Gennaio

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Gennaio

IL ROSARIO

e la Nuova Pompei

Anno 123 - N. 1 - Gennaio 2007

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IL ROSARIO

E LA NUOVA POMPEI

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G. Acanfora, R. Alfano, G. Cento,

S. Cipriani, M. D’Amora, A. Di Vittorio,

S. Franceschi, A. Fernández Galisteo,

D. Gentile, L. Giacco, I. Licinio, C. Lepore,

F. Mariano, M.Presciuttini, G. Striano

Grafica:

Carlo Valvini

Videoimpaginazione:

Mario Curtis, Emanuele Valvini

Fotografie:

G. Angellotto, A. Di Stefano,

L. Donnarumma, T. Lepera, O. Pescina,

F. Rizzo, R. Siciliani

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Sommario

3

Un nuovo anno di speranza

ricominciando dai bambini di ANGELO SCELZO

4

Missione, comunione e corresponsabilità: tre parole chiave

per la comunità cristiana di LORETA SOMMA E ROSARIO ALFANO

7

Filippo Smaldone:

un santo della carità di SANDRA FRANCESCHI

8

Pompei e Tarragona

città gemelle

di ARACELI FERNÁNDEZ GALISTEO

E MARIDA D’AMORA

Nella città di Maria

10 l’amore alimenta la vita

Sulle orme del Signore Gesù

14 a servizio della Chiesa e del mondo

Dal 1875 ad oggi:

16 un unico evento di grazia

Il beato Bartolo Longo:

17 un testimone per i nostri tempi

La Madonna di Pompei nel mondo

18 La Chiesa di Asmara in Eritrea

di CATERINA LEPORE

di IVAN LICINIO

di FRANCESCO PAOLO SOPRANO

di LUIGI LEONE

di GIUSEPPE LUNGARINI

Maria, questi ragazzi sono i tuoi figli 20

Testimoni e annunciatori del regno:

di GIOSY CENTO

dodici “discepoli” alla scuola di Gesù di SETTIMIO CIPRIANI

22

24

Cinquecento in gara per la Pace di GIUSEPPE ACANFORA

25

Il mondo dei bambini

26 senza cittadinanza nei mass-media? di DARIA GENTILE

I Fratelli delle Scuole Cristiane da cent’anni a Pompei nell’opera

più prestigiosa del beato Bartolo Longo di MARIO PRESCIUTTINI

29

30

32

34

Educatori a servizio dell’uomo di FRANCESCO MARIANO

Rosario News a cura di GIUSEPPINA STRIANO

Le Missioni Mariane del 2007

Pellegrini del Rosario a cura di MARIDA D’AMORA

In Libreria 41

Grati alla Madonna

a cura di LUCIO GIACCO

e al beato Bartolo Longo a cura di CIRO COZZOLINO

42

44

46

I nostri lettori ci scrivono a cura di AUGUSTO DI VITTORIO

Edizioni del Santuario

Anno 123 - Numero 1

Gennaio 2007

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 2 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [2]

Il terzo millennio comincia a

muovere i primi passi e il

calendario, con l’ingresso del

nuovo anno, segnala il rapido

avvicinamento alla prima decade

del nuovo secolo.

Il tempo che passa in fretta non è più

solo un modo di dire: lo sviluppo

delle nuove tecnologie ha accelerato

non solo i tempi della

comunicazione, ma ha finito per

stravolgere i ritmi dell’esistenza.

Sempre più spesso, sotto l’incalzare

del nostro forsennato daffare,

si fa strada l’esigenza di mettere

un punto, di fermarsi e ricominciare

Editoriale

Un nuovo anno di speranza

ricominciando dai bambini

daccapo. Lo stato d’animo è quello

del ripartire, del ridisegnare, davanti

ai propri passi, un cammino non

soltanto più agevole, ma soprattutto

più diretto ed essenziale.

Si vorrebbe tornare indietro non per

evitare le sfide ma per affrontarle

con nuove energie, quelle smarrite

o consumate di fronte alle fatiche

della vita.

Al cospetto delle diverse fasi

dell’esistenza, ricominciare daccapo

vuol dire ritornare bambini,

riavvolgere - in buona sostanza - il

nastro di ciò che si è vissuto e

tentare di proiettarlo

su uno schermo più libero da ombre

o chiaroscuri.

Recuperare la fase della vita più

ricca di orizzonti e più piena di

speranze è una prospettiva sempre

più presente nel pontificato di

Benedetto XVI, tutto orientato a

porre in primo piano l’essenziale.

L’enciclica «Dio è amore» resta

il grande manifesto del magistero

di Papa Ratzinger, perché non esiste

niente di più costitutivo, nel porsi

alla sequela di Cristo, che

proclamare e vivere il suo

comandamento di amore.

Cristo fatto uomo è il grande dono

e mistero della nostra fede,

ma per farsi uomo anche il Salvatore

ha vissuto la condizione di bambino;

ha percorso la sua vita senza

scorciatoie, indicando così

l’essenzialità di un inizio, anzi

di un nuovo inizio, nel quale

ricapitolare ogni cosa.

Il costante richiamo di Papa

Benedetto ai bambini va inserito

n di ANGELO SCELZO

in un chiaro e profondo contesto

ecclesiale. Non a caso anche nel

Messaggio per la celebrazione della

Giornata Mondiale della Pace - sul

tema: “La persona umana, cuore

della Pace” - il Santo Padre ha

avuto in mente, prima di tutti i

bambini. Ad essi ha rivolto il primo

saluto, riconoscendo che «con la

loro innocenza arricchiscono

l’umanità di bontà e di speranza, e

con il loro dolore, ci stimolano a

farci operatori di giustizia e di

pace». Il tema stesso della Giornata,

afferma il Papa, è scaturito «proprio

pensando ai bambini, specialmente

a quelli il cui futuro è compromesso

dallo sfruttamento e dalla cattiveria

di adulti senza scrupoli».

Riproporre l’essenzialità dell’amore

in senso teologico e richiamare

pastoralmente - ma anche

storicamente - il ruolo e la

condizione dei bambini costituisce

chiaramente un unicum magisteriale

che aiuta a comprendere più a fondo

le linee di un pontificato di così

straordinaria intensità.

Tutto appare ed è lineare.

Pur di fronte al trascorrere

inesorabile del tempo, c’è sempre

un nuovo inizio a riportarci alla fonte

e all’origine di tutto.

Il nuovo anno, quindi, rappresenta,

allo stesso tempo, una novità e una

continuità di vita: un corso da

segnare con le impronte fresche e

antiche dei nostri passi di ogni

giorno. I bambini non sono quelli

che restano dietro la fila; sono essi,

infatti, a indicare non la lunghezza,

ma la qualità del passo e quindi

il senso della rotta comune.

C’è un’altra importante indicazione

di Benedetto XVI, in questa

direzione: anche il tema della

prossima Giornata Mondiale delle

Comunicazioni Sociali chiama in

causa la «minore età»: «I bambini e i

media: una sfida per l’educazione».

È difficile non vedere in questi

richiami così assidui e costanti la

linea di una speciale cura pastorale,

rivolta non solo al mondo

dell’infanzia ma a tutta la comunità

ecclesiale e alla società civile.

D’altra parte, su fronti opposti,

l’interesse per il mondo dei bambini

è più che evidente.

Proprio i media sono i testimoni

- non sempre innocenti - delle

barbarie morali e fisiche dalle quali

sono sempre più spesso aggrediti.

Per una società così spinta ai

consumi e così schiava del mercato,

i bambini sono poco più che

semplici, potenziali acquirenti:

Anche i loro desideri, veri o imposti,

entrano nel gioco del mercato più

che nel vaglio dei sentimenti.

Temi del genere sono stati al centro

di un recente incontro,

proprio qui a Pompei, dove il

problema è particolarmente vivo

e presente anche per le implicazioni

della recente legge che ha abolito

gli istituti per i minori.

Ma non è solo un problema di legge.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 3 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [3]


IL IV CONVEGNO NAZIONALE DELLA CHIESA ITALIANA

Oltre duemilasettecento persone, tra

Cardinali, Vescovi, sacerdoti, religiose

e religiosi, laici e ben settecento

operatori della comunicazione hanno

dato vita all’assise della Chiesa italiana,

celebratosi a Verona, dal 16 al 20 ottobre,

sul tema: “Testimoni di Gesù risorto

speranza del mondo”.

«Siamo qui perchè siamo ancora in

grado di sperare per tutti!» ha detto nell’omelia,

durante la cerimonia di apertura,

svoltasi nella suggestiva cornice dell’Arena

scaligera, dominata dalle foto dei

santi italiani e dei testimoni scelti dalle

diocesi, tra le quali anche il nostro beato

Bartolo Longo, il Pastore della Chiesa veronese,

Mons. Flavio Roberto Carraro.

È toccato al Cardinale Dionigi Tettamanzi,

Arcivescovo di Milano e presiden-

n di LORETA SOMMA e ROSARIO ALFANO

Missione, comunione

e corresponsabilità:

tre parole chiave

per la comunità cristiana

te del Comitato preparatorio, aprire i lavori

del convegno con una prolusione

sentita e molto concreta.

Ha parlato di missione, di corresponsabilità

e di comunione ed ha poi ammonito

i cattolici: «Non si dà testimonianza

cristiana al di fuori o contro la comunione

ecclesiale. Dobbiamo uscire - ha proseguito

il Pastore della Chiesa ambrosiana

- dal nostro cammino troppe volte angusto,

stolto e sterile. Occorre maggiore

comunione missionaria tra i fedeli per testimoniare

Gesù Risorto, speranza del

mondo».

Il Cardinal Tettamanzi si è, poi, soffermato

sul ruolo dei laici nella Chiesa:

«È ora che la splendida teoria sul laicato

espressa dal Concilio diventi una diffusa

prassi ecclesiale. La strada è stata aperta

Benedetto XVI pronuncia il suo discorso al Convegno di Verona. A fianco, il Vescovo locale, Mons.

Flavio Roberto Carraro. In alto, la galleria fotografica dedicata ai santi testimoni della Chiesa italiana.

Nella pagina a fianco: in alto, il Cardinale Dionigi Tettamanzi, Presidente del Comitato preparatorio;

in basso, i delegati pompeiani a Verona con il Vescovo, Mons. Carlo Liberati.

dal Concilio, ma ora va accelerata», ha

concluso il porporato lombardo.

Quest’evento ecclesiale, introdotto dalle

relazioni di: don Franco Giulio Brambilla,

docente di Cristologia e Antropologia

teologica e preside della Facoltà

Teologica dell’Italia Settentrionale; Paola

Bignardi, direttrice di “Scuola Italiana

Moderna” e coordinatore nazionale di

ReteInOpera; Lorenzo Ornaghi, professore

ordinario di Scienza politica e rettore

magnifico dell’Università Cattolica del

Sacro Cuore e Savino Pezzotta, presidente

della Fondazione “Ezio Tarantelli”, si

colloca a metà del primo decennio del Terzo

Millennio e si propone di dare nuovo

impulso allo slancio missionario scaturito

dal Grande Giubileo del 2000, di compiere

una prima verifica del cammino pastorale

svolto in questo decennio e di essere

occasione di ripresa e di rilancio verso

gli impegni che ancora ci attendono.

Nel corso del convegno, con il coordinamento

degli esperti: Raffaella Iafrate, professore

associato di Psicologia dei gruppi

e di comunità nell’Università Cattolica

del Sacro Cuore; Adriano Fabris, professore

ordinario di Filosofia morale e direttore

del Master in comunicazione pubblica

e politica nell’Università di Pisa; Augusto

Sabatini, giudice e presidente vicario

del Tribunale per i Minori di Reggio

Calabria; Costantino Esposito, professore

ordinario di Storia della filosofia nell’Università

di Bari; e Luca Diotallevi,

professore associato di Sociologia nell’Università

di Roma Tre, sono state approfondite

alcune dimensioni antropologiche

particolarmente bisognose di speranza.

La vita affettiva, che è l’ambito della

dimora interiore del testimone. Le relazioni

affettive vanno recuperate e, per superare

una serie di problematiche del no-

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 4 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [4]

stro tempo, devono poggiare solidamente

sulla speranza e non devono vivere solo

lo spazio effimero dell’oggi. Altro ambito

affrontato è stato il lavoro e la festa.

Il primo non deve diventare il punto centrale

della vita dell’uomo e non deve cancellare

il significato della “festa cristiana”,

che non deve essere confusa con il

riposo. La festa è tempo di ringraziamento

e non tempo “vuoto”.

Per quanto riguarda le forme di fragilità

umana, si è detto che esse devono

essere accolte e non nascoste o cancellate

dalle tecnologie. L’accoglienza è “l’arma

segreta” del testimone, rimanda ad un

“oltre”, che non appartiene alla dimensione

“nascosta” del nostro tempo e si esprime

con: accoglienza della vita, cura

dei malati, soccorso del povero, ospitalità

dell’abbandonato, visita al carcerato,

assistenza all’incurabile, protezione dell’anziano.

A proposito della tradizione, intesa

come ciò che trasmette il patrimonio culturale,

e cioè i mezzi di comunicazione,

la scuola, l’università, si è sottolineato che

in questi ambiti è in gioco la formazione

intellettuale e morale delle giovani generazioni.

La cittadinanza è l’ambito che esprime

l’appartenenza ad una determinata società

ed è messo in discussione dai processi

di globalizzazione che tendono ad

una “cittadinanza mondiale”. In esso devono

radicarsi i principi di sussidiarietà e

di solidarietà per poter superare i problemi

della fame, della povertà, della giustizia

economica e dell’ambiente.

Durante il Convegno hanno dato il

proprio contributo anche esponenti della

cultura europea come: Andrea Riccardi,

professore ordinario di Storia contemporanea

nell’Università di Roma Tre;

Le testimonianze dei nostri delegati

all’assise ecclesiale di Verona

La delegazione di Pompei, presieduta

dal Vescovo, Mons. Carlo Liberati, e

formata da don Sebastiano Bifulco, delegato

diocesano, Rosario Alfano, Regina

D’Amora, Giusy Di Martino e Assunta

Schettino, ha partecipato attivamente ai

lavori assembleari ed a quelli di ambito,

offrendo il proprio contributo alla discussione

ed acquisendo informazioni, esperienze

e testimonianze da trasmettere alla

comunità ecclesiale pompeiana.

Ecco le impressioni che ci hanno fatto

pervenire: «Una bella esperienza di

Chiesa, della sua vitalità nelle sue varie

componenti. Tutto è stato interessante e

fortemente stimolante per la crescita personale

e per le indicazioni offerte per il

cammino futuro delle nostre chiese. Siamo

tornati arricchiti e desiderosi di intensificare

il nostro impegno a servizio della

nostra Chiesa perché possa crescere nella

fedeltà al Risorto. Proprio la forte presenza

laicale è l’elemento che ci ha impressionato

a Verona a partire dai 16 “testimoni”

della Chiesa in Italia, scelti dai

Vescovi italiani quali modelli concreti di laici

chiamati alla santità nel proprio ambito

di vita.

A questo proposito, vogliamo segnalare

un passo del discorso del Papa a Verona,

nel quale Benedetto XVI evidenzia

tutta la forza della risurrezione di Cristo:

“Essa (la risurrezione) - dice il Pontefice -

non è affatto un semplice ritorno alla no-

stra vita terrena; è invece la più grande

‘mutazione’ mai accaduta, il salto decisivo

verso una dimensione di vita profondamente

nuova, l’ingresso in un ordine decisamente

diverso, che riguarda anzitutto

Gesù di Nazareth, ma con Lui anche noi,

tutta la famiglia umana, la storia e l’intero

universo: per questo la risurrezione di Cristo

è il centro della predicazione e della

testimonianza cristiana, dall’inizio alla fine

dei tempi”. Poi, indicando che è l’amore

la ‘cifra di questo mistero’, continua così:

“Egli (il Risorto) era una cosa sola con

la Vita indistruttibile e pertanto poteva donare

la vita proprio lasciandosi uccidere,

ma non poteva soccombere definitivamente

alla morte (...) La sua risurrezione

è stata dunque come un’esplosione di luce,

un’esplosione dell’amore che scioglie

le catene del peccato e della morte. Essa

ha inaugurato una nuova dimensione della

vita e della realtà, dalla quale emerge

un mondo nuovo, che penetra continuamente

nel nostro mondo, lo trasforma e lo

attira a sé”.

L’esperienza positiva riportata da Verona

ci permette di poter affermare che in

questa Chiesa italiana il laicato è protagonista

in una maniera forse non sempre

eclatante, ma indubbiamente efficace e

tutto ha contribuito a rafforzare in noi tale

convinzione: dalle relazioni ai momenti di

preghiera, dal discorso del Papa alla condivisione

con i partecipanti al Convegno.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 5 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [5]


Margaret S. Archer, professore ordinario

di Sociologia nell’Università di Warwick

(Coventry) e membro della Pontificia Accademia

delle Scienze sociali; Michel

Camdessus, presidente delle Settimane Sociali

di Francia e Ján Figel, commissario

dell’Unione Europea per l’istruzione, la

formazione, la cultura e il multilinguismo.

Alla dott.ssa Giovanna Ghirlanda, direttore

medico dell’Ospedale Policlinico

“G. Rossi” di Verona, l’onore di presentare

il convegno a Papa Benedetto XVI,

che, durante il suo intervento in Fiera, ha

sottolineato, tra l’altro, come per l’accoglienza

e la trasmissione della fede e dell’amore

cristiano sia necessario preoccuparsi

dell’educazione della persona, un’educazione

ai valori cristiani che diventano

autentici e credibili nell’amore e nella

sollecitudine concreta per i più deboli, i

più poveri e per chi si trova in maggior

pericolo e in più grave difficoltà. In seguito,

allo Stadio “Bentegodi”, l’incontro

del Pontefice con i fedeli delle diocesi del

Triveneto, i Cardinali, i Vescovi e i delegati,

ai piedi del Crocifisso della storica

Chiesa di San Luca e sotto il materno

guardo della Madonna del Popolo.

Durante l’omelia, il Papa, riprendendo

il tema del Convegno, ha detto: «Questa

definizione dei cristiani deriva direttamente

dal Vangelo di Luca, ma anche dagli

Atti degli Apostoli (1,8.22). Testimoni

di Gesù risorto: quel “di” va capito bene!

Vuol dire che il testimone è “di” Gesù

risorto, cioè appartiene a Lui, e proprio in

quanto tale può rendergli valida testimonianza,

può parlare di Lui, farLo cono-

Il tavolo della Presidenza del IV Convegno della Chiesa italiana. In alto, uno scorcio dell’Arena di

Verona durante la cerimonia d’inaugurazione.

scere, condurre a Lui, trasmettere la sua

presenza. È esattamente il contrario di quello

che avviene per l’altra espressione: speranza

del mondo. Qui la preposizione “del”

non indica affatto appartenenza, perché

Cristo non è del mondo, come pure i cristiani

non devono essere del mondo. La

speranza, che è Cristo, è nel mondo, è per

il mondo, ma lo è proprio perché Cristo è

Dio, è “il Santo”. Cristo è speranza per il

mondo perché è risorto, ed è risorto perché

è Dio. Anche i cristiani possono portare

al mondo la speranza, perché sono di

Cristo e di Dio nella misura in cui muoiono

con Lui al peccato e risorgono con

Lui alla vita nuova dell’amore, del perdono,

del servizio, della non-violenza».

Nelle conclusioni, il Cardinal Camillo

Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale

Italiana, si è detto « ... convinto

che l’amore alla Chiesa fa alla fine tutt’uno

con l’amore a Cristo. Questo amore

indiviso, dunque, dobbiamo far rifiorire in

noi. (...) Il Signore Gesù benedica la nostra

umile fatica di questi giorni e faccia

germinare da essa qualche frutto dello Spirito,

così che possiamo essere davvero

testimoni della sua risurrezione, per quella

speranza di cui tutti abbiamo bisogno».

Grazie alla forte esperienza di comunione,

tutti i delegati si sono davvero sentiti

come i primi discepoli, coloro che “avevano

visto il Signore”, come è stato scritto

nel Messaggio alle Chiese particolari in

Italia. Accanto ai lavori assembleari, ci sono

stati settanta espositori, in rappresentanza

di enti e associazioni ecclesiali e sociali,

e otto eventi culturali, tra singole installazioni

di artisti, vere e proprie mostre

e l’oratorio musicale “Resurrexi”, eseguito

in prima assoluta a Verona.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 6 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [6]

UN AMICO DEL BEATO BARTOLO LONGO

Filippo Smaldone:

un santo della carità

Verona li ha voluti in “platea”: i

volti dei santi italiani hanno fatto

da suggestiva cornice al IV

Convegno Nazionale della Chiesa italiana,

svoltosi dal 16 al 20 ottobre scorsi.

Le foto dei santi, infatti, sono state

poste nell’immensa platea dell’Arena

scaligera, sede della cerimonia inaugurale

dell’incontro. E due sono gli italiani,

tra i quattro nuovi santi “missionari”

proclamati, il giorno precedente, 15

ottobre, in Piazza San Pietro, da Papa

Benedetto XVI: Raffaele Guízar Valencia,

Rosa Venerini, Anne-Thérèse Guérin

e don Filippo Smaldone.

Di essi Papa Ratzinger ha sottolineato

l’impegno terreno nel seguire Gesù

e non le ricchezze terrene che rischiano

di allontanare da Dio. In particolare

di don Filippo Smaldone, primo

santo nato a Napoli, Benedetto XVI ha

detto: «Fu soprattutto testimone e servo

della carità, che manifestava in modo

eminente nel servizio ai poveri, in

particolare ai sordomuti, ai quali dedicò

tutto se stesso».

San Filippo Smaldone nacque il 27

luglio 1848, a Napoli, in un periodo particolarmente

denso di tensioni e contrasti

nella vita della società italiana, spe-

cialmente nella sua patria d’origine e

nella stessa Chiesa. Fu proprio questo a

spingerlo a legarsi indissolubilmente alla

vita della Chiesa, che vedeva osteggiata

e perseguitata. Così, nel 1871, fu

ordinato sacerdote.

Più che agli studi, Filippo Smaldone

si dedicò alla vita apostolica e per

dare un’espressione più diretta e concreta

al suo sacerdozio, pensò di dedicarsi

alle missioni estere. Ma il suo confessore,

che l’aveva guidato costantemente

fin dall’infanzia, gli fece capire

che la sua «missione» era fra i sordomuti

di Napoli.

Da allora si tuffò interamente in

questo tipo di apostolato e, ben presto,

cominciò a farsi strada, allora, nella sua

mente, l’idea di progettare un’istituzione

che potesse essere dedicata alla cura

e all’istruzione dei sordomuti e l’occasione

gli si presentò quando, trasferitosi

a Lecce nel 1885, fondò la Congregazione

delle Suore Salesiane dei Sacri

Cuori, grazie anche al sostegno del Vescovo

Gennaro Trama.

Il santo fu, inoltre, profondamente

amico del beato Bartolo Longo, fondatore

di Pompei, e molto devoto della

Madonna del Rosario che ritenne sua

salvatrice durante la pestilenza che lo

mise in serio pericolo di vita. Egli, infatti,

si recò a Pompei per celebrare una

messa di ringraziamento alla Vergine

del Rosario, suscitando la gioia del Fondatore

di Pompei che, ancora una volta,

vide avverarsi la promessa fatta dalla

Vergine del Rosario a San Domenico e

al beato Alano de la Roche “che chiunque

reciterà il Santo Rosario non sarà

oppresso da disgrazie, non verrà castigato

dalla giustizia di Dio e non perirà

di morte improvvisa”.

Filippo Smaldone finì i suoi giorni

a Lecce, spegnendosi il 4 giugno 1923,

all’età di 75 anni, dopo aver sopportato

con ammirata serenità una diuturna

malattia diabetica complicata da disturbi

cardiocircolatori e da generale sclerosi.

Fu beatificato da Giovanni Paolo

II, il 12 maggio 1996.

n di SANDRA FRANCESCHI

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 7 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [7]


Pompei

e Tarragona

città gemelle

Il 7 e l’8 ottobre 2006

grandi festeggiamenti a

Pompei per il gemellaggio

con la città catalana. Eventi

artistici, culturali e religiosi

hanno accompagnato le

varie cerimonie ufficiali.

n di ARACELI FERNÁNDEZ GALISTEO

e MARIDA D’AMORA

La terza edizione della manifestazione

“Pompei è città” ha avuto,

quest’anno, come evento centrale

il gemellaggio con la città spagnola di

Tarragona, dopo quelli suggellati in passato

con le città di Gyeong-Ju (Corea del

Sud), di Latiano (BR) e di Xì An, (Cina).

