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10 months ago

LA TOSCANA NOVEMBRE

Ritratti d’artista

Ritratti d’artista Luca Giannelli: un raffinato artigiano della cultura di Alessandro Fiesoli Si definisce, con una punta di orgoglio, un “artigiano della cultura”. Basta entrare, in effetti, nella sua bottega delle idee per averne una conferma. La sede della sua società, la Scramasax, in zona piazza delle Cure, è un appassionato bazar di fiorentinità. C’è un po’ di tutto: libri, quadri (e molti a sua firma) , foto, manifesti, dipinti, riproduzioni del Cupolone, un plastico del calcio in costume in Santa Croce, il profilo di Dante, una gigantografia di Antognoni, soprammobili, dischi, manufatti, piccoli oggetti, un “Made in Florence” a 360 gradi che cattura lo sguardo e un po’ anche l’anima. E allora, caro Luca Giannelli, poi raccontiamo subito chi è, cosa fa e come ci si sente, per una volta, a tratteggiare Via dei Bardi. La via della giovinezza di Luca Giannelli(anche bardi) la propria storia invece che quella degli altri. Intanto, però, partiamo da una domanda che ci tocca da vicino, a noi di Firenze. Che cos’è questa famosa, benedetta fiorentinità? Si riesce a darne una definizione? «La fiorentinità, secondo me, prima di tutto è il senso del bello. Siamo figli di Firenze, non si può non partire da questo rapporto quotidiano con l’arte, la cultura, che poi è l’aria che respiriamo. In secondo luogo, direi, il gusto della sfida, del confronto con gli altri. Il fiorentino pensa sempre di essere protagonista, perfino involontario, di qualcosa di unico. Il terzo aspetto è la passione Autoritratto di Michelangelo Sergio e Luigina, genitori di Luca Giannelli, in Por Santa Maria nel mesi successivi alle distruzioni del 1944 per la polemica, intendo quella sana, intelligente, provocatoria. Quando degenera, può diventare un aspetto negativo del nostro carattere», la sua risposta. Partiamo dalla sua nascita: «Sono nato il 30 ottobre 1960, lo stesso giorno di Maradona, ho anche scritto una lettera al grande Diego», ci tiene a far sapere. Era domenica e il campionato di calcio di serie A era fermo. Si giocava per la prima volta una sfida tra la nazionali di Lega, in questo caso Italia-Inghilterra a Milano. Gli azzurri vinsero per 4-2, una squadra da sogno, basterebbe citare l’attacco: Hamrin, Angelillo, Charles, Boniperti, Altafini. La domenica precedente, il 23 ottobre, la Fiorentina batté la Juve per 3-0: quale miglior inizio per una persona che vivrà il calcio con passione! Fiorentino di via de’ Bardi, scuole elementari dalle suore in piazzetta San Felice, le medie alla Machiavelli in piazza Pitti prima del liceo artistico, Giannelli è cresciuto e si è formato nel cuore di Firenze, comprese le prime partite di pallone in Boboli. «La fortuna di camminare tutti i giorni, da ragazzino, sui lungarni, fra il Ponte Vecchio e piazza Pitti, con il rumore dei piatti che arrivava dalle cucine delle case, dal canto dei 4 Leoni nelle strette strade del centro», la sua educazione sentimentale dentro le mura. Un primo lavoro da cartografo, per poi decidere, nel 1989, di seguire la passionaccia per tutto quello che è Firenze con l’apertura della Scramasax. Da quasi trent’anni, Giannelli si occupa di ideazioni, progettazioni, eventi, mostre, progetti editoriali. Il primo volume autoprodotto nel ’94, dedicato ai cinquant’anni del passaggio della guerra in città. Da allora, Giannelli di libri ne ha sfornati, anche da scrittore, altri ottanta. Un’intera biblioteca su Firenze, qualcosa come diecimila pagine e seimila foto, dedicata alla storia, l’arte, le tradizioni popolari, lo sport con la Fiorentina in testa, gli antichi mestieri e le memorie della nostra città. Fra le sue ultime pubblicazioni, due importanti volumi di testimonianze sui cinquant’anni dell’alluvione a Firenze, il libro-agenda 2018 costruito con 53 storie sui fatti e i misfatti della famiglia Medici, un’originale storia di Firenze ripercorsa attraverso cento fermate del tram, un libro dedicato alla storia di Firenze e ai momenti irripetibili della sua cucina, un vo- 6 LUCA GIANNELLI

