Il numero di questo mese: 2013: FEBBRAIO ... - Porto & diporto

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Il numero di questo mese: 2013: FEBBRAIO ... - Porto & diporto

Tariffa R.O.C. Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) - art. 1, comma 1, DCB Napoli - ANNO IX - N. 2 - Febbraio 2013 - Costo singola copia € 2,50

Seatrade Cruise Miami

Transpotec Logitec

also in english


editoriale / porto&diporto

2 - maggio 2012


sommario / porto&diporto

Anno IX - N°2 - febbraio 2013

Direttore responsabile

Antonio De Cesare

Direttore editoriale

Maurizio De Cesare

Questa edizione sarà presente a

Transpotec Logitec - Verona 28 febbraio / 3 marzo 2013

Seatrade - Miami 11 / 14 marzo 2013

Hanno collaborato a

questo numero:

Valeria Battaglia - Sabrina Bertini

Cosimo Brudetti - Eduardo Cagnazzi

Giacomo Canarsa - Fabrizio De Cesare

Luciano Greco - Patrizia Lupi

Paola Martino - Alberto Medina

Italo Merciati - Stefano Meroggi

Sandro Minardo - Andrea Moizo

Riccardo Russo - Annalisa Tirrito

Emanuela Sorrentino - Stefania Vergani

Traduzioni a cura di Angus Urquhart

Amministrazione e abbonamenti

Paola Martino

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Costo abbonamento

Italia € 30, estero € 90

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è proprietà di

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Autorizzazione Tribunale di Napoli

n. 17 del 15 febbraio 2006

Periodico associato all’USPI

Unione Stampa Periodica Italiana

E’ vietata la riproduzione totale e/o

parziale di testi, fotografie e di qualsiasi

altro contenuto o allegato.

Tutti i diritti sono riservati.

SEATRADE

4 - Costa Toscana Cruise: battesimo a

Miami

8 - Salerno e il suo Porto: eccellenza,

innovazione e sviluppo

10 - Osmosi tra il Porto e la Città

14 - Innovazione tecnologica e

infrastrutturale per VTP

16 - Nasce “Cruise Forward” il social

network delle crociere

18 - Ottima navigazione nel Mediterraneo

per Royal Caribbean

22 - MSC mangia italiano

SHIPPING

24 - RINA e IB - software per la gestione

delle navi

ARMAMENTO

28 - Pane è pronto per riprendere il timone

30 - Due mesi nel segno dello Scorpione

INFRASTRUTTURE

32 - Ce la farà l’Italia dei porti?

36 - Superba Vs Serenissima

38 - Tasse ridotte a Trieste per far crescere

i traffici

40 - Italiana Coke acquisisce Terminal

Rinfuse Genova

TRASPOTEC

41 - La buona logistica

42 - Transpotec Logitec si mette in marcia

LOGISTICA

44 - Come il sistema interporti farà ripartire

il Paese

46 - Il sistema italiano degli interporti:

risultati e sfide

48 - Il controllo del trasporto internazionale

delle merci

TRASPORTI

50 - InRail, nuovi traffici per la prima volta

in Slovenia

51 - Italia e Cina costruiranno grandi

autobus elettrici

NAUTICA

52 - Flessione del turismo nautico di lusso

in Italia

54 - Grande 120SL by Benetti premiato in

Cina

AZIENDE

55 - ABB e la rete di trasporto del greggio

in Italia

56 - La CCIAA di Salerno al Fruit &

Logistica di Berlino

57 - La distribuzione in città diventa ecocompatibile

ALBERGHI

58 - Mancanza di programmazione e tasse

elevate penalizzano gli alberghi di Napoli

FESTIVAL

60 - Di scena l’Italia a Casa da Musica

ALIMENTAZIONE

62 - La dieta mediterranea entra

all’Università

ENGLISH SUMMARY

63 - MARIANO PANE RETURNS TO

SHIPPING

63 - SCORPIO TANKERS EXPANDS

63 - TRIESTE POSTPONES INCREASED

CHARGES

64 - TRANSPORT LOGITEC

64 - ITALIAN INTERPORTS

64 - MEGA YACHTS AVOID ITALY


seatrade / porto&diporto

Costa Toscana Cruise

battesimo a Miami

La Toscana delle crociere presenta un nuovo brand

COSTA TOSCANA CRUISE IN MIAMI

The aim of Costa Toscana Cruise is to provide improved

services for incoming tourism and to develop the tourist

sector. It was set up by Porto Livorno 2000 and the “Consorzio

Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi”

with the support of the Chamber of Commerce of Livorno,

the Piombino and Elba Port Authorities under the patronage

of the Provincia di Livorno’s Tourist Department

and the Livorno Port Authority. In addition to raising the

profile of the port facilities and services, Costa Toscana

Cruise promotes tourist itineraries that make the most of

the wealth of historic, cultural and natural resources this

area has to offer. The tours take in the beautiful sandy

beaches, the spectacular rocky coastline, the characteristic

Tuscan vegetation, medieval villages, the traditional

cuisine and wine of Livorno, important Etruscan

archaeological sites and forts built by the Medici family.

These are some of the highlights found on the coast and

in the hills, in the seas and on islands of the Tuscan archipelago

and which make it so characteristic. Thanks to

its inhabitants’ sense of hospitality Livorno is ready to

welcome tourists from all over the world and provides a

wide range of accommodation and tourist services, efficient

road, rail, port and airport infrastructures that make

it easy to reach and enjoy the artistic cities and nearby

islands of Tuscany.

LIVORNO AND THE GRAND DUCHY OF TUSCANY

Livorno is a Renaissance city and was the port for the

Grand Duchy of Tuscany. Thanks to its central location, it

has established itself as an important node in Mediterranean

and intercontinental routes. Livorno looks out onto

the islands of the Tuscan archipelago, and is surrounded

by hills covered in Mediterranean scrubland that slope

down to some of the most beautiful coastline of the Tyrrhenian

sea. The town is near leading, Tuscan art cities

and other sea resorts and is the gateway to areas with

a rich heritage of creativity, beauty and artistry. The inhabitants

of Livorno are dynamic and multifaceted and

this can be seen in their open, hospitable character that

probably derives from their multicultural and multiethnic

origins. Visitors are invited into the historic maritime districts,

such as Venezia, that has a maze of canals flowing

4 - febbraio 2013


Il 2013 si presenta propizio

per le crociere. Secondo le

previsioni crescerà il numero

dei passeggeri, 10.965.000 unità

(+1,63% rispetto all’ottimo risultato

del 2012, pari a 10.789.00

pax), di cui 6.427.050 in transito e

4.538.870 imbarcanti o sbarcanti.

Sostanzialmente stabili le toccate

nave nei porti italiani (4.884 nel

2013 e 4.897 nel 2012) e il numero

di armatori presenti in Italia (47,

come nel 2012). In diminuzione il

numero di navi che toccano le nostre

coste e il numero di porti italiani coinvolti

nell’attività crocieristica. Secondo

le previsioni, al termine del 2013 saranno

transitate nelle acque italiane 142

navi da crociera contro le 148 del 2012

(-4%). I porti italiani passano invece da

66 nel 2012 a 61 nel 2013 (-7,57%) per

effetto del decreto “Salva Coste”.

In questo panorama Livorno rimane

il quarto scalo italiano per numero di

crocieristi, con un milione di passeggeri,

traguardo raggiunto nel 2012 e

festeggiato a bordo della Indipendence

of the Seas del gruppo Royal Caribbean.

La Toscana delle antiche civiltà,

degli Etruschi, del Rinascimento, della

Cultura, delle Arti e dell’Architettura,

della Musica, del Made in Italy, delle

Tradizioni, dei Paesaggi, del Vino,

dell’Olio, dell’Enogastronomia continua

ad attrarre turisti da tutto il mondo.

Oltre alle gettonatissime città d’arte il

Granducato può contare su una costa

altrettanto prestigiosa, mèta alternativa

ricca di storia, arte, suggestioni, paesaggi,

itinerari all’insegna della bellezza

e dell’emozione.

Nasce così Costa Toscana Cruise

con l’obiettivo di individuare, valorizzare,

far conoscere le eccellenze del

territorio costiero, a partire da quelle

di natura storica, culturale ed artistica,

a quelle della produzione industriale ed

artigianale e del settore enogastronomico.

Chi ne fa parte? Soggetti pubblici

e privati che operano nel settore crocieristico

e turistico, come Porto Livorno

2000, Camera di Commercio di Livorno,

Autorità Portuale di Livorno, Autorità

Portuale di Piombino e Portoferraio,

Consorzio Strade del Vino, Provincia di

Livorno e alcuni comuni.

“Costa Toscana Cruise – spiega Ro-

between the elegant villas of the wealthy middle-class

traders. There are also the Medici fortifications and walls,

the 17th century Villas, the Sanctuary of Montenero, various

churches and monumental cemeteries of the various

communities who traded in the port town and who practiced

their beliefs. For those more attracted by nature

there is the splendid seafront promenade which extends

for kilometres from the town centre to the cliffs of Romito.

While for those with more mundane tastes there are

the lively markets, rich in smells, colours and the voices

of stall owners vying to sell their produce. Livorno is also

the birthplace of Modigliani and Mascagni, the culinary

home of rich seafood cuisine and is surrounded by crystal

clear sea and splendid scenery, all combining to make

Livorno a fascinating tourist destination.

BOLGHERI AND THE WINE ROAD

From Livorno, through Collesalvetti, Rosignano, Montescudaio,

Guardistallo, Bibbona and Casale , runs the

Etruscan Coast Wine and Olive Oil Road that passing

from Castagneto and San Vincenzo, comes up to Sassetta,

Monteverdi, Campiglia and Suvereto at the extreme

south of the Province of Livorno. The famous ‘Viale dei

Cipressi’ (cypress way) leads the visitor to this enchanting

village of Bolgheri in the heart of the Wine Road

echoing its celebrated poem “Davanti San Guido” by the

famous Poet Giosuè Carducci. Bolgheri is a charming

medieval village, which preserves the atmosphere of the

past and the original urban structure, made up of narrow

streets, craft shops and wine bars. Not far away, up on

the hills, there is Castagneto Carducci, ancient village of

Etruscan origin, from which you can admire a landscape

of olive trees, vineyards and Mediterranean maquis.

From here, nestled among some of the most picturesque

rural landscapes of Tuscany, we find the roads of The

Etruscan Coast Wine and Olive Oil Road, in this noble

and ancient land that gave birth to the world famous Sassicaia,

one of the most prestigious wines, symbol of Tuscany

in the oenology scene. This journey will take you

through the vineyards that gave birth to this wine lovers

haven, while allowing you to accustom yourself with the

culinary ties to the territory and its local delicacies such

as, Extra Virgin Olive Oil, honey and an array of bee prod-

febbraio 2013 - 5


erto Piccini, presidente della Porto Livorno

2000 - nasce con la mission di

promuovere il territorio, favorire l’incoming

e sviluppare il turismo, in particolare

crocieristico, oltre che a presentare

le strutture portuali ed i servizi offerti

dagli scali di Livorno e Portoferraio. La

costa della Toscana – continua Piccini

- vanta un’identità storica e culturale, a

partire dagli Etruschi, che ancora oggi

rappresenta una risorsa per lo sviluppo

di attività economiche come il turismo.

E’ un’area nel centro del litorale toscano,

omogenea e coesa, ricca di tradizioni

e suggestioni che possono diventare

proposte per favorire l’incoming.

Possiamo proporre Itinerari di viaggio

e percorsi tematici che si snodano fra

storia, cultura, paesaggio e tradizione

enogastronomica lungo quattro principali

direttrici: Livorno e il Granducato di

Toscana; Bolgheri e le Strade del Vino;

L’Isola d’Elba e le Perle del Tirreno; Le

colline toscane e i borghi della Val di

Cornia. Per una vacanza indimenticabile”

LIVORNO E IL GRANDUCATO DI

TOSCANA

Livorno e il suo porto sono il gate di

un territorio dove ingegno, bellezza ed

arte hanno trovato da secoli dimora.

Città rinascimentale e porto del Granducato

di Toscana, ha affermato nei

secoli la propria centralità nelle rotte

mediterranee e transoceaniche. Dalle

sue banchine è possibile raggiungere

nell’arco di pochi chilometri le città

d’arte toscane ma anche le località

turistiche del litorale. Città dinamica e

poliedrica esprime nel carattere aperto

e ospitale dei suoi abitanti la connotazione

multiculturale e multietnica che

ha contraddistinto la sua storia. Un luogo

dove lo spirito d’accoglienza apre le

porte degli antichi rioni marinari ai turisti,

a partire dal quartiere della Venezia,

così chiamato per i canali che scorrono

fra i Palazzi del XVII sec. Livorno

è anche terra di sapori, buona tavola e

splendidi paesaggi che spaziano dalle

verdi colline fino alle scogliere che si

tuffano nel blu profondo del Mar Tirreno.

Città di artisti come Amedeo Modigiani

e musicisti come Pietro Mascagni

conserva testimonianze rinascimentali

come le due splendide fortezze medicee

e le mura, chiese famose come il

santuario della Madonna di Montenero,

protettrice dei naviganti di tutti i tempi,

luoghi di fascino come la terrazza Mascagni

e il lungomare.

BOLGHERI E LA STRADA DEL

VINO

Da Livorno, attraversando i caratteristici

borghi di Collesalvetti, Rosignano

e Bibbona, si snoda la Strada del Vino

e dell’Olio Costa degli Etruschi, che,

passando attraverso Castagneto e San

Vincenzo, giunge fino all’estremo sud

della Provincia di Livorno con Campiglia

e Suvereto. Cuore della Strada del

Vino è Bolgheri che si raggiunge percorrendo

da San Guido lo splendido

viale di cipressi secolari reso immortale

dalle rime di Giosuè Carducci. Bolgheri

è un piccolo borgo medievale di rara

bellezza che, come se il tempo si fosse

fermato, conserva intatte l’atmosfera

del passato e la struttura urbanistica

originaria, fatta di vicoli, botteghe artigiane

ed enoteche.

A pochi chilometri, in collina, c’è Castagneto

Carducci, incantevole ed antichissimo

paesino di origine etrusca,

dal quale si può ammirare un panorama

incontaminato, di oliveti, vigneti e

boschi di macchia mediterranea che,

dalla pianura fino al mare, si estende

fino alle isole dell’Arcipelago Toscano.

Da Castagneto si diramano i percorsi

della Strada del Vino e dell’Olio Costa

degli Etruschi, un’area che offre alcuni

dei paesaggi rurali più caratteristici della

Toscana. Una terra di saperi antichi

e sapori nobili, che ha saputo diventare

negli anni la culla della nuova enologia

italiana. È qui infatti che nasce il Sassicaia,

un vino ormai nell’Olimpo dei

più grandi, un esempio di eccellenza

toscana, ovunque conosciuto e apprezzato,

che ha messo in evidenza

un’area oggi famosa nel mondo per la

qualità dei suoi vini e del suo olio. Un

luogo dove, tra fattorie, cantine e osterie

è possibile gustare, insieme alle ricette

della migliore tradizione culinaria

locale, un’ampia proposta di vini rossi,

bianchi e passiti, dal gusto raffinato e

dal carattere inconfondibile.

ucts, baked bread from wood fired ovens, cheeses, cured

meats, and preserves. ...

THE ETRUSCANS AND THE ALTA MAREMMA

The wonderful landscape of the High Maremma, from

Castagneto Carducci down to the southern end of the

Province of Livorno, preserves cultural, gastronomic

and environmental evidence. The Colline Metallifere sets

a natural perimeter dotted with wineries along the Wine

Route, while the coast is adorned with vast stretches of

sand up to the cape of Piombino with tall rocky cliffs.

Campiglia Marittima offers an amazing panorama of the

valley. It’s a village which links its history to rich mineral

resources, and where you can find the Archaeological

Mineral Park of San Silvestro, a sort of open air museum

giving tribute to a span of history dating from the Etruscans

to our modern times.

On the coast is located San Vincenzo, a renowned beach

resort, from which, a little further south, you will reach the

enchanting Baratti Gulf and above the village of Populonia,

the only Etruscan city on the sea, home to the Baratti

& Populonia Archeological Park, which houses most of

the Etruscan necropolis found in the excavations nearby.

At the extreme south of the Province of Livorno there is

Piombino, a characteristic port city that is known for its

steel mills, but reveals unexpected historical, monumental

and artistic interests. Instead, the innermost part of

the valley includes the charming and ancient villages of

Suvereto and Sassetta.

THE ISLAND OF ELBA AND THE PEARLS OF THE

TYRRHENIAN

The Island of Elba is the largest “pearl” of the Tuscan

Archipelago National Park and is reached by ferry from

the port of Piombino. Its fame is due to its strategic position,

to the richness of its territory, to the vineyards and

crops and to its mineral deposits. Today it attracts tourists

from all over the world , with its finely grained sandy

beaches, with the seaside cliffs, and the crystal clear

waters teeming with fish. Portoferraio is at the center of

this coastal stretch and is the most inhabited of the island,

nicely snuggled in a sheltered cove. The Etruscans

used this area to embark iron goods which were headed

for Populonia. The Medici family fortified the settlement

transforming it into a military stronghold and naval base

to defend the island against pirates, in fact it still preserves

the ancient forts. In the upper part of the town is

the Villa, now converted into a museum, where Napoleon

Bonaparte spent his exile. The other islands of the archipelago

are not less then Elba: Capraia immersed in the

Mediterranean groves, with its unpolluted waters and the

seabed rich in natural treasures and archeological ruins;

the charming rocky Gorgona covered with pines that create

a beautiful contrast with the blue of the sea; Pianosa,

so called because it is completely flatcompletely flat,

with ancient remains of Roman villas.

6 - febbraio 2013


GLI ETRUSCHI E L’ALTA

MAREMMA

L’Alta Maremma è quel meraviglioso

territorio che da Castagneto Carducci

scende fino all’estremità meridionale

della Provincia di Livorno. Le Colline

Metallifere incorniciano la valle, punteggiate

dalle cantine della Strada del

Vino, mentre la costa, caratterizzata da

distese sabbiose, viene interrotta dalle

alte scogliere rocciose del Promontorio

di Piombino. Questa terra rappresenta

uno straordinario patrimonio di

testimonianze ambientali, culturali ed

enogastronomiche. Un bel panorama

della valle può essere colto da Campiglia

Marittima, un borgo che lega la

sua storia allo sfruttamento delle ricche

risorse minerarie, dove si trova il Parco

Archeominerario di San Silvestro,

vero e proprio archivio a cielo aperto

con testimonianze dal periodo etrusco

fino ai nostri giorni. Sulla costa è situata

San Vincenzo, nota località turistica

balneare, dalla quale, poco più a sud,

si giunge all’incantevole Golfo di Baratti

e al sovrastante villaggio di Populonia,

unica città etrusca sul mare, sede del

Parco Archeologico di Baratti e Populonia

che custodisce gran parte dei reperti

etruschi rinvenuti nelle necropoli

e negli scavi circostanti. All’estremo

sud della Provincia di Livorno si trova

Piombino, una caratteristica cittadina

portuale che, nota per i suoi stabilimenti

siderurgici, svela inaspettati motivi

d’interesse storico, monumentale ed

artistico. La parte più interna della valle

comprende invece i suggestivi ed antichi

borghi di Suvereto e Sassetta.

L’ISOLA D’ELBA E LE PERLE DEL

TIRRENO

Maggiore isola dell’Arcipelago Toscano,

l’Isola d’Elba si raggiunge con il

traghetto dal porto di Piombino. La sua

storia è determinata dalla posizione

strategica e dalla ricchezza di minerali

nel sottosuolo. L’Elba è caratterizzata

da spiagge di sabbia finissima, scogliere

a picco sul mare, acque trasparenti

e fondali ricchi di pesce. Portoferraio,

al centro della costa settentrionale, si

trova in un piccolo golfo che in epoca

etrusca era luogo di imbarco del materiale

ferroso diretto a Populonia. E’

stato Cosimo I dei Medici a fortificare

l’insediamento trasformandolo in presidio

militare. In alto rispetto al centro

cittadino è situata la Villa di Napoleone

al cui interno è documentato il periodo

elbano di Napoleone Bonaparte che,

esiliato, ne fa sua dimora. Capraia è

un’autentica perla con i suoi fondali che

ospitano numerose forme viventi, che

rendono particolarmente affascinante

l’ambiente marino dell’isola, ricco peraltro

di testimonianze archeologiche.

La rigogliosa vegetazione è tipicamente

mediterranea. Gorgona è l’isola più

piccola dell’Arcipelago Toscano. Di carattere

roccioso, è ricca di verde, rivestita

di pini, che creano uno stupendo

contrasto con l’azzurro del mare, dando

luogo ad un suggestivo paesaggio.

Patrizia Lupi

febbraio 2013 - 7


seatrade / porto&diporto

Salerno e il suo Porto

eccellenza, innovazione e sviluppo

350 milioni di euro di investimenti

in importanti opere infrastrutturali,

15 cantieri aperti, oltre 10

milioni di tonnellate di merci movimentate

e 1 milione di passeggeri, 200mila

dei quali relativi ai crocieristi. Questi gli

straordinari numeri di un porto, che si

rinnova e cresce continuamente; uno

Scalo multifunzionale efficiente, sicuro

e dinamico, dal grande futuro.

I meriti di tali successi, oltre che agli

imprenditori ed operatori portuali, sono

ascrivibili all’Autorità Portuale di Salerno,

guidata da Andrea Annunziata,

recentemente riconfermato per un altro

quadriennio dal Ministro dello Sviluppo

Economico, Infrastrutture e Trasporti

Corrado Passera.

Il Porto di Salerno, diventato hub per

l’esportazione di autoveicoli, ha sempre

avuto una vocazione per i traffici

commerciali con la movimentazione di

container, rotabili e merci varie, ma da

5 anni si è aperto anche al settore crocieristico,

conseguendo risultati

eccezionali in tutti i settori.

Il Porto di Salerno ogni anno, infatti,

accoglie le più belle navi da crociera

che solcano il Mediterraneo, offrendo

servizi veloci e multifunzionali. In aumento

gli approdi anche per il 2013.

Salerno è diventata meta favorita per

il turismo crocieristico, per la sua posizione

strategica al centro di un comprensorio

turistico di rilevanza internazionale,

con ben tre aree geografiche

dichiarate dall’UNESCO Patrimonio

dell’Umanità: la Costiera Amalfitana

con l’isola di Capri; il Parco Nazionale

del Cilento e Vallo di Diano con le aree

archeologiche di Paestum e Velia e la

Certosa di Padula; e le aree archeologiche

di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata.

Un attento lavoro per un’accoglienza

a 5 stelle: per questo

l’Autorità Portuale

di Salerno

opera per offrire uno scalo sempre

più moderno in grado di dare riposte

adeguate alle crescenti richieste delle

compagnie di navigazione del settore

crociere.

Quest’anno l’Autorità Portuale di Salerno

partecipa per la terza volta al Cruise

Shipping che si svolge a Miami dal

12 al 14 marzo, con un proprio spazio

espositivo, condiviso con l’Autorità Portuale

di Napoli. La più importante fiera

internazionale del settore crocieristico

rappresenta l’occasione per mostrare,

a milioni di visitatori e operatori, il Porto

di Salerno: una magnifica struttura

che guarda dal mare una delle città

più belle del Mediterraneo, al centro di

un territorio ricco di luoghi suggestivi,

8 - febbraio 2013


coste indimenticabili e preziosi siti archeologici.

“Entro aprile del 2014 - ha confermato

il Presidente Annunziata

- avremo il nuovo Polo crocieristico

con la Stazione marittima,

un’importante opera di architettura

contemporanea, disegnata

dall’archistar Zaha Hadid e il Molo

Manfredi, allungato e attrezzato

per accogliere le più belle navi da

crociera di ultima generazione.

In questi ultimi anni abbiamo dovuto

rifiutare numerose proposte di grandi

compagnie crocieristiche internazionali

a causa dell’attuale carenza di ormeggi;

ma le potenzialità del nostro Scalo

sono enormi e le sfrutteremo al meglio.

Per il 2014, a lavori ultimati, potremo

accogliere molte altre navi e prevediamo

mezzo milione di crocieristi, che

dovrebbero raddoppiare al termine del

quadriennio successivo.”

Ma le ambizioni di Salerno vanno oltre,

in quanto si sta pensando già di

realizzare un secondo Polo crocieristico,

che potrebbe portare

lo Scalo salernitano ad accogliere

ogni anno un milione e

mezzo di crocieristi, posizionandosi tra

i primi posti della classifica italiana.

Per la metà del 2014, inoltre, l’Autorità

Portuale di Salerno avrà una

sede unica in una torre che sorgerà in

prossimità della mezzaluna progettata

dall’architetto Ricardo Bofill nell’ambito

della riqualificazione urbana della futura

Piazza della Libertà. L’edificio si svilupperà

su una superficie di 2.000 metri

quadrati destinati ad ospitare esclusivamente

uffici e sale riunioni.

Stazione marittima, Molo Manfredi e

Torre uffici naturalmente sono solo una

parte degli interventi da 350 milioni di

euro, che prevedono l’adeguamento

tecnico-funzionale delle infrastrutture

portuali e “Salerno Porta Ovest”.

Quest’ultimo intervento prevede la realizzazione

di nuove vie di accesso da e

per l’area dello Scalo commerciale e un

più rapido e sicuro collegamento dello

stesso con l’asse autostradale, consentendo

di separare

il traffico ur-

ba-

Andrea Annunziata

no da quello portuale.

