TuttoBallo20 June - 2020

fabrizio.silvestri

In questo numero di Giugno: Abbiamo fatto per te l’analisi fiscale, economica e sociale del Decreto Rilancio, con Eugenia Galimi, Lara Gatto, Sandro Mallamaci. Abbiamo raccolto le dichiarazioni di Domenico Cannizzaro contro la FIDS. Abbiamo intervistato la prima étoile della danza sportiva: Monica Nigro. Abbiamo incontrato la ballerina più ricercata dei social: Victoria Aletta. Incontriamo il pittore delle cupole il maestro: Giovannino Montanari Ti presentiamo il manager delle stelle Antonio Desiderio. Conosciamo meglio il fotografo delle étoile parigine: Cosimo Mirco Magliocca autore della copertina e controcopertina. Con TuttoBallo20 puoi allenare il tuo fisico con gli esercizi della dottoressa Valeria Ferrara. La tua mente con il counseling ballerino, Giovanni Battista Gancemi. La tua anima con il cinema e il teatro suggeriti da Marco Calogero.
E ancora TuttoBallo20 è…
mangiare sano, i suggerimenti di Pina delle Site oggi sono tutti per il frutto regina di stagione "le ciliegie" frutto regina di stagione. Moda con l’influencer Marianna Bonavolontà. Make - Up con Mauri Menga. Hair Style con Ernesto Biagetti. Ricorderemo Margot Fonteyn a 101 anni dalla sua nascita. Spiegheremo il rito della danza per gli "All Blacks".
E infine da questo numero di TuttoBallo20 inizia la collaborazione con la direttrice di SoloMente.it, Francesca Meucci che ci consegna il "pensiero del mese", un punto di vista sulla danza che mette a fuoco fatti e cronache tersicorei. Buona Lettura.

F R E E P R E S S O N L I N E n o n r e g i s t r a t a D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r t "

J u n e 2 0 2 0

TuttoBallo20

D E C R E T O R I L A N C I O

D O M E N I C O C A N N I Z Z A R O

C O V I D : P A R T I T A

R A C C O N T A P E R C H È S I È

L A F A S E 2

D I M E S S O D A L L A F I D S

V I C T O R I A A L E T T A :

M O N I C A N I G R O : " N E L M I O F U T U R O

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C O S I M O M I R C O M A G L I O C C A

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D I V I I T A L I A N I

A L L E N A M E N T I D A

B E L L E D ' E S T A T E

5 M I N U T I

I C O N S I G L I D E G L I

E S P E R T I

P S I C O L O G I A

Nicolas Le Riche

© Cosimo Micro Magliocca Photographe Patris


incontra il neoclassicismo".

F R E E P R E S S O N L I N E n o n r e g i s t r a t a D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r t "

Storia di copertina

Nicolas Le Riche - étoile Opera de Paris

(Sartrouville, 29 gennaio 1972). Foto scattata

1999 da Cosimo Mirco Magliocca

nel

Photographe alla prima mondiale del

Paris

scritto dal leggendario coreografo

balletto

Roland Petit.

Ispirato alla prima commedia romantica di Goethe,

Clavigo, racconta le agonie di un amante dalla

volontà debole diviso tra le offerte del suo cuore e

il suo spirito malvagio, che lo spinge a servire i

propri interessi, portandolo a rinunciare al vero

amore a favore di una vita di dissolutezza.

La musica, commissionata da Petit, è composta

dal libanese Gabriel Yared, premio Oscar per la

colonna sonora del film "Il Paziente Inglese" ("An

English Patient").

Jean-Michel Wilmotte adotta un approccio

decisamente astratto, strutturando lo spazio con

vari pannelli grigi, neri o bianchi che mettono in

scena i costumi di Luisa Spinatelli

magnificamente, descritti come "la fantasia

di Nicolas Le Riche, sua moglie, l'étoile

Partner

Clairemaire Osta.

TuttoBallo20 - June 2020.

Editore "Stefano Francia" EnjoyArt

Direttore - Fabrizio Silvestri

Vice direttore - Eugenia Galimi

Segretaria di redazione - Pina delle Site

Redazione - Marina Fabriani Querzè

hanno collaborato: Marco Calogero,

Antonio Desiderio, Mauri Menga, Walter

Garibaldi, Giovanni Battista Gangemi,

Lara Gatto, Danilo Piccini.

Foto: Cosimo Mirco Magliocca,

Danilo Piccini, Federic Frennessen,

GDG Press.

É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e

immagini in qualsiasi forma. É vietata la

redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e

immagini non autorizzata espressamente dal

direttore.

Testata giornastica non registrata di proprietà:

©ASS: Stefano Francia EnjoyArt

per contattare la redazione Tuttoballo20@gmail.com

É morto Cesare Nissirio storico ufficio stampa del Premio Danza Positano.

A darne la notizia, con una sua stupenda foto, Massimo Capodanno, fotoreporter e blogger,

con Positano My Life. Nissirio era la voce del Premio Danza con Alberto Testa, Nissirio è

nato a Rodi in Grecia nel 1940, da un padre greco, nato al Cairo, e da una madre italiana,

nata in Russia durante una tournée dei genitori ambedue cantanti lirici, amici e colleghi di

Enrico Caruso. Ciao Cesare!


T U T T O B A L L O 2 0 | J U N E 2 0

L A V I T A R I P R E N D E A N C H E A P A S S O D I D A N Z A

d i E u g e n i a G a l i m i

Atmosfera da primo giorno di scuola, come

tanti ragazzini che si ritrovano dopo le

vacanze estive: questa l’aria che si respirava

ben prima dell’orario di inizio delle lezioni

all’esterno del “Clivia Village” (Villaggio dello

Sport ASC) di Reggio Calabria.

Un appuntamento atteso sin da quando l’8

marzo quel fatidico DPCM aveva

improvvisamente imposto la sospensione di

tutte le attività gettando i numerosi “Over50”

con uno spirito da teenagers, nello sconforto

totale. Persone che, da tempo avevano

gustato il piacere di vivere parte delle loro

giornate in compagnia degli amici,

condividendo la passione per il ballo,

socializzando e, nello stesso tempo, cercando

di tenere attivi il corpo e la mente.

Questo lungo e interminabile periodo di

isolamento forzato è stato vissuto da ognuno

in maniera diversa: chi l’ha presa con filosofia

e ha trovato il modo di riempirsi le giornate

con i più disparati interessi, chi l’ha affrontato

da buon cittadino ossequioso delle regole,

chi invece è andato nel panico sin da subito,

reagendo con paura all’evoluzione degli

eventi.

I mezzi di comunicazione, in questo senso,

non hanno svolto un buon servizio: informare,

aggiornare, responsabilizzare certamente è

stato necessario ma non ci si è preoccupati

delle conseguenze che un’enfasi troppo

accentuata ha provocato sui soggetti più

deboli che sono poi quelli più a rischio. Il

clima di terrore ingenerato e rafforzato dalle

immagini forti dei camion dell’esercito di

Bergamo, dai servizi dei giornalisti che,

minuto dopo minuto, hanno fatto la cronaca

di questa guerra, come fossero inviati al

fronte, hanno profondamente inciso

sull’equilibrio psicologico di molte persone di

una certa età. Tanti anziani, soprattutto quelli

che vivevano da soli, che avevano trovato il

modo di stare in compagnia e affrontare il

crepuscolo della vita con gioia, si sono

trovati, dalla sera alla mattina, reclusi tra le

quattro mura delle loro case.

Settimane intere fatte di lunghe giornate

vissute nella paura, un incubo dal quale

avevano perso la speranza di uscire. E,

invece, è arrivato il momento della

ripartenza… grazie alla ferma volontà di chi

da anni si spende per rendere migliore la

vita di questi Amici. L’ASC di Reggio

Calabria, con il suo Presidente Antonio

Eraclini, in collaborazione con tantissimi

professionisti dello Sport delle varie

discipline, non ha perso un solo minuto

riuscendo a creare le condizioni ottimali

per riprendere in totale sicurezza e

all’aperto tutte le attività e in particolare la

Danza sportiva.

Nonostante che, in tutti questi mesi, tutti

gli istruttori ASC (che prima dell’apertura

del Villaggio, hanno frequentato il corso

“Gestione dell’emergenza Covid19”) siano

rimasti in contatto via Skype con i loro

associati tramite video lezioni o tutorial con

l’intento di mantenere vivo il loro interesse

e la voglia di non abbattersi, grandissima è

stata l’euforia e la gioia di ritrovarsi e molti

hanno trattenuto a stento la voglia di

riabbracciarsi o anche solo di stringersi la

mano per non violare le diverse ordinanze.

Tutti in fila, alla giusta distanza con la

mascherina a norma, hanno compilato

l’autocertificazione, atteso pazientemente

la misurazione della temperatura e

sanificato le mani con il gel, con la gioia

chiaramente visibile sul volto e

l’immancabile lacrimuccia negli occhi di

molti. Col cuore in gola, in una emozione

crescente, ognuno ha preso posizione nel

rispetto del distanziamento sociale di 2

metri, previsto per l’attività fisica seguendo

alla lettera le indicazioni impartite da

insegnanti e collaboratori fino alle note

della prima canzone, che come una

liberazione hanno prodotto un applauso

spontaneo.

Tutto è passato, un incubo, un brutto

sogno… E’ finalmente ritornato a tutti il

sorriso e la voglia di vivere!


periodo di lockdown, vissuto a casa

Il

Covid-19, ha avuto

dell’emergenza

anche e soprattutto, dal punto

conseguenze,

vista economico; molte, infatti, le categorie

di

i settori colpiti, che hanno subìto danni e

ed

ingenti, e per i quali la ripartenza è

perdite

che semplice. Lo Stato ha cercato di

tutt’altro

ed aiutare, per quanto possibile, con

agevolare

concessione di agevolazioni e con

la

di un contributo a fondo perduto,

l’erogazione

le categorie ed i soggetti colpiti, affinché

tutte

questi possa esserci un rilancio ed una

per

economica; i contorni e le

ripresa

di tali aiuti ed agevolazioni,

caratteristiche

contenuti nel “Decreto Rilancio”. Vediamo

sono

prevede, soprattutto per un settore a noi

cosa

DEFINITIVO per lavoratori dipendenti o

F I S C O E B A L L O

F I S C O E B A L O

F A S E - 2

di Lara Gatto

COVID -19

DECRETO

RILANCIO

F A S E - 2

INDENNITÁ

BONUS SPORT E SALUTE

di Lara Gatto

Si conferma il bonus Sport e Salute di 600 euro a favore dei collaboratori sportivi e amministrativogestionali

che abbiano un contratto di collaborazione in essere alla data del 23 febbraio 2020 con

CONI/CIP/ASD/SSD/FSN/EPS/DSA per i mesi di aprile e maggio 2020. Il bonus non è assoggettato a

tassazione.Il bonus non spetta a chi ha in essere un altro rapporto di lavoro dipendente o autonomo o a

chi riceva altre indennità previste dai decreti governativi o a chi percepisca il reddito di cittadinanza o di

emergenza, pensioni, indennità di disoccupazione (Naspi). Ai soggetti già beneficiari per il mese di marzo

del bonus, il nuovo bonus di aprile e maggio 2020 sarà erogato, senza necessità di ulteriore domanda. Si

attende ora entro 7 giorni dall’emanazione del presente decreto (19.05.2020), un decreto del Ministero

dell’economia e delle finanze di concerto con l’Autorità delegata in materia di sport, per la definizione

puntuale delle modalità di attuazione di questo bonus di aprile-maggio, di presentazione delle nuove

domande, i documenti richiesti e le cause di esclusione.

Lavoratori sportivi “professionisti” iscritti al Fondo Pensione Sportivi Professionisti (art. 98) .

È previsto per questi lavoratori inquadrati quali “professionisti” ai sensi della legge 91/1981 con

retribuzione annua inferiore a 50.000 euro, l’accesso al trattamento di integrazione salariale

vicino:

limitatamente ad un periodo massimo di 9 settimane.

CESSIONE

SETTORE SPORT

EMERGENZA COVID-19 (ART.122)

DL 19/05/2020 N. 34

Le principali novità di interesse per il

settore SPORT

I crediti d’imposta di cui ai diversi articoli del Decreto rilancio [tra cui: Credito d’imposta per i canoni di

locazione di immobili ad uso non abitativo (art. 28); Credito d'imposta per l'adeguamento degli

ambienti di lavoro (art. 120); credito d'imposta per sanificazione degli ambienti di lavoro e l'acquisto di

Sospensione dei versamenti (art. 126 e 127) Per

le ASD/SSD entro il 16 settembre 2020,

dispositivi dì protezione (art 125)] possono essere ceduti ad altri soggetti, inclusi banche e altri

potranno essere versati, in un'unica soluzione o

intermediari finanziari. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono definite le

mediante rateizzazione fino a un massimo di

quattro rate mensili di pari importo:

A) RITENUTE D’ACCONTO E A TITOLO

modalità attuative per questa cessione del credito, comprese quelle relative all'esercizio dell'opzione,

da effettuarsi in via telematica.

assimilati (versamenti delle ritenute alla fonte,

di cui agli articoli 23, 24 del decreto del

Presidente della Repubblica 29 settembre

1973, n. 600, che i predetti soggetti operano in

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE

qualità di sostituti d'imposta);

B) Contributi INPS, INAIL ex ENPALS

Adempimenti e versamenti dei contributi

previdenziali e assistenziali e dei premi per

l'assicurazione obbligatoria;

C) IVA scadente nel mese di marzo aprile e

maggio.

SANIFICAZIONE E ACQUISTO (ART.125)

È riconosciuto un credito d’imposta del 60% delle spese sostenute nel 2020per la

sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di dispositivi di

Per le addizionali regionali e comunali dovute

protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti

relativamente ai mesi di marzo, aprile e

fino ad un massimo di 60.000 Euro. Il credito spetta a imprese, lavoratori autonomi, enti non

maggio, il rinvio del versamento è al 16

commerciali, compresi gli enti del Terzo settore (quindi anche per SSD e ASD).

settembre 2020 (anche con la rateizzazione in

Il credito d'imposta è utilizzabile in sede di dichiarazione dei redditi relativa al periodo

quattro rate mensili) è possibile solo se si

d'imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione mediante F24.

riscontri una diminuzione del fatturato del 33%

Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da adottare entro 30 giorni dalla

rispetto all’analogo mese dell’anno

precedente, (marzo su marzo, aprile su aprile,

data di entrata in vigore della legge di conversione decreto “Rilancio”, sono stabiliti i criteri e

le modalità di applicazione e di fruizione del credito d'imposta.

maggio su maggio).


iconosciuto un credito d'imposta in misura pari al 60%

È

spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000

delle

in relazione agli interventi necessari per far rispettare le

euro,

sanitarie e le misure di contenimento contro la

prescrizioni

del virus COVID- 19, compresi quelli edilizi

diffusione

per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la

necessari

di spazi medici, ingressi e spazi comuni, per

realizzazione

di arredi di sicurezza, nonché in relazione agli

l'acquisto

in attività innovative, compresi quelli necessari

investimenti

investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o

ad

di strumenti e tecnologie necessarie allo

l'acquisto

dell'attività lavorativa e per l'acquisto di

svolgimento

per il controllo della temperatura dei

apparecchiature

e degli utenti.

dipendenti

credito d’imposta è riconosciuto alle imprese, ai lavoratori

Il

alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti

autonomi,

compresi gli enti del Terzo settore (quindi anche SSD

privati,

ASD)ed è utilizzabile in compensazione nel mod. F24,

e

limiti e modalità che verranno definiti con un

secondo

dell’Agenzia delle Entrate.

provvedimento

è dovuto il versamento del saldo dell'IRAP relativa al

Non

(per i soggetti con esercizio sociale coincidente con

2019

solare) o al periodo 2019/2020 (per i soggetti con

l’anno

sociale a cavallo d’anno), fermo restando il

esercizio

dell'acconto dovuto per il medesimo periodo di

versamento

che, pertanto, se superiore al saldo genera un

imposta

IRAP che, stante al tenore della norma,

credito

non utilizzabile. Si attendono chiarimenti in

diventerebbe

è altresì dovuto il versamento della prima rata

merito.Non

dell’IRAP relativa al periodo di imposta

dell'acconto

a quanto indicato nel paragrafo precedente per

successivo

due distinte categorie di soggetti e l'importo di tale

le

è comunque escluso dal calcolo dell'imposta

versamento

versare a saldo per lo stesso periodo d'imposta,

da

i mesi di maggio, giugno e luglio 2020, l'Autorità di

Per

per energia reti e ambiente (ARERA) dispone la

regolazione

della spesa sostenuta dalle utenze elettriche

riduzione

in bassa tensione diverse dagli usi domestici, con

connesse

alle voci della bolletta identificate come

riferimento

e gestione del contatore" e "oneri generali di

"trasporto

L’importo della riduzione verrà applicato

sistema".

nelle bollette del periodo da maggio a luglio.

direttamente

al 31 luglio 2020 il pagamento dei canoni di concessione o di

Rinviato

sospesi nel periodo compreso tra la chiusura degli impianti e fino

locazione

luglio 2023 (art.216). Se il concessionario ne fa richiesta, le parti (Ente

e gestore) possono concordare tra loro la revisione dei rapporti in

pubblico

mediante la rideterminazione delle condizioni di equilibrio

scadenza

anche attraverso la proroga della durata del

economico-finanziarie

caso di mancato accordo, le parti possono recedere dal

rapporto.In

tale caso, il concessionario ha diritto al rimborso del valore delle

contratto.In

realizzate più gli oneri accessori, al netto degli ammortamenti,

opere

costi effettivamente sostenuti dal concessionario, nonché delle penali e

dei

altri costi sostenuti o da sostenere in conseguenza dello scioglimento

degli

sospensione delle attività sportive disposta con i decreti governativi viene

La

come fattore di sopravvenuto squilibrio dell'assetto di interessi

considerata

con il contratto di locazione di palestre, piscine e impianti sportivi di

pattuito

di soggetti privati.Il conduttore (e quindi il gestore dell’impianto

proprietà

ha pertanto diritto a richiedere al proprietario dell’immobile una

sportivo)

del 50% del canone mensile contrattualmente pattuito,

riduzione

alle cinque mensilità da marzo 2020 a luglio 2020, salva la

limitatamente

di un diverso ammontare a cura della parte interessata (gestore o

prova

Quindi il gestore potrà avanzare richiesta al proprietario per la

proprietario).

del canone così come previsto dalla legge avendo possibilità di

riduzione

anche eventuali pagamenti di canoni effettuati nei mesi da marzo

recuperare

oggi eccedenti il 50% dell’importo mensile originario in applicazione

ad

imprese e i lavoratori autonomi con ricavi o compensi non superiori a 5

Le

di euro nel 2019, spetta un credito d'imposta nella misura del 60%

milioni

mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione

dell'ammontare

immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell'attività

di

commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o

industriale,

abituale e professionale dell'attività di lavoro autonomo, a

all'esercizio

che abbiano subìto una diminuzione del fatturato o dei

condizione

nel mese di riferimento (marzo 2020 rispetto a marzo 2019, aprile

corrispettivi

su aprile 2019, maggio 2020 su maggio 2019) di almeno il 50%.Si ritiene

2020

in tale disposizione possano rientrare anche le SSD. Il credito d'imposta

che

anche agli enti non commerciali (e quindi le associazioni), compresi gli

spetta

del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al

enti

di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non

canone

destinati allo svolgimento dell'attività istituzionale. L’importo del

abitativo

d’imposta è commisurato ai canoni effettivamente versati nei mesi di

credito

aprile e maggio. Il credito d'imposta è utilizzabile nella dichiarazione

marzo,

F I S C O E B A L L O

ADEGUAMENTO (ART.120)

IMPIANTI SPORTIVI PUBBLICI

CONCESSIONE O LOCAZIONE

(ART. 216)

F A S E - 2

AMBIENTE DI LAVORO

30 giugno 2020. In alternativa al pagamento in unica rata è possibile

al

ratealmente in 4 rate mensili da luglio a ottobre. Impianti sportivi

pagare

pubblici in concessione con scadenza della concessione entro il 31

oppure, nel caso in cui l'opera non abbia ancora superato la fase di collaudo,

del contratto.

