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TuttoBallo20 Febbraio EnjoyArt 2021

Carissimi lettori, eccoci arrivati al mese di febbraio; cosa ci riserva questo numero? Beh, come sempre articoli divertenti, notizie interessanti su personaggi del passato che hanno fatto la storia del cinema muto (avrete già capito!), musicisti di un certo livello, storie commoventi di chi, nonostante i propri limiti ha potuto dedicarsi alla danza, esperienze di artisti di un certo livello; ma febbraio è anche il mese delle frappe, del Carnevale, a cui in questo numero sarà dedicato un articolo molto interessante in quanto questa festa goliardica quest’anno sarà organizzata nelle varie località, in modo “un po’” diverso rispetto al solito, dovendosi attenere ai protocolli previsti per via dell’emergenza Covid; il nostro viaggio continua attraverso l’arte culinaria e, naturalmente, non può mancare il riferimento al cocktail del mese. E poi ci sono le stelle che sveleranno ad ogni segno zodiacale, cosa riserva questo mese; c’è il make up che non ci abbandona mai, anzi … consigli utilissimi per diventare sempre più belli … e poi una sorpresa finale che non vi sveliamo e poi … e poi … e poi … tante altre cose belle novità nella cui lettura potrete immergervi, solo scaricando e sfogliando la nostra Rivista Tuttoballo20, la Rivista che informa e che ti tiene in forma … allora visto il gioco di parole : invita anche i tuoi amici ad informarsi, e sarete tutti in forma!!! Buona lettura a tutti!

Carissimi lettori,
eccoci arrivati al mese di febbraio; cosa ci riserva questo numero?
Beh, come sempre articoli divertenti, notizie interessanti su personaggi del passato che hanno fatto la storia del cinema muto (avrete già capito!), musicisti di un certo livello, storie commoventi di chi, nonostante i propri limiti ha potuto dedicarsi alla danza, esperienze di artisti di un certo livello; ma febbraio è anche il mese delle frappe, del Carnevale, a cui in questo numero sarà dedicato un articolo molto interessante in quanto questa festa goliardica quest’anno sarà organizzata nelle varie località, in modo “un po’” diverso rispetto al solito, dovendosi attenere ai protocolli previsti per via dell’emergenza Covid; il nostro viaggio continua attraverso l’arte culinaria e, naturalmente, non può mancare il riferimento al cocktail del mese.
E poi ci sono le stelle che sveleranno ad ogni segno zodiacale, cosa riserva questo mese; c’è il make up che non ci abbandona mai, anzi … consigli utilissimi per diventare sempre più belli … e poi una sorpresa finale che non vi sveliamo e poi … e poi … e poi … tante altre cose belle novità nella cui lettura potrete immergervi, solo scaricando e sfogliando la nostra Rivista Tuttoballo20, la Rivista che informa e che ti tiene in forma … allora visto il gioco di parole : invita anche i tuoi amici ad informarsi, e sarete tutti in forma!!! Buona lettura a tutti!

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III edizione Premio

"Stefano Francia"

B E S T D A N C E M O V I E 2 0 2 0

BEST DANCE MOVIE

"MOSTRI"

LUCA DI BARTOLO

ALESSANDRO CASCIOLI


TuttoBallo20 - Febbraio 2021

In copertina : Alessandro Cascioli

fotografia di: Elena Ghini

TuttoBallo20 - Febbraio 2021.

Editore "Stefano Francia" EnjoyArt

Direttore - Fabrizio Silvestri

Vice direttore - Eugenia Galimi

Segretaria di redazione - Pina delle Site

Redazione - Marina Fabriani Querzè

hanno collaborato: Maria Luisa Bossone, Marco Calogero,

Antonio Desiderio Artist Management, Giovanni Fenu, Mauri

Menga, Sandro Mallamaci, Walter Garibaldi, Giovanni

Battista Gangemi Guerrera, Lara Gatto, Patrizia Mior, Danilo

Piccini, Danilo Pentivolpe,

Foto: Luca Bartolo, Elena Ghini, Cosimo Mirco Magliocca

Photographe Paris, Danilo Piccini, Luca Valletta.

Foto concesse da uffici stampa e/o scaricate dalle pagine

sociale dei protagonisti.

Le immagini e le fotografie qui presentate, nel rispetto del diritto

d’autore, vengono riprodotte per finalità di critica e discussione ai

sensi degli artt. 65 comma 2 e 70 comma 1bis della Lg. 633/1941.

É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.

É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dal

direttore. I collaboratori cedono all'editore i loro elaborati a titolo gratuito.

Testata giornastica non registrata di proprietà: ©ASS: Stefano Francia EnjoyArt

per contattare la redazione Tuttoballo20@gmail.com

Giuseppe Picone

Classe 1976, nato a Napoli, Giuseppe

Picone è il volto italiano della danza

classica nel panorama mondiale.

Promettente allievo alla scuola del

Teatro San Carlo di Napoli, a soli dodici

anni è entrato nelle grazie di Beppe

Menegatti, uno dei principali registi

teatrali italiani, per interpretare il

giovane Nijinsky alla première

dell'omonimo spettacolo, a fianco

dell'immensa Carla Fracci. Giovanni

Battista Ganzemi lo ha incontrato per noi

e lui ci ha rraccontato la sua vita...

© F R E E P R E S S O N L I N E r i p r o d u z i o n e r i s e r v a t a - D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r t "


A T T U A L I T Á

TuttoBallo20

Editoriale

Carissimi amici e lettori di Tuttoballo20, siamo giunti alla pubblicazione del 2 numero

della nostra rivista del 2021.

Anche questo numero è ricco di belle sorprese, articoli interessanti e nuovi personaggi

dediti alle varie forme d’Arte, che vogliamo presentarvi e che entrano a far parte della

nostra grande famiglia. Non possiamo però dedicarci alla leggerezza ed allo stesso tempo

alle emozioni, nonché all’arricchimento culturale, che proponiamo attraverso i nostri

articoli, senza far riferimento ai problemi reali che il nostro Paese continua a vivere

in questo momento, dovuti al nemico che purtroppo da un anno è entrato nelle nostre vite

cambiandole completamente, il Covid, unitamente a tutti i problemi che, inevitabilmente

ci ha portato e che hanno influito non solo sulla salute, sull’economia, ma anche su

quelli che sono gli aspetti sociali e politici, ad oggi traballanti, e che proprio in

questi giorni stanno conducendo il nostro Paese verso altri cambiamenti.

Come tutti sapete, non è costume né fine della nostra Rivista parlare di politica o far

riferimento ad essa; possiamo solo ripetere, come sempre, che siamo vicini alle

categorie più colpite e, naturalmente a tutto il mondo dell’Arte, come d’altronde siamo

consapevoli che governare in un momento storico some questo, e fronteggiare una pandemia

improvvisa, non è facile; forse alcune decisioni dovevano essere prese in modo diverso,

altre sono state più che giuste… non è colpa di nessuno, fatto sta che c’è stata

un’intervista “epocale” al Santo Padre Papa Francesco che, al di là di qualsiasi credo,

orientamento o convinzione religiosa o politica, ci ha detto che questo è il momento

dell’”unità”, del “noi” e non dell’”io”… ed è questo il messaggio che anche noi nel

nostro piccolo vogliamo trasmettere, invitando tutti coloro che si trovano in

difficoltà, come già sottolineato altre volte, a fare proposte, critiche costruttive e

non distruttive. E proprio in questo numero infatti ringraziamo gli autori di una

lettera aperta, di una scuola di ballo, che avrete il piacere di leggere, che mette in

risalto le criticità conseguenti alle scelte adottate sino ad ora, che potrebbero essere

cambiate. Questa prima lettera è la testimonianza che la nostra Rivista sta raggiungendo

uno dei suoi scopi: diventare tavolo di lavoro e di collaborazione tra gli amanti

dell’Arte, affinché essa non muoia ma, in momenti difficili, possa continuare a vivere

in modo diverso.

Non ci sono, però, solo brutte notizie, ma anche novità che ci fanno sperare: l’inizio

delle vaccinazioni anti Covid che sono già iniziate dando la priorità agli operatori

sanitari e socio-sanitari ed a tutti i residenti delle RSA; successivamente saranno

sottoposti a vaccinazione gli ultra ottantenni e coloro che sono affetti da patologie,

sino ad arrivare alla “gente comune” per raggiungere l’immunità di gregge. Purtroppo ci

sono stati problemi con le aziende farmaceutiche che non hanno fornito le dosi di

vaccino nei tempi pattuiti, ma le nostre Autorità si stanno muovendo per ovviare al

problema.

Con quest’ultima notizia vogliamo lanciare il messaggio che appartiene a noi di

Tuttoballo20: siamo positivi, perché si sta intravedendo la luce in fondo al tunnel, ma

nello stesso tempo cerchiamo di essere responsabili, perché molto dipende dai nostri

comportamenti; e se incrociamo le dita e stringiamo i denti ancora un po, potremo

stringerci davvero, riempire di nuovo scuole di danza, teatri, andare ai concerti,

mostre, continuare a viaggiare raccontando poi le nostre esperienze, ed apprezzare ciò

che prima era scontato e, perché no… capire quanto l’Arte, in tutte le sue forme ci sia

mancata, e quanto sia vitale per ognuno di noi!

Buona Lettura!!!


A T T U A L I T Á

TuttoBallo20

Eugenia Galimi

Vice direttore

TuttoBallo20

Coronavirus, la lezione

di ballo si fa online:

"L'energia passa anche

attraverso lo schermo”

Da quando è cominciata l’emergenza legata alla pandemia di Covid19, molti maestri di ballo tra cui la

sottoscritta hanno spostato le loro lezioni dalla palestra alla diretta su Zoom con cadenza bisettimanale o,

addirittura, giornaliera.

La piattaforma è gratuita e per accedere basta inserire la password impostata dall'insegnante. Ogni lezione

dura circa 40 minuti e si cerca di condensare tutto nella metà del tempo che di solito si ha a disposizione.

L'abbigliamento comodo e le scarpe da ballo sono gli stessi che si usavano in sala e, allo stesso modo, si

alternano corsi per principianti, intermedi e avanzati oppure un unico corso per principianti aperto a tutti che

ognuno può seguire.

A me, personalmente, piace il clima che si è formato nei miei gruppi dove ci sono alcune regole base di

convivenza, come spegnere il microfono a inizio lezione per non disturbare gli altri, ci salutiamo, c'è un bel

calore umano che passa anche attraverso questo mezzo tecnologico. È chiaro che tutti speriamo di poter

ritornare presto a sentire di nuovo il rumore e il suono del respiro dei nostri allievi e, soprattutto, poter sentire

l'energia dal vivo, nella stessa stanza. La Danza sportiva non è legata soltanto al corpo: c'è qualcosa di più,

l'anima, che è una cosa che si sente davvero quando crei una comunità dal vivo.

Ma è davvero possibile svolgere delle lezioni di danza online? Sono efficaci?

Si, svolgere lezioni di danza online è realmente possibile. È comprensibile essere inizialmente scettici a riguardo,

poiché è indubbio che possano presentarsi delle difficoltà oggettive: dagli spazi esigui in casa, alle attrezzature

mancanti, il pavimento poco adatto o più semplicemente la connessione instabile. Tuttavia sarà sufficiente

progettare un percorso didattico adatto a questa modalità di fruizione delle lezioni, che tenga conto di tutte le

difficoltà possibili e che mira a essere efficace e innovativo.

Danzare online, infatti, ha anche i suoi aspetti positivi: aiuta moltissimo, a esempio, a lavorare sullo spazio

(concetto importantissimo per qualsiasi ballerino), sia quello esterno sia quello interiore. Le lezioni online ti

insegneranno certamente molto su come dosare il movimento, diventare più consapevole del tuo corpo,

attingere alla tua interiorità per rendere comunicativo ogni tuo movimento.

Concludiamo valutando che, anche durante i prossimi mesi – visto il perdurare della pandemia - ci toccherà

usare molto Skype, Zoom e tutte le altre piattaforme di questo genere e non solo per il ballo, visto che, non sarà

certamente consigliabile incontrare. più di quattro, cinque persone per famiglia, insomma più degli stretti

conviventi. Sarà comunque un modo nuovo per sentirci vicini nell’attesa di tornare alla normalità della vita

quotidiana pre Covid


H I S T O R Y

TuttoBallo20

Giovanni Fenu

IIn occasione del mese di febbraio e dell’approssimarsi di San Valentino,

periodo dei buoni sentimenti e degli affetti, non poteva mancare la

celebrazione di un anniversario molto importante per tutti gli appassionati del

grande Charlie Chaplin. Ricorre infatti in questo 2021 appena incominciato,

il centenario dell’uscita sui grandi schermi di uno dei film più riusciti

dell’immenso attore britannico, senza dubbio la pietra miliare della sua

produzione di inizio carriera e del cinema muto in generale. Stiamo parlando

de Il Monello, pellicola che mantiene ancora oggi intatto tutto il proprio valore

artistico, sapiente mix, che caratterizzerà altri lavori futuri di Chaplin, di

commedia e dramma, punto di svolta nella produzione cinematografica del

grande comico. Prodotto, diretto e interpretato da Chaplin, il film pone

particolare enfasi sul ruolo degli “attori bambini” con l’artista britannico che

sarà di fatto il primo ad intuire, e a sfruttare, le immense potenzialità insite nei

bambini una volta posti davanti alla macchina da presa. E in virtù di ciò che

compare nel film, l’altro grande protagonista indiscusso della scena, l’allora

giovanissimo (aveva sette anni, nda) Jackie Coogan, il “monello”, all’epoca

già affermato attore bimbo, seppur con ruoli in parti minime e non ufficiali

che, grazie alla sua magistrale performance nel film di Chaplin, farà il

definitivo salto di qualità, cambiando l’immagine stessa dell’attore bambino,

esplorando forme espressive inedite che troveranno enorme consenso

presso l’esigente platea di spettatori. Come detto, Il monello è un mix di

comicità e dramma, una pellicola dove, seppur dopo varie peripezie,

prevarranno i buoni sentimenti ed il lieto fine, caratteristiche queste che, alla

vasta moltitudine di spettatori che affollano le sale per vedere il film,

provocheranno qualche lacrima come “preavvisato” loro nei titoli di testa del

medesimo che significativamente paiono avvertire il pubblico in sala

affermando: «Un film con un sorriso e, forse, una lacrima». Lacrime che

sgorgheranno anche per via del periodo storico in cui il film vede la luce delle

sale di proiezione: non va dimenticato infatti che la Prima guerra mondiale è

finita da poco, molti ragazzini statunitensi, ma non solo, sono rimasti orfani

dei padri caduti sui campi di battaglia della Grande guerra.

Alla luce di ciò il giovanissimo Coogan ha gioco facile nel commuovere gli

spettatori con il suo personaggio di bambino povero, abbandonato,

desideroso di affetto e al tempo stesso pieno di vita, di intraprendenza e di

speranza nel futuro. La pellicola del maestro Chaplin è, come accennato,

un’alternanza di commedia e di dramma, per tutto il film si ha la sensazione

di assistere a un’alternanza spasmodica di “bene e male”, dramma ed ilarità,

appunto. E così, come in un turbinio inarrestabile di emozioni, si passa con

splendida disinvoltura dalla tragica scelta di una giovane madre, sedotta e

abbandonata, che decide di abbandonare il figlio appena partorito presso

l’istituto di carità dalla quale viene dimessa, all’altrettanto triste vicenda del

furto dell’automobile con a bordo il piccolo e l’insensibilità dei ladri che

pensano bene di abbandonare il lattante tra le macerie di un quartiere

degradato. Ma ecco che sapientemente Chaplin, come invisibile Deus ex

machina, “risale” verso il comico, con la fortunata scelta di Charlot di tenere

con sé il bimbo, crescerlo, curarlo e, una volta raggiunti i cinque anni,

portarselo al lavoro (riparatore di vetri ambulante, nda).

E il destino sembra sorridere anche alla mamma del bimbo, nel frattempo

divenuta attrice di successo, seppur ferita e segnata – in ogni suo gesto di

carità – da quell’abbandono compiuto anni addietro. La pellicola, quindi,

procede come una nave in una tempesta: tra alti e bassi, tra marosi e calma

relativamente piatta, un alternarsi di colpi di scena che non possono non

intrattenere lo spettatore, lasciandolo con la suspense sino al termine. Ed

effettivamente il genio creativo di Chaplin architetta una fitta trama di

sorprese: dalla madre che non riconosce il figlio, al monello che rischia la

vita, salvo poi rimettersi dalla malattia che lo aveva colpito, al bimbo che

viene sottratto in un dormitorio a Chaplin (mentre dorme) e riconsegnato alla

madre che aveva messo nel frattempo un annuncio sul giornale per ritrovarlo,

passando attraverso la disperazione di Charlot “orfano” del monello e la

dimensione onirica del sogno di Chaplin che verrà infine destato dallo

strattone del poliziotto che condurrà il protagonista fino all’ingresso di una

sontuosa villa, dalla quale sbucheranno fuori la madre e il monello che,

saltando al collo di Charlot, lo inviteranno ad entrare. Il lieto fine, quindi,

prevarrà, al dramma che spesso sembra dover appropriarsi dell’intera

vicenda; Chaplin in conclusione sceglierà il bel finale, l’affermazione della

speranza, di quella speranza che, venti anni più tardi, il grande artista

britannico avrebbe fatto trionfare, anche lì, in un’alternanza di dramma e

amara comicità, attraverso il celebre discorso del falso Adenoid Hynkel in

una delle più toccanti scene de Il grande dittatore.


H I S T O R Y

TuttoBallo20

21 gennaio 1921: migliaia di persone si accalcano davanti alla

Carnegie Hall di New York per la prima del 'Monello'. Dopo 100 anni la

Cineteca di Bologna festeggia il capolavoro di Charlie Chaplin

mettendo online sulla piattaforma "Il Cinema Ritrovato fuori sala" il

restauro del film, realizzato dal laboratorio L'Immagine Ritrovata,

con la colonna sonora eseguita dall'Orchestra del Teatro Comunale

di Bologna, recuperando la partitura originale di Charlie Chaplin,

finalmente alla giusta velocità, grazie al minuzioso lavoro filologico di

Timothy Brock, direttore e compositore che da anni dedica il suo

impegno al cinema di Charlie Chaplin e alle sue musiche. Oltre a

"Il Monello" Il 30 gennaio si sono festeggiati anche i 90 anni di

"Luci della Città" .Alla première avvenuta il 30 gennaio 1931 al Los

Angeles Theater, Charlie Chaplin fu accompagnato da Albert

Einstein, era la prima volta che si incontravano. Il loro dialogo è

entrato nella storia del cinema e della scienza. Einstein: "Quello che

ammiro di più della tua arte, è la tua universalità. Non dici una parola,

eppure il mondo ti capisce". Chaplin: "Vero. Ma la tua gloria è ancora più

grande. Il mondo intero ti ammira, anche se non capisce una parola di

quello che dici".


