi fosse un volo.

Non c’è l’azzurro che dimora il cielo

ma l’odore graffiato delle foglie,

privilegio del tempo.

Il desiderio è onda che comprime, la

mano sulla pelle, rumore delle alghe

che danzano la riva.

E non ho mai smarrito labbra rosse,

nel cerchio delle rose.

Di perle e spine, folletto o meraviglia.

1° Premio Giuseppe Caprara, Ala, 2009.

Motivazione. Una poesia da leggere più volte prima di

scoprirne il fascino nascosto nella parola che dice senza

dire, che resta sottintesa e lascia al lettore il compito

dell’intuito e della decifrazione. Belle e poetiche le

immagini, nella tematica della chiaroscurità anche i

versi sono un susseguirsi di chiari e di scuri, di buio e di

luce, e il lettore procede anch’egli col passo incerto,

tra danze di ombre fantasmi e geometrie di sonno, e

insospettati contrasti quasi onirici di anfratti, foglie

graffiate, mani sulla pelle, alghe che danzano la riva e

labbra rosse in un cerchio di rose. Sembra un quadro di

Salvator Dalì. Ma ai poeti non dovete mai chiedere il

senso, il senso non è cosa loro, il senso del poeta è la

Parola, è quello che dice e soprattutto quello che non

dice (Italo Bonassi).

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Guerriero Dell'Orso

Cell. 330 270828

Poeti in Toscana 2015


Grandine alla frontiera

Hanno cercato la mia

anima.

Prendila tu e dille

chi sono gli angeli.

Nato ad Otricoli, ma campigiano

d'adozione, pittore, poeta

e scultore autodidatta, ha presenziato

in diversi concorsi letterari,

vincendo svariati riconoscimenti.

Ha pubblicato materiale in varie edizioni

sul quotidiano “Le Figarò” di Parigi e

su varie riviste nazionali.

Ha ricevuto il premio “Toscana TV” per

la poesia.

Nel 2003, viene pubblicata la sua prima

raccolta di poesie, intitolata “Gocce di

Stagno”.

Tra fine 2011 e inizi 2012 ha partecipato

con alcune sue poesie alla mostra fotografica

“Il Fascino dell'antico Egitto”

presso il museo archeologico nazionale

di Firenze.

Nel febbraio 2012 partecipa alla mostra

“Photographs and Poems” presso la

galleria d'arte “Il Salotto” di Fiesole (FI).

Nell'agosto 2012 si classifica al primo

posto al “Festival della Creatività e

dell'Invenzione”.

Quando le cime dei

monti non avranno

più vento cercheremo

le onde del mare...

Strasci di luna

sull'acqua che scende

dai monti verrà nel

mio corpo la farò. - Sangue -

“Scrivo per non morire dentro”...esprime

con chiarezza il modo di essere e di

pensare dell'artista.

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Poeti in Toscana 2015

Adriano Diani

luciadriano8@gmail.com



I miei compagni di vita

La luce del tramonto mi abbaglia di stupore, l’orizzonte

è come infuocato e mi sembra che porti

con se la profonda saggezza dei tanti amici con

i quali abbiamo intrapreso nel tempo avventure

inverosimili.

Quanto cammino insieme è stato fatto, quante

speranze abbiamo coltivato pensando di poter

cambiare il mondo con i nostri passi e poi fermare

il tempo attorno a noi.

Adesso che quella palla di fuoco è soltanto un

pallido ricordo, comprendo ancora di più quanto

fosse importante la fonte del sapere alla quale avevamo

riposto le nostre speranze, ed assaporo con

profonda gioia l’esperienza di vita fatta insieme a

miei fantastici compagni di viaggio.

Adriano Diani nato a Firenze il

26 maggio 1957; vive e lavora a

Firenze presso Quadrifoglio

SPA. In passato ha svolto attività di volontariato

presso ADMO e successivamente

stante il suo grande amore per

la natura ed il trekking è stato responsabile

di questo settore presso l'associazione

ambientale Amici della Terra

Toscana. La sua passione per la poesia

è nata in gioventù e si diverte ed appassiona

a mettere per scritto quello

che il cuore gli porta sulla punta della

penna.

Attualmente programma ed organizza

fine settimana all'aria aperta per il suo

gruppo di amici con i quali da tanti

anni condivide questo interesse.

58



Poeti in Toscana 2015

Adriano Diani

Una mano protesa

Un soffio appena, un fruscio impercettibile,

un battito d’ali che rischiara questa mia

malinconia,

lo so, lo capisco, non dovrei, ma è qualcosa

che lavora in me come un piccolo tarlo che

mi procura ansia e timore.

Volgo lo sguardo allora a ciò che è stato, a

ciò che sarebbe potuto essere,

ed ecco di nuovo un sorriso, un caldo

abbraccio, la mano protesa verso l’amore

infinito di chi ti ascolta e ti comprende.

Luce

La luce del tramonto mi abbaglia, l’orizzonte

infuocato mi sembra parlare di te, quanto

cammino insieme è stato fatto, quante speranze

abbiamo coltivato pensando di cambiare

il mondo.

Adesso che quella palla di fuoco è soltanto

un pallido ricordo, comprendo quanto fosse

importante la fonte del tuo sapere, i delicati

racconti con cui stimolavi la mia conoscenza

ed allungavi la vita a noi piccoli uomini.

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Poeti in Toscana 2015

Mara Faggioli


Largo dei Mille, 6 - 50018 Scandicci (FI) - Esposiz. permanente: P.zza Marconi, 8 - Scandicci (FI)

Tel. 339 3594145 - marafaggioli@hotmail.it


Nel respiro delle stelle

Nel respiro delle stelle

Ti ho cercato

e nel languore del cielo

quando il cielo è ancora

assonnato,

nelle limpide aurore

dei mattini d’estate.

Ancora Ti cerco

nel fragore del mare

che sullo scoglio

s’infrange

e nelle gocce di rugiada

su petali e prati adagiate

come lacrime ridenti

ad acquietar l’arsura.

Così si dilata il desiderio,

nostalgia incandescente

di Te.

Non fa rumore la pena

nell’arcano silenzio della

notte.

Da “Dulcamara” Ed. Ibiskos

Mara Faggioli divide il suo

tempo e la sua sensibilità

artistica fra poesia, scultura

e pittura. Ha pubblicato “Dedicato a

Lorenzo” Ed. Helicon, “Piuma Leggera”

Ed. Masso delle Fate e “Dulcamara” Ed.

Ibiskos. Ha partecipato al progetto di

“Educazione alla lettura ed alla poesia”

con gli studenti delle scuole medie.

Membro di Giuria di vari concorsi letterari.

Nel 2003 e 2004 è stata inserita

dalla Commissione Nazionale dell’U-

NESCO nel sito web della Babele poetica.

Ha ricevuto numerosi primi premi

tra i quali ricordiamo: il “Fiorino d’Oro”

per la poesia edita (2004) al Premio

Firenze-Europa, premio “Donna Città

di Scandicci (2011), il Premio “Toscana

Cultura Donna (2015). Nel 2003 è stata

premiata presso la sede del Parlamento

Europeo di Bruxelles per il “Grand

Prix de Poésie”. Contemporaneamente

all’attività letteraria si dedica alla pittura

e scultura partecipando a mostre

60



Poeti in Toscana 2015

Mara Faggioli

personali e collettive. Recentemente

ha dipinto lo stendardo per il Palio degli

Arcieri di Signa. Ha realizzato il trofeo

“cardo in argento” per il concorso

“Cardo d’Argento” per cinque anni consecutivi.

Sue opere di pittura e scultura

sono state scelte per copertine di libri

e antologie. Numerosi i premi e riconoscimenti

anche per le arti visive, tra i

quali: “Fiorino d’Argento” per la scultura,

Premio Città di Montecatini, Premio

Città di Cortona, Premio Mario Monicelli,

Premio Magnifico, Premio Un Artista

per Legnaia, Premio Città di Lastra,

Premio Artisti alla Ribalta, Premio Vedda,

Premio “Diamo un volto ad Abufina

di Grottole” (MT) e il suo dipinto resterà

come simbolo del Comune di Grottole.

Sue opere si trovano in collezioni

private in Italia, Germania e Canada

ed in permanenza presso i Comuni di

Firenze, Montelupo F.no, Castel S. Niccolò,

Greve in Chianti, Colonna (Roma)

Signa, Grottole (MT) e presso la Basilica

Superiore di S.Francesco ad Assisi.

Forse, neppure i sogni

Forse, neppure i sogni,

più lievi e più leggiadri,

nati nelle notti

palpitanti di stelle,

hanno ali

così leggere

come il pensiero di te

che m’accompagna

e mi toglie

il respiro.

Da “Piuma Leggera” Ed. Masso delle Fate

Panta rei

Come il fremito fugace

all’ombra del respiro mattutino

tra le foglie dorate si disperde,

così noi, metèore passeggere,

in questa vita andiamo

senza lasciar la scia.

E tutto scorre, passa,

poi finisce, sul filo teso

di un battito di ciglia.

Da “Piuma Leggera” Ed. Masso delle Fate

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Poeti in Toscana 2015


Paolo Fanfani

Cell. 339 6466691

fanfani.paolo@gmail.com


Abbiamo lasciato nel vento i nostri passi,

come un nessun luogo a procedere,

ma non era un reato, solo devozione.

Ora come due mani lontane,

che non si sfiorano nemmeno

e i pensieri anguille irriducibili

a districare la matassa,

mentre cadono le foglie

insieme alle nostre rovine.

Camminare ancora, andare avanti

l’unico tormento, salvare qualcosa

di questa corsa senza sosta,

la certezza che è ancora presto

per svanire. Verranno altre nuvole,

altri soli, altri tramonti

ad indorare le nostre vesti tremanti,

resteranno gli occhi giganti,

la paura che non muore,

la mia presenza ad abitare

i tuoi momenti soli

e poi domani, sempre domani,

altro tempo per tornare a casa.

Fanfani Paolo nasce a Signa (Firenze)

il 29 settembre del 1968. Nel

dicembre del 1996 consegue il

diploma di laurea in Giurisprudenza

presso l'università di Firenze.

Successivamente si dedica con passione

alla musica e in particolare al cantautorato,

scrivendo canzoni e mettendo

in musica poesie di vari autori.

Per quanto riguarda la poesia, da sempre

considerata una “sorella maggiore”

della canzone d'autore, continua a

frequentarla grazie anche alla vicinanza

fisica e spirituale del poeta Walter

Nesti.

Ha pubblicato “Febbrile e Arreso” 2015,

Masso delle Fate Edizioni.

62



Poeti in Toscana 2015

Paolo Fanfani

Quello che chiamo non è il tuo nome,

anche se lo ripeto con impeto

per tre volte ed altre tre ancora.

Quello che voglio è il tuo senza nome,

che ho riconosciuto per strada,

davanti alla posta, in un giorno insperato

come un respiro, una folata di vento

improvvisa a ricondurmi alla vita,

la tua bocca serrata, gli occhi asciutti

e le mani, nicchie di bonaccia.

Sì oggi nell’Ombrone scendevano

cavalloni di terra disciolta

e da un rivolo sei scesa tu,

che della terra hai tutto,

i colori, la profondità, il calore,

la capacità di assorbire e coprire tutto,

la pazienza dei tempi lunghi,

delle stagioni che si declinano in anni.

Ma ora è il tempo di tornare acqua,

di scioglierci in abbracci di neve,

di riscoprirci vergini come occhi lambiti,

per illuderci in un altro viaggio senza ritorno

e i figli, loro sì “stanziali”, resteranno a guardare.

63


Poeti in Toscana 2015


Paolo Fanfani

al prof. Lorenzo Poggi

Ancora risuonano le parole

intorno all’incerto, all’opinabile,

reso fruibile abilmente da un uomo

ormai attempato, un codino bianco,

gli occhi incredibilmente vividi,

le circonvoluzioni mentali

straordinariamente chiare.

È stato un professore di filosofia

ma è molto di più, un istrione lucido

dalle profuse citazioni dantesche,

insomma uno che trasfonde tanto

attingendo semplicemente

da tutto ciò che ha sempre amato.

L’abilità è manifestamente

nella connessione di tutto con tutto,

come il resoconto di un suo ex allievo,

biologo ricercatore, letto alla luce

del concetto quantitativo-qualitativo

di alienazione in Hegel.

L’auditorio poi d’eccezione,

con molti giovani studenti condotti

da un altro professore sicuro dello spettacolo

e dell’effetto più che probabile.

Alla fine solo gratitudine,

per quell’ora e mezza di vita incollata

alle parole che ognuno porterà dentro,

a suo modo ma sicuramente a lungo,

magari sperando in una germinazione tardiva

di una qualche semenza sottile.

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Poeti in Toscana 2015

Paolo Fanfani

Come al solito ti incontro tra gli scaffali,

ultimamente non fai che marmellate

ed altre cose che non dici ma che so,

ti dimentichi che sento tutto quello che vivi,

bello o brutto che sia, ha sempre il tuo nome,

una specie di marchio di garanzia

che non si può non condividere,

anche se stride con tutto quello che siamo.

Non sempre le cose vanno come si vorrebbe,

ma rimango sul confine, in equilibrio,

in questo splendore dei tuoi occhi di mare,

lo stesso che i tuoi capelli mi nascondevano

su un molo ventoso di sale con gente lontana.

In così poco tempo ci diciamo troppe cose,

come se si dovesse sopperire con urgenza

ad un abisso non colmato, come sospeso.

Ti lascio qualcosa, un groviglio di parole

intessuto di quello che sono, “così ti fai un’idea”

anche se un’idea ce l’hai già e molto precisa.

E volgere le spalle a tutto e andarmene

con la solitudine spessa che mi circonda,

ora che sono in macchina sommosso

e la tua già scarsa lontananza mi grava,

ma anche contento per quei pochi minuti

di ordinaria condivisione che mi rincuora.

E poi nulla, silenzio e buio per le strade,

rese deserte dal permanere di te.

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Poeti in Toscana 2015

Giuliana Filindassi Bartolini

Tel. 055 750052



Sono nata a Scandicci dove risiedo da sempre.

Dopo il diploma professionale, essendo

estrosa e poetica, comincio a scrivere.

Nel salotto dell'editore Pietro Chegai ho conosciuto

Duccia Camiciotti e Anna Balsamo, poetesse,

scrittrici e critiche d'arte.

Nel 1991 ho partecipato al concorso indetto nella

Basilica di Santa Croce a Firenze (Parole 1991).

Sono socia da oltre venti anni del Centro d'arte

Modigliani presieduto da Roberto Cellini.

Mie poesie sono state lette nel palazzo comunale

di Scandicci in occasione della manifestazione

“Scandicci città metropoli” nel 2000 dove ho conosciuto

Dino Pasquali, il prof. Bianchini, il prof.

Elvio Natali, Mario Luzi e Romano Battaglia.

Per dieci anni sono stata socia della Società di San

Giovanni di via del Corso a Firenze. Mi sono stati

dedicati articoli dal settimanale Metropoli (“Ricordi

giovanili di una poetessa di Casellina” e “La

Fiera di Scandicci vecchia maniera”).

Ho frequentato le Giubbe Rosse, la Camerata dei

Poeti, la Fondazione Il Fiore, La casa della luce, l'Istituto

Francese di piazza Ognissanti, il Cenacolo

di Santa Croce di padre Rosito direttore di Città di

vita e sono socia della Pro Lastra Enrico Caruso.

Nel 2002 l'Auser di Lastra a Signa ha pubblicato

“Fatti di guerra vissuti in prima persona” che poi è

stato presentato alle scolaresche di Signa e Lastra

a Signa. Ho letto mie poesie a Villa Vogel a Firenze,

al Salone Coop di Ponte a Greve, a Villa Castelletti

nella sede della BCC di Signa, all'Antico Spedale

di Sant'Antonio di Lastra ogni anno in occasione

della Festa di Primavera.

Nel 2010 sono stata inserita nell'antologia di poesie

curata da Antonio Sabatino presidente della

sezione poesia Dino Campana della Pro Lastra.

Nel 2011 ho partecipato con due poesie alla manifestazione

promossa da Carlo Ciappi presso l'associazione

culturale San Matteo della parrocchia

Gesù Buon Pastore di Casellina.

Pace!

L'Io solitario inquieto

vaga su nell'immenso

cielo... cercando Pace!

Ambito sogno di una

Umanità di mali

intrisa

Veleni offuscan leggi

sacre di vita

ed i tanti

perché dell'esistenza

Umana!...

Libertà

linfa rigeneratrice

di nuove speranze

poggiata da sempre

sui pilastri

di antica

sofferenza!..

La libertà non ha colore

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Poeti in Toscana 2015

Giuliana Filindassi Bartolini

Un giorno a San Moritz

“San Moritz, Località per palati fini”.

Il lago gli alberghi le Chiese tutto si eleva e s'incastona al cielo.

Arriva un trenino rosso a cremagliera sbuffando in salita...

Le ruote in curva stridono nel paesaggio silente innevato...

Il viaggiatore si trova immerso in luoghi ameni d'infinita bellezza...

Piccole stazioni improntate a chalet, davanzali fioriti, trine e cuori ricamati

da mani gentili...

Nello stretto paesaggio che s'appressa la mano sfiora or la neve or la roccia.

Un ramo spoglio sporge chiedendo una gemma per fiorir.

Il sole splende sulla distesa nevosa a grande raggio... Brillano i colori forti

di sciatori in corsa sui pendii... le guglie colorate i tetti bianchi, le alte cime

dei pini, i rami spogli; Si beano di tal natura i prediletti!

Il Ghiacciaio Eterno imponente austero. Le grige pietre rugose sottostanti,

guardan dall'alto il corso della vita... L'affannare ansioso di tanta

umanità triste... Delusa...

Un piccolo cerbiatto spaurito appare in un boschetto di pini cercando nella

neve un po' di cibo... Il prato vicino tenta di rinverdire il suo letto!

Monti beati! Che godete il cambiar delle stagioni.

Colori stupendi a primavera. Gialli arancio autunnali.

Le nuvole vaganti sostan maliziose per il piacer degli occhi “che san vedere”

oltre il colore dei Pini, lo smeraldo dei laghi; L'eterna armonia della natura

che si ripete... “Ritempra! Il cuore ed il Pensier!”

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Poeti in Toscana 2015


Giuliana Filindassi Bartolini

Ginestre in fiore, pendule ciocche colorate chiare...

sono parole, che nascono dal cuore... D'improvviso o pensate,

“Queste mie massime sono nate”

E, parlano di vita ed altro ancora...

- Allor che nella vita conosci chi sei, capisci ciò che vuoi

Segui il tuo cuore e non tradirti mai...

- Con l'anima in pace spera ogni mattina sorga il sole...

Dal suo calore attingi la fiducia per un sereno domani...

- Non ti basteranno le ricchezze accumulate

per comprare la pace del cuore...

- Amare meglio i bambini speranza del futuro

- Vivere bene con se stessi è il difficile segreto della vita.

- Oggi si è … In considerazione di ciò che si ha, E non chi siamo come persone...

- L'intelligente non può fuggire da se stesso deve ritrovare il suo Io, anche se può costare fatica.

- È più facile riconoscere i propri meriti che i propri difetti!

- Quando il mondo sembra caderti addosso, la speranza ti bacia la fronte... Sorridi il tuo Io risorge!

- Chi non ha vissuto la guerra non ha solo pensieri di pace...

- Se mi domanderete... Cosa pensi di noi Mamma?

Sono vostra madre e voi “i miei grandi Amori!”

- I capelli han fili d'argento gli occhi le rughe del tempo, la mente saggezza acquisita...

- Tanto ho sofferto e tanto ho amato la vita!

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Bianca Maria Gaddini Pagliai

Tel. 055 606889

Cell. 339 5766894

Poeti in Toscana 2015


Bianca Maria Gaddini Pagliai nasce

a Roma in una famiglia di

artisti, poeti e creativi.

Dal 1960 si trasferisce a Firenze dove

tuttora vive e dove dal 1975 comincia a

esporre le sue opere e le sue creazioni

in varie mostre personali e collettive.

Ha partecipato con successo a vari

concorsi di poesia.

Pioggia di settembre

E alfine è arrivata

tra brontolii di tuoni

e saettar del cielo,

portando nell’aria

profumi di autunno,

nel cuore il rimpianto

dei giorni perduti,

dell’ore trascorse

sognando di te.

Firenze, 18 settembre 2011

Le mie stagioni

È sempre inverno

se nei miei pensieri

s'avventa il gelo

della nostalgia.

È sempre estate

se quest'ansia mia

si placa in te,

in te si scioglie

e tace.

23/02/2006

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Poeti in Toscana 2015


Bianca Maria Gaddini Pagliai

Il maglione rosso

Dentro a un cassetto,

ieri, ho ritrovato

un tuo vecchio maglione

un po’ infeltrito.

M’ha ricordato

quando t’abbracciavo

strofinando la maglia

col mio viso.

Calda e avvolgente

come il nostro amore.

A uno sconosciuto

Il tuo sguardo,

pur lieve,

m’ha sfiorato

e un mondo

di emozioni

m’ha trasmesso.