La Delegazione della città della Catalogna

(nord est della Spagna) era guidata

dal Sindaco, Avv. Joan Miquel Nadal i

Malè. Il legame di amicizia si basa sulle

comuni origini romane, sui rapporti che,

fin dall’epoca medioevale, si sono mantenuti

tra la Catalogna e l’antico Regno

di Napoli e sul condiviso riconoscimento

dell’UNESCO a Patrimonio Mondiale

dell’Umanità. I tratti che avvicinano le

due città appartengono anche al mondo

della cristianità: la Cattedrale romanica

di Tarragona è, infatti, meta di numerosi

pellegrinaggi, anche se in numero minore

di quelli che giungono a Pompei. A

L’intervento del Sindaco di Tarragona, Avv. Joan Miquel Nadal i Malè, nell’aula consiliare della

Città di Pompei, durante la cerimonia ufficiale di gemellaggio.

Pompei, la Delegazione catalana si è fermata

cinque giorni, durante i quali è stata

in visita anche alla Basilica mariana ricevendo

da parte del Vescovo-Prelato e Delegato

Pontificio di Pompei, Mons. Carlo

Liberati, un cordiale indirizzo di saluto

e un caloroso benvenuto. Il Prelato ha,

inoltre, illustrato loro la storia di Pompei

e del beato Bartolo Longo e le tappe

della sua grande opera di carità. Nella delegazione

era presente anche la signora

Maria Mercè Martorell i Comas, Vicesindaco

di Tarragona e Dama dell’Ordine

Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

(al quale apparteneva anche

il Fondatore di Pompei), profonda conoscitrice

ed estimatrice della storia e delle

opere di Bartolo Longo.

La cerimonia ufficiale di gemellaggio,

con l’apposizione delle firme da parte

dei due sindaci, Nadal i Malé e D’Alessio,

si è svolta sabato 7 ottobre, presso

la Casa Comunale, alla presenza di

Mons. Liberati, del Vicario Generale della

Prelatura di Pompei, Mons. Pasquale

Mocerino, del coordinatore dell’edizione

spagnola della nostra rivista, nonché

segretario del Vescovo, don Giuseppe

Lungarini, del Vicario Generale dell’Arcidiocesi

di Tarragona, Mons. Miquel Barbarà

Anglès, dell’Assessore alla Cultura

del Comune di Pompei, Dott. Antonio

Ebreo e di altri rappresentanti dell’am-

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 8 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [8]

ministrazione comunale della città catalana,

giunti assieme a numerosi cittadini

di Tarragona. Al termine della cerimonia,

in Piazza Schettini, ha avuto luogo

una sagra di prodotti tipici e lo spettacolo

musicale “Concerto d’amore” di Gianfranco

e Massimiliano Gallo, accompagnati

dall’orchestra “Anepeta”. In occasione

della festa, è stata allestita, nell’Atrio

della Casa Comunale, una mostra

su: “I tesori del Vesuvio”, dove sono state

esposte numerose opere del maestro

Nicola Migliozzi, che ha anche realizzato

una stele dedicata a Bartolo Longo,

che celebra l’11° anniversario del gemellaggio

della città di Pompei con Latiano.

Il giorno seguente, domenica 8 ottobre,

la Delegazione catalana, assieme alle

autorità di Pompei, ha partecipato alla

Santa Messa, celebrata in Piazza Bartolo

Longo, da Mons. Liberati. Erano presenti

anche varie delegazioni di Cavalieri e

Dame dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro

di Gerusalemme e pellegrini provenienti

da diverse città.

In serata, nel Teatro “Di Costanzo-

Mattiello”, si è svolta la cerimonia di conferimento

della cittadinanza onoraria a illustri

personalità distintesi per meriti particolari

in campo politico, forense e medico,

nonché per quanto hanno fatto per

la Città di Pompei. Quest’anno l’onorificenza

è stata assegnata all’on. Antonio

Rastrelli, avvocato e uomo politico il cui

impegno è sempre stato contraddistinto

dalla coerenza e dalla fedeltà ai principi

ideali. La sua famiglia è stata sempre

legata alla città di Pompei e devotissima

della Beata Vergine del Rosario, anche a

causa di rapporti familiari. Sua moglie,

venuta a mancare qualche anno fa, era,

infatti, figlia della signora Adele Peluso,

nipote del beato Bartolo Longo. Due fratelli

dell’on. Rastrelli sono sacerdoti ed

uno di essi, il gesuita Padre Massimo Rastrelli,

è famoso per le sue battaglie contro

l’usura e la degenerazione dei costumi.

Anche nell’impegno politico, Antonio

Rastrelli si è adoperato per Pompei,

interessandosi alle problematiche della

città e partecipando attivamente alle manifestazioni

religiose del Santuario.

Anche il Dott. Raffaele Bianco, famoso

oncologo, ha ricevuto, quest’anno,

la cittadinanza onoraria. L’illustre clinico,

laureato in Medicina e Chirurgia nel

1958, presso l’Università “Federico II”

di Napoli, dal 1980 è Professore Ordinario

di Oncologia Medica e Primario

della Divisione di Oncologia Medica.

Senza la sua iniziativa pionieristica l’oncologia

non sarebbe mai diventata disciplina

d’insegnamento universitario. L’uomo

di scienza, che ha dedicato la sua vita

alla professione di medico ed alla ricerca,

è anche uomo di fede, fortemente legato

a Pompei e alla Madonna del Rosario.

Fin da piccolo, con la sua famiglia,

veniva dalla Calabria in pellegrinaggio

al Santuario.

Il premio “Contessa Marianna Farnararo

ved. De Fusco in Longo” è stato assegnato

quest’anno alle Suore Domenicane

Figlie del Santo Rosario di Pompei,

“per aver fatto conoscere con la loro

azione missionaria il nome della Pompei

Mariana nel mondo”. Il riconoscimento

è stato ritirato dalla Madre Generale,

Suor Maria Angelica Bruno. Al termine

della cerimonia, la Delegazione spagnola

ha ringraziato le Autorità di Pompei e

i suoi cittadini per la magnifica accoglienza

riservata loro in questa prima

visita, auspicando che in futuro ce ne

possano essere numerose altre.

Il Sindaco di Pompei, Avv. Claudio D’Alessio consegna il premio “Contessa Marianna Farnararo

ved. De Fusco in Longo” alla Madre Generale, Suor Maria Angelica Bruno.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 9 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [9]


L’IMPEGNO DI SOLIDARIETÀ DEL SANTUARIO

Nella città di Maria

l’amore alimenta la vita

Dalla scuola materna alla scuola secondaria,

dalla casa famiglia ai centri diurni, la vita per centinaia

di ragazzi è illuminata dal tepore e dall’affetto di decine

di educatori che, con la propria azione formativa,

promuovono la dignità dei loro giovani interlocutori

e li aiutano a crescere con serenità e gioia.

Nell’ambito delle politiche per la

tutela e la promozione dei diritti

dei minori, mentre nuove misure

si aggiungono alla legge 149/01, che prevede

la chiusura degli Istituti alla fine del

2006, i nostri Centri, in ottemperanza alle

leggi vigenti, continuano a realizzare

nuove forme di assistenza e sostegno in

un’ottica globale di supporto morale e

materiale.

La “Casa Emanuel”, sorta nell’ottobre

2003 presso il Centro Educativo “Beata

Vergine del Rosario” per l’accoglienza

di gestanti, madri e bambini con problemi,

continua la sua missione nel dare ospitalità

a donne che si trovano in difficoltà.

Le ospiti si alternano ed hanno diverse

esigenze: mamme che hanno bisogno

di essere accompagnate e sostenute

durante la gestazione e dopo il parto ad ac-

n di CATERINA LEPORE

cettare il dono della vita e ad assumere le

proprie responsabilità genitoriali. Nel mese

di luglio le nostre mamme con i bambini

hanno vissuto momenti di svago e di

relax nella ridente cittadina di Paestum

(SA), dove i nostri carissimi benefattori,

proprietari del villaggio “Oasis”, ormai

da diversi anni ci danno l’opportunità di

una serena vacanza. Quest’anno è stato ancora

più bello, perché alle nostre ospiti si

è unita una mamma con i suoi due bambini

che avevamo accolto qualche anno

fa e che ora vive in Polonia, la sua patria.

Inoltre, anche due mamme, con i rispettivi

bambini, sostenute dal “Centro di Aiuto

alla Vita”, hanno preso parte alla vacanza.

Il 30 luglio la casa si è arricchita

di una nuova vita: è nato un bellissimo

bambino dagli occhi molto vispi, Ivan,

che, insieme agli altri due, è la gioia di tut-

ta la comunità. Ai piccoli sono rivolte

tutte le nostre attenzioni perchè crescano

sereni e sani e alle mamme il nostro sostegno

perché li accompagnino con cura

e amore. Una notizia davvero eccezionale

ci giunge dall’associazione “Amici Casa

dell’Accoglienza” di Cinisello Balsamo

(MI), dove Suor Maria Neve e Suor

Maria Teresita, nel settembre 2003, prima

di iniziare questa nuova realtà di accoglienza,

avevano vissuto una settimana

di confronto e di riflessione. In occasione

del XXV di fondazione dell’associazione

che si occupa della gestione di

una Casa per ragazze-madri, i responsabili

hanno scelto la nostra comunità per

un gemellaggio che prevede una serie di

iniziative di vicinanza, formazione e interscambio,

da svolgersi nel 2007.

Il 6 giugno, giorno di grande festa per

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 10 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [10]

la piccola comunità del “Gruppo Appartamento”.

Antonella e Cristian hanno

coronato il loro sogno d’amore unendosi

in matrimonio all’altare della Madonna.

Antonella, ospite fin da piccola

delle Opere Pompeiane, assieme a due

sorelle e a un fratello, ha desiderato vivere

il giorno più bello tra le “sue mamme”

che, nel corso degli anni, si sono prodigate

affettuosamente per la sua crescita

umana e, soprattutto, spirituale. I neo sposi

vivono a Sant’Antimo (NA). Cristian lavora

presso un’azienda di costruzioni edili,

mentre Antonella si dedica alla casa

e svolge attività di dopo-scuola. La

nuova famiglia, benedetta dal Signore, si

affida alla “Mamma tutta speciale”, come

Antonella ama chiamare la Vergine di

Pompei.

Attualmente nel Gruppo Appartamento

ci sono cinque giovani che frequentano

l’Università: Maria si è appena laureata

in “Scienze della Comunicazione”,

presso l’Università degli Studi di Salerno,

con una tesi su: “La fede attraverso

i media. Il caso del Santuario di Pompei”.

Nel mese di ottobre ha terminato il

Servizio Civile presso la Protezione Civile

di Castellammare di Stabia. Assunta

sta sostenendo gli ultimi esami di Sociologia.

Anche Angela, la sorella di Antonella,

è prossima alla laurea, in Medicina

e Chirurgia. Mireille e Bibi sono entrambe

al II Anno di Sociologia; i loro studi

procedono bene e, inoltre, si dedicano al

recupero scolastico e alle attività sportive

dei bambini delle Scuole Primarie.

Il Centro di Ascolto “Myriam” da

tre anni lavora “senza rumore”, attuando

nel silenzio la fantasia della carità.

Una delle tante cause del disagio, oggi, è

la mancanza di relazionarsi con gli altri e

questo genera chiusure, incapacità di stabilire

rapporti umani. È, quindi, urgente rilanciare

il senso umano e cristiano della

gratuità, intesa come dono disinteressato

della propria disponibilità e del proprio

tempo che qualifica la relazione di aiuto.

La caratteristica del Centro di Ascolto è

di trasmettere un messaggio di speranza

e di ottimismo ed è per questo che arrivano,

quasi ogni giorno, telefonate di giovani

e adulti fiduciosi di trovare persone

capaci di ascoltare i loro problemi. Non

sono mancate anche persone che hanno

bussato alla porta del Centro desiderose

di essere accolte ed ascoltate con disponibilità

e persone in grave difficoltà, specialmente

immigrati.

Nel mese di marzo, gli ultimi due

ospiti della Comunità di tipo familiare

“Giardino del Sorriso”, sono stati affi-

dati, dal Tribunale per i Minorenni di Salerno,

ad una coppia di Pompei. Per alcuni

mesi la casa è rimasta vuota. A giugno

ci sono stati affidati, dai Servizi Sociali

del comune di Castellammare di Stabia

(NA), due bambini rom subito andati via,

mentre, il 19 ottobre, abbiamo accolto un

nucleo familiare composto da un ragazzo

di 14 anni, una bambina di 9 e il fratellino

più piccolo di appena 13 mesi. La comunità

si prodiga instancabilmente perché

la carità voluta dal Beato Fondatore

continui ad essere sempre più viva e feconda

sotto lo sguardo di Maria che non

ci fa mancare la sua materna protezione.

Il Centro Diurno Polifunzionale

“Crescere Insieme” che accoglie preadolescenti

e adolescenti in regime di semiconvitto

si arricchisce sempre di nuovi

ospiti che vengono accolti quotidianamente

dalle educatrici della comunità con grande

amore e dedizione. Durante la giornata,

li accompagnano in tutte le attività nelle

quali sono impegnati: studio, sport, arte

e gioco. Il lavoro educativo tende a far

maturare nel bambino l’importanza e il senso

della vita familiare. Esso non investe

solo il minore ma riguarda anche la figura

genitoriale che lo accompagna al Centro.

Anche se carente o in disfacimento

essa è continuamente sollecitata a vivere

la propria responsabilità, che viene monitorata

attraverso un progetto d’intervento

e di recupero redatto assieme ai Servizi

Sociali. Con l’inizio del nuovo anno

scolastico i bambini hanno ripreso le varie

attività che li vede impegnati sia sotto

il profilo cristiano, con la preparazione ai

Sacramenti, sia sotto il profilo culturale

e sportivo con le iniziative offerte dalla

scuola e dalla parrocchia “SS.mo Salva-

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 11 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [11]


tore”. Le operatrici vengono coadiuvate

da tirocinanti e da volontarie della Fraternità

Laica Domenicana del Santo Rosario

di Pompei.

Il presidente campano del Movimento

per la Vita e Centro di Aiuto alla Vita,

Dott. Lucio Romano, si è dimostrato

soddisfatto per la risposta e la partecipazione

al I° Corso di Aggiornamento, organizzato

dalla stessa Federazione, nell’anno

2005/2006, presso il nostro centro,

con la partecipazione di prestigiosi relatori,

alternatisi nello sviluppo della tematica:

“Il senso della Vita tra Scienza ed

Etica”, trattando ampiamente di bioetica

e biopolitica, identità e statuto dell’embrione,

fecondazione artificiale e procreazione

assistita, aborto e difesa della vita,

amore coniugale nella prospettiva cristia-

Durante il pranzo in occasione della festa

onomastica di mons. Carlo Liberati,

il seminarista Ivan Licinio ha rivolto, a

nome della comunità presbiterale e seminariale,

il seguente saluto augurale

al Vescovo.

Eccellenza Reverendissima, caro padre,

nel giorno della Sua festa onomastica,

desideriamo rivolgerLe i nostri più affettuosi

e filiali auguri. Ma nel formularglieli, ci

permettiamo di non essere formali e di esprimerLe

con chiarezza e intensità di sentimenti

ciò che realmente Le auguriamo.

Il nostro augurio è che Lei possa guidare

ancora per molto questo piccolo gregge,

manifestando, giorno dopo giorno, la

luce di Cristo che illumina il cammino del-

na ed aspetti etici e giuridici. A conclusione

del corso, il Dott. Romano ha consegnato

l’Attestato di partecipazione e i

Crediti Formativi, augurando a tutti di essere

promotori e difensori della Vita.

Il 4 novembre, in occasione della festa

onomastica del nostro Vescovo, sono

stati inaugurati i nuovi locali della Scuola

per l’Infanzia, presso il Polo Scolastico

“Bartolo Longo”. Con grande affetto,

Mons. Carlo Liberati ha rivolto parole

di incoraggiamento alle insegnanti,

mentre i bambini gli facevano corona. Al

temine un piccolo momento di festa, con

canti, balli e sfilate di majorettes e ponpon,

mentre la banda diretta dal maestro

Francesco Federico, intonava brani musicali.

Grazie al richiamo della tradizione

pedagogica impressa e tramandata da San

Gli auguri a Mons. Carlo Liberati

l’umanità e, a immagine del Buon Pastore,

chinarsi vicino al cuore di ogni pecorella

per mostrarle quella carità pastorale che

è la caratteristica dell’amore di Cristo per

l’uomo.

Le auguriamo che questa carità pastorale

sia, dunque, ad esempio di Maria,

quel “sì” fedele che Ella pronuncia ogni

giorno, ormai da tre anni, alla comunità in

cui si snoda la ferialità del Suo ministero

episcopale, sempre corroborato da un respiro

più ampio verso la Chiesa di Pompei

e quella universale.

La ringraziamo per averci insegnato che

i due aspetti della carità pastorale si fecondano

e concrescono: da un lato, l’amore

per la propria comunità se non si aprisse

alle vere dimensioni della Chiesa rischie-

Giovanni Battista de la Salle e dal Beato

Bartolo Longo, fondatore delle opere pompeiane,

nel Centro Educativo “Bartolo Longo”

si continua a promuovere un educazione

umana, culturale e cristiana con il

“Centro Diurno Polifunzionale”, che garantisce

supporti educativi nelle attività

scolastiche ed extra-scolastiche. Attualmente

i suoi ospiti sono oltre cento, ai

quali si rivolge costantemente l’attenzione

fattiva e operante dei Fratelli delle

Scuole Cristiane che si traduce, oltre che

nell’impegno verso ciascun minore, anche

in numerosi eventi aggreganti, fondamentali

per la crescita e la socializzazione

dei ragazzi.

Da alcuni anni, presso il Centro, si

realizza un evento “bucolico” che reca in

sè il gusto delle cose naturali e genuine

della nostra madre terra: la “Sagra dell’uva”,

anche quest’anno, il 12 ottobre,

corredata da simpatiche “performances”

di piccole ballerine e di un mago bizzarro

che ha divertito, con giochi curiosi e

bislacchi, tutti i bimbi presenti. Quintali

di uva chiara e tondeggiante (offerta dal

Signor Tino Oliviero dell’azienda agricola

“San Michele” di Poggio Imperiale

(FG) e dal Signor Mario Marchi, ai quali

va il nostro più sentito grazie) hanno

riempito i tavoli.

Il 23 ottobre è stata inaugurata l’Aula

di Informatica, realizzata per l’educazione

all’uso del computer degli ospiti, piccoli

e grandi, del Centro Diurno Polifunzionale.

Alla presenza del Sindaco di Pompei,

avv. Claudio D’Alessio; del Presidente

del Tribunale dei Minori di Torre

Annunziata, dott. Luigi Greco, Mons. Liberati

ha impartito la sua benedizione,

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 12 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [12]

caldeggiando la continuazione incessante

dell’opera educativa dei Fratelli delle

Scuole Cristiane. Con quest’aula, realizzata

grazie al contributo materiale dello

sponsor “Original Marines” si è dato il

via ad una concreta attività operativa,

utile ai fini della formazione professionale,

che i lasalliani desideravano attuare

da tempo. Proprio grazie alla loro paziente

ed instancabile dedizione ai fanciulli,

soprattutto a quelli bisognosi, è

possibile guidare e formare i giovani, affinandone

e sviluppandone le facoltà intellettuali

e le qualità morali, in base a determinati

principi che si manifestano nell’aiuto

verso i più deboli, quale espressione

dell’amore di Dio.

Alla presenza del Vescovo, Mons. Carlo

Liberati, e del Vicario Generale, Mons.

Pasquale Mocerino, si è svolta nel Teatro

“Di Costanzo-Mattiello” la tradizionale

Festa delle Matricole del Complesso

Bandistico “Bartolo Longo-Città di

Pompei” che, come ogni anno, si celebra

il 22 novembre, nel quale la Chiesa

celebra la memoria di Santa Cecilia, patrona

dei musicisti. L’Inno Pontificio ha

accolto le autorità ed il pubblico e subito

si è proceduto alla “Consegna delle Pergamene”,

gli attestati di frequenza bandistica

agli alunni degli ultimi anni della

Scuola Superiore.

Dopo l’intervento del Direttore del

Centro Educativo, Fratel Bartolo Parisi e

del Vescovo, sono state consegnate le

targhe di riconoscimento, per l’ottimo lavoro

eseguito in favore della banda, al

Maestro Francesco Federico, direttore, ed

rebbe un rapporto possessivo e infecondo;

dall’altro, l’amore per la Chiesa non è astratto.

Ogni presbitero, ogni seminarista,

nel disegno di Dio, appartiene ad un tempo,

ad una storia, ad una Chiesa particolare.

Non è vero che una Chiesa vale l’altra.

Ogni Chiesa, a maggior ragione quella in

Pompei, ha la sua grazia, i suoi doni, la sua

vicenda, il suo kairos. Pertanto il presbitero

“nella” e “di fronte” alla Chiesa ama

la sua Chiesa, questa Chiesa, con questa

gente, con questi confratelli, con il suo Vescovo.

La ringraziamo, inoltre, per il dono che,

in occasione del Suo genetliaco, dopodomani

farà alla nostra Chiesa, ordinando

quattro nuovi sacerdoti: don Enrico, don

Domenico, don Salvatore e don Giovanni.

Che essi, come i quattro angeli che adornano

il nostro bellissimo campanile, possano

allo stesso modo proclamare la gloria

di Dio attraverso la loro testimonianza

ai suoi collaboratori, i Maestri Mauro Caturano,

Amico Morelli e Vincenzo Vigorito

e a Fratel Silvestro Deodati, insigne

maestro emerito.

La Banda ha eseguito magistralmente

altri brani musicali e, quindi, ben diciassette

tra ragazzi e ragazze che hanno

frequentato con assiduità ed impegno

l’anno di corso propedeutico, sono stati

ammessi in banda.

Il pubblico, formato prevalentemente

da genitori, amici ed estimatori, ha applaudito

con ardore quando tutto il nuovo

Complesso bandistico ha suonato allegri

brani insieme con i nuovi arrivati. Subito

dopo la manifestazione, la Banda

al gran completo si è recata a cena, assieme

alle autorità e alla Comunità dei Fratelli.

di vita presbiterale, ed avere cura dell’edificio

spirituale della nostra Chiesa. Siano

astri nascenti che illuminano con maggiore

intensità il cielo stellato del nostro

presbiterio. Sentano la responsabilità di

tutte le aspettative e le ansie che Dio, con

il suo popolo, nutre nei loro confronti, così

come sentano vicina la nostra preghiera e

il nostro sostegno morale e fraterno all’inizio

di questo cammino missionario che li

chiamerà ad essere come Cristo, pane

spezzato per la vita del mondo.

Che la Vergine del Santo Rosario protegga,

guidi ed interceda sempre per Lei,

cara Eccellenza, e per questi quattro giovani,

affinché possiate ogni giorno mostrarci

Gesù, guidarci a Lui, insegnarci a conoscerlo

ed amarlo, perché possiamo anche

noi diventare capaci di vero amore ed

essere sorgenti di acqua viva in un mondo

assetato.

Auguri!

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 13 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [13]


Riecheggia, ancora, nei cuori, l’inno

di lode e di riconoscenza che

la Chiesa di Pompei ha elevato a

Cristo, sacerdote eterno, lunedì 6 novembre,

in occasione dell’ordinazione

di quattro sacerdoti a servizio del popolo

santo di Dio. Nel santuario stracolmo

di fedeli, Mons. Carlo Liberati, Vescovo

di Pompei, in felice coincidenza con il

suo 69° compleanno, ha ordinato presbiteri

quattro diaconi: don Domenico

Arcaro, don Enrico Gargiulo, don Giovanni

Russo e don Salvatore Sorrentino.

I nuovi sacerdoti hanno trascorso circa

otto anni di studio, di apostolato e di missione.

All’ordinazione hanno assistito familiari

ed amici che, al termine della cerimonia,

si sono stretti in un caloroso ed

affettuoso abbraccio.

