2016 CUMINAIVEL #5

cuminaivel

Nr. 5 | Montag, 18. Januar 2016

///CUMINAIVEL

Informationsmagazin für alle eingesetzten Sicherheitskräfte am WEF 2016

/// www.cuminaivel.ch /// Hotline: 058 469 16 22 /// Mail: redaktion@cuminaivel.ch

Meteo

Min / Max

Montag -11° / -5°

Davos Chur

Dienstag -12° / -1°

Montag -20° / -9°

Dienstag -18° / -5°

EINSATZ AUF

VIER PFOTEN

Bild: rm.


2 /// MONTAG, 18. JANUAR 2016 CUMINAIVEL

Gemeinsam

für die Sicherheit

In dieser Woche schaut erneut die

ganze Welt in die Schweiz, nach

Graubünden, nach Davos. Übermorgen

Mittwoch wird das

46. World Economic Forum

(WEF) in Davos eröffnet. Und

Sie, wir alle, sind ein Teil davon.

Als Gesamteinsatzleiter Sicherheit

heisse ich Sie zum Einsatz

herzlich willkommen.

Unser Auftrag hat im Vergleich zum letzten Jahr keine

wesentlichen Änderungen erfahren. Aufgrund der abstrakten

Erhöhung der Bedrohungslage seit November 2015 wurden die

Kontroll- und die Aufklärungsaktivitäten bereits im Vorfeld

erhöht und da und dort sind weitere zusätzliche Massnahmen

und Feinabstimmungen vorgenommen worden, aber im

Grossen und Ganzen profitieren wir von den Erfahrungen der

Vorjahre. Das Gesamtdispositiv hat sich seit Jahren bewährt.

Viele von Ihnen sind WEF-erprobt und nicht zum ersten Mal

im Einsatz, aber auch in diesem Jahr haben wir zahlreiche

Neue in unseren Reihen. Egal ob «Neuling» oder «alter Hase»

– jedes WEF ist anders und wir sorgen immer wieder von

Neuem gemeinsam für Ruhe und Ordnung und setzen uns für

die Sicherheit der Kongressteilnehmerinnen und -teilnehmer,

der Gäste und der Davoser Bevölkerung ein. Routine hat in

unserem Job keinen Platz. Es heisst, achtsam und wachsam zu

sein, Augen und Ohren offen zu halten und täglich unser Bestes

zu geben.

Ich danke Ihnen allen für die Bereitschaft, im Rahmen des

WEF Ihren Einsatz zu leisten. Ausserdem danke ich den

Kommandanten sämtlicher Schweizer Polizeikorps und des

Fürstentums Liechtenstein, die uns wiederum mit zahlreichen

Einsatzkräften flexibel und unkompliziert unterstützen.

Ich danke zudem dem Grenzwachtkorps und allen Partnerorganisationen

für die Unterstützung. Mein Dank gilt weiter

der Schweizer Armee, die mit ihrem subsidiären Einsatz

einen wesentlichen Beitrag zur Auftragserfüllung leistet.

Unter der Einsatzverantwortung

des Kantons Graubünden leistet

die Armee in den kommenden

Tagen einmal mehr einen wichtigen

Beitrag zu einem sicheren

Jahrestreffen des World Economic

Forums (WEF) in Davos.

Gemeinsam haben die Kantonspolizei

Graubünden, die Armee

und weitere Partner die Sicherheitsmassnahmen

vorbereitet.

Die Zusammenarbeit ist eingespielt, geprägt von gegenseitigem

Respekt und Verständnis – ein gutes Beispiel für

den Sicherheitsverbund Schweiz.

Es geht darum, die Schweiz als perfekte Gastgeberin und

sicheren Standort für internationale Konferenzen zu präsentieren.

Ohne Sie, die Milizangehörigen und das Berufspersonal

der Armee, könnte ein solcher Einsatz nicht in der

erforderlichen Qualität erfolgen. Die Armee ist auf Ihr

berufliches Können, Ihr ziviles Wissen, auf Ihre Lebenserfahrung

und Ihr Engagement als Bürgerin und Bürger in

Uniform angewiesen. Wer weiss, warum und wofür er einsteht,

der tut das mit Überzeugung und Hingabe. Das trägt

zur Sicherheit in unserem Land bei – Sicherheit, welche

letztlich die Grundlage für unseren Wohlstand ist.

Jede und jeder von Ihnen schafft an ihrem oder an seinem

Platz die Voraussetzungen dafür, dass die Gesamtleistung

der Armee in ihrer ganzen Breite überhaupt möglich wird.

Und weil jeder Armeeangehörige mit seinem Auftreten

eine Visitenkarte der Armee ist, erwarte ich eine kompromisslose

Umsetzung der Verhaltensregeln.