Eppur non ti

conosco ma io

sento che potrei

amarti come

mai nessuno.

Firenze 24/04/2010

E’ ancora inverno...

Di nuovo il pioppo

le sue gemme

espone

e tra i rami

ancor spogli

gli uccelli tesson

voli, già presaghi

del nuovo.

Nei tepori dell’aria

si annuncia

un’altra estate.

Ma è ancora

inverno senza

la tua voce.

Firenze, 25 febbraio 2008

Firenze 25/02/2010

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Antonina Giammarinaro Monti

Via Ciuto Brandini, 27 - 50126 Firenze

Tel. 055 680895

Poeti in Toscana 2015


Vive e lavora a Firenze dove,

dopo la laurea con lode in Lettere

Classiche, ha continuato gli

studi sotto la guida d'illustri professori

(Giorgio Pasquali, Giacomo Devoto,

Bruno Migliorini, Carlo Battisti) conseguendo

col massimo dei voti il diploma

di Perfezionamento in Filologia

classica e in seguito il diploma di Perfezionamento

in Filologia moderna. Ha

frequentato corsi di giornalismo presso

l'Università di Urbino, sostenendo numerosi

esami sempre con il massimo

dei voti. Ha dedicato la sua attività di

ricerca alla saggistica e alla glottologia

con varie pubblicazioni. Nell'ambito

di tali studi ha collaborato alla realizzazione

dell'Atlante toponomastico

della Venezia Tridentina con la pubblicazione

del commento al foglio XIII “I

nomi locali del Roveretano”. Ha collaborato

al progetto di stesura del Vocabolario

storico della lingua italiana

dell'Accademia della Crusca e ha svolto

attività didattiche presso la Facoltà

di Lettere dell'Università di Firenze.

Ha lavorato col grado di bibliotecario

direttore presso la Biblioteca Nazionale

di Firenze ed è stata più volte incaricata

dal Ministero dei Beni Culturali

di rappresentare le biblioteche italiane

in consessi internazionali come Mosca

o Philadelphia. Fa parte di alcune associazioni

culturali fiorentine tra cui la

“Compagnia del Paiolo” l'”Unione Fiorentina”,

il “Circolo degli artisti - Casa di

Dante” dove ha organizzato alcune sue

mostre personali di pittura.

Poetessa e pittrice ha pubblicato in

Il dono più bello

Momenti magici

e il mondo è stato mio.

Poterli imprigionare

ma sono fuggiti veloci

come sabbia

che scivola fra le dita,

come vento

che libero spazia,

come acqua

che scorre

e non è mai la stessa.

Ricordare non è vivere

e a che serve

inseguire vane chimere?

Un giorno sereno,

pacato, tranquillo,

è forse il dono più bello.

71


Poeti in Toscana 2015


Antonina Giammarinaro Monti

La speranza della vita

Corrono le nubi nel cielo,

si fermano, s'inseguono,

alla conquista di uno squarcio d'azzurro.

È bello volare con loro,

interrompere la corsa della vita,

sorridere e afferrare la gioia

dell'attimo fuggente

che non sempre sappiamo imprigionare.

Intorno ci si affanna

ma solo la sosta e la speranza

danno luce all'esistenza.

antologie e riviste numerosi articoli

e poesie nonché un volume di poesie

“Frammenti di luce” illustrato con riproduzioni

dei suoi dipinti.

Ha partecipato a manifestazioni e mostre

in Italia e all'estero riscuotendo

premi e lusinghieri consensi di pubblico

e di critica. Si ricordano il Primo

Premio per la poesia (Firenze, 1999) e il

Premio di sala (Firenze, 2012) dell'Accademia

“Il Fauno”; i diplomi di finalista

al Premio Firenze per la poesia tutti gli

anni dal 1995 al 2001; il Primo Premio di

pittura alla 17° Rassegna d'arte “Città di

Viareggio” 2003; i premi e i riconoscimenti

del “Premio Italia per le arti visive”,

Firenze - Certaldo - Capraia per diversi

anni consecutivi dal 1997 al 2008;

la medaglia del Premio Italia, XXIII edizione,

2008, organizzato dalla rivista

“Eco d'arte moderna”, per i numerosi

successi riportati dall'artista nel corso

di oltre 10 anni; i vari premi dell'Associazione

Marzocco, l'Oscar della Cultura

conferitole dalla Galleria d'Arte

Centro Storico di Firenze nel 2014.

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Leda Giannoni

ledagiannoni@gmail.com

Poeti in Toscana 2015


Leda Giannoni, nata a Montecatini

Terme, vive a Firenze fin da piccola.

Si è laureata in Scienze Politiche ed ha

insegnato come ricercatrice alla Cesare

Alfieri per diversi anni.

Ha pubblicato molti lavori nel Diritto

Pubblico comparato e nelle Istituzioni

Politiche.

Da sempre il suo amore per l'arte l'ha

spinta a dipingere e la sua dedizione

nel tempo si è tradotta in un vero e

proprio impegno.

Ha partecipato a mostre di pittura nazionali,

estemporanee ed a diversi premi

importanti.

Scrive da sempre poesie e pubblica in

diverse riviste letterarie e antologie

quali “Il Fauno”.

Ha partecipato a diversi concorsi in varie

città italiane.

A Villa Arrivabene con la pittura ha presentato

le sue poesie.

A Palazzo Pretorio di Sesto Fiorentino,

a Certaldo, alla Galleria “La Pergola.

Fa parte di alcune associazioni fiorentine

quali “Il Paiolo” “Le Muse” San Giovanni

Battista”, “Firenze donna”, “La lega

del Chianti”.

Con il premio di pittura Città di Viareggio

ha presentato le sue poesie,

e con il Premio Italia per le Arti Visive

per diversi anni organizzato dalla rivista

“Eco D'arte Moderna”.

Pensare a te

Pensare a te, nel turbine della mia vita, come per

il viandante assetato e stanco,

una sorgente di acqua fresca io abbevero la mia

arsione al pensiero di te.

In questo pensiero riposo la mia stanchezza e da

esso traggo motivo di vita.

Più bello sarebbe averti sempre accanto e non

con gli occhi della mente

ma con quelli della fronte poterti guardare, ma,

tuttavia è bello pensare che verrà

l'ora in cui posso vederti e parlarti, è anche bello

attendere l'ora in cui, uniti,

possiamo dimenticare tutto il resto del mondo,

sprofondandosi in un eloquente

silenzio che nessuno scrisse, che nessuno scriverà,

che nessuno mai seppe.

73


Poeti in Toscana 2015


Leda Giannoni

In terra straniera

Odo mormorare i ruscelli del bosco.

Nel bosco, tra lo stormire

non so dove io sia.

Gli usignoli cantano

qui nella solitudine.

Come volessero dire

qualcosa del bel tempo passato.

Volano i bagliori della luna

come se vedessi sotto di me

il castello giù nella valle

eppure esso è tanto lontano

come se il mio amato

nel giardino pieno di rose

bianche e rosse

dovesse attendermi.

Istanti divini

Se potessi questi istanti divini eternare!

Dare a te questo senso di gioia perfetta

come a chi mi circonda io m'illudo di dar.

Se potessi questo giorno fermare

fermare tutto quello che mi illude, che getta

nel mio cuor la linfa di una vita più bella.

Canto alla vita

Sono l'allodola

È allegro il mio canto.

Lascio agli altri mostrare

Il lato scuro.

Il mio mondo è limitato:

vivo felice di ciò che sono!

74



Mirco Giarrè

mircogiarre@gmail.com

Poeti in Toscana 2015


Autolesionista al ballo

di Carnevale

Nato a Montevarchi il 30 agosto del 1992,

vive a Tosi, piccolo paese in provincia di

Firenze. Dopo aver conseguito il diploma

classico superiore si iscrive alla facoltà di Lettere

e Filosofia di Firenze, dove studia attualmente

Lettere Moderne. Ha partecipato alla raccolta

di poesie “Poeti in Toscana” edito da Masso

delle Fate nel 2014. Nel dicembre dello stesso

anno otto sue poesie son state selezionate per

far parte delle dieci letture proposte per la rassegna

letteraria “Abbiamo lettori, cerchiamo letture”

del Wag Film Festival che si è svolto a Terranova

Bracciolini. Sempre nel dicembre 2014 ha

pubblicato la sua prima raccolta di poesie, "Adamo",

con la casa editrice Masso delle Fate e ha

presentato due poesie all'interno del numero di

dicembre della rivista italiana di arti varie" Luogos".

Nel 2015 altre sue poesie sono state inserite

nel terzo numero della rivista "Luogos". Nel settembre

2015 ha partecipato alla manifestazione

"LuOGOS d'arte" con il suo volume "Adamo" e,

sempre da settembre 2015, è diventato condirettore

generale e direttore della sezione scrittura

della rivista di arte e cultura "luogos". Alcune sue

Un mantello silenzioso,

con questo caldo,

cucito sulle spalle

le tue mani distratte,

che scavavano solchi

sopra di me.

In alto il cielo brilla

e intorno cantano le cicale.

Io muto nell'ombra il mio

sorriso.

Il tuo volto, incantato

anche per me

risplende.

E ballo nella mia ombra,

cercando i tuoi occhi.

Sono il tuo Eddie,

tu la mia Sylvia.

O forse son io lei?

Confusi i miei pensieri,

distratti.

Colossi ovunque...

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Poeti in Toscana 2015


Mirco Giarrè

Cosa ci faccio con te?

Non so più chi sono.

Dove sta la mia forza?

Rannicchiato nella tua

ombra,

sospiro.

Piangono le mie vene.

Lo fanno per te.

poesie sono presenti su neteditor.it e alidicarta.it.

Hanno scritto di lui il poeta Enrico Taddei

e il critico Nicola Nuti. È anche autore

dell'introduzione al libro "Caminàde có òn

veneziàn" di Enrico Taddei ed è collaboratore

della rivista" Il Cartello", per cui scrive recensioni.

Pausa da quattro quarti

(Allegro andante)

Uno spazio suscettibile

di cambiamenti

immutabili

e vecchie parole

descritte dentro noi,

la misantropia

che mi donasti,

sola,

distesa su quel prato,

andando a largo,

a largo

senza più tornare.

E nuovi soli

e nuove stelle,

un battito improvviso

invaso dal tuo mare.

E cadenti sogni

e un figlio

bastardo

mai conosciuto.

Ho perso il senso.

E quel tutto

con te,

ch'è niente

nel monotono ripetersi

dei suoi passi.

Ma ti vorrei qui a volte,

a ripeter con me

che non eravamo

come tutti

e che in fondo

insieme eravamo

anche felici.

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Stefania Giordano Vespucci

Poeti in Toscana 2015


Ènata a Firenze dove ha compiuto

studi classici e vive con la famiglia.

Tra sillogi di poesia e narrativa e due

romanzi, ha pubblicato dieci libri di cui

la maggior parte in seguito a premio

conseguito nei concorsi. Nei suoi brillanti

esordi, s’incontra con Mario Luzi

che le scrive in dedica: “Il nome di lei

equivale a corona. Corona di che fiori?

Di che spine? O selvatica corona di

anni a venire?” apprezzando i suoi versi.

E il Poeta, continua dopo aver ricevuto

“La bottiglietta marina” (anche questa

raccolta edita da un primo premio),

con i suoi lapidari commenti: “L’entità

fatta forza genera lance e gigli”.

Del 1990 il primo romanzo “Profilo di

Chiara” (Maremmi Ed.) per cui il prefatore

prof. Giorgio Luti commenta: “una

storia d’anima. Idillio poesia in prosa”.

L’autrice sceglie per la copertina una

propria immagine in controluce emblematica

di lei in ogni tempo della

vita. Molto successo di critica nel 1993

Il perdono

Il perdono è un miracolo,

rapsodia universale d’Infinito

-dal principio al principio,

nell’amore di ogni crocerespira

vento marino al piccolo pesce

e verdi praterie alle pecorelle del gregge…

chiamato e invocato da Gesù,

nella santità della creatura

lavata e infine prosciugata,

nel diletto vettore dell’anima,

colomba dell’amore di Maria,

nella costante primavera d’ogni vita,

dove il cuore è aperto al suggerimento

e la sapienza insieme dall’umiltà gestita:

sì, l’infinito esercito di stelle

vincerà la bestemmia della terra

nutrita dall’ipocrisia di satana,

con diabolica dimenticanza,

ermafrodito della bellezza…

Nel caos infernale

primordiale superbia:

inutile rifiuto se ora anche

la dolce capinera

al Vespro canta Ave Maria.

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Poeti in Toscana 2015


Stefania Giordano Vespucci

Esonero di desiderio

Esonero di desiderio…

Nel convulso campo di cavallette

(la vita), menopausa di dolcezze?!...

Là dove il grembo implora?!

Invece v’è reliquia custodia

del puledro passione!

Dolorosa ninna-nanna

di mammelle abbandonate

e tiranna delusione,

crisi-donna: ahi!...

Ahi delirio di “Violetta”! Ahi!

…E ALFINE REMISSIONE DELLA PAURA:

MENTRE FILIGRANA DELL’INCONTRO

PORGE TELA, DISEGNA ARCO ALL’AMPLESSO.

ENDIADI E PREGHIERE SOLCANO

VETTE E OCEANI, NEL TITOLO

DELL’INFINITO BUSSA

L’INNAMORAMENTO: CELESTE DECISIONE LO ELEVA

A PISTA DEI VOLTEGGI:

PATTINAGGIO DI TUTTA LA VITA.

per “Il Tamburino di Dio”. La silloge è

prefata da Paola Lucarini ed ha in postfazione

un dettagliato studio linguistico

dell’italianista Giancarlo Oli. Più

tardi seguono le opere di poesia “Coriandoli

d’una giovinezza” e “Il corpo e

l’anima” (Pietro Chegai Ed.) di cui un

altro autografo di Mario Luzi: “Stefania,

trapana lieve l’aria / di ieri e di domani

/ la tua elitra – musica sottile /

d’echi santi e profani”. Sempre dei primi

anni Novanta il secondo romanzo

“Il dubbio” (Gazebo Ed.) stavolta prefato

da Mario Luzi.

Pubblica da ultimo, ancora con Gazebo,

alla vigilia del 2000, “del vero canto

dell’amor passione”. La produzione

segna ora una lunga pausa; Stefania

però ha molti inediti. Il prof. Alberto

Chiari dell’Università Cattolica di Milano

ha inserito tutte le opere di Stefania

all’Accademia della Crusca. “Il dubbio”

attualmente è stato accettato in

donazione di Stefania alla Biblioteca

Mario Luzi di via Ugo Schiff. “…Stefania

Giordano Vespucci, istintivamente,

spontaneamente, innova un lessico

meriniano…”

(A. Balsamo)

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Andrea Gradi

Residente a Signa

andrea.gradi@alice.it

La Storia

Ciò che fu e ciò che è stato,

chi allor visse ed ha vissuto

l’hanno scritto e raccontato,

che gli sia, o no, piaciuto.

Poeti in Toscana 2015


Ma se tu non lo rammenti,

se di ciò non fai tesoro,

se nemmen picciol frammenti

tu tramandi a noi e a loro,

Andrea da Signa è il nome d’arte

di Andrea Gradi, nato a Signa

(Firenze) l’8 agosto 1948. Proviene

da un ambiente post-contadino,

dal quale ha ereditato la concretezza,

la semplicità e l’amore per le cose più

vere della vita. Da suo padre ha preso

l’amore per la cultura, per l’arte, per i

viaggi, per la ricerca, per lo scrivere:

dalla prosa alla poesia, dal saggio al

pezzo giornalistico, al pensiero, alla parola,

ed a tutto ciò che è, oggi, la nuova

comunicazione. Nel cassetto ha una

raccolta di poesie, una raccolta di racconti

brevi, un romanzo ed un’opera di

studio sulla vita ed il costume nel Rinascimento

in Italia, tutte opere non ancora

pubblicate.

Andrea da Signa

il presente ed il passato

non sapranno più di niente;

il presente, ch’è già andato,

è il futuro immantinente.

È la storia in divenire

che ci lega al dì presente,

e la storia, il dì avvenire,

ricordare ci consente.

Per non perder la radice,

ricordare ciò ch’è stato,

c’è la storia che mi dice,

nel presente, del passato.

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Poeti in Toscana 2015


Anna Maria Guidi

Lungarno C. Colombo, 18 - 50136 Firenze

Tel. 055 677633 - angtmn@virgilio.it


L’attentato

Oggi nell’aria ho colto al volo

il primo abbaglio dell’estate

e subito mi è nata -birichinala

voglia di ritornare a correre

-da sola- in un campo di papaveri.

Senz’argini alla piena del sole

erano tutti là compatti e tesi

in rutilante tenera parata:

serico sipario di sospiri

il palpitar dei petali dischiusi

alle accaldate carezze del vento.

Nell’effusivo assedio

di tanta beatitudine ignara

appena in tempo ho sospeso la staffetta

sulla verde corsia dell’attentato.

Sono rimasta là

vestale dei miei passi

a contemplare intatta l’armonia

del fragile alleluia

festosamente sparso e acceso intorno

dalla grazia del caso:

là sopra una zolla ancora bruna

dove soltanto gli occhi

nel fiorito sciamare

di tutta quella gloriosa meraviglia

solo di meraviglia

potevano ferire.

Anna Maria Guidi, fiorentina di nascita e residenza,

dal 1998 pubblica, a cura di illustri letterati,

6 libri di poesia (‘Esercizi’, ‘Incontri’, ‘Tenacia

d’ombra’, ‘Certezze’, ‘In transito’, ‘Senz’alfabeto’)

e uno di saggistica (‘La carità erotica nella poesia di S.

Penna: un approccio psicocritico’), che ricevono premi

assoluti in numerosi concorsi e prestigiosi consensi

e commenti critici sulle migliori riviste, antologie e

letterature, settimanali e quotidiani, dove spesso

compare anche la sua produzione poetica e saggistica.

Fattiva promotrice culturale, dedita all’incontro

per la conoscenza e l’interazione multidisciplinare,

già per 30 anni responsabile del Dipartimento di Neuroscienze

dell’Ateneo fiorentino, ha poi collaborato

alle stesure e relative prefazioni di testi neuropsicofisiologici

per pubblicazioni e relazioni svolte in congressi

nazionali ed internazionali, presentando inoltre

conferenze e ‘letture didattiche’ tematiche in varie

sedi istituzionali. Consigliere della ‘Camerata dei Poeti’,

è attualmente consulente di ‘Pianeta poesia’, per

cui ha curato e presentato nel primo decennio degli

anni 2000 i programmi ‘Incontri con l’Autore’ e ‘A due

voci’ allo storico Caffè Letterario Le Giubbe Rosse. È

socia onoraria del Centro d’Arte Modigliani e presidente

di giuria nel Premio Letterario Internazionale

G. La Pira. In rete è presente su Literary e sul portale

di ‘Novecento poesia’.

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Roberta Incerpi

robertaincerpi63@gmail.com

Poeti in Toscana 2015


Il silenzio

Posso toccare questo silenzio,

denso, accerchia le emozioni.

Non quiete serena,

ma plumbeo abbandono.

Roberta Incerpi nasce a Viareggio nel

1963, si trasferisce a Pistoia dove intraprende

gli studi. Si laurea in Scienze

Biologiche all'Università di Firenze nel 1989.

Docente di Scienze e Biologia dal 1990. Fin da

piccola dipinge e scrive per passione seguendo

l'amore per i colori trasmesso dal padre Dottore

in chimica, dalla madre e dalla zia materna

disegnatrici e ricamatrici di tessuti. Ha fatto

tesoro dei preziosi insegnamenti del noto scultore

pistoiese V. Gelli e della prof.ssa di lettere

A. Tovini Tassitano.

Ha partecipato a concorsi letterari e artistici,

ha esposto i dipinti in alcune mostre collettive,

è presente con alcune opere in volumi d'arte:

“L'èlite” (2007), rivista Expoart-Transizioni n.

15 - 12/2012, Artisti di Pistoia e del suo territorio

(2013), Artisti della Toscana (2013), Donne

dell'arte in Toscana (2013), Donne dell'arte in

Toscana (2014), Poeti di Toscana (2014), Artisti

della Versilia (2015), rivista La bellezza dei miti

Accademia Intern. Gentilizia il Marzocco n. 2/

2014, silloge “L'attesa” edita in Alcyone 2000

Guido Miano ed., premio speciale 2015 con

silloge “In viaggio...” in autori per l'Europa 2015

Ibiskos Ulivieri, 1°premio con silloge “tra le pieghe

dell'animo” premio lett.-art. Leonardo da

Vinci scrittori 2015.

Preme la nebbia su mani tese

come rami spogli, dimenticati, arresi.

Lontano luci effimere

s'intonano a giochi d'amore.

Speranza e fiducia appassite

giacciono su liquidi asfalti.

Distorto, l'orizzonte grigio

parla di strazianti assenze.

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Poeti in Toscana 2015


Roberta Incerpi

Il babbo

Accoccolato in cima al molo.

Calzoncini e sandali,

il ciuffetto di capelli nella brezza,

come un bimbo di altri tempi.