IRAP

VERSAMENTO (ART. 24)

CANONE LOCAZIONE

IMPIANTI SPORTIVI “PRIVATI”

(ART. 216)

divenendone pertanto abbuonato.

USO NON ABITATIVO (ART. 28)

all’attuale disposizione normativa.

RIDUZIONE ONERI

BOLLETTE ELETTRICHE

dei redditi oppure in compensazione e non è assoggettato a tassazione.


C O V I D E B A L L O

D I S A N D R O M A L L A M A C I

di Sandro Mallamaci

Analisi del rischio

Dopo aver atteso con ansia il via libera del Governo, finalmente il 25 maggio si sono potute riprendere molte

attività che da mesi erano state sospese. Tra queste le palestre e i centri sportivi in genere. Si riprende ma

attenendosi a precise disposizioni emanate dagli organi di governo con la consulenza del Comitato Tecnico Scientifico.

Disposizioni contenute nei DPCM in particolare quello dello scorso 17 maggio. Parola d'ordine: distanziamento. Sì,

perché la regola unica individuata ed imposta è quella del cosiddetto distanziamento sociale. Cerchiamo di capire da

cosa scaturisce questa indicazione. Quando i primi giorni dell'anno è scoppiata l'emergenza coronavirus ci si è trovati

ad affrontarla per la prima volta in assoluto. È vero che in effetti si trattava di una emergenza sanitaria, ma i tempi ed i

modi con i quali si è manifestata ha preso di sorpresa tutti, soprattutto il Sistema Sanitario Nazionale. La vera

emergenza, pertanto, è stata quella di dover fronteggiare più che un virus, per quanto aggressivo e violento, la

richiesta di cure ospedaliere da parte di molte persone in tempi molto ristretti.

I responsabili del Ministero competente e le diverse Aziende Sanitarie Locali non erano strutturati e organizzati per

rispondere adeguatamente a queste richieste. Sui motivi che hanno determinato questa inadeguatezza non ci vogliamo

soffermare. È stato necessario quindi affrontare questa imprevista situazione e prendere le conseguenti decisioni. In

sostanza si è provveduto a fare una classica analisi di valutazione del rischio e, a seguito di questa, adottare le misure

per ottenere gli obiettivi attesi.

Tutto trasparente per il cittadino comune che non si è dovuto preoccupare di capire il fenomeno, né di analizzare i

rischi, né di prendere decisioni. Se ci pensiamo questi sono invece compiti ed oneri che normalmente sono in capo ai

datori di lavoro o ai responsabili del servizio di protezione delle aziende, e sono ben conosciuti da tutti i lavoratori

ormai da parecchi anni, da quando è stata promulgata la famosa legge 626 del 94, successivamente integrata e

modificata. In molti si sono trovati alle prese con il DVR, Documento di Valutazione dei Rischi nei luoghi di lavoro, ma

questa normativa non riguardava tutte le attività ma solo quelle con determinate caratteristiche in termini di tipologia di

attività e di numero di lavoratori dipendenti. Di questi tempi, invece, di sicurezza sono chiamati ad occuparsene

obbligatoriamente un po' tutti.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 maggio 2020 ha consentito quindi la ripresa dell'attività

sportiva di base e dell'attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e

privati,(…) ma nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento. Per garantire il

rispetto di queste prescrizioni sono state emanate apposite linee guida a cura dell'Ufficio per lo Sport.

In sostanza il processo di valutazione del rischio covid si è sviluppato secondo i criteri canonici richiamati all’art.15 del

D.Lgs del 9 APRILE 2008, N. 81 che riguarda le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori

nei luoghi di lavoro. I principali sono: la valutazione di tutti i rischi; la programmazione della prevenzione;

l’eliminazione dei rischi e, se non è possibile, la loro riduzione al minimo; la limitazione al minimo del numero dei

soggetti che sono, o che possono essere, esposti al rischio; l’informazione e la formazione adeguate e conseguenti

direttive adeguate.

Dato lo stato di emergenza e i tempi strettissimi per prendere decisioni, ovviamente in un primo tempo non si è dato il

giusto spazio al confronto con la cittadinanza. Dovendo procedere all’analisi del rischio si è considerata l’eventualità

che l’accadimento in questione (contagio) potesse comportare conseguenze negative sul sistema sanitario, che a sua

volta è legata anche alla probabilità che si verifichi l’evento. Oltre al necessario processo di analisi, hanno giocato un

ruolo importante gli aspetti soggettivi di chi ha avuto la responsabilità di effettuarlo, fortemente influenzati dalla

percezione personale e soprattutto dall’aspetto psicologico del valutatore, che ha dovuto procedere alla stima della

probabilità del contagio, e della gravità e la quantificazione dell’effetto dello stesso. Trattandosi di un virus altamente

contagioso, questa probabilità è stata ritenuta molto alta. Si è cercato di circoscrivere l’ambito di analisi, tenendo

conto dei differenti contesti territoriali e dei diversi ambiti economici, considerando che l’attivazione del processo

di gestione del rischio aveva come obiettivo quello di preservare la vita dei cittadini, ma contemporaneamente di

preservare la vita economica e sociale dell’intera nazione. La probabilità che si potesse correre il rischio di un

contagio nel caso del covid quindi è stata individuata nella possibilità che si potessero verificare una serie di eventi,

ovvero il contatto tra un soggetto infetto ed altri, oppure in situazioni di assembramenti con aumento della probabilità

del contagio. L’obiettivo che gli analisti si sono quindi posti è stato quello di ridurre al minimo questa possibilità.

La soluzione è stata trovata e condivisa dalle autorità competenti nell’imporre regole che fondamentalmente

garantiscono il distanziamento dei soggetti ed evitano il formarsi di assembramenti. Le linee guida a cura dell'Ufficio

per lo Sport non sono altro che lo strumento attraverso il quale il valutatore/decisore ha dato ai diversi soggetti le

istruzioni su come attuare correttamente le prescrizioni per ridurre il rischio di contagio. Nell’applicare le misure

previste però è richiesta una sorta di ulteriore valutazione che deve tenere conto delle specificità delle possibili

azioni e dei diversi luoghi. Restano a carico del singolo responsabile una serie di adempimenti di non semplice

attuazione. Nell’ambito delle attività sportive, e in particolare quelle svolte in palestre e in centri sportivi, in

osservanza delle disposizioni richiamate nelle linee guida dell’Ufficio dello Sport del Ministero, la A.S.C. ha messo a


C O V I D E B A L L O

disposizione degli associati un documento di valutazione del rischio specifico molto ben strutturato secondo il seguente

schema:

considerazioni generali

riferimenti normativi

norme generali

misure di prevenzione

gestione di persona sintomatica

protocollo di regolamentazione

revisioni

la sicurezza sul lavoro nelle associazioni sportive

Questo documento contiene tutte le informazioni utili per poter svolgere le attività in piena sicurezza senza tralasciare

alcun dettaglio. Molta attenzione deve essere data alla parte che riguarda le misure di prevenzione che sono ben

individuate, per esempio nell’obbligo per i tesserati di autocertificazione attestante lo stato COVID negativo, di non

essere sottoposto a misure di quarantena, nel distanziamento personale, nell’obbligo di utilizzare mascherine ed

altri DPI necessari. L’esatta individuazione delle figure responsabili, dell’attuazione delle Misure Tecniche e di quelle

organizzative, quali norme comportamentali, procedure di accesso, utilizzo dei dispositivi di prevenzione del contagio,

tenendo conto anche dei diversi scenari come ad esempio la presenza esclusiva nell’impianto sportivo di persone

tesserate per la medesima società ovvero la compresenza nell’impianto di diverse entità giuridiche. Sono date anche

istruzioni dettagliate in merito alle modalità di informazione con la previsione dell’affissione di locandine informative e

cartellonista circa il corretto comportamento da tenere nei diversi spazi di uso comune, la predisposizione di

segnaletica, di materiali di comunicazione. Risalto è dato anche alla formazione intesa come attività fondamentale

per la comprensione degli interventi di prevenzione attuati nel sito sportivo o per evitare il rischio di contagio da

COVID Dettagliate indicazioni riguardano, in linea generale la gestione entrata/uscita degli operatori sportivi e di

altri soggetti nei siti sportivi, finalizzata a favorire orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile

contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, servizi igienici, locali di attesa, locali dedicati alle attività sportive, locali

di ristoro, ecc.), consigliando una attenta analisi dei lay-out e dei percorsi. Un documento che non tralascia alcun

aspetto del problema, dalla gestione dei casi sintomatici, alle turnazioni, alle attività di pulizia, a quella di sanificazione,

all’ impiego di dispositivi che riducono l contatto (es. guanti, abbigliamento da lavoro/attività sportiva, mascherine,

etc.), alle precauzioni igieniche personali. Indicazioni specifiche sono fornite in una sezione dedicata alle palestre con

la previsione di poter essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura

maggiore di 37,5 °C. Consigli su come organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze

di almeno 1 metro (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere), anche

regolamentando l’accesso agli stessi, i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi

e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza, almeno 1 metro per le persone

mentre non svolgono attività fisica, almeno 2 metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella

intensa).

È comunque previsto che ogni organizzazione sportiva debba procedere alla valutazione del rischio del proprio sito e

definire le necessarie misure di prevenzione e protezione finalizzate alla gestione del rischio stesso sulla base di

un’accurata analisi delle specificità delle attività che vi si svolgono. Una attenta e responsabile analisi del rischio

covid garantisce la continuità delle attività sportive in tutta sicurezza e serenità da parte degli associati che in

maniera disciplinata e con la necessaria cautela possono così riprendere a divertirsi, socializzare e mantenere in

forma il corpo e la mente. E allora, si parte…. in tutta sicurezza!


C O V I D E B A L L O

COVID e BALLO: Il parere del Presidente del Comitato

Provinciale di Reggio Calabria ASC , Dottor Antonio Eraclini

Ogni giorno il Comitato Provinciale ASC di Reggio Calabria Città

Metropolitana, che rappresenta solo nel territorio provinciale più

di 400 associazioni e circa 55 mila tesserati, raccoglie disperate

richieste di aiuto e infinite incertezze da parte delle proprie

associazioni affiliate, dalle famiglie degli atleti, dagli atleti, dai

dirigenti, dai tecnici e da tutte le figure del mondo sportivo.

La posizione del nostro ente preposto alla promozione dello sport

ci mette nelle condizioni di essere vicino quotidianamente ad ogni

associazione sportiva, condividendo le gioie i risultati le

aspettative e i dolori.

Oggi, con immenso rammarico, ne raccogliamo solo i dolori!

Dare Voce alla sofferenza delle tante realtà sportive, che causa

virus, non hanno svolto alcuna attività e si vedono senza alcuna

entrata derivante da quote mensili associative o sponsorizzazioni

di alcun tipo, diventa prioritario e vitale per questo ente e per

tutte le realtà sportive che rappresenta. Fra tutte le preoccupazioni

che agitano le associazioni spicca il problema affitto, c’è la

concreta possibilità che a settembre, tante di queste associazioni

non avranno una sede dove svolgere la loro attività sportiva ed

altre non esisteranno più.

Nel nostro Paese, il ballo ha un enorme successo, basti pensare

che vi sono più di diecimila maestri in attività, migliaia di

competitori, cinque milioni di persone che frequentano, o che

hanno frequentato, una scuola di danza sportiva.

Questa disciplina, inoltre, nel corso degli ultimi tempi è in forte

espansione, anche grazie alle numerose trasmissioni televisive (ad

es. Ballando con le Stelle) che ne promuovono le caratteristiche,

oltre che per la disponibilità del Comitato Olimpico Internazionale

ad elevare alla dignità di discipline olimpiche almeno dieci danze.

Nella maggior parte dei casi chi inizia a praticare questo sport, lo

fa per divertimento, per mantenersi in forma e per socializzare.

Dunque, non per gareggiare.

In sostanza è possibile affermare che la danza sportiva altro non è

che la trasformazione in ballo, solitamente di coppia, da disciplina

artistica in disciplina sportiva, che dispone di proprie regole, come

tutti gli sport, competizioni e gare agonistiche.

Per la fase 2 e 3 i tempi sono ancora incerti ma dalle ultime

direttive pare che le disposizioni viaggino su una linea quasi

definita che prevede protocolli serrati difficili da attuare come

ad esempio:

Distanziamento Sociale

Accesso su prenotazione

Controllo degli accessi e delle uuscite

Controllo delle temperature e mascherine

Rivalutazione degli Spazi all'aperto •

Viste le difficolta sopra elencate e prendendo atto che questi

protocolli saranno molto severi ed alcune associazioni non

potranno rispettarli per mancanza di spazio, il Comitato ASC di

Reggio Calabria ha pensato di chiedere in affitto una struttura

privata al centro della città (il Clivia Reggio Village), dove prima

del lockdown veniva svolto prettamente lo sport del calcio, e

trasformarla - solo per il periodo che vedrà la nuova normalità

prendere il sopravvento - in una palestra all’aperto dove le

attività di fitness di danza e tutti quegli sport che potranno

essere praticati in totale sicurezza avranno i loro spazi,

abbiamo, inoltre, pensato di andare incontro a tutte quelle

associazioni, ludoteche o altro che lavorano con il mondo

dell’infanzia per garantire uno spazio a chi non ne ha per

tornare a rivivere il rapporto di socialità con i loro piccoli,

progettando dei Centri Ricreativi Estivi. Oltre al Centro Sportivo

Clivia Reggio Village il Comitato ha promosso la propria idea di

un contenitore che possa coinvolgere tutte le realtà sportive e

ricreative affiliate da adattare a qualsiasi tipo di spazi esterni a

disposizione delle associazioni.

Concludo mandando un messaggio a tutto il mondo sportivo

chiedendo di avere pazienza e di usare il tempo che abbiamo

avuto a disposizione in questi mesi per ripartire con nuove idee

e nuove prospettive.


MONICA

L ' É T O I L E I T A L I A N A D E L B A L L R O O M

MONICA NIGRO

LA BALLERINA CHE HA CONQUISTATO IL

MONDO CON TECNICA, STILE ED ELEGANZA

SI RACCONTA IN UNA INTERVISTA

FABRIZIO SILVESTRI


P E R S O N A G G I E B A L L O

Monica Nigro, prima étoile italiana nel Ballroom, con Valerio

Colantoni occupa il podio internazionale delle danza di coppia.

Vive tra Milano e Hong Kong. La sua eleganza, il suo fascino, la

sua bravura sono diventate caratteristiche di un anime

giapponese nella serie d’animazione “Welcome to the Ballroom”.

Nell’ epoca della zoomania l’abbiamo incontrata, e ci ha detto che

resterà sulle piste da ballo ancora per anni.

Conosciamola meglio…

Monica, tu vivi tra l'Italia e Hong Kong... scelta dettata da cosa?

Diciamo che vivo tra Italia, Hong Kong e resto del mondo… viaggio

tantissimo... Innanzitutto in Italia perché amo l'Italia, c'é la mia

famiglia, gli amici; Hong Kong e resto del mondo, diciamo, sono stati

una scelta lavorativa.