Ich wünsche Ihnen einen erfolgreichen Einsatz. Setzen Sie

alles daran, Ihren Auftrag sicher, professionell und unfallfrei

zu erfüllen. Für Ihr Engagement für unsere Armee und

die Sicherheit unseres Landes danke ich Ihnen.

Uns allen wünsche ich einen kameradschaftlichen und

erfolgreichen, aber ereignisarmen Einsatz.

Oberst Walter Schlegel

Kommandant Kantonspolizei Graubünden

Gesamteinsatzleiter Sicherheit WEF 2016

Divisionär Jean-Marc Halter

Chef Führungsstab der Armee und

Kommandant subsidiärer Sicherungseinsatz «ALPA ECO SEDICI»


CUMINAIVEL MONTAG, 18. JANUAR 2016

/// 3

Insieme per

la sicurezza

Questa settimana i riflettori del

mondo sono di nuovo puntati

sulla Svizzera, i Grigioni, Davos.

Dopodomani, mercoledì, aprirà

i battenti il 46esimo Forum

Economico di Davos (WEF).

Lei e noi tutti vi prendiamo parte.

Come capo generale dell'impiego

le do il benvenuto.

Il nostro incarico non ha subito

particolari modifiche rispetto agli altri anni. Certo, a causa

dell’innalzamento del livello di minaccia dopo i fatti di novembre

2015, i controlli e gli accertamenti preliminari sono incrementati;

sono inoltre state adottate ulteriori misure preventive e

provvedimenti; per il resto, tuttavia, facciamo affidamento

sull’esperienza maturata negli anni passati. Il dispositivo di sicurezza

in passato ha dato buona prova di sé. Per molti di voi

questo non è il primo servizio né il primo impiego al WEF, per

altri invece questa è la prima esperienza. Il fatto di essere «Novellini»

o «Veterani» non è rilevante: ogni WEF è differente.

Prorpio per questo noi siamo nuovamente qui insieme per garantire

la tranquillità, l’ordine e la sicurezza dei partecipanti al

Congresso, degli ospiti e della popolazione di Davos. Non vi è

posto per la routine nel nostro lavoro. È infatti sempre necessario

stare attenti, vigili e pronti a dare il massimo.

Ringrazio già sin d’ora tutti voi per la disponibilità in vista

del servizio che vi apprestate a fornire durante l’impiego al

WEF. Ringrazio pure tutti i comandanti dei corpi di polizia

svizzeri e del principato del Lichtenstein, che a loro volta ci

sostengono con numerose forze di impiego flessi bili e disponibili.

Ringrazio inoltre il corpo delle guardie di confine e

tutte le organizzazioni che collaborano per garantire la sicurezza

della manifestazione. I miei ringraziamenti vanno infine

all’Esercito svizzero, che con il suo impiego sussidiario

fornisce un contributo essenziale all’adempimento dell’incarico

affidatoci.

A tutti noi, auguro un servizio ricco di successo, camerateria

e privo di incidenti.

Sotto la responsabilità d'impiego

del Cantone dei Grigioni, nei

prossimi giorni l'esercito fornirà

una volta di più un importante

contributo per la sicurezza dell'incontro

annuale del World Economic

Forum (WEF) a Davos. La

Polizia cantonale grigionese,

l'esercito e altri partner hanno

predisposto di comune accordo le

relative misure di sicurezza. La

collaborazione è ben collaudata e improntata sulla comprensione

e sul rispetto reciproci: un valido esempio del funzionamento

della Rete integrata Svizzera per la sicurezza.

L'obiettivo è di presentare la Svizzera quale perfetto Paese

ospitante e luogo sicuro per le conferenze internazionali.

Senza di voi, militari di milizia e personale di professione

dell'esercito, non sarebbe possibile garantire la qualità

richiesta per un simile impiego. Le vostre conoscenze professionali

e quelle in ambito civile, la vostra esperienza di

vita e il vostro impegno quali cittadine e cittadini in uniforme

sono indispensabili per l'esercito. Chi conosce il motivo

e lo scopo della propria missione la porta avanti con convinzione

e dedizione. Ciò contribuisce alla sicurezza del

nostro Paese, una sicurezza che, in ultima analisi, è la base

del nostro benessere.

Ognuno e ognuna di voi crea sul proprio posto di lavoro le

condizioni affinché l'esercito sia in grado di fornire le sue

prestazioni complessive in tutta la loro ampiezza. Dal

momento che ogni militare con il proprio comportamento è

un biglietto da visita dell'esercito, mi aspetto che le regole

di comportamento vengano rispettate senza alcun compromesso.

Auguro a tutti voi un impiego coronato dal successo. Fate

tutto il possibile per adempiere il vostro compito in modo

sicuro, professionale e senza incidenti. Vi ringrazio del

vostro impegno per il nostro esercito e per la sicurezza del

nostro Paese.

