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25_rivista_ITAeventi

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ITA

eventi

n.25

FABIO TROIANO

cinema, teatro e un

progetto da produttore

Giudizio Universale

a Roma un grande show

dedicato a Michelangelo

INTERVISTE

DECIBEL ◗

RED CANZIAN ◗

Il nuovo tour di

ESSERE QUI

EMMA


Sommario

in questo numero

8 12 18 26

46

8 Notes

8.Il gusto della tradizione

10. Praticare contro lo stress

12.Cocktail al top

14.Anteprima Salone del Mobile

54 59 60

32

17 Arte

17.Ritratti autentici/Roma

18.La magia a portata di mano/Milano

22.Dialoghi contemporanei/Milano

26.Momenti di vita quotidiana/Bologna

28.Appuntamenti

31 Musica

31.Live in versione acustica

32.Ascoltate la mia musica

sono qui e so fare il mio mestiere

38.Qualcuno ci manipola attenzione a l’anticristo

42.Un ritorno alle origini molto rock

46.Appuntamenti

53 Classica

53. La filarmonica di Rotterdam/Bologna

54. Settecento e Ottocento/Milano

56. Appuntamenti

38


Sommario

70 74

ITAeventi

Iscritta con l’autorizzazione del Tribunale

di Milano al numero 335 del 25/10/2013

n.25 aprile/maggio 2018

Direttore Responsabile

Maurizio Costanzo

Caporedattore

Cristiana Zappoli

88 84

59 Teatro

59.Nessuno è come appare

60. La tecnologia a servizio dell’arte

64. Appuntamenti

69 Cinema

69.Un horror stile british

70. Disposti a tutto per affermarsi

74. La fedeltà non va più di moda

78. Escobar il fascino del male / Molly’s game

79. Doppio amore / Il cratere

80 Diario

80. Progetti? Fare ciò che mi piace

84 Tempo libero

84.Il vino in primo piano a Verona

88 Viaggiare

Art Director

Laura Lebro

Redazione

Alessandra Arini, Alessandra Cinque,

Clara Dalledonne, Andrea Giuliani,

Margot Rossi, Giovanni Salerno,

Mercedes Vescio

Editore

MediaAdv srl

Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano

Tel. +39 02 43986531

info@mediaadv.it

www.mediaadv.it - www.itaeventi.it

Pubblicità

MediaAdv srl (concessionaria)

Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano

Tel. +39 02 43986531

info@mediaadv.it

www.mediaadv.it - www.itaeventi.it

Stampa

Mediaprint Srl

Via Brenta, 7

37047 San Giovanni Lupatoto (Vr)

finito di stampare in marzo 2018

In copertina foto di Kat Irlin

88.A Viareggio per scoprire il santuario dei cetacei

92 Angolo dei consigli

92. Calvizie: le nuove frontiere

della medicina rigenerativa

94 Leggere

94.Alla ricerca del libro perfetto

95.Una rivoluzione

96.In libreria

Via Antonio Panizzi, 6 - 20146 Milano

Tel. 02.43986531 - 02.45506260

www.mediaadv.it

KOrE

E D I Z I O N I

Via F. Argelati, 19 - 40138 Bologna

Tel. 051.343060 - www.koreedizioni.it


Notes

IL GUSTO DELLA TRADIZIONE

A marzo, all’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense, è stato inaugurato il primo

percorso espositivo permanente legato al culatello e ai norcini, che macellano il maiale

Un vero e proprio tragitto

nel cuore della cultura

enogastronomica emiliana,

voluto da chi a quell’area del

gusto deve la propria passione e,

a conti fatti, la propria vita. A 10

minuti dal Museo del Parmigiano

Reggiano di Soragna e a 20

da quello dell’Arte Olearia di San

Secondo, è stato inaugurato il

Museo del Culatello e del Masalén

(i masalén sono i norcini,

ovvero coloro che macellano il

maiale), a Polesine Parmense, che

diventa così l’ideale chiusura di

un triangolo dei sapori che giustifica

un percorso nell’anima di

un territorio ricco e generoso, anche

in termini di diffusione delle

proprie pratiche tradizionali,

declinate e illustrate in una concezione

contemporanea e multimediale,

fatta di foto, disegni,

mappe e touch screen. L’idea è

stata della Famiglia Spigaroli

che possiede il complesso dell’Antica

Corte Pallavicina all’interno

del quale hanno creato

il museo. Il percorso espositivo

racconta la terra del culatello, la

figura del maiale come animale

addomesticato dall’uomo, la storia

della famiglia Spigaroli, in

principio mezzadri di Giuseppe

Verdi, capaci di spostarsi sulle

rive del Po per poi reinventarsi

ristoratori. Il clou della visita è

dedicato al “mondo segreto” del

culatello: le caratteristiche della

carne di maiale, del sale (con riferimenti

necessari a quello prezioso

di Salsomaggiore), del pepe

(dalle sue origini orientali ai risvolti

economici) e dei principali

salumi della Bassa Parmense.

Per informazioni:

Relais Antica Corte Pallavicina

Strada del Palazzo Due Torri, 3

43010 Polesine Parmense (PR)

Tel. 0524 936539

E-mail: relais@acpallavicina.com

www.acpallavicina.com/relais

A fianco: la galleria dei

culatelli, che stagionano

nell’umidità e nella

penombra. Sopra:

l’Antica Corte

Pallavicina

8 ITA EVENTI


Notes

PRATICARE CONTRO LO STRESS

L’ottava edizione di Yoga Meeting Merano, dal 13 al 15 aprile, si propone come momento

di ritrovo dedicato alla pratica yoga, alla meditazione e alle vie olistiche di cura e di ricerca

L

o yoga e le discipline olistiche

mirano a mantenere

e ristabilire l'equilibrio e le

funzionalità dell’organismo, garantendo

all'individuo un buono

stato di salute, prevenendo disturbi

e patologie. Yoga Meeting

Merano si propone come un ponte

interculturale per offrire la

possibilità ai praticanti yoga di conoscere

insegnanti italiani e stranieri

in un week end di primavera

a Merano, beneficiando di giardini,

verde, natura, della vista sulle

montagne e delle famose terme.

Il tema di questa edizione sarà

“Yoga Good News”, un’occasione

per sottolineare le recenti ricerche

scientifiche che testimoniano

la validità dello yoga per

combattere lo stress, la depressione

e perfino il declino cognitivo

degli anziani.

Durante i due giorni, alle lezioni

yoga seminariali si affiancano

numerose open-class, conferenze,

green workshop e dimostrazioni

da parte di operatori olistici.

Le ampie e luminose sale dell’edificio

liberty del Kurhaus accoglieranno

i praticanti yoga

esperti, ma anche chi sia intenzionato

a fare una prima esperienza,

proponendo classi adatte

ai vari livelli. Al desk di accoglienza

operatori esperti aiuteranno

a scegliere le esperienze più

adatte alle esigenze di ciascuno.

Tutti gli insegnamenti saranno

impartiti in italiano e in tedesco.

Stand informativi delle scuole

yoga e dei centri olistici saranno

a disposizione dei visitatori. Un

catering vegano, specialmente

studiato per favorire l’energia e la

leggerezza, sarà a disposizione di

tutti: tra le sue specialità il “cioccolato

crudo”.

Per informazioni:

Yoga Meeting Merano

Dal 13 al 15 aprile 2018

www.merano.eu

Associazione Artè:

www.yogameeting.org

10 ITA EVENTI


Notes

COCKTAIL AL TOP

La Florence Cocktail Week torna a Firenze dal 30 aprile al 6 maggio 2018: tanti eventi

e novità per la terza edizione della kermesse dedicata al bere responsabile e di qualità

S

ette giorni ideati e organizzati

da Paola Mencarelli

e Lorenzo Nigro per dar

risalto alla qualità della miscelazione

fiorentina, con incontri, appuntamenti,

masterclass, night

shift ed eventi rivolti a un pubblico

di professionisti e appassionati,

con il coinvolgimento di

ospiti italiani e internazionali. Tra

i dati significativi della Florence

Cocktail Week del 2018 il numero

di cocktail bar selezionati, che

da 16 arrivano a più di 20, tra caffè

storici, bar di lussuosi alberghi

e locali di tendenza, a sottolineare

la crescita qualitativa della miscelazione

fiorentina, che rende la

città una delle più vive nel panorama

del bartending italiano.

Ogni Cocktail Bar presenterà

quattro cocktail nella Cocktail List

FCW 2018, studiata ad hoc per

l’intera settimana a un prezzo speciale.

Nei 7 giorni della kermesse

sarà possibile scegliere fra 1 Signature

Cocktail - ovvero una

creazione libera del Bartender

prescelto dal Cocktail Bar che lo

porterà a partecipare al Contest

Finale - 1 Cocktail RiEsco a Bere

Italiano - con prodotti esclusivamente

made in Italy - 1 Twist sul

Cocktail Negroni e 1 Cocktail

12 ITA EVENTI


Abituati al Futuro.

Importante novità

di quest’anno

RiEsco a Bere Italiano,

il Salone

dei Liquori, Amari

e Distillati Italiani

organizzato

in collaborazione

con Shaker Club, che

si terrà nella giornata di

venerdì 4 maggio. In questa

terza edizione FCW ha infatti

scelto di valorizzare il made in Italy

di qualità, coinvolgendo piccole

realtà e grandi aziende in un

unico spazio di condivisione.

Come da tradizione il Contest Finale

si terrà nell’ultima giornata del

festival, domenica 6 Maggio, di

fronte a una giuria di professionisti

ed esperti del settore. A differenza

degli altri anni però, potranno

partecipare alla finale solo 6 bartender,

preselezionati da un panel

di esperti che effettuerà delle visite

nei cocktail bar partecipanti nei

giorni dell’evento per valutare

accoglienza, servizio e qualità

della miscelazione. Florence

Cocktail Week nasce per

istruire e per far crescere la

qualità del bere miscelato.

Per questo motivo nella giornata

di domenica verrà replicato

il Contest Giovane

Talento under 25, gara formativa

indirizzata a ragazzi fra i

18 e i 25 anni provenienti dagli

Istituti Alberghieri e dalle Scuole

di Formazione Professionale o

che già esercitano la professione.

Linea guida del 2018 è la volontà

di creare interconnessioni tra il

mondo della miscelazione e altri

mondi quali Arte, Artigianato,

Cinema, Fotografia, Design,

Moda, Musica, Religione. Diversi

gli eventi in programma

creati ad hoc in questi ambiti,

come il Convegno Spirito and

Spirits di sabato 5 maggio, un dibattito

singolare sul tema religioni

e lifestyle, a cura della sociologa

delle religioni dott.ssa Simona

Scotti.

Il 2019 sarà l’anno del centenario

della nascita del Negroni e Florence

Cocktail Week ne anticiperà

i festeggiamenti ospitando Mauro

Mahjoub, “il Re del Negroni”,

direttamente dal Boulevardier

Bar di Monaco di Baviera.

Per informazioni:

Florence Cocktail Week

Firenze, 30/04 – 6/05 2018

www.florencecocktailweek.it

Follow us @FlorenceCocktailWeek

ITA EVENTI 13


Notes

1

ANTEPRIMA

SALONE DEL MOBILE

Una piccola anticipazione di quello che vedremo

in occasione dell’appuntamento più importante

nell’ambito dell’arredamento e del design.

A Milano, dal 17 al 22 aprile, si raduneranno

tutte le eccellenze del settore, nessuna esclusa

4

3

2

1. Candle Chandelier di Badgley

Mischka Home è un lampadario

a sospensione con una struttura

metallica dorata a mano.

2. BBB Italia presenta il tavolo

Square2Square, con base in

alluminio. Il tavolo è allungabile

tramite rotazione del piano

e successiva apertura dei lati.

3. Cara Mosshart è una

poltroncina dallo stile semplice

e retrò prevista da Kartell in

numerose tonalità.

4. Lampada da tavolo Tiara

in vetro di Murano, by Venini.

5. È la natura a ispirare il nuovo

progetto pensato da Emanuel Gargano

per Amura: il divano Mimesi.

6. Divano da esterno Grand Life

disegnato da Christophe Pillet

per Ethimo: la struttura è in

teak con anima in metallo.

7. Yuumi, la nuova seduta di

Bross, con scocca in frassino,

disegnata da Michael Schmidt.

8. Con un pratico vano contenitore

che sfrutta con intelligenza gli

spazi, Konan è il nuovo letto

di MY home collection.

5

6

7

14 ITA EVENTI


9

8

10

11

12

13

15

14

9. Lampadario Starlight:

un’architettura luminosa in fusione

di bronzo effetto anticato, di Henge.

10. Il tavolo Globe, di Alivar,

recupera la tradizione ebanista

italiana attraverso l’uso del legno

impiegato nella struttura.

11. Twibe è la nuova poltrona

disegnata da Daniele Lo Scalzo

Moscheri per I 4 Mariani e si inserisce

nella nuova linea di imbottiti.

12. Divano componibile Adam

by Giorgetti, con rivestimenti

in pelle, tessuto e cuoio.

13. Matrix Chair, disegnata

da Tokujin Yoshioka per Kartell,

è realizzata con un’innovativa

struttura tridimensionale.

14. Sedia Rock, per indoor

e outdoor, firmata da Marc Sadler

per DA A.

15. Da un gioco di volumi e materiali

nasce Fusion Kitchen di Lago.

ITA EVENTI 15


MAIER • HIROSHIGE • AD REINHARDT • TIZIANO • OLIVIERIANDARE PER MOSTRE NEI MUSEI PIÙ IMPORTANTI D’ITALIA

Arte

UN’EPOCA RACCONTATA ATTRAVERSO I VOLTI FOTOGRAFATI DA O’NEILL

RITRATTI AUTENTICI

Dopo il grande successo di pubblico e critica

della mostra I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia

Leica, al Vittoriano di Roma continua la

stagione espositiva di Arthemisia dedicata ai più

importanti fotografi del panorama mondiale.

Fino al 20 maggio è la volta del fotografo britannico

Terry O’Neill. Vivendo tra i miti dello

spettacolo e avendo con loro un rapporto di

grande vicinanza e complicità, nei suoi cinquant’anni

di carriera O’Neill realizza alcuni dei

ritratti più autentici: da Frank Sinatra (fotografato

nell’arco di trent’anni) a Elvis Presley, da Elton

John a Bono Vox, da Elizabeth Taylor a Audrey

Hepburn, da Brigitte Bardot ad Ava Gardner fino

a Marlene Dietrich. Tra gli oltre 50 scatti leggendari

che hanno catturato momenti cruciali della

storia dei più grandi personaggi, una sezione è

interamente dedicata a una delle più poliedriche

figure dello star system mondiale, icona dandy di

stile che ha fortemente influenzato la percezione

dell’arte e il mondo della moda di questo ultimo

secolo: David Bowie.

◗ Terry O’Neill, Icons

Complesso del Vittoriano, Roma

Fino al 20 maggio 2018

ITA EVENTI 17


Arte

LA MAGIA A

PORTATA DI MANO

Arriva a Milano, a maggio, una delle mostre più attese

(e non solo dai più giovani), Harry Potter: The exhibition.

Ambientazioni riprodotte fedelmente, oggetti di scena,

intrattenimento interattivo: i fan della saga non

rimarranno delusi di Alessandra Arini

La saga di Harry Potter tiene

incollati al suo mistero e al

suo fascino milioni di fan dal

1997, i romanzi di J.K. Rowling,

trasposti poi cinematograficamente,

hanno saputo portare in

vita la magia e creare un vero e

proprio mito che è penetrato

nella nostra cultura. Per gli appassionati

di questa saga e dei suoi

personaggi il 2018 sarà un anno

da ricordare: arriverà a maggio, infatti,

alla Fabbrica del Vapore di

Milano, la mostra Harry Potter:

The exhibition. La mostra è realizzata

dalla società GES Events,

in collaborazione con la Warner

Bros. Consumer Products e ha

toccato già città importanti, riscuotendo

un successo di oltre

quattro milioni di visitatori tra

Boston, Toronto, New York, Sydney,

Singapore, Bruxelles, Madrid.

Si tratta di un evento dall’ampia

risonanza, come è facile intuire

dai luoghi che l’hanno già ospitato,

e per questo l’annuncio del

suo arrivo a Milano è stato dato

durante un’apposita cerimonia,

nella quinta edizione annuale di

A Celebration of Harry Potter,

presso l’Universal Orlando Resort

la sera del 26 gennaio scorso. In

rappresentanza della città di Milano

c’era il vice sindaco Anna

Scavuzzo. La mostra si articola in

uno spazio di ben 1600 metri

quadri ed è dotata di spazi e ambientazioni

che riproducono quasi

integralmente le scene della

saga, dalla sala comune al dormitorio

del Grifondoro: è questo

18 ITA EVENTI


In apertura, la capanna di

Hagrid, la stanza numero 6 della

mostra. A fianco, la riproduzione

dello Hogwarts Express, l’inizio

formale dell’area della mostra.

Sopra, il necessario per giocare

a Quidditch. In basso, un modello

utilizzato nel film dell’elfo

domestico Kreacher

Cappello parlante

In questa prima stanza i visitatori

vengono distribuiti in gruppi

che riprendono la tradizionale divisione

della scuola: Grifondoro,

Serpeverde, Tassorosso, Corvonero.

Questi sono i nomi dei capostipiti

di Hogwarts. Da questo

momento in poi i visitatori proseguiranno

tutto il percorso in

questi schieramenti.

che rende l’esposizione assolutamente

unica nel suo genere. Il

percorso della mostra è suddiviso

in stanze, riuscendo a raccontare

la storia al meglio, passo dopo

passo, attraverso i luoghi della

Fabbrica del Vapore di Milano allestiti

in maniera assolutamente

verosimile.

Pre show

Nella seconda stanza i visitatori assisteranno

al montaggio di una serie

di proiezioni tratte da varie stagioni

della saga, interrotte a un

certo punto dal fischio dell’Hogwarts

Express. È a questo punto

che si apre davanti agli occhi un

altro spaccato di scenario, il muro

dell’area pre show si alza per lasciare

spazio alla vista della straordinaria

riproduzione del treno

che ha fatto sognare e incantato

decine di generazioni.

Sala Comune

del Grifondoro

Dalla terza stanza in poi si entra

nel vivo dell’atmosfera. Siamo infatti

nella sala comune di Grifondoro,

dove Harry, Ermione e

ITA EVENTI 19


Arte

Sopra, alcuni contenitori per

le pozioni e la sala dedicata al

Grifondoro, con il dormitorio.

A destra, l’abito di Horace

Eugene Flaccus Lumacorno,

uno dei personaggi della saga.

Sotto, l’ippogrifo Fierobecco,

amico di Harry

Ron trascorrono la maggior parte

della loro vita. I Grifondoro

hanno sempre spiccato per coraggio

e per lealtà: l’oro e il rosso,

i loro colori, riflettono questa

fierezza e tutto l’ambiente si decora

di questa regalità.

Aule

La stanza numero quattro porta i

visitatori negli ambienti e nelle

classi dove si svolge lo studio pratico

degli allievi di Hogwarts.

Dall’aula della Divinazione della

professoressa Cooman, a quella di

difesa contro le arti oscure e di Erbologia,

dove gli ospiti potranno,

proprio come nel film, estrarre una

Mandragola e ascoltare dal vivo i

suoni che emettono queste piante

quando vengono disturbate.

Quidditch

La quinta stanza è dedicata proprio

a questo sport che tanto caratterizza

questa saga. Harry è il

più giovane Cercatore della storia

della scuola. I visitatori potranno

ammirare una ricostru-

20 ITA EVENTI


La mostra occupa

uno spazio di 1600

metri quadri dove

sono riprodotte

le ambientazioni

della saga e sono

esposti oggetti

utilizzati nei film

zione verosimile del boccino

d’oro e cimentarsi anche loro

nel gioco tramite uno spazio predisposto

appositamente.

Hagrid

La stanza numero 6 è una vera e

propria capanna, quella di Hagrid

appunto, mitico custode delle

chiavi di Hogwarts.

Con il suo

aspetto imponente da gigante

buono è stato una guida indimenticabile

e ai visitatori verrà fatto

il regalo di potersi sedere proprio

sulla sua leggendaria poltrona,

grande quasi quanto lui.

Tutti gli oggetti di questa stanza

rispettano infatti le sue forme da

gigante e sono enormi. È una

stanza interattiva, ogni oggetto è

animato.

La foresta proibita

Questa è la stanza invalicabile,

nessuno degli allievi ha il permesso

di entrare. Harry, però,

spinto da una serie di casualità si

ritroverà più volte catapultato

nella foresta proibita a cui si accede

dalla stanza, e lì combatterà

forze oscure e centauri che

sono riprodotti nella mostra proprio

a grandezza naturale. Le

ultime due stanze sono una dedicata

alla magia nera, con oggetti

che riprendono tutta la storia e

la lotta tra Woldemort ed Harry,

la stanza delle Forze Oscure,

mentre l’altra è quella della Sala

Grande, il luogo principale di incontro

e di convivialità per i ragazzi,

che ha visto svolgersi al suo

interno anche tutti i momenti

più regali della tradizione della

scuola, come il Gran Ballo. Le

stanze passate in rassegna contengono

ovviamente anche tutta

una serie di artefatti originali,

tra cui: la bacchetta magica, la

divisa scolastica e gli occhiali di

Harry, il Gira-tempo, il boccino

d’oro, le vesti di Lord Voldemort,

la Pietra filosofale, la scopa volante,

l’ippogrifo, il vestito da festa

di Hermione Granger, la

mappa del malandrino, gli Horcrux

di Lord Voldemort, la teca

del Calice di Fuoco. Immedesimarsi

in questa storia e avere la

sensazione di viverla sulla propria

pelle è un’esperienza possibile solo

in occasione di questa mostra, c’è

una ricchezza di luoghi e di atmosfere

che non potevano essere

ricostruite meglio, per questo

c’è da scommettere che Harry

Potter: the exhibition, che si fermerà

a Milano per qualche mese,

non deluderà le aspettative, confermandosi

una vera e propria

scoperta indimenticabile, sia per

gli appassionati di lunga data, sia

per quelli che lo diverranno

dopo averla visitata.