Mio padre.

Resti ore nell'incanto del tuo mare.

Lontano dalle genti,

sospeso, in attesa,

ma pago.

Chissà dove sono i tuoi pensieri … babbo.

Impigliati nell'altezza dei velieri,

ridenti dietro le corse dei gabbiani,

abbandonati nell'arancio del tramonto ...

là dove il sole si unisce al cobalto delle onde.

E come un bimbo ti emozioni,

scherzi con la rena ed i sassetti,

le conchiglie sono i tuoi tesori,

la spuma sulle caviglie stanche la tua gioia.

Abbandonata la frenetica fatica

nelle tasche della giacchetta,

lasciato il lavoro sulla cravatta dai colori del mare,

appese le preoccupazioni al gancio in cabina ...

di fronte al mare … babbo ...

all'unisono suonate la stessa meraviglia

ed intonate la stessa canzone,

intrecciate armoniosi al bianco e turchino

speranze di pace e sogni di bontà.

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Daniele Lari

dandylari@gmail.com

Poeti in Toscana 2015


Nato a Poggibonsi il 21 maggio

1990. Vive l'infanzia e l'adolescenza

nel profumo delle colline

certaldesi. La verde periferia attutisce

e rende progressivo l'impatto con

la società. Riceve un'educazione molto

direttiva nelle zone limitrofi del paese

nativo fino alle scuole medie inferiori;

poi decide di intraprendere la strada

umanistica tramite il Liceo Scientifico.

L'istituto A. Volta funge da catapulta

verso il mondo universitario. Si iscrive

all'ateneo fiorentino con indirizzo Psicologico.

Si laurea, si perde più volte e

ritrova se stesso in più forme.

Progredisce nell'arte in cui si diletta fin

da piccolo. Si nutre di filosofia e inizia a

strimpellare la chitarra. Finché non inizia

a scrivere per la webzine il Cartello,

che occupa tutt'ora una posizione di

rilievo primario fra i suoi interessi. Si

specializza nel design e poi si tuffa nella

scrittura di racconti.

Vince un concorso di poesie e si specializza

in psicologia del lavoro.

Spazio umano

Altopiani, cima e fondo

adesso non esiste più il mezzogiorno.

L’ombra,

senza sonno,

inaridisce il firmamento.

Capelli strappati,

parrucche bruciate,

il vento si divora il tempo.

Inusitati pensieri calpestano la terra.

Di nuove emozioni si nutre la civiltà,

mentre m’imbatto a scrutare l’abisso,

colgo che sono secondo…

E nei dissimulati mormorii,

accolgo la verità,

germe d’inferno.

Amorae

Tu,

cieca di colori.

Io,

architetto di emozioni.

Labirinto trasparente

dev'esser stato il mio amore,

se alla fine,

pur vedendo oltre,

non sei riuscita a fuggire.

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Poeti in Toscana 2015


Daniele Lari

La morte del Sole

Cavalca la Morte, il Mare.

Poco a poco spinge la sabbia

verso la riva.

La avvicina agli uomini,

con la speranza di lasciarla in buone mani.

Vedo il sole ritirarsi

dietro l’orizzonte.

E sale il profumo

del pesce cacciato

mentre Vento e Luce si alleano.

Vogliono distruggere le ultime ombre

del giorno.

Nel perpetrarsi del tempo finito,

i colori spettrarono scuri.

E le ombre,

che prima fuggivano,

sanguinanti,

ora, correvano in giro,

rinvigorite,

in cerca del proprio corpo.

Luce e Buio.

Ci fu un bacio, uno schianto,

poi l’urlo traditore di un’ombra

che pugnalò il sole.

Di lì a poco tutto sarebbe cambiato,

eppure c’era chi si dilettava

a non pensare, ancora,

e pescava,

uccideva,

fino alla fine.

A Lei

Avrei potuto coprire gli occhi,

anche se la sua immagine era più vivida

al buio.

Avrei potuto legare le mani,

anche se la sua presenza mi avrebbe sopraffatto.

Avrei potuto turare le orecchie,

anche se la sua voce viaggiava il corpo.

Non avrei potuto sottrarmi

al suo profumo,

se avessi voluto vivere.

Come una folata di vento

su di un campo di grano,

il suo profumo era respiro.

Valicava gli scudi e le difese,

penetrava il corpo

e insidiava la mente.

Comandava il cuore.

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Poeti in Toscana 2015

Daniele Lari

Come di nuovo

Quanto tempo d’esser finito,

per riviver di me,

ho avuto bisogno.

Avulso,

nel terrore di perder te,

senza svellere il dolore,

ho nutrito il sentimento

fino allo sfinimento.

Ora

come veleno,

le tue labbra secernono profumo.

Come un occhio strappato,

che la mia vista è finita,

solo il tuo sguardo

mi tiene in vita.

E nel celeste scorrere delle tue vesti,

l’ombra si nasconde,

come per non volerti,

come per non servirti,

come per perderti.

Ucciso e inumato.

Rinvenuto,

e poi dimenticato,

ho lasciato la terra

annegarmi,

malato.

E nell’alveo buio,

trovo luce

nell’aspettare di toccarti,

come di nuovo.

Specchio

Di fronte allo specchio

appare il mio riflesso.

Strizzo gli occhi per destarmi:

ci son oggetti

che sullo sfondo

ridan di me con diletto.

Mi volto di scatto,

e, nello smetter di vedermi,

chiamo il mio Nome,

per restar calmo.

Non ci sono.

Non penso di esserci.

Provo a scappare,

ma d’esser uomo

non posso cessare.

Vedo davanti ciò che c’è dietro

come le sbarre, il reietto.

Forse vivo nella mente,

e ciò che c’è è solo un riflesso permanente.

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Poeti in Toscana 2015

Haydée Lazzeri

Tel. 055 440275



La casa al mare

Nelle tue stanze

ho custodito la dolce tristezza

che m'increspava l'anima,

la gioia pura

che negli occhi galleggiava.

Sempre rammento

la tua luce e il tuo calore,

l'interiorità sotterranea

di me ragazza

svagata e appassionata

Nata a Viareggio, Haydée (Pseudonimo

Dide), insegnante, bibliotecaria

e bibliofila, ha cominciato

a scrivere nel 1997.

Un suo racconto è stato inserito nella

raccolta “Con gli occhi di una donna”,

frutto di un concorso letterario promosso

dalla Coop. Nel 2000 ha pubblicato

la silloge - poesie e memorie

dedicate a Viareggio - Pasticche e Pastocche

(Baroni Editore).

Nel 2004 ha pubblicato il libro di poesie

Silenzio in cucina (Baroni Editore)

con il quale si è classificata terza al

Premio Letterario Firenze Europa.

Nel 2015 ha pubblicato la raccolta

poetica Passioni (Masso delle Fate).

Da dieci anni frequenta con passione il

gruppo di lettura ad alta voce “Annamaria

Loda”, a Sesto Fiorentino.

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Poeti in Toscana 2015

Haydée Lazzeri

Amico e amante

Sei stato amico

e amante

maestro e grillo parlante.

M'incantavano i tuoi occhi dorati

i giochi di magia con i fiammiferi

gli appassionati abbracci.

Solo con te

ho cantato stornelli d'amore

e “Coscine di pollo”

ninna-nanna per il futuro figlio

Oggi

amo il tuo viso autunnale

le linee di velluto sulla fronte

le mani sapienti

i gesti misurati.

Non ho perso una goccia del passato

e bevo il calice fino in fondo.

T'amo

per quello che sei

per quello che sei stato

87


Poeti in Toscana 2015


Haydée Lazzeri

Donna di cuori

Solitudine inquieta

d'una eterna ragazza

ancora sfiorata

da un'incerta bellezza

di una donna di cuori

in attesa ancora di parole d'amore

di una donna assurda

se assurdità è

anelare l'abbraccio che l'acqueta.

Sobbalzi di giovinezza

Un po' stanca, un po' vecchia,

un po' pazza

resto in bilico fra i sortilegi

del passato

e l'apprensione per il futuro.

Ora finalmente

che è arrivato il momento

di riordinare lettere, biglietti,

fotografie,

mi scuotono a tradimento

sobbalzi di giovinezza.

88



Leonora Leonori Cecina

Tel. 055 613658

Poeti in Toscana 2015


Luna con prefazione di S. Lanuzza. Numerosi i premi letterari

nazionali ed internazionali che la vedono ai primi

posti. Liriche a sua firma compaiono su antologie e riviste

di letteratura contemporanea, alcune tradotte in inglese,

francese e russo.

Molti critici si sono interessati alla sua poesia.

“Poesia amabile ed incisiva, elargizione della natura".

Mario Luzi

Un volo d’ali

Leonora Leonori Cecina vive a Firenze. Laureata

in Scienze Biologiche si dedica alla

poesia ed alla pittura fin dall’infanzia.

Sue pubblicazioni: Frammenti di Poesia - Sensazioni

di Vita - Valzer di Sensazioni - Cipressi a

Mezzanotte con prefazione di C. Mezzasalma,

Poesia e Management - Folletti nell’Ombra con

prefazione di F. Manescalchi Nel segno della

C’è nel dolore

C'è nel dolore

un desiderio forte

di fare silenzio.

Picchia a martello

dentro al petto

incuneato come nel ventre

di un riccio impaurito.

Con chiavistelli e lucchetti

sbarra il suo grido ad altri:

urla solamente a se stesso.

Mi sei apparsa di fronte

nell'accappatoio un po' slacciato

ed un turbante in testa

di spugna colorato

a nascondere il rosso dei capelli,

riccioli anellati ostili

alle mie dita

quando frenavo con pazienza

i tuoi capricci.

Bambina-donna

passato-presente.

Un volo d'ore

saetta sul filo

della vita.

Un volo d'ali

verso un nuovo mistero.

Un volo di carezze

appese all'ultimo sguardo

di un pezzo di me stessa.

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Poeti in Toscana 2015


Annalisa Macchia

Viale Malta, 5 - 50137 Firenze

Tel. 328 219 6707 - annalisa.macchia@libero.it


Credevo che il tuo male fosse male puro

che ogni male portasse solo male.

Nebbia nel mio paesaggio:

la stessa che offusca la tua mente

e il corpo

più piccolo ogni anno.

Tardi capisco – e solo in questo luogo –

quanto mi hai lasciato

col tuo morire lento.

Odioamore è ora tenerezza

infinita, forza insospettata.

Sagome mai notate

offrono appiglio.

Noi sappiamo quale.

Questo filo

incurante di morte e saccheggi

ci stringe dentro

un nodo più forte d’ogni male.

(da: Interporto est, Moretti & Vitali Editori, Milano, 2014)

La quartina

Basta mettere insieme quattro versi;

puoi disporli nei modi più diversi,

ma se le rime scoccan dolci occhiate

nella QUARTINA avrai rime baciate.

(da: A scuola di poesia, Florence Art Edizioni,

Firenze, 2009)

A

A

B

B

Annalisa Macchia, nata a Lucca,

vive da molti anni a Firenze.

Laureata in Lingue e Letterature

Straniere presso l’università di Pisa,

ha insegnato lingua francese presso

alcuni istituti fiorentini. Studiosa di letteratura

per l’infanzia, poeta, narratrice

e traduttrice, ha pubblicato vari libri: il

saggio "Pinocchio in Francia", Quaderni

della Fondazione Nazionale Carlo Collodi,

1978; alcuni piccoli libri per l’infanzia,

La gattina dalla coda blu, La formica

giramondo, Il fantasmino, Il pesce

palla e la nave pirata, Ed. Chegai, Firenze

2002, e Mondopiccino - Piccole storie

in rima, Florence Art Edizioni, Firenze

2004; la raccolta di poesie La stanza

segreta, ETS, Pisa 2004; la raccolta di

racconti I sogni del mattino, ETS, Pisa

2005; la raccolta poetica La luna di

Cézanne, Kairos, Napoli 2008; il libro A

scuola di poesia, per capirla, per spiegarla,

per scriverla, per amarla, nella

collana “Saggi e ricerche”, Florence Art

Edizioni, Firenze 2009; il romanzo Il

portone di via Ghibellina, puntoaca-

90



Poeti in Toscana 2015

Annalisa Macchia

po Editrice, Novi Ligure (AL) 2011; la raccolta

poetica Interporto Est, Moretti &

Vitali editori, Milano 2014; Come si cucina

un sonetto - Scopri la poesia divertendoti,

Florence Art Edizioni, Firenze

2015, Timothy Houghton, Internal distance

(traduzione di Annalisa Macchia

e Luigi Fontanella con testo a fronte),

Mimesis Edizioni (Milano-Udine), 2015.

Ha tradotto poesie di John Ciardi, Timothy

Houghton e Mark Strand. Collabora

con l’associazione culturale fiorentina

Pianeta Poesia; con recensioni

e racconti alla rivista Erba d’Arno; è

nella redazione fiorentina della rivista

internazionale Gradiva; cura, inoltre, la

collana per l’infanzia della casa editrice

CFR Poiein.

La luna di Cézanne

Una scacchiera di finestre chiuse.

Taglia di sghembo, un lucernario,

il livido triangolo del tetto.

Bianca si riversa la luna

sul perimetro del letto

dove, in diagonale, supino

dorme un vecchio.

Coni di luce artificiale

moltiplicano cerchi sulla mano

sul libro abbandonato.

Spigoli vivi nel costato

appena muove il petto.

Senz'anni, senza affanni,

una presenza lieve

sfiora i capelli, il volto

dilavati.

Raccoglie, sospinge

traiettorie senza fine

tra i quattro lati di un argenteo vetro.

(Da: La luna di Cézanne, Kairòs Edizioni, Napoli 2008)

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Poeti in Toscana 2015


Michelangelo Marsili

Cell. 349 3954682

marsilitrek@gmail.com


Io non ho

Io non ho un lavoro

io vivo

Io non ho una casa

io abito

Io sono, povero

di cose

inutili

Simonia

Le menti prostituite

vomitano

aborti clandestini

di futuro

Verso l’estate

Sulle spine del vento

si smaglia la lana del cielo

Il sole, solo, semina

Azzurro

Brina

Brilla il mattino

in un boato velato di luci

Sono nato il 07/11/1973 a Firenze,

dove ho conseguito la maturità

al Liceo Scientifico Leonardo da

Vinci, nei sei anni successivi ho vissuto

a Ravenna dove mi sono laureato in

Scienze Ambientali nel marzo 1999.

Dopo il servizio militare ho cominciato

a lavorare come guida escursionistica.

Questa è tuttora la mia vita che

condivido con mia moglie e tre figli.

Ad oggi ho pubblicato una raccolta di

poesie (pubblicata dal Masso delle

Fate Edizioni) dal titolo: D'IO; altre

sono in divenire.

Pirati del Sole

Marinai di terra

Pirati del sole

figli di un cielo austero

Coltivano verticali dirupi

di vite

Rapidi calano le ancore

in seni di speranze

abbandonate

Poesia

Tradurre l'Eterno

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Gabriella Martino

gabimar@alice.it

Poeti in Toscana 2015

I mondi sublunari

I mondi sublunari

ci attendono

la freccia è sulla cocca.

Come melagrana

amo dispensare

le rosseggianti perle di vita.


Vive e lavora a Firenze. Ha conseguito

la laurea in Critica Letteraria

presso l'ateneo di Firenze con

110 e lode. Professore, scrittrice, pittrice,

poeta, saggista, giornalista, é pluriaccademica,

è stata nominata Cavaliere

dell'Arte. È tra i soci fondatori del Gruppo

di servizio per la Letteratura Giovanile;

è socia di diversi sodalizi, circoli artistici

e culturali. Pittrice affermata, le sue

opere sono presenti in raccolte pubbliche

e private. Ha pubblicato: "Cieli di

cristallo" (1985); "Solo un granello di sabbia"

(1987); "Un sogno in tram" (1988);

"Uccello di ghiaccio" (1994); "Thanatos-

Bios" (1996); "Chaos-Bios" (1996); "Eros-

Bios" (1996); "Martino" (1997); "Gioco di

specchi" (1997); "Psiche e luce" (1997); "In

punta di penna" (1998); "L'invisibile dei

luoghi" (1999); "Diamanti" (2000); "Oro la

luce dei tuoi occhi" (2002); "Brusìo di

ore" (2002); "Magenta e viola" (2004);

"Frammenti" (2012); "Sperimentazioni"

(2013); "L'ascolto del silenzio. Un viaggio

pittorico nell'Antico e nel Nuovo Testamento"

(2014); "Schegge" (2015).

Quasi spècola il pensiero.

L'opalescenza dell'io

tramuta in cristalli.

Gole di gelo e di fuoco

navate di fiori a tessere l'aria

pareti verdi di alberi canterini

per una intonazione nuova.

Oceanico grido d'amore.

Il mondo s'ingioiella.

Eros-vita.

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Poeti in Toscana 2015


Donato Massaro

Firenze

Cell. 334 122304 - donato.mas@virgilio.it


L’uragano

Si dovrebbe vergognare l'uragano,

alberi sradicati, tetti scoperchiati,

strade allagate, auto rovesciate

nel tempo rimbecillito

senza sentimenti alcuni

d'amore e d'amicizia

ma soltanto rabbia in corpo

talmente covata a lungo

diventata ira

nella furia degli elementi

a guastar la festa

dei così tanti successi

della modernità

e della contemporaneità

che han reso si dice forse

irriconoscibile il pianeta

senza più alberi

senza più una meta.

Donato Massaro vive a Firenze .

È laureato in Economia e Commercio.

Scrittore, poeta, critico letterario, critico

d'arte.

Ha pubblicato:

Due o tre cose che so di Dante (Masso

delle Fate Edizioni, 2012), Il primo amore

- Variazioni sul tema de I Promessi

Sposi (Masso delle Fate Edizioni, 2013),

Le parole sono d'argento. Poesie (Nicomp

L.E., 2015), Alone nel paese delle

conchiglie (Masso delle Fate Edizioni,

2015).

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Poeti in Toscana 2015

Donato Massaro

L’amore giovane

L'apprendistato ai tempi della scuola,

emozioni forti alla domanda:

è più importante amare o essere amati? A saperlo!

In un incipiente tramonto soffuso di tenerezze,

con balletti di sguardi in danze di parole aeree,

nella declinazione dei giorni che verranno,

l'argomento, con quanto ne potevamo sapere allora,

era quello: è più importante amare o essere amati?

Ascoltando le nostre voci,

messaggeri d'amore annunziavano

l'arrivo dei sogni che si compivano,

sgranando gli occhi per la sorpresa

d'essere lì insieme mano nella mano.

In una gara di dedizione reciproca decidemmo

che amare è più bello che essere amati;

amare è donare

più che ricevere doni, proprio dell'essere amati,

e donare è propriamente altruista,

e se l'altruismo è più bello dell'egoismo,

ergo: amare è più bello che essere amati.

Ineccepibile scoperta,

ne eravamo fermamente convinti

e ne facevamo esperienza,

apprendendo alla scuola dell'amore

le lezioni che la giovinezza ci impartiva.

Ma non si sottovalutava certo,

eravamo convinti anche di questo,

la bellezza e la gioia che dà il sentirsi amato,

pensando a lei, a lui, sempre,

come a una bellissima margherita

95


Poeti in Toscana 2015


Donato Massaro

trepidamente sfogliata nell'atto di sapere

se m'ama o non m'ama.

Il cuore batte forte,

incontrovertibile verdetto,

speriamo che m'ama,

sì, m'ama, yahoo! m'ama, m'ama,

lo voglio dire a tutti, mi ama,

oppure tenerlo nel mio cuore,

questo amore così grande.

Ed essere felici. Semplicemente felici.

96



Giuseppe Mastrantoni

Studio: Via Quattrini, 33 - 50019 Sesto Fiorentino (FI)

Cell. 328 0637558 - gmastrantoni@libero.it

Poeti in Toscana 2015


Nasce nel 1964 a Firenze dove

studia per Maestro d'arte.

Percorsi di vita espressi in grafiche

e sculture a oggi trovano spazio in

pensieri legati a periodi grammaticali

semplici che disegnano sulla carta la

sua collocazione spazio/emotiva.

Cadranno foglie

Ingialliti momenti si adeguano al colore

Autunno di vita di albero ingrigito

Sofferenza ai fortunali altrui

omologazioni cromatiche

falsa empatia

semiotica terminale

Cadranno foglie

immagini ricorrenti scandiscono tempo

ormai autotrofo del proprio divenire

Rami secchi pensieri vuoti che coprono il cuore

e fanno ombra al sole di domani

l’adesso concretizza le paure

Cadranno foglie

consumate da retorica poetica

pochi ne vedranno il volo

o la caduta

celata dietro la vergogna

ne sarà sentito suono alcuno

Cadranno foglie bagnate da pioggia di ricordi

Cadranno come lacrime

bagnando il foglio

o solo l’aria al suo cadere

97


Poeti in Toscana 2015


Giuseppe Mastrantoni

Il muro guarda

Il muro guarda

croste e muffe scandiscono il passato

Incastrato presente tra la finestra e il sole

raggi infranti su un futuro colorato

frequenze luminose e ricordi

lacrime che fanno felice il cuore

non attendono ingrigire

cadono col sole

Sul muro il nido

ricordo del tuo amore

persona che ama molto

molto è amata

Il muro è solo

mostra una intera vita

enfasi di un legame astrale

leggenda ormai è diventata

pochi lo credono reale

ma nonna

da quando per l’ultimo viaggio sei partita

su quel muro

Trinacria

una rondine non c’è più stata

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Daniele Minucci

edanema@gmail.com

Poeti in Toscana 2015


Come schegge di fuoco

Un nottambulo che si aggira tra gli scheletri,

irto di rabbia, insensato nel suo gusto, celebre per le sue malinconiche sortite autunnali;

urtando contro gli specchi e infrangendo il proprio animo, dorme nei laghi e colpisce i raggi di sole,

si nasconde tra le nuvole obbedendo alle leggi che impone,

travolto da una replica

in costante tensione, paladino dell'equilibrio.

