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BSKT #1

Il game magazine di Aquila Basket. N. 1, marzo 2021.

Il game magazine di Aquila Basket. N. 1, marzo 2021.

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il game magazine di Aquila Basket

MARZO 2021

TOTO FORRAY

Da 10 anni l’anima

dell’Aquila

RICCARDO FELICETTI

Sostenibilità e territorio

per una pasta più “green”

MATCH

DEL MESE

Tutte le partite

di marzo

della Dolomiti

Energia Trentino


Vieni a scoprire le offerte di energia e gas che tutelano la natura,

il risparmio e le persone con progetti solidali.

www.dolomitienergia.it


03 | INDICE

11 | L’INTERVISTA

10 anni di emozioni e sudore

Numero 1 / Marzo 2021

Registrazione Tribunale di Trento n° 1275

del 10 gennaio 2006

Direttore Responsabile:

Luigi Longhi

Direttore Artistico:

Daniele Montigiani

Grafica e impaginazione:

Lorenzo Manfredi

Hanno collaborato:

Roberto Cialdella, Marcello Oberosler,

Stefano Trainotti

Redazione:

piazzetta Lunelli, 8 -12 – 38122 Trento

Tel. 0461 931035

E-mail: ufficiostampa@aquilabasket.it

Info e spazi pubblicitari:

marketing@aquilabasket.it

Tipografia:

Grafiche Dalpiaz - Via Stella, 11/B, 38123 Ravina TN

05 | EDITORIALE

Un tassello della nostra storia

in una rivista

06 | IL PERSONAGGIO

Hello my name is Sara Biasioni

07 | AQUILAB

Progetti e relazioni oltre il Covid

09 | MATCH DEL MESE

Appuntamenti, news e dettagli

sui match delle Dolomiti Energia

Trentino di Marzo

17 | STORIE DI VALORE

Riccardo Felicetti: Sostenibilità

e territorio per una pasta più “green”

20 | ACADEMY

We play together, Dolomiti Energia

Basketball Academy

22 | SPORT&STYLE

Quando lo stile veste Aquila

Scegli Cavit, bevi responsabilmente.


Foto Daniele Montigiani

Nikon D5, AF-S NIKKOR 50 mm f/1.8G, ISO 2500, 1/200 sec. a f/4


05 | EDITORIALE

Un tassello della nostra storia in una rivista.

Abbiamo voluto tornare alla carta stampata

per raccontare e raccontarci, senza presunzione

ma con la consapevolezza che non basta la tecnologia

per esprimere chi siamo. La pagina scritta rimane

ancora un formidabile mezzo per raggiungere tutti

ed essere cosi penetranti tanto più in questo periodo

storico in cui non possiamo avere il pubblico accanto

a noi. Ecco allora che abbiamo voluto dare un segnale

forte di vicinanza, mantenendo il filo dei contatti con

tutti coloro che ci seguono e magari incuriosire

chi non ci conosce.

Raccontare Aquila significa raccontare una storia

non solo sportiva ma anche sociale, economica

ed umana, fatta di persone che ogni giorno lavorano

per offrire emozioni sportive con la squadra maggiore

ma anche con il settore giovanile dove crescono

gli uomini di domani; significa trasmettere valori

e impegno che sono alla base della nostra azione;

significa creare una rete di rapporti e di conoscenze

con mondi solo apparentemente lontani da quello

sportivo.

La bellissima impaginazione rende questo compito

più facile ma non può esserci bellezza se non c’è

sostanza negli argomenti.

Un sincero grazie ai nostri partner e una buona

lettura a tutti.

Forza Aquila!


06 | IL PERSONAGGIO

Hello

my name is

NOME:

SARA BIASONI

...........................................................................................

IN AQUILA BASKET DAL:

2012

...........................................................................

IN AQUILA BASKET TI OCCUPI DI:

SONO NELL’UFFICIO MARKETING,

MI OCCUPO PRINCIPALMENTE DEL

TICKETING E DEL MERCHANDISING

................................................................

GIOCATORE AQUILA PREFERITO:

TUTTA LA SQUADRA 2017/2018,

SE DEVO DIRNE UNO SHAVON

SHIELDS

.................................................

SPORT PREFERITO

OLTRE AL BASKET:

PALLAVOLO

................................................

INSTAGRAM, FACEBOOK

O TWITTER?

INSTAGRAM

..............................................

PRINCIPALE PREGIO:

DETERMINATA

................................................

PRINCIPALE DIFETTO:

TESTARDA

................................................

MATERIA PREFERITA A

SCUOLA:

MATEMATICA

.............................................

ANIMALE PREFERITO:

AQUILA

VACANZA PREFERITA:

QUALSIASI ISOLA GRECA

...........................................................................................