Inoltre, il nuovo Aeroporto internazionale

Salerno - Costa d’Amalfi e la

nuova bretella autostradale, in via di

costruzione, renderanno facilmente

raggiungibile lo scalo marittimo salernitano

a vantaggio dei traffici merci e

passeggeri.

Per la fine del 2015, grazie alla realizzazione

di tutte le opere in cantiere, il

Porto di Salerno sarà ancora più competitivo

nel mercato globale e sarà in

grado di rispondere alle nuove esigenze

del trasporto marittimo internazionale,

puntando sempre più su velocità,

sicurezza e tutela dell’ambiente.

Salerno, quindi, gioca un ruolo di

primo piano nel sistema portuale del

Mediterraneo, sia per il traffico merci

che per quello passeggeri, per costruire

una logistica integrata sempre più

moderna ed efficiente.

Paola Martino

SALERNO EXCELLENCE IN INNOVATION AND

DEVELOPMENT

Salerno, a multi-function port, is in constant expansion

with a current infrastructure investment programme of

350 million euros. Traffic numbers have now reached 10

million tons of freight, 1 million passengers including

200,000 cruise passengers. Credit for this goes to port

operators and the Port Authority headed up by Andrea

Annunziata who will remain in office for a further 4 years.

Salerno is an important vehicle exporter which also handles

containers, wheeled units and general goods and

since 5 years has operated in the cruise industry.

Every year some of the world’s most beautiful cruise

ships call at Salerno with an increased number expected

in 2013. Salerno is perfectly positioned for visiting three

UNESCO World Heritage sites, the Amalfi Coast and

Capri, Cilento national park and the Diano valley which

includes Paestum, Velia and the Padula Certosa and

Pompei, Herculaneum and Torre Annunziata. The port

gives passengers 5 star services with the most modern

of facilities.

This year the Port Authority will again participate at

Cruise Shipping in Miami from March 12 to 14 on a stand

shared with Naples Port Authority.

Mr. Annunziata confirmed that “by the end of April 2014

the new cruise pole and Zaha Hadid designed terminal

will be working in addition to the lengthened Manfredi

quay which will be able to take the latest cruise ships.

When work is completed the port will be able to handle

500,000 passengers, a number expected to double over

the next 4 years”.

By mid-2014 Salerno Port Authority will have a new office

designed by Ricardo Bofill on a 2,000 sq. meter site

in what will be Piazza della Libertà. These are just a part

of the investment plan for Salerno West Port including a

new access road to the commercial port from the motorway

system which will speed up traffic and separate port

traffic from the city traffic.

In addition, the new Salerno airport will bring in passengers

and freight. In 2015 when all work is complete

Salerno will be more competitive and able to meet the

demands of international maritime traffic with its emphasis

on speed, safety and environmental care.

febbraio 2013 - 9


seatrade / porto&diporto

Osmosi tra il Porto

e la Città

I napoletani conoscono il porto e sono convinti che in

futuro sarà migliore rispetto alle condizioni attuali

Il porto è della città e deve esserne

sempre più una parte

integrante”. Luciano Dassatti,

presidente dell’Autorità Portuale in

scadenza di mandato ed attualmente

in proroga in attesa della nomina di

un commissario (che potrebbe anche

essere lui per continuità n.d.r) ne è

convinto, forte anche del recente studio

dell’Ispo, l’Istituto diretto da Renato

Mannheimer commissionato dalla

stessa Autorità. A parte il Grande Progetto

(noto al 38% degli intervistati), le

persone coinvolte nel sondaggio (un

campione di napoletani diviso per fasce

d’età, cultura, impiego) evidenziano

l’importanza del porto nell’economia

cittadina, apprezzano la posizione dello

stesso ma chiedono più attenzione per

l’imbarco dei turisti, maggior numero di

attività commerciali e un collegamento

più semplice con la città affinché l’area

portuale possa essere un prezioso volano

per l’economia cittadina.

Giovani e donne intervistati sugli elementi

base del Grande Progetto, ma

anche sulla conoscenza del proget-

NAPLES PORT AND CITY – A BETTER FUTURE

Luciano Dassatti retiring Port Authority president said

“The port and the city must be more integrated”. Ispo in

a report commissioned by the Authority has confirmed

the President’s comment. A sample of Neapolitans from

all social strata confirmed the importance of the port for

Naples’ economy but ask for more care to be taken of

embarking tourists, increasing retail offer and an easier

connection between city and port to develop the port’s

economic contribution to the city.

Young people and women interviewed want to see the

port not just as a port but also as a cultural and recreational

area for everybody. Businessmen dream of a

state of the art port whereas 50 year olds wish to see a

port integrated with the city. 93% of graduates are convinced

that the future of the port will be better.

Luciano Dassatti continued “The port especially Beverello

and the Passenger Terminal must be more integrated

with the city whereas the operating area of the port itself

has to become an additional leader for the city’s economy.

Citizens of Naples must understand that something

worthwhile can only be achieved through the joint efforts

of the local people together with the institutions”.

Things are happening; the metro station in Piazza Municipio

will be connected to the Passenger Terminal and

will enable tourists to reach the historical city centre.

Admiral Dassatti explained “we have signed an agreement

with Cardinal Sepe to further develop tourism in

holy places in the city centre. The Port Plan which was

presented before Christmas is now to the Upper Board of

Public works. Other projects are late and have lost their

finance but by the end of March we will rework the projects

in order to obtain the finance again”.

10 - febbraio 2013


to per rivalutare Piazza Municipio e il

water front puntano a volere un porto

alla portata di tutti, con spazi culturali

e ricreativi. Gli imprenditori, invece, sognano

un porto che sia l’eccellenza del

territorio, mentre tra i cinquantenni c’è

il desiderio di poter avere un’area portuale

in simbiosi con la città e ad essa

collegata in maniera convincente.

Ottimisti gli intervistati più istruiti:

stando ai risultati del corposo studio

per il 93% dei laureati il porto del futuro

sarà senza dubbio migliore rispetto

all’attuale.

Il porto, soprattutto nella sua parte

storica del molo Beverello e della Stazione

Marittima deve essere sempre

Luciano Dassatti

più in osmosi con la città. E allo stesso

tempo l’area operativa più separata

deve costituire un ulteriore importante

snodo per l’economia cittadina. La cittadinanza

deve comprendere questo e

deve essere sempre più consapevole

che solo con la sintesi tra istituzioni e

cittadini si possa realizzare realmente

qualcosa di positivo e importante” prosegue

Dassatti.

Qualcosa si sta facendo: la fermata

della metropolitana in piazza Municipio

avrà una sua uscita nella Stazione

Marittima in modo che si potrà arrivare

dalla stazione centrale direttamente

all’Angioino, l’area portuale destinata

esclusivamente al traffico passeggeri.

Poi

ABBTC_ADHALFPAGE_INSPECTOR_ITGVA 09.02.11 11:43

i turisti

Seite

dal Beverello

1

potranno

raggiungere il centro storico tutelato

dall’Unesco e ammirare chiese e monumenti,

per un percorso tra il sacro

e il profano. “Ci stiamo impegnando

fin d’ora - aggiunge Dassatti - Abbiamo

sottoscritto una convenzione con

il cardinale Crescenzio Sepe per far

sì che si sviluppi sempre più anche il

turismo sacro con offerte per turisti e

crocieristi che intendono visitare l’area

di via Duomo con il Museo Diocesano.

Anche questa è osmosi tra area storica

del porto e la città”.

E i primi segnali di adeguamento strutturale

non mancano. “Il Piano regolatore

portuale presentato prima di Natale

è attualmente al vaglio del Consiglio

Superiore dei Lavori Pubblici. Su altri

progetti ci sono stati ritardi e il Ministero

li ha definanziati. Entro il 29 marzo

- prosegue Dassatti - ripresenteremo le

azioni che intendiamo portare avanti in

modo da ristabilirne il finanziamento”.

Le basi su cui costruire il Grande

Progetto sono state messe due mesi

fa con il protocollo d’intesa sottoscritto

a dicembre a Palazzo Santa Lucia

tra Regione Campania e Autorità Portuale.

Obiettivo? Definire gli impegni

del Grande Progetto “Logistica e porti.

Sistema integrato portuale di Napoli”. A

firmare il documento il presidente Stefano

Caldoro e lo stesso ammiraglio

Luciano Dassatti. L’investimento è pari

a 240 milioni di euro di fondi Fesr 2007

2013. Sviluppo produttivo e valorizza-

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febbraio 2013 - 11


zione dell’area portuale, rafforzamento

dei collegamenti marittimi della città di

Napoli con il resto del Mediterraneo,

sviluppo sostenibile del porto, rilancio

dell’area orientale della città sono alcuni

delle finalità del progetto su cui si sta

intensamente lavorando.

Il restyling del porto costituisce un

importante intervento nell’ambito della

razionalizzazione degli spazi e delle

banchine, per definire l’area a servizio

della città e dei turisti e quella destinata

alle attività commerciali. Ci sarà il tombamento

della darsena di Levante, una

diversa organizzazione a favore della

sicurezza e dello sviluppo dell’area

commerciale da un lato e di quella turistica

dall’altro. “Avremo spazi distinti

per le diverse attività: dalla cantieristica

alle merci, dalla zona per i passeggeri

fino all’area dei container. I tempi di

realizzazione? I tecnici stanno lavorando

ai progetti che, una volta terminati,

saranno messi a gara per cominciare.

Temiamo possano allungarsi i tempi

per contenziosi e impugnative, come

ormai da prassi”. Il polo energetico è

preoccupato per questo cambiamento?

“È il piano regolatore della città del

2000, non quello del porto, ad indicare

come zona a rischio quella attualmente

occupata dal polo energetico. Gli ormeggi

vanno delocalizzati perché costituiscono

anche una interruzione del

porto. Non si vogliono certo mandare

via i petrolieri ma solo cercare una sistemazione

diversa nell’ottica di garantire

loro e alla città le adeguate misure

di sicurezza”, precisa Dassatti.

È di poche settimane fa la notizia della

vendita di Ferport, la società nata nel

1996 per garantire le manovre ferroviarie

nel porto, che da otto mesi era in

liquidazione. “L’abbiamo salvata - spiega

Dassatti - Il ramo d’azienda è stato

venduto all’Ise, l’Interporto Sud Europa

di Marcianise. È stato un lungo iter perché

sarebbe dovuta intervenire Metro

Campania ma poi il liquidatore in mancanza

di certezze ha venduto all’Ise. Si

tratta di un servizio a disposizione degli

operatori, utilizzato solo per il 2%, perché

in questo periodo è più conveniente

il trasposto su gomma”. Per incentivare

l’utilizzo del trasporto su ferro, l’Autorità

Portuale sta realizzando un apposito

regolamento basato su incentivi mirati,

la possibilità di poter ridurre i tempi di

percorrenza e di conseguenza l’inquinamento.

Insomma tempi più brevi e

una maggiore salvaguardia ambientale

di cui potranno beneficiare tutti.

Luciano Dassatti analizza anche il lavoro

finora svolto all’Autorità Portuale

di Napoli. “Il mio è un bilancio positivo,

ho lavorato con determinazione e soprattutto

guardando allo sviluppo armonico

del porto. Certo, non nascondo di

aver trovato tanto da fare. Attualmente

la maggior parte delle persone impiegate

all’Autorità Portuale è occupata -

accanto alla gestione ordinaria - anche

sul Grande Progetto che si è sovrapposto

ed integrato alle attività di routine”.

Emanuela Sorrentino

The basis for the Grand Project was set down two months

ago in a protocol between the City council, Region and

the Port Authority. The object of the Project is “Logistics

and Ports – Naples an integrated Port” and will involve

investment of 240 million euros.

Restyling the port represents an important part of the rationalisation

of space and wharfing as well as defining

areas to be destined to the city, tourism and commerce.

Levante dock will be filled in, reorganised and the development

of business and tourism will be treated separately.

Each port activity will have its own area including ship

repair and building, freight, passengers and containers.

Completion time is difficult to estimate. Design work is

under way in preparation for going to tender, thereafter

time will be lost through the usual objections and litigation.

The work derives from the 2000 Naples city plan

which indicates the area dedicated to oil and gas as dangerous.

The berths are to be moved because currently

they slow up the port. No one wishes to not accept petrol

tankers but a solution must be found for safety reasons.

Ferport a company in liquidation set up in 1996 to handle

rail traffic in the port has been sold. Admiral Dassatti explained

“The service has been saved by selling off to the

Marcianese Interport company. Only 2% of the rail service

is used because road transport costs less”. The Port

Authority is setting up an incentive programme to reduce

trip times and therefor pollution.

Admiral Dassatti commented on the results obtained by

the Port Authority “My balance sheet is positive, I worked

with determination and above all worked on development

of the port. I found much to do and at the moment most

of the Port Authority personnel are working on the Grand

Project”.

12 - febbraio 2013


Livorno, il Porto per la Toscana.

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febbraio 2013 - 13


seatrade / porto&diporto

Innovazione tecnologica

e infrastrutturale per VTP

Sono queste le due linee programmatiche del 2013

per il terminal crociere di Venezia.

Il nostro scalo è il principale

home port europeo. Abbiamo

chiuso il 2012 con una performance

significativa e ci prepariamo

alle importanti sfide dei prossimi anni

con un rilevante piano di adeguamento

infrastrutturale - Sottolinea Sandro Trevisanato,

presidente della Venezia Terminal

Passeggeri - L’appeal del nome

Venezia non basta per mantenere il

primato. Dobbiamo offrire ai turisti che

scelgono di partire in crociera dalla Serenissima,

un terminal con un livello di

accoglienza sempre più elevato”.

Sul fronte della sicurezza e delle

tecnologie per migliorare la gestione

dei flussi passeggeri, VTP riserva due

importanti novità per aprile 2013. Presso

la Banchina Tagliamento sarà operativo

lo SBB (Ship Boarding Bridge).

Il nuovo ponte di imbarco mobile che

consente l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri

delle navi da crociera mediante

l’impiego di due ponti longitudinali inclinabili

coperti, atti a colmare il dislivello

tra il piano partenze del terminal, generalmente

posto in quota rispetto alla

banchina, ed il ponte di imbarco della

nave. Il ridotto ingombro lato mare

permette il collegamento con le navi di

nuova generazione dotate di scialuppe

esterne alla murata, lasciando libera la

banchina per attività logistiche. Sulla

Banchina Isonzo verrà invece installata

una nuova passerella fissa coperta,

i cui vetri di protezione serviranno ad

alimentare un impianto fotovoltaico,

contribuendo a rendere sempre più

ecosostenibile il terminal.

Per quanto riguarda lo sviluppo infrastrutturale,

dopo la riqualificazione

ed ammodernamento dell’ingresso

all’area di Marittima, il nuovo parcheggio

5 dotato di 450 posti auto che eleva

a 2080 la capienza globale dei posti

auto nell’area, partiranno i lavori di ristrutturazione

del fabbricato 109/110

con destinazione ad uso crocieristico.

L’edificio, costruito nel 1931 per il deposito

di cotone e finora impiegato solo

come magazzino per lo stoccaggio, occupa

una superficie di 14.000 mq per

un altezza di 12 metri.

La ristrutturazione garantirà una ulteriore

stazione passeggeri autonoma

sulla banchina Tagliamento, per poter

servire in maniera più fluida la presenza

contemporanea di due navi ormeggiate

rispettivamente di fronte al Terminal

107/108 ed al rinnovato Terminal

109/110.

Cosimo Brudetti

VENICE PASSENGER TERMINAL 2013

Sandro Trevisanato president of Venice Passenger Terminal

(VTP) reported ”an excellent performance in 2012

and important challenges for the future with plans for improved

infrastructure. The name of Venice is not enough

to maintain our number one spot. We most offer passengers

an ever better quality of terminal service”.

April will see new starts for VTP; a covered ship boarding

bridge which does not interfere with the ship’s boatsand

leaves the wharf free for working. Isonzo pier will

have a new fixed walkway with windows which serve as

part of a photovoltaic system to help the port become

more energy sustainable. Car park number 5 with 450 car

spaces will open and bring parking capacity up to 2080

cars. Work will start on buildings 109/110 to adapt them

for cruise use. The building built in 1931 as a store covers

14,000 sq. meters with a height of 12 meters. The reconstruction

will create a second passenger terminal on

the Tagliamento wharf so that two ships can be handled

at the same time.

14 - febbraio 2013


shipping / porto&diporto

where

EXPERIENCE and INNOVATION

go together

RINA

GROUP

making the best together

febbraio 2013 - 15


seatrade / porto&diporto

Nasce “Cruise Forward”

social network delle crociere

A

l via “Cruise Forward”, un

nuovo progetto di comunicazione

globale di Cruise

Lines International Association (CLIA)

destinato a raccogliere i diversi contributi

prodotti dal settore delle crociere a

livello mondiale e coinvolgere e sensibilizzare

gli stakeholders del comparto.

Oltre a rappresentare una straordinaria

esperienza di viaggio, cultura e

intrattenimento, l’industria crocieristica

contribuisce significativamente alla sviluppo

economico, agli scambi culturali,

al sostegno di programmi e iniziative a

tutela dell’ambiente e delle comunità in

cui opera.

Con “Cruise Forward” il settore delle

crociere vuole evidenziare quanto fatto

in termini di:

Benefici economici – ricordando

che il settore ha generato un contributo

economico pari a circa 100 miliardi di

dollari e più di 753.000 posti di lavoro

in tutto il mondo nel solo 2011.

Sostegno alle comunità locali –

dove la presenza dell’industria crocieristica

fa la differenza in centinaia di porti,

fornendo sostegno economico a enti

di beneficenza locali, ad associazioni

per la tutela del patrimonio culturale e

coinvolgendo equipaggio e ospiti in numerose

occasioni di volontariato.

Tutela dell’ambiente – a testi-

CRUISE FORWARD

Cruise Lines International Association (CLIA) has announced

the launch of ‘Cruise Forward’ a new industrywide

communications initiative that will promote awareness

of cruising’s wide-ranging contributions and engage

stakeholders across the global cruise industry.

The global cruise industry offers more than a great travel

and entertainment experience. The industry brings economic

development, cultural exchange, support of community

and environmental programs and initiatives, and

a commitment to preserving and protecting communities

and waterways. ‘Cruise Forward’ showcases how the industry

is:

Delivering significant economic benefits: the cruise industry

generated nearly $100 billion in economic impact

and more than 753,000 jobs worldwide in 2011.

Safeguarding the oceans and the environment: Cruise

lines are actively working to reduce the overall environmental

impact of cruising and preserve and protect our

pristine oceans, beaches and ports.

‘Cruise Forward’ will serve as a global platform for representatives

from the cruise industry to engage industry

stakeholders – customers, employees, business partners,

port communities, policymakers and the media

– across social media and at industry and community

events to foster a global discussion about the benefits

that cruising brings to individuals and to society.

CLIA will increase its presence in Europe by creating a

single body to represent 9 cruise industry associations.

The Dutch Cruise Council which represents 16 companies

has decided to become part of CLIA calling itself

CLIA Netherlands and joins CLIA UK and Ireland in the

organisation. French operators have also agreed to the

formation of CLIA France. CLIA is also arranging for the

formation of CLIA Germany.

16 - febbraio 2013


monianza di quanto le compagnie si

stiano attivamente impegnando per la

riduzione dell’impatto ambientale

delle proprie navi, per preservare

e proteggere mari e oceani, spiagge

e porti.

Sicurezza e qualità – dove l’industria

è impegnata in iniziative

che garantiscano ai passeggeri

una tra le esperienze di vacanza

più sicure, piacevoli ed economicamente

accessibili oggi disponibili.

“Le persone più vicine alla nostra industria

conoscono il nostro contributo e

sanno quanto esso si estenda ben oltre

le comunità portuali. Comprendono il

valore dello scambio culturale quotidiano

tra passeggeri, equipaggio e

addetti, apprezzano il nostro sostegno

ai programmi di tutela ambientale e il

costante impegno per la sicurezza - ha

commentato Christine Duffy, Presidente

to crocieristico.

CLIA ha annunciato inoltre un ampliamento

delle proprie risorse sul

mercato europeo e l’inserimento, nella

struttura associativa globale, di nuove

figure chiave. Ciò è successivo alla

comunicazione, avvenuta lo scorso

17 dicembre, relativamente all’accorpamento

di 9 associazioni del settore

crociere in un’unica e comune struttura

internazionale, che si pone l’obiettivo di

rappresentare il settore attraverso una

sola voce.

Anche il Dutch Cruise Council (DCC),

nato nel 2009 e composto da 16 compagnie,

diviene ora parte di CLIA con

il nuovo nome di CLIA Netherlands,

unendosi a CLIA UK e Irlanda e rappresentando

così la decima associazione

che aderisce alla nuova struttura internazionale.

In Francia, è stato inoltre raggiunto

un accordo con AFCC, l’associazione

“L’Europa rappresenta per il comparto

un mercato particolarmente strategico.

La diversità tra le culture, l’eredi

storica e la bellezza delle destinazioni

turistiche sono fattori che consentono

di offrire qualcosa di diverso a ciascun

viaggiatore - ha commentato Manfredi

Lefebvre d’Ovidio, Presidente di CLIA

Europe - Nella consapevolezza di come

il comparto crociere comunichi ora attraverso

un’unica voce, siamo onorati

di accogliere Dutch Cruise Council e

AFFC all’interno di CLIA, e puntiamo,

nei prossimi mesi, a costituire una

rappresentanza del comparto altrettanto

specifica in altri mercati chiave

Europei, come l’Italia e la Spagna”, ha

proseguito Lefebvre d’Ovidio. Oltre a

comunicare il proprio sviluppo in Europa,

CLIA ha anche annunciato cinque

nuovi ingressi nella propria struttura di

Management.

Fabrizio De Cesaere

e CEO di CLIA – Dobbiamo fare ancora

di più per condividere queste iniziative

e il programma “Cruise Forward” andrà

in questa direzione per sensibilizzare

ulteriormente l’opinione pubblica circa

l’impegno del nostro comparto nel sociale,

nella tutela dell’ambiente e nel

contributo economico apportato in tutto

il mondo”.

Cruise Forward servirà come piattaforma

globale per i rappresentanti del

settore delle crociere nel coinvolgimento

e sensibilizzazione dei vari stakeholders

dell’industria - clienti, dipendenti,

partner commerciali, comunità portuali,

politici e mezzi di comunicazione - attraverso

i social media e in occasione

di eventi organizzati localmente dall’industria

per promuovere un confronto

globale sui benefici portati dal comparnazionale

che rappresenta il comparto,

per la costituzione di CLIA France verso

la fine della prossima primavera.

Attualmente, CLIA sta lavorando alla

costituzione di un’ulteriore associazione,

che sarà denominata CLIA Germany

e che sarà basata ad Amburgo.

Il settore crocieristico tedesco ha registrato,

negli ultimi anni, una crescita

importante, con un numero dei passeggeri

che è passato dalla soglia di 1,2

milioni nel 2010 a 1,4 milioni nel 2011,

a testimonianza di un incremento anno

su anno pari a circa il 14%. Nel corso

del 2013, CLIA punta a costituire altre

associazioni del comparto crociere anche

in Italia e Spagna, con l’obiettivo di

garantire, in due Paesi così importanti,

una rappresentanza del settore ancora

più forte.

CLIA

Cruise Lines International Association

(CLIA) è la più grande associazione

del settore delle crociere

con rappresentanza in Nord e Sud

America, Europa, Asia e Oceania.

CLIA rappresenta gli interessi di

compagnie di crociera, agenzie

di viaggio, autorità portuali e vari

partner industriali nel rapporto con

i responsabili delle politiche normative

e legislative. CLIA è inoltre

impegnata nella formazione degli

agenti di viaggio, nella promozione

dell’esperienza della vacanza in

crociera attraverso attività di comunicazione

e marketing con migliaia

di agenzie e agenti di viaggio.

febbraio 2013 - 17


seatrade / porto&diporto

Ottima navigazione nel Mediterraneo

per Royal Caribbean

Malgrado il mercato caraibico

venga considerato il più

importante, il Mediterraneo

rappresenta un’area ad elevata vocazione

crocieristica per le sue caratteristiche

uniche al mondo: un’area su

cui si affacciano tre continenti dove si

sono sviluppate civiltà antichissime che

hanno lasciato testimonianze di inestimabile

valore. Si sa, il Mare Nostrum

presenta un patrimonio storico eccezionale,

accessibile dalle numerose città

portuali o vicine al mare di importanza

millenaria: Venezia, Roma, Napoli, Atene,

Alessandria, Il Cairo, Barcellona,

solo per citarne alcune.

Le escursioni nei luoghi della storia e

dell’arte diventano spesso il connotato

principale delle crociere nel Mediterraneo,

determinanti per la composizione

del pacchetto crociera. Questo non accade

per i Caraibi, dove l’offerta è legata

non solo alla bellezza naturale dei

luoghi, ma al prestigio ed al design delle

navi utilizzate e dei servizi offerti. Fino

ad oggi le grandi love boat operanti

nel Mediterraneo davano minore spazio

ai passeggeri a bordo, privilegiando

le escursioni con l’obiettivo di costruire

una vacanza multi destination. Le navi

operative nei mari del Nord-America e

Carabi, invece, sono state pensate da

sempre come un vero villaggio turistico

galleggiante.