Ibrido sempre più, stufo di questa casa e sanguinante per la giusta causa,

non ridi più con complicità;

e giurerai di averne visti migliaia, di averne visti centinaia.

Amore innocuo, stanotte affondi su di me i tuoi rami, abbandonandomi;

la lanterna del falco dista miglia da qui ormai, vedi allontanare la sua luce, abbagliata dal cielo.

Bosco della mia vita, veleno che assaporo la mattina,

non ti guardi più indietro, oscurato da un eclissi di acqua;

sono il tuo coltello, il tuo volto scuro, il tuo collo dipinto, la tua vela investita, le tue azioni bancarie,

sono la tua fame, la tua noia, la tua ruota confusa,

colpisco rapidamente,

come schegge di fuoco;

come tutti noi, come il vecchio falco che vola con la sua lanterna incollatagli agli artigli,

come un cerchio dilaniato,

soporifero sapore di notte,

vai cadendo, spargi le tue lacrime per la strada, ancora aperta;

come coriandoli, come vuoi tu, come l'agosto perfetto,

come il cancro affamato, come la velocità dei tuoi numeri, l'inefficienza dei tuoi sogni,

come un fiume che canta, come il diffuso dormire, l'inesperta iniezione di sapori,

come non sarà mai più, colpisci rapidamente,

come schegge di fuoco.

99


Poeti in Toscana 2015


Daniele Minucci

La saliva del tempo

Lontano dai salti temporali e dalle iniezioni di memoria

Sta un cuore metallico che pulsa recalcitrante al sole,

inglobando sazietà,

donando domande;

e il suo intento circolare

che colma le distanze,

spezza il fiato,

silente si inarca nell’abisso della velocità

dondola colando morte dall’alto

silente minaccia il cielo,

e le strade,

e le orchestre umane e immobili,

squarciando l’ordine che fu.

-ogni attimo è la saliva del tempo.

Cosa sei per me

Cosa sei per me ora che non sei per gli altri,

tu che grondavi acqua dai capelli

e volgevi il volto di velluto al cielo,

tu che viaggiavi all’interno di ostriche,

tu che sollevavi la gonna del tempo,

tu che ridevi per non parlare.

Lenta come una costellazione ti aggiri per le vie,

erosa come un cratere lunare agguanti con le tue mani scheletriche i capelli

della scrittura;

stendi scenari paralleli

consumi il tuo vizio grumoso,

acquisti capitali stranieri e azioni oscene,

lamento della vita

vulcano senza eruzione

satellite senza pace

cosa sei per me ora che non sei per gli altri.

100



Alessandro Mirannalti

smiralti@virgilio.it

Poeti in Toscana 2015


Alessandro Mirannalti è nato a S.

Piero a Sieve, abita a Firenze da

molti anni.

Laureato in Lettere presso l’università di

Firenze, ha svolto la sua attività lavorativa

nell’universo della scuola, ricoprendo

nel corso degli anni vari ruoli e contribuendo

a diverse pubblicazioni

relative agli aspetti organizzativi e didattici

dell’attività scolastica.

Nell’ambito letterario, oltre ad alcune

sporadiche collaborazioni alle riviste

fiorentine Salvo imprevisti e L’area di

Broca, ha pubblicato con lo pseudonimo

di Eratostrato Pestri una silloge poetica

intitolata Teoria della sopravvivenza

nella collana di testi letterari Gazebo

(Firenze, 1986). Recentemente è uscita

una raccolta di racconti intitolata Monomeri

con le edizioni del Masso delle

Fate (2015).

La lirica qui pubblicata appartiene a una

raccolta inedita il cui titolo è Piccola silloge

orientale.

Silenzio ancìpite

Io le dicevo: t’amo.

E lei mi rispondeva ma io no.

Io dicevo: t’adoro.

Lei uffa rispondeva ma io no.

Io dicevo: ti venero.

Che noia rispondeva ma io no.

Io le dicevo: troppo t’idolatro.

Lei faceva spallucce ma io no.

E così se ne andava il nostro tempo.

Ma quando fatto ardito io le dissi:

il mio amore è così grande,

tanto enorme, talmente immenso

che basterà e ne avanzerà per tutti e due,

il mio amore supera per dimensioni

la nuda vastità delle terre emerse,

il mio amore oltrepassa in estensione

le superfici acquoree dell’oceano sconfinato,

il mio amore è come l’aria sottile del cielo

e riempirà ogni spazio vuoto, ogni interstizio,

colmerà ogni lacuna, ogni mancanza,

il mio amore è il fuoco inarrestabile

di un’immane stella degli abissi cosmici

brucerà fino all’ultimo atomo d’impura scoria,

e molto d’altro dando fondo a tutto

101


Poeti in Toscana 2015


Alessandro Mirannalti

l’armamentario delle smisurate

metafore ch’al tema si confanno,

lei stette zitta, non proferì verbo.

(O pur mi parve? In materia d’amore,

si sa, sicuri non si è mai di nulla!)

..................

Così sto qui chiedendomi

se il suo silenzio ancìpite

fosse la novità d’un muto assenso

oppure del diniego

la riconferma più definitiva.

102



Lina Moretti Nesticò

50055 Lastra a Signa (FI) - Cell. 338 1734729

linanest@alice.it

Poeti in Toscana 2015


Lina ha sempre amato lasciare

scorrere sul foglio o altro i suoi

pensieri traducendoli in segni,

parole e colori.

Inizia la sua attività espositiva alla fine

degli anni Ottanta in Firenze per poi

spaziare e partecipare ad eventi in Italia

e all'estero.

Le sue poesie sono state pubblicate in

diverse collane editoriali.

Chiara

Rimangono echi

di voci lontane

amiche della tua sensuale

voglia di esistere

Arno

Eravamo lì con il costumino di lana

sulla riva bianca dell'Arno

la sabbia filtrava trasparente al sole

fra le nostre dita lì presso la draga

Ci portava Babbo che quieto accanto

l'esca nell'acqua gettava

e godeva del tempo dell'attesa

la sorpresa era per noi grande

quando guizzante il pesce abboccava

La barca accanto in onde piccole

l'acqua rompeva e il nostro occhio

vagava sotto la chiglia ad esplorare

della vita fluviale il mondo

Così l'estate passava serena...

fresca la pelle per la fluida carezza

Spazi di silenzio

I sentieri di foglie

seguono i ritmi

e al quieto rigagnolo

conducono

evocando spazi di silenzio

Alba

Sempre suscita stupore

al sorgere del sole

la stella del mattino

e subito rammemora

del Poeta il verso breve

103


Poeti in Toscana 2015

Roberto Mosi



Via La Farina, 45b - 50132 Firenze - Tel. 055 587071 - Cell. 340 3878 503

mosi.firenze@gmail.com - Blog: www.robertomosi.it - www.poesia3002.blogspot.it

Canto per Le Murate

E venne il tempo del Convento delle Murate,

tredici sorelle lasciarono le case sul Fiume.

Nelle piagge alla Porta di Santa Croce

presero vita chiostri, la chiesa, orti

fu accolta, fanciulla, Caterina dei Medici.

Il Fiume travolse di settembre, le mura:

nel fango intatta l’immagine

della Madonna cosparsa di neve.

E venne il tempo del Carcere delle Murate.

Storie di disperazione trovarono

il loro compimento dai quartieri popolari,

storie di resistenza al fascismo.

Il Fiume bussò alle porte del Carcere

il mese di novembre

e volle ancora le sue vittime.

E venne il tempo della Metamorfosi,

la città divorò il carcere, penetrò nei cortili

nelle celle, per sempre spalancate.

Le piazze risuonano di musica

delle voci dei giovani

del fruscio delle pagine dei libri.

Giovanni Michelucci al mio fianco:

“Facciamo quella passeggiata

in Santa Croce che ti promisi anni fa.

Il nostro cammino è libero

per giardini cortili piazze.

Non furono vani

Roberto Mosi vive a Firenze, è

stato dirigente per la Cultura

alla Regione Toscana. Ha pubblicato

nel 2015 la raccolta di poesia La

vita fa rumore (Teseo-I Minotauri); nel

2014 il romanzo Non oltrepassare la linea

gialla (Europa Edizioni). Nel 2013: la

raccolta Concerto (Gazebo); la guida

storica Elisa Baciocchi e il fratello Napoleone.

Storie francesi da Piombino a

Parigi (Il Foglio). In precedenza le raccolte:

L’invasione degli storni (Gazebo

2012), Luoghi del mito (Lieto Colle

2010), Aquiloni (Il Foglio 2010), Nonluoghi

(Comune di Firenze 2009), Florentia

(Gazebo 2008). Nella Collana Libri Liberi

di www.larecherche.it sono presenti

gli e-Book dell’autore: Firenze,

foto grafie, Nonluoghi, Aquiloni, Itinera,

Sinfonia per Populonia, Florentia,

Mito. Recensioni sulle sue opere sono

pubblicate nel sito www.literary.it. Fra i

riconoscimenti ricevuti: il premio “Villa

104



Poeti in Toscana 2015

Roberto Mosi

Bernocchi” 2009 (Verbania) per Florentia;

per Concerto il premio della critica

“Anterem”, città di Abano Terme 2015.

L’autore ha realizzato una serie di mostre

di fotografia. È fra i redattori di Testimonianze;

alcuni articoli: “Il paesaggio

fra poesia e memoria” (2002), “Dino

Campana” (2004), “Gli angeli sulla Cupola

di Berlino” (2004), “Mario Luzi, la

tensione verso la semplicità” (2005).

L’autore fa parte della redazione della

rivista “L’Area di Broca” diretta da Mariella

Bettarini.

i sogni tracciati con la matita

gridati nelle assemblee di Quartiere.

Rimaniamo insieme, uomini liberi,

altre utopie sono da disegnare,

il Fiume – mostro

è in agguato sulle pendici dei monti”

Il pittore del silenzio

Una religiosa atmosfera

castamente medievale

bagnata del silenzioso

mistero della morte,

l’arte blocca l’attimo

rende eterno

il fare quotidiano

il luccicare della perla

il raggio più intenso

del sole tra le nubi.

La mutevole luce

degli alti cieli ventosi d’Olanda

respira di metafisica fissità,

unisce il tempo e lo spazio

immobilizza l’aneddoto

l’effimera apparenza.

Ossessiva conquista del moderno

sottile dubbio sulla realtà

nascosta sotto un’ossessiva

precisione di dettagli

di un ossessivo immergersi

nella trama del silenzio.

105


Poeti in Toscana 2015

Clara Nistri

Cell. 338 8485745



Pensare al passato

mi da la stessa angoscia

che pensare al futuro.

Un futuro

che ormai non esiste.

Un passato

che è sempre presente.

Non è un gioco

di parole

per me.

Non so giocare

con le emozioni.

Ma le immagini

scorrono

s'incatenano in maglie

di volti amati

e perduti.

Per ogni assenza

per ogni perdita

ho gridato il mio no

alla vita,

ma non credevo

che la morte

mi amasse così tanto

da lasciarmi vivere.

1 luglio 2007

Allieva del poeta Luigi Fallacara

(Bari 1890 - Firenze 1963) madre

di Gabriele Bellucci (Firenze

1971 - Fiesole 1994), poeta prematuramente

scomparso, vive e opera a Firenze

sua città natale.

È socia o amica in alcune associazioni

culturali quali: Novecento Poesia -

UCAI - Fondazione Il Fiore - Camerata

dei Poeti.

Figura in antologie quali: Parole di Pace

(Polistampa) - I Poeti dell'Arca (Bastogi)

- Questo Calice amaro (Polistampa)

- Florilegio (Lepisma) - Poeti in bici

(Corymbus) - Poeti Italiani nel mondo

(Book edit.) - Antologia bilingue Italiano

Inglese - I poeti e la crisi (Thule

Cultura) e in Letteratura Italiana (ediz.

Bastogi).

Sue poesie sono state lette in diverse

manifestazioni e circoli culturali aventi

per sede Provincia, Regione, Istituti

Culturali.

Ha pubblicato: La mia Notte (Bastogi) -

Nelle tue mani (Polistampa) - Firenze e

me (Corymbus).

Hanno parlato di lei: Roberto Carifi,

Alberta Bigagli, Emerico Giachery,

Anna Balsamo, Alberto Caramella, Enrico

Nistri, Carmelo Mezzasalma, Vera

Franci Riggio, Ilaria Minghetti.

106



Alessandro Pesci

pesciandco@alice.it

Poeti in Toscana 2015


Alessandro Pesci nasce a Firenze

nel 1946, vive a Lastra a Signa,

dove desidererebbe finire i

propri giorni, ha studiato arte a Pietrasanta

(LU) e Firenze. Dal 2002 scrive,

poesie, prose poetiche e brevi racconti,

che declama di persona in vari contesti

letterari.

Il tempo perduto

Ho sciupato il mio tempo nella fretta della vita,

per giunger dove, se la meta aveo smarrita!?

Ho perduto del tempo l’essenza, il senso stesso,

senza sapere quanto ancora mi fosse concesso,

di rabbia ho pervaso il mio cuore e l’esser mio,

ho sovente annegato la ragione nell’oblio,

i miei dubbi profondi irrisolti ho lasciato,

nessun giusto monito ho mai ascoltato,

non ho visto, pur guardando, le cose più belle,

come se volessi gettarmi il futuro alle spalle,

nell’andare distratto ho mancato un sorriso,

dietro falsi sipari ho celato il mio viso,

ho goduto soltanto dei piacer di una notte

e mi assale il rimorso di parole non dette,

sbagliando, nell’amor non ho creduto,

non ho amato, ed è questo il mio tempo perduto!

107


Poeti in Toscana 2015


Alessandro Pesci

La polvere del palcoscenico

Spenti gli applausi, spente le luci, vuoto il teatro,

sono in fretta scappati gli attor giovani, verso altre

glorie, per loro la serata non è finita.

Sono solo nel camerino, e mi sento solo, perché ormai,

anche il mio personaggio mi ha abbandonato.

Smessi i costumi e gettati qua e là, lentamente mi tolgo

Il trucco, per levarmi con esso anche l’ultima finzione

di questo mondo teatrale.

Ero ubriaco in scena, io che non bevo quasi mai,

ero ubriaco perché mi piaceva, perché annegavo nell’oblio

del bere la realtà, ma senza alcool, fingendo di essere brillo,

che in fondo è lo stesso.

Ora ritornerò piano, piano ai miei pensieri reali, ma dovrò

per forza continuare a fingere, perché la vita è comunque

una commedia che si deve recitare per gli altri e a volte anche

per noi stessi, solo che non possiamo sceglierci il personaggio,

si deve interpretare quello che va in scena al momento.

Ho fatto me ne vado, chiudo la porta alle mie spalle,

la commedia è finita! O forse comincia adesso?

Mi è rimasta sulle scarpe la polvere del palcoscenico,

non la tolgo via, quella è vera reale!

E va bene per ogni commedia.

108



Monica Petroni

monica@gianfrancobianchi.it

Poeti in Toscana 2015


Isolati

Oltre la mia paura

trovo sempre la tua

e il bisogno immenso di farci del male.

Monica Petroni è nata a Viareggio

e vive a Pistoia con il

marito, l’artista Gianfranco

Bianchi.

Autrice della prosa e del soggetto del

Musical - drama “The Dreamer”, fa parte

del Movimento Culturale e Artistico

del Metateismo.

Le poesie inserite in questa pubblicazione

sono tratte dalla silloge “Il Buio

nell’Anima”, che rappresenta il suo debutto

ufficiale come poetessa.

Restino lontani da noi

gli animi deboli

i puri di spirito

le menti semplici

e i cuori limpidi.

Perché qui c’è la lotta

che porta il dolore

che trascina la rabbia

… che ci spinge nel buio.

109


Poeti in Toscana 2015


Monica Petroni

L'ansia

Vivo dietro la porta

aspetto

mi muovo nel buio

respiro

ti guardo mentre cammini

osservo

sono nei tuoi pensieri

controllo

raccolgo il tuo dolore

gioisco

mi nutro dei tuoi dubbi

cresco

faccio a pezzi la tua vita

esulto.

A causa del destino

Il profilo della tua tristezza

si stagliava ignaro dell'inganno per la mente.

Niente era già deciso

ma tutto sarebbe accaduto

nulla ci avrebbe fermato più ormai

nulla

nemmeno l'amore.

110



Luisa Puttini Hall

Via Verità, 6 - 50137 Firenze

Tel. 055 609460 - Cell. 339 1834211 - luisaputtini@teletu.it

Poeti in Toscana 2015


Luisa Puttini è nata a Milano il 18 gennaio

1950, si è laureata in Lingue e Letterature

Straniere (specializzazione in inglese) con

una tesi sul romanzo gotico, relatore il prof. Carlo

Izzo. Si è trasferita a Firenze nel 1972 dove si

è svolta tutta la sua vita professionale. Ha insegnato

inglese nella scuola media e, nei quindici

anni di docenza presso la Scuola sperimentale

Città Pestalozzi, si è occupata di progetti europei

e scambi culturali, collaborando con Scienza

della Formazione dell’università di Firenze e con

l’Irre Toscana. Ha rappresentato questi due enti

in contesti europei esponendo progetti di educazione

ambientale e di Life Long Education, nei

quali era stata parte attiva. Ha tradotto testi,

pubblicato saggi e articoli di carattere educativo.

Nel 2007 è uscito il suo testo per l’insegnamento

dell’italiano agli stranieri “Pronto chi

parla” (Nicodemo Maggiulli Editore). Nel 2000

il matrimonio con un collega inglese. I contatti

con parti diverse d’Italia e d’Europa hanno

ampliato i suoi orizzonti, le hanno fatto rigettare

ogni forma di provincialismo e soprattutto

hanno alimentato la sua curiosità nei confronti

degli altri, dei loro stili di vita, del loro retroterra

culturale. É molto vicina al mondo britannico

per ovvi motivi e ama la natura incondizionatamente,

in particolare quella del nord Europa.

Attesa

Dipingo ulivi contro il cielo nero

le viti in veste d’inverno appese

al filo del domani

Tronchi contorti germinano frutti

insospettabili nel gelo di febbraio

anche la quercia nuda mostra

solo il giallo acceso del lichene

Volano uccelli inquieti sulla terra

arata madre di vita nascosta

Promette l’alloro straordinaria fioritura

Nell’aria che incensa di legna bruciata

fossi ghiacciati tra cespugli di moro

un fiore di giunchiglia s’inebria

di silenzi e profumi sconosciuti

Sfiorano Dio le punte dei cipressi

111


Poeti in Toscana 2015


Luisa Puttini Hall

Maturità

Non servono valigie

porti nelle pieghe

di indumenti consueti

ricordi mai dismessi

a grandi figure giallo arancio

anche quelli strinati dal ferro

incauto dell’inesperienza

E fotografie immutabili

d’acqua che scorre

di sabbia in moto sulle dune

un quaderno scritto

da diversi inchiostri

parole appena tracciate

sbiadite in un respiro

L’amico che ti vide bambino

strappato come fico immaturo

gocciola latte tra le dita

per sempre illuminato dalla luna

Con cura custodisci

paesaggi solatii

nei solchi della pelle

campi spaccati dal gelo

tra le nocche delle dita

Laggiù

trascendenza di luce e d’aria

nella linea d’orizzonte

Narratrice e poetessa premiata in vari concorsi - dal

Portone Letterario di Pisa (2009 e 2011) al Contini

Bonacossi (2009) - ha vinto “Raccontare la Toscana”

del Consiglio Regionale nel 2008 con la lirica

“Pianosa”e il “Papini Opera Prima” con “La Culla”

nel 2014. Nel 2007 usciva la prima raccolta di poesie

per Masso delle Fate Editore “Giorni d’inedia e

d’abbondanza” che vinceva il Marisa Priori nell’anno

successivo. É diventata socia del Pen Club italiano,

di cui è stata anche traduttrice, in collaborazione

con il marito, di articoli per il sito ufficiale dell’associazione.