Conosci la serie d’animazione "Welcome to the Ballroom"?

Sì, meravigliosa! L'ho scoperto qualche anno fa in Giappone...

veramente come fumetto; poi ho saputo da poco che c’è una

versione anime, un cartone animato insomma…

Secondo noi, i disegnatori di questo cartoon “Welcome to the

Ballroom” hanno creato un tuo avatar, la bellezza di una delle

protagoniste ti rappresenta, siamo certi che si sono ispirati a te...

É una delle considerazioni più belle... direi che é un onore... non

male essere d'ispirazione per un personaggio di "Welcome to the

Ballroom" Credo sia una storia molto interessante: un giovane che si

rifugia nella danza per sfuggire al bullismo; riuscire ad arrivare ai

giovani, con un argomento cosi importante, è una bellissima idea e

poi sapere che una delle ballerine ha i tuoi caratteri fisionomici…

(sorride divertita)

Monica, tu balli da quando eri bambina, secondo te, come è

cambiato il mondo della danza?

Si, ballo da quando avevo 4 anni. Il cambiamento più grande, credo,

sia stato la divisione in federazioni; la danza era molto forte quando

si gareggiava tutti insieme, senza distinzione...amatori in idsf e

professionisti in wdc....

Ora, diciamo che ci sono troppe distinzioni, sigle, troppi titoli da

distribuire che rendono la danza meno forte ...tutti corrono ad avere

un titolo, invece che impegnarsi ad essere grandi ballerini...

5. Monica oggi, sei sul podio della classifica mondiale con Valerio

Colantoni. Nel corso della tua carriera hai cambiato più volte

partner. Per Monica Nigro, quali caratteristiche deve avere un

ballerino?

Si, ho avuto, generalmente, partnership lunghe quando ho smesso di

crescere in altezza. Santini 2/3 anni, Krapez 12 anni e ora con

Valerio siamo al quinto anno. Innanzitutto determinazione e

devozione, ma la cosa fondamentale é credere nella coppia al 100%.

A me piace molto quando in pista ho un partner con una personalità

ben chiara. Capacità di comunicare e scendere a compromessi

senza essere egoisti, altra caratteristica da non sottovalutare.

Monica tu sei una protagonista mondiale della danza. Come si

arriva ad essere un' étoile della danza sportiva?

Come tutti gli sport, e l'arte fatta ai massimi livelli, richiede un

impegno fisico e personale molto alto.

Come ci si arriva? Per esperienza personale posso dire con

perseveranza, duro lavoro, bisogna cercare di migliorare ogni

giorno, bisogna cercare informazione e ispirazione in qualsiasi

forma d'arte, non bisogna mai abbattersi, nessuno può fermarti se

non te stesso. Quindi fino a quando il tuo, e solo tuo cuore, e la tua

mente ti dicono di continuare, fà di tutto per abbattere i limiti e vai

oltre a quello che credevi fosse impossibile. Nulla è impossibile!


P E R S O N A G G I E B A L L O

Tu sei considerata una delle più eleganti ballerine al mondo, come

curi il tuo look, hai un team che ti segue?

Grazie! Innanzitutto ho degli sponsor che mi seguono, Chrisanne

Clover per gli abiti, International Dance Shoes per le scarpe e Lella

Milano per le acconciature. Ho sempre avuto la passione per gli abiti;

sono ormai 15 anni che disegno i miei abiti e cerco di avere idee nuove

anche per l'acconciatura. Cerco ispirazione un po’ ovunque: libri di

moda, sfilate, post di designer, film, musical...

Ti piacerebbe un giorno oltre che insegnare diventare una stilista di

moda?

É sempre stato un mio sogno, chissà, magari un giorno diventerà realtà.

Rimanete sintonizzati e avrete notizie...

Consigli sul look e make-up da dare alle giovani ballerine?

Dunque, bisogna sempre tenere ben chiaro cosa sta bene su di noi, in

base alla forma del proprio viso, sia per l'acconciatura che per il trucco,

oltre ai colori della carnagione, occhi e capelli.

Credo sempre che eleganza e leggerezza siano la chiave per un look

perfetto. Mai esagerare, il dettaglio fa la differenza non la quantità.

Tu e Valerio come gestite gli allenamenti?

Abbiamo due tipi di allenamenti, tecnici e stamina (resistenza fisica) e li

alterniamo in base alle gare in programma. Maggiore studio tecnico, se

dobbiamo cambiare coreografie o approfondire e migliorare le azioni.

Ad un mese da una gara importante, ci concentriamo sulla resistenza

fisica; ogni giorno sviluppiamo stamina con diverse metodologie per

non renderla noiosa, perché sappiamo che la stamina non piace a

nessuna, ma noi riusciamo a farla senza troppa sofferenza. (Sorride)

E quando sei da sola come ti alleni?

Io mi dedico ad esercizi a corpo libero per essere muscolarmente forte

ma, allo stesso tempo, pratico lo yoga, che amo a livello fisico e

mentale; aiuta molto e lo consiglio a tutti, anche ai non ballerini. La

combinazione di queste due attività mi permette di essere forte e

flessibile, connubio perfetto per un ballerino.

1Il Tuo ballo preferito

Bella domanda! Indubbiamente il tango e adoro anche il Valzer Inglese..

Quello più difficile, complicato da eseguire?

A livello tecnico tutti diventano complicati, se fatti cercando la

perfezione col partner. Credo Valzer Inglese. Ma anche QuickStep a

livello di coordinazione, direi, non semplice .

Come hai scelto la disciplina Ballroom piuttosto che Latin o altri stili?

Io credo sia stata una scelta naturale. Sono sempre stata “standardista”.

Comunque, essendo una persona curiosa, ho ballato anche latini, hip

hop. C'e' stato un periodo dove avremmo voluto fare con il mio ex

ballerino i 10 balli, ma poi abbiamo deciso di dedicarci al 100% ad una

sola disciplina, e diciamo anche che ha influito molto l’aspetto

finanziario, si spende molto per fare bene due discipline.

Cosa mangia Monica Nigro?

Mangio un pò di tutto.... Non mi privo di nulla..

Credo che bisogna mangiar sano ed in quantità che non superino il

vizio. Riesco a gestirmi bene. Poi, si riesce a capire con il tempo, in base

alle gare, quando mangiare di più o di meno, perché da ballerino si

bruciano tante calorie, e per essere in forma bisogna nutrirsi in modo

intelligente.

Nel futuro di Monica Nigro cosa c'è?

In futuro, finita la mia carriera competitiva (ne avrò ancora per un po'),

sicuramente lavorare nel mondo della danza, aiutare tanti ballerini e

condividere le mie conoscenze e l'amore per la danza.

Nuovi progetti su cui sto lavorando, spero, prendano vita, una bella

famiglia e, perché no, un cane.


PS EA R L SU O T NE A E G GB I A LE L BO

A L L O

Monica Nigro - Gala Awards "Stefano Francia

EnjoyArt" 2018

Premiata con Valerio Colantoni come

Miglior Coppia 2018


il "Lago

dei

Cigni"

P E R S O N A G G I E B A L L O

V I C T O R I A A L E T T A :

in Calle Verdi di

Barcellona ho ballato

E S U I N S T A G R A M I L V I D E O D I V E N T A V I R A L E

F a b r i z i o S i l v e s t r i


la quarantena, in tutto il mondo sono accadute cose belle e brutte. Noi vogliamo raccontarvene una bella

Durante

riguarda la danza. Quando la passione prende il sopravvento, anche una via di Barcellona può diventare

che

palcoscenico: tutù, scarpette con la punta e si va in scena in Calle Verdi per rappresentare il "Lago dei Cigni”, con

Per me il successo è quando le cose

“Successo”?

cambiano, per me sarà un successo se dopo

davvero

emergenza sanitaria gli artisti saranno

questa

come meritano. In Italia, a causa di questa

valorizzati

è stata disposta la chiusura di compagnie e

pandemia,

anche a Barcellona che, oltretutto, necessita di

teatri...

per la cultura. Il successo sarà quando il

finanziamenti

di un Paese investirà su tutti gli artisti. Penso

governo

le emozioni che la musica e la danza possono

per

e... creare un armonia unica. Per questo

trasmettere

a Barcellona, nella strada dove vivo, alle 20

Noi,

per le persone che in questo momento

applaudiamo

video ho saputo dal mio compagno che il giorno

del

sarebbe stato il giornata mondiale della danza, i

dopo

vicini mi hanno chiesto con insistenza di ballare

miei

classico per loro. Credo che questa idea sia nata

un

ad un insieme di idee di gruppo, con la speranza

grazie

emozionarci tutti insieme e dimenticare per alcuni

di

ho un balletto preferito, mi piacciono tutti e le

Non

ancora di più. Comunque, per me, i più belli

novità

sono: Lago dei cigni, Romeo e Giulietta e The Lady of

è stato per niente facile stare lontana dalla mia

Non

anzi...ancora mi mancano i pranzi in famiglia

famiglia,

domenica e non solo... L’affetto e l’amore di una

della

e di un padre non potranno mai essere sostituiti.

madre

fatto solamente l’audizione. Era la mia audizione

Ho

ne avevo fatte altre 3 prima. Quindi, se non mi

decisiva,

presa in Spagna, penso che avrei frequentato

avessero

Avevo 19 anni quando me ne andai di casa.

l’università.

Spagna è bellissima e non avevo mai vissuto in una

La

sul mare come Barcellona. Il Ballet di Barcellona è

città

compagnia, c’è un buon ambiente ed è bene

un'ottima

erano in programmazione molti spettacoli,

organizzata,

purtroppo rimandati. Lavoro anche in una

adesso

di danza aperta nel 1988 la DAVID CAMPOS

scuola

P E R S O N A G G I E B A L L O

protagonista una ballerina italiana: Victoria Aletta.

La via di Barcellona ha fatto da scenario ad un'esibizione

e sulle note incantate del "Lago dei Cigni" di Pëtr Il'ič Čajkovskij, la giovane ballerina, sospesa sulle punte,

toccante

volteggiato professionalmente per il pubblico affacciato ai balconi e finestre della città della catalogna,

ha

Victoria, su Instagram, un suo video mentre balla in

Calle Verdi di Barcellona "il lago dei Cigni", è

diventato virale. Lo ha fatto per avere successo?

ricreando tutta la poesia del balletto.

Un momento di pura magia come ci racconta la danzatrice fiorentina.

adesso il video stia inviando un forte messaggio,

che

per le visualizzazioni o i likes, ma per i commenti,

non

tutti ad andare a teatro: il teatro ci porta in un’

invito

dimensione.

altra

Come è nata questa "Classical Dance Street"?

lavorando durante l’emergenza sanitaria…

stanno

giochi, cantiamo e balliamo. Il giorno prima

facciamo

minuti questo momento cosi difficile.

Qual è il suo balletto preferito?

Camellias.

Da qualche anno Lei lavora al Ballet de Barcelona.

Come mai è andata via dall'Italia e come è maturata

la scelta di vivere e ballare in Spagna?

© Roser Salvador Fàbrega

SCHOOL. È stata anche una compagnia di danza dal

1990, adesso chiusa.


danza dall'età di 3 anni e mezzo, fino a quando la mia

Faccio

mi portò all'età di 5 anni in una scuola di danza

mamma

seria, sita nella mia città, Firenze. La SAD di Laura

classica

Lisi. La mia insegnante, da bambina, per anni è

Checcuci

Donatella Locchi, brava maestra; grazie a lei ho un

stata

molto combattivo. Dopo ho lavorato con la direttrice

carattere

come Raffaella Renzi, Christophe Ferrari, Charles

maestri

Elizabeth Platel, Nicolas Le Riche e molti altri.

Jude,

danza ho finito gli studi alla Sad metodo Marika

Di

di Montecarlo della scuola Princess Grace. Nell’

Besobrasova

scolastico ho frequentato il liceo linguistico, dove mi

ambito

diplomata. Ho frequentato per un anno la facoltà di

sono

presso una università online, ma poi non ho avuto

psicologia

tempo.

più

ho detto prima non è stato facile, ma bisogna guardare

Come

cose positive delle situazioni. Sono all'estero e posso

le

livello culturale significa acquistare tantissimo. Qui, in

a

siamo molti stranieri e in compagnia, è meraviglioso.

Spagna,

che vivendo fuori ed avendo viaggiato, ho la mente

Penso

e molto curiosa. In Italia sono sicura che ritornerò: è la

aperta

terra, ma per adesso sto bene qui. Ovviamente per le

mia

estive non potrò mai rinunciare alla Costiera

vacanze

come ogni anno, da tradizione da quando ero

Amalfitana,

Per il momento il lavoro mi permette di avere

bambina.

Barcellona. Potevo approfittare di tornare in Italia, però gli

A

in questo momento, ho preferito evitarli.ù

aeroporti,

sono in forma, non salto, non faccio una variazione non

Non

resistenza in questo momento. Sto facendo riposare il mio

ho

me ne sarà grato. Adesso faccio un’ ora di lezione al

sicura,

più un’ora di workout. Questo lockdown lo sto

giorno

per conoscermi, a livello artistico e non: dipingo

passando

leggo, ascolto buona musica, cucino e coltivo anche

(male),

orto. Adesso approfitto per riposare e, tantissime volte nei

un

più vuoti, mi faccio sempre la solita domanda: vale

momenti

pena di vivere correndo come macchine? Sono due mesi

la

sono a casa e spero che dopo questa emergenza sanitaria,

che

posso fare paragoni, se in Italia non ho mai lavorato a

Come

professionale? I due paesi penso si assomiglino molto;

livello

l’Italia ha la Scala, l’Opera di Roma ed il san Carlo

ovviamente

Napoli. Qui? Compania Nacional di Madrid e Ballet de

di

P E R S O N A G G I E B A L L O

A quanti anni ha inizio a ballare?

della scuola Laura Checcuci, un’artista e perfezionista,

e con

Quale percorso di studi ha effettuato?

Cosa significa per una giovane ballerina come lei, danzare

all'estero piuttosto che in Italia, lontano da tutti i propri

affetti?

il mio Paese, l’Italia, un paese unico,

rappresentare

poi vivere in un paese diverso è aprire la mente,

meraviglioso;

© Roser Salvador Fàbrega

vacanze estive ogni anno.

Dove ha trascorso il periodo di quarantena?

Come è stato per lei... cosa ha fatto per mantenersi in

forma?

corpo dopo giornate di

8 ore di massacrante lavoro: sono

qualcosa cambi.

Lavorando all'estero è inevitabile fare un paragone con

l'Italia... Le sue considerazioni ?

Barcelona.

Tornerebbe a ballare in Italia?

Certo! È il mio Paese. Sarebbe un onore.

© Roser Salvador Fàbrega


P R O F E S S I O N I E B A L L O

C O S I M O M I R C O M A G L I O C C A

torno a

fotografare

l'italia

"Le Quinte - Lago dei Cigni"

Bol'šoj Ballet - Teatro Petruzzelli - Bari

© Cosimo Mirco Magliocca Photographer Paris


indipendenza, che ritrova e vive in pieno in una sua grande passione: la fotografia. Inizia, dunque a coltivare

concreta, che porterà Mirco a collezionare un susseguirsi di successi, oltre i confini nazionali. A metà degli anni

'90, infatti, si trasferisce a Parigi e, quindi, nella Ville Lumière, da cui era sempre stato attratto, trovandosi

inarrestabile: dapprima la Comédie Française gli affiderà i primi servizi fotografici e, nello stesso tempo, l'Opéra

PS RA OL FU ET SE S E I O BN AI L E L OB A L L O

© Cosimo Mirco Magliocca Photographe Paris

dei maggiori fotografi di produzioni teatrali parigini, dopo aver

Uno

le più grandi étoile ed artisti francesi, ha deciso di ritornare in

immortalato

Italia per raccontare i nostri talenti.

Mirco Magliocca, pugliese, nativo di Barletta, è animato, sin da bambino, da un forte senso di libertà ed

quest'arte prestissimo, dai tempi della scuola, durante i quali trascorre tutto il suo tempo nei laboratori scolastici

messi a disposizione, in cui imparerà tecniche e segreti legati al mondo della fotografia. Con il tempo, ciò che era

una passione, un sogno di bambino, pian piano prende forma, e diventerà una vera e propria attività, vitale e

completamente immerso nel magico mondo dei palcoscenici del teatro e dell'Opera. Da qui inizierà un successo

national de Paris chiede la sua collaborazione; in tal modo, il bagaglio artistico di Mirco si arricchisce ed affina,

egli ha, infatti, l'onore e la "fortuna" di fotografare i maggiori artisti dell'ambiente sul palcoscenico, in pose e

situazioni eccezionali.

Successivamente vivrà un'altra importante esperienza con i Corazzieri francesi, e con il Gran Palais, dove troverà

l'ispirazione per produrre reportage per Fiac, Saut Hermès, Paris Photo ecc; anche

il direttore del teatro de

Capitole a Toulouse, Christophe Ghristi gli affiderà la fotografia delle proprie opere in seguito Dominique Pitoiset

prossimo direttore l'opera di Dijion e il Teatro Petruzzelli di Bari reclamano i suoi servizi fotografici, ed insieme a

lui altre compagnie teatrali si affideranno al suo genio ed alla sua capacità, nell'immortalare, tramite la fotografia,

le rappresentazioni e le tournèè sui palcoscenici dei più grandi teatri mondiali, per poter poi illustrare importanti

libri di storia.