Harry Potter: e Exhibition

Fabbrica del Vapore, Milano

Dal 12/05 al 9/09 2018

www.harrypotterexhibition.it

ITA EVENTI 21


Arte

DIALOGHI CONTEMPORANEI

Il Guggenheim Museum e la Galleria d’Arte Moderna di Milano presentano una mostra d’arte

contemporanea dedicata a Medio Oriente e Nord Africa. Tredici gli artisti che espongono

le loro opere: lavori su carta, installazioni, fotografie, sculture, video di Giovanni Salerno

L

a mostra rappresenta l’ultima tappa della

Guggenheim UBS MAP Global Art Initiative,

una collaborazione a lungo termine tra il

Guggenheim Museum di New York e UBS. Il progetto

evidenzia il comune impegno a sostenere gli

artisti più innovativi della contemporaneità accrescendo

la visibilità del loro lavoro in tutto il mondo.

Al centro del progetto MAP c’è la stretta collaborazione

tra curatori, artisti e organizzazioni culturali

e Una Tempesta dal Paradiso: Arte Contemporanea

del Medio Oriente e Nord Africa è l’ottava

e ultima mostra del progetto. Grazie a MAP, il Guggenheim

ha acquisito oltre 125 nuove opere provenienti

dal Sud e Sud-Est Asiatico, America Latina,

Medio Oriente e Nord Africa, contribuendo a

creare un racconto più ricco e ampio di storie dell’arte

moderna e contemporanea. Organizzata da

Sara Raza, curatrice della Guggenheim UBS MAP

per il Medio Oriente e il Nord Africa, in collaborazione

con Paola Zatti e Omar Cucciniello, Conservatore

della Galleria d’Arte Moderna, la mostra

è imperniata su un gruppo variegato di voci artistiche

e su problematiche critiche emergenti da una regione

in rapida evoluzione e al centro di una diaspora internazionale.

Le opere di tredici artisti esplorano i

temi interconnessi della migrazione, della dislocazione,

dell’architettura, della geometria e della

storia grazie a strumenti tra cui lavori su carta, installazioni,

fotografia, scultura e video. Molti degli

artisti in mostra scelgono metafore visive poetiche

per sfidare le visioni normalmente associate al Medio

Oriente e al Nord Africa. «Navigano - spiega Sara

22 ITA EVENTI


Raza - tra un passato inquieto e un presente altrettanto

complesso, anche attraverso riferimenti alle

atrocità della Seconda Guerra Mondiale, alla creazione

del mondo moderno e alla migrazione di persone

e idee. La nuova esposizione alla Galleria d’Arte

Moderna di Milano, in particolare, dialoga con

il patrimonio architettonico dell’edificio e solleva

questioni urgenti sugli spostamenti di popoli e idee

che coinvolgono il mondo intero, in primo luogo

proprio l’Italia e la grande Europa».

Molte delle opere in mostra usano gli elementi architettonici

come strumenti per mettere in discussione

e tentare di risolvere temi legati alle persistenze

del colonialismo, ai regimi monolitici e all'impatto

del globalismo. Un’intera antica città nordafricana

modellata col cous cous, una serie di piante

estinte realizzate in bronzo e filmati di sorveglianza

fotografica sull’espansione della città santa di La

Mecca, affrontano il modo in cui l’architettura viene

spesso utilizzata come simbolo di potere per controllare

e mobilitare le masse.

Il programma presso la GAM prevede eventi pubblici

e iniziative didattiche destinati a visitatori, studenti

e famiglie. «Il taglio trasversale della mostra

tocca i punti più caldi della nostra contemporaneità

in connessione con la storia passata e presente e la

varietà di iniziative collaterali sono coerenti con lo

spirito di apertura e dialogo che caratterizza il messaggio

culturale dei nostri musei», dichiara Anna Maria

Montaldo, Direttore del Polo Arte Moderna e

Contemporanea del Comune di Milano.

Una Tempesta dal Paradiso offre una circolazione incrociata

di idee di ambito scientifico, matematico

e filosofico. Con i suoi tredici artisti esposti (Lida

Abdul, Abbas Akhavan, Kader Attia, Ergin Çavus¸oğlu,

Ali Cherri, Joana Hadjithomas e Khalil Joreige,

Rokni Haerizadeh, Susan Hefuna, Iman Issa,

Gülsün Karamustafa, Hassan Khan e Ahmed Mater),

considera anche l’architettura come uno stru-

In apertura, Abbas Akhavan, veduta

dell’installazione: Una Tempesta dal

Paradiso: Arte Contemporanea del Medio

Oriente e Nord Africa. In basso, Ali Cherri,

Trembling Landscapes-Damascus (Paysages

Tremblants-Damascus), 2014, litografia

con stampa a inchiostro, Edizione 3/7


Arte

In alto, Lida Abdul, In Transit, 2008,

video a colori, con suono, trasferito da

pellicola 16 mm, 4 min., 55 sec., edizione

3/5. Sopra, Susan Hefuna, Building,

2009, inchiostro e grafite su carta da

ricalco e cartone, nove parti. A fianco,

Ahmed Mater, Disarm 1-10 (from Desert

of Pharan), 2013, Dieci trasparenze

cromogene in lightbox Edizione 3/5

mento per rievocare sia la storia coloniale sia le implicazioni

della globalizzazione e della gentrificazione.

«Mi piace pensare a questa mostra – prosegue Sara

Raza - come a tredici strade diverse in cui, attraverso

le diverse prospettive artistiche in vista, si ricostruisce

la realtà». Il titolo Una Tempesta dal Paradiso si ispira

a un passaggio dell’ultimo saggio del filosofo tedesco

Walter Benjamin, le tesi “Sul concetto di storia”.

«Benjamin, ebreo tedesco, morì durante la seconda

guerra mondiale - spiega ancora Sara Raza

- mentre dalla Francia cercava di fuggire in Spagna

per raggiungere il Portogallo neutrale. Giunto al confine,

fu informato che il suo visto sarebbe stato revocato

e scelse così di togliersi la vita. Allo stesso tempo

Una Tempesta dal Paradiso è anche il titolo di

un’opera centrale all'interno dell'esposizione. Si tratta

di una serie di immagini dell’artista iraniano Rokni

Haerizadeh, dipinte direttamente su frame

estratti da YouTube che mostrano, in ambientazioni

differenti, figure le cui teste sono state sostituite da

altre teste umane dando vita a ibridi. Nel clima attuale,

il titolo originale di Benjamin evoca poeticamente

le implicazioni del passato sul presente. Al

contrario, i dipinti di Haerizadeh aprono una più

ampia discussione sulla capacità virale e avvolgente

dei media di alterare e manipolare i fatti».

Una Tempesta dal Paradiso: Arte

Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa

Galleria d’Arte Moderna, Milano

Dall’11 aprile al 17 giugno 2018

24 ITA EVENTI


Arte

MOMENTI

DI VITA

QUOTIDIANA

In mostra le fotografie originali di una

delle fotografe più apprezzate di questo

secolo: Vivian Maier. Sconosciuta fino

al 2007, quando il suo lavoro è stato

scoperto per caso di Alessandra Arini

Palazzo Pallavicini a Bologna apre le

porte a una mostra preziosa, che viaggerà

in questo 2018 per tutta l’Italia. Vivian

Maier - La fotografa ritrovata è il percorso in fotografie

di un’artista che il mondo ha scoperto

da poco, ed è anche la biografia in immagini

di una vita venuta a galla per caso. Vivian Maier

era una donna americana, nata nel 1926 a

Chicago, dove ha trascorso buona parte della

sua vita. Una vita apparentemente ordinaria, ma

che nasconde una profonda introspezione artistica,

un modo davvero originale di catturare

il mondo. Vivian si avvicina alla fotografia

abbastanza casualmente, una Rolleiflex acquistata

con tanti sacrifici diviene inaspettatamente

nelle sue mani un mezzo unico. Conserverà però

sempre per sé questa ispirazione e questo talento,

scattando foto di nascosto mentre trascorre i

proprio giorni nell’ombra guadagnandosi da vivere

facendo la bambinaia, e utilizzando proprio

i ripostigli nelle case delle famiglie di cui

si occupa come stanze oscure per sviluppare i

negativi dei suoi lavori. Vivian, ed è questo il

particolare più interessante fra quelli inediti della

sua storia, morirà avendo celato a tutti questa

incredibile passione. Sarà un agente immobiliare,

John Maloof, a imbattersi nel 2007,

per pura coincidenza, in un box a lei apparte-

A sinistra, dall’alto, Autoritratto (data

sconosciuta); New York (1954); foto

senza titolo del 1953. Nella pagina

a fianco, dall’alto, New York (1953);

Chicago suburb (1957); Auoritratto

(data sconosciuta). Copyright: Vivian

Maier, Maloof Collection, Courtesy

Howard Greendberg Gallery New York

26 ITA EVENTI


nuto e da lui acquistato all’asta, e ad accorgersi

del valore del materiale ritrovato. Rullini, negativi,

fotografie: è stato subito chiaro che fosse

materiale che meritava una divulgazione.

Cosa fotografava la Maier e cosa mette in evidenza

questa mostra? Vivian immortalava i momenti

di vita quotidiana, la normalità, le persone

nelle loro espressioni più comuni. Dagli

attimi di tenerezza più banali fra madre e figlio,

agli scatti dell’umanità al lavoro, alla fatica, all’umiltà.

Dal ritratto delle città, a quello di se

stessa, catturata in tante foto davanti agli

specchi o alle vetrine dei negozi. È la fotografa

delle scene ordinarie, che diventano però straordinarie

e irripetibili attraverso i suoi occhi.

Proprio per rendere questo messaggio ancora

più incisivo, la selezione delle foto a Palazzo Pallavicini

è organizzata e si sviluppa in una maniera

precisa. La curatrice dell’evento ha scelto

in maniera dettagliata tra migliaia di immagini

a disposizione, sono presenti 120 fotografie

in bianco e nero, di cui 10 in grande

formato, 90 di formato medio più una meravigliosa

sezione di foto a colori relativa alla produzione

degli anni Settanta dell’artista. Le sezioni

sono suddivise tematicamente: infanzia,

autoritratti, ritratti, vita di strada, oggetti e colore.

Le foto presenti provengono sia dalla collezione

Maloof che dalla Howard Greendeberg

Gallery di New York. Assistere a questa mostra

non vuol dire solo “guardare”, ma anche e soprattutto

“partecipare” dal punto di vista emotivo

al talento di un’artista che con i suoi scatti

tenuti nascosti ha saputo raccontare non solo

il suo tempo, ma anche il nostro. Conoscerla

è un’occasione per vedere nelle sue pose in bianco

e nero anche il nostro presente a colori, e

qualche scorcio del nostro futuro. Come ha ricordato

Marvin Heiferman, studioso di fotografia:

“Seppur scattate decenni or sono, le fotografie

di Vivian Maier hanno molto da dire sul

nostro presente. E in maniera profonda e inaspettata…

Maier si dedicò alla fotografia anima

e corpo, la praticò con disciplina e usò questo linguaggio

per dare struttura e senso alla propria vita

conservando però gelosamente le immagini che realizzava

senza parlarne, condividerle o utilizzarle

per comunicare con il prossimo. Proprio come Maier,

noi oggi non stiamo semplicemente esplorando

il nostro rapporto col produrre immagini ma, attraverso

la fotografia, definiamo noi stessi”.

Vivian Maier - La fotografa ritrovata

Palazzo Pallavicini, Bologna

Fino al 27 maggio 2018

www.palazzopallavicini.com

ITA EVENTI 27


Arte

TIZIANO A BRESCIA

Il progetto espositivo ruota intorno

al pittore veneto, in ragione innanzitutto

delle sue due imprese bresciane:

il polittico realizzato per il

vescovo Altobello Averoldi tra il

1520 e il 1522 nella collegiata

dei Santi Nazaro e Celso, e le tre

tele con le Allegorie di Brescia,

realizzate negli anni sessanta del

Cinquecento, per il salone della

Loggia, andate poi distrutte durante

l’incendio del 1575.

Tiziano e la pittura del

Cinquecento tra Venezia e Brescia

Museo di Santa Giulia, Brescia

Fino all’1 luglio 2018

DALLA SCAPIGLIATURA AL NOVECENTO

La mostra si svolge in tre sezioni: Scapigliature, divisionismo, naturalismo;

Artisti del Novecento Italiano; Oltre il Novecento, e comprende

circa cinquanta opere provenienti dalle Raccolte d’arte della Fondazione

Cariplo, del Museo del Paesaggio di Verbania e da collezioni private.

Armonie verdi. Paesaggi dalla Scapigliatura al “Novecento”

Museo del paesaggio, Verbania - Fino al 30 settembre 2018

CLAUDIO OLIVIERI

In esposizione dodici opere che

ripercorrono gli anni Settanta,

decennio in cui Claudio Olivieri si

inserì tra i maggiori esponenti della

Nuova Pittura, la cosiddetta Pittura

Analitica, passando a una nuova

libertà espressiva.

Omaggio a Claudio Olivieri. Opere

1971-1979 - Galerie 21, Livorno

Dal 7 aprile al 5 maggio 2018

AD REINHARDT

La mostra presenta un

aspetto ancora poco studiato

del lavoro dell’artista americano.

Benché sia noto principalmente

come pittore

astratto, questa esposizione

raccoglie più di 250 opere

tra fumetti a sfondo politico

e vignette satiriche selezionati

dagli archivi dell’Estate

of Ad Reinhardt di New York.

Ad Reinhardt. Arte + Satira

Galleria Civica, Modena

Fino al 20 maggio 2018

PIOGGIA E NEVE

Rassegna monografica dedicata

a Utagawa Hiroshige

(1797 – 1858), uno dei più

influenti artisti giapponesi di

metà Ottocento. La mostra

espone una selezione di circa

230 opere, silografie policrome

e dipinti su rotolo, divise

in 7 percorsi tematici. Con le

silografie policrome del Mondo

Fluttuante, Hiroshige è conosciuto

come il “maestro della

pioggia e della neve”, celebre

per le illustrazioni di paesaggi

e vedute del Giappone nelle

quattro stagioni e nelle varie

condizioni atmosferiche. Immagini

molto in voga nella cultura

dell’epoca in quanto elemento

fondamentale nella costruzione

del legame nazionale.

Hiroshige. Visioni dal Giappone

Scuderie del Quirinale, Roma

Fino al 29 luglio 2018

28 ITA EVENTI


FROM PHILADELPHIA

Per 180 giorni il Philadelphia Museum

of art si trasferisce a Milano con una

selezione di 50 capolavori, un’occasione

unica per ammirare opere dei più grandi

pittori a cavallo tra Otto e Novecento nel

loro periodo di massima espressione artistica

in un allestimento studiato per valorizzare

ogni singola opera. In mostra artisti

come Paul Cézanne, Edgar Degas, Edouard

Manet, Paul Gauguin, Claude Monet,

Vincent van Gogh, Camille Pissarro,

Pierre-Auguste Renoir, Henri Matisse,

Marc Chagall, Pablo Picasso, Salvador

Dalí e Joan Mirò.

Impressionismo e avanguardie

Milano, Palazzo Reale

Fino al 2 settembre 2018

IL PERIODO EDO

Geisha e samurai, donne bellissime ed eroi leggendari,

attori kabuki, animali fantastici, mondi visionari e paesaggi

bizzarri sono i protagonisti di questa mostra. Attraverso

una selezione di oltre 200 opere il Mondo Fluttuante

dell’ukiyo-e arriva così a Palazzo Albergati in

un’elegante e raffinata riproduzione degli ambienti del

periodo Edo per rendere omaggio ai maestri indiscussi

dell’ukiyo-e: Hiroshige, Utamaro, Hokusai, Kuniyoshi e

molti altri. La mostra offre un panorama completo sul

periodo Edo con l’esposizione di kimono, maschere, fotografie

e oggetti appartenenti alla vita di tutti i giorni.

Giappone. Storie d’amore e guerra

Palazzo Albergati, Bologna - Fino al 9 settembre 2018

PAROLA E GESTO

Una selezione di opere basate sul

rapporto tra linguaggio verbale e

corpo, fulcro della poetica dell’artista.

La mostra si muove su un doppio

binario, tematico e cronologico:

opere di anni diversi sono raccolte

attorno al polo della parola, e a

quello del gesto.

Ketty La Rocca 80.

Gesture, speech and word

Padiglione d’Arte Contemporanea

Ferrara - Dal 15/04 al 3/06 2018

LA NATURA FOTOGRAFATA

L’anteprima italiana della 53esima edizione del Wildlife Photographer

of the Year, il più importante riconoscimento dedicato

alla fotografia naturalistica promosso dal Natural History

Museum di Londra, presenta le foto vincitrici delle 16 categorie

del premio che ritraggono l’incredibile biodiversità esistente

sul nostro pianeta.

Wildlife Photographer of the Year

Forte di Bard (Aosta) - Fino al 10 giugno 2018

ITA EVENTI 29


Musica

PRINCIPALI CONCERTI DI MUSICA POP ROCK JAZZ IN ITALIA

DIODATO • HARPER • DYLAN • NANNINI • ULTIMO • EMMA

JACK SAVORETTI TORNA IN ITALIA CON UN TOUR NEI TEATRI

LIVE IN VERSIONE ACUSTICA

Stanno andando benissimo le vendite dei biglietti

per l’Acoustic Nights Live, il nuovo tour

acustico di Jack Savoretti che partirà il prossimo

15 aprile dal Teatro Ponchielli di Cremona

e che ha già registrato più di un sold

out. Il progetto nasce dopo il successo di

Sleep No More e di Sleep No More – special

edition (Bmg Rights Management/Warner),

che comprende un secondo disco che contiene,

oltre all’inedito Whiskey Tango, rare

versioni acustiche di brani del repertorio del

cantautore italo-inglese oltre ad emozionanti

registrazioni live ricavate durante gli interminabili

tour in Europa e nel mondo. Da qui l’idea

di un live completamente acustico ambientato

nei migliori teatri della tradizione italiana dove

il cantautore sia circondato dalla bellezza

dell’arte di questi luoghi. Jack Savoretti suonerà

in quintetto con il suo chitarrista Pedro

Vito Vieira De Souza, il suo pianista Nikolaj

Torp Larsen, e, direttamente dalla band di

Paolo Conte, Piergiorgio Rosso, al violino,

e Francesca Gosio, al violoncello.

JACK SAVORETTI ACOUSTIC NIGHTS LIVE

◗ 15/04 Teatro Ponchielli, Cremona

◗ 16 /04 Teatro Dal Verme, Milano;

◗ 18 /04 Teatro Goldoni, Venezia

◗ 19-20-21/04 Teatro dell’Archivolto, Genova

◗ 21 /05 Teatro dell’Opera, Roma

◗ 22 /05 Teatro Manzoni, Bologna

◗ 23 /05 Teatro Alfieri, Torino

25 /05 Teatro Verdi, Firenze

◗ 26 /05 Teatro Regio, Parma

◗ 28/05 Teatro Filarmonico, Verona

ITA EVENTI 31


Musica


ASCOLTATE

LA MIA MUSICA

SONO QUI

E SO FARE IL

MIO MESTIERE

Il nuovo disco di Emma, pubblicato

a gennaio, è un album che ha molte

cose da dire su di lei e sulla sua musica.

Racconta di una cantante cresciuta, che

sa il fatto suo. E che a maggio sarà in

tour nei palasport di Cristiana Zappoli

Emma Marrone,

34 anni a maggio.

A gennaio è uscito il suo

ultimo disco, Essere qui.

Ha partecipato al Festival

di Sanremo due volte

come concorrente e nel

2015 ha affiancato Carlo

Conti alla conduzione

insieme ad Arisa

Foto Kat Irlin


Musica

Il video del brano L’isola, il primo

singolo estratto dall’ultimo album

di Emma, è stato girato a New

York. La cover del singolo ritrae

la cantante fotografata da Kat

Irlin con un look rock e anni ’80

a Madison Square Park

Foto Kat Irlin


È

un album ricco di contenuti.

Un album che gli addetti

ai lavori definiscono maturo,

anche dal punto di vista musicale.

Emma mette la musica al centro,

senza paura, confrontandosi con

suoni dal sapore internazionale e con

un nuovo linguaggio vocale che la

rispecchia totalmente. Se Essere qui

invece che un disco fosse un succo

da bere e si trovasse sugli scaffali del

supermercato invece che nei negozi

di musica avrebbe un’etichetta con

scritto: “Concentrato di Emma al

100%”. È riconoscibile come non

lo era mai stata fino a oggi. «Non ho

fatto questo disco - racconta - per

dimostrare ma per mostrare. Le

cose vanno fatte nel tempo giusto e

con i tempi giusti. Posso dire che durante

questi anni ho accumulato la

giusta esperienza per realizzarlo.

Ogni traccia mi rappresenta, in

ognuna di esse c’è tanto di me anche

se racconto storie di altre persone».

È un album che ha il sapore

dell’affrancamento; l’affrancamento

da una serie di pregiudizi che

nell’ambiente della musica, e dello

spettacolo in genere, spesso sono

duri a morire. La venticinquenne

che aveva vinto la nona edizione di

Amici di Maria de Filippi è cresciuta,

e si sente. «L’immagine che voglio

che emerga da questo lavoro è quella

di una donna che ha lottato per

arrivare fin qui, di una donna che

ha fatto pace con il suo lato femminile

e non ha paura di mostrarlo.

Per anni sono stata vittima di pregiudizi

e ho dovuto lottare per dimostrare

il contrario. Questo album

è il mio modo per dire a tutti che

non sono la classica ragazza bionda

carina e basta ma sono una donna,

una rocker forte che scrive brani e

sa fare il suo mestiere. Il linguaggio

è molto più curato e c’è una ricerca

più minuziosa nei testi. Essere qui

è un titolo che è arrivato tardi

mentre leggevo un libro. Io sono

qui, esisto e sto facendo quello che

mi piace. È un inno alla vita».

Il disco racconta quindi un’artista

più matura rispetto ai dischi

precedenti?

Lo spero! La crescita e l’evoluzione

sono alla base di tutto per me. Ogni

album rappresenta una svolta umana

e personale, come ho sempre detto

non riesco a scindere la persona

dall’artista, quindi sicuramente

ogni album rappresenta il mio

cambiamento interiore, umano,

personale e artistico. Senza il precedente

non ci sarebbe mai stato il

successivo. Se così non fosse ti

mancherebbe una casella. Mi piace

pensare che in ogni progetto io

possa esprimere al meglio le mie

emozioni e raccontare delle bellissime

storie, essere qui significa tutto

per me, essere vivi, prendere a

morsi la vita, avere il privilegio di

essere felici e di fare il mestiere che

ho sempre sognato.

In cosa si sente cambiata?

Mi sento una persona più serena ed

equilibrata ma le mie caratteristiche

principali sono rimaste intatte.

