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A come Amici no° 36

A come Amici n° 36 - aprile 2018

7-8 OTTOBRE sicuro e con

7-8 OTTOBRE sicuro e con veemenza: solo lui infatti nel profondo del suo cuore sapeva di sentirsi "padre" verso quei giovani e sapeva di non averlo mi confidato a nessuno. Solo Leo aveva potuto leggergli l'anima. Solo le parole di Leo gli dettero la forza di assumere anche quel ruolo. In un altro episodio, circa due anni prima della sua scomparsa, sempre Leo ci aveva detto: «Siamo nel 1986; io non ci sono più, cosa dite a chi viene qui e vi pone delle domande?» Ci aveva già annunciato a suo modo il suo allontanamento, ma aveva già detto che Carlo avrebbe continuato dopo di lui. E lo ha fatto proprio come un padre. Questo non è mai stato sottolineato ma ho sempre visto che Carlo è veramente stato un padre per voi giovani. Anche io seguendo ciò che Gesù ci ha insegnato, nelle mie espressioni d'amore ho scelto un mio ruolo personale. Ho trovato prima un padre in Leo e poi anche in Carlo. Ho ricevuto tanto amore vivendo accanto ad un uomo così grande ed ho scoperto con lui anche la bellezza di essere madre. È bellissimo essere madri perché Dio ha voluto che noi donne lo fossimo affinché potessimo accogliere il Suo amore. Carlo: «Volevo dirvi che nella canzone voi dite “resta con noi”: questo sentimento, che provate e che è vero c’è solo un modo per non farselo scivolare via, non farselo togliere dal male: quello di fare una vostra ricerca vera, sincera, personale, a costo di sacrifici, per arrivare a toccare con mano Dio. Questa è l’unica garanzia che voi avete affinché questo sentimento che avete espresso per me non svanisca mai. Che la vostra volontà sia quella di rimanere insieme come fratelli e insieme a me, chi ci unirà sarà il Signore, il Padre con la P maiuscola. È solo questo che vi darà la garanzia che non ci lasceremo mai. Cominciate ora che avete questi sentimenti portati al vivo, dopo la vita ve li potrebbe togliere, allontanare o spegnere. Questo sarebbe tanto ingiusto perché la vostra non è una sensazione, ma proprio la verità!». Una ragazza siciliana del gruppo di Bagheria legge uno scritto: «Carlo, porta serrata, blocca fuori gli inutili brusii del mondo, per lasciar posto nel cuore di ogni uomo ad un devastante silenzio, generatore di certezza, conoscenza e tenerezza». Ed un’altra ragazza gli chiede: «Come si fa a fidarsi di se stessi e a volersi bene?» 10

R.: «Quando vuoi bene al prossimo automaticamente vuoi bene a te stesso perché non permetteresti mai a te stesso di abbandonarti ai brutti pensieri, alla trascuratezza del tuo corpo, alle bassezze umane. Quando ami non te lo permetti perché sai che butteresti via del tempo e lo toglieresti a chi ha bisogno del tuo amore». [...] Martina da Torino: «Per me ieri è stato il debutto come ballerina in Patto di Luce. Questo è stato il primo spettacolo che ho visto qui al lago quando ancora non conoscevo niente. Quando vidi esibirsi quei ragazzi io ho come riconosciuto Dio su questo palco e ho desiderato essere come loro e poter anch’io cercare Dio nella danza, nell’arte, in quello che amo fare. Ogni volta che salgo su questo palco io sento Dio, forte, dentro di me». Carlo, rivolto ai giovani del gruppo di Mattinata, chiede: «Chi di voi ha scritto la canzone che avete appena cantato? Ciò che mi tocca è che ricalca le parole della canzone del gruppo di Bagheria, anche se siete due gruppi che forse nemmeno conosciuti. Naturalmente vale anche per voi quello che ha detto Daniela, però, è impressionate come la verità alberghi dentro ai nostri cuori e, se il cuore è aperto, come si incardini sulla libertà di ognuno e si aggrappi ai nostri sentimenti; poi se c’è un sentimento che Dio vuole farci vivere in comunione ecco che le parole e i concetti sono gli stessi. Questo tocca perché è l’amore di Dio che ci tocca, ci protegge, ci cura e ci fa fare lo stesso percorso». Manuel: «Spesso mi capita che nelle circostanze in cui mi trovo bene o in posti dove sento a pelle che c’è positività, arrivano dei pensieri negativi alla mente che sembrano volermi indurre al male, alle tentazioni. A volte questi pensieri si trattengono però questo mi turba». R.: «Il male è attirato dal bene come le api sul miele. Mentre tu produci il miele ecco che le api arrivano, il male arriva sempre. Intanto questa per te deve essere una prova che sei nel bene. Il cacciarli, come fai tu, funziona: piano piano nel tempo chiudi quel punto negativo in cui entra quel pensiero e quando il punto negativo è chiuso neanche più quel pensiero arriva. Se tu sarai nel bene e arriverà il male sarà come un rumore; il male busserà ma non potrà entrare perché non ci sarà più quel punto negativo, 11

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