©

organizzate, per mostrare la

attimi, le espressioni, le luci ma la sua

PS RA OL FU ET SE S E I O BN AI L E L OB A L L O

Varie sono anche le esposizioni

bellezza e l'arte della sua fotografia,

come ad esempio "Le Eroine

dell'Opera",

prevista il 6 ottobre

2020 presso Mediateca di Touluse,

a cura del Comune di Toulouse e il

Teatro del Capitole.atica. Mirco non

è semplicemente un fotografo: egli

è il poeta della fotografia.

© Cosimo Mirco Magliocca Photographe Paris

© Cosimo Mirco Magliocca Photographe Paris

dunque, i successi di colui che potremmo definire

Tanti,

della fotografia italo-francese" e che decide, dopo

l'"Artista

ed anni di successo e di esperienza al di là delle Alpi, di

anni

in Italia e mettere a disposizione tutta la propria Arte

tornare

apprezzare e farci apprezzare i nostri grandi talenti

per

ma cos'ha di particolare l'arte, la fotografia di

nazionali;

che lo rende un artista eccezionale?

Mirco,

La fotografia, di per sé immortala gli

fotografia completa gli attimi ed i

gesti immortalati, rendendoli magici,

anche agli attimi più

significato,

forse, ma solo

effimeri,

più insignificanti... e

apparentemente,

per una dote innata dell'artista:

questo

capacità di donare movimento,

la

dell'anima, a qualcosa, la

quello

che di per sé è statica. Mirco

fotografia,

è semplicemente un fotografo:

non

è il poeta della fotografia.

egli

© Cosimo Mirco Magliocca Photographe Paris

imprimendogli un senso, un


PS RA OL FU ET SE S E I O BN AI L E L OB A L L O

© Cosimo Mirco Magliocca Photographer Paris


S E R I E T V E B A L L O

Serie fenomeno

web con 11 milioni

di visualizzazioni è

pronta per

sbarcare in tv.

THE SMILING - LA SERIE

SEI PUNTATE DA 45 MINUTI

di Marco Calogero


S E R I E T V E B A L L O

Deborah Polliotto: "Spesso i titoli e i prestigiosi traguardi hanno un

sapore non sempre dolce, come appaiono agli occhi della gente".

Da un’idea basata su vita vera è nato un

prodotto dal sapore internazionale. Tutto

ha inizio da un trailer. Il successo fu

immediato: milioni di visualizzazioni

accompagnate da numerosissimi

commenti entusiasti. Ad una risposta

tanto positiva, conseguì la realizzazione

della prima stagione della serie "The

Smiling", formata da 5 episodi 10

minuti l'uno. Un grande investimento e,

allo stesso tempo, un 'importante

scommessa; nessun aiuto, nessuno

sponsor, nè product placement

ma solo un grande sforzo produttivo, su

una serie che finora ha avuto il merito e la

fortuna di coniugare grande qualità e

grande successo di pubblico. Fenomeno

nata dal web al punto da essere riuscita a

registrare 11 milioni di visualizzazioni ed

essere pronta a sbarcare in tv. Tra i

protagonisti, Deborah Polliotto,

ballerina professionista nel mondo

agonistico delle danze latino americane

con una esperienza a livello internazionale

e nazionale: racconterà in prima persona

momenti di difficoltà della sua vita con i

vari retroscena del mondo della danza.

"Spesso i titoli e i prestigiosi traguardi

hanno un sapore non così dolce e

trionfante come appaiono agli occhi della

gente che ci ammira" dice la

protagonista. "The Smiling la Serie" è

questo: Vita vera raccontata dalle

persone che l’ hanno vissuta.

Quali sono i particolari avvenimenti

che saranno raccontati?

Sin da piccola ho dovuto far fronte a delle

difficoltà che hanno generato conseguenze

poco piacevoli, dal bullismo a particolari

"vizi" di persone adulte. Oltre alla parte

danza, verrà affrontato l' argomento delle

arti marziali dov’è protagonista Danilo

Fanfano, mio marito. Ci sarà un

intrecciarsi di storie vissute realmente e

vicende di cronaca, in pratica una serie

ricca di contenuti.

Parli di retroscena del mondo del

ballo, a cosa ti riferisci?

Nella serie si racconterà non solo della

parte degli allenamenti e competizioni, ma

anche di tutto quello che ci sta dietro, la

parte positiva e non. Oltre ai sacrifici che

ogni atleta deve vivere ci sono anche

compromessi da affrontare e conseguenze

alle scelte prese. Ma dovrete vedere "The

Smiling la Serie" per scoprirli.

Nelle scene i protagonisti sono tutti

attori ?

Nella parte danza, come in quella delle

arti marziali, ci sono maggiormente

ballerini ed alcuni di loro si improvvisano

attori per piccole parti con grande

successo, scoprendo un ulteriore talento.

Qual è il futuro di The Smiling la

serie?

Questo progetto è ancora ad oggi in

lavorazione; stiamo attendendo risposte

dai probabili canali televisivi per la

distribuzione .

"The Smiling la Serie", programmata in

4 stagioni, è una sfida con una morale:

"Non mollare mai!" affermazione con un

grande significato, soprattutto in questo

periodo che stiamo vivendo.


S E R I E T V E B A L L O

Welcome to the Ballroom

Manga scritto e disegnato da Tomo Takeuchi,

serializzato sul Monthly Shōnen Magazine di

Kōdansha dal 5 novembre 2011. Nel 2017 è

diventata una serie animata prodotta da

Production I.G, e trasmesso in Giappone tra

l'8 luglio e il 16 dicembre 2017. Negli Stati

Uniti i diritti sono stati acquistati da

Kodansha Comics USA. I 24 Episodi in Italia

sono trasmessi da Amazon Prime.

Tatara Fujita è un ragazzo che non ha sogni,

ma cerca di trovare qualcosa che possa

perseguire per tutta la vita. Essendo vittima

di bullismo ed estorsione, viene salvato da

un uomo di nome Kaname Sengoku, un

istruttore di danza che lo salva da un

pestaggio. Tatara scopre così la danza

sportiva , se ne innamora e diventa un buon

competitore. Molti personaggi sono ispirati ai

protagonisti del Ballroom moderno, tra

questi si riconoscono i campioni italiani

Monica Nigro e Valerio Colantoni.


SP AR LO UF TE E S S E I O BN AI L E L OB A L L O

Antonio

Desiderio

"VADO SEMPRE ALLA RICERCA DI NUOVI TALENTI"


PS RA OL FU ET S E S IE O BN I A LE L BO

A L L O

Il mondo dello spettacolo e delle sue stelle da sempre

affascina. Dietro ogni grande artista, però, non dobbiamo

mai dimenticare che esiste una figura eclettica che deve

possedere precise doti organizzative ed artistiche, a cui è

affidato il delicatissimo compito di seguire, lanciare e

promuovere i suoi artisti nel miglior modo. Se volessimo

dare un nome a tutto ciò, potremmo parlare di Antonio

Desiderio, affermato manager internazionale di danza e

mix di arte, preparazione e management.

Antonio, come ti sei avvicinato a questo mondo e

come mai hai scelto proprio la danza come campo

d’attività principale?

“Sono nel mondo del teatro da sempre: mio padre era un

ex dipendente del Teatro dell’Opera di Roma. Ho iniziato a

vedere gli spettacoli di opera e balletto da bambino. Con il

passare del tempo la curiosità è diventata grande

passione per lo spettacolo. Da sempre amante della

musica, ho studiato pianoforte, che è stato il primo

"veicolo" per avvicinarmi alla danza.

L’incontro con il ballerino Sergio Marocchi è stato per me

determinante. Non ho mai danzato, ma cominciai a

frequentare la sua scuola da spettatore; è stato lui a farmi

conoscere questo mondo: i titoli del repertorio

ballettistico, la struttura di una lezione di danza, le

differenze dei vari stili. Ho a seguito deciso di

specializzarmi nell’accompagnamento delle classi di danza,

prendendo delle lezioni specifiche, unitamente ai miei

studi universitari di giurisprudenza.

A seguito della laurea ho conosciuto un cantante lirico che

voleva un' assistente personale, ma che avesse

conoscenze artistiche e, nel mio caso, anche giuridiche.

Ho iniziato cosi a girare quasi tutti i teatri del mondo. A

seguito, è sopraggiunto l’étoile Giuseppe Picone che è

stata la prima di tante altre collaborazioni con importanti

nomi venuto a seguito."

Cosa fa il manager di spettacolo?

"Le attività sono molte e varie. Si comincia in genere da un

progetto pensato fatto ad hoc per l’artista, oppure si

affianca un giovane talento per lanciarlo su larga scala

(come ad esempio sto facendo in questo momento e che,

a breve svelerò, per presentarlo a tutti!!!).

Manager ed artista sono uniti da un contratto con

mandato di rappresentanza che autorizza il

rappresentante ad agire in nome e per conto del

rappresentato.

È attraverso questo strumento giuridico che vengo

autorizzato al trattamento dei dati sensibili dell’artista, alla

diffusione della sua immagine e ai suoi riferimenti fiscali

ed economici. Il dialogo aperto con l'artista è il principio

massimo della mia etica professionale, in quanto non

bisogna mai dimenticare che è sempre l’artista ad andare

in scena e per ogni progetto deve quindi essere sicuro di

farlo."

Hai lavorato e lavori ancora con i veri big della danza.

Ci sono state collaborazioni a te particolarmente

rimaste nel cuore?

Di sicuro, primo tra tutti, Giuseppe Picone di cui nutro da

sempre grande stima professionale, oltre che personale.

Oggi dirige il Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli

in maniera impeccabile, ricevendo sempre tanti consensi.

Un’altra persona a me molto cara è il Professor Aldo

Masella, storico, critico di danza e regista teatrale, al quale,

con immensa umiltà, anni fa feci la prefazione del suo libro

“Le parole della danza”, all’interno del quale ha dedicato un

capitolo alla mia persona. In ultimo, ma sempre tra i miei

primi pensieri, Maria Grazia Garofoli, ex direttore del corpo

di ballo dell’Arena di Verona, a cui devo il mio lancio

professionale.

È stata la prima a darmi fiducia all’interno di un teatro che

era all'epoca interamente contro di me, nel 2008. La

ringrazio profondamente e pubblicamente per essere

sempre la grande professionista, la grande amica e

confidente, pronta sempre ad aiutarmi in mille imprese,

come l'ultima condivisa, della Tournee in Cina di Lago dei

Cigni, con sue coreografie in cui abbiamo fatto 25 recite in

9 città cinesi!

Come hai gestito i tre mesi di lockdown?

"Ho cancellato, come tutti, 3 mesi di lavoro tra produzioni e

concorsi, ma ho cercato di essere comunque produttivo,

anche durante questo tempo. Con l'amico e collega

Vincenzo Macario Eventi, abbiamo infatti creato un talk

show da me condotto su piattaforma Instagram, chiamato

"LA VOCE DELLA DANZA". Lo abbiamo creato dapprima

per intervistare tutti i grandi personaggi della danza 3 volte

a settimana poi, vedendo i grandi ascolti ricevuti, abbiamo

pensato di creare una sezione speciale di questo talk

unicamente per le scuole di danza, dando così la possibilità

a tutti di dire la loro in questo difficile momento,

scambiando importanti consigli o idee, specie prima e

durante la fase 2 del Covid 19. Sono venute fuori

tantissime idee condivise, e questo ha funzionato sul

principio per cui abbiamo creato questo progetto: essere

tutti uniti e coesi in questo difficile momento, e sono felice

di esserci riuscito. Inoltre, sempre per essere attivi in

questo periodo, l'esigenza pressante di un riconoscimento

del nostro settore e di una promulgazione fatta a 360

gradi, mi hanno spinto insieme a Vincenzo Macario,

Stefano Forti ed Angelo Spampinato, alla creazione di una

piattaforma chiamata ITALIA DANCE NETWORK, una vera e

grande associazione della Danza a garanzia del settore

Culturale del Mondo della Danza, dove professionisti del

settore, sono a disposizione dei propri associati, offrendo

un supporto alle didattiche dell'insegnamento, uno studio

legale e commerciale atti a tutelare al meglio l'identità

professionale di questo settore da troppo tempo

bistrattato.

Gli obiettivi che l’Associazione si prefigge di raggiungere

sono, infatti, dare voce, supporto e tutela a tutti i

professionisti, scuole ed eventi, legati a quest’arte.

Cosa ti senti di consigliare a un giovane in questo

momento?

"Di non mollare e non arrendersi, né ora, ne mai. Questo

momento ci ha messi a dura prova e continuerà a farlo ma

dobbiamo fronteggiarlo a testa alta. Siamo italiani, quelli

che si sono sempre rialzati. Lo faremo anche stavolta e

daremo al Mondo intero un motivo in più per continuare a

parlare di noi."


SA T LT U TA E L I E T Á B AE LB L AO

L L O

DOMENICO CANNIZZARO

" I O , B A L L O D A S O L O "

LA FIDS DI NUOVO SOTTO ACCUSA?

INTERVISTA DI MARCO CALOGERO

LA PROVOCAZIONE

DEL FINALISTA

MONDIALE WDSF

TEN DANCE

DOPO

LE DIMISSIONI

DALLA FIDS.

Domenico, lei ha iniziato da bambino con i dieci balli, quale marcia in più deve

avere un ballerino per potersi dedicare a due discipline sorelle ma con tecniche

diverse?

Si, ho iniziato da piccino con le 10 DANZE. Devo dire che, anche se trattasi di due

discipline messe insieme, 5 DANZE STANDARD e 5 DANZE LATINO AMERICANE, io le ho

sempre considerate un'unica disciplina, anzi, una terza disciplina dopo, appunto, le

Standard e le Latine separatamente. Studiare, praticare e competere in entrambe le

discipline implica senz'altro un doppio dispendio fisico, economico, mentale nonché

temporale, ma è anche vero che il ballare una disciplina aiuta e facilita la pratica

dell'altra. Credo che ci sia una compensazione, un'elasticità muscolare migliore, un

portamento più completo. Per arrivare a questa completezza, così come ci sono

arrivato io, occorre però avere dietro, fin da piccoli, due grandi fattori determinanti:

un grande sostegno dei genitori ed una grande predisposizione al sacrificio.

C'è stato un periodo in cui pensava di voler smettere, e quale aspetto del suo carattere le ha dato la forza di continuare?

Non mi sono mai trovato in una situazione del genere e, credo, neanche si possa parlare di fortuna. La danza per me ha sempre

rappresentato una "missione"; evidentemente non ho mai trovato durante il mio cammino nulla che potesse richiamare

maggiormente la mia attenzione. Ammetto che ho incontrato tanti ostacoli, come alcune "ingiustizie" o "illeciti" che purtroppo,

mi hanno, accompagnato talvolta, ma il mio carattere mi porta a superare ogni ostacolo dandomi una carica esplosiva che mi fa

andare più avanti, ancora più forte. Posso dire che senza questi imprevisti, forse, non sarei il "Campione" che sono oggi.

La danza sportiva richiede molto sacrificio, all'estero il sacrificio è lo stesso o esistono delle dinamiche più facili da

affrontare?

La danza sportiva ITALIANA è sempre stata la più vincente, la storia di questo sport parla chiaro, ma credo che i ballerini italiani sia

ancora più vincente, il nostro carisma e la nostra vena artistica hanno sempre fatto il resto, e ci hanno reso i più BRAVI e FORTI al

MONDO.


A T T U A L I T Á E B A L L O

Ho avuto la fortuna di praticare molto all'estero, Inghilterra, Russia e nei Paesi dell'Est in generale, fin dalle categorie giovanili;

ho vissuto in Russia, in Lettonia, ed ho constatato che in quelle zone una disciplina artistica o sportiva è sinonimo fin da sempre

di professione e studio, come per esempio in Italia lo è la scuola dell'obbligo. I bambini lì, così come i ragazzi, crescono con

un'altra forma mentis, e probabilmente vivono molto più seriamente lo sport della Danza. In Italia mediamente si aspira a

diventare da grandi, avvocati, dottori, ingegneri ecc. Nell'est probabilmente si ambisce a diventare, da grandi, pattinatori,

ballerini, circensi ecc. Aver praticato all'estero senz'altro mi ha aiutato tantissimo. Aggiungo, la nostra Federazione Italiana

Danza Sportiva, com'è oggi, con tutti i suoi meccanismi contorti, non aiuta certo i talenti italiani, anzi, li allontana. Il 2019-2020 è

stato in netto calo, più della metà rispetto alle stagioni agonistiche precedenti. Questo significa che qualcosa non va proprio

bene. Nel 2020 al Campionato Italiano Assoluto FIDS, in alcune categorie, vi era la partecipazione di una sola coppia di atleti. Non

si è mai visto niente del genere negli anni passati. Alcune tra le altre Federazioni nazionali straniere, stanno avendo, invece, un

netto aumento di atleti, specialmente YOUTH e AMATORI; bisognerebbe iniziare a prendere spunto da qualcuna di esse.

Nel periodo del lockdown, ha mantenuto la voglia di allenarsi costantemente,

oppure ne ha approfittato per potersi rigenerare?

Sono sincero, ho fatto molta fatica a non allenarmi, ed oggi confesso di aver

infranto, dopo un periodo di quarantena, qualche piccola regola, ma sempre con

attenzione e senza danneggiare nessuno. Disponendo di una struttura propria, ed

essendo convivente con la mia ballerina, non appena si è presentato il minimo

spiraglio siamo scappati subito nella scuola di danza. Ad oggi invece siamo in

pieno svolgimento degli allenamenti, ed abbiamo ripreso il nostro ritmo

completamente. Allenarsi, per me, vuol dire rigenerarsi.

Quanto è importante il look di un ballerino e cosa comporta trascurare la

propria immagine?