A T T U A L I T Á

TuttoBallo20


A T T U A L I T Á

TuttoBallo20

Giovanni Fenu

Ed eccoci giunti cari lettori di «TuttoBallo20» al mese di febbraio, il periodo dell’anno per

antonomasia sinonimo di amore, eh già, perché San Valentino si avvicina e, mai come in questo

particolare momento storico, si sente da un lato la mancanza di un caldo abbraccio ristoratore e

dall’altro la volontà di sentirsi amati e corrisposti dalla persona del cuore. Ma voi sapete perché

proprio il santo di Terni è, da secoli oramai, il patrono eletto di tutti gli innamorati? Per

scoprirlo dobbiamo fare un bel salto indietro nel tempo, sino al III secolo d.C., il periodo in cui visse

questo santo tanto amato – è il caso di dirlo – da milioni di coppie. Leggenda vuole, ma non

mancano fondamenti reali, che Valentino da Terni (noto anche come Valentino da Interamna, nda)

vescovo di Terni, celebrò le nozze tra una giovane donna e un legionario pagano, riuscendo così a

far trionfare l’amore al di là di tutte le barriere religiose e non. Caduto martire il 14 febbraio del 273

a Roma – alla veneranda età per l’epoca, di 97 anni – sotto l’impero di Aureliano, la sua

immolazione portò ben presto molte coppie di amanti a chiedere la benedizione e la santificazione

di Valentino poiché proprio grazie alla sua opera furono celebrati molti matrimoni inizialmente

ostacolati. Così ben presto, e col passare dei secoli, Valentino divenne il patrono degli innamorati –

e anche il protettore degli epilettici –; alcuni ritengono che la festa di San Valentino intesa come la

conosciamo oggi nasca nel IV secolo d.C. quando si decise di sostituire la pagana ricorrenza dei

Lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco e celebrati il 15 di febbraio.

La definitiva “consacrazione” del 14 febbraio a giorno dedicato all’amore venne grazie all’opera dei

monaci benedettini, primi custodi della basilica dedicata a Terni al santo, i quali contribuirono a

diffondere l’immagine di Valentino quale santo patrono degli innamorati anche in Francia e

Inghilterra, attraverso la loro rete di monasteri.

Ma ora passiamo a cose più “profane” e vediamo come si può festeggiare questo dolce giorno, non

rinunciando a quella sensualità e complicità che solo alcuni balli sanno dare. Per le coppie old style,

romantiche, la tradizionale cenetta romantica del 14 febbraio rigorosamente in casa, al termine, si

può includere un bel, sensuale e classico Walzer, un cheat to cheat ottimo per rievocare le

atmosfere da fiaba proprie dell’epoca della principessa Sissi (Elisabetta di Baviera, nda).

Per gli spiriti più ardenti, passionali e innamorati, non può mancare il re indiscusso dei balli più

“calienti”, ovvero sua maestà il Tango; ; anche se non siete dei provetti maestri del genere, potrete

cimentarvi con il vostro, la vostra partner, nei passi della famosa danza sudamericana, in un

sensuale, quasi erotico, intreccio di corpi che leggiadramente trasportano in pista tutto il pathos

dell’amore. Per le coppie più giovani e per gli amanti di ritmi più intensi potrebbe aiutare a far

sciogliere i bollenti ardori il ritmo incalzante proveniente dai Caraibi, magari una bella Bachata, , in

un disinvolto ballo a due attraverso cui gli amanti sprigionano tutta la loro passione, giurandosi

amore eterno e caliente.

E, se proprio avete abbondantemente superato gli “anta” e avete ampi spazi in casa, potete

suggellare il vostro lungo amore scatenandovi in un bel Ballo Liscio, , magari sulle note della

tradizione dei Casadei, in un mix di spensieratezza e dolci sguardi che rinnoveranno un amore

lungo una vita. Questi sono solo alcuni consigli per il vostro San Valentino tersicoreo, qualunque sia

il vostro ballo preferito, che siate provetti ballerini o entusiasti neofiti, non resta che scendere nella

"pista" di casa e, al sottoscritto, di augurarvi di vivere intensamente questo sentimento, nella

speranza di trovare al più presto, se non lo avete ancora trovato, un grande amore, l’Amore che, per

dirla con il sommo poeta Dante Alighieri, “move il sole e l’altre stelle”.


A T T U A L I T Á

TuttoBallo20


A T T U A L I T Á

TuttoBallo20

Le date del Carnevale 2021 si avvicinano ma come lo

festeggeremo quest’anno?

Il Covid19 ha cambiato tradizioni antichissime, dalle

celebrazioni cattoliche ai festeggiamenti pagani. Ogni evento

si è adeguato alle misure da rispettare per il contrasto ed il

contenimento della diffusione del virus. Dopo Natale,

dovremmo cominciare a pensare come assistere alle sfilate

storiche dei carnevali più famosi d’Italia e del mondo.

Il Carnevale 2021 si festeggia tra l’11 febbraio (giovedì

grasso) e il 17 febbraio (martedì grasso), ad eccezione del

Carnevale ambrosiano, celebrato a Milano, che si

conclude quattro giorni dopo il martedì grasso, pertanto

quest’anno terminerà il 20 febbraio.

Tra le manifestazioni più attese, c’è il celebre Carnevale di

Venezia, che ogni anno attirava migliaia di turisti provenienti

da tutto il mondo. Sul sito ufficiale fanno sapere che, per il

momento, il programma e le modalità di realizzazione

dell’edizione 2021 sono in corso di definizione sulla base

dell’andamento dell’emergenza sanitaria.

Si svolgerà, invece, tra la fine dell’estate e l’inizio

dell’autunno, per la prima volta in quasi 150 anni, il Carnevale

di Viareggio 2021. Sarà un “Carnevale Universale”,

dedicato a tutte le tradizioni, storie e culture di questa

tradizionale festa nel mondo, con cinque sfilate dei carri

allegorici sui Viali a Mare, in programma il 18, 26 settembre,

2, 3 e 9 ottobre prossimi.

Ad Ivrea, città nota ai più per la spettacolare Battaglia delle

arance, che si svolge per tre giorni nelle principali piazze

cittadine, il Carnevale si è spostato sui social con il progetto

“Un Carnevale di ricordi”. Gli organizzatori fino a fine

febbraio, regalano emozioni e, attraverso un’incredibile

raccolta di immagini, video e storie delle precedenti edizioni.

In streaming il Carnevale di Fano, ma solo durante la

‘settimana grassa’. Per i festeggiamenti di uno dei più antichi

carnevali d’Italia bisognerà, infatti, attendere l’estate, con

un’edizione inedita, in cui probabilmente non si potrà

rinnovare la tradizione del getto dei dolciumi.

In Brasile sembra che fervono già i preparativi per le sfarzose

parate del Carnevale di Rio de Janeiro, pronto a tornare con

la sua esplosione di colori, sambe e costumi dal 9 al 12 luglio

2021, per concludersi con la grande Champions Parade

sabato 17 luglio.

Rimandati, invece, al 2022 gli appuntamenti con la celebre

Battaglia dei fiori del Carnevale di Nizza o le allegre fariñadas

(battaglie di farina) del Carnevale delle Isole Canarie…


A T T U A L I T Á

TuttoBallo20

“L’arte non può morire...”

Appello insegnanti di

danza pugliesi


P E R S O N A G G I

TuttoBallo20

Stati d'animo misurati in una scala che va dalla tristezza alla

gioia, dalla infelicità alla felicità.

Reazioni della nostra mente a stimoli esterni, eventi che sono

in grado di farci stare male o bene.

Un attimo prima siamo tristi, e un attimo dopo siamo felici.

Può dipendere da noi stessi ma anche da quello che ci succede

intorno, dalla nostra predisposizione o da quella di chi ci sta

vicino.

Quello che ci dà la misura della qualità della nostra vita è il

bilancio totale dei momenti belli e dei momenti brutti che non è

altro che la somma di tutti questi attimi.

E se la vita ci mette inevitabilmente di fronte prima o poi, senza

che dipenda dalla nostra volontà o predisposizione, a fatti che

ci rendono tristi e ci provocano dolori, sta a noi andare alla

ricerca di momenti di gioia e felicità, creandone i presupposti.

Scegliere di vivere attimi di felicità è una necessità per mettere

in cascina ricordi e sensazioni positive per farci superare i

momenti bui della nostra vita.

L'alternativa sarebbe rinunciare e rinchiudersi in uno stato di

depressione da cui molte volte è difficile riemergere.

La musica è uno di quei fattori esterni capaci di suscitare

sensazioni di serenità che, unita alla voglia di stare con altri in

allegria, diventa pura gioia di vivere, seppur per brevi attimi,

condividendola in un reciproco scambio capace addirittura di

amplificarla.

Ballare in gruppo è proprio questo, vivere uno stato di gioia,

creando relazioni e ricordi, antidoti contro le avversità che

incontriamo lungo la nostra esistenza.

E se la felicità esiste come contrapposizione alla infelicità,

come il bene al male, è tanto più apprezzata in momenti come

quelli trascorsi in questo anno in cui sono stati moltissimi i

momenti di sconforto, paura e dolore che hanno pervaso la vita

di tutti.

La voglia di essere felici è più forte della paura della malattia,

come la voglia di vivere è più forte della paura di morire.

Basta un po' di sole, una pista all'aperto e una locandina

pubblicata sui gruppi di whatsapp per far venire voglia di

ritrovarsi, di ballare e di trascorrere un'ora di pura gioia di

vivere.

E non si parla di ragazzi, di giovani pieni di energia, ma di over,

50, 60, 70 e persino 80. Con buona pace di chi ritiene invece

che, essendo quelli più a rischio, dovrebbero stare chiusi in

casa evitando quanto più possibile i contatti, nel rispetto del

distanziamento sociale, in uno stato di isolamento a tutela della

salute del corpo, come se quella dell'anima fosse meno

importante.

Non c'è niente di più gratificante per chi ha fatto si che tutto

questo potesse accadere. Persone belle dentro piene di energia

positiva capaci di questi che sono veri e propri miracoli!

Un'associazione sportiva, prima che essere un gruppo di

appassionati, è soprattutto una comunità, un gruppo di veri

amici, tenuti insieme dall'effetto e dalla stima di chi si dà alla

causa quasi fosse la sua famiglia, e per questo fa di tutto per

garantire il loro benessere, innanzitutto nel rispetto delle norme

a tutela della loro salute, rilevando la temperatura, e utilizzando

ampi spazi idonei a permettere il mantenimento delle giuste

distanze.

Alla luce di questo dovrebbe essere evidente ai governanti

l'importante funzione sociale di queste associazioni,

soprattutto in questo periodo, agevolandone l'attività invece di

vietarla in maniera preconcetta.


XXXIX WORLD DAY DANCE

Concorso on line di arti

Letterarie

Visive

Musica

Coreutiche

"DILLO ALLA DANZA" è un concorso MULTI ARTE

organizzato dall’Associazione “Stefano Francia”

EnjoyArt sotto l’egida del CID Unesco, in

collaborazione con, le scuole di danza Magic Dance di

Trapani, Golden Dance School Viterbo, RoyalTalent

Academy Tarquinia, Pomodoro Studio Edizioni

Musicali, Always Record.

Il concorso è dedicato alla XXXIX Giornata Mondiale

della Danza in programma il 29 aprile 2021.

Info e regolamento dilloalladanza@gmail.com

WORLD DAY DANCE

29

APRILE


A T T U A L I T Á

TuttoBallo20

NEW ITALIAN PLATFORM 2021: AL VIA LE SELEZIONI


P E R S O N A G G I

TuttoBallo20

di Giovanni Battista Gangemi Guerrera


P E R S O N A G G I

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P I N A D E L L E S I T E


P E R S O N A G G I

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P E R S O N A G G I

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P E R S O N A G G I

TuttoBallo20


P E R S O N A G G I

TuttoBallo20

di Giovanni Battista Gangemi Guerrera

Enrico è un ragazzo intraprendete, consapevole della sua disabilità. Persona Attiva nella cittadinanza cosentina. E’ un

danzatore ed un appassionato di arte e di danza. E’ riuscito, grazie al grande sostegno della famiglia, a raggiungere uno

dei traguardi da lui fortemente voluto. Laurearsi al DAMS di Cosenza con una tesi che ha rappresentato

meticolosamente la sua vita, un racconto che mostra non solo il sogno di un ragazzo per la danza ma, ancor di più, la

volontà di essere se stesso.

Chi è Enrico Borrelli?

Sono un ragazzo nato con la sindrome di down, ma il mio percorso di vita mi ha consentito di raggiungere traguardi

ambiziosi che ne hanno fatto di me un ragazzo speciale.

Cosa ti appassiona di piu’ della danza?

Della danza mi appassiona l’emozione che riesco a provare soprattutto nello stile di classico ed alcune coreografie di

contemporaneo e moderno, non disdegnando il linguaggio del mio corpo che a volte sostituisce quello che non riesco a

dire con le parole e che mi permette di relazionarmi con gli altri .

Quale e’ il tuo coreogrfao o danzatore preferito?

Il mio danzatore preferito e’ Roberto Bolle, mi ha colpito di lui, lo stile e l’eleganza nel ballo in occasione dell’evento

show” La mia Danza Libera”.

Nel mese di dicembre hai raggiunto un grande traguardo. Come ti senti ad essere il primo ragazzo dell’Universita’

della Calabria, con la sindrome di down, ad essersi laureato?

Mi sento realizzato, perché ho coronato il mio sogno di laurearmi in una disciplina a me cara che e’ lo spettacolo ,l’arte e

la musica. forse altri ragazzi down si sono laureati ,ma in dams di sicuro sono il primo. mi sono commosso rivedendo

nella mia tesi sperimentale in regia in un film saggio, i sacrifici fatti per diventare un discreto ballerino, non ancora

perfetto nella tecnica, per alcuni limiti imposti dalla mia diversa abilita’,ma speciale per l’empatia e le emozioni che

sono riuscito a trasmettere nelle tante esibizioni che ho fatto. la laurea come, ha ben detto il presidente della

commissione di laurea, e’ stato un pretesto, ma quello che e’ stato importante e’ il percorso che ho fatto per arrivarci .

Il tuo prossimo traguardo?

Il mio prossimo traguardo è la laurea magistrale. vorrei iscrivermi all’ Università Roma 3 al Dams, teatro, musica, danza

per perfezionare un percorso, quello della danza e della recitazione che mi ha appassionato fin da piccolo .

Cosa diresti da figlio, a tutti quei genitori che scoprono di avere un figlio con disabilità?

Sicuramente consiglierei di aiutarli, di accettarli, di trattarli alla pari di un figlio normale; essere faro e scudo per

illuminarli e difenderli dalla cattiveria dall’invidia e dall’egoismo della gente che non sa dare valore alle persone con

disabilità.


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di Giovanni Battista Gangemi Guerrera

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Ciao Vincenza e Maria.

Volete presentarvi?

V: Sono Vincenza Lore’, mamma di Enrico e medico. Da sempre

impegnata nel campo della riabilitazione, mi sono sempre chiesta

perché nei bambini le tecniche abilitative applicate in diversi contesti

non davano i risultati sperati.

M: Sono una mamma di 3 figli: il maggiore ha 16 anni, la seconda 12

e la piccola 8. Ho 48 anni e vivo a Reggio Calabria, ma sono siciliana.

Sono sposata, faccio l’architetto e lavoro da libera professionista a

tempo pieno. Nel tempo libero coordino le attività dell’Associazione

Italiana Persone Down-Sezione di Reggio Calabria Onlus.

Maria Giuffrida e Enrico

Cosa provate nel vedere i vostri figli danzare?

V: Vedere Enrico danzare è un’emozione che travolge non solo me

come genitore, ma tutti quelli che rimangono increduli davanti a

tanta armonia motoria , piena di significati per ogni gesto artistico,

che non sarà perfetto tecnicamente , ma che trasmette energia

positiva .

M: Prima di tutto una grande gioia perché sento la felicità e la

passione di Benedetta. Io e Benedetta siamo legate da un canale di

comunicazione invisibile. Sentiamo l’una le emozioni dell’altra, senza

bisogno di parlare e io sento il suo entusiasmo quando danza, ma

anche quando svolge esercizi di routine, riscaldamento; qualsiasi

cosa abbia a che fare con la “sua” Scuola di danza è fonte di allegria

ed è come se la provassi io in prima persona. Lei non è mai stanca se

si tratta di una lezione di danza, non c’è sonno o fame o stanchezza

che possa impedirle di partecipare. Infatti, quando qualche rara volta

mi dice che non ha voglia, mi preoccupo sul serio. Ma ci sono anche

altre emozioni: serenità e gratitudine. Serenità perché vedo che

Benedetta riesce bene, che si sente gratificata, che si spinge oltre i

limiti, che si sente competitiva, che ha trovato un canale per potersi

esprimere, per valorizzare le sue capacità. Gratitudine per tutte le

persone che ci hanno creduto e mi hanno consigliato di provare con

la danza, che le danno fiducia e non le fanno nessuno sconto

spingendola ad affrontare ogni limite e a sviluppare al meglio le sue

capacità.

Vincenza Loré e Benedetta.

L’arte applicata alle tecniche pedagogiche educative. Quanto sono

importanti per un progetto educativo per lo sviluppo di un

bambino/a con disabilità?

V: Sicuramente l ‘arte in generale e la danza in particolare hanno una

ricaduta fondamentale nel campo della disabilità, in quanto mezzo

idoneo ad integrare il movimento; energia cinetica del corpo, con il

vissuto emotivo della persona .Non solo, la danza e i movimenti

cinestetici supportati dalla musica hanno una base neuro scientifica

importante per l’attivazione di entrambi gli emisferi cerebrali e, in

particolare, nei soggetti con sindrome di Down in quanto gli stessi

hanno l’emisfero dx più sviluppato rispetto al sx .In termini di

educazione funzionale questo significa che l’input musicale parte

dall’emisfero dx e viene processato sul sx; in tal modo vengono

stimolate funzioni cognitive superiori come la memoria,

l’organizzazione spaziale etc .

M: Sono importantissime, direi indispensabili perché permettono di

educare il corpo, armonizzare la postura ed i movimenti, migliorare il

coordinamento ed il tono muscolare, ma anche perché

rappresentano una forma di espressione di se stessi e delle proprie

emozioni.


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Per alcuni, inoltre, possono rappresentare una vera e propria abilità da

sviluppare nella vita per la propria gratificazione personale o per un

possibile percorso di studio o di lavoro. Proprio la danza mi è stata

consigliata dal nostro terapista di fiducia quando Benedetta ha concluso la

psicomotricità perché aveva raggiunto gli obiettivi prefissati. Di fronte al mio

sgomento, dovuto al baratro di ignoto che mi si presentava davanti, dopo 6

anni di terapia che ha dato frutti bellissimi, e alle mie domande su quale

terapia avrebbe dovuto seguire Benedetta, dal quel punto in poi, oltre alla

logopedia, il nostro terapista mi ripose: “Ma Benedetta non fa danza 3 volte

a settimana? Cosa vuole farle fare di meglio della danza?!”.

Quest’orientamento, nel tempo, è stato confermato da diversi specialisti

(quali il pediatra, la neuropsichiatra infantile, il posturologo) che hanno

visitato Benedetta, ed hanno fin qui riconosciuto i benefici che la pratica

sportiva continuativa hanno determinato nello sviluppo delle sue abilità

fisiche e cognitive.

Cosa consigli ad un genitore che scopre di aspettare un bambino/a con

abilità speciali?

V: Ad un genitore consiglierei di essere fari e scudo dei loro figli con bisogni

speciali …faro perché devono illuminarli e scudo per difenderli dalle

aggressioni di millantatori professionali che ti promettono il mondo, ma

falliscono negli obiettivi, perchè non hanno idea di cosa significhi

apprendimento simultaneo.