Royal Caribbean nel Mediterraneo

ha coniugato questi due aspetti, proponendo

navi ricchissime di occasioni

di intrattenimento a bordo ma senza

trascurare le meravigliose destinazioni

turistiche che i Paesi mediterranei offrono.

Un’ attrattiva per il pubblico prevalentemente

americano, abituato agli

ROYAL CARIBEAN’S SUCCESS IN THE

MEDITERRANEAN

Although the Caribbean is the most important cruise

market in the world, the Mediterranean represents a highvolume

area with its unique position between three continents

with their remains of ancient civilisations and their

thousand year old port cities including Venice, Rome,

Naples, Athens, Alessandria, Cairo, and Barcelona. Excursions

to historical and artistic places often represent

the determining factor in cruise packages. This is not so

in the Caribbean where the cruise offer is based not only

on the natural beauty of the locations but also on the

prestige and design of the vessels themselves plus the

quality of the services. Up to now Mediterranean cruise

ships dedicated less on board space to passengers concentrating

on excursions to create a multi-destination

holiday. On the other hand vessels operating in North

America and the Caribbean are conceived as floating

holiday villages.

In the Mediterranean Royal Caribbean has put together

the two concepts with vessels offering on board entertainment

as well as Mediterranean destinations. When,

seven years ago, Royal Caribbean decided to operate in

the Mediterranean they viewed Europe as a destination

for cruise passengers from the USA and Anglo-Saxon

countries. Today Royal Caribbean operates in the markets

of Italy, Spain and France and is the second company

in the number calls at Italian ports and in passenger

numbers. Royal Caribbean operates three brands from

18 - febbraio 2013


PEOPLE

MOVER

2100

PARKING STALLS

SAFE

HARBOR

BOARDING

BRIDGE

CONNECTION

TAXI

SBB - MBT

SECURITY

BEST FACILITIES LEAD TO VENICE.

• 266,000 sq. m ground area of which 56,000 sq. m covered spaces

• 3,431 m berth

• 8 multifunctional passenger terminals equipped with boarding bridges

• 5 parks up to 2100 cars

• “People Mover” connecting the Port to the City center

• Easy and fast connections to the International Airport, the railway

station and motorway net

Marittima_Fabbricato 248

30135 Venice_Italy

Ph. +39 041 240 3000

Fax +39 041 240 3091

www.vtp.it


standard caraibici. Rispetto ai player

leader nel mercato del Mediterraneo,

MSC e Costa, l’offerta di Royal Caribbean

è stata caratterizzata da navi

grandi e ricche di servizi, realizzate

per il pubblico americano. Sette anni

fa, quando il gruppo americano decise

di aprirsi al Mediterraneo, guardava

all’Europa prevalentemente

come area di destinazione portando

croceristi provenienti dai mercati Usa

e dei Paesi anglosassoni, dove il suo

posizionamento è elevato. Negli ultimi

anni, la compagnia ha adottato

una strategia di marketing in Italia,

Spagna, Francia come mercati di

sourcing, cioè aree di origine di passeggeri.

Questa obiettivo è stato raggiunto:

nei porti italiani, la compagnia

è al secondo posto per numero di scali

e per numero di passeggeri. In Italia,

con sede a Genova, Royal Caribbean

gestisce tre marchi: Royal Caribbean

International, Celebrity Cruises e Azamara

Club Cruises. Nella stagione

2013, per le tre flotte i porti d’imbarco

in Italia sono cinque e sedici quelli di

scalo. Il primo porto di scalo rimane

Civitavecchia, seguito da Venezia,

Livorno, Napoli, Messina e Genova. I

nuovi scali, rispetto al 2012, sono Taormina,

Santa Margherita e Olbia ma

aumentano rispetto all’anno passato

quelli su Venezia, Genova, Ravenna,

Portoferraio, Portovenere e La Spezia.

Le unità in partenza dal nostro

Paese sono otto: quattro di Royal

Caribbean, due di Celebrity Cruises e

le due navi della flotta Azamara Club

Cruises. I passeggeri movimentati, in

totale, per il 2013 supereranno invece

il milione e mezzo. Per quanto riguarda

il mercato italiano se nel 2010

i crocieristi italiani erano 25.000 ora

questo numero è cresciuto in maniera

esponenziale.

Cresce per questo l’attenzione che

Royal Caribbean ha nei confronti degli

ospiti italiani ai quali offre uno staff

dedicato a bordo, durante le escursioni,

nel servizio ai ponti per le cabine,

nei ristoranti. Con la Legend of the

Seas, appena rinnovata, in partenza

da Genova e Civitavecchia, e grazie

alle crociere tematiche previste dal

nuovo catalogo, sta lievitando il numero

dei crocieristi. Quattro sono le

crociere tematiche che Royal Caribbean

propone per il 2013: la Crociera

del Tango a bordo di Legend of the

Seas e la Crociera Nerazzurra a bordo

di Navigator of the Seas, oppure

pacchetti ideali per famiglie, come

Learn with Fun per imparare l’inglese

divertendosi e la Barbie Premium Experience

per le piccole fan della bambola

più famosa del mondo.

Cosa differenzia Royal Caribbean

its Genoa office; Royal Caribbean International, Celebrity

Cruises and Azamara Club Cruises and in 2013 will

embark passengers in 6 Italian ports (Civitavecchia, Venice,

Livorno, Naples, Messina and Genoa) and call at 16

including, for the first time, Taormina, Santa Margherita

and Olbia. Royal Caribbean will operate 4 vessels, Celebrity

Cruises 2 and Azmara Club 2 from Italy with an

expected 1,5 million passengers.

Royal Caribbean now pays special attention to Italian

passengers with dedicated staff on board and with the

excursions. Theme cruises are increased with the renovated

Legend of the Seas offering the Tango Cruise and

Navigator of the Seas with Learn with Fun and the Barbie

Premium Experience.

Royal Caribbean vessels are different with spacious public

areas and numerous recreational activities including

golf and rock climbing. Service is international without

language or cultural barriers which attracts many different

types of cruise passengers especially young active

international people. Royal Caribbean’s prices are in

line with the competition although in conformity with US

practice drinks and tips are included.

1% of Italians take cruises compared with 5% in the USA

with new market opportunities developing in Brazil, China

and India. Obviously ships are able to follow demand,

for example Voyager of the Seas has moved its home

port from Venice to China.

Italy is a growing market in which clients tend to remain

brand faithful to their first cruise company. New itineraries

are an important attraction.

20 - febbraio 2013


dai suoi competitors? Innanzi tutto le

navi, dotate di ampi spazi comuni e

numerose attrattive di natura ricreativa,

culturale e sportiva, dall’arrampicata

al campo di golf. Sono navi veramente

diverse da quelle che operano

tradizionalmente nel Mediterraneo.

Per quanto riguarda il servizio, la

compagnia ha puntato ad un clima

internazionale, con un conseguente

problema di bilanciamento: occorre

infatti mantenere un connotato internazionale,

senza che ciò comporti

barriere di tipo linguistico e culturale

che possano compromettere la

buona fruizione dei servizi a bordo.

Questo fattore consente di attirare

segmenti diversi di croceristi, mediamente

più giovani rispetto all’utenza

della concorrenza, come quello detto

“international young active people”.

Comunque il mercato crocieristico è

ormai un mass market e tutte le compagnie

si rivolgono agli stessi target.

Ovviamente è anche una questione di

costi. I prezzi delle crociere RCL sono

allineati con quelle della concorrenza

anche se, in conformità alla trasparenza

richiesta dal mercato USA, il

prezzo della crociera comprende le

bevande e la mancia al personale.

Ma quanti sono gli italiani che vanno

in crociera? In Italia si aggirano

sull’1% della popolazione, mentre

negli USA sono circa il 5%. Ma ci

sono aree emergenti, in fase di sviluppo,

mercati geografici di origine

inesplorati, con tassi di penetrazione

bassissimi ma tassi di sviluppo assai

sostenuti per la nuova ricchezza che

contraddistingue alcuni Paesi come

Brasile, Cina, India. Ed il vantaggio

del business crocieristico consiste

nella flessibilità dei vettori che possono

spostarsi dove esiste la domanda.

Ad esempio la Voyager of the Seas,

che aveva Venezia come home port

adesso opera in Cina.

Quale sarà quindi il futuro del crocierismo

in Italia? I numeri sono destinati

a crescere se è vero che la

crociera tende a fidelizzare molto il

cliente e che i first cruisers sono invogliati

a provare nuove esperienze crocieristiche,

spesso con la stessa compagnia.

L’Italia è un territorio ricco di

occasioni e di suggestioni, che attrae

moltissimo il pubblico delle crociere:

bisogna però pensare a nuovi itinerari,

anche alternativi a quelli classici,

per offrire esperienze ed emozioni diverse

ai crocieristi.

Bisogna vedere due aspetti. In primo

luogo la nave che è di per sé un

destinazione. Spesso, per un crocerista,

sperimentare una nuova nave

equivale a sperimentare un’esperienza

diversa. E ciò vale soprattutto per

USA e Carabi, ma anche per il pubblico

europeo e per il Mediterraneo.

In secondo luogo l’offerta di incoming

proposta. Differenziare gli itinerari diventa

sempre più importante.

Quali sono quindi i ritorni per l’economia

di un territorio? La toccata o

l’inizio di una crociera da un determinato

porto distribuisce valore non

solo al porto ma all’intero territorio,

coinvolgendo i diversi anelli delle filiera

crocieristica a partire dagli agenti,

operatori turistici locali, trasportatori,

porti per non parlare del settore dei

servizi. Il crocerista spende in servizi,

che prescindono dal mero acquisto

dell’escursione o della crociera, come

ad esempio le spese di trasporto, parcheggio,

food and beverage, alberghi,

shopping.

Ma quello che conta per un porto

che ha navi in transito o come destinazione,

prescinde dalla sola stima

della spesa diretta e investe aspetti

legati alla valorizzazione del territorio

presso un pubblico vasto, spesso

internazionale, utilizzando uno dei

metodi più efficaci di promozione: il

“passaparola” del crocerista.

Patrizia Lupi

febbraio 2013 - 21


Gli italiani hanno scoperto che

amano le crociere. Inoltre

l’Italia è la meta preferita dai

crocieristi provenienti da tutto il mondo.

Uno dei settori del turismo che non risentono

della crisi è proprio questo con

rincuoranti affluenze. Il fenomeno è

dovuto in parte agli ottimi servizi ed al

pricing, conveniente nel rapporto qualità

prezzo, adottato ormai da tutte le

compagnie.

Ma fondamentale, per sfidare il merseatrade

/ porto&diporto

MSC mangia italiano

Gusto e buongusto, dalla collaborazione con Eataly

alle mini crociere proposte per la primavera

cato, è il processo di modernizzazione

e di promozione che serve per uscire

dalla crisi. Si deve puntare su un turismo

sostenibile e di qualità, che deve

tenere presente l’evoluzione della domanda

e deve costruire prospettive future

riportando al centro dell’attenzione

il turista. Questa è la filosofia di MSC, la

Compagnia presente in Italia con oltre

780 toccate e 2.800.000 passeggeri. E’

l’unica compagnia di navigazione dedicata

al mercato delle crociere ad essere

ancora interamente di proprietà italiana,

e annovera oggi una flotta di dodici

navi: MSC Armonia, MSC Lirica, MSC

Musica, MSC Opera, MSC Fantasia,

MSC Magnifica, MSC Splendida, MSC

Poesia MSC Sinfonia, MSC Orchestra

MSC Meraviglia e MSC Favolosa. MSC

Preziosa, la prossima ammiraglia della

flotta MSC Crociere e quarta unità della

Classe Fantasia, sarà varata a Genova

verso la fine di marzo. Dal capoluogo ligure

inizierà le sue crociere settimanali

MSC - GOURMET ITALIANO

Italians have discovered that they love cruises and Italy

is the world’s preferred destination in part because of its

excellent quality/price ratio. MSC has this policy and with

its 12 ships, 780 calls and 2,800,000 passengers is the

only Italian owned cruise company. MSC is recognized

for its character, style, food and continuous attention to

passengers. MSC’s offer is huge stretching from Mediterranean

cruises to discovering Greek islands and Croatia

with departures from Venice, Ancona and Bari plus departures

from Genoa, Livorno, Civitavecchia, Naples and

Palermo to Spain, the Canary Islands and the Balearics.

A new build vessel MSC Preziosa will enter service at the

end of March to operate from Genoa with weekly Mediterranean

cruises to Naples, Messina, Tunis, Barcelona e

Marseilles. MSC represents Italian style and food. Every

cruise is a gastronomic discovery where passengers are

introduced to the philosophy of good food and wine.

Paolo Barichelli a noted food designer has carried out

a restyling of the fleets’ buffets to improve service and

choice of fresh food and changed the way food is presented

by introducing open plan kitchens with qualified

chefs who prepare dishes in full view of clients. This passion

for good food results from collaboration between

MSC and Oscar Farinetti of Eataly. MSC Preziosa operates

an Eataly restaurant and Ristorante Italia. The promotion

of Italian cuisine includes the sale of traditional

Italian food products such as olive oil. Gragnano pasta,

home-made deserts, organic wine, natural drinks, matured

balsamic vinegar and more.

MSC is having great success with its new formula spring

mini cruise with calls at Monte Carlo, Corsica and Toulon

plus Spain, Barcelona, Valencia, Palma de Majorca and

Ibiza.

22 - febbraio 2013


nel Mediterraneo con tappe a Napoli,

Messina, Tunisi, Barcellona e Marsiglia.

Le navi del gruppo partenopeo si

caratterizzano per lo stile, per la raffinatezza

e la bontà dei pasti serviti, per

la continua attenzione verso i clienti.

Inoltre l’offerta di MSC Crociere è vasta,

dalla crociera nel Mediterraneo,

alla scoperta delle isole greche e della

Croazia, con partenza da Venezia,

Ancona o da Bari, alla crociera verso

la Spagna, le Canarie il Marocco e le

Baleari con partenza da Genova, Livorno,

Civitavecchia, Napoli o Palermo.

Ma quali sono le caratteristiche che

tanto piacciono ai clienti MSC? Prima

di tutto lo spirito mediterraneo a partire

dalla ricerca del buon cibo come stile di

vita. Ogni crociera diventa un viaggio di

scoperta gastronomica, introducendo i

viaggiatori alla filosofia che il mangiare

e il bere rappresentano un momento di

esperienza e conoscenza, di scoperta

e di condivisione. Senza mai perdere di

vista l’Italian Style.

Con l’aiuto del famoso food designer

italiano Paolo Barichella, il design della

zona buffet di tutta la flotta MSC è stato

recentemente rivisitato per migliorare

la qualità del servizio e la varietà di alimenti

freschi disponibili, rimodellando il

modo in cui viene presentato il cibo e

portando a bordo il concetto di cucina

a vista, con chef qualificati che preparano

piatti freschi direttamente di fronte

agli ospiti. Il buffet è aperto non-stop

per 20 ore al giorno e vanta molti angoli

di specialità diverse, tra cui l’angolo

del Mediterraneo che offre una vasta

scelta di deliziosi formaggi tradizionali

e tagli di prosciutti crudi certificati di

altissima qualità. Dalla passione per il

gusto ed il buongusto nasce la collaborazione

fra MSC e la famosa catena

torinese fondata nel 2007 da Oscar Fa-

rinetti, Eataly. Ambedue leader nei loro

settori, hanno portato l’Italia nel mondo.

Cosa hanno in comune? Oltre al Made

in Italy, la passione per l’accoglienza

e per il gusto. E’ MSC Preziosa, che

ospita l’apprezzato ristorante Eataly.

L’unione tra le due aziende leader nel

turismo e nella ristorazione nasce dal

desiderio comune di proporre ai propri

ospiti un’offerta enogastronomica straordinaria

ed esclusiva, ma soprattutto

in costante evoluzione. Per MSC Crociere,

compagnia da sempre legata alle

antiche tradizioni mediterranee, il buon

cibo rappresenta, infatti, qualcosa di

più che una semplice presentazione di

piatti deliziosi: un vero e proprio modo

di vivere che si esplicita nell’arte del

mangiare sotto il segno della distinzione

e della qualità, data da una ricercata

esperienza e conoscenza ma anche da

una continua innovazione. Come sempre,

nel pieno rispetto della tradizione

Eataly, regnerà un’atmosfera chic

ma informale, dove i veri protagonisti

saranno i cibi di primissima qualità e

dove la professionalità dello staff farà

coppia con la semplicità e la genuinità

delle relazioni tra le persone. In questa

atmosfera, gli ospiti di MSC Preziosa

potranno concentrarsi sulla bontà e

l’esclusività del cibo, imparando l’arte

di associare ad ogni piatto il bicchiere

di vino giusto e scoprendo, ogni giorno,

qualcosa di nuovo durante il loro magnifico

viaggio culinario.

Saranno addirittura due i ristoranti

italiani a bordo della Preziosa: il Ristorante

Italia e quello Eataly. Il primo

occuperà la zona più esclusiva del locale,

composta da 24 posti e aperta

solo la sera. Un ristorante è rivolto a chi

desidera un menù “table d’hôte”, particolare

e di alta qualità, appositamente

studiato da chef di Eataly con piatti a

base di prodotti dei “Slow Food Presidia”,

fondazione creata per proteggere

i piccoli produttori e per preservare la

qualità dei prodotti artigianali. Il ristorante

Eataly invece, avrà circa 80 posti

a sedere e rispecchierà il concetto

originale Eataly in un elegante spazio

minimalista dove i crocieristi potranno

mangiare, acquistare e sperimentare

una delle migliori interpretazioni della

cucina italiana. Vi sarà una scelta fra

18 piatti preparati e serviti a pranzo e

a cena, dalla pasta alle verdure, dai

frutti di mare alla carne, ai salumi e ai

formaggi.

La promozione della sana cucina italiana

sarà amplificata dalla vendita dei

prodotti della tradizione nostrana: olio

d’oliva, pasta di Gragnano, ma anche

dolci artigianali, vini senza componenti

chimici, bevande naturali e aceto balsamico

invecchiato. Insomma, le migliori

eccellenze delle regioni italiane.

Ma, rimanendo nel lessico culinario,

quale sarà il “piatto forte” della politica

di posizionamento nel Mediterraneo di

MSC? Le Mini-crociere, con prezzi alla

portata di tutti, per la primavera. È la

nuova formula che sta avendo grande

successo. Fra le novità la tappa nella

lussuosa Montecarlo, con possibilità di

visitare la Costa Azzurra, o la Corsica,

all’insegna del contatto con una natura

ancora selvaggia, o Tolone con le

splendide cittadine limitrofe. Ma ancora

la Spagna, con Barcellona o Valencia o

Palma de Maiorca e Ibiza per i più giovani.

Tappe anche sull’Isola di Corfù, in

Grecia, la Croazia e Spalato, Patrimonio

dell’Umanità secondo l’Unesco, in

Dalmazia. In Italia infine la grande novità

è rappresentata dalla sosta in Sardegna,

con tappa a Olbia, città alle porte

della Costa Smeralda, zona di vacanze

per eccellenza ed area incontaminata

tra le più belle del Mediterraneo.

Sabrina Bertini

febbraio 2013 - 23


shipping / porto&diporto

RINA e IB - software

per la gestione delle navi

Il Gruppo RINA, società di classificazione

e certificazione internazionale,

ha avviato una partnership

con IB, azienda leader italiana

nella progettazione e produzione dei

sistemi informativi, per l’implementazione

di InfoShip, software ideato per

il monitoraggio e il continuo miglioramento

delle performance tecniche,

operative e commerciali delle navi.

Tale sistema è strutturato come una

“suite” di moduli dedicati alla gestione

tecnico-manutentiva di impianti complessi,

al fine di migliorare l’efficienza

delle singole unità e della flotta nel

campo della sicurezza e dell’ecosostenibilità.

Paolo Moretti, General Manager Business

Line Marine del Gruppo RINA,

ha dichiarato: “La massima efficienza

nella gestione di una flotta dipende

esclusivamente da una corretta organizzazione

ed elaborazione delle informazioni

di bordo. I moduli InfoSHIP

sono stati sviluppati appositamente per

il mercato marittimo e strutturati per la

gestione di ogni fase dell’operatività

quotidiana, dall’organizzazione aziendale,

al controllo ed efficentamento

dei costi legati al rispetto delle norme.

Ogni armatore, in questo modo, ha la

possibilità di selezionare moduli specifici

da adottare in base alle proprie

esigenze”.

All’interno del pacchetto InfoSHIP ci

sono diversi software per la gestione

tecnica e manutentiva di impianti complessi

e di implicazione sull’ambiente

e sulla sicurezza come: InfoShip MP

Maintenance & Purchase, InfoSHIP

MS Ship’s Certificates and Event Management

System, InfoSHIP DD Dry

RINA Group partners IB ship management

software suite

International classification society RINA Group has

partnered with Italian software developer IB to develop

a software suite aimed at improving ship and fleet operation

across the board. The InfoSHIP suite is made up

of a number of modules which together can be used to

improve efficiency across any type of ship or fleet management.

Paolo Moretti, General Manager, Business Line Marine,

RINA Group, says, “Efficient ship and fleet management

depends on managing information in the right way. IB

has developed this growing suite of software modules

specifically for the marine market, but drawing on expertise

in other sectors. Each owner can choose the specific

modules needed to improve their day to day management

needs”.

Grouped under the InfoSHIP suite are InfoSHIP MP

Maintenance & Purchase, InfoSHIP MS Ship’s Certificates

and Event Management System, InfoSHIP DD Dry

Dock Process Management, InfoSHIP DSF Decision Support

Framework, InfoSHIP TH Technical Hotel Management,

InfoSHIP GFR Guarantee Failure Reports, InfoSHIP

AI Audit & Inspections Management and InfoSHIP CM

Compliance Management.

Maurizio Ricci, Chairman and CEO, IB, says, “For over

twenty-five years IB has been dedicated to the development

and implementation of computerised maintenance

management systems. We are the Italian market leaders

in this area and we can use the knowledge from one business

sector to improve the business model in other sectors.

InfoSHIP provides specific solutions and tools to

satisfy the widest needs of fleet technical management.

The suite of programs is intended to provide a secure,

interactive global fleet management platform”.

InfoSHIP satisfies the main requirements of shipowners

for a management system. It is complete, covering

24 - febbraio 2013


Dock Process Management, InfoSHIP

DSF Decision Support Framework,

InfoSHIP TH Technical Hotel Management,

InfoSHIP GFR Guarantee Failure

Reports, InfoSHIP AI Audit & Inspections

Management and InfoSHIP

CM Compliance Management.

Maurizio Ricci, CEO di IB Software

& Consulting ha dichiarato: “La nostra

azienda si occupa da oltre 25 anni di

sviluppare e mettere in funzione interventi

di miglioramento nel Maintenance

e Operation attraverso una

visione globale, integrata e sistemica,

contribuendo a incrementare l’efficienza

dell’intera struttura organizzativa e

gestionale dei propri clienti. Siamo tra

le realtà più significative sul territorio

nazionale nelle soluzioni di Asset Management,

capaci di trasferire le competenze

acquisiste in un settore in molti

altri. InfoSHIP garantisce soluzioni e

strumenti dedicati, volti a soddisfare le

diverse necessità di gestione tecnica

del mondo navale.”

InfoSHIP soddisfa le principali richieste

degli armatori relative al sistema di

gestione. Si tratta di una suite non solo

completa perchè copre ogni aspetto e

permette una reportistica dedicata, ma

anche flessibile dato che l’interfaccia

può essere modificata per adattarsi

alla funzione dell’utente, risultando uno

strumento interattivo di lavoro quotidiano.

Il sistema si autocontrolla costantemente

e verifica che non vi siano

malfunzionamenti o criticità, nonchè le

performance dei monitor.

InfoSHIP MP è il modulo principale,

dedicato alla gestione tecnica, comprese

le operazioni di manutenzione,

il ciclo degli acquisti e il controllo dei

costi. InfoSHIP MS ottempera al rispetto

degli obblighi di sicurezza e fornisce

un sistema di segnalazione degli eventi,

così come consente la gestione dei

documenti e dei certificati di una nave.

InfoSHIP DD tiene sotto controllo gli

aspetti più tecnici, gestionali e legati

ai costi di carenaggio e InfoSHIP DFS

fornisce reportistica e analisi dei dati.

Il modulo TH raccoglie e gestisce

le forniture del reparto hotellerie delle

navi da crociera, mentre il modulo

GFR segue la gestione dei reclami.

InfoSHIP AI segue il monitoraggio e

la gestione delle ispezioni, verifiche e

controlli preliminari di ogni tipo e, infine,

il modulo CM è stato progettato per

la gestione dei processi di conformità,

essendo utile anche ai fini della gestione

del cambiamento.