Walter Schlegel

Comandante della Polizia cantonale dei Grigioni

Direttore generale dell'impiego sicurezza WEF 2016

Divisionario Jean-Marc Halter

Capo dello Stato maggiore di condotta dell'esercito e

comandante dell'impiego sussidiario di sicurezza

«ALPA ECO SEDICI»


4 /// MONTAG, 18. JANUAR 2016 CUMINAIVEL

Ensemble pour

la sécurité

Cette semaine tout le monde a la

Suisse, le canton des gisons et

Davos à l'œil. Mercredi, dans

deux jours la 46ème édition du

WEF sera inaugurée à Davos. Et

vous, nous tous, en font partie. En

tant que chef général de l'engagement

de sûreté je vous souhaite la

bienvenue.

Notre mission n'a pas subi de

majeurs changements par rapport aux années précédentes.

À cause le augmentation abstraite de la menace depuis

novembre 2015 les activités de contrôle et de reconnaissance

ont été augmentées au préalable. Par ci par la d'autres

mesures et d'autres ajustements ont été effectués, mais en

général nous profitons des expériences des années précédentes.

Le dispositif général a fait ses preuves durant les

années dernières. Beaucoup de collaborateurs ont l'habitude

et ne sont pas ici pour la première fois, mais cette

année nous avons également beaucoup de «petits nouveaux»

parmi nos rangs. Peu importe le temps passé au

WEF – chaque année est différente et nous assurons ensemble

la sécurité et le calme parmi les participants du

congrès, des invités et de la population de Davos. Il n'y a

pas de place pour la routine. On doit être attentif, observer

et écouter pour donner le meilleur de nous-même chaque

jour.

Je vous remercie tous pour la disposition à effectuer cet

engagement dans le cadre du WEF. J'aimerai également

remercier les commandants de tous les corps de police de

Suisse ainsi que ceux de la principauté de Liechtenstein qui

nous soutiennent de manière flexible et facile avec beaucoup

de forces d'engagement supplémentaires chaque

année. Mes remerciements vont également au corps des

gardes-frontière ainsi qu'aux organisations partenaires qui

nous soutiennent. Je tiens également à remercier l'armée

Suisse pour sa contribution clé à la réalisation de la mission.

L’armée s’apprête, une nouvelle

fois, à apporter une contribution

essentielle à la sécurité de la rencontre

annuelle du Forum économique

mondial de Davos (WEF).

La responsabilité de l’engagement

de ces prochains jours

incombe aux autorités grisonnes.

L’armée s’est jointe à la police

cantonale et à d’autres partenaires

pour élaborer en commun

les mesures de sécurité à appliquer dans ce contexte. Leur

collaboration bien rodée est empreinte de compréhension et

de respect mutuels: un bon exemple pour le Réseau national

de sécurité.

Davos est l’occasion rêvée de présenter la Suisse comme un

parfait Etat hôte et un empla-cement sûr pour les conférences

internationales. Sans vous, militaires de milice et

personnel professionnel de l’armée, il ne serait pas possible

de parvenir au niveau de qualité requis pour une telle mission.

L’armée a besoin de vos connaissances civiles, de

votre expérience de la vie et de votre engagement en tant

que citoyens-soldats. Celui qui sait pourquoi et dans quel

but il est sollicité agira avec conviction et dévouement. Cela

contribue à assurer la sécurité dans notre pays. Et la sécurité

constitue le fondement de la prospérité de ses habitants.

Vous tous créez par votre travail les conditions permettant

à l’armée de fournir l’ensemble de ses prestations. Vous

tous représentez l’armée. Par conséquent, j’attends de vous

que vous respectiez strictement les règles de comportement

que tout militaire se doit de suivre.

Je vous souhaite beaucoup de succès dans votre engagement.

Mettez tout en œuvre afin d’accomplir votre mission

de manière sûre et professionnelle et évitez tout accident.

En vous remerciant de votre dévouement pour notre armée

et pour la sécurité de notre pays, je vous adresse, Mesdames

et Messieurs les militaires, mes salutations les meilleures.

Je souhaite à tous un engagement amical, couronné de

succès mais pauvre en événements.

Colonel Walter Schlegel

Commandant de la police cantonale des Grisons

Directeur général d’intervention chargé de la sécurité au WEF 2016

Divisionnaire Jean-Marc Halter

Le chef de l’Etat-major de conduite de l’armée et commandant de

l’engagement de sûreté subsidiaire «ALPA ECO SEDICI»


CUMINAIVEL MONTAG, 18. JANUAR 2016

/// 5

«Ich erwarte, dass der

Tee warm ist»

Egal ob für wichtige Gebäude, Fahrzeugparks oder einfache Generatoren:

Überall in Graubünden stehen während des WEF hunderte AdA auf der Wache.

Um ihre Arbeit werden sie kaum beneidet. Es gibt aber auch solche, die diesen

Job gerne machen.