M: Di respirare … prendere fiato … e di non avere paura. Di informarsi

bene, e per questo ci sono molte associazioni che possono aiutare, e di

cercare persone con cui condividere l’esperienza, i dubbi e le angosce. La

cosa più brutta è la solitudine che fa ritenere di essere i soli ad affrontare

quel problema o di doverlo affrontare “da soli”, e di non essere capiti dagli

altri che non vivono quell’esperienza. Una diagnosi problematica non è una

passeggiata. E’ un evento da elaborare nel modo giusto, con accanto le

persone giuste che possano mostrare quanta bellezza e quanta felicità c’è in

quel cromosoma in più (come nel caso di Benedetta). Che possano far

vedere concretamente che ce la si fa, che nessuno è perfetto in fin dei conti

e,grazie a Dio, che la vita è troppo corta per farsela rovinare dalla paura del

futuro. In questi 8 anni di associazionismo ho affrontato di tutto, tante storie

difficili di solitudine e di stanchezza. La cosa più brutta e più dolorosa è

stata la resa di una mamma di fronte alla creatura che aspettava. Penso

spesso a questa bimba, mi immagino i suoi occhi a mandorla e penso a

quanto amore è andato perduto, a cosa questa donna si è negata. A quale

ferita profonda si è inferta, ricordo perfettamente dov’ero quando ho

ricevuto la telefonata che mi comunicava che aveva cambiato idea e avrebbe

abortito, di non chiamarla mai più. Poi, però penso ai tanti sorrisi dei ragazzi

e dei bambini e dei loro genitori di fronte ai successi, ai traguardi raggiunti,

al sollievo di non essere soli e alla caparbietà di un gruppetto di genitori che

vanno avanti anche perché pensano che quei nostri figli con quel

cromosoma in più ci hanno reso migliori, ci hanno dato tanto e quindi

abbiamo il dovere di dare agli altri.

photo @TuttoBallo20

Cosa vorresti che cambiasse sotto gli aspetti legislativi per tutelare tutte le

persone con disabilità?

V: L’aspetto legislativo ha messo in essere leggi e normative a tutela dei

disabili … è chi dovrebbe applicarle che dovrebbe farsi un serio esame di

coscienza

M: Un’attenzione nuova, moderna, evoluta alla disabilità adulta. Basta con

questo “dopo di noi”. Voglio il “durante noi”. Voglio una vita veramente

gratificante per mia figlia: scuola di qualità, lavoro, sport veramente

inclusivo, possibilità di abitare in maniera indipendente. Voglio vederla

felice. Quando noi genitori non ci saremo più, inevitabilmente qualcosa in lei

si spezzerà, purtroppo. Ecco, io voglio che si spezzi il meno possibile, non

voglio che dipenda da me, voglio che sia indipendente. Non voglio essere io

il suo mondo, voglio che lei abbia il suo mondo che continuerà dopo di me.

photo @TuttoBallo20


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Ricerco il

talento unito

alla

disciplina.

parola di

Giuseppe Picone

intervista di Giovanni Battista Gangemi Guerrera


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Giuseppe Picone Classe 1976, nato a Napoli, è il volto italiano della danza

classica nel panorama mondiale. Già étoile dal 2016 è stato Direttore del

corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli: fra i suoi intenti, troviamo

quello di fondere classico e moderno, danzando di fianco ai fortunatissimi

suoi allievi.

Quando hai iniziato ad appassionarti al mondo della danza?

Devo ringraziare mio fratello Raffaele per avermi iscritto, a 10 anni, all’

audizione pubblica del Teatro di San Carlo di Napoli per entrare al 1°

corso della storica scuola partenopea.

Il tuo debutto lo si deve anche a Carla Fracci e a Beppe Menegatti,

che sensazioni hai vissuto al loro fianco?

Ho dei meravigliosi ricordi di queste due icone della danza. A soli 12 anni,

ho avuto la possibilità di lavorare con dei veri miti dell’Arte coreutica.

Quando si è piccoli non comprendi appieno la straordinaria realtà che ti

circonda ma, una volta cresciuto ho apprezzato ogni singolo momento di

quel debutto.

Come hai vissuto gli anni all’ English National Ballet e come sei

arrivato all’American Ballet?

Sono arrivato a Londra a 17 anni sotto suggerimento della grande

Elisabetta Terabust. Il Direttore Artistico, Sig.re Derek Deane, l’ avevo

conosciuto a Napoli e successivamente al Concorso di Rieti. Dopo aver

ricevuto un contratto da solista della compagnia, ho iniziato un percorso di

altissimo livello artistico che mi ha accompagnato per tutta la carriera. Il

passaggio all’ American Ballet Theatre di New York è avvenuto grazie all’

invito della Prima Ballerina Susan Jaffe, la quale mi consigliò vivamente la

compagnia americana per il mio futuro artistico.


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Devo

ringraziare mio

fratello

Raffaele...

Tra i tanti Maestri con i quali hai avuto modo di studiare, chi

ha lasciato un segno indelebile nel tuo cuore?

Negli anni ho incontrato tanti bravi Maestri, ma quello che resterà

per sempre al primo posto nel mio cuore è Woytek Lowski. Aveva

il dono dell’ insegnamento come nessun altro maestro.

Quale ruolo tra i tanti che hai interpretato porti nel cuore?

Romeo ed Albrecht hanno segnato profondamente la mia carriera.

Sono due ruoli impegnativi sotto il profilo tecnico/artistico. Li

considero affini alla mia personalità ed ho avuto il piacere di

interpretarli entrambi a soli 18 anni all’ ENB di Londra.

Come ti sei sentito nelle vesti di Direttore del corpo di ballo

del teatro più antico d’Europa?

Nel 1986 sono entrato nella scuola di ballo, successivamente sono

stato invitato in qualità di Etoile Ospite per varie produzioni di

balletto. Candidarmi al concorso del 2016 per ricoprire il ruolo di

Direttore del Ballo è stata una forte emozione. Ricevuta la nomina,

ho capito immediatamente che c’ era tanto lavoro da svolgere per il

bene del settore, del teatro e della città di Napoli.

Cos’hai in cantiere per questo 2021, superato questo periodo di

chiusura e di fermo per tutta la danza?

Il 28 Giugno sono stato invitato al Ballet Icons Gala che si terrà al

Teatro Coliseum di Londra. A Luglio e Agosto sarò impegnato all’

Arena di Verona con la produzione di Traviata, firmata dal maestro

Franco Zeffirelli, dove ho creato le coreografie delle zingarelle e

toreri per il Corpo di ballo dell’Arena ed interpreto, in qualità di

Etoile Ospite, il ruolo del Matador. Inoltre, tre spettacoli saranno

ripresi per la realizzazione di un Dvd che sarà diffuso a livello

mondiale.

Quale tipo di danzatore/rice ti colpisce? Cosa ricerchi oltre alla

preparazione tecnica e alla predisposizione?

Ricerco il talento unito alla disciplina.

Qual è il balletto che ami di più del grande repertorio classico?

E del repertorio contemporaneo/moderno?

Romeo e Giulietta è il balletto del repertorio classico che amo più di

tutti, mentre per lo stile contemporaneo/moderno ho molto

apprezzato ballare il capolavoro Push Comes to shove della

coreografa Twyla Tharp, creato per M. Baryshnikov

Il San Carlo rappresenta la tua casa e le tue radici. Cosa

rappresenta per te e cosa ti affascina di esso?

Il teatro San Carlo rappresenta la mia storia. Ho mosso i miei primi

passi su quel palcoscenico. La bellezza della platea mi affascina e

incanta ogni volta che la ammiro.


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Nel 2018 Giuseppe Picone, direttore del Corpo di Ballo del

Teatro San Carlo di Napoli, per la sua Cenerentola, è stato

premiato con il prestigioso premio “Stefano Francia”

International Dance Award, riconoscimento all’eccellenza

della danza. Il premio celebra l’omonimo maestro, ballerino

e coreografo ricordando la sua importante opera di

divulgazione e promozione di quest’arte in ogni suo ambito.


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redazione @TuttoBallo20


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"Senza un noi” il singolo di LUISA CORNA, tratto dal suo nuovo album “LE COSE VERE”

(NAR International) dal 5 febbraio in digitale. Il nuovo album dell'artista bresciana

contiene 11 brani con featuring nei tre canzon di Sananda Maitreya in versione live “I

don’t know how to love him” con l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana, “Delicate” e

“She’s Sad” con The Sugar Plum Pharaohs. Tra le partecipazione straordinaria, da

evidenziare nel video del brano “Noche in Baires”, la presenza del campione argentino,

oggi dirigente dell’Inter, Javier Zanetti.

Tra gli autori che hanno scritto questo disco con e per Luisa Corna, ci sono Sananda

Maitreya, Natalio Luis Mangalavite, Marco Colavecchio, Andrea Amati, Riccardo Brizi,

Giovanni Pezzetti, Remo Elia e altri. Luisa Corna nasce a Palazzolo sull’Oglio, in

provincia di Brescia. Fin da bambina manifesta una spiccata sensibilità artistica: canta,

recita e scrive poesie, ma è la musica la sua passione più vera, quella che la porterà

giovanissima a studiare canto e solfeggio. A diciotto anni trasferitasi a Milano conosce

il gruppo musicale “Tequila Band”. Sempre a Milano, inizia anche a studiare dizione e

recitazione e la sua prima esperienza cinematografica arriva con il film “Nirvana”

diretto da Gabriele Salvatores che la sceglie per il ruolo delle Dea Kalì.

La pellicola si aggiudicherà il David di Donatello. Nel 1988 al Festival di Sanremo

affianca, come corista, Miguel Bosé, mentre nel 1992 si presenta da solista al “53°

Festival di Castrocaro” aggiudicandosi il secondo posto con il brano “Dove vanno a

finire gli amori” scritto da Depsa. La musica l’accompagna anche nei suoi programmi

televisi. “Domenica In” condotta da Fabrizio Frizzi, e poi “Tira e molla” con Giampiero

Ingrassia su Canale 5. Nel 2002 partecipa al Festival di Sanremo in coppia con Fausto

Leali proponendo il brano “Ora che ho bisogno di te” e a seguire è protagonista nel

programma “Notti mondiali”, esperienza deludente dichiara ai microfoni di “On The

Stage” un programma sospeso, una sconfitta che Luisa attribuisce un po' anche lei

causa la malattia e poi la morte del padre al quale dedica la bellissima canzone

“Angolo di Cileo”. Alla domanda tornesti in tv? Luisa Corna ci ha risposto che non

sentendosi una conduttrice pura, tornerebbe in Tv solo se per lei ci fosse uno show

musicale dove poter duettare con altri grandi artisti.

Nel 2003 riceve l’Oscar TV (Premio Regia Televisiva) come “Personaggio rivelazione

dell’anno”. Sarà poi in “Sognando Las Vegas”, dove duetta con Dionne Warwick, Gloria

Gaynor, Salomon Burke e The Supremes.

Autori importanti hanno scritto per Luisa Corna, uno tra tutti Renato Zero che per lei

ha composto “L’ultima luna”, mentre Gatto Panceri riscrive per lei il testo in italiano

della canzone di Joan Osborne “St Teresa”, dandole il titolo di “Santa Vita”. Luisa, nella

sua carriera non si è fatto mancare nulla. Nel suo palmares c’è anche un Musical nel

ruolo di piratessa Angelica in “Pirates”, spettacolo diretto da Maurizio Colombi.

La forte passione per la musica porta Luisa sul palco del talent di Carlo Conti “Tale e

quale show”, dove dimostra di saper usare a pieno le corde vocali imitando grandi star

della musica tra le quali: Whitney Houston, Mina, Renato Zero, Mariah Carey, Rita

Pavone, Liza Minelli, Amii Stewart e Diana Ross. Nel 2017 Luisa collabora al progetto

musicale “Prometheus e Pandora” del grande artista Sananda Maitreya, una firma che

ritroviamo in questo nuovo album di Luisa “Le cose vere” un album che contiene

anche “Col tempo imparerò”, l’ultimo brano cantato da Mia Martini, uscito dopo la sua

scomparsa. Nell' intervista ad On The Stage - progamma radiofonico condotto dal

nostro direttore Fabrizio Silvestri e scaricabile dal podcast "L'Uomo con la radio" - Luisa

racconta anche del libro per bambini “Tofu e la magia dell’arcobaleno”. Una fiaba

musicale scritta per contrastare il fenomeno del “bullismo” nella scuola primaria. Le

canzoni sono scritte da Luisa e dal Maestro Tonino Scala e interpretate dai bambini de

“Il Coro delle Voci di Novara” diretti dal Maestro Paolo Beretta e Federica Campanella.

Le illustrazioni sono state realizzate da Fiora Giovino. Il libro vanta due prefazioni

d’eccellenza di Enrico Ruggeri e di Annalisa Minetti ed è edito da Acar Edizioni.


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Primo Ballerino del Teatro dell'Opera di Roma

la scintilla mi è

scattata

ammirando

Raffaele

Paganini in

"Zorba il Greco"


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Caro Michele, piacere ritrovarti. Partiamo dagli esordi. Quando è

arrivata la danza nella tua vita?

Ti ringrazio , Antonio, è sempre un piacere ritrovarsi . La Danza nella mia

vita è arrivata un po' per caso , me ne sono innamorato e appassionato

pian piano seguendo mia sorella che all'epoca frequentava una scuola di

danza a Potenza . La seguivo con la mia famiglia nei vari concorsi , saggi

ecc... quindi, sicuramente grazie a mia sorella, mi sono avvicinato a

questo mondo ma la scintilla mi è scattata ammirando Raffaele Paganini

in "Zorba il greco" . Rimasi estasiato e mi convinsi a provare a fare danza .

La mia famiglia non si è mai opposta , anzi, sono stati sin da subito i miei

primi sostenitori , e da lì in poi ho iniziato ad inseguire il mio desiderio di

diventare un danzatore professionista .

Gli anni di formazione alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di

Milano. I tuoi ricordi...

Ho iniziato gli studi presso l'Accademia del Teatro alla Scala a 11 anni .

Devo essere sincero , ho ricordi meravigliosi di tutti e 8 gli anni , dal primo

momento in cui ho varcato l'ingresso della Scuola in Via Campolodigiano .

Sono stato accolto e cresciuto sotto un'ala da tutti gli insegnanti , dalla

Signora Prina e successivamente dal M° Olivieri, passando dalle assistenti

che sono state come delle mamme , dalle cuoche della mensa fino ai

portinai , mi sono sempre sentito amato e coccolato da tutti e penso che

questo sia uno dei ricordi più belli che ho . Non mi sono mai sentito

abbandonato nonostante avessi la mia famiglia fisicamente lontana .

Ovviamente, tra i ricordi più belli, non posso non raccontarvi del mio primo

spettacolo da allievo con il corpo di ballo del Teatro alla Scala ; ero uno

dei bambini ne "Lo Schiaccianoci" di Nureyev , un'emozione indescrivibile

calcare quel palcoscenico contemporaneamente ai ballerini professionisti

e soprattutto con Artisti straordinari come Bolle , Cullum , Guerra , Murru

ecc.. ancora oggi custodisco nel mio cuore le emozioni che ho provato

durante tutte le prove e gli spettacoli come se le stessi vivendo ancora

adesso. Uno dei miei balletti preferiti è proprio lo Schiaccianoci di Nureyev

e credo non sia proprio un caso.

Sei oggi uno dei ballerini di punta della compagnia del Teatro

dell'opera di Roma. Quali responsabilità senti in ciò?

Senza dubbio sono un ballerino molto considerato ed a cui credono molto

in compagnia; ho sempre avuto le opportunità di interpretare ruoli

importanti nelle varie produzioni ; io cerco sempre di dare il meglio di me

giorno dopo giorno, cercando di superare me stesso con tutti i miei limiti .

Sento la responsabilità di essere e dare l'esempio ai più giovani , penso

sia fondamentale per un giovane danzatore che entra in un corpo di ballo

avere dei punti di riferimento .

Il corpo di ballo del Teatro dell'Opera attualmente ha primi ballerini ed

étoiles degni di essere considerati ballerini di punta della compagnia .

Sei sposato con una ballerina e da poco sei diventato papà. Quanto

conta la tua famiglia nella tua vita?

Sono felicemente sposato con Giorgia, anche lei una ballerina del TOR .

Nonostante viviamo la nostra quotidianità sempre insieme tra casa e

lavoro questo non influisce affatto sul nostro rapporto , anzi, ci unisce

sempre di più, riusciamo a ritagliarci tranquillamente ognuno il proprio

spazio durante la giornata .Non potrei vivere senza di lei , mi completa, è il

mio supporto sempre e la mia prima sostenitrice . Si , da qualche mese

sono diventato papà; Giorgia mi ha donato una felicità immensa di nome

Marta ; in molti ritengono che la felicità duri soltanto un istante invece io

credo che essa sia paragonabile ad un sentimento proprio come l'Amore ,

e la mia famiglia, per me, è felicità, amore , il mio tutto . Fondamentale

nella mia vita ed ha un valore inestimabile .


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Oltre che per le tue doti tecniche, sei molto amato nel mondo

della danza per la tua gentilezza e cordialità. Pensi che siano

qualità che aiutino in un lavoro come questo?

Innanzitutto ti ringrazio e mi fa piacere sapere che ci sono persone

che mi apprezzano anche e soprattutto per la mia persona, e poi

per il danzatore che sono. Purtroppo, però, devo dire che non

sempre questo carattere e questa personalità aiuta nel nostro

mondo. Spesso queste "qualità" vengono fraintese e si rischia di

passare per una persona debole. Ovviamente io sono questo, sono

stato fortunato perché la mia famiglia mi ha dato la miglior

educazione. Ciò che faccio mi viene naturale e non cambierò mai

il mio modo di essere e di comportarmi .

Un grande nome della danza con cui hai lavorato ed un altro

con cui ti piacerebbe lavorare?

Ho avuto la fortuna di lavorare con tantissimi nomi di altissimo

livello sia umano che artistico; posso citarne alcuni come Eleonora

Abbagnato, Angelin Preljocaj, KathrinBennets, Johan Inger,

Amedeo Amodio, Luigi Bonino e molti altri... ma, senza ombra di

dubbio, la mia più grande esperienza artistica l'ho vissuta accanto

a Sylvie Guillem, la Signora della Danza. Ho avuto la fortuna e

l'onore di essere il suo partner in Steptext di William Forsythe

quando ero un danzatore del MaggioDanza a Firenze. Esperienza

incredibile e indimenticabile, sicuramente irripetibile. Ho avuto la

fortuna di danzare diverse coreografie di Kilyan ma non ho mai

avuto l'onore di poter lavorare con lui in persona, dunque sarebbe

un Grande della Danza con cui mi piacerebbe lavorare.

Il ruolo che ami interpretare e perché?

Premetto che mi piace molto interpretare i ruoli più

romantici, mi piace entrare nel personaggio e godere delle

emozioni. Fino ad ora nel mio percorso ho avuto le

opportunità di interpretare diversi ruoli, tra i miei preferiti c'è

sicuramente Don Jose in Carmen di Roland Petit, Albrecht

in Giselle e il Principe Siegfried nel Lago dei Cigni ecc...

ma se devo sceglierne uno non posso non menzionare il

ruolo di Romeo; è sicuramente il ruolo nel quale mi

“impersoni fico” e mi sono sentito più a mio agio , credo sia

un ruolo molto speciale da interpretare ma allo stesso

tempo molto difficile per le varie sfaccettature del

personaggio, a partire dai diversi stati d'animo nelle

differenti scene. Romeo passa da momenti di irrefrenabile

gioia a tristezza profonda, dalla rabbia al vuoto più totale

nell'anima e credo sia un personaggio vero; si, perché

quella di Romeo e Giulietta la considero una storia quasi

vera che si avvicina molto ad alcune vicende di vita reale

che accadevano un tempo o che spesso accadono ancora

ai giorni d'oggi.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Al momento non penso ad altri progetti, piuttosto ho il

grande desiderio che si possa tornare presto alla normalità

ma, soprattutto, che vengano riaperti i Teatri per tornare a

regalare emozioni al nostro pubblico. L'arte è fondamentale

per il nostro Paese, le scuole di danza sono di vitale

importanza per il futuro dei giovani danzatori e, dunque, di

questa meravigliosa Arte.