Credo di aver messo nel disco la

parte migliore di me, una parte che

non conoscevo neanche io. Ho

perdonato la parte più fragile di me,

la parte più insicura e ho accettato

questa personalità che viene fuori.

Questo lavoro mi ha guidato lungo

un viaggio introspettivo e ho imparato

a conoscere meglio me stessa.

Il fatto di fermarmi mi ha dato

modo di ascoltarmi, anche perché

sono sempre stata una persona

predisposta ad ascoltare prima gli altri

che me stessa.

Nell’album c’è una canzone, Malelingue,

in cui parla, per esempio,

di come ha imparato ad affrontare

i suoi detrattori. E inizia

con una risata…

Questo mestiere mi ha messo difronte

a delle cose inaspettate e ingiuste,

a volte troppo forti, ma fa

parte anche della crescita, e crescendo

ho imparato a dare meno

peso a delle cose che non necessitano

di tutta questa importanza.

CONCERTI

◗ 16/05 PalaLottomatica,

Roma ◗ 18 /05 Mediolanum

Forum, Assago (Mi)

◗ 19 /05 Pala Alpitour,

Torino ◗ 21 /05 Kioene

Arena, Padova ◗ 23/05

Nelson Mandela Forum,

Firenze ◗ 26 /05 Pal’Art

Hotel, Acireale (Ct)

◗ 28 /05 Pala Partenope,

Napoli

ITA EVENTI 35


Musica

Foto Luisa Carcavale

LA TRACKLIST

DELL’ALBUM

1. L’isola

2. Le ragazze come me

3. Sottovoce

4. Mi parli piano

5. Effetto domino

6. Le cose che penso

7. Portami via da te

8. Luna e l’altra

9. Malelingue

10. Sorrido lo stesso

11. Coraggio

Emma è “definitivamente” diventata

grande?

Spero di no… spero di poter crescere

sempre e di poter imparare ancora

tante cose.

Qual è il sentimento che caratterizza

maggiormente quest’ultimo

disco?

La giusta misura tra la forza e la dolcezza

e un forte senso di gioia e libertà.

L’isola è stato il primo singolo

estratto dall’album.

Sì, ed è stato il motore che mi ha spinta

a lavorare su questo disco. Non ho

voluto tradire questa emozione. Per

quanto la scelta dei singoli sia difficile,

questa volta mi è sembrata quasi una

scelta obbligata. Per me è stata la massima

rivelazione di tutto il disco.

Il disco vanta anche collaborazioni

importanti.

Ne sono molto orgogliosa, hanno collaborato

autori di notevole personalità

e musicisti del calibro di Paul Turner,

Enrico “Ninja” Matta, Lorenzo

Poli, Luca Mattioni, Adriano Viterbini

e Andrea Rigonat.

Cosa sta preparando per il tour di

maggio?

Uno spettacolo a 360 gradi super

emozionale. La preparazione di un

tour è il momento più delicato e incredibile

perché vedo crescere lo

spettacolo giorno per giorno e non

vedo l’ora di svelarlo a tutti. Prima di

salire sul palco mi manca il fiato e mi

tremano le gambe, poi però si accendono

le luci, sento le urla di chi

mi ama da sempre e passa la paura.

Ci saranno novità rispetto agli ultimi

tour che ha fatto?

Ci sono sempre delle novità! Il bello

della musica dal vivo è che puoi davvero

creare di continuo cose nuove.

36 ITA EVENTI


Sorprese?

Ci stiamo lavorando…

Parliamo di uno dei suoi singoli

più recenti: Pedonami in coppia

con Alessandro Cattelan, che avete

cantato nella sua trasmissione E

poi c’è Cattelan. La canterà durante

il tour?

Non lo escludo (ride)! Mi diverte tantissimo,

credo di avere un lato comico

molto spiccato e poi Cattelan

è davvero un genio!

Come è stato per lei l’impatto con

il successo?

Morbido... ho sempre voluto fare la

musicista, non diventare famosa.

Le hanno mai imposto pezzi che

non le piacevano?

No, non è mai successo.

Come sceglie i suoi autori?

Sulla scelta degli autori io ho una tecnica:

quando mi arrivano i brani da

ascoltare non voglio mai sapere il

nome dell’autore, perché non voglio

essere condizionata. Scelgo le canzoni

per quello che riescono a trasmettermi

e soprattutto già in predisposizione

del live.

Secondo lei gli artisti, in considerazione

della loro posizione privilegiata,

hanno il dovere morale di

farsi portavoce di battaglie sociali?

Ognuno deve sentirsi libero di fare

ciò che meglio crede. Non dovrebbero

esserci imposizioni. Chi si fa

portavoce di una causa deve crederci

veramente.

Si sente un esempio per chi la segue?

Molto spesso mi sento dire che

sono un esempio. È una parola che

pesa perché essere un esempio è

una grande responsabilità. Il mio

esempio è sempre stata mia madre,

una donna forte con un gran coraggio.

Le donne oggi hanno più coraggio

rispetto a una volta. Mi piace

quando fanno gruppo e si aiutano

e non mi piace quando non

sono solidali fra loro. Per quanto riguarda

i ragazzi, credo che non ci sia

cosa migliore di parlare agli uomini

delle donne. Serve per dar loro una

chiave di lettura in più.

A tal proposito, è un momento in

cui c’è grande attenzione riguardo

alla condizione delle donne sul

luogo di lavoro, si parla di molestie

e se ne parla tanto soprattutto

in correlazione al mondo dello

spettacolo. Cosa ne pensa?

Fortunatamente non ho mai avuto

esperienze negative, ma rispetto tutte

le donne che hanno il coraggio di

denunciare. Rispetto un po’ meno

chi le giudica senza sapere. Ci vuole

tanto coraggio a tirar fuori un dolore

così grande.

È esigente con se stessa?

Molto, anzi a volte troppo. Ma è

l’unico modo per trovare una strada.

Cosa fa durante il tempo libero?

Provino, scrivo, canto, leggo molti libri,

e viaggio, per aprire sempre

tante finestre sul mondo, per non rimanere

chiusa nel mio mondo. È

bello avere la capacità di distaccarsi

da se stessi, di guardare anche gli altri,

la capacità di guardare a quello

che succede intorno a noi con un occhio

molto più sensibile.

Cosa c’è nell’mp3 di Emma?

Di tutto. Ascoltare fa bene.

È felice?

Sono serena. Ciò significa svegliarmi

la mattina e ringraziare la vita di

tutto, guardarmi allo specchio ed essere

orgogliosa della persona che

vedo riflessa.

E la felicità cos’è invece?

La felicità è un momento sicuramente

effimero, io ho

smesso di cercare la felicità

e ho imparato a cercare

la serenità, che invece

offre un equilibrio diverso.

Ci sono dei momenti

in cui sono felicissima

anch’ io, ma

crescendo ho imparato

a dare più valore

alla serenità che

alla felicità. Fortunatamente

vivo tante

giornate felici, per me essere felice

è anche prendere il carrello e andare

a fare la spesa, trovare il frigo

pieno quando torno a casa. O regalarmi

un tramonto.

Foto Kat Irlin


Musica

QUALCUNO CI MANIPOLA

ATTENZIONE A L’ANTICRISTO

L’ultimo album dei Decibel descrive un’umanità acritica, resa tale da poche persone

che decidono le sorti del mondo. Ma non tutto è ancora perduto, qualcuno prova

a lottare e oppone resistenza con la propria musica di Cristiana Zappoli

’anno scorso un ritorno in grande stile con l’album

Noblesse Oblige, a 40 anni dalla nascita dei

Decibel, formatisi tra i banchi di scuola nel pieno

della diffusione del punk in tutto il mondo: 12 brani

inediti (e tre successi) e un tour che alla fine ha compreso

più di 40 date grazie al successo di pubblico che

ha riscosso. Ma Enrico Ruggeri, Silvio Capeccia e Fulvio

Muzio non si sono fermati lì: quest’anno hanno

pubblicato un altro album di inediti, L’anticristo, sono

andati a Sanremo con il brano Lettera dal Duca, e ad

aprile saranno di nuovo in tour. Il brano che la band

ha presentato a Sanremo, che si è classificato al sedicesimo

posto, immagina l'arrivo di una lettera da parte

di David Bowie, che è da sempre uno dei riferimenti

più importanti del trio milanese.

Qual è l’eredità più importante che Bowie ha lasciato

alla musica?

Al di là delle canzoni, il coraggio. Lettera dal Duca è

una canzone che parla del prendere le distanze e lui è

stato un maestro del prendere le distanze: dal mercato,

dalle mode, avendole anticipate, da se stesso. Dismette

i panni di Ziggy Stardust nel momento in cui

poteva diventare un’icona globale. E poi gli anni del

Duca Bianco… in cinque anni ha vissuto tre vite.

E voi avete la capacità di prendere le distanze?

L’abbiamo sempre avuta, fin da quando ci siamo

presentati a Sanremo nel 1980 in una veste completamente

differente da quello che era l’immagine

del gruppo: allora c’erano gruppi con il

capello cotonato, la camicia a sbuffo e soprattutto

una musica molto melodica e noi arrivavamo

con un’influenza già decisamente british.

E prendiamo le distanze anche adesso da

chi intende la musica come uno sfoggio di gorgheggio

o di bel canto, oppure di strumenti virtuali

ed elettronica. Noi ancora suoniamo dal

vivo come abbiamo sempre fatto.

Dopo 38 anni da Contessa, come è stato tornare a

Sanremo tutti insieme?

Ovviamente divertente perché Sanremo è un carrozzone

molto divertente. Per il resto è anche lo specchio del

Paese: momenti di genio e grandi cialtronerie. Riviverlo

con un’Italia che, naturalmente, in 38 anni è molto

38 ITA EVENTI


Enrico Ruggeri, 60 anni,

Fulvio Muzio, 61 anni,

e Silvio Capeccia, 60 anni,

hanno fondato i Decibel

nel 1977: tutti e tre milanesi,

i primi due erano compagni

di classe al liceo classico

Berchet, il terzo studiava

al vicino liceo

scientifico Einstein


Musica

CONCERTI

◗ 13/04 Teatro La

Fenice, Senigallia (An)

◗ 14/04 Teatro

Colosseo, Torino

◗ 21/04 Piazza

Garibaldi, Castel

del Piano (Gr)

◗ 26/04 Teatro Verdi,

Pisa ◗ 28/04 Casinò

Roof, Sanremo (Im)

◗ 05/05 Teatro

Comunale, Vicenza

◗ 15/05 Parco

della Musica, Roma

◗ 20/05 Teatro

Nazionale, Milano

cambiata è stata una bella esperienza.

C’è stata molta emozione quando siamo

saliti sul palco con Midge Ure, il frontman

degli Ultravox, un’icona della musica

new wave e rock. Per il resto, dopo

la tournée dell’anno scorso con oltre quaranta

date, non ci faceva certo paura il

palco di Sanremo. È un fantastico passaggio

televisivo molto ben organizzato

ma le gambe tremano molto di più

quando facciamo un nostro concerto

che non Sanremo. Certo con Midge Ure

la questione era diversa, siamo stati sul

palco con qualcuno che abbiamo visto

più volte da sotto il palco.

Il vostro tour dell’anno scorso ha

avuto un notevole successo.

È un progetto che è cresciuto in corso

d’opera, perché eravamo partiti per fare

un disco in poche copie, a tiratura limitata,

in vinile. Poi dal disco è arrivato

il cofanetto, poi i passaggi televisivi, poi

il tour che doveva comprendere poche

date e sono diventate più di quaranta…

la situazione è diventata importante con

il passare del tempo davanti ai nostri occhi

e non ce ne siamo neppure accorti!

Dal quel tour al nuovo album è passato

pochissimo tempo. Lo stavate

già preparando da un po’?

Già durante l’estate scorsa mentre eravamo

in viaggio ci confrontavamo sui

nuovi pezzi e insieme alla band, perché

noi siamo tre ma sul palco andiamo in

sei, abbiamo iniziato a suonarli. Proprio

come facevamo una volta, con l’unica

differenza che una volta li provavamo in

cantina adesso possiamo suonarli in studio.

A un certo punto abbiamo pensato

che fossero pronti per essere registrati e

così abbiamo fatto. Registriamo molto

velocemente perché non abbiamo sovrapposizioni,

in sala noi registriamo

esattamente come suoniamo dal vivo.

Nell’album parlate di un’umanità che

è diventata acritica.

40 ITA EVENTI


Non lo siamo diventati, ci hanno fatto

diventare acritici. L’anticristo nasce da

un’idea a cui crediamo tutti e tre, ovvero

che ci siano da qualche parte nel mondo

una decina di persone che si trovano e

decidono chi mettere nelle posizioni di

potere, quando e dove fare le guerre,

ecc. Noi chiamiamo questo “protocollo

operativo” l’anticristo. L’immagine di

copertina, ovvero noi tre con gli occhi da

serpente, rappresenta proprio questa

crew di persone che decide il destino del

mondo. Anche sulla cultura la manovra

è evidente: meno la gente ragiona e meglio

è per quella decina di persone. Il

messaggio che serpeggia in tutto questo

concept album è che la realtà è diversa

da quella che appare e quindi bisogna

provare ad andare in profondità e non limitarsi

alla superficie delle cose.

Come possiamo fare a “salvarci”?

Ci sono piccoli focolai di resistenza, noi

crediamo di essere uno di questi, proponendo

la nostra visione del mondo e

il nostro modo di suonare. La speranza

è che le persone seguano queste scintille

di resistenza. Negli anni 60 o 70 i cantanti

fermavano la guerra, basti pensare

a cosa ha fatto George Harrison per il

Bangladesh. Adesso i cantanti a livello

globale sono nulla.

Gli artisti, quindi, hanno una grande

responsabilità nei confronti del

mondo?

Dovrebbero averla, è sempre stato così.

Noi ce la sentiamo.

Cosa devono aspettarsi i fan dal

nuovo tour in partenza ad aprile?

Musica. Vera. Niente monitor, niente

effetti speciali, niente computer. Oggi la

gente va a vedere concerti in cui il lavoro

lo fa un computer e le persone su un

palco mimano la canzone, e i giornalisti

li recensiscono senza dirlo. Secondo noi

i giornalisti dovrebbero scriverlo, poi

magari lo spettacolo è comunque bellissimo,

però le cose vanno dette. È come

quando si va al ristorante a mangiare il

pesce e il pesce è surgelato, magari è

buonissimo ma bisogna dire che è surgelato.

Non c’è niente di male, ma è

giusto spiegare alle persone quello che

andranno a vedere. Spesso in occasione

dei nostri concerti i più giovani ci dicono

che suoniamo in maniera strana… in realtà

stiamo solo suonando veramente!

Ci saranno ospiti?

Fino a ora abbiamo invitato sul palco

solo persone che hanno avuto una rilevanza

per la nostra storia e per i nostri

fan. Adesso c’è una sorta di “balletto”

per il quale tutti chiamano tutti a cantare

e suonare reciprocamente nei propri

concerti, questi per noi non sono ospiti.

Gli ospiti sono tali se hanno del senso.

Non ci interessano le ospitate per vendere

dei biglietti in più.

In basso, i Decibel

sul palco del Festival

di Sanremo insieme

allo scozzese James

Midge Ure con cui

hanno suonato nella

serata dedicata

ai duetti

L’ULTIMO ALBUM

Nella copertina de L’anticristo Silvio Capeccia, Fulvio Muzio ed Enrico

Ruggeri appaiono come tre manager in un futuro apocalittico: hanno gli

occhi da rettile e l’aria di chi sta manovrando occultamente i destini dell’umanità.

L’album è disponibile in versione CD e doppio LP. La versione

doppio LP contiene le due bonus track Londra ed Elephant Man. È disponibile

anche, in esclusiva per Amazon.it, il vinile 7’’ 45 giri di Lettera dal

Duca (il cui video è stato girato a Berlino con la regia di Giacomo Triglia).

ITA EVENTI 41


Musica

UN RITORNO

ALLE ORIGINI

MOLTO ROCK

Con la partecipazione a Sanremo

Red Canzian ha inaugurato la sua

nuova stagione da solista dopo

una vita passata insieme ai Pooh.

E dal 4 maggio partirà il suo tour

di Cristiana Zappoli

l tempo è una marea che ci trascina

via, ma se impariamo a remare

potremmo in qualche modo esserne

complici e sopravvivere partecipando

agli eventi». Red Canzian parla

così del trascorre del tempo, il tema

centrale del suo ultimo album, il primo

post Pooh, il primo da solo. «Nell’album

- prosegue - si trattano tanti argomenti

e si raccontano tante storie,

senza nostalgia e spesso con evidente criticità.

Il passato vale in quanto specchio

di quello che abbiamo fatto ma dobbiamo

renderci conto che è ‘passato’.

Dobbiamo essere pronti a meravigliarci

ancora, e essere coscienti di

quello che riusciamo a dare: a volte il

peggio, a volte il meglio di noi». L’album

Testimone del tempo contiene tredici

brani tra cui quello che Red Canzian

ha portato a Sanremo quest’anno,

Ognuno ha il suo racconto: «Ci ho

messo circa un anno per scrivere e registrare

questo album, - racconta - ma

è probabilmente occorsa tutta una

vita per “ricomporlo” dentro di me. In

ogni brano c’è infatti una qualche

traccia della musica che ho amato e che

mi ha fatto decidere, ancora ragazzo,

che questa sarebbe stata la mia vita».

L’album contiene canzoni scritte da

nomi eccellenti.

Ho avuto la fortuna di essere stato “viziato”

nella mia vita da parolieri del calibro

di Valerio Negrini, che se n’è an-

Foto Alessandro Carlozzo

42 ITA EVENTI


dato un po’ troppo presto, o di Stefano

D’Orazio, e non posso proprio cantare

cose che non mi arrivano al cuore,

che non assomigliano alla mia musica.

E così ho chiamato in aiuto amici

fantastici come Enrico Ruggeri,

Ivano Fossati, Renato Zero, Ermal

Meta, Fabio Ilacqua, Vincenzo Incenzo,

Miki Porru e Gabriele Cannarozzo,

a vestire le mie note.

In maggio sarà in tour nei teatri italiani.

Cosa aspettarsi dal suo primo

tour da solista?

Sto lavorando a questo spettacolo da

tanto... voglio fare una cosa mai fatta

prima: il racconto della grande musica

che ha cambiato il mondo, i modi

e le mode, dagli anni ’50 ad oggi. Canterò

canzoni di Elvis Presley, dei Beatles,

dei grandi cantautori italiani come

Tenco e Paoli, di Bob Dylan. Tratterò

la canzone di protesta americana e quella

nostrana: noi qui non avevamo il

Vietnam ma c’erano gli attentati terroristici

al Brennero, dove morirono

molti nostri militari, e i Pooh scrissero

un brano che fu censurato e

parlava proprio di questo: Brennero

’66. E poi racconto la Swinging

London, che ho vissuto di persona,

Piccadilly Circus, Carnaby

Street, la grande invenzione

di Mary Quant,

la minigonna, e la musica,

con la quale speravamo di

cambiare il mondo; la

nostra pacifica rivoluzione,

quella del “fate

l’amore non fate la guerra”,

e in un brano che

condivido in duetto col

grande Aldo Tagliapietra, cantante

storico delle Orme, raccontiamo

che qualcosa si è perso, ma

qualcosa è rimasto, di quel tempo.

Ma suonerò anche la musica

rock progressiva, dai Pink

Floyd in poi, e non mancherà

la musica che ho fatto e scritto

con i Pooh, dei quali farò

alcuni brani che possono essere

reinterpretati nel più

completo rispetto della storia.

Il tutto, oltre alla musica, raccontato

a parole e a immagini:

ci sarà un “film” di oltre due ore a

supporto della narrazione, delle canzoni.

Il pubblico conoscerà un Red Canzian

diverso da quello che conosce?

Già a Sanremo tutti mi dicevano che

non mi avevano mai sentito cantare in

modo così preciso e potente... colpa

mia, forse, che non ho mai forzato per

mettermi in luce? Per me una band ha

regole precise che io, di sicuro, ho rispettato,

senza sgomitare.

Un Red Canzian più rock?

Quando riparti per un nuovo viaggio

metti nella valigia le cose care, una foto

di tuo padre, di tua moglie e dei tuoi figli,

il libro che ami rileggere. Porto le cose

della mia vita e la musica che mi ha formato:

prima di entrare nei Pooh era sicuramente

la musica rock, per cui,

inevitabilmente, nel mio nuovo lavoro

si trovano tracce evidenti di questo modo

di suonare e di intendere la vita. Poi,

sempre lontani dalla voglia di etichettare

le emozioni, ritroverete me, quello

di sempre, quello che ha voglia di vita

e di saltare sul palco, solo un po’ più libero

di decidere e di sbagliare da solo.

A proposito di questo, come si sta

sul palcoscenico da soli?

Più larghi! Scherzi a parte, il palco l’ho

sempre amato e mai temuto, colpito

fin da piccolo dalla sindrome del

“clown”. A sette anni, a Jesolo, la sera

salivo su una sedia impagliata, nella

strada più trafficata dai turisti, e cantavo

Con 24.000 baci per farmi applaudire.

E poi sono così meticoloso

che dubbi e paure me li tolgo prima,

studiando, preparandomi.

Lei ha cominciato con Sanremo una

nuova carriera da solista. Cosa si

aspetta da questa nuova avventura?

Innanzitutto vorrei far sapere a tutti che

non sono solo un musicista ma anche

un autore, un cantante, uno che ama

raccontare e quando lo fa, lo fa col cuore.

E poi spero che tutto l’amore che

nella mia vita ho dedicato alla musica,

continui a essere un bisogno preponderante

per me.

Ha definito la fine della carriera dei

Pooh “una benedizione”. In che

senso lo è stata?

Una benedizione del cielo è stata la saggezza

che ha illuminato la nostra scel-

IL DISCO

È disponibile nei

negozi tradizionali

il 45 giri dell’album,

contenente una

speciale ed esclusiva

versione con

orchestra, disponibile

solo su vinile, del

brano sanremese

e, sul lato B, Presto,

tardi, forse, mai.

Un’edizione limitata

e numerata a 1000

copie contenente

un originale vinile

di colore azzurro.

