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Leggere ALLA RICERCA DEL

Leggere ALLA RICERCA DEL LIBRO PERFETTO Un viaggio in India attraverso religioni, etnie e culture ma anche e soprattutto alla ricerca di sé stesso. Un’avventura che cambierà il protagonista per sempre di Mercedes Vescio orenzo ha quasi quarant’anni, uno studio di consulenza avviato, un matrimonio appena finito e una storia da scrivere, di cui conosce la conclusione ma non l’inizio. Un viaggio nel Nord dell’India si trasformerà per lui in una straordinaria Kashmir e del Ladakh, fino a un monastero isolato della Valle di Nubra, circondato dalle vette dell’Himalaya. Un viaggio nelle affascinanti e selvagge regioni dell’India del Nord, attraverso il dedalo di religioni, etnie e culture che le caratterizzano. Ma anche un viaggio alla ricerca del sé perduto. È questa la trama de Il libro perfetto, di Massimo Lazzari, edito da AntonioTombolini, pubblicato all’interno della collana Officina Marziani diretta da Michele Marziani. Lazzari è nato a Rimini nel 1979 e vive a Bologna, con Antonio Tombolini Editore aveva già pubblicato Quando guardo verso Ovest, una raccolta di racconti legati alla musica rock. Il romanzo è disponibile in ebook e cartaceo e in vendita presso i principali store online, primi fra tutti Amazon, IBS e Streetlib. L’autore donerà tutti i proventi delle vendite del libro all’Associazione Mondobimbi Onlus, impegnata in Madagascar per tutelare i diritti all’infanzia, alla nutrizione, alla scolarizzazione, alla salute e contribuire all’educazione di giovani autosufficienti e capaci di crearsi un ruolo costruttivo nella società. A sinistra, la Valle di Nubra, sotto la città di Rishikesh: due luoghi chiave del viaggio in India del protagonista del libro avventura: inseguirà le tracce del misterioso autore di un altro libro di cui è stato scritto l’inizio, ma non la fine. L’autore di questa seconda storia è Leo, un musicista che, come Lorenzo, si è recato in India alla ricerca di ispirazioni per scrivere la canzone perfetta. La ricerca di Leo porterà Lorenzo dalla mistica città di Rishikesh, attraverso le regioni del Punjab, del 94 ITA EVENTI

Alice Zannoni, critico d’arte, fondatrice, insieme a Simona Gavioli, di SetUp Art s.r.l. che ogni anno organizza a Bologna la SetUp Contemporary Art Fair UNA RIVOLUZIONE Problemi con l’arte contemporanea? Ci pensa Alice Zannoni, che ha scritto un libro in cui ne parla, in modo semplice, insieme a sua nonna di novantun anni di Mercedes Vescio piegamelo come se avessi due anni”. È un’espressione che usiamo spesso, quando non capiamo niente di qualcosa e chiediamo a qualcuno di spiegarcelo nel mondo più semplice possibile. Il concetto che c’è alla base del libro L’arte contemporanea spiegata a mia nonna, scritto da Alice Zannoni ed edito da NFC Edizioni, è più o meno lo stesso: come dice il titolo, cerca di suggerire le basi per comprendere l’arte contemporanea, ma non si tratta di un manuale di storia dell’arte, né di un testo teorico, né di un saggio di estetica, piuttosto di un “kit di pronto intervento” per coloro che di arte non sanno nulla, un libro per dare una risposta non tanto a “che cosa è arte” ma al quesito “perché alcune cose sono arte”. Alice Zannoni, socio fondatore di SetUp, critico d’arte e curatore indipendente, ha abolito le etichette, le date e le biografie a favore di una spiegazione leggera e fruibile a tutti per mettere in luce soprattutto la genesi e la logica di funzionamento, affrontando in ogni capitolo una categoria estetica (tempo, bello, valore, memoria, ricordo, giudizio) a cui ha abbinato un artista. Nonna e nipote rappresentano due momenti della vita estremamente diversi, giovinezza e senilità e l’arte contemporanea diviene la tela su cui si dipana il dialogo con estratti di racconti passati e riflessioni sul sistema dell’arte che compongono questo curioso e suggestivo progetto che si è sviluppato con lezioni vis à vis a casa della nonna in Veneto. Alice Zannoni fa sì che il lavoro diventi implicitamente anche una riflessione sul tempo che fa perno sull’arte come struttura portante di un confronto generazionale tra la nonna Zita, che a novantuno anni dice con convinzione che non vuole diventare vecchia perché vuole continuare a sapere “cose nuove”, e la nipote che di anni ne ha trentasei e tocca con mano il fatto che “la ruota gira” anche se resterà sempre la sua “toseta”, cioè la sua bambina. «Devo tornare indietro per andare avanti - dice l’autrice - questo libro non può che partire da casa di mia nonna e non solo perché l’interlocutore è mia nonna, ma perché il senso di questa operazione si può apostrofare come ‘rivoluzione’. Trovo sia una rivoluzione trasmettere il sapere e acquisire conoscenza e, in fondo, l’appellativo di rivoluzione, se preso in prestito dalla scienza, funziona perfettamente. Revolutio è il giro che compie il pianeta sull’orbita trovandosi poi al punto di partenza per ricominciare, è un andare avanti tornando indietro per legittimare un altro giro che è il futuro. L’arte ha un carattere rivoluzionario, l’arte è un modo di sapere e il sapere è sempre una rivoluzione». ITA EVENTI 95

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