Don Domenico Arcaro, di Nocera Superiore

(SA), 28 anni, ha frequentato il

Seminario di Benevento per i primi tre

anni della sua formazione; ha terminato,

poi, il ciclo formativo ed ha effettuato il

quinquennio istituzionale presso la Facoltà

Teologica del Seminario Arcivescovile

di Napoli, dove ha conseguito il

Baccellierato e, in seguito, la licenza in

Teologia Dogmatica con la tesi su: “I minori

a rischio, una sfida pastorale a partire

da Pompei”. Ha svolto il tirocinio

pastorale presso le parrocchie “Sacro Cuore”

e “San Giuseppe” di Pompei ed ha

collaborato con i cappellani della Casa

Circondariale di Poggioreale, in Napoli.

Il Vescovo lo ha inserito recentemente

tra i sacerdoti addetti alla pastorale del

Santuario.

Sulle orme

del Signore Gesù

a servizio

della Chiesa

e del mondo

Don Enrico Gargiulo, 32 anni, originario

di Piano di Sorrento, fratello di

don Gennaro, sacerdote del santuario, si

è formato presso il Seminario Maggiore

di Benevento e presso il Seminario

Maggiore “Cardinale Alessio Ascalesi”

di Napoli. Ha conseguito il grado accademico

di Baccelliere, nel 2003, presso

la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia

Meridionale di Napoli, e la Licenza

in Teologia e Scienze Patristiche, presso

l’ Istituto Patristico “Augustinianum”

di Roma, con la tesi “Commenti a confronto

sull’episodio evangelico del gio-

vane ricco: Clemente Alessandrino, Origene,

Basilio, Crisostomo”. Dal 1998

ad oggi, è stato impegnato pastoralmente

presso la parrocchia “San Giuseppe”,

dove ha svolto mansioni liturgiche e catechistiche.

Ha, inoltre, collaborato ai

campi scuola dell’ACR, occupandosi

della loro formazione spirituale. Dopo

l’ordinazione è stato nominato responsabile

della Segreteria del Vescovo.

Don Giovanni Russo, 32 anni, geometra,

nato a Cercola, è entrato nel seminario

pompeiano nel 1999 ed ha ricevuto

la sua formazione teologica e spi-

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 14 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [14]

rituale presso la Pontificia Facoltà Teologica

dell’Italia Meridionale. Si è specializzato

in Teologia Pastorale e Profetica,

presso la medesima facoltà, presentando

una tesi dal titolo: “La parrocchia

dal volto giovane: una proposta

missionaria ed educativa per i giovani”.

Ha svolto il tirocinio pastorale presso la

parrocchia “San Giuseppe”, curando il

settore giovani dell’Azione Cattolica,

e, in seguito, presso le parrocchie “Sacro

Cuore” e “SS.mo Salvatore”.

Dal 2004, è Responsabile della Pastorale

Giovanile e del Meeting dei Gio-

La comunità ecclesiale

della città mariana

si è arricchita di quattro

sacerdoti, già tutti

impegnati nell’attività

pastorale territoriale e

del Santuario della

Vergine del Rosario.

vani. Il Vescovo lo ha nominato recentemente

Vicario parrocchiale del SS.mo

Salvatore e Assistente diocesano unitario

di Azione Cattolica.

Don Salvatore Sorrentino, 39 anni,

nato a Pompei, laureato in Matematica

presso l’Università “Federico II” di Napoli,

ha conseguito il Baccalaureato in

Teologia presso la Pontificia Facoltà

Teologica dell’Italia Meridionale. È in

attesa di discutere la propria tesi in Teologia

Spirituale, alla Pontificia Università

Gregoriana di Roma, sul ruolo del

rosario nell’itinerario di conformazione

a Cristo. Si è impegnato nell’esercizio

della pastorale presso le parrocchie “SS.

Salvatore” e “Santa Maria Assunta in

Cielo”, dove ha seguito in particolare l’

ACR e la formazione dei ministranti. Il

Vescovo lo ha nominato Vicario parrocchiale

della Parrocchia “San Giuseppe

Sposo della Beata Vergine”.

Alla Concelebrazione Eucaristica

hanno partecipato, oltre al Vicario Generale

del Santuario di Pompei, Mons.

Pasquale Mocerino, e al Rettore del Seminario,

Mons. Giuseppe Adamo, i Rettori

dei Seminari di provenienza dei

quattro giovani, i loro padri spirituali e

il clero pompeiano.

La Chiesa pompeiana ha vissuto

un grande evento di grazia ad opera di

Cristo Buon Pastore che non fa mancare

le guide per il popolo che egli ha redento.

A questi quattro sacerdoti novelli,

l’onore e la responsabilità di corrispondere

con carità pastorale a quell’amore

che Dio ha manifestato loro. Possano

essere fedeli al servizio della Chiesa

e portare avanti, sotto lo sguardo amorevole

e incoraggiante della Vergine del

Rosario, l’opera che il beato Bartolo Longo

ha iniziato, ampliando, con il loro

ministero, quel fiume di carità e di misericordia

che da allora non si è mai prosciugato

in Valle di Pompei. “Preghiera

costante, vita spirituale approfondita, fedeltà

al ministero sacerdotale, impegno

per l’evangelizzazione e per la pastorale”,

questi i comuni impegni dei nuovi

quattro sacerdoti che dedicheranno la

loro vita a Cristo e alla sua Chiesa.

n di IVAN LICINIO

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 15 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [15]


IL 131° ANNIVERSARIO DELL’ARRIVO DEL QUADRO

Dal 1875 ad oggi:

un unico evento di grazia!

Il 13 novembre 1875 segna

per la Nuova Pompei il giorno

della nascita. Da allora milioni

di pellegrini hanno manifestato

il loro amore per la Vergine.

Il mese di ottobre è per Pompei il mese

del rosario. Una schiera innumerevole

di fedeli, appassionati e devoti,

hanno voluto rinnovare, in questo mese

mariano, il loro sincero e filiale amore

per la Madre del Signore Gesù, per mettersi

alla Sua scuola ed imparare da Lei a

contemplare il volto di Cristo e a vivere

nell’ascolto obbediente della Parola di Dio

e nella docilità all’azione dello Spirito

Santo. Tanti pellegrini hanno raggiunto

il “Tempio di Maria” per partecipare all’Eucaristia,

per accostarsi al sacramento

della riconciliazione, per pregare e cantare

sotto lo sguardo materno e premuroso

della più tenera tra le Madri.

È stato questo un cammino che ci ha

guidati, giorno dopo giorno, alla data del

13 novembre. L’unico giorno, durante tutto

l’anno, nel quale la sacra Icona viene

posta alla venerazione diretta dei fedeli

che possono ammirarla da vicino e baciarla,

esprimendo così l’affetto che portano

alla Madre di Gesù. Ma anche per

offrire a lei la propria vita, spesso costellata

di fallimenti e di dolori, per chiedere

grazie o per esprimere riconoscenza per

quelle già ottenute, ma soprattutto per esprimere

attraverso un bacio tutto l’amore

e tutta la devozione. Pompei si riconosce

intorno all’immagine della Vergine

del Rosario contemplata da milioni di fedeli

da quel lontano 1875! Per questo

motivo il 13 novembre è un evento straordinario

per la nostra Chiesa di Pompei.

Sin dalle prime ore dell’alba la piazza

antistante il Santuario ha fatto da straordinario

scenario ad una giornata memorabile

capace di raccogliere in “un cuor

solo ed un’anima sola” persone lontane

tra loro, provenienti da svariate città, per

farsi un’unica voce orante, un unico inno

di lode e di ringraziamento, un unico saluto

di “Buongiorno a Maria”.

Alle ore 10.30 Mons. Carlo Liberati,

Delegato Pontificio e Vescovo Prelato

di Pompei ha presieduto una solenne concelebrazione

Eucaristica nel piazzale Beato

Giovanni XXIII. E poi tutti insieme, in

cammino penitenziale verso la Basilica,

dove alle ore 12 ha avuto inizio la recita

della Supplica, preghiera che da oltre un

secolo è stata per tanta gente esperienza

di fede, di rinnovamento spirituale e di

impegno alla santità.

Un vasto spiegamento di forze è stato

organizzato dalla Polizia, dai Carabinieri,

dai Vigili Urbani con la collaborazione

di numerosi volontari. I servizi sanitari

sono stati affidati all’Associazione Medici

“San Giuseppe Moscati” e al CISOM

con l’assistenza dell’Unitalsi. L’accoglienza

dei pellegrini è stata curata dall’Ospitalità

di Pompei, dalle associazioni Carabinieri

e Pompei Tourist Tutors.

Solo quando la notte avanzava inesorabile

e la luna affacciata sul cielo di Pompei

sembrava porgere l’ultimo bacio a

Maria, la venerata immagine risaliva sul

suo trono, tra la commozione di tutti.

n di FRANCESCO PAOLO SOPRANO

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 16 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [16]

I CAVALIERI DEL SANTO SEPOLCRO PELLEGRINI A POMPEI

Il beato Bartolo Longo:

un testimone per i nostri

Duecento tra cavalieri e dame

riuniti a Pompei per ricordare

il loro Confratello, fondatore

del Santuario, delle opere di

carità e della città mariana.

“Voglio ringraziare i duecento cavalieri

venuti in pellegrinaggio

qui, ai piedi della Madonna,

e per rendere omaggio al loro Confratello,

avvocato Bartolo Longo, unico beato

laico dell’Ordine Equestre del Santo

Sepolcro di Gerusalemme, i cui membri

debbono rafforzare la pratica della vita

cristiana, secondo gli insegnamenti del Papa

e della Chiesa, osservare come base i

principi della carità, dei quali l’Ordine è

un mezzo fondamentale per gli aiuti in

Terra Santa”.

Così ha iniziato la sua omelia il Priore

dell’Ordine della delegazione pompeiana,

Mons. Carlo Liberati, Vescovo-Prelato

e Delegato Pontificio di Pompei, durante

la Messa celebrata, domenica 26

novembre, nel santuario mariano, in occasione

del pellegrinaggio dei Cavalieri e

delle Dame dell’Ordine Equestre del San-

to Sepolcro di Gerusalemme, iniziato sabato

25 novembre, nel Teatro “Di Costanzo-Mattiello”,

con la conferenza: “Il

beato Bartolo Longo: un testimone per i

nostri tempi”, moderata dal Comm. Prof.

Luigi Leone.

Dopo l’indirizzo di saluto, rivolto dal

Delegato di Pompei, Cav. Prof. Luigi Ramunno,

ha preso la parola il Luogotenente

per l’Italia Meridionale Tirrenica,

Cavaliere di Gran Croce Gaetano Dal Negro,

che ha auspicato che la comunione

fraterna creatasi fra tutti sia di sprone ad

essere veri testimoni dell’amore di Dio,

come il beato Bartolo Longo.

La prima relazione, tenuta dal prof.

Gennaro Luongo dell’Università “Federico

II” di Napoli, ha avuto come tema:

“Bartolo Longo, un santo con la corona

in mano”. Nella prima parte ha illustrato

la nascita e lo sviluppo della devozione al

Rosario. Nella seconda parte ha tracciato

le linee teologiche di tale peculiare devozione

mariana, rilevandone la centralità

cristologica e la costante opera di sostegno

ed incoraggiamento dei Pontefici,

in particolare quelli dell’età contemporanea

fino alla Rosarium Virginis Mariae di

Papa Giovanni Paolo II. Ha messo, poi, a

fuoco l’incidenza della devozione mariana

su Bartolo Longo, nel contesto ottocentesco

di una pietà cristiana contrassegnata

da eventi mariani di importanza storica

come la definizione del dogma dell’Immacolata

e le apparizioni a Lourdes.

La seconda relazione: “Bartolo Longo,

operatore e costruttore di pace” è stata

tenuta dal prof. Ulderico Parente, ricercatore

di Storia Contemporanea presso la

facoltà di Scienze Politiche della Libera

Università degli Studi “San Pio V” di Roma.

“Esiste - ha affermato il prof. Parente

- una stretta unità tra la dimensione religiosa

e quella sociale in Bartolo Longo.

Egli si muove in linea con il magistero

pontificio e in lui si ritrovano le principali

considerazioni della Rerum Novarum per

la ricerca della giustizia, della pace, dell’universalità.

Pace sociale e pace tra i popoli,

dunque, sono un’unitaria manifestazione

del messaggio mariano, una concreta

dimostrazione della centralità del culto alla

Vergine per un’autentica testimonianza

di vita cristiana”. Segni visibili del suo impegno

sono ancora oggi, la facciata del

Santuario e il Campanile.

In conclusione, un concerto del soprano

Francesca Zurzolo, accompagnata

al pianoforte dal maestro Andreina Morra

che hanno eseguito musiche di Mozart,

Giordani, Haendel, Caccini e il “Domine

Deus” di Vivaldi e le “Ave Maria”

di Tosti e di Gounod.

n di LUIGI LEONE

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 17 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [17]


» La Madonna di Pompei nel Mondo »

Continua il nostro cammino nel

mondo accompagnati dalla

Vergine Maria. Ovunque

troviamo la sua materna presenza,

attraverso cui milioni di fedeli si

riconoscono in Cristo.

Il nostro peregrinare ci porta in terra

d’Africa, ad Asmara, capitale

dell’Eritrea, città di circa 450.000

abitanti, dei quali oltre la metà sono

cristiani. È qui che sorge la Chiesa

dedicata alla Beata Vergine del

Rosario di Pompei, uno dei gioielli

artistici-architettonici più belli

della capitale eritrea.

È la Chiesa madre delle chiese

cattoliche di Asmara, perché è la più

antica, ed è una delle cinque chiese

più grandi della città dedicate alla

Madonna. Anche le chiese ortodosse

sono dedicate a Maria Santissima,

per questo Asmara può essere definita

a piena ragione città mariana.

Un tempio simbolo

della devozione popolare

La costruzione del Tempio fu iniziata

nel giugno 1921 per volontà di Mons.

Camillo Carrara, Cappuccino, primo

Vicario Apostolico dell’Eritrea, e fu

ultimata nel 1923. La Chiesa venne

consacrata dallo stesso Mons. Carrara

nel 1924. Il complesso, costruito

in stile romanico-lombardo,

rappresenta un punto di riferimento

nel tessuto urbano della città

e con il suo campanile che svetta

a 52 metri di altezza è meta di

pellegrini e visitatori.

L’edificio, lungo 40 metri e largo 27,

ha tre navate con un transetto e tre

absidi ed è sormontato da una statua

dell’Arcangelo Michele. La chiesa,

che fa anche da Cattedrale, è situata

nel centrale Viale della Liberazione

di Asmara ed è posta su un’amba

(fianco) del caratteristico acrocoro

eritreo, aperta al sole tropicale e alla

brezza dell’altopiano.

È bello rilevare che in qualunque

punto della città ci si trovi, la

cattedrale e il suo campanile sono i

riferimenti sicuri per l’orientamento,

ma ciò che è importante è la fede di

un popolo e la sua devozione a Maria,

che pulsano attorno a questo tempio

vivo, che racchiude i ricordi più

significativi di intere generazioni di

famiglie che hanno vissuto in questa

terra benedetta dalla Madonna, ma

purtroppo ancora alla ricerca di una

pace vera e duratura. Il Santuario

offre il suo servizio a tre comunità:

quella di lingua italiana, di lingua

locale (tigrina) con rito copto-cattolico,

e quella di lingua inglese.

Tutte le sere, prima della messa

vespertina, in comunione con la chiesa

di Pompei si recita il santo Rosario.

Myriam” (Miracoli di Maria), che

sono una serie di racconti miracolosi

attribuiti alla Madonna; opere in

onore della Madonna, il Salterio della

Vergine, il “Weddase Myriam”

(le lodi di Maria) e composizioni di

inni ritmati, “Malke”, “Salamta”,

“Qenie”. Quella eritrea è una

devozione semplice ma genuina.

Una delle raffigurazioni preferite è

quella che rappresenta “Myriam

Mesle Fequr Welda”, cioè Maria,

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 18 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [18]

La Madonna di Pompei nel Mondo

composti con il nome di Maria:

“Walde-Myriam” (figlio di Maria),

“Hayle-Myriam” (forza di Maria),

“Ghebre-Myriam” (servo di Maria).

Al lampeggiare di fulmini o al

sopraggiungere di una calamità si è

solito pregare con la seguente

giaculatoria: “Sa’ ali lene Myriam,

Weladite Amlak” (santa Maria madre

di Dio prega per noi).

Per capire l’introduzione e la pratica

del Rosario nella devozione locale

che con Maria ci porta a Cristo

contemplandone i santi misteri. La

cattedrale dedicata alla Vergine del

Rosario, gioiello di arte e di bellezza,

divenuto emblema della città di

Asmara, costituisce il monumento più

visibile e antico del suo amore alla

Madre Celeste e alla Chiesa.

La diffusione della pratica del santo

Rosario si deve all’opera incessante e

illuminata del vescovo Mons. Camillo

Carrara. Nato ad Albino (Bergamo)

La Chiesa di Asmara in Eritrea

La devozione mariana nel paese è

molto articolata e sentita, come

dimostra l’abbondante letteratura di

libri liturgici, innografia, arte sacra e

folklore della gente. Il popolo si

dimostra un vero innamorato di Maria,

e la cui venerazione è diffusa

fondamentalmente da tre tipologie di

scritti: scritti di carattere narrativo

che vanno sotto il nome di “Taamere

col suo diletto Figlio, per indicare

che la sorte della Mamma Celeste

è inseparabilmente legata a quella

del suo diletto Figlio.

La vita quotidiana, inoltre, risente di

numerosi e diversi modi della

particolare venerazione alla Vergine.

Alla Madonna è affidato il compito di

plasmare nel seno materno i bambini,

ai quali vengono spesso dati nomi

bisogna tener conto del plurisecolare

contesto di fede e di culto del popolo

eritreo. Nella Chiesa Ortodossa

esistevano e tutt’ora esistono diverse

forme di preghiera e il Cattolicesimo,

insieme alla solida e ben strutturata

dottrina, ha introdotto, poi, varie

pratiche devozionali e tra queste la

recita del Rosario, strumento

importante e speciale di preghiera

il 14 marzo 1871 si fece frate

Cappuccino e dopo essere stato

Ministro provinciale (1905-11) fu

nominato Vicario Apostolico

dell’Eritrea, il primo inviato dal Santo

Papa Pio X. Approdò a Massaia,

insieme a nove compagni missionari

Cappuccini il 31 marzo 1911 e pose la

sua sede da Keren ad Asmara. Qui fu

consacrato vescovo dal Cardinale

Ferrari il 26 giugno 1911. Nel suo

zelo per l’impegno affidatagli

incoraggiò il lavoro missionario,

incentivò le catechesi e curò

particolarmente la formazione del

clero diocesano. Costruì scuole ed

orfanotrofi, promosse la tipografia

francescana, si dedicò alla cura

spirituale dei civili e militari italiani

in Eritrea. Ma la cattedrale fu la sua

opera più completa, simbolo

dell’amore dell’umile frate alla

Vergine Maria nonché con il titolo

alla Vergine del Rosario. Vittima del

suo zelo per le anime, decedeva a

Keren il 15 giugno 1924. È stato

tumulato nella sua cattedrale, ove

giace tuttora. La vita del Giusto

rimane viva nel Signore e nella

memoria dei suoi figli in eterno: è

quanto vale per padre Camillo Carrara.

Un impegno sociale simile

a quello del Santuario di Pompei

La devozione alla Beata Vergine del

Santo Rosario ha contrassegnato

sempre profondamente la vita

religiosa degli italiani che hanno

vissuto in maniera più o meno

occasionale in quella regione. Come il

Santuario della Beata Vergine del

Santo Rosario in Pompei, costruito

dal beato Bartolo Longo, fu ed è una

vera Opera Sociale che promuove la

crescita umana

e spirituale di coloro che sono

emarginati e poveri, così ad Asmara

la diffusione della devozione mariana,

con la costruzione di diversi templi

ad essa dedicati, ha costituito

un’opera di comunione e di amore e

un concreto aiuto per la popolazione

locale.

È in questo contesto che la comunità

parrocchiale della Beata Vergine del

Rosario di Pompei in Asmara ha dato

vita nel tempo ad asili per bambini,

a scuole di taglio e cucito per ragazze

e adolescenti ed altre attività di

formazione.

Ringraziamo con affetto, per la

cortese collaborazione, il Parroco,

Abba Abraha Bocru, che con impegno

e amore guida la comunità

parrocchiale per la crescita sociale e

spirituale del popolo a lui affidato.

n di GIUSEPPE LUNGARINI

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 19 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [19]


Maria, questi ragazzi

Cristo, devi

lavorare di più ...!?

Sono stato chiamato dal Cardinale

Arcivescovo de L’Avana (Cuba) a incontrare

i giovani e a tenere un concerto

nella Cattedrale della città.

Sono partito con un po’ di timore. Ho

chiesto a molti amici di pregare per questo

viaggio di Missione in mezzo ai giovani

cubani.

La serata in Cattedrale mi ha dato

tanta gioia, perché ho visto la loro fede,

il loro coraggio e entusiasmo. Sono giovani

belli, dignitosi, con negli occhi una

dimensione forte di tristezza. Il loro quotidiano

è durissimo. Sono cercatori di una

speranza concreta che non vedono.

Ma ho detto a loro con il cuore che, in

qualche modo, in ogni angolo del mondo

moderno che ho potuto toccare, i giovani

chiedono di poter fare progetti di presente

e futuro che facciano intravvedere

una vita possibile. Li ho sentiti vicini e

decisi.

Però ...

In un pomeriggio caldo di Avana, una

suora mi trasporta dall’altra parte della

città. È l’ora del ritorno a casa dal lavoro.

Alle fermate dei cosiddetti ‘uauà’(specie

di vecchissimi autobus) una fila interminabile

di persone che aspetta.

“Come farà a salire tutta questa gente?”.

“Ne salirà molto poca”. Risponde la

sorella. “Aspetteranno anche due ore, poiché

i bus passano raramente. Molti si avviano

a piedi e percorrono molti chilometri”.

Mi sembra impossibile, ma così è la

vita qui.

E poi la suora aggiunge con un sospiro:

“Hasta quando, Senor, hasta quando?

...” - “Fino a quando Signore? Fino

a quando?...”.

Raccolgo quel grido del cuore di una

sono i tuoi figli

di GIOSY CENTO

piccola donna di Dio, che, ogni giorno,

sta in mezzo ai poverissimi, e mi vengono

i brividi.

In questa terra, che Dio ha creato

Il ragazzo dello schiaffo

Nell’ultimo numero della Rivista,

su questa pagina, avevo scritto: “Lo

schiaffo di Dio”.

Ha funzionato. Il ragazzo di Cetraro

ha letto, si è letto e mi ha risposto:

“Carissimo Don Giosy, sono G.,

il giovane ragazzo di Cetraro, ormai

FELICEMENTE SEMINARISTA.

Ho letto sul Giornale di Pompei l’email

che ti mandai. Non so come ringraziarti.

Ti sono vicino nella preghiera.

Spero che qualche giovane confuso,

come lo ero io, leggendo la testimonianza,

possa abbandonarsi al

Signore come ho fatto io.

Un abbraccio fraterno. Il tuo amico

seminarista G.”. Veramente bello!

bella e capace di dare da mangiare a ogni

suo figlio, è difficilissimo guardare a domani.

Alexander è un giovane. Ha studiato

nelle scuole dello Stato. È molto vicino

alla Chiesa.

Una domenica mattina, mentre ci vestiamo

per la Celebrazione Eucaristica

mi dice: “Padre tu vuoi sapere le tre parole

fondamentali di Cuba? Sono: Salute,

Cultura e Sport. Ma vuoi anche sapere

quali sono le tre parole importanti

della mia vita, ogni giorno? Desayuno,

almuerzo y comida (colazione, pranzo e

cena)”.

E mi sono ripetuto allora le parole

della Suora: Signore, fino a quando? Non

sei il Dio della speranza, che ha sconvolto

i progetti dei Faraoni di ogni Egitto?

E durante la Santa Messa ho avvertito

una spinta quasi violenta fino a dire a

Cristo: Ma tu, qui, stai lavorando? ...

Gesù, ti devi impegnare di più!

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 20 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [20]

Giosy

Perdonata

e liberata

Caro don Giosy, ti scrivo dopo aver

visitato il tuo sito e dopo aver letto, per

caso, la lettera di quella ragazza insoddisfatta

della sua vita per aver commesso

un grande errore. La capisco perfettamente

perché anche io, due anni fa,

ho compiuto lo stesso errore. Ho passato

un anno e mezzo di continua sofferenza

e rimpianto per non aver accettato

il BIMBO che era dentro di me.