Red Canzian insieme

ai Pooh firma alcuni

dei più grandi successi

che hanno segnato

intere generazioni

e nel 2016 è tra i

protagonisti della

reunion per celebrare

i 50 anni di storia

della band

ITA EVENTI 43


Musica

Red Canzian,

66 anni, inizia la sua

carriera musicale

con la band rock

prog Capsicum Red,

in cui milita per tre

anni, fino a quando,

nel 1973, non

si unisce ai Pooh

come bassista


ta. Difficilmente un artista trova il coraggio

per scendere dal palco. A noi

il destino qualche indicazione che forse

stava arrivando il momento per farlo,

ahimè, ce l’aveva data: facendo prima

decidere a Stefano di lasciare la

band e poi portandosi via il nostro

poeta, Velerio Negrini. E un tavolo

con quattro gambe, nonostante una

quinta di riserva, se rimane con tre rischia

di traballare, o peggio, di cadere,

cambiano gli equilibri e cambia la visione

del futuro. E poi la nostra storia,

tanto unica e irripetibile, meritava

un gran finale, non un lento spegnimento.

I Pooh sono stati il progetto

più importante della mia vita e ho

passato con i miei amici e compagni

di viaggio molto più tempo di quello

passato con la mia famiglia.

Il tempo che è passato dalla fine dell’esperienza

con i Pooh e Sanremo

le è servito?

Ho voluto lasciare un anno di “fermo

musica”, per rispetto, e perché penso

che “non puoi separarti dalla moglie

e risposarti la settimana dopo con

un’altra”. C’è un tempo per tutte le

cose. E così mi sono dedicato a un’altra

grande passione mia, la scrittura.

Ho scritto un libro, il quarto, e questa

volta l’ho condiviso con mia figlia

Chiara. Sano vegano italiano parla di

etica vegana, informa su tante cose che

non ci sono mai state dette o ci sono

state raccontate in modo fasullo, e poi

Chiara presenta cinquanta buonissime

ricette da lei create, tutte rigorosamente

veg. È stato un grande successo

editoriale e di pubblico, per presentarlo

abbiamo organizzato oltre 40

cene in giro per l’Italia, con una media

di cento persone a sera e tutti sono

“felicemente sopravvissuti”, anzi, molti

si sono convinti al cambiamento.

È un vegano di quelli integralisti?

Ogni tipo di integralismo allontana la

gente saggia e convince solo i deboli o

gli idioti. Io credo nel libero pensiero

e quindi nelle libere scelte, mi limito

a raccontare, con gentilezza, una mia

esperienza, poi ognuno trarrà le

proprie conclusioni.

Ha già scritto quattro

libri. Scrivere le piace

quindi.

Mi piace molto perché mi ritrovo, mi

riconosco, e i pensieri e le parole fluiscono

veloci, liberi, come se qualcuno

me li stesse dettando. E poi con la

scrittura, mentre correggo una frase,

miglioro anche il mio modo di propormi,

domandandomi spesso: cosa

penserei di qualcuno che scrive una

cosa così?

Ha scritto anche dei manuali riguardanti

i Bonsai. Com’è nata

questa passione?

Per caso, leggendo un libretto comprato

in un autogrill, ma credo che

questa passione fosse lì da tempo, a covare,

e aspettasse solo che me ne accorgessi.

Tanto che, come sempre

quando inizio con un nuovo interesse,

mi ci sono buttato a capofitto, sono

stato un mese in Giappone per studiare

quest’arte con i grandi maestri

come Saburo Kato e Masayko Kymura.

Al ritorno ho scritto un libro,

Magia dell’albero, e tuttora ho un centinaio

di piante a casa, tutte “impostate”

da me.

Qual è stato il momento più importante

della sua carriera?

Se parliamo di momenti pubblici

citerei il mio ingresso nei Pooh, nel

’73, la vittoria di Sanremo nel ‘90 o

i concerti della Reunion, nel 2016,

con mezzo milione di persone che si

sono unite in un meraviglioso e caldo

abbraccio. Se devo cercare in

qualche angolo nascosto e intimo del

mio cuore, ricordo attimi commoventi,

di quelli che davvero ti spezzano

la voce e non riesci a cantare, in occasione

di un nostro concerto a Lourdes,

per i malati.

Nel 2015 ha avuto un aneurisma

dell’aorta: quell’esperienza l’ha

cambiata?

Come sempre apprezzi di più quello

che improvvisamente stai perdendo,

o hai rischiato di perdere. Ma io sono

un grande fan della vita e l’ho comunque

sempre apprezzata, diciamo

che un pit-stop di questo tipo ti

porta a riconsiderare il tempo, il suo

valore, e impari a gustarne ogni sfumatura.

E a diventare “testimone del

tempo”, proprio perché lo hai vissuto

fino in fondo e, almeno per ora,

l’hai anche vinto!

CONCERTI

◗ 4/05 Gran Teatro Geox,

Padova ◗ 5/05 Gran Teatro

Morato, Brescia ◗ 7/05

Teatro Nuovo Giovanni

da Udine, Udine ◗ 9/05

Teatro Creberg, Bergamo

◗ 12/05 Teatro Colosseo,

Torino ◗ 13/05 Teatro

Openjobmetis, Varese

◗ 16/05 Teatro Augusteo,

Napoli ◗ 18/05 Teatro

Verdi, Firenze ◗ 19/05

Teatro Lyrick, Assisi

◗ 20/05 Auditorium Parco

della Musica, Roma

◗ 22/05 Teatro Metropolitan,

Catania ◗ 23/05 Teatro

Golden, Palermo

25/05 Teatro Team, Bari

◗ 27/05 Teatro degli

Arcimboldi, Milano

ITA EVENTI 45


Musica

Foto Magliocchetti

Foto Flavio&Frank

Luca Barbarossa

ANIMO ROMANO

Roma è de tutti è il tour teatrale di Luca Barbarossa,

un progetto che segna uno scarto rispetto ai precedenti,

da cui si differenzia perché in questo caso

Barbarossa propone, oltre al suo repertorio storico,

anche il nuovo lavoro discografico in romano, uscito

il 9 febbraio 2018. Questo disco, interamente

scritto da lui stesso, è un lavoro artigianale nel quale

il romano suona come la lingua che si parla e si

ascolta per le strade della capitale: una pigrizia mentale,

un italiano sporcato da accento locale, una parlata

e un orizzonte sociale e umano che ritraggono

una città che è soprattutto uno stato d’animo.

CONCERTI

◗ 7/04 Teatro La Perla, Montegranaro (Fm)

◗ 10/04 Teatro Colosseo, Torino

◗ 19/04 Teatro Comunale, Belluno

◗ 20/04 Teatro Puccini, Firenze

Diodato

DI NUOVO IN TOUR

Dopo il successo al Festival di Sanremo in coppia

con Roy Paci (con il brano Adesso), Diodato è ripartito

in tour per l’Italia e l’Europa con il proprio

progetto solista e la sua band (una produzione Godzilla

market). Ripartirà in primavera, per andare

avanti tutta l’estate sia in Italia che all’estero, il Valelapena

Tour, il live del progetto Roy Paci & Aretuska.

Tanti gli attestati di stima da parte di giornalisti

e addetti ai lavori che hanno acclamato Adesso

come una delle canzoni più belle e interessanti

del Festival, proclamandolo ad unisono come brano

rivelazione del Festival di Sanremo 2018: in un

presente distratto Adesso si pone come un carpe diem

moderno da ripetere a se stessi.

CONCERTI ◗ 06/04 New Age, Roncade (Tv) ◗ 07/04 Monk,

Roma ◗ 13/04 Eremo Club, Molfetta (Ba) ◗ 14/04 Camera

Club, Matera ◗ 27/04 Smav, S. Maria a Vico (Ce)

IL DUO PIÙ ATTESO

Saranno due i concerti in Italia di Ben Harper & Charlie

Musselwhite. I due artisti, vincitori del Grammy-Award,

hanno collaborato in un nuovo disco, No Mercy in This

Land, uscito il 30 marzo 2018 (www.NoMercyInThis-

Land.com). L’album segna l’atteso ritorno dell’inedito

duo dopo la pubblicazione del disco Get Up! nel

2013, che aveva debuttato alla posizione #1 della

Billboard Blues Albums Chart e vinto 1 Grammy

Award nel 2014 per il miglior album blues.

CONCERTI ◗ 23-24/04 Fabrique, Milano

Foto Dan Monick

46 ITA EVENTI


ROCK NEI PALASPORT

Amore gigante è il diciottesimo album di inediti di Gianna

Nannini. Uscito per Sony Music, contiene i singoli “Fenomenale”,

che al debutto è balzato subito al primo posto della classifica

Earone, e “Cinema” altro successo che ha riportato la

Nannini alla sua dimensione di unica cantautrice rock italiana

famosa in tutta Europa. Dopo il successo delle quattro anteprime

sold out dello scorso dicembre, Gianna Nannini è partita

il 10 marzo dalla Germania con Fenomenale - Il tour, che è approdato

il 29 marzo nei palasport italiani.

CONCERTI ◗ 6/04 Zoppas Arena, Conegliano (Tv) ◗ 7/04 Kioene

Arena, Padova ◗ 10/04 Pala Lottomatica, Roma ◗ 11/04 Modigliani

Forum, Livorno ◗ 13/04 Mediolanum Forum, Assago (Mi) ◗ 14/04 Pala

Alpitour, Torino ◗ 18/04 Pala Florio, Bari ◗ 19/04 Pala Sele, Eboli (Sa)

◗ 21/04 Pal’Art Hotel, Acireale (Ct)

Foto Simone Di Luca

Negrita

DALLA CALIFORNIA

Desert Yacht Club è il loro decimo album in studio

e contiene undici tracce inedite, scritte e composte

dai Negrita e prodotte da Fabrizio Barbacci. Il titolo

non è un semplice nome, ma un vero e proprio

omaggio a un luogo d’ispirazione: l’omonima oasi

creativa fondata da Alessandro Giuliano nel deserto

di Joshua Tree in California. «Ebbene sì, ancora una

volta, la California», raccontano. «Per molti versi, molto

dell’immaginario con cui ci siamo presentati al

mondo più di vent’anni fa era iniziato proprio da lì,

per poi trasformarsi in un rapporto che, tra arrivederci

e clamorosi ritorni, ci aveva tenuti sempre legati

a quei luoghi così densi di mitologia. Sapete come

funzionano queste cose, certi amori non finiscono

mai». Da ottobre la band sarà in tour nei palasport.

CONCERTI

◗ 10/04 Unipol Arena, Bologna

◗ 12/04 PalaLottomatica, Roma

◗ 14/04 Mediolanum Forum, Milano

RITORNO DI UN MITO

Torna nel nostro paese Bob Dylan, che mancava

dai palcoscenici Italiani dal 2015. Tre anni

densi di avvenimenti per il cantautore americano

che lo hanno visto pubblicare 3 album (Fallen

Angels nel 2016, Triplicate e l’appena uscito

Trouble No More nel 2017), essere insignito

della Medal of Freedom da Obama e soprattutto

aggiudicarsi il Premio Nobel per la Letteratura

nel 2016, onore mai conferito prima a un musicista.

Gli ultimi sette studio album di Dylan sono

stati universalmente riconosciuti come alcuni tra

i migliori della sua gloriosa carriera, e hanno toccato

nuove e ulteriori vette di successo commerciale

e di critica. Time Out Of Mind del 1997,

disco di platino, gli è valso numerosi

Grammy, tra cui quello per Album

“Of The Year”, mentre

Love And Theft, anch’esso

disco di platino,

ha ottenuto numerose

candidature

ai Grammy e una

statuetta nella categoria

Best Contemporary

Folk Album.

Bob Dylan ha venduto

oltre 125 milioni di

dischi nel mondo.

CONCERTI

◗ 3-4-5/04 Auditorium della

Musica, Roma ◗ 7/04

Mandela Forum,

Firenze ◗ 8/04

Palabam, Mantova

◗ 9/04 Teatro

degli Arcimboldi,

Milano


Musica

SUL PALCO SENZA INCERTEZZE

Ventiduenne romano che mescola canzone d’autore e hip-hop e ama

definirsi Cantautorap, si è aggiudicato la categoria Nuove Proposte

a Sanremo 2018 con la canzone Il ballo delle incertezze. A maggio 2017,

con grande successo di pubblico e critica, Niccolò Moriconi, in arte

Ultimo, ha aperto il concerto di Fabrizio Moro al PalaLottomatica

di Roma. Tornerà a esibirsi live a maggio.

CONCERTI ◗ 4/05 Estragon, Bologna ◗ 5/05 Gran Teatro Geox, Padova

◗ 8/05 Teatro della Concordia, Venaria Reale (To) ◗ 11/05 Fabrique, Milano

◗ 12-13/05 Atlantico, Roma ◗ 17/05 Demodè Club, Bari ◗ 18/05 Casa della

Musica, Napoli ◗ 20/05 Afterlife, Perugia ◗ 25/05 Obihall, Firenze

DA SANREMO AI CLUB

Mirkoeilcane, in gara per la 68 a edizione

del Festival di Sanremo nella categoria Nuove

Proposte con il brano Stiamo tutti bene, ha raggiunto

il secondo posto vincendo anche il Premio

della Critica “Mia Martini”. Sarà in tour

a maggio nei club italiani.

CONCERTI ◗ 4/05 Santeria Social Club, Milano

◗ 10/05 Teatro Quirinetta, Roma ◗ 11/05 Magazzini

fermi, Aversa (Ce) ◗ 18/05 Hiroshima Mon Amour,

Torino ◗ 25/05 Locomotiv Club, Bologna

IL TOUR DI ADDIO

Elio e le Storie Tese sono pronti a concludere

la loro carriera in grande stile, dopo 38

anni di successi, hit radiofoniche provocatorie

e tour imprevedibili. Alla domanda «Vi sciogliete

veramente?» gli EelST annuiscono e dichiarano

che non ci hanno ripensato neppure

dopo la grande dimostrazione di affetto e interesse

nei loro confronti suscitata dalla notizia

del loro scioglimento. Hanno davvero deciso

di sciogliersi. Dopo aver “raggiunto” il

tanto agognato (da loro) ultimo posto al Festival

di Sanremo con il brano Arrivedorci, il 20

aprile partirà il tour di addio, «che sarà però

“a scadenza”: - dicono - da consumarsi entro

e non oltre il 30 giugno 2018».

ATMOSFERE ANNI 80/90

Un grande ritorno, atteso per più di un decennio,

per uno dei gruppi della scena anni 80/90 più

amati dal pubblico Italiano. I Tears for

Fears hanno sempre avuto un rapporto

speciale con il nostro paese che hanno

conquistato con hits storiche come

Shout o Everybody Wants to Rule

The World. Ed è proprio Rule The

World il titolo sia del greatest hits

che del tour che riporterà Roland

Orzabal (voce, chitarra, tastiera)

e Curt Smith (voce, basso e

tastiera) sul palco milanese

per il loro unico appuntamento

Italiano.

CONCERTO ◗ 23/05 Mediolanum

Forum, Assago (Mi)

CONCERTI

◗ 20/04 Pala George, Montichiari (BS) ◗ 21/04

Kioene Arena, Padova ◗ 23/04 Mediolanum Forum,

Milano ◗ 1/05 Arena, Verona ◗ 3/05 Pala Alpitour,

Torino ◗ 5/05 Nelson Mandela Forum, Firenze

◗ 8/05 RDS Stadium, Genova ◗ 10/05 Unipol

Arena, Bologna ◗ 12/05 PalaLottomatica, Roma

◗ 14/05 Palapartenope, Napoli ◗ 17/05 Pal’Art

Hotel, Acireale (Ct) ◗ 19/05 Pala Florio, Bari

◗ 23/05 RDS Stadium, Rimini ◗ 25/05 Zoppas

Arena, Conegliano (Tv)

Foto Pigi Cipelli


Foto Chiara Mirelli

Foto Luisa Carcavale

Le Vibrazioni

DI NUOVO LIVE

Dopo la partecipazione al 68° Festival della Canzone

Italiana di Sanremo con il brano Così sbagliato, che

è subito balzato in vetta alle classifiche radiofoniche,

e la pubblicazione lo scorso 9 febbraio del quinto

album di inediti “V” (distribuito da Artist First), Le

Vibrazioni tornano a esibirsi dal vivo con una nuova

avventura live nei più importanti club di tutta Italia.

Sul palco, la band multiplatino salirà nella sua

formazione originale: Francesco Sarcina alla voce e

alla chitarra, Stefano Verderi alla chitarra e alla tastiera,

Marco Castellani al basso e Alessandro

Deidda alla batteria. I nuovi concerti saranno l’occasione

per ascoltare Così sbagliato e gli altri brani

estratti da “V”, oltre ai grandi successi che hanno

scalato le classifiche e fatto la storia del gruppo.

CONCERTI ◗ 5/04 Casa della Musica, Napoli ◗ 6/04 Demodè

Club, Bari ◗ 12/04 Teatro Mandanici, Barcellona Pozzo

di Gotto (Me) ◗ 13/04 Teatro Golden, Palermo ◗ 14/04 Land,

Catania ◗ 19/04 Auditorium Flog, Firenze ◗ 20/04 Phenomenon,

Novara ◗ 24/04 Live Club, Trezzo sull’Adda (Mi)

Annalisa

IN ATTESA DEL TOUR

Bye Bye è il nuovo album di inediti di Annalisa in cui

la cantautrice e interprete si mostra in una veste nuova,

con sonorità e temi originali. Annalisa è arrivata

terza al Festival di Sanremo con il singolo Il mondo

prima di te scritto da lei con Davide Simonetta e

Alessandro Raina. A maggio Annalisa sarà in concerto

con due anteprime live del suo “Bye Bye live”.

Prima di Sanremo il primo singolo estratto dal nuovo

album, “Direzione la vita”, aveva debuttato al n.1

di iTunes raggiungendo la certificazione oro per le

vendite, posizionandosi tra i brani più trasmessi dalle

radio italiane e il cui video ha superato 12 milioni

di visualizzazioni. Prima ancora, “Tutto per una

ragione”, il brano con Benji & Fede di cui è autrice,

ha dominato le classifiche della scorsa estate (certificato

Doppio Disco di Platino per le vendite e oltre

52 milioni di visualizzazioni per il video).

CONCERTI ◗ 10/05 Atlantico Live, Roma

◗ 14/05 Alcatraz, Milano

I CONCERTI PER IL NUOVO ALBUM

Il 2 maggio prossimo partirà Dediche e manie tour 2018, la nuova tournée di Biagio

Antonacci che prende il nome dal suo ultimo album di inediti uscito su etichetta Iris

distribuito da Sony Music e che si concluderà a Bologna. «È per me una grande gioia

- ha detto - terminare il tour con un gran finale proprio nella città dove abito, non

sarà un semplice live ma una bella festa».

CONCERTI ◗ 2/05 Pal’Art Hotel, Acireale ◗ 4/05 Pala Florio, Bari

◗ 7/05 Pala Partenope, Napoli ◗ 9-10/05 Mediolanum Forum, Milano

◗ 12/05 Pala George, Montichiari (Bs) ◗ 13/05 Zoppas Arena, Conegliano (Tv)

◗ 23 e 25/05 PalaLottomatica, Roma ◗ 26/05 Unipol Arena, Bologna


Jazz

CHITARRA E PERCUSSIONI

Raul Midón, originario del Nuovo

Messico, è un cantautore nella cui chitarra

si cela un’intera orchestra, un vero “avventuriero”

della sei corde (nonché delle percussioni).

Le sue canzoni, tra soul, folk, funky

cubano, jazz e un retroterra latineggiante, sono

fonte di inesauribili sorprese, contagiose, estroverse.

Midón fa parte del cartellone del Ravenna

Jazz 2018 (dal 4 al 3 maggio), che giunge al

traguardo della quarantacinquesima edizione,

un record nel panorama dei festival jazz italiani.

CONCERTO ◗ 11/05 Cisim, Lido Adriano (Ra)

RITMO ARGENTINO

Veneto Jazz firma al Teatro La Fenice di Venezia

la seconda edizione di Jazz&, rassegna di

concerti che mette in scena le diverse declinazioni

della ricerca jazzistica, con apertura ai

più innovativi linguaggi della contemporaneità.

In programma ad aprile Aca Seca

Trio, che rappresenta la rinascita e l’evoluzione

della musica argentina. Fin dall’esordio

nel 1998 i tre musicisti hanno catturato l’attenzione

del pubblico come una vera e propria

novità nella scena musicale nazionale,

anche con singole carriere musicali.

CONCERTO ◗ 14/04 Teatro La Fenice, Venezia

UNA BAND ECLETTICA ED ENERGICA

Poche band mettono insieme tante esperienze ed elementi

diversi come In Orbit. Una band eclettica che spazia

in vari mondi musicali, attraversando il jazz e la musica

improvvisata liberamente attraverso molti stili.

La musica è energica, fantasiosa e potente, basata

sulla passione per i grandi grooves espressi

con spirito profondo e grande musicalità. Jeff

Coffin è un sassofonista impegnatissimo a

Nashville, ha composto e pubblicato album per

molti anni con i suoi Mu’tet.

CONCERTO ◗ 13/04 Auditorium della Musica, Roma


GALWAY • BAXIU • PAGLIARI • WHUN CHUNG • PALADINGRANDI INTERPRETI: MUSICA DA CAMERA, CLASSICA, OPERA

Classica

A BOLOGNA TORNA YUJA WANG, ARTISTA DEL 2017 PER MUSICAL AMERICA

LA FILARMONICA DI ROTTERDAM

Il canadese Yannick Nézet-Séguin è considerato

negli Stati Uniti la rivelazione della nuova direzione

d’orchestra. È il direttore musicale dell’Orchestra

di Filadelfia e della Filarmonica di Rotterdam,

una delle più autorevoli compagini europee.

Nézet-Séguin possiede un’eccezionale duttilità interpretativa;

conosce lo stile classico come l’ardore

romantico, rigore e passione in lui coesistono.

La cinese Yuja Wang offre un Rachmaninov

traslucido e quasi astratto. Claudio Abbado la

presentò esordiente a Bologna con l’Orchestra

Mozart. Oggi è tra le pianiste più affermate in Europa

e negli Stati Uniti. Tra le esibizioni più recenti

si distinguono concerti con la Filarmonica di San

Pietroburgo, la New York Philharmonic Orchestra,

i Münchner Philharmoniker e la Chamber Orchestra

of Europe, numerosi recital nelle sale più prestigiose

del mondo e concerti cameristici con il

violinista Leonidas Kavakos. Molto amata anche

dal pubblico più giovane, nel 2017 Yuja Wang è

stata nominata “Artista dell'Anno” da Musical

America. Fondata nel 1918, la Filarmonica di Rotterdam

è oggi una delle orchestre europee di

maggior prestigio. A partire dagli anni Trenta, con

il suo direttore principale Eduard Flipse, si è affermata

come una delle più importanti compagini

sinfoniche dei Paesi Bassi e negli anni Settanta,

sotto la guida di Jean Fournet ed Edo de Waart,

guadagna notorietà a livello internazionale. Cospicua

la produzione discografica, con registrazioni

effettuate per etichette come EMI, Virgin

Classics e Deutsche Grammophon.

