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i 100 personaggi dell'odonomastica di Brindisi che attraversano tutta la storia della città

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

Lo stradario di Brindisi conta più di mille, tra vie, piazze, vicoli, larghi, parchi, etc. Ebbene di quelle più di mille intitolazioni, poco più di cento sono dedicate a personaggi illustri di Brindisi: personaggi nati a Brindisi, o che a Brindisi hanno vissuto e operato significativamente, o che con Brindisi hanno avuto una qualche speciale relazione. Poche o molte, non è qui importante stabilirlo, ma certo è che quelle cento intitolazioni dello stradario cittadino, nonostante le molte ed importanti assenze, costituiscono in una qualche misura “uno specchio” della plurimillenaria ed avvincente storia della nostra città: dalla mitologia e dai gloriosi tempi della repubblica e dell'impero di Roma, alle due guerre mondiali del Novecento, e fin dentro questo Ventunesimo secolo, dopo aver percorso i secoli dell'Alto e del Basso Medioevo e quindi della Modernità e della Contemporaneità.

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ANGELO TITI<br />

(Brin<strong>di</strong>si, 14 gennaio 1869 – Brin<strong>di</strong>si, 1956)<br />

Fu un i mpren<strong>di</strong>tore brin<strong>di</strong>sino <strong>di</strong> successo <strong>che</strong> operò principalmente nel settore marittimo,<br />

figlio maggiore dei cinque figli maschi e fr atello an<strong>che</strong> delle quattro femmine <strong>di</strong> Marianna<br />

Pansini e <strong>di</strong> Teodoro, fondatore nel 1848 dell’Agenzia marittima Titi, al quale Angelo<br />

subentrò nel<strong>la</strong> gestione del<strong>la</strong> società armatoriale nel 1920, in seguito al<strong>la</strong> morte <strong>di</strong> Teodoro.<br />

Fu docente <strong>di</strong> computisteria nel<strong>la</strong> Scuo<strong>la</strong> Tecnica <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si. Fu consigliere comunale nel<br />

1922 e pr esidente del Comitato Marittimo e d el<strong>la</strong> Commissione granaria del<strong>la</strong> Provincia <strong>di</strong><br />

Brin<strong>di</strong>si. Fu presidente del<strong>la</strong> Camera <strong>di</strong> commercio <strong>di</strong> Terra d’Otranto. Fu pr esidente<br />

dell’Unione dei commercianti da lui stesso fondata e vicepresidente del Consiglio provinciale<br />

dell’economia.<br />

Nel<strong>la</strong> sua lunga e prolifica carriera professionale, Angelo Titi fu an<strong>che</strong> console onorario del<strong>la</strong><br />

Germania e fu designato, dall’Alta Corte <strong>di</strong> Giustizia del Senato del Regno, perito nel<br />

processo contro gli amministratori del<strong>la</strong> Banca italiana <strong>di</strong> sconto e de volvé in beneficenza<br />

l’onorario <strong>di</strong> questo importante e impegnativo incarico.<br />

Angelo Titi, legò il suo nome an<strong>che</strong> all’istituzione a Brin<strong>di</strong>si del<strong>la</strong> Zona Franca. Incaricato dal<br />

prefetto Ernesto Perez, il commendatore Titi preparò <strong>la</strong> re<strong>la</strong>zione per <strong>la</strong> commissione<br />

ministeriale incaricata <strong>di</strong> visitare i maggiori porti italiani per selezionare quelli adatti ad essere<br />

zona franca. Quel<strong>la</strong> re<strong>la</strong>zione magistrale, contribuì decisamente all’esito favorevole per<br />

Brin<strong>di</strong>si, a svantaggio <strong>di</strong> Bari.<br />

Dopo <strong>la</strong> morte <strong>di</strong> Angelo Titi, nel 1956 <strong>la</strong> Giunta Comunale deliberò all’unanimità perché <strong>la</strong><br />

Zona Franca del porto <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si gli fosse intito<strong>la</strong>ta.<br />

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