Ora ho 18 anni, allora ne avevo 16,

e mi sono ritrovata sola con il mio

bambino e tutte le persone intorno che

mi consigliavano la strada “più comoda“

(credimi, si è rivelata la più difficile

e dolorosa).

Quello che voglio dire a questa

ragazza è che, dopo essermi confessata

un mese fa, mi sono sentita PERDO-

NATA E LIBERATA! La mia vita è

veramente cambiata da quel giorno.

Ora ho capito: anche se non posso

veder crescere il mio bambino, so che

ora si trova con il Signore e che gli

posso sempre parlare, certa che mi

ascolterà, nella speranza di poterlo

riabbracciare il giorno nel quale anche

io sarò con Gesù. Adesso vivo più serenamente

il rapporto con me stessa, con

il mio bimbo e ho iniziato una nuova

vita con il Signore.

Certo qualche volta mi scoraggio.

SMS

u Certe volte mi accorgo ke ci vuole troppa forza per continuare ad essere ciò

che ho scelto di essere ... cm è difficile oggi essere 1 persona che non si lascia

influenzare dal mondo che ci circonda ... È messa a dura prova la mia identità di

cristiana, in un momento delicato. Prega tanto per me. Grazie di cuore. (Nadia)

u La vita senza Dio è una vita vuota e senza senso. Io pregherò sempre per te

affinché il Signore ti dia sempre tanta forza nel convertire i giovani.

u D. Giosy carissimo sono Paolo. Come stai? Sentiamo la tua amicizia e la tua

presenza in questo momento di dolore e di non senso nella nostra comunità per

la morte di un ragazzo.

Mi sembra tutto inutile e il Signore un nulla. Mi chiedo il perché di tanto dolore

e ad aggravare tutto c’è l’inesistenza di una Parrocchia che sappia abbracciarci e

amarci. Tu mi capisci. Perdonami se non mi

faccio sentire mai ... è solo per scarsa stima di

me e per il grande rispetto che nutro per te.

u Don Gi la disturbo sempre. Sono in 1 confusione

mentale tremenda. Mi sono innamorato

di 1 ragazza-mamma di 2 figli, + grande di

me di 10 anni e sposata … conviveva. Sono

kotto di lei nn voglio perderla. Ke cosa devo

fare? Grazie.

Penso che non mi dovrei permettere

questa vita felice dopo il mio errore,

ma poi mi rendo conto che sono tentazioni

e che nulla mi potrà separare dal

Signore. Spero che anche quella ragazza

decida di confessarsi per poi iniziare

da capo e, soprattutto, spero che usi

il suo errore per dare testimonianza alle

tante persone sofferenti per non aver

accettato il proprio figlio.

Saluto questa ragazza e te don Giosy.

Grazie per avermi dato la possibilità

di testimoniare la mia esperienza. Un

forte abbraccio. F.

Una ragazza dalla Colombia

Padre, ti giunga un caloroso saluto

in Cristo. Io sono Diana Marcela

dalla bella città di Santiago de Calì.

Ho 17 anni e ti scrivo con molta gioia

per complimentarmi con te per questa

bella opera di evangelizzazione che tu

fai. Mi ha molto colpito la Rivista dove

parli della tua esperienza in Australia

e ‘me gusta mucho’ il tuo messaggio

di amore per i giovani. Sono

felice di questa opportunità di scriverti

per dirti che appoggio la tua pagina

per tentare insieme di migliorare

le angosce che ci prendono in questo

mondo.

Ti chiedo di pregare molto per la

Colombia. Ieri ho provato molta tristezza

perché è stato depenalizzato l’

aborto e hanno offeso con parole molto

crudeli la mia Chiesa. Però io so che

con la preghiera toccheremo i cuori

delle madri perché sia lontana dalla

mente e dal cuore questa idea assurda.

Muchas gracias por la atencion y

reciba mi gran saludo y un apoyo rotundo.

SCRIVETEMI

Desidero corrispondere con i giovani, le famiglie,

i nonni, i sacerdoti, le suore, gli educatori

ecc... per fare la pagina insieme.

DON GIOSY CENTO

Piazza Regina Margherita, 12

01010 Ischia di Castro (VT)

Email: giosycento@libero.it www.giosycento.it

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 21 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [21]


UOMINI E DONNE

NELLA BIBBIA

Testimoni e annunciatori del regno:

dodici “discepoli” alla scuola di Gesù

Èun dato di fatto che Gesù non è un

profeta, o maestro, “solitario”; fin

da principio ha sentito il bisogno

di scegliersi dei “discepoli” che facessero

vita comune con lui, in modo da trasmettere

ad altri il suo messaggio ed abituarli

ad un particolare stile di vita.

Lo scopo palese di questa selezione e

di questo stile di vita è quello non solo di

coinvolgerli nella sua avventura, ma soprattutto

di abilitarli come “testimoni” e

annunciatori autorevoli del suo messaggio

di salvezza al mondo intero. È soprattutto

S. Luca ad adoperare il termine

“apostolo”, cioè “inviato” (34 volte nei

suoi scritti), che attribuisce, sempre e solo,

ai Dodici.

Noi però seguiremo il Vangelo di Marco

nella presentazione dei Dodici, perché

è il Vangelo più antico e, nello stesso tempo,

anche più semplice e spontaneo.

La chiamata dei primi discepoli

E la cosa che impressiona nel racconto

di Marco, come del resto negli altri

Vangeli, è che subito, fin dall’inizio della

sua vita pubblica, Gesù chiama alla sua

sequela alcuni dei suoi discepoli: indubbiamente

gli interessa che essi possano essere

“testimoni” integrali della sua esperienza

di vita e dei suoi insegnamenti.

Infatti, appena dopo averci riferito le

prime parole del suo annuncio di salvezza:

“Il tempo è compiuto e il regno di Dio

è vicino; convertitevi e credete al Vangelo”

(Mc 1, 15), l’Evangelista così prosegue:

“Passando lungo il mare della Galilea,

vide Simone e Andrea, fratello di

Simone, mentre gettavano le reti in mare;

erano infatti pescatori. Gesù disse loro:

“Seguitemi, vi farò diventare pescatori di

uomini”. E subito, lasciate le reti, lo seguirono.

Andando un poco oltre, vide sulla

barca anche Giacomo di Zebedèo e

Giovanni suo fratello mentre riassettavano

le reti. Li chiamò. Ed essi, lasciato

il loro padre Zebedèo sulla barca con i

La cosa che impressiona nel racconto di Marco, come negli altri Vangeli,

è che subito, fin dall’inizio della sua vita pubblica, Gesù chiama alla sua

sequela alcuni dei suoi discepoli. Gli interessa che essi siano “testimoni”

integrali della sua esperienza di vita e dei suoi insegnamenti.

garzoni, lo seguirono” (Mc 1, 16-20). È

un racconto rapido ed efficacissimo. Sono

due le cose che ci stupiscono: l’autorevolezza

con cui Gesù chiama, e la risposta

rapida, vorrei dire quasi automatica,

di quei primi discepoli.

A questo punto dovremmo pensare

che quei pescatori già conoscessero Gesù,

o qualcosa dei suoi progetti: il che dal

racconto non risulta! Oppure, si deve concludere

a qualcosa di fascinoso e di attraente

in quel personaggio, che con la sola

sua chiamata offre un segno di grande affidabilità.

La chiamata di Levi, il pubblicano,

e il gruppo dei Dodici

Che Gesù dovesse avere un particolare

“fascino” di attrazione umana, risulta

anche dal successivo racconto della chiamata

di Levi, il pubblicano.

Il racconto qui è ancora più rapido,

vorrei dire quasi secco: “(Gesù) uscì di

nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva

a lui ed egli li ammaestrava. Nel passare,

vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco

delle imposte, e gli disse: “Seguimi”.

Ed egli, alzatosi, lo seguì” (Mc 2, 13-14).

Lo staccarsi dal denaro, più che dalla

pesca faticosa e spesso anche vana, o

da una situazione di benessere, come era

quella di Matteo, non è certamente una

cosa facile. Eppure Matteo, che doveva

avere come secondo nome quello di Levi,

come concorda anche Luca (5, 27-29),

rispose con immediatezza all’invito di Gesù.

Addirittura, per la gioia dell’incontro

con Gesù e della chiamata all’apostolato,

egli imbandisce un sontuoso banchetto,

cui partecipano “molti pubblicani e

peccatori”, con grosso scandalo dei farisei.

Ed è proprio in questa occasione che

Gesù pronuncia la famosa espressione:

“Non sono i sani che hanno bisogno del

medico, ma i malati. Non sono venuto

per chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mc

n di SETTIMIO CIPRIANI

2, 15-17). C’è poi la scelta dei Dodici,

che avviene in un momento di raccoglimento

e di “preghiera”, come qui aggiunge

Luca (6, 12). Il racconto di Marco

è più semplice, ma vi aggiunge anche il

fine preciso per cui Gesù li ha scelti: “Salì

poi sul monte, chiamò a sé quelli che

egli volle ed essi andarono da lui. Ne costituì

Dodici che stessero con lui e anche per

mandarli a predicare e perché avessero

il potere di scacciare i demòni. Costituì

dunque i Dodici: Simone, al quale impose

il nome di Pietro; poi Giacomo di

Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo,

ai quali diede il nome di Boanèrghes,

cioè figli del tuono; e Andrea, Filippo,

Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo

di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananèo

e Giuda Iscariota, quello che poi lo

tradì” (Mc 3, 13-19).

C’è da fare alcune osservazioni sulla

scelta dei Dodici Apostoli da parte di Gesù.

Prima di tutto perché in numero di

Dodici? Ricalcando il numero delle 12

tribù d’Israele, Gesù vuol dire che i Dodici

Apostoli dovranno essere i capostipiti

del “nuovo” popolo di Dio che egli intende

stabilire con la sua Chiesa, la quale

in modo particolare sarà affidata a Pietro.

Proprio per questo al primo dei suoi

discepoli, Simone, cambierà il nome in

quello di Pietro, perché di fatto su di lui,

come “pietra di fondazione”, “edificherà”

la sua chiesa (Mt. 16, 17-19).

Alla scuola “non facile” di Gesù

Oltre a questo si accenna ad una specie

di tirocinio che dovevano compiere alla

“scuola” di Gesù, per essere poi annunciatori

del regno: “per mandarli a predicare

e perché avessero il potere di scacciare

i demòni” (Mc 3, 15).

Ed è proprio per essere più validi annunciatori

del suo Vangelo che egli spiega

ai Dodici il senso delle parabole, tutt’altro

che facili ad essere interpretate.

Così, dopo la parabola del semina-

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 22 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [22]

tore (Mc 4, 3-9), ne spiegherà il senso ai

suoi discepoli: “A voi è stato confidato il

mistero del regno di Dio; a quelli di fuori

invece tutto viene esposto in parabole,

perché guardino, ma non vedano, ascoltino,

ma non intendano... (Mc 4, 11-12).

E al termine del ciclo delle parabole

Marco annota: “Con molte parabole di

questo genere annunziava loro la parola

secondo quello che potevano intendere.

Senza parabole non parlava loro: ma in

privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni

cosa” (Mc 4, 33-34). In tal modo i suoi

discepoli potevano essere i più autorevoli

interpreti del suo pensiero, in grado di

poterlo trasmettere incorrotto alle future

generazioni.

Subito dopo il testo appena citato Marco

ci narra l’episodio della tempesta sedata.

Gesù, stanco dal lungo predicare, sta

dormendo, mentre nel frattempo la barca,

su cui gli Apostoli stavano traghettando

dall’altra parte del lago di Genezaret,

viene investita da una violenta tempesta.

Spaventati, svegliano il Maestro, che

di fatto calma la tempesta, rimproverando

però la loro poca “fede”. Essi infatti

“furono presi da grande timore e si dicevano

l’un l’altro: “Chi è dunque costui,

al quale anche il vento e il mare obbediscono?”

(Mc 4, 35-41).

Un episodio, in parte analogo quasi

da sembrare un doppione, ce lo narra ancora

Marco. Dopo il miracolo della prima

moltiplicazione dei pani, Gesù ordina

ai suoi apostoli di precederlo in barca

sull’altra riva, mentre egli avrebbe licenziato

la folla. Nel frattempo scoppia una

furiosa tempesta che mette a rischio la

fragile barca. Gesù viene allora in aiuto

ai suoi discepoli che, vedendolo camminare

sulle acque, pensano ad un fantasma

e si spaventano ancora di più. “Ma egli

subito rivolse loro la parola e disse: “Coraggio,

sono io, non temete!”. Quindi salì

con loro sulla barca e il vento cessò”

(Mc 6, 45-51).

Anche qui l’Evangelista nota la durezza

del cuore degli Apostoli e la loro

difficoltà a credere: “Ed erano enormemente

stupiti in se stessi, perché non avevano

capito il fatto dei pani, essendo il

loro cuore indurito” (Mc 6, 51-52).

Una prima esperienza di missione

Estremamente interessante è poi l’invio

dei Dodici in una prima esperienza di

tipo “missionario”, che doveva in parte

presignificare quello che sarebbe stato il

loro compito futuro. Per essere credibili,

però, e non apparire dei volgari inbonitori,

dovevano presentarsi del tutto disarmati

di appoggi umani.

“Ultima cena”, olio su tela, di Jacopo Bassano. Roma, Galleria Borghese.

Ma qui ascoltiamo di nuovo la narrazione

di Marco: “Allora (Gesù) chiamò

i Dodici, ed incominciò a mandarli a

due a due e diede loro potere sugli spiriti

immondi. E ordinò loro che, oltre al bastone,

non prendessero nulla per il viaggio:

né pane, né bisaccia, né denaro nella

borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero

due tuniche... E partiti, predicavano

che la gente si convertisse, scacciavano

molti demòni, ungevano di olio

molti infermi e li guarivano” (Mc 6, 7-12).

E la cosa dovette avere un notevole

successo se, poco dopo, Marco ci dice

che “gli Apostoli si riunirono attorno a

Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano

fatto e insegnato”. Tanto che Gesù,

delicatamente attento alla loro stanchezza,

disse: “Venite in disparte, in un luogo deserto

e riposatevi un po”. Era infatti molta

la folla che andava e veniva e non avevano

più neanche il tempo di mangiare. Allora

partirono sulla barca verso un luogo

solitario, in disparte” (Mc 6, 30-32).

I Dodici sono di nuovo attivi, piuttosto

dubiosi però, nella duplice storia della

moltiplicazione dei pani. Tanto che,

incominciando a farsi tardi, consigliano

a Gesù di rimandare tutta quella gente a

casa: “Congedali perciò, in modo che, andando

per le campagne e i villaggi vicini,

possano comprarsi da mangiare” (Mc

6, 37). La stessa situazione si ripete per il

secondo miracolo di moltiplicazione dei

pani (Mc 8, 1-8), che però moltissimi esegeti

ritengono una versione, leggermente

diversificata, dello stesso fatto.

Che delusione quei Dodici!

Omettendo episodi minori, in cui sono

implicati i Dodici, vogliamo ricordare

solo altri due fatti, assai significativi per

dimostrare come non sia stato facile, nep-

pure per Gesù, aprire i loro cuori al “mistero”

di salvezza che egli portava con sè.

Il primo episodio è relativo ad una

disputa, piuttosto animata, che si era accesa

fra di loro, su “chi fosse il più grande”.

Gesù, che nel frattempo aveva seguito

la scena, li rimprovera, proponendo

un insegnamento che a loro non poteva

non apparire paradossale: “Se uno vuol

essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il

servo di tutti” (Mc 9, 33-35).

L’altro episodio si riferisce alla storia

della Passione dove, nonostante la spavalda

vanteria di Pietro (Mc 14, 29), condivisa

dagli altri apostoli (Mc 14, 31), in

realtà, quando la soldataglia viene ad arrestare

Gesù, “tutti, abbandonandolo, fuggirono”

(Mc 14, 50).

Un fallimento, dunque, totale del gruppo

dei Dodici nei momenti più drammatici

della sua vita: quasi che quei Dodici,

soprattutto Giuda, alla fine si fossero

sentiti traditi nella loro ingenua fiducia di

aver incontrato il Messia in quel, pur affascinante,

Gesù di Nazaret.

Meritato perciò il rimprovero del Risorto

ai discepoli nell’apparizione, che

Marco aggiunge al termine del suo Vangelo:

“Alla fine apparve agli Undici, mentre

stavano a mensa, e li rimproverò per

la loro incredulità e durezza di cuore, perché

non avevano creduto a quelli che lo

avevano visto risuscitato” (Mc 16, 14).

Quella estrema apparizione, comunque,

riaccese la fede nel loro cuore. E con

quella fede, ormai fatta quasi evidenza, essi

si lanceranno alla conquista del mondo

a Cristo, come lapidariamente ci dice l’ultimo

versetto del Vangelo di Marco: “Allora

essi partirono e predicarono dappertutto,

mentre il Signore (Gesù) operava insieme

con loro e confermava la parola con i

prodigi che l’accompagnavano (Mc 16, 20).

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 23 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [23]


Centinaia di atleti

provenienti da più Nazioni

hanno partecipato alla

XIII Edizione della “Corsa

della Pace Napoli-Pompei”.

Anche questa volta gli

atleti africani hanno dato

spessore agonistico

alla gara classificandosi

ai primi posti tra gli

uomini e le donne.

n di GIUSEPPE ACANFORA

Cinquecento in gara per la Pace

Oltre cinquecento erano i podisti in

gara “nel nome della pace”, domenica

3 dicembre 2006, per la

XIII edizione della tradizionale “Corsa

della Pace Napoli-Pompei”, sulla distanza

di 27 Km, organizzata dal Movimento

Sportivo Bartolo Longo, con la collaborazione

tecnica della Fidal Campania e

con il patrocinio dei Comuni di Pompei e

di Napoli.

I partecipanti si sono ritrovati, all’alba,

a Piazza Plebiscito, in Napoli, dove,

alle 8.30, al fragore del colpo di pistola

del Giudice Starter Domenico Damiano,

ha preso il via la gara. Gli atleti, delle categorie

federali Assoluti-Amatori/Master

ed appartenenti ad enti di promozione

sportiva, hanno costeggiato, nella loro

lunga marcia, lo splendido lungomare di

Napoli, passando, poi, per il Corso San

Giovanni a Teduccio e Croce del Lagno.

I corridori si sono diretti, poi, alla volta

dei paesi vesuviani: Portici, Ercolano,

Torre Del Greco e Torre Annunziata, per

giungere, infine, a Pompei, in Piazza Bartolo

Longo, dove è stato posto il traguardo.

Gli atleti premiati sono stati 100 per

la categoria maschile e 30 per quella

femminile. Sui gradini più alti del podio

sono saliti i primi tre per le categorie Master

55 in poi, maschile e femminile, e le

prime cinque società classificate. A vincere

la batteria degli uomini, con un tem-

po pari a 1h26’34”, è stato il campione

nordafricano Noah Cheppsergoi, seguito,

in seconda posizione, dal fondista keniano

David Ngeny Cheruiyot e, in terza

posizione, dall’atleta marocchino Abdelkebir

Lamachi.

Per la categoria femminile, ha vinto

una maratoneta, anch’essa di origine africana,

Hafida Izem, giunta al traguardo

dopo 1h37’55”. Solo il terzo posto per la

fondista Annamaria Vanacore di Pompei,

che, con un tempo di 1h44’11”, ha

preceduto l’amalfitana Annamaria Caso

e la salernitana Maria Pericotti, giunta

quinta.

A premiare Noah Cheppsergoi, il Vescovo-Prelato

e Delegato Pontificio della

città mariana, Mons. Carlo Liberati,

mentre, a incoronare la vincitrice della

batteria delle donne, il Sindaco di Pompei,

Avv. Claudio D’Alessio. Presenti alla

manifestazione anche l’Assessore alla

Cultura della Città di Pompei, Dott. Antonio

Ebreo, l’Assessore allo Sport del

Comune di Torre Annunziata, Vincenzo

Ascione, il Presidente del Comitato Organizzatore,

Giuseppe Acanfora, il Dirigente

del locale commissariato della Polizia

di Stato, Vice-Questore Consiglia

Liardo, e la titolare dell’Azienda Legea,

sponsor tecnico della manifestazione.

La corsa, significativo evento sportivo

che ha visto la presenza di atleti di varie

nazionalità gareggiare in un clima di

solidarietà sportiva, è stata ancora una

volta anche un importante momento di

aggregazione per tutti quelli che hanno

assistito alla gara, incoraggiando e incitando

gli atleti con entusiasmo.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 24 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [24]

Ha preso il via nella città

mariana un “Master per

Educatori Cristiani”.

Il corso dura tre anni e

intende offrire un percorso

d’approfondimento

interdisciplinare

in vista di una specifica

formazione dell’educatore

secondo la visione

cristiana della vita.

n di FRANCESCO MARIANO

Educatori a servizio dell’uomo

Il cinque dicembre scorso presso il

Centro Educativo Bartolo Longo ha

preso il via un “Master per Educatori

Cristiani”, organizzato dalla Delegazione

Pontificia per il Santuario di Pompei,

in collaborazione con la Provincia Italia

dei Fratelli delle Scuole Cristiane e la

Pontificia Università Lateranense.

Nella prolusione il Vescovo, Mons.

Carlo Liberati, e, successivamente, il Coordinatore

del Master, prof. Mario Presciuttini,

dei Fratelli delle Scuole Cristiane,

hanno spiegato i motivi ispiratori

dell’iniziativa.

L’esperienza del Master, peraltro alla

sua seconda edizione pompeiana, nasce

per poter offrire a tutti gli operatori scola-

stici della Città e a tutti quelli che, in

qualsiasi modo, sono impegnati nel

campo dell’educazione, anche ai genitori

che desiderano approfondire la missione

di “primi e principali educatori dei loro

figli”, un percorso d’approfondimento interdisciplinare

in vista di una specifica formazione

dell’educatore secondo la visione

cristiana della vita.

L’obiettivo da raggiungere è il servizio

alla persona e alla società umana, che

si esprime e si attua, in modo particolare,

attraverso l’elaborazione e la trasmissione

della cultura nel mondo dell’educazione,

impegno per il cristiano sempre attuale

e necessario, perché reale servizio alla

Chiesa e alla società. L’educazione, oggi

come ieri, rappresenta una questione centrale,

una vera emergenza del mondo contemporaneo.

Concretamente il Master ha le seguenti

finalità: 1) Lo studio personale e

comunitario della concezione cristiana della

vita; 2) L’approfondimento della vocazione

e missione dell’educatore cristiano;

3) La mediazione tra cultura, fede e vita

per l’elaborazione del progetto educativo;

4) Il perfezionamento della formazione

professionale sotto il profilo delle competenze

psico-pedagogico-didattiche.

L’obiettivo specifico è quello di individuare

modalità didattiche e linguaggi

appropriati per la dicibilità dei contenuti

della fede cristiana nel proprio lavoro educativo.

Destinatari del Master sono i Docenti

in servizio, i Docenti in attesa di incarico,

gli Operatori scolastici e pastorali e

gli Educatori in genere.

Il corso ha durata triennale con 180

ore di lezione annuali. Le lezioni possono

essere frontali o con formazione a distanza

attraverso lo strumento della video-conferenza.

Gli iscritti con diploma

di laurea conseguono il “Master in Educazione

Cristiana” rilasciato dall’Istituto

“Redemptor Hominis” della Pontificia

Università Lateranense. Quelli con

Diploma di Scuola Superiore conseguono

il “Diploma di Esperto in Educazione

Cristiana” rilasciato dallo stesso Istituto

Redemptor Hominis.

Infine, gli uditori conseguono il “Diploma

in Educazione Cristiana” rilasciato

dalla Provincia Italia dei Fratelli delle

Scuole Cristiane.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 25 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [25]


Il mondo dei bambini

senza cittadinanza

nei mass-media?

Tavola rotonda tra operatori della comunicazione

Da sempre in prima linea nella difesa

dei minori e dei loro diritti, il

Santuario della Beata Vergine del

Santo Rosario di Pompei, in collaborazione

con l’Associazione Napoletana della

Stampa, ha organizzato, il 12 dicembre

2006, presso il Teatro “Di Costanzo-

Mattiello”, il convegno: “Minori e comunicazione”.