CITTÀ DOVE VIVERE:

TRENTO, MA VIVREI ANCHE A PARIGI O A LONDRA

....................................................................................

HOBBY:

VISITARE NUOVE CITTÀ, CUCINARE, FARE

SPORT

.......................................................................

PIATTO PREFERITO:

QUALSIASI PIATTO DI PESCE

.....................................................................

VINO O BIRRA?

VINO

..............................................................

LIBRO O FILM?

FILM

............................................................

SERIE TV PREFERITA:

PRISON BREAK

.........................................................

ATTORE E ATTRICE PREFERITI:

GERARD BUTLER E ANNE

HATHAWAY

.........................................................

CANZONE PREFERITA:

LA MUSICA LATINA, PER LA

GIOIA DEI MIEI COLLEGHI!

...................................................

IL TUO SALUTO

AI LETTORI DI BSKT:

CI MANCATE TANTO,

SIETE IL NOSTRO SESTO

UOMO! SPERIAMO DI

VEDERCI PRESTO TUTTI

INSIEME AL PALAZZETTO!


Progetti e

relazioni

oltre il Covid

07 | AQUILA B

L’avvocato Angelini consegna dell’assegno

all’interno della bottega di Samuele.

DI STEFANO TRAINOTTI

LILT, SAMUELE E FONDAZIONE

TRENTINA PER ’AUTISMO: I TRE

VINCITORI DEL BANDO PROMOSSO

DALLA FONDAZIONE AQUILA PER LO

SPORT TRENTINO

Le difficoltà legate alla

pandemia hanno costretto le

15 organizzazioni legate alla rete

di Dolomiti Energia for No Profit

a ripensare e riprogrammare le

proprie attività: così l’estate scorsa

la Fondazione Aquila per lo Sport

Trentino, all’interno delle proprie

iniziative AquiLab, ha voluto mostrare

in modo concreto la propria vicinanza

a queste realtà promuovendo un

bando a sostegno di progetti in tempo

di Covid-19.

L’obiettivo del bando era quello

di sostenere e stimolare la

riprogettazione delle attività

per manetnere alta la qualità delle

relazioni con gli utenti nonostante

gli obblighi del distanziamento

fisico. Il bando ha avuto una risposta

importante: tra le otto progettualità

presentate, la commissione

composta dall’intero CDA della

Fondazione, con Giovanni Zobele,

Antonio Angelini e Marco Angelini,

e da due esperti esterni, la prof.

ssa Ericka Costa (Università degli

Studi di Trento) e il dott. Davide

Gabrielli (Gabrielli&partners), ha

voluto premiare con un contributo

di 2.500 euro cadauno tre progetti

che avevano in sé elementi di

innovazione e che promuovessero

modelli replicabili anche in altre

realtà. I progetti vincitori sono stati

“La terapia dell’amicizia” della

Fondazione Trentina per l’Autismo,

“La botega di Samuele” della Coop.

Samuele, e lo “Spazio di ascolto

on-line” per pazienti oncologici

della LILT.

Il progetto della Fondazione

trentina per l’autismo ha voluto

ovviare alle problematiche

legate al distanziamento sociale

particolarmente impattante per

le persone con autismo attraverso

il ricorso di interventi assistiti con

un animale, coordinati da una equipe

multidisciplinare in grado di gestire

la complessità della relazione.

Il progetto della Coop Samuele

intendeva promuovere uno spazio

di acquisto solidale con ordini online

e consegne in più punti che desse

sviluppo alla filiera produttiva della

cooperativa e che facesse rete con

altre realtà sociali ed agricole

del territorio. Il progetto della LILT,

Lega italiana per la lotta contro

i tumori, si poneva invece come

obiettivo quello di creare un canale

di comunicazione e condivisione

tra malati oncologici e parenti o

volontari anche in tempi

di distanziamenti sociali, utilizzando

la strumentazione e le tecnologie

moderne.

L’avvocato Angelini in un momento della visita

alla coperativa Samuele.


09 | MATCH DEL MESE

3 Marzo 2021 | BLM Group Arena

7 Marzo 2021 | BLM Group Arena

10 Marzo 2021 | Basket Hall

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO

LOKOMOTIV KUBAN KRASNODAR

Vs

PARTIZAN NIS BELGRADE

Vs

A|X ARMANI EXCHANGE MILANO

Vs

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO

Round 5 – Top 16 7DAYS EuroCup

21esima giornata

Regular Season Serie A UnipolSai

Round 6 – Top 16 7DAYS EuroCup

Foto di Agenzia Ciamillo e Castoria

Potrebbe essere un vero e proprio “dentro

o fuori”: Partizan e Dolomiti Energia alla

BLM Group Arena si giocano due punti

chiave per inseguire un pass per i quarti

di finale di EuroCup. I serbi nel match

di andata hanno costretto l’attacco di

Trento a segnare appena 43 punti, ma

l’obiettivo dei bianconeri più che ribaltare

la differenza punti nello scontro diretto è

quello di vincere e volare al secondo posto

in solitaria nel gruppo F di Top 16.

