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8 months ago

CRIMINI VAT

esponenti progressisti

esponenti progressisti internazionali. Un’altra presa di posizione alquanto criticabile assunta dal Papa si verificò nel 2000 allorché in Ruanda fu arrestato il vescovo Augustin Misago (argomento trattato nel capitolo “Conquistadores”) perché accusato di aver avuto un ruolo attivo nel genocidio in quel Paese. Ebbene, anche in questo caso Wojtyla espresse subito la propria solidarietà al vescovo prima ancora di conoscere i fatti; la sentenza scagionò l’imputato dalle accuse e ciò provocò aspre critiche da parte dei familiari delle vittime e di varie associazioni umanitarie. Il direttore dell’Agenzia Stampa ruandese Rutazibwa dichiarò di essere sorpreso dal verdetto considerata l’accuratezza di alcune accuse contro il prelato e che sicuramente c’era stata una volontà politica di archiviare il caso. Un altro avvenimento che ha evidenziato il completo disinteresse del Papa nei confronti della povera gente si verificò sempre negli anni ’80, allorché una parte del clero statunitense si schierò contro l’amministrazione del presidente Ronald Reagan condannando la sua politica di riarmo che andava a scapito delle classi sociali più povere; inoltre le Commissioni per la pace e la giustizia, organizzazioni popolari formate da clericali e laici, decisero di mobilitare gli ingenti capitali che la Chiesa americana possedeva nelle industrie che producevano armi atomiche, dalla General Electric alla AT & T, al fine di ostacolare e rallentare la corsa al riarmo reaganiano. Ebbene, Giovanni Paolo 2° richiamò tutti all’ordine con un appello categorico: «La Chiesa non deve ingerire in Carol Wojtyla saluta Reagan. questioni politiche…». Anche la visita che il Pontefice fece nel 1987 in Cile, governato dal dittatore fascista Augusto Pinochet, è un altro classico esempio di come la politica portata avanti dalla Santa Sede andasse a braccetto con quella dei più potenti governanti mondiali anche se tiranni, non importava, purché tirassero l’acqua al mulino del Vaticano. Infatti, anche in quell’occasione, il sommo Pontefice non invitò mai il generale Pinochet al rispetto dei diritti umani, a porre fine alla dittatura e ad una maggiore democrazia nel Paese come avrebbe dovuto fare, cosa che invece ampiamente ribadiva ogni qualvolta visitava Paesi con governi altrettanto totalitari, ma di Wojtyla con Pinochet. ~ 138 ~

sinistra come ad esempio la “sua” Polonia. Come si vede per Carol Wojtyla c’erano le dittature buone e quelle cattive, tutto dipendeva dai profitti che ne ricavava lo Stato Vaticano. Alfredo Chiappori, 09/01/1979. ~ 139 ~

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