Domanda di rito: cos'e per te la danza?

La Danza è sacrificio, sudore, dolori, sopportazione, felicità,

passione. La Danza rappresenta la mia vita, è il mio

passato, il mio presente e quasi certamente il mio futuro.

È lo "sfogo" della mia anima.


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di Fabrizio Silvestri

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Tinna Hoffmann ballerina professionista Latino Americani, originaria della Danimarca

negli anni ha saputo conquistare l’Italia intera partecipando come insegnate a

Ballando con le Stelle, il talent show di casa Rai condotto da Milly Carlucci.

Nell’edizione 2020 si è esibita con Rosalinda Celentano, per e con la quale ha

realizzato coreografie originali mettendo in evidenza le doti da coreografa già

apprezzate nello Show Dance, disciplina che balla insieme a Fabio Modica, partner

nella vita e nel ballo, affermandosi nelle migliori dancefloor del mondo. Ciao Tinna…

Ciao Fabio…

Sia nel ballo che nella vita fai coppia con Fabio Modica. Come vi siete

conosciuti?

Si, siamo una coppia sia nel Ballo che nella vita; ci siamo conosciuti nel 2002 perché

entrambi eravamo in cerca di un nuovo partner, con la voglia di portare il nostro ballo

ad un livello ancora più alto. Un nostro insegnante inglese che avevamo in comune ci

ha fatto conoscere.

Tu sei nata ad Aarhus, in Danimarca, inizi a ballare sin da piccola e, a 14 anni,

sali sul podio dei campionati nazionali danesi… A 18 anni come mai decidi di

trasferirti in Italia?

Avendo finito il liceo scientifico a 19 anni, e avendo iniziato da 5 mesi a ballare con

Fabio, iniziavamo un po’ a fare i nomadi tra Danimarca e Italia.

Nel 2003, pur continuando a rappresentare la Danimarca, ho capito che mi trovavo

molto bene in Italia …. persone sempre allegre, sole tutto l’anno, cibo ottimo, un

ambiente più stimolante dal punto di vista sia artistico che competitivo.

Dal 2006 sei Maestra a Ballando con le stelle. Quale VIP è stato un bravo

allievo?

Ho partecipato a Ballando tre volte (2006-2010-2020) con partner totalmente diversi.

Ognuno di loro aveva i propri pregi e difetti. È difficile dire chi sia stato il più bravo!

Dipende da cosa prendiamo in considerazione… Sean Kanan, il divo di Beautiful,

sicuramente in lui ho trovato un buon amico perché, a distanza di tanti anni, ancora ci

sentiamo. Stefano Pantano, lo schermidore, senza dubbio è stato il più disciplinato

tra tutti, dall’altra parte i due metri o quasi di altezza non lo aiutavano. Rosalinda

Celentano, un’artista a 360 gradi, sicuramente è stata la più creativa, la più

divertente con cui collaborare e la concorrente che ha fatto più progressi personali

grazie alla danza. Quindi, ognuno ha diverse qualità e, proprio per questo, è difficile

scegliere; tuttavia Rosalinda è stata la partner che ha fatto più progressi dall’inizio del

programma.

Edizione 2020: entri in corsa per sostituire Samuel Peron positivo al Covid (ndr.

impegnato ora come tutor danza nel programma Buongiorno Benessere di Vira

Carbone Rai1). Quali differenze hai trovato nel creare coreografie, impegnative

e affatto banali, per mettere in risalto la personalità di Rosalinda Celentano?

Essendo io una persona che ama le diversità e le sfide, creare le diverse coreografie

con Rosalinda è stata una bellissima prova per me come artista, dovendo pensare

fuori dagli schemi classici delle danze di coppia. Questa volta volendo creare

coreografie con un messaggio al pubblico ho trovato in Rosalinda la partner perfetta.

Rosalinda, nella creazione della propria arte, parte sempre dal messaggio che vuole

dare al pubblico, e questa cosa mi ha aiutato molto nel trasferirla alle nostre

performance.

Cosa ci puoi raccontare sull’esperienza cinematografica nella serie Netflix

“SummerTime”?

È stata la mia esperienza cinematografica da attrice con un piccolo ruolo in questa

serie Netflix. Questi giorni sul set hanno confermato ancora di più il mio amore per il

mondo del Cinema.

Ballando in coppia con Fabio Modica avete conquistato vari prestigiosi titoli…

Qual è stato il più difficile da afferrare?

Ogni gara ha una storia diversa. Sicuramente, da buoni competitori, il titolo più

difficile è sempre quello al quale vai più vicino, ma per diversi motivi non riesci mai a

fare tuo. Da sportivi, non si è quasi mai contenti: nove volte su dieci avresti potuto

fare meglio, ottenere di più, spingerti sempre un po’ oltre. Tuttavia, tra i nostri

successi, forse quelli più sofferti, ma poi più gustati proprio perché così sofferti, sono

stati la Finale al Campionato Europeo Show Dance nel 2019 e quella al Mondiale nel

2018. È sempre bello quando ottieni qualcosa per cui hai lavorato tanto.

Carriera da modella, danzatrice, influencer e attrice quale arte ti appartiene di

più?

Senza dubbio quella da Ballerina e poi da Attrice. Sono due arti dove puoi crescere

all’infinito e dove lo stimolo artistico per me è più alto.

Fabio Modica - Tinna Hoffman


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TuttoBallo20

Tre aggettivi per descrivere Fabio?

Paziente, Creativo, Empatico.

Con Fabio hai aperto una scuola a Sarzana… come vi siete organizzati per

contrastare questa situazione Covid faticosa?

Purtroppo, come per tutti i settori, questa situazione di pandemia non sta aiutando

lo sviluppo della danza. Fin da marzo siamo stati proattivi verso questa situazione,

ovviamente nel rispetto delle regole. Ci siamo dati da fare per mantenere i nostri

allievi (per la maggior parte ragazzi competitori), sempre motivati ed occupati in

attività collegate alla danza e all’allenamento. Per tutto il 2020 abbiamo

organizzato lezioni online, camp intensivi utilizzando anche altri professionisti del

settore, ad esempio nel campo del mental training, abbiamo creato, dove è stato

possibile, video di danza, cortometraggi, spettacoli individuali che abbiamo poi

condiviso online.

Sempre nel rispetto delle regole, durante i mesi estivi abbiamo creato uno

spettacolo di danza per i nostri allievi, senza quasi pubblico, che poi abbiamo

mandato in streaming on line … insomma non ci siamo annoiati.

Fabio, tre aggettivi per descrivere Tinna?

Solo tre?! (ride)… Determinata,Vulcanica, (non è un aggettivo ma una

similitudine), un coniglietto con il corpo e gli occhi di una pantera.

Quante ore dedicate al ballo personale e quante all’insegnamento?

Dipende molto dai periodi ma, in generale, mattina e primo pomeriggio al ballo

personale, pomeriggio e sera all’insegnamento.

Tinna Hoffman- Fabio Modica

Chi è più pignolo dei due?

Tinna

Secondo voi… quali scenari ipotizzate alla fine di questa pandemia?

Non è facile prevedere … ma quello che speriamo e, quindi, coraggiosamente

prevediamo è una rinascita esplosiva della danza e di tutte le altre forme di arte e

intrattenimento dal vivo. Immaginiamo che le persone ormai stufe di questa

situazione e vogliose di tornare alla normalità, incrementeranno i loro rapporti

sociali anche e soprattutto grazie ad eventi che renderanno possibile l’essere

insieme, felici, uniti a divertirsi davanti o dentro lo stesso spettacolo. Ed in base a

questo abbiamo anche qualche ambizioso progetto che non vediamo l’ora di

svelare quando sarà il momento giusto (speriamo molto presto).

Quali sono, invece, i vostri obiettivi personali finita questa emergenza

Covid?

Abbiamo tanti progetti sia per noi che per i nostri allievi. Visioni a livello nazionale

ed internazionale, per alcune delle quali ci siamo già messi a lavorare, per

svilupparle definitivamente alla fine di questa emergenza. Danza, competizioni,

teatro, spettacoli, cinema… forse sono tante, ma tanta sarà ugualmente la nostra

voglia di fare alla fine di questo periodo. Non vediamo l’ora di farvi vedere cosa

abbiamo creato. Grazie…

Fabrizio Silvestri

faste61

Rosalinda Celentano- Tinna Hoffman

Fabio Modica - Tinna Hoffman

Fabio Modica - Tinna Hoffman


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Rosalinda Celentano- Tinna Hoffman -

BALLANDO CON LE STELLE 2020


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di Giovanni Battista Gangemi Guerrera


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Sapete cos’è un ossimoro?

L’ossimoro è una figura retorica che consiste nell’accostamento di due parole di significato

contrapposto nella stessa frase. Ad un primo sguardo, i termini che lo compongono possono

sembrare incompatibili ma, in realtà, è questa stessa associazione a conferire forza al

concetto che si intende esprimere, giocando con il paradosso e l’inatteso. È proprio il loro

carattere inaspettato ad attirare l’attenzione del lettore.

Alcuni esempi di ossimoro possono essere “caos, calmo”, “ghiaccio, bollente”, “Dairo Todd,

La Existencia”, si, avete letto bene…. lui… Dairo Todd! Lo abbiamo conosciuto poco fa,

ricordate?... Vi avevo detto di non sottovalutare l’importanza dei personaggi secondari per

una storia di successo

Conosciuto nel mio pomeriggio “Burtoniano” in compagnia dei “mala mana orchestra”, rapita

dal quella risata che aggiungeva colore all’esperienza che già aveva ampiamente appagato la

mia anima, ci fermammo a parlare, in un confessionale di fortuna ricavato nella sala di

registrazione, entrambi incuriositi, l’uno dall’altra... Due sedie e un microfono… questa volta

spento… Lui, per la prima volta a raccontarsi con parole e non con musica, io pronta ad

accogliere la sua confessione …

Chiusa quella porta, il suo ridere di gusto (che poco prima aveva riempito di colore l’esperienza

sensoriale appena trascorsa), si trasformò in un sorriso nervoso, e io con lui… non sapevamo

cosa sarebbe potuto emergere da quella chiacchierata, ma entrambi eravamo consapevoli che

una volta usciti da quel confessionale, non saremmo più stati gli stessi.

Tentai un approccio diretto, questa “mariposa bianca” non ama i giri di parole, lui ha la stessa

purezza di sua figlia negli occhi, ha bisogno di sentirsi sicuro nel suo angolo di verità… Gli chiesi

cosa provasse mentre suonava il trombone… Lui, dapprima sgranò gli occhi e si chiuse per un

attimo nella sua felpa variopinta aggrottando la fronte e stringendo le spalle che fino a poco

prima si aprivano in gesti ampi…

Troppo diretta, pensai, come quando si viene scoperti a guardar qualcuno di nascosto, in realtà,

la sua reazione mi sorprese…

Fece un respiro e guardò per un attimo nel vuoto.. quasi a volere raccogliere le idee, subito

dopo riportò il suo sguardo in mio favore e rispose “io, quando suono non sono qui… sono in

un altro mondo… sono nel mio mondo… e non esiste altro posto in cui vorrei essere”. Mi

colpì quel sorriso, somigliava a quell’unico raggio di sole che a fatica si fa spazio tra le

nuvole scure che salutano la più forte delle tempeste… un fiume di emozioni che a fatica

trattiene gli argini, profumava di terra bagnata di quei luoghi lontani dove nascono gli

arcobaleni.

Ammorbidii il mio sguardo e poggiai a lato il telefono con il quale stavo registrando la sua voce,

mi misi più comodamente sulla mia sedia e gli chiesi di portarmi nella sua isola che non c’è…

quella in cui si rifugia quando suona.

Chiesi con la stessa dolcezza con cui Wendy chiedeva a Peter Pan di poterlo seguire ogni

notte nei suoi sogni.

Le sue parole, ed il suo tono di voce, a poco a poco si addolcirono, arrivando all’udito come una

mano tesa nell’invito in questo nostro viaggio… Un viaggio in cui Peter Pan si veste di colore e

la sua “Trilly” non è una fata, in realtà è il suo trombone, lo strumento attraverso il quale

muta in scaltro seduttore che nella voce e nel timbro rivela il suo fascino, serio e composto

, adulto e solido… abile manipolatore in grado di stuzzicare le fantasie più recondite… in un alter

ego stupendo fatto di note musicali che brillano come gli occhi di chi li suona.

Così come “Trilly” aveva il potere di far volare le persone cospargendone il capo di

polvere di fata facendo loro dimenticare di essere diventate adulte, Dairo allo stesso modo, è in

grado di farle volare, in un posto magico fatto di note musicali, brillanti, allegre, piene di

vita… lontano da i pensieri, dai problemi..

Dairo, a differenza di Peter Pan, ha smesso di cercare la sua ombra, ma ha deciso di

risplendere di luce al punto di trasformare le ombre che ho visto nei suoi occhi, in

meravigliose sfumature… lo capii quando mi raccontò delle canzoni che in piena notte lo

vanno a trovare, parole e musica che lo svegliano, perché non possono attendere il

sorgere del nuovo sole per essere trascritte…

Fu strano quello che successe in quella stanza, entrammo con mille paure, respirammo la

stessa musica, ognuno con la propria pelle, con la propria anima, ma con la stessa

intensità, diventando l’uno, l’ossimoro dell’altro.

Ci stringemmo la mano alla fine della nostra chiacchierata, entrambi colpiti dal fatto che le

nostre mani erano gelate e tremanti, con espressione appagata mi guardò, e fece un

occhiolino, quasi a volermi rassicurare del fatto che quanto aveva visto in me, sarebbe rimasto

nascosto in quelle foreste da cui nascono gli arcobaleni.


P E R S O N A G G I

TuttoBallo20

Avete presente i primi raggi di sole dopo un inverno freddo e arido?!

Il legno che si dilata nelle ore più calde, e i campi che si preparano ai primi acquazzoni per farsi

dissetare?!

Ecco, questa è stata la mia percezione conoscendo loro… si, si… proprio loro, Mala Mana Orchestra, una

ventata di primavera in questo inverno che dura ormai da troppo, troppo tempo…

Di quella giornata ricordo il freddo, del resto, non era stata fino a quel momento una giornata da

ricordare, anzi, si poteva definire ordinaria ai limiti della noia, riunioni in ufficio, traffico in

tangenziale, imprecazioni creative in tipico stile italiano medio contro gli automobilisti incapaci…

insomma… era una tipica giornata milanese, in una tipica zona arancione lombarda…

Le scale esterne, ripide alla vista, terminavano con una piccola porta al cui tatto, si poteva percepire la

vibrazione della musica impaziente di uscire… al mio ingresso i ragazzi mi guardarono incuriositi,

probabilmente non mi aspettavano, e, per essere del tutto sincera, nemmeno io mi aspettavo di potermi

sorprendere ed innamorare perdutamente di loro.

Fabrizio, al mio arrivo stemperò il silenzio ricavando un posto tra le giacche accatastate sopra il divanetto

alla mia destra, per farmi accomodare, con il suo sorriso dolce e rassicurante mi offrì un caffè che

accettai di buon grado… rimasi lì, tra quegli occhi che mi fissavano e il silenzio rotto solo dalla voce di

BigJP che risuonava oltre il vetro, fui subito rapita da quella voce, era potente riempiendo la stanza, ma allo

stesso tempo dolce come gli occhi di un bambino che sorride all’ingresso di scuola salutando con la

mano.

Ero nel cuore dello studio di registrazione Latin Music Studio’s, stavo assistendo all’emozione che

diventa musica, come il bruco che diviene farfalla… fu allora che capii che la mia giornata… da li a poco,

non sarebbe più stata così banale.. Attesi pazientemente la fine della registrazione, BigJp, alla voce, si

lasciava accompagnare e coordinare dalle sapienti mani di Fabrizio Zoro e Francesco Mascaretti, i cui

sorrisi più belli arrivavano quando la sinergia tra voce e musica si faceva Magia. Decisi di stare in

religioso silenzio per non rovinare quel momento, ma dentro, sentivo un tornado di emozioni…

adrenalina, gioia, allegria, riuscivo a fatica a trattenere la musica nelle mie gambe e più cercavo di

trattenerle più loro stesse si ribellavano al volere di quella melodia.


P E R S O N A G G I

TuttoBallo20

Finita la registrazione, i ragazzi decisero di concedersi un momento di relax, e io con loro… scherzammo

per un po’, parlammo dei loro “pasti discutibili” e poco dopo decisero di improvvisare qualcosa con

strumenti recuperati qua e là nello studio… (non so se fosse proprio proprio “per me”, ma preferisco

pensarla così... Vidi Francesco partire alla volta della sala di registrazione e tornare tenendo tra le mani la

conga… Francesco è di corporatura esile al punto che i vestiti a fatica ne disegnano il contorno, e quello

strumento alla vista sembrava decisamente più grande di lui… si sedette, con pazienza lo posizionò tra le

gambe e accarezzandolo con cura si presentò a lui, con osservanza, come i nobili di fine ottocento.

Avvolto nel suo insolito maglione bianco, puro come il suo rispetto per la musica cominciò ad

assecondarlo con le dita, mentre con i palmi ne guidava il ritmo… dapprima corrucciato e concentrato,

poi, una volta riscoperta la giusta sintonia si lasciò andare in una sonora risata… dissimulando con

quel sorriso la tensione accumulata per il fatto che io fossi lì, ad osservarli…

Di fronte a lui, girato di schiena, chino sulla sua tastiera, chiuso in un maglione grigio ma che ne faceva

risaltare gli occhi timidi attraverso il quale comunicava molto di più che con le parole…

Andrea, seduto, con le spalle leggermente contratte esprimeva la sua inconsapevole bellezza, ruotando

il viso in favore della tastiera… quasi a voler coccolare l’udito… affascinante, mentre le sue dita

passavano velocemente tra i tasti bianchi e neri trasformando quegli stessi tasti in melodia… La sedia

su cui era seduto divenne percussioni, mentre tamburellando sul bracciolo di quella sedia destreggiandosi

con le bacchette tra il bracciolo e la campana, Dairo, con la sua felpa variopinta e un cappellino rosso,

rideva di gusto mentre incitava Francesco suonando la campana… urlava.. “Francescooo,

uuunoooo!!!”… I suoi colpi incalzanti e le sue risa caricavano l’aria di aspettative e di allegria.

In piedi, alla sua destra Jean Paul, di presenza apparentemente giunonica e rassicurante danzava

suonando le maracas cantando con la stessa voce, potente e dolce al contempo, che poco prima mi

aveva rapita… e che ai miei occhi lo faceva apparire leggero come il colibrì che si disseta sbattendo

velocemente le ali sospeso a mezz’aria... Credetemi, persino le sue treccine ballavano all’unisono con

lui… E infine Fabrizio… lo splendido domatore di questi talenti affamati di musica e vita, giocava con

loro accompagnandoli con il guiro e assecondandoli nel loro momento di svago, fiero e paterno nel

gestire tutta la loro iperattività e il loro entusiasmo per l’album in uscita. La mia giornata banale, era

appena diventata magia, e quello studio, sito ai piedi di una scala ripidissima nella fredda Milano, era

appena diventato il set cinematografico di un film di Tim Burton. I personaggi del resto, c’erano tutti…

Francesco Mascaretti: “La stella alpina dal fascino del nobile ottocentesco”,

nato e cresciuto nella perla italiana dalla bellezza disarmante, il cui simbolo è il

Delfino, figlio d’arte, trasferito ai piedi della “Madonnina”, direttore di questa

orchestra fortemente voluta e cresciuta come si crescono i figli, con amore e

dedizione. Con tanti progetti ambiziosi e di impavido approccio, come chi è

destinato a cogliere una stella alpina.