WEF – Stafette

ac. Im normalen Alltag würde Andrea

Sestan jetzt im geheizten Büro in Zürich

sitzen. Doch im Tenü Grün ist auch für

den 29-jährigen Architekten aus Breganzona

TI alles anders. «Ich bereite

mich bereits auf den Schichtbeginn am

Abend vor», sagt Sestan und blickt dabei

etwas zerknittert drein.

«Ich wollte das so»

Der Obergefreite gehört zu jenen AdA,

die im Rahmen des WEF Wache schieben.

Dass es auch entspanntere Aufgabenbereiche

gäbe, weiss der Obergefreite.

Unglücklich ist er über die Zuteilung

dennoch nicht. «Ich wollte das so. Nach

der ersten Spezial-Ausbildung habe

ich gemerkt, dass mir das gefällt.» Auch

das Schlafen in engen Bunkern zu

manchmal ungewohnten Zeiten macht

Sestan nicht zu schaffen. «Wir sind alles

gute Kameraden und nehmen Rücksicht.

Das passt schon.»

Job und Frau stets präsent

Es ist bereits der fünfte WK, den Andrea

Sestan absolviert, aber das erste Mal am

WEF. «Man merkt, dass es eine reale Situation

ist. Man nimmt es ernster.» Trotz

aller Anspannung kann er seinen Job aus

dem zivilen Leben nicht ganz beiseite

legen. «Das Arbeits-Handy ist immer

WEF-Stafette

Im «Cuminaivel»-Staffellauf werden

Akteure von Seiten der Polizei sowie

der Armee in einem Portrait wechselweise

vorgestellt. Wer den Stafettenstab

abgibt, kann seinem Nachfolger

eine Frage mitgeben, die dieser in der

nächsten Folge beantworten muss.

Obgfr Andrea Sestan in der Kälte von Schiers

dabei. Anders geht es leider nicht.» Neben

den Anrufen vom Arbeitsplatz lenken

ihn auch die Gedanken an seine Frau

daheim von der manchmal eintönigen

Aufgabe ab. «Sie vermisse ich natürlich

jeden Tag.»

Der klirrenden Kälte trotzen

Über Nacht hat es in seinem Einsatzgebiet

einen halben Meter Neuschnee

hingelegt. Auf die eindrückliche Rückkehr

des Winters hätte der Tessiner gut

verzichten können. «Ein Einwohner

Bild: bw.

sagte mir, dass es in der Nacht bis -30°C

werden könne.» Dann lacht er: «Ich

erwarte also, dass der Tee warm an meinen

Posten geliefert wird.»

Andrea Sestan interessiert sich für den

Infrastrukturschutz. Er würde gerne

wissen, was hinter der Bewachung von

schützenswerten Objekten steckt und

wie diesbezüglich die Zusammenarbeit

von Armee und Polizei funktioniert. Die

Antwort folgt demnächst im «Cuminaivel».


6 /// MONTAG, 18. JANUAR 2016 CUMINAIVEL

Unverzichtbar: Sanitätstruppen

am WEF

Neben der Infanterie und der Luftwaffe werden auch Sanitätstruppen aus der Logistikbrigade

1 und dem Lehrverband Logistik wieder am WEF eingesetzt. Sie unterstützen

die zivilen Rettungskräfte, stellen die medizinische Grundversorgung sicher und

halten sich mit einem Notfalldispositiv für die ausserordentliche Lage bereit.

cz. Bei einem medizinischen Notfall

kommt in der Regel die Ambulanz. Das

ist auch in Davos während des WEF nicht

anders. Es könnte aber sein, dass das

Fahr zeug ein militärisches Kennzeichen

hat und dass der eine oder andere Notarzt

die Militäruniform trägt. Die Sanitätstruppen

verstärken bei ihrem Einsatz

während des WEF in Davos die zivilen

Rettungskräfte. Die Verschmelzung geht

so weit, dass die Ambulanz-Teams gemischt

werden: militärisches und ziviles

Personal zusammen in einem Fahrzeug.

Das hat sich bisher immer hervorragend

bewährt und soll daher auch in diesem

Jahr wieder so sein, erklärt Major Thomas

Wysseier, Chef San Einsatz am WEF.

Während des WEF herrscht in Davos

regelmässig viel Verkehr, welcher auch

die Rettungsachsen für die Ambulanzen

beeinträchtigt. Dank der Unterstützung

der Armee kann dieser Schwierigkeit

mit zusätzlichen Ambulanzen

und einem dezentralen Einsatz von

Rettungskräften erfolgreich begegnet

werden. Weiter betreiben die Sanitätstruppen

ausserhalb des Spitals

Davos zwei Sanitätshilfsstellen. In

­diesen finden die militärischen und

zivilen Einsatzkräfte rund um die Uhr

medizinische Hilfe, so etwa bei Erkältungssymptomen

oder bei kleineren

Verletzungen.

Erstversorgung im Ernstfall

Neben der Unterstützung des zivilen

Rettungspersonals hält sich die Sanitätskompanie

mit den beiden Sanitätshilfsstellen

auch für den Notfall bereit.