La stella – Rashawn Thomas in Italia ha

sfiorato lo scudetto con Sassari nel 2019,

e da due stagioni è uno dei fari della

corazzata serba: quest’anno viaggia a 12,8

punti e 5,6 rimbalzi a partita.

Il numero – Il Partizan arriva a Trento

forte della terza miglior difesa dell’intera

EuroCup (74,93 punti subiti di media).

La curiosità – Marcus Paige (foto) è stato

compagno di squadra di Luke Maye a

North Carolina tra il 2014 e il 2016: anche

dopo gli anni del college i due sono rimasti

grandi amici.

A Trento arriva la grande favorita alla

vittoria dello Scudetto, l’Olimpia Milano

di Rodriguez, Hines e Datome. Le

scarpette rosse sono saldamente in

vetta alla classifica, stanno tallonando le

big in Eurolega e danno continuamente

dimostrazioni di forza dal punto di vista

fisico e tecnico.

La stella – Non avrà il palmares di altri

compagni di squadra, ma Zach LeDay sta

disputando una stagione clamorosa ed è

uno dei segreti della squadra lombarda.

Il numero – Sarà la 30esima sfida tra

Dolomiti Energia e Olimpia da quando

i bianconeri sono in Serie A (19-10 per

Milano il bilancio).

La curiosità – Tanti ex in campo: Shavon

Shields (foto) e Riccardo Moraschini da

una parte, Dada Pascolo dall’altra. Ed è

una storica prima volta da avversari per

Ettore Messina e il suo “storico” assistente

Lele Molin.

Le Top 16 di EuroCup dei bianconeri si

chiudono con una delle trasferte più

lunghe dell’anno: l’Aquila a Krasnodar

cerca il successo per provare a inseguire

un pass ai quarti di finale di coppa. Nel

match di andata i bianconeri hanno giocato

una partita sontuosa (96-84), ma il “Loko”

è una delle formazioni più forti e ambiziose

dell’intera competizione.

La stella – Jordan Crawford era una

macchina di canestri in NBA (41 il massimo

di punti segnati in un match della massima

lega mondiale), figurarsi in EuroCup.

Il numero – 25 e 15: i punti e i rimbalzi di

Luke Maye nel match di andata alla BLM

Group Arena.

La curiosità – Il play del Loko Will

Cummings (foto) ha giocato a Trento

quattro partite nella parte finale della

stagione 2015-16: l’ultima di regular

season a Caserta e le tre di playoff contro

Milano, tutte perse dai bianconeri.


10 | MATCH DEL MESE

14 Marzo 2021 | Pala Serradimign

21 Marzo 2021 | BLM Group Arena

28 Marzo 2021 | BLM Group Arena

BANCO DI SARDEGNA SASSARI

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO

OPENJOBMETIS VARESE

Vs

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO

Vs

GERMANI BASKET BRESCIA

Vs

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO

22esima giornata

Regular Season Serie A UnipolSai

23esima giornata

Regular Season Serie A UnipolSai

24esima giornata

Regular Season Serie A UnipolSai

La squadra di coach Gianmarco Pozzecco

ha una fortissima identità “europea”: tanto

gioco spalle a canestro, capacità di colpire

dall’arco con tutti i giocatori in campo.

L’ambiziosa Dinamo dopo la finale 2019

persa in volata con Venezia vuole tornare

ad insidiare le big del campionato.

La stella – Ci sono pochi lunghi in Europa

capaci di dominare il gioco come Miro

Bilan, il centro croato della Dinamo, serio

candidato al premio di MVP della Serie A.

Il numero – Solo due volte Sassari ha

segnato meno di 80 punti in un match di

campionato: una è stata nella vittoria di

Trento all’andata (92-78).

La curiosità – Lo scorso anno le due partite

fra Trento e Sassari vennero risolte da

due canestri sulla sirena: all’andata Jerrells

regalò il successo ai sardi alla BLM

Group Arena, al ritorno il “buzzer-beater”

fu di Ale Gentile e valse la vittoria dei bianconeri

in Sardegna.

L’arrivo in panchina di un allenatore che

qui a Trento conosciamo bene come Maurizio

Buscaglia ha contribuito al cambio di

passo della Germani, che con tanti innesti

dal mercato ha rivoluzionato il roster per

puntare a una casella playoff.