ROTTERDAM PHILHARMONIC ORCHESTRA

◗ 24 aprile 2018, Teatro Manzoni, Bologna

Yannick Nézet-Séguin (direttore), Yuja Wang (pianoforte)

Franz Joseph Haydn Sinfonia n. 49 in fa minore

Hob. I:49 “La Passione”

Sergej Rachmaninov Concerto n. 4 in sol minore

op. 40 per pianoforte e orchestra

Pëtr Il’ič Čajkovskij Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36

ITA EVENTI 53


Classica

SETTECENTO E OTTOCENTO

Da non perdere i prossimi tre appuntamenti del programma dell’associazione

milanese Arteviva. Si alterneranno sul palco l’Orchestra Sinfonica di Sanremo,

Sir James Galway insieme a sua moglie, e l’Orchestra da Camera Arteviva

a stagione primaverile dell’associazione

musicale Arteviva ha preso

il via, nella splendida cornice di

Santa Maria delle Grazie a Milano, a marzo,

con il primo dei quattro concerti di

grande respiro che ripercorrono la tradizione

musicale del Settecento e Ottocento,

tra barocco, classicismo, primo e

tardo romanticismo. In occasione dei

prossimi tre appuntamenti (tra aprile e

giugno) si alterneranno sul palcoscenico

l’Orchestra da Camera Arteviva con il

Maestro Matteo Baxiu insieme ad ensemble,

orchestre e solisti, offrendo al

pubblico una ricca varietà di proposte artistiche.

Il secondo appuntamento, l’11

aprile, vedrà sul palcoscenico l’Orchestra

Sinfonica di Sanremo, una delle più antiche

e prestigiose realtà musicali italiane:

con i suoi 112 anni di vita, fa parte

delle 12 Istituzioni Concertistico Orchestrali

(I.C.O.) riconosciute dallo Stato.

È per il secondo anno ospite della stagione

Arteviva e, guidata da Giancarlo De

Lorenzo, presenta un programma accattivante

che abbina la verve drammatica

ed emozionante, ricca di piacevoli melodie

dai velati echi spagnoleggianti del

concerto per violoncello di Edouard

Lalo (solista Mariano Dapor), alla scrit-

54 ITA EVENTI


XIV STAGIONE CONCERTISTICA

DI ARTEVIVA - PRIMAVERA 2018

Basilica di Santa Maria delle Grazie

Milano

ORCHESTRA SINFONICA DI SANREMO

Mariano Dapor (violoncello)

Giancarlo De Lorenzo (direttore)

◗ mercoledì 11 aprile 2018 - ore 21.15

Edouard Lalo Concerto per violoncello

Felix Mendelssohn Sinfonia n. 1 op. 11

ORCHESTRA DA CAMERA ARTEVIVA

Sir James e Lady Jeanne Galway (flauto)

Matteo Baxiu (direttore)

◗ giovedì 3 maggio 2018 - ore 21.15

Wolfgang Amadeus Mozart Concerto per

flauto e orchestra KV 314

Domenico Cimarosa Concerto per due

flauti e orchestra G. 1077

ORCHESTRA DA CAMERA ARTEVIVA

Matteo Baxiu (direttore)

◗ martedì 12 giugno 2018 - ore 21.15

Pëtr Il’ič Čajkovskij Sinfonia n. 5 op. 64

in Mi minore

tura giovanile e fresca di un Mendelssohn

alla prima sinfonia, di impianto e struttura

ancorata ai classici ma con i semi della

rivoluzione romantica.

Evento della stagione primaverile 2018

è la Serata Speciale dedicata al Flauto, il

3 maggio, con la presenza di Sir James

Galway insieme a sua moglie Jeanne Galway

e due studenti selezionati dalla Masterclass

di Villa Medici Giulini, accompagnati

dall’Orchestra da Camera Arteviva

e diretti dal Maestro Matteo Baxiu.

James Galway riporterà nella Basilica di

Santa Maria delle Grazie le note del concerto

n.2 per flauto k314 di Mozart.

Vera e propria leggenda del flauto Galway,

nato a Belfast, ha studiato a Londra

e a Parigi prima di iniziare la sua carriera

in orchestre prestigiose quali Sadlers

Wells & Royal Covent Garden Opera,

la BBC, Royal Philharmonic e London

Symphony Orchestra, tutto ciò prima di

assumere il ruolo di primo flauto con la

Filarmonica di Berlino diretta da Herbert

von Karajan.

L’ultimo appuntamento, il 12 giugno, è

dedicato al romanticismo di Pëtr Il’ič

Čajkovskij e a uno dei suoi capolavori,

la quinta sinfonia che rispecchia nella varietà

di registri e colori la personalità tortuosa

e inquieta dell’artista russo. Una

partitura che si articola tra passaggi carichi

di sentimenti dalle atmosfere sotterranee,

alle melodie travolgenti passando

attraverso toni funerei e trionfali corali,

specchio della lotta tra l’uomo e il fato.

Composta nel 1888 ed eseguita in prima

assoluta a Pietroburgo sotto la direzione

dello stesso compositore, incontrò il

grande favore del pubblico ma non della

critica che lo accusò all’epoca di aver

scritto una composizione disomogenea e

artificiosa. Chiude la stagione, con questa

sinfonia, l’Orchestra da Camera Arteviva

e il suo direttore Matteo Baxiu.

In apertura,

l’Orchestra

Sinfonica di

Sanremo; in basso,

Sir James e Lady

Galway; a sinistra,

Matteo Baxiu,

direttore

dell’Orchestra da

Camera Arteviva

ITA EVENTI 55


Classica

NUOVI

INTERPRETI

Commissionata a Bellini

dal Teatro La Fenice di

Venezia e composta in

tempi brevissimi per il

Carnevale del 1830, I Capuleti

e i Montecchi fu un vero

e proprio trionfo. Tagliata e manomessa

durante le numerose riprese ottocentesche,

la partitura originale tornò a essere eseguita soltanto

nel 1935, prima di rientrare definitivamente in repertorio

a partire dalla fine degli anni Cinquanta. Il

nuovo allestimento del Comunale rientra nel progetto

“Opera Next” che per il quarto anno dà spazio

ai talentuosi interpreti provenienti dalla Scuola

dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna.

I CAPULETI E I MONTECCHI

MATTEO PAGLIARI (direttore)

SILVIA PAOLI (regia)

Alberto Camón/Vincenzo Santoro (Capellio)

Lara Lagni/Nina Solodovnikova (Giulietta)

Aurora Faggioli/Christina Campsall (Romeo)

Francesco Castoro/Gillén Munguía (Tebaldo)

Nicolò Donini/Diego Savini (Lorenzo)

◗ Dal 6 al 13 maggio 2018 Teatro Comunale, Bologna

UN CLASSICO A VENEZIA

Melodramma in tre atti su libretto di Francesco

Maria Piave, La traviata è uno dei titoli più

rappresentati nei teatri di tutto il mondo ma è

anche un’opera legata a doppio filo al Teatro

La Fenice, non solo perché andò in scena per

la prima volta proprio qui, il 6 marzo 1853,

ma anche perché fu questo titolo a inaugurare,

nel novembre 2004, la prima stagione

lirica della Fenice ricostruita. Ispirata al

dramma in abiti contemporanei di Alexandre

Dumas fils, La traviata sarà proposta in quell’incisivo

allestimento – anch’esso in abiti

contemporanei – del regista canadese Robert

Carsen, con le scene e i costumi di Patrick Kinmonth,

la coreografia di Philippe Giraudeau

e le luci di Robert Carsen e Peter Van Praet.

LA TRAVIATA

FRANCESCO IVAN CIAMPA (direttore)

MARCO PALADIN (direttore)

ROBERT CARSEN (regia)

Francesca Dotto (Violetta), Matteo Lippi (Alfredo)

Julian Kim (Germont), William Corrò (Barone)

Matteo Ferrara (Marchese), Enrico Iviglia (Gastone)

◗ Dal 5/05 all’1/06 2018 Teatro La Fenice, Vene zia

L’ANNO DI ROSSINI

Il 2018 sarà l’anno rossiniano con celebrazioni

per ricordare e diffondere l’opera di Rossini e a

questo proposito l’Orchestra e il Coro dell’Accademia

di Santa Cecilia ripropongono lo Stabat

Mater con il quale Rossini ruppe il silenzio iniziato

dopo il Guillaume Tell (1829) che durò

fino alla morte del compositore (1868). In realtà

Rossini, pur non pubblicando più, continuò

a comporre durante tutta la vita

anche dopo la decisione di ritirarsi

dalle scene.

ORCHESTRA E CORO

DELL'ACCADEMIA NAZIONALE

DI SANTA CECILIA

MYUNG-WHUN CHUNG

(direttore)

VERONICA SIMEONI

(mezzosoprano)

PAOLO FANALE (tenore)

ROBERTO TAGLIAVINI (basso)

Mozart Sinfonia n. 39 K543

Rossini Stabat mater

◗ Dal 27 al 19 aprile 2018

Auditorium Parco della Musica, Roma

56 ITA EVENTI


Villa Ca’ Conti

dei Marchesi Rusconi Camerini

Ca’ Conti è una splendida villa cinquecentesca

aperta al pubblico per visite guidate.

A vostra disposizione per ricevimenti,

meeting, concerti, wedding.

Via Gazzolo, 1129 35040 Granze (PD) tel. +39 389 2370310 www.facebook.com/villaCaConti www.villacaconti.it


CABARET COMMEDIE TRAGEDIE SUI PALCOSCENICI ITALIANIFINOCCHIARO • CIRILLI • FORIA • CUCCARINI • AUTIERI

Teatro

Foto Salvatore Pastore

IN SCENA INGRESSO INDIPENDENTE CON SERENA AUTIERI ETOSCA D’AQUINO

NESSUNO È COME APPARE

Inedita commedia in due atti scritta da Maurizio

de Giovanni, scrittore di numerosi libri di successo

dalla serie de “Il Commissario Ricciardi”

fino a “I bastardi di Pizzofalcone”, e interpretata

da Serena Autieri e Tosca D’Aquino insieme a

Giovanni Scifoni, Biancamaria Lelli, Pierluigi Misasi

e Fioretta Mari. Ingresso indipendente ha

come protagonista Massimo, quarantenne impiegato

in un’azienda privata in attesa di promozione,

il quale vive in un appartamentino con

ingresso indipendente e che spesso presta

al proprio “capo”, Ludovico, per i suoi incontri

con l’amante, Rosalba. Una sera, al rientro dopo

il via libera del superiore, Massimo incontra

Rosalba che ha deciso di non andarsene più

dall’appartamento per costringere l’amante a lasciare

la moglie Giuliana, dopo anni di promesse

non mantenute. Massimo è in grande difficoltà,

anche per l’arrivo della fidanzata Valeria, diffidente

e moralista, che attende la promozione di

Massimo per sposarlo. Per cercare di risolvere la

situazione arrivano Ludovico e successivamente

sua moglie, apparentemente ignara della relazione.

Da quel momento si snodano una serie di

confronti e di equivoci, dove si scoprirà che nessuno

è realmente come appare, conseguentemente

ai quali Ludovico e Giuliana, ma soprattutto

Massimo, Valeria e Rosalba, apriranno gli

occhi sulla realtà delle proprie vite e sul vero valore

delle relazioni, prendendo decisioni impreviste,

ma fondamentali per il loro futuro.

INGRESSO INDIPENDENTE

◗ 16/04 Teatro dei Marsi, Avezzano (Aq)

◗ 17-18/04 Teatro Primo Riccitelli, Teramo

◗ 23/04 Teatro Orfeo, Taranto

◗ 24-25/04 Teatro Team, Bari

◗ 27/04 Teatro Umberto, Nola (Na)

◗ 28/04 Teatro Italia, Acerra (Na)

◗ 29/04 Teatro Comunale, Pagani (Sa)

◗ 30/04 Auditorium Tommasiello, Teano (Ce)

◗ Dal 3 al 13/05 Teatro Ambra Jovinelli, Roma

ITA EVENTI 59


Teatro

LA TECNOLOGIA

A SERVIZIO DELL’ARTE

La consulenza scientifica dei Musei Vaticani, la direzione artistica di Marco Balich,

la musica di Sting e la voce di Pierfrancesco Favino danno vita al grande spettacolo

della Cappella Sistina. Con uno show che va oltre il teatro di Alessandra Cinque

60 ITA EVENTI


deato da Marco Balich e realizzato

con la consulenza scientifica dei

Musei Vaticani, lo show è il primo

esempio di un format innovativo che

unisce il racconto filologico della genesi

di un capolavoro con gli strumenti tecnologici

più sofisticati dell’intrattenimento

dal vivo. Giudizio Universale. Michelangelo

and the Secrets of the Sistine

Chapel, in scena a Roma dal 15 marzo,

è la prima produzione di Artainment:

la società, parte di Worldwide Shows

Corporation, è nata per dare vita a un

nuovo genere di intrattenimento: performance

dal vivo in cui i codici emozionali

dello spettacolo e i linguaggi visivi

contemporanei incontrano l’arte.

Concepito per restare in scena molto

tempo (Roma, probabilmente, è solo la

prima tappa), Giudizio Universale mira

Una delle proiezioni

immersive dello

spettacolo: lo

spettatore si sente

parte integrante

del capolavoro

michelangiolesco

ITA EVENTI 61


Teatro

Un’immagine

del primo atto:

Michelangelo insieme

a Papa Giulio II.

In basso, il direttore

artistico Marco Balich

a essere un appuntamento importante per

gli amanti dell’arte e un must-see per i milioni

di visitatori italiani e internazionali

che ogni anno scelgono Roma come

meta di viaggio: il pubblico può scegliere

di assistere allo show in lingua italiana

o inglese. Lo spettacolo ha una durata

di 60 minuti. Gli spettatori assisteranno

al racconto della nascita del capolavoro

michelangiolesco, dalla commissione da

parte di Giulio II degli affreschi della volta

fino alla realizzazione del Giudizio Universale,

attraverso una rievocazione della

Cappella Sistina anche come luogo dell’elezione

pontificia. Attraverso il racconto

del Buonarroti vedranno animarsi gli affreschi

che compongono la Cappella Sistina

fino al meraviglioso Giudizio Universale

che prenderà vita in tutto lo spazio

attorno al pubblico.

Un po’ teatro (ci sono degli attori in scena)

e un po’ cinema (con proiezioni

a 270°), per questo progetto

Marco Balich si è avvalso della

collaborazione di artisti di alto

livello come Sting, musicista di

fama mondiale, che ha composto

il tema musicale originale.

«Lo spettacolo nasce da una mia

intuizione - dice Balich - e si è poi

definito con il contributo di molte

persone tra le quali Gabriele Vacis, a cui

è stata affidata la supervisione teatrale,

e Lulu Helbæk che da co-regista ha approfondito

molti aspetti del lavoro,

prendendosi anche degli spazi suoi, a partire

dalla sua idea di dare valore agli attori-danzatori.

Creare un pathos anche

teatrale e non solo da spettacolo immersivo

è una complementarità che arricchisce

questo lavoro». Gabriele Vacis

è una figura di riferimento nelle diverse

forme artistiche del panorama culturale

italiano, come il teatro, l’opera e l’intreccio

dei linguaggi con i nuovi media.

Protagonista assoluta dello spettacolo è

la Cappella Sistina. Uno dei luoghi più

incredibili della storia dell’arte mondiale

è al centro di uno spettacolo che nasce

dalla contaminazione di tante e diverse

forme artistiche: da un lato l’azione

fisica della performance teatrale incontra

la magia immateriale degli effetti speciali,

dall’altro la tecnologia più avanzata

si mette al servizio di un racconto per

parole e immagini mai visto prima. L’immersività

di proiezioni a 270° porta lo

spettatore al centro stesso dell’evento.

«Una delle caratteristiche più affascinanti

della Cappella Sistina - prosegue Balich

- è che si tratta di un posto conosciuto

in tutto il mondo. La cosa che mi ha

62 ITA EVENTI


Foto Daniele Barraco

LA VOCE DI MICHELANGELO

Pierfrancesco Favino, classe 1969, è riconosciuto

da tutti come uno dei migliori attori

italiani del momento. Nel 2005 ottiene il ruolo

del Libanese nel film Romanzo Criminale, per il

quale vince il David di Donatello come Miglior

attore non protagonista e un Nastro d’argento.

Dopo il debutto nel cinema americano, nei

panni della statua di bronzo di Cristoforo Colombo

nel film Una notte al museo, recita anche

in numerose produzioni hollywoodiane (tra

cui Angeli e Demoni). Ha doppiato Daniel Day

Lewis in Nine e Lincoln e Vincent Cassel in Il

racconto dei racconti. Quest’anno ha presentato

Sanremo insieme a Claudio Baglioni e Michelle

Hunziker ottenendo consensi unanimi.

convinto a metterlo al centro del nostro

spettacolo è che è un capolavoro di bellezza

e ha tante chiavi di accesso e di lettura,

tra cui quella della contemporaneità.

Noi diamo per scontato che le

opere d’arte parlino da sole. Penso,

però, che i codici dei nostri tempi debbano

essere vicini a chi guarda filmati sul

telefonino per venti secondi, a chi è cresciuto

su Instagram e non sul National

Geographic, penso che dobbiamo agevolare

la fruizione. Per questo ho voluto

coinvolgere grandissimi talenti per

provare a iniettare la loro e la nostra esperienza

all’interno di un posto così importante

per l’umanità, per la storia, per

una grande parte del mondo, per la storia

dell’arte, per l’immaginario collettivo,

come la Cappella Sistina».

La voce di Michelangelo è di Pierfrancesco

Favino, il cui talento è da tempo

riconosciuto non solo in Italia grazie alle

produzioni internazionali a cui ha partecipato:

«Credo profondamente in

questa idea di spettacolo - dice l’attore

reduce dalla fatiche e dal successo sanremesi

- che riesce a mettere insieme

tante arti. Sono un sostenitore delle

nuove tecnologie anche a livello teatrale,

e questo progetto, che mette in campo

queste grandi professionalità, mi ha attratto

immediatamente. Noi siamo

circondati dalla bellezza, abbiamo questa

grandissima fortuna, talmente tanto

da scordarcene. Passiamo a fianco di

monumenti ogni giorno dandoli ormai

per scontati. Quando c’è la possibilità

di partecipare a qualcosa che riesce a

dare voce, luce, a farci rendere conto di

ciò di cui siamo circondati, è una cosa

che ti inorgoglisce».

GIUDIZIO UNIVERSALE. MICHELANGELO

AND THE SECRETS OF THE SISTINE CHAPEL

Auditorium Conciliazione, Roma

Dal 15 marzo

Una scena dal primo

atto: Michelangelo

che scolpisce il David

ITA EVENTI 63


Teatro

DI NUOVO INSIEME

Dopo 20 anni, Lorella Cuccarini e Giampiero

Ingrassia, la coppia di Grease, torna a lavorare

insieme in una commedia inedita, scritta e diretta

da Gabriele Pignotta. Uno spettacolo ironico,

intelligente, appassionante, cucito addosso a

due protagonisti perfetti: istrionici e straordinariamente

affiatati. La famiglia è il motore principale

dello spettacolo e si mostra con le sue fragilità

e con la sua forza. L’amore tra uomo e

donna, e tra genitori e figli, è visto con leggerezza

ma anche con passione, sbirciando attraverso

la quotidianità: risate, lacrime, sospetti, cambiamenti

e tante altre piccole e grandi situazioni

condiscono la commedia interpretata da 5 bravissimi

attori, in cui ognuno di noi può ritrovare

uno spaccato della sua vita. La produzione è

ambiziosa e importante: un allestimento di altissimo

livello saprà regalare allo spettatore momenti

di divertimento e di grande emozione.

NON MI HAI PIÙ DETTO TI AMO

◗ Dal 5 al 22/04 Teatro Manzoni, Milano

◗ 27/04 Nuovo Teatro Verdi, Brindisi ◗ 28-29/04

Teatro Team, Bari ◗ Dal 2 al 6/05 Teatro Alfieri,

Torino ◗ Dal 9 al 20/05 Teatro Diana, Napoli

PAURA?

Uno show da palpitazioni, che fa leva sulle nostre

paure infantili, per poi riderci sopra. Un

esperimento teatrale, oggi in voga in tutto il

mondo, che vuole indurre lo spettatore a provare

una sensazione di inquietudine e paura,

proprio là dove normalmente si sente al sicuro:

in una comoda poltrona di teatro. Trama e

ambientazione sorprendenti, terrore psicologico

ed effetti speciali sono gli ingredienti

di una nuova e appassionante avventura, che

scuoterà il pubblico con emozioni forti e divertimento

garantito. Ma non rilassatevi

troppo, pensando che tanto è solo finzione.

Nessuno può dire chi vi sta seduto accanto...

In scena Gianni Garko, Claudia Genolini,

Simone Giacinti ed Emiliano Ottaviani.

NON AVERE PAURA. È SOLO UNO SPETTACOLO

◗ Dal 17/05 al 3/06 Teatro Martinitt, Milano

LA VITA VA PRESA CON EUFORIA

Barbara Foria torna a teatro per raccontare tutto quello che le donne

non dicono… ma pensano! Un viaggio nella donna d'oggi, in eterna lotta

con i social, con whatsapp e con l’amore... sempre più virtuale e sempre

meno reale. Una donna alle prese con il corpo che cambia e il metabolismo

che va in blocco come le caldaie… e mai che si vedesse un idraulico

capace di sbloccare la situazione! Barbara Foria affronta con la solita

grande ironia i vizi e le virtù dell’essere donna con la D maiuscola, in balia

di uomini con la C minuscola. Dove la C potrebbe essere di cervello

o di cuore…«La vita va vissuta con ironia e tanta euforia, dopo i 40

ci chiamano M.I.L.F.? In realtà è l’acronimo di “Mo’ inizia la felicità!».

EU… FORIA

◗ Dal 4 al 13/05 Teatro Nuovo, Milano

64 ITA EVENTI


UN CALENDARIO NON CONVENZIONALE

Calendar Girls è un testo teatrale scritto da Tim Firth, tratto dall’omonimo film con la regia di Nigel

Cole. Nell’adattamento teatrale viene mantenuta l’impostazione corale, con un ruolo da protagonista definito,

quello di Chris, interpretata da Angela Finocchiaro. La storia, ispirata a un fatto realmente accaduto,

è quella di un gruppo di donne fra i 50 e i 60 anni, membre del Women’s Institute, che si impegna

in una raccolta fondi destinati a un ospedale nel quale è morto di leucemia il marito di una di loro.