Zum Zug kommt das Notfalldispositiv,

wenn in Davos durch ein Ereignis eine

grosse Anzahl Patienten anfallen

würde. Die Sanitätshilfsstellen der

Armee sind das zentrale Mittel zur Bewältigung

eines sanitätsdienstlichen

Grossereignisses während des WEF.

Dabei muss die eingesetzte Sanitätskompanie

in der Lage sein, eine grosse

Menge Patienten zu versorgen und

allenfalls über längere Zeit zu betreuen.

Dies nämlich dann, wenn ein

rascher Abtransport aufgrund der

Wetter- oder Verkehrslage nicht möglich

ist. Major Wysseier ist überzeugt,

bestmöglich vorbereitet zu sein. Trotzdem

hofft er, dass seine Kameraden des

Sanitätsdienstes das vorbereitete Notfalldispositiv

nicht im Ernstfall betreiben

müssen.

Die Sanitätshilfsstelle – bereit für eine ausserordentliche Lage.


CUMINAIVEL MONTAG, 18. JANUAR 2016

/// 7

Indispensabili: Le

truppe sanitare al WEF

Oltre alla fanteria e alle Forze aeree, al WEF vengono impiegate anche le truppe sanitarie

della br log 1 e della Formazione d’addestramento della logistica. Il loro compito:

garantire il sostegno e l'assistenza medica alle forze di soccorso civili e militari, tenersi

pronte con un dispositivo d’emergenza in vista di una situazione straordinaria.

cz. In caso di urgenza medica di regola

giunge sul posto l’ambulanza – e ciò è il

caso anche a Davos durante il WEF. Tuttavia

può darsi che il veicolo abbia una

targa militare o che il medico d’urgenza

porti l’uniforme. Nell’ambito del loro

impiego durante la settimana del WEF a

Davos, le truppe sanitarie sostengono le

forze di soccorso civili. La stretta collaborazione

arriva al punto tale da mescolare

i team delle ambulanze, per cui a

bordo dello stesso veicolo vi è personale

civile e personale militare. Finora questa

soluzione ha sempre fornito eccellenti risultati

e viene mantenuta anche quest’anno,

come spiega il maggiore Thomas

Wysseier, capo impiego san al WEF.

A Davos durante il WEF il traffico è

spesso molto intenso e questo si ripercuote

anche sugli assi di soccorso delle

ambulanze. Grazie all’aiuto dell’esercito

è possibile far fronte efficacemente

a questa difficoltà ricorrendo ad

ambulanze supplementari e grazie a

un impiego decentralizzato delle forze

di soccorso. Inoltre le truppe sanitarie

garantiscono l’esercizio di due

posti di soccorso sanitari al di fuori

dell’ospedale di Davos. Questi accolgono

sia le forze d’impiego militari sia

quelle civili e forniscono assistenza

medica 24 ore su 24, ad esempio in

caso di sintomi di raffreddore o piccole

ferite.

Prima assistenza in un caso reale

Oltre a sostenere il personale di soccorso

civile, la compagnia sanitaria si

tiene pronta a far fronte alle emergenze

anche con i suoi due posti di soccorso

sanitari. In caso di afflusso massiccio

di pazienti, a Davos verrebbe applicato

il dispositivo d‘emergenza. I posti

di soccorso sanitari dell’esercito sono

l’elemento centrale nella gestione di un

evento di vasta portata durante il WEF.

La compagnia sanitaria impiegata deve

essere in grado di occuparsi di un

numero elevato di pazienti e, se necessario,

assisterli per un periodo prolungato

– ciò è il caso se un trasferimento

rapido è reso impossibile dalle condizioni

meteorologiche o dal traffico. Il

maggiore Wysseier è convinto che i

suoi militari siano preparati ottimamente;

spera comunque che non debbano

intervenire per garantire il funzionamento

del dispositivo d’emergenza in

un caso reale.

Il posto di soccorso sanitario: pronto per una situazione straordinaria,

Foto: LBA


8 /// MONTAG, 18. JANUAR 2016 CUMINAIVEL

La RSI visita il

bat fant mont 30

Il bat fant mont 30 è stato visitato nei giorni scorsi dalla televisione della Svizzera

italiana. L’evento è stato l’occasione per mostrare alla popolazione, non solo ticinese,

la dedizione nella cura dei dettagli durante l’istruzione e la forte camerateria

che contraddistingue la truppa.

Per due giorni i militi del battaglione di fanteria ticinese sono stati sotto i riflettori della troupe di Comano.

Bilder: lm.

lm./ms. Nei giorni scorsi il battaglione

di fanteria di montagna 30 ha avuto il

piacere di ricevere la visita della Radiotelevisione

svizzera di lingua italiana

(RSI), che ha voluto dedicare un approfondimento

televisivo alla formazione

ticinese impiegata a favore del WEF.