L’ultimo accessorio del software

progettato da IB è un sistema che permette

un risparmio energetico dal 5 al

10% per le navi in esercizio. InfoSHIP

EGO è un pacchetto per la governance

energetica che comprende la

gestione dei viaggi e del carburante,

l’ottimizzazione dell’assetto, l’efficienza

propulsiva ed energetica, insieme

a strumenti di analisi e reportistica. Il

software costituisce un supporto operativo

online, in conformità con lo schema

SEEMP e permette di migliorare la

manutenzione. InfoSHIP EGO è un

sistema di monitoraggio del consumo

di carburante basato su un approccio

graduale (“step by step”). La versione

base si concentra sul controllo dei consumi

dei vari combustibili usati a bordo

della nave, ma può essere integrata

con diverse opzioni come ad esempio,

l’ottimizzazione dell’assetto, il monitoraggio

della potenza di propulsione e

del carico elettrico. Le opzioni possono

essere selezionate a seconda del tipo

di unità e degli obiettivi di risparmio e

all detail and allowing tailored reports, it is flexible, the

interface can be modified to suit the user function and

it is interactive as a daily work tool. It constantly self

checks and continuously monitors performance and critical

issues. InfoSHIP MP is the core module, dedicated

to technical management including maintenance activity,

purchasing cycle and cost control. InfoSHIP MS follows

compliance with safety duties and provides an event reporting

system, as well as it allows the ship certificates

and document management. InfoSHIP DD monitors the

technical, managerial and cost issues of dry-docking

and InfoSHIP DFS provide operational reporting and data

analysis. The TH module racks and manages supplies for

cruise ships’ hotel departments while the GFR module

adds claims management. InfoSHIP AI supports in tracking

and managing inspections, audits and vettings of all

kind and finally CM module is designed for managing

the compliance processes, being also useful for change

management purposes.

The latest addition to the software designed by IB is

a system which will deliver energy savings of between

5 and 10 per cent for ships in operation. InfoSHIP EGO

is an energy governance package which covers voyage

and fuel management, trim optimisation, propulsion efficiency

and energy management, together with a powerful

reporting & analysis tool for decision makers.

The software features online operational support, SE-

EMP compliance and helps optimise maintenance. InfoS-

HIP EGO is a fuel consumption monitoring system based

on a step by step approach. The basic version could be

limited to fuel oil consumption monitoring but it can be

integrated with various options such as trim optimisation,

monitoring of propulsion power and monitoring of electric

load. The owner can select options depending on the type

of ship, the target savings and accuracy required.

“The investment in this software will depend on the type

of vessel, but it is highly scalable and therefore covers

completely different needs depending on the type of

26 - febbraio 2013


precisione richiesti.

“La flessibilità di questo software,

data dall’ampia possibilità di scelta tra

i diversi moduli, permette di coprire le

esigenze di diverse tipologie di unità,

dalle tanker e cargo fino alle grandi

navi da crociera” - ha concluso Moretti

– Sarà calibrato sulle esigenze del

cliente e per un corretto utilizzo sarà

previsto un periodo di formazione per

lo staff di bordo e di terra. E’ stato provato

che l’utilizzo di tale sistema potrebbe

comportare risparmi energetici

compresi tra il 5 e l’8 (relativamente ai

carichi elettrici delle navi da crociera),

dall’1 al 3% attraverso l’ottimizzazione

dell’assetto in navigazione e dal 2 al

4% con un efficientamento dei sistemi

di propulsione. Grazie alla consultazione

dei dati in tempo reale l’equipaggio

di bordo avrà la possibilità di migliorare

le prestazioni durante la navigazione

della nave, mentre il personale

di terra potrà migliorare le prestazioni

della flotta tramite appositi pannelli di

controllo”.

Il RINA è un Gruppo multinazionale

capace di affiancare i clienti nello sviluppo

e nella gestione delle diverse fasi

delle loro attività. Mettiamo a disposizione

la nostra capacità di innovazione,

la nostra competenza, la nostra integrità

ed esperienza per il successo delle

iniziative. Per garantire il più avanzato

livello di competenza tecnica e di tempestività

di intervento, il Gruppo RINA

opera attraverso una rete di società

dedicate ai diversi settori: Ambiente

e Qualità, Energia, Shipping, Etica e

Sicurezza, Agroalimentare e Sanità,

Infrastrutture e Costruzioni, Logistica e

Trasporti. Con circa 280 milioni di euro

di attività, oltre 2200 risorse, 140 uffici

in 49 Paesi nel mondo, il RINA è oggi

Paolo Moretti

in grado di rispondere alle esigenze

dei propri clienti ed e’ allo stesso tempo

riconosciuto quale interlocutore autorevole

presso le principali Organizzazioni

internazionali, contribuendo da

sempre allo sviluppo di nuovi standard

normativi.

IB è un’azienda di servizi e consulenza

con sede a Rapallo, in Italia. Dal

1983, anno di fondazione, è impegnata

in progetti di asset management e

oggi è leader nella fornitura di software

per questo specifico settore. Oltre a

InfoSHIP, IB progetta e realizza interventi

di miglioramento attraverso i suoi

sistemi per gestione di attrezzature,

manutenzione, salute e ambiente che

rispondono al nome di InfoPMS, Info-

GREEN, InfoHEALTH and InfoFACILI-

TY. IB fornisce ai suoi sistemi e servizi

di miglioramento di Assistenza e Funzionamento

dei focus speciali sulle

tecnologie, metodologie, riprogettazione

dei processi, e focus di esperti delle

risorse umane.

Stefania Vergani

ship, from tanker and cargo vessels up to large cruise

ships,” explains Moretti. “It can be tuned to the needs

of each owner. Training is needed for staff on board and

ashore, but it will deliver a payback. In our experience we

have seen energy saving from non-propulsive consumption

on cruise ships of between 5 and 8 per cent, savings

of 1 to 3 per cent are available through trim optimisation,

and 2 to 4 per cent through increased propulsion efficiency.

The crew on board can use the system information

to optimise consumption at any time, while ashore

dashboards can be used to improve fleet performance”.

RINA is a multi-national group which delivers verification,

certification, conformity assessment, ship classification,

environmental enhancement, product testing,

site and vendor supervision, training and engineering

consultancy across a wide range of industries and services.

RINA Group operates through a network of companies

covering Marine, Energy, Infrastructures & Real

Estate, Transport & Logistics, Food & Agriculture, Environment

& Sustainability, Finance & Public Institutions

and Business Governance. With a turnover of around 300

million Euros in 2012, over 2,100 employees, and 140 offices

in 49 countries worldwide, RINA is recognized as an

authoritative member of key international organizations

and an important contributor to the development of new

legislative standards. www.rina.org

IB is a software-house based in Rapallo, Italy. The company

is highly committed in the world of Asset Management

since 1983 and is today a market leader in the supply

of software systems for this specific and vast subject.

In addition to InfoSHIP, IB designs, deploys and implements

its systems for facilities, maintenance, health and

environmental management under the titles of InfoPMS,

InfoGREEN, InfoHEALTH and InfoFACILITY. IB provides

its systems and services for Maintenance & Operations

improvements with a special focus on technologies,

methodologies, re-engineering of processes and human

resources expertise. www.gruppo-ib.com

febbraio 2013 - 27


armamento / porto&diporto

Pane è pronto

per riprendere il timone

A

ttraversando le vie della

Roma rinascimentale, pregne

di storia e di gemme architettoniche,

è difficile che il pensiero

vada al mare e alle attività armatoriali

ad esso legate. Eppure, è in pieno Rione

Ponte, all’interno di Palazzo Taverna,

storica e imponente dimora delle

famiglie Orsini e Borgia, che ha la sua

sede Globeco, compagnia posseduta

e guidata da Mariano Pane (insieme a

due dei tre figli), armatore sorrentino da

qualche decennio nel settore.

In realtà nel corso della conversazione

la definizione di “armatore” appare

presto riduttiva, perché gli interessi imprenditoriali

di Pane spaziano in diversi

altri campi, specchio di una personalità

esuberante dalle molteplici sfaccettature

e di una cultura eclettica, come

testimoniano la bacheca fotografica

dell’ufficio, che va da una foto con un

giovane Pelè a un’immagine con dedica

di Gerald Ford, e le numerose citazioni

letterarie e non solo, da Dante a

Frank Lloyd Wright.

Ciononostante, al di là del peso

economico variabile nel tempo, è l’armamento

il cuore pulsante dell’attività

dell’uomo d’affari sorrentino, che, infatti,

comincia senza indugio con un annuncio

ad effetto, soprattutto con questi

chiari di luna: “Molto presto rientreremo

nello ‘shipping vero’, stiamo definendo

gli ultimi dettagli, ma il momento è quello

giusto perché nei periodi di crisi si

possono cogliere grandi opportunità”.

Quando parla di “shipping vero”,

Mariano Pane

Pane, intende l’armamento cargo. La

precisazione del resto è d’obbligo, perché,

prima con Ecolmare e attualmente

con Globeco, Pane è stato il precursore

ed è uno dei più esperti armatori in

ambito di attività marittime antinquinanti

(senza dimenticare quelle, tutt’ora in

essere, nel campo della ricerca oceanografica)

ed è per queste che oggi

è più conosciuto. “Ma come Italmare,

oltre alla significativa

esperienza

con le posacavi di

Pirelli e Telecom,

eravamo arrivati a

gestire in passato

una flotta cargo

di 40 unità - ricorda

l’imprenditore,

pronto a tornare

a occuparsi di carico secco - Stiamo

trattando con diversi cantieri sudcoreani,

giapponesi e cinesi. A breve piazzeremo

un primo ordine di un paio di

navi handymax, un size che riteniamo

redditizio e adatto, per flessibilità, alla

forte ciclicità del mercato, anche se per

il futuro guardiamo anche al segmento

capesize”.

Due le caratteristiche principali

dell’operazione su cui Pane pone l’accento:

“Faremo in modo di concordare

la consegna nel 2015, perché penso

che lo shipping soffrirà ancora fino a

quella data. Quanto alle specifiche tecniche,

vogliamo navi all’avanguardia

sia sul fronte dei consumi che su quello

dell’ecosostenibilità, perché nel giro di

pochi anni le restrizioni cresceranno

in tutto il mondo, USA in primis. D’altro

canto non è un caso che anche la

cantieristica cinese, dopo il crollo degli

ordinativi, abbia finalmente deciso di

puntare sulla qualità per essere competitiva,

stringendo partnership con fornitori

europei del calibro di Man”.

Se il momento è quello giusto per

ordinare, anche considerati i prezzi

bassi delle newbuilding, è risaputo che

ottenere credito oggi non è cosa semplice,

ma l’armatore non si scompone:

“Certamente non è come qualche

anno fa, ma d’altro canto

è sano che sia così, perché

molte delle defaillance di oggi

sono dovute a finanziamenti

‘allegri’ decisi da banche poco

avvedute prima del 2008. Per

28 - febbraio 2013


quanto ci riguarda abbiamo il sostegno

di alcuni istituti italiani e di una banca

britannica molto interessata all’investimento,

che abbiamo studiato e presentato

dettagliatamente in tutti i suoi

atout”.

Fra questi c’è il fatto che le navi saranno

gestite attraverso un nuovo sistema

di fleet management,

elaborato dalla società di

ingegneria Computron,

controllata da Pane: “Credo

francamente che si

tratti di un prodotto rivoluzionario,

che consente

ad armatore e

noleggiatore il pieno

controllo da remoto

della nave. Ed è

un prodotto che

c o m i n c e r e m o

a vendere anche

a terzi: un

operatore del

Golfo Persico

con

una flotta

di 82 mezzi in ambito offshore (da PSV

a piccole tanker), dopo aver valutato il

nostro sistema di gestione, ha rinunciato

a fare il tender internazionale previsto

e, fissati gli ultimi dettagli, firmerà

presto l’accordo di fornitura” spiega

l’imprenditore, tutt’altro che estraneo al

settore delle telecomunicazioni.

Uno dei tre figli di Pane, Giuseppe, è

infatti socio e amministratore delegato

di Infocontact, fornitore di servizi di call

center et similia per clienti del calibro

di Wind, Enel, RCS: “È una realtà da

oltre 3.000 dipendenti, lanciata e guidata

tutt’oggi da Alfonso Graziani, l’ex

dirigente STET-Telecom che portò la

telefonia mobile in Italia. Infocontact è

stata la prima azienda italiana a utilizzare

massicciamente il telelavoro, portando

la banda larga via radio in venti

paesini dell’Appennino calabrese che

si stavano spopolando: oggi abbiamo

80 Comuni che ci chiedono di aprire

da loro”, racconta l’imprenditore sorrentino,

socio (di maggioranza) anche

di ATP, azienda con sede ad Angri (Salerno)

attiva nella produzione di fibre di

vetro e carbonio in pultrusione, presieduta

da Luigi Giammundo, cognato di

Pane ed ex ricercatore della Columbia

University: “È una tecnica d’avanguardia,

destinata a rimpiazzare il binomio

ferro-cemento nell’edilizia

civile. Stiamo lavorando

all’apertura di un nuovo stabilimento

a Doha, funzionale

alla prevista costruzione della

locale metropolitana, nicchia

in cui siamo particolarmente

forti” racconta il versatile

businessman, snocciolando

un’impressionante sfilza di referenze,

che potrebbe presto arricchirsi della

subway moscovita.

Lo shipping – con molto di ciò che

dallo shipping si irradia verso altri campi

– resta però il cardine dell’attività di

Pane, che, ad esempio, opera tutt’ora

anche come consulente nel campo

della progettazione navale per mezzi

a elevata specializzazione, un ambito

in cui la referenza più rappresentativa

è forse la posacavi Teliri, “che, realizzata

e gestita per Telecom, mi valse la

laurea honoris causa alla Grand State

Valley University di Detroit. Oggi stiamo

lavorando, con tutte le necessarie

autorizzazioni ministeriali ed europee,

a una nave per ricerche marine in costruzione

a Bandar Abbas: siccome la

nave potrebbe avere anche utilizzi militari,

l’istituzione iraniana committente

ha dovuto impegnarsi a usarla solo a

scopi civili”.

Prima di lasciare Palazzo Taverna è

d’obbligo gettare uno sguardo anche

sull’attività core di Globeco, quella dei

servizi marittimi antinquinamento: “Siamo

sempre parte del Consorzio Castalia,

ma, se proprio devo dirla tutta,

credo che ultimamente ci sia un’enfasi

eccessiva sull’attività di recupero dei

prodotti petroliferi: considerata la vocazione

turistica del paese e il rischio,

molto ridottosi rispetto agli anni passati

grazie all’evoluzione tecnologica nella

navalmeccanica, di perdite e incidenti,

ritengo che varrebbe la pena concentrarsi

maggiormente sul recupero delle

materie plastiche disperse in mare.

Come Globeco abbiamo raccolto nella

nostra storia ben 12 milioni di metri

quadri di buste di plastica intorno alle

coste italiane, provenienti soprattutto

dalla foce del Nilo e da altri scarichi egiziani,

libanesi e turchi che immettendosi

nelle correnti mediterranee arrivano

in Italia!”.

Andrea Moizo

febbraio 2013 - 29


armamento / porto&diporto

Due mesi nel segno

dello Scorpione

Molti lo pensano, ma pochi

lo dicono e ancora meno

lo fanno: ordinare navi in

questo momento di mercato potrebbe

rivelarsi nei prossimi anni una mossa

strategica. Certo, dopo 3-4 anni di noli

mediamente bassissimi e defaillance

anche sorprendenti, ottenere credito

non è cosa semplice per nessuno. Per

questo chi ci riesce e reinveste massicciamente

tale credito in nuove costruzioni

rappresenta oggi una notizia, per

una cui piena valutazione solo il tempo

sarà giudice attendibile.

Quando nella prima decade di dicembre

Scorpio Tankers, realtà di relativamente

recente costituzione, ma con

radici profonde nella storia armatoriale,

essendo guidata da Emanuele Lauro,

giovane imprenditore nipote di Glauco

Lolli Ghetti, lanciò una nuova emissione

di azioni, raccogliendo 131,8 milioni

di dollari a Wall Street, dove è quotata

(la base operativa è a Montecarlo), si

pensava che l’obiettivo fosse quello di

ripagare le linee di credito concesse

negli anni passati.

Da quel momento, invece, anche

grazie al denaro raccolto, è iniziato un

bimestre vorticoso, con una girandola di

ordini piazzati da Scorpio Tankers che,

soprattutto con questi chiari di luna, ha

lasciato sbalorditi gli osservatori, sebbene

sia proprio la pressione al ribasso

sui prezzi applicati dai cantieri che sta

permettendo di fare affari d’oro agli armatori

in grado di disporre commesse.

Basti pensare, per rimanere a Scorpio,

che il valore delle navi cisterna da

52.000 tonnellate di portata è sceso dai

37,4 milioni di dollari del 2010 ai 36 milioni

del 2011, fino ad arrivare nell’anno

passato a 34 milioni di dollari.

Ecco perché Lauro, dopo 10 navi cisterna

commissionate nel giro di un paio

d’anni in Sud Corea, di cui 5 già consegnate

con un impatto sul mercato giudicato

molto incoraggiante, soprattutto

in termini di risparmi nei costi operativi,

è voluto tornare a bussare alle porte

di alcuni cantieri dell’Estremo Oriente.

L’obiettivo è quello di rimpiazzare con

navi proprie, eco-designed e di ultima

generazione, le unità a noleggio di una

flotta composta ormai da 30 cisterne,

di cui 12 di proprietà (una LR2, quattro

LR1, una Handymax, cinque MR e

una post-panamax) e caratterizzate

da un’età media di 4,7 anni; un aspetto

significativo quest’ultimo nell’ottica del

risparmio sul consumo di carburante,

vero perno su cui sembrano giocarsi

le strategie a breve termine di tutte le

shipping company del globo.

E se negli stessi giorni dell’emissione

azionaria Scorpio Tankers ha annunciato

anche il noleggio per sei mesi

di una petroliera LR2 da 115.400 tonnellate

di portata lorda, con nolo giornaliero

di 16.000 dollari, in aggiunta

al charter di due unità LR1 reso noto

pochi giorni prima (una delle quali è la

30 - febbraio 2013


Emanuele Lauro CEO Skorpio Tankers

nave cisterna SN Federica della genovese

Scerni di Navigazione, fissata per

tre semestri consecutivi con una rata

giornaliera rispettivamente di 16.250,

16.500 e 16.750 dollari), è con gli ordini

delle settimane successive che Lauro

sembra aver voluto imprimere un’accelerazione

al programma di rinnovamento

navale di Scorpio, volto a creare, nel

giro di pochi esercizi, una cospicua

flotta di proprietà di unità giovanissime

e altamente performanti, che, essendo

in generale calati gli ordinativi, saranno

fra qualche anno merce rara, capace,

conseguentemente, di spuntare noli

oggi dimenticati dagli armatori.

Entrando nel dettaglio, appena prima

dello scorso Natale, Scorpio Tankers

ha esercitato un’opzione con il cantiere

navale sudcoreano Hyundai Mipo Dockyard

per la costruzione di due navi

product tanker Medium Range e siglato

inoltre una lettera d’intenti con un altro

cantiere sudcoreano (SPP Shipbuilding)

per la costruzione di altre quattro

navi della stessa tipologia. Le sei nuove

unità saranno prese in consegna

nel secondo e nel terzo trimestre del

2014. La compagnia ha inoltre concordato

il prezzo di ulteriori opzioni per la

costruzione di altre otto product tanker

Medium Range ‘prenotate’ al costo unitario

di circa 33 milioni di dollari.

Il 2012 si è chiuso con una crescita

del valore delle azioni del 27% rispetto

a inizio anno, con il titolo trattato a

6,5 dollari. Alla fine di gennaio questo

valore era già salito a quasi 8 dollari,

complice la firma di un ordine a Hyundai

Mipo di due ulteriori navi cisterna

Medium Range da 50.000 tonnellate

di portata del valore di 32,5 milioni di

dollari l’una, con consegna previste nei

mesi di maggio e giugno del 2014 e opzione

a prezzo fisso per la costruzione

di altre quattro unità di portata più piccola

(classe Handysize da 37.000 tonnellate

di portata) entro la fine 2014.

Il quarto trimestre del 2012 ha confermato

le nostre previsioni di crescita

per i noli nel segmento delle navi cisterna

in cui operiamo. L’aumento delle

esportazioni di prodotti raffinati dagli

USA, la domanda crescente dalle economie

emergenti e l’attività dei trader

ci confermano una volta di più la bontà

del nostro piano di potenziamento

della flotta” ha commentato nell’occasione

Lauro. Che, non pago, è tornato

in Borsa, ottenendo dagli investitori, a

dispetto del profit warning relativo al

quarto trimestre del 2012 di una perdita

per azione compresa tra 4 e 9 centesimi

di dollaro, 230 milioni di dollari con

il collocamento di circa 30,6 milioni di

azioni sottoscritte al valore di 7,5 dollari

ciascuna, operazione che ha portato la

capitalizzazione della società a 800 milioni

di dollari.

E dopo la Borsa ecco arrivare la firma

sul contratto di costruzione, commissionato

a SPP Shipbuilding, di

quattro navi cisterna Medium Range (2

opzioni esercitate più due nuovi ordini)

del valore unitario di 32,5 milioni di dollari,

da consegnarsi nel terzo e quarto

trimestre 2014. Contestualmente Scorpio

ha fissato ulteriori opzioni su questo

stesso tipo di navi al medesimo prezzo,

ma per consegna fissata nel corso del

2015. Nei giorni seguenti il titolo Scorpio

ha continuato la sua risalita, superando

abbondantemente quota 8 dollari

e confermando un progresso di circa il

50% rispetto a tre mesi prima.

Fino ad arrivare alla prima decade

di febbraio, quando Scorpio ha annunciato

l’ennesima commessa, con

l’esercizio di opzione, presso Hyundai

Mipo, per quattro Handymax da 37.000

tonnellate di portata, del valore unitario

di circa 30 milioni di dollari, con consegne

programmate per il terzo trimestre

del 2014. A Scorpio Tankers sono state

inoltre riservate altre quattro opzioni

a prezzo fisso per navi cisterna della

stessa classe.

Il portafoglio ordini della società è

così arrivato a 20 unità, 16 navi cisterna

Medium Range e 4 Handymax. La

flotta già operativa si è intanto arricchita

di un’ulteriore nave di proprietà (13

in tutto), oltre alle 20 prese a noleggio

a lungo termine. Al Nasdaq nel frattempo

la società armatoriale di Lauro,

dopo aver toccato quota 8,47 dollari,

ha leggermente rinculato, rimanendo

comunque abbondantemente sopra la

soglia dei 7,5 dollari. A testimonianza

che, almeno per il momento, gli investitori

non sono preoccupati da possibili

futuri fenomeni di eccesso di stiva nel

segmento delle Medium Range dedicate

al trasporto di prodotti raffinati, ma

confidano invece nella crescita di questo

segmento di mercato dello shipping

sulla base del fatto che il baricentro

della raffinazione petrolifera si sta spostando

sempre più in Medio Oriente,

con il contestuale allungamento delle

rotte commerciali.

Andrea Moizo

febbraio 2013 - 31


infrastrutture/ porto&diporto

Ce la farà l’Italia dei porti?

L’aumento delle tasse portuali preoccupa il cluster marittimo

Contship annuncia la ripresa a

Gioia Tauro con un +18% nel

2012 e a Cagliari con un +4%.

A La Spezia, dopo cinque anni di assenza,

sono tornate sulle banchine del

LSCT meganavi operate direttamente

dalla “K” LINE nell’ambito del servizio

MD1 dall’Estremo Oriente verso il Mediterraneo.

Gioia Tauro sfida il gigantismo

navale operando su navi di grossa

stazza. E’ recente l’annuncio della

movimentazione in contemporanea di

tre navi giganti MSC a conferma delle

professionalità e del knowhow che il

porto calabrese può vantare. La Liguria

fa sistema e punta a raggiungere i sette

milioni di containers, a fronte dei 3,2

milioni registrati nel 2012. Genova da

sola ne ha movimentato oltre due milioni

e, grazie al nuovo Piano Regolatore

Portuale, punta ad orizzonti più ampi, al

raddoppio di questo numero. Voltri ne

movimenta già la metà ed entro cinque

anni, con il completamento dei lavori di

tombamento di Calata Bettolo e di Ronco-Canepa,

i numeri aumenteranno. La

Spezia e Savona non rimangono indietro

e presentano i loro piani di sviluppo.

A Vado la piattaforma Maersk sarà un

grande polmone per i containers con

una capacità di un milione di teus.La

Spezia rinnova la fiducia al Gruppo

Contship individuando nuove superfici

e puntando al raddoppio dei traffici. Per

non parlare dei progetti dei porti adriatici:

anche se il terminal off shore non

piace a tutti, Venezia non vuole perdere

la sua posizione di porto commerciale,

per colpa del Mose, mentre Trieste

aumenta i dati di traffico registrando un

+45% nei containers.

Inorgoglita dai numeri Genova pensa

di far concorrenza al Nord Europa,

ma esiste la reale possibilità di utilizzare

tutti questi nuovi spazi? Se ancora

funziona l’export la crisi inchioda l’import

per la stagnazione dei consumi.

Comunque la sfida è stata lanciata, sia

nei confronti degli scali africani che di

quelli anseatici. Certo che l’entrata in

vigore in Italia da gennaio delle tasse

di ancoraggio e sbarco/imbarco delle

merci non aiuta. Di fronte alla crisi

Rotterdam ed Anversa adottando politiche

opposte: riducono le tasse. L’Italia

le aumenta ed in modo repentino. Se

è vero che sono state congelate per

molti anni, riprendere il tempo perduto

nell’arco di due anni fa correre molti rischi

ai porti italiani.

L’aumento del 30% da quest’anno e

di un ulteriore 15% dal 2014 delle tasse

di ancoraggio e delle tasse sull’imbarco

e sbarco delle merci nei porti non piace

alla maggior parte del cluster e rischia

di far allontanare dal nostro Paese i

grandi gruppi armatoriali internazionali.