L’iniziativa è nata dalla presa di co-

scienza che oggi l’informazione è sempre

più impegnata nel “fare ascolti”, piuttosto

che nel dare un’informazione giusta

e veritiera. Relatori del dibattito, sei

illustri giornalisti: Lorenzo del Boca, Angelo

Scelzo, Massimo Milone, Ermanno

Corsi, Donatella Trotta e Gianni Ambrosino,

Presidente dell’Associazione Napoletana

della Stampa, come moderatore.

Ad aprire i lavori, il Delegato Pontificio

di Pompei, Mons. Carlo Liberati

che, nel suo intervento, ha messo in evidenza

come il santuario, attraverso le

proprie opere sociali, si occupi da oltre

cento anni dei più deboli e più poveri

della società e, soprattutto, dei minori orfani

o abbandonati, sottraendoli, così, ad

una vita fatta di violenze, prostituzione,

sfruttamento e accattonaggio.

Il Prelato ha, inoltre, messo in evidenza

limiti e imperfezioni di una legge,

la 149 del 2001, che rischia di far ritornare

a galla le problematiche e i disagi di

quanti hanno trovato, nei centri che danno

loro accoglienza, l’affetto, le cure e le

attenzioni che una famiglia in condizioni

di disagio non ha potuto offrire loro. «Fin

dall’Ottocento, congregazioni religiose

maschili e femminili si sono impegnate

in opere sociali, per i poveri, per la loro

educazione, per la loro alfabetizzazione -

ha esordito Mons. Liberati -. Ancora oggi,

ogni diocesi applica il principio di sussidiarietà,

sostituendosi allo Stato, laddove

non venga resa giustizia ai più deboli

e ai più poveri della società. Qui a Pompei

- ha, poi, sottolineato con forza il Presule

marchigiano - ha operato Bartolo

Longo che, appena consegnatosi all’amore

di Dio e della Madre, fondò asili,

istituti, ospizi e orfanotrofi, che oggi chia-

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 26 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [26]

miamo opere sociali. Grazie ad essi, migliaia

di bambini hanno trovato una casa

e l’affetto di cui avevano bisogno, hanno

imparato un mestiere e sono entrati a far

parte a pieno titolo della società civile. È

necessario continuare a proteggere la famiglia,

la vita nascente, i valori etici, come

facciamo ancora oggi, qui a Pompei,

nei nostri centri educativi, aggiornati

secondo le nuove leggi».

Subito dopo, ha preso la parola

Massimo Milone, Presidente Nazionale

UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana)

e Responsabile della Testata Giornalistica

Rai della Campania, che ha denunciato

un’informazione poco etica e

sempre meno rispettosa dei minori. «Minori

senza cittadinanza, questo forse il

titolo che bisognava dare a questo convegno»,

ha dichiarato con fermezza Milone.

Il giornalista, che è stato anche docente

di “Etica della comunicazione” all’Istituto

Universitario “Suor Orsola Benincasa”

di Napoli, ha proposto, richiamando

i dettami della Carta di Treviso,

codice deontologico volto a bilanciare diritto

di cronaca e diritti dei minori, che

anche i giornalisti, come altre categorie

professionali quali medici e avvocati, siano

sottoposti ad un giuramento all’inizio

della propria carriera professionale. Ed

ha, poi, aggiunto: «L’UCSI intende far

nascere un comitato di “media etica”, che

ponga dei limiti ai mezzi di comunicazione,

oramai componenti strutturali della

famiglia che incidono nelle relazioni

familiari, soprattutto quelli più recenti come

la televisione e il web. Quindi, auspico

che presto vi sia una televisione educata

ed educatrice che, attraverso un

“paradigma educativo” unitario, trasmetta

valori e non disvalori e che dia a tutti

il diritto di cittadinanza nell’informazione.

L’UCSI, assieme al CENSIS, da cinque

anni realizza un rapporto sull’informazione.

Nell’ultimo possiamo leggere

che il 99% delle famiglie usa costantemente

la tv, il 95% la radio, il 75% il telefonino,

il 50% il computer e il 40% accede

abitualmente a Internet. Le regole partono

anche dalla formazione degli operatori,

dalla riforma dell’accesso alla professione,

per avere cronisti seri che credono

nella propria professionalità e che

si lasciano guidare dall’etica. Invece oggi,

i media rischiano di essere specchio

opaco della realtà, privi di valori forti. In

questo mondo della comunicazione pieno

di rumore, urlato si dice spesso, sentiamo

una forte richiesta di silenzio, un

disperato bisogno di capire. La tv non cessa

di influenzare ma, senza etica, influenza

negativamente e può minare il tessuto

civile del nostro paese, è necessaria,

quindi, un’assunzione di responsabilità».

Donatella Trotta, Presidente UCSI

Campania, già Segretaria del “Premio

Napoli”, da anni in forza alla pagina culturale

del quotidiano “Il Mattino” di Napoli,

ha parlato di “strabismo” e “miopia”

della tv, una tv che distorce la realtà

e offre una visione impropria del mondo,

“attaccando” i bambini e facendone ostaggio

di spot pubblicitari sempre più

subdoli e al servizio di una logica di mercato

perversa. «Più che di minori trovo

giusto parlare di bambini e ragazzi, perché

“infante” è colui che non sa parlare,

colui che non ha voce per difendersi e

gridare i propri diritti, colui che oggi è

strumentalizzato da parte di altri -, ha esordito

Trotta, facendo eco al Vescovo Liberati

-. Mi chiedo come venga comunicata

oggi l’infanzia e come si comunica

con la gioventù. I minori sono sempre di

più “oggetto” della comunicazione e

ancor più della pubblicità che, facendo

leva sulla “strategia del desiderio”, induce

bambini ed adulti inconsapevoli a

desiderare ciò che essa pubblicizza. (...)

Il 10% delle morti volontarie riguardano

i minori. Ma la violenza ha diversi livelli:

se leggiamo le notizie di cronaca che

riguardano i minori, ci rendiamo conto

che esiste un analfabetismo sentimentale,

al quale noi adulti siamo chiamati a porre

rimedio. La chiesa, la scuola, la famiglia,

devono agire secondo grandi direttrici:

attuare una resistenza e una lotta, non violente

beninteso, verso i luoghi comuni;

usare le armi della formazione e, soprattutto,

della specializzazione, perché le

competenze non si improvvisano». Ha,

infine, rivolto un appello a tutti quanti fanno

informazione: «Bisogna avere il coraggio

di riprendere ad utilizzare un termine

ormai obsoleto come “educazione”

e inserirlo nuovamente nella professione

giornalistica perché, se il mestiere del

comunicatore diventa più attivo, più fiorente,

più illuminato, può dare un positivo

contributo alla società».

A sottolineare la necessità di creare, a

livello regionale, accanto al Co.Re.Com.

(Comitato Regionale per la Comunicazione),

una struttura propria per tv e minori,

che imponga regole più rigide alle

tv, soprattutto quelle locali, è stato il

Dott. Ermanno Corsi, Presidente dell’Ordine

dei Giornalisti della Campania,

giornalista di lunga esperienza, corrispondente

ed articolista di varie testate nazionali

e conduttore del TGR Campania.

«I programmi televisivi creano e trasmettono

modelli di comportamento sbagliati

e utilizzano un linguaggio improprio,

diffondendo così analfabetismo e inculturalità

- questo il grido d’allarme lan-

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 27 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [27]


ciato da Corsi -. I media hanno un forte

ascendente sui minori e non si può fare

della tv una “balia elettronica”, come

metteva in guardia Giovanni Paolo II.

Quando un bambino inizia la prima classe

della Scuola Primaria, ha già visto

5.000 ore di televisione. Ha un suo bagaglio

mentale che gli crea certamente una

distorsione della realtà. A fronte di 1.800

ore di scuola, un ragazzo di Scuola Secondaria

di primo grado, ne segue 1.500

di tv. Su una base di 75/80 anni di vita,

noi trascorriamo 12 anni davanti alla televisione

e ciò crea un enorme vuoto mentale.

Per questo occorre un uso intelligente

dei media, in particolar modo della

televisione, potente strumento di comunicazione,

che non va demonizzato, ma

gestito con efficacia».

Altro campanello d’allarme è stato

lanciato da Angelo Scelzo, Sottosegretario

del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni

Sociali e giornalista di lungo

corso, il cui intervento è stato incentrato

sulla necessità di restituire ai bambini

i ritmi naturali della loro crescita,

ricreando una nuova stagione educativa

che tenga conto della verità, dell’essenziale,

della sobrietà e della semplicità.

Scelzo ha sottolineato come il titolo di

questo convegno richiami il tema della

Giornata Mondiale delle Comunicazioni

Sociali 2007, “I bambini e i media: una

sfida per l’educazione” e, accogliendo

l’invito di Papa Benedetto XVI, che, nella

sua prima Enciclica, ha richiamato l’

attenzione dei credenti su una verità fondamentale

della nostra fede: Dio è amore,

ha auspicato che gli odierni comunicatori

ripartano dall’essenziale, dalla

base, dal fatto di credere che i bambini

sono più importanti della comunicazione

in sé. «Oggigiorno, purtroppo - ha concluso

Scelzo -, con la complicità di tut-

ta la società, la virtualità dei media di

massa sta ammazzando la verità della comunicazione».

Le conclusione sono state affidate a

Lorenzo del Boca, Presidente dell’Ordine

Nazionale dei Giornalisti. Novarese

di nascita, giornalista professionista dal

1980, vanta una lunga carriera ne “La

Stampa” e “Stampa Sera”.

Del Boca ha sottolineato come i giornalisti,

nel fare informazione, spesso tengono

conto più della quantità che della

qualità delle notizie, dando spazio a temi

che procurano audience e trasformano il

mondo in spettacolo. «Il giornalismo - ha

insistito il giornalista - deve essere sottratto

al campo in cui opera oggi e tornare

ad essere oggettivamente serio. Bisogna

essere consapevoli che con questa professione

si può fare un bene o un male

immenso. Bisogna essere terzi, ma non

indifferenti, obiettivi, ma non disinteressati,

non solo farsi leggere, ma farsi credere».

Accompagnati da docenti e dirigenti

scolastici, erano presenti in sala moltissimi

giovani delle scuole cittadine pompeiane

che, consapevoli di essere i protagonisti

indiscussi di questa mattinata,

hanno applaudito con fragore i passaggi

più significativi degli interventi dei relatori.

n di DARIA GENTILE

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 28 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [28]

I Fratelli delle Scuole Cristiane da cent’anni a Pompei

nell’opera più prestigiosa del beato Bartolo Longo

non ho mai potuto togliermi

“Io

dalla mente il pensiero e dal cuore

il desiderio di vedere qui, alla

direzione dell’Ospizio per i figli dei carcerati,

i Fratelli delle Scuole Cristiane.

E ne ho avuto ragione perché il tempo e

l’esperienza mi hanno sempre meglio fatto

intendere il bene che sarebbe effetto

della loro presenza e delle loro cure”.

Così scriveva Bartolo Longo il 19

febbraio 1894 quando, dopo lunghe trattative

con i Superiori dei Fratelli e richieste

reiterate, doveva arrendersi momentaneamente

alla impossibilità di avere

a Pompei una comunità di questi

religiosi educatori che tanto stimava.

Ma non era l’ultima parola. La convinzione

e la costanza di Bartolo Longo

alla fine avranno la meglio.

Il 1° ottobre 1907, infatti, dopo l’intervento

della Delegazione Pontificia

e l’interessamento personale del papa

Pio X, dieci Fratelli inizieranno ufficialmente

il loro apostolato nell’importante

struttura educativa creata dalla carità

e dall’intraprendenza sociale del beato

Bartolo Longo.

Fino al 1926, anno di morte del Fondatore,

si instaura tra questi e gli educatori

da lui voluti a Pompei, una sintonia

profonda dal punto di vista spirituale e

pedagogico. Già nel 1908, sul “Il Rosario

e la Nuova Pompei”, Bartolo Lon-

go scriveva: “Il metodo educativo dei

Carissimi Fratelli delle Scuole Cristiane,

i quali attualmente con arte pedagogica

ammirabile e con zelo esemplare

curano l’educazione della mente e del

cuore dei nostri cari fanciulli e giovanetti

Figli dei Carcerati, è tutto fermezza

e bontà”.

Il momento simbolico più alto di

questa sintonia e collaborazione si ebbe

il 14 maggio 1919 quando, durante

una solenne cerimonia nel teatro dell’Istituto,

l’allora Direttore Fratel Francesco

Tranquilli consegnò a Bartolo Lon-

go il diploma di “Affiliazione” all’Istituto

dei Fratelli affermando: “I legami

di affetto e di riconoscenza che ci uniscono

a Lei, Sig. Commendatore, non

potevano avere conferma più solenne

di quella che oggi per mio mezzo Le

porge l’Istituto dei Fratelli delle Scuole

Cristiane. L’On.mo Fratello Superiore

Generale, aderendo ai desideri di tutti

noi, lo ammette nella nostra Famiglia

religiosa...”.

La sintonia con le intenzioni di promozione

umana e spirituale di tanti ragazzi

che si trovavano in difficoltà di ogni

genere che Bartolo Longo aveva

posto alla base della sua opera, è continuata

fedelmente fino ad oggi.

Cento anni di storia non si possono

riassumere in poche battute, ma la vitalità

dell’Istituto Bartolo Longo, malgrado

i cambiamenti epocali cui ha dovuto

far fronte in questo secolo e in

particolare negli ultimi anni, sta lì a dimostrare

che l’intuizione originaria del

suo Fondatore era stata ben meditata e

profeticamente valida.

Dal 3 febbraio 2007, con il Convegno

sul Centenario, prenderà il via una

serie di manifestazioni culturali e artistiche

che saranno dedicate a rivivere

questa ricca esperienza e a sottolineare

un così importante traguardo.

n di MARIO PRESCIUTTINI

Il cortile interno del monumentale istituto per i “figli dei carcerati”. In alto, il monumento dove il Fondatore di Pompei affida ai Fratelli delle

Scuole Cristiane, impersonati da Fr. Adriano Celentano, i ragazzi da educare (opera di Romano Cosci, 2000).

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 29 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [29]


Eventi,

testimonianze,

celebrazioni

e curiosità

dal mondo

n a cura di GIUSEPPINA STRIANO

ROSARIO NEWS

ROSARIO NEWS

ANNULLO FILATELICO IN ONORE DI BARTOLO LONGO A CASTELLANETA

In occasione dell’80° anniversario

della morte del beato Bartolo Longo, Apostolo

del Santo Rosario, fondatore della

nuova Pompei e del suo santuario (5

ottobre 1926/2006), la comunità della

chiesa “San Domenico” di Castellaneta

(TA) e il parroco, don Francesco Alfarano,

hanno realizzato, in onore del Beato,

uno speciale annullo filatelico e una cartolina

commemorativa, in collaborazione

con le Poste Italiane.

Il timbro postale speciale figurato, usato

il cinque ottobre, riproduce il disegno

realizzato dall’artista Alessandro Nespolino,

(copertina del libro “Vita di Bartolo

Longo a fumetti”, ideato e realizzato

dall’Associazione Amici di Bartolo

Longo, Pompei, 2001) raffigurante il Beato,

con la corona del Santo Rosario tra le

dita, mentre contempla la Vergine Maria

e il Suo figlio Gesù. Sullo sfondo, il San-

La festa della Madonna a Sangineto

A Sangineto (CS), la festa principale è dedicata alla Patrona della pittoresca

cittadina, la Madonna della Neve, che ricorre il 5 agosto. Ma la festività religiosa

più importante si celebra il 24 e 25 gennaio in onore della Madonna del Rosario.

Si tratta di una tradizionale manifestazione religiosa istituita nell’inverno

del 1848, quando, a seguito di una alluvione che distrusse gran parte delle case e

dei terreni dei già poveri abitanti, la popolazione si appellò alla Madonna del

Rosario affinché placasse le ire e le intemperie che minacciavano di travolgere

completamente l’abitato. Tutti i terreni dissodati e bonificati furono travolti dalle

acque impetuose e trascinati a valle vanificando l’opera dei contadini. Da allora

istituirono, in onore della Vergine del Rosario, la festa che si celebra in gennaio.

Nel primo giorno di festa la statua lignea della Madonna viene portata a spalle

attraverso le vie del paese e fatta entrare nelle case dei malati gravi. La processione

dura tre ore. In questa occasione, la Vergine indossa un manto celeste che

cambia, poi, con un mantello nero nella processione del Venerdì Santo.

Prima dell’illuminazione pubblica, avvenuta a partire dal 1950, la processione

si svolgeva con le fiaccole ricavate da fasci di steli d’erba che venivano chiamate

“Sciacchere”.

Al rientro in chiesa, il parroco pronuncia la predica e, infine, la festa continua

con musica in piazza e spettacolo finale di fuochi pirotecnici.

tuario di Pompei. Lo speciale annullo filatelico

è stato realizzato nella cornice dei

festeggiamenti parrocchiali che, ogni anno

si tengono nella cittadina pugliese in onore

della Madonna del Rosario di Pompei.

Comunità in festa, quindi, quella della

chiesa parrocchiale “San Domenico”,

situata nel centro storico, sede delle solenni

celebrazioni, alle quali è stato dato

il via domenica 24 settembre. Questa edizione

dei festeggiamenti è stata, quindi,

davvero speciale, coincidendo con l’anniversario

della morte di Bartolo Longo.

Animati da un programma intenso e dalla

viva partecipazione di tanti fedeli, pellegrini

e turisti, questi giorni sono trascorsi

in un crescendo di gioia e di emozioni

nel veder maturare una comunità

più viva, memore delle proprie tradizioni

e disponibile ad aprirsi agli altri, vicini e

lontani. La festa è stata anche, e soprattutto,

un’importante occasione sia per rinnovare

il vincolo di fede e devozione verso

la Madonna del Rosario di Pompei sia

per manifestarLe gratitudine e invocare

la Sua benedizione. Il calendario dei festeggiamenti

ha avuto come grande protagonista

il Santo Rosario, preghiera prediletta

del beato Bartolo Longo, la cui

reliquia, assieme a quella di San Domenico

e all’immagine della Vergine del

Rosario, è stata portata in processione per

le strade della città, come atto di chiusura

dei festeggiamenti. Numerose anche

le iniziative di solidarietà, tra cui la visita

agli ammalati della parrocchia “San

Domenico” e dei bambini delle Scuole

dell’Infanzia.

Domenica 8 ottobre, infine, ultimo

giorno dei festeggiamenti, si è svolto l’

importante appuntamento dedicato alla vestizione

dei nuovi Confratelli e Consorelle

della Confraternita “Beata Maria

Vergine del Rosario” presente nella città

di Castellaneta fin dal 1832.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 30 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [30]

“Buongiorno a Maria”

Grazie, o MARIA

della gioia mattutina,

del sorriso che nasce dal pianto,

come inno di speranza dedicato all’amore.

Quali figli fedeli che in TE confidano,

ascolta la nostra Supplica:

insegnaci ad amare, come TU sola sai,

donaci la gioia del miracolo della vita.

Fortifica la CHIESA e rendila teatro dell’AMORE,

dove gli attori recitano la parte col cuore:

fa che io stesso sia artefice di CARITA’

e trasforma in amore ... il mio dolore.

Rafforza la mia FEDE, o MADRE SANTISSIMA,

allontanandomi dal baratro della disperazione:

scaccia da me l’odio e riponi il bene,

aiutami a saperlo donare ... ma sempre in silenzio.

Donami l’AMORE,

la più grande gioia della vita

e concedimi di abbandonarmi nella TUA bellezza,

tanto antica e tanto nuova.

Anche un cieco può vedere se ha FEDE,

fa allora che io fortifichi la mia,

regalami la forza di aiutare il mio prossimo,

allevia le umane sofferenze, con la TUA infinita bontà.

Rendimi ricco dell’altrui povertà

ed insegnami a pregare con la forza dell’umiltà:

fa che io elevi al CIELO un soave canto,

un melodioso ROSARIO, inno esaltante alla PACE.

Tendi la TUA mano misericordiosa

al mondo infranto dall’eco vibrante del dolore:

rischiara le menti dei POTENTI

e distruggi il rumore agghiacciante del loro silenzio.

Ascolta la mia flebile voce,

che cerca un mondo di PACE,

e non concedere vittoria alcuna,

alle occulte forze del male.

Basta solo un TUO sguardo, un TUO cenno,

perché il dolore, non sia più dolore,

la violenza, non sia più violenza

ed il pianto non sia più pianto,

la fame, non sia più fame,

la guerra, non sia più guerra,

perché la PACE, sia vera PACE,

tra tutti i popoli della TERRA.

Ed allora accendi la luce nei nostri cuori,

perché possiamo amarti di più:

guida i nostri passi alla TUA fonte di CARITA’,

tutti racchiusi in un unico grande cuore: ... il TUO.

Antonio Medugno

L’autore, laureato in Pedagogia e vincitore di numerosi

concorsi nazionali e internazionali, vive ed opera a Pompei,

sua città natale. Poeta sensibile e comunicativo, attraverso

l’espressione lirica apre il suo animo, trasferisce senza indugio

le emozioni e i sentimenti sulla carta e, grazie alla semplicità

dell’esposizione, il lettore li recepisce con naturalezza.

Questo “Buongiorno a Maria”, inno alla Pace nel mondo,

è una dolce supplica alla Madonna, affinché renda il cuore

dei fedeli incline all’amore e disponibile a donare il bene,

capace di accogliere il grido d’aiuto del prossimo e, allo

stesso tempo, forte da non cedere alla disperazione. In questi

versi, il Rosario è innalzato a melodiosa ode alla Pace e

strumento per raggiungerla, lo sguardo della Madre Celeste

è indicato come dispensatore di gioia e conforto per le umane

sofferenze.

A PENTA UN’IMMAGINE DELLA VERGINE DEL ROSARIO DI POMPEI

A Penta, uno dei ventotto piccoli centri

che compongono il Comune di Fisciano

(SA), nella chiesa parrocchiale

“Santa Maria dell’Assunzione”, è custodita

un’immagine della Vergine del Rosario

di Pompei, commissionata nel 2003

e benedetta da Papa Giovanni Paolo II a

Castelgandolfo, in occasione della recita

dall’Angelus alla quale parteciparono

quattrocento fedeli di Penta, assieme al

parroco, don Antonio Pisani e al Sindaco,

Gaetano Sessa.

Le icone che incorniciano la Santa Immagine

sono opera del pittore locale Rolando

Quaranta e rappresentano i quindici

Misteri del Santo Rosario, così come,

in origine, era stato composto dal beato

Bartolo Longo. Ad essi, successivamen-

te, sono poi stati aggiunti quelli “della

Luce”, dettati da Giovanni Paolo II. Ogni

anno, in questo piccolo borgo di circa mille

abitanti, tutti profondamente devoti

della Madonna di Pompei, l’intera comunità

si stringe intorno a Maria per celebrare

l’anniversario dell’arrivo dell’Icona.

L’iniziativa racchiude in sé un duplice

significato: celebrare l’anno del Rosario

e ricordare le Giornate Missionarie

Mariane che, nel 2002, hanno portato la

Madonna pellegrina di Pompei attraverso

le strade e i quartieri del piccolo centro

salernitano.

Da quel momento, la Vergine del Rosario

è entrata veramente in ogni piccola

cappella, in ogni chiesa, in ogni famiglia

e in ogni “cuore” di Penta.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 31 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [31]


IN CAMMINO CON L’ICONA DELLA MADONNA PELLEGRINA

Le

Missioni

Mariane

del

2007

10-14

GENNAIO

2007

LATINA

Parrocchia “Ss. Pietro e Paolo Apostoli”

Parrocchia “San Carlo Borromeo”

Nel pomeriggio del 10, arrivo dell’Icona della Madonna; saluto

del Sindaco e del Vescovo con la celebrazione della Santa

Messa.

Al mattino del 13 traslazione dell’Icona della Madonna nella

Parrocchia “San Carlo Borromeo”.

Al mattino del 14, recita del Santo Rosario e celebrazioni Eucaristiche con Supplica

alla Madonna alle ore 12.00. Nel pomeriggio, dopo la celebrazione eucaristica,

saluto e partenza dell’Icona della Madonna.

Per ulteriori informazioni rivolgersi al Parroco: Don Giovanni Laudadio - Tel.

0773/623822.

18-21

GENNAIO

2007

22-25

FEBBRAIO

2007

STRIANO (NA)

Parrocchia

“San Giovanni

Battista”

Nel pomeriggio del 18, arrivo dell’Icona

della Madonna; saluto del Sindaco

e del Vescovo con la celebrazione

della Santa Messa.

