Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

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324 AN. CXXIX – MAII-AUGUSTI 2010 – N. 2esorta a non cercare il martirio in sé, si insinuanodubbi sulla sua utilità, si sottolineanogli insuccessi; narra Bonaventura che «l’amicodi Cristo [Francesco] cercava la morte persé con tutte le forze e tuttavia non la trovava».Come Francesco anche Antonio aveva fallitoe aveva visto vanificati i propositi di testimoniarela fede con il sangue. Accanto al temadel martirio inappagato, nelle leggende antonianecompare sempre più anche quello dellavita di penitenza del santo e della sua totalededizione alla missione apostolica, considerataessa stessa martirio. Nel Trecento i tentatividi ricomposizione della memoria laceratadell’Ordine si traducono anche nel recuperoe nell’esaltazione dei santi e dei martiri. Se ilricordo dei frati mandati a morte in Marocconel 1220 era rimasto fortemente ancorato allafigura di Antonio, nel XIV secolo, graziealla Cronaca dei XXIV generali, la vicendadei Protomartiri francescani è pienamenterecuperata alla storia dell’Ordine, anche indipendentementedal ruolo che essa ebbe nellavocazione minoritica di s. AntonioMary Melone, della Pontificia UniversitàAntonianum, illustrando Il martirio nei Sermonidi sant’Antonio evidenzia che il temadel martirio, pur non essendo né molto ricorrentené particolarmente articolato, comparenei Sermoni di Antonio di Padova con duecaratterizzazioni fondamentali: da una parte,Antonio tratteggia il significato del martirioin occasione delle feste di santi martiri, comeStefano, Pietro, Paolo o i santi Innocenti,individuando nel sacrificio, nei patimentie nel dono della vita il compimento del lororapporto con Cristo; dall’altra, il contestoper così dire ecclesiale in cui egli pone il riferimentoai martiri chiama in causa la suavisione della Chiesa: essi, infatti, compaionofrequentemente accanto agli apostoli, aiconfessori della fede e alle vergini come unodegli ordini posti a suo fondamento. Pertanto,per collocare il tema il più possibile correttamenteall’interno dei Sermoni, è propostainnanzitutto una rapida recensione delle sueoccorrenze; in un secondo momento, poi,prendendo in esame le concordanze e le immaginiche maggiormente ricorrono nella suapresentazione, ha fatto emergere il significatoche Antonio attribuisce al martirio secondoquei tre livelli di lettura che strutturano i suoisermoni, vale a dire secondo il senso allegorico,morale ed anagogico, con cui il martirioviene considerato in rapporto al cammino diconversione personale del cristiano, al suovissuto di appartenenza alla Chiesa e, infine,alla sua tensione verso la pienezza della vitaeterna.Giuseppe Cassio, della Diocesi di Terni-Narni-Amelia, ha illustrato L’iconografia deiSanti Protomartiri ponendosi l’obiettivo difare chiarezza sul tema tanto delicato quantocomplesso della rappresentazione figurativadei Protomartiri a partire dai primi esempiconosciuti, che risalgono al XIV secolo, sinoalle recenti interpretazioni tra contemporaneitàe adesione alle fonti. Partendo dal primoprezioso approccio di padre Jürgen WerinhardEinhorn (2004) che contiene una settantina disegnalazioni si è lavorato con maggiore determinazionenella ricerca di ulteriori testimonianzeartistiche attraverso una capillareindagine nei conventi maschili delle famigliefrancescane tra Italia, Spagna, Portogallo,Germania, Francia e Brasile. L’indagine hapermesso di accrescere notevolmente il catalogoiconografico dei Protomartiri aprendocosì la strada allo studio e al confronto di taliimmagini specificandone altresì l’iconologianonché la funzione socio-culturale sia all’internoche all’esterno dell’Ordine.Nell’ultimo intervento, Salvatore Barbagallodella Pontificia Università Antonianumha affrontato il tema de La liturgia dei santiProtomartiri Francescani. Il Concilio VaticanoII nel ribadire la centralità che la Pasquaha nel corso delle celebrazioni dell’anno liturgicopropone il recupero del culto dei santiall’interno della prospettiva della centralitàdel mistero pasquale del Cristo: «Nel giornonatalizio dei santi infatti la Chiesa proclama ilmistero pasquale realizzato in essi, che hannosofferto con Cristo e con lui sono glorificati»(SC 104). Il legame stretto tra la morte delmartire e la passione del Signore, motivo percui il martire è stato il primo a ricevere il cultoecclesiale, lega il culto del martire sia allacelebrazione eucaristica – la morte del martire,sacrificio della propria vita, e la celebrazionedell’eucaristia, sacrificio rituale dellamorte di Cristo – sia alla comunità ecclesiale:il martire è membro della Chiesa, Sposa diCristo. In questa prospettiva il suo sacrificiosi manifesta come la risposta della Chiesa allacarità del suo divino Sposo: il sangue versatodal martire è il sangue della Chiesa. Nellaseconda parte ha preso in esame la liturgiadei santi Protomartiri francescani, analizzandol’attuale eucologia presente nel Messale

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