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medie e .••midi dimensioni appartengono le tonsille, le capsule surrenali

il timo, la tiroide e infine la milza , che è il pm grande fra

.di orfani della stessa classe.

Patinate nella loro forma, queste glandoìe non differiscono meno

fra loro I follicoli isolati dell'intestino sono arrotonditi; riuniti in

.•ruiiDO «i pongono a mutuo contatto e costituiscono delle placche,

chiamate placche di Peyer Sulla base della lingua, le glandolo vescicolari

hanno l'aspetto di cavità otricoliformi ; le tonsille ricordano la

forma di una mandorla, le capsule surrenali sono state paragonate ad

un elmo, la milza ad un segmento d'ovoide ecc.; ciascuna, in una parola,

ha una forma propria.

11 loro colore, la loro consistenza, le connessioni che presentano,

non sono meno variabili della loro forma, del loro numero, del loro

volume.

11 modo di costituzione delle glandoìe vascolari sanguigne e dunque

il solo carattere che loro è comune. Paragonate sotto questo punto di

vi sia. ci olirono a considerare delle vescicole che ne formano l'elemento

essenziale, uno scheletro cellulare o cellulo-fibroso in cui sono

situate le vescichette, ed infine vasi e nervi.

A. Vescicole chiuse. - Esso hanno per primo attributo la loro

trasparenza: però alcune, in certi mammiferi, olirono una tinta opalina.

Sono tanto picei de da non potersene valutare il volume in generale

se non al microscopio. Nell'uomo però si possono distinguere ad

occhio nudo sulle pareti dell'intestino ed in parecchi animali sui tagli del

tessutt» spiritico. 11 loro diametro medio è di mezzo millimetro; quello

ili He più voluminose non supera i 2 millimetri, per molte si abbassa

a 0""" *j, e può anche ridursi ad una frazione più piccola ancora.

La loro forma più ordinaria è sierica , specialmente nella milza.

I.e \escicliette glandolari del timo sono poliedriche per pressione reciproca.

I follicoli chiusi isolati del canale intestinale, che sollevano

la mucosa, sono spesso un poco allungati e piriformi.

La mcmhriina che costituisce l'involucro o la parete propria delle

\escichette ha una spessezza e specialmente una densità notevole nell'intestino,

in modo che esse resistono abbastanza a lungo alla decomposizion»

putrida. Diviene molto più sottile nella glandola tiroide, nel

limo, nelle tonsille, e di una sottigliezza estrema nella milza, e specialmente

nei janglii linfatici in cui le vescichette si alterano molto prontamente

dopo la morte.

Considerate nella loro struttura, si possono dividere, con Ch. Robin,

in qu.-lle nelle quali penetrano i capillari sanguigni ed in quelle

in cui non ne penetrano punto. Le vescichette che contengono una

rete di capillari sono quelle del canale intestinale, della milza e del

timo. A questa rete se ne aggiunge una seconda, conosciuta sotto il

nome di reticolo, composta di filamenti e di cellule stellate, e clic serve

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