Al mattino del 21, recita del Santo

Rosario e celebrazioni Eucaristiche con

Supplica alla Madonna, alle ore 12.00.

A seguire partenza dell’Icona della Madonna.

Per ulteriori informazioni rivolgersi

al Parroco: P. Michele Fusco - Tel. 081/

8654635.

MONTE

S. GIOVANNI

CAMPANO (FR)

Parrocchia

“Santa Maria

della Valle”

Nel pomeriggio del 22, arrivo dell’Icona

della Madonna; saluto del Sindaco

e del Vescovo con la celebrazione

della Santa Messa.

Al mattino del 25, recita del Santo

Rosario e celebrazioni Eucaristiche con

Supplica alla Madonna, alle ore 12.00.

A seguire partenza dell’Icona della Madonna.

Per ulteriori informazioni rivolgersi

al Parroco: Don Gianni Bekiaris - Tel.

0775/288637 - Cell. 333/2808420.

1-4

FEBBRAIO

2007

BARLETTA (BA)

Parrocchia

“Santissimo

Crocifisso”

Nel pomeriggio del 1°, arrivo dell’Icona

della Madonna; saluto del Sindaco

e del Vescovo con la celebrazione della

Santa Messa.

Al mattino del 4, recita del Santo

Rosario e celebrazioni Eucaristiche con

Supplica alla Madonna, alle ore 12.00.

A seguire partenza dell’Icona della Madonna.

Per ulteriori informazioni rivolgersi

al Parroco: Don Ruggiero Caporusso -

Tel. 0883/333382.

1-4

MARZO

2007

ABBADIA

SS. SALVATORE

(SIENA)

Arcipretura

“Santa Croce”

Nel pomeriggio del 1°, arrivo dell’Icona

della Madonna; saluto del Sindaco

e del Vescovo con la celebrazione

della Santa Messa.

Al mattino del 4, recita del Santo

Rosario e celebrazioni Eucaristiche con

Supplica alla Madonna, alle ore 12.00.

A seguire partenza dell’Icona della Madonna.

Per ulteriori informazioni rivolgersi

al Parroco: Don Francesco Monachini -

Tel. 0577/778225-778310.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 32 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [32]

15-18

MARZO

2007

TITO (PZ)

Parrocchia

“San Laniero

Martire”

Nel pomeriggio

del 15, arrivo dell’Icona

della Madonna; saluto del Sindaco

e del Vescovo con la celebrazione della

Santa Messa.

Al mattino del 18, recita del Santo

Rosario e celebrazioni Eucaristiche con

Supplica alla Madonna, alle ore 12.00.

A seguire partenza dell’Icona della Madonna.

Per ulteriori informazioni rivolgersi

al Parroco: Mons. Nicola Laurenzana -

Tel. 0971/794022.

19-22

APRILE

2007

7-10

GIUGNO

2007

ALTAMURA (BA)

Parrocchia

“SS. Rosario

di Pompei”

Nel pomeriggio

del 19, arrivo dell’Icona

della Madonna; saluto del Sindaco

e del Vescovo con la celebrazione della

Santa Messa.

Al mattino del 22, recita del Santo

Rosario e celebrazioni Eucaristiche con

Supplica alla Madonna, alle ore 12.00.

A seguire partenza dell’Icona della Madonna.

Per ulteriori informazioni rivolgersi

al Parroco: Don Giuseppe Creanza -

Tel. 080/3111797 - Cell. 328/9781657

22-25

MARZO

2007

CAPUA (CE)

Parrocchia

“San Prisco”

Nel pomeriggio

del 22, arrivo dell’Icona

della Madonna; saluto del Sindaco

e del Vescovo con la celebrazione della

Santa Messa.

Al mattino del 25, recita del Santo

Rosario e celebrazioni Eucaristiche con

Supplica alla Madonna, alle ore 12.00.

A seguire partenza dell’Icona della Madonna.

Per ulteriori informazioni rivolgersi

al Parroco: Don Vincenzo Di Lello -

Tel. 0823/797887 - Cell. 360/934383.

26-29

APRILE

2007

SOLOFRA (SA)

Parrocchia “San Michele Arcangelo”

SATRIANO

DI LUCANIA (PZ)

Parrocchia

“San Pietro

Apostolo”

Nel pomeriggio

del 26, arrivo dell’Icona

della Madonna; saluto del Sindaco

e del Vescovo con la celebrazione della

Santa Messa.

Al mattino del 29, recita del Santo

Rosario e celebrazioni Eucaristiche con

Supplica alla Madonna, alle ore 12.00.

A seguire partenza dell’Icona della Madonna.

Per ulteriori informazioni rivolgersi

al Parroco: Don Antonio Petrone - Tel.

0975/385023 - Cell. 333/3332268.

Nel pomeriggio del 7, arrivo dell’Icona della Madonna; saluto

del Sindaco e del Vescovo con la celebrazione della Santa

Messa. Al mattino del 10, recita del Santo Rosario e celebrazioni

Eucaristiche con Supplica alla Madonna, alle ore 12.00. A

seguire partenza dell’Icona della Madonna.

Per ulteriori informazioni rivolgersi al Parroco: Don Michele Alfano - Tel.

0825/583330.

Per informazioni:

UFFICIO PER LA MISSIONE MARIANA

Tel. 081/8577486 - Fax 081/8577487 missionemariana@libero. it

Le

Missioni

Mariane

del

2007

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 33 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [33]


PELLEGRINI

DEL ROSARIO

n a cura di MARIDA D’AMORA

Settembre-Ottobre 2006

u Il 27 settembre è stato in visita a

Pompei Mons. Clement Tirkey, Vescovo

della Diocesi di Jalpaiguri (India),

accompagnato da Padre Giuseppe Buono

e da Padre Francisco Gomez, entrambi

Missionari del PIME (foto a destra).

Mons. Tirkey era già stato in Italia,

a Roma, nel 2003, in occasione della

beatificazione di Madre Teresa di Calcutta,

mentre, per la prima volta, visitava

Pompei e il santuario mariano.

Mons. Tirkey ci ha parlato a lungo e

con molto entusiasmo della positiva evoluzione

che la devozione mariana ha

subito, negli ultimi anni, tra i fedeli della

sua diocesi. Il culto verso la Madonna

del Rosario è vissuto, oggi, a Jalpaiguri,

molto più liberamente e intensamente

che in passato e i fedeli si dedicano alla

recita del Rosario e della Supplica non

solo nel mese di maggio, tradizionalmente

dedicato alla Vergine. Inoltre,

nonostante non esistano luoghi di culto

in cui riunirsi in preghiera, i fedeli si

recano in pellegrinaggio di parrocchia

in parrocchia, dove esprimono tutta la

loro fede con canti, balli e musiche che

accompagnano le preghiere. Molti bam-

bini partecipano ai pellegrinaggi e vengono

coinvolti nei momenti di riflessione

in modo da imparare dagli “anziani”

tutte le pratiche religiose e di devozione.

In India, infatti, anche se la Costituzione

sancisce la libertà di religione, molti sono

ancora gli scontri interreligiosi e,

inoltre, ai bambini il credo religioso viene

imposto dalle famiglie. Mons. Tir-

Prenota in tempo il tuo pellegrinaggio

a Pompei presso l’Ufficio Rettorato:

Tel. + 39 0818577362

+ 39 0818577379

Fax + 39 1782238781

+ 39 0818577482

rettorato@santuariodipompei.it

key, infine, ci ha spiegato che nei paesi

confinanti, come Bangladesh, Pakistan

e Nepal, la situazione è ancora più

drammatica e molti fedeli appartenenti

alla religione cristiana si recano in pellegrinaggio

nella sua Diocesi per ricevere

il sacramento del Battesimo. Questo

è uno dei compiti principali della missione

della Diocesi di Jalpaiguri.

u Il giorno seguente, 28 settembre,

Mons. Felipe Padilla Cardona, Vescovo

della Diocesi di Tehuantepec (Messico)

è stato in pellegrinaggio a Pompei,

assieme ad un gruppo di 20 pellegrini

appartenenti alle parrocchie della sua

diocesi. Presenti al pellegrinaggio, anche

Padre Eleazan Franco Niño e Padre

Silverio Lopez Mora che hanno concelebrato

la Santa Messa con Padre Felipe,

nella Cappella “Beata Vergine” (foto

a sinistra). I tre padri messicani sono

catechisti in otto stati della Repubblica

del Messico e si dedicano all’evangelizzazione

delle popolazioni indigene. I

pellegrini, per la prima volta a Pompei,

hanno trascorso dieci giorni in Italia, visitando

diversi santuari mariani. Mons.

Cardona, invece, era già stato a Pompei

in passato, quando, studente a Roma, si

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 34 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [34]

era recato in pellegrinaggio nella città

mariana.

u Nella stessa mattinata, sono venuti

in pellegrinaggio a Pompei anche quarantacinque

fedeli della città di Arezzo,

guidati da don Alessandro Tracchi.

Per i fedeli aretini era la prima visita al

santuario mariano (foto a destra), una

visita che si è rivelata una straordinaria

esperienza di fede, in cui tutte le amarezze,

le preoccupazioni e gli affanni della

vita, ma anche le speranze, i desideri

e le aspirazioni di ognuno si sono incontrati

e fusi insieme. A Pompei, i pellegrini

hanno partecipato alla Santa Messa

in Basilica, celebrata da don Alessandro

e, subito dopo, hanno effettuato

una visita al santuario e alle sue cappelle.

Durante il pellegrinaggio, i fedeli

hanno fatto tappa anche a Pietrelcina,

luogo di nascita di Padre Pio.

u In occasione dell’inizio del nuovo

Anno Accademico, il 30 settembre, quarantacinque

giovani del Pontificio Seminario

Lombardo in Roma si sono

recati in pellegrinaggio a Pompei, insieme

al Rettore, Mons. Tullio Citrini (foto

in basso). Ogni anno, i seminaristi che

compiono i loro studi presso il Seminario

Lombardo si recano in visita alla

Basilica mariana per ringraziare la Vergine

del Santo Rosario di Pompei di

tutti i doni spirituali che fa loro e, soprattutto,

per affidarLe il personale cammino

di preparazione compiuto da ognuno

di loro, in vista del futuro ministero

che gli verrà affidato. A Pompei i

pellegrini hanno partecipato alla Santa

Messa, celebrata da Mons. Citrini e dagli

altri sacerdoti insegnanti.

u Mons. Edoardo Menichelli, Vescovo

della Diocesi di Ancona-Osimo,

è venuto in visita a Pompei, il 3 ottobre,

assieme a 200 pellegrini appartenenti a

diverse parrocchie della sua Diocesi. Al

loro arrivo i fedeli si sono radunati nel

Piazzale Beato Giovanni XXIII per partecipare

alla Via Lucis, simbolo di rinascita

spirituale. Subito dopo, si sono

raccolti in preghiera, in Basilica, per

rendere omaggio alla Vergine, madre e

guida fondamentale nella loro vita di

cristiani, recitando la Supplica e il Buonanotte

a Maria. Il giorno seguente, i

pellegrini si sono ritrovati nuovamente

in Santuario per prendere parte alla Santa

Messa presieduta da Mons. Menichelli,

al termine della quale, il Vescovo

di Pompei, Mons. Carlo Liberati,

ha rivolto loro un affettuoso saluto, ringraziandoli

per aver scelto come meta

del loro pellegrinaggio la città di Pompei.

Mons. Menichelli ha risposto al saluto

del Vescovo Liberati, suo amico di

vecchia data, con parole cariche di affetto

e di vivo entusiasmo per questa

bellissima esperienza: «A nome di tutti

i pellegrini ringrazio Pompei e Mons.

Liberati per l’accoglienza ricevuta e

per l’eleganza spirituale che si respira in

questo bellissimo Santuario». Dopo la

celebrazione eucaristica, i pellegrini, felici

di aver trascorso due intense giornate

di spiritualità mariana qui, a Pompei,

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 35 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [35]


hanno espresso la volontà di ritornarci

molto presto (foto in alto).

u Dal 1° all’8 ottobre, un piccolo gruppo

di monaci ortodossi (foto in basso,

a sinistra), provenienti dal Monastero

della Trasfigurazione di Lepanto, in Grecia,

guidati dal loro igùmenos, padre

Spiridon, hanno visitato monasteri e santuari

mariani con cui intrattengono rapporti

di reciproca amicizia. È con questo

spirito che i quattro monaci hanno

visitato la Badia greca di Grottaferrata

(Roma), i santuari di Madonna dell’Arco

e di Pompei ed infine, sono stati ospiti

della comunità della Basilica di

San Nicola, a Bari, con cui, da anni,

intrattengono rapporti di amicizia. A

Pompei hanno attentamente seguito le

espressioni di pietà religiosa, registrando

canti, visitando il santuario con le

raccolte di ex-voto e pregando a lungo.

Il Rettore del Santuario, Mons. Francesco

Paolo Soprano, ha riservato loro una

calorosa accoglienza mentre il Vescovo,

Mons. Carlo Liberati, li ha invitati

a tornare nuovamente.

u Nel pomeriggio di sabato 7 ottobre,

un gruppo di 50 fedeli della parrocchia

“Santi Pietro e Cesareo” di Guardea

(TR), è stato in pellegrinaggio a Pompei

per trascorrere due giorni in comunione,

condividendo questa importante esperienza

di fede, che è incessante ricerca

e scoperta di cose molto importanti

per la vita di ogni fedele. I pellegrini,

durante il loro primo giorno di perma-

nenza a Pompei, hanno voluto conoscere

meglio la vita del beato Bartolo Longo,

visitando tutti i luoghi legati alla sua

opera. Successivamente hanno dedicato

alcune ore a catechesi sul Santo Rosario,

sulla Carità e sullo stesso Bartolo

Longo. La domenica mattina, prima di

ripartire alla volta di Guardea, i fedeli

umbri hanno partecipato alla Santa Messa

in Basilica, presieduta dal Vescovo-

Prelato di Pompei, Mons. Carlo Liberati.

u Sono venuti in trentacinque dalla

Germania (foto in basso, a destra), per

la prima volta, per visitare il santuario e

onorare la Vergine del Santo Rosario.

Il pellegrinaggio a Pompei, tappa di un

più lungo pellegrinaggio attraverso i luo-

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 36 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [36]

ghi di culto italiani, era diretto da Mons.

Jorg Michael Peters, Vescovo ausiliare

della Diocesi di Treviri. A Pompei, i fedeli

sono giunti il 10 ottobre e si sono

fermati due giorni, condividendo alcuni

momenti di riflessione e preghiera. Al

loro arrivo, sono stati accolti da don

Francesco Paolo Soprano, Rettore del

Santuario, che ha rivolto loro un caloroso

benvenuto e l’invito a ritornare presto

a Pompei. Subito dopo, Mons. Peters

ha celebrato la Santa Messa in tedesco,

animata da tutti i fedeli con canti

dei loro repertori parrocchiali. Al termine

della celebrazione, i pellegrini si sono

diretti verso gli Scavi Archeologici.

u Il 13 ottobre, quarantacinque fedeli

della Parrocchia “San Martino” di

Mondovì (CN) sono stati in pellegrinaggio

a Pompei, assieme al parroco,

don Silvio Danna (foto a destra). I pellegrini,

che erano già stati in visita a

Pompei numerose volte, hanno voluto

rivivere l’emozione di trovarsi al cospetto

della Vergine del Rosario per donarLe

ancora una volta se stessi e affidarLe

le proprie famiglie. I fedeli hanno

vissuto un’intensa giornata di spiritualità

mariana, raccogliendosi in Basilica

fin dalle prime luci dell’alba,

per dare il “Buongiorno a Maria”. Subito

dopo, hanno visitato il Santuario, il

Campanile e il Villino Bartolo Longo e

hanno partecipato alla Santa Messa celebrata

da don Silvio. Nel pomeriggio,

i fedeli hanno recitato il Santo Rosario

e, al termine di questa lunga giornata,

hanno effettuato la Fiaccolata per la pace

universale.

u I volontari dell’Associazione Comunale

di Volontariato “Il Girasole” di

San Nicola la Strada (CE) sono stati in

visita a Pompei (foto in basso), il 18 ottobre,

facendo da amorevole guida a trenta

fedeli diversamente abili. Assieme

al gruppo, anche don Gaetano de Rosa,

parroco della chiesa parrocchiale “San

Simeone Profeta” di Marcianise, che

spesso partecipa ai pellegrinaggi organizzati

dall’Associazione. Ogni anno,

infatti, “Il Girasole”, che opera a favore

dei diversamente abili appartenenti alle

varie parrocchie del proprio territorio

comunale o di altri limitrofi, organizza

un pellegrinaggio a Pompei. L’Associazione,

formata da laici, è nata nel novembre

2003 con il motto “La vita sorride

a chi le sorride”, e, da allora, si oc-

cupa costantemente di organizzare incontri,

giornate residenziali, pellegrinaggi,

gite, vacanze estive e tutto quanto

possa alleviare le sofferenze dei diversamente

abili e rendere più piacevoli le

loro giornate. Durante la loro visita nella

città di Pompei, i fedeli hanno preso

parte alla Santa Messa celebrata in Basilica

da don Gaetano e hanno visitato il

Santuario e le sue cappelle.

u Il giorno seguente, trenta pellegrini

provenienti dalla Ile de la Reunion (Oceano

Indiano) sono venuti in pellegrinaggio

al Santuario di Pompei per la prima

volta. L’eterogeneo gruppo era composto

da persone di tutte le età, tra cui

alcuni bambini, giunti fin qui, assieme

alle proprie famiglie, per ascoltare le

parole della Madonna, parole semplici,

facilmente comprensibili anche ai più

piccoli, ma, nello stesso tempo, tanto

forti da penetrare nei cuori di tutti e aprirli

alla fede più profonda. Il loro pellegrinaggio

è stato caratterizzato dalla

meditazione della vita e della sofferenza

di Gesù, attraverso il Rosario, che hanno

recitato subito dopo aver partecipato

alla Santa Messa celebrata, in francese,

dal loro parroco. Dopo il momento dedicato

alla preghiera, i pellegrini hanno

visitato i corridoi della Basilica, ricchi

di testimonianze dei prodigi della Vergine,

la Cappella dedicata al beato Bartolo

Longo e, infine, il Campanile. Prima

di ripartire, i pellegrini hanno espresso

la volontà di tornare nuovamente

a Pompei e il desiderio di poter ricevere

regolarmente la Rivista del Santuario,

sintesi del cammino che Pompei

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 37 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [37]


e la sua Chiesa compiono, giorno per

giorno, sotto il manto della Vergine del

Rosario.

u In occasione del mese missionario,

il 22 ottobre, i fedeli della parrocchia

“San Francesco di Paola” di Gioia Tauro

(RC) sono giunti in pellegrinaggio a

Pompei, guidati dal parroco, Mons. Albino

Caratozzolo. Dopo aver visitato la

Città di Napoli, il Duomo di San Gennaro,

la Chiesa del Gesù Nuovo con i

ricordi di San Giuseppe Moscati e, infine,

il Monastero di Santa Chiara, i fedeli,

giunti nella Città mariana, hanno

preso parte alla Santa Messa concelebrata

dal Vescovo di Pompei, Mons. Carlo

Liberati, assieme a don Franco D’A-

Nello stesso periodo abbiamo registrato

altri pellegrinaggi provenienti da:

Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna,

Irlanda, Polonia (Stettino), Stati Uniti,

Tailandia; e da Acquaviva delle Fonti, Afragola,

Agerola, Agromonte, Alatri, Albano Laziale,

Alife, Alliste, Altamura, Alvignano, Amelia,

Andretta, Andria, Apice, Arco Felice,

Ariano Irpino, Arnara, Arzano, Asciano, Aversa,

Avigliano, Avignano, Bacoli, Bagnara

Calabra, Bagnoli del Trigno, Bassano del

Grappa, Battipaglia, Bella, Bellizzi, Bisceglie,

Boiano, Brezza, Bucciano, Bucita, Calimera

Calabra, Campobasso, Campomaggiore,

Cancello ed Arnone, Canneto Sabino,

Capezzano, Capodrise, Capua, Cardito, Cariati,

Carmiano, Carolei, Caronia, Casagiove,

Casalnuovo di Napoli, Casamicciola Terme,

Casandrino, Casavatore, Caserta, Casella,

Casoria, Cassino, Castellaneta, Castellana

Grotte, Castelpoto, Castel San Benedetto

Reatino, Castrolibero, Castrovillari,

Cava de’Tirreni, Ceccano, Celzi, Cenaia, Cep-

lessandro di Torella del Sannio (CB), don

Fabrizio Gaucci di Pescosolido (FR), don

Salvatore Summo della parrocchia “Maria

Santissima Assunta” di Ruvo di Puglia

(BA) e lo stesso don Albino. Durante

l’omelia, il Vescovo Liberati si è

soffermato a lungo sul significato che la

“missio” riveste per ogni cristiano, che,

dalla contemplazione di Cristo e dalla

riflessione sul messaggio cristiano stesso,

deve trarre l’ispirazione per un cammino

terreno alla luce del Signore, così

come aveva fatto Maria pronunciando il

suo “sì” all’Arcangelo Gabriele. Il pellegrinaggio

dei fedeli gioiesi ha avuto

anche un altro, importante significato: restituire

alla Madonna di Pompei, la triplice

visita che nel passato ha fatto loro.

pagna, Cercepiccola, Cerveteri, Chiaromonte,

Chieti, Cisterna di Latina, Civitella Alfedena,

Colle d’Anchise, Colli al Volturno,

Colliano, Contrada, Contursi, Conversano,

Cosenza, Crispano, Crispiano, Curti, Eboli,

Episcopia, Fardella, Filiano, Filignano, Foggia,

Fondi, Fontanarosa, Formia, Fornacelle,

Fornelli, Francavilla Fontana, Frattamaggiore,

Frattaminore, Frosinone, Gaeta, Gaiano,

Gambolò, Giffoni Valle Piana, Gioia del

Colle, Giugliano in Campania, Grosseto, Guidonia,

Ischia, Lacedonia, Lanciano, Lariano,

Laterza, Latronico, Lauro di Sessa Aurunca,

Limbadi, Lucera, Lucori, Lugo dei Marsi,

Maiera, Mammola, Manfredonia, Marano di

Napoli, Marcianise, Marigliano, Marina di Ginosa,

Marina di Palazzi, Marsicovetere, Martina

Franca, Marzano Appio, Massa di Somma,

Matera, Melfi, Mendicino, Milazzo, Mirabella

Eclano, Molfetta, Molveno, Mondragone,

Montella, Montelupo Fiorentino, Monteruscello,

Monte San Giovanni Campano, Motta

Montecorvino, Mottola, Moscufo, Napoli,

u Don Marco Simone, sacerdote della

parrocchia “San Carlo Borromeo” di

Bari, è stato in visita a Pompei, il 26

ottobre, assieme a centodieci fedeli. Ogni

anno, infatti, don Marco, nei mesi di

febbraio ed ottobre, è solito coinvolgere

i tanti fedeli che partecipano costantemente

alla vita della sua parrocchia,

invitandoli ad unirsi a lui nel pellegrinaggio

nella Città mariana. Quest’anno,

l’incontro con la Vergine del Rosario

ha avuto un significato del tutto

particolare e molto profondo per questi

fedeli. Il pellegrinaggio a Pompei è stato,

infatti, inserito tra le varie e importanti

iniziative programmate nel corso

dell’intero anno, per celebrare il 40° anniversario

della fondazione della loro par-

Noci, Noicattaro, Novi Velia, Orta di Atella,

Orta Nova, Orta San Giulio, Ottati, Ozzano

dell’Emilia, Palagianello, Palermo, Palese, Palese

Macchie, Paludi, Paola, Passo Corese,

Perugia, Penta, Perrillo, Pescara, Piano

di Sorrento, Piazze, Piedimonte Matese, Pietrelcina,

Pietramontecorvino, Pisa, Pizzo, Pizzoni,

Poggio Sannita, Polla, Pomigliano d’Arco,

Ponte, Pontecorvo, Portici, Potenza, Pozzuoli,

Priverno, Qualiano, Quarto, Ragusa,

Reggio Calabria, Reggio Emilia, Riccia, Roccadaspide,

Rocca di Neto, Rocchetta, Roggiano

Gravina, Roma, Romagnano, Rosarno,

Salerno, Saline Joniche, San Cipriano d’

Aversa, San Costantino Calabro, San Giorgio

Ionico, San Giorgio a Cremano, San Giovanni

Incarico, San Lorenzo, San Lucido,

San Martino Valle Caudina, San Pietro a Patierno,

San Pietro in Lama, San Salvo, San

Sossio Baronia, Sant’Agata di Esaro, Sant’Agata

di Militello, Sant’Angelo a Cupolo, Santa

Maria Capua Vetere, Santa Maria Oliveto,

Sant’Anastasia, Sant’Andrea del Pizzone.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 38 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [38]

rocchia. Durante il viaggio, inoltre, don

Marco ha svolto una catechesi mariana,

per guidare i suoi parrocchiani alla vera

devozione alla Madre di Dio e degli uomini

e prepararsi, così, all’importante incontro

con Lei. I fedeli baresi, oltre al

pellegrinaggio annuale a Pompei, vivono

intensamente la devozione a Maria,

recitando costantemente il Rosario, la

Supplica e le altre preghiere mariane.

u Quarantotto pellegrini provenienti da

Giovo, comune della provincia di Trento,

sono stati in visita a Pompei (foto in

alto, pagina a lato), per la prima volta,

il 27 ottobre scorso. I fedeli fanno parte

dell’Unità Pastorale di Giovo, composta,

a sua volta, da quattro diverse parrocchie

situate nelle frazioni del paese:

“San Valentino” di Palù di Giovo, “Santa

Maria Assunta” di Verla di Giovo,

“San Nicolò” di Ville di Giovo e “San

Rocco e San Sebastiano” di Ceola di

Giovo. Ad accompagnare il gruppo, don

Mauro Leonardelli, giovane parroco che,

durante tutto il mese di ottobre, ha realizzato,

assieme ai suoi fedeli, una serie

di catechesi sul Rosario quale mezzo

fondamentale per prepararsi degnamente

a questa importante occasione e viverla

come sosta contemplativa, isolandosi

dalla frenetica realtà quotidiana per riflettere

e pregare ai piedi della Vergine.

