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CRIMINI VAT

Recentemente (novembre

Recentemente (novembre 2010) il Procuratore della Repubblica, dr. Giancarlo Capaldo, ha riaperto le indagini sul caso Orlandi ed ha affermato che c’è una stretta relazione fra la sepoltura di Enrico De Pedis nella basilica di Sant’Apollinare ed il mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi. Speriamo che questa volta riescano a far luce su questo triste avvenimento e a smascherarne i responsabili, ma non sarà facile. Il triplice delitto della guardia svizzera La sera del 4 maggio 1998, dentro le Sacre Mura vaticane, furono trovati i cadaveri di tre persone uccise a colpi di pistola: il comandante della guardia svizzera vaticana Alois Estermann, sua moglie Gladys Meza Romero ed il vicecaporale Cédric Tornay. Dopo sole tre ore dalla scoperta dei cadaveri il portavoce della stampa vaticana, Joaquin Navarro-Valls, fornì la versione ufficiale dei fatti: “raptus di follia” del vicecaporale Tornay il quale, prima avrebbe ucciso con la propria pistola di ordinanza i coniugi Estermann, poi si sarebbe suicidato. Benché non fosse ancora disponibile alcun elemento investigativo, i vertici della Santa Sede avevano già stabilito che l’autore della strage era il vicecaporale Tornay e in un comunicato ufficiale, Navarro-Valls riferì: «…il Vaticano ha la certezza morale che i fatti si sono svolti così…». Questa repentina e fantasiosa versione dei fatti ottenne il sigillo, 36 ore dopo, da papa Giovanni Paolo 2° il quale, davanti ai fedeli in Piazza San Pietro, pregò il Signore Onnipotente di “accogliere accanto a sé nella pace” le anime di Alois e Gladys Estermann, mentre invocò “misericordia” per l’omicidasuicida designato Cédric Tornay. Neppure il sommo Pontefice avvertì il bisogno di attendere almeno le risultanze dell’inchiesta. In seguito venne precisato dalle autorità vaticane che Tornay avrebbe ucciso i due coniugi per vendicarsi di alcuni torti subiti da parte di Estermann, tra i quali una medaglia negata e continue vessazioni a cui esso era sottoposto. Molti fatti che seguirono la strage fecero però pensare che le cose non fossero andate come dichiarato dalle autorità vaticane: innanzi tutto la scena del delitto non venne sigillata e quando arrivò sul posto il giudice Alois Estermann. Gladys Meza Romero. ~ 198 ~

Gianluigi Marrone, constatò che decine di persone si aggiravano fra i cadaveri; inoltre costui si accorse che diversi elementi di prova portanti erano stati rimossi o spostati e che mani ignote avevano già provveduto a perquisire sia l’appartamento e l’ufficio di Estermann, che l’alloggio di Tornay. Fu anche impedito, da parte delle autorità vaticane, che le autopsie dei cadaveri venissero effettuate all’esterno dello Stato papalino, inoltre i risultati delle indagini investigative, affidate al Corpo di Vigilanza vaticano, non vennero mai resi noti, così come segreti restarono i risultati balistici e Cedric Tornay. autoptici. Segrete anche le testimonianze raccolte e perfino l’identità dei testimoni. A un certo momento saltò fuori una lettera che Tornay avrebbe scritto a sua madre un’ora e mezza prima di attuare il suo disegno di vendetta verso il proprio comandante e che lui stesso avrebbe consegnato ad un commilitone; tale lettera, nella quale egli spiegava i motivi del terribile gesto che stava per compiere, secondo il Vaticano sarebbe la prova della colpevolezza del vicecaporale, però ne esistono due versioni con evidenti incongruenze e, alla luce di perizie indipendenti, palesemente contraffatte. Infatti, come si può conciliare un “raptus di follia” con una lettera scritta qualche ora prima del “raptus” stesso, che configurerebbe un vero e proprio delitto premeditato? Ma non è finita: il vicecaporale Tornay risultava essere di sana salute mentale, anche se un po’ esuberante e poco incline alla disciplina, inoltre sembra che avesse deciso di lasciare il Vaticano poiché l’ambiente gli stava creando dei problemi. Comunque tutto faceva pensare che la versione rilasciata dalle autorità vaticane fosse un’enorme falsità; era di questo avviso anche la madre di Tornay, signora Muguette Baudat la quale, dopo aver fatto trasferire la salma del figlio in Svizzera, fece eseguire da alcuni periti un’indagine dei fatti accaduti ed una seconda autopsia sul cadavere; questa fu eseguita dall’Istituto di Medicina Legale di Losanna ed il resoconto degli esperti fu il seguente: - E’ strano il fatto che quella sera nessuno abbia udito gli spari. - Perché Tornay quella sera aveva con sé la propria pistola di ordinanza visto che aveva terminato il servizio alle ore 19? - Il vicecaporale fu trovato morto in posizione bocconi con la pistola sotto al proprio corpo; siccome morì per un colpo esploso in bocca, il ~ 199 ~

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