Tele camera in spalla e microfono alla

mano, la troupe a potuto vivere in prima

persona alcuni momenti delle attività

giornaliere del battaglione nel Canton

Grigioni, con la visita suddivisasi su

due giornate.

Üben, üben, üben

Durante il primo giorno i giornalisti

hanno avuto modo di seguire la truppa

durante una quotidiana giornata di

istruzione su diversi ambiti. Dai controlli

di guardia fino alle sessioni di tiro, gli

ospiti hanno potuto osservare con i propri

occhi come la prepara zione e il training

quotidiano siano un elemento indispensabile

per assolvere con successo i

compiti ricevuti. Attraverso questi momenti

d’esercizio, infatti, i militi hanno

la possibilità concreta di allenarsi e

migliorare la loro presta zione, seguiti e

condotti dai loro capi sezione e capi

gruppo. Il comandante, tenente colonnello

Giovanni Ortelli, ha infine tenuto

una breve intervista relativa all’impiego

del suo battaglione in appoggio alle autorità

civili grigionesi.

La camerateria

Il secondo giorno, invece, si è concentrato

sulla vita quotidiana di quattro militi

che sono stati seguiti lungo i loro

impegni. La vita di un soldato, infatti,

non è sempre così comoda. La sveglia

suona molto presto, gli orari sono stretti

e spesso durante i servizi la noia prende

il sopravvento. Ma all’interno di queste

apparenti difficoltà troviamo la camerateria,

la vera arma vincente di tutte le situazioni,

la solca che ci permette di avere

la certezza che «in ogni cir costanza

so di poter contare sul mio camerata. E

il mio camerata deve sapere che in ogni

circostanza può contare su di me!»

come ha ricordato Don Mike nel suo discorso

durante la presa della bandiera.

Sono quindi spaccati di dedizione militare

e di camerateria, quelli finiti in

video, a tradurre in realtà quello che è

stato l’auspicio espresso dal comandante

di battaglione, il tenente colonnello

Giovanni Ortelli, a inizio corso:

«Il ticinese è un buon soldato». Ed è

proprio questo che il battaglione vuole

dimostrare alla popolazione al Sud delle

Alpi e non: che è pronto e determinato

a offrire i suoi servizi alla Patria con

orgoglio, impegno e dedizione.


CUMINAIVEL MONTAG, 18. JANUAR 2016

/// 9

Auch die vierbeinigen

Partner gut behandeln

Neben den vielen Einsatzkräften von Armee und Polizei sind auch dieses Jahr

wieder Hunde im Einsatz. Sie schützen, schnüffeln und suchen – im Dienst der

Sicherheit.

dok. Die Tierarztkontrolle ist im Gang:

Der Veterinär nimmt jeden Hund unter

die Lupe. Das heisst, er tastet ihn ab,

schaut sich die Pfoten, Ohren und die

Nase ganau an. Er kontrolliert die

Herztöne und wirft einen Blick in den

Impfpass, denn die gängigen Impfungen

sind für den Schutz der Diensthunde

obligatorisch. «Wir hatten noch

kaum je kranke oder verletzte Hunde

am WEF», so Hansjörg Sax, Diensthundeführer

bei der Kantonspolizei

Graubünden. Der erfahrene Hündeler –

der vierjährige Atos vom Kistenstein ist

nicht sein erster Diensthund – erklärt

das mit dem seriösen Training, dem

sorgfältigen Aufbau der Arbeit und der

einwandfreien Haltung der Vierbeiner.

12 Stunden. Danach ist für Mensch und

Tier Ruhe und Erholung angesagt.

Rund 80 Kilo Futter

Am WEF sind mehrere Hundeteams

aus den Polizeikorps der Ostschweiz,

des Grenzwachtkorps und der Armee

im Einsatz. Neben den Schutzhunden

sind es auch Sprengstoff-Spürhunde.

Verschiedene Hunde sind auch ausgebildet

in der friedlichen Personensuche.

Die kommt aber am WEF kaum zum

Einsatz. Der Gesundheit des Hundes

wird oberste Priorität eingeräumt,

erklärt Sax. «Es ist immer der Hundeführer

und nur er, der entscheidet, wo,

wie und wie lange sein Partner auf vier

Beinen im Einsatz ist», so Sax, der bei

der Kantonspolizei Graubünden auch

als Chef aller Hundeführer arbeitet. Wo

es zu gefährlich sei oder zu anstrengend,

holt er wie seine Kolleginnen und Kollegen

den Hund aus dem Einsatz oder

schickt ihn erst gar nicht hinein. Futter

gibt es auf alle Fälle: Für alle Hunde

des Einsatzes werden rund 80 Kilogramm

erstklassiges Futter bereit gestellt.

«Allein der Hundeführer

entscheidet über den

Einsatz seines vierbeinigen

Partners.»