Andrea Giubilei: “Il timido e distinto insegnante di pianoforte” cresciuto ai piedi

della “Madonnina”, di classica impostazione, che mentre insegna ai bambini delle

scuole elementari, diviene egli stesso studente inconsapevole, imparando ogni

volta a guardare la vita con la freschezza e la creatività propria dei bambini, dolce

nei modi, con tanti sogni nei timidi occhi e le sinfonie in testa, creativo, a volte

introverso, ma con tantissima passione.

Jean Paul detto BigJP: “Il colibrì sospeso a mezz’aria” il gigante buono che con la

sua voce riesce ad attraversare tempo e spazio, volando in una dimensione in cui

musica e parole definiscono la sua vera essenza, in quella stanza che ognuno di noi

ricava dentro di sé per poter lasciare andare ogni maschera.

I personaggi secondari (da non sottovalutare mai per una storia di successo)

Dairo Todd: Peter Pan giocherellone iperattivo e dispettoso, trovatosi lì per puro

caso a dar supporto ai suoi amici musicisti..

Fabrizio Zoro: Il domatore di talenti in doppio petto fiero indossando il suo grande

cilindro al centro della pista del circo.

Io… inconsapevole Alice: catapultata dalla fredda Milano, in un’altra dimensione… e

voce fuori campo di questa nostra storia.

Chiusi gli occhi per un attimo e sentii sotto i piedi il calore della sabbia sulla

spiaggia al calare del sole, nel momento in cui la battigia si lascia accarezzare dal

mare e il sole regala gli ultimi baci rubati alla pelle nella maniera più dolce che

conosce, scaldandola con un alito d’amore aiutato dalla brezza di fine

giornata, leggera…

Senza saperlo mi avevano appena fatto un regalo bellissimo, erano riusciti in

pochissime ore a rapirmi, togliermi di dosso i freddi e grigi vestiti invernali e

farmi indossare un costume da bagno e un pareo…, lasciandomi lì… a godermi

quel piccolo angolo di paradiso in cui poter far cadere la maschera che a volte

sono costretta ad indossare. La loro musica, la passione, le risate, questo

hanno fatto in me la differenza…. Questo faranno in voi la differenza, li

amerete, esattamente come li amo io. Poco prima di salutarli li guardai per un

ultima volta, di nascosto perché non si accorgessero di me… erano visibilmente stanchi,

ma ridevano e si scambiavano battute, si chiedevano quando sarebbero potuti tornare

a contatto con il pubblico, facevano ipotesi sulla loro prima performance live, di nuovo

su un palco, tra la gente…. Una sola frase nella mia testa… “E Pluribus Unum” ovvero

“da molti uno” , locuzione latina il cui uso più noto è quello di motto degli Stati Uniti

d’America, usata per la prima volta durante la rivoluzione americana del 1776, ed oggi

usata da me per celebrare tutte le sfaccettature che li rendono unici e che li hanno

resi, ai miei occhi “anime pure” in piena rivoluzione.


DANCE MOVIE

BEST

"MOSTRI"

DI BARTOLO

LUCA

ALESSANDRO

P R E M I

TuttoBallo20

III edizione Premio

"Stefano Francia"

B E S T D A N C E M O V I E 2 0 2 0

CASCIOLI


P R E M I O

TuttoBallo20

Il cortometraggio “Mostri”, un lavoro nato nel settembre 2016, a quattro

mani tra Luca di Bartolo e Alessandro Cascioli, nella maniera più naturale:

quella che contraddistingue le idee nate da un profondo desiderio creativo,

che ha convinto l’Academy del premio “Stefano Francia” a riconoscere questa

opera come la migliore del 2020… Il premio Stefano Francia, all’eccellenza

coreutica, causa pandemia, è stato assegnato solo alla categoria Best Movie, in

rispetto della chiusura e del danno economico, culturale e professionale della

categoria danza. Molti artisti, dal periodo del primo lock down si sono

mobilitati per creare un’ alternativa alla sale da ballo, ai cinema e ai teatri

chiusi. L’alternativa è arrivata dal web. Il proliferarsi delle piattaforme danza,

per lezioni on line, è stato il modo migliore per non spegnere gli ultimi

riflettori rimasti accesi sull’ arte tersicorea. Da quasi un anno tutti quanti,

danzatori, maestri, istruttori, gestori, organizzatori, stiamo surfando sulle onde

anomale di questa esistenza e siamo stati bravi a rimanere a galla con qualche

piccola iniziativa sul web. Come il nostro evento che, in versione ridotta, è

andato in onda su www.championtour.dance, piattaforma creata da Jerry

Abrate, per permettere a tutti i ballerini di avere un riflettore sempre acceso

sulla propria carriera. In meno di trenta minuti abbiamo presentato il premio ,

visto due documenti dance video e premiato Luca Di Bartolo… Potete

rivedere la puntata su canale Championtour.

Prende forma attraverso lo scambio di immagini e pensieri forti, su quello che per

noi poteva rappresentare uno spazio architettonico come l’ex-discoteca

Woodpecker così particolare, arricchito dai graffiti dell’artista Blu, portato nel

vissuto di un danzatore per un danzatore.

Questo primo progetto completamente personale sulla danza, arrivava in un

periodo di crisi nei riguardi della professione di architetto e nei fatti ha segnato un

punto di svolta sulla mia necessità di espressione attraverso le immagini:

architettura e danza si fondono, quasi fosse un passaggio verso una nuova

dimensione sia nel cortometraggio che nella mia stessa vita.

L’importanza vitale è dimostrata dal fatto che, a distanza di 4 anni, “Mostri” è

ancora vivo e mutevole nella forma in cui viene presentato al pubblico; il nome

stesso, “Mostri", ha sostituito quello originale di “Woody”, proprio nel 2020 a

seguito di una revisione sul montaggio.

Come architetto e creativo sono dell’idea che l’architettura non possa essere luogo

neutralizzato della sua personalità nel momento stesso in cui la scegliamo per

abbracciare la danza, non può diventare luogo pittoresco da ‘utilizzare’, come la

danza non può diventare un pretesto per riempirlo di ‘bellezza’. Lo spazio

architettonico si basa solidamente su forma ed equilibrio.

La danza è in egual misura fatta di forma ed equilibri, ma può contenere profondi

e violenti stati d’animo che la rendono densa di contraddizioni. Penso che le due

realtà convivano in uno splendido connubio se fatte dialogare onestamente tra

loro. Il nostro tentativo è stato esattamente questo. In questo tentativo, un apporto

straordinario, è giunto da due persone preziose incontrate in questo tragitto di

scoperta personale: Marco Marchetti con il suo theremin e Francesca Qoya con la

sua voce. La loro musica ha colmato lo spazio tra Alessandro e la cupola quasi

fosse una sorta di liquido amniotico, è diventata parte integrante di un dialogo

divenuto a tre. Un ulteriore aspetto di questo progetto era il desiderio di unire

personalità che forse non si sarebbero mai incontrate; la professione di fotografo

mi aveva portato a conoscere artisti diversi, quella di architetto a possedere una

personalità progettuale che unisce. Questi elementi hanno fatto scaturire poi tutto

il mio operato successivo: workshop di fotografia di danza nella forma più

partecipata possibile e diversi progetti filmici di video danza ove la musica,

l’architettura e la danza sono sempre elementi che tengo parimenti in primo piano.

E poi credo che il nostro scopo nel campo creativo deve sempre essere

profondamente umano e unificante.


P R E M I 0

TuttoBallo20

III edizione Premio

"Stefano Francia"

B E S T D A N C E M O V I E 2 0 2 0

BEST DANCE MOVIE

"MOSTRI"

LUCA DI BARTOLO

ALESSANDRO CASCIOLI


P R E M I

Per chi lo desiderasse questo è il link da cui guardare Mostri:

https://vimeo.com/234964425

https://vimeo.com/503430650


M E M O R Y

TuttoBallo20


P I T T U R A

TuttoBallo20

di Pina Delle Site


P E R S O N A G G I

TuttoBallo20

Nato nel villaggio di Zabre, nel sud del Burkina Faso, è qui che,

frequentando i primi anni di scuola, unisce allo studio la sua passione

per il disegno, al quale inizia a dedicare una gran parte delle sue

giornate; arrivato all’età di 18 anni affianca ad esso la pittura e comincia

a studiare l’uso e la tecnica del colore.

Fino a questo momento della sua vita Leopold è un autodidatta ma

spinto dalla passione si trasferisce a vivere a Ouagadougou; la grande

città offre molte più possibilità di approfondire e sviluppare la sua

tecnica, e gli offre molti più stimoli artistici; qui incontra il pittore Zare

Fayssal che diviene il suo mentore.

In seguito a questo incontro sviluppa il suo personalissimo stile che,

unito alla sua grande capacità di osservatore, ne fanno un grande

narratore della città e della vita quotidiana. Con i suoi lavori ci regala un

viaggio tra le strade di Ouagadougou e ci racconta la realtà burkinabè ed

i momenti unici dei suoi molteplici e coloratissimi abitanti.

Ci racconta la vita dei bar dove si beve e si balla, i concerti, ci fa

assaporare i sapori e i profumi del mercato o ci fa perdere nelle strade.

La città, così, nei suoi racconti pittorici si popola di donne, di bambini,

di ubriaconi … le merci vanno e vengono in un continuo scambio, le

moto e le bici sfrecciano a folle velocità cariche di passeggeri in

equilibrio perfetto, i bus coloratissimi trasportano una moltitudine

accalcata una sull’altra, il tutto in un caleidoscopico mondo colorato.

Leopold è tecnicamente molto legato alla precisone del disegno, è un

lungo percorso quello che lo porta continuamente a disegnare e

cambiare linea prima di definire i suoi personaggi.

In questo suo racconto si concentra molto sull’atmosfera urbana, ci

rende partecipi e spettatori allo stesso tempo di una realtà densa di

personaggi e di sentimenti, ci immerge in una vita colorata che ci

avvolge con la sua leggerezza ed il suo senso dell’umorismo.


P E R S O N A G G I

TuttoBallo20

E’ questo il suo racconto della vita quotidiana, della sua visione di un mondo colorato e

vociante. Della sua Ouagadougou città multiculturale del Burkina Faso.


S T O R I E

TuttoBallo20

“Per me danzare è uno stile di vita”

la storia di FRANCESCA DI MAIO

Cari amici, nei vari numeri della nostra rivista, abbiamo sempre condiviso esperienze belle, dure, faticose ed esemplari, di

ballerini professionisti, coreografi o maestri di danza che hanno svolto, o svolgono la propria attività ad alti livelli; vogliamo,

questa volta, capire e percepire le sensazioni che l’arte coreutica trasmette, da un’altra angolazione, che può essere quella dei

potenziali ballerini che, per vari motivi sono stati costretti ad interrompere i propri studi di danza, ma che continuano ad amarla

per ciò che quest’arte significa, oppure vogliamo ascoltare il punto di vista di coloro, “persone comuni”, che praticano danza

per il semplice gusto di danzare, perché quest’arte dà modo loro di superare ostacoli, problemi, limiti, senza alcuna pretesa di

diventare professionisti o di calcare necessariamente i palchi dei teatri più grandi del mondo. Dopotutto la danza, l’Arte è di

tutti, ed ognuno ha il diritto di esprimersi a modo proprio, anche nel proprio piccolo, nella propria stanza, nell’aula della propria

scuola … semplicemente perché la danza può essere una “medicina” per tutti … E’ per questo che in questo numero Vi

presentiamo un’amica di Tuttoballo20, che per molti anni si è dedicata alla danza, amandola immensamente e continuando, ad

oggi, ad amarla, nonostante, come ci racconterà, è stata costretta ad abbandonarla; l’Arte, la danza, lasciano sempre dei segni

molto forti in coloro che vi si dedicano, e Francesca ne è un vero e proprio esempio, tanto da dichiarare che la danza, per lei, è

“uno stile di vita”; ogni artista vive l’Arte a modo proprio e la fa sua …

A che età hai iniziato a ballare, e per quanti

anni ti sei dedicata alla danza?

ho iniziato a 6 anni circa ed è stato subito

amore; con qualche periodo di pausa dovuto a

trasferimenti per lavoro … quasi 30 anni

A quale tipo di danza ti sei dedicata e cosa

ti ha spinto a farlo?

Ho fatto principalmente danza moderna, ed ho

capito troppo tardi l’importanza della danza

classica. Da piccola è un po' così o ti vedi con il

tutù e le scarpette rosa se sei una femminuccia

o con il pallone se sei un maschietto. E’ stata

comunque una mia scelta i miei genitori non mi

hanno mai obbligato o spinto …

Sappiamo benissimo che danzare, in un

certo modo, richiede molti sacrifici …

facendo un bilancio, ne è valsa la pena? Più

sacrifici o più soddisfazioni?

Posso dire entrambi: la gioia che si prova sul

palco durante il saggio di fine anno e, allo

stesso tempo, i sacrifici della mia famiglia prima

(sia in termini economici che di presenza …) e

poi miei… la mia lezione finiva alle 22 di sera

quattro volte a settimana e tornare a casa e

non saper neppure cosa mangiare era un bel

problema … per non parlare delle corse con la

macchina o i mezzi pubblici per arrivare in

tempo alla lezione …

Il ricordo più bello legato a quegli anni e

l’esibizione più bella di cui hai memoria?

Forse l’ultimo saggio perché in cuor mio sapevo

che sarebbe stato l’ultimo

Cosa provavi mentre danzavi, non solo sul

palcoscenico, ma in generale?

Nonostante la mia timidezza, la danza mi

permetteva di tirare fuori anche quella

femminilità che non ritrovo nella mia vita reale.

Poi hai smesso … possiamo chiederti il

perché?

Purtroppo durante una lezione mi sono rotta un

osso del piede nel 2014 e sono stata ferma due

mesi … poi non ho voluto più riiniziare perché

nel frattempo era maturata in me l’idea di

lasciare questa passione, avrei continuato (e

tuttora lo farei) a studiare ma la verità è che

ogni scuola di danza organizza il saggio di fine

anno e da febbraio in genere si iniziano a

“montare” i balletti, ma in questo contesto non

mi ci sentivo più.

Ti manca la danza? Con cosa hai

compensato tale attività?

Sì…ogni volta che vedo un balletto in

televisione o sui social mi fermo e mi viene

ancora la pelle d’oca. Dopo essermi ripresa

dall’infortunio ho fatto prima yoga e poi

crossfit ma questo non lo scrivere (…ride)

Hai mai pensato di aprire una scuola di

danza tutta tua, o, comunque, di insegnare

danza insieme ad altri colleghi/ballerini?

No mai, è stata sempre una passione vissuta

dal lato del discepolo e mai da quello

dell’insegnante.

Se domani dovessi tornare a danzare, ad

esempio per una situazione o uno spettacolo

estemporaneo a cui tu volessi dare un

contributo, quale esibizione decideresti di

regalare al pubblico?

Un musical, tipo Notre-Dame de Paris

Ti propongo di terminare la frase di rito che

propongo a tutti gli amici amanti dell’Arte:

per te danzare è…

… uno stile di vita…

Grazie per averci dedicato il tuo tempo e per

averci raccontato la tua esperienza legata

all’Arte ed al mondo coreutico!


P E R S O N A G G I

TuttoBallo20

Intervista di

Pina Delle Site


P E R S O N A G G I

TuttoBallo20

Conosco il Maestro Lacasella, per me affettuosamente Marco, da diverso tempo; ci incontrammo

in una situazione “particolare” di cui parleremo insieme a lui. L’ho sempre visto e vissuto come

un ragazzo intelligentemente ironico; dietro ogni sua frase c’era sempre qualcosa di

estremamente significativo, anche se detta sempre in modo scherzoso e simpatico … insieme a

lui tante risate a crepapelle,ma … posso dietro la sua simpaticissima ironia, il Genio … ebbene

si, il Genio della musica! Quando lo vedo, nei vari filmati, dirigere un’orchestra o suonare il

pianoforte o parlare di musica (dato che non ci vediamo personalmente da molto tempo), tutto si

trasforma … e mi sembra tutto così strano (in senso positivo). Marco è un uomo dalle mille

risorse, dotato di una sensibilità artistica da fare invidia … staresti ore ed ore ad ascoltarlo

parlare di musica e del suo potere, senza annoiarti un attimo … ed è per questo che voglio

presentarlo a voi tutti.

Bentrovato Maestro, o Marco, come preferisci che ti chiami?

In genere si rivolgono con Maestro, ma puoi chiamarmi Marco.

Raccontaci un po’ di te e dei tuoi studi, importanti, nell’ambito della musica, che ti hanno portato

ad essere ciò che sei oggi.

Gli studi musicali nascono da una passione familiare nata principalmente da mio fratello esperto in

musica sacra nonchè organista.

Come è nata la tua passione per la musica?

ascoltare nelle chiese, in grandi cattedrali il suono dell’organo anche a chiesa chiusa, mi ha fatto

esperire un rapporto con la musica che va nelle profondità dell’anima.

Ci spieghi la differenza tra ciò che si prova tra l’ascolto della musica, suonare personalmente e

dirigere un’orchestra?

Di fatto siamo tutti ascoltatori, anche quando suono il piano o dirigo l’orchestra ascolto anche io. Dopo

tante prove o esercizi al pianoforte si diventa ascoltatori di se stessi, dove in qualche caso si ha la

sensazione che non siamo piu noi a suonare. Si raggiunge una forma di distacco da se stessi, che

porta ad essere indifferente alle emozioni di essere in esibizione.

Ti piace più suonare o dirigere, e perché?

l’esperienza dell’ascolto avviene sia a suonare che a dirigere, l’importante che si trovi quella

dimensione oltre la musica di cui l’ascoltatore dovrebbe trovare beneficio.

In quali luoghi ti sei esibito e qual è stata l’esibizione che ricordi con più emozione?

Ricordo al teatro Civico di Norcia, in una trascrizione fatta da me per orchestra di un tempo di una

sonata di Beethoven, e al teatro Giordano di Foggia con la Sinfonia Eroica di Beethoven.

A chi ti ispiri mentre lo fai?

Alla musica stessa ; quando si è giovani si pensa a farsi notare ad avere attenzioni, all’ambizione, ma

col tempo ci si rende conto dell’illusione il cui movente non puo portare lontano, e quindi c’ e un

momento di CONVERSIONE, in cui il propellente è dentro se stessi, e per la musica stessa, (se tutto

va bene), trovando e vivendo una dimensione dialogica verticale, che lentamente sostituisce quella di

interesse orizzontale, oppure ne cambia la sostanza.

In genere, come ti prepari prima di una esibizione, hai un rituale? (come molti artisti)

Non c’è un preparazione particolare, da giovanissimi si, ma in età matura ci si prepara anche

camminando o discutendo con un amico, come sto facendo con te adesso.

Tu hai studiato e continui a studiare la musica in tutti i suoi significati, in tutte le sue

sfaccettature, quindi dare una definizione di musica, tout court, per te credo sia impossibile…

puoi, però, brevemente, provare a comunicarci le sensazioni che questa Arte ti fa provare e che

tu, a tua volta, vuoi far arrivare allo spettatore?

La musica è per l’ascoltatore che è l’anima della musica. Il compositore ci mette lo Spirito, l ‘esecutore

ci mette il corpo, e l’ascoltatore ci mette l’anima. La musica di un certo tipo identificato nella classica ma

potrebbe anche in altri generi, è portatrice di valori etici,

se si comprende una melodia trasparente, che descrive la pace di un ruscello come la 6 di Beethoven,

chi ascolta deve far risorgere in se quelle sonorità trasformando il suono in pace, trasparenza emotiva,

gioiosità da portare nella proria vita.