Chris, stanca di vecchie e fallimentari iniziative di beneficenza, ha l’idea di fare un calendario diverso

da tutti gli altri, in cui convince le amiche del gruppo a posare nude. Con l’aiuto di un fotografo amatoriale

realizzano così un calendario che

le vede ritratte in normali attività domestiche,

come preparare dolci e composizioni

floreali, ma con un particolare non

convenzionale: posano senza vestiti.

CALENDAR GIRLS

◗ Dal 12 al 15/04 Teatro Brancaccio, Roma

Foto Giovanni De Sandre

LE EMOZIONI DI CIRILLI

UNA SCOPERTA EPOCALE

La scoperta della struttura del DNA e il piccolo straordinario

racconto degli ultimi anni di vita della scienziata

Rosalind Franklin. Uno degli avvenimenti più

sconvolgenti e controversi nella storia del pensiero

e delle conoscenze scientifiche. Tutta l’umanità si inchina

e si compiace in un unico trionfale applauso nei

confronti dei grandi scienziati che sono riusciti a decifrare

quello che comunemente era definito “il segreto

della vita”. La vicenda tuttavia fu tutt’altro che epica

e nobile. I personaggi coinvolti in questa scoperta

furono molti, tutti scienziati autorevoli che collaborarono

in diverse fasi alla stessa ricerca, ma che furono

vittime e carnefici, a seconda delle alterne fortune,

delle reciproche invidie e desideri di riscatto personali.

Foto Bepi Caroli

Dopo il successo delle tournée 2016-2017

Gabriele Cirilli torna in teatro. “La casa nasconde

ma non perde”, lo diceva nonna

Concetta: ogni pezzettino di vita o ricordo

di ognuno di noi è in una soffitta o in una

cantina, ma con l’avvento di Internet il nascondiglio

viene sostituito da un hashtag

dentro il quale puoi conservare le tue emozioni.

Gabriele apre il suo # al suo pubblico

proprio sul palcoscenico, l’unico

luogo dove l’attore riesce ad essere tale

e quale a se stesso.

#TALEEQUALEAME… AGAIN

◗ Dal 2 al 13/05 Sala Umberto, Roma

ROSALIND FRANKLIN. IL SEGRETO DELLA VITA

◗ Dal 3 al 15/04 Teatro Franco Parenti, Milano

◗ 16/04 Teatro Toselli, Cuneo

◗ Dal 18 al 22/04 Teatro Massimo, Cagliari

◗ 26-27/04 Teatro Sociale, Bellinzona

Foto Igino Ceremigna


Musical

IN SCENA L’AMORE

Lo spettacolo musicale, tratto dall’opera di William

Shakespeare, torna a calcare il palcoscenico dei

principali teatri italiani a grande richiesta di pubblico,

dopo due anni di assenza. La versione italiana

dello spettacolo musicale di Gérard Presgurvic,

è firmata da Vincenzo Incenzo, affermato autore

italiano che ha al suo attivo numerose collaborazioni

con i più grandi artisti italiani.

ROMEO E GIULIETTA. AMA E CAMBIA IL MONDO

◗ Dal 6 all’8/04 Teatro Carlo Felice, Genova

◗ Dal 12 al 15/04 Teatro Palapartenope, Napoli

◗ Dal 19 al 22/04 Teatro Team, Bari

◗ Dal 27 al 29/04 Teatro Europauditorium, Bologna

◗ Dall’11 al 13/05 Teatro Verdi, Firenze

◗ Dall’1 al 3/06 PalaLottomatica, Roma

◗ Dall’8 al 10/06 Stadio San Vito, Cosenza

TORNA BILLY ELLIOT

“Io non ho bisogno della mia adolescenza.

Ho bisogno di ballare!”: torna a brillare sui

palcoscenici italiani la stella luminosa di Billy

Elliot, lo spettacolo diretto e adattato in italiano

da Massimo Romeo Piparo. Prodotto da

PeepArrow Entertainment e da Il Sistina, Billy

Elliot il Musical promette nuove emozioni grazie

a un cast rinnovato: a vestire i panni del

giovane e grintoso ballerino capace di realizzare

il suo sogno di danzare saranno

infatti tre giovanissimi allievi dell’Accademia

il Sistina, Tancredi Di Marco, Davide Fabbri

Matteo Valentini. I nuovi Billy Elliot sono

pronti a portare sulla scena tutto l’entusiasmo

e la creatività della loro giovane età.

BILLY ELLIOT, IL MUSICAL

◗ Dal 6 al 22/04 Teatro Sistina, Roma

◗ Dal 25 al 29/04 Teatro Stignani, Imola

◗ Dall’8 al 13/05 Teatro Toniolo, Mestre

◗ Dal 15 al 16/05 Teatro Pavarotti, Modena

UN GRANDE CLASSICO

Per celebrare i 30 anni di successi del film, torna a teatro Dirty Dancing, The Classic Story on stage, in una

speciale versione firmata dal regista Federico Bellone. In Italia lo spettacolo ha debuttato per la prima volta in

assoluto nel 2014, al Teatro Nazionale di Milano, e ha registrato il record di incassi per un musical con oltre

115.000 presenze nei primi 3 mesi di rappresentazione; ben 8.000 persone hanno inoltre assistito alla speciale

rappresentazione all’Arena di Verona nell’agosto del 2015.

DIRTY DANCING, THE CLASSIC STORY ON STAGE

◗ Dal 5 all’8/04 Teatro Politeama, Genova

◗ Dal 10 al 15/04 Teatro Rossetti, Trieste

◗ 17/04 Teatro Giuseppe Verdi, Gorizia

◗ 18/04 Gran Teatro Geox, Padova

◗ Dal 20 al 22/04 Teatro Europauditorium, Bologna

◗ 24/04 Teatro Auditorio, Cassano Magnago

◗ 28/04 Teatro Galleria, Legnano

◗ Dal 3 al 20/05 Teatro Olimpico, Roma

66 ITA EVENTI


I FILM CHE PRESTO ARRIVERANNO SUL GRANDE SCHERMOBISSET • PAPALEO • BARDEM • CASTELLITTO • CRUZ • ELBA

Cinema

UN HORROR STILE BRITISH

Il Professor Philip Goodman (Andy Nyman),

noto a tutti per il suo proverbiale scetticismo

nei confronti di qualsiasi evento sovrannaturale,

conduce un programma televisivo, nel quale

smaschera false sedute spiritiche e sedicenti

sensitivi. Quando gli affidano il compito d’indagare

su tre sconcertanti casi di attività paranormale,

Goodman inizia a scavare sempre più

a fondo, ignaro del fatto che i 3 casi finiranno

per rivelare, ciascuno a suo modo, dei misteri

terrificanti, ben oltre la sua stessa immaginazione.

Finché, via via, non giungerà a un’angosciante

e scioccante conclusione che lo riguarderà

personalmente. Ghost Stories è ancora

oggi una delle pièce teatrali più spaventose che

siano mai andate in scena. Ha esordito alla Liverpool

Playhouse a febbraio del 2010 e, in seguito,

è andata in scena presso il Lyric Theatre

di Hammersmith, a Londra. È stato un grande

successo di critica, con rappresentazioni anche

nel West End, presso il Teatro Duke of York e,

successivamente, presso l’Arts Theatre, dove ha

sbancato i botteghini per ben 26 mesi consecutivi.

Lo spettacolo teatrale è stato scritto e diretto

a quattro mani da Andy Nyman e Jeremy

Dyson, due appassionati fan del genere horror,

come si definiscono loro stessi, e ha il merito di

aver riportato in grande auge il “teatro immersivo”.

Grazie allo straordinario successo mondiale

ottenuto dallo spettacolo teatrale, non c’è

voluto molto perché si iniziasse a parlare della

possibilità di realizzare il film di Ghost Stories.

Come rivela lo stesso Jeremy Dyson, “Uno degli

Studios maggiori ci contattò subito, ma non

saremmo mai riusciti a fare le cose come volevamo

se avessimo accettato quella prima offerta”.

Come chiarisce Andy Nyman, “Il suo

DNA britannico era stato essenziale per il suo

successo perciò volevamo attingere ancora di

più da quel linguaggio e da quell’atmosfera.

Perciò siamo andati alla ricerca di una società

di produzione britannica che avesse uno stile

e una visione ben determinati, e la Warp Films

era in cima alla lista”.

◗ Produzione Warp Films

Regia e sceneggiatura Jeremy Dyson e Andy Nyman

Cast Andy Nyman, Paul Whitehouse,

Alex Lawther, Martin Freeman

Uscita nelle sale 19 aprile 2018

ITA EVENTI 69


Cinema

a storia sembrerebbe una di

quelle (purtroppo) molto comuni

nel nostro Bel paese:

Antonio Bonocore, praticante in

legge che sogna un contratto nel

prestigioso studio del suo mentore,

l’avvocato di successo Salvatore

“Toti” Bellastella. Per lui Antonio

fa tutto: assistente, portaborse,

autista e perfino cuoco personale,

per il momento a fronte soltanto

di un rimborso spese che definire

misero è un eufemismo. Lo

studio è di proprietà diTitti, la moglie

di Bellastella, e Titti è un po’

tirata in fatto di soldi e con il marito

si è divisa i compiti: lui si occupa

della parte legale, mentre lei

sta alla cassa e gestisce un patrimonio

di milioni di euro, tra ville

a Capri, chalet a Cortina e immobili

a Londra e New York.

Quando Antonio supera brillantemente

l’esame di stato, sembra a

un passo dall’ottenere ciò per cui

ha tanto faticato: diventare socio

dello studio con un compenso di

diecimila euro al mese. Eppure c’è

ancora un ostacolo: Bellastella

vuole che Antonio sposi Isabel, la

sua amante argentina, per assicurarle

la cittadinanza italiana…

«Fin dalla stesura del soggetto, -

spiega Valerio Attanasio, regista e

sceneggiatore del film - ho sempre

immaginato Il Tuttofare come una

sorta di romanzo di formazione comico

sull’ingresso di un giovane nel

mondo del lavoro: un brillante studente

universitario, costretto dalle

circostanze sfortunate a scendere

a patti con la propria coscienza

pur di affermarsi. La trama è la sintesi

romanzata di tante vicende di

persone che conosco, o di cui

sono venuto a conoscenza: l’idea

era quella di raccontare questa

moderna forma di schiavitù fantozziana

che si viene a creare tra un

giovane che entra per la prima volta

nel mondo del lavoro e il suo

capo. Mi sembrava una dinamica

universale, in cui molti potevano

DISPOSTI

A TUTTO PER

AFFERMARSI

Primo lungometraggio del regista Valerio

Attanasio, Il Tuttofare racconta la vicenda

tutta italiana di un praticante sfruttato,

fino all’estremo, dall’avvocato che dirige

lo studio di Clara Dalledonne

70 ITA EVENTI


Una scena del film con

Guglielmo Poggi, Clara

Maria Alonso e Sergio

Castellitto. Sotto, il regista

Valerio Attanasio sul set

Foto Francesca Fago

identificarsi, quella di essere costretti

ad accettare umiliazioni di

ogni sorta pur di tenersi stretto il

posto di lavoro. La scelta di ambientare

la vicenda nel mondo dell’avvocatura

è venuta in un secondo

momento; essendo un ex

studente di giurisprudenza, e conoscendo

il mondo dei praticanti

legali in quanto figlio d’avvocato,

mi è sembrato più congeniale

raccontare qualcosa che conoscevo

in maniera diretta». Valerio Attanasio,

classe 1978, ha iniziato la

sua carriera come assistente alla regia

nel film Liberi (2003), di

Gianluca Maria Tavarelli. Ha firmato

la sceneggiatura di diversi

cortometraggi, tra cui Oggi gira

così, regia di Sydney Sibilia, vincitore

di numerosi premi nazionali,

tra cui il premio SIAE per la Miglior

Sceneggiatura 2011. Nel

2014 ha scritto il soggetto e la sceneggiatura

di Smetto quando voglio:

il film ha ottenuto 12 nomination

ai David di Donatello, tra cui quelle

per miglior film e miglior sceneggiatura,

ed è stato nominato ai

Nastri d’Argento come Miglior

Commedia dell’anno. Il Tuttofare

è il suo primo lungometraggio

da regista. «Il film - prosegue Attanasio

- vorrebbe essere una satira

su questa lotta per la sopravvivenza

che è diventata la ricerca del

lavoro, una lotta in cui siamo

tutti coinvolti: il ricco e il povero,

l’arrampicatore sociale e il raccomandato,

il poveraccio senza santi

in paradiso e il potente di turno,

che poi solitamente è quello

che alla fine vince sempre. C’è una

morale? Se una morale c’è, è amorale».

A interpretare Antonio Bonocore

è Guglielmo Poggi, che ha

ITA EVENTI 71


Cinema

Altre foto dal set

del film: tra

gli attori anche

il napoletano

Tonino Taiuti e

l’italo argentina

Marcela Serli

Foto Claudio Iannone

recitato di recente nella serie Trust

del premio Oscar Danny Boyle in

onda su Sky Atlantic, mentre nei

panni di Bellastella c’è Sergio Castellitto:

«uno dei più grandi attori

italiani - sottolinea il regista - e poterlo

dirigere è stato per me un onore

oltre che un piacere». I ruoli femminili

sono stati affidati a Elena Sofia

Ricci, che interpretaTitti, e a Clara

Maria Alonso (Isabel), attrice argentina

di origini italiane diventata

famosa grazie alla serie tv Violetta.

L’uso della narrazione in prima

persona, il tono semi serio e la propensione

a fare satira sociale senza rinunciare

all’intrattenimento e al

rocambolesco hanno una derivazione

letteraria: «una delle mie fonti di ispi-

72 ITA EVENTI


◗ Produzione

Wildside con

Vision Distribution

in collaborazione

con SKY CINEMA

Regia e

sceneggiatura

Valerio Attanasio

Cast Sergio Castellitto,

Elena Sofia Ricci,

Guglielmo Poggi,

Clara Maria Alonso

Uscita nelle sale

19 aprile 2018

razione è stata Il Lazarillo de Tormes,

capolavoro della letteratura spagnola

e capostipite del romanzo

picaresco. Così come avviene nel romanzo

picaresco, alla figura di questo

giovane ancora alla ricerca del

proprio posto nel mondo ho contrapposto

il personaggio di un potente,

che diviene per il ragazzo una

sorta di maestro, che predica il

bene ma nel privato si comporta

come gli pare e piace proprio in virtù

dei privilegi acquisiti. Una figura

che ho immaginato come la

summa di certi personaggi tipici della

Commedia all’italiana: i cialtroni,

ovvero coloro che nascondono

una grande scaltrezza dietro una facciata

di apparente rispettabilità».

ITA EVENTI 73


Cinema

LA FEDELTÀ

NON VA PIÙ

DI MODA

Tre storie differenti accomunate, però,

dalla menzogna. Stella Egitto, una dei

protagonisti del film Tu mi nascondi

qualcosa, ad aprile al cinema, è Linda,

un’attrice porno sospettata di tradimento

dal marito di Clara Dalledonne

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Se c’è una

morale nell’ultimo film di Giuseppe Loconsole

sembra essere questa, e lo si intuisce

fin dal titolo: Tu mi nascondi qualcosa. «Il film

è una commedia a episodi - spiega Stella Egitto che

interpreta una delle protagoniste - le cui storie talvolta

si incrociano e talvolta no. Ma tutti gli episodi

hanno un minimo comune denominatore:

l’equivoco causato da una menzogna». Stella

Egitto è Linda che sta insieme a Ezio (Alessandro

Tiberi), formando una coppia molto affiatata, nonostante

l’insolito mestiere di lei: Linda infatti è

un’acclamata pornostar e lui non ne è affatto geloso.

Ma la questione cambia quando comincia a

sospettare che tra Linda e il suo collega di set ci sia

qualcosa di più. Valeria (Sarah Felberbaum), fotografa

provvisoriamente impiegata nell’agenzia investigativa

del padre (Ninni Bruschetta), si trova

per errore a pedinare la persona sbagliata e scopre

che la compagna di Francesco (Giuseppe Battiston)

lo tradisce. Quando lui lo scopre però, è lei che lo

lascia. Francesco piomba in depressione e Valeria

è assalita dai sensi di colpa. Irene (Olga Rossi) fa

un appello in tv denunciando la scomparsa di suo

marito Alberto (Rocco Papaleo). L’uomo, ripescato

in mare aperto, è rintracciato in un ospedale dove

è ricoverato, sta bene ma ha perso completamente

la memoria. Quando Irene raggiunge il marito,

trova un’amara sorpresa: un’altra moglie tunisina

(Rocío Muñoz Morales) è già al suo capezzale.

Insomma, tutti hanno qualcosa da nascondere, con

buona pace dell’onestà e della fedeltà, valori che,

sembra dire il film pur con leggerezza, ormai sembrano

trascurati. «Preferisco che chiunque veda il

74 ITA EVENTI


Stella Egitto, 30 anni,

è stata la protagonista

del film Malarazza:

una storia di periferia,

che ha ricevuto la

candidatura ai David

di Donatello. Ha debuttato

al cinema nel 2009

con Sulla strada di casa,

per la regia di

Emiliano Corapi

Foto Alessandro Pizzi/ Abiti Mila Shon/ Trucco e capelli Grooming Concetta Argondizzo Simone Belli Make Up Academy/ Styling Factory4 Srl


Cinema

film - prosegue Stella Egitto - provi a rintracciare la

propria morale: non abbiamo avuto, credo, la pretesa

di insegnare niente a nessuno con questo film. Io sono

convinta che l’onestà, soprattutto quella intellettuale,

sia il primo degli ingredienti necessari affinché un

qualunque rapporto possa nutrirsi e resistere».

Lei è una persona sincera?

No, non sono una persona sincera. Ecco, sinceramente

questa che vi ho appena detto è una bugia.

Scherzi a parte, credo di essere sincera tanto da diventare,

a volte, inopportuna.

Perché consiglierebbe a qualcuno di andare a vedere

questo film?

Consiglio di vedere questo film perché nella vita di

ciascuno di noi c’è un po’ di commedia e un po’ di

sentimento e talvolta osservare quello che accade a

qualcun altro può significare un po’ aprire gli occhi

e arricchire di punti di vista le nostre personalissime

esperienze di vita di tutti i giorni.

Quando deve interpretare un nuovo personaggio,

come si cala nella parte?

Tutte le volte che devo affrontare un nuovo personaggio

mi preparo studiando. Inizio a fare quante

più domande possibile alla scrittura e cerco di trarne

più dettagli possibili. Risalgo al contesto, al periodo

storico, studio con attenzione come il mio personaggio

si relaziona con gli altri personaggi. Se occorre

scendo in campo, chiedo incontri, faccio sopralluoghi,

osservo e “rubo” tutto quello che potrà

servirmi ad aderirvi al meglio.

È stata da poco in tv fra i protagonisti di una

puntata de Il Commissario Montalbano. Come

è andata?

È stato bellissimo: da siciliana non vedevo l’ora di

entrare a fare parte di questa squadra stupenda e collaudatissima

e accanto a colleghi eccezionali come

Luca Zingaretti, Peppino Mazzotta, Cesare Bocci

e tutti gli altri. Una lingua stupenda quella del nostro

inestimabile Camilleri, una storia articolatissima,

un ruolo trasversale e difficilissimo. Che altro

potevo desiderare di più?

76 ITA EVENTI


Ha iniziato a lavorare in teatro ma è diventata

famosa con Distretto di polizia, in televisione,

e poi è passata al cinema. Vorrebbe dedicarsi di

più al teatro?

Vorrei potermi dedicare a tutto quello che amo:

il teatro, come il cinema, come la televisione di qualità.

Tutti e tre sono sotto-linguaggi della stessa

grande matrice: l’attorialità, che è necessario nutrire

e allenare spaziando dal palcoscenico alla macchina

da presa.

Qual è la sfida più difficile per un’attrice?

Trovare un equilibrio in rapporto all’attesa che è parte

integrante di questo mestiere quasi quanto l’agire.

C’è un personaggio in particolare che vorrebbe

interpretare almeno una volta nella vita?

Mi piacerebbe continuare a misurarmi con personaggi

e storie più lontane possibile dalla mia di Stella,

e con un personaggio maschile in teatro.

E un regista con cui vorrebbe lavorare?

Sorrentino, Garrone, Crialese.

Alcune immagini del film Tu mi nascondi

qualcosa: il film racconta tre storie diverse che

hanno come comune denominatore l’infedeltà

Ha detto di essere sempre stata una testa calda.

Lo è ancora?

Certo, più cresco e più la mia testa diventa caldissima.

E non solo di concetti e idee. Sono una persona

istintiva e senza filtri.

Nonostante questa sua indole, sul set si considera

un’attrice “disciplinata”?

Sul lavoro più che mai non si scherza: il mio essere

una testa calda non presuppone che nella vita o

sul lavoro io sia indisciplinata, anzi. Mi è stato insegnato

ad avere rispetto del prossimo sia nella vita

che sul lavoro.

◗ Produzione Lime Film Regia Giuseppe Loconsole

Cast Giuseppe Battiston, Stella Egitto, Sarah Felberbaum,

Rocío Muñoz Morales, Rocco Papaleo, Olga Rossi,

Alessandro Tiberi Uscita nelle sale 25 aprile 2018

ITA EVENTI 77


Cinema

ESCOBAR

IL FASCINO

DEL MALE

IN USCITA IL 19 APRILE 2018

I premi Oscar Javier Bardem e Penélope

Cruz tornano insieme

sul grande schermo per raccontare

la vita di Pablo Escobar da un

punto di vista totalmente inedito:

quello di una donna. Il film,

infatti, è tratto dal romanzo

“Amando a Pablo, odiando a

Escobar”, dell’ex conduttrice televisiva

colombiana Virginia Vallejo,

sua amante per quattro

anni. La storia di un rapporto

passionale tra un popolare personaggio

televisivo e il re indiscusso

del narcotraffico internazionale,

che prova fino alla fine a

conciliare la sua attività criminale

e politica con la vita privata e la

famiglia. Ambiziosa e decisa lei,

feroce e senza scrupoli lui, entrambi

protagonisti e antagonisti

di una storia d’amore, di odio, di

passione e di violenza, che porterà

alla caduta di uno dei più ricchi

e sanguinari delinquenti della

storia. Il film attraversa la vita di

Pablo Escobar dall’ascesa criminale

all’inizio degli anni Ottanta

fino alla morte nel 1993, passando

per gli anni del narcoterrorismo,

della lotta contro la

possibile estradizione negli USA.

