neospora caninum - Ordinevetverona.it

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Sembrerebbe comunque improbabile che il pollame possa trasmettere

Neospora caninum direttamente al bestiame; ma se le galline e altri volatili da

cortile sono ospiti intermedi, allora potrebbero trasmettere l’organismo agli

eventuali cani presenti in allevamento (Otranto et al., 2003).

Non è ancora del tutto esclusa la possibilità di trasmissione di N. caninum

all’uomo. In uno studio condotto in Svezia da Petersen, Lebech, Jensen et al.

(1999) su 76 donne (dai 19 ai 41 anni di età) che accusavano ripetuti aborti o

morte intrauterina del feto, vennero eseguiti degli esami sierologici per

valutare la sieroprevalenza di N. caninum. I test utilizzati (ELISA, IFAT)

erano comunque basati su metodi usati per la ricerca anticorpale di T. gondii

(agente abortigeno nell’uomo): i risultati però esclusero la presenza di Ac-anti

N. caninum in queste donne testate. L’equipe giunse alla conclusione che

molto probabilmente l’infezione da N. caninum nell’uomo è potenzialmente

possibile, soprattutto in quei pazienti più sensibili perché ad esempio

immunodepressi. Quello che si deve continuare a fare, è ricercare sicuramente

un più valido ed attendibile test per la diagnosi indiretta di N. caninum

nell’uomo.

Tra questi certamente si annovera la PCR e l’immunoistochimica, effettuate su

biopsie od eventualmente su tessuti prelevati in corso di autopsie di feti

abortiti.

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