Dal 2009 inizia a partecipare a vari concorsi

nella sezione “racconto” dove ottiene alcuni

riconoscimenti e pubblicazioni di merito (Pausa Caffè

Mobydick 2013, Gli orizzonti della memoria ETS

2013). Nell’aprile del 2011 esce la seconda raccolta di

poesie “Isole e Terre” per Mobydick Editore, presentata

da Sergio Givone alla Biblioteca delle Oblate

nel maggio successivo e in seguito premiata in vari

contesti. Nel 2013 pubblica il primo romanzo “Allergia”

per Mobydick Editore, di nuovo presentato da

Sergio Givone e Severino Saccardi alla Biblioteca

delle Oblate. “Allergia” è stata tradotta in inglese

da Susan Burns. Numerosi critici hanno scritto

delle opere di Luisa Puttini Hall in riviste, giornali e

sul web: Paolo Sirigatti (Metropoli 22.10.2004), Roberto

Carifi (Poesia maggio 2009),Giuliano Ladolfi

(Atelier dicembre 2008), Severino Saccardi (Tuscan

Region Press Note 7.11.2008), Ilaria Minghetti (Priori

2008), Laura Pierdicchi (Literary giugno 2008), Giovanni

Maris (Dossier poesia 2010), Mariella Bottone

(La Nuova Tribuna letteraria 103 - 2011), Matteo

Fantuzzi (La Voce 6.6.2011), Nazario Pardini (Critica

2013), Pasquale Matrone (La Nuova Tribuna letteraria

113 - 2014), Sabrina Glorioso (On line Castellanza

e Il Mangialibri 2014), Carlo D’Alonzo (Rivista! Una

specie 2014), Michele Brancale (Toscana Oggi 2014)

Sue poesie sono presenti in antologie (Questo calice

amaro Polistampa 2009 - Dossier Poesia 2010 Le

Muse - Agenda 2011 Ibiskos ecc.) e riviste (Il monte

Analogo Maggio 2010 ecc.).

112



Silvia Ranzi

Via degli Artisti, 33 - 50132 Firenze

Tel. 055 5532857 - Cell. 347 3889347

Poeti in Toscana 2015


Silvia Ranzi, forlivese di nascita

(1958), ravennate d'adozione, vi

risiede fino al 1984.

Nel 1983 si laurea a Bologna in Lettere

Moderne indirizzo storico-artistico,

esercitando per alcuni anni la professione

di insegnante nelle Scuole Medie

Superiori. E' nominata rappresentante

l'Amministrazione Comunale di Ravenna

in seno alla Commissione di gestione

della Pinacoteca ed Arti visive della

Loggetta Lombardesca per il quinquennio

1979-1983. Risiede per 14 anni a

Roma; un soggiorno di due anni a Terni;

dal 2001 si trasferisce e vive a Firenze.

Professa l'attività di critico d'arte e critico

letterario. Collabora per eventi

con associazioni, gallerie romane e fiorentine,

tra le quali lo Spazio espositivo

all'EUR, l'Associazione A.N.L.A. Regione

Toscana, l’Associazione Firenze Arte,

gli storici gruppi di Firenze “GadArte”,

“Donatello” ed il Circolo degli Artisti -

Società di Belle Arti “Casa di Dante” di

cui è stata membro del Consiglio direttivo

dal 2010 al 2013.

Metamorfosi

Spicca il volo

metamorfosi naturale.

Personalità a confronto

scandalo la diversità.

Lascia che sia

la tela il suo ragno

farfalla il suo fiore

libellula si libra

lo specchio del lago

perscruta

l’inesplorabile sfera magica

del reale.

Pienezza

Maturità ritrovata

messe dorata al sole

nella campagna

a raccolto.

Ovario ricolmo

cuscino di petali

il frutto attende.

Esplodi Cerere

miracolo inatteso

a giovanile stupore

orgia di essenze

inonda

le narici assuefatte

inebria.

113


Poeti in Toscana 2015


Silvia Ranzi

Clessidra

Il tempo scorre

e… scorre

la realtà si trasforma

l’ego rimane.

Un’eco

il vortice dei tempi

non ha cancellato

la realtà risuona

altro da sé.

Scrive articoli e presentazioni critiche per artisti

di varia provenienza in occasione di mostre

personali e collettive, pubblicati su cataloghi,

brochures, riviste e periodici di cultura,

arte, costume, tra cui: “L'Attualità” di C. S.

Salvemini, “Pegaso” di Mario A. Mazzoni e “La

Toscana” di Fabrizio Borghini, con interventi

sul canale Toscana TV.

Dal 2004 è curatrice di tredici edizioni della

rassegna di arti visive contemporanee “Il Sacro

nell’Arte”che convoca gli artisti su tematiche

bibliche, con allestimento presso il

Chiostro Grande della Basilica della

S.S.Annunziata nella settimana delle celebrazioni

del Culto Mariano a Firenze .

Scrive ed ha pubblicato recensioni e prefazioni

critiche per raccolte poetiche e libri di

narrativa di poeti e scrittori toscani per varie

case editrici, creando eventi di presentazione

ed intervista d'autore.

Nel 1992 vince il Premio “Presentista” Città di

Forlì, XIIIª Edizione dal motto “Fondere la

scienza alla poesia”, con un saggio sulla “Teoria

estetica nell'Arte di Piero della Francesca”.

Scrive poesie dal 1979, partecipando a concorsi

sul territorio nazionale con liriche segnalate

su antologie: “Premio Lido di Roma”,

“Premio Laurentum”, “Premio Internazionale

Mario Luzi”. Nel 2008 ha pubblicato la silloge

poetica “Anima Primigenia” Ed. Masso delle

Fate, presentato da Lia Bronzi ed Anna Balsamo

nella Sala del Gonfalone a Palazzo Panciatichi

a Firenze.

È socia della prestigiosa “Accademia dei Benigni”

di Bertinoro (Forlì). Da giugno 2015 è

membro del sodalizio della Camerata dei

Poeti a Firenze, svolgendo il ruolo di responsabile

del parallelismo tra poesia ed arti figurative.

114



Marisa Rastrelli

Tel. 055 689314

Poeti in Toscana 2015


Marisa Rastrelli è conosciuta

poetessa, nell'ambiente delle

associazioni letterarie fiorentine

e nell'ambito di premi nazionali

e internazionali; collaboratrice di varie

riviste (era uno dei personaggi del periodico

“Firme Nostre” di De Lorenzo),

fa parte tra l'altro di “Firenze Europa”. È

stata molte volte presente alla Camerata

dei Poeti, associata e assidua dai

tempi della presidenza del professor

Oxilia, ha al suo attivo molte pubblicazioni

di libri di poesia. Tra i tanti premi

ricevuti le sono particolarmente cari il

VII Premio Casentino (in giuria Carlo

Bo) per una raccolta di narrativa e il

premio per la poesia inedita (in giuria

Leone Piccioni). Altri riconoscimenti da

ricordare: il “Fiorino d'Oro” al “Firenze

Europa” (sez. poesia), I˚ Premio Assoluto

“Via Regia”, per “Hoc erat in votis”

Ibiskos Ed., I˚ Premio Assoluto a “Etruria

Riva del Sole”, I˚ Premio in due sezioni

del “Le Prix des Lettres” a Nizza e “Estate

Lido a Lerici” con il libro di narrativa

“Il viaggio” Ed. La Versiliana. Ora predilige

dedicarsi ad attività di consulenza

e partecipare a mostre di pittura e poesia:

di questa nuova tendenza, rilevante

l'esordio che l'ha portata alla Marguttiana

di Forte dei Marmi. Qui citiamo

anche l'occasione più recente (col patrocinio

dell'Assessorato alla Cultura

per Firenze e la Toscana) “La visibilità

nell'invisibile” tenutasi in Via Sant'Agostino

a Firenze.

Vorrei

Vorrei, vorrei,

venire con te,

prendimi per mano,

camminerò sull'acqua.....

sarò leggera, non

sfiorerò le onde;

l'azzurro del mare non

si accorgerà di me.

Nemmeno le sirene,

intente ad ascoltare

musiche incantate.

Sarò come un'ombra

che volerà invisibile

nel nulla,

portami con te.

115


Poeti in Toscana 2015


Marisa Rastrelli

Sei così bambina ancora,

specialmente la mattina.

Con il sorgere del sole,

con le strade deserte,

dai tutto di te,

Facendoci capire primavere, estati/estate,

autunni... e l'inverno con la

nebbia leggera come un velo

d'argento in trasparenza,

l'Arno mormora per noi.

Poi, passeggiando a sera,

guardandoci intorno,

scopriamo che sei Signora.

Di notte per te le stelle

fanno cadere polvere d'argento,

e la luna indora anche le tue pietre.

Passeranno ancora i secoli,

e tu da giovane Signora,

li vedrai trascorrere senza batter ciglio,

senza superbia e dando amore a che/chi ti ama.

Che tu possa essere. FIRENZE MIA,

sempre ricoperta da quel manto d'argento;

fra pietre e ciuffi d'erba,

con fiori dalle mille sfumature.

Fra i vicoli passerai in punta di piedi,

tenendo fra le mani il nostro GIGLIO.

Trasparenza di luce...

fra le note di musica di Bach.

La vita scintilla fra riflessi di ombre...che danzano leggere

...per noi.

116



Poeti in Toscana 2015

Marisa Rastrelli

...Il vecchio...ricurvo di spalle...

camminava lento....sulle tavole di legno che

scricchiolavano sotto di lui facendolo dondolare...

era un ponte di corda vecchio...corroso.

...ma lui, il vecchio, caparbio, amava lodare il suo

mare che vi scorreva sotto incurante del pericolo...

si inebriava dell'odore della salsedine e guardava gli scogli neri

bagnati dalle onde bianche del mare...

...alzò gli occhi verso il cielo...e vide il suo volto...

il tempo era passato per lui...con tutte quelle profonde rughe sul volto...

nero di pelle...e gli occhi incandescenti brillava di

luce;...chissà quante cose poteva raccontarci...

quante esperienze. Di vita...ma il ponte di corda finì.

E lui entrò nel bosco ed a noi sparì, invisibile,

...nel nulla...

Tempo fermati...

tempo passa...fai come il vento...

torna al passato...cielo azzurro e rosa fra le montagne bianche.

Giocavi con le nostre vite...fino alla fine del nostro esistere.

117


Poeti in Toscana 2015


Massimo Rosati

www.massimorosatiartistapratese.it - massimorosati.mr@libero.it

Facebook: massimo.rosati.507?ref=profile


Fratelli lontani

Come foglie strappate dal vento,

sparpagliate sulla strada deserta,

ingiallite per il tempo passato

a mani nude, innanzi all’albero spoglio

che le ha cullate, nutrite e cresciute,

della vecchia famiglia.

Quanta fatica, per crescere forti

stè foglie leggere…senz’anima.

Eppur senz’orgolio, e senza pretese,

l’albero lottò con la sua radice contro

il vento e la pioggia, piegando ogni

sua membra pur di tenerle con sé.

Ora l’orgoglio del niente si mostra,

tra le foglie morte si giostra, e il vento

disperde l’amore ingiallito… ma non finito.

Nel vento freddo della vita che passa,

quanta povertà,…nell’anima e nello spirito

per non aver capito…un dolor sì grande.

Massimo Rosati nasce a Prato,

il 13 aprile 1949. Da sempre

amante della cultura, si dedica

alla scrittura, poesia, fotografia e

alle arti audiovisive. Fa parte dell’Associazione

Culturale Pratese Il Castello

della quale è stato anche presidente; è

inoltre associato all’Associazione Culturale

Orizzonte Cultura, all’Associazione

Musicoterapica Sentiero del

Suono, All’Associazione Combattenti e

Reduci e al gruppo amatoriale di fotografia

e cinema Quinto zoom.

Pubblicazioni

La stoffa in cui credo, Masso delle Fate

Edizioni, 2008; La voce dell’anima,

Masso delle Fate Edizioni, 2013; Emozioni,

Il Fiorino, 2014

Alcuni dei libri che menzionano o riportano

i suoi scritti

Poeti allo specchio, Edizioni Il Fiorino

2012; I Nuovi Poeti, Edizioni Il Fiorino

2013; Voci e Parole in volo, Edizioni

U.I.M.d.V. 2013; Acuta Mania, di Siro

Vignolini, Photo city Edizioni open

2013; Poeti in Toscana, di Lorenzo Bor-

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Poeti in Toscana 2015

Massimo Rosati

ghini, Masso delle Fate Edizioni, 2014; I

Cantori del Candia, 3° Antologia poetica

- Raccolta di opere premiate nel

decennio 2004/2013 - Club Culturale

Giovello “Mario Cagetti” Massa; In

punta di penna, scalpello e dietro l’obiettivo,

Antologia n. 5 Il Castello 1996

-2014 - Edizioni Il Castello - Associazione

Culturale Pratese; Poeti in Toscana,

di Lorenzo Borghini, Masso delle

Fate Edizioni, 2015.

Alcuni dei riconoscimenti ricevuti

Parole e poesia 2012, sesto classificato

con la poesia A mia madre;

Voce nuova 2012, secondo classificato

con il racconto Estate 2011;

Voce nuova 2013, primo classificato

con il racconto Amico mio;

Parole e poesia 2013, quarto classificato

con la poesia a tema L’aceto balsamico

di Modena;

Candia il gioiello 2013, diploma d’onore

per la poesia Come una farfalla;

Il Cavaliere 2013, Primo classificato

con il racconto Il sale della vita;

Voce Nuova 2014, Terzo classificato

con il racconto Il canto del mare;

Candia il Gioiello 2014, diploma d’onore

per la poesia Fratello mio;

Candia il Gioiello 2015, diploma d’onore

per la poesia A Viviana;

Voce Nuova 2015, terzo classificato

con il racconto Alluvione in Toscana.

Dalla finestra

Dalla finestra

il mio sguardo accarezza

la Retaia e il Monferrato,

silenziosi giganti assopiti

di rara bellezza

fermi nel tempo.

al centro, Spazzavento culla la valle

dove il Bisenzio serpeggia, mentre

Curzio Malaparte riposa in eterno.

Alcuni merli saltellano nel mio giardino

e mentre il sole si affaccia e bacia la terra,

il grano s’indora nel campo vicino;

sudato frutto di chi ha dissodato la terra

ed io, Toscano,

coglierò una spiga bionda e matura

e la conserverò,

come oro colato

che Dio mi ha donato

119


Poeti in Toscana 2015


Massimo Rosati

Dedicata a mio padre

Dal cielo azzurro un gabbiano,

planando, si è posato sul mare.

Lì vicino, un uomo, tiene il padre per mano;

pazienti passi per l’uno, incerti per l’altro,

nell’acqua bassa.

…Non ci sono immagini

di questo tipo nella mia memoria

però, ce ne sono altre, ugualmente belle.

La vita è fatta di attimi, che la memoria

custodisce nello scrigno del cuore,

laggiù…nel profondo dell’anima.

120



Poeti in Toscana 2015

Massimo Rosati

Velata malinconia

Mi sono alzato presto stamani.

Erano ore che non dormivo più,

che la mente vagava nel silenzio.

La pioggia batteva con forza sui vetri

e mentre il vento soffiava forte, insistente,

mi sembrava di udir la voce, di anime perse.

Con calma ho guardato alcune foto ingiallite

Per il tempo passato; ora tutto è cambiato.

Con i capelli bianchi… le mani stanche

Penso alle cose che ho sempre sognato,

a quelle che… ho sempre desiderato;

che oramai non avrò, e che ancora sognerò,

finche avrò vita. Ma che importanza ha?

Dovesse la mia vita finir stanotte… la vita

già compensato m’ha… L’amore tuo, il mio

per te, l’essere padre insieme a te… l’amor

dei figli so cos’è… e in fondo, solo queste

son le cose che veramente contano al mondo.

121


Poeti in Toscana 2015

Paola Rosati



Tristezza

Tristezza che tutto avvolgi,

come fitta nebbia scendi,

come coltre bianca tutto ricopri,

tutto nascondi e geli.

Tutto trasformi in pietra dura,

Fredda, irremovibile,

priva di sentimenti,

quieta e distante da tutto.

Pesante da sostenere,

per cui resti immobile,

ferma al tuo posto,

avvolta nel tuo gelo.

Come vorrei avere tanto calore

Dentro di me, per poter sciogliere

Questo gelo, che mi tiene prigioniera.

Che mi gela e pietrifica.

Paola Rosati, figlia di padre pratese

e madre sarda, nasce a Segariù

(Cagliari) il 13 luglio 1943, nel corso

di uno sfollamento bellico.

Vive a Prato fin dal 1945. Figlia di operai,

abbandona gli studi al termine della

quinta elementare, riponendo così nel

cassetto il suo sogno per lo studio.

Vive con serenità la vita quotidiana fatta

di rinunce, frutto dell’ultimo conflitto

mondiale.

Lavora fin da bambina come molti coetanei

in stanzoni di artigiani rendendosi

utile alla famiglia.

Nonostante tutto ciò, coltiva la passione

per la letteratura.

Da sempre amante della poesia e della

cultura entra a far parte dell’Associazione

Culturale Il Castello.

Alcuni dei riconoscimenti ricevuti:

Voce Nuova 2013, 4° classificata con la

poesia “Tristezza”;

Candia il Gioiello 2013, diploma d’onore

per la poesia “La vita”;

Voce Nuova 2014, 4° classificata con la

poesia La coppia

122



Poeti in Toscana 2015

Paola Rosati

Candia il Gioiello 2014, diploma d’onore

per la poesia "Tristezza";

Voce nuova 2015, segnalazione di merito

per la poesia "Il sogno";

Candia il Gioiello 2015, diploma d’onore

per la poesia "A Lorenzo".

Partecipazione a mostre collettive di

poesia:

Mostra adibita negli spazi espositivi

della Circoscrizione Nord Prato - novembre

2011;

Mostra Prato Memory presso gli spazi

espositivi della provincia di Prato - novembre

2012;

Mostra collettiva degli artisti del Castello

presso la Cripta della chiesa di

San Bartolomeo a Prato - novembre

2013;

Mostra collettiva degli artisti del Castello

presso Hotel San Marco Prato -

settembre 2014;

Mostra collettiva di Poesia Scultura,

fotografia e arti audio/visive del Castello

- presso gli spazi espositivi

“Dado” - novembre 2015 Prato

Libri che parlano di lei o riportano i

suoi scritti

In punta di penna, scalpello e dietro l’obiettivo,

Antologia n. 5 Il Castello

1996/ 2014 Edizioni il Castello - Associazione

Culturale Pratese.

I Cantori del Candia, 3° Antologia poetica

- Raccolta di opere premiate nel

decennio 2004/2013 - Glub Culturale

Giovello “Mario Cagetti” Massa.

Il Cenciaiolo

Andare al lavoro al mattino.

Aprire il magazzino.

L’odore aspro e forte del cencio

t’investe e toglie il respiro.

Ma è solo un momento,

ti guardi intorno e sei contento

perché accarezzi con lo sguardo

i colori, e vedi un giardino.

Ti siedi per terra davanti al collo,

gambe piegate e braccia allungate.

Tirare, strappare, tagliare,

tutto da sistemare…

bleu davanti, rosso a destra,

giallo dietro, verde a sinistra

ecco che il giardino fiorisce

e il cenciaiolo gioisce.

123


Poeti in Toscana 2015


Paola Rosati

Città di Prato

Oh mia Prato

Mia cara città.

Io ti amo come un bimbo ama

La sua mamma,

come un innamorato

ama la sua donna.

Ti amo così tanto

Che mi duole il cuore

Nel vederti così cambiata.

Prato, al tempo del tuo splendore

Eri la città dalle mille ciminiere.

A mezzogiorno, quando suonavano le sirene

e i lavoratori uscivano dalla fabbrica

per la pausa pranzo sembravi un formicaio

dove tutti correvano frenetici.

Ora non ci sono più sirene che suonano

A mezzogiorno

Non si vede più il brulichio di persone

Che si affannano a destra e a sinistra

Sei una città morta.

Curzio Malaparte dalla vetta di Spazzavento ti ha maledetta.

Ma per me sei la mia città

Tanto cara al mio cuore.

Al contrario di Curzio Malaparte

Ti benedico e ti auguro di

Ritrovare un giorno il tuo

Antico splendore.

124



Poeti in Toscana 2015

Paola Rosati

Pensiero

Il pensiero vola lontano.

Nella valle dei ricordi,

nel rimpianto dei bei tempi,

che furono e non tornano più.

Lo spirito è triste “si ribella”,

togliendo pace e serenità a

l’animo inquieto, che non

riesce ad acquietarsi.

Non sa trovare la via d’uscita

dalla culla dei ricordi,

che straziano l’animo

e offuscano la mente.

rendendo insensibile

Il corpo e lo spirito

agli stimoli della vita.

Annientandosi nell’apatia.

Non cercando di trovare

La strada della serenità

Annullando i pensieri.

125


Poeti in Toscana 2015

Littorio Rossi

Tel. 0571 993098



Inno al vino

Ave a te o nettare divino

fiore all'occhiello di ubertose colline,

rosso corposo, o giallo paglierino,

ci profumi d'aromi le cantine.

Nato a Montelupo Fiorentino

(FI) il 6 giugno 1935, ha pubblicato

poesie d’amore per

Ibiskos Editrice e altre poesie per il

Centro per la Cultura del Vino “I Lecci”.

