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superiore; il piccolo pettorale, la parte inferiore del gran pettorale,

il gran dentato e gl'intercostali, che non intervengono se non nelle

profonde inspirazioni ; — 2.° in espiratori : tali sono i sottocostali, il

triangolare dello sterno, il piccolo dentato inferiore, il gran petto

rale nei suoi tre quarti superiori, il trapezio nella sua parte dorsale,

i muscoli addominali, e forse anche il grande dorsale, sull'azione

del quale esistono ancora opinioni diverse;—3." in quelli che non

sono né inspiratori né espiratorie a questa classe appartengono i sopracostali,

il piccolo dentato superiore ed il romboide.

Il diaframma, contraendosi, non perde la forma a volta che gli è

propria. La sua parte centrale o aponevrotica si abbassa pochissimo.

Nelle sue parti laterali, cioè in quelle che corrispondono alla

base dei polmoni, si verifica il maggiore abbassamento. Questo è il

risultato della contrazione delle fibre muscolari estese .dal centro frenico

alle sei ultime costole, fibre che abbiamo visto portarsi per la

maggior parte orizzontalmente infuori, applicarsi alle costole e discendere

in seguito verticalmente. Quando queste fibre si contraggono,

le loro due metà tirano, ciascuna nella sua direzione, il punto

al quale ai attaccano. La metà interna tira in basso ed in fuori il

centro frenico, che essa abbassa, allungandosi a spese della metti

verticale. Questa tira le costole in alto, e poiché queste sono più

mobili del centro frenico, così esse si elevano più che questo non

discenda.

Sicché la direzione che seguono le fibre muscolari attaccate alle costole

persiste, e la forma generale del muscolo durante la sua contrazione

resta presso a poco la stessa; solamente, la porzione orizzontale

di queste fibre costali si allunga tanto più a spese della porzione

verticale, per quanto la contrazione del muscolo è più energica.

Da questo modo di azione del diaframma risulta che, esso ingrandisce

al tempo stesso i tre diametri del torace : allunga il diametro verticale

abbassandosi, 1'antero-posteriore elevando le costole, ed il trasversale,

sia elevando le costole, poiché queste non possono elevarsi

senza portarsi infuori, sia imprimendo loro un movimento di rotazione

intorno ad una linea che passa per le loro due estremità.

e.—Arterie e vene del torace.

Le ARTERIE che si distribuiscono alle pareti del torace sono: le

intercostali superiori, branche delle succlavie, destinate ai due o tre

primi spazi intercostali; le intercostali posteriori, branche dell'aorta

toracica, le mammarie interne, le diaframmatiche inferiori e la toracica

lunga o mammaria esterna.

Le arterie intercostali, nello spazio che percorrono dalla colonni

vertebrale all'angolo delle costole, occupano la parte media degli'spazl

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