Il look di un ballerino è senza ombra di dubbio al primo posto: non può esistere un

bravo ballerino senza un buon look. Questi due aspetti camminano di pari passo,

come lo spazio-tempo, e sono indissolubili. Penso che "Il look fa il ballerino, ma la

danza non fa il look". Motivo per cui il ballerino deve prestare molta attenzione nel

crearsi un proprio look, idoneo al livello in cui compete, senza tralasciare alcun

minimo particolare o dettaglio. Se il look non è perfetto, meglio non entrare in

pista.

Domenico, un detto dice " Tutto si evolve e noi non dobbiamo pretendere di

rimanere fermi", come si è evoluto lei e la danza sportiva negli ultimi anni?

Sono da sempre stato per l'evoluzione in generale, non mi è mai piaciuto essere

tradizionalista. La Danza Sportiva è uno sport che si è evoluto al pari, e forse anche

più, di qualunque altro sport. Ho avuto la fortuna di competere in TRE generazioni

fino ad oggi, YOUTH, AMATORI e PROFESSIONISTI, in cui il ballo è cambiato tanto.

Valeria Pittalis - Domenico Cannizzaro


A ST AT LU UA TL LE I IT TE Á Á BE E AB LB A LA L OL OL O

Si dice che forse siamo noi talenti ad evolvere la Danza stessa, attraverso le nostre "inventive" involontarie, ma sono

sicuro che un atleta deve essere al passo coi tempi rispetto agli altri atleti che trova in competizione. Personalmente i

miei avversari rappresentano per me un punto di riferimento, come io lo rappresento per loro. Questo crea i

presupposti per un'evoluzione continua ed una competizione piena di stimoli e voglia di vincere.

Domenico, si parla delle sue dimissioni nella federazione che ha rappresentato per anni… Perché questa

decisione? E c'è amaro in essa?

Si, mi sono dimesso dalla FIDS dopo la recente ed illecita mia estromissione dalla Lista degli ATLETI di Interesse

Nazionale. Nonostante io sia attuale Finalista al Campionato del Mondo 10 DANZE a Novembre 2019, nonostante non

vi siano più stati, per l'emergenza COVID 19, altri Mondiali nel 2020, ed avendo peraltro saltato il Campionato Italiano

Assoluto 2020 per comprovate ragioni di salute, la FIDS ha ha ritenuto, violandone il regolamento che io non dovessi

essere di INTERESSE NAZIONALE, dopo solo qualche mese in cui ho rappresentato L'ITALIA in Finale nel Mondo.

Ho deciso, quindi, di "denunciare" ufficialmente con

documentazioni ciò che di ILLECITO succede nella FIDS di

oggi, agli organi competenti, dopodiché mi son dimesso.

Oggi, all'interno della FIDS, vi sono al "comando"

personaggi già puniti dal CONI, radiati o addirittura puniti

dalla legge, indagati od in attesa di giudizio da parte della

giustizia ordinaria. Insomma, una situazione alquanto

scandalosa e macabra, ai danni di centinaia di ballerini ed

atleti.

Se la sentirebbe di rappresentare un ruolo politico nella

danza sportiva? Se si, quale mansioni porterebbe avanti con

un progetto?

In questo momento sono concentrato alla conquista del Titolo

Mondiale e sono in piena attività agonistica, ma credo che in un

futuro quando non competerò più, non escluderei (non lo so,

forse..) un eventuale mio ruolo politico nella Danza Sportiva. Il

ruolo che comunque desidererei avere è quello di presiedere una

Federazione e, magari, con l'esperienza positiva e negativa che

da Campione ho fatto sulla mia pelle, vorrei riuscire a

"proteggere" questo sport in ITALIA e proteggerne anche tutti i

suoi "ATLETI". Cosa che non sta avvenendo attualmente.

Domenico infine, un messaggio da parte sua ai nostri lettori,

sostiene che sia importante la comunicazione fuori dal

pubblico dei palazzetti ?

Certo! La comunicazione è l'anima di tutto, e la Danza Sportiva

vive assolutamente di comunicazione. Ne ha tanto bisogno, oggi

più di prima e, rispetto ad altri sport storici, la Danza è ancora

troppo giovane. Non ha nulla da invidiare a nessun altro sport

esistente; semmai, potrebbe essere addirittura un esempio per

gli altri in termini di sportività tecnica, artistica e mentale, ma la

comunicazione avrà, negli anni a venire, un ruolo

importantissimo e centrale.

Ringrazio Voi della rivista TUTTO BALLO per il grande contributo

che offrite a questo SPORT, attraverso la Vostra informazione.

Valeria Pittalis - Domenico Cannizzaro


G I O V A N N I N O

I L P I T T O R E

AS RA TL E U TE E B E A LB L AO

L L O

Rome. The smaller square of Pietralata

Mixed media, acrylic, on convas

100x100 cm (2016)

M O N T A N A R I

D E L L E C U P O L E

incontro casuale ed inaspettato.

“Un

voleva un altro attore”.

L’arte


AS RA TL E U TE E B E A LB L AO

L L O

All’anagrafe di Terni risulta come Giovanni Vianello, ma le sue opere le firma come Giovannino

Montanari, un omaggio alla madre; enfant prodige, inizia a dipingere come autodidatta, e lascia

gli studi universitari per dedicarsi al suo immenso amore per i viaggi, intraprendendo la carriera

all’interno di una compagnia aerea. Vive in molte città del mondo, dove prende anche parte ad

alcune azioni umanitarie. Viene casualmente notato da Giuseppina Travaglio dell’Associazione

Culturale “Zoe” di Potenza della quale fa parte anche Teknè, galleria che si occupa di mostre ed

esposizioni di arte moderna.

Giuseppina Travaglio di lui scriverà: “Un incontro casuale ed inaspettato. L’arte voleva un altro

attore”. Un fortunato, nonché fortuito incontro, nel bellissimo e storico palazzo di Cesi, mi

permetteva di ammirare un’opera molto materica ma resa “leggera” da pochi tratti decisi.

Un’opera realizzata da un giovane studente di liceo di qualche anno fa e tenuta in un angolo

come dolce ricordo di gioventù.

Giovannino Montanari è di animo sensibile e spirito modesto. Il suo lavoro ed i molti viaggi

effettuati nel corso della sua vita, gli hanno consentito oggi di riprendere in mano i colori e

riportare sulla tela il bagaglio di bellezza ed emozioni che, fino ad anni fa, non aveva condiviso

con nessuno. Le sue opere, che parlano di bellezza, di architetture, di amore, di voglia di vivere,

incantano e fanno sognare. La rete, poi, gli apre le strade, ed il Montanari, conosciuto ed

apprezzato dalla prestigiosa

Associazione "ItaliaArte" di Guido Folco, con sede a Torino,

ricomincia a viaggiare ma, stavolta, in compagnia delle sue tele e per importanti mostre in Italia e

all'estero.

Divide la sua vita tra L'Italia e la Germania:

Cesi (Terni), Francoforte ed Amburgo; è

molto apprezzato nella Repubblica

Popolare Cinese, dove ha già partecipato

ad importanti mostre. É presidente

della

MOWI Art Communication, Associazione

no profit per divulgare l'arte nel mondo,

supportando artisti dei quattro continenti;

promuove mostre d'arte nei più bei musei

in Italia e nel mondo. Attualmente la MoWi

Art è impegnata ad organizzare una mostra

itinerante in Russia, ma i ben noti eventi

hanno bloccato tutte le opere a San

Pietroburgo...

Vice Presidente di Arte per L'Arte,

Associazione no profit, formata da un

affiatato team di professionisti, in grado di

promuovere con competenza e passione la

raffinatezza del Made in Italy, che

rappresenta una sintesi unica di arte, cultura,

storia... ma soprattutto "modo di essere e di

vivere" Arte in tutta la sua bellezza: pittori,

scultori, cantanti, ballerini, artisti di strada,

circensi… un progetto ardito che da anni

viene seguito da un team di amici dell'artista.

www.giovanninomontanari.de


S AT OL UR TI A E E B A L L O

M A R G O T

F O N T E Y N

"Dama della Regina, Regina della Danza"

di Fabrizio Silvestri


S T O R I A E B A L L O

Margot Fonteyn, nome d' arte di Peggy Hookham, è nata il 18 maggio 1919 a Reigate, località a sud di Londra. Iniziò i suoi studi

di danza a Shangai e li completò a Londra con la grande maestra, Serafina Stafieva, alla celebre scuola del Sadler' s Wells.

Figlia di madre brasiliana e padre inglese, Peggy trascorse la sua infanzia tra la Cina e il Sud America. Dalla madre ereditò la

vivacità del temperamento ed i bellissimi grandi occhi; dal padre controllo e riservatezza, prettamente britannici. A questi

caratteri peculiari lei aggiunse il tratto aristocratico, la nobiltà del portamento. Arrivò ad affermarsi presto in teatro; il suo

primo ruolo come “Fiocco di Neve” nello “Schiaccianoci”, aveva la morbidezza che, poi, sarebbe stato il carattere distintivo di

tutta la sua carriera. Nel 1935, appena sedicenne, fu nominata prima ballerina erede di Alicia Markova (Londra, 1º dicembre

1910 – Bath, 2 dicembre 2004 - onorificenza DBE 1963); nel 1939 interpretò “Giselle”, “Lago dei cigni” e “Bella addormentata”.

Due sono stati gli incontri magici nella vita della Fonteyn: Il primo con il coreografo Frederick Ashton (Guayaquil, 17

settembre 1904 – Eye, 18 ottobre 1988), che confezionò per lei i ruoli-chiave del suo repertorio nei balletti “Apparitions”

(1936), “Dante Sonata” (1940) , “Symphonic Variations” (1946), “Cinderella” (1948), “Daphnis and Chloé” (1951), “Sylvia” (1952)

e soprattutto “Ondine” (1958) e “Marguerite and Armand” (1963).

L'altro personaggio, destinato ad

apparire nella costellazione dei divi del

balletto e nella vita di Margot, fu Rudolf

Nureyev. Il furore dionisiaco di Rudy si

sposava alla grazia delicata della

Fonteyn, che ne temperava gli eccessi,

ammorbidendo i contorni. Insieme

ottennero i successi più clamorosi della

loro carriera: l'indimenticabile “Lago di

Nervi” (1962) e le serate all' Opera di

Roma nel giugno 1964, per il passo a

due del “Corsaro” e, appunto, il lungo

duo del recitar danzando di

“Marguerite and Armand”. Una delle

ultime apparizioni di Margot Fontayne,

come racconta Alberto Testa (nda

danzatore, coreografo, critico di danza

e insegnante, Torino, 23 dicembre 1922

– Torino, 4 ottobre 2019) “fu a Mantova

nel 1988 nel programma televisivo

“Festa a Corte”, era magrissima, pallida,

con difficoltà a camminare per un'

artrosi, con complicazioni di una

sciatica dolorosa che le rese penosa

persino la sola apparizione in scena.

Aveva preso l' impegno con gli

organizzatori e non volle mancare alla

parola data. Venne perciò a Mantova

con il marito Roberto Arias,

paralizzato, ex ambasciatore del

Panama presso la corte inglese”.


S T O R I A E B A L L O

L'incidente che colpì il marito accadde nel

1964. Margot era a Spoleto con Nureyev ed il

Royal Ballet di Londra, per provare il balletto

“Raymonda”, quando accadde che un rivale

politico attentò in Inghilterra alla vita di Arias.

Nella sua autobiografia, Margot racconta della

sua corsa pazza, in macchina, da Spoleto

all'aeroporto, per raggiungere il marito ferito e

poi costretto dalla paralisi alla immobilità,

pressoché assoluta, in una sedia a rotelle. Nel

giugno del 1986, a Milano, ricevette il “Premio

Porselli - Una vita per la danza”, “dama della

regina, regina della danza”, come riportava la

motivazione.

Erano gli anni in cui splendeva la stella Carla

Fracci, danzatrice che Margot definiva figlia.

La Fonteyn ha dominato il mondo della danza

senza esserne dominata, oltrepassandolo

indenne dai marasmi, trasparente, diafana,

quasi giocando con se stessa, come con la sua

ombra in Ondine.

La Fonteyn non voleva stupire, non ricercava

effetti pirotecnici; la sua tecnica era

equilibratissima, misurata, purissima, favorita

dalle squisite proporzioni fisiche e dalle linee

musicalissime. Alla fine degli anni ’70 Margot

Fonteyn si ritirò dalle scene per andare a

vivere a Panama, accanto al marito.

Ammalatasi di cancro, morì nel 1991.

Dalle sue vicissitudini (la prigione, l’assistenza

a suo marito paralizzato, la lotta contro il

tumore), Margot trasse la sua propria filosofia:

“La cosa più importante che io abbia imparato

in tutti questi anni è la differenza tra fare il

proprio lavoro seriamente e vivere la propria

vita seriamente. Nel primo caso è imperativo

e, nel secondo, disastroso”.

“I grandi artisti sono persone che trovano la via per essere se

stessi nella loro arte. Ogni sorta di presunzione causa la

mediocrità, nell’arte come nella vita”.


SP AS IL CU OT LE OE G IB A A LE L BO

A L L O

COUNSELING

DANZA

RESILIENZA

di Giovanni Battista Gangemi


PS SA I LC UO TL E O E G I BA A E L LB OA L L O

L’integrazione del Counseling con la danza è un percorso di evoluzione e crescita personale che promuove la salute ed il benessere della persona.

Attraverso il movimento, l’espressione corporea e la consapevolezza sono compendiati gli aspetti dell’energia, dell’espressione di sé della relazione

interpersonale. I movimenti del corpo, siano essi lenti o meccanici, leggiadri o fluidi, sono indicatori di come le persone sono, si sentono e vivono nella

quotidianità. La Danza facilita la persona a dare libero sfogo alle emozioni represse, promuovendo una trasformazione dell’individuo,

consentendogli di acquisire una maggiore consapevolezza tra la dimensione fisica e psichica; coinvolge, inoltre, oltre al lavoro con il corpo, la voce, la

creatività, la fantasia, aiutando la persona ad apprendere, riapprendere e costituire nuove modalità relazionali. Quanto più si va oltre se stessi come

individui condizionati, tanto più si scopre la libertà, raggiungendo livelli poco frequentati di vitalità ed estasi. Quindi, in un percorso di danza, si possono

focalizzare e migliorare aspetti problematici della vita personale. Fare dell’attività fisica è altamente consigliato a tutti per un benessere psicofisico, e la

Danza può rappresentare una valida alternativa ad altre attività di fitness.

La Danza promuove "la consapevolezza" del corpo e permette, attraverso il movimento, un contatto più profondo con noi stessi. Ai benefici fisici che il

movimento ha sull'apparato cardio-respiratorio e muscolare, si aggiungono quindi i benefici, non meno importanti, relativi alla sfera psicologica; la

Danza, infatti, offre uno spazio tempo in cui, interrotta la routine quotidiana, qualsiasi persona può attingere l’energia derivata. Dal rapporto

corporeo in contatto con la musica. Dalla scoperta della propria creatività. Da una maggiore conoscenza di sé, attraverso l’apertura al simbolico. Molte

persone vivono il tradimento del corpo, non tanto nella malattia, quanto nel disagio del confronto con un corpo che rifiutano, perché lontano dai canoni

estetici imposti dai mass media.

La Danza facilita l’accettazione del proprio corpo, induce ad usarlo invece che a rifiutarlo, a viverlo nella sua dimensione comunicativa e

creativa. Differentemente dagli esercizi di ginnastica o di quelli delle discipline sportive, che presuppongono movimenti predeterminati e obbligati, nella

Danza una persona può assumere, in tutta scioltezza e consapevolezza, le posizioni del corpo che più agevolmente permettono di togliere le tensioni

muscolari.

Gli obiettivi che si propone la danza sono:

• migliorare il benessere psicofisico,

• migliorare le relazioni interpersonali,

• apprendere nuove modalità comportamentali,

• liberare le tensioni psichiche e fisiche,

• acquisire una maggiore consapevolezza di sé e del proprio corpo,

• migliorare l’autostima,

• acquisire una maggiore capacità di movimento e coordinazione,

• rilassamento,

• trovare un centro di stabilità e serenità personale,

• migliorare la fiducia di se stessi e, non per ultimo, tanto divertimento.

