Come eravamo - Campo de'fiori

campodefiori.biz

Come eravamo - Campo de'fiori

2

SOMMARIO

Editoriale:

“Non ci indurre in tentazione”..................3

Intervista:

Paolo Villaggio - “Serata d’addio”..........4-5

Collezionismo:

Questa volta parliamo di maschere ......6-7

Suonare Suonare:

L’”orrore” a Roma ...............................8-9

Come eravamo:

Regazzino Pallonaro .............................10

Roma che se n’è andata:

Osti e Osterie ......................................12

Cinema News:

Wanted ...............................................13

Eventi:

Afmal e Aeronautica militare ................16

Numero Unico:

Dieci giorni di campeggio .....................17

Una “Fabrica” di ricrdi:

Lucia Francola, mani di fata .................18

Arte:

Eraldo Bigarelli ...................................20

Campo de’ fiori

Antonio Panunzi .................................28

Tradizioni:

Il miracolo della Madonna di Uliano .....21

Le guide di Campo de’ fiori:

Selci .............................................22-23

Ceral:

Un’avventura chiamata adolescenza ....24

Il diario dei Girasoli ........................25

Storia di un sogno chiamato Tele

Radio Punto Zero .......................26-27

Il Fumetto:

Claymore ...........................................29

Vecchia storia di un carabiniere ....30

Acqua di Nepi ..................................31

L’angolo dell’avvocato:

Strisce blu .........................................32

Edoardo Vianello ............................33

Le storie di Max:

Rita Pavone .......................................34

Civita Castellana - Ulderico

Midossi.............................................35

Occhio sulla città ............................36

Oroscopo .........................................37

Il mondo del Jazz:

IL jazz di Chicago ...............................38

Album dei ricordi.............40-41-44-45-

...........................................48-49-58-59

Messaggi ....................................42-43

Giochi Antichi - Sosia .....................46

Rubrica dei perchè:

Perchè l’acqua spegne il fuoco ............47

Campo de’ fiori dà i numeri ...........50

Giochi ..............................................51

Quella forza silenziosa chiamata ...52

Ecologia e ambiente:

L’acqua e le faraoniche opere ..............53

L’angolo Cin Cin:

Collezionare il vino .............................54

Noel.............................................55-56

Annunci Gratuiti ........................60-61

Selezione Offerte Immobiliari .......62

foto di copertina Sefano Santi

VISITA IL NOSTRO SITO

COMPLETAMENTE RINNOVATO

WWW.CAMPODEFIORI.BIZ


di Sandro Anselmi

Se analizziamo questa frase del Padre nostro, possiamo cadere nell’errore

di credere che preghiamo il Signore perché non ci induca in tentazione.

Ho sempre avuto, comunque, la più profonda convinzione che il vero

significato di queste parole fosse “non farci cadere in tentazione” e che,

magari, quel passo fosse stato frutto di una errata traduzione.

Tutto ciò genera comunque perplessità!

Non vorrei aver commesso peccato nell’aver usato questo titolo e questo

prologo, ma voglio dire che oggi, più che mai, andrebbe seguito l’insegnamento

del Signore, e cioè quello di non cadere in tentazione. Di fatto

tutti veniamo tentati ogni giorno da mille cose, ma la saldezza morale ci

può sempre salvare da pericolosi fuorviamenti. I soggetti più deboli,

però, sono i giovani: la loro inesperienza è la loro vulnerabilità! Essi debbono

costruire e affinare le loro autodifese! Troppe morti, troppe stragi!

Quale tributo deve pagare ancora questa generazione per gli errori dei

padri? Hanno ereditato un mondo corrotto, ed aiutarli ad edificare ora il

proprio carattere, vale più che dargli una lodevole laurea. Bisogna insegnare

loro ad apprezzare le piccole cose e a non avere fretta, ad usare

pazienza e a costruire, pian piano, il loro futuro.

Campo de’ fiori 3

“Non ci indurre

in tentazione”


4

Campo de’ fiori


di Sandro Alessi

Campo de’ fiori

Non è facile incontrare Paolo Villaggio,

maestro di vita e di spettacolo, uno sempre

restio alla vita mondana ed alla comunicazione.

E per questo, come ci accorgiamo

che il suo spettacolo “Serata

d’Addio” fa tappa a Roma ci adoperiamo

per avere un appuntamento con lui.

Nel foyer del Teatro della Cometa ci

accoglie disponibile come non mai.

Maestro, attendavamo da molto

tempo il suo ritorno a teatro!

“Oggi il teatro è il mio mestiere, lo faccio

per disperazione ed è la fine di tutti quelli

che hanno avuto molto successo al cinema!

Gassman mi minacciava da 50 anni:

Paolo, devi fare il teatro! Ed io non l’ho

mai fatto. Ora sono qui e questo è per me

un inizio più che un ritorno!”.

E’ già pronto per l’ennesima replica di questo

spettacolo fatto di tre monologhi attinti

dalla produzione di Cechov e

Pirandello con quei suoi pantaloni patchword

per metà arlecchino ed il sorriso di

chi è forte della propria personalità. Tutto

il contrario del suo mitico personaggio

Fantozzi, ragioniere mediocre in un

mondo di furbi.

“Quando un attore comincia a zoppicare

per via dell’età, che fa? Bara! Comincia a

raccontare che questa è l’ultima serata

della sua vita sperando di attirare il pubblico

con nomi di autori quali Cechov e

Pirandello ed il pubblico riempie il teatro

con la speranza di veder morire il protagonista

oppure viene consapevole del fatto

che si ritira…Questo è il motivo del titolo!”

Si narra che a scoprirlo come comico fu

addirittura Maurizio Costanzo che nel

1967 gli consiglia di esibirsi in un cabaret

di Roma e di partecipare al programma

televisivo Quelli della Domenica con i

suoi personaggi aggressivi, vili e sottomessi

quali il Professor Kranz,

Giandomenico Fracchia e Fantocci

che in seguito diventerà Fantozzi e di cui

comincerà a narrarne le disavventure sulle

pagine de L’Espresso e de L’Europeo.

Nel 1971 la casa editrice Rizzoli pubblicherà

il libro “Fantozzi” raccogliendo i racconti

e le gesta del ragionier Ugo, uomo dal

carattere debole, perseguitato dalla sfortuna

e dal megadirettore. Il successo di

questi scritti (ne usciranno tre) lo lancerà

nel mondo del cinema.

Per la verità, Villaggio aveva già lavorato in

alcuni film tra cui Brancaleone alle

Crociate, di Mario Monicelli, del 1970, ma

si deve attendere il 1975 per la consacrazione

con il celebre film diventato cult

“Fantozzi” di Luciano Salce a cui ne

seguiranno ben nove sul mitico ragioniere.

Ma l’attore genovese non è solo Fantozzi,

di lui ricordiamo interpretazioni mitiche

accanto a maestri del cinema in La Voce

della Luna di Fellini (1990), Io speriamo

che me la cavo di Lina Wertmuller

(1992), Il Segreto del Bosco Vecchio di

Ermanno Olmi (1993), Cari fottutissimi

amici di Mario Monicelli (1994). Ed altri

meno impegnativi: Il Belpaese (1977),

Dove vai in vacanza (1978), Fracchia

la belva umana (1981), Pappa e Ciccia

(1982), I Pompieri (1985), Rimini

Rimini (1987), Le Comiche (1990),

Camerieri (1995), Banzai (1997),

Azzurro (2000), Hermano (2007),

Torno a vivere da solo (2008). E questi

sono solo alcuni titoli degli oltre 70 film

interpretati in carriera. Dal punto di vista

teatrale dobbiamo ricordare l’incontro con

Giorgio Strehler che nel 1996 lo ha voluto

Arpagone nell’Avaro di Moliere ed il grande

successo del “Delirio di un povero vecchio”

nella stagione 2000/2001. Dalla

scorsa stagione porta in scena “Serata

D’Addio”, monologo diviso in tre atti: Il

fumo uccide, ispirato a “Il tabacco fa

male” di Anton Cechov; Una vita all’asta,

da Il canto del cigno di Anton Cechov e

L’ultima fidanzata, da L’uomo dal fiore in

bocca di Luigi Pirandello. Prima di lasciarci

vogliamo chiedere perché nei suoi spettacoli

e nei suoi pensieri esiste questo tema

della fine?

“Sicuramente per tutti, ad una certa età,

arriva la paura della morte. L’uomo religioso

si è inventato l’aldilà…. La preoccupazione,

alla fine della vita, è capire se esiste

o no una prosecuzione, ed io sono molto

scettico, anzi non credo assolutamente

che ci sia qualcosa dopo la vita. Pensate

all’universo. E’ composto da miliardi di

galassie e come possiamo credere che di

fronte a tutto ciò esista un qualcosa chiamato

aldilà ?”

Lasciamo Paolo Villaggio con questo ennesimo

dubbio e gli auguriamo una splendida

estate di successi.

5


6

La maschera,

dall’arabo MAS-

KHARA: caricatura,

beffa, ha

origini lontanissime:

si tratta,

come è noto, di

un viso finto, di

cartone, di stoffa,

di seta, di

cuoio, di lattice,

di cartapesta o

di Alfonso Tozzi

d’altro materiale,

con cui ci si

copre il volto

per nascondere la propria identità o per

simularne un’altra. Il suo uso risalirebbe

alla consuetudine con cui gli abitanti del

Paleolitico amavano dipingere i loro volti

per riti tribali o di caccia. Con il passare del

tempo ci si accorse che i colori sbiadivano

e l’effetto scemava e fu allora che si ebbe

l’intuizione che era possibile applicare sul

volto un qualcosa di più duraturo e più

valido: nacque la maschera, subito adottata

dagli stregoni i quali se ne servivano per

meglio invocare gli spiriti del bene e del

male; ancora oggi, esistono in Africa come

in Papua Nuova Guinea, tribù che utilizzano

maschere propiziatorie enormi, destinate

a non essere mai indossate, ma che

vengono semplicemente tenute appese

nelle capanne per tenere lontani gli spiriti

maligni. I Dogon del Mali ritengono addirittura

che, ogni volta che un uomo muore,

il suo spirito vada a vivere in una maschera

della sua famiglia o del suo villaggio.

Il camuffamento ha quindi indubbie origini

religiose e rituali: veniva usato generalmente

dai sacerdoti del culto, stregoni,

maghi, esorcisti, per rappresentare in

modo antropomorfico l’essenza divina o

demoniaca od anche per spersonalizzare

l’officiante e distinguerlo dalla folla di coloro

che assistevano al rito: l’uomo mascherato

diventa l’essere che egli vuole rappresentare

ossia divinità, spirito, antenato o

demone e tale egli appare agli spettatori.

La consuetudine di utilizzare travestimenti

durante le cerimonie religiose esisteva

anche presso i greci dove queste rappresentazioni

si trasformarono gradatamente

in spettacoli teatrali: infatti, grazie alle

maschere, un attore poteva interpretare

diverse parti e i maschi potevano sostenere

ruoli femminili, dato che alle donne non

era permesso recitare nei teatri: i lineamenti

della maschera erano adattati al

personaggio che l’attore doveva rappresentare

aiutando in questo modo lo spet-

Campo de’ fiori

Questa volta parli

Fra coriandoli e stelle filanti, fiorisce un collezion

tatore a distinguere gli interpreti e a capire

meglio la trama. L’uso della maschera

ebbe in Grecia la sua massima espressione

nelle rappresentazioni teatrali: le tragedie

di Eschilo ed Euripide diedero libero

accesso ad ogni tipo di maschera, atta a

rappresentare i vari personaggi, così come

quando passò, senza sensibili variazioni,

dalla Grecia a Roma. Nell’età classica la

maschera viene adoperata quasi esclusivamente

nel teatro e nelle cerimonie, ma nel

medioevo si accentua il suo impiego tra la

gente: le mascherate medievali sono testimoniate

dai numerosi interventi dell’autorità

che si sforza di limitarne l’abuso,

essendo esse passibili di intrighi, scandali,

violenze. Nel XIII secolo Venezia diventa il

maggior centro di diffusione delle maschere

tanto che queste vengono adottate

anche come abbigliamento di certi magistrati

nell’esercizio di pubbliche funzioni

(esecutori di giustizia, consiglio dei dieci,

inquisizioni) o utilizzate per festeggiare

ogni occasione come l’elezione del doge,

l’arrivo di un ambasciatore o una vittoria in

battaglia. Nel Medioevo si diffuse in tutta

l’Europa l’uso di fare grandi e festosi cortei

mascherati che percorrevano le vie della

città, cortei che raggiungevano il massimo

del loro folklore durante il carnevale in cui

era permesso, fra l’altro, di abbattere le

barriere sociali della ricchezza e del rango,

così che il ricco poteva mascherarsi da

povero e questi poteva permettersi certi

comportamenti a lui non concessi nella

vita quotidiana, come accedere a luoghi di

solito a loro proibiti. Verso la fine del XVI

secolo in Italia si diffuse e si perfezionò la

commedia dell’arte che utilizzava maschere

italiane, cioè personaggi che ricomparivano

in ogni commedia con lo stesso

nome, lo stesso costume, lo stesso trucco,

lo stesso linguaggio e soprattutto lo stesso

carattere. Questi personaggi popolarono il

teatro italiano e divennero icone immortali,

regionali e nazionali come il lombardo

ARLECCHINO, stravagante, eternamente

pigro, scapestrato che impersonifica il

servo vivace e scanzonato in continuo contrasto

con il padrone o il vecchio veneziano

PANTALONE, nervoso, rompiscatole,

brontolone e testardo cui fa riscontro la

corregionale COLOMBINA, allegra, maliziosa,

civetta e pettegola e anche il dottor

BALANZONE, emiliano, pedante, dotto o il

napoletano per eccellenza PULCINELLA,

indolente, malinconico, buono, egoista,

grande mangiatore ed ubriacone o il linguacciuto

romano RUGANTINO, protestatore

di professione, protagonista indimen-

ticato ed indimenticabile anche di commedie

musicali. Il declino del teatro delle

maschere iniziò nel XVIII secolo, quando,

autori come Carlo Goldoni, abolirono le

loro avventure grottesche e ne ridimensionarono

il ruolo, riducendole a figure di

contorno. Scomparse, col tempo, dalle

scene dei teatri, le maschere sono sopravvissute

soltanto nelle feste e nelle mascherate

di carnevale ed ogni anno fanno la

loro comparsa nuovi tipi nati dalla satira

del momento: tutte insieme concorrono a

garantire allegria! In merito alle mascherate

di carnevale è appena il caso di ricordare

quelle famose di Viareggio, di Ivrea, di

Venezia e, perché no, anche le manifestazioni

della Tuscia, come quelle di Civita

Castellana diventata fra le più celebri e folcloristiche

della regione con la sagra del

frittellone, rassegna del piatto tipico a

base di acqua e farina. Il collezionismo italiano

si occupa essenzialmente delle

maschere di cartone, quelle che, fino alla

metà del secolo scorso, rappresentavano

Zorro, la Fatina, il Pirata, la Ballerina, la

Principessa, l’Indiano, il Pellerossa, lo

Scimmione, il Clown ed altre che, ancora

oggi, rivivono nei ricordi di coloro che

hanno superato gli “anta” e che sono legati

ai loro giochi infantili.

Con il termine HUPOKRITES, i greci indicavano

il mestiere di attore, di cui la maschera

è parte integrante ed il collezionismo

minore definisce ipocritofili coloro che si

dedicano alla raccolta di maschere, particolarmente

di quelle di cartoncino colorato

che, con gli elastici laterali, si applicavano

sul volto nel periodo del carnevale: fruitori

massimamente i bambini, almeno fino

agli anni Cinquanta.

Molti sono gli appassionati di questo genere,

ma la più grande collezionista italiana,

con un numero impressionante di esemplari,

è, senza dubbio, la giornalista romana

Roberta Maresci, già nota al pubblico

dei collezionisti, e non solo a questo, per

aver pubblicato diversi volumi sull’argomento

fra i quali “Il grande libro del collezionismo”

(Newton), ed aver condotto su

RAI DUE, per un lungo periodo di tempo,

la fortunata trasmissione “La stanza delle

meraviglie”, diventata poi anche un best

seller di successo (RAI-ERI) di pubblico e

di critica. Accanto alla numerosa schiera di

ipocritofili di maschere è doveroso citare

anche coloro che, avendo possibilità di

spazio oltre che risorse economiche, collezionano

maschere intere, nonché burattini

e marionette, ma questo è un altro discorso.


Campo de’ fiori 7

amo di maschere

ismo esclusivo, seducente, policromo e divertente.

La giornalista Roberta

Maresci, collezionista di

maschere

Visita il nostro sito

www.campodefiori.biz

Scoprirai tante cose interessanti


8

Campo de’ fiori

L’ “ORRORE “ a Roma

24-25 maggio 1968 :

Jimi Hendrix “le suona a Roma “….le sue canzoni !

(prima parte)

Prologo


(commento tratto da un cinegiornale del

1968 in occasione dello sbarco all’aeroporto

di Fiumicino di Jimi Hendrix ,venerdì,

24 maggio 1968 ,che potrete trovare

,insieme ad altri interessanti frammenti

video di Hendrix , al seguente indirizzo :

“www.youtube.com/comment_servlet?all_

comments&v=9MHQyCfNr10&fromurl=/w

atch%3Fv%3D9MHQyCfNr10”

1 9 6 8 !

Avessimo guardato il “mondo da un

oblò” quell’anno lì……non ci saremmo

di certo annoiati !

I “moti terrestri” , intesi non come movimenti

astronomici quanto riferimenti alle

turbolente dinamiche politiche e sociali a

livello planetario , tracciavano le traiettorie

del dissenso e della protesta dei giovani

dell’epoca ,in particolare e prevalentemente

dei “corpi” studenteschi , “in

rivoluzione” ,a varie latitudini .

24 maggio 1 9 6 8 !

Jimi Hendrix mette piede nella “Città

Eterna” !

Si avvia , con la discesa dalla scaletta di

un aereo Alitalia , il breve soggiorno

Romano di Jimi Hendrix , mitico chitarrista

e compositore , Americano da Seattle,

quasi 26enne * (era nato il 27/11/1942).

Proveniva da Milano dove aveva suonato

il giorno prima al Piper club ( nda:

locale omonimo ma molto meno mitico di

quello Romano); si esibì al Teatro

Brancaccio di Roma il 24 e il 25 e concluse

, a Bologna , quello che costituì il

suo primo ed unico

tour (“de force”)

Italiano : 6

MEMORABILI

concerti su 8 programmati

, con

annullamento

della prima esibizionepomeridiana

di Milano del

23 maggio , a

causa di alcuni

ritardi delle procedure

di sdoganamento

della strumentazione

e

disdetta dell’ultima

, serale, al

palasport di

Bologna ,del 26 maggio , cancellata per la

scarsa prevendita . Pochi frammenti di pellicola,

diverse immagini fotografiche , alcune

registrazioni audio amatoriali gelosamente

detenute da una strettissima cerchia

di collezionisti, molteplici testimonianze

scritte e verbali, hanno consegnato

ai posteri “i passi di Hendrix“ sul suolo

Italico : tanto rapidi quanto profondi e

persistenti nella memoria del manipolo di

quei ragazzi che nel maggio ’68 , disimpegnatisi

per qualche ora da “affanni

sociali” del periodo , assistetterò alle

furiose esibizioni dell’ “ORRORE” ….di

Jimi Hendrix ! Una parte della stampa

Inglese (…ma da noi qualcuno non fu da

meno quanto a disprezzo ) aveva affibbiato

ad Hendrix l’appellativo dispregiativo

di “The Orror” per via delle sue movenze

sul palco e per il suo aspetto :capelli

“cespugliosi” , vestiti “ultracolor” e

sfrangiati , atteggiamenti scenici e volumi

delle sue emissioni musicali…. decisamente

NUOVI rispetto a quanto fino a

quel momento erano stati abituati i ragazzi

al di là della “Manica” ,dove le faville

del talento di Hendrix si erano innescate

dilagando in successivi “roghi“di consenso

nel resto del Mondo . Quando arriva in

Italia , Hendrix o meglio la “The Jimi

Hendrix Experience” , trio di eterogenea

estrazione musicale e diversa cifra

tecnica, costituito da Hendrix

(chitarra,ovviamente) ,Noel Redding (al

basso) , Mitch Mitchell (alla batteria) ,

cavalcava l’onda del successo riconosciuto

, da critica e pubblico, ai primi due lp ,

”Are you experienced ? ” e “Axis :

bold as love” ,usciti nel ’67 , a pochi

mesi l’un dall’altro e ad alcuni singoli “apripista”,

su tutti “HEY JOE “ ; in verità,questo

brano non era stato scritto da Hendrix

ma la sua versione oscurò l’originale ; si

dice che , nel ’66, quando Jimi “sfuriava”

nei “bassi club” di New York, proprio

la sua esecuzione di “HEY JOE” fu fatale

per Chas Chandler , bassista degli

Animals e aspirante manager ,che ne

rimase a tal punto colpito da proporre al

ventenne Jimi , qualche settimana dopo

,di lasciar tutto e trasferirsi a Londra con

lui , divenendone,così, il “deus ex machina”

per alcuni anni ……era il 23 settembre

del 1966 ….iniziò così ,in terra d’Albione,la

davvero intesissima ma breve stagione

artistica ….in vita , di “Johnny Allen”

Hendrix, ri-denominato “James Marshall”

Hendrix …..per la storia della musica :

“JIMI” HENDRIX ! 2 ,le giornate di esibizione

Romane , 4,i concerti previsti

,2000 , i posti del Teatro Brancaccio ,

2.500…..le Lire necessarie per il biglietto

d’ingresso (oggi , circa 40 € ) , diverse

centinaia ,i watt erogati dalle valvole

delle diverse testate “in cascata” Marshall

, molteplici, gli effetti personalizzati presenti

sul palco per i diversi “make up

sonori” delle chitarre di Jimi , 3 i musicisti

sulle assi del Brancaccio …… 1 il “guitar

hero” per antonomasia della storia

della musica pop-rock : JIMI HENDRIX !

Il 1968 è ritenuto l’anno del consolidamento

artistico di Jimi Hendrix che ,in

apparenza instancabile , si divideva ,in


quei pochi anni di attività , tra i palchi di

mezzo pianeta (arrivando a realizzare fino

200 concerti all’anno) e sedute in studi di

registrazione , riuscendo ad incidere ore

ed ore di nastri con materiale, per qualità,

composito , che costituirà , dopo la sua

morte, avvenuta il 18 settembre del 1970

,in circostanze “chiarite a metà” ,in una

stanza del Samarkand Hotel di Notting

Hill a Londra , un “giacimento sonoro” da

sfruttare per innumerevoli pubblicazioni .