Noi ci siamo conosciuti in una situazione “particolare”: un corso di biblioteconomia. Come hai

coniugato tale disciplina alla tua? E’ una riprova che la musica sia un’Arte versatile? Che si può

applicare in qualsiasi contesto?

In Biblioteca è ideale per fare incontri di musica per trattare con guide all’ascolto questi temi, in cui la

musica non si ascolta superficialmente, ma si cerca di cogliere la sua architettura, ed i suoi contenuti,

affinche possa nutrire attraverso le emozioni tutto l’essere umano.

In una tua intervista hai fatto un paragone molto bello tra l’immagine del cielo e del mare e la

musica; lo puoi riproporre per gli amici di Tuttoballo20?

quando propongo agli ascoltatori durante una guida all’ascolto, di pensare al mare, tutti pensano alla

superfice del mare, con sole belle ragazze e ragazzi che fanno surf ecc.

Ma il mare non è solo quello, la vita del mare sta nelle profondità non è solo estetica, ma anche vita

interiore così come la musica.

Come dicevamo, la musica per te va studiata (ed applicata) in tanti modi, ha tanti significati e

non la si può limitare al semplice ascolto … purtroppo non basterebbe una semplice intervista,

come questa, a far capire il meraviglioso mondo che hai dentro … ci prometti di trattare

l’argomento nei prossimi numeri della nostra Rivista analizzando le varie sfaccettature, e perché

no, applicazioni e funzionalità che ha la musica, attraverso i vari lavori e le varie esperienze che

hai vissuto in questo campo?

Certo in una prossima intervista magari parlerò di qualche brano di musica facendo un commento cosi

tutti potranno ascoltarlo dando le coordinate per trovarlo su internet. La musica dà risposte a quesiti che

sono dentro di noi, ed il vivere profondamente l’esperienza della musica ci permette di trovare una

connessione verticale spirituale che ci sostiene nel difficile cammino dell’esistenza.


A R T I S T A

TuttoBallo20


A R T I S T A

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Giada Beltrame, nasce a Vercelli nel 1974, sposata con Donatello Di Nicola, madre di due

splendidi figli: Michelangelo e Guglielmo, si trasferisce nell’antica città umbra di Amelia, a

confine col Lazio, circondata da antichissime mura ciclopiche e ricca di vestigia romane,

oltre a ricordare avvenimenti storici con l’imperatore Federico II di Svevia. L’artista trova

la sua ispirazione in questo territorio socioculturale fortemente attivo.

Il suo interesse all’arte emerge sin dall’età scolastica dimostrando il suo talento con

disegni che suscitano l’attenzione della sua maestra elementare che la incita a seguire un

percorso artistico.

Negli anni a seguire, alla ricerca di una propria identità professionale, non molla la sua

passione che incide sempre più profondamente nel suo futuro. Infatti, circa dieci anni fa

realizza dei lavori su ceramica che le danno ampie soddisfazioni.

Da qui inizia una collaborazione con l’amica Elena Quondamcarlo docente e scrittrice di

fiabe, la quale accompagna i testi con suoi disegni. L’autrice ha illustrato l’ultimo libro “Il

mantello piegato” con i disegni di Giada.

Le opere su specchi nascono all’impronta dal suo estro creativo. Il disegno, come schizzo

per realizzare l’opera, la inibisce. È un freno alla sua spontaneità. La base è sempre una

superficie riflettente su cui l’artista modella la sua creazione, il cui risultato finale è

un’opera d’arte. Materiali utilizzati: frammenti di specchio con collage a mosaico.

Solamente l’opera Villa Aspreta è stata realizzata su disegno e ne ha fatto omaggio al

prof. Vittorio Sgarbi in occasione della mostra alla Domus Octavia a Narni di proprietà

dell’artista Alvaro Caponi, residenza dei sogni del grande critico d’arte. L’antica Domus

fu edificata sopra le vestigia di una villa romana appartenuta alla Pompea Celerina, ricca

suocera di Plinio il Giovane di cui ne parla nell’epistola 1.4. In questi giorni di quarantena

per l’emergenza corona virus imposta dalle normative nazionali, la sua attività artistica

non si è fermata; anzi è ancora uno stimolo a sviluppare altre idee, altri progetti.

Un’opera dedicata per l’occasione è “Lo specchio rotto”, un riferimento all’umanità che si

è spezzata, da cui dovrà necessariamente rinascere un nuovo mondo.

Ha partecipato a molte mostre distinguendosi per l’originalità delle sue opere in diverse

regioni e città italiane note: Terni, Spoleto, Domus Octavia a Narni.

A Castello d’Agogna (sua città natia) con la mostra del Movimento artistico “Esistenza

cielo” organizzata dal grande artista Marco Tulipani ha presentato un’opera fatta a tre

mani con l’immagine della pescatrice con vetro in pressofusione. Marco Tulipani si batte

contro l’appiattimento artistico. La globalizzazione ha schiacciato l’arte, i cui movimenti

artistici si sono fermati al ‘900. I contemporanei del 2000 sono sconosciuti.

Una mostra itinerante in Russia che sta avendo un grande successo e a cui partecipa

Giada Beltrame è quella organizzata e curata dall’Associazione Mowi Art Comunication di

Mentana/Roma, gemellata con altra sede in Germania. La prima mostra è stata realizzata

a Niznij Novgorod a settembre; la seconda al Cremlino e la terza alla Galleria Luna tutte

nella stessa città tra novembre e dicembre 2019. Presidente della predetta Associazione

Giovanni Vianello e Vicepresidente Maristella Giulisano, entrambi artisti.

Prossime tappe: San Pietroburgo e Mosca.


A R T I S T A

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Un’opera dedicata per l’occasione è “Lo

specchio rotto”, un riferimento all’umanità

che si è spezzata, da cui dovrà necessariamente

rinascere un nuovo mondo.


C I N E M A

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Raffaella Carrà: "Mi è piaciuto moltissimo

come Nacho Álvarez ha lavorato sulle

musiche. Sono inserite in un modo davvero

sorprendente nel film. Gli attori sono tutti

bravissimi, la storia è divertente e riesce a

raccontare con leggerezza un periodo storico

di grande cambiamento."

Ballo Ballo, il musical con le canzoni di Raffaella Carrà, è ambientato nella Spagna

franchista degli anni settanta. Racconta la storia di Maria, una ragazza spagnola

che ha lasciato il suo fidanzato sull’altare a Roma e ha deciso di tornare a Madrid,

dove insegue il sogno di ballare in tv. Quando riesce a partecipare a un noto

programma televisivo, Maria si confronta con la censura dell’epoca, tutto al

ritmo delle più famose canzoni di Raffaella Carrà. Ballo ballo si può vedere dal 25

gennaio su Amazon Prime.


C I N E M A

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SINOSSI

Una commedia musicale con i grandi successi di Raffaela Carrà

Ballo Ballo è una commedia musicale ambientata negli sfavillanti anni ’70

in Spagna, periodo segnato però anche da una rigida censura dei

costumi. Maria è una ragazza piena di vita e voglia di libertà, con la

grande passione del ballo. Dopo avere abbandonato il suo promesso

sposo davanti all’altare di una chiesa di Roma, torna a Madrid per

scoprire cosa vuole davvero dalla vita. Va a vivere con la sua amica

Amparo e con un colpo di fortuna riesce a entrare nel corpo di ballo del

programma di maggior successo del momento, “Las noches de Rosa”. Lì

si innamora di Pablo, figlio del temibile censore televisivo Celedonio, che

sta seguendo le orme del padre nell’emittente televisiva. Accompagnati

dai più grandi successi di Raffaella Carrà, in un turbinio di musiche e di

coreografie in technicolor, scopriremo se vale davvero la pena andare

contro ogni regola e avere il coraggio di cambiare radicalmente la propria

vita.

BALLO BALLO

un film di

NACHO ÁLVAREZ

cast:

INGRID GARCÍA-JONSSON,

VERÓNICA ECHEGUI,

FERNANDO GUALLAR

GIUSEPPE MAGGIO

con la partecipazione straordinaria di

FERNANDO TEJERO,

PEDRO CASABLANC,

CARLOS HIPÓLITO

NATALIA MILLÁN

Coregorafie:

TONI ESPINOSA


C I N E M A

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CHE CINEMA VEDREMO?

Il destino del cinema è ancora tutto da decidere e programmare. Ma gli amanti del grande schermo sperano di poter tornare

presto a sedere nelle sale cinematografiche. La riapertura è prevista per il 5 marzo, ma tutto dipende dall’indice Rt di ogni

singola regione. Intanto le case di produzione cinematografiche hanno pubblicato la possibile programmazione nel 2021.

Space Jam

Il capolavoro che immischia realtà con finzione. Il tema principale è ovviamente il basket,

giocato sia da grandi campioni che dai personaggi della Looney Tunes. Nel 2021 sarà

previsto un sequel del primo film. La prima pellicola uscì nei cinema statunitensi il 15

novembre 1996 e italiani il 21 febbraio 1997. Il protagonista indiscusso nel primo capitolo

fu il grande Micheal Jordan, oggi ci sarà il giocatore Lebron James, accompagnato da Lola

Bunny, Daffy Duck e Bugs Bunny.

Diabolik

Questo sarà un prodotto tutto italiano dai sapori internazionali. I Manetti Bros., padri di film

celebri come Zora la vampira e Ammore e Malavita, hanno scelto di portare al cinema la

storia dell’uomo del crimine, coperto dalla tuta nera. Nel film ad interpretare Diabolik sarà

Luca Marinelli, mentre Eva Kant sarà interpretata dalla meravigliosa Miriam Leone. Il film

ha avuto una vicessitudine tortuosa: doveva uscire nel 2020 e poi è stato posticipato nelle

sale nel 2021

Crudelia De Mon

La Disney, sulla falsa riga della Maleficent di Angelina Jolie, propone un altro racconto su

un personaggio cattivo. Questa volta la protagonista è Crudelia De Mon, la donna

ossessionata dalle pellicce dei dalmata. Emma Stone interpreterà questo ruolo. Sarà

interessante capire come la Disney imposterà il film. Questa è la celebre apparizione di

uno de cattivi Disney più amati di sempre. Alla domanda “Come stai?”. Crudelia risponde:

“Miseramente cara, come al solito, superbamente a pezzi”

Vedova Nera

Vedova Nera è il ruolo che ha consacrato Scarlett Johansson. Questa volta sullo schermo

ci sarà un film tutto incentrato sulla storia di Vedova Nera, la donna più importante della

Marvel. Per gli amanti del genere sarà una vera delizia.

Sing 2

Nel 2021 uscirà il secondo capitolo di Sing . Un film delizioso dove degli animali animati

cercano di raccontare una competizione canora, come un X-Factor versione cartoon. Il

primo film ha fatto davvero il botto e allora l’Illumination Entertainment ha deciso di farne

un seguito.


S T O R Y

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S T O R Y

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Aníbal Carmelo Troilo (soprannominato Pichucofin dall’infanzia) fece parte di una seconda generazione di quell’immigrazione di

italiani che lasciarono la madrepatria per cercare una nuova vita in una Buenos Aires sempre più somigliante ad una Parigi del

Sud America. Nato l’11 luglio del 1914 nel barrio de L’Abasto iniziò fin da piccolo ad essere attratto dal bandoneón, all'età di otto

anni, quando sua madre gliene comprò uno a rate, che continuò sempre a suonare, fino a quando non gliene regalò un altro sua

moglie Zita Ida Dudui Kalacci.

Juan Amendolaro fu la persona che introdusse Troilo ai segreti del bandoneón; dopo circa sei mesi il maestro abbandonò il

giovane Aníbal, il quale continuò lo studio e la sua evoluzione come bandoneonista autodidatta. Nel 1928, ad appena 14 anni,

creò il suo primo gruppo con il pianista Héctor Lagna Fietta, con il quale si esibì nel “Cine Palace Medrano”. Alla fine del 1930

debuttò nel famoso sestetto Vardaro-Pugliese, condividendo per la prima volta le scene con autorevoli personaggi del tango.

Questa formazione, che non incise alcuna registrazione, era composta dal pianista Osvaldo Pugliese, da Elvino Vardaro e Alfredo

Gobbi ai violini, Luis Adesso al contrabbasso, dallo stesso Troilo con Ciriaco Ortiz ai bandoneones. Fu proprio l’incontro con Ortiz

che influenzò molto il giovane Aníbal nella sua maturazione come musicista e nella definizione di una linea stilistica definitiva.

L’anno successivo, Troilo fu addirittura richiesto dal leggendario Juan Maglio “Pacho” per integrare la sua orchestra che si esibiva

al Caffè Germinal della Calle Corrientes. Seguirono partecipazioni con le orchestre di Ciriaco Ortiz (Los Provincianos), di Julio De

Caro dove condivise la fila di bandoneones con Pedro Laurenz, una breve collaborazione con il Trio Irusta-Fugazot-Demare, Juan

D’Arienzo, Angel D’Agostino, Alfredo Gobbi, ed infine alcune registrazioni con la Orquesta Típica Porteña e la Orquesta Típica

Victor diretta da Federico Scorticati.

Nel 1939, Troilo registrò una serie di brani per la casa discografica Columbia rimasti inediti a causa dell’imminente conflitto bellico

che scosse tutto il mondo. Il 1° gennaio 1940, Aníbal Troilo debuttò ai microfoni di Radio El Mundo, si esibì al cabaret Tibidabo, e

dal 1941 fino al 1950 incise per la casa discografica Victor, segnando così la tappa più importante della sua carriera artistica.

Durante la decade del 50, Troilo viaggiò in Cile, Brasile e ripetutamente anche in Uruguay. Nel 1968 si presentò con la orchestra

al 1° Festival del Tango a Medellín, Colombia. Aníbal Troilo fu sempre un uomo molto attaccato alle sue abitudini quotidiane e

poco propenso a viaggiare con una certa frequenza. Contestualmente al ruolo di direttore, dal 1953 partecipò al quartetto Troilo-

Grela insieme a Edmundo Saldivar al “guitarrón”, Enrique Diaz “Kicho” al contrabbasso e Roberto Grela alla chitarra. A partire dal

1968 Troilo fece parte di un quartetto con il quale registrò per l’etichetta Victor composto da Ubaldo Del Lio alla chitarra elettrica,

Rafael Del Bagno al contrabbasso, Osvaldo Berlinghieri, prima, e José Colángelo, poi, al pianoforte.

Il pubblico lo acclamò come “El bandoneón mayor de Buenos Aires” ed i suoi colleghi lo omaggiarono con temi come “Pichuco”

(Armando Pontier), “Con T de Troilo” (Jorge Caldara), “El último bohemio” (Alfredo Gobbi), “Troilo” (Osvaldo Fresedo), “Bandola

triste” (Raúl Garello), “Aníbal Troilo” (Julio De Caro), “Color Tango” (Julián Plaza), “Pichuqueando” (Domingo Mattío). Anche i

poeti Julián Centeya, Héctor Gagliardi, Homero Expósito, Julio Camilloni, Carlos Carella, Acho Manzi e Alberto Mastra, tra gli altri,

dedicarono versi in suo onore.

Luis Adolfo Sierra, nel suo libro “Historia de la Orquesta Tipica”, sottolinea come Troilo riunisca, con il suo stile inconfondibile, la

delicatezza sonora di Pedro Maffia (aggiungerei anche di Luis Petrucelli), la brillantezza armonica di Pedro Laurenz,

l’inconfondibile fraseggio ottavato di Ciriaco Ortiz. Troilo fu ammiratore di un altro grande del tango, Carlos Di Sarli, ma nessun

brano scritto da quest’ultimo fu inserito da Troilo nella sua discografia (lo stesso accadde per Di Sarli con le opere di Pichuco). Lo

stesso accadde con le composizioni di D’Arienzo.


S T O R Y

TuttoBallo20

Aníbal Troilo fu uno degli esponenti di spicco della cosiddetta

“Epoca de Oro del Tango”, che lui stesso contribuì ad avviare

agli inizi degli anni 40. Il merito che globalmente si riconosce a

Pichuco è quello di essere stato il creatore di uno stile

bandoneonistico completo, il più “duende” e sensibile tra tutte

le epoche. Di sicuro l’assimilazione stilistica di alcuni elementi

dai tre più grandi bandoneonisti a lui antecedenti fu essenziale

al raggiungimento di tale perfezione.

Il modo di dirigere, i suoi assoli fraseggiati in molte delle

interpretazioni rappresentano appieno la sua personalità, il cui

influsso si manifestò con forza nella formazione stilistica di

molti suoi allievi (Astor Piazzolla, Leopoldo Federico e molti

altri), che ne ereditarono perfino l’atteggiamento fisico

nell’esecuzione.

Il dominio spirituale, la ricchezza emotiva che vibra in egual misura nelle esecuzioni dinamiche e melodiche, l’istinto

ritmico, il buon gusto delle idee, la semplicità dell’armonizzazione, la brillantezza di un suono inconfondibile e la

geniale maniera di trattare le frasi musicali nella loro divisione ritmica sono solo alcuni degli aspetti che hanno

contribuito a definire Aníbal Troilo “El Bandoneón Mayor de Buenos Aires”.

Leader e idolo indiscusso dei giovani di quella generazione, Troilo contribuì ad arricchire e successivamente a

divulgare il repertorio musicale del tango, formando e promuovendo al tempo stesso una serie di musicisti, i quali,

scrissero anch’essi brani che divennero celebri (Argentino Galván, Emilio Balcarce, Ismael Spitalnik). Non va

dimenticato che Aníbal Troilo fu decisivo per la formazione e concezione delle idee rivoluzionarie sul tango portate

avanti da Astor Piazzolla e dalla generazione del 1955.

Da un punto di vista storico, Troilo introdusse con la sua orchestra alcune innovazioni nel mondo del tango. Infatti,

per la prima volta il cantante diventa el cantor de orquesta, cioè interpreta il brano nella sua interezza; con Pichuco

la voce assurge a strumento musicale al pari degli altri componenti dell’orchestra e non si limita all’estribillo, ossia

al ritornello. Se Francisco Fiorentino è stato il cantante più rappresentativo nei primi anni di vita artistica di Troilo,

sicuramente Orlando Goñi va ricordato per il suo contributo tecnico-stilistico al pianoforte. Fu Goñi che portò

nell’orchestra di Troilo una linea esecutiva caratterizzata da un marcato con una doppia articolazione, ritmica nella

percussione armonica e legata nei bassi. Altre caratteristiche dell’orchestra riguardano ampie linee di fraseggio tra

tutti gli strumenti, assoli di bandoneón pausati, violini che suonano nel registro grave con la fila dei bandoneónes

che ottavano nel registro acuto (pratica conosciuta come flautita), dunque contrastandosi nell’assumere ruoli

differenti durante l’esecuzione.

Radicato nel temperamento musicale creato nel “tango canción” da Enrique Delfino e Juan Carlos Cobián, Pichuco

condivise tale sensibilità con Joaquín Mora, Lucio Demare, Sebastián Piana, Antonio Rodio, Charlo, lo stesso

Gardel, l’Osvaldo Pugliese de “El encopao” e de “Igual que una sombra”, e con tutta una nutrita schiera di persone

fautrici della rinascita del 40, compresi parolieri come Enrique Cadícamo, José María Contursi, Homero Manzi e

Homero Expósito.

https://milongandoblog.wordpress.com/


TuttoBallo20

Un modo nuovo di

vivere la natura

e la danza

Natusumba©

è la vita nel benessere sia

fisico che mentale.