La Danza è libertà di movimento, creatività, espressione di sé, gioia e divertimento. Quando penso ai danzatori, agli artisti in generale, mi viene

immediatamente in mente l’espressione “combatti contro i mulini a vento”, per esemplificare l’idea che una persona lotti contro il potere, contro il

“muro di gomma”, e in questo senso, l’idea del Don Chisciotte che ha una visione di un bizzarro o pazzo cavaliere animato dall’idea di combattere per

una giusta causa, armandosi grottescamente contro il potere ed i privilegi, che spesso sono sordi e ben ovattati, imperscrutabili o circondati da un nido

di vespe. Alcuni sottolineano come Don Chisciotte abbia buoni princìpi; ciò è del tutto in linea con quanto professato dai precetti della cavalleria errante;

questo non lo rende un Robin Hood, anzi, la savia pazzia che lo possiede si dimostra palese nella sua ortodossia, quando afferma che egli non può

intervenire nelle zuffe di coloro che non sono cavalieri come lui. Da ciò ho rivisto un popolo di artisti e danzatori, tanti Don Chisciotte, che si armano per

cambiare. La visione critica delle condizioni del Paese che si manifesta, per le aree del territorio attraverso immagini drammatiche, di un territorio alla

deriva, oggetto di un teatro vuoto, disoccupazione, indifferenza verso questa professione e verso tutte quelle professioni artistiche. Se è chiaro il

malessere vissuto sul territorio, occorre anche chiedersi come mai tanti gruppi, singole persone, associazioni, non solo resistono in condizioni talvolta

estreme, ma producono dei dinamismi anche con traiettorie di crescita e benessere. A dimostrazione che i giovani che decidono di fare dell’arte

una professione, hanno espresso e sono capaci di esprimere forme di resilienza che, accanto a tante difficoltà, hanno consentito non solo

il coraggio di cambiare una mentalità retrograda, ma il coraggio di resistere ad una terra che offre poco e, potremmo dire, una

sopravvivenza ed al tempo stesso lo sviluppo. Riuscendo a creare, a re- inventare un lavoro, la voglia di emergere… Tenendo conto di tutte

le difficoltà che possiamo trovare nella nostra Italia, una popolazione che possiede una struttura di personalità la cui caratteristica distintiva è la

resistenza. Da un punto di vista non solo mio, la resistenza può evolvere in resilienza nel momento in cui permette alla persona non solo di non cedere,

sotto i colpi della vita ma, addirittura, se possibile, di costruire un equilibrio maggiormente adattivo e funzionale. La capacità che ci rende capaci di

sopportare un evento critico, contrapponendovi una forza possibilmente uguale ma contraria, è la resistenza; la capacità di utilizzare la

forza critica che ci ha investito, per trarne nuova forza vitale, è ciò che ci rende resilienti. Il processo di resilienza, rappresenta qualcosa in più

della mera sopravvivenza a un trauma; ha a che fare con la capacità di esperire il dolore e trasformarlo in forza, di sentire la rabbia ed usarla come

motore per il cambiamento, creando un futuro di speranza dalle ceneri della disperazioni. Resilienti non si nasce, ma lo si può diventare, attraverso un

processo dinamico in cui le caratteristiche personali della situazione si condizionano reciprocamente. Forse, per meglio differenziare la resistenza dalla

resilienza, dobbiamo fare riferimento alla flessibilità, che permette di realizzare un virtuoso processo di adattamento continuo. Flessibilità, quale capacità

di creare forza dalla debolezza, di accettare la fragilità, la mancanza, l’imperfezione. Come direbbe Huxley “La vita non è quello che ci accade, ma

quello che facciamo con ciò che ci accade”. Se non abbiamo potere contro ciò che ci capita, abbiamo però la responsabilità di costruire e ricostruire

mediante quello che la vita ci ha dato in sorte. Si arriva a cambiare se stessi, visto che non si possono cambiare le circostanze. La resilienza non è,

dunque, un fenomeno individuale, ma anche relazionale sociale. Il ruolo del contesto sociale, tuttavia, non deve mai essere interpretato come senso di

delega delle nostre responsabilità alla società o agli altri.


C I N E M A E B A L L O


C I N E M A E B A L L O

L’Orchestra di Piazza Vittorio, l’ensemble di musicisti

che racchiude tutto il mondo, vince la 65esima

edizione dei David di Donatello 2020 come “Miglior

Musicista” per “Il Flauto Magico di Piazza Vittorio”,

una travolgente riscrittura dell’opera di Mozart, primo

film musicale multietnico della storia del cinema.

“É curioso - afferma l'orchestra - che in questo

momento storico venga premiata una moltitudine, che

in un periodo in cui si ha grande paura delle

aggregazioni vinca questo premio l’emblema di quello

che è una moltitudine di persone felici assieme che

fanno un percorso di grande sacrificio e amore.

Dedichiamo questo premio a tutti i musicisti che in

questo momento soffrono". Diretto da Mario Tronco e

Gianfranco Cabiddu, prodotto da Isabella Cocuzza e

Arturo Paglia e interpretato dagli stessi musicisti

dell'Orchestra, accanto a Petra Magoni, Violetta

Zironi e Fabrizio Bentivoglio, “Il Flauto Magico di

Piazza Vittorio”, la cui colonna sonora è stata scritta e

rielaborata da Leandro Piccioni e Mario Tronco, con

la produzione artistica di Pino Pecorelli, è una favola

visionaria e ultrapop, ambientata in una Piazza

Vittorio che si anima come per magia durante la

notte. I giardini della piazza, dopo l’orario di chiusura,

dal tramonto fino all’alba, diventano il luogo dove

tutto può accadere e dove tutto effettivamente

accade. I suoi abitanti si trasformano in principi,

maghi, regine e sacerdoti in un caledoscopio di suoni

colori e lingue diverse.

Così come la musica, il film è un percorso libero,

denso di riferimenti a generi e stili diversi che si

sposano, fino alla rivisitazione, con le tecniche del

teatro barocco e lirico europeo, con le sue macchine

teatrali e i suoi trucchi artigianali, fondali dipinti e

arredi poveri di cartapesta, armonizzati visivamente

con l’aiuto delle moderne tecniche cinematografiche.

In questi ultimi tempi, caratterizzati da narrazioni

fuorvianti, il messaggio di integrazione, convivenza e

scambio culturale, che da sempre caratterizza tutta la

produzione artistica dell’OPV, trova nella favola del

“Flauto Magico di Piazza Vittorio” una sintesi chiara

ed immediata, che rende evidente il reciproco

arricchimento umano ed artistico di cui sono

portatrici culture e tradizioni diverse, capaci,

nell’incontro, di integrarsi attraverso lo scambio sia

musicale che umano. Un messaggio, oggi più che mai

necessario ed universale. Nata nel 2002 sulla spinta di

artisti, intellettuali ed operatori culturali con la

volontà di valorizzare l’omonima Piazza dell’Esquilino

di Roma, per antonomasia il rione multietnico della

città, l’Orchestra di Piazza Vittorio, ideata e creata da

Agostino Ferrente e Mario Tronco, ha accolto dalla

sua nascita oltre 100 musicisti provenienti da ogni

parte del mondo e da ambiti musicali differenti, la

maggior parte dei quali ha trovato, proprio

nell’Orchestra, un’occasione di riscatto, ed ha

acquisito la cittadinanza italiana.


Regia: Marco Tronco, Gianfranco Cabiddu

Coreografie: Piergiorgio Milano

Muisca: Leandro Piccioni

Mozart, i personaggi femminili possono cambiare il corso degli eventi

chiusura, dal tramonto fino all’alba del giorno, diventa il luogo dove

cartapesta, da armonizzare visivamente con l’aiuto delle moderne

CS IAN LE UM T A E E B A L L O

L’Orchestra di Piazza Vittorio, tra le sue ultime produzioni, vanta una versione inedita del Va’ pensiero di Giuseppe Verdi,

inclusa nel repertorio de “L’Orchestra di Piazza Vittorio all’Opera”, concerto che propone le arie tratte dalle opere che,

negli ultimi dieci anni di attività, l’Orchestra ha reinterpretato (Il Flauto Magico e il Don Giovanni di Mozart, la Carmen di

Bizet), traendo ispirazione dai musicisti dell’Ottocento che, nei vicoli di Napoli, rappresentavano le partiture di maggiore

ispirazione popolare per coinvolgere le classi meno abbienti. L’Orchestra promuove la ricerca e l’integrazione di repertori

musicali diversi, per dare vita ad un nuovo “suono del mondo”; ha all’attivo cinque dischi e oltre 1400 concerti in tutto il

mondo: New York, Hammamet, Vienna, Los Angeles, San Francisco, Santa Cruz, Londra, Parigi, La Rochelle, Lione,

Barcellona, Melbourne, Lisbona, Oporto, Colonia,Sarajevo...L’OPV è nata in seno all’Associazione Apollo 11, ed è stata ideata e

creata da Mario Tronco e Agostino Ferrente.

Il Flauto di Piazza Vittorio

SCHEDA FILM

Italia Francia 2017

Cast: OPV, Ernesto Lopez Maturell, Violetta Zironi, ElHadjiYeri Samb,

Petra Magoni. Fabrizio Bentivoglio

Un film musicale in 8 lingue, dove i musicisti della multietnica

Orchestra di Piazza Vittorio rivisitano e re‐interpretano l’opera di

Mozart, arricchendola e adattandola ad un setting moderno,

ognuno secondo le proprie tradizioni e culture musicali. Tutto

avviene nei giardini di Piazza Vittorio, che si animano per magia

durante la notte. Contrariamente a quanto accade nell’Opera di

ed assumere un ruolo decisivo. Piazza Vittorio, dopo l’orario di

tutto può accadere e dove tutto effettivamente accade, come in una

favola.

Così come la musica, il film è un percorso libero, denso di riferimenti

a generi e stili diversi che si sposano, fino alla rivisitazione, con le

tecniche del teatro barocco e lirico europeo, con le sue macchine

teatrali e i suoi trucchi artigianali, fondali dipinti e arredi poveri di

tecniche cinematografiche.


S C U O L A E B A L L O

d i G i o v a n n i B a t t i s t a G a n g e m i

d i G i o v a n n i B a t t i s t a G a n g e m i

d i G i o v a n n i B a t t i s t a G a n g e m i

LA FORMAZIONE

NELL'ARTE

SRC: SCUOLA DI RECITAZIONE DELLA CALABRIA

Coordinata da Giorgio Colangeli e patrocinata dal Giffoni Film festival,

la scuola ha ridato al territorio un’offerta formativa di altissimo livello

dedicata a coloro che vogliono intraprendere, con serietà e dedizione,

la professione dell’attore in tutte le sue declinazioni espressive.


S C U O L A E B A L L O

La SRC - Scuola di Recitazione della Calabria, ideata e diretta da Walter Cordopatri, rappresenta un punto di

riferimento artistico, sociale e culturale per l’intera Regione. La scuola, coordinata da Giorgio Colangeli e patrocinata

dal Giffoni Film festival, ha ridato alla Calabria un’offerta formativa di altissimo livello dedicata a coloro che vogliono

intraprendere, con serietà e dedizione, la professione dell’attore in tutte le sue declinazioni espressive. La struttura si

colloca presso il Polo Solidale per la Legalità “Francesco Vinci” a Cittanova Provincia di Reggio di Calabria, grazie alla

collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Cittanova che ha offerto i locali, rendendo possibile, così, la crescita

e lo sviluppo delle diverse attività della scuola, in modo esponenziale. La SRC, Scuola di Recitazione della Calabria,

vuol essere la struttura formativa di riferimento regionale per l’arte della recitazione e per l’insegnamento della

professione dell’attore. I corsi, a numero chiuso e con frequenza obbligatoria, prevedono lezioni teoriche e lezioni

pratiche, ed offrono ai propri allievi una formazione attoriale completa a 360 gradi; una formazione come occasione di

verifica di eventuali connessioni fra teatro, cinema e vita quotidiana, in modo da poter ricavare utili insegnamenti sia

sopra un palcoscenico, tradizionalmente intenso, sia davanti ad una macchina da presa, sia nella vita di tutti i giorni.

Basandosi proprio su quest’ultimo punto, vista la chiusura delle scuole prevista dal decreto, causa Covid-19, la Scuola

di Recitazione della Calabria ha iniziato, sin da subito, con la formazione a distanza, dando possibilità ai docenti ed

agli allievi di rimanere in contatto e di svolgere le attività di formazione. Ogni classe ha continuato senza sosta, tra le

mille difficoltà, a studiare, a confrontarsi, a rimanere collegati alla quotidianità della vita e ad imparare a vivere il qui

ed ora, a vivere le varie emozioni che, giorno dopo giorno, crescevano, senza dimenticare la speranza di tornare alla

vita sociale ed all’abbraccio con gli amici e con gli stessi docenti. Entriamo nel vivo della scuola, raggiungendo

telefonicamente il Direttore Walter Cordopatri e il Coordinatore Didattico Giorgio Colangeli . Dopo molte interviste a

nomi illustri della danza e del canto, oggi mi trovo in questo “caffè” virtuale, a conversare, da una parte con l’illustre

Giorgio Colangeli, una pietra miliare dei palcoscenici e del cinema Italiano; dall’altra parte Walter Cordopatri, non solo

un giovane attore professionista, ma anche un giovane Direttore di una scuola di recitazione, agli inizi della sua

carriera; due personalità che condividono un sogno: la passione e la professione artistica.

Maestro Colangeli, cosa serve per fare bene l’Attore?

Credo che per fare questa professione ci voglia prima di tutto passione, perché il nostro è un lavoro forte e fragile

contemporaneamente. Poi bisogna stare attenti ai canoni della moda, anche se ogni attore impone la sua fisicità, la

propria bellezza e la propria voce .

Cos’è il Personaggio?

Il personaggio dipende dal diverso Iter: il personaggio teatrale e il personaggio del cinema.

In teatro il personaggio viene costruito durante le prove, varia dall’idea che ha in mente il Regista, varia dalla forma

del Teatro stesso. Durante le repliche viene perfezionato e a volte anche totalmente cambiato.

Nel cinema è una costruzione che avviene in tempo reale, nel momento in cui parte la ripresa del film. Il personaggio

nel cinema è costruito anche in base alla scenografia, agli oggetti che ha in scena. Nel cinema la propria prestazione è

molto “interrotta” dal montaggio, dal post produzione del film stesso.

Non bisogna dimenticare che il personaggio è qualcosa che hai dentro, trovando le affinità, imparando ad amarlo,

cercando di farlo entrare dentro se stessi.

È mai capitato che interpretasse personaggi lontani dalla sua personalità?

Ne ho svolti tanti, lontani dal mio carattere, dalla mia personalità. Ho cercato di percepire tramite l’utilizzo delle

emozioni, riportando la mia emozione sul personaggio, facendo gioco sul fatto che la fantasia e l’agire spesso possono

essere una linea sottile che li divide.


S C U O LA A R TE E BE A LB LA OL

L O

Il lavoro dell’attore può diventare alienante?

Si, quando l’artista si svilisce nel gesto della ripetizione, ma, può essere anche terapeutico, dipende molto dalla personalità

dell’attore. Di certo è più sicuro di altri lavori, che spesso ti portano alla ripetizione quotidiana del gesto e della ripetitività,

potremmo dire che sotto questo aspetto, il lavoro dell’artista ti “protegge”. Perché c’è la possibilità di cambiare spesso il

personaggio, l’azione, può saltare la mediazione personaggio e porsi come soggetto o oggetto della comunicazione attraverso la

realizzazione di un’azione performativa, che si svolge in tempo reale e in luogo che la determina, nel qui ed ora, con accrescimento

della qualità e della quantità del piacere.

Da due anni è coordinatore didattico della Scuola di Recitazione della Calabria. Come si identifica in questa figura di

coordinatore didattico?

L’insistenza di Walter mi ha convinto. Ho molta stima di Walter, è un giovane attore con molte idee innovative, che ama con

passione questo mestiere. Io, realmente, non mi sento molto appartenente alla formazione. Forse, perché io inizio all’età di

trent’anni, quasi per gioco, a fare l’attore, e in seguito sono entrato nell’arte professionale di questo mestiere. Mi sento ancora più

allievo che docente, perché c’è sempre da imparare, pur essendo molto portato all’insegnamento. Essere coordinatore didattico

della Scuola di Recitazione della Calabria, mi stimola e mi gratifica, è la cosa migliore che potessi fare, sono lì a rappresentare un

esempio importante, un obiettivo per gli studenti.

Cosa vorrebbe dire ai ragazzi o alle ragazze che studiano recitazione?

Di non smettere mai di sognare. Credo molto nei giovani. Faccio il tifo per loro. Hanno scelto un mestiere nobile

Cosa manca all’attore di oggi?

Forse, potrebbe mancare un po’ di teatro, perché molti di loro sono attirati dall’audio – visivo. In particolare, credo che manchi il

Teatro della parola.

Cosa consiglierebbe ai docenti della varie Scuole di Recitazione?

Insistere su quello dove i ragazzi sono meno preparati, per equilibrarli sulle loro capacità e abilità. Dare una varietà nella

formazione offerta. Essere di stimolo alla ricerca del nuovo attore in formazione.

Cosa si prova ad essere premiato come migliore attore?

Una grande emozione. il Primo premio, fu un premio collettivo, per il film di Ettore Scola “La Cena”, premiato con il Nastro di

Argento come miglior attore non protagonista. Ma quello che sento più vicino e che mi ha gratificato, è stato nel 2006 come attore

non protagonista, per il Film di Alessandro Angelini “L’aria salata”. Uno perché era la prima edizione del “Festival del Cinema di

Roma “, secondo perché sono romano. L’ho vissuto con tante emozioni, anche discordanti tra di loro. Avevo grandi preoccupazioni,

per uscire allo scoperto, perché non ero protetto da un personaggio, ma ero io, Giorgio Colangeli. Contemporaneamente ero ricco

di emozioni positive, perché un premio ti fa dire che tutto ha funzionato, mette tutto in armonia. Ti approvi.

Walter Cordopatri, l'altra figura importante nella SRC, è un giovane attore, Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia

di Roma, nella sua giovane carriera, vanta molti lavori sia nel teatro che nel cinema. In particolare, “ La notte non fa paura”, nel

quale riveste due ruoli quello di attore - sceneggiatore, ottenendo il premio come miglior Attore esordiente 2015 – Premio Omero al

Festival di Scilla. Oltre al cinema anche serie televisiva “ZeroZeroZero”, diretto da Stefano Sollima che lo porta sul tappeto rosso

del Festival di Venezia. Il suo successo più grande è stato ideare e dirigere oggi la SRC: una scuola di recitazione nella sua terra

natale. Una realtà nata da un sogno: quello di ridare alla Calabria ed ai calabresi, una vera e propria scuola di recitazione, con

un’offerta formativa di altissimo livello, punto di riferimento artistico, sociale e culturale. La formazione non si è fermata nemmeno

con il Covid-19, anzi le lezioni - come ci racconta - ha permesso un maggior legame famiglia/scuola, oltre che con gli allievi. E

quando gli chiedo del futuro, gli occhi si illuminano e mi racconta che gli aspiranti attori possono fare una pre-audizione dal 30

Maggio al 15 Luglio, inviando un video della durata massimo di 3 minuti, nel quale si presentano completando la registrazione con un

monologo o poesia inviando all'indirizzo email della scuola. Chi supera le pre-audizioni accederà alle Audizioni ufficiali, che si

volgeranno ogni sabato dal 5 Settembre al 28 Novembre.