◗ Produzione Escobar Films, B2Y

EOOD - Regia e sceneggiatura

Fernando León De Aranoa

Cast Javier Bardem, Penélope

Cruz, Peter Sarsgaard

MOLLY’S

GAME

IN USCITA IL 19 APRILE 2018

Il film è basato sulla storia vera di

Molly Bloom, una giovane e carismatica

speranza olimpica dello sci,

costretta ad abbandonare lo sport

dopo una grave lesione fisica.

Molly, dopo gli studi di legge, ottiene

un lavoro estivo che la introduce

a una nuova impresa, in

cui sono necessarie disciplina ed

energia simili a quelle per lo sport:

scalare il mondo più esclusivo e ad

alto budget del poker clandestino.

I grossi portafogli delle stelle di

Hollywood, dei giganti dello sport

e degli affari le regalano una decade

di sfarzi, successo e glamour, ma attirano

anche le attenzioni sbagliate

quando, senza esserne a conoscenza,

mette al tavolo da gioco dei

membri della mafia russa. La sua

scia fortunata si arresta bruscamente

quando viene arrestata in

piena notte da 17 agenti dell’FBI

che imbracciano armi automatiche.

Costretta ad affrontare le accuse a

suo carico, diventa suo unico alleato

il suo avvocato difensore, riluttante

all’inizio, e che invece

scopre che c’è molto di più in Molly

Bloom di quello che i tabloid rivelano.

Il film si basa sul libro Molly’s

Game: From Hollywood’s Elite

to Wall Street’s Billionaire Boys

Club, My High-Stakes Adventure

in the World of Underground Poker

di Molly Bloom, ed è l’esordio

alla regia per Aaron Sorkin.

◗ Produzione Pascal Pictures / Mark

Gordon - Regia e sceneggiatura Aaron

Sorkin - Cast Jessica Chastain, Idris

Elba, Kevin Costner, Michael Cera,

Jeremy Strong, Chris O’Dowd

78 ITA EVENTI


Cinema

DOPPIO

AMORE

IN USCITA IL 19 APRILE 2018

Il nuovo film di François Ozon, in

concorso all’ultimo Festival di

Cannes, e presentato nell’ambito

della VIII edizione di Rendezvous,

il festival del nuovo cinema

francese, racconta della giovane e

fragile Chloé (Marine Vacht) che

ha un dolore che non passa, perché

somatizza un segreto che custodisce

nel ventre e affronta in terapia.

Frequenta lo studio di uno

psicoterapeuta, Paul (Jérémie Reiner),

che improvvisamente decide

di mettere fine alle loro sedute

perché attratto da lei. Anche

Chloé è innamorata di lui e accetta

di traslocare nel suo appartamento.

Ma un giorno scopre che il

compagno le nasconde l’esistenza

del suo gemello monozigote Louis,

che svolge la stessa professione in

un altro quartiere di Parigi. Incuriosita

decide di prendere un appuntamento

con lui. La protagonista

inizia ad amarli entrambi. C’è

un amore sensibile da un lato, crudo

e passionale dall’altro. Tutto ciò

non può che portarla a drammatiche

conseguenze. Un film in cui

i temi più cari al regista, il desiderio,

la seduzione, l’identità,

l’inganno, il gioco tra realtà e fantasia

si compongono in un torbido

thriller al femminile.

◗ Produzione Mandarin Films

Regia e sceneggiatura François Ozon

Cast Jérémie Reiner, Marine Vacht,

Jacqueline Bisset

IL CRATERE

NELLE SALE DAL 12 APRILE 2018

Presentato in concorso alla 32 a Settimana

Internazionale della Critica

di Venezia e premiato al 30° Tokyo

International Film Festival

(Special Jury Prize), sta riscuotendo

enorme successo nei festival di tutto

il mondo. Nel film la giovanissima

Sharon recita accanto a suo

padre, Rosario Caroccia, in una

performance che l’Hollywood Reporter

definisce “un’impresa tecnicamente

impressionante”. Il cratere

è terra di vinti, spazio indistinto,

rumore costante. Rosario è

un ambulante che regala peluche

a chi pesca un numero vincente.

La guerra che ha dichiarato al futuro

e alla sua sorte ha il corpo

acerbo e l’indolenza della figlia tredicenne.

Sharon è bella e sa cantare,

e in questo focolaio di espedienti

e vita infame è lei l’arma per

provare a sopravvivere. Ma il successo

si fa ossessione e il talento

condanna. “Abbiamo visto Rosario

calpestare il suo cielo come un

soldato il campo di battaglia, - dicono

i due registi - e imbracciare

Sharon come arma solitaria e finale.

Abbiamo scelto di stare con

loro, attaccati alle loro vite, alla

guerra dichiarata per costrizione e

conservazione, nobile nelle intenzioni

e beffata nell’effetto. E Rosario

e Sharon hanno scelto di stare

con noi, giocando la sfida di

reinventare la propria vita”.

◗ Produzione TFILM con Rai Cinema

Regia Silvia Luzi, Luca Bellino

Sceneggiatura Silvia Luzi, Luca Bellino

con la collaborazione di Rosario

Caroccia - Cast Rosario Caroccio,

Sharon Caroccia, Tina Amariutei,

Assunta Arcella, Imma Benvenuto

ITA EVENTI 79


Diario

Fabio Troiano,

43 anni, il successo

al cinema arriva

grazie al film

Dopo mezzanotte.

In basso, Troiano

a teatro con

lo spettacolo

Lampedusa


PROGETTI?

FARE CIÒ CHE

MI PIACE

Reduce dalla tournée teatrale di

Lampedusa, Fabio Troiano tornerà

al cinema a maggio con Stato di

ebbrezza e sono da poco iniziate

le riprese di un film di cui è

co-produttore di Clara Dalledonne

C’è molta carne al fuoco in questo momento

nella vita professionale di Fabio

Troiano. A marzo ha preso il via

la sua prima avventura come produttore cinematografico:

sono infatti iniziate le riprese

del film che produce insieme alla Viva

Productions di Pier Paolo Piastra; un film

diretto da Francesco Mandelli che affronterà

con i toni ironici della commedia il problema

del bullismo nelle scuole, e avrà come protagonista

Marco Morrone, il bambino che

con il tormentone “Saluda Andonio” è diventato

una star di YouTube. Il 23 maggio

uscirà al cinema il film Stato di ebbrezza, di

Luca Biglione, di cui Troiano è uno dei coprotagonisti

maschili e che verrà presentato,

prima di uscire nelle sale, in una serata

speciale a Cannes. Torinese, Troiano ha frequentato

proprio a Torino la scuola del Teatro

Stabile diretta da Luca Ronconi. Ha debuttato

al cinema nel 2000 nel film di Silvia

Saraceno, L’uomo della fortuna, ma la notorietà

è arrivata soprattutto grazie alla televisione,

in particolare con la serie R.I.S. –

Delitti imperfetti. Nei suoi quasi vent’anni

di carriera ci sono tantissimo cinema, tanta

televisione e anche del teatro, dove ama

confrontarsi con spettacoli non certo facili.

E a proposito di teatro e di ruoli difficili,

l’attore è reduce dalla tournée nazionale

di Lampedusa, uno spettacolo sull’immigrazione

che ha debuttato allo scorso Mittelfest

per poi essere rappresentato con

successo in diverse città italiane, fino a giungere

a Roma al Teatro Eliseo, che è anche coproduttore.

Lo spettacolo è fatto da due monologhi

che si intrecciano: sul palco, insieme

a Troiano, c’è Donatella Finocchiaro e

ognuno dei due attori racconta al pubblico

la propria storia. Uno spettacolo dai temi attuali

che probabilmente sarà riproposto

anche per la prossima stagione italiana con

nuove date e in diversi teatri. Anders Lustgarten,

l’autore di Lampedusa, fa un teatro

di impegno civile, come lo ha definito Fabio

Troiano in occasione di una sua recente

ospitata a Splendor - Suoni e visioni, un

programma in streaming su MYmovies.it:

Foto Azzurra Primavera

ITA EVENTI 81


Diario

STATO DI EBBREZZA

In uscita il 23 maggio, il film racconta la storia di Maria, una cabarettista

emiliana che inizia ad avere successo a livello nazionale quando,

all’improvviso, un dramma familiare stravolge la sua vita. La ritroviamo

qualche anno dopo completamente dipendente dall’alcol, inaffidabile

sul palcoscenico e senza più ingaggi televisivi. Dopo l’ennesimo incidente

automobilistico causato dall’abuso di alcol,

Maria viene obbligata a un trattamento sanitario

obbligatorio in una struttura pubblica specializzata

in problemi di dipendenza. La cabarettista

inizialmente rifiuta le cure e soprattutto rifiuta di

paragonarsi agli altri ricoverati rispetto ai quali si

sente “normale”. Ma proprio attraverso il contatto con

gli altri pazienti Maria si renderà conto di essere una

di loro e altrettanto fragile. Solo allora, grazie anche

all’amore del padre e del fratello Renato (interpretato

da Fabio Troiano) e a una psichiatra illuminata, troverà

la volontà di guarire e di sottoporsi alle terapie del centro.

Alcune immagini dal set del film Stato

di ebbrezza. Tra gli attori, oltre a Fabio

Troiano, Francesca Inaudi, Andrea

Roncato, Melania Dalla Costa

«è strano che sia un inglese a parlare di Lampedusa

e a farlo in maniera così precisa e puntuale. Forse

ha una visione più reale proprio perché quando

un problema non ti tocca da vicino riesci veramente

a cogliere la realtà e l’essenziale».

Come e cosa racconta dell’immigrazione lo

spettacolo teatrale Lampedusa?

Già dal titolo penso che si capisca che il focus dello

spettacolo è quello degli sbarchi a Lampedusa.

Sostanzialmente è formato da due monologhi, il mio

personaggio è un pescatore di Lampedusa che fino

a poco tempo prima pescava i pesci nel Mediterraneo,

e che ora continua a pescare, ma altro. C’è

una battuta fondamentale all’interno dello spettacolo,

in cui lui dice: “Il Mediterraneo è morto, eppure

io pesco, ma tutt’altro”. Lui pesca i cadaveri

dei migranti che non riescono a raggiungere le nostre

coste. Il lavoro che fa quest’uomo è spiazzante

e tragico, soprattutto perché questo lavoro adesso

esiste, esiste veramente, prima non c’era. L’idea

che qualcuno si metta in mare per raccogliere decine

e decine di uomini senza vita è terrificante.

È un tema molto sensibile in questo momento,

Pierfrancesco Favino lo ha anche portato sul palco

del Festival di Sanremo con il suo monologo.

Secondo lei si affronta l’argomento nel

modo giusto?

82 ITA EVENTI


È vero, è un tema molto sensibile. Io penso che

quando si affronta questo argomento lo si fa nel

modo giusto, ma non c’è mai tanto spazio e tanto

tempo da dedicargli. Questo è un argomento

estremamente attuale, che già da tanto tempo

coinvolge non solo l’Italia ma tutta

l’Europa e penso che questa situazione

durerà ancora per molto. Nell’ultimo

periodo forse se n’è parlato

tanto anche grazie alle elezioni politiche,

in occasione delle quali però

si è anche strumentalizzato. Per il resto

non se ne parla abbastanza. E il

fatto che Favino, dopo aver portato

quel monologo a teatro, abbia

sentito l’esigenza di portarlo proprio

su un palco importante come

quello del Festival è la dimostrazione

che pensava che ci fosse bisogno di una cassa

di risonanza molto grande.

Come si possono migliorare le condizioni degli

immigrati e mitigare il clima di ostilità che a volte

si respira nel nostro paese?

Non c’è una formula e poi non sta a noi trovare delle

soluzioni. Il teatro in questo caso può essere un teatro

sociale e di denuncia. L’autore di Lampedusa, l’inglese

Anders Lustgarten, scrive molti testi di questo

tipo. È giusto che il nostro lavoro serva anche a questo,

a sensibilizzare la gente e smuovere le coscienze.

Il compito di trovare soluzioni lasciamolo ai politici,

che son pagati fior fiore di euro per farlo.

Sono appena iniziate le riprese del suo primo

film da produttore. Perché ha deciso di svestirsi

dai panni di attore e di buttarsi in questa nuova

avventura?

Non c’è un motivo particolare, penso di aver trovato

la storia giusta e un personaggio giusto e mi

son voluto buttare in questa nuova avventura. Io

sono co-produttore della pellicola, il produttore è

un imprenditore milanese di nome Pier Paolo Piastra

che ha dato vita alla casa di produzione Viva

Productions. Io gli ho portato il mio progetto, ne

è stato entusiasta ed è nata questa collaborazione.

Di cosa parla il film?

Il film parla di bullismo, un problema molto serio

e attuale. Si leggono tutti i giorni sui giornali storie

di bambini vittime di bullismo e di cyberbullismo,

e che per questo decidono anche di togliersi la vita.

Quando sei un adulto queste cose non ti toccano,

mentre durante l’adolescenza, nel periodo di formazione

e sviluppo, i bambini e i ragazzini più fragili

possono esserne travolti; le critiche stupide e immotivate

possono appiccicartisi addosso con forza e

farti male sul serio. Il bullismo è un problema radicato

in tutto il mondo, e in qualche modo bisogna

parlarne per arginarlo il più possibile e debellarlo. Per

arginare un problema bisogna conoscerlo, c’è necessità

che se ne parli e che sia sulla bocca di tutti.

A maggio, invece, sarà al cinema nel film Stato

di ebbrezza.

È un film tratto da una storia vera, quella di Maria

Rossi che era una comica e negli anni ’90 era uno

dei volti più conosciuti di Zelig. Il film è tratto dal

suo libro di ispirazione autobiografica, lei ha avuto

problemi di alcolismo ed è stata rinchiusa in una

casa di cura per questa dipendenza. Questo personaggio

è interpretato in maniera che ritengo magistrale

da Francesca Inaudi, un’attrice veramente molto

brava, avevamo già lavorato insieme in un altro

film che si chiamava Dopo mezzanotte, e ritrovarla

in questo lavoro mi ha fatto molto piacere. È un attrice

straordinaria che in questo film interpreta un

personaggio difficile in maniera impeccabile. Io interpreto

il fratello della protagonista, che la accompagna

e la sostiene in tutte le sue vicende.

A che punto è della sua carriera da attore?

Non c’è un punto nella mia carriera, vado avanti e

faccio le mie cose. Cerco di scegliere il più possibile,

oggi sono un po’ più selettivo di un tempo ma

penso che questo sia un processo abbastanza naturale.

Non ho un obiettivo specifico, sono contento

di essere arrivato fin qui e spero di continuare a

fare questo lavoro che amo.

Cosa vorrebbe le riservasse il futuro?

Cinema e ancora cinema, teatro, televisione. Vorrei

che il futuro mi riservasse la possibilità di fare

le cose che mi piacciono.

ITA EVENTI 83


Tempo

Dal 15 al 18 aprile 2018

torna Vinitaly - Il Salone

Internazionale del vino e dei

distillati: gli spazi espositivi

sono sold out ed è stato

potenziato Vinitaly and the

City dedicato ai wine lover

fuori dal quartiere espositivo

di Andrea Giuliani

IL VINO

IN PRIMO

PIANO

A VERONA

A

poche settimane dall’apertura

della 52esima

edizione del salone dedicato

al vino e ai distillati più grande

al mondo in termini di superficie

espositiva e di operatori

esteri, l’attesa cresce perché ci si

aspettano numeri ancora più importanti

dello scorso anno. Nel

2017 Vinitaly ha registrato

128mila presenze di cui 48mila

estere da 142 nazioni. Il merito

è di un insieme di fattori: la formula

della rassegna che si svolge

in contemporanea con Sol&Agrifood

ed Enolitech, il lavoro programmato

da Veronafiere con il

nuovo piano industriale che prevede

investimenti finalizzati prioritariamente

al continuo miglioramento

delle infrastrutture, l’innovazione

digitale, la creazione di

nuovi servizi alle imprese. Per favorire,

mantenere e incrementare

le occasioni di contatto e di business

tra cantine, clienti e il

mondo del wine business, è nata

quest’anno la Vinitaly Directory -

Official catalogue & business guide,

innovativo portale che in lingua

inglese, cinese e italiana da

quest’anno sostituisce il tradizionale

catalogo online e permette di

cercare già da ora aziende e vini

per zona di produzione, fascia di

prezzo, bottiglie prodotte, mercati

di riferimento e quelli che si vogliono

sviluppare, canali di vendita

utilizzati e molto altro ancora

(www.vinitaly.com). Questo

significa, per gli operatori che visiteranno

Vinitaly 2018, poter selezionare

in anticipo le cantine interessanti

e fissare un calendario

di appuntamenti mirati.

OperaWine

Come tradizione, il giorno prima

dell’inaugurazione del salone internazionale

si svolgono Opera

84 ITA EVENTI


DA PROVARE

Ferraris Agricola

Opera Prima

Castagnole Monferrato,

Asti - Piemonte

Un Ruchè 100% che

ricorda i grandi vini

di Borgogna a base di

Pinot noir, invecchiato

24-32 mesi in tonneaux

di rovere francese da

500 litri. Ha un quadro

aromatico molto

complesso, con sentori

che spaziano da

frutta rossa matura,

a vaniglia, liquirizia,

spezie.

Pad. 10 - Stand Q3

Cantina Pizzolato

Metodo Classico

Villorba, Treviso

Veneto

Uno spumante

biologico e vegano

che nasce da due

grandi uve: l’Incrocio

Manzoni e lo

Chardonnay, scelte e

raccolte rigorosamente

a mano. Per tutelarne

al massimo sentori

e aromi, gli acini

vengono raffreddati

e poi sottoposti a una

fase di pigiatura soffice.

Pad. 5 - Stand B3

Wine (www.operawine.com) e

la cena di Gala. L’edizione

2018 del grand tasting vede la

presentazione di 107 produttori

italiani, di cui 16 selezionati

per la prima volta, scelti

in collaborazione con la rivista

Wine Spectator. Evento su

invito dedicato ai più influenti

giornalisti esteri e buyer

internazionali, quest’anno

OperaWine ha come focus il

mercato degli Stati Uniti.

International_

Wine Hall

Una formula, quella di Vinitaly,

che piace sempre di più

anche all’estero, da cui sta

crescendo la domanda di partecipazione.

Proprio tra le novità

di Vinitaly 2018 c’è, in-

Monteverro

Chardonnay

Capalbio, Grosseto

Toscana

Unicum in Toscana,

che non ha vini

top a base 100%

Chardonnay. Proprio

con l’obiettivo di

premiare gli estimatori

di questo vitigno,

nel 2018 nasce

la Magnum di

Chardonnay:

poche bottiglie, tutte

numerate, provenienti

da due ettari scarsi

della tenuta.

Pad. 9 - Stand D17

ITA EVENTI 85


Tempo

Lungarotti

Rubesco

Torgiano, Perugia

Umbria

Rosso di Torgiano

DOC realizzato con

uve Sangiovese e

Colorino raccolte tra

fine settembre e metà

ottobre. Di solida

struttura e ottima

concentrazione, evolve

con fresca acidità;

tannini austeri e di

buon equilibrio con

finale fruttato e

appena minerale.

Pad. 7 - Stand B2

Tenuta Colombarda

Rosalaura

San Vittore, Cesena

Emilia - Romagna

Un Igt Rubicone

Rosato 201,

ottenuto da sole uve

Sangiovese in purezza

e vinificato in acciaio.

Al palato è fresco,

dal frutto succoso

e piacevolissimo nel

ritmo acido, chiusura

sapida appena

salata. Ottimo

con piatti di pescato,

carni bianche e uova.

Padiglione 1

Montelvini

Asolo Prosecco

Venegazzù di Volpago

del Montello (TV) Veneto

È l’espressione

massima dell’Asolo

Prosecco Superiore

DOCG. La selezione

accurata delle uve

assicura particolare

finezza e armonia,

nonostante il basso

contenuto zuccherino,

perché bilanciata da

un notevole corpo.

Intenso, di buona

struttura e piacevole

freschezza acida.

Pad. 4 - Stand E6

Foto di repertorio del Vinitaly 2017: quest’anno si aspettano

128mila operatori, con buyer esteri provenienti da oltre 140

paesi. In crescita del 25% lo spazio riservato all’esposizione

internazionale che diventa International_Wine Hall

fatti, l’ampliamento del salone

dedicato agli espositori

esteri, in aumento del 25%,

che da quest’anno si chiama

International_Wine Hall.

Molte le new entry: dalla

prima volta di Etiopia, Danimarca

e Santo Domingo,

alle nuove aziende da Francia,

Spagna, Croazia, Georgia,

Portogallo, Ungheria, Azerbaijan,

Usa, America del Sud,

Australia, fino al Giappone.

Ogni giorno, nell’area tasting,

si svolge un programma

di degustazioni guidate

dei vini e distillati in esposizione,

dai rum caraibici al Pisco

peruviano, ai liquori a

base di vodka, e molti sono

gli approfondimenti su tecniche

di produzione tradizionali

che caratterizzano le

proposte di taluni paesi, come

ad esempio il Vermouth argentino

prodotto da vini di

vigneti coltivati a duemila

metri di altezza.

ViVit, VinitalyBio, Fivi

Nel padiglione 8 si rinnovano

e crescono il salone dei

vini naturali ViViT – Vigne

Vignaioli Terroir, realizzato da

Vinitaly in collaborazione

con l’Associazione Vi.Te, e la

collettiva Fivi – Federazione

Italiana Vignaioli Indipendenti.

Lo sviluppo di questi

due spazi espositivi è in linea

con le tendenze di mercato e

di quella parte del mondo

produttivo italiano sempre

più impegnato sul fronte

della identità e della sostenibilità

ambientale. Per i vini

certificati biologici si arricchisce

l’Enoteca di Vinitaly-

Bio, che propone tutte le

etichette presenti in fiera all’interno

degli stand delle

cantine che, sempre più numerose,

hanno fatto questa

scelta produttiva.

