Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

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222 AN. CXXIX – MAII-AUGUSTI 2010 – N. 2il futuro insieme, responsabilizzarsi del futurodel francescanesimo in una determinata regioneinsieme. Non sarebbe fraterno né responsabilecedere alla tentazione del “si salvi chi può”. Sefacciamo parte della stessa Fraternità, dello stesoOrdine, tutti dobbiamo sentirci responsabilidel futuro della presenza francescana in un territoriodove, in un modo o in un altro sembravenga meno. Sento che è urgente «superare lamentalità provincialista e incrementare l’interprovincialitàe il senso di appartenenza allaConferenza e all’Ordine» (PdV 31).Il passo che state per fare va proprio in questadirezione di interdipendenza e io non posso direaltro che di essere veramente contento di talepasso, che considero coraggioso da parte delledue Province e rispondente all’appello del profetache oggi riacquista tanta attualità: «allargatelo spazio della vostra tenda» (cf. Is 54,2).3. Finalità e criteriLa finalità dell’interdipendenza e della ristrutturazionedelle Province non consiste nelcercare soltanto di risolvere le difficoltà interneche vivono certe Province o di venire incontroai sintomi di un certo malessere nei Frati(cf. PdV 35). Non è neppure solo il rilanciodelle missioni e un’esigenza che ci viene dellalettura dei segni dei tempi e dei luoghi, anchese tutto questo è presente e molte volte sta allabase di una tale interdipendenza e della stessaristrutturazione delle Province. La finalità ultima,il criterio importante da tener presenteè quello che ci viene dato dal Capitolo generale2009: «tentare di ridarci significato […]in maniera più profetica» (PdV 31). Si trattadunque di riqualificare la nostra vita e le nostreFraternità, ripartendo dal Vangelo; si tratta dirivitalizzare la risposta vocazionale e il progettoevangelico di vita e missione, si tratta, in definitiva,di dare qualità evangelica alla nostravita e missione: centrandoci, concentrandoci,de-centrandoci.In questo caso è importante ricordare e prenderecoscienza di quanto afferma il Capitolo2009: «si tratta di “rifondare” la nostra vita sulfondamento del Vangelo. Una “rifondazione”,però, che non si limita alle strutture, ma che vuolpartire dalle persone, ossia dai Frati e dalle nostreFraternità. Non serve ristrutturare le opere ole Province se non si rifonda la nostra qualità divita evangelica e la nostra missione evangelizzatrice;è però importante rivedere le nostre struttureperché esse siano sempre e solo al serviziodella vita e della missione» (RdV 35-36).È questo il mio augurio per voi, cari fratellidi queste amate Province.Fr. José Rodriguez Carballo, ofmMinistro generale7. Omelia al Capitolo delle Stuoie delleProvince di Assisi e di SardegnaS. Maria degli Angeli, Assisi, 31.05.2010Carissimi fratelli,il signore vi dia pace!Nel contesto della celebrazione del Capitolodelle Stuoie dei Frati delle Provincedell’Umbria e della Sardegna, celebrando lamemoria liturgica della Visitazione della B.V.Maria, e a conclusione del mese di maggio,particolarmente dedicato alla Vergine santa, ilSignore ci fa dono, ancora una volta, della suaparola.Una parola che vuole essere luce per i nostripassi, guida sul nostro cammino. Una parola,quella della liturgia odierna, che stilla gioia,letizia: «gioisce, esulta, rallegrati». Sono iverbi che si ripetono nella prima lettura e chedanno una tonalità festiva a questa nostra celebrazione.Da parte sua, il Vangelo continuaquesta stessa tonalità, riscaldando, ancora dipiù, l’atmosfera festiva e gioiosa: Elisabettabenedice Maria, «benedetta tu fra le donne ebenedetto il frutto del tuo grembo» (Lc 1,42),«il bambino esulta di gioia nel grembo di suamadre» (Lc 1,44) e Maria canta: «l’anima miamagnifica il Signorie, e il mio spirito esulta inDio, mio salvatore» (Lc 1,46-47). Tutto è dominatodalla gioia, dalla festa. E il motivo ditanta esultanza è chiaro: «Il Signore è in mezzoa te» (Sof 3,15), «l’inverno è passato, i fiorisono apparsi nei campi, e la voce della tortorasi fa sentire» (Ct 2,11ss).La gioia è il sentimento di tutti coloro chesentono la presenza del Signore in mezzo loro.Gioia, festa, è la risposta dell’uomo alla visitadel Signore. Gioia, festa, stupore sono i sentimentiche proviamo di fronte a un Dio che ciama e che cammina con noi, in mezzo a noi.Cari fratelli, contro il “virus della scontentezza”,contro i seminatori dell’infelicità, controla pressione degli esperti in voler vedere tuttocolor nero, la gioia appare come la nota distintivadella vita cristiana e religiosa, così comela via maestra della testimonianza. I nostricontemporanei vogliono vedere nelle personeconsacrate e particolarmente in noi, seguaci

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