Molti “sciacalli” si sono radunati nel corso

degli anni intorno alla “polpa musicale

Hendrixiana” e non lasceranno

“R.I.P.osare “ per un paio di decenni il

nostro Jimi , fino a quando , nei ’90 ,la

famiglia Hendrix , il padre Al e la sorellastra

Janie in testa , fonda la società

“Experience Hendrix” , che ,contando

anche sulle collaborazioni del fedelissimo

tecnico del suono di Jimi , Eddie Kramer, e

di un giornalista e storico della musica

pop/rock , John McDermott , inizia un’opera

puntuale di difesa , catalogazione ,

restauro,acquisizione di documenti, intentando

non poche controversie legali per

la tutela del patrimonio artistico ed economico

del proprio congiunto. Le diverse

Campo de’ fiori 9

centinaia di ragazzi che accorsero al teatro

Brancaccio per assistere alle 4 esibizioni

della “The Jimi Hendrix Experience” , distribuite

tra pomeriggio e sera di venerdi

24 e sabato 25 maggio ,ebbero modo di

conoscere molto di ciò che il “vento anticipatore

“dei resoconti della stampa aveva

“ soffiato” quanto a tenuta musicale e

scenica di Hendrix ,come ad esempio il

suo repertorio di “trucchi” con la sue

diverse chitarre , ora suonate con i denti

o al di sopra della testa , battute sul palcoscenico

a “concludernel’esistenza”

, sfregate contro

l’asta del microfono

ad ottenerne

stridori lancinanti

,con emissioni

ritoccate dalle circuitazioni

dei tanti

effetti “sottomessi”

ai suoi

piedi ; e , non

ultime , le espressioni

facciali di Jimi

,solidali,per intensità

, con le pressioni

canalizzate

giù per le sue dita

sulla tastiera ad

architettare

armonie-melodie …rumore per la realizzazione

di quell’ alchimia musicale di blues

, rhythm’n’blues ,psichedelia messa a

punto in anni e anni di dura gavetta nei

club del “chitlin circuit”: locali sparsi negli

States ,frequentati in prevalenza da gente

di colore,con ribalta offerta alla musica e a

piatti di “raffinata gastronomia” a base

di ….. frattaglie di porco ! Due giorni

intensissimi per Hendrix e soci che , tra un

concerto e l’altro ebbero modo di visitare il

Colosseo e far tardi al …proprio concerto

(!) , partecipare ad una jam session “all

night long “ memorabile coinvolgendo

diversi musicisti del “giro Romano e non “

, al Titan ,il club Romano che con il suo

promoter , Massimo Bernardi , aveva

organizzato , fondamentalmente con (e

per) grande passione , il tour Italiano del

“Chitarrista” ; la platea si tentò di “preriscaldata”

con esibizioni di artisti nostrani

che ,per la verità, furono mal sopportate

dal pubblico già ampiamente “fuori giri”

per l’ aspettativa della materializzazione

di Hendrix: Jimi stesso ,nel corso di uno

dei suoi show ,dovette fermarsi e chiedere

al pubblico di…tacere , tanto era sovrastante

sulla musica l’eccitazione della pla-

di Carlo Cattani

tea !

< Che emozione quella volta che ballai

al Brancaccio di Roma prima di un

concerto di Jimi Hendrix e lui mi

passò a due millimetri di distanza: se

uno non è stato fan, figurarsi se può

capire i bisogni dei suoi fans ! >

…..Sono affermazioni di un Renato Zero

, all’epoca quasi diciottenne e ai “primi

metri ” della sua “long way to the top”,

che figurava , come ballerino, nel cast di

quegli artisti ingaggiati dall’organiz-

zazione del Titan a far da “antipasto” alla

platea rumoreggiante . Sotto il palco del

teatro Brancaccio , un luogo dimostratosi

poco adatto alla “fame di energia” di

Hendrix ,tanto da dover spegnere luci e

lucette, finanche quelle dei bagni , per

“far fare merenda e cena“ ai suoi amplificatori

, tra i ragazzi ,arrivati anche da

fuori Roma con viaggi “traversi” pur di non

mancare all’evento,c’era un allora quattordicenne

Roberto Ciotti ,il “NOSTRO”

ChitarrAutore in Blues , che ,come si

apprende dalla sua recente autobiografia

; ”UNPLUGGED-una vita senza fili”

(Castelvecchi editore ) : . Ritroveremo Hendrix e

Roberto Ciotti ,di cui nel frattempo sarà

uscito in edicola il primo DVD+ CD “Live

in Rome “ , sul n° 52 . < Jimi era

capace di frantumare una chitarra

nuovissima senza nessun indugio.Ma

Jimi amava le sue chitarre,e quelle

più vecchie non le rompeva mai >(Eric

Barret ,tecnico di palco di Hendrix) .


10

Voglio chiudere questo

mio excursus sul

calcio, mia grande

passione, con una

analisi sul movimento

giovanile in genere,

e sui valori che lo

sport in particolare,

riesce ancora a tra-

di Alessandro Soli smettere ai nostri

ragazzi. Oggi tutto è

organizzato, preparato minuziosamente

dagli addetti ai lavori. Chi si avvicina allo

sport trova un mondo pronto ad accogliere

tutto e tutti, perché è un mondo che

vede già il suo tornaconto, sia in termini

economici, che nell’immagine mediatica

che potrebbe derivare dal futuro campione.

Quanti sogni, quante speranze, ho

visto sfumare su quei campetti di calcio,

dove ragazzini vocianti rincorrono ammucchiati

un pallone, che in quel momento

rappresenta lo scopo principale della loro

giovane vita. Quante volte ho visto sui loro

occhi la delusione derivante dal non giocare

tra gli undici, lo stare in panchina, e

magari non capire la difficile e ingrata scelta

fatta dall’allenatore, che mai ti dirà, a

quell’età, che sei più scarso di chi sta in

campo. Quante volte ho sentito le critiche

inopportune dei genitori,sempre pronti a

difendere a spada tratta il proprio figlio,

che è sempre e comunque il più bravo di

tutti.

I genitori appunto, quelli che spinti dalla

morbosità di un bene genetico, riescono

quasi sempre a rovinare, prima il ragazzo,

poi l’intero ambiente, rendendo vani tutti

gli sforzi di chi cerca di inculcare in quei

ragazzini, i valori primari dello sport, che

poi rimarranno viatico da seguire per la

loro vita. Valori importantissimi quali: l’educazione,

il rispetto verso gli altri, soprattutto

se avversari, il saper perdere, riconoscendo

il merito di chi è più bravo, e la

consapevolezza che per diventare un campione

occorre serietà, tenacia, dedizione e

… tanta, tanta fortuna. Quando scrissi la

poesia qui riportata e dedicata appunto a

tutti i “ragazzini pallonari”, nell’ambito del

Torneo Giovanile Romani Stradonico, qui a

Civita Castellana, ricordo che un allenatore

di una squadra romana mi disse testualmente:

“Appena torno, sta poesia la attacco

negli spogliatoi, anzi, a sti ‘mpuniti, je

la faccio ‘mparà a memoria.”

Campo de’ fiori

Come eravamo

Regazzino pallonaro

REGAZZINO PALLONARO

Quanno felice cori dietro a ‘n pallone,

quanno te disperi e piagni doppo un’espurzione,

quanno t’alleni e sudi co’ la speranza de gioca’,

penza a quanti nun lo ponno fa’.

Tu sî fortunato, l’occasione tocca spettalla,

gioca a testa arta, e passa sempre la palla.

Hai da esse’ leale, grintoso, ma coretto,

nun te scorda’ der core che ci hai ‘n petto.

Abbraccia sempre tutti, quanno vinci e quanno perdi;

tiette stretti ‘sti momenti, perché so’ li più verdi.

Solo allora t’ariconosco, regazzino pallonaro;

ma se lassi li libbri da scolaro

e te credi d’esse’ bravo, senti a mme:

nun penza’ de diventa’ come Pelè.

Aprili ‘sti libbri; anzi, nun li chiude’ mai,

tanto a pallone, sai quanto ancor ce giocherai

Alessandro Soli

Civita Castellana anni ‘90 gli esordienti dell’A.S. Roma

al decimo torneo giovanile Romani Stradonico


Campo de’ fiori 11


12

Campo de’ fiori

Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi.

... continua dal n. 51

I romani hanno la

lodevole abitudine

di mangiare spesso,

specialmente la

sera, fuori casa e,

in compagnia di

di Riccardo Consoli

donne e bambini,

affollano le Osterie di Trastevere o di

Testaccio perpetuando così quella vecchia

tradizione già appartenuta alle “ottobrate

romane”; qui si mangia si beve, si cantano

stornelli, si declamano le poesie di

Giuseppe Gioachino Belli, di Trilussa o

quelle di Cesare Pascarella, tutto ciò per

rendere spensierati quei pochi momenti,

quei pochi ritagli di tempo, che la vita

moderna ci concede.

Può anche verificarsi che all’Osteria si

ritrovino amici che si rivedono dopo tanti

anni, altri che tendono a conservare la

vecchia stima e la consueta cordialità nei

confronti dell’Oste e di quell’ambiente, altri

ancora li si ritrovano per festeggiare qualcosa;

in buona sostanza per i romani esiste

il piacere dello stare insieme e, del

resto, ben sappiamo, come il senso della

compagnia e quello della sincera amicizia

sono cose che più facilmente si esaltano

se si sta seduti attorno alla tavola tra le

specialità preparate con impegno dall’Oste

medesimo.

Scrive Giorgio Roberti:

“… perché parlà de cucina romana e come

raccontà na favola…”

“…tutti conosceno er fatto, tutti ciancichino

la concrusione, ma in fonno, a risentilla,

nun c’è morale più nova che possa tinticatte

la conchija dell’orecchia o, magara…

l’anfiteatro der palato…”

“…puro qua se parla d’un regno (quello de

li fornelli), d’un principe (er popolo), d’una

cenerentola (la cucina), e d’un sacco d’antri

elementi primari…”

“…ar dunque, puro sta favola porta er

distintivo de la semplicità e cià la conclusione

che se merita…”

“…pe sapella… abbasta ruzzà un tantinello

cor tempo, riportasse indietro di qualche

annetto, e appizzà l’occhi sur pranzo de li

muratori…”

“…poi, imprigionato sto ricordo, bisogna

rifionnasse ner presente fra li tavolini d’un

locale de moda… pe sperà in d’una mezza

porzione de facioli, in un piattino de trippa,

in un rocchio de coda a la vaccinara…”

“…solo allora se po’ capì che la cucina

OSTI E OSTERIE

romana, cenerentola de

la favola nostra, è diventata

regina…”

In epoca più lontana,

siamo alla fine dell’ottocento,

era nota la frequentazione

delle

Osterie romane da parte

degli artisti e, alcuni di

questi, erano soliti ritrovarsi

presso la “Osteria

di Zio” nella strada

Tomacelli; tre cameroni

al piano terra, il primo

serviva quale sala convegno

per i negozianti

della zona che qui discutevano

dei loro affari, il

secondo e il terzo costituivano

il “refettorio”

degli artisti.

Saloni affumicati e

malamente illuminati,

pareti perennemente

imbrattate da disegni,

alcune panche, biancheria

di bucato; ma quanta

vita tra quelle pareti e

che copiosi piatti!

L’Oste, che tutti chiamavano “Zio” era personaggio

bonario coi suoi giovani clienti ai

quali faceva anche credito, né senza

rischio, atteso che quei clienti appartenevano

alla classe più numerosa ma provvista

di poco denaro, quella dei cultori dell’arte.

Osteria romana

rileggiamo Hans Barth:

“…la corpulenta Ostessa al banco, l’Oste

con la sua pancia dignitosa, ai tavolini i

soliti frequentatori…”

“…riguardo i camerieri, lo stesso Oste consigliava

di non chiamarli col fischio, né col

rumore dei bicchieri, vi sono camerieri,

avvertiva serio, che portano nomi principeschi

e discendono direttamente da famiglie

di Papi, a cui tu, modesto plebeo, puoi

dare tutt’al più la mancia…”

“…quanto all’Oste, poi, trattalo sempre

con grande rispetto!”

Mi ritorna alla memoria una sera di parecchi

anni or sono trascorsa in una tipica

affollata Osteria di Trastevere, era luglio

inoltrato e nel Rione si festeggiava la

“Festa de’ Noantri”, diradatasi la clientela,

alcuni avventori, già serviti e comodi seduti

attorno alla lunga tavolata, estraggono

dagli astucci i loro strumenti musicali

dando vita ad un improvvisato gradevolis-

simo concerto.

Le finestre protette da inferriate danno

direttamente sulla via e sono aperte, la

gente, sentiti i suoni e intravisti i musicisti,

si ferma a curiosare, si formano capannelli,

dalle vicine Osterie escono altri avventori,

codazzi di persone si avvicinano, la

strada è ormai piena e tutti partecipano

all’improvvisato concerto, dentro e fuori si

ride e si applaude; vino, cucina e musica,

a cui si aggiunge la presenza del gioioso,

rubicondo Oste, una serata indimenticabile

che si protrae fino a notte tarda .

Altra Osteria di Trastevere usava richiamare

l’attenzione del passante con alcuni

versi messi giù alla buona:

“ … Viemme a trovà, fratello, se sei fatto

per magnà nostro e che te piace er vino …

“, qui trovi:

“…lunedì, la coda… na bontà …”

“…er martedì, pe sta proprio ar listino, li

facioli co’ le cotiche …”

“…mercoledì, co’ un signor stufatino …”

“…giovedì, li gnocchi da leccatte er piatto

…”

“…er venerdì, la zuppa de pesce… come

s’aggusta in Paradiso …”

“…sabbito, la trippa fatta come s’usa …”

“…la domenica poi, ar coco je va da scapricciasse,

… supplì ar riso da magnattene

cento … e dico poco … ”


WANTED

Wanted, Usa, 2008. Genere: azione;

regia: Timur Bekmambetov; soggetto:

Mark Millar, J. G. Jones, Michael

Brandt, Derek Haas; sceneggiatura:

Derek Haas, Michael Brandt, Chris

Morgan; montaggio: David Brenner,

Dallas Puett; interpreti: Angelina Jolie,

James McAvoy, Morgan Freeman,

Thomas Kretschmann, Terence

Stamp; musica: Danny Elfman; distribuzione:

UIP; durata: 110 minuti.

Immagina. Immagina acrobazie mozzafiato,

funamboliche corse sui tetti dei vagoni

ferroviari, inseguimenti automobilistici con

il piede inchiodato sull’acceleratore e

proiettili sparati ad effetto, che nessuna

perizia balistica riuscirebbe mai ad identificare.

Elucubrazioni mentali di qualcuno

psicologicamente represso ed insoddisfatto

dalla vita? Sì e no. Almeno per l’inetto

contabile Wesley Gibson (James McAvoy).

Dopo esser stato cornificato su un tavolo

Ikea dalla ragazza petulante con il suo

miglior amico, strigliato a dovere dall’obesa

capoufficio e schernito perfino dallo

sportello del bancomat, altrochè se Wesley

è depresso. Rassegnato ad una vita difficile,

l’impiegato si aggrappa ad un tubetto di

barbiturici, tirando avanti. È già tanto

sopravvivere per lui, figuriamoci vivere!

Eppure, un ciclone di letale sensualità sta

per travolgere l’esistenza di questo perdente

nato. Il suo nome è Fox (Angelina

Jolie), la sua missione uccidere. Ma no,

cosa avete capito? Non è il nostro scribacchino

il suo bersaglio, tutt’altro. A mano a

mano che la pellicola scorre, sappiamo

tutto- o almeno così crediamo- di cosa le

ronza nella testa. La donna dichiara di far

parte di una confraternita di killer, un’organizzazione

massonica nata con il fine di

equilibrare il bene e il male sulla Terra; chi

entra a farne parte deve operare da giustiziere

ovvero eliminare futuri assassini.

Attenzione: teniamo bene a mente che le

vittime nel mirino di Fox e della sua banda

non si sono ancora macchiati del sangue

d’innocenti, ma il responso infallibile dell’oracolo

(il cosiddetto “Telaio del fato”) lo

ha già previsto in anticipo. Pertanto, non

Campo de’ fiori 13

rimane altro che evitare l’irreparabile,

decretando la

morte di un malvagio per

salvare altre 10, 100, 1000

vite. Bisogna agire preventivamente

e subito, così la

pensano i sicari della confraternità

e mai un dubbio o un

attimo d’esitazione ha impedito

a qualcuno di loro di

premere il grilletto. Tuttavia,

Gibson non può far a meno

di chiedersi cosa c’entri uno

smidollato come lui con questi

“castigamatti”. La risposta è semplice: il

nostro piccolo eroe si scopre l’eletto, l’unico

in grado di freddare una “monade

impazzita” che, uscita fuori dal gruppo, si

è messa in proprio ed ora cerca di eliminare

uno ad uno tutti i suoi ex compagni.

Per Wesley, smanioso di dimostrare quanto

valga veramente, l’offerta di aderire a

questa spietata comunità rappresenta

un’occasione da prendere al volo per

tagliare tutti i ponti con la grigia realtà

precedente. A questo punto, inizia il suo

duro addestramento a base di pugni in

faccia, mosse repentine per schivare

pugnali affilati e bagni rigeneranti…

Nel dicembre del 2003, lo scozzese Mark

Millar iniziò ad ideare per la casa editrice

Top Cow la graphic novel Wanted, che si

protrasse per altre cinque puntate fino al

febbraio 2005. Nel fumetto diversi gruppi

di cattivi, dopo aver avuto la meglio sui

vari Superman, Batman, Spiderman e

Captain America, si spartiscono il pianeta

in zone d’influenza. Il mondo è nelle loro

mani e, per ottenere la resa incondizionata

dei popoli che vi abitano, procedono ad

una sorta di collettivo lavaggio del cervello.

Tutto questo non trova riscontro nel

film diretto dal regista russo Timur

Bekmambetov, notissimo in patria- meno

in Occidente- per I guardiani del giorno e

I guardiani della notte (prossimamente

uscirà in sala il terzo atto di questa trilogia

ossia I guardiani del crepuscolo).

Similmente, d’alcuni personaggi-cardine

delle tavole di Millar come Succhione,

Testa di merda o Atropa Belladonna se ne

sono perse le tracce nella pellicola omonima.

Peccato. Infine, seppure Fox e Wesley

erano stati disegnati sulla

carta strizzando l’occhio alle

sinuose forme di Halle Berry

e al volto noto del rapper

bianco Eminem,

Bekmambetov si è concesso

una “licenza poetica”, scegliendo

per quei ruoli una

tatuatissima Angelina Jolie e

il minidivo in ascesa James

McAvoy, la cui rassomiglianza

fisica con il nostro Silvio

Muccino è a dir poco strabi-

di Maria Cristina Caponi

liante. La scelta degli interpreti si è dimostrata

a dir poco azzeccata, soprattutto

per quanto riguarda il protagonista

maschile, già apprezzato in precedenza in

opere come Espiazione e The last king of

Scotland. Alla coppia micidiale si aggiungono,

oltre ad un ritrovato Terence Stamp,

un Morgan Freeman le cui ultime interpretazioni

sembrano ricalcate sulla carta velina,

per quanto affatto identiche fra loro.

In questa estate all’insegna delle mega

produzioni foraggiate dalla Marvel e Dc

Company (basti guardare la trepidazione

per l’attesissimo Il cavaliere oscuro),

anche Wanted cattura il suo pubblico.

Difatti, discostandosi abbondantemente

dall’originale, può essere apprezzato altresì

da chi neanche era a conoscenza delle

trame e sottotrame tratte dalla dark graphic

novel di Millar. Bekmambetov si

destreggia con impareggiabile abilità e

una dose massiccia di humour nero in un

blockbuster dal montaggio adrenalinico, in

grado di far sprizzare energia da tutti i

pori: tanto che inquadrature da posizioni

impossibili sono tagliate così velocemente

da risultare a volte abbastanza caotiche,

nonostante rimangano sempre spazialmente

coerenti. Invero, anche l’orecchiabile

colonna sonora dai toni incalzanti contribuisce

alla giusta atmosfera. L’unica

spina nel fianco di questo gioiellino della

cultura pop, a metà strada tra un videoclip

musicale ed uno spot pubblicitario, è una

certa monotonia delle scene d’azione, visibile

non tanto nelle spumeggianti trovate

visive, quanto per il fatto che si susseguono

in un continuum davvero ripetitivo.

Qualcosa di simile negli intenti era stato

tentato altresì nel recentissimo Shoot’em

up, oggi ricordato solo per via della bollente

scena di sesso aventi come protagonista

Monica Bellucci e Clive Owen. Per

quanto riguarda Wanted, sicuramente una

trama meno esile e passaggi narrativi

meglio articolati avrebbero potuto davvero

fare la differenza ma, dagli sceneggiatori

Derek Haas, Michael Brandt e Chris

Morgan autori di Fast and Furios, in fondo

non si può chiedere più di tanto.

Accontentiamoci, sperando- una volta

tanto- in un sequel.


14

di Massimiliano Pacelli

Fabrica di Roma (Vt) -

Str. Falerina km 9,00

Tel. 0761 568622 Fax 0761 567951

www.verdeflora.it

verdeflora@tiscali.it

Arredo giardino

Esemplari di cycas

Palmizi e Piante

mediterranee

Comune di Fabrica

di Roma - Ass alla

Cultura e Pro-

Loco mettono il loro

logo sulla piu’ vecchia rassegna

cinematografica della

Provincia “ Cinemaestate 2008” , giunta

alla XXVI edizione partita il 10 luglio.

La sede è la solita del piazzale antistante la

palestra comunale ( P.le Dante Alighieri). Con

due proiezioni settimanali come nel calendario

allegato dal 10 Luglio al 21 Agosto per un totale

di 13 films un po’ per tutti i gusti , un timbro

non eccessivamente impegnato e rivolto

comunque a tutti, con titoli tra i piu’ gettonati

del momento. Il costo del biglietto d’ ingresso

è di Euro 3,50 . Il phieghevole con il programma

è esposto in diversi esercizi pubblici

e commerciali della provincia e del luogo ed

annuncia anche la decima edizione della

Festa della Birra - Rassegna di musica giovanile-

che come ogni anno si svolge a fine agosto.

Le date di quest’anno sono per il fine settimana

29-30-31 Agosto con formazioni musicali

di ottima levatura e con una partecipazione,

al concerto piu’ importante, di un artista

di grande richiamo nazionale. Tra pochi giorni

il programma anche di questa manifestazione,

che gode tra l’altro del patrocinio della

Provincia di Viterbo.

Fabrica di Roma

Campo de’ fiori

Insegnamento da una pianta

Mi chiamo “pianta”, sono un essere vivente,

non ho molte pretese, ma una semplice ambizione,

che poi è la sola, come per te, che ti dici intelligente:

voglio crescere e progredire in nome dell’evoluzione.

E’ un processo molto lento, che iniziò con il creato,

un sistema assai perfetto, che modella la natura.

Ero seme, ora son pianta. Le stagioni ho trovato;

per regalarti il mio splendore ho resistito. E’ stata dura!

Ora la mano prepotente agisce in conto del progresso.

Taglia, brucia, spiana e inquina, come fossi suo nemico.

I miei doni non apprezza e non capisce, povero fesso,

che le risorse che elargisco sono il tesoro più antico.