L’allarme è stato lanciato da Confetra

- Confederazione Generale Italiana dei

Trasporti e della Logistica dopo che un

decreto interministeriale Trasporti - Finanze

ha adeguato gli importi dei tributi

32 - febbraio 2013


ogni singolo scalo passa da 13 mila a

17 mila euro nel 2013 e a 19 mila euro

nel 2014. Fedespedi e Federagenti

fanno eco a Confetra. Riconoscono

che, purtroppo, le tasse portuali sono

fra le poche entrate sulle quali possono

contare le Autorità Portuali ma si rischia

di vedere vanificato il beneficio che

maggiori risorse possono portare alla

portualità, finalizzato ad adeguamento

delle infrastrutture ed un miglioramento

dei servizi, a fronte di una riduzione dei

traffici, come è successo per la tassa di

stazionamento della nautica.

Quindi, se è vero che per i porti

questo significa complessivamente

un maggior gettito di circa 60 milioni

di euro, rimpinguando le scarse risorse

che lamentano le Autorità Portuali,

dall’altra l’aumento potrebbe allontanare

le grandi compagnie armatoriali

verso scali stranieri. L’inasprimento

delle tasse potrà però essere in parte

attenuato dalle Autorità Portuali che

decideranno di avvalersi della facoltà

di diminuire fino all’azzeramento l’importo

delle tasse. Una scelta che fino

ad oggi è stata operata dai porti di transhipment

di Taranto e Gioia Tauro per

scongiurare la fuga dei traffici verso i

porti del Nord Africa e Europei più competitivi.

Facoltà che peraltro è prevista

in via transitoria e che la Legge di Staportuali

che erano fermi dal 1993 all’indice

ISTAT dell’inflazione degli ultimi

anni. Applica il dpr 107/2009 sanando,

è vero, una situazione arretrata ma il

cluster chiedeva una maggior gradualità

e la possibilità per i singoli porti di

modulare la tassazione secondo le

proprie esigenze. Perfino Assoporti,

che ne beneficia direttamente, sostiene

che l’aumento possa provocare

una fuga verso porti straneri. Assoporti

chiede invece, con urgenza, una semplificazione

amministrativa e se ne fa

portavoce a Bruxelles dove il Presidente

Luigi Merlo ha chiesto a Theologitis,

direttore della Commissione Trasporti,

la revisione complessiva delle normative,

dai dragaggi alle norme ambientali,

dalla trasparenza alla semplificazione

amministrativa, nonché una autonomia

finanziaria completa ed effettiva.

Cosa significa in termini economici

l’aumento delle tasse portuali? Per una

media nave da 8.000 container di circa

100.000 tonnellate di stazza la tassa di

ancoraggio mensile passa da 72 mila

a 93 mila euro nel 2013 e a 104 mila

euro nel 2014. La tassa annuale, da

sottoscrivere con abbonamento, passa

da 158 mila a 204 mila euro nel 2013

e a 228 mila euro nel 2014. Per le portacontainer

in servizio di transhipment

di traffico internazionale, la tassa per

febbraio 2013 - 35


ilità 2013 ha prorogato solo fino al 30

giugno 2013. Così farà anche Trieste,

lo ha annunciato le Presidente Marina

Monassi che non vuole perdere quel

45% in più, registrato nell’ultimo biennio

nei containers. “E’ il risultato di una

strategia privata e pubblica improntata

alla crescita – spiega la Monassi - Per

proseguire su questo cammino in una

fase economica di profonda difficoltà, il

Comitato Portuale mi ha dato mandato

di disporre il differimento alla data del

1 luglio 2013 dell’applicazione dell’incremento

del 33% della tassa portuale,

nonché della tassa erariale e della

tassa portuale per i punti franchi del

porto di Trieste, previsto dal decreto

interministeriale del 24 dicembre 2012.

Intendiamo stare a fianco delle imprese

– continua Marina Monassi – alle quali

dobbiamo consentire di operare nelle

migliori condizioni possibili difendendo

traffici e occupazione”.

Ferma anche la posizione del Presidente

di Confitarma d’Amico che ha

sottolineato come le tasse, anche se

porteranno nelle casse delle Authorities

65 milioni annui dal 2013 e di ulteriori

33 milioni annui dal 2014, impongono

sul traffico marittimo e sulle merci imbarcate

e sbarcate un pesante fardello

che oltre a ridurre ulteriormente il livello

di competitività dei porti colpisce in particolare

le compagnie operanti nel cabotaggio

tra porti nazionali. “La tassa di

ancoraggio - sostiene d’Amico - che si

calcola sulla stazza netta complessiva

delle navi, ha subito dal 1993 ad oggi un

incremento del 130% a seguito dell’aumento

del numero delle navi e della

loro stazza media, grazie agli ingenti

investimenti effettuati dalle compagnie

di navigazione in nuove costruzioni.

Inoltre, nello stesso periodo, la tassa

portuale, che si calcola sulle tonnellate

di merce imbarcata e sbarcata nei porti

italiani, ha subito un incremento di circa

il 29%. Se si considera che l’indice del

costo della vita è aumento del 54,36%,

risulta evidente come l’adeguamento

delle due tasse sia del tutto ingiustificato

dato che il loro gettito, nello stesso

periodo, si è di fatto più che adeguato.

In conclusione - afferma d’Amico - non

resta che auspicare che le Autorità portuali,

con senso di responsabilità e coerentemente

con le politiche di contenimento

dei costi annunciate da alcuni

loro autorevoli esponenti, si avvalgano

da subito della facoltà loro concessa

di azzerare l’incremento, dando un

segnale concreto del loro impegno a

rendere più competitivi i nostri scali e

che le forze politiche si impegnino tempestivamente,

nel corso della prossima

legislatura, a rivedere il provvedimento

del tutto inopportuno in una fase economica

congiunturale così critica.”

Patrizia Lupi

34 - febbraio 2013


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infrastrutture / porto&diporto

Superba Vs Serenissima

La portualità nazionale stenta a fare sistema

Le elezioni sono vicine e c’è

grande attesa nel mondo del

mare per la prossima legislatura.

Sono cambiati i governi ma, fino

ad oggi, la portualità nazionale ha avuto

ben poco. Solo 70 milioni erano stati

destinati al sistema portuale dal Governo

Monti e il recente aumento delle

tasse portuali, se da una parte aiuta a

riempire le tasche vuote delle Authorities

dall’altra rischia di allontanare i

grandi gruppi armatoriali che hanno

visto lievitare repentinamente i loro

costi del 30%. Anche la Riforma della

L.84/94 è rimasta nel cassetto. Ed è là

da anni. Assoporti chiede alle altre associazioni,

a partire da Confindustria,

Confitarma, Federagenti e Fedespedi

di presentare al prossimo governo una

proposta concreta e condivisa da tutto

il cluster. Ma il vero problema rimane

quello della programmazione portuale,

industriale e logistica assente nel nostro

Paese. Luigi Merlo, e non solo lui, fa

notare che in Italia ci sono troppi progetti

e pochi finanziamenti. Merlo sostiene

che l’offerta di terminal portuali

rischia di superare ampiamente la domanda

mentre gli scali nazionali si fanno

concorrenza, indebolendosi, senza

guardare ai veri concorrenti anseatici

o africani. Sono recenti le polemiche

sviluppate intorno al progetto della piattaforma

offshore di Venezia che il

governo Monti ha finanziato dirottando

oltre 100 milioni dal budget del Mose.

Si raschia il fondo del barile. Si deve

capire che l’assenza di fondi pubblici a

fronte dell’esigenza di realizzare nuove

infrastrutture, impone nuove strategie

che puntino su investimenti privati, altrimenti

l’Italia rischia di rimanere al

palo. A Wilhelmshaven, è entrato in

questi giorni in funzione il primo mega

terminal oceanico per grandi navi porta

container mentre a Barcellona è stato

inaugurato il nuovo Terminal Catalunya

di Hutchison Port Holding e sono

stati decisi 100 milioni di investimenti

nei terminal esistenti. Sono necessarie

nuove formule finanziarie, supportate

da normative, comunitarie e nazionali,

coerenti con l’obiettivo primario di

incentivare investimenti privati. “I porti

italiani – afferma Luigi Merlo, presidente

di Assoporti – chiedono con urgenza

al governo di aprire un confronto

con l’Unione Europea sia sul tema dei

tempi delle concessioni che Bruxelles

vorrebbe ridurre, mettendo ovviamente

a rischio, la possibilità di attrarre nuovi

investitori in banchina, sia sulle regole

del gioco che il commissario ai Trasporti

Siim Kallas, ha confermato voler riscrivere

nell’ottica di una maggiore trasparenza,

di certezze per gli operatori e

di un ingresso in banchina di soggetti

esterni al sistema. E’ un momento delicatissimo

– prosegue Merlo – anche

perché la dimensione della sfida lanciata

dal mercato e dai grandi container

operators non consente esitazioni

di sorta. E’ per altro significativo come

il governo spagnolo e quello della Catalogna,

impegnati in un taglio drastico

di tutte le spese, abbiano invece incrementato

i fondi per la portualità”.

Assoporti chiede fondi mirati, però, a

realtà che abbiano concrete possibilità

di sviluppare nuovi traffici, in particolare

containerizzati. E’ il caso di Venezia?

Non lo credono i suoi stessi alleati del

NAPA, l’associazione dei porti dell’Alto

Adriatico. Lo dimostrano le dimissioni

del presidente di Ravenna, anche da

Assoporti, all’indomani dell’annuncio

del finanziamento. Motivo della protesta?

Fino ad ieri erano disponibili solo

70 milioni di euro da dividere fra tutti gli

scali mentre improvvisamente ne sono

saltati fuori cento solo per Venezia. Ravenna,

che movimenta più di 23 milioni

di tonnellate di merce ed ha ottenuto con

fatica i soldi per i dragaggi, si è sentita

esclusa dai benefici dell`emendamento

presentato da Renato Brunetta (Pdl) e

Pier Paolo Baretta (Pd) mentre il ministero

dei Trasporti ha preso le distanze

spiegando che l`assegnazione di risorse

al porto off-shore di Venezia non è

stata né sollecitata né concordata con

il vice ministro Mario Ciaccia.

Quel che è chiaro è che, mancando

una regia sulla portualità italiana, prevalgono

le lobby che ottengono i finanziamenti.

«Il problema è che manca la

politica” ha dichiarato Merlo che non si

fa intimorire dalle accuse di avere innescato

una guerra di campanile fra il

porto di Genova e quello di Venezia,

lanciate dal governatore del Veneto e

dal sindaco di Venezia. Luciano Guerrieri,

uno dei vicepresidenti di Assoporti,

si è schierato sulle sue posizioni. Ma

anche Piero Lazzeri, Presidente di Fedespedi,

sostiene che l’esempio dei finanziamenti

per la piattaforma offshore

36 - febbraio 2013


siano la riprova che la classe politica

non ha una conoscenza approfondita

delle dinamiche riguardanti il mondo

dello shipping e della portualità. “Destinare

100 milioni di euro a un porto che

oggi movimenta circa 400.000 containers

è anacronistico” sostiene Lazzeri

lasciando intendere che i problemi dei

porti veneti e giuliani sono altri ed andrebbero

affrontati in modo diverso.

Paolo Costa, presidente del porto di

Venezia, difende invece a spada tratta

il terminal d’altura ed i 100 milioni appena

ricevuti stanziati dalla Legge di Stabilità.

Il resto, per arrivare a due miliardi

circa, arriverà dal project financing,

come è stato fatto a Vado Ligure con

il costruendo terminal del gruppo danese

Maersk. Perché serve l’offshore

secondo i veneziani? Perché una volta

entrato in funzione il Mose, nel 2016,

lo scalo lagunare sarebbe costretto a

sospendere l’attività. L`alternativa sarebbe

l’adeguamento della conca di

Malamocco, che dovrebbe però essere

continuamente ampliata per il gigantismo

navale. I motivi di attrito si sono

estesi ai Presidenti delle regioni Liguria

e Veneto, Claudio Burlando e Luca

Zaia e la polemica dentro Assoporti si è

fatta più aspra. Merlo accusa Costa di

eccessivo autonomismo e di aver agito

tramite canali politici senza passare

per Assoporti, l’associazione che dovrebbe

tutelare gli interessi del sistema

portuale nazionale. Ma la spaccatura

all’interno dell’associazione, solo apparentemente

risanata, è evidente. Non a

caso il Presidente del porto di Ravenna

Galliano di Marco ha preso la decisione

di uscire dall’associazione, in polemica

sia con quella che ritiene un’ingiusta

ripartizione delle risorse tra i porti italiani,

sia con quello che può essere

letto come un vero e proprio fallimento

di Assoporti. Quello che conta però, in

economia che in politica, si sa, sono i

numeri. Nella sfida per il controllo dei

traffici del Mediterraneo, Genova è in

testa con circa 2 milioni di container

all’anno contro i 450 mila di Venezia. E

Merlo ha incontrato a Singapore i vertici

di PSA, il principale operatore portuale

al mondo che gestisce 29 terminal

sparsi in tutto il mondo, tra cui quello di

Genova Voltri, per presentare le linee

guida del nuovo Piano Portuale di Genova.

Concluse le opere gli attuali due

milioni di containers raddoppieranno.

Sabrina Bertini

febbraio 2013 - 39


infrastrutture / porto&diporto

Tasse ridotte a Trieste

per far crescere i traffici

Il presidente dell’AP Monassi: “Al fianco delle imprese

nell’interesse dell’economia e dell’occupazione”

La presidenza NAPA passa a Trieste

Un biennio 2010-2012 a Trieste

da record per il traffico

contenitori con un +45% che

rappresenta il risultato di una strategia

privata e pubblica improntata alla crescita.

Per proseguire su questo cammino

in una fase economica di profonda

difficoltà, il Comitato Portuale ha dato

mandato al presidente dell’Autorità

Portuale, Marina Monassi, di disporre,

mediante ordinanza il differimento alla

data del primo luglio 2013 dell’applicazione

dell’incremento del 33% della

tassa portuale, nonché della tassa erariale

e della tassa portuale per i punti

franchi del porto di Trieste, previsto dal

decreto interministeriale del 24 dicembre

2012.

“Intendiamo stare a fianco delle imprese

– ha evidenziato Marina Monassi

– che mi hanno dato fiducia e alle

quali dobbiamo consentire di operare

nelle migliori condizioni possibili. Per

tale ragione ho proposto al Comitato

Portuale questo “abbattimento” delle

tasse funzionale a generare traffico e

occupazione”.

Un plauso alla scelta dell’Autorità

portuale è arrivato dal presidente della

Camera di Commercio di Trieste, Antonio

Paoletti, che ha rilevato sia quanto

“siano importanti per le imprese le

scelte deliberate dall’AP sia quanto tali

scelte riflettano il dialogo e la condivisione

delle strategie tra l’Apt e gli operatori

dello scalo”.

Anticipando i contenuti del prossimo

aggiornamento del Piano Operativo

Triennale, il presidente Monassi ha riferito

che quest’ultimo, così come concepito

dalla legge 84/1994 si limitava

ad un mero elenco delle opere. Ciò che

è stato fatto dall’Autorità Portuale è invece

connotato da una visione ben più

ampia, in quanto si è realizzato un vero

e proprio Piano di Rilancio Pluriennale,

similmente a quanto accade nelle società

di capitali.

Su queste basi, si sta procedendo

ad assumere vari elementi – in primis

le previsioni di traffico dei terminalisti

– sulla base dei quali verranno scelti i

lavori da appaltare.

Il presidente ha inoltre precisato che

l’Autorità Portuale è riuscita ad ottenere,

nell’anno 2012, un avanzo di amministrazione

pari a 13 milioni di euro, pur

avendo tenuto le tasse a livelli minimi.

Tasse concorrenziali che hanno favorito

l’incremento dei traffici e le conseguenti

maggiori entrate.

Il presidente Monassi ha fatto anche

il punto sulle principali concessioni del

comprensorio (Greensisam e Portocittà).

Ricordando che queste concessioni

sono importanti, perché garantiscono

all’Apt un introito annuo di oltre un

milione di euro, si è sottolineato che è

quanto mai urgente che i concessionari

realizzino i lavori previsti.

Sul fronte Greensisam è stato ricordato

che i lavori non sono stati ancora

avviati perché manca l’autorizzazione

per la conformità urbanistica, il cui

procedimento è di competenza della

Regione sentito il Comune di Trieste.

L’Apt ha sollecitato Regione e Comune

facendo presente che la Procura generale

presso la Corte dei Conti ha richiesto

notizie in merito alla conclusione

dei lavori di riqualificazione dell’area.

Per ciò che concerne invece Portocittà,

è stato segnalato che questa ha

inviato una lettera in cui lamenta, tra

38 - febbraio 2013


l’altro, la mancata consegna delle aree.

Tuttavia, Portocittà, dal canto suo, non

ha provveduto ad acquisire nei termini

le autorizzazioni ed i nulla osta necessari

all’avvio dei lavori. Per questi motivi,

il concessionario, già nel dicembre

2012 aveva chiesto all’Autorità Portuale

una proroga rispetto ai termini previsti

nel crono programma consegne e

nel crono programma opere. L’Autorità

aveva concesso tale proroga fino al 28

febbraio 2013, data in cui ragionevolmente

tutte le aree dovranno essere

consegnate.

I Presidenti dei Porti membri del

NAPA (North Adriatic Ports Association)

si sono incontrati recentemente

presso la sede dell’Autorità Portuale di

Trieste.

L’obiettivo condiviso di questo primo

incontro ufficiale del 2013 è stato

ribadire la centralità e l’assoluta imprescindibilità

del NAPA stesso come

sistema multiporto, competitivo per la

movimentazione delle merci rispetto ai

sistemi portuali del Northern Range e

in grado di dialogare ai massimi livelli

con le Istituzioni a livello europeo.

Durante l’incontro è stata riaffermata

con decisione l’unità d’intenti che anima

i porti membri del NAPA, nell’ottica

di consolidare i vantaggi del sistema

Nord Adriatico, sia sotto il profilo ambientale

che di risparmio di tempi e di

costi nelle rotte con il Far East, che di

qualità ed affidabilità dei servizi offerti.

Ed è per questo che nel 2013 l’attività

di promozione comune si concentrerà

sui mercati dell’Egitto, India e Vietnam.

Il NAPA vuole aumentare la sua competitività

continuando a sostenere i progetti

di sviluppo di ciascun porto, nella

convinzione che solo sommando gli

sforzi di ognuno sarà possibile raggiungere

la scala di capacità ed efficienza

necessaria per vincere la competizione

europea e globale ed è anche per questo

che i quattro porti presenteranno

nel prossimo bando annuale TEN-T, un

progetto comune per il cofinanziamento

di interventi infrastrutturali in ciascun

porto.

Particolare attenzione è stata rivolta

altresì al Progetto ITS Multiport Gateway,

un progetto cofinanziato dall’UE

grazie al quale si sta realizzando una

piattaforma informatica per l’interscambio

elettronico dei dati tra i porti del

Nord Adriatico e facilitare così l’arrivo e

la gestione dei cargo da tutto il mondo.

Si è inoltre ratificato il passaggio della

presidenza del NAPA - secondo la rotazione

semestrale prevista dallo statuto

- da Capodistria a Trieste.

Infine Autorità portuale e Ente camerale

hanno coordinato, insieme ad

Aires, la presenza di un gruppo di imprese

locali a Fruit Logistica Berlino, il

più importante appuntamento europeo

del settore.

Quello che a ragione può essere

considerato l’hub logistico dell’ortofrutta

tra Mediterraneo ed Europa si è

proposto come sistema con terminalisti,

società di logistica e spedizione e il

centro all’ingrosso di Trieste che hanno

scelto di presentarsi di nuovo unite

nella vetrina berlinese, ovvero il più

importante evento europeo del settore,

che nel 2012 ha ospitato 2500 espositori

e 56mila visitatori specializzati da

127 Paesi.

Fabrizio De Cesare

febbraio 2013 - 39


trasporti / porto&diporto

La buona logistica

Nel 2011 le biciclette vendute

in Italia hanno superato le

immatricolazioni di auto. La

Russia sta entrando nel Wto. L’export

è la nostra assicurazione sul futuro e

andrà in primis ad Oriente, oltre che

in Sud America e nel Mediterraneo, il

Mare Nostrum. I primi quattro satelliti

della costellazione Galileo sono stati

lanciati nel 2011 e 2012. La pirateria

marittima, in diminuzione nel 2012, colpisce

ancora centinaia di navi all’anno

con i loro equipaggi e i loro carichi nelle

aree a sud di Suez. Cose che abbiamo

letto, che sappiamo; tracce di un’evoluzione

di straordinaria portata che non

ci consegnerà un mondo come lo conoscevamo

prima della crisi e che accelera

rispetto ai tempi della nostra politica.

Se un Marziano scendesse dalle

stelle e guardasse all’Italia dei trasporti

farebbe elementari domande – quelle

che i giornalisti con pazienza continuano

a fare – alle quali ci si affanna a rispondere

con risme di analisi e statistiche

a sostegno di ciò che va fatto, che

avremmo dovuto fare, che certamente

faremo. Potremmo anche spiegargli

che negli ultimi venti anni l’Ue ha fornito

alle tradizionali politiche dei trasporti

una serie di nuove idee e strumenti che

sono oggi una buona cornice entro la

quale muoversi: le Reti Ten-T, la pianificazione

per Corridoi, i progetti prioritari

con i relativi Coordinatori transnazionali,

la multimodalità, Marco Polo, il Piano

per la logistica, i piani di migrazione

delle tecnologie ferroviarie di rete,

le Autostrade del Mare, Galileo e gli

ITS, gli standard tecnici interoperabili,

gli standard EURO per le emissioni, il

Piano 2020, i contratti di servizio pubblico,

le politiche di vicinato verso est

e verso sud. Sono strumenti di politica

settoriale che l’Unione ha sviluppato e

affinato per approssimazioni successive

e qualche aggiustamento di rotta ma

con una notevole continuità di indirizzo

e integrando progressivamente le sfide

emergenti: la globalizzazione, l’allargamento,

Kyoto, il nuovo baricentro degli

scambi mondiali, il terrorismo internazionale

e la pirateria, la dipendenza

energetica e non solo energetica, la

crisi e la demografia. La crisi, in particolare,

ha impresso un’urgenza inedita

in sede istituzionale europea alla difendibilità

tecnica dei piani delle riforme

nazionali, peraltro obbligatori. Ma non

è facile riconoscere ai piani nazionali

quell’affidabilità che muove l’impresa

ad investire o ricominciare a investire,

in un contesto regolatorio nazionale

che ancora troppo di rado riesce a

scegliere obiettivi coerenti e stabili nel

tempo.

Mentre la nuova geografia degli

scambi mondiali richiede, all’evidenza,

che si investa sulle porte d’accesso ai

territori nazionali, dai valichi ai nodi di

terra e di mare, accogliamo l’atto di

indirizzo per la definizione del Piano

nazionale per lo sviluppo aeroportuale

che, come si legge nel comunicato

del Ministero, era atteso da 26 anni,

annunciato come imminente da tre,

e sarà discusso con le Regioni. Il ddl

portuale, dopo dieci anni di lavori parlamentari,

non è approdato al voto finale

e dietro e avanti ad esso la stessa sorte

è toccata al più recente ddl quadro sugli

interporti, frutto di un paziente lavoro

di tessitura per adeguare finalmente le

norme al decentramento introdotto nel

2001. Attendiamo la nuova legislatura.

Il trasporto pubblico locale, fattore di inclusione

sociale e di rilevante incidenza

sulle casse pubbliche, è oggetto di

un caleidoscopio di regole variabili da

15 anni esatti. La spending review impone

ora la misurazione dei recuperi di

efficienza cui raccordare l’erogazione

(comunque ridotta) delle risorse alle

Regioni e di lì alle aziende. Criteri misurabili

di controllo della spesa regionale

che ci auguriamo consentano alle

singole imprese erogatrici di avere certezze.

Confidiamo anche che l’importantissima

Agenda Digitale, per la parte

che interessa i trasporti, assuma come

obiettivo l’ottimizzazione dei servizi di

mobilità e la modernizzazione efficiente

delle gestioni, in piena coerenza con

il futuro sistema Galileo. Confidiamo

che nessuno scambi il mezzo con il

fine, puntando ad alimentare un nuovo

mercato dei sistemi tecnologici.

Anche la buona logistica è un modo

per tenere insieme la produttività e

l’ambiente, oltre all’occupazione pregiata,

e vorremmo vederla crescere.

Valeria Battaglia

Direttore Generale Federtrasporto

40 - febbraio 2013


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transpotec / porto&diporto

Transpotec Logitec

si mette in marcia

Tanspotec Logitec è ormai alle porte:

l’atteso appuntamento con la manifestazione

organizzata da Fiera Milano

dedicata all’autotrasporto ed alla logistica

è infatti in programma a Veronafiere

dal 28 febbraio al 3 marzo 2013.

Alla luce del complesso contesto

economico in cui si trovano i mercati

legati direttamente e indirettamente al

settore, Transpotec Logitec ha deciso

di investire su un format innovativo,

che mette al centro l’autotrasportatore,

integrando intorno a lui servizi e opportunità.

Questa manifestazione intende far

ripartire la filiera offrendo a tutti gli attori

dell’autotrasporto una piattaforma di

confronto sensibile alle loro esigenze,

guardando a nuovi mercati, italiani ed

esteri – è prevista la presenza di buyer

provenienti da Israele, Serbia, Slovenia,

Turchia, Bulgaria, Romania e Polonia

– e puntando sul progresso dei

servizi e dell’interazione tra tutti i comparti

del sistema. La presenza diretta di

grandi case costruttrici e di molti importanti

player del settore – dai rimorchisti

ai produttori di mezzi e allestimenti ai

fornitori di servizi - è un segnale forte

che testimonia la volontà di esserci e

soprattutto di voler ripartire.