Un insieme di coreografie

e meditazione per

l'armonia psico-fisica.

www.natusumba.net


B E N E S S E R E

TuttoBallo20

Riconosciuta dal Ministero della Salute come valida

terapia riabilitativa. La Chévere Dance è una disciplina

divertente e adatta a tutti.

redazione @TuttoBallo20


B E N E S S E R E

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Una particolare tipologia di danza che racchiude

tecniche di aerobica, tango, hip hop, balli latinoamericani

e tanto altro ancora. Ad ideare la Cheverè

Dance nel 2010 fu Anthony Coello, ballerino di origini

venezuelane coinvolgendo il mondo fino ad arrivare in

Italia, tanto che il Ministero della Salute ha deciso di

sceglierla come disciplina medica, grazie ai molteplici

benefici derivati dalla sua pratica. I benefici della

danza sono moltissimi; questa, infatti, contribuisce a

bruciare calorie, migliora il tono muscolare, sviluppa

coordinazione, grazia e postura; stimola frequenza

cardiaca, metabolismo lipidico e circolazione

periferica, migliorando anche la nostra pelle; migliora

la mobilità articolare; aiuta a rafforzare le ossa fin da

piccoli, ma la Chévere Dance ha un qualcosa in più,

una particolarità che la rende unica nel suo genere.

Chévere Dance: cos'è e come funziona

Un mix tra danza, fitness, fisioterapia e arte ideata

dal ballerino e maestro di danza Anthony Coello per

conciliare forma fisica e divertimento alla portata di

tutti, dai dilettanti ai professionisti, dagli adulti ai

più piccoli. La Chévere Dance è sostanzialmente un

insieme di danze. Le lezioni si svolgono a ritmo di

musica, ma la sua particolarità è la coesistenza di

tantissimi stili diversi, si spazia dai passi della danza

classica fino ad arrivare ai balli latini. Inoltre, le

coreografie sono caratterizzate da elementi di

aerobica e cardio, che rendono questa disciplina

completa sotto ogni punto di vista e adatta anche a

chi vuole perdere peso.

Chévere Dance Therapy

Considerati i suoi molteplici benefici sia fisici che

mentali e grazie alla collaborazione di medici ed

esperti del settore, insieme alla dottoressa Paola

Bianco, Coello ha deciso di ideare una nuova versione

di fitness-dance terapeutica, la Chévere Dance

Therapy: si danza e, attraverso i movimenti della

fisioterapia, i pazienti possono beneficiare non solo

del benessere mentale derivato dalla Chévere Dance,

ma anche di tecniche di riabilitazione fisica e

psicologica. Infatti, la disciplina, a partire dal 2010, è

stata ufficialmente riconosciuta dal Ministero della

Salute come una vera e propria terapia riabilitativa.

I benefici della Chévere Dance

Basata su una coreografia cardio e aerobica che ben

si adatta a mescolare la danza classica o il jazz fino

alla contemporanea, un’ora di Chévere Dance consente

di bruciare circa 400 calorie l’ora, tonificando i

muscoli, migliorando la postura, la coordinazione, e

allenando gli addominali. Ma secondo il Ministero della

Salute, nella sua forma terapeutica è anche una

tecnica molto efficace per favorire il recupero

funzionale nei pazienti che hanno necessità di una

terapia riabilitativa perché affetti da disturbi

respiratori oppure psicologici, legati alla vista o

ancora patologie come il morbo di Parkinson. Gli

esperti hanno infatti riscontrato un miglioramento

delle condizioni dei pazienti associato alla pratica di

questa disciplina.


M A K E - U P

Il segreto delle labbra perfette esiste: tutto sta nella

proporzione tra labbro superiore, labbro inferiore e viso

come ci spiega il nostro personal make-up artist Mauri

Menga


M A K E - U P

Per sfruttare al massimo le potenzialità del rossetto e valorizzare il

viso, si devono seguire alcune indicazioni relative alla forma delle

labbra, al colore dei denti ed all’armonia generale dei toni della

pelle. Sono tutti particolari che fanno la differenza, e che i migliori

truccatori non tralasciano mai per ottenere il meglio dal proprio

lavoro. Per quanto riguarda la forma, esistono labbra carnose,

labbra sottili, labbra poco definite e labbra “all’ingiù”.

Utilizzando matita, rossetto e correttore, si può migliorare la forma

della bocca. Anche il colore va scelto tenendo conto della forma, in

modo che possa minimizzarne i difetti. Se si hanno labbra piuttosto

carnose, si deve usare un correttore dello stesso tono del

fondotinta. Si ridisegna con la matita un contorno ridotto, e si opta

per un rossetto dal colore opaco.

Vanno evitati i gloss, che hanno un effetto volumizzante. In

genere, comunque, chi ha una bocca troppo pronunciata dovrebbe

evitare i colori troppo accesi, preferendo toni più naturali, che

smorzano leggermente le proporzioni.

Nel caso opposto, invece, se si ha una bocca molto sottile, quasi

sfuggente, bisogna aiutarsi con la matita, disegnando un contorno

delle labbra che sia più ampio, nella parte centrale. Vanno bene i

colori luminosi, iridescenti e molto accesi ed anche, naturalmente, i

gloss.

Le labbra poco definite, dai contorni indecisi, devono essere

ridisegnate con la matita, soprattutto nella parte centrale. Il colore

va scelto nella tonalità più vicina a quella delle labbra.

Si consigliano rossetti dal colore opaco ed i gloss, da applicare

nella zona al centro della bocca.

Chi ha labbra che tendono all’ingiù, e che fanno assumere al viso

un aspetto triste, può limitare questo difetto aumentando il volume

del labbro inferiore, ridisegnando il contorno con la matita, che

tende leggermente verso l’alto.

La matita deve essere abbastanza morbida, ma non troppo, in

modo che assicuri una lunga tenuta al rossetto.

Chi ha pelle e capelli scuri, dai tipici colori mediterranei, o anche

castano scuro, può osare con la scelta di rossetti dai toni forti,

come il rosso.

Le bionde con pelle chiara dovrebbero, invece, optare per colori

più tenui e delicati, quali il rosa ed il corallo. Chi ha capelli rossi

può utilizzare i toni dal mattone all’arancio, ma non il viola od ogni

sua gradazione. Queste non sono regole categoriche; è pur vero

che il colore per le labbra si sceglie in base ad altri elementi, quali

la stagione dell’anno e la voglia o meno di “uscire dagli schemi”.

Oltre che con la carnagione, il rossetto deve armonizzarsi anche

con la dentatura, per cui, se si hanno denti opachi e non

perfettamente bianchi, non è consigliabile mettere un rossetto di

colore rosso fuoco, perché metterebbe in evidenza questo difetto.

Meglio, in questo caso, optare per i toni del beige. Chi ha denti che

sporgono, dovrebbe evitare tonalità perlate e troppo vivaci.

Anche chi ha gengive troppo alte ed evidenti, dovrebbe evitare le

nuances troppo accese, e scegliere toni più delicati, come il rosa.

Sapersi truccare è un’arte, perciò non bisogna lasciare nulla al

caso, ma fare attenzione a diversi parametri.

Ad ogni cambio di stagione, la moda decreta i colori “in” e quelli

“out”. In genere, con l’arrivo della bella stagione si preferiscono

colori più vivaci, gloss dalle tonalità pastello, le sfaccettature del

rosa o il corallo, meno acceso del rosso e, quindi, più adatto a

tutte.

La sera si può osare di più, e c’è chi opta per lo stile più

provocante, quindi per colori più accesi, come il rosso. Il lilla è

indicato soprattutto per chi ha carnagione e capelli piuttosto scuri.

Lo stile “natural” va bene per le ragazze acqua e sapone che non

amano doversi truccare troppo, quindi, ok a colori come il beige

rosato , anche brillante.


C U C I N A

TuttoBallo20

c o n l o C h e f

I v a n C r i b i ù


C I B O E B A L L O

TuttoBallo20

Il mese di Febbraio è caratterizzato da una delle feste più popolari di tutto

l’anno, che viene festeggiata in tutto il mondo: il “Carnevale”.

L’origine del nome deriva dal latino carnem levare ovvero "eliminare la carne"

poiché, anticamente, indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di

carnevale (il martedì grasso), prima del periodo di astinenza e di digiuno

dettato dalla Quaresima, durante la quale, poi, a nessuno era concesso di

mangiare carne.

Ma le origini del Carnevale sono antichissime, affondano le radici nei rituali

agresti dell’antichità, dove uomini e donne usavano dipingersi il viso ed il

corpo, lasciandosi trasportare dalla danza e da festeggiamenti; molti dei più

famosi popoli di culto pagano erano volti a celebrare il ritorno alla fertilità della

terra nel passaggio dall’inverno alla primavera. Etruschi, romani, egizi, greci e

popoli dell’antica Mesopotamia introdussero nelle loro civiltà caratteristiche

feste che lasciavano spazio al gioco ed allo scherzo, in cui la maschera la

faceva da padrona e permetteva quindi che scomparissero durante i giorni di

festeggiamento le differenze tra le classi sociali.

Nel mondo, il Carnevale viene festeggiato nei più svariati modi; tra i più

popolari troviamo quello di Rio de Janeiro, dove sfilate e costumi vengono

festeggiati a ritmo di samba con veri e propri campionati di ballo, e dove le più

famose scuole di ballo si sfidano a suon di movimenti e danza e sfarzosi abiti

colorati.

In Italia viene festeggiato secondo usi e tradizioni differenti, tra colori e voglia

di divertirsi; i più caratteristici sono quello di Venezia di tradizione secolare, di

Viareggio con i carri allegorici, quelli siciliani dove vengono realizzate

splendide opere di cartapesta, Cento, Mamoiada in Sardegna. Uno dei più

caratteristici rimane il Carnevale di Ivrea con la celeberrima “Battaglia delle

arance”.

La maschera entra in pianta stabile nella cultura del nostro paese, e

caratterizza anche il teatro della storia dell’arte, con personaggi di spicco tra

cui troviamo Arlecchino, Pulcinella, Brighella, Balanzone ecc.

Ma anche la cucina come l’arte la fa da padrona, poiché il piatto tipico o il

dolce tipico regionale di Carnevale rafforza lo stile C hdella e f I vtavola a n C r iregionale

b i ù

italiana. Castagnole, chiacchiere, frittelle, la cicerchiata, lasagne di Carnevale,

il Migliaccio e tanti altri piatti riscaldano il gusto della tavola in festa.

«semel in anno licet insanire»

“è lecito essere folli una volta l’anno!”


C U C I N A

Ingredienti per 4persone:

zucca 500 gr

porri 200 gr

carote 200 gr

scalogno 1

formaggio cremoso di capra 100gr

brodo vegetale 500 ml

sale

pepe nero

olio evo

aceto di mele qb

peperoncino (facoltativo)

Procedimento:

Lavare e mondare tutta la verdura. Tritare lo scalogno. Tagliare a pezzi la zucca.

In un tegame fare soffriggere lo scalogno con poco olio evo, aggiungere la zucca e

fare insaporire con poco sale e pepe (facoltativo il peperoncino), coprire con il

brodo vegetale preparato precedentemente e fare cuocere per 15 minuti a fuoco

moderato.

Nel frattempo, tagliare i porri e le carote a tagliatelle con l’ausilio di un pelapatate

della lunghezza della verdura. Saltare in padella con olio evo sale e pepe. Sfumare

con poco aceto di mele e continuare la cottura fino a quando la verdura risulterà

croccante.

A cottura ultimata della zucca passare al mixer creando un brodo semi liquido.

Servire in un piatto fondo versando per primo il brodo di zucca, adagiare al

centro le tagliatelle di porro e carota croccante, posizionare il caprino sulla

verdura e condire con un filo di olio evo e a piacere una grattugiata di pepe

fresco.

I v a n C r i b i ù , c h e f d i p r o f e s s i o n e e i n s e g n a t e d i

c u c i n a , a t t o r e t e a t r a l e e s p e a k e r r a d i o f o n i c o .

h t t p : / / w w w . g a m g a m s e r v i c e . i t /


C U C I N A

d i M a r i a C o n s i l i a I z z o


C U C I N A

Quello di "Retrobanco Pizza & Bistrot", grazioso ed intimo locale

ubicato alle falde del Vesuvio (precisamente a Torre del Greco), è

un menù rigorosamente stagionale, ovvero i cui piatti sono

ottenuti esclusivamente con ingredienti a km0 e di stagione.

Persino alcuni dessert - quelli che lo chef Salvatore Mennella

prepara con le stesse materie prime che utilizza per antipasti,

primi e secondi piatti - cambiano in base al periodo!

Fermo restando che il locale è sempre aperto a pranzo, nel pieno

rispetto delle norme anti - Covid19, lo chef della struttura,

Salvatore Mennella (nella foto), ha pensato a un menù da

riprodurre a casa per la cena del prossimo San Valentino. Per chi

non farà in tempo a prenotare - dato che il locale è molto intimo

-, per chi risiede lontano dalla sua ubicazione, ed in generale per

tutti coloro che nel giorno più romantico dell'anno non potranno

festeggiare a pranzo e, quindi, organizzeranno una cena a lume

di candela tra le mura domestiche...

Riso di semola con patate, seppie, limone e provola

Ingredienti per due persone:

- 160 gr di riso di semola

- 2 patate

- 100 gr di provola

- 1 seppia

- parmigiano q.b.

- olio evo q.b.

- 2 cipolle di media grandezza

- 2 carote

- 1 limone

- sedano, sale e pepe q.b.

Procedimento

Mettere in una pentola olio, cipolla, carota, e sedano. Cuocere a

parte le patate precedentemente sbucciate, e - a fine cottura -

tagliarle a cubetti. Aggiungere i cubetti al trito di cipolla, carote

e sedano, salare, e aggiungere acqua a copertura. Una volta

raggiunto il punto di ebollizione, aggiungere la pasta di semola e

completare la cottura. Alla fine aggiungere la provola, il pepe e il

parmigiano, e impiattare. Aggiungere le seppie precedentemente

pulite e tagliate a julienne. Finire il piatto con la scorza di limone

grattugiata.


C U C I N A

Baccalà al nero di seppia e salsa ai

peperoni arrosto

Ingredienti per due persone:

- 200 gr di baccalà dissalato

- 4 peperoni rossi per la crema

- sale, pepe, aglio, e olio q.b.

Per la pastella al nero di seppia:

- 10 gr di nero di seppia

- 50 gr di farina

- 50 gr di farina di riso

- acqua fredda frizzante

Procedimento

In una ciotola preparare la pastella.

Una volta pronta immergervi il baccalà e friggere a 180

gradi per 5 minuti circa.

Per la salsa al peperone da utilizzare per la guarnizione

del piatto: arrostire tutti e quattro i lati del peperone;

appena pronto, privarlo della pelle e dei semi e frullarlo

aggiungendo sale, pepe, aglio, e olio.

Semifreddo alle mandorle, nocciole e arachidi

salati, guarnito con salsa calda al caramello

Ingredienti per due persone:

- 160 gr di riso di semola

- 2 patate

- 100 gr di provola

- 1 seppia

- parmigiano q.b.

- olio evo q.b.

- 2 cipolle di media grandezza

- 2 carote

- 1 limone

- sedano, sale e pepe q.b.

Procedimento

Mettere in una pentola olio, cipolla, carota, e sedano. Cuocere a

parte le patate precedentemente sbucciate, e - a fine cottura -

tagliarle a cubetti. Aggiungere i cubetti al trito di cipolla, carote e

sedano, salare, e aggiungere acqua a copertura. Una volta

raggiunto il punto di ebollizione, aggiungere la pasta di semola e

completare la cottura. Alla fine aggiungere la provola, il pepe e il

parmigiano, e impiattare. Aggiungere le seppie precedentemente

pulite e tagliate a julienne. Finire il piatto con la scorza di limone

grattugiata.


C O C K T A I L

TuttoBallo20

di Danilo Pentivolpe

Bartender


O R S O C O P O

Amore

Le stelle vi regalano luce e calore a piene mani; trascorrerete giornate con toni assolutamente vincenti. Se

siete felicemente in coppia, vi sentirete sempre su di giri: sarete insolitamente espansivi e saprete

comunicare al partner tutto l'ardore dei sentimenti, senza bisogno di parlare. La passionalità sarà forte.

Sentirete la necessità di curare voi stessi. Concedetevi il piacere di qualche dialogo importante con una

Bilancia

Lavoro

L'entusiasmo, con cui affronterete gli impegni lavorativi, sarà sempre determinante in qualunque attività

professionale voi operiate. Avete tutte le carte giuste per vincere ogni partita, anche la più difficile! Non

mancheranno quindi le occasioni per mettervi in luce.

Amore

C'è tanta energia nell'aria e, per questo, farete un sereno esame di coscienza: esaminerete il vostro

comportamento nei rapporti col partner in particolare. E riconoscerete di aver peccato di egocentrismo; ed è

proprio per questo che ci sono alcune difficoltà da superare. Correte ai ripari.

LAVORO

Fatevi valere, reclamate maggior visibilità operativa. Mettete in atto scrupolose strategie protettive. Se avete

una professione autonoma: qualcuno sta cercando di intralciare i vostri progetti o di allontanare la stima di

chi conta. Copritevi le spalle!Evitate di accumulare stress ed ossigenatevi con lunghe passeggiate nel

verde, in compagnia di uno Scorpione.

Amore

Non dormite sugli allori. Dovete prendere saldamente in pugno la situazione e agire in prima persona. Se

avete una bella storia in corso e ci tenete a rendere felice il partner, non accontentatevi della stabilità,

portate una ventata di freschezza nella vostra relazione di coppia.

Lavoro

Giove e Saturno in trigono sono favorevoli soprattutto sul piano della capacità di elaborare progetti, di

prendere iniziative e di farvi avanti. Avrete anche energie eccellenti, che vi torneranno comode nei momenti

di maggior attività. Saprete prendere decisioni rapide e improvvise: vi basterà un'occhiata per afferrare al

volo tutto. Se praticate dello sport, sarebbe bene farlo in compagnia di un Sagittario

Amore

Il periodo risulta caldissimo, per quanto vi riguarda. Le Stelle garantiscono ottime cose. Giornate eccellenti

si profilano per chi è innamorato e felicemente ricambiato: l'accordo col partner sarà quanto di meglio

abbiate mai desiderato. Stare con la persona amata sarà una necessità fisica.

Lavoro

Non saranno giornate facili queste, soprattutto a causa del vostro temperamento eccessivamente reattivo,

che potrebbe provocare difficoltà; in particolare, se avete un'attività autonoma o lavorate in squadra con

altri. Anche la distrazione potrebbe creare qualche problema. La situazione è lievemente migliore per chi

opera alle dipendenze altrui.É il momento di aggranchirsi i muscoli e ritrovare il fiato, un Capricorno potrà

aiutarvi in tante cose


O R O S C O P O E B A L L O

TuttoBallo20

Amore

Periodo movimentato: sarete irrequieti, alla ricerca di qualche cosa. Vorrete stimoli nuovi e sentirete il cuore

che accelera i suoi battiti. Il rapporto di coppia, per quanto felice sia, in certi momenti vi fa sentire intrappolati,

senza vie d'uscita. Flirt e avventure erotiche sono dietro l’angolo.

Lavoro

Siate solerti, entusiasti e pronti a impegnarvi fino all'ultimo, ed i risultati non mancheranno! Con tutte le forze

che vi ritrovate vi getterete nel lavoro senza risparmiarvi. Premete pure sul pedale dell'acceleratore del

successo, se avete un'attività o un progetto importante

Le tensioni sul lavoro potranno accompagnarsi a piccole controversie.

