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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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POMPEO AZZOLINO<br />

(Brin<strong>di</strong>si, XV Secolo)<br />

Fu una singo<strong>la</strong>re figura <strong>di</strong> condottiero brin<strong>di</strong>sino <strong>che</strong> seppe <strong>di</strong>fendere Brin<strong>di</strong>si, attaccata dai<br />

Veneziani nel 1483. Il re Ferrante, Fer<strong>di</strong>nando I d’Aragona, gli affidò il governo del<strong>la</strong> <strong>città</strong>, in<br />

considerazione delle sue rinomate virtù militari e del<strong>la</strong> sua fedeltà al<strong>la</strong> casa reale.<br />

Nel 1481 m ostrò il suo valore e le sue capacità guerres<strong>che</strong> personali, offrendo con i suoi<br />

uomini un importante contributo al<strong>la</strong> liberazione <strong>di</strong> Otranto, <strong>che</strong> era caduta in mano ai Turchi<br />

l’anno precedente.<br />

Nel 1483 i Veneziani, con una flotta forte <strong>di</strong> 56 vele salpata da Corfù, sbarcati sul<strong>la</strong> spiaggia<br />

<strong>di</strong> Guaceto, occupate e sac<strong>che</strong>ggiate Carovigno e San Vito degli Schiavoni -oggi dei<br />

Normanni- si <strong>di</strong>ressero, capitanati da Giacomo Marcello, tronfi e baldanzosi, al<strong>la</strong> volta <strong>di</strong><br />

Brin<strong>di</strong>si, piazzaforte aragonese, con il proposito <strong>di</strong> occupar<strong>la</strong>.<br />

Pompeo Azzolino, messosi a capo <strong>di</strong> un gruppo <strong>di</strong> giovani volontari brin<strong>di</strong>sini, li affrontò sul<br />

campo, sul<strong>la</strong> strada per Brin<strong>di</strong>si, e l i fece retrocedere, costringendo a precipitosa fuga i<br />

superstiti e lo stesso Marcello, e incalzandoli fino al porto <strong>di</strong> Guaceto, nelle cui acque era al<strong>la</strong><br />

fonda l’armata veneta <strong>che</strong>, dopo aver cannoneggiato i Brin<strong>di</strong>sini ed accolto i malconci<br />

fuggitivi, sciolse le ancore e prese il <strong>la</strong>rgo.<br />

Ritornato in <strong>città</strong>, Azzolino fu ricevuto con gran<strong>di</strong> onori dai suoi concitta<strong>di</strong>ni, <strong>che</strong> lo salutarono<br />

come salvatore del<strong>la</strong> patria e, per volontà del re aragonese, fu ricordato per quel suo atto<br />

eroico, con una epi grafe apposta sul muro del<strong>la</strong> sua casa, nel quartiere marinaro delle<br />

Sciabi<strong>che</strong>:<br />

“CESARE METTE IN FUGA POMPEO: DA QUESTO STESSO LUOGO, IL NOSTRO<br />

POMPEO FORTE QUANT’ALTRI MAI AFFRONTA INNUMEREVOLI NEMICI. SALGA<br />

DUNQUE ALLE STELLE LA FELICE CASA DEGLI AZZOLINO CHE GENERA TALI<br />

PETTI DA OPPORRE ALLE ARMI DEGLI UOMINI “<br />

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