lume sui novant’anni della Fiorentina. Anche il GiraFirenze e il GiraViola, due giochi da tavolo di successo, fra le sue creazioni. Ha un debole per Antognoni (Il mio primo idolo viola) e per Spadaro a proposito del quale chiarisce:«Ha cantato, con signorilità, in modo mai becero, le emozioni di noi fiorentini». Facciamoci una passeggiata insieme nella storia, e nelle storie, di Firenze, chiamiamolo un modo serio di giocare. Ci dica la sua trinità fiorentina: «Michelangelo, secondo me il più grande, Dante, anche per la mia passione per la Firenze medievale, e Bargellini, grande storico di Firenze, non solo come sindaco dell’alluvione». Una sua ‘nazionale’ dei grandi di Firenze? «Arnolfo, Donatello, Masaccio, Cosimo I°, Giotto, Dante, Botticelli, Brunelleschi, Michelangelo, Leonardo, Lorenzo il Magnifico, allenatore Zeffirelli». Altre due sue squadre ideali, più leggere, quella della Fiorentina e dei campioni cittadini degli altri sport? «La mia Fiorentina più bella di sempre, dunque: Albertosi; Magnini, Cervato; Dunga, Passarella, Brizi; Hamrin, De Sisti, Batistuta, Antognoni, Baggio. Allenatore, Bernardini. Gli altri sport? Andrei (atletica), Clemente Biondetti (pilota), Pancani (pattinaggio), Campriani e Benelli (tiro), Mattioli (volley, la grande Ruini), Mazzinghi e D’Agata (pugilato), Bartali e Gastone Nencini (ciclismo), De Magistris il Pelé della pallanuoto, allenatore Lonzi». E come vede, Giannelli, la Firenze di oggi, dalla sua bottega? «E’ cambiata l’atmosfera, basta camminare in centro per capirlo, siamo diventati soprattutto una città di turisti, con un bicchiere di spuma anche a due euro, e di street food, e lo dico da appassionato di cucina». Dove ritrovare, allora, la magia della città? «In piazza Pitti e sul Ponte Vecchio a notte fonda, nell’odore dei tigli d’estate, nella luce del tramonto da Ponte Santa Trinita». E il suo amato calcio storico? «Faccio parte del corteo; in passato ci si picchiava in campo per poi andare insieme a mangiare il lesso al Mercato Centrale, ma ora è degenerato, troppa violenza». Tre cose che farebbe, da sindaco: «Tolleranza zero in zona pedonale, uno stop alle licenze sfrenate per trattorie e locali di ristorazione che hanno aggredito il centro storico, forti agevolazioni per gli affitti dei fondi commerciali a sostegno degli artigiani e del lavoro fiorentino con la riqualificazioni degli arredi urbani. Fatti e misfatti della famiglia Medici. libro-agenda 2018 di Luca Giannelli L’epopea della celeberrima famiglia: 53 storie per 53 settimane da Giovanni di Bicci, primo grande protagonista mediceo in città, all’Elettrice Palatina, che gestì il passaggio del granducato ai Lorena con il famoso “Patto di Famiglia”. Curiosità, intrighi, storie d’amore, di sangue, battaglie, personaggi, opere d’arte trasformazioni della città e la nascita della Toscana il tutto raccontato in maniera accattivante con un adeguato apparato iconografico. Una fermata tira l’altra una storia tira l’altra Luca Giannelli-Fabrizio Pettinelli Firenze narrata in modo tutto particolare: 100 fermate cittadine del tram (scelte fra le tante) fanno da pretesto ad altrettante storie particolari della città: personaggi, bricciche talvolta mai raccontate tradizioni, eventi storici, e luoghi scomparsi legati a queste fermate permetteranno di approfondire la storia di Firenze in maniera giocosa e di conoscere sempre più le linee del tram distribuite sul territorio. Prologo alle 100 fermate 10 storie per raccontare l’evoluzione dei mezzi di trasporto in città: dal primo omnibus alla rinata tramvia. La cucina fiorentina nei giorni della storia Luca Giannelli-Ruggero Larco Un viaggio insolito e affascinante nella storia di Firenze. 22 episodi storici raccontati in maniera appassionata accompagnati dal racconto degli usi e costumi legati alla cucina con particolare attenzione ai cibi e alle varie trasformazioni in cucina. Per ogni periodo il lettore troverà almeno due ricette che lo accompagneranno con dovizia di particolari nell’affascinante mondo della cucina fiorentina. LUCA GIANNELLI 7