La stella – Non fa grandi statistiche e il

suo apporto è sempre molto silenzioso,

ma David Moss (foto) è ancora uno dei

migliori giocatori di questo campionato:

esperienza, difesa e killer-instinct non

mancano di certo.

Il numero – La Germani è arrivata alla

pausa Coppa Italia con la migliore percentuale

ai liberi di tutta la Serie A (84,9%).

La curiosità – Trento e Brescia prima dei

9 precedenti in Serie A si sono affrontate,

tra le altre, anche nelle semifinali playoff

di A2 nel 2013: vinse l’allora Centrale del

Latte 3-1.

I lombardi sono intervenuti sul mercato

per aggiungere talento ad una squadra che

ha in Luis Scola e Toney Douglas le sue colonne

portanti: coach Bulleri, subentrato a

Caja, deve però soprattutto fare i conti con

l’assenza “dell’effetto Masnago” in assenza

di pubblico. Varese punta alla salvezza e

ha tutto per centrare l’obiettivo.

La stella – Luis Scola a 40 anni suonati

spiega ancora pallacanestro: per tenersi

in forma in vista delle Olimpiadi di Tokyo

la bandiera argentina è senza grossi dubbi

uno dei migliori realizzatori del campionato,

dall’alto della sua infinita classe ed

esperienza.

Il numero – 7, come le triple segnate nel

match di andata da Douglas e da Jeremy

Morgan che diedero vita ad una grande sfida

nella sfida a suon di tiri dall’arco.

La curiosità – L’assistant coach di Varese

Vincenzo Cavazzana a Trento è stato prima

giocatore (nei primissimi anni del nuovo

millennio) e poi vice-allenatore (dal 2012

al 2019).

Foto di Agenzia Ciamillo e Castoria

D.O.P.

Mela Val di Non

Mi piace perché

nasce nel posto ideale

per coltivare le mele.


11 | L’INTERVISTA

10 anni

di emozione

e sudore

DI MARCELLO OBEROSLER

Foto di Daniele Montigiani

Felicità.

È la parola che usa Toto Forray

per riassumere dieci anni di

emozione e sudore con la maglia

dell’Aquila Basket. Una parola

semplice, ma potente. Proprio come il

Capitano. La scintilla negli occhi è la

stessa del primo giorno, anche a dieci

anni di distanza: dal 22 febbraio 2011

è cambiato tutto, e non è cambiato

niente.

«Felicità – racconta Toto – è lo stato

d’animo che più spesso ho condiviso

con compagni, amici e famiglia: in

questi anni sono successe un sacco

di cose, ma il sorriso e il profondo

senso di gioia e gratitudine sono stati

una piacevole costante di questo

decennio».

Eppure la tua avventura a Trento

era cominciata addirittura con una

retrocessione, figlia anche della

riforma dei campionati.

«Fu una stagione particolare. Molto

particolare. Io ero finito fuori squadra

a Forlì, in Legadue, avevo dentro

grande voglia di rivincita e Trento era

il posto giusto dove ripartire. È vero,

in teoria saremmo retrocessi, però

scendeva di categoria praticamente la

metà delle squadre: siamo rimasti in

A Dilettanti con una wild-card, l’anno

dopo abbiamo mostrato le nostre

qualità arrivando fino alla promozione

in Legadue e alla vittoria dello

Scudetto Dilettanti»

I due anni in Legadue sono stati uno

spartiacque decisivo.

«Sono stati due anni davvero belli,

in cui oltre a vincere e giocare due

grandi stagioni ci siamo anche

divertiti tantissimo: eravamo un

gruppo che si conosceva già bene

al quale sono stati sommati ragazzi

super, stranieri compresi. Micheal

Umeh il primo anno, Brandon Triche il

secondo: Brandon era un tipo strano,

ma settimana dopo settimana era

entrato anche lui “nel giro”. Stavamo

benissimo insieme, in campo e fuori,

e c’era grande unione: ognuno era

contento quando vedeva un compagno

fare bene. Il primo anno in Legadue

è stato importante anche per creare

entusiasmo nel pubblico, la Coppa

Italia ospitata a Trento e vinta con


Dada Pascolo premiato MVP».

Una costante di quei due anni di

Legadue è stato anche BJ Elder, un

giocatore che hai spesso descritto

come il compagno di squadra più

forte con cui tu abbia mai giocato.

«Sai cosa lo rendeva tanto speciale?