L’acquario è bravo a sdrammatizzare tutto

Amore

Per tutta il mese non avrete occhi che per la persona amata e non riuscirete a pensare ad altro che al

partner! Non sottovalutate l’occasione di preparare un bel viaggio felice. Questo periodo porterà fortuna

anche ai single, che potranno fare incontri avvincenti

Lavoro

Lavorerete molto e vi impegnerete allo stremo delle forze, ma non sarete contenti dei risultati. A volte, si

rivelano deludenti. Del resto, questo è un periodo non facile: qualche intoppo ci può stare. Comunque, i

risultati che otterrete saranno migliori di quelli sperati. State all'aria aperta qualche ora in più al giorno, il

Sagittario potrà aiutarvi e, insieme, vi ossigenerete

Amore

Vi sentirete bene, perché tutto andrà per il verso giusto, avrete la netta percezione che la vita sentimentale

poggi su basi solidissime, tanto che nessuno potrà sottrarvela! Sarà molto piacevole potersi sentire

assolutamente sicuri, sia del partner, sia dell'intensità del legame.

Lavoro

Questo mese sarà positivo per tutti coloro che hanno un'attività impiegatizia o che lavorano alle dipendenze

altrui: la vostra capacità di programmare e di sistemare tutto vi renderà pressoché indispensabili. Sarà la

vostra affidabilità ad essere notata e tenuta in considerazione. Un'attività fisica sarà quanto di meglio voi

potete augurarvi per sentirvi in forma. Un Ariete, di sicuro, saprà come starvi vicino

Amore

Non prestate orecchio ai pettegolezzi e non badate a certe osservazioni che altri potrebbero fare sul partner

o sulla vostra vita affettiva; nella maggior parte dei casi si tratterà di chiacchiere inutili dettate dall'invidia o dal

gusto di seminare malcontento. Piuttosto dedicate più tempo al partner

Lavoro

Non è un gran periodo, le tensioni e le difficoltà non mancheranno. Se avete un'attività autonoma, dovrete

misurare bene le vostre forze per evitare di imbarcarvi in imprese più grandi di voi che, alla fine, potrebbero

mettervi in difficoltà. Se operate alle dipendenze altrui, ci saranno novità interessanti. Non avrete problemi

nel mantenere stabile la propria forza. Per il benessere fisico, un Toro saprà come fare


O R O S C O P O

TuttoBallo20

Amore

Non è certo un periodo tranquillo, per via di Venere che porta gelosie e imprevisti affettivi di ogni genere,

tanto da avere la sensazione di correre sulle montagne russe e di alternare momenti di grande

esaltazione ad altri di tristezza! Tutto passerà

Lavoro

Organizzatevi, applicatevi al massimo, non fatevi coinvolgere in affari discutibili, agite e parlate con

prudenza. Occorrerà tenere alta la guardia ed evitare di concedere fiducia un po' troppo facilmente o

compiere imprese con superficialità. Le vostre energie saranno ad un ottimo livello. Noterete un aumento

del vostro fascino, il Gemelli e Leone risponderanno a tutto questo

Amore

Senza dubbio alcuno, l'amore sarà una cosa meravigliosa. La dimensione affettiva sarà al centro della vostra

attenzione, in cima a tutti i vostri pensieri! Fidanzatevi e sposatevi. Per i single tutto sarà assolutamente

perfetto, così come avete sempre desiderato nelle vostre fantasie ad occhi aperti.

Lavoro

È un periodo intenso, ricco di belle occasioni e proposte positive. Idee e progetti non vi mancheranno, anzi,

per certi versi sarete una vera e propria sorgente sempre in fermento per produrre qualcosa di nuovo;

tuttavia non illudevi di non avere nessun ostacolo da affrontare, perché non sarà così.Periodo impegnativo

ma non sarete abbandonati dalla grinta con cui fronteggerete tutto. Fatevi aiutare da uno Scorpione, loro

sanno sempre cosa fare

Amore

Questo febbraio riscalderà tutto il vostro essere, l'amore per voi sarà importante e, se sarete appagati

sentimentalmente, troverete anche le energie per affrontare tutti gli altri aspetti della vita. Tutto andrà

esattamente come avevate desiderato. Ottimo per Voi.

Lavoro

Grazie al Sole Giove e Saturno, otterrete una visione globale e positiva dei problemi o delle varie

situazioni. E potrete, individuare immediatamente gli ostacoli, siano essi creati da persone o da fatti

contingenti. Il vostro intuito e la vostra sensibilità vi aiuterà.Riuscirete a sopportare la fatica senza grossi

sforzi. La volontà potrà essere aiutata da un Leone.

Amore

Vi attendono momenti di grande intensità sotto il profilo affettivo, ma soprattutto erotico. La fase è

magnifica per chi è stabilmente in coppia, grazie alla sensualità scatenata, che vi accompagnerà e che

porterà alle stelle la risposta erotica di coppia.

Lavoro

Sarete molto ambiziosi e vorrete crescere, ma tra ciò che si desidera e ciò che si può ottenere, c'è

sempre una bella differenza e bisogna, pianificare sempre attentamente le proprie mosse per non

commettere errori ed andare sul sicuro. Prendete decisioni radicali , il Toro saprà consigliarvi al meglio.


L E T T U R A

"CHIUSO LUNEDI"

di

ALBERTO VENTIMIGLIA

TuttoBallo20

Carissimi amici e lettori di Tuttoballo 20, vi avevamo anticipato che questo sarebbe stato un numero

ricco di cose interessanti, e poi … e poi … vi abbiamo riservato una sorpresa, una gran bella novità: vi

omaggiamo, infatti, a partire da questo numero, della prima parte di un Racconto (che proseguirà nei

numeri successivi), scritto da Alberto Ventimiglia, il nostro amico scrittore che avete conosciuto già nello

scorso numero. Il racconto si intitola “Chiuso lunedì”, e si riferisce ad una storia vera, accaduta a Firenze

nel ‘700 e proiettata nel 2065, che ha come protagonista Malomo, un personaggio dal nome

significativo ed originale, ma di più non vi sveliamo… Il racconto è stato già scaricato e venduto su

Amazon da migliaia di lettori; noi lo regaliamo a voi e, nello stesso tempo ringraziamo Alberto.

Buona lettura a tutti! La Redazione

PRIMO CAPITOLO

Sotto la pioggia battente non è facile lavorare in strada, soprattutto se a terra scorre del sangue e la sua

fonte è una donna non ancora identificata con la gola sgozzata.

Il Commissario Alba si rivolse agli agenti: “Nessuno quindi ha sentito niente o visto qualcosa? Sembra

incredibile. In più con questo tempo è molto difficile che si siano conservate le tracce”.

Ispettore Doriano: “La donna… Alla donna è stato asportato anche il microchip di riconoscimento.

Sembra che ci siamo imbattuti nel quarto omicidio riguardante il serial killer delle prostitute”.

Commissario: “Un Jack lo squartatore del ventunesimo secolo”.

Doriano: “Commissario, che ne pensa se lo chiamassimo?”.

Un agente si intromise tra i due: “Commissario, possiamo portare via il corpo?”.

Alba sembrava essere indecisa sulla riposta: “Sì. Potete andare”.

Doriano: “Che facciamo?”.

Alba fissò negli occhi l’ispettore e dopo qualche istante quasi sbuffando disse: “Chiamatelo”.

Brezza era un omone alto e grosso, aveva un bar condominiale, nel 2065 le cose in Italia erano

cambiate. Il Bel Paese dopo una profonda crisi economica aveva regole diverse in ogni ambiente. Per

aprire un’attività tutti dovevano aiutarsi l’uno con gli altri, una specie di baratto. Brezza sollevò dal

bancone un condomino suo amico che aveva alzato troppo il gomito: “Forza, alziamoci e andiamo a

prendere un po' d’aria”. L’uomo accasciato si fece aiutare fino ad arrivare ad una fontanella. Brezza

prese il polso dell’amico e mostrò il microchip al display per fare uscire l’acqua. Per usufruire di

qualunque servizio, gratis o a pagamento, dovevi mostrare il tuo microchip identificativo e, se

autorizzato, potevi procedere altrimenti niente, se facevi atti vandalici risalivano a te in meno di dodici

ore. Un satellite era collegato ad alcune speciali videocamere di sorveglianza sparse in tutto il Paese.

L’acqua rinfrescò il viso dell’uomo e Brezza lo aiutò a sedersi su una panchina.

Brezza: “Ma perché ti riduci in questo stato, Maloma? Prima o poi potresti finire in ospedale e se ti

presenti…”.


L E T T U R A

"CHIUSO LUNEDI"

di

ALBERTO VENTIMIGLIA

TuttoBallo20

Maloma: “Se mi presento in uno stato di salute compromessa volutamente da me non mi curano, a

meno che non pago”.

Brezza: “Esatto, e allora non autodistruggerti”.

Maloma: “Con questa storia hanno fatto passare la voglia di fare tutto. Hanno legalizzato le droghe, le

sigarette non costano niente, l’alcool costa meno di un bicchiere d’acqua. Insomma tutto quello che

dava un po' di gioia in questa vita di merda adesso non lo compra più nessuno perché se ti senti male

nessuno ti cura e muori in mezzo alla strada”.

Brezza: “A me sta bene questa cosa. Anche gli omicidi e le cose brutte sono diminuite o sparite del

tutto”.

Maloma ricevette un I-Eye, il microchip permetteva di ricevere notifiche di messaggi o email o effettuare

o ricevere chiamate direttamente attraverso il cervello e gli occhi. Si poteva conversare con qualcuno

senza parlare con la bocca, solo pensando a quello che si voleva dire.

Maloma: “Aspetta un attimo Brezza, sto visualizzando”.

Brezza: “Ok”.

Maloma finì la conversazione: “A quanto pare gli omicidi non sono finiti del tutto”

Brezza: “Chi era?”.

Maloma intanto si mise in piedi: “La polizia ha bisogno di me. Comunque non mi abituerò mai a questi

dannati microchip”.

Brezza: “Oh, non fare di nuovo scherzi. L’ultima volta che hai provato a togliertelo sei finito in ospedale,

hai dovuto pagare la multa e ti ho dato una mano e in più guarda che cicatrice che ti sei lasciato”.

Maloma: “Va bene. Ora devo andare a casa a farmi una doccia. Domani mattina andrò al

commissariato”.

Brezza: “Sì, ma cerca di mangiare perché sei pelle e ossa e fatti barba e capelli che sembri un barbone”.


Pensiero del mese

DI FRANCESCA MEUCCI - DIRETTRICE DI SOLOMENTE

WWW.SOLOMENTE.IT

Ci sarà un grande ballo in maschera. Ognuno di noi

sceglierà una maschera, ci truccheremo, sistemeremo i

capelli oppure indosseremo una favolosa parrucca, i nostri

abiti saranno sfarzosi e colorati, le scarpe assolutamente

imprevedibili. Ma dovranno essere comode perché

danzeremo per ore, forse anche giorni. Ci scateneremo in

balli di coppia o di gruppo. Faremo un gigantesco

assembramento gioioso. Tutti parte di un unico movimento.

Saremo armoniosi, divertenti e i nostri sorrisi splenderanno.

Gli occhi brilleranno di felicità. Brinderemo scambiandoci

baci e abbracci. Voleranno coriandoli e stelle filanti. I

bambini ci coinvolgeranno nei loro girotondi. Andremo giù

per terra e il mondo non cascherà. Torneremo ad

emozionarci. Ovviamente canteremo. A squarciagola.

Dappertutto. Guarderemo le stelle come se fossero fuochi

d'artificio. Cercheremo di prendere la luna per gioco. E

giocheremo davvero. Non avremo bisogno di smartphone né

di computer. E vivremo nel modo che preferiamo.

Succederà. Non so quando ma succederà. D'altronde è

febbraio. E febbraio è il mese del Carnevale. E a Carnevale

ogni scherzo vale.

https://www.solomente.it/


XXXIX WORLD DAY DANCE

Concorso on line di arti

Letterarie

Visive

Musica

Coreutiche

"DILLO ALLA DANZA" è un concorso MULTI ARTE

organizzato dall’Associazione “Stefano Francia”

EnjoyArt sotto l’egida del CID Unesco, in

collaborazione con, le scuole di danza Magic Dance di

Trapani, Golden Dance School Viterbo, RoyalTalent

Academy Tarquinia, Pomodoro Studio Edizioni

Musicali, Always Record.

Il concorso è dedicato alla XXXIX Giornata Mondiale

della Danza in programma il 29 aprile 2021.

Info e regolamento dilloalladanza@gmail.com

WORLD DAY DANCE

29

APRILE


“DILLO ALLA DANZA”

Concorso Internazionale di arti letterarie, visive, musicali e coreutiche

REGOLAMENTO

1.NORME GENERALI

L’Associazione “Stefano Francia” in occasione della “XIX Giornata Internazionale della Danza”, promossa

dal CID UNESCO, presenta il concorso multi arte di Poesia, Narrativa, Arti Visive, Musicali e coreutiche

“Dillo alla Danza”, in collaborazione con ASD Magic Dance, Golden Dance Viterbo, Royal Talent

Academy, Pomodoro Studio Edizioni Musicali, Always Record.

Il suddetto concorso è aperto a tutti gli artisti contemporanei, di ogni nazionalità e senza limiti di età,

ed è articolato in 3 sezioni:

1. Sezione Arti letterarie (poesia e racconto breve/narrativa)

2. Sezione Arti visive (scultura, fotografia, disegno)

3. Sezione Musica (opere inedite, opere edite strumentali o con canto)

4. Sezione Coreutica

Ciascuna sezione è divisa in due categorie:

1. Partecipanti di età inferiore ai 18 anni

2. Partecipanti aventi età dai 18 anni in poi

2. NORME DI PARTECIPAZIONE – PENA L’ESCLUSIONE

a) ogni autore d’opera può partecipare ad una o più sezioni, presentando una o due opere per

ciascuna sezione.

b) le opere presentate possono essere edite o inedite, in quest’ultimo caso è necessario che non si

siano classificate ai primi 3 posti in altri concorsi similari;

c) Per la sezione “Arti letterarie – Poesia”, si partecipa con una o due poesie (se in vernacolo, con

traduzione accanto), di lunghezza massima di 30 versi, (formato A4, carattere Arial 14), da inviare in

formato word;

d) Per la sezione “Arti letterarie – racconto breve/narrativa), si partecipa con uno o due racconti (se in

vernacolo con traduzione accanto); il racconto è da contenere in un numero max di cinque pagine di

formato A4, carattere Times New Roman 12, interlinea 1, margine destro e sinistro cm 2,0, margini

superiore ed inferiore cm 2,5, da inviare in formato word;

e) per la sezione “Arti visive” – scultura, ogni artista può partecipare con un massimo di due opere con

soggetto, tecnica e stile liberi, le cui dimensioni non dovranno superare le seguenti dimensioni: cm

60x60x150 di altezza; gli artisti interessati dovranno inviare solo la documentazione fotografica delle

opere in formato digitale jpg, e dovranno inviare almeno tre e massimo cinque immagini per ogni

opera;

f) Per la sezione “Arti visive – pittura” si intende qualsiasi utilizzo o intervento manuale ad olio, tempera,

acrilico, inchiostro, incisione, grafite, acquerello, collage ed applicazioni polimateriche, su qualsiasi tipo

di supporto; ogni artista può partecipare con un massimo di due opere con soggetto, tecnica e stile

liberi, le cui misure non dovranno superare i cm 100 di base e cm 100 di altezza; l’opera dovrà essere

inviata in formato jpg;


g) Per la sezione “Arti visive – fotografia” ogni artista può partecipare con 1 o 2 fotografie digitali a

colori e/o bianco e nero da inviare in formato JPG con il lato lungo minimo di 1920 pixel e dpi minimo

300;

h) Per la sezione Musica e Canto ogni artista può partecipare con 1 o 2 composizioni dimassimo 3,35

minuti (215 secondi), pena esclusione dal contest. Il materiale deve essere inviato in formato mp3

includendo il materiale inerente alle opere presentate: partitura (facoltativo), testi

i) Per la Sezione Coreutica, ogni artista può partecipare con 1 o 2 coreografie di 4 minuti (240

secondi), pena esclusione dal contest. I video dovranno possedere un aspect ratio 16:9. I formati

ammessi sono: .MOV, .MPEG4, .MP4, .AVI, .WMV; Frame Rate ammessi: 24, 25, 30, 48, 50, o 60; Codec

audio: AAC-LC. Il Bit Rate video consigliato è 12 Mbps; Bit Rate audio consigliato 384 Kbps.

j) le opere devono essere originali e create dall’autore o interprete che le presenta; non sono

ammessi adattamenti o estratti da altre opere;

k) non saranno presi in considerazione testi scorretti grammaticalmente e verranno cestinate opere

che risultino, ad insindacabile giudizio della Commissione, contrarie alla morale o incitanti la violenza,

l’illegalità e le discriminazioni razziali, religiose e sessuali; l’Autore solleva il premio e l’ Associazioni

“Stefano Francia” EnjoyArt da ogni responsabilità per reclami di qualsiasi natura presentati da terzi,

compresi quelli sulla paternità dell’opera della quale dichiara, con la presentazione, di possedere i

diritti.

l) Gli autori delle opere, per tutte le sezioni, devono inviare, unitamente al file contenente l’opera, il

modulo di partecipazione al concorso, opportunamente compilato e con relativa dichiarazione di

paternità per ogni opera presentata, attestando di possederne i diritti;

m) Il nome del file contenente l’opera deve essere così composto: Iniziali (3 caratteri)_nome+ iniziali (3

caratteri)_cognome + sezioneconcorso + titolo opera (esempio : Mario Rossi balletto moderno:

Mar_mario+Ros_rossi+coreutica+ vivere)

n) L’iscrizione al concorso deve essere effettuata via email scrivendo a: dilloalladanza@gmail.com

o) Tutta la documentazione (file contenente l’opera, modulo di partecipazione e ricevuta di

pagamento), deve essere inviata entro e non oltre le 12.00 del 22/03/2021 al seguente indirizzo e-

mail: dilloalladanza@gmail.com

p) La partecipazione al concorso comporta l’accettazione del presente regolamento;

q) Gli autori, nel produrre gli elaborati, autorizzano la commissione esaminatrice al trattamento dei

loro dati personali ai soli fini del presente concorso ai sensi della L.196/2003;

3.MODALITA’ DI SELEZIONE E PREMIAZIONE

a) Le opere saranno valutate da una giuria composta da esperti, il cui giudizio è insindacabile;

b) per ciascuna sezione di ogni categoria, sarà decretato un vincitore a cui sarà donata un premio

targa di riconoscimento. Per la sezione musica, verranno scelte dieci opere che verranno pubblicate

da Pomodoro Studio Edizioni Musicali etichetta discografica Always nella compilation

discografica "Dillo alla Danza 2021" distribuita su 240 paesi dai migliori store musicali del web

(Spotify, Amazon, iTune, Napster, Deezer, Youtube, Timmusic, ecc).

c) Tutte le opere di ciascuna sezione, comprese quelle risultanti vincitrici, saranno destinate ad

incrementare il patrimonio documentale del “Centro on line Documentazione Stefano Francia”, in

seguito a dichiarazione di consenso da parte dell’autore contenuta nel modulo di cui al punto 2.j) e

saranno opportunamente catalogate, collocate e rese fruibili all’utenza, per le finalità di studio e

ricerca;

d) La comunicazione dei vincitori avverrà in occasione della “XXXIX Giornata Internazionale della

Danza”, il giorno 29 aprile 2021

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