Hansjörg Sax,

Chef Hundeführer

Kälte ist kein Problem

Während für die Menschen die Kälte

am WEF ein Problem darstellen kann,

stecken das die Hunde leicht weg. «Es

sind eher geheizte Räume, welche den

Hunden mit dem dicken Fell zusetzen

können», so Sax. Arbeiten Sprengstoff-Spürhunde

in Hotels oder Restaurants,

so werden die Arbeitsintervalle

bei Bedarf entsprechend gekürzt: Statt

erst nach einer guten halben Stunde

werde vielleicht schon nach 20 Minuten

gewechselt. Insgesamt dauert ein

Einsatz mitsamt der Bereitschaftszeit

Hansjörg Sax mit seinem Diensthund Atos vom Kistenstein.

Bild: rm.


10 /// MONTAG, 18. JANUAR 2016 CUMINAIVEL

WEF und Tourismus

sind keine Gegensätze

Wenn im Januar die wichtigsten Vertreter aus Wirtschaft und Politik nach Davos

fahren, findet weiterhin der Tourismus in der Destination Davos Klosters statt. Das

Jahrestreffen des WEF und der wichtigste Wirtschaftszweig der Alpen-Stadt sind

sogar eng miteinander verbunden.

Fernab vom WEF auf den Gipfeln über Davos.

Bild: zvg.

zVg. Der Gründer des World Economic

Forums, Professor Dr. Klaus Schwab,

wählte 1971 für das erste Jahrestreffen

(damals noch European Management

Symposium) Davos als Austragungsort.

Der Ort im Landwassertal war und ist

bekannt für Erholung und Entspannung,

wo Leute frische Alpenluft atmen und

die Batterien wieder aufladen können.

Dies soll auch den Teilnehmern des

Forums zugute kommen. Sie sollen sich

entspannt genug fühlen, um offen,

kameradschaftlich und frei sprechen zu

können. Dies wurde auch bekannt als

«Spirit of Davos», der sich bis heute hält,

wie Kommunikationsleiter Davos-Klosters,

Nuot Lietha, betont.

Nie so wenig Leute auf der Piste

Seit 1971 ist nicht nur das WEF grösser

geworden, auch Davos hat sich rasant

weiterentwickelt. Doch eines ist geblieben:

Der Tourismus und das Jahrestreffen

sind zwei wichtige Faktoren für den

Alpenort. Beide sind auch eng miteinander

verbunden. Wie die Geschichte des

Forums zeigt, kam der Standort Davos

nur durch den Tourismus und dem Kongresszentrum

in Frage. Der Tourismus

seinerseits profitiert von der weltweiten

Publizität und den Anpassungen der

Infrastruktur an die Bedürfnisse des

World Economic Forums. Gerade weil

der Tourismus und das WEF so eng verbunden

sind, schliessen sie einander

nicht aus. Während die wichtigsten Vertreter

aus Politik und Wirtschaft tagen,

tummeln sich einige Gäste in Davos, die

die bekannte Erholung suchen. Denn zur

Zeit des WEF ist die beste Zeit für

Wintersport. Nie hat es weniger Leute

auf den Pisten, Loipen und Eisbahnen in

Davos Klosters als zu dieser Zeit.

WEF-Zeit: ideal für Tagesausflüge

Weil der Zimmerbedarf während dieser

Zeit hoch ist, ist Davos Klosters – und

auch umliegende Gemeinden – komplett

ausgebucht. Für Gäste, welche in diese

Destination reisen möchten, besteht entweder

die Möglichkeit, auf ihre Zweitwohnung

auszuweichen, bei Freunden

zu übernachten oder einen Tagesausflug

zu unternehmen.

«Sich entspannt fühlen,

um offen sprechen zu

können.»

Nuot Lietha

Obschon das WEF einiges an Sicherheitsvorkehrungen

mit sich bringt, sind die

Gäste bei der Suche nach Erholung

nicht eingeschränkt. Die Seitentäler wie

Dischma und Sertig sind beispielsweise

frei zugänglich und bieten unberührte

Natur für die entsprechende Erholung.

Auch die Skigebiete Parsenn und Jakobshorn

locken mit traumhaften Pisten, die

zudem noch sehr viel Platz bieten.


CUMINAIVEL MONTAG, 18. JANUAR 2016

/// 11

Schutzengel in Grün

Wenn man in Davos der Talstrasse entlang fährt, sieht man circa alle 50 Meter

ein AdA stehen. Der Cuminaivel-Redaktionsbus wird dort von einem sympathischen

jungen Mann angehalten und ein Kindergärtner überquert sicher den

Zebrastreifen.