BJ non era quello che saltava di più, o

che faceva più canestri. Era un leader,

ed era capace di esserlo senza dover

imporre le sue idee, ma adattandosi

al gruppo e giocando per noi, per la

squadra. Era entrato perfettamente

nella nostra mentalità, e soprattutto

per un americano non è facile: in più

in campo sapeva fare veramente tutto,

con un’eleganza innata. Riusciva a

leggere nelle nostre menti e ci ha reso

tutti più forti e più consapevoli»

E dire che i playoff promozione verso

la Serie A del 2014 li avete giocati

(sostanzialmente) senza Elder:

che sensazioni hai ripensando a

quella semifinale con Torino in cui

eravate spalle al muro e a un passo

dall’eliminazione?

«Oltre ad essere sotto 2-1 nella serie,

anche in gara-4 se non ricordo male

abbiamo dovuto rimontare, eravamo

sotto: in quel momento non c’è stato

qualcuno da fuori che ci abbia dato

una svegliata, ci siamo guardati negli

occhi e abbiamo capito di non poterci

lasciare sfuggire dalle mani quella

occasione. È stato un cambio di passo

e di mentalità che ci ha permesso di

vincere quella tiratissima gara-4 e poi

di crederci fino alla fine nella grande

rimonta di gara-5. Quella è la partita

più bella di questi dieci anni, se se è

possibile sceglierne una. L’adrenalina

e l’entusiasmo e la simbiosi totale

che abbiamo avuto con il PalaTrento

quella sera mi fa venire ancora i

brividi».

Poi nei due anni successivi tu e

la squadra salite altri due scalini

fondamentali: la Serie A e l’EuroCup.

Un adattamento rapidissimo che

ha dato subito grandi risultati. È

sembrato tutto facile…

«Forse ci ha dato una mano la nostra

in-coscienza. Un’incoscienza positiva,

che ci ha fatto affrontare queste nuove

tappe senza paura. Pensare troppo a

dove eravamo e a quello che stavamo

facendo, per esempio finire la regular

season di Serie A al quarto posto il

nostro primo anno nella massima

serie, poteva bloccarci e metterci un

po’ di pressione; invece abbiamo avuto

la spensieratezza di affrontare tutte

le sfide a viso aperto, senza paura, ed

è lo stesso spirito che ci ha permesso

l’anno successivo di arrivare alle

semifinali di EuroCup».

Poi le finali scudetto, due

consecutive. Quanto orgoglio provi

ripensando a quelle due stagioni

e per quale delle due finali hai più

rimpianti?

«Su quella con più rimpianti non ho

dubbi, è la finale contro Milano del

2018. La prima volta, contro Venezia,

era tutto nuovo, tutto magico. C’era

in palio qualcosa di grandissimo, ce

la siamo giocata ma alla fine la Reyer

è stata più brava di noi. L’anno dopo

all’interno della squadra c’era la

voglia di dimostrare che quel grande

risultato non era frutto del caso, e

siamo tornati a giocarci lo Scudetto

all’atto finale con più consapevolezza.

Non è stato fatto apposta o con

“cattiveria”, ma quell’episodio

chiave nel finale di gara-5 ha pesato

molto sull’esito della serie: un passi

in partenza, un contatto molto al

limite. Certo, non era la partita che

avrebbe chiuso la serie, però vincere

quella forse ci avrebbe dato la spinta

per cercare l’impresa in gara-6 al

massimo delle nostre forze. Però altri

rimpianti non ne ho, abbiamo messo

il massimo di noi stessi in entrambe le

finali e abbiamo giocato con impegno

e volontà».

Mai pensato di andare via da Trento,

in quegli anni all’apice della tua

carriera?

«Sinceramente, no. Trento mi ha

dato la possibilità di essere un pezzo

importante di squadre capaci di

giocarsela contro tutti ad alto livello,

restare qui è stato l’evolversi naturale

degli eventi: più che una scelta, una

volontà quasi inconscia. Ho sempre

avuto il pensiero a come fare meglio e

a vincere qualcosa di importante qui.

Soprattutto dopo esserci arrivato

così vicino».

In dieci anni il tuo rapporto con i tifosi

è diventato qualcosa di unico,

più che raro.

«È un legame davvero intenso. Sono

stato testimone e protagonista di

come qui a Trento sia nato, tra la

gente, un sentimento fortissimo per

uno sport che quando sono arrivato

in città non era molto conosciuto, lo

sport che amo. Ed è stato bellissimo

essere parte di questo cambiamento

e di questo propagarsi della passione

per il basket. Nel corso degli anni poi

ho avuto occasione di incontrare un


«Gara-5

con Torino,

l’entusiasmo

e la simbiosi avuti

con il PalaTrento

quella sera

mi fa venire

ancora i brividi»

Foto Daniele Montigiani

Nikon Z6, Nikkor Z 24-70mm f/4 S, ISO 100, 1/250 sec. a f/8


po’ tutti, qui a Trento. Piano piano la

gente ha cominciato a conoscermi, a

riconoscermi, a fermarmi per strada

per incoraggiarmi o farmi qualche

domanda. Credo che siamo “arrivati”

alla gente, ed è una delle cose migliori

e più autentiche di questi lunghi anni

di crescita non solo mia ma anche

della squadra e del club».