Non ho orecchie per sentire, né la voce per parlare,

non ho reazioni alle ferite, io cado senza lamentarmi.

Uso altri sensi. “Le emozioni”, per poter comunicare,

sa percepirle il cuor gentile, basta già solo guardarmi.

Con le essenze dei miei fiori posso farti innamorare;

nelle torride giornate la mia ombra ti rilassa;

puoi scaldarti col mio legno e le tue case edificare.

Quando ascolti i miei fruscii ogni angoscia, poi, ti passa.

In autunno i miei colori, fonte di malinconia;

fiori sgargianti in primavera arricchiscono i paesaggi;

in inverno vesti bianche sanno infonderti armonia

e l’ossigeno d’estate? Il più prezioso dei vantaggi!

Certo è enorme il tuo potere, il tuo impatto sull’ambiente!

Sei un essere capace, anche se, ti dico, in fondo,

credi di essere il più forte, ma fra te e me chi è più imponente?

Vorrei tanto insegnarti come si fa ad amare il mondo!

Riccardo Pacelli

Aperto la domenica

mattina


16

L’ AFMAL- associazione con i FBF per i

malati lontani, il 10 luglio ha organizzato

un evento a sostegno del progetto RIDA-

RE LA LUCE.

La location sono stati i giardini della Curia

dell’Ospedale San Pietro, dove ha suonato

per i numerosi ospiti la banda musicale

dell’Arma dei Carabinieri composta da 85

elementi, diretta dal Maestro Massimo

Martinelli. Con loro ha cantato il Soprano

Anna Maria Albano accompagnata dalla

Pianista Flavia Bolognesi.

Gli ospiti hanno continuato la serata fra

sapori e musiche romanesche in una

atmosfera di ricercata semplicità e armonia,

insieme per sostenere il progetto

RIDARE LA LUCE. Portato avanti dal 2003

nell’Africa Sub Sahariana, con lo scopo di

combattere il problema della cecità provocato

da malattie degli occhi non curate.

La cecità colpisce circa 2 milioni di persone.

In molti casi a causa di patologie semplici

come appunto la cataratta. Nell’ultima

missione, partita lo scorso 29 maggio,

l’AFMAL in collaborazione con l’Aeronautica

Militare, ha potuto realizzare quasi 400

interventi di cataratta e oltre 1.000 visite

ambulatoriali.

Le due delegazioni,una coordinata da Fra

Benedetto Possemato, Consigliere Nazionale

AFMAL, l’altra dal Generale dell’Aeronautica

Militare Manfroni, hanno avuto

come basi operative l’ospedale San Giovanni

di Dio fondato dai Fate bene fratelli

nel 1956 nella città di Asafo in Ghana, e

l’Ospedale del Buon Samaritano nella città

di N’ojamanen in Ciad.

Le due equipe composte da medici e infermieri

volontari degli ospedali Fate bene

fratelli di Roma, Napoli e Genzano nonché

Ufficiali medici del Corpo Sanitario

dell’Aeronautica Militare, sono rimaste in

Africa fino all’11 giugno per effettuare il

AFMAL

Associazione con i Fatebenefratelli

per i Malati Lontani

Campo de’ fiori

numero prefissato di

interventi e visite,

impegnandosi anche

nella formazione di

medici e infermieri

africani per dare loro

la possibilità di curare

autonomamente, in

futuro, le malattie

degli occhi.

Il progetto “Ridare la

luce” ha anche una

finalità sociale: in queste

regioni africane il

cieco non può lavorare

e ad esso viene affiancato

un “bambinoguida”

che deve

seguirlo fino alla maggiore

età, sacrificando

la propria infanzia e

giovinezza.

Grazie a questi interventi

umanitari, molti

bambini hanno l’opportunità

di riacquistare

la libertà di correre,

giocare, andare a

scuola.

Finora sono state realizzate

17 missioni

umanitarie per un

totale di circa 2.200

interventi chirurgici e

quasi 9.000 visite

ambulatoriali.

Nell’ambito del progetto,

si colloca l’iniziativa

“Occhiali per il mondo” che

prevede in varie parti di

Italia la raccolta di occhiali

da vista in disuso.

Dopo essere stati monitorati

e catalogati, vengono

spediti presso

le missioni di

“Ridare la luce” in

Africa; qui, a seguito

delle visite oculistiche,

gli occhiali vengono

dati alle persone

che hanno bisogno

di correzioni,

che per la maggior

parte sono bambini.

Simona Carloni

AERONAUTICA MILITARE

Ufficio Pubblica Informazione

AFMAL E AERONAUTICA MILITARE DI NUOVO INSIEME PER

“RIDARE LA LUCE” IN AFRICA

Fra Benedetto e Fra Gerardo per la missione in Africa

Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri

Ospiti alla serata per l’Africa

Fra Pietro e Fra Gerardo alla serata per l’Africa


A 4 km da Civitavecchia, sorge, palpitante

di vita, la Repubblica dei Ragazzi, incorniciata

a levare da leggiadre colline, e accarezzata

a ponente dal Mar Tirreno.

In questa singolare città, la vita dei giovani

cittadini, trascorre in un clima dei libertà

serena, opportunamente equilibrata dal

progressivo senso di responsabilità, risultante

dal personale esercizio dei molteplici

incarichi, con cui essi stessi provvedono ad

organizzare la loro attività comunitaria.

In questa Repubblica vi sono linde casette,

divise da vie, piazze e aiuole fiorite, vi

sono scuole, officine, il bar, i negozi, la

banca per la moneta interna, le aule delle

assemblee popolari, la palestra e i campi

sportivi, la Chiesetta.

Il Sindaco, i consiglieri, il questore, vengono

tutti eletti fra i ragazzi, che nelle

assemblee discutono i loro problemi e,

quando occorra, emanano le loro sanzioni.

E’ stato un vero piacere, per i giovani di

Civita Castellana, trascorre 10 giorni in un

ambiente così accogliente e vario. Si è

subito stabilito uno schietto cameratismo,

si sono create amicizie, si è partecipato

alla vita intensa e varia della piccola

Repubblica.

Dopo un arrivo alquanto movimentato, a

causa del cambio dei mezzi di trasporto,

l’arrivo del superciclista Macario, che ha

percorso il tragitto di 100 km tutti di un

fiato, ha suscitato un certo fermento nel

campo, a causa dei soliti piccoli scherzi,

concertati dalla Ditta Mario & C. Il pranzetto

alla trattoria Rino, anche se salato,

ha messo l’euforia in Di Lorenzi, definito

immediatamente il Signoretto del campo.

Campo de’ fiori 17

10 Giorni di campeggio nella

Repubblica dei Ragazzi

La prima visita mattiniera a Civitavecchia,

mette l’Assistente Don Giacomo nella

necessità di richiamare all’ordine l’intraprendente

rubacuori Nelli Aldo, asso

imperterrito dell’auto-stop. Gli inseparabili

Fidaleo e Quirini pescano all’amo sul vecchio

molo; al tipografo e al signoretto

piace fare i lucertoloni sugli scogli, mentre

qualcuno troppo spendaccione, risparmia

facendo giretti intorno alla tenda….

Bruno Fontana, in alto terzo da sinistra, con

una comitiva di amici

Sono rimaste famose due serate, quella

dello scoppio dei fuochi artificiali a

Civitavecchia, in cui per fortuna non c’era

nessuno dei nostri…mentre c’era pure

gnaccheretta…

E quella dell’incontro di Caprari, visto nel

Salone della Repubblica; il simpatico

Direttore del Villaggio, rimase entusiasmato

dal tifo dei civitonici.


18

di

Sandro Anselmi

E’ una storia d’altri

tempi quella che vi

voglio raccontare, una

di quelle storie che

spesso vengono pubblicate

sulle pagine di

questa rivista, sempre

attenta ai ricordi del

passato, che possono

essere di grande insegnamento

per questo

nostro misero presente. La protagonista è

una anziana signora di ottant’anni, di

Fabrica di Roma, conosciuta da tutti per il

suo mestiere di sarta, un mestiere oggi

quasi completamente scomparso perchè

affidato ai macchinari della tecnologia

moderna. Lucia Francola aveva appreso

l’arte del taglio e cucito a Roma, dove

aveva vissuto per qualche anno insieme

Campo de’ fiori

Una “Fabrica” di ricordi

Personaggi, storie e immagini di Fabrica di Roma

Lucia Francola, mani di fata

1961 - In alto da sx: Maria Pia Pulcinelli, Rosanna Pulcinelli, Marilena Narduzzi, Laura Fortuna, Lucia Francola, Angela Alessi.

In basso da sx: Silvana Pulcinelli, Nadia Ricci, Anna Grandi, Lucia Beccaccioli, Rina Tabacchini, Ione.

alla sua famiglia, prima di trasferirsi a

Fabrica di Roma. Una volta stabiltasi qui, si

crea intorno a lei una cerchia di giovani

apprendiste, desiderose di imparare il

mestiere per crearsi un proprio futuro.

Lucia era ricercata in tutta la provincia e la

sua specialità erano gli abiti da sposa.

Accoglie le sue allieve nella propria casa e

arriva ad averne addirittura una venticinquina,

tutte munite di quella particolare

borsetta legata in vita, che le caratterizzava,

contenente tanti fili colorati e utilissima

per appuntare gli immancabili spilli da

sarta. Si inizia quasi per gioco, per passatempo.

Prima una, poi due, poi tre, fino a

che non si diffonde completamente la voce

e si viene a formare una vera e propria

scolaresca casalinga! C’è tanta allegria.

Chiacchiere e risa per alleggerire quei

momenti comunque impegnativi, dove

bisogna mettere a frutto le proprie capacità

mentali di apprendimento e stare molto

attente a non tagliar male le stoffe, prendere

bene le misure, non pungersi con

l’ago...... ricorda con simpatia e nostalgia

il nipote di Lucia, Giovanni, nostro fedele

collaboratore, come, ancora bambino, di

tanto in tanto, gironzolava tra le ragazze,

in cerca di quelle piccole calamite nere,

utilizzate per raccogliere gli spilli a fine

giornata, che tanto lo attraevano. Già da

allora si faceva avanti in lui la curiosità per

questi fenomeni naturali, tutti da studiare!

Quello di Lucia è stato un servizio veramente

utile! Molte di quelle ragazze, cresciute

sotto i suoi occhi, ancora oggi possono

ringraziarla per aver messo a loro

disposizione tutte le sue conoscenze, la

sua maestria, la sua passione!


20

Campo de’ fiori

LO STUDIO DELLA LUCE NELLA PITTURA

DI ERALDO BIGARELLI DAGLI OCCHI

DELLO STORICO DELL’ARTE DOTT. ANDREA ALESSI

Pittore dal temperamento impetuoso, ma

sereno nell’intuizione del reale, estrae

alcuni angoli oscuri con il gioco della luce,

che non è un mero tentativo di illuminare

l’oggetto, il corpo, il volto, le figure o gli

occhi del soggetto trattato, bensì “identificare

e far luce sulla cerniera di una posta

in gioco” rilevante e profonda. “Il solo atto

di illuminare è già intervenire sulla realtà”

in modo veramente vigoroso e gagliardo.

Per Alessi, Eraldo Bigarelli si caratterizza

fondamentalmente per la brillantezza e la

calda luce dei siti, dei volti e delle immagini

paesaggistiche africane cariche di remoti

e profondi avvenimenti storici custoditi

nei deserti sabbiosi, fortificati in quelli rocciosi

e inumati nelle vaste e possenti foreste

tropicali, nei misteriosi percorsi geo-

grafici, nelle enigmatiche

tradizioni

etniche diversificate

sul vasto territorio

esotico, nei

bagliori luminosi e

negli acuti echi

che si svelano e si

nascondono nei

volti dei suoi abitanti

come attraversati

dal silenzioso

passaggio

della sabbia su di

essi o come l’intenso

impasto del

verde cupo delle

foreste , il cui frusciare

culla e risveglia

la vita. La luce, che avvolge e illumina,

sprigiona l’energia, la stessa che

Bigarelli assorbe negli anni delle campagne

africane, che non potrà mai più

dimenticare e che

illuminano il suo

cuore, creando sintonia

e complicità

con questi ambienti.

Dalla oscurità

della notte nasce il

giorno dei deserti

sterminati del

Sahara, con le sue

dune le cui cime si

modellano per la

presenza di vento e

assumono tonalità

più o meno intense

di colore, dipendenti

dalla luminosa

energia delle albe e

dei tramonti. Non meno significativo

lo studio della luce nel

periodo che Alessi identifica

come post caravaggista

in una pittura

alla maniera

di George De La

Tour che propone

la luce in

formule particolari,

palesata

dalla presenza

di una candela

che illumina,

che plasma i

corpi in modo vero

perché i suoi modelli

sono reali. Secondo

recenti ed approfonditi

della Prof.ssa M. Cristina Bigarelli

studi su alcuni documenti, il prof. J.T.

Spike ci informa sul fatto che nel periodo a

cavallo tra il 1500 e il 1600, i pittori dipingono

dal vero, studiando l’anatomia e

tutto quello che concerne la figura nei suoi

dettagli più esteriori o più intimi. Infatti

Bigarelli studia le sue figure in modo minuzioso

e anche l’ambiente in cui vivono

viene riproposto come un vero e proprio

spaccato della realtà.” “Si può intuire” dice

il dott. Alessi, “quali saranno le novità di

Bigarelli, un pittore che ama chiaramente

l’arte figurativa con il vezzo di immortalare

nei suoi volti, nelle sue nature morte esotiche,nei

suoi reperti archeologici, nei suoi

scorci e nei suoi ritratti e nei suoi paesaggi,

un momento, un pensiero, un’emozione

che invito ad osservare e, quindi a percepire

nel profondo, nelle prossime proposte

pittoriche di Bigarelli”.


Tratto da un antico manoscritto.

“Nell’anno 1242 viveva in Magliano Sabino

un nobile Signore per nome Giuliano

Uliani. Egli erasi disposto ad una colta

Dorotea, pia ed affezionata consorte.

Dopo vari anni di matrimonio infecondo,

come piacque a Dio, si ebbe un vezzoso

bambino.

Quando ne godesse l’animo dei fortunati

genitori non è a dire. Si trovano allora per

caso in campagna in una deliziosa casina

che è tra Colledoro e Chiorano in quel di

Magliano. A ben meglio solennizzare si

avventuroso, Giuliano invita nella casina

anzidetta a splendido convito i parenti e gli

amici, che numerosi aveva in Magliano. Al

dì posto andarono gli invitati. Si era nel

meglio del convito, quando Dorotea, pregatane

dai convitati, va a prendere il suo

bambino e loro mostrarlo per appagarli.

Miratela! Come si affretta!… E’ già presso

la culla… Ahimè si arresta! Mette un grido

straziante… Cade in terra svenuta!… Cosa

era avvenuto?… La fantesca, sossopra

dalla festa aveva gettato sul neonato bambino

dei mantelli che i convitati messisi

avevano su di una cassa alla culla vicina.

Al grido straziante della povera Dorotea

accorre subito Giuliano. Quale ne sarà

stato lo schianto dell’anima sua in rimirar

disteso morto in sul letto il suo caro figliolo?

Tuttavia per non contristare la gioia dei

convitati alle replicate incessanti istanze

dei medesimi di voler vedere il bambino,

risponde: “Non è bene destarlo, non

avranno certo a mancare occasioni”.

Usciti che furono i convitati, Giuliano,

preso da un forte e cieco furore, che tolto

Campo de’ fiori 21

Il miracolo della Madonna di Uliano

l’aveva di sé, stringe nella destra un ferro,

e forsennato si scaglia sull’innocente

Dorotea. Supplichevole la dolente gli si

getta ai piedi. Egli afferra i capelli, glie li

lacera, le cava, misera, gli occhi, le taglia

di un sol colpo ambedue le mani e, ciò

fosse poco, le recide, ahi strazio…,

l’una e l’altra mammella! Cadde stramazzoni

a terra la poverina, tutta

lorda e brattata del proprio sangue.

Ella però non è ancor morta. La

Vergine della quale Dorotea era

devotissima, voleva in essa far

mostra della sua pietà, della potenza

sua. Giuliano, così come ella è tra

viva e morta, appeso che le ebbe al

collo il morto bambino, la fa trascinare

da un servo in fondo alla selva colà

presso, perché vi finisse miseramente la

vita. Dorotea colaggiù ridotta, raccolse

le poche forze che rimaste le erano, e

dolorosa e fidente rivolge a Maria la

consueta preghiera: “AVE MARIA!”…

La Vergine accorse pietosa, e dalla chioma

di una quercia antica così prese a

dire: “DOROTEA, TUFFA LE MONCHE

BRACCIA NELL’ACQUA CHE VICINA TI

CORRE.” Dorotea ubbidisce, oh prodigi!

Ve le ritrae con ambedue le mani. Con

esse lava le fosse degli occhi e del seno

e gli occhi e le mammelle tornano in

men che non è detto. Non rimaneva che

l’esanime corpicino del figliol suo. Ella

senz’altro lo tuffa nell’acqua miracolosa,

e vivo le torna a sorridere. Rapita in

estasi rimase la buona Dorotea. Il dì

seguente, Giuliano quasi a soffocare i

rimorsi che gli trambasciavano in anima,

se ne va a cacciare nella selva. Ode per

entro di essa un fruscio… Tende l’arco…

Va leggero sui passi, vede, oh vista bellissima!

Vede la sua Dorotea interamente

sanata e vivo pure il suo defunto

figliolo. Si getta Giuliano ai piedi di

Dorotea, glie li bagna di lacrime, le

domanda perdono, bacia per più volte il

bambino e risaputo poi da essa il prodigio

volle che a perenne testimonianza del

fatto si erigesse una chiesa, ove lì appunto

era apparsa la SS.ma Vergine.”

Targa posta sul luogo della polla miracolosa

Magliano Sabina (Ri) - Cecilia in visita al Santuario della Madonna di Uliano


22

Selci

Torniamo nuovamente

nelle

bellissime campagne

della sabina,

dove abbiamo

già avuto

modo di “visitare”

il comune di

Magliano Sabina.

Ci fermiamo,

stavolta, in

un piccolo paese

di Ermelinda Benedetti della provincia

di Rieti, arroccato

sulla cima di un’altura, a 204 metri sul

livello del mare, nel cuore della bassa sabina:

Selci, che conta poco più di mille abitanti.

E’ raggiungibile tramite l’A1, uscita

Ponzano Romano – Soratte, e tramite la

S.S. Salaria, uscendo a Passo Corese.

STORIA Sin dall’epoca romana Selci fu un

centro di grande importanza strategica,

grazie alla sua posizione, che gli permetteva

di controllare il tratto viario che dalla

Salaria conduceva a Forum Novum, il centro

burocratico e religioso più attivo ed

importante del circondario. Ma la nascita

vera e propria del paese è da far risalire

alle invasioni barbariche e saracene dei

secoli VII-IX, che spinsero la popolazione

del Castrum di Campolungo a trasferirsi

nel vicino territorio che ha dato origine

all’attuale Selci. Il particolare nome

dovrebbe derivare da una strada romana

che percorreva il territorio, lastricata con

grossi basoli di selce nera.

A poco a poco l’abitato fu fortificato con

mura e l’agglomerato urbano divenne

castrum, castello. In seguito a mutamenti

Selci divenne comune. Quando la Chiesa

di Roma si impossessò di tutti i castelli

della sabina, anche gli abitanti di Selci gli

giurarono sudditanza. In seguito allo spostamento

della curia papale de Roma ad

Avignone, Selci approfittò della confusione

creatasi ribellandosi alla Santa sede, istigata

dai Savelli, dagli Orsini e dai Colonna.

Ma nel 1364, con l’aiuto di Giordano

Orsini, il Pontefice ristabilì la sovranità

papale e Selci fu nuovamente sottomessa

alla Santa Sede. Tra il XIII e XIV secolo la

gestione di vari castelli di questo territorio

venne affidata ai Sant’Eustachio e a

Ricardo di Pietro Iaquinti. Nel 1510 quest’ultimo

si contese la podestà di Selci, con

Campo de’ fiori

Le guide di C

Tebaldo della famiglia dei Sant’Eustachio,

fino a che non intervenne il Vicario del

Rettore a porre fine alla disputa.

Terminato il regime comunale si insediarono

gli Orsini, che iniziarono

un periodo di infeudazione,

fino al 1596, quando morto

Virginio Orsini, la Reverenda

Camera Apostolica vendette

il castello ai Cesi. Della loro

presenza rimane una importante

testimonianza: lo

Statuto del 1455.

Importanti innovazioni assicurò

la famiglia dei Cesi alla

sua popolazione: ristrutturarono

il grandioso gruppo di

fabbricati che circonda l’antica

torre di Selci; emanarono

i “Bandi generali”, un

codice civile in favore del

ben vivere civile; fondarono

una “Cappellania” nella

Chiesa di Santo Stefano,

dove gli abitanti del contado

potevano adempire gli

obblighi della religione cristiana

senza doversi recare

in paese. Nel 1697 Angelo

Federico Perdonato Cesi,

pressato dai debiti,

fu costretto

a vendere

il

Antica porta d’ingresso

castello di Selci, per quattromila scudi, a

Guido Vaini. Nel 1722, dopo tre secoli e

mezzo di gestione feudale, Selci tornò

sotto il controllo della Chiesa di Roma, la

Il borgo

cui dominazione era stata interrotta

temporaneamente dalla dominazione

napoleonica e venne

ristabilita nel 1815, al termine

di essa. Selci tornò ad essere

comune autonomo nel 1818.

Con la proclamazione del

Regno d’Italia la provincia

sabina fu aggregata a quella

umbra di Perugia, fino a che

il governo fascista non elevò

Rieti a capoluogo di provincia.

ITINERARIO TURISTICO

Con il passare del tempo il

paese, soprattutto nell’ultimo

secolo, ha subito profonde trasformazioni,

che rendono difficile individuare

l’originaria forma del tessuto

urbano. Tuttavia è possibile notare che il

centro storico ha mantenuto quella parti


ampo de’ fiori

Chiesa di San Salvatore

colare forma ovoidale, con un unico

ingresso. Oltrepassato tale accesso, troviamo,

a destra, la chiesa parrocchiale,

dedicata al Santo Salvatore, nella quale si

conserva una Pala del XVII secolo, raffigurante

il San Salvatore tra nuvole ed angeli,

che poggia il braccio sinistro sul globo,

in adorazione i Santi Eleuterio Papa, Rocco

con il cane, entrambi comprotettori di

Selci, Santo Stefano diacono, principale

protettore del paese e San Bernardino da

Siena; un’altra pala del XVII-XVIII secolo,

raffigurante la Madonna Immacolata,

Campo de’ fiori 23

sopra l’altare di sinistra; dello

stesso periodo, il quadro raffigurante

la Conversione di San

Paolo e la Fonte battesimale in

legno dipinto, di artigianato

locale. A sinistra una piazzetta

con torre, un tempo rispettivamente

“platea palatii Comunis

e rocca castri”. L’abitato è delimitato

tutto all’interno da

mura, le quali verso est, sono

divenute un tutt’unico con

alcune abitazione di costruzione

tardiva. Al circuito murario

appartiene un torrione circolare

che si trova ai margini

dell’abitato, dove anticamente

si apriva una

porta minore.