«Luaga, losa, laufa»

Während des WEF-Einsatzes ist das

Verkehrsaufkommen in der zwischenzeitlich

«globalsten» Bergstadt deutlich

höher und es wird in den nächsten Tagen

weiter ansteigen. Dazu kommt, dass

die Talstrasse normalerweise eine Einbahnstrasse

ist, während des WEF aber

doppelspurig geführt wird. «Die Kinder

sind sich gewohnt, nur nach rechts

zu sehen, bevor sie laufen. Das ist jetzt

natürlich gefährlich», erklärt Baumann.

Seine Einsatzzeiten am Zebrastreifen

sind deshalb speziell auf die Schulzeiten

ausgerichtet.

An der Talstrasse in Davos helfen AdA den Kindergärtnern, sicher über die Strasse zu kommen.

cb. Der Zebrastreifen ist wegen des

Schnees tatsächlich kaum zu erkennen.

Nachdem der Kindergärtner die

Strasse überquert hat, ruft er ein fröhliches

«Merci» und der AdA wünscht

ihm einen schönen Abend. Manchmal

fragen die Kinder, was er zum Mittagessen

hatte oder sind einfach nur beeindruckt,

dass er jetzt doch schon so lange

am Zebrastreifen stehe, sagt Sdt Manuel

Baumann. Er ist in der Logistik Bereitschafts

Kp 104/2 als Durchdiener eingeteilt

und dient zurzeit quasi als Schutzengel

in Grün.

Ein Wunsch der Bevölkerung erfüllt

Am WEF ist Baumann zum ersten Mal.

Sein Eindruck vom bisherigen Einsatz:

«Es ist zwar sehr kalt draussen, aber wir

haben eine schöne Aufgabe, die von den

Anwohnern extrem geschätzt wird.»

Gerade gestern hat ihm der Friseur visà-vis

anvertraut, er habe in anderen Jahren

jeweils Angst gehabt um seine kleine

«Das Militär wird

persönlicher wahrgenommen»

Sdt Manuel Baumann

Tochter. Nun fühle er sich sicherer. Das

Militär erfüllt mit der Verkehrsregelung

an den Zebrastreifen gewissermassen

einen Wunsch der Davoser Bevölkerung.

Im Quartier bekannt

«Hallo Herr General…», ruft ein älterer

Herr dem AdA zu. «…noch nicht ganz»,

entgegnet Baumann. «Das kunt scho

no», ruft ihm der Herr nach. Und eine

Mutter grüsst den AdA lächelnd. Das

Quartier kennt die AdA am Zebrastreifen

offensichtlich schon persönlich.

«Das Militär wird bei dieser Aufgabe

nicht als Masse, sondern als individuelle

Person wahrgenommen», sagt Durchdiener

Baumann.

Soldat Manuel Baumann

Bilder: bw.


12 /// MONTAG, 18. JANUAR 2016 CUMINAIVEL

Bild des Tages

fb.com/cuminaivel

Impressum

Herausgeber: Gemeinschaftsproduktion der

Kantonspolizei Graubünden und der Schweizer Armee

Redaktion: Kapo GR, EVB, EVL, FUB, LBA Infoline

Cuminaivel: 058 469 16 22

E-Mail: redaktion@cuminaivel.ch

Davos, 13.01.2016, 13:23

Bild: np.

Verantwortliche:

Senti Anita, C Komm Kapo GR

Oberst La Bella Marco, C Komm EVB

Ausgaben: Erscheint vom 13.01. – 26.01.2016

Kopf des Tages: Forman, Diensthund

Als wir Forman antreffen, sitzt er entspannt

in seinem Dienstfahrzeug.

«Ein paar Minuten habe ich noch,

dann beginnt meine Schicht mit

Patrouille, Beobachtung und ständiger

Bereitschaft», erklärt der 5-jährige

belgische Schäferhund. Zum zweiten

Mal stehe er jetzt schon am WEF im

Einsatz. «Für etwas habe ich ja die

Grundausbildung in Frankreich und

in der Schweizer Armee inklusive der

14-wöchigen Ausbildung mit meiner

Hundeführerin gemacht.»

Im Verlauf des Gesprächs wollen wir

von Forman erfahren, was ihn denn von

einem gewöhnlichen Hund unterscheide.

«Wichtig ist, dass ich stets aufmerksam

bin und alles wahrnehme. Und im

Gegensatz zu meinen Artgenossen

bleib ich bei Böllern und lauten Knallern

absolut cool.» Mit einem Augenzwinkern

fügt er an: «Zudem darf im

richtigen Moment auch mal zubeissen.»

Das WEF ist zwar auch für Forman

ein spezieller Einsatz, doch die Arbeit

hier ist ähnlich wie im Alltag. «Wenn

ich nicht im Militär diene, bin ich für

die Securitas auf Patrouille. Die Einsatz-Tests

im Vorfeld des WEF waren

für mich daher reine Routine.»

«Ich darf auch mal

zubeissen»

Diensthund Forman

Bild: bw.

I han

jetz au aigani

bodyguards

Illustration: han.

Weitere Magazine dieses Users
Ähnliche Magazine