Ormai tendiamo tutti a considerarti

trentino e italiano, ma il tuo cuore

pompa sangue argentino: cosa ha

significato per te giocare contro

due “semi-divinità” del baloncesto

argentino come Delfino e Scola?

«Vuol dire tanto. Sono stati i miei

modelli, i giocatori che ho seguito

di più e che con le loro grandi

vittorie con l’Argentina mi hanno

insegnato che non esistono imprese

impossibili. Non avrei mai pensato

di poter giocare contro di loro, farlo

è stato il coronamento di un piccolo

sogno all’interno della bellissima

carriera che sto avendo. Non me lo

immaginavo proprio. I miei amici,

quelli con cui sono cresciuto in

Argentina, erano quasi più eccitati

di me al pensiero che sarei sceso

in campo contro Scola e Delfino, mi

hanno chiesto di mandare le foto».

A proposito di modelli, nell’ultimo

anno ci hanno lasciato due

grandissimi dello sport come Kobe

Bryant e Diego Maradona.

«Sono stati dei grandissimi punti di

riferimento per me, per l’impegno che

mettevano e per quello che facevano

in campo. Ero ammirato di come

entrambi cercassero di fare sempre il

massimo, contro la prima in classifica

o contro l’ultima, nella finale dei

Mondiali o nella partitella con gli amici.

L’ho preso un po’ come una sfida: se

davano sempre il massimo loro, che

erano i migliori al mondo, perché non

avrei dovuto farlo anche io? Ho provato

a copiare da loro questo approccio e

questa mentalità, non c’era molto altro

che potessi provare a copiare….».

Abbiamo parlato tanto di passato,

per celebrare giustamente i tuoi dieci

anni a Trento, ma chiudiamo con un

occhio al futuro: intanto sei fresco

15 | L’INTERVISTA

di un contratto fino al 2023, quindi

ci aspettiamo di vederti sul parquet

ancora a lungo. Poi però hai già

accennato più volte alla tua speranza

di poter rimanere in Aquila Basket

anche dopo aver chiuso la tua carriera

da giocatore.

«Sì, l’ho sempre detto e non lo

nascondo, mi piacerebbe restare

in Aquila Basket e fare parte della

società. Non so in quale veste, non

ho ancora le idee chiare al riguardo:

qualunque cosa farò, avrò l’obiettivo

di farla al meglio e dando il massimo,

con la mentalità che ho avuto in campo

e che cercherò di mantenere anche

dopo avere chiuso la mia carriera di

giocatore».

Hai ancora un sogno nel cassetto?

«Vincere qualcosa nella massima

serie è il mio obiettivo principale, uno

sfizio che vorrei togliermi con questi

colori addosso. Non si sa mai, in questi

dieci anni tante cose che sembravano

impossibili le abbiamo realizzate.

Davvero tante. E io non voglio fermarmi

qui».


16 | I DIECI NUMERI DEL DIECI

TOTO FORRAY

Ruolo: Playmaker

Altezza: 188

Peso: 85

Nazionalità: Argentina

Data di nascita: 20 marzo 1986

Luogo di nascita: Buenos Aires

447

LE PARTITE UFFICIALI GIOCATE CON LA

MAGLIA DELL’AQUILA BASKET

3.459

I PUNTI SEGNATI IN TUTTE LE COMPETIZIONI

21

IL MASSIMO DI PUNTI SEGNATI IN UNA

PARTITA DI SERIE A, CONTRO VENEZIA NEL

2018

20

IN POCHI LO RICORDANO, MA È IL NUMERO

DI MAGLIA CON CUI HA ESORDITO NEL

2011 CON L’AQUILA PRIMA DI PASSARE,

NELLA STAGIONE SUCCESSIVA, AL SUO

IMMANCABILE 10

29

LE PARTITE GIOCATE CONTRO MILANO,

LA SQUADRA AFFRONTATA PIÙ VOLTE DA

AVVERSARIO IN CARRIERA

396

LE PALLE RECUPERATE DAL 2014 TRA SERIE

A ED EUROCUP

5LE SQUADRE CON CUI HA GIOCATO IN ITALIA

A PARTIRE DAL 2003: MESSINA, PADOVA,

JESOLO, FORLÌ E TRENTO

124

LE SUE VITTORIE IN SERIE A TRA REGULAR

SEASON E PLAYOFF (105 LE SCONFITTE)

0

LE PARTITE UFFICIALI SALTATE DA QUANDO È

ARRIVATO A TRENTO

2LE PROMOZIONI CONQUISTATE CON I

BIANCONERI, DALLA A DILETTANTI ALLA

SERIE A


17 | STORIE DI VALORE

Sostenibilità

e territorio

per una pasta

più “green”

DI ROBERTO CIALDELLA

Credit foto: Ufficio Marketing Felicetti

Nell’immaginario comune,

costruito in decenni di

televisione e di pubblicità,

la pasta che mettiamo sulle nostre

tavole ogni giorno non può che

provenire da sconfinate distese

pianeggianti, con le spighe che

ondeggiano lente sotto ai colpi del

caldo vento estivo.