Numerose chiesette rurali

sono sparse nella campagne,

come quella di

Santo Stefano e quella di

Sant’Eleuterio, quella di

San Vincenzo di jus,

patronato della famiglia

Savini, di San Domenico

e San Bonaventura della

famiglia Quintiliani, di

San Lucia della famiglia

Benedetti, dalla quale è

stata ricavata la fontana della Piazza

del Popolo.

Nella Villa di Tulliano, sull’omonima

collina, sono stati rinvenuti due cippi

funerari, del periodo traianeo-adrianeo,

dei coniugi Tullio Epafra e Tullia

Simferusa.

TRADIZIONI E FESTE Festa di

Santo Stefano Festeggiamenti in

onore del Patrono di Selci il 3 agosto.

SS. Nome di Maria La seconda

domenica di settembre di ogni anno.

La mostra del pane Fine di giugno.

La sagra della porchetta

Festeggiamenti per uno dei prodotti tipici

locali, la seconda domenica di agosto.

SAPORI TIPICI La porchetta selciana è

diventato il prodotto più caratteristico del

paese ed è il risultato di una esperienza

che si è tramandata di generazione in

generazione.

LE CURIOSITA’: Ma lo sapevate che…

I cinque cognomi più diffusi a Selci sono:

Antonini, Mattei, Giorgini, Urbani,

Stefanini.

Palazzo comunale


24

Campo de’ fiori

UN’AVVENTURA CHIAMATA ADOLESCENZA

a cura della

Dott.ssa Francesca

Celeste Psicologa

... continua dal n. 51

La famiglia: I cambiamenti

che interessano l’adolescente

si ripercuotono

all’interno del contesto

familiare. Il ragazzo

in questo periodo ha due

esigenze tra loro contrastanti:

da un lato sente il

bisogno di essere protet-

to dalla famiglia di origine e vorrebbe restare

bambino, dall’altro vuole differenziarsi e

acquisire autonomia. La famiglia deve

affrontare l’arduo compito di trovare un

nuovo equilibrio, di rinegoziare le distanze

interpersonali per venire incontro alle esigenze,

si sente a disagio, si domanda quale

sia la cosa giusta da fare. I genitori, in

fondo, hanno la consapevolezza che il loro

figlio sta diventando grande, ma possono

essere riluttanti ad ammetterlo, possono

essere preoccupati di fronte alle richieste di

autonomia e spaventati dal fatto di dover

riassettare un equilibrio che ha funzionato

bene per molto tempo. Il genitore adeguato

dovrebbe essere sufficientemente flessibile

da accogliere sia le richieste di protezione,

che di autonomia del figlio, per aiutarlo nella

ricerca della propria individualità senza farlo

sentire solo. I coniugi si ritrovano a fare un

bilancio di sé stessi come genitori, marito e

moglie. L’adolescenza del figlio rimanda ai

genitori l’idea del tempo che passa e fa riaffiorare

in loro i ricordi della propria adolescenza

che si erano con il tempo assopiti,

intensificando le emozioni nei confronti dei

propri genitori. Alcune ricerche hanno dimostrato

che i genitori di un figlio adolescente

presentano grande stress e il matrimonio è

soggetto a molte crisi, maggiormente accentuate

all’interno di quelle coppie i cui coniugi

si erano soprattutto identificati nel ruolo di

genitori. In quest’ultimo caso, essi possono

rischiare di sentirsi inutili o inadeguati di

fronte al figlio che diventa indipendente, può

venire meno la capacità di investire in termi-

ni di sostegno reciproco e di creare obiettivi

condivisi. D’altronde l’adolescente fa ben

poco per agevolare l’armonia famigliare, è

sempre alla ricerca del conflitto, mette in

discussione idee e valori genitoriali. Questi

contrasti permettono al ragazzo di conoscersi

meglio, di confrontare le sue idee e di definirsi

rispetto al punto di vista altrui. Inoltre,

attraverso il conflitto l’adolescente impara

alcune abilità sociali quali la capacità di

ascolto, comunicazione, negoziazione, che

saranno indispensabili per la futura vita relazionale.

L’identità: L’adolescenza, oltre alla

crescita corporea, è contrassegnata dalla

definizione dell’identità. Il ragazzo abbandona

lentamente il concetto di sé costruito sull’opinione

dei genitori per sostituirlo ad una

considerazione di sé derivata dai giudizi dei

coetanei, ove è di fondamentale importanza

l’aspetto fisico, l’attrazione sessuale e l’intelligenza.

L’adolescente può sentirsi valutato

negativamente in alcuni di questi settori e

ciò comporta inevitabilmente ansia, frustrazione

o l’atteggiarsi in modo compensativo,

nel tentativo di primeggiare in ambiti in cui

si è considerati poco abili. I genitori possono

essere tentati di diventare iperprotettivi, con

il rischio che il figlio si opponga eccessivamente

al mondo degli adulti. L’acquisizione

di una propria identità è un processo che

dura anni e si costruisce attraverso la sperimentazione

e l’identificazione. La sperimentazione

consente di provare a recitare una

molteplicità di parti, immedesimarsi in differenti

ruoli. Contemporaneamente, avendo la

possibilità di conoscere tante persone, l’adolescente

ha la possibilità di osservarle, esserne

affascinato, provare a imitarle. La sperimentazione

e l’identificazione fanno sì che

l’adolescente riveli una molteplicità di volti a

seconda dell’ambiente in cui è. Ad esempio,

un ragazzo può essere educato e riservato a

casa ma indisciplinato a scuola, con grande

stupore dei genitori. Attraverso le sperimentazioni

e le identificazioni l’adolescente si

riconosce come separato dagli altri e, con-

L’angolo Misterioso

Nella foto accanto, nascosta fra i muri, è riportata una via di Civita Castellana. Sapresti dirci il nome della Via? I primi tre

che, telefonando in redazione, daranno la risposta esatta, riceveranno un simpatico omaggio offerto da: Civita Bevande.

CENTRO DI CONSULENZA

Neuropsichiatrica, Psicologica, Logopedica,

Psicopedagogica

Via T. Tasso 6/A - Civita Castellana (VT)

Tel. 0761.517522 Cell. 335.6984281-284

www.centroceral.com

info@centroceral.com

frontandosi con l’immagine che gli altri gli

rimandano, si confronta con le proprie abilità

ed i propri limiti. L’identità finale è frutto

della scelta e della sintesi di alcuni dei ruoli

sperimentati e inevitabilmente comporta il

lutto per la perdita delle altre possibilità. La

cognizione: L’ingresso nell’adolescenza

comporta anche il perfezionare la capacità di

ragionare in astratto, sapere valutare differenti

ipotesi, valutare le conseguenze di una

scelta. Queste abilità sono presenti anche

prima dei dieci anni, ma dopo i dodici anni la

persona acquisisce la consapevolezza delle

potenzialità del proprio pensiero, lo valorizza,

vi riflette. Il raggiungere la capacità di

riflettere sul proprio pensiero e su quello

degli altri permette al giovane di prendere in

considerazione idee differenti dalle proprie e

la qualità delle relazioni muta, venendo

meno il carattere egocentrico dell’epoca

infantile. Eventuali successi in ambito cognitivo,

quali buoni risultati scolastici, aiutano

l’adolescente a rafforzare la propria autostima.

La capacità di pensare a differenti possibilità

rispetto alla situazione presente fa sì

che l’adolescente possa diventare piuttosto

critico nei confronti della sua realtà, immaginando

soluzioni di vita ideali. Spesso queste

possibilità non coincidono con i progetti delle

figure di riferimento del giovane, ma è attraverso

queste capacità di pensiero che si inizia

a sviluppare la propria individualità. La

possibilità di pensare in astratto permette al

giovane di fare i primi progetti per il futuro,

immaginarsi “da grande” e prendere le prime

decisioni importanti, quali la scelta della

scuola o del lavoro. La maturazione dell’individuo

è un processo molto lungo che dura

l’interezza della vita e non si esaurisce con il

termine dell’adolescenza. Sono le esperienza

quotidiane e quelle straordinarie che facciamo

nel corso di un’esistenza, a contribuire al

nostro sviluppo cognitivo e affettivo. Si tratta

di un processo molto lento, di cui ci possiamo

accorgere solo se abbiamo tempo per

soffermarci a riflettere, a differenza dell’adolescenza,

in cui i cambiamenti sono molti ed

avvengono velocemente.


Campo de’ fiori 25

il diario dei

Giras li

Giras li

questa pagina è dei ragazzi speciali


26

di Secondiano Zeroli

...continua dal numero 51

Ben presto il mio coinvolgimento all’interno

dell’emittente divenne più assiduo, poiché

oltre alla già citata trasmissione

Teverina 2000, avevo un gioco chiamato

Le rouge e le noir che conducevo insieme

a Vincenzo, una rubrica cinematografica

denominata Cinema news ma soprattutto

le dirette d’una partita di calcio, la domenica

pomeriggio. Allora si poteva usare

soltanto il baracchino ed occorreva trovarsi

non a grande distanza dalla sede della

radio. Ricordo di aver fatto le radiocronache

sui campi di Soriano, Civita Castellana,

Corchiano, Ronciglione, Capranica. Poi alla

sera, in via sperimentale, si metteva in

funzione una telecamera e la domenica

Sportiva era servita, anche se soltanto per

un pubblico molto limitato di telespettatori

del solo ambito sorianese. Fu in quel

periodo di tempo che ebbi modo di intervistare

il pugile di Tarquinia Angelo

Jacopucci, morto poi nel luglio del ’78 a

Bellaria, dopo un terrificante K.O. subito

ad opera dell’inglese Alan Minter. C’era

comunque all’interno dell’emittente un

clima di grande cordialità. I ragazzi e le

ragazze perlopiù sorianesi, si avvicendavano

alla consolle con crescenti consensi da

parte d’un pubblico che cominciava anche

a far sentire le proprie critiche. Vi furono

perciò diverse riunioni in cui si cercava di

migliorare e di modificare il palinsesto con

nuove entrate di figure professionalmente

più qualificate. Lely Corsi cominciò così a

proporre favolosi viaggi esotici, Massimo

Formicoli parlò prima di bande musicali cittadine

e poi di problematiche legate alla

psicologia, Emilio intrattenne i radioascoltatori

su fatti di cuore, Catello varò la

Campo de’ fiori

Storia di un sogno chia

Da Maurizio

rubrica giornalistica La Voce dei Cimini,

sulla falsariga della collaudata Teverina

2000.

Un giorno, nel piazzale antistante l’emittente,

parcheggiò una vecchia Alfa

Romeo, da cui discese un bel giovane

moro il cui nome echeggiava vecchi ricordi

scolastici. Si trattava di Omero. Omero

Giulivi da Monte Calvello, frazioncina vicino

a Grotte S. Stefano, dove per anni soggiornò

il pittore-poeta Balthus. Omero

chiedeva un ricovero e un piccolo posto in

Radio. Maurizio, dopo qualche comprensibile

riluttanza, lo accontentò e con quell’atto,

certamente in maniera inconsapevole,

passò il testimone ad un ragazzo che

poi diventerà, superando indenne bufere

varie e rocamboleschi cambi di gestione, il

custode geloso di una storia che non è

ancora conclusa. Omero, attraversando

anni perigliosi e difficili, rappresenta ora la

continuità tra la colonna sorianese che

aiutò Maurizio agli inizi dell’avventura e

quelli che poi sarebbero stati i lunghi anni

di vita civitonica che videro per protagonisti

Stefano Principalli, Raffaele Miozzi e la

Curia di Civita Castellana.

L’emittente, con l’arrivo di Omero, sembrò

trovare nuovi impulsi, primo perché le sue

competenze in fatto di cultura musicale

non erano insignificanti e secondo perché

Maurizio sollevato da qualche incombenza

di troppo poté rivolgersi con maggiore

attenzione al problema più importante a

cui si trovava di fronte una emittente

radiotelevisiva: quella cioè di procacciarsi

la pubblicità, e cioè i soldi, indispensabili

per andare avanti nel migliore dei modi. In

questa ottica arrivarono denari freschi per

la realizzazione della mia rubrica Bonjour

Tour de France. Collegamenti con la

Grande Boucle e diretta dei

passaggi e degli arrivi delle

varie tappe.

Era il ’77, l’anno della seconda

vittoria di Bernard

Thevenet e del crollo del

belga Eddy Merckx. Per

ottenere una buona ricezione

eravamo costretti talvolta

a trasferirci sulla sommità

della faggeta, a 1111

metri d’altitudine! Ma non si

viveva solamente di piccoli

atti d’eroismo, era per

esempio divertente giocare

nel piazzale con la bellissima

cagna Rosa e con il fili-

1977

Secondiano Zeroli

registra per la

radio

“Teverina

2000”

bustiere bastardino Laky. Rosa, una terranova

venerata da Maurizio, aveva nobili

abitudini e si arrabbiava molto quando il

ruspante ma furbissimo bastardino le portava

via qualche bocconcino prelibato.

Rosa non mostrava nemmeno molta simpatia

per uno stupendo terranova maschio

del regista Ettore Scola di nome Sansone,

a Soriano convocato per accoppiarsi con la

nobile campagnola. Non ci fu nulla da fare.

Rosa non gradiva le pesanti effusioni del

dolcissimo pachiderma e così la nostra

rimase per sempre illibata.

Ma come è buona consuetudine, anche

nelle migliori famiglie, sorsero delle piccole

incomprensioni tra me e Maurizio, giacché

io avrei voluto (probabilmente sbagliando)

che l’emittente diventasse un po’

più aristocratica, che si desse meno spazio

alle dediche e più agli approfondimenti.

Risultato: per tutto l’anno ’79 me ne andai

a Terni a Tele Radio Centro Italia . Tornai

l’anno successivo, dopo che ebbi un serio

incidente automobilistico, giusto in tempo

per assistere all’evento che cambierà radicalmente

la vita dell’emittente, sostanzialmente

radiofonica, di Soriano nel Cimino.

Nel 1980, infatti, Maurizio Tocchi siglò una

intesa con l’imprenditore civitonico, nel

settore elettrico, Stefano Principalli e così i

macchinari, le attrezzature e quant’altro,

vennero trasferiti nella nuova sede di

Piazza Guglielmo Marconi, a Civita

Castellana, ovviamente. L’avventura continuava

e questa volta su due binari diversi,

perché ben presto sarà la televisione a

prendere quota e a recitare un ruolo sempre

più predominante nei confronti della

sorella Radio. La nuova sede del centro

falisco iniziò a funzionare anche al disopra

delle migliori aspettative. La notizia del


Campo de’ fiori 27

mato “Tele Radio Punto Zero”

Tocchi al Vescovo Rosina

l’avvenuto trasferimento si diffuse in un

battibaleno e furono soprattutto i giovani

che cominciarono ad affluire sempre più

numerosi e motivati a far bene. Giulia

Conti, Rita Petrelli, Lorella Neri , Ulisse

Frezza furono tra i primi ad alternarsi alla

consolle mentre della vecchia colonna

sorianese rimasero soltanto Augusto Tordi

e Maurizietto Milioni. Ci fu anche una reazione,

in fondo motivata, al trasferimento

dell’emittente, quando Giuliano Franchi

installò nell’antico nucleo di Soriano, nel

quartiere della Rocca , una nuova postazione

radio, che in onore della nonna,

munifica sostenitrice, chiamò Radio Lea.

Ma chi era il nuovo partner al 50% di

Maurizio Tocchi? Stefano Principalli era un

piccolo imprenditore che si era, come suol

dirsi, fatto da solo. Aveva cominciato con

una botteguccia di materiale elettrico poi

era pian piano diventato il custode di

quasi tutte le industrie ceramiche del comprensorio

faleritano. Quando si verificava

un guasto , interveniva Stefano con la sua

squadra. Si trattava dunque d’un uomo di

sicura esperienza nel settore meccanico ed

elettrico e che si avviava ad esserlo anche

in quello delle telecomunicazioni. Maurizio,

insomma, non avrebbe potuto scegliersi,

per la nuova avventura, un socio migliore.

La sede di Piazza Marconi era oltretutto

più spaziosa, rispetto alla precedente di

Soriano ma era soprattutto il bacino d’utenza

che si era dilatato e questo, in prospettiva,

non prometteva che risultati

sempre più rilevanti. L’amalgama della

nuova squadra si consolidò nella stagione

estiva, quando furono definitivamente e

felicemente risolti tutti i problemi tecnici

legati al riposizionamento delle antenne

che servivano alla più corretta ricezione

dei programmi trasmessi e quando fu

varata una prima bozza di programmazione

che andava a stabilizzare e migliorare

l’intero palinsesto. Il simpatico Peppe

Rossi curava la rubrica giornalistica E’ successo

solo ieri , Franco Meli modulava il

suo programma miscelando sapientemente

vecchi motivi e recenti uscite, sempre

restando in un ambito melodioso.

Robertino D’Aquanno avvicendava sul piatto

motivi giovanili di cantanti emergenti

secondo un suo particolare gusto musicale.

Gustavino saliva sull’inesauribile filone

del liscio e rendeva meno opache le serate

delle persone… in età matura. Omero

coordinava il tutto, fungendo un po’ da

capitano in

campo, sempre

presente e

dunque sempre

il primo a

conoscere i

problemi dell’emittente.

A

me spettò il

compito di

seguire il Tour

de France, un

Tour che si

rivelò imprevedibile

e combattuto,dunqueappassio-

nante e molto seguito dal pubblico dei

radioascoltatori. Il francese Hinault si ritirò

quando vestiva la maglia gialla per un

insopportabile dolore al ginocchio (e

fummo, modestamente, i primi in Italia a

darne notizia!) e così l’olandese

Zoemetelk, eternamente secondo, ebbe la,

peraltro meritata, opportunità d’arrivare in

maglia gialla fino ai Champs Elysées di

Parigi. Il settore della pubblicità stava mettendosi

in moto piuttosto bene giacché

Civita Castellana rispetto a Soriano, era un

centro molto più grande e con insediamenti

industriali, commerciali e artigianali

di tutto rispetto. Le condizioni insomma di

un lungo cammino insieme per la coppia

Maurizio-Stefano c’erano tutte e a darne,

almeno apparentemente, maggiore slancio,

ci fu la stupenda partecipazione del

popolo di Civita Castellana a seguito del

terremoto in Irpinia del 23 novembre.

Radio Punto Zero lanciò infatti un accorato

S.O.S. per aiutare quelle popolazioni e la

risposta fu immediata. Fu riempito un

camion articolato con indumenti di vestiario,

generi alimentari non deteriorabili,

perfino giocattoli per bambini. Una solidarietà

commovente che dimostrò come la

nuova Radio fosse già, nell’immaginario

collettivo della città, un punto centrale, un

operatore su cui contare e di cui fidarsi.

Una nuova realtà operativa che aveva da

subito mostrato serietà e capacità organizzativa.

Ma nonostante tale stato di sostanziale

situazione idilliaca, sotto la cenere

dell’apparenza stava covando un qualcosa

che avrebbe presto avuto un effetto tsunami

sull’intera struttura, ancora essenzialmente

radiofonica.

continua sul prossimo numero...


28

Campo de’ fiori

Associazione Artistica Ivna

Artisti di Vignanello, Vallerano, Corchiano, Civita Castellana

condividono l’arte

IL PENSIERO LIBERO NELL’ARTE SCULTOREA DI

ANTONIO PANUNZI

TRA IMMAGINI DEL SUO INCONSCIO E QUELLE

DEI POPOLI DI ANTICHE CIVILTÀ

Nasce a

Caracas il 30

dicembre

1 9 6 1 ,

città dove

vive fino alla

prima metà

degli anni

settanta.

L’influenza

dell’arte precolombiana

s e g n a

la sua prima gioventù, caratterizzata

da una cultura latino americana.

Che dire dell’ Artista Antonio Panunzi ?

Tony , questo è il nome con il quale è più

conosciuto. Ha cominciato negli anni settanta

a Riva dei Tarquini osservando le

grandi scorze di pino, che gli infondono la

voglia di incidere… così incisione su incisione

la creatività prende forma in variegate

figure, immagini, volti, che liberano

l’anima artistica di Tony.

La sua vita è un viavai tra l’Italia e il

Venezuela, nazione dove vive ancora suo

fratello, artista anche lui, che incarna per

Tony un punto di riferimento nel periodo

dell’adolescenza, “invogliando” la sua

peculiarità artistica. Affascinato dal mondo

etrusco e precolombiano, incuriosito e

attratto dalle forme prismatiche, dalle conchiglie

fossili e dalle miniature, viaggia in

molte parti del mondo: in questo modo la

sua sensibilità

creativa

e impetuosapermette

di farg

l i

amare

ed interiorizzare

l’arte

scultorea

di

differentiorigini.

La

precolombia-

na è la privilegiata considerando i luoghi in

cui vive, unitamente alla conoscenza di

quella atzeca, romana e greca, sviluppando

un quadrilatero che sarà sempre presente

nelle sue sculture dalle facce più

misteriose emergenti dall’interpretazione

personale del ghiribizzo geometrico originale.

In questo senso Tony assume l’identità

di scultore autodidatta di eccellenza

nell’espansione e nella fusione della cultura

di quel passato concentrandola in una

tecnica nuova scultorea con materiale

anch’esso echeggiante l’ambito etrusco, il

tufo. In questi volti scolpiti non risalta la

staticità, ma il dinamismo della storia dei

popoli antichi e della sua storia personale.

La sua è una vita movimentata come quella

del Nomade Aristocratico. Nomade perché

continuamente a caccia di scoperte e

di ritrovamenti, prede che solo possono

sostentare la sua arte, agendo con forza e

tenacia; Aristocratico in quanto abile a

sublimare questa “caccia” con il proprio

talento, le proprie strategie, le tecniche

raffinate, gli strumenti fatti di ingegno,

lavorando la “preda” con il fine utensile del

suo animo. La sua vita di uomo è vissuta

senza sottrarsi alla sofferenza, la sua vita

d’artista è travagliata, a causa del vibrante

desiderio di plasmare delle forme, liberando

da quei massi tufacei volti e immagini

che attendono di parlare al cuore e alla

mente degli osservatori. Vita dinamica e

segreta come le facce delle sue opere.

“Forse” ci rivela Tony” l’Arte la interpreto in

varie forme, su questi materiali perché

nell’atto creativo impiego slancio vitale ed

energia”: le opere più belle sono nei giardini,

nelle case, nelle grotte in tufo, intrise

con energia vitale in continuo evolversi in

un continuo trasformismo delle espressioni

scolpite. “Appagante è la scultura” per

Tony, che assapora la bellezza dello studio

approfondito delle tecniche per migliorare

la caccia alla “preda” dell’arte, che si identifica

con il Pensiero Libero, la Bellezza

Prima dell’Essere Vivente. Questa spinta

arriva da due forze che alimentano come

nettare la sua esistenza: l’amore e l’amicizia.