DANZA E SPORT

M O S NA DL O U T E BE A BL AL OL L O

Passo a due

come inizio

d' incontro

di Pina Delle Site


questo incontro mensile, vogliamo porre

In

sull’aspetto rituale della danza, in

l’attenzione

gara sportiva, infatti, soprattutto di squadra, si

ogni

ad un clima di grande concitazione,

assiste

di cori, musiche, presenza di striscioni ed

arricchito

tutti atti ad incoraggiare la propria

incitamenti,

del cuore, affinché sconfigga quella

squadra

e ad esaltare, comunque, la forza e la

avversaria

dei giocatori propri idoli. Ma, per alcuni

capacità

c’è molto di più; il clima festoso sopra

sport,

fa, infatti, da cornice a quella che è una

descritto

e propria introduzione alla gara sportiva: la

vera

rituale. Prendiamo ad esempio il Rugby: è

sport duro, competitivo, di concentrazione e

uno

praticato da giocatori che sono uomini duri,

forza,

paura; si assiste, infatti ad uno scontro in

senza

fra veri e propri titani, forzuti, tutti massa e

campo

lontano 1905, si aprirono, ad opera degli “All

dal

nazionale ufficiale neozelandese, con la

Blaks”,

dell'Haka, tipica danza del popolo

performance

sia i movimenti di questa danza, che le parole

Maori;

dura, si digrignano i denti, si spalancano gli

diviene

si mostra la lingua, si muovono ritmicamente

occhi,

cerca di fare la propria parte. A ciò si

qualcosa,

le parole: il giocatore di sangue maori

aggiungono

forti, forse a tratti violente, servono a dare

feroci,

ai giocatori, affinché non possano temere

carica

partire da quel momento, tale rituale è diventato

A

integrante di tutte le gare, estendendosi

parte

ad altri sport, come ad esempio la

anche

oppure presentandosi, grazie ad altre

pallacanestro,

di Rugby, attraverso le caratteristiche di

squadre

simili, ma aventi sempre lo stesso significato:

danze

Kailao (Isole Tonga), la Siva Tau (Isole Samoa), la

la

(Isole Figi), i Pacific Islanders, che eseguono il

Cibi

creando una combinazione delle suddette

rituale

danze di guerra.

tre

comunque all’Haka, con cui la tradizione

Tornando

cominciata (ma la considerazione vale anche per i

è

praticati, appunto, dalle altre squadre), c’è

rituali

puntualizzare che questo tipo di danza, che

da

soltanto una danza di guerra, immagine che

e

si rispecchia in campo, in chiave

certamente

sportiva”), in realtà non ha solo questo

“guerra

essendo infatti una danza in cui ogni

significato;

del corpo gode di libertà di movimento, è essa

parte

di stati d’animo e di tutti i sentimenti

espressione

il giocatore prova in quel momento, non solo in

che

di “combattente”, ma anche e soprattutto di

veste

umano: anche il guerriero impavido, vera e

essere

macchina da guerra, violento ed

propria

danza come buon auspicio, la danza che

la

la paura…il potere della danza, presente

esorcizza

MS OA LN UD TO E E E B BA AL L LO

sul significato che la stessa assume,

particolare

preambolo degli incontri sportivi. All’inizio di

come

danza

muscoli. Ma le gare di questo famoso sport di forza,

con forza, a tratti anche con violenza,

pronunciate

molto suggestive: l’espressione del viso

risultano

gambe e si battono petto ed avambracci…

le

ogni parte del corpo cerca di comunicare

insomma,

anziano, infatti, recita, urlando, un ritornello,

più

durante tutta l’esibizione, le cui parole

ripetuto

l’avversario.

Leader:

Ringa pakia! Batti le mani contro le cosce!

Uma tiraha! Sbuffa col petto.

Turi whatia! Piega le ginocchia!

Hope whai ake! Lascia che i fianchi li seguano!

Waewae takahia kia kino! Pesta i piedi più forte che puoi!

Leader:

Ka mate, ka mate - È la morte, È la morte!

Squadra:

Ka ora Ka ora È la vita, è la vita!

Leader:

Ka mate, ka mate È la morte, È la morte!

Squadra:

Ka ora Ka ora È la vita, è la vita!

Tutti:

Tēnei te tangata pūhuruhuru Questo è l'uomo peloso

Nāna i tiki mai whakawhiti te rā - Colui che ha fatto splendere il sole su di me

A Upane! Ka Upane! Ancora uno scalino, ancora uno scalino,

Upane Kaupane un altro fino in alto,

Whiti te rā,! Il sole splende!

Hi! Alzati

un po’ la natura del popolo Maori,

identifica

sia stata considerata per molto tempo solo

sebbene

ludica e non cruenta, tra nemiciavversari

naturalmente

(in senso buono, “combattendo” essi una

esprime la propria sensibilità

impenetrabile,

la danza: la danza come incitazione al

attraverso

coraggio, la danza come valorizzazione di se stessi,

ovunque!


cherleading, fatto di acrobazie costruite con elementi di ginnastica e danza, vide la luce oltreoceano verso la fine

Il

con una radice originariamente tutta al maschile: sembra, infatti, che nascesse dall’abitudine degli

dell’ottocento,

durante le partite, di dar vita a vari cori e, successivamente quello che noi conosciamo come “coro da

spettatori,

fu guidato ed organizzato da uno studente, Johnny Campbell, i cui cori continuarono ad essere usati quando

stadio”

del Minnesota diede vita ad una vera e propria squadra tutta al maschile. A partire da quel momento

l’Università

varie squadre di cheerleading a sostegno di squadre di sport ufficiali e, contemporaneamente e

nacquero

si trasformarono, passando da una composizione maschile ad una composizione prettamente

gradualmente

con una uniforme che le identificava, ed arricchendosi di coreografie fatte di passi di danza ed acrobazie

femminile,

gruppi di belle ragazze intonare ritornelli ed eseguire balletti all’inizio di partite, che si disputavano

cheerleaders),

all’interno delle Università o dei licei dove, addirittura, c’era una vera e propria selezione per entrare

generalmente

chiaro, dunque, che con il tempo cambia lo spirito stesso con cui nasce la pratica del cheerleading, all’inizio

E’

da parte di belle ragazzine che, munite di pompon, con canotta e gonnellino, cantano e si muovono

incitamento

l’intenzione di trasmettere carica e motivazione ai giocatori della squadra (e, perché no, di catturare con la

con

esibizione l’attenzione di qualche bel ragazzo… magari della squadra stessa), poi, da rituale quasi simbolico

propria

gare sportive del mondo studentesco, diventa qualcosa di più competitivo, forse più professionale, considerata

delle

cura e la difficoltà maggiore che denotano le coreografie; e cambia anche l’ immagine delle cheerleaders,

la

considerate delle “semplici allegrotte ragazze”, che poi diventano vere e proprie professioniste, sottoposte

dapprima

ore ed ore di sacrificio ed allenamento …si assiste, insomma, ad una inversione di tendenza del fenomeno poiché

ad

quasi che le coreografie ed i numeri praticati dalle cheerleaders non fungano più da semplice supporto o

sembra

al match sportivo, ma acquistano la loro autonomia “rubando” quasi la scena principale dello spettacolo.

cornice

di là di tutto, comunque, è interessante notare come in entrambe i casi, sebbene con caratteristiche e modalità

Al

opposte, la danza è un rito; rito che trasmette forza, emozione, determinazione, gioia, adulazione

diametralmente

ma, soprattutto è simbolo di buon auspicio…e quindi perché no? la danza è anche un buon portafortuna nelle sfide

MS OA LN UD TO E E E B BA AL L LO

natura diversa, meno “violenta”, senza tensione, ma animate da leggerezza, gioia e festosità, si presentano, invece,

Di

esibizioni delle Cheerleaders, le atlete conosciute come le simpatiche “Ragazze Pon Pon” che, con le loro

le

esibizioni, introducono i match delle gare sportive.

più suggestive e difficoltose.

sempre

dubbio ognuno di noi avrà visto, almeno una volta nei film americani (che ci hanno fatto conoscere meglio le

Senza

squadre delle cheerleaders, simbolo ed ambizione di ogni fanciulla…

nelle

piano il cheerleading passò dall’essere una semplice moda del mondo studentesco, all’ essere riconosciuto

Pian

vera e propria attività sportiva, a richiedere che l’attività venisse svolta, come tutti gli sport, in piena sicurezza,

come

dar vita a veri e propri campionati tanto da organizzarsi in federazioni ufficiali, prendendo piede anche in Europa.

a

quotidiane!


M O D A E B A L L O

M

O

D

A

B

A

C

K

TO ELEGANCE!

Valentino

Collezione Primavera/Estate 2020 Donna


SST TO OR RI IA

A E B A L L O

Se c’è una cosa buona che dobbiamo riconoscere di Marianna al coronavirus, Bonavolontà

è che ha costretto tutti a pensare. Il lockdown è servito per fare

analisi ed esami di coscienza anche ai grandi brand del settore

moda, quel settore che rischia 2500 miliardi di dollari, il suo

valore attuale, se non si prendono precauzioni.

Fino ad oggi il fast fashion, con quasi 32 miliardi di euro di

fatturato, si è confermato come modello di business con maggior

successo nel panorama attuale della moda, caratterizzato da una

crescita sempre più incisiva ed una sfida tra colossi della moda a

colpi di outfit. Modello utile per alcuni versi, che ha però coinciso

con un lento declino della moda luxury, depauperando il

concetto stesso di moda. L’acquisto compulsivo, l’accumulo

senza senso, l’arraffare per il gusto di avere e la corsa alle

tendenze, hanno stancato anche i fashion addit più agguerriti, e

c’è voluta la quarantena per renderci conto di quanto tutto

questo sia inutile.

Lo stesso pensiero che fanno le case di moda più autorevoli, a

partire dal messaggio forte e chiaro di Giorgio Armani, che ha

dichiarato quanto l’Alta Moda si sia fatta sopraffare dal vortice

delle collezioni fast, a cui mancava tutto: sostenibilità,

artigianalità e tradizione in primis. Se si vuole andare avanti, si

deve fare un passo indietro e riscoprire i valori che ci hanno resi

famosi nel mondo: qualità, ricercatezza, eccellenza. Lo sguardo al

passato non è rivolto allo stile, non solo almeno, ma si tratta di

un concetto filosofico molto più profondo: quello del ritorno alle

collezioni pensate, una per stagione, ridare il valore a un capo

seguendo i criteri della sostenibilità, rispetto per l’ambiente ed il

lavoro dell’artigianato. La moda riprenderà possesso delle sue

virtù cardinali, i valori che un tempo erano sacrosanti.

Prudenza: fino ad oggi la moda è stata responsabile del 10% delle

emissioni di diossido di carbonio e utilizza ogni anno 1,5 bilioni di

litri d’acqua. La prudenza insegnerà a discernere il bene scegliendo

mezzi adeguati per raggiungerlo. La moda prudente saprà decidere

con sano realismo e non si farà più condurre dai facili entusiasmi,

non avrà paura di andare contro una cultura che ha dimostrato

solo essere fallimentare.

Giustizia: basta prodotti sottocosto e lavorazioni industriali. La

scelta di oggi dovrà optare per una moda handmade, artigianale,

che contenga l’amore. La giustizia è la volontà di riconoscere al

prossimo ciò che gli è dovuto, che si merita.

Fortezza: è la capacità di non fermarsi alle prime difficoltà, di non

scoraggiarsi se dinanzi al cambiamento ci sarà ancora qualcuno

preso dall’acquisto compulsivo. La parola chiave è perseverare

nella ricerca dell’eleganza senza tempo, quella di qualità che

producono le piccole realtà locali, seppur con una visione globale.

Temperanza: abbiamo constatato che lasciare le nostre pulsioni

libere di esprimersi ci ha fatti diventare schiavi del nulla. In questo

momento sono la personalizzazione, l’ecologia e il sociale i cardini

su cui puntare con un impegno ascetico che alleni la volontà di

perseguire il cambiamento, attivando l’intelligenza a valutare ciò

che può nuocere a noi ed all’ambiente.

Il consiglio per questa nuova era? Back to elegance!

Acquisti consapevoli, riscoperta dell’handmade, e ricerca di uno

stile personale unico che si distacchi dall’omologazione e dal

mondo che fino ad oggi ci ha voluto tutti uguali.

Un abbraccio bohemiano.

https://www.mariannabonavolonta.com/


MAuri

M A K E - U P E B A L L O

Trucco d'Estate

Menga

Con uno sguardo alla primavera, la parola

d'ordine per la pelle è: freschezza. E' necessario

creare una base invisibile ed impalpabile; la

materia, in questo caso il prodotto, non si deve né

vedere né sentire sulla pelle. Il viso ed il colorito

dell'incarnato dovranno essere in trasparenza; ci

vogliono degli accorgimenti per un procedimento

ben preciso: bere molta acqua per idratare la

pelle ed usare un primer per illuminarne e

minimizzarne i pori, andando a creare un effetto

molto più compatto del tessuto.

Potete utilizzare una bb cream, un fondotinta

minerale oppure un fondotinta semiliquido

diluito con una crema veicolante e, una volta

applicato e fatto aderire, vi darà un'uniformità

incredibile.

Per creare dei volumi sul viso andremo a lavorare

con dei blush mat di un tono più scuro; sotto

l'osso zigomatico e sullo zigomo utilizzeremo un

fard luminoso nelle tonalità pastello, dunque:

rosa, pesca o salmone. Per le sopracciglia avremo

due tendenze: a Parigi impazzano le sopracciglia

bleached, un po' in controtendenza; ma da New

York a Londra, passando per Milano, nella

maggior parte dei casi, le sopracciglia vengono

lasciate naturali ma ben pettinate, ma mai

eccessivamente perfette o disegnate.

Da un po' di tempo non si parlava di trucco

delicato; quest'anno, invece, ritroveremo

delicatezza ed un effetto di purezza negli occhi.

Per truccare gli occhi utilizzeremo due gradazioni

di rosa che non si discostino troppo una dall'altra.

Applicate il colore più tenue nella parte interna

dell'occhio e, con il colore leggermente più scuro,

sfumate verso l'esterno.

Al centro della palpebra, applicate un ombretto

tipo salmone chiaro o pesca chiaro per creare un

punto luce; lo stesso effetto si può creare

lasciando tra il primo ombretto ed il secondo

ombretto uno spazio vuoto. Tale tecnica dello

spazio vuoto dona anche un effetto modaiolo che

più primaverile non si può! Possiamo dare un po' di

intensità all'occhio con una matita infracigliare

nera, che andrà a riempire gli spazi vuoti tra ciglia

e ciglia, dando una maggiore profondità allo

sguardo.

All'interno dell'occhio, potremo utilizzare una

matita kajal di colore viola per dare un tocco di

mistero allo sguardo. Utilizziamo del mascara, ma

non troppo, per non rompere l'effetto di freschezza

e delicatezza dello sguardo.

Passiamo ora alle labbra: dovremo dare alla bocca

un effetto idratato, quanto basta per avere

un'immagine di very fresh look; labbra, dunque, dai

colori poco accennati con effetto finish glossy, per

dare un tocco primaverile all'insieme del volto.

Per questa primavera il look dei capelli sarà fatto

da un raccolto disordinato con inserimento di

nastri o di fiori, quasi a ricordare le famose

principesse della Walt Disney.


H A I R E B A L L O

Castano: Gold o Dark?

