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Etica Hacker: L'imperativo `e hands-on.

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4.1 Dare precedenza all’imperativo di metterci su le mani<br />

Per quanto, come abbiamo detto, si possa essere hacker in ogni campo, per capire<br />

la cultura hacker n<strong>on</strong> possiamo prescindere dal c<strong>on</strong>testo in cui essa è nata,<br />

ovvero quello dell’interazi<strong>on</strong>e fra l’uomo e il computer.<br />

Dal manifesto di un noto hacker:<br />

Oggi ho fatto una scoperta. Ho trovato un computer. Ehi, aspetta un attimo,<br />

questo è incredibile! Fa esattamente quello che voglio. Se commetto un errore, è<br />

perchè io ho sbagliato, n<strong>on</strong> perchè n<strong>on</strong> gli piaccio...<br />

The Mentor [16]<br />

Il computer ha qualcosa di intrinsecamente diverso da tutta la tecnologia<br />

prodotta precedentemente dall’uomo, qualcosa che può apparire come magico.<br />

Se la tecnologia meccanica può essere c<strong>on</strong>siderata come espansi<strong>on</strong>e “muscolare”<br />

delle possibilità dell’uomo, perchè ci permette per esempio di spostarci più in<br />

fretta o di spostare oggetti pesantissimi, il computer rappresenta invece un’espansi<strong>on</strong>e<br />

dell’intelletto umano; le potenzialità che esso offre e gli usi che se ne<br />

poss<strong>on</strong>o fare s<strong>on</strong>o infiniti e superano qualsiasi limite di immaginazi<strong>on</strong>e. N<strong>on</strong> deve<br />

quindi stupire il fatto che dall’uso del computer sia nata una nuova cultura,<br />

basata su un modo diverso di approcciarsi alle cose e di interagire c<strong>on</strong> la realtà.<br />

Il primo sentimento di fr<strong>on</strong>te a un computer, o a un programma, deve essere<br />

la curiosità. Capire come funzi<strong>on</strong>a e perchè, e come eventualmente si può migliorarlo,<br />

o modificarlo e usarlo per nuovi scopi. Per fare tutto questo bisogna<br />

guardarci dentro, capire il significato delle varie comp<strong>on</strong>enti, e sperimentare, in<br />

un c<strong>on</strong>tinuo “dialogo” c<strong>on</strong> la macchina. Il computer permette un tipo di interazi<strong>on</strong>e<br />

nuovo in cui l’utente è totalmente attivo e deve c<strong>on</strong>tinuamente inventare<br />

nuove strategie per risolvere i problemi che man mano inc<strong>on</strong>tra. Questo processo<br />

richiede intelligenza e rigore logico, e allo stesso tempo creatività e fantasia;<br />

è estremamente stimolante, “divertente” per usare il termine di Linus Torvalds<br />

[1], ma possiamo dire anche “appassi<strong>on</strong>ante”, e porta a grandi gratificazi<strong>on</strong>i per<br />

chi riesca a far fare quello che vuole ad un computer. Questa è la prima grande<br />

scoperta degli hacker, da cui nasce tutto il resto. Tom Pittman nel suo manifesto<br />

Deus ex machina, or the true computerist” ha provato a rendere l’idea<br />

della sensazi<strong>on</strong>e che può accompagnare il vero hacker in questo processo creativo:<br />

“In quel momento io che s<strong>on</strong>o cristiano sentivo di potermi avvicinare a quel tipo<br />

di soddisfazi<strong>on</strong>e che poteva aver provato Dio quando creò il m<strong>on</strong>do”.<br />

Questo tipo di esperienza, basata su un atteggiamento estremamente attivo<br />

nei c<strong>on</strong>fr<strong>on</strong>ti della tecnologia, purtroppo oggi è riservato a pochi. Il modello che<br />

si sta imp<strong>on</strong>endo è quello di ridurre le pers<strong>on</strong>e a un uso passivo e prevedibile<br />

dei computer come delle altre tecnologie.<br />

Il simbolo della modalità prevalente di interazi<strong>on</strong>e c<strong>on</strong> le tecnologie dell’informazi<strong>on</strong>e<br />

nella nostra società è la televisi<strong>on</strong>e; l’apoteosi della passività cui<br />

questo mezzo ci vuole portare, come ha sottolineato un sociologo francese, Jean<br />

Baudrillard [17], si è raggiunta c<strong>on</strong> le risate preregistrate nei telefilm, un mezzo<br />

per togliere agli spettatori anche il ruolo stesso di pubblico.<br />

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