Tra i temi sotto i riflettori, lo sviluppo

di una maggiore cultura di filiera, che

punti alla diffusione dei vantaggi delle

nuove soluzioni (come l’introduzione

degli Euro 6) più attente ai consumi e

alla sostenibilità sociale e ambientale.

Un cambiamento che potrebbe avere

positive ricadute sull’intero Sistema Paese,

nella cui realizzazione Transpotec

è direttamente coinvolto.

“Le manifestazioni fieristiche hanno

il compito di porsi al fianco dei settori

per farli crescere, e diventano cruciali

per la ripresa proprio nei momenti più

complessi per il mercato cui fanno riferimento

– afferma Marco Serioli, Direttore

Divisione Exhibitions di Fiera Milano

– per questo abbiamo voluto con

forza che le aziende credessero al progetto

di Transpotec Logitec, sviluppato

seguendo le loro indicazioni e le loro

necessità: abbiamo obiettivi comuni e

li raggiungeremo insieme”.

Transpotec Logitec ha attratto l’attenzione

di grandi costruttori: Mercedes,

che ha appena confermato la sua adesione,

MAN e IVECO, che saranno tutti

presenti direttamente con importanti

aree espositive su cui presenteranno i

modelli di ultima generazione.

Oltre a loro, hanno aderito in manifestazione

tutti i principali produttori di

rimorchi, i fornitori di componenti e servizi,

con un’ampia gamma di prodotti,

quali rimorchi, semirimorchi, bighe,

porta-container, cisterne alimentari, per

carburanti e materiale chimico/infiammabile

e molto altro. Non mancherà

l’offerta di furgoni isotermici, centinati

e soluzioni innovative per trasportare

ogni genere di materiale. Grande spazio

verrà dato anche a tecnologie e

componentistica con assalisti e produttori

di ralle, oltre ad una vasta scelta in

ambito di aftermarket, grazie a importanti

produttori di ricambi, componenti

ed allestimenti per motrici e trailer. Molti

mezzi e tecnologie, a Transpotec, ma

anche prodotti indispensabili quali carburanti

e additivi, offerti dai maggiori

player del mercato.

Sul fronte dell’offerta integrata dei

servizi per l’autotrasportatore, l’edizione

2013 di Transpotec Logitec ospiterà

inoltre un’importante novità: si tratta di

Tracky Village, una “fiera nella fiera” organizzata

da Fai Service, cooperativa

di servizi per l’autotrasporto e partner

strategico della manifestazione.

In uno spazio di 3000 mq, FAI Service,

attraverso i suoi associati, proporrà

assistenza fiscale, servizi finanziari ed

assicurativi, servizi dedicati all’attività

dell’autotrasportatore su autostrade,

valichi italiani ed europei, navi, treni

navetta e traghetti, oltre al pronto intervento

ambientale e molto altro. Inoltre,

per favorire l’integrazione di tutti gli

operatori della filiera, presso il Tracky

Village saranno allestiti spazi da due

metri per due personalizzati, che i soci

FAI potranno utilizzare per presentarsi

a committenti e fornitori attraverso la

formula del business matching.

Sempre a cura di FAI Service, sono

previsti anche momenti di convegno

su temi centrali per l’attività dell’autotrasportatore,

come la responsabilità

condivisa, la professionalità garantita,

la salute dell’autotrasportatore e su

temi di attualità per il settore, come il

trasporto intermodale nave-treno, il

Telepass europeo ed i nuovi veicoli

Euro 6. Inoltre, grazie alla collaborazione

siglata con tuttoTrasporti, Transpotec

sarà l’occasione per scoprire

e soprattutto provare gli ultimi modelli

dei veicoli di tutte le principali case

costruttrici in una grande ed attrezzata

area esterna. Saranno poi numerose le

iniziative espressamente dedicate agli

appassionati di trucks, nelle giornate di

sabato 2 e domenica 3 marzo: tra queste

un’esposizione di decine di mezzi

decorati, coordinata da Highway Truck

Team, ed il Festival del Camionista,

con una coinvolgente animazione e tipiche

specialità tedesche da gustare in

una stube.

Un momento importante di incontro

per gli operatori del settore, studiato

per facilitare l’interazione, il confronto

e il contatto tra addetti ai lavori e istituzioni

sarà l’edizione 2013 del Forum

Internazionale del Trasporto e della Logistica,

che si svolgerà durante la manifestazione

(cfr. box Forum).

Per accedere alla manifestazione a

42 - febbraio 2013


un prezzo scontato, è possibile registrarsi

on line sul sito www.transpotec.

com e richiedere il proprio biglietto a

soli 4 euro, invece di 12.

Transpotec Logitec è patrocinato

dal Ministero delle Infrastrutture e dei

Trasporti, dalla Regione Veneto, dalla

Provincia di Verona e dal Comune di

Verona.

Forum Internazionale

della Logistica e

dell’Autotrasporto 2013

La terza edizione del Forum Internazionale

della Logistica e dell’Autotrasporto

si terrà sue due giornate a

Veronafiere, i prossimi 28 febbraio e

1 marzo, in contemporanea con Transpotec

Logitec.

Logistica e trasporti sostenibili. Per

l’ambiente, per le aziende, per la mobilità,

per lo sviluppo economico e sociale,

questo il titolo dell’edizione 2013,

ultima tappa nel percorso che da tre

anni sta accompagnando gli operatori

del settore - associazioni di categoria,

committenti, costruttori, trasportatori e

istituzioni – che qui potranno confrontarsi

e approfondire i temi di maggior

interesse e attualità. Focus, dunque, su

logistica e trasporti sostenibili, tematiche

strategiche per il rilancio del settore

ed il suo sviluppo economico.

Divenuto ormai un appuntamento

imperdibile per gli addetti ai lavori, il

Forum trova quest’anno la sua naturale

collocazione all’interno di Transpotec

Logitec, per agevolare ed ottimizzare

l’interazione, il confronto e il contatto

tra gli operatori e con le istituzioni.

Nella mattinata di venerdì 1 marzo,

presso la Sala Salieri del Palaexpo di

Veronafiere, si svolgerà la sessione

plenaria del Forum, momento di confronto

di primarie figure del mondo associativo,

accademico e istituzionale,

con una tavola rotonda sui temi della

sostenibilità dei trasporti e della logistica.

Nel pomeriggio del 28 febbraio e

del 1 marzo si svolgeranno invece i 6

workshop tecnici, coordinati da Rocco

Giordano, Docente di Politica Economica

dei Trasporti e della Logistica, con

relatori appartenenti all’intera filiera e

rappresentativi delle eterogenee esigenze

del settore. I workshop saranno

così occasione di approfondimento di

alcuni tra i temi più “caldi” ed attuali: la

logistica sostenibile, il trasporto aereo,

l’internazionalizzazione delle imprese,

la logistica urbana, il futuro del sistema

intermodale italiano e l’innovazione

tecnologica nel trasporto.

La programmazione dei workshop

è tale da evitare sovrapposizioni, per

dare la possibilità a chi è interessato a

più temi di non perdere alcun appuntamento.

Giacomo Canarsa

febbraio 2013 - 43


logistica / porto&diporto

Come il sistema interporti

farà ripartire il Paese

La UIR (Unione Interporti Riuniti) ha presentato nei

giorni scorsi il rapporto sul sistema interportuale italiano,

da cui emergono con molta forza, oltre alla dimensione

complessiva delle aree interportuali espandibili nel

breve/medio periodo, quantificabili in 9,5 milioni di metri quadrati

mq, i dati relativi alle performance ferroviarie: 972.000

UTI (unità di trasporto intermodale) movimentate/anno, 1,7

milioni di TEU movimentati/anno, 27.500 coppie di treni intermodali/anno,

indicativi di una dinamicità di movimentazione

di rilievo. A questo primo rapporto seguiranno periodici

aggiornamenti, come ha sottolineato il presidente della UIR

Alessandro Ricci, che ha voluto focalizzare l’attenzione su

due elementi emersi dall’analisi e cioè che va contrastato il

prolificare di insediamenti logistici spesso frutto di pure speculazioni

immobiliari, a fronte di un’offerta interportuale ancora

importante; e inoltre si può, con questo rapporto, quantificare

il contributo che gli interporti assicurano al trasporto

ferroviario che sarebbe ben maggiore se venissero arginate

le strategie dell’operatore incumbent certo non a favore del

trasporto merci.

37,5 milioni di metri quadrati di aree destinate all’attività

interportuale, 32 milioni di metri quadrati di

aree disponibili per attività interportuali, 22,6

milioni di metri quadrati di aree infrastrutturate

per le attività interportuali, 2,8 milioni

di metri quadrati di aree terminalistiche,

6 milioni di metri quadrati di aree logistiche.

Questi sono i numeri che

emergono dal rapporto sul sistema

interportuale italiano,

indicativi di una notevole

capacità produttiva effettiva

e potenziale

e su questo

argomento

Porto&diporto ha posto al presidente Ricci alcune domande.

Presidente, oltre i dati, quali sono le difficoltà che incontrano

le realtà interportuali?

Sarà parso evidente a chi ha avuto la pazienza di leggere

il rapporto in tutti i suoi aspetti che conteneva un limite di

fondo: veniva rimarcato in quel rapporto la difficoltà di mettere

assieme e leggere dei dati che non fossero assunti in

maniera omogenea e sui quali era difficile costruire un’omogeneità

di confronto e di riflessione. E quindi, anche al didi

una fotografia generale di questo momento, diventa difficile

pensare di poter sviluppare su quei dati delle analisi e degli

approfondimenti ulteriori. Il primo impegno che in qualche

modo ci veniva consegnato da quel lavoro era quello

di costruire un percorso che consentisse di presentare un

rapporto che in qual modo si fondasse su elementi comuni

e condivisi e credo che il lavoro che il vicepresidente dell’Interporto

di Padova e consigliere dell’Associazione, Luciano

Greco, ha svolto insieme al coordinamento del Gruppo di

lavoro, abbia colto l’obiettivo. Ritengo che questo lavoro rappresenti

un notevole passo avanti e anche un significativo

risultato essendo non è solo per noi un aggiornamento della

fotografia dello stato delle cose, ma è anche rendere evidente

in alcune valutazioni quelle che sono le potenzialità che la

realtà interportuale è in grado di poter mettere in campo nel

breve periodo.

Quali sono le prospettive future?

Le prospettive future che noi intendiamo consegnare al

nuovo Parlamento e al nuovo Governo e al confronto con le

altre associazioni del settore partono dalla consapevolezza

del fatto che questa legislatura si è conclusa con due provvedimenti

per noi estremamente importanti, ma non solo per

noi, bensì per tutto il mondo della logistica, ripeto estremamente

significativi, che non hanno visto la conclusione del

loro iter legislativo.

A cosa si riferisce?

Mi riferisco da un lato alla legge sulla portualità che è stata

approvata al Senato ma è stata bloccata alla Camera e

dall’altro lato alla legge sull’interportualità, approvata invece

alla Camera e rimasta inspiegabilmente bloccata

alla 8° commissione del Senato; devo dire con

grande franchezza che avremo gradito un po’

di coraggio e di determinazione per giungere

alla conclusione di questi due

provvedimenti importanti

e significativi

che sep-

44 - febbraio 2013


pur non esaustivi di tutte le esigenze, avrebbero consentito

di far partire la nuova legislatura da un punto più avanzato.

Quindi è forte la vostra delusione?

Certo, a questo risultato decisamente negativo della mancata

approvazione dei provvedimenti va aggiunto anche un

lavoro che è stato sviluppato nel corso di questi anni intorno

al piano della logistica che è rimasto un lavoro di studio, ma

che non ha visto nessun approccio di carattere normativo e

nessun approccio di carattere legislativo e quindi è chiaro ed

evidente che la nuova legislatura che fra qualche settimana

avvierà i propri lavori dovrà ripartire da questa situazione,

tenendo conto del peso che ha la logistica ed il sistema dei

trasporti nel nostro Paese. Del peso all’interno del PIL, del

peso rispetto agli elementi di carattere occupazionale, ma

anche del peso della logistica rispetto alla capacità che ha il

nostro Paese di essere competitivo. Soprattutto in un panorama

nel quale occorre lavorare fortemente per la ripresa dei

consumi e delle attività di esportazione.

E in questo caso entrano in gioco i costi della logistica?

Ma non è solo un problema di costi del prodotto trasporto

perché i costi sono anche una conseguenza di aspetti complessi,

sotto il profilo di carattere burocratico come sotto il

profilo dei tempi, o sotto il profilo di azioni politiche che in

qualche modo congelano quelle che sono le capacità nostre

di essere competitivi sulle scena mediterranea.

Quali margini di manovra restano?

Se partiamo da questa analisi e se prendiamo a riferimento

i due lavori che sono stati avviati, riforma dei porti e riforma

degli interporti, insieme al lavoro fatto sul piano della logistica,

io credo che oggettivamente ci siano le condizioni per

rimettere in pista all’inizio della legislatura un provvedimento

che in qualche modo rilanci su basi nuove tutto questo lavoro.

Io penso ad esempio che sul tema porti e interpoti forse

sia maturo un ragionamento: visto come è andato il percorso

precedente, di ripartire magari da un percorso unificato dei

due progetti, magari inserito in un decreto legislativo da assumere

nel corso dei primi cento giorni di attività del nuovo

governo, che fissi alcuni principi importanti fondamentali per

quanto riguarda l’industria della logistica e che tenga assieme

aspetti di carattere infrastrutturale e aspetti di carattere

normativo in modo da consentire all’industria della logistica

di poter fare un passo in avanti in termini di competitività. Basterebbe

prendere tre, quattro cose essenziali sotto questo

profilo e provare su quelle a caratterizzare l’avvio di un percorso

che pro- babilmente può essere un utile

contributo alla

ripresa del sistema

economico del

nostro Paese.

Oltre ai costi

esiste anche un

problema di ra- zionalizzazione

del settore?

E’ uno degli

aspetti che si può

cogliere in questo

rapporto sulle attività

degli interporti

e che coincide con

quanto sostenuto

nel corso degli ultimi

anni: è inutile pensare

di realizzare nuovi interporti,

è inutile e non

necessario ipotizzare

nuovi insediamenti logistici

nel nostro Paese

e non lo dicevamo

a caso. La fotografia

che noi presentiamo è

tale da dire che abbiamo

nel sistema della

rete degli interporti

attualmente qualcosa

come 15 milioni di

Alessandro Ricci

metri quadrati di superfici

ancora da sviluppare, tali da consentire una crescita

del sistema logistico soprattutto se combinato in asse con il

mondo portuale, gate di ingresso nel nostro Paese. C’è da

considerare che questa potenzialità è in gran parte distribuita

sugli assi principali dei corridoi europei, e che è spendibile

immediatamente in quanto le superfici sono già nella

disponibilità degli interporti, oltre ad avere anche la destinazione

urbanistica. Allora in questo contesto il

lavoro che noi abbiamo fatto è estremamente

utile e può consentire anche ai decisori politici

di considerare come il mondo degli

interporti si inserisce in un contesto

di sviluppo economico del nostro

Paese.

Sandro Minardo

febbraio 2013 - 45


logistica / porto&diporto

Il sistema italiano

degli interporti:

del sistema di movimentazione

delle merci è

L’inefficienza

una delle principali cause del

declino competitivo del nostro paese

negli ultimi vent’anni, come emerge

dalla comparazione dell’Italia con le

altre grandi economie manifatturiere

d’Europa (es. la Germania). Per questo,

nel recente dibattito di politica economica,

gli interventi su questo settore

sono stati spesso indicati come “strategici”

per il rilancio competitivo del nostro

paese.

Tuttavia, la conoscenza del funzionamento

del trasporto di merci e della

logistica è poco diffusa in Italia, forse

anche per l’estrema complessità e dinamicità

del settore. Scarsa conoscenza

e grande complessità costituiscono

un rischio perché, com’è successo nel

recente passato, conducono a decisioni

distorte e piani di intervento spesso

molto lontani dalla realizzabilità e soprattutto

dalle necessità del tessuto

produttivo del paese.

Luciano Greco

Coordinatore del Gruppo di lavoro

UIR sulle rilevazioni statistiche,

Consigliere UIR, Vicepresidente di

Interporto Padova Spa, professore

di Scienza delle finanze all’Università

di Padova e visiting professor

al Center for Transport Studies

dell’Imperial College di Londra

Con l’obiettivo di rafforzare la qualità

delle decisioni pubbliche su questi temi

fondamentali, UIR ha recentemente

portato a termine un’innovativa indagine

sugli interporti italiani, che costituiscono

un pezzo importante del sistema

di trasporti e logistica nazionale.

Gli interporti, infatti, svolgono essenzialmente

due funzioni: gestione

di terminal ferroviari, soprattutto per il

potenziamento del traffico intermodale

delle merci (misurato in unità di trasporto

intermodale – UTI: container,

semirimorchi e casse mobili); gestione

di infrastrutture per la logistica.

Nel 2011, 19 dei 24 interporti italiani

erano già operativi, con una prevalente

concentrazione nell’area Nord del paese

ed una localizzazione privilegiata

46 - febbraio 2013


isultati e sfide

lungo gli assi ferroviari e stradali fondamentali

che attraversano l’Italia. Il sistema

interportuale presenta una notevole

capacità produttiva: quasi 22 mln di mq

di “aree infrastrutturate”, con modelli di

specializzazione verso le attività logistiche

e terminalistiche che si adeguano

alle diverse esigenze territoriali. È da

sottolineare come tale capacità sia suscettibile

di espansione per 10 milioni

di mq (cioè, +46,9%) a breve medio termine

e ulteriori 5 milioni di mq a mediolungo

termine. L’esistenza di questa

potenzialità di espansione sottolinea

l’eccesso di capacità della logistica italiana

(non solo interportuale) rispetto

dalla domanda.

Dall’analisi dei terminal ferroviari,

emerge inoltre come gli interporti siano

già sostanzialmente adeguati (in tutto

il territorio nazionale) all’ampliamento

del ruolo del trasporto intermodale.

Tuttavia, questa potenzialità sottolinea

ancora una volta la forte limitazione

allo sviluppo del trasporto ferroviario

italiano determinata dalle strozzature

esistenti. Nonostante questi vincoli, il

sistema interportuale ha sviluppato nel

2011 un volume di traffico intermodale

equivalente a oltre 1,7 mln di TEU

(poco meno di 1 mln di UTI). A questa

attività, si aggiungono poco più di

centomila carri di traffico ferroviario

convenzionale. Nella rilevazione per il

2011, non è stato possibile – per ragioni

di disomogeneità dei dati – rilevare

il trasporto stradale di merci che costituisce

una fetta rilevante del volume di

attività.

Con questo primo Rapporto, UIR intende

avviare una rilevazione periodica

dell’attività degli interporti con l’obiettivo

di estendere l’analisi nei prossimi anni

per cogliere aspetti finora inesplorati.

Ulteriore obiettivo è il coinvolgimento di

altri soggetti (associazioni, istituzioni,

ecc.) in questo sforzo conoscitivo e di

riflessione sul sistema intermodale e logistico,

ampliando l’analisi oltre i confini

delle attività interportuali in senso stretto.

Per questa ragione, UIR ha recentemente

costituito un “Osservatorio sulla

logistica e l’intermodalità”, che inizierà

nelle prossime settimane a elaborare

il Rapporto 2012 sul sistema interportuale.

Dall’analisi fin qui svolta emerge

che in Italia c’è eccesso di capacità

complessiva nel settore interportuale e

logistico (ma anche portuale), rispetto

ai flussi esistenti e prevedibili di merci.

Eccesso di capacità che stride con il

cronico squilibrio dei trasporti di merci a

sfavore dell’intermodalità nel confronto

dell’Italia con gli altri paesi europei. La

correzione di questo squilibrio, convogliando

le poche risorse esistenti verso

piccoli interventi infrastrutturali sulla

rete ferroviaria e rivedendo gli incentivi

alle diverse modalità di trasporto, rappresenta

la principale manovra per potenziare

la competitività del settore dei

trasporti di merci e, più in generale, del

sistema manifatturiero nazionale.

Luciano Greco

febbraio 2013 - 47


logistica / porto&diporto

Il controllo del trasporto

internazionale delle merci

Si è svolto recentemente a Milano,

nella sede della CCIAA,

il convegno organizzato dal

Propeller Club di Milano dal titolo “Riportare

in Italia il controllo del trasporto

internazionale delle merci: un’opportunità

per la crescita”.

I lavori sono stati aperti da Riccardo

Fuochi, Presidente del Club Milanese

di usufruire di vettori logistici in loco,

vale a dire aziende logistiche dei paesi

verso cui i loro prodotti sono indirizzati,

o di altri competitor internazionali”.

Il Prof. Carlo Vaghi del Certet Bocconi

ha poi tenuto la relazione principale

analizzando nel dettaglio il tema

del trasporto franco fabbrica ed evidenziando

come “la dimensione media

su 24h come invece avviene nei porti

del Nord Europa. Gli armatori si trovano

così a preferire alcuni giorni di navigazione

in più a fronte di uno scarico e

carico delle merci rapido ed efficace a

minor costo piuttosto che le problematiche

classiche riscontrabili nelle nostre

strutture.

Franco Colombo, Presidente Confapi

Varese e Vice Presidente Nazionale ha

invece contestualizzato il problema per

le piccole e medie imprese evidenziando

come “il costo della logistica può

incidere fino al 30% del costo

manifatturiero penalizzando

così

la competitività.”

Umberto Masucci e Riccardo Fuochi

che ha dichiarato come “La logistica

possa creare un effetto volano per l’intera

economia”. Fuochi ha poi evidenziato

come siano almeno “un milione

i container che sono diretti in Italia e

sbarcano nei porti del Nord Europa

per una perdita di centinaia di milioni

di euro ed intercettare questi container

significherebbe sviluppare l’industria

logistica attraverso l’acquisto di spazi,

macchinari, servizi.”

Dopo aver portato i saluti istituzionali,

Pier Andrea Chevallard, Segretario

generale della Camera di Commercio e

Direttore di Promos ha così affrontato

il tema: “La logistica rappresenta una

leva strategica d’intervento, non solo in

termini microeconomici per la competitività

dei singoli player, ma anche – e

conseguentemente - in senso macroeconomico

ai fini dello sviluppo economico

generale e territoriale, in termini

di PIL, valore aggiunto e occupazione.

In troppe circostanze, nelle dinamiche

relative alle attività di export, le nostre

imprese esportatrici seguono prassi

consolidate nel tempo, che prevedono

dell’impresa manifatturiera in Italia, tra

le più basse in UE, sia un ostacolo alla

domanda di servizi logistici integrati”.

Vaghi ha terminato il suo intervento rilevando

come “i provvedimenti per il passaggio

dall’EXW ad altri contratti siano

da inserire in un quadro di politiche per

modernizzare la logistica in Italia”.

Le clausole exworks sono considerate

dagli operatori come un fattore di

risparmio senza però valutare i rischi

giuridico economici che discendono

dal mancato controllo della fase del

trasporto delle merci. Le problematiche

che possono derivare dal trasporto non

verranno eliminate utilizzando le clausole

CIF, ma certamente permettono

una miglior gestione del rischio connesso

al trasporto stesso. Si è discusso

poi dei generici problemi di carattere

culturale che affliggono il Paese come

la mancanza di decisioni di respiro nazionale

aventi un’ottica internazionale,

la mancanza di giovani qualificati

nell’ambito della logistica, così come

problemi di ordine burocratico uniti ai

servizi doganali che non operano 24h

Stefano

Zunarelli,

Founding Partner

dell’omonimo Studio Legale ha

poi ricordato come “siano stati elaborati

nel corso degli anni ben tre diversi

Piani della Logistica (nel 1999, nel

2004 e nel 2011) che purtroppo non

sono mai stati realizzati”.

Claudio Rotti, Presidente AICE, ha

poi raccontato come “uno dei Paesi dai

48 - febbraio 2013


Fulvio Carlini

Carlo Mearelli

Marco Lopez de Gonzalo

quali l’Italia importa più prodotti tessili

e scarpe (ovviamente prodotte in Cina)

sia l’Olanda e come sia significativo

pensare, ancora una volta, che le importazioni

passino dai porti del

Nord (e addirittura per

l’intermediazione

di

aziende

del Nord Europa)”.

Daniela

Comina, Import Export

Manager del Gruppo Coin

ha ricordato come “il gruppo acquista

i propri prodotti in Italia, nel bacino

Mediterraneo e oltre oceano e che per

controllare gli acquisti all’estero e come

le importazioni del gruppo coinvolgano

quasi 8000 teus all’anno con il 90% di

contratti con compagnie marittime e

spedizionieri allo scopo di controllare e

ridurre i costi, controllare i transit times

per una corretta programmazione delle

immissioni, omogeneizzare e semplificare

i flussi in entrata e che grazie ai

due depositi italiani l’azienda possa godere

di una riduzione dei tempi di sdoganamento

e maggior sicurezza delle

merci”.

Umberto Masucci, Presidente Nazionale

del Propeller ha invece puntato

“sull’importanza del mercato Nord Africano:

uno sbocco di 440 milioni di consumatori

ai quali poter vendere il nostro

Made in Italy” e “sull’importanza della

semplificazione delle procedure burocratiche

e doganali non solo nei porti

ma in tutta la catena logistica”.