Grand tasting

Peculiarità di Vinitaly sono da

sempre le degustazioni, ogni

anno uniche perché rappresentative

di case history di

successo internazionale, come

quella del Seminario Masi,

organizzata quest’anno in

collaborazione con Veronafiere,

che propone una verticale

di trenta annate di Ama-

86 ITA EVENTI


terroir che dà vita al Barbaresco

e al Barolo della grande

cantina piemontese. Un

omaggio a una delle regioni

enologiche più interessanti e

importanti d’Italia.

Vinitaly and the City

Se il business è in fiera, per i

wine lover dal 13 al 16 aprile

c’è il fuori salone Vinitaly

and the City, nelle piazze del

centro storico di Verona.

Ogni piazza è legata a una regione

italiana. A unirle un

percorso che parte da Piazza

Roccafiore

Fiorfiore Riserva

Todi, Perugia

Umbria

Vino realizzato in

purezza da uve di

Grechetto di Todi,

affinato per nove mesi

in tonneaux di secondo

passaggio a contatto

con le fecce fini, e poi

in bottiglia per altri due

anni e mezzo. Molto

complesso dal punto

di vista olfattivo, viene

prodotto solo nelle

annate migliori.

Pad. 2 - Stand A9 - F9

Lis Neris

Gris

San Lorenzo

Isontino, Gorizia

Friuli-Venezia Giulia

Pinot Grigio 100%,

fermentato in botti

di rovere francese da

500 litri, maturato

negli stessi contenitori

di fermentazione

sul deposito fine

per undici mesi con

bâtonnage frequenti.

Imbottigliamento e

affinamento in bottiglia

per minimo dodici mesi.

Pad. 6 - Stand E7

rone della Valpolicella. Altrettanto

interessanti il tasting

sui Vini dal mondo seguiti da

Riccardo Cotarella con 15

vini da Italia, Francia, Romania,

Stati Uniti, Palestina,

Russia e Giappone e quello

guidato da Raoul Salama che

presenta in parallelo Pessac-

Leognan e Bolgheri con 3 etichette

italiane e 3 francesi delle

cantine più blasonate. Un

focus speciale viene dedicato

quest’anno ai vini rosati, per

approfondire i motivi di un

successo internazionale sempre

più in crescita. In calendario

anche gli appuntamenti

con Tasting ex... press, il tradizionale

viaggio tra i vini del

mondo organizzato in collaborazione

con importanti testate

estere, con focus quest’anno

su Argentina e Peru,

Ungheria, Ucraina, Francia,

Slovenia e Australia. E tra le

grandi degustazioni di Vinitaly

2018, un posto d’onore

ha quella dedicata ai grandi

cru di Ceretto, a cura della

Vinitaly International Academy.

Ian D’Agata, Federico

e Alessandro Ceretto accompagneranno

l’operatore

in un viaggio alla scoperta del

Bra, di fianco all’Arena, dove

verrà consegnato un “passaporto”

che ogni wine lover

potrà farsi vidimare a ogni

tappa. Il programma prevede

degustazioni wine&food

presso gli stand, oltre a un calendario

di degustazioni guidate,

incontri culturali e spettacoli

musicali. L’evento si

svolge sempre nelle stesse

date, dal 13 al 16 aprile, anche

a Bardolino, perla del

lago di Garda, a Valeggio

sul Mincio nell’entroterra

gardesano, e a Soave, splendido

borgo medievale ai piedi

della Lessinia con identico

format.

Podere Luigi Einaudi

Barolo Ludo Docg

Dogliani, Cuneo

Piemonte

Il vino esprime le

caratteristiche delle

singole sottozone

delle uve che lo

compongono, in

particolare la potenza

di Bussia (in Monforte

D’Alba) addolcita

dall’eleganza di

Cannubi (in Barolo)

in un perfetto

equilibrio garantito

da Terlo (Comune

di Barolo).

Pad. 15 - Stand D81

ITA EVENTI 87


Viaggiare

A VIAREGGIO PER SCOPRIRE

IL SANTUARIO DEI CETACEI

Dalla Versilia partono imbarcazioni per andare alla scoperta di questi

animali, guidati da biologi marini e skipper esperti. La straordinaria

presenza nei mesi estivi di cetacei di tutte le specie del Mediterraneo è

dovuta all’elevata quantità di sostanze nutritive che risalgono dai fondali

grazie a caratteristiche oceanografiche della zona di Margot Rossi

on sono in molti a saperlo,

eppure l’Italia è uno

dei luoghi migliori per

l’avvistamento di grandi cetacei

come balene, megattere e capodogli,

ma anche per l’avvistamento

di delfini e di molte altre

specie marine. C’è una zona che

va dalla Toscana sino alla Francia

dove delfini e balene godono di

protezione e pace: si tratta del

Santuario Internazionale dei Cetacei,

una riserva internazionale

istituita nel 1999 grazie a un accordo

tra Italia, Francia e Principato

di Monaco.

L’area

Si estende a nord del Mar Tirreno,

attorno alle isole dell’Arcipelago

Toscano fino alla Provenza

e trova a Viareggio uno dei

principali punti di partenza per

le visite guidate alla scoperta

delle meraviglie del mondo dei

cetacei. Stiamo parlando di

un’area marina di circa 87.500

km²: i riferimenti a terra sono

Pointe Escampobariou in Francia,

Capo Falcone e Capo Ferro

a nord della Sardegna e Fosso

Chiarone in Toscana. Il Santuario

riguarda 124 comuni francesi

(tra Costa Azzurra e Corsica),

87 comuni italiani (in Liguria,

Toscana e nord della Sardegna) e

1 del Principato di Monaco.

Il mare toscano

In particolare, davanti alle coste

di Viareggio vive il più numeroso

gruppo di delfini costieri tur-

88 ITA EVENTI


Tra i cetacei che

si possono avvistare

visitando il Santuario

ci sono diverse specie

di delfini, tra cui

il delfino comune

e il tursiope

siopi (chiamato anche delfino

dal naso a bottiglia), che amano

questa zona grazie alla considerevole

ricchezza di plancton e vita

pelagica e che spesso si esibiscono

in spettacolari danze e salti per

la gioia di turisti e curiosi. La stagione

migliore per osservare balene,

megattere e capodogli va dal

mese di maggio fino a ottobre anche

se in realtà i cetacei sono osservabili

tutto l’anno: ovviamente

le condizioni meteo migliori

per poter avere un’esperienza

esaltante si trovano nei mesi primaverili

ed estivi, quando il mare

è calmo e le possibilità di avvistare

i colossi del mare aumentano

sensibilmente. Sono diverse le

cooperative che organizzano

escursioni in giornata. Ad accompagnare

i gruppi sono biologi

marini muniti di binocolo e dall’occhio

esperto. Le visite sono in

barca, con pranzo a bordo, e

permettono di incontrare anche

altri animali marini: tartarughe,

mante, pesci spada, tonni, pesci

luna, gabbiani e altri uccelli marini.

Grazie alla considerevole

ricchezza di plancton e di vita pelagica,

quindi, l’area del Santuario

Internazionale per i Mammiferi

Marini è l’habitat idoneo

per la riproduzione e le esigenze

di alimentazione dei cetacei del

Mediterraneo: Balenottere comuni,

Capodogli, Stenelle, piccoli

cetacei simili a delfini, Globicefali,

Grampi, Tursiopi, Zifi e

Delfini comuni oltre che la Manta

mediterranea, le Tartarughe

marine e la Foca Monaca che

sembrava essere scomparsa.

L’accordo

L’Isola d’Elba e le altre isole dell’Arcipelago

Toscano sono il cuo-

ITA EVENTI 89


Viaggiare

Alcune immagini

dei cetacei che vivono

nel territorio del

Santuario: i cetacei

sono mammiferi

adattati alla vita in

mare, gli arti inferiori

si sono trasformati in

pinne, quelli posteriori

sono scomparsi

90 ITA EVENTI


e del Santuario Internazionale

dei Cetacei, che in Francia viene

chiamato Santuario Pelagos. Costituisce

un ambito di gestione

tripartita in un territorio costiero

e di altura che si configura

come un “ecosistema di grandi

dimensioni” di notevole interesse

scientifico, socio-economico,

culturale ed educativo. L’accordo

fra i tre stati, entrato in vigore

il 21 febbraio 2002, si prefigge

di promuovere attività concrete

e armonizzate tra i paesi firmatari

per la protezione dei cetacei

e del loro ambiente naturale.

Tale obiettivo è perseguito attraverso

diverse azioni: intensificazione

dell’attività contro l’inquinamento

di qualsiasi origine

che possa avere impatto sui mammiferi

marini e sui loro habitat;

soppressione progressiva degli

scarichi tossici derivanti da fonti

a terra; divieto di catture o turbative

intenzionali dei mammiferi

marini; regolamentazione o

divieto di competizioni a motore;

adeguamento alla normativa

comunitaria in materia di pesca;

regolamentazione delle attività

turistiche di osservazione dei cetacei

(whale watching). I paesi firmatari

si impegnano a favorire

programmi di ricerca scientifica

e campagne di sensibilizzazione,

in particolare per quanto riguarda

la prevenzione delle collisioni

tra navi e mammiferi marini

e la segnalazione di esemplari

in difficoltà. Infine sul piano

internazionale si impegnano a

chiedere l’iscrizione del santuario

nella lista ASPIM (Aree Specialmente

Protette di Importanza

Mediterranea), a invitare altri

paesi ad adottare nelle aree analoghe

misure di protezione, comunicando

il testo dell’accordo

a livello internazionale.

Whale watching

Esiste un codice di buona condotta

per il whale watching, in

modo da disturbare il meno possibile

il normale ciclo di vita dei

cetacei. Ecco i punti salienti:

- muoversi lentamente e avanzare

con calma e regolarità non appena

si avvistano i cetacei e, in

particolare, nella zona dei 300

metri;

- non avvicinarsi oltre i 100 m;

- la durata dell’attività di osservazione

è al massimo di 30 minuti

e di 15 minuti in caso di presenza

di altre imbarcazioni;

- una sola imbarcazione nella

zona dei 300 metri;

- non cercare mai di toccare i cetacei,

di dar loro da mangiare e di

nuotare con loro.

DOVE ALLOGGIARE

Grand Hotel

Principe di Piemonte:

tra lusso e tradizione

Sorto nei primissimi anni

Venti, si dimostra subito

dimora favorita di

aristocratici, intellettuali

e artisti. La sua eleganza

seduce la fantasia di

numerosi registi

diventando teatro di

prestigiose produzioni

cinematografiche. Tornato

all’apice del suo incanto

nel 2004, dopo 19 mesi

di restauro, oggi è uno

tra gli hotel storici più

esclusivi e raffinati in Italia.

I ristoranti “Piccolo

Principe” e “Regina”

hanno certamente reso

celebre nel tempo il Grand

Hotel Principe di Piemonte

di Viareggio. Gli ambienti,

dai quali ammirare il

panorama delle Alpi

Apuane e del Lungomare

di Viareggio, sono intimi

e accoglienti. La Spa

propone giochi d’acqua,

sauna, centro fitness,

massaggi, trattamenti

estetici: un relax totale e

assoluto, in un ambiente

elegante e raffinato, per

rigenerarsi nel benessere.

ITA EVENTI 91


Angolo dei consigli

CALVIZIE: LE NUOVE FRONTIERE

DELLA MEDICINA RIGENERATIVA

La perdita dei capelli è spesso vissuta con imbarazzo, tanto da provocare

problemi di insicurezza anche importanti. Grazie ad anni di ricerca,

HairClinic Bio Medical Group offre soluzioni ad personam, quindi più efficaci

92 ITA EVENTI


Tecnologie ad altissimo livello e protocolli di cura

personalizzati: grazie alla tecnologia e ai suoi

continui sviluppi oggi possiamo approfittare

dell’azione di alcuni corpuscoli del nostro organismo,

che non solo è riparatrice, ma anche rigeneratrice,

soprattutto in presenza di alcuni tipi di

tessuti danneggiati. La diminuzione della quantità

dei capelli e la diminuzione del loro spessore

prende il nome di alopecia. Esistono diversi tipi di

alopecia ma nell’uomo la più diffusa è l’alopecia

androgenetica che colpisce più dell’87% della

popolazione maschile. La calvizie è una malattia

del follicolo e non è una patologia debilitante, di

fatto si può vivere benissimo anche senza capelli,

ma per molte persone il più delle volte è vissuta

dall’inconscio come un vero dramma. Se è vero

che le donne hanno meno problemi di calvizie rispetto

agli uomini è anche vero che non sono al

riparo dall’alopecia androgenetica, tanto da poter

parlare di alopecia androgenetica femminile.

L’alopecia androgenetica femminile è molto più

diffusa di quanto si possa pensare, una donna su

quattro ha un problema legato alla caduta dei

capelli. Per risolvere questi problemi si parla sempre

più spesso di principi attivi di rigenerazione

cellulare autologhi e delle loro funzioni. In pratica,

una volta individuati gli attori della rigenerazione

tissutale, viene messa a punto una strategia

terapeutica che permette di sfruttarne le enormi

capacità. Si parla in questo caso di tecnica PRP

(Plasma Ricco di Piastrine), che già negli anni a

cavallo tra il 1970 e il 1980 veniva utilizzata per

curare le ulcere nei soggetti diabetici o i piccoli

traumi del tessuto nervoso. Nel corso del tempo

si è poi arrivati a una soluzione potenziata della

tecnica PRP attraverso la metodologia di separazione

cellulare hCRP, per un migliore contrasto

della calvizie e una sua più efficace cura. Tutto

dunque ha origine dal nostro organismo, e infatti

il primo passo del trattamento hCRP è un semplice

prelievo ematico dal paziente con successiva

separazione dei principi attivi del sangue

mediante una centrifugazione a doppio stadio in

grado di riconoscere e concentrare selettivamente

le piastrine giovani che verranno poi infiltrate

nelle zone da trattare con una micro-iniezione.

La Medicina Rigenerativa associata a una cura

ad-personam rappresenta quindi l’approccio

medico più incisivo contro la calvizie. La tecnica

hCRP è utilizzata da HairClinic Bio Medical

Group che da quasi dieci anni la annovera tra

le fasi del più articolato Protocollo di Medicina

Rigenerativa bSBS nella lotta alla calvizie. Questo

protocollo è totalmente privo di controindicazioni

ed effetti secondari e consente un’immediata

ripresa della quotidianità.

PER SAPERNE DI PIÙ

HAIRCLINIC BIO MEDICAL GROUP

www.hairclinic.it

Numero verde: 800 168 668

ITA EVENTI 93


Leggere

ALLA RICERCA DEL

LIBRO PERFETTO

Un viaggio in India attraverso religioni, etnie e culture ma

anche e soprattutto alla ricerca di sé stesso. Un’avventura che

cambierà il protagonista per sempre di Mercedes Vescio

orenzo ha quasi

quarant’anni,

uno studio di consulenza

avviato, un matrimonio

appena finito e una storia

da scrivere, di cui conosce la conclusione

ma non l’inizio. Un viaggio

nel Nord dell’India si trasformerà

per lui in una straordinaria

Kashmir e del Ladakh,

fino a un monastero

isolato della Valle di

Nubra, circondato

dalle vette dell’Himalaya.

Un viaggio

nelle affascinanti e selvagge

regioni dell’India

del Nord, attraverso il dedalo

di religioni, etnie e culture che

le caratterizzano. Ma anche un

viaggio alla ricerca del sé perduto.

È questa la trama de Il libro perfetto,

di Massimo Lazzari, edito da

AntonioTombolini, pubblicato all’interno

della collana Officina

Marziani diretta da Michele Marziani.

Lazzari è nato a Rimini nel

1979 e vive a Bologna, con Antonio

Tombolini Editore aveva già

pubblicato Quando guardo verso

Ovest, una raccolta di racconti legati

alla musica rock.

Il romanzo è disponibile in

ebook e cartaceo e in vendita

presso i principali store online,

primi fra tutti Amazon, IBS e

Streetlib. L’autore donerà tutti i

proventi delle vendite del libro all’Associazione

Mondobimbi Onlus,

impegnata in Madagascar per

tutelare i diritti all’infanzia, alla

nutrizione, alla scolarizzazione,

alla salute e contribuire all’educazione

di giovani autosufficienti

e capaci di crearsi un ruolo costruttivo

nella società.

A sinistra, la Valle di Nubra,

sotto la città di Rishikesh:

due luoghi chiave del viaggio

in India del protagonista del libro

avventura: inseguirà le tracce del

misterioso autore di un altro libro

di cui è stato scritto l’inizio, ma

non la fine. L’autore di questa seconda

storia è Leo, un musicista

che, come Lorenzo, si è recato in

India alla ricerca di ispirazioni per

scrivere la canzone perfetta. La ricerca

di Leo porterà Lorenzo dalla

mistica città di Rishikesh, attraverso

le regioni del Punjab, del

94 ITA EVENTI


Alice Zannoni, critico d’arte,

fondatrice, insieme a Simona

Gavioli, di SetUp Art s.r.l.

che ogni anno organizza

a Bologna la SetUp

Contemporary Art Fair

UNA RIVOLUZIONE

Problemi con l’arte contemporanea? Ci pensa Alice Zannoni,

che ha scritto un libro in cui ne parla, in modo semplice,

insieme a sua nonna di novantun anni di Mercedes Vescio

piegamelo come se avessi

due anni”. È un’espressione

che usiamo spesso,

quando non capiamo niente di

qualcosa e chiediamo a qualcuno

di spiegarcelo nel mondo più

semplice possibile. Il concetto

che c’è alla base del libro L’arte

contemporanea spiegata a mia

nonna, scritto da Alice Zannoni

ed edito da NFC Edizioni, è più

o meno lo stesso: come dice il titolo,

cerca di suggerire le basi per

comprendere l’arte contemporanea,

ma non si tratta di un manuale

di storia dell’arte, né di un

testo teorico, né di un saggio di

estetica, piuttosto di un “kit di

pronto intervento” per coloro

che di arte non sanno nulla, un libro

per dare una risposta non tanto

a “che cosa è arte” ma al quesito

“perché alcune cose sono

arte”. Alice Zannoni, socio fondatore

di SetUp, critico d’arte e

curatore indipendente, ha abolito

le etichette, le date e le biografie

a favore di una spiegazione leggera

e fruibile a tutti per mettere in luce

soprattutto la genesi e la logica di

funzionamento, affrontando in

ogni capitolo una categoria estetica

(tempo, bello, valore, memoria,

ricordo, giudizio) a cui ha

abbinato un artista. Nonna e nipote

rappresentano due momenti

della vita estremamente diversi,

giovinezza e senilità e l’arte contemporanea

diviene la tela su cui

si dipana il dialogo con estratti di

racconti passati e riflessioni sul sistema

dell’arte che compongono

questo curioso e suggestivo progetto

che si è sviluppato con lezioni

vis à vis a casa della nonna

in Veneto. Alice Zannoni fa sì che

il lavoro diventi implicitamente

anche una riflessione sul tempo

che fa perno sull’arte come struttura

portante di un confronto generazionale

tra la nonna Zita, che

a novantuno anni dice con convinzione

che non vuole diventare

vecchia perché vuole continuare

a sapere “cose nuove”, e la nipote

che di anni ne ha trentasei e tocca

con mano il fatto che “la ruota

gira” anche se resterà sempre la

sua “toseta”, cioè la sua bambina.

«Devo tornare indietro per andare

avanti - dice l’autrice - questo libro

non può che partire da casa

di mia nonna e non solo perché

l’interlocutore è mia nonna, ma

perché il senso di questa operazione

si può apostrofare come ‘rivoluzione’.

Trovo sia una rivoluzione

trasmettere il sapere e acquisire

conoscenza e, in fondo,

l’appellativo di rivoluzione, se

preso in prestito dalla scienza, funziona

perfettamente. Revolutio è

il giro che compie il pianeta sull’orbita

trovandosi poi al punto di

partenza per ricominciare, è un

andare avanti tornando indietro

per legittimare un altro giro che

è il futuro. L’arte ha un carattere

rivoluzionario, l’arte è un modo

di sapere e il sapere è sempre una

rivoluzione».

ITA EVENTI 95


Leggere

1 2

3

in libreria

1. Freedom Hospital,

Hamid Sulaiman, Add Editore

È la primavera del 2012 e Yasmine,

pacifista militante, ha istituito un

ospedale clandestino in Siria. Ci

vivono con lei undici figure, malati

e medici, che rispecchiano la complessità

della società siriana: un

curdo, un alauita, una giornalista

franco-siriana, membri dell’armata

libera e un islamista radicale. Il libro,

in uscita il 18 aprile, racconta

le loro vite, l’impegno politico, il

tradimento, le amicizie che si rompono

e si ricompongono.

2. Dove nasce il vento, vita

di Nellie Bly, Nicola Attadio,

Bompiani

La storia di Elizabeth Cochran che

nel 1887 ha bussato alla porta di

John Cockerill, direttore del New

York World di Joseph Pulitzer chiedendo

di essere assunta come reporter.

Nessuna donna aveva mai

osato tanto. Ha 23 anni, ma già da

tre scrive per un quotidiano di Pittsburgh

firmandosi Nellie Bly. La sua

idea di un'inchiesta sotto copertura

a Blackwell Island, manicomio femminile

di New York, convince Cockerill

e Pulitzer ad accettare la sfida.

3. Il suono della vita, Hanns-

Josef Ortheil, Keller Editore

Johannes è un bambino particolare:

non parla ma non è muto.

È nato e cresciuto con una madre

che per dolore - la morte dei figli -

ha rifiutato le parole. Ma Johannes

ha il suono dell’amato pianoforte

e un padre amorevole che comincerà

con lui una paziente formazione

a contatto con la natura per

insegnargli a percepire immagini

e impressioni, disegnarle e assegnare

a ciascuna un nome.

4. Che mondo sarebbe.

Pubblicità del cibo e modelli

sociali, Cinzia Scaffidi,

Slow Food Editore

Come sarebbe il mondo se davvero

assomigliasse a quello che

la pubblicità del cibo ci descrive?

Come sarebbero le nostre relazioni

sociali, le nostre psicologie individuali?

In quale tipo di società cresceremmo

i nostri figli? Questo

libro risponde con ironia a questi

e altri interrogativi.

5. L’arte della SEO – User first,

AA.VV, Hoepli

La SEO è diventata User First:

l’utente - la persona - e la sua

esperienza vengono prima di qualsiasi

altra cosa. Google ha spinto

tantissimo verso questo mantra

“user-centrico” e ci ha costretto a

costruire contenuti efficaci da inserire

in contenitori altrettanto validi.

Il libro descrive i cambiamenti

della SEO dalla sua nascita, 20

anni fa, fino a oggi in maniera

chiara e immediata.

5

4

96 ITA EVENTI

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