DM Magazine Luglio/Agosto 2020

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EDITORIALE DMM

Il risiko delle supercentrali

Non è la prima volta. E certamente non sarà l’ultima. Il quadro

delle alleanze tra i principali gruppi distributivi italiani

si appresta ancora a cambiare. E non si tratta di piccoli aggiustamenti.

Tale, per esempio, si potrebbe considerare il

recente annuncio dell’ingresso di Rossetto Trade (fuoruscito

da C3 con una sua dote di 23 punti vendita tra iper e super)

nella compagine di Agorà Network, costituita da Sogegross,

Iperal, Gruppo Poli e Tigros. O l’accordo di master franchising,

ufficializzato poche settimane fa, tra Coop Consorzio

Nord Ovest e Sardegna Più, che permette a Coop di ampliare

la sua presenza in Sardegna, inizialmente con una rete di 35

negozi. No, qui stiamo parlando di modifiche più sostanziali

degli assetti competitivi a livello di supercentrali. A dare un

primo scossone agli accordi in essere ci ha pensato il forfait

di Auchan. Il suo adieu al mercato italiano ha lasciato orfane

al tavolo delle contrattazioni di primo livello sigle come Crai

e D.it (facendo di fatto naufragare il giovanissimo progetto di

Gruppo Levante), Coralis e C3. Ma a rimescolare ancor di più

le carte giunge ora il dissolvimento di Aicube. O quantomeno

una quasi totale trasformazione della squadra degli alleati.

Il colpo che ha di fatto posto fine alla vita quasi decennale

della supercentrale voluta da Giorgio Santambrogio è stato

sparato a bruciapelo e senza silenziatore da Pam pochi

giorni fa. Non stiamo a sindacare sulle motivazioni che hanno

portato a questa scelta. Così come non ci azzardiamo a

scommettere su quelle dell’altro partner di Aicube, Carrefour.

L’ipotesi che l’insegna guidata attualmente in Italia da

Gérard Lavinay possa valutare nuove sinergie a partire dal

2021 non è del tutto campata in aria. Tutto ciò indurrà alcuni

gruppi ad “accasarsi”, laddove possibile, con i retailer liberi

più importanti, o a convergere proprio verso realtà aggregatrici

e catalizzatrici come VéGé. La stagione del “piccolo è

bello”, del resto, è finita da tempo. Al di là delle dichiarazioni

di facciata, tutti sanno che, sul piano competitivo, i vantaggi

derivanti dalle economie di scala e dalla maggiore massa

critica negli acquisti generate dalle supercentrali, sono insostituibili.

Che poi quest’ultime siano anche facilitatrici di

progetti comuni è un’altra storia.

Armando Brescia,

Direttore Distribuzione Moderna

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