La materia nella sua plasticità imprime

nella sua coscienza una caratteristica che

rasenta l’informale. “La conoscenza delle

miscele chimiche e la capacità di interpretare

la realtà al fine di riprodurla creano

della Prof.ssa

M.Cristina Bigarelli

un’ottica diversa dalla prima, visualizzando

cose non sempre percepite con la stessa

intensità da tutti, pur vedendole” ci dice

Tony. Si tratta dei punti di vista della vita

di ciascun essere pensante.

Lo scopo di Tony è di dare massimo agio

all’ immaginazione. E’ per questo che a

volte dal peperino, dal tufo o da altre pietre

prendono forma immagini sfocate, dai

contorni e dalle incisioni non nette, dando

l’opportunità di riflettere sul mondo nel

quale viviamo: il significato della contemporaneità,

non sazio, ma desideroso, non

tragico, ma struggente, non nostalgico,

ma evocativo, non lontano, ma prossimo.

Una sorta di processo della surrealtà atto

ad esprimere con molteplici modi, tecniche

e materiali “il funzionamento reale del

pensiero scaturito dallo stesso in un atto

psichico inizialmente puro senza passare

attraverso i condizionamenti della ragione”

Attualmente Tony vive e lavora a

Vignanello

in provincia

di Viterbo

immerso

nella realtà

della sua

arte che

abbellisce,

donando

atmosfera di

mistero, di

incanto e di

suggestione

agli ambienti

nei quali

pone le sue

grandi opere

scultoree !


Per la vostra

pubblicità

su Campo de’ fiori

Tel. 0761.513117

Campo de’ fiori 29

“Il Fumetto”

LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA

CLAYMORE di Norihiro Yagi - edito da Starcomics

di

Daniele Vessella

Chi associa questo

manga come la brutta

copia di BERSERK di

Kentaro Miura, disprezzandolo

con l’appellativo

di “Berserk in gonnella”,

non capisce niente di

fumetti.

È vero, nel manga di

Yagi vengono usati spadoni

enormi e l’ambien-

tazione è medioevale come in BERSERK,

ma se ci basiamo solo su questi due aspetti…

anche tutti i Dylan Dog sono mere

copie del primo numero, visto che di base

sfruttano lo stesso tema. Non è così, perché

partendo da un’identica idea di sfondo

possono svilupparsi decine di storie diverse

e CLAYMORE ne è la prova. L’opera di

Yagi mette in scena protagoniste femminili:

le Claymore, definite dagli abitanti dei

villaggi “streghe dagli occhi d’argento” per

la loro natura metà umana e metà Yoma

(demoniaca).

Ma il titolo trae ispirazione anche da un’altra

fonte interessante: le claymore, infatti,

erano le grosse spade a due mani utilizzate

dai guerrieri scozzesi fino al 1700 circa

(l’ultima battaglia in cui si pensa siano

state usate spade claymore originali è

quella di Killiecrankie, nel 1689) e utilizzate

anche dagli immortali di Highlander nel

lungometraggio di culto del 1985. E pro-

prio queste spade sono le uniche armi con

cui le Claymore (create da

un’Organizzazione) combattono gli Yoma,

esseri demoniaci che si cibano delle interiora

degli umani. Durante i duri combattimenti,

le Claymore rilasciano gradualmente

la loro metà “oscura”, correndo il rischio

di non poter tornare più indietro e diventare

dei “Risvegliati”… ovvero, dei demoni

veri e propri. Le guerriere devono lottare

sia contro sé stesse che contro gli Yoma…

fino a quando il demonio che è sopito in

loro non prende il sopravvento; dopo aver

superato il limite, le guerriere perdono il

briciolo di umanità che era loro rimasto e

vagano per sempre, cibandosi di carne

umana e uccidendo le ex compagne inviate

a giustiziarle.

Così, se una Claymore capisce che si sta

trasformando in Yoma e non riesce ad

invertire il processo, manda una cartella

nera con inciso il proprio simbolo di riconoscimento

alla compagna dalla quale

vuole essere uccisa, così da morire da

umana. L’uccisione di una compagna viene

considerato un gesto nobile, perché le

guerriere vorrebbero avere una morte

umana prima di diventare demoni. Senso

dell’onore, amicizia… sono temi che escono

potentemente dalle pagine del manga,

grazie anche a un’ottima caratterizzazione

dei personaggi e al loro background, spesso

doloroso.

Tutti i personaggi, con l’avanzare della

trama, dimostrano di avere una spiccata

personalità… cosa che non si era vista all’inizio

del manga. Il fumetto, infatti, parte

in sordina per poi decollare col proseguimento

della trama che si intreccia sapientemente

alla vita dei personaggi.

Anche il disegno, dapprima acerbo e privo

di carattere, ha una strabiliante evoluzione:

con l’avanzare dei numeri, diventa

ricco e particolareggiato, tutti gli elementi

grafici formano un mosaico curatissimo nei

dettagli.

Spero solo che l’enorme successo di

CLAYMORE non lo trasformi in una serie

infinita che lo snaturerà, facendolo diventare

sciatto e senza un filo conduttore che

unisce il tutto. Per ora, è un gran bel

fumetto… per ora.


30

Campo de’ fiori

Vecchia storia di un Carabiniere

di Ermelinda Benedetti

In ogni paese c’è sempre qualcuno che si

distingue per aver fatto qualcosa di diverso,

particolare, o semplicemente per le

sue alte qualità etiche, e che verrà ricordato

e, magari, preso d’esempio.

A riguardo, voglio fare un breve accenno a

tale Enrico Marini, uomo di grande senso

morale e carabiniere modello. Nacque a

Palestrina, in provincia di Roma, il 17 aprile

del 1912, da Giuseppe Marini e

Clementina Ranieri, presa in seconde

nozze e soprannominata “la rossa”, per il

colore dei suoi capelli, o anche “la bersagliera”,

perché alta circa due metri. Di

buona famiglia, viene educato secondo i

principi della religione cattolica. Terminati

gli studi svolge per qualche tempo il lavoro

di sarto, ma capisce ben presto che non

fa per lui e decide di arruolarsi nel corpo

dei carabinieri, dove entra senza problemi,

grazie alle qualità fisiche e al buon curriculum

di famiglia. Viene mandato a far

servizio a Corchiano, dove si innamora di

Colomba Crescenzi, detta Alida, figlia di

Giovanni Crescenzi e Maria Pastori.

L’amore è corrisposto, ma Enrico deve

stare attento a non farsi scoprire se non

vuol essere trasferito. Qualche tempo

dopo, preso coraggio, decide di chiedere

ufficialmente al padre di Alida, la mano

della figlia. Il contadino,

fiero,

accetta, ma il giovane

carabiniere,

secondo il regolamento

dell’arma,

viene trasferito

per qualche

anno. Non appena

ritorna sposa

Alida, che lo

aveva aspettato

ansiosamente.

Dalla loro unione

nascono due

figlie Giovanna e

Anna Maria, che

eredita il soprannome

della nonna

paterna, “la

rossa”. Enrico

viene di tanto in

tanto trasferito,

probabilmente

anche perché

scomodo a qualcuno

invidioso

della sua condotta

morale, e porta con sé l’amata famiglia.

Ma la morte lo coglie ancora giovane, nel

pieno delle sue

forze. Il 23 giugno

1952, in occasione

dell’arrivo di

Eisenhower dagli

Stati Uniti, era stato

chiamato per prestare

servizio all’aeroporto

di Campino.

Viene colto da un

improvviso malore e

muore in circostanze

misteriose. Fu

una vera tragedia

per la famiglia e per

il paese. Dai piani

alti dell’arma qualcuno,

forse pentito

per averlo contrastato

in passato,

riesce a far percepire

la pensione, per

causa di servizio,

alla giovane vedova.

Nel paese viene

ricordato per i suoi

modi educati, gentili

e rispettosi e per il suo animo sensibile

ed altruista.

A CASA TUTTO BENE,

C’E’ CHI CI PENSA

Assicurarla costa meno di quanto pensi

Rivolgiti per un preventivo gratuito al tuo

Agente Groupama di fiducia Sandro Anselmi

Piazza della Liberazione 2

01033 Civita Castellana - Tel. 0761.513117


di Simona

Municchi

A tre km da Nepi – in

località Graciolo - si

trovano gli attuali stabilimenti

di una delle

altre risorse lavorative

di Nepi, quelli della

famosa Acqua di Nepi,

i quali offrono una

realtà lavorativa per

più di cinquanta persone

tra impiegati ed

operai con un indotto

sempre più importante. Il suddetto territorio

è costituito da terreni di natura vulcanica

e sedimentaria ed interessa larghe

falde orientali dei gruppi vulcanici Cimino e

Sabatino, in un regolare declivio verso la

Valle del Tevere. Lungo la valle del fosso di

Cerreto sgorgano diverse sorgenti, le quali

vanno viste come le manifestazioni esterne

del bacino idrico; esse sono mineralizzate

e costituiscono l’oggetto della coltivazione

mineraria che qui viene portata

avanti da “Acqua di Nepi S.p.A.”.

Di queste diverse sorgenti, almeno tre

godono di importanza primaria, infatti due

di esse (una solforosa e l’altra bicarbonata),

si trovano a poche centinaia di metri

l’una dall’altra e sgorgano dalla base dei

tufi stratificati sottostanti al tufo lapideo

giallastro; mentre la terza sorgente, -

bicarbonata anche essa - sgorga sulle

basse quote del versante sinistro del Fosso

Ronci. La mineralizzazione che interessa

queste acque è di tipo “secondario”, in

quanto fluidi aeriformi (CO2 e H2S) ascendono

dal suolo e vanno a mescolarsi

–mineralizzandole – con le acque delle

falde idriche d’infiltrazione superficiale.

Già duemila anni fa, ai tempi della

Repubblica Romana, esistevano le Terme

dei Gracchi, appartenenti ad un’importante

famiglia patrizia che utilizzava ed

apprezzava queste acque; ed ancor oggi

viene usata quella stessa falda romana.

Questa acqua, da analisi effettuate presso

centri appositi, viene considerata come

acqua minerale effervescente naturale,

fluorata. Da una sperimentazione clinica

del 1997, effettuata dal Dottor Ghiazza,

Primario della divisione di Medicina

Interna del Presidio Ospedaliero di Ovada,

risultò che l’Acqua di Nepi offre risultati

positivi per i suoi effetti terapeutici e per la

sua tollerabilità biologica. Ci offre quindi

un’azione eupeptica importante, con una

maggiore velocità di svuotamento gastrico,

una diminuzione della sensazione postprandiale

ed una digestione più pronta e

veloce, data dalla naturale presenza di

acido carbonico che dona un’effervescenza

naturale a questa acqua e permette l’e-

Campo de’ fiori 31

“ACQUA DI NEPI”:

FRA TRADIZIONE ED INNOVAZIONE

liminazione dell’acido urico. Inoltre, è stata

rilevata anche l’efficacia della stessa acqua

per la prevenzione delle carie dentarie,

poiché il contenuto in fluoro è corrispondente

al fabbisogno giornaliero.

La qualità dell’acqua è assicurata ai consumatori

in tanti modi diversi, che vanno

dalla purezza del bacino idro-geologico

sino alla massima serietà delle procedure

d’imbottigliamento. La qualità è ancor più

assicurata dall’estrema professionalità dell’equipe

che lavora alle sue spalle. L’acqua

prima di passare alla fase dell’imbottigliamento

- dopo avere viaggiato sempre in

ambienti sterili - non entra mai in contatto

con l’aria esterna, ma transita in serbatoi

di stoccaggio ed arriva all’imbottigliamento

in maniera ermetica. Si tratta di un’area

di circa 240 ettari che tiene lontana ogni

eventuale fonte di inquinamento, sia naturale

che artificiale. Le sorgenti e le opere

di adduzione sono monitorate microbiologicamente

24 ore su 24. Inoltre l’acqua

viene sottoposta a più di 100 analisi microbiologiche,

100 organolettiche e 5 chimiche,

il tutto nell’arco giornaliero; e nella

zona di protezione igenico-sanitaria

ambientale, quotidianamente si effettuano

almeno due sopralluoghi. Vanno inoltre

presi in considerazione i controlli mensili

dell’Arpa di Viterbo e quelli occasionali dei

NAS. Il laboratorio analisi dello stabilimento

effettua analisi chimiche e batteriologiche

su campioni di prodotto finito prelevati

ogni due ore in uscita dalle linee di produzione.

Lo scopo delle analisi è quello di

verificare che l’acqua sia imbottigliata con

le stesse caratteristiche di qualità presenti

alla sorgente; quest’insieme di controlli è

poi registrato e sottoposto a statistiche.

Il primo stabilimento industriale dell’Acqua

di Nepi risale agli anni Trenta del

Novecento, verrà sostituito nel 1959,

momento in cui avrà inizio il vero sfruttamento

industriale della miniera. Questo

nuovo stabile risultò essere più moderno

ed innovativo, interessato anche dalla presenza

di due piccole linee di imbottigliamento,

mentre sino a quel momento si era

abituati a sistemi di imbottigliamento di

tipo artigianale. Questa nuova realtà permise

di far conoscere il prodotto inizialmente

a Roma – il bacino di utenza più

importante - poi la diffusione si allargò

all’Italia centrale. Il 2 Maggio 1959, il

Comune di Nepi con rogito di atto notarile

diede in sub-concessione alla società di

nuova costituzione “Terme di Nepi”, lo

sfruttamento della miniera e l’autorizzazione

all’imbottigliamento delle acque minerali

per una durata quarantennale. Tutto

questo avveniva appena dieci anni dopo il

rilascio da parte del Ministero

dell’Industria di una concessione al

Comune di Nepi per l’autorizzazione all’imbottigliamento

novantennale. Ma sin dagli

inizi il Comune da parte sua optò per una

produzione industriale sempre tramite

terzi, mantenendo una partecipazione

azionaria. Infatti nel corso degli anni si

sono susseguiti importanti azionisti di

maggioranza al vertice di quella che è poi

divenuta la Società “Acqua di Nepi S.p.A.”.

Nel 1959 troviamo l’avvocato Michetti, al

quale farà seguito nel ’76 la “S.p.A. Acqua

minerali di San Gemini”, mentre nell’ 87 fu

la volta della “Danone S.p.A.” ed infine nel

2001 l’attuale azionista “San Benedetto

S.p.A.”.

Foto d’epoca presso le fontane dell’Acqua di Nepi

continua sul prossimo numero ...


32

Campo de’ fiori

L’angolo dell’avvocato

a cura della Dott.ssa

Ilaria Becchetti

Abbiamo pagato per anni i parcheggi blu

e, senza saperlo, subivamo una violazione

del Codice della Strada. Ci hanno pensato

dapprima la Cassazione e poi il Tar del

Lazio a fare ordine. E giustizia.

Sollevati da qualche bravo avvocato e da

cittadini inviperiti, i giudici amministrativi e

la Suprema Corte a Sezioni Unite (sentenza

116/07) hanno chiarito una volta e per

tutte che, “qualora il Comune assuma l’esercizio

diretto del parcheggio con

custodia o lo dia in concessione, ovvero

disponga l’installazione dei dispositivi di

controllo di durata della sosta, su parte

della stessa area o su altra parte nelle

immediate vicinanze, deve riservare

una adeguata area destinata a parcheggio

rispettivamente senza

custodia, o senza dispositivi di controllo

di durata della sosta”. Attenzione. Questa

non è una ricostruzione giurisprudenziale

e nemmeno una novità nel panorama

legislativo. Al contrario è proprio ciò che

statuisce il Codice della Strada all’art. 7

comma 8. Cassazione e Tar, dunque, non

hanno fatto altro che dare voce ed applicazione

ad una disposizione già esistente

ma evidentemente sempre (o quasi)

disapplicata. Dunque, stando al Codice

della Strada, i Comuni che dotano le loro

strade di strisce blu a pagamento, debbono

riservare una parte dei parcheggi alla

sosta libera. Facile osservare che a Roma,

ma anche in molti altri comuni, questo

principio non è mai stato rispettato.

La recente pronuncia del Tar del

Lazio (30.05.2008 n. 5218) ha immediatamente

sortito l’effetto di

sospendere il pagamento dei par-

cheggi blu.

Nella Capitale, in attesa dell’attuazione di

un piano volto a ridisegnare l’intero sistema

dei parcheggi a tariffa, si vedono macchinette

incappucciate, a ricordare, a chi

ancora non lo sapesse, che i parcheggi

blu non si pagano. Ma solo per il momento.

Entro il 31 luglio, infatti, una commissione,

composta da tecnici del

Dipartimento Mobilità e da esperti esterni

(ingegneri e architetti), è incaricata di ridisegnare

l’intero sistema del parcheggio a

tariffa in tutta Roma e di redigere il nuovo

piano parcometri in base alle linee programmatiche

dettate dalla Giunta capitolina.

La Commissione dovrà preoccuparsi di

garantire l’equilibrio tra strisce blu e strisce

bianche (sosta libera), creare adeguate

aree di parcheggio gratuito nei pressi degli

ospedali, aumentare i parcheggi per i

motocicli e differenziare la tariffazione a

seconda delle zone.

Il piano diverrà operativo da settembre e

lo scenario a cui si andrà incontro sarà un

Studio Legale Prof. Avv. Enrico De Santis

00195 Roma - Viale Mazzini 140

Tel. 06/372.06.39 - 64561.829 Fax. 06/370.11.05

e-mail: Info@studiodesantis.com

sito web: www.studiodesantis.com

STRISCE BLU: QUALCOSA È CAMBIATO

Per la vostra pubblicità

0761.513117

info@campodefiori.biz

taglio di 15.000-20.000 posti blu, su circa

90.000, che verranno trasformati in parcheggi

bianchi, soprattutto in periferia.

Insomma quello che va delineandosi è un

regime dei parcheggi meno vessatorio, più

sostenibile ed in linea con i nostri diritti di

cittadini.

Discorso a parte per il centro storico della

capitale, dove i parcheggi restano attivi

per ovvie ragioni logistiche, urbanistiche,

ambientali ed artistiche. Il sistema di parcheggi

blu, infatti, oltre a permettere al

Comune di incassare risorse fondamentali

per mantenere in vita servizi essenziali per

la città, frena le auto e dunque costituisce

un efficace sistema di prevenzione dell’inquinamento

e quindi di tutela del patrimonio

artistico e ambientale.

A parte il regime immutato per tutto il

primo municipio, a settembre saremo in

grado di vedere in tutta la città i mutamenti

effetto del piano della Giunta. Sin

d’ora con una certezza: Roma sarà un po’

meno blu.


Edoardo Vianello lo scorso 24 giugno ha compiuto 70

anni ma ha sempre lo spirito di un ragazzo. Oltre

mezzo secolo di carriera e una lunga schiera di tormentoni

estivi al top delle classifiche della musica leggera

italiana. Ma non gli bastava, così ha pensato di

mettersi in gioco ancora una volta, regalandoci un

disco dal titolo “REPLAY …l’altra mia estate…” che raccoglie alcuni fra i più grandi

successi degli anni ‘60 e ’70 suoi e di altri autori. Edoardo ha reinterpretato queste

canzoni alla sua maniera, con nuovissimi arrangiamenti e, ha tenuto a precisare il

cantante, avvalendosi dell’aiuto del caro amico Lilli Greco.

Vianello ha voluto per questo disco una copertina d’eccezione. Si è avvalso infatti

della prestigiosa collaborazione di Pablo Echaurren, artista dall’esperienza trentennale,

che, grazie al suo speciale talento, ha sintetizzato tutta la carriera di Edoardo

in un disegno.

Il 31 luglio alle 21.00 il “Beach boy”, come ama definirlo Pablo, sarà all’Auditorium

Parco della Musica con i sei elementi del suo gruppo per un concerto che si preannuncia

essere una grande festa anni ’60. Il prezzo è volutamente popolare – 5 euro

per consentire a quanti più amanti del grande Eodardo di partecipare alla serata.

Campo de’ fiori 33

Per la prossima cena da amici, allestisci un tavolo all’insegna del viaggio…

del mare e tutti i suoi frutti.

Sistema con cura un set di runner in bianco lino con finitura a giorno, semplice,

un’ottima base per poter apporre posate scintillanti e sottopiatti in

vetro perlinato, e piatti bianchi che ricordano il sapore dei tempi antichi e del mare del sud.

Disponi una delicata orchidea sui tovaglioli, e il tocco finale è assicurato.

Niente di più facile, per far correre la fantasia, decorare con conchiglie di varie misure, miscelate con orchidee bianche e mele verdi,

sparse intorno ad un suggestivo candeliere centro tavola.

Crea sempre un ambiente raffinato, che sappia esprimerti, e, vedrai, conquisterai i tuoi ospiti.

Una rosa bianca, nel suo piccolo vaso, come le acqua magiche della Sia, può diventare un delizioso segnaposto in dono agli ospiti.

Non esitare ad accostare oggetti tradizionali, come l’oliera e il portapane, ad eleganti legatovaglioli. Non dimenticare di completare

con coralli bianchi…ed il viaggio per i tuoi ospiti inizierà.

di Barbara Vissani

Hai bisogno di un consiglio

per arredare la tua casa

o per organizzare un evento da ricordare?

Invia un’e-mail al nostro indirizzo

di posta elettronica

info@campodefiori.biz

o scrivi a Redazione Campo de’ fiori,

P.zza della Liberazione n. 2, 01033

Civita Castellana (Vt).

Barbara saprà aiutarvi!

Un invito a cena...

L’arte del ricevere

EDOARDO VIANELLO…

SETTANT’ANNI E UN NUOVO DISCO

Ilaria Becchetti


34

Le storie

di

Max

...continua dal numero 51

L’esperienza con la Ricordi dura solamente

due anni, dal 1968 al 1970. La casa discografica,

proprio prima della rottura, però,

le fa incidere Notte nera, un 45 giri a bassa

tiratura, destinato alla finale di

Canzonissima ‘70, alla quale non riuscirà

mai ad arrivare. Troppe delusioni e troppo

poco successo per un’artista che aveva

raggiunto grandi ed immediate soddisfazioni

e che aveva tutte le carte in regola

per poterne guadagnare altre! E’ così che

Rita decide di far ritorno alla RCA, la prima

etichetta che si era interessata a lei. Dopo

aver vinto il concorso canoro Festival degli

sconosciuti di Ariccia, nel 1962, infatti, la

RCA, che aveva avuto modo di apprezzare

il talento della giovanissima

cantante, le propone un provino

presso i propri studi di registrazione.

Rita si presenta interpretando

Le mille bolle blu e

Coriandoli, di Mina e Tango del

mare, un vecchio brano riportato

al successo da Betty Curtis.

Arriva subito il contratto da

parte della casa discografica e

la giovane cantante inizia ad

incidere già alla fine dell’estate

di quello stesso anno.

Mina, indirettamente, le porta

fortuna per una seconda volta.