C’è però un pastificio che dal 1908

sta provando a scardinare questi

stereotipi, essendo nato e cresciuto

in Trentino, in Val di Fiemme.

E’ il Pastificio Felicetti, fiore

all’occhiello della gastronomia

regionale, che negli ultimi mesi ha

stravolto la propria immagine ed

il packaging dei propri prodotti. Il

tutto, come da filosofia aziendale, per

innovare e perseguire la strada della

sostenibilità.

“La scelta di passare ad una confezione

interamente riciclabile è una scelta

di coerenza, che abbraccia la parola

sostenibilità nella sua accezione più

ampia. Essere un’azienda sostenibile

significa per noi non solo lavorare per

inquinare il meno possibile dal punto

di vista ambientale, ma anche

dal punto di vista sociale.

Abbiamo una responsabilità in quanto

imprenditori, e dobbiamo onorarla

attraverso le nostre scelte, i nostri

atteggiamenti e comportamenti.

Ovviamente il nostro fine ultimo

è quello di soddisfare i nostri clienti

a tavola, e questo si può fare in molti

modi: noi abbiamo deciso di farlo

il più ecologicamente possibile.

Negli ultimi 25 anni della nostra

storia abbiamo implementato una

serie di innovazioni tecnologiche

che hanno permesso a noi e ad altre

aziende di piccole e medie dimensioni

di accedere a soluzioni alternative

per quanto riguarda, ad esempio,

l’approvvigionamento energetico.

A Predazzo siamo stati i primi ad

allacciarci alla rete del metano,

per arrivare alla quasi totale

autosufficienza energetica odierna,

grazie ad un impianto di cogenerazione

e al fotovoltaico.

Detto del nostro impatto energetico,

ci mancava un ulteriore passo verso


18 | STORIE DI VALORE

la sostenibilità ambientale, ovvero

il lasciarci alle spalle la plastica

monouso, cosa che abbiamo fatto ad

ottobre 2020.

Per più di due anni siamo stati alla

ricerca di una soluzione soddisfacente:

abbiamo tentato con i polimeri derivanti

dagli amidi, ma i costi sarebbero

stati troppo alti, e con dei materiali

accoppiati carta-plastica, che però

rappresentavano una soluzione

soltanto intermedia.

Per questo siamo passati ad una

lamina 100% carta che abbiamo

testato per due anni e poi lanciato nel

mercato degli Stati Uniti, per vedere

come avrebbe reagito una clientela che

ancora non ci conosceva. Oggi tutti i

nostri prodotti hanno il packaging in

carta interamente riciclabile, e questo

vuole dire che i test sono andati più che

bene!”

Dagli USA all’Italia: quanto è difficile,

nel nostro Paese, innovare in un

settore fortemente tradizionalista

come quello della pasta?

“Purtroppo è un retaggio culturale

che ci portiamo dietro da decenni.

Applaudiamo ai nuovi ritrovati della

tecnologia, siamo esaltati dalle

fotografie da 25 megapixel dei nostri

smartphone, che però utilizziamo per

fotografare un’azienda alimentare

che pretendiamo resti uguale a quella

che era negli anni ’20. Non capiamo

che anche il mondo alimentare è

concatenato all’evoluzione culturale

della società: se c’è una cosa che è

attuale è l’alimentazione, che segue

l’evoluzione (e l’involuzione) del genere

umano.

Quindi, scardinare determinate

abitudini è difficilissimo, ma in quanto

azienda di medie dimensioni noi siamo

nella giusta posizione per innovare,

per rischiare un po’, e probabilmente

questo ci viene riconosciuto.”

Ritiene che negli ultimi anni le

persone siano più “educate” dal

punto di vista gastronomico?


“Il nostro

prodotto è di alta

qualità perché

è fatto con

acqua ed aria di

montagna”

Chi è nato negli anni ’60 ha avuto

la fortuna di avere dei genitori che

conoscevano quali erano i tagli della

carne, come controllare la qualità

di frutta e verdura, e così via. Poi

l’urbanizzazione, che da un lato ha

creato del benessere diffuso, ha però

eroso le competenze culturali in

materia gastronomica.