Il pellegrinaggio ha risposto così al

desiderio dei fedeli di Giovo di rendere

concreto “l’appuntamento” con Maria

che, fino a quel giorno, era stato vissuto

solo attraverso la preghiera. Essi,

infatti, vivono fortemente la devozione

mariana recitando costantemente, riuni-

Sono passati da Pompei anche rappresentanti

dei seguenti gruppi, associazioni e

congregazioni: Amici di Padre Pio di Al-bavilla

(CO); Apostolato della Preghiera di Caserta;

Arciconfraternita “SS.ma Immacolata”

di San Bartolomeo in Galdo (BN); Arciconfraternita

“SS.mo Nome di Dio” di Montoro

Superiore (AV); Ausiliare Eucaristiche Crocifisse

di Castel San Giorgio (SA); Asso-ciazione

Carabinieri di Luogosano (AV); Cooperatori

Salesiani di Trecase (NA); Associazione

“Famiglie Insieme” di Solofra (AV);

Associazione Federcasalinghe di Avellino e

di Cardito (NA); Associazione “Il Cireneo” di

San Giovanni Rotondo (FG); Associazione

Laicale Eucaristica Riparatrice di Potenza;

Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia di

Rimini; Associazione “San Vito Italia” di Nole

(TO); Associazione “Servi di Maria SS.ma

per Amore di Dio” di Reggio Calabria; Azione

Cattolica di Oria (BR); Casa “Madre

Ersilia Canta” di Roma; Cavalieri del Santo

Sepolcro di Andria (BA); Centro di Acco-

ti nelle loro parrocchie, il Rosario e la

Supplica. I pellegrini si sono fermati a

Pompei per ben tre giorni, durante i quali

hanno conosciuto più a fondo la Città,

la Basilica mariana e le sue opere, visitando

anche il Campanile, il Museo e

il Villino di Bartolo Longo e la cappella

a lui dedicata.

u Sabato 28, si è svolta a Pompei,

l’Assemblea regionale congiunta CISM-

USMI, presieduta dai rispettivi presidenti,

Padre Antonio Puca, Redentorista,

e Madre Concetta Liguori della Ancelle

del Sacro Cuore della Beata Caterina

Volpicelli. “Nel travaglio dei mutamenti

rinascere alla speranza” è stato il tema

su cui, la Dott.ssa Rosanna Virgili, bi-

glienza Anziani “San Giuseppe Moscati” di

Napoli; Centro Diurno “Michelina Gravone”

di Sala Consilina (SA); Centro Sociale “Salerno

Solidale” di Salerno; Centro Sociale

Anziani di Venticano (AV); Collegio San Paolo

di Roma; Comitato “Festa Ss. Bernardo e

Martino” di Carinola (CE); Comunità delle

Beatitudini di Roccantica (RI); Comunità “Rivoluzione

d’Amore” di Bari; Suore di Maria

Immacolata di Salerno; Comunità Vincenziana

dell’Immacolata di Pozzuoli (NA); Confraternita

del Rosario di Dasa (VV); Confraternita

“Madonna del Rosario” di Giovinazzo

(BA); Movimento dei Focolari; Confraternita

“Maria SS.ma Annunziata e Immacolata” di

Aradeo (LE); Confraternita “Maria SS.ma

della Purità” di Lucera (FG); Congrega di San

Giuseppe di Eboli (SA); Convento “Cristo

Re” di Martina Franca (TA); Cappuccini di

Monterotondo (RM); Padri Passionisti di Sora

(FR); Convento “Santa Maria delle Grazie”

di Leverano (LE); Convento “Sant’Antonio”

di Orte (VT); Convento “Sant’Antonio” di

blista dell’Istituto Teologico Marchigiano,

ha invitato a riflettere i presenti.

Nella solenne concelebrazione eucaristica,

da lui presieduta, il Cardinale Crescenzio

Sepe, Arcivescovo di Napoli (foto

in alto), ha invitato i religiosi presenti

a ricordare che: «... al fondo di ogni

vocazione c’è l’amore intenso di Cristo

per ognuno di noi. Egli ha per ognuno

di noi un disegno, un progetto, e prega

per noi affinché possiamo rispondere

alla Sua chiamata e farci essere testimoni

e portatori dell’amore che abbiamo ricevuto

da Lui, come segno di quella

consacrazione di vita che per ogni cristiano

è il raggiungimento della comunione

piena con il Padre, il Figlio e lo

Spirito Santo».

Sant’Agata di Puglia (FG); Curia Vescovile

di Sora-Aquino-Pontecorvo (FR); Curia Arcivescovile

di Palo del Colle (BA); Diocesi di

Isernia-Venafro; Forania di Pianura (NA),

Gruppo Adulti Scout di Marina di Belvedere

Marittima (CS); Gruppo Avis-Siemens di

Marcianise (CE); Gruppo di Fatima “San Pio

X” di Giugliano in Campania (NA); Gruppi di

Preghiera “Padre Pio” di Marsicovetere (PZ),

Mola di Bari (BA), Narni (TR) Rotselaar (Belgio),

Santa Marinella (RM), Siracusa, Roma

e Garbagnate Milanese (MI); Gruppo “Elettra

Gravina” di Napoli; Gruppo Familiare di

Procida (NA); Gruppo Madonna dello Scoglio;

Gruppo Missionario di Santa Maria Capua

Vetere (CE); Gruppo “Progetto Donna”

di Frattamaggiore (NA); Gruppo Rinnovamento

nello Spirito di Ercolano (NA); Istituto

“Adoratrice del Sangue di Cristo” di Scandale

(KR); Milizia dell’Immacolata di Potenza;

Noviziato di Don Orione di Velletri (RM); Opera

Servizio Divina Misericordia di San Giovanni

Rotondo (FG).

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 39 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [39]


u Nella stessa giornata, circa tremila

pellegrini, tra ammalati, diversamente

abili, accompagnatori e assistenti ecclesiastici,

hanno preso parte al pellegrinaggio

nazionale dell’UNITALSI

(foto in alto e in basso), guidato dal

presidente Antonio Diella. Il tradizionale

pellegrinaggio pompeiano, che si

svolge ormai da alcuni anni in occasione

della chiusura del mese di ottobre,

segna la fine dei percorsi spirituali

affrontati dall’Associazione durante

l’anno. Diversi e molto intensi sono

stati i momenti di riflessione e di preghiera

durante questa giornata di fede

e di speranza. Il programma è stato

lungo e ricco di attività. Ad accogliere

i fedeli unitalsiani, il Vescovo di Pom-

pei, Mons. Carlo Liberati, che, poi,

durante l’omelia, ha ringraziato tutti i

membri di questa importantissima Associazione

per quello che fanno in

favore di tutti coloro che hanno bisogno

di aiuto, di affetto e di cure e che

spesso sono invece lasciati soli, perché

considerati, da molti, solamente un

peso nella nostra società. Presente a

Pompei, anche il Cardinale Crescenzio

Sepe che ha voluto portare all’

UNITALSI il suo saluto, la sua benedizione

e, soprattutto, le sue preghiere».

«Siamo il volto di Cristo - ha aggiunto

il Porporato - siamo Cristo stesso che

si presenta nel volto di questi malati e

nelle nostre sofferenze e con le parole

della Madonna, ci dice: figli miei abbiate

sempre fiducia».

u “Con Maria vogliamo essere testimoni

di Gesù risorto, speranza del mondo”.

Questo il tema scelto dalla Famiglia

Domenicana per il suo XXI

pellegrinaggio del Rosario a Pompei,

svolto domenica 29 ottobre. I millecinquecento

fedeli, tra padri, suore e

laici domenicani con le loro famiglie,

era guidato da Padre Giovanni Distante,

responsabile della Provincia “San

Tommaso d’Aquino”. Durante la celebrazione

della Santa Messa, alla quale

hanno preso parte tutti i pellegrini, è

stato ricordato il 50° anniversario di

professione religiosa di Padre Antonio

De Vivo del Santuario della Madonna

dell’Arco a Sant’Anastasia (NA) e di

Padre Giovanni Cattina del Santuario

dell’Agricoltura di Parabita (LE).

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 40 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [40]

ANCORA EDITRICE

Via G.B. Niccolini, 8 - 20154 MILANO

Tel. 02 345608 - www.ancoralibri.it

editrice@ancoralibri.it

Pietro di Bethsaida, oscuro pescatore

di Galilea, dopo l’incontro con Gesù

di Nazareth, è diventato una figura

preminente nella letteratura e nella storia

del Nuovo Testamento.

Così, ad esempio, i quattro Vangeli

ce lo presentano come il discepolo più

intraprendente nel gruppo dei Dodici,

più capace degli altri di entrare in sintonia,

o anche in contrasto, con il Maestro;

gli Atti degli Apostoli concordano

nel presentarcelo come animatore della

primitiva comunità di Gerusalemme

e iniziatore della missione, prima fra i

Giudei a incominciare da Gerusalemme,

e poi anche fra i pagani; Paolo

stesso, in alcuni riferimenti delle sue lettere,

ne riconosce l’autorevolezza o, comunque,

il particolare rilievo nel determinare

gli orientamenti, sia pastorali che

teologici, della primitiva comunità cristiana.

Come spiegare questo «eccellere»

di Pietro sopra tante altre figure che cir-

ADRIANO SALANI EDITORE

Via Gherardini, 10 - 20154 MILANO

Tel. 0234597624

www.magazzinisalani.it

a Pecora Nera & altri sogni” è u-

“Lna mostra (personale e collettiva)

itinerante, uno spettacolo teatrale

e musicale, un incubatore di laboratori

e un cortometraggio sul backstage dell’evento

scenico, interpretato dai ragazzi

e dalle ragazze dell’Istituto Penale

Minorile di Nisida (Napoli).

Un’avventura iniziata tra le mura dell’Istituto

Penale Minorile e poi sprigionata

fuori, approdando tra l’altro al Teatro

stabile Mercadante di Napoli, alla rassegna

teatrale “Angeli a Sud”, al Festival

cinematografico di Capalbio e al

Quirinale, su invito del presidente della

Repubblica Giorgio Napolitano.

A raccontare questa esperienza, tra

immagini, parole e testimonianze, questo

libro nato da un progetto educativo

di inclusione sociale e culturale che

ha utilizzato l’arte e la narrativa come

armi pacifiche ma potenti di trasformazione

di se stessi e del mondo.

La redazione del testo si è avvalsa

IN LIBRERIA

condano il Cristo? L’autore, passando

in rassegna i testi neo-testamentari, descrive,

anzi scolpisce, la vivace figura

del «Simone della storia» che la chiamata

di Gesù trasforma gradualmente

della collaborazione di “Ko libri”, un’associazione

napoletana nata per dare

casa a passioni e competenze tra persone

che scommettono su bambini, ragazzi

e giovani. Della squadra vi fan-

n a cura di LUCIO GIACCO

in «Pietro (roccia) della fede». Pagine

scritte con chiarezza e competenza che

presentano la grandezza e la fragilità

di quest’uomo chiamato a diventare apostolo.

L’abbondanza delle citazioni e dei testi

biblici che riguardano Pietro, lo rendono

«protagonista» del racconto, e non

semplicemente oggetto di studio dell’autore.

In tal modo il personaggio sembra

più vicino ai lettori e anche simpatico.

Settimio Cipriani è uno dei più conosciuti

e apprezzati biblisti italiani. Ha insegnato

Esegesi del Nuovo Testamento

presso la Pontificia Università Lateranense,

Roma, e la Facoltà Teologica

dell’Italia Meridionale, Napoli, di cui è

stato più volte preside. Ha sempre accompagnato

lo studio all’attività pastorale,

soprattutto alla predicazione. Dal

1980 è membro dell’associazione internazionale

“Studiorum Novi Testamenti

Societas”, Cambridge.

È autore di molti libri, oltre che di

articoli scientifici in riviste e dizionari.

Con Àncora ha pubblicato “Per una Chiesa

viva» (1985) e “Il messaggio spirituale

di san Paolo” (2001). Collabora

da diversi anni con la nostra rivista.

no parte Bruno Cantamessa, Antonella

Giardiello, Anna Maria Schisano, Donatella

Trotta. “La Pecora Nera” è nata

quasi per caso su una cartolina di

buona fortuna, ed è l’opposto dello

stereotipo cui si è soliti pensare. La diversità,

intesa come “non uguaglianza”

e unicità è il suo cavallo di battaglia.

Perché l’unico modo per essere

tutti uguali è essere tutti diversi.

Gianluca Guida direttore dell’Istituto

Penale Minorile di Nisida ha così

commentato il lavoro: “Frammenti d’identità,

o forse identità... in frammenti

sono quelle che leggo nei lavori dei

ragazzi. Raccontano una realtà fatta di

ombre, paure, povertà. Di vite vissute

in banda, o in assoluta solitudine. Di

vite spezzate, frantumate, da dolori e

da violenze. Ma raccontano anche di

luci, flebili, in lontananza, ma presenti.

Luci che solo la speranza in loro può

aiutarci a scorgere. Sogni che ci permettono

di ritrovare ragazzi e ragazze,

un pò adulti e un pò bambini, che come

qualunque altro adolescente aspirano

semplicemente ad avere un futuro.

A noi il compito di rimettere insieme

questi frammenti per costruire con

loro un progetto di vita”.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 41 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [41]


u Voglio farvi partecipi di una

grande grazia che la Mamma

Celeste ha riservato a tutti

noi.

Mentre Samuele, il mio nipotino

di cinque anni, stava

giocando con il nonno a nascondino,

abbiamo sentito un

tonfo spaventoso. Accorsi, lo

abbiamo trovato per terra con

un grande televisore che si

era rovesciato su di lui con

tutto il tavolino. Il piccolo con

un vistoso segno sulla fronte,

urlava dicendo di non vederci.

Lo portammo subito al Pronto

Soccorso e gli fu eseguita

la T.A.C., il cui responso fu di

esito negativo. Il giorno successivo

il viso del bambino

era gonfio, tumefatto e dolente

tanto da non poterlo vestire e

vicino all’occhio aveva una

grande ecchimosi. Poi lo abbiamo

fatto sottoporre alla visita

oculistica ed è andato tutto

bene. Sul televisore c’era

una statuetta della SS. Vergine

con il Santo Rosario che

cadendo si è rotta in tre punti.

È stato grazie alla Madonna

che il nostro nipotino si è salvato

ed io, molto riconoscente,

mi sono ripromessa di recitare

il S. Rosario ogni giorno

e spero che questa mia testimonianza,

possa far conoscere

a tutti l’amore della Madonna,

soprattutto per i figli

in pericolo.

Maria Nillella

Milano

* * *

u Desidero dire “grazie” pubblicamente

alla Madonna che

mi è stata vicina nei momenti

difficili. Io sono molto devota

della Madonna di Pompei e

quando seppi che mia figlia era

incinta, ho iniziato la pratica

dei “Quindici Sabati” ma

al momento del parto le cose

GRATI ALLA MADONNA

E AL BEATO BARTOLO LONGO

si sono rese molto difficili, il

bambino quando è nato è stato

per molto tempo senza piangere

e quindi è stato portato

subito in medicina intensiva,

ho avuto molta paura ed ho

continuato ad invocare la Madonna

affinché mi aiutasse a

consolidare la mia fede e quando

i medici dicevano cose spiacevoli

riguardo al caso, ho continuato

a sperare ed a pregare.

Il bambino è cresciuto, ora

ha più di un anno, è bellissimo

ed è la nostra gioia.

In questo percorso abbiamo

tribolato e le paure non sono

mai mancate, ma ho sempre

sperato nella protezione

della Mamma Celeste, che non

mi ha mai negato il suo aiuto

in questi momenti difficili.

Voglio che tutti sappiamo

che la Madonna è “Grande”,

nulla ci nega quando la invochiamo.

Grazie, grazie, grazie.

I.B.M. - Sorrento (NA)

* * *

u Sono una devota della Madonna

di Pompei. Vi scrivo un

n a cura di CIRO COZZOLINO

pò in ritardo per comunicarvi

una grande grazia che ho ricevuto

nel mese di maggio. Il

6 maggio ho incominciato ad

avere verso sera una febbre

altissima, brividi e vomito che

mi hanno stremato ed il giorno

successivo il 7 maggio,

giorno che precede la Supplica,

ho avuto uno svenimento “miracoloso”.

Mio marito ha perso

la testa mentre mio figlio

di dieci anni prontamente ha

chiamato un’ambulanza con

un rianimatore. Al pronto soccorso

si sono accorti che la situazione

era grave, nessun organo

funzionava bene e si sospettava

un infarto. Fortunatamente

uno specialista ha capito

che si trattava di un’aggressione

batterica ed ha convinto

tutti gli altri colleghi ad

iniziare una forte terapia antibiotica.

Dopo diversi giorni

di prognosi riservata, la febbre

è calata e pian piano la situazione

è migliorata.

Tutti gli organi, fra cui il

cuore, sono ritornati alla normalità

ed adesso sto bene. Il

mio medico curante leggen-

u Recitando la Novena ed il S. Rosario tutti i giorni dopo

diversi anni la SS. Vergine mi ha concesso una grazia risolvendomi

una sventura irreparabile; successivamente si sono

presentate altre serie problematiche ma raccomandandomi

sempre alla cara Madre, le ho risolte facilmente.

La particolarità molto bella è che le Grazie le ho ricevute

nel mese di ottobre e nel mese di maggio, proprio i mesi

cari alla Madonna, io sento, per questo, una particolare attenzione

e protezione da parte della Madre Divina.

Intanto le ho promesso che promuoverò la devozione per

il Santuario della Vergine di Pompei. In qualunque posto mi

troverò lascerò la sua immaginetta, non mi stancherò mai di

raccontare a tutti quanto Lei è stata buona con me e con la

preghiera tutto può cambiare.

Desidero ringraziare il beato Bartolo Longo per l’efficacia

della sua dolcissima Novena tanto cara alla Madonna.

Una devota

do la diagnosi dei primi giorni

di ricovero, mi ha detto

che sono stata miracolata, ed

io già lo sapevo!

Al più presto verrò personalmente

a Pompei dalla

Madonna per ringraziarla di

avermi tanto aiutata.

Anna Barreca

Palermo

* * *

u Voglio ringraziare di cuore

la cara Madre Celeste di Pompei

per avermi concesso una

grazia straordinaria.

Sono una signora di 35 anni,

mamma di due bimbi, una

di 6 anni ed uno di sette mesi,

che è purtroppo in ospedale

da quando è nato per vari problemi

dovuti alla superficialità

dei medici.

Mentre ero in attesa del

secondo bambino, il dermatologo

mi consigliò di togliere

un neo e subito dopo aver

partorito, lo tolsi, fu analizzato

e riscontrarono che era un

melanoma maligno. Potete immaginare

il mio dramma e

quello della mia famiglia. Disperata

mi sono avvicinata

ancora di più alla preghiera,

recitando tutti i giorni il Santo

Rosario ed invocando la

Santa Vergine perché i miei

bimbi avevano ed hanno bisogno

di me.

Infatti con l’aiuto della Madre

Celeste e suo figlio Gesù

e con molta meraviglia dei medici,

dopo il secondo intervento

per ripulire la zona colpita,

tutti i risultati furono negativi,

devo fare sempre i controlli

ma potete immaginare

la mia gioia e quella della mia

famiglia.

Spero con tutto il cuore

che Maria Santissima di Pompei

possa ancora intercedere

in mio favore e per il mio pic-

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 42 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [42]

PREGHIERA

PER LA

CANONIZZAZIONE

DEL BEATO

BARTOLO

LONGO

colo Emanuele che ancora è

in ospedale. Ti ringrazio o Vergine

per la tua materna protezione,

dammi sempre la forza

di andare avanti.

Maria Grazia Rinaldi

Scafati (SA)

* * *

u Vi scrivo perché voglio

rendere pubblica la grazia

che la Madonna mi ha concesso

esaudendo le mie preghiere.

Sono stato operata alla

bocca perché avevo un cancro,

l’intervento è durato sedici

ore, ma, grazie a Dio e all’intercessione

della Beata Vergine

di Pompei è andato tutto

bene, io sono una sua grande

devota e lei mi ha ascoltata.

Continuerò a pregare sempre

e spero che andrà ancora bene

anche quando dovrò sottopormi

ad altre cure. Chiedo a

tutti voi di fare una preghiera

particolare alla Beata Vergine

di Pompei da parte mia con la

speranza che un giorno verrò

personalmente nel suo Santuario.

Grazie di vero cuore

Filomena Vuoto

Montreal - Canada

* * *

u Ho fatto la promessa alla

Madonna di Pompei di farvi

conoscere la grazia e, se è possibile,

vi chiedo di farla pubblicare

sulla Rivista del Rosario.

Ho un nipote di 27 anni

che ha studiato fino a 24 anni.

Dopo gli esami si è messo

a cercare lavoro su Internet ed

altrove, ha mandato centinaia di

domande per due anni, ma le

risposte erano sempre negative.

Io ed i suoi genitori temevamo

che potesse cadere in

depressione visto che era molto

Dio, Padre di misericordia,

noi ti lodiamo per aver donato

alla storia degli uomini

il beato Bartolo Longo,

ardente apostolo del Rosario

e luminoso esempio di laico

impegnato nella testimonianza

evangelica della fede

e della carità.

scoraggiato. Io gli dissi di pazientare

ancora un po’ perché

stavo per cominciare la novena

alla Vergine di Pompei e

i 15 Sabati. Infatti, quando sono

arrivata al 15° sabato, quale

sorpresa! Due risposte positive

per un lavoro nella stessa

città dove mio nipote risiede,

lui che era pronto a partire

se fosse stato necessario, ma

non avrebbe mai pensato di

trovare lavoro proprio dove

abita, poiché tutte le fabbriche

erano chiuse. Lui, stesso,

che non è proprio un credente

praticante, ha detto: “La nonnina

ha pregato proprio bene

per me”.

Oggi lavora, che grazia incredibile!

Grazie per avermi

inviato il libro dei 15 Sabati

in francese, e ancora grazie alla

Vergine di Pompei che ho

pregato tutti i giorni insieme al

beato Bartolo Longo.

Con i miei più rispettosi

ossequi e la più grande riconoscenza

per quello che fate.