Fulvio Carlini, Presidente Multimarine

Services ha invece approfondito

il tema della formazione e evidenziato

come oggi vi sia la necessità di “definire

in Italia uno o due punti di formazione

di autentica eccellenza, aiutare e

informare chi vuole operare nel settore,

prevedere stage formativi in Italia e

all’estero e prevedere la possibile utilizzazione

del personale sia nel sistema

della logistica sia in quello dell’industria

e del trading”.

Molto incisivo l’intervento di Carlo

Mearelli, Presidente di Assologistica,

che ha dichiarato: “Il tema che trattiamo

oggi è politica internazionale. Il Governo

e il Parlamento devono inserire

questo tema come una priorità e dettare

leggi univoche per il bene del sistema”.

Mearelli ha poi invocato: “un patto

fra manifatturiere e supply chain perché

la supply chain è parte integrante

del prodotto manifatturiero e del made

in Italy e deve rappresentare il vero valore

aggiunto nella produzione e nella

vendita”. Mearelli ha concluso il suo intervento

invitando le aziende italiane a

“costituire reti di impresa integrate per

vincere”.

Luca Moriconi, Direttore dell’Area

Procedure e Controlli delle Dogane ha

invece parlato di “alcuni aspetti di interesse

doganale connessi alle modalità

di consegna concordate tra le parti di

una transazione internazionale di merci”

e concluso con il suggerimento, nel

caso di utilizzo della condizione di resa

EXW, “di affidare l’incarico di curare lo

sdoganamento a un doganalista o spedizioniere

di propria fiducia, dando tutte

le necessarie istruzioni e indicazioni

pratiche al cliente estero e al vettore,

prima di procedere alla consegna”.

Marco Lopez de Gonzalo dello Studio

Legale Mordiglia è poi sceso nel dettaglio,

spiegando quali siano le criticità

legate alla consuetudine, tutta italiana,

delle aziende esportatrici di disinteressarsi

del trasporto e della logistica,

continuando a vederli come “costi” e

non come “opportunità” e che

solo un “un cambio di mentalità potrà

finalmente far decollare l’Italia. A

chiusura dei lavori, Lanfranco Senn,

Direttore del Certet Bocconi ha ribadito

come “solo grazie alla logistica l’Italia

potrà finalmente diventare competitiva

nel mercato globale, ma per realizzare

il “sogno” ci vuole un salto culturale,

bisogna anche fare rete ed abbandonare

l’illusione dell’autonomia così fortemente

radicata nel tessuto industriale

italiano”.

Italo Merciati

Cos’è il Propeller Club

Il Propeller Club è un’Associazione

Culturale che promuove l’incontro

e le relazioni tra persone che gravitano

nei trasporti marittimi, terrestri,

aerei; favorisce la formazione e l’aggiornamento

tecnico, culturale tra

tutti gli appartenenti alle categorie

economiche e professionali legate

alle attività marittime e dei trasporti

internazionali e nazionali. A

livello nazionale il Propeller si compone

di 20 clubs dislocati su tutto il

territorio nazionale che contano circa

1300 soci.

febbraio 2013 - 49


trasporti / porto&diporto

InRail, nuovi traffici

per la prima volta in Slovenia

Grazie all’accordo con le Ferrovie Slovene l’impresa ferroviaria privata

friulana è la prima, dopo Trenitalia, a operare in territorio sloveno

InRail, l’Impresa Ferroviaria privata

basata a Udine e specializzata nel

trasporto di materie prime, rottami

ferrosi, prodotti siderurgici finiti e legname,

ha avviato i propri servizi di trasporto

attraverso il valico di frontiera di

Nova Gorica. Grazie al recente accordo

con le Ferrovie Slovene e all’autorizzazione

rilasciata dall’Agenzia slovena

per il trasporto - AZP, la Società friulana

potrà ritirare per la prima volta i treni in

Slovenia, gestendo la vezione nel tratto

Gorizia – Nova Gorica con locomotori

diesel. “InRail è la prima Impresa Ferroviaria

dopo Trenitalia ad aver ottenuto

l’autorizzazione a operare in territorio

sloveno, cosa che ci rende pienamente

soddisfatti del nostro operato e dello

sviluppo attuato dalla Società fin dalla

sua fondazione nel 2009 - ha commentato

Lucio Gentile, Responsabile Commerciale

della Società - Ringraziamo

per la fattiva collaborazione le Ferrovie

Slovene e l’Agenzia slovena per il trasporto

– AZP, oltre ovviamente ai nostri

clienti per il sostegno e lo sforzo comune

messo in campo”.

Impresa Ferroviaria privata operativa

dal 2009, InRail offre trasporti per tutti

i tipi di merci nel Nord Italia e, in part-

nership con altre I.F., su tutto il territorio

nazionale. Dopo l’avvio dei servizi

nel 2009, la Società si è posizionata

già a partire dall’anno successivo tra

le prime 10 Imprese Ferroviarie italiane.

Con sede legale e amministrativa

a Genova e sede operativa a Udine,

InRail si avvale oggi di un organico di

oltre 70 dipendenti tra Istruttori Accreditati

per la formazione del personale,

agenti esperti per le attività di verifica

tecnica, di condotta e di formazione

treno, nonché una sala operativa multilingua

incaricata di organizzare e presidiare

il traffico.

Con 17 carri ferroviari carichi, il primo

treno operato da InRail da Nova Gorica

è partito lo scorso 15 gennaio, seguito

da altri treni nei giorni 17, 19, 24 e

26 gennaio, tutti realizzati per conto di

ABS – Acciaierie Bertoli Safau (Gruppo

Danieli). Da sabato 2 febbraio, il traffico

di InRail da e verso il territorio sloveno

è diventato regolare, con l’obiettivo di

essere ulteriormente incrementato nelle

prossime settimane fino ad arrivare

ai 6 treni settimanali preventivati. Inoltre,

per garantire una presenza ancora

più forte in Slovenia e un supporto

costante nella gestione delle attività sul

territorio, la Società ha aperto a Nova

Gorica un nuovo ufficio operativo, che

si affiancherà alle sedi InRail di Udine

e Genova.

Il nuovo servizio merci in Slovenia

si aggiunge agli altri servizi già effettuati

regolarmente dalla Società, che

comprendono numerose tratte, tra cui

Udine-Tarvisio, Osoppo-Tarvisio, San

Giorgio di Nogaro- Tarvisio, Villa Opicina-Osoppo,

Villa Opicina-Udine e, in

collaborazione con Trenitalia, sulla tratta

Trieste-Servola a Fiorentina di Piombino.

Oltre a Trenitalia e alle Ferrovie

Slovene – SZ, la Società collabora

attivamente con Ferrovie Udine Cividale

(suo partner italiano), Rail Cargo

Austria, le SBB e Deutsche Bahn. Con

circa 80 treni a settimana trazionati,

InRail si conferma oggi un punto di riferimento

nell’offerta di servizi ferroviari

per l’industria siderurgica, cartaria, chimica,

manifatturiera, nonché per porti,

interporti e piattaforme logistiche.

Inoltre, InRail partecipa al Capitale

Societario dell’Impresa Ferroviaria

FuoriMuro, attiva nel Nord Ovest e

nata nel 2010 come Società di Manovra

all’interno del Porto di Genova.

Fabrizio De Cesare

50 - febbraio 2013


trasporti / porto&diporto

Italia e Cina costruiranno

grandi autobus elettrici

Nell’ottica di ridurre l’inquinamento

ambientale ed acustico

nelle città, arrivano i primi

autobus elettrici da 12 metri targati

Italia e Cina, all’avanguardia in questo

segmento.

E’ un progetto industriale che punta

alla mobilità sostenibile con la produzione,

promozione e commercializzazione

in Italia e in Europa di autobus

elettrici di 12 metri in grado di circolare

con un’autonomia di oltre 200 chilometri,

una percorrenza media giornaliera

di un bus urbano, una velocità che supera

gli 80 chilometri orari e batterie al

litio fosfato con circa 2mila cicli di ricarica.

E considerando che l’utilizzo di un

mezzo urbano è in media di 300 giorni,

le batterie sono garantite per 6-7 anni.

E’ una novità assoluta per il mercato

europeo, dove sono presenti minibus a

motore elettrico di 7 metri, ma non autobus

di queste dimensioni.

Il progetto parte da Grosseto, dove

Giovanni Pontecorvo, presidente di

BredaMenarinibus, azienda bolognese

del gruppo Finmeccanica, e il presidente

della società grossetana Rama E-

life, Marco Simiani, hanno sottoscritto

un accordo di cooperazione per sviluppare

insieme il programma E-life che

prevede la commercializzazione degli

autobus elettrici di 12 metri. L’azienda

grossetana ha ottenuto l’esclusiva per

otto anni per la promozione e commercializzazione

dell’autobus in Italia e in

Europa, attraverso un contratto con le

aziende cinesi che hanno realizzato il

prototipo: la Ruihua New energy auto

di Shangai (costruisce motori elettrici)

e la Alfabus co. di Jiangsu, produttrice

di scocche per autobus urbani e suburbani.

Alla BredaMenarinibus il compito di

studiare e implementare le prestazioni

e la funzionalità dei veicoli elettrici, ma

anche sviluppare la rete commerciale.

“Contribuire allo sviluppo di questo

nuovo autobus elettrico ci permette di

mettere a fattor comune l’esperienza

maturata in tanti anni di lavoro sulle

trazioni elettriche già implementate sui

nostri minibus elettrici, autobus ibridi e

filobus”, ha dichiarato Pontecorvo che

ha aggiunto. “Siamo sempre stati convinti

che solo attraverso uno stretto rapporto

di collaborazione tra operatori del

trasporto pubblico locale e costruttori si

possono sviluppare veicoli sempre più

rispondenti alle esigenze del servizio

e tali da renderlo più attrattivo e competitivo

nei confronti della mobilità privata”.

L’autobus oggetto dell’accordo è

un veicolo fortemente concorrenziale

perché in grado di abbattere i costi di

gestione, con un significativo valore

aggiunto per l’ambiente e la lotta alle

emissioni che alterano il clima. Inoltre,

il progetto E-life non si esaurisce negli

autobus elettrici ma intende sviluppare

l’intera filiera del trasporto elettrico,

progettando il sistema infrastrutturale

della mobilità, con stazioni per la ricarica

delle batterie di tutti i mezzi elettrici,

compresi automobili, biciclette e motorini,

proponendo un nuovo modello di

trasporto a impatto zero, al pubblico e

al privato. “L’accordo con BredaMenarinibus

-ha commentato Simiani- è per

noi un passaggio fondamentale per

il lancio di questo progetto che ha un

potenziale commerciale enorme, oltre

che una grande valenza ambientale e

sociale”. La società Rama E-life, nata a

luglio scorso, è interamente composta

dai soci di Rama: Provincia di Grosseto,

Comuni del territorio provinciale,

Banca della Maremma e Banca Etruria.

Il prossimo obiettivo -ha sostenuto Simiani-

è quello di avviare un processo

di trasformazione societaria per aprirci

a soci esterni che rappresentino un

valore aggiunto dal punto di vista della

ricerca e commerciale”.

Nel frattempo, via ai bus elettrici da

12 metri. Non inquinanti e per niente

rumorosi.

Eduardo Cagnazzi

febbraio 2013 - 51


nautica / porto&diporto

Flessione del turismo

nautico di lusso in Italia

Fulvio Luise

Il turismo nautico di lusso incontra

le eccellenze del territorio. E

lo fa grazie all’impegno costante

degli agenti marittimi, in grado di riunire

domanda e offerta. Ma nel 2012

si è registrato un sensibile calo di approdi

nei porti italiani. Le “toccate” dei

mega-yacht nell’anno appena chiuso

sono state 6360 rispetto alle 6764

del 2011 con una diminuzione del 6

% in media, ma in alcuni scali hanno

raggiunto punte del – 15% rispetto al

2011. Stando alla ricerca di Federagenti

Yacht (la sezione che si occupa

di imbarcazioni da 24 metri in su), presieduta

dall’agente marittimo partenopeo

Fulvio Luise, in carica per il biennio

2011-2013, si ipotizza la perdita di

alm

e n o

70 milioni di introiti

per gli scali turistici. In

cinque anni il settore del diporto di

lusso non aveva mai registrato una

simile flessione.

Colpa del carburante che in Italia

è il più caro d’Europa, della crisi che

ha colpito diversi settori economici

ma anche della permanenza ridotta

al minimo indispensabile e dei timori

su aumenti di tasse e controlli che,

“in assenza di un database unico per

tutte le forze dell’ordine - rileva il presidente

Luise - spesso si sono ripetuti.

E così è capitato che una stessa

barca abbia subìto fino a 10 verifiche

dai differenti corpi di polizia”. Tra le

tasse anche l’incertezza normativa in

tema di Iva ha influito non poco sul

calo di approdi nei porti italiani.

“Per il sistema Italia il turismo nau-

ti-

co di lusso

è una prestigiosa

opportunità economica. Basti

solo pensare - chiarisce il presidente

Luise - la portata della ricaduta

economica lungo le coste del nostro

paese che inevitabilmente genera

un rilevante indotto dal punto di vista

produttivo”. I dati in possesso di

Federagenti Yacht delineano anche

una diminuzione della sosta media

su banchina: nel 2011 si attestava a

2.85 giorni, nel 2012 è scesa a 2.65.

Meno permanenza e meno indotto,

ovviamente. “Stando ai nostri calcoli

- prosegue Luise – abbiamo dedotto

che il calo delle toccate ha prodotto

una perdita compresa tra 28 e 50 milioni.

Di qui la caduta di introiti per il

territorio superiore ai 70 milioni. Un

dato da non sottovalutare”.

Sotto la lente di ingrandimento della

corposa e capillare analisi sono finiti i

più noti porti turistici italiani e, quindi,

52 - febbraio 2013


Una ricerca Federagenti Yacht punta l’indice sul caro

carburante e su tasse e controlli spesso ripetuti in

assenza di un database unico per le forze dell’ordine

anche

le

aree del Golfo di

Napoli, Capri, Positano,

la Costa Smeralda che hanno

risentito maggiormente di questi dati.

E per rendere più appetibili i territori

gli agenti marittimi hanno creato

pacchetti turistici per rendere ancora

più competitive le zone raggiunte dai

charter.

“Lo faremo sicuramente anche nei

prossimi anni. Siamo consapevoli

che, accanto alle iniziative istituzionali,

debba essere proprio la categoria

degli agenti marittimi a fare da

trait d’union tra clientela e bellezze

del territorio” precisa Fulvio Luise.

La ricerca di Federagenti ha interessato

anche equipaggi ed ospiti.

Gli italiani che hanno scelto di lavorare

su charter e imbarcazioni private

sono scesi dal 5% del 2011 al 4% del

2012. Gli ospiti italiani, invece, sono

diminuiti dal 4% al 3% in un anno.

Sinergie istituzionali in tema di

promozione turistica e salvaguardia

occupazionale e regole per il settore

sicuramente aiuterebbero a far registrare

una inversione di tendenza e un

maggior numero di “toccate” nei porti

italiani. Ne è convinto il presidente

Luise, che traccia un bilancio di quanto

fatto finora. Da due anni al vertice

d i

Federagenti

Yacht, Luise

ricorda che “è proseguito

l’impegno istituzionale

per provare a risolvere le problematiche

relative all’attuale impianto

normativo di riferimento che appare

non adeguato alla rapida crescita del

mercato”.

Tavoli tecnici tra istituzioni, mondo

dell’associazionismo e autorità

competenti italiane ed europee per

evidenziare problemi e trovare soluzioni

alle tematiche che preoccupano

maggiormente gli operatori italiani

spesso penalizzati rispetto a quelli

di altri Paesi sono solo alcune delle

iniziative in cui è impegnato il gruppo.

“Inoltre Federagenti Yacht - ricorda il

presidente Luise - continuerà l’attività

di monitoraggio, valutazione e studio

di questo mercato, così come ha fatto

negli ultimi due anni”. La sezione

Yacht di Federagenti è stata formata

a fine 2005 con l’obiettivo di supportare

le oltre 50 agenzie marittime che

forniscono assistenza ad imbarcazioni

da diporto a motore e a vela di oltre

25 metri. In totale la stima è che nel

Mediterraneo operino oltre 1000 imbarcazioni

di oltre 30 metri che generano

un valore complessivo di oltre 1

miliardo di euro e quindi il potenziale

per l’Italia è di ulteriori 800 milioni di

euro. Nel nostro Paese era dal 2008

che non si registrava una così preponderante

diminuzione di “toccate” nei

porti delle diverse regioni. Nel 2009

vi sono state 6200 approdi di super

yacht con

permanenza

media di tre giorni

e ricaduta sul territorio

di 200 milioni di

euro. Cifre che nei tre anni

successivi sono diminuite

sempre più.

Accanto alla presenza e allo stazionamento

nei porti italiani, è anche

la cantieristica “made in Italy” uno

dei fiori all’occhiello dell’economia

del Paese, settore da valorizzare e

soprattutto salvaguardare sempre

più nell’ottica di creare maggiori opportunità

di occupazione, preservare

l’artigianalità e la riconoscibilità del

prodotto di alta qualità realizzato in

Italia.

“La cantieristica italiana è leader

nei super yacht ed è un volano di

sviluppo. Impiega manodopera di

qualità – conclude il presidente di

Federagenti Yacht - e raduna attorno

a se un importante indotto. Gli agenti

marittimi dello yachting, che fanno

parte di questo indotto, confermano

il loro impegno quotidiano per l’eccellenza

e sono al fianco di tutti gli

attori per creare un vero e proprio

‘Sistema Italia’ per lo sviluppo dello

yachting come strumento di valorizzazione

ed incremento del turismo di

eccellenza”.

Dal mare e soprattutto dai porti turistici

parte la sfida per incrementare

l’economia locale e in generale l’intero

sistema turistico - produttivo. Un

indotto destinato a crescere con l’apporto

di specifiche competenze da

parte di operatori del settore, organi

istituzionali preposti e rappresentanti

politici: gli agenti marittimi, grazie ai

progetti avviati e seguiti da Federagenti

Yacht, stanno già facendo

la loro parte per raggiungere passo

dopo passo tanti importanti obiettivi

e far crescere il numero di “toccate” e

quindi di presenze nei porti italiani.

Emanuela Sorrentino

febbraio 2013 - 53


nautica / porto&diporto

Grande 120SL by Benetti

premiato in Cina

Grande 120SL è stato premiato come miglior Motor Yacht

sopra i 30 metri con l’Hurun Best of the Best 2013

La premiazione si è tenuta a

metà gennaio 2013 a Shangai.

Giunto alla sua 9° edizione,

questo premio rappresenta il più autorevole

e longevo premio per il settore

del lusso in Cina. Gli

awards sono stati

assegnati in

seguito

a d

ceviamo questo premio considerata la

grande importanza che il mercato cinese

e asiatico ricoprono per la nostra

divisione Megayachts. Grande 120SL

un’indagine

realizzata

nel corso

degli ultimi quattro mesi

attraverso 515 interviste individuali

ai 1.000 milionari cinesi più potenti.

“Grande 120SL by Benetti rappresenta

lo yacht perfetto per vivere intensamente

il mare, in cui la separazione

tra spazio interno ed esterno scompare.

Trenta metri di qualità tipica del Gruppo

Azimut Benetti, stile inconfondibile,

vivibilità estrema e comfort impareggiabile”

– riferisce Alberto Perrone Da

Zara – Direttore Commerciale Benetti.

“E’ con grande soddisfazione che ri-

by Benetti raggiunge una velocità che

varia dai 36 ai 40 nodi a seconda delle

scelte stilistiche interne fatte dall’armatore.

Il concept e gli esterni sono di Stefano

Ringhini mentre gli interni di Carlo

Galeazzi.

Grande by Benetti

Grande by Benetti è parte di Azimut-

Benetti Group, il più grande costruttore

di barche a motore di lusso in tutto il

mondo. Produce yacht plananti semicustom

da oltre 100 piedi con un livello

estremamente elevato di prestazioni

e comfort. La gamma è composta

da 5 modelli: 100, 105, 116, 120SL e

140-trideck. Il team di tecnici,

ingegneri e progettisti –

tutti rigorosamente

“in-house”

lavora a

fianc

o

d i

ogni Armatore

durante

le diverse fasi di costruzione

del proprio yacht. La caratteristica

vincente del cantiere è quella

di unire la leadership tecnologica di

Azimut-Benetti Group nella costruzione

di scafi ad alte prestazioni con l’expertise

e le avanzate tecnologie progettuali

e costruttive acquisite da Benetti nel

settore dei mega yacht, offrendo all’Armatore

un ampio ventaglio di possibilità

realizzative proprio delle produzioni

navali semi custom.

Riccardo Russo

54 - febbraio 2013


aziende / porto&diporto

ABB e la rete di trasporto

del greggio in Italia

La nuova installazione offshore di Eni aumenterà la

capacità di trasferimento del greggio proveniente dal

giacimento di Tempa Rossa.

ABB, il gruppo leader nelle

tecnologie per l’energia e

l’automazione, si è aggiudicata

un ordine del valore di 40 milioni

di dollari per estendere il terminale di

esportazione della Raffineria di Taranto

di Eni. L’ordine è stato registrato nel

quarto trimestre del 2012. Il contratto

fa parte del piano Eni per migliorare le

infrastrutture della raffineria e assicurare

una connessione affidabile con l’impianto

olio onshore di Tempa Rossa. La

raffineria è situata vicino al terminale

di esportazione ed è collegata al giacimento

tramite un oleodotto sotterraneo

già esistente. L’impianto prevede

l’estensione dell’attuale pontile presso

la raffineria di Taranto, nella baia di Mar

Grande sul Mar Ionio. Il nuovo impianto

favorirà il trasferimento finale del greggio

estratto dal giacimento Tempa Rossa

e trasportato tramite un oleodotto

sotterraneo al terminale di esportazione

della raffineria di Taranto. “Questo

nuovo progetto aiuterà Eni a migliorare

le infrastrutture locali per il trasporto del

petrolio - ha affermato Veli-Matti Reinikkala,

responsabile della divisione ABB

Process Automation - ed evidenzia le

competenze, le capacità e le risorse

locali di ABB nel gestire, fornire ed eseguire

con successo progetti completi

per l’industria dell’oil and gas”.

Il pontile avrà cinque bracci di carico,

con una capacità di spedizione di 3.000

metri cubi all’ora. Per garantire lo svolgimento

sicuro delle attività di carico e

l’ancoraggio stabile delle navi durante il

carico del greggio, ABB fornirà nuovi sistemi

elettrici, tutte le apparecchiature

meccaniche e i sistemi di automazione

necessari. La fine dei lavori è prevista

per agosto 2015.

“La conoscenza approfondita del

settore oil & gas e la capacità di esecuzione

di progetto, sono stati tutti fattori

importanti nell’acquisizione dell’ordine

- afferma Enrico Di Maria, responsabile

della divisione Process Automation di

ABB Italia - Questo contratto conferma

l’impegno di ABB nel settore oil and gas

e l’eccellenza italiana nella gestione di

progetti chiavi in mano”.

Il progetto sarà infatti realizzato dal

Centro di Eccellenza per gli impianti oil

& gas di ABB in Italia, che sarà responsabile

dell’ingegneria, dell’approvvigionamento

e della costruzione (EPC)

del nuovo impianto, inclusa la gestione

generale del progetto e il pre commissioning.

Inoltre, ABB fornirà tutte le apparecchiature

elettriche tra cui i quadri

di bassa e media tensione, il sistema

di controllo, la cabina elettro strumentale,

le apparecchiature meccaniche

e di processo, il generatore diesel e il

sistema antincendio.

ABB è leader nelle tecnologie per

l’energia e l’automazione che consentono

alle utility e alle industrie di migliorare

le loro performance, riducendo al

contempo l’impatto ambientale. Le società

del Gruppo ABB impiegano circa

145.000 dipendenti in oltre 100 Paesi.

Alberto Medina

febbraio 2013 - 55


aziende / porto&diporto

La CCIAA di Salerno

al Fruit & Logistica di Berlino

La filiera ortofrutticola salernitana alla conquista

di nuove quote di mercato

La Camera di Commercio di

Salerno ha partecipato all’edizione

2013 di Fruit & Logistica,

tenuta dal 6 all’8 febbraio scorsi presso

il quartiere fieristico Messe Berlin, con

una collettiva di 13 imprese della filiera

dell’ortofrutta.

Fiera internazionale dedicata al

comparto della frutta e della verdura

(produzione, commercializzazione e

packaging), Fruit & Logistica rappresenta

un importante punto d’incontro

dove più di 2.400 espositori provenienti

da oltre 127 paesi hanno modo di proporre

le proprie produzioni agli oltre

50.000 visitatori attesi, di cui l’80% è

costituito da operatori professionali e

decision maker.

La Camera di Commercio di Salerno,

alla sua sesta partecipazione, ha

allestito un’area di circa 400 mq dove

sono ospitate nove imprese specializzate

nella produzione di ortofrutta e 4

aziende del comparto industriale del

packaging.

Quello dell’ortofrutta è un settore

strategico per lo sviluppo economico

del territorio provinciale e per questo

merita un’attenzione particolare da

parte di investitori istituzionali pronti a

competere su questo mercato in evo-

Guido Arzano

luzione.