Rallegri il desco di ogni buongustaio,

leader indiscusso di sagre paesane,

due bicchieri ed anche il depresso torna gaio

“se pur con moderazione e non a damigiane”.

Lo diceva anche un vecchio proverbio

contadino:

L'acqua è vitale, ma viva

il buon vino!!

126



Poeti in Toscana 2015

Littorio Rossi

Solo!!!

Tu non ci sei; ed io che cosa sono?

Se tu non fossi, cosa io sarei?

È dal profondo delle tue pupille

che traggo linfa per i giorni miei.

Solo fra tanti, solo fra la folla

che si dissolve e ridiventa nulla,

se non ti sento, se non sei vicina...

Perciò ripeto nei pensieri miei:

se tu non fossi, cosa io sarei?

Tu sei

Il caldo dei meriggi,

il fresco delle notti,

la quiete dei deserti,

un mare forza sei,

questo per me tu sei.

Aurore boreali,

tramonti vermigli

vulcani in eruzione,

pianto di fanciulli

Ti sento in ogni dove,

in ogni dove, sei,

angelo custode

di tutti i passi miei.

Il caminetto

Ricordi quelle sere al caminetto?

Il tuo sguardo mi cercava,

dentro l'anima frugava.

Era si, la mia risposta;

era sempre stata si.

T'adoravo ed eri lì

Nel mite tepore, il cerro languiva;

eri bella, eri calda, eri viva.

Eri tutta per me.

Ricorda, amore, al caminetto!

127


Poeti in Toscana 2015


Littorio Rossi

Natale 1975!

Il giorno si è spento quaggiù

perché i tuoi occhi non l'accendono più.

Da quando il lieve fruscio

dell'esile tua figura

odorante di vita,

si è perso nel nulla,

il buio ho d'intorno.

Perché non ci sei?

Riporta la vita

là dove è finita!

Perché

Perché, se piove il cielo

è terso all'orizzonte?

Perché i fiocchi di neve

odorano di rose?

Perché mi è mite

il duro travagliare?

Perché tu esisti, mi cerchi;

tutto me lo dice:

il sole che ti bacia la mattina,

il vento che scompiglia i tuoi capelli,

carpisce i tuoi sospiri

e me l'invia,

facendo che con me

sempre tu sia!

128



Antonio Sabatino

sabatinoanto@alice.it

Poeti in Toscana 2015


Antonio Sabatino è il poeta

della fascinazione, quello che

l'attrae lo secerne con liriche

dandone colore e profumo contemporaneamente,

quindi ama la pittura

traendone ispirazione.

Effigiato con quadro della pittrice

Anna Cecchetti nella rampa di scale

dell'ospedale Palagi con altri famosi

personaggi fiorentini.

Recentemente ha dato vita ad una originalissima

mostra che ha coniugato

l'arte alla poesia ideando d'affiancare

le proprie liriche ad un affascinante

melange di fotografie, disegni e collage

consentendo ai visitatori-lettori di

entrare ancora più approfonditamente

nel suo mondo poetico riscuotendo

eclatante successo.

Il poeta si trasferisce dalla Trinacria alla

Toscana giovanissimo con la famiglia,

sin dalla giovane età sente l'impulso

dello scrivere dedicando una poesia

d'amore ad una bellissima donna che

sarà la sua musa per diversi anni.

Poetare è stato ed è coniugare i senti-

Tripudiante volto

Plana

avvolgente

come fuoco dorato

della lava

sul sinuoso

dolce viso

una cascata

fluente felina

a dare armonia

i tuoi

meravigliosi capelli,

con lo sguardo

di cerbiatta

infondi

manifesta dolcezza

accompagnata

da labbra incantevoli.

Attraente

il morbido camminare

espande

elegante femminilità.

129


Poeti in Toscana 2015


Antonio Sabatino

Attimo da ricordare

Con un alito

del mio respiro

vorrei

sfiorare

la tua pelle,

infonderti

sensazioni

travolgenti

tu ed io

spogli

del superfluo

in un

tramonto

unico,

avvinti

in un

abbraccio

senza fine

con un

amplesso

sfavillante

indimenticabile.

“Fermati...

Rimani qui”.

menti riconosciuti esemplari da essere

premiati sia in Italia che all'estero: Parigi,

Madrid, Lisbona, Bruxelles, Vienna,

Malta, Atene, San Marino, New York.

“La poesia è pioggia di felicità e di dolore,

si raccoglie in un catino di pagine

bianche ove infiniti e sottili versi musicano

e colorano i sentimenti”.

La biografia del poeta è piena di riconoscimenti

e titolato di varie antologie.

- Poeta dell'amore per diversi anni.

Letterato del XXI secolo, titolo onorifico

dall'Accademia Internazionale Francesco

Petrarca di Roma.

Ambasciatore di pace dal Centro Lunigianese

di Studi Danteschi, Albenga.

È promotore di eventi culturali, dirige

la sezione poesia e prosa alla Pro-

Lastra Enrico Caruso di Lastra a Signa

intitolata al poeta Dino Campana.

Autore di vari libri di poesia d'amore e

di paesaggi.

Ha scritto un romanzo “Ho amato una

suora”.

130



Veniero Scarselli

gemma.menigatti.scarselli@gmail.com

www.venieroscarselli.it - www.literary.it

Poeti in Toscana 2015


Da “Eretiche grida”

Primo premio Fiorino d’oro 2013

Veniero Scarselli

(Firenze 1931 - Pratovecchio 2015)

Dopo una formazione umanistica e un’intensa

sperimentazione poetica, si laurea in Biologia

e si dedica alla ricerca scientifica conseguendo

la libera docenza e svolgendo numerosi incarichi

universitari: studi importanti per la formazione

di una personale visione del mondo e per la maturazione

dello scrittore, ma che non gli impediscono di

continuare la frequentazione della poesia.

Per molti anni ha rinunciato all’attività scientifica vivendo

sull’Appennino toscano per dedicarsi all’attività

agricola e alla riflessione poetica.

Ha pubblicato diverse opere poetiche: Isole e

vele (1988, poema), Pavana per una madre defunta

(1990), Torbidi amorosi labirinti (1991), Priaposodomomachia

(1992, sacra rappresentazione), Eretiche

grida (1993) Piangono ancora come bambini (1994,

poema), Straordinario accaduto a un ordinario collezionista

di orologi (1995), La riflessione poetica (1997,

antologia delle opere di S. a cura di Vittoriano Esposito),

Fuga da Itaca (1997, romanzo lirico), Il palazzo

del Grande Tritacarne (1998), Pianto di Ulisse (1998,

romanzo lirico), Ballata del vecchio capitano (2002,

poema), Diletta sposa (2003, poema), Il lazzaretto di

Dio (2004, opera omnia), Diletta sposa (2006), Genesis.

Fiaba della guerra e della pace (2008), Molti

millenni d'amore (2008), Conservazione dell'amo-

Dio senz’amore,

è Te che coi fucili di legno

d’una mente che muore d’inedia

volevo villanamente stanare

con l’ottusa arroganza del cacciatore,

non con la speranza del cieco,

del Lazzaro, del paralitico, del disperato,

ma come chi vuole con la forza

carpirti la formula gelosa

che spieghi il mistero dell’universo;

ma Tu, che sei Aquila,

getti le creature devianti

dalla rupe Tarpea del tuo nido

se presumono d’amarti soltanto

con l’amore fraudolento della ragione.

Tu dischiudi la tua Casa solo ai figli

che sanno farsi poveri di spirito

e umilmente t’accolgono in cuore;

il peccato della ragione

è lo specchio superbo di Narciso

divorato dai vermi del dubbio

e non depone che uova d’inganni.

Abbi finalmente pietà

di chi non ha saputo trovarti

pur nella bellezza sconvolgente

di questo tuo incredibile universo,

131


Poeti in Toscana 2015


Veniero Scarselli

e allora s’è fermato ad aspettarti

con il groppo antico alla gola

d’un povero cane abbandonato

che dopo tanto ostinato frugare

fin presso alla porta della Morte

s’è sdraiato sulla tomba del padrone.

Forse aveva invano cercato

soltanto nei posti sbagliati;

ma Tu non eri anche lì?

re coniugale. Sessualità e affettività nella terza

età (2008), Trionfo delle anime artificiali (2009), La

suprema macchina elettrostatica (2010), Diafonie

poetiche a contrasto (2010, con Rossano Onano), Il

mio pensiero poetante (2011), Indagine molecolare

sul bello (2011), Ascesa all'ombelico di Dio. Tutto

quello che Dante non sapeva ma che vorreste

sapere (2012), L'universo parallelo degli Acquatici

(2013), Vera storia del Vascello Fantasma (2015).

Non pratica la poesia lirico-intimista né le raccolte

di singole liriche, ma esplora le realtà esistenziali

e metafisiche rappresentandole in poemi narrativi

monotematici che riscoprono il poema epico. Alla

sua opera sono state dedicate diverse monografie

critiche: Vittoriano Esposito, La riflessione poetica

(1997), Gianna Sallustio, Oltre le colonne d'Ercole:

la poetica dell'esplorazione (1998), Federico Batini,

Figura umana e poetica di Veniero Scarselli (2004,

Introduzione al volume Il lazzaretto di Dio). Collabora

a diverse riviste letterarie con una copiosa produzione

di saggi e recensioni.

Ha vinto una gran quantità di primi e secondi premi

letterari, fra i quali spiccano il Libero de Libero,

il Marineo, il Minturnae, il Moncalieri, il Rhegium

Julii, il San Domenichino, il San Nicola Arcella. Sono

state più volte messe in scena da compagnie teatrali

le opere seguenti: Pianto di Ulisse, Priaposodomomachia,

Ballata del vecchio capitano, Straordinario

accaduto a un ordinario collezionista di orologi.

Non è presente invece in antologie, dizionari e rassegne

a pagamento, dove la scelta degli autori è dettata

in modo evidente solo da interessi economici.

Sulla sua produzione poetica hanno scritto, tra gli

altri: L. Baldacci «Un viaggio ossessivo [Torbidi amorosi

labirinti] in un tragico tunnel che si chiama corpo,

visceri, sesso (...) dove ciò che stupisce è la tenuta

di tutti i singoli momenti, l’arco della tensione.»; G.

Bárberi Squarotti «Una sulfurea eloquenza [Torbidi

amorosi labirinti] che fa pensare ai sommi esempi

della poesia barocca (...) C’è una disperata tragicità,

che si esprime attraverso la rappresentazione

dell’orrore e della degradazione, ma dove il discorso

religioso ha grande risonanza» «Priaposodomomachia

è una grande esplorazione delle tenebre della

carne come dello spirito» «Grandiosa e terribile allegoria

della malattia del mondo, della Creazione,

della vita [Il Palazzo del Grande Tritacarne]. Mentre

la maggior parte dei poeti dice parole, la poesia di

S. dice verità.» «Un’opera terribile e bellissima [Eretiche

grida], di quelle che scuotono a fondo l’anima

e costituiscono un punto di riferimento assoluto

di poesia e verità.»; M. Dell’Aquila «Una sacra rappresentazione,

[Priaposodomomachia] che sarebbe

piaciuta al grande Aretino (...) Una notevole capacità

di tessitura, immaginazione, sensualità, ironia, gioco

di sublimazione e dissacrazione.»; V. Esposito «Per la

sua carica dirompente, S. si conferma poeta assolutamente

nuovo (...) Il suo grande assunto è di rifondare

una poesia di pensiero che si distingua per

gli alti contenuti spirituali e morali [La riflessione

poetica]»; E. Giachery «Un poema [Piangono ancora

come bambini] che si legge con partecipazione profonda

(...) accogliendo in toto il messaggio, il respiro,

la tensione quasi insostenibile, il grido, soprattutto

la infinita pietas.»; M. Luzi «Una poesia viva, attiva,

che non solo risuona per la grande eloquenza, ma lavora

e va alla scoperta [Pavana per una madre defunta]»;

O. Macrì «Una dialettica [Pavana per una madre

devunta] fra razionale e irrazionale, fra materia e

spirito, in cui la presenza del filosofo è costante.»; V.

Magrelli «Bella, forte, accesa Priaposodomomachia,

tra Francesco Colonna e Benn, ma anche vicina a

132



Poeti in Toscana 2015

Veniero Scarselli

certa pato-teologia, anzi “teopatia”, di cui parlò Caproni.»;

W. Mauro «Poesia ardua e complessa [Straordinario

accaduto a un collezionista di orologi] ma

che indica alla parola poetica dell’oggi l’unica strada

percorribile: quella che dalla concettualità del dettato

conduce direttamente al mistero impenetrabile

della scrittura.»; G. Oli «Il lettore [in Straordinario

accaduto a un ordinario collezionista di orologi] è irretito

e indotto ad abbandonarsi mani e piedi legati

alla voce del Poeta-Maestro (...) Solo un vero poeta

poteva dedicare la sua vita alla poesia epica senza

piegarsi al vaniloquio imperante.»; R. Pazzi «I libri di

S. sono fra le cose più notevoli che abbia letto negli

ultimi anni (...) Con Eretiche grida si è ormai guadagnato

un posto di assoluta originalità nella poesia

contemporanea.»; A. Piromalli «In Priaposodomomachia

ideologia e linguaggio hanno una eccezionale

novità. Non c’è nulla di simile, per originalità,

nella nostra letteratura. Siamo oltre l’osceno, nel più

segreto nocciolo umano» «In Eretiche grida avviene

la fusione perfetta del contenuto e della forma. È

un’opera altissima, che non ha rivali oggi.»; P. Ruffilli

«È testo [Priaposodomomachia] di una formidabile

potenza espressiva, specie in certi snodi, al culmine

dei quali le parole scoppiano di colpo come dinamite.»;

M. Sansone «Un libro di poesia [Pavana per una

madre defunta] sconvolgente fondato sopra una

rigorosa e sconsolata concezione della realtà che

deriva da un profondo travaglio di meditazione»; S.

Valentini «Il lazzaretto di Dio è in grado di segnare

la poesia italiana per la sua forza immaginifica e visionaria,

per la decisività dei temi affrontati, per la

perizia espressiva e per il rigore nel condurre avanti

un’idea di poesia come veicolo di conoscenza.»; V.

Vettori «Un poema, [Isole e vele] mirabilmente capace

di coniugare l’impegno conoscitivo più serio

con una ricca vena di canto.»; A. Zanzotto «Poesia di

forte intensità (Eretiche grida) che origina da una improrogabile

necessità del dire (...) e che forma un insieme

unitario traboccante di vitalità.»; L. Zinna «Poesia

[Torbidi amorosi labirinti] veramente singolare

e spesso sconvolgente, al tempo stesso tenera e

terribile, elementare e complessa, reale e surreale,

personale e universale, visceralmente mistica, in cui

animalità, razionalità e spiritualità drammaticamente

si fondono elevandosi a vera poesia, vera come sa

essere quella che rifugge dagli orpelli e si fa scienza

del sublime.».

Veniero è stato un eremita moderno tuttofare: poeta-scienziato-filosofo-contadino.

Per lui in sintesi:

La poesia è riflessione esistenziale.

La poesia deve avere un linguaggio comprensibile.

La poesia deve dire pane al pane e vino al vino.

La poesia scandalizza i benpensanti.

La poesia è una missione.

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Poeti in Toscana 2015


Enzo Scortica

Cell. 338 9230980

enzoscortica@virgilio.it


Cinque Terre

Il treno ci ha riportati a Monterosso, l'aria

marina ci ristora l'animo insieme alla vista

del colore azzurro dell'acqua e quello giallo

dei limoni. I fiori accesi dei fichi d'India fanno

mostra insieme a quelli eleganti dei Bouganville.

Si prende la via in salita alla fine del

paese, tra i muretti dei giardini ci appaiono le

piante dei limoni, piene dei loro frutti color del

Sole che rendono la loro forza agli animi delle

persone di passaggio. Si sale tra i castagni,

i corbezzoli, le eriche, i lecci e i pini: molti

fiori punteggiano il ciglio del sentiero e piano

piano il mare ci appare più lontano, pieno

della sua grandezza. Si intravede la punta

del campanile dell'Abbazia di Soviore tra i

lecci che la contornano. La Chiesa ci appare

nella sua pace con le sue opere e la Madonna

venerata sull'altare, una Preghiera va ai nostri

cari e al nostro mondo che ne ha bisogno. Nel

piazzale, i lecci danno ristoro nel mezzo del

giorno, il mare ci appare azzurro e grande, la

salita ripida ci ha resi più forti insieme alla

Natura intorno, una sosta per riprendere le

forze, un sorso d'acqua fresca della fontana

dell'Abbazia e poi riprende il nostro cammino

verso Punta Mesco e l'Oratorio di Sant'Antonio,

con il panorama grandioso verso le nostre

care Cinque Terre. Un rospino ci saluta nel

cammino insieme alle eriche color pervinca.

Monterosso ci aspetta per il bagno refrigerante.

Tutto scorre!

Enzo Scortica è nato in Abruzzo dove ha

trascorso l’infanzia, tra il mare, la collina

e la montagna: forse per questo è

amante della natura. Si è trasferito a Firenze

dove ha completato gli studi e si è appassionato

dell’arte, della musica e della natura. Nei

suoi scritti riporta le proprie emozioni vissute.

Ha sempre dipinto fin da ragazzo, grazie

agli studi e al padre mercante d’arte.

Casetta di Tiara

Da Casetta di Tiara, piccolo Borgo antico

nella collina di Firenzuola, prendiamo in

salita il sentiero in un bosco di castagni

secolari, ben tenuto per la raccolta dei suoi

gustosi frutti che hanno contribuito alla

dieta di molte persone nei tempi passati,

raccolgo qualche frutto mentre cammino

e mi porto con me le lucenti castagne

domestiche. Nel paese un anziano con il

suo paniere colmo di castagne ci saluta con

134



Poeti in Toscana 2015

Enzo Scortica

sguardo fiero,ci dice che l'annata non è delle

migliori, ci indica il percorso che noi gli diciamo

vogliamo fare, si sente la campana che

squilla l'ora, che si spande nella valle con il

suo suono morbido e bronzeo. Le nuvole corrono

tra i pendii verdi con qualche accenno

d'arancio, i frassini marcano il cambiamento

del colore in un bel rosso particolare: tra poco

la faggeta antica che attraversiamo si tingerà

dei colori gialli aranci unici che allieteranno

il cammino delle genti di passaggio. Ci

sono dei ruderi dove le pietre ricordano il

passaggio del tempo e della guerra che ha

mietuto giovani uomini nel pieno della Vita.

Sono ricordati per non dimenticare la nostra

Storia e ripetere gli stessi errori. Ci si ferma a

desinare vicino a un piccolo rudere che guarda

la valle piena di boschi: un falco si libra

nell'aria, anche Lui è alla ricerca del cibo

e scende in qualche radura alla vista di un

povero Topolino. Si scende verso il torrente

Rovigo che forma scenari da sogno. L'acqua

limpida e pura si diverte sui salti delle rocce

che scava con il passare del tempo, come

Noi ci divertiamo a salire e scendere per i

pendii boscosi. Anche il Poeta Dino Campana

percorreva questi sentieri e si fermava sulle

rive di un laghetto a pensare ai suoi versi che

nei Canti Orfici ci ha donato per farci amare

la Poesia e la Natura nella sua Bellezza più

vera. È quello che ci raccontava il nostro

amico Carlo Monni con “Notte Campana”:

Sibilla e Dino si amarono in questi luoghi,

tra i Castagni, i Faggi e l'Acqua chiara del

torrente Rovigo.

San Lorenzo

Dal Chiostro di San Lorenzo lo sguardo spazia

sulla cupola rossiccia del Duomo, il Sole

la illumina e ne rende i tratti salienti, la lanterna

saluta le nuvole di passaggio, le rondini

volano gioiose, hanno riconquistato il nido

sotto le arcate eleganti, la pianta d'arancio

mostra i frutti maturi e gli uccellini cercano

qualche granello tra l'erba del prato, le azalee

sono sbocciate dei fiori rosati e ne ingentiliscono

il Chiostro. I capitelli ionici fanno

risaltare le colonne di pietra. L'eleganza

del Rinascimento Fiorentino dona bellezza

all'uomo moderno che si accosta silenzioso

allo sguardo. Vicino, la scala di Michelangelo

porta alla sua Biblioteca con il pavimento di

cotto intarsiato. Il campanile Giottesco fa da

scudo alle nuvole di passaggio con i marmi

bianchi, verdi e rossi. Già la nostra bandiera

era delineata e poi nel Risorgimento conquistata,

oggi denigrata. Si auspicano, un nuovo

Rinascimento e nuovi Ideali che servano da

guida all'uomo moderno.

L’infanzia

Bello il tuo racconto sulla gita in Abruzzo:

mi riporta all'infanzia, quando d'inverno la

neve copriva tutto e Francesco ci aiutava ad

uscire di casa togliendo la neve che ostruiva

la porta. Tutto era bianco ed ovattato. I

piccoli uccellini si avvicinavano per un po'

di cibo e il colore del pettirosso ricordava il

Sole al tramonto. Era difficile anche arrivare

135


Poeti in Toscana 2015


Enzo Scortica

a scuola a piedi e la Maestra ci aspettava:

chissà che avventura per arrivare fin a noi.

