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A RITROSO SCRIVENDO

Lettere al Corriere SUI

Lettere al Corriere SUI CAMPI DI CALCIO La moviola Il contestato episodio del gol di mano da parte di un giocatore francese ripropone la sempre rimandata adozione della moviola sui campi di calcio. È ormai palese che non c’è alcun interesse per la sportività dei giocatori e che non si tengono in considerazione gli effetti devastanti sugli pseudotifosi, ma si pensa solo al chiacchiericcio pseudosportivo del dopopartita! Mario Taliani, Noceto (Pr) Corriere della Sera (21 novembre 2009) 72

STRATEGIA DEL «GATTOPARDO»: CAMBIARE PER NON CAMBIARE Scorrendo una raccolta di massime del francese Alphonse Karr intitolata «Sale e pepe», ed edita dalla Formiggini Editore nel 1935 nella collana «Classici del Ridere», mi sono imbattuto nella seguente frase «Plus ça change, plus c’ est la même chose». È scontato il paragone con la famosa italiana «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!», pronunciata da un personaggio ne «Il Gattopardo» di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Ma è proprio per questo che sarei curioso di chiederle se la seconda frase derivi dalla prima, visto che Alphonse Karr morì nel 1890. O se entrambe, considerato soprattutto il significato «politico», possano avere avuto un comune ascendente d’ispirazione. Mario Taliani Caro Taliani, lo spirito delle due frasi è diverso. In quella del «Gattopardo» vi è la strategia politica di un conservatore che sa di non potersi opporre ai mutamenti della modernità, ma si prepara ad aggirarli con qualche apparente concessione per meglio svuotarli del loro contenuto rivoluzionario. Nella frase di Karr, uno dei più prolifici romanzieri e pubblicisti dell’Ottocento francese, vi è una specie di rassegnata ironia. L’autore scrisse che quelle parole gli vennero in mente per la prima volta nel 1848 quando tentò la strada della politica. Era già noto da qualche anno per le «Vespe», una rubrica del Figaro in cui, come scrisse Dino Provenzal nella sua prefazione all’edizione Formiggini, «prendeva in giro pezzi grossi e teste piccine con un brio indiavolato». Dopo i moti rivoluzionari del 1848, l’abdicazione di Luigi Filippo e la proclamazione della Repubblica, decise di partecipare alla vita politica candidandosi a quella Assemblea costituente che preparò senza volerlo la vittoria del principe Luigi Napoleone (il futuro Napoleone III) nelle elezioni del dicembre. Karr, dal canto suo, non fu eletto e lasciò Parigi dopo il colpo di Stato del principe-presidente per ritirarsi a Saint-Raphaël, nei pressi di Nizza, dove rimase sino alla morte. Quelle parole - «più le cose cambiano, più è la stessa cosa» - riflettono i sentimenti di un uomo che era stato molto deluso dalla sua sola, breve esperienza politica. Nel corso della sua vita Karr inventò parecchie centinaia 73

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