Views
2 weeks ago

FuoriAsse #22

Officina della cultura

Tracce di noir a cura di

Tracce di noir a cura di Luca Ippoliti ©Adrian Donoghue Il noir, letterario e cinematografico, è stato una grande avventura ludica prima ancora che concettuale. La sua essenza fluida è sempre stata oggetto di volontà sistematizzanti che hanno cercato di inserirlo in un quadro teorico ben preciso. L’oggetto del “nero” ha storicamente avuto un doppio volto: quello, forzando un poco la terminologia, del genere, e quello del particolare mood che si muove tra le barriere dei generi come un’ombra sfuggente, ostacolando ogni ambizione che abbia pretese di fissità. Questa dualità ha infine portato a un punto di sintesi nell’intendere il noir come un meta/genere, caratterizzato da elementi stilistici e tematici ricorrenti ma che percorrono trasversalmente generi e sistemi mediali. Proprio questa natura obliqua ha portato alla nascita di Tracce di noir: una ricognizione a-sistematica sulla portata immaginifica del “nero”, individuato nelle manifestazioni artistiche più disparate anche quando la sua influenza non sembrerebbe così evidente. Come un detective del frammento, alla ricerca di tracce esemplari. Luca Ippoliti FUOR ASSE 120 Tracce di noir

Jason Aaron Southern Bastards Jason Aaron aveva già ampiamente dimostrato di essere a suo agio nel disarticolare l’immaginario legato al “nero” con la sua serie capolavoro Scalped. È tornato successivamente alla carica con Southern Bastards, serie gemella della precedente per la forza eterodossa di una narrazione che continua a calare il noir nei contesti più ideal-tipici, e contemporaneamente squallidi, dell’America profonda. Se in Scalped il luogo dove veniva setacciato il nero era la riserva-nazione indiana, in SB è l’Alabama (terra natia di Aaron) a ospitare le gesta di una società chiusa, ottusa e criminale. Il sud degli Stati Uniti è sempre stato territorio di grandi epopee immaginifiche, anche nell’orchestrazione di malsani noir letterari e cinematografici; fin qui, nulla di nuovo. La grandezza di Southern Bastards sta nel fare implodere (per assorbimento) gli stilemi del meta-genere nei luoghi comuni del Grande Sud: i diner senza grosse pretese, cattivi che prima di essere tali vantano storie di miserevoli sconfitte e umiliazioni, il football come panacea e metafora di vite mediocri. Ne risulta un noir diluito che, senza smarrire la sua carica eversiva, si ri-articola in piccole storie private, in slanci di odioso riscatto, in finte resistenze verso ciò che si dovrebbe essere. Una fotografia efferata di un luogo per eccellenza dell’immaginario che la scrittura di Aaron e il tratto spigoloso di Jason Latour trasportano in un set provinciale, rabbioso e indifferente, in cui c’è il rischio elevatissimo di un’identificazione erotica con il villain. È il noir che ammalia e seduce, non con lo standardizzato e per certi versi idilliaco intreccio tra l’Humphrey Bogart di turno e la femme fatale, ma con una ferocia pulp che lascia indifesi e storditi. FUOR ASSE 121 Tracce di noir

FuoriAsse #21
FuoriAsse n21_HD
FuoriAsse #19
FuoriAsse #18
FuoriAsse #19
FuoriAsse_n_22
FuoriAsse #18
FuoriAsse #18
FuoriAsse #18
Jolly Roger_01_01