La pantera di Cremona, infatti,

era stata scelta dagli autori per

far parte del cast del programma

televisivo Studio Uno di

quell’anno, ma la diva annuncia

di essere incinta e non può

accettare la proposta. Bisogna,

dunque, trovare una sostituta e

l’obbiettivo si sposta sulla in

erbe Rita, ammirata, qualche

mese prima, in una puntata

della trasmissione televisiva di

Enzo Trapani, Alta pressione, al

fianco di Gianni Morandi, anche

lui agli esordi. Alla Pavone viene

affidato uno spazio di pochi

minuti, dove deve esibirsi insie-

Campo de’ fiori

Rita Pavone

di Sandro Anselmi

me ad un gruppo di ragazzini e

ragazzine, tra i quali c’era un

ancora sconosciuto Renato

Zero, che indossano delle particolari

camice con il collo alto ed

inamidato, dal quale deriva,

appunto, il nomignolo di

Collettoni. Hanno il compito di

aprire lo show, ballando sulle

note di un twist, intitolato

Abbiamo sedici anni, cantato da

Gianni Morandi e Roby Ferrante,

un’altra giovane promessa, il cui

futuro, però, sarà tragicamente

stroncato da un incidente stradale.

Prima che la morte lo

cogliesse prematuramente,

riesce a scrivere, per Rita, il

brano Alla mia età, che insieme

a Come te non c’è nessuno e

Cuore, versione italiana di

Heart, interpretata da Wayne

Newton, portano Rita ad essere

una stella internazionale e

diventano il suo lasciapassare

nel mondo, nonostante la difficoltà

ad affermare la musica italiana

negli altri Paesi, dove si

prediligono la musica e i cantanti

nazionali.


L’Avvocato Ulderico Midossi nel 1934, anno

della sua morte, lascia a Civita Castellana

un patrimonio ed una eredità storica non

soltanto morale e civile, ma anche materiale

dall’alto valore simbolico e culturale,

a diretta conferma della sua lungimiranza

e ampiezza di vedute: una fiorente scuola

d’arte ceramica, tuttora attiva e funzionante,

la chiesa romanica di Sant’Antonio in

via dello Scasato, la celebre e conosciuta

abitazione-studio in Piazza Matteotti, una

mirabile collezione e galleria di dipinti ad

olio opere autografe del pittore Sante

Ciani, raffiguranti personaggi celebri di

Civita Castellana esposti tuttora nelle maestose

sale di Palazzo Montalto - Belei in via

di Corte e in particolare la raccolta di

opere in ceramica cinese, tuttora conservate

nell’archivio storico dell’Istituto d’Arte

e di cui sono visibili alcuni pezzi di rara bellezza

nel Museo della Ceramica attiguo alla

scuola d’arte collocato nell’ex chiesa di

San Giorgio.

Si tratta di una raccolta di porcellane cinesi

del secolo XIX e XVIII che non ha eguali

nel nostro territorio, nonchè a livello

regionale e nazionale, sistematicamente

collezionate dall’avvocato Midossi in anni

di attenti studi e grazie al fattivo apporto

del concittadino Erminio Mariani, negli

anni ’30 addetto commerciale

dell’Ambasciata Italiana in Cina.

La raccolta comprende vasi, piatti, servizi

da tè e sculture raffiguranti animali, in particolare

cani, descritti ed analizzati in

maniera attenta e minuziosa, con l’ausilio

di smalti dai toni accesi e brillanti, secondo

una consuetudine tecnica e compositiva

tipica della ceramica cinese.

Forme e fogge tipicamente orientali, collezionate

dall’avvocato in anni di lungo lavoro

con l’intento, poi sfumato, di costituire

nel nostro centro un museo della porcellana

e della ceramica orientale ed occidentale.

La mirabile raccolta fu donata alla scuola

d’arte nel 1935 dove viene conservata e

attualmente in fase di analisi e studio in

vista di una sua adeguata collocazione

espositiva nel Museo della Ceramica

“Casimiro Marcantoni”, valore aggiunto di

grande spessore culturale della scuola e

grazie anche alla recente assegnazione

alla dirigenza scolastica da parte della

Regione Lazio della direzione scientifica

del Museo stesso.

Campo de’ fiori 35

CIVITA CASTELLANA E IL LASCITO

DI OPERE IN CERAMICA CINESE

DELL’AVVOCATO ULDERICO MIDOSSI

di Enea Cisbani


36

Campo de’ fiori

Tarquinia

Non manca qualcosa?

Sarà stato un colpo di

vento,

sarà stato un colpo di sole,

sarà stato un colpo..........

di sonno, fatto sta che in

questo striscione, posto in

bella vista,

manca l’apostrofo!

Civita Castellana - Borghetto - S.S. Flaminia

Sarà che viste le alte temperature desidereremmo

un po’ di fresco, ma gli adetti ai lavori non si sono

proprio regolati perchè prevedono neve e ghiaccio

nel mese di Agosto.

Civita Castellana-

Località Quartaccio

I rilevatori non rivelati

Sarà pur sempre bello il

verde, ma in questo caso

impedisce all’autista

di individuare

la presenza

dell’apparecchio.

Civita Castellana

Forte Sangallo

Sarà uno dei simboli di Civita

Castellana,

sarà il luogo prescelto per

importanti manifestazioni ...

Ma almeno un po’ più di cura e

decoro ...

Per tanto poco!

Non sarebbe ora di togliere

quel cartello che è lì dall’inverno scorso?

Civita Castellana

Via Corchiano

Sarà un albero,

sarà un fiore,

sarà un fungo,

sarà ....

è il cartello dell’INPS


Campo de’ fiori 37

Inchiesta di Campo de’ fiori e del C.I.S.P.R.A. Centro Italiano Pranoterapeuti

UOMINI E SPIRITUALITA’

Una ricerca tra verità e leggenda - sacralità millenaria di Gaetano Grasso

pranoterapeuta - parapsicologo

... continua dal numero 51

Per il pranoterapeuta la “malattia” è il

segno esteriore di un disagio interiore, o

un messaggio che l’interiorità vuol dare,

per cui capire il segno e dare le giuste

risposte anche energetiche significa intervenire

sull’affetto (malattia) partendo dall’interiorità

fino ad arrivare all’armonia

(guarigione).

Questo comporta un lavoro globale, cioè

oltre a dare immediato sollievo alla parte

sofferente, si deve giungere alla presa di

coscienza di quei principi interiori che la

vita stressante – egoistica e consumistica

ci hanno fatto dimenticare: diventa quindi

un prestare attenzione all’interiorità, alla

consapevolezza, alla coscienza di sé ed

alla scelta di un modo di vivere e di essere

più equilibrato e giusto. Il prana non è

rilevabile né tanto meno misurabile da

nessuno strumento sinora costruito; le

varie foto kirlian evidenziano (come disse

lo stesso ingegnere che ha costruito lo

strumento) una sorta di costellazione elementare

– campo magnetico – che non è

il prana. Esistono varie associazioni e

“scuole”, ma pranoterapeuti si nasce.

Questa “predisposizione” può essere perfezionata,

ma essa “nasce con l’essere”.

Poi il maestro insegna come usarla e come

farla crescere.

Esistono dei sintomi che denunciano la

carenza di prana, alcuni dei quali sono:

oppressione al petto e alla nuca, cerchio

alla testa, difficoltà a gonfiare il torace

nella respirazione, dolori alle spalle e stanchezza

generale, scarsa capacità di programmare

il futuro, perdita dell’ottimismo,

calo della vista, depressione, e così via.Su

questo c’è da dire che, essere scarichi di

prana, porta alla depressione, è altrettanto

vero che la depressione disperde una

grande quantità di prana. Si ha, quindi, la

tendenza a chiudersi in se stessi, a non

riuscire a vedere vie d’uscita, aggravando

così la situazione. Insomma, tutto ciò

porta ad una disarmonia interiore veramente

deleteria in ogni senso.

Il pranoterapeuta, con la sua opera, determina

il ripristino di questa energia ai livelli

ottimali, favorendo così la ripresa di tutte

le attività interiori, riaccendendo nel sofferente

la voglia di vivere.

Chi ha domande da fare, chiedere chiarimenti o consigli, può scrivere in redazione… risponderemo a tutti.

Chi vuole può anche raccontare il suo problema o l’esperienza vissuta.

Previsioni astrologiche generali per il mese di Agosto 2008

Ariete lasciati consigliare da chi ha più esperienza, ma anche dal tuo istinto, e potrai trasformare la noia in vera vacanza. La famiglia

richiede molta attenzione.

Toro le vacanze si preannunciano ottime, vai alla grande. Se sei in cerca, l’amore è alle porte, se l’hai trovato rafforzalo, ne vale la

pena…

Gemelli non vedi l’ora di dare il via alle vacanze, ma gli influssi del mese non sono proprio adatti. Il fine mese allenta la tensione e ti

avvia ad incontri promettenti.

Cancro non smettere di progettare, anche se si concretizzeranno situazioni soddisfacenti. Guardati intorno, cercheranno di ostacolarti.

Un incontro romantico ha la possibilità di diventare molto interessante.

Leone vacanze sì… ma cerca di essere concreto e pratico. Il lavoro richiede la tua devozione e l’amore… certo fra vari incontri, c’è sicuramente.

Lui/Lei non lasciarlo scappare anche stavolta.

Vergine vacanze, vacanze, vacanze… certo ne avete bisogno, ma voi siete persone d’azione, non dimenticatelo, ci sono dei traguardi

da raggiungere e lo farete con successo.

Bilancia un mondo in cui devi uniformarti alle convenzioni non è certo il tuo ideale, ma oramai il via è dato, dovrai trovare la tua dimensione.

In amore è il caso di porre dei capisaldi…

Scorpione gli ultimi mesi sono solo un ricordo, adesso pensa a ricaricarti ed a gustare nuove esaltanti esperienze… Liberati da chi ti

crea solo problemi, i nuovi incontri sono più che interessanti.

Sagittario sarebbe utile mettere da parte l’orgoglio e saper chiedere aiuto al momento giusto… Il lavoro necessita di tutta l’attenzione

e continuità, ma anche l’amore.

Capricorno la vacanza giunge a fagiolo. Tuttavia il tuo sia un ozio costruttivo. Le sfide che dovrai affrontare sono piuttosto impegnative.

Acquario le vacanze saranno un po’ deludenti, per cui è meglio chiarire tutto con tutti se vuoi veramente rilassarti. Improvvisamente

alcune cose cambieranno e spirerà aria nuova, di nuovo brillante della tua luce.

Pesci se non hai saputo far tesoro dei consigli, il futuro è duro. Tuttavia nuovi lavori ed opportunità di guadagno ti risolleveranno dall’indigenza.

In amore c’è un grosso problema da affrontare. Sii sincero e leale.


... continua dal numero 51

Ma Chicago in quella pur triste stagione

non è solo quella ricca di locali lussuosi

frequentati da gangsters, giocatori d’azzardo

e prostitute; nello stesso periodo la

città è diventata una metropoli in piena

espansione industriale dove acciaierie,

fabbriche di materiale rotabile, commercio

del grano e fabbriche per la lavorazione

delle carni, offrono lavoro in abbondanza a

migliaia di lavoratori in gran parte provenienti

dal sud e, in gran parte costituiti da

neri. E’ in tale contesto che si deve valutare

il Jazz di Chicago, sia quello che grazie

alle incisioni consentì di non far dimenticare

la classica tradizione di New

Orleans, ricordiamo infatti che nessuna

incisione aveva prima documentato il Jazz

della città del Delta, sia quello discendente

dalla vicinanza e dalla simbiosi fra neri

e bianchi.

Come abbiamo visto, nei primi anni del

secolo erano arrivati a Chicago non pochi

musicisti da New Orleans i quali avevano

riscosso un certo successo con la loro

musica e, con loro, era arrivato anche

King Oliver che, nella sua Creole Jazz

Band aveva inserito un giovanissimo Louis

Armstrong come seconda cornetta, ma

non mancarono di giungere, sempre da

New Orleans, anche molti musicisti bianchi

come Tom Brown e Johnny Stein

nonchè il cornettista Paul Mares, il trombettista

George Brunies, il clarinettista

Leon Rappolo e il bassista Alfred

Loyacono.

Questi musicisti, a differenza dei neri che

costituirono le loro formazioni soltanto con

elementi provenienti da New Orleans, si

ritrovarono ben presto con strumentisti

locali che, tra l’altro, usano nelle loro

orchestre il saxofono, uno strumento

nuovo per la tradizione della città del

Delta e grazie al quale il Jazz di Chicago

assume in breve tempo caratteristiche

assai diverse rispetto a quelle originarie; si

affermano così nuovi motivi ispirati alla

Chicago della Wabash Avenue dove si

trova il ristorante di Big Colosimo il

primo a scritturare musicisti Jazz, oppure

della Armour Avenue, una strada dove si

affacciano soltanto case di piacere ben

diverse, ovviamente, di quelle di New

Orleans.

Il trombettista Marty Marsala racconta: “

… in un locale dove suonavamo,

arrivò una sera

Al Capone accompagnato

da sei o sette suoi

compagni, vennero fatte

chiudere tutte le porte in

modo che nessuno

potesse uscire o entrare;

Al Capone tirò fuori due

biglietti da cento dollari,

li fece cambiare in tanti

biglietti da cinque dollari

e ce li fece consegnare,

dopo di che, si sedette

tranquillo ad ascoltare le

sue canzoni preferite e

poiché egli amava, non

pezzi Jazz, ma soltanto

il melodramma italiano,

quelle che eseguimmo

furono soltanto canzoni

classiche napoletane …

”.

Il batterista George

Wettling ricorda: “ …

una volta al Triangle

Club, entrarono alcuni

gangsters, spararono

allo stomaco del padrone…ma

noi continuammo

a suonare … ”.

La musica di quel periodo è inevitabilmente

costretta a procedere con lo stesso

slancio e lo stesso incontrollato furore di

una automobile di gangsters, per far ballare

nervosamente come nervosamente

scorre la vita in città; così avviene che in

ogni locale, dal Royal Garden a tutti gli

altri come ad esempio il Friar’s Inn, che

prende il suo nome dal complesso Friar’s

Society Orchestra che li suona e che più

tardi diverrà la New Orleans Rhythm Kings

anche questo frequentato da Al Capone e

da Dion O’ Bannion, rimane nella Storia

del Jazz come l’ideale punto di congiunzione

fra il Jazz nero e quello bianco.

La New Orleans Rhythm Kings è costituita

da Leon Rappolo al clarinetto, Jack

Pettis al saxofono, Elmer Schoebel

arrangiamenti e pianoforte, Arnold

Loyacono al basso, Paul Mares alla

tromba, Frank Snyder alla batteria e

George Brunies al trombone; sono proprio

i NORK a influenzare i primi giovani

che nel Jazz vedono una musica nuova da

adottare in alternativa a quegli sdolcinati

di Riccardo Consoli

motivi che vanno per la maggiore; giovani

simboleggiati da un pallido giovinetto proveniente

da Davenport nello Iowa dove

è nato nel 1903, che suona la cornetta,

che risponde al nome di Bix Beiderbecke

e che, sarebbe divenuto il leader del Jazz

bianco.

Bix Beiderbecke fu il massimo rappresentante

dello Stile di Chicago che costituì il

primo tentativo dei bianchi di suonare

Jazz in modo personale; componente di

una famiglia originaria della Germania da

giovanissimo fa parte del coro della locale

chiesa protestante e mostra subito una

notevole predisposizione per la musica,

suona il pianoforte ma all’età di sedici anni

ha modo di ascoltare un disco della

Original Dixieland Jazz Band di Nick

LaRocca e si innamora della cornetta; ad

appena diciotto anni è già musicista professionista

ed ottiene notevoli ingaggi che

lo portano a lavorare sui battelli in servizio

sul Lago Michigan e nei locali di

Chicago.

continua sul prossimo numero...


Estate Corchianese

Campo de’ fiori 39

Multietnica 2008

2 Agosto

ore 18.00 Apertura sito e visite guidate

ore 20.00 Cena a tema su prenotazione (info tel. 0761.514082 – 328.6248061)

ore 21.00 Teatro: Novecento “La leggenda del pianista sull’Oceano” (ingresso gratuito)

9 agosto

ore 18.00 Apertura sito e visite guidate

ore 20.00 Cena a tema su prenotazione (info tel. 0761.514082 – 328.6248061)

ore 21.30 Teatro Danza Musica Foly Du Burkina Faso “La notte delle percussioni africane” (ingresso gratito)

Direttore artistico Gianluca Terenzi

Parte del ricavato sarà devoluto all’Associazione “Ivan Rossi”

Presso “Il Castellaccio”, Via Terrano - Civita Castellana (Vt)

Non abbandonare

il tuo cane e

neanche la

sua “cacca”

AVVISI PER L’ESTATE

Non gettare le

cicche accese

Si sono conclusi sabato 26 luglio

i giochi popolari

dell’estate corchianese.

Ecco la formazione della contrada

che per la quinta volta consecutiva

si è aggiudicata il titolo di

Campione:

la Contrada Selvotta!

In piedi da sx: Alessio Romano, Mirko Pilera,

Carlo Bonamin, Alessandra De Angelis, Mirella

Pilera, Anna, Floriana Cingolani,

Arianna Precetti, Carla Santini

In Basso da sx: Tonino Troncarelli, Valentina

Stefanelli,Martina Pilera, Lorenzo Stefanelli,

Stefano Precetti, Sonia Bonamin, Feliciano

Menicocci, Massimo De Carolis, Giuseppe

Stefanelli, Mauro Stefanelli, Francesco Precetti.

Non lasciare

la casa

incustodita...

nè la moglie...


40 Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

11.05.1963 Viterbo - Campionati provinciali studenteschi. Taglia il traguardo Alessandro Soli

Album d

19.03.1957 Ceramisti civitonici in udienza

da Papa Pio XII-

foto della signora Rita Fontana (la bambina

nella foto)

Se vi riconoscete in queste foto, venite in redazione e riceverete un simpatico omaggio. Se desiderate vedere


ei ricordi

Campo de’ fiori

Gallese nel primo ‘900 - Processione

foto del signor Luigi De Angelis

Campo de’ fiori 41

pubblicate le vostre foto, portatele presso la redazione di Campo de’ fiori, esse vi verranno subito restituite.

1948 civitonici in gita a

Roma - foto della signora

Doriana Gai

Campo de’ fiori


42

Con la vostra gioia, continui… e che

siano tanti anniversari come questo.

Vi siamo vicini nel ricordo del vostro

giorno più bello, dalla sorella

Michela e la figlia Beatrice.

Ancora tanti auguri a Carlo e Elisa

che hanno festeggiato il primo

anniversario di matrimonio

il 14 Luglio.

Tanti auguri

a Pitagora per i

sui 23 anni,

dai suoi amici.

Tantissimi

auguri a

Lorenzo

Fabrizi

che ha

compiuto 1

anno il 5

Luglio dalla sorellina Lucrezia, la

mamma, il papà, i nonni e gli zii.

Campo de’ fiori

Tanti auguri a

Barbara e Daniele

che si sono uniti in

matrimonio il 12 luglio.

Tanti auguri a Lucy

Gloria Ricci di Fabrica

di Roma che il 10

Agosto compie gli anni

da parte del marito

Alessandro e dei figli

Attilio e Jessica.

Tanti auguri per una vita

felice e piena di gioie a

Silvia Capone compie 18

anni l’11 Settembre, da

mamma, papà, il fratello

Simone, i perenti

e gli amici.

Tanti Auguri a Aurora

Antonelli che

l’8 Settembre compie 2

anni, da: mamma Gabriela,

papà Claudio, la sorella

Viola, i nonni, gli zii

ed i cugini.

Tanti auguri alla nostra

piccola Eva per aver

ricevuto il Sacramento del

Battesimo il 6 Luglio, da

mamma Sara e papà Luigi.


Tantissimi auguri a

Adriano e Michela

Maggio che compiono

33 anni il 3 Agosto e 16 anni l’11

Agosto, dalla mamma, il papà, Sandro e

Maddalena, Gianluca, Francesca, Marta e

il piccolo Andrea.

Campo de’ fiori 43

Un augurio

particolare a

Marsia e

Mirko per

essersi uniti

in matrimonio

il 19 Luglio,

dalle loro

nipotine

Matilde,

Irene

e la piccola

Eva.

Sorpresa!

Bellissimi e

Vivacissimi

auguri al

mio piccolo

topo per il

suo quarto

anno d’età

che compirà

il 10

agosto! Da

lella Maila,

papà Joseph Gun, mamma Anna, zia Marghe e

tutti i tuoi nonni.

Tantissimi auguri a Rodolfo e

Letizia che il 21 Luglio hanno

festeggiato il loro primo anniversario

di matrimonio. Vi auguriamo

tanta felicità per sempre!

Con tanto affetto, i genitori, la

sorella Jenny con il fidanzato

Giantobia, i fratelli Eugenio con

Michela, e Giulio.

L’anzianità ti rende un

po’ incapace di fare ma

non di desiderare. Ti

auguriamo di desiderare

di fare ancora

tutto (speriamo che

sia possibile). Auguri

da Maria Luisa e

Randy, Rita e Corrado.

Tanti Auguri alla nostra principessa Irene

che il 24 Luglio ha compiuto 1 anno,

da mamma Chiara e papà Sergio.


44

Campo de’ fiori

Album d

Campo de’ fiori

Anno ‘69-’70 Classe 1963 - 1° Elementare Via Petrarca, Civita Castellana

Da sx: Maestra Raffaella Gorini, Paola Baldoffei, Antonella Abballe,..., ..., Fernando Carabelli,

Nestore Belardi, ..., ..., Marco Carabelli, ..., Lorella Baldi,Elena delleChiaie, Stefania Barbacci,

Gabriella Scarcia, Rosa ..., Maura Molinari, ..., Anna Maria Sambuci, Antonella Mancini, Gloria ...,

Antonella Natili,..., Giogio Gomiero, Francesco Manoni, Fabio Ceccani

Civita Castellana - giochi della gioventù - anno scolastico 1986/87 - classe IIB

Campo de’ fiori

Se vi riconoscete in queste foto, venite in redazione e riceverete un simpatico omaggio. Se desiderate vedere


Campo de’ fiori 45

ei ricordi

Campo de’ fiori

Primavera 1978

3° media di

Fabrica di Roma.

Foto del Prof.

Vinicio Testa

Campo de’ fiori Civita Castellana 1971 - la classe 1921 festeggia 50 anni

pubblicate le vostre foto, portatele presso la redazione di Campo de’ fiori, esse vi verranno subito restituite.