La Maestra Luisa che ci insegnava a scrivere

e ci chiamava alla lavagna e con il gesso

bianco, come la neve, provavamo i primi dettati

di scrittura. Poi a casa a far a pallate di

neve e rincorrerci con i compagni di scuola:

Franco, Giorgio, Antonio, Tilde la mia amichetta,

Fernanda con le trecce che tiravamo

scherzando. La Chiesa dove la Domenica

ascoltavamo il Vangelo e servivamo la messa

leggendo le Parole degli Apostoli che al

momento non capivamo, ma era per Noi una

lezione di Vita che ci ha accompagnato nel

Nostro percorso futuro. I tempi erano diversi,

c'era molto meno del superfluo di oggi, i nostri

giochi di bimbi erano dettati dalla natura

intorno, la tv era all'inizio, in bianco e nero e

dopo carosello, la prima pubblicità, a letto. Si

sognava le avventure del giorno tra i campi, i

fiori, le farfalle, il torrente a prendere le rane

e fare il bagno nell'acqua fresca, prendere

gli asparagi, tutto era sotto controllo. In casa

la Mamma ci aspettava con la merenda di

verdure prese dall'orto e dai frutti dei nostri

alberi. L'uovo era sempre pronto dalla nostre

galline e le ghiande raccolte sotto l'antica

Quercia nutrivano il maiale che veniva a

darci la sopravvivenza per il tempo futuro. Il

tempo è scorso e tutto è più veloce come se

correndo si tagli prima il traguardo, ma correndo

si perde buona parte del percorso con i

suoi sapori, odori, profumi: il particolare che

spesso è più grazioso del tutto.

Un cardellino

Un cardellino è caduto vicino alle foglie

autunnali, forse è stato vinto da una folata

di vento e come il bimbo rigettato dal mare,

se ne sta inerme tra le foglie colorate. Non ci

allieterà più con i suoi bei colori vivaci e il

suo passo veloce tra gli alberi del parco. Una

farfalla bianca le volteggia vicino come a

dargli un ultimo saluto. Un merlo attraversa

veloce con le sue piccole zampette. Il cielo

azzurro si avvolge di nuvole bianche. S'intravede

Morello con le tre punte con i sentieri

più volte percorsi, il colle di Fiesole dove i

Francescani sorvegliano con la preghiera

e il lavoro quotidiano il colle che spazia su

Firenze. Si vede il Monte Ceceri con il suo

bosco di macchia che domina la cava di

pietra dove Leonardo provò il volo. Gli alberi

si preparano a cangiare le foglie. Il pratone

dove un tempo pascolavano le mucche

spazia di verde tra i platani e i lecci. L'abbeveratoio

con le maschere di epoca Medicea

fa da sentinella ai viandanti di passaggio.

Nel giardino dedicato a Nicolas Green, un

ragazzo ucciso sulla Salerno Calabria in un

assalto rapina, i passeri si richiamano come

in un Paradiso. I lampioni artistici la sera

illuminano di luce calda i viali del parco

dopo che il tramonto ha reso il cielo colorato,

acceso della sua forza che imprime gioia

e speranza agli animi sensibili.

136



Umberto Sereni

umberto.sereni@email.it

Poeti in Toscana 2015


Il passaggio delle stagioni dal giardino di via Boito

Cura soltanto

le ferite che ti feriscono:

le altre sono carezze, pacche,

abbellimenti dell'anima

venuti a precisare il sorriso -

era inverno, salii sull'autobus

come preso da sensazione di sogno

mi sedetti davanti a una donna

che disperata mangiava pan di stelle -

la vita è questione di vita o di morte

ma non solo di vita, non solo di morte:

questo mi hanno insegnato le attese

dentro le quali il corpo finiva,

trascorreva, come in quella

strada cieca abitata in estate, col cane,

mentre gli aerei ogivali nel cielo s'inclinano

in direzioni di sogno e d'incanto,

gli economici viaggi sopra la mia testa,

sopra la mia coscienza in resta,

ottusa nel farsi del male

uguale a cosa iniziata che non sa finire,

e vorrebbe e non sa.

Mirabile scontro, questo corpo a corpo

di ambiente e pensiero, di bocca e di cuore

e gesto vitale sdegnoso a precisarsi

nel suo arco sgraziato, teso

tra vagina di madre e vagina di amante,

e tra il centro e la periferia

coi casi umani e i nani e i maghi

i venditori d'accendini

venuti da deserti lontani, e il treno

che vendicativo e schivo continua a passare.

Vivo dove decollano gli aerei,

e dove atterrano;

dove la città fa un'onda e si chiude

tornando indietro, lanciandosi avanti

con le autostrade azzeranti, decostruenti.

'Qui una volta era tutta campagna',

poi hanno tirato su i panettoni, i cubetti

nei quali ardiamo e dormiamo,

guardiamo il paesaggio delle stagioni passate:

è stato un attimo per gli universi di grano,

per gli inarcati reami d'insetti, ricoperti,

sui quali la pioggia riprende sempre a cadere,

e io con lei.

05/12/2015

137


Poeti in Toscana 2015

Donatella Sestini

fleurdelis18@yahoo.it



Musica dentro

Se ascolto il silenzio

e il mio io più profondo

mi suonano dentro

parole d’amore

che corrono corrono

in forma di rima.

È come se da luogo

segreto

un magma infuocato

a lungo represso,

volesse sgorgare, senza più fine.

Zampilla dentro di me

il duro passato,

è come lava rovente,

con cenere, massi o lapilli.

Ma a volte,

con grande sorpresa,

è acqua di chiara sorgente

che come cascata mi inonda,

mi investe con lucide gocce,

rigenera le membra ed il cuor.

Aretina di nascita, dopo aver vissuto

a lungo a Genova e a Roma , è

tornata nella sua Toscana e risiede

da molti anni a Firenze. Docente di Lettere

nelle Scuole Medie poi negli Istituti Tecnici

con i rispettivi Ruoli e Docente bibliotecaria,

ha pubblicato prose e poesie nelle

riviste “Il Solco”, “La Voce” dell’Istituto “La

Madonnina” (Trespiano) e in altre riviste

toscane. Ha partecipato a vari concorsi

di poesia promossi da città toscane e italiane,

ottenendo notevoli riconoscimenti

e premi: nel 2007 prima e terza classificata

- Concorso dell’A.N.T.E.A.S. di Firenze,

nel 2012 quarta al Concorso di fotografia

e sesta al concorso di poesia “G. Papini”

di Firenze, nel 2015 seconda al Concorso

Tarsogno Valditaro (PR), nel 2015 Premio

Speciale al Concorso “Città di Recanati”,

A.N.T.E.A.S. di Tolentino-Camerino. Le sue

liriche espresse in forma quasi discorsiva,

ma con un ritmo interno, si avvalgono di

frequenti analogie sui ricordi della poesia

classica. Sotto la parvenza delle mere descrizioni,

soprattutto di paesaggi toscani e

di figure femminili, si nascondono riflessioni

sulle vicende umane.

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Poeti in Toscana 2015

Donatella Sestini

Magico “Giardino delle Rose”

Partire per un lungo viaggio,

partire lontano dal mondo,

dall’oggi che l’anima frena,

senza meta né direzione,

quali rami leggeri o foglie

che nei fiumi van

verso il mare

o vagare come ai primordi

inalando il verde dell’erba

o l’acre odore del suolo;

lasciarsi alle spalle

i mille fantasmi

che tolgono il sonno di notte

e i mostri con testa- ferina

che ammaliano

e annientano dentro;

o volare dalla notte alla luce

nel chiarore roseo dell’alba.

Aprire gli occhi e trovarsi

tra piante e fioriti roseti.

Finalmente l’ansia si placa

e Firenze appare in cornice

È l’approdo sicuro,

non è più l’altrove: è la città,

è la tua storia,

è la storia degli altri,

è la bellezza

che attira e consola,

dono e speranza dell’umanità.

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Poeti in Toscana 2015


Rossana Sirletti

Via Aretina, 196 E - 50136 Firenze - Tel. 055 850459

rossana@sgconsulting.it


Burattino

Son di legno ma snodato

da qualcuno comandato

per poter gli arti piegare

e, volendo, camminare.

Non ho sangue nelle vene

e neanche mi conviene

visto che mi manca un cuore

che mi faccia da motore.

Per di più non ho cervello,

sono certo nemmen quello,

faccio a men di ragionare

tanto posso non pensare.

Non ho mimica facciale,

l'espressione sempre uguale,

non facendo differenza

non provando sofferenza

e nemmen posso aprir bocca

e parlare non mi tocca

perché voce io non ho

quindi zitto me ne sto.

Tutt'al più mi vien prestata

senza esser collaudata

ma vorrei fosse un piacere

farmi dire cose vere

proprio ciò che anch'io avrei detto

non privato d'intelletto.

Èda svariati anni ormai che coltivo

interesse per la scrittura di poesie

(in rima e non) ispirandomi ad

avvenimenti, ricorrenze o più semplicemente

riflessioni su temi diversi; particolare

attenzione anche ai bambini

con storielle a mo' di filastrocca o giochi

di parole di cui la pubblicazione

d'una raccolta dal titolo “In crociera

con Noè” (Florence Art Edizioni).

Partecipato pure a vari concorsi letterari

nazionali ed europei ottenendo riconoscimenti

lusinghieri.

Ma d'orecchie pur son privo

quindi a udito non attivo

trovo sia davver banale

e del tutto inusuale

preoccuparsi più di tanto

non avendo... neanche il pianto.

140



Giovanna Spolveri

giovannaspolveri@gmail.com

Poeti in Toscana 2015


Giovanna Spolveri è nata il 28

marzo del 1944 a Diacceto di

Pelago (FI)

Risiede a Scandicci, in provincia di Firenze.

Ha lavorato come infermiera psichiatrica.

Ha partecipato con successo a numerosi

concorsi letterari e ha scritto per

diverse riveste.

Nel 2015 ha pubblicato “Sussurri” Masso

delle Fate Edizioni.

Un sol giorno

Liberi protagonisti

di un sol giorno,

tra spazi verdi,

alberi, pini,

rose canine, eriche, pungitopi,

foglie secche e lo spuntar

tra queste

di qualche fungo, più giù il laghetto.

Dal crine il vasto panorama

ed il sole

all'orizzonte fa capolino;

e i bimbi son già a giocare

con palloni e aquiloni in aria fatti volare,

decisi quegli spazi a viverli,

grandi e piccini insieme

veri protagonisti, di quel sol giorno.

141


Poeti in Toscana 2015


Giovanna Spolveri

Voci

Sensazioni di voci

ricordi giovane allegria. Viveva

allora, nell'antico castello

il bel gruppo di giovani amici

e amiche, giusto lo spazio

del week-end

per il relax settimanale.

D'inverno al caldo focolare

e si giocava a parlare

quando l'aria riscaldava

di fuoco e parole

dalle labbra sino al cuore;

ma più pregnante era

nelle particolari festicciole.

Ed intanto arrivate le calde sere

estive, fuori al fresco parco

ilari si ballava e quando

le ore rischiaravano

per l'allegra compagnia

le migliori stagioni fuggivan via.

Adesso solo lieto ricordo rivive,

ed i presenti potranno mai saper

di quei lieti momenti?

Oh, solo un lieve pensiero nel castello

aleggerà

142



Patrizia Tofani

Lastra a Signa (FI)

Cell. 339 8366834

Poeti in Toscana 2015


Poetessa Patrizia Tofani nasce a

Genova da mamma Luigina Mafalda

e papà Foscaro. Terza figlia

di cinque fratelli. Oggi vive a Lastra a

Signa con i figli Niccolò e Matteo, è autodidatta.

Nell'anno 2000 si reca a Parigi

insieme alla sorella Laura per un viaggio

di lavoro; senza chiedersi il perché

compra un quaderno scolastico e da

questo momento inizierà a scrivere

senza sosta. La sua sensibilità e la sua

anima le consentono di continuare a

farlo, così di getto, piccoli pensieri dettati

dal cuore e scaturiti da immense

emozioni. Rebecca, l'amica del cuore,

la convincerà nel 2007 a pubblicare

una raccolta poetica “Le mie perle, pagine

dell'anima”. A Firenze incontrerà

Mario Luzi, un incontro sincero ed empatico

per entrambi; la fede in una sola

croce li accomuna. Mario Luzi definirà

Patrizia “Filo d'erba”. Le gratificazioni arrivano

ad alti livelli, dalla Sicilia alle

Alpi. Le sarà donato un riconoscimento

della Misericordia di Lastra a Signa. A

New York riceverà la nomina di Amba-

Alchimia di colori

Cosa ne sarà mai dei colori della vita,

attingo al giallo e lo miscelo con il blu

forte è la speranza

di vedere germogliare il verde dell'amore,

non voglio più sbagliare incendiami di rosso fuoco

legami il cuore

con il giallo sole

ecco l'arancio libera il mio essere,

chiedimi tu amore

di quale colore vuoi che io sia

trasparente è il mio fiume

fluisce a colmare inesorabile il rispetto

ma trovo pulviscolo grigio

che tinteggio di rosa,

i miei sensi si accendono

ecco il viola

alchimia primordiale sono qui presente.

Oggi mi vesto di bianco

e mi sento veramente un grande bambino

che cammina incontro

ad un'alba nuova

bagliore Divino

di un tempo antico.

143


Poeti in Toscana 2015


Patrizia Tofani

Estasi d'amore

Essenza indescrivibile

che apre il cuore

estasi d'amore.

Semplice il linguaggio

dei ricchi di Spirito.

Bambini scalzi,

tribù dai pedi bianchi come neve.

L'uomo è illogico

spesso innaturale.

I bambini rispettano il ritmo del cuore,

lavorano come schiavi senza catene.

Libera l'anima

opera a ricoprir crosta terrestre.

I bambini

si nutrono di germogli

lasciano agli altri

le pene,

non più crisalide,

si vestono di sole!

I colori della pace dilagano

essenza pura incontaminata

Luce Divina.

Solo il silenzio

ha voce.

sciatrice di pace nel mondo durante il

Columbus Day. Le antologie contenenti

le sue opere sono state tradotte e

distribuite in tutto il mondo. Le sue

grandi passioni sono i bambini e i giovani,

la sua intenzione è di continuare a

lottare per i diritti di quest'ultimi.

144



Poeti in Toscana 2015

Patrizia Tofani

Fra le zolle del presente

La luce del presente

come quella del passato,

oh mio Dio

avessi studiato!

Molti si sentono delle cime

senza mai essere riusciti

ad arrivare alla vetta,

sono solo fiori d'inchiostro,

ma le radici?

Un fiore semplice di campo

se ne sta lì da secoli

fra le zolle del concreto,

sempre baciato dal sole

bagnato dalla pioggia,

affronta le avversità

senza nessun timore.

Solo le viscere

del suo essere potrebbero raccontare

ai poveri di spirito

come nessuno può essere potente,

senza coerenza

è solo un gioco perdente.

Aprite il cuore agli altri

se volete trovare le origini delle vostre radici.

Non è un abbaglio

è la luce del presente.

145


Poeti in Toscana 2015


Caterina Trombetti

caterinatrombetti@gmail.com

www.caterinatrombetti.com


Corale

Con ali nere sorvoli la terra,

mentre piangiamo i morti che verranno.

Ancora bambini dagli occhi grandi

che non vedranno terre di pace,

che non sapranno come sfiocca lento

lo sbocciare di un fiore.

Solo il rumore cupo

di un'arma che deflagra,

solo il rumore cupo

che accompagna il gioco,

il sonno,

il giorno.

Non sappiamo più gridare l'orrore,

noi madri dagli occhi impietriti

negli occhi di un figlio morente.

Ed è unico il grido,

il dolore infinito di Eva

che stringe a sé il freddo Abele,

lo schianto del cuore di Niobe

e Medea,

e tutte le madri senza più nome.

(Inedito)

Caterina Trombetti è nata a Firenze

e vive a Scandicci. Insegnante

di Lettere e pedagogista,

laureata all'università di Firenze,

dove ha conseguito anche il Diploma

di Perfezionamento in Traduzione Letteraria.

Poetessa e scrittrice ha pubblicato vari

libri di poesia fra cui: Il pesce nero ed.

Lalli 1990; L'obliqua magia del tempo

ed. Polistampa 1996; Fiori sulla muraglia

ed. Passigli 2000, poi ristampato

con testo a fronte spagnolo Flores en

la muralla ed. FlorenceArt 2012; Dentro

al fuoco ed. Passigli 2004; oltre ad

edizioni d'arte realizzate da pittori sulle

sue poesie.

Nel 2001 è stata invitata in Tunisia per

ricevere il premio “Cartagine”; nel luglio

2005 alla Biennale di Venezia per

La notte dei poeti e, nello stesso anno,

all'Istituto di Lingua e Cultura Italiana a

Mosca; nel 2006 all'Istituto di Lingua e

Cultura Italiana ad Algeri per la settimana

della lingua e cultura italiana nel

mondo, e nel 2010 a Napoli per la

146



Poeti in Toscana 2015

Caterina Trombetti

Interno

“Giornata mondiale della Poesia”.

È stata membro del Consiglio di Amministrazione

di Scandicci Cultura ed è

socio onorario del Centro d'Arte Modigliani.

Amica e collaboratrice del poeta Mario

Luzi dal 1990, è stata anche la sua

collaboratrice per il Senato della Repubblica

Italiana.

Due note critiche:

La sua poesia sorprende per la freschezza

con la quale aderisce alla vita

e la racconta maneggiando felicemente

tutti i migliori materiali poetici della

tradizione, "le strutture più intrinseche

della nostra lingua, della nostra metrica

e ritmica".

Carmelo Serafini

I nuclei tematici e stilistici della raccolta

costituiscono un testo in cui si

miscela l'angoscia con l'incanto o meglio

si dissolve l'angoscia nell'incanto

che è accoglimento liberatorio. La percezione

acuta della morte, dell'assenza,

tende a risolversi nella luce, la luce

che abbaglia, che illumina che riscatta.

Mario Specchio

A Franca

Mia sorella guarda il fuoco.

Prende le molle

e ogni tanto

lo attizza.

Chissà cosa pensa

mentre guarda l’incanto di fiamma.

La segue, la scruta, accomoda il ciocco,

fa salire scintille lungo il camino.

Io guardo lei che guarda il fuoco,

antica vestale

con movimenti leggeri

segue quel rosso serpeggiare.

Inclina la testa, osserva la fiamma,

forse raduna le idee,

ripercorre i suoi sogni.

Qui, nel silenzio ipnotico,

si sfuma il tempo e perde ogni contorno.

Impera il fuoco soltanto,

il suo lieve crepitìo.

(Inedito)

Ciascuno di noi ha un suo angolo intimissimo in

cui si raccoglie. Un angolo di intimità che condivide

con le persone più care e che rigenera. La

donna è ancora colei che “genera e governa”,

colei che si prende cura della parte più intima e

segreta, come un'antica vestale.

147


Poeti in Toscana 2015


Liliana Ugolini

Via del Casone, 1 - 50124 Firenze - Tel. 055 2298561 - Cell. 340 8114413

lilianaugolini@vodafone.it - info@lilianaugolini.it - www.lilianaugolini.it


Poesie tratte da:

Delle Marionette. dei Burattini e del Burattinaio

(Rilettura fantastica del Teatrino) - Ediz. Genesi

Il burattino s’anima di mani.

sfiora la testa, ride d’occhi

e le manine sgomente alzano

al cielo lo stupore per caduta

inerti nel biancore d’un grembiulino.

La voce narra e il burattino

sensibile si muove con la grazia del cuore

del Burattinaio. Insieme fanno persona

che narra la storia fuori dall’Artificio

La corsa ferma un’ istantanea

di corpi in fuga. Elegiaca.

Il tempo è lì, catturato dall’armonia.

L’inizio è l’andare nella decostruzione

fra plastiche gettate, stendini di panni,

bottiglie, contraffazioni, violenze.

Rialzarsi ogni volta dalla sepoltura

con grandi occhi, in moto continuo.

Assecondandone il suono,

eco di terra ed astri,

per la grande domanda del diluvio.

Nata nel 1934 a Firenze dove

abita. Ha pubblicato 19 libri di

poesia, 4 in prosa e 4 di teatro.

Da questi sono stati prodotti 11

spettacoli teatrali e 2 opere sinfoniche.

Ha curato per 16 anni per Pianeta

Poesia e per il Comune di Firenze, la

poesia performativa e la scrittura in

scena.

Collabora con l’Associazione Multimedia91

all’Archivio Voce dei Poeti e fa

parte del gruppo performativo Cerimonie

Crudeli. Partecipazioni a performances

e mailart.

Del Burattinaio non seppi

se non quando vidi passare in carri

i veli della storia. Nell’immenso

148



Poeti in Toscana 2015

Liliana Ugolini

immersa in tempi lunghi

tra marionette in parti

volsi domande ai burattini.