Sara Maria Filippi

La Mouille - Francia

Noi ti ringraziamo per il suo

straordinario cammino spirituale,

le sue intuizioni profetiche,

il suo instancabile prodigarsi

per gli ultimi e gli emarginati,

la dedizione con cui servì

filialmente la tua Chiesa

e costruì la nuova città

dell’amore a Pompei.

u Sono una devota della Beata Vergine del Rosario di Pompei

e voglio gridare al mondo intero quanto la Madonna mi

ami, nei momenti difficili della mia vita mi sono sempre rivolta

con fiducia a Lei ed a tutti i Santi. La sera nelle mie

preghiere chiedo sempre aiuto, non solo per i miei familiari

ma anche per tutti quelli che soffrono.

Mamma buona! Tu, hai visto quel giorno in cui mio figlio

ha avuto quel brutto incidente ed è finito in un burrone

profondo 30 metri con il camion, i vigili ed i carabinieri con

l’aiuto di un elicottero l’hanno trasportato in ospedale.

Tu, Madonna mia, sei intervenuta ed hai salvato mio

figlio, persino i medici hanno detto che è stato un miracolo.

Le condizioni fisiche erano davvero gravi, ma pian piano

c’è stata la sua ripresa.

Tutto ciò ha rafforzato la mia devozione, Vergine Santa

ti sarò grata per tutta la vita.

Antonietta Lauria

u Sono immensamente grata

alla Mamma Celeste che nel

viaggio su questa vita terrena

mi è costantemente vicina

e sono sicura che continuerà

ad assistere me e tutta la mia

famiglia sempre, sia nei momenti

lieti che in quelli tristi,

come ha sempre fatto finora

aiutandomi nei momenti di

bisogno.

Sin da piccola ho imparato

a pregare sempre la Madonna

di Pompei e ho sentito

il bisogno di rivolgermi a Lei

in ogni momento, come se fos-

Noi ti preghiamo,

fa’ che il beato Bartolo Longo,

sia presto annoverato

tra i Santi della

Chiesa universale,

perché tutti possano

seguirlo come modello

di vita e godere della sua

intercessione.

se la mia mamma terrena.

Tempo fa ho poi scoperto di

avere un nodulino al seno. Il

Signore ha voluto che, pochi

giorni dopo la scoperta,

per una promessa fatta sedici

anni prima alla mia cara

Mamma, mi recassi con mio

marito ed i miei figli nella

Sua casa a Pompei, il luogo

in cui è venerata da tutto il

mondo.

Ricordo che vicino all’altare

piangevo e la chiamavo

in preda all’angoscia e Lei, la

mia Mamma, mi infuse pace

interiore e dolcezza infinita

nel cuore.

Tornata a casa, dopo vari

controlli, ho dovuto subire

un intervento e, grazie a Dio,

il nodulo che mi hanno asportato

è risultato benigno.

Con queste poche righe

ho voluto dare testimonianza

che la Vergine del Santo Rosario

è sempre accanto a noi

e che quando crediamo che

Lei è lontana è solo perché

siamo stati noi ad allontanarci

da Lei. Invochiamola sempre

con amore e Lei, che è

amorevole e misericordiosa,

intercederà per noi presso Suo

Figlio.

Donata Piccino

Matino (LE)

Chiunque ricevesse grazie per intercessione del beato

Bartolo Longo, fondatore del Santuario, delle Opere

annesse e della città di Pompei, è vivamente pregato di

darne comunicazione al Vice Postulatore della causa di

canonizzazione:

MONS. RAFFAELE MATRONE

Piazza Bartolo Longo, 1 - 80045 Pompei (Napoli)

Tel.: 081 8577275 - 081 8638366 - Fax: 081 8503357

N.B. Le comunicazioni devono essere corredate di indiriz-

zo completo e numero telefonico.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 43 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [43]


I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO ... I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO ... I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO ... I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO ... I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO ...

Auguri a Anna Maria e Giuseppe per i sessant’anni di matrimonio Maria: guida sicura

Sono la figlia di una coppia di coniugi

residenti a Lanciano, Anna Maria

Melizza e Giuseppe Masciarelli, che il

19 ottobre scorso ha festeggiato le “nozze

di diamante”. È stata una giornata

indimenticabile: sessant’anni di matrimonio

sono un bel traguardo e i miei genitori

hanno avuto la fortuna di poterlo

raggiungere in discrete condizioni di salute.

Insieme siamo andati alla Messa nella

Chiesa di Santa Lucia di Lanciano in

provincia di Chieti, dove si sposarono il

19 ottobre 1946.

Mia mamma è molto devota della

Madonna di Pompei e per questo desidererei

far pubblicare le loro foto sulla

rivista “Il Rosario e la nuova Pompei”,

a cui mia mamma è abbonata. Vi allego

una foto dei genitori e a parte farò pervenire

un’offerta al Santuario.

Rosanna Masciarelli

Padova

Gentilissima Signora, ci uniamo volentieri

a quanti nello scorso mese di ottobre

hanno condiviso con papà e mamma

il loro sessantesimo anniversario di

matrimonio.

Concordiamo con lei, quando dice

che si tratta di un considerevole e significativo

traguardo di vita. Per questo motivo

abbiamo pensato di partecipare anche

a tutti gli altri lettori de “Il Rosario

e la Nuova Pompei” la vostra festa familiare,

perchè possa essere di esempio

a quanti sono incamminati nell’impegnativa

esperienza del ministero coniugale.

La Madonna di Pompei non farà

mancare il suo sostegno e la sua benedizione.

In relazione alla normativa sulla tutela

delle persone e di altri soggetti rispetto al

trattamento dei dati personali (D. Lgsl 30-

06-2003 n. 196), ci è gradito comunicarLe

che il Suo nome è stato inserito nel nostro

indirizzario, esclusivamente allo scopo di

infor-marLa sulle iniziative del nostro Santuario.

Le garantiamo, pertanto, che tali dati

sono utilizzati esclusivamente per l’invio di

comunicazioni inerenti le nostre opere e

sono trattati con la massima riservatezza.

Le ricordiamo che, qualora queste informazioni

non fossero di Suo gradimento,

è Sua facoltà richiedere la cancellazione dei

dati relativi alla Sua persona dal nostro indirizzario,

ai sensi dell’art. 7 del D. Lgsl sopra

citato.

Quando la fede illumina la sofferenza

Caro Direttore, lo scorso anno la

mia comunità parrocchiale ha subito

una grande perdita, due giovani spenti

nel fiore della loro età: uno di questi,

Luigi Gilardo, nato il 19 dicembre

1977 e morto l’8 luglio 2006, in seguito

ad un incidente di moto.

La famiglia ha voluto raccogliere

offerte durante la Santa Messa per donarle

alle opere di carità del Santuario

e si affida alla protezione della Vergine

del Santo Rosario ponendo nelle

sue mani le preghiere che continuamente

innalza per l’anima del

compianto figlio e si affida alle sue

preghiere.

Don Giuseppe Esposito

Parroco del SS.mo Salvatore

Pompei (NA)

Grazie don Giuseppe per questa

segnalazione, che ci fa toccare con mano

la profonda fede dei genitori e dei

familiari di Luigi. Nonostante la tragedia

che li ha colpiti profondamente

non hanno smarrito la luce e il calore

delle fede che ha consolato il loro

cuore affranto e sgomento. Sappiamo

che il ricordino fatto preparare

con la foto di Luigi porta stampa-

ta sul retro questa frase: “Non dobbiamo

dire il Signore ce l’ha tolto, ma

dobbiamo ringraziarlo per avercelo donato”.

Ciò a dimostrazione che anche

nel dolore più forte, oltre a chiedere

al Signore il senso di un così grande

sacrificio, si possa contemporaneamente

esprimergli gratitudine per il

continuo dono del suo amore e per

quanto, anche se talvolta in maniera

oscura e non sempre comprensibile, fa

per noi.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 44 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [44]

per il figlio Gesù

Sono una devota della Madonna, mi

chiamo Elisa, abitavo a Scafati (SA),

ma da dieci anni per motivi di lavoro io

e la mia famiglia ci siamo trasferiti a Nave

(BS). Dopo mille problemi e difficoltà,

grazie al sostegno della Vergine, oggi

io e la mia famiglia stiamo bene. Lei per

me è la Padrona della mia vita e della

mia casa. Nei momenti più critici della

mia vita mi è sempre stata vicina e lo è

ancora oggi ad ogni mia implorazione. Era

da tempo che avevo intenzione di scrivere

questa lettera alla vostra rivista, perché

volevo ringraziare la Madonna per aver

aiutato le mie figlie a risolvere alcuni

problemi in ambito scolastico.

Ho una grande fede per la Vergine

del Santo Rosario di Pompei, augurandomi

che Lei non abbandoni mai me e

la mia famiglia e che ci protegga.

Ho bisogno di Lei e del Suo Figlio

Gesù, perché senza di loro non avrebbe

senso la mia vita. Soprattutto in questo

periodo ho bisogno ancora del loro aiuto

per la soluzione di una causa molto

importante. Sono sicura che recitando il

suo Rosario la troverò senz’altro.

Alla Vergine Santa e al suo figlio Gesù

ho affidato la vita delle mie figlie. La

mia gratitudine per tutto ciò che fanno

per la mia famiglia non verrà mai meno.

Cascone Elisabetta

Nave (BS)

Cara Signora, grazie per la sua testimonianza

d’amore e di gratitudine

per la Vergine e per il suo figlio Gesù.

Lei ha affermato una verità straordinaria:

“... senza di loro non avrebbe senso

la mia vita”. Da poco abbiamo celebrato

il Santo Natale, il mistero dell’Incarnazione

del Figlio unigenito di Dio nella

storia dell’umanità. Ecco il Dono che

Dio ha fatto agli uomini di ogni tempo!

Ecco il Signore, la Verità suprema della

storia! Ecco Colui, che dà senso, significato,

sapore e calore alla vita di ogni

uomo e di ogni donna! La Vergine del Rosario

possa essere per lei la guida sicura

per poter incontrare e seguire il figlio

Gesù e vivere intimamente con Lui: via,

verità e vita!

Ad Iesum per Mariam!

n a cura di AUGUSTO DI VITTORIO

La devozione alla Vergine in Australia

Carissimi Amici di Pompei, auguro

a tutti voi buona salute e serenità,

come posso anch’io dire di me. Alla

mia lettera ho allegato tre foto. Una

riguarda la festa di Santa Lucia, durante

la quale nelle processioni cittadine

in suo onore viene sempre portato

anche il quadro della Vergine di

Pompei. Mentre le altre due si riferiscono

al giorno in cui sono andata a

portare un quadro della Madonna di

Pompei in dono alla chiesa di Santa

Brigida, a Collie, un paese a circa nove

chilometri di distanza dal mio. Il

quadro è stato consegnato nelle mani

del reverendo Padre Tom Gonzales.

Tutta la comunità parrocchiale è

stata molto contenta di ricevere questo

dono e noi abbiamo provato immensa

gioia nel consegnarlo.

Franca Marino

Haevey - Australia

Grazie Signora, per quanto ci riferisce

e, soprattutto, per l’impegno

nel diffondere la devozione della Madonna

di Pompei in Australia. Peraltro,

nella missione mariana avvenuta

due anni fa a Sydney e a Melbourne,

il nostro Vescovo, Mons. Carlo Liberati,

insieme a diversi suoi collabora-

tori, ha avuto modo di constatare personalmente

l’amore filiale e semplice

di moltissimi italoaustraliani verso la

Vergine del Rosario.

Sono state tantissime le attestazioni

di affetto in quella circostanza che

ancora, oggi, è ancora vivo il ricordo

delle giornate missionarie in terra

australiana, grazie all’impegno e

all’amore di tante persone.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 45 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [45]


EDIZIONI DEL SANTUARIO

hi propaga il Rosario è

“Csalvo!”. Questa parola udita

nell’intimo del cuore dal

beato Bartolo Longo, nell’ottobre

del 1872, ne fece l’apostolo

del Rosario e il fondatore della

nuova Pompei mariana.

Nella sua essenza il Rosario

è via per contemplare il volto

di Cristo con lo sguardo e il

cuore di Maria. Il Rosario ci porta

a Gesù facendoci accompagnare

dalla madre del Signore.

Con Maria “ricordiamo” Gesù.

Aiutati da lei “impariamo” Gesù,

ci conformiamo a Lui, Lo

supplichiamo, Lo annunciamo.

Dirlo bene ci aiuta a perseguire

l’ideale di San Paolo: “non

sono più io che vivo, ma Cristo

vive in me” (Gal 2, 20).

Il Rosario è anche preghiera

per la nuova evangelizzazione,

per la pace e la famiglia.

Il sussidio si ispira alla Rosarium

Virginis Mariae, che Giovanni

Paolo II firmò sul sagrato

di San Pietro il 16 ottobre

2002 davanti all’icona della Vergine

di Pompei.

È disponibile in lingua inglese,

spagnola e francese.

Pagine 64 - € 1,00

Cod. Art. CONT002

Dopo il grande successo de

“I Quindici Sabati” del beato

Bartolo Longo, best seller

della letteratura mariana mondiale,

il Santuario di Pompei ha

pubblicato questo nuovo sussidio.

Fedele al suo carisma e ispirandosi

ai più recenti documenti

mariani del Magistero, il

Santuario rivisita e rinnova la

proposta del Fondatore.

Il sussidio utilizza un linguaggio

più consono alla sensibilità

ecclesiale odierna e si

presenta come strumento utilissimo

per celebrazioni individuali

e comunitarie del Rosario

e celebrazioni mariane.

I brani delle meditazioni sono

tratti dagli scritti del Beato,

dei Padri della Chiesa, di scrittori

e teologi contemporanei.

Il nuovo testo, come l’antico,

aiuta i devoti della Madonna

di Pompei a maturare abbondanti

e ricchi frutti spirituali

con cui alimentare il proprio

cammino spirituale e di santità

con una testimonianza di vita

credibile e consona ai discepoli

del Signore Gesù.

Pagine 205 - € 4,00

Cod. Art. LIBSP96

Il Longo (1841-1926), fu uomo

di straordinaria spiritualità e di

generoso impegno sociale ed

ecclesiale. Fu avvocato, giornalista,

scrittore, fondatore di

un Santuario mariano di fama

mondiale, di una congregazione

femminile, le “Suore Figlie

del S. Rosario di Pompei”, e

realizzatore di opere di carità.

Fu, soprattutto, un uomo di

preghiera e un uomo santo! Secondo

la logica del Vangelo e

alla scuola di Maria costruì la

sua casa sulla roccia della Parola

di Dio. Come il buon samaritano

evangelico realizzò il

comando dell’amore del prossimo,

dimostrandosi sensibilissimo

all’emarginazione minorile,

soprattutto ai ragazzi figli di

carcerati e orfani di genitori. Diede

loro voce, casa, famiglia, educazione

religiosa, cultura e

un inserimento nel mondo del

lavoro. Fu, infine, costruttore e

operatore di pace.

Il testo è un agile sussidio

tra le mani di quanti desiderano

essere introdotti alla conoscenza

del Longo.

È disponibile in lingua inglese,

spagnola e francese.

Pagine 96 - € 2,00

Cod. Art. LIBSP106

Per informazioni e prenotazioni: Segreteria Generale del Santuario - Tel.: (+ 39) 081 8577321 - Fax: (+ 39) 081 8503357 - info@santuariodipompei.it

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 46 –

ANNO 123 - N. 1 - 2007 [46]

PER RAGGIUNGERE POMPEI

u In aereo: Aeroporto di Capodichino-Napoli.

u In auto: Autostrada A3 Napoli-Salerno, uscite Pompei Ovest

(da Nord) e Pompei Est-Scafati (da Sud).

u In pullman: Autolinee SITA tel. (+ 39) 199730749; Autolinee

CSTP tel. (+ 39) 089 487286; Autolinee Circumvesuviana

tel. (+ 39) 081 7722444.

u In treno: Trenitalia - Stazione di Pompei tel. (+ 39) 081

8506176; Circumvesuviana - linea Napoli-Sorrento Stazione

Pompei-Villa dei Misteri; linea Napoli-Poggiomarino (via

Scafati) Stazione Pompei-Santuario; tel. (+ 39) 081 7722444.

u In nave: Stazione Marittima di Napoli.

CELEBRAZIONI

ALTARE DELLA MADONNA

SS. Messe Festive: ore 6.00 - 7.00 - 8.00 - 9.00 (anche in altre

lingue) - 10.00 - 11.00 - 13.00 - 16.00 - 17.00 - 19.00 - 20.00

SS. Messe Feriali: ore 7.00 - 8.00 - 9.00 (anche in altre lingue)

- 10.00 - 11.00 - 16.00 - 17.00 - 19.00

Angelus, Adorazione Eucaristica e Rosario: ore 18.00

CAPPELLA BARTOLO LONGO

SS. Messe Festive: ore 8.30 - 9.30 - 10.30 - 11.30 - 12.30 - 17.30

SS. Messe Feriali: ore 6.30 - 8.30 - 9.30 - 10.30 - 11.30 -

12.30 - 17.30

CAPPELLA SANTA FAMIGLIA

S. Messa in lingua inglese: domenica e giorni festivi ore 8.00

S. Messa in lingua spagnola: domenica e giorni festivi ore 9.00

CAPPELLA SAN GIUSEPPE MOSCATI

S. Messa in lingua ucraina: domenica e giorni festivi ore 10.00

CRIPTA

S. Messa in lingua francese: domenica e giorni festivi ore 8.30

S. Messa in rito Siro-Malabarese: 2 a domenica di ogni mese

ore 11.30.

SALA CONFESSIONI: dalle 7.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00

PER COMUNICARE CON IL SANTUARIO

CENTRALINO: Tel. (+ 39) 081 8577111

Fax: (+ 39) 081 8503357

www.santuario.it - info@santuariodipompei.it

RETTORATO (Informazioni, celebrazione dei Sacramenti e

accoglienza dei pellegrinaggi):

Tel. (+ 39) 081 8577362 - (+ 39) 081 8577379

Fax: (+ 39) 1782238781 - (+ 39) 081 8577482

rettorato@santuariodipompei.it

SEGRETERIA GENERALE

(Corrispondenza devoti e abbonamenti Rivista):

Tel. (+ 39) 081 8577321 - info@santuariodipompei.it

Dall’Estero: Tel. (+ 39) 081 8577328

UFFICIO PER LA MISSIONE MARIANA

Tel. (+ 39) 081 8577486 - missionemariana@libero.it

PASTORALE VOCAZIONALE

Tel. (+ 39) 081 8577460 - info@santuariodipompei.it

PASTORALE GIOVANILE

Tel. (+ 39) 081 8577457 - giovani@santuariodipompei.it

UFFICI AMMINISTRATIVI

Tel. (+ 39) 081 8577284 - ragioneria@santuariodipompei.it

SUORE DOMENICANE FIGLIE DEL SANTO ROSARIO DI POMPEI

Tel. (+ 39) 081 8632579

INFORMAZIONI UTILI

OPERE SOCIALI

CENTRO EDUCATIVO BEATA VERGINE DEL ROSARIO

CENTRO DIURNO POLIFUNZIONALE “CRESCERE INSIEME”

Tel. (+ 39) 081 8577401

CENTRO DI ASCOLTO “MYRIAM”

Tel. (+ 39) 081 8577418 - centroascoltopompei@libero.it

MOVIMENTO PER LA VITA E CENTRO DI AIUTO ALLA VITA

Tel. Fax e Segreteria (+ 39) 081 8577458

movimentovita.pompei@libero.it

“CASA EMANUEL” PER GESTANTI, MADRI E BAMBINI

Tel. (+ 39) 081 8577404 - casaemanuel@libero.it

GRUPPO APPARTAMENTO

Tel. (+ 39) 081 8577402 - g.appartamento@libero.it

COM. DI TIPO FAMILIARE GIARDINO DEL SORRISO

Tel. (+ 39) 081 8633103 - giardinodelsorriso@alice.it

CENTRO EDUCATIVO BARTOLO LONGO

CENTRO DIURNO POLIFUNZIONALE

Tel. (+ 39) 081 8577700 - bartololongo@virgilio.it

OFFERTE AL SANTUARIO

Da più parti ci chiedono di precisare le modalità attraverso

cui si possono inviare offerte al Santuario. Lo facciamo volentieri

suggerendo queste soluzioni:

dall’Italia utilizzando:

a) il Conto Corrente Postale prestampato inviato dal Santuario,

oppure quello in bianco da compilare personalmente

intestando l’offerta al Santuario della Beata Vergine di Pompei,

c.c.p. n. 6817;

b) l’Assegno non trasferibile (a mezzo assicurata) intestato

al Santuario della Beata Vergine di Pompei;

c) Bonifico bancario intestato al Santuario della Beata

Vergine di Pompei, ad uno dei seguenti Istituti Bancari:

Banca Intesa c/c n. 000000116286 - CIN: Y - ABI: 03069

- CAB: 40080; Monte Paschi di Siena c/c n. 000000000166

- CIN: G - ABI: 01030 - CAB: 40080; San Paolo Banco di

Napoli c/c n. 000027000216 - CIN: B - ABI: 01010 - CAB:

40080; Banca di Roma c/c n. 000000000230 - CIN: W -

ABI: 03002 - CAB: 40080; Banca Intesa- Pompei per la

pace e i bambini c/c n. 000000996648 - CIN: X - ABI:

03069 - CAB: 40080; Banca di Roma - restauro Basilica

c/c n. 000001364031 - CIN: Q - ABI: 03002 - CAB: 40080.

dall’Estero utilizzando:

a) Assegno non trasferibile intestato al Santuario della

Beata Vergine di Pompei.

b) Bonifico bancario o Vaglia internazionale bancario intestato

al Santuario della Beata Vergine di Pompei, ad

uno dei seguenti Istituti Bancari: Banca Intesa IBAN: IT34

Y0306940080000000116286 - BIC: BCITITMM958; Banca

di Roma IBAN: IT19W0300240080000000000230 - BIC:

BROMITR1N98; Banca Intesa - Pompei per la pace e i

bambini IBAN: IT09X030694008000000996648 - BIC:

BCITITMM958; Banca di Roma - restauro Basilica IBAN:

IT23Q0300240080000001364031 - BIC: BROMITR1N98.

c) la Western Union (trasferimento rapido) indicando,

come persona incaricata di riscuotere l’offerta, il nome del

Dr. Eduardo Romano.

d) la Carta di credito, comunicando al Santuario, attraverso

e-mail, fax, lettera, il tipo, il numero, la scadenza della carta

e l’importo dell’offerta.


Opere Sociali

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Fondatore

Icona della Vergine

Santuario

Chiesa di Pompei

Missione Mariana del Rosario

Benvenuti

Pompei è opera di Dio, tempio dello

Spirito, luogo di conversione e di

riconciliazione, di misericordia e di

preghiera, di spiritualità e di santità.

È città di Maria, venerata come

Vergine del Rosario, alla cui scuola

milioni di pellegrini imparano ad

ascoltare le parole del suo figlio Gesù

e a farne una ragione di vita.

Pompei è dono dell’amore di Bartolo

Longo, un innamorato della vita,

un avvocato santo, che, animato

da una straordinaria pietà mariana,

ha impegnato tutta la vita a

servizio del Vangelo, costruendo una

nuova città dell’amore.

Famiglia

Giovani

Polo Scolastico

Edizioni del Santuario

Area Download

Moduli e Prenotazioni

Nostra Signora

del Santo Rosario di Pompei

Pompei è Rosario, progetto di vita, via che conduce alla contemplazione

dei misteri della salvezza, rifugio sicuro nelle prove della

vita, catena che lega i cuori a Dio e ci fa fratelli. È Supplica, preghiera

filiale, fiduciosa e devota alla Madre del Signore. È missione

mariana, mandato apostolico, servizio della Parola, impegno di

annuncio della buona notizia del Vangelo con Maria e per Maria, la

Vergine dell’ascolto e del fiat.

Pompei è laboratorio di solidarietà e di promozione umana.

Migliaia di ragazzi e ragazze, di uomini e donne, vittime del disagio

sociale, sono stati accolti e restituiti alla propria dignità umana, sperimentando

il calore di una casa e di una famiglia.

Pompei è crocevia di uomini e di popoli, di culture e di nazionalità,

luogo di incontro di una umanità assetata di Dio e desiderosa di

legalità e di giustizia, di speranza e di pace. È portale d’eternità,

proiezione dell’umanità nel tempo di Dio, profezia sul futuro dell’uomo

e della storia. È “città posta sul monte” per indicare a tutti gli

uomini di buona volontà il cammino da compiere per raggiungere,

guidati dalla Vergine Maria, la città di Dio, la santa Gerusalemme.

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Il Libro

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