46

Giochi Antichi

La Morra

Campo de’ fiori

Quante volte da bambini abbiamo sentito parlare di questo gioco, con

il quale i nostri nonni avevano trascorso interi pomeriggi e serate, in

mancanza di meglio, ma che forse era molto meglio di come li si trascorre

oggi. Abbiamo cercato di farcelo spiegare, facendo le prime

prove proprio con loro e poi sfidando gli amici di scuola, magari durante

la ricreazione. Ma la morra è uno dei giochi più antichi e semplici

del mondo, come testimoniano anche le raffigurazioni ritrovate in una

tomba egizia, dove il defunto stende il braccio con un numero, contrapposto

ad un altro giocatore, o una pittura vascolare greca, dove a

giocare sono Paride ed Elena. Nel mondo latino è Cicerone a dare per

iscritto la testimonianza dell’esistenza di questo gioco, indicandolo con

il nome di “micatio”, dal verbo “micare”, ossia protendere e più precisamente

“micare digites”, quindi stendere le dita. Successivamente fu

molto praticato dai soldati nelle trincee durante la Grande Guerra, e poi dagli anziani e dai giovani di tutti i paesi, tanto da assumere

un nome diverso da luogo a luogo e da dialetto a dialetto.Il gioco consiste nell’indovinare la somma dei numeri che vengono mostrati

con le dita dai giocatori, che simultaneamente tendono il braccio, mostrando il pugno o stendendo un numero di dita a scelta.

Solitamente i giocatori gridano, quasi a voler intimorire l’avversario, un numero da 2 a 10, la morra, usando spesso forme dialettali,

storpiandoli o modificandoli, fino a ridurli ad un monosillabo. Il giocatore che indovina il numero conquista il punto, e vince chi arriva

prima al punteggio deciso a priori. Se entrambi i partecipanti indovinano la somma, il gioco continua e nessuno guadagna il punto. Si

può giocare uno contro uno o a squadre, dove il fattore fortuna viene messo da parte per far posto ad abilità e strategie.

Forse sarebbe meglio abbandonare per un po’ la play station e farsi una bella partita a morra!

Questo è il Miguel

Bosè nostrano, alias

Carlo Casaluce che

emulo dell’originale

ne segue le orme di

cantante (vedi locandina

accanto).

Il sosia

Miguel Bosè

Se assomigliate a un personaggio famoso, portate le vostre foto in

redazione ed esse verranno pubblicate .


Campo de’ fiori 47

La rubrica dei perchè?

Perchè l’acqua spegne il fuoco?

L’acqua ha la caratteristica di assorbire molto calore per riscaldarsi. Si dice

che ha un calore specifico alto.

Altre sostanze l’hanno più alto, ma dobbiamo tenere presente che l’acqua e

facile da maneggiare, ad esempio entra in un tubo a pressione e si può lanciare

a grandi distanze.

Ma un effetto altrettanto decisivo nell’aggressione dell’acqua al fuoco è costituito

dal vapore che si genera quando il calore fa evaporare il liquido. Il

vapore è un gas che si sviluppa violentemente, si dilata e occupa spazio.

Dilatandosi prende il posto dell’ossigeno che alimenterebbe il fuoco.

Fare i Salamelecchi

Modi di dire

In arabo Salam Aleik significa “pace a te” ed è una bella forma di saluto.

Ma siccome è accompagnata da gesti ossequiosi, gli italiani hanno tradotto la parola

in salamelecco (usata quasi sempre al plurale) e gli inchini in smorfie ridicole.


48

Campo de’ fiori

Fabrica di Roma negli anni ‘50

Da sx: Iannoni Mario - Vera - Ersilia, ..., Anselmi Rosa

Campo de’ fiori

Album d

Campo de’ fiori

1957 famiglia Corteselli di Civita Castellanafoto

del signor Carlo Corteselli

Campo de’ fiori

Fabrica di Roma 1933

foto del signor Sandro Di Pietro

Se vi riconoscete in queste foto, venite in redazione e riceverete un simpatico omaggio. Se desiderate vedere


ei ricordi

Campo de’ fiori

Civita Castellana anni ‘50

Assistenti delle colonie estive - foto della signora Loretta Manoni

Campo de’ fiori 49

Giovani civitonici degli anni ‘60

foto della signora Lidia Farina

Campo de’ fiori

pubblicate le vostre foto, portatele presso la redazione di Campo de’ fiori, esse vi verranno subito restituite.


52

di Erminio

Quadraroli

Protegge i tuoi valori

Silvia Malatesta - Via S. Felicissima, 25

01033 Civita Castellana (VT)

Tel.0761.599444 Fax 0761.599369

silviamalatesta@libero.it

Campo de’ fiori

Quella forza silenziosa chiamata …

Era una serata

di fine maggio.

Un flebile spicchio

di luna,

facendo capolino

tra le folte

chiome degli

alberi che ornano

il Lago di

Vico, dall’alto

spiava silenzioso

alcuni momenti

di vita conviviale che si stavano

consumando presso il Ristorante

Fiorò.

Un addobbo floreale in cui l’occhio

scorgeva un armonioso danzare di

colori rossi e bianchi ha fatto da

elegante cornice alla Serata di Gala

organizzata dalla CRI lo scorso 31

maggio.

Alla presenza di numerose autorità

civili, tra cui hanno spiccato i nomi

del Sindaco di Ronciglione,

Massimo Sangiorgi, del Sindaco di

Sutri, Guido Cianti, e dell’ex

Commissario della Croce Rossa On.

Maurizio Scelli, l’Ispettrice della CRI Olympia D’Onofrio Bucossi e il Sindaco di Ronciglione Massimo Sangiorgi

Oympia D’Onofrio Bucossi ha

ampliamente esaminato l’operato del 2007

della Sez. Femminile del ridente paese

cimino.

Vista l’importanza di questo evento non

potevano mancare le sorelle infermiere

della Sez. di Viterbo, il Presidente provin-

ciale della CRI, Egidio

Manzoni, e l’Ispettrice

di Rieti, Luisella Di

Marco, che spinti dal

loro innato spirito di

fratellanza hanno partecipato

molto volentieri

a una lotteria di

beneficienza, organizzata

con lo scopo di

raccogliere fondi per

completare i progetti

umanitari programmati

per il 2008.

Questo appuntamento,

che apre le porte alla

stagione estiva, si è

svolto nella speranza

che anche quest’anno

la Sezione di

Ronciglione della CRI

possa raggiungere

obiettivi sempre maggiori,

grazie alle volontarie

e ai volontari che

operano spinti da una

forza silenziosa chiamata..solidarietà.


di Giovanni Francola

Campo de’ fiori 53

Ecologia e Ambiente

L’acqua e le faraoniche opere

Non c’è dubbio che l’acqua sia legata alle

grandi opere che l’uomo ha costruito nel

corso della storia. Infatti, nel XX secolo, di

opere “gigantesche” come le dighe ne

sono state costruite ben quarantamila, ai

fini dell’irrigazione, o per l’approvvigionamento

di acqua potabile, o per la produzione

di energia elettrica.

Queste opere faraoniche, spesso, sono

simbolo di duri scontri tra autorità e semplici

cittadini, che si vedono espropriare le

proprie case e i luoghi a loro cari, per la

costruzione di queste enormi dighe.

Inoltre, con la costruzione di queste gigantesche

opere, si corre il rischio di calpestare

il diritto dell’acqua a tutte le popolazioni

della terra, che è stabilito dal trattato

169 dell’Organizzazione Internazionale del

Lavoro.

Per non parlare di tutte le sciagure legate

ad esse, che, quando qualcosa non va per

il verso giusto, si trasformano in spavento-

se minacce per interi villaggi e popolazioni,

seminando fango e morte.

Modificare i corsi naturali d’acqua non solo

è ingiusto, ma è, anzi, un’insignificante

sfida con chi prima di noi ha disegnato il

creato.

Certo l’uomo con la sua astuzia crede di

fare quello che più gli conviene, ma poi

dovrà fare i conti con i problemi ben più

grandi che ne derivano. La minaccia dell’a-

gricoltura industriale, ad esempio, non ha

fatto altro che impoverire i terreni, o, peggio

ancora, arricchirli di sostanze improprie.

Le deviazioni dei grandi fiumi, o di

altri corsi d’acqua, favorisce i fenomeni di

desertificazione, salinizzazione o ristagno

di intere aree, che non sono certo un caso,

ma sempre conseguenze di azioni antropiche

insensate e irresponsabili, che si ripetono

ormai da troppo tempo.


54

di Letizia Chilelli

Occupandomi del vino e del suo mondo ho

potuto constatare come l’antiquariato del

“buon bere” sia molto praticato in

Inghilterra e Francia, a differenza di Paesi

come l’Italia e la Germania.

A Londra, per citare un esempio, Christie’s

e Sotheby, sostengono almeno venti aste

all’anno di vini da collezione.

Questo amore per il vino “di una certa età”

non viene tradotto però in pagamenti

esorbitanti: accanto ai più pregiati pezzi da

museo, acquistati per lo più da Case

Regnanti, o potenti del mondo, vengono

venduti anche vini invecchiati delle migliori

annate e che meritano certamente

attenzione, a prezzi “accessibili”per soddisfare

il collezionista e non certo per ridurlo

sul lastrico!

Sono ormai lontani i tempi in cui il

Granduca Costantino di Russia, fratello

dello Zar, pagò il prezzo sorprendente di

20.000 franchi d’oro per quattro barili della

vendemmia del 1847 del Chateau

D’Yquem, un nobile vino bianco Bordolese

da dessert!

Comunque anche il nostro Paese non è

privo di esempi di aste di vini leggendari,

anche se in tutta onestà si tratta di casi

molto rari.

Non bisogna però credere che possedere

una bottiglia antica offra la possibilità di

realizzare una certa vantaggiosa cifra:

bisogna infatti prima di tutto trovare l’occasione

giusta di vendita e poi l’estimatore

di quel determinato tipo di vino, cosa

che, credetemi, è piuttosto difficile.

Resta poi innegabile il fatto che le bottiglie

di “antiquariato” vengano collegate a fatti

storici e incancellabili.

Qui in Italia, per esempio, nel 1959 il

Generale De Grulle fu ospitato per una

storica visita dall’allora Presidente della

Repubblica Italiana Gronchi e portò con

se, dalla Francia, una magnifica bottiglia di

Bordeaux del 1859 (bottiglia che simboleggiava

il centenario della battaglia di S.

Martino, a Solferino, battaglia che concluse

la Guerra d’Indipendenza).

La “storica” bottiglia fu stappata durante il

pranzo d’onore e chi ha bevuto quel vino

assicura che era ancora validissimo e gra-

Campo de’ fiori

L’ ANGOLO ... CIN CIN

COLLEZIONARE IL VINO

devolissimo al palato.

(Con questo piccolo aneddoto, spero di

soddisfare, almeno in parte, la curiosità di

coloro che spesso mi chiedono se un vino

centenario è ancora bevibile!).

Comunque, è bene ricordare che molto

dipende dalla struttura del vino stesso e

da come è stato conservato.

Ciò, come sappiamo, vale anche per i vini

di meno “onorata” età, ma che abbiano al

loro attivo più di 20 anni, anche perché

fino a questa età, una bottiglia da lungo

invecchiamento tiene, di norma, abbastanza

bene.

Il vino per quanto prezioso e raro sia, ha

comunque i suoi limiti di sopportazione:

non può restare per così tanto tempo

ingabbiato in una bottiglia.

Col passare del tempo all’inizio, quasi in

maniera microscopica e poi sempre in

modo più osservabile, comincia a decrescere

di volume: le sue strutture si smembrano,mentre

una parte evapora, ecco

spiegato il motivo del ritrovamento di

“vecchie”bottiglie in cantina ridotte di contenuto.

Per far si che il vino superi decenni in

buona salute, occorrono particolari accorgimenti

che possono essere effettuati solo

da cantinieri delle cantine più famose.

Uno dei più conosciuti è quello messo in

pratica dai cantinieri della famiglia dei

Baroni Rothschild: per le bottiglie che

hanno passato l’età media e di cui interessa

tenerne una partita, gli “addetti ai lavori”(spesso

enologi) provvedono ogni 5/6

anni ad aggiungere alle bottiglie stesse,

stappandole, una piccola quantità di vino

giovane, ritappando poi la bottiglia con

molta cura con un tappo nuovo e rigorosamente

di sughero. È grazie a questo

sistema che funge da “trapianto” che sono

state portate fino ai giorni nostri bottiglie

di vino Bordolese che risalgono pensate al

1870. Vero è, che credere che un collezionista

privato possa arrivare a questi livelli

risulta un po’ impossibile, comunque per

regalarsi e regalare alla nostra cantina

qualche gioiello si può fare, di tanto in

tanto, rifornimento presso produttori che

si occupano di vino come tradizione di

famiglia ad alti livelli.

Consiglio importante: prima di acquistare

qualunque bottiglia “da collezione”: sarà

bene munirsi delle tabelle che certifichino

la validità delle annate (reperibili nei negozi

specializzati e sui siti internet che trattano

di enologia).

Anche perché, il vino, o meglio tutti i vini,

nelle annate, vengono classificati con le

“stellette”:

- Annata Pessima *

- Annata Mediocre **

- Annata Buona ***

- Annata Ottima ****

- Annata Eccezionale *****

questo sistema ci aiuta a regolarci: infatti i

vini da portare ad un lungo invecchiamento

sono quelli da Annata Buona in su.

I vini Italiani da collezione sono da ricercarsi

nelle grandi DOCG che abbiamo,

esempi eccellenti sono il Barolo e il

Brunello (solo per citare i più importanti

che farebbero la gioia di tutti i collezionisti).

Da ricordare, poi, che le bottiglie da collezione

non devono essere necessariamente

“vecchie”. La collezione è soprattutto un

assortimento di bottiglie che non si trovano

facilmente sul mercato: cioè case e voci

vinicole poco usate, che appunto per questo

possono diventare in futuro, veri e propri

gioielli.

Ultimo suggerimento: se vi dovesse capitare

di parteciparvi, in un asta non fatevi

mai trascinare dal gioco. Fate attenzione,

anche perché ciò che non avete oggi in

cantina lo potete “scovare” domani, magari

attraverso qualche “scambio” con collezionisti

che sono alla ricerca proprio di

quella bottiglia che potete “vendere” voi,

avendone nella vostra cantina più di qualche

unità.

(Bibliografia “Vini d’Italia” di L. Imbriani)


continua.........


ANNUNCI ECONOMICI GRATUITI PER PRIVATI

a pagamento per ditte o società- Tel. Fax 0761.513117

Cedola da ritagliare e spedire

L’annuncio sarà ripetuto per 3 uscite, salvo diversa decisione della redazione

Campo de’ fiori 57

Compilate qui il vs annuncio gratuito e speditelo in busta chiusa a

Campo de’ fiori - P.za della Liberazione n. 2 - 01033 Civita

Castellana (VT) oppure mandate un Fax al n. 0761.513117 o

una e-mail a info@campodefiori.biz

(scrivere in stampatello e senza abbreviazioni) ..................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................

Gli annunci gratuiti sono esclusivamente riservati a privati. Campo de’ fiori non è responsabile

per la qualitià e la veridicità delle inserzioni. A garanzia dei lettori, Campo de’ fiori si riserva il diritto di NON PUBBLICARE annunci non conformi al

presente regolamento o che, a suo insindacabile giudizio, risultino non chiari o che possono prestarsi ad interpretazioni equivoche.

Gli inserzionisti prendono atto che, a richiesta dell’Autorità Giudiziaria, Campo de’ fiori fornirà tutte le notizie riportate con la presente cedola.

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n. 675 del 31.12.1996 in materia di “tutela dei dati personali”.

COMMITTENTE: NOME................................................COGNOME..............................................Via...............................................................

Città......................................................Tel...................................Firma................................................................

Farmacie Civita Castellana aperte nei giorni festivi di Agosto 2008

10/24 Agosto - Farmacia Filizzola Corso Bruno Buozzi

17/31 Agosto Farmacia Municipalizzata Via Ferretti

Farmacie Corchiano e Fabrica aperte nei giorni festivi di Agosto 2008

03/31 Agosto - Farmacia Liberati di Fabrica di Roma

15/17 Agosto - Farmacia Sangiorgi di Corchiano

Benzinai Civita Castellana aperti nei giorni festivi di Agosto 2008

03/10/15 Agosto - Tamoil Via Falisca - Tamoil Via Flaminia - IP Variante Nepesina

17/24/31 Agosto - Agip Via Terni - API Borghetto - Enerpetroli S.P. 311 Nepesina

SOSTENETE CAMPO DE’ FIORI CON IL VOSTRO ABBONAMENTO

CARTOLINA DI ABBONAMENTO ANNUALE

SI desidero abbonarmi a : Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00

I miei dati

Nome___ ____ __________________________________ Cognome________________________________________________

data di nascita_______________ __________Città________________________________________________________Prov._______

Via_______________________________________________________________Telefono____________________________________

Desidero regalare l’abbonamento a: Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00

Il regalo è per:

Nome_______________________________Cognome_________________________________________________________________

data di nascita___________________________Città______________________________________________________Prov.________

Via_________________________________________________________________Telefono__________________________________

effettuerò il pagamento con c/c postale n. 42315580 intestato alla Associazione Accademia Internazionale D’Italia - P.za

della Liberazione n. 2 - Civita Castellana

Data______________Firma__________________________________

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n. 675 del 31.12.1996 in materia di

“Tutela dei dati personali”. Titolare del trattamento dei dati è Campo de’ fiori - P.za della Liberazione,2 - 01033 Civita

Castellana (VT)

Data______________Firma__________________________________

Per abbonarti puoi spedire questa cartolina a Campo de’ fiori - P.za della Liberazione, 2 - 01033 Civita

Castellana (VT) o puoi trasmetterla per fax allo 0761 . 513117


58

Campo de’ fiori

Anno 1954 - Val Fiscalina Sesto in Pusteria

foto della signora Ione Parroccini, prima a sinistra in basso

Campo de’ fiori

Album d

1952 concorso nazionale di canto, Prof. Domenico Del Priore.

Foto della signora Maria Del Priore

Campo de’ fiori

Se vi riconoscete in queste foto, venite in redazione e riceverete un simpatico omaggio. Se desiderate vedere


ei ricordi

Campo de’ fiori 59

Maggio 1963 - Civitoniche in gita a Nepi - foto del signor Francesco Barboni

Campo de’ fiori

Roma Anno Santo 1950

da sx Bianca, Ileana, Anna Rosa e Maria Bruna

di Civita Castellana

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Anni ‘40 Civita Castellana - Delia e Natia De Angelis

pubblicate le vostre foto, portatele presso la redazione di Campo de’ fiori, esse vi verranno subito restituite.


60

LAVORO

CERCO

-AUTISTA 48enne offresi per viaggi città,

nazionali ed esteri, con auto propria o senza.

Anche per week-end e festivi esperto e referenziato.

Max serietà no perditempo.

Tel. 333.2741653

-HOSTESS diplomata operatrice turistica offresi

per meeting, congressi, viaggi cittò, nazionali,

esteri, disponibile shopping, teatro e tempo

libero, pranzi e cene di lavoro. Max serietà

esclusi perditempo Tel. 339.5887933

e-mai: mira.fran@tiscali.itl

-RAGAZZA di 21 anni cerca lavoro come cameriera

presso bar/ristoranti nella zona di Nepi e

limitrofe. Ugente disponibilità immediata.

Tel 320.7616169.

-RAGAZZA POLACCA cerca lavoro come:

lavori domestici, baby-sitter, pulizie, qualsiasi

giorno, massima serietà, documenti in regola.

Tel. 32809116999.

-DIPLOMATA in ragioneria cerca lavoro come

segretaria, commessa (con esperienza) part

time-full time, zona Civita Castellana,

Sant’Oreste, Rignano Flaminio, Morlupo,

Castelnuovo di Porto e limitrofe. Conoscenza

Microsoft office, automunita. T. 349.5936493.

-LAUREATA in mediazione linguistica per le

istituzioni, le imprese ed il commercio, cerca

lavoro a tempo pieno. T. 392.9076393

-LAVORO come giardiniere e pittore e anche

per fare orto. Tel. 331.8753786

-MURATORE in regola esegue lavori di muratura

tetti, pavimenti, rivestimenti, tinteggiature,

anche piccoli lavori, ripristino giardini. Pronto

intervento zona Civita Castellana e dintorni

Tel. 3291966311

-Ragazzo 32 enne e Ragazza polacchi cercano

qualsiasi tipo di lavoro. T. 328.0916999

-LAUREATA IN COMUNIC 24 anni cerca lavoro

nell’ambito della comunicazione, segreteria o

altro. Serietà e professionalità. Per contatti T.

333.7631619

-SIGNORA 49enne italiana di Civita Castellana,

giovanile, bella presenza cerca lavoro come

baby-sitter. Esperienza con i bambini poichè già

mamma di due figli grandi. Disponibilità anche

paesi vicino Civita Castellana. Tel. 0761.515179

Cell. 3474016708.

-RAGAZZA 31enne cerca lavoro come baby-sitter

e pulizie ad ore. Ama tantissimo i bambini.

Zona Civita Castellana e paesi limitrofi.

Tel. 338.1024414.

-MANIFATTURA di bomboniere con perline

e/o swarovski e sacchetti ricamati puntocrocesi

eseguono anche lavori di ricamp puntocroce

per la casa-bambino-neonato e altro. Prezzi

modici. T. 327.0404773

-RAGAZZA ITALIANA cerca lavoro part-time,

possibilmente ore pomeridiane o serali.

Disponibile anche per i fine settimana.

Max serietà. Cell. 339.1482340 Emanuela.

-RAGAZZA ITALIANA 40 anni, patente auto,

cerca urgente lavoro. Esperienza cassiera, commessa,

magazziniera in supermercato. Accetta

qualsiasi mansione. T.338.4705133

-SIGNORA 39enne cerca lavoro come badante,

pulizie, baby sitter, disponibilità a ore anche

di notte. T. 329.9526312

-SIGNORA TEDESCA con bambina piccola

piccola, diplomata, automunita, offresi per lavo-

Campo de’ fiori

Annunci

ri di traduzioni o ripetizioni (tedesco e inglese)

o come babysitter anche al proprio domicilio

con giardino grande.

Max serietà T. 320.0442117 - 347.4831231

-DONNA TEDESCA (da 20 anni in Italia),

amante dei bambini, con figlia piccola, con

auto, offresi come baby-sitter anche al proprio

domicilio (grande giardino). Max serietà T.

347.4831231

-CONSULENTE PR0GRAMMATORE esperienza

su RPG AS 400 cerca impiego zona Roma

e provincia di Viterbo. Immediata disponibilità

Cell. 340.4605321

-MAESTRA D’ASILO laureata in Brasile, con

grande esperienza lavorativa, cerca lavoro come

baby sitter, pulizie, stiratrice ed altro, zona

Civita Castellana e limitrofe. Cell. 338.8078030.

-MAESTRA D’ARTE impartisce lezioni di disegno

e pittura organizzate in gruppi o singolarmente.

Zona Viterbo e provincia. T.331.4119189

-RAGAZZA ITALIANA Max serietà cerca lavoro

a Civita Castellana e dintorni come baby sitter.

Mi offro anche per piccole commissioni e

pagamenti bollette, ritiro analisi etc.. Contattare

a qualsiasi ora al numero 328.6811285

-HAI UN APPUNTAMENTO IMPROVVISO E

NON SAI A CHI LASCIARE TUO FIGLIO?