Loro per carne e fili

riannodavano i carri con i veli

certi di andare dove volevano

Dall’innevato intervallo

la fogata armonia degli uccelli

dice ch’è tempo d’esser suoni

e che le bacche già bianche

bucano i rami. Niente ferma

l’appuntamento che sbianca

la faccia e che accomuna il ciclo

in magma d’ali e che di troni

e grandezze scade il tempo

e non ci stupisca l’edificare

cielo di suoni anch’esso

per un volo che a nessuno appartiene.

E questa primavera che pulsa

freme in tempie i tempi

che si affrettano,

nonostante

Scaturiscono dai ventri

le marionette in fila.

Fili d’aria salgono e in movimento il cosmo

s’evolve. Nei mucchi accatastati

i resti dell’abito mancato irreparabili

formano la storia futura. Sapevamo l’ordine dell’oltre

e la possibilità di vivere cambiando.

Tutto è già vecchio

tra fili e veli consunti di nuovo.

149


Poeti in Toscana 2015


Lenio Vallati

Cell. 338 5053274

lenio.vallati@virgilio.it


È vita

Ed é ancora vita il miracolo che ogni giorno si ripete

davanti ai tuoi occhi innamorati di poeta.

Non più guizzi fanciulli,

non più frizzanti emozioni che scardinano il cuore

ma lenti passi ad assaporare

il tuo ultimo tratto di strada.

Eppure é ancora vita, e la senti pulsare

dentro di te ad ogni attimo,

ad ogni angolo del tuo cammino

pronta a rivelarsi a te

nel suo perenne aspetto di eterna fidanzata.

Stringila al petto, assaporala,

non aspettare che il vento

te la porti via, non permettere al freddo inverno

di ghermirtela, difendila, è tua.

Ad ogni primavera si vestirà per te

di boccioli incantati,

e si coprirà di frutti d'oro d'estate,

e poi d'autunno adagerà sui tuoi passi stanchi

un morbido tappeto di foglie ad alleviarti il cammino.

E d'inverno pattinerà con te

sui lastroni ghiacciati della tua esistenza

a riscaldarti il cuore infreddolito.

Ma sarà sempre vita

nel continuo alternarsi delle stagioni,

nel continuo balenare delle emozioni,

fino al momento dell'addio, fino all’ultimo istante.

E poi chissà se tornerà a trovarti

per quel gioco imprevedibile del destino

Lenio Vallati è nato a Gavorrano

(GR) il 21/09/1953 e vive a Sesto

Fiorentino. È capostazione

a Firenze Castello. Esordisce nel

2003 con il libro di narrativa “Soggiorno

a Bip Bop”, Aut. Libri Firenze.

Del 2004 la prima raccolta di poesie,

“Amor mi mosse”, e il secondo libro

di racconti, “Un criceto al computer”,

Ibiskos Ed. Nel 2006 “Desiderio di

volare”, racconti ed. Bastogi, e nel

2007 il volume di poesie “Alba e tramonto”,

ed. Bastogi. Dal 2004 partecipa

a concorsi di poesia e narrativa,

ottenendo molti premi. Nel 2007 il 1°

premio al “Molinello” per la narrativa

inedita. Nel 2008 ha ricevuto dall’Accademia

Francesco Petrarca il titolo

di ‘Poeta dell’anno 2008’ con laurea

ad honorem. Nel 2009 la ottenuto il

Premio Manuale di Mari 2008 per

l’autore dell’anno ed è risultato vincitore

assoluto nella sezione poesia

al Trofeo Penna d’Autore di Torino.

Nel 2009 ha vinto l’importante con-

150



Poeti in Toscana 2015

Lenio Vallati

corso ‘Città di Corciano’ per la poesia.

Nel novembre 2011 pubblica il suo primo

romanzo, “Graffio d'alba”, Bastogi

Ed. Il 3 giugno 2012, nell'ambito del Premio

Città di Bitetto, riceve un Premio

alla Carriera Letteraria. Il 15 dicembre

2012 in Palazzo Vecchio, Salone dei

500, riceve una targa alla carriera per la

sua attività letteraria. Nel 2013 é uscito,

per le Ed. Agemina, il suo secondo libro

di poesia dal titolo “ La vita nell'osmosi

del tempo”. Dal 2012 é in giuria nei Premi

San Lorenzo in Poesia, Un racconto

per San Marcello e Prato, un tessuto di

Cultura, e quest'anno anche nel premio

Un Prato di Fiabe, organizzato da Marginalia.

E’ accademico di classe dell’Accademia

Internazionale dei Micenei e

accademico Honoris Causa dell'Accademia

Federico II. Nel corso del corrente

anno 2015 ha ottenuto il primo

posto al concorso “Il numero uno della

poesia contemporanea” organizzato

dal Salotto Letterario di Torino e al

premio “Io esisto” della UILDM di Ottaviano.

A dicembre riceverà un'altra

targa alla carriera.

che non conosciamo,

se tornerà a danzare con te per altre primavere

o se ti bacerà la fronte, lasciandoti per sempre,

in regalo

un eterno sorriso.

Siamo

Non filtra la nostra voce

tra pareti di vetro.

Fiori senz'acqua avvizziti

di noi giunge soltanto

l'eco talvolta

di steli spezzati.

E se qualcuno ci sente

dirà che é stato il vento

a smuovere corolle

di fiori mai sbocciati.

Eppure siamo,

e per l'erta della vita lentamente

ci incamminiamo.

Siamo coloro che tu non vedi,

coloro che tu fingi

di non notare.

Coloro che tu racchiudi

tra pareti di vetro.

Sedie a rotelle

dietro al tuo mondo

apparentemente perfetto.

Ti chiediamo solo

di sporgerti talvolta

dalla tua balaustra di indifferenza

e di guardarci negli occhi.

Siamo come te,

solo più sfortunati.

Fiori mai sbocciati

al dolce tepore della vita.

151


Poeti in Toscana 2015

Clotilde Vesco

Tel. 055 352341



L'amico cedro

Unico mio

verdeggiante ed ampio

rifugio... volentieri ti saluto!

Le fronde immobili

ver me piegate

il peso sopportano

di verdi pigne lucenti

di resina coperte

pronte ad incollar la mano.

Superstite corteggiato

nella piazza dai tigli verdi dorati

a me familiari compagni

dispensatori d'ombra

nell'assolato mezzodì.

Troneggi, o cedro, sullo zoccolo

alto della piazza di Poppi

recente opera di restauro

sul tappeto d'aghi marroni

testimoni d'antiche esistenze.

La siepe t'isola

nella piazza di Poppi!

Caro amico solitario!

Le fronde immote al vento

difendono la mia presenza

e chiudono l'esistenza

in appartata vicenda.

Al profumato approdo

getta l'ancora la nave mia!

1956: si laurea in Storia Medioevale con

una tesi sulla Balia n. 4 dell'A.S.F. dal titolo

“Popularium a Magnatibus divisio

de anno MCCCXLIX”; relatori i proffessori

Piattoli (per la Paleografia) e Sestan

(per la Storia).

1963-1977: insegna Storia e Storia della

Letteratura Italiana all'Istituto Statale

d'Arte di Porta Romana (FI).

1977-1999: insegna le stesse materie

prima al Liceo Artistico Firenze 1 e poi

al Liceo Artistico Leon Battista Alberti.

Nel 1970 aveva conseguito l'abilitazione

statale all'insegnamento.

1974: si diploma alla Piccola Accademia

Lo Sprone ed è allieva del pittore Arnaldo

Miniati e delle scultrici Revai e

Pandolfini Rienzi.

Con tre disegni è ammessa alla mostra

dell'Antica Compagnia del Paiolo (FI).

1979-1980: si diploma Sommelier con

due esami A.I.S.

1980: partecipa alla Biennale Enogastronomica

“All'Insegna dei Medici”

con uno studio su di un manoscritto

inedito conservato tra le Carte Bardi

II dell'A.S.F. ed anche della Biblioteca

Ricciardiana; per volere del Codacci è

nominata “segretaria” e – nel tempo

libero dal lavoro – risponde alle richieste

dei cuochi partecipanti alla manifestazione

nei rispettivi ristoranti sulle

ricette adottate.

1981: frequenta il convegno internazionale

di Storia Medievale “L'Italia nel

quadro dell'espansione cluniacense”

organizzato dall'Università Internazionale

di Pescia (PT).

1981: frequenta il Convegno Scientifico

152



Poeti in Toscana 2015

Clotilde Vesco

Internazionale “Cucina, Cultura, Società” a

Villa Manin di Passariano (UD).

1984: frequenta il corso dello Studio Teologico

Fiorentino affiliato alla facoltà di Teologia

della Pontificia Università Gregoriana.

È autrice di “Due Elenchi alternativi ”presentati

a Chicago il 17 novembre per le onoranze

a Filippo Mazzei. Riceve una medaglia per la

poesia al Castello dei Conti Guidi di Poppi

(AR); è relatore Carlo Bo.

1985: incaricata dalla Confcommercio FIPE (FI)

tiene lezioni di Storia e Teoria Gastronomica

Rinascimentale Toscana organizzate tra marzo-aprile

dall'Unione Commercio e Turismo

della provincia di Firenze e dall'Amministrazione

Provinciale di Firenze.

Riceve il premio Letterario Chianti Ruffino-

Antico Fattore in Palazzo Vecchio (FI) per il

libro “Cucina Fiorentina tra Medioevo e Rinascimento:

Usanze Ricette Segreti”, con la motivazione

pronunciata da Geno Pampaloni:

“per l'esattezza storica”.

Altri premi aveva ricevuto alla fine della Biennale

succitata. È autrice di “Cucina Etrusca

2685 anni dopo”; ed. Vallecchi (FI).

1989: col patrocinio del Comune di Prato, Assessorato

alla Cultura, Celso Bargellini organizza

la mostra di poesia “Affetti, Esperienze,

Realtà, Solitudine” nel Chiesino di Sant'Ambrogio;

il 31 marzo, alle ore 21, tutti gli artisti di

Arteria ( della quale Associazione era segretaria)

recitarono una poesia.

1991-1992: partecipa ai seguenti seminari organizzati

dal Gabinetto Viesseaux: “Le due

Margherite del giardino francofono”; “Elizabeth

Barrett Browning”; “Lady Chatterley's

lover a Scandicci” con diapositive proprie di

Villa Mirenda.

1995: inizia a ricamare e ricamerà fino al 2005

attingendo a ricordi personali.

Così aspettiamo il tramonto

di un sole indebolito

per aver ceduto la via

a nuvole imperiose e dense

ma orlate d'oro zecchino.

Sola e da te protetta

indugio incerta

nell'improvvisa ombra.

Scendi dal piedistallo,

o mio cedro e la verde camicia

indossa da pigne abbottonata;

andremo insieme verso il Poeta

melanconico e silenzioso

per aver detto addio ai cari amici.

153


Poeti in Toscana 2015


Clotilde Vesco

Le rose

Ingiallite, selvose,

scomposte, arruffate

eppur piacenti

pe' boccioli spampanati

ed ora seccati

ma... ridenti, dicono:

"La vita continua"

dai neri vuoti spaccati.

Sopra tappeti di foglie dorate

domani marcite

e ghiande cadute

calpestate e distrutte

le rose, ormai morte,

primeggiano ancora

154



Annamaria Vezio

annamariavezio@yahoo.it

Poeti in Toscana 2015


Annamaria Vezio, critica

letteraria, scrive

e dipinge, è un'artista

poliedrica, pluripremiata

in ambito letterario, pittorico

e teatrale. Ha pubblicato

racconti, romanzi, numerose

sillogi, e molte sue poesie

premiate, con dipinti a

tema acclusi, sono presenti

in innumerevoli antologie

letterarie, italiane ed estere.

Recentemente nominata Autore Benemerito della Cultura,

Annamaria pone la sua lunga esperienza e il grande amore

per l'arte in ogni sua manifestazione, esprimendosi come

docente di arte-terapia nelle scuole statali.

Organizzatrice di eventi culturali di solidarietà nazionali,

presidente di concorsi che organizza; portata per indole alla

compartecipazione e solidarietà, oltre che essere testimonial

di “Abitare Solidale” del progetto “Il Cuore si Scioglie”,

promuove propri progetti atti a portare sollievo all'Infanzia

ammalata e alla Donna in situazione di violenza familiare,

soggetti ai quali è molto sensibile; specifico il “Progetto

Fiaba” che attraverso la forma più consona alla Vezio, la

scrittura, con la pubblicazione di ciclici volumi per l'infanzia

contenenti opere proprie e di più autori, scrittori e medici,

raggiunge l'obiettivo: il sostegno concreto in situazioni

di bisogno. È ospite in trasmissioni culturali radiofoniche e

televisive fra cui Rai, Sky, Toscana Tv, Emisferi Tv, Radio Bruxelles,

Radio Bollate.

Notizie sulle attività culturali e sociali della Vezio, sono rintracciabili

attraverso il web.

progettofiaba@gmail.com / annamariavezio@yahoo.it

http://annamariavezio-ilgiardinodicalliope.blogspot.it/

https://www.youtube.com/channel

www.facebook.com/events/598380993574601/

www.facebook.com/groups/537053889720493/

www.facebook.com/annamaria.vezio

Anima nuda

Viaggia nuda l'anima

ha perso ogni pudore:

ogni dogma pesante

nel vuoto ha sperduto

Ne ha fatto cibo per uccelli

e per i gigli nei campi

di sì formanti lemmi

di importanti dogmi

E nuda viaggia l'anima

a carezzare cieli

di siffatta sua stessa veste.

155


Poeti in Toscana 2015


Manola Viti

Via Aldo Capitini, 2 - Impruneta (FI)

Cell. 328 8624604 - m.viti@email.it


L’arcobaleno

Ingentilita dal sogno

la donna

come lucertola capra e mula

sale, discende dalle rocce

mentre fantastica di amare

anche se è tempo di aiutare

Nasconde lacrime e sorrisi

e spenta come una lampada bruciata

gironzola, essere incolore,

dentro mura arse dal sole

Protegge il cuore

che bolle come una pentola a pressione

le mani scorticate e i piedi gonfi di dolore,

è salvare,

la sua illusione

Custode della notte

si culla, nel desiderio di scappare

e se il volto si bagna di sudore,

vive al confine con la morte

Sono nata e vivo da 58 anni a Impruneta

(Firenze). Separata con

due figli adulti e un fidanzato, lavoro

in un call center a Empoli.

Per me leggere è viaggiare, è scoprire, è

nutrimento, è riflettere, la scrittura apparsa

qualche hanno più tardi è necessità

di comunicare.

Ho partecipato ad alcuni concorsi letterari

e di recente ho ottenuto un primo

riconoscimento.

Al mio attivo il manoscritto "Passa il

treno".

Audace dignitosa e fiera

rinasce fiduciosa al sorgere del giorno

nella magia di tutelare

la libertà del mondo.

156



Poeti in Toscana 2015

Manola Viti

L’aquila

Pellegrino senza bastone

viaggio tra rovi e spine

e procedo senza riparo

nel freddo e umido sentiero

quando si affaccia

nel cielo all'improvviso

un'aquila reale

a mostrarmi il cammino

e allora sorge, lassù,

più in alto del castello,

come nel cuore di una voglia,

un sorriso.

Il figlio

Nel ridondante fruscio

una richiesta di soccorso

accolta,

già udita,

prima d'ora ascoltata,

si fa memoria

nell'amore materno

di un figlio.

157


Poeti in Toscana 2015


Manola Viti

Il deserto

Il linguaggio

rubato ai pensieri

ucciso dalla mente e sepolto

si dilegua senza pudore,

e brucia come fiamma nel corpo

mentre le parole urtano,

come animali imprigionati,

in uno specchio che offre

un volto

che non riconosci.

Orgoglio

Giostre di insetti rumorosi

sedotti da contraffatti gioielli

si murano in gabbie color dell'oro

e immaginano

di non asfissiare.

158



Paraskevi Zerva

zervaparaskevi@gmail.com

Poeti in Toscana 2015


Paraskevi Zerva è greca con cittadinanza

italiana e risiede a Firenze.

È laureata in Lingua e Letteratura

Inglese e Americana. Diplomata in

Danza classica (R.A.D). Lavora come insegnante

di Danza Movimento Creativo

(Diplomata; metodo Garcia-Plevin),

e istruttrice Pilates (Diploma Pilates International

Network).

Scrive e pubblica poesie da tanti anni

in Grecia in riviste letterarie e antologie.

Zerva racconta la donna come l’essenza

della Trasformazione attraverso

il suo corpo, mente e spirito.

In Italia esordisce con La Sacra Danza

dell'Essere, (ed. Masso delle Fate) una

raccolta che riceve riconoscimenti

(Menzione d'Onore al Premio Firenze

Capitale d'Europa 2006, Primo Premio

per la poesia proemio, al concorso Semaforo

Rosso) e recensioni su riviste

letterarie, quotidiani, e on-line (www.

literary.it). Il libro ha avuto ulteriori prestigiosi

riconoscimenti nella occasione

della presentazione da parte della Camerata

dei Poeti nel febbraio, 2008 a

Firenze e nel 2009 quando è stato presentato

al Circolo degli Artisti di Casa

di Dante, a Firenze.

Collabora dal 2007 con l’Agenda Le Pa-

Il custode dell’amore

Mi è stato detto

che ti dovrò aspettare di notte

finché la luna cresce in pieno,

tenendo custodito il seme del desiderio.

Ma io ti ho perso e ti ho trovato,

per perderti e ritrovarti ancora

intrappolata in labirinti

di vite senza amore, senza speranza e piene di

paura ma,

attraversando la terra di fuoco

mi è stato dato il mito.

Così in questo labirinto,

in questa terra

verrò a riprenderti

poiché la paura più non tengo

da quando il Minotauro nelle mie viscere non

trova più dimora

E so che ti ho amato

e ti ho amato ancora,

e ancora,

ancora,

ancora ti amerò

finché ti avrò trovato.

Non ho ancora un nome

e sono la custode di un seme che,

silenziosamente cresce

mentre aspetta con fiducia

la prima luna piena.

159


Poeti in Toscana 2015


Paraskevi Zerva

Femminilità

Movimento a spirale

cercando terra,

cercando l’aria.

Sinuoso è il flusso che segue la vita

nella ricerca di unire le energie;

la forza della materia nei gesti d’amore

la leggerezza quando sento la gravità…

Le ali dello spirito tirano a sé il corpo

che profuma di muschio e radici.

Amo

il contatto del mio ventre

con la terra fresca

La testa dona al vento ogni resistere,

l’essere gode il suo momento in vita

abbandonandosi a sentire

come sa fare una anima femmina…

Vivo la vita

come un passo di danza a spirale.

gine del Poeta, Pagine ed., Viaggi di Versi (2011)

e In linea con la Poesia (2010); I Poeti Contemporanei

2012, 2013 (su amazon., www.poetipoesia.com-ebook).

Nel 2009 riceve il primo

premio a Palazzo Medici Riccardi, Firenze per

il racconto (prosa-poesia) dal titolo “Tempi di

petali di Rosa Antica” al concorso Le donne si

raccontano organizzato dalla LILT toscana.

Nel settembre 2011 va in tipografia il suo secondo

libro, dedicato al figlio Alexandro, con

il titolo Insegnami che fu presentato alla preziosissima

sede degli Artisti di Casa di Dante,

Firenze, nel mese di ottobre 2012. L’ 8 marzo

2013 all’occasione della premiazione di Ghita

Vogel per la Solidarietà, affianca l’evento con

lettura sue poesie dedicate alla donna, evento

organizzato dalla Biblioteca dell’Isolotto e

dalla Sezione Soci Coop di Ponte a Greve, Firenze.

La poetessa è presente nel secondo

volume I poeti contemporanei e la critica, a

cura di Lia Bronzi e Angelo Manuali, ed. Bastogi,

e il 2013 partecipa al volume Voci fiorentine,

prefazione di Eugenio Gianni, Ibiskos-Ulivieri

ed. Dal 2012-2014 Paraskevi si presenta

con scultura e poesia, “dalla forma alla parola”,

alle sue mostre personali di scultura, quali

la galleria-studio della scultrice Amalia C.

Duprè, la Biblioteca dell’Isolotto, il Castello

dell’Acciaiolo, la sede degli artisti del Gruppo

Donatello, la mostra collettiva in San Donato

in Poggio nel Palazzo Malaspina, Tavarnelle

Val di Pesa, il Circolo degli artisti di Casa di

Dante, L’Officina Profumo-Farmaceutica di

Santa Maria Novella.

La poetessa è presente nel Dizionario Biobibliografico

dei Poeti e Narratori Italiani dal

secondo Novecento ad oggi, Volume IV, ed.

Bastogi.

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Questo secondo volume della

collana Poeti in Toscana nasce per

venire incontro alle tante istanze

e per ottemperare alle finalità della nostra

associazione che ha nella promozione della

cultura il suo motivo ispiratore. Al pari

del primo, i lettori lo troveranno, ricco di

stimoli e generoso di umori poetici anche

distanti, per cifra stilistica e anagrafica, fra

loro. In questa ricchezza, sta il fascino della

pubblicazione.

ISBN 978-88-6039-367-8

E 15,00 (IVA inclusa)

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