LE CELEBRITIES PREFERISCONO...

di Ernesto Biagetti

I colori dell’estate? Diciamo innanzitutto che, specie tra i capelli biondi, si riconfermano molte delle tendenze primaverili, a cui se

ne aggiungono di nuove, che premiano sia le tonalità calde dell'ambra e del miele, sia quelle più fredde e raffinate del beige e

color vaniglia. Il castano si riconferma ancora una volta colore della stagione, apprezzato sia nella sua versione golden sia in

quella più "dark", interpretata in questa stagione da un divino caramello scuro, apprezzatissimo anche dalle celebrities. Per i rossi,

le tinte più cool saranno quelle che attingono dalle cromie del rame e della cannella, per un mix originale e raffinato che unisce

dolcezza e carattere. Biondo sabbia. Come anticipato, l'estate vive di rendita, riconfermando molte delle tendenze colore della

primavera, tra cui i colori pastello, simile al beige hair, dal leggero tocco pescato, ideale per le donne, dalla base chiara o cenere e

dalla carnagione chiara e dal sottotono non troppo caldo. Sarà però il biondo sabbia il trend principe tra le gradazioni più fredde

del blonde. Si tratta di una colorazione nude, estremamente soft e delicata, in grado di suggerire luminosità al viso, grazie a

qualche sfumatura più decisa sui toni del burro; il tutto per un look elegante e super chic, dall'anima dolce e per niente algida. Si

presta alla perfezione con una base cenere o castana chiara, sia come tinta uniforme su tutta la chioma, sia come balayage da

concentrarsi maggiormente su punte e lunghezze, lasciando intravedere una piccola porzione di respiro alla radice per un look

ancora più trendy e glam, come ci insegna la top model Karlie Kloss, affezionata da sempre a tagli medi di grande fascino. È un

colore indicato soprattutto per chi sfoggia un incarnato nude o chiaro, ma sarebbe meglio evitarlo se si ha una carnagione lunare

e dal sottotono freddo o un colorito olivastro, che richiede invece tinte più calde e avvolgenti. Biondo ambrato. Tra le gradazioni

più calde è, senza dubbio, il biondo ambrato o warm amber ad avere la meglio. Si tratta di una vecchia conoscenza perché è stato

uno dei top trend della primavera, divenuto famoso in tutto il mondo grazie al celebre bob di Jennifer Lopez, taglio evergreen

amatissimo che non conosce battute d'arresto. È un biondo caldo, sui toni del caramello chiaro, che si arricchisce di vibranti

sfumature ton sur ton, per un look caleidoscopico ed avvolgente, ideale per la stagione estiva. Risulta una scelta vincente per le

chiome bionde dalla base non troppo fredda e quelle castano chiare, dalla carnagione media e dal sottotono caldo. Perfetto sia

sui tagli corti e medi, come ama portarlo Emma Marrone, lasciando intravedere un po' di ricrescita scura, sia con capelli lunghi,

specie in versione balayage per capelli baciati dal tocco gentile del sole. Bronde dorato. Un'altra tendenza sempre molto amata

riguarda il mix di castano e biondo. La versione di bronde promossa dalla moda capelli dell'estate 2020 è quella dorata, perfetta

per illuminare il viso, creare giochi cromatici e dare movimento a chiome castane troppo piatte e monocromo. Lo sfoggia in modo

divino la super top Gigi Hadid, su una taglio lungo dallo styling wavy, che enfatizza ulteriormente il gioco armonioso di luci ed

ombre, creando un colore caldo e vibrante, perfetto per l'estate. Potete optare per una versione più decisa, avvicinandovi

maggiormente alle cromie dei biondi dorati, oppure avvicinarvi a tonalità più scure, per un classico castano gold dall'effetto

delicato ma fashion, che il sole estivo renderà ancora più luminoso in modo del tutto naturale. Tra i capelli rossi è senza dubbio la

tonalità rame ad avere la meglio. In particolare, è la colorazione warm copper, la gradazione di rosso vincente secondo la moda

capelli dell'estate. Si tratta di un mix di nuance ramate e color castagna, indicato sia per chi sfoggia capelli rossi sia per le castane

che desiderano regalare un twist originale e di carattere alla propria chioma. E che cosa, se non con un irresistibile tocco di rosso

rame? Il risultato è un castano ramato morbido ed avvolgente, da sfoggiare solo sulle lunghezze per un effetto più light oppure

sull'intera chioma.

https://www.ernestobiagetti.it/


A L L E N A M E N T I

D A 5 M I N U T I

di mobilizzazione e stretching per

Esercizi

spalle e schiena. Esercizi da ripetere

collo,

le piccole pause caffè, per gestire

durante

lo smart working.

meglio

B E N E S S E R E E B A L L O

D A F A R E T U T T I I G I O R N I

D O T T . V A L E R I A F E R R A R A


B E N E S S E R E E B A L L O

Benvenuta “fase due”! L’emergenza “covid” sembra piano

piano rientrare e lentamente si torna alla normalità. Si

possono riprendere le attività all’aperto, l’esercizio fisico,

e il nostro corpo migliora di giorno in giorno. Lo smart

working ha permesso a tantissimi di poter continuare a

lavorare tranquillamente da casa, ma molti lamentano

giornate di lavoro più lunghe e faticose, causa gli

“stravolgimenti” cui si sono dovuti adattare. E così, collo e

schiena iniziano a soffrire in modo particolare, e situazioni

latenti a uscire allo scoperto. In quest’articolo vorrei

proporvi degli esercizi di mobilizzazione e stretching per

collo, spalle e schiena, da ripetere magari anche durante

le piccole pause caffè, in modo da gestire meglio questa

nuova situazione. Cominciamo!!!

Rotazioni del collo: disegnare dei semicerchi con il collo,

portando la testa sul petto e ruotando lentamente verso

un lato e tornare indietro. Cercare di non far cadere la

Allungamento della colonna: posizionare le mani sulla base

testa posteriormente, poiché in persone con anche piccoli

della testa, e trazionarla verso lo sterno fino a sentire la

problemi, si possono risvegliare vertigini.

colonna cervicale “tirare”, tornare alla posizione iniziale.

Rotazione delle spalle: circondurre le spalle, in senso

Ripetere il movimento fino ad allungare il tratto dorsale,

risalire. Ripetere il movimento fino ad allungare il tratto

anteriore e posteriore, ponendo particolare attenzione al

movimento della scapola, ravvicinandola il più possibile

lombare, risalire.

alla colonna vertebrale.

Allungamento della “catena posteriore”: piegarsi in avanti

Allungamento dei muscoli del collo: allungare il braccio

tenendo le gambe tese, lasciare il collo morbido, ed

allungare le braccia stese, facendole poggiare le mani a

destro lateralmente, portandolo a 90°, inclinare la testa

sulla spalla sinistra, spingere la mano destra in fuori (come

terra, in una posizione comunque confortevole (si deve sentire

tirare la colonna, le gambe e le spalle ma senza sentire

se volessimo premere su un muro) e la testa verso la spalla

sinistra. Ripetere con l’arto controlaterale.

dolore). Ritornare lentamente dritti e stendere la colonna

indietro.

Allungamento delle braccia: portare le mani in alto,

Eseguire questi esercizi dopo il lavoro, ed alcuni di essi anche

stese sopra la testa, con i palmi rivolti verso il cielo,

durante, aiuterà a non irrigidirsi troppo, tenersi elastici ed

prendere una mano nell’altra e spingere verso l’alto.

aiutare il corpo a sopportare un carico di cui non ci si rende

Ripetere 6 volte alternando la posizione delle mani.

conto, ma tenuto tutto il giorno, diverse ore al giorno può

Allungamento dei muscoli del dorso: sollevare le

risultare logorante.

braccia a 90°, unire le mani e spingerle verso fuori,

inarcare il dorso come se si volesse creare una “gobba”, in

modo da allungare e sentir tirare i muscoli sotto le

scapole.

Allungamento dei muscoli cervico-dorsali: portare le

braccia indietro sulla schiena e unire le mani; creare una

tensione spingendo le mani verso terra e la testa sul petto,

modulare la stessa con i movimenti della testa,

spostandola verso un lato o l’altro, in base alla zona che si

vuole trattare.

IO CORRO SULLA STRADA, MOLTO

PRIMA DI DANZARE SOTTO LE LUCI.

(MUHAMMAD ALI)


C I B O E B A L L O

50 SFUMATURE

DI ROSSO

Tutto quello che

avreste voluto

sapere sulle ciliegie

e non avete mai

osato chiedere.

di Pina Delle Site

foto: Danilo Piccini


C I B O E B A L L O

GIUGNO È IL MESE CHE

CELEBRA IL TRIONFO

DI UN FRUTTO CHE É

UNA VERA E PROPRIA

DELIZIA:

MISS CILIEGIA

Dal sapore irresistibile, le ciliegie, definite “luculliane”

poiché, sembra, introdotte in Italia da Lucullio, oltre ad

essere belle nell’aspetto, in tutte le loro varietà, e

buone per il palato, apportano notevoli benefici per la

salute e soprattutto sono molto indicate per coloro i

quali, come tutti gli sportivi, si sottopongono a lunghe

e faticose sedute di allenamento. E vediamo, in modo

semplice e sintetico perché: innanzitutto esse sono

formate in gran parte da acqua, per cui, oltre ad essere

dissetanti, hanno un ottimo effetto diuretico,

importante per il nostro organismo; sono ricche di

diversi sali minerali, in modo particolare di potassio e

magnesio, l’uno considerato un buon regolatore della

pressione arteriosa e fondamentale in alcuni processi,

come la contrazione muscolare, l’altro importante per il

metabolismo dei grassi, per il benessere del sistema

nervoso e per la costruzione scheletrica; da

sottolineare, inoltre una buona presenza di Vitamina C,

a difesa del sistema immunitario, ed importante

nell’assimilazione del ferro.

Grazie ai loro componenti, esse manifestano proprietà

anti-infiammatorie ed anti-ossidanti, funzionali alla

cura ad esempio del diabete, di malattie cardiovascolari

o di alcune patologie tumorali. Oltre a tutti questi

ottimi benefici, le ciliegie, grazie al loro basso indice

glicemico, ed avendo un alto indice di sazietà, risultano

essere adatte a chi segue una dieta dimagrante (100 g di

ciliegie apportano, infatti 63 Kcal) e, soprattutto, come

accennato, possiedono proprietà e caratteristiche che

aiutano tantissimo i nostri cari amici atleti, ballerini e

sportivi in genere; non è un mistero, infatti, che gli

allenamenti duri e faticosi a cui essi si sottopongono,

anche quotidianamente, possano facilmente generare

infiammazione e dolore muscolare, dovuti, appunto,

alla pressione cui i muscoli sono sottoposti durante gli

sforzi. Gli studi più recenti hanno dimostrato che le

ciliegie, ed in particolare il loro succo, sono in grado di

accorciare i tempi di ripresa dei muscoli dopo

l’allenamento; altri studi hanno dimostrato le proprietà

antinfiammatorie delle ciliegie, le stesse proprietà

possedute da veri e propri farmaci anti-infiammatori

(ibuprofene); sembra, infatti che le sostanze di cui le

ciliegie si compongono, siano in grado di inibire un

enzima presente nei processi infiammatori; altri studi

ancora, hanno dimostrato i benefici delle ciliegie sul

sistema cardiovascolare dell’individuo e sul

mantenimento di un buon livello di colesterolo nel

sangue. Da non dimenticare, inoltre, le tisane a base di

ciliegie, dall’ottimo potere drenante e disintossicante,

utili alla salute del fegato, di supporto nel contrastare

l’insorgenza della cellulite ed importanti per avere una

pelle liscia, giovane ed idratata.

Che dire quindi?

Sembra che le ciliegie abbiano tutte le caratteristiche e

siano uno dei cibi più adatti a chi ha a cuore la cura e la

salute del proprio corpo, soprattutto quando questo sia

duramente sottoposto a sforzi ed allenamenti di un

certo tipo…ed ecco, quindi, qualche suggerimento per

gli amici sportivi, per piccole coccole (ampiamente

meritate) post allenamento, nutrienti, semplicissime da

preparare e salutari.

Coppa Cremosa alle Ciliegie:

In una coppa

foto:

mettete,

Danilo

secondo

Piccini

la quantità desiderata:

• Yogurt greco bianco 0% grassi

• Ciliegie denocciolate (intere o frullate)

• 1 cucchiaino di miele o 1 cucchiaio di succo d’acero

• Una manciata di mandorle tritate (facoltativo)

• Pezzettini di cioccolato fondente

Trionfo di frutti di stagione

In una coppa mettete, secondo la quantità desiderata:

• Ciliegie denocciolate

• Fragole a pezzetti

• Pesca a pezzetti

• Due cucchiaini di succo di limone

• 2 cucchiaini di zucchero di canna o 1 cucchiaino di zucchero semolato

• Foglioline di menta

Mattonella di ciliegie:

• Yogurt greco alla ciliegia oppure yogurt greco bianco a cui aggiungerete

ciliegie denocciolate con un cucchiaino di miele o di succo d’acero;

• Biscotti integrali o ai cereali

• Succo di ciliegia

Procedimento: disponete in una terrina i biscotti, ammorbiditeli bagnandoli

con succo di ciliegia; disponetevi sopra lo yogurt con le ciliegie e ricoprite con

altri biscotti sbriciolati e succo di ciliegia; ponete la terrina in congelatore per

un’oretta al massimo perché il tutto solidifichi leggermente (se si preferisce, si

può tenere la mattonella semplicemente in frigo).

E allora…buon appetito!!!

Tu quale sceglieresti, dopo ore ed ore di prove e di allenamento per una

coreografia un pò “tosta”?

foto: Danilo Piccini


Pensiero del mese

DI FRANCESCA MEUCCI - DIRETTRICE DI SOLOMENTE

WWW.SOLOMENTE.IT

Il Covid 19 ha bloccato tutte le manifestazioni che

prevedevano assembramenti a marzo e aprile, di

conseguenza anche la Giornata mondiale della danza

del 29 aprile 2020 è stata diversa. Non hanno potuto

avere luogo i tanti festeggiamenti dal vivo che ogni

anno vengono organizzati da enti, scuole e associazioni

in ogni nazione. Si è comunque celebrato virtualmente,

in modalità online. Tutti lontani ma allo stesso tempo

vicini, accomunati da una comune passione: la danza.

Un'arte che emoziona sempre, in ogni forma e

manifestazione, si adatta a tutti e non ha limiti di età,

sesso, razza o religione. C'è la danza professionale e

quella amatoriale, c'è chi balla in casa e chi frequenta le

sale, c'è chi si allena ogni giorno e chi ogni tanto si

scatena in solitudine. Che sia danza classica, hiphop,

samba o tango, ognuno ha la sua disciplina preferita. Il

ballo è liberatorio e soprattutto grande stimolatore di

endorfine, le molecole della felicità. Durante il lockdown

i ballerini non si sono fermati, anzi! Hanno frequentato

le piattaforme come On Dance, nata da un'idea di

Roberto Bolle, e Danzoom, oppure le classi

internazionali su YouTube, prima fra tutte quella di

Tamara Rojo (Artistic director English National Ballet).

Hanno ballato e continuano a ballare. Anche noi

abbiamo ballato sui balconi e dentro le case, hanno

ballato gli infermieri alla fine dei loro estenuanti turni,

hanno ballato i bambini, hanno ballato gli anziani.

Hanno ballato dilettanti e professionisti, uniti in una

danza collettiva che ha reso più leggeri questi mesi

difficili. Perché la danza è pura emozione e non si

ferma, mai.

https://www.solomente.it/


T U T T O B A L L O 2 0 | B A C H E C A

LIBRI

MUSICA

Lettere a un giovane danzatore

Maurice Béjart (Autore)

I. Berruyer (Traduttore)

Lindau - 2017

Blue AngelsBallroom

Latin The Golden Collection

La mia vita

Isadora Duncan (Autrice)

Maria Borgese (Traduttore)

Castelvecchi - 2019

Blue AngelsBallroom

Dancing The Golden Collection

Preparazione alla danza.

Allineamento specifico per

esibirsi al meglio in qualunque

tipo di danza

Eric Franklin (Autore), M.

Paolucci (Traduttore)

Gremese - 2017

H T T P S : / / P L A Y E R . B E L I E V E . F R / V 2 / 3 6 6 1 5 8 5 0 1 8 3 8 4

Ingiosivalle

MILONGA PARA TI...

Storia della danza

di Carl Sach (Autore)

T. De Mauro (Traduttore)

Il Saggiatore - 2020

Le produzioni Always Pomodoro

Studio sono disponibili sulla

piattaforma belive e sul sito

https://www.pomodorostudio.net/

NOVITA'

L’arte ai tempi del Corona Virus. “Dillo Alla Danza“ è

la compilation che unisce la musica al ballo ed è

disponibile su tutti i digital store dal 29 aprile.

L’idea nasce da Fabrizio Silvestri, giornalista e

autore Rai, presidente dell’Associazione “Stefano

Francia”EnjoyArt, con la collaborazione del

Pomodoro Studio Always. Dopo aver cancellato

fisicamente i festeggiamenti, del 29 aprile, Giornata

Mondiale della Danza, gli organizzatori hanno

deciso, nella stessa data, di omaggiare ugualmente

la dea Tersicore con la pubblicazione della prima

compilation “Music Dance Word Day”. “Dillo Alla

Danza”, da contest si è trasformata, così, in

compilation: una raccolta di 10 canzoni dedicate alll’arte

coereutica, una preghiera in musica che giovani artisti rivolgono all’universo come

gesto di devozione, richiamo simbolico dell’antichità, per omaggiare gli dei. Le 10 tracce di

“DILLO ALLA DANZA” faranno ballare tutti: esperti, appassionati, intenditori e semplici

amanti della danza; ognuno sceglierà il proprio stile di musica e, con la propria coreografia,

esprimerà la propria emozione. “Ci piace pensare, nonostante le distanze imposte dal

periodo, che l’arte, la musica, la danza, possano tenere unite le nostre anime producendo

in ogni artista la forza di ricominciare, più forte e uniti di prima” ha detto il Direttore

artistico Fabrizio Silvestri; un concetto, questo, avvallato anche dal presidente della

Pomodoro Studio Always, Bernardo La Fonte, che ha aggiunto: “La musica è la voce

dell'anima, il ballo è l'espressione del corpo e l'arte nei suoi molteplici aspetti è il ponte

verso una qualità della vita migliore ".

Gli artisti che hanno accettato di rendere omaggio alla danza con la loro arte sono: Alessia

Annesi, Deborah Italia, Roberto Funaro, Michele Longo, Giulia Muti, Blue Angels, Roberto

Caprari, Hyra e Lorenzo Sebastianelli. La copertina dell’album è una gentile concessione da

parte dell’artista Roberto Funaro “La Ballerina Africana”, opera in china e acquerello. Se

anche tu hai un’emozione da esprimere, “Dillo Alla Danza” è la compilation per ballare con

te… “Dillo Alla Danza” è disponibile su tutti i digital store.


F R E E P R E S S O N L I N E n o n r e g i s t r a t a D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r t "

J u n e 2 0 2 0

TuttoBallo20

OTTO BUBENICEK

"Pas de trois - Canon in D major"

Coreografie JIRI BUBENICEK

Teatro Petruzzelli - Bari

© Cosimo Mirco Magliocca Photographer Paris

Per contattare la redazione scrivete a

tuttoballo20@gmail

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