Telefonami: 393.1750663 - 0761.284010

-SIGNORA EXPRESS Hai bisogno di un piccolo

aiuto in casa per le tue pulizie quotidiane

come stirare, spazzare, spolverare ecc? Ecco

qua la signora express!!! Pulire le scale del

vostro condominio...farvi la spesa... ti serve una

mano in cucina, fai tardi al lavoro, ecco pronto

il pranzo! Sei impegnata ed in difficoltà coi tuoi

bambini? La signora express si trasforma in

tata! La signora express è italiana, efficiente,

onesta, veloce e conveniente! Tel. 380.4358064

-INSEGNANTE di lingue impartisce ripetizioni

a Fabrica di Roma e paesi limitrofi. Lezioni di

Inglese e Francese a studenti delle scuole

medie e superiori. Disponibilità pomeridiana.

Te. 333.6469393

-RAGAZZA italiana cerca lavoro come baby sitter,

automunita, massima serietà ed esperienza,

anche a casa propria. Tel. 3931750663

-RIPETIZIONI di matematica e fisica, zona

Ronciglione e dintorni, per studenti scuole

medie e superiori, T. 348.9357328

-DONNA RUSSA cerca lavoro fisso per pulizie

domestiche. Max serietà. Tel. 335.5217538

-LAUREATA in matematica ed abilitata all’insegnamento

impartisce lezioni private di matematica

e fisica per scuole superiori e scuole medie,

zona Civita Castellana. Tel. 339.8540427

-LAUREATA in lettere classiche impertisce

ripetizioni di latino, greco, italiano, inglese, ai

ragazzi delle scuole superiori; di tutte le materie

ai ragazzi delle scuole medie. Silvia Tel.

339.7731426

OFFRO

-AGENZIA ENEL ricerca n. 2 persone full time,

automunite, anche senza esperienza, ambosesso,

per zone Caprarola-Gallese-Fabrica di Roma

Tel. 340.8335843 - 338.5850027

-CERCASI per ristorante, addetto alla cucina,

uomo, specializzato nella griglia e pizza e aiuto

cuoco. Tel. 0761.513398.

-TIPOLITOGRAFIA SEA cerca macchinista

litografico con esperienza, formato 70x100.

Zona industriale Settevene (VT).

T. 0761.527323.

-CERCASI cameriera italiana, giovane, bella

presenza, seria per ristorante.

Tel. 0761.513398

-NEGOZIO elettrodomestici Latini a Civita

Castellana cerca ragazzo/commesso patentato,

serio, non perditempo. Tel 0761.513162

-AGENTE PLURIMANDATARIO esclusivista

NESTLE ITALIANA SPA: Motta, Alemagna,

Perugina: divisione regali aziendali “STRENNE

NATALIZIE”, per province VT-TR-RI-AR-SI-GR,

cerca giovani collaboratori automuniti.

Trattamento economico interessantissimo, liquidazioni

provvigionali settimanali oltre premi e

incentivi fine campagna. Inviare curriculum

vitae a mezzo fax al n. 0761.591483 Cell.

335.6183712 Laurenti.

VEICOLI

VENDO

-FIAT 500 L anno 1970, come nuova, km 450,

revisionata (da vedere). Tel. 335.7425959

-MOTO BMW F650 anno 1997, colore beige,

ottime condizioni vendo € 1700,00.

Tel. 3471142794.

-STEREO PER AUTO marca Amstrad, modello

AR 307 RDS, compact disc, MP3, Radio, schermo

digitale con 8 tonalità di colori, ottimo stato.

Vendo € 50 T. 338.4912768 o.p.

-MAGGIOLONE cc1300, anno 1972, colore

celeste, perfette condizioni. Vendo € 5.000,00

trattabili. T. 0761.557649

-BMW 320 D anno 1999, accessoriata, vero

affare! Tel. 339.5366948.

-APRILIA SCARABEO 200 GT grigio km.

10.000, 01/04, valigie, bauletto, 2 caschi neri

dainese s/m, bollo scadenza agosto 2008.

Ottime condizioni come nuovo, sempre garage

vendo causa inutilizzo € 2000,00. CHIAMA

SUBITO. Andrea 328.6870210.

-SUZUKI IGNIS diesel anno 2004 euro4 Km.

57500 Gomme nuove, batteria nuova, ottimo

stato, vendo € 7500,00 Tel. 0761.517364 o.p.

-MOTO DA CROSS KTM SX 125 modello 2003

Ottime condizioni, vero affare vendo € 2500,00

no perditempo. Tel. 0761.572801

-MERCEDES CLASSE A 170 CDI Elegance

nera, km. 130.000 anno 2001, buono stato

manutenzione curata € 7000,00 Trattabili.

Cell. 339.2162050

-OPEL CORSA 1.0 12v rosso corsa, come

nuova, impianto GPL, anno 2000, 110.000 Km,

sempre garage. Vendo a migliore offerente.

Tel. 0761.572152 ore 20,00.

-SCARABEO DELUX 50cc del 2000. Vendo €

500,00. Tel. 0761.568074

-MOTO DA MOTARD 50cc nera, marca Derbi.

Ottime condizioni e Ottimo prezzo.

Tel. 333.7644562.

-PEUGEOT 206 CC 2000 140 cv, anno 2001,

sempre garage, ottime condizioni. Qualsiasi

prova. Vendo € 9.000,00 Tel. 333.7176338.

-TRASPORTER per cani leggero e in ottime

condizioni. Vendo € 100,00. Disponibile per consegna

a domicilio. T. 333.3073166

-NISSAN MICRA 1.5 anno 2004, colore grigio

topo, km 70.000, ottimo stato, sempre garage.

Vendo causa inutilizzo € 7.000,00.

T. 347.71573486

-VOLKSWAGEN GOLF serie 3, 1.9 GT TDI,


Campo de’ fiori

Gratuiti

90cv, nero metallizzato, Km 185.000 orig., unipro,

cerchi in lega BBS, SS, ABS, 4VE, CC, aria

condizionata, antifurto, 6 casse stereo, spoiler,

revisionata, motore perfetto, interni perfetti,

qualsiasi prova, vendo € 3.500 (dopo le 13 o

sms). T. 338.4912768

-SUZUKI GSX-R600 SRAD, anno 99 biancablu,

accessoriata, gommata, scarico arrow +

cavalletto posteriore e casco. Qualsiasi prova,

perfetta!! Vendo € 2.300,00.

Emiliano 338.9837344

OGGETTISTICA/HOBBISTICA/

COLLEZIONISMO

CERCO

-LAMETTE DA BARBA complete di bustine,

acquisto qualsiasi quantità o scambio con francobolli.

Alfonso Tozzi Via Pescaglia, 27 - 00146

Roma. Tel. 06.55285165

-FRANCOBOLLI cambio. Italia, San Marino e

Città del Vaticano. Tel. 0761.513764 o.s.

VENDO

-BANCONE VENDITA per attività commerciali

210x70 in legno e cristalli, a vista panoramica

per esposizione oggetti con otto cassetti a

scomparsa. Tel. 333.6682507 o.p.

-SEGA CIRCOLARE/LUCIDATRICE compatta

per falegmani + falegname vario + persiane.

Occasione vendo anche articoli separati.

Tel. 0761572473.

-N.25 COPPE per premiazioni gare di pesca, di

ogni tipo e grandezza, bellissime. Vendo tutte a

€ 100,00, anche singole a prezzo da concordare

solo dopo visione e scelta. T. 338.4912768.

-DOSATORE DI BIRRA per bar, colore rosso

antico e rame, con al centro marca di birra

stampato, bellissimo, per amatori di cose vecchie.

Vendo € 80. T. 338.4912768 o.p.

-N.2 CANNE DA PESCA marca Silstar + 1

mulinello, ottime sia per laghetto che per fiume,

Vendo € 60. T. 338.4912768 o.p.

-ALMANACCHI ILLUSTRATI calcio Panini dal

1985 al 2008. Vendo a prezzo da contrattare.

Tel. 333.5695492

ABBIGLIAMENTO/SPORT

-DUE ATTREZZI GINNICI:Fun Stepper adatto

per addominali, glutei etc., e piccola panca

per addominali. Entrambi poco ingombranti utilizzabili

in poco spazio. Vendo prezzo totale €

65,00. T. 0761.508487 - 349.2242295

-SCI DA NEVE marca Rossignol, completi di

attacchi per scarponi + 2 stecche, lame buone,

Vendo € 150,00. T. 338.4912768

-N. 2 CANNE DA PESCA + mulinello nuovo

ancora imballato, ottimo stato, Vendo € 60,00.

T. 338.4912768

-N.2 RACCHETTE DA TENNIS rete nuova +

sacca porta racchette nuova, il tutto a € 80,00.

T. 338.4912768 (o.p. o lasciare sms).

ARREDAMENTO

-6 PORTE per interni complete di telaio di cui

una con intarzi in vetro, nuovissima.

Vendo Tel. 3336960109.

-VASCA IDROMASSAGGIO come nuova con

due pareti mobili, marca Albatros. Vendo €

350,00. T. 393.7091414

-VENDO LAMPADARIO in bronzo del peso di

35 Kg accuratamente lavorato con 8 luci a

forma di drago prezzo da concordare.

Tel. 339.7069529.

-STUFA A LEGNA da cucina con forno, colore

bianco, seminuova in quanto utilizzata di rado.

Vendo causa trasloco ad € 200,00.

Tel. 338.8529663.

-CAMERA DA LETTO, vendo causa trasloco, in

pino massello tinto noce composta da: armadio

5 ante, letto, comò, 2 comodini, € 1.500,00 trattabili.

T. 339.8649120.

-CUCINA scavolini laccata bianca, lunghezza

basi m3, lunghezza pensili m. 2,40. Vendo €

600,00. T. 339.8649120.

-MATERASSO E RETE matrimoniali (anche

separatamente) ottime condizioni, Vendo.

Piccolo frigo + congelatore ben funzionante,

Vendo. Tel. 0761.574562.

-ARMADIO moderno laccato bianco con 4 ante

scorrevoli, le due centrali a specchio di buona

qualità, corredato di cassettiera+portacamice

lung. cm 290 - h. cm 260. Ottimo stato. Vendo

€ 500,00. T. 338.8175269

-VETRINE in legno massello color noce scuro

con ripiani in cristallo e porte scorrevoli antinfortunio

e luci. Causa inutilizzo vendo anche singolarmente.

Misure 175x45x120 n. 2,

175x45x160 n. 1 € 400,00 Tel. 339.3695561

Sandro.

-TRE PORTE 2 per interno e 1 per esterno,

senza telaio. Vendo € 100,00 Tel. 0761.517286

-CAMERA DA LETTO il legno seminuova, in

ottimo stato in quanto non utilizzata, costituita

da armadio a 5 ante con specchio nell’anta centrale,

cimò con specchiera, 2 comodini e letto

con spalliera. Vendo causa trasloco € 500,00

trattabili. Tel. 338.8529663

ATTIVITA’ ARTISTICHE

-CERCHIAMO batterista rock-hardrock per

cover e medley vari artisti. Sala prove a

Corchiano. Tel. 335.7430739

VARIE

-63 ANNI, divorziato, pensionato, cerca donna

vedova o separata, carina e semplice, per compagnia

e disposta a vivere insieme. T.

320.0385788 dalle ore 9 in poi.

-CUCCIOLI di pastore tedesco, alta genealogia,

vendo. Info 339.6823578

-VENDO OCCORRENTE PER NASCITURO:

seggiolone chicco, vasca per bagnetto, box,

passeggino a €400,00. Tel 392.9188120.

-REGALO 5 CUCCIOLI di Yorkshire.

Tel. 3387001073

-VENDO FORNO muffolato per ceramica, con

carrello, capienza un metro cubo, revisionato

ottimo affare! € 1500,00. Tel 347.5499516.

-MASCHERA PERLLI GRASS marca dora bruschi

all’argilla. Confezione da 50 ml elimina l’untuosità

e leviga la pelle. Confezione nuova.

Vendo per allergia € 20,00. T. 333.7631619.

-KIT BELLEZZA accessori bagno l’oreal,

maschera viso argilla (50 ml), crema corpo alla

pesca (50 ml), maschera purificante (75 ml)

tutto di marca. € 50,00. T. 333.7631619

-2 VOLUMI MONDATORI nuovi e imballati

del giornalismo italiano. Anni 1860-1901 e

1901-1939, causa regalo non gradito. T.

61

333.7631619

-CARRELLO TENDA 4 posti, 2 camere +

veranda di circa 10/12 mq, buonissime condizioni,

gommato nuovo, sempre garage, usato 2

volte in 8 anni. Vendo € 350,00, no dilazioni.

Passaggio a carico dell’acquirente.

T. 328.8645431

-REGALO GATTINI simpatici e affettuosi, di

vari colori e bisognosi di affetto, a chi li sappia

veramente voler bene. T. 333.3073166

-SCALA PER INTERNO in legno massello

color noce chiaro, composta da 17 gradini con

forma ad L, misure: h. 315cm, L. 365cm, profondità

75cm, per informazioni rivolgersi al

338.9678131

-IN AFFITTO disabile con stampelle (sclerosi

multipla) ma autosufficiente, con 3 cagnolini,

cerca urgentemente casa pianterreno con giardino,

ovunque nel viterbese. Grazie.

Luigi. 320.3872978

-AFFITTO LOCALE a Fabrica di Roma per feste

di compleanno ad € 50,00. Tel. 0761.568074.

-AFFITTO stanza con spazio espositivo ad artista

donna, nel suggestivo borgo di Calcata.

T. 320.3178630.

-DIVIDO APPARTAMENTO con signora

impiegata o statale, 2 stanze, cucina, bagno,

terrazzino e garage, quarto piano, Prati Fiscali,

anche per brevi periodi. € 250,00 mensili.

Adraina T. 333.7806648

-SERIO E DI SANI PRINCIPI tradizionalista,

in uniforme, celibe, 47enne cerca ostinatamente

anima gemella scopo matrimonio, nel proprio

paese d’origine (Fabrica di Roma). Astenersi

maleducate e con situazioni affettive poco chiare.

Tel. 330.831603.

ELETTRONICA/ELETTRICITA’

-RICEVITORI DI SEGNALE audio - video,

completi di tutto, nuovi. Vendo € 25 T.

338.4912768 o.p.

-AGENDA ELETTRONICA marca Sharp, mai

usata, pratica da utilizzare. Istruzioni in italiano

e varie modalità: agenda, rubrica, orologio, calcolatrice.

Vendo € 25,00. T. 333.7631619

-SWITCH 5-PORT marca hamlet,

10/100mbps, nuovissimo, con scatola e istruzioni.

Vendo per cambio di apparecchio completo

di porte per cavi di rete. € 20 T. 333.7631619

-MONITOR PER PC schermo piatto 17 pollici

cristalli liquidi + tastiera - 2 case audio e web

cam tutto nuovo, comprati nel 2006. Vendo €

150,00. Tel. 338.7160258

Per i vostri annunci

gratuiti potete

compilare il coupon

che si trova

a pag. 57


62

VENDO

Civita Castellana

Appartamento di mq 97 al piano

secondo. Tre camere, cucina, salone,

due bagni balconi, garage, area condominiale.

Zona nuova.

Sandro Anselmi

P.zza della Liberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT)

Tel./Fax 0761.51.31.17 e-mail : sandro_anselmi@libero.it

Da 40 anni al vostro servizio

Appartamento di mq 130 circa, al

piano terzo con ascensore, termoautonomo,

con grandi

terrazzi, posto

auto coperto e

cantina.

Rifinitissimo

Appartamento di mq 120 circa, al

piano terzo con terrazzi.

Vicinanze Piazza Liberazione.

Locale commerciale centro storico

ampia metratura.

Fabrica di Roma

Bifamiliare su tre livelli allo stato

grezzo con garage, ampie terrazze

e giardino.

Posizione

panoramica.

Anche

frazionabile

in due

porzioni.

Appartamento di mq 60, al piano

III con balcone,

magazzino e piccolo giardino

al piano terra.

PANORAMICISSIMO

Porzione di villino in trif.re su

unico livello composta da saloncino

con camino e soppalco, angolo

cottura, tinello a vetri, due camere

e bagno, giardino angolare di proprietà

e deposito attrezzi in legno.

Campo de’ fiori

Pubblicizza una selezione di offerte immobiliari

Appartamento di mq 60 circa, al piano terzo compreso

di mobili, piccolo ripostiglio, tettoia e giardino

al piano terra.

Appartamento di 70 mq circa composto da salone,

cucina, camera e bagno, al piano primo e camera

e bagno, al piano secondo. Ripostiglio/sottotetto.

Completamente ristrutturato con finiture di lusso.

Terreno agricolo con progetto approvato per villa

bifamiliare ed annesso.

Terreno agricolo in loc. Scopeto con casaletto mq

14 circa.

Noccioleto di 3500 mq Località Cencianello, pianeggiante.

Ottima resa.

Due lotti edificabili al Parco Falisco di

Fabrica di Roma. OTTIMO INVESTIMENTO

Faleria

Villa su due piani, rifinitissima. Parco e giardino.

Possibilità di frazionamento in tre appartamenti.

Magliano Sabina

Magazzini al piano terra di mq 81+22+35 contigui

con piazzale condominiale recintato, con

cancello automatico. Vendita anche frazionata

Grande casale

d’epoca con

annessi e terreno.

Bellissimo

panorama.

Ronciglione

Locale commerciale composto da: due locali

comunicanti di mq 26 + 32, ripostiglio, servizio.

Calvi dell’Umbria

Terreni edificabili panoramicissimi.

Corchiano

Terreno agricolo di 1500 mq prossimo

all’abitato.

Roma

Appartamento di mq 96, al piano terzo in

via San Pantaleo Campano, con posto

auto e giardino condominiale

AFFITTO

Civita Castellana

Appartamento di 50 mq circa,

al piano terra, composto da

camera, cucina, bagno, ripostiglio,

3 balconi, indipendente.

Appartamento di campagna.

Ottimo per trascorrere i fine

settimana.

Locale commerciale di mq 60

con servizi.

Terreno di mq 5.000, fronte

strada.

Locale di mq

200 circa,

con servizi e

piccola area

di pertinenza

Locale commerciale di 50 mq e

servizi in via della Repubblica.

Appartamento ammobiliato di

100 mq circa, zona centrale.

Monolocale con bagno e balcone

al centro storico.

CEDO

Civita Castellana

Quote societarie di industria

ceramica di Civita Castellana.

Attività di alimentari in zona

centralissima.

Attività di deposito legna, con

attrezzature.

Attività commerciale di Bar-

Gelateria avviatissima

Si cercano, per

acquisto, terreni

edificabili.

Ottime valutazioni.


Campo de’ fiori seleziona ragazzi/e

da inserire nel settore commerciale.

Per informazioni 0761.513117

oppure info@campodefiori.biz

oppure Piazza della Liberazione, 2

Civita Castellana (VT)

VISITA IL NOSTRO SITO

COMPLETAMENTE

RINNOVATO

WWW.CAMPODEFIORI.BIZ

Lo Studio Legale dell’ Avv. Aldo Piras

Patrocinante in Cassazione, ha stipulato una convenzione con

Campo de’fiori con la quale, tutti i lettori, avranno diritto

a n. 3 consulenze gratuite.

Per informazioni rivolgersi in redazione

Campo de’ fiori è distribuito a Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Vignanello,

Vallerano, Canepina, Vasanello, Soriano Nel Cimino, Vitorchiano, Bagnaia, Viterbo,

Montefiascone, Carbognano, Caprarola, Ronciglione, Sutri, Capranica, Cura di Vetralla, Blera,

Monte Romano, Tarquinia, Civitavecchia, Orte, Gallese, Magliano Sabina, Collevecchio,

Tarano, Torri in Sabina, Calvi nell’Umbria, Stimigliano, Poggio Mirteto, Otricoli, Narni,

Terni, Amelia, Nepi, Castel Sant’Elia, Monterosi, Anguillara, Trevignano, Bracciano, Canale

Monterano, Mazzano, Campagnano, Sacrofano, Olgiata, Faleria, Calcata, S.Oreste, Nazzano,

Civitella San Paolo, Torrita Tiberina, Rignano Flaminio, Morlupo, Castelnuovo di Porto,

Riano, Ostia, Nettuno, Anzio, Fregene. A Roma nei teatri, nei migliori alberghi e locali, sui

taxi e in tutte le stazioni MET.RO. Spedito a tutti gli abbonati in Italia e all’estero, inviato ad

Istituzioni Culturali e sedi Universitarie italiane e straniere, a personaggi politici, della cultura,

dello sport e dello spettacolo.

Campo de’ fiori 63

Campo de’ fiori

Periodico Sociale di

Arte, Cultura,

Spettacolo ed

Attualità

ed Attualità edito

dall’Associazione

Accademia

Internazionale

D’Italia

(A.I.D.I.)

senza fini di lucro

Reg.Trib. VT n. 351

del 2/6/89

Presidente

Fondatore:

Sandro Anselmi

Direttore Editoriale:

Sandro Anselmi

Direttore

Responsabile:

Stefano De Santis

Consulente

Editoriale:

Enrico De Santis

Segreteria di

Redazione

Coord

Impaginazione e

Grafica:

Cristina

Evangelisti

Sonia Bonamin

Ermelinda

Benedetti

Stampa:

Direzione

Amministrazione

Redazione

Pubblicità ed

Abbonamenti:

Piazza della

Liberazione, 2

01033 Civita

Castellana (VT)

c/c postale

n.42315580

Tel. e Fax

0761.513117

e-mail:

info@campodefiori.biz

Redazione di Roma:

Viale G. Mazzini 140

Abbonamenti

Rimborso spese

spedizione

Italia: 12 numeri

€ 25,00

Estero: 12 numeri

€ 60,00

Per il pagamento

effettuare i

versamenti sul c/c

postale n. 42315580

intestato

all’Associazione

Accademia

Internazionale

D’Italia.

L’abbonamento

andrà in corso dal

primo numero

raggiungibile e

può avere inizio in

qualsiasi momento

dell’anno ed avrà,

comunque, validità

per 12 numeri.

Garanzia di

riservatezza per

gli abbonati

La realizzazione di

questo giornale e la

stesura degli articoli

sono liberi e gratuiti ed

Si garantisce la

massima riservatezza

dei dati forniti

dagli abbonati e la

possibilità di

richiederne gratuitamente

la ret-

impegnano

tifica o la

esclusivamente cancellazione scri-

chi li firma. vendo all’editore.

Testi, foto, lettere e

disegni, anche se non

pubblicati, non saranno

restituiti

se non dopo

preventiva ed

esplicita richiesta da

parte di chi li

fornisce. I diritti di

Le informazioni

custodite nello

archivio di Campo

de’ fiori verranno

utilizzate al solo

scopo di inviare

agli abbonati il

giornale e gli

riproduzione e di pub- allegati, anche

blicazione, anche par- pubblicitari (legge

ziale, sono riservati 675/96 tutela dati

in tutti i paesi. personali).

More magazines by this user
Similar magazines