In un periodo di profonda crisi economica

i principali indicatori economici

del sistema agricolo e agroalimentare

salernitano danno incoraggianti segnali

di crescita. In particolare, la domanda

estera si sta rivelando una leva fondamentale

per l’espansione di questo

comparto.

L’analisi dei flussi commerciali della

provincia di Salerno verso l’estero, relativi

al terzo trimestre 2012, evidenzia

l’incidenza prevalente del comparto

alimentare all’interno dell’intero settore

manifatturiero, rappresentando il

52,23% dell’intero comparto, con frutta

e ortaggi lavorati e conservati la cui

quota è pari all’87,46 per cento.

E’ la domanda estera dunque che

si sta rivelando una leva fondamentale

per l’espansione di questo settore.

Le più recenti rilevazioni statistiche

sull’export provinciale hanno fatto registrare

nel 2012 una crescita del 9,5

per cento rispetto allo stesso trimestre

del 2011, per un valore di 617.486.521

Euro. Segnale più che positivo, se paragonato

ad una media regionale del

9% e nazionale del 7,7%.

L’Europa si conferma il principale

mercato di sbocco delle esportazioni

di ortofrutta salernitana, assorbendo

circa il 62% del totale per un valore di

378.924.613 Euro. Al primo posto gli

acquisti del Regno Unito (23%), poi

della Germania (14%) e della Francia

(6,2%) per un valore complessivo di

Euro 269.989.213.

Anche i Pesi africani dimostrano

di apprezzare il prodotto salernitano,

acquistando una quota pari al

16,85% e per un valore commerciale

di 104.103.764 euro; segue l’America

(8,79) da cui si distanzia di poco l’Asia

(8,69) per un valore complessivo di

euro 107.992.637. La restante quota

del 4,28 è invece diretta verso l’Oceania

e altri territori.

“Sono dati che fanno ben sperare –

ha affermato il Presidente della Camera

di Commercio di Salerno Guido Arzano

- che ripagano gli sforzi compiuti

dagli imprenditori nel produrre prodotti

di qualità. E non è solo la vicinanza

con i Paesi europei a svolgere un ruolo

importante, ma è l’evoluzione della

specializzazione settoriale che appare

come la trasformazione più rilevante.

Agli sforzi degli imprenditori si accompagnano

quelli costanti dell’Ente camerale,

in prima linea nell’accompagnare

le nostre eccellenze alla conquista di

nuove quote di mercato, anche attraverso

la partecipazione a questa e ad

altre importantissime fiere”.

Stefno Meroggi

56 - febbraio 2013


aziende / porto&diporto

La distribuzione in città

diventa eco-compatibile

E’

tra i leader della ristorazione collettiva in Italia. E

prima nel Paese della refezione scolastica ecocompatibile

mediante la distribuzione di pasti

con auto elettriche. Un’iniziativa che l’azienda napoletana Ep

spa ha appena avviato in partnership con Renault Italia: la

casa automobilistica francese le fornirà una flotta di veicoli

del tipo Kangoo ZE al 100% elettrici per la consegna dei pasti

giornalieri nelle sedi scolastiche cittadine. Si tratta delle

furgonette elettriche a tasso zero di emissioni pensate e realizzate

per il trasporto merci nell’ambito cittadino. E, pertanto,

le più vendute in Europa. Soprattutto per il basso costo

di una ricarica completa (2,5 euro) e il risparmio di oltre 46

quintali di CO2 all’anno. EP opera da oltre venticinque anni

in Campania, Lazio, Puglia e Sicilia nella ristorazione collettiva

nel settore della refezione scolastica, della ristorazione

aziendale e ospedaliera, delle residenze per anziani, con attività

rivolta a clienti sia pubblici che privati. Da oltre dodici

anni i fratelli Esposito affiancano il padre Pasquale, fondatore

dell’azienda, e lo zio Ciro, responsabile dell’ufficio acquisti,

nella gestione della stessa: Giuseppe nella qualità di direttore

commerciale e Salvatore per quanto riguarda il settore amministrativo.

Fin dall’inizio il principale risultato che la EP

si è prefissata di raggiunun

eccellente servizio ga-

gere è stato quello di offrire

rantito dall’ottima qualità

delle materie prime

e reso

tangib

i l e

dal personale edotto e preparato al fine di acquisire fondamentali

competenze da esprimersi concretamente in un comportamento

serio, corretto e professionale che abbia come

finalità la soddisfazione dei propri utenti in modo che essi

possano usufruire dei prodotti e dei servizi più convenienti,

salubri e sicuri. Da qui l’iniziativa imprenditoriale con Renault

che avrà anche l’opportunità di sperimentare sul campo un

proprio programma di sviluppo della mobilità elettrica. “Tutto

questo - afferma Giuseppe Esposito, direttore commerciale

dell’azienda napoletana - vuole essere una risposta alle indicazioni

delle amministrazioni comunali che chiedono attenzione

all’ambiente. EP da sempre rivolge grande attenzione

all’innovazione tecnologica ed è impegnata non solo per la

completa attuazione dei criteri minimi in tema di eco sostenibilità

previsti dalle recenti disposizioni ministeriali, ma per

una più larga estensione delle azioni a tutela dell’ambiente”.

Accanto all’esperienza acquisita nello svolgimento della propria

attività, il fattore fondamentale per il conseguimento dei

risultati di primissimo piano raggiunti dalla EP nel corso della

sua attività è costituito dalla grande attenzione posta da

sempre dall’azienda nella comprensione che talvolta, è stata

anche anticipazione delle mutevoli esigenze del mercato. Ciò

le ha permesso di far leva, anzitutto, sulle figure professionali

più qualificate, in grado di esprimere uno standard qualitativo

adeguato a bisogni di volta in volta diversi. I servizi curati

da EP vanno, infatti, dalla progettazione e realizzazione delle

strutture date in gestione dal cliente, alla scelta delle attrezzature;

dall’individuazione dell’impianto più adatto al suo corretto

layout, per finire alla vera e propria gestione dei servizi

di ristorazione, con personale opportunamente formato. Tutta

l’attenzione e la cura posti nel proprio lavoro hanno fatto

in modo che l’azienda sia cresciuta e abbia diversificato

le proprie offerte. Ed ecco nascere anche la

Divisione Lunch GM con la quale la EP si lancia sul

mercato imprenditoriale anche con un proprio marchio

di buoni pasto, offrendo alle aziende clienti

una rapida ed economica soluzione dei problemi

legati al servizio mensa dei propri dipendenti e al

personale la flessibilità peculiare dei buoni pasto.

Eduardo Cagnazzi

febbraio 2013 - 57


alberghi / porto&diporto

Mancanza di programmazione

e tasse elevate penalizzano

gli alberghi di Napoli

potrebbe vivere anche

solo di turismo se si

“Napoli

riuscissero a promuovere

meglio le sue risorse. E poi bisogna

creare accessi privilegiati per i turisti,

eventi esclusivi per i visitatori come attività

culturali e ricreative, appuntamenti

di appeal serali. Insomma fare sistema

per guardare con fiducia al futuro.

Sono questi i nostri sogni, che speriamo

possano presto avverarsi con la

sinergia tra istituzioni e associazioni di

categoria”.

Parola di Salvatore Naldi, dal 2009

presidente della Federalberghi Napoli.

“Tanto si è fatto, penso al lungomare

liberato, ma tanto si deve ancora fare,

come l’apertura di tutte le fermate della

metropolitana già in calendario, le

aspettiamo davvero da troppi anni”.

Il responsabile di Federalberghi sottolinea

l’importanza di un adeguato sistema

di mobilità che venga incontro

alle esigenze dei cittadini e dei turisti.

“Manca un serio programma rispetto al

miglioramento della viabilità cittadina

Salvatore Naldi

– prosegue l’imprenditore alberghiero

- affinché i turisti possano utilizzare

sinergicamente i mezzi pubblici e raggiungere

tutte le bellezze della città a

qualunque ora ed in assoluta sicurezza”.

Napoli fa rima anche con grandi

eventi: lo scorso anno le regate delle

World Series della Coppa America che

ritornano quest’anno nel mese di aprile.

“Sicuramente le strutture alberghiere

proporranno pacchetti ricettivi come

avviene per altri eventi, per le festività

e per i ponti – spiega Salvatore Naldi

- puntando sull’aspetto gastronomico,

sulla posizione dell’hotel e sulla categoria.

Certo, si sarebbe potuto fare di

più: penso al Forum delle Culture la

cui organizzazione è stata di molto ridimensionata

con conseguenze anche

sull’intero indotto ricettivo. Coppa Ame-

58 - febbraio 2013


ica, Forum delle Culture - continua il

presidente - sono eventi che, seppur

non sempre continui, risultano molto

utili per costruire una bella immagine di

Napoli, affinché la città occupi sempre

posizioni di rilievo tra le preferenze turistiche

dei visitatori”.

Ma occorre senza dubbio lavorare in

sinergia anche con le istituzioni e far sì

che il turista resti a Napoli a pernottare

sempre più giorni, anche in assenza di

grandi eventi ma attratto dalle risorse

ambientali, culturali e storiche. Come

fare? Naldi ha la sua idea: “Bisogna ridurre

le tasse, anche per gli albergatori

perché inevitabilmente il costo ricade

sul turista. La nostra categoria è sottoposta

al pagamento di imposte molto

gravose, differenti rispetto a quelle di

affittacamere e bed & breakfast. Bisogna

fare qualcosa”. Le aliquote in città

sono tra le più elevate in assoluto e si

rischia un collasso del sistema. “La situazione

ormai da tempo è insostenibile.

L’Imu e la Tarsu stanno tartassando

tutti gli imprenditori che non riescono

a coprire più i costi necessari per la

gestione delle strutture. Bisognerebbe

pagare anche tenendo conto della reale

occupazione delle strutture. Spesso

oltre alla cassa integrazione per i lavoratori,

l’unica soluzione, deleteria dal

punto di vista occupazionale, è quella

di chiudere le attività che non riescono

più ad andare avanti”.

E le imposte, così come l’assenza di

una programmazione continuativa per

i turisti, incidono anche sulla loro permanenza

in città. Per non parlare della

tassa di soggiorno, introdotta a Napoli

come in altre città turistiche: “Non è

un caso – aggiunge il presidente Salvatore

Naldi - che i turisti scelgano la

penisola sorrentina con più attrazioni

anche serali, rispetto alla città di Napoli.

Ben vengano i grandi eventi ma

bisogna agire anche sulla programmazione

quotidiana, con attrazioni in ogni

stagione. La tassa di soggiorno? Qui è

molto più elevata rispetto ad altre aree

turistiche campane e nazionali. Non si

è tenuto conto della concorrenza delle

zone limitrofe, dove l’importo della tassa

è inferiore o assente”.

Qual è la ricetta per una inversione

di tendenza e per far sì che il turismo in

città non sia ‘mordi e fuggi’?

“Occorre un serio lavoro di squadra,

servono agenzie specializzate - suggerisce

il presidente di Federalberghi

Napoli - che facciano incoming, che offrano

pacchetti in sinergia con gli albergatori

e che prevedano ad esempio accanto

al pernottamento, visite guidate,

spettacoli ed itinerari culturali. I grandi

eventi? Hanno portato un incremento

minimo in termini di affluenza ma non

certo di fatturato, di reddito. Analizzando

i dati in possesso di Federalberghi

- precisa l’imprenditore - si nota che dal

2007, in tutto il mondo, si è registrato

un decremento del prezzo della camera

e un aumento delle tasse che hanno

colpito tutte le categorie imprenditoriali

e quindi anche chi investe nel ramo alberghiero”.

Intanto la città di Napoli si colloca al

quinto posto nella classifica del sito Tripadvisor

relativo alle destinazioni che

hanno registrato il maggior incremento

di recensioni positive e di interesse da

parte dei viaggiatori. Di Napoli i viaggiatori

di tutto il mondo hanno apprezzato,

in particolare, il centro storico (inserito

dall’Unesco nel Patrimonio Mondiale

dell’Umanità) e le innumerevoli chiese

storiche per le quali Napoli è stata nominata

la “città dalle 500 cupole”.

Nella top ten della classifica Tripadvisor,

oltre a Napoli, compare Torino

che si colloca al terzo posto fra le destinazioni

europee (al primo c’è Kiev, in

Ucraina) e al decimo fra quelle mon-

diali, guidate da Mar Del Plata (Argentina).

A Napoli la Federalberghi targata

Naldi ha dato vita ad un Consorzio che

raduna gli imprenditori associati e non

(alla Federalberghi attualmente aderiscono

80 albergatori di Napoli e provincia,

escludendo l’area di Pompei e

quella di Pozzuoli) che in questi ultimi

anni ha realizzato numerosi progetti.

Uno su tutti l’attivazione dell’infopoint

al Molo Beverello con il contributo della

Camera di Commercio: “Un bel biglietto

da visita per i turisti che arrivano in città

via mare e che cominciano a chiedere

le prime informazioni su trasporti, strutture

ricettive ed itinerari turistici – spiega

Naldi – In alcuni casi ci siamo quasi

sostituiti alle istituzioni. E non abbiamo

ancora finito, abbiamo in cantiere molte

altre idee”.

Numerosi, infatti, i progetti che Federalberghi

Napoli ha sottoposto agli enti

locali: “Abbiamo chiesto di poter gestire

attività comunali, abbiamo sottoposto

idee progettuali alla Regione e finora

abbiamo avuto risposte positive solo

dalla Camera di Commercio”. Concluso

il primo mandato da presidente Salvatore

Naldi guarda ai prossimi impegni

di Federalberghi: “Proseguiremo promuovendo

il tavolo permanente aperto

a tutte le categorie coinvolte nel turismo

cittadino, realizzeremo una massiccia

campagna pubblicitaria per riabilitare

le nostre bellezze all’estero e promuoveremo,

come già avvenuto negli ultimi

mesi, un confronto costante tra gestori

istituzionali e privati per mettere in rete

le capacità di ciascuno. Tutti insieme

dobbiamo guardare avanti con fiducia

e impegno”.

Emanuela Sorrentino

febbraio 2013 - 59


festival / porto&diporto

Di scena l’Italia

a Casa da Musica

Un grande progetto è la Casa da Música

di Porto in Portogallo, che non riguarda

solo ed esclusivamente la musica,

ma coinvolge paesi, istituzioni, e settori di studio

come il design, la tecnologia, e l’aggregazione

trasversale per tutte le età, con appassionati a

diversi generi di sonorità antiche e contemporanee.

Dal punto di vista sociologico è una grande

avventura che non smette di regalare esperienze,

come format vincente e ripetibile. Casa da

Música è nazionalista, perché con le sue quattro

formazioni residenti: Orquestra Sinfonica, Remix

Ensemble, Orquestra Barroca e Coro, ogni stagione

propone pezzi di cultura musicale portoghese,

come il caso di quest’anno, per ricordare

che c’è stato un tempo in cui compositori portoghesi

hanno studiato in Italia, facendo carriera e

in alcuni casi conquistato la fama su scala europea.

Ma Casa da Música è anche esterofila,

perché ogni anno da sette anni a questa parte,

dedica la stagione concertistica ad una nazione.

Quest’anno all’Italia appunto, dopo la Spagna,

i Paesi Scandinavi, il Brasile, l’Austria, gli Stati

Uniti e la Francia. Infatti, il 18 gennaio è stata

inaugurata la stagione 2013- 2014 dedicata al

repertorio italiano, dalla musica rinascimentale al

contemporaneo, senza trascurare jazz e dintorni.

Dal mese scorso e fino a dicembre prossimo

si assisterà a una sequela di capolavori del patrimonio

musicale italiano, dal Cinquecento alla

musica contemporanea. Uno spazio considerevole

è riservato ai capisaldi del Novecento italiano

e ai compositori contemporanei come Luca

Francesconi, Salvatore Sciarrino, Giorgio Battistelli

e Oscar Bianchi, con quattro prime esecuzioni

e commissioni della Casa da Música. Per

la musica antica, saranno ospitati invece Rinaldo

Alessandrini il suo ensemble Concerto Italiano e

Ensemble Accordone, dedito alla musica italiana

per voce e basso continuo dal XVI al XVIII secolo.

Fra gli artisti italiani invitati ad esibirsi il soprano

Roberta Invernizzi, i pianisti Andrea Lucchesini,

Benedetto Lupo, Ludovico Einaudi, Stefano

Bollani, L’Orchestra di Piazza Vittorio e l’Enrico

Rava Duo.

Il festival è scandito dai ritratti dei compositori

contemporanei ospiti, gli anniversari di Giuseppe

Verdi (bicentenario dalla nascita), Carlo Gesualdo

(quattrocentenario della morte) e di Luciano Berio

(decimo anno dalla morte). Interessante anche le

sezione dedicata alle colonne sonore dei film con

le musiche di Nino Rota e Nicola Piovani, per un

dialogo ad ampio raggio con l’uditorio del teatro.

Ma la Casa da Música è anche design, non a

60 - febbraio 2013


caso sono in programma tutti i giorni visite guidate,

per scoprire in modo eccellente le sue tante

sfaccettature, con un itinerario di un’ora e trenta

dove rispondere ai differenti gradi di interesse e

mostrando i diversi spazi dell’edificio, dove l’architettura

le funzionalità e la programmazione artistica

sono collegate le une alle altre. D’altronde il

progetto architettonico dal design avanguardistico

è stato frutto di un concorso internazionale vinto

da Rem Koolhaas & Ellen van Loon, dove l’olandese

Khoolaas, tra i più importanti e rivoluzionari

architetti della scena internazionale ha ideato un

edificio a forma di poliedro, di grande effetto scenico,

in contrapposizione all’architettura della città,

pensato come passaggio dall’antico al moderno.

Il colore bianco della Casa da Música si estende

all’esterno di una superficie di ventiduemila metri

quadri, come spazio contemporaneo e polivalente

che comprende due auditorium, uno spazio cyber

music dedicato all’innovazione e alla creatività di

progetti multimediali, due stanze per progetti educativi,

uno spazio ricerca, un bar e un ristorante.

Annalisa Tirrito

febbraio 2013 - 61


alimentazione / porto&diporto

La dieta mediterranea

entra all’Università

La dieta mediterranea entra

all’università, guadagnando pieni

titoli scientifici, come oggetto

di studio sia estetico che di qualità. E’

il progetto del Dipartimento di Architettura

e Disegno Industriale della SUN di

Aversa, Università di Architettura Luigi

Vanvitelli, che intende coinvolgere studenti,

aziende, istituzioni per un interessante

evento che si terrà in autunno,

sul settore agro alimentare dal titolo

“Dieta mediterranea: ali ment azione”.

A questo fine dal mese di ottobre ad

oggi, sono stati firmati 40 protocolli

d’intesa tra dipartimento di architettura

e Disegno Industriale SUN e aziende

del settore agro-alimentare, oltre a 200

convenzioni con scuole di ogni ordine

e grado per progettare, prototipare e

produrre elementi di food design, pharma

food design, gioco design con gli

studenti dei Corsi di Industrial Design

II e Progettazione Architettonica. Coordinatrici

del progetto le Professoresse,

Architetti Sabina Martusciello e Maria

Dolores Morelli, con l’intento di promuovere

e divulgare lo stile alimentare

mediterraneo, espressione di un’identità

in cui il territorio e il clima sono alla

base di un processo alimentare fatto di

materie prime imprescindibili, come acqua,

sale, pesce, frutta, cereali, olivo,

vegetali, miele, latte, vite. Così Ali ment

azione, diventa una piattaforma scientifica,

multidisciplinare e permanente in

materia di nutrizione. Un connubio tra

università, aziende, scuole ed associazioni

tutte insieme, in rete, per promuo-

vere un nuovo tipo di approccio allo stile

alimentare mediterraneo. “Un viaggio

– come ha detto il preside di Architettura

Carmine Gambardella – nei cinque

sensi più uno, il buon senso”. Un modo

sano per il mondo scientifico e della ricerca

di assumersi un ruolo attivo, favorendo

un dialogo aperto e costante

con le scuole, gli studenti, i bambini,

le famiglie, i consorzi e le aziende del

settore agro-alimentare e della green

economy. Ma l’esigenza è trasversale

e dello stesso avviso sono nella piccola

cittadina di Norcia, in Umbria, dove è

appena cominciata una rivoluzione culturale

che si pone l’obiettivo di divulgare

un comportamento alimentare sano

e sostenibile. Salus per cibum (Spc),

infatti, non è solo un movimento di idee

ma anche un marchio di qualità nato

dall’intuizione di Massimo Pizzichini,

ex-ricercatore ENEA in sinergia con il

gruppo Bianconi, ristoratori e albergatori

dal 1850. Mossi dall’idea che un cibo

sano possa contribuire profondamente

alla sanità delle persone, in armonia fisica

e mentale col nostro corpo e con

l’ambiente. Così attraverso strumenti

tecnico-scientifici di avanguardia, che

sono trasferiti sul mondo delle imprese,

in particolare nella organizzazione della

filiera produttiva, si intende costruire

progetti di comparto finalizzati a qualificare

le produzioni tipiche. Un cantiere

aperto per la costruzione di un nuovo

modello di alimentazione e del buon

mangiare, con l’esigenza di informare

i consumatori che alimentazione è benessere

e salute. Un fermento propositivo

che attraversa la ristorazione tutta,

come è evidente a Ristorexpo, il salone

dedicato ai professionisti della ristorazione

promosso da Confcommercio

Como e Lecco. Dal 17 al 20 febbraio a

Lariofiere, dove non si trascura mai la

qualità e la ricerca del “valore aggiunto”

per tutti gli operatori della filiera. Occasione

per incontrare e confrontarsi con

i più grandi maestri della cucina italiana:

da Gualtiero Marchesi a Massimo

Bottura, o quest’anno Christian Milone

e Cristiano Tomei, dando prova del loro

talento tra stage di cucina, workshop

e seminari di approfondimento. Come

canale importante che, grazie ai temi

trattati e alla valenza delle iniziative

proposte, avvicina Lariofiere all’appuntamento

con Expo Milano 2015.

Annalisa Tirrito

62 - febbraio 2013


English summary

MARIANO PANE RETURNS

TO SHIPPING

Mariano Pane is to return to shipping with a fleet

of dry bulk carriers and is currently dealing with

yards in South Korea, Japan and China. First orders

for two handymax will be placed soon. In

future they may also look at capesize. Deliveries

are planned for 2015 when Mr. Pane believes

shipping will pick up again.

A Pane company Computron will handle the

ship management using revolutionary systems

enabling owner and charterer to remote control

the vessel. The system will be available to other

owners and already a Gulf operator with 82 vessels

is interested.

SCORPIO TANKERS

EXPANDS

The combination of favourable new building

costs and a successful new share issue

of 131,8 million US$ has convinced Scorpio

to replace vessels currently chartered in. Orders

have been placed with Hyundai for two

medium range product tankers and letters of

intent signed for four similar vessels to be built

at SPP. Deliveries are planned in the second

and third quarters of 2014. Scorpio has also

agreed a 33 million US$ price for a further 8

medium range vessels. Scorpio now has 16

medium range on order plus 4 handymax.

TRIESTE POSTPONES INCREASED

CHARGES

The Trieste Port Authority has put off the ministerial

approved 33% port charges increase as an incentive

to generate traffic and jobs. Port Authority president

spoke of their intentions to prepare a business plan for

future development.

Marina Monassi Port Authority president spoke of the

importance of the principal concessionaries Greensisam

and Portocittà who together pay 3 million euros a

year. Greensisam’s Regional and City permissions to

carry out their proposed work have not yet been approved

whereas Portocitta has not been permitted to

take possession of their allotted area and as a result

has not paid. The North Adriatic Ports Association recently

met in Trieste to discuss the importance of their presence in terms of costs and time saving on Far Eastern

routes. Promotion will be made in Egypt, India and Vietnam.

novembre 2011 - 63


English summary

TRANSPORT LOGITEC

Transport Logitec will be at Veronafiere

from February 28 to March 3 to demonstrate

how road transport works and

its approach to new markets such as Israel,

Serbia, Slovenia, Turkey, Bulgaria,

Romania e Poland. The presence of the

major constructors of trucks, trailers and

equipment and industry operators will

demonstrate the desire of the industry

to expand. At the same time Verona

will hold the International Logistics and

Motor-transport Forum. Contact www.

transpotec.com for further information

and entry.

ITALIAN

INTERPORTS

A comparison of Italy with other

European major manufacturing

economies shows that the major

reason for Italy’s competitive decline

is the system of transport

and logistics. UIR has carried out

an examination of the working of

interports which operate from 22

million sq. meters of infrastructure

throughout Italy. Capacity could

increase by 46.9% in the medium

term plus a further 50% more than

that in the long term. An analysis of

the rail system shows that the interport system is adequate but blocked by rail bottlenecks. The analysis demonstrates

that Italy has excess capacity of interports, logistics including ports, a factor which can be corrected by

intervening on rail infrastructure and offering incentives for different forms of transport.

MEGA YACHTS AVOID ITALY

Calls to Italian ports by large yachts fell 6%

in 2012 causing a 70 million euro loss to the

economy. Causes were high fuel costs and

fear of increased taxes and controls and uncertainty

on the application of VAT. Shipping

agencies have put together offers to attract

the yachts. Employment on large yachts has

consequently fallen by 4%. It is estimated

that 1,000 of these boats are in the Mediterranean

creating an 800 million euro market.

In 2009 Italy earned 200 million but since

then that number has fallen. Italy is the construction

leader in the super yacht industry.

64 - maggio 2012


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