Per questo le trasmissioni televisive

che parlano di cucina, anche se

inflazionate, possono avere una

funziona educativa: da sole però non

bastano, serve un approfondimento

successivo.”

Cosa rappresenta per voi la

Val di Fiemme?

19 | STORIE DI VALORE

loro grande senso di responsabilità e

spirito di appartenenza.”

Finisce l’intervista: lei torna a casa

ed ha voglia di “coccolarsi”. Su quale

ricetta ricade la sua scelta?

“Decisamente sulla carbonara,

rigorosamente con ricetta CarboGang,

per restare in Trentino. Se siamo in

pochi a mangiare scelgo uno spaghetto

non troppo grosso, mentre se si parla

di sei, sette commensali o più allora

opto per la pasta corta, una mezza

manica, più facile da maneggiare”.

“L’influenza è duplice. Da un lato il

nostro prodotto è di alta qualità perché

è fatto con acqua ed aria di montagna,

con delle caratteristiche di purezza

difficili da ritrovare altrove. Allo stesso

tempo però, oltre ad ingredienti di

qualità, dietro alla nostra pasta c’è la

cultura delle persone della Valle, con il

Abbiamo parlato con il Cavaliere

del Lavoro Riccardo Felicetti,

classe 1965, CEO del Pastificio e

pronipote di quel Valentino Felicetti

che, più di 100 anni fa, ha deciso di

portare la pasta a Predazzo, dove

“comandavano” spatzle e canederli.


Dolomiti

Energia

Basketball

Academy

Autentica bontà.

I dadi classici Bauer sono preparati

con olio extravergine di oliva.

Un ingrediente genuino che valorizza una ricetta

fatta di sole materie prime selezionate e di altissima qualità.

Da sempre senza additivi. Senza glutine, senza lattosio,

senza glutammato monosodico aggiunto.

Il risultato? Un colore più intenso, una maggior

morbidezza e un sapore ancora più vero, tutto naturale.

NUOVA

RICETTA

con olio

extravergine

di oliva


Non è stato un periodo facile

per i giovani appassionati di

pallacanestro, costretti in casa prima

dal lockdown di marzo 2020 e poi

dalla generale chiusura delle attività

in palestra.

Negli ultimi tempi qualcosa sembra

finalmente muoversi, con i primi

gruppi che stanno tornando a

calpestare i parquet di tutto il

Trentino Alto Adige, palleggiando

l’amata palla a spicchi.

Nel corso di questi mesi però i

4.000 ragazzi delle società affiliate

alla Dolomiti Energia Basketball

Academy hanno avuto un modo

in più per allenarsi in maniera

del tutto sicura: stiamo parlando

delle challenge del contest

#DolomitiEnergiaPlayTogether!

Una serie di sfide e minigiochi ideati

da Sergio Mazza, allenatore delle

giovanili di Aquila Basket, promosse

attraverso i canali social della

Dolomiti Energia Basketball Academy

(Facebook, Instagram e TikTok).

Ogni sfida ha permesso di allenare

uno specifico aspetto tecnico,

senza l’utilizzo di un pallone e con

solamente degli oggetti presenti in

casa, come mollette per il bucato,

calzini, carte da gioco, padelle e chi

più ne ha più ne metta.

In questo modo i piccoli cestisti

hanno potuto mantenere “calde”

le proprie skills cestistiche,

coinvolgendo spesso anche i propri

familiari nella registrazione dei

propri video.

Il basket insomma, anche in un

momento come quello che stiamo

ancora attraversando, ha saputo

fare quello che gli riesce meglio:

portare un sorriso all’interno delle

case dei suoi appassionati, nell’attesa

del ritorno in palestra oppure sui

campetti estivi.

L’Academy si propone come strumento

di coordinamento di quanto di meglio

il basket locale esprime, sfruttando

l’appeal del brand Aquila Basket

come driver di crescita.

21 | ACADEMY


Sport

& style

Felpa Nera Nike Ufficiale Training series Aquila Basket in Dri-Fit,

€ 41,90; T-shirt di colore grigio con grafica Just Do It - Aquila

Basket, € 29,90; Borraccia fitness Nike, € 12,90; Cappello nero

Swoosh Nike in materiale tecnico Dri-Fit; € 20,00; Calzamaglia

Nike Pro Tights 3/4, € 45,00; Shorts Nike Ufficiale Training series

Aquila Basket, € 31,90; Calzino Basket Elite, € 12,00; Scarpa

basket Junior Nike Team Hustle D9, € 50,00.

Aquila Basket Store, Piazzetta Bruno Lunelli, 10 38122 TRENTO

Tel. 0461931035 | Whatsapp: 3511